Professional mente grazie a te donna

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Speciale FESTA della DONNA

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Pensiamo a quanto le donne sono state fondamentali, a quali donne nel corso della storia e anche oggi, sono dei nomi di spicco e ricordiamo qualche nome... magari dimenticato. Per fare un elenco di donne che si sono particolarmente distinte nel corso dei secoli, non basterebbe un libro. Purtroppo alcune sono state dimenticate per vari motivi, nonostante abbiano sacrificato se stesse o parte di sé per fare qualcosa di buono, altre sembra non conoscano oblio. Vogliamo, con questa edizione straordinaria di “Professional...mente” ricordare anche solo una parte di esse e con esse ricordare anche la cara prof.ssa Manti Silvana, a quasi due anni dalla sua dipartita da questa terra. A lei, che si è sempre distinta per la sua dedizione e il suo operato all’interno di questa scuola e che negli anni passati ha curato le pubblicazioni del giornalino scolastico, vogliamo dedicare questo lavoro, affinché la sua professionalità, dedizione e determinazione restino vivi e siano motivo di ispirazione per tutti noi...

Ricordare la figura della prof.ssa Silvana Manti, ad ormai due anni dalla sua scomparsa, rappresenta per me un modo di rendere omaggio alla Collega che, per quattro anni, ha lodevolmente affiancato la mia attività di Dirigente presso l’Istituto Professionale Industria e Artigianato di Siderno. Ho avuto l’ onore di conoscerla al mio arrivo in questa Scuola, all’inizio dell’anno scolastico 2008/2009 e, da subito, ho apprezzato il suo modo di essere e di fare... Una grande donna ed una grande cultrice della formazione. Dotata di forti motivazioni, straordinariamente energica, è stata linfa che ha alimentato il tessuto intimo della Scuola. Una Scuola, soprattutto quella di oggi, non certamente “facile”; un luogo dove si intrecciano i gesti dei nostri giovani: gesti di attese, di speranze, di conflitti… In questo contesto, la prof.ssa Manti è stata lavoratrice instancabile, insostituibile Maestra per tutti i suoi allievi e punto di riferimento per ognuno. La sede della Scuola, seppur distante dalla sua dimora familiare , non Le ha impedito in alcun modo di svolgere il servizio con estrema puntualità e dedizione. E con la sua tenacia, tipica delle donne del Sud, ha saputo ben conciliare il suo impegno professionale con il suo essere moglie e mamma. Sono convinto che la prof.ssa Manti, nella sua pur breve vita, non solo ha contribuito alla crescita della scuola, ma ha consegnato alla storia la testimonianza di quante cose straordinarie e meravigliose una donna sia in grado di fare! Il Dirigente Scolastico Tommaso Mittiga 2

Silvana Manti nasce a Bova Marina (RC) il 29/01/1954. Dopo aver conseguito il diploma di maturità presso il Liceo Scientifico “Euclide” di Bova Marina, si laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Messina il 28/02/1978. Dal 1992 inizia la sua carriere come docente di ruolo presso la Scuola Secondaria di Primo Grado “Corrado Alvaro” di Siderno (RC). Nel 1997 chiede ed ottiene il trasferimento presso l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato (I.P.S.I.A.) di Siderno in qualità di docente di Italiano e Storia. In tale Istituto si dedicherà, oltre all’attività di docenza, anche ad altre mansioni quali: coordinatrice di classe, titolare funzioni strumentali, componente del Consiglio di Istituto, componente del Comitato di valutazione, progettazione, tutor, verifica e monitoraggio. Dal 2001 al 2003 assume l’incarico di collaborazione del Dirigente Scolastico ed ottiene la nomina di responsabile della sede coordinata di Locri (RC). Dal 2007 sino al giorno della sua dipartita sarà Collaboratrice Vicario. Si è prodigata con impegno e dedizione all’attività di docenza e di collaboratrice. L’amore per il suo lavoro e la stima di colleghi ed alunni le hanno dato la forza di combattere una grave malattia lavorando per loro fino all’ultimo suo respiro prima che la sua anima volasse in cielo il 3 Settembre 2012.

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La giornata internazionale della donna

Murdaca Tatiana

La giornata internazionale della donna (comunemente definita in modo improprio festa della donna) ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922. In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia. Con al fine della guerra l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo. La giornata internazionale contro la vio-

lenza sulle donne si celebra il 25 novembre. Si ricorda infatti che il 25 novembre 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. L'assassinio delle sorelle Mirabal è ricordato come uno dei più truci della storia dominicana. CLASSE 4 Elettrica

La donna uscì dalla costola dell’uomo: non dai piedi per essere calpestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata… William Shakespeare

“Woman is the companion of man, gifted with equal mental capacity…”, “If non-violence is the law of our being, the future is with women...” (Mahatma Ghandi). International Women's Day is celebrated in many countries around the world. It is a day when women are recognized for their achievements without regard to divisions, whether national, ethnic, linguistic, cultural, economic or political. It is an occasion for looking back on past struggles and accomplishments, and for looking ahead to the opportunities that await future generations of women. The idea of an International Women's Day first arose at the turn of the XX century, which in the industrialized world was a period of expansion and turbulence, population growth and radical ideologies. The first National Woman's Day was observed in the United States in honour of the victims of the Tragic Triangle Fire in New York City, which took place on 25 March 1911. Over 140 workers, mostly young

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Italian and Jewish immigrant girls working at the Triangle Shirtwaist Company, lost their lives because of the lack of safety measures. The Women's Trade Union League and the International Ladies Garment Workers Union led many of the protests against this avoidable tragedy, including the silent funeral march which brought together a crowd of over 100,000 people. The horrible working conditions, leading up to the disaster, were evoked during subsequent labour legislations and observances of International Women's Day. In 1975, during International Women's Year, the United Nations began celebrating International Women's Day on 8 March. Two years later the General Assembly adopted a resolution proclaiming a United Nations Day for Women's Rights and International Peace to be observed on any day of the year, by Member States. The General Assembly recognized the role of women in peace efforts and development and urged an end to discrimination and an increase of support for women's full and equal participation. Flora Chiera, Ilenia La Grotteria, Tatiana Murdaca IV Moda

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<< Essere donna è cosi affascinante. E' un'avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'e' un'intelligenza che chiede d'essere ascoltata >>.

Oriana Fallaci

Gli ultimi due secoli, ma soprattutto gli ultimi decenni del secolo scorso, sono stati caratterizzati da intense lotte femminili che hanno portato, nel mondo Occidentale, alla così detta parità dei sessi e quindi hanno permesso alle donne di godere degli stessi diritti degli uomini. Nei Paesi orientali e in quelli sottosviluppati, invece, la situazione non è evoluta in nessun caso e spesso è rimasta ai livelli peggiori di quelli più antichi. Le donne sono forti e devono tenere le redini della famiglia e del lavoro. Una doppia fatica che richiede energie, impegno, efficienza, senso del dovere. Ma a volte tutto ciò sembra non bastare. Perché a questo si aggiunge la fatica di "sfondare" un mondo che è ancora molto maschile nelle sue richieste e pretese. Una società che chiede ancora alle donne di "portare i pantaloni" quando è ormai tempo di indossare con orgoglio la gonna e di sfruttare tutte le capacità che sono racchiuse nel ruolo femminile, e le sono proprie da sempre. Le donne sono sempre state brave a gestire "casa e bottega", famiglia e affari. Già nell’età della pietra stavano dentro le caverne e badavano ai cuccioli, prendendosene cura e sfamandoli. Si occupavano anche di trasformare quanto cacciato dall’uomo in qualcosa di commestibile ma non solo. Dai prodotti dell’animale cacciato tiravano fuori pelli per coprirsi, cibo per sfamarsi, conservando tutto quanto era utile per la sopravvivenza. La figura femminile era rispettata e venerata in quanto generatrice di prole. Era prevalentemente relegata al ruolo di madre, ma non per questo perdeva la sua importanza.

Se nelle civiltà arcaiche il matriarcato era potentissimo e la donna era regina della famiglia e della comunità, nel Medioevo e soprattutto nel Seicento la donna era perseguitata fino a considerarla una strega e messa sul rogo. Ciò accadeva a quelle donne che decidevano di "ribellarsi" al volere maschile e alle regole imposte dalla società.

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La vera rinascita della donna, però, ebbe inizio alla fine del Settecento, ai tempi della Prima Rivoluzione Industriale. Con la nascita delle industrie, la donna ridivenne parte integrante e fondamentale della società, poiché era anch’ella impegnata, forse più dell’uomo, nel sistema produttivo.

Con l’Ottocento la donna torna alla ribalta, soprattutto nella sua veste di lavoratrice. Lavoratrici con le gonne si cominciano a vedere non solo nelle fabbriche ma anche nelle scuole come maestre, nelle corsie degli ospedali soprattutto come ginecologhe conquistando un’indipendenza economica che rompe gli stretti vincoli domestici.

Il Novecento è il secolo delle suffragette, del grande movimento femminista, delle conquiste dei diritti civili, dall’uguaglianza al voto alla possibilità di accedere a tutte le professioni di esclusiva pertinenza degli uomini. La donna conquista la sua libertà e la sua indipendenza economica, giuridica, politica, sessuale: diventa un individuo a pieno titolo, una cittadina moderna proiettata verso la modernità. Dopo i conflitti mondiali sono iniziate le lotte che hanno portato la condizione femminile alla situazione attuale, ossia alla reale, ma per alcuni solo ipotetica, parità dei sessi.

Nel 1956 viene ammessa nelle corti d'assise e nei tribunali dei minorenni, come giudice popolare; nel 1960 ottiene il libero accesso a tutte le cariche pubbliche, tranne quelle militari e diplomatiche; la piena parità giuridica nel lavoro viene ottenuta nel 1962, risale al 1979 la prima nomina ad ambasciatore e alla presidenza della Camera dei Deputati. In ricordo delle migliaia di vittime cadute per la difesa dei propri diritti, nel 1910 la Conferenza internazionale delle donne socialiste decise di istituire la Giornata internazionale della donna, fissandone la data l’8 marzo di ogni anno . A cura di Femia Davide, Zimbalatti Giuseppe, Michele Raso 5 TIM/TLCB

m od a ca, III rances a ca F Sanat

può spiegare. La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non pu Gli uomini possono essere analizzati, le donne... solo adorate.

Oscar Wilde

“Di quante preoccupazioni ci si libera quando si decide non di essere qualcosa bensì qualcuno.”

Coco Chanel Citazioni a cura di Coluccio Rossella, III Moda.

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The word "suffragette" was first used to describe the women’s campaign for the right to vote in an article in a British newspaper in 1906. At the beginning of the 20th century women had a very stereotypical role in the society: their task was to rear children and take care of the home. Although the industrial revolution had given them full-time employment, as factory workers, they were considered as second-class citizens, with severely limited rights, so the issue of the vote became the focus of women's struggle for equality. Organised campaigns for women's suffrage began to appear in England in 1903 when Emmeline Pankhurst and her daughters founded the Women’s Social and Political Union (WSPU)– a more radical organization than some of the earlier ones fighting for suffrage. The motto of the suffragettes was deeds not words and from 1912 onwards they became more militant and violent in their methods of campaign with tactics of lawbreaking, violence and hunger strikes. The rough treatment of many suffragettes arrested and jailed during the course of their protests and their commendable behaviour during the war – suspending the protests for the sake of the national unity - won their cause increasing sympathy and support from the public. There is no doubt, in fact, that the suffragettes

Bread and Roses è il titolo di una poesia di James Oppenheim ripreso come slogan durante lo sciopero delle operaie tessili di Lawrence, Massachusetts, che nel 1912 incrociarono le braccia per 63 giorni chiedendo salari più equi e condizioni di lavoro più dignitose. Il pane e le rose, l’indispensabile, il minimo vitale insieme alla cultura e alla bellezza. La frase che ispirò il titolo della poesia “Bread and Roses” di James Oppenheim, pubblicata nel dicembre 1911 sulla rivista “The American Monthly”, appena un mese prima dell’inizio della protesta, fu pronunciata da Rose Schneiderman, leader femminista e socialista, durante un discorso che rivendicava il diritto di voto femminile di fronte ad una platea di suffragette benestanti a Cleveland: 6

raised the issue of women’s votes to that of national consideration and in February 1918, the Government passed an act giving women the vote if they were over the age of 30. S u b s e q u e n t legislation reduced the age of women allowed to vote. It is debatable how much effects the s u f f r a g e t t e movement had on bringing about changes in women’s rights which were, undoubtedly reflected in their way of dressing during post-war years: women’s clothes became more practical, hemlines raised, hair was often cut short and some women began to wear trousers and make-up. That new freedom of costumes was considered as a sign of a healthier society.

(EN EN) EN « What the woman who labors wants is the right to live, not simply exist — the right to life as the rich woman has the right to life, and the sun and music and art. You have nothing that the humblest worker has not a right to have also. The worker must have bread, but she must have roses, too. Help, you women of privilege, give her the ballot to fight with »

Kaur Manjeet, V Moda

(IT IT) IT « Ciò che la donna che lavora vuole è il diritto di vivere, non semplicemente di esistere – il diritto alla vita così come ce l’ha la donna ricca, al sole e alla musica e all’arte. Voi non avete niente che anche l’operaia più umile non abbia il diritto di avere. L’operaia deve avere il pane, ma deve avere anche le rose. Date una mano anche voi, donne del privilegio, a darle la scheda elettorale con cui combattere »

Nel 1974 la poesia di Oppenheim venne messa in musica da Mimi Fariña ed è stata cantata da vari artisti, tra cui Judy Collins e John Denver. La canzone e lo slogan sono stati tradotti in diverse lingue, affinché ogni donna potesse non solo cantarli, ma ricordarli 365 giorni all’anno. Il pane rappresenta il diritto al lavoro, a salari equi, a condizioni lavorative dignitose; le rose sono il simbolo della richiesta di orari di lavoro conciliabili con i doveri e le gioie di una madre di famiglia, la parità dei diritti e la tolleranza. Classe V Moda

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The leader of the Suffragettes Emmeline Pankhurst worked all her adult life to obtain the vote for women. In 1879 she married the lawyer Richard Pankhurst, a friend of the great English radical thinker, John Stuart Mill and had three daughters who fought with her for women’s rigths. Emmeline led her first campaigns for women's vote in London, Manchester and Paris and founded the Women's Social and Political Union in 1903. By 1905 she began to be more militant and went to prison several times, after responding to the attacks of the policemen

during public meetings and demonstrations. During the First World War Mrs. Pankhurst suspended her activities in Europe, but continued them in the U.S., Canada and Russia. In 1926, after many years abroad, Emmeline Pankhurst returned to Britain and was elected as a Member of Parliament. The Representation of the People Act, giving equal voting rights to both men and women, was passed a few weeks after her death in 1928. Ieriti Carmela, Rullo Federica, IIA Moda

E’ la donna che fa girare il mondo! Il ruolo della donna è sempre stato il fulcro della società antica. Oggi è ancora considerato cosi? Ai giorni nostri la donna ha un ruolo quasi del tutto uguale a quello dell’uomo, ma per arrivare a questo risultato sono stati necessari molti sacrifici. Prima del Medioevo la donna era il perno intorno al quale girava la famiglia e la vita quotidiana (andava addirittura a caccia col suo uomo). Dal Medioevo in poi assume un ruolo ben diverso, le viene chiesto di sottomettersi al volere dell’uomo, e se non lo accetta è considerata malvagia (si vedano tutte le inchieste contro le donne ritenute “streghe’’). Nell’Ottocento inizia la sua rivincita, inizia a lavorare ed in seguito a ribellarsi per la conquista della proria autonomia. Si arriva

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cosi alle rivolte del Novecento , delle suffragette, con cui la donna acquisisce il suo ruolo di rispetto nella società moderna. Oggi, nel Ventunesimo secolo, la donna lavora, bada alla famiglia e manda avanti la casa: tutto ciò richiede una notevole forza e coraggio. E’ vero che ha conquistato rispetto al pari di un uomo, ma è anche vero che non tutti la considerano meritevole di questo. La legge ci dice che sia uomini che donne hanno pari diritti e doveri, ma nella realtà la strada per questa conquista è ancora lunga, comporta ancora sacrifici e tanto coraggio soprattutto da parte delle donne, ma poco alla volta si arriverà sicuramente a questo traguardo. Beatrice Reale, IV Moda

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Nowadays a large number of women in Britain go out to work and women account for a growing proportion of the workforce. The Sex Discrimination Acts of 1975 and 1986 make it generally unlawful in Great Britain to discriminate on the grounds of sex or marital status when recruiting, training, promoting or retiring staff. All this started during the Second World War when millions of women left “hearth and home” and worked to keep the wheels of industry turning. They were independent for the first time in their lives and they liked it. When the men came home and women were once again consigned to the kitchen, many rebelled , and the rebellion persists. At the start of the 1950’s, there were fewer than 7 million women working in Britain. By the 1990’s there were more than 11 million. A recent survey of the Office for National Statistics on women in employment, states that the majority of women are working in paid jobs and that only 30 per cent of them are classified economically inactive. The major reason for economic inactivity is the existence of dependent children. The report reveals that marriage no longer makes any difference to whether a woman is in paid employment. It is the presence of children that enforces major changes in their lives. According to the survey, having children has an impact on women taking up full-time positions, with 38% of women with dependent children working part-time, compared with only 4% of men with dependent children. A large percentage of all women's jobs are accounted for in just three occupations: catering, cleaning and hairdressing; professionals in the health sector; education and welfare. “Women have made great strides into Britain's workforce over the past 40 years, but they remain concentrated in lower-paid, traditionally female occupations such as care services and secretarial work”. Moreover while the overall pay

gap between men and women has narrowed – to 10% for full-time workers – some traditionally lowerpaid occupations remain overwhelmingly dominated by women, according to the ONS. For example, 82% of workers in "caring, leisure and other services", and 77% of administrative and secretarial workers are female. The same report shows that a high percentage of the women studied said they are happy with the work they do, but they clearly work for financial reasons. Many of them added they like the stimulation of going out to work, which made them feel they are doing something useful. Job opportunities for women have increased considerably in the last decade. However there are still very few women holding top positions in industry, commerce and other professions. Notwithstanding years of political pressure and legislation women are still 'almost invisible' at the top of most public organizations. Veronica Laface, III A Moda

“La La felicità felicit non è altro che il profumo del nostro animo.”

Coco Chanel

La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne... solo adorate.

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Se Dio non avesse fatto la donna, non avrebbe fatto il fiore.

Oscar Wilde

L'angelo della famiglia è la donna. Giuseppe Mazzini

Io ho sempre considerato la donna molto più pi forte dell'uomo, perché perch la donna dà d la vita.

Claudia Cardinale

Tra i 27 Paesi dell’Unione europea, l’Italia si è sempre caratterizzata per un basso livello di occupazione e per un’elevata presenza di persone in cerca di lavoro, specie di sesso femminile, il cui tasso di occupazione, nel Nostro Paese, non raggiunge il 50% (cioè ben 12 punti percentuali sotto la media Ue con picchi del 21% al sud). In effetti, nonostante i passi avanti fatti negli ultimi 40 anni in campo legislativo per favorire la parità tra uomini e donne,almeno in ambito lavorativo, c’è ancora molta strada da fare per colmare il divario di genere e arginare quei fattori che tuttora ostacolano l’occupazione femminile e l’uguaglianza dei livelli retributivi. Si assiste difatti ad una sorta di “segregazione” con ambiti professionali spiccatamente femminili (assistenza, istruzione e pulizie) e pochissimi gruppi

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professionali caratterizzati da una distribuzione più equilibrata della forza lavoro. Una disparità di trattamento sessista, direttamente proporzionale all’età, allo status matrimoniale e familiare, che tende spesso a tradursi in una minore presenza delle donne nel lavoro indipendente, in una maggiore vulnerabilità femminile alla precarietà occupazionale, in una difficoltà di accesso per le donne a settori e professioni tipicamente maschili. Quanto appena riportato, lungi dall’assumere i panni di una mera percezione soggettiva, trova, purtroppo, una piena conferma nei dati forniti dall’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che fotografa la condizione dell’Italia come di un Paese culturalmente e socialmente bloccato, fanalino di coda, davanti solo a Turchia e Messico, in ambito di inserimento femminile nel sistema lavorativo. Una condizione che non può non ripercuotersi negativamente sulla crescita della nostra nazione: l’Ocse ha infatti calcolato che aumentando la presenza delle donne nel lavoro, si accrescerebbe il Pil procapite italiano di 1 punto percentuale all’anno. Dunque, solo politiche economiche e sociali orientate al superamento di tale freno economico potrebbero favorire una reale e duratura crescita, ma al momento tutto questo appare dolorosamente un miraggio. Che dire, il futuro è in mano alle donne, tranne che in Italia. Maria Cristina Galea, III Moda 9


Usare il proprio cognome? Per una moglie italiana era impossibile fino al 1975. Intraprendere la carriera di magistrato? Niente da fare, per una donna del nostro Paese, fino al 1963. Più facile, invece, essere condannate per tradimento, visto che l’adulterio femminile cessa di reato solo nel 1968. A ripercorrere le leggi che hanno cambiato la vita delle donne italiane – a partire dal diritto di voto attivo e passivo, riconosciuto solo nel 1945 e nel 1946 – è un libro a cura della fondazione Nilde Iotti (‘Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia‘, Ediesse editore) che ripercorre l’iter, spesso travagliato, di quelle normative approvate grazie alla determinazione di politiche e legislatrici italiane, a partire dalle 21 donne presenti all’Assemblea costituente e fa il punto anche sulla condizione femminile oggi in Italia. Un libro dove, oltre l’ aborto e divorzio, le due leggi – rispettivamente del 1970 e 1978 – più discusse e controverse, si parla anche di normative meno note ma egualmente importanti: come la legge del 1975 che, riformando il diritto di famiglia, stabilisce quella parità tra i coniugi nel diritto di famiglia che la Costituzione aveva già recepito (mentre la piena parità giuridica tra i figli nati dentro e fuori il matrimonio arriverà solo nel 2012). O quella del 1981, grazie alla quale sparisce dal diritto penale il cosiddetto “delitto d’onore”. Il libro si sofferma anche sulle misure che hanno introdotto forme di tutela specifiche per le donne e le mamme lavoratrici, prive di qualsiasi aiuto fino al 1950: è di quell’anno, infatti, la legge che vieta il licenziamento fino al primo anno del bambino e introduce il trattamento economico dopo il parto. Nel 1956 arriva la legge sulla parità retributiva tra uomo e donna, mentre nel 1963 si dichiarano nulle le cosiddette “clausole di nubilato” nei contratti di 10

lavoro, che molte donne erano costrette a firmare, e si consente alle donne pieno accesso a tutte le professioni e gli impieghi pubblici. Importanti, in questa direzione, anche le leggi che istituiscono la scuola materna e gli asili nido comunali (1971) o la parità tra padri e madri nei congedi parentali (1983), infine l’indennità di maternità per le lavoratrici autonome (1987) e per quelle disoccupate (1998). E poi ci sono, ovviamente, le leggi per fermare la violenza: quella del 1996, quando finalmente, e tardivamente, la violenza sessuale diventa reato contro la persona e non contro la moralità pubblica e si stabiliscono pene gravi per chi compie violenza; e quella del 2009 che introduce il reato di stalking, per arrivare a quella contro il femminicidio appena approvata in Senato. Infine, nel volume si ripercorrono le norme che introducono un’adeguata rappresentanza femminile, grazie anche a una modifica costituzionale del 2003 che prevede la promozione della parità con appositi provvedimenti Il bilancio però, a oltre sessant’anni dall’Assemblea costituente, resta ancora amaro. Basti pensare che non esiste ancora una normativa che impone una quota di genere alle elezioni per il Parlamento. Ma il problema più drammatico resta il lavoro, dove una precarizzazione crescente ha reso fragili o inutili leggi importanti pensate per un mondo ormai quasi scomparso, mentre persistono pratiche aberranti come le cosiddette “dimissioni in bianco” e la scarsità di fondi pubblici rende servizi come il posto al nido simile alla vittoria a una lotteria. Per questo, concludono le autrici, serve un passaggio epocale che richieda “un ripensamento generale delle nostre società”. E, per l’Italia, “un ulteriore avanzamento del concetto di cittadinanza nazionale, intesa come corpus di tutele e diritti, in direzione di una piena cittadinanza europea”. Cosimo Campiti, 5 TLCB

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Parlando di stalking viene subito alla mente il caso di un grande personaggio televisivo: Michele Hunziker che, per oltre due anni, è stata perseguitata da un uomo con lettere ossessive, minacce e appostamenti. Michelle Hunziker e l'avvocato Giulia Bongiorno hanno offerto una doppia difesa alle vittime della violenza e dello stalking, soprattutto bambini e donne. Dalla loro collaborazione è nata la fondazione Onlus Doppia Difesa che, dal 2007 ad oggi, ha offerto protezione e consulenza legale gratuita a centinaia di donne attraverso il suo staff di avvocati e psicologi e in seguito, grazie a un accordo con l’ospedale Fatebenefratelli, anche un aiuto medico, nell’ambito della sperimentazione di un nuovo modello integrato di supporto.

Lo stalking, di cui appunto la stessa Hunziker è stata vittima in prima persona, è il ripetersi di un comportamento molesto, ossessivo, persecutorio, che si manifesta con attenzioni ripetute, appostamenti, visite e regali non graditi, SMS, lettere ed email in numero eccessivo. Una varietà di gesti apparentemente innocui ma che spesso degenerano in minacce e pedinamenti che causano nella vittima uno stato di ansia, paura, timore per la propria incolumità, tanto da costringerla a cambiare le proprie abitudini e scelte di vita. Secondo un sondaggio fatto, la vittima conosce l’autore delle persecuzioni nell’87% dei casi e quasi sempre si tratta di persone respinte,

compagni, ex compagni o amanti delusi di entrambi i sessi, anche se per il 70% sono uomini. Per Doppia Difesa, il 96% dei casi di stalking non viene denunciato, ma sembra che qualcosa stia cambiando, grazie anche alla legge 38/ 2009 che ha introdotto il reato di atti persecutori nel Codice Penale e che prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni, con un’aggravante se a compiere il reato è un ex marito o un ex partner, e l’ergastolo in caso di omicidio. E' stata Mara Carfagna a voler introdurre questo come reato e l'avvocato Bongiorno ha contribuito notevolmente alla stesura del testo. Le due D di Doppia Difesa vogliono quasi a richiamare i concetti di don-

na e dignità; i destinatari, donne e bambini; gli step per risolvere la situazione che, come dice lo slogan della fondazione, sono “aprire gli occhi” e “uscire allo scoperto”. Due sono le volte che ci penserà un molestatore ora, grazie alla legge, prima di commettere un reato, conoscendo le pene in cui incorre. Due sono le donne che hanno dato vita a questo progetto e doppia è anche la nostra ammirazione per loro. Alessandro Candido Pietro Sgambelluri Bruzzese Vincenzo Calautti Lorenzo Fragomeni Antonio 3 A Elettrica

Il cuore di una donna non muta col tempo, nè si altera col passare delle stagioni. Il cuore di una donna combatte a lungo, ma non muore. Quel cuore è fedele a se stesso, imperturbabile, piaciuto e sicuro di se; su di esso la primavera rimane primavera e l'autunno è autunno, fino alla fine del tempo. ( K. Gibran) Speciale FESTA della DONNA

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People have wondered about the difference between the sexes for ages… Apart from the obvious differences in the appearance, we are different in many ways. For example, women seem to have some important physical advantages: they are more resistant to disease and live longer. There are some cognitive differences too: today in stressful situations the man tends to keep quiet and withdraws into silence, while the woman has learned to externalize the tensions , communicating to others her problems. Even our language and gestures are different: women have greater ability to listen, to do several things at the same time. However, we must be careful about making assumptions, since sometimes we believe in differences that do not exist. Above all, we must remember that “different” does not mean better or worse. Both men and women have different, but equally valuable talents, characteristics and ways of behaving. Gioia Ferrigno, Elisa Gualtieri II Moda

The still strong resistance against women’s taking on jobs traditionally reserved to men can be explained in terms of gender - roles. Each society establishes definitions of what is proper or ' natural ' for men and women to do, feel, talk about, and wear. Unquestionably there are numerous differences between the sexes, but the crucial question is: what is the reason for those differences? Do they have a biological -- that is innate – origin or a cultural one that is learned through a slow process of social education ? One interesting piece of evidence in favour of the second hypothesis comes from the research of anthropologist Margaret Mead. In the 1960s she studied three primitive peoples in New Guinea and concluded that the meaning of being male or female is largely a matter of cultural conditioning. She found that both men and women in the Mungdumour tribe were typically aggressive and even violent -- traits that we usually associate only with men. In the Arapesh tribe she found that both men and women were maternal, passive, and gentle traits that are usually associated with women only. And in the Tchambuii tribe she found something quite unexpected... Here it is the woman who has the real position of power in the society. She is the chief productive force, she owns property and control the expenses. And surprisingly it is the man who is expected to pay much more attention to personal beauty and elegance, to find great pleasure in shopping and to gossip about friends of the same sex. Can you believe that? Carmela Ieriti, Roberta Montalto, Federica Rullo, II Moda 12

" Equality has now been achieved , what more do you want .. ", " men and women , there are great parting differences…," these are the most frequent responses when talking about the differences about sexes, and then combining these statements to the news of violence against women, we can understand that their emancipation has still a long and winding road ahead. The extraordinary potential of the female gender, unfortunately, is not yet fully recognized. Many women do not have access to knowledge, they do not receive education and therefore do not participate in democracy. To get going on a new mood, in our opinion, you have to start from the word and the idea of respect that , in recent times , it seems a word devoid of meaning. Oriana Fallaci said (Letter to a Child Never Born ) "It is only respecting yourself that you can demand the respect of others , it is only by believing in yourself that you can be trusted by others”. We must add to respect other words, unfortunately disregarded in our society, but fundamental to the development of identity, such as recognition, sharing of values, knowledge, education, democracy. We agree with Rita Levi Montalcini when she said that “To change things, you do not always need violence , very often just indignation”. In conclusion we can defeat fanaticism, ignorance, hatred and violence against women, basing our life on the highest ideals of respect for the dignity of each human being whether a woman , a child or a man. To build new kinds of communities based on the culture of peace and respect we must invest in dialogue and remember that only women who have dignity and selfrespect can help to shape new generations. Is it a dream ? Maybe ... but our lives and our society are still in need of dreams, luckily! Tatiana Murdaca IV moda Ilenia La Grotteria,

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A cura di Domenico Carlino, Danilo Lacopo, Antonio Giove, Daniele Trimboli - V TIEN

Date alle donne occasioni adeguate ed esse potranno fare tutto. Oscar Wilde Anne Kopchovski, non era un’attivista, né una benestante cosmopolita, ma diventò un simbolo della libertà femminile, perché fu la prima donna a fare il giro del mondo in bicicletta, sfidando le proprie difficoltà economiche e i pregiudizi altrui. Ebrea lettone, emigrata negli Stati Uniti, sposata e madre di tre bambini, all’età di 23 anni, inseguito ad una scommessa, partì da Boston in bicicletta. Arrivò fino in Cina, passando per Parigi, Gerusalemme e Singapore.

Alfonsina Morini nasce in una famiglia di contadini. Ben presto si appassiona al ciclismo e partecipa a numerose competizioni locali. Nei paesi in cui sfrecciava con la sua bicicletta viene soprannominata “il diavolo in gonnella”. Continuamente osteggiata dalla famiglia per la sua passione a 24 anni, nel 1915, sposa Luigi Strada, cesellatore che, invece, la incoraggia e addirittura le regala, il giorno delle nozze, una bicicletta da corsa nuova. L'anno successivo i due si trasferiscono a Milano, dove Alfonsina comincia ad allenarsi con serietà. Nel 1924 partecipa, prima donna in assoluto, al Giro d'Italia.

Amelia Earhart. She went to an aviation fair with her father and had a 10-minute flight in a plane. That was it. As soon as the plane left the ground, Amelia knew that she had to fly. Amelia was working as a social worker in Boston when she received an amazing phone call inviting her to join pilot Wilmer Stultz on a flight across the Atlantic. Amelia always knew that what she did was dangerous and that every flight could be her last. People today are still speculating about what might have happened to Amelia during her last flight.

Welcome Women of All Time History would not be the same without women. We could say they have shaped the world in every side of human life, even if they aren't recognized enough! Read what some of them did… Speciale FESTA della DONNA

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Valentina Vladimirovna Tereškova, è stata la prima donna ad andare nello spazio. Correva l’anno 1963. Da giovane lavorava in una fabbrica produttrice di pneumatici Presto divenne un’appassionata di paracadutismo e, nel 1962, superò brillantemente l’esame di assunzione alla scuola di aspiranti cosmonauti, dando il via al suo addestramento, che il 16 Giugno 1963 l’avrebbe vista a bordo del Vostok 6, per una missione nello spazio della durata di quasi 3 giorni interi. Quale comandante di una navicella spaziale, per i collegamenti via radio, scelse il nomignolo di “gabbiano”.

L'atleta americana Joan Benoit si è guadagnata il suo posto nei libri di storia vincendo la prima maratona femminile alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. Aveva 27 anni e vinse impostando un passo che le fece guadagnare la testa della corsa e che le permise di restare sola per la maggior parte del percorso.

Kathrine Switzer (USA) è stata la prima donna a correre e a terminare la maratona di Boston del 1967, cinque anni prima dell'ammissione ufficiale delle donne. Partecipò alla gara come K.V. Switzer, così gli organizzatori non avrebbero potuto scoprire che si trattava di una donna. Durante la gara, riuscì a sfuggire al tentativo degli organizzatori di eliminarla. Corse 35 maratone e vinse la maratona di New York del 1974.

Maria Grazia "Lella" Lombardi è stata una pilota automobilistica italiana. Era nata a Frugarolo (Alessandria) il 26 marzo 1943. Fu la seconda donna a guidare una monoposto di Formula 1, l'unica a giungere in zona punti nonché quella che disputò ben 12Gran Premi.

La prima donna a disputare un gran premio fu Maria Teresa De Filippis, nel 1958! Debuttò al Gp del Belgio su una Maserati e corse in totale 4 Gran Premi, piazzandosi decima al suo miglior piazzamento. Soprannominata “pilotino” la De Filippis cominciò la carriera di pilota quando i suoi fratelli la presero in giro dicendo che guidava male. Si ritirò dalle corse nel 1959 dopo la morte del suo amico Jean Behra, nel gran premio in cui la sostituì alla guida della sua vettura.

Le recentissime Flavia Pennetta e Francesca Schiavone sono delle record woman nel tennis

Federica Pellegrini , classe 1988 italiana. È la prima italiana ad aver vinto una medaglia d'oro nel nuoto ai Giochi olimpici, fatto avvenuto a Pechino 2008 nei 200 m stile libero. In carriera ha vinto anche quattro titoli mondiali nei 200 e 400 m stile libero. Dall'agosto 2008 è detentrice del primato mondiale in vasca lunga dei 200 metri stile libero e, dal giugno 2009, dei 400 metri stile libero.

Carolina Kostner ha iniziato a pattinare all'età di 4 anni ed è la prima pattinatrice su ghiaccio italiana a vincere una medaglia ai campionati mondiali juniores, in quanto ha conquistato la medaglia di bronzo. A livello Senior, invece, Carolina ha conquistato il suo primo titolo nazionale e ha poi partecipato per la prima volta sia ai campionati europei che ai campionati mondiali, concludendo tali competizioni rispettivamente al 4º e al 10º posto.

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Artemisia Gentileschi: pittrice italiana vissuta nella prima metà del 1600, che faticosamente si fece largo in un panorama artistico presidiato dagli uomini. Ritrasse figure femminili piene di forza, anche fisica, quella forza che lei stessa dimostrò, non solo dando libera espressione alla sua energia creativa, ma anche denunciando lo stupro di cui fu vittima.

Nina Simone. Indimenticabile voce afroamericana, nata nel 1933 e cresciuta nel ghetto di una cittadina North Carolina, Nina Simone ha denunciato con la sua musica l’apartheid, l’emarginazione, la discriminazione, quella razziale e di genere innanzitutto.

Marta Graham (1894-1991) è considerata la madre della danza moderna. A lei il merito di aver liberato il corpo dei danzatori, donandogli peso espressivo e comunicativo al di l della ferrea tecnica del balletto classico. Negli anni '30 la sua arte rivoluziona la nozione tradizionale del balletto: trasforma la danza in un unico linguaggio spontaneo, capace di comunicare le emozioni umane in tutta la loro immediatezza.

Pina Bausch. Coreografa e danzatrice tedesca, scomparsa nel 2009. La sua danza nasce e abita quello spazio vuoto tra sé e l’altro, tra le parole e le cose. Con i suoi spettacoli Pina Bausch ha raccontato e criticato la società dei consumi e ha esplorato le dimensioni più intime della relazione con l’altro.

Nosside (Locri Epizefiri, IV secolo a.C. ca. – III secolo a.C. ca.) , figlia della nobile Teofile, visse a Locri Epizefiri sulla costa ionica dell'attuale Calabria. Fu senza dubbio la più grande poetessa della Magna Grecia.

Annelies Marie Frank, meglio nota come Anna Frank, è divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.

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La prima donna italiana a prendere la penna con intenti letterari fu Compiuta Donzella, una musica fiorentina del 1200, di cui ci restano tre sonetti.

Miriam Makeba. Cantante sudafricana nota, anche, per il suo impegno politico contro il regime dell'apartheid e per essere stata delegata alle Nazioni Unite. È morta nella notte fra il 9 e il 10 novembre 2008 per un attacco cardiaco a Castel Volturno dopo essersi esibita in un concerto contro la camorra, che pochi mesi prima aveva lì ucciso sei immigrati africani.

Grazia Delèdda. - Scrittrice italiana (Nuoro 1871 - Roma 1936) intensa e feconda, la sua fama si diffuse anche all'estero; nel 1926 le fu conferito il premio Nobel per la letteratura.

Alda Merini. “Per questo il manicomio è stato per me il grande poema di amore e di morte”. La "poetessa dei Navigli" scomparsa nel novembre del 2009, donna che ha vissuto l’esilio della malattia mentale e che ha cantato gli esclusi.

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Marguerite Yourcenar. Scrittrice francese (1903 – 1987), autrice, tra le tante sue opere, del bellissimo “Le memorie di Adriano”, è stata la prima donna eletta all’Académie française.

Olympe De Gouges, prese parte attiva alla Rivoluzione Francese. E’ l’autrice della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, un documento giuridico pubblicato nel 1791 ne quale si afferma che le donne devono godere degli stessi diritti dell’uomo. Olympe finì ghigliottinata a Parigi nel 1793.

Rosa Parks was an African American seamstress who is remembered for her bravery. She helped bringing racial segregation to an end. All started in 1955, when she was ordered to give up her seat to a white passenger on a Montgomery-Alabama bus. Rosa refused to move. Her action led to the Montgomery Bus Boycott and after a year the American Supreme Court ruled that segregation on buses was illegal. Rosa Parks is often called the mother of the civil rights movement.

Golda Meir, ucraina emigrata negli Stati Uniti dalla Russia, nel 1906, e stabilitasi in Palestina nel 1920, è stata il Primo Ministro donna dello Stato d’Israele.

Indira Gandhi. E’ stata il Primo Ministro donna dell’India il 19 gennaio 1966 . La sua elezione suscita enorme stupore. Mai, fino ad allora, una donna ha rivestito un ruolo cosi strategico e pubblico nella storia indiana.

Benazir Bhutto, è stata, nel 1988, il Primo Ministro donna in un paese musulmano, quale il Pakistan, per ben due volte.

Simone Veil è stata la prima donna Presidente del Parlamento europeo ed il primo presidente eletto ad elezione diretta dagli eurodeputati nel 1979. Nella sua carriera politica si è distinta per la sua incessante lotta per i diritti delle donne in tutta Europa. Simone è una testimone vivente dei campi di concentramento nazisti. Lei e le sorelle Madeleine e Denise sono sopravvissute allo shoa, furono liberate dalle truppe britanniche il 15 aprile 1945, ma disgraziatamente suo padre, sua madre e suo fratello non ce la fecero.

Nilde Iotti, all'anagrafe Leonilde Jotti, è stata una politica italiana, prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati, nonché prima donna in assoluto nella storia d'Italia a ricoprire una delle cinque più alte cariche dello Stato. Occupò lo scranno più alto di Montecitorio per tre legislature, dal 1979 al 1992, conseguendo un primato finora incontrastato nell'Italia repubblicana.

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Madre Teresa di Calcutta “Io sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient'altro”. Si sentiva solo lo strumento di una volontà più grande, una "piccola matita", una piccola donna che ha saputo dare, con la sua attività umanitaria, senso nuovo e profondo e concreta espressione ai concetti di amore, carità, compassione.

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Marja Sklodowska, in seguito Marie Curie, è nata a Varsavia nel 1876, per poi trasferirsi a Parigi nel 1891 e concludere due anni dopo gli studi di matematica e fisica alla Sorbona. Compagno nella vita, ma anche negli studi, era il marito Pierre Curie che condusse un importante studio sull'effetto piezoelettrico e sui fenomeni del magnetismo. Marie Curie, si servi di questi studi, riuscendo così a misurare con precisione l'intensità delle radiazioni emanate dal pechblenda (minerale contenente uranio) ipotizzando così l'esistenza di altri elementi con caratteristiche simili. Introdusse così, per la prima volta, il termine “radioattivo” per indicare elementi instabili il cui nucleo decade con emissione di radiazioni. Nel 1898 annunciò la scoperta del radio e quella del polonio, chiamato così in onore della sua patria. Insieme al fisico francese AntoineHenri Becquerel ottenne nel 1903 il premio Nobel per la fisica, Marie Curie fu la prima donna a ricevere il Nobel. Antonella Ienco - V TLCB

Maria Montessori (Chiaravalle, 31 agosto 1870 – Noordwijk, 6 maggio 1952), ha gettato le basi della moderna pedagogia e divenne la prima donna medico dell'Italia unita.

Elena Lucrezia Corner Piscopia (1646 - 1684): la prima donna a ottenere una laurea al mondo

Grace Hopper was a computing trailblazer and invented the first easy-to-use computer language which was a big advance in the field of computer programming.

Ada Lovelace (1815 - 1852), matematica inglese, fu il primo programmatore informatico della storia. E’ nota infatti per il suo contributo alla costruzione della macchina analitica ideata da Charles Babbage. Negli Stati Uniti il 15 ottobre si festeggia l’Ada Lovelace day, giornata in cui si celebra il contributo delle donne nello sviluppo delle tecnologie informatiche, della matematica e della scienza.

Rita Levi Montalcini (1909-2012) che è stata insignita del Premio Nobel per la Medicina nel 1986 grazie alla scoperta del meccanismo di crescita della fibra nervosa (è laureata in neurobiologia), è ancora un esempio nel mondo scientifico e non, ha sempre creduto nei giovani e si è sempre schierata a difesa dei diritti umani. Si è spenta, con Rita Levi Montalcini, una luminosa figura della storia della scienza. Ha dedicato un'intera vita dedicata alla ricerca, grande orgoglio per l'Italia.

Il 29 giugno ci ha lasciato a 91 anni la donna che con il suo esempio ha ispirato e ispirerà intere generazioni di donne, Margherita Hack. Nata a Firenze, era considerata una delle astrofisiche italiane più importanti e una “madre nobile” della divulgazione scientifica in Italia. La Hack è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia e ha dato un forte contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Ma era famosa anche per il suo fiero ateismo, l’impegno politico e lo spirito da

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Compie 80 anni la donna che è diventata un simbolo del femminismo, colei che ha scoperto le gambe delle donne inventando la minigonna e liberando il genere femminile dalle costrizioni di una moda “borghese” e bacchettona. Era il 1963 quando Mary Quant creò la prima collezione femminile in cui apparivano gonne corte. Fino a quel momento nessun designer aveva osato mostrare le gambe di una donna, anche se André Courrèges qualche tempo dopo cercò di rivendicare il “copyright” del modello corto, dato che nello stesso periodo della Quant aveva creato abiti corti con gonne a trapezio. Polemiche a parte sull’invenzione della mini, oggi la Quant è riconosciuta come la “mamma” delle gonnelline sopra il ginocchio.

Creatrice di una delle più prestigiose maison di alta moda (la Maison Vionnet) dell'intera Francia, che la pongono tra i precursori della rivoluzione della moda del XX secolo, attraverso il processo di liberazione della donna dai paludamenti ottocenteschi dei corpetti e dei gonnelloni fissati con stecche di balena. Il contributo più importante di Madeleine Vionnet alla moda è dato dall'uso innovativo del taglio in sbieco, ossia in diagonale a 45° rispetto al verso della trama e dell'ordito. Questa tecnica modellistica rivoluzionerà il modo di vedere il corpo femminile che nei primi decenni del '900 si era già modificato con l'abbandono del busto e l'usanza di fare sport già da giovanissime.

Da Traversetolo, paesino vicino Parma, nel 1936, Micol, Giovanna e Zoe, conosciute ai più semplicemente come le sorelle Fontana, spinte dalla convinzione nel proprio talento e dalla voglia di affermazione, si trasferiscono a Roma. Una scelta dettata dal destino. Comincia così l’ascesa delle tre stiliste, tra coloro che hanno aperto le porte dell'olimpo della moda al made in Italy.

Coco Chanel

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III A

Chanel can be considered the designer of all emancipated women, free from all prejudices. She herself wore the clothes she had adapted from traditional menswear: belted raincoat, blazers, cardigans, trousers and soft berets. Gabrielle Bonheur Chanel was born on 19th August 1883 in Saumur, France and died in 1971, at the age of 88 in the suite of the Ritz Hotel in Paris. She had an unhappy childhood, she was sent to the orphanage where she learned the trade of a seamstress. It was during a brief job experience as a singer in cafés and concert halls that Gabrielle adopted the name Coco. Between 1912 and 1914

she started two shops, respectively in Deauville and in Paris, where she made and sold hats, simple loose blouses and chemises. She introduced wide-legged trousers and short boyish haircut and became very famous for her sportswear garments: sporty jersey costumes pullovers and pleated skirts, worn in combination with triangular scarves and long strings of faux pearls. In 1921 she created her famous “Chanel n°5”, made famous by Marilyn Monroe. As well as a great stylist, she was famous for her sentences, the most famous are: “Fashion changes, but style endures” and “If you were born without wings, do nothing to prevent them from growing”. Ilaria Valenti Classe III A sez. moda

These women should be remembered as brave pioneers and heroines in their lives and history 18

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A cura di Alia Elisa, Leotta Mariacristina e Caricari Sara

Cosa disse il Signore dopo aver creato l'uomo? - Posso fare di meglio...

Un signore entra in un negozio di abbigliamento e chiede: - Un vestito per favore. E la commessa gli chiede: - La taglia?

- Lo sai che il cervello di una donna

E lui: -No, lo voglio intero

costa molto, ma molto più di quello di un uomo? - Ma dai, e perché? -Perché quello dell’uomo è usato!!

Cosa vuol dire per un uomo aiutare nelle faccende domestiche? Sollevare le gambe quando l a moglie passa l’aspirapolvere! - Perché gli uomini sono come i gamberi? - Perché tutto è buono tranne la testa!!

Brothers and sisters grow up in the same family, so where then do women and men learn different ways of speaking and learning? A child learns to talk and socialize, at home, at school, through mass-media , everywhere. Little boys and girls are taught at an early age the traditional meaning of their role. From their early childhood….. ... girls are expected to cry and need comforting to keep clean not to use bad language not to fight to play with dolls to stay at home to lose gracefully to be tender

... boys are expected not to be a cry baby to get dirty to swear to fight to play with guns to play out to win aggressively to be tough

Society encourages boys to be openly competitive and girls to be openly cooperative. So little by little , children learn they live in a male-dominated world, where men are engaged in important, exciting or dangerous activities, while women are the keepers of the home and the family. As we grow up, each style of behavior can be valid on its own, but misunderstandings between men and women happen since our styles of language and communication are different. Gioia Ferrigno, Galina Kirova Classe II A

Un ringraziamento per la collaborazione alla stesura del giornalino a tutti gli insegnanti dell’IPSIA di Siderno, in particolare alle prof.sse: F. Gerace, L. Galea, G. Miceli, F. Ricupero, M.Milanesio, M. Arria, , F. Foti, M. Napoli.

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Vogliamo raccogliere in queste pagine storie di donne di tutto il mondo... Storie di successi raggiunti, ma anche di situazioni inaccettabili che cozzano con la definizione di dignità, ma anche storie di ribellioni da parte di donne coraggiose che non accettano il ruolo a cui le proprie società li relegano… Perché ESSERE DONNA E’ ANCHE QUESTO!! La Rosa Azzurra, Spinelli Francesca, Criaco Dafne, Crudo Raffaella, Bruzzese Maria Stella, Antonella Ienco 5 TLCB

In Somalia queste donne hanno aperto una strada difficile. Lavorano tutte per Kasmo FM, una radio inaugurata quest’anno a Mogadiscio in una data simbolica: la Giornata internazionale della donna. Kasmo, infatti, è la prima radio somala interamente gestita da donne e interamente dedicata alle donne. Fadumo Hashi Farah è una studentessa all’università di Mogadiscio e nella redazione di Kasmo si occupa dei servizi sportivi. Con orgoglio sottolinea come l’emittente sia la prima radio al 100% femminile, in cui direzione, produzione, settori tecnici, inviati e redattori sono gestiti solo da donne.

Nada Al-Ahdal è una bambina yemenita di soli 11 anni, ma nel video diffuso su internet sembra una donna adulta che racconta la sua triste storia con forza e consapevolezza. E’ fuggita dalla sua famiglia, cercando rifugio dallo zio, non può più vivere con un padre che vuole obbligarla a sposare un uomo adulto. La sua è una richiesta d’aiuto per tutte le bambine che come lei non hanno diritto alla spensieratezza e alla tranquillità di un infanzia felice, perchè costrette dalla propria famiglia a sposarsi in tenera età.

Parole dure nei confronti delle mancanze del Consiglio di Sicurezza dell’Onu in tema di stupri e violenze in guerra nei confronti delle donne. Angelina Jolie, in veste di inviata speciale dell’Agenzia Onu per i rifugiati, al debutto davanti ai rappresentanti di Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, nella sala delle Nazioni Unite, parla chiaro e non fa sconti: “Lo stupro è un’arma di guerra – dice – è un atto di aggressione e un crimine contro l’umanità. È inflitto intenzionalmente per distruggere la donna, la famiglia e la comunità. Rovina le vite e infiamma il conflitto”.

Alimentate a forza per trovare un marito, costrette a prendere ormoni della crescita per soddisfare il volere degli uomini. Ecco come le donne mauritane sono ingrassate, quasi come se fossero foie gras d’oca. Nell’ Africa occidentale, paese in cui il cibo scarseggia, l’obesità di una donna simboleggia ricchezza e prestigio, per questo sin dagli otto anni le bambine sono alimentate forzatamente in modo che, una volta cresciute, possano facilmente trovare un marito. In molti casi per aumentare di peso le donne assumono pericolsi ormoni, solitamente destinati agli animali. In Africa “grasso è bello”, tale convinzione sta causando un pericoloso aumento dell’obesità che mette le donne a rischio. 20

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Non solo tacchi alti, trucco e pailletes, Miss Teen Nicaragua è un concorso di bellezza che svolge un ruolo sociale fondamentale. La reginetta infatti per un anno diventa la testimonial della campagna contro gli abusi sessuali nei confronti di adolescenti e bambini, un tema che nel paese centro americano è considerato un tabù.Tutte le concorrenti devono impegnarsi nella campagna “Yo te creo” per sensibilizzare le coetanee e incoraggiarle a chiedere aiuto in caso di violenza

E’ proprio vero quando si dice che nella vita tutto può succedere. Mai dire mai è stato il motto di Phiona Mutesi, di origine ugandese e cresciuta a Katwe che, a meno di vent’anni, è diventata la ormai nota “regina degli scacchi”. Bambina nata e cresciuta nella baraccopoli nei pressi della capitale Kampala, che non aveva altra preoccupazione se non quella di cercare di accaparrarsi un pasto gratis per sé e il suo fratellino, ha deciso di partecipare al corso di scacchi organizzato da un’associazione cristiana di beneficenza. A partire da questo momento Phiona, spinta dalla competizione, si immerge completamente nel susseguirsi di sfide che di continuo le si propongono fino ad affermarsi come campionessa della scacchiera, titolo attribuitole dalla Federazione Scacchi Ugandese.

In Pakistan e in Afghanistan le donne sono proprietà degli uomini. Percosse, uxoricidio, sfregi con l’acido sono considerate semplici pratiche della violenza domestica, che non è affatto considerato un crimine ma un fatto privato di ogni famiglia. Le donne e il loro “onore” in questi Paesi sono infatti considerati veri e propri oggetti di proprietà del padre prima, e del marito poi. Proprio per questo se una donna si macchia di “crimini morali” deve essere giustiziata davanti a tutti: in questo modo l’orgoglio della famiglia viene ripulito. Un cambiamento di questa mentalità sembra quasi impossibile. In Pakistan si stima che in media vengano bruciate quattro donne a settimana.

Le penne e i libri sono “le armi che difendono dal terrorismo”. La 16enne pachistana Malala Yousafzai sopravvissuta ad un attacco dei talebani lo scorso anno, ha inaugurato a Birmingham, sua città di adozione, la biblioteca pubblica più grande d’Europa: un milione di libri, tra cui le prime edizioni delle opere di William Shakespeare. “Non dimentichiamo che anche un libro, una penna, un bambino e un’insegnante possono cambiare il mondo”, ha detto la giovane prendendo la parola prima del taglio del nastro. Alla stessa Malala è stato assegnato il Premio Sakharov 2013 del Parlamento europeo, un riconoscimento che viene attribuito ogni anno a chi si batte per i diritti umani e la libertà di espressione. Divenuta un’icona della resistenza ai talebani, Malala, impegnata nella lotta contro l’analfabetismo nel suo Paese, quest’anno è stata candidata al Nobel per la Pace.

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India: una ragazza come simbolo della voglia di cambiamento. Poco prima di Natale una ragazza di 23 anni è stata violentata su un autobus da un gruppo di sei uomini. Questo episodio ha acceso la rabbia di donne che per troppo tempo hanno sopportato. Una folla numerosa si è quindi raccolta intorno all’ufficio del primo ministro per chiedere giustizia e riuscendo così ad ottenere una commissione d’inchiesta sullo stupro. In India le violenze sessuali nel 2012 sono stata ben 600, il 20% in più rispetto all’anno prima. Queste proteste non metteranno certe fine a questi squallidi gesti, ma hanno accesso una vivida speranza per le donne indiane. Manal al-Sharif (25/04/1979) un’attivista, che lotta per i diritti della donna in Arabia Saudita, contro il divieto di guida imposto alle donne. Tutto iniziò nel 2011, quando Manal al-Sharif, postò un video su youtube e facebook che mostrava lei alla guida per le vie della città. A causa di questo gesto, con il quale Manal ha infranto le regole del suo paese, la donna fu arrestata e nel giro di 15 giorni furono rilasciate delle dichiarazioni da parte di SheikhSaleh al-Lehaydan, consulente e psicologo dell’associazioni psicologi del Golfo, che confermavano alcuni “dati scientifici” secondo i quali la guida alle donne comprometterebbe la fertilità e danneggerebbe il bacino. Tante sono le donne saudite che si filmano al volante, caricando il video sui social network e molti sono i rischi che corrono, mettendo in serio pericolo la loro libertà, e numerosi sono i siti che sostengono le donne saudite al volante, da “October 25 driving” a “Women 2 drive”. Un piccolo passo per i diritti della donna è stato fatto nominando 30 donne (vale a dire il 20% dei membri) in un organo con poteri consultivi per emanare nuove leggi. Questo ed il coraggioso atto di Manal al-Sharif, è un piccolo primo passo, la battaglia delle donne saudite proseguirà. Tredici donne. Tredici donne in chemioterapia, per essere precisi. Bellissime, truccate dal visagista delle dive Renée Bonante e in posa come delle vere star per il fotografo Giuseppe Barbato. Renèe Bonante, il make-up artist che ha curato l’immagine delle speciali modelle, da due anni dirige, gratuitamente, una sala trucco all’interno dell’ospedale Pascale, truccando le donne in attesa di terapia grazie all’ausilio del suo prezioso staff, che offre anche consigli su come prendersi cura della pelle durante i cicli di chemio. Maria, Angela, Roberta, Adele, Loredana, Lorenza, Anna, Nunzia, Sandra, Ida, Claudia, Angelina, Marina hanno deciso di metterci la faccia e posare per il calendario 2014 “La bellezza salverà il mondo”, realizzato dal Dipartimento Qualità della Vita dell’Istituto dei tumori di Napoli, diretto da Francesco De Falco. Sono tredici e non dodici, perché alla fine del calendario c’è il tredicesimo mese, quello dedicato “alla vita che verrà” In Congo lo stupro è un’arma di guerra. Circa due donne su cinque vengono stuprate, per un totale di 400mila all’anno. Questa è la cifra impressionate che mostra quanto sia tragica la situazione femminile nel Congo. Mutilazioni genitali e stupri di gruppo sono infatti una vera e propria pratica di guerra effettuata sia dai ribelli che dai miliziani governativi, che si attua per colpire chi ha il potere di tramandare la vita: le donne. Il fenomeno comporta anche l’aumento dei casi di Aids: il 12% delle donne che hanno subito uno stupro viene contagiata. Essere violentate comporta anche il diventare impure. Queste donne quindi vengono cacciate dalle famiglie, rifugiandosi nella schiavitù e nella prostituzione per poter sopravvivere. Una grande passione per il calcio e il desiderio di conciliare il proprio sport preferito con le regole imposte dalla fede religiosa. Chahida Sekkafi è marocchina e musulmana e a quasi 16 anni è entrata a far parte dell’Associazione italiana arbitri, dopo aver superato brillantemente l’esame di abilitazione. Da anni, in Italia, le donne possono arbitrare le partite di calcio, ma mai si era vista sui campi una di loro con il velo. In provincia di Cremona segue le squadre della categoria Giovanissimi.

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Per la festa dell'8 Marzo non ci serve uno scontato ramo di mimosa, non ci servono nemmeno gli auguri. Non ci piace l'idea che ci venga dedicato un solo giorno, e noi non vogliamo essere apprezzate per convenzione, non vogliamo essere celebrate perchĂŠ lo dice il calendario. Dedichiamo, invece questo giorno a tutte le donne che quotidianamente urlano in silenzio, a quelle che non possono vivere la propria femminilitĂ , alle donne che dedicano la loro vita alla famiglia e alla cura dei figli, alle donne intrappolate dai preconcetti e della ipocrisie, alle donne che sanno mutare le loro lacrime in danza, alle donne che con il loro entusiasmo vogliono svegliare l'alba, alle donne che non si arrendono e plasmano i loro sogni, alle donne che con il loro saggio impegno quotidiano rendono straordinario il domani, alle donne che dietro il loro sorriso, dentro i loro occhi, nascosto nel loro cuore e come cicatrici sulla pelle nascondono storie di vita difficili ma che riescono a sostenere ed affrontare solo grazie alla loro forza. A tutte loro e a tutte noi diciamo: ricordate sempre chi siete, non permettete mai a nessuno di spegnere la luce del vostro cuore e camminate sempre a testa alta, orgogliose di essere DONNE!

Speciale FESTA della DONNA

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