Page 1

Info ATiDU 44 Periodico dell’Associazione ATiDU Ticino e Moesano Nr. 44 Primavera/estate 2017

IMMAGINE DI COPERTINA PRIMO PREMIO CONCORSO FOTOGRAFICO “SENTIRE E CAPIRE” di Linda Fontanelli

APPROFONDIMENTO A cura di Maria Grazia Buletti


SOMMARIO SOSTENITORI

Repubblica e Cantone Ticino–Fondo Swisslos Ernst Göhner Stiftung M&M Acustica Audika Centro Acustico Ticinese

INFO ATiDU

Periodico di ATiDU Ticino e Moesano, Associazione Ticinese Deboli d’Udito

REDAZIONE

Cinzia Santo, redattrice responsabile Comitato ATiDU

COMITATO ATiDU

Gianni Moresi, Presidente Dr. Andrea Ferrazzini Don Massimo Gaia Margherita Gerber Laura Giulianati Francesca Micheletti Zufferey Liliana Sabbadin-Panzeri Christian Siano

TEAM

Sabrina Bernasconi Chittaro Pia Cattaneo Cinzia Santo

GRAFICA

Gregorio Cascio per C-comunicazione e design

STAMPA

Progetto Stampa, Chiasso

TIRATURA

750 copie

SEDE, INFORMAZIONI E CONTATTI

ATiDU Ticino e Moesano Salita Mariotti 2 CH-6500 Bellinzona Tel.: 091 857 15 32 E-mail: info@atidu.ch Web: www.atidu.ch

COPYRIGHT

Pubblicazione gratuita con citazione della fonte

SOMMARIO 2

3 EDITORIALE 4 CONCORSO FOTOGRAFICO

“sentire e capire”

Primavera/estate 2017

Vedere per sentire

8 APPUNTAMENTI 9 AUDIOTECA 10 SOCIALITÀ

Sostituzione delle protesi acustiche

12 NOTIZIE 14 APPROFONDIMENTO

Aquistare un apparecchio acustico: insidie e consigli

Sottotitoli, cambiamenti e novità in ticino

Intorno al silenzio

Pedagogia dei genitori

20 ATTUALITÀ 22 TEMPO

24 GENITORI E FIGLI 27 INDIRIZZI UTILI


EDITORIALE A cura di Gianni Moresi

Eccoci qua con il primo numero del 2017 della nostra rivista. Qualche settimana fa si è tenuta l’assemblea generale annuale della nostra associazione: l’ATiDU è più attiva che mai! Mi piace sintetizzare in questo editoriale, anche se in poche righe, alcune delle più importanti attività svolte nel 2016. Innanzitutto dal punto di vista della comunicazione, oltre alla nostra rivista, il sito www.atidu.ch è stato costantemente aggiornato. E si è pure aggiunta una newsletter, tramite la quale informiamo regolarmente tutti i soci e gli interessati alle nostre attività. Nel periodico “terzaetà” dell’ATTE, che esce sei volte all’anno con una distribuzione capillare in tutta la Svizzera italiana di oltre 15’000 copie, abbiamo una pagina tutta per noi in ogni numero. Due sono poi stati i progetti importanti. Il primo riguarda la presentazione del nuovo volantino “Apparecchi acustici, regolamentazione dei casi di rigore” con conseguente campagna di sensibilizzazione degli audioprotesisti e dei medici ORL, in collaborazione con AI Assicurazione Invalidità e con Pro Infirmis. Il secondo invece è una nuova procedura operativa per l’applicazione della norma SIA 500 Acustica della costruzione negli spazi pubblici, in collaborazione con inclusione andicap ticino. Le varie attività ricreative, le sensibilizzazioni nei vari ordini di scuola ed i gruppi di incontro hanno riscosso un buon successo a piena soddisfazione dei partecipanti. Ma veniamo ora a noi, in particolare a questo numero primaverile della nostra rivista. Nel 2016 ci ha purtroppo lasciati la nostra Presidente onoraria Milena Donadini. Alla sua memoria ATiDU ha lanciato un concorso fotografico sul tema, tanto caro a lei “Sentire e capire”. I relativi dettagli li trovate nelle pagine seguenti. Le nostre rubriche - appuntamenti, socialità, audioteca, genitori e figli, diario di viaggio - trattano temi interessanti ed appassionanti. Segnalo in particolare sotto attualità un articolo dedicato al tema “Sottotitolazione” che segnala i cambiamenti nella rete televisiva svizzera ssr idée suisse, i nuovi sottotitoli di TeleTicino ed i problemi sulle reti italiane. Il tradizionale approfondimento è dedicato ad una tematica, che ci sta particolarmente a cuore, ossia “Acquistare un apparecchio acustico: insidie e consigli”. Buona lettura! In conclusione: in futuro che cosa ci aspetta? Quest’anno continueremo sulla via finora tracciata. Nel 2017 ATiDU compie 25 anni. E stiamo lavorando su un progetto per degnamente sottolineare questo importante traguardo. Ulteriori dettagli saranno forniti non appena possibile: lasciatevi sorprendere. Ringrazio tutti coloro i quali collaborano con ATiDU, con entusiasmo e con competenza, per raggiungere costruttivamente gli obiettivi che ci siamo posti. In questo modo possiamo sicuramente guardare con fiducia ed ottimismo verso il futuro e continuare a difendere gli interessi comuni delle persone con problemi di udito.

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

EDITORIALE 3


CONCORSO FOTOGRAFICO “SENTIRE E CAPIRE” Giovedì 16 marzo si è svolto il vernissage dell’esposizione fotografica organizzata da ATiDU in onore di Milena Donadini, Presidente onoraria e fondatrice della nostra associazione, durante la quale sono stati premiati i migliori lavori realizzati in occasione del concorso fotografico “Sentire e capire”. L’evento si è tenuto presso lo Csia, Centro scolastico per le industrie artistiche di Lugano. L’ascolto, il buon udito inteso come capire e non solo sentire, sono temi sempre presenti nelle scelte di ATiDU, questo concorso fotografico è stato dunque pensato per dare immagine e rendere visibile questo argomento. L’iniziativa invitava a rappresentare il soggetto del sentire e capire ed era aperto a tutti gli amanti della fotografia, professionisti ed amatori. Al concorso hanno partecipato 32 persone, che hanno inviato ben 49 fotografie. La giuria composta da Marco Brughera, Gregorio Cascio, Cristian Di Caccamo e Cinzia Santo, ha assegnato il primo premio a Linda Fontanelli, il secondo premio a Daniela Banfi e il terzo premio ad Ares Pedroli. Inoltre ha assegnato le seguenti menzioni speciali: menzione ATiDU a Giovanna Padlina, menzione simpatia a Ugo Panizza e la menzione sensibilità alla problematica uditiva a Giovanni Piacenza ed Elisabetta Tosi. Uno degli obiettivi del concorso fotografico era quello di stimolare la riflessione, in chi scattava la foto e in chi poi l’avrebbe guardata, sul tema “sentire e capire”. Un tema complesso, raccolto, vissuto ed elaborato in molti modi diversi. In queste due pagine sarà possibile immergersi nei pensieri di alcuni partecipanti al concorso, le loro foto ci accompagneranno invece in tutte le rubriche a seguire . Ringraziamo di cuore tutte e tutti coloro che hanno raccolto questo invito. Ci scusiamo con i partecipanti del concorso per l’utilizzo delle immagini in bianco e nero, questo per motivi di stampa. Tutte le fotografie premiate sono visibili sul nostro sito www.atidu.ch alla pagina attività realizzate della sezione archivio.

“SENTIRE E CAPIRE” 4

“C’è il silenzio di un grande odio, il silenzio di un grande amore ed il silenzio di una profonda pace dell’anima...“ (Edgar Lee Masters) Io non so perché sono nato sordo o forse lo sono diventato. Non so perché il destino ha scelto per me di non farmi sentire questo mondo, avvolto nel silenzio, nel buio dei suoni, sentirsi fuori dal mondo. Il silenzio costringe ad ascoltarsi, quella vocina che ti obbliga ad ascoltare te stesso. Perdendo l’udito piano piano con il tempo smisi di avere una vita sociale e contatti con il mondo esterno. La luce svanisce ed il buio incombe. Sopraggiungono l’ansia, il panico, la paura, la voglia di sedersi in un angolo e sentirsi invisibile, un fantasma. Mi sentivo perso ed isolato. Prima di allora, attribuivo al silenzio un’immagine quasi surreale, vedevo me stesso seduto sulle nuvole ad osservare i colori del cielo. Questa era la mia idea del silenzio, un silenzio che trasmetteva serenità e pace. Col crescere invece avevo voglia di gridare al mondo che io c’ero, lì seduto in quell’angolo, ma il mondo non mi sentiva. Non sentiva il mio grido di dolore, di angoscia. Viviamo in una società che emargina il silenzio, che non lo analizza a fondo. Tutto é fatto di rumori e suoni. Il cervello viene sottoposto continuamente a uno stress di riconoscimento di suoni e parole, consumando più energia di quanto si pensi. ...Ed io la sera “arrivo” stanco. Questo tipo di stanchezza però mi rende felice, mi rende orgoglioso dei miei progressi. Ti puoi immaginare di avere due megafoni alle orecchie e sentire tutti i rumori che ti piombano addosso, a tutto volume! Questo succede quando metto modalità ON con l’impianto cocleare. Adattarmi all’ambiente è un vero stress le prime ore del mattino. Non sopporto di sentire l’ambiente del bar al mattino, rumori a colpi di raffica, lo sbattere dei piattini, tazze e della macchina del caffè. Come mi diverto a guardare le persone con la loro parlantina, tutte così ansiose di raccontare la loro storia. Quando non indossi l’impianto, non riconosci la tua voce, non senti te stesso parlare, non riesci ad ascoltare quello che dici, come se avessi perso vent’anni di logopedia. Mi sembra di essere il protagonista del capolavoro “l’urlo” di Munch. A volte non riesco ad arrivare a fine giornata come desidero, mi manca l’energia. I miei nervi acustici hanno dormito per tutta la vita e non sono abituati al mondo caotico. Con l’allenamento acustico ho cominciato a fare progressi sorprendenti e devo dire che non immaginavo un tale cambiamento. Grazie all’impianto ora posso sentire veramente la mia vera voce e sono soddisfatto di aver fatto questa scelta. Quando portavo gli apparecchi acustici parlavo a voce alta e non sapevo come regolare la voce. Ora il mio modo di parlare è migliorato tantissimo, posso controllare il suono delle mie parole e riesco pure a


sentire ogni piccolo suono. Per me ascoltare va anche oltre, non solo prestare attenzione con l’orecchio, ma qualcosa di più grande: è una bufera di colori, un vortice di suoni, piccoli dettagli della realtà che ti circondano, che ti abbracciano dolcemente. Ma la maggior parte del mio tempo lo trascorro nel silenzio o nella musica. Ovunque sono. Entrare nel mondo musicale é una delle mie meraviglie dopo essere stato nel silenzio. Ascoltando il respiro della melodia la mia anima s’illumina d’immenso. Mattia Martelli Non più sentire, è perdere un pezzo di sé per strada e smarrirlo. Ci si aggrappa alle labbra di chi ti parla per non perdere quel poco che rimane dalla comunicazione. Si è tentati di afferrare le parole nel nascere per portarle all’orecchio che però non “risponde”. Non oso pensare la sensazione… Ma anche essere “non sentiti” è perdere qualcosa, qualcosa di intimamente prezioso con la persona cara. Porta sconforto, non solo per la difficoltà di comunicazione come tale, risolvibile comunque con altri mezzi, ma anche e soprattutto per la non trasmissibilità del suono della voce. …i colori della voce non più sentiti ma relegati all’immensa nostalgia è una cosa che porta un’indelebile tristezza. AC Ortelli Quando ho visto il bando del concorso mi é subito tornato in mente la foto scattata nel 2009 perché tramite il contatto fisico si trasmettono tante sensazioni, é uno scambio bilaterale che permette di capire l’altro e non consente di mentire. Luigi Fattorini “Sentire e capire” Vi è un sentire, riferito all’ascolto, che solitamente porta ad una comprensione di un discorso, di una lezione...ma vi è anche un sentire emotivo e percettivo che può essere più profondo, che ci porta a capire, ad accogliere in sé ogni gesto, ogni odore, ogni forma. …con la nascita di mia figlia ho potuto notare, durante la sua crescita e il suo sviluppo, quanto può dire e sentire un esserino che non ha ancora la facoltà di parlare. È affascinante la comunicazione dei piccoli bambini che, con gesti e sguardi, interagiscono con gli altri, si fanno capire ed esprimono emozioni. Da parte mia non posso dire cosa può sentire e capire un non udente o debole d’udito...posso solo immaginare quanto più sviluppato sarà il suo sentire percettivo in ogni istante... quanto la comunicazione non verbale possa

aiutarlo ad accogliere in sé un significato per arrivare ad ascoltarsi e cogliere. Linda Fontanelli Sul tema del “Sentire e Capire” ho riflettuto su quante volte non prestiamo attenzione a ciò che ci viene detto e ci limitiamo a “sentire” in modo superficiale, senza permettere alla comunicazione di arrivare al nostro strato emotivo e cerebrale più profondo e di comprendere al di là delle parole. Questo a volte capita anche con le persone più vicine a noi: in famiglia, con gli amici, con i colleghi. Da qui ho immaginato come ci si possa sentire in questa situazione. Ho immaginato questa persona in difficoltà come chiusa in una bolla di vetro dove lei vive immobile e isolata mentre tutto il mondo frenetico con suoni e colori le si muove intorno. Con la sensazione di non essere né capiti né ascoltati. E sentirsi alla fine avvolti dalla solitudine. Elisabetta Tosi …penso sia stupendo se ognuno sapesse comunicare in modo diverso dal proprio. Spesso abbiamo paura di quello che non conosciamo e quindi lasciamo perdere. Peccato, perché tutte le persone - qualsiasi sia il loro handicap hanno qualcosa da insegnare… Patrizia Belotti Ho affrontato questo tema come persona udente, potendo soltanto immaginare, ma senza conoscere personalmente la problematica uditiva. Non ho mai pensato che il non sentire bene potesse compromettere in modo importante la qualità della vita. Riflettendo in effetti qualsiasi ostacolo che ci impedisce di raggiungere un obiettivo può essere una sofferenza. Il sentir male, il capir poco, in effetti allontana, crea distanza, limita la comunicazione, induce a certe scelte piuttosto che altre, perciò aiutiamoci, aiutiamoci reciprocamente a capire meglio. Grazie a voi , attraverso la fotografia, mi sono avvicinata al problema, grazie, grazie veramente. Daniela Banfi

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

“SENTIRE E CAPIRE” 5


Secondo premio guardo-ascolto-sento Daniela Banfi 2017

“SENTIRE E CAPIRE” 6


Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

“SENTIRE E CAPIRE” 7


APPUNTAMENTI PRIMAVERA/ESTATE 2017 CORSI, SEMINARI E GRUPPI

ATTIVITA` RICREATIVE

Corso di sensibilizzazione e informazione Ho un famigliare debole d’udito: come comunico con lui? Nel corso dell’autunno organizzeremo per la prima volta una mattinata di informazione e scambio per i famigliari delle persone con problemi d’udito. Chi fosse già interessato può contattare il segretariato per una preiscrizione.

Come di consueto con la fine dell’estate riprenderanno le nostre attività ricreative che comprenderanno alcune gite ancora da definire, visione di film con sottotitoli e i posti privilegiati nei vari teatri.

Gruppo genitori e gruppo IC Verranno organizzati altri incontri nel corso dell’autunno. Le date saranno visibili sul sito internet di ATiDU o verranno segnalate via newsletter.

Per celebrare i 25 anni di ATiDU stiamo organizzando una gita sul Monte Generoso. Vi informeremo sui dettagli nel corso dell’estate.

RIASSUMENDO: Per chi fosse interessato alle nostre attività annunciarsi al più presto al nostro segretariato in quanto i posti sono limitati. I nostri uffici saranno chiusi per ferie dall’1 luglio al 24 luglio.

APPUNTAMENTI 8


AUDIOTECA VEDERE PER SENTIRE A cura di Gianni Camponovo

In questo articolo vengono presentati tre apparecchi semplici e relativamente a buon mercato che aiutano le persone deboli d’udito a ‘’visualizzare’’ una chiamata telefonica oppure il suono del campanello d’entrata.

Lo svantaggio di queste due soluzioni è il cavo che collega il telefono o il campanello d’entrata all’apparecchio, per contro i vantaggi sono il costo abbastanza ridotto e la facilità d’installazione.

I primi due sono simili ma di produttori diversi:

Il terzo apparecchio ha le stesse funzioni dei due precedenti ma elimina il cavo di collegamento con il telefono o il campanello.

Ring Plus della DORO Costo indicativo: 55.- chf

visuTone della Humantechnik Costo indicativo: 54.- chf

Ring Flash 250 della Amplicomms Costo indicativo: 99.- chf

Il segnale del campanello è captato da una sonda e ritrasmesso all’apparecchio via etere rimuovendo il cavo dei due precedenti apparecchi. La chiamata telefonica o il campanello è segnalata con un potente flash luminoso e un suono molto forte regolabile fino a 95 dB. L’installazione è relativamente facile e non comporta, nella maggioranza dei casi, grosse difficoltà.

Questi due apparecchi possono essere collegati a un telefono o a un campanello d’entrata. La chiamata telefonica o il suono del campanello saranno visualizzati con un flash (luce lampeggiante molto chiara) e/o segnalata con un suono molto forte regolabile fino 90 dB. La sonda collegata al telefono o alla suoneria ha un cavo di circa 5 metri.

RIASSUMENDO: L’Audioteca di ATiDU dispone di questi tre apparecchi che possono essere provati al vostro domicilio senza nessuna spesa. Il responsabile dell’Audioteca di ATiDU è disponibile per una consulenza.

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

AUDIOTECA 9


SOCIALITÀ SOSTITUZIONE DELLE PROTESI ACUSTICHE A cura di Renato Rossini

Vi è stata una importante modifica dal tribunale federale riguardo le sostituzioni degli apparecchi acustici (aa) prima dei sei anni. Come ben sappiamo attualmente abbiamo diritto a un sussidio da parte dell’AI o dell’AVS per l’acquisto di apparecchi acustici ogni sei anni. Questa norma, contenuta nelle direttive per gli ORL comporta delle importanti eccezioni: una sostituzione anticipata degli aa può essere richiesta all’assicurazione sociale se la perdita uditiva complessiva è aumentata di oltre 15 punti percentuali. Nel caso di persone con ipoacusia grave (almeno il 60 percento di perdita uditiva complessiva secondo la perizia del medico ORL svolta al momento dell’acquisto dell’ultimo o degli ultimi aa), per un nuovo diritto al rimborso sull’acquisto di nuovi apparecchi è sufficiente un aumento della perdita uditiva complessiva binaurale di 10 punti percentuali. Questa norma ha sempre suscitato discussioni, soprattutto perché non applicabile e perciò discriminatoria nei confronti di chi ha una perdita uditiva superiore al 90%. Ora, con sentenza del 14 luglio 2016 il Tribunale Federale ha deciso diversamente. Secondo la nostra Alta Corte, la soglia di rilevanza concretizzata nelle direttive per gli otorinolaringoiatri è fondamentalmente conforme alla legge. Non va però applicata alle persone con ipoacusia grave (perdita uditiva complessiva preesistente pari almeno al 91 percento). In effetti, non si può dimenticare che una protesizzazione adeguata ha come scopo l’integrazione dell’assicurato nel mondo del lavoro e nell’ambiente sociale. Quindi la consegna anticipata di nuovi apparecchi si rende necessaria se, durante i sei anni di utilizzazione di un dispositivo riconosciuto, la capacità uditiva è peggiorata sostanzialmente ed è tale da pregiudicarla. Un peggioramento anche minimo può avere conseguenze sostanziali se ad esempio la capacità di comunicare con l’ambiente circostante viene fortemente limitata. Per tale ragione l’applicazione delle direttive per gli ORL nei confronti di persone con grave perdita uditiva costituisce una limitazione inammissibile di un diritto materiale che va oltre le disposizioni di legge. Nell’anno precedente le due sezioni del Tribunale amministrativo di Berna che se n’erano occupate erano giunte a conclusioni divergenti. La nuova decisione del Tribunale federale fa ora chiarezza sulla materia.

SOCIALITÀ 10

Detto questo, personalmente consiglierei comunque a chi si trova confrontato con una perdita uditiva così rilevante di parlare con il proprio medico ORL e il proprio audioprotesista per valutare se non sia il caso di prendere in considerazione la soluzione di dotarsi di un impianto cocleare (vedi il mio contributo “Impianto cocleare? Una soluzione da valutare” in Info ATiDU 40).

RIASSUMENDO: Questo contributo è stato liberamente tratto dalla Rivista Dezibel 4 del 2016 e gentilmente tradotto da Franco Panzeri.


Mensione ATiDU Noi ti ascoltiamo Giovanna Padlina 2017

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

“SENTIRE E CAPIRE” 11


NOTIZIE

Notizie da Associazioni amiche Da FTIA a inclusione andicap ticino: evoluzione naturale Dal primo gennaio del 2017 la Federazione Ticinese Integrazione Andicap (FTIA) cambia ufficialmente il proprio nome in inclusione andicap ticino. Attività, servizi, sede e contatti restano però sempre gli stessi. Obiettivo società inclusiva Sono passati quasi 45 anni da quando la nostra associazione ha iniziato ad operare a favore delle persone con disabilità. Era il 1973. Ovviamente negli anni la società e la tecnologia si sono evolute ed anche il nostro ente è cambiato. Per questo motivo abbiamo deciso di rimarcare la trasformazione che sta avvenendo, soprattutto a livello culturale, modificando, a partire dal 2017, il nostro nome e la nostra immagine. Lo scopo però resta sempre lo stesso: garantire la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale. La scelta del nome La persona prima dell’andicap, la diversità quale fonte di ricchezza per la società. È questo, in sintesi, il significato del concetto di inclusione. Modificare il nome dell’associazione significa quindi segnare il passo, riconoscere ed anticipare i cambiamenti nonché l’evoluzione della società. Indubbiamente sottolinea anche l’impegno nell’applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata dalla Svizzera il 15 aprile 2014. La Convenzione ONU è infatti il primo grande trattato del XXI secolo. Si tratta di uno strumento concreto che consente di eliminare le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani. Ovviamente, ci auguriamo che il cambiamento non avvenga unicamente sulla carta, ma che il concetto di inclusione si àncori nelle menti dei singoli cittadini favorendo una piena partecipazione a 360° delle persone con disabilità.

La veste grafica La nuova immagine rappresenta una serie di tasselli, tutti irregolari e tutti diversi fra loro, che simboleggiano la diversità umana in tutte le sue sfaccettature. La forma può essere pure interpretata come un insieme di spirali che evolvono, crescono e che rappresentano la società. Chi invece ci vede un fiore sa che la natura è irregolare ma bellissima e che cresce rigogliosa in armonia. Il tassello giallo, un po’ dentro e un po’ fuori, rappresenta la nostra associazione che si batte ogni giorno per difendere i diritti delle persone con disabilità promuovendo una cultura inclusiva. Il tassello è volutamente a metà strada: oggi non abbiamo ancora raggiunto la piena inclusione sociale e professionale delle persone con andicap, quindi inclusione andicap ticino continuerà ad impegnarsi con perseveranza e determinazione. Cosa offriamo L’associazione offre da anni una serie di prestazioni dedicate alle esigenze delle persone con andicap: Il servizio barriere architettoniche si impegna a fornire consulenza e a tutelare l’accessibilità degli spazi pubblici e privati. La consulenza giuridica offre consulenza in ambito assicurazioni sociali e parità di diritti. Il servizio sport coordina ed organizza una moltitudine di attività sportive adatte alle persone con disabilità. I settori formazione e azienda permettono alle persone con rendita AI o con provvedimenti professionali AI di lavorare e di accedere al mondo del lavoro.

RIASSUMENDO: Maggiori informazioni e dettagli sul nostro nuovo sito web: www.inclusione-andicap-ticino.ch

NOTIZIE 12


Notizie dal SEGRETARIATO Assemblea ordinaria Il 6 maggio si è tenuta l’assemblea ordinaria della nostra Associazione, alla presenza di parecchi soci e con la partecipazione della signora Pelin Kandemir Bordoli, vicepresidente del Gran Consiglio, designata Presidente del giorno. Presso il Centro Atte di Bellinzona oltre all’ampio spazio dedicato al consuntivo delle molteplici attività svolte nel 2016 e ai tanti progetti previsti per il 2017, abbiamo proceduto anche alle nomine statutarie. Tutti i membri dell’attuale Comitato sono stati riconfermati. Per chi desiderasse i dettagli dell’assemblea è possibile richiedere la documentazione e il verbale al segretariato. Conclusi i lavori assembleari abbiamo ascoltato l’interessante conferenza dell’arch. Luca Bertoni, di inclusione andicap ticino sul tema “Nuova procedura per l’applicazione della norma SIA 500 acustica della costruzione negli spazi aperti al pubblico”. Una problematica di grande importanza per tutte le persone con problemi uditivi. La mattinata si è poi conclusa con la condivisione del pranzo durante il quale sono continuate le discussioni e gli scambi di esperienze fra i presenti.

Buone notizie per l’accessibilità Formazione continua per un Ticino accessibile l’Istituto della Formazione Continua (IFC) organizza a Camorino e con il supporto delle associazioni attive sul territorio della Svizzera italiana a favore delle persone con una disabilità e con il patrocinio di Banca Stato, un ciclo di incontri formativi. “Consigli utili su come comportarsi in presenza di una persona audiolesa” è un tema affrontato da ATiDU e permette ai corsisti di riuscire a gestire le problematiche connesse alla sordità che potrebbero presentarsi nello svolgimento del servizio pubblico. Presso ATiDU potete trovare una tessera da presentare agli sportelli con cui comunicare con discrezione il proprio problema d’udito; la tessera contiene il testo seguente: “Sono debole d’udito, la prego: mi guardi quando parla, parli in modo normale, pronunci le parole per intero, in modo chiaro e non troppo veloce. Grazie” È a disposizione in italiano, tedesco, francese e inglese.

Buone notizie dai media “Il Giardino di Albert” La nota trasmissione della rsi LA1 ha realizzato due servizi che trattano il tema dell’udito. Il primo è sul funzionamento del nostro sistema uditivo e il secondo tratta il tema degli impianti cocleari e dei bambini che nascono sordi. Potete trovare entrambi i servizi sul sito www.rsi.ch/la1/programmi/cultura/il-giardino-dialbert, il primo si intitola “Ci vuole orecchio” mentre il secondo si intitola “In un mondo di silenzio”.

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

NOTIZIE 13


APPROFONDIMENTO

APPARECCHIO ACUSTICO: INSIDIE E CONSIGLI A cura di Maria Grazia Buletti

Accompagnamento e rapporto di fiducia con l’audioprotesista stanno alla base di una scelta corretta ed efficace degli apparecchi acustici. Gli apparecchi acustici, la cui scelta dipende da persona a persona, sono prodotti che vanno calibrati individualmente e devono rispondere alle effettive esigenze della persona debole d’udito. “Cinque anni fa, per la prima volta nella mia vita di debole d’udito, ho riscontrato molte difficoltà nello scegliere il nuovo apparecchio acustico”, è la testimonianza di Pia Cattaneo che racconta di averne provati ben cinque, “per poi prenderne uno che comunque non mi soddisfaceva pienamente ma pareva essere il migliore di tutti”. Per la prima volta dice di essersi sentita “abbandonata dal mercato degli apparecchi acustici” e si dice altresì triste a causa dei suoi problemi d’udito che, racconta: “Mi rendevano anche impotente di fronte a questo mio problema”. Analoga situazione per Mariolina Inaudi: “Quando ho cambiato gli apparecchi acustici, qualche anno fa, ero ancora attiva professionalmente in un ambito lavorativo molto difficile perché tempestato di rumori fastidiosi, di voci provenienti da più distanze, in ambienti di cemento armato e vetro”. Anche lei racconta che il suo audioprotesista le ha fatto testare sei differenti marche e tipi di apparecchi: “Me li ha lasciati per circa 15 giorni ciascuno, e talvolta anche con la possibilità di provarli in simultanea”. Cosa che non ha però facilitato la scelta: “Fu un esercizio non così facile, anche perché non è sempre possibile riproporre la medesima situazione auditiva e le stesse condizioni di paragone”. Mariolina ha redatto una sorta di diario con annotazioni e risultati: “Ho riportato le mie osservazioni su una sorta di tabella, perché ogni apparecchio ha specifiche caratteristiche e le differenze sono talvolta molto sottili”. Al termine del test dice di essere andata “per esclusione”: “Ho scelto gli apparecchi che più corrispondevano alle mie necessità e sicuramente la disponibilità dell’audioprotesista è stata fondamentale”. “La scelta di un apparecchio acustico è un passo difficile che non si può affrontare da soli senza ricevere precise indicazioni tecniche da parte di specialisti del settore”, conferma la tecnico audioprotesista Laura Giulianati che, da noi interpellata, pone per prima cosa l’attenzione su di una classificazione tra i vari

APPROFONDIMENTO 14

modelli estetici di apparecchi acustici disponibili sul mercato odierno. L’esperta cita gli apparecchi acustici endoauricolari, quelli retro auricolari e l’ultimo modello rappresentato dalla versione via ossea, spiegandone caratteristiche, pregi e limiti (vedi riquadro). La confusione in cui si può incappare nella scelta di apparecchi acustici può rivelarsi grande, ed è data da un ventaglio di cose, fra le quali l’implicazione psicologica della persona debole d’udito, dall’accompagnamento adeguato o meno in un percorso per nulla scontato e dall’ascolto, unito all’empatia e alla fiducia, da parte dell’audioprotesista. Senza queste premesse si potrebbe incappare nell’errore di acquistare un apparecchio acustico per nulla adeguato alle proprie esigenze personali, ritrovandosi con un apparecchio non adatto che potrebbe finire in un cassetto e, perciò, non servire affatto al suo scopo. Anche il medico ORL Andrea Ferrazzini è dello stesso avviso e suggerisce, soprattutto per la prima volta e insieme ai criteri di scelta, l’indicazione primaria data da un medico ORL come punto di partenza per l’acquisto ponderato e azzeccato di apparecchi acustici. Egli afferma che bisogna poi partire dalle “misure audiometriche precise che saranno la base sia per la scelta che per la regolazione da parte dell’audioprotesista”. Inoltre, egli indica gli aspetti che spesso sono dimenticati: “Ricordiamoci che l’apparecchio (o gli apparecchi) che vado a comperare dovrebbero durare cinque anni (AVS) o sei anni (AI e diritti acquisiti) prima di poter ottenere un nuovo sussidio”. Ciò dovrebbe indirizzare la scelta su di un “modello robusto” e di “qualità sufficiente” per superare gli anni indicati. La sua potenza, dice lo specialista, dovrebbe essere “sufficiente da compensare probabili ulteriori peggioramenti d’udito”, mentre un sussidio anticipato causa grave peggioramento dell’udito (“ma deve davvero essere importante”) resta un’eccezione. E su quanto suggerito il medico lamenta: “Gli audioprotesisti spesso trascurano questi aspetti”. Inoltre, nella scelta vi sono altri criteri, evidenziati dal dottor Ferrazzini, da tenere assolutamente in considerazione: “L’apparecchio deve se possibile essere manipolato dal paziente stesso. Ciò significa che se avrò delle mani con dita piuttosto grosse, o se ci vedo poco bene, non avrà senso scegliere un apparecchio mini, che quasi non si vede, ma che non vedrò


Mensione sensibilità alla problematica uditiva Voci e rumori, luci e ombre, vicini ma lontani Elisabetta Tosi 2017

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

“SENTIRE E CAPIRE” 15


Terzo premio emittente ricevente feedback Ares Pedroli 2017

“SENTIRE E CAPIRE” 16


nemmeno io e potrò dunque facilmente perdere, non riuscirò a cambiarne le batterie e quant’altro”. Inoltre, il risultato deve essere “convincente”: “Non serve comperare un apparecchio se non convince, perché poi non avrò voglia di utilizzarlo e finirà in un cassetto”. Il medico suggerisce piuttosto di prendersi un po’ di tempo di riflessione (“restituendo entro i tempi corretti l’apparecchio in prestito”). Infine, secondo lo specialista: “Una chiocciola su misura spesso facilita l’inserimento e migliora la “resa” acustica, specialmente per le persone anziane”. E pure su questi aspetti Ferrazzini chiede agli audioprotesisti di essere “meno pigri”. È facile comprendere che la scelta di apparecchi acustici non è cosa semplice e che il ventaglio di valutazioni preventive è ampio e bisogna essere sostenuti nell’individuare la soluzione migliore che, lo ripetiamo, è sempre molto individuale. Inoltre, non bisogna sottovalutare le aspettative della persona debole d’udito, per le quali l’accompagnamento gioca un ruolo molto importante: “Dall’apparecchio acustico mia mamma si aspettava di sentire nuovamente tutto quanto come in passato, semplicemente tutto in un botto, un piccolo click e le meraviglie accadono”, racconta la figlia di una signora anziana debole d’udito, ammettendo che presto la signora in questione si è resa conto che non sarebbe stato tutto così semplice: “Bisognava abituarsi mano mano ai rumori, quindi con un fastidio iniziale e tanta, tanta pazienza”. Per questo, anche la semplicità degli apparecchi acustici, in alcuni casi, è garanzia di un buon adattamento e del loro utilizzo. La vasta offerta, la pubblicità spesso ingannevole o che promette specchi per allodole, possono portare a delusioni e frustrazioni nell’adattamento. Per questo motivo, torniamo prepotentemente all’importanza dell’impegno individualizzato dell’audioprotesista nell’individuare la migliore soluzione per la persona debole d’udito che si trova a servire. Lo confermano ampiamente le testimonianze raccolte, come riassume ancora Pia Cattaneo: “È stato fondamentale comunicare all’audioprotesista le difficoltà che incontravo nelle diverse situazioni della vita di tutti i giorni, affinché potesse regolare l’apparecchio acustico nel migliore dei modi”. E sempre l’audioprotesista deve entrare in un rapporto di fiducia con il proprio cliente, in modo da mettere in evidenza differenti fattori che entrano in gioco nella scelta, come ci spiega sempre Pia: “Ho dovuto prestare attenzione al timbro di voce che si sente con l’apparecchio acustico, con l’obiettivo primario di capire il parlato. Poi, ho reputato la bobina a induzione (funzione T) indispensabile, ho valutato di sentire bene la musica, per me di vitale importanza. Per contro, l’estetica non riveste nessuna importanza, così come non incide la grandezza. Il prezzo è stato l’ultimo pensiero e non avevo neppure considerato le batterie ricaricabili”. Anche Mariolina Inaudi mette in evidenza il rapporto con l’audioprotesista: “La comunicazione con l’audioprotesista è fondamentale: dovrebbe essere lui che si fa un’idea competente delle reali necessità della persona che richiede un apparecchio acustico, e in base alle esigenze personali del cliente egli dovrebbe consigliare l’apparecchio più adatto, che risponde maggiormente alle sue reali necessità”.

Chiare e convergenti, dunque, le idee di medico, audioprotesista e persone deboli d’udito da noi interpellate, che individuano nella prima indicazione medica, nel rapporto di fiducia e nella professionalità dell’audioprotesista, come pure nell’accompagnamento, la chiave del successo della scelta di apparecchi acustici che inevitabilmente cala le persone deboli d’udito in una vera e propria “giungla” di offerte nelle quali non è per niente semplice giostrarsi. “Avendo ben presente la propria perdita d’udito e i limiti dei differenti modelli di apparecchi acustici è più facile poter fare una scelta, che però non potrà mai essere fatta senza il consiglio e ulteriori dettagli del tecnico audioprotesista”, riassume l’audioprotesista Laura Giulianati che ricalca i suggerimenti già messi sul piatto dal medico ORL: “Dobbiamo contestualizzare la scelta in un ambito difficile, dove entrano in gioco il fatto che la protesi acustica ha una durata media dai 5 ai 7 anni e pertanto la scelta deve essere razionale in previsione di un peggioramento o una modifica delle proprie abilità di fine manualità”. Sicuramente, secondo lei: “Un altro nodo cruciale può essere la possibilità di connessione ad accessori audio esterni che possano migliorare la qualità di vita, soprattutto di persone che svolgono un’attività lavorativa dinamica al centro della comunicazione”. Mentre indica come “una scelta eccessiva” quella della connessione audio per i “soggetti sedentari” senza grandi relazioni interpersonali. Insomma: meglio acquistare un’utilitaria, se dobbiamo circolare in un paese, piuttosto di una Rolls Royce adatta a lunghi tragitti veloci. Va da se, a scelta effettuata, che “l’ottimizzazione e la massima personalizzazione da parte dell’audioprotesista sono dovute”. Dopo un cenno all’utilità del diario, in fase di prova, come affermato pure da una nostra testimonianza, la nostra interlocutrice si sofferma sull’aspetto dei costi, da gestire “in una giungla aggrovigliata di informazioni fra apparecchi con batterie, senza batterie, amplificatori, meno cari, troppo cari… un gomitolo in cui è difficile trovare il capo iniziale”. Da qui la necessità, qualora possibile, di un accompagnamento del debole d’udito nell’acquisto dell’apparecchio acustico a lui più confacente. Esigenza ben espressa da Pia Cattaneo: “Siccome si tratta di un percorso molto importante che richiede anche un grande investimento di energia e tempo da parte di chi ne ha bisogno, è molto importante accompagnare la persona che va la prima volta dall’audioprotesista, seguirla durante la prova, farle conoscere i suoi diritti fra i quali c’è quello di provare molti apparecchi e di comparare i prezzi. A questo proposito, ATiDU ricorda che presso il suo segretariato è disponibile la Guida all’acquisto di un apparecchio acustico, nella quale si ricorda, ad esempio, che le nuove prestazioni permettono di acquistare l’apparecchio acustico presso qualsiasi fornitore qualificato in Svizzera e all’estero. Spiega che è anche possibile trovare gli apparecchi acustici a un prezzo conveniente nelle farmacie, ma senza garanzia per la qualità dell’adattamento, dunque adatti soprattutto a perdite uditive leggere, mette quindi ben in guardia sull’importanza di un adattamento individualizzato

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

APPROFONDIMENTO 17


e professionale per evitare acquisti forse più convenienti nel prezzo ma non nell’utilità. Nella Guida si trovano importanti indicazioni circa i rimborsi da parte degli enti preposti, quando sia eccezionalmente possibile sostituire l’apparecchio acustico anzitempo, e molte altre preziose informazioni fra le quali l’invito a mettersi in contatto con ATiDU per ogni domanda, o semplicemente per richiedere una lista aggiornata dei medici ORL, periti AI, specialisti e apparecchi acustici riconosciuti dall’AI. Dunque: “Non esiste l’apparecchio perfetto, perché nessun apparecchio acustico è in grado di sostituire l’orecchio umano”, così conclude la propria testimonianza Mariolina Inaudi, che sottolinea però come: “Il solo fatto di sentire meglio, di ritrovare alcuni suoni e alcuni rumori che non si sentivano da anni è una grande consolazione”. Da queste parole emerge ancora più prepotente l’esigenza di creare le basi per aiutare al meglio le persone deboli d’udito a trovarsi a proprio agio e soprattutto alla scelta giusta del proprio apparecchio acustico.

MODELLI DI APPARECCHIO ACUSTICO (Laura Giulianati, audioprotesista) Ad oggi sul mercato sono disponibili i seguenti modelli: Apparecchi acustici endoauricolari Il circuito viene montato all’interno di un guscio realizzato da un’impronta su misura. L’assistito ha tutto all’interno del condotto uditivo e la dimensione (più o meno piccolo) non dipende dall’azienda che pubblicizza, ma dall’impronta reale rilevata del condotto uditivo. Si tratta di protesi acustiche idonee a risolvere perdite d’udito da lievi a più severe. Vantaggi: Il fatto di non avere nulla dietro il padiglione auricolare risulta più comodo da indossare (pensiamo anche a chi porta occhiali), continuando a sfruttare il compito naturale del padiglione auricolare come conchiglia che convoglia le onde sonore al timpano. Limiti: Essendo miniaturizzato, non riesce a generare potenza sufficiente per perdite molto gravi e non è idoneo per chi soffre di otiti ricorrenti o episodi catarrali, perché l’occlusione totale del condotto uditivo può peggiorare la sintomatologia. Apparecchi acustici retro auricolari Sono composti da un apparecchio acustico posto dietro il padiglione auricolare e un tubicino che porta a un auricolare su misura all’interno del condotto che ha il compito di convogliare le onde sonore dal microfono dell’apparecchio acustico dietro al padiglione al timpano. La variante di questa versione è costituita da un micro tubicino che porta a un componente posizionato all’esterno della protesi acustica (ricevitore incapsulato) in una coppolina in silicone anatomica e non su misura. Vantaggi: Questi apparecchi sono idonei a risolvere problemi d’udito da lievi a severi, a seconda di come viene accoppiato l’apparecchio con l’auricolare o coppolina – ricevitore all’interno dell’orecchio. È idoneo a quasi tutti i pazienti ipoacusici proprio per la sua versatilità; importante è che l’audioprotesista valuti bene il tipo di accoppiamento. Adatto anche a chi soffre di problemi catarrali o otiti. Limiti: Ovviamente, tutto ciò che è su misura risulta essere assolutamente più adatto in qualche modo più personalizzato, ma in certi casi, la versione anatomica con la coppolina in silicone biocompatibile è un ottimo compromesso. Soprattutto per chi soffre di occlusione del condotto uditivo e di rimbombo. Però, in caso di perdite più gravi è necessario aumentare la pressione sonora a livello del timpano e questo può avvenire attraverso uso di ricevitori più potenti ed eventualmente in auricolari su misura.

RIASSUMENDO: Il team di ATiDU resta sempre a disposizione per consulenze specifiche alla perdita uditiva e a tutte le strategie per poter vivere al meglio questa situazione.

APPROFONDIMENTO 18

Versione via ossea È l’ultimo modello, dove il circuito viene montato su aste di occhiali o di cerchietti da donna. Questo modello di protesi acustiche risulta idoneo a persone che hanno un danno trasmissivo e non neurosensoriale, quindi il danno è localizzato al condotto uditivo, timpano o ai tre ossicini.


Mensione simpatia Radioselfie Ugo Panizza 2017

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

“SENTIRE E CAPIRE” 19


ATTUALITÀ SOTTOTITOLI: NOVITÀ E CAMBIAMENTI IN TICINO A cura di Christian Siano e Désirée Haupts

Negli ultimi mesi sono molteplici le novità nell’ambito dei sottotitoli, abbiamo quindi chiesto a Christian Siano, membro della commissione txt per ATiDU, di darci un quadro della situazione riguardo Teleticino e la convenzione tra srg ssr rsi e le associazioni. Completa il suo intervento Désirée Haupts, della Federazione svizzera dei sordi (SGB-FSS) Responsabile dei Media e Comunicazione per la Svizzera italiana che ci illustra le problematiche dei canali televisivi italiani in HD. Convenzione srg ssr rsi con le Associazioni Attualmente sono in corso delle trattative tra la SSR e le associazioni nazionali di disabili per una nuova convenzione che dovrà essere rinnovata nel 2018. Questo accordo regolamenta le prestazioni della SRG SSR per audiolesi e ipovedenti, nonché la cooperazione tra la SRG SSR e le associazioni per disabili. In particolare tratta i temi della sottotitolazione, della lingua dei segni e dell’audio-descrizione per gli ipovedenti nei programmi televisivi o nella versione su internet. Inoltre rappresentanti di queste associazioni, tra le quali ATiDU in rappresentanza di pro audito schweiz, si incontrano una volta l’anno, su invito della SRG SSR RSI per sostenere l’attuazione del presente accordo, per verificare e ottimizzare le prestazioni. La precedente convenzione 2012-2017 è stata disdetta in quanto, con le nuove tecnologie, le associazioni di disabili richiedono un servizio migliore e con maggiore minutaggio, in particolare per quanto concerne la sottotitolazione. In vista di questa nuova convenzione è stato indetto un sondaggio da queste associazioni partecipanti alla convenzione: www.surveymonkey.com/r/trasmissioni_sottotitoli_LS. Teleticino Si informa inoltre che TeleTicino dal 1° aprile 2017 garantisce la sottotitolazione della prima replica dell’edizione integrale del telegiornale della sera. Per 6 giorni su 7, da lunedì a sabato, dalle ore 22.30 circa, per uno spazio informativo della durata di 30 minuti circa (salvo il sabato, con una durata di 15 minuti), comprendente pure la cronaca sportiva.

ATTUALITÀ 20

I canali televisivi italiani in HD, le risposte di Swisscom e Cablecom (UPC) Nell’autunno del 2016 sono stati definitivamente attivati i canali televisivi in alta definizione (‘HD’), in sostituzione del formato standard (‘SD’). Prima di questa novità, sui canali italiani era possibile attivare senza problemi la modalità Teletext (‘TXT’), che permetteva di vedere i programmi con i sottotitoli. L’introduzione dei canali ‘HD’ ha certamente migliorato la qualità dell’immagine, ma ha anche comportato l’impossibilità di attivare la modalità ‘TXT’, rendendo di fatto inaccessibile per le persone audiolese la fruizione dei programmi italiani con i sottotitoli. La Federazione svizzera dei sordi SGB–FSS ha contattato sia Cablecom che Swisscom perché siano studiate soluzioni che garantiscano l’accessibilità all’informazione anche al pubblico sordo. Sul piano tecnico non pare sarà possibile attivare in tempi brevi la modalità ‘TXT’ sui canali ‘HD’. Swisscom ha proposto una soluzione temporanea che permette agli abbonati di riattivare i canali “SD” senza alcun costo aggiuntivo. Le persone audiolese possono a tal fine inoltrare un’apposita richiesta a Swisscom, che offre il servizio di “Assistenza senza barriere”, specificamente sviluppato per le persone sorde e deboli d’udito, che potranno comunicare con un addetto attraverso una chat online alla pagina “assistenza senza barriere nel sito www.swisscom.ch. In alternativa, è possibile contattare la SGB-FSS, che offrirà l’assistenza necessaria. Swisscom offre anche la possibilità di attivare un abbonamento televisivo, mettendo a disposizione dell’utente tutti i moduli necessari per la disdetta del contratto in essere con un altro Operatore. La modulistica è reperibile sempre sul sito di swisscom cercando la pagina “passare a swisscom”. Swisscom ha dichiarato il proprio impegno a trovare una soluzione affinché la modalità “TXT” possa essere attivata anche sui canali “HD” nel più breve tempo possibile. Con sorpresa, SGB-FSS ha appreso che Cablecom (UPC) non ha proposto alcuna soluzione. Non resta altra opzione se non quella di disdetta dell’abbonamento da parte dell’utente con effetto immediato. Le persone sorde titolari di un abbonamento con Cablecom possono disdire il contratto e Cablecom dovrà provvedere a disattivare il servizio.


In ogni caso, SGB-FSS intende svolgere immediati approfondimenti intorno ai motivi che hanno indotto Cablecom a non proporre alcuna soluzione alternativa e a manifestare la chiara indisponibilità ad avviare un dialogo volto ad individuare una soluzione inclusiva. Non appena gli aspetti giuridici saranno stati chiariti, la SGB-FSS renderà note informazioni dettagliate al riguardo. Nel frattempo, la SGB-FSS resta a completa disposizione di chi avesse bisogno d’aiuto nell’inoltro della pratica di disattivazione dell’abbonamento Cablecom.

RIASSUMENDO: Vi elenchiamo qui sotto i contatti utili. Swisscom: Cercate il servizio di assistenza senza barriere su www.swisscom.ch Per il servizio di disdetta di contratti in essere con altri operatori cercare sul sito come passare a Swisscom Cablecom non dispone di un servizio di consulenza senza barriere. Dunque, in caso di bisogno, contattare la SGB-FSS all’indirizzo info@sgb-fss.ch per il necessario sostegno oppure scrivete alla pagina di contatto nel sito www.upc.ch.

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

ATTUALITÀ 21


TEMPO INTORNO AL SILENZIO A cura di Margherita Gerber

Ho un’amica alla quale le gite nella natura, e in particolare quelle di montagna, non piacciono proprio. Mi ripete spesso che non capisce perché bisogna sudare tanto per salire, quando poi bisogna comunque ridiscendere. Tanta fatica inutile! Certo che quando si tratta di alzarsi alle 4 – 5 di mattina, magari nell’unico giorno in cui avrei potuto dormire fino a tardi, e andare all’appuntamento con i compagni dell’escursione, qualche domanda me la pongo anch’io. Con il sonno negli occhi e i muscoli ancora freddi alla partenza, può essere dura. Poi però il respiro inizia a diventare regolare e, a seconda del percorso, s’inizia a vedere la natura in giro oppure ci si concentra su se stessi. Magari manca il fiato oppure il cuore batte forte in gola. Ma quando si raggiunge la vetta e il panorama intorno è a mozzafiato, tutte le fatiche precedenti si dimenticano. Non ci sono più dubbi; ne valeva la pena. Di solito questa è la mia esperienza d’estate. Quest’inverno ho però avuto la fortuna di passare una settimana nell’alto Toggenburgo. con un gruppo di seniores. Le età andavano dai 50 agli 84 anni. Eravamo distribuiti in due gruppi e ogni giorno era organizzata una gita di 4 – 5 ore. Con molte similitudini, perché è sempre di montagna che si tratta, l’esperienza è stata comunque nuova. C’era molta neve; il paesaggio era fiabesco. Malgrado le partenze tardive, per chi è abituato alle uscite in montagna, le temperature erano sempre molto sotto lo zero. La neve scricchiolava sotto i piedi. Qui si salivano pendii ricoperti da un manto bianco. Ci si incolonnava lungo la traccia creata dai primi. E anche qui all’inizio bisognava regolare il fiato. Il freddo picchiettava sulla pelle. Eppure con l’aumento della salita sotto la giacca s’iniziava a avere caldo, se non a sudare. Nessuno parlava e così, come un lampo nella testa, ho realizzato il silenzio tutt’intorno. C’erano gli alberi curvi sotto la neve, le montagne rocciose e noi a camminare senza parlare, ognuno nei suoi pensieri. Di nuovo ho sentito il mio cuore, il mio respiro nel paesaggio. Un’esperienza profonda, questo interno del corpo così presente con il suo pulsare e l’esterno senza rumori.

TEMPO 22

Che differenza con il rumore nella mia abitazione, mentre scrivo sento il flusso delle auto di chi torna a casa dopo il lavoro. Non smette un istante e mi ricorda una sera a Zurigo. Anch’io allora tornavo dal lavoro. Mia sorella mi camminava accanto. Lei era nata sorda profonda e all’epoca della diagnosi le protesi per quella perdita d’udito non c’erano ancora. Aveva frequentato la scuola dei sordi di Zurigo, dove aveva imparato con tanta fatica una buona lettura labiale. Quel giorno era molto rumoroso, e anche buio, come può esserlo una strada laterale alberata di una grande città a fine novembre. Ero stanca e avevo voglia di lamentarmi. Ho detto a mia sorella: “Questa sera il rumore è troppo forte; non lo sopporto”. Lei mi ha guardato in faccia e con un sorriso di rivalsa ha ribattuto: “Ah sì? Io non sento niente!”. Capisco che ho il privilegio di sentire bene e sicuramente non posso confrontarmi con chi è sempre nel silenzio. Io però sono tornata ricaricata. Il silenzio provocato dalla neve che attutisce il rumore mi ha dato una botta d’energia.


Mensione sensibilità alla problematica uditiva Albero Giovanni Piacenza 2017

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

“SENTIRE E CAPIRE” 23


GENITORI E FIGLI PEDAGOGIA DEI GENITORI Progetto di Atgabbes Atgabbes (associazione ticinese di genitori ed amici dei bambini bisognosi di educazione speciale) promuove dal 2005, in collaborazione con altri enti, tra cui il Centro Nazionale Documentazione e Ricerca Pedagogia dei Genitori di Collegno (Torino), un progetto che segue la metodologia Pedagogia dei Genitori. Si tratta di una metodologia che si estende a tutti i contesti e a tutte le esperienze genitoriali e che atgabbes ha declinato in un progetto specifico relativo al settore della disabilità, in un’ottica non di differenziazione – rischio nel quale spesso si incorre quando si opera in un contesto “speciale” – ma di continuità. Infatti, atgabbes è principalmente un’associazione di genitori, mamme e papà come tanti altri che quotidianamente e concretamente accompagnano i propri figli, compiendo scelte e percorrendo percorsi educativi ben precisi, basati su valori pedagogici universali. Il sapere dei genitori è fatto di concretezza, di piccoli gesti. La Pedagogia dei Genitori sottolinea proprio questo tipo di sapere, il sapere dell’esperienza, che è un sapere situato, quotidiano e concreto e che ha pari valore e dignità del sapere teorico, del sapere della scienza che è astratto e generale. La Metodologia Pedagogia dei Genitori evidenzia la dignità dell’azione pedagogica dei genitori, come esperti educativi, riconoscendone il sapere specifico e promuove l’alleanza, il patto educativo con i professionisti della scuola e della sanità: “La famiglia è componente essenziale ed insostituibile dell’educazione. Spesso le viene attribuito un ruolo debole e passivo che induce alla delega. La famiglia possiede risorse e competenze che devono essere riconosciute dalle altre agenzie educative.” Citazione da Zucchi, Tarracchini, Querzé, Moletto, “Quando tutti imparano da tutti. Metodologia Pedagogia dei Genitori”, 2013, Aras Edizioni, Fano. Attività per le famiglie Incontrarsi tra genitori è sempre bello, utile e importante anche per le famiglie i cui figli hanno problemi di udito. In quest’ottica sono due gli incontri proposti in questa primavera, diversi e complementari, entrambi pensati come momenti di condivisione e di informazione, come anche di svago e divertimento.

GENITORI E FIGLI 24

Attività del Gruppo Krisalide Venerdì 19 maggio alle ore 20.00 presso la sede di Pro Infirmis a Massagno, nel contesto delle serate informative del Gruppo di lavoro Krisalide dedicate ai genitori, è stato proposto un incontro sul tema degli apparecchi acustici per scoprirne le caratteristiche, le innovazioni, le prospettive future, come anche la gestione pratica e l’utilizzo degli altri mezzi ausiliari. Saranno presenti gli audioprotesisti Laura Giulianati e Emanuele Merighi. Nel prossimo autunno è previsto una serata informativa sul tema delle assicurazioni sociali specifiche alle problematiche uditive. Attività di ATiDU ATiDU propone prima dell’inizio delle vacanze estive, domenica 18 giugno, un pomeriggio ludico e gioioso. Avremo la possibilità di fare una partita a minigolf e in seguito condividere una bella merenda. Importante, per questioni organizzative iscriversi entro l’8 giugno contattando il segretariato.

RIASSUMENDO: Vi segnaliamo il sito di Atgabbes in cui potete trovare interessanti pubblicazioni in merito a questo argomento www.atgabbes.ch. Per maggiori dettagli riguardo alle attività per le famiglie vi invitiamo a visitare il nostro sito www.atidu.ch.


Due mondi capirsi sentirsi Elena Luzzi 2017

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

“SENTIRE E CAPIRE” 25


Senzatitolo Cinzia Raffaeta 2017

“SENTIRE E CAPIRE” 26


INDIRIZZI UTILI

ENTI

MEDICI ORL

pro audito schweiz Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel.: 044 363 12 00 Web: www.pro-audito.ch

Dr. Joel Jermini Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 86 86

Pro Infirmis Ticino e Moesano Via dei Sindacatori 1 6900 Massagno Tel.: 091 960 28 70 Web: www.proinfirmis.ch Servizio sociale per sordociechi Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 82 72 Web: www.ucbc.ch Sonos Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel.: 044 421 40 10 Web: www.sonos-info.ch Aspeda Freiburgstrasse 21 3150 Schwarzenburg Tel.: 031 731 33 44 Web: www.aspeda.ch Federazione Svizzera dei Sordi Via Besso 5 6900 Lugano Tel.: 091 950 05 48 Web: www.sgb-fss.ch

Dr. Andrea Ferrazzini (Perito AI) Via Lugano 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 25 13 Dr. med. Flavio Sicurella c/o Centro Medico Viale officina 6 6500 Bellinzona Tel.: 091 640 24 24

AUDIOPROTESISTI Dr. Francesco De Righetti (Perito AI) Via Monte Boglia 5 6900 Lugano Tel.: 091 972 88 44 Dr. Antonio Pellanda (Perito AI) Via Pioda 5 6900 Lugano Tel.: 091 923 77 06 Dr. Raffaele Pelloni (Perito AI) Via Moncucco 7 6900 Lugano Tel.: 091 968 22 12

Dr.ssa D. Soldati (Periti AI) Via Giuseppe Cattori 11 6600 Locarno Tel.: 091 751 79 77

Dr.ssa Elena Scotti Viale Castagnola 27 6900 Lugano Tel.: 091 923 36 28

Dr. Frank-Olaf Gellert (Perito AI) Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel.: 091 751 55 12/15

Dr. med. Thomas Roth c/o Centro Medico Palazzo della stazione 6900 Lugano Tel.: 091 913 76 76

Dr. Luca Ingold (Perito AI) Pal. Pax, Viale Stazione 9 6600 Locarno Tel.: 091 743 33 22

Dr. Stefano Ermanni (Perito AI) Via Nassa 21 6900 Lugano Tel.: 091 923 48 75 Via Turconi 23 6850 Mendrisio Tel.:/Fax: 091 646 63 54

Dr. Nicola Melik (Perito AI) Via dell’Ospedale 14 6600 Locarno Tel.: 091 760 06 60 Dr. Etienne Jacot Via Luigi Lavizzari 14 6600 Locarno Tel.: 091 752 04 18

Dr. Aleardo Del Torso (Perito AI) c/o Centro Medico Corso San Gottardo 6 6830 Chiasso Tel.: 091 695 17 30

Amplifon SA Via Nassa 38 6900 Lugano Tel.: 091 923 14 09 Audio Centro Acustico Via Francesco Soave 5a 6900 Lugano Tel.: 091 225 50 24 Audika Via Motta 1 6900 Lugano Tel.: 091 922 90 10 Audiosystem group Via Besso 23a 6903 Lugano Tel.: 079 242 21 43 Belotti SA Piazza Teatro 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 81 83 Centro Acustico Ticinese Via alla Bozzoreda 37 6963 Pregassona Tel.: 091 940 30 30 Fielmann AG Via Pietro Peri 4 6900 Lugano Tel.: 091 911 95 30 M&M acustica Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel.: 091 760 06 46

Info ATiDU Periodico Associazione ATiDU Ticino e Moesano Primavera/estate 2017, Nr. 44

INDIRIZZI UTILI 27


P.P.

6528 Camorino

“Non esiste per me un livello più alto della parola ‘dono’: da vita a vita.” Erri De Luca ATiDU si pone all’ascolto dei bisogni delle persone deboli d’udito e dei loro famigliari al fine di migliorarne la qualità di vita. Sostieni anche tu la nostra associazione! Diventa socio! I soci dell’ATiDU usufruiscono di tutte le informazioni elaborate dall’associazione e partecipano a tutte le attività da essa promosse. Diventa volontario! Molte le occasioni in cui puoi dare una mano attiva alla nostra associazione. Diventa sostenitore! Doni, lasciti, contributi di ogni entità sono i benvenuti e andranno a sostenere i nostri progetti. Non esitate a contattarci per avere maggiori informazioni. ATiDU vi accoglie nella sede di Bellinzona, salita Mariotti 2. Risponde al numero 091 857 15 32 e all’indirizzo e-mail info@atidu.ch Visitate il nostro nuovo sito: www.atidu.ch

Infoatidu 44  

Gustatevi l'interessante numero di InfoATiDU 44! Potrete fimalmente vedere le fotografia vincitrici del concorso fotografico in onore della...

Advertisement