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Beverage Machines n.1 - Marzo/Aprile 2026

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Anno XXIX | 1| Marzo/Aprile 2026
Anno XXIX | 1 | Marzo/Aprile 2026

SOMMARIO

In questo numero...

BM

BEVERAGE MACHINES

ANNO XXVIII N. 4 Marzo/Aprile 2026

Direttore Responsabile

Stefano Legnani

Coordinamento editoriale

Chiara Riccardi chiara.riccardi@innovativepress.eu

Marketing e Vendita

Katia Pasquali katia.pasquali@innovativepress.eu

Redazione

Chiara Bezzi

Silvia Ballabio

Grafica e impaginazione

Amalia Pari

Stampa e confezione

Grafiche Giardini Srl - Pantigliate (MI)

Costo produzione copia € 1,50

Abbonamenti e diffusione customercare@innovativepress.eu 4 numeri all’anno + 2 Food Machines. L’abbonamento decorre dal primo numero raggiungibile. Italia 40 euro - Europa 70 euro

Redazione

Innovative Press S.r.l. Via Caradosso 17 - 20123 Milano Tel. 02 21103102 info@innovativepress.eu www.innovativepress.eu

Alcune immagini presenti in questo numero sono tratte da: Freepik.com, Pexels.com e Pixabay.com

Beverage Machines è parte del NETWORK

PRIMO PIANO

4 L’evoluzione dei Soft drink tra salute e sostenibilità

6 P.E. Labellers dà forma al futuro dell’etichettatura

AMBIENTE

8 Soluzioni hot melt per un ciclo di imballaggio efficiente

FOCUS

10 Luxury packaging, strumento narrativo ed esperienza emotiva

12 Wine labels, sostenibilità e qualità senza compromessi

15 Berlin Packaging, l’eccellenza del design a un livello superiore

DOSSIER

16 Vino italiano, un mercato in trasformazione

18 Tenuta Montauto, il vino del bosco nella Maremma più autentica

MERCATO

22 La birra e gli italiani: identità, valori e nuovi rituali di consumo

OBIETTIVO SU...

26 Robot e cobot trasformano l’industria

28 Robot Yaskawa per aumentare sostenibilità e produttività

30 KEBA, garanzia di flessibilità e sicurezza

33 igus, innovazioni motion plastics in mostra

INSIDE

34 Si avvicina interpack, cuore pulsante di packaging e processing

36 P.E. Labellers, innovazione AI-based a bordo delle etichettatrici

38 Schubert, nuova generazione di TLM e non solo...

40 Mettler-Toledo, il futuro dell’ispezione prodotti è qui

42 SACMI accelerate innovation

PRODOTTI&TECNOLOGIE

p

Rassegna Grafica Rassegna dell’imballaggio

Food Machines FM

Innovative Press

Aut. Trib. di Milano n. 323 del 06/05/1998 Iscrizione al ROC n. 35480 del 10/11/2020 Tutti i diritti sono riservati - È vietata la riproduzione anche parziale senza l’autorizzazione dell’Editore.

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44 B&R, novità per l’automazione intelligente

45 Vinolok, l’eleganza sostenibile che sigilla l’eccellenza

46 Corno Pallets, dove sostenibilità e logistica si incontrano

48 Robatech e il posizionamento corretto delle pistole HM

49 FlexLink lancia l’Online Store

ANTEPRIMA PLAST

50 Plast rafforza il suo profilo internazionale

52 L’Italia della plastica si presenta al mondo

EVENTI

54 A Cibus Tec sempre più tecnologie beverage

56 Nuova identità per ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS

58 Packaging Première svela le novità 2026

59 A Venditalia il futuro della distribuzione automatica

60 Fruit Logistica traina il commercio globale dell’ortofrutta

Editore
ANNO XXIX N. 1 Marzo/Aprile 2026
via Caradosso n.

PIÙ BASSO IMPATTO SULL’AMBIENTE. LA PIÙ ALTA GAMMA DI PRODOTTI ALIPLAST.

IL PIÙ BASSO IMPATTO SULL’AMBIENTE. LA PIÙ ALTA GAMMA DI PRODOTTI ALIPLAST.

26 - 29 marzo

26 - 28 marzo

Padiglione 20 • Stand A16

Padiglione

FILM

L’evoluzione dei Soft drink tra salute e sostenibilità

Secondo una recente indagine di Mordor Intelligence, il mercato globale delle bevande analcoliche dovrebbe raggiungere un fatturato di 740,59 miliardi di USD entro il 2026 e si prevede che cresca fino a 950,61 miliardi di USD entro il 2031, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 5,12%. Il cambiamento delle preferenze dei consumatori, che si stanno spostando dalle bevande gassate ad alto contenuto di zuccheri verso bevande funzionali, a basso contenuto calorico e con etichette clean label, sta modificando il panorama della categoria. Questa tendenza sta spingendo i brand a riformulare le linee principali dei loro prodotti e ad acquisire concorrenti orientati al benessere.

L’introduzione di tasse sullo zucchero in oltre 50 giurisdizioni, unita alla crescente diffidenza dei consumatori verso gli additivi artificiali, sta favorendo il lancio di prodotti senza zucchero e l’adozione di dolcificanti naturali. In Nord America e in Europa occidentale sono evidenti

LA TRASFORMAZIONE DELLE PREFERENZE D’ACQUISTO, SEMPRE PIÙ ORIENTATE VERSO BEVANDE FUNZIONALI, A BASSO CONTENUTO CALORICO E CON ETICHETTE CLEAN LABEL, STA INCIDENDO IN MODO SIGNIFICATIVO SULL’OFFERTA DI PRODOTTO E SULLE TECNOLOGIE DI CONFEZIONAMENTO ADOTTATE DALLE AZIENDE.

tendenze di premiumizzazione, mentre le economie asiatiche in rapida urbanizzazione stanno registrando una forte crescita dei volumi. Questo scenario ha creato un ambiente competitivo in cui la scala globale e l’adattabilità locale sono entrambe fondamentali per il successo. Inoltre, le preoccupazioni legate alla sostenibilità, in particolare la gestione delle risorse idriche e l’utilizzo di imballaggi riciclabili, sono diventate priorità chiave per le aziende, poiché regolatori e consumatori associano sempre più la responsabilità ambientale alla fiducia nel brand. Per categoria di bevande analcoliche, le bevande gassate hanno detenuto il 45,54% della quota di mercato globale nel 2025, mentre il tè pronto da bere è

previsto registrare il CAGR più elevato, pari al 6,54% fino al 2031. Per tipo di packaging, le bottiglie in polietilene tereftalato hanno rappresentato il 59,23% del mercato nel 2025, mentre i contenitori asettici sono previsti in crescita con un CAGR del 6,43% tra il 2026 e il 2031. Per canale di distribuzione, il canale off-trade ha rappresentato il 65,12% delle vendite nel 2025; i canali on-trade dovrebbero crescere con un CAGR del 5,99% fino al 2031.

CRESCENTE DOMANDA DI BEVANDE FUNZIONALI

I consumatori cercano sempre più prodotti che offrano benefici per la salute, oltre alla semplice idratazione. Ingredienti come elettroliti, probiotici, adat-

togeni e proteine vegetali stanno passando da nicchie del mercato wellness ai formati mainstream delle bevande analcoliche, unendo rinfrescamento e integrazione nutrizionale.

Questa tendenza evidenzia la crescente importanza di supportare le dichiarazioni funzionali con liste di ingredienti trasparenti e certificazioni di terze parti, considerando che il 45% dei consumatori ha indicato il valore nutrizionale come fattore prioritario nella scelta delle bevande, secondo una ricerca di Ingredion del 2024 (Ingredion Incorporated, “Sustainable Innovations In Reb M Stevia Production”, ingredion.com).

TECNOLOGIE DI RIDUZIONE DELLO ZUCCHERO E DOLCIFICANTI NATURALI

La riduzione dello zucchero è passata dall’essere una strategia difensiva di riformulazione al diventare una leva proattiva di innovazione. I governi stanno introducendo tasse sulle bevande ad alto contenuto di zuccheri e i consumatori associano sempre più l’eccessiva dolcezza a rischi per la salute metabolica. Ingredienti come stevia, estratto di monk fruit, allulosio e glicosidi steviolici di nuova generazione come la Rebaudioside M permettono ai brand di replicare il gusto del saccarosio riducendo significativamente le calorie. Nel 2024, The Coca-Cola Company ha lanciato Coca-Cola Stevia in diversi mercati europei, utilizzando Rebaudioside M ottenuta tramite fermentazione per superare il retrogusto metallico delle precedenti formulazioni di stevia. Inoltre,

i dolcificanti naturali derivati dalla canna da zucchero, come quelli sviluppati da Ingredion, stanno guadagnando terreno in America Latina e nell’area Asia-Pacifico, dove i quadri normativi favoriscono ingredienti di origine vegetale rispetto a quelli sintetici. La capacità di offrire dolcezza senza compromettere sensazione in bocca e stabilità del prodotto sta diventando una competenza cruciale, soprattutto mentre i farmaci a base di GLP-1 riducono il consumo di zuccheri, restringendo il mercato potenziale delle bevande gassate tradizionali.

MARKETING DIGITALE E COINVOLGIMENTO

SUI SOCIAL MEDIA

Il marketing digitale e il coinvolgimento sui social media stanno riducendo la distanza tra messaggio del brand e intenzione d’acquisto, consentendo alle aziende di bevande analcoliche di raggiungere micro-segmenti specifici con contenuti personalizzati e promozioni in tempo reale.

Piattaforme come Instagram, TikTok e WeChat permettono ai brand di collaborare con influencer e sfruttare contenuti generati dagli utenti, aggirando i canali pubblicitari tradizionali sempre più ignorati dai consumatori più giovani. Ad esempio, la campagna Pepsi Zero Sugar del 2025 ha utilizzato video brevi e testimonial famosi per incentivare la prova del prodotto tra i consumatori della Generazione Z, ottenendo un aumento del 15% della brand awareness in sei mesi.

PACKAGING PRATICO E PER IL CONSUMO “ON-THE-GO” Le innovazioni nel packaging pratico e da asporto si stanno adattando ai trend di urbanizzazione, puntando su portabilità, formati monodose e chiusure richiudibili. Bottiglie in PET con impugnature ergonomiche, lattine slim e cartoni asettici con tappo a vite sono sempre più diffusi nei negozi di prossimità, nei distributori automatici e nei canali e-commerce. Nel 2024, The Coca-Cola Company ha lanciato una lattina sleek da 13,2 once per l’acqua frizzante Topo Chico, rivolta ai millennials urbani attenti all’estetica premium e al controllo delle porzioni. Nel 2025, PepsiCo ha ampliato la propria gamma di mini-lattine per bevande gassate ed energy drink, intercettando acquisti d’impulso. La tecnologia del packaging asettico, sviluppata da fornitori come SIG e Tetra Pak, consente una durata di conservazione fino a 12 mesi senza refrigerazione, facilitando la distribuzione in aree con catene del freddo poco affidabili e riducendo gli sprechi.

Fonte: Mordor Intelligence

P.E. Labellers dà forma al futuro dell’etichettatura

Oggi l’industria dei Soft drink, e del Beverage in generale, richiede un livello di competenza e flessibilità che solo attraverso un approccio modulare è possibile soddisfare completamente. Con una combinazione unica di flessibilità, design modulare e tecnologia all’avanguardia, P.E. Labellers dà forma al futuro dell’etichettatura da cinque decenni, rispondendo alle esigenze dei produttori di soft drink e acqua minerale. Dai sistemi di visione e controllo proprietari alle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, le soluzioni di etichettatura proposte dall’azienda sono progettate per offrire efficienza, precisione e affidabilità.

LE MACCHINE PER ACQUE

MINERALI E SOFT DRINK

- Modular SL: soluzione di etichettatura multiconfigurazione e multi-tecnologia

- Modular CM: soluzione flessibile e compatta per velocità medio-basse

- Futura SL: tecnologia hot melt per l’applicazione di etichette avvolgenti pretagliate

- Simpl-Cut®: rivoluzionaria soluzione di etichettatura all-in-one

- SkyLine: la nuova soluzione di etichettatura lineare con tecnologia adesiva

- Aurora 5.0 e 200 SL: applicatori a manicotto e antimanomissione

- Combinex: soluzione completa per rimuovere etichette, applicarne altre, dare nuova vita ai contenitori.

CON OLTRE 50 ANNI DI ESPERIENZA

NELLE MACCHINE ETICHETTATRICI E UNA PASSIONE

SENZA FINE PER L’INNOVAZIONE, L’AZIENDA

È DIVENTATA UN PARTNER AFFIDABILE PER I

PRODUTTORI DI SOFT DRINK E ACQUA MINERALE DI TUTTO IL MONDO.

PRINCIPALI SOLUZIONI SPECIALI

- Soluzione di giunzione automatica - sistema di giunzione

- NON Stop

- Starwheel su due nastri trasportatori

- Sistema di rifiuto.

NUOVI SISTEMI DI VISIONE

- PE Vision: sistema di centraggio che consente l’orientamento del contenitore in base alla forma, al logo o ai cordoni di saldatura

- QCheck: soluzione per il controllo della qualità dell’OCR (codici batch e date di scadenza), dei codici 1D e 2D, della presenza e del posizionamento delle etichette e dell’orientamento basato sul posizionamento di riferimento

- AI Vision - Deep Learning: un potente miglioramento dei sistemi di visione tradizionali.

SOLUZIONI BASATE

SULL’INTELLIGENZA

ARTIFICIALE

Una delle ultime novità proposte sul

mercato da P.E. Labellers è XPERIENCE, un vero e proprio ecosistema digitale, un hub in cui coesistono diverse applicazioni basate sull'Intelligenza Artificiale.

- TELESCOPE: è una soluzione intelligente basata sull'AI. Digitalizza le macchine e gestisce tutti i processi con la massima efficienza.

- PETER: è l’assistente basato sull’intelligenza artificiale, che fornisce risposte rapide, precise e multilingue su qualsiasi argomento relativo alle macchine.

- OPEN: è la porta di accesso intelligente al mondo dei servizi. Offre un’esperienza visiva semplice che consente di esplorare il modello 3D della macchina e identificare con precisione i componenti necessari.

- UNIVERSE: mentre le altre app si concentrano sul cuore della produzione, sull’assistenza e sull’interazione uomo macchina, UNIVERSE raccoglie il materiale marketing e gli strumenti di promozione commerciale.

Acqua di Luppolo rivoluziona il mondo dei soft drink

Dall’estrazione a microonde del luppolo Cashmere alla purezza dell’acqua di sorgente, nasce una bibita rivoluzionaria che sfida i confini tra botanica, mixology e cultura dei pub. La bottiglia omaggia la storia degli speziali, mentre l’etichetta celebra la Pop Art, creando un contrasto che comunica artigianalità e modernità.

Quando

l’estro visionario di Teo Musso, fondatore del birrificio Baladin, incontra la purezza millenaria dell’acqua di sorgente S.Bernardo che sgorga dalle montagne della Valle Tanaro, azienda gestita dalla famiglia Biella, il risultato non è una semplice bibita, ma un prodotto che si pone in una categoria merceologica completamente nuova. Nasce Acqua di Luppolo, una creazione botanica analcolica progettata per scardinare le regole del bere contemporaneo.

LA TECNOLOGIA

Il cuore di questa sfida risiede nei laboratori del birrificio Baladin, dove è stata applicata una tecnologia estrattiva d’avanguardia: l’estrazione di oli essenziali a microonde, evitando l’uso di alcol, additivi o solventi chimici. Questo processo permette di catturare l’essenza più pura e volatile del pregiato luppolo Cashmere, preservandone le note vellutate di melone, cocco, ananas e agrumi senza alterarne la delicatezza. Il risultato è una miscela complessa che vede il luppolo dialogare con l’assenzio, il chinino e il succo di limone. Un mix che regala alla bevanda un’inaspettata e affascinante colorazione lattiginosa: un bianco opalescente che è garanzia visiva della ricchezza degli oli essenziali in sospensione. Ogni bottiglia di Acqua di Luppolo contiene l’equivalente di sei fiori freschi di luppolo.

IL DESIGN

Il contenitore scelto è un omaggio alla storia degli speziali: una bottiglia da farmacia da 33 cl, in vetro trasparente con tappo a vite, che mette a nudo l’anima bianca della bibita. L’impatto visivo è però dirompente: l’etichetta celebra la Pop Art, con un’iconica rappresentazione del fiore di luppolo stagliata su uno sfondo a sei toni di colore netti e vivaci. Un contrasto perfetto che

Freely The Autenthic Alternative

comunica artigianalità e modernità assoluta. Un prodotto che soddisfa tre mondi Acqua di Luppolo è proposta in due versioni: tradizionale e Zero, priva di zucchero. Gli ambiti di applicazione sono principalmente:

• Creare un’alternativa analcolica da proporre nei pub: la risposta definitiva per gli amanti del luppolo che non vogliono rinunciare a una bevanda di carattere, complessa e profonda ma priva di alcol.

• Proporre al mercato un inedito soft drink premium: rinfrescante e sofisticato per il consumo quotidiano.

• Offrire una nuova frontiera nella mixology: un mixer tecnico straordinario, ideale per essere abbinato a gin botanici o per esaltare i distillati di birra, creando cocktail dal profilo aromatico unico.

“Con Acqua di Luppolo abbiamo voluto portare la ricerca botanica del birrificio su una tela purissima, quella dell’acqua di sorgente - dichiarano Teo Musso e Antonio Biella - L’uso della tecnologia a microonde e la scelta di un’estetica Pop segnano un punto di rottura: non stiamo solo lanciando una bibita, stiamo offrendo una nuova esperienza sensoriale”.

Freely è il nuovo progetto beverage che riunisce quattro linee di bevande analcoliche – spirits analcolici, soft drink zero zucchero, birre artigianali senza alcool e kombucha in vari gusti – per accompagnare ogni momento della giornata.

Nello specifico, la gamma spirits offre distillati analcolici ispirati ai classici del bar – dal gin al rum, fino ai grandi aperitivi italiani – per chi ama il rituale del cocktail; mentre quella soft drink riunisce toniche premium e bevande, tutte senza zucchero, biologiche e

vegan, dal gusto deciso ma equilibrato. Le birre artigianali analcoliche sono Ipa e Lager, con una linea in espansione che includerà anche ambrate e blanche. Infine è presente la kombucha: fermentata naturalmente, in cinque varianti dal profilo aromatico vivace e benefico. A firmare

l’immagine di Freely è l’artista Enrico Benetta, che ha creato una serie di opere originali utilizzate per le etichette, rendendo ogni bottiglia un piccolo oggetto d’arte. Il tutto è pensato per il mondo Horeca e per un pubblico “urban, curioso, attento al benessere e al design”, specifica l’azienda. Alla base dell’iniziativa c’è una visione chiara: la scelta analcolica non deve essere percepita come rinuncia, bensì come opzione di pari dignità all’interno dei momenti di socialità. Il progetto punta quindi su

brand con forte personalità, packaging curato e storytelling coerente, elementi ormai centrali anche nel segmento no alcohol. Il mercato, del resto, mostra segnali concreti di crescita strutturale. I consumatori – in particolare le nuove generazioni –ricercano alternative che rispondano a esigenze di equilibrio, performance e stile di vita attivo, senza sacrificare gusto e ritualità. Da oggi, con Freely, avranno a disposizione tante alternative in più, tutte da provare.

IMBOTTIGLIARE

UNA VOLTA,

IMBOTTIGLIARE

DI NUOVO: GLI

ADESIVI DISPERDIBILI

GARANTISCONO

UNA SEPARAZIONE

PULITA DELLE

ETICHETTE NEL

RICICLO DEL PET.

Soluzioni hot melt per un ciclo di imballaggio efficiente

Il PET è onnipresente nella vita quotidiana: come materia prima per abbigliamento, articoli per la casa, componenti tecnici – e per le bottiglie, che rappresentano circa il 70% del consumo globale di PET. Quasi infinitamente riciclabile, questo materiale svolge un ruolo chiave nell’economia circolare. In futuro, questo potenziale dovrà essere sfruttato ancora di più: secondo il nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), le bottiglie in PET non dovranno essere solo progettate per il riciclo, ma dovranno anche contenere progressivamente una quota maggiore di materiale riciclato. Nella pratica, tuttavia, questi obiettivi poggiano su basi fragili. Se, ad esempio, l’adesivo sotto l’etichetta rimane sul materiale, il PET riciclato diventa inadatto alle applicazioni alimentari. La soluzione risiede in adesivi che possano essere separati completamente e senza residui dal PET durante il processo di riciclo. Il PPWR impone un contenuto di riciclato di almeno il 25% nelle bottiglie monouso a partire dal 2025 e di almeno il 30% in tutte le bottiglie di plastica entro il 2030. L’utilizzo di rigranulato offre molteplici vantaggi: consente di preservare risorse fossili come il petrolio greggio, che altrimenti sarebbe necessario per produrre nuovi granuli di plastica. Inoltre, il fabbisogno energetico è significativamente inferiore, poiché il riciclo del PET richiede circa l’88% di energia in meno rispetto alla produzione di plastica da materie prime vergini. Sebbene in Europa venga già raccolto oltre il 60% delle bottiglie in PET, le stime del settore indicano che più di 11 miliardi di bottiglie aggiuntive potrebbero essere reimmesse ogni anno nel ciclo del riciclo. La strategia europea per la plastica mira a intervenire in questo ambito creando incentivi per aumentare i tassi di raccolta delle bottiglie per bevande in PET ed espandere le infrastrutture di riciclo. Ma la raccolta è solo metà della sfida: per un riutilizzo efficiente è necessario

che tutti i componenti della bottiglia siano progettati per il riciclo. In particolare, l’etichetta deve staccarsi dalla plastica senza lasciare residui – un requisito che spesso non viene soddisfatto nella pratica a causa di adesivi non rimovibili.

QUANDO L’ADESIVO RESTA ATTACCATO

A prima vista, il compito sembra semplice: raccogliere, pulire, riciclare le bottiglie. Ma la realtà è molto più complessa. Negli impianti di riciclo specializzati, le bottiglie in PET raccolte vengono prima triturate e i fiocchi risultanti vengono lavati in vasche di acqua calda. Mentre i residui leggeri delle etichette galleggiano e possono essere rimossi, molti adesivi convenzionali restano attaccati ai fiocchi. Anche nel processo standard con soda caustica calda, che rimuove materiale dell’etichetta, residui di adesivo e altri contaminanti dal PET, i tradizionali hot melt spesso si staccano solo parzialmente. I tassi di rimozione tipici variano tra il 12% e il 30%. Le conseguenze di questi residui sono gravi: causano opacità e ingiallimento, riducendo la qualità ottica del PET rigenerato. Ancora

più problematico è il deterioramento delle proprietà barriera dovuto ai fiocchi contaminati. Questo aspetto è particolarmente critico per gli imballaggi alimentari, poiché le bottiglie in PET – generalmente a pareti sottili per un uso efficiente delle risorse – sono particolarmente vulnerabili a una riduzione delle prestazioni barriera. Tale compromissione può consentire la penetrazione di ossigeno o altri contaminanti, mettendo a rischio la sicurezza alimentare. Per le bottiglie in PET, i fiocchi contaminati non sono quindi più idonei: nel migliore dei casi, possono sperare in una seconda vita come maglioni, vasi per fiori o nastri di reggiatura.

LA RICICLABILITÀ INIZIA DALL’ADESIVO

Gli adesivi moderni devono soddisfare requisiti elevati: non solo devono garantire che il PET rimanga realmente nel ciclo, ma devono anche essere compatibili con le tecniche di etichettatura più comuni. Una soluzione è rappresentata dagli hot melt disperdibili – adesivi che si dissolvono quasi completamente o si trasformano in una forma facilmente rimovibile nella soda caustica calda. Un esempio è TECHNOMELT EM 335 RE di Henkel Adhesive Technologies, che può essere rimosso fino al 98% senza residui. Sviluppato specificamente per l’etichettatura del PET, la sua disperdibilità nella soda caustica calda garantisce che i residui di adesivo vengano separati dal flusso di materiale insieme all’etichetta. Questo favorisce la produzione di fiocchi di PET ultrapuri, idonei alla realizzazione di nuovi imballaggi alimentari. Oltre alla riciclabilità, la soluzione offre ulteriori vantaggi: l’hot melt è adatto sia per etichette in carta sia in plastica e può essere utilizzato su linee che raggiungono fino a 40.000 bottiglie all’ora. La bassa temperatura di applicazione, compresa tra 110 e 140 °C, protegge le apparecchiature e riduce il consumo energetico. Grazie alla formulazione priva di oli minerali e alla conformità per il contatto con alimenti, è indicato anche per applicazioni sensibili. La gestione è ulteriormente semplificata dal pratico confezionamento nei cosiddetti X-tra Chubbs, che consentono un dosaggio preciso e pulito dell’adesivo e contribuiscono alla riduzione degli imballaggi grazie alla completa dissoluzione del film.

UNA CATENA DEL VALORE IN TRASFORMAZIONE

La riciclabilità delle bottiglie in PET non viene determinata solo presso il riciclatore, ma lungo l’intera catena del valore: dai produttori di preforme ai riempitori di bevande fino ai rivenditori, è fondamentale prendere le decisioni giuste fin dalle fasi iniziali. Lo sviluppo di materie prime specializzate, etichette adeguate e adesivi adattati determina se una bottiglia potrà essere riutilizzata, alla fine del suo ciclo di vita, per applicazioni di alta qualità come il packaging alimentare. Gli adesivi disperdibili forniscono un contributo decisivo in questo contesto. Rendono le bottiglie in PET realmente riciclabili e pronte a soddisfare i requisiti del nuovo regolamento europeo. Dopotutto, chi vuole raggiungere gli ambiziosi obiettivi del PPWR ha bisogno di soluzioni che non solo aderiscano in modo affidabile, ma che sappiano anche staccarsi al momento giusto.

Fonte: Henkel

C’è sempre una soglia da attraversare quando si guarda al futuro. IPACK-IMA è la porta d’accesso all’innovazione. La fiera internazionale di riferimento dove quattro mondi – Grain Based Food, Liquid Food & Beverage, Food, Fresh & Convenience, Pharma, Chemicals & Industrial –si incontrano per immaginare l’evoluzione del processing, del packaging e dei materiali. Apriamo nuove prospettive. Unisciti a noi. Dove l’arte incontra la tecnologia.

Luxury packaging strumento narrativo ed esperienza emotiva

NEL SETTORE BEVERAGE IL PACKAGING È DIVENTATO UNO DEGLI STRUMENTI PIÙ POTENTI PER ESPRIMERE IL LUSSO CONTEMPORANEO. ATTRAVERSO DESIGN, MATERIALI E NARRAZIONE, ESSO COSTRUISCE UN PONTE TRA PRODOTTO E CONSUMATORE, TRASFORMANDO UN SEMPLICE GESTO QUOTIDIANO IN UN’ESPERIENZA SIGNIFICATIVA.

Nel panorama contemporaneo, il concetto di lusso ha subito una trasformazione profonda, allontanandosi dalla semplice ostentazione per abbracciare una dimensione più sofisticata e multisensoriale. In questo contesto, il packaging — in particolare nel settore beverage — assume un ruolo centrale: non più mero contenitore, ma vero e proprio strumento narrativo capace di costruire desiderio, identità e valore percepito. Il lusso, oggi, si definisce attraverso un equilibrio delicato tra desiderabilità e accessibilità. Non è qualcosa di strettamente necessario, ma un’esperienza a cui aspirare, un miglioramento percepito della qualità della vita. Nel beverage, questo si traduce in prodotti che non si limitano a soddisfare un bisogno funzionale, come dissetare, ma che promettono un’esperienza più ampia, fatta di ritualità, estetica e coinvolgimento emotivo.

IL PACKAGING

COME ESPERIENZA EMOTIVA

Nel settore delle bevande — dal vino agli spirits, fino alle acque premium — il primo punto di contatto tra

consumatore e prodotto è spesso la confezione. È qui che si gioca una partita fondamentale: catturare l’attenzione in pochi istanti, generare una connessione immediata e distinguersi in un mercato saturo di alternative. Un packaging di lusso efficace non si limita a essere bello: deve evocare un’emozione istantanea, quel senso di attrazione immediata che porta il consumatore a scegliere un prodotto piuttosto che un altro. La forma della bottiglia, il peso del vetro, la texture dell’etichetta, i dettagli di stampa o di incisione: ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza sensoriale coerente e memorabile. Nel beverage, più che in altri settori, il packaging diventa parte integrante del prodotto stesso. Una bottiglia iconica non è solo un contenitore, ma un oggetto da esporre, conservare, talvolta collezionare. In questo senso, il lusso si manifesta nella capacità del design di trasformare un oggetto d’uso quotidiano in qualcosa di duraturo e significativo.

Coerenza tra contenuto e contenitore

Uno dei principi fondamentali del design di lusso è la coerenza tra prodotto e packaging. Nel mondo beverage, questo significa che la confezione deve riflettere perfettamente l’identità del liquido che contiene: un whisky complesso e invecchiato richiederà un design solido e raffinato, mentre un’acqua premium potrà puntare su purezza, trasparenza e leggerezza visiva.

Il consumatore contemporaneo è estremamente sensibile a queste dinamiche. La percezione del valore non deriva più solo dalla qualità intrinseca del prodotto, ma dall’insieme dell’esperienza. Un packaging incoerente o poco curato rischia di compromettere l’intera narrazione, mentre una progettazione attenta e armoniosa può elevare significativamente la desiderabilità.

SpiriTS premiUm, qUando il packaging divenTa erediTà

Paul Hamilton, Head of Sales & Marketing presso Hunter Luxury, ha fornito un approfondimento sul tema del packaging per gli spirits di alta gamma. Eccone una sintesi. Con la trasformazione digitale che apre nuove frontiere nel design e nella produzione, le opportunità di innovazione nel packaging di lusso non sono mai state così ampie. Tuttavia, nel settore degli spirits premium, l’innovazione non deve mai avvenire a discapito del carattere. Questi prodotti vivono di tradizione, artigianalità e di un profondo legame con il proprio territorio d’origine. In questo contesto, il packaging non è semplicemente funzionale: è narrazione. Racchiude fisicamente provenienza, processo e personalità, rafforzando la connessione emotiva tra la bevanda e chi la consuma. Mentre molti settori puntano su uniformità e scala, il mondo degli spirits premium offre qualcosa di completamente diverso: profondità, distinzione e storia. Questi prodotti non nascono dall’efficienza, ma dal tempo, dal luogo e dal processo. Il packaging svolge un ruolo centrale, non solo contenendo il prodotto, ma trasmettendone l’essenza. La produzione di spirits premium si distingue dal ritmo e dalle priorità della maggior parte delle industrie moderne. La sua autenticità è radicata nel tempo, nel terroir e nella tradizione, spesso legata a ingredienti iper-locali che riflettono la terra e il mare da cui provengono. Anche i metodi produttivi sono fondamentali. Alambicchi in rame storici, tecniche consolidate e lunghi processi di invecchiamento definiscono sapore e valore. E così come questi valori produttivi modellano il gusto, devono influenzare anche il packaging. L’esterno di una bottiglia dovrebbe rispecchiarne le origini, incarnarne il processo e onorarne la storia, creando qualcosa di curato quanto il distillato che contiene. Ciò che distingue questi progetti è la cura estrema del dettaglio: dalla meccanica di apertura alla texture dei materiali, fino alla personalizzazione. Ogni elemento contribuisce a creare un rituale, trasformando il consumo in un momento memorabile. In un’epoca dominata dalla produzione su larga scala e dall’automazione, il valore del fatto a mano, dell’imperfezione controllata e dell’identità territoriale diventa centrale. Il packaging diventa così un simbolo di autenticità e un veicolo di emozione. Infine, il vero lusso negli spirits non risiede solo nella rarità, ma nell’anticipazione e nella percezione di unicità. Un’edizione limitata ben progettata non comunica solo esclusività: suggerisce che quell’esperienza potrebbe non ripetersi mai nello stesso modo.

INNOVAZIONE E FAMILIARITÀ

Il design del packaging di lusso si muove costantemente tra due poli: innovazione e riconoscibilità. Da un lato, è necessario sorprendere, proporre soluzioni nuove, spingersi oltre i confini tradizionali; dall’altro, è fondamentale mantenere un legame con ciò che il consumatore percepisce come familiare e accettabile. Nel beverage, questo equilibrio è particolarmente evidente. Forme troppo radicali o sperimentali rischiano di alienare il pubblico, mentre un eccesso di conservatorismo può rendere il prodotto invisibile sugli scaffali. Il successo sta nel trovare quel punto di incontro in cui l’innovazione è percepita come naturale evoluzione, non come rottura. In questo senso, si osserva un crescente ritorno a forme organiche e ispirate alla natura. Curve morbide, proporzioni armoniche e materiali che richiamano elementi naturali contribuiscono a creare un senso di autenticità e connessione profonda, qualità sempre più ricercate nel lusso contemporaneo.

IL VALORE DEL DETTAGLIO

Nel packaging dei prodotti beverage di alta gamma, sono i dettagli a fare la differenza. Tecniche di stampa avanzate, lavorazioni artigianali, chiusure personalizzate e materiali selezionati con cura contribuiscono a costruire un’esperienza premium. Anche la componente tattile gioca un ruolo fondamentale: il peso di una bottiglia, la sensazione al tatto di un’etichetta goffrata o di un vetro satinato influenzano in modo significativo la percezione del prodotto. Il lusso si esprime attraverso questa attenzione quasi maniacale ai particolari, che comunica qualità, cura e autenticità.

SOSTENIBILITÀ:

IL NUOVO CODICE DEL LUSSO

Un altro elemento chiave nella ridefinizione del lusso è la sostenibilità. Nel settore beverage, questo si traduce in una crescente attenzione verso materiali riciclabili, processi produttivi a basso impatto e soluzioni innovative che riducono gli sprechi. Il consumatore di oggi non cerca solo bellezza e prestigio, ma anche responsabilità. Un packaging di lusso deve quindi essere non solo esteticamente impeccabile, ma anche eticamente consapevole. L’utilizzo di vetri alleggeriti, etichette biodegradabili o sistemi di ricarica rappresenta un’evoluzione naturale del concetto di qualità. In questo scenario, il lusso non è più sinonimo di eccesso, ma di intelligenza progettuale: fare di più con meno, senza compromettere l’esperienza. Il futuro del lusso non risiede nella spettacolarità fine a sé stessa, ma nella capacità di creare connessioni autentiche, immediate e durature. In questo contesto, il packaging non è più un accessorio, ma il cuore stesso dell’esperienza: un linguaggio silenzioso che comunica valore, identità ed emozione al primo sguardo.

London Packaging Week
Fonti: elaborazione
su contenuti
Ataviance e intervento di Frank Stephenson alla London Packaging Week 2025.

Wine labels sostenibilità e qualità senza compromessi

NEL CUORE DI PALAZZO VISCONTI, CORNICE DELLA SECONDA TAPPA DELL’INNOVATION ROADSHOW DI ALL4LABELS, IL SETTORE WINE & SPIRITS HA TROVATO UN LUOGO DI CONFRONTO PRIVILEGIATO PER DISCUTERE COME INNOVAZIONE, DESIGN E SOSTENIBILITÀ STIANO TRASFORMANDO IL RUOLO DELL’ETICHETTA. NON UN SEMPLICE DETTAGLIO ESTETICO, MA UN ASSET STRATEGICO DI POSIZIONAMENTO, UNA LEVA COMPETITIVA CAPACE DI INCIDERE SUL VALORE PERCEPITO, SULLA RICONOSCIBILITÀ DEL BRAND E SULLA SOSTENIBILITÀ DEL PRODOTTO.

L’elegante Palazzo Visconti di Milano ha ospitato la seconda tappa dell’Innovation Roadshow di All4Labels dedicato alle etichette Wine & Spirits. Forte di un heritage pluridecennale, All4Labels guida l’innovazione nel packaging premium attraverso un approccio fondato sulla cocreazione, un metodo in cui la progettazione delle etichette viene affrontata come pratica interdisciplinare e come processo industriale in continua evoluzione. La tappa milanese conferma e rafforza ulteriormente le ottime impressioni suscitate dal primo appuntamento (Bolzano, 27 novembre).

La giornata si è aperta con i saluti dei rappresentanti di All4Labels – Paola Iannone, VP Marketing & Communication, Enrico Valeri, EVP Segment Food, e Guido Iannone, Chief Sales Officer – che hanno ricordato come l’Innovation Roadshow sia pensato per essere uno spazio di dialogo e confronto tra i

diversi attori della filiera Wine & Spirits, un settore in cui tradizione ed innovazione vanno a braccetto. Guido Iannone, in particolare, ha offerto un ritratto dell’attività e delle strategie di All4Labels, sottolineando che il Gruppo può contare su oltre 50 stabilimenti nel mondo e che il Roadshow ha una vocazione internazionale: dopo le tappe di Bolzano e Milano la prossima tappa, in programma ad ottobre, si terrà infatti a Santiago del Cile.

L’ETICHETTA COME STRUMENTO DI BRANDING

Il primo relatore a prendere la parola è stato Giacomo Tarquini, Group Marketing Director di Argea, che ha raccontato un caso concreto in cui il packaging si è rivelato un driver di crescita commerciale: il riferimento è al rilancio dei vini piemontesi sul mercato scandinavo, reso possibile grazie ad un profondo lavoro di restyling del packaging e delle etichette.

“Il packaging in questo caso ci ha letteralmente salvato l’attività. Ad esso abbiamo affiancato una strategia di comunicazione molto mirata, partendo dalla consapevolezza che oggi il packaging e l’etichetta spesso non raccontano il prodotto ma quello che il consumatore vuole essere scegliendo quel prodotto”. L’intervento di Barbara Darra, Global Marketing Manager di Gruppo Mezzacorona, si è focalizzato sul ruolo dell’etichetta come strumento di branding e di narrazione per i produttori di vino, sottolineando come il design sia traduzione visiva dei valori della marca e per questo motivo vada curato con grande attenzione. Barbara Darra ha evidenziato come la sostenibilità sia ormai un valore guida, non un semplice trend,

e ha enfatizzato l’importanza della collaborazione tra i diversi partner (agenzia di grafica, stampatore, partner tecnici etc.).

IL RUOLO DEL PACKAGING TRA CREATIVITÀ E NORMATIVE

Il wine designer e fotografo di fama internazionale

Mario Di Paolo, fondatore e titolare di Spazio Di Paolo, ha incentrato il suo intervento sul concetto di “bel-

lezza”, che può essere declinato in tantissime forme: la bellezza di essere originali, di uscire dagli schemi preconfezionati, di inseguire sogni all’apparenza troppo grandi ma anche la bellezza come strumento a cui aggrapparsi durante i periodi di crisi. “Lavoriamo con l’idea che nulla sia impossibile, anche tecnicamente, e che si possa andare oltre nella comunicazione tramite la carta. Si può fare tutto se si possiede una grande tecnica”. Di Paolo ha poi mostrato alcuni esempi di lavori realizzati per la progettazione di etichette: “Abbiamo sovrapposto carte e materiali, usando tecniche diverse, giocato con le trasparenze e la luce, utilizzando anche materiali naturali come la polvere dell’Etna impiegata per creare un nuovo colore. Mixare tecniche di stampa e materiali differenti ci permette di essere originali”. Il designer ha concluso con un consiglio ai produttori di vino: “Bisogna uscire dalla logica della concorrenza, ragionare sul DNA dell’azienda, su se stessi, sui dettagli e poi innovare. Il brand dev’essere originale e inattaccabile”.

Silvia D’Alesio, Researcher del Politecnico di Milano, ha approfondito il ruolo del packaging e dell’etichettatura per prodotti innovativi capaci di coniugare sostenibilità e design, con particolare focus sugli ultimi sviluppi dell’entrata in vigore del regolamento europeo PPWR. La ricercatrice ha introdotto il concetto di “armonizzazione”: “Bisogna capire come l’eco-design possa integrare funzionalità, estetica e valore comunicativo del packaging in bottiglia.

Il packaging deve essere sempre più efficace, efficiente, circolare e clean. Oltre alle classiche 3R dell’ecodesign – Reuse, Reduce, Recycle – se ne aggiunge una quarta: il Refill, che sta iniziando ad affacciarsi anche nel settore luxury”.

TECNOLOGIE E MATERIALI

CHE FANNO LA DIFFERENZA

Il packaging è un elemento decisivo: incide fino al 70% delle scelte d’acquisto, trasformando l’etichetta da semplice supporto informativo a strumento di branding e seduzione visiva. In un mercato competitivo, la capacità di integrare nobilitazioni avanzate diventa una leva strategica per rafforzare il posizionamento e creare esperienze memorabili. Alessandro Carnevale (Brand Ambassador & Sustainability Manager di Luxoro – Leonhard Kurz) si è dedicato al tema delle microincisioni e delle nobilitazioni per realizzare dettagli capaci di fare la differenza: “La vera sfida è riuscire a curare ogni dettaglio, utilizzando la tecnologia per ottenere una personalizzazione dell’etichetta”. Per illustrare questo punto, ha fatto riferimento ad alcuni esempi provenienti da Motherland, lo showcase di All4Labels dedicato al segmento Wine & Spirits. Le tecniche avanzate di nobilitazione – tra cui stampa a caldo e a freddo, effetti metallici e micro incisioni ad alta precisione – permettono di personalizzare con cura ogni elemento dell’etichetta, trasformando i dettagli di finitura in un modo per comunicare esclusività e valore premium.

Marco Gelain, Business Development Manager di Avery Dennison, ha offerto una panoramica delle proposte dell’azienda in termini di materiali e carte, soffermandosi in particolare su carte sostenibili, carte nere e carte sensoriali, sottolineandone l’importanza per la resa finale del packaging e dell’etichetta. Nel settore Wine & Spirits, innovazione e sostenibilità non sono più opzioni, ma imperativi strategici. L’evoluzione del packaging richiede soluzioni che riducano l’impatto ambientale senza sacrificare estetica e funzionalità. All4Labels risponde con un approccio integrato che combina design distintivo, performance tecnica e responsabilità ambientale, attraverso il proprio STAR Portfolio,

posizionandosi non come semplice fornitore, ma come partner che rende concretamente possibile ciò che il mercato oggi richiede: bellezza, trasparenza e riduzione dell’impatto ambientale. L’intervento di Matteo Dosso, Project Artworks & Innovation Manager Italia, ha sottolineato come l’obiettivo di All4Labels sia: “rispondere alle esigenze di sostenibilità delle aziende senza rinunciare a qualità ed eleganza tipiche del packaging premium” In quest’ottica si inseriscono soluzioni come STARDIRECT™, che trasferisce la decorazione direttamente sul contenitore, creando un effetto “no-label” e migliorandone la compatibilità con i flussi di riciclo. A questa si affianca STARSHINE™, una tecnologia di metallizzazione digitale on demand che elimina l’utilizzo del foil tradizionale riducendo le emissioni fino all’80% rispetto ai processi tradizionali. Se lo STAR Portfolio definisce come un’etichetta può essere ripensata in chiave sostenibile, le tecnologie smart mostrano come può evolvere nel suo ruolo. Simone Lombardo, Sales Director del plant di Marcallo, ha parlato di come soluzioni quali QR Fingerprint®, RFID, NFC e ologrammi personalizzati permettono ai brand di garantire autenticità, tracciabilità e sicurezza lungo tutta la filiera, ma anche di attivare contenuti digitali personalizzati, creando un’interazione continua tra bottiglia e consumatore. Il packaging diventa così un touchpoint strategico: un luogo in cui valore, trasparenza e storytelling si incontrano.

L’Innovation Day si è concluso con una consapevolezza condivisa: il futuro delle etichette nel settore Wine & Spirits non si costruisce attraverso una singola tecnologia o una scelta stilistica, ma attraverso la capacità dell’intera filiera di evolvere insieme. Ogni intervento, ogni punto di vista, ha mostrato come il packaging sia oggi un territorio in cui creatività, sostenibilità e intelligenza tecnologica convergono per dare forma a esperienze più autentiche e più responsabili.

In questo percorso, All4Labels non si limita a proporre soluzioni, ma offre competenze, visione e leadership tecnologica accompagnando i brand con etichette che non seguono i trend mercato, ma li anticipano.

Berlin Packaging l’eccellenza del design a un livello superiore

IL PIÙ GRANDE HYBRID PACKAGING SUPPLIER® DEL MONDO PER PACKAGING IN VETRO, PLASTICA E METALLO E CHIUSURE HA DEBUTTATO A WINE PARIS, IL PRINCIPALE EVENTO INTERNAZIONALE DEDICATO AI PROFESSIONISTI DEL SETTORE ENOGASTRONOMICO, CON SOLUZIONI INNOVATIVE PER IL MERCATO DEI VINI E DEI DISTILLATI.

Berlin Packaging porta l’innovazione a nuovi livelli nel settore Wine & Spirits, presentando l’ultima evoluzione del concetto di “Sculpting”. Questa idea nasce dall’esigenza di fondere estetica e funzionalità, accelerando il time-to-market e rispondendo a una tendenza di mercato sempre più evidente: creare bottiglie che si distinguono non solo visivamente ma anche al tatto, conferendo loro un’identità unica. Attraverso interventi mirati su forme e texture, Sculpting valorizza il packaging già ottimizzato per la produzione, introducendo dettagli esclusivi senza compromettere le prestazioni tecniche o allungare i tempi di sviluppo. Tutti i concetti vengono sviluppati all’interno di Studio One Eleven, la divisione di progettazione e innovazione di Berlin Packaging che unisce la mentalità creativa di un’agenzia di design alla precisione di un produttore. Lo studio gestisce ogni fase del processo di sviluppo, dall’idea iniziale alla realizzazione tecnica con tecnologie avanzate di prototipazione, fino all’identità visiva e alla decorazione del packaging primario e secondario. Questo approccio consente ai produttori di arrivare con un brief e ripartire con soluzioni tangibili: proposte concrete, a volte anche prototipi 3D pronti per la valutazione. Ciò che distingue Studio One Eleven è la sua capacità di trasformare la personalizzazione in una risorsa funzionalmente distintiva, che va oltre l’estetica.

LA RIVOLUZIONE

VELOCE E SU MISURA

La prima espressione tangibile di “Sculpting” è rappresentata dall’iconica bottiglia Nocturne, un vero classico nel mondo dei distillati. Pur

conservando la sua silhouette inconfondibile e senza tempo, il design è stato arricchito con dettagli innovativi che ne rinnovano l’aspetto senza alterarne le dimensioni originali, e quindi senza dover modificare le linee di riempimento o il packaging secondario. Un elemento chiave nello sviluppo della linea Nocturne Sculpted è l’ottimizzazione della base in vetro. Disponibile in 4 versioni del fondo visivamente uniche, la bottiglia presenta un peso e un utilizzo di materiale ridotti senza compromettere la resistenza o la qualità.

Ogni modello può essere abbinato ai tappi in vetro Vinolok, caratterizzati da un design coordinato e da un anello di tenuta in EVA, un materiale plastico riciclabile che coniuga perfettamente estetica, funzionalità e sostenibilità.

IL DETTAGLIO OLTRE LA SUPERFICIE

Berlin Packaging reinterpreta quattro bottiglie iconiche della sua gamma Spirits - Alfie, Helium, Essence e Belleville - introducendo texture superficiali che dialogano con le linee esistenti, mantenendo la riconoscibilità originale ed evidenziandone il carattere. Disponibili nelle varianti slim, oblique, clean and bold – sono un dettaglio visivo e tattile creato per amplificare l’impatto estetico della bottiglia, senza comprometterne la funzionalità o la compatibilità con le principali tecniche di decorazione. Un esempio concreto di questo approccio è La Liquoristerie de Provence, un marchio storico che produce liquori esclusivamente con ingredienti naturali provenzali – fichi, meloni e piante locali – distillati con metodi tradizionali. Nel tentativo di modernizzare la propria immagine e posizionare la propria versatile offerta nel panorama della mixologia e della gastronomia contemporanee, il brand aveva bisogno di un packaging che valorizzasse le sue radici artigianali e che, allo stesso tempo, segnalasse un’evoluzione verso il premium. La bottiglia Helium Ribs si è rivelata la soluzione ideale.

Vino italiano un mercato in trasformazione

DALLA PREMIUNIZZAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ, PASSANDO PER NUOVI LINGUAGGI, SENZA DIMENTICARE L'IMPATTO DEL CONTESTO ECONOMICO E GEOPOLITICO: SCOPRIAMO INSIEME I TREND CHE HANNO GUIDATO IL MERCATO DEL VINO NEL 2025 E LE PROSPETTIVE PER IL 2026.

Il mercato del vino italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, in cui diminuiscono i consumi in volume ma cresce il valore complessivo. È quanto emerge dall’analisi sui Trend del Vino 2025–2026 realizzata da Vinarius – Associazione delle Enoteche Italiane, sulla base dei dati raccolti dalla propria rete di enoteche su tutto il territorio nazionale.

“I dati raccolti dalle enoteche Vinarius raccontano un consumatore più consapevole, curioso e selettivo –commenta il presidente Giuliano Rossi – che chiede qualità e trasparenza. Le enoteche si confermano osservatori privilegiati e punti di riferimento culturali per intercettare e interpretare l’evoluzione del mercato del vino”.

TREND E PROSPETTIVE

Al centro dello scenario futuro si conferma il processo di premiumizzazione: i consumatori acquistano meno bottiglie, ma scelgono vini di maggiore qualità, fortemente identitari e legati al territorio. Le denominazioni non sono più percepite come semplici sigle, ma come sistemi narrativi che valorizzano storia, zonazioni, vitigni e unicità produttive.

Accanto ai grandi rossi tradizionali, continua a crescere l’interesse per vini bianchi, rosati e spumanti, in particolare Metodo Classico, caratterizzati da freschezza e versatilità gastronomica. Parallelamente si registra l’ascesa dei vini leggeri e a basso contenuto alcolico, spinta soprattutto dalle nuove generazioni, sempre più attente a moderazione e bevibilità. Un altro tema centrale è la sostenibilità, che entra in una

fase di maturità: secondo Vinarius il mercato premia approcci concreti e misurabili, basati su certificazioni, tracciabilità e packaging sostenibili, mentre perde sempre più efficacia il semplice green washing. Dal punto di vista dei canali, si rafforza il modello DTC (Direct to Consumer) integrato con l’enoturismo: vendite dirette, esperienze in cantina, wine club e contenuti digitali diventano strumenti fondamentali per costruire relazioni durature con il consumatore finale. Il mercato italiano appare sempre più polarizzato: i vini premium dimostrano una buona tenuta, mentre le fasce base sono chiamate a rinnovare linguaggi, posizionamento e comunicazione. A livello industriale, Vinarius osserva un consolidamento dei grandi gruppi, sempre più forti anche sui mercati esteri, accanto alla crescita di micro-nicchie ad alto valore, spesso legate a produzioni artigianali e fortemente territoriali. Sul fronte internazionale, sono soprattutto i mercati extra-UE – Stati Uniti, Canada, Corea del Sud e Giappone – a trainare la domanda di vini premium italiani “L’analisi Vinarius sui Trend del Vino 2025–2026 - conclude Rossi - restituisce l’immagine di un settore in evoluzione, chiamato a ripensare modelli produttivi, commerciali e comunicativi. In questo contesto si inserisce anche il recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità UNESCO, un traguardo di straordinaria rilevanza che premia la cultura, la storicità e il valore identitario del nostro Paese. Un riconoscimento che rafforza il legame profondo tra vino, gastronomia e territorio, confermando il ruolo centrale del vino italiano come parte integrante di un patrimonio culturale condiviso e riconosciuto a livello internazionale”.

FOCUS SULLE VENDITE NELLA GDO Sono 737 milioni i litri di vino e spumante venduti nel 2025 nella Grande Distribuzione Italiana, 20 in meno rispetto al 2024. La GDO si conferma il

Anticipazione dello studio di Circana per Vinitaly

canale commerciale privilegiato per il settore e permette di comprendere le propensioni di acquisto degli italiani in fatto di vini. Le anticipazioni dello studio realizzato ad hoc dall’Istituto di Ricerca Circana ci permette di avere una prima idea dell’andamento del mercato del vino, assegnando a Prosecco, Lambrusco e Trebbiano il podio dei top seller.

“Se il 2024 aveva visto migliorare il dato (pur sempre caratterizzato dal segno negativo) delle vendite di vino nella GDO, quest’anno il mercato è tornato indietro e si registra una decrescita su tutti i fronti”, ha dichiarato Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana. “C’è da dire che è un trend che riguarda tutti i Paesi in cui si beve alcool, che stanno pagando il prezzo di una maggiore attenzione ai consumi di bevande alcoliche. E l’Italia lo paga sul vino perché storicamente grande produttrice e consumatrice di vino. Una delle domande che dobbiamo porci è se sia necessario agire da un punto di vista della produzione, visto che i cali sono un po’ più veloci di quanto non avvenga alla produzione annua.” Il settore chiude il 2025 con un -3,4% a volume sull’anno precedente, che quest’anno non trova alcuna compensazione sul dato a valore, anch’esso negativo: -1,1%.

Gli spumanti continuano invece il loro percorso parallelo e, sebbene a rilento rispetto al 2024, crescono dell’1,5% a volume e dell’1,2% a valore. I vini in bottiglia a denominazione d’origine, che nell’anno precedente avevano registrato un dato positivo, quest’anno perdono 2,6 punti percentuali. “Per incrementare la conoscenza e, di conseguenza, le vendite di vino non c’è che una strada: promuoverne la cultura, il racconto e il bere consapevole in tutti i canali commerciali”, ha sottolineato Gianni Bruno, Direttore Generale Vicario di Veronafiere. “E’ per questo motivo che ogni anno dedichiamo uno spazio di confronto privilegiato all’analisi del mercato del vino nella Grande Distribuzione italiana, che si conferma protagonista nel programma di Vinitaly, con il prezioso supporto dell’Istituto di Ricerca Circana, nostro partner storico.” La ricerca realizzata ad hoc da Circana verrà presentata nella sua interezza a Vinitaly (Verona, 12-15 aprile) nel corso della 22° tavola rotonda su vino e Grande Distribuzione “Il vino nella Grande Distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, organizzata da Veronafiere. Moderata da Alessandro Torcoli, Direttore di Civiltà del Bere, si terrà a Vinitaly lunedì 13 aprile dalle 10,30 alle 12,30 c/o la Sala Puccini (Centro Congressi Arena, primo piano).

10–12 novembre 2026

Centro fieristico di Norimberga, Germania

È tempo di opportunità –Ripensare i modelli di business

Le tendenze di consumo cambiano, gli impianti diventano più flessibili, i portafogli più diversificati. BrauBeviale presenta soluzioni lungo l‘intera catena del valore dell‘industria delle bevande: dagli ingredienti innovativi alle tecnologie di processo intelligenti, fino ai concetti di imballaggio sostenibili.

È giunto il momento di cogliere attivamente le opportunità: vieni a visitare BrauBeviale

Tenuta Montauto il vino del bosco

nella Maremma più autentica

MONOVITIGNI SOSTENIBILI NASCONO TRA VIGNE,BOSCHI E CIELI LIMPIDI: UN PROGETTO VITIVINICOLO INDIPENDENTE CHE

INTERPRETA LA MAREMMA ATTRAVERSO SUOLO, BIODIVERSITÀ E BEVIBILITÀ.

Tquarzo, elementi che incidono sulla struttura, sulla tensione minerale e sulla precisione aromatica dei vini. La Maremma meridionale è inoltre nota per ospitare uno dei cieli più puliti d’Italia, grazie alla bassa densità abitativa e all’assenza di grandi insediamenti industriali. Un contesto ambientale che favorisce ventilazione costante, escursioni termiche e una maturazione equilibrata delle uve.

BIODIVERSITÀ, PAESAGGIO E VITA TRA LE VIGNE

La gestione agricola di Tenuta Montauto considera la biodiversità un elemento strutturale del progetto vitivinicolo. I vigneti sono inseriti in un mosaico ambientale complesso, dove filari, aree boschive, macchia mediterranea e spazi lasciati a vegetazione spontanea convivono in equilibrio. Tra le vigne sono presenti nidi naturali e installazioni dedicate alla nidificazione degli uccelli, indicatori concreti della

enuta Montauto è una realtà vitivinicola a

La birra e gli italiani identità, valori e nuovi rituali di consumo

IN OCCASIONE DELLA NUOVA EDIZIONE

DEL CENTRO INFORMAZIONE BIRRA (CIB), ASSOBIRRA FOTOGRAFA L’EVOLUZIONE

DEL RAPPORTO TRA LA BIRRA E GLI ITALIANI: UN SIMBOLO DI SOCIALITÀ CHE OGGI

SI ARRICCHISCE DI NUOVI SIGNIFICATI

LEGATI A VALORI QUALI EQUILIBRIO, QUALITÀ E RESPONSABILITÀ.

La birra continua a riflettere i cambiamenti sociali e culturali dell’Italia: non è più solo una bevanda, ma un simbolo di socialità, piacere e condivisione, affiancato da una crescente attenzione all’equilibrio e alla responsabilità. Per oltre due terzi degli italiani rappresenta prima di tutto un’occasione per stare insieme, valore condiviso tra tutte le generazioni, con una sensibilità particolarmente alta tra gli adulti.

Dalle festività al Dry January, dagli incontri tra amici ai momenti di relax individuale, la birra assume nuovi significati, accompagnando scelte sempre più consapevoli e moderate.

Queste le principali evidenze emerse dalla nuova indagine di BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, la fotografia periodica sul mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali player della filiera e dell’Associazione, che in questa nuova edizione mette in luce come convivialità, identità e consapevolezza si intreccino nelle abitudini degli italiani. Spazio anche a un approfondimento curato dalla Prof.ssa Ombretta Marconi, Direttrice del CERB dell’Università degli Studi di Perugia, per eviden-

ziare i nuovi significati culturali e sociali della birra oltre che il ruolo dell’innovazione scientifica nella crescita del settore.

L’EVOLUZIONE DEL RUOLO DELLA BIRRA NELLA SOCIETÀ

ITALIANA

Secondo il report di BVA Doxa per AssoBirra, per 1 consumatore su 2 (49%) la birra è ormai parte della quotidianità: il 55% degli italiani dichiara che è passata dall’essere una bevanda occasionale a un prodotto gustato in molte situazioni diverse - dal relax in casa alle serate tra amici - con un picco tra la Generazione X (57%), seguita dai Millennials (55%) e dalla Gen Z (49%). Per il 59% degli intervistati, rappresenta un simbolo di convivialità e condivisione, mentre il 46% la associa al piacere di un momento di relax e benessere, con un entusiasmo più marcato tra i Millennials (53%).

Oggi la birra viene inoltre percepita sempre più come una bevanda di qualità: per 1 italiano su 3 (35%) rappresenta autenticità e artigianalità (con un picco del 37% tra la Gen X) mentre per 4 italiani su 10 (40%) è espressione di valori ambientali e sostenibili, con una sensibilità che cresce tra i più giovani (46% nella Gen Z).

Inoltre, quasi 1 italiano su 5 (19%) la associa alle feste e ai momenti di celebrazione, segno di come

la birra sia diventata un linguaggio comune della convivialità, accanto al vino e ad altre bevande simbolo della tradizione italiana.

LA BIRRA COME FILO CONDUTTORE DELLA CONVIVIALITÀ

Dalle tavole familiari alle celebrazioni collettive, la birra conferma il suo ruolo centrale nei momenti di incontro e convivialità. È la protagonista indiscussa dei ritrovi tra amici (73%), ma anche delle feste tradizionali (58%) e degli eventi sportivi (39%), con una presenza costante nei ritrovi familiari (33%) e nelle celebrazioni collettive (32%).

La Gen X e i Millennials risultano le generazioni più legate alla birra, rispettivamente per la sua capacità di rafforzare le connessioni e per la sua dimensione di piacere e condivisione. La Gen Z, invece, ne privilegia l’aspetto più leggero e informale, soprattutto nei momenti di socialità spontanea.

La convivialità resta un valore importante, ma oggi si concentra sempre più in momenti selezionati e significativi. Fuori casa si prediligono uscite mirate, con attenzione alla scelta dei locali e alla ricerca di offerte o menù convenienti, mentre tra le mura domestiche cresce la tendenza alla home dining: si cucina di più, si gestiscono con cura gli acquisti e si riduce anche il ricorso al delivery.

Gli alcolici vengono valutati per prezzo e occasione, trasformando l’esperienza sociale in un vero investimento di tempo e risorse. In questo contesto, la convivialità non scompare ma diventa più consapevole, bilanciando piacere, risparmio e cura della propria esperienza domestica e fuori casa.

Durante le festività, il principale driver di scelta della birra resta il gusto piacevole e versatile (56%), seguito dalla capacità di favorire la convivialità senza eccessi (44%) e di accompagnare i momenti di relax e divertimento (44%). Tra le generazioni emergono sfumature diverse: i Millennials e la Gen X la scelgono come bevanda di piacere e condivisione (oltre il 55%), mentre la Gen Z apprezza il suo contenuto alcolico moderato (39%) e la possibilità di viverla come scelta equilibrata e sociale.

LA NUOVA CULTURA DELLA MODERAZIONE

La moderazione si conferma un tratto comune a tutte le generazioni: la Gen Z la vive come espressione di benessere e sostenibilità, mentre la Gen X la considera una scelta di lucidità e controllo, motivata dal desiderio di “mantenere la chiarezza mentale” (oltre 1 italiano su 3, il 36%).

Un contesto in cui si afferma il fenomeno dei “sober curious”, ovvero di chi sceglie di bere in modo più consapevole, senza rinunciare del tutto all’alcol ma selezionando con maggiore attenzione qualità, gusto e contesto. Un trend che racconta una nuova cultura del bere, più riflessiva e curiosa, in cui l’esperienza conta più della quantità. In questo scenario, negli ultimi anni anche in Italia iniziative come il Dry January - il mese dedicato all’astensione dal consumo di alcol - stanno diventando un fenomeno sempre più considerato. La conoscenza del Dry January nel nostro Paese è ancora limitata (solo il 23% dichiara di conoscerlo bene), ma l’interesse cresce rapidamente soprattutto tra i più giovani. La Gen Z si distingue infatti come la generazione più informata e sensibile verso questo tema. Le motivazioni che spingono ad aderire al Dry January sono legate soprattutto al benessere personale: molti scelgono di partecipare per migliorare la salute (31%), purificarsi dopo gli eccessi delle feste (31%) o ridurre il consumo abituale (29%). Tra chi non lo ha ancora sperimentato, oltre la metà dichiara di star valutando l’idea di provarci in futuro, a testimonianza di come il Dry January stia contribuendo a diffondere una nuova

Immagine generata con AI

cultura della moderazione, fondata sull’equilibrio e sulla consapevolezza più che sulla rinuncia.

“Questa nuova edizione del CIB ci racconta come la birra continui a evolversi insieme agli italiani, accompagnando i cambiamenti sociali e culturali del Paese”, commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra. “Oggi la birra non è più solo simbolo di convivialità, ma anche espressione di equilibrio e consapevolezza: dai momenti di festa alle iniziative come il Dry January, emerge un approccio più maturo e responsabile al consumo. È un segnale positivo che ci spinge, come filiera, a continuare a promuovere una cultura del bere fondata su qualità, socialità e moderazione, valorizzando il ruolo della birra come compagna autentica dei momenti che uniscono”.

CULTURA BIRRARIA, RICERCA E INNOVAZIONE: LA PAROLA ALL’ESPERTO

La Prof.ssa Ombretta Marconi, Direttrice del CERB dell’Università degli Studi di Perugia, offre una prospettiva scientifica e culturale sul ruolo della birra nella società contemporanea. Dall’analisi dei dati del nuovo CIB, sottolinea come la birra rifletta i cambiamenti sociali e culturali del Paese, coniugando tradizione e modernità e rispondendo a una crescente domanda di autenticità, equilibrio e consapevolezza.

«Dai dati del nuovo CIB emerge chiaramente come la birra stia assumendo significati nuovi per tutte le generazioni. Per i più giovani è sempre più una scelta identitaria, legata a qualità, autenticità e moderazione; per gli adulti rimane soprattutto un simbolo di socialità e tradizione, ma con una crescente attenzione all’equilibrio. Allo stesso modo, fenomeni come il Dry January testimoniano una maturazione culturale: non si tratta di rinunciare, ma di scegliere con consapevolezza quando e come bere, trasformando la convivialità in un’esperienza più riflessiva e attenta al benessere», commenta Ombretta Marconi, Direttrice del CERB dell’Università degli Studi di Perugia. Oltre agli aspetti culturali, Marconi sottolinea come questa evoluzione sia sostenuta da un cambiamento più ampio nella percezione della qualità e dell’innovazione legata alla birra. Ricerca scientifica, processi produttivi avanzati, valorizzazione delle materie prime italiane e approcci sostenibili contribuiscono a rafforzare la fiducia dei consumatori e a rendere la birra un prodotto sempre più in linea con i valori contemporanei, quali responsabilità, trasparenza e attenzione all’ambiente.

“La filiera birraria italiana sta vivendo una fase di grande trasformazione: qualità, sostenibilità e innovazione diventano oggi i pilastri che guidano lo sviluppo del settore. La ricerca scientifica, dalla selezione delle materie prime agli studi sui processi produttivi, è fondamentale per costruire una birra capace di raccontare un’Italia moderna, competitiva e responsabile, dove tradizione, territorio e tecnologia dialogano per creare valore economico, sociale e culturale”, aggiunge Ombretta Marconi.

“La birra si conferma una bevanda capace, pur mantenendo la sua anima democratica e popolare, di arricchirsi di significati nuovi, combinando gusto, qualità e consapevolezza, e riflettendo stili di vita sempre più attenti ed equilibrati”, conclude il Direttore Generale di AssoBirra, Andrea Bagnolini. “Dalle occasioni di festa alla quotidianità, la birra continua inoltre ad interpretare un linguaggio comune capace di unire generazioni, contesti e momenti diversi, mantenendo intatto il suo valore di spontaneità e convivialità”.

Immagine generata con AI

MIGLIORI TECNOLOGIE

PRESENTI SUL MERCATO

Robot e cobot trasformano l'industria

L’AUTOMAZIONE STA TRASFORMANDO I SETTORI INDUSTRIALI E IL PACKAGING È PRONTO A UNA VERA RIVOLUZIONE ROBOTICA. DAI ROBOT COLLABORATIVI AI SISTEMI BASATI SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LE AZIENDE SI IMPEGNANO PER RESTARE COMPETITIVE IN UNO SCENARIO IN CONTINUA EVOLUZIONE.

Negli ultimi decenni, l’automazione ha rivoluzionato industrie in tutto il mondo. Dalla produzione automobilistica a quella alimentare, l’integrazione della robotica sta trasformando il modo in cui le imprese operano, con il settore del packaging destinato a una crescita significativa nell’adozione dei robot. In questo articolo il professor Mike Wilson, Chief Automation Officer presso il Manufacturing Technology Centre (MTC) e figura di riferimento nell’automazione industriale, esplora come la robotica stia trasformando il panorama del packaging e non solo. Per comprendere dove si stia dirigendo l’industria del packaging, è essenziale guardare a come la robotica si è evoluta. Parlando con Packaging Innovations, il professor Wilson ricorda i suoi primi giorni nello stabilimento British Leyland di Cowley, a Oxford, nei primi anni ’80. “A quel tempo, Cowley aveva solo due robot e la British Leyland aveva appena installato la linea Metro l’anno prima, a Longbridge, con circa

15 robot sulla linea”, racconta. Oggi, nello stesso stabilimento, sono impiegati oltre 1.000 robot per produrre l’iconica Mini. Questa crescita esponenziale della robotica testimonia quanto l’automazione sia progredita negli ultimi quarant’anni. All’inizio degli anni ’80, i robot erano troppo lenti e mancavano della precisione necessaria per applicazioni come il packaging. “Oggi disponiamo di robot ad alta velocità di diverse dimensioni e forme che possono lavorare accanto alle persone, e di sistemi di visione che guidano i robot dove devono operare”, spiega Wilson. L’avvento dei robot ad alta velocità, dei robot collaborativi (“cobot”) e dei sistemi di visione basati su IA ha cambiato completamente le regole del gioco.

PAURE E FALSI MITI

Ahmet Hamdi, Unsplash

Nonostante questi progressi tecnologici, l’integrazione della robotica nel packaging non è stata priva di sfide. Una delle questioni più diffuse è il timore che i robot sostituiscano i posti di lavoro umani. Wilson sottolinea che i robot stanno assumendo compiti sporchi, pericolosi e gravosi, lavori che le persone non dovrebbero svolgere. “Dovremmo impiegare le persone dove le loro competenze possono aggiungere valore e creare lavori più interessanti”, afferma. “Dobbiamo considerare i robot come un macchinario. Sono uno strumento di automazione, seppur più flessibile e intelligente”, aggiunge.

Mike Wilson, Chief Automation Officer presso il Manufacturing Technology Centre (MTC)

L’ASCESA DEI ROBOT COLLABORATIVI

Una delle tendenze più evidenti nel settore della robotica è la crescente popolarità dei robot collaborativi. A differenza dei robot industriali tradizionali, che richiedono ampie protezioni e infrastrutture dedicate, i cobot sono progettati per lavorare accanto alle persone in spazi condivisi. “Stanno diventando sempre più popolari perché sono più facili da installare e offrono maggiore flessibilità: possono essere spostati più facilmente all’interno della fabbrica”, afferma Wilson. Questa accessibilità è particolarmente importante per le piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano una parte significativa del panorama manifatturiero britannico. Secondo Wilson, esistono ancora decine di migliaia di PMI che non hanno adottato alcuna forma di automazione robotica. “C’è un enorme mercato ancora inesplorato per la tecnologia robotica, ed è qui che credo vedremo la maggiore crescita nei prossimi anni”, prevede. Tuttavia, sottolinea che la maggior parte dei robot collaborativi installati oggi lavora ancora in modo indipendente, piuttosto che in una vera collaborazione uomo-robot. “Col tempo, inizieremo a vedere più esempi di collaborazione autentica tra persone e robot, che lavorano fianco a fianco su compiti condivisi”, immagina.

IL FUTURO DEI ROBOT UMANOIDI

Mentre gran parte dell’attenzione si è concentrata sui robot industriali e collaborativi, è cresciuto anche l’interesse per i robot umanoidi, in particolare in Cina e negli Stati Uniti. Questi robot sono progettati per imitare le capacità umane e interagire direttamente con le persone. Tuttavia, Wilson rimane scettico sul loro potenziale impatto nella manifattura. “Personalmente, non credo che i robot umanoidi avranno un impatto significativo, se non nullo, sulla produzione industriale”, afferma. “Se si progetta un sistema di automazione, lo si farà in modo che robot standard possano svolgere i compiti in modo efficiente. Non sarà necessario investire nei costi e nella complessità aggiuntivi dei robot umanoidi, a meno che non sia indispensabile operare in ambienti in cui devono interagire direttamente con le persone e condividere lo stesso spazio”.

L’IMPORTANZA DI COMPETENZE

E FORMAZIONE

Una delle sfide maggiori nell’adozione della robotica è assicurare che le aziende dispongano delle competenze necessarie per utilizzare e mantenere

queste apparecchiature. “Molte imprese non ritengono di avere l’esperienza necessaria per acquistare, installare e gestire attrezzature robotiche”, riconosce Wilson. Sottolinea l’importanza di fornire formazione e supporto per aiutare le aziende a superare la curva di apprendimento associata alla prima installazione robotica. “La prima installazione è sempre la più difficile, perché comporta una curva di apprendimento ripida”, osserva. Offrendo percorsi strutturati di formazione e aggiornamento delle competenze, le imprese possono preparare meglio la propria forza lavoro alla gestione dei progetti di automazione. È interessante notare che le generazioni più giovani potrebbero essere più propense ad accogliere la robotica, essendo cresciute con la tecnologia. Inoltre, i giovani lavoratori non sono interessati a svolgere compiti ripetitivi e monotoni che le generazioni precedenti tolleravano, spingendo così le aziende verso l’automazione.

GESTIRE I CAMBIAMENTI GEOPOLITICI ED ECONOMICI

Oltre ai progressi tecnologici, fattori esterni come tensioni geopolitiche e interruzioni delle catene di fornitura stanno spingendo le aziende a riconsiderare le proprie strategie produttive. “Negli ultimi dieci anni abbiamo già assistito a diversi shock esterni, dalla pandemia di COVID-19 a tensioni geopolitiche come la guerra in Ucraina», osserva Wilson. Questi eventi hanno evidenziato i rischi legati alla dipendenza dalle catene di fornitura globali e hanno spinto le imprese a valutare strategie di reshoring e nearshoring. Anche la Brexit ha contribuito a ridefinire le dinamiche commerciali, rendendo gli scambi con l’Unione Europea più complessi e costosi. “Le aziende stanno capendo che non possono più fare affidamento sulla logistica internazionale come in passato”, aggiunge Wilson. Investendo nell’automazione, le imprese possono aumentare la propria resilienza alle future interruzioni e mantenere la competitività.

CREARE UN PIANO TECNOLOGICO

Wilson incoraggia le aziende a considerare l’automazione come un investimento strategico e non come una soluzione a breve termine.

“È un po’ come avere un business plan”, spiega. “La maggior parte delle imprese dispone già di piani finanziari, ma ha bisogno anche di un piano tecnologico”.

Questo piano dovrebbe identificare le tecnologie rilevanti, come robotica e soluzioni digitali, in grado di offrire un vantaggio competitivo. Dovrebbe inoltre delineare una strategia graduale per implementarle, tenendo conto di formazione, finanziamenti e obiettivi di lungo periodo. Adottando un approccio strategico all’automazione, le aziende possono prepararsi alle sfide e alle opportunità future.

Fonte: Easyfairs

Robot Yaskawa per aumentare sostenibilità e produttività

L’AZIENDA TOSCANA

AUTEC HA REALIZZATO UN SISTEMA

AUTOMATIZZATO DI GESTIONE E MOVIMENTAZIONE DEI TAPPI PER IL PRODUTTORE DI UN NOTO AMARO. PER OTTENERE AFFIDABILITÀ E PRECISIONE NELLE

TRAIETTORIE HA SCELTO DI ADOTTARE UN ROBOT YASKAWA GP25 PER L’ESTRAZIONE

AUTOMATICA DEI TAPPI

DALLA PRESSA A INIEZIONE E DUE ROBOT YASKAWA GP88 PER LA PALLETTIZZAZIONE. OBIETTIVO

Il numero di aziende che stanno ripensando i propri prodotti per renderli maggiormente sostenibili è in continuo aumento. La scelta delle materie prime da lavorare ha indubbiamente un ruolo rilevante per il raggiungimento di un tale obiettivo, ma spesso materiali diversi impongono di aggiornare i processi di lavorazione. È il caso del produttore di un noto amaro con sede a Fidenza, in provincia di Parma, che recentemente si è rivolto ad Autec per ripensare parte dei suoi impianti raggiungendo un duplice risultato: la capacità di gestire materiali più sostenibili e un incremento di efficienza della produzione. Fondata nel 1993 a Ponsacco, in provincia di Pisa, Autec è specializzata nella progettazione

e realizzazione chiavi in mano di impianti su misura, inclusivi di tutte le attività collegate, come la gestione dei dati, la tracciabilità del prodotto e il controllo qualità. L’esperienza dell’azienda si concentra principalmente nei settori del calzaturiero e dell’automotive, ma la sua capacità di adattamento e innovazione le ha permesso di estendere la sua competenza anche ad altri comparti industriali. Autec si è così affermata come una realtà di riferimento a livello internazionale, operando in mercati importanti come gli Stati Uniti, il Messico, il Brasile, l’India e la Cina, oltre che in Italia.

UNA SVOLTA SOSTENIBILE

La capacità di Autec di spaziare al di fuori dei suoi settori core è testimoniata ad esempio dall’applicazione realizzata per un noto produttore di amaro, che aveva espresso la necessità di rinnovare completamente l’impianto di produzione dei tappi in plastica per le sue bottiglie per adottare un nuovo materiale riciclabile. Questo cambio di materiale ha comportato la necessità di una revisione completa del metodo di produzione, inclusi i tempi di raffreddamento prima della marchiatura a caldo, ma ha portato a risultati significativi in termini di sostenibilità e riduzione dei costi operativi.

Autec ha quindi lavorato alla realizzazione di un sistema automatizzato di gestione e movimenta-

zione dei tappi, in particolare per la loro estrazione dalla pressa a iniezione, il loro raffreddamento per il processo di marchiatura a caldo, e la loro pallettizzazione. Un aspetto particolarmente rilevante di questa applicazione è la capacità di lavorare in modo continuo, senza interruzioni. Come da prassi ormai consolidata, per la realizzazione di questa soluzione, Autec ha scelto di adottare robot Yaskawa, particolarmente apprezzati dall’azienda per l’affidabilità e la precisione di esecuzione delle traiettorie. In particolare, nell’applicazione sono stati impiegati un robot Yaskawa GP25, che ha sostituito i tradizionali manipolatori per l’estrazione automatica dei tappi dalla pressa a iniezione, e due robot Yaskawa GP88 per la pallettizzazione. La facilità di programmazione propria del linguaggio Yaskawa, la possibilità di simulazione offline del processo tramite l’apposto software e la semplicissima implementazione del software HMI, hanno consentito ad Autec di sviluppare il sistema in tempi brevi, rispettando i tempi di consegna richiesti dal cliente.

PRODUTTIVITÀ E SICUREZZA

La produttività è stata incrementata in modo notevole rispetto al passato, dato che il sistema può operare in modo continuo e quasi totalmente autonomo. La presenza di due zone di lavoro separate per i robot di pallettizzazioneuna occupata dal pallet in uso e l’altra riservata al pallet vuoto da utilizzare successivamente - garantisce infatti una lavorazione in tempo

Una parTnerShip TrenTennale

Nel corso del 2024, la partnership tra Autec e Yaskawa ha raggiunto un traguardo fortemente simbolico: il millesimo robot Motoman adottato nei sistemi dell’azienda. Al di là del valore simbolico, questo importante risultato testimonia il profondo legame e la fiducia instauratasi tra le due aziende a partire dalla prima collaborazione, nel 1994. In oltre trent’anni di partnership, l’evoluzione tecnologica e il supporto di Yaskawa hanno contribuito al consolidamento di Autec come player di rilievo nel mercato globale dell’automazione per i settori calzaturiero, automotive e dell’industria generale.

mascherato e, dunque, un processo produttivo privo di interruzioni. Una volta completato il pallet nella postazione in uso, il robot può passare alla seconda zona mentre un operatore sostituisce il pallet pieno con uno vuoto. Questo implica tuttavia l’esigenza di adottare misure di sicurezza adeguate alla compresenza di uomo e robot. La presenza di operatori umani nell’area di lavoro dei robot è limitata in termini sia di tempo sia di spazio quindi Autec ha accantonato l’idea di soluzioni collaborative optando per i più veloci bracci industriali tradizionali, a tutto vantaggio della capacità produttiva e dei costi.

Per prevenire il rischio di incidente si è optato per una soluzione basata sull’impiego di laser scanner e sensori di protezione sulle porte dell’area operativa, che, insieme alle schede FSU (Functional Safety Unit) di cui sono dotati i robot, consentono di implementare logiche sicure per l’accesso controllato all’area di lavoro. Questo approccio ha permesso di migliorare significativamente la sicurezza, riducendo i rischi di incidenti durante le operazioni di sostituzione dei pallet o le attività di manutenzione.

EVOLUZIONE A TUTTO TONDO

In conclusione, il progetto sviluppato da Autec in collaborazione con Yaskawa rappresenta un esempio eccellente di come l’automazione industriale possa contribuire a migliorare l’efficienza produttiva, garantendo al contempo un alto livello di sicurezza. Grazie all’impiego di tecnologie avanzate e alla capacità di personalizzare le soluzioni in base alle esigenze specifiche del cliente, Autec ha realizzato un sistema innovativo che risponde perfettamente ai requisiti di produzione, qualità e sostenibilità richiesti dal mercato moderno.

OBIETTIVO

garanzia di flessibilità e sicurezza

CON UN SISTEMA ROBOTICO INDUSTRIALE

BASATO SU CAVI, LA START-UP RED CABLE

ROBOTS OFFRE UNA SOLUZIONE FLESSIBILE

PER L’AUTOMAZIONE DI GRANDI SUPERFICI.

GRAZIE AL CONTROLLO SENZA FILI TRAMITE

HMI DI KEBA, ALL’ELEVATA DINAMICITÀ E ALLA

FACILE ADATTABILITÀ, L’INTRALOGISTICA RISULTA COSÌ PIÙ EFFICIENTE.

Red Cable Robots GmbH è una start-up che sviluppa robot industriali di nuova generazione destinati all’automazione su vasta scala. Fondata da quattro persone estremamente determinate: Patrik Lemmen (CTO) e Robin Heidel (COO) Roland Boumann (CEO) e Tobias Burger (CCO), l’azienda ha sviluppato una soluzione innovativa, ispirata ai sistemi di telecamere su cavi utilizzati negli stadi e negli autodromi. Ne è nata un’applicazione che ha appena raggiunto la maturità di mercato. Con questo prodotto, l’azienda punta a diversi settori che spaziano dalla produzione industriale, all’edilizia, fino ad arrivare all’aerospaziale. Al momento il team sta concentrando i propri sforzi sui processi intralogistici, in particolare sulle operazioni di palletizzazione e de pallettizzazione situate all’inizio e alla fine delle linee di produzione come anche dei flussi logistici.

di bevande su diversi metri di spazio operativo, ad esempio su un’area grande quanto un campo da tennis. Per farlo, gli otto cavi collegati alla piattaforma vengono arrotolati e srotolati con sincrona precisione da degli attuatori. In questo modo, il robot preleva un oggetto da un punto all’interno del suo spazio operativo e lo posiziona in un altro. Nonostante il sistema muova una massa sospesa non oscilla né vibra: questo è possibile grazie al livello di tensione dei cavi che viene mantenuto con accuratezza. In questo modo la piattaforma rimane stabile e rigida nello spazio, garantendo la dinamicità e la precisione richieste dai moderni processi industriali. Robin Heidel: “Ciò che colpisce di questo sistema sono la velocità e la precisione. Nella configurazione standard, la piattaforma può arrivare ad avere uno scarto nell’ordine del millimetro”. Il peso ottimale per il funzionamento del sistema attualmente è di 25-30 kg per collo, mentre il carico massimo gestibile è di circa 80 kg; tuttavia al centro dell’area di lavoro questa capacità può aumentare notevolmente. Possono essere utilizzate tutte le tipologie di pinze standard, anche se nella maggior parte dei casi si ricorre all’uso di vacuum gripper.

I ROBOT A CAVI E I RELATIVI

VANTAGGI

Da sinistra:

Patrik Lemmen (CTO) e Robin

Heidel (COO) di Red Cable Robots

CABLAGGIO DI COMUNICAZIONE?

NO, PER IL MOVIMENTO!

Il team di Red Cable Robots muove una piattaforma che ha dimensioni paragonabili a quella di una cassa

I robot a cavi contribuiscono in modo significativo all’aumento dell’efficienza. Possono operare 24 ore su 24 senza pause e di conseguenza aumentare la produttività e livellare i picchi di lavoro. Grazie alla loro precisione, riducono gli errori e garantiscono risultati costanti. Sono in grado di

movimentare grandi quantità di merci in tempi brevissimi, evitando colli di bottiglia e migliorando il flusso produttivo. I robot a cavi si adattano facilmente a diversi layout e contesti, senza richiedere sviluppi aggiuntivi. Possono muoversi sopra le macchine esistenti e, allo stesso tempo, raggiungere anche livelli più bassi del piano di lavoro. Anche un’eventuale riconfigurazione o modifica del layout, fino allo smontaggio e al rimontaggio in un’altra sede, richiede pochissimo sforzo. Il sistema utilizza tipicamente otto cavi (minimo sei), coprendo tutti e sei i gradi di libertà nello spazio, permettendo di inclinare la piattaforma con precisione millimetrica. Questo rappresenta un chiaro vantaggio rispetto ai sistemi a portale che, per prelevare oggetti da un nastro inclinato, ad esempio, necessitano di un’asse aggiuntivo. Patrik Lemmen: “Il nostro grande vantaggio consiste nella capacità di gestire più pallet contemporaneamente. Un esempio è lo smistamento di una grande varietà di pacchi, provenienti da uno o più nastri trasportatori, da distribuire su pallet diversi, il tutto con un unico sistema robotico”. In questo contesto, l’approccio di Red Cable Robots offre un notevole vantaggio in termini di costi rispetto alle soluzioni convenzionali, rendendo in alcuni settori l’automazione sostenibile dal punto di vista economico. Ad esempio, molti operatori logistici gestiscono applicazioni con pochi punti di smistamento, generalmente da uno a quattro, ma esistono anche layout che arrivano fino a 40 punti. Attualmente, ogni punto richiede un robot dedicato, cosa difficilmente realizzabile, perché per sistemi con numerosi punti di smistamento non esistono ancora soluzioni di automazione adeguate. Di conseguenza, tutte queste operazioni vengono eseguite manualmente. “Un sistema con due FTE (Full Time Equivalent, equivalente a tempo pieno- è una misura utilizzata per conoscere il numero di lavoratori a tempo pieno necessari per svolgere un’attività.) per punto di smistamento, ha un ROI breve, che si ripaga già dopo un anno e mezzo”, spiega Patrick Lemmen. Un ulteriore punto di forza del robot è l’eliminazione dei tempi morti dovuti al cambio dei

pallet, grazie alla possibilità di mantenere nel suo spazio operativo un numero sufficiente di pallet da utilizzare come zone tampone. Oltre alla grande flessibilità ha un ingombro contenuto, il che aiuta a semplificare eventuali adattamenti al processo di automazione. Robin Heidel: “Attualmente stiamo progettando una cella doppia: in un’area dello spazio operativo si eseguono le operazioni di impilamento, mentre nell’altra vengono rimossi i pallet pieni e posizionati quelli nuovi. Qui il sistema di Red Cable Robots è in grado di eliminare i tempi morti”. Patrik Lemmen: “Nella logistica, l’automazione con le soluzioni attualmente disponibili sul mercato, ha oramai raggiunto un livello di saturazione. Estendere l’automazione a nuovi processi significa spesso superare i limiti dell’hardware attuale”. Pur riconoscendo che i robot umanoidi rappresentano una tendenza in forte crescita, Patrik Lemmen ritiene che ci vorrà ancora tempo prima che

il rUolo di keBa

Per Red Cable Robots, KEBA è partner innovativo. Heidel: “Nessun’altra azienda ci ha offerto una soluzione così flessibile per le nostre esigenze”. Nel proprio controller Red Cable Robots si avvale principalmente di un sistema bus EtherCAT, protocollo di comunicazione sempre più diffuso in ambito industriale. Heidel: “KEBA si appresta a lanciare a breve questa tecnologia nei prodotti KeTop. Siamo molto curiosi di provare questa versione, perché ci permetterà di ridurre notevolmente il cablaggio nel nostro quadro di controllo”. Per Red Cable Robots, KEBA è sinonimo di sicurezza e flessibilità nella gestione degli impianti. Patrik Lemmen commenta il ruolo di KEBA anche in una prospettiva futura: “Con l’aumento del numero di robot in funzione, sarà possibile gestire tutti i sistemi da un unico pannello di comando, rendendo l’intero processo ancora più efficiente”.

possano generare un reale valore economico. Anche in quel caso, dovrebbero comunque confrontarsi con limiti di natura fisica, come la portata e il raggio d’azione. “Con il nostro sistema rendiamo possibili scenari di automazione completamente nuovi per processi dinamici di grandi dimensioni, anche con carichi elevati”, sottolinea Lemmen.

RED CABLE ROBOTS SCEGLIE

L’HMI PORTATILE SAFE WIRELESS DI KEBA

I robot proposti da Red Cable Robots hanno generalmente grandi dimensioni e sono in grado di coprire un’area estesa. Di conseguenza, il dispositivo di comando deve soddisfare due requisiti fondamentali:

1) essere dotato di funzioni di sicurezza, come ad esempio un interruttore di emergenza, e garantire un livello di prestazioni conforme alla norma DIN 13849.

2) Per poter operare in modo efficiente su un’area così ampia, è indispensabile che il dispositivo sia wireless.

A questo proposito Robin Heidel afferma: “Per programmare il robot, ad esempio, dobbiamo muoverci all’interno dello spazio operativo per mantenere un contatto visivo costante con esso. Con un dispositivo non wireless, ciò sarebbe praticamente impossibile poiché il cablaggio sarebbe sicuramente di intralcio”.

IL CONFIGURATORE HMI

ACCELERA IL PROCESSO

DECISIONALE

Proprio nel periodo in cui Red Cable Robots prendeva contatto con KEBA, veniva lanciato online il Configuratore HMI. Robin Heidel prosegue: “Per noi è una soluzione estremamente comoda e pratica per configurare l’interfaccia secondo le nostre esigenze.

Abbiamo potuto scegliere tra display piccolo o grande, orientamento verticale o orizzontale, pulsanti personalizzati e molte altre opzioni”. Alla fine, Red Cable Robots ha optato per un KeTop T155 Safe Wireless personalizzato. “Nonostante il display di grandi dimensioni in formato orizzontale, questa versione è molto ergonomica e il pulsante di consenso a tre vie per la programmazione del robot rimane sempre facilmente accessibile. Inoltre, ci piace molto il design personalizzato con il nostro logo.” La sfida più grande per il team di Red Cable Robots è stata da un lato l’indecisione sul design del terminale portatile e dall’altro sulle funzionalità opzionali. “Le possibilità offerte dal configuratore HMI ci hanno spinto a esplorare sempre nuove idee per l’azionamento e il comando del robot”, seguita Heidel.

igus innovazioni motion plastics in mostra

L’AZIENDA HA PARTECIPATO CON SUCCESSO A MECSPE (BOLOGNAFIERE, 4-6 MARZO) CON UNA SERIE DI SOLUZIONI PROGETTATE PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DI EFFICIENZA, SICUREZZA E SOSTENIBILITÀ DELL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA. SOTTO I RIFLETTORI, IN PARTICOLARE, ROBOTICA, MATERIALI PTFE-FREE E PFAS-TESTED E COMPONENTI PER CLEANROOM.

La presenza di igus a MECSPE 2026 si è allineata al programma della manifestazione, sviluppato quest’anno attorno ai tre filoni tematici ispirati ai pilastri della crescita in chiave 5.0 – formazione, digitalizzazione e sostenibilità – con proposte che coniugano affidabilità dei processi, ricerca sui materiali, accessibilità e conformità alle normative in ambito green.

ROBOTICA E AUTOMAZIONE

ACCESSIBILE CON LA PIATTAFORMA RBTX

In primo piano, nello spazio espositivo igus, l’area dedicata all’automazione, con soluzioni pensate per semplificare l’accesso alla robotica industriale. Al centro della proposta si colloca RBTX, l’ecosistema online di igus che mette in contatto gli utenti con una rete di partner specializzati per configurare in modo rapido e intuitivo soluzioni robotiche personalizzate. La piattaforma permette, infatti, di combinare robot, pinze, sistemi di visione e componenti periferici igus, così come soluzioni di altri produttori, per realizzare applicazioni di movimentazione e assemblaggio pronte all’uso. Tra le novità RBTX, riflettori puntati in particolare sui robot collaborativi dal competitivo rapporto prezzo/prestazioni, come la nuova gamma Fairi-

no con bracci da 3 a 30 kg di payload. Progettati per applicazioni industriali e collaborative quali pick&place, bin-picking, pallettizzazione e saldatura, offrono una soluzione versatile per l’automazione di attività ripetitive in svariati contesti produttivi.

MATERIALI PTFE E PFAS FREE

Tra i temi centrali della presenza igus a MECSPE si è distinto lo sviluppo di materiali PTFE-free e PFAS-tested, ambito su cui l’azienda investe da diversi anni. igus, infatti, utilizza già 27 materiali privi di PTFE e testati PFAS - tra cui iglidur J, W, G, X e H - non solo per produrre cuscinetti a strisciamento, ma anche per offrire semilavorati, cuscinetti a sfera, snodi sferici e guide lineari. Formulazioni esclusive che permettono di mantenere inalterate le principali caratteristiche tecniche dei prodotti, come stabilità termica e resistenza meccanica, migliorando al contempo attrito e usura.

SOLUZIONI PER CAMERE BIANCHE E DRY CLEANROOM

La partecipazione di igus a MECSPE è stata arricchita dalle soluzioni dedicate alle applicazioni per camere bianche, sempre più strategiche nella produzione di batterie, chip, semiconduttori e, più in generale, in tutto il comparto dell’elettronica. Per questi contesti, igus propone componenti progettati per ridurre l’abrasione e limitare la generazione di particelle, contribuendo a garantire elevati standard di sicurezza operativa. Tra questi, la nuova catena portacavi e-skin soft ESD, caratterizzata da un design compatto, che necessita di uno spazio di installazione estremamente ridotto. Resistente all’usura e dotata di proprietà dissipative grazie a specifici additivi presenti nel materiale, questa soluzione è particolarmente indicata per applicazioni sensibili alle scariche elettrostatiche e per l’impiego in ambienti controllati, anche in presenza di movimenti rapidi. Accanto alle catene portacavi, il catalogo igus comprende anche 238 cavi chainflex con rivestimento in TPE privi di alogeni, certificati dal Fraunhofer IPA per l’impiego in dry cleanroom secondo le classi 4 e 5. La gamma include cavi di comando, cavi bus, cavi motore e per servomotore, cavi robot e per sistemi di misura. Sviluppati per la posa mobile in catena portacavi, questi cavi permettono di realizzare sistemi affidabili e calcolabili anche in processi produttivi altamente automatizzati, con una durata d’esercizio garantita fino a quattro anni.

Robot collaborativo Fairino
Catena portacavi e-skin soft ESD

Si avvicina interpack cuore pulsante di packaging e processing

DAL 7 AL 13 MAGGIO 2026, L’INDUSTRIA GLOBALE DEL PROCESSING E DEL PACKAGING S’INCONTRERÀ A DÜSSELDORF PER CONFRONTARSI SU IA, AUTOMAZIONE, MATERIALI INNOVATIVI E NUOVE COMPETENZE. LEADER DI MERCATO E NUOVI PROTAGONISTI PROVENIENTI DA TUTTI I SETTORI DELLA CATENA DEL VALORE SI STANNO PREPARANDO ALL’EVENTO.

Ipreparativi per interpack 2026 sono in pieno fermento. A maggio, circa 2.800 espositori provenienti da tutto il mondo presenteranno a Düsseldorf le loro più recenti innovazioni, promuovendo il futuro di un’industria interconnessa a livello globale. “L’edizione 2026 di interpack sarà più importante che mai”, afferma il direttore di interpack, Thomas Dohse. “Proprio in un contesto di mercato complesso il settore ha bisogno di un luogo di confronto e orientamento. Ora è fondamentale individuare soluzioni concrete, confrontarle tra loro e preparare decisioni ponderate sugli investimenti.”

DINAMICHE, SFIDE E OPPORTUNITÀ GLOBALI

Uno sguardo d’insieme mostra chiaramente che le condizioni generali del settore sono complesse ed articolate. La crescita della popolazione, l’urbanizzazione e il cambiamento dei modelli di consumo aumentano la domanda di soluzioni efficienti per la trasformazione e il confezionamento. Al contempo la scarsità di materie prime, la regolamentazione, i rischi nelle catene d’approvvigionamento e la caren-

za di personale qualificato aumentano la pressione sulle imprese. In tale contesto, interpack 2026 pone l’attenzione su tematiche specifiche attraverso i suoi Hot Topics: Smart Manufacturing, Innovative Materials e Future Skills. Smart Manufacturing è un paradigma di produzione che si basa su dati ed è caratterizzato da un’efficienza nell’uso delle risorse – dall’IA alla robotica. Innovative Materials si focalizza su materiali di confezionamento innovativi, funzionalità avanzate e concetti di “Design for Recycling”. Future Skills affronta la trasformazione del mondo del lavoro e le competenze necessarie per una produzione sempre più digitalizzata e automatizzata.

GLI ESPOSITORI PRESENTI

Tra le circa 2800 aziende provenienti da 67 paesi, molti leader di mercato non passeranno certo inosservati. Per il settore dolciario e dei prodotti da forno, all’interpack, nei padiglioni 1, 3 e 4, saranno presenti ad esempio Aasted, Sollich, Theegarten-Pactec e SACMI Packaging & Chocolate.

Anche le industrie farmaceutiche e cosmetiche troveranno all’interpack partner importanti: nei

padiglioni da 15 a 17 presenteranno i loro portafogli prodotti, tra gli altri, IMA Industria Macchine, Marchesini Group e OPTIMA. Nell’ampia sezione espositiva dedicata ai prodotti alimentari, alle bevande, ai beni industriali e di consumo, allestita in sei padiglioni (11-14 e 5-6), aziende come COESIA Group, Duravant, Gerhard Schubert, Ishida, KHS, Krones, MULTIVAC, Syntegon Technology e ULMA Packaging definiranno gli standard di automazione, efficienza e sostenibilità. Anche i padiglioni 7-10 rivestiranno un ruolo centrale per il settore. Qui oltre 1000 espositori presenteranno materiali e prodotti finali per l’imballaggio. In questo senso interpack si conferma anche la fiera più importante al mondo per i materiali di confezionamento. Qui saranno presenti aziende come BERICAP, Jokey, Metsä, Sappi Europe e SCHÜTZ. La tecnologia di etichettatura e marcatura esposta nei padiglioni 8a e 8b sarà rappresentata, ad esempio, da Bluhm Systeme, Domino Printing Sciences e Totani.

PRESENZA GLOBALE

E PADIGLIONI NAZIONALI

Interpack evidenzia la propria rilevanza a livello internazionale attraverso numerosi padiglioni nazionali. Molti espositori si presentano con stand collettivi sotto la bandiera del proprio paese, riunendo le proprie competenze in settori ben definiti. Sono rappresentati, tra gli altri, stand collettivi provenienti da India, Cina, Taiwan, Corea, Turchia, Malesia e da diversi paesi europei.

VIVERE I CONTENUTI, APPROFONDIRE

GLI STIMOLI

Il programma fieristico è accompagnato da numerosi eventi speciali. Nell’ambito di interpack Spotlight Forum, situato all’ingresso nord, esperte ed esperti discuteranno gli sviluppi attuali e le questioni strategiche del settore. La Start-up Zone offre una piattaforma di supporto alle giovani imprese. Un momento particolarmente significativo del programma sarà la cerimonia di consegna dei WorldStar Global Packaging Awards, che si terrà presso il quartiere fieristico. Inoltre, con la fiera collaterale components, interpack pone l’accento sulle competenze dell’indotto. In tale sede, le aziende presenteranno soluzioni nei settori della tecnologia di trasmissione, dei sistemi di controllo, dei sensori, della robotica, dei componenti per macchine e del software industriale, rendendo così evidente la base tecnologica delle moderne soluzioni di processing e packaging. Con i SAVE FOOD Expert Talks, la SAVE FOOD Highlight Route, i SAVE FOOD Awards e il concorso di progetti SAVE FOOD, l’attenzione si concentra inoltre sul tema della prevenzione degli sprechi e delle perdite alimentari. L’iniziativa Women in Packaging, programmata per l’11 maggio, pone l’attenzione sul ruolo delle donne nel settore. Inoltre interpack TV trasmetterà in diretta dal quartiere fieristico, raccontando innovazioni, trend e voci della community internazionale.

SERVIZI PER VISITATRICI E VISITATORI

Nel database espositori e prodotti di interpack, visitatrici e visitatori possono informarsi in anticipo su aziende, prodotti e innovazioni e pianificare la propria visita in fiera in modo mirato. Con Fair Match è disponibile un tool digitale di match-making che propone contatti commerciali adeguati sulla base degli interessi individuali e facilita l’organizzazione degli appuntamenti. Il sito web offre informazioni su preparativi, viaggio e alloggio. Una novità è rappresentata dal servizio hotel, che raccoglie in modo chiaro le offerte per interpack e ne facilita il confronto. Si consiglia di prenotare con anticipo. Durante la fiera MyOrganizer e l’app interpack offriranno assistenza per la pianificazione personale e l’orientamento in loco.

di applicazioni e un altissimo livello di innovazione tecnologica a bordo, dai sistemi di visione e controllo a quelli AI-based per una gestione incredibilmente facilitata. Modular SL è dotata di stazioni di etichettatura interscambiabili con pochi gesti, con tutte le tecnologie di applicazioni a bordo, disponibili sia in versione fissa che su carrello. La sicurezza è una priorità: le protezioni a serranda arrestano immediatamente la macchina, anche sulle stazioni a colla a freddo. Sarà possibile vedere dal vivo Modular SL

re con tecnologia adesiva, completamente ergonomica con regolazioni automatiche e manutenzione facilitata. Questa soluzione completamente innovativa, dal design ergonomico e accattivante, racchiude una combinazione di vantaggi e funzionalità che la distinguono da qualsiasi altra etichettatrice lineare presente sul mercato. Il nuovo layout dal design elegante e l’alta tecnologia a bordo della macchina rendono SkyLine una soluzione unica, per molteplici mercati e differenti esigenze di applicazioni. SkyLine

P.E. Labellers AI-based innovation on board the labeling machines

The most flexible labeling machines in the world showcase in Düsseldorf all the technological innovation that the Mantuan company has been able to conceive, to make them even easier to manage and maintain.

T

his year there are three very valid reasons to stop by the P.E. Labellers stand at Interpack 2026. In Hall 13 – A75, visitors arriving from all over the world will be able to experience three live experiences:

- Modular SL: is the new generation modular labeling machine, designed to offer maximum flexibility in terms of applications and a very high level of technological innovation on board, from vision and control systems to AI-based ones for incredibly easy management. Modular SL is equipped with labeling stations that can be interchanged with just a few gestures, with all the application technologies on board, available in both fixed and trolley versions. Safety is a priority:

rolling shutter guards stop the machine immediately, even on cold glue stations.

It will be possible to see Modular SL live and explore the machine through the on-board AI systems.

- SkyLine: linear labeling solution with pressure sensitive technology, completely ergonomic with automatic adjustments and easy maintenance. This innovative solution, with an ergonomic and attractive design, contains a combination of advantages and functionality that distinguish it from any other linear labeller on the market. The new layout with an elegant design and the high technology on board the machine makes SkyLine a unique solution for multiple markets and

different application needs. SkyLine allows multiple applications: front and back labels, wraparounds, collars, I-L-U seals.

It will be possible to see SkyLine live and see it in operation.

- Aurora 5.0: heat shrink sleeve applicator, high speed and with rapid format changes without the use of equipment. This solution offers intuitive interfaces, optional shrink tunnels, for simple and efficient use and integration, and handles five application types: fullbody, full-body over cap, partial-body, tamper-evident and multi-pack.It will be possible to see Aurora 5.0 live and see it in operation.

The highly awaited Düsseldorf fair represents the ideal showcase to exhibit innovative labeling solutions for multiple applications and sectors. The new P.E. systems Labellers open a window onto the future. P.E. Labellers participates in Interpack 2026 within the large ProMach exhibition area, together with ten other Product Brands part of the American multinational. In the ProMach area there will be present:

• P.E. Labellers • Zacmi • Zalkin • Reepack • Shuttleworth • Bartelet • Pace • Pharma • FLTècnics • PMIS • L&C, with a total of 12 machines on display. Hall 13 Booth A75

visitatori potranno incontrare i colleghi dei settori Assistenza, Packaging Competence Centre (PCC), Schubert Turnkey, Schubert-Consulting e Schubert-Pharma, a disposizione per rispondere alle loro domande.

NUOVA GENERAZIONE DI TLM

La tecnologia TLM sviluppata da Gerhard Schubert, grazie alla quale l’azienda si è fatta conoscere in tutto il mondo, compie un grande passo in avanti. Il 7 maggio alle 11:15, in occasione di interpack, Schubert dimostrerà una nuova generazione

Schubert the New Generation of TLM and Beyond...

For Schubert, this year’s interpack edition is all about groundbreaking developments. With a revamped product strategy, a multifaceted stand concept and exhibits in three categories, the Crailsheim-based machine manufacturer has put together a truly exceptional presentation, including the premiere of its latest TLM generation.

Strategies often come across as abstract. All the more reason to bring them to life. This is precisely what Gerhard Schubert set out to do at interpack: the revamped portfolio, covering the TLM, lightline and tog core technologies, sets the stage for this year’s trade fair presentation. Divided into three areas, the stand’s fresh new look impressively showcases what this realignment is all about: creative, modular packaging solutions that meet an extensive range of requirements. These include preconfigured installations and fully integrated lines from the proven TLM modular systems, as well as stand-alone standardised production cells. Visitors will discover everything there is to know about

the respective core technologies. The message is clear: “Schubert masters both complex and straightforward packaging tasks – with solutions that visitors to the trade fair in Düsseldorf will have an opportunity to experience in action,” explains Marcel Kiessling, Managing Director of Sales and Service at Gerhard Schubert. Specialists from the Service team, the Packaging Competence Center (PCC), Schubert Turnkey, Consulting and Schubert-Pharma will also be on site to answer questions at dedicated thematic areas.

LATEST TLM GENERATION

The TLM technology developed by Gerhard Schu -

bert, which made the company famous worldwide, is taking a big step forward. At interpack on 7 May at 11:15 a.m., Schubert will be presenting nothing less than a new TLM generation using a flowpacker. A significantly stiffer frame and new pick & place tools enable even greater performance in a smaller space. More units and conveyor technology can be accommodated within the same footprint, with improved accessibility. Schubert has switched device communication from Sercos-III to the EtherCAT robotics standard. An innovative, modular scanner system is another exciting feature of the new TLM line.

La lightline è rappresentata da un'astucciatrice e da un'incartonatrice per applicazioni wrap around

tafoglio ed è predestinata a compiti di imballaggio meno complessi e facilmente standardizzabili. Questo vale per l’intera gamma lightline, che comprende anche macchine pick-and-place e Flowpacker.

TOG: CELLE COMPATTE, INTEGRABILI IN MODO FLESSIBILE

La linea di prodotti tog è sinonimo di celle di produzione completamente standardizzate, che assolvono singole funzioni nel processo di confezionamento e possono essere integrate in modo

LIGHTLINE: A COST-EFFECTIVE START, FAST PRODUCTIVITY

The lightline series is represented twice at the stand: in addition to the cartoner for energy and snack bars, yet another innovation from Crailsheim is being showcased in Düsseldorf. The lightline case packer for boxes in wrap-around cartons ideally complements the portfolio and is well-suited for less complex, easily standardised packaging tasks. This applies to the entire lightline series, which also includes pick & place machines and flowpackers.

TOG: COMPACT CELLS, FLEXIBLE INTEGRATION

The tog product line consists of fully standardised production cells that perform individual functions in the packaging process and can

Schubert distribuisce questi servizi in diverse fasi del ciclo di vita della macchina: dall’avvio riuscito della produzione al funzionamento affidabile, passando per l’ottimizzazione continua, il servizio di assistenza si occupa di compiti essenziali che garantiscono almeno 20 anni di disponibilità della macchina. Su una macchina lightline esposta in fiera, Schubert mostrerà fra l’altro il potenziale del suo portale CARE, una simulazione di guasto in combinazione con il portale clienti 4YOUconnect e conversioni di formato.

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be flexibly integrated into lines from Schubert or other manufacturers – an approach that will bring about lasting change in packaging scenarios. In Düsseldorf, Schubert will be presenting its AI-supported tog.519 robot together with the tog.101 erector in a separate area dedicated to ultra-compact stand-alone solutions. Two tog.519 robots in live operation demonstrate just how powerful the concept is: the cobots pick up products such as pouches or bottles from an unsorted pile and place them in chains or containers with high speed and precision. The set-up is complemented by the tog.101, which is dedicated exclusively to erecting cartons and boxes, producing up to 60 carton trays per minute at the touch of a button. The versatile, 100 per cent standardised modules ensure maximum efficiency with a minimum footprint.

SERVICE FROM THE VERY FIRST MINUTE

Once machines are up and running, they should continue to operate for as long as possible. Schubert’s service portfolio lays the foundation to achieve this: using a multi-stage approach, the company ensures that lines always achieve maximum performance. Spare parts, remote support, operator training and line monitoring are some of the key ingredients that make this possible Schubert distributes these services across different phases of the machine lifecycle: from a successful production start-up to reliable operation, including ongoing optimisation, the service team performs essential tasks that guarantee at least 20 years of machine availability. At the trade fair, Schubert will be demonstrating the full potential of its CARE portal, an error simulation in conjunction with the 4YOUconnect customer portal and format changes on a lightline machine.

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Mettler-Toledo il futuro dell’ispezione prodotti è qui

A INTERPACK 2026 METTLER-TOLEDO PRESENTERÀ TECNOLOGIE D’ISPEZIONE INTELLIGENTI, SOFTWARE E ASSISTENZA TECNICA GLOBALE PER I PRODUTTORI DI DIVERSI SETTORI, TRA CUI QUELLO ALIMENTARE E DEGLI IMBALLAGGI.

Durante interpack, Mettler-Toledo Product Inspection - riferimento globale negli strumenti di precisione e nelle soluzioni per l’ispezione - dimostrerà come i produttori possano ispezionare ogni prodotto in tutta sicurezza, proteggere marchi e profitti e garantire la conformità ai requisiti normativi in continua evoluzione, affrontando il tema ‘Ispeziona. Proteggi. Mantieni la conformità alle normative.’” I visitatori vedranno con i propri occhi come le tecnologie avanzate d’ispezione prodotti, il software intelligente e l’assistenza tecnica globale interagiscono per aiutare i produttori a gestire i rischi di contaminazione, verificare l’integrità dei prodotti e degli imballaggi e mantenere una conformità costante in ambienti di produzione sempre più complessi.

SOLUZIONI D’ISPEZIONE NEI PUNTI

CRITICI DI CONTROLLO

Uno dei momenti salienti nello stand Mettler-Toledo a interpack 2026 sarà il debutto a livello globale del nuovo rivelatore di metalli della serie M50 R. Ideata per essere la nuova generazione di rivelatori di metalli, la serie M50 R offre una sensibilità di rivelazione migliorata ed è progettata per aumentare la produttività e semplificare la conformità alle normative negli ambienti di produzione moderni. La serie M50 R è destinata a diventare la soluzione leader nel portafoglio di rivelatori di metalli Mettler-Toledo,

portando a un livello superiore i modelli esistenti Profile e Profile Advantage. Oltre alla serie M50 R Mettler-Toledo presenterà un ampio portafoglio di tecnologie d’ispezione progettate per supportare i produttori dall’ingresso delle merci fino al prodotto finale imballato. L’ispezione a raggi-X sarà al centro dell’attenzione nello stand Mettler-Toledo, inclusa la prima esposizione europea della serie X3 Bulk ad interpack. Sviluppata specificamente per prodotti sfusi e non imballati sui nastri trasportatori, la serie X3 supporta la rivelazione affidabile di corpi estranei in ambienti difficili per la movimentazione dei prodotti sfusi, aiutando i produttori a mantenere le prestazioni d’ispezione e migliorando l’efficienza e la produttività. Inoltre i visitatori potranno esplorare i sistemi d’ispezione a raggi-X delle serie X2 e X6, che nel complesso realizzano un portafoglio completo per l’ispezione dei prodotti imballati in un’ampia gamma di formati, velocità delle linee e requisiti delle applicazioni. L’offerta combinata di raggi-X dimostra come soluzioni d’ispezione scalabili possano essere implementate in diverse fasi della produzione per supportare la qualità dei prodotti, la tutela del marchio e la conformità normativa. Il controllo peso sarà rappresentato dal sistema di controllo peso ad alte prestazioni C35, che verrà presentato sia per le applicazioni alimentari sia per quelle farmaceutiche. I progressi del sistema C35 hanno consentito al sistema di controllo peso di raggiungere nuovi livelli di prestazioni, in grado di soddisfare velocità delle linee superiori a 800 confezioni al minuto, anche in applicazioni molto impegnative. Progettato per garantire accuratezza, affidabilità e facilità d’integrazione, il sistema C35 supporta un controllo del peso preciso con una produttività elevata, aiutando i produttori a ridurre gli

sprechi di prodotto, a identificare i riempimenti insufficienti e a mantenere la conformità alle normative in materia di pesi e misure. La sua flessibilità lo rende adatto a un’ampia gamma di ambienti di produzione, dalle linee di confezionamento alimentare ad alta velocità alle operazioni farmaceutiche altamente regolamentate, in cui sono fondamentali l’uniformità e la documentazione. Anche le soluzioni d’ispezione combinate avranno un ruolo di primo piano ad interpack, dove Mettler-Toledo presenterà i suoi sistemi combinati di nuova generazione, comprese le configurazioni CM e CX. Queste soluzioni integrate combinano in un unico sistema la rivelazione di metalli o l’ispezione a raggi-X con il controllo peso ad alte prestazioni, consentendo ai produttori di ridurre l’ingombro, semplificare l’integrazione della linea e ottimizzare i processi di controllo qualità.

A seconda dei requisiti dell’applicazione i sistemi combinati possono integrare anche funzionalità d’ispezione aggiuntive, come l’ispezione delle etichette, supportando i produttori con strategie d’ispezione 2 in 1 o persino 3 in 1. Unendo più tecnologie d’ispezione prodotti in un’unica soluzione, i sistemi combinati contribuiscono a ridurre la complessità, migliorare l’efficienza operativa e mantenere prestazioni d’ispezione costanti su tutta la linea. Insieme queste tecnologie supportano la rivelazione dei contaminanti fisici, i controlli d’integrità di prodotti e imballaggi, il controllo del peso e l’ispezione delle etichette. Aiutano i produttori a ridurre gli sprechi, a ridurre al minimo errori costosi e a mantenere costante la qualità dei prodotti.

CONNETTIVITÀ DEI DATI E CONFORMITÀ A PRODX™

Un altro punto di riferimento per i produttori del settore alimentare sarà ProdX™, il software di gestione dati che collega i dispositivi d’ispezione prodotti su tutta la linea in un’unica visualizzazione centralizzata. ProdX™ raccoglie i risultati delle ispezioni in tempo reale, automatizza l’acquisizione e la tracciabilità dei dati e aiuta i produttori del settore alimentare a rinforzare la digitalizzazione, la documentazione e la conformità alla sicurezza alimentare in tutti i

loro processi. Standardizzando la tracciabilità e fornendo report chiari e pronti per gli audit, ProdX™ aiuta i produttori del settore alimentare a realizzare la conformità alle normative, a semplificare gli audit e a mantenere il controllo della qualità dei prodotti nelle applicazioni alimentari e d’imballaggio, risparmiando tempo nei controlli manuali. Inoltre i workflow automatici, il minor numero di documenti cartacei e le indagini più rapide possono ridurre i costi operativi e supportare una gestione più sicura dei dati relativi a qualità e conformità. La visibilità in tempo reale delle prestazioni d’ispezione consente ai team di produzione di reagire rapidamente ai problemi emergenti, ridurre al minimo gli sprechi e mantenere in funzione le linee in modo efficiente, portando i processi d’ispezione prodotti a un livello superiore in termini di controllo e informazioni dettagliate. Nello stand i visitatori potranno vedere ProdX™ collegato a 25 dispositivi, incluso un loop continuo. Si può conoscere ProdX™ anche grazie a una presentazione VR immersiva, utilizzando i visori per scoprire come il software si collega alle tecnologie di rivelazione di metalli, raggi-X e controllo peso.

SUPPORTO PER L’INTERO CICLO DI VITA GRAZIE ALL’ASSISTENZA

TECNICA GLOBALE

Le prestazioni d’ispezione non si fermano al momento dell’installazione. Anche l’offerta di assistenza tecnica globale di Mettler-Toledo sarà presentata a interpack, a dimostrazione di come la manutenzione preventiva, la verifica delle prestazioni e l’assistenza tecnica locale aiutino i produttori a mantenere l’operatività e a prolungare la durata degli strumenti. I visitatori possono incontrare gli esperti dell’assistenza per discutere le loro esigenze specifiche e scoprire in che modo Mettler-Toledo può supportare i produttori a livello locale con una rete mondiale di tecnici dell’assistenza qualificati. Mettler-Toledo supporta i clienti per l’intero ciclo della vita dei loro sistemi d’ispezione, aiutando i team di produzione a rimanere resilienti di fronte all’aumento dei costi e alla pressione normativa.

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SACMI accelerate innovation

ONCE AGAIN THIS YEAR, SACMI WILL TAKE PART IN INTERPACK, PRESENTING NEW SUSTAINABLE PACKAGING TECHNOLOGIES AND THE LATEST DEVELOPMENTS IN FULLY AUTOMATED QUALITY AND PROCESS CONTROL.

As usual, the SACMI Rigid Packaging Business Unit will be exhibiting in Hall 4 – Booth F06, along with SACMI Packaging & Chocolate. Together, they’ll be highlighting the Group’s extensive expertise in packaging, vision and automation solutions, showcasing an integrated approach that combines expertise in everything, from materials to technologies and automation of the quality control process.

CELLULOSE, PURECAP, MULTI-LAYER CAP

Technological advances in terms of new materials and sustainability are at the heart of SACMI’s offering at Interpack. For example, the new SACMI line for cellulose fiber caps uses dry molding technology to produce - with short cycle times - caps with excellent mechanical properties. One of its main applications - already offered to the market - is the production of caps and single-dose capsules (such as coffee pods), opening up new horizons for sustainable packaging. Alongside cellulose stands the SACMI PURECAP™ project, which aims to create a sustainable packaging supply chain based on the use of recycled, food-grade certified rHDPE. Aided by Europe’s introduction of the tethered standard, this project aims to create a cap-to-cap supply chain of recycled HDPE: to do so, it uses caps retrieved (separated from the PET bottle via a mechanical recycling process and decontaminated) from the beverage supply chain. Completing SACMI’s offering, this solution aims to accompany customers throughout the development process, from the supply of raw materials to functional-mechanical testing of pellets and finished caps, with close support from the Rigid Packaging Lab. The goal: to provide a complete industrial supply chain and outpace regulatory developments in the sector. CCMM and multilayer applications will also play a prominent role at the fair. These enable the

production of caps and pods with sophisticated material architectures; simultaneously, they improve packaging performance and sustainability thanks to flexible layer management and offer, again, the opportunity of introducing alternative, low-impact materials into the process.

TETHERED: THE EASY WAY

SACMI offers outstanding tethered closure manufacturing solutions. SACMI will be highlighting its vast portfolio of Lab-developed tethered solutions based on the latest cap-neck standards, designed to lessen the environmental impact of packaging and enhance the customer experience. Increasingly appealing - also on markets outside Europe, where the tethered standard is mandatory - the SACMI range combines extensive product development expertise with the option of adopting post-processing slitting, thus streamlining the transition and offering significant advantages over alternative technologies. New developments in the closures sector include PET caps, produced with a dedicated CCM, an option for obtaining premium caps.

VELOMAT: HIGH-PERFORMANCE ASSEMBLY SOLUTIONS

Interpack will also be showcasing solutions from Velomat, a SACMI Group company specializing in the development of automatic assembly systems and machines. Velomat has been designing and building high-speed assembly machines for caps and closures, micro-pumps, medical-pharmaceutical packaging and connectors for over thirty years and provides highspeed assembly solutions.

QUALITY AND PROCESS CONTROL: TOWARDS TOTAL AUTOMATION

Vision systems are increasingly crucial to modern manufacturing, and SACMI is steadily evolving them in the direction of process control. Technologies on display will include PVS Robot, an automated off-line preform inspection system: a development of the tried-and-tested PVS002, this integrates a Scara robot for handling and a fully automated format magazine that allows preforms from different presses to be inspected without any need for manual format changeover tasks. Able to inspect up to 1,200 pieces/hour (without weighing), the system features a modular, scalable architecture, including integrated weighing and configurable compliance thresholds. New features include roller positioners with automatic format changeover and bin picking options that use articulated robots and 3D sensors.

HALL 4 - BOOTH F06

PRODOTTI&TECNOLOGIE

novità per l’automazione intelligente

B&R, LA DIVISIONE MACHINE AUTOMATION DI ABB, CONTINUA A PROPORRE SUL MERCATO INTERESSANTI INNOVAZIONI DI PRODOTTO. TRA LE PIÙ RECENTI TROVIAMO IL POWER PANEL C650, UNA SOLUZIONE CHE INTEGRA FUNZIONALITÀ HMI E CONTROLLO REAL-TIME IN UN UNICO DISPOSITIVO.

Il Power Panel C650 di B&R è un’interfaccia uomo-macchina (HMI) ad alte prestazioni, progettata per applicazioni in cui la gestione dei costi e delle risorse è una priorità assoluta. Offre funzionalità avanzate e reattività per sistemi che non richiedono o non supportano hardware di fascia alta, risultando ideale per un’ampia gamma di applicazioni industriali che necessitano di semplicità, usabilità e performance.

Oltre a garantire un’elaborazione più veloce e una grafica più fluida, il Power Panel C650 offre diverse opzioni di comunicazione in ogni forma -

i drive compaTTi più avanzaTi SUl mercaTo

Tra le altre novità presentate di recente da B&R spiccano due nuovi moduli per la famiglia ACOPOS, che si integrano nel sistema modulare X20. ACOPOS X2 può controllare due motori stepper, due motori brushless DC oppure uno per ciascun tipo, con una potenza complessiva fino a 1 kW. Ciò lo rende adatto a diverse applicazioni, come ad esempio il posizionamento su macchine, come richiesto ad esempio nell’industria dell’imballaggio e della lavorazione dei metalli. Il modulo supporta diversi tipi di encoder integrati, ma può funzionare anche senza encoder. La funzione di sicurezza Safe Torque Off (STO) certificata SIL 3 garantisce la sicurezza funzionale, mentre il controllo ad anello chiuso assicura precisione, prestazioni elevate e accuratezza. ACOPOS X4 consente il controllo di fino a quattro servomotori da un singolo modulo, con una potenza totale fino a 1 kW, offrendo un controllo di precisione avanzato e la tecnologia SafeMotion integrata. Un tempo di ciclo di 50 μs assicura elevata reattività, mentre il design compatto permette un fattore di sovraccarico fino al doppio della corrente nominale. In configurazioni a otto motori, ciò può ridurre l’ingombro del quadro elettrico fino al 30%. La tecnologia SafeMotion integrata riduce la necessità di cablaggio esterno grazie alla trasmissione dei dati di sicurezza su una rete standard.

to di pannello e supporta interfacce moderne come OPC UA FX, Powerlink, X2X e CAN. In questo modo colma il divario tra i pannelli tradizionali e le esigenze di prestazioni moderne. Come tutti i prodotti della gamma Power Panel, il C650 integra Automation Runtime in un unico dispositivo: un potente kernel software che esegue applicazioni machine-centric su hardware B&R. Funzionando sia come sistema operativo real-time sia come controller industriale, offre numerosi vantaggi, soprattutto per progetti di automazione di piccola e media scala, riducendo i costi hardware e di installazione rispetto all’utilizzo di componenti separati. Grazie al software di visualizzazione mapp View, gli ingegneri dell’automazione dispongono di tutti gli strumenti necessari per creare interfacce HMI potenti e intuitive sul Power Panel C650. Questa tecnologia utilizza widget che possono essere semplicemente trascinati, posizionati e configurati, rendendo la creazione delle interfacce semplice e accessibile senza richiedere competenze aggiuntive oltre a quelle necessarie per l’ambiente di visualizzazione. mapp View fa parte del framework software mapp Technology. Componenti modulari pre-programmati, chiamati “mapp”, riducono significativamente il tempo e i costi di sviluppo del software di automazione. I mapp intelligenti comunicano automaticamente tra loro, riducendo ulteriormente la quantità di programmazione richiesta. Il vasto portafoglio mapp è in continua espansione.

Il Power Panel C650 integra funzionalità HMI e controllo real-time in un unico dispositivo, riducendo la complessità hardware e lo sforzo di installazione.

ACOPOS X2-X4
Power Panel C650

Vinolok® l’eleganza sostenibile che sigilla l’eccellenza

LE CHIUSURE IN VETRO VINOLOK® SONO UFFICIALMENTE CERTIFICATE COME RICICLABILI, SODDISFACENDO I RIGOROSI STANDARD DEL NUOVO REGOLAMENTO PPWR, PREVISTO PER IL 2030, CON PROVE VERIFICATE.

Esiste un modo sofisticato e consapevole di custodire il vino, un gesto che unisce estetica, innovazione e rispetto per la Terra: a proporlo è Vinolok®, pioniere e leader mondiale nelle chiusure in vetro, che incarna alla perfezione l’incontro tra tecnologia d’avanguardia, design raffinato e responsabilità ambientale.

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA SOSTENIBILITÀ

Sotto la purezza di una forma impeccabile si cela un’anima tecnologica evoluta: il vetro, materiale nobile e chimicamente inerte, assicura prestazioni enologiche straordinarie, preservando l’autenticità, la struttura e il profilo aromatico del vino in tutta la sua integrità. Radicata in Repubblica Ceca, dove ha sede la casa madre, Vinolok® fonda la propria filosofia su un principio imprescindibile: la sostenibilità come valore assoluto. Ogni fase produttiva, dalla selezione delle materie prime al confezionamento, riflette una visione circolare in cui funzionalità, estetica e rispetto per l’ambiente convivono in perfetto equilibrio. Il vetro è, d’altra parte, universalmente riconosciuto come il materiale più sicuro e sostenibile per alimenti e bevande: riciclabile all’infinito senza perdere purezza o brillantezza, rappresenta un modello di imballaggio responsabile e durevole, apprezzato da produttori e consumatori attenti all’ambiente. In questo contesto Vinolok® si inserisce con naturalezza e si distingue a livello internazionale per l’impegno concreto verso la filiera del riciclo: oltre il 70% dei materiali impiegati proviene da un raggio di soli 40 km dalla fornace, garantendo un approvvigionamento locale e virtuoso. L’utilizzo di vetro riciclato consente di ridurre del 20% l’inquinamento atmosferico, del 50% quello idrico e di

un impatto diretto sulla riduzione delle emissioni e sul risparmio energetico. Le chiusure Vinolok® sono ufficialmente certificate come riciclabili, soddisfacendo i rigorosi standard del nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), previsto per il 2030, con prove verificate. Secondo la metodologia di valutazione CERTIFY e i risultati dei test effettuati, la chiusura Vinolok in vetro trasparente (Classic Collection) rientra nella classe di riciclabilità A, mentre la versione in vetro rosa (Classic Collection) è classificata B. Grazie a questa certificazione indipendente ottenuta con largo anticipo rispetto alle scadenze normative, Vinolok® offre ai produttori una soluzione di packaging già conforme e orientata al futuro. Per i marchi che operano nell’UE o che desiderano prepararsi a normative simili a livello globale, ciò comporta:

• Riduzione del rischio normativo

• Nessuna necessità di riprogettare il packaging in futuro

• Minori costi di conformità

• Maggiore credibilità ambientale.

AMBIZIOSI PROGETTI

PER IL FUTURO

Guardando al futuro, l’azienda ha avviato un ambizioso programma di ricerca, che entro il 2030 introdurrà nuove soluzioni produttive e una quota sempre maggiore di vetro riciclato, per continuare a migliorare la propria impronta ambientale. Attraverso processi di upcycling, Vinolok® dona nuova vita a vetro e componenti, trasformandoli in oggetti di design che uniscono estetica e funzionalità, valorizzando la creatività e l’impegno verso un pianeta più pulito. Anche il packaging e la logistica riflettono la stessa attenzione: i blister che proteggono i tappi durante il trasporto sono realizzati in PET a tre strati, con l’80% in materiale riciclato, completamente riciclabili e conformi alle più severe normative alimentari. I pallet, interamente riutilizzabili, completano un sistema produttivo che considera la sostenibilità non come un obiettivo, ma come uno stile di vita industriale. Vinolok® non chiude soltanto una bottiglia: sigilla una visione, quella di un futuro in cui l’eccellenza del vino e la salvaguardia della Terra si fondono in un unico, armonioso gesto cristallino.

PRODOTTI&TECNOLOGIE

Imballaggi e logistica

Corno Pallets dove sostenibilità e logistica si incontrano

CON CORNO PALLETS, QUALITÀ, INNOVAZIONE E

ATTENZIONE ALL’AMBIENTE DIVENTANO UN VERO VANTAGGIO COMPETITIVO: OGNI PALLET È

PENSATO PER OFFRIRE PRESTAZIONI

ECCELLENTI E SICUREZZA, AIUTANDO LE AZIENDE A OTTIMIZZARE I PROCESSI LOGISTICI CON SOLUZIONI CONCRETE E SOSTENIBILI.

Negli ultimi anni, il mercato dei pallet ha conosciuto una trasformazione significativa, guidata da nuove esigenze logistiche, innovazioni tecnologiche e crescente attenzione alla sostenibilità. In questo contesto, Corno Pallets emerge come punto di riferimento, offrendo soluzioni su misura e prodotti all’avanguardia, capaci di rispondere in modo concreto alle sfide della supply chain moderna. L’azienda si fonda su valori chiari e consolidati: personalizzazione e innovazione, qualità e affidabilità, orientamento al cliente, sostenibilità e flessibilità. Grazie a un servizio di consulenza tecnica dedicato, Corno Pallets individua per ogni cliente la soluzione ottimale, migliorando l’efficienza dei processi logistici e riducendo i costi.

PRESSPALL, IL PALLET VERSATILE E AFFIDABILE

Tra le innovazioni più apprezzate, il pallet in legno pressato Presspall si distingue come pallet 100% sostenibile, realizzato con legno riciclato e certificato PEFC. Robusto, impilabile e salvaspazio, Presspall è ideale per l’esportazione globale senza necessità di trattamenti antiparassitari, garantendo sicurezza e praticità in ogni spedizione. Grazie alla sua alta capacità di carico e alla resistenza all’umidità, è una soluzione versatile e affidabile per ogni settore industriale.

SOSTENIBILITÀ COME LINEA GUIDA

Corno Pallets pone la sostenibilità al centro della propria mission: dal 2015 utilizza solo legno certificato PEFC, mentre dal 2024 ha ottenuto la certificazione FSC. All’inizio del 2026, l’azienda ha conseguito la seconda valutazione ECOVADIS, confermando il proprio impegno concreto verso pratiche aziendali responsabili e l’economia circolare. Nel corso del 2025, l’azienda ha intrapreso un percorso strutturato di transizione energetica, adottando esclusivamente energia verde certificata e investendo in soluzioni di autoproduzione da fonte rinnovabile tramite impianti fotovoltaici. Parallelamente, è stata installata una nuova caldaia ad alta efficienza e implementato l’utilizzo di cippato derivante dagli scarti di lavorazione, con l’obiettivo di ridurre il ricorso a combustibili fossili e valorizzare internamente i residui produttivi secondo principi di economia circolare. Questa attenzione all’ambiente si riflette in ogni fase della produzione: materiali riciclati, processi a basso impatto e ottimizzazione delle risorse, per offrire pallet e soluzioni logistiche che coniugano performance, sicurezza e rispetto per il pianeta. I pallet in legno, realizzati con abete di qualità, combinano robustezza, durata e versatilità. Oltre alla qualità della materia prima, anche le lavorazioni contribuiscono alla performance: i trattamenti termici HT, secondo gli standard ISPM-15 per garantire la sicurezza fitosanitaria e l’idoneità all’export, assicurano pallet uniformi, stabili e pronti all’uso immediato in tutto il mondo. Grazie a specifici processi di essiccazione, l’umidità viene mantenuta al 18%, prevenendo la formazione di muffe e garantendo sicurezza e durata anche nelle condizioni più critiche. L’azienda produce pallet EPAL nuovi, trattati HT per l’export, CP “Chemical Pallet” (adatti a specifiche applicazioni industriali) e una vasta gamma di pallet a perdere. Personalizzabili nelle dimensioni o secondo il progetto del cliente, questi pallet rappresentano una soluzione completa per tutte le supply chain, coniugando affidabilità operativa, sicurezza fitosanitaria e sostenibilità ambientale. Con Corno Pallets, qualità, innovazione e attenzione all’ambiente diventano un vero vantaggio competitivo: ogni pallet è pensato per offrire prestazioni eccellenti e sicurezza, aiutando le aziende a ottimizzare i processi logistici con soluzioni concrete e sostenibili.

Sistemi di incollaggio

Robatech e il posizionamento corretto delle pistole HM

SCOPRIAMO INSIEME A ROBATECH COME EVITARE

GLI ERRORI PIÙ COMUNI NELLA CONFIGURAZIONE E

INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA DI APPLICAZIONE DI ADESIVI HM. CONFIGURARE IN MODO INTELLIGENTE

SIGNIFICA RIDURRE I COSTI, AUMENTARE

L’EFFICIENZA E PROLUNGARE LA DURATA DEI COMPONENTI.

Il corretto posizionamento delle pistole applicatrici HM su una linea produttiva incide in modo determinante sui costi e sui tempi di manutenzione futuri. Per questo motivo è essenziale definire già in fase di progettazione, insieme al costruttore dell’impianto, tutti gli aspetti legati all’installazione. Una configurazione studiata in ottica manutentiva consente di ridurre i tempi di fermo macchina, preservare i componenti soggetti a usura e garantire una qualità costante nell’applicazione dell’adesivo.

APPLICAZIONE DELL’ADESIVO DAL BASSO VERSO L’ALTO, DALL’ALTO VERSO IL BASSO O IN ORIZZONTALE?

pistola di circa 10° rispetto al substrato nella direzione di avanzamento del prodotto, così da limitare l’ostruzione dell’ugello e proteggere la elettrovalvola.

MANTENERE PULITO L’IMPIANTO CON UN SISTEMA DI RACCOLTA

Durante l’applicazione di adesivo a caldo si forma un filamento sottilissimo, noto come “capelli d’angelo”. Con il tempo, questi residui possono contaminare i prodotti o le parti in movimento dell’impianto. Integrare una vaschetta di raccolta già in fase di progettazione del sistema permette di intercettare gocce e filamenti, mantenendo pulita la linea e riducendo gli interventi correttivi.

IL SUPPORTO: UN PICCOLO DETTAGLIO CHE FA RISPARMIARE TEMPO

Un fissaggio approssimativo su un tondino d’acciaio comporta perdite di tempo durante la manutenzione: dopo la pulizia o sostituzione, posizione e inclinazione della pistola devono essere nuovamente regolate tramite tentativi successivi. Un supporto in acciaio piatto rappresenta una soluzione più efficiente: la tacca di regolazione consente un rimontaggio rapido e preciso, anche in spazi ristretti.

BUONA ACCESSIBILITÀ O INGOMBRO RIDOTTO?

Scansiona il Qr code e richiedi la guida gratuita

Una configurazione apparentemente vantaggiosa può prevedere l’applicazione dell’adesivo dal basso verso l’alto (bottom up) sul substrato. Tuttavia, questa soluzione aumenta sensibilmente gli interventi di manutenzione: l’adesivo può colare sull’ugello di applicazione, bruciare a causa delle alte temperature e formare una superficie solida e irregolare attorno all’ugello stesso. Il risultato? Pulizie più frequenti, riduzione del ciclo di vita dell’ugello e rischio di danni alla elettrovalvola, fino alla sua sostituzione con conseguente fermo produzione. Per evitare tali criticità, si raccomanda – già in fase di progettazione dell’impianto – di privilegiare un’applicazione dall’alto verso il basso o laterale. Se l’applicazione dal basso verso l’alto è inevitabile, è opportuno prevedere una protezione specifica “bottom-up” e inclinare la

Ugello di applicazione, filtro, elettrovalvola ed elemento di spruzzo sono componenti soggetti a usura nelle pistole applicatrici pneumatiche. Una buona accessibilità è quindi fondamentale. Se lo spazio è limitato, un raccordo aria angolare può facilitare l’installazione della valvola elettromagnetica a 90°, migliorando l’accesso. Inoltre, le pistole elettriche –più compatte e prive di elettrovalvola – richiedono meno manutenzione e offrono vantaggi sia in fase di progettazione sia di assistenza. Ottimizzare la configurazione delle pistole HM significa ridurre i costi, aumentare l’efficienza e prolungare la durata dei componenti. Sul suo sito web Robatech mette a disposizione una guida gratuita alla progettazione di impianti con pistole HM. Scansiona il QR code per richiederla e scoprire come evitare gli errori più comuni nella configurazione e installazione di un sistema di applicazione di adesivi HM, come ottimizzare l’applicazione colla in punti e tratti e come ridurre in modo mirato gli interventi di manutenzione.

FlexLink lancia l’Online Store

L’AZIENDA

DI COESIA PRESENTA UNA PIATTAFORMA SVILUPPATA PER LA SCELTA, LA CONFIGURAZIONE E L’ACQUISTO DI CONVEYOR E COMPONENTI IN POCHI CLICK.

Identificare e ordinare il conveyor più adatto alle proprie esigenze in modo veloce e intuitivo: è questo l’obiettivo del nuovo Online Store di FlexLink, riferimento nella progettazione e produzione di sistemi per l’automazione di linea e per la movimentazione in settori quali FMCG, pharma, automotive, tissue, and optical.

Un sistema di trasporto automatizzato ed efficiente influisce direttamente su due indicatori fondamentali per qualsiasi linea produttiva: l’OEE (Overall Equipment Effectiveness) e il TCO (Total Cost of Ownership). Nei settori FMCG, pharma, automotive, tissue, and optical, la movimentazione incide in modo significativo sui consumi energetici e sui costi operativi: l’adozione di motori e azionamenti efficienti o la scelta dei sistemi di trasporto adeguato possono ridurre i consumi elettrici fino al 20–25 percento, con benefici tangibili anche sull’usura dei componenti e sulla manutenzione programmata.* L’Online Store di

FlexLink è stato progettato per aiutare i clienti industriali ad individuare la soluzione di movimentazione più adatta alle proprie esigenze.

UN PROCESSO GUIDATO PER TROVARE LA SOLUZIONE MIGLIORE

Il funzionamento è strutturato e progressivo: una volta identificata l’industria di riferimento, la piattaforma chiede quale tipologia di prodotto deve essere movimentata, ne raccoglie le caratteristiche fisiche (materiale, peso, dimensioni, sensibilità alla contaminazione) e considera l’ambiente produttivo in cui il sistema dovrà operare (umido, secco, con presenza di oli oppure in clean room). In base a queste informazioni, l’Online Store propone le piattaforme più idonee, il tipo di conveyor, le varianti costruttive e gli accessori necessari. Il cliente non deve navigare tra decine di componenti: è la piattaforma a suggerire una configurazione già coerente con l’esigenza produttiva, riducendo tempi, rischi di errore e complessità tecniche.

DUE LIVELLI INTEGRATI PER GUIDARE

LA CONFIGURAZIONE

La piattaforma opera su due livelli. Il primo aiuta il cliente a identificare la soluzione corretta in base ai criteri applicativi. Il secondo, più tecnico, consente di definire quantità, famiglie di componenti, varianti e accessori, fino alla richiesta di offerta o alla conferma dell’ordine. Tutto si svolge direttamente online attraverso un’interfaccia web costruita per combinare semplicità operativa e coerenza tecnica.

STRUMENTI DIGITALI

AVANZATI PER SUPPORTARE

LA PROGETTAZIONE

L’Online Store integra un configuratore tridimensionale che aggiorna in tempo reale la visualizzazione del sistema di trasporto e consente di passare rapidamente alla richiesta di quotazione o all’ordine. L’esperienza digitale è allineata ai processi commerciali FlexLink e contribuisce a rendere più fluida la fase di progettazione, facilitando scelte rapide, coerenti e tecnicamente solide. Per scoprire il nuovo Online Store FlexLink, visita: https://showroom.flexlink.io

* Fonte: Australian Government – Department of Climate Change, Energy, the Environment and Water, “Energy Efficiency in Food and Beverage Manufacturing” (2023). ABB, “Improving energy efficiency in the food and beverage industry” (white paper).

Plast

rafforza il suo profilo internazionale

LO SCORSO 24 FEBBRAIO, ALLA PRESENZA DI 30

GIORNALISTI PROVENIENTE DA 15 PAESI, GLI

ORGANIZZATORI DI PLAST HANNO RACCONTATO

COME LA MANIFESTAZIONE SI STIA PREPARANDO

ALLA SUA VENTESIMA EDIZIONE (9-12 GIUGNO, FIERA MILANO). DA QUEST’ANNO PLAST DIVENTA

PARTE DI MATEC, UN PROGETTO FIERISTICO

CHE COMPRENDE ANCHE XYLEXPO E COMPOSITES FUTURE.

Plast 2026 è la principale fiera europea dell’anno dedicata all’industria delle materie plastiche e della gomma, in programma dal 9 al 12 giugno a Fiera Milano. Organizzata da Promaplast, la manifestazione rappresenta la piattaforma di riferimento per la presentazione di impianti per la trasformazione di materie plastiche e gomma e di materie prime di ultima generazione per la produzione di semilavorati e prodotti finiti, nonché un’occasione unica per la nascita di nuove relazioni commerciali. Plast si prepara alla prossima edizione registrando una performance positiva, nonostante il complesso scenario geopolitico ed economico internazionale caratterizzato da tensioni commerciali e instabilità sui mercati globali.

OLTRE 160 NUOVI ESPOSITORI

I risultati, ancora provvisori, relativi alle iscrizioni degli espositori e ad altri dati legati all’evento sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa a 30 giornalisti provenienti da 15 Paesi. Mario Maggiani, Direttore Generale di Amaplast, e Alessio Fineo, Exhibition Manager di Plast, hanno commentato in particolare i dati sugli espositori. Plast 2026, infatti, potrà contare sulla presenza di oltre 160 nuovi espositori rispetto

all’edizione precedente, di cui il 30% rappresentato da aziende internazionali. Questo risultato assume particolare significato in un contesto di mercato decisamente complesso, che vede settori strategici come l’automotive attraversare una fase di trasformazione e adattamento alle attuali dinamiche globali. La capacità di attrarre nuovi espositori in questo scenario conferma la solidità e l’appeal internazionale di Plast e sottolinea la crescente fiducia del settore nella manifestazione milanese come piattaforma di riferimento per presentare innovazioni e sviluppare partnership commerciali. L’organizzazione punta, inoltre, a incrementare significativamente la presenza di visitatori internazionali con rappresentanti dai principali Paesi destinatari dell’export italiano, grazie anche alle delegazioni di buyer organizzate in collaborazione con Agenzia ICE e ad accordi strategici con importanti associazioni di categoria, sia interne al comparto sia rappresentative dei mercati di sbocco. La manifestazione arricchirà ulteriormente la sua offerta con un programma di eventi collaterali che sarà annunciato nelle prossime settimane.

UN MERCATO CON UN FORTE POTENZIALE

Il segmento dei macchinari “Made in Europe” è caratterizzato da un forte orientamento all’export, anche verso mercati emergenti con crescente propensione agli investimenti e mantiene un ruolo strategico nello scenario globale. L’accesso a questi mercati rappresenta una leva fondamentale per consolidare l’eccellenza delle imprese europee, in particolare dei costruttori di macchinari per la trasformazione delle materie plastiche e della gomma. Durante la Conferenza stampa il compito di tracciare un quadro delle performance economiche dell’industria italiana del settore è stato affidato a Gabriele Caccia, vicepresidente di Amaplast. Il preconsuntivo 2025 elaborato dal Centro Studi Mecs-Amaplast, anche in base all’andamento del commercio estero (dati di fonte ISTAT) restituisce un quadro in chiaroscuro dell’industria italiana delle macchine per plastica e gomma. Il cedimento di qualche punto dell’export - nell’ordine del -6% per il cumulato gennaio-settembre, rispetto allo stesso periodo del 2024 - determina una flessione stimata sull’intero anno in cinque punti della produzione che, mediamente, è destinata per tre quarti ai mercati esteri. Si ritiene quindi che l’andamento positivo del mercato interno – che ha fatto ricorso

plaST

Da quest’anno Plast diventa parte di MaTec, un progetto fieristico che unisce tre fiere della manifattura: Plast (tecnologie per plastica e gomma), Xylexpo (biennale mondiale delle tecnologie per il legno e mobile, organizzata da Acimall) e Composites Future (mostra-convegno per i materiali compositi, con Assocompositi). L’obiettivo è quello di unire competenze trasversali e settori complementari per una visione integrata dell’industria. Ad esempio, alcuni centri di lavoro per il legno trovano applicazione anche nella lavorazione della plastica e di altri materiali, mentre i compositi legno-plastica sono particolarmente performanti nell’arredamento e nell’edilizia; quest’ultima rappresenta uno dei settori di destinazione strategici degli impianti in mostra a Plast. Mentre l’industria manifatturiera europea attraversa una fase di ridefinizione accelerata dalle pressioni normative, dalla transizione ecologica e dalla necessità di innovare processi e materiali, MaTec si propone come risposta concreta: 8 padiglioni che ospitano tre fiere complementari per favorire contaminazione tecnologica e sinergie tra settori. MaTec nasce da un concetto preciso: le sfide che l’industria deve affrontare – sostenibilità, efficientamento energetico, digitalizzazione, materiali in linea con le recenti normative – non sono più confinate all’interno di singoli settori, ma richiedono approcci trasversali e collaborazioni inedite. In questo scenario, mantenere rigide separazioni tra filiere rischia di limitare le opportunità di contaminazione tecnologica e di rallentare l’innovazione.

in misura ancora sostenuta dalle importazioni, in aumento di sedici punti rispetto ai primi nove mesi del 2024 - non possa a consuntivo controbilanciare la performance poco brillante delle vendite all’estero. Si conferma la ciclicità quadriennale delle esportazioni di settore che, dopo il robusto recupero post-pandemico, segnano quest’anno una battuta d’arresto, influenzata dalle perduranti turbolenze che condizionano i mercati. Seppure la contrazione dell’export si sia parzialmente e progressivamente attenuata nel corso dell’anno – facendo sperare in un ulteriore miglioramento nell’ultimo trimestre - il trend macroeconomico globale debole, le tensioni commerciali e i conflitti

PLAST ANTEPRIMA

in atto influiscono sulla propensione all’investimento in molti mercati.

INNOVAZIONE E TECNOLOGIA

AL CENTRO

La ventesima edizione si preannuncia come una vetrina esclusiva per le più avanzate soluzioni destinate all’industria delle materie plastiche e della gomma, confermando la tradizione di eccellenza che da decenni caratterizza la manifestazione milanese e rispondendo alle crescenti esigenze in termini di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale del settore. La preregistrazione gratuita per i visitatori è disponibile sul sito www.plastonline.org.

L’Italia della plastica si presenta al mondo

A FINE FEBBRAIO, UNA TRENTINA DI GIORNALISTI

SPECIALIZZATI PROVENIENTI DA OGNI ANGOLO DEL GLOBO HANNO PERCORSO IL NORD ITALIA OSPITI

DI PROMAPLAST PER VISITARE TRE COSTRUTTORI

DI MACCHINE PER LA LAVORAZIONE DELLA PLASTICA. UN’ANTEPRIMA DELLA VENTESIMA

EDIZIONE DI PLAST, IN PROGRAMMA A FIERA MILANO DAL 9 AL 12 GIUGNO 2026.

Promaplast, società organizzatrice di Plast, fra le più importanti fiere al mondo per l’industria delle materie plastiche e della gomma, ha invitato i giornalisti di settore di tutto il mondo a un press tour che precede l’apertura della fiera. Il tour si è svolto dal 24 al 26 febbraio 2026 e ha incluso visite presso le realtà produttiver Bandera a Busto Arsizio (Varese), Moretto a Massanzago (Padova) e BMB a Brescia, con la partecipazione di una trentina di giornalisti provenienti da tutto il mondo.

Ad aprire i lavori è stata una conferenza stampa nel corso della quale il CEO di Promaplast, Mario Maggiani, e il responsabile della fiera, Alessio Fineo, insieme al vicepresidente di Amaplast, Gabriele Caccia, hanno presentato alla stampa internazionale lo stato dell’arte della manifestazione. Il contesto in cui si è svolto il press tour non è dei più semplici, in quanto segnato da un clima internazionale caratterizzato, per usare le parole di Promaplast stessa, da “tensioni commerciali e instabilità dei mercati globali”.

BANDERA, ESTRUSIONE INTELLIGENTE

La prima visita del tour ha portato i giornalisti a Busto Arsizio, in provincia di Varese, negli stabilimenti di Costruzioni Meccaniche Luigi Bandera, azienda fondata nel 1947 da Luigi Bandera, e oggi guidata dai suoi figli Piero e Franco. Bandera si è specializzata nella produzione di estrusori a vite singola e bivite, sia co-rotanti che contro-rotanti, per film soffiato, foglia, lastra e tubi. A ricevere i giornalisti è stato Massimo Santini, che ha guidato il gruppo attraverso un’infrastruttura produttiva di prim’ordine: un edificio alto 35 metri destinato alle prove su linee reali e una produzione equipaggiata con 38 macchine CNC di ultima generazione. “Il servizio è il nostro direttore commerciale più importante”, ha dichiarato Santini durante il tour. Lo stabilimento opera anche secondo una filosofia di sostenibilità energetica: la capacità installata di generazione solare è di 800 kWh. Il momento tecnologicamente più denso della visita è arrivato con Riccardo Bandera, che ha illustrato alla stampa l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel processo di estrusione. L’azienda ha dimostrato che il proprio approccio non si limita più alla meccanica dell’estrusione, ma abbraccia la gestione intelligente dei dati per raggiungere la perfezione operativa. L’interfaccia macchina è stata completamente rinnovata per massimizzare la comunicazione con i sistemi industriali di raccolta e monitoraggio dei dati, semplificando i processi e riducendo gli errori. Per Plast 2026, Bandera non si limiterà alla presenza in fiera. Organizzerà un’open house nelle proprie strutture di Busto Arsizio dove i visitatori potranno assistere al funzionamento in tempo reale di una linea per film soffiato a sette strati con capacità produttiva di 550 kg/h, basata sulla tecnologia Barrier Flex. Una tecnologia che è nata proprio per rispondere alla necessità del mercato di produrre sia film barriera sia film ad alta barriera, nonché film in poliolefine, su un’unica linea, senza compromettere né le prestazioni orarie né la qualità del prodotto finito. Le elevate tolleranze dello spessore e la flessibilità nella scelta dei materiali - inclusi riciclato e bio-based - ne fanno oggi uno strumento chiave per l’economia circolare.

MORETTO, ESPANSIONE GLOBALE

La seconda giornata del tour ha portato i giornalisti a Massanzago, nel Veneto, per una visita a Moretto,

PLAST

Tre momenti del press tour organizzato in vista di Plast 2026:

1 Bandera (Busto Arsizio - VA),

2 Moretto (MassanzagoPD),

3 BMB (Brescia - BS)

azienda fondata nel 1980 da Renato Moretto, che ne è ancora presidente, e diventata uno dei leader mondiali nella produzione di automazioni per la trasformazione delle materie plastiche.

La prima cosa che ha colpito all’interno degli stabilimenti è stata la combinazione tra tradizione e innovazione. Il laboratorio interno include simulatori di ultima generazione, tra cui lo storico simulatore Leonardo, operativo dal 2009, che consentono di realizzare computazioni in parallelo per perfezionare ogni dettaglio dei prodotti. Il risultato è un modello verticalmente integrato, dal design del prototipo fino all’industrializzazione, all’installazione e al supporto post-vendita, con un controllo qualitativo rigido e costante. Il portafoglio brevetti conta 169 titoli internazionali. Moretto opera oggi su cinque siti produttivi (quattro in Italia, uno in Polonia), conta dieci filiali commerciali ed è presente in oltre 70 paesi. Le precedenti espansioni risalgono al 2015, 2018 e 2020, e quella annunciata durante il press tour è dunque la quarta in poco più di un decennio. Moretto ha anche recentemente aperto, nel settembre 2025, una filiale ufficiale a Querétaro in Messico, paese in cui era

già operativa dal 1998, sottolineando l’importanza strategica del mercato messicano per l’azienda. Per Plast 2026, Moretto presenterà quattro novità: il distributore manuale di materiali Delphy con controllo RFID; due nuovi modelli di essiccatori, X Comb 19 e X Comb 20; il dosatore gravimetrico a batch DGM Gravix; e due nuove aggiunte alla linea di granulatori Hyper Cut, i modelli GR5060 e GR5084. Le novità dell’azienda riguarderanno anche il dosaggio gravimetrico e la tracciabilità dei materiali, confermando un’azienda che non si limita a seguire l’evoluzione del settore, ma la anticipa.

BMB, SESSANT’ANNI DI INIEZIONE

L’ultima tappa del press tour ha portato la delegazione internazionale a Brescia, negli stabilimenti di BMB, costruttore di presse per lo stampaggio a iniezione con quasi sessant’anni di storia. BMB nasce nel 1967 come impresa familiare: il fondatore Egidio Bugatti, insieme al figlio Marco, oggi CEO dell’azienda, ha da sempre una “visione chiara su come BMB deve funzionare”, con l’obiettivo di offrire macchine e soluzioni personalizzate per qualsiasi esigenza dello stampaggio a iniezione. Tecnologia e innovazione sono i prerequisiti, ma egualmente importante è la dimensione umana: un gruppo compatto in cui management e dipendenti condividono gli stessi valori di responsabilità verso il cliente, qualità, trasparenza e affidabilità.

BMB si è presentata come un produttore indipendente, a proprietà familiare, che ha saputo consolidarsi come punto di riferimento internazionale nelle macchine ad alto rendimento senza perdere la propria dimensione umana. “Plast è da sempre un appuntamento chiave per il nostro settore - ha commentato Marco Bugatti -. BMB ha investito in modo significativo in questa edizione, presentando una gamma di macchine ulteriormente ottimizzate, progettate per essere sempre più robuste, affidabili e orientate alla produzione continua, valori che hanno da sempre definito l’approccio BMB. La crescente carenza di tecnici specializzati sta spingendo le aziende a cercare non solo tecnologia avanzata, ma soprattutto partner capaci di offrire soluzioni altamente affidabili. In questo contesto, BMB sviluppa macchine progettate per operare a lungo con manutenzione minima e massima stabilità di processo, offrendo ai clienti produttività, sicurezza e serenità operativa nel lungo periodo, anche in uno scenario in cui le risorse tecniche sono sempre più limitate”. La gamma attuale di BMB copre presse completamente elettriche (serie eKW Full Electric), ibride ad alta velocità di iniezione (serie eKW HP, con velocità fino a 1.500 mm/s) e idrauliche tradizionali (serie KW e KX), con forze di chiusura da 100 fino a 4.500 tonnellate. Tutte adatte alla lavorazione di termoplastici, termoindurenti, elastomeri e gomma, e proposte sia in configurazione orizzontale che verticale.

A Cibus Tec

sempre più tecnologie beverage

DA OLTRE 80 ANNI CIBUS TEC SI EVOLVE PER PROMUOVERE

IL PROGRESSO TECNOLOGICO NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE E DELLE BEVANDE. IN QUESTA INTERVISTA FABIO BETTIO, EXHIBITION MANAGER, CI RACCONTA QUALI SARANNO LE NOVITÀ CHE CARATTERIZZERANNO LA PROSSIMA EDIZIONE DELL’EVENTO, A COMINCIARE DAL FORMAT “BEVERAGE? YES, WE TEC”.

L’ultima edizione di Cibus Tec, svoltasi nel 2023, aveva registrato numeri record. Quali sono le aspettative per l’appuntamento di quest’anno (Parma, 27-30 ottobre)?

L’edizione 2023 di Cibus Tec ha segnato risultati straordinari, con oltre 1.200 espositori da 30 Paesi e circa 40.000 professionisti provenienti da più di 120 nazioni. Per il 2026 le aspettative sono ancora più ambiziose: rispetto allo stesso periodo prima dell’edizione 2023, abbiamo già registrato un aumento del 20% nel numero di espositori e del 30% dell’area espositiva.

padiglione dedicato. Nel 2026 il progetto evolve lungo una direzione molto chiara. Rappresentare in modo sempre più organico e completo l’intera filiera tecnologica del beverage, dalla produzione all’imbottigliamento fino alle soluzioni di fine linea. Il nostro ulteriore obiettivo è consolidare Cibus Tec come la casa di tutti i settori delle bevande, dal liquid food alle acque, dalle bevande analcoliche a quelle alcoliche.

Quali sono gli altri progetti speciali della manifestazione?

Tra i progetti speciali spicca il World Pasta Day, in programma il 27 e 28 ottobre, promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation. Si tratta di un appuntamento di rilevanza mondiale che integra contenuti e tecnologia, affrontando temi centrali come sostenibilità, evoluzione dei consumi, efficienza produttiva, riduzione

Successo confermato per Beer&Food Attraction

Si è svolta dal 15 al 17 febbraio, presso la Fiera di Rimini, l’edizione 2026 di Beer&Food Attraction, che ha saputo unire numeri solidi e grande entusiasmo: +7% di visitatori professionali, oltre 600 espositori da 16 Paesi e 145 buyer esteri da 45 nazioni, grazie al supporto strategico di ICE Agenzia.

Adareritmo all’edizione 2026 è stata senza dubbio la Mixology, protagonista di un salto di qualità importante: area ampliata del 39% e debutto di Mixology Attraction, che ha portato in fiera bartender, distributori e professionisti del beverage da Italia e dall’estero. Il Mixology Circus, con nove cocktail bar tra realtà italiane e internazionali, ha trasformato lo spazio espositivo in un laboratorio creativo. Accanto al beverage, il food – che rappresenta circa il 20% dell’offerta – ha confermato il suo ruolo strategico. A completare la filiera, BBTech expo, con materie prime, tecnologie e soluzioni innovative per la produzione di birra e bevande. L’evento si è confermato un punto di riferimento per l’intera filiera, con un focus crescente sulle soluzioni di packaging, sostenibilità e innovazione industriale. La manifestazione ha riunito produttori, impiantisti, fornitori di servizi e aziende specializzate in materiali e sistemi per l’imballaggio, offrendo una panoramica completa che spazia dal trattamento delle materie prime alle tecnologie di riempimento, chiusura, confezionamento ed etichettatura. Particolare attenzione è stata dedicata ai materiali riciclabili, ai sistemi di filling a basso consumo, alle linee automatizzate e alle soluzioni di etichettatura intelligente e tracciabilità digitale. Per le imprese del comparto packaging, BBTech Expo

rappresenta una vetrina strategica per presentare innovazioni orientate all’efficienza produttiva e alla riduzione dell’impatto ambientale, intercettando le esigenze di un mercato in rapida evoluzione che coinvolge birrifici, soft drink, distillerie e operatori dell’out-of-home. Un appuntamento che si propone come hub internazionale per il networking B2B e per la valorizzazione delle tecnologie che stanno ridisegnando il futuro del beverage. Il prossimo appuntamento con Beer&Food Attraction e BBTech Expo è dal 21 al 23 Febbraio 2027, sempre alla Fiera di Rimini.

Bevertech e Ipack Ima al via il programma di incoming

Prende il via dall’Africa occidentale il programma di internazionalizzazione targato Bevertech e Ipack Ima che il 18 e 19 febbraio ha portato in Italia una delegazione di buyer e operatori selezionati da Ghana, Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio e Guinea per incontrare le oltre 40 aziende made in Italy specializzate in tecnologie per il packaging e la trasformazione alimentare dei settori Liquid Food & Beverage e Grain Based Food.

Realizzato in collaborazione con UCIMA e ITA – Italian Trade Agency, l’incoming si è articolato in una prima giornata dedicata al networking e agli incontri b2b, ospitata presso il Phi Hotel Canalgrande di Modena, seguita da un tour di visite alle aziende del settore, suddivise nei due percorsi tematici dedicati al beverage e ai prodotti a base di cereali.

“Si tratta di un primo appuntamento nel

percorso di avvicinamento a Bevertech – spiega Simone Castelli, ad di Ipack Ima che insieme al Simei di Unione italiana vini (Fiera Milano, dal 17 al 20 novembre 2026) organizza la prima edizione del nuovo appuntamento fieristico dedicato alle soluzioni tecnologiche per la produzione, il confezionamento e la distribuzione del Liquid Food & Beverage –. Il Salone è infatti pensato non solo come una vetrina internazionale per le soluzioni tecnologiche italiane - eccellenza indiscussa nella produzione di tecnologie per packaging, processo e materiali - ma anche come una piattaforma specializzata in

grado di sollecitare il networking e il confronto nel segno dell’innovazione.

In tal senso – prosegue Castelli –riteniamo strategico sostenere e incentivare relazioni continuative con operatori qualificati provenienti da aree strategiche come l’Africa Occidentale, dove la domanda di soluzioni per il processing e il packaging è in forte evoluzione”.

La staffetta delle factory visits, che ha coinvolto aziende come Robopac, Galdi e Frau Group per il Liquid Food & Beverage e Cepi, Ica e Axor per il Grain Based Food, chiude la prima fase del programma di promozione e internazionalizzazione per la fidelizzazione di operatori esteri qualificati in vista di Simei e Bevertech, per poi passare il testimone a IPACKIMA, in programma dal 29 maggio al 1° giugno 2028 a Fiera Milano.

Nuova identità per ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS

CON UNA NUOVA IDENTITÀ E UNA NUOVA FIRMA, “UNBOX YOUR POTENTIAL”, IL SALONE MULTISPECIALISTA EUROPEO DEDICATO ALL’EVOLUZIONE DI TUTTO IL SETTORE DELL’IMBALLAGGIO SI APPOGGERÀ A UN MARCHIO VIVO E DINAMICO, ATTIVO TUTTO L’ANNO PER OTTIMIZZARE LA VISITA E PROLUNGARE L’ESPERIENZA OLTRE L’EVENTO.

ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS 2026, in programma dal 24 al 26 novembre, conferma la sua ambizione di unire tutta la filiera del settore del packaging e sostenere la trasformazione di fronte alle grandi sfide del settore. Con una nuova identità e una nuova firma, “Unbox your potential”, ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS si svolgerà durante tre giorni, da martedì a giovedì.

UNA PIATTAFORMA EUROPEA PER LA TRASFORMAZIONE

DELLA FILIERA

Vero e proprio hub dell’innovazione, il Salone si conferma punto di riferimento europeo per i professionisti del design, dell’imballaggio, del packaging e dell’intralogistica, presentandosi come piattaforma strategica dove tendenze, tecnologie e opportunità di business si incrociano. In un contesto di profondi cambiamenti normativi, sociali e ambientali, l’edizione 2026 accompagna la trasformazione della filiera evidenziando soluzioni concrete per conciliare performance e responsabilità: evoluzione dei materiali, ottimizzazione dei flussi, innovazione dei processi. Il salone fa leva sull’esperienza dei membri del suo Comité Pack Expert, composto da professionisti delle principali aziende utilizzatrici di imballaggi ed esperti del settore, per diventare il punto di congiunzione con l’attualità della filiera. Questo even -

to multispecialistico ha l’obiettivo di riunire 24.000 operatori e 850 espositori e marchi, e proporre contenuti ricchi e rinnovati con nuovi spazi d’animazione e di confronto. Tra gli espositori già iscritti, i visitatori potranno incontrare AEP Group, Aetna Group (Robopac-Ocme), Aluplast, Archimbaud, Armando Alvarez, ASV Packaging, Burban Palettes, Cama, CDA, Duetti Packaging, Eberle Europe, EP Groupe, Esko, Gamma-Wopla, Krones, KTP, Liftop, MOM Packaging, Newtec Bag, PGS, Robotiq, Schneider Electric, SGT Groupe, Storopack, Tavil e Universal Robots.

UN’OFFERTA CHIARA E AGGIORNATA

Per offrire una visione completa delle soluzioni di oggi e di domani, l’offerta della fiera si struttura in cinque universi che facilitano l’orientamento riflettendo la trasversalità della filiera: i quattro settori storici della fiera sono stati rinominati per una maggiore chiarezza: Emballages & Matériaux (Imballaggi & Materiali), Design & Impression (Design & Stampa), Machines & Solutions de conditionnement (Macchine & Soluzioni di Confezionamento), Intralogistique & Transport (Intralogistica & Trasporto, una divisione dedicata alle sfide del flusso, dell’automazione e delle performance operative). Inoltre, è stata creata una nuova area espositiva, Re-Génération (Ri-Generazione) che permetterà di aprire una riflessione sul ruolo dell’imballaggio come vettore di trasmissione e sostenibilità per le generazioni future. Ognuno di questi universi metterà in evidenza innovazioni che rispondono alle principali sfide: performance industriali, riduzione dell’impronta ambientale, automazione, digitalizzazione dei processi e attrattività del design.

SPAZI IMMERSIVI

PER DECIFRARE LE TENDENZE

Fedele al suo DNA creativo, ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS proporrà due aree di animazione che illustrano l’evoluzione del settore e invitano a riflettere sul ruolo del packaging in un mondo in evoluzione: - Scoperte Creative, quando il packaging rompe con lo status quo per aprire nuove possibilità.

Questo spazio metterà in evidenza le innovazioni dirompenti e gli approcci creativi che stanno ridefinendo usi, formati ed esperienze dei consumatori.

- Le materie d’ispirazione, quando le materie prime dell’imballaggio reinventano l’esperienza. Uno spazio di riflessione e scambio sui materiali offrirà un panorama completo di innovazioni, complementari e delle sfide legate a ciascuno di essi.

ANIMAZIONI E NUOVI CONTENUTI

ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS rafforza il programma degli eventi collaterali dai contenuti diversificati e inediti.

Il Salone lancia il Barometro annuale del Packaging, per prendere il polso del mercato confrontando le opinioni di consumatori, industrie e marchi. Dispone inoltre di Out-ofthe-Box, che valorizza l’expertise del salone durante tutto l’anno attraverso webinar regolari, interviste a decision maker ed esperti, testimonianze e condivisione delle buone pratiche. Al centro dell’evento, i Paris Talks proporranno un programma completo e multi-formato di testimonianze, strutturato attorno a 3 temi chiave (Reinventare – Rigenerare– Riutilizzare) e di contenuti specializzati per l’industria, al fine di fornire le migliori soluzioni ai professionisti per rispondere alle grandi sfide attuali. Infine, gli ALLFORPACK INNOVATION Awards cresceranno d’intensità e metteranno in luce gli approcci più innovativi e promettenti, al servizio delle esigenze di donne, uomini e del pianeta.

PIÙ BUSINESS, PIÙ CONDIVISIONE

Il Salone parigino rafforza i dispositivi che amplificano il valore della fiera per i professionisti: un programma Business+ dedicato alla selezione di visitatori strategici, un servizio di Business Meeting per preparare e pianificare gli appuntamenti in anticipo, un Press Day a settembre, che favorirà il confronto tra espositori e giornalisti, oltre a momenti di convivialità che favoriranno la creazione di sinergie e partnership durature. Per preparare nel migliore dei modi la visita della fiera, i visitatori potranno accedere ad un’app web dedicata e a percorsi di visita personalizzati per industria utilizzatrice. Il Café de l’Emballage completerà il sistema di accoglienza e networking. “L’edizione 2026 segna una tappa chiave nell’evoluzione del Salone. Una nuova identità, un format ridisegnato, una promessa confermata con Unbox your potential. Il nostro obiettivo è chiaro: offrire a tutto il settore del packaging uno spazio per connessioni, soluzioni e decisioni per rendere il packaging una leva strategica per la competitività e la trasformazione sostenibile, durante tutto il suo ciclo di vita”, ha dichiarato Chantal De Lamotte, Direttrice dell’evento.

Packaging Première svela le novità 2026

PACKAGING PREMIÈRE AMPLIA IL PROPRIO ECOSISTEMA CREATIVO E INNOVATIVO CON DUE NUOVE AREE TEMATICHE - THE BEAUTY HUB E DISCOVERY ZONE - CHE DEBUTTERANNO NELL’EDIZIONE 2026, IN PROGRAMMA DAL 19 AL 21 MAGGIO PRESSO ALLIANZ MICO – MILANO CONVENTION CENTER.

Dopo aver annunciato il concept 2026 dedicato al ritorno consapevole all’artigianalità e al valore del gesto umano, Packaging Première presenta ora le nuove aree che arricchiranno il percorso espositivo, offrendo spazi di incontro, sperimentazione e visibilità per brand, designer, start-up e fornitori.

THE BEAUTY HUB

Il Beauty Hub è un’area esclusiva realizzata in collaborazione con PCD, interamente dedicata al packaging primario per profumeria, skincare, make-up e personal care. Uno spazio che riunisce vetro, plastica, tubetti, tappi, materiali sostenibili e soluzioni avanzate, creando un punto d’incontro privilegiato tra fornitori, designer e brand del mondo beauty. Il Beauty Hub nasce per favorire nuove collaborazioni, accelerare l’innovazione e offrire ai professionisti del settore un luogo dedicato dove esplorare le tendenze che stanno ridefinendo il packaging cosmetico contemporaneo.

DISCOVERY ZONE

La Discovery Zone debutta come area dedicata alle start-up, ai materiali all’avanguardia e alle tecnologie che stanno plasmando il futuro del packaging. Qui trovano spazio soluzioni sperimentali e nuove visioni che anticipano i cambiamenti del settore, con un focus su sostenibilità, ricerca sui materiali e innovazione tecnologica. L’edizione 2026 dà ancora più risalto alle idee che stanno

ridefinendo la filiera, posizionando Packaging Première come piattaforma di riferimento per chi vuole scoprire — in anteprima — ciò che arriverà domani. Le start-up possono candidarsi per esporre nella Discovery Zone seguendo le indicazioni presenti sul sito.

DESIGN HUB

Packaging Première conferma anche per il 2026 il Design Hub, lo spazio dedicato alle agenzie specializzate in packaging design e branding. Una galleria creativa che celebra lo spirito di collaborazione non competitiva: le agenzie condividono lo stesso ambiente espositivo per presentare progetti, concept e interpretazioni artistiche capaci di ispirare brand e designer. Il Design Hub valorizza il ruolo del design come leva strategica per raccontare identità, valori e unicità dei marchi, offrendo ai visitatori un percorso immersivo tra estetica, tecnica e narrazione visiva. Anche quest’anno sarà possibile candidarsi per esporre nel Design Hub, accedendo a un palcoscenico internazionale di grande prestigio. Lara Castagna, Head of Event di Packaging Première, ha affermato: “Con il debutto del Beauty Hub e della Discovery Zone arricchiamo ulteriormente l’esperienza di Packaging Première, creando spazi dedicati all’innovazione, alla sperimentazione e ai nuovi linguaggi del packaging. Queste aree nascono per offrire a brand, designer e start-up un palcoscenico internazionale in cui confrontarsi, crescere e dare visibilità alle idee che stanno trasformando la filiera. È un passo avanti naturale nella nostra missione: valorizzare il dialogo tra creatività, tecnologia e materiali del futuro”. Packaging Première rafforza inoltre il proprio impegno nella diffusione della cultura del packaging attraverso un programma di contenuti ancora più ricco, articolato in due sale conferenze: la Trend Hall e il Future Stage. La Trend Hall, sala principale dell’evento, ospiterà brand, designer, agenzie creative e case study internazionali, offrendo una panoramica autorevole sulle tendenze che stanno ridefinendo il packaging di alta gamma. Il Future Stage sarà invece dedicato agli approfondimenti tecnici.

A Venditalia il futuro della distribuzione automatica

LA PROSSIMA EDIZIONE DI VENDITALIA

(RIMINI, 6-8 MAGGIO) SI PREANNUNCIA DA RECORD: OLTRE 300 BRAND ATTESI, 30.000 MQ ESPOSITIVI, 8 PADIGLIONI. IN FIERA DEBUTTERÀ IN ANTEPRIMA

MONDIALE SMARTLINK: IL NUOVO PROTOCOLLO

CHE PARLA LA LINGUA DEL FUTURO DEL VENDING.

Venditalia 2026 si preannuncia l’edizione dei record: oltre 300 brand attesi (compresi i leader di settore), 30.000 mq espositivi, 8 padiglioni, una visibilità internazionale in continua crescita e una rete di relazioni consolidate con i principali player del mercato. La fiera, che si svolgerà per la prima volta nel moderno Rimini Expo Centre, grazie alla partnership strategica tra CONFIDA - Associazione Italiana Distribuzione Automatica - e Italian Exhibition Group (IEG), uno dei principali operatori fieristici europei, conferma il proprio ruolo di piattaforma internazionale e principale manifestazione europea per il mondo del vending. Secondo i dati relativi agli spazi espositivi occupati il numero di espositori esteri batterà ogni record raggiunto nelle precedenti edizioni della manifestazione. Una risposta importante per un settore che in Europa nel 2024 ha generato 26,4 miliardi di euro di fatturato, 4,5 milioni di macchine installate e 34,5 miliardi di prodotti venduti. Venditalia sarà l’occasione per valorizzare l’ecosistema che riunisce tutti i protagonisti della filiera della distribuzione automatica: produttori di tecnologie, gestori, fornitori di prodotti e stakeholder, creando occasioni concrete di business e networking anche attraverso un palinsesto di convegni e workshop (anche in lingua inglese) sui temi di maggior attualità del vending.

DEBUTTA SMARTLINK, UN NUOVO PROTOCOLLO DI COMUNICAZIONE

Mai come oggi il comparto della distribuzione automatica sta attraversando un’accelerazione tecnologica che tocca l’intera catena del valore: dalla progettazione delle macchine alla gestione remota, fino ai pagamenti digitali e alla customer experience. In anteprima mondiale a Venditalia 2026 sarà presentato SmartLink, il nuovo protocollo di comunicazione tra macchine vending, sistemi di pagamento e software di gestione, promosso dalla European Vending & Coffee Service Association (EVA): l’obiettivo è creare un sistema più connesso, efficiente e pronto per il futuro. “Il settore del vending sta vivendo una vera e propria ‘Rivoluzione digitale’ - spiega Ernesto Piloni, Amministratore delegato Venditalia. – Con la connettività si

può gestire una vending machine da remoto, modificandone in tempo reale impostazioni e parametri e analizzandone i big data. Con l’integrazione dell’AI si potranno efficientare molti processi. Senza dimenticare le innovazioni lato consumatore: dagli schermi touch ai sistemi di pagamento digitali cashless, sino alle APP di pagamento che si stanno diffondendo con rapidità: il 33% delle oltre 800 mila vending machine installate in tutta Italia ne è dotato e per 1 consumatore su 4 è il metodo di pagamento preferito. La tecnologia del vending peraltro ha un eccezionale potenziale anche fuori dal canale tradizionale: può garantire un servizio h24 in molteplici attività, dal retail all’hospitality’”.

TANTE LE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2026

“Venditalia rappresenta una prestigiosa vetrina dell’innovazione foodtech Made in Italy – continua Marco Cecchini, Presidente di Venditalia – che grazie alla partnership tra Italian Exhibition Group e CONFIDA, con cui si arricchisce la già vasta offerta di fiere del fuori casa di IEG, potrà ora godere di un contesto dinamico e internazionale con cui ampliare il proprio pubblico di espositori e visitatori, rafforzandosi in Italia e a livello internazionale.” I nuovi modelli di consumo saranno, infatti, protagonisti di questa edizione, dal claim “Think Automatic”: i distributori entrano in spazi non convenzionali (dai coworking agli smart hotel, dalle aree camper attrezzate al retail) per diversificare, estendere, ampliare e differenziare l’offerta nei settori non food (moda, tech, cura persona, health & pharma), e per andare oltre il vending tradizionale. Un’area espositiva sarà dedicata a prodotti e tecnologie emergenti di start-up e giovani realtà imprenditoriali, italiani e internazionali, mentre workshop su tematiche riguardanti i trend e le innovazioni nel settore vending, completano il progetto.

Fruit Logistica traina il mercato globale dell’ortofrutta

CON CIRCA 90.000 PARTECIPANTI PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO, FRUIT LOGISTICA

2026 HA DIMOSTRATO ANCORA UNA VOLTA IL SUO STATUS DI PRINCIPALE PIATTAFORMA MONDIALE PER IL BUSINESS, L’INNOVAZIONE E LA CONOSCENZA NEL SETTORE DEI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI FRESCHI.

Ileader del settore ortofrutticolo globale hanno affrontato l’inverno più freddo degli ultimi 15 anni in Germania, dal 4 al 6 febbraio 2026, per creare nuove e preziose connessioni a Fruit Logistica, il principale evento mondiale dedicato a frutta e verdura.

UN SETTORE RESILIENTE

Nonostante le temperature gelide, che hanno causato la cancellazione di voli in partenza, i circa 90.000 partecipanti sono comunque riusciti a rientrare a casa dopo tre giorni di innovazione, networking e aggiornamento professionale. “Siamo rimasti molto colpiti dal modo in cui i nostri visitatori professionali ed espositori hanno affrontato le sfide della scorsa settimana, come spesso accade nel mondo dell’ortofrutta”, ha dichiarato David Ruetz, Senior Vice President di Messe Berlin. “È un settore resiliente, abituato a gestire condizioni difficili e ostacoli logistici. Non è stata quindi una sorpresa che, nonostante la neve, tutti nei padiglioni abbiano mantenuto concentrazione, energia e produttività.” I partecipanti - quattro su cinque provenivano dall’estero - hanno trovato un’offerta ampia e stimolante . Dalle innovazioni all’avanguardia in produzione, marketing, packaging e tecnologia presentate nei padiglioni espositivi, ai contributi più rilevanti e approfonditi sui temi cruciali affrontati nelle conferenze, Fruit Logistica 2026 ha rafforzato la propria posizione come centro indiscusso di competenze e

conoscenze per il settore. I premi annuali Fruit Logistica Innovation Awards hanno ribadito il loro ruolo di punto di riferimento per il progresso e la produttività dell’industria, mentre aree come Startup World, New Product Showcases e Smart Agri Area hanno messo in evidenza i principali avanzamenti del comparto. Tutto ciò ha reso l’evento un appuntamento internazionale senza pari.

OBIETTIVI DI BUSINESS RAGGIUNTI E ACCORDI CONCLUSI CON SUCCESSO

Sia gli espositori sia i visitatori professionali hanno espresso valutazioni molto positive su Fruit Logistica 2026. I risultati dell’indagine rappresentativa condotta tra i visitatori confermano un elevato livello di soddisfazione sia per i risultati commerciali sia per i contenuti dell’evento. Anche i rappresentanti degli espositori si sono dichiarati molto soddisfatti. Numerosi accordi commerciali conclusi garantiscono un bilancio finale positivo della fiera. Secondo le prime tendenze emerse dall’indagine tra gli espositori, 9 su 10 si dichiarano soddisfatti dei risultati ottenuti. Una percentuale analoga prevede già di tornare alla fiera nel 2027. I principali obiettivi – “presentazione dell’azienda”, “acquisizione di nuovi clienti” e “fidelizzazione dei clienti esistenti” – sono stati ampiamente raggiunti. Anche i risultati preliminari dell’indagine rappresentativa tra i visitatori professionali mostrano un elevato livello di soddisfazione: ben oltre il 90% dei partecipanti ha espresso un’impressione complessivamente positiva di Fruit Logistica 2026 e raccomanderebbe l’evento a colleghi o partner commerciali. Nove intervistati su dieci prevedono già di partecipare nuovamente il prossimo anno. Fruit Logistica 2026 ha convinto sia sotto il profilo commerciale sia per la qualità dei contenuti: oltre il 95% dei visitatori professionali intervistati ha confermato la propria soddisfazione per il successo commerciale della visita in fiera. Nove su dieci hanno elogiato l’ampia gamma di prodotti e servizi presentati, e una percentuale analoga ha dichiarato di aver raggiunto i propri obiettivi principali, ovvero creare nuovi contatti e conoscere nuovi prodotti.

Messe Berlin
Messe Berlin

WR A P U P THE TOWN

AGENDA

I nostri appuntamenti per il 2026

VINITALY

Verona 12-15 aprile 2026

Salone internazionale dei vini e distillati www.vinitaly.com

Algeri 12-15 aprile 2026

Fiera internazionale della filiera agroalimentare www.djazagro.com

Rimini

6-8 maggio 2026

Fiera di riferimento per la distribuzione automatica www.venditalia.com

Düsseldorf

7-13 maggio 2026

Fiera internazionale del packaging e processing www.interpack.com

Allianz MiCo - Milano

19-21 maggio 2026

Esposizione per il packaging di lusso www.packagingpremiere.it

Parma

26-28 maggio 2026

Fiera dell'automazione e del digitale per l'industria www.spsitalia.it

Milano 9-12 giugno 2026

Salone di riferimento della lavorazione delle materie plastiche e gomma www.plastonline.com

Montecarlo

28-30 settembre 2026

Salone del packaging di lusso www.luxepack.com

TRIESTESPRESSO EXPO

Trieste 24-26 ottobre 2026

Evento dedicato ai professionisti del caffè www.triestespresso.it

Parma 27-30 ottobre 2026

Salone internazionale di tecnologie alimentari e per le bevande www.cibustec.it

Norimberga 10-12 novembre 2026

Fiera internazionale dei beni strumentali per l’industria delle bevande www.braubeviale.de

Milano 17-20 novembre 2026

Salone internazionale delle macchine per enologia e imbottigliamento www.simei.it

Milano 17-20 novembre 2026

Fiera dedicata alle tecnologie del Liquid Food & Beverage www.bevertech.it

Parigi 24-26 novembre 2026

Fiera internazionale del packaging e processo www.all-for-pack.com

Ventilatori anticorrosione per macchine e linee di imbottigliamento

Sicurezzaed

Oggi i nostri prodotti sono installati in oltre

70 Paesi nel mondo:

178.000 Aziende industriali

63.000 Centri di ricerca, Laboratori, Ospedali 950 Università

POLYFAN

Ventilatori anticorrosione per laboratori

POLYSINK

Piani e vasche per laboratori

FILTERBOX

Filtri a carboni attivi per laboratori

FUMEX

Aspirazione localizzata per laboratori

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Beverage Machines n.1 - Marzo/Aprile 2026 by Innovative Press srl - Issuu