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TI SUPERMERCA


Job

numero 4 - aprile 2010

Job

sommario

pag 23

È un periodico di Keen Mind

notizie e molto di più

Direttore editoriale Piero Piccioli

storia di copertina

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attualità

Redazione via Smareglia 24 - Milano tel. 0270002315 fax: 0271092310 info@jobedi.it

immigrazione: brava come la mia badante non c’è nessuno, ma...

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mestieri

Pubblicità FMF COMUNICAZIONE srl tel. 0273953491 cell.: 3930839121 fmfcomunicazione@virgilio.it

disegnatori/progettisti cad-cam: informatici creativi

domande&risposte

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le risposte dei nostri esperti alle vostre domande

Impaginazione: Silvia Debora Cutri

pag 29

il dopoJob

Hanno collaborato: Daniela Bianchi, Massimo Casiraghi, Tommaso Di Buono, Riccardo Giuly, Remo Guerrini, Massimo Lanari, Antonella Loconsolo, Francesca Lozito, Francesca Prosperi, Maria Quarato, Innocente Somarè

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terme ritrovare se stessi

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libri Vitali: storie di donne e un pizzico di nostalgia

29

musica Thisorder: il talento non è uno show

mal d’africa on air

pag 30

Kenia, i diritti corrono sull’onda

e poi...

Proprietario della testata Cisl Milano Via Tadino 23 20124 Milano

mostre, cinema, teatri, lirica

Stampa e distribuzione LITOSUD Srl Via Matteotti, 1 20060 Pessano con Bornago tel. 0295742234

Job vi dà appuntamento con il prossimo numero venerdì 7 maggio

Reg. Trib. di Milano n.293 del 26/04/2006 Iscrizione Roc n. 17405 del 09/08/2008 Responsabile trattamento dati, legge 196/03: Mauro Cereda

NON CI SONO PARAGONI

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tasse: c’è chi paga tanto, chi poco e chi non paga per niente

Direttore responsabile Mauro Cereda

Editore KEEN MIND srl Sede legale: Via Borgazzi 4 20122 Milano Sede operativa: Via Smareglia 24 20133 Milano tel. 0273953491

5

dituttounpo’

Milano

In redazione: Christian D’Antonio

3

TREVIGLIO (BG)

ROZZANO (MI)

PANTIGLIATE (MI)

Via Caravaggio, 45 -Tel. 0363.30.00.34

Via Curiel,, 204 -Tel.02.57.78.41

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NON CI SONO PARAGONI

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keenmind.it

GRAZIE GR RAZ ZIE CISL CISL S Ci Milano Cisl M ha acq acquistato quistato

6a appartam appartamenti menti ne nel el quarti quartiere iere S G iulia a Rogor R edo Santa Giulia Rogoredo che mette m a dispo posizione disposizione

e anzian ne indige enti di persone anziane indigenti o non autosufficienti autosuffficienti a canoni contenuti attraverso graduatoria can noni conten nuti e attrav verso gradu uatoria

RIT RITIRA TIRA I MODULI E PRESENTA PRESENT TA LA DOMANDA PRESSO PRE ESSO LA FEDERAZ ZIONE PENSIONATI PENSION NA AT TI CISL MILANO FEDERAZIONE MILA ANO - VIA T TADINO A ADIN NO 23 MILANO O IN NFORMA AT TI TELEFONANDO TELEF FONANDO AL NUMERO NUMERO 02.2052.5230 02.2052 2.5230 INFORMATI


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di tutto un pò

A Cipro si vive I Secondo l’Fmi a parità di potere meglio che da d’acquisto il Pil pro-capite degli italiani è 13esimo su scala mondiale. Significa noi. Italia che guadagnamo e viviamo peggio che tredicesima a Cipro, Atene e Berlino. Siamo appena meglio di Spagna e nella classifica piazzati Slovenia. Sono più ricchi i del benessere lussemburghesi, gli olandesi e gli

Come Milano è diventata Milano Le foto del progresso in un libro

I Chi dice che Milano è brutta farebbe bene a leggere Identità Parallele, un libro fotografico di Irene Bascì che documenta i cambiamenti della città. Si riscoprono tutti i luoghi simbolo milanesi in 70 scatti messi a confronto con il passato. Il gioco divertente è anche una testimonianza di come il progresso ha trasformato la metropoli negli ultimi 100 anni.

austriaci.

l’intervista

LO SCENARIO DOPO LE ELEZIONI REGIONALI agenziafotogramma

a Giacomo Vaciago* QUEL CHE CONTA È IL LOCALE

A perdere è stata Roma L’Italia è policentrica e la Lombardia non è più “motore”. Per fare un bilancio concreto su dove va l’elettorato in Lombardia e cosa cambia nella gestione della cosa pubblica locale, il professor Giacomo Vaciago, ordinario di Polirica Economica alla Cattolica, è molto diretto: «In un mondo globale il locale conta molto di più e il partito locale per eccellenza è la Lega».

Tutto e niente è come prima Formigoni si conferma per quarta volta, la Lega avanza, il Pd rimane al palo. Intanto la crisi non si ferma. Economia e lavoro saranno i banchi di prova della nuova giunta. I Roberto Formigoni succede a Formigoni Roberto e poco più. I numeri parlano da soli: 1,3 milioni di voti al Pdl e 1,1 milioni alla Lega. L’avanzata del partito di Bossi è l’unica vera, in parte prevista, novità della tornata elettorale che, esclusa la suspance della presentazione delle liste, non ha avuto acuti particolari. Nemmeno da parte dell’opposizione di centrosinistra che rimane lontana anni luce da Pdl e Lega messi insieme. L’unica consolazione, se così si può dire, è il discreto risultato di Milano dove il Pd porta a casa un 41% per cento ben più significato del 33 su base regionale e, soprattutto, lascia intravvedere qualche chance di successo in vista, l’anno prossimo, del rinnovo del Consiglio comunale. La battaglia per la poltrona di sindaco è iniziata prima ancora che si votasse per il Pirellone: Umberto Bossi ha già messo le mani avanti candidandosi in prima persona. Alla fine

non sarà così, di certo la Lega batte cassa a Milano e in Regione e fra qualche settimana vedremo come si assesteranno gli equilibri in giunta. Tutto come prima, niente è come prima. La regione che Formigoni ha trovato nel 1995 è profondamente diversa da quella di oggi e non sappiamo bene quale sarà quella di domani. Sicuramente la Lombardia è molto meno “locomotiva d’Italia”. I morsi della della crisi si fanno sentire: unidicimila licenziamaneti in un mese che si aggiungono a quelli degli ultimi anni, tasso di disoccupazione al 6,4% raddoppiato in due anni. Piccole e medie aziende che chiudono senza prospettive di riapertura. Cassa integrazione a livelli record. L’economia e il lavoro sono, per forza, i temi su cui si gioca il futuro della Lombardia, chiunque la governi. E non basterà certo l’Expo da solo a rilanciare il sistema. •

Questa affermazione di Bossi cosa indica? Che Roma è la vera perdente da questo turno elettorale. Non c’è spazio nella mente della gente per considerare la politica nazionale, si è andati a votare soprattutto il personaggio popolare, quello che si percepisce vicino. E Roma perde sempre più sovranità perchè l’Italia è ormai policentrica. Pensi che Berlusconi per affermare la sua esistenza deve andare sempre in tv, altrimenti pochi si accorgono che esiste un Governo. La Lombardia è ancora motore economico d’Italia? Ormai da 15 anni non lo è più. La globalizzazione ha frantumato la leadership e ne ha create tante altre, come le Marche o l’Emilia. A questo punto la sfida è pensare la regione in una prospettiva di de-industrializzazione, cosa che è già avvenuta e riprendersi la corona. Come spiega l’astensionismo? All’estero si sono sempre stupiti di quanta gente andava a votare in Italia. La parte interessata alla politica altrove non supera il 60% e noi ci stiamo allineando a questa percentuale. (Christian D’Antonio) *Ordinario di Politica Economica Univ. Cattolica di Milano


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di tutto un pò

A Milano I Milano e Brescia saranno le prime 2 i primi città italiane ad avere distributori per il rifornimento delle electric car. distributori Da giugno, A2A con Renault Nissan, ha per rifornire in programma l’attivazione delle prime colonnine nella metropoli per le macchine 2rifornimenti con batterie agli ioni di elettriche litio. Per la fine del 2010 i punti

Eco housing art con il design si vincono 30mila euro e un posto alla Triennale

diventereanno 200.

I Alla fiera “Fa’ la cosa giusta” si è vista una bella inziativa per giovani talenti dell’arte, design e architettura: fare progetti sul tema abitare in ecologia. Si accettano progetti, dalla sedia alla casa, per un nuovo modo di concepire l’ambiente. Si vincono 30mila euro e la possibilità di essere in mostra alla Triennale. L’iniziativa è online a www.ecohousing-art.it.

IL FUTURO DELL’ECONOMIA ‘VERDE’

Consumi eco intelligenti 1

Un bosco a Milano

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La città virtuosa

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Economia al decollo?

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Consumi intelligenti

Claudio Abbado, direttore a La Scala, lo aveva preteso, Letizia Moratti glielo ha approvato. L’idea è stata concretizzata dall’archistar Renzo Piano, e il bosco in piazza Duono entro il 2015 si farà. Carpini e frassini gli alberi scelti. Ossigneo paragonabile a 4mila auto in meno. Polemiche feroci sui costi.

Il bosco è l’ultimo capitolo di una rapporto a ostacoli tra Milano e l’ecologia. Edoardo Croci, ex assessore "tecnico" all'Ambiente e inventore di Ecopass, dice che in pianura Padana per lo smog si perdono 2 anni di vita. E immagina una città più virtuosa: «Ci vuole equilibrio tra 1,3 milioni di persone residenti e 1 milione di pendolari al giorno». Milano non ha decentrato gli uffici come le altre città: prova ne è che il centro di sera contiene 10mila persone, di giorno 100mila. E proprio lì ci si ammala di più.

Con tutti i problemi di inquinamento, la Lombardia (situazione simile solo nei Balcani e in Olanda) corre ai ripari. Marco Frey, docente alla Scuola Superiore S.Anna di Pisa, dice che da un’indagine «il 75% delle aziende ha migliorato la propria reputazione con iniziative ecologiche». Ma i conti non tornano perchè siamo ancora lontani dall’impegno di business e privati tedeschi. E i prodotti verdi costano di più.

Che vantaggi abbiamo da un bosco in centro se poi non rispettiamo le regole dei consumi eco-compatibili? I prodotti sul mercato che “non inquinano” sono per ora il 10% dell’offerta. Ancora poco per essere un boom economico. Ma si può fare tanto anche controllando il rubinetto, ad esempio. In Italia il consumo medio giornaliero di acqua è di 200 litri procapite: 70 litri per una doccia, fino a 200 per un bagno, 5 litri per lavarci i denti col rubinetto aperto.

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Consigli pratici

In attesa che la scienza sviluppi le rinnovabili per tutti, l’Adiconsum elenca i comportamenti virtuosi: spegnere luci e simili quando si lascia la stanza, stampare solo documenti necessari, riciclare soprattutto carta, condizionare le camere a 5-7 gradi meno che l’esterno, usare mezzi pubblici o bici. (christian d’antonio)

 SOCIAL CARD, RIVISTI I LIMITI DI REDDITO

Per avere gli sconti bisogna essere più poveri Con il nuovo anno sono stati rivalutati i requisiti di reddito per avere diritto alla carta acquisti (social card). Per il 2010 i limiti di reddito sono: 6235,35 euro per persone da 0 a 3 anni e tra 65 e 70 anni; 8313,80 euro per coloro che hanno compiuto i 70 anni. Per tutti, indipendentemente dall'età, il valore dell'Isee non deve superare 6235,35 euro. Nessun aggiornamento automatico riguarda invece il valore del patrimonio mobiliare, che deve essere entro 15.000 euro. Sia le domande già presentate che le carte prepagate già assegnate non hanno scadenza ma l’Isee ha durata bimestrale. •


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di tutto un pò

Atm festeggia I Nel 2009 sono stati 658 milioni (8 Aumentano in più in 1 anno) i biglietti staccati sui mezzi pubblici milanesi. E le multe sono passeggeri e aumentate del 36%. Pronto un premio multe ma è di risultato ai dipendenti che da 509 passa a 1.052. Aumentano pure polemica sugli euro investimenti (316 milioni per nuovi incidenti mezzi) ma i passeggeri denunciano gli

Coprifuoco in via Padova: locali chiusi entro mezzanotte. Servirà a qualcosa?

I Dopoi sanguinosi incidenti di febbraio, via Padova, zona simbolo dell’integrazione mancata a Milano, è sotto assedio. E ora, oltre le pattuglie arrivano i diktat del Comune: bar e take away dovranno chiudere entro mezzanotte e i centri massaggi alle 20. I call center possono tirare fino alle 22. Ma la vera sfida si gioca sulla caccia agli affittuari in nero. Modalità tutte da verificare.

incidenti, che l’azienda segnala in calo.

 UN SETTORE SENZA REGOLE

Caro Job...

Guerra dei taxi Manca coordinamento

V IVA agenziafotogramma

IL PIATTO DI PASTA SEMPLICE E ... DEPILATO

agenziafotogramma

I taxi a Milano sono 4.885 (5.300 contando Orio e Malpensa). Poi ci sono 400 «doppie guide» di proprietà di un tassista che può cedere la sua auto per far fare il turno a un altro. In tutto questo oggi la crisi ha penalizzato fortemente il settore, e non c’è Ecopass o fiera che possa rimediare il crollo: il giro d’affari è in calo annuo del 30%. I cittadini dicono che sono cari (sicuramente più di quelli a New York, ma la categoria dice di essere in linea con la Ue) e non si trovano. Presto svelato l’arcano: ci sono troppe concentrazioni nelle zone centrali e negli aeroporti e poca disponibilità per le periferie e le emergenze (tipo neve o blocco per le fiere). «Chiediamo urgentemente alla nuova giunta regionale coordinamento» dice Paolo Lucca, segretario Trasporti Cisl «c’è bisogno di organizzare turni e stazionamenti che ora sono senza regole». •

 VACANZE-LAVORO PER OVER-18

 CENTO MILIONI DI EURO

Profilassi aids e cantiere artigiano in Togo

Comune e Bpm aiutano i piccolo imprenditori

Anche quest'anno il Coordinamento Giovani Cisl propone a giovani e meno giovani un modo diverso di trascorrere le proprie vacanze: un campo di lavoro in Togo (Africa). Le vacanze in un campo-lavoro permettono di entrare direttamente in contatto con le comunità locali, perché lo scambio non è solo culturale, ma anche e soprattutto umano. Il progetto 2010 si incentra sulla diffusione della profilassi anti-aids e sull’organizzazione di lavori artigianali. Il solo requisito è un’età minima di 18 anni. Info: 3487424013. •

Il Comune di Milano e la Banca Popolare di Milano hanno lanciato un credito agevolato alle micro imprese (con meno di 10 dipendenti con fatturato entro i 2 milioni di euro) e alle piccole imprese (con meno di 50 dipendenti e fatturato entro i 10 milioni). Lo stanziamento sostiene le assunzioni, lo start up di nuove imprese giovanili e l’imprenditoria femminile. C’è anche la possibilità di riscuotere i crediti in ritardo dalla P.A. Per info: Bpm (0277003784 – relazioni.esterne@bpm.it) oppure www.comune.milano.it (020202). •

Buongiorno, Sono la mamma di due piccoli utenti della refezione milanese. In questi ultimi tempi sono molto arrabbiata per alcuni menù veramente poco condivisibili, come le crocchette di totano, dall’odore sgradevole, e i piatti a base di tritato industriale (hamburger, polpette, ora persino la salsiccia di tacchino!). Ma la cosa che mi ha fatto veramente perdere la pazienza è la vicenda delle lasagne pelose: trovare cute e peli bovini nei piatti dei bambini di sette scuole è vomitevole, ma ancora peggio è sentire la direzione della Milano Ristorazione, il “ristorante dei bambini”, come loro amano chiamarsi, sostenere che è una sciocchezzuola. Forse pensano di rivolgersi a cretini che non sanno che la vacca solitamente non fa il docciashampo prima del macello e che i peli sono veicolo di batteri. Così adesso ci fanno il referendum: vuoi le lasagne, sì o no? L’opzione vuoi le lasagne buone non è contemplata. Ci dicono sempre che non siamo propositivi. Ebbene, un piatto di pasta al pomodoro, buono, semplice e depilato. Ci basta.

Lella Baciotti

Per scrivere alla redazione di Job: redazione Job via Smareglia 24 20133 Milano - info@jobedi.it


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di tutto un pò

Nel secondo I Preoccupazione e attesa sono alla trimestre base delle previsioni di Manpower per l’economia italiana del secondo il 15% delle trimestre. Il 5% delle aziende prevede aziende nuovi inserimenti in organico, il 15% una riduzione dello staff e prevede attende l'80% non prevede variazioni licenziamenti sostanziali nella propria struttura. In

Riparte l’inflazione e il calo della luce non compensa l’aumento del gas

crescita solo il settore del turismo.

Contro il massacro mediatico, sul sito del Comune metterò online tutte le mie telefonate Loris Cereda sindaco di Buccinasco

La ripresa è disomogenea, debole in Europa, ancora fragile ovunque Mario Draghi governatore di Bankitalia

Milano mente a se stessa e non è più la capitale in fermento degli anni Novanta Francesco Sarcina cantante di Le Vibrazioni

Non si può risparmiare sull’edilizia scolastica giocando sulla pelle degli studenti Marina Lazzati assessore provinciale all’Istruzione

Sant’Ambrogio è diventata la piazza più brutta. Il blocco dei lavori è una vergogna Mons. Erminio De Scalzi abate basilica Sant’Amborgio

CUCINA RESPONSABILE E SOSTENIBILE

Scarti da leccarsi i baffi Anche ai fornelli si può risparmiare tempo, energia e materia prima costosa. Lisa Casali è la blogger del riciclo culinario che sta facendo sempre più adepti online. Ve la presentiamo. I Laboratorio di ricette per una cucina a costo e impatto tutto, anche quelle parti che di solito si scartano perché (quasi) zero. È questa la filosofia di Ecocucina a contatto con concimi chimici o pesticidi, come le bucce (www.cucinaeco.wordpress.com), blog dedicato allo delle patate o le foglie dei cavoli. I carciofi possono sviluppo di un’arte culinaria “sostenibile” per costare cinque euro al chilo, ma alla fine non si butta l’ecosistema e il portafoglio. nulla, quindi ci si trova con una resa doppia rispetto al Padrona di casa è Lisa Casali, una laurea e un master normale». legati all’ambiente, una professionista in materia con Ricette di successo una passione travolgente per la cucina che fa bene. Un classico tra i dolci a costo zero è la torta di pane, che «Quelli che mi sento di dare sono principalmente si fa con l’impasto di pane avanzato bagnato nel latte e consigli di buon senso. Credo che in campagna siano biscotti. Se poi si hanno dubbi sulla stagionalità degli abituati a sprecare meno di noi, a seguire le stagionalità ingredienti, sul sito dell’ecocucina c’è anche l’elenco di dei prodotti. Per questo il blog è dedicato in particolare cosa è di stagione. Ad esempio in primavera è un a chi vive in una grande città come Milano» ci racconta tripudio di verdure che dovrebbero costar meno: Lisa. asparagi, bietole, broccoli, carciofi, carote, cavolfiore, In tempi di crisi risparmiare è diventata una necessità. cicorie, cime di rapa, Lo testimoniano anche i cipolle, crescione, nuovi dati che dicono che comunità giovani fagiolini, fave, finocchi. proprio a Milano l’8% delle Il suggerimento poi è di famiglie fa la spesa in cuocere tutto in pentola a gruppo e un milanese su 3 pressione, vera “regina” beve acqua del rubinetto. Il della cucina a basso rubinetto di casa in impatto ambientale ed Lombardia è sicuro e economico. Da evitare, rinunciare all’acqua del quando possibile, l’uso del super può far solo bene al forno o le fritture. E per portafogli. risparmiare sull’acqua Difficile però risparmiare meglio conservare quella sugli alimenti se si vuole di bollitura delle verdure: continuare a seguire un potrebbe servire per regime alimentare di cucinare la pasta e qualità, ricco ad esempio di insaporirla. Lisa ci saluta frutta e verdura, con una ricetta dedicata a ultimamente proibitive per chi lavora, è costretto a molti. «Io ho fatto la scelta pranzare fuori casa, ma dei gruppi di acquisto vorrebbe rispolverare sostenibile (Gas). Al primo l’abitudine della schiscetta impatto sembra di rivisitata in chiave verde: spendere qualcosa in più «Un bel polpettone di rispetto alla grande avanzi di verdure, legato distribuzione. Ma una volta con pane secco ammollato. ai fornelli il risparmio salta  I filippini residenti a Milano sono 32mila, la comunità più giovane. Solo 7 di loro sono over 80, seguiti per “giovinezza” dagli egiziani, 26mila Il giorno dopo è ancora più all’occhio. Se un prodotto è con solo 6 “vecchi”. Questo perchè l’immigrazione da questi Paesi è tra le (F. Prosperi)• buono». bio, lo si può utilizzare più consolidate. Siamo ben oltre la prima generazione. agenziafotogramma

hanno detto

I A marzo son ripartiti i prezzi (+1,4%) e la crisi dei consumi non ne gioverà di certo. Ad aumentare sono trasporti e costi di utenze. E l’Autorità per l’energia ha annunciato ritocchi proprio alle bollette: nel secondo trimestre l’elettricità scenderà del 3,1% mentre per il gas è previsto un aumento del 3,6%. L’Autorità dice che la differenza è data dalla scarsa efficienza del mercato del gas.


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di tutto un pò

Solo il 9% delle I L’Istat aveva deciso di risparmiare famiglie usa per il censimento del 2011. E limitare l’ingaggio dei 100mila rilevatori (tanti Internet erano stati 9 anni fa) per il L’Istat deve questionario del prossimo censimento. bisogna rifare i conti: su 71mila rivedere Ma questionari “pilota” mandati ad il censimento altrettante famiglie campione, solo il

La Tecnicant di Bernate Ticino chiude: in una notte 45 operai a casa

9% ha risposto con l’e-mail.

 L’INDAGINE SUI LAUREATI

La storica riforma Usa

Come i dottori finiscono precari Lo studio non assicura un buon stipendio In testa i medici Quanto guadagnano

Disciplina guadagno* Medico 2.018 Ingegnere 1.620 Credito/ assicurazioni 1.513 Pubblica amm./ forze armate 1.476 Informatica 1.458 Progettazione edile/ architettonica 1.414 Commercio 1.331 Consulente 1.323 Addetti sportello 1.313 Impiegato/contabile 1.218 Istruzione e ricerca 1.137 Insegnante 1.112 Psicologo 1.038 Educatore 1.035 Avvocato 962 MEDIA 1.328 *a 5 anni dalla laurea, dati in euro

Il nuovo Rapporto AlmaLaurea svela la triste condizione dei giovani laureati italiani: sempre meno lavoro, se impiegati sono precari a lungo termine e costretti ad accettare paghe sempre più misere. L'indagine, che ha coinvolto oltre 210mila laureati, mostra,secondo Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea «una situazione assai preoccupante che colpisce soprattutto donne e giovani specie al Sud». La disoccupazione è in aumento

I I 45 operai sono andati al lavoro regolarmente la mattina del 15 marzo e hanno trovato i cancelli chiusi. L’azienda è fallita per sofferenze finanziarie e sono stati licenziati in tronco. Qualche contatto con la proprietà l'ha avuto Luca Paglialonga della Fim Cisl: «Ho chiesto se hanno intenzione di revocare i licenziamenti ma non è arrivata alcuna dichiarazione».

anche per chi esce da facoltà un tempo considerate sicuri sbocchi come ingegneria: per chi ha conseguito la laurea triennale (da 16,5% a 22%) e quella canonica (14% diventa 21%). Per medici, architetti, veterinari si passa dal 9% al 15%. La media retributiva segnalata dalla ricerca è 1.050 euro netti mensili, in calo tra il 2 e il 5% dell’anno scorso. E per tutti, tranne che per gli specializzati, cresce l’instabilità dei contratti. •

 CALANO LE DONAZIONI

Il piatto del non profit è mezzo vuoto Sono in sensibile calo, secondo le stime Gfk Eurisco, le donazioni per la beneficenza in Italia. Nel 2009 le associazioni no profit che segnalano una diminuzione nella raccolta fondi sono passate dal 25% dell’anno prima al 32%. I donatori più colpiti dalla crisi e dai dubbi sull’utilizzo dei fondi sono le aziende (34%), i privati cittadini (33%), la pubblica amministrazione (18%) e le fondazioni bancarie (15%). Per il 5 per mille i fondi sono stabili: 9 milioni di euro vengono dati a Medici senza Frontiere, seguiti da Emergency e Unicef. •

OBAMA CE L’HA FATTA MA NON È SANITÀ PUBBLICA Anche nell’America di Obama è mancata una grande alleanza bipartisan ma alla fine il presidente ce l’ha fatta a dare agli americani una riforma della sanità. Negli Stati Uniti non esiste l’assistenza sanitaria pubblica. Il sistema si basa sulle assicurazioni private: ciascuno è libero di assicurarsi oppure di non farlo. Solo poveri e anziani hanno diritto alla “mutua” e chi perde il lavoro perde anche l’assicurazione medica. Cosa cambia ora? La riforma non introduce una sanità pubblica come quella dei Paesi europei e non coprirà tutta la popolazione (46 milioni di americani sono senza copertura assicurativa). Mantiene l’impianto privato delle assicurazioni ma introduce l’obbligo per tutti di avere una assicurazione. Dovrebbe partire una specie di borsa delle assicurazioni concorrenziale a prezzi trasparenti sorvegliata dallo Stato. Le assicurazioni private non potranno più rescindere un contratto quando una persona si ammala o negare le cure a un assistito attaccandosi a condizioni o malattie preesistenti. Non potranno più negare le cure a un assistito in base alla sua storia familiare. Non saranno più ammessi i tetti di spesa massimi, usati dalle assicurazioni per rifiutare i rimborsi oltre un certo ammontare (pensiamo a pazienti con patologie gravi che richiedono terapie costose, come il cancro). I genitori avranno diritto di mantenere una copertura assicurativa per i figli fino a che i giovani avranno 20 anni. Entro il 2014, per chi è privo di polizza, la riforma prevede l’obbligo di averne una, pena una multa. La riforma prevede aiuti statali ad altri 14 milioni di assicurati, possibilità di rimborsi parziali dei farmaci per gli anziani over 65 anni in base al reddito. Dal 2011 uno sconto del 50% sui generici. Dal 2020 sconto al 75% per tutti i farmaci. In arrivo anche multe alle aziende con oltre 50 dipendenti che non contribuiscono alla spesa di un sistema assicurativo sanitario. Con il piano, Obama si è dimostrato innovatore realistico e non rinnovatore universalistico.

Emilio Didonè


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FISCO

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storia di copertina

TASSE paga tanto,

C’È CHI... chi paga poco

e chi non paga

per niente

di MASSIMO LANARI I Le tasse? Da abbassare. Le famiglie? Aiutiamole. Tutto facile, a parole, per politici, economisti, sociologi. Eppure, nel 2010, dopo anni di proclami e di chiacchierato liberismo, siamo ancora a questo punto: l’Italia è uno dei Paesi con la più alta pressione fiscale al mondo, arrivata nel 2009 al 43,3%. Secondo i dati dell’Ocse, nel nostro Paese un single senza figli paga allo Stato il 45% del proprio reddito, contro una media degli altri Stati sviluppati pari al 35%. Mentre per una famiglia con due figli si scende solamente al 35%; negli altri Paesi siamo invece al 27%. Colpa del debito pubblico, d’accordo, e poi c’è una spesa sociale (scuola, sanità, forze armate) da sostenere. Ma a pesare come un macigno è l’evasione fiscale: in Italia c’è infatti chi paga e chi non paga, figli e figliastri, suddivisi per categorie e provenienza territoriale.

gli artigiani

Non siamo criminali «Ma quali evasori, le statistiche bisogna saperle leggere. E poi artigiani, commercianti e partite Iva non navigano certo nell’oro». È quanto sostiene Marco Accornero, segretario dell’Unione artigiani della provincia di Milano. «Le statistiche comprendono anche imprese appena nate. E qualsiasi attività, per i primi 2-3 anni di vita, è sempre in perdita». Alcuni artigiani, inoltre, «lavorano anche dopo la pensione, guadagnando di meno. Diciamo quindi ‘no’ alla criminalizzazione di un’intera categoria, visto anche che il 70% degli autonomi è risultato congruo o adeguato agli studi di settore», che calcolano il reddito teorico di ogni attività.

Per avere un’idea delle dimensioni del fenomeno, basti pensare che l’Istat stima che il 16% della nostra economia sia in nero. Altri centri studi forniscono stime addirittura superiori: altro che sorpasso spagnolo, quindi, se tutti i redditi in Italia venissero dichiarati saremmo sugli stessi livelli di ricchezza del Nord Europa. Ma vediamo la situazione nel dettaglio.

Le dichiarazioni dei redditi L’ultima è che mezza Italia dichiara meno di 15mila euro all’anno. Paese più povero, non c’è dubbio. Ma secondo il Caf Cisl della Lombardia i pensionati risultano avere redditi compresi tra i quasi 17mila di Sondrio e i poco meno di 21mila di Milano. Mentre tra i lavoratori dipendenti si viaggia tra i 22.865 della Valtellina e gli oltre 27mila del capoluogo. Tutte categorie ‘costrette’ a pagare tutto fino all’ultimo centesimo, visto che con il sistema del so-

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Un pensionato lombardo dichiara tra i 17mila e i 21mila euro all’anno. Un lavoratore dipendente tra i 22 e i 27mila. E pagano all’Erario fino all’ultimo centesimo. Altri contribuenti, invece, possono adoperare una certa ‘flessibilità’: un parrucchiere dichiara 10.400 euro, un negoziante di casalinghi 13.800. Mentre molti avvocati, notai e architetti , dicono le statistiche, dichiarano mediamente la metà di quanto guadagnano davvero.


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storia di copertina stituto d’imposta (l’azienda per la quale si lavora o l’ente previdenziale) barare risulta quanto mai difficile. Mentre tra i lavoratori autonomi, a livello nazionale, secondo i dati del ministero dell’Economia i parrucchieri dichiarano 10.400 euro; un negoziante di casalinghi 13.800 euro; gli albergatori 21.100 euro. I professionisti alzano la media ma non più di tanto, visto che in Italia un ingegnere dichiara mediamente 28.300 euro e un avvocato 49.100. Per un confronto tutto lombardo, basta aggiungere alle varie categorie un 30% in più, che in parte riequilibra la situazione.

Dove si annidano i redditi in nero Eros Lanzoni è segretario del sindacato dei bancari Fiba Cisl, ma è anche dirigente di Equitalia Esatri, la società lombarda che si occupa della riscossione dei tributi. «Secondo la nostra esperienza, le professioni dove si annida maggiormente l’evasione sono avvocati, notai, commercialisti, architetti. Tutti soggetti che arrivano a dichiarare anche il 50% di quanto realmente percepito, seguiti da idraulici, meccanici ed elettricisti». Ma l’evasione in Italia non è un vizio di alcune categorie, è invece un vero e proprio fenomeno di costume, radicatosi nel corso dei secoli come ‘risposta’ ad uno Stato percepito come un’entità lontana, sprecona ed inefficiente. E quindi da raggirare.

Secondo Lanzoni, infatti, l’evasione è tutt’altro che confinata gli autonomi. «Anche il cliente, spesso, è ‘complice’ perché accetta di pagare meno in nero che di più e regolarmente. Ecco perché si dovrebbe intervenire sul nostro sistema fiscale aumentando le detrazioni, creando un conflitto di interessi virtuoso che renda al cliente conveniente il chiedere una regolare fattura». Un esempio: «Se da un dentista spendo 3mila euro, dalle tasse posso scalare appena il 19%, poco meno di 600 euro. Totale, 2.400 euro. Ma se il dentista offre un pagamento in nero di 2mila euro, ecco che l’evasione diventa immediatamente conveniente anche per il cliente».

31.700

29.80

27.800

33.900

29.800

27.400 27.100

26.200

Disoccupati senza aiuto Ma il fisco non solo ‘costringe’ solo alcune categorie a pagare, ma condanna altre a non ricevere alcun aiuto. Come i disoccupati. Mario, 49 anni di Paderno Dugnano, ha perso il lavoro dopo la chiusura dell’azienda dove lavorava. Con una moglie e due figli da mantenere. «Ho pagato 800 euro in spese mediche per mia figlia, ma ora non posso detrarle dalle tasse». Senza sostituto d’imposta, infatti, «dovrò compilare il modello Unico e il rimborso potrò averlo solo entro 5 anni, mentre a me l’aiuto servirebbe subito». •

29.200

26.0 24.300 27.000

21.500

Contromisure LOTTA ALL’EVASIONE

2009: recuperati 9,1 miliardi

Dalle ganasce fiscali all’anagrafe tributaria, ecco gli strumenti per scovare gli evasori e recuperare il denaro non versato. Ma troppi limiti penalizzano ancora questa attività.

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Se l’evasione fiscale corre, anche gli accertamenti vanno avanti. Basta guardare i dati dell’Agenzia delle Entrate: nel 2009 sono stati infatti recuperati dall’evasione fiscale 9,1 miliardi di euro (più o meno l’equivalente di una Legge Finanziaria), il 32% in più del 2008, che a sua volta era già stato un anno record. Il termometro della lotta all’evasione ce lo fornisce Eros Lanzoni di Equitalia Esatri: «Noi ci occupiamo del recupero dei crediti dovuti al fisco, e posso testimoniare che nella sola provincia di Milano partono oltre 20mila ganasce fiscali ogni trimestre». Provvedimenti che «possono interessare tutti i cittadini che non abbiano pagato tasse o multe dai 150 euro in su, e che non abbiano provveduto alla regolarizzazione della propria posizione dopo il ricevimento della cartella esattoriale». Ricordiamo che con le ganasce

fiscali «l’automobile del debitore viene praticamente messa fuori legge dal Pubblico registro automobilistico, e che quindi ogni vigile urbano o agente delle forze dell’ordine può provvedere al sequestro del veicolo. Senza contare che, in caso di incidente, le assicurazioni non risponderebbero più dei danni creati». Oltre alle ganasce fiscali c’è poi l’anagrafe fiscale voluta dall’ex viceministro Vincenzo Visco. Uno strumento di controllo dei conti correnti limitato però «dal fatto che non possiamo pignorare immediatamente il conto corrente, ma dobbiamo avvertire prima la banca. E il cliente, intanto, sposta i fondi o lo chiude». Per gli immobili, infine, «anche qui il pignoramento è limitato e può avvenire solo per i debiti al di sopra degli 8mila euro».


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storia di copertina

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730: detrazioni e deduzioni

I redditi degli autonomi regione per regione

Ecco come risparmiare (qualcosa)

Le dichiarazioni dei redditi del popolo delle partite Iva variano molto da regione a regione: conseguenza di una diversa forza economica e di una diversa concentrazione di imprese e di professionisti. Ma non solo: anche senso civico e incisività dei controlli fanno indubbiamente la loro parte. Succede così che le dichiarazioni più alte si concentrino in Lombardia (33.900 euro all’anno), seguita da Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Al centro si va dai 27mila euro del Lazio ai 21.100 dell’Abruzzo, mentre la Toscana si ferma a 26.200. Ma è al Sud che si dichiara (e si guadagna) la metà che al Nord: la maglia nera va alla Calabria con 16.500 euro, mentre la sorpresa è la Sicilia che con i suoi 20.200 euro fa meglio di tutte le altre regioni del Mezzogiorno, ad eccezione della Sardegna.

Risparmiare sulle tasse, missione impossibile per un lavoratore dipendente o per un pensionato? Non proprio, visto che con la presentazione del modulo 730 ci sono deduzioni e detrazioni per vari tipi di spesa. E che quindi ci sono scontrini, ricevute e documenti da conservare e da presentare al Caf. A cominciare dalle spese mediche (visite ma anche medicine), il cui rimborso è pari al 19% della cifra spesa, a patto che questa superi i 129 euro. Per i mutui ipotecari, occorre presentare al Caaf atto notarile di acquisto e contratto di mutuo: si potrà così recuperare il 19% degli interessi. Per tasse scolastiche e universitarie il rimborso è del 19%: «Per le strutture private però il rimborso è lo stesso dell’analoga prestazione erogata dalla struttura pubblica», precisa il responsabile del Caf Cisl di Milano Vincenzo Vita. Per gli asili nido, si può ottenere un rimborso del 19% per una spesa massima di 610 euro a figlio; sulle spese funebri, la stessa percentuale di 1.549 euro; per assicurazioni sulla vita e infortuni sempre il 19% di una spesa massima di 1.229 euro. Completano il quadro delle detrazioni, le spese veterinarie (rimborsabili cifre tra 129 e 387 euro), quelle per i mobili, con un rimborso del 20% per una spesa massima di 10mila euro in 5 anni, e le misure per il risparmio energetico (elettrodomestici, doppi vetri, ecc.), con un rim-

21.100 18.900 19.300

19.200 19.000

16.500

20.200

borso del 55% della spesa sostenuta. Ci sono poi le deduzioni, più convenienti perché abbattono direttamente il reddito imponibile: come le quote di servizio sanitario pagate con le assicurazioni Rc auto, gli assegni di mantenimento in caso di divorzio, i versamenti a istituzioni religiose e volontariato, le spese per il trasporto pubblico e le locazioni pagate da giovani tra i 20 e i 30 anni. Certo, siamo ben lontani da un concreto aiuto alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese: «Per un fisco più giusto, al di là di una riforma complessiva, ci sarebbero alcuni accorgimenti tecnici in grado di aiutare immediatamente le famiglie», propone Vita. «Basti pensare ai figli a carico, che non vengono considerati più tali se riescono a racimolare un reddito di 2.840 euro all’anno. Una soglia decisamente bassa, stabilita nel lontano 1996 e che sarebbe ora di aggiornare». Ci sono poi gli incapienti, che non dichiarano in quanto parte della no tax area. «Non pagano tasse, ma non hanno nemmeno nessun aiuto dal fisco: basti pensare al rimborso delle spese sanitarie, soprattutto per gli anziani». Terzo, gli extracomunitari, «che con l’inasprimento delle sanzioni devono stare attenti a dichiarare l’eventuale proprietà di immobili nel loro Paese se il loro valore è superiore ai 10mila euro».

Dipendenti e pensionati in Lombardia

Autonomi e dipendenti in Italia

I redditi divisi per provincia.

Quanto dichiarano le varie categorie.

provincia Milano Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Lodi Mantova Pavia Sondrio Varese

dipendenti 27.151 23.741 24.016 23.517 25.135 25.351 25.003 25.223 26.062 22.865 25.887

pensionati 20.933 18.444 17.813 17.299 19.063 19.672 20.162 19.372 19.774 16.952 19.746

Parrucchieri, barbieri, estetisti 10.400 Ambulanti 11.000 Negozi di casalinghi 13.800 Negozi articoli sportivi 14.900 Meccanici 15.400 Bar e ristoranti 17.000 Lavoratori dipendenti 18.325 Alberhi, pensioni, campeggi 21.100 Macellai e negozi alimentari 22.500 Profumerie 24.900 Reddito medio lavoratori autonomi 26.300 Ingegneri 28.300 Agenzie immobiliari 35.000 Avvocati 49.100

Fonte: Caaf Cisl

Fonte: ministero dell’Economia

JOB ALLA RADIO Job a “Marconi radio aperta”, martedì 13 aprile, dalle 9 alle 11,00.

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attualità

NOSTRO SONDAGGIO: IMMIGRATI

«Brava come la mia bad c’è nessuno, ma...» Integrazione sì, integrazione no. Tendenzialmente i milanesi (48,3%) sono per il sì ma con una serie di distinguo e di contraddizioni. Da una parte rimane una diffidenza di fondo verso gli stranieri “che non accettano il nostro modo di vivere”, dall’altra pensano che siano fondamentali. Con la conoscenza diretta spesso il giudizio cambia. di DANIELA BIANCHI E ANTONELLA LOCONSOLO I Senegalese, sudamericano, magrebino sono aggettivi che indicano una provenienza geografica, ma sui nostri quotidiani compaiono quasi solo quando si parla di criminalità. «C’è una grande responsabilità dei media nel trasformare la diffidenza verso lo straniero in paura.» sottolinea Daimarely Quintero, cubana, da tempo in Italia e impegnata nel sindacato «Questo è un ostacolo gigantesco per l’integrazione». Intergrazione, un termine che vuol dire tutto e niente soprattutto quando dai principi si passa alla pratica della vita di ogni giorno.

Job ha chiesto ai milanesi cosa ne pensano: ben il 48,3% giudica il proprio rapporto con gli stranieri “discreto, dipende con chi ho a che fare”. «Degli stranieri non c’è da fidarsi, esclusa la mia badante, che è bravissima. Frasi del genere sono all’ordine del giorno tra le persone che ci consultano» racconta Maurizio Bove, responsabile del servizio Politiche sociali e immigrazione della Cisl «in altre parole la convivenza è vista inizialmente come un problema, ma quando poi conosci direttamente le persone l’atteggiamento cambia».

le domande e le risposte

La diffidenza sai...

1

Maschi

47.4%

18/24 anni

6.2%

Femmine

52.6%

25/44 anni

35.6%

45/64 anni

30.3%

65 anni e oltre

27.9%

Quali sono, secondo lei, gli ostacoli che frenano l’integrazione degli immigrati…?

percentuali multiple

37,7%

diffidenza reciproca

si

no

ETÀ

CAMPIONE

2

zione». Il confronto è quantomai aperto: Michel Dieng, senegalese è decisamente contrario ai ghetti («l’isolamento è il principale nemico da combattere») ma il 35,6% degli intervistati non ritiene necessaria una completa integrazione. Di questi il 38,8% pensa

64,4% 35,6%

Sondaggio commissionato da Job Editrice, eseguito a Milano e provincia dalla società S&G Kaleidos srl di Milano, dal 8 al 14 marzo 2010 con sistema di rilevazione tradizionale. Universo di riferimento: 1.111.327 - Popolazione residente nel comune di Milano dai 18 anni in su. Hanno risposto n. 500 individui (n° 1351 contatti – 37%). Ai sensi dell’art. 3 della delibera n. 153/02 CSP dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni il documento completo riguardante il sondaggio è reso disponibile dalla società realizzatrice all’interno del sito http://www.agcom.it

Ma quali sono secondo gli italiani gli ostacoli che frenano l’integrazione? Oltre il 37% risponde la diffidenza reciproca, mentre per il 28,8% il rifiuto da parte degli stranieri di adeguarsi al nostro stile di vita è quello che causa i problemi maggiori. «Se la domanda fosse stata posta agli immigrati la risposta sarebbe stata ben diversa» commenta la Quintero «la diffidenza non è reciproca, ma italiana. Ci vorrebbero dei facilitatori sociali, più scuole di italiano gratuite, più occasioni di conoscenza e di socializza-

A proposito di cittadini immigrati, secondo lei è necessario che si arrivi ad una completa integrazione?

Il 50% incolpa “loro” e critica le istituzioni. Ma la qualità del rapporto dipende “da con chi si ha a che fare”.

nota informativa

I problemi

Lo stesso succede se gli intervistati vengono sollecitati a indicare gli strumenti che possono facilitare l’integrazione: circa il 22% del campione ritiene che sia necessario sensibilizzare l’opinione pubblica e per quasi il 30% è fondamentale snellire le pratiche per la regolarizzazione. «Sicuramente sono osservazioni giuste» ci dice Mohammed Alì cittadino italiano di origine algerina «ma ancora più importante sarebbe favorire la partecipazione, ad esempio permettendo agli immigrati di partecipare alle elezioni amministrative».

16,6%

scarso aiuto da parte delle istituzioni

19,9%

rifiuto nostro ad accettare comportamenti ed abitudini diversi dai nostri

28,8%

rifiuto da parte loro di adeguarsi al nostro stile di vita


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agenziafotogramma

attualità

ante non

l’intervista a Francesco Cappelli*

IL RUOLO DELLA SCUOLA

Piccoli italiani crescono Due anni e si impara la lingua .

Nella partita dell’integrazione la scuola ha un grande ruolo. Diventa la seconda casa per i nuovi arrivati all’asilo e alle elementari. Che assorbono molto più dei grandi. Ne è convinto Francesco Cappelli, preside dell’istituto comprensivo Trotter di Milano, una scuola dove sono rappresentati un bel numero di paesi della Terra. E dove si fa tanto per l’integrazione (riuscita) dei bimbi stranieri.

che così rischiamo di perdere la nostra identità nazionale e il 34,4% ritiene che gli immigrati sottraggano posti di lavoro agli italiani.

Le contraddizioni «Gli immigrati» precisa Bove «vanno ad occupare quei settori che gli italiani

3

non prendono in considerazione». Per l’assistenza agli anziani e la cura della persona, ad esempio, circa la metà del campione dice che gli stranieri hanno un ruolo insostituibile nella nostra società e oltre il 64% degli intervistati giudica indispensabile che gli stra-

(Solo per chi ha risposto SI a d.1) Per quali motivi?

nieri si integrino perfettamente, perché la società funzionerebbe meglio (oltre il 40%) e ne guadagnerebbe la nostra economia (oltre il 34%). Un dato positivo, certamente, anche se la strada verso l’integrazione è ancora lunga. •

3a

(Solo per chi ha risposto NO a d.1) Per quali motivi?

percentuali multiple

percentuali multiple

38,8%

40,1%

perchè la società funzionerebbe meglio

10,3%

dato che sono necessari, tanto vale che siano ben integrati

rischiamo di perdere la nostra identità nazionale

8,8%

esiste il rischio che la religione cattolica diventi “minoritaria”

25,5%

15,5%

sono un pericolo per la società

dall’unione delle tradizioni arriva un arricchimento culturale per tutti

34,4%

ne guadagnerebbe la nostra economia

34,4%

sottraggono lavoro agli italiani

Perchè la vostra è un’esperienza di successo? Mettiamo in campo tutti i finaziamenti che possiamo ottenere. Siamo uno dei tre poli Start di Milano, diamo informazioni e orientamento agli stranieri. Qual è la differenza di integrazione tra grandi e piccoli? Due anni di scuola dell’infanzia o tre anni di scuola primaria in Italia e secondo me un bambino conserva di straniero soltanto il nome, per i piccoli studenti questo è un tempo sufficiente per impadronirsi della lingua e da questo momento in poi le differenze di tradizione e cultura diventano un arricchimento e non un ostacolo. Ma dopo la scuola gli studenti tornano a casa. Purtroppo l’integrazione tende a non valicare i cancelli della scuola, perché nella vita quotidiana ci sono poche occasioni di incontro tra le famiglie. Già è difficile nella nostra città vedere gli amici di vecchia data, figuriamoci instaurare nuovi rapporti con i genitori arabi, cinesi o cubani del compagno di classe del proprio figlio. Ma la scuola può favorire anche l’integrazione degli adulti? Sicuramente, per ora tutto è lasciato al volontariato: qui da noi esiste il gruppo Parole in gioco, costituito da alcune mamme dell’associazione genitori, che propone una serie di attività per insegnare l’italiano ai bambini stranieri e alle loro mamme. *Preside della Casa del Sole, parco Trotter


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attualitĂ 

4

5

Cosa potrebbero fare le istituzioni (Stato/Chiesa/Comune/Regione/ sindacati) per lâ&#x20AC;&#x2122;integrazione? 38,5%

estromettere con rapiditĂ  e dicisione coloro che delinquono gettando discredito sulla loro etnia

9,5%

Come giudica il suo rapporto con gli â&#x20AC;&#x153;stranieriâ&#x20AC;??

6

Se non ci fossero gli extracomunitari quali settori lavorativi ne risentirebbero di piĂš?

percentuali multiple

7,4%

ottimo, non noto nemmeno la differenza

31,3%

assistenza anziani

26,1%

buono, câ&#x20AC;&#x2122;è rispetto reciproco

9,9%

industria

insegnare a coloro che entrano regolarmente nel nostro Paese quali sono le regole cui devono adattarsi

18,2%

pessimo, non riesco ad accettare le loro â&#x20AC;&#x153;diversitĂ â&#x20AC;?

14,2%

agricoltura

22,1%

sensibilizzare lâ&#x20AC;&#x2122;opinione pubblica sullâ&#x20AC;&#x2122;importanza del problema

24,4%

15,5%

edilizia e manovalanza

lavoro domestico

29,9%

snellire le pratiche di concessione dei permessi di soggiorno e poi di cittadinanza per gli immigrati in regola

21,6%

48,3%

sanitĂ 

discreto, dipende con chi ho a che fare

la storia

Trentâ&#x20AC;&#x2122;anni per la cittadinanza

GHVLJQHGE\NHHQPLQGLWW

Nascere in Italia e ottenere la cittadinanza a 30 anni. Sembra incredibile, ma è quello che è successo a Sumaya Abdel Qader, una giovane di origine palestinese da pochi mesi, finalmente, italiana. Ma perchĂŠ câ&#x20AC;&#x2122;è voluto cosĂŹ tanto? ÂŤSui documenti figurava un â&#x20AC;&#x153;bucoâ&#x20AC;? di tre mesi per quanto riguarda la mia residenza in Italia, e questo è stato sufficiente per far slittare di 12 anni la conquista della cittadinanza che altrimenti avrei ottenuto a 18Âť. Forse è per questo motivo che del nostro sondaggio il dato che lâ&#x20AC;&#x2122;ha piĂš colpita è che solo il 29% degli intervistati ha detto che è necessa-

rio snellire le pratiche burocratiche per gli immigrati. ÂŤGli italiani non si rendono conto di quanto tutto sia difficile, se si vive sospesi in un limbo anche solo burocratico: ho dovuto prendere una seconda laurea per non farmi mettere in mano il foglio di viaÂť. Sumaya nel 2008 si è appellata anche al Presidente Napolitano, con una lettera che testimonia tutto il suo amore per questo paese, dove scrive che si possono avere ÂŤradici altrove (â&#x20AC;Ś ) ma tutto il nostro tronco e i nostri rami sono quiÂť. La cittadinanza italiana le è arrivata appena in tempo: si era giĂ  iscritta al terzo corso di laurea.

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S&G S& S &G Kaaleidos leid idooss s.r s.r.l. .l.

CHII SIAMO: CH SIAMO: AMO LL’Istituto A ’I tit t S&G nas ’Istituto nasce sce a Milano Mil nell 1980 e sii associa i a Kaleido K Kaleidos l id s nell 1988.S&G 1988 S&G KALEI KALEIDOS IDOS opera da d trent’anni nel mondoo dei servizi di marketi ng (per i beni e i serviz zi di largo consumo) co on: marketing servizi con: RIC RICERCHE CERCHE DI MERCA M MERCATO ATO T RICERCHE SULLA COMUNICAZIONE R IC CERCHE SUL LA COMU NIC CAZIONE DESK RESEARCH DE ESK RESEARC CH ELABORAZIONI E LA ABORAZIONI INDAGINI INDAGINI POSTALI PO OST TA ALI GESTIONE G E ESTIO NE DI CO C CONCORSI NCORSI A PREMIO SONDAGGI D’O OPINIONE SONDAGGI D’OPINIONE NEL CAMPO

DELL’ EDITORIA INTERVENIAMO CON:

NEL CAMPO DELLA Per i sondaggi soo trr fiore il nostro chh all’occhiello è

Sondaggi d’opinione Classifiche (libri/spot pubblicitari) Gradimento personaggi e trasmissioni tv con metodo di nostra esclusiva Popolarità e immagine personaggi dello spettacolo Panel Lettori Borsino sulla notorietà e gradimento dei personaggi di spettacolo, attualità, sport, politica Nel campo dei sondaggi d’opinione e delle classifiche il nostro Istituto ha un’impronta particolare: eseguire anche in tempo reale sondaggi d’opinione non solo con numeri ma cercando di dare anche un contenuto interpretativo e di essere sempre vicini al cliente/committente per soddisfarne ogni esigenza. In sostanza, una stretta collaborazione con il giornalista/redattore nell’impostare il sondaggio, nello svolgerlo e nel trarne conclusioni operative ai fini giornalistici.

S&G S& S &G Kaaleidos leid idos è associato:

EESOMAR SOMAR (European Society Research) Socieety for Opinion and Marketing Re esearch) AISM A ISM (Associazione Italiana Marketing) M

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INTERVENIAMO CON:

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Nel campo della ricerca pubblicitaria seguiamo lo sviluppo della comunicazione con un approccio a 360°: dalla verifica dell’idea creativa/concept, al controllo di comprensione e gradimento sul target di riferimento, sino al monitoraggio della sua efficacia comunicazionale dopo la programmazione sui diversi media. L’impiego di tecniche di ricerca diversificate consentono al nostro istituto flessibilità di approcci, tempestività delle risposte, efficacia degli investimenti, sempre in una logica di stretta collaborazione con il Cliente.

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Job

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19

mestieri

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mestieri DISEGNATORI/PROGETTISTI CAD-CAM

Informatici creativi Partono dagli istituti tecnici industriali, passano per ingegneria e architettura. E arrivano a guadagnare anche 30mila euro all’anno.  Sono i “nipoti” dei disegnatori meccanici o industriali di qualche anno fa. Però, invece che con righe e squadre lavorano su sofisticati programmi informatici. Stiamo parlando dei disegnatori-progettisti Cad-Cam, nonostante la crisi, alcuni tra i profili più ricercati dalle imprese. Cad sta per Computer aided design o drafting e Cam per Computer aided manufacturing, vale a dire progettazione-realizzazione di “qualcosa” con “l’aiuto” del computer. «Il Cad» scrive Rosamaria Sarno nel suo Job 100 (Aliberti editore) «è un software che consente di definire

virtualmente la geometria di un oggetto o di un componente meccanico; il Cam, invece, è un software che consente di gestire attraverso il computer la fabbricazione o la produzione di prodotti o di parte di essi». In sostanza, il sistema Cad “progetta e disegna” un prodotto con certe caratteristiche, il sistema Cam importa le informazioni relative, le elabora e “spiega” alle macchine le operazioni da eseguire per realizzarlo, sia esso un componente del motore di un’automobile, lo scheletro di un telefonino o quant’altro. Sandro Santi, managing director di 2bSmart, dice che

«il mondo Cad-Cam è popolato da diverse figure. Nelle aziende più piccole, in genere, lo specialista CadCam assume su di sé tutte le funzioni, ma in quelle più grandi esse sono, solitamente, distinte tra più persone. Si va dal progettista, che traduce l’idea del designer in un progetto in 3D, all’analista, che si occupa dell’ingegnerizzazione del prodotto; al disegnatore di dettaglio, che prepara le tavole in 2D. Le prospettive occupazionali sono buone, perché questi sistemi trovano applicazione in moltissimi ambiti». L'indagine Excelsior, realizzata da Unioncamere e ministero del Lavoro, rivela che nel 2009 le imprese italiane prevedevano di assumere 1.420 disegnatori tecnici Cad-Cam da inserire in industrie dei metalli, meccaniche, medicali, edilizia, studi professionali. Secondo una stima di Adecco, un disegnatore guadagna dai 18 ai 24mila euro lordi annui, un progettista tra i 21 e i 30mila. Un quadro responsabile di

progettazione del prodotto va dai 40 ai 54 mila. Tra la grande e la piccola impresa c’è una differenza di 4mila euro a favore della prima (ma a Milano il gap può aumentare di mille euro). Dopo la terza media la strada naturale è l’istituto tecnico industriale; all’università ci sono ingegneria e architettura. Per chi è già avviato, enti formativi (accreditati e non con il pubblico) erogano corsi specifici. Sono richieste doti organizzative e di analisi, precisione, creatività e problem solving. •

indirizzi utili

 www.3dcad.it portale dedicato al mondo Cad  www.adi-design.org associazione per il disegno industriale  www.aipipromes.com associazione italiana progettisti industriali

L'AGENZIA DEL BUON LAVORO Aut. Min. Def. Prot. 1115-SG del 26/11/04

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Job

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domande&risposte

legale Siamo lavoratori di un'azienda di 30 dipendenti, che lavora i metalli. La direzione vuole installare telecamere in officina per “motivi di sicurezza”. Ma non abbiamo neanche il riscaldamento! È possibile che l'azienda curi solo la “sua” sicurezza e non la salute dei lavoratori? Cosa possiamo fare? Lettera anonima

L’AZIENDA NON PUO’ DECIDERE DA SOLA

Senza accordo niente telecamere

risponde

Maria Quarato Ufficio Tecnico-legale Cisl Via Tadino, 23 - Milano Tel 0220525320 ut.tadino@cisl.it

I Lo Statuto dei lavoratori (art. 4 legge 300/1970) vieta il controllo a distanza dei lavoratori con telecamere a tutela di libertà e dignità del lavoro. Sono ammessi simili controlli solo per esigenze produttive, organizzative o di sicurezza, ma data la possibilità controllare l’attività dei lavoratori, si richiede un accordo sindacale (Rsu o sindacato) o, in mancanza,un atto del Servizio ispettivo della Direzione provinciale del Lavoro, che fissi possibilità e modalità di impiego. Senza questo, tale

controllo, esercitato dal datore di lavoro, costituisce reato. Spesso le imprese, con richieste di tutelare beni di proprietà, tentano controlli della produttività: sentenze di Corti giudiziarie sanzionano questi arbitri. Telecamere di sorveglianza di accessi esterni a protezione dei beni, sono ben diverse rispetto ad altre interne, che controllano l’attività dei lavoratori. Infine il luogo di lavoro deve possedere, per legge, criteri di agibilità; l'assenza del riscaldamento rende disagevole, nei mesi freddi, lo svolgimento del lavoro. I lavoratori, attraverso il sindacato, devono avviare una vertenza per ottenere migliori condizioni di lavoro. •

DOVE SI PRESENTA LA DOMANDA DI INVALIDITÀ?

Per la pratica basta un click previdenza Mia madre è affetta da una grave malattia che la rende totalmente inabile. Per questo motivo io ed i miei fratelli abbiamo deciso di chiedere per lei l’assegno di accompagnamento previsto per gli invalidi civili. Ho consultato la Asl, con mia grande sorpresa, mi è stato detto che da gennaio la procedura per chiedere questo beneficio è totalmente cambiata. Mi hanno anche parlato di un certificato telematico che il medico curante deve compilare. È vero tutto ciò? Mi dà qualche chiarimento in più? (Anna – Paderno Dugnano)

risponde Remo Guerrini Inas Via B. Marcello, 18 - Milano Tel 0229525021 milano@inas.it

I Da gennaio 2010 per chi intende chiedere di essere riconosciuto invalido civile ci sono radicali cambiamenti. Le domande di prestazione per invalidità civile, cecità e sordità civile, handicap e disabilità devono essere inoltrate all’Inps e non alla Asl. Questo per monitorare le invalidità civili per evitare abusi e sprechi. E anche per eliminare un assurdo rimbalzare della pratiche tra Asl, Comune, Inps e Commissioni

mediche come è avvenuto per 30 anni. La prima innovazione riguarda il certificato del medico da allegare alla domanda di riconoscimento dell’invalidità: esso non è più cartaceo ma solo telematico perché deve essere compilato direttamente dal medico sul sito Inps. Se il proprio medico non può farlo, ci si potrà sempre rivolgere al Patronato Inas ove è presente un “medico certificatore” che opera in regime di convenzione. Anche la domanda è telematica e va presentata all'Inps. A questo punto certificato e domanda si abbinano in modo automatico e sono inviate, via internet, alla Asl. Anche la fase di accertamento sanitario è più semplice perché le Commissioni Asl sono integrate da un medico dell’Inps, evitando così, in caso di pareri della commissione a maggioranza, i tempi necessari per il passaggio della

domanda alle Commissioni mediche di verifica. I riconoscimenti dell’invalidità espressi con giudizio unanime da parte delle Commissioni Asl danno il via immediato alla fase di pagamento della prestazione. Tutto l’iter dovrà perfezionarsi entro 120 giorni. Questo vale sia per le domande di accertamento delle minorazioni civili (invalidità, cecità, sordomutismo), che per le domande di accertamento dell'handicap previste dalla legge 104/1992, che quelle per la disabilità di cui alla legge 68 del 1999. Alcuni di questi riconoscimenti dell’handicap danno diritto a prestazioni economiche (assegno agli invalidi civili o indennità di accompagnamento); altri, invece, danno diritto a benefici lavorativi (permessi mensili o giornalieri riconosciuti dalla legge 104/1992 o l’iscrizione nelle liste privilegiate di collocamento obbligatorio). Le ricordo che il Patronato Inas è a sua disposizione per l'assistenza. •


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consumi

Vorrei capire qualcosa in più del recente decreto incentivi del Governo perché dovrei cambiare gli elettrodomestici in cucina e vorrei orientarmi al meglio. Davide O. - Sesto San Giovanni (MI)

COME FUNZIONANO I NUOVI INCENTIVI DEL GOVERNO

Dagli elettrodomestici alla moto Una raffica di bonus per risparmiare risponde

se si acquistano cappe climatizzate.

Moto. Sconto del 10%, fino al massimo di 750 euro. Bisogna acquistare un motociclo fino a 400 cc di cilindrata (o potenza non superiore a 70 Kw) nuovo di categoria “euro 3” con contestuale rottamazione (per demolizione) di un motociclo o ciclomotore “euro 0” o “euro 1”. Se si acquista una moto dotata di alimentazione elettrica, doppia o esclusiva, l’incentivo sale al 20%, fino a un massimo di 1.500 euro. L’importo complessivo stanziato per questa misura è 12 milioni. Piani cottura. Disco verde a un contributo del 20%, fino a un singolo importo massimo di 80 euro. La sostituzione del piano cottura deve avvenire con un analogo apparecchio dotato di dispositivo di sorveglianza fiamma (Fsd). Scaldacqua. Bonus del 20%, fino a un massimo di 400 euro, se si sostituiscono scaldacqua elettrici con installazione di pompe di calore ad alta efficienza dedicate alla sola produzione di acqua calda sanitaria.

Casa. Contributo per un importo pari a 116 euro a metro

Come ottenere gli sconti.

quadrato (con un massimo di 7mila euro) per la classe A e 83 euro al metro quadro (con un massimo di 5mila euro) per la classe B. In caso, poi, di cessione di immobili di nuova costruzione ad alta efficienza energetica, per ottenere i bonus, serve l’attestazione favorevole dell’Enea.

Bisognerà rivolgersi al rivenditore che verificherà la capienza del bonus e comunicherà al consumatore la disponibilità dell’incentivo che diventerà uno sconto sul prezzo d’acquisto. Se i fondi sono esauriti, l’incentivo non scatta. Il decreto attuativo prevede che Poste Italiane attivi un call center per fornire informazioni e ponga in essere tutti gli adempimenti necessari per far arrivare il bonus nelle mani del consumatore. A sua volta il negoziante che intende praticare lo sconto compilerà un modulo elettronico riportato in un apposito sito del ministero, poi al momento della vendita, effettuata l’emissione dello scontrino fiscale, lo trasmetterà online al “centro di contatto” delle Poste. •

Tommaso Di Buono Adiconsum Via Tadino, 23 - Milano Tel 0220525340 adiconsum_milano@cisl.it

I Pochi giorni fa il Consiglio dei ministri ha varato una serie di bonus col DL 40/2010 per i consumi. Questi incentivi scatteranno per tutto il 2010 fino a esaurimento delle risorse (ci sono 300 milioni). L’operazione partirà il 6 aprile. Ecco una rapida sintesi dei più importanti bonus previsti per i consumatori.

agenziafotogramma

Cappe. Bonus del 20%, per un massimo di 500 euro,

la fotonotizia

Il bike sharing sbarca in periferia Scatta la fase due del bike sharing, il sitema messo a punto da Atm e Comune di Milano per la viabilità sulle due ruote contro smog e traffico. Sono già in uso 1.400 bici (un successo) disponibili in 100 rastrellerie per ora solo all’interno della cerchia dei Bastioni. Da adesso però vi si aggiungeranno altre 100 postazioni con 2.250 nuove bici gialle. L’obiettivo è la circolazione in città di 5mila bici. Gli abbonati, in crescita, al momento sono 13mila.

Cucine componibili ed elettrodomestici a incasso. Previsto un contributo del 10% sul costo (prezzo di vendita praticato dal cedente all’atto d’acquisto) e fino a un limite massimo di mille euro. Il limite complessivo delle risorse da erogare è 58 milioni. L’agevolazione è collegata alla sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili complete di elettrodomestici efficienti. Il decreto attuativo ricorda come la nuova cucina componibile debba essere corredata dai seguenti elettrodomestici ad alta efficienza: frigorifero/congelatore in classe A+ e A++, forno in classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe A/A/A (A, di efficienza energetica, A, di efficienza di lavaggio, A, di efficienza di asciugatura). Cucine di libera installazione. Il contributo è del 20%, fino 100 euro. La sostituzione deve avvenire con cucine dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura dotato di valvola di sicurezza gas. Forni elettrici. Spetta un contributo del 20% sul prezzo di costo, nel limite massimo di singolo contributo pari a 80 euro. Bisogna, però, comperare un nuovo forno di classe energetica non inferiore alla A. Lavastoviglie. Arriva un contributo del 20% sul prezzo di costo, nel limite massimo di singolo contributo pari a 130 euro. Bisogna, però, comperare un nuovo modello non inferiore ad A/A/A (A, di efficienza energetica, A, di efficienza di lavaggio, A, di efficienza di asciugatura).

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Rilassati!

A differenza del passato i frequentatori sono soprattutto giovani: 20mila presenze e 10 milioni di euro all’anno. E per chi non ha tempo e soldi ci sono anche le terme in città.

di DANIELA BIANCHI e ANTONELLA LOCONSOLO Á Salus per aquam, questo il significato della sigla Spa, che si associa a centri e strutture termali. Il termine “salute” ha assunto però, col tempo, un’accezione sempre più ampia, comprendendo l’aspetto sia fisico, sia psicologico, senza trascurare il lato estetico: la parola d’ordine è quindi stare bene con se stessi.


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La ricerca della felicità Oggi le terme sono sempre più frequentate da una popolazione giovane rispetto a qualche tempo fa, quando questi centri erano affollati più che altro da anziani con problemi di fegato o di diuresi. Ma cosa cercano questi nuovi turisti delle acque? Rigenerarsi, curarsi, coccolarsi, in una parola essere felici. E che le acque della salute possano essere una buona strada è provato anche da uno studio francese, secondo cui le cure termali sono addirittura efficaci contro la depressione. L’indagine scientifica, chiamata Stop-Tag è stata coordinata da Olivier Dubois, psichiatra al centro termale di Saujon, nell’est della Francia. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: il primo è stato sottoposto a cure termali , mentre il secondo ha ricevuto un trattamento farmacologico. Dopo un periodo di otto settimane, i sintomi dell’ansia e i disturbi del sonno nel gruppo che era stato sottoposto a cure termali erano diminuiti più che nel gruppo trattato con gli psicofarmaci. Si capisce quindi perché le Spa registrino quasi 20 milioni di presenze all’anno, con un giro d’affari di 10 miliardi di euro. E non è più necessario soggiornare in albergo intere settimane, esistono infatti le Day Spa, dove spendendo mediamente 40 euro si può usufruire di una giornata di benessere (trattamenti + pasto light).

Acque italiane Le stazioni termali italiane sono 378, ma le Spa sono addirittura 1392: ce n’è veramente per tutti i gusti. Scegliamo quindi una meta classica, resa famosa anche dal con-

I Mete ambite Il weekend di relax è diventato uno dei sogni più ricorrenti tra adulti e ragazzi. Ad attirare sono soprattutto massaggi e pranzi light. Nella foto a fianco le terme di Budapest. corso di Miss Italia: Salsomaggiore, dove si può trascorrere anche solo una giornata di relax, grazie al servizio di autobus che la collega con Milano. Con nomi evocativi, quali Musica d’Oriente, Profondo relax, Prenditi una pausa, Incanto liberty, vengono proposti una serie di trattamenti che vanno dal bagno al massaggio cromatico, dalla riflessologia plantare al fango. Bisogna preventivare non meno di 85 euro a persona. Le terme di Trescore hanno sposato una filosofia più legata al tradizionalismo termale: prima di qualunque trattamento bisogna

passare dal medico del centro con cui si concorda un piano terapeutico. La visita costa 85 euro e i trattamenti vanno da un minimo di 36 euro a seduta fino a diverse centinaia di euro. Se avete a disposizione almeno un week-end e amate la montagna, la meta ideale è Bormio: lo stabilimento termale, aperto tutto l’anno, è stato inaugurato nel 1913, ma le fonti sono conosciute dal 200 a. C: con l’ingresso giornaliero (dai 19 ai 23 euro) si può usufruire di ingresso alle vasche, bagno turco, idromassaggio e cascate. Presentano il vantaggio non trascurabile di offrire

proposte a basso costo

Budapest, un paradiso low cost Se il budget è limitato la meta giusta è l’Ungheria. Con un volo low cost (a partire da 87 euro) e prenotando un tre stelle semplice e pulito in internet (intorno agli 80 euro a notte per due persone), si può usufruire dei magnifici bagni termali di Budapest, l'unica metropoli al mondo ricca di sorgenti di acqua calda e medicamentosa. Il biglietto d’ingresso è alla portata di tutte le tasche, e infatti gli stabilimenti sono frequentatissimi anche dagli ungheresi. Entrare alle terme di Gellert, elegante e sfarzoso esempio di stile liberty proprio sulla riva al Danubio, costa dai 13 ai 15 euro, a seconda del cambio, e per i massaggi si spende dai 10 ai 15

euro. Per chi vuole sentirsi un sultano ci sono le Terme Rudas: il bagno turco è stato costruito nella seconda metà del Quattrocento dal pascià Sokoli e ha ritrovato la sua straordinaria bellezza con la ristrutturazione del 2005. Una tappa è d’obbligo anche alle Terme Lukács, le preferite dell’ambiente artistico della capitale ungherese: sono dotate addirittura di un lago naturale con l’acqua calda e i fanghi. Eseguire cure e trattamenti termali in una grande città offre il vantaggio di poter trascorrere anche ore piacevoli visitando piazze e musei. Unico neo, le cene a base di goulash possono vanificare ore di immersioni e massaggi.

spazi per bambini, attrezzati con scivoli e giochi d’acqua. In materia di estetica le ultima novità sono il massaggio cinese Taina e il Trattamento tribale.

Fai la spesa e vai alle terme E che le terme siano un settore in crescita lo testimonia anche il fatto che sono diventati elemento di richiamo anche nei cataloghi premi delle principali catene di supermercati. L’offerta più ampia è quella di Esselunga, che consente di trasformare i punti accumulati facendo la spesa in giornate dedicate alla cura del corpo e della mente. Non è da meno la Coop che ha stipulato convenzioni con sconti variabili con numerosi centri, dietro semplice presentazione della tessera associativa.

Restare in città Per i super indaffarati, che possono concedersi solo una breve pausa dagli impegni di lavoro, esiste un’oasi di relax a pochi passi dal Duomo: Termemilano offre un percorso benessere comprendente oltre trenta servizi e dove è possibile consumare gratuitamente un light buffet. A qualche km dalla città merita una visita Monticello spa & fit, un’oasi di salute e relax immersa nel verde della Brianza. •


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indirizzi utili I Termemilano Piazzale Medaglie d'Oro, 2 angolo Via Filippetti 20135 Milano telefono 0255199367 info@termemilano.com - www.termemilano.com I Terme di Bormio Via Stelvio, 14 - 23032 Bormio (So) telefono 0342901325 www.bormioterme.it I Terme di Trescore Balneario Via Gramsci s/n - 24069 Trescore Balneario (Bg) telefono 035940425 www.termeditrescore.it I Terme di Salsomaggiore e Tabiano Via Roma, 9 - 43039 Salsomaggiore (Pr) telefono 0524582611 - 800861385 www.termedisalsomaggiore.it

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libri

IL NUOVO LIBRO DI ANDREA VITALI a cura di Riccardo Giuly

I giorni di Milano Autore AA.VV Editore Laterza Prezzo 20 euro

La guerra d’Etiopia Autore A. Bel Boca Editore Longanesi Prezzo 18 euro

Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli Autore A. Bradley Editore Mondadori Prezzo 17,50 euro

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 La storia di Milano, attraverso alcuni episodi decisivi raccontati da dieci grandi storici. Dalla fondazione della città a Sant’Ambrogio, da Barbarossa al Cenacolo di Leonardo da Vinci, dagli Sforza a Napoleone, dalle Cinque Giornate alla Liberazione. Un saggio appassionante che si legge come un romanzo.  Del Boca è stato il primo storico a denunciare i crimini del colonialismo italiano. Qui ricostruisce le fasi della campagna d'Etiopia, preludio alla proclamazione dell'Impero. Un evento che segnò il culmine del mito mussoliniano e l'inizio di una guerra di resistenza che impegnò le truppe italiane fino al 1941, anno in cui gli inglesi misero fine al sogno fascista.

 1950, Buckshaw, una vecchia casa nella campagna inglese. Flavia de Luce, 11 anni, vive qui con il papà vedovo, le sorelle, una cuoca e un giardiniere. Un giorno sull'uscio viene trovato un uccello morto. Qualche ora dopo un uomo che giace nell'aiuola dei cetrioli esala l'ultimo respiro. Flavia resta sconvolta ed estasiata. Toccherà a lei svelare il mistero.

 Come si fa ad accrescere la propria capacità di persuasione? Quali sono gli errori di comunicazione da evitare? Come si influenzano i processi decisionali delle persone? Gli autori traducono 60 anni di 50 segreti ricerche scientifiche della scienza della persuasione sull’argomento in consigli pratici e vere e Autore Goldstein – proprie tecniche da Martin – Cialdini applicare sul lavoro e Editore Tea nel privato. Prezzo 10 euro

Storie di donne e un pizzico di nostalgia In pieno regime fascista due misteri, uno tragico e l’altro comico, s’intrecciano sulle rive del Lario. di MAURO CEREDA  Appuntamento in libreria con Andrea Vitali. Il medico-scrittore di Bellano ha dato alle stampe un nuovo romanzo che si appresta a replicare il successo di pubblico e di critica di quelli precedenti.

La mamma del sole: come descriverebbe questo libro? Rispetto agli altri che ho scritto, è un romanzo con un pelino più di malinconia, di nostalgia: solo una spezia, però, che non rovina il sapore della pietanza principale. È un libro di più storie, storie corali in cui i destini dei protagonisti si intrecciano l’uno con l’altro. In particolare ci sono in ballo i destini di due donne: una che è alla ricerca dell’unico figlio messo al mondo, che gli hanno fatto credere sia nato morto; l’altra che, invece, di figli ne ha avuti 14 e diventa un simbolo della perfetta mamma fascista, tanto che il partito la vuole mandare a Roma ad incontrare Mus-

solini. Dietro a queste due figure si intrecciano due misteri: uno abbastanza tragico e uno abbastanza comico. Molti suoi romanzi sono ambientati tra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30 del ‘900. Come mai? Perché quello è un periodo da avanspettacolo, da operetta, che si presta bene alle mie storie. È un momento estremamente grottesco, di normalizzazione del Paese, in cui la faccia peggiore del regime non è ancora venuta fuori e quasi tutti sono più o meno fascisti anche se non hanno voglia di esserlo. Del resto gli italiani tendono da sempre ad essere proni verso chi comanda, anche se in privato ne parlano male, e credo che oggi la situazione non sia molto diversa. Un’altra caratteristica dei suoi libri è che hanno come sfondo Bellano, sul lago di Como. Non ha mai

pensato di cambiare ambientazione? No, io sono nato qui e qui ho le mie radici. Bellano è diventata una protagonista seriale dei miei romanzi. È un luogo che ha tante vicende da raccontare. Sarà contenta l’azienda turistica. Mah, un piccolo movimento turistico credo di averlo generato. C’è gente che viene qui per vedere i luoghi dei romanzi, qualcuno chiede dove abito. L’altro giorno ho ricevuto in ambulatorio una coppia che mi ha detto di essere venuta apposta da Roma per conoscermi. Non so se sia vero, però…

mostre Fino al 9 maggio

Henri Rousseau Dove Fondazione Beyeler, Baselstrasse 101, Comune di Riehen, presso Basilea telefono +41 (0)61-6459700 Orario tutti i giorni 10-18; mercoledì 10-20 Biglietti 21 chf

 Impiegato del dazio dal 1870, Rousseau nel 1893 lasciò l'impiego per dedicarsi completamente alla pittura: incredibili paesaggi e giungle misteriose che sembrano nascondere chissà quali segreti sono il segno distintivo di questo artista, il cui tratto è stato definito “ingenuo e incolto”. In mostra circa quaranta opere divise per nuclei tematici (ritratto, paesaggio, foreste), tra le quali spicca "Le lion, ayant faim, se jette sur l'antilope", 1898/1905.

 Due i fili conduttori di questa mostra: raccontare il periodo di piena maturità di un grande artista del ‘900 e al contempo indagare i rapporti del pittore col celebre padre Luigi. Le opere qui esposte sono quelle presentate in occasione della seconda e terza edizione della


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Dove trova l’ispirazione per scrivere? Guardandomi in giro, tenendo dritte le orecchie. Capto le storie nell’aria, nei racconti delle persone. C’è chi mi ispira inconsapevolmente e chi viene apposta a raccontarmi delle vicende spronandomi a scriverle. La maggior parte degli spunti arriva da gente del posto. Nella bella stagione il mio punto di osservazione è una panchina in riva al lago. E poi c’è l’ambulatorio. Chiacchierando con i pazienti mi capita di ascoltare delle storie che possono diventare materia di racconto. Come tratteggia i caratteri dei suoi personaggi? Spesso hanno dei nomi curiosi: dove li trova? In alcuni casi mi ispiro a persone che conosco, a cui appiccico delle storie che però, per così dire, non gli competono. I nomi, invece, vado a cercarmeli nei cimiteri o sul calendario di Frate Indovino. Scelgo nomi che si adattano bene alle caratteristiche psico-fisiche dei personaggi che sto descrivendo. Come nasce e prende forma un libro di Andrea Vitali? Ogni mio libro nasce con un finale sicuro. Quando comincio a scrivere devo avere già in testa la

il dopo Job conclusione della storia. Quindi procedo. In corso d’opera apporto le modifiche che ritengo necessarie. Posso cambiare e introdurre storie, situazioni, personaggi… Come ho detto traccio la struttura principale all’inizio, ma non mi piace definire subito tutto. Lascio spazio alla fantasia e ad eventuali vie di fuga. Fa leggere a qualcuno quello che scrive? La mia prima lettrice è mia moglie. Quando ho finito di scrivere le consegno il testo e aspetto le reazioni. Osservo anche la mimica, dalle sue espressioni capisco se è soddisfatta o no. La prima stesura la faccio a mano. In genere lavoro al mattino, anche presto. Come si documenta? Leggo e ho letto molto del periodo in cui ambiento i romanzi, gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso: libri, documenti, pubbli-

cazioni. Poi lavoro sulle fonti orali, intervistando i testimoni dell’epoca. Il problema è che per ragioni anagrafiche sono sempre più difficili da trovare. Quali sono i suoi autori preferiti? Mi piace la narrativa contemporanea, soprattutto italiana, ma anche straniera. Poi leggo e rileggo i grandi autori del passato: Soldati, Piovene, Chiara, Arpino… Sta lavorando a qualcosa di nuovo? Ho un paio di storie che mi ballano in testa, ma non voglio affrontarle perché ho paura di rovinarle, di scriverle per forza. Preferisco lasciarle lì, le metterò su carta quando sarà il momento. In genere da quando mi viene l’idea a quando il libro esce passano tra i due e i tre anni. •

a cura di Daniela Bianchi Fino al 27 aprile

La leggenda di Redenta Tiria Da Salvatore Niffoi Regia Corrado D’Elia Interpreti Corrado D’Elia Dove Teatro Libero Via Savona, 10 - tel. 028323182 Orario lun-sab 21; dom 16 Biglietti 20 euro  Tratto dal celebre romanzo di Salvatore Niffoi, lo spettacolo racconta le vicende di Abacrasta, un immaginario paesino della Barbagia sarda, noto come “il paese delle cinghie”: molti fra coloro che vi abitano ad un certo punto della loro esistenza sentono il richiamo della Voce, e si impiccano. Fino all’arrivo di Redenta Tiria, una giovane cieca, che pone fine alla catena di suicidi. Unico attore in scena Corrado D’Elia, accompagnato dalle canzoni di Marisa Sannia, suonate dal vivo.

The Opera Show Di Mitch Sebastian Regia Mitch Sebastian Dove Teatro degli Arcimboldi, Via dell’Innovazione, 20 tel. 02641142212/214 Orario lun-ven 21; sab 16 e 21; dom 16 Biglietti 25-45 euro

Andrea Vitali Medico-scrittore, 54 anni, nel 2006 ha vinto il Premio Bancarella con il romanzo “La figlia del podestà”. I suoi libri sono tradotti in tutta Europa.

Fino al 16 maggio

Dal16 aprile al 4 luglio

Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939

Stanley Kubrick

Quadriennale di Roma: tra queste l’unico ritratto di Luigi Pirandello dipinto dal figlio, donato per l’occasione alla Gnam dall’avvocato Pierluigi Pirandello. Notevoli anche alcuni quadri con figure femminili, come Donne del Lazio e Figura meravigliata.

teatri

Dal 20 al 25 aprile

chi è

Dove Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Via delle Belle Arti 131, Roma telefono 0632298221 Orario martedì-domenica 8,30-19,30 Biglietti 10 euro

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Dove Palazzo della Ragione, Piazza Mercanti 1, Milano telefono 02860165 Orario lunedì 14,30-19,30; martedì-mercoledì-venerdì sabato-domemica 9,30-19.30; giovedì 9,30-19,30 Biglietti 8 euro

 In mostra trecento fotografie, molte delle quali inedite e stampate dai negativi originali, realizzate dal regista americano dal 1945 al 1950 quando, a soli 17 anni, venne assunto dalla rivista Look. È la prima volta che un'esposizione indaga la parentesi da fotoreporter di Kubrick, un aspetto in realtà poco conosciuto di questo genio indiscusso della cinematografia mondiale. I suoi scatti ritraggono scene di vita quotidiana o celebrità come il pugile Rocky Graziano e l’attore Montgomery Clift.

 Lo spettacolo è costruito su una selezione delle più famose arie d’opera eseguite fuori dal contesto narrativo delle singole opere dalle quali sono tratte ed inserite invece all’interno di nuove situazioni visuali. Sul palco, un cast di cinque cantanti, cinque ballerini e otto musicisti, tutti di altissimo livello. Un insieme di musica e commedia in puro stile MTV, una sorta di vaudeville del 21° secolo, che ha debuttato in Inghilterra nell’estate del 2008 e arriva ora agli Arcimboldi in prima nazionale. Dal 20 aprile al 2 maggio

Il piacere dell’onestà Di Luigi Pirandello Regia Fabio Grossi Interpreti L. Gullotta, M. Duane Dove Teatro Nuovo, Piazza San Babila - tel 0276000086 Orario : mart-ven 20,45; sab 1620,45; dom 16 Biglietti 20-33 euro  Leo Gullotta porta in scena la storia di Angelo Baldovino, uomo fallito e di dubbia moralità, che accetta solo per il piacere dell'onestà di sposare Agata, ragazza di buona famiglia che aspetta un bambino da un uomo maritato, il rispettabile marchese Fabio Colli. Un classico del teatro pirandelliano, un apologo contro il perbenismo e la rispettabilità borghese. Sul palco un edificio di vetro, una trasparente casa borghese affinché il pubblico possa guardare e giudicare gli abitanti della lussuosa dimora.


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una firma aiuta

LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

DAI LAVORATORI, CON I LAVORATORI, PER I LAVORATORI. Con una firma, senza oneri aggiuntivi per te, puoi devolvere il 5 per Mille dell’IRPEF a sostegno delle attività di cooperazione allo sviluppo di Iscos Cisl nel Sud del Mondo. Da oltre 25 anni siamo a fianco della società civile dei Paesi in via di sviluppo, con i sindacati locali, per costruire insieme le basi per un lavoro dignitoso, per una vita dignitosa.

Ecco come destinare il 5 per 1000 a ISCOS CISL Nell’apposito riquadro dei modelli per la dichiarazione del reddito (730, Unico, ecc.) o, se non fai la dichiarazione, del modello CUD 1. FIRMA NELLO SPAZIO RISERVATO AL “SOSTEGNO DEL VOLONTARIATO E DELLE ALTRE ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITÀ SOCIALE” 2. SOTTO LA FIRMA INDICA IL CODICE FISCALE:

97028820583 È UN GESTO CHE A TE NON COSTA NIENTE, MA NON HA PREZZO PER CHI RICEVE IL TUO SOSTEGNO SCOPRI ISCOS NELLA TUA REGIONE

Iscos Lombardia è presente, tra i vari Paesi, in El Salvador con un progetto di sviluppo della pesca, in Pakistan a sostegno dei lavoratori di Sialkot, in Perù a favore dei bambini della comunità di Altiva Canas e in Palestina in collaborazione con il sindacato PGFTU a sostegno dei lavoratori . ISCOS LOMBARDIA Onlus - Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo www.iscos.cisl.it · iscos.lombardia@cisl.it · tel. 02 24.93.72.538 · fax 02 24.93.72.536

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il dopo Job

numero 4 - aprile 2010

GLI EMERGENTI THISORDER

cinema

Il talento non è uno show

Un video “scorretto”, tanto rock e uno sguardo attento alle influenze Usa. Sono questi gli ingredienti di Inner Island, un disco che si farà ricordare.

a cura di Daniela Bianchi

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori Regia Laurent Tirard Interpreti Kad Merarard, Valérie Lemercier

di CHRISTIAN D’ANTONIO  Il loro video del debutto Unus è in circolazione da poco online e sicuramente farà discutere. I Thisorder non sono una band emergente comune, e lo si capisce guardando con giusta dose di ironia le immagini pulp di questa crime story che parte da un testo-denuncia contro i lascivi e sfida tutte le regole del politically correct. Nati artisticamente a Ischia e trapiantati da poco al Nord per ragioni lavorative, i Thisorder sono la risposta rock talentuosa ai personaggi televisivi che ultimamente sembrano unici depositari della musica di nuova generazione. «Si confonde popolarità e maturazione» dicono «noi per arrivare a fare questo lavoro ci abbiamo messo tempo senza scorciatoie». Il pubblico sta apprezzando e senza passaggi tv corre ai concerti. Merito anche di alcuni spunti presenti nel disco Inner Island che col rock apparentemente hanno poco a che fare. Nell’utlima traccia Late Empire ad

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dal 2 aprile

Simon Konianshi esempio ci sono dei riferimenti alla morte dell’iraniana Neda, una tagliente accusa a tutte le forme di oppressione. In I’m Sorry che apre il disco si ascolta un’alternanza tra momenti melodici ed esplosioni di energia, perchè, ci dicono «c’è valore nella complessità che non va snaturato». Bella prova anche i continui cambi di tempo di Fingers, un pezzo che inizia acustico per poi rivelarsi in tutta la sua rabbia industrial, perfetto specchio dei tempi in cui i Thisorder compon-

gono. «Il fatto di essere di un’isola ci ha rafforzato, abbiamo lottato per emergere pur non rinunciando alle nostre influenze che vengono dal sound di Pearl Jam, Tool o Alice In Chains», dice il cantante e simpatico frontman Emanuele Rontino. Ma se anche i rocker ora fanno testi impegnati chi ci dà il divertimento? «La musica è comunicativa ma anche rifiuto della superifcialità» è la sintetica risposta del bassista Marco Albanelli. •

Regia Misha Wald Interpreti Abraham Leber, Irène Herz

dal 9 aprile

Fantastic Mr. Fox Regia Weis Anderson

dal 16 aprile

classica 15 aprile

25 aprile

Messa a 4 voci

La Resistenza

The Choir of St John’s College Dove Basilica Santa Maria della Passione Orario 21 Biglietti 12 euro

Coro Cantosospeso musiche di Mozart e Nono Dove Palazzina Liberty - Milano Orario 17 Biglietti 15 euro

 Per la prima volta in scena a Milano, uno tra i cori più importanti della tradizione inglese, The Choir of St John’s College, Cambridge diretto da Andrew Nethsingha. In programma, oltre alle musiche di Girolamo Frescobaldi, un confronto tra lo stile di William Byrd, uno dei massimi compositori inglesi di fine Cinquecento, e quello di alcuni suoi contemporanei, come Orlando di Lasso.

 Nato nel 1987 con l’obbiettivo di sviluppare il repertorio vocale della lingua portoghese, il Coro Cantosospeso ha esteso i suoi interessi alla musica afroamericana e poi a tutti i "canti sospesi" del mondo. Il 25 eseguirà il Requiem di Mozart, che farà da cornice alla recitazione di lettere della Resistenza, e un brano di Luigi Nono.

Cosa voglio di più Regia Silvio Soldini Interpreti Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino

dal 30 aprile

 Il film si ispira a una serie di avventure illustrate, ambientate negli anni ’50, nate dalla penna di René Goscinny e Jean- Jacques Sempé, due mostri sacri dell’umorismo francese. Protagonisti sono Nicolas un bambino di 8 anni - i suoi genitori, i suoi compagni di scuola, la nonna, la maestra, il direttore della scuola e il bidello. Grande successo in Francia, è un film divertente adatto non solo ai bambini, ma a tutta la famiglia.  Micha Wald affronta il complesso tema dell’Olocausto, raccontando, attraverso i toni della commedia, la vicenda di una famiglia di ebrei, costretta a viaggiare dal Belgio all'Ucraina per esaudire le ultime volontà di uno dei suoi membri. Un “road movie picaresco”, capace di scherzare con i luoghi comuni tipici della cultura ebraica, l’umorismo caustico, l’avarizia, lo spirito conservatore.  Adattamento cinematografico del libro di Roald Dahl, Fantastic Mr. Fox è il primo film d’animazione di Wes Anderson, che in questo caso ha utilizzato la tecnica dello stop-motion: sono stati presi pupazzi veri e sono stati filmati fotogramma per fotogramma nelle varie pose per la realizzazione e il montaggio del film, doppiato in lingua originale da Bill Murray, Owen Wilson, Meryl Streep, George Clooney e Willem Dafoe.  Una donna mette in crisi il rapporto di coppia col compagno quando incontra un uomo sposato che le fa letteralmente perdere la testa: in poche parole, questa la trama dell’ultimo film di Soldini, applaudito al Festival di Berlino. Il regista, dopo “Giorni e Nuvole”, torna ad indagare Il mondo delle persone comuni, soffermandosi sul tema dell’adulterio e su come questo tipo di relazioni irrompa nella quotidianità, sconvolgendola.


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il dopo Job

numero 4 - aprile 2010

PERSONAGGI / MARCO CAMOZZI

Kenia,

i diritti corrono sull’onda Da Legnano all’Africa: ad organizzare nuove stazioni radiofoniche e realizzare il sogno di sempre. di FRANCESCA LOZITO Á Fare la radio piace a Marco Camozzi, 40 anni, legnanese. Fin qui tutto normale se non fosse che questo lavoro lo ha trasformato in una passione speciale: andare ad aprirne di nuove, di radio, in Africa. Ed è uno di quelli di cui all'apparenza non diresti, perché è un ragazzo come tanti: l'Africa non la sognava da bambino, l'ha incontrata per caso. Marco lavora a Radio Marconi a Milano, dove si occupa di vari aspetti, è fonico e programmatore. Tutto questo suo bagaglio di conoscenze e passioni da un po' di anni, periodicamente, lo trasferisce anche nell'altro continente. Come è nata questa tua passione? Tutto è cominciato quando padre Kizito Sesana, missionario comboniano, cercava qualcuno disposto

a dargli una mano per mettere in piedi una radio in Kenia. Ha contattato il direttore di Radio Marconi, Fabio Pizzul ed è venuto ad incontrarci nella nostra sede di Milano. Assieme al mio collega Domenico Cosenza abbiamo approntato un progetto per realizzare una radio tecnologicamente avanzata e sono partito. Che cos'è successo allora? Radio Waumini è nata sette anni fa, ci lavorano 20 persone, a Nairobi. E’ ascoltabile in tutta la città e per un raggio di 150 km, raggiungendo molti villaggi anche rurali. La programmazione della radio avviene nelle 24 ore, ormai il Kenya ha importato il modello di radiofonia europea, dove sia la musica che l’intrattenimento e quindi anche l’informazione

 Dedizione Marco Camozzi è molto legato al suo progetto. «Nonostante gli incidenti sono sempre tornato volentieri», dice.

vengono organizzate secondo un clock orario che segue il ritmo delle ore del giorno. E anche Waumini ha adottato questo modello con un particolare riguardo alla musica religiosa locale, numerosi sono i cori delle chiese che producono cd e musicassette di grande successo. Nel concreto com’è stata creata Radio Waumini? Per realizzarla abbiamo utilizzato un budget iniziale, proveniente in parte dalla Conferenza episcopale keniota e in parte dalle capacità di Kizito di coinvolgere diversi benefattori. Abbiamo fatto tutto da zero, dal disegno alle porte degli studi. Abbiamo comprato il materiale necessario in Italia e lo abbiamo spedito, con non pochi problemi doganali e non solo, direttamente a Nairobi. Qual è il contributo concreto che dà una radio in Africa? È un mezzo di comunicazione che serve alle persone, serve soprattutto nei Paesi in vera via di sviluppo dove la gente non ha coscienza di sé e dei propri diritti, serve ad insegnare l’inglese, o la lingua di maggior uso a chi non ha i mezzi per andare a scuola, ad imparare a lavare il cibo, ad usare l’acqua pulita per lavarsi per evitare il diffondersi di malattie ed epidemie. Quale progetto stai seguendo attualmente sul territorio? Sono appena tornato da un viaggio che mi ha portato a Nairobi proprio per andare a monitorare lo stato di Radio Waumini. Poi sono stato a Juba in Sudan dove ho lavorato a Radio Bahkita, che è

nata nel 2006. Qui ho girato in diversi villaggi: Malakal, Tonj, Gidel (un posto splendido sui monti Nuba), Torit, Yei e Rumbek. Abbiamo concluso un lavoro iniziato nel 2006: il primo network radiofonico del sud del Paese. In Sudan la presenza delle radio è molto importante per ragioni politiche, in vista del referendum del 2011 per la separazione nord-sud e, prima di tutto per le elezioni politiche del prossimo 11 aprile. Che genere di soddisfazione porta un progetto del genere? È incredibile, è qualcosa che ti cambia la vita e te la riempie. Io non l'avrei mai detto che un giorno mi sarei trovato con la voglia di partire e ritornare. Sono un ragazzo come tanti, con le passioni e gli interessi tipicamente “occidentali”, non ho mai avuto vocazioni laiche o desideri particolari di andare in Africa. E mi è capitato di tutto quando sono stato lì, non solo quello che uno pensa possa succedere tradizionalmente, imbattersi in guerre, e avere disagi da povertà: mi sono anche rotto un femore con un banale incidente domestico nel 2008 a Mansoa in Guinea. Si può immaginare quali disagi possano esserci ad essere soccorsi in posti del genere: per trasportarmi, infortunato, mi hanno messo nel cassone di un pick up. Pensi che il giorno prima ero stato a 60 metri di altezza per lavorare a un'antenna e non mi era successo niente … Ma questo, nonostante abbia subito diverse operazioni, non mi ha fatto arrendere e sono tornato. •


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