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AGGRESSIVI E ILLEGALI

UNA RELAZIONE SUI METODI DI DEUTSCHE POST DHL

L

’ITF ha commissionato una relazione ad un professore universitario americano rinomato, per esaminare le operazioni della Deutsche Post DHL in Turchia. Lo studio ha evidenziato che fin dall'inizio del 2011, quando 2500 operai ordinari e in subappalto presso la DHL Turchia hanno scelto di farsi rappresentare da un sindacato, la società si è resa l'artefice di una campagna concertata, punitiva e a volte addirittura illegale contro di loro.

Ogni persona intervistata descrive delle circostanze in cui ha osservato direttamente o sperimentato sulla propria pelle un comportamento contro il sindacato – in alcuni casi queste azioni erano tutelate dalla legge turca, in altri erano addirittura palesemente illegali. Professor John Logan, “Aggressivi e illegali: una relazione sui metodi di Deutsche Post DHL” La relazione si basa su interviste individuali fatte a lavoratori tuttora impiegati o licenziati, a rappresentanti sindacali, ad avvocati del lavoro, a deputati parlamentari, a giornalisti, a professori universitari ed ad altre persone. Le prove raccolte accusano la direzione di DHL di (tra le altre cose): • Avere licenziato almeno ventuno persone da aprile 2011, apparentemente perché

iscritte ad un sindacato, con il pretesto di prestazioni scadenti o di avere rifiutato di fare straordinari, nonostante i registri dimostrassero il contrario. Tutti gli otto casi di licenziamento che sono stati portati davanti al tribunale sono stati dichiarati ingiusti. • Avere esercitato pressione psicologica sui lavoratori tramite minacce di licenziamento o offerte di ricompense in denaro affinché firmassero lettere di dimissioni dal sindacato.

rappresentati del TÜMTIS, hanno affermato di agire direttamente secondo gli ordini impartiti dai direttori della Deutsche Post DHL di Bonn. Per esempio: nell'ambito di varie conversazioni avvenute tra luglio e agosto 2012 tra il presidente del TÜMTIS, Kenan Öztürk e il direttore delle risorse umane di DHL Turchia, Riza Balta, Öztürk è stato informato che Bonn non desiderava la presenza dei sindacati presso la DHL Turchia, e che Balta aveva l'intenzione di mettere in atto questa direttiva.

• Avere comunicato ai lavoratori che l'affiliazione al sindacato avrebbe nuociuto alla loro carriera presso DHL e alla società.

Alle riunioni, la Direzione ci ha detto: ’Siete con noi o contro di noi, e se siete contro di noi, sarete licenziati.’

• Avere proferito minacce volte a creare un'atmosfera intimidatoria e di paura.

Lavoratore DHL, Kirac, Istanbul

• Avere affermato che il sindacato scelto dai lavoratori (TÜMTIS) è legato ai terroristi.

Sulla relazione

• Avere impedito al personale di parlare ai propri rappresentanti sindacali durante le pause e al di fuori dell'orario di lavoro.

www.itfglobal.org/files/seealsodocs/

• Avere discriminato i lavoratori sindacalizzati. • Avere svolto delle cosiddette "sessioni di formazione" volte a scoraggiare i lavoratori dall'affiliarsi al sindacato. • Avere esercitato una sorveglianza dei picchetti e avere discriminato i lavoratori che ne facevano parte. • Avere modificato fisicamente l'ambiente di lavoro per impedire ai lavoratori di comunicare con i rappresentanti sindacali e per evitare che i lavoratori parlassero tra loro dei sindacati.

Chi ha voluto questa vittimizzazione? Deutsche Post DHL, la società madre di DHL Turchia, afferma che le tattiche vergognose attuate in Turchia non sono mai successe. ITF ha presentato questa relazione per chiarire che questa campagna d’intimidazione esiste, che può essere provata, e che non può essere spiegata come un "problema locale". I direttori nazionali, nei loro scambi con i

La relazione completa può essere letta a questo indirizzo https:// 36752/JohnLoganReport.pdf. L'autore della relazione, il Professor John Logan, è direttore di dipartimento e professore di studi sul lavoro all'Università di San Francisco, e uno specialista nell'ambito delle politiche del lavoro presso il Centro del Lavoro dell'UC Berkeley.

Che cosa deve fare adesso la Deutsche Post DHL? L’ITF è convinta che la società debba agire per porre rimedio alla situazione nell'ambito delle operazioni turche, reintegrando i lavoratori licenziati e mettendo fine alla campagna intimidatoria e aprendo il dialogo con i lavoratori e il sindacato da essi scelto, il TÜMTIS. ITF e la sua organizzazione sorella, la UNI Global Union, vogliono portare la Deutsche Post DHL alla firma di un accordo quadro globale, una "dichiarazione dei diritti" frutto di negoziazioni che possa stabilire un minimo di protezione e di diritti alla sindacalizzazione per i lavoratori DHL ovunque essi siano nel mondo.

Per saperne di più: www.respectatdhlturkey.org

Italian Factsheet on Aggressive and Unlawful: A Report into Deutsche Post DHL Operations  

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