Page 1

il Cittadino giugno - luglio 2009

MENSILE DI ATTUALITA’ SOCIOPOLITICA, CULTURA, SPORT

l’informazione gratuita

n.36

Svincoli Annunziata: “Operazione Grandi Firme”

“Buzzanchiadi” Duemilanove

Foto Sturiale

Viale Boccetta: “Cultura di Palazzo”


“Buzzanchiadi” Duemilanove

“Abbiamo bisogno della libertà per evitare gli abusi del potere dello Stato e abbiamo bisogno dello Stato per evitare gli abusi della libertà” K. Popper

Direzione e Redazione Via Comunale, 104 - Camaro Messina Tel. 090 718470 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Anno VIII Registro stampa Tribunale di Messina n. 12 - 2002 Direttore Editoriale Lillo Zaffino

Nulla di fatto

Direttore responsabile Carmelo Arena Vice Direzione Gabriella Giannetto Tiziana Zaffino

In redazione Maria Cristina Rocchetti Vincenza Di Vita Domenico Lucchesi Giuseppe Zaffino Letizia Frisone Marco Galimi Hanno collaborato Massimiliano Andò Salvatore Grasso Max Leone Biagio Morabito Maurizio Russo Alessandro Tinaglia

Contributi fotografici Tanino Cardillo Dino Sturiale

Elaborazione Grafica Maria Cristina Rocchetti Pubblicità Luigi Midiri

Amministrazione Mario De Marco Pippo Pagano

Organizzazione Franco Rossellini

Quotidiano on-line www.ilcittadinodimessina.it coordinato da Gianluca Rossellini Editrice Associazione Socio-culturale “Il Cittadino”

Stampa La Grafica Editoriale Zona Artigianale ASI Larderia Messina Tel. 090 730919

SOMMARIO giugno-luglio 2009

Panta rei di Maria Cristina Rocchetti

4 5

Rubriche: Caleidoscopio - Il Paradosso

6

Territorio, a cura di Alessandro Tinaglia

7

Il Policlinico che c’è! Intervista alla Dottoressa Alfonsa Pizzo

8

“Lezioni Europee”.

11

Infosalute: Lipofilling

13

Ortopedia: Gel e tacchi alti, due killer

12

Odontoiatria: educazione sanitaria

15

Messina ieri e oggi

16 Cultura: Premio FAI - Premio Sgroi

17 Tossicodipendenze:

Intervista ad Anna Garufi

18 Sport II Torneo “Palestra Lions” LEGGI IL QUOTIDIANO ONLINE

www.ilcittadinodimessina.it

Il Sindaco di Messina ha riposto e chiuso nel più recondito cassetto di palazzo Zanca (conservandone personalmente la chiave), il nastro tricolore, normalmente usato per le cerimonie inaugurali di opere pubbliche compiute. L’esperienza del capolinea sud del tram, che,dopo “le passerelle istituzionali”, non è stato attivato per problemi tecnici è stata sufficiente per convincere Buzzanca ad evitare inutili “malecomparse”. Attivazione della Metroferrovia Giampilieri-Stazione Centrale docet . D’altra parte, bisogna riconoscere che l’agenda dell’amministrazione comunale è fitta d’ impegni: “eppur si muove”si potrebbe affermare, parafrasando Galileo Galilei. La “ ri-ri-ri-consegna” dei lavori per il completamento degli svincoli dell’Annunziata e Giostra e l’imminente apertura del modernissimo Palazzo della Cultura, rappresentano opere emblematiche per una città che intende rinascere. In tale direzione, è necessario, viste anche le ristrettezze di bilancio, che un’unica regia sovrintenda alle iniziative destinate ad incidere sul piano urbanistico ed economico del territorio metropolitano. Pur attingendo a fonti di finanziamento diverse, riteniamo opportuno che un filo denominatore comune leghi gli interventi pianificati con il progetto strategico Messina 2020 predisposto da Gianfranco Scoglio, il programma di risanamento in fase di attuazione coordinato da Pippo Rao, il recupero dei villaggi marinari controllato da Pippo Isgrò, gli interventi sul piano commerciale immaginati da Puccio Puglisi. Senza dimenticare gli impegni previsti dal Piano Regolatore redatto dall’Autorità Portuale e le storiche imprese della via del mare e della bonifica della Zona Falcata. Ma i messinesi sanno che “la madre di tutte le opere”,volente o nolente, è il Ponte sullo Stretto. La definizione dei lavori di compensazione, su cui già è chiamato ad esprimersi il Consiglio Comunale, rappresenta l’inizio di straordinarie prestazioni fissate nell’immediato futuro per la nostra città: le “Olimpiadi del fare” dell’era Buzzanca. il Cittadino

il

Cittadino 3


MAGGIO - GIUGNO 2009 Panta rei

Eraclito

“Tutto scorre”

9 Giugno

A cura di Maria Cristina Rocchetti

Diario

“Effetto Brunetta”

Antonino Dalmazio, presidente della Messinambiente, apre la sequela di sanzioni dovute ad assenteismo licenziando diciotto dipendenti. Qualche giorno dopo a Barcellona P. G. vengono arrestati per lo stesso motivo quattro impiegati comunali, mentre ad Itala finisce in manette il reggente del corpo di Polizia Municipale.

13 Maggio

L’ASSESSORE RUSSO A MESSINA

Massimo Russo, assessore regionale alla Sanità, giunge a Messina per tracciare un primo bilancio sulla riforma approvata dall'Ars lo scorso marzo e che entrerà in vigore dal settembre prossimo. Al centro di un incontro svoltosi all'hotel Royal, anche le procedure di dismissione di posti letto nelle strutture ospedaliere della provincia e del riordino delle guardie mediche.

15 Giugno

METROFERROVIA IN RODAGGIO La metroferrovia inizia la sua fase di rodaggio. Soddisfazione è espressa dal Sindaco che parla di "servizio fortemente voluto dall'amministrazione". Restano, tuttavia, le polemiche dovute agli orari del mezzo, non coincidenti con quelli degli autobus. A tal proposito, il direttore generale dell'Atm afferma che, "il problema non è superabile se prima Comune e Trenitalia non riusciranno a trovare un accordo sugli orari da effettuare"

4

il

Cittadino

29 Maggio

LOMBARDO BIS SENZA MESSINESI Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, convoca una conferenza stampa per ufficializzare i nomi dei nove assessori del suo nuovo governo. Nessun rappresentante della nostra città è in giunta ed infuriano le polemiche: per il sindaco Buzzanca "Le risorse messinesi sono state nuovamente ignorate".

17 Giugno

RODRIQUEZ IN CRISI,

APPELLO DEI SINDACATI Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello al presidente della Regione. Obiettivo è quello di convocare tutte le parti interessate ed evitare lo "scippo da tempo paventato". Colaninno, presidente della Immsi, ha infatti affermato che "la Rodriquez di Messina sarà solo un cantiere satellite del gruppo industriale".

Il punt

Ci ha pensato lui. Un’altra volta! Già, perché tutto si può dire tranne che il nostro Prefetto non si sia mosso più e più volte per risolvere questioni cittadine di estrema difficoltà. Ma adesso Alecci lancia il suo grido di aiuto al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, per spiegare che Messina necessita di un aiuto speciale. Un aiuto che porti la città, ormai al collasso dal punto di vista economico, a risolvere la questione occupazionale di un gran numero di dipendenti da mesi senza stipendio (moltissime sono le vertenze ancora in piedi) ma anche a risollevarsi da quelli ceneri da cui, purtroppo, sembra essere sommersa. E, mentre ancora si discute sulla opportunità o meno di chiudere l’ospedale Piemonte o di determinare i lavori di consolidamento che potrebbero salvare la struttura da eventuali calamità naturali, ecco arrivare la notizia che apre un varco in quella speranza da tempo abbandonata. Per risorgere dalla ceneri come la Fenice non è probabilmente ancora tempo, ma per sollevare la testa dalla questione spazzatura forse sì. Il sindaco Buzzanca ha, infatti, annunciato che dalla Regione sta per arrivare il placet per la realizzazione della discarica di Pace. Un bel traguardo per una città che ha sempre faticato a comprendere che i rifiuti li dobbiamo gestire a casa nostra, ma che, tuttavia, non serve ad eliminare del tutto l’amarezza per i continui “attacchi” perpetrati nei confronti di un centro urbano che non è fatto da esseri astratti, ma da noi, da tutti noi. È difficile non cadere nella retorica quando si devono riportare i commenti di chi, come Nichi Vendola, fa ritorno nel “verminaio” per affermare che, in una situazione come la nostra, “occorre coraggio per non rassegnarsi”. Il coraggio, purtroppo, i messinesi lo hanno dovuto dimostrare nel corso di tanti spiacevoli accadimenti, ed allora anche questa volta è giunto il momento di fare capire che ci siamo, che la nostra non è una città fantasma, ma una entità viva ed attiva. Gli amministratori sono chiamati a fare il proprio dovere, ma ad agire dobbiamo essere anche (e soprattutto) noi. Basterebbe un nostro piccolo impegno per rendere le nostra strade più ordinate e pulite; basterebbe un nostro piccolo impegno per far sì che incuria e degrado non si approprino di alcuni dei siti più belli e rappresentativi della città. Ma, ahinoi, più che il coraggio forse sconosciamo proprio il concetto di partecipazione alla vita pubblica…


Caleid

V

scopio

a cura di Gabriella Giannetto

olti giovani, facce nuove e fresche per rinnovare l’immagine del Pdl e dell’Italia in Europa. Questa la dichiarazione del Silvio nazionale (o mondiale?!?), con cui ha motivato la scelta di alcune candidature femminili alle elezioni Europee appena trascorse. Risultato: un terremoto mediatico sulla presunta volontà, che poi per fortuna non si è concretamente tradotta, di candidare ex Veline, ex Troniste, ex Grande Fratello, ex Isola dei Famosi, ex Elise di Rivombrosa, elementi del mondo dell’associazionismo, come la presidente dell’Associazione Silvio ci manchi (che sia nato il Quarto Settore??) , …. e via discorrendo. Menzogne montate ad arte dai denigratori o intenzioni reali poi opportunamente rientrate? Chi può dirlo! Bando alle cattiverie, potrebbe anche esserci, alla base, una questione di Pari Opportunità , il tentativo di dare una chance anche a chi ha lavorato nel mondo dello spettacolo (e similari!) e che quindi per questo potrebbe avere risentito di una certa discriminazione intellettuale e mediatica, o di una potenziale mancanza di credibilità in campo politico! Ma al di là di ogni velata o palese ironia, al di là delle presunte scorribande goliardiche del Premier, su cui purtroppo l’attenzione quotidiana è altissima, togliendo spazio a ciò di cui il Paese ha realmente bisogno, in ogni caso le donne continuano a non essere sufficientemente rappresentate in politica, nonostante in ambito europeo le percentuali siano di poco maggiori rispetto a quel-

Il Paradosso

M

essina: accade in un pomeriggio di giugno, ma può accadere in qualunque giorno di qualunque mese di qualunque anno in questa città che al 65% “vive” di vecchiaia. Quali lumache, dopo le prime piogge d’autunno, due pensionati della vita si muovono lenti lasciandosi dietro una bava di malinconia, una scia di solitudine, ignorando ignorati. E, come i poliziotti di Quartiere o i carabinieri di Pinocchio, camminano in coppia basculando da Piazza Castronovo al viale San Martino e ritorno con sosta obbligata a Villa Mazzini. Sembrano l’immagine naif dell’insostenibile pesantezza del vuoto che avanza, dove non si affacciano più speranze ma solo ricordi, dove l’armonia del giorno

a cura di Carmelo Arena volge alla fine e si fa sera. Tuttavia, in questa scarna anatomia della solitudine non si può non attenzionare la francescana solidarietà di tanti umili, anonimi eroi che quotidianamente tentano di alleviare gli effetti devastanti di questa pandemia del nuovo secolo chiamata solitudine: il male oscuro refrattario ad ogni antibiotico, ad ogni bisturi. Ma nel contempo (quasi con fastidio) non si può non accennare alla solidarietà di rappresentanza, alla casta dei professionisti del volontariato con la “V” maiuscola e l’origine controllata, quella dei Farisei (sepolcri imbiancati) con la vocazione per le divise drappeggiate di nastrini e medaglie e/o delle rampanti ufficialesse in carriera con il vezzo delle coccarde e

Pari O dispari

le nazionali. In questo senso, onore al merito a Sonia Alfano, che quantomeno rappresenterà Messina a Bruxell!Per il resto, su 72 europarlamentari italiani, si registra la presenza di 60 uomini e di solo 12 donne. Probabilmente se il nostro Paese, così come la nostra città, continuano ad essere carenti anche di servizi di supporto alle famiglie (asili nido, flessibilità oraria, case di riposo), ciò accade per la scarsa presenza di donne nella gestione della cosa pubblica. Di Pari Opportunità spesso si parla troppo e si fa troppo poco, nonostante l’apporto della legislazione di settore che ha dato e continua a dare strumenti importanti. Intanto, in attesa di una evoluzione in rosa dei governi di ogni genere e specie, a tutte le latitudini si arranca nella difficile operazione dello sbarco del lunario, fronteggiando situazioni a cui anni di ignavia ed approssimazione hanno ormai consegnato ufficialmente le connotazioni di emergenza o calamità. Diciamocelo francamente: la politica cosìdetta moderna ha fallito, esautorando la pazienza del cittadino comune, che ha ancora una volta reagito passivamente con la scarsa affluenza alle urne. Votare e farsi votare è quindi ormai diventato uno sport estremo, che spinge i partiti a candidare anche personaggi dello spettacolo, nani e ballerine o grossi leader come specchietti per le allodole, nel patetico tentativo di arrivare, in ogni caso, ad assegnare poltrone o quanto meno sgabelli; il tutto, come sempre, non attraverso Pari Opportunità reali ma , evidentemente, con un semplice Pari o Dispari!

Volontariato D.o.c. la casta dei pavoni

dei mantelli che –ad ogni grande ricorrenza- si esibiscono sul palcoscenico dell’apparire e del nulla infiocchettato. Chissà quanti di questi signori & signore hanno almeno sfogliato “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese (scrittore): un viaggio nella solitudine umana, un vangelo laico ignorato da una società (solidale nelle parole) ipocrita

e perbenista. Poiché così pare non sia, ne consigliamo la lettura. Forse si limiterebbe il trionfo dell’effimero: quella sinfonia senza note e senza a fine suonata a più mani da scoloriti pavoni e pie sacerdotesse di bontà che fanno “la ruota” e/o “passerellano” all’ombra di logge e sacrestie. il

Cittadino 5


TERRITORI

N

Riqualificazione e riconversione del waterfront urbano di Messina

ell’ottica della riqualificazione e riconversione delle aree che costituiscono il Waterfront della città di Messina lo spostamento della stazione ferroviaria diviene l’elemento strategico fondamentale in qualunque prospettiva di sviluppo economico, sociale, urbano e culturale. Tale considerazione si riferisce ad un contesto di più ampio respiro collegato indissolubilmente alla realizzazione di nuove infrastrutture, quali la costruzione del ponte sullo stretto e le opere ad esso connesse, l’ampliamento del porto di Tremestieri, la “via del Mare” e la metropolitana del mare. La realizzazione a Contesse di una nuova stazione (marittima e ferrovia-

6

il

Cittadino

di Alessandro Tinaglia

ria), in sostituzione di quella attuale, risolverebbe, contemporaneamente, problemi infrastrutturali sia nella prospettiva immediata del collegamento con il continente tramite l’utilizzo di navi bidirezionali, sia nella prospettiva futura della costruzione del ponte sullo stretto.

Una soluzione così concepita consentirebbe, comunque, la liberazione del Waterfront cittadino dal parco ferroviario di circa 430.000 mq. compreso tra il curvone Gazzi e l’attuale Stazione Marittima. Dalla nuova stazione di Contesse si potrebbero, così, diramare le linee nelle direzioni Catania e Palermo mentre la parte di binari compresa tra il curvone Gazzi e Mili marina, ad esclusione dell’area della nuova Stazione di Contesse, andrebbe “intu-

- Architetto

bata” al fine di eliminare la barriera fisica che impedisce, anche in questa parte della città, la fruizione (non solo visiva ma anche e soprattutto fisica) diretta del mare. L’intubata, la cui copertura fungerà da nuovo affaccio a mare per la zona Sud, potrà consentire, inoltre, di affiancare alla ferrovia, al suo interno, anche una nuova viabilità carrabile, assolutamente indispensabile per tutta la zona sud, oramai vicina al collasso. Ulteriore elemento a supporto dell’ipotesi proposta potrebbe essere rappresentato dalla possibilità di realizzare la nuova fermata Viale Europa interrata rispetto all’attuale ospedale militare e collegata direttamente sia alla galleria dei peloritani sia al tracciato ferroviario previsto dal progetto del Ponte sullo Stretto.


Il Policlinico che c’è!

L’Azienda Ospedaliera è uno dei pochi centri in Italia ad avere messo a punto una Procedura per l’abuso sui minori e la violenza sull’adulto. Una soddisfazione che si aggiunge alla gioia di potere aiutare un bimbo del Ghana gravemente ammalato

L

o scorso 26 maggio, nel corso delle lezioni del Master in Criminologia dedicate al fenomeno dell’abuso sui minori, è stata presentata la Procedura per l’abuso sui minori e la violenza sull’adulto esitata dal lavoro del Gruppo Referente per l’abuso e la violenza dell’Azienda ospedaliera Universitaria. Un successo per il nostro Ateneo del quale abbiamo parlato con la Dottoressa Alfonsa Pizzo, Prof. Aggregato del Dipartimento di Scienze Ginecologiche ed Ostetriche dell’A.O.U. di Messina.

“Tale procedura rappresenta il raggiungimento di un obiettivo importantissimo sia per l’azienda universitaria che per la città; infatti, nonostante l’entità del fenomeno e la grande diffusione del problema a livello mediatico, in pochissimi centri metropolitani sono stati creati tavoli tecnici atti a conoscere i molteplici aspetti di questa purtroppo sempre crescente realtà. Il fine è quello di creare un coordinamento efficace tra tutti i soggetti istituzionali interessati ad arginarlo per evitare, o perlomeno ridurre le catastrofiche conseguenze sulla vita psico-fisica delle vittime, e, punto ancora meno attenzionato, iniziare una azione di recupero dei colpevoli per interrompere definitivamente la catena di reiterazione di tali abietti reati”. - Come è cominciato l’iter che ha condotto alla realizzazione della suddetta procedura? “Tutto ha avuto inizio nel corso della amministrazione Genovese, quando la dottoressa Sara Tornese, allora assistente sociale presso l’istituzione dei servizi sociali, ha riunito in un unico tavolo di discussione ed approfondimento tutti i massimi rappresentanti istituzionali indispensabili per arginare il problema. Un incontro che ha saputo

suscitare tra i partecipanti un entusiasmo tale da dare il via ad un lavoro che non si è fermato nemmeno quando i vertici amministrativi e d’Ateno sono cambiati. Oggi possiamo affermare che la Convenzione sul Modello Operativo sull’Abuso a danno del Minore è stato firmata da tutti i Rappresentanti dei Soggetti Istituzionali. Con amarezza, tuttavia, ho dovuto prendere atto del fatto che, nonostante il Protocollo di Intesa tra i vari soggetti Istituzionali sia ancora valido sebbene dimenticato, alla presentazione della procedura brillavano le assenze dei magistrati, dei poliziotti e dei carabinieri; non è stato un caso la mancanza dell’AOU, mentre l’Università è stata degnamente rappresentata dal Preside della Facoltà. Avevo chiesto, sommessamente, la benedizione della Chiesa rappresentata dal nostro Arcivescovo o da un Suo delegato...non è venuto nessuno, pazienza!”

- Qual è la funzione di tale procedura? “Purtroppo, nel momento in cui si verifica un abuso, gli organi di stampa tendono più a narrare gli aspetti crudi della situazione che a parlare del lavoro svolto da chi è chiamato ad aiutare i soggetti che hanno subito un trauma così grande. Chi può negare, infatti, che in alcune circostanze, il lavoro dei medici, degli assistenti sociali, degli avvocati e di tutti gli incaricati di pubblico servizio (anche i bidelli, nel caso dei bambini!) sia altrettanto importante e pericoloso di quello dei magistrati, dei poliziotti o dei carabinieri? E come non riconoscere, infine, che tutti abbiamo bisogno di tutti se il fine ultimo del nostro lavoro è la salvaguardia della salute della persona? Ecco, la Procedura della nostra Azienda ha lo scopo di fornire alle vittime della violenza un’accoglienza standardizzata e sempre uguale in qualsiasi momento del giorno e della notte si arrivi ad uno dei tre Pronto Soccorso, di far sì che la raccolta anamnestica e la visita medica plurispecialistica vengano effettuate in ambienti dedicati ed idonei, così come la richiesta e/o la attuazione degli accertamenti necessari alla conferma dei fatti raccontati e la accurata conseguente refertazione, la denuncia o la comunicazione agli organi di polizia e la

a cura di Maria Cristina Rocchetti

raccolta e la conservazione dei reperti necessari a che la verità sia giuridicamente accertata”.

Ma quello appena descritto non è l’unico buon risultato “incassato” negli ultimi tempi dal Policlinico di Messina che, con il suo intervento è riuscito a salvare la vita ad un bimbo di 9 anni. “Pacwo vive in Ghana con la famiglia – ci spiega ancora la Dottoressa - è un bambino felice, come solo i bambini africani possono esserlo...felice di giocare al sole, anche se scotta la sua pelle e l’acqua si usa solo per bere, felice dei poveri giocattoli che hanno tutti i bambini come lui. Un giorno dice alla mamma che gli fa male la pancia e che non ha fame...e così il giorno successivo e l’altro ancora. I genitori vanno e vengono dall’ospedale per circa un anno ed ogni volta le solite rassicurazioni che non servono a Pacwo per stare meglio: dimagrisce e si lamenta...fino a quando, circa due mesi fa, la terribile diagnosi: il piccolo ha un tumore maligno, a partenza dall’intestino e con metastasi dappertutto...Non si può operare se prima non si sottopone alla chemioterapia per ridurre la quantità del tumore, ma in Africa sono i pazienti a dover fornire tutto il necessario per la cura: siringhe, provette e farmaci prescritti. Pur vivendo dignitosamente, la famiglia di Pacwo non è in grado di sostenere tali spese. La sua mamma, allora, telefona in Italia, dove vivono da quasi venti anni i suoi parenti che sono anche miei carissimi amici: il problema non è sanitario ma economico dal momento che non esiste alcuna convenzione con il Ghana....Ma il Rettore in prima persona prende a cuore la situazione e convince il Commissario a trovare nel bilancio dell’AOU il necessario per tentare di salvare la vita al piccolo venuto da lontano. Al suo arrivo in Italia Pacwo è stato ricoverato nel reparto del Prof. Famulari che, con grande generosità, ha accettato di ricoverare il piccolo senza sapere precisamente quale fosse la diagnosi né la prognosi. Questi sono i “miracoli” che avvengono da noi: a Padova, avevano richiesto ben 50 mila euro!. Pacwo poi è stato preso in cura dai pediatri e trasferito al Policilinico di Catania (centro con il quale il prof. Salpietro ha una convenzione per effettuare le chemio che necessitano di camere sterili); ne dovrà fare ancora altri cicli ma, tra un ciclo e l’altro vive a Messina con i suoi cugini. E’ ancora felice Pacwo, di quella felicità che hanno solo i bambini, e sorride a tutti ricambiando in tal modo l’affetto che riceve. Non sappiamo se la sua vita sarà lunga o breve...ma vogliamo fortemente che sia serena!” il

Cittadino 7


E LEZIONI

Lezioni europee

Le consultazioni elettorali per l’elezione del Parlamento europeo dovevano fornire alcune indicazioni per chiarire, speriamo definitivamente, gli equilibri all’interno del Pdl siciliano e le prospettive del Governo regionale. Dal responso delle urne, al di là delle interpretazioni di parte, emerge un dato certo: Lombardo e Miccichè hanno perso, per la semplice ragione che non hanno eletto nessun deputato per Strasburgo; la componete guidata dal ministro Angelino Alfano ha vinto, giacché appartengono alla sua area i neo europarlamentari Iacolino e La Via. Qualcuno obietterà che l’MPA e il rappresentante del gruppo Miccichè, l’assessore Cimino, hanno ottenuto un’ottima affermazione: ribadiamo, in politica, chi non vince o non si classifica, perde. La nostra preoccupazione è che nelle schermaglie politiche, ancorché legittime, siano introdotti armi improprie che intaccano la credibilità delle istituzioni democratiche conquistate dal popolo siciliano: la formazione del Governo, disancorata dalle indicazioni della coalizione di maggioranza, funzionale ad una strategia elettorale; la presentazione di un disegno di Legge al Senato che prevede la sfiducia al presidente della Regione, senza lo scioglimento dell’ARS. La prima risposta è la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. Il drammatico calo dell’affluenza alle urne, premia i partiti del centro sinistra. Il PD elegge, come il Pdl, due europarlamentari: Borsellino e Crocetta. L’espressione messinese in Europa ha il volto di una battagliera Sonia Alfano, eletta nella lista dell’Italia dei Valori. Dalla Sicilia, l’UDC, confermando un seggio a Strasburgo, offre un decisivo contributo di consensi al disegno di Casini contrario alla logica bipartitica.

a cura di Lillo Zaffino

VOTI Condorelli Caff Francesco Nicola. 1.090 Etzi Ignazio. 749 Scuto Alfio Pippo. 904 Fabrizio Ludovixca Maria. 518 Cantali Antonino. 403 Basone Gaspare 146 Barraco Eugenio 588 Barone Salvatrice. 234

8

il

Cittadino

Berlusconi Silvio ELETTO Calia Maddalena. Cimino Michele. Iacolino Salvatore La Via Giovanni. ELETTO Masci Francesca. Sanzarello Sebastiano Strano Antonio.

VOTI 365.588 115.194 124.082 141.489 145.745 10.559 17.344 101.499

Orlando Leoluca. Di Pietro Antonio. ELETTO Alfano Sonia. Arcuri Emilio. Calorenne Paola. De Magistris Luigi. Messana Salvatore. Uggias Giommaria.

VOTI 53.555 58.626 27.166 7.220 1.449 33.616 7.571 17.401

VOTI Borsellino Rita. 229.981 ELETTA Barracciu Francesca. 116.935 Barbagallo Giovanni. 68.505 Bono Mariolina. 20.940 Crocetta Rosario. 150.368 ELETTO Timbro Maria Flavia. 14.334 Dettori Bruno. 57.655 Tripi Italo. 67.444

Romano Saverio. ELETTO Naro Giuseppe. Antinoro Antonello. Gianni Pippo. Brandara Maria Grazia. Lantieri Luisa. Melis Gian Benedetto. Vindigni Concetta.

VOTI 110.488 33.300 70.924 44.729 7.338 32.375 19.833 24.200


E UR OPE E 2009

Vendola Nichi. Fava Claudio Borghero Anfgela. Cogodi Luigi. Erice Maria Pia. Gallo Rosario. Garofalo Maria Arcangela. Rella Maurizio.

Melchiorre Daniela. Porcheddu Giovanni Pietro. Capasso Mario Giuseppe. Carrus Giuseppe. Corpino Franco Paolo Roberto. Mancuso Giuseppe. Maiolino Paolino. Paparella Beatrice.

VOTI 16.266 17.573 2.975 5.104 3.335 3.466 1.891 3.615

VOTI 1.021 689 246 313 499 730 273 243

Cuccureddu Franco. Di Mauro Roberto. Lo Curto Eleonora. Lombardo Raffaele. Lo Monte Carmelo. Musotto Francesco. Musumeci Nello.

Pannella Marco. Bonino Emma. Casu Antonella. Rossi Aldo Loris. Puggioni Maria Isabella. Ciccarelli Gianmarco. Corleo Donatella. Cicciomessere Roberto.

Sicilia. I risultati

VOTI 10.907 56.085 41.001 200.607 74.080 44.126 22.340

VOTI 12.260 22.222 2.128 311 1.814 852 1.104 207

Hack Margherita. Catania Giusto. Brunetto Anna Maria. Corona Alessandro. Governali Renata. Montalto Pierpaolo. Russo Gaetana. Stochino Laura.

VOTI 18.938 7.259 1.226 5.788 2.125 3.708 2.660 8.392

Bossi Umberto. BrigandÏ Matteo. Maraventano Angela. Morlè Mauro. Massimiliano Piu. Porretto Orsola. Floris Maria Grazia. Mendolia Caterina.

VOTI 2.037 157 923 722 1.347 1.374 575 124

il

Cittadino 9


inf salute

Pagine di informazione sanitaria

Visionabili anche sul quotidiano online www.ilcittadinodimessina.it

10 il Cittadino


inf salute

Dott. DOMENICO MIRABELLO

Lipofilling, il segreto dell’eterna giovinezza

I

l trascorrere del tempo è il principale artefice dei cambiamenti nel viso: la cute si assottiglia, perde elasticità dando origine alle rughe. Oggi sono disponibili tecniche di medicina estetica che, con semplici impianti a livello del derma di speciali sostanze (i filler), riducono notevolmente i segni dell’invecchiamento e consentono anche a chi presenta inestetismi o disarmonie del viso in età non matura, di migliorare sensibilmente il proprio aspetto. Ne abbiamo discusso con il dott. Domenico Mirabello. -Cosa sono i filler e cosa si intende per Lipofilling? “Sono materiali che vengono iniettati nel derma o nel tessuto sottocutaneo allo scopo di riempire una depressione o di aumentare i volumi. Possono essere transitori, quando il loro effetto cosmetico-clinico cessa dopo qualche tempo, permanenti quando rimangono, ove iniettati, per tutta la vita. Tra i più adoperati vi sono l’acido ialuronico, che è

uno zucchero presente in tutte le specie animali e che non richiede alcun test prima dell’inoculazione, ed il collagene, ambedue considerati filler transitori. Tra i permanenti si adopera raramente la poli-alchilimmide. Tra i fillers autologhi cioè provenienti dallo stesso individuo a cui vengono reimpiantati, vanno elencati il grasso autologo (Lipofilling) e il collagene autologo. I primi impianti di tessuto adiposo descritti negli anni ‘80 hanno dimostrato come la microiniezione di tessuto adiposo sia una tecnica efficace per la correzione delle depressioni cutanee. Esiste poi anche l’autogen, costituito da collagene prelevato dal paziente su cui verrà impiegato e preparato industrialmente. In pratica, è necessario disporre di una piccola quantità di pelle, in genere rimossa durante interventi chirurgici, ed inviarla alla casa produttrice, che in 34 settimane restituisce il preparato pronto all’uso. Il materiale così trattato non comporta alcun rischio di contrarre infezioni da donatore, con il vantaggio di potere essere conservato fino a sei mesi per trattamenti ripetuti”.

- Quando è indicato il lipofilling?

“Il lipofilling è indicato per il trattamento delle rughe, dei solchi nasolabiali, delle labbra, degli zigomi e della guancia, per dare quindi al volto un aspetto più sano e giovanile. Il lipofilling può essere inoltre utilizzato per aumentare il volume di zone depresse, ad esempio del seno, o nel rimodellamento del profilo corporeo”. - Che tipo di complicazioni si possono avere e quali consigli si sente di dare ai nostri lettori?

“Gli aspetti critici di questa tecnica sono costituiti dalla necessità di un intervento di prelievo del grasso (in pratica una piccola liposuzione), e dall’esigenza di ripetere il trattamento più volte fino ad ottenere la correzione desiderata. Le complicanze più frequenti in questo tipo di metodica sono un possibile riassorbimento parziale del grasso. In ogni caso, tutto quanto impiantato resta, diventando grasso autologo. Occorre

tener presente che, nella maggior parte dei casi, è necessario procedere ad almeno tre impianti. Altre complicanze possono essere le infezioni e il rigetto ma, in ogni caso, si tratta di possibilità remote se i trattamenti vengono eseguiti da professionisti. Consiglio quindi di rivolgersi esclusivamente a medici specializzati, che esercitino in ambienti assolutamente idonei; purtroppo sono frequenti i casi in cui persone non qualificate eseguono trattamenti di questo genere, con il rischio di gravi pericoli per la salute”.

Info: www.mirabello.ite-mail: d.mirabello@tin.it Tel 090/674916 cell.360/289084 il

Cittadino 11


inf salute

Dott. SALVATORE GRASSO

L’importanza dell’educazione sanitaria nella prevenzione della salute della bocca dei bambini

Q

uando si parla di prevenzione della carie in dentizione mista e da latte, ci si rivolge soprattutto ai genitori. Esistono specifici protocolli di prevenzioni, mirati alla conservazione dei denti nei bambini, e sono legati per lo più alla motivazione dei genitori, che chiedono al professionista come comportarsi a casa nell’educazione all’igiene orale dei propri figli. Oggi viviamo immersi nel consumo di carboidrati: dalla colazione al pasto serale i bambini spesso assu-

mono carboidrati anche fuori pasto, sottoforma di concentrati di sciroppo di glucosio, e quando il flusso di saliva non è ottimale. Gli effetti cariogeni di queste abitudini andrebbero così monitorate dagli adulti, soprattutto in quelle fasce di età che vanno da tre a sei anni, dove il dente da latte è maggiormente recettivo agli

effetti destruenti di una carie. Basta un rapido sguardo nella bocca dei propri figli per capire se sia il caso o no di ricorrere ad un adeguato protocollo di prevenzione da parte del professionista. Queste attenzioni devono concentrarsi soprattutto verso i cinque – sei anni, sia per il fatto che a sei anni i primi molari permanenti non devono presentare assolutamente danni da carie , poiché rappresentano la chiave dell’occlusione dentale, sia anche perché una precoce distruzione dei denti da latte con conseguente estrazione , se affrontata senza particolari precauzioni, potrebbe portare ad anomalie di eruzione dei denti permanenti, con incarceramento e apparente agenesia. A lungo termine si può affermare che la distruzione precoce e l’eliminazione conseguente di un dente da latte cariato potrebbe avere effetti negativi sull’eruzione dei denti permanenti. L’igiene orale adeguata è indubbiamente la chiave del mantenimento della salute orale, soprattutto nei bambini. Essi vanno motivati sin da

Il Dott. Salvatore Grasso

piccoli, con espedienti mirati al loro gradimento nei confronti di specifici spazzolini e dentifrici, al fine di rendere loro gradevole l’atto di lavarsi i denti . Qualora si manifesti una certa refrattarietà della carie nonostante l’accuratezza dell’igiene (può succedere!!) la fluoroprofilassi rappresenta un mezzo efficace nel rinforzare lo smalto e renderlo più eburneo contro le tossine dei batteri cariogeni. Il fluoro sistemico sotto forma di integratori si dovrebbe somministrare con particolari precauzioni, per non incorrere a fluorosi, vista anche la concentrazione non indifferente di fluoro nelle acque del nostro territorio.

Odontoiatra, laureato presso l’Università di Catania , si occupa dal 1997 prevalentemente di protesi.

Collabora con centri specialistici a Piacenza e a Parma, con attività di tutoraggio e formazione di giovani odontoiatri, e dove si occupa di endodonzia con tecniche meccanizzate. E’ libero professionista in Messina. Per maggiori informazioni: inviare e – mail in redazione, saremo lieti di rispondere a tutte le Vostre domande. Dott. Grasso Salvatore, via Rocca Guelfonia 6, Messina. 12 12 il Cittadino

Tel 090675946.


inf salute

Gel e tacchi alti: due killer per i nostri piedi

U

nghie laccate e calzature all’ultima moda. Essere «al passo coi tempi» (è il caso di dirlo) può anche comportare qualche prezzo in più da pagare oltre a quelle monetario per l’acquisto delle calzature all’ultimo grido. Secondo recenti dati, infatti, ormai sette italiane su dieci patiscono sofferenze di vario tipo ai piedi o altrove nel corpo proprio per le «torture» cui sottopongono le loro estremità. .

GEL E INFEZIONI - «La moda del gel sui piedi sta moltiplicando i casi di infezioni periungueali e di lesioni, all’alluce: problemi che rendono necessaria l’asportazione dell’unghia o ne provocano la caduta. Così, per essere più belle, ci si ritrova con un alluce inguardabile».

PLATFORM E TACCHI VERTIGINOSI Si celano grandi insidie dietro le scarpe più di moda . Alcune sono veri e propri “killer” per i piedi femminili, a partire dai modelli con platforme tacchi vertiginosi che si vedono quest’anno nelle vetrine: il baricentro è spostato e camminare su queste calzature, piuttosto pesanti, altera la postura ed espone al rischio di distorsioni. Il rischio? Metatarsalgie, capsuliti, callosità, dita a martello; inoltre, i modelli con un rialzo notevole per l’avampiede ed i tacchi davvero altissimi, non sono flessibili: la

postura è alterata a lungo. Insomma alcune di queste scarpe rischiano di regalare, oltre ai problemi alle estremitá, anche un bel mal di schiena».

«BALLERINE» - Alle critiche degli esperti non sfuggono le ballerine in gomma tanto di moda fra le giovanissime. In questo caso l’assenza totale di tacco non aiuta la postura, mentre il materiale non permette al piede di “respirare”. Il rischio è quello di ritrovarsi con un’estremità “bollita”, con vesciche e spellature. LA SCARPA GIUSTA - Una calzatura primaverile o estiva ideale, deve essere aperta ma contenere bene il piede, con un tacco di 4-5 centimetri, senza stringhe o lacci che costringano le dita. In ogni caso, uno stravizio ogni tanto è ammesso , dunque via libera ai tacchi alti per andare a teatro: due ore sui trampoli non fanno troppo male. I problemi sono invece garantiti per chi usa gli “stiletti” in ufficio, perchè in questo modo la sofferenza per il piede è destinata a durare tutto il giorno, e alla lunga i problemi arriveranno. Nonostante il fatto che il 70% delle italiane abbia problemi ai piedi, dall’alluce valgo alle dita a martello, dalle callosità alle capsuliti, poche rinunciano alle scarpe di moda e alla sofferenza che regalano. L. F.

il

Cittadino 13


Mosaico Messina: tessere di Storia Patria

1471: Messana civitas maris et gentium

Il commercio secondo Notaro Camarda

T

ra la fine del XV sec. e l’inizio del XVI Messina attraversò una diffcile congiuntura economica causata in buon parte dall’esoso governo vicereale spagnolo che vessava con una pesante pressione fiscale Messina ed il resto della Sicilia. Tuttavia il commercio messinese nella seconda metà del XV secolo non fu completamente in declino (mai come oggi), lo evidenziano alcuni documenti del Notaro Camarda, relativo all’anno 1471. Numerosi gli atti che trattano del commercio marittimo del porto di Messina. In gran parte si riferiscono a viaggi verso le Fiandre, centro di produzione manifatturiera, ad opera di mercanti messinesi. Le navi partivano insieme, in piccole flotte, a causa dei rischi cui andavano incontro, specialmente dovuti ai pirati saraceni che imperversavano nel Mediterraneo. Infatti, negli Atti non si specifica né il giorno di partenza delle navi, né quello d’arrivo, si conosce soltanto il periodo in cui venivano rogati i contratti (metà di Settembre, Ottobre e qualche giorno di Novembre). La merce esportata dalla Sicilia verso le Fiandre era in gran parte seta grezza, insieme ad altre merci che provenivano dall’Oriente: pezze di camelloti, cordelle colorate, pepe, chiodi di garofano, allume, malvasia, pelli d’agnello etc. Tutti i contratti portano la dicitura “ricevuta in commenda” e ciò dipendeva principalmente dal divieto delle usure che determinò una serie di figure contrattuali escogitate per sfuggire alle pene economiche e statutarie. Gli elementi costitutivi

della commenda si possono così sintetizzare : a) un capitale (denaro o merci) che veniva affidato ad una persona di fiducia per trafficarlo oltre mare; b) il risicum maris et gentium cui era sottoposto il contratto, qualora si fosse perso il capitale, in questo caso il patronus (comandante della nave) non doveva in alcun modo risponderne; c) l’obbligo dell’accomandatario di restituire il capitale ricevuto alla fine del viaggio e renderne il conto, d) spartizione dei lucri in proporzione maggiore in favore dell’accomandante, generalmente tre quarti. Spesso i vari proprietari delle navi si stavano a terra preferendo affidare il tutto ad un p a t ro n u s che assumeva la d i re z i o n e tecnica e amministrativa; ma non era infrequente il caso che gli stessi proprietari navigassero e commerciassero assumendo la qualità di proprietari armatori, come pure talvolta accadeva che il patronus era nello stesso tempo comproprietario e armatore per conto degli altri soci. Il commercio nel porto di Messina, all’epoca, era in mano a mercanti locali, solitamente ebrei o catalani, in alcuni casi ai nobili, che reinvestivano guadagni provenienti dal commercio nell’acquisizione di cariche pubbliche o gabelle, che, oltre a fornire sostanziosi introiti, conferivano rilevante prestigio. I notevoli guadagni alimentavano soprattutto l’aspirazione di nobilitarsi e di entrare nella elitaria cerchia dell’aristocrazia locale. Salvo Grasso

2009: Messina (forse) città di mare e di genti

“Miracolo” alla Caperrina

«

Residenza Borgo Montalto: cosa chiedere di più?». Allettante la frase che accompagna la pubblicità della nuova costruzione residenziale incistata tra i pini sotto il santuario di Montalto, proprio lì nella pineta, in un fazzoletto di terra che tutto può essere, tranne che terreno edificabile. Un condominio di 5 piani con un’altezza di 23 metri per 3591 metri quadri che andrebbe ad oscurare la chiesa di Montalto, riempiendo con cemento e cemento anche la piccola via che porta al santuario. Tutto qui? No, c’è altro! La nuova costruzione si realizzerebbe su un terreno classificato come agricolo fino al 14 giugno 2002, ma ora “miracolosamente” divenuto A 2 (massima edificabilità). Evidentemente le vie della Provvidenza sono infinite, specialmente quando il profumo di incenso riesce a coprire quello dei pini che inevitabilmente verrebbero tagliati. Insomma, un nuovo “mostro” di ordinaria follia edilizia, che scavalca ogni elementare principio di etica ambientale, ma con regolare concessione edilizia. Ma gli affari sono affari. Un ecoparadosso di cui certamente la curia, proprietaria del terreno, non può non essere conoscenza. Sembrerebbe infatti che la parrocchia di Santa Maria di Montalto, concedendo in permuta il terreno, ne ricaverebbe un piano del complesso residenziale, più un’altra opera compensativa grande quanto un campo di calcetto, oppure un edificio di oltre 1000 metri quadrati, diviso in piano terra e un primo piano, che andrebbe ad affiancare l’altro fabbricato, quello degli otto alloggi i cui lavori saranno svolti dalla “Costruzioni Sigari s.r.l.”. Da non dimenticare che nella zona A2, “zona urbana di interesse ambientale”, l’altezza massima consentita per i fabbricati è di 14,50 metri, circa 9 metri in meno rispetto al progetto del palazzo. Bisogna inoltre ricordare che, tagliando i pini secolari che si trovano sotto il santuario di Montalto, si potrebbe creare un concreto rischio di smottamenti. In virtù di quanto appena accennato l’Ispettorato delle Foreste, ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica nel caso in cui gli alberi venissero tagliati o danneggiati. Al momento i lavori non sono ancora iniziati e lungo la strada cha da piazza Falconieri porta al santuario di Montalto non appare più nemmeno il tabellone che magnifica il nuovo complesso residenziale “Borgo Montalto”. Forse il vero miracolo potrebbe essere questo: non permettere la costruzione di questo nuovo condominio che – tra sacro e profano- deborda altro cemento lungo la strada che porta al Santuario. Probabilmente qualcuno è stato “colpito” sulla Via di Montalto e (forzatamente) redento, di certo non come S. Paolo sulla via di Damasco. Marco Galimi il

Cittadino 15


Riqualificazione di Ganzirri

I

l concorso “S. O. S. Paesaggio” promosso dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) nelle scuole secondarie di II grado ha riscosso una grande partecipazione nella provincia di Messina. Lo scorso 4 giugno nel Salone degli Specchi della Provincia si è svolta una cerimonia di premiazione dei vari studenti messinesi che si sono distinti nei premi e concorsi nazionali tra i quali per la sezione on-line del Concorso Nazionale organizzato dal FAI si sono distinte ben tre scuole messinesi. Il terzo premio è andato alla classe III L del Liceo Scientifico “Seguenza” di Messina, alla classe III A del Liceo Scientifico “Caminiti”di S. Teresa Riva è andato il secondo premio e alla V A del Liceo Classico “La Farina” è stato assegnato il primo premio. La classe ha presentato un lavoro ben documentato sulla zona di Ganzirri e in particolare sull’osservatorio di bird-watching collocato nell’omonimo lago. Un’introduzione storica ed archeolo-

L

gica sull’area di interesse con riferirimnti etimologici ed una ricca documentazione fotografica di prima mano rende godibile il lavoro, realizzato da ragazzi che frequentano il secondo anno di liceo, opportunamente guidati da docenti che ne hanno saputo valorizzare le potenzialità. Lo scopo del concorso realizzato dal FAI era quello di coinvolgere la sensibilità dei giovani studenti sull’osservazione di un paesaggio, di fotografarlo e progettare eventuali strategie d’intervento. Il lavoro presentato dai ragazzi del “La Farina” ha lo scopo di “sensibilizzare l’opinione pubblica e ‘risvegliare/stimolare’ il senso civico degli abitanti del circondario in relazione al problema dell’osservatorio. Avevamo pensato inizialmente al sistema delle interviste,” dichiara il docente referente, professore Emiliano Arena, “ma questo non ha dato molti risultati; per questa ragione abbiamo steso un modello di petizione popolare di raccolta firme da indirizzarsi al consiglio dell’VI quartiere in cui ricade Ganzirri contenente le nostre proposte di riqualificazione del sito.” Concludendo citiamo le parole del presidente della provincia Nanni Ricevuto, presente alla cerimonia, così ha commentato l’evento: “La scuola messinese contribuisce a far crescere e conoscere il territorio perché si esca dalla marginalità.” Vincenza Di Vita

XI Premio Nazionale Elios 2009

o scorso 23 maggio al Salone delle Bandiere del Comune di Messina si è svolta la premiazione dell’XI Premio Nazionale di Poesia “Elios” con i seguenti risultati: Sezione Adulti_ I classificata la poesia “Serenata” di Teresa Riccobono; II classificata “Il Tempo… L’Attesa” di Concetta Confalone; III classificata la poesia “Come Rosa Scarlatta” di Rocco Fodale. Le menzioni sono andate a “Gocce di Memoria” di Cettina Barbera; “1908” di Antonella Vita; “Tiepido Clamore” di Vincenza Di Vita. Per la Sezione Scuole Superiori i premi sono stati così ripartiti: I classificata la poesia “Il Mio Sbaglio Più Grande” di Rita Arigò, II classificata “Vita” di Maria Schillaci e III classificata “Ti Guardo” di Olga Sanò. Una menzione è andata a Laura D’Andrea per la poesia “Il Treno”. La scarsa partecipazione per la Sezione Scuole Medie ha convinto la giuria ad assegnare comunque delle menzioni a Martina Confalone per “La Voce Dell’Amore” e “La Ferrovia” di Davide Blandino. La Sezione Scuole Elementari ha invece vantato una ricca partecipazione e una maturità nel linguaggio e nelle tematiche trattate che ha commosso il pubblico presente. Così si è espressa la giuria composta da Anna Chiofalo Melina, Titti Crisafulli e Franca Scolari Papalia: I classificato Alessandro Carbone con la poesia “Un Ricordo”, II classificata Marea Mammano con “Ho nel Cuore…” e III classificata la poesia “Ho Sognato” di Fabrizio Scopelliti. Menzioni sono andate a Francesco Cannistrà per la poesia “Il Mare”, a Debora Visalli per la poesia “Solitudine”, a Rossella Mirabile per la poesia “Dedicato a te”, a Desiree Rodilosso per “Maestrina”, a Evelin Musolino per “Una Rondine Nel Cielo” e a Pietro Rizzo per “La Mia Amica”. Il IV Premio Nazionale di Narrativa “Elios” assegnato dalla giuria composta da Angelo Coco, Carmelo Arena e Aristide Casucci è stato così ripartito: I classificata Francesca Guglielmo con “Quel treno che non prenderò più”; II classificato Mimmo Cirino con “U Sceccu Comunista”; III classificato Giovanni Sanò con “Incontro in Terza Classe”; una menzione è andata a Salvatore Ruggiano con il brano “Andata e Ritorno”. Il Premio Speciale Giovani Narratori è stato così suddiviso: I classificato il brano “Il Treno Dei Desideri” di Francesca Giunta; II classificato il brano “Durante Un Viaggio In Treno” di Giuseppe Cucinotta; III classificato il brano “Il Piccolo Treno A Vapore” di Martina Marra; una menzione è andata al brano “La Ferrovia e l’amicizia” di Roberta Delia. Il IV Premio Nazionale di Fotografia è andato a “Binario Fiorito” di Ettore Ranieri, I classificato; a “Insieme… come un fremito d’ali” di Giovanni Sanò; III classificata Agata Di Mauro con “Frugando Fra i Ricordi”; due menzioni sono andate a Giuseppe Crivello per “Stazione Ferroviaria Milazzo” e ad Andrea Giorgianni per “Attesa Di Viaggio”. VdV

16 il Cittadino

I “Premio Sgroi”

Salone delle Bandiere comune di Messina: Istituito dal liceo G. La Farina

“E

sistono due Italie: noi facciamo parte di quella che non s’identifica nell’apparire. Il La Farina” esordisce il dirigente scolastico del liceo, Pio Lo Re, raccontando con orgoglio i traguardi raggiunti dagli allievi del suo istituto “questi riconoscimenti sono dovuti alla bontà dei professori. Il merito va riconosciuto a una Messina che si sveglia”. La cerimonia del “Premio Sgroi”, (sabato 20 Giugno) nel Salone Delle Bandiere di Palazzo Zanca, istituito dal liceo “La Farina”, è stata inaugurata dall’Inno D’Italia con la commozione generale dei presenti. L’on. Giovanni Ardizzone ha introdotto i lavori affermando che “ci sono tanti giovani che provengono dal La Farina, che hanno formato la classe dirigente della nostra città. E’ importante lanciare un messaggio positivo. Questo per noi è oggi un giorno storico perché cominceranno i lavori della Festa Europea della Musica che fino a domenica vedrà Messina, in rappresentanza della Sicilia, coinvolta per il primo anno in una manifestazione d’interesse internazionale. Sebbene a Messina l’uomo abbia fatto più danni del terremoto confidiamo nella speranza che qui si nutre e vive.” Unitamente alla premiazione degli ex alunni (tra gli altri il Senatore Giampiero D’Alia) contraddistintisi nella classe operante attivamente per il prestigio della città e a quelli attualmente frequentanti l’istituto, che si sono distinti in premi nazionali e internazionali sono stati fatti i ringraziamenti al preside e a tutto il personale del liceo compresi coloro che lavorano all’interno della realtà ATA. La professoressa Irene Cavallari ha presentato il grecista Piero Sgroi, illustrando la sua “pregevole liricità e un umanissimo senso del ritmo classico” trattando con efficacia la problematica del depauperamento della realtà messinese che costringe molti giovani talentuosi a lasciare le sponde dello Stretto per approdare a lidi dove la meritocrazia vanta una maggiore presenza. Vincenza Di Vita - Marco Galimi


TOSSICODIPENDENZE:“LA DONNA È UN SERVIZIO SOCIALE”

Intervista ad Anna Garufi, responsabile del centro LE.LAT di Messina

Q

ual è la droga più diffusa nel nostro territorio? “Messina ha un sommerso enorme che è quello della cocaina, che si è diffusa attraversando tutti i ceti sociali da quattro a cinque anni a questa parte. E’ una droga prestazionale che va di moda in un ambiente “culturale” come il nostro che veicola le aspettative all’apparenza”. Come si riconosce chi fa uso di cocaina? “Infarti, ictus, emorragie cerebrali sono morti da cocaina e sono elevatissime. Le overdose sono aumentate ma non vengono dichiarate come tali. Esiste un programma speciale per i cocainomani, ma sono persone ben integrate, che studiano e lavorano. I cocainomani non si sentono tossicodipendenti, mentre la crisi dell’eroinomane è leggibile per le reazioni fisiche che provoca all’organismo, quella del cocainomane si confonde facilmente con la depressione”. Quale legame tra alcool e droghe? “Cocaina e alcool sono strettamente legati. Ma la gravità sta nell’associazione dell’alcool con la politossicomania (assumono

contemporaneamente e abitualmente hashish, marijuana, acidi e via dicendo). Oggi molti giovani rientrano in questa categoria, rientrando in una fascia d’età che va dai 15 ai 30 anni e le conseguenze e i danni sono gravissimi”. Come si svolge il vostro lavoro? “Abbiamo grosse difficoltà, sebbene siamo confederati con il CNCA che è una realtà nazionale, ASL, Policlinico, Università, Ministero di Giustizia non ci pagano, non possiamo attingere. Questo è un enorme problema perché nessun programma terapeutico può essere fatto con volontari, dobbiamo lavorare con professionisti, medici, infermieri. Dalle 9 alle 17 abbiamo 13 ragazzi che possono frequentare il nostro servizio diurno perché provengono da famiglie affidabili. Ma abbiamo dovuto rinunciare al servizio notturno e non possiamo ospitare nessuno”. Chi si rivolge alla Lelat? “Sono i familiari a contattarci o riceviamo richieste dal carcere, è raro che venga direttamente il ragazzo. Sono quasi sempre le madri o le mogli perché credo profondamente che la donna è un servizio sociale è questa la sua vocazione”. Come nasce il suo interesse per questo problema e cosa la motiva a continuare? “Da 35 anni mi occupo di tossicodipen-

rettangolo di poesia

Il Buco

Felice piange disperata la gioiosa pioggia.

*

Il vento bacia bruscamente la pallida brina sul braccio nudo trafitto da un ghignante grigiore. Albeggia nella nebbia della notte nera il luccichio di un languido volo che vibra nell’urlo di membra sconnesse: vagare purpureo di un fragile fantasma calpestato.

Vincenza Di Vita *I Premio “Poesia da Contatto” 2000

denza come psicoterapeuta. La comunità esiste da 19 anni. L’azione di prevenzione viene svolta nel territorio: se su 100 riusciamo a salvarne 10, per noi è già una vittoria. Vincenza Di Vita

VISITA IL NOSTRO QUOTIDIANO ONLINE

www.ilcittadinodimessina.it

il

Cittadino 17


SPORT

A cura di Maurizio Russo

Al via il secondo torneo “Palestra Lions”

L

a Palestra Lions ha organizzato, per la seconda volta, un torneo di calcetto che ha visto contrapporsi quattro squadre composte da suoi assidui frequentatori: i Doctors, i Little Square, i Warriors e gli FC Panettuni. Il tabellone prevedeva scontri in due partite di andata e ritorno tra i Doctors e i Little Square (foto a destra), mentre nell’altra semifinale hanno giocato i Warriors e gli FC Panettuni (foto in alto); i vincitori approderanno nella finale secca. Nella partita d’andata i Doctors sono riusciti a battere i Little Square per 11 gol a 2, grazie ai giocatori chiave Brugarello e Mantineo che insieme hanno messo a segno

18 il Cittadino

cinque reti, e alla duttilità di Visco e Beccaria che hanno fatto un ottimo lavoro a centrocampo. I Little Square hanno cercato di arginare lo strapotere dei Doctors grazie al contributo di Rosario Zona, ma è servito a poco. Nel match di ritorno è accaduto qualcosa che nessuno avrebbe immaginato: i Doctors sono stati rivoltati come dei calzini e i Little Square sono andati vicinissimi al traguardo della qualificazione, hanno dominato su tutto il campo e sono arrivati al risultato di 9 a 1 (10 a 1 sarebbe bastato quantomeno per i calci di rigore), ma a due minuti dal termine Hyerace (Doctors) è riuscito a segnare il gol che è valso il passaggio del turno.

Da notare come i Doctors siano stati schiacciati dai Little Square, che tra l’altro hanno colpito ben sette legni, da un Rosario Zona in grande spolvero che ha messo a segno quattro meravigliose reti e da un’organizzazione che, se ci fosse stata all’andata, avrebbe portato un risultato sicuramente diverso. Nell’altra semifinale, all’andata i Warriors hanno battuto per 11 a 2 gli FC Panettuni e le

valso su tutti poiché, indipendentemente dalla qualificazione ormai ipotecata, abbiamo assistito ad una grande partita terminata 7 a 6 per i Warriors che hanno battuto con un po’ di sofferenza un avversario ormai sconfitto dopo il risultato dell’andata. Savasta con le quattro reti segnate è diventato sempre più capocannoniere, mentre Consonni con i due gol fatti raggiunge Zona in questa par-

stelle che hanno brillato tra le file dei Guerrieri sono state tre: Savasta, autore di sei reti, Consonni che ne ha messo a segno tre e Brigandì che ha mandato in tilt la difesa avversaria con passaggi di pregevole fattura. Al ritorno lo spettacolo ha pre-

ticolare classifica. Dunque la finale è scritta : WARRIORS contro DOCTORS, una sfida dal difficile pronostico ma viste le semifinali assisteremo sicuramente ad uno spettacolo di altissimo livello, dove non si esclude qualche sorpresa.


Il Cittadino Giugno-Luglio 09  

Giornale pdf

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you