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n째 90 anno X - 04 Ottobre 2012 foto di Gianmarco Vetrano

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Giampilieri 1째 ottobre 2009 - 1째 ottobre 2012

Una tragedia per immagini


Tre anni fa la nostra città veniva colpita da una terribile alluvione. Troppe parole sono state dette, troppo poco è stato fatto. Soprattutto nulla è cambiato da allora. La piÚ recente alluvione di Saponara purtroppo lo dimostra; le solite facce, le solite parole, il solito nulla. Noi abbiamo il dovere di continuare a ricordare. Gianmarco Vetrano


Sommario numero 90 anno X 04 Ottobre 2012

10-17 Primo Piano Terzo anniversario alluvione Giampilieri

18-28 AttualitĂ Messinambiente AVIS

48-49 CittĂ Cronache urbane

52-55 Provincia News dal territorio

30-31 Dietro le quinte

56-61 Sicilia

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62-63 Economia

Settegiorni Cronaca della settimana

45-47 Circoscrizioni Notizie dai quartieri

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64-69 Turismo


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Coordinamento: Tiziana Zaffino, Gianluca Rossellini, Gabriella Giannetto, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso Redazione Nunzio De Luca, Cristina D’Arrigo, Giuseppe Zaffino, Enza Di Vita, Maria Cristina Rocchetti, Letizia Frisone Collaboratori Andrea Castorina, Hermes Carbone, Marilena Faranda, Chiara Lucà Trombetta, Max Leone, Salvatore Grasso, Paola Libro, Lilly La Fauci

70-79 Cultura

Rubriche Mimmo Saccà, Michele Giunta

80-87 Spettacoli

Art Director Salvatore Forestieri

90-91 Pane per tutti

Ricerca fotografica Antonio De Felice, Riccardo Caristi, Orazio D'Arrigo, Nunzio Di Dio, Peppe Saya, Gianmarco Vetrano

Un amore più grande dei nostri peccati

94-95 Mangiare Sano

Direttore marketing Francesco Micari Pubblicità contatti: 3462306183, 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano, e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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immagine di Michele Giunta


"Puoi sostenere L'Associazione" Per te donna onlus, che : offre sostegno psicologico alle donne operate di tumore (in partucolare al seno), organizza giornate di visite gratuite per la prevenzione per una diagnosi precoce, organizza delle attivitĂ per il benessere psicofisico delle donne , destinando il tuo 5x1000. Firma la dichiarazione dei redditi nello spazio dedicato al "sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilitĂ  sociale"... ed inserisci il C.F. 97 059 660 833. E' semplice non ti costa nulla ma per l'Associazione ha un grandissimo valore. Visita il nostro sito : wwwpertedonnaonlus.it"


Primo Piano di Lilly La Fauci servizio fotografico di Gianmarco Vetrano

T

rentasette vite, tre anni fa, sono state portate via dalla pioggia, da una pioggia maledetta che i messinesi non potranno mai dimenticare. L’alluvione che, nel 2009, ha colpito la zona sud di Messina, distruggendo in particolare Giampilieri, Scaletta, Altolia, S. Margherita e Molino, lunedì 1 ottobre, è stata ricordata nei luoghi simbolo della tragedia. Da Giampilieri, nel pomeriggio, è partita una fiaccolata che si è conclusa alla Basilica di S. Nicolò dove è stata celebrata la Santa Messa. Tre anni fa interi paesi sono stati distrutti dall’acqua e dal fango. Tante famiglie sono state evacuate. Trentasette persone, sei delle quali disperse, hanno perso la vita. Tutto è successo in poche ore, a partire dalle otto di sera di quel maledetto 1° ottobre il cui ricordo, ancora adesso, non può che far venire i brividi ai messinesi che hanno dovuto assistere, impotenti, ad una tragedia che in molti si chiedono se potesse essere evitata. Da allora, per dare inizio alla ricostruzione dei paesi alluvionati, sono stati richiesti fondi allo Stato e alla Regione, fondi che, però, sono arrivati molto, troppo lentamente e a picco12

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le dosi. La ricostruzione dei territori distrutti, infatti, è ancora in corso. I danni alle case e alle strade, seppur lentamente, possono essere riparati grazie al denaro. Nessuno, però, potrà mai risarcire le persone che, durante la tragedia, hanno perso i loro familiari, che non hanno potuto impedire alla pioggia di strappare i loro figli dalle loro braccia. E’ questo ad esempio il caso di Nino Lonia che, durante l’alluvione del 2009, ha perso la moglie ed i suoi due figli. E anche di Giuseppe De Luca che ha perso la figlia, la moglie e la madre. Finita la notte della distruzione, il giorno dopo i paesi alluvionati, e soprattutto Giampilieri, si sono svegliati come dei paesi-fantasma. Il famoso “giorno dopo” rimane incancellabile nella memoria delle forze dell’ordine intervenute per portare soccorso, dei giornalisti giunti sul posto per raccontare la tragedia, e di tutti i messinesi che, la cronaca del disastro, l’hanno vista anche soltanto nei tg e letta sui giornali. Il “giorno dopo” tutto si è fermato. Intere case erano distrutte. Intere strade coperte di fango. Intere famiglie erano per strada. Tutti erano disperati, immobili. Era il giorno del dolore. La forza della vita, però, è sempre più forte di qualunque disgrazia, e nel giro di poco tempo i messinesi hanno iniziato a pensare a ripartire, a torna14

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re a vivere e a far tornare alla vita anche i loro paesi devastati. Era il momento della forza, dell’istinto di sopravvivenza, della speranza. E’ arrivato, poi, il momento della rabbia, della rabbia per i fondi che arrivavano a piccole dosi e a distanza di molto tempo l’uno dall’altro rallentando i lavori di ricostruzione, e di quella che sorgeva, e sorge ancora, quando ci si chiede se questa tragedia potesse essere evitata e, soprattutto, se ci sono dei responsabili. Al momento diciotto persone sono indagate. Ma i tempi della giustizia sono più lenti di quelli della burocrazia. E se i fondi per le zone alluvionate sono arrivati molto lentamente, ancor più lentamente arriveranno, se mai arriveranno, le risposte alle domande di chi chiede di sapere se ci sono delle colpe nel disastro del 2009, e quindi se ci sono dei colpevoli che andrebbero puniti. Lunedì 1 ottobre bastava entrare su Facebook per notare, leggendo i post dei messinesi, che tantissime persone hanno dedicato un pensiero alle vittime dell’alluvione del 2009. L’1 ottobre Messina si è fermata a ricordare. L’1 ottobre, come tre anni fa, soprattutto a Giampilieri tutto si è fermato. L’1 ottobre è stato il giorno del ricordo.

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Attualità

foto di Peppe Saya

MessinAmbiente: protesta al Comune

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’ partito questa mattina dall’Autoparco di MessinAmbiente il corteo dei lavoratori della società. Gli operatori adunatisi in un corteo, quasi come quello scolastico andavano avanti al grido di ladri. I dipendenti di MessiAmbiente non ricevono gli stipendi da agosto e senza alcuna garanzia sul loro futuro lavorativo, sul far fronte ad eventuali mutui contratti per la casa, sul sostentamento della famiglia, delle spese scolastiche dei figli, hanno deciso di scioperare. Nel frattempo il commissario della società Di Maria è stato convocato dal commissario comunale Luigi Croce, ma raschiando il fondo del barile, nelle casse comunali non si trova 1 centesimo. Comprendendo, però la gravità della situazione, che potrebbe portare la città ad un stato di grave disagio pari a quella che successe nel Napoletano, il commissario del Comune Croce, alla presenza del segretario generale, Santi Alligo, del ragioniere generale, Nando Coglitore ha incontrato nuovamente il commissario di MessinAmbiente, Di Maria, questa volta insieme alle rappresentanze sindacali Fp Cgil, Clara Crocè, di Fit Cisl, Enzo Testa e di Uil Trasporti, Silvio Lasagni,ed ad una rappresentanza di lavoratori. Dopo aver comprato l´ultimo rifornimento di gasolio, non si trova altro denaronelle casse comunali, vi sono solo 500. 000 mila euro, cosa rappresenta questa somma per le casse comunali, forse ha il valore di cinque euro. Per dirla alla maniera dei grillini una famiglia fa economia, ma come fa a vivere una famiglia con 5 euro? Dopo una lunga riunione durata fino all’ora di pranzo, si è addivenuti ad un compromesso. Intanto si dovrà proclamare lo stato di emergenza, per cui si cercherà di fare pervenire fondi regionali. Da voci di corridoio, inoltre, pare che dei soldi siano arrivati, come per Taormina, e che siano attualmente bloccati. Probabilmente saranno fermi nelle stanze di Coglitore che non sa dove dividerli prima, se smistarli all’emergenza rifiuti, all’ATM, ai precari comunali, fra cui quelli della polizia municipale. I Segretari conferali, infatti, domani saranno di nuovo a convegno dal Commissario per dipanare le altre matasse delle vertenze. Marilena Faranda

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foto di Peppe Saya

Il Comune di MESSINA, per dare serenità e certezze ai lavoratori di Messinambiente, dovrebbe avanzare esplicita richiesta alla Regione Siciliana per essere autorizzata a gestire direttamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di pulizia dell’abitato. Le costituende SRR (Società obbligatorie per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti), le cui delibere, in molti Comuni sono state adottate the Commissari ad acta, senza che negli atti risultino preventivamente stabiliti gli standard minimi e massimi del costo del servizio, presentano molti elementi di criticità ed incertezze sul servizio stesso, sul suo affidamento e sul futuro dei lavoratori. Una gestione diretta del servizio darebbe sicurezza e serenità ai lavoratori, consentirebbe una immediata attivazione, qualora la si voglia fare, della raccolta porta a porta, cioè della differenziata, con una riduzione del costo del servizio, di cui ne beneficierebbero gli utenti, e rappresenterebbe, altresì, una garanzia per la pulizia ed il decoro cittadino. Se Messina resta ancorata alla SRR continuerà ad avere gli stessi problemi avuti fino ad oggi con l’ATO, perché la SRR si presenta come la continuazione dell’ATO, criticata per lo sperpero di denaro pubblico e per il servizio precario ed insoddisfacente ed I lavoratori resterebbero nel limbo dell’insicurezza.

Salvatore Vernaci

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Il Commissario Croce ha incontrato

Messinambiente: in arriv

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ntro la prossima settimana, i dipendenti di Messinambiente dovrebbero ricevere lo stipendio di agosto. E’ questa la notizia data dal Commissario Luigi Croce che, stamattina, ha incontrato a Palazzo Zanca una delegazione sindacale formata dai segretari Fp Cgil, Clara Crocè, di Fit Cisl, Enzo Testa e di Uil Trasporti, Silvio Lasagni. All´incontro hanno partecipato anche il segretario generale, Santi Alligo, il ragioniere generale, Nando Coglitore e il commissario liquidatore di Messinambiente, Armando Di Maria. Il Commissario Croce dovrebbe disporre a breve della somma di un milione di euro circa, che non sarà sufficiente per risolvere i problemi economici di Messinambiente, ma che dovrebbe bastare per pagare ai dipendenti almeno lo stipendio di agosto entro il 15 ottobre. “Ci rendiamo tutti conto- ha dichiarato Silvio Lasagni- che l’igiene cittadina è di fondamentale importanza e di conseguenza è importantissimo il ruolo dell’azienda che se ne occupa. Purtroppo oggi abbiamo parlato solo degli stipendi arretrati. Non ci sono certezze per l’azienda che riguardino il lungo termine”. Grazie all’arrivo dello stipendio di agosto si dovrebbe riuscire ad evitare, almeno per il momento, uno sciopero dei lavoratori di Messinambiente che, in una città che produce in media 350 tonnellate di rifiuti al giorno, creerebbe molti disagi alla popolazione già nel corso di una giornata. Martedì mattina, infatti, i dipendenti dell’azienda hanno organizzato un corteo di protesta e sono andati a manifestare davanti a Palazzo Zanca chiedendo certezze sugli stipendi arre-

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o i sindacati ai vertici dell'azienda

o lo stipendio di agosto trati e su quelli futuri. Quella di martedì è stata solo una manifestazione pacifica, ma probabilmente, se oggi non fossero arrivate notizie positive, i lavoratori avrebbero organizzato un vero e proprio sciopero che avrebbe potuto paralizzare la raccolta dei rifiuti creando problemi dal punto di vista igienico-sanitario alla città. Martedì Croce ha ricevuto una delegazione di lavoratori e sindacalisti e ha cercato di rassicurarli. Non ha potuto nascondere il fatto che il Comune di Messina non possedeva le risorse economiche per pagare gli stipendi. Ha assicurato, però, che avrebbe fatto pressioni sulla Regione per cercare di ottenere dei fondi ed evitare proteste che avrebbero potuto paralizzare la raccolta dei rifiuti in città. Il Commissario oggi ha dato una notizia positiva ai lavoratori di Messinambiente: lo stipendio di agosto arriverà entro la prossima settimana. Tuttavia non ci sono certezze sul futuro dell’azienda. E i problemi economici del Comune di Messina, ovviamente, riguardano non solo i dipendenti di Messinambiente, ma anche quelli dell’Atm, dei servizi sociali e del Comune stesso. Tutti questi lavoratori non possono non essere preoccupati. Molti di loro hanno un solo stipendio in casa e, quando questo non arriva, non sanno come mantenere la loro famiglia. La maggior parte di questi lavoratori, inoltre, ha figli piccoli. E, con l’inizio della scuola, sono aumentate anche le spese per le famiglie degli studenti che devono comprare libri, quaderni, ecc. Molti, ormai, hanno difficoltà anche a mettere la benzina nelle loro automobili e a fare la spesa al supermercato. Lilly La Fauci

foto di Peppe Saya WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Mittente Il Cittadino Destinatari Messinambiente Ato3

Pa m t

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30 settembre 2012

Messina - Via Ghibellina

ssano gli anni, cambiano le amministrazioni ma nulla si muove in questa città , porta d’ingresso della Sicilia per i uristi in transito, ormai soltanto brutta, sporca e cattiva. servizio di Peppe Saya

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Innocua, sicura ed economica: adatta per la prevenzione dei tumori, delle affezioni cutanee, dell’acne e delle ulcere

Vita breve per i tumori con la Terapia Fotodinamica

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na tecnica innocua ed efficiente per la prevenzione e la cura dei tumori e delle affezioni cutanee: la Terapia Fotodinamica Cutanea (Photo Dinamic Terapy) messa a punto già da diversi anni in Italia in diversi ospedali universitari e cliniche private. E’ Marcello Monti, esperto nazionale in materia, nonché responsabile dell’Unità Operativa di dermatologia dell’Istituto Humanitas di Milano e docente dell’Università degli Studi di Milano, ad illustrarne caratteristiche ed ambiti di applicazione in una sala gremita di studenti e specializzandi del Policlinico di Messina, accorsi alla “lettura magistrale” del 28 settembre svoltasi alle 19.00 nell’aula magna del 4° piano del Padiglione H. Utilizzata da circa 7-8 anni in diversi ospedali e cliniche, nell’U.O.C. di Dermatologia dell’ospedale “G. Martino”, invece, è di recente applicazione: “E’ in uso solo dalla scorsa primavera” – specifica la Professoressa Serafinella Patrizia Cannavò. La Terapia fotodinamica, che non deve essere confusa con la quella a raggi ultravioletti, si basa sull’applicazione di una sostanza foto-sensibilizzante perché reagisce con la luce. “Questa sostanza possiamo farla assorbire con la cellula – spiega lo specialista- e poi eliminandola con una luce di lunghezza d’onda specifica attiviamo la sostanza fatta assorbire dalla cellula; all’interno della cellula, a questo punto, si sviluppano delle reazioni biochimiche particolari che possono, di volta in volta, o uccidere la cellula (ecco l’uso nei casi di tumori cuta-

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nei), o stimolare la cellula a secondo della quantità di questa sostanza”. In pratica, con tale tecnica è possibile trattare tutti quei danni provocati da una eccessiva esposizione alla luce solare: le cheratosi attiniche sono le più frequenti, mentre gli epiteliomi basocellulari (basaliomi) e gli epiteliomi spino-cellulari sono quei danni causati dall’esposizione solare che si manifestano tardivamente. “Una volta questi tumori cutanei - precisa l’esperto - dovevano essere asportati chirurgicamente, mentre con questo sistema noi facciamo entrare nel tumore la sostanza fotosensibilazzante con la luce ed istantaneamente il tumore si asciuga e va via”. La P.D.T non agisce solo a livello tumorale ma permette di attuare una “bonifica del territorio” molto ampia perché permette di agire su estese superfici cutanee: l’intero volto, il dorso, le spalle e il dorso delle mani. In poche sedute ed in poco tempo si possono, quindi, eliminare più tumori contemporaneamente. “E’ una terapia innocua e sicura – continua Marcello Monti - perchè non si avvale dell’uso di farmaci e non crea danni: non è una chemioterapia e non usa raggi ultravioletti o raggi X; noi attiviamo solo una luce foto sensibilizzante, una luce fredda emanata da specifiche lampade a led”. Può essere utilizzata anche per la cura e la prevenzione di infezioni cutanee: infatti, diminuendo la concentrazione – puntualizza lo stesso - possiamo andare a stimolare le cellule; una delle applicazioni che ben rispondono al trattamento è l’acne giovanile


e tardiva: quando è molto infiammato qualsiasi trattamento risponde male; fino a qualche anno fa vi era una certa difficoltà nel curarla: si procedeva con antibiotici e potevano rimanere delle cicatrici sulla pelle. Con la terapia fotodinamica l’acne si spegne, la pelle si asciuga e le pustole scompaiono. Ovviamente occorre seguire un’igiene accurata data dall’uso di detergenti a ph neutro e fare del peeling sulla pelle. La terapia è utilizzata anche nel trattamento delle ulcere cutanee perché nella fase di stimolazione le cellule si riattivano meglio e le ulcere si richiudono prima. La guarigione è molto più veloce rispetto alla chirurgia, e i costi sono anche più contenuti in confronto alla tecnica tradizionale.

Fino ad oggi non sono stati registrati rischi – precisa il professore – anche perché l’acido utilizzato nel processo è l’acido aminolevulinico: “si tratta di un componente presente nel nostro metabolismo che va a formare l’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi: prima dell’emoglobina si forma quella sostanza che reagisce con la luce; è un trattamento quasi biologico”. “Ovviamente è bene evitare limitare il trattamento nel periodo estivo, almeno qui da noi per l’eccessiva temperatura” – puntualizza la Professoressa Cannavò.

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Ponte…sì, ma anche no!

Stiamo assistendo in questi giorni ad un batti e ribatti tra i Ministri del Governo sulla possibilità di bocciatura della Commissione Europea nell’ottobre del 2011 e dopo il de finanziamento a gennaio ce, notizie e smentite tra le pagine dei giornali, generando confusione. Cercando di fugare ogni r no vuole chiudere il prima possibile le procedure aperte anni fa dai precedenti governi, e per farlo d tato per un ordine che non comprendiamo. Allora cerchiamo di trovare e comprendere quest’ordin Apparentemente sembrerebbe archiviata una volta per sempre l’intenzione di riavviare l’iter del Ambientale (16 luglio) e ultima, l’apertura della Conferenza dei Servizi (27 settembre) cioè quell’o a non fare arenare il procedimento mettendo d’accordo i soggetti. Allora di cosa stiamo parlando? L’opera non è per nulla derubricata, anzi! Come se non bastasse tutto ciò sta avvenendo in un per e Scaletta Zanclea! Non abbiamo mai creduto che il Governo Monti mandasse in soffitta il Ponte nel progetto trasporti, un capitale di avviamento di 31,7 miliardi di euro, lasciando però fuori dall’a impegna alcuna cifra, è del tutto evidente che l’intero onere ricadrebbe sulle spalle di investitori pr rebbe loro il solito espediente di ricavare profitto dalle cosiddette opere propedeutiche e compens Quello che potevano “succhiare” l’hanno fatto, 500 milioni sono i soldi già spesi per consigli di amm Eppure noi avremmo davvero bisogno di cantieri. Cantieri per la messa in sicurezza dei costoni d un’urbanizzazione selvaggia. Cantieri per la messa in sicurezza sismica dei nostri edifici, cantieri per la riqualificazione dei paes Un piano per l’Agricoltura che da un lato rilanci questo settore decisivo per l’economia dell’Isola dell’assetto idrogeologico. Fin qui è stato fatto esattamente l’opposto, i Governi Nazionali e Regionali succedutesi hanno sos

E’ necessario cambiare diametralmente registro insistendo sui nodi principali. • La società Ponte sullo Stretto và chiusa senza alcuna esitazione. La pianta và recisa alla radice, non possiamo permetterci che questa “idrovora” si rimetta in moto • Non riconoscere alcun debito o penale qualora si recedesse – 300mln di euro circa • Siamo alle porte di una nuova tornata elettorale in Sicilia e un punto fondamentale della nostra ag Deputati - Resoconti dell’Assemblea-Seduta n° 435 del 16 febbraio 2011) che la Regione Sicilia h • Inoltre ci impegneremo affinché il cambiamento avvenga anche in ambito locale. La Giunta Buzz Eurolink e Società Stretto di Messina nell’istituzione dell’Osservatorio (vedi - Accordo Versante Sic In parole povere, ti scippo, ma t’indennizzo. E in tutto questo, il Comune, si è assurto a ruolo di ve E’ indispensabile spezzare l’intreccio con questo malaffare!

Cambiare si può, e con questa piattaforma torneremo nuovamente in piazza e riempiremo le strad Tutto questo però, può inverarsi solamente nella reale partecipazione popolare, che recida le basi vato nei vari Buzzanca e Lombardo la sua naturale espressione. Noi siamo certi di essere dalla p lo che gli è stato imposto. Per costruire un percorso di partecipazione diretta e democratica occorr Democrazia significa innanzitutto conflitto, la contrapposizione radicale di bisogni di tanti cittadini una pagina nuova della nostra Sicilia,un nuovo modello è possibile anzi… è indispensabile.

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Riceviamo e pubblichiamo

i rimettere in moto quel meccanismo amministrativo per la realizzazione dell’opera. Dopo la secca o di 1,6 miliardi di euro per opera del C.I.P.E., in queste ore si sono rincorse dichiarazioni,retromaragionevole dubbio Jacopo Giliberto, portavoce del ministro Clini ha affermato infine che il goverdeve seguire l'iter di legge. Henry Mirrel diceva che la confusione e' una parola che abbiamo invene. Ponte, se non fosse che sono in corso: la procedura per il rilascio della Valutazione d’Impatto rganismo che dà le autorizzazioni per il progetto definitivo e che serve a semplificare,velocizzare e

iodo buio per la nostra gente: durante il 3° anniversario dei morti per l’alluvione di Giampilieri,Altolia , tutt’al più ci è parso come l’ennesimo atto di obbedienza alla Commissione Europea che inietterà agenda il Ponte,ritenendolo non prioritario. Considerato che il Governo nazionale al momento non rivati, sempre più inchiodati al quadro di perdurante stagnazione dell’economia reale, tuttavia rimarsative o investire sui i titoli in Borsa o nella “Finanza Creativa”. ministrazione, consulenze,studi di progettazione, per i cantieri per la trivellazione del sottosuolo ecc.. delle colline che franano ad ogni pioggia, dei letti di fiumi e dei torrenti cementificati e imbrigliati da

si e dei centri storici. Cantieri per la modernizzazione delle nostre reti viarie e ferroviarie. e che dall’altro contribuisca al mantenimento

stenuto un’idea di sviluppo selvaggio,iniquo e insostenibile.

o e sprechi come finora ha fatto, risorse pubbliche a favore di cricche imprenditoriali e mafiose.

genda politica è il ritiro immediato della quota di competenza di 100 mln di euro (vedi - Camera dei a impegnato per la realizzazione dell’opera. zanca ha seminato macerie lungo il suo percorso e nella fattispecie si è distinta come complice di cilia - Procedure e metodologie per le indennità di espropriazione ) ero e proprio cane da guardia degli interessi di cricca.

de. i di questo modello, piantando l’ultimo chiodo alla bara di quel blocco di potere siciliano che ha troparte dei lavoratori, dei giovani e di tutta quella gente oramai troppo stanca per accettare tutto quelre rimuovere tutti quegli ostacoli di carattere culturale. Il tempo della delega in bianco è tramontato. contro gli arroganti privilegi di pochi, il nostro impegno insieme ad altri può contribuire a disegnare

Antonio Currò Direttivo Circolo Peppino Impastato Partito della Rifondazione Comunista Messina WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Avis Messina: cambio al timone Francesco Previte è il nuovo presidente, il dottor Andrea Pisacane il nuovo diretotre sanitario

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ià presidente negli anni passati e vicepresidente dell’Associazione Volontari Italiani Sangue Sicilia, Previte fa anche parte del Consiglio direttivo del Cesv Messina.

Si ricorda che è possibile donare il sangue, nella sede messinese dell’Avis in via Ghibellina 150/i, dal lunedì al sabato dalla 7 alle 11 e ogni prima domenica del mese. La sezione comunale di Messina dell'associazione Volontari Italiani del Sangue, in collaborazione con le scuole guida del capoluogo peloritano, convenzionate con l'ente stesso, promuove inoltre un'iniziativa di sensibilizzazione nei confronti dei giovani per donare il sangue, in modo da affrontare il problema della carenza strutturale nella donazione del sangue che investe la città. “La donazione – afferma il presidente Previte - è un gesto di sostegno e fratellanza poiché significa aiutare concretamente chi soffre; la disponibilità di sangue è un patrimonio collettivo di solidarietà da cui ognuno può attingere nei momenti di necessità, in quanto garanzia di salute di chi riceve e di chi dona. La donazione è un atto formativo, di educazione civile, di arricchimento personale finalizzato all'educazione alla salute, all'adozione di uno stile di vita sano e scevro di sostanze tossiche, quali: tabacco, alcol e droghe, nel rispetto di se stessi e degli altri. Tale atto è una scelta intimamente personale ma nello stesso tempo è un dovere civico e quindi come tale gratuito ma soprattutto volontario. Affinché ci sia sempre disponibilità di sangue, non solo in ambienti pubblici come ospedali ma anche in strutture private, occorre per chi non è affetto da particolari patologie, offrire un po’ del proprio sangue a chi ne ha urgenza. Per tali motivazioni l'AVIS Comunale di Messina ha promosso quest'iniziativa che prevede riduzioni dei costi per chi, tra i donatori, debba prendere la patente. L'AVIS si impegna con questo progetto ad educare civilmente i giovani maggiorenni al fine di ridurre gli incidenti stradali attraverso una guida responsabile e prudente”, conclude Francesco Previte.

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dietro le quinte a cura di Francesca Imbesi

CANNIZZARO Piovono multe sui commercianti Qual è il modo più veloce, per un comune dissestato come quello di Messina, per “far cassa”? Beh, riscuotendo direttamente tributi ergo emettendo laute multe. E’ in questa posizione che si trovano, nell’ultimo periodo, i titolari dei vari locali di via Tommaso Cannizzaro. La posizione dei “trasgressori”, costretti a pagare. Già, poiché i loro tavolini esterni, quelli che si affacciano sulla strada, sono più larghi dei due metri consentiti ed, a quanto pare, disturberebbero i pedoni. Eppure il problema, fino a qualche tempo fa, non sussisteva, essendoci comunque gli stessi bar ed, in essi, lo stesso affollamento. Di certo, se n’era parlato e, poco prima delle sue dimissioni, l’assessore al Patrimonio, Franco Mondello, aveva proposto la creazione di microaree e zone dedicate all’intrattenimento, proprio per evitare di giungere sino a questo punto. Allora, furono proprio i commercianti ad opporvisi per via delle clausole del regolamento che, fra le altre, imponevano l’uniformazione degli arredi e la conseguente perdita di quella unicità, di quei dettagli che permettono la distinzione tra i vari esercizi. A chi siano imputabili, adesso, le colpe, non si sa. Quel che si sa, è che mettere i bastoni tra le ruote di quelle poche attività che riescono ancora a far girare l’economia della città, non fa bene a nessuno. Neanche al comune stesso.

COMUNE Gli uomini di Croce Mandati a casa i cinquantadue esperti a titolo gratuito di Buzzanca, ecco arrivare la flotta di Croce. Ma dov’è? Si è persa?!? Nient’affatto, sono solo tre! Si tratta di: Nino Dalmazio, Luigi Saccà e Paolo Tomasello. Dalmazio, già commissario giudiziario, poi presidente ed, infine, amministratore di Messinambiente, gestirà i rapporti con le disastrate partecipate del comune. Saccà -docente di materie economicoaziendali e giudice della commissione tributaria provinciale dal 1974- e Tomasello commercialista, fu presidente dei revisori dei conti dell’Aapit, presidente del Collegio sindacale dell’Ato3 e presidente del Collegio dei revisori conti dell’Ato3- assisteranno il Commissario Croce nella stesura del bilancio revisionale del 2012 e lo supporteranno nelle questioni economico- amministrative.

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FAMULARI Una storia come tante E’ triste che chi valga davvero non possa trovare riscontri nel proprio paese. Che per diventare “grande”, debba scappare dall’Italia ed ancor prima dalla Sicilia. Eppure succede ogni giorno, “cervelli in fuga”, così li chiamano. Vi presentiamo l’ennesimo, stavolta tutto messinese. Si chiama Antonio Famulari ed è un giovane ingegnere capacissimo. Antonio si laurea a Messina in ingegneria informatica e vola a Pisa per specializzarsi, diviene consulente dell’Elis Consel a Roma e ricercatore all’Istituto di Fisica Nucleare di Catania. Ma sente di poter fare di più e meglio, così si forma nell’ambito economico e manageriale e vola in Francia, dove viene assunto come ricercatore della Telecom Paris Tech. Qui conosce Michele Spina e Walter Bellante, altri due cervelloni siciliani, con loro e con due docenti della Telecom, Artur Hecker e Thomas Bonald, mette a punto lo startup “Panpan – ask everyehere”, applicazione per smartphone che consente, attraverso la geolocalizzazione, di chiedere in qualsiasi parte del mondo, qualsiasi informazione. Non sembrerebbe, apparentemente, nulla di nuovo: sbagliato! Panpan, infatti, utilizzerà le informazioni che, in tempo reale, verranno fornite dai vari usufruitori. Io sono a Messina e voglio sapere se il mare a Patti è pulito? Chiedo attraverso Panpan a chi è sul posto, la mia risposta sarà, dunque, reale e dettagliata! Sarà una vera rivoluzione, lanciata in Sicilia ma interamente sovvenzionata, come tante altre, da un privato americano. Questa è l’Italia che vogliamo?!?

IlVENETICO consigliere comunale Siete imprenditori edili? Mimma Brigandì Trasferitevi in questo ridente passa a FLI comune!

Non sono solo i “Big” a creare le famose leggi ad personam. Succede anche qui, in Sicilia ed in piccoli comuni, quale quello di Venetico. Il sindaco, Francesco Rizzo, ha deciso, infatti, di aumentare dal 4 al 5 per mille l’aliquota per le prime case (IMU) e di dimezzare quella per le abitazioni edificate dagli imprenditori ma mai vendute dagli stessi, a causa dell’attuale crisi. Sembrerebbe un atto di generosità, visto dal di fuori, volto a salvare il motore dell’economia, in realtà, però, non è altro che la manifestazione di un egoismo puro che va a discapito dei poveri contribuenti. Già, poiché la famiglia Rizzo è nel settore edile da decenni ormai quindi quegli imprenditori “ salvaguardati” sono proprio loro ed i loro colleghi. Si tratta, però, solo di illazioni –specifica Rizzo- che tiene a precisare che né lui né nessuno dei suoi figli usufruiranno della suddetta agevolazione. Chi vivrà, vedrà.

CROCE Onesto come pochi! Vogliamo focalizzare l’attenzione di voi lettori su un particolare accadimento che denota l’onestà intellettuale e d’animo del nostro Commissario, straordinario nel ruolo e nei fatti. A differenza dei politici e politicanti di turno, per cui parenti ed amici hanno sempre un occhio di riguardo, Croce non ha vacillato neanche di fronte al figlio di suo fratello. Maurizio Croce, difatti, era uno dei cinquantadue consulenti di Buzzanca, incaricato dallo stesso quale esperto per la salvaguardia ambientale e problematiche delle discariche. Allo zio va il nostro plauso per la personale rettitudine. Ad averne al potere di Uomini così! WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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La Città OltreLeMura A cura di Enzo CARUSO

Il monumento alla Batteria Masotto “E pochi anni sono, l’Italia era ancora in un’angoscia di lunga aspettazione, nel presentimento di una sventura: e sentì, oh! più lungi, ancora più lungi, il rimbombo incessante, celere, frenetico dei suoi cannoni affidati ad artiglieri siciliani. La sventura temuta avveniva. E gli artiglieri cadevano intorno ai loro pezzi, in un mucchio. Era la Batteria Masotto che spariva in un vortice dii strage. La sventura era accaduta… Ma l’onore era salvo. Grazie, nobile Sicilia!”1 (G. Pascoli)

1Giovanni Pascoli. Patria e Umanità, Bologna, Zanichelli, pag. 154

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Con questi versi, il Poeta Giovanni Pascoli, trovandosi in quegli anni a Messina, salutava l’inaugurazione del Monumento alla Batteria Masotto inaugurato al Giardino a Mare il 20 settembre 1899. Un Monumento fortemente voluto dalla delegazione siciliana in Parlamento già qualche mese dopo la tragica Battaglia di Adua del 1° marzo 1896. A rievocarne i fatti in Parlamento fu, per il deputato messinese Nicola Fulci, un atto dovuto e doveroso nel rispetto di chi, obbedendo agli ordini, era morto senza preoccuparsi di valutare errori strategici o politici. Nel dibattito commemorativo alla Camera, Fulci intervenne salutando la Batterie Siciliane ed elogiandone il sacrificio in nome della Patria. Ma, al termine dell’accalorato discorso, applaudito dall’intera delegazione siciliana, il Generale Cesare Ricotti, Ministro della Guerra, manifestò la sua impossibilità ad associarsi a tali sentimenti. Cartolina Reggimentale In effetti, non ci si poteva aspettare un del XXII Rgt Artiglieria atteggiamento diverso da parte di un Ministro facente parte di un Governo succeduto a quello di Crispi. Riaprire le dolorose ferite legate al ricordi di Adua, nel tentativo di promuoverne il ricordo attraverso un Monumento, avrebbe potuto comportare pericolose conseguenze legate alle polemiche e alle feroci critiche che avevano trascinato Crispi verso le inevitabili dimissioni.. Ma la risposta di Fulci all’On. Ricotti, secca e decisa, suscitò il patriottico consenso di tutti i deputati siciliani che contestarono unanimemente le dichiarazioni del Ministro2 : “Non chiesi la vostra adesione ufficiale. Manifestai il sentimento che è quello della coscienza delle popolazioni che io rappresento. Sono dolente che così presto si sia cominciato a fraintendere le opinioni che hanno unanime eco nel Paese”. Con l’intento di tramandare ai posteri la memoria di quel sacrificio che andava sbiadendosi a cause delle polemiche sorte sull’opportunità di una discutibile politica coloniale, si costituì a Messina un Comitato, presieduto dall’On. Nicola Fulci, che si fece promotore della realizzazione di un Monumento dedicato ai valorosi delle Batterie Siciliane. da erigersi a Messina. 2Gazzetta di Messina e delle Calabria, Aprile-Giugno 1896

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La deputazione parlamentare siciliana riuscì quindi a “strappare” la positiva adesione del Governo per bandire un concorso di idee e sostenere le spese di fusione del bronzo presso la Real Fonderia di Torino. L’incarico fu affidato allo scultore Salvatore Buemi di Novara di Sicilia. Il gruppo bronzeo fu modellato a Roma nel 1896 e poi fuso a Torino. Furono predisposte anche due lapidi da affiggere alla base del monumento, con i nomi degli artiglieri caduti facenti parte delle due Batterie. Ricevuto l’incarico, il giovane scultore siciliano Ve realizzò il modello in Il Monumento alla B gesso presso il suo studio a Roma che venne ispezionato dal Duca D’Aosta in persona durante una visita al laboratorio di Buemi alla quale erano presenti l’On. Fulci, il Barone Natoli e il Senatore Todaro. In quell’occasione, S. A. R. promise la sua presenza a Messina per l’inaugurazione. L’organizzazione dell’inaugurazione, inizialmente prevista per il 1° settembre, cominciò sin dai primi giorni del 1899 sotto la regia del Comitato Esecutivo che venne convocato presso la Camera di Commercio di Messina il 15 gennaio 1899. La seduta fu aperta dal Presidente Nicola Fulci, con una dettagliata relazione nella quale si descrisse l’opera dello scultore Buemi e le somme sino ad allora raccolte pari a 3.000 lire, consegnate all’autore dell’opera come compen-

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so; Fulci si fece inoltre promotore di nuove iniziative finalizzate alla raccolta di ulteriori fondi per la realizzazione del basamento che l’artista avrebbe voluto di prezioso granito proveniente dalle cave di Baveno, in provincia di Verbania in Piemonte, con un costo presunto di 5.000 lire comprensivo di trasporto fino a Messina. Il sito ove sarebbe dovuto essere collocato il Monumento bisognava sceglierlo tra le piazze Municipio, Garibaldi, Vittorio Emanuele o presso il Giardino a Mare. Durante la seduta, l’avvocato Francesco Licari suggerì, tra i criteri per la scelta del sito, la necessità di dover erzera E. – Bombardamenti aerei nella II Guerra Mondiale, 1980. consentire la fruizione a Batteria Masotto rimasto illeso durante i bombardamenti del ‘43 tutta la popolazione. Propose quindi, per la raccolta dei fondi, una pubblica sottoscrizione senza feste ad essa connesse: “Messina” – disse - smentirà il concetto che qui tutto si negozia!”. Il Prof. Perrone Paladini, aprì quindi la sottoscrizione versando per primo 100 lire suggerendo, attraverso la nascita di numerosi comitati, di iniziare una raccolta “casa per casa”. Grazie al suo esempio, tutti gli intervenuti alla riunione versarono il loro personale contributo che al termine della riunione ammontò a 2.332 lire. Intanto il Ministro della Guerra aveva ordinato la spedizione del Monumento da Torino a Genova, dal cui porto sarebbe dovuto giungere a Messina il 24 gennaio. Il 22 gennaio presso la Camera di Commercio, a sostegno del

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Monumento alla Batteria Masotto, si costituì il Comitato delle Signore, formato dalle nobildonne messinesi, tra le quali compariva Grazia Lucifero Scibilia da Milazzo, che scelsero come Presidente la Principessa Marullo di Castellacci, come Vice Presidente la Principessa D’Alcontres e con funzione di Segretaria la Signora Fulci-Conte. Nel frattempo, il 25 gennaio 1899, il Municipio e la Deputazione Provinciale, contribuivano alla sottoscrizione elargendo la somma di 2.000 lire per ciascuna Amministrazione. Nei primi giorni di febbraio la somma totale raccolta ammontava a 9.916 lire. Intanto il Ministro della Marina Palumbo, comunicava al Comitato l’arrivo della nave Europa, con a bordo il Monumento, previsto a Messina il 6 febbraio. La nave entrò in porto la mattina del 7 febbraio Il Bozzetto del Monumento accolta dai componenti del Comitato Carmelo alla Batteria Masotto Trombetta, Luigi Fulci, Paolo Arena, Giovanni Bonanno, Corrado Peter, segretario, Domenico Corso, Tripodo, Savoca e La Motta che si recarono a bordo dell’Europa con una lancia della Capitaneria di Porto. Si presero quindi accordi con il Comandante Rolla per lo sbarco della grande cassa di legno contenente il Monumento pesante più di 2,5 tonnellate.. Le operazioni di sbarco si conclusero alle 18,00 grazie all’intervento del Signor Andrea Scimone il quale, mettendo gratuitamente a disposizione il suo pontone, consentì il deposito del Monumento presso i Magazzini Generali. Nel frattempo, una serata di beneficenza, organizzata al Teatro Vittorio Emanuele, aveva fruttato altre 2.092 lire che, sommate alle 50 lire offerte rispettivamente dal Gabinetto di Lettura, dal deputato al Parlamento On. Piccoli Cubani e dal Marchese di S. Onofrio, portavano i proventi della sottoscrizione per il Monumento ad un totale di 12.308 lire. Per incrementare la cifra, venne poi annunciato un concerto presso il Collegio Militare previsto per il 20 marzo. Nell’aprile del 1899, l’Associazione Umberto I di Catania, nel rispondere all’appello generale, inviò al Comitato cittadino la seguente lettera: “Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Umberto I, plaudendo alla nobile iniziativa della patriottica Città del Faro, la quale intende eternare con un ricordo monumentale il valore dell’eroica Batteria Siciliana […] delibera associarsi, delegando a sua tempo un’apposita rappresentanza, alle onoranze che il forte popolo di Messina renderà agli Artiglieri siciliani i quali, nel nome d’Italia, ideale supremo dei nostri pensatori e dei

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martiri, rinnoveranno in Africa i fasti della vecchia e non mai vinta gloria latina”. L’8 agosto, grazie all’intervento della ditta Scimone, sotto la supervisione dei membri del Comitato e dello scultore Buemi, venne collocato il basamento e quindi il Monumento, negli spazi del Giardino a Mare. Mentre fervevano i preparativi dell’importante cerimonia, la Gazzetta pubblicava gli aggiornamenti comunicati periodicamente dal Presidente del Comitato: Il 1 settembre p. v. il Comitato consegnerà al Signor Sindaco il Monumento alle ore 5 p. m. In tale occasione alle 3 p. m. precise, si formerà nel locale Collegio Militare un corteo a cui piglieranno parte i Municipi della Provincia e le Società operaie, di Tiro a Segno e di Militari in congedo. Detto corteo percorrerà via Primo Settembre, via Garibaldi, via Fata Morgana. I reduci d’Africa, i quali vorranno farne parte, sono pregati di trovarsi all’ora indicata nel suddetto locale, nella quale ora si formerà il corteo. Un’ora prima della consegna, il Giardino a Mare sarà aperto al pubblico il quale potrà pigliar posto in tutto lo spazio di fronte al Monumento, essendo lo spazio laterale riser-

Edizione della Gazzetta di Messina e delle Calabrie nel giorno dell’Inaugurazione del Monumento WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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vato alle rappresentanze che piglieranno parte al corteo. In seguito ad accordi che saranno presi fra il Municipio e le Autorità Militari, saranno indicate le norme che servir dovranno al buon esito della patriottica festa.3 Ma, qualche giorno dopo, la Gazzetta del 28 agosto 1899, annunciò lo spostamento della data di inaugurazione del Monumento al 20 settembre, al fine di consentire la partecipazione di S. A. R. il Duca D’Aosta e della Squadra Navale, impegnata nei primi giorni di settembre in esercitazioni, In quei giorni in città apparvero, esposte in diversi negozi, varie fotografie eseguite dal Cav. Ledru Mauro, famoso fotografo messinese che partecipò alla spedizione di Adua. Nelle foto erano raffigurati i quattro ufficiali Masotto, Ainis, Castelli e Saya, l’intero gruppo dei soldati della Batteria, il Monumento che si sarebbe inaugurato in loro memoria e il panorama di Messina. Su intervento del Ministro della Guerra fu disposta la partecipazione alla cerimonia dei Corpi ai quali appartenevano gli artiglieri caduti.4 DAL CORRISPONDENTE DI CATANIA: “Per il giorno 20 settembre, Messina si prepara ad onorare degnamente la memoria degli ufficiali e soldati della Batteria siciliana comandata dal Capitano Umberto Masotto, caduto eroicamente nella memorabile battaglia di Adua il 1 marzo 1896, ricoprendo di gloria il nome dell’esercito italiano e la Sicilia di cui, a buon diritto, la Batteria portava il nome essendo essa formata quasi nella totalità con ufficiali e soldati siciliani. Non solo Messina dunque, ma tutta la Sicilia, madre di tanti eroi, sente un fremito d’orgoglio e di commozione all’avvicinarsi di quella data patriottica e, sull’esempio di chi in altra parte d’Italia seppe immortalare Toselli e Galliano, la rappresentanza di ogni Comune e di ogni Sodalizio La data di fusione impressa nel Monumento porti un tributo di riconoscenza sul (particolare) Monumento che sarà inaugurato e

3Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 22-23 agosto 1899 4Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 7 -8 settembre 1899

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che eternerà nel marmo la memoria di coloro che seppero far rivivere la leggenda del soldato siciliano, intrepido sempre, e sempre pronto al sacrificio per il nome e la gloria della gran Patria italiana. Nel giorno 20 settembre gli occhi di tutti gli italiani saranno rivolti sulla Sicilia che, a buon diritto, gode il nome di terra delle forti iniziative e, nella patriottica Messina, al cospetto delle LL. AA. RR. Emanuele Filiberto di Savoia ed Elena d’Orleans Duchessa d’Aosta, dei Ministri della Marina, delle principali e più spiccate figure superstiti della battaglia di Adua e degli ufficiali della squadra navale, le rappresentanze civili, politiche e militari dell’Isola colà convenute, faranno una manifestazione che rimarrà incancellabile nel cuore di tutti”. Il 13 settembre, nell’ambito delle manifestazioni per l’inaugurazione al Monumento, fu annunciata sulla Gazzetta, una serata di gala al Teatro Vittorio Emanuele: “Per la serata di gala al Teatro Vittorio Emanuele i prezzi dei biglietti saranno i seguenti: Palchi di 1. fila £. 40; di 2. fila £. 45; di 3. fila £. 35; di 4. fila £. 25; di 5. fila £. 20 Poltrone £. 15; Distinti £. 10; Platea £. 5; biglietto d’ingresso £. 1 Non si daranno biglietti all’impiedi; i posti del loggione si metteranno in vendita gli ultimi due giorni quando saranno esauriti tutti i palchi e la platea. […] E’ assolutamente infondata la voce messa in giro di lunghi discorsi che si faranno in tale occasione riducendosi la cerimonia alla consegna e alla presa in possesso del Monumento. […] Da Catania verranno con treno speciale le associazioni di quella città”.5 Nei primi giorni di ottobre, il Ministro della Real Casa, inviò, a nome del Re, ai membri del Comitato prodigatisi per la realizzazione del Monumento agli eroi di Adua, la nomina di Cavalieri della Corona d’Italia. Esprimendo vivo compiacimento per il contenuto di tale missiva, la Gazzetta plaudì all’impegno del Comitato “il quale, non solo seppe fare un’affermazione politica solenne, ma rappresentò il Paese in tale contesto impedendo che una città di 150.000 abitanti si presentasse come una misera Peretola”6 ; e continua inveendo contro “la gretteria di certi acefali che fu coperta dal buon valore di quegli egregi cittadini”, con evidenti riferimenti alle proteste di alcuni contestatari che in quel periodo si manifestavano contrari all’erezione dl Monumento.7 Qualche giorno prima della Commemorazione, la Capitaneria di Porto emanava le necessarie disposizioni per la sicurezze nel porto. Contestualmente, la Società Italiana per le Strade Ferrate della Sicilia, in occasione dell’inaugurazione del Monumento, istituì speciali biglietti di andata e ritorno da tutte le stazioni ferroviarie siciliane con un supplemento per la tassa di bollo di £. 5.8 5Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 12 – 13 settembre 1899 6Piccola cittadina in provincia di Firenze nota per il cattivo vino ivi prodotto nell’antichità. 7Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 7 -8 ottobre 1899 8Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 16 – 17 settembre 1899 WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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La cerimonia d’inaugurazione avvenne il 20 settembre 1899 alla presenza di S. A. R. il Duca d’Aosta La Gazzetta di Messina ci racconta il giorno dell’inaugurazione: “ […] Ed ecco apparire maestosa presso il Faro la nave Trinacria”. Sono le sei e mezzo quando da lungi appaiono i tubi della nave reale che lentamente procede. Intanto una folla ha già gremito per buon tratto il Corso Vittorio Emanuele che, come tutte le vie principali della città è imbandierato: i balconi sono assiepati da molte persone Messina si riempie stamane di una folla mai vista; dalle vie principali ai più piccoli vicoli, è possibile notare un’affluenza di gente d’ogni paese, d’ogni provincia. Per inaugurare il monumento, si attende oggi la visita di S.A.R. il Duca D’Aosta. Sono le 7.30. Tuona il cannone e ai 21 colpi del Trinacria, ne fanno eco 20 della Cittadella. Allo Sbarcadero si trovano già moltissimi ufficiali di tutte le Armi e i tre reduci della battaglia di Adua tra i quali il signor Marino da Militello. Alle 9.25, S.A.R. il Duca d’Aosta, accompagnato dal Primo Aiutante di Campo colonnello di Artiglieria Cairano, dal capitano Spurgazzi della batteria a cavallo e dal capitano Mughetto del 5° Rgt. Artiglieria, mette piede a terra, accolto da un “evviva” generale. Scortato dai Carabinieri a Cavallo, il Duca giunge in Municipio, accolto dal Sindaco e dalle autorità civili e militari. Terminato il ricevimento, durante il quale S.A.R. si intrattiene con lo scultore Buemi per avere ragguagli sul monumento, alle 12.15 fa ritorno a bordo.

Uno dei cannoni, a lato del Monumento, riportati in Patria nel 1936.

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Alle 14.50 un corteo formato dalle delegazioni di circoli, reduci, associazioni e società di Messina e provincia, con i propri stendardi, movendo da Piazza Collegio Militare, giunge al Giardino a Mare. Alle 16.00 il corteo si ferma allo Chalet e si schiera intorno alla tribuna eretta per gli invitati, aspettando la venuta di S.A. Alle 16.35 annunziato dalla fanfara, giunge il Duca D’Aosta ed immediatamente tra gli applausi generali, viene fatta cadere la tela che copriva il monumento. L’On. Fulci, presidente del Comitato, prende quindi la parola e pronunzia il discorso, salutato dagli applausi ed esclamazioni di: Viva Casa Savoja! Segue l’applauditissimo discorso del Sindaco dopo il quale viene redatto il contratto di cessione del monumento davanti al Notaio Ciraolo. Vengono quindi apposte le firme di Emanuele Filiberto di Savoja e di Nicola Fulci. Testimoni furono il Primo Presidente della Corte d’Appello e il Procuratore Generale. S.A.R. donò poi la penna con cui firmò il contratto all’on. Fulci. Sceso dalla Tribuna, Il Duca d’Aosta gira attorno al monumento, accompagnato dallo scultore Buemi per avere da lui maggiori dettagli sull’opera intrattenendosi con alcuni reduci della Batteria Masotto e con i figli del tenente Ainis e del tenente Issel caduti ad Abba Garima. Al suono dell’Inno Reale, sale infine sulla carrozza che lo condurrà alle 18.20 sul vapore Trinacria”. Negli anni seguenti, la commemorazione alle Batterie Siciliane, divenne un puntuale appuntamento cittadino. Ma il ricordo lacerante di quel 1° Marzo 1896 costituì per molto tempo una spina nel fianco nella storia del colonialismo italiano. Con l’intento di riscattare l’Italia “dall’onta di Adua”, il governo fascista decise nel 1935 di occupare l’Etiopia suscitando il dissenso della Società delle Nazioni. Il 6 ottobre l’esercito italiano riconquistò Adua e “l’impresa” comportò un largo consenso nell’opinione pubblica nazionale. GAZZETTA DI MESSINA E DELLE CALABRIE 8 OTTOBRE 1935 LA BATTERIA MESSINESE VENDICATA […] Adua nel 1896 fu e rimase lungo trentanove anni, la spina più dilacerante pel cuore di Messina; il ricordo più angoscioso ed anche più luminoso della infausta seconda campagna d’Africa; l’incubo più opprimente al quale anelava sottrarsi. […] Ecco perché i messinesi, ancora dopo parecchi giorni, esultano per la riconquista di Adua e coprono di fiori il bronzo che tramanda ai posteri i nomi benedetti di quanti appartennero alla Batteria Masotto, lasciando un esempio di cui la luce ideale è inestinguibile. Ecco perché anche l’infanzia messinese si recava l’altra mattina, marzialmente inquadrata, al Giardino a Mare portando l’omaggio floreale al Monumento che splende come un altare; ed i vecchi, tra cui parecchi superstiti della sfortunata battaglia di trentanove anni addietro, hanno pianto le lacrime stillate dalla dolcissima commozione. […]

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Tra le manifestazioni organizzate a Messina per festeggiare l’evento, con l’intento di simboleggiare che la nuova impresa del Regime aveva definitivamente cancellato l’onta della “disfatta di Adua”, il Monumento della Batteria Masotto venne trasferito dal Giardino a Mare all’attuale sito di Piazza Vittoria ove, nel 1848, i messinesi avevano vittoriosamente conquistato la roccaforte borbonica del Forte Real Basso. GAZZETTA DI MESSINA E DELLE CALABRIE 13 OTTOBRE 1935 IL TRASFERIMENTO DEL MONUMENTO ALLA BATTERIA MASOTTO Con deliberazione in data di ieri, Il Podestà ha deciso che il Monumento alla Batteria Masotto, dal Giardino a Mare venga trasferito nella Piazza Vittoria, prospiciente sul viale Principe Amedeo. Siamo lieti del provvedimento adottato, da noi invocato ancora due giorni fa, e ringraziamo il Podestà anche a nome della cittadinanza, di cui crediamo di avere interpretato il desiderio giusto e vivissimo. Due cannoni, riportati in patria dall’Etiopia nel 1936, con stampigliato i nomi di Caorso e Cardeto9 , rispettivamente

Il cannone Caorso e il cannone Cardeto

fusi a Torino nel 1890 e 1891, vennero posti successivamente ai due lati del Monumento. L’anno successivo, per commemorare gli eroi delle Batterie Siciliane, il II R. Istituto Magistrale inaugurato nel novembre del 1935, venne intitolato al tenente Emilio Ainis e, allo stesso, anche la caserma che ospita il 24° Reggimento Artiglieria Peloritani, che ha raccolto l’eredità del 22° Reggimento a cui appartenevano le Batterie Masotto e Bianchini. Contestualmente, il maestoso Forte Polveriera, posto sulle alture di Curcuraci, assunse la denominazione di “Forte Masotto”. Oggi, Il Monumento alle Batterie Siciliane, dopo il restauro dei cannoni posti a lato del Monumento, eseguito recentemente dalla Brigata Meccanizzata AOSTA con l’intervento del 24° Reggimento Artiglieria, è ancora in attesa di una piccola recinzione artistica che lo salvaguardi dagli atti vandalici ai quali è stato soggetto negli ultimi tempi. Tale intervento, invocato già nella Gazzetta nel 1900, resta ancora in attesa di essere realizzato. 9Ogni cannone sin dall’antichità, veniva “battezzato” con un nome che risultava poi stampigliato sulla canna.

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Il Monumento alla Passeggiata a Mare WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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sette giorni

Ottobre 2012

di Andrea Castorina

27 giovedì

28 venerdì

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I lavoratori ex Ferrotel occupano l’ufficio Dirigenza della stazione Centrale I 20 lavoratori ex Ferrotel hanno messo in atto una manifestazione presso la stazione centrale di Messina, per esternare la loro ansia e la loro la paura di non essere ancora una volta considerati e tagliati fuori da ogni possibile soluzione occupazionale. Ormai di dominio pubblico la notizia di una ricomposizione della vertenza da parte del Gruppo F.S., indirizzato però solo ed esclusivamente agli ex lavoratori Servirail, ignorando ancora una volta l’esistenza degli ex lavoratori del Ferrotel (sono solo 20 unità).

Incidente mortale su Via La Farina

Alle 19 circa di questa sera è morto sul colpo un uomo di 62 anni investito da un camion, mentre percorreva la Via La Farina in direzione Nord all’altezza dell’Istituto Nautico Caio Duilio. La vittima è Natale Lembo proprietario della omonima macelleria, situata davanti al luogo dell’incidente. Sul posto sono intervenuti prontamente la Polizia Stradale e i Carabinieri.

L’ACR si aggiudica il derby con il Città di Messina L’ACR Messina riscatta la sconfitta subita mercoledì in Coppa Italia superando al S.Filippo il Città di Messina, davanti a quasi 4000 spettatori. Il match termina 2-1 grazie alle reti di Parachì, Chiavaro e Saraniti.

sabato

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Incendi, sono 300 i Vigili del Fuoco impegnati in Sicilia

Sono 300 i Vigili del Fuoco ancora impegnati dal 28 settembre per lo spegnimento degli incendi di bosco e macchia mediterranea che, favoriti dalle alte temperature e dai forti venti di scirocco, stanno interessando le provindomenica cie di Palermo, Messina e Trapani. Nella provincia di Messina le squadre dei Vigili del Fuoco sono impegnate nella zona del versante tirrenico tra i comuni di Sant’Agata di Militello e Rometta.

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Tre anni fa la tragedia di Giampilieri e Scaletta Z. Trentasette vite, tre anni fa, sono state portate via dalla pioggia, da una pioggia maledetta che i messinesi non potranno mai dimenticare. L’alluvione che, nel 2009, ha colpito la zona sud di Messina, distruggendo in particolare Giampilieri, Scaletta, Altolia, S. Margherita e Molino, oggi, verrà ricordata nei luoghi simbolo della tragedia. Da Giampilieri, nel pomeriggio, partirà una fiaccolata che si concluderà alla Basilica di S. Nicolò dove verrà celebrata la Santa Messa.

Messinambiente: Di Maria:"Si proclamerà lo stato di emergenza" E’ partito questa mattina dall’Autoparco di MessinAmbiente il corteo dei lavoratori della società. Gli operatori adunatisi in un corteo, quasi come quello scolastico andavano avanti al grido di ladri. I dipendenti di MessiAmbiente non ricevono gli stipendi da agosto e senza alcuna garanzia sul loro futuro lavorativo, sul far fronte ad eventuali mutui contratti per la casa, sul sostentamento della famiglia, delle spese scolastiche dei figli, hanno deciso di scioperare.

L’arte: scrigno dell’originalità dell’io

Video-arte, pittura, scultura, fotografia, arte digitale, disegno, musica, installazioni, performance: ecco le molteplici sfaccettature dell’arte contemporanea, variegate, strettamente connesse le une alle altre, intriganti, evanemercoledì scenti ma reali, difficili da spiegare in parole ma emozionanti, proprio come lo è il colore nelle sue sfumature. E' proprio il colore, assieme alle emozioni in grado di sprigionare nell’osservatore, il protagonista indiscusso di qualsiasi forma d’arte.

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circoscrizioni di Andrea Castorina

III quartiere

Mercato Scipione trasferito ma in via 37/A i disagi continuano

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allo scorso anno il mercato “Scipione” di villaggio Aldisio è stato trasferito nei nuovi box installati nella piazza del rione, liberando finalmente la dirimpettaia via 37/A che nei giorni di attività del mercato rimaneva invasa da furgoni e stand per quasi tutta la giornata. Ma il disagio per i residenti della zona non è ancora finito: nonostante la maggioranza degli ambulanti si sia trasferita nei nuovi spazi, in via 37/A rimangono ancora i commercianti del settore abbigliamento. Caos e talvolta degrado continuano a caratterizzare l’area. Una nota dei consiglieri Massimiliano Minutoli, Orazio Giannetto e Pasquale Currò precisa che l’Ufficio Programmi Complessi, attraverso il RUP, comunica che, essendo stati ultimati gli ultimi lavori di rifacimento del manto stradale ed il posizionamento della segnaletica orizzontale e verticale di via Scipione e via Evemero da Messina unitamente alla via Rosso da Messina, pur rimanendo in attesa del collaudo definitivo, si procederà alla consegna delle aree. Adesso la palla passa Adesso toccherà al Dipartimento Commercio ed al Dipartimento Patrimonio e Demanio porre in atto gli ulteriori adempimenti tecnico amministrativi volti a perfezionare l’iter necessario alla consegna ed assegnazione degli spazi che vedranno allocarsi i venditori del settore abbigliamento.

II quartiere

III quartiere

Sicurezza: Gioveni propone la realizzazione di passerelle pedonali sopraelevate

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l consigliere della III Circoscrizione Libero Gioveni propone la realizzazione di passerelle pedonali sopraelevateche consentirebbero l’attraversamento delle strade con maggiore sicurezza e con meno vigili urbani. Ne deriverebbe un minor impiego di somme non iscritte in bilancio e risparmio nella manutenzione ciclica della segnaletica. Tale progetto potrebbe essere finanziato con i fondi Ecopass, unico introito presente nelle casse di Palazzo Zanca. Nella nostra città tali passerelle si rivelerebbero senz’altro provvidenziali in molte arterie ad alta intensità di traffico come il viale Europa, la tangenziale di Camaro, il viale Gazzi, il viale Boccetta o la stessa via La Farina ed in particolare in quei punti dove il via-vai di pedoni aumenta per la presenza delle scuole.

Il Consiglio chiede un incontro con il Commissario Croce

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igliorare la vivibilità nella zona sud di Messina è questo l’obiettivo dei Consiglieri della II Circoscrizione che hanno richiesto un incontro con il Commissario Luigi Croce. Il Consiglio ha individuato cinque punti che attualmente rappresentano le maggiori criticità delle zone di propria competenza: viabilità sulla via Adolfo Celi, Largo La Rosa e via Marco Polo; 2) recupero e nuova destinazione d'uso del centro civico polifunzionale S. Filippo;3) bonifica e recupero litorale Contesse–Pistunina;4) ripristinoimpianto pubblica illuminazione viale Case Arcobaleno a S. Lucia sopra Contesse; 5) avvio dei lavori di sistemazione dei muri d'argine della parte bassa del torrente S. Filippo e relativa apertura al transito della strada adiacente e della semi-carreggiata dello svincolo autostradale.

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Si rinnova il dialogo tra Comune e Circoscrizioni I presidenti delle sei Municipalità hanno incontrato il Commissario Luigi Croce

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ercoledì mattina, presso i locali di Palazzo Zanca, il Commissario straordinario del Comune di Messina Luigi Croce ha incontrato i presidenti delle sei Circoscrizioni cittadine. Durante la seduta si è fatto il punto sulla difficile gestione del territorio messinese: sono infatti varie le problematiche con cui i consiglieri, in rappresentanza dei cittadini, devono imbattersi quotidianamente rapportandosi con Enti, Istituzioni e naturalmente con l’Amministrazione Comunale. In quest’ultimo caso sicuramente non mancano le difficoltà. Vivere a Messina di questi tempi non è per nulla facile ma risulta ancor più complicato agire in nome della collettività con l’obiettivo di migliorare una città in crisi. Terminato l’incontro abbiamo raccolto le impressioni di Francesco Palano Quero e Enrico Ferrara, rispettivamente presidenti della IV e della VI Circoscrizione.

Quero: “Abbiamo richiesto un incontro con il Commissario Croce circa dieci giorni fa per rendere noto il malfunzionamento della macchina amministrativa. Attualmente il Comune non è in grado di garantire i servizi base alla cittadinanza, la manutenzione ordinaria funziona a singhiozzo. Motivo per cui, sottolineando ancora una volta l’importanza del Decentramento Amministrativo, incontreremo i dirigenti dei vari Dipartimenti manutentivi affinché si riesca a rispondere ai problemi della cittadinanza. Bisogna indicare democraticamente le priorità della città, questo è uno dei principali compiti che la Circoscrizione è chiamata a svolgere. In nome della leggere regionale 22/2008 chiediamo la piena delegazione in modo da costituire un efficiente dialogo tra Municipalità e Comune. Questa fase Commissariale è un occasione per rilanciare l’apparato amministrativo di questa città”.

Ferrara: “Il colloquio con il Commissario Croce è servito a fare il punto della situazione per quel che riguarda il rapporto tra Quartieri e Comune. Abbiamo espresso le nostre proposte sottolineando l’importanza di attuare al più presto il Decentramento Amministrativo. Ciò consentirebbe alle Circoscrizioni di poter intervenire direttamente sulle manutenzioni ordinarie, finora problema mai risolto nella nostra città. Siamo consapevoli dell’esiguità delle risorse finanziarie con cui Palazzo Zanca deve fare i conti, a tal proposito riteniamo fattibile la chiusura di Centri Servizi attualmente ospitati in locali presi in affitto dai privati. Si è inoltre concordato un’eventuale riduzione dei consiglieri dagli attuali diciotto a dodici membri. Per quanto concerne la sicurezza il Commissario Croce, dopo la nostra proposta, si è reso disponibile ad effettuare un monitoraggio sui torrenti cittadini, provvedendo poi alla pulizia delle aree circostanti, in modo da non avere problemi durante la stagione invernale”. Andrea Castorina

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città a cura di Marilena Faranda

CISL

Gestione rifiuti

Pericolo emergenza

Convegno sulla sanità

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i è svolto al Salone delle Bandiere di palazzo Zanca un convegno dal titolo Qual è lo stato della Sanità siciliana e messinese? organizzato dalla Cisl Messina, dalla Cisl Pensionati Messina, dalla Cisl Fp Messina e dalla Cisl Università Messina. Tra gli intervenuti: i manager delle strutture sanitarie messinesi. A moderare i lavori Carmelo Raffa, il quale afferma: quello della sanità è uno degli argomenti più scottanti e più difficili. Un augurio, pertanto, è che la sensibilità prevalga, bisogna impegnarsi per cambiare le nostre cose in meglio. Un problema che coinvolge le famiglie, non solo il singolo che ha la disabilità. Ad introdurre gli interventi il segretario generale della Cisl, To n i n o Genovese, il quale sottolinea: Oggi siamo in piena campagna elettorale, ma dobbiamo cominciare a far presente l’emergenza sanitaria. Dall’incontro, è venuto fuori che in alcune strutture ospedaliere sono state utilizzate le risorse, riuscendo ad andare avanti senza tagliare nulla. Bisogna sapere spendere le risorse. a cura di Peppe Saya

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dipendenti di MessinAmbiente non ricevono gli stipendi da agosto Il commissario della società Di Maria è stato convocato dal commissario comunale Luigi Croce, ma raschiando il fondo del barile, nelle casse comunali non si trova 1 centesimo. Comprendendo, però la gravità della situazione, che potrebbe portare la città ad un stato di grave disagio pari a quello che successe nel Napoletano, il commissario del Comune Croce, alla presenza del segretario generale, Santi Alligo, del ragioniere generale, Nando Coglitore ha incon-

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trato nuovamente il commissario di MessinAmbiente, Di Maria, questa volta insieme alle rappresentanze sindacali Fp Cgil, Clara Crocè, di Fit Cisl, Enzo Testa e di Uil Trasporti, Silvio Lasagni,ed ad una rappresentanza di lavoratori. Dopo aver comprato l'ultimo rifornimento di gasolio, non si trova altro denaro nelle casse comunali, vi sono solo 500 mila euro,somma, che seppur, irrisoria servirà a pagare un acconto degli stipendi di agosto. Intanto si dovrebbe proclamare lo stato di emergenza, per far pervenire fondi regionali.


Palazzo Zanca

Palazzo Zanca

Mancano i fondi per gli stipendi

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l Commissario straordinario del Comune di Messina, dott. Luigi Croce, ha incontrato i sindacati di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Diccap e Csa-Silpol, in rappresentanza dei lavoratori comunali. Nel corso dell'incontro sono state affrontate le problematiche economiche e non, connesse al personale del Comune di Messina. Il commissario

Croce ha confermato ogni possibile attenzione ai temi indicati, per garantire la gestibilità dei servizi comunali. Dall’incontro è emerso che c’è solo mezzo milione nelle casse comunali e servirà a pagare un acconto degli stipendi di MessinAmbiente di agosto. Il Commissario cercherà una somma pari a 5 milioni di euro. La situazione dei precari ancora è instabile. Il Commissario, comunque, che ancora non era edotto a pieno della situazione dei precari comunali e della polizia municipale, analizzerà anche questa situazione e cercherà, fra le tante vertenze, di porvi rimedio.

Riscossione TARSU

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l colonnello Stefano Spagnol, neo comandante provinciale dei carabinieri di Messina, è stato ricevuto dal commissario Luigi Croce. Al col. Spagnol, che proviene da Roma ove è stato capo ufficio pianificazione, programmazione e controllo del Comando dell’Arma, il commissario Croce ha formulato l'auspicio di rinsaldare i rapporti tra la città e l'Arma. Il commissario Croce ha donato al comandante Spagnol un volume di Messina.

Risanamento

Tributi

l dirigente del Dipartimento Tributi, Romolo Dell'Acqua ha precisato che il ruolo della Tassa sui rifiuti, di circa 110 mila utenze, ammonta ad oltre 27 milioni di euro ed è stato regolarmente affidato per le successive attività di riscossione ad Equitalia

Spagnol da Croce

Nuovo Bando

Servizi ed alla Serit Sicilia, oggi Riscossione Sicilia Spa, il 18 aprile 2012. “Ben sei mesi fa - ha precisato il dirigente - è stato regolarmente consegnato il ruolo per permette la notifica delle cartelle di pagamento, da parte dell'agente esattore concessionario”. Per incrementare tale attività nei giorni scorsi, è stata anche trasmessa una nota di sollecito all'agente della riscossione, per accelerare i tempi di notifica ai contribuenti delle cartelle di pagamento.

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a III Commissione consiliare, con delega al Risanamento, presieduta dal consigliere Pietro Iannello, ha comunicato che è in corso di realizzazione presso l'Assessorato al Risanamento la compilazione di un nuovo bando di assegnazione alloggi popolari che verrà successivamente pubblicato.

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Foto notizia servizio di Peppe Saya

Stadio San Filippo Messina 29 Settembre 2012

Anche i tifosi e sportivi messines problema del traffico dei tir che a senza una soluzione concreta.

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si si dimostrano sensibili e solidali sul grave attraversa la cittĂ . Un problema al momento

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provincia Messina a cura di Marilena Faranda

Palazzo dei Leoni

13° happening della solidarietà

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i è svolta a Palazzo dei Leoni la presentazione del “13° Happening della Solidarietà”, promossa dal Consorzio nazionale Idee in Rete ed organizzata dal Consorzio Sol.Co. – Rete di Imprese sociali siciliane. Erano presenti, Renato Fichera, assessore provinciale all’occupazione; Dino Barbarossa, presidente della Fondazione “èBBENE”, Francesco Passantino, presidente del Consorzio Sol.Co. e Francesco D’Amico, presidente del Consorzio Sol. Coop. Messina. In particolare, l’evento messinese dal tema “Una rete per garantire il diritto al consumo” avrà luogo presso la Provincia


regionale il 4 e 5 ottobre 2012 ed affronterà i temi legati al consumo, affidando un ampio spazio alla riflessione sul nostro modello economico. Passantino, afferma: I temi verranno approfonditi dal basso, in materia e con la materia, coinvolgerà il Mezzogiorno d'Italia. Il consumo, in questo tempo di crisi, tende ad aumentare, noi cercheremo di dare degli strumenti positivi. Noi cerchiamo di capire qual è il modello all'interno della famiglia. Fichera, ha dichiarato: Una iniziativa che la Provincia, insieme col Presidente, ha deciso di sostenere in un momento di crisi, in cui c'è una sofferenza forte. Avendo le famiglie come controparte, che tendono a risparmiare, quindi questo evento viene incanalato e messo in rete e serve ed aiuta. Noi siamo al loro fianco per qualsiasi iniziativa, grazie alla Solcop. Barbarossa, spiega : Durante i lavori, attraverso interlocutori di altissimo livello, faremo un riassunto della situazione L'ultima sera faremo una degustazione di prodotti tipici. Ci occuperemo della filiera corta e del mercato equo solidale per cui non bisogna andare in Africa. A Catania, poi, i risultati verranno riassunti in un unico documento che ci porterà ad una soluzione. D'Amico, sottolinea: la società si appoggia sul consorzio territoriale. Abbiamo anche dei servizi di consultori ed assistenza diretta alle famiglie. Una società, insomma, vicina alle famiglie ed alla situazione di crisi attualmente in atto.

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Cambio al vertice della Compagnia Carabinieri di Patti

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Capitano Angelo ZITO

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eri mattina, nel corso di una semplice ma sentita cerimonia, il Comandante Provinciale, Colonnello Stefano SPAGNOL, e gli Ufficiali del Comando Provinciale Carabinieri di Messina, hanno salutato il Capitano Angelo ZITO, Comandante della Compagnia Carabinieri di Patti, trasferito al Comando della Compagnia Carabinieri di Roma-Cassia. Al Capitano Angelo ZITO subentra, al Comando della Compagnia Carabinieri di Patti, il Tenente Lorenzo BUSCHITTARI, 28enne, nativo di San Severino Marche (MC), proveniente dal 7° Reggimento Carabinieri “Trentino Alto Adige” con sede in Laives (BZ), dove ha ricoperto l’incarico di Comandante di Plotone. Dopo quattro anni di permanenza al Comando della Compagnia Carabinieri di Patti, il Capitano Angelo ZITO ha lasciato la città di Patti per andare ad assumere, a Roma, l’incarico di Comandante della Compagnia di Roma-Cassia. 33 anni, nato a Grottaglie (TA), laureato in giurisprudenza, l’Ufficiale dei Carabinieri era giunto in provincia di Messina nel settembre del 2008, proveniente dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Palermo-San Lorenzo, dove aveva ricoperto l’incarico di Comandante del Nucleo Operativo dal settembre 2005. Tra le tappe della carriera dell’Ufficiale, frequentatore del 180° corso di Applicazione presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, ricordiamo che nel biennio 20032005 ha prestato servizio presso la 1^ Compagnia Allievi Marescialli del Battaglione Carabinieri Allievi Marescialli e Brigadieri con sede a Velletri (RM), dove ha ricoperto gli incarichi, prima, di Comandante di Plotone e, successivamente, di Comandante di Compagnia. Al Comando della Compagnia Carabinieri di Patti, che ha competenza territoriale su diversi comuni della costa tirrenica e del comprensorio nebroideo, il Capitano Angelo ZITO ha mostrato spiccate doti umane e professionali, operando e dirigendo importanti operazioni di servizio per la prevenzione ed il contrasto alla criminalità comune ed organizzata.

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Dati Anagrafici BUSCHITTARI Lorenzo Nato a San Severino Marche (MC) l’11 giugno 1984 Istruzione e Formazione 2009 consegue la laurea specialistica in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; 2003 consegue la Maturità presso la Scuola Navale Militare “Francesco Morosini” di Venezia.

Tenente Lorenzo BUSCHITTARI

Esperienze Professionali 2004-2006 frequenta il 186° corso dell’Accademia militare di Modena e corsi di “paracadutismo militare”, “pattugliatore scelto” e “ardimento”; 2006-2008 frequenta il 186° corso di applicazione presso la Scuola Ufficiali Carabinieri in Roma . 2008-2009 frequenta il 15° corso di perfezionamento presso la Scuola Ufficiali Carabinieri in Roma; 2009-2011 Comandante di Plotone presso il 7° Reggimento Carabinieri “Trentino Alto Adige” con sede a Laives (BZ); 2010-2011 Comandante di Plotone Carabinieri nell’ambito della missione civile di Polizia Europea EULEX, con compiti di supporto alla Polizia Kosovara e mantenimento dell’ordine e sicurezza pubblica; 2011-2012 nel periodo settembre 2011 – aprile 2012, impegnato nell’ambito della missione ISAF, quale Ufficiale di collegamento fra il Comando Regionale della Polizia Afghana e il Comando Regionale Ovest di Herat a guida italiana.

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Sicilia a cura di Dario Buonfiglio

Ars, presidenza taglia 4,1 mln. I deputati: 'Soldi saranno pochi' L'ufficio di presidenza dell'Assemblea regionale siciliana, riunito da Francesco Cascio (Pdl), ha deliberato tagli immediati per 4,1 milioni all'anno, per un totale di 20,4 milioni per l'intera legislatura. RIDOTTE DEL 30% INDENNITA' DI CARICA. Il Consiglio ha ridotto del 30 per cento l'indennità di carica per il presidente dell'Ars, i vice presidenti, i deputatiquestori, i deputati-segretari, i presidenti di commissione. Per via della riduzione, il presidente dell'Assemblea riceverà 3.700 euro in meno (da 7.700 a 4 mila euro lordi). SPESE PER I PORTABORSE SARANNO CERTIFICATE. D'ora in avanti le spese per i 'portaborse' dei gruppi parlamentari dell'Assemblea siciliana, che prima del taglio di oggi (1,08 milioni) ammontavano a 4,5 milioni di euro all'anno, dovranno essere certificate. Ma non dalla Corte dei Conti (non è previsto dallo Statuto autonomistico) bensì da società specializzate. Dallo scorso marzo i gruppi avevano l'obbligo di certificare solo la metà dei contributi ricevuti dall'Assemblea per i portaborse.

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TAGLIATI I RIMBORSI PER SPESE DI VIAGGIO, TELEFONICHE E POSTALI. Tagliati per intero i rimborsi forfettari per le spese di viaggio, che costavano 10 mila euro all'anno per singolo deputato. L'indennità di trasporto è stata diminuità del 50% sia per chi raggiunge Palermo (dove ha sede Palazzo dei Normanni) dalle altre province, sia per chi vive nel capoluogo. "Abbiamo discusso se tagliare del tutto questa voce - ha spiegato Cascio in conferenza stampa - ma alla fine abbiamo optato per la riduzione del 50%, sarebbe stato una ingiustizia per i deputati che non vivono a Palermo". Per i "portaborse" i deputati riceveranno 1.000 euro in meno al mese: il contributo passerà da 4.100 a 3.100 euro. Tagliati del tutto i rimborsi per le spese telefoniche e per quelle postali. Meno trasferimenti anche ai gruppi: ogni singolo deputato non riceverà più3.750 euro ma 3 mila euro al mese. I tagli sono stati deliberati dal Consiglio di presidenza all'unanimità.

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DECURTATI I FONDI AI GRUPPI PARLAMENTARI. E sull'onda del caso Fiorito, l'Ars stamattina ha tagliato anche i fondi assegnati ai gruppi parlamentari. Il taglio comporterà un risparmio per le casse del Parlamento di 650 mila euro all'anno. Il contributo viene assegnato a ogni singolo deputato (sono 90): dalla somma si evince quanto riceve il gruppo. D'ora in poi il parlamentare riceverà come contributo di 3.200 euro al mese, non più 3.750 euro. In totale ai gruppi andranno 3,4 milioni di euro, anzichè 4,05 milioni. I fondi vengono gestiti in maniera autonoma dai gruppi parlamentari, che sono associazioni di diritto privato. La Presidenza dell'Ars non ha poteri d'intervento sulle modalità con cui questi fondi pubblici vengono utilizzati dai partiti.


I DEPUTATI: "I SOLDI NON BASTERANNO". "Così non ce la faremo, i soldi non basteranno. Sia chiaro...". Così un componente del Consiglio di presidenza dell'Assemblea regionale siciliana commenta a caldo i tagli ai contributi per i deputati appena deliberati e che lui stesso ha votato a favore. Stessi dubbi vengono espressi da un altro componente del Consiglio, anche lui favorevole durante la votazione: "A questo punto il Parlamento può chiudere". I tagli, varati stamattina sull'onda del caso Fiorito, riguardano diverse voci: dall'abrogazione dei rimborsi per telefonini, tablet e posta alla riduzione del 50% delle indennità corrisposte ai parlamentari per raggiungere il posto di lavoro, palazzo dei Normanni. Inoltre, meno soldi per i portaborse (mille euro in meno al mese) e decurtazione del contributo unificato, 500 euro che spariscono dalla busta paga del deputato. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Truffa alla Valle dei Templi, denunciato un funzionario

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re persone, tra le quali un funzionario pubblico in servizio presso il Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento incaricato del controllo sulla gestione delle aree destinate a parcheggi, sono state denunciate da militari della guardia di finanza perchéavrebbero fabbricato e venduto in serie con numerazioni riprodotte più volte le 'park cards' utilizzate nei parcheggi in modo da occultare il reale incasso proveniente dalla loro vendita.Devono rispondere di truffa aggravata nei confronti dell'Ente Parco e del Comune di Agrigento, che avrebbero subìto un danno che, per il solo triennio 2010-2012, a oltre 200.000 euro. L'operazione è stata denominata "South park". I militari hanno eseguito più di quindici perquisizioni, nei confronti, tra gli

altri, dei soci della cooperativa Lagana concessionaria della gestione dei parcheggi nella Valle dei Templi - e nei quattro parcheggi che servono la Valle, sequestrando numerosi documenti. Altri documenti sono stati acquisiti presso l'Ente Parco e nel Comune. Per contratto ll'Ente Parco deve ricevere dalla cooperativa il 38% degli introiti della vendita dei biglietti per i parcheggi, oltre a un canone fisso annuo di 10.000 euro.A sua volta il Comune, proprietario di tutte le aree destinate a parcheggi, deve ricevere dall'Ente Parco la metà degli introiti ricevuti dai privati. Da una prima ricostruzione fatta dalla fiamme gialle per la gestione dei quattro parcheggi i privati avrebbero incassato dai soli biglietti venduti circa 300.000 euro l'anno.

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Italiani Liberi e Forti: un partito che vuole cambiare il modo di fare politica in Italia

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l partito dei cattolici aperto a tutti ha candidato Gaspare Sturzo in Sicilia. A suo tempo Giovanni Paolo II era stato chiaro nel corso di un incontro con i dirigenti della provincia di Roma: “ E’ necessario far crescere più radicalmente una nuova mentalità e una nuova cultura, caratterizzate dal gusto dell’impegno e dell’accettazione del rischio, in una prospettiva di libertà e, insieme, di solidarietà”. Ugualmente chiaro è stato l’appello-invito di Benedetto XVI: “Occorre una nuova generazione di cattolici impegnati in politica”. Così è maturato il “noi ci siamo !” dei soci fondatori del nuovo partito ITALIANI LIBERI E FORTI (ILeF), che si propone di operare nel solco del profondo pensiero politico, economico e, soprattutto, morale di don Luigi Sturzo, fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano e poi profeta inascoltato dai democristiani. Sturzo sosteneva che “la politica è di per sé un bene: fare politica è un atto di amore per la collettività; tante volte può essere un dovere del cittadino”. I fondatori di ILeF non provengono dal mondo della politica, ma dal vasto mondo Don Luigi Sturzo delle professioni. Hanno deciso di “salire” in politica in un momento in cui questa sta “scendendo” penosamente agli occhi dell’opinione pubblica. Il loro ambizioso obiettivo è di “ridare agli italiani l’orgoglio di essere italiani” con un programma di forti riforme, a partire dallo stesso modo di fare politica, riducendo il costo del pesante apparato statale e dando maggiore spazio e dinamismo al settore privato dell’economia. ILeF si dichiara laico e aconfessionale; non pretende di essere il partito dei cattolici, ma un partito di cattolici aperto a tutte le persone di buona volontà. Il Prof. Eugenio Guccione, Presidente del Consiglio Nazionale di ILeF, ha affermato: “Non vogliamo essere il partito di tutti i cattolici, né proporre nostalgicamente ricette sturziane a scatola chiusa, cioè riproporre alla lettera progetti e soluzioni indicate da Luigi Sturzo per situazioni e problemi del suo tempo. Siamo consapevoli che da allora a oggi molte cose sono cambiate; pertanto vanno affrontate e risolte con mentalità e tecniche moderne. Lo stesso Sturzo, uomo di grandi ideali, ma allo stesso tempo un politico con un profondo senso dello Stato e della realtà, teneva sempre in conto il mutare degli eventi e la necessità di comprenderli e di adeguarsi a essi”. “Non saremo il partito dei leader dotati di milioni di euro, ma saremo il partito della gente normale; partiamo con scarse risorse finanziarie, ma non abbiamo paura…siamo razionalmente convinti che le risorse arriveranno e sarà tutto denaro pulito” ha sottolineato il Segretario Politico di ILeF, Giovanni Palladino “Queste risorse faranno parte di un bilancio trasparente e certificato da una società indipendente di revisione dei conti. La nostra sarà una ‘casa di vetro’, ogni tre mesi pubblicheremo il conto economico nel nostro sito web. Non vogliamo che il partito sia finanziato dal denaro pubblico, preferia-

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mo che tutte le risorse siano private e che ovviamente non provengano da lobby economico-finanziarie, né tanto meno da logge massoniche. Punteremo molto sui giovani, perché vogliamo fare molto per i giovani.” C’è da cogliere proprio in queste parole e nella decisione di scendere in campo in un modo diverso, la vera novità di ILeF. E’ un cambiamento di mentalità che è stato auspicato anche dallo stesso Presidente del Consiglio, Mario Monti. Più competizione, più meritocrazia, più senso di responsabilità con l’assunzione di rischi ben ponderati all’interno di una economia sociale e solidale di mercato, dove lo Stato deve assumere il ruolo di arbitro e non anche quello improprio di giocatore, come è purtroppo avvenuto negli ultimi 50 anni (finendo così di fare un pessimo “arbitraggio” e un pessimo “gioco”). Rischiare è mettere in campo qualcosa che ci appartiene e ci caratterizza, a qualsiasi livello, da quello intellettuale a quello economico, da quello politico a quello imprenditoriale. Si tratta di far germogliare laicamente il grande potenziale di tutti noi, creando qualcosa di nuovo che sia corrispondente alle esigenze della società civile. C’è bisogno di ripensare allo Stato in modo diverso, iniziando con il porre limiti alla sua attività, nel pieno rispetto delle libertà individuali e delle capacità dei singoli. Rischiare quando si è garantiti dallo Stato porta a una falsa crescita e a una illusione. Alcune attuali circostanze ci suggeriscono, in conclusione, di riproporre queste parole pronunciate profeticamente da Sturzo il 4 novembre 1951:“Oggi si è arrivati all’assurdo di voler eliminare il rischio per attenuare le responsabilità fino ad annullarle…Gli amministratori degli enti statali sanno in partenza che se occorrono prestiti, garantisce lo Stato; se occorre lavoro, dovrà trovarlo lo Stato; se si avranno perdite, si ricorre allo Stato; se si produce male, ripara lo Stato; se non si conclude un granché, i prezzi li mantiene alti lo Stato. Dov’è il rischio? Svaporato. E la responsabilità? Svanita. E l’economia? Compromessa. In Italia oggi solo le aziende dei poveri diavoli possono fallire; le altre sono degne di salvataggio. Il rischio è coperto in partenza, anche per le aziende che non sono statali, ma che hanno avuto gli appoggi dello Stato. In un Paese, dove la classe politica va divenendo impiegatizia, dove la classe economica si statalizza, dove molti lavoratori passano alle dipendenze dirette o indirette dello Stato, non solo va a morire la libertà economica, ma viene messa in pericolo la libertà politica”. Queste profetiche parole, pronunciate ben 60 anni fa, non hanno fatto altro che riflettere il progressivo degrado della politica e dell’economia in Italia (per non parlare del clima morale), facendoci finire nella grave crisi attuale, dalla quale si può uscire solo con un deciso cambiamento di mentalità, innanzitutto a livello politico. Al nuovo partito ITALIANI LIBERI E FORTI va dato atto, se non altro, di voler rompere coraggiosamente uno ‘status quo’ nel quale il Paese si è pericolosamente adagiato e dalla cui trappola sono in molti a voler uscire. C’è quindi bisogno di una nuova generazione di cattolici impegnati seriamente in politica, perché la vecchia generazione ha clamorosamente fallito. E ormai conosciamo tutti qual è stata la vera causa del fallimento: il mondo politico (compreso quello cattolico) si è servito per fini personali del potere piuttosto che servire, cioè essere utile alla società civile. E’ da sempre così, ma non è un motivo per rassegnarsi, è anzi un motivo per reagire e puntare decisamente al cambiamento. Gaspare Palladino Vito Piepoli WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Ecomonia a cura di Gino Morabito

Desertificazione ind A

scoltando la radio ho sentito la locuzione “desertificazione industriale” pronunciata da una giornalista che ha colto nel segno attirando la mia attenzione. Nel pezzo si parlava di quali fossero le cause e quali i rimedi. L’analisi sostanzialmente è questa: molte piccole e medie aziende sono costrette nel meridione, ed in particolare in Sicilia, a chiudere per la forte burocratizzazione dei procedimenti autorizzativi, per la mancanza di zone industriali o per la scarsa presenza di infrastrutture al loro interno, per la limitata disponibilità delle banche a concedere finanziamenti visto il momento di crisi che stiamo attraversando. Di fatto non c’è nessun incoraggiamento rivolto all’iniziativa imprenditoriale ed in particolare per le piccole

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dustriale alle porte e medie imprese che sono il tessuto vitale di un’economia. Solo il credito d’imposta e il migliore utilizzo dei fondi europei possono ancora concedere una opportunità, sempreché si sappia farne buon uso. Il problema è che le aziende continuano a chiudere - basta vedere il recente rapporto stime che illustra una realtà estremamente critica - generando disoccupazione, mancanza di reddito e quindi di spesa. Mancando il reddito e la spesa, viene a mancare la domanda di beni e servizi e le imprese sono costrette a chiudere. È il circuito, molto semplificato, su cui si basa un sistema economico di mercato, di domanda e di offerta, che in Sicilia rischia di implodere creando non solo la desertificazione industriale paventata all’inizio ma anche la fine di un sistema economico. E senza un sistema economico non esiste neppure un sistema sociale.

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Turismo

Dalla bellezza del creato si può risalire alla bellezza del creatore”: non vi è migliore incipit per annunciare e ricordare l’esistenza delle nuove forme di “turismo sostenibile” che da tutti dovrebbero essere fatte proprie per il rispetto dell’ambiente e, per riflesso, dell’intera collettività. Chiaro, quindi, il messaggio lanciato da Padre Alberto Stellario, Rettore del Santuario di Lourdes di Messina, in occasione dell’incontrodibattito “Turismo e sostenibilità energetica: propulsori di sviluppo sostenibile” realizzato giovedì 27 settembre nella sala Giorgio Boris Giuliano della Provincia di Messina per la 33^ Giornata Mondiale del Turismo 2012. L’evento è stato organizzato dall’Associazione socio-culturale Ctg “Città di Messina” e Casa per ferie “Santa Maria del Cammino” Peloritani Messina, sotto le direttive della Presidenza Nazionale CTG per le Case per Ferie, aderenti alla Pastorale del Turismo e promossa dall’Ufficio Nazionale CEI, ed hanno preso parte i vari esponenti delle associazioni, il sindaco di Montagnareale, Anna Sidoti, e la professoressa Cettina Sirnadell’Università degli Studi di Messina. “La Santa Sede ha aderito all’incontro mondiale del Turismo – prosegue Padre Stellario, rammendo il messaggio di Papa Benedetto XVI dichiarato durante il VII congresso mondiale della Pastorale del Turismo a Cancun del 23-27 aprile 2012 – poiché esso si configura sia come una opportunità intra la Chiesa, utile a se stessa per sensibilizzare alla Pastorale del turismo, sia extra per-

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33^ Giornata

Itinerari Turismo sostenibile


Mondiale del turismo culturali, mostre, “i libri incatenati”. : ricchezza per il presente e il futuro

Museo Forte Cavalli Larderia (Me) WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Inaugurazione della biblioteca provinciale “Giovanni Pascoli” ché permette di dialogare con il mondo civile, trovando delle forme di turismo alternativo”. E´ la Commissione Mondiale di studio su “ambiente e sviluppo” dell’ONU a chiarire, già nel 1987, cosa si intenda per “sviluppo sostenibile”: si tratta di una nuova connotazione del turismo che soddisfi i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere quelle future. Un turismo che renda il viaggiatore maggiormente cosciente del contesto territoriale, della qualità del prodotto turistico e lo induca a perseguire uno stile di vita consono al luogo, rispettoso tanto per la natura quanto per l’arte. Si svilupperà, di conseguenza, un consumo consapevole e ligio nei confronti dell’ambiente e della biodiversità, attendo sia al risparmio energetico e sia alla scelta ricettiva di strutture e trasporti. Occorre, pertanto, una nuova mentalità sia per il turista che dovrebbe rispettare il contesto per poterlo apprezzare maggiormente, sia per gli operatori turistici, i quali dovrebbero essere capaci di integrare le bellezze del creato con quelle culturali per poter incentivare il turismo e rilanciare l’immagine del proprio territorio guadagnando risorse. “Già a Montagnareale – afferma il sindaco del medesimo comune, Anna Sidoti - stiamo attuando dei progetti per rivalutare il nostro territorio. Prima di tutto è necessario che i bambini stessi prendano coscienza delle bellezze naturali e culturali presenti all’interno della comunità. Nel corso del precedente anno scolastico, gli studenti della scuola media hanno realizzato delle brochure sulle ricchezze naturali, paesaggistiche e culturali esistenti, illustrandole ad un gruppo di giornalisti presenti in loco durante visita: questa iniziativa ha fatto si che si parlasse a livello nazionale delle bellezze celate in Sicilia”. è una forma di turismo alternativo che dà risalto agli splendori naturali di una terra che, oltretutto, allontana la solita immagine stereotipata della Sicilia come luogo di mafia. Sulla stessa scia innovativa si colloca l’originale iniziativa di stampo nazionale “I libri incatenati” che continuerà a svolgersi a Montagnareale: l’evento già proposto ai cittadini e ai turisti lo scorso 26 agosto nella piaz-

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za del paese, permette di prendere in prestito dei libri incatenati in alcuni luoghi del paese (fontana, piazza, panchina); una iniziativa intrigante che stimola sia la curiosità dei passanti per quanto riguarda la valenza del libro sia per il luogo in cui esso è stato collocato, scoprendo o riscoprendo il territorio locale. Il turismo sostenibile non presenta limiti o condizionamenti vari. L’unica condizione per potersi realizzare consiste nella rivalutazione di qualsiasi forma culturale idonea nel rilanciare il turismo. Al via, quindi, mostre o itinerari naturalistici e culturali, come quello attuato dal Comitato di Coordinamento per le celebrazioni Pascoliane 2012 in collaborazione con la Biblioteca Provinciale “Giovanni Pascoli” . In particolare, l’architetto Silvana Lo Piano, membro del medesimo Comitato, ha illustrato il progetto portato avanti che si configura come “un itinerario culturale” volto alla rivalutazione dei luoghi, degli scritti e della vita del poeta Giovanni Pascoli. Il poeta, infatti, trascorse numerosi anni nella Città di Messina, mantenendosi attivo nella scrittura di libri ed appassionandosi alle vicende e vicissitudini locali, come dimostrano delle lettere ritrovate e conservate all’Università degli Studi di Messina in riferimento “al suo dolore per la città colpita dal terremoto del 1908”. Anche la mostra “Ciaula scopre la luna” di Pirandello persegue il medesimo fine: rivalutare la cultura (una interpretazione dell’opera del noto scrittore) allestendo una mostra, organizzata da Linda Schipani, mediante l’uso di materiali riciclati. L’inaugurazione delle mostre “ I libri incatenati“ e “Ciaula scopre la luna” si è svolta sabato scorso presso la casa per Ferie Ctg “Santa Maria del Cammino” in località Pizzo Chiarino (mt.865 sui Peloritani), alla quale ha fatto seguito la tavola rotonda “Monti Peloritani, patrimonio inestimabile per la promozione del Turismo Sostenibile” con il giornalista, nonché presidente dell’Unione Stampa cattolica, Crisostomo Lo Presti e con gli interventi di vari esperti tra cui Massimiliano Silvestro, geologo e studioso dell’area dei Peloritani, e Vincenzo Caruso, direttore del Museo Forte Cavalli di Larderia. Domenica scorsa, invece, erano in programma diverse escursioni guidate, partite di calcio, giochi popolari per bambini e la raccolta di funghi sotto la guida di Enzo Visalli. D´altronde, la vita non è altro che un viaggio dentro e fuori se: è fondamentale rivedere il proprio modo d’essere ed il proprio stile di vita per migliorarsi e contribuire ad elevare la qualità dell’ambiente. “Il Turismo sostenibile – asserisce Concettina Sirna – permette di recuperare il senso della vita e della storia, valorizzandolo e trasmettendolo alle generazioni future”.

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Dopo l'identità del “Gi

L

’isola di Mozia, era già nel VII secolo a.c. un caposaldo dei primi navigatori fenici in si dall’est del mar Mediterraneo, ma non per le stesse ragioni – i greci partivano dal ci commerciando con i popoli delle sponde sud del Mediterraneo fondarono coloni spingendosi sino al sud della Spagna arrivando ad avere rapporti con gli antichi etruschi. - ultimo baluardo megarese della zona di influenza greca - ad Erice sino a Palermo (Pa attracco-tappa a Messina nella parte esterna della falcata dove oggi sorge il pontile petrol di Roma, negli undici anni di scavi e ricerche sull’isola con la supervisione della So Fondazione Whitaker, proprietaria dell’isola, è giunto alla conclusione che, il nome del pe tura greca dell’Auriga – Giovane di Mozia sia Alcimedonte; ottimo auriga e guidatore del per il possesso del corpo di Patroclo, viene cantato da Omero nei libri XVI e XVII dell’I dopo aver ritrovato sull’isola un vaso di ceramica di fattura attica su cui risaltava la scritt tità dell’auriga o del giovane, alcune delle identità che venivano attribuite alla statua ant sono state ritrovate le fondamenta del Tempio (Temenos) attorno al “Kothon” una vasca se. Le tracce di un tempio fenicio-cartaginese non erano neanche esistite, finora, a Cart

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L’isola di Mozia continua a stupire iovine di Mozia”, svelati altri misteri

Sicilia. Ancor prima dei greci, provenienti anch’eslle loro città per fondare altre colonie mentre, i fenie commerciali come Mozia, Cartagine, in Sardegna . In Sicilia il loro territorio si estendeva da Selinunte anormo, grande porto) e probabilmente ebbero un i. Il professor Lorenzo Nigro, docente alla Sapienza oprintendenza di Trapani e con il benestare della ersonaggio raffigurato nella statua in marmo di fatl carro di Achille che guidò fuori dal feroce scontro liade. Il Professor Nigro è giunto a questa identità ta “Alkimedon” risolvendo così il mistero dell’identecedentemente. Non è questa però la sola notizia: per le abluzioni durante i riti e le cerimonie religiotagine. Max Leone

La statua del “Giovane di Mozia” WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Cultura

Giornate Europee del Patrimonio 29-30 settembre: visite gratuite nei luoghi della cultura La “Madonna col Bambino” , statua in alabastro policromo situata nella Cattedrale di Taormina

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L’Italia tesoro d’Europa” è lo slogan con il quale l’Italia, assieme ad altri 49 paesi europei, si appresta alla rivalutazione del patrimonio artistico in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio del 29 e 30 settembre. Nel corso delle due giornate è stato possibile visitare gratuitamente musei, gallerie, i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico, storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale. Con tale manifestazione si intende, infatti, valorizzare la cultura artistica inducendo la cittadinanza ad una fruizione più attiva del ricco patrimonio artistico, spesso sottovalutato se non sconosciuto. Anche la città di Messina prende parte all’iniziativa promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), grazie al coinvolgimento dell’Assessorato Provinciale alla Cultura, con l’intervento“Il nostro patrimonio culturale: la scultura del Gagini nella pro-


vincia di Messina” di Nuccio Lo Castro, docente di storia dell’arte nonché giornalista, alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Via XXIV Maggio. L’incontro, svoltosi sabato 29 settembre 2012, in una sala gremita di studenti di alcune classi dei licei “Maurolico” ed “Archimede”, è stato introdotto dall’Assessore provinciale alla Cultura , Giuseppe Crisafulli, e dalla Dott.ssa Pipitò. Un breve ed interessante excursus storico sull’immane produzione artistica della Famiglia Gagini, operante sia in Sicilia, in particolare nella provincia di Messina, sia in terra calabra così come nella città di Genova, accompagnato dalla videoproiezione di alcune delle più note opere scultoree di Antonello Gagini. Erano gli anni a cavallo tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500, in pieno periodo Rinascimentale, quando Antonello Gagini cominciò ad emergere nel settore artistico, nello stesso periodo in cui a livello nazionale spiccano Raffaele, Michelangelo e Leonardo. In ben poco tempo fu in grado di arricchire la sua collezione artistica tanto qualitativamente quanto quantitativamente; ricco il repertorio di scultoree religiose commissionategli per quanto concerne la rappresentazione della Madonna “Santa Maria delle Grazie“, come quelle presenti nella chiesa “S.Maria di Gesù” di Catania, di Catanzaro, di Nicotera e di Bordonaro (Me): queste ultime due, si annoverano tra le prime produzioni risalenti al 1478. E ancora, la statua in alabastro policromo “Madonna col Bambino” situata nella S. Giovanni Battista di A. Gagini Cattedrale di Taormina, la Madonna della Neve del 1529 nel Duomo di Messina presente al Castello-Santuario di Santa Lucia del Mela o ancora la Madonna dell’Eremo di Crispino; diversi furono i sarcofagi realizzati con il pregiato marmo di Carrara, tra cui quello di Naso realizzato nel 1477. Tra le sue produzioni si individuano anche alcuni progetti di imponenza architettonica come la “Tribuna della Cattedrale” di Palermo, progettata nel 1507 e realizzata a partire dal 1509: si tratta della più imponente opera del Gagini, basti pensare che l’abside si sviluppa su una superficie di 40 metri per un’altezza di 21 metri dalla base alla parte più alta; nel progetto dovevano esserci ben 40 statue, 40 bassorilievi di angeli e 40 bassorilievi raffiguranti santi vari. Vi lavorò fino al 1536, anno della sua morte, ma non poté apprezzarne lo splendore finale: i lavori, infatti, furono portati a compimento dai figli Antonino, Giacomo e Vincenzo nel 1574. All’interno del Duomo di Messina, invece, è presente una delle poche rappresentazioni maschili dell´artista: si tratta della statua di S. Giovanni Battista. Tuttavia, molte delle creazioni di Gagini rimasero avvolte nell’ombra per la mancanza di documentazioni storiche che ne attribuiscano la “paternità”: nel corso del tempo è stato possibile identificarne alcune, le quali si riconoscono per la datazione, lo stile, la qualità e la ricchezza nei particolari come, ad esempio, per il motivo del velo di alcune sculture. Paola Libro WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Questa foto ha vinto il secondo premio della sezione fotografia. Auguri al nostro collaboratore Antonio De Felice.

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Palazzo Zanca: 13esi

Artisti di tutto il mondo ce

Un giornata all’insegna della cultura q edizione del Premio Tindari. Tre le sezio tura e poesia, oltre la sezione disabili Laganà. Giuria composta da: Fr dell´Università, di Messina, presidente presidente nazionale associazione “Te accademica; avv. Ottaviano Augusto, d Paola Colace, docente università di Mes te dell’Accademia international vesuvian premio assegnato a tutti coloro che cel Ad inframmezzare la premiazione, le danza del ventre, guidate dalla profess le di danza moderna, guidate dalla prof sono stati anche intermezzi musicali, madrina del premio, Miss Italia Televol mio molto seguito quello “Tindari”, che il mondo. Tra i messinesi premiati: An Brigandì Amalia, Coco Lidia, Signorino Maria, Pulvirenti Clara, Tricoli Meli Vinciguerra Pasquale, Ingemi Andrea, L Orsi Maria, Fazio Manlio, Livoti Giusepp Andrea (pittore) e Ingemi Pino (poeta a


mo premio Tindari

elebrano la nostra terra

uella di premiazione della XIII° oni da premiare: fotografia, pit. Presentatrice la dott.ssa Elisa rancesco Tomasello, rettore onorario; on. Pietro Fratantaro, empo Libero”. Serena Nicosia, docente Università di Messina, ssina e Gianni Ianuale presidenna. Fratantaro ha dichiarato: “un ebrano la nostra terra di Sicilia. coreografie delle ballerine di oressa Marzia De Seta, e quelfessoressa Martina La Rosa. Vi realizzati da José Ortega. La to 2012, Chiara Salvo. Un preha visto coinvolti artisti da tutto ntonio De Felice (fotografia), o Elvira, Trovatello Terry, Pulejo na, Ramires Flavia (pittura); La Pica Franco, Rigano Virgilio, pe (poesia); ed inoltre: La Fauci alla memoria). Marilena Faranda

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6^ edizione di “Arte in centro” L’arte: scrigno dell’originalità dell’io

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Rosario Fodale presidente dell’Associazione Messinaweb.eu

Si tratta di un concorso internazionale dedito alla valorizzazione dell’arte contemporanea e degli artisti emergenti che gravitano nel settore

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ideo-arte, pittura, scultura, fotografia, arte digitale, disegno, musica, installazioni, performance: ecco le molteplici sfaccettature dell’arte contemporanea, variegate, strettamente connesse le une alle altre, intriganti, evanescenti ma reali, difficili da spiegare in parole ma emozionanti, proprio come lo è il colore nelle sue sfumature. E proprio il colore, assieme alle emozioni in grado di sprigionare nell’osservatore, il protagonista indiscusso di qualsiasi forma d’arte. Con questi intenti nasce e si sviluppa, anno dopo anno, “Arte in Centro”, la singolare manifestazione artistica, attesa ad ogni inizio ottobre. Con essa si intende valorizzare l’arte contemporanea ed i talenti che, con studio ed umiltà, si accostano ad un settore appassionante e complesso nella sua essenza ed instabile per le difficoltà oggettive connesse. “Ci sono diversi ragazzi di 10-11 e 15 anni che dimostrano già grandi abilità – dichiara Giuseppe Messina, presidente di Giuria - .Ciò che conta nel dipingere un quadro – prosegue lo stesso- è la tecnica, che si deve ben conoscere, e l’originalità dell’artista. Al di là dell’età, occorre studiare: solo così si sarà in grado di sperimentare ed amalgamare bene i colori creando una composizione armonica che lasci la propria impronta originale nella creazione”. Ben cento sono gli artisti che concorrono per aggiudicarsi gli ambiti premi, che saranno dispensati sabato pomeriggio: non solo messinesi ma provenienti da tutta Italia, da Trapani a Milano, dalla Bielorussia e dall’Ucraina. Trentanove opere pittoriche, sessantasette poesie di cui quarantacinque “in lingua” e ventidue “in vernacolo” sono in esposizione nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca fino al 6 ottobre. L’intermezzo musicale del duo “Note riflesse”, composto da Nino Foti e Gianfranco Messineo, medici chirurghi uniti da una ventennale passione per la musica e lo spettacolo, ha creato le basi per far captare l’aria di novità: una edizione più dinamica ed interattiva, in sintonia con le caratteristiche del genere elogiato; differente rispetto all´arte moderna (ben databile e con standard individuabili), l’arte

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contemporanea è in continua evoluzione, aperta alle innovazioni e combinazioni dei materiali: se negli anni ’70 essa mostrava tendenze affini all’arte concettuale, alla performance art, all’arte femminista, alla pop-art, e ai graffiti, oggigiorno – spiegano gli organizzatori – essa si apre allo studio e all’uso di strumenti artistici spesso innovativi e ciò va ricondotto all’attuale sistema dell’arte della filosofia postduchampiana, secondo la quale un oggetto può diventare arte. La kermesse, organizzata dall’Associazione Culturale Culturale “Messinaweb.eu” con il patrocinio del Comune e della Provincia Regionale di Messina, è giunta alla 6^ edizione con numerose novità: la collettiva,infatti, vede una partecipazione attiva ed interattiva degli artisti, ognuno dei quali ha la possibilità di illustrare al pubblico le caratteristiche della propria creazione, di svelare le emozioni celate, tecniche e materiali impiegati nel corso delle quattro giornate di esposizione. Inoltre, gode della collaborazione con la Galleria Accademia di Torino, fondata nel 1969 da Pietro Barsi, la quale “dovrebbe avere una funzione culturale – affermano i fratelli Barsi, attuali direttori – sia per chi già conosce l’arte sia per chi desidera avvicinarsi a questo mondo in grado di suscitare emozioni così intense” ed il Gruppo Interforce Jonica (GIJ) che aderisce all’iniziativa per rimarcare l’importanza del recupero e la valorizzazione delle opere danneggiate in caso di calamità naturali, purtroppo frequenti nel territorio messinese. In tal senso si inseriscono gli interventi “Beni artistici e calamità” ed “Ruolo del volontariato in Protezione Civile” in programma rispettivamente il 4 ottobre ed il 6 ottobre alle 17 nella medesima location. Paola Libro

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I Premi Teocle e Ombra di Dioniso Festa della classicitàad Extramoenia

Fulvia Toscano e Mario Torelli

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’ la direttrice artistica Fulvia Toscano a condurre – simbolicamente tenendo in una mano la statua di Teocle, il mitico fondatore di Naxos, opera dell’artista Turi Azzolina, e nell’altra mano il profilo di Dioniso, opera del maestro Gaetano Patanè - la serata finale della XIV edizione di Extramoenia, con la cerimonia di consegna dei Premi Teocle per la cultura classica e Ombra di Dioniso per le riscritture del mito. Leit motiv della serata il valore della cultura, valore strategico, di sviluppo, di espressione di sé, di via privilegiata alla partecipazione e al passaggio di consegne tra le generazioni. Così che i partecipanti hanno dedicato i premi ai giovani e ai maestri. Con uguale amore e facendosi essi stessi anello di congiunzione tra i più esperti e i nuovi talenti. “Come negli anni passati, anche quest’anno – ha ricordato Fulvia Toscano - indosso una maglietta in segno di vicinanza di Extramoenia a un tema che riteniamo importantissima: quella dell’accesso agli spettacoli teatrali e all’opera lirica dei non vedenti e non

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udenti. Lo facciamo sostenendo idealmente il lavoro della compagnia I segni son desideri, nata da qualche tempo a Messina, che riunisce persone diversamente abili e semplici appassionati del teatro, sulla scorta dei servizi di audiodescrizione per non vedenti e traduzione simultanea nella lingua dei segni per non udenti assicurati dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina, con la collaborazione fondamentale di Barbara Marsala”. Il docente dell’Università di Messina Giovanni Cupaiolo ha consegnato il Premio Teocle a Giovanni Cipriani, già Preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Foggia, attualmente professore ordinario di Letteratura Latina nel Dipartimento di Studi Umanistici e Presidente del CUT (Centro Universitario Teatrale) della stessa Università. Autore di varie pubblicazioni scientifiche e testi per l’editoria scolastica, è l’ideatore di una nuova forma di ricezione del latino nella scuola di oggi promossa attraverso le formule dei certamina “Fabula tabula” (Lucera) e “Ut Pictura Poesis” (Olimpiade nazionale di traduzione intersemiotica dal latino, Bitonto). A seguire, Premio Teocle onsegnato dall’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Giardini Naxos, Sebastiano Cavallaro, a Filippo Amoroso, già docente di Filologia classica, oggi di drammaturgia all’Università di Palermo, è stato a lungo direttore artistico del Teatro Stabile di Catania e dell’Istituto Nazionale Dramma Antico di Siracusa. E’ fondatore e consulente artistico del Teatro dei Due Mari, un’associazione che intende contribuire a dare un ulteriore impulso allo studio, la conoscenza e la divulgazione degli testi classici, utilizzando i più significativi siti archeologici italiani per riproporre spetta-

La premiazione di Grazia Marchianò

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La premiazione di Vincenzo Pirrotta

coli, greci e latini, nei luoghi dove in origine sono stati rappresentati, cercando di contribuire a creare un modello vincente per un’intelligente fruizione dei beni culturali. Poi, Fulvia Toscano ha consegnato il Premio Teocle, sezione archeologia, a Mario Torelli, archeologo di fama mondiale, visiting professor e docente, tra le altre, alla California University, alla Scuola Normale superiore e alla Sorbone di Parigi, al Collegio di Francia, l’Università di Alberta e di Oxford. Il vice presidente del Consiglio Comunale di Giardini Naxos Mario Amoroso ha consegnato il Premio Teocle per la cultura classica a Sebastiano Tusa, archeologo, sovrintendente dei beni culturali di Trapani e professore di Paleontologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e l’Università Alma Mater di Bologna, ha organizzato numerose missioni archeologiche in Italia, Irfulvia-toscano-e-tusa.JPGaq, Iran e Pakistan ed è stato direttore dello studio di fattibilità sulla realizzazione di parchi archeologici subacquei in Sicilia. Il Premio Teocle alla memoria è stato consegnato da Fulvia Toscano a Grazia Marchianò, vedova del pensatore Elémire Zolla. Marchianò, già professore ordinario di estetica all’Università di Siena-Arezzo, dottore honoris causa alla Open University, Edimburgo, è fondatrice e direttore responsabile di Airez (Associazione Internazionale di Ricerca Elémire Zolla). Per la Comunità ellenica delle Stretto, associazione che riunisce i Greci e tutti coloro che hanno origine ellenica residenti nelle province di Messina, Reggio Calabria, Vibo

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Valentia, Catanzaro e Crotone, ha ritirato il premio Teocle il presidente Carmelo Micalizzi, consegnato da Sergio Todesco, direttore del Parco Archeologico dei Nebrodi Occidentali. Seconda parte della serta dedicata al Premio Ombra di Dioniso per le riscritture. Monica Centanni ha consegnato il riconoscimento a Vincenzo Pirrotta, attore, regista e autore, si è diplomato alla scuola di teatro dell’ INDA. Autore della trilogia “I tesori della Zisa”, dal 1996 conduce una ricerca sulle tradizioni popolari innestando arcaiche pratiche al teatro di sperimentazione. Nel 2006 ha fondato “Esperidio” sua compagnia teatrale di cui è direttore artistico. A seguire, il direttore artistico del Circuito del Mito Salvatore Presti ha premiato Roberta Torre, regista e sceneggiatrice per il cinema e per il teatro. Nel maggio di quest’anno ha firmato la regia della commedia Uccelli di Aristofane al Teatro Greco di Siracusa prodotto dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Infine, la consegna delle targhe speciali “Comunicare l’antico” a Barbara Marsala, esperta in sistemi avanzati di comunicazione, è specializzata nella ricerca a favore dell’accesso allo spettacolo teatrale ai non udenti e non vedenti, e Marco Russo Di Chiara, regista e pittore, autore del format tv Tragoedia che vedremo presto in tv. Grazie alla Narciso records e alla probabile co-produzione della BBC. La premiazione di Marsala e Russo Di Chiara

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Spettacoli

Teatro Vittorio Emanuele: rimetto il mandato di Direttore artistico

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ul Teatro Vittorio Emanuele si è detto di tutto. Io non voglio aggiungere parole su parole, ma mi tocca chiarire ai cittadini la mia posizione, perché sono il direttore artistico della stagione di prosa. Per capirci: quello che sceglie la linea artistica del Teatro di Messina, usando un budget, cioè i soldi, che il Consiglio di amministrazione del Teatro mette a disposizione. Le mie, insomma, sono scelte culturali. Sulle quali mi arriva, puntualmente, il giudizio del pubblico e della cittadinanza. Il Presidente e il Consiglio di amministrazione del Teatro sono stati commissariati. Il commissario è Fulvio Cintioli, avvocato amministrativista e docente di Istituzioni di diritto pubblico alla facoltà di Economia dell'Università di Messina. Il commissariamento nasce da questioni che riguardano i conti. Non riguarda, cioè, le scelte artistiche. Tuttavia - lo dico per semplice completezza di informazione - al momento stesso dell’insediamento del Commissario, andrò a rimettere il mio mandato nelle sue mani. Com’è normale e doveroso. Maurizio Marchetti

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foto di Peppe Saya

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“Trovarsi” T

La protagon del Premio L

ornerà a breve sui palcoscenici lo spettacolo “Trovarsi” di Luigi Pirandello, diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi con protagonista Mascia Musy, prodotto dall’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina e Daf – Teatro dell’Esatta Fantasia, presieduta da Giuseppe Ministeri. Lo spettacolo, frutto di un lungo e appassionato percorso di studio su Pirandello che i due registi palermitani portano avanti ormai da anni, affronta la tematica dell’identità in relazione all’essere e all’apparire: protagonista è l’attrice Donata Genzi, eccellentemente interpretata dalla Musy, in bilico tra la realtà del proprio essere e le identità così vere ed autentiche che interpreta sul palcoscenico. Insieme a lei nel ruolo di Eli Nielsen, giovane amante di Donata, il “nostro” Angelo Campolo; gli altri interpreti sono Giovanni Moschella (il conte Gianfranco Mola), Antonio Lo Presti (Carlo Giviero), Ester Cucinotti (Elisa Arcuri) , Marika Pugliatti (la marchesa Boveno), Monia Alfieri (Nina) e Luca Fiorino (Volpes). La Compagnia è pronta a ripartire per la nuova avventura, con alle spalle il successo ottenuto durante la scorsa stagione che, per un complessivo di oltre 10.500 spettatori, ha visto lo spettacolo ospite in prestigiosi teatri come il Mercandante di Napoli, l’Ambasciatori di Catania, ed ancora a Pistoia, Cesena, Castelfranco Emilia, Crotone e Noto, ed ha inoltre

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nista Mascia Musy è stata tra le finaliste Le Maschere del Teatro Italiano 2012 visto la Musy nella terna della categoria “Miglior Attrice Protagonista” per il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, riconoscimento che da 12 anni premia le eccellenze artistiche del mondo teatrale. La nomination è stata motivo di grande orgoglio per tutta la Compagnia, che ha partecipato alla cerimonia finale del 6 settembre u.s. al Teatro San Carlo di Napoli (trasmessa su Rai Uno). Presente in sala un pubblico composto dai più importanti esponenti del mondo del teatro e della cultura: tra gli altri, Gabriele Lavia, Luigi Lo Cascio, Michele Placido, oltre al direttore di Rai Uno Mauro Mazza. Nonostante la situazione critica che imperversa nel mondo del teatro e della cultura italiana e le enormi difficoltà economico-finanziarie con cui ci si scontra ogni giorno, la nostra Compagnia sta lavorando per cercare di mantenere e dare avvio alla nuova tournée che prenderà inizioal Teatro Eliseo di Roma, dove resterà in scena per l’intero mese di novembre, proseguendo al Teatro Duse di Genova dal 28 novembre al 2 dicembre, al Teatro Metastasio di Prato (17-20 gennaio 2013, al Teatro Due di Parma (25-26 gennaio), al Teatro Grassi di Milano (29 gennaio-3 febbraio), terminando il giro al Teatro Carignano di Torino dal 26 febbraio-3 marzo 2013 WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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“Le Maschere del Teatro Italiano” al San Carlo di Napoli

The coast of utopia”, con la regia di Marco Tullio Giordana, vince il premio Le Maschere del Teatro Italiano come miglior spettacolo della stagione teatrale 2011 (a ritirare il premio Michela Cescon), ma anche quello dei costumi con Francesca Sartori ed Elisabetta Antico. Per la regia il premio va a Elio de Capitani e Ferdinando Bruni per lo spettacolo “The history boys”. Migliore attore Luigi Lo Cascio per “Diceria dell’untore”, spettacolo che prende il premio anche come novità italiana con Vincenzo Pirrotta che ne ha curato l’adattamento. E vengono premiate anche tutte e due le attrici dello spettacolo “Un tram che si chiama desiderio”, migliore protagonista Laura Marinoni, migliore non protagonista Elisabetta Valgoi. A Ugo Maria Morosi il premio migliore attore non protagonista de “L’opera da tre soldi” che ha debuttato alla quarta edizione del Napoli Teatro festival Italia, mentre quello di attore emergente va a Filippo Nigro per lo spettacolo “Occidente solitario”. Ad Anna Maria Guarnieri, premio miglior monologo in “Eleonora, ultima notte a Pittsburgh”. Premiati anche lo scenografo Alessandro Camera, per “Tutto per bene” e Germano Mazzocchetti autore delle musiche per “Le allegre comari di Windsor”, più volte vincitore nelle precedenti edizioni del premio. Nell’ambito della serata al Teatro di San Carlo (in diretta/differita alle 23,15 su Raiuno) sono stati consegnati anche il Premio speciale del Presidente al regista e

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critico teatrale Maurizio Scaparro, e il Premio Speciale alla memoria di Graziella Lonardi Buontempo a Mario De Simoni, direttore generale del Palaexpo che raccoglie il Palazzo delle esposizioni e le Scuderie del Quirinale. Numerosissimi i volti noti in sala. Tra i tanti Gabriele Lavia, Luigi Lo Cascio, Filippo Nigro, Michele Placido con la giovane moglie Federica Vincenti, Massimo Ranieri, Mariano Rigillo, Lina Sastri, Maurizio Scaparro, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Mela Dell’Erba. Tanti direttori di teatro. Tra i quali Carlo Repetti dello Stabile di Genova, Paolo Valerio dello Stabile di Verona, Raffaele Zenoni direttore generale del Teatro Manzoni, Vincenzo Monaci Presidente del Teatro Eliseo, Gianpiero Borgia direttore artistico del Teatro dei Borgia e, chiaramente la padrona di casa Rosanna Purchia, Sovrintendente del San Carlo. Il direttore di Rai Uno Mauro Mazza con la compagna Manuela Sain, artista. A votare i vincitori una giuria composta da oltre 500 artisti e professionisti del teatro che hanno votato per posta. Il Premio Le Maschere del Teatro Italiano nasce durante l’estate del 2002, quando il regista Luca De Fusco, e il critico Maurizio Giammusso pensarono di creare un premio che potesse rappresentare tutto il teatro italiano nella ricchezza delle sue esperienze, nella varietà delle sue espressioni artistiche e produttive, un premio consegnato da critici, artisti e professionisti della scena ai loro


colleghi. L’idea piacque subito all’ETI, ai tion degli Oscar), che venivano poi sottoporesponsabili del Ministero e a un vero ste a una votazione a cui partecipavano per appassionato del teatro, Gianni Letta, che posta circa 400 artisti (quest’anno diventati da allora ne è un sincero sostenitore e pre- 500) e professionisti del teatro. sidente di giuria. Determinante per il successo degli Olimpici La prima edizione di quello che venne bat- fu la trasmissione assicurata da Rai Uno e tezzato Premio Eti - Gli Olimpici del Teatro si poi (dal secondo anno) l’udienza che il svolse nel 2003, con due appuntamenti che Presidente della Repubblica (prima Ciampi, divennero canonici: alla fine della stagione poi Napolitano) concesse – per la prima teatrale (giugno) una giuria di esperti sce- volta – agli attori del teatro italiano. glieva le terne dei finalisti (come le nomina-

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L’assegnazione del premio Tindari 2012 al film “Stella di mare”

A “Stella di Mare”

premio miglior film a tematica sociale

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n premio dopo l’altro per il corto che in Sicilia ha fatto emozionare l’intera Isola. Dopo il prestigioso riconoscimento del Premio Tindari, al cortometraggio “Stella di Mare” di Salvatore Arimatea verrà assegnato Venerdì 5 Ottobre Il Premio come miglior film a tematica sociale dal Festival internazionale “Metricamente corto TREBASELEGHE FILM FESTIVAL” (PD). “Metricamente Corto Trebaseleghe Film Festival” è organizzato dall’Associazione Culturale “Bottega dell’Arte” patrocinato dall’assessorato alla Cultura e dal Consiglio Regionale del Veneto con la Direzione Artistica curata dal regista Rocco Cosentino. “Stella di Mare” ha colpito per l’efficacia della storia ricca di valori, ambientata nel paradiso eoliano ed arricchita da un grande cast. Apprezzata la grande interpretazione dei due giovani down, alla loro prima prova sul grande schermo, protagonisti siciliani Alessio Isgrò di Vulcano e Mariagrazia Maisano di Milazzo entrambi appartenenti all’Associazione Italiana Persone Down sezione di Milazzo-Messina. Due ragazzi diversamente abili che regalano forti emozioni relazionandosi con estrema naturalezza con attori come Marina

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Suma e Mario Opinato. “L’obiettivo è far riconoscere il soggetto al di là della Sindrome, rispettarlo nella sua globalità, imparando ad osservare e potenziare le sue capacità e allo stesso tempo stimolare la crescita della società verso l’accoglienza e la valorizzazione delle persone Down e, in questi anni attraverso la realizzazione di una serie di cortometraggi tra questi, appunto, “Stella di Mare” l’ultimo in ordine di realizzazione ,l’AIPD è riuscita ad aumentare e regalare opportunità maggiori a questi ragazzi affetti dalla Sindrome Down” Spiega il Presidente dell’Ass. Italiana Persone Down sez. di Milazzo- Messina Prof. Vittorio Cannata felice dell’ennesimo riconoscimento. Ma, la lotta contro l’abbattimento delle barriere socio-culturali nei confronti di questa Sindrome continua. Infatti, forti di questi successi, l’AIPD sez. di Milazzo-Messina ed il Centro Artistico del Mediterraneo, presenteranno ufficialmente nella Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down il prossimo 15 Ottobre durante l’illustre seminario, che si terrà al Policlinico Universitario degli studi di Messina, il nuovo progetto cinematografico che vedrà come suggestiva location il territorio di Montagnareale grazie all’importante apporto dell’Amministrazione Comunale. <<Un progetto che si pone come conclusione di un ciclo di corti realizzati (Maschere, Buonanotte Fiorellino e Stella di Mare) che hanno come tema la conoscenza, la formazione e l’integrazione dei soggetti affetti dalla Sindrome Down. Si è voluto seguire e realizzare un percorso di crescita che ponesse il mondo del Cinema come “arma” di provocazione, inventiva, conoscenza ed integrazione su questa delicata tematica alla luce anche dei tanti e prestigiosi plausi>> sottolinea il Presidente del C.A.M. Francesca Barbera. A ritirare il premio “Metricamente corto TREBASELEGHE FILM FESTIVAL” in rappresentanza di tutto lo staff di “Stella di Mare” ,il regista del corto Salvatore Arimatea, l’Ass. SiddhArte, l’Ass. Italiana Persone Down sez di Milazzo – Messina ed il Centro Artistico del Mediterraneo. Grande la soddisfazione per lo staff del corto: Produzione Ass.SiddhArte e l’AIPD sezione di Milazzo – Messina , Ass. Marevivo nella persona di Massimiliano Cavaleri , Regia Salvatore Arimatea; Direttore della fotografia e del Montaggio Daniele Franchina; Produttore Esecutivo e Ufficio Stampa Francesca Barbera; Organizzazione Generale Stage Formativo Ragazzi dell’ A.I.P.D. Vittorio Cannata; Scenografia Andrea Salomon; Assistente alla Regia Laura Manti; Costumi, Soggetto e Sceneggiatura Gabriella Sorti; Sceneggiatura Giusi Arimatea; Coatching Marcella Greco; Acconciature Pina Buffo; Truccatrice Tiziana Tringali; Segretaria di Edizione Gabriella Brunetto; Assistente di Produzione Nicolò Leone; Direttore delle Musiche di Michele Catania con la collaborazione di Nat Minutoli; Ufficio legale Tosi Siragusa; Assistente tecnico Rosario Oliva; Sottotitoli Marcello Mastrojeni ed Anna Fazio; Fonico Carlo Omodei; Backstage e Grafica Irene Todaro; Assistente Scenografia Fino La Leggia. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Messina e i suoi “fantasmi”

I “ Il sentimento più

forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto

H.P. Lovecraft

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l soprannaturale,da secoli, incuriosisce e al contempo spaventa. Storie di fantasmi e strane apparizioni stuzzicano la fantasia di grandi e piccoli e la nostra città vanta una lunga serie di racconti e avvistamenti. Tra le tante testimonianze, una delle più affascinanti parla della "Bella di Cristo Re": una giovane ragazza dai biondi capelli appare nei pressi del Santuario, rigorosamente di notte, ma fugge via di corsa per poi svanire nel nulla se si tenta di interrogarla sulle sue origini. Restando sempre in tema di giovani presenze pare che sul Viale Boccetta a più d'una persona sia capitato di incappare nel fantasma di un bambino che corre urlando lungo il viale. Più sfrontato e per nulla timido è "l'ignoto Marinaio della Passeggiata" che si lamenta dal mare sotto la ringhiera, gridando in dialetto locale “Iò ‘nni piscai tanti, ma nuddhu pisca a ‘mmia!", più di una persona giura di averlo incontrato nelle notti d'inverno. I fantasmi però, a quanto pare, nella nostra città camminano anche a due a due, come i romanticissimi "fidanzatini di via Felice Bisazza" che passeggiano abbracciati lungo la strada e, se vi capita di incontrarli, suggerisco di guardarli da lontano perchè lui, pare sia geloso e se ci si avvicina a loro, prontamente si frappone tra il passante e la sua fidanzatina per poi cadere a terra e svanire nel nulla. E lei? di certo non rimane indifferente, vedendo scomparire lui, fugge via e scompare all'istante. C'è poi chi, armi alla mano, corre per il rione Tremonti e spara un colpo di pistola, si ferma, guarda indietro e fugge via scomparendo nel nulla. Nei pressi della rotatoria che congiunge il viale Annunziata con il viale Libertà, accanto al muro del Museo, l'eventuale incontro ha del singolare, si narra infatti che qui sia solito apparire un uomo che si pugnala al cuore e crolla a terra dinnanzi agli occhi attoniti degli astanti, poi si rialza


Gli amanti Renè Magritte,1928, olio su tela, 54x73 cm, Moma, New York ripetendo il gesto varie volte. Allontanandoci dal centro città, come non rimanere affascinati e al contempo intristiti dalla storia della piccola bambina di Spartà che indossa una tunica bianca. Numerosi automobilisti e autisti d'autobus giurano di averla incontrata lungo il ciglio della strada statale. Numerose altre testimonianze raccontano di bambini ben educati che sbucano fuori da qualche viuzza della città, salutano per poi svanire, o di soldati e principesse, e ancora, anziane donne con tanto di cane al guinzaglio o decapitati con tanto di testa sotto il braccio. Messina pare dunque esser ricca di "strane presenze" ma non sono di certo queste ad incutere terrore nei cittadini, ciò che invece spaventa e angoscia sono i fantasmi dell'apatia e dell'immobilismo, fantasmi visibili a tutti, sovrani di una città che sembra sempre più chiudersi in se stessa con un processo involutivo che non promette nulla di buono. E chissà se le "anime perse" di cui abbiamo narrato, da un giorno all'altro, non penseranno anch'esse di emigrare, come tanti nostri concittadini, verso il freddo Nord. Sara Ursino

CURIOSITà Secondo molte interpretazioni, il tema del "lenzuolo bianco" che copre il volto dei personaggi di Magritte, sarebbe da rintracciare nel suicidio della madre del pittore avvenuto nel 1912, quando l'arista aveva solo 14 anni. La donna si gettò nel fiume Sambre con una camicia da notte avvolta sulla testa, tale immagine sarebbe stata dunque trasferita dal pittore nelle sue opere. Secondo altre interpretazioni invece, il volto coperto viene associato all'ossessione che il pittore aveva di coprire i volti anche nella vita reale.

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Commento al Vangelo

7 Ottobre 2012 XXVII domenica T.O. (B) In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». (Mc 10,2-16)

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Un amore più grande dei nostri peccati A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». Il fallimento di molti matrimoni provoca ferite profonde e dolorose. Il brano evangelico di oggi ci dice innanzitutto che questo non è secondo il disegno di Dio sulla coppia, così come viene espresso dall'autore della Genesi. Ma il racconto di Marco riferisce anche la reazione molto vivace di Gesù nei confronti di certi uomini della legge che considerano il matrimonio da un punto di vista puramente giuridico. No! dice Gesù. Il matrimonio non è ciò a cui voi lo riducete: un contratto concluso da una volontà umana, che la medesima volontà umana può sciogliere. Il matrimonio è una realtà molto più profonda, in cui Dio stesso è coinvolto. È qualcosa di ben più grande di un semplice soggetto di discussione giuridica. È opera di Dio, e come tale dovete rispettarlo! Al centro del Vangelo di oggi, infatti, è l’amore, non il divorzio. Gesù annuncia l’amore fedele che è all’origine del sogno di Dio sull’uomo e sulla donna. Ma andiamo con ordine… La domanda dei farisei è maliziosa, vuole portare allo scoperto l’opinione del Rabbì di Nazareth sul tema del ripudio della moglie, una forma di divorzio del tutto particolare, in cui il marito, rinunciando ai propri diritti sulla moglie, le permette di sposare un altro uomo. Nell'ambito del diritto giudaico del tempo non c'è uguaglianza fra marito e moglie: la donna è proprietà dell'uomo, alla stregua degli altri suoi beni, e non ha alcun diritto alla fedeltà dello sposo, che giuridicamente non può essere accusato di adulterio nei confronti di lei. Qui invece Gesù dichiara esplicitamente adultero il marito che ripudia la moglie, proprio nel momento in cui quest'ultima


cessa di appartenergli giuridicamente! Non si poteva buttare all'aria con maggior violenza l'ideologia tradizionale, né tratteggiare con maggior chiarezza il matrimonio come l'unione indissolubile di due persone che si impegnano in esso in condizioni di assoluta parità. Tra l’altro, la questione del ripudio era anche oggetto di studio e discussione delle scuole rabbiniche. Ai farisei interessa incasellare Gesù, vedere se sta di qua o di là, nel gruppo dei lassisti o in quello dei bacchettoni. Ma Gesù non si fa rinchiudere nel vicolo cieco proposto dai suoi interlocutori, sposta il problema, alza la portata della riflessione, rompe gli schemi ammuffiti. Certo, Mosè ha permesso di scrivere l’atto di ripudio e di rimandare la moglie, e questo, per limitare i danni e non certo per sancire un diritto del marito sulla moglie, ma in principio non fu così. Il Rabbì di Nazareth riporta la nostra attenzione sull’inizio, sul progetto creativo di Dio, su quell’eccedenza appassionata d’amore che sta all’origine della creazione. I farisei forse si aspettavano qualche illuminata sentenza o un’elaborata casistica… Invece no! Gesù fa un annuncio, riporta i maliziosi interlocutori all’origine dell’alleanza matrimoniale, a quel Vangelo della coppia che è il sogno d’amore di Dio. L’indissolubilità del matrimonio non è un cappio, ma il cuore dell’esperienza matrimoniale. La follia di Dio consegna alla coppia il compito di trascrivere nel mondo il Suo amore fedele, fecondo e appassionato. Questa è la vocazione del matrimonio cristiano, il luogo storico e concretissimo dove si incarna e prende forma l’amore sempre nuovo e trasformante di Dio, un amore più grande dei nostri peccati.

Vergine Maria, madre di Cristo, donna della speranza, ti prego per tutti i fratelli e sorelle che camminano nella via del matrimonio. Riempi le loro dispense domestiche di coraggio e di tenerezza. Aiutali a scoprire la via nascosta e feconda della preghiera. Raccogli i lori desideri e presentali a tuo Figlio. Fa’ sentire la tua presenza nell’ora della prova. Insegna loro il fascino segreto della dedizione, la gioia traboccante della vita nuova, il profumo pulito dell’accoglienza, il sentiero faticoso e stupendo della santità. Aggiungi ciò che manca alla nostra preghiera. Amen.

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parole in blu

a cura di Sara Ursino

La libertà è uno stato di grazia e si è liberi solo mentre si lotta per conquistarla. (Cit. in l'ombra di quel che eravamo)

Quando vide la mia tristezza lei voleva andare, ma era già scritto che quella notte avrei perso il suo amore. (Cit. in diario di un killer sentimentale)

Aveva sentito dire spesso che con gli anni arriva la saggezza, e aveva aspettato, fiducioso, che questa saggezza gli desse quello che più desiderava: la capacità di guidare la direzione dei ricordi per non cadere nelle trappole che questi spesso gli tendevano. (Cit. in Il vecchio che leggeva romanzi d'amore)

CURIOSITà SU Sepúlveda dal suo romanzo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare è stato tratto, nel 1998, il film italiano la Gabbianella e il Gatto diretto dal regista enzo d'alò. Il film fu il più grande successo di d'alò, incassando oltre 12 miliardi di lire, ed è tutt'oggi il suo film più famoso. 92

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Sepúlveda

Ovalle, 4 ottobre 1949

Luis

Le mie storie sono scritte da un uomo che sogna un mondo migliore, più giusto, più pulito e generoso. Le mie storie sono scritte da un cileno che sogna di veder realizzato in questo paese il sogno più bello, quello di sederci tutti con fiducia alla stessa tavola, senza la vergogna di sapere che gli assassini di coloro di cui sentiamo la mancanza non ricevono il giusto castigo. (Cit. in Il potere dei sogni)

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Quei batteri che fanno ingrassare Ad alcuni basta un pasticcino per ingrassare; altri invece seguono diete rigorose che non funzionano mai. La colpa potrebbe essere, almeno in (piccola) parte, dei Firmicutes, un tipo di batteri normalmente presenti nell'intestino. Uno studio dell'University of North Carolina School of Medicine e pubblicato su Cell Host & Microbes mostra infatti come questi batteri favoriscano l'assorbimento dei grassi assunti con la d i e t a . Permettando così all'organismo ospite di estrarre più calorie dal cibo. Almeno nei pesci zebra presi in considerazione. Anche se, secondo i ricercatori non è escluso che gli stessi meccanismi possano esistere nell’essere umano, e possano essere manipolati per contrastare l’obesità. “L'intestino umano è popolato da migliaia di batteri di specie diverse che hanno la funzione di modificare gli alimenti assunti in modo che possano essere digeriti”, spiega John Rawls, responsabile dello studio: “Finora era noto che questi batteri, che costituiscono il microbioma intestinale, sono importanti per il metabolismo dei carboidrati complessi, come l'amido contenuto nella pasta, ma non era chiaro se fossero necessari anche per la digestione dei grassi”. Per capirlo, i ricercatori hanno studiato alcu-

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ni esemplari di pesce-zebra alimentati con grassi a cui erano state attaccate delle molecole fluorescenti. Questi pesci quando sono giovani sono trasparenti, gli scienziati hanno quindi potuto osservare direttamente nell'animale in vivo come i “fluo-grassi” venivano trasportati, assorbiti e metabolizzati in presenza o assenza dei microbi intestinali. Hanno così scoperto che la presenza dei batteri era fondamentale per l’assorbimento dei grassi da parte delle cellule epiteliali dell’intestino (come mostrato nella foto). Un meccanismo dovuto soprattutto a un gruppo di microrganismi, i Firmicutes appunto, la cui abbondanza nella flora intestinale variava con la quantità di cibo: pesci che mangiavano di più ne contenevano una popolazione più numerosa rispetto a quelli meno nutriti. Secondo Rawls questi risultati, se confermati nell'uomo, potrebbero fornire delle informazioni utili per il trattamento dell'obesità e di altri disordini alimentari. Se si riesciusse infatti a capire in che modo i batteri intestinali sono coinvolti nel metabolismo dei grassi, si potrebbero sviluppare trattamenti che agiscono su questi microorganismi in modo da ridurre l’assorbimento dei lipidi nei pazienti obesi o di aumentarlo nelle persone malnutrite.


RE

Mangia

PREPARAZIONE sano

La ricetta Arrosto di maiale alla birra Ingredienti per 4 persone • • • • • • • • • • • • • • •

1 spicchio di Aglio 1 litro di Birra chiara 1.8 kg di arista di Carne di suino 1Carota 1 grossa Cipolla 1 cucchiaio raso di Farina tipo 00 1 cucchiaino di semi di Finocchietto selvatico una manciata di bacche di Ginepro 3-4 cucchiai di Olio di oliva extra vergine 50 gr di Pancetta a fette Pepe in grani q.b 1 rametto di Rosmarino Sale q.b. 3 foglie di Salvia 2 coste di Sedano

Iniziate preparando l’arrosto la sera prima di cucinarlo: avvolgete l’arista di maiale con le fette di pancetta, poi legatela con un filo di spago, infine infilate un rametto di rosmarino tra lo spago e la pancetta. Aggiungete la birra, qualche bacca di ginepro e del pepe in grani, poi coprite con la pellicola e lasciate marinare in frigorifero per tutta la notte. Il giorno seguente scolate e asciugate la carne, tenendo da parte la marinatura. A questo punto preparate un trito di salvia, aglio e rosmarino e metteteli in un recipiente. Aggiungete i semi di finocchio, sale e pepe macinato quanto basta e utilizzatelo per cospargere l’arrosto. Fate una leggera pressione con le mani per far aderire meglio il trito di erbe. Mettete in un tegame tre cucchiai di olio e fate rosolare l’arrosto su tutti i lati, poi unite le verdure. Fate cuocere il tutto per 10 minuti e aggiungete, un mestolo alla volta, la marinata alla birra. Dopo circa un'ora verificate la cottura facendo la prova dello stecchino: pungete l'arrosto con uno stecchino di legno, se il liquido che fuoriesce è bianco l’arrosto è cotto, se invece è rosa la carne è ancora cruda. Se non dovesse uscire alcun liquido vuol dire che la carne è stata cotta troppo. Quando l’arrosto sarà cotto, frullate il fondo di cottura con un mixer, filtratelo quindi fatelo addensare sul fuoco e aggiustate di sale. Fate stemperare un cucchiaio raso di farina in un po’ d’acqua, poi unite il composto alla riduzione, questo servirà a rendere più densa la salsa. Servite l’arrosto di maiale alla birra tagliato a fette e guarnitelo con la riduzione alla birra che avete ottenuto. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Amarcord


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