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AMALFI ANticA regiNA del mAre LA COSTIERA AMALFITANA, NOTA DA SEMPRE AL MONDO PER IL SUO MARE, hA COLPITO PERSINO LA PROFONDA SENSIbILITà DEL ROMANTICO PITTORE ED ARChITETTO KARL FRIEDRICh SChINKEL ChE A METà DELL’800 LASCIAVA LE SUE IMPRESSIONI NEL SUO DIARIO DI VIAGGIATORE. EGLI DESCRIVE UNA “VALLE DEI MULINI” SEGNATA DALLA PRESENzA DI UN’ANTICA CARTIERA E DA UN PERCORSO A GRADINI ChE SI SNODA FRA MURI, CASCATE, VITIGNI E ROCChE: «… L’AbbONDANzA DI PUNTI PITTORESChI NON LASCIA RESPIRO…».

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Il nome di “Amalfi” deriva forse da quello di una ninfa amata da Ercole che la leggenda vuole sia sepolta qui per volere degli dei. Oppure deriva dal nome della città lucana di Melfi da cui arrivarono i romani per insediarsi in questo incantevole posto. Qualunque fosse stata l’origine, fu presto destinata alla gloria, prima come sede vescovile, poi come sede del Ducato Amalfitano. La città, controllata da nobili famiglie, assunse presto un carattere cosmopolita per i suoi rapporti commerciali via mare, raggiungendo presto il suo massimo splendore e divenendo quarta Repubblica Marinara con Pisa Venezia e Genova. Fra il X e l’XI secolo Amalfi ebbe proprie leggi e una propria moneta. Nella stessa epoca vennero scritte le Tavole Amalfitane, il noto codice che regolò fino al XVII secolo i traffici marittimi che transitavano nel Mediterraneo. I fasti del medioevo, sono oggi ricordati ogni anno dalla Regata Storica in cui si sfidano le quattro antiche Repubbliche Marinare. Dopo il medioevo seguì, poi, il declino. Le contese interne non giovarono alla città che divenne presto preda dei rivali pisani – che sbarcarono qui saccheggiando l’intera costa – poi dei Normanni e in seguito degli Aragonesi. Di questo passato glorioso e tormentato allo stesso tempo, restano i segni indelebili nel complesso monumentale del Duomo. Un capolavoro bizantino la cui facciata si presenta in cima ad una grande scalinata, con un portico dall’influenza arabeggiante ed una porta bronzea rimasta intatta. Pur risalendo al IX sec., l’intero complesso subisce diverse stratificazioni, come nell’interno in stile barocco, con mosaici e marmi bianchi e nel Chiostro del Paradiso, del 1200, noto per gli affreschi della Cappella del Cristo. La storia si svela anche nelle opere preziosamente custodite nel Museo della basilica del Crocefisso, tra cui la trecentesca scultura lignea della Madonna delle Grazie, e nella Cripta con le reliquie di Sant’Andrea, primo discepolo di Gesù e Santo protettore della città. Ma Amalfi, dal ’97 dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, colpisce soprattutto per il suo assetto urbano, caratterizzato dalle case aggrappate alle rocce, dagli stretti vicoli in cui è possibile ammirare le botteghe artigianali della ceramica, e dalle due piazze principali, piazza Flavio Gioia (a cui si attri-

buiva l’invenzione della bussola) e piazza Duomo, attorno alle quali ruota tutto il centro storico con numerosi caffè e ristorantini. Un ambiente che ha sempre attratto registi ed artisti di ogni tipo, affascinati da un perfetto connubio fra arte e natura. I monti a strapiombo sul mare donano un clima mite ad Amalfi, che è quindi luogo di una natura esuberante. Interessante dal punto di vista botanico e faunistico è la riserva naturale della “Valle delle Ferriere” (via che riforniva di ferro l’antica Repubblica Marinara), raggiungibile percorrendo il meraviglioso sentiero che si snoda fra i boschi e costeggia il Rio Canneto con le sue sorgenti, piccole cascate e rapide. La forza motrice dell’acqua qui un tempo era utilizzata per la produzione della ricercata carta di Amalfi. Altri imperdibili percorsi lungo la Costiera Amalfitana sono il “sentiero degli dei”, che collega Agerola e Praiano con Positano, e la stretta stradina costruita nell’800 per collegare Napoli ad Amalfi. Il primo, percorribile a piedi fra gradini e rupi, e il secondo, percorso dal traffico turistico, hanno in comune i paesaggi mozzafiato tipici della costiera: ad ogni angolo è facile lasciarsi sorprendere dalle insenature fra le rocce dove si intravedono piccole spiagge dall’acqua cristallina, alcune delle quali raggiungibili solo via mare. Si scor-

gono persino la penisola sorrentina e l’isola di Capri, mete facilmente raggiungibili da qui. Vivere Amalfi è un’esperienza indimenticabile che ha la natura e il mare come costanti ed inseparabili compagni di viaggio.


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IsoLA D’ELBA l’isolA dAlle mitiche spiAgge I GRANDI AUTORI DELL’ANTIChITà CLASSICA, NARRANO ChE, NEL PRIMO MILLENNIO A.C., SU DI UNA bIANCA SPIAGGIA DELL’ANTICA “AIThALìA”, APPRODARONO I 50 MITOLOGICI EROI ChIAMATI ARGONAUTI, GUIDATI DAL GRECO GIASONE ALLA RICERCA DEL “VELLO D’ORO”. QUI IL MITO VUOLE ChE, ASCIUGANDOSI IL SUDORE CON DEI CIOTTOLI POROSI, LASCIARONO IN ESSI DELLE STRIATURE DI COLORE GRIGIO AzzURRO, ANCORA OGGI VISIbILI FRA I SASSI bIANChI DELLA STESSA SPIAGGIA.

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Aithalìa non poteva che essere l’Isola d’Elba e la spiaggia degli Argonauti era l’attuale spiaggia “delle Ghiaie”, nei pressi di Portoferraio. È proprio la bellezza di queste coste che ha donato all’isola una fama internazionale. Oggi, il turismo è attratto dalla variegata offerta balneare, ma non bisogna fermarsi solo a contemplare le spiagge incontaminate. L’isola d’Elba è ricca di natura e storia, che val la pena esplorare. Sebbene abitata già in era paleolitica, l’isola divenne conosciuta per mezzo degli Etruschi che intuirono la grande ricchezza di minerali presenti nel sottosuolo (soprattutto il ferro) e avviarono lo sfruttamento minerario. Così l’isola d’Elba conobbe la dominazione dei romani, la potenza dei Medici e i fasti napoleonici; fu meta e crocevia delle principali rotte del Mediterraneo occidentale, come lo è tuttora per le più importanti destinazioni crocieristiche. L’isola è la più grande dell’Arcipelago toscano con le quali altre isole appartiene al Parco Nazionale omonimo, con sede in Portoferraio. Partiamo, quindi, da questa città per fare un breve tour virtuale: l’antica Fabricia è oggi il più grande centro dell’isola, caratterizzato dagli imponenti bastioni medicei lungo tutta l’area portuale che oggi ospita gare veliche internazionali. Dal Forte Falcone si vede la Villa dei Mulini, che fu la residenza invernale di Napoleone bonaparte, esiliato per dieci anni nell’isola dal 1814. Nel comune si trova anche la sua residenza estiva, la Villa di San Martino. Entrambi gli edifici oggi sono musei. Lungo la costa Nord, che ospita una riserva marina di tutela biologica, s’incontra il golfo che ospita Enfola, Viticcio, biodola, e Scaglie-

ri, zone caratterizzate da spiagge con sabbia finissima dorata e acqua cristallina, mete turistiche d’eccellenza internazionale, animate giorno e notte da numerose attrazioni. Più a ovest troviamo Marciana Marina, il più piccolo comune della Toscana, risalente al XII secolo, con l’aspetto di un antico borgo di pescatori e la sua Torre Pisana costruita in difesa dai Saraceni. Alle spalle di questo borgo marino c’è Marciana, fra gli insediamenti più antichi dell’isola, che rivela scorci suggestivi e offre la possibilità di visitare il Monte Capanne. Un vero e proprio paesaggio montano fruibile per mezzo di una cabinovia o a piedi, camminando fra boschi con torrenti, funghi, lecceti e castagneti. Dalla cima del monte a 1019 m è possibile ammirare tutto l’Arcipelago toscano. Torniamo al mare con le diverse località balneari dal fondale trasparente, ideale per le immersioni. Spingendosi verso sud, s’incontrano due fra le spiagge più frequentate, quella di Cavoli, ideale anche in bassa stagione per il suo clima sempre mite, e Fetovaia in un’insenatura protetta dal vento. Siamo nel comune di Campo nell’Elba, con una grande ricettività turistica (anche per i giovani), non a caso la vicina Marina di Campo ospita l’unico aeroporto dell’isola. Nell’entroterra le frazioni di San Piero e Sant’Ilario mostrano ancora il loro aspetto originario prima dello sviluppo turistico. In queste zone si producono degli ottimi vini fra cui l’Aleatico, pregiato vino liquoroso. Ci avviciniamo poi più verso il golfo di Lacona con una spiaggia di sabbia chiarissima e bellissimi fondali ricchi di spugne e coralli. Dopo Norsi si può proseguire verso Capoliveri col nucleo storico sul Monte Calamita di origini romane e un’espansione più recente. La città

fu dedicata al dio bacco e ancora oggi i vigneti donano un ottimo vino celebrato nella caratteristica Festa dell’Uva. Il Monte Calamita, area mineralogica di grande interesse, è meta di escursioni a cavallo e ideale per la vista sulle splendide scogliere. Giungiamo, quindi, sulla parte orientale dell’isola, dove Porto Azzurro domina la costa col forte San Giacomo, al quale si accede attraverso stretti vicoli. Oggi la cittadina, che una volta era abitata da agricoltori e pescatori, è frequentata specialmente dalle imbarcazioni private dei turisti in alta stagione. Da qui si possono visitare la nota spiaggia “del barbarossa” dalla sabbia ocra, la spiaggia “reale”, e la Valle del Monserrato, col suo santuario. La costa orientale era nota già in epoca etrusca per le sue miniere di ferro i cui giacimenti sono stati sfruttati fino all’esaurimento. A Rio nell’Elba, infatti, è possibile ancora ammirare nel museo le collezioni di minerali appartenenti agli antichi minatori. Il centro abitato d’estate si popola di eventi e rievocazioni storiche. Da questo paese in passato alcuni abitanti si spostarono sul mare, a Rio Marina, area nota per la produzione di miele di alta qualità e del tipico dolce, la schiaccia briaca. Percorrendo il lungomare più a Nord ci si avvicina al punto dal quale l’Italia dista solo 10 km, con Piombino in lontananza. Qui i paesaggi sono stupefacenti e i fondali, per chi ha la possibilità di immergersi, sono indimenticabili. E si ritorna poi verso Portoferraio, passando per il castello del Volterraio dove di nuovo le immagini della storia, fra etruschi, medioevo e incursioni piratesche, dettate dai resti e dalle fortezze, si mescolano al verde lussureggiante delle valli e alle spiagge incontaminate.

Una splendida vista dell’Isola dai bastioni di Portoferraio foto JANericloebe


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L’Editoriale

Salute Inbici

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a cura del Dr. Alessandro Gardini

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L’Officina a cura di Lorenzo Comandini

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Energia e integrazione Inbici

a cura di Luciana Rota

a cura dell’Equipe Enervit

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L’Opinione

Dossier sport e medicina

a cura di Andrea Agostini

a cura di Maurizio Radi

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Donna In... Bici

Prossime gare

a cura di Roberto Zanetti

a cura di Enrico Cavallini

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La tua crono a cura di Leonardo Olmi - Max Lelli

a cura di Roberto Zanetti

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Inbici per il mondo a cura di Andrea Pelo Di Giorgio

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Donne al Comando

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Grandi Eventi

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GrAnFonDo sELLE ItALIA VIA DEL sALE

A cerViA il 7 Aprile lA NuoVA edizioNe A Numero chiuso Sono già tanti i ciclisti in impaziente attesa dalla 17a Granfondo Selle Italia ‘Via del Sale’ del 7 aprile a Cervia, ancora una volta a numero chiuso, per 3.500 partenti. Alla sua diciassettesima edizione, la granfondo Selle Italia riconferma lo splendido percorso di 150 km che parte dalle pianure della riviera, direttamente sul mare, per raggiungere le colline dell’appennino romagnolo, attraverso lo scenario suggestivo delle saline di Cervia e delle campagne colorate dagli alberi in fiore. edizione in rosa: griglia dedicata alle donne e nuova partenza Il rosa è il colore del ciclismo in Italia. Ed il rosa sarà anche il colore della 17a Granfondo Selle Italia ‘Via del Sale’. Un omaggio alle donne dello sport, ma anche un segnale che la granfondo di Cervia vuole dare contro l’agonismo esasperato, che sempre più spesso contraddistingue le gare ciclistiche. Prendendo spunto da un’esigenza segnalata proprio dalle granfondiste, e cioè quella di uno start di gara più sicuro, gli organizzatori della Granfondo Sella Italia hanno studiato una partenza tutta nuova. Nuova anzitutto nella location; si partirà infatti davanti alla spiaggia libera, quindi in direzione opposta rispetto a quella delle edizioni precedenti (la modifica riguarda solo il primissimo tratto, poi il percorso procederà nella direzione abituale). Ma nuovo sarà soprattutto il timing della partenza, con le griglie, compresa naturalmente la nuova Griglia Rosa al femminile, che partiranno con un intervallo reale di alcuni minuti l’una dall’altra. In questo modo si eviteranno gli assembramenti che potrebbero creare qualche difficoltà, soprattutto a chi si è avvicinato da poco alle granfondo. Il sistema a partenza scaglionate permetterà anche di evitare gli “scavalcamenti” da una griglia all’altra. Con questo intervallo, ogni griglia avrà infatti un diverso tempo di partenza, così se qualche furbetto dovesse entrare in un blocco non corrispondente al suo pettorale sarà facilmente scoperto, e scatterà immediata la squalifica.

relax per i ciclisti e gli accompagnatori nella Fantini Wave spa Comodità e relax saranno le parole chiave della Granfondo Selle Italia 2013. Alla maggiore tranquillità per i ciclisti, più sicuri alla partenza, coccolati nei ristori, e assistiti lungo tutto il percorso da assistenti sanitari e meccanici, si aggiunge l’opportunità per gli accompagnatori di vivere una giornata in tutto relax, nella splendida cornice della spiaggia Fantini club, nuovo cuore di Sportur bicycle Show 2013. Fantini Club, da tempo fra gli stabilimenti più noti d’Italia, sarà la nuova location d’eccezione del villaggio hospitality della granfondo. Un’area di oltre 15.000 mq, ricca di ogni comfort, con suggestivo ristorante direttamente sulla spiaggia, ampi spazi relax e centro benessere in riva al mare, dove gli amici e familiari dei ciclisti potranno lasciarsi “coccolare” nell’attesa dei loro “eroi” sui pedali. Presso il Fantini Club ed il collegato Sportur Club hotel saranno messi a disposizione tutti i servizi pre e post gara per i gran fondisti, inclusi il ritiro dei pacchi gara, le premiazioni, il parcheggio bici, la segreteria, ed il pasta party finale, aperto anche agli accompagnatori.


foto bettiNiphoto

bicicletta in punta di forchetta: il ciclismo dei buongustai bicicletta uguale agonismo, tempo di gara e salite epiche? Per qualcuno sì, ma non per tutti. La bellezza delle due ruote sta proprio nella flessibilità di questo sport. Così se la Granfondo Selle Italia si prepara a regalare emozioni forti ai corridori, con le sue salite e le sue cime, per chi vive la bicicletta come mezzo per rilassarsi, godendo il bellissimo panorama che la terra di Romagna regala in primavera, ecco il percorso gourmet ‘sulle strade dei sapori’. Pensato per intrattenere gli accompagnatori dei ciclisti, il gourmet della granfondo Selle Italia è una pedalata ciclo gastronomica aperta a tutti, con qualsiasi tipo di bicicletta. Qui la sfida non è alla salita più impervia, ma alla piadina con squacquerone, ciccioli e salame, accompagnati da buon vino Sangiovese. E così la bicicletta diventa il mezzo che trasporta i “pedalatori-buongustai” da un punto gourmet all’altro, sotto la guida vigile degli accompagnatori dell’organizzazione. Poco meno di 40 chilometri interamente pianeggianti, affrontabili in tutta tranquillità anche dai meno atletici. Si parte alle 10.00 di domenica 7 aprile e si rientra, sazi e felici, verso le 14.00. Giusto in tempo per attendere l’arrivo dei granfondisti al traguardo e gustarsi un caffè in riva al mare. Per i più giovani l’appuntamento è invece sabato 6 aprile con la minigranfondo Young. Una pedalata su un percorso di 11 km circa aperta a tutti i ragazzi dai 7 ai 16 anni, con qualsiasi tipo di bicicletta. Iscrizione gratuita, gadget in omaggio per tutti, golose soste merenda sul percorso e gelato-party all’arrivo. Ai partecipanti si richiede solo l’uso del casco e l’accompagnamento di un adulto. la sfida della ‘cima pantani’ Aprile è il mese più bello per pedalare sulle colline romagnole, proprio quando la campagna dà il meglio di sé, colorando di bianco e di rosa le valli ed i crinali. Ma quando si lascia borello e si cambia rapporto per affrontare la salita di

Montevecchio ci si rende conto di essere entrati in un mondo che ha il sapore della leggenda. Il primo strappo non è dei più duri, ma quando, dopo il primo tornante, gli occhi piantati sull’asfalto incrociano la scritta “FORzA MARCO” un brivido sale lungo la schiena e non si può fare a meno di mettersi in piedi sui pedali. Mano a mano che le ruote divorano i 4 chilometri della salita ed i tornanti diventano più ripidi, sfidandoci con il loro 14%, le scritte W PANTANI e VAI PIRATA che si inseguono metro dopo metro diventano dei gradini da fare uno dopo l’altro per arrivare ai 373 metri della cima. Lì, sul punto più alto di quello che è nato come Montevecchio ma che rimarrà nella storia come Cima Pantani, quando si arriva in mezzo alle ali di pubblico che sempre attende i ciclisti in vetta al Granpremio della Montagna, si ha la sensazione di aver fatto qualcosa di “epico”. E la foto del “Pirata” sul suo monumento che saluta i granfondisti, dà la forza di pedalare ancora per i 50 chilometri che mancano all’arrivo a Cervia. Come le scorse edizioni, la Granfondo del Sale sarà valida come 8° trofeo sAp-4° trofeo cesp, con una speciale classifica riservata a tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e Forze Armate. Riproposta poi la speciale “classifica vintage” dell’Antica Via del sale. Una granfondo di altri tempi, per chi vorrà mettersi alla prova con abbigliamento e bici d’epoca (telaio in acciaio o metallo pesante, comandi-cambio a telaio, pedali con puntapiede e numero massimo di 6 rapporti).


foto bettiNiphoto

programma cicly safety È indubbio che la valutazione medica individuale sia il primo atto necessario a garantire la salute dei ciclisti, e l’elevato livello che hanno raggiunto oggi le competizioni amatoriali impone un approfondimento nella valutazione. A questo scopo, fra le novità 2013 vi sarà l’opportunità per i partecipanti di sottoporsi gratuitamente ad una valutazione ortottica, ramo dell’attività oculistica che misura, valuta e cura le alterazioni dei muscoli degli occhi; oltre al test per la misurazione del tempo di reazione alla frenata, uno degli elementi di prevenzione più importanti per chi corre in bici. l test sono a cura di media sport e completamente gratuiti. Ai partecipanti è richiesta prenotazione. granfondo eco-sostenibile Molta attenzione sarà data ancora una volta al rispetto dell’ambiente, valore fondamentale e irrinunciabile per chi pratica sport, attraverso materiali di gara realizzati con materie prime riciclabili, contenitori “differenziati” nei punti di ristoro, e massima attenzione del personale di servizio, che vigilerà sul comportamento dei partecipanti punendo i più ineducati. bicycle show expò L’area espositiva della Granfondo Selle Italia ‘Via del Sale’, è molto di più di un villaggio espositivo. Con oltre cento aziende tecniche è la più grande fiera all’aperto d’Italia, interamente dedicata al mondo della bici, dove trovare tutte le ultime novità del settore. Il pubblico dei granfondisti potrà testare direttamente le innovazioni, confrontarsi con i produttori e chiedere consigli ai grandi campioni delle due ruote ospiti nelle aree delle aziende. Tutte le caratteristiche di una fiera tecnica, insomma, ma senza biglietto di ingresso, e con il vantaggio di poter visitare gli stand delle aziende direttamente con la propria bicicletta, per farla “testare” dai tecnici più esperti del settore ed avere i giusti consigli per migliorare la performance e correggere i piccoli difetti. Ai ciclisti non resta quindi che parcheggiare l’auto in uno dei tanti parcheggi vicini al villaggio (tutti indicati dalla segnaletica all’ingresso della città), scaricare i “ferro” e pedalare attraverso gli stand dell’expò che si snoda per oltre 1 km sul lungomare di Cervia. pacchetti hotel Sono disponibili sul sito sportur.com gli speciali pacchetti hotel per una o due notti, con partenza in prima griglia. (Per informazioni: Cervia Turismo, tel. 0544 72424, c.pagan@cerviaturismo.it) E per chi vorrà trascorrere qualche giorno in più a Cervia-Milano Marittima nella settimana che precede la Granfondo, Sportur Club hotel, l’innovativo concept hotel di Sportur pensato per tutti gli amanti della bicicletta, propone speciali offerte da 3 a 5 notti a partire da € 49 al

giorno a persona, in camera doppia, mezza pensione, con uscite in bici sul percorso della Granfondo, centro benessere, spiaggia, e servizi speciali per ciclisti, come il deposito bici con piccola officina, il menù dedicato, le mappe dei percorsi, etc. (Per informazioni: Tel.0544.975039 – info@sporturclubhotel.com - www.sporturclubhotel.com). iNFormAzioNi: sportur, viale italia 41, 48015 cervia (rA), tel. 0544.974395, fax 0544.975757; sportur@sportur.com; www.sportur.com UFFICIO STAMPA SPORTUR - Miriam Evangelisti - marketing@

sportur.com - tel. 0544.974395 ProGrAMMA sPortur BIcycLE show 2013 DAL 2 AL 7 APrILE Sportur Club Hotel Vacanza in bici ‘sulle strade dei sapori della romagna’ DAL 5 AL 7 APrILE lungomare deledda – spiaggia libera Bicycle show Expò: esposizione delle aziende tecniche del mondo della bici DAL 6 AL 7 APrILE lungomare deledda – spiaggia libera Gimcana young: prove di abilità per bambini dai 4 anni in su Freestyle show: spettacolo di acrobazie in bike sABAto 6 APrILE ore 16.00 lungomare deledda – Fantini Club spiaggia 182 Minigranfondo sportur young ore 17.30 lungomare deledda – Fantini Club spiaggia 182 conferenza stampa 17a Granfondo del sale selle Italia ore 18.00 cervia città – viale roma, angolo circonvallazione 8° JetMan sprint – gara a cronometro individuale DoMEnIcA 7 APrILE ore 8.00 lungomare deledda – Fantini Club spiaggia 182 17° Granfondo del sale – selle Italia ore 10.00 lungomare deledda – angolo viale Milazzo Percorso Gourmet ‘Le strade dei sapori’


Hospitality in riva al mare Nuovo villaggio gara presso spiaggia Fantini Club, con ristorante, centro benessere, pasta party e tutti i servizi per i ciclisti e gli accompagnatori.

Percorso Gourmet 40 km interamente pianeggiante, aperto a tutti, con soste e degustazioni dei prodotti tipici.

Minigranfondo per ragazzi Iscrizione gratuita, aperta a tutti i bambini. Gadget e punti ristori.

7 APRILE 2013

CERVIA - MILANO MARITTIMA

Sportur Bicycle Expò L’area espositiva della granfondo Selle Italia è molto di più di un villaggio espositivo. Con oltre 100 aziende tecniche e 25.000 visitatori è la più grande fiera all’aperto d’Italia.

17°

“VIA DEL SALE” 2^ Prova Prestigio 2013 8° Trofeo SAP Sport-Ravenna 4° Trofeo CESP Prova Circuito Italici

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dopo il break invernale, come tradizione impone, saranno le suggestive colline toscane l’epicentro di questa prima parte della stagione cicloturistica. un ciak in grande stile che abbina alla componente agonistica la cultura della gastronomia tradizionale, riproponendo – nella sua essenza – uno dei binomi più contemplati dai cicloamatori. parliamo del giro del gran ducato di toscana che, dipanandosi lungo un itinerario ormai classico, toccherà le provincie di pisa, livorno, luc-

ca, grosseto e siena. un percorso di rara bellezza che, sul piano scenografico, promette spettacolo. sei le tappe del calendario: cinque gran Fondo e la crono a squadre del tirreno che, domenica 17 febbraio, inaugurerà ufficialmente la kermesse. si tratta di una gara affascinante, dal format piuttosto inedito, che impegnerà non poco le numerose formazioni iscritte. e con il debutto ufficiale del calendario dei cicloamatori, decolla anche la stagione di

InBICI, che apre questo 2013 con una gustosa novità, la partnership con il programma televisivo “A tutta bici”, condotto da bruno Achilli ed elisa gardini sulle frequenze di teleromagna. il ciak è previsto per il prossimo 6 marzo e, come già annunciato, all’interno del palinsesto, InBICI avrà uno spazio dedicato alle sue attività con il coinvolgimento di ospiti e partner della rivista. la guest star di questa prima puntata sarà claudio brusi, patron di FrW.

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L’EDItorIALE l’editore MAURIZIO ROCCHI


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In coPErtInA grANFoNdo del coNero – ciNelli trA NAturA e scorci mozzAFiAto LA PROVA ANCONETANA SI SNODERà TRA I MERAVIGLIOSI PAESAGGI OFFERTI DAL MONTE CONERO. PANORAMI IMPERDIbILI E UN VASTO PARCO NATURALE AFFACCIATO SUL MARE. LA GRANFONDO OCCASIONE PER VISITARE UNO DEI PIù SUGGESTIVI TRATTI DI COSTA ADRIATICA. UNA CRONO SAbATO 9 MARzO SARà IL PROLOGO DELLA GRANFONDO.

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Ancona – La granfondo del conero – cinelli in programma per il prossimo 10 marzo non sarà solo occasione per misurarsi in gara contro gli avversari, ma anche opportunità per assaporare gli splendidi panorami offerti da uno dei più suggestivi tratti di costa adriatica. Il monte conero infatti, da cui la manifestazione trae il nome, sovrasta Ancona con la particolarità delle sue rupi, le più alte di tutto l’Adriatico Italiano. Gli scorci presentati dal “gomito d’Italia”, punto di incontro tra i due segmenti di costa sabbiosa che nascono dalle spiagge venete e da quelle del Gargano, sono del tutto unici e imperdibili: gli strapiombi sul mare sono sicuramente i più rappresentativi, ma anche i paesaggi del parco naturale del Conero dipingono un quadro del tutto particolare e molto suggestivo. I percorsi della granfondo attraverseranno zone meravigliose, immerse nella quiete della natura, circondate dalla ricca vegetazione che con i suoi profumi saluterà la fine dell’inverno per accogliere l’ormai imminente primavera.

per chi volesse gustare appieno le bellezze dei tracciati della granfondo del conero – cinelli, oltre alla manifestazione agonistica è stata appositamente studiata la granfondo “senza Fretta”, con partenza alla francese dalle 07.30 alle 08.30 di domenica mattina. Una novità per la 17a edizione della granfondo del conero – cinelli sarà la cronometro individuale organizzata da zeppa bike, che aprirà la festa dedicata alle due ruote sabato 9 marzo. L’iscrizione a questa prova è possibile al costo di 10 € dal 1 gennaio alle ore 12.00 dell’8 marzo. Prevista una combinata cronometro e granfondo alla quota agevolata di 27 €. Le iscrizioni alla granfondo marchigiana saranno invece aperte, sia on-line che via fax, da martedì 1° gennaio fino al 3 marzo alla quota di 20 €. Dal 4 marzo aumenteranno poi a 25 € fino alle ore 12.00 dell’8 marzo. sabato 9 marzo ci si potrà iscrivere invece solamente presso il palarossini – stadio del conero, curva nord, strada provinciale Cameranense, Varano di Ancona (AN), dalle 14.00 alle 18.00, alla quota di 30 €. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.granfondodelconero.it

comune di Ancona

provincia di Ancona

regione marche


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DI rocco rIconFErMAto PrEsIDEntE FcI a cura di GIANLUCA BARBIERI

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sArà il “QuAdrieNNio dello sViluppo” DOPO LE ELEzIONI NAzIONALI DI LEVICO TERME, IL RICONFERMATO PRESIDENTE DELLA FCI PARLA DI CICLISMO A TUTTO TONDO, SENzA bYPASSARE LE QUESTIONI PIù SCOTTANTI. «ORA POTRÒ LAVORARE SERENO E SENzA COMPROMESSI DI ALCUN GENERE».

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È stata un’elezione importante, quella che ha visto la riconferma per la terza volta di Renato Di Rocco alla guida di una delle federazioni più importanti d’Italia. Un’elezione che ha sicuramente portato alla ribalta volti nuovi del ciclismo e rappresentanti dei molti settori che compongono questo sport. La prima su tutte è l’elezione di una donna, l’emiliana Daniela Isetti, giunta alla Vice Presidenza, ma anche di esponenti del fuoristrada e della mtb, cosa impensabile fino a qualche anno fa. Il Presidente Di Rocco, di ritorno da Firenze, reduce dagli incontri sui Mondiali su strada, è carico, sicuramente soddisfatto per la riconferma, ma cosciente del fatto che il ciclismo italiano va rinnovato e certamente sostenuto in tutte le sue discipline. La platea gremita di numerose personalità nell’assemblea nazionale a Levico Terme

Il Presidente Renato Di Rocco con Alfredo Martini

Qual è stata l’elezione più dura e quella che sente di più, delle tre affrontate? «Sicuramente la prima. Venivo quasi dal nulla e occorreva scardinare certi poteri che si erano insediati all’interno della Federazione Ciclistica. È stato necessario costruire tutto e a volte scendere a compromessi, ma era l’unica strada per raggiungere il risultato che avevamo in mente.» per quel che concerne l’ultima tornata elettorale, cinque candidati rappresentavano una sfida non facile… «Non è stata una passeggiata neppure questa volta, ma devo


Il Presidente Di Rocco, con i tre Vice

anche dire che queste candidature, o alcune di esse, non erano state fatte per vincere, ma per far perdere gli altri. È come se si prendesse parte ad una gara e, appena eliminato l’avversario, ci si fermasse. Poi, basta guardare i numeri: con il 10 o il 13% un Presidente avrebbe potuto governare una Federazione così importante?» Anche la campagna elettorale è stata dura, senza esclusione di colpi. sono state registrate alcune affermazioni pesanti: come commenta? «Ritengo che alcune affermazioni fossero al limite della querela e che non ho accettato di rispondere perché ero il Presidente uscente e non volevo stare al gioco di chi voleva solo provocare. Certo è che ho richiamato alcuni avversari, affinché

cambiassero atteggiamento ed evitassero certe dichiarazioni fuori luogo e che non servivano a nulla nello sport. Comunque alla fine, anche per quanto riguarda i conteggi, sono stato quello che ci ha rimesso di più, poiché mi sono state levate ben tre schede che riportavano il mio nome, dimostrazione del fatto di aver accettato le regole, concorrendo all’elezione in maniera corretta.» Visti i risultati agonistici – olimpiadi, campionati mondiali ed europei – ed in termini di nuovi tesseramenti della mtb italiana, ritiene che sia giunto per questa il momento di ottenere più spazi mediatici e di visibilità? «Indubbiamente il fuoristrada sta registrando un trend positivo esponenziale in termini di tesseramenti ed i risultati a livel-

lo agonistico sono evidenti. Effettivamente spesso il primo approccio con la bici, è proprio attraverso la mtb ed a ciò aggiungo che gli studi di marketing individuano sempre più questo mezzo, come veicolo nelle campagne pubblicitarie. Basti dire che la Mattel, multinazionale che produce le Barbie, mette a disposizione proprio delle mtb come premio ad estrazione. Se un colosso come quello si avvale di questo mezzo, significa che a livello commerciale esso è il veicolo più valido per ottenere risultati sulle vendite. Alla luce di questi dati, mi sento di dire che questo sarà il quadriennio dello sviluppo: ciò mediante la creazione di un ufficio stampa dedicato, sia per lo sviluppo di uno spazio televisivo ad hoc che apra sempre più alla promozione e valorizzazione del fuoristrada italiano e della mtb.»


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GF DEL conEro cInELLI

brina@gocom.it

a cura di NICOLETTA BRINA

pedAle chiArAVAllese e cicli coppAro di NuoVo iNsieme TRE MODI DI CORRERE LA GRANFONDO: ChI PREDILIGE L’AGONISMO, ChI “SENzA FRETTA” ARRIVA AL TRAGUARDO E ChI, PIù PICCOLO, SI DILETTA IN UNA GIMCANA SFIDANDO I COETANEI. IL 10 MARzO TRA IL PARCO DEL CONERO ED IL MARE ADRIATICO TORNA UNA DUE GIORNI DEDICATA AL CICLISMO ChE ESORDISCE CON LA NUOVA LOCATION.

«Indubbiamente si tratta di una società rinomata nel nostro territorio e che ha creduto sin dal principio in questa manifestazione. Parliamo di una squadra tra le più rinomate e stimate nel territorio anconetano, quindi non può che farci piacere averla al nostro fianco.»

«Un’edizione che parte già con importanti novità, ad iniziare dalla nuova location, vale a dire lo Stadio del Conero, sistemazione certamente più comoda per chi arriva all’ultimo minuto. Inoltre il centro di Ancona dista pochi chilometri, ci troviamo a ridosso dall’uscita autostradale di Ancona Sud e nell’area allestita per la partenza è presente un ampio parcheggio per auto e camper. Abbiamo ritenuto potesse essere una location migliore per chi partecipa alla manifestazione, senza dimenticare che a ridosso dello Stadio sarà presente uno spazio dedicato alla fiera del cicloturismo che ospiterà, tra le altre cose, anche stand con prodotti tipici marchigiani.» una manifestazione che si avvale di una importante collaborazione, vale a dire la cicli copparo…

foto louis YouNg

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Al via domenica 10 marzo ad Ancona, la 17ª edizione della Granfondo del Conero-Cinelli. Quartier generale lo Stadio del Conero, per l’organizzazione a cura di Asd Pedale Chiaravallese, in collaborazione con Cicli Copparo. Si tratta della prova valida per i circuiti Marche Marathon, Ciclismo La Gran Combinata e Master Club Circuito Tricolore. Cristiano Affede, organizzatore della manifestazione, presenta l’edizione 2013.

Qual è la filosofia di questa edizione? «Abbiamo voluto dare a tutti la possibilità di partecipare, dunque non solo agli atleti che vanno in bici ‘per lavoro’, creando quindi due percorsi prettamente amatoriali e togliendo tutte le salite a cinque km dall’arrivo, rendendo così più agevole il percorso. Abbiamo la collaborazione di Zeppa Bike che il sabato precedente la gara organizza una cronometro singola al costo di 10 euro. A tal proposito è stato creato un pacchetto ‘cronometro+gf’ a 25 euro. Abbiamo cercato di mantenere un prezzo bassissimo per quasi tutto il periodo da gennaio a marzo, per venire in contro alla crisi del paese, ma non abbiamo cambiato i servizi che anzi saranno migliorati, così in tema di sicurezza, pasta party e ristori sul percorso.» tre modi di fare la granfondo… «La granfondo agonistica prenderà il via domenica mattina alle 9 dal viale dello Stadio, mentre la granfondo ‘Senza Fretta’ vedrà il via alla francese dalle 7.30 alle 8.30. Sia sabato che domenica, dalle 9.30 la ‘Granfondina’ quest’anno ospiterà ‘Pompieropoli’ nelle due giornate, con attività per i bambini in collaborazione con i Vigili del fuoco della provincia di Ancona, mentre col Pedale Chiaravallese si terrà il sabato pomeriggio (14-18) e domenica mattina dalle 9 in poi, la prova gimcana per i bambini. È una formula che abbiamo sempre proposto e che ha riscontrato buon successo e per questo la vogliamo incrementare cercando di promuoverla sempre più. La volontà è quella di stimolare sempre più il cicloturista

che vuole prender parte ad una manifestazione organizzata, ma senza la velleità di arrivare primo al traguardo. I partecipanti della Senza Fretta, al pari dell’agonistica troveranno lungo il percorso da 135 o 90 km i ristori forniti. Ciò, oltre al ricco pasta party proposto da Camst che li attenderà all’arrivo (il costo per gli accompagnatori è di 10 euro).» parlando di percorso, avete introdotto novità? «Ci sono state leggere variazioni, come già anticipato. I percorsi sono due, 135 e 90 km, identici sia per l’agonistica, che per la ‘Senza fretta’. Nel percorso lungo andiamo a toccare i Comuni di Polverigi, Santa Maria Nuova, Jesi, San Paolo di Jesi dove l’anno scorso è passato il Giro, Staffolo, Filostrano, Montoro, Osimo, Castelfidardo, Loreto, Porto Recanati, Numana ed Ancona. Si percorre tutto il tratto del Monte Conero e si arriva ad Ancona. Per quanto riguarda il corto, si tocca Polverigi, Santa Maria Nuova, Jesi, dove avviene la divisione dei percorsi, poi scendiamo a Osimo, Calstelfidardo, Loreto, Porto Recanati, Numana e Ancona. Lungo il percorso della Gf c’è un traguardo volante a Loreto con il premio messo in palio da Zeppa Bike.» in merito ai premi? «La Gf del Conero è da sempre nota per il suo grande spirito di premiazione: non si limita ai primi 5 arrivati, ma sono stati creati premi a sorteggio tra tutti i partecipanti alla Granfondo, che mettono in palio materiale tecnico di alto valore prodotto da Cinelli. Poi, ovviamente, vengono premiati i primi 5 di ogni categoria, lungo e corto, per un totale di 11 categorie. Oltre al premio per il più lontano, per il più giovane ed il più anziano.» Quali sono i numeri della granfondo del conero-cinelli? «Nell’edizione passata abbiamo contato circa mille partenti, provenienti da tutta Italia, ma prevalentemente da Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna. La nostra è una delle prime manifestazioni della stagione nel centro Italia e siamo facilmente raggiungibili da diverse parti della penisola. Abbiamo registrato negli ultimi anni un trend crescente in fatto di iscrizioni, circa 1.3001.500 iscritti, seppur l’anno passato si è registrata la concomitanza con la Sagrantino, prima prova del Prestigio, a 100 km da noi.»


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cErVIno cycLInG MArAthon

a cura di ENRICO CAVALLINI

info@playfull.it

il 30 giugNo lA primA edizioNe È LA GRANFONDO CICLISTICA PIù ALTA D’EUROPA, CON PARTENzA E ARRIVO A 2050 METRI. SI PEDALERà SULLE STRADE PIù bELLE DELLA VALLE D’AOSTA, FINO AD ARRIVARE AI PIEDI DEL MONTE CERVINO. SARà L’ULTIMA TAPPA DI COPPA PIEMONTE.

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breuil Cervinia (AO) – È senza dubbio una delle novità più affascinanti di tutto il panorama ciclistico nazionale, in quanto offrirà ai suoi partecipanti qualcosa di nuovo e decisamente speciale. È la Cervino Cycling Marathon, gara che si disputerà il 30 giugno con partenza e arrivo da breuil Cervinia, località situata nella splendida provincia di Aosta. La granfondo è organizzata dalla Vda Sport e Cultura, capitanata da Mauro benedetti, e sarà valevole come sesta e ultima prova del circuito di Coppa Piemonte, come quinto Campionato Italiano Lions, come prova del Campionato Ciclistico Italiano Interforze e prima prova del Campionato Valdostano FCI di Granfondo e Mediofondo. Una manifestazione che, ancor prima di essere disputata, si mette già in tasca un record: è la gara ciclistica più alta d’Europa. Infatti, la partenza e l’arrivo sono situati a 2050 metri di altitudine e il percorso porterà gli atleti a pedalare su strade altamente suggestive, fra le più belle d’Italia. Non ci sono però solo i 2050 metri di breuil Cervinia, ma soprattutto i 4000 del Monte Cervino, che i partecipanti vedranno molto da vicino. Si passerà da Antey, si affronterà

il Col San Pantaleone, si attraverserà Nus per poi pedalare verso Chatillon, Gressan, Pila e Le Fleurs. Si scenderà poi a Charvensod, Fénis e si entrerà nella fase più emozionante del percorso: la risalita verso Cervinia, pedalando di fronte al Monte Cervino, una delle cime più belle di tutto l’arco alpino.

140 chilometri e 3500 metri di dislivello per il tracciato di granfondo, 92 chilometri e 2000 metri di dislivello per il mediofondo. Come detto dagli stessi organizzatori, la Cervino Cycling Marathon la si può certamente definire una granfondo alpina, in quanto i requisiti proprio non mancano. Si pedala ai piedi di Sua Maestà Il Cervino

foto NicklANd.org

Per quanto riguarda il percorso, c’è grande curiosità per vedere come sarà affrontata la salita finale da Chatillon al breuil, che da sola misura 28 chilometri per 1433 metri di dislivello, ma con una pendenza media del 5,1%. Roba da veri intenditori. Una gara dura, impegnativa e soprattutto molto, molto suggestiva grazie agli incredibili paesaggi naturali che i ciclisti avranno la possibilità di ammirare. Una gara che toccherà quote importanti, ma non una prova estrema, con percorsi difficili ma pedalabili. Il costo d’iscrizione alla gara è di 30 euro fino al 15 giugno, che diventano 35 euro dal 16 al 23 giugno e 40 euro dal 23 al giorno della gara. Ulteriori informazioni su www. cervinocyclingmarathon.it


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VAnnI ADornI a cura di PAOLO GRILLANDI

miNimizzAre i rischi delle due ruote

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Chiunque sia salito in sella ad una bicicletta almeno una volta nella vita è ben consapevole dei pericoli che fanno da contraltare alle grandi soddisfazioni che la passione per le due ruote spesso procura: dal ginocchio sbucciato del bambino che per la prima volta rinuncia alle rotelle ausiliarie mettendo alla prova il suo equilibrio, ai seri infortuni che ogni giorno pongono a repentaglio la carriera di corridori professionisti navigati e cicloamatori. Per questo motivo la caratteristica principale di chi pratica questo sport è necessariamente il coraggio, che spinge a soprassedere sui rischi che questa appassionante disciplina comporta. Ma spesso il coraggio, da solo, non basta ad evitare spiacevoli incognite: ed anche il corridore più ligio alle indispensabili norme di sicurezza può incappare in incidenti di una certa gravità, indipendentemente dalla propria preparazione. Per questa ragione la ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani) ha deciso di garantire ad ogni suo tesserato una polizza assicurativa che possa coprire gli affiliati in caso di sinistro. Per la sezione ciclismo il consulente assicurativo dell’ACSI è Vanni Adorni, agente generale della Milano Assicurazioni. Sicuramente i cultori delle due ruote non si saranno fatti sfuggire l’omonimia: Vanni è infatti figlio di Vittorio Adorni, vincitore del “Giro d’Italia 1965” laureatosi Campione del Mondo nel 1968 in solitaria sul traguardo di Imola. da sempre il suo cognome è sinonimo di ciclismo ai massimi livelli. ha mai pensato di seguire le orme di suo padre? «In realtà per tanti anni, essendo cresciuto in mezzo alle biciclette, ho patito una crisi di rigetto: per questo scelsi la pallavolo come sport a cui dedicarmi, con buona pace di mio padre. Negli anni, però, mi sono riappacificato col ciclismo: ora una pedalata coi miei amici, compatibilmente coi miei impegni di lavoro, di tanto in tanto la faccio. Devo ammettere che all’inizio facevo parecchia fatica: avvezzo al calore e alla comodità delle palestre, non riuscivo ad abituarmi ad uno sport così faticoso, soggetto alle intemperie, e soprattutto al rischio che comporta correre su strade aperte al traffico. Invece, piano piano, praticandolo ho cominciato ad appassionarmi e a comprendere come mai così tante persone abbiano scelto il ciclismo.» se non a livello sportivo, ha deciso comunque di seguire le orme di suo padre dal punto di vista lavorativo. «È vero: mio padre fu il primo a ricoprire la funzione di consulente

per l’UDACE e i suoi tesserati. Devo dire che siamo gli unici ad aver scelto di assicurare i corridori e le manifestazioni ciclistiche cui prendono parte: le altre compagnie lo ritengono uno sport che comporta troppi rischi. Su un bacino di 2500 società, con un totale di 50000 tesserati, riscontriamo ogni anno 1500 sinistri: una casistica molto importante. Per non parlare della responsabilità civile nei confronti di terzi.» Qual è quindi la ragione per cui voi accettate questo tipo di rischio, mentre le altre compagnie assicurative preferiscono evitarlo? «Probabilmente perché, grazie anche a mio padre, noi abbiamo un’esperienza tale da poter comprendere meglio di altri quali sono i pericoli di questo sport. Oggigiorno il corridore è esigente in materia di sicurezza, ed è giusto che pretenda certi standard. Per questo abbiamo deciso di assicurare anche le manifestazioni ciclistiche amatoriali: ovviamente è preventivabile che, per esempio, durante una volata ci possa essere una caduta, ma oramai durante queste competizioni i rischi sono prossimi allo zero. Infatti, sfortunatamente i casi di sinistri più gravi capitano durante gli allenamenti, quando certi livelli di sicurezza non vengono rispettati e la circolazione stradale è aperta a tutti.» che tipo di copertura offrite ai tesserati Acsi? «Innanzitutto ci tengo a precisare che la Milano Assicurazioni non fissa alcun tipo di franchigia per i cicloamatori: nessuna percentuale di danno resta a loro carico, non viene richiesto alcun tipo di esborso, e questa la ritengo sinceramente una caratteristica di cui possiamo andare fieri. In secondo luogo, cerchiamo di soffermarci maggiormente sull’evento di gravità maggiore e sulla responsabilità civile dell’atleta, sacrificando un minimo i rimborsi spese per cause di lieve entità.» Quindi, secondo la sua esperienza, il suggerimento è praticare il ciclismo in sicurezza. «Come ho avuto modo di sperimentare ultimamente il ciclismo, praticato nelle sedi adeguate, rimane uno sport bellissimo che fa bene alla salute: è una disciplina da praticare in amicizia ed all’aria aperta, che senza l’esasperazione della ricerca del risultato a tutti i costi porta indubbi benefici a livello fisico e mentale. È ovvio che la grande passione per le due ruote deve comunque e sempre essere accompagnata da livelli di sicurezza adeguati, per cercare di evitare spiacevoli conseguenze.»


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GrAnDucAto DI toscAnA a cura di ENRICO CAVALLINI

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preseNtAto A tirreNiA il 15° giro del grANducAto di toscANA SI È SVOLTA ALL’INTERNO DEL GRAND hOTEL CONTINENTAL LA PRESENTAzIONE DEL 15° GIRO DEL GRANDUCATO DI TOSCANA. GRANDE SODDISFAzIONE PER L’INGRESSO DELLE DUE NUOVE MANIFESTAzIONI ChE PORTANO IL CIRCUITO AD AbbRACCIARE LE MIGLIORI PROVE TOSCANE. QUASI 900 GLI AbbONATI ATTUALI E MANCA ANCORA UN MESE AL TERMINE DELLE ISCRIzIONI.

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Tirrenia (PI) – Si è svolta all’interno della Sala Natali del Grand hotel Continental la presentazione del 15° Giro del Granducato di Toscana e della 2a Crono Squadre del Tirreno. A prendere parte all’evento gli organizzatori delle singole manifestazioni, insieme ad autorità e sponsor, tra cui Davide De Neri della circoscrizione di Pisa, Alessandro Novi, comandante della Polizia Municipale di Marina di Pisa, Cinzia Simonelli, vice presidente nazionale della Lega Ciclismo UISP, assieme a Dino Marianelli, presidente della Lega Ciclismo UISP di Pisa, benedetto Catinella della Inkospor e Massimo Gabellieri della Parkpre. Presenti anche i rappresentanti dell’Associazione Carabinieri in congedo e del gruppo di volontari La Racchetta. A moderare l’evento Massimo biondi, di Canale 50. Il primo a prendere la parola è stato Paolo Aghini, organizzatore della Crono Squadre del Tirreno che proprio a Tirrenia, il prossimo 17 febbraio, darà il via al Giro del Granducato, sebbene prova fuori abbonamento. La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, vedrà come grande novità l’assegnazione della maglia di Campionato Nazionale di Crono Squadre della Consulta di Ciclismo, oltre alla consegna della 2a Coppa del Mondo di Crono a otto, riconsegnata dalla precedente società vincitrice, il Velo Club San Vincenzo. «Queste manifestazioni sono ad oggi il migliore canale promozionale del territorio – spiega Aghini, presidente del Folgore bike –, essendo capaci di portare nella cittadina tirrenica, numerosi turisti, anche da fuori regione, in un periodo di bassa stagione. Uno sforzo congiunto tra organizzazione, comu-

foto plAYFull NikoN

nità cittadina e istituzioni per dare una ventata di ottimismo in questo periodo di crisi. Un ringraziamento a tutti i corpi di polizia locale dei vari comuni e ai volontari per la grande cura nella gestione della sicurezza.»

no quindi proposti solo il mediofondo e il granfondo, al fine di garantire la massima sicurezza. Stiamo lavorando alacremente per portare tutta la logistica nella centralissima Piazza Garibaldi.»

La parola passa quindi a Mario bianchi, presidente della Ciclistica Cecina, che quest’anno darà il via alla parte fondistica del Granducato. «La nostra manifestazione, che andrà in scena il prossimo 3 marzo, ha finalmente coronato il sogno di entrare nel più importante circuito toscano. Il percorso proposto sarà identico alla passata edizione e non abbiamo previsto novità di rilievo.»

«Da 15 anni riusciamo a portare in strada la nostra manifestazione – esordisce Stefano Gazzari della Green Fondo Paolo bettini La Geotermia del 14 aprile prossimo – grazie all’impegno di tutta la cittadina e all’ausilio di tutte le società sportive della zona. Grazie all’apertura di una nuova strada riusciremo a proporre due percorsi tracciati completamente nella zona geotermica, evitando l’escursione al mare, tra l’altro zona già toccata dagli amici di Cecina.»

È nuovamente Aghini a parlare, ma questa volta per la Granfondo Inkospor del 24 marzo a Casciana Terme (PI) e sostenuto da Moreno Coppini del Casciana bike. «Abbiamo eliminato un percorso e verran-

Pierluigi Del Pistoia, da 17 anni organizza la granfondo a Viareggio, che da alcune edizioni ha preso il nome di Granfondo bMC Diavolo in Versilia e che vedrà il via il 21


aprile. «Anche noi siamo una new entry nel Granducato. Dopo anni di flirt finalmente siamo riusciti in questo matrimonio. Dobbiamo dire grazie all’amico Paolo Dossena che è riuscito a coordinare le cinque manifestazioni. Un grosso ringraziamento a tutte le forze delle Polizie Locali dei paesi coinvolti nei percorsi che ci permettono di mantenere il massimo della sicurezza in

foto plAYFull NikoN

mo 12 maggio da 17 anni. La sua manifestazione metterà fine alle prove in abbonamento del Giro del Granducato. «Visto che non siamo superstiziosi e il 17 non ci spaventa, quest’anno abbiamo cambiato sia la zona logistica che i percorsi. Lasciamo il campo sportivo di Santa Lucia per spostarci nel Palazzetto dello Sport di San Gimignano, a due passi dal centro storico. Anche i percorsi hanno avuto una rivisitazione, inserendo nuove e inedite salite. Faranno male alle gambe, ma sicuramente piaceranno.» Fuori dall’abbonamento sarà il 27° Giro della Toscana, la prova cicloturistica di quest’edizione del Granducato. La manifestazione, che sarà organizzata l’8 settembre a Firenze dal bicisporteam Firenze, avrà la partenza alla francese e attraverserà sia la zona del Chianti fiorentino che quella del Chianti senese.

foto plAYFull NikoN

foto plAYFull NikoN

una cittadina così affollata di turisti come Viareggio. Quest’anno – continua Del Pistoia – abbiamo scelto di tenere molto bassa la quota di iscrizione al fine di favorire i ciclisti in questo momento di crisi.» Anche Paolo Marrucci, del GC Amatori San Gimignano organizza la Granfondo della Vernaccia del prossi-

Riconfermati tutti gli sponsor delle precedenti edizioni, così come verrà riproposta la classifica dei GPM, uomo e donna, con l’aiuto di Velosystem. Sarà invece Toscana Cereali, il produttore toscano di pasta a filiera corta, a fornire la pasta alle manifestazioni. La campagna abbonamenti del Giro del Granducato di Toscana, che oggi conta poco meno di 900 iscritti, si chiuderà il 3 marzo. Sarà possibile accedere alla seconda griglia pagando una quota di € 110,00. Per i tesserati ACLI è previsto uno sconto particolare. Sarà possibile effettuare gli abbonamenti al Giro del Granducato di Toscana esclusivamente collegandosi al sito www.ciclocircuiti. it/granducato. Info circuito: www.girodelgranducato.com


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GrAnFonDo FI’zI:k cIttà DI MArostIcA

pressoffice@newspower.it

a cura di NEwSPOwER

pAcchetti ViAggio per Atleti e FAmiglie LA GRANFONDO FI’zI:K – CITTà DI MAROSTICA IN PISTA IL 28 APRILE. DUE I PERCORSI: GRANFONDO E MEDIOFONDO. EDIzIONE 2013: SERVIzI SPECIALI AGLI ATLETI. MAROSTICA CENTRO DI SPORT E TURISMO.

foto NeWspoWer cANoN

M

Marostica, 28 aprile 2013: questi la data e il luogo da segnarsi in agenda per chi vuole partecipare alla Granfondo fi’zi:k – Città di Marostica. Inserita in diversi circuiti, come il Challenge Giordana, il Nobili e SuperNobili delle Granfondo, il Dalzero.it e il Gran Prix Endurance RX (per quest’ultimo, chi si iscrive a due delle tre gare inserite – Marciabianca, Granfondo fi’zi:k e Mezza del brenta – avrà la terza iscrizione in omaggio), la manifestazione, fiore all’occhiello della città degli scacchi, torna ad essere protagonista con la quarta edizione riconfermandosi una delle competizioni più ambite degli appassionati delle due ruote. La Granfondo fi’zi:k – Città di Marostica è anche prova del Campionato Provinciale UDACE Vicenza. Insomma per i professionisti del sellino, la Granfondo fi’zi:k s’ha da fare. Confermati i due percorsi Granfondo (di 154 km e 2.970 metri di dislivello) e Mediofondo (di 100 km e un dislivello di 1.670 metri), che accompagneranno gli amanti delle due ruote da Marostica a Pianezze, Molvena e Salcedo (con le sue coltivazioni di ciliegie), tra i saliscendi in Valdastico e i passaggi sull’Altopiano di Asiago. I due percorsi si divideranno a Santa Caterina di Lusiana dopo circa 80 km in comune: i mediofondisti rientreranno a Marostica, mentre i granfondisti dovranno nuovamente vedersela con nuovo passaggio in Valdastico e il Monte Corno, a 1000 metri di quota, prima di rientrare in Piazza Castello e tagliare il traguardo. Tutti i dettagli sono su www.granfondofizik.it. Lo staff dell’ASD b-Sport Cycling e dello Studio RX è come sempre molto attento ai partecipanti della Granfondo. Se dal punto di vista tecnico il programma resta invariato, dal punto di vista logistico gli organizzatori hanno

Roberto Cunico viene baciato dalle figuranti di Marostica

pensato per quest’anno anche a dei servizi speciali per gli atleti (e non solo). Per rendere ancora più piacevole la permanenza dei concorrenti nella cittadina vicentina vengono infatti proposti dei pacchetti viaggio studiati appositamente per le loro esigenze: ad esempio la proposta di alberghi a tre stelle a prezzi agevolati dove sarà possibile effettuare il checkout dall’hotel nel primo pomeriggio (e non la mattina come solitamente viene imposto dalle strutture alberghiere), dando la possibilità agli atleti di rinfrescarsi subito dopo la gara; oppure sarà possibile trovare il proprio pettorale direttamente in camera, evitando così di recarsi nella zona adibita al quartier generale della Granfondo e fare la trafila per il ritiro. Dettagli che fanno la differenza e che saranno di certo apprezzati dai ciclisti, la cui “preoccupazione” dovrà solo essere quella di pedalare. Ma c’è ancora qualcosa in più, perché il pacchetto permette di unire sport e turismo ed è pensato anche per chi accompagnerà gli atleti e vorrà godersi le vie del centro storico e/o anche le zone limitrofe con visite guidate

studiate ad hoc. Così, mentre gli intrepidi pedaleranno cercando di non farsi distrarre dal paesaggio, gli accompagnatori ne saranno immersi e rapiti. I pacchetti sono seguiti da uno staff specializzato del Team Turismo di Studio Rx, una garanzia legata alla Granfondo fi’zi:k, evento patrocinato dalla Provincia di Vicenza e dalla Regione Veneto, a sottolineare quanto lo sport sia ormai fortemente legato al turismo e al territorio, e viceversa. L’anno scorso al via erano in 1700 tra cui diversi big della caratura di Moreno Moser e Roberto Cunico, quest’ultimo vincitore dell’edizione 2012, o di Cristina Maria Prati vincitrice del percorso lungo in rosa, mentre per il Mediofondo hanno messo il proprio sigillo Cristiano Pegoraro e Astrid Schartmueller. Per qualsiasi informazione basta consultare il sito ufficiale della manifestazione www. granfondofizik.it dove è anche facile provvedere all’iscrizione con quota fissa a 32 euro per chi aderisce entro il 26 aprile. basta iscriversi: al resto pensa la Granfondo fi’zi:k. Allenamento escluso ovviamente.


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scAtto FIsso a cura di LUCIANA ROTA

Twitter @lucianarota

eNtrA NellA reAltà cittAdiNA

MObILITà CICLISTICA: IL DIbATTITO SUPERA IL TERRENO DELLA DIALETTICA POLITICA ED ENTRA NELLA REALTà CITTADINA, DATI ALLA MANO. IL RILEVAMENTO EFFETTUATO DALLA REGIONE LOMbARDIA APRE LE PORTE AD UNA RIFLESSIONE SUL FUTURO: RISPARMIO DI DENARO, SICUREzzA, SALUTE, ECOLOGIA, SONO SOLO ALCUNI DEI TEMI ChE LA bICICLETTA, NON NECESSARIAMENTE INTESA IN ACCEzIONE SPORTIVA, VA A TOCCARE. VEDIAMO IN ChE MODO.

S

Scatto fisso si occupa di città. Il dibattito è caldo, importante, attuale. È un dibattito a volte strumentalizzato a destra e sinistra, più dai Comuni e dai media che altro. E non si intende politicamente, per la carità: per quanto ci riguarda, non esiste più né destra né sinistra. È un dibattito di idee, cifre, statistiche, esperimenti, ruote che girano o vorrebbero girare. Sicurezza: anzi, troppo poca sicurezza. Viabilità: anzi, troppo congestionata viabilità (prendiamo la bici, forza!). Ecologia: capiamo bene le opportunità delle domeniche ecologiche e magari ampliamo il raggio. Sì, proprio il raggio. Park e bike sharing. Anche bici elettriche, perché no? Iniziamo comunque a parlarne e a creare una cultura, quella che paradossalmente manca ad un Paese che potrebbe vantarsi, per tre secoli ancora, della sua storia a dure ruote. Ma la storia non basta, o meglio, deve servire a qualcosa… Guardiamo cosa hanno fatto gli amici danesi, tedeschi, persino inglesi e soprattutto nordici (fino a dove si può girare senza congelare, lì, poi, arrivano slitte e sci da fondo…). Alludiamo alle piste ciclabili e alle città a misura di bici. A quelle fotografie bellissime per noi che amiamo il genere di stazioni ferroviarie invase come formiche da biciclette. Da noi si discute sulla copertura dei parcheggi delle bici davanti all’ingresso della stazione… Loro, che hanno certamente meno sole di noi, se ne fregano. Si adattano. E pedalano. Perché? Saranno mica tutti cretini? Tutt’altro, hanno capito che si risparmia: denaro, stress, tempo e anche manutenzione delle strade. Meno traffico a motore o pesante equivale a meno rattoppi da fare… Insomma, se ne parla. E si cercano soluzioni. Proposte: non solo sui social, come ha fatto – e bene – il movimento #salvaciclisti, fra gli “hashtag /#” più usati nel 2012 su Twitter! A fine gennaio, l’assessorato allo sport e giovani della Regione Lombardia, ad esempio, ha aperto un dibattito stampa, coinvolgendo alcuni “esperti” del settore e ne sono venuti fuori alcuni spunti. Comunque riflessioni da

cui partire. Intanto, i dati dicono chiaramente che la bici piace sempre di più e questo non è il risultato di una statistica commerciale, ma lo dice la Lombardia e la FIAb che hanno sviscerato un “rilevamento di ciclisti”, il primo che noi sappiamo, in 12 capoluoghi lombardi. Da questo screening risulta che: Cremona è la città con il maggior numero di ciclisti della Lombardia, a Lecco c’è il numero più alto di sportivi, a Varese le donne pedalano meno degli uomini, bergamo è il capoluogo in cui il bike sharing incide di più su chi utilizza le due ruote, mentre brescia e Lodi sono le città che hanno più parcheggi.

anche la crisi economica, ai lombardi la bicicletta piace sempre di più e i numeri dimostrano che il suo utilizzo è maggiore anche nel tragitto casa-lavoro o casa-scuola, laddove siano presenti ricoveri attrezzati o custoditi. «Il problema della mobilità ciclistica – ha spiegato l’assessore alle Infrastrutture, Andrea gilardoni – è che è difficilmente quantificabile e questo primo tentativo è tanto più meritorio,

È una fotografia a due ruote (lombarde) che emerge dunque dal 1° Rilevamento dei ciclisti, relativo al 2012, effettuato dalla Regione Lombardia attraverso un’apposita convenzione quadriennale stipulata con la FIAb (Federazione Italiana Amici della bicicletta). In generale, forse complice

pedAlANdo sul Web liNk http://www.ecologiae.com/bici-citta-emilia-romagna/22339/ bici in città, l’emilia romagna è la più ciclabile le città italiane più a misura di ciclista sono reggio emilia e lodi seguite da modena, mantova, Vercelli, cremona, Forlì, ravenna, cuneo, Ferrara e piacenza. Questa, la classifica stilata da legambiente, nell’ambito di un’indagine, durata un anno, che ha studiato la mobilità sostenibile nei capoluoghi italiani.

perché getta una prima luce su chi siano gli utilizzatori delle due ruote. I dati raccolti oggi confermano che tanto più si realizzano infrastrutture dedicate alle biciclette, tante più persone si sentono incentivate all’utilizzo. Mi auguro che la prossima giunta prosegua ed intensifichi gli sforzi fatti per incentivare l’uso delle due ruote. Ci vuole un aumento significativo delle istituzioni in questo ambito: certo, ci sono autostrade, ferrovie e altro a cui badare, ma gli interventi per la ciclabilità hanno spesso costi contenuti pur apportando benefici importanti.»


La bella notizia è che la Regione Lombardia ha inserito due progetti nel Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, e li sta – da un lato – portando avanti attraverso un’attività di raccolta dati sulle nuove infrastrutture e sui nuovi servizi e – dall’altro lato – monitorando l’utilizzo della bicicletta nei capoluoghi di provincia. Utile, pratico, essenziale per capire come fare. Cosa cambiare. Dove intervenire e con quale priorità. Inoltre, recita il comunicato stampa: «La Regione Lombardia ha stanziato 11,3 milioni per 45 progetti di infrastrutture e servizi per la mobilità ciclistica e ampliamento dei sistemi di Bike sharing, ha aderito alla petizione FIAB sull’infortunio

Austria e Svizzera) di visitare la nostra bellissima regione.» «Questo studio – ha aggiunto l’assessore all’Ambiente – è un esempio concreto di sussidiarietà orizzontale, che contribuisce ad educare sempre più cittadini

Nelle postazioni, collocate lungo le direttrici di accesso al centro cittadino, sono stati conteggiati i flussi dei ciclisti sia in entrata che in uscita. In diverse postazioni di alcune città, il flusso dei passaggi è maggiore fino alle 9.30, e indica un uso della bicicletta come mezzo di trasporto per chi si reca al lavoro o a scuola. Il fenomeno è evidente in tutte le postazioni di Cremona, Lodi, Milano, e in diverse postazioni di Mantova, Pavia, brescia, Monza e Sondrio, e in una di Como e Varese. Meno marcato il flusso in uscita, riconoscibile tuttavia in alcune postazioni nella tarda mattinata (in quelle di Cremona, Lodi e Pavia, in tre di Mantova e in una di Monza).

in itinere, affinché venga riconosciuto l’infortunio a chi usa la bicicletta per recarsi sul posto di lavoro e alla Settimana europea della Mobilità con diverse iniziative.» Anche se non basta. È solo una partenza (che si spera non sia pre elettorale e poi…) e anche in ritardo, diciamolo: «Molto è stato fatto e molto è ancora da fare per consentire a chi utilizza le due ruote di muoversi in modo sicuro – ha commentato l’assessore allo Sport e Giovani, Filippo grassia – ma la bicicletta è un mezzo su cui è importante investire, perché rappresenta non solo una fonte di risparmio in termini economici, ma consente anche di mantenersi in salute a quelle persone che non fanno attività sportiva. Occorrono però piste ciclabili sicure e garantite. Sotto questo aspetto però sarà importante rendere più sicure le rotatorie: ne sono spuntate migliaia grazie ai finanziamenti della Comunità europea, ma mettono in pericolo la sicurezza dei ciclisti, per i quali spesso si rivelano delle vere e proprie trappole. Su questo tema la Regione Lombardia potrebbe farsi carico di proporre in sede di Comunità europea, affinché venga salvaguardata la sicurezza dei ciclisti nella realizzazione delle rotatorie. In vista di Expo stiamo inoltre studiando un progetto che, partendo dagli 80 ostelli che ci sono in Lombardia, permetta ai bikers (sono 6 milioni tra Germania del Sud,

all’utilizzo della bicicletta: un comportamento che consentirebbe uno sgravio dal punto di vista ambientale in termini di CO2. Per raggiungere questo risultato sono sempre più importanti la collaborazione e il supporto delle associazioni che, collegando l’azione amministrativa con il territorio, aiutano le istituzioni a identificare meglio le politiche necessarie. È dunque estremamente importante che l’uso della bicicletta entri a fare parte della nostra educazione ambientale e, a questo scopo, che la Regione adotti sempre più politiche infrastrutturali a sostegno della mobilità dolce.» Tornando ai dati: il censimento è stato effettuato dai volontari delle associazioni di categoria che hanno monitorato il passaggio dei ciclisti in quattro postazioni individuate in ogni città. Sono state rilevate anche l’offerta e la domanda di parcheggio per biciclette presso 15 stazioni ferroviarie allo scopo di raccogliere informazioni utili a orientare interventi volti a favorire l’uso intermodale di bicicletta e treno. Oltre 46 mila bici in 4 ore: un bel trend. È il primo dato significativo che balza all’occhio: ovvero il numero di ciclisti rilevati tra le 7.30 e le 13.30: almeno 46.911 persone hanno scelto la bicicletta per i propri spostamenti. Spiccano Cremona, con 9.255 passaggi, Lodi con 6.894, Monza con 6.568 e Milano (fanalino di coda…) con 6.061.

Il target! In alcune città, sono stati raccolti anche dati di approfondimento, quali le percentuali di donne e uomini, di ciclisti urbani e ciclisti sportivi, di biciclette private o del servizio di bike sharing, e infine le percentuali della ripartizione modale, distinguendo tre tipi di veicoli: auto/furgoni/camion, biciclette, moto. Nelle quattro città in cui è stata rilevata la percentuale di donne e uomini (bergamo, brescia, Pavia e Varese) si possono notare notevoli differenze. In tema di parità di genere, bergamo e Pavia hanno percentuali quasi uguali, brescia occupa una posizione intermedia (38%), mentre il fanalino di coda è rappresentato da Varese, dove la percentuale femminile è nettamente minoritaria (23%). I più bike oriented! In quattro città (bergamo, Como, Lecco e Varese) è stata monitorata anche la percentuale di ciclisti sportivi: al primo posto c’è Lecco con il 21%, seguita da Varese a quota 10% e da bergamo e Como con percentuali molto basse, rispettivamente il 3% e il 4%. E infine la bici per tutti, quella pubblica: al momento della rilevazione, il bike sharing era presente in nove città (bergamo, brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Varese) e la loro incidenza percentuale sul totale è risultata del 15% a bergamo e del 9% a Milano. Scattata una fotografia. Adesso, non resta che pedalare!


cEntro cIttà a cura di ROBERTO ZANETTI

lA bici tAscAbile

Chi pensa che le biciclette pieghevoli siano la trovata dell’ultimo momento si sbaglia. La loro storia risale ai primi del “900” quando gli eserciti francesi e inglesi munirono i loro soldati (reparti di fanteria) con delle folding bike da 24 pollici per spostarsi agilmente negli spazi ristretti delle trincee. Allo stesso modo nel corso della prima guerra mondiale anche l’esercito italiano armò, se così si può dire, i nostri bersaglieri che con delle piccole bici pieghevoli legate alla schiena si muovevano (con fucili anch’essi pieghevoli) in velocità lungo la linea del fronte. Stessa sorte è toccata alcuni anni dopo ai paracadutisti britannici durante lo sbarco in Normandia che con robuste biciclettine pieghevoli venivano paracadutati direttamente in prossimità delle postazioni nemiche. Per fortuna la folding bike che andiamo a presentare non è mai stata utilizzata per scopi bellici bensì, a mio parere, è il mezzo ideale per facilitare il trasporto urbano e non solo… songtain, questo il suo nome, è una bicicletta pieghevole con ruote in alluminio da 20 pollici che si compatta facilmente, da usare e da portare ovunque custodita nell’apposita sacca di nylon in dotazione: in macchina, sul treno, in autobus fino sul posto di lavoro e perché no, anche in barca o in aereo! Freewheeling si occuperà della distribuzione e della vendita garantendo, con la professionalità che la contraddistingue, assistenza e garanzia sul prodotto su tutto il territorio nazionale.

LO SCOPO PRINCIPALE DI UNA FOLDING bIKE È QUELLO DI ESSERE PRIMA DI TUTTO PRATICA E UTILE. UNA bICI DI QUESTO TIPO SI DEVE GUIDARE FACILMENTE, RIPIEGARE, TRASPORTARE E RIPORRE CON IL MINIMO SFORzO; DEVE AGEVOLARE LA QUALITà DI VITA DELLE PERSONE, RENDERLA PIù FACILE E ACCOMPAGNARLE SERENAMENTE NELLE LORO PICCOLE ATTIVITà QUOTIDIANE.

caratteristiche tecniche

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GF DELLA VErnAccIA

info@playfull.it

a cura di ENRICO CAVALLINI

sAN gimigNANo si prepArA Ad Accogliere gli AppAssioNAti di ciclismo dA tuttA itAliA PERCORSI RINNOVATI NEL FINALE. MODIFIChE NELLA LOGISTICA. CONFERMATI IL RICCO PACCO GARA E LA CENA DEL CICLISTA. QUESTI ALCUNI DEGLI INGREDIENTI DELL’EVENTO IN PROGRAMMA A SAN GIMIGNANO IL 12 MAGGIO.

N

Nella splendida cornice di San Gimignano si svolge una delle manifestazioni cult per i veri appassionati di ciclismo e per tutti i cicloamatori. La Gran Fondo della Vernaccia si colloca sicuramente nell’elite delle Gran Fondo del nostro paese, con un’organizzazione impeccabile ed un percorso che coniuga perfettamente agonismo, turismo ed ambiente. Ogni anno oltre 1500 partenti trasformano le colline senesi in una passeggiata di maglie, colori e voglia di divertimento immersi in un paessaggio unico e magnifico.

Una delle prove simbolo del Giro del Granducato di Toscana, la Granfondo della Vernaccia si terrà domenica 12 maggio nella turrita San Gimignano (SI), dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco per la sua caratteristica architettura medioevale. La 17a edizione di questo grande evento, organizzata dal Gruppo Ciclistico Amatori San Gimignano e valida anche come 41a Coppa Martiri di Montemaggio, si presenta con diverse novità sia nella logistica sia nei tracciati, che porteranno i ciclisti a scoprire nuovi paesaggi e borghi e a scalare salite inedite, brevi ma abbastanza dure.

foto plAYFull NikoN

Tre i percorsi: 160 chilometri con 2.295 metri di dislivello (difficoltà medio-alta), 116 chilometri con 1.555 metri di dislivello e 72 chilometri con 1.114 metri di dislivello. Sia il percorso lungo sia quello medio ripasseranno da Vico d’Elsa, ripercorrendo poi il tracciato tradizionale fino a Ulignano. Da qui entrambi i percorsi proseguiranno per la nuova salita di Santa Maria, scendendo poi a badia Elmi, da dove andranno verso località il Monte. Toccheranno Pancole e poi, giunti al bivio delle Due Vie, il medio girerà a sinistra per affrontare l’ultimo chilometro e mezzo prima dell’arrivo,

mentre il granfondo svolterà a destra toccando Camporbiano, Villamagna, Iano, San Vivaldo, il Castagno e Settefonti. Da qui giù in picchiata per circa sei chilometri fino all’arrivo. Quest’ultimo, a differenza del passato, si trova nella zona artigianale del quartiere di Fugnano, posta a 200 metri dal centro di San Gimignano. Per giungere all’arrivo i ciclisti dovranno affrontare un tratto in leggera salita. Rinnovata anche la logistica del pre e post gara: il ritiro dei pacchi gara, la cena del sabato sera, le premiazioni e il pranzo finale si terranno presso il Palazzetto di Via Giachi, all’interno delle scuole medie. Oltre alle molte novità, sono diverse anche le riconferme. Anzitutto, per il sabato sera, la cena del ciclista e poi il pacco gara sempre molto ricco: una bottiglia di Vernaccia, una di olio extravergine di oliva, un vasetto di miele, una confezione di pasta, sali minerali, un campione della bTS e un gadget in via di definizione

foto plAYFull NikoN

Iscrizioni: € 30,00 fino al 9 maggio compreso e poi € 40,00 il 10 maggio e l’11 maggio. Non sarà possibile iscriversi il giorno della granfondo.


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MAstEr cLuB cIrcuIto trIcoLorE

brina@gocom.it

a cura di NICOLETTA BRINA

si comiNciA il 10 mArzo dA ANcoNA LA “PRIMA” UFFICIALE DEL CIRCUITO ChE UNISCE, IN UN SOL RESPIRO, TOSCANA, LAzIO, UMbRIA E MARChE E ChE, OLTRE AD INTRODURRE LA POSSIbILITà DI ASSOCIARSI ALLE DIECI GARE, SI PROPONE DI CREARE UNA FIDELIzzAzIONE DI TRE ANNI CON UNA CLASSIFICA AD hOC PER I PIù PRESENTI.

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Quattro regioni coinvolte (Toscana, Lazio, Umbria e Marche), dieci prove in programma dal 10 marzo, data della manifestazione di apertura ad Ancona, sino alla chiusura del 1° settembre a Monteroni d’Arbia (SI), un vasto bacino di utenza che conta diverse migliaia di tesserati nelle categorie amatoriali tra Federciclismo ed Enti della Consulta. Due classifiche assolute, la prima su base annuale che premia i primi cinque di ogni categoria al termine della challenge e l’altra su base triennale che premia i soci che nel triennio 2013-2015 hanno collezionato il maggior numero di presenze nelle manifestazioni in calendario. Queste le caratteristiche fondamentali della prima edizione del Master Club Circuito Tricolore che sposa una formula tutta nuova per “livellare” le distanze tra cicloturisti e cicloamatori più agonisti. Il coordinatore del circuito, Antonio Falcone, patron della Granfondo di Chianciano, anch’essa nel calendario, svela i dettagli della “prima” del Master. «Si tratta del debutto, a partire dal 10 marzo, quando esordiremo con la Granfondo del Conero ad Ancona. In quella occasione avremo modo di spiegare la formula innovativa del circuito. L’idea è partita dall’ipotesi degli abbonamenti, come avviene già in altri circuiti, con la differenza che, in questo caso, ci si associa all’intero circuito, dunque alle 10 gare, ottenendo poi sconti del 15%, oltre ad

altri vantaggi, sull’iscrizione alla singola gara. La filosofia è quella del risparmio, tant’è che al termine del Master, chi si fosse associato riuscirebbe a risparmiare poco meno di 10 euro. Il costo della singola gara si attesta, di media attorno ai 25 euro, invece pagando 30 euro per aderire al circuito, la quota per la granfondo scende. Poi il ciclista è libero di prendere parte a tutti le manifestazioni o meno.» per quanto riguarda gli altri vantaggi degli associati al circuito? «Intanto, chi si associa riceve 100 punti bonus, ai fini della classifica finale, rispetto all’iscritto ‘normale’. Inoltre si ottiene uno sconto su di una rivista partner, si parte in prima griglia, si ottiene una corsia preferenziale per parlare con la segreteria del Master, potendo contare su di un corner ad hoc. Oltre, ovviamente allo sconto di cui si parlava prima.» come si effettuano le iscrizioni? «Le iscrizioni annuali terminano il 10 marzo in concomitanza con la Granfondo del Conero e si possono effettuare attraverso il sito internet www.circuitomasterclub.it, sito sul quale gli interessati possono ottenere anche altre importanti informazioni.» Quali sono le prove in calendario e che caratteristiche hanno?

«Apriremo il 10 marzo ad Ancona, poi il 14 aprile ci sarà la Granfondo della Pace a Valtopina (PG), il 25 a Chianciano Terme (SI), la Granfondo omonima, il 28 aprile la Granfondo città di Grosseto, il 1° maggio a Ponte San Giovanni (PG) si terrà la Gf Le strade di San Francesco, poi il 9 giugno a Rosignano Marittimo (LI) si svolgerà la Gf Castello Diego Ulissi, seguita, il 16 dalla Gf città di Arezzo. Il 23 giugno ad Amelia (TR) la Granfondo Colli Amerini, pausa per il mese di luglio per poi riprendere il 18 agosto a Vasanello (VT) con la Gf Giro Alto Lazio Knut Knudson e chiudere il 1° settembre a Monteroni d’Arbia (SI) con la Gf della Valdarbia. Si tratta di granfondo di medio livello che riescono a far dialogare il ciclista agonista con il cicloturista, avendo percorsi abbastanza impegnativi, ma non troppo, e di grande spessore turistico.» una novità è rappresentata dalle classifiche… «Oltre ai normali premi ai classificati, viene allestita anche una classifica su base triennale che considera la fidelizzazione, ovvero i ciclisti che hanno partecipato al maggior numero di granfondo del Circuito nel triennio 2013-2015, ciò fornisce anche la garanzia legata al fatto che le manifestazioni presenti oggi nel Master, vi resteranno almeno per quel periodo. È un impegno per il futuro, a non mollare.»


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ELBA tour 2013

info@playfull.it

a cura di ENRICO CAVALLINI

uN eVeNto strAordiNArio per gli AmANti del ciclismo IL FOLGOREbIKE hA TROVATO L’ACCORDO CON LA COMPAGNIA MObY, ChE CONSENTIRà A TUTTI I PARTECIPANTI DI USUFRUIRE DI PREzzI SPECIALI PER GLI SPOSTAMENTI IN TRAGhETTO. OTTIMI PREzzI PER LE FAMIGLIE NEGLI hOTEL CONVENzIONATI.

M

marciana marina (li) – Sarà un autentico spettacolo quello che andrà in scena dal 1° al 6 aprile in uno dei territori che tutto il mondo ci invidia: l’Elba Tour, il primo giro ciclistico a tappe dell’Isola d’Elba. Quello organizzato dalla ASD Folgore bike, presieduta da Paolo Aghini, è un evento che si preannuncia unico sotto molti punti di vista. L’idea dell’organizzazione è stata quella di unire turismo, relax, sport e un po’ di sana competizione. Infatti, l’Elba Tour non nasce come manifestazione puramente competitiva, ma presenterà cinque tappe nelle quali vi saranno solo alcuni tratti cronometrati, che andranno quindi a fare classifica, mentre la maggior parte dei chilometri sarà ad andatura libera. Sarà dunque una grande occasione per i ciclisti di ogni livello, per gli sportivi e per gli appassionati: si potrà unire un ottimo allenamento svolto fra incredibili bellezze

naturali e scorci mozzafiato con relax e turismo in uno dei lembi di terra più belli e ammirati al mondo. Sarà l’opportunità per gli agonisti di rifinire la preparazione in vista degli appuntamenti della stagione e per gli amatori di partecipare a un evento decisamente speciale. Il centro della manifestazione sarà il comune di Marciana Marina e le cinque tappe si correranno sulle strade ad esso limitrofe. Non mancheranno le salite e i tratti impegnativi, sempre accompagnati da panorami da sogno. Proprio negli ultimi giorni, il Folgore bike è riuscito a preparare un bel regalo per tutti quelli che decideranno di prendere parte all’Elba Tour: ottimi sconti per gli spostamenti in traghetto e i pernottamenti negli alberghi convenzionati. Il Comitato Organizzatore ha stretto un accordo con la compagnia di traghetti

Moby, che consentirà ai partecipanti di raggiungere l’isola a prezzi vantaggiosi. Questi nel dettaglio i prezzi: l’auto più un passeggero costerà 43,50 euro a tratta, mentre il prezzo per camper o furgone più un passeggero sarà di 55,50 euro a tratta. Ogni passeggero aggiuntivo avrà un costo di 12 euro a tratta. Decisamente vantaggiosi anche i prezzi per gli hotel, offerti dal pacchetto famiglia nelle strutture alberghiere Primula, Tamerici e Marinella. Ecco gli sconti per i bambini: • 0-2 anni: gratis (letto con i genitori) • 3-12 anni: 50% (terzo e quarto letto) •13-17 anni: 20% (terzo e quarto letto) •18 anni in su: 18% (terzo e quarto letto) Dunque, queste le quote dell’intero pacchetto per la settimana negli alberghi a tre stelle, Primula e Marinella:

Una suggestiva immagine di Porto Azzurro foto lellA ViolA


C’è tempo fino al 15 marzo per iscriversi alla prima edizione dell’Elba Tour. Le quote, che sono identiche per atleti e accompagnatori, sono le seguenti: con sistemazione in hotel 100 euro per le donne, 125 per gli uomini. Senza sistemazione in hotel 150 euro per le donne, 200 per gli uomini. Per le iscrizioni seguire il seguente link http://www. playfull.it/pub/press/ elba-tour-2013/20130117/ iscrizione-elbatour-2013. pdf

Una vista del borgo di Capoliveri

• quota intera: 245 euro • quota bambini 3-12 anni: 122,50 euro • quota ragazzi 13-17 anni: 196 euro • quota ragazzi 18 anni in su: 222 euro Queste invece le quote dell’intero pacchetto per il quattro stelle, l’hotel Tamerici: • quota intera: 260 euro • quota bambini 3-12 anni: 130 euro • quota ragazzi 13-17 anni: 208 euro • quota ragazzi 18 anni in su: 234 euro Isola d’Elba, un piccolo paradiso

Non c’è alcun dubbio: la partecipazione al primo giro ciclistico a tappe dell’Isola d’Elba offre costi nettamente vantaggiosi. basti pensare che l’iscrizione più il pernottamento in albergo costa, ad esempio, quanto il solo viaggio in traghetto per la Sardegna. Dal 1° al 6 aprile, l’Elba Tour, sarà un’occasione da non perdere! Per ulteriori informazioni www.folgorebike.it


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L’oPInIonE a cura di ANDREA AGOSTINI

agostini@gocom.it

ArmstroNg, l’uci e l’AmNistiA

D

Dopo la confessione di Armstrong, l’Unione Ciclistica Internazionale propone la costituzione dell’organismo “Verità e riconciliazione” assieme alla Wada. Il presidente McQuaid: «È la cosa migliore per affrontare il problema delle pratiche illecite nel nostro sport». L’ipotesi annunciata nel corso della riunione della commissione indipendente creata per indagare sullo scandalo del texano. E spunta l’ipotesi amnistia.

le spalle. Altri sport seguiranno l’esempio delle due ruote e attraverseranno questa crisi se verrà usato lo stesso metro.

È ora di girare pagina, e l’UCI dovrebbe essere la prima a farlo.

Il presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale Pat McQuaid

Detto questo non posso che essere d’accordo con una ripartenza generale del mondo del ciclismo professionistico. Inutile andare a rivangare nel recente passato dove il “sistema” era quello per tutti o almeno per la stragrande maggioranza. Gli anni a cavallo del 2000 erano così. Che senso ha discutere dei 7 Tour de France di Lance Armstrong? Oggi la maggioranza dei ciclisti si sente investita di una colpa che francamente non sente sua. Il mondo è cambiato e la nuova direzione sembra essere molto chiara per la stragrande maggioranza del “peloton”. Sì, l’amnistia è la cosa migliore. Poi da qui in avanti chi sbaglia deve pagare con la pena a vita, senza mezze misure. Continuare a rivangare il passato serve solo a distruggere uno sport che sta attraversando ormai da un decennio abbondante una grave crisi di immagine pubblica. La verità è che oggi il ciclismo è lo sport più avanzato nella ricerca di sostanze illecite e lotta al doping. Quindi è giusto lasciarlo procedere verso questa nuova era senza gravi fardelli sul-

Foto JohN pierce / photosport iNterNAtioNAl

Prima il pugno di ferro contro il doping a tutte le sue latitudini poi l’Amnistia. Della recente riunione a Londra con al tavolo di lavoro WADA e USADA è questa la cosa che mi ha colpito di più. Non la proposta di una commissione (ennesima!) per la “verità e la conciliazione”, ma l’amnistia. Tutto questo, stranamente, però solo dopo l’esplosione dell’affaire Armstrong che sembra coinvolgere, anche se non in maniera esplicita – almeno per il momento – proprio il massimo organismo internazionale. Il Senatore a vita Giulio Andreotti spesso diceva che «pensare male è peccato, ma spesso ci si indovina»; difficile non essere d’accordo in questo caso. Probabilmente non sarà così, ma la poca chiarezza con cui l’UCI sta gestendo i propri affari di potere non aiutano a pensare diversamente.


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Maddalena, al monte Moro, in allenamento con le pelli e gli sci

maddalena, l’ultima volta che mi tagliasti i capelli mi accennasti di un’impresa alla quale ti stai preparando. Vuoi spiegare a me e ai nostri lettori di cosa si tratta? «È vero ricordo… Si tratta di una gara di bici e alpinismo, ‘La 0.3000 Extreme Race’. La partenza in bicicletta avviene da Asolo (Veneto) fino a Malgaciapela, nelle Dolomiti (120 km – 1.900 mt dislivello), da qui parte l’alpinistica fino in cima alla Marmolada (12 km – 1.800 mt dislivello).» come e quanto ti alleni per farti trovare pronta a quest’evento? e con lavoro e famiglia come fai, riesci a conciliare tutte e tre le cose senza lasciare indietro niente? «Durante la settimana, appunto come sottolinei giustamente per questioni di lavoro e famiglia, mi alleno poco: un’ora o un’ora e mezza durante la pausa pranzo. Il mio negozio di parrucchiera mi impegna molto e riesco a ritagliarmi solo il tempo necessario per mantenere la condizione. Alla domenica, poiché non sono molto esperta, svolgo dei lunghi allenamenti con gli sci per affinare la tecnica e cercare di migliorarmi anche in questa specialità. Al lunedì, invece, completo ‘il tutto’: tengo chiuso il mio negozio per riposo settimanale, prendo la bici ed esco per almeno 3-4 ore di allenamento specifico. Ho due figlie grandi: una di 24 e l’altra di 20 anni e in casa, per fortuna, mi danno una mano. Mio marito si è arreso già da tempo a non vedermi fare la calzetta... Comunque tengo a precisare che prima c’è sempre il lavoro, poi vengono gli allenamenti e i diversivi e questo è l’esempio che va dato ai giovani; mio padre mi ha insegnato così fin da piccola e così dev’essere!»

Donna In... Bici

a cura di RoBeRto ZanettI

Lo spunto per intervistare Maddalena Sesiani mi è venuto tra lo shampoo e il taglio di capelli che ho fatto nel suo negozio di parrucchiera a Omegna, ridente cittadina all’estremo nord del lago d’Orta, in provincia di Verbania. A dispetto del suo cognome Maddalena è una “cusiana DOC”, nativa della valle Strona, zona famosa per la lavorazione artigianale del legno e, in modo particolare, della statuina di Pinocchio (la valle Strona è per l’appunto detta anche la valle dei pinocchi). Dalle sue origini Maddalena ha ereditato il carattere forte, la tenacia e la schiettezza conservando però quella femminilità che ne ha sempre fatto una donna attraente, una vera “donna in… bici”.

“Alla 0.3000 extreme race” parteciperai da sola o sarai supportata da qualche compagno di squadra? «L’anno scorso ho fatto la parte in bicicletta da sola mentre, per quanto riguarda la parte alpinistica sono stata accompagnata da un mio compagno, Ottavio Moresco, che tengo molto a ringraziare per avermi fatto conoscere questa gara così dura ma affascinante. Quest’anno vorrei tanto affrontarla da sola con il supporto di mio marito per la parte alpinistica; lui è molto bravo con gli sci e i suoi suggerimenti possono risultare di vitale importanza in questa specialità.» A proposito di compagni di squadra, tu sei tesserata da sempre per la polisportiva pettenasco capitanata dal mio amico e meccanico di fiducia massimo knutti. Avete in progetto qualcosa di nuovo per il 2013? ti vedremo in griglia già dai primi mesi della nuova stagione o pensi di pianificare un calendario gare più “spalmato” nel tempo?


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nate insieme. io ricordo un episodio curioso al quale ho assistito in una gara e che, ancora adesso pensandoci, mi fa sorridere. Vuoi raccontarcelo? «Oh mamma, se ci ripenso mi vien da ridere… Era la 1° edizione di Coppa Piemonte ‘Lui & Lei’ e correvamo per la classifica a coppie; se non sbaglio era l’ultima gara del circuito e avevamo vinto tutte le altre prove. A una quindicina di km dal traguardo ero stravolta dalla stanchezza, lui continuava a tirare come un matto e dopo l’ennesima volta che lo pregavo di mollare e di calare il ritmo mi sono arrabbiata. Lui si è offeso buttando la bici e il casco in un prato; io ho proseguito e dopo parecchi km, non vedendolo arrivare mi sono anche preoccupata, sono tornata indietro e l’ho visto ancora seduto nel prato come l’avevo lasciato. A quel punto ho dato in escandescenza, gli ho urlato che l’ho prendevo a bastonate se non si fosse rialzato. Nel frattempo stavano passando tutti i gran fondisti, tra i quali penso ci fossi anche tu, che ci guardavano e ci prendevano per pazzi.»

Maddalena sulla vetta del monte Moro sotto la statua della Madonnina

«Sì, sono tesserata da tanto tempo con la Polisportiva Pettenasco e Massimo è il mio migliore amico. Mi ha aiutata tanto in questi anni durante gli allenamenti ma soprattutto durante le moltissime gare che abbiamo fatto insieme. Se dovessi definirlo direi che “è un testone non molla mai”, per fortuna… Penso che quest’anno ci iscriveremo ancora alla Coppa Piemonte, un circuito regionale su strada comodo, le gare sono abbastanza vicine a casa e non ci obbligano a lunghe e costose trasferte. Poi si vedrà, non abbiamo pianificato ancora nulla, ma quando c’è qualche gara in calendario che ci piace non ci poniamo il problema, basta organizzarci e si fa.» prima ho accennato di massimo, tuo gregario storico, proprietario del negozio di biciclette “sport è bike” a omegna, la cittadina dove tu risiedi e lavori. da tanti anni correte e vi alle-

io ti considero una “della vecchia guardia” e non volermene per “la vecchia”… Questo ti fa onore anche

perché si stanno facendo avanti le nuove leve ma tu sei sempre pronta a dare battaglia. Nel tuo team ci sono altre ragazze che corrono? Amiche e rivali o condividete solo la passione per la bici? «Nel nostro gruppo ci sono 2 o 3 ragazze ma non molto portate per le gare e l’agonismo, a parte Elisa che con me ha fatto un’edizione Coppa Piemonte ma adesso è ferma perché diventata mamma. Ti dico sinceramente che nelle trasferte mi piacerebbe avere una compagna/amica con cui condividere il tempo, i viaggi e le corse. Con voi uomini i discorsi sono sempre i soliti: bici e calcio…» tu sei una parrucchiera, anzi la mia parrucchiera. dammi un consiglio: dopo una gara andata male meglio girare al largo e scegliere un altro giorno per tagliare i capelli? sai, alla mia età comincio a perderli e non vorrei diventare calvo prima del tempo… (ovviamente scherzo, “madda”). «Quando entro nel mio negozio la bici la dimentico e pure delle gare non ne parlo mai con i clienti, se non sono loro a chiedermelo. Qualche anno fa, se andavo male in una corsa, mi facevo un po’ di paranoie adesso sono cambiata molto. Giustamente, se va bene sono contenta, altrimenti pazienza. Sono 20 anni che vado in bici e 11 che corro a livello agonistico, prima o poi smetterò con le gare ma continuerò sempre ad andare in bicicletta, sia su strada che in MTB. Per me è uno sfogo, un sano divertimento, quando inizio a pedalare dimentico i problemi sul lavoro, sto bene con me stessa e tutto mi sembra più bello. Per cui tranquillo Roby, almeno per ora visto l’età, la tua chioma è al sicuro.»

Maddalena, con la sua Scott da MTB. Sullo sfondo il lago d’Orta e l’Isola di S. Giulio


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unEsco cycLInG tour

info@playfull.it

a cura di ENRICO CAVALLINI

preseNtAte A VeroNA le QuAttro proVe dell’uNesco cYcliNg tour 2013 premiAti iNoltre i ViNcitori dell’edizioNe 2012 CON LE PREMIAzIONI DELLO SCORSO 3 FEbbRAIO SI È ChIUSO L’UNESCO CYCLING TOUR 2012. TUTTI SODDISFATTI I PREMIATI ALL’INTERNO DELLA CANTINA VALPANTENA DI VERONA. RESTANO QUATTRO LE MANIFESTAzIONI NELL’EDIzIONE 2013. CAMbIERà IL REGOLAMENTO.

V

Verona – Si sono svolte domenica 3 febbraio, in una calda e assolata giornata, all’interno della Cantina Valpantena di Verona, le premiazioni dell’UNESCO Cycling Tour edizione 2012. A presenziare alla cerimonia, oltre agli organizzatori (Paolo Marrucci per la Granfondo della Vernaccia, Sergio bombieri per la Granfondo Damiano Cunego, Alessandro Gualazzi per la Straducale e Franco belloglio per la Granfondo delle Cinque Terre), sono stati il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, l’Assessore allo Sport di Verona, Marco Giorlo, e l’Assessore alla Cultura di Deiva Marina, Giovanna bertamino. L’ambiente è apparso subito accogliente e famigliare senza troppi formalismi, grazie anche alla partecipazione quasi totale dei premiati e dei brevettati, e all’attenta conduzione dell’istrionico Alessandro Gualazzi. Al termine della presentazione delle quattro prove, che riconfermano il calendario anche per il 2013, si è proceduto alla premiazione. Quasi tutti presenti i premiati e i brevettati che sono stati omaggiati con cesti contenenti i

prodotti delle quattro regioni rappresentanti il circuito: il Veneto, la Toscana, la Liguria e le Marche. Non sono certo mancati i premi a sorteggio, di pregiato valore; l’estrazione ha visto un sorteggiatore d’eccellenza: il sindaco Tosi.

Non poteva mancare la presentazione della Cantina Valpantena con tanto di visita alla tinaia di chi ne fosse incuriosito. Sono al vaglio dei coordinatori alcune modifiche al regolamento 2013, per dare anche maggiore risalto al lato turistico del circuito. Il tavolo delle autorità

foto plAYFull NikoN

foto plAYFull NikoN

I premiati del circuito con gli organizzatori e il sindaco di Verona Flavio Tosi

La giornata è terminata con un ricco buffet dai sapori dell’UNESCO Cycling Tour, con un apprezzatissimo risotto all’isolana, accompagnato da prosciutto crudo, focaccia ligure e come dolce la Sbrisolona, bagnata da un vino passito della cantina Valpantena. L’appuntamento per la nuova edizione è fissato per domenica 12 maggio a San Gimignano (SI) con la Granfondo della Vernaccia. Per info: www.unescocyclingtour.it


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GIAnLuIGI stAnGA

agostini@gocom.it

a cura di ANDREA AGOSTINI

stANgA eNtrA iN politicA dopo uNA VitA dA mANAger GIANLUIGI STANGA, UNA VITA DA MANAGER NEL CICLISMO PROFESSIONISTICO. IN 25 ANNI DI ATTIVITà hA GESTITO SQUADRE E ATLETI DI PRIMISSIMO LIVELLO: SUPERMERCATI bRIANzOLI, ChATEAU D’AX, POLTI, GATORADE, DOMINA VACANzE E MILRAM SONO ALCUNE DEI TEAM ALLESTITI. MOSER, bUGNO, FIGNON, LEbLANC, GOTTI, VIRENQUE, zAbEL, PETACChI ALCUNI DEI CAMPIONI ALLE SUE DIPENDENzE. DA OGGI ENTRA IN POLITICA IN UNA LISTA CIVICA INDIPENDENTE IN LOMbARDIA A SOSTEGNO DELLA PRESIDENzA DI RObERTO MARONI.

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stanga dopo una vita nel mondo dello sport, perché entrare in politica e perché sostenere roberto maroni alla presidenza della regione lombardia? «Ad essere onesto perché mi hanno cercato, ma anche perché ho sempre avuto nelle corde la voglia di mettere a disposizione della collettività la mia esperienza maturata in 25 anni di attività sportiva ad altissimi livelli. Per quanto se ne dica nello sport in generale e nel ciclismo in particolare, ci sono valori che vanno al di là del semplice risultato sportivo. Valori che oggi in Italia mancano per lo più.» perché l’esperienza fatta nello sport potrebbe aiutare la politica e la collettività? «Perché secondo me l’impegno e il sacrificio che presuppone lo sport agonistico non può che essere utile a chi cerca di lavorare per la collettività. Il mio slogan, non a caso, è “massimo impegno con onesta e trasparenza”, che sono valori essenziali nell’ambito sportivo e dovrebbero essere presi a modello per la comunità in cui viviamo. Per quanto riguarda il sostegno a Maroni pur essendo una lista civica dico che l’ho conosciuto bene negli ultimi anni ed è una persona concreta e diretta, che ha fatto un po’ di pulizia nel suo partito e questo gli rende onore. Inoltre il suo programma è sostenibile e riuscirà a migliorare la qualità dei lombardi.»

recentemente paolo bettini, comissario tecnico della nazionale maggiore di ciclismo professionistico, parlando in chiave di ristrutturazione delle squadre della federazione ciclistica italiana l’aveva citata come esempio di organizzazione e quindi come risorsa da sfruttare. prevede quindi un futuro nella Nazionale di ciclismo italiana? «Mi lusinga molto che Bettini abbia fatto il mio nome in questi termini. A tal proposito avevo parlato con Alfredo Martini della necessità di ristrutturare tutte le squadre nazionali perché una cattiva immagine di queste si ripercuote poi sull’immagine generale della federazione. Sto lavorando su un progetto che presenterò presto al Presidente Renato di Rocco e che coinvolge tutte le squadre della nazionale: dalle giovanili maschili, a quelle femminili, dalla MTB alla BMX, al cross fino alla nazionale maggiore.»

perché un ciclista lombardo dovrebbe votare stanga alle prossime regionali? «Perché credo che lo sport sia legato alla vita quotidiana più di quanto si pensi. Non ho la presunzione di fare chissà che cosa, ma nella vita di tutti i giorni lo sport ha una funzione importante dal punto di vista educativo e soprattutto sociale. I giovani che lo praticano rimangono lontani dalle brutte tentazioni. A tal proposito occorre coinvolgere di più le scuole e gli oratori,

che nella nostra regione hanno un ruolo centrale.» Allora buona campagna elettorale… «Guardi io sono convinto che questa sarà comunque un’esperienza positiva. Oggi sono motivato a fare bene perché non so prendere a cuor leggero gli impegni. Non so quali saranno i risultati, ma se sarò eletto mi impegnerò a fare il massimo con abnegazione e sacrificio, come se dovessi preparare un Giro d’Italia.»


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“Gibo” Simoni alla Gf CoSta d’amalfi

brina@gocom.it

a cura di Nicoletta BriNa

QUANDO UNA GARA TRASFORMA IL CAMPIONE IN TURISTA iL RiTMO È QUELLO dELLA cOMPETiZiONE MA PER cHi di cHiLOMETRi dA PROFEssiONisTA NE HA siN TROPPi NELLE GAMBE, L’OccAsiONE È GHiOTTA PER GOdERsi iL PANORAMA PRiMA di TAGLiARE iL TRAGUARdO. EccO cHE GiLBERTO siMONi PREsTA iL VOLTO ALLA PRiMA iN TERRA AMALFiTANA, QUELLA TERRA Già PERcORsA cON LA TiRRENO-AdRiATicO, MA MAi AssAPORATA FiNO iN FONdO.

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L’Asd Movicoast e la Fci Regione campania danno vita il 16 e 17 marzo, alla prima edizione della Granfondo costa d’Amalfi. Un evento che combina turismo e sport, grazie ad un minicalendario che concentra i suoi sforzi in ambito sportivo, ma che non tralascia un ricco contorno di manifestazioni di alto spessore culturale. Un territorio, quello amalfitano, talmente bello da “scomodare” – si fa per dire – un campione, la cui curiosità era già stata solleticata da passaggi sin troppo veloci su questa terra, troppo rapidi per poterne apprezzare il valore. Gilberto simoni – 15 partecipazioni al Giro, due successi, 5 volte sul podio, 8 vittorie di tappa e la conquista di una maglia ciclamino – sarà infatti il testimonial del debutto della Gf costa d’Amalfi, entusiasta più che mai di poter prendere parte alla manifestazione e, più ancora, di poter circondarsi, con un ritmo certamente più rilassato, di ciclisti ed appassionati di questo sport.

circondato da persone che condividono la tua stessa passione. Tu, loro e questo splendido territorio.» simoni partirà infatti insieme ai ciclisti che parteciperanno alla gara. «Ho fatto oltre 2000 competizioni e devo dire che l’emozione, l’adrenalina della partenza suscita in me una sensazione indescrivibile. Io sarò tra i ciclisti, correrò con loro, ma senza l’assillo del risultato. Diciamo che ho esaurito la mia dose di agonismo. È bello questo aspetto del movimento granfondistico: il mondo amatoriale degli appassionati non conosce crisi.» Gli amatori correranno su due percorsi, uno lungo da 120 km (2500 metri di dislivello e tre Gpm) ed uno corto da 80 (1800 metri di dislivello e due Gpm), mentre i più giovani saranno suddivisi nelle categorie nazionali con diverse gare lungo un tracciato ridotto con due frazioni, una al giorno. spazio, il 16 marzo, anche per i veterani col campionato provinciale su strada, cronometro da Pontone di scala a Ravello, anzi, sarà proprio questa iniziativa che, alle 13, darà il via ufficiale alla kermesse ciclistica. Alle 14 la prima tappa di minicross a scala per la categoria Promozionale (7-12 anni). Le gare saranno intramezzate da visite guidate alla scoperta delle bellezze paesaggisticheartistiche dei luoghi, con pasti convenzionati, offerti da ristoranti locali e buffet per gli atleti.

Ad Amalfi sarà allestito il centro ospitalità: dalle 10 alle 19, sarà effettuata presso il salone Morelli del Municipio di Amalfi la distribuzione dei pettorali e dei pacchi gara. Nell’antico plesso municipale si troveranno espositori di settore, esibizioni sportive, test con campioni di ciclismo ed equipe mediche, discussioni tematiche e presentazione del programma del giorno successivo. Nel pomeriggio, dalle 15,30 visite guidate ad Amalfi. in serata, alle 18,30 a Ravello, “il nostro viaggio jazz”, concerto all’auditorium Oscar Nyemier con ingresso gratuito, evento offerto dalla Ravello concert society. La seconda giornata si aprirà alle 8 col 1° Giro della costa d’Amalfi, la medio fondo amatoriale di 80 e 12 km, alla scoperta della costa Amalfitana. Alle 10 per la categoria promozionale, la gimkana a Ravello. Tra gli eventi collaterali della giornata, a partire dalle 8,20 si terrà la visita guidata escursionistica per la riserva naturale della Valle delle Ferriere. L’escursione terminerà in Ravello nei pressi dell’arrivo dei concorrenti. A questa si aggiunge, alle 9 la possibilità di visitare la città della Musica, Ravello, Villa Rufolo e Villa cimbrone, sede, la prima del festival wagneriano e la seconda della residenza del gentiluomo inglese Ernest William Beckett. Al termine della gara, dalle 12 in poi, all’auditorium Oscar Nyemier, si svolgerà un evento folcloristico. Ulteriori aggiornamenti in merito al calendario degli eventi in programma saranno forniti sul sito www.granfondocostadamalfi. com. Una vista di Positano nella costa d’amalfi

«Credo sia un luogo che valga la pena essere visitato, un’occasione per ammirare questo territorio con un ritmo diverso, dal momento – spiega Gibo – che su queste strade sono passato più volte, ma con l’ansia della velocità, dell’inseguire il risultato. Solcare questi territori da ciclista-turista sarà indubbiamente un’opportunità molto preziosa, si potrà contare su strade chiuse,


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Granfondo Città di Loano a cura di enrico cavallini

info@playfull.it

DISPUTATA LA PRIMA GRANFONDO DEL 2013 I CICLISTI VINCONO CONTRO EOLO IL DIO DEL VENTO APRE SOTTO IL SEGNO DI UN vENTO A 40 NODI LA STAGIONE GRANFONDISTICA. POCO PIù DI 600 GLI ISCRITTI, POCO MENO I PARTENTI. ChIUDE NELLA SODDISFAzIONE GENERALE LA TERzA EDIzIONE DELLA MANIFESTAzIONE LIGURE, ChE PROMETTE GROSSE NOvITà PER LA PROSSIMA EDIzIONE. IL SAvONESE ROBERTO PISTIS vINCE LA MASChILE, LA TORINESE OLGA CAPPIELLO LA FEMMINILE. ASD BRONTOLO BIkE LA SOCIETà CON PIù PARTENTI. LA LIGURE ORTOvERO IN SECONDA POSIzIONE.

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Loano (SV) – I presupposti perché la 3a Granfondo Città di Loano fosse uno splendido fine settimana ciclistico c’erano veramente tutti: la gara di MTB riservata ai più piccini al sabato pomeriggio sulla spiaggia, uno splendido e ben partecipato villaggio espositivo al porto di Loano, uno splendido percorso per i granfondisti, ma anche questa volta il meteo ha deciso che i LoaBikers non potevano passarla liscia, portando su Loano, già dal sabato, un forte vento. Già dal sabato è stata una vera e propria battaglia contro le folate anche a 40 nodi (nella notte tra sabato e domenica si sono registrate raffiche anche a 60 nodi). La gara di MTB riservata ai giovanissimi, che aveva tra le liste degli iscritti quasi novanta nominativi, ha visto presentarsi sulla spiaggia di Loano, una quarantina di piccoli coraggiosi ciclisti che hanno sfidato il vento, la sabbia e temperature non certo miti. Ma alla fine i piccoli ciclisti si sono veramente divertiti. Non sono stati dello stesso gaudio i numerosi espositori che hanno dovuto chiudere i logo gazebo e ritirare la merce esposta. Un vero peccato per chi investe tempo e denaro in lunghe trasferte per essere presente alle manifestazioni. La mattina di domenica il vento spirava ancora forte, ma come le previsioni avevano annunciato, alle 10.00, l’ora di partenza, come per magia è tornata la calma e la granfondo è potuta partire senza problemi. Nonostante le temperature non proprio miti, ma accettabili, foto PLAYFULL NIKON

dei 630 iscritti si sono presentati al via 580, quindi quasi la totalità. In prima fila nomi di tutto rispetto: la professionista Whitney Gaggioli, madrina della tre giorni loanese, Andrea “Brontolo” Noè, ormai vecchio amico dei LoaBikers, il professionista Fabio Felline e il biker Mirko Celestino. La corsa prende il via già sulle prime rampe con il materano Tommaso Elettrico che vuole rendere la corsa dura. Sa che in discesa non è il favorito, così tenta di avvantaggiarsi in salita. È il primo a scollinare sulla prima ascesa, ma il successivo saliscendi favorisce gli inseguitori al rientro. La testa della corsa vede un battistrada composto da Roberto Pistis, Piergiorgio Camussa, Andrea Paluan, Manuele Caddeo e lo stesso Elettrico. Una curva mette fuori combattimento Caddeo che scivola e cade rovinosamente a terra. Il quartetto procede del suo passo. Sulla salita di Castelvecchio il lucano ci riprova e il primo a subirne i danni è il biellese Paluan che deve lasciare il passo. Anche Pistis dopo un po’ preferisce salire per conto proprio sapendo di avere la carta della discesa da giocare. Camussa insegue sempre a pochi secondi. Scollinato verso Balestrino, Elettrico viene raggiunto da Camussa e i due proseguono di comune accordo. A inseguire è Pistis, che si lancia in una picchiata da falco, tanto raggiungere i due a Boissano e, conoscendo le insidie del percorso, riesce ad avvantaggiarsi nell’ultimo chilometro in una “esse” impegnativa e giungere al traguardo a braccia alzate con pochi metri di vantaggio. È la volata tra

CLASSIFIChE Maschile 1. Roberto Pistis (Team Giant Gsg Store Ospedaletti); 02:51:09; 34,73 km/h 2. Tommaso Elettrico (Gs Calcagni Sport); 02:51:13; 0 km/h 3. Piergiorgio Camussa (ASD Mania Bike Team Alessandria); 02:51:13; 31,38 km/h 4. Simone Orsucci (Ciclo Team San Ginese); 02:53:50; 30,55 km/h 5. Andrea Natali (Max Team); 02:54:25; 30,22 km/h Femminile 1. Olga Cappiello (Team Cinelli Glass’Ngo); 03:13:06 2. Ylenia Altomare (Team Giant Gsg Store Ospedaletti); 03:18:19 3. Raffaella Palombo (Team Cinelli Glass’Ngo); 03:20:51 4. Francesca Mottola (ASD Team Ucsa); 03:26:33 5. Sabrina De Marchi (Team Cinelli Glass’Ngo); 03:27:39

Elettrico e Camussa a determinare il podio. Tra le donne la vittoria è andata alla torinese Olga Cappiello, che ha preceduto la ligure Ylenia Altomare e la valenzana Raffaella Palombo. «Ho provato quattro volte la discesa, questa settimana – confessa all’arrivo Pistis – perché sapevo che avrei dovuto giocarmi tutto lì, ed è stato il mio vero asso nella manica. Sono contento per me, ma soprattutto per la mia nuova squadra.» «Tutto sommato è stata una bella giornata – dichiara Pier Nicola Pesce, capo organizzatore della LoaBikers – Peccato che il meteo anche questa volta sia venuto a romperci le uova nel paniere. Comunque tutti si sono divertiti. Ora stiamo lavorando già per la Granfondo Sité da Prìa di ottobre, così come abbiamo già messo in cantiere delle grosse novità per la prossima edizione di Loano.» «Un grosso ringraziamento – continua Pesce – va a tutti i volontari, le Forze dell’Ordine e alle amministrazioni comunali che ci hanno coadiuvato per realizzare questa bella festa, così come al Gruppo del Alpini che hanno preparato e gestito il pasta party.» Tra le società la vittoria per numero di partenti è andata alla milanese ASD Brontolo Bike, capeggiata da Andrea Noè, seguita dal Ciclo Sportivo Ortovero e dalla milanese Team Cinelli Glass’nGo.


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rossin e nove CoLLi anCora insieme a cura di Matteo Gozzoli

info@inbici.net

IL CONNUBIO FA POKER PROLUNGATO FINO AL 2013 L’ACCORDO DI SPONSORIzzAzIONE TRA LA MAISON CICLISTICA CESENATE E LA GRANFONDO INTERNAzIONALE ChE SI SvOLGERà IL 19 MAGGIO A CESENATICO, DUE SIMBOLI DI “ROMAGNOLITà” INSIEME PER PROMUOvERE IL MADE IN ITALY.

L

Lo scorso 18 gennaio, per il quinto anno consecutivo, Rossin ha siglato l’accordo che prolungherà fino al 2013 la sponsorizzazione della Nove Colli, la Granfondo più grande d’Europa che il 19 maggio di quest’anno toccherà la 43ª edizione. La stretta di mano tra Andrea Chiarini, amministratore unico di Gruppo Bici Srl, con sede a Cesena (proprietaria dei marchi di biciclette Rossin, Speed e Regina) e il presidente della ASD Fausto Coppi, Alessandro Spada, è arrivata proprio nella sede di Gruppo Bici a Calisese di Cesena. «Crediamo tantissimo nella Nove Colli come veicolo promozionale – ha sottolineato Andrea Chiarini – abbiamo fortemente voluto continuare un rapporto che dura da tanto tempo. Penso che una manifestazione diventata internazionale, in vita da ben 43 anni e basata sull’autentico spirito romagnolo, rappresenti al meglio la passione che ci spinge tutti i giorni in azienda a creare prodotti che soddisfino al meglio le esigenze dei ciclisti.» «Ringrazio Andrea Chiarini – ha ribattuto Alessandro Spada – per la fiducia che con-

tinua ad accordarci. La nostra manifestazione è diventata un vero patrimonio per tutto il territorio e rappresenta al 100% lo spirito festaiolo, lavoratore e ospitale di noi romagnoli. Ogni anno cresciamo, sotto diversi punti di vista. Quest’anno abbiamo letteralmente ‘bruciato’ i 12.000 pettorali in meno di cinque ore. Un record che ci gratifica soprattutto perché ci indica che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta.» Gruppo Bici è un’azienda giovane, ma con radici profonde: nata il 12 luglio 2005, la casa ciclistica è entrata velocemente nell’Olimpo dei fornitori di biciclette, accessori e tutto ciò che concerne il ciclismo più apprezzato in Italia e all’estero. La caratteristica distintiva dell’azienda cesenate è, senza dubbio, la cura del particolare e l’ossessiva ricerca della perfezione: ogni prodotto che reca il marchio di fabbrica “Gruppo Bici” viene minuziosamente studiato e sviluppato, seguendo una commistione di antica usanza ed evoluzione pioneristica, doti in cui si rispecchia la miglior tradizione Made in Italy.

La capostipite fu Regina, mentre Rossin e Speed sono entrate a far parte della casa ciclistica nel 2009. Il marchio Gruppo Bici è impegnato nella progettazione e nel disegno di una vasta gamma di biciclette, dalla classica city bike, a quelle da corsa, passando per le mountain bike e il meglio che si possa trovare sul mercato per gli articoli rivolti al bambino. Fiore all’occhiello dell’azienda rimane comunque il marchio Rossin, etichetta cult nel mondo del ciclismo. Rossin è uno dei marchi più ricercati e accattivanti anche all’estero: la nuova tendenza è riscoprire e rispolverare la tradizione Made in Italy, tipica degli anni ’80. Questo rende il mercato ansioso e impaziente di conoscere le novità Rossin, tra i paesi in cui si registrano le maggiori richieste, vi sono nazioni dalla tradizione ciclistica affermata e memorabile come Belgio, Danimarca, Olanda e Germania, ma anche nazioni in cui il ciclismo non è ancora così affermato come Stati Uniti e Regno Unito, a riprova che il fascino e la ricercatezza del Made in Italy restano unici al mondo.

la stretta di mano tra andrea chiarini, amministratore unico di Gruppo Bici Srl e il presidente della aSD Fausto coppi, alessandro Spada


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Granfondo inkospor a cura di enrico cavallini

info@playfull.it

A CASCIANA TUTTO PRONTO PER DOMENICA 24 MARzO SALITE IMPEGNATIvE E CLASSICI MANGIA E BEvI SARANNO GLI INGREDIENTI SALIENTI DELLA 9A EDIzIONE DELL’EvENTO DI CASCIANA TERME IN PROGRAMMA DOMENICA 24 MARzO. SUL PERCORSO GRANFONDO INSERITE DUE TEMIBILI NUOvE ASCESE NEL FINALE.

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foto ANNA - RIGhEBLU

Casciana Terme (PI) – Lavora a pieno ritmo la macchina organizzativa della 9a Granfondo Inkospor – Terme di Casciana, prova del Giro del Granducato di Toscana che sarà organizzata domenica 24 marzo a Casciana Terme.

Impegnativi e da non sottovalutare sono i due percorsi, studiati dalla Folgore Bike e dalla Casciana Terme Bike: il lungo di 124,7 chilometri (1.980 metri di dislivello) e il corto di 95,57 chilometri (1.450 metri di dislivello). Entrambi transiteranno sulla salita del Garetto, che presenta pendenze anche al 14%. La strada continuerà poi a salire ma in modo più pedalabile fino a Poggio vitalba. Da qui e fino a Santa Luce si pedalerà invece lungo i classici mangia e bevi toscani. Per entrambi i percorsi, però, da non sottovalutare neppure la prima salita, quella di Palaia. Per i soli granfondisti, invece, sono state inserite due erte veramente temibili, poste nel finale dopo essere ripassati per Casciana Terme, dove invece terminerà la fatica dei mediofondisti. Queste ascese, inedite, sono quelle di Sammuro e di Rivalto, che seppur brevi presentano delle pendenze che

le terme di casciana

Una fase di gara dell’ultima edizione foto PLAYFULL NIKON

si faranno sentire sulle gambe e faranno senza dubbio la differenza, decidendo il vincitore della prova regina. Nuova la location delle operazioni preliminari: le Terme di Casciana, adiacenti a Piazza Garibaldi (sede di partenza e arrivo), dove sarà allestito il villaggio expo e dove si svolgeranno premiazioni e pasta party. Per gli accompagnatori sarà possibile trascorrere il tempo in attesa dell’arrivo dei corridori visitando la Torre Aquisana e la Corte Aquisana (nucleo storico medioevale di Casciana), lo stabilimento termale, il Gran Caffé delle Terme e la Piazzetta del Mercato vecchio. Iscrizioni: fino al 28 febbraio € 30. Dal 1° marzo al 24 marzo € 35. Ci saranno anche cinquanta iscrizioni a € 50 l’una. Il ricavato andrà in beneficenza. Queste cinquanta iscrizioni daranno il diritto a partire nella griglia di merito.


9^ Granfondo Inkospor

Casciana Terme

memorial Davide SAVINO e Silvano GRASSI

24 marzo 2013

info www.folgorebike.it segretario@folgorebike.it 327 9941773

Campionato Italiano Geometri e Geometri Laureati


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La tUa Crono a cura di leonarDo olMi

Dall’esperienza di Max Lelli come migliorare la propria performance nella cronometro info@maxlelli.com

COME DOBBIAMO AFFRONTARE LA GARA?

5A PARTE

E DOPO L’ALLENAMENTO ED UN BUON RISCALDAMENTO ARRIvIAMO AL NOSTRO APPUNTAMENTO vERO E PROPRIO CON LA CRONO, DOvE METTEREMO A FRUTTO IL DURO LAvORO FATTO NEI DUE MESI PRIMA E QUELLO DELLE FASI ChE PRECEDONO LA PARTENzA DELLA NOSTRA GARA CONTRO IL TEMPO.

S

Siamo partiti dalla scelta del telaio, delle ruote, delle appendici, ecc., ecc.; poi siamo passati a posizionare il nostro corpo al meglio sulla bici; quindi ci siamo allenati a dovere per arrivare preparati al meglio. Adesso siamo alla resa dei conti! Dopo aver fatto un tanto importante quanto determinante (ai fini del risultato finale) riscaldamento, affronteremo la gara vera e propria. Mettiamo da parte i pensieri, concentriamoci al massimo, abbassiamo la visiera del casco o indossiamo i nostri occhiali perché per una mezzoretta, quaranta minuti circa, dovremo pensare solo ad essere più aerodinamici possibile e a spingere sui pedali, sprigionando dalle nostre gambe il massimo della nostra forza. Dal momento in cui il conto alla rovescia del giudice di gara sarà giunto al termine dei “meno 3_meno 2_meno 1_via”, dovremo mettere in pratica tutte le nostre conoscenze e sfruttare al meglio le nostre energie e la nostra potenza per essere pronti e concentrati a dare il massimo, senza riserve! Lo scopo di questa puntata sarà, infatti, quello di fare in modo che anche il più piccolo dettaglio non sia lasciato al caso, poiché il risultato finale della nostra crono dipenderà dalla somma di tante piccole cose, che alla fine potranno fare la differenza. Grazie ai consigli del nostro prezioso Max Lelli, con questo appuntamento di febbraio tratteremo come affrontare la gara vera e propria.

Ovviamente controlliamo che il casco da crono sia ben allacciato in testa, mettiamo gli occhiali o tiriamo giù la nostra visiera, ricordiamoci di mettere anche dei copri scarpa in lycra, che come sappiamo migliorano anch’essi l’aerodinamica, prendiamo un po’ di zuccheri prima di partire, tipo un gel, e la borraccia (se proprio la vogliamo) con un po’ di acqua. Se psicologicamente ci sarà di aiuto, potremo mettere anche un gel sotto il pantaloncino, poi valuteremo in gara se usarlo o meno. Tutte queste manovre dovranno essere fatte rigorosamente a 15-20 min dall’orario di partenza, non meno, poiché come abbiamo già detto, ricordate che i giudici non vi aspettano! Magari possiamo continuare a girare in bici nei dintorni della zona di partenza, tanto ormai il lavoro importante del riscaldamento lo avremo già fatto nell’ora che precede questa fase.»

SI PARTE, MA NON PROPRIO A TUTTA Come dobbiamo regolarci all’abbassarsi della mano del giudice, sarà una partenza al massimo fin da subito, o no? «No! È vero, abbiamo detto che nella crono, in confronto ad una gara su strada, si parte subito a tutta, ma spieghiamo qual è questo concetto di ‘partenza a tutta’: ovviamente si deve partire veloci, spingere forte fin dall’inizio, ma ricordate che nei primi 3 km sarà fondamentale non COSA FARE APPENA CONCLUSO IL RISCALDAMENTO andare al massimo, poiché altrimenti rischieremmo di entrare subito in Max, ricordaci i passi fondamentali che dobbiamo seguire non acido lattico. Questo sarebbe controproducente, poiché vorrebbe dire appena concluso il nostro riscaldamento su rulli o su strada? intossicare le nostre gambe, senza far sì che, invece, il nostro corpo si «Come dicevamo nella puntata precedente, conviene aver fatto il ri- metta in moto gradatamente, ossia il famoso andare in pressione, di scaldamento con il body tirato giù ed una maglietta sopra, in modo cui abbiamo già parlato per quanto riguardava il riscaldamento. Quetale che non appena abbiamo finito, togliamo la maglia, mettiamo un sto è il concetto che dovremo seguire anche nelle prime fasi di gara. intimo asciutto, tiriamo sul il body ed andiamo in zona di partenza. Sarà meglio perdere qualche secondo all’inizio, che poi ci consenta di metterci in moto in maniera perfetta, la partenza deve essere veloce ma non tale da andare in acido lattico piuttosto che non bruciarsi subito nei foto ARChIVIO LEONARDO OLMI primi chilometri, il che vorrebbe dire aver finito lì la nostra prova contro il tempo. Con questo, però, vorrei far capire che la nostra partenza non dovrà essere lenta, ovviamente, veloce sì ma regolare. Come si suol dire nell’ambiente, si parte all’85-90% per arrivare al 110%. Poi, ovviamente, questo dipende anche dall’età che uno ha, ed è chiaro che più saremo in là con gli anni e più questo tipo di ragionamento, legato al tempo per andare in pressione, sarà valido. Per un ragazzo di 25 anni ci vorranno tot minuti, per un uomo di 45 altri e per uno di 55 altri ancora e così via. Il concetto da capire è che dovremo dare il giusto tempo al nostro organismo perché si adatti, prima di spingere al massimo. Lo scopo di una partenza graduale sarà quello di far sì che il nostro corpo trovi il giusto ritmo di respirazione nei primi chilometri per poi procedere a tutta.»


DOPO I PRIMI 3 KM DOBBIAMO DARE IL MASSIMO Quindi una volta scaldato il motore, sarà il momento di andare a tutta? «Esatto, a questo punto, se avremo fatto bene questi primi 3 km e se quella di cui stiamo parlando sarà una cronometro di 20-25 km al massimo (quindi abbastanza corta), potremo iniziare a spingere a tutta. Non ci sarà motivo per risparmiarci. Questo dovremo farlo ricordandoci di mantenere bene la nostra posizione in bici, con le mani ben salde sulle protesi. Le mani dovremo toglierle solo nelle curve più impegnative, in modo da non incombere in rischi inutili; anche qui vale il discorso di foto LEONARDO OLMI prima, ossia meglio perdere un secondo che non rischiare di come ci ricorda spesso Max lelli (nella foto) lo sguardo deve essere sempre lungo, ed abbassare la testa alzando scivolare e compromettere tutta la coda del casco il meno possibile la gara, oltre a poter danneggiare la bici, le ruote lenticolari, le protesi ecc., tutti componenti che come percorrendo la striscia bianca, specialmente sulle curve, e questo sarà sappiamo sono molto belli, ma anche molto costosi. Ricordiamoci maggiormente valido sulle strisce pedonali, che di solito sono molto di pedalare mantenendo una cadenza costante, intorno alle 90-100 più larghe ed una vicino all’altra. In caso di pioggia anche la pressione ped./min. e di mantenere la nostra corretta posizione in bici, cercando del tubolare o del copertoncino andrà abbassata. Il mio suggerimendi stare molto in avanti pedalando il più possibile sopra il movimento to è quello di tenere il tubolare a 10 atm ed il copertoncino a 8 atm centrale. Ricordiamoci anche di non abbassare troppo e di frequente quando è asciutto, ed scendere a 9 atm con il tubolare e a 7 con il colo sguardo per guardare il nostro computer, poiché la coda del casco pertoncino quando invece è bagnato. Ovviamente in caso di umidità, che si alza andrà a compromettere l’aerodinamica e ci farà perdere dipenderà anche da quanto è piovuto e dalle condizioni dell’asfalto, ma secondi preziosi; basta pensare che alcuni lo fanno per una trentina anche dal grado della nostra sensibilità sul fondo bagnato.» di volte o più durante la stessa crono, solo per quella tentazione di guardare lo strumento; un gesto che servirà a poco dato che ciò di Max Lelli cui dovremo preoccuparci sarà essenzialmente spingere al massimo.» Marsiliana (GR) tel. 0564-60.99.20 / cell. 346-120.4150 www.maxlelli.com / info@maxlelli.com ATTENzIONE AI GIRI DI BOA Dopo i primi 3 km di gara, quando saremo già in pressione, Come dobbiamo affrontare l’inversione di marcia, che di solito dovremo solo spingere a tutta fino all’arrivo segna anche la metà del percorso? foto FOTOSTUDIO FUTURA «Ricordiamo anche che se ci fosse da affrontare un giro di boa a ‘U’ a metà percorso (e nelle crono amatoriali può capitare spesso), sarà bene togliere le mani dalle protesi, mantenerle larghe sul manubrio, quindi vicino anche ai freni, allargare la curva verso l’esterno e poi tagliarla a chiudere. Anche questa manovra sarà meglio farla con prudenza in modo da evitare di scivolare e perdere secondi preziosi compromettendo la crono. Non appena la curva sarà conclusa, ma forse anche qualche attimo prima e sempre mantenendo le mani larghe sul manubrio, potremo alzarci sui pedali e rilanciare la bici; quindi sederci, mani sulle protesi e via di nuovo a tutta con lo sguardo lungo. Questa è una manovra che se già è delicata quando siamo da soli, immaginate quanto lo sia ancora più quando dovremo farla nelle cronocoppie o nelle cronosquadre (che tratteremo nella prossima puntata di INBICI di marzo).» RICORDIAMOCI DELLO SGUARDO LUNGO Ecco, a proposito di sguardo lungo, il nostro apripista come possiamo sfruttarlo? «Se poi, durante la nostra prova, abbiamo una moto che ci farà da apripista, dobbiamo puntarla come se quello fosse il nostro obbiettivo da raggiungere. Inoltre, per andare dritti e per darci un buon riferimento, potrà rendersi utile pedalare, ovviamente se non è bagnato, sulla linea di mezzeria della strada. Questo perché ci servirà da riferimento e perché di solito la linea bianca è anche più liscia e quindi più scorrevole dell’asfalto.» ATTENzIONE AL BAGNATO ED ALLA PRESSIONE DELLE GOMME Come possiamo comportarci quando piove e a quante atm dovremo mettere le gomme? «Se invece fosse bagnato, forse sarà meglio non rischiare di scivolare


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Granfondo “Città di san Benedetto deL tronto”

brina@gocom.it

a cura di nicoletta Brina

AL VIA IL 5 MAGGIO LA MANIFESTAzIONE OSPITATA NEL CAPOLUOGO DELLA RIVIERA DELLE PALME AL PRIMO CITTADINO GIOvANNI GASPARI IL COMPITO DI DARE IL BENvENUTO AI CICLISTI: «CON ORGOGLIO ABBIAMO ABBRACCIATO QUESTA PROPOSTA SPORTIvA E SIAMO SALITI IN SELLA. DA NOI I CICLISTI TROvANO SPORT, MA ANChE STORIA, CULTURA E RELAX, IL TUTTO ACCOMPAGNATO DALLE PRELIBATEzzE LOCALI E LA GRANFONDO SARà UNA SINTESI DI CIÒ ChE PROPONE QUESTA REALTà.»

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La città, prima realtà turistica delle Marche,ma offre numerose possibilità di relax e divertimento per grandi e piccini. Tipicamente balneare, con il caratteristico lungomare ricco di palmizi che fanno della località il capoluogo della “Riviera delle Palme”, di numerosi stabilimenti e strutture ricettive, racchiude elementi culturali ed architettonici di notevole rilievo tra cui, nel vecchio incasato del Paese alto, la Torre dei Gualtieri, l’Abbazia di San Benedetto Martire e Palazzo Piacentini, sede della Pinacoteca del mare. va sottolineata inoltre l’importanza del porto commerciale, uno dei maggiori snodi dell’Adriatico. Luogo ideale per vacanze in qualsiasi periodo dell’anno. Come mai San Benedetto ha investito nella Granfondo? «L’Amministrazione comunale ha deciso di “salire su una bicicletta da corsa” quattro anni fa per sostenere un appuntamento sportivo dedicato agli appassionati che potesse coniugare l’amore per lo sport alla promozione del territorio. Siamo solo alla quarta edizione, dunque, ma la competizione è divenuta oramai tradizione consolidata per San Benedetto e per i Comuni dell’entroterra.» Quali sono i punti di forza della Granfondo “Città di San Benedetto del Tronto”?

«Punto di forza, anzi punto di riferimento, è la capacità dimostrata dagli organizzatori dell’evento, in primis l’ASD ‘Pedale Rossoblù - Picenum’ e la SR Communication srl. Queste due realtà, ciascuna nel proprio ruolo, riescono a coinvolgere con il loro entusiasmo che nasce da un autentico amore per il ciclismo, a coinvolgere molti amministrazioni del territorio e a portare a casa un risultato anno dopo anno sempre più lusinghiero in termini di partecipanti. Per questo sono bastate poche edizioni per proiettare la competizione nel novero delle classiche di primavera del settore.» Quali sono le novità dell’edizione 2013? «Quest’anno la gara si disputerà domenica 5 maggio e partirà da Piazza Giorgini, ovvero la rotonda simbolo della città, per condurre gli atleti dalla Riviera delle Palme all’entroterra Piceno. I ciclisti saranno impegnati in percorsi ondulati discese tra le stupende colline del nostro territorio, attraversando un itinerario di grande fascino che, sono sicuro, non mancherà di rendere più gradevole la fatica di un percorso comunque impegnativo. A tal proposito, la novità 2013 è rappresentata da ben tre soluzioni adatte ad ogni gamba: ci saranno un ‘lungo’ di 147 km, un ‘corto’ di 93 km e un ‘Gourmet’ di 57 km. Insomma, chilometri per tutti i gusti.»

il Sindaco di SanBenedetto del tronto Giovanni Gaspari in una cerimonia di premiazione

Altra novità sarà la “Combinata della Costa Adriatica”… «Grazie alla collaborazione con Claudio Brusi, titolare dell’azienda Freewheeling (FRW), marchio rinomato nel mondo della bicicletta e vera e propria fabbrica di idee che pone al centro del proprio fare, la considerazione secondo cui la bici è sinonimo di stare bene, di movimento, di bellezza e salute, siamo riusciti a inventare una promozione che abbiamo chiamato ‘Combinata della Costa Adriatica’. Infatti ‘Pedale Rossoblu’ e ‘Team Rossetti’, organizzatori rispettivamente della Granfondo ‘Città di San Benedetto del Tronto’ e della Granfondo ‘FRW Bicycles’ di Ravenna, hanno pensato di offrire la possibilità ai cicloamatori tesserati ACSI, FCI e tutti gli enti di promozione sportiva che si sono iscritti entro il 31 dicembre 2012, di partecipare alle due gare pagando solo 30 euro. Per quanti si iscrivono nel mese di gennaio il prezzo verrà maggiorato solo di 5 euro, quelli che decideranno di partecipare entro il 22 aprile pagheranno una quota di 40 euro. Qualunque sia il periodo nel quale ci si iscrive, ne varrà comunque la pena, visto il montepremi messo in palio, sia per le classifiche di partecipazione che di merito, sarà in prodotti tecnici (biciclette offerte da ‘FRW’) e in prodotti tipici gastronomici.» A questo proposito, che cosa si devono aspettare i partecipanti alla competizione? «Di certo il Piceno anche quest’anno sarà generoso perché, come sempre, al traguardo ci sarà un’area ristoro con pasti cucinati con maestria dai cuochi dell’Hotel Calabresi a base delle prelibatezze locali (maccheroncini di Campofilone allo scoglio e pesce fritto). Per non parlare del pacco gara che, quest’anno, sarà ricchissimo grazie agli omaggi della cantina vitivinicola ‘Ciù Ciù’ di Offida, a cui va un ringraziamento sentito. Così come voglio cogliere l’occasione per dire grazie alla ditta ‘INKOSPOR’ che offrirà integratori e sali minerali indispensabili per l’attività fisica dei partecipanti. Sin d’ora, quindi, do il benvenuto a San Benedetto del Tronto e nel Piceno a tutti gli atleti, certo che l’accoglienza che riceveranno sarà davvero speciale con l’auspicio di rivederli poi presto nostri ospiti con le loro famiglie per le vacanze estive.»


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inBiCi per iL mondo a cura di anDrea Pelo Di GiorGio

andigio@alice.it

TRIAThLON, ISTRUzIONI PER L’USO NON È LO SPORT PER GLI INSANI DI MENTE O PER I vERI DURI, UN MITO DA SFATARE. PRATICABILE DA QUALSIASI ATLETA, QUESTA DISCIPLINA SI POGGIA, NELLE SUE TRE FRAzIONI – NUOTO, BICI E CORSA – NON SOLO SU COSTANzA ED UN NOTEvOLE ALLENAMENTO, MA ANChE SU TATTICA, vELOCITà E, PERChÉ NO, UNA BUONA DOSE DI ASTUzIA, PER LIMARE QUEI SECONDI ChE, NEL CONTO FINALE, POSSONO FARE LA DIFFERENzA.

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“Triathlon”, una parola che solo a pronunciarla mette quasi paura, viste le reazioni quando racconti di praticare questa bellissima disciplina. Tre sport in sequenza ed in immediata successione: il colpo di pistola dello start davanti ad uno specchio d’acqua, e la linea del traguardo al termine di una sgroppata a piedi, dopo essere transitati attraverso un giro ciclistico. Impegnativo certo – ma il termine “sport”, indica esso stesso un sacrificio – più o meno in proporzione agli obiettivi ed al tempo che gli si dedica, ma capace di regalare emozioni già al primo tentativo, quando si rivela impossibile frenare una mente già proiettata all’esordio, all’enfasi, alla paura. La bellezza di un fisico che viene impegnato in tre specialità molto differenti tra di loro, sia per la modalità di svolgimento, per il luogo, sia, ancora, per la muscolatura che viene chiamata in causa nella singola frazione. Occorre sapere tuttavia che il triathlon, lo sport visto dalla maggioranza della gente come sport riservato ai duri, è in realtà accessibile a tutti. Le distanze individuali riconosciute dalla Federazione Italiana Triathlon (F.I.Tri) sono:

Sprint: 750/20/5; Olimpica: 1500/40/10; Medio: 1900/90/21; Lungo: 4000/120/30; Superlungo (distanza Ironman) 3.8/180/42. Una gara sulla distanza Sprint, quella d’ingresso, impegna un atleta medio per meno di un’ora e 30 minuti, protraendosi per gli atleti più lenti fino al paio di ore, distanza temporale assolutamente non proibitiva. Basta in realtà la passione, la voglia di provare uno sport capace di regalare un susseguirsi di sensazioni difficili da provare, tutte insieme, in altre discipline. Non serve molto: occhialini cuffia, una bici (anche la propria mtb), casco ed un paio di scarpette per mettersi in gioco e capire che questo sport ti rapirà immediatamente, indicandoti, nelle esperienze a venire le distanze più congeniali alla tua persona, ma spingendoti prepotentemente, così come succede con la maratona per i podisti, verso l’obiettivo Ironman. Fatta eccezione per qualche competizione promozionale che richiede la tessera giornaliera, per partecipare alle gare di Triathlon nazionali occorre essere tesserati ad un’Associazione Sportiva regolarmente affiliata alla Federazione Italiana Triathlon (F.I.Tri). Tre sport diversi, uniti tra loro da un lasso di tempo in cui si transita dalla famigerata zona cambio (T1 nuoto-bici e T2 bici-corsa), quella zona cambio per la quale ci si allena poiché rappresenta una sorta di “quarto sport”, nel quale tutto deve essere al proprio posto, veloce, pratico e programmato. Tutto pronto: il casco appoggiato al manubrio, il numero di pettorale tra le corna del manubrio, con il classico elastico teso, le scarpe poggiate a terra a destra, rispetto la bici. Un colpo d’occhio alla posizione della propria bicicletta in zona cambio, alla ricerca di un riferimento ben preciso da inquadrare al momento dell’entrata, subito dopo la frazione natatoria. Sarà facile, così,una volta usciti dall’acqua, approdati di corsa e col cuore in gola in zona cambio, avere una visione lampante che individui velocemente la nostra bicicletta. Alzarsi in piedi, in piena tachicardia per lo sforzo natatorio, avere la necessità di un ulteriore surplus di energia per raggiungere la zona cambio, porterà il cuore a livelli ancora più alti, proprio nel momento in cui serve lucidità per entrare decisi e diretti verso la propria posizione. Ecco quindi l’utilità dell’avere un punto di riferimento chiaro e visibile: questo aiuterà il triatleta, proiettato nel non sbagliare quelli che sono i meccanismi, provati e riprovati, del T1. Lucidità mentale, organizzazione,


meccanicità nei movimenti, saranno alleati in grado di farci risparmiare preziosi secondi. Nuotare velocemente ed uscire altrettanto velocemente della zona cambio consente all’atleta di inserirsi in gruppi ciclistici o gestire la situazione, in attesa del gruppo che si crea alle spalle, che ci farà risparmiare energie in vista della prova podistica. Nel triathlon odierno la scia è ammessa, salvo diversa segnalazione, solo nelle distanze Sprint/Olimpica ed è proprio per questo che su queste distanze la frazione di nuoto e la zona transito T1 hanno assunto un valore ancora più importante. L’uscita dall’acqua, la tensione estrema della zona cambio, il montare in corsa sulla bici (la bici va accompagnata a mano fino all’uscita dalla zona) ancora completamente bagnati, i brividi di freddo, renderanno magico il momento, così come il rientro verso il T2 (2a transizione). Si scende all’ingresso accompagnando la bici fino alla propria postazione: guai a togliersi il casco prima di aver appoggiato la bicicletta, si rischia l’ammonizione e sarà una perdita di tempo, visto che i giudici fermeranno l’atleta, richiedendo il casco, così come posizionare la bici a rovescio, rispetto a quando la si è presa.

Infilarsi le scarpe da running in un momento di tensione come quello, con le gambe ancora tremanti dallo sforzo ciclistico, si potrà rivelare una cosa più complessa del solito. Anche in questo caso il consiglio è sangue freddo, lucidità, “meccanicità”. La partenza podistica sarà veloce, spinta dalla foga del cronometro e con ancora nelle gambe il movimento potente della frazione ciclistica. Basteranno pochi metri, specialmente nei primi periodi, quando il muscolo non sarà ancora abituato al cambio repentino di disciplina, a darci la sensazione di una gamba che diventa di piombo. Usare la muscolatura opposta, quando ancora quella ciclistica è gonfia di sangue, è una sensazione “distruttiva”, che non farà altro, tuttavia, che accrescere la soddisfazione personale nel raggiungere e tagliare il traguardo finale, dove una grandissima emozione – e non importa se si sia trattato della “sola” distanza Sprint – ti attraverserà completamente. È il triathlon, capace di regalarti sensazioni potenti lungo tutto il corso della tua sfida. Mai noioso, mai stancante mentalmente, anzi… stimolante. “Forse non sarò un gran ciclista, ma a piedi me la cavo proprio bene”. Ed ecco che la mia strategia di gara sarà diversa, incentrata nel limitare i danni nella frazione meno felice per me, per andare a riprendere il mio avversario diretto nella frazione che mi è più congeniale. Una competizione sempre aperta a ribaltamenti di fronte, che porterà ad allenare più assiduamente una frazione piuttosto che un’altra, a seconda delle proprie caratteristiche o di quelle della gara stessa. Allenamenti che porteranno il mio fisico ad abituarsi, a non soffrire più il passaggio da una specialità all’altra, a far sì che le azioni in zona cambio diventino meccaniche, quasi perfette, disperdendo sempre meno tempo possibile, anche in considerazione del fatto che nel triathlon il cronometro si ferma alla fine di tutto, non conosce soste intermedie, proprio come il triathleta.


Le tecniche, i materiali, nel tempo si sono evoluti. Il classico costume e il top sopra (che si nascondeva sotto al costume nella frazione nuoto) ormai è obsoleto: ci sono body idrodinamici realizzati in materiale tecnico che permettono di scivolare e galleggiare maggiormente nell’acqua, con i quali si può pedalare e correre. Mute morbide e comode come pigiami, hanno permesso ai triathleti di trovare soluzioni atte a risparmiare tempo. Le scarpe da bici si indossano ormai mentre si pedala: vengono lasciate già attaccate ai pedali, cosa che permette di uscire dalla zona cambio e rientrarvi correndo a piedi nudi, cioè molto più velocemente rispetto alla corsa con un paio di scarpe tacchettate. Anche gli occhiali ormai non si indossano più in zona cambio, ma vengono fissati sul casco, “limando” anche quella perdita di pochi secondi. Le bici da crono, nelle gare nelle quali la scia non è ammessa, sono ormai utilizzate da tutti gli atleti migliori oltre che da tanti altri atleti. Sport olimpico dal 2000, il triathlon si è confermato negli anni come una delle discipline più spettacolari ed incerte, sotto il profilo del risultato finale, al mondo. L’aumento di popolarità fa sì che sempre più atleti di caratura mondiale si cimentino in questo sport, alimentando la crescita di questa incredibile sfida con se stessi. Le sedute di allenamento possono andare dalle 4 settimanali alle due/tre al giorno, ovviamente tutto è relativo e proporzionato agli obiettivi, alla tipologia di gara e alla voglia di migliorare che si ha, praticando questo sport peraltro riconosciuto da studi medici come attività che fa bene alla salute, specialmente alla cardiovascolarità dell’individuo, nonché validissimo nella prevenzione di malattie come la sclerosi multipla. Saranno poi le caratteristiche dell’atleta, la voglia di sfidarsi, per raggiungere obiettivi sempre più elevati, a dettare la strada e ad indicare la distanza più consona da percorrere. Semplice avvicinarsi: in tutta Italia vi sono gruppi sportivi affiliati alla Federazione Italiana, sarà sufficiente un contatto per entrare a far parte di un mondo nuovo che non ti farà sentire la fatica, ma ti introdurrà in una nuova filosofia di vita. Il Triathlon è per tutti. Surfing Shop Triathlon x info: andigio@alice.it


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GianCarLo vaGnini a cura di nicoletta Brina

brina@gocom.it

UN SOGNO DA GUINNESS 15MILA ChILOMETRI, 3 MESI ATTRAvERSO 14 STATI, L’AMBIzIONE DI UN RECORD DA AGGIORNARE ED UN DONO DA CONSEGNARE AL FRATELLO DI PAPA RATzINGER. UN’IMPRESA DA COMPIERE IN SELLA AD UNA BICICLETTA FRW, CON L’ASSISTENzA DI UN CAMPER PER LE EMERGENzE. UN’AvvENTURA ChE, A PARTIRE DAL 7 APRILE, DALLA ROMAGNOLISSIMA CERvIA PORTERà L’INTREPIDO 60ENNE FINO ALLE PORTE DELLA DANIMARCA E RITORNO, PASSANDO PER LE COSTE OCCIDENTALI DELL’EUROPA.

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Giancarlo vagnini, 60 anni, cervese, Sottufficiale dell’Aeronautica Militare, oggi in pensione, ha un sogno nel cassetto che si prepara, a partire dal 7 aprile, a divenire realtà: eguagliare e – se possibile – superare il record stabilito da un turista tedesco, il quale nel ’99 ha percorso quasi 15mila chilometri in sella alla sua bicicletta, in un giro no stop per l’Europa. Un’impresa quasi impossibile, come è nata l’idea? «Nel 2000 ho conosciuto un turista tedesco, giunto in vacanza a Cervia nella struttura per la quale facevo l’accompagnatore in bicicletta, il quale mi ha raccontato che l’anno precedente aveva compiuto Giancarlo vagnini indossa la divisa Frw, pronto a partire per la sua grande impresa

i titolari di Freewheeling claudio Brusi e la signora liliana raimondi consegnano a Giancarlo vagnini la nuovissima napavalley

un’impresa simile. Prima che se ne andasse, gli ho promesso che avrei emulato e superato il suo record. Sono passati 13 anni da quel record e non è un caso, perché è veramente una sfida che ha dell’incredibile. Occorre pianificarla per bene, ragionarla e fare un duro allenamento per farsi trovare pronti all’appuntamento.» A quando il via? «In marcia il 7 aprile in occasione della via del Sale di Cervia e il programma è tornare il 7 luglio. Le tappe sono complessivamente una novantina, con 166 km di media al giorno per 3 mesi – 89 tappe quelle del record precedente – in teoria senza giorni di pausa, ma poi occorrerà vedere la situazione fisica, ma anche il meteo o comunque le condizioni che troverò lungo il percorso. Si parla di 15.000 km in tre mesi e 14 Stati da attraversare. Una bella cifra!» Come ha pianificato il percorso? «Si parte da Cervia, andiamo subito a Reggio Calabria, percorrendo il litorale costiero, poi da qui si entra in Sicilia e ci sono 6 tappe


dire che in questo gruppo ho trovato non solo grande professionalità ma anche una famiglia.» Dal punto di vista fisico, come si è allenato? «Non sono nuovo ad imprese di questo genere, ma si tratta in questo caso di una sfida differente, è un viaggiare graduale e più lento, non è una corsa contro il tempo, dunque ho focalizzato maggiormente l’attenzione sulla seduta sulla sella per lunghi periodi. Fino a fine marzo mi allenerò così, in progressione, prediligendo la durata in sella, più del chilometraggio percorso. Sarà proprio la sella uno dei problemi più grossi da affrontare, dato che si tratterà di 6-9 ore al giorno in bicicletta mantenendo una pedalata agile ed un assetto comodo. Occorre tener lo staff di Freewheeling festeggia Giancarlo vagnini dopo la consegna della bici napavalley presente infatti, che l’insorgenza per fare ritorno poi a Reggio Calabria, verso Ventimiglia, cui giungere- di problemi può compromettere tutto, dunque sarà importante anmo intorno al 1° maggio. Mi fermerò in visita a San Marino ed allo Sta- che valutare l’aspetto dell’integrazione, ciò col supporto di Enervit.» to Vaticano. Peraltro quest’ultima tappa è importante, dal momento che dalla guardiola mi verrà consegnato un pacchetto da recapitare Qual è la sua principale paura nell’intraprendere questa impresa? al fratello del Papa, Georg a Regensburg, una volta giunti a Monaco. «In questo viaggio sarò accompagnato da un camper – peraltro sono Una volta usciti dall’Italia, l’itinerario mi condurrà a Montecarlo, fino a alla ricerca di persone interessate ad accompagnarmi in quella che Saint Tropez, con tappa al principato di Monaco. Potrò percorrere il per loro sarà una vacanza – ed in questo mezzo ci sarà tutto ciò di cui circuito di F1, scortato dalla Polizia perché il tunnel è vietato ai ciclisti avrò bisogno, dal cibo, all’abbigliamento, fino alle strumentazioni ed e credo di essere uno dei pochissimi a poterlo fare. Proseguiremo ai ricambi per la bici. Sono terrorizzato dall’idea che si possano regipoi in Spagna e da qui verso Gibilterra, per poi passare dalla Spagna strare furti all’interno del camper, questo perché sarebbe un grosso per raggiungere il Portogallo, intorno al 16 maggio. In traghetto si farà danno per la riuscita dell’impresa.» ritorno in Spagna per approdare poi in Francia e respirare di nuovo l’aria della Parigi-Brest-Parigi già percorsa, per fare rotta verso il Accennava alla ricerca di equipaggio… Belgio, Lussemburgo, Olanda – in onore della mia Parigi-Roubaix del «Ho già una persona fissa che mi seguirà durante tutto il percorso, 2008 – Germania nord e una toccata e fuga in Danimarca, per rien- ma sto cercando persone che mi accompagnino anche a turnazione trare poi in territorio tedesco. Si passa in Polonia, dove lascerò il sale nel tragitto. L’equipaggio giusto è fondamentale per la buona riuscita, di Cervia ed un libro della mia città, in onore del gemellaggio – per fare perché è in grado di stimolarmi sia mentalmente, sia in termini di poi ritorno in Germania. A partire dal 19 giugno ci si mette sulla strada supporto tecnico. Non occorrono particolari caratteristiche, in realtà del ritorno, passando in Repubblica Ceca poi Slovacchia e Austria. A per chi viaggia in camper, questa sarà sostanzialmente una vacanza questo punto stiamo valutando due alternative a partire dall’Austria, per l’Europa.» ossia Ungheria, Slovenia, Croazia poi Bosnia il patron di Frw claudio Brusi si congratula con Giancarlo vagnini e si rientra in Italia, oppure attraverso la Svizzera, Nord Italia, Dolomiti e casa.» L’ambizione è quella del Guinness World Record, come si è preparato? «Avrò con come un libro di bordo nel quale verranno apposti tutti i timbri dei luoghi che visiterò e che mi varrà anche come riserva al controllo primario che verrà fornito dal navigatore Garmin, interfacciato con il Garmin connect dove sarà possibile seguire il percorso.» Dal punto di vista tecnico, come è equipaggiato? «La FRW, a livello tecnico, mi copre al cento per cento, sia in tema di abbigliamento che della meccanica, con una bici realizzata ad hoc per questa impresa, una bici su misura per le mie esigenze ed una seconda bici di riserva. La collaborazione con Claudio Brusi è nata – oltre che grazie alla sua incredibile apertura mentale di fronte a questo tipo di imprese – proprio per la volontà di portare con me un marchio che appartenesse alla mia terra, essendo la FRW ravennate, e devo


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Granfondo CiCLotUristiCa mareterra a cura di nicoletta Brina

brina@gocom.it

INAUGURA IL 24 MARzO IL ROMAGNA SPRINT TAGLIO DEL NASTRO DELL’EDIzIONE 2013 DEL CIRCUITO A BELLARIA. TRE PERCORSI PER TUTTI I GUSTI E TUTTE LE GAMBE ChE NASCONO DALLA COLLABORAzIONE ORGANIzzATIvA TRA LA FONDAzIONE vERDEBLU E IL MARETERRA BIkE TEAM.

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La Granfondo Cicloturistica Mareterra giunge in doppia cifra. Il 24 marzo spegnerà le sue prime 10 candeline. È la manifestazione che inaugura l’edizione 2013 del Circuito Romagna Sprint che annovera, dopo la prova bellariese, il 28 aprile a Castrocaro Terme, la 6a Fondriest, il 16 giugno a Cesena, il 12° Memorial Corzani, il 4 agosto a Cesena, la 7a Sport per crescere insieme e l’8 settembre a San Mauro Pascoli, il 6° Memorial Giovanni Pascoli. Con partenza da Bellaria Igea Marina, la manifestazione è organizzata in collaborazione tra la Fondazione verdeBlu e il MareTerra Bike Team. È proprio il presidente di quest’ultimo sodalizio sportivo, Gerolamo Dilella a spiegare in dettaglio le caratteristiche della manifestazione bellariese. Quali sono le caratteristiche fondamentali della granfondo? «Si tratta della manifestazione che inaugura il circuito di cicloturistiche Romagna Sprint, composto da 5 granfondo. La partenza è alla francese dalle 7 alle 8,30 da piazzale Matteotti a Bellaria in un anello che porterà poi i ciclisti a chiudere la passeggiata nella stessa piazza, dove ad attenderli ci sarà un gustoso pasta party. Il fatto che sia la prima cicloturistica della stagione, per quel che concerne il circuito, ha molta importanza ed è fonte di orgoglio per noi.» Per quanto riguarda i percorsi, sono tre, dunque ce n’è per tutti i gusti? «I percorsi sono effettivamente alla portata di tutti: si va dal corto di 65 km, al medio di 90, fino al lungo da 110. Non sono particolarmente impegnativi: il corto è estremamente facile, per il medio occorre un po’ più di allenamento e, nel lungo, non poteva mancare il Barbotto che richiede sicuramente una buona dose di gamba, ma non è inaffrontabile. I percorsi sono ricavati tra le colline del cesenate e del riminese.» In tema di iscrizioni, ci sono aggiornamenti? «Intanto occorre precisare due cose: è possibile sia abbonarsi all’intero circuito, sia alla singola prova. Nel primo caso, l’abbonamento costa 25 euro e dà diritto a partecipare a tutte e cinque le cicloturistiche, con grande convenienza, dal momento che

Un’immagine della famosa isola dei platani nel centro di Bellaria

l’iscrizione alla singola prova costa 7 euro. Inoltre, chi sottoscrive l’abbonamento, ottiene il bracciale elettronico da utilizzare in tutte le prove, mentre chi si iscrive alla singola avrà il giornaliero, poi da restituire. Sul sito www.romagnasprint.com è possibile trovare tutte le informazioni per effettuare le iscrizioni.» In tema di numeri, quale trend di iscritti avete registrato? «Già nell’edizione 2012 abbiamo incrementato rispetto al passato, dato che abbiamo raggiunto i mille partecipanti, contro gli 800 dell’anno prima. L’intero circuito è stato preso d’assedio da circa 7000 ciclisti. Quest’anno contiamo di incrementare ulteriormente i partecipanti, tenendo presente il fatto che il prezzo è davvero interessante.»

Ci sono novità rispetto all’edizione scorsa? «Il pacco gara è da definire, ma la novità consta nel fatto che quest’anno è stato previsto, rispetto all’edizione passata. Inoltre siamo in contatto con alcuni sponsor per valutare la presenza di un’area tecnica nella zona dell’arrivo.» Che significato ha questa manifestazione in questo periodo dell’anno? «È un evento per muovere la città in bassa stagione e, viste le edizioni passate, possiamo dire di esserci riusciti. La formula cicloturistica è molto interessante, è comunque una gara, anche se viene data la possibilità di godersi maggiormente il territorio. Bellaria si presta ad accogliere quei cicloturisti che hanno famiglia: il sabato possono vivere la città, provare il percorso e la domenica cimentarsi nella cicloturistica.»


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iL teLaio ideaLe a cura di roBerto zanetti

SCOTT FOIL, YOUR NExT BIKE

robyzanetti@alice.it

PRIMA DI COMINCIARE A PARLARvI DELLA FOIL 40 MI SEMBRA DOvEROSO ESPRIMERE RICONOSCENzA A MASSIMO kNUTTI, TITOLARE DEL NEGOzIO “SPORT È BIkE” DI OMEGNA E RIvENDITORE ESCLUSIvO SCOTT PER LA PROvINCIA DI vERBANIA. GRAzIE ALLA SUA DISPONIBILITà hO POTUTO REALIzzARE QUESTO SERvIzIO E RENDERE PIù SEMPLICE IL MIO LAvORO.

I

Il test: Il discorso fatto per la mountain bike presentata in questo numero di INBICI, purtroppo, vale anche per la protagonista del nostro test stradale. Poco tempo a disposizione, consegna del servizio in tempi record e, come se non bastasse, le situazioni meteo inclementi sono tutti fattori che hanno contribuito in modo negativo a svolgere una dettagliata analisi del prodotto. Comunque non sono certo questi incidenti di percorso che mi hanno impedito di lavorare sulla Foil 40, entry level della oramai affermata gamma di specialissime di casa Scott. voglio fare una premessa: la Foil 40 si inserisce in quella fascia di mercato per così dire “economica” ma questa collocazione deriva solo dall’allestimento proposto nel prodotto base. Difatti, andando a sfogliare le pagine del catalogo/listino Scott per il 2013, si evince come la struttura portante della bicicletta, ovvero il telaio, si possa arricchire di gruppi più prestigiosi e da coppie di ruote in alluminio leggero o in carbonio. Ovviamente i prezzi cambiano e aumentano in relazione all’insieme della componentistica ma la nostra Foil 40, malgrado faccia salire l’ago della bilancia fino a quasi 8 kg (senza pedali), resta comunque una bici da corsa di tutto rispetto. Maneggevole nella guida, la Foil 40 mi è sembrata, grazie alla forcella “Scott Foil Carbon hMF” molto precisa in discesa e stabile anche in condizioni di fondo stradale irregolare (a tratti ghiacciato e cosparso di antigelo, sale e sabbietta) visto il periodo invernale. Lo stesso discorso vale anche per il carro posteriore del telaio in carbonio che mi ha dato dei riscontri positivi sulla reattività alle ripartenze fuori sella ma che, al contempo, permette di smorzare egregiamente le vibrazioni provenienti dal terreno. Nell’insieme la Foil 40 viene promossa con un voto discreto che non vuole essere un modo per archiviare il servizio ma solo una promessa di riprovarla, in condizioni più favorevoli e ma-

gari nella versione più “racing”, in un momento successivo o nella bella stagione. In evidenza: Secondo quello che affermano in Scott la bici perfetta è quella che ha il miglior equilibrio di rigidità, peso e aerodinamica. Almeno per quanto concerne il telaio e la forcella, la Foil 40, raggruppa tali caratteristiche in un unico prodotto. Lo staff di ingegneri che fa capo allo “Scott Aero Scienze” è costantemente al lavoro per ottimizzare i tre punti cardine di cui ho parlato poc’anzi e per sviluppare, prima in laboratorio prima e poi nella galleria del vento, delle biciclette performanti e aerodinamiche.


Profilo aerodinamico del telaio

nella parte frontale, il punto di congiunzione tra forcella e nodo sterzo, sono un ottimo compromesso tra aerodinamicità e rigidità laterale

Caratteristiche Tecniche - Telaio: Scott Foil Carbon hMF - Cambio: Shimano 105 - 5700 - Deragliatore: Shimano 105 - 5700 - Guarnitura: Shimano 105 – 5700 50x34; pedivelle 172,5 mm - Catena: Shimano 105 - 5700 - Ruota libera: Shimano 105 – 5700 12x30 - Movimento centrale: BB-30 Press Fit - Freni: Shimano 105 – 5700 - Forcella: Scott Foil Carbon hMF - Serie sterzo: Ritchey Pro integrated - Attacco manubrio: Syntace RR 2.0 - Piega manubrio: Syntace FL 2.0 - Reggisella: Ritchey FOIL Aero Pro Carbon - Sella: Syncors RP 2.5 - Cerchi: Shimano Wh R501 in alluminio (DT Swiss Tricon 1450 usate per il test) - Coperture: Continental Ultre Race - Taglie: S-M-L-XL - Colori: White/Black/Green replica Team Green Edge - Peso telaio: 840 gr solo telaio (mod. Premium) TG. M (forcella esclusa) - Peso bici completa: 7,8 kg senza pedali con ruote DT Swiss Tricon 1450 in alluminio (quelle usate per il test)

Da rivedere: Come ho già detto nel corpo centrale dell’articolo la Foil 40 pesa quasi 7,8 kg completa di ruote in alluminio DT Swiss Tricon che ho utilizzato per il test. Queste non sono le ruote fornite di serie perché, nell’allestimento standard, la Foil 40 adotta delle Shimano h R501 con copertoncini Continental Ultra Race Fold. A parte questa doverosa precisazione poco cambia perché, malgrado l’affidabilità, è il gruppo Shimano 105 a peccare di leggerezza. Penso che con i dovuti interventi su gruppo e cerchi si riesca a ridurre il peso complessivo di circa un chilo che comunque, su una bici da corsa, è sempre “tanta roba”… Consigli per l’acquisto, perché comprarla? Il nome di Scott alle spalle rappresenta, come si dice in parole povere “l’uno fisso in schedina” e deve far stare tranquilli coloro che sono intenzionati ad acquistarla. Inoltre, cosa di non poco conto, con circa 2.400,00 € (sconti e promozioni a parte) si porta a casa un mezzo dai contenuti tecnologici interessanti senza dover per forza litigare con la propria moglie o indebitarsi al monte dei pegni…


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Foderi alti del carro posteriore in carbonio orientati a 4 gradi per incanalare l’aria dal triangolo anteriore a quello posteriore


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appassionati delle due ruote che intendono muoversi su lunghe e medie distanze in occasione di escursioni, gite o gare.

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Grandi eventi

pressoffice@newspower.it

a cura di newSPower

GRANFONDO LIOTTO, 15 ANNI AD ALTO LIVELLO IL 14 APRILE A vALDAGNO INAUGURA LA STAGIONE AGONISTICA DEL TRIvENETO CON LA CLASSICA vICENTINA. 130 O 102 ChILOMETRI PER TASTARE IL POLSO DELLA PREPARAzIONE INvERNALE TRA SALISCENDI CONTINUI E PAESAGGI UNICI. SI RINNOvA COSÌ ANChE PER IL 2013 IL “MATRIMONIO” CICLISTICO TRA LA CITTà ED UNO DEI FIORI ALL’OCChIELLO DELL’IMPRENDITORIA LOCALE, LA CICLI LIOTTO GINO & FIGLI.

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Dici Liotto e pensi bici. Dici valdagno e pensi Granfondo Liotto. Ormai è automatico: il binomio “Granfondo Liotto – Città di valdagno” è per tutti gli appassionati delle due ruote un appuntamento tradizionalmente in calendario. Il forte legame tra la città vicentina e uno dei fiori all’occhiello imprenditoriali della zona, la Cicli Liotto Gino & Figli, è il risultato di passione per il ciclismo e professionalità. Nozze di porcellana quest’anno per la Granfondo che, il 14 aprile a valdagno, darà il via alla 15ª edizione, riconfermandosi l’appuntamento inaugurale della stagione agonistica del Triveneto. Bando alle ciance, i ciclisti ora devono iniziare ad allenarsi seriamente perché i due percorsi di gara della Granfondo Liotto richiedono che ci si scrolli di dosso l’inverno e si inizi a far girare le gambe, in vista della primavera, periodo che dà il via alle “scampagnate” in bici. Nulla di nuovo dal punto di vista logistico: valdagno resta il quartier generale della gara, non solo quale sede di partenza ed arrivo, ma anche per ogni servizio riservato ai concorrenti, parcheggi e area espositiva. Riconfermati anche i due percorsi: la mediofondo di 102 km con dislivello di 1.450 metri e la granfondo di 130 km con dislivello di 2.500 metri, entrambe testate e pensate dagli organizzatori, a loro volta granfondisti, e che offrono diverse “chicche”, dalle salite toste ai paesaggi unici. Caratteristica comune ai due tracciati, i sali-

foto NEWSPOWER CANON

scendi continui, una sfida alla forza di gravità nella quale resistenza e concentrazione devono essere al massimo. Il percorso medio, spesso considerato una sorta di test stagionale per chi, dopo la pausa invernale, non ha ancora molti chilometri nelle gambe, propone pendenze non troppo impegnative, ma che risultano determinare una prima selezione, offrendo così occasione per testare il grado di allenamento invernale. Attenzione però: non bisogna farsi distrarre dal paesaggio, visto che il tracciato viaggerà attraverso le Piccole Dolomiti, passando per cittadine come Recoaro Terme e Schio. Dopo la partenza da valdagno, vi sono immediatamente 4 km di salita sul Passo Xon con pendenza media al 6%. Seguono poi altri “scollinamenti” sul Monte Magrè e Torreselle (comuni anche al percorso lungo). Chi sceglierà il tracciato della mediofondo, proseguirà poi verso Cornedo e la salita del Castello, con cui concluderà le proprie fatiche (circa 3 km e mezzo e pendenza media al 7%). Per chi invece opta per la “maratona in sella” e, dunque, il secondo tracciato, c’è solo l’imbarazzo della scelta su quale parte del tracciato decidere di sfidare se stessi (e vedere chi vince): il tragitto della granfondo, infatti, per essere portato a termine, ha bisogno di “gran forza” per affrontare ciò che arriva poi, oltre a Castelvecchio, ossia


foto NEWSPOWER CANON

Ed ogni volta è così, non solo per gli atleti, ma anche per gli organizzatori capeggiati dai fratelli Pierangelo, Doretta e Luigina Liotto, eredi di un’azienda storica nell’ambito delle due ruote, nata nel lontano 1922 come Officina Artigiana Liotto di Luigi Liotto, che nel primo dopoguerra avviò la propria attività di riparazione biciclette. Il figlio Gino proseguì poi questa attività, sviluppando fin da piccolo una grande passione per il mondo della bici: a soli 15 anni realizzò il primo telaio di una bicicletta da corsa utilizzando le tubazioni Mannesman, un metodo rivoluzionario che permette di ottenere tubi senza saldatura, direttamente da barre di acciaio pieno, a sottolineare il talento scritto nel DNA di famiglia. Nel corso degli anni, le biciclette Liotto si sono guadagnate una posizione di livello nel mercato di settore, forti dell’artigianalità delle lavorazioni, tratto distintivo dell’azienda, unita a materiali e tecnologie d’avanguardia. Oggi, questa stessa filosofia è portata avanti dal team familiare composto dai fratelli Liotto e dalla loro Cicli Liotto Gino & Figli, che garantisce prodotti foto NEWSPOWER CANON di qualità e assistenza tecnica, oltre all’impegno nell’universo delle corse su strada, la temuta “trappola”, il tratto valbianca-Marana con i suoi 12 km di simboleggiato dall’omonima gara (e dal team ciclistico ASD Team lunghezza e punte di pendenza del 20%, che farà di sicuro la felicità Granfondo Liotto), che quest’anno spegnerà 15 candeline. dei grimpeur di razza, o “spaccherà” le gambe ai meno allenati. Tanti i nomi altisonanti del circuito ciclistico che ogni anno decidono Tre i punti di ristoro sul “medio” e quattro sul “lungo”, saranno forse di misurarsi e valutare la propria preparazione (fisica e di materiali) d’aiuto per i temerari della bici che si lanceranno poi sul rettilineo partecipando alla Granfondo Liotto. finale di circa un chilometro e che, tra ali di pubblico, taglieranno l’a- La scorsa edizione, “flagellata” da un maltempo che ha permesso gognato traguardo. Ma quanta soddisfazione poi all’arrivo, quando lo svolgimento della gara sul solo percorso medio, ha visto nuovasi ripensa all’impresa compiuta! mente il “padrone di casa” Roberto Cunico mettere il proprio sigillo


(il secondo consecutivo). Il campione vicentino, fin dai primi chilometri, si è messo a fare da traino insieme a coloro che sarebbero stati i protagonisti di giornata, ovvero hubert krys, Alessandro Bertuola, Giuseppe Sorrenti Mazzocchi, Marco Fochesato, Silvano Janes, Davide Spiazzi e il campione di ciclocross Enrico Franzoi (fuori classifica). In campo femminile non c’è stata storia: l’altoatesina Astrid Schartmüller è stata in testa dall’inizio alla fine. La gara di valdagno del 14 aprile sarà anche quest’anno prova d’apertura del Challenge Giordana, circuito comprensivo di sei prestigiosi appuntamenti in veneto, Trentino e Lombardia, tra aprile e luglio. Inoltre, sarà valida come 3ª prova di Campionato Italiano ACSI ciclismo e prima prova di Campionato provinciale fondo e mediofondo ACSI provincia di vicenza. foto NEWSPOWER CANON

foto NEWSPOWER CANON foto NEWSPOWER CANON

Non resta che iscriversi e per chi non l’avesse ancora fatto, approfittare dello special price valido fino al 28 febbraio che vede l’iscrizione bloccata a 30 euro (dal 1° marzo invece la quota d’iscrizione salirà a 33 euro). Basta collegarsi al sito ufficiale www.granfondoliotto.it che resta il punto di riferimento non solo per iscriversi in modo veloce e semplice, ma anche per trovare le informazioni dettagliate sulla manifestazione, dal regolamento, ai percorsi con la possibilità di vedere le planimetrie e scaricare i profili Garmin degli stessi, fino alle offerte ad hoc degli alberghi della zona. Non ci sono scuse quindi per non partecipare a questa classica di primavera, apertura di una stagione che promette, ancora una volta, di macinare chilometri di successo.


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LA “POTENzA” DI UNA GRANFONDO

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Ogni partecipante ad una granfondo sa benissimo che la persona ad essere sfidata, prima ancora dell’amico o del competitore di turno, è se stesso. Il primo parametro di riferimento è la posizione di arrivo ma, poi, la ricerca del valore oggettivo della prestazione porta valutare il tempo totale impiegato e la velocità media utilizzate a percorrere il tracciato. Tempo totale e velocità media di percorrenza sono parametri facilmente reperibili, ma, per contro, sono comparabili esclusivamente con un determinato percorso di granfondo. Nel caso della prima partecipazione il confronto è con i tempi e le velocità degli altri partecipanti, mentre dalla seconda partecipazione in poi il confronto diventa anche con la propria prestazione. Anche la velocità media di percorrenza, essendo relativa a quel tracciato non è comparabile con le proprie prestazioni su altre granfondo. Altra considerazione; tempo totale e velocità media diverse su uno stesso percorso, non sempre corrispondono oggettivamente a una diversa prestazione personale. Prendiamo, ad esempio, la tua partecipazione alla Nove Colli nell’anno 2010 e nell’anno 2012: • Nell’anno X hai partecipato in una giornata con buone condizioni atmosferiche e vento debole e nel tratto pianeggiante finale non hai trovato un bel “treno” veloce di ciclisti; il tuo tempo totale e la velocità media sono state 7:01:30 28,55 km/h.

• Nell’anno Y hai partecipato in una giornata con condizioni atmosferiche avverse e vento forte e nel tratto pianeggiante finale non hai trovato la collaborazione di altri ciclisti nel sostenere l’andatura; il tuo tempo totale e la velocità media sono state 7:30:42 27,39 km/h. • La tua prestazione su questi parametri è risultata inferiore; ma...??

La tua energia media espressa potrebbe essere stata superiore nell’anno 2012? In teoria sì... ma come fare per misurarla? Da alcuni anni è possibile equipaggiare la bicicletta con un sistema di misurazione della potenza. I sistemi elettronici attualmente presenti sul mercato sono alloggiabili o sulla guarnitura, o sulla pedivella, o sul mozzo posteriore in base al prodotto commerciale che si decide di acquistare. I misuratori di potenza permettono di rilevare i valori di potenza media e massima espressi affiancandoli ai valori di tempo, velocità, ritmo di pedalata, frequenza cardiaca, chilocalorie pendenza, altitudine. La potenza è la misura dell’energia espressa nella pedalata ovvero il lavoro espresso in un tempo definito secondo la formula: Potenza = Lavoro : Tempo = Joule : sec = watt. L’unità di misura del lavoro è infatti il Joule, che trasformato nell’unità di tempo e quindi in Potenza trasforma l’espressione in watt. Per un ciclista, quindi, la Potenza è rappresentata dal lavoro svolto per superare tutte le resistenze che si oppongono all’avanzamento (resistenza aerodinamica, attriti ruota, gravità-pendenza, vento contrario ecc.) mentre il tempo è quello compiuto

per eseguire un ciclo completo di pedalata; quest’ultimo è inversamente proporzionale alla velocità intesa come velocità angolare nel movimento della pedalata (ovvero rpm, ritmo pedalata al minuto). Per questo motivo la potenza espressa dal ciclista può essere ottenuta con la seguente formula: Potenza del ciclista = Spinta sul Pedale (entità) x Cadenza Pedalata (rpm). L’aumento di potenza della pedalata può, quindi, essere ottenuto o con un aumento della spinta sul pedale o con un aumento del ritmo di pedalata. La misurazione della potenza media espressa ad esempio nella Novecolli permette di comparare tale valore con quello espresso nell’anno precedente o con quello espresso in un’altra granfondo in ogni periodo desiderato. In sostanza rappresenta la misurazione oggettiva della propria prestazione. Nella valutazione della prestazione e nella guida e nel controllo dell’allenamento, la misurazione della potenza rappresenta il riferimento oggettivo più affidabile ora disponibile per ogni granfondista... uno stimolo in più per il nostro divertimento. Quale sarà la tua potenza media nelle granfondo di quest’anno?


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Gran fondo deLLa paCe a cura di anDrea PaSSeri

andreapasseri2002@libero.it

UN TERRITORIO DI RARA BELLEzzA PER GLI AMANTI DEL CICLISMO È PARTITA LA SECONDA FASE DELLE ISCRIzIONI ALLA 19A GRANFONDO DELLA PACE DEL 14 APRILE, ChE OFFRIRà UN TERRITORIO RICCO DI BELLEzzE E DI PRODOTTI GUSTOSI.

V

valtopina (PG) – È iniziata la seconda fase delle iscrizioni alla 19a Granfondo della Pace, prova del Giro d’Italia UISP, del Master Circuito Tricolore e della Coppa del Mondo Amatour. Fino al 7 aprile la quota sarà di € 25 per gli agonisti e di € 20 per i cicloturisti. Le iscrizioni riapriranno poi in occasione del ritiro dei pacchi gara sabato 13 aprile dalle ore 10 alle ore 20 e domenica 14 aprile dalle ore 7,30 alle ore 9. La quota sarà di € 30 per tutti con diritto al pacco gara fino a esaurimento. La manifestazione si terrà domenica 14 aprile nello splendido scenario di valtopina, che sorge alle pendici del monte Subasio, nella valle attraversata dal fiume Topino. Un paesaggio suggestivo, con i suoi piccoli e graziosi insediamenti collinari di origine medioevale costituiti dai nuclei abitati di Giove, Sasso, Gallano, Pasano, Casa Tommaso, Balciano, Colfulignato, vallemare, Poggio, Santa Cristina e Franchillo. Diversi i castelli e le chiese che possono essere ammirati nel territorio, così come le vestigia di epoca romana. Nel corso delle loro pedalate i partecipanti toccheranno Nocera Umbra, caratteristica città medioevale famosa per le sue acque. È dominata dalla grande torre, detta il Campanaccio. Molto importante è la chiesa romanico-gotica di San Francesco, che custodisce gli affreschi di Matteo da Gualdo e che è sede della Pinacoteca comunale, che raccoglie opere dell’Alunno, del Maestro di San Francesco

e della scuola del Cimabue. Nel museo sono custoditi anche reperti di epoca romana. Saranno toccate anche Annifo e Colfiorito, due località famose per la produzione di patate rosse e lenticchie rinomate in tutta Italia. va ricordato il parco naturale di Colfiorito, un’area di 338 ettari situata sull’altipiano dell’Appennino umbro-marchigiano. Di questi circa 100 ettari sono coperti dalla palude di Colfiorito, ricchissima di flora e fauna. L’organizzazione attiverà dei servizi navetta per permettere a chi vorrà di visitare queste e altre bellezze. Il servizio sarà gratuito ma andrà prenotato entro il 7 aprile. Tutto questo e molto altro ancora sarà la Granfondo della Pace, che quest’anno presenta tre percorsi: 124 chilometri, 80 chilometri e 66 chilometri. Prevista la partenza alla francese dalle 7,30 alle 9, mentre il via agonistico sarà dato alle 9,30. Una grande occasione, dunque, non solo per gli amanti dello sport ma anche per coloro che vogliono trascorrere un week-end visitando bellezze storico-artistiche e naturalistiche e degustando prodotti tipici. Ulteriori informazioni al sito http://www.granfondodellapace.it/

Una vallata nel territorio umbro


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saLUte inBiCi a cura del Dr. aleSSanDro GarDini

RIMEDI E CONSIGLI PER I PICCOLI PROBLEMI DERMATOLOGICI DEL CICLISTA

S

Siamo ancora nel pieno della stagione invernale, ma molti di noi hanno già ricominciato ad avventurarsi nelle prime fredde uscite di questi giorni, adottando un abbigliamento nuovo e molto spesso una bici nuova. Altri invece stanno per lasciare la palestra, luogo di allenamento ideale per preparare la stagione, e cominciano a dedicarsi sempre più frequentemente alle uscite in strada. La postura adottata sulla bicicletta e quindi le piccole variazioni di posizione che ci possono essere alla ripresa della stagione, l’aumento dell’intensità e della durata degli allenamenti, e altri fattori soggettivi, concorrono spesso a determinare conseguenze dermatologiche nelle zone di contatto della cute con i materiali utilizzati durante la prestazione. Le conseguenze dermatologiche cui può andare incontro il ciclista, soprattutto nelle zone perineali e perianali, sono di tipo infettivo e si possono presentare sottoforma di foruncolosi, micosi e dermatiti da contatto. La causa principale è la combinazione dell’azione della sudorazione, abbondante in questa zona, e dello sfregamento della cute sulla sella. Altri disturbi si possono verificare sotto il seno per le donne, sotto le ascelle e in seguito a depilazioni errate. La foruncolosi è un’infezione cutanea che colpisce il follicolo pilifero, dovuta a un batterio del tipo stafilococco che si manifesta con un nodulo duro, dolente, arrossato che presto sviluppa alla sommità una pustola contenente pus, per l’appunto chiamato foruncolo. Il foruncolo tende a guarire spontaneamente quando si apre, consentendo la fuoriuscita del pus e l’eliminazione della pellicola che lo riveste internamente. A questo punto, più o meno rapidamente, la pelle guarisce. I foruncoli, in linea generale, non devono mai essere schiacciati, come spesso si è portati a fare. Questo metodo rischia di estendere la malattia infettando i follicoli vicini, e il foruncolo così trattato tende più facilmente a ricrearsi. L’apertura spontanea del foruncolo consente anche l’eliminazione di quella pellicola che riveste l’interno del foruncolo, cosa difficile quando si cerca di svuotarlo anticipatamente e forzatamente. Utile è, invece, facilitare la fuoriuscita del pus con applicazioni caldo-umide oppure ricorrendo all’ittiolo, una pomata che ne facilità l’apertura. Se la foruncolosi è occasionale e limitata con le dovute norme igieniche e l’utilizzo

alessandrogardini@gmail.com

di creme antibiotiche, previo consiglio del vostro medico, in pochi giorni si può tornare in sella. Se invece è ampia e coinvolge più follicoli piliferi allora è bene sospendere gli allenamenti e recarsi da un dermatologo. È inoltre opportuno che i pazienti seguano una dieta particolare che escluda le bevande alcoliche, i grassi e i dolciumi. Per micosi si intende invece una situazione patologica sostenuta da funghi e può comparire in aree differenti del nostro corpo. Per questo tipo di patologia, è bene rivolgersi al proprio medico e specialista, per individuare il tipo di fungo e la giusta terapia. Le dermatiti che colpiscono il ciclista, in genere sono dovute al contatto tra i materiali e la pelle, e ovviamente il sudore, e si manifestano con eruzioni cutanee pruriginose, caratterizzate da rossore e a volte vescicole. Tra le cause vi sono per esempio capi lavati e risciacquati non a dovere, utilizzo di creme e detergenti cosmetici prima dell’attività sportiva, oppure capi che contengono sostanze allergizzanti. La terapia di questo tipo di disturbo prevede ovviamente l’eliminazione della causa e l’utilizzo di antistaminici e cortisonici. Per prevenire queste fastidiose situazioni, si possono utilizzare alcuni accorgimenti. Innanzitutto gli indumenti tecnici di oggi, permettono sempre più una traspirazione ottimale e i fondelli dei pantaloncini, i reggiseni tecnico-sportivi, i calzini e perfino i guanti, non sono più una fonte di batteri come quelli di un tempo, le selle sono state modificate in modo da migliorare sempre più il comfort. Negli studi e nei negozi di biomeccanica, vi sono equipe professioniste che ci permettono di risolvere alla perfezione i problemi di postura. Quando ciò non è sufficiente, in farmacia si possono trovare preparati erboristici e dermocosmetici che ci aiutano nella prevenzione dello sfregamento, aumentando la lubrificazione, riducendo la carica batterica e proteggendo la pelle sensibile. Questi contengono diversi principi attivi di origine naturale e non, quali ad esempio il più noto ossido di zinco, dalle proprietà lenitive, antimicrobiche e adsorbenti. Lo troviamo nelle formulazioni classiche di pasta all’acqua a diversa percentuale, che si possono fare preparare comodamente in farmacia. Nuove formulazioni particolarmente utili nel trattamento delle aree del corpo soggette a pieghe cutanee, contengono in associazione all’ossido di zinco, il talco, l’acido ßeta glicirretico ed il climbazolo. L’associazione ossido di zinco-talco, crea uno strato fisico filmante ma non occlusivo che protegge efficacemente la cute da arrossamenti esogeni e stati essudativi irritanti, anche grazie ad un’azione antimicrobica purificante. La presenza di acido ßeta glicirretico esercita un’azione lenitiva ed antinfiammatoria, mentre il climbazolo ha un’azione puramente antimicrobica. Questi preparati con un alta concentrazione di polveri adsorbenti e attivi ricostituenti della barriera cutanea, svolgono un’efficace azione lenitiva e protettiva capace di ridurre gli effetti dello sfregamento continuo e attiva nel mantenere la pelle adeguatamente morbida e asciutta.Da utilizzare sia prima sia dopo la prestazione, sono validi i preparati in gel, soprattutto in estate, tra le quali c’è l’associazione tra l’aloe, dalle proprietà idratanti e lenitive, e la mimosa tenuiflora, nota fin dal tempo dei Maya come “albero della pelle” per le sue


proprietà curative nei confronti di ustioni e disordini vari. Grazie al suo contenuto in flavonoidi, tannini ed oligoelementi è in grado di incrementare la resistenza degli endoteli, di contrastare la degradazione delle membrane cellulari da stress ossidativo, di intervenire positivamente nella differenziazione cellulare dei tessuti e di inibire la crescita batterica. Tutto ciò favorendo i processi rigenerativi della

pelle. Infine per completare l’azione preventiva e curativa, è bene mantenere sempre un alto livello d’igiene utilizzando quotidianamente detergenti non aggressivi a ph neutro, per pelle sensibile che rispettino il più possibile il film idrolipidico della pelle e dopo l’attività fisica un detergente con un opportuno antibatterico, soprattutto per le zone a più alto rischio d’infezioni.

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info@playfull.it

a cura di enrico cavallini

GIULIA GASPARDINO AL FIANCO DI EMERGENCY LA BIkER PIEMONTESE SPOSA IL PROGETTO “WE SUPPORT” DELL’ASSOCIAzIONE UMANITARIA. AFFINITà TRA IL GRANDE E FATICOSO IMPEGNO RIChIESTO DA UNO SPORT COME LA MTB E QUELLO DI EMERGENCY.

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Castiglione delle Stiviere (MN) – Giulia Gaspardino, neo acquisto del TiTiCi LGL Pro Team sarà al fianco di Emergency per promuovere l’attività dell’associazione umanitaria. Rivela infatti la giovane biker canavesana: «Da tempo volevo dare un aiuto a chi di aiuti non ne ha alcuno». Tutto è nato dall’incontro occasionale con Emergency durante una conferenza nel liceo scientifico di Caluso (TO) frequentato dalla Gaspardino, in seguito al quale l’atleta è stata contattata dal responsabile della promozione di Emergency, Federico Giupponi per avviare la collaborazione nel corso del 2013. Emergency è un’associazione italiana Onlus, nata nel 1994 e offre cure medico-chirurgiche gratuite alle vittime delle guerre e della povertà. Ad oggi volontari e sostenitori hanno permesso di curare oltre cinque milioni di persone in sedici paesi di estrema povertà. Non solo sono stati realizzati ospedali, centri di riabilitazione, centri pediatrici e di primo soccorso, dove il personale medico opera ed ha operato, ma sono stati effettuati corsi di formazione professionale con personale locale per aiutare fattivamente le popolazioni in difficoltà. «La proposta di Giulia» rivela Giupponi «mi è subito piaciuta e mi ha fatto immenso piacere che arrivasse da una ragazza Giulia Gaspardino in azione

Giulia Gaspardino supporta emergency

foto NEWSPOWER CANON

appena diciottenne, impegnata in uno sport duro e faticoso come la MTB e che per queste caratteristiche si avvicina molto all’operato dell’organizzazione che rappresento.» volontari e sostenitori dell’associazione umanitaria saranno presenti con la Gaspardino alle principali gare di mountain bike per far conoscere il lavoro che, con abnegazione e coraggio, viene svolto da Emergency ed ovviamente per tifare la giovane atleta del TiTiCi LGL Pro Team.


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L’offiCina approfondimento daL mondo deLLe dUe rUote a cura di lorenzo coManDini

lorenzo@gruppobici.it www.rossinbikes.it • www.speedbikes.it

LE PEDIVELLE OVALI, IL PERChé DELLE Q-RINGS

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È un sistema che ha avuto uno sviluppo a singhiozzo. I primi esemplari sono di metà anni ’80 poi, bocciate dal mercato, sono riapparse dopo una ventina di anni con grande successo. Merito dei molti atleti di vertice che hanno iniziato ad usarle: dalle prove a cronometro su strada al MTB, seguiti a ruota dagli stradisti che si sono avvicinati con

convinzione a questa nuova metodologia basata, come si potrà notare di seguito da studi scientifici. Questi dicono senza mezzi termini che l’utilizzo di questo tipo di pedivelle permettono di andare più veloce, scalare meglio le montagne, resistere di più al passo limite e aiutarti negli sprint finali. Addirittura si parla www.speedbikes.it

rotorbike.com

di un guadagno, paragonato ai cugini “tondi”, in termini di tempo di 1,6 secondi, e un incremento di potenza medio di 27 W, a chilometro. Il sistema ovale permette infatti di usare al meglio tutti i fasci muscolari coinvolti. Come si può osservare nella figura 1 e dalle linee verdi nella figura 2, una gamba non può esprimere una quantità di potenza


rotorbike.com

costante nell’arco di tutta la pedalata. Esiste una singola zona di spinta verso il basso dove si genera della potenza positiva. Durante il resto della pedalata, il meglio che la gamba possa fare è minimizzare il lavoro negativo. Se paragoniamo le variazioni delle linee verdi a quella della linea grigia (il livello di resistenza costante che una corona circolare tenta di produrre) è chiaro che la pedalata non sarà mai regolare poiché le gambe non sono capaci di generare un rendimento di potenza lineare. Q-Rings aumenta così la performance perché muta la resistenza della trasmissione durante la pedalata (vedi la linea viola della figura 2). Questa massimizza i punti di forza e riduce quelli inefficienti e deboli.

Inaspettatamente questo modo di pedalare e la relativa sensazione che si prova è molto simile allo “spin perfetto”. La sensazione è, infatti, quella di una pedalata molto tonda. Lo si può notare dalla figura 4 dove si mettono a confronto i due movimenti e si nota che il grafico delle Q-Rings mostra una pedalata più piena e lineare allo stesso tempo. Studi approfonditi recenti e indipendenti hanno anche mostrato, che pedalare con queste ultime generazioni di pedivelle a ritmi elevati, oltre al guadagno in secondi e watt espressi prima, produce un minor consumo di ossigeno e un minor battito medio del cuore. Insomma si pedala come prima ma si va più forte!


team Moa Sport, da più di quarant’anni leader nel settore dell’abbigliamento per il ciclismo, ha da sempre un occhio di riguardo per i team dei professionisti e degli amatori. Per realizzare su misura le divise delle squadre, l’azienda mantovana può disporre di un’ampissima scelta di materiali e di tessuti ed è in grado di personalizzare un capo fino nei minimi dettagli. Le materie prime impiegate rispondono agli standard qualitativi attualmente in vigore e ogni singolo processo produttivo, interno all’azienda, è oggetto di un costante controllo della qualità. I capi prodotti quindi non sono solo altamente perfomanti, grazie alla loro messa a punto “in sella” e alle indicazioni fornite dai campioni che li testano e li perfezionano con il loro feed-back, ma sono soprattutto sicuri, garantiti, made in Italy. In dettaglio, la nostra flessibilità nella personalizzazione e nei servizi dedicati ai team vanta numeri molto interessanti: 4 linee (dedicate all’uomo, alla donna, al bambino e al triathlon) 15 tipi diversi di maglia, 16 modelli di pantaloncini, 22 tipi di fondelli altamente performanti Nalini, 14 diverse finiture o personalizzazioni possibili per i capi, 17 accessori che completano la divisa. Non esiste un kit base per i team perché ogni team merita una divisa su misura, perfettamente aderente alle sue aspettative ed esigenze. La collezione Team offre moltissime soluzioni, ad esempio un capo tradizionale come la maglia TAORMINA è realizzato con 4 tessuti e presenta ben 13 opzioni, ma, su richiesta, è possibile personalizzarlo ulteriormente fino a quando non si raggiunge il risultato ideale. In Moa Sport c’è un pool di professionisti esclusivamente dedicato alla realizzazione delle collezioni e dei capi Team, dove si uniscono la tecnicità e la strumentazione della grande impresa con le competenze e l’esperienza della sartoria artigianale. Il capo viene pensato, costruito e confezionato esattamente come desidera la squadra che lo indosserà con orgoglio, se necessario a partire dal foglio bianco, mettendo a disposizione anche del piccolo team amatoriale l’esperienza di chi veste i grandi campioni da sempre.

Nalini è un marchio Moa Sport via Roppi, 48 Castel d’Ario – Mantova Tel. 0376 660777 Fax 0376 660969 www.nalini.com - info@nalini.com


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LINEE: Uomo, doNNa bambINo, trIathLoN

tIpoLogIE dI magLIE

dIFFErENtI FINItUrE dEL capo

modELLI dI paNtaLoNcINI

FoNdELLI pErFormaNtI

accEssorI sUmmEr sU WINtEr


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enerGia e inteGraZione inBiCi a cura dell’eqUiPe enervit

equipe@enervit.it

PIù MAGRI ED ENERGICI CON LA zONA. DOPO LE FESTE SI FA SUL SERIO

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Durante le feste di fine anno un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri, abbinata ad una diminuzione dell’attività fisica e ad un’aumentata sedentarietà, possono avere favorito l’accumulo di qualche chilo di troppo che, una volta ripreso il consueto programma di training, “pesa” sulla bici e dunque sulle prestazioni. Per tornare in forma è necessario allora adottare una dieta che faciliti l’assunzione di poche calorie senza influire però sull’energia. «Non si può pensare che in un solo giorno si possa porre rimedio alle abbuffate: si devono assumere poche calorie (ma non troppo poche!!) per vari giorni, la qual cosa richiede che si debba fare attenzione alla scelta dei cibi e alla loro combinazione» spiega il professor Enrico Arcelli, già docente al Dipartimento di scienze dello sport e nutrizione dell’Università di Milano, dietologo e medico sportivo. «Come dice la dieta Zona vanno privilegiati i cibi che hanno un ottimo potere saziante e una bassa densità calorica (= poche calorie in rapporto al volume o/e al peso)».

Continua l’esperto: «Da questo punto di vista vanno molto bene le verdure e, in seconda battuta, la frutta, meglio se di stagione. Bisognerebbe iniziare i pasti con tanta verdura, che agisce sulla sazietà a breve termine; ma si devono poi assumere proteine che favoriscono la sazietà a lungo termine. Vanno invece evitati gli alimenti che provocano l’aumento dell’appetito, come i carboidrati ad alto indice glicemico che fanno alzare rapidamente la glicemia: pane, riso, dolci, patate, bevande dolci e così via». «Per la prima colazione va bene uno yogurt bianco magro, due fette di bresaola o una fetta di prosciutto crudo, un kiwi e un caffè senza zucchero (o con un dolcificante)» consiglia il prof. Arcelli «A pranzo e a cena una porzione molto abbondante di insalata, una porzione di pesce alla piastra o una fetta di petto di pollo e una mela o dei mandarini. A metà pomeriggio e prima di coricarsi un bicchiere di latte parzialmente scremato. A pranzo, a cena e anche fuori pasto bere acqua, anche frizzante.


Un aiuto importante arriva anche dall’assunzione di omega-3 quotidiani». Il segreto per cancellare gli effetti delle abbuffate natalizie consiste dunque nello scegliere una dieta bilanciata a base di cibi leggeri, ricca di frutta e verdura, che preveda spuntini 40 30 30. Ogni pasto e spuntino – secondo la strategia alimentare zona del dottor Barry Sears – deve infatti essere composto in modo che il 40% delle calorie provenga da fonti favorevoli di carboidrati, il 30% da proteine magre e il restante 30% da grassi buoni.

enervit power sport Competition: arriva iL nUovo GUsto aLBiCoCCa In tutte le discipline di endurance, e quindi anche nel ciclismo, le prestazioni migliorano se durante gli allenamenti lunghi e le gare si fanno rifornimenti con le giuste fonti energetiche. Per reintegrare in caso di sforzo muscolare intenso nell’ambito dell’attività sportiva Enervit propone per lo sport di endurance le sue barrette energetiche Power Sport Competition, disponibili in una sempre più ricca scelta di gusti. Dopo l’apprezzata barretta al gusto arancia, Enervit Power Sport Competition si arricchisce di una nuova versione all’albicocca: una variante fresca e dal sapore gradevole, pur essendo un prodotto estremamente tecnico. Si tratta di una barretta nuda che, a differenza di quelle ricoperte, è perfetta anche nella stagione più calda per la sua texture: essa apporta energia essenzialmente da carboidrati ed è disponibile nel comodo formato da 30 grammi. La nuovissima Enervit Power Sport Competition al gusto albicocca è una barretta che fornisce un valido contributo energetico a sostegno dell’attività di endurance. Grazie alla sua elevata digeribilità, è indicata sia per gli allenamenti intensi che durante la competizione. Enervit Power Sport Competition deve la sua straordinaria efficacia al basso contenuto di grassi (2,9%) e alla presenza di carboidrati ad assimilazione modulata, in grado di fornire energia a lungo nel tempo. «Durante ogni attività sportiva, la perdita di energia non dipende solo dall’intensità dello sforzo, ma anche da altri fattori. – spiegano gli esperti dell’Equipe Enervit – Tra questi l’impossibilità di integrare in modo corretto ciò che si consuma durante l’attività. Si può dunque prevenire l’insorgere della fatica dovuta a carenze di carboidrati attuando un’adeguata strategia energetica. Si consiglia di assumere 1-2 barrette durante l’attività di endurance, con idonee assunzioni d’acqua dalla borraccia. Nel caso di un esercizio prolungato, è possibile consumare anche una quantità superiore.»

Formato: box da 30 barrette da 30 g Prezzo indicativo: € 1,80 (singola barretta) enervit spa Numero verde: 800 40 30 30 e-mail: equipe@enervit.it Sito: www.enervit.com


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ChaLLenGe Giordana

pressoffice@newspower.it

a cura di newSPower

TUTTO è PRONTO PER UNA STAGIONE DA PROTAGONISTI PER IL QUARTO ANNO, LA MANIFESTAzIONE SI PREANNUNCIA RICCA DI NOvITà, MA ANChE DI GRADITE RICONFERME. SEI LE GARE ChE COMPONGONO IL CALENDARIO ChE DIvENGONO SETTE RICEvENDO IN OMAGGIO L’ISCRIzIONE ALLA ChARLY GAUL DI LUGLIO. PRIMAvERA ED ESTATE DAvvERO CALDE: IN SELLA DAL 14 APRILE.

foto NEWSPOWER CANON

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Il Challenge Giordana sta per tornare. Tutto è pronto per il 2013: calendario, percorsi, logistica. Confermate in toto le sei tappe del 2012 con Granfondo Liotto, Granfondo fi’zi:k, Marcialonga Cycling Craft, Granfondo Internazionale Eddy Merckx, Granfondo Internazionale Giordana, Granfondo Pinarello. La nuova edizione vede anche una bella novità: iscrivendosi al Challenge Giordana si avrà in omaggio l’iscrizione a La Leggendaria Charly Gaul, granfondo sul Monte Bondone, in provincia di Trento, che si terrà il 21 luglio e che sarà valida solo per la classifica società. Sei le tappe, si diceva, del circuito targato Giordana, marchio al 100% italiano che veste il ciclismo, azienda coordinatrice nonché title sponsor del Challenge, sei gare all’insegna di tracciati che si sviluppano tra alcuni dei paesaggi più suggestivi del Bel Paese. Preparate le gambe perché come ogni anno (questa è la quarta edizione) il Challenge farà macinare chilometri e chilometri per tutto il Nord-Est. Si parte il 14 aprile da valdagno (vI) con la Granfondo Liotto – Città di valdagno, una tradizione del vicentino alla 15ª edizione, che prevede due percorsi, Granfondo di 130 km (2500 metri di dislivello) e una Mediofondo di 102 km (1450 metri di dislivello), in un sa-

liscendi tra le Piccole Dolomiti e le valli del Pasubio, fino ad arrivare, per il “lungo”, al tratto valbianca-Marana (la “trappola”) di 12 km di lunghezza e punte di pendenza al 20%. Dopo due settimane si è di nuovo in sella a Marostica (vI), dove il 28 aprile, nella spettacolare Piazza degli Scacchi, non ci sarà la famosa partita con i personaggi viventi, bensì la partenza (l’arrivo e il quartier generale) della Granfondo Fi’zi:k, che ancora una volta

accompagnerà i ciclisti nelle bellezze dell’altopiano di Asiago. Anche qui, due i percorsi proposti: 154 km con dislivello di 2.970 metri per il “lungo” e 100 km con 1.670 metri di dislivello per il “medio”, che si dislocheranno per la valdastico in direzione Castelletto di Rotzo. Appena prima della discesa verso Turcio, ci sarà il bivio per la divisione dei due percorsi di gara con la discesa alla volta di Laverda per il medio, mentre i temerari del foto NEWSPOWER CANON


gusta Altinate, l’antica strada romana tracciata da Druso nel 15 A.C.: 120 km la lunghezza del percorso del Mediofondo con dislivello di 1.450 metri; 170 km il Granfondo con dislivello di 3.050 metri. Diverse le cime e le pendenze che gli indomiti ciclisti si ritroveranno di fronte: la storica salita di Praderadego con i suoi 7 km, con punte al 15-16%, oppure l’altra grande sfida di 6,5 km alla conquista della vetta del Monte Tomba con pendenze iniziali del 15-16%. O, ancora, ultima ma non meno affascinante e faticosa, la presa XIII del Montello: 4 km di salita che, in alcuni tratti, raggiunge anche il 12%. Un tris d’assi per soli eroi. Inoltre a chi completerà almeno quattro dei sei percorsi, verrà rilasciato l’ambìto brevetto della Challenge Giordana, forse vero e unico foto NEWSPOWER CANON

lungo si troveranno di fronte la salita del Monte Corno da cui si lanceranno poi a tutta velocità sulla discesa di Crosara. Poco meno di un mese di riposo e il 26 maggio il Challenge lascia il veneto per approdare in Trentino, a Predazzo (TN), sede della Marcialonga Cycling Craft, tradizionale appuntamento del centro fiemmese, famoso per lo sci nordico. Sentinelle dei percorsi saranno le Dolomiti che tenteranno di distrarre gli “iron men” sulle due ruote con l’enrosadira (tranquilli, niente di illegale…), fenomeno causato dalla composizione delle rocce dolomitiche e che, per effetto della luce, colora di rosa le cime. Iron men perché anche qui non si scherza sui rinnovati percorsi: Granfondo di 117 km, attraverso i passi di Pampeago e di Carezza, in scenari mozzafiato; mediofondo di 67 km. Partenza e arrivo saranno a Predazzo, così come il quartier generale. Il successivo appuntamento è a Rivalta di Brentino (vR): il 9 giugno in pista c’è la Granfondo Eddy Merckx, la classica del “Cannibale”, questo il soprannome del campione belga a cui è dedicata la gara e che di solito ritroviamo in griglia di partenza. Come sempre, due i tracciati: Granfondo di 155,5 km e 3.204 metri di dislivello, e mediofondo di 85,6 km e un dislivello di 1.700 metri, con i primi 75 chilometri in comune ad entrambi i percorsi, tra la valle dell’Adige e la valpolicella, attraverso il territorio incontaminato del Parco delle Cascate di Molina. Confermata ovviamente la Cronoscalata dedicata al “Cannibale” che culmina a Breonio, un tratto di quasi 10 km e picchi di pendenza al 15%. La partenza sarà sulla provinciale, mentre Rivalta sarà luogo di arrivo, oltre che centro logistico della manifestazione, dell’area Expo e del ristoro finale. Un paio di giorni dopo il solstizio d’estate, il 23 giugno, il Challenge tocca la Lombardia: teatro della Granfondo Internazionale Giordana saranno i grandi dislivelli dell’Aprica (Sondrio). I climber dalle gambe d’acciaio avranno un bel da fare a inerpicarsi lungo i tracciati che avranno come giudici incorruttibili i passi Gavia, Mortirolo e Santa Cristina, pezzi d’asfalto che hanno fatto la storia del ciclismo italiano ed internazionale. Tre i percorsi a disposizione, per tutti i gusti e per tutte le gambe: itinerario corto, il “fondo” di 85 km e 1.850 metri di disli-

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vello con il passo Mortirolo (affrontato da Monno) e il Santa Cristina; il mediofondo di 155 km e 3.600 metri di dislivello con il passo Gavia (1400 metri da affrontare in 17 km con pendenze fino al 15%) e il Mortirolo ad aspettare gli intrepidi sul sellino; il Granfondo con 175 km e, udite udite, 4.500 metri di dislivello che il solo pensarci fa venire le vertigini, una prova davvero dura che vedrà gli “incredibili” serpeggiare sui tornanti dei passi Gavia, Mortirolo e Santa Cristina, con pendenze che sul Mortirolo picchiano fino al 18%. Da sottolineare la cura degli organizzatori, che chiuderanno al traffico ben 110 chilometri sui 175 del percorso lungo, mentre gli altri saranno chiusi al passaggio della testa della corsa per un lasso di tempo da definire. Partenza ed arrivo ad Aprica. Il Challenge Giordana ritorna poi in veneto per l’ultima fatica, e, nel giorno della presa della Bastiglia, il 14 luglio, la Granfondo Pinarello “La Pina” chiude il circuito a Treviso. Entrata nel Challenge solo lo scorso anno, “La Pina” propone due percorsi con partenza ed arrivo in piazza del Grano a Treviso, in contesti che oltre ad attraversare scenari magnifici, permettono un tuffo nella storia di questi luoghi con il Castello di Susegana o via Claudia Au-

obiettivo per tutti coloro che decidono di intraprendere questa mission di pedalate e fatica. I “brevettati” potranno inoltre vincere numerosi premi esclusivamente a loro dedicati (premi individuali, per le prime tre società con il maggior numero di brevettati ecc.). Un Challenge Giordana che si preannuncia essere, ancora una volta, una vera e propria sfida per i ciclisti, soli sulle due ruote contro se stessi, contro la forza di gravità e le pendenze sornione di tornanti e passi montani, ma allietati dalle bellezze paesaggistiche che forse addolciranno un pochino anche le salite più cattive. Info www.challengegiordana.com Calendario Challenge Giordana 2013 14 aprile 28 aprile 26 maggio 9 giugno 23 giugno 14 luglio 21 luglio

Granfondo Liotto Granfondo fi’zi:k Marcialonga Cycling Craft Granfondo Internazionale Eddy Merckx Granfondo Internazionale Giordana Granfondo Pinarello La Leggendaria Charly Gaul (solo per classifica squadre)


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oro itaLiano rodman team a cura di Piero FiScHi

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LE AzIENDE INVESTONO NEL CICLISMO: PERChé?

ELENCO PRODOTTI 2013

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In un periodo di crisi nazionale e che sicuramente va ben oltre i confini della nostra penisola ci sono ancora aziende floride che credono nella pubblicità ed investono nel settore del ciclismo. Siamo con due soci della “ORO Italiano” un insieme di aziende che si occupano della produzione ed esportazione di prodotti alimentari e che sponsorizza una importante squadra ciclistica. Bruno Bernardini e Luca Romei si occupano di logistica e sponsorizzano il team “ORO Italiano-Rodman Team”, una società di elite nel mondo dei cicloamatori; da dove nasce questa idea? «Come sempre, alla base di tutto c’è la passione e la voglia di investire nel mondo dello sport e del ciclismo in particolare, uno sport bistrattato e che ha avuto tanti problemi, ma sempre spettacolare e bellissimo.» Che sia salita, o pianura, non si può resistere allo scatto di un corridore: è sempre una emozione unica, vero? «Sì, c’è un coinvolgimento unico, totale e forse in pochi sport si arriva ad una emozione così piena ed estrema. E poi c’è lo spirito di emulazione, cosa da non sottovalutare affatto.» Cioè anche voi siete due corridori? «Be’, Luca un po’ di più perché si allena e va forte, mentre Bruno è un ciclista un po’ meno esasperato e che guarda di più al paesaggio.» Quindi passione, di cui dicevamo e poi la scintilla… «È stato l’incontro con Marco Fertonani, ex-ciclista professionista, con il quale collaboriamo ormai da anni, che ci ha propo-

sto la sponsorizzazione; siamo partiti ed ora andiamo avanti senza problemi, visto che siamo soci ed il rapporto tra di noi è ancora più stretto.» Il supporto alla squadra non è solo sponsorizzazione però, vero? «Sì, vuol dire anche partecipare ai ritiri della squadra, viverne le emozioni ‘da dentro’ ed essere sempre aggiornati sulle gare e sui piazzamenti, visto che ogni vittoria è pubblicità ‘sana’ per tutti i consociati.» Ogni vittoria è accolta con entusiasmo. «È proprio così: vedere uno dei nostri atleti che sfreccia per primo su un traguardo è sempre una grande soddisfazione, amplificata dal fatto che sul petto si riconosce il logo aziendale: un mix davvero inebriante.» Siamo ancora al binomio inscindibile: passione e visibilità. «Sì, sembra retorica, ma è davvero così: la passione funge da molla e la visibilità che può dare una gara ciclistica è molto elevata, basti pensare a tutti i ciclisti della

squadra che indossano l’abbigliamento con il nome dell’azienda, le ammiraglie al seguito della corsa e poi le premiazioni, le foto, i filmati; ormai è un progetto a tutto tondo, vista l’importanza dei mezzi di comunicazione e le tecnologie del mondo di oggi.» ho saputo che in azienda guardate classiche, Giro d’Italia e Tour de France: è così? «Be’, in realtà non esattamente, visto che il lavoro ci assorbe al cento per cento e non si può restare concentrati sulla TV, ma è sicuro che le tappe dei giri e le classiche le registriamo e poi le guardiamo alla sera, con la grande fatica di non farsi dire prima l’ordine d’arrivo.» Allora buon lavoro e buon ciclismo a tutti i componenti di ORO Italiano. «Grazie, in questi anni questa società ha funzionato molto bene e possiamo dire che siamo in grande espansione in tutti i sensi ed anche il prossimo sarà un anno di grande lavoro e di grande ciclismo per la nostra azienda, ne siamo sicuri.»


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dossier sport e mediCina a cura di MaUrizio raDi - Fisioterapista - centro Fisioradi Pesaro

LAVORO INVERNALE DEL CICLISTA

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Un atleta previdente sa che l’inverno, se sfruttato in modo appropriato con un’adeguata preparazione, consente di iniziare la stagione successiva all’aperto in primavera con una condizione fisica migliore di quella dell’anno precedente, pertanto è importante sfruttare al meglio anche i mesi freddi. Per fare ciò è però importante pianificare con metodo una sequenza di protocolli finalizzati al raggiungimento di tale risultato. Negli ultimi dieci anni il modo di allenarsi è cambiato notevolmente. La cosa più evidente è il fatto di allenarsi tutto l’anno, mantenendo l’attività anche in inverno. Questo ha portato gli atleti a svolgere una preparazione anche nei mesi più freddi e di conseguenza trovare valide alternative alle uscite in bici su strada, sia a causa del freddo, del maltempo e delle poche ore di luce disponibili.

Cosa proponete al ciclista per allenarsi in inverno? Proponiamo un corso di “Indoor Cycling” da seguire dalle due a tre volte alla settimana, con lavori specifici di ritmo e resistenza. Per chi ha la possibilità può abbinare un lavoro in palestra e mantenere una o due uscite alla settimana. Come nasce questo corso di “Indoor Cycling”? Dalla passione della bici e dall’esperienza professionale maturata negli anni abbiamo deciso di creare questo tipo di attività indoor per prepararsi alle uscite outdoor. Un’espressione della voglia di proporre un “Cycling” nato dal piacere di pedalare insieme a persone, alla ricerca di una sana competizione senza nulla togliere al divertimento. Abbiamo scelto questa passione traducendola, con serietà, in un nuovo modo di fare “Cycling”, con la possibilità di crescita atletica, umana e professionale. È un’idea che sorpassa per contenuti e concezione i “programmi di allenamento”. Un corso con nozioni e fondamentali di “allenamento”, come la gestione del cardiofrequenzimetro, delle RPM e dei Watt. Quali sono i principi dell’allenamento “indoor Cycling”? 1) Pianificazione razionale di allenamenti differenti con protocolli ad intensità progressiva crescente. 2) Obiettivi specifici e metodiche di lavoro specifiche, che vanno valutate in base alla condizione fisica dell’atleta, alle sue maggiori necessità ed alla sua esperienza nell’allenamento indoor. 3) Durata allenamento compresa tra i 50 e i 60 minuti, si tratta di una seduta breve e intensa, ad impegno cardiocircolatorio elevato.

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4) Lavori con cambi di ritmo, portando le pulsazioni in soglia, con il controllo del cardiofrequenzimetro e sempre rispettando il proprio stato di forma. 5) È necessario lavorare in un ambiente idoneo con un buon ricambio d’aria e temperatura costante: al caldo d’inverno e al fresco d’estate. Questo permette una corretta ossigenazione muscolare. 6) Si possono realizzare lavori specifici, dove è possibile controllare con precisione numero delle pedalate, wattaggio, e tutti gli altri parametri. 7) Con questo tipo di allenamento possiamo lavorare sul miglioramento del ritmo, della cadenza e verificare i miglioramenti. 8) Abbinare lavori in palestra 1/2 volte alla settimana e cercare di mantenere 1/2 uscite su strada. 9) È un valido aiuto e stimolo per mantenere e controllare il peso, sebbene sia sempre indispensabile controllare l’alimentazione. 10) È un ottimo allenamento anche per i neofiti per apprendere la gestione del cardiofrequenzimetro, delle RPM e della gestione dei watt. L’indoor cycling è un allenamento ad impegno elevato?

Può anche essere un’attività ad impegno elevato, prevalentemente anaerobico, caratterizzato da fasi di lavoro ad intensità bruscamente variabili, con sollecitazioni violente sia del sistema cardiovascolare (si possono raggiungere frequenze cardiache di picco molto elevate) che di quello muscolare (si registrano livelli di lattacidemia elevati); attenzione dunque, poiché se l’indoor cycling non viene praticato in maniera “opportuna”, si potrebbe andare incontro alla nascita di vere e proprie patologie muscolari ed articolari.


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prossime Gare

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a cura di enrico cavallini

GREENFONDO PAOLO BETTINI DOMENICA 14 APRILE A POMARANCE (PI) SALITE IMPEGNATIvE E DIvERSI ChILOMETRI DI MANGIA E BEvI. QUESTI GLI INGREDIENTI SALIENTI DEI PERCORSI AGONISTICI DELLA 16A GREEN FONDO PAOLO BETTINI – LA GEOTERMIA. APPUNTAMENTO DOMENICA 14 APRILE A POMARANCE (PI). foto ENRICO CAVALLINI / PLAYFULL NIKON

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foto ENRICO CAVALLINI / PLAYFULL NIKON

Pomarance (PI) – Non avranno certo di che annoiarsi i partecipanti alla 16a Greenfondo Paolo Bettini – La Geotermia in programma domenica 14 aprile a Pomarance (PI). Gli uomini del velo Etruria Pomarance hanno infatti disegnato dei tracciati impegnativi, che senza dubbio metteranno alla prova le doti atletiche e tecniche dei ciclisti.

La parte più impegnativa sarà senza dubbio quella che, sia per il granfondo sia per il mediofondo, si svilupperà nel corso dei primi 30 chilometri, dove i corridori si troveranno ad affrontare i 2,5 chilometri della salita della Perla (pendenza media dell’8% con punte del 10) e poi i 3,2 chilometri dell’ascesa della Leccia (pendenza media del 7% con punte del 12). Dopo questa prima parte, inizierà un lungo tratto di mangia e bevi che terminerà con l’attacco della salita di Cerreto (posta a 10 chilometri dall’arrivo). Si tratta di un’ascesa di 4 chilometri con pendenza media del 6% e punte del 15. Attorno al chilometro 85 i due percorsi si divideranno. I mediofondisti affronteranno gli ultimi 500 metri fino all’arrivo, mentre i granfondisti, dopo altri 4 chilometri, attaccheranno il Giro del Pavone, nel corso del quale, a circa 16 chilometri dall’arrivo, affronteranno i cinque chilometri dell’ascesa di Castelnuovo val di Cecina (pendenza media dell’8% con punte del 10). La loro fatica terminerà dopo circa 130 chilometri. Previsto anche un percorso corto di circa 70 chilometri, che come unica asperità prevede la salita di Cerreto. La partenza sarà data alle ore 10.00. Sarà possibile su tutti i percorsi scegliere la partenza alla francese, dalle ore 9,00 alle ore 9,55, pagando € 15 (senza chip). Chi sceglierà quest’opzione dovrà essere in possesso della tessera valida per l’anno in corso. Riconfermata in toto la logistica delle operazioni preliminari, della partenza e dell’arrivo, che si terranno nello Spazio Savioli. Pasta party e premiazioni avranno come palcoscenico lo chalet Arzillaia, sovrastante lo stesso Spazio Savioli. Iscrizioni: € 30 fino a giovedì 11 aprile. Da venerdì 12 aprile e fino alle ore 9,00 di domenica 14 aprile il costo dell’iscrizione sarà di € 40.


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Granfondo stradUCaLe a cura di enrico cavallini

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UN PERCORSO ChE CONFERMA LE CIME DEL CATRIA E MONTE NERONE LO STERRATO DEL PETRANO TOLTO PER RAGIONI DI SICUREzzA SIA DAL PERCORSO LUNGO SIA DALLA RANDONNÉE. RICONFERMATI CATRIA E NERONE. FISSATO A € 5 LO SCONTO PER GLI ABBONATI AL MARChE MARAThON.

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Urbino (PU) – Arriva la prima novità dal Comitato organizzatore della 10a Granfondo Straducale, che si terrà domenica 30 giugno nella splendida cornice di Urbino. La Ciclo Ducale ha infatti deciso di togliere lo sterrato del Petrano sia dal percorso lungo sia dalla randonnée in quanto non sarà possibile garantire le buone condizioni del fondo stradale dopo le piogge e le nevicate invernali.

La Ciclo Ducale ha inoltre fissato a € 5 lo sconto sul costo d’iscrizione per gli abbonati del Marche Marathon, circuito di cui la manifestazione urbinate è quest’anno prova jolly: € 30 invece di € 35 fino al 16 giugno ed € 35 invece di € 40 dal 17 giugno alle ore 17.00 del 28 giugno e il giorno 29 giugno dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle 19.00. La Straducale sarà anche valida come prova del Circuito degli Italici, dell’UNESCO Cycling Tour e del Campionato italiano ACSI. Confermata, invece, la location dell’ormai apprezzatissimo “Pasta Party Straducale” nei locali della mensa universitaria dell’Ersu, dotati di aria condizionata.

foto PLAYFULL NIKON

nuerà comunque a contribuire alla manifestazione con i suoi preziosi consigli. Iscrizioni: fino al 16 giugno € 35. Poi € 40 dal 17 giugno alle ore 17,00 del 28 giugno e il giorno 29 giugno dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle 19.00 presso il collegio Raffaello in Piazza della Repubblica

di Urbino (luogo del ritiro di pettorali e pacchi gara). Iscrizione gratuita per i diversamente abili. Per le iscrizioni promozionali gara + hotel vedere la sezione specifica sul sito, oppure contattare hotel@straducale.it. Per la randonnée la quota sarà di € 20 compresa la fruizione dei ristori + supplemento di € 15 per il pacco gara.

foto PLAYFULL NIKON

viaggia dunque a pieno ritmo la macchina organizzativa curata dalla Ciclo Ducale del presidente Gabriele Braccioni, che nelle scorse settimane è salito sul ponte di comando al posto di Alessandro Gualazzi, che per importanti ragioni personali ha dovuto momentaneamente lasciare l’organizzazione di questo evento che ha curato per sette anni. Una manifestazione che sotto la sua regia è diventata in poco tempo una delle principali granfondo del Centro Italia. Forte dell’esperienza accumulata nel tempo, Gualazzi conti-


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Glamour

robyzanetti@alice.it

a cura di RobeRto Zanetti

Nato per correre

Fino a 3 anni fa non avevo quasi mai usato gruppi Sram tranne occasionalmente su alcune bici in prova poi, quando sulla mia personale bicicletta per obblighi di squadra ho cominciato a correre con “il Red”, non sono più riuscito a fare retromarcia. Non sarà professionalmente corretto (e lo riconosco) perché il mio lavoro mi impone di essere imparziale ma Sram, con il gruppo Red 2013, ha centrato un prodotto veramente competitivo; a mio parere il più performante per chi fa dell’agonismo su strada sia nelle categorie amatoriali sia, ovviamente, nel mondo professionistico.

È anche vero che la concorrenza non è stata a guardare, gli altri due “grandi” competitor (la giapponese Shimano e l’italiana Campagnolo) hanno ribattuto colpo su colpo introducendo sul mercato i nuovi gruppi elettronici o a 11 velocità. Sram è andata contro tendenza e ha proseguito per la sua strada restando fedele, innanzitutto, alle 10 velocità (che sinceramente sono già più che sufficienti…) e mantenendo la linea del “meccanico”. E che “signor meccanico”… Il nuovo Red 2013, con i suoi 1.739 gr dichiarati nella versione BB30, risulta tutt’ora essere il gruppo stradale più leggero

in circolazione. Per risparmiare peso, gli ingegneri di Sram hanno sviluppato ogni componente pezzo per pezzo, analizzando tutte le possibilità di miglioramento dei materiali e delle finiture per renderlo ancora più aggressivo anche sotto l’aspetto puramente estetico. Per esempio, in fatto di migliorie, usandolo su un paio di bici test che ho avuto modo di provare recentemente ho riscontrato una cambiata più fluida rispetto alla precedente versione. Il sistema è meno rumoroso e l’inserimento dei rapporti, azionando le leve del cambio “double tap”, è intuitivo e decisamente facilitato.

caratteristiche tecniche Il nuovo Red 2013 è stato rivisto con cura nei sei pezzi principali che lo compongono: comandi, cambio posteriore, deragliatore anteriore, freni, guarnitura, cassetta pignoni. Inoltre, fornito opzionalmente, è possibile acquistarlo con misuratore di potenza integrato nella pedivella tramite la tecnologia Quarq, esclusiva di Sram. Nelle didascalie, con relative immagini qui riportate, vi illustrerò le sue principali peculiarità:

La base d’appoggio dei comandi è stata resa più ampia ed ergonomica inoltre, con un’apposita vite, si potrà regolare la distanza della leva freno e con un’altra quella del comando per una presa universale, comoda e sicura anche per mani piccole.

“Exact Actuation” è la tecnologia con cui è stato progettato il cambio posteriore alleggerito, per mezzo della nuova forma delle pulegge, e dell’aggiunta di un bullone di ancoraggio, disponibile anche a gabbia media.


Il deragliatore, oltre agli spostamenti anteriori e posteriori, compie una rotazione millimetrica onde permettere un rapporto angolare con la catena. Nella foto si può notare il salva catena (levetta verticale), soluzione derivata dalla tecnologia “Yaw” di Sram. In questo modo sono stati eliminati gli scatti intermedi di regolazione del comando in caso di linea catena incrociata. Di serie viene fornito con il “chain catcher” evitando di fatto la caduta accidentale della catena nella parte interna della guarnitura, salvaguardando così l’integrità del telaio.

Il braccetto dei freni “AeroLink” (brevetto Sram) permette di modulare la frenata come se fosse un sistema frenante ABS. La piccola leva di apertura ha 4 posizioni di fissaggio, regolate da uno scattino, che consente sistemare agevolmente la centratura delle ruote. Inoltre, la regolazione dei pattini avviene con due molle distinte tra loro facilmente regolabili anche per cerchi di sezione più larga.

“Exogram”, la nuova guarnitura cava del Red 2013, adotta moltipliche montate con bullone a scomparsa. Costruita appositamente per essere compatibile con la tecnologia Yaw del deragliatore, velocizza la salita e la discesa della catena e degli ingranaggi in qualsiasi posizione.

“Powerdome X” è la nuova cassetta in dotazione al Red 2013. Leggerissima, con otto pignoni centrali in un unico blocco di acciaio lavorato al CNC dove sono stati inseriti degli elastomeri riducendo al minimo la rumorosità. È disponibile nelle moltipliche tradizionali per gruppi da corsa a 10 velocità.

Il produttore Sram www.sram.com

Il Distributore per l’Italia Beltrami TSA Via Euripide, 7 42124 Reggio Emilia Tel.: +39 0522 307803 Fax: +39 0522 703106 E-mail: info@beltramitsa.it Web site: www.beltramitsa.it


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la marcialonGa di Fiemme e Fassa

pressoffice@newspower.it

a cura di newspoweR

VINce JoerGeN aUKLaND MarcIaLoNGHISta Doc SeraINa BoNer SeNZa rIVaLI aL FeMMINILe JoERgEN AuKLAND VINCE LA MARCIALoNgA DI FIEMME E FASSA. TERzo IL FRATELLo ANDERS. VITToRIA IN RoSA PER LA SVIzzERA SERAINA BoNER Su KVELI E JAMBAEVA. PRIMI AzzuRRI BRuNo DEBERToLIS (16°) E STEPhANIE SANTER (6°). gIoRNATA DA INCoRNICIARE ANChE CoN LE MARCIALoNgA LIghT E YouNg.

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Quando sono in pista loro non ce n’è quasi per nessun altro. È come il gioco delle tre carte: le mescoli, le scopri, vedi che cambiano posizione, ma restano sempre quelle. Così è successo per il podio della 40a Marcialonga di Fiemme e Fassa: tre carte, Jørgen Aukland, Stanislav Rezac, Anders Aukland, tre campioni delle lunghe distanze, e quello che è cambiato rispetto allo scorso anno sono state le posizioni di arrivo. Jørgen davanti al ceco (terzo nel 2012) e ad Anders. Dopo la partenza, accompagnata da sole splendente e -10 gradi percepiti, tutto come da copione con il gruppo di norvegesi e svedesi a do-

foto NeWSpoWer caNoN

foto NeWSpoWer caNoN

minare i primi chilometri, sempre e comunque scortati dagli azzurri. Il primo riscontro importante è avvenuto a Canazei dove il gruppo di testa (di circa 30 atleti) era capeggiato dal norvegese Simen Östensen, seguito dal connazionale Morten Pedersen e dal ceco Rezac, con un Bruno Debertolis che ha tenuto il gruppo, passando in quinta posizione. Sulle code dei primi c’erano anche gli svedesi Ahrlin, Brink e Svärd e gli altri italiani Piller Cottrer, Kostner, Paredi e Bonaldi. Al km 30, tra Canazei e Predazzo brutto affare per l’Italia: Pietro Piller Cottrer inciampa sui binari, cade, si infortuna al ginocchio ed è costretto al ritiro. A Predazzo (km 45) è passato in testa Rezac, ma il gruppone è rimasto ancora compatto, anche successivamente con Östensen e il ceco a fare da traino, sempre seguiti a vista dai due Aukland e da Ahrlin. La salita di Cascata è da sempre la vera protagonista, la salita che fa andare di braccia quasi gli sci fossero canoa e le racchette pagaie. E qui i “falchi” si sono scagliati sulla preda, il traguardo ovviamente. Jørgen, visibilmente indispettito della poca collaborazione dei colleghi di gara, ha iniziato ad alzare il ritmo quando mancavano due chilometri alla fine. L’unico a tenere botta è stato inizialmente Ahrlin, ma Rezac e Anders Aukland non intendevano certo mollare ora. La scalata di Cascata la conoscevano tutti a menadito e non appena Ahrlin ha mostrato il primo segno di cedimento, i due altri inseguitori ne hanno approfittato e sono saltati sul podio provvisorio, a caccia


del fuggitivo Jørgen. ormai troppo lanciato, però, verso il suo quarto successo di carriera alla Marcialonga, questa volta in 2h 58’ 21”, davanti a Rezac (2h 58’ 28”) e al fratello Anders Aukland 2h 58” 37”, che ha comunque indossato il pettorale di nuovo leader della FIS Marathon Cup. Primo degli azzurri uno straordinario Bruno Debertolis, 16°, sempre tra i primi 10 in una gara tirata come una corda di violino e dove il cuoco specialista di risotto al radicchio ha suonato il suo pezzo fino a Molina, prima di perdere il gruppo di testa «Sono molto soddisfatto – ha dichiarato il trentino con lo sguardo profondo che lo caratterizza – sono sempre stato tra i migliori, cosa non facile perché loro sono una squadra forte. Questa è stata un po’ una rivincita per me, anche se dal 2010 non sono più professionista. Ma la voglia di allenarsi c’è ancora, per me è come aver vinto. Vorrei che questo fosse una dimostrazione per i giovani che basta allenarsi con costanza e avere passione. I risultati poi vengono». foto NeWSpoWer caNoN

La Marcialonga in rosa è stata vinta da una splendida Seraina Boner in 3h 29’ 25” davanti alla norvegese Laila Kveli in ritardo di 1’ 56” 8 e alla russa Tatiana Jambaeva (3h 31’ 55” 5). La leadership della Boner, esattamente come accadde due anni fa, non è mai stata messa in discussione durante tutti i 70 km di gara. «Questa era la mia seconda volta assoluta alla Marcialonga – ha commentato l’elvetica alla fine – e pare proprio che questa gara sia stata fatta su misura per me, visto che ho vinto due volte su due.» Prima delle italiane una dispiaciuta Stephanie Santer, sesta con un ritardo di 6’ 54” 3: «Volevo rivivere le emozioni del terzo posto dello scorso anno. Non sono caduta in partenza ed è già una buona cosa – ha scherzato l’altoatesina – ho fatto tutto da sola, trainando uomini e donne per un lungo tratto. Poi purtroppo ho dovuto mollare. Ora spero di migliorare gara dopo gara». La Santer ha comunque conquistato il one Way Finish Climb Trophy (miglior tempo sulla salita di Cascata), vinto da Jørgen Aukland tra gli uomini. oggi si è corsa anche la Marcialonga Light di 45 km e i vincitori sono stati Lorenzo Cerutti (02:04:59) e Tereza Polakova (2:52.28). Il traguardo di Cavalese si era scaldato nella prima mattinata quando

ha accolto le giovani leve del fondo impegnate nella Marcialonga Young. In pista le categorie allievi, aspiranti e junior maschili e femminili, che hanno un po’ fatto da apripista ai big che sarebbero arrivati di lì a poco. Andrea gremes (SC Marzola) si è aggiudicato la categoria allievi davanti a Thomas Angeli (SC Fondo Val di Sole) e a Simone Daprà (AS Cauriol). In campo femminile è ancora SC Marzola che ha dominato con Agata Marchi ed Elena Detassis. Terza Carlotta Taufer (uS Primiero ASD). Degna di nota la prova di Michela gabrielli (SC Fondo Val di Sole) che recupera ben 40” foto NeWSpoWer caNoN nella salita perdendo però poi terreno all’uscita prima di Cavalese. Per gli Aspiranti ha vinto Paolo Ventura (u.S. Cornacci), seguito da Mattia Bosin (AS Cauriol) e giacomo gabrielli (uS Cermis). I risultati in “rosa” hanno visto prima Caterina ganz (uS Monti Pallidi), in una gara dominata dall’inizio sulle rivali Ilenia Defrancesco e Angelica Dellasega. Infine gli junior: per i maschi (percorso di 14 km) vittoria di gilberto Panisi (C.A.I. Monte Lussari) seguito da Manuel Simion (uS Primiero ASD) e da Sebastiano Pellegrini (Fiamme oro). Tra le femmine (percorso di 9 km) primo posto per Valeria Deflorian (AS Cauriol), seguita da Sabrina Monsorno e Martina Di Biase. La Marcialonga di Fiemme e Fassa cala quindi il sipario su un’edizione di successo con 7500 partenti da Moena, e il successo è proseguito per il pubblico presente, le emozioni vissute sotto un sole che ha riscaldato i cuori e reso la neve veloce. Si chiude un’edizione che ancora una volta ha fatto capire che la cooperazione trentina, il lavoro di tutti, fa sempre la differenza. Si chiude un’edizione che già “ci manca”, tanto che al quartier generale si sta già pensando al 2014. Info: www.marcialonga.it Download immagini tv: www.broadcaster.it


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romaGna sprint a cura di andRea passeRi

andreapasseri2002@libero.it

UNa ForMULa VINceNte APERTA LA CAMPAgNA ABBoNAMENTI A QuESTo CIRCuITo DI CINQuE gRANFoNDo NoN AgoNISTIChE, ChE VuoLE oFFRIRE uN’ALTERNATIVA AgLI AMANTI DEL PEDALARE SENzA FRETTA. BICI ToRPADo A SoRTEggIo TRA TuTTI gLI ABBoNATI.

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È partita ufficialmente la campagna abbonamenti al circuito di granfondo non agonistiche romagna Sprint, che propone una valida alternativa a tutti coloro che amano pedalare in gruppo, scherzando e battagliando con gli amici, guardando i paesaggi attraversati e assaporando gustosi manicaretti. un modo diverso per partecipare a una granfondo vera e propria senza ansia agonistica. Cinque gare dal mare all’entroterra romagnolo per scoprire i bellissimi percorsi cicloturistici e il sapore della gastronomia e dell’ospitalità di Romagna. Sarà possibile iscriversi a ogni singola prova pagando € 7, mentre l’abbonamento prevede una quota di € 25. tra tutti gli abbonati sarà sorteggiata una bici torpado. Il caLeNDarIo: 24 marzo – Si partirà da Bellaria Igea Marina con la 10a Granfondo cicloturistica

Mareterra. Percorsi duri ma non impossibili, ricchi ristori, sicurezza e segnaletica ben curate e gustoso pasta party sono alcuni degli ingredienti di questo evento, 2a prova del Criterium italiano gf cicloturistiche uISP 2013. 28 aprile – Dopo un mese ci si sposterà a castrocaro terme per la 6a Granfondo cicloturistica Fondriest-terme di castrocaro. Manifestazione che ha come testimonial l’ex professionista campione del mondo e che punta su percorsi suggestivi e buon cibo e che sarà anche 5a prova del Criterium italiano gf cicloturistiche uISP 2013. 16 giugno – Terza prova a cesena. È la 12a Granfondo cicloturistica Memorial antonio corzani, che condisce voglia di stare insieme e buon cibo con bei percorsi ricavati nelle splendide colline del Cesenate.

4 agosto – A fare da sfondo alla penultima prova, la 7a Granfondo cicloturistica Sport per crescere Insieme, saranno sempre cesena e il suo territorio. Percorsi panoramici, ristori fornitissimi e ottima frecciatura sono i tratti distintivi di questo evento. 8 settembre – Chiusura in grande stile con la Granfondo cicloturistica Memorial Giovanni pascoli, la cui sesta edizione partirà dallo splendido scenario di Villa torlonia, a San Mauro pascoli, patria del grande poeta. Bei percorsi, ricche premiazioni e tanto buon cibo sono le armi vincenti di questa manifestazione, 15a prova del Criterium italiano cicloturistiche uisp 2013 e ultima prova del Circuito Tricolore uISP 2013 ulteriori informazioni al sito http://www. romagnasprint.com.


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milleGroBBe di successo a cura di newspoweR

pressoffice@newspower.it

Sotto La NeVe YeUILLa e peLLeGrINI accoppIata VINceNte gRAN CoMBINATA CoN BIChougoVA E YEuILLA SuL gRADINo PIù ALTo DEL PoDIo. NELLA 30 KM SKATINg guIzzo FINALE DI YEuILLA E CoMPAgNoNI Su guLLo. SARA PELLEgRINI SENzA RIVALI. goRRA E BETTEgA IN FILA. SuCCESSo E NEVE PER LA 31A EDIzIoNE.

foto NeWSpoWer caNoN

elisa brocard

foto NeWSpoWer caNoN

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Atmosfera decisamente invernale, quella di domenica 20 gennaio, per la seconda tappa della 31a granfondo Millegrobbe. una fitta nevicata ha ammantato di fresco gli Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna tanto che la giuria della collaudata gara trentina ha preferito proporre due giri di metà tracciato, anziché la tradizionale e bella 30 km in linea. gara in tecnica libera non priva di sussulti, con un avvio a “razzo” del bergamasco giovanni gullo (FFgg) capace di guadagnare fino ad 1’ di vantaggio, e con un recupero negli ultimi chilometri dei due alpini del CS Esercito Yeuilla e Compagnoni con degli scimissile, anche se pure loro ci hanno messo del proprio. La poliziotta bellunese Sara Pellegrini è invece la reginetta al femminile, in testa dal primo all’ultimo metro, con la bergamasca Melissa gorra incapace di tenere il ritmo micidiale della zoldana. Come sempre affascinante la partenza mass start, con gli atleti senior a cercare subito un varco nel gruppone e con l’abruzzese Colamarino, terzo ieri in classico, finito sci all’aria.

Kostner conduce il gruppo di testa

Ma bastano pochi chilometri per il primo sussulto. giovanni gullo già dopo una manciata di chilometri riesce incredibilmente ad allungare tutto solo, con una decina di avversari incapaci di riacciuffarlo. Rigoni, Yeuilla, Kostner, Fanton, Frasnelli, Carrara, Valorz, Mich e Salvadori sulla seconda salita sono in fila indiana, ma non riescono a reagire, mentre il bergamasco si allontana sempre più. Dietro altri gruppetti tra i quali si nota Compagnoni, uno dei protagonisti di ieri. Al primo giro di boa la situazione era immutata, con gullo avvantaggiato di oltre 40”, a quel punto i pronostici per il successo erano tutti a suo favore. Nessuno infatti avrebbe pensato che da dietro qualcuno sarebbe stato capace di mangiarsi quasi 1’ di svantaggio. Non la pensavano evidentemente così gli alpini. Compagnoni è risalito da dietro sul gruppetto degli inseguitori e poi


foto NeWSpoWer caNoN

il gruppo di testa

podio maschile Compagnoni,Yeuilla,Gullo

foto NeWSpoWer caNoN

ha raggiunto il suo compagno di squadra Yeuilla. È bastato uno sguardo, la sintonia era grande. un balzo sugli sci e i due in un battibaleno hanno allungato e sono arrivati ad agganciare gullo, decisamente sorpreso, poi nel finale i due alpini hanno fatto gioco di squadra e primo e secondo posto hanno cambiato padrone: Yeuilla ha bissato il successo della gara di ieri in classico, aggiudicandosi anche la combinata, mentre Compagnoni, secondo, è risalito nella “combinata” fino al 3° posto. Sorpreso ovviamente gullo, che non sapeva darsi pace per una vittoria buttata al vento, anzi nella neve. Dietro in ordine Fanton, Carrara, Rigoni, Frasnelli, Salvadori, Mich e Kostner a chiudere migliori dieci. Sara Pellegrini oggi era uno scalino nettamente sopra tutte. Con le sue lunghe “leve” ha affrontato le mille “grobbe” che contraddistinguono la gara di Lavarone senza mai essere avvicinata da Melissa gorra, che in cuor suo sperava nel successo. Netto il distacco tra le prime due (1’ 40”) ed ancor più marcato quello di Clara Bettega, terza, giunta davanti a Francesca Di Sopra, Lysanne zago e ad Eugenia Bichougova, sesta di giornata, ma prima nella combinata che somma i tempi delle due gare di ieri e di oggi. Nel finale la nevicata si è infittita, a “colorare” una premiazione “in loco”. un nuovo successo per lo SC Millegrobbe che mette in archivio la 31a edizione.

30 km Maschile tL 1) Yeuilla Daniel Cs Esercito 01:01:16.83; 2) Compagnoni Daniele Cs Esercito 01:01:21.48; 3) gullo giovanni gs Fiamme gialle 01:01:39.58; 4) Fanton Paolo gs Fiamme gialle 01:02:02.18; 5) Carrara Bruno Team hartmann Asd White Fox 01:02:02.49; 6) Rigoni Sergio gs Fiamme oro 01:02:58.56; 7) Frasnelli Loris gs Fiamme gialle 01:02:59.20; 8) Salvadori giandomenico gs Fiamme gialle 01:04:48.38; 9) Mich Riccardo gs Fiamme gialle 01:04:50.86; 10) Kostner Janmatie gs Fiamme oro 01:05:05.39.

classifica combinata: Maschile 1) Yeuilla Daniel Cs Esercito 02:17:01; 2) Carrara Bruno Team hartmann Asd White Fox 02:18:42; 3) Compagnoni Daniele Cs Esercito 02:18:44; 4) Colamarino Andrea u.S. Pescocostanzo 02:22:40; 5) Mich Riccardo gs Fiamme gialle 02:23:43; 6) giovine Dario Team hartmann Asd White Fox 02:27:59; 7) Crestani Marco gsa Asiago 02:30:44; 8) Vescovi Michele gsavicenza 02:32:31; 9) Passerini giordano gs Brentonico 02:33:48; 10) Masiero guido Sc Montebelluna Asd 02:33:57. Femminile 1) Bichougova Eugenjia Team hartmann Asd White Fox 02:59:59; 2) Costa Rosanna Sci Cai Schio 03:22:10; 3) gianola Elisa Sc Primaluna 03:25:00; 4) Roncaglione Lucia Sc Leva.

sara pellegrini

foto NeWSpoWer caNoN

30 km Femminile tL 1) Pellegrini Sara gs Fiamme oro 01:09:54.34; 2) gorra Melissa Cs Esercito 01:11:36.37; 3) Bettega Clara Team hartmann Asd White Fox 01:16:17.78; 4) Disopra Francesca gs Fiamme gialle 01:17:52.92; 5) zago Lysanne gsa Asiago 01:20:51.17; 6) Bichougova Eugenjia Team hartmann Asd White Fox 01:20:51.80.


massimo Quercioli

brina@gocom.it

a cura di niColetta bRina

per IL teaM SpeeDY NoNSoLotettI UN VeteraNo Da corSa IL TIRA E MoLLA CoN LA BICI PER uNA PASSIoNE ChE NoN ACCENNA, NEgLI ANNI, A SPEgNERSI. NuoVI STIMoLI E NuoVE SFIDE PER uN 2013 CoN LA VogLIA DI METTERSI IN gIoCo E A DISPoSIzIoNE DELLA SQuADRA.

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Tabaccaio cervese con uno spiccato spirito agonistico, Massimo Quercioli ha chiuso il 2012 con la medaglia di bronzo in classifica Erbavita mediofondo nella categoria veterani con i colori del Team Speedy Nonsolotetti Cesena. Alternandosi tra lavoro, famiglia e ciclismo, continua a togliersi soddisfazioni e per il 2013 si metterà di nuovo a disposizione del team. Massimo, come ha scoperto la passione per la bicicletta? «Ho iniziato a correre da esordiente a 12-13 anni, mi ha trasmesso la passione mio padre, e sono arrivato sino ai livelli di dilettante di prima e seconda categoria. Anche mio padre andava in bici da ragazzo, finendo per giungere ai miei stessi livelli. Diciamo che in casa si è sempre respirata l’aria del ciclismo ed è così anche oggi.» predilige la bici da corsa, che sensazioni le offre? «A dire il vero, ho provato la mtb di recente, ma il primo amore è stato in assoluto la bici da strada ed ho continuato con quella. La bici aiuta a rilassarmi, a staccare la spina, quantomeno oggi che la vivo solo ed esclusivamente come hobby. Una volta era un lavoro e la vivevo diversamente.» Ha avuto un periodo di stacco completo dalla bici, oppure ha sempre continuato, seppur nei ritagli di tempo, a pedalare? «Diciamo che dall’età di 13 anni, il mio rapporto col ciclismo è stato travagliato: ho smesso, poi ho ricominciato, per poi di nuovo smettere e riprendere. La bici è stato il filo conduttore di tutta la mia vita, il fatto è che mi piaceva praticare questo sport ad un certo livello, intendo agonistico, dunque laddove non potevo mantenere certi ritmi di allenamen-

to e di resa, di conseguenza, ho scelto di smettere, privilegiando ad esempio il lavoro o la famiglia. La passione, tuttavia, non è mai venuta meno.» come è approdato al team Speedy Nonsolotetti? «Alcuni miei amici erano tesserati con questa squadra e mi è stato chiesto se volevo farne parte, così ho accettato. Devo dire che si sta bene con questo gruppo di ragazzi, sono simpatici e mi trovo davvero a mio agio. Il clima è effettivamente quello di una grande famiglia, molto coinvolgente e stimolante.» Guardando al 2012, qual è il bilancio? «La stagione è andata bene, ho partecipato ad oltre 20 granfondo, abbiamo aiutato, come team, Laura Della Chiesa a diventare campionessa italiana di categoria, mentre io sono arrivato terzo nella classifica di categoria veterani Erbavita mediofondo. È stata dura, ma è un traguardo che mi ha emozionato tan-

to, perché ho mantenuto la voglia di correre e soffrire, anche grazie ai miei compagni di squadra. La soddisfazione è stata tanta, anche perché era il primo anno che lo facevamo, anche Laura non aveva mai fatto percorsi così lunghi e nessuno avrebbe mai puntato su di noi.» Nel 2013 quale sarà il suo impegno? «Quest’anno penso un po’ di diminuire le uscite. A dire la verità si fa fatica a fare programmi col lavoro e con la famiglia: anche durante l’annata scorsa, le cose sono venute da sole, io, semplicemente, mi sono messo a disposizione e credo sarà così anche quest’anno. A me piace mettermi il numero, poi dove arrivo, arrivo. Il fatto di avere un pettorale è indubbiamente fonte di grande stimolo.» come si sta preparando al 2013? «Tempo permettendo, si esce e ci alleniamo. Ancora non sono a regime, devo smaltire i tortellini di Natale. In realtà non ho obiettivi specifici, faccio le gare e cerco di fare bene. Quest’anno mi sono ripromesso di divertirmi e mantenere le amicizie che ho e con le quali sto davvero bene.»


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protaGonisti a cura di paolo Mei

MattIa poZZo, IL BIeLLeSe coN IL SoGNo DeL GIro D’ItaLIa

info@inbici.net

CoNoSCIAMo oggI uN NEo-PRoFESSIoNISTA BIELLESE, FIgLIo D’ARTE, CAPACE, DA DILETTANTE DI VINCERE SEI VoLTE NEL 2012. parliamo di esordi: ricorda la sua prima corsa? «La mia prima corsa fu in MTB penso a 7 anni, niente male come risultato, pensai solo di dare tutto dall’inizio alla fine e così... ho subito vinto! Poi sono passato al nuoto, fino a 13 anni, raggiungendo ottimi risultati a livello nazionale, dopodichè il ritorno ai pedali ma su strada. La prima corsa fu un episodio molto divertente a pensarci, stetti tutto il tempo in prima posizione e notai che la cosa era sia di gradimento a tutti che un buon motivo per prendermi in giro, e facevano bene, ad un certo punto mi passarono tutti quanti: non capii nemmeno che era già iniziata la volata e che eravamo all’ultimo km!» (ride molto) Quali sono le sue caratteristiche tecniche? «Da dilettante mi ritenevo un corridore abbastanza completo anche se in salite lunghe faticavo parecchio, nella massima categoria cambia tutto e bisogna ridimensionarsi, soprattutto all’esordio. Diciamo che come caratteristiche assomiglio molto ad un Sagan, anche se lui ha un anno in meno di me e dei risultati veramente da campione, ma a me piace sognare e vorrei vedermi presto in un duello con lui.»

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Buongiorno Mattia, benvenuto tra i lettori di INBIcI! Vuole presentarsi brevemente ai nostri lettori? «Buongiorno a tutti! Sono un giovane neoprofessionista coi colori #giallofluo in Vini Fantini – Selle Italia per le stagioni 2013-2014 e sono molto orgoglioso di poter indossare questa splendida maglia.» Da dove nasce il suo amore per la bicicletta? In famiglia lei non è l’unico a praticare questo sport. «Esattamente, dalla famiglia, siamo tutti sportivi. Mio nonno addirittura è giunto sino a Biella dalla provincia di Treviso in bicicletta quando era giovane, poi mio padre come grande appassionato, ma l’altra persona che ha a che fare strettamente con le due ruote è mia madre, che dopo anni in gara ora pedala esclusivamente per divertimento.» Sua madre, cinzia Scardellato è stata un’ottima mountain biker, capace tra l’altro di ottenere nel 1997 un bel secondo posto in una internazionale a cerro Veronese alle spalle di paola pezzo. Lei non ha mai pensato ad una carriera sulle ruote grasse ? «Io ho iniziato proprio da lì, la MTB è stato il mio primo approccio alle corse quando ero molto piccolo. Qualche volta ho pensato a cambiare e lanciarmi alla MTB ma poi ho continuato con la strada, e ho fatto bene, ho raggiunto un grande obbiettivo che è il professionismo.»

ora parliamo di agonismo, di corse. La sua prima vittoria di peso l’ha ottenuta nel 2008 in una regione che spesso è anche teatro di allenamento per lei. cosa ricorda di quel giorno? «Quella fu la vittoria più sentita, la vittoria alla 3a tappa del Giro della Valle d’Aosta, quel giorno si è avverato il mio primo sogno. Una vittoria vicino a casa in una corsa così stupenda e così sentita... è stata davvero un’emozione che mi porterò sempre dentro.


Ricordo ancora adesso quanto ho dovuto tenere duro sia di gambe che di testa sapendo che avevo fior di corridori più esperti di me, ma mi sono saputo gestire e per fortuna oltre che alle salite, c’era anche molta discesa tecnica, che mi ha aiutato molto!» Il 2009 si chiude con una sola vittoria alle Valli cuneesi, ma con una bella parentesi da stagista nella Flaminia tra i professionisti. L’inizio del sogno. Ne vuole parlare? «Una vittoria sola, nata dall’ennesima fuga, non sono mai stato in grado di tenere a bada la voglia di scattare dal gruppo (finora), poi il contatto con la Flaminia e lo stage. Io sapevo già di non avere possibilità di un accordo con loro così l’ho presa come un’esperienza da non perdere e ho assaggiato quel mondo per qualche giorno, un’emozione immensa! Tremavano le gambe alla partenza della Tre Valli Varesine.» Il 2010 è stata, forse, la stagione più opaca per lei, solo qualche piazzamento. Dopo un anno con la parentesi nella Flaminia, un po’ poco per chi sogna il grande salto. «Non è stata per niente una buona stagione, ma si sa, ci sono alti e bassi nella carriera di chiunque, in qualunque mestiere e questo è uno di quelli a cui serve molta pazienza e forza di volontà, soprattutto quando sembra tutto girare storto. Ho tenuto duro e ora sono arrivato fino a qui.» Veniamo al 2011, 2 vittorie. Il 2012 segna la svolta, forse il miglior Mattia pozzo di sempre: 6 vittorie, un secondo e due terzi posti. cos’è cambiato nelle sue gambe e soprattutto nella sua testa? «Il cambiamento è stato nella testa, mi sono convinto di poter correre molto meglio di come ho sempre fatto, penso che sapersi gestire bene imparando a conoscersi meglio sia una delle cose fondamentali, sono sempre stato veloce e fino al 2011 non ho mai sfruttato a pieno questa qualità. E poi conta sempre la fortuna.» Veniamo ai giorni nostri (Mattia si trova nel momento dell’intervista in Venezuela per l’esordio tra i pro, ndr) primi ritiri e prime pedalate nella Vini Fantini. Una squadra sempre all’attacco. Il d.s. Luca Scinto è uno che non le manda a dire, sanguigno e amante del ciclismo. Una squadra abituata ad attaccare. e Mattia pozzo è uno che soffre se non attacca, vero? «È una squadra stupenda, l’ambiente giusto. Non è una caserma e Scinto sa creare un ambiente famigliare, pur sapendo gestire il tutto in maniera estremamente professionale. Apprezzo molto il suo carattere, è compatibile al mio e spero di poter continuare a lungo con lui e tutto l’entourage. Mi piace attaccare e questo piace anche a lui, se son rose fioriranno!»

mo arrivato, di esperienza professionistica ne ha già parecchia. Ho trovato la squadra perfetta da dilettante negli ultimi anni, ora qui è tutto più grande a livello di immagine e come assistenza tecnica.» chi segue la sua preparazione attualmente? chi invece pianifica gli appuntamenti per lei? «Fa tutto Scinto, pianifichiamo insieme. Mi trovo molto bene anche sotto questo punto di vista.» punto debole e “marchio di fabbrica” di Mattia pozzo? «Ho le gambe corte!!! (ride) A parte gli scherzi... Il mio punto debole è che fatico sulle salite più lunghe, quelle fatte in gruppo e a tutta. In fuga invece mi so gestire molto meglio per fortuna e penso che sia questo il mio ‘marchio di fabbrica’.» Qual è il sogno a due ruote per il suo 2013? «Vincere, o almeno trovarmi sul finale di corsa per potermela giocare. In questo sport il bello è vincere.» ora, spingiamoci oltre il sogno. Da ieri (8 gennaio 2013 ndr) la Vini Fantini è ufficialmente invitata al Giro d’Italia. provi a sognare per i lettori di INBIcI. «Penso che il giro d’Italia sia il sogno di tutti quelli che iniziano a correre in bici, se dovessi partecipare sarebbe veramente un sogno, una grandissima emozione, mi auguro proprio che si possa realizzare almeno nel 2014. Ad ogni modo se proprio devo sognare... Vincere una tappa al Giro, per un italiano, è una cosa unica, la vorrei proprio!»

c’è qualcuno con cui ha legato sin da subito nella Vini Fantini? «Nessuno in particolare, anche se siamo solo all’inizio di questo 2013 siamo già tutti quanti legati, sempre merito del carattere del ‘Pitone’ Luca Scinto.»

Ha qualche hobby al di fuori del ciclismo? «Tantissimi, mi piace tantissimo lo sport in generale, non ci vivrei senza. La musica, i motori, la montagna e il mare, apprezzo molto la buona cucina (facendo dieta atletica vale molto di più), mi piace definirmi versatile, penso che sia l’aggetivo giusto per me.»

Differenze tra un team dilettantistico e la sua nuova squadra? «Con Omar Piscina nella Viris Maserati c’era davvero un bellissimo ambiente e tanta professionalità, d’altronde lui non è proprio l’ulti-

Grazie Mattia, vuol salutare i nostri lettori? «Grazie a Voi di questa intervista e un grande saluto a tutti i lettori! Spero di poterVi divertire in corsa!»


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donne al comando a cura di GianlUCa baRbieRi

DaNIeLa ISettI NUoVo VIce preSIDeNte FcI

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A LEVICo TERME, L’ASSEMBLEA ELETTIVA oRDINARIA NAzIoNALE DELLA FEDERAzIoNE CICLISTICA ITALIANA CoN LA RICoNFERMA DI RENATo DI RoCCo ALLA PRESIDENzA DELLA FCI. LA VERA SoRPRESA È STATA TuTTAVIA L’ELEzIoNE DELLA PRIMA DoNNA, NELLA SToRIA DELLA FEDERAzIoNE, AL RuoLo DI VICE PRESIDENTE VICARIo. IL NuoVo CoRSo È AFFIDATo A DANIELA ISETTI.

L’

L’Assemblea Elettiva ordinaria Nazionale che si è svolta sabato 12 gennaio, al Palalevico di Levico Terme (Trento) ha confermato Renato Di Rocco alla guida della Federazione Ciclistica Italiana. È la sua terza maglia tricolore consecutiva, ottenuta con il 57,6% dei voti subito dopo la prima votazione, per un totale di 144 voti su 250 voti validamente espressi, superando il quorum previsto di 55% più uno. Ma la vera sorpresa arriva da Daniela Isetti (voti 112), preferita a giovanni Duci (voti 100) e Michele gamba (voti 84), tutti parimenti eletti alla carica di Vice Presidente della Federazione Ciclistica Italiana. Daniela Isetti diventa così la prima donna nella storia del ciclismo italiano a ricoprire il ruolo di Vice presidente Vicario della FcI. Il risultato ottenuto in quel di Levico Terme, ha espresso un vero cambio di rotta culturale, portando ad una carica così importante una donna, che in questi anni ha militato in ambito federale, prima a livello regionale, in Emilia Romagna, arrivando anche in quell’occasione alla Vice Presidenza, per poi operare a livello nazionale come Consigliera Federale. Per tre anni, la Isetti ha ricoperto il ruolo di referente e coordinatore del Centro Studi della Fe-

derazione Ciclistica Italiana, organizzando importanti ed innovativi corsi mirati alle nuove figure che andranno ad operare in ambito ciclistico in Italia. Se di Di Rocco conosciamo molto, di Daniela Isetti sappiamo molto poco. Vive a Salsomaggiore Terme (PR), ha corso in bici da strada nelle categorie giovanili, ma proviene da una famiglia di precursori del ciclismo femminile. Se il papà è stato giudice e direttore di corsa, la mamma infatti è stata se non la prima, uno dei primi direttori sportivi “in gonnella” per il ciclismo in Italia. Daniela Isetti, appena eletta, ha ottenuto moltissime attestazioni di stima, ma tra le dichiarazioni più apprezzate vi è stata quella di Florinda parenti, Campionessa Italiana su strada di ciclismo femminile nel 1964. Daniela, come ha trascorso la prima notte da Vice presidente, è riuscita a riposare o era troppo emozionata per riuscire a dormire? «Devo confessare di essere rimasta sveglia fino a tardi proprio per la grande emozione che mi ha regalato questa nomina, ma poi il sonno ha preso il sopravvento.»

ritiene che l’elezione di una donna alla carica di Vice presidente Vicario, cioè quella che ha ottenuto più voti, sia una svolta anche culturale all’interno della FcI? «Certamente, è stato un cambio di rotta culturale, ma è altrettanto vero che in questo ambiente, se non hai saputo lavorare bene, vieni tagliato fuori dai giochi. La mia elezione è stata sicuramente frutto del lavoro di squadra a 360° ed un riconoscimento ai risultati ottenuti sul campo, prima di tutto.» Quali saranno le prime cose che farà a livello federale? «Da sola nulla. Il Presidente Di Rocco ha un Consiglio Federale e mi auguro che il lavoro porti alla possibilità di operare in serenità. Non nascondo che queste elezioni siano state dure e a volte scorrette. Posso capire tutto, che non ci si comprenda a livello sportivo, ma attaccare personalmente la gente, buttando fango sulle persone, per una questione sportiva mi pare veramente troppo. Adesso i giochi sono terminati e bisogna ripartire tutti sereni, con l’attività di ammodernamento del ciclismo, evitando sterili polemiche e lavorando su obiettivi concreti e condivisi. Penso che adesso tutti dovremo rimboccarci le maniche e riprendere a lavorare, dato che c’è molto da fare.» Sappiamo che è appassionata di teatro: insomma, il ciclismo è certamente importante per la sua vita, ma non è l’unica cosa... «Per la verità, recito nell’ambito di una compagnia teatrale. Il ciclismo è entrato di prepotenza nella mia vita, ma dev’essere chiaro a tutti che non è l’unica cosa importante per me, ci sono tanti altri aspetti parimenti rilevanti.»


Il BAR CICCIO è il luogo di ritrovo dei ciclisti della riviera, in partenza per gli itinerari e percorsi della Valle del Savio e colline romagnole. Offre agli amici ciclisti, un punto di ristoro con un ampio parcheggio privato e un prezioso servizio di lavaggio bici (rivolgersi al bar) per coloro che rientrano dai percorsi del fuoristrada Orari abituali di partenze e ritrovi: martedì ore 12.30 • giovedì ore 12.30 • sabato ore 13.00

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trentino mtB

pressoffice@newspower.it

a cura di newspoweR

1000GroBBe BIKe, LaVaroNe Fa trIS CENTo ChILoMETRI, MILLE gRoBBE, TRE gIoRNI DI PuRo DIVERTIMENTo SugLI ALTIPIANI TRENTINI. uN WEEKEND “LuNgo” IN MTB ChE INAuguRA IL 14 gIugNo CoN LA LAVARoNE BIKE, A SEguIRE LA NoSELLARI BIKE PER ChIuDERE IN BELLEzzA CoN LA 100 KM DEI FoRTI.

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foto NeWSpoWer caNoN

foto NeWSpoWer caNoN

Cento chilometri, mille grobbe e tre giornate di puro divertimento. Sugli Altipiani di Lavarone, in Trentino, si danno volentieri i numeri quando si tratta di mountain bike. Dal 14 al 16 giugno prossimi torna l’evento 1000grobbe Bike – 100 Km dei Forti e la festa dei bikers sarà aperta a tutti. Mancano ancora alcuni mesi alla gara, tuttavia il programma di massima stilato dallo Sci Club Millegrobbe prevede la Lavarone Bike il primo giorno, per riscaldare muscoli ed atmosfera con i suoi 30 km scarsi e il dislivello complessivo che rimane al di sotto dei 500 metri. L’ideale insomma

anche per chi vive la mtb senza troppe velleità da professionista e da alte classifiche, ma pur sempre con lo spirito del divertimento e dello sport all’aria aperta, che a Lavarone e dintorni sono di casa a fine primavera (ma anche durante tutto il resto dell’anno). Il sabato si farà un po’ più “sul serio” con i 40 km abbondanti della Nosellari Bike, che raddoppia il dislivello e il piacere di pedalare rispetto al giorno prima. La domenica, infine, è da sempre il momento della 100 Km dei Forti che “somma” il Marathon di 80,2 km e il Classic di 54,4 km. una rapida scorsa al percorso di gara: dall’ampio Parco Palù di Lavarone si imboccano subito le salite tra le frazioni di Bertoldi e Slaghenaufi, con il tratto di Belem a fare da primo scollinamento e primo filtro di giornata. La discesa successiva anticipa la lunga, ma sempre graduale salita verso Passo Vezzena e i 1.595 metri di malga Mandrielle. oltre che per motivi sportivi, questa zona è famosa anche dal punto di vista gastronomico, grazie agli ottimi formaggi prodotti nelle malghe locali, meta dei bikers lungo il percorso. Si chiamano Trugole, Posellaro, Costesin e Millegrobbe, e proprio nei pressi di quest’ultima malga si taglia il nastro di metà gara. In discesa si raggiunge poi malga Laghetto, da dove ci si arrampica sul


foto NeWSpoWer caNoN

Monte Tablat verso Passo Cost e il maestoso Forte Belvedere. Dalla fortezza del primo conflitto mondiale, i concorrenti del Classic scendono verso malga Pozza e il traguardo di gionghi. Chi avrà optato per il Marathon, invece, si dirigerà verso il Lago di Lavarone e Carbonare di Folgaria, prima di risalire sui pedali in direzione Forte Cherle e malga Clama. I rimanenti 15 km di saliscendi riportano alla frazione di Carbonare e al traguardo. Le due prove di venerdì 14 e sabato 15 giugno sono parte del 1000grobbe Bike Challenge, una mini classifica di combina-

Dopo la prima salita, un gruppetto di una ventina di corridori, i più quotati del lotto, si è eclissato dal lungo serpentone, ma tutto si è deciso sull’ultima ascesa, con Ragnoli che ha allungato con vigore verso il suo primo successo alla 100 Km dei Forti. Mirko Celestino, ex professionista su strada, ha avuto un avvio lento, poi ha recuperato molte posizioni ed alla fine è giunto in volata con il compagno di team Ronchi. Protagonista nella prima parte di gara anche l’ex iridato Massimo Debertolis, poi rallentato da problemi fisici e finito 12°. La gara femminile ha riservato non poca suspance sul finale, quando, a 5 km dall’arrivo, la leader della corsa, l’azzurra Alessia ghezzo, ha sbagliato strada, seguita inverosimilmente anche dalla seconda, Claudia Paolazzi, che l’ha così raggiunta. Poi la piemontese ha ripreso in mano le redini della gara ed ha battuto la trentina per un soffio

foto NeWSpoWer caNoN

ta che comprende anche la prova Classic di domenica 16 giugno. La 100 Km dei Forti in entrambe le varianti è la seconda prova del circuito Trentino MTB e lo scorso anno ha incoronato vincitore il bresciano campione italiano marathon, Juri Ragnoli, che si è messo alle spalle Walter Costa e Luca Ronchi nella gara lunga, oltre ai big Celestino, Deho, Botero Salazar e Longo.

foto NeWSpoWer caNoN

in volata. Terza Lorenza Menapace, specialista delle endurance e lo scorso anno vincitrice di Trentino MTB nella assoluta. Nella Classic, il successo è andato ad Alessandra Bianchetta e all’ex campione italiano Johnny Cattaneo, nonostante una foratura negli ultimi chilometri. Il bergamasco è stato anche il vincitore del 1000grobbe Bike Challenge che, come detto, sommava i tempi delle tre tappe, quella di domenica, quindi la Lavarone Bike di venerdì e la Nosellari Bike di sabato. Al femminile nella tre giorni, successo per Nicoletta Bresciani. La 100 Km dei Forti 2013 è anche inserita nel circuito Nobili MTB Windtex e nel Trek zerowind off Road Challenge. Appuntamento da non perdere per i più piccoli sarà la “Mini 1000grobbe Bike”, con le nuove generazioni di bikers che animeranno il percorso allestito all’interno del Parco Palù di Lavarone, con la consueta carica di sorrisi ed entusiasmo.


DaNIeLa VeroNeSI foto NeWSpoWer caNoN


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La “Virtù sta nel mezzo” Yader zoli, presentando la Nearco, esordisce citando Il pioniere della mountain bike gary Fisher il quale sostiene che le ruote più grandi consentono performance migliori, grazie al fatto che riducono l’angolo di attacco (quindi facilitano il passaggio di ostacoli) e la porzione di contatto del copertone risulta maggiore. Anni di competizioni con le 26” uniti ai vantaggi della ruota più grande, hanno permesso a Torpado di sviluppare la 27,5”. Questa evoluzione, unisce i vantaggi della 29” (stabilità, sicurezza nell’affrontare l’attraversamento di ostacoli) mantenendo accelerazione, agilità e leggerezza della 26”. La 27,5” Torpado, è il frutto di un lavoro di squadra, dove le idee nascono dalla passione e da chi ha fatto della sua passione un mestiere. Studio, progettazione e sviluppo della Nearco si sono svolti all’interno dell’azienda con scrupolosità e particolare attenzione ai test effettuati dal Team ufficiale Torpado uCI.

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inteGratori per campioni a cura del CentRo RiCeRCHe KeFoRMa

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creatINa e MoUNtaIN BIKe

L’

L’integratore creatina fa spesso notizia in quanto è l’integratore più diffuso e sul quale i media ricamano più articoli. Purtroppo spesso accade che la conoscenza si fermi solo al nome, i più ignorano i meccanismi che questo alimento attiva. La creatina è una sostanza che è stata tracciata nella carne addirittura nel 1832; già nel 1912 era noto che prendendo creatina per via orale, se ne determinava un aumento della massa muscolare. I nostri muscoli, come massimo, ne possono contenere 4,6 grammi per ogni chilogrammo; non sono però valori validi per tutti: soltanto il 30% circa della popolazione arriva a queste concentrazioni o è molto vicino. L’organismo umano in condizioni ottimali è capace di fabbricarne ogni giorno un solo grammo; in questa situazione si parla di creatina endogena. La quantità restante deve essere assunta con l’alimentazione, in particolare con le carni; questa creatina è detta creatina esogena, viene assorbita dal nostro intestino e trasportata dal sangue ai muscoli. Quali sono i vantaggi che traggono gli atleti che hanno 4,6 grammi di creatina per ogni kg di muscolo nei confronti di quelli che ne hanno un po’ meno, o addirittura non arrivano a 3 grammi? Per gli sportivi la parola d’ordine è fosfocreatina. Attraverso un legame tra la creatina stessa e un fosfato (un legame molto

energetico) si forma fosfocreatina molecola organica in grado di fornire energia, partendo dall’ADP trasformandolo in ATP, l’unica fonte di energia che il nostro muscolo è capace di usare: è questo il meccanismo in grado di ricostruire nella maniera più rapida ATP. Ci sono anche altri sistemi per ricreare questa “benzina” e anche in questo caso interviene la creatina. uno è quello di combinare zuccheri e grassi attraverso una serie di reazioni biochimiche con l’ossigeno; questa produzione avviene nei mitocondri. Quando nel singolo mitocondrio si produce ATP, si ha il problema che questa molecola non è in grado di entrare nel citoplasma, in quanto troppo grossa per passare attraverso la doppia membrana del mitocondrio. Ed è proprio qui che la creatina entra in gioco svolgendo la funzione di carrier, ossia entra nel mitocondrio, prende il fosfato, tramutandolo in fosfocreatina, esce e dà il fosfato a una molecola di ADP, facendola diventare ATP. Quali sono gli sport nei quali gli atleti traggono più vantaggio dal fatto di assumere creatina per via orale? Dati ricavati empiricamente dicono che sono fondamentalmente due i gruppi di sport in cui c’è un vantaggio nella prestazione quando si ha un aumento del tasso di creatina nei muscoli: 1) le prove con grossa produzione di acido

lattico, per esempio i 200 o ancora di più i 400 metri dell’atletica, in piano o con ostacoli; le prove di nuoto fino ai 100 metri; il chilometro da fermo nel ciclismo, le prove della durata di circa un minuto nella canoa o nel pattinaggio, e così via; 2) le discipline in cui ci sono sforzi intensi, non però continui, ma intervallati da periodi di recupero, periodi in cui si dice che “si paga il debito di ossigeno”, per esempio, la mountain bike, il calcio, il basket e il tennis e così via. L’integrazione di creatina nella mountain bike dà sicuramente dei vantaggi per quelle discipline dove si alternano strappi vertiginosi a discese, come l’xc, l’enduro e a volte anche il marathon. In queste discipline si ha bisogno di ricaricare l’ATP tante volte e velocemente, quindi la quantità di creatina ingerita deve coprire questo fabbisogno. Keforma propone una soluzione che oltre a fornire creatina utile per affrontare questi tipi di fatica, i così detti sport a scatti ripetuti, la fa arrivare all’interno della cellula più velocemente, attraverso un sistema di trasporto dedicato, diminuendo così i tempi di ricarica energetica. CgT Explosion va preso già alla partenza e consumato durante la prima ora. Sono poi aggiunti anche importanti glucidi come sostegno energetico e aminoacidi come glutammina e taurina, utili all’utilizzo della creatina e al contrasto del catabolismo muscolare.


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oltre l’ostacolo a cura di RobeRto Zanetti

robyzanetti@alice.it

L’aBoMINeVoLe “MoUNtaIN BIKe” DeLLe NeVI NoN È PASSATo MoLTo TEMPo DALL’uLTIMA VoLTA ChE ho TESTATo uNA LooK: ERA ESTATE, FACEVA MoLTo CALDo E SI TRATTAVA DELLA 675, NuoVo MoDELLo STRADALE DEL PRESTIgIoSo BRAND TRANSALPINo. oRA, A DISTANzA DI PoChI MESI, MI TRoVo AL FREDDo, IN MEzzo ALLA NEVE, CoN uNA MouNTAIN BIKE BI-AMMoRTIzzATA MA DuE CoSE ACCoMuNANo IL MIo LAVoRo: LA STESSo MARChIo E LA MEDESIMA TECNoLogIA CoSTRuTTIVA, L’INTEgRAzIoNE ToTALE APPLICATA AL TELAIo DI uNA BICICLETTA.

L

Il test: nella parte superiore e 1”1/8 nella parte infeLa dead line utile per consegnare l’articolo riore. Inoltre sono stati eliminati i distanziali, alla redazione è imminente e solo in questi in modo tale da avere la massima padrogiorni ho ricevuto da Look la 920. Peccato, nanza del mezzo e di facilitare la regolazioavrei voluto poterla usare un po’ di più… A ne dell’altezza della curva manubrio direttavolte le bici test vengono lasciate in como- mente tramite l’attacco “A-Stem”. dato d’uso anche per lunghi periodi ma in questa volta la bici deve rientrare alla casa In evidenza: madre e così, al di là del lavoro svolto, non Aldo Micco, brand manager di Look Itaho potuto “godermela” come avrei voluto. lia, quando mi ha consegnato la bici A prescindere dal fattore tempo e dalle per il test ha pensato bene di dotare la proibitive condizioni meteo del periodo è 920 con una coppia di nuovissimi pebastato davvero poco per prendere con- dali S-Track. Look, numero uno al monfidenza con il mezzo. Versatile e affidabi- do nella produzione di pedali a sgancio, le poi, tenendo conto dei luoghi dove ho ha messo tutta la sua esperienza e il testato la 920 e dell’impegnativo fondo suo know-how al servizio dell’innovaghiacciato, devo dire che in fatto di sta- zione, proprio come ha fatto con la 920. bilità non c’è proprio nulla da eccepire. Superficie d’appoggio, leggerezza, agganLa sospensione da 120 mm fa la diffe- cio e sgancio sono tutti concentrati in un renza, garantendo sicurezza in discesa unico prodotto adatto a ogni esigenza, dal e non disdegnando anche quel carattere cross country fino all’enduro più estremo. deciso (per ovvi motivi rilevato solo nei tratti meno pericolosi e con fondo regola- Da rivedere: re) che è tipico di tutte le biciclette Look. Considerato l’elevato target di riferimento Restando fedele alla nuova frontiera dell’in- del mezzo non ho nulla da eccepire sul suo tegrazione dell’attacco manubrio, come look 920, colore black/white, edizione 2013 la sua “sorellina stradale” (la 675), Look ha applicato anche nella MTB la tecnologia “Direct Drive Concept” conferendo a tutta la struttura della 920 rigidità, sicurezza e precisione di guida. L’attacco, in alluminio con sezione quadra, è il naturale proseguimento del tubo orizzontale che, invece di interrompersi alla congiunzione dello sterzo, prosegue armoniosamente fino alla viteria del frontalino anteriore di serraggio. I progettisti di Look hanno deciso di dotare la 920 di un tubo sterzo molto corto a sezione conica: 1”1/2

reale valore. Comunque credo che i quasi 4.000,00 € di listino non siano spendibili da tutti, specialmente di questi tempi… L’esclusività di Look non si discute e nemmeno alla 920 si possono imputare particolari critiche; ciò nonostante sono convinto che qualche “euro” in meno non dispiacerebbero ai potenziali clienti che fossero intenzionati all’acquisto di questa bella e originale mountain bike francese. consigli per l’acquisto, perché comprarla? Voglio mettere in evidenza come l’attacco manubrio A-Stem integrato nello sterzo dona alla full suspension di Look una linea futuristica e veramente innovativa. Detto questo ho potuto riscontare una precisione di guida che, a mio giudizio, favorisce il controllo dello sterzo anche al “biker provetto” sfruttando oltremodo la generosa sospensione da 120 mm. Consiglio questa MTB a coloro che vogliono cimentarsi sulle lunghe distanze senza affaticare in modo eccessivo il proprio stile di pedalata e di guida.


caratteristiche tecniche

test bike s-track, nuovo pedale da Mtb di look

- telaio: Full Carbon a perno singolo con bielletta basculante in alluminio - cambio: ShIMANo SLX - Deragliatore posteriore: ShIMANo SLX - Deragliatore anteriore: ShIMANo SLX - Guarnitura: ShIMANo SLX - catena: KMC X10 TIN goLD - ruota libera: ShIMANo SLX 10 V 11X34 - Movimento centrale: BB30 - Freni: ShIMANo SLX - Leve freni: ShIMANo SLX - Forcella: Rock Shox Reba - Sospensione: Rock Shox Ario - Serie sterzo: Integrata, conica da 1”1/2 x 1”1/8 - attacco manubrio: LooK A-STEM - Manubrio: Truvativ Stylo T10 in alluminio - reggisella: SYNTACE P6 ALuMINIuM 31,6 MM - Sella: FIzIK goBI XM BLACK - Manopole: Look - cerchi: Fulcrum Nietal Ø 26 in alluminio - coperture: SChWALBE Nobby Nic EVo Ø 26 - Mozzi: Fulcrum 2:1 - taglie: S-M-L - colori: bianco/nero come da catalogo edizione 2013 (bici test colore edizione 2012) - peso telaio: 2.350,00 gr. completa di ammortizzatore - peso bici completa (come in foto): 11, 5 kg comprensiva di pedali Look S-Track

Il produttore Look www.lookcycle.com Il Distributore per l’Italia: LooK Italia srl Via giacomo Leopardi, 5 21047 Saronno (VA) Tel. +39 02 96705309 Fax. +39 02 96368948 E.mail: aldo.micco@gmail.com Web site: www.lookcycle.com


trasmissione shimano slX e catena KMC X10 tin Gold attacco look a-stem in alluminio con manubrio truvativ stylo t10 sempre in alluminio. Vicino alle manopole sono posizionati i due sistemi “lock out” di comando della forcella (sulla sinistra) e della sospensione (sulla destra)

protezione metallica del telaio (paracolpi) stampata direttamente nel tubo obliquo

In vendita a partire da: già disponibile da settembre 2012. tempo di consegna: 20 giorni lavorativi dalla data dell’ordine. bielletta in alluminio con sospensione Rock shox ario

prezzo: € 3.990,00 (IVA inclusa) al pubblico con ruote American Classic MTB Race (pedali esclusi).

accessori e materiali utilizzati per il test gli accessori e i materiali che ho usato per il test sono: - casco: giro mod. Savant www.giro.com - occhiali: Tifosi mod. Podium S gloss Carbon www.tifosioptics.com - abbigliamento: giordana by Team Peruffo www.giordana.com - pedali: Look S-Track www.lookcycle.com


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cesena Bike Fa rima con passione a cura di niColetta bRina

brina@gocom.it

aNNata IN roSa per La MtB ceSeNate PRESENzE DA RECoRD ALLE CoMPETIzIoNI, SEMPRE MAggIoR PARTECIPAzIoNE DA PARTE DELLE DoNNE ChE SALgoNo IN SELLA E SI AVVENTuRANo SuI SENTIERI DEL FuoRISTRADA ED uN gRuPPo ChE DIVIENE, DI ANNo IN ANNo, SEMPRE PIù NuMERoSo. IL SEgRETo? AuTogESTIoNE.

C’

C’è chi il gruppo lo chiama Alice Bike, chi invece Cesena Bike, tutto perché è Alice zoffoli, il volto dello squadrone di appassionati di ciclismo, o, se non altro, colei che ne rappresenta la presidenza. In ogni caso, che il gruppo lo si chiami in un modo o nell’altro, la vera protagonista è la passione, quella voglia di salire in sella per trascorrere tempo con gli amici che si propaga come un tam tam sulle pagine di Facebook, fino a diventare reale e concreta, fino a divenire una nuova avventura in bicicletta. A raccontare cosa è divenuto, nel 2013, il Cesena Bike, è proprio Alice che stila, orgogliosa, il bilancio di un’annata senza dubbio da ricordare. com’è nata la società cesena Bike? «Diciamo che è nata tra sfida e gioco nel 2007. Siamo una realtà che si distingue, per organizzazione, da tutte le altre: non abbiamo sponsor che ci sostengono, ma ci autofinanziamo. Abbiamo divise pagate di tasca nostra e la società va avanti sulla base di ciò che il singolo, inserito nel gruppo, è disposto a fare. C’è chi è abituato a lavorare su internet e gestisce il sito, chi ha più feeling con Facebook e cura la pagina, chi invece si cimenta, per sua conoscenza personale, nelle questioni amministrative. Ognuno ha il suo ruolo, in base a ciò che sa ed è disposto a fare, senza obblighi o im-

posizioni. Non siamo una squadra di agonisti, ciò che ci spinge a pedalare è semplicemente la passione, l’affiatamento tra le persone e la voglia di condividere questa esperienza.» Quanti ciclisti conta la società? «L’anno scorso avevamo 159 iscritti, quest’anno già siamo intorno ai 130 pur essendo all’inizio della stagione. Non essendo una squadra corse, la nostra, il periodo maggiore di affiliazione è intorno al periodo di aprile, quando si iniziano a tutti gli effetti le uscite. Pur avendo poi per la maggior parte persone del cesenate, contiamo anche ciclisti di Fano, Ravenna, Forlimpopoli, segno che il nostro gruppo e la sua forza fa da richiamo, non certamente magari lo sponsor di grido. Amo scherzare dicendo che Cesena Bike è un po’ come l’aeroporto di Malpensa: ogni 5 minuti, c’è un gruppo che parte.» parlando appunto di uscite, sono prevalentemente in mtb? «Quest’anno abbiamo anche molti appassionati di strada, anche se la maggior parte dei membri della nostra squadra sono appassionati di mountain bike. Stiamo cercando di infoltire anche il gruppo degli stradisti. Per quel che concerne la tipologia di uscite, ci autogestiamo anche da quel punto di vista. Abbiamo

i “capitani” che si occupano di organizzare i gruppi, diversi a seconda dell’esperienza dei membri – quelli più assidui sono 5-6 – e le uscite vengono combinate tramite il classico passaparola su Facebook, che è il metodo più rapido. Ci si accorda e poi si esce. Durante l’inverno in genere si resta in zona, mentre d’estate è frequente la gita col pullman o in auto più lontana. Mi preme sottolineare poi che siamo così uniti tra noi che vi sono gruppi davvero molto numerosi, 30-40 persone che si trovano per uscire insieme anche al di là della bici.» Qual è stata la maggior soddisfazione del 2012? «Abbiamo vinto nel 2011 e quest’anno il Campionato italiano mtb escursionismo, in termini di partecipazione. Nei due anni precedenti il 2011 invece siamo arrivati secondi. Quest’anno ci siamo iscritti in 99: in 97 sono effettivamente partiti e di questi, ben 22 erano donne. Indubbiamente un record non da poco. Abbiamo poi vinto, nel 2012 e 2011 anche due Campionati invernali UISP di mtb, sempre per la partecipazione, segno insomma che quando ci muoviamo, ci muoviamo in massa. Vado orgogliosa del fatto che siamo riusciti ad incrementare tantissimo la quota rosa sulla mtb. Il 2012 per questi risultati è da incorniciare.»


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urBan trends

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a cura di MoniCa CUel

GIro proLIGHttM SLX: La LeGGera Da coMpetIZIoNe QuANDo LE ho VISTE, SFogLIANDo IL CATALogo 2013 DI FREEWhEELINg, IL NoTo DISTRIBuToRE PER L’ITALIA DI ALCuNI DEI PIù FAMoSI BRAND MoNDIALI DI ACCESSoRI PER IL CICLISMo, MI SoNo ChIESTA CoSA PoTESSERo AVERE DI SPECIALE DELLE SCARPE CoSì MINIMALI CoME LE gIRo PRoLIghTTM SLX. MA, uNA VoLTA INDoSSATE E PRoVATE, ECCo ChE ho CoLTo AL VoLo IL LoRo “SEgRETo”: uNA INTERESSANTE CoMBINAzIoNE DI LEggEREzzA, CoMFoRT E ALTA PRESTAzIoNE. Davvero una scarpa dal “peso piuma” la ProlightTM SLX, a cui si aggiunge una calzata perfetta grazie alla tomaia in microfibra ultraleggera che la fa aderire perfettamente al piede come se fosse una seconda pelle. Se la leggerezza è garantita dalla suola in carbonio alto-modulo targato Easton® – la famosa casa americana produttrice di ruote – che con il suo spessore di soli 6,5 mm fornisce la migliore rigidità possibile per trasferire tutta la spinta sul pedale, la comodità e il comfort al piede sono forniti dalla soletta interna ultraleggera in fibra antibatterica. Soletta che io ho prontamente sostituito, avendo il piede leggermente cavo, con la seconda soletta SuperNatural Fit Kit presente nella confezione, che mi ha permesso di scegliere il supporto più adatto (ne sono forniti tre) per il mio arco plantare, aumentando ancora di più la precisione e la calzata della scarpa. Che mantiene un peso contenuto di soli 205 grammi anche grazie alla sua chiusura molto più che essenziale: aboliti cricchetti suola easton® eC90 slX in carbonio alto-modulo, con struttura in titanio

scarpa “road” Giro prolight slX

o rotelline microregolatrici, la scarpa si chiude con tre semplici velcri, che contribuiscono a dare alla ProlightTM SLX quel tocco di eleganza minimale che ormai si vede sempre più raramente spingere sui pedali. Sin dalla prima uscita in bicicletta ho avuto modo di verificare e apprezzare l’eccellente qualità di questa scarpa, sia nei termini di resa nella pedalata, ovvero di massimo trasferimento della potenza sul pedale grazie alla rigidità non fastidiosa della suola, sia nei termini di comodità nella calzata, grazie alla soletta perfettamente adattabile al proprio arco plantare. Insomma: l’ho promossa a pieni voti. Cosa che raramente mi capita di fare con una scarpa da bici.


caratteristiche tecniche • Tomaia: in microfibra ultraleggera TeijinTM Ag100, con chiusura a tre velcri con anelli a “D” in titanio • Suola: Easton® EC90 SLX in carbonio alto-modulo, con struttura in titanio • Soletta: ultraleggera EPP; seconda soletta SuperNatural Fit Kit con supporto plantare regolabile; entrambe in fibra antibatterica X-Static® • Peso: 205 grammi • Taglie: dalla 39 alla 47 incluse le mezze misure 41,5 – 42,5 – 43,5 • Colore: bianco • Prezzo al pubblico: 349,99 euro (Iva inclusa), compresa borsa porta-scarpe

scarpe Giro prolight slX indossate per il test

consigli per la manutenzione: Banali ma utili consigli sono quello di non pulire la suola in carbonio con corpi appuntiti, di riporre le scarpe in un luogo asciutto e aerato, non umido, né sopra o sotto il calorifero, di non lavarle in lavatrice, di non pulire la tomaia con sostanze solventi. Basta un panno umido (acqua tiepida) per togliere sia dalla suola che dalla tomaia lo sporco della strada raccolto durante la pedalata.

Il produttore giro www.giro.com Il Distributore per l’Italia Freewheeling snc Via Barsanti, 10 48124 Fornace zarattini (RA) Tel. +39 0544 461525 Fax +39 0544 462096 E-mail: info@freewheeling.it Web site: www.freewheeling.it effetto movimento


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promosport rilancia la staGione 2013

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a cura di iVano oGnibene

a MILaNo MarIttIMa tra I SeNtIerI DeLLa pINeta TAgLIo DEL NASTRo PER LA MTB CoN IL TRoFEo MARE & CoLLINA: gARA DI APERTuRA IL 17 FEBBRAIo A MILANo MARITTIMA TRA I SENTIERI DELLA PINETA. SI PRoSEguE L’ANNATA DELLE RuoTE gRASSE CoN IL TRoFEo RoMAgNA BIKE CuP ED oTTo PRoVE PER SCoPRIRE I PERCoRSI E LE BELLEzzE DELL’APPENNINo RoMAgNoLo.

L

La stagione 2013 di Mountain Bike riparte con il Trofeo Mare & Collina. Il Trofeo Mare & Collina taglia il nastro della nuova stagione agonistica della mountain bike 2013, con importanti novità. Tra le più evidenti, si fa riferimento all’uso di nuove categorie, classifiche e cronometraggio elettronico a cura di Winning Time, e la possibilità di prescrizioni alle singole gare on line. La gara di apertura, da appuntare sul calendario, è stata fissata nella giornata di domenica 17 febbraio a Milano Marittima, e vedrà in camera di regia la gestione organizzativa del Team Surfing Shop: la prova si svilupperà lungo un percorso di 34 km interamente pianeggiante, tracciato all’interno dei sentieri della suggestiva pineta di Milano Marittima. Le altre tre prove in calendario sono domenica 24 febbraio e 3 marzo, entrambe a Fratta foto NeWSpoWer caNoN

Terme, mentre la quarta ed ultima prova si terrà il 10 marzo a Castrocaro Terme. In tale occasione si svolgeranno anche le premiazioni finali, con la cerimonia ufficiale che avrà inizio alle ore 12,45. La stagione 2013 proseguirà con il Trofeo Romagna Bike Cup: otto le prove da segnare in calendario e più precisamente il 10 marzo a Castrocaro Terme (FC); il 14 aprile a Lido degli Estensi (FE); il 12 maggio a Sarsina (FC); il 2 giugno ad Alfero (FC); il 23 giugno a San Savino (FC); il 14 luglio alle Balze (FC); il 4 agosto a Montecoronaro (FC); ultima ed ottava prova, il 22 settembre a Castel San Pietro (Bo). A tutti gli interessati è data altresì la possibilità di abbonarsi al Trofeo Romagna Bike Cup entro domenica 3 marzo, beneficiando così di tre importanti vantaggi: intanto, il costo di abbonamento ridotto di 90 euro, un

numero di pettorale fisso con ritiro in area riservata, nonché l’ingresso in prima griglia per i primi di ogni categoria. Si tratta di benefici da non perdere e che invitano più che mai a non perdere l’occasione di condividere questa avventura, per immergersi nel verde di sentieri altamente suggestivi come quelli di questo territorio, alla riscoperta antichi ruderi e amene località, fin nel cuore dell’Appennino Romagnolo. Provare per credere! Come di consueto, al termine delle singole gare, è previsto un ottimo ristoro per tutti i partecipanti a base di piatti tipici locali, cui seguiranno, di rito, ricche premiazioni per concorrenti e società, il tutto in un clima di grande festa. ulteriori informazioni – ivi compresi calendari e classifiche – potranno trovarsi al sito www. romagnamtb.it, mail info@romagnamtb.it 338-6834464, fax 0543-64754.


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MISERICORDIA

Misericordia di Alfero e Balze

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CIO I B T M o Tr o fe

a serie 2 o alian t I o t a n es Campio c a R 6 n Italia a p p up a t C ° 5 a n g a Rom a i l i m E 5a tappa Expo cicle

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Pro-Loco Balze

PROGRAMMA Sabato 13 luglio

iscrizioni dalle ore 15,00 alle 19,00

Domenica 14 luglio iscrizioni dalle ore 7,00 alle 9,00 ingresso griglia ore 9,10 PARTENZA ore 9,30

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l’amore per la Bici ci porta oltre conFine

a cura di di lUiGi tosi e aRnaldo pRioRi

info@inbici.net

raID SetteMBrINo IN terra SpaGNoLa LA VIA DELLA PLATA ED IL CAMINo SANABRESE: L’AVVENTuRA DEL TRIo DEL VELo CLuB CASALESE PER 1.913 KM. DICIASSETTE TAPPE DA MALAgA A SANTIAgo DE CoMPoSTELA IN SELLA A BICI DA STRADA ED MTB, IN ToTALE AuToSuFFICIENzA.

A

Anche in questo 2012 abbiamo portato a termine nei migliori dei modi 17 tappe per un totale di 1.913 km. Il Raid ciclistico internazionale organizzato dal Velo Club Casalese di Casalpusterlengo di Lodi, e denominato “La via della Plata ed il camino Sanabrese”, ha visto la partecipazione, con biciclette da strada e mtb, munite di portapacchi e borse in autosufficienza, di tre cicloturisti del Velo Club Casalese: giuseppe Dragoni di Codogno (Lo), classe 1945, Biagio Borelli, detto “gino”, di Luino (VA), classe 1942, e di Luigi Tosi di Casalpusterlengo (Lo), classe 1931. Il Raid, che si è rivelato molto impegnativo a causa delle innumerevoli salite e del gran caldo che ha contraddistinto l’estate, ha avuto inizio il 6 settembre in Spagna, dalla città andalusa di Malaga, e proseguito per granada, con la scalata della più alta salita d’Europa, 3.394 metri, spalmati su una distanza di oltre 46 chilometri. Il Raid ha continuato per Cordoba fino a raggiungere Siviglia, dove ha inizio la “Via della Plata”, che si snoda tra le regioni dell’Andalusia, Estremadura e Castiglia Leon. Transitiamo dalle città di Merida, Caceres, Salamanca, famosa per le sue cattedrali e per la sua università, una delle più antiche della Spagna, per giungere poi a zamora. A granja de Merereula abbiamo lasciato la Via della Plata per affrontare il tortuoso “Camino Sanabrese” che, attraverso la verde galizia, conduce a Santiago de Compostela. Qui giunto il Raid, ci si concede una giornata di riposo, complice la prima giornata di pioggia che rinfresca l’assolata Spagna e il percorso. Sabato 22, pur stanchi, ma ormai convinti di avercela fatta, percorriamo la sedicesima tappa fino a Cabo Finesterre, considerato erroneamente fin dall’antichità il promontorio più occidentale del continente europeo. Il giorno seguente affrontiamo la 17ª e ultima tappa che si è rivelata una delle più difficili, anche perché le forze ormai sono al lumicino, complice anche una perturbazione atlantica, con vento impetuoso, e l’incessante pioggia che ci flagella per 90 km, sino all’arrivo a Santiago de Compostela. Le salite ufficialmente rilevate nelle 17 tappe

sono state oltre 35, dai 400 metri ai 3.394 sopra il livello del mare, più altre decine non tenute in elenco. Impacchettiamo il nostro materiale e con un Boeing della Ryanair torniamo verso l’Italia: scalo all’aeroporto di orio al Serio, dove ad attenderci c’è l’amico Mario geffri che ci ri-

porta a casa, mentre l’amico gino si dirige verso Luino. Finisce un’altra avventura, ormai abbiamo perso il conto, ma i chilometri percorsi con i nostri Raid hanno coperto abbondantemente la distanza dell’equatore. Non ci resta che programmare la prossima avventura.


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Tour 3 regioni a cura di IVANO OGNIBENE

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si scaldano i motori PER L’EDIZIOnE 2013 DEL CIRCUITO, IL CALEnDARIO È PROnTO E GLI ABBOnAMEnTI SCALPITAnO. In CAMERA DI REGIA, A PARTIRE DA QUEST’AnnO, LA PARTnERSHIP COn SCOTT. LE PROVE CHE SI RICOnFERMAnO CREATE SU PERCORSI SUGGESTIVI, OFFRIRAnnO L’OPPORTUnITà DI AMMIRARE I SEnTIERI DELL’APPEnnInO DEL CEnTRO ITALIA E DELLA ROMAGnA. PER I PIÙ PICCOLI, ARRIVA IL “MInI TOUR”.

L

La stagione 2013 di mountain bike riparte con il motto “Con il circuito Tour 3 Regioni-Scott il Centro Italia si muove in mtb”. Il Trofeo Tour 3 Regioni inaugura la nuova stagione agonistica della mountain bike di Gran Fondo 2013 con la tradizionale gara di apertura, denominata “Rampichiana” nella giornata di domenica 24 marzo con la gestione organizzativa del Team Cavallino, che ha spostato la località di ritrovo da Sant’Andrea a Pigli a Castiglion Fiorentino (AR), in un tracciato di gara di 42 km e un dislivello di 1300 m. Per la stagione 2013, il Tour 3 Regioni si avvarrà della sponsorizzazione tecnica di Scott, sinonimo di tecnologia e innovazione, in qualità di main sponsor, che sarà presente nelle tappe del circuito con strutture di accoglienza, per la presentazione dei nuovi modelli di mountain bike, nonché con personale che si occuperà dell’assistenza tecnica. Tutto pronto per affrontare le sfide per la prossima stagione, con un calendario di manifestazioni di tutto rispetto, che porterà gli appassionati delle ruote grasse a percorrere i bellissimi sentieri dell’Appennino del Centro Italia e della Romagna. Il calendario del Tour 3 Regioni 2013 prevede la prima prova, come detto, il 24 marzo, con la “Rampichiana”, cui farà seguito il 28 aprile a Cingoli (MC) la “9Fossi”, il 9 giugno a Costacciaro (PG) si svolgerà la “Gf Monte Cucco”, mentre il 1° settembre la “Straccabike” sarà la protagonista a Pratovecchio (AR). Quinta prova, il 15 settembre, sarà la “Rampiconero” a Camerano (An) ed a chiudere il

calendario, il 6 ottobre, sarà la “Sinalunga Bike”, nell’omonima località senese. nelle giornate che precedono la gara, dunque il sabato, a partire dalle 16,30, si svolgerà una simpatica manifestazione per i più piccoli, vale a dire la “Mini Tour 3 Regioni”, un mini circuito per i ragazzi dai 6 ai 12 anni. Per quel che riguarda il calendario dell’Italian 6 Races profilato per il 2013, punto di partenza comune al tour Regioni con la Rampichiana, seguita dalla “9Fossi”. Ad integrare il calendario, il 19 maggio a Pioraco (MC) si svolgerà la “Gf Monte Gemmo”, cui seguirà la “Gf Monte Cucco”. Il 14 luglio si sale verso le Balze-Verghereto (FC) per la “Monte Fumaiolo” e, a chiudere la kermesse sui pedali, il 18 agosto, a Pianello (PG) si svolgerà la “Gf del Chiascio”.

A tutti gli interessati è data la possibilità di abbonarsi entro sabato 9 febbraio, al costo di 120 euro, abbonamento che da diritto al numero fisso personalizzato, ingresso in prima griglia, cui si aggiunge un gradito omaggio; chi si abbonerà a partire dall’11 febbraio, invece, potrà sottoscriverlo al costo di 130 euro. L’iscrizione è gratuita invece per le categorie giovanili, vale a dire esordienti, allievi e junior. Per ulteriori informazioni ed aggiornamenti, si invita a far riferimento al sito www. tour3regionifrw.com ed a contattare il numero 338-6834464; mail info@tour3regionifrw. com


Work in progress -10 marzo 2013 7-10 marzo 20 per bici@romaexpo 2013

BICI - ACCESSORI - EVENTI

BICI - ACCESS

Manca poco alla seconda edizione del salone del ciclo dedicato E per i veri appassionati bici@romaexpo propone un’occasione al pedale in programma in Fiera roma dal 7 al 10 marzo e la unica: il primo demo day romano che anticipa la manifestaziolista dei marchi presenti e degli eventi in calendario si arricchisce ne e consentirà, per tutta la giornata del 6 marzo, di testare i di novità. Alle aziende che hanno già confermato la loro presenprodotti messi a disposizione dalle più importanti aziende del Vieni a scoprire il mondo della bici Vieni a scoprire il m za, come de rosa, olympia, shimano, carrera e Bottecchia, panorama italiano e straniero con due percorsi adatti a mtb, cinel Gt, primo Salone delBmc, Ciclo nellaclocross Capitale! nelcollegarsi primo Salone d si aggiungono cannondale, dt swiss, larm, Fajae strada. le iscrizioni sono aperte, basta rama, cervelo, time, srm e tanti altri ancora, per consentire al al sito internet www.biciaromaexpo.it. pubblico di avere una panoramica completa non solo del made Tutto questo, e tanto altro ancora, sarà documentato con foto Bici, accessori, componenti, caschi, Bici, accessori, com in Italy ma di tutta la produzione di bici e accessori del mercato e video grazie alla presenza del fotografo esperto in action phoabbigliamento e tanti appuntamenti e abbigliamento e tan mondiale. tography matteo cappè e dal suo staff che seguirà l’evento Come nel 2012 anche gli eventi saranno protagonisti di un’e- da vicino per tenere sempre aggiornati i migliaia iniziative di fan della per tutti g iniziative per tutti gli appassionati del pedale. dizione ancora più ricca di contenuti: spettacoli per presentare pagina Facebook. non è tutto: anche radio radio, con Ilario in modo coinvolgente tutti i prodotti sul mercato e mostre per Di Giovambattista, racconterà tutto ciò che succede in fiera con celebrare il ciclismo di casa, ma anche spazio per i piccoli che dirette radiofoniche direttamente dal palco di bici@romaexpo. potranno prendere parte agli interessanti laboratori per scoprire «Le sorprese e gli appuntamenti non finiscono qui – assicura il mondo del pedale. E ancora tanti percorsi e piste prova per Marco Rossignoli, project manager di bici@romaexpo –, vogliatestare le bici e gli accessori, allestite grazie all’esperienza di mo ampliare e arricchire la manifestazione per renderla un evenFausto scotti che, dopo il grande successo dello scorso anno, to unico. E per avvicinare ancora più pubblico abbiamo pensaproporrà la gara su mtb per agonisti e amatoriali, in calendario to di moltiplicare le possibilità di entrare in fiera con i coupon il 9 marzo, e la tradizionale gimcana rivolta a tutti i bambini, in sconto: distribuiti nei negozi, scaricabili dal sito e dalla pagina programma per domenica 10 marzo. Facebook o ritagliabili dalle riviste più importanti della stampa di Divertimento è la parola d’ordine, per questo Bike-store porte- settore, consentiranno di entrare a prezzi ridotti e visitare anche rà in fiera una nuova pump SU track e organizzerà il trofeo «King Motodays, il salone dei cugini centauri». SEGUICI SU SEGUICI of pump»: i primi due giorni si terranno le qualificazioni a cronometro, mentre sabato e domenica saranno due giorni intensi con batterie a eliminazione diretta per decretare il primo re della pump track. Ancora spazio allo spettacolo con il Pool Patrizi, team del campione di bike trial Paolo Patrizi che si esibirà in numeri mozzafiato sui pedali. Al divertimento si affianca la cultura e la scoperta del mondo del ciclismo con la mostra organizzata grazie alla in mucontemporanea con in contemporanea con collaborazione tra seo del ciclismo madonna del Ghisallo e compagnia Editoriale: la rivista Bicisport, dal 1976 magazine specializzato leader di settore in Italia, allestirà un percorso per immagini dal titolo «il grande dualismo del ciORGANIZZATOCON DA:IL PATROCINIO DI: clismo italiano: Fausto coppi, Gino fairsandevents Bartali e Fiorenzo magni». In più, la rivista cicloturismo arricchirà la 89 Rozzano (MI) EXPOTIME- sales@biciaromaexpo.it s.r.l. via Torriggio 2, 20089 Rozzano (MI) - tel. +39 029075153 - fax +39 02907514 man i f e-sttel. a z i+39 o n e 029075153 - fax +39 0290751457 con un’esposizione di fotografie dal titolo «l’italia vista dalla bicicletta: un Paradiso da riscoprire su due ruote».

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super Team pronTi per la nuova sTagione Una stagione che si preannuncia ad alto contenuto di agonismo e di divertimento per l’ASD SuperTeam di San Marino. Sotto l’egida e l’incredibile entusiasmo del patron di G-Mobile di San Marino, Gianpiero Di Marco, questi intrepidi ciclisti si cimenteranno nella stagione 2013 in un ricco calendario di manifestazioni, per dare filo da torcere agli avversari sia sui terreni più “comodi”, come la strada, sia sui pendii e sulle superfici più dure, come il fuori strada. Amanti della corsa e delle ruote grasse si danno appuntamento indossando la divisa del Superteam G-Mobile che, coi suoi colori bianco-neroarancio diventerà di certo, nella nuova stagione ciclistica, una bandiera simbolo della passione che unisce e che spinge a superare i propri limiti. Il G-Mobile store diventa in questa occasione un punto di ritrovo e stimolo, grazie al supporto che lo staff tecnico, guidato da Di Marco garantisce a questi ciclisti. Il grande slancio della squadra per questa nuova annata sportiva, inoltre, segue di pari passo il rinnovamento che lo stesso negozio ha subito a seguito del trasferimento di sede che, pur non spostandosi da San Marino, rilancia il proprio punto vendita in una veste più accogliente e attenta alle esigenze della clientela. Insomma stimoli nuovi e passione ritrovata sono gli ingredienti per un 2013 super, anzi, SuperTeam.


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carol TarlaZZi a cura di NIcOlEttA BrINA

brina@gocom.it

dal BiGodino al Fuoristrada LA SALITA SARà LA SFIDA 2013 PER LA 32EnnE DI CESEnA CHE, COn LA FORZA DEL GRUPPO DI CESEnA BIKE, STA MUOVEnDO I PRIMI PASSI nEL MOnDO DELLA MTB. ESORDIO COL BOTTO COn LA VITTORIA DI SQUADRA DEI CAMPIOnATI ITALIAnI.

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Parrucchiera 32enne, cesenate con grinta, Carol Tarlazzi è una neofita della mtb – sotto le insegne di Alice Bike – ma non per questo si tira indietro e trova, nelle sfide, la carica necessaria per superare i suoi limiti. L’obiettivo per il 2013 sarà quello di “domare” le salite più dure. com’è nata la sua passione per la bicicletta? «Tutta colpa di mio marito (sorride, ndr) che è appassionato di ciclismo ed inizialmente mi portava con lui. Era un modo per stare insieme, per trascorrere del tempo facendo qualcosa che interessasse ad entrambi. Ho mosso le mie prime pedalate in sella ad una mtb circa un anno fa, poi ho cominciato ad uscire con le principianti di Alice e Cesena Bike, per poi appassionarmi sempre più ed ora mi concedo circa 3-4 uscite settimanali. Devo ammettere che non ero mai andata in bici ed, anzi, era l’ultimo dei miei pensieri. Poi ho iniziato, ho scoperto la fatica, ma anche quel grande senso di appagamento che regala l’aver superato un ostacolo. Oggi, insomma, non riesco a farne a meno.» strada o mtb? «Diciamo che mi diletto tanto su strada che sulla mtb, sebbene quest’ultima sia la mia vera passione. Di fatto, la mountain bike è divenuta la mia valvola di sfogo, il mio spazio, il mio stimolo a dare di più ed a superare il mio limite, ponendomi sempre nuovi traguardi, nuove prove da superare. Ricordo che la prima volta che mi son trovata ad affrontare una salita, mi sono dovuta arrendere a metà, finendola a piedi. La seconda volta, più determinata che mai, sono riuscita a completarla e, giunta in cima, sono scesa dalla bici ed ho iniziato a saltare dalla contentezza.» Quanto è importante il gruppo per chi comincia? «La forza del gruppo è determinante quasi quanto la volontà personale. La mtb richiede tanta determinazione, quella punta di incoscienza e di coraggio, ma non è semplice far girare le ruote su certi terreni e su certe pendenze. L’appoggio dei ragazzi di Cesena Bike è preziosissimo per me, perché è una spinta fortissima a mettercela tutta ed a vedere anche le prove

più difficili come superabili. Quando senti che non ce la fai, hai il sostegno del gruppo… è un po’ come se pedalasse per te e con te.» com’è andata l’ultima stagione? «L’arco del 2012 è stato ricco di novità e di nuove avventure. Sorrido a pensare di essermi trovata nel bel mezzo di un acquazzone, finendo per infradiciarmi tutta. Il fatto è che quando sei in sella, rinunci alle comodità e ti senti tutt’uno con quel che hai intorno: devi affrontare il fango, il fiume, andando avanti sempre, perché indietro non si torna. Viene fuori la parte selvatica di te, quella più bambina che non si formalizza, ma che prova soddisfazione nella fatica stessa. L’ultima stagione è stata prodiga di questi momenti ed è

bello quando senti di esserti lasciata andare completamente, chessò, in discesa, mettendo da parte la paura. Quest’anno abbiamo fatto il Campionato italiano, ce l’abbiamo fatta tutti insieme e la forza del gruppo ci ha aiutato. È stata una grande emozione, e ti accompagna la consapevolezza di aver concorso nel raggiungimento di quel risultato e non l’avrei mai creduto possibile.» Quale sarà la sfida per il 2013? «Devo riuscire a fare più km in mtb, completando le salite lunghe senza mollare a metà. Ecco, il 2013 sarà sinonimo per me di salita, dovrò riuscire a superare quelle con pendenza o chilometraggio maggiore. Nel 2012 ci ho provato, ma quest’anno la salita diventerà la mia specialità.»


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max Team

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a cura di ENrIcO cAVAllINI

PrEsEntata la sQuadra PEr il 2013 SABATO 12 GEnnAIO È STATA UFFICIALIZZATA LA FORMAZIOnE CHE AFFROnTERà IL nUOVO AnnO DI GARE. L’EVEnTO ACCOLTO DAL nEGOZIO SPECIAL BIKES DI BAZZAnO (BO). Un TEAM CHE SI RAFFORZA COn nUOVI InnESTI DI QUALITà. LA STAGIOnE DI CICLOCROSS COnTInUA A PORTARE SODDISFAZIOnI.

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Confermati i migliori atleti che hanno dato tante soddisfazioni nel 2012 alla compagine emiliana, a partire da Davide Montanari e Stefano nicoletti, per proseguire poi con gli ottimi Remo Bardelli e Massimo Suardi. In campo femminile Laura Ruggeri cercherà di ripetersi, mentre Marina Lari ha salutato con grande affetto il team per affrontare con grande determinazione l’avventura nel mondo Elite. Il Max Team si rafforza ulteriormente con l’innesto, in campo maschile, di due atleti giovani ma di già consolidata esperienza e affidabilità come il bergamasco Andrea natali e il trentino Andrea Forni, che sapranno sicuramente distinguersi sui campi di gara. Con l’intero organico che attende ormai le prime granfondo per presentarsi autorevolmente anche in corsa, la stagione del ciclocross procede con ricche soddisfazioni.

foto PlaYFull niKon

Sabato 12 gennaio è stato presentato il Max Team presso il negozio Special Bikes di Bazzano (BO). La formazione bolognese si affaccia così ufficialmente nella nuova annata ed è ormai imminente l’esordio nelle prime competizioni su strada, dopo gli ottimi risultati ottenuti nel ciclocross.

la squadra dedicata alle granfondo del Max team per il 2013

Dopo la dimostrazione di forza di Montanari, capace di tre successi a inizio anno in Belgio e in Olanda, rispettivamente a Jodoigne e a Landgraff, il modenese si è ripetuto ancora

domenica 13 gennaio a Mason Vicentino (VI) al Campionato Trivenento di Ciclocross, con Suardi che è riuscito a cogliere il medesimo risultato nella propria fascia.

foto PlaYFull niKon

Il Max team al gran completo


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Franco giusTi a cura di FrANcO GAttI

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il nottamBulo dEllE duE ruotE SACRIFICAVA ORE DI SOnnO PER RInCORRERE LA SUA PASSIOnE, PEDALAVA SULLE STRADE DISSESTATE DEL RAVEnnATE. nEL 1946 PUR DI PARTECIPARE ALLA “GARIBALDInA” FALSIFICÒ LA SUA DATA DI nASCITA SUL CARTELLInO. InTRAPREnDEnTE E DETERMInATO, OGGI È RESPOnSABILE PROVInCIALE PER RAVEnnA DI ACSI.

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Franco Giusti nasce a Ravenna nel 1931, forse già con la passione della bicicletta nel sangue. A quattordici anni, nel 1945, è già ansioso di correre e partecipa ad alcune gare per concorrenti liberi, organizzate dall’Oratorio Salesiano di Ravenna, in uno scenario pieno di macerie, di case butterate dalle schegge e strade sconnesse. Sono gare all’insegna del divertimento, con biciclette alla buona senza troppe pretese, ma quanto basta per permettere alla sua prorompente vitalità ed al suo carattere esuberante di prodursi in entusiasmanti duelli a colpi di pedale con gli amici, costretti a soccombere al suo irresistibile sprint. nell’anno ’46, pur non avendo ancora compiuto i sedici anni richiesti, si iscrive alla Garibaldina modificando la data di nascita sul cartellino: in questa occasione, incontra i fratelli gemelli Carlo e Giorgio Gismondi anch’essi velocisti, coi quali sperimenterà l’ebbrezza di volate mozzafiato sulle piste di Forlì, Ferrara, Lugo e Lavezzola. nel 1948, come allievo, passa al Pedale Ravennate che, grazie agli infaticabili Minardi e Farina, sta dedicando non poche energie alla crescita dei giovani in questa categoria. Serio, scrupoloso e tenace, Giusti si al-

lena anche a costo di sacrificare ore al sonno, tant’è che per conciliare la passione ciclistica con l’attività lavorativa che l’assorbe durante il giorno, è costretto ad indispensabili sedute di allenamento dalle quattro alle otto del mattino. Corridore con spiccate doti di velocista, dimostra di sapersi arrangiare anche in salita, difettando però nella resistenza, non amando particolarmente quindi le lunghe distanze. Da qui la sua predilezione per le corse veloci tipiche dei circuiti che con sempre maggior frequenza vengono organizzate nei paesi della cintura ravennate e di quella forlivese, richiamando ai bordi delle strade cospicui gruppi di tifosi. Tutta l’attività ciclistica viene svolta nelle

fila del Pedale Ravennate, in parte al fianco di Ponti e Giulianini. Complessivamente si aggiudica una trentina di gare oltre ad innumerevoli piazzamenti entro i primi cinque. Terminata l’attività che chiude nel 1953 sotto le insegne dell’AS Godo, aggiudicandosi due gare, passa di nuovo sul finire degli anni ’50 al Pedale Ravennate come direttore sportivo. Giusti vive tuttora a Ravenna dove ricopre il ruolo di responsabile provinciale ACSI e con passione continua a pedalare ogni giorno macinando chilometri su chilometri.


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campionaTi iTaliani ciclocross a cura di GIANlucA BArBIErI in collaborazione con SANdrO BIllIANI

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a Vittorio VEnEto è Fontana show L’IMPERATORE COLPISCE AnCORA. DOPO UnA GARA MAGISTRALE, DOMInIO ASSOLUTO DI MARCO AURELIO. MOnOLOGO DI EVA LECHnER TRA LE DOnnE. BERTOLInI nELLA GARA JUnIOR, MEnTRE FALASCHI DOMInA GLI U23.

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Marco Aurelio Fontana conquista il titolo italiano open nel ciclocross. Enrico Franzoi mette sul prato di Vittorio Veneto tutto quello che ha, ma, come da pronostico, la maglia finisce sulle spalle del lombardo, che all’arrivo si mette una maschera e impugna a mo’ di scudo un’antenna parabolica. «È Capitan America – dice il riconfermato campione italiano – e serve a dire a tutti che vado ai Mondiali negli USA. Non capisco questi dubbi sulla mia partecipazione. Mi sono preparato bene, ho curato molto la corsa che era un po’ il mio punto debole. Se su questo percorso non sai correre, non vinci». A nulla è servita l’ottima prestazione ciclistica di Franzoi che in salita è quasi sempre rimasto in piedi sui pedali, mentre il rivale ha optato spesso e volentieri per l’azione podistica. Alla resa dei conti, la differenza tra Fontana e Franzoi è stata minima, qualche secondo di divario ogni giro che alla fine ha portato il distacco sino al massimo di 40”, salvo poi ridursi per i consueti rallentamenti e conseguenti festeggiamenti delle ultime centinaia di metri. Gara sostanzialmente senza grandi emozioni, Fontana e Franzoi assieme solo i primi due giri, poi lo strappo alla terza tornata, quando il bronzo di Londra accelera e scende sotto Bryan Falaschi vincitore nella categoria under 23

Podio donne Elite, rossi, lechner e Scandolara Foto nastasi


In campo femminile è ancora dominio di Eva Lechner nella categoria open, ma nelle categorie giovanili si incominciano ad intravedere spiragli per il futuro. ARRIVO DOnnE OPEn: 1. Eva Lechner (Esercito); 2. Vania Rossi (id.) a 1’30”; 3. Valentina Scandolara (MCipollini) a 2’35”; 4. Francesca Cucciniello (Selle Italia) a 4’11”; 5. nicoletta Bresciani (Scott) a 5’56”; 6. Ilenia Lazzaro (Carraro team) a 10’53”; 7. Krizia Ruggieri (Gaetano Cava) a 1 giro

una simpatica posa di Marco Aurelio Fontana tra le miss

ARRIVO DOnnE JUnIOR: 1. Rebecca Gariboldi (Lissone); 2. Beatrice Camatta (Postumia 73) a 29”; 3. Jenny Fontana (Tirano) a 1’32”; 4. Chiara Galimberti (Cadrezzate) a 4’36”; 5. Elena Torcianti (Superbike) a 1 giro; 6. Chiara Teocchi (Bianchi); 7. Hanna Santifaller (Cardano); 8. Laura Bellucco (Cicli Fiorin); 9. Giorgia Fraiegari (Larianese); 10. Gabriella Zanardo (Canavesi).

gli 8’ al giro mentre Franzoi prosegue con il suo ritmo. Qualche scivolata proprio di Fontana – peraltro sempre nello stesso punto del circuito – fa supporre (e sperare al pubblico che tifava ovviamente per il trevigiano) a una variazione del destino della gara, ma è solo un attimo, il lombardo da Giussano (abita a Castell’Arquato nel piacentino) dimostra grande presenza atletica e riprende la marcia senza conseguenza alcuna. Gli inseguitori abbandonano abbastanza presto la sfida: Fabio Ursi fa una buona prima parte di gara ed è a lungo in terza posizione senza evidenti possibilità di migliorare in classifica, anzi, cede sotto i colpi di pedale portati in rimonta da Mirko Tabacchi che alla resa del cronometro paga. ARRIVO: 1. Marco Aurelio Fontana (Cannondale Factory Racing); 2. Enrico Franzoi (Selle Italia Guerciotti) a 32”; 3. Mirko Tabacchi (Gs Forestale) a 2’43”; 4. Fabio Ursi (team Protek Della Bona) a 3’17”; 5. Rafael Visinelli (Gs Forestale) a 4’43”; 6. Flavio Alex Longhi (team Kiklos Frm) a 5’46”; 7. Thomas Paccagnella (Work Service Brenta) a 6’26”; 8. Stefano Capponi (Moser) a 6’58”; 9. Marco Ponta (Gs Esercito) a 7’11”; 10. Marcello Pavarin (Vacansoleil) a 2 giri. negli U23 Bryan Falaschi, dopo aver fatto il forcing fin dalle prime battute, ha saputo contenere il distacco dai due più immediati inseguitori, gestendo la gara, specie negli ultimi giri, quando concedeva qualche secondo, ma ipotecava con sicurezza la gara. ARRIVO: 1. Bryan Falaschi (Selle Italia Guerciotti); 2. Daniele Braidot (Forestale) a 44”; 3. nicolas Samparisi (Protek) a 1’44”; 4. Igor Smarzaro (Palazzago) a 2’26”; 5. Pietro Santini (Palazzago) a 2’38”; 6. nicholas Pettinà (Forestale) a 2’56”; 7. Lorenzo Samparisi (Protek) a 3’29”; 8. Fabio Alfonso Todaro (Selle Italia Guerciotti) a 3’32”; 9. Francesco Acquaviva (Brilla) a 5’15”; 10. Denis Fumarola (FRM) a 5’27”.

Marco Aurelio Fontana in azione Arrivo vittorioso dell’imperatore Marco Aurelio


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gF inTernaZionale bmc Diavolo in versilia

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a cura di ENrIcO cAVAllINI

a ViarEGGio il 21 aPrilE PEr un EVEnto straordinario nOn CI SARà DA RILASSARSI ALLA 17A EDIZIOnE DELL’EVEnTO In PROGRAMMA IL 21 APRILE A VIAREGGIO (LU). TRACCIATI nERVOSI, RICCHI DI SALITE E DI InSIDIOSE DISCESE. LA GARA SARà VALIDA AnCHE COME 1° TROFEO AVIS.

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foto PlaYFull niKon

Viareggio (lu) – domenica 21 aprile a Viareggio (lu) si terrà la 17a Granfondo internazionale Bmc diavolo in Versilia, prova del Giro del Granducato di toscana e del Giro delle regioni. due i percorsi: il granfondo di 138 chilometri (2.045 metri di dislivello) e il mediofondo di 98 chilometri (1.169 metri di dislivello). tracciati nervosi, ricchi di salite e di insidiose discese e quindi molto più impegnativi di quanto potrebbe sembrare a un primo sguardo. Il via sarà dato alle 9,30 da Viale Marconi di fronte al Grand Hotel Principe di Piemonte (prevista anche la partenza alla francese dalle 8,30 alle 9,15 solo per i cicloturisti). I primi chilometri fino all’imbocco del Pedona saranno pianeggianti. Da qui inizierà una salita di circa 4 chilometri, abbastanza pedalabile sebbene un po’ incostante, che presenta una rampa piuttosto impegnativa negli ultimi 500 metri. Quindi discesa e dopo qualche chilometro di pianura si imboccherà la salita di stiava (circa 2,5 chilometri abbastanza impegnativi). Dopo aver scollinato, ci saranno circa 15 chilometri durante i quali si potrà rifiatare. Arrivati al bivio per Ponte a moriano si svolterà a destra e ci si troverà davanti a una serie di salite e discese attaccate tra loro: tre le ascese, di cui l’ultima sarà il “Piccolo mortirolo” (2,5 chilometri con pendenze costantemente tra l’8% e il 10%). Dopo una discesa tecnica, inizierà una strada in falsopiano di circa 2 chilometri a salire fino all’inizio dell’ultima vera ascesa, quella di Piazzano: poco meno di 2 chilometri al 7%. Da qui breve ma tecnica discesa che immetterà sulla strada fatta in precedenza a scendere. Si tratta di un falsopiano in leggera ascesa per qualche chilometro, seguito da circa un foto PlaYFull niKon

chilometro al 5-6%. Dopo aver scollinato, si scenderà a stiava (affrontata prima in salita). In fondo alla discesa, quando mancheranno poco più di 10 chilometri all’arrivo del medio, avverrà la divisione tra i percorsi. Dopo un paio di chilometri dal punto della separazione, i granfondisti attaccheranno l’ascesa di Bargecchia/Pedona, che presenta i tratti più duri all’inizio, con tre tornanti intorno all’8%, e poi dopo la deviazione per Pedona con un breve “muro” al 14%. Dopo Pedona, discesa molto tecnica di circa 4 chilometri che terminerà a Camaiore, da dove, con due rampe molto impegnative (circa un chilometro con pendenze massime intorno al 12%) inizierà l’ennesima salita che porterà a montebello/monteggiori. Da qui si scenderà a “capofitto” per una strada irta e stretta. Molto meglio, quindi, non rischiare. Terminata la discesa si rientrerà sulla Via Sarzanese per raggiungere, dopo alcuni chilometri di pianura, Pietrasanta. Dopo il

cimitero svolta a destra per attaccare l’ultima ascesa di giornata, quella di capezzano monte: una strada stretta e tortuosa che si inerpicherà tra oliveti secolari affacciati sul mare con pendenze che poche volte scenderanno al di sotto dell’8%. All’inizio sarà un susseguirsi di rapidi e ripidi tornantini. Poi gli intervalli fra un tornante e l’altro si allungheranno, lasciando il posto a lunghi drittoni e semicurve. Prima di Capezzano Monte due tornantini velenosi oltre il 12% porteranno al gpm, dopo il quale un leggero falsopiano condurrà fino a Capriglia, da dove si aprirà allo sguardo il Mar Tirreno da Portovenere all’Argentario con le isole dell’arcipelago toscano a fare da cornice. Comincerà ora la bellissima discesa che riporterà a Pietrasanta e poi via fino a Viareggio. Quest’anno all’interno della granfondo si terrà il 1° trofeo avis, riservato a tutti i tesserati di quest’associazione. Un’iniziativa pensata per sensibilizzare le persone, soprattutto i ciclisti, alla donazione del sangue. Dato che verrà stilata un’apposita classifica, sarà necessario sapere chi, fra gli iscritti, sia tesserato all’Avis. Parte della quota d’iscrizione di coloro che parteciperanno al 1° Trofeo Avis sarà donata alla sede camaiorese dell’associazione. iscrizioni granfondo: € 30,00 fino al 18 aprile 2013 ed € 40,00 il 20 aprile. I cicloturisti avranno uno sconto di € 10 sulla quota d’iscrizione.


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iNBiCi magazine- anno 5 - Numero 2 - Febbraio 2013  

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