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INSIDEART

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INSIDEART ANDREA BARZAGHI TARIK BERBER RAPHAËLE DUCHANGE BHARTI KHER

LUCAMALEONTE

TRIMESTRALE/ANNO 10 / # 97 EURO 6

Poste italiane spa spedizione in a.p. 70% Roma

JOSÉ MOLINA PAX PALOSCIA OZGE SAHIN LAMBERTO TEOTINO IVAN YAZYKOV

GUIDO TALARICO EDITORE

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EDITORIAL 03

DIECI ANNI DI INSIDEART E LO SBERLEFFO DI EINSTEIN TEN YEARS OF INSIDEART AND THE SNEER OF EINSTEIN GUIDO TALARICO

iamo nati negli anni Zero, il 2004 per l’esattezza: l’entusiasmo per il nuovo millennio giaceva seppellito a Manhattan sotto le macerie di Ground Zero, poi di Kabul e Baghdad ma la voglia di fare era ancora tanta. Dieci anni dopo siamo ancora qui. Sempre sotto le macerie, questa volta causate da quella bomba planetaria che ebbe origine nella Wall Street di Lehman e dei suoi fratelli, ma per nulla rassegnati. Ho sempre pensato all’arte come a degli occhiali: uno strumento portentoso per ridare la vista, per vedere meglio se stessi, gli altri, il futuro.“La creatività – diceva Albert Einstein – nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi”. Abbiamo sempre rifuggito la pigrizia. È per questo che siamo ancora qui. In questi dieci anni abbiamo cambiato più volte sia la grafica che la linea editoriale (andatevi a vedere alle pagine 90 e 91 un po’ delle nostre copertine). Ma l’idea originale è rimasta costante: valorizzare chi fa arte e renderla fruibile il più possibile. Questa è la nostra strada per dare a tutti buoni occhiali da vista. Naturalmente siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Perché tra grandi difficoltà lo abbiamo fatto da soli, senza aiuti pubblici e privati. Perché la nostra linea di sostegno ai giovani è stata vincente, perché il nostro premio, ilTalent Prize, è ormai un riferimento generazionale, perché abbiamo costruito una piattaforma multicast (con sito, webtv e social) che cresce ogni giorno di più. Così per festeggiare il nostro compleanno continuiamo a investire e rilanciare, con l’edizione biligue destinata a un pubblico internazionale, che con questo numero inauguriamo, e con molte altre iniziative nella parte web. L’incompetenza che soffoca questo paese non ci avrà! Lo giuro sullo sberleffo di Einstein la cui irriverenza politica soltanto gli occhiali diWarhol seppero cogliere fino in fondo.

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e are children of the Noughties, seeing the light for the first time in 2004, to be precise, when the enthusiasm for the new millennium lay buried in Manhattan beneath the rubble of Ground Zero, Kabul and Baghdad. Our enthusiasm remained undampened, however, and ten years down the line, we’re still standing: surrounded by rubble and debris just the same, this time caused by the shockwaves propagated across the planet by the bombshell dropped on Wall Street by Lehman brothers, yet still unbowed, and in no way resigned. I’ve always likened art to glasses: a powerful resource to sharpen sight, to help us see more clearly – ourselves, others, the future. “Creativity – said Albert Einstein – is born from anguish, just as the day is born from the dark night. It is from crisis that invention springs, along with discoveries, and great strategies. If a man is able to overcome a crisis, he is able to overcome his own limitations, without being engulfed by them.Anyone who sets the blame for their own failings and difficulties at the door of crisis is neglectful of their own talents and sets greater store by problems than by solutions. Incompetence is the real crisis.The greatest defect of people and nations is the laziness with which they seek solutions and a way out of their problems”. Laziness is something we have always shunned, and this is why we’re still here. Throughout these last ten years, we’ve made several changes both to the graphics and the editorial slant (go to page XX and take a look at a few of our covers), but what has never wavered is the original idea: to give due importance to those who create art, and bring art to as wide an audience as possible.This is our approach to sharpening everyone’s eyesight. Of course, we take pride in what we have achieved. Because despite the great difficulties we’ve faced, we’ve achieved it under our own steam, without a helping hand from the public or private sector; because our support for young artists has proved a winning strategy; because our Talent Prize has become a benchmark award for a whole generation; because we’ve created a multicast platform (comprising a website, web TV and social network) that’s growing by the day. So we’ve decided to celebrate our birthday by continuing to invest and relaunching the magazine with this first bilingual edition aimed at an international readership, as well as a host of other web initiatives.We don’t intend to fall victim to the incompetence smothering this country! This I solemnly swear on the less-thansolemn face pulled by Einstein, the political irreverence of which was only ever truly reflected through the sharp, penetrating eye of Andy Warhol.


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INSIDEART ANNO 10 # 97 TRIMESTRALE MARZO 2014

Editore e direttore/Editor in chief Guido Talarico (direttore@guidotalaricoeditore.it) Caporedattore/Managing Editor Maurizio Zuccari (m.zuccari@insideitalia.it) Redazione/Editorial staff Francesco Angelucci, Giorgia Bernoni Fabrizia Carabelli, Alessandro Caruso, Sophie Cnapelynck, Maria Luisa Prete, Lisa Simonetti (redazione@insideitalia.it)

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LUCAMALEONTE Alessia Carlino

INSIDER & OUTSIDER 20

ANDREA BARZAGHI

26

TARIK BERBER Maurizio Zuccari

Progetto grafico/Art director Gaia Toscano (grafica@insideitalia.it)

32

RAPHAËLE DUCHANGE Francesco Angelucci

38

BHARTI KHER Sara Rella

Grafica/Graphic Giuseppe Marino (grafica2@insideitalia.it)

44

JOSÉ MOLINA Claudia Quintieri

50

PAX PALOSCIA

56

LAMBERTO TEOTINO Chiara Pirozzi

Product Manager Carlo Taurelli Salimbeni (c.t.salimbeni@guidotalaricoeditore.it)

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IVAN YAZYKOV

Marketing & pubblicità/Advertising Raffaella Stracqualursi (marketing@guidotalaricoeditore.it) Elena Pagnotta (partner@guidotalaricoeditore.it)

PORTFOLIO

Foto & service/Photo La presse/Ap, Manuela Giusto, T&P Editori, Millenaria

Amministrazione/Administration Alessandro Romanelli (amministrazione@guidotalaricoeditore.it) I nostri recapiti/Contacts via Antonio Vivaldi 9, 00199 Roma Tel. 0039 06 8080099, 06 99700377 Fax 0039 06 99700312 www.insideart.eu (segreteria@guidotalaricoeditore.it) Stampa/Printing Arti Grafiche Celori s.n.c., Terni Distribuzione edicola/Newstands Reds scarl, Via Bastioni Michelangelo, 5A 00192 Roma - Tel. 06-39745482 Distribuzione libreria/Bookshops Joo Distribuzione, Via F. Argelati, 35 - 20143 Milano Abbonamenti/Subscriptions Il costo per 4 numeri è di 24 euro mentre per l’edizione online è di 11 euro e può essere sottoscritto in qualsiasi momento dell’anno. Il costo dei numeri arretrati è di 16 euro Per informazioni: abbonamenti@guidotalaricoeditore.it Inside Art, Reg. Stampa Trib. Cz n. 152 del 23/03/04, è una testata edita da Editoriale Dets srl (amministratore unico Guido Talarico) Direttore responsabile e trattamento dati Guido Talarico Le notizie pubblicate impegnano esclusivamente i rispettivi autori. I materiali inviati non verranno restituiti Tutti i diritti sono riservati Hanno collaborato/Contributors Maria Letizia Bixio, Giulia Catricalà, Alessia Carlino, Chiara Crialesi, Eric de Chassey, Benedetta Di Donato, Federica Forti, Riccardo Lami, Monica Matera, Anna Mattirolo, Annalisa Metta, Franziska Nori, Chiara Pirozzi, Claudia Quintieri, Sara Rella

In copertina/Cover: Lucamaleonte photo Marina Alessi dal progetto Autoritratti 44+1, 2009 cortesia dell’autrice

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Giorgia Bernoni

OZGE SAHIN Lisa Simonetti

L’ETERNITÀ DEL MARMO THE ETERNITY OF MARBLE Alessandro Caruso TRADIZIONI CONTEMPORANEE CONTEMPORARY TRADITIONS Federica Forti FONDAZIONE VILLA BERTELLI Federica Forti

EVENTS 88 92 96 100

INSIDEART, DIECI ANNI DENTRO L'ARTE TEN YEARS INSIDE ART Maurizio Zuccari ETTORE SPALLETTI Anna Mattirolo SIMON HANTAÏ Éric de Chassey QUESTIONI DI FAMIGLIA FAMILY AFFAIRS Riccardo Lami/Franziska Nori

PEOPLE 102 108 114 116

HOU HANRU Maria Letizia Bixio WIJDAN BINT FAWAZ AL HASHEMI Sara Rella FONDAZIONE NUOVI MECENATI Davide Sollaschi GIANLUCA COMIN Alessandro Caruso/Guido Talarico

SPACES 122 134 140

ci trovi nei bookshop dei musei, negli spazi d’arte e nelle migliori edicole e librerie di tutta Italia www.insideart.eu oltre 54mila liker seguici su

Fabrizia Carabelli

FOCUS

128 Numero chiuso in redazione l'11.3.2014

Monica Matera

FONDATION PIERRE ARNAUD Giorgia Bernoni ANIMA Chiara Crialesi METROPOLIZ Giulia Catricalà CASA DELL'ARCHITETTURA Benedetta Di Donato/Annalisa Metta


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LUCAMALEONTE Uno dei protagonisti della street art italiana tra miti contemporanei e condizioni di svantaggio

ALESSIA CARLINO

L’artista The artist photo Fabio Trifoni

One of the protagonists of Italian street art between contemporary legends and social hardship


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hino sul cassettino, intarsia uno dei cani che danno il titolo all’esposizione, Underdog. Un murale cannibalizzato al vernissage, alle sue spalle, ricompone la mappatura urbana collocando nei diversi quartieri di Roma volpini e pitbull. «Per tanti anni ho parlato solo di me, adesso voglio parlare di quello che vedo e di come lo interpreto. In questo processo è inevitabile che sia io il filtro estetico per mostrare al pubblico il mio lavoro». Cresciuto in seno all’arte urbana, Lucamaleonte affronta nel suo ultimo progetto espositivo realizzato per la 999 contemporary gallery di Roma un tema complesso che intende metterlo a dura prova. L’artista romano con la mostra intitolata Underdog riflette sul concetto di svantaggio cogliendo questa occasione per provare sulla sua pelle cosa vuol dire realmente dover vivere in una condizione sfavorevole. In questa sorta di residenza della durata di un mese il pubblico assiste ai procedimenti tecnici che Lucamaleonte utilizza per realizzare le sue opere, l’artista mette in mostra se stesso e il lato più privato del suo lavoro. Recentemente Lucamaleonte ha abbandonato lo stencil per affrontare nuove metodologie di composizione pittorica. Nella volontà di diversificare il

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suo linguaggio, ha recuperato le tecniche dell’incisione antica per sondare differenti stili, affrontando la sfida di modulare il suo messaggio attraverso l’originalità di sperimentazioni compositive, come di fatto è accaduto per il murale realizzato nel VII municipio di Roma dove l’artista ha eseguito un ritratto di Francesco Totti. Il progetto intitolato Mitologia contemporanea è stato ideato dalla 999 che nei prossimi mesi continuerà a incastonare nel tessuto metropolitano icone del nostro tempo. La mostra non è solo un progetto espositivo ma anche un laboratorio sperimentale che ti vede coinvolto a 360 gradi, da cosa è scaturita la genesi di questa residenza? «Da diversi mesi ero in cerca di una tematica per la mia personale, parlandone con Stefano Antonelli, fondatore della galleria 999, è uscita fuori la proposta di una residenza artistica, utilizzando gli spazi della galleria come studio. Il proposito è quello di mettermi a nudo, sto affrontando un passaggio di transizione perché progressivamente voglio abbandonare l’utilizzo dello stencil per mettermi in gioco e per espormi sotto una nuova luce. Caratterialmente sono molto schivo,


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ending down, he inlays one of the dogs which provide the exhibition with its name, Underdog. Behind him, a cannibalized mural at the inauguration provides a revised version of the mapped city, with Pomeranians and pit bulls in various districts of Rome.“For many years I talked only about myself. Now I’d like to talk about what I see and how I interpret it.Within this process, it can only be that I am the aesthetic filter for publicly displaying my work”. Having developed within the ambit of urban art, Lucamaleonte takes on a complex theme for his latest exhibition project at the 999 contemporary gallery in Rome. One which will be a challenge for him.This Roman artist chose the name The underdog for his show. The name alludes to the concept of social hardship.Thus, the occasion has been created for him to directly experience what it really means to be faced with social hardship. During what may be called a monthlong residency period, the public can observe the technical procedures which Lucamaleonte adopts to produce his works.The artist bares himself and the more private side of what he does. Recently Lucamaleonte decided to abandon stencil work and look toward new me-

thodologies of pictorial composition, reflecting his desire to diversify his idiom. He revived the techniques of old-style engraving in order to probe a variety of styles, while taking up the challenge of modulation of his message through an original approach to compositional experimentation, as can be seen in the mural produced in theVII municipio (municipal administrative borough no. 7) in Rome, where he produced a portrait of FrancescoTotti.The project known as Mitologia contemporanea,was devised by the 999 gallery.In the coming months, the gallery shall continue to insert into the urban fabric a number of iconic figures of our times. The show isn’t just an exhibition project. It’s also an experimental workshop that sees your total involvement on all fronts. How did this residency come about? «For a number of months, I’d been searching for a theme for my solo show.While talking about this with Stefano Antonelli, the founder of galleria 999, the idea emerged of an artist’s residency, using the gallery’s spaces as studio.The idea was that I should bare myself. I’m experiencing a transition, since I want to gradually abandon use of the


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Il disegno sul poster della mostra Underdog Drawing on The underdog exhibitions poster A destra/To the right: L’artista nella 999 Contemporary gallery di Roma The artist into 999 Contemporary gallery of Rome photo Manuela Giusto Alle pagine/At page 12-13: Archivio contemporaneo 2012 photo Fabio Trifoni

tendo a tenere da parte la mia vita privata anche se inevitabilmente il lato personale è profondamente legato al mio lavoro. In questa mostra espongo anche le mie debolezze e presento al pubblico me stesso come uomo e come artista, spero di suscitare negli spettatori l’interesse per i procedimenti tecnici che caratterizzano la mia cifra espressiva. Ho voglia di sperimentare e per questo motivo mi sto concentrando su tecniche diverse, dalla litografia all’incisione, cercando di considerare anche le matrici come opere d’arte. Il presupposto da cui partivo all’inizio del mio percorso era di matrice tecnica, adesso sento che la tecnica è semplicemente funzionale al messaggio. In questo momento mi rendo conto di avere qualcosa da dire, sono venuto al mondo in altro modo anche a livello personale. Con Underdog per la prima volta espongo cose che non hanno un valore estetico predominante, l’immagine diviene semplicemente funzionale al concetto che voglio esprimere». Qual è stato il presupposto di base che ti ha fatto riflettere sul tema dello svantaggio? «Lo svantaggio è un concetto che mi interessa molto. Il mio percorso artistico è iniziato nel 2001, ho cominciato da subito a operare

in strada e ho ragionato sul fatto che forse ho raccolto meno di quanto avrei dovuto. Lo svantaggio è essenzialmente una condizione, per questo motivo ne ho voluto parlare in maniera concreta, lavorando nelle difficoltà, poiché sono convinto che attraverso lo svantaggio nasca anche l’opportunità». Sei cresciuto in seno alla street art e da oltre dieci anni ne sei uno dei protagonisti nel nostro paese, cosa è cambiato durante questo periodo? «Credo ci sia più consapevolezza, anche per quanto concerne il mio percorso personale.All’inizio neppure sapevo che quella che facevo fosse street art. Ho cominciato a 18 anni quasi per gioco, con gli adesivi, e sono convinto che col passare del tempo cambino gli obiettivi e le prospettive. Il pubblico oggi è molto consapevole e penso che la street art sia divenuta un fenomeno riconosciuto dalla critica e dalle istituzioni. La mia prima esposizione insieme a Sten & Lex è stato un disastro, non c’è stata valorizzazione e rispetto verso il nostro lavoro. Oggi percepisco rispetto da parte dei curatori, dei galleristi e dei collezionisti, dieci anni fa non ci avrebbero considerati artisti, oggi la situazione è completamente cambiata».


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stencil,to gamble,present myself in a different light.Personally,I’m very reserved. I tend to set my private life to one side, although the personal side of things is inevitably deeply a part of my work. In this show I also display my weaknesses and present to the public myself as a man and as an artist, while leaving it up to viewers to choose, if they’re interested, to discover the technical procedure out of which my specific cipher, as means of expression, emerges. I want to experiment. So I’m concentrating on a variety of techniques, ranging from lithography to engraving, while also trying to consider matrices themselves as works of art.When I started out, the main thing was technique. I now see technique as something which is merely functional with respect to the message. I now see that I have something to say, that I came into being in another way, also on a personal level.WithThe underdog, for the first time, I exhibit things which do not have a predominantly aesthetic value.The image merely serves the concept which I wish to get across». Tell me what the premise is that led you to reflect on social hardship. «Hardship is a concept I’m really interested in. My artistic work star-

ted up in 2001. I immediately went to the street with my work, and I reckoned perhaps I’d received less than what was due to me.Since hardship is essentially a condition,I wanted to talk about it concretely,working with the difficulties,because I firmly believe that though hardship opportunities arise». You developed within the ambit of street art and, for more than a decade, you’ve been one of Italy’s street art protagonists.What changes have taken place in the meantime? «I think there’s more awareness,also in regard to my own personal path. At first I didn’t even know that what I was doing was street art. I started when I was 18,practically as a pastime,using adhesives,and I’m convinced that, as time goes by, aims and prospects change.There’s a great deal of awareness among the public today, and I think that street art has become a phenomenon which has received recognition on the part of critics and institutions.My first exhibition,together with Sten & Lex, was a disaster. Our work was neither appreciated nor respected. I now see respect on the part of curators, gallery owners and collectors.Ten years ago,they would not have considered us artists,The situation is completely different today».


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