Ticino7

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L’appuntamento del venerdì

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R EPORTAGE Mantova AGORÀ Giovani indebitati SFIDE L’uomo e il pidocchio VITAE Maurizia Balmelli

Corriere del Ticino

laRegioneTicino

Tessiner Zeitung

CHF 3.–

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numero 35 27 agosto 2010

Sfide L’uomo e il pidocchio

Impressum Tiratura controllata 89’345 copie (72’303 dal 4.9.2009)

Chiusura redazionale Venerdì 20 agosto

NICOLETTA BARAZZONI . . . . . . . . .

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CHIARA PICCALUGA. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Agorà Giovani indebitati. Per qualche capriccio in più...

Vitae Maurizia Balmelli

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STEFANIA BRICCOLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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ROBERTO ROVEDA; FOTO DI REZA KHATIR . . .

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Astri / Giochi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Reportage Mantova. I segreti dei Gonzaga

Editore

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Teleradio 7 SA Muzzano

Direttore editoriale Peter Keller

La scuola della “Street”

Redattore responsabile Fabio Martini

Coredattore

Giancarlo Fornasier

Photo editor Reza Khatir

Amministrazione via Industria 6933 Muzzano tel. 091 960 33 83 fax 091 960 31 55

Direzione, redazione, composizione e stampa Centro Stampa Ticino SA via Industria CH - 6933 Muzzano tel. 091 960 33 83 fax 091 968 27 58 ticino7@cdt.ch www.ticino7.ch

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(carta patinata) Salvioni arti grafiche SA Bellinzona TBS, La Buona Stampa SA Pregassona

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In copertina

Mantova. Piazza Castello con, alle spalle, la massiccia torre del Castello di San Giorgio Fotografia di Reza Khatir

Pubblichiamo con piacere lo scritto inviatoci da una gentile lettrice, riferito alla manifestazione Street Parade svoltasi alcune settimane or sono a Zurigo. Naturalmente la Redazione non era presente né a Zurigo né sul convoglio partito dal Ticino, aspetto che comunque non ci impedisce di valutare come plausibile quanto raccontato. Sempre sul tema dei giovani in relazione al denaro, ai modelli comportamentali e alle dinamiche di gruppo, trovate in questo numero di Ticinosette un interessante contributo dal titolo “Per qualche capriccio in più...”. La Redazione Gentile Direttore, sono la mamma di una ragazza di 18 anni che ha partecipato con altre amiche alla Street Parade di Zurigo (il 14 agosto scorso, ndr.). Ho altri ragazzi più grandi di lei e che non sono mai stati a questa manifestazione, dunque è la prima volta che uno di miei figli si reca a Zurigo. Per la verità anche gli scorsi anni lei aveva più volte insistito per poter partecipare, un permesso che gli abbiamo dato solo quest’anno visto che è diventata maggiorenne e che dovrebbe essere in grado di assumersi le proprie responsabilità. Come è naturale che sia (e come farebbero tutti i genitori, penso) prima di partire sia io che il mio compagno ci siamo in qualche modo “assicurati” che stesse lontana da droghe e alcool: tutti siamo stati ragazzi e come genitori sapevamo che erano raccomandazioni sparate un po’ nel mucchio, perché se nessuno lo controlla è inevitabile che un adolescente faccia un po’ come gli pare e piace, invogliato di solito dagli altri più che dalla voglia di bere o di prendere una pastiglia. Conoscendo anche le ragazze con le quali mia figlia prendeva il treno per Zurigo (un convoglio appositamente organizzato per l’evento, ndr.) ero almeno rassicurata dal fatto che non era sola (...) Diciamo che le cose sono andate bene, nel senso che mia figlia è tornata “sana e salva” dalla Street Parade, evidentemente stanca ma ancora molto eccitata dall’ambiente e dalla musica. Naturalmente senza essere troppo stressante, nei giorni seguenti ho cercato di capire

che cosa era effettivamente successo durante tutte quelle ore sotto la pioggia e in mezzo a migliaia di persone. Fra le tante cose mi hanno colpita – perché lo ha raccontato lei e anche perché ho visto le foto scattate con il suo telefonino – c’è la presenza di persone di età così diverse: questo non sarebbe un problema se però molte, donne e uomini, erano in pratica nude. Adesso, che sia necessario andarsene a spasso per una giornata intera a Zurigo con gli organi genitali al vento penso dipende dal proprio senso del pudore e dal fatto che le autorità lo permettono. Ma qualche perplessità sul perché un cinquantenne si deve mostrare nudo agli altri a me rimane (...) Mi hanno impressionato ancora di più le facce stravolte dei partecipanti: non è difficile capire se uno è ubriaco e mi è sembrato che molti di quelli che ho visto, anche in Tv, lo erano davvero. In verità birra e superalcolici pare non mancavano nemmeno sul treno, tanto che anche gli animatori e chi si occupava della sicurezza (c’è anche quella, penso di aver capito) pare avevano alzato il gomito quel tanto di troppo. Mia figlia con un certo divertimento raccontava anche di come ci fossero ragazzi sul treno che per tutto il viaggio facevano avanti e indietro dai vagoni ormai pieni di rifiuti in continuazione, molto eccitati, esaltati e ubriachi. E che la droga non mancava, almeno alla Street Parade, me lo ha confermato invece una sua amica: te la offrivano senza nessun problema, dalla cocaina a tutto un campionario di pastiglie (...) Non so se anche mia figlia si sia drogata; di certo so che ha bevuto alcolici e ha vomitato, lei come altre delle sue amiche. Adesso qualcuno mi dirà che non sono in grado di controllare mia figlia, che tutto questo è normale per un ragazzo o che non è grave se succede una volta all’anno. Io e il mio compagno invece siamo molto preoccupati, non solo per lei, ma soprattutto perché le manifestazioni come questa hanno alle spalle tanti sponsor importanti e fanno girare le finanze di una città: in due parole sono perfettamente legali. E nessuno dice nulla: tanto quelli “sbronzi e fatti” sono i figli degli altri, ragazzi che i media spingono ad andare alla Street perché è “un evento da non perdere”. Cordiali saluti, G. R. (Massagno)


Per qualche capriccio in più...

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L’

offerta all-in-one pubblicizzata da alcuni istituti di credito è gratuita e accompagnata da un omaggio di “benvenuto” per i giovanissimi clienti, ai quali vengono elargiti 20 punti del valore di 20 franchi. Ma, intascata la preziosa carta di credito, il pericolo di indebitarsi è in agguato. Perché il giovane privo di un’attività lucrativa regolare è, per definizione, un insolvente mantenuto dalla propria famiglia.

Le allettanti promesse Con una lettera e gli auguri di Buon compleanno, ecco accalappiato il nuovo cliente fidelizzato, non prima di aver messo bene in risalto il carattere rigorosamente gratuito dei servizi, con offerte e omaggi che certo non hanno nessun riferimento alla vocazione filantropica. La banca stipula così con il neo customer un contratto. Ma le carte di credito cosiddette gratuite, che non prevedono una tassa annuale, contribuiscono al rischio di indebitamento? Il giovane firma, e da qui in avanti esegue le sue operazioni bancarie, con prelievi e pagamenti che innescano l’irrefrenabile tentazione di ritirare somme di denaro superiori all’effettiva disponibilità finanziaria. Il limite fissato dal sistema non considera le entrate e le uscite, e perciò non sempre è possibile stabilire quando si è in “negativo”. Spesso, poi, il giovane non si accorge di avere contratto dei debiti con l’istituto. Canali predisposti (come l’ebanking) consentono il controllo online del proprio conto, ma quando si entra nelle cifre rosse la banca automaticamente assegna una tassa di riscossione. Se la cifra mancante non viene coperta iniziano a giungere al destinatario degli avvisi bancari, con la possibilità di pagare mensilmente il debito. Se la richiesta dell’istituto resta inevasa, e il giovane non corre ai ripari, si passa al precetto esecutivo.

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Agorà

Scoccata l’ora della maggiore età per gli istituti di credito parte la grande caccia alle “giovani promesse”, invitate a dotarsi di una comoda carta di credito. Uno strumento indispensabile, il passaporto che regala l’accesso a un luccicante conto bancario privato. E a qualche piccolo debito.

Anche se l’unico responsabile del debito è l’intestatario del conto, è però la famiglia a dover intervenire. Il risultato sono un mare di debiti che nessuno aveva preventivato.

Le percentuali sull’indebitamento L’unico studio svizzero che approfondisce il tema dell’indebitamento giovanile è stato pubblicato alcuni anni or sono dalla società d’incasso e recupero crediti Intrum Justitia1. I dati emersi sono stati in seguito ripresi dall’Associazione consumatori della Svizzera italiana2 (www.acsi.ch) e pubblicati sul periodico La borsa della spesa, con preziosi e interessanti consigli. Ecco in breve alcune cifre. Il 30% dei giovani svizzeri fra i 18 e i 25 anni ha debiti che variano da poche centinaia ad alcune migliaia di franchi. Anche i ragazzini di 13-14 anni si indebitano, magari con piccole somme prestate da amici. Fra i 13 e i 18 anni, un giovane su 7 ha debiti. Fra i più giovani invece i debiti vengono contratti soprattutto per sostenere le spese legate a telefonini, vestiti e cosmetici. Anche le uscite serali incidono tuttavia parecchio sul budget dei ragazzi. In generale, il fenomeno colpisce maggiormente le ragazze: fra i giovani sotto i 20 anni che hanno contratto dei debiti, il 63% sono di sesso femminile, contro il 37% dei coetanei maschi. L’età critica si situa attorno ai 18-19 anni: è qui che i giovani iniziano a indebitarsi seriamente, poiché possono disporre di carte di credito e sottoscrivere contratti di leasing e piccolo credito. In questa fascia di età un giovane su 10 ha debiti superiori ai 1000 franchi.

Tutto il mondo è paese...? Alla luce della mancanza di uno studio che analizzi in modo mirato il fenomeno in Svizzera, prendiamo quale modello di paragone


una realtà sociale di stampo tipicamente consumistico e che, da un punto di vista dell’universo giovanile (bisogni, modelli di riferimento, disponibilità finanziaria ecc.) non si differenzia molto da un paese come il nostro: l’Australia. Si tratta di un sondaggio online effettuato su un campione rappresentativo di ragazzi3. Come dicevamo, a livello svizzero non esiste una statistica ufficiale; studi di questo genere scarseggiano, soprattutto perché necessitano di considerevoli investimenti finanziari. Ma la ricerca australiana è certamente utile al fine di comprendere alcuni aspetti del fenomeno “indebitamento giovanile”; come sappiamo i modelli comportamentali oggi si sono globalmente uniformati, e nelle economie maggiormente sviluppate la maggioranza dei ragazzi ambisce a beni di consumo molto simili (vestiti firmati, viaggi, automobili/ motociclette, cellulari, computer ecc.).

Alcuni elementi sui quali riflettere

Note

www.intrum.ch/de/index.asp www.acsi.ch/documenti/pubblicazioni/uso_denaro.pdf 3 www.ag.gov.au/cca 1

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Agorà

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» di Nicoletta Barazzoni; illustrazione di Mimmo Mendicino

Cerchiamo ora di leggere i risultati emersi dall’indagine australiana. Lo studio tratta la tematica dei debiti finanziari dei giovani tra i 12 e i 17 anni. Sono ragazzi che non hanno ancora raggiunto la maggiore età e dunque non possono accedere alle carte di credito personalizzate. Nell’indagine, in particolare, è stato analizzato quale “tipo” di giovani ha debiti finanziari e le problematiche associate, come il livello dei debiti contratti, i mezzi attraverso i quali i giovani si indebitano e la loro capacità di gestire o evitare l’indebitamento. Nello studio sono stati intervistati 616 giovani: il 26% di loro aveva debiti al momento del sondaggio, il 36% aveva debiti in precedenza, il 38% non ha mai avuto debiti. Un quarto di questi ragazzi aveva dei debiti informali, cioè verso componenti della famiglia o amici. Solo una minoranza (3%) aveva invece dei debiti formali (compagnie telefoniche, banche ecc.). I dati evidenziano come le principali ragioni dei prestiti sono da ricondurre all’acquisto di “vestiti e accessori” (27%), “telefonini” (24%), “giochi elettronici” (iPods compreso; 19%), “cd e dvd” (download compresi; 17%), “cibo e bevande” (16%). Alla domanda che cosa farebbero qualora non avessero abbastanza denaro per acquistare quanto desiderato, circa l’80% dei ragazzi ha risposto che troverebbe una soluzione (per esempio; risparmiando, prendendo il denaro in prestito da altri, spendendo diversamente i loro soldi). Fra i dati più interessanti vi è la motivazione che spinge i giovani a “spendere”: la maggior parte ha sostenuto che acquista per essere allo stesso livello degli amici, a causa della pubblicità e perché deve adeguarsi alle aspettative sociali. Solamente la metà circa degli intervistati considera l’eventualità di “risparmiare” per poter avere ciò che desidera. La decisione di acquistare un bene di consumo, anche quando la disponibilità finanziaria proprio non c’è, alla fine però prevale. Perché, come abbiamo visto, l’obiettivo è di possedere per essere allo stesso livello degli amici: il confronto e la pressione del gruppo, infatti, impongono l’adeguamento allo stile di vita ricorrente... Con, sullo sfondo, l’indebitamento assicurato.


Sfide

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L’uomo e il pidocchio La comparsa dei pidocchi è speso accompagnata da una certa “preoccupazione”. Come ci deve comportare e, soprattutto, come è necessario agire per allontanare definitivamente questi ospiti inattesi?

I pidocchi sono insetti parassiti che si nutrono del sangue del loro ospite. Si comportano come dei “piccoli vampiri” che prelevano attraverso il derma il sangue per 2-3 ore al giorno. Lo fanno grazie a un apparato boccale dotato di denti con i quali si ancorano al cuoio cappelluto, fanno penetrare nel derma gli stiletti – piccole proboscidi che si orientano verso un vaso sanguigno –, lo perforano e... aspirano il loro pasto. Mangiando riversano però nella ferita la loro saliva; questa crea una reazione infiammatoria che causa prurito e dermatiti. I pidocchi si manifestano in maniera analoga sia in campagna sia in città; ne sono colpiti principalmente i bambini e i ragazzi entro i 20 anni di età, in particolare quelli fra i 5 e gli 11 anni. I pidocchi “non disdegnano” neppure le teste pulite e ben curate, e prediligono i capelli lunghi poiché offrono condizioni favorevoli al loro annidamento. La specie che parassita l’uomo è il pidocchio Pediculus humanus capitis, un insetto di 1-4 mm di lunghezza, senza ali, dotato di 6 zampette fornite, come dicevamo, di artigli che gli consentono di avvinghiarsi al fusto del capello. La sua vita dura circa un mese, nel corso della quale la femmina può deporre anche 300 uova, per una media di 7-8 al giorno. Queste sono chiamate lendini: hanno un colore giallastro e sono come “cementate” al capello grazie a un materiale chitinoso che la femmina secerne attraverso delle ghiandole. Le uova vengono depositate nel punto in cui il capello fuoriesce dal follicolo (il più vicino possibile al cuoio capelluto) per sfruttare il calore del corpo umano di cui il parassita necessita per sopravvivere. Dopo circa 7-10 giorni di incubazione, le uova schiudono e fuoriesce la ninfa che diventa adulta in altri 10 giorni circa. Che la lotta abbia inizio! Spesso ci si accorge della presenza dei pidocchi quando questi sono ancora allo stadio di uova (ben visibili dietro le orecchie e alla base del collo), mentre pidocchi adulti sono più difficili da individuare. A questo punto parte l’attacco per eliminarli, ma ci si trova subito di fronte a dei quesiti; che cosa fare e che cosa utilizzare. In farmacia i prodotti che vanno per la maggiore sono quelli di sintesi chimica, costituiti da tre principi attivi:

il malathion (un pesticida organofosforico); i piretroidi sintetici (isomeri delle piretrine naturali modificati chimicamente); e il dimeticone (un derivato del silicone). Con questi prodotti è sufficiente una sola applicazione e l’uso di un pettine a denti molto fini per rimuovere le lendini non più vitali. Esistono però anche rimedi naturali e alcuni “consigli della nonna”; per esempio, il decotto di timo – lo si prepara facendo bollire un etto di pianta secca per 15 minuti in un litro di acqua –, oppure si possono applicare alcuni olii essenziali (di timo, della lavanda, dell’origano, dell’anice o della noce di cocco) che hanno proprietà antimicrobiche e insetticide dimostrate. In particolare, è provato che una miscela di anice, noce di cocco e ylang-ylang ha un effetto pediculocida molto buono. Prodotti a base naturale come aceto e maionese sono rimedi popolari ma non idonei allo scopo; tutt’al più possono alleviare alcuni sintomi come il prurito e l’irritazione cutanea. Miti e leggende Attorno ai pidocchi si sono create negli anni molte credenze che è bene sfatare. Per esempio, non corrisponde al vero che questi parassiti “saltano” da una testa all’altra; sono insetti privi di ali e dunque incapaci di saltellare. Si spostano invece da un cuoio capelluto all’altro solo per contatto diretto (fra le teste...) della durata di qualche secondo. Inoltre, non è vero che si “prendono i pidocchi perché non ci si lava abbastanza”; la loro presenza non è indice di scarsa igiene e tutti noi possiamo ritrovarceli fra i capelli. E giusto poi ricordare che chi ha i pidocchi non deve per forza di cose essere isolato a lungo; se si seguono le corrette procedure di eliminazione con shampoo adeguati e controlli minuziosi del cuoio cappelluto, chi ne è colpito può avere una vita sociale assolutamente normale. È bene ricordare che i pidocchi non sono portatori di malattie e non minano la salute, nostra e degli altri. Essi non vanno nemmeno confusi con le pulci degli animali: il pidocchio del capo può vivere esclusivamente sugli esseri umani, così come le specie “ospitate” da altri animali raramente parassitano l’uomo.

» di Chiara Piccaluga

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Per saperne di più: Ufficio del medico cantonale - Servizio di medicina scolastica 6501 Bellinzona; tel. 091 814 39 97 / 40 11; www.ti.ch/med


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» testimonianza raccolta da Stefania Briccola; fotografia di Reza Khatir

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alla ricerca quasi ossessiva dell’espressione più felice. Non do mai niente per scontato e ho come un’antenna sempre vigile che, spero, mi assicura un approccio molto rigoroso alla lingua. Ho iniziato a tradurre dal francese e poi sono passata all’inglese, ma la mia conoscenza delle lingue si è fatta sul campo ed è molto legata alla vita vissuta. Diciamo che forse conosco le lingue in maniera più intima di tanti altri, però in modo per niente accademico. Non sono una linguista, il mio orizzonte è quello della scrittura. All’apprendistato teatrale, inoltre, devo la mia sensibilità per Prima il Lago Maggiore, poi Parigi ora To- le forme, in tutti i sensi. rino. Il suo muoversi fra culture diverse Infatti con Jacques Lecoq si la avvicina a una certa scrittura “don- lavorava sulla plasticità, e anche la lingua è una materia dolante”. Un po’ come la sua professione, plastica. Alla Scuola Holden in balia dei linguaggi più diversi... poi ho approfondito le mille trame della scrittura. E oggi, alla mia lingua. Dopo aver seppur indirettamente, applico questi insefrequentato la Holden è nata gnamenti alla traduzione. Ogni testo e ogni la possibilità di tradurre dal scrittore ha un suo ritmo. Penso alla prosa di francese e ho fatto una proCormac McCarthy, che Raul Montanari ha va per Einaudi su un testo definito “dondolante”. In effetti è proprio di Fred Vargas. Mi dissero così, la sua scrittura ha un andamento che che era molto importante che ricorda il cavallo della prateria. Se riconosci sentissi quella scrittura molto il suo stile e riesci a riprodurlo, sei proprio creativa e che richiedeva una a cavallo e procedi lasciandoti condurre. In particolare dimestichezza con Suttree (Einaudi 2009, ndr.) questo ritmo è il francese “della strada”. Ho così caratterizzante che preservarlo era una fatto questa prova d’esordio priorità, a costo di lavorare per sottrazione, subito dopo il mio ritorno da a volte tagliando persino degli aggettivi. Parigi ed è andata bene. Quando traduco faccio una serie di scelte Quando ho cominciato a traa una velocità folle, la mia mente scarta e durre ero terrorizzata dalla propone automaticamente. Non credo si responsabilità di essere letta possa teorizzare granché sul proprio gesto, da migliaia di persone. Teed è naturale, perché tradurre è un atto mevo di commettere degli creativo che comporta una buona dose di errori, di non tradurre in istinto. Non ho una ricetta, ma sempre due buon italiano e, soprattutto, direttrici fondamentali: la prima è riuscire di inserire inconsapevolmena sentire il testo; la seconda è riprodurre te dei “ticinesismi”… anche ciò che sento. È una questione di orecchio, perché avevo avuto un tutor come per una musicista o per una cantante con la vocazione “terroristica” che deve essere in grado di intonarsi, di proprio per i regionalismi. A intonare quello che legge. Quando prendo questo punto sentivo di dover per la prima volta un testo tra le mani ho affermare il mio diritto all’itasempre paura. Un po’ come quando vai a liano e riappropriarmi di una un appuntamento con una persona che ti lingua che è dei ticinesi solo piace. Insomma, sai che stai per fare un in parte. Non a caso si è creato incontro che nel bene o nel male ti segnerà. questo rapporto conflittuale E spesso, quando cerco le parole nel diziocon le mie origini, che mi nario, mi commuovo: ogni traduzione è un costringono da un lato a una viaggio molto privato in un mondo di parocontinua rimessa in discussiole, e capita che cercando un lemma rintracci ne del mio italiano, dall’altro il solco di un viaggio precedente.

Maurizia Balmelli

Vitae

l mio legame con il Ticino si è spezzato molto presto: all’età di 18 anni me ne sono andata a Parigi, dove ho frequentato la Scuola di teatro Jacques Lecoq. Questa esperienza mi ha aperto nuovi orizzonti dal punto di vista creativo ed espressivo, anche se ho capito che il palcoscenico non era la mia strada. Stare in scena mi faceva troppo soffrire e molti insegnanti mi dicevano che mi avrebbero “vista meglio” come regista. Con i miei studi in Francia ho dato un taglio netto al Ticino anche a livello linguistico, immergendomi completamente nel francese; ricordo che quando tornavo a Locarno da Parigi qualcuno tentava di parlarmi in dialetto e io provavo a rispondere in ticinese, ma poi mi usciva il francese. Un tempo dicevo che se dovevo identificare un luogo in cui avevo le mie radici questo era il Lago Maggiore e non tanto Locarno o il Ticino. Sono una donna d’acqua dolce. Il lago placa le miei ansie e Riva Piana a Minusio è uno dei luoghi dove sto meglio, forse perché riesce a infondermi questo senso di serenità. Oggi vivo a Torino, ma non mi sento trapiantata in Italia. Insomma, non ho mai la tentazione di pensarlo come un luogo definitivo… Mentre frequentavo la scuola di teatro a Parigi, con molta fatica e grande coinvolgimento, mi fu riferito da una compagna che una casa editrice cercava una lettrice di testi in italiano. Ho colto l’occasione al volo e ho iniziato a lavorare nell’editoria, oltre a capire che il teatro non faceva per me... Terminata la scuola sono ritornata a Locarno e ho tentato la strada della scrittura, altra mia passione da sempre. Così mi sono iscritta alla Scuola Holden di Torino con l’unico desiderio di mettermi alla prova nelle tecniche della narrazione. Sempre in quest’ottica, mi premeva approfondire la conoscenza dell’italiano. Più che riavvicinarmi al Ticino, dunque, mi sono riavvicinata

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I


Mantova. I segreti dei Gonzaga testo di Roberto Roveda; fotografie di Reza Khatir

Giudicata nel 2009 la prima fra le città italiane per qualità della vita, Mantova riunisce molti dei pregi della provincia del Belpaese: spazi a misura d’uomo, atmosfera rilassata, un patrimonio d’arte che ha pochi eguali al mondo, una cucina in grado di riappacificare con la vita. Tutto questo a patto di non visitarla in pieno inverno o nel bel mezzo di un’afosa estate…


sopra: le torri angolari del Castello di San Giorgio. In apertura: la città di Mantova vista dalle sponde del Lago di Mezzo

G

iungendo da nord, la città di Mantova appare quasi all’improvviso, come sorta dalle acque, in tutto simile a una ninfa. Tre laghi artificiali ricavati nel corso del Medioevo in un’ansa del fiume Mincio sembrano volerla avvolgere, proteggere la città dal mondo che la circonda. Lo spettacolo è affascinante, ancora di più quando ci si accorge che fra la flora acquatica è presente una pianta che non ti aspetti di osservare in piena Pianura Padana: il Fior di Loto. Questa specie venne portata dall’Estremo Oriente da alcuni religiosi nel 1914. Alcune parti del Fior di Loto sono, infatti, commestibili e i religiosi immaginavano di poter introdurre la pianta nella cucina locale. Ma i mantovani, abituati ai tortelli di zucca, al risotto alla pilota – il mantovano volante, Tazio Nuvolari, non c’entra: la pilatura è una delle fasi di pulitura del riso... – e alla sbrisolona, non ne vollero proprio sapere. E ai Fiori di Loto non rimase che popolare le rive dei laghi della cittadina. I mantovani saranno forse stati “educati” sempre al meglio, ma è pur vero che qualche piccolo dazio per il fatto di vivere in una città così particolare e immersa nell’acqua lo devono purtroppo pagare. Visitare Mantova a gennaio, infatti, significa confrontarsi non solo con il freddo, ma con un’umidità


La Rotonda di San Lorenzo con, alle spalle, la Torre dell'Orologio e il Palazzo della Ragione

che penetra subdolamente nelle ossa, per quanti strati di indumenti si indossino. E d’estate l’aria diventa incredibilmente “materica” nella sua pesantezza, tanto da desiderare di poterla tagliare per respirare più agevolmente. Le fameliche zanzare, infine, completano il quadro delle giornate più afose... Una città vitale, oggi come ieri Mantova è una città che si offre al visitatore come poche altre, per nulla decisa a dormire su suoi antichi allori. E se l’Unesco le ha riconosciuto il titolo di Patrimonio dell’umanità per le sue vestigia rinascimentali, questo centro della Bassa Lombardia continua a inanellare successi per la sua vitalità: l’intera provincia è tra le più ricche d’Italia e la città è sempre nelle prime posizioni fra i centri della penisola dove si vive meglio. Mantova è certamente una delle capitali della cultura italiana e ogni anno, a settembre, vi si svolge uno dei festival della letteratura più importanti (www.festivaletteratura.it). La scoperta (o riscoperta) dei capolavori d’arte (chiese, piazze, palazzi storici ecc.) è fra le attività più semplici in una cittadina come quella lombarda, essendo stata storicamente un potente ducato sotto


La facciata del Palazzo del Capitano, primo nucleo del Palazzo Ducale, in Piazza Sordello

la guida dei Gonzaga. In pieno Rinascimento, per esempio, non era difficile incontrare nelle strette vie del centro Andrea Mantegna, Giulio Romano o Leon Battista Alberti. Del loro passaggio le testimonianze non mancano, anche se sono luoghi come Piazza Sordello, Piazza del Broletto e Piazza delle Erbe i punti di maggiore attrazione; è su queste piazze che i mantovani di un tempo trascorrevano le giornate, si incontravano, si corteggiavano e svolgevano le loro attività lavorative. I due fiori all’occhiello Sul centro si affaccia Palazzo Ducale, che da solo merita una giornata di visita. Considerato più che un palazzo “una città nella città” per le sue dimensioni e la sua complessità, esso è costituito da una serie di edifici di epoche diverse, collegati fra loro da corridoi e gallerie, e arricchiti da cortili interni e giardini. All’interno di una di queste costruzioni, il Castello di San Giorgio, è presente la nota “Camera degli Sposi” realizzata dal Mantenga tra il 1465 e il 1474 per Ludovico Gonzaga. Il secondo grande gioiello mantovano è il meraviglioso Palazzo Te. Voluto agli inizi del Cinquecento


La serliana della Loggia d'onore di Palazzo Te con, sullo sfondo, l'emiciclo dell'esedra

dal marchese Federico II Gonzaga per i suoi “svaghi” (l’amante del marchese, per la quale il palazzo stesso venne edificato), l’edificio fu progettato da Giulio Romano e originariamente sorgeva nel mezzo di un bosco, su un’isola, al centro di un lago oggi prosciugato. Rifugio giocoso, luogo magico, “palazzo dei lucidi inganni” – così veniva soprannominato –, nel costruirlo Giulio Romano si sbizzarrì applicando soluzioni architettoniche insolite, inserendo simboli misteriosi e rimandi alla mitologia antica. È il frutto di una mente razionale votata all’inganno: il capolavoro di un vero illusionista, insomma. Per informazioni: www.mantova.com - Il portale Internet della città mostra la grande vitalità di questo centro lombardo: musica, teatro, mostre, sagre, fiere, turismo verde, attività pubbliche, private e per l'infanzia... Per saperne di più: Roberto D’Adda e Lorenzo Bonoldi, Mantova, p. 128, con cartina della città; Skira Edizioni (2009)


Âť illustrazione di Adriano Crivelli


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Astri gemelli

cancro

Tra il 30 e il 31 agosto la Luna attraversa il vostro segno. Il transito sarà di forte preludio alla vostra già naturale sensualità. Cambiamenti professionali per gli addetti al settore informatico.

Dal 29 agosto in poi la vostra vita affettiva sarà allietata dai transiti di Marte e di Venere. Situazioni sentimentali fortemente influenzate dalla forte avvenenza dell'altro. Progettate la vostra vita con più creatività.

Dal 29 agosto le vostre azioni saranno influenzate dai transiti di Marte e Venere. Gelosie e inquietudini in campo sentimentale. Evitate di instaurare un rapporto competitivo con il partner. Eros in crescita.

leone

vergine

bilancia

scorpione

Grazie a Giove e Saturno positivi potrete concludere il mese di agosto puntando senza riserve sulla realizzazione di tutti i vostri principali desideri. Sbalzi umorali tra il 30 e 31 agosto provocati dalla Luna.

Tra il 30 e il 31 agosto i vostri cieli saranno beneficiati da una ottima Luna di transito nella vostra nona casa solare. Incontro con le scienze esoteriche. Sviluppo delle capacità intuitive e sogni premonitori.

Vivace aumento degli appetiti e delle fantasie sessuali. Passioni e attrazioni improvvise. Rinnovamento e scelte di vita per i nati della prima decade. Marte e Venere in congiunzione per i nati nella terza decade.

Tra il 30 e il 31 agosto la Luna si troverà in opposizione di transito nella vostra settima casa solare. Inquietudini e gelosie con il partner. Possessività. Buona fase nel campo degli affari.

sagittario

capricorno

acquario

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Grazie a Giove e Saturno potrete presto costruirvi una famiglia tutta vostra. Conquiste nel campo immobiliare. Rinnovamenti e ristrutturazioni. Investimenti nel campo della salute. Dieta disintossicante.

Agosto si chiude positivamente grazie all’ottimo transito lunare in Toro. Con Mercurio e Luna positivi riuscirete a risolvere qualunque situazione utilizzando il vostro intuito. Aiuti da parte di una donna.

Dal 29 agosto la vita affettiva sarà infervorata e accesa dai transiti di Marte e Venere. Forte accrescimento dei desideri sessuali. Atmosfere passionali segnate da sbalzi umorali tra il 30 e il 31. Novità professionali.

Tra il 30 e il 31 agosto i nati del segno beneficeranno di una magica Luna. Riuscirete a gestire con maggiore serenità gli effetti del transito di Mercurio. Evitate comunque di instaurare sterili polemiche.

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Odioso, per nulla simpatico • 13. Congiunta • 16. Infiammazione nasale • 21. Il nome di King Cole • 22. Pugnalata • 25. Alienare, vendere • 27. Città della Gran Bretagna • 29. I confini di Lugano • 32. Antica piazza greca • 35. Il pronome che mi riguarda • 37. Timori, patemi d’animo • 39. Corrose • 41. Un San Bernardo • 43. Iowa e Belgio • 45. Congiunzione eufonica.

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Verticali 1. Nella Parigi medievale era il rifugio dei mendicanti • 2. Ampolline da tavola • 3. Il nome di Pavese • 4. Il club degli scalatori • 5. Incapacità, dabbenaggine • 6. Norvegia e Germania • 7. Un filo vegetale • 8. L’arte del bel canto • 9.

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Orizzontali 1. Un portafortuna a pois • 10. Belle piante ornamentali • 11. Scoppiavano nel saloon • 12. Un tipo di Champagne • 14. Una rosa pallida • 15. Rimorchi • 17. Sbagliati • 18. Il rilancio del pokerista • 19. Divinità femminili • 20. Congenita • 22. Gabbia per polli • 23. Le iniziali di Toscanini • 24. Novantanove romani • 26. Nessuna esclusa • 28. Vi ha sede la Swissminiatur • 30. Una sigla dell’enologo • 31. Feticci • 32. Assicurazione Invalidità • 33. Una pedina coronata • 34. Arcani, misteri • 36. Preparate per la semina • 38. Strumento a fiato • 40. Una monetina • 41. Un trampoliere d’acciaio • 42. Ossario • 44. Il motivo ricorrente • 46. Un combustibile • 47. Frulla in testa • 48. La sposa di Anfione.

» a cura di Elisabetta

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Tra il 30 e il 31 agosto transito lunare nella vostra seconda casa solare. Il passaggio comporterà una maggiore attenzione alle questioni finanziare da parte vostra. Momento di scelta per i nati nella prima decade.

La soluzione verrà pubblicata sul numero 37

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