{' '} {' '}
Limited time offer
SAVE % on your upgrade.

Page 1

Info ATiDU 49 Periodico dell’Associazione ATiDU Ticino e Moesano Nr. 49 Autunno/inverno 2019

APPROFONDIMENTO SAPER ASCOLTARE, POTER CAPIRE A cura di Maria Grazia Buletti


SOMMARIO SOSTENITORI

Repubblica e Cantone Ticino–Fondo Swisslos Audika Centro Acustico Ticinese

Info ATiDU

Periodico di ATiDU Ticino e Moesano, Associazione per persone con problemi d’Udito

REDAZIONE

Cinzia Santo, redattrice responsabile Comitato ATiDU

COMITATO ATiDU

Gianni Moresi, Presidente Dr. Andrea Ferrazzini Don Massimo Gaia Margherita Gerber Emanuele Merighi Francesca Micheletti Zufferey Liliana Sabbadin-Panzeri Christian Siano

TEAM

Sabrina Bernasconi Chittaro Cinzia Santo

GRAFICA

Gregorio Cascio per C-comunicazione e design

STAMPA

Progetto Stampa, Chiasso

TIRATURA

700 copie

SEDE, INFORMAZIONI E CONTATTI

ATiDU Ticino e Moesano Salita Mariotti 2 CH-6500 Bellinzona Tel.: 091 857 15 32 E-mail: info@atidu.ch Web: www.atidu.ch

COPYRIGHT

Pubblicazione gratuita con citazione della fonte

SOMMARIO 2

3 EDITORIALE 4 NOTIZIE 6 AUDIOTECA

I mezzi ausiliari a domicilio

Casi di rigore: una possibilità da valutare

Saper ascoltare, poter capire

8 SOCIALITÀ

10 APPROFONDIMENTO 16 ATTUALITÀ

Guardando insieme

19

20

L’angolo della consulenza

Vivere con una perdita dell’udito invalidante

22 GENITORI E FIGLI

Dolce vita a Magliaso per bimbi e genitori

23

Lo sguardo di una famiglia

24 TEMPO

La gioia dei sensi a due passi da casa

26 APPUNTAMENTI 27 INDIRIZZI UTILI

Le immagini che troverete in questo numero di info ATiDU 49 sono tratte da film dedicati al tema del “prendersi cura dell’altro” e da citazioni di personaggi famosi.


EDITORIALE A cura di Cinzia Santo, team ATiDU

Ogni volta che mi trovo davanti ad un nuovo Info ATiDU da creare mi chiedo che forma prenderà. Ed ogni volta, sempre stupendomi malgrado gli anni ormai che ne curo la redazione, quasi magicamente l’approfondimento conduce le danze dando il ritmo a tutto il resto. In questo numero la danza sembra essere una mazurka lenta, poiché a condurre con pazienza e delicatezza è il tema della cura. Lo spunto ce lo ha regalato la Giornata nazionale dei Servizi di Assistenza e Cura a domicilio che ha dedicato il 7 settembre all’ascoltare e comprendere le persone con disabilità uditiva. “Sapere ascoltare per poter capire” è il filo che ha legato le molteplici attività su tutto il territorio nazionale. In Ticino la Conferenza dei Servizi di Assistenza e Cura a domicilio di interesse pubblico ha coinvolto ATiDU al fine di creare un progetto utile rivolto al personale di cura ma anche ai famigliari curanti. L’obbiettivo principale è stato quello di dare maggiori strumenti per conoscere e affrontare meglio il problema di udito anche in questi contesti specifici. Tutto questo grazie ad un volantino e a delle sensibilizzazioni mirate al personale curante. L’approfondimento affronta dunque il tema in modo esaustivo dando suggerimenti pratici e concreti, confermati anche dalle varie testimonianze raccolte dalla giornalista. In queste pagine però la cura non danza da sola questa poetica mazurka lenta, bensì in coppia abbracciata al tema del cinema, a cui dedichiamo un articolo nell’attualità, creando un movimento che accompagna tutto il numero. Le immagini che abbiamo scelto infatti altro non sono che attimi rubati dalle scene di film che come tema hanno in qualche modo la cura dell’altro in senso molto ampio, del resto tutti sappiamo quanto la settima arte sia spesso cura per l’anima. Essi ci ricordano fondamentalmente che non c’è cura senza ascolto e non c’è ascolto senza cura. Non ci resta dunque che invitare voi lettori sulla pista da ballo per scoprire il contenuto delle varie rubriche di questo numero e chissà magari anche per scoprire nuovi film grazie alle immagini che li ricordano.

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

EDITORIALE 3


NOTIZIE

NOTIZIE DA PRO AUDITO SCHWEIZ E ATIDU Forum IC 9 novembre 2019, Olten “Successo al lavoro con un impianto cocleare: così ci riesci!” Il consueto Forum IC autunnale organizzato dalla pro audito schweiz, si è dimostrato ancora una volta essere un’utile piattaforma di scambio di informazioni per persone portatrici di IC, specialisti e famigliari. Il Prof. Dr. med. Daniel Bodmer della clinica ORL dell’Unispital di Basilea, ha aperto ai numerosi presenti uno spiraglio sulle attuali ricerche universitarie per un udito migliore. Il Dr. Christof Stieger, dirigente del reparto IC e Daniel Abels, audiologo per IC, entrambi dell’Unispital di Basilea, hanno parlato dell’ascolto in stereofonia e del beneficio audiologico mediante un adattamento binaurale (entrambe le orecchie impiantate) da una parte e una stimolazione uditiva bimodale ossia con un orecchio impiantato e l’altro protesizzato con un apparecchio acustico dall’altra. Il primo tema del pomeriggio ha permesso ai presenti di partecipare attivamente ponendo domande che magari da tempo avrebbero voluto porre agli ingegneri elettronici presenti che adattano gli impianti ai pazienti dopo l’intervento. Philippe Ingold dell’Ufficio AI del canton Berna ha spiegato alle persone deboli d’udito con IC, come inserirsi con successo nel mondo del lavoro. La giornata si è infine conclusa con il racconto della propria giornata lavorativa da parte di tre persone portatrice di IC. Cogliamo l’occasione per annunciare con piacere che presto sarà disponibile al segretariato il nuovo volantino aggiornato sull’impianto cocleare che sostituisce quello edito nel 2013.

NOTIZIE 4

BUONE NOTIZIE PER L’ACCESSIBILITÀ La sala multiuso e teatrale del nuovo Oratorio Parrocchiale di Giubiasco sarà dotata di un impianto di ascolto per persone con problemi di udito. Accogliamo con gioia questa notizia nella speranza che tutte le nuove sale pubbliche abbiano questa sensibilità, che del resto è d’obbligo per legge, in modo che ci sia pari opportunità di ascolto anche per le numerose persone che hanno difficoltà uditive.

NOTIZIE DAL SEGRETARIATO Volontario “…persona che spontaneamente e gratuitamente dona il suo tempo, mette a disposizione la propria attività, si presta a operare, a collaborare, a fare qualcosa di propria volontà…” L’ATiDU vive anche grazie all’aiuto degli splendidi volontari che le sono affezionati. Non sarebbe possibile far fronte alle numerose attività, ai diversi progetti, senza il prezioso aiuto di queste splendide persone. Approfittiamo di questo spazio per dir loro a tutta voce un riconoscente GRAZIE! Siamo sempre alla ricerca di nuove forze anche perché gli impegni tendono ad aumentare soprattutto le sensibilizzazioni nelle diverse scuole. Chiediamo dunque a tutti voi di passare l’informazione, magari tra i vostri conoscenti vi è qualcuno che ha voglia di iniziare una nuova avventura e quindi di sostenerci attivamente.


NOTIZIE DA ASSOCIAZIONI AMICHE Generazioni & Sinergie (G&S) è un’associazione senza scopo di lucro fondata nel settembre 2011 da dieci persone. È presieduta da Roberto Fridel. G&S si occupa del fenomeno della longevità attiva e del mantenimento di buone ed utili relazioni fra generazioni. Fondata sui valori di Apertura, Responsabilità sociale e Trasversalità, essa è formata da persone con sensibilità ed età diverse, capaci di leggere e proporre riflessioni ed azioni scevre da logiche di categoria. Generazioni & Sinergie intende continuare a profilarsi come attore di riferimento e d’impulso per accelerare un cambiamento di mentalità e d’azione a livello regionale (Cantone Ticino) relativamente alle sfide ed alle opportunità che il fenomeno della longevità attiva e della intergenerazionalità pone e porrà alla popolazione e più in generale al sistema socio-economico. Nelle nostre attività abbiamo dato molta importanza al tema “vivere bene a tutte le età” occupandoci di abitazioni intergenerazionali e di iniziative di quartiere che possano creare un ambiente favorevole all’incontro degli abitanti oltre le barriere generazionali. Riteniamo che oggi vi sia una grande necessità di far rivivere le comunità in modo attivo e partecipativo attraverso processi e azioni di cooperazione e di aiuto reciproco. Un catalizzatore che ci pare ottimo per riuscire a raggiungere questo obiettivo sono le così denominate “portinerie di quartiere”, un nuovo progetto a cui vogliamo lavorare assieme a voi. Cosa sono le portinerie di quartiere? Le “portinerie di quartiere” sono dei nuovi punti di riferimento creati da persone, fondazioni e/o associazioni, in base a diverse tipologie di necessità, per risolvere i piccoli problemi quotidiani tessendo relazioni e mettendo in gioco il più delle volte le risorse e le competenze presenti sul territorio stesso, generando anche nuove iniziative economiche e imprenditoriali. L’obiettivo delle portinerie è offrire servizi di supporto alla quotidianità del proprio quartiere (commissioni a domicilio, ricezione corrieri, lavoretti domestici) e ricostruire relazioni di fiducia e mutuo aiuto tra abitanti, anche offrendo occasioni di socialità e scambio. Le portinerie di quartiere nascono nei modi più diversi e da attori altrettanto diversi: dal bar che inizia a offrire anche i servizi di portineria, alle edicole che diventano dei punti di riferimento “risolvi problemi”.

Ci si basa sull’economia della collaborazione, con l’obiettivo di promuovere il dibattito e lo scambio di pratiche favorendo la contaminazione tra persone, comunità̀, piattaforme, amministrazioni e aziende. Il valore che queste nuove portinerie generano nei quartieri è evidente ed è un fenomeno da coltivare. Esse sviluppano la condivisione sociale, l’integrazione e l’aiuto tra persone diverse che lo necessitano. Entrando in queste realtà ci si sente a casa, bene e in armonia con altre persone nel concreto. La domanda che più frequentemente ci si pone è: come si fa? Vorremo capire insieme come procedere in questa direzione. Il nostro obiettivo è che le “Portinerie di quartiere” possano nascere e crescere dal basso, direttamente dalle persone. Persone che desiderano in fondo, migliorare la qualità di vita dei singoli individui e di tutta la comunità. Per questo motivo, stiamo creando degli eventi interattivi dove poterci incontrare e ragionare su come ogni singolo quartiere possa prendere iniziativa per costruire realtà sociali e economiche condivise disegnate su misura in base alle sue necessità. In particolare, crediamo che tali momenti di ritrovo interattivi siano utili per creare nelle persone la consapevolezza dei propri bisogni. Riteniamo che lo scambio di idee sia la possibilità più arricchente per raggiungere questo scopo. Abbiamo infatti sempre bisogno del vostro aiuto, per questo vi chiediamo: hai in mente un progetto simile per il tuo quartiere? Ti piacerebbe attuare un’iniziativa in tale direzione? Non esitare a contattarci! Lavorare insieme può fare la differenza!

RIASSUMENDO: Maggiori informazioni su Generazioni & Sinergie possono essere trovate sul sito internet www.generazioni-sinergie.ch oppure consultando la pagina Facebook: Generazioni & Sinergie o Instagram: generazioni_e_sinergie

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

NOTIZIE 5


AUDIOTECA I MEZZI AUSILIARI A DOMICILIO A cura di Gianni Camponovo

Il non sentire bene anche nelle semplici faccende quotidiane e casalinghe può causare notevoli disagi e fastidi. Per fortuna la tecnologia ci viene in soccorso anche in queste situazioni. Diverse sono infatti le soluzioni e i mezzi ausiliari che si prendono cura di noi a casa nostra, qui di seguito ve ne segnaliamo alcune: Ascoltare la televisione Esistono numerose apparecchiature che migliorano l’ascolto di TV, radio e affini ecc. Per la TV, segnaliamo come prima cosa la pag. 777 del TXT che permette sovente di avere le trasmissioni sottotitolate (www.teletext.ch), inoltre per un ascolto migliore esistono numerose cuffie sul mercato di vario genere e vari prezzi. Oltre alle cuffie, si può prendere in considerazione il laccio magnetico, ricordiamo però che in questo caso è necessario disporre della posizione T negli apparecchi acustici. Il suono viene indotto in una bobina che si trova appunto nell’apparecchio acustico.

Sentire le conversazioni al telefono Sul mercato esistono molteplici apparecchi telefonici e qualche cellulare, sviluppati appositamente per persone deboli d’udito. Oltre ad un’amplificazione del segnale sonoro in arrivo molti di questi apparecchi dispongono di un flash per la segnalazione della chiamata e per persone anziane di tasti più grandi per una maggiore facilità d’uso. I costi di questi apparecchi possono variare da 100 Chf a 300.-/400.- Chf. Anche in questo caso spesso ad un costo maggiore si ottiene una migliore qualità.

Sentire il suono del campanello o del telefono Per la casa esistono varie possibilità di segnalazione che provvedono ad avvisare acusticamente e visivamente (tramite Flash) in diverse situazioni come per esempio il campanello d’entrata o il citofono, le chiamate telefoniche o anche allarmi e sveglie. I sistemi di segnalazione permettono una buona autonomia nella propria abitazione. I costi di questi sistemi possono essere relativamente modesti (200.-/300.- Chf) ma anche molto importanti (1000.-/2000.- Chf) a dipendenza del numero delle apparecchiature installate.

RIASSUMENDO: Potete trovare tutti questi mezzi ausiliari in prova presso la nostra Audioteca. Il nostro responsabile tecnico è sempre a disposizione per una consulenza, contattate il segretariato di ATiDU.

AUDIOTECA 6


Citazione di Albert Einstein, fisico, filosofo e accademico. Immagine tratta dal film “Amour” di Michael Haneke.

“Preoccuparsi per le persone e per la loro sorte deve sempre essere l’occupazione principale di tutti i nostri sforzi in ambito tecnico. Non dimenticatelo mai in mezzo a tutti i vostri diagrammi e le vostre formule.”

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

AUDIOTECA 7


SOCIALITÀ CASI DI RIGORE: UNA POSSIBILITA’ DA VALUTARE A cura di Renato Rossini

Lo scorso 7 ottobre si è svolto a Bellinzona un incontro promosso dall’ATiDU con rappresentanti dell’AI e della Pro Infirmis, volto a chiarire a tutti gli operatori la procedura (i suoi aggiornamenti) da seguire per i cosiddetti casi di rigore. Ne diamo ora un breve riassunto, ricordando che l’ATiDU è sempre disponibile per una consulenza ed inoltre è possibile richiedere l’apposito opuscolo per un’informazione più dettagliata. I casi di rigore offrono la possibilità di ottenere dall’AI la copertura totale o parziale della spesa d’ acquisto di uno o due apparecchi acustici al di là dell’importo forfettario già riconosciuto (rispettivamente 840.chf e 1’650.- chf per uno o due apparecchi acustici). Questa possibilità è stata introdotta successivamente alla sesta riforma dell’AI del 2011, anno in cui a partire dal mese di luglio i sussidi sono stati drasticamente ridotti (vedi Infoatidu no. 32/2011, La mannaia dell’UFAS cade sui deboli d’udito). Così nel 2013 l’AI ha accolto i primi due casi, l’anno scorso ne ha accettati 85. Due precisazioni vanno subito fatte: i casi di rigore riguardano unicamente le persone ancora in età lavorativa (AI, non quindi AVS) e l’acquisto di protesi retroauricolari, non di altro tipo. Chi può farne richiesta? Il debole d’udito già in possesso di una decisione positiva dell’AI per l’assunzione dell’importo forfettario (deve farlo entro un anno dalla decisione), che negli ultimi esami audiometrici svolti ha accusato una perdita uditiva del 35% o oltre rispetto alle precedenti misurazioni. In pratica si consiglia di parlarne con il proprio medico ORL che saprà consigliare se avviare o meno la procedura.

SOCIALITÀ 8

La richiesta, questo è importante, deve essere inoltrata all’AI dall’assicurato stesso. Nessun altro può farlo in sua vece, anche se gli audioprotesisti e l’ATiDU possono dare una mano in questo compito. È importante che venga fornita una motivazione dettagliata relativa ai problemi concernenti l’adattamento dell’apparecchio acustico. Questa richiesta dev’essere corredata da almeno due documenti: un rapporto dell’audioprotesista e un “Diario per la richiesta di esame di un caso di rigore nella protesizzazione con apparecchi acustici.” ottenibile dall’AI o scaricabile dal sito www.avs-ai.ch Può essere utile allegare una lettera del medico ORL e/o del proprio datore di lavoro, nonché copia degli ultimi 5 conteggi del salario mensile. La procedura d’esame esige infatti chi il richiedente abbia un lavoro (reddito minimo annuale ammesso di 4’667.- chf), oppure segua una formazione o si occupi di mansioni abituali (es. economia domestica, cura dei bambini, …). Dopo l’inoltro della richiesta l’AI inviterà il richiedente a sottoporsi a un dettagliato esame audiometrico presso una delle 8 cliniche specializzate riconosciute, solitamente per i ticinesi il Kantonspital di Lucerna. Infine prenderà una decisione.


“Una persona che ha cura di un’altra rappresenta il più grande valore della vita.” Citazione di Jim Rohn, imprenditore. Immagine tratta dal film “Quasi amici” di Olivier Nakache e Éric Toledano.

RIASSUMENDO: Potete richiedere direttamente al nostro segretariato il volantino “Apparecchi acustici, regolamentazione dei casi di rigore” o scaricarlo dal nostro sito www.atidu.ch

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

SOCIALITÀ 9


APPROFONDIMENTO SAPER ASCOLTARE, POTER CAPIRE A cura di Maria Grazia Buletti

Una giornata nazionale di aiuto e cure a domicilio per accendere i riflettori sul tema dell’udito Siamo immersi in un mondo sonoro che accompagna da sempre il nostro quotidiano vivere, regalandoci emozioni, permettendoci di relazionarci con gli altri e contestualizzarci nell’ambiente, concedendoci di acquisire informazioni importanti in ogni ambito. Riflettendo su tutto ciò, possiamo capire la grande importanza dell’udito: organo di senso essenziale anche se spesso sottovalutato. Un tema, quello dell’udito, che oggi sale prepotentemente alla ribalta, complice la difficoltà uditiva in aumento a causa sia dell’invecchiamento fisiologico della popolazione, sia dei forti rumori a cui siamo spesso e sempre più esposti. Neppure i giovani ne sono al riparo, mentre le statistiche parlano chiaro: il 10,55 % delle persone sotto i 64 anni ha difficoltà uditive, come pure il 20,1 % di coloro che si situano tra 65 e 74 anni. Percentuale che aumenta al 35,9 se consideriamo le persone al di sopra dei 75 anni d’età. L’udito è una delle funzioni fondamentali nel rapporto con gli altri e con l’ambiente che ci circonda e la sua perdita può dunque comportare notevoli disagi sociali. Questo è il motivo che ha spinto i promotori della Giornata nazionale di aiuto e cura a domicilio nazionale, lo scorso 7 settembre, a sviluppare proprio il tema dell’udito attraverso il motto “Ascoltare e comprendere”. Da noi e nei Grigioni, ATiDU unitamente alla Conferenza dei Servizi di assistenza e cura a domicilio del canton Ticino, ha lanciato un programma di sensibilizzazione rivolto al personale curante e ai famigliari delle persone con problemi d’udito, focalizzato sui comportamenti che gli udenti dovrebbero mettere in pratica per favorire la comunicazione e la convivenza con chi non sente bene. Questo importante messaggio di sensibilizzazione tende la mano alle persone con disturbi di udito, agli anziani e ai famigliari che sono confrontati con una nuova condizione che avanza lentamente ma che va accolta attraverso strategie atte a stabilire una convivenza serena e un buon livello relazionale che, manco a dirlo, passa certamente attraverso la comprensione e la comunicazione. “Il problema uditivo è spesso silente, nascosto, non si nota e non si vede, perciò si ha la tendenza a dimenticarsene; parlarne aiuta a comprendere cosa fare quando

APPROFONDIMENTO 10

ci si relaziona con persone che hanno problemi di udito”, afferma Cinzia Santo di ATiDU, l’Associazione per persone con problemi d’udito che ha aderito con entusiasmo alla giornata dedicata a questo tema. Dal canto suo, l’infermiera Noretta Scaramella, capo équipe dell’Associazione bellinzonese per l’assistenza e cura a domicilio (ABAD) spiega il perché dell’importanza del tema che si è voluto far emergere a livello nazionale: “Entriamo nelle case di persone deboli d’udito e necessitiamo sempre più di conoscere e avere strumenti per andare loro incontro, comprenderle e aiutarle. Spesso ce ne rendiamo conto perché, entrando in casa loro, queste persone ci chiedono di parlare senza rumori di sottofondo, ad esempio ci chiedono di chiudere la finestra perché il rumore della strada non permette loro di comprendere cosa ci diciamo. Oppure ci chiedono di abbassare il volume della televisione. Questo ci permette di intuire che forse c’è un problema di perdita di udito e allora cerchiamo di porci dinanzi alla persona per parlarle, qualora dovessimo dare informazioni molto importanti (prescrizioni farmacologiche, altre informazioni essenziali) ci possiamo avvalere della scrittura per essere certi della comprensione e via dicendo. Se non si tratta di persone già dotate di apparecchi acustici, si cerca di evitare toni alti e toni bassi della voce, parlando monotono. Infine, dall’inizio del nostro rapporto ci accordiamo sul fatto che se non comprendono o non sentono, allora lo devono dire, perché se ci sono difficoltà possiamo trovare strade alternative (come la scrittura e la lettura), in modo che la comprensione reciproca e la relazione comunicativa siano assicurate”. Di fatto, saper sentire è un elemento chiave della comunicazione tra curanti e paziente. Affinché possa instaurarsi una relazione efficace che porti a cure adeguate, il dialogo personale è di importanza insindacabile. “Compito dei curanti è di chiedere costantemente ai loro pazienti come si sentono, come interpretano una situazione e come definiscono le loro competenze sanitarie; una comprensione reciproca importante al fine di permettere alle persone di valutare correttamente il proprio stato di salute, sapendosi informare e, se necessario, potendo ricevere dall’aiuto domiciliare aiuto e consigli a loro comprensibili”, questo il sunto di “Aide et soins à domicile” a proposito del senso della giornata dedicata a chi ha problemi uditivi.


Citazione tratta dal film “La tigre e la neve” di Roberto Benigni. Immagine tratta dal film “Tutto quello che vuoi” di Francesco Bruni.

“Ogni persona è un abisso, vengono le vertigini a guardarci dentro.”

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

APPROFONDIMENTO 11


“Perché le competenze sanitarie possano influire positivamente sull’autogestione delle malattie, udire correttamente e comprendere sono le condizioni essenziali”. Sentire e non capire “Il calo d’udito non si manifesta all’improvviso ma è un processo progressivo durante il quale non sempre la persona stessa o i suoi famigliari si accorgono subito”, Fredy Zuger è socio di ATiDU e membro di comitato di ABAD, ma soprattutto è una persona che pian piano ha dovuto confrontarsi con il sentire meno bene. “Ero insegnante, molto partecipe alla vita pubblica, presidente della Filarmonica di Giubiasco: ero perciò molto attivo, ma dopo i 55 anni, e poco per volta, ho cominciato ad avere problemi di udito che si sono acuiti con il passare del tempo, anche se all’inizio non lo avevo subito compreso”. A chi gli chiede cosa succede, egli risponde: “Cominci con il capire “Roma per Toma”, parallelamente iniziano i problemi di incomprensione in famiglia e tu cominci a isolarti, a farti da parte”. Inutile dire che le difficoltà per le persone deboli d’udito si sviluppano a livelli differenti: la comunicazione, la relazione e la percezione dell’ambiente subiscono variazioni sostanziali e la persona con problemi di udito inizia a interpretare, a indovinare per capire. Alcuni esempi della conseguente incomprensione interpretativa possono essere: “Ti aspetto in cucina” interpretato con “Ti aspetto in piscina”, “I giornalisti chiedono chiarezza” interpretato come “I socialisti chiedono chiarezza”, parole come “pioggia” capite come “appoggia” e via dicendo. A questo punto, Fredy parla della costante quotidiana di sentire e non capire e delle conseguenze che tutto ciò può comportare: “Le persone deboli d’udito, se non si sentono comprese e accolte, possono sperimentare preoccupazione e ansia, tristezza o addirittura depressione, rabbia e aggressività, paura, rinuncia e isolamento unite alla stanchezza dell’incomprensione”. È quindi importante che il personale curante e i famigliari tengano presente tutte le possibili conseguenze caratteriali e psicologiche nell’approccio con le persone coinvolte, sia nella modalità di comunicazione, sia nel suggerire e attuare strategie e soluzioni possibili. Venirsi incontro “La perdita uditiva è progressiva e lenta, per questo non sempre i famigliari stessi se ne rendono subito conto. Io stessa, seppur infermiera, non mi sono accorta subito della perdita uditiva progressiva a cui mia madre stava andando incontro e questa è stata per me una grande lezione di vita che mi ha fatto comprendere cosa significa vivere con una persona ipoacusica, proprio perché questa condizione si sviluppa nel tempo”, afferma ancora Noretta Scaramella, a sostegno di quanto testimonia Fredy Zuger sulle incomprensioni e le relative tensioni che si possono instaurare in famiglia quando si entra in queste dinamiche. Allora, saper riconoscere i sintomi di una perdita uditiva non è utile soltanto alla persona stessa, ma a tutta la sua famiglia e alla sua cerchia di amicizie e contatti, racconta Zuger:

APPROFONDIMENTO 12

“Non sono le nostre capacità che dimostrano chi siamo davvero, sono le nostre scelte.”


“Si possono evidenziare le difficoltà a sentire qualcuno che ci parla senza guardarci o lo fa da un’altra stanza, si ha difficoltà a seguire una conversazione durante una riunione o in un gruppo, a tavola si comprendono gli altri solo se si è seduti in posizione centrale e li si può guardare tutti in faccia quando parlano, per capire le trasmissioni tv o radio bisogna alzare il volume, si manifestano problemi a sentire chiaramente la conversazione al telefono, aumentano le difficoltà nell’ascoltare in ambienti rumorosi, teatro, cinema, negozi con la musica ad alto volume”. Ed ecco che emerge l’importanza dell’ambiente, come ricorda Cinzia Santo: “Non sentire bene comporta uno sforzo continuo e costante per verificare la comprensione. Un ambiente rumoroso o inadatto può aumentare questa difficoltà indipenentemente dal fatto che la persona porti o meno gli apparecchi acustici”. Allora, l’udente, il personale curante e i famigliari possono intervenire adattando l’ambiente circostante con semplici accorgimenti per ridurre il più possibile i disagi: “Si tratta di eliminare i rumori di fondo durante la conversazione (televisione, lavatrice, macchina del caffè…), posizionare la persona audiolesa nel luogo migliore affinché possa seguire bene la conversazione, ridurre la distanza dalla persona audiolesa quando le si parla, rendere visibile il proprio volto, prima parlare poi fare, attirare l’attenzione della persona prima di iniziare una conversazione, suggerire mezzi ausiliari di aiuto per l’ascolto (cuffie per la televisione, telefoni per audiolesi, segnali luminosi…)”. Il ruolo chiave dei curanti è chiaro, e si delinea l’importanza dei famigliari nell’accompagnamento di una persona che comincia a sviluppare i problemi in relazione al sentire. Ascoltare e comprendere Citazione Tratta dal film “Harry Potter e la camera dei segreti” diretto da Chris Columbus. Immagine tratta dal film “Pranzo di ferragosto” di Gianni Di Gregorio.

L’accompagnamento passa per la via della comprensione, tanta pazienza e una comunicazione adeguata. “Accorgersi e accettare di soffrire di una debolezza di udito è già di per sé una grande prova di vita”, dice Fredy Zuger a questo proposito, ricordando che agli inizi anche lui passava per la strada della frustrazione, dell’incomprensione con i suoi cari, della mania di persecuzione quando essi parlavano fra loro e lui lo intepretava come un parlare alle sue spalle perché non li comprendeva, e via dicendo. La base di una buona comunicazione rimane dunque l’attitudine paziente, rispettosa e positiva da parte dell’udente nei confronti della persona con difficoltà uditiva della quale bisogna rispettare i ritmi di comprensione, incoraggiandola quando si notano miglioramenti. “Tutto questo può esserle d’aiuto per convivere meglio con la perdita uditiva”, afferma Cinzia Santo, mentre Fredy ci delizia con qualche aneddoto che se da un lato sdrammatizza la situazione, d’altra parte permette di comprendere meglio le difficoltà con cui è confrontato suo malgrado un debole d’udito: “Quando insegnavo al doposcuola mi si presentò una mia allieva in lacrime, dicendomi: “Ho fatto male il dettato”.

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

APPROFONDIMENTO 13


“Essere al mondo è quando ti è affidata una persona e tu ne sei responsabile e allo stesso tempo tu sei affidato a quella persona ed essa è responsabile per te.” Citazione di Erri De Luca, scrittore. Immagine tratta dal film “Amour” di Michael Haneke.

APPROFONDIMENTO 14


Allora, per rincuorarla le risposi: “Ma chi se ne frega! Lo farai meglio la prossima volta!”. Così la vidi ancora più in lacrime ed esterrefatta della mia risposta, perché in realtà lei mi aveva detto: “Mi è morto il gatto” e io avevo capito tutt’altro”. Per fortuna, egli oggi racconta che porta da cinque anni gli apparecchi acustici che, malgrado alcuni disagi, gli permettono una migliore comprensione rispetto a quei tempi: “Persuaso che se la vista si può guarire, ciò non vale per l’udito, porto da 5 anni gli apparecchi acustici che però non sono tutte rose e fiori: pesano un po’ e per questo ogni tanto li tolgo, necessitano di manutenzione costante e amplificano in modo spropositato dei rumori a cui gli udenti non fanno neppure caso, come ad esempio una sedia che si muove o una penna che cade sul tavolo sono per noi rumori che d’un tratto possono farci sobbalzare”. Importanza e manutenzione degli apparecchi acustici Abbiamo compreso che il processo di perdita parziale dell’udito è lento, che in questi casi i malintesi e le incomprensioni anche in famiglia possono essere all’ordine del giorno ma possono anche essere sdrammatizzati e risolti, che la persona stessa non sempre si rende subito conto di quanto sta succedendo e che bisogna accettare la propria condizione per fare il passo finale verso una migliore comprensione. Passo che può annoverare, fra l’altro, l’uso di apparecchi acustici. “Può essere utile, per i famigliari o gli amici, dire alla persona ipoacusica che si stanno valutando situazioni alternative per comunicare con lei, perché non riusciamo a farci comprendere”, dice Scaramella. “Non possiamo obbligare una persona a portare gli apparecchi acustici, e bisogna accettare anche che un anziano non se la senta affatto”, ammette Zuger. In ogni caso, spesso le persone con problemi uditivi si avvalgono proprio del prezioso ausilio di apparecchi acustici o di impanti cocleari: strumenti indispensabili per chi li porta. “Anche se bisogna essere coscienti che essi migliorano sì la capacità uditiva, ma non eliminano del tutto i problemi di incomprensione e non sostituiscono un udito funzionante”, afferma Cinzia Santo ricordando che il calo di udito fa sì che il cervello diminuisca la sua capacità di classificare i rumori e questo può influenzarne la plasticità: “Chi corre ai ripari in tempi brevi, vale a dire appena percepisce un calo significativo, semplifica la situazione e aiuta sia il cervello

sia l’udito a continuare ad essere stimolati e a tenersi in allenamento”. Accettare di portare gli apparecchi acustici è il primo passo. Poi, spiega Zuger: “Importante è il ruolo dell’audioprotesista che accompagna il debole d’udito, e che bisogna andare a visitare più volte durante l’adattamento, compreso nelle manutenzioni periodiche e indispensabili”. Dal canto suo, l’audioprotesista Emanuele Merighi afferma che gli apparecchi acustici di nuova generazione, essendo più piccoli dei modelli precedenti, richiedono maggiore attenzione nella pulizia: “Per ottenere sempre la migliore resa è fondamentale sostituire periodicamente i filtri presenti negli apparecchi e anche nelle chiocciole realizzate su misura”. Fredy spiega che, ad esempio, se si suda e l’apparecchio acustico non viene in seguito accuratamente pulito, si possono sentire rumori fastidiosissimi. L’audioprotesista conferma tutto quanto: “Se la manutenzione non viene effettuata regolarmente, i nostri apparecchi funzioneranno meno bene o addirittura, nel caso di filtri ostruiti, essi non avranno nessuna resa per il paziente e lo faranno sentire ancora peggio, aggiungendo all’ipoacusia un ostacolo fisico alla ricezione del suono”. Un ultimo consiglio molto tecnico ma importante dell’audioprotesita riguarda la garanzia: “Per legge tutte le garanzie sono di un minimo di due anni e, prima della scadenza, è utile inviare gli apparecchi al produttore per una revisione che sarà utilissima per il loro buon funzionamento. Naturalmente sarà completamente gratuita, a tutto vantaggio del proprietario degli apparecchi stessi”. Per approfittare di questi preziosi ausili bisogna dunque prendersi il tempo di adattarsi ad essi, collaborando attivamente con i tecnici e gli audioprotesisti. “Il periodo di adattamento varia da persona a persona ed è un momento delicato e necessario perché li si possa adoperare al meglio”, conclude Cinzia Santo ricordando altresì la disponibilità di ATiDU ad ogni genere di consulenza o colloquio che possa chiarire dubbi, incertezze o aiutare a trovare la via più idonea alla comprensione del mondo e a quella reciproca, anche per le persone deboli d’udito.

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

APPROFONDIMENTO 15


ATTUALITÀ GUARDANDO INSIEME Rassegna primaverile di cinema intergenerazionale a cura di Stelio Righenzi

Redazione: Cinema sensibile alle problematiche uditive Molte persone con problemi di udito spesso rinunciano alla possibilità di vedere un film al cinema perché faticano a seguire i dialoghi, la frustrazione a volte di conseguenza diventa maggiore della bellezza del film. Per questo ATiDU anni fa si occupò del problema sostenendo l’istallazione del sistema a induzione in una sala del Cinema Rialto di Locarno. Oggi la situazione è un pochino migliorata, la grande sala del Palacinema di Locarno è dotata di un sistema wireless in cui si può scaricare un’app sul telefonino e sentire l’audio del film grazie al bluetooth. Il Palacinema di Locarno resta però per ora l’unica sala in Ticino adatta alle persone con difficoltà uditive. Segnaliamo anche un altro metodo utile e funzionante, si tratta di un sistema di sottotitolazione simile a quello del teletext per la televisione ma scaricabile direttamente sul proprio smartphone. Questo sistema ha il vantaggio di non richiedere alcun equipaggiamento delle sale cinematografiche. La parte più incredibile è che sfruttando il microfono dell’apparecchio il programma è in grado di sincronizzarsi con il film e di far scorrere le scritte perfettamente in tempo con il procedere delle scene. Una soluzione straordinaria, che permette a tutti coloro che soffrono di privazione completa o parziale dell’udito di godersi un film. Vi segnaliamo qui di seguito due siti, uno svizzero in lingua francese o tedesca e uno italiano per i film in lingua italiana, entrambi sono gratuiti: www.regards-neufs.ch e www.moviereading.com La rassegna “Guardando insieme”, che si tiene sul nostro territorio e che sosteniamo con piacere, è un’altra occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica alle pari opportunità anche per le persone con un deficit e di proporre un approccio sensibile al cinema per i nostri soci, oltre ad essere occasione per visionare film molto interessanti grazie alle ottime scelte artistiche.

ATTUALITÀ 16

Il cinema, nelle sue svariate forme e nei suoi molteplici contenuti, è oramai da molti anni universalmente riconosciuto quale forma d’arte a tutti gli effetti, paragonabile in quanto tale alla musica, alla letteratura, alla pittura e alla scultura, al teatro e all’architettura, alla danza ecc. In quanto tale dunque esso è un linguaggio vero e proprio, con le proprie regole, una grammatica e una sintassi specifiche che lo caratterizzano come forma di comunicazione universale, accessibile a chiunque ne vuole usufruire. La forza comunicativa di un filmato può essere sovente tale da suscitare importanti emozioni (di vario genere, positive o meno) nello spettatore e successivamente produrre reazioni nel pubblico, che magari vuole anche condividere questi messaggi emotivi. Il cinema è oramai da tempo fruibile attraverso varie modalità e nei luoghi più diversi: dalla classica proiezione collettiva in una sala cinematografica, al privato apparecchio televisivo, dal PC al tablet e persino … al telefonino! Gli interessati possono guardare un film o un documentario a casa propria, a scuola, sul treno, nei bar, per strada, in spiaggia, ovunque. La produzione internazionale di documentazione cinematografica (film, documentari, reportages, …) è notevolissima e, inevitabilmente, di qualità variabile e quindi con punte di assoluto valore artistico-comunicativo (il cosiddetto “cinema di qualità”), ma anche di squallido valore commerciale (il “cinema di cassetta”), per non dir di peggio. Concentrandoci sul “cinema di qualità”, che è quello che ci interessa essenzialmente, esso si caratterizza per un indiscusso valore artistico, per l’impegno dei produttori e dei registi nell’offrire al pubblico opere che suscitino emozioni e facciano riflettere lo spettatore, nella particolare cura delle scelte scenografiche così come delle tecniche di montaggio, della musica e dei dialoghi e, non da ultimo, nella scelta degli attori che interpretano il film. Il nostro Cantone in questo senso può certamente vantare un’offerta assai ricca di occasioni di accesso al “cinema di qualità”: dal Locarno Film Festival di respiro internazionale, con un’offerta molto numerosa di proiezioni adatte a tutti gli interessi, a Castellinaria, il Festival del cinema giovane di Bellinzona, destinato in primo luogo ai nostri ragazzi ma anche al pubblico adulto che si interessa di gioventù, al Film Festival dei Diritti Umani di Lugano e anche ai quattro Circoli del cinema regionali, che puntualmente organizzano rassegne di film di assoluta qualità, provenienti da diversi Paesi del mondo.


“Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile.”

Citazione tratta dal film “A Beautiful Mind” di Ron Howard. Immagine tratta dal film “La teoria del tutto” di James Marsh.

RIASSUMENDO: Potete scaricare il programma della rassegna cinematografica dal sito www.guardandoinsieme.ch

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

ATTUALITÀ 17


“Per tenere qualcosa, devi averne cura; per averne cura devi capire di che tipo di cura ha bisogno.” Questo genere di cinema va indiscutibilmente visto in una sala cinematografica, quindi in modalità collettiva. Dal 2014 l’Associazione Ticinese della Terza Età (ATTE) e l’Associazione Pro Senectute organizzano, in primavera, al Cinema Forum di Bellinzona e talvolta anche in altre località del Cantone, la rassegna “Guardando insieme” (www.guardandoinsieme.ch). La proposta cinematografica si caratterizza per il suo carattere volutamente intergenerazionale, con l’intento dunque di proporre una serie di film particolarmente idonei a suscitare un dibattito fra spettatori di varie età e dunque di differenti esperienze di vita: giovani studenti, persone adulte e attive professionalmente, meno giovani e anziani. L’intento iniziale voluto dagli enti promotori è infatti quello di accomunare un pubblico intergenerazionale per guardare dei film che possano provocare negli spettatori emozioni e reazioni anche piuttosto diverse e divergenti, così da suscitare, aiutati anche dalla presenza di ospiti, scelti in funzione delle problematiche trattate, specialmente invitati a stimolare e a favorire un auspicabile dibattito al termine delle proiezioni. I film, quasi tutti di recente produzione, sono programmati al mattino, per favorire in particolar modo la presenza delle classi di studenti delle scuole medie-superiori e professionali; al pomeriggio, quando ai giovani si aggiungono altre persone adulte di varie età (ad esempio gruppi di anziani); alla sera per un pubblico misto, di ogni età. La proposta insomma vuole far fronte in modo concreto alle difficoltà sempre più diffuse di comunicazione fra generazioni differenti. La sala cinematografica, quale luogo di fruizione collettiva di importanti momenti emotivi attraverso il visionamento di pellicole di assoluto valore e le successive riflessioni che ne possono scaturire fra persone di diverse età, può senz’altro andare nella direzione voluta. La settima edizione di “Guardando insieme”, organizzata da uno speciale Gruppo di lavoro che comprende oltre ai rappresentanti di ATTE e Pro Senectute anche altre persone attivamente impegnate in associazioni quali per esempio l’ATIDU, è oramai in fase di programmazione e si svolgerà, sempre al Cinema Forum di Bellinzona, dal 9 al 12 marzo 2020.

ATTUALITÀ 18


L’ANGOLO DELLA CONSULENZA Questa è una piccola rubrica dedicata alle domande dei nostri soci, rispondiamo dunque con molto piacere ai quesiti che ci vorrete far pervenire.

Citazione di Dorothy parker, poeta e scrittrice. Immagine tratta dal film “Quasi amici” di Olivier Nakache e Éric Toledano.

Buongiorno, porto un apparecchio acustico e un impianto cocleare vorrei sapere se ho diritto al rimborso retroattivo delle batterie in quanto negli anni scorsi ho scordato di fare la richiesta? Per quanto riguarda la domanda in merito alla retroattività della richiesta di prestazioni, l’Assicurazione invalidità applica l’art. 48 LAI e riconoscendo soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta, salvo rarissime eccezioni. Il rimborso può essere richiesto dopo un anno dalla consegna dell’apparecchio (la prima volta!) e per le richieste successive si applica l’art. 48 LAI, massimo 12 mesi retroattivi dalla richiesta (meglio utilizzare il formulario fattura). Questo vale per assicurati minori e adulti, ricordiamo invece che in AVS le batterie non sono riconosciute. Per l’impianto cocleare viene rimborsato un importo annuo forfettario di 400.– Chf (monoaurale) e di 800.– Chf (binaurali). Per gli apparecchi acustici viene rimborsato un importo annuo forfettario di 60.– Chf (monoaurale) e di 120.– Chf (binaurali).

RIASSUMENDO:

Ricordatevi di fare la richiesta di rimborso delle batterie contattando direttamente l’Ufficio di Assicurazione Invalidità.

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

ATTUALITÀ 19


VIVERE CON UNA PERDITA DELL’UDITO INVALIDANTE Tratto dal sito hear-it.org e tradotto dalla redazione

Vivere con una perdita dell’udito invalidante e non trattata ha una serie di conseguenze personali negative Il trattamento professionale della perdita dell’udito può rimediare a molte delle conseguenze personali negative della perdita dell’udito. Le persone sottoposte a trattamento per la disabilità uditiva con apparecchi acustici o altri ausili uditivi sperimentano un sostanziale miglioramento della salute e della qualità della vita. Le persone che vivono con un perdita uditiva invalidante ma non trattata subiscono una serie di conseguenze negative per la loro salute personale, vita sociale e situazione economica. L’uso di apparecchi acustici o di altre soluzioni uditive elimina in gran parte o riduce le conseguenze personali negative di una perdita dell’udito invalidante. Questo è documentato nel rapporto scientifico dettagliato “Perdita dell’udito - cifre e costi” del professor Emeritus Bridget Shield della Brunel University di Londra, con il sostegno del professor Mark Atherton della Brunel University di Londra. Salute fisica e mentale Una perdita dell’udito invalidante non trattata ha una serie di effetti negativi sulla salute fisica e mentale. Nel rapporto, è documentato che diversi studi medici dimostrano che la perdita dell’udito disabilitante non trattata aumenta il rischio di depressione come pure una serie di malattie croniche come le malattie cardiovascolari. La perdita dell’udito disabilitante non trattata è anche correlata all’aumento del declino cognitivo. Vita sociale Le persone che vivono con perdita dell’udito disabilitante non trattata generalmente soffrono di affaticamento, fragilità, isolamento sociale e ridotta attività fisica. Il problema di udito non trattato influisce anche sui rapporti familiari e può portare all’isolamento sociale. Vita professionale e reddito Il rapporto mostra con ampie prove alla mano che le persone con problemi di udito, in media, guadagnano significativamente meno di quelle che hanno un udito funzionante. Il rapporto indica inoltre che i non udenti che non sono trattati hanno un tasso di disoccupazione più elevato rispetto agli udenti. Infine, il pensionamento anticipato e i lavori meno impegnativi significano che il reddito medio degli audiolesi è inferiore a quello di coloro che sentono normalmente.

ATTUALITÀ 20

Qualità della vita In generale, la perdita dell’udito disabilitante e non trattata ha un impatto negativo significativo sulla qualità della vita. Più grave è la perdita dell’udito, maggiore è la perdita della qualità della vita, secondo il rapporto. Trattare la perdita dell’udito aiuta Le persone che trattano la loro perdita dell’udito invalidante con apparecchi acustici o altre soluzioni acustiche, di solito non subiscono le stesse conseguenze personali negative. Le persone che trattano la loro perdita dell’udito hanno una migliore salute fisica e mentale e non hanno un rischio maggiore di declino cognitivo rispetto alle persone con udito normale. Le persone che usano apparecchi acustici o affini segnalano un miglioramento della loro vita sociale e delle relazioni familiari. Le persone audiolese con apparecchi acustici guadagnano molto più delle persone audiolese che non li portano. Il divario tra i due gruppi aumenta con la gravità della perdita dell’udito e i tassi di disoccupazione di quest’ultimi sono circa il doppio di quelli degli audiolesi utilizzatori di apparecchi acustici. Fai controllare l’audizione “Il rapporto mostra che la perdita dell’udito invalidante non trattata ha una serie di conseguenze personali negative e che il trattamento della perdita dell’udito con apparecchi acustici o protesi acustiche può affrontare queste conseguenze negative”, ha detto. Il segretario generale Kim Ruberg dell’AISBL, che ha pubblicato il rapporto. “Se ritieni di avere una perdita dell’udito, il mio miglior consiglio è di far controllare l’udito facendo un test apposito da un professionista della salute dell’udito.”


“Dobbiamo cominciare a curare il paziente come curiamo la malattia.”

Citazione di Robin Williams, Hunter “Patch” Adams Immagine tratta dal film “La teoria del tutto” di James Marsh.

RIASSUMENDO: Lo studio “Perdita dell’udito - Rapporto su numeri e costi” è scaricabile interamente in lingua originale dal sito www.hear-it.org

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

ATTUALITÀ 21


GENITORI E FIGLI DOLCE VITA A MAGLIASO PER BIMBI E GENITORI A cura di Massimo Baciocchi, Federazione Svizzera dei Sordi

Due giorni ininterrotti di precipitazioni non hanno impedito l’ottimo svolgimento del congresso “La dolce vita”. Lo scorso 19 e 20 ottobre, presso il centro Magliaso si sono trovati numerosi genitori di bambini sordi o audiolesi da tutta la Svizzera. L’evento organizzato da ASGBA (Associazione svizzera dei genitori di bambini audiolesi) prevedeva infatti due giorni di incontri, scambio e divertimento. Partecipanti erano ovviamente anche i bambini, giovani e meno giovani, per i quali sono state organizzate attività ludiche e didattiche mentre i genitori partecipavano ai seminari e ai workshop portando e raccogliendo numerose e importanti esperienze. La scelta del Ticino come location dimostra un forte interesse per la regione italofona da parte di ASGBA che per l’organizzazione in loco si è appoggiata al Gruppo Krisalide (composto da ATiDU, Pro Infirmis e dalla Federazione svizzera sordi). Il Gruppo Krisalide infatti condivide gli obiettivi di ASGBA e ha potuto quindi presentare le proprie attività sia presso “Il Mercato” uno spazio adibito alla presentazione e promozione delle Associazioni che si occupano di sordità e disabilità uditiva ma soprattutto portando l’esperienza tutta ticinese, del mediatore linguistico culturale. Una figura importante per lo sviluppo del bambino sordo o audioleso che permette un adeguato sviluppo del bambino grazie ad un modello di riferimento fornito da una persona adulta a sua volta sorda o audiolesa, che si occupa di lui seguendolo nel processo di crescita. La figura del mediatore presente come detto solo in Ticino ha infatti suscitato vivo interesse nei partecipanti ai workshop. Chissà che in futuro questa proposta vincente possa essere applicata anche a livello nazionale.

“È la mancanza di cura nelle piccole cose che ci fa compiere gli errori più grandi.” Citazione di Gabriele Muccino, regista. Immagine tratta dal film “La ricerca della felicità” di Gabriele Muccino.

RIASSUMENDO: Per i dettagli riguardo al congresso scrivere a info@asgba.ch o visitare il sito www.asgba.ch

GENITORI E FIGLI 22


LO SGUARDO DI UNA FAMIGLIA A cura di Francesca Micheletti Zufferey

È il sesto anno che partecipo con la mia famiglia al Congresso annuale di ASGBA e con grande piacere quest’anno il nostro Cantone ha ospitato questo importante appuntamento. Purtroppo ancora una volta sono stata delusa della poca partecipazione delle famiglie ticinesi; un vero peccato non averne approfittato! Personalmente sono stata molto contenta che le varie associazioni ticinesi abbiano potuto collaborare assieme per organizzare un valido workshop dove i partecipanti hanno assistito alla presentazione della figura del mediatore linguistico culturale presente in Ticino. Auspico che anche in futuro queste collaborazioni possano continuare a favore dei bisogni di ogni bambino audioleso.

Negli ultimi sei mesi, il team di ATiDU, con le colleghe del gruppo Krisalide, ha partecipato attivamente all’organizzazione del congresso che quest’anno si è tenuto appunto sulle sponde del Ceresio. La super macchina organizzativa di ASGBA ha anche questa volta permesso di trascorrere due giorni di confronto costruttivo e positivo sia per le famiglie che per chi opera nel settore sordità. Molti gli spunti di riflessione su più ambiti ma ciò che più ci colpisce è l’atmosfera che sempre si respira in queste occasioni di incontro . Ci viene quindi da salutare questa esperienza con le parole della filosofa Lina Bertola ascoltate nella sua interessantissima conferenza “Felicità “a conclusione del congresso: “ …dobbiamo coltivare il desiderio di un’esistenza autenticamente felice e fare di questo desiderio un progetto di vita. Si tratta di prendersi cura del proprio cammino personale, scegliendo giorno per giorno, in piena autonomia… ripensare la nostra appartenenza…” A noi del gruppo Krisalide, questo congresso ha sicuramente donato un felice senso di appartenenza che ci accompagnerà a lungo. Ringraziamo dunque tutto il Comitato organizzativo per questa bella e dolce collaborazione. A cura della redazione

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

GENITORI E FIGLI 23


TEMPO LA GIOIA DEI SENSI A DUE PASSI DA CASA A cura di Ruth Toenz

Chi sta scrivendo può tranquillamente affermare di essere stata per molti anni una giramondo. Purtroppo negli ultimi anni, le esigenze familiari stanno riducendo sempre più le mie trasferte e la durata delle stesse. Ciò non toglie che si può trarre piacere anche visitando luoghi fuori dalla porta di casa nostra. Fortunatamente questa è sempre stata una mia prerogativa che dicevo di tenere in serbo per quando sarei stata una over sessanta! Ora i sessanta sono passati da un bel po’ e spesso mi ritrovo a scoprire angoli incantevoli nel nostro bel Ticino. Dunque è in questa ottica che con un gruppo di allegri pensionati ho trascorso una splendida giornata autunnale in quel di Sessa, sorridente e tranquillo paesino del Malcantone che, come un piccolo scrigno, custodisce gelosamente i suoi preziosi. Eh sì, anche Sessa possiede i suoi tesori! A farceli scoprire è stato un simpatico pensionato del posto, il signor Lindo Deambrosi, ex sindaco di Sessa e cicerone per passione. Si sa che chi svolge un’attività per passione, lo fa con entusiasmo, mettendoci cuore e anima! Vi lascio dunque immaginare l’entusiasmo con cui ci ha parlato del suo paese natìo, mostrandoci angoli a me, a noi, sconosciuti e facendoci fare un tuffo nel lontano e vicino passato. Una sorta di percorso 3D che al giorno d’oggi è tanto in voga. Anziché una cassetta, l’audio era la sua viva voce, gioviale e piena di passione quando toccava certi argomenti, al tempo stesso melodiosa. Degli occhiali 3D non avevamo bisogno, tanto le descrizioni fatte e le testimonianze del passato, ancora esistenti e visibili, erano gioia per i nostri occhi…occhiali sì, ma solo da sole! (scusate il gioco di parole) Dunque la nostra giornata è iniziata presto. Puntuale come un orologio svizzero, il signor Lindo è arrivato sul luogo dell’incontro, fissato ai Grappoli di Sessa. Dopo un’introduzione sulle origini del Comune e aver sottolineato l’importanza della zona in passato per la presenza di numerose miniere metallifere e anche d’oro, scopriamo l’importanza dei numerosi corsi d’acqua che costituivano una ricchezza non da poco per la zona. Infatti molti erano i mulini, i magli, le fonderie che impiegavano la gente locale, ma nonostante ciò, molti abitanti della regione sono emigrati in tutto il mondo alla ricerca di un po’ di fortuna.

TEMPO 24

Inoltre l’acqua era importante per lavorare la canapa, per irrigare i campi dei contadini, abbeverare il bestiame e non da ultimo per i pesci che costituivano parte dell’alimentazione. Così all’inizio del nuovo millennio, i Comuni di Sessa e Monteggio hanno voluto creare un sentiero chiamato “Sentiero dell’acqua ripensata”, inteso a valorizzare testimonianze storiche ed ambienti naturali, che proponga riflessioni sui rapporti tra l’acqua e l’uomo nel passato e nel presente. Il sentiero è abbastanza pianeggiante e si snoda per lo più in mezzo alla natura, in zone boschive, lungo una fascia di territorio a cavallo del torrente Pevereggia che scorre tra Sessa e Monteggio. La lunghezza totale del tracciato è di circa 8-9 Km, percorribile comodamente in circa due ore e mezzo, tre ore, ma è possibile ridurne la lunghezza a piacimento, per cui direi che è accessibile a tutti. All’ufficio del turismo per il Malcantone a Caslano è possibile ottenere la cartina del percorso con le relative spiegazioni per quanto riguarda i punti d’interesse, oppure consultando direttamente il sito su Google. Anche lungo il sentiero troviamo esaurienti cartelli esplicativi. Dopo un centinaio di metri dall’inizio del nostro percorso, eccoci fermi a contemplare lo spettacolo delle cascate della Pevereggia che scende dalla Piana di Sessa per immettersi poi nella Tresa. Zona bellissima e suggestiva! Poco distante non possiamo che imbatterci in un antico mulino, di cui, ahimè, sono restati solamente i muri perimetrali. Il mulino Trezzini è rimasto in attività fino alla fine della seconda guerra mondiale, apportando il suo valido contributo all’economia locale. Nelle immediate vicinanze, tra una vegetazione lussureggiante, si intravvede il camino di un’antica fonderia. La fonderia in quanto tale, era situata sul piano della Tresa, ma per ovviare al fumo inquinante dovuto alla lavorazione dei metalli, avevano costruito un lungo tunnel nella montagna che sboccava al camino situato in collina. Nella fonderia venivano portati anche i sassi estratti nella miniera d’oro di Sessa. I sassi venivano frantumati da una macina azionata dalle acque della Pevereggia e bruciati per l’estrazione delle particelle d’oro. La fonderia portava il nome dell’ingegner Baglioni che dal 1855 al 1883 diresse lo sfruttamento della miniera d’oro.


Dopo un breve percorso in leggera salita, ecco immersa in un riposante paesaggio campagnolo, la vecchia latteria, sorta nel 1889 per la necessità di trasformare il latte in esubero in prodotti caseari come il burro e il formaggio. I locali del pianoterra sono visitabili all’interno, ma a mio avviso, sono alquanto trasandati, peccato, tant’è che invitano i soliti maleducati di passaggio a lasciare le loro tracce con cartacce e bottigliette vuote. La latteria sorge in territorio di Monteggio, in una zona fresca e ombreggiata dove le acque della solita Pevereggia servivano a raffreddare il latte e far affiorare la panna, mentre la corrente del torrente metteva in movimento una ruota a pale che azionava una zangola gigante per fare il burro. Riuscite ad immaginare tutto ciò? L’attività della latteria cessò nel 1920, ma continuò a fungere da centro di raccolta regionale del latte fino agli anni sessanta. Sono rimasta particolarmente affascinata da questo posto solitario, ricco di storia, dove anche grazie ai miei apparecchi acustici, ho avuto la possibilità e la fortuna di godere e apprezzare i rumori della Natura, il gorgoglìo dello scorrere inesorabile dell’acqua e qua e là il cinguettio degli uccelli del bosco che probabilmente, anzi sicuramente, ci percepivano come degli intrusi. Continuando il percorso, si attraversa la zona delle Bolle, un pezzo di Natura incontaminata e protetta. Qui transitano e sostano, oltre ai vari uccelli, anche animali di grossa taglia come cervi, caprioli, cinghiali e tassi. Ovviamente l’habitat è caratterizzato da forme di vita legate all’ambiente acquatico. È da in cima a una collinetta, dove sorge un minuscolo acquedotto risalente al 1950, che lo sguardo spazia sulla vasta campagna, chiamata Piana di Sessa, miracolosamente sfuggita allo sfruttamento edilizio e sulla masseria Oehen con coltivazioni e allevamenti BIO che negli anni Novanta dovette lottare contro il progetto di erigere un campo da golf. In lontananza si intravvedono mucche al pascolo e non lontano dal nostro sentiero, osserviamo dei cavalli che si fanno le coccole… che dolce vedere! Sono ormai le 11.30, l’ora del pranzo si avvicina, ma l’interesse nel continuare la scoperta di questo piccolo lembo di terra malcantonese, non è venuta meno. Il nostro instancabile e simpatico accompagnatore ci propone di accorciare il tragitto. Attraversiamo la Piana e in breve tempo raggiungiamo la frazione di Suino da

dove, attraverso i vigneti rosseggianti, torniamo a Sessa. Qui tappa d’obbligo è la chiesa parrocchiale di San Martino, in stile barocco lombardo, risalente al 1550. Degni di attenzione sono lo stupendo altare ligneo, un vero monumento religioso che fu restaurato nel 1995 perché preso di mira dai tarli e il pulpito, pure in legno, dipinto e decorato con statuette e facce, a forma di imbuto, dove nella parte inferiore si ammira l’effige di Satana, ovviamente schiacciato dal Supremo. Per il resto le pareti sono alquanto spoglie e grigie. Un altro fiore all’occhiello per questa chiesa è l’organo, un Mascioni del 1930, che attira ogni anno concertisti famosi di tutta Europa. Prima di lasciare il centro paese con i suoi caseggiati tipici di un tempo e le strette stradine, seguiamo la guida all’interno di un cortile dove è esposto un enorme frantoio risalente al 1400 e che serviva soprattutto a spremere le noci di cui la regione era ricca. Ormai mezzogiorno è passato da un bel po’ e, superaffamati, torniamo al punto da cui siamo partiti, “I Grappoli” dove ci aspetta un gustoso pranzo. Sono talmente felice per come ho trascorso la mattinata che, il fatto di non riuscire a colloquiare con tutti i commensali per le mie difficoltà uditive che al ristorante si ingigantiscono, non mi turba più di quel tanto. Così sorrido e ammicco a chi mi sta intorno, ripenso con gioia a quanto visto e mi gusto l’ottimo cibo. Nel pomeriggio mi attendono altre meravigliose scoperte.

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

TEMPO 25


APPUNTAMENTI INVERNO/PRIMAVERA 2020 GRUPPI

ATTIVITÀ RICREATIVE

Gruppo di persone con impianto cocleare (IC) Gli incontri organizzati regolarmente sono sempre ben frequentati. Solitamente viene proposto un primo momento di condivisione del proprio vissuto o situazioni particolari rispetto all’IC. Poi una parte ricreativa come per esempio una passeggiata, una visita ecc. L’ultimo incontro è stato molto particolare: si è svolto a Caslano ed i partecipanti hanno avuto la possibilità di meglio conoscere il mondo dei rettili del nostro territorio. Eventuali persone interessate a partecipare possono contattare il nostro segretariato, saremo lieti di informare dettagliatamente.

Anche quest’anno abbiamo proposto diverse attività che hanno suscitato molto interesse. Saranno inoltre proposte le ormai abituali visite alle esposizioni al MASI di Lugano, le quali hanno costituito un gruppo di affezionati. Organizzeremo una visita alla mostra “To words No Earthly Pole” del famoso artista svizzero Julian Charrière come pure quella dei capolavori della collezione Bührle dei famosi Monet, Cézanne e Van Gogh (date ancora da definire). Inoltre, a seconda delle opportunità che il territorio periodicamente offre, ci occuperemo di proporre nuove idee.

CORSI Come ormai da diversi anni, sarà organizzato un corso di lettura labiale finalizzato all’apprendimento delle basi della lettura labiale. Il corso della durata di 5 serate, è aperto a tutte le persone interessate. Le date e il luogo sono ancora da definire. Eventuali interessati possono contattare il nostro segretariato che sarà volentieri a disposizione a fornire tutte le informazioni necessarie.

L’incontro, Chiacchierata informale Con piacere ATiDU proseguirà anche nel corso dei prossimi mesi questa nuova attività iniziata nel 2019 proponendo altri incontri con personalità del nostro territorio che si rivelano, davanti ad una conviviale tazza di the o un bicchiere di vino, in una chiacchierata informale di condivisione delle loro passioni, lavori o attività artistiche. Di solito si svolgono a Giubiasco all’Angolo d’incontro. L’ideatorio Altra bella novità del 2019 è la collaborazione con l’ideatorio di Cadro. I prossimi appuntamenti saranno il 17 gennaio (posti esauriti) e il 4 febbraio 2020 (alcuni posti ancora disponibili) per la visita al planetario con guida e spiegazioni.

RIASSUMENDO: Per i dettagli e le iscrizioni contattateci o seguiteci sul nostro sito www.atidu.ch. Inoltre se avete suggerimenti o desideri di attività potete liberamente comunicarcelo.

APPUNTAMENTI 26


INDIRIZZI UTILI ENTI

MEDICI ORL

pro audito schweiz Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel.: 044 363 12 00 Web: www.pro-audito.ch

Dr. Fabio Pandolfi (Perito AI) Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 86 86

Dr. Francesco De Righetti (Perito AI) Via Monte Boglia 5 6900 Lugano Tel.: 091 972 88 44

Dr. Andrea Ferrazzini (Perito AI) Via Lugano 4 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 25 13

Dr. Antonio Pellanda (Perito AI) Via Pioda 5 6900 Lugano Tel.: 091 923 77 06

Dr. med. Flavio Sicurella c/o Centromedico Viale Officina 7 6500 Bellinzona Tel.: 091 640 24 24

Dr. Raffaele Pelloni (Perito AI) Via Moncucco 7 6900 Lugano Tel.: 091 968 22 12

Dr.ssa Daniela Soldati (Periti AI) Via Giuseppe Cattori 11 6600 Locarno Tel.: 091 751 79 77

Dr.ssa Elena Scotti Viale Castagnola 27 6900 Lugano Tel.: 091 923 36 28

Pro Infirmis Ticino e Moesano Via dei Sindacatori 1 6900 Massagno Tel.: 091 960 28 70 Web: www.proinfirmis.ch Servizio sociale per sordociechi Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 82 72 Web: www.ucbc.ch Sonos Oberer Graben 48 8400 Winterthur Tel.: 044 421 40 10 Web: www.sonos-info.ch Aspeda Freiburgstrasse 21 3150 Schwarzenburg Tel.: 031 731 33 44 Web: www.aspeda.ch Federazione Svizzera dei Sordi Via Besso 5 6900 Lugano Tel.: 091 950 05 48 Web: www.sgb-fss.ch

Dr. Nikola Roknic (Perito AI) Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel.: 091 751 55 12/15 Dr. Luca Ingold (Perito AI) Pal. Pax, Viale Stazione 9 6600 Locarno Tel.: 091 743 33 22 Dr. Nicola Melik (Perito AI) Via dell’Ospedale 14 6600 Locarno Tel.: 091 760 06 60 Dr. Etienne Jacot (Perito AI) c/o Centromedico Via Franscini 12 6600 Locarno Tel.: 091 640 28 28

AUDIOPROTESISTI

Dr. med. Thomas Roth (Perito AI) c/o Centromedico Palazzo della stazione 6900 Lugano Tel.: 091 913 76 76 Dr. Stefano Ermanni (Perito AI) Via Nassa 21 6900 Lugano Tel.: 091 923 48 75 Via Turconi 23 6850 Mendrisio Tel.:/Fax: 091 646 63 54 Dr. Aleardo Del Torso (Perito AI) c/o Centromedico Corso San Gottardo 6 6830 Chiasso Tel.: 091 695 17 30

Amplifon SA Via Nassa 38 6900 Lugano Tel.: 091 923 14 09 Audio Centro Acustico Via Francesco Soave 5a 6900 Lugano Tel.: 091 225 50 24 Audika Via Motta 1 6900 Lugano Tel.: 091 922 90 10 Belotti SA Piazza Teatro 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 81 83 Centro Acustico Ticinese Via alla Bozzoreda 37 6963 Pregassona Tel.: 091 940 30 30 Cisenti Sagl Via Bagutti 2 6900 Lugano tel.: 091 961 65 65 ElveticAudioprotesi Via Besso 23a 6903 Lugano Tel.: 077 400 87 34 Fielmann AG Via Pietro Peri 4 6900 Lugano Tel.: 091 911 95 30 M&M acustica Via della Posta 6 6600 Locarno Tel.: 091 760 06 46

Dr. Paolo Erba (Perito AI) via Vincenzo Vela 11 6600 Locarno Tel.: 091 224 55 22

Info ATiDU Periodico di ATiDU Ticino e Moesano Autunno/inverno 2019, Nr. 49

INDIRIZZI UTILI 27


P.P.

6528 Camorino

“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.” Antoine de Saint-Exupery ATiDU si pone all’ascolto dei bisogni delle persone deboli d’udito e dei loro famigliari al fine di migliorarne la qualità di vita. Sostieni anche tu la nostra associazione! Diventa socio! I soci di ATiDU usufruiscono di tutte le informazioni elaborate dall’associazione e partecipano a tutte le attività da essa promosse. Diventa volontario! Molte le occasioni in cui puoi dare una mano attiva alla nostra associazione. Diventa sostenitore! Doni, lasciti, contributi di ogni entità sono i benvenuti e andranno a sostenere i nostri progetti. Non esitate a contattarci per avere maggiori informazioni. ATiDU vi accoglie nella sede di Bellinzona, Salita Mariotti 2. Risponde al numero 091 857 15 32 e all’indirizzo e-mail info@atidu.ch Tutte le informazioni sul nostro sito internet www.atidu.ch

EDITORIALE 28

Profile for infoatidu

Info ATiDU #49  

Saper ascoltare, poter capire!

Info ATiDU #49  

Saper ascoltare, poter capire!

Profile for infoatidu
Advertisement