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ALEX ZANARDI - Alla scoperta dell’uomo che un destino ostile ha reso più forte

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CER VIA BICICLETTA Da antico borgo salinaro a rinomato centro turistico dell’Adriatico: alla scoperta di Zirvia, accogliente paradiso per gli amanti del verde e del pedale

CITTÀ DELLA

Il tramonto visto dalle Saline di Cervia

I

l Comune di Cervia è incastonato nel cuore della costa Adriatica, a circa 20 chilometri a sud della città d’arte di Ravenna, con un litorale di 10 chilometri caratterizzato da fondali bassi e un arenile di sabbia finissima incorniciato dal verde rigoglioso di una secolare pineta. L’antica “città del sale” ed il vecchio “borgo di pescatori” si sono trasformati, nel corso dei secoli, in funzione di un vigoroso sviluppo turistico che si è realizzato in modo pionieristico dalla fine del 1800 fino ad avere un impulso decisivo con la nascita, nel 1912, della “città giardino” di Milano Marittima, oggi epicentro by-night

della movida romagnola. Il bene più preziosa di questa terra resta comunque il sale, definito - non a caso - anche “oro bianco”. Soprattutto nei tempi antichi il sale era il prodotto che maggiormente si esportava o si barattava e che quindi costituiva una ricchezza per chi ne poteva disporre. Le prime notizie sulle saline risalgono al 965. Oggi Cervia con le sue località di Milano Marittima, Pinarella e Tagliata, è uno dei più rinomati centri turistici italiani, gode di fama internazionale e conta ogni anno circa 4 milioni di giornate di presenza di italiani e stranieri. Dal 1973 è sede della Fondazione CerviaAmbiente, nata per la

valorizzazione e la salvaguardia dell’ambiente. Ad accogliere i turisti un territorio ricco di bellezze naturali, di tradizioni, di cultura, di storia e di luoghi ospitali capaci di offrire innumerevoli attrattive per una vacanza all’insegna del benessere, del divertimento e del relax. Cervia, che in passato era chiamata Ficocle, è anche una location privilegiata per gli amanti della bicicletta. Nel mese di aprile, infatti, ospita la Gran Fondo Via del Sale, una delle più prestigiose rassegne italiane, mentre la lunga “lingua” verde della sua secolare pineta rappresenta un itinerario ideale per gli amanti dello sterrato.


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BENVENUTI NELLA CITTÀ DELLO

SPORT

Il sindaco Luca Coffari incontra Papa Francesco

U

n cordiale benvenuto a nome della città a tutti coloro che partecipano alla Granfondo Via del Sale e un elogio al grande entusiasmo e alla voglia di mettersi in gioco in questa ormai famosissima e consolidata manifestazione sportiva. Nel ventennale dell’evento un plauso ancora più forte va a Sportur con tutto lo staff organizzativo che edizione dopo edizione ha saputo far crescere e diversificare l’evento offrendo sempre più attività e percorsi adatti ad ogni tipo di amante dello sport dal più al meno dinamico. Un benvenuto naturalmente va a chi è qui in occasione della Granfondo ma in generale a tutti coloro che frequentano la nostra località ai quali ogni giorno i nostri operatori offrono ospitalità ed accoglienza. Ambiente natura e sport sono parole magiche per la città di Cervia e la bicicletta è

il mezzo di locomozione di gran lunga più amato e utilizzato nella nostra area. Il paesaggio fatto di storia, mare, pineta, aree verdi ben si coniuga con la passione per le due ruote e con la tradizione salinara. La città crede nel benessere in senso lato, ha investito e continua ad investire su quanto può contribuire allo “ stare bene” compreso sport, piste ciclabili ed aree verdi. A Cervia è disponibile una importante rete di piste ciclabili intitolate a grandi campioni delle due ruote fra cui Coppi, Bartali, Girardengo e alcune campionesse come Michela Fanini e Alfonsina Morini Strada. Il cicloturismo è una attività che offre emozionanti opportunità di scoperta di luoghi e paesaggi meravigliosi, fra pinete, corsi d’acqua, la spiaggia e, a poca distanza da Cervia, la campagna e l’area collinare dove è possibile apprezzare profumi, colori, storia, cultura, arte e gastronomia. La città sta

lavorando molto sulle opportunità sportive e sulla filosofia di una vita sana. L’attività fisica come sappiamo è molto importante, alcuni hotel della nostra area offrono ai ciclisti spazi ed assistenza su misura per il mezzo oltre ad una equilibrata dieta studiata appositamente per lo sportivo. Cervia naturalmente offre variegate possibilità per ogni ospite: da eventi di livello nazionale ed internazionale a spiaggia, natura, cultura, storia, tradizioni, enogastronomia, sport, benessere e naturalmente divertimento. La città non è mai ferma e cerca di proseguire sulla via dell’innovazione e del miglioramento, anche perché...... seguiamo il consiglio di Albert Einstein che diceva: “La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti.” Luca Coffari Sindaco di Cervia


Torre San Michele - Cervia


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PERCHÉ “VIA DEL SALE”?

Nelle origini

DI UN NOME L’IDENTITÀ DI UN POPOLO Il sale di Cervia

O

ggi è Cervia, un tempo era Ficocle. Fondata forse da coloni greci, quando il suo nome compare per la prima volta nei documenti storici - alla fine del V secolo - è già città di una certa importanza, in quanto sede vescovile. Situata fra Ravenna, Rimini e Cesena, si sviluppa notevolmente in età bizantina come conseguenza della lotta politica e religiosa fra la chiesa di Roma, a cui Ficocle apparteneva, e quella di Ravenna. Secondo la tradizione, l’abitato di Ficocle sorgeva all’interno della salina, in quella che è oggi la zona archeologica del Prato della Rosa. Ed è proprio l’inizio della lavorazione del sale (databile VIII - IX secolo) a rendere questa piccola città protagonista di numerose vicende storiche. Nell’antichità, quando il sale era quasi l’unico metodo di conservazione degli alimenti, la sua importanza commerciale ed il suo valore erano enormi, la città prosperava quando il raccolto era abbondante e stentava quando le annate erano cattive. Nel corso dei secoli la città di Cervia fu così oggetto della bramosìa di coloro che si disputarono il possesso ed il controllo delle sue Saline. Successivamente appare in una lettera papale del 997 l’espressione “ad locum qui dicitur Cervia” (in quel luogo che viene chiamato Cervia...). Da questo momento scompaiono le tracce dell’antica Ficocle e comincia la storia di Cervia.

Posta al centro delle saline, Cervia vecchia occupava una superficie di 20 ettari. Era circondata da un alto terrapieno che fungeva da argine al canale perimetrale, lungo circa 1800 metri. Cervia vecchia fu demolita in seguito alle pressioni degli abitanti della città, decimati dalla malaria e dalle condizioni di vita insalubri. Posto di fronte alla minaccia di perdere la lavorazione del sale, il papa assecondò le richieste dei cervesi e fece trasferire la città ad est, nella posizione attuale, utilizzando tutto il materiale di Cervia vecchia e facendone giungere altro via mare. Papa Innocenzo XII firmò il decreto di traslazione della città il 9 novembre 1697. Scelto il luogo idoneo (la più alta delle dune costiere), preparato il terreno, chiamati gli operai da varie città, il 24 gennaio 1698 il vescovo Francesco Riccamonti poneva la prima pietra di Cervia nuova. Cervia nuova sorse su disegno del romano

Bellardino Preti a forma di rettangolo, con un perimetro di circa 800 metri. La cinta esterna, comprendeva 48 abitazioni che potevano ospitare oltre 150 famiglie di salinari, un piccolo ospedale, una caserma, un macello ed il teatro. Sulla via principale vennero costruite la chiesa del Suffragio ed altre 15 case con vasti cortili per il clero e le famiglie nobili. Una piazza minore ad uso mercato venne lasciata dietro la piazza principale. Nel resto del quartiere centrale trovarono posto un convento ed altre case private. Poco all’esterno del quadrilatero sorsero i due grandi magazzini del sale, mentre dalla Torre San Michele le guardie avvertivano con una campana la popolazione in caso di incursioni piratesche. La costruzione della nuova città fu pressoché ultimata nel giro di dieci anni. Nel 1708 il tesoriere di Romagna Matteo Conte ne prese possesso a nome della Camera Apostolica.

IL MUSEO DEL SALE In un’ampia ala del seicentesco Magazzino del sale trova spazio Musa :il Museo del Sale di Cervia. Un piccolo grande museo dove i volti e le storie dei salinari, ci portano dentro all’avventura e alla magia del sale. Un percorso guidato fa capire perché il sale fosse chiamato oro bianco e presenta gli elementi che hanno caratterizzato la storia di Cervia e della sua salina. Per illustrare e semplificare questi temi sono stati utilizzati audiovisivi, pannelli, immagini e plastici. Non manca una sala con gli strumenti utilizzati in passato per la produzione del sale col sistema artigianale a raccolta multipla. Qui è possibile anche ammirare la burchiella:barca in metallo a fondo piatto capace di contenere fino a 80 quintali di sale.


Salina di Cervia


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ALLA CONSOLLE

ANNI DA RICORDARE

Claudio Fantini con Nerio Alessandri presidente di Technogym in occasione del Premio Sportur

L’

anno della genesi è il 1996, quando Claudio Fantini - uno degli imprenditori turistici più avanguardisti della costa romagnola - dopo aver “importato” anni prima il beach volley sulle spiagge della Riviera (un sacrilegio, a quei tempi, sottrarre la battigia agli ombrelloni!), decise di puntare su un nuovo filone. Spigolando, come sempre, tra sport e turismo, saldando la passione con le ricerche di mercato, Fantini ebbe un’intuizione che - col senno di poi - si rivelò vincente: “Puntiamo sul ciclismo amatoriale”. Negli anni in cui - Nove Colli a parte - le Gran Fondo non erano così inflazionate, Fantini

costruì - pettorale dopo pettorale - quella che oggi rappresenta, per numeri e qualità, una delle manifestazioni ciclo-amatoriali più importanti d’Italia. E, come nel suo stile, abbinò all’evento sportivo un ricco campionario di servizi ed eventi collaterali, “perché - come ama ripetere - è giusto pensare ai ciclisti, ma è doveroso non dimenticare le loro famiglie”. Fantini, ne é passato di tempo da quel 1996… “Sì, abbiamo fatto tanta strada e oggi, vent’anni dopo, possiamo dire che i nostri sogni si sono realizzati. Siamo partiti come pionieri di un format che, in quegli anni,

aveva pochi riferimenti. Oggi la Gran Fondo Selle Italia - Via del Sale è una delle manifestazioni più apprezzate del calendario granfondistico nazionale. Un risultato affatto scontato, che abbiamo ottenuto, anno dopo anno, con la costanza di un lavoro che, ci tengo a precisare, ci impegna duramente 365 giorni l’anno”. Decisiva, in quegli anni, la collaborazione fra Sportur e la Società Ciclistica Cervese… “Sì gli Aquilotti ci fornirono tutto il knowhow necessario per cominciare quell’avventura. Poi, nel corso degli anni, abbiamo aggiunto nuove idee”.


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Claudio Fantini, patron di Sportur, racconta genesi e prospettive della manifestazione cervese: “Quest’anno il fiore all’occhiello sarà Alex Zanardi”

Ad esempio? “In base alla mia esperienza turistica, sapevo che per fidelizzare il ciclista bisognava offrire dei servizi innovativi e di qualità. E così siamo stati i primi ad introdurre il ‘Pasta party’. Inoltre, in quegli anni, le Gran Fondo si preoccupavano esclusivamente dell’organizzazione della corsa, dimenticandosi che, molto spesso, l’atleta arrivava il giorno prima in compagnia di moglie e figli, che non potevano trascorrere tutto il tempo ad annoiarsi dietro le transenne. Era necessario quindi organizzare alcune attività anche per le famiglie. Oggi la Selle Italia

- Via del Sale non è solo una Gran Fondo, ma un evento di tre giorni che propone un calendario eventi calibrato per le esigenze di tutti”. E’ per questo che le iscrizioni sono sempre aumentate? “Per la verità, anche il mondo delle Gran Fondo ha risentito della crisi economica e dunque, anche noi, abbiamo avuto anni interlocutori. Nelle ultime edizioni, però, il trend è positivo e i partecipanti sono tornati a crescere. Da qui l’idea di introdurre il ‘numero chiuso’, ovvero fermarci a 4500 pettorali per garantire servizi sempre più puntuali e qualificati”. Negli ultimi anni le Gran Fondo sono spuntate come funghi. Come valuta il proliferare di tante manifestazioni? “Mah, l’unica cosa che posso dire è che, se io dovessi partire oggi, ci penserei molto bene prima di imbarcarmi in questa avventura. Certo, dal punto di vista del ciclista, avere tante alternative in un fine settimana può essere stimolante. Ma organizzare una Gran Fondo è un’impresa molto complessa, che richiede un impegno costante ed un notevole dispendio di energie e di risorse”. Lo scorso anno, anche in omaggio all’Expò, il tema dell’edizione fu il cibo. Quest’anno parlerete di... “Abbiamo scelto una parola, che è anche un impegno: condivisione. E’ un concetto che ben interpreta i valori della partecipazione e dell’aggregazione che, in fondo, sono sempre stati alla base della nostra rassegna. Vogliamo soffermarci sul piacere di condividere piccole e grandi cose di questa esperienza. Ad esempio, condividere il piacere di una pedalata o di una colazione. A tal riguardo, ricordo che, quest’anno, prima della corsa, su viale dei Mille, offriremo una prelibata colazione a tutti i partecipanti. Sarà un modo semplice, ma mi auguro gradito, per riflettere sull’importanza dello stare insieme”. La Gran Fondo ha sempre avuto un occhio di riguardo per la beneficenza. Quest’anno dove destinerete i vostri fondi? “Avremo il piacere di avere come ospite Alex Zanardi, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, la cui esperienza di vita rappresenta, già di per sé, un prezioso messaggio di speranza. Doneremo parte dei nostri introiti alla sua associazione Bambini in gamba”. Quali saranno le grandi novità dell’edizione 2016?

“Ce ne saranno tante e, in parte, le ho già anticipate. Un momento molto significativo sarà la Cena di Galà del venerdì sera che, quest’anno, si svolgerà nella suggestiva cornice dei Magazzini del Sale. Sarà un momento emozionante, nel corso del quale rievocheremo vent’anni di storia, soffermandoci in particolare sulle prime edizioni, compresa quella del 2005 ammantata da un velo di tristezza per la morte il giorno prima di Papa Giovanni Paolo II. Avremo un filmato che ci accompagnerà in questo poetico viaggio a ritroso nella storia della Gran Fondo. Invito tutti a prenotare in anticipo perché, alla presenza di grandi personaggi del ciclismo di oggi e di ieri, sarà una serata indimenticabile”. Confermato anche il campionato riservato alle forze dell’ordine? “Sì, al quale lo scorso anno abbiamo aggiunto il campionato dedicato ai medici. Quest’anno, invece, avremo anche una classifica speciale riservata ad avvocati, notai e magistrati”. La Gran Fondo sembra sempre più proiettata verso i mercati esteri… “E’ un’impressione corretta perché, in effetti, tra i nostri obiettivi prioritari c’è proprio l’internazionalizzazione. Ci stiamo aprendo verso nuovi mercati turistici, penso al Canada, agli Stati Uniti e all’Asia, dove il ciclismo amatoriale è in vigorosa espansione”. L’ente pubblico, in queste azioni di marketing turistico, vi sta vicino? “I Comuni hanno evidenti problemi di risorse e operano in regimi di grandi ristrettezze economiche. Devo dire però che il rapporto con la nuova amministrazione, formata da gente giovane e dinamica, è ad oggi di grande collaborazione. E dunque, almeno sul piano della logistica, l’amministrazione ci sta venendo incontro”. Quest’anno celebrate l’edizione del ventennale. Ma lei, che è abituato a ragionare sempre in prospettiva, come vede la cinquantesima edizione della Gran Fondo Via del Sale? “Secondo gli studiosi, in futuro la gente lavorerà sempre meno e dunque avrà più tempo a disposizione. Dunque, fra 30 anni, non mi pare da visionari pensare ad un’edizione con 50mila partecipanti. Immagino una kermesse sempre più globale, con cinesi, indiani ed africani. Ma ciò che mi auguro è che rimanga sempre intatta la passione genuina che contraddistingue, da sempre, tutti gli appassionati di ciclismo”.


Saline di Cervia - Il tramonto


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ALEX ZANARDI

LA VOGLIA DI VIVERE E LA VOGLIA DI VINCERE A cura di Luca Alò

Alla scoperta dell’uomo che un destino ostile ha reso più forte

C

on la voglia di vivere e con la voglia di vincere: così pedala Alex Zanardi, vero prodigio della natura, l’uomo che il destino ostile ha reso più forte. Zanardi ci ricorda che, più degli albi d’oro, nella vita contano le biografie. Ecco perché sarà lui - ad honorem - la guest-star della 20ª edizione della Gran Fondo Via del Sale. E a lui, sempre disponibile al dialogo, abbiamo rivolto qualche domanda.

Alex, come è nata l’associazione Bimbigamba? E’ nata prima come progetto e non subito come Onlus. Un progetto di solidarietà partito nel 2005 con l’equipe di ortopedici e fisioterapisti del centro RTM di Budrio. La reazione a quella proposta, che voleva aiutare i bambini, è stata di grande slancio. Da quel momento, unendo con entusiasmo le nostre forze, siamo riusciti a crescere molto grazie ai contatti che abbiamo

aperto sul territorio. Quando non c’erano i social, abbiamo puntato sul passaparola ed i risultati sono arrivati lo stesso. Oggi siamo onorati di essere a fianco di grandi eventi, come la Maratona delle Dolomiti, o di grandi aziende, come Adecco e Barilla. Inoltre, devo ringraziare anche l’Udinese Calcio che ha fatto una grossa donazione di 20.000 euro. Cosa hai “importato” nel para-ciclismo dal mondo delle auto?


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In primis, l’attenzione maniacale per i dettagli. I miei compagni mi vedono sempre impegnato nella cura scrupolosa del mio mezzo. A volte mi guardano anche in modo strano, si chiedono perché limo lo spigolo, perché perdo tanto tempo a scegliere la posizione migliore per la borraccia nella cronometro, perché scelgo un casco anziché un altro… Sono tutti dettagli che, presi singolarmente, non fanno vincere o perdere una gara ma, nel loro insieme,

possono rappresentare una differenza importante. Poi è logico che alla base c’è il “motore” e dunque la necessità di allenarsi duramente. E, a quel punto, sono io che imparo dai miei compagni le metodologie più efficaci per prepararsi alle gare nel modo ottimale. Oggi tuo figlio ha 17 anni: come ha reagito all’incidente? Quando è accaduto lui aveva appena 3 anni. E’ stata splendida mia moglie a spie-

gargli la situazione nel modo e nei toni più giusti. Dopo l’incidente, all’ospedale Nicolò ha trascorso molto tempo a guardare le mie gambe. Il tempo poi ha aggiustato tutto. E a lui che sport consiglieresti? Al di là della disciplina, mi sforzerei in primis di spiegargli l’importanza di “fare fatica” e di inseguire i suoi obiettivi senza ricorrere mai alle scorciatoie. Le mie sfide le ho sempre portate avanti in un mondo sano che non faceva sconti, ma che mi ha sempre consentito di sentirmi appagato. Noi dobbiamo dare ai ragazzi delle buone possibilità per far realizzare i loro desideri. Ma il resto lo devono fare loro. Da dove nasce questa tua voglia di alzare sempre l’asticella delle tue imprese sportive? E’ tutta una questione di atteggiamento mentale, una forza interiore che io e tutti i miei compagni della nazionale siamo riusciti a tirar fuori senza porci dei limiti. Io vivo la competizione senza paura di perdere. Ho voglia di giocarmi al meglio le mie capacità e non subire la non-vittoria in maniera frustrante. E poi vestendo la maglia azzurra c’è la voglia di onorare al massimo i colori dell’Italia. La vittoria più grande è quella di essere riuscito a tornare a vivere una vita nella quale, anche senza gambe, mi sento comodissimo. In ogni caso, qualunque cosa ti capiti, non bisogna mai smettere di credere in noi stessi. In tante occasioni hai lanciato appelli agli automobilisti… “Sì, perché nella vita non esiste il rewind. Dunque, bisogna riflettere molto prima di agire. Sulla strada bisogna guidare sempre in modo attento e ragionato, rispettando la propria vita e quella degli altri. Se non fossi stato un corridore di paraciclismo che sport avresti praticato? Lo sci mi piace molto, anche perché, senza falsa modestia, sono sempre stato uno sciatore di buon livello. Ho fatto anche mono-sci nel periodo post incidente. Il nuoto mi piace, direi che ho buona acquacità, i quattro chilometri nell’ironman, ad esempio, sono stati una passeggiata perché le braccia ed il mio corpo sono allenati bene. Infatti nuoto parecchio durante l’estate come forma di recupero attivo. Lo sport, insomma, mi piace tutto e lo sport, per tutta la mia vita, mi ha reso una persona migliore.


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VISTA DAL CT

UN SUCCESSO

ANNUN CIATO

Davide Cassani è un ‘vecchio amico’ della Via del Sale: “Ho seguito di persona la nascita e la crescita della manifestazione cervese. Sapevo che sarebbe diventata una delle Gran Fondo più importanti d’Italia” Il CT della Nazionale di ciclismo Davide Cassani

F

in dagli albori, il nome di Davide Cassani è legato a doppio filo a quello della Via del Sale. Negli anni pionieristici delle Gran Fondo, quando in Romagna c’era la Nove Colli e poco altro, il commissario tecnico degli azzurri, anche in virtù dell’amicizia che lo lega a Claudio Fantini, è stato uno dei primi a scommettere sulla manifestazione cervese: “E’ un evento al quale sono particolarmente affezionato - ammette Cassani - ho vissuto con Claudio i primi anni della Via del Sale, quando la rassegna muoveva i suoi primi passi. Era un evento

molto più contenuto, con un respiro mediatico circoscritto alla Romagna, anche se le potenzialità, già da allora, si vedevano tutte perché quando parli di ciclismo la Romagna sa sempre offrire qualcosa di unico. Oggi sono davvero felice di constatare che, passo dopo passo, la Via del Sale è diventata una delle manifestazioni granfondistiche più belle d’Italia, con numeri importanti ed un’organizzazione strutturata da grande evento. So quanto impegno e quanta passione Fantini ha sempre messo in questo progetto. Oggi, 20 anni dopo la prima edizione, è giusto

fargli i complimenti per aver creduto fin da subito al settore delle Gran Fondo, confermandosi per l’ennesima volta un precursore”. Tanti gli aneddoti per il Ct, dall’edizione in cui portò Marco Pantani alle pedalate con gli amici, alcuni di grande prestigio: “E’ una corsa che ho fatto poche volte - dice - e quelle poche volte non sono mai stato particolarmente fortunato. Mi sono trovato tante volte controvento e la mia unica preoccupazione è sempre stata quella di trovare qualche buon passista a cui mettermi a ruota”.


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IL TEMA 2016

LA FORZA DELLA

CONDIVI SIONE I ciclisti sulle rampe di Formignano

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n’idea nasce da una passione. E viceversa. Questa splendida storia sui pedali sboccia nella primavera del 1996. Sportur, che allora si chiamava BVC Sport, aveva appena consegnato i premi ai “Maestri dello Sport”. L’estate, con le sue discipline da spiaggia, doveva ancora cominciare. Il beach-volley, portato sugli arenili romagnoli tra mille diffidenze, era una scommessa già vinta. Nacque così l’idea di legare un appuntamento sportivo ad un premio. La scelta fu quasi immediata: il ciclismo. Il fuoco era stato acceso. Tante idee, una sola certezza condivisa:

Cervia deve essere la partenza e l’arrivo. Le colline dell’Appennino Tosco-Romagnolo il percorso. Proprio come facevano gli antichi salinari che, partendo dalle saline, andavano a consegnare l’oro bianco nei paesini più lontani. A suggerirlo fu Massimo Carli, memoria storica del ciclismo e delle tradizioni cervesi. Nacque l’Antica via del Sale. Per tutti, poi sarà la Via del Sale. IL PERCORSO Certo, i salinari partivano da Cervia e, a piedi o col calesse, andavano verso gli Appennini, ma qui il tragitto si doveva fare in bicicletta. Da Cervia alle colline di Cesena e Forlì ci sono percorsi naturali bellissimi, come

suggerì Smeraldo Balzani, buon ciclista dilettante e grande appassionato delle due ruote. Nasce così il primo tracciato della granfondo. Partenza da Cervia, davanti al Magazzino del Sale alle 8 in punto. 165 chilometri per il percorso lungo, 130 per il medio e 70 chilometri per quello più corto. Al via della prima edizione 750 iscritti. Era il 6 aprile del 1997 e, in una primavera appena sbocciata, nacque la corsa del sale. L’ATTUALITA’ Da quel giorno sono trascorsi quasi due decenni e tanti chilometri sono stati percorsi. Claudio Fantini - supportato dalla preziosa collaborazione di Dario Fantini - ci ha messo la passione, le idee e l’im-


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printing imprenditoriale. Il resto l’hanno fatto i ciclisti che hanno ormai eletto la Via del Sale come la vera gara d’apertura del calendario granfondistico nazionale. Ogni edizione, per ribadire al grande pubblico di appassionati che l’evento cervese va ben oltre i confini dello sport, l’organizzazione sceglie un tema identificativo. Quest’anno sarà “la condivisione”, intesa come desiderio di stare insieme e vivere “in gruppo” momenti irripetibili. Per questo gli organizzatori della Granfondo Via del Sale hanno scelto di aprire la partecipazione alla ventesima edizione davvero a tutti, con qualunque tipo di bi-

cicletta: dalle citybike ai tandem, fino alla mitica Graziella! Chiunque vorrà provare l’emozione di pedalare sul percorso della Via del Sale, potrà iscriversi come cicloturista e partire in coda al serpentone dei 4500 ciclisti. Condivisione significa anche non dimenticare gli amici. E così, il weekend dell’edizione 2016, si aprirà con un’emozionante serata per rivivere - tutti insieme - i vent’anni di storia della Granfondo Via del Sale, attraverso foto, video, aneddoti ed i tanti personaggi del mondo del ciclismo che negli anni, per tante ragioni, sono entrati a far parte della storia dell’evento. In occasione

del Gran Galà saranno premiati i fedelissimi che hanno partecipato a tutte le venti edizioni e tutti gli iscritti che compiono vent’anni nel 2016. Condivisione, infine, significa anche l’attenzione verso il prossimo. Per ogni bambino, ad esempio, la bicicletta è il regalo più bello che si possa ricevere, ma per tanti piccoli nel mondo, una bici è anche l’unico mezzo per poter raggiungere la scuola ed avere accesso all’istruzione. La 20ª Granfondo Selle Italia Via del Sale sceglie di pedalare per la solidarietà, con un nuovo progetto charity che consentirà di regalare una bicicletta a chi è stato meno fortunato.


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PERCO

RSI

Abbiamo realizzato percorsi adatti a tutti i ciclisti. Il mare, la collina, le salite, le discese...abbiamo disegnato ogni emozione per farvi passare una giornata di sport da non dimenticare.

LUNGO - 150 KM 4 salite e 1300 mt di dislivello. Per chi ha energia e forza per pedalare un lungo percorso che regala grandi emozioni. Da quest’anno il percorso, si arricchisce della sfida speciale Cima Pantani - Cronoscalata da vivere in 60 SECONDI

MEDIO - 107 KM 2 salite, per una prova divertente, ma non troppo impegnativa, adatta anche a gambe non troppo allenate, su strade che regalano emozioni e paesaggi fantastici. Taglio di 47 km rispetto al percorso lungo, che lascia invariate la prima e l’ultima parte del tracciato.

CORTO - 77 KM Una passeggiata da fare tutta d’un fiato, con una sola salita per scaldare un pò la gamba. Adatta a chi non vuole strafare e ama pedalare godendosi il bellissimo e colorato panorama che la terra di Romagna regala in primavera.


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N PO U r COo pe IL d A ali FFE ! I L v A TO AG onoN C UI T T RI bu U RA G


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MOLTO PIÙ DI UNO SPONSOR

20 ANNI CON SELLE ITALIA

L’amministratore delegato di Selle Italia Riccardo Bigolin con il campione Claudio Chiappucci

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er la “Via del Sale”, il marchio Selle Italia è sempre stato molto più di un semplice sponsor. E’ un fedele compagno di viaggio, un partner prestigioso che, in virtù di un rapporto inossidabile, vive - da 20 anni - in simbiosi geometrica con l’evento. Quando la corsa era ancora una scommessa, la famiglia Bigolin ha accettato il rischio; e quando serviva il salto di qualità, l’azienda ha sempre teso la mano. Per questo, e per mille altri motivi, nell’edizione del ventennale, il brindisi tra Via del Sale e Selle Italia ha un sapore tutto particolare. Riccardo Bigolin, siete uno dei pochi brand in Italia che, per ben 20 anni, è rimasto fedele ad un evento: quali sono le ragioni di questa longevità?

Le ragioni di questo lungo sodalizio sono da ricercare in diversi aspetti; prima di tutto abbiamo scelto una regione che ha dato i natali a molti campioni del ciclismo (uno su tutti per la nostra famiglia è proprio Marco Pantani) e nella quale si respira per questo sport una passione senza eguali. Potremmo dire che il paesaggio e la cucina non ci hanno mai traditi, riservandoci sempre cornici e profumi da sogno. Anche le persone che ci hanno accompagnato in questa avventura sono state fondamentali per far diventare la Granfondo Selle Italia uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati. Questi sono solo alcuni dei più importanti motivi che hanno portato Selle Italia a rimanere fedele ad un evento come questo.

Cosa rappresenta per Voi la Gran Fondo Selle Italia? Per la nostra azienda è l’appuntamento più importante, quello che dà ufficialmente il via a tutte le nostre attività agonistiche. La partecipazione che Selle Italia ha messo in questa manifestazione è sempre stata importante sia a livello di investimento che di persone impiegate. Naturalmente la collaborazione con Sportur e la famiglia Fantini è stata fondamentale per far davvero decollare questo evento. Inoltre nel tempo il riscontro è stato sempre crescente, i partecipanti sono sempre di più, così come la loro soddisfazione è in costante crescita. Ormai la Granfondo Selle Italia è diventata davvero una vera festa dello sport. Voi siete impegnati in Katusha e Lotto


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LA STORIA

La storia di Selle Italia è fatta di vittorie sognate, inseguite, conquistate. Anche il traguardo dei 120 anni di attività (18972017), che verrà celebrato il prossimo anno, avrà il sapore della vittoria, di un’avventura industriale e sportiva vissuta giorno per giorno con la stessa inesauribile passione. Innovare rimanendo fedeli alla propria tradizione è facile quando la propria natura è quella di inventare, esplorare continuamente nuovi concetti, nuove tecniche costruttive, nuovi materiali. Abbiamo imparato lavorando il cuoio e l’acciaio e siamo diventati interpreti dell’evoluzione della sella attraverso i decenni. Selle Italia è stata l’apripista nella realizzazione di ritrovati tecnologici studiati in modo specifico per la conformazione anatomica maschile e per quella femminile, ha introdotto l’uso del gel, ha raggiunto livelli di comfort e leggerezza prima impensabili e ha stabilito nuovi canoni nell’estetica della sella. Ma soprattutto, ha trasformato la sella da semplice componente della bicicletta a fattore di benessere per chi pedala, sino a renderla un oggetto di culto per gli agonisti. Abilità manuale e tecnologia, tradizione e ricerca sono, ora come cent’anni fa, i punti di forza che fanno di Selle Italia un emblema del Made in Italy nel mondo.

Riccardo Bigolin: “Nella magìa di un terra unica il segreto della nostra fedeltà”

Soudal ai massimi livelli sportivi mondiali: cosa rappresenta e quanto vale in termini di fatturato per la vostra azienda il settore ciclo-amatoriale? Sicuramente la Granfondo ci dà la possibilità di essere a contatto con i nostri consumatori, in mezzo a quelle persone che utilizzano da anni i nostri prodotti e rinnovano ogni giorno la loro fedeltà nei nostri confronti. La loro importanza è paragonabile a quella dei nostri corridori professionisti impiegati nelle gare World Tour che ci permettono di migliorare stagione dopo stagione i dettagli e le caratteristiche dei prodotti più amati dai ciclisti amatoriali e non. Per un marchio come il nostro, che detiene la fetta più grande del comparto performance, i ciclisti che partecipano a queste competizioni ama-

toriali sono fondamentali in tutti i termini. Che fase sta attraversando, in questo momento, Selle Italia sui mercati della bicicletta? Direi un ottimo periodo, sia in termini di innovazione che di mercato. Ad Eurobike abbiamo dato un assaggio di quello che sta maturando all’interno del nostro “centro stile”, e le nostre continue innovazioni nella tecnologia idmatch stanno dimostrando ai nostri clienti ed ai consumatori che da anni ci seguono, quanto la nostra azienda sia sempre di più sinonimo di eccellenza ed innovazione. Per quel che riguarda poi l’aspetto puramente industriale, grazie all’acquisizione di un marchio storicamente concorrente come San Marco, ci troviamo a detenere oltre il 50% del mercato mondiale delle selle performance, e questo ci permette di guardare al futuro con sempre più slancio. Più in generale, come sta cambiando per le aziende il mercato della bicicletta? Il mercato della bici sta vivendo un periodo di forte espansione. Il ciclismo, ora più che mai, sta diventando uno sport vicino a tutte le fasce di età e che tocca diverse tipologie di sportivi, sia in termini di capacità di spesa, sia in termini atletici. Le sempre più importanti innovazioni hanno permesso al mercato delle due ruote di differenziarsi e andare a toccare gli interessi di quelle che, fino a poco tempo fa, erano solo delle nicchie. Le bici elettriche, le fat bike, il ritorno delle scatto fisso si sono aggiunte a quei comparti da sempre forti come le bici da strada e le MTB. Quali sono i nuovi prodotti dei campionari Selle Italia?

Alle ultime fiere internazionali abbiamo presentato una serie di novità che spaziano dalle selle da “crono” a quelle vintage, che strizzano l’occhio ai ciclisti più “modaioli”, fino ad arrivare alla Novus Superflow che segue una tecnologia molto importante per noi come il FLOW. Selle Italia è stata infatti la prima azienda al mondo a sviluppare e produrre selle con il sistema che garantisce ai ciclisti uno scarico della pressione sviluppata sulla sella. Leggerezza e confort sono comunque i punti di partenza per la realizzazione di ogni nuovo modello Selle Italia, caratteristiche che hanno rinforzato i nostri prodotti e il nostro DNA.

I NUMERI DI SELLE ITALIA 2.200.000 selle prodotte all’anno • 9.500 selle prodotte al giorno • 90% esportazioni in tutto il mondo 95 Paesi stranieri coinvolti • 100 brevetti mondiali registrati +120 Design award • +50 Team Sponsorizzati • +30% del mercato performance


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STEFANO BONACCINI PRESIDENTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

UNA

COMU

NITÀ CHE

PEDALA INSIEME Q

uando si arriva alla 20a edizione di un evento così seguito e partecipato, quale è la Granfondo Via del Sale, vuol dire che si è seminato bene. Vuol dire che l’idea originaria che ha dato il via alla manifestazione ha colto nel segno, facendo della Granfondo una delle manifestazioni più apprezzate del calendario nazionale di settore. Ma vuol dire anche che si è riusciti a coniugare lo sport, volano trainante ma non esclusivo, con i tanti aspetti che, nel loro insieme, contribuiscono a creare la dimensione di comunità. E se il tema della manifestazione di quest’anno è “la condivisione”, intesa

come desiderio di stare insieme e vivere insieme momenti importanti, vuol dire che è stato davvero raggiunto l’obiettivo di dare valore aggiunto ad un evento che non ha solo una matrice sportiva. Sono principi che apprezzo e che – come Regione – abbiamo voluto rendere concreti attraverso un impegno, anche economico, teso a valorizzare e modernizzare il patrimonio impiantistico sportivo dell’Emilia-Romagna, per rendere sempre più efficace la straordinaria azione educativa e sociale messa in campo dalle tantissime società sportive che operano nella nostra regione. Sono particolarmente felice di porgere il benvenuto ai tantissimi ciclisti – esperti

e meno esperti – che animeranno questa ventesima edizione della Granfondo, manifestazione che, al di là degli aspetti agonistici, non dimentica di esprimere concretamente la propria solidarietà a chi ne ha più bisogno. Un ringraziamento agli organizzatori dell’evento, per la professionalità con la quale hanno fatto crescere negli anni questo evento e un grosso in bocca al lupo a tutti i partecipanti.

Stefano Bonaccini Presidente della Regione Emilia-Romagna


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SOTTO L’EGIDA dell’ACSI

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Il responsabile nazionale Borgna: “La Via del Sale è il nostro fiore all’occhiello e Claudio Fantini un precursore del mondo delle gran fondo”

L

a Granfondo Selle Italia di Cervia è una delle competizioni più affascinanti del panorama nazionale dedicato alle due ruote. La manifestazione, che si svolge sotto l’egida di ACSI Ciclismo, è valevole per molti ambiti circuiti, tra i quali Zero Wind Show – il circuito che premia la passione ed il Campionato Nazionale ACSI, l’ente di promozione sportiva e sociale capace di regalare agli appassionati cicloamatori oltre 1500 eventi in tutta Italia, dalle sfide più curiose e stimolanti alle più consolidate, come nel caso della granfondo romagnola del prossimo 3 aprile. Queste le parole del responsabile nazionale di ACSI Ciclismo Emiliano Borgna al riguardo: “La Granfondo Selle Italia è la manifestazione ciclistica più partecipa-

ta che abbiamo. Al timone c’è un pioniere, quel Claudio Fantini che vent’anni fa s’inventò il Pasta Party, dal quale tutte le altre gare presero esempio in futuro, organizzatore e proprietario di Sportur, una struttura ricettiva legata a 360 gradi al mondo dello sport nella costa romagnola. L’area expo della Granfondo Selle Italia Via del Sale è straordinaria ed è molto di più di un villaggio espositivo. Saranno tre giorni di puro divertimento, celebrati venerdì in occasione dei festeggiamenti per il ventennale della gara e non posso che invitare tutti i cicloamatori ad iscriversi e a celebrare assieme a noi questo prestigioso anniversario”. Con ACSI Ciclismo si ha la possibilità di pedalare in assoluta serenità, liberi da qualsiasi tipo di “ansia da prestazione”. ACSI garantisce

una realizzazione in sicurezza delle competizioni cui lega la propria partnership, ed una garanzia di successo delle stesse abbinata agli emozionanti palcoscenici in cui si svolgono i contest agonistici. Migliaia di organizzatori hanno deciso di “fidelizzarsi”, legando le rispettive società di riferimento al mondo ACSI, spinti dalle vantaggiose coperture assicurative e dalle condizioni contrattuali senza termini di paragone. Un ente che si avvia a ripetere gli strepitosi numeri che hanno contraddistinto l’annata 2015, raggruppando circa 45000 affiliati e 1800 società, arricchendo costantemente e settimanalmente il programma di eventi per gli appassionati e garantendosi un posto in prima fila negli ambiti agonistico, amatoriale, formativo e ricreativo.


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PER UNA SERA GUARDIAMOCI INDIETRO

PARTECIPA ANCHE TU AL

GALÀ DEL

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Il 1° aprile negli antichi Magazzini del Sale di Cervia serata amarcord aperta a tutti con i protagonisti di oggi e di ieri. E l’incasso sarà devoluto all’associazione di Alex Zanardi

CICLISMO

opo vent’anni di corsa, una serata per rifiatare e, una volta tanto, guardarsi indietro. Questo è l’obiettivo della Cena di Gala in programma venerdì 1° aprile nella suggestiva cornice degli antichi Magazzini del Sale di Cervia. Un luogo simbolo dell’identità salinara, scelto non a caso da Claudio Fantini per ribadire il rapporto simbiotico che, da sempre, lega l’evento al suo territorio. Una serata emozionante, consacrata all’amarcord, nel corso della quale saranno rievocati - con documenti, immagini e filmati - vent’anni di storia della Gran Fondo Via del Sale. Ci si soffermerà, in particolare, sulle prime edizioni, compresa quella del 2005 ammantata da un velo di tristezza per la morte il giorno prima di Papa Giovanni Paolo II. Per l’occasione è stato registrato un filmato che accompagnerà gli ospiti in un poetico viaggio a ritroso nella storia della Gran Fondo, partendo dagli albori, condividendo i ricordi con chi, quella mattina di

vent’anni fa, inforcò la bicicletta per correre la prima edizione. Presenti, come al solito, anche personaggi del mondo del ciclismo e dello sport, che nobiliteranno la serata con le loro storie e la loro presenza. Guest star della serata sarà ovviamente Alex Zanardi, punto di riferimento per chiunque ami lo sport. Con la sua determinazione e la sua grande umiltà, Alex rappresenta l’esempio più nobile per il tema scelto quest’anno dalla Granfondo Via del Sale, ossia la Condivisione. L’ex pilota di Formula Uno racconterà la sua storia e la sua ‘rinascita’, che ha commosso l’intero mondo sportivo ancor più del dramma vissuto per l’incidente, e presenterà la sua associazione BIMBINGAMBA Onlus. Con Alex Zanardi, saliranno sul palco tanti altri ospiti: il campione di sci di fondo Cristian Zorzi, medaglia d’oro a Torino 2006, il CT della Nazionale Ciclismo Davide Cassani, il ciclista Alessandro Petacchi, velocista tra i migliori di sempre, l’ex ‘Penna

Bianca’ del calcio Fabrizio Ravanelli ed altri personaggi dello sport, del giornalismo e dello spettacolo. Condurrà la serata Riccardo Magrini, ex ciclista professionista, oggi commentatore televisivo ed opinionista per Eurosport. Il ricavato dell’evento sarà devoluto all’Associazione Alex Zanardi BIMBINGAMBA Onlus per la realizzazione di protesi per i bambini che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell’assistenza sanitaria. La partecipazione è aperta a tutti solo su prenotazione. La quota comprensiva di ingresso e cena con menù completo di pesce (o menu alternativo su richiesta) è di 45 euro a persona. Per gli iscritti alla 20ª Granfondo Via del Sale e per gli accompagnatori quota ridotta di 35 euro. I posti sono limitati; per motivi organizzativi si richiede la prenotazione al numero di telefono 0544 974395 o alla mail marketing@sportur.com


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BIMBINGAMBA ONLUS

TUTTI I BIMBI HANNO IL DIRITTO DI INSEGUIRE I LORO SOGNI Il presidente dell’associazione Bimbingamba Onlus Andrea Ferri

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utti i bambini sognano. Ma grazie all’associazione Bimbingamba di Alex Zanardi, tutti i bambini possono anche inseguire i loro sogni e trasformarli in realtà. Benvenuti in una onlus che sembra uno spicchio di paradiso. La mission è da brividi: realizzare protesi per i bambini che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell’assistenza sanitaria. Sono bambini che provengono da ogni parte del mondo e hanno perso uno o più arti per incidenti, malattie o per lesioni provocate da esplosioni o armi

da fuoco in zone di guerra. Ne parliamo in maniera più approfondita con l’avvocato Andrea Ferri, presidente della Onlus. Dottore Ferri, qual è la mission dell’O.N.L.U.S Alex Zanardi Bimbingamba? Ho ereditato da mio padre la passione per le protesi e per la solidarietà. Partendo da tale binomio, la O.N.L.U.S., di cui ho l’onore di ricoprire la carica di Presidente, si pone come finalità quella di consentire ai bambini di tutto il mondo (comunque minorenni)

ed appartenenti a nuclei familiari economicamente disagiati, l’utilizzo di protesi ortopediche sostenendo sia i costi di creazione del presidio sia quelli successivi, quali ad esempio l’adattamento dell’impianto protesico nel corso della crescita e la relativa deambulazione. La O.N.L.U.S. Bimbingamba si prefigge lo scopo di offrire alle famiglie bisognose la possibilità di reagire al problema della perdita degli arti superiori o inferiori, affiancandole e sostenendo il costo di produzione, adattamento e manutenzione delle protesi ortopediche.


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Il presidente dell’associazione Andrea Ferri: “In collaborazione con Alex Zanardi realizziamo protesi per minorenni che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell’assistenza sanitaria”

Da dove arrivano i bambini? Molti dall’Est Europa, ma anche da zone di guerra e dai paesi africani. Ci sono anche alcuni bambini italiani, ma per i quali il nostro aiuto è più che altro di carattere logistico e burocratico. In molti Paesi, per fortuna l’Italia non è tra questi, i costi rimangono a totale carico dei pazienti, poiché l’applicazione di protesi non è classificata tra le “terapie salvavita”. Ci può indicare qualche numero dell’Associazione? Dal 2010 al 2015 sono state impiantate pro-

tesi ad un centinaio di bambini provenienti da tutto il mondo. Quando sono diventato Presidente dell’Associazione Bimbingamba ho cercato di ottimizzare, al fine di reperire ulteriori risorse, le mie attitudini professionali cercando di fornire un utile asset per tale attività istituzionale. Grazie all’entusiasmo dei padri fondatori dell’Associazione, Alex Zanardi, il Dott. Claudio Costa e la società RTM ed alle numerose donazioni ricevute durante questi cinque anni, è stato possibile sostenere spese di intervento per oltre € 452.000. Nonostante il fatto che i bambini bisognosi che si rivolgono a Bimbingamba siano sempre più numerosi, riceviamo offerte sufficienti per far fronte agli impegni di spesa necessari e ci auguriamo di poter incrementare le donazioni per poter continuare a migliorare. Un esempio di dovere sociale in un contesto attuale di crisi e tensione sociale a livello globale... E’ proprio nei momenti più “difficili” che occorre rimboccarsi le maniche e fare. Nel caso specifico, poi, si parla di bambini senza arti, ai quali ancor più deve essere riconosciuta la possibilità di vivere dignitosamente. Come si può rimanere inerti di fronte a siffatti problemi? Donare loro la possibilità di affrontare le giornate con il miglior approccio riempie il cuore di tutti i volontari che prestano la loro attività per Bimbingamba. Che rapporto ha con Alex Zanardi? Il rapporto fra me e Alex è ottimo. La stima reciproca che ci accompagna ha consentito la prosecuzione del progetto Bimbingamba, ottenendo risultanti importanti. Infatti grazie alla sua figura di famoso sportivo, l’Associazione riesce ad incamerare donazioni sufficienti per portare avanti gli interventi verso i bimbi bisognosi. Vi racconto un breve aneddoto che testimonia il calore di cui gode Alex Zanardi tra il pubblico. Mi trovavo in compagnia di Alex e delle rispettive mogli, per un pranzo in un piccolo ristorantino nel rovigotto, spartiacque mediano, causa la nebbia fittissima, tra Bologna e Padova. Il nostro incontro è stato continuamente ed affettuosamente interrotto dagli avventori del ristorante che desideravano manifestargli la loro stima immortalandolo con foto o, come oggi si usa dire, con selfie e chiedendo autografi. Nonostante conosca Alex da tanto tempo, vedere l’entusiasmo che suscita nella gente e la disponibilità con cui risponde a tale entusiasmo, mi carica a portare avanti il progetto Bimbingamba nel migliore dei

modi. Una bellissima realtà del territorio del Comune di Budrio... Si proprio così. L’Associazione “Alex Zanardi” BIMBINGAMBA opera con un fiore all’occhiello nel campo della protesica. R.T.M. Ortopedia Personalizzata partecipa al Progetto Bimbingamba fin dalla sua nascita mettendo a disposizione la struttura, gli strumenti e l’abilità dei propri tecnici ortopedica - Moreno Marchesini, Paolo Rimondini e Franco Tedeschi - in modo da consentire che la realizzazione di queste protesi avvenga sempre al minimo dei costi. Perché proprio Budrio? Perché è da sempre un polo attrattivo nel settore protesico; basti pensare che già nel 1963 un gruppo di artigiani dotati di buona manualità, permise al genio austriaco Prof. Johannes Schmidl incaricato dalla Direzione Generale INAIL, di realizzare il Centro protesico a Budrio. Io stesso, proprio per il ruolo che mio padre rivestiva in quegli anni e per l’imprinting da lui ricevuto, sono cresciuto tra tecniche riabilitative e l’impegno profuso da quei “restauratori di uomini”, che rimettevano in piedi i propri pazienti con manufatti tecnologici, già allora unici nel loro genere. Ho visto la gioia e la soddisfazione nell’aver contribuito a ridare speranza a chi, a causa di gravi menomazioni, l’aveva perduta. È proprio quel manipolo di uomini che rappresenta il futuro del Centro e della filiera protesica budriese nei successivi anni 70 e 80, assorbendo le conoscenze tecniche e l’energia del Prof. Schmidl. Attualmente, anche Ottobock, leader mondiale nella produzione e progettazione di articoli protesici ed il centro riabilitazione Casalino, tramite le proprie strutture e personale qualificato, sostengono e promuovono l’attività istituzionale della O.N.L.U.S. Oggi, i media hanno dichiarato la protesica budriese un’eccellenza a livello mondiale per innovazione e tecnologia. Il mix di queste eccellenze ci consente di offrire ai bambini protesi di altissima qualità unitamente ad un servizio di implementazione e riabilitazione completo. Prospettive per il futuro? Per il momento Bimbingamba, grazie ai numeri ed agli obbiettivi raggiunti, ci regala tante soddisfazioni. Certamente l’obiettivo futuro è quello di fornire protesi ed aiuto ad un numero sempre maggiore di bambini bisognosi, allargando le donazioni ad altri soggetti, imprenditori e famiglie, che comprendano e possano amplificare il messaggio di solidarietà.


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IL PACCO GARA

SELLE ITALIA DONA LA MAGLIA TECNICA CELEBRATIVA Per i 20 anni della Gran Fondo l'azienda della famiglia Bigolin ha voluto regalare ai cinquemila partecipanti un'elegante divisa disegnata dalla penna prestigiosa di Jonny Moletta

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embra uscita da un campionario prêt-à-porter la maglia tecnica celebrativa firmata “Selle Italia” che verrà regalata ai cinquemila partecipanti della Gran Fondo Via del Sale. Elegantissima nel suo concept, è firmata da un designer di grande prestigio, Jonny Moletta - il Karl Lagerfeld del ciclismo - l’uomo che ha disegnato, per dirne un paio, la divisa ufficiale del Team Astana e la maglia rosa del Giro d’Italia. I cicloamatori della Gran Fondo troveranno dunque nel pacco-gara di quest’anno un cadeau di gran classe, che l’azienda Selle Italia - in condivisione con l’organizzazione della kermesse cervese - ha fortemente voluto per celebrare i 20 anni della manifestazione. Assemblata su uno sfondo bianco latte con bordature e pantaloncino nero pece,

la divisa tecnica ha una linea molto pulita e minimal, impreziosita da sottili linee rosse sul colletto. Nella banda anteriore, sui pettorali, la scritta a destra “20ª Gran Fondo Selle Italia” e a sinistra lo storico logo dell’azienda della famiglia Bigolin. Particolarmente originale la parte posteriore che presenta un’elegante geometria dorsale nera con, al centro, il brand aziendale. Una maglia tecnica dunque di grande valore, ma anche un cimelio da conservare in ricordo dei 20 anni della Via del Sale. La divisa sarà l’articolo clou di un pacco gara che, come al solito, presenta un ricco campionario di regali. Come ad esempio il kit borraccia & barrette di Enervit, il buono servizio spiaggia da “spendere” al Fantini Club, l’immancabile Sale di Cervia, prodotto artigianalmente

nelle antiche saline locali, e infine un buono da 10 euro per partecipare alla cena di gala del 1 aprile (35 euro anziché 45).


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FANTINI CLUB

L’ELDO RADOBENE

SSERE

DEL

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ra sport e relax, sulla spiaggia di Cervia, concedetevi una vacanza all’insegna del wellness e del movimento E’ l’epicentro dell’evento, l’ombelico della grande festa consacrata al ciclismo. Sulla spiaggia dorata di Milano Marittima, una delle località più glamour della Riviera Adriatica, lo stabilimento balneare Fantini Club si colloca su un’area complessiva di 15.000 mq e con un’ampiezza fronte mare di oltre 100 mt. Fantini Club è molto più di uno stabilimento balneare. Organizzato con la formula del “villaggio vacanze”, rappresenta - ormai da decenni - un punto di riferimento per gli amanti dello sport, del wellness, del mare e delle vacanze all’insegna del buon vivere. Una struttura moderna, ricca di comfort e servizi, ma sempre all’insegna della rinomata ospitalità romagnola. Al Fantini Club vivrete le vostre vacanze e il vostro tempo libero godendo di servizi di lusso, senza

rinunciare però ai piaceri e alle eccellenze che il territorio offre: buon cibo, locali, eventi, natura, comfort di prima qualità. All’interno del Fantini Club campi e attrezzature per ogni tipo di sport: palestra attrezzata Technogym, campi beach sulla sabbia, basket, windsurf, canoa e vela. E per gli amanti del wellness, da non perdere il centro benessere & Spa in riva al mare (il “Fantini Wave Spa), vera oasi di relax su 500 mq di green, dove lasciarsi coccolare, con percorso sensoriale, massaggi e trattamenti. In occasione della Granfondo al Fantini Club sono a disposizione tutti i servizi pre e post gara: ritiro dei pacchi gara, segreteria, sala stampa con diretta tv, area hospitality, premiazioni, parcheggio bici e pasta party finale (aperto anche agli accompagnatori). Da marzo ad ottobre Fantini Club vi offre un ricco calendario di eventi e attività, sportive e non, tutte all’insegna del divertimento sulla spiaggia di Milano Marittima. I prossimi appuntamenti sono il 9 e 10 apri-

le la rassegna equestre, in versione primaverile, de “A cavallo del mare”. In programma il “battesimo della sella” per i più piccoli, passeggiate a cavallo sulla spiaggia per i principianti e, per i più esperti, escursioni tra mare, valli e pinete nell’ineguagliabile atmosfera che solo il mare sa regalare. Il 23-24 e 25 aprile la primavera cinofila sulla spiaggia del Fantini, ovvero esibizioni, spettacoli e tanto divertimento con i nostri amici a quattro zampe. Il 12 maggio è in programma il meeting dal titolo “La crescita del turismo sportivo” ed il 14 maggio il convegno dell’Ail (Associazione Italiana Leucemie). Il 21 e 22 maggio lo Sportur Triathlon Cervia riservato a uomini e donne. Dal 22 al 29 maggio “Cervia Sport Activity Sportur Beach Games”, un’intera settimana all’insegna dell’attività sportiva sulla spiaggia, abbinata ad un’alimentazione genuina e bilanciata. In programma tornei di Foot Volley, Beach Tennis e Beach Volley.


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Sul mare di Cervia-Milano Marittima, Fantini Club è un luogo unico dove potrai gustarti tutti i piaceri della vita di spiaggia: sole, movimento, food & drinks, relax e tanto divertimento. In più, Fantini Club è location ideale anche per party, eventi, wedding e business meeting.

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Tel. +39 0544 956519 - Fax. +39 0544 974501 info@fantiniclub.com Lungomare G. Deledda 182, Cervia - Milano Marittima (RA)


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L’EXPÒDEL MOLTO PIÙ DI UN BIKE-VILLAGE

PEDALE

Dal 1 al 3 aprile, sul lungomare di Cervia, la più grande fiera sul ciclismo all’aperto d’Italia

È

l’Expò del pedale, l’emporio che espone, in uno scenario unico, tutto lo scibile legato al mondo del ciclismo. Da venerdì 1 a domenica 3 aprile, torna - più ricco che mai - l’appuntamento con l’area espositiva della Granfondo Selle Italia ‘Via del Sale’. Riduttivo definirlo un semplice “bike village”. Con oltre cento aziende tecniche, si tratta della più grande ciclo-fiera all’aperto d’Italia, dove trovare tutte le ultime novità del settore. Il pubblico dei granfondisti potrà testare direttamente le innovazioni, confrontar-

si con i produttori e chiedere consigli ai grandi campioni delle due ruote ospiti nelle aree delle aziende. Tutte le caratteristiche di una fiera tecnica, insomma, ma senza biglietto di ingresso e con il vantaggio di poter visitare gli stand delle aziende direttamente con la propria bicicletta, per farla “testare” dai tecnici più esperti del settore ed avere i giusti consigli per migliorare la performance, l’assetto posturale e correggere i piccoli difetti. Ricca anche l’offerta legata agli integratori per modulare la dieta perfetta ed ottenere la massima prestazione in gara, così

come non mancheranno le aziende specializzate nell’abbigliamento tecnico. Ai ciclisti non resta quindi che parcheggiare l’auto in una delle tante aree di sosta in prossimità del villaggio (tutte ben indicate dalla segnaletica all’ingresso della città), scaricare il “ferro” e pedalare attraverso gli stand dell’expò che si snoda per oltre un chilometro sul suggestivo lungomare di Cervia. Questi gli orari dell’expò: venerdì dalle ore 15.00 alle 20.00, sabato dalle ore 9.00 alle 20.00 e domenica dalle ore 9.00 alle 19.00.


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LA BICI COME STILE DI VITA COSMOBIKE SHOW 2016

Partecipare a fiere internazionali porta alle imprese italiane un giro d’affari di oltre 60 miliardi di euro l’anno

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a macchina organizzativa di Veronafiere e di CosmoBike Show continua a pedalare a pieno ritmo verso la prossima edizione del Salone Internazionale dedicato alla bicicletta, in Fiera a Verona, dal 16 al 19 settembre 2016. Con oltre 50mila visitatori, 500 aziende e marchi provenienti da 24 paesi, quattro padiglioni, per un totale di 43mila metri quadrati espositivi, oltre 3.000 bike test effettuati in fiera, la 1° edizione accredita ufficialmente CosmoBike Show come rassegna di riferimento in Italia nel panorama della bici e unica anteprima nazionale delle novità 2017 del settore. Grazie all’ottimo riscontro ottenuto nella scorsa edizione sono già arrivate le prime importanti conferme di aziende e marchi internazionali del mondo bici che hanno scelto CosmoBike Show come vetrina del loro business. Veronafiere e CosmoBike Show portano avanti l’ambizioso progetto di dare al settore ciclo una manifestazione di rilievo internazionale, un punto di riferimento per buyers e dealers esteri. Per le imprese italiane infatti le fiere internazionali danno origine a un giro d’affari di oltre 60 miliardi di euro l’anno, e rappresentano il principale strumento di valorizzazione del “Made in Italy” nel mondo (Fonte AEFI – Associazione Esposizione Fiere Italiane). Sempre secondo AEFI la partecipazione a manifestazioni espositive propizia circa il 50%

dell’export globale delle imprese italiane. Dalla bici tradizionale alle mountain bike, da quelle da corsa a quelle elettriche, dalle fat-bike alle “special needs bike”, fino agli accessori e all’abbigliamento per ciclisti: i visitatori potranno toccare con mano i prodotti e provare i nuovi modelli novità 2017 nelle aree esterne che si ampliano nei tracciati appositamente realizzati e che, in particolare, vedranno la pista prova di moutain bike arricchirsi di percorsi e tracciati con diversi livelli di difficoltà. Anche quest’anno tecnologia, innovazione e stile di vita sono le linee guida del premio CosmoBike Tech Award che ricerca idee, progetti e prodotti che si distinguono nel settore ciclo per creatività ed originalità. La bicicletta diventa sempre di più il simbolo di uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente e CosmoBike Show è un evento che ha come unico obiettivo fare della bicicletta il mezzo di trasporto più utilizzato per gli spostamenti urbani a corto e medio raggio. Le tematiche inerenti la mobilità urbana, la sostenibilità ambientale e l’educazione civica saranno sviluppate all’interno di CosmoBike Mobility: Veronafiere sarà il luogo di incontro e di confronto di progettisti, tecnici, amministratori, aziende e associazioni su tutto quanto riguarda la progettazione e realizzazione di città a misura di bicicletta. La sostenibilità dunque è il cuore portante

della manifestazione: sull’onda del successo dell’edizione 2015, si potenzia il settore CosmoBike Tourism dedicato al cicloturismo. Sono circa mezzo milione i turisti che visitano l’Italia in sella a una bici e lo fanno soggiornando in una delle oltre ventimila aziende agrituristiche del Paese. Il cicloturismo rappresenta il 31% dell’attività turistica italiana, il 61% circa è costituito da turisti stranieri, il restante 39% da turismo interno. Oggi il cicloturismo in Italia rappresenta il 12% del PIL: un’attività turistica destagionalizzata, che si pratica per il 70% dell’anno, eco-sostenibile, sulla quale credere ed investire. E’ questo il peso del cicloturismo in Italia, un segmento che negli ultimi anni è cresciuto massicciamente confermando una tendenza alla vacanza “slow”, da assaporare lentamente lungo le caratteristiche strade bianche e percorsi ciclabili. Non è un caso che l’Italia, terra vocata al turismo, sia uno dei paesi leader nella produzione di biciclette (circa 25 milioni all’anno). Tra le novità di questa seconda edizione di CosmoBike Show è il settore “Legend”, un’intera area espositiva dedicata alla grande tradizione italiana ed europea del ciclismo, delle aziende che hanno fatto la storia della bicicletta nel mondo, dei modelli, lo stile, lo spirito che ancora oggi ispirano e attraggono appassionati e collezionisti.


I N T E R N A T I O N A L

B I K E

E X H I B I T I O N

VE RO NA 1 6/ 19 S E T T E M BRE / S E PT E M BE R 2 016 W W W.CO S M O B I K E S H OW.CO M


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PEDALARE A “RISCHIO ZERO”

“GRAN FONDO SICURE?

IL 69% DICE SÌ”

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a sicurezza nelle Gran Fondo è un tema serio che va gestito da veri professionisti. Quando poi ai nastri di partenza si allineano quasi cinquemila ciclisti, ogni dettaglio deve essere curato con la massima attenzione. Serve dunque personale altamente qualificato che, spigolando tra esperienza e conoscenza dei codici, sappia garantire i più alti standard di sicurezza. Anche alla Gran Fondo Via del Sale, seppur con la collaborazione delle staffette di Selle Italia, alla consolle del piano sicurezza ci sarà Silvano Antonelli, presidente e fondatore del G.S. Progetti Scorta, direttore di corsa, autore di manuali e pubblicazioni sulla sicurezza nelle gare ciclistiche. Ispiratore della introduzione nel Codice della Strada delle Scorte Tecniche e degli Addetti alle Segnalazioni Aggiuntive, organizzatore del “Giorno della Scorta” e del “Premio Sicurezza”, Consigliere regionale della FCI Emilia-Romagna, Antonelli è l’uomo che - ciclisticamente parlando - fa rima con sicurezza. Presidente Antonelli, oggi le Granfondo sono “sicure”? In una recente indagine svolta dal nostro Gruppo, su un campione di 2.388 cicloamatori, il 69% di questi ha giudicato “sufficiente” il livello di sicurezza nelle Granfon-

do. Un dato incoraggiante, che premia lo sforzo sostenuto dagli organizzatori, che tranquillizza le Forze di Polizia e che rende merito a chi si è battuto in questi anni perché le manifestazioni ciclistiche avessero una loro specifica considerazione nel Codice della Strada. Segnalo però che in alcune aree del Paese, sono ancora troppi i casi dove la sicurezza è sottovalutata tanto dagli organizzatori quanto dai “pedalatori”. Quali sono state le tappe più significative che hanno portato ad un apprezzabile grado di sicurezza nelle Granfondo e nelle gare ciclistiche in genere? Il momento-chiave è stata l’introduzione delle figure della Scorta Tecnica e degli Addetti alle Segnalazioni Aggiuntive inserite nel C.d.S. rispettivamente nel 2003 e nel 2008. Molto importante è stato poi il successivo processo formativo ed abilitativo di migliaia di volontari (motociclisti e personale appiedato) che un tempo svolgevano la loro funzione di scorta attrezzati solo di passione mista a tanta improvvisazione. Di straordinaria efficacia, infine, è stata l’introduzione della sospensione temporanea del traffico in occasione del transito della gara ciclistica. Attualmente, si sta facendo qualcosa di

La sicurezza nelle corse è un tema serio che va gestito e curato da personale altamente qualificato. Ne parliamo con Silvano Antonelli, presidente e fondatore del G.S. Progetti Scorta, direttore di corsa, autore di manuali e pubblicazioni sulla sicurezza nelle gare ciclistiche

particolare per migliorare ulteriormente la sicurezza? Si sta facendo tanto e un po’ ovunque ma, dovendo scegliere qualcosa di strategico, indicherei la scelta recentemente fatta dal Coni di obbligare tutti gli Enti di Promozione Sportiva ad adottare regolamenti tecnici simili tra loro ed in perfetta sintonia con quello della Federazione di riferimento, allo scopo di realizzare ovunque standard organizzativi sufficienti per qualità e sicurezza. Ci saranno novità nel prossimo futuro? Mi auguro fortemente di sì, in particolare pensando alla riforma del Codice della Strada attualmente in discussione al Senato. Sono ipotizzate misure innovative a favore di tutti gli “utenti deboli”, tra cui i ciclisti. Accogliamo con favore anche la spinta da parte del Ministero dell’Interno che intende ampliare le figure con compiti ausiliari di Polizia, con riferimento specifico anche alle gare ciclistiche, che in tal modo verrebbero a beneficiare di maggiore sicurezza in conseguenza del riconoscimento giuridico e dei maggiori poteri attribuiti al personale addetto ai servizi di scorta. Un processo fortemente sostenuto dalla stessa Polizia Stradale, che in ogni caso resterà sempre il riferimento assoluto per la sicurezza delle nostre manifestazioni.


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PEDALATE NELLA NOSTRA

WELL NESS VALLEY Andrea Corsini Assessore al Turismo Regione Emilia-Romagna

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venti come questa Gran Fondo di cicloturismo Via del Sale Selle Italia consentono di esaltare lo spirito sportivo della Romagna, ma al tempo stesso mettono in risalto il desiderio di esplorazione del territorio, sia immergendosi nella natura, sia sperimentando una delle caratteristiche della nostra gente: il vivere bene e sano in Romagna, la nostra Wellness Valley. Trovo sia un’ottima scelta quella di individuare nella “condivisione” il tema del ventennale. Mai come in questo momento, infatti, lo sport in generale e il cicloturismo in particolare possono rappresentare un importante stimolo alla partecipazione, abbattendo da un lato tante barriere ed esaltando dall’altra la capacità di apprezzare, tutti insieme, ciò che di bello ci sta intorno. Condividendo, appunto, una passione. E di bello la Romagna ha davvero tanto.

Ne rimangono colpiti i turisti che sempre più numerosi vengono a trascorrere da noi una vacanza. Apprezzano la natura incontaminata, la calda accoglienza unita alla professionalità dei nostri operatori, la qualità delle eccellenze gastronomiche del territorio e la nostra capacità di farli sempre sentire protagonisti. Coniugare la passione per lo sport con la tutela ambientale è poi una delle priorità dell’Emilia-Romagna. Basta pensare, ad esempio, alle grandi opportunità turistiche che offrono i parchi e le riserve naturali, le spiagge, le piste ciclabili e i percorsi sterrati, le nostre città d’arte e i borghi storici incastonati in un entroterra tutto da esplorare. E penso anche al percorso della Via del Sale, un evento che fa ormai parte della nostra tradizione ciclistica e che si snoda lungo strade che, negli anni, hanno visto protagonisti non solo migliaia di cicloturisti, ma anche gran-

di campioni. Esaltando anche un pezzo della nostra storia, quella che ci riporta alla vita dei “salinari” che, partendo dalle Saline, andavano a consegnare il loro prodotto attraversando borghi e colline. Qualità e tipicità dell’offerta, ecco due parole chiave che caratterizzano le proposte turistiche dell’Emilia-Romagna, ma che sono anche alla base di eventi come quello che vede protagonista Cervia e un “pioniere” della vacanza attiva come Claudio Fantini. Con la ventesima edizione della Gran Fondo, Cervia sale alla ribalta della Riviera dello Sport, la Riviera che in ogni momento dell’anno è in grado di offrire attività fisica e benessere. E che, da sempre, accoglie col sorriso tutti i suoi ospiti. Andrea Corsini Assessore al Turismo Regione Emilia-Romagna


Cervia - Citta giardino


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IO C’ERO

LA MIA VIA DEL SALE con

INDURAIN Riccardo Magrini ex professionista di ciclismo, oggi opinionista di Eurosport

Nell'edizione 2001, Riccardo Magrini partecipò alla Gran Fondo cervese assieme al Navarro: "E anche quella volta ebbi l'impressione di pedalare dietro ad una moto"

S

ulle strade della Via del Sale, oltre al mitico Marco Pantani, ha pedalato anche un altro monumento del ciclismo moderno: Miguel Indurain. A raccontare l’aneddoto è Riccardo Magrini, ex professionista, oggi commentatore per Eurosport, l’uomo che condurrà il Gran Galà per i 20 anni della Via del Sale in programma a Cervia il prossimo 1° aprile: “Di Indurain a Cervia - spiega Magrini ricordo in particolare l’atteggiamento da gentleman che, per la verità, ha sempre contraddistinto tutta la sua vita personale e sportiva. Anche in quel frangente, correndo vicino a lui, ho avuto l’impressione di pedalare dietro ad una ‘moto’. In pianura era in grado di sviluppare una velocità impressionante. Ricordo che, ad un certo punto della corsa, restò davanti per decine di chilometri senza mai chiedere il cambio. ‘Ehi Miguel’, gli dissi ad un certo punto… ‘guarda che possiamo andare anche più piano’. ‘Più piano di così?’, rispose lui”. Ma la partecipazione di Riccardo Magrini all’edizione 2001 della Via del Sale pas-

serà anche agli annali della corsa per l’aneddoto spassosissimo del “sasso nero”, il soprannome che, dopo quella giornata, gli resterà appiccicato addosso per tutta la vita: “Noi eravamo reduci da un ‘camp’ con Davide Cassani - prosegue Magrini - e dunque avevamo maturato il diritto di partire in griglia. Un’occasione irripetibile e, infatti, la mattina della partenza eravamo tutti un po’ gasati. Io, a quei tempi, come oggi del resto, ero ovviamente un tantino sovrappeso e dunque, stanco delle prese in giro dei compagni, ad un certo punto lanciai una sfida: ‘Se io, alla prima salita, sono trai i primi dieci, mi offrite tutti da bere’. Loro accettarono la scommessa, convinti che, con quel fisico appesantito, non avrei mai avuto la possibilità di stare davanti. E invece andò in maniera diversa. Agevolato anche dalla partenza in griglia, andai su col mio passo e, dopo una quindicina di chilometri, all’imbocco della prima salita del percorso, sfruttando anche la mia esperienza da ex professionista, sfilai tra i primi dieci”. Ma come nasce la leggenda del “sasso nero”? “Io quella giornata

- ricorda ancora Magrini - indossavo una divisa grigia. Dopo aver vinto la mia personale scommessa, mi alzai sui pedali per rifiatare. Volevo sfilarmi dai battistrada guadagnando il margine della carreggiata, ma ad un certo punto, rallentando all’improvviso, mi sfrecciarono sia da destra che da sinistra centinaia di corridori. In pratica, per qualche minuto, restai al centro della carreggiata, impalato come un sasso. Purtroppo la scena non passò inosservata ai miei compagni che, da quel giorno, coniarono il nomignolo di ‘Sasso Nero’”. Dopo quell’esperienza, a causa dei concomitanti impegni di telecronaca (in quei giorni si corre sempre il Giro delle Fiandre o la Parigi Roubaix), Riccardo Magrini la Via del Sale non l’ha più corsa. Quest’anno, però, tornerà nelle vesti di cronista, conducendo il Gran Gala per i 20 anni: “Sarà un’occasione importante - spiega nobilitata dalla presenza di Alex Zanardi, uno sportivo che amo particolarmente e che, ne sono certo, anche quella sera, sarà in grado d’insegnarci qualcosa d’importante”.


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Prodotto dalla San Marino RTV in collaborazione con il Magazine InBici. Trentanove puntate sul mondo composito delle due ruote, declinate nelle sue infinite varianti, dal professionismo ai cicloamatori, passando per turismo “green”, eco-sostenibilità, benessere ed urbanistica ciclo-pedonale. La bicicletta è quotidianità e leggenda e, dunque, partendo da questa definizione, si racconterà il mondo del ciclismo da diverse angolature, spigolando tra fenomeno sociale e valore epico.

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n laboratorio di idee, una miniera “working in progress” di eventi, una consolle sempre al lavoro con una mission ben precisa: il turismo sportivo. Questo e tanto altro è Sportur, il progetto nato nel 1996 dall’intuito avanguardista di Claudio Fantini, imprenditore cervese che ha fatto dell’ospitalità e dello sport un marchio di fabbrica. Dopo aver ereditato dai genitori il “bagno” di famiglia (acquistato nel 1959 dalla madre Fiorina e dal padre Antonio sul Lungomare di Cervia), negli anni ‘80 Claudio Fantini trasforma questo spicchio di spiaggia nell’Eldorado degli sportivi e degli amanti del benessere. E così, nel 1984, sugli arenili di Romagna, compare uno sport nuovo: il beach volley. Da quel momento nasce un fenomeno e, quello stesso anno, proprio

al Fantini Club, si disputa il primo torneo ufficiale di beach volley in Europa. Nel 1996 Claudio Fantini ha un’altra felice intuizione: unire al mondo dello sport le politiche promozionali del turismo. E viceversa. Fonda così Sportur, per organizzare e promuovere eventi sportivi: gare, tornei, scuole e camp con grandi campioni. Fiore all’occhiello di Sportur è la Granfondo Selle Italia Via del Sale, che ogni anno coinvolge migliaia di ciclisti e che è fra le più importanti granfondo d’Italia. Nel 2009, logica emanazione di un progetto sempre più strutturato, nasce Sportur Club Hotel, un concept innovativo di ricettività per la riviera dell’Emilia Romagna dedicato a tutti coloro che amano lo sport e le vacanze dinamiche. Nel 2013 Claudio Fantini lancia HQ. Non un nuovo spazio, ma una filosofia sempli-

Tornei, ospitalità, servizi “HQ” e adesso anche un’agenzia viaggi. Alla scoperta di un grande contenitore di eventi che, in Romagna, ha cambiato per sempre la filosofia della vacanza

ce da capire e da usare, dove HQ sta per High Quality. Un modo per gustarsi la vita al 100% in piena forma, benessere e positività. Uno stile di vita che a Cervia-Milano Marittima diventa un vero e proprio stile di vacanza. Nel 2015 da questo inesauribile terreno di idee, nuove visioni e servizi trae energia SPORTUR TRAVEL, nuovo Tour Operator e agenzia viaggi dedicato a chi si muove per passione dello sport. Pacchetti, destinazioni ed eventi per praticare in libertà il proprio sport e per vivere vacanze all’insegna dello Star Bene, in linea con un Italian Lifestyle che abbina movimento e relax, alimentazione equilibrata e sano divertimento. E’ la nuova frontiera di una multi-utility della vacanza. E sicuramente non sarà l’ultima.


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I

mmaginiamo cos’era il ciclismo fino a pochi anni fa. Ricordiamoci di cosa significava dedicarsi alla propria passione. Cos’è cambiato? La fatica è la stessa, la passione anche. Ciò che è radicalmente diverso è l’approccio del ciclista nell’organizzazione del proprio tempo. In un’epoca dove non corri solo in bici ma anche nella vita di tutti i giorni, è fondamentale organizzare, informarsi e acquistare in modo semplice e immediato. Sembra incredibile ma nessuno fino ad ora aveva realizzato una APP che davvero riassumesse tutte le esigenze del ciclista di oggi. Quando abbiamo scoperto Bike Master inizialmente il nostro approccio è stato scettico, non ne comprendevamo a pieno le potenzialità. Abbiamo dovuto ricrederci. Come per le grandi rivoluzioni, Bike Master è quel servizio che ti sembrava inutile fino a che non lo provi. Poi diventa indispensabile. Dagli aspet-

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Rumsas Raimondas vincitore dell’edizione 2006

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L’ALBO D’ORO

Due campioni del nostro ciclismo Massimiliano Max Lelli e Mario Cipollini al via nella 16ª Edizione

L’

anno scorso, sul traguardo del lungomare, sfrecciarono Tiziano Lombardi (per il lungo) e Iader Fabbri (per il medio). Al termine di una corsa come sempre vibrante ed avvincente, furono loro a spuntarla diventando i 19esi-

mi vincitori della Gran Fondo via del Sale. Prima di loro altre imprese ed altre storie, anche se nell’albo d’oro che troverete in queste pagine, siamo partiti dall’anno 2004, l’edizione cioè che - in termini organizzativi - segnò per la Via del Sale il definitivo salto di qualità.


L’ALBO D’ORO DELLA GRAN FONDO VIA DEL SALE

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2015

2011

2007

PERCORSO MEDIO 1 Fabbri Jader 02:37:39.64 40,72 2 Borgese Stefano 02:37:39.65 40,72 3 Viglione Leonardo 02:37:39.84 40,72

PERCORSO MEDIO 1 Nicoletti Stefano 02:47:58.10 38,22 2 Lazzari Silver 02:48:05.40 38,19 3 Benedetto Davide 02:48:05.45 38,19 1F Gentili Claudia 02:56:54.70 36,28

PERCORSO MEDIO 1 Kivishev Eduard 02:35:20.10 38,63 2 Panichi Mario Mariano 02:34:55.30 38,58 3 Alberti Antonio 02:35:53.29 38,49 1F Prati Maria Cristina 02:51:10.80 35,05

2014

2010

2006

PERCORSO MEDIO 1 Amerighi Fabrizio 2:38:08.88 40,60 2 Giulianelli Moreno 2:38:10.13 40,59 3 Magon Davide 2:38:12.88 40,58 1F Shartmueller Astrid 2:42:39.87 39,47

PERCORSO MEDIO 1 Nicoletti Stefano 02:41:06.10 39,85 2 Guizzarro Angelo 02:41:07.80 39,85 3 Volpe Daniele 02:41:13.00 39,82 1F Prati Maria Cristina 02:56:12.70 36,44

PERCORSO MEDIO 1 Toni Paolo 02:38:19.2 37,79 2 Saccomanni Enrico 02:38:38.8 37,76 3 Sergenti Massimo 02:38:49.3 37,75 1F Merloni Melissa 02:52:33.8 34,77

2013

2009

2005

PERCORSO MEDIO 1 Anzalone Mattia 02:41:45.00 38,21 2 Borgese Stefano 02:41:45.10 38,21 3 Viglione Leonardo 02:41:45.34 38,21 1F Schartmuller Astrid 02:52:20.00 35,86

PERCORSO MEDIO 1 Saccomanni Enrico 02:45:41.00 38,75 2 Bucci Emanuele 02:47:05.00 38,42 3 Lazzari Silver 02:47:21.40 38,36 1F Merloni Melissa 02:59:57.00 35,68

PERCORSO MEDIO 1 Pareschi Alessio 02:43:04.0 36,79 2 Fabbri Marco 02:42:45.0 36,79 3 Baldassarri Renato 02:42:31.0 36,79 1F Merloni Melissa 02:54:32.0 34,36

2012

2008

2004

PERCORSO MEDIO 1 Guizzaro Angelo 02:48:22.10 38,13 2 Bruschi Matteo 02:48:22.32 38,13 3 Barbetta Stefano 02:48:22.34 38,13 1F Prati Maria Cristina 02:59:03.30 35,86

PERCORSO MEDIO 1 Nencini Andrea 02:36:13.10 38,41 2 Saccomanni Enrico 02:36:13.30 38,41 3 De Bastiani Alex 02:39:53.10 37,53 1F Merloni Melissa 02:52:29.20 34,79

PERCORSO MEDIO 1 Baldassarri Renato 02:43:11.0 36,77 2 Pareschi Alessio 02:43:11.0 36,77 3 Muratori Dario 02:43:14.0 36,76 1F Merloni Melissa 02:53:25.0 34,6

PERCORSO LUNGO 1 Lombardi Tiziano 03:59:32.62 media 38,07 2 Zanetti Igor 03:59:32.63 38,07 3 Busbani Giampaolo 04:03:42.49 37,42 1F Gentili Claudia 04:23:05.95 34,67

PERCORSO LUNGO 1 Castagnoli Federico 04:01:47.60 37,22 2 Farlzarano Alfonso 04:01:49.25 37,22 3 Morrone Marco 04:01:52.81 37,21 1F Ciuffini Chiara 04:17:17.80 34,98

PERCORSO LUNGO 1 Di Salvo Giuseppe 04:06:05.00 36,57 2 Magazzini Enrico 04:06:05.20 36,57 3 Bertuola Alessandro 04:06:06.00 36,57 1F Rinaldi Ilaria 04:17:26.80 34,96

PERCORSO LUNGO 1 Pinizzotto Leonardo 04:09:59.00 37,2 2 Calo’ Euprepio 04:09:59.90 37,2 3 Caddeo Manuele 04:10:00.10 37,2 1F Gentili Claudia 04:22:01.50 35,49

PERCORSO LUNGO 1 Fioretti Luca 04:29:37.20 36,72 2 Cavalli Gianluca 04:29:38.40 36,72 3 Fanelli Ivan 04:29:39.60 36,72 1F Luperini Fabiana 04:47:08.80 34,48

PERCORSO LUNGO 1 Bertuola Alessandro 04:29:25.00 36,75 2 Centenaro Andrea 04:31:54.40 36,41 3 Miorin Devis 04:32:21.70 36,35 1F Luperini Fabiana 04:43:49.40 34,88

PERCORSO LUNGO 1 Sacchi Fabio 03:57:55.00 37,83 2 Bajenov Alexander 03:57:55.41 37,83 3 Jones Timothy 03:57:55.45 37,83 1F Lancioni Barbara 04:16:28.10 35,09

PERCORSO LUNGO 1 Bazhenov Alexander 04:06:58.60 36,93 2 Chocol Michel 04:09:24.60 36,57 3 Frigo Maurizio 04:11:20.14 36,29 1F Lancioni Barbara 04:23:48:70 34,57

PERCORSO LUNGO 1 Rumsas Raimondas 04:02:26.50 37,12 2 Jones Thimothy David 04:02:26.80 37,12 3 Chaburka Anatoli 04:05:42.71 36,63 1F Lancioni Barbara 04:26:03.14 33,75

PERCORSO LUNGO 1 Rumsas Raimondas 04:03:58.6 38,12 2 Cavalli Gianluca 04:06:37.0 37,71 3 Torres Juan 04:05:27.7 37,66 1F Lancioni Barbara 04:27:23.3 17,31

PERCORSO LUNGO 1 Balducci Mirco 04:26:32.0 34,89 2 Ceralli Christian 04:26:32.0 34,89 3 Rezzani Michele 04:26:32.0 34,89 1F Bandini Monica 04:40:51.0 33,11

PERCORSO LUNGO 1 Biasci Simone 04:24:03.0 36,26 2 Stybar Zdenek 04:48:03.0 36,26 3 Tani David 04:49:45.0 36,25 1F Bandini Monica 05:12:24.0 33,82


Cervia - Sposalizio del Mare


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LE STRADE DEI SAPORI PERCORSO GOURMET

S

pigolando tra sport e gastronomia, il 3 aprile - tra gli eventi collaterali della Gran Fondo via del Sale - è in programma il “Percorso Gourmet: le strade dei sapori”, una pedalata ciclo-gastronomica non competitiva aperta a tutti. L’itinerario si snoderà attraverso i punti più suggestivi della costa e dell’entroterra cervese, con soste e degustazioni dei prodotti caratteristici locali. Il percorso, che

misura 40 chilometri (interamente pianeggianti), è adatto a tutti - esperti e principianti - con qualsiasi tipo di bicicletta. Il programma prevede la partenza dal Fantini Club alle ore 10.00 di domenica 3 Aprile con arrivo previsto alle ore 14.00 circa. La quota di iscrizione è di euro 10 ed è possibile pre-iscriversi direttamente sul posto fino a domenica mattina alle ore 9.00 presso lo stand informazioni Sportur.

LA QUOTA COMPRENDE 1) assistenza lungo il percorso, 2) gadget Gourmet, 3) 5 punti gourmet con buffet nei seguenti locali: Ristorante Trattoria Tantlòn, Piadineria Al Chiosco, Apicoltura Brusi Cervia, Ristorante Pizzeria Genny Ristorante Pizzeria La Taverna.


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JET-MAN

PEDALA CONTRO IL TEMPO E

VINCI LA GRIGLIA D’ONORE C’

è un modo - soltanto uno - per regalarvi un prestigioso pettorale in griglia d’onore alla Gran Fondo Selle Italia. Non bastano raccomandazioni né corsie preferenziali. Per guadagnarvelo dovete pedalare più veloce degli altri. Si chiama “Jet man - Via del Sale” ed è una gara a cronometro di due chilometri che mette in palio trenta ingressi in griglia d’onore alla Gran Fondo Via del Sale. Una gara contro il tempo per ritagliarsi una partenza da vip, con la strada sgombra davanti e la possibilità, almeno per i primi metri, di elu-

dere la ressa dei cinquemila. Il challenge si svolgerà sabato 2 aprile alle ore 17.30 con ritrovo in viale Roma, nel centro di Cervia e, come al solito, promette grande spettacolo. Per chi gareggia infatti con velleità agonistiche la partenza in griglia d’onore è un vantaggio tutt’altro che trascurabile. L’iscrizione alla prova è totalmente gratuita per gli iscritti alla Granfondo, mentre per i non iscritti la quota è di 10 euro. Sono accettate le prime 100 iscrizioni che devono pervenire entro sabato 2 aprile alle ore 16.00. La gara è aperta a tutti i tesserati ed enti

Sabato 2 aprile nel centro storico di Cervia una gara a cronometro di 2 chilometri assegnerà trenta pettorali per partire davanti a tutti

di promozione ciclistica dai 19 anni in su (indispensabile la tessera da cicloamatore). I partecipanti verranno suddivisi in tre fasce: Fascia A (categorie Junior, Cadetti e Senior), Fascia B (categorie Gentleman e Super-gentleman) e Donne (tutte le partecipanti femminili appartenenti a qualunque categoria). I primi dieci miglior tempi di ognuna delle tre fasce verranno premiati con l’inserimento in griglia d’onore alla 20ª edizione della Granfondo Selle Italia Via del Sale. Una poltrona d’onore per vivere da protagonisti gli attimi cruciali della corsa.


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VIETATO AI MAGGIORI

EDUCHIAMO I CICLISTI DEL DOMANI

Tra le iniziative collaterali della Via del Sale una prova di educazione stradale riservata ai giovanissimi ed un percorso-gimcana in collaborazione con la Polizia Municipale di Cervia

L’

organizzazione della Gran Fondo Via del Sale da sempre promuove iniziative finalizzate alla promozione della mobilità sostenibile tra le giovani generazioni. Un impegno che ha un obiettivo ben preciso: educare i ciclisti del domani. Per questo, in stretta sinergia con la Polizia Municipale di Cervia, tra gli eventi collaterali della Gran Fondo figurano anche prove di abilità e conoscenza della regolamentazione stradale e pedalata su un circuito urbano di 11 chilometri aperto a tutti i ragazzi. L’iscrizione è gratuita e ai partecipanti si

richiede esclusivamente l’utilizzo obbligatorio di un casco omologato. Il gruppo sarà scortato dagli agenti della Polizia Municipale di Cervia e, lungo il percorso, verranno spiegate ai piccoli atleti le regole basiche della circolazione stradale. Al termine, a tutti i partecipanti verrà rilasciato un diploma di partecipazione, oltre a gadget omaggio e premi in sorteggio. Le iscrizioni si ricevono direttamente sul posto, sabato 2 Aprile, dalle ore 13.00. La giornata si aprirà alle ore 14,30 con il ritrovo al Fantini Club (spiaggia 182, Lungomare G.Deledda, Cervia). Alle ore 15,30 partenza della “Pedalata dei Piccoli Atleti” (lungo il

percorso, sosta degustazione presso il ristorante “L’Azdora del Mare” di Milano Marittima). Alle ore 17,00 l’arrivo presso Fantini Club dove ad attenderli ci sarà un prelibato ristoro (gelato-merenda) e alle ore 17,30 gran finale con le premiazioni a sorteggio. Sabato 11 aprile (ore 15-18,30) e domenica 12 aprile (ore 10-18.30) è prevista anche una “gimcana”, ovvero una prova di abilità per i bimbi dai 4 anni in su sempre in collaborazione con la Polizia Municipale di Cervia. I baby ciclisti si cimenteranno su un percorso ad ostacoli aperto a tutti. Iscrizione gratuita direttamente sul posto. Gadget per tutti i partecipanti.


Foto Archivio APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi (Newspower, M. Miori, A. Grassini)

Partecipa a La Leggendaria Charly Gaul UCI Gran Fondo World Series, unica tappa italiana dell’UCI World Cycling Tour per qualificarsi alla Finale del Campionato Mondiale per Cicloamatori! La Leggendaria Charly Gaul, intitolata all’Angelo della Montagna e alla sua mitica impresa al Giro d’Italia dell’8 giugno 1956, vi aspetta dal 15 al 17 luglio nell’affascinante territorio di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi. Venerdì 15 si terrà la gara 11 a cronometro attraverso i caratteristici borghi della Valle dei Laghi e domenica 17 la granfondo e mediofondo con partenza dalla bellissima Piazza Duomo, passaggio fra incantevoli specchi d’acqua, vigneti e borghi della Valle dei Laghi e Valle di Cembra fino alla scalata degli avvincenti e decisivi tornanti del Monte Bondone. www.laleggendariacharlygaul.it LaleggendariaCharlyGaul TH

n

editio

In onore di Francesco Moser e della sua famiglia, che ha scritto la storia del ciclismo dagli anni ‘50 ai giorni nostri, La Moserissima - La Ciclostorica di Trento festeggia il prossimo 16 luglio la sua seconda edizione ed è unica tappa del Trentino Alto Adige del Giro d’Italia d’Epoca. Il fascino vintage per una ciclopedalata internazionale con biciclette da corsa d’epoca costruite prima del 1987 attraverso Trento e la Valle dell’Adige lungo le cui sponde si snodano una fitta rete di piste ciclabili, suggestive strade bianche immerse nella natura alla scoperta di caratteristici borghi e passaggi nella storia della Via Claudia Augusta, l’antica strada romana. www.lamoserissima.it LaMoserissimaCiclostoricaTrento INFO E ORGANIZZAZIONE ASD Charly Gaul Internazionale charlygaul@discovermontebondone.it Tel. +39 0461 216000

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re e v i v a d sfere o m t a aghi…


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IN OMAGGIO AL PAPA SCOMPARSO

2 APRILE 2005

ARRIVO SENZA VINCITORI

È

il 2 aprile del 2005. Sabato pomeriggio. Nel villaggio-gara la solita frenesia brulicante che contraddistingue ogni vigilia: i ciclisti, con la bici accanto, controllano il numero di pettorale nel grande tabellone davanti alla segreteria. Tutto attorno il caotico “via vai” di pacchi-gara, gli iscritti che si scambiano le ultime impressioni e con le mani disegnano nell’aria quella parte decisiva del tracciato. L’atmosfera però non è quella di sempre.

I telegiornali raccontano in mondovisione gli ultimi istanti di vita terrena di Papa Giovanni Paolo II, un pontefice molto legato a Cervia che, in una giornata storica per questa comunità, lo aveva ospitato l’11 maggio del 1986. Alle ore 21,37 arriva la ferale notizia: il Papa è morto. Il paese intero si ferma e si inginocchia in preghiera. E lo sport non fa eccezione. A Cervia ci sono 5000 ciclisti. E mentre l’organizzazione della Via del Sale ragio-

Giovanni Paolo II in visita a Cervia 1986 - Photo by Crepaldi

na sul da farsi, a dirimere ogni incertezza, ci pensa l’indicazione ineludibile del Prefetto: per questioni di sicurezza ed ordine pubblico la manifestazione si deve fare. Alla mattina alle 8 sono tutti allineati sul lungomare. L’atmosfera è irreale: un grande silenzio accompagna l’ingresso in griglia dei ciclisti. Il microfono si accende solo per annunciare che la manifestazione si farà, ma non sarà una gara. Nessuna classifica. Nel silenzio si alza piano, poi sempre più forte, l’applauso spontaneo della gente. Sul percorso, “radio corsa” racconta invece di una gara vera, con fughe, scatti ed inseguimenti. A 10 chilometri dall’arrivo succede però l’impensabile. I primi rallentano. Il gruppo si compatta. Gli ultimi chilometri sono l’omaggio che i ciclisti della Granfondo tributano al Papa scomparso. Senza alcun accordo, ma con la stessa emozione, il gruppo imbocca compatto il lungo rettilineo d’arrivo del lungomare. In silenzio e nel silenzio. Tutti con le braccia alzate. Hanno vinto tutti, disse all’arrivo un grande amico della granfondo. Ciao Armando Zamprogna. E grazie di tutto Sua Santità.


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LA VISITA DI PANTANI

C’È UN PIRATA

“CONTRO MANO” La Squadra Mercatone Uno a Parigi dopo la vittoria del Tour de France

T

antissimi “amici”, in questi vent’anni, hanno pedalato sulle strade della Via del Sale. Personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo, della politica. Volendoli citare tutti, rischieremmo sicuramente di dimenticarne qualcuno. Qui però vogliamo ricordarne uno, come si dice “uno per tutti”. È il 6 aprile del 1997 e sono le 7,45. Mancano 15 minuti alla partenza. E’ la prima edizione della granfondo. Ogni anno, quando lo speaker inizia il conto alla rovescia, l’emozione sale forte. Tutto è pronto: i ciclisti impugnano forte il manubrio, le moto si scaldano, la bandiera a scacchi è pronta ad abbassarsi. Poi, all’improvviso, il personale di servizio, quello collocato alla prima curva, comincia ad agitarsi. C’è un gruppo di ciclisti che sta venendo incontro alla gara. Non sono riusciti a fermarli. Avranno sbagliato le indicazioni, pensa qualcuno. Fermateli. Vengono dalla parte sbagliata! Effettivamente un gruppo di una decina di ciclisti imbocca il viale e, con piglio sicuro, viene incontro al gruppo fermo, in attesa del via. Sono tutti vestiti con un’inconfondibile divisa gialla. Arrivano e si posizionano davanti al gruppo, in attesa dello start “Mi hanno detto che c’è una gara, sono venuto con un gruppo di amici. Possiamo farla anche noi?”. Quel giorno Cervia conobbe Marco Pantani

Il Campione Marco Pantani


Foto: Federico Modica


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IO C’ERO

MARCELLO SIBONI: “QUELLA GRAN FONDO CON

PANTANI” I

n quella memorabile mattinata primaverile del 1997, Marcello Siboni - il più fedele gregario del Pirata - c’era. Per lui, Marco e gli uomini Mercatone una sgambata come tante. Per la rassegna cervese appena nata, una pietra miliare della sua storia: “Fu Cassani - ricorda oggi Siboni - ad organizzare quella situazione. Con Davide, in quegli anni, quando eravamo a casa, ci si ritrovava spesso per una pedalata sulle strade di Romagna. L’appuntamento era al semaforo della statale, quello delle saline di Cervia. In quel punto, Pantani, Fontanelli, Gasperoni, Conti e il sottoscritto, molto spesso, ci ritrovavamo col gruppo Cassani per delle uscite che, a volte, duravamo un’intera giornata. L’idea di partecipare alla Gran Fondo del Sale nacque in una di quelle adunate. Davide ci disse: ‘Ragazzi, domenica andiamo a Cervia’. E così fu”. Cosa ricorda di quella mattinata quando, con tutti i ciclisti già ai blocchi di partenza, voi imboccaste contromano il rettilineo? “Ricordo gli occhi sorpresi della gente, che ci scrutava come fossimo marziani. Del re-

sto, in quegli anni, avere Marco Pantani ad una gran fondo era come se oggi, durante una partita di terza categoria, all’improvviso scendesse in campo Messi”. Durante la corsa ci furono problemi? “Al di là di qualche legittima curiosità, nessun problema. I cicloamatori conoscono le regole ed il rispetto, per cui nessuno diede fastidio a Marco”. Per voi fu una sgambata come tante... “Sì, nessuno fece il fenomeno, anche se, per scherzare, qualcuno allungò un po’. Ma ovviamente solo per farci due risate”. E sotto il traguardo? “A dire il vero, se ricordo bene, sotto il traguardo non ci arrivammo. Con Marco ci sarebbero stati sicuramente problemi di ‘ordine pubblico’, quindi nei pressi di Cesena ci defilammo dalla corsa e tornammo tutti a casa”. Pedalare sulle strade romagnole con Pantani era un problema? “Mah, noi ci avevamo ormai fatto l’abitudine, ma attorno a noi, qualche volta, accadeva l’inverosimile. Le auto che facevano inversione a ‘u’, i cicloamatori che rischiavano l’infarto per mantenere il nostro

Il gregario più fedele ricorda quella memorabile mattinata: “Fu Cassani ad avere l’idea. Ma per non creare problemi di ordine pubblico, alla fine, evitammo di tagliare il traguardo”

passo e la gente che ti salutava come se fossimo in gara. Ricordo che, quando arrivavamo dalle parti di Novafeltria, puntualmente il traffico impazziva e si formavano 2-3 chilometri di coda”. E Marco come reagiva a queste situazioni? “Lui era tendenzialmente molto disponibile, sapeva che quello era il prezzo da pagare per la sua notorietà planetaria e dunque il più delle volte reagiva senza particolari fastidi. Del resto, questo è il bello del ciclismo che, a differenza di altre discipline sportive, ti porta sempre tra la gente”. E quando qualcuno esagerava? “Quando ci allenavamo, in alcune circostanze, proteggevamo Marco con una sorta di cordolo. Talvolta capitava di incontrare qualche ciclista un po’ troppo eccitato, in quel caso - a turno - uno dei gregari lo avvicinava e, sempre con modi educati, gli spiegava che Marco, in quel momento, si stava allenando seriamente e dunque non poteva essere disturbato. Ancora oggi mi sembra di sentire la sua voce: ‘Vai Sibo, pensaci tu’…”.


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CERVIA CITTÀ DELLO SPORT

PAROLA D’ORDINE…

MOVIMENT C

ervia è anche soprannominata “Città dello Sport”, per le infinite opportunità sportive che le quattro località e i loro immediati dintorni offrono a professionisti e amatori. Dalla bicicletta alla vela, al tennis, alle attività sportive sulla sabbia e sull’acqua, al golf, all’equitazione, fino alle immersioni subacquee e al paracadutismo, il raggio di possibilità per praticare la propria passione o per provarne

una nuova è amplissimo. La vacanza può così diventare “attiva”, grazie ad esempio all’Adriatic Golf Club Cervia, centro golfistico che può considerarsi in Italia fra i più attrezzati, con le 27 buche del tracciato (il primo a nascere sulla costa romagnola) che si snodano su un’area di quasi 100 ettari costeggiante la pineta e il mare. O grazie al Centro Ippico “Le Siepi” di Milano Marittima, che costituisce una delle strutture all’avanguardia in campo

nazionale ed internazionale, in cui si possono seguire eventi di grande prestigio. Inoltre vari maneggi offrono la possibilità di scegliere suggestivi percorsi a cavallo. Naturalmente poi, il mare. Gli amanti della nautica trovano a Cervia un porto turistico dotato di circa 350 posti barca e tre circoli velici in grado di assicurare raduni, regate e tutto quanto ruota intorno al mondo della nautica. Il panorama acquatico continua con le


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NTO scuole di vela, di windsurf, di sci nautico, di catamarano, di nuoto, di acquagym e di canoa. Proprio con le canoe, a disposizione presso il Club Canoa Kajak Cervia, si possono effettuare escursioni in mezzo alla pineta, fino ad arrivare alle saline. Per gli amanti delle immersioni subacquee basta poi spostarsi di qualche chilometro verso nord ed ecco un ecosistema marino unico nell’Adriatico, in cui è

possibile vedere specie ittiche del tutto inaspettate. Mare però vuol dire anche spiaggia. E’ a Cervia, ad esempio, che il beach volley è esploso nel 1984 con il primo torneo europeo. Via via, oggi questo famosissimo e super-praticato sport è diventato addirittura disciplina olimpica, e praticamente tutti gli stabilimenti balneari della costa cervese hanno attrezzato un’area della spiaggia per gli amanti del volley,

ma anche degli altri beach sport. E proprio sul mare, nel “Beach Park” è possibile seguire il World Master di Sculture di Sabbia ed ammirare le sculture create sull’arenile fino a metà ottobre. L’energia estiva continua con altri sport di spiaggia, quali il beach soccer, il beach basket, il beach tennis, la pallamano, il beach rugby e il foot volley. Le ultimissime novità da spiaggia danno inoltre la possibilità di praticare il beach golf.


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INBICI TOP CHALLENGE

BUONA LA

PRIMA! I

talia Via del Sale aprirà ufficialmente la prima edizione dell’InBici Top Challenge, il nuovo circuito granfondistico nazionale che riunisce, sotto un’unica insegna, sei tra le più importanti granfondo d’Italia, oltre ad una prova jolly in terra austriaca: la Kufsteiner Land Radmarathon, in programma l’11 settembre 2016 nella località tirolese di Kufstein. Tutti gli abbonati del circuito potranno infatti partecipare gratuitamente anche a questa prova. Un’altra promozione particolarmente allettante, che si aggiunge a quella legata

alla Spagna: a tutti i vincitori delle nove classifiche verranno infatti assegnate le maglie di leader “Inbici Top Challenge” che daranno diritto a partecipare gratuitamente alla Granfondo di Tarragona - prova valida per il World Tour Championship - che si disputerà in Spagna il prossimo mese di ottobre. Dopo la Gran Fondo Selle Italia Via del Sale, l’InBici Top Challenge tornerà l’8 maggio sul Colle Val D’Elsa, nel cuore della campagna senese, teatro della Gran Fondo della Vernaccia. Terza frazione del calendario (il 29 maggio) con la Gran Fondo

di San Benedetto, disegnata tra le palme del suggestivo lungomare marchigiano. A giugno (5) il circuito fa tappa sugli appennini romagnoli, dove a Bagno di Romagna si corre la Gran Fondo del Capitano. Poi si torna nelle Marche, tra i tesori Unesco di Urbino che, il 26 giugno, ospita la Gran Fondo Straducale. Gran finale il 17 luglio a Trento con la Gran Fondo Charly Gaul, prova regina del 1° INBICI TOP CHALLENGE, che assegnerà punteggio doppio nella classifica finale. L’11 settembre, infine, tutti in Austria per la prova jolly della Kufsteiner Land Radmarathon.


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“CERVELLO, FORTUNA E DIETA CORRETTA:

LA VIA DEL SALE SI VINCE COSÌ”

Iader Fabbri con Barry Sears l’ideatore della dieta a Zona

S

e vuoi provare a vincere la Gran Fondo del Sale, Iader Fabbri è uno che, per almeno due ragioni, qualche consiglio prezioso te lo può dare. Primo, è il vincitore dell’ultima edizione (percorso medio); secondo, è il nutrizionista della Nazionale Italiana di Ciclismo e dunque, sul piano dell’alimentazione, nessuno più di lui è in grado di disegnare la “dieta perfetta” per affrontare le fatiche di una Gran Fondo. Iader, ci racconta l’impresa dello scorso anno? “E’ stata una gara molto veloce, decisa per quanto mi riguarda - da una serie di

circostanze favorevoli. Non ero il più forte in gara e, rispetto a venti giorni prima, ero meno in forma, ma me la sono giocata con l’esperienza. E poi la fortuna ha fatto il resto…”. In che senso? “La prima salita l’abbiamo affrontata con gli atleti del ‘lungo’ che hanno alzato sensibilmente la nostra andatura.Uno dei momenti cruciali è stato alla fine della prima discesa, quando i percorsi del ‘lungo’ e del ‘medio’ si dividevano. Per il ‘medio” eravamo una ventina di corridori. Il gruppo si è un po’ frazionato, ho perso terreno nei confronti dei battistrada e la mia corsa

poteva finire lì. Invece, in fondo all’ultima discesa, mi sono ritrovato in un gruppetto veramente forte con passisti di grande valore. Ricordo, ad esempio, Fabrizio Amerighi, uno che in pianura è in grado di sviluppare velocità molto elevate. Sta di fatto che, nel giro di pochi chilometri, abbiamo ripreso il plotoncino dei battistrada frenato, a sua volta, dal forte vento contrario. A quel punto, un po’ con la gamba e molto con l’esperienza, sono partito nell’attimo giusto e ho portato a casa la corsa”. Dunque, che consiglio darebbe ai partecipanti della Gran Fondo del Sale? “Per affrontare una corsa del genere, an-


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Iader Fabbri, nutrizionista della Nazionale Italiana di Ciclismo, è l’ultimo vincitore del percorso medio. Ecco i suoi (preziosi) consigli per correre un’edizione da protagonista

che se il percorso non è molto impegnativo, bisogna essere molto ben allenati. Anche perché veniamo da un inverno piuttosto mite e dunque gli amatori, che hanno avuto condizioni meteo ideali per prepararsi, in questa edizione saranno particolarmente in forma”. Dunque, sarà difficile fare il bis? “Io direi impossibile. Per altro, il livello medio dei cicloamatori, negli ultimi anni, si è sensibilmente alzato. Una volta, per gli ex professionisti o per chi era stato un buon dilettante, vincere queste gare era relativamente semplice. Oggi la musica è cambiata”.

Perché secondo lei? “C’è un’attenzione più scrupolosa nella preparazione atletica. Una volta, tra i cicloamatori, parlare di assetto posturale, di biomeccanica e, soprattutto, di alimentazione era fiato sprecato. Oggi, invece, sono tematiche familiari perché è cresciuta la cultura dell’allenamento e ogni atleta di granfondo segue protocolli di allenamento molto vicini a quelli di un corridore professionista”. E allora, sul piano nutrizionale, che tipo di consigli vogliamo dare ai partecipanti della Via del Sale? “Come ripeto sempre, il discorso alimen-

tare va calibrato in base alle tre fasi della corsa: il prima, il durante e il dopo. Tre situazioni radicalmente diverse che, dunque, richiedono ragionamenti diversi”. Cominciamo dal “prima”… “Il segreto è mantenere controllata la glicemia, preservando con il giusto equilibrio gli zuccheri di scorta senza ‘ingolfarsi’. Molti atleti insistono con il ‘solito’ piatto di pasta abbinato alle proteine di qualche affettato. Non è sbagliato, ma si può optare anche per regimi dietetici più leggeri che assolvono esattamente la stessa funzione. Penso ad un toast o magari a delle fette biscottate con miele o marmellata, abbinandoci sempre un po’ di prosciutto o affettato. Oppure, per dosare in maniera precisa le sostanze che ci occorrono per affrontare la gara, si può ricorrere a dei prodotti già pronti che, pur mantenendo basso il glucosio, garantiscono il giusto apporto di energie. Oggi esistono prodotti al cacao molto validi a base di zuccheri che non alterano la glicemia e sono ricchi di flavonoli per migliorare l’ossigenazione muscolare”. Passiamo alla fase della corsa vera e propria… “Qui la parola d’ordine è alimentarsi nel modo giusto ad intervalli regolari. L’obiettivo è scongiurare le cosiddette ‘crisi di fame’ che, in molti casi, possono pregiudicare la tua performance. L’apporto nutrizionale va ovviamente calibrato in rapporto allo sforzo richiesto e, dunque, nel caso della Via del Sale, occorre fare un distinguo tra percorso medio e percorso lungo. In ogni caso, sono necessari zuccheri liquidi, gel o altri prodotti pronti. E, ovviamente, nella borraccia, sono d’obbligo gli integratori salini per una corretta idratazione”. Infine, il dopo… “Qui bisogna unire l’utile al dilettevole e dunque il carattere conviviale del pasta party è una situazione, per certi aspetti, ideale. Oltre ai carboidrati della pasta, bisogna ripristinare velocemente le fonti proteiche e, anche in questo caso, esistono integratori in grado di offrire una risposta nutrizionale perfetta”. Seguendo questi consigli, si può sperare di vincere la Via del Sale? “Certo, a patto che, come nel mio caso, l’oroscopo sia con voi e il treno giusto vi traini generosamente fino al traguardo…”.


Notti d’estate al Fantini Club


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PRIMA VERA ROMA GNOLA Festival Internazionale dell’Aquilone

C

ervia - Milano Marittima, fedele alla sua vocazione artistica e culturale, offre anche nella stagione primaverile un ricco campionario di eventi. Per chi, dunque, dopo le fatiche della Gran Fondo, vuole concedersi qualche giorno di relax, ecco un elenco di eventi che, da aprile a giugno, offre quella che - per ragioni storiche - viene soprannominata da sempre “la città del sale”. Per gli appassionati d’arte, il 15 aprile Milano Marittima ospita la mostra d’arte contemporanea en plein air nelle vetrine del centro. Dal 22 aprile al 1° maggio, invece, sulla spiaggia di Pinarella, si svolge la 36ª edizione del Festival Internazionale dell’Aquilone. Dal 1981, ogni primavera, gli

aquiloni di tutto il mondo volano insieme sulla spiaggia in un incontro di creatività e fantasia. Sono presenti stand legati agli aquiloni e laboratori “interattivi”. Inoltre, opere eoliche, concerti e voli in notturna con gli “artisti del vento” provenienti da tutto il mondo. Uno spettacolo imperdibile fra cielo e mare. Dall’1 al 31 maggio parte “Sportactivity”, ovvero un intero mese dedicato allo sport con eventi, convegni, escursioni, corsi e outdoor activities. Per gli appassionati di musica, invece, nelle giornate del 7, 14, 21 e 28 maggio torna, al teatro Comunale, il 21° Festival Chitarristico Internazionale “Luigi Legnani”. Durante i suoi appuntamenti si susseguiranno sul palcoscenico ospiti di grande fama prove-

nienti da tutto il mondo: una vetrina per giovani talenti e chitarristi di fama mondiale. Gli amanti delle tradizioni, invece, si segnino queste due date: 7 ed 8 maggio, la “due giorni” consacrata alla 572ª edizione dello Sposalizio del Mare. Un appuntamento estremamente suggestivo, sospeso fra realtà e leggenda. Il voto fatto nel 1445 dal Vescovo di Cervia Pietro Barbo, sorpreso da una terribile tempesta in mare, da allora è stato sempre rispettato e la tradizionale cerimonia del giorno dell’Ascensione, è giunta - con i suoi riti secolari - fino a noi. Nel 1986 Papa Giovanni Paolo II ha celebrato questo singolare matrimonio ed è stato ospite d’eccezione della tradizionale festa cervese. Cornice e, al tempo stesso, protagonista di questa antica festa è il mare che


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Festival musicali, aquiloni, l’antico Sposalizio del Mare, la fashion-night e la kermesse floreale più importante d’Italia. Tra aprile e maggio, Cervia - Milano Marittima propone un ricco campionario di eventi

viene esortato ad unire in un abbraccio fraterno tutte le etnie che vi si affacciano e, con un pizzico di campanilismo, a propiziare una stagione favorevole per Cervia e i suoi abitanti. Il 7e 8 maggio inoltre si svolgerà il tradizionale raduno di barche storiche armate al terzo che si concluderà l’8 maggio con la “Cursa di Batel” intitolata a Paolo Puzzarini. Il 12 maggio (fino a settembre inoltrato) si accendono le luci su “Borgomarina Vetrina di Romagna”. Durante tutto il periodo estivo - tutti i giovedì sera in via Nazario Sauro (dalle 17 all’1), il caratteristico borgo dei pescatori offre una piacevole passeggiata per scoprire sapori e tradizioni locali. Ogni settimana prodotti gastronomici e dell’artigianato parleranno della cultura e della

Lo Sposalizio del Mare si ripropone a Cervia dal 1445

laboriosità della terra di Romagna. Dall’antico faro al moderno ponte mobile sarà un alternarsi di esposizioni enogastronomiche, elaborazioni di artigianato artistico, degustazioni di prodotti tipici e menù della tradizione nei ristoranti del borgo. Previste anche alcune edizioni speciali: dal 13 al 15 maggio in occasione di Festa dello Sport In Acqua, 10/ 12 giugno in occasione della Sagra della Cozza e dal 9 all’11 settembre per Sapore di Sale. Abbina invece sport ed ecologia la “Ecomaratona” in programma il 13, 14 e 15 maggio, una maratona che attraversa gli ambienti più caratteristici della natura cervese: spiaggia, pineta e salina. Dal 21 maggio al 18 giugno, spazio ai bambini con “Familyland”. Questo periodo propone eventi e iniziative rivolte ai giovani ospiti e alle famiglie: animazione per bambini, eventi, mini competizioni, mostre dedicate, incontri e corsi sportivi, mercatini e altre iniziative pensate per il mondo dei giovanissimi. Per i patiti della movida, ecco il 28 maggio “Milano Marittima Fashion Night”; tra i fiori e colori della meravigliosa città giardino, musica, eventi, prezzi ed occasioni speciali per lo shopping nelle migliori boutique. Il 28 maggio si apre il sipario su “Cervia Città

Giardino”, la mostra di allestimenti floreali più importante d’Italia. Migliaia le piante e i fiori utilizzati per dar vita alla mostra a cielo aperto di aiuole e giardini realizzati da “architetti del verde” provenienti da ogni parte del mondo. Il grande evento di apertura ufficiale dei giardini del 28 maggio viene arricchito da una mostra mercato (28 e 29maggio) dedicato agli appassionati di giardinaggio e di erboristeria. Il mercato, aperto dal mattino fino alle 23, in centro storico propone piante, fiori, prodotti naturali, vasi, arredo per esterni. Inoltre Primavera in Bonsai e Estemporanea d’Arte. Domenica 29 maggio la 5ª edizione della “Running in Milano Marittima”, evento podistico non convenzionale. L’iniziativa, aperta ad atleti e ad amatori, permette di percorrere aree particolarmente suggestive della località. L’azzurro del mare, il colore dorato della sabbia, il verde intenso della pineta e i pastelli delicati delle vie di Milano Marittima fanno da suggestivo contorno alla competizione. Infine, il mese di maggio si conclude con l’evento “Cervialumedicandela”. Tutti i martedì sera, dalle ore 18 alle 24, il centro di Cervia e il borgo dei pescatori ospitano sotto una luce abat-jour - artigiani e artisti locali.


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