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IMAGINE 8/2018

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imagine i ine

Arte, mestiere. E tanta professioinalità

La profumeria artistica è uno degli argomenti chiave che abbiamo sviluppato in questo numero di Imagine. E in quelli che (tecnicamente) vengono chiamati “strilli di copertina” abbiamo parlato di «jus con un’anima nobile». Una descrizione perfea, a nostro parere, che li allontana da quel conceo di nicchia che i maestri profumieri stessi non ritengono più appropriato.

Sono vere opere d’arte. Vetri preziosi contengono alchimie raffinate e uniche, fiabe olfaive per intenditori del bello e del raro. Gioielli per chi non si accontenta di un effluvio, ma cerca qualcosa che diventi un tu’uno con la propria storia, un segno distintivo che racconti un po’ dell’anima di chi l’indossa. Noi ne abbiamo fao una vetrina speciale, in questo numero, e dedicheremo sempre più aenzione all’argomento, perché in un mondo dove tuo appare omologato è giusto soolineare ciò che davvero può fare la differenza.

Continua il “tifo” per Fenapro e per la campagna di canale che, nella sua fase proge uale, sta raccogliendo grandi soddisfazioni. Autorevolezza e serietà sono le parole chiave per dare al se ore tu o il riconoscimento che merita. Le persone che lavorano a conta o con il pubblico sono professioniste di prim’ordine. A volte persino psicologhe, perché se è fondamentale saper vendere, è sicuramente altre anto importante saper ascoltare. E il successo che l’iniziativa di Fenapro sta riscuotendo è la testimonianza di come la voglia di crescere sia contagiosa e del fa o che quando le cose sono fa e bene i risultati non tardano ad arrivare.

Un numero ricco di argomenti da leggere e approfondire, insomma, pagine non soltanto interessanti ma anche belle da guardare. In redazione ne siamo fieri e soddisfa i. A dire la verità, lo siamo ogni volta che un nuovo numero prende forma. Piano piano. Come se sbocciasse, come se arrivasse una nuova stagione. E questa che stiamo vivendo è la stagione delle vacanze. È il momento di assaporare un po’ di tempo per ritrovarci e riappropriarci di ciò che davvero conta.

E R T O I D

IN CHIEF

di Cristina Milanesi
pag. 16 storytelling dedicato a douglas

12. codicecolore

Little Boy Blue

14. formaemateria

Comunicare con il pack

16. ierioggiedomani

Il nuovo corso di Douglas

18. tralerighe

Libri e bellezza trasversale

20. sulpezzo

Belle notizie

22. nellaformula

Il ginseng

24. accessori

Spunti e dettagli glam

27. diamoinumeri

I consumatori e la passata crisi

28. trend&finanza

Bellezza e capitali, due mondi possibili

32. primopiano

Antonella Mandelli,

Beauty Concept The Perfumery

pag. 32 la parola ad antonella mandelli

sPeCiALe

makeupautunno-inverno

36. Il trucco c’è... perché è nell’aria

38. ... e si vede (nei trend)

52. Formazione: i trucchi del mestiere

54. Backstage e tips di stagione

56. Numeri e percentuali del maquillage

59. sapervendere

Tre nuove formule

Lancôme Absolue

60. domanda&risposta

Moira D’Agostini

New entry all’insegna del lusso

62. strategie

Campagna di canale Fenapro

Stiamo lavorando per voi

64. domanda&risposta

Serena Cuoghi

Catturare l’attenzione su ciò

che fa la differenza

PAG. 68 ASPETTANDO “FRAGRANZE”

ORGANOUFFICIALEFENAPRO

rivista specializzata fondata nel 1975

DIRETTOREEDITORIALE

Michelangelo Liuni

DIRETTORERESPONSABILE

Maria Cristina Milanesi cristina.milanesi@rcs.it

CAPOREDATTORECENTRALE

Loredana Ranni loredana.ranni@rcs.it

PROGETTOGRAFICO

Giorgia Gulloa

CAPOREDATTOREGRAFICO (ad personam) Lorenza Martini lorenza.martini@rcs.it

REALIZZAZIONEGRAFICA EIMPAGINAZIONE

Giorgia Gulloa giorgia.gulloa@rcs.it

SEGRETERIADIREDAZIONE

Mariella Bertuca mariella.bertuca@rcs.it

Paola Giangualano paola.giangualano@rcs.it

HANNOCOLLABORATOAQUESTONUMERO

Raimonda Boriani, Monica Caiti, Giovanna Maffina, Marta Pacillo, Ivan Pestillo, Giuliana Valcavi

STAMPA Errestampa srl - Orio al Serio (BG)

Registrazione del Tribunale di Milano N° 139 in data 24/3/1986 - Iscria al Registro Nazionale della Stampa il 10/4/85 al n. 1529

CONFINDUSTRIA

RCS MediaGroup SpA via Angelo Rizzoli, 8 - 20132 Milano

PRESIDENTEEAMMINISTRATOREDELEGATO URBANOCAIRO

CONSIGLIERI

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DIRETTOREGENERALENEWS

Alessandro Bompieri

REDAZIONE via Angelo Rizzoli, 8 - 20132 Milano telefono 02 2584 6671 - fax 02 2584 6675

ABBONAMENTI per informazioni: 02 25846785 orario continuato 9.00 - 18.00

AFFINITA’ELETTIVE

Tigotà

Il senso dei drugstore per l’arte

FOCUS

PROFUMERIAARTISTICA

Non chiamatela “nicchia” Come opere d’arte, i nuovi jus

NOVITA’DITENDENZA

Gli ultimi lanci in profumeria STORIEINVETRINA

Giuseppe Squillace

Il sele ivo va (decisamente) tra ato con cura! PUNTIDIVISTA

Maurizio Gibin FENAPROMAG

News e aggiornamenti dalla Federazione

CONCESSIONARIA

RCS MediaGroup SpA

PUBBLICITÀ SFERA via Angelo Rizzoli, 8 - 20132 Milano (MI) Italy telefono +39 02 2584.6733, +39 02 2584.1 (centralino)

TRAFFICO PUBBLICITARIO Claudia Fieni claudia.fieni@sfera.rcs.it

COORDINAMENTO TECNICO Allen Michi allen.michi@sfera.rcs.it

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Trattamento notte

Il prodotto nutriente che rende le ciglia più folte, più lunghe e più resistenti.

Ciglia più folte* dopo 28 giorni

Ciglia più lunghe** dopo 56 giorni

*Risultato basato su 23 donne tra i 19 ed i 64 anni, applicazione giornaliera

** Risultato basato su 21 donne tra i 19 ed i 64 anni, applicazione giornaliera

Indice di soddisfazione dell’indagine: ciglia più folte = 72%; ciglia più lunghe = 81%

CODICE

di Ivan Pestillo

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I baci diventano luminosi, con il balsamo emolliente capace di sprigionare un aroma fruttato irresistibile.

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Pratica borsa a tre scomparti. Personalizzabile, con la fascia décor (fiorita) che può essere attaccata o staccata.

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Un bijoux ispirato alla cristalloterapia, mix di pietre e dettagli che diffonde energia positiva.

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La stagione dei festival musicali porta con sé frizzanti note marine e decisi sentori di ananas. HOLLISTER, FESTIVAL VIBES FOR HIM

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forma e materia

3item

in movimento, couture, evocativo. ecco come ingegno e creatività possono reinterpretare il packaging.

Metafisico chic

arte + moda = mannequin, il diffusore di profumo con bacchette di Locherber

Milano ispirato al mondo pittorico e dell’alta moda. un oggetto inedito, che scaturisce dall’intuizione di “vedere” - nello snodo d’un antico manichino in legno - un profumatore per ambienti che richiama l’esclusività di certe creazioni haute couture, ma anche il fascino misterioso delle muse ritratte da De chirico, principale esponente della pittura metafisica in italia. l’utilizzo di materiali nobili, come il legno di noce canaletto, si unisce all’acciaio e al vetro. all’interno del prezioso oggetto, una fragranza d’ambiente il cui spartito unisce note agrumate e lievemente pungenti a sentori erbacei, ambrati e speziati, oltre a resine e legni. la fragranza è disponibile anche in versione eau de parfum (da 100 ml), con bottiglia in vetro belga e tappo in noce canaletto lavorato manualmente al tornio.

Nomade contemporanea

si chiama bellezza “on the go”, ovvero “in movimento”. perché predilige confezioni monodose, poco ingombranti, divertenti, intuitive. ma comunque super. ed è partendo da questo presupposto che O-Pac ha ideato 24H urban kit, un twin sachet (due bustine monodose) che insieme compongono un trattamento di bellezza giorno e notte. la fase day è una salviettina bianca che nutre e protegge dallo stress ossidativo, in più opacizza e funge da primer. la fase night è invece una salviettina in tessuto nero detergente, con morbidi cuscinetti massaggianti: rimuove il trucco e idrata, non richiede risciacquo. una reinterpretazione delle salviettine umidificate monouso, insomma - trasformate in prodotti anti age, detergenti, detox - da portare sempre con sé.

Trasversale doc il mondo dei vini pregiati e quello delle fragranze non sono poi così distanti. linguaggio a parte (bouquet, fondo, fruttato…), sono molti i profumi - per l’ambiente e la persona - legati all’universo enologico. geniale antesignana del genere, la stilista Chiara Boni, che alcuni anni fa fece confezionare (ed etichettare) un suo profumo in una bottiglia da vino. oggi, ecco che la bottiglia di vino si “de-materializza” per diventare altro: si chiama Wine pouch revolution ed è il progetto studiato dall’agenzia Reverse Innovation per la cantina vinicola Gigante. il briefing? sviluppare una nuova veste - grafica e strutturale - per un prodotto d’alto livello, capace di dialogare con un pubblico esigente e attento. nato come pura ricerca, con l’obiettivo di sdoganare l’immagine del vino venduto in box, potrebbe diventare un’alternativa anche per le fragranze?

STORYTELLING

Un segno essenziale ma senza confini

Doppia rivoluzione in casa Douglas. A poco più di un anno dai primi passi verso l’acquisizione di Limoni La Gardenia, il retailer di profumeria tedesco modifica il logo per cambiare - progressivamente - “pelle”. È questa la prima novità: il nome Douglas reinterpretato con uno script pulito ed essenziale, dove a fare la differenza sono le prime due leere (la D e la O) ora intrecciate. Il nuovo logo sostituirà velocemente il precedente anche in tue le 600 profumerie presenti sul territorio italiano e sarà proprio il nostro Paese a dare il via al cambiamento, iniziando la progressiva sostituzione delle vecchie insegne. «Partiremo subito. E l’Italia procederà per prima in questa direzione» ha affermato il CEO di Douglas Italia, Fabio Pampani, nel corso della presentazione del nuovo progeo lo scorso 26 giugno a Milano.

Cara Delavingne e le altre (top model)

Nuovo logo, nuova campagna. Ed ecco la seconda novità. Sullo sfondo, i volti di alcune tra le modelle più celebrate al mondo: Cara Delevingne, Amber Vallea, Alexa Chung, Lineisy Montero e la top influencer Caro Daur. Tra di loro anche un uomo, Jon Kortajarena. Un olimpo di dee, strappate per qualche giorno alle passerelle internazionali della moda e qui raccontate da un grande fotografo, Peter Lindbergh. «Questa è la nuova immagine Douglas di cui siamo tui molto orgogliosi. La campagna internazionale offre un’immediata visione del nostro modo di concepire e offrire la bellezza. Nel senso che l’unicità di ogni persona, di ogni cliente è il valore da preservare e valorizzare al massimo», ha continuato Pampani.

Beauty lounge in crescita. Oltre il raddoppio

Nel corso dei prossimi 12 mesi il Gruppo Douglas investirà - soltanto nel nostro Paese - tre milioni di euro... Per (più che) raddoppiare il numero delle beauty lounge: dalle auali 21 a 45. Come ha spiegato, ancora, il CEO: «Le beauty lounge sono un importante asset sviluppato negli ultimi anni, che si sta dimostrando vincente grazie ai traamenti professionali ideati intorno alla cliente e alle sue esigenze: skincare viso e corpo, nail ed eyebrow bar, depilazione, make up, pulizia viso... Oltre alla Make up School, dov’è possibile partecipare a lezioni di trucco per ogni occasione, e al Wedding Beauty Program, il servizio di trucco a domicilio per la sposa». La campagna pubblicitaria di Peter Lindbergh sarà indispensabile anche per definire il posizionamento dell’insegna in un’oica multicanale. «Continueremo infai a investire nella multicanalità, per raggiungere e interagire con i nostri clienti toccando tui i principali touchpoint. E rendere l’esperienza d’acquisto sempre più coinvolgente».

PRIMANELL’ACQUISIZIONE DILLGPOILOSCORSOGIUGNO LAPRESENTAZIONEDELNUOVO LOGOEDELLACAMPAGNASTAMPA INTERNAZIONALECONLEMODELLE PIÙACCLAMATEDELMOMENTO ÈLANUOVADOUGLAS

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APROPOSITO DICELLULITE DASEMPRE OGGETTODISTUDI ERICERCHE UNLIBROSERIO EFACETOINSIEME CONRELATIVE NEWSANNESSE ECONNESSE

Fango & sale

C’è un traamento per gli inestetismi della cellulite, eseguito all’Hotel & Spa Falkensteinerhof di Valles (Bolzano), che potrebbe ispirare le consulenti delle profumerie con cabina estetica. È il traamento MontHalit: fango con sale purissimo ricavato dalle miniere delle Alpi, ricco di minerali e microelementi. Prima, il massaggio con la spazzola Ying&Yang, poi un massaggio conneivale e, infine, proprio l’impacco multiaivo MontHalit al quale segue l’applicazione di una crema anticellulite. Info: www.falkensteiner.com

TRA LE RIGHE

Con un pizzico di “cinismo cellulitico”

Non fa voli pindarici, non racconta illusorie favolee ma suggerisce rimedi concreti contro la “buccia d’arancia”. Sempre con ironia e un tocco cinico in punta di penna. È il volume La guida cinica alla cellulite, scrio da Cristina Fogazzi con la supervisione del chirurgo estetico Enrico Moa. Al bando terapie miracolose e leggende metropolitane, per un manuale con illustrazioni e lezioni teoriche, piccoli ma preziosi segreti e test casalinghi, per consentire un’autodiagnosi correa e traamenti ad hoc. Ed è così che, alla fine della le ura, saprete distinguere la vera buccia d’arancia dai suoi fake, riconoscere lo stadio di cellulite vostro e delle amiche, nonchè scegliere le soluzioni più efficaci, senza cadere viime di false promesse e slogan accaivanti. L’autrice, originaria di un paese nelle valli bresciane, è titolare di un centro estetico (e ambulatorio medico) a Milano. A renderla famosa è stato il suo blog - www.estetistacinica.it - seguito da oltre 20mila follower. Dice di sé: «Studi classici, ex bambina grassa, aspirante super eroina, i costumini strei mi stavano male. Sfido la cellulite col camice che non mi tira sui fianchi e i capelli perfeamente piastrati. Io sono l’Estetista Cinica, lo ero già prima di diventare una vignea, ma ero parecchio avversata dal sistema di comunicare del mondo beauty, dove l’ironia non è vista di buon occhio, non si dev’essere troppo schiei e bisogna meere online le foto delle tizie magre coi fiori (orchidee di solito). E poi bisogna essere aspirazionali, motivanti, seduivi, funambolici e chissà cos’altro per non chiamare le cose col loro nome». Lei, invece, lo fa.

MONDADORI, 223 PAGINE, 14,90

Formula green

Nuova formulazione e pack inedito per Body Fit Expert Minceur Anti-Capitons di Clarins. Il soin deve la sua efficacia rimodellante e anticellulite a un mix (mirato) di sostanze vegetali. L’azione dell’estrao di cotogno viene infai potenziata dalla presenza della caffeina, principio aivo con spiccate doti snellenti, e da altre see piante. Perché ad agire sinergicamente sono gli estrai di menta acquatica bio, celosia, baccharis e scabiosa, escina della castagna d’India, fosfolipidi di girasole e olio di nocciola.

La parola alla ricerca

Tra gli inestetismi più diffusi e difficili da debellare, la cellulite è da sempre oggeo di studi e ricerche. «Una delle più recenti teorie al riguardo punta sulle cellule staminali» spiega Andrea Sbarbati, direore del Dipartimento Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona «Profondamente diversa dal tessuto adiposo soocutaneo, è caraerizzata da un’elevatissima concentrazione di cellule staminali pluripotenti, che evidenziano in gran parte due marker tipici di una soopopolazione di staminali mesenchimali, recentemente descria come resistente agli stress di lunga durata». È l’inizio della…. fine del più grande nemico delle donne?

HYDRA-GLOBAL SERUM

NUOVO

Un siero innovativo che penetra fino al cuore della pelle per reidratarla dall’interno.

Costantemente dissetata, la pelle è rimpolpata, levigata.

1 Dalla Spagna, un jus di successo!

n e w s

Kanebo Cosmetics Italy ha annunciato l’arrivo di Federica Cruciani all’interno dell’azienda: dallo scorso 23 luglio, Cruciani ha assunto la carica di national training & promotion manager. La sua esperienza e le competenze maturate, all’interno di aziende internazionali di rilievo del settore cosmetico, le consentiranno sicuramente di offrire un contributo importante allo sviluppo del dipartimento di formzione, per i marchi Sensai e Kanebo. www.sensai-cosmetics.com 1 4 2 3

Il marchio Women’Secret, distribuito in Italia da Brave Italy, ha ottenuto quest’anno un nuovo riconoscimento. L’Accademia del Profumo spagnola ha infatti attribuito alla sua fragranza Gold Seduction il “Premio de los consumidores gran publico feminino”. Il jus, da poco lanciato sul mercato internazionale, si esprime con note di lampone, agrumi, fiori bianchi. E ha quel tocco gourmand che tanto piace alle donne. www.braveitaly.com

2 Sulle note di un colorato omaggio a L’Avana

La cantante Camila Cabello omaggia la sua città natale, L’Avana, con una nuova collezione make up realizzata in collaborazione con L’Oréal Paris. Le 14 proposte, disponibili in edizione limitata (online), sono caratterizzate da tonalità accattivanti e pack vibranti. In gamma, tutto l’occorrente per un look glowy: dal bronzer al lipgloss passando per gli ombretti in crema. www.loreal-paris.it

3 Felicemente separati in casa (Crai)

Il 31 dicembre prossimo si concluderà una collaborazione storica, quella tra il Gruppo veneto DMO - presente sul mercato con le insegne Caddy’s, L’Isola dei Tesori e Beauty Star - e il Consorzio Promotre di Livorno. «Abbiamo scelto di camminare con le nostre gambe» ha spiegato Fabio Celeghin, amministratore delegato del Gruppo. «Sono stati anni di collaborazione proficua, che continuerà in parte con il comparto dei prodotti a marchio». «La collaborazione fra Promotre e DMO proseguirà, nel rispetto delle reciproche autonomie, nel polo drug di Crai» ha aggiunto Pietro Paolo Tognetti, presidente del Consorzio. www.promotre.com

4 Giri di poltrone. E di competenze

La Rivoluzione per la tua Beauty Routine

NUOVE MASCHERE PER CAPELLI IN TESSUTO

Dalla ricerca tricocosmetica Biopoint, l’innovativa cuffia con tecnologia Termo-vapore che potenzia la penetrazione degli attivi nel capello.

Il trattamento rivoluzionario per 3 performance straordinarie: Lucentezza, Riparazione e Protezione Colore.

In soli 15 minuti, un risultato professionale a casa come nel miglior salone di bellezza.

Biopoint. Mi piace piacermi.

IDENTIKIT

Il termine “ginseng” deriva dal cinese “jen-shen” e significa “pianta dell’uomo”. Le sue radici ricordano, infatti, la sagoma di un uomo o di un bambino. Chiamato anche penax, appartiene alla famiglia delle araliaceae: è una pianta perenne a crescita lenta, che necessita di terreno umido e clima compreso tra i 16 e 18 gradi centigradi.

INCI

GINSENG

CONOSCIUTO PER LE SUE PROPRIETÀ TONIFICANTI È UN OTTIMO ALLEATO ANTIETÀ NON SOLTANTO PER LA PRESENZA DI NUMEROSE SAPONINE E SOSTANZE ANTIOSSIDANTI MA ANCHE PERCHÉ

AGISCE A LIVELLO NEUROENDOCRINO

Considerata ricca di proprietà benefiche, la pianta del ginseng contiene almeno 13 diverse saponine triterpeniche (chiamate ginsenoidi), amminoacidi, vitamine e sali minerali. Ecco perché, oltre a essere usata a tavola, è spesso integrata anche nei cosmetici. «Tra le sue tante virtù, spiccano quelle tonificanti e antistress. Infusa nelle bevande per la capacità depurativa che regola l’omeostasi dell’organismo, viene usata in campo cosmetico per le proprietà immunostimolanti, che o imizzano le difese naturali della pelle» spiega Corinna Rigoni, presidente dell’Associazione Donne Dermatologhe Italia

Dalla cima dei capelli alla punta dei piedi

La radice della pianta contiene le saponine, quelle sostanze particolarmente attive che, una volta integrate nei cosmetici, aumentano l’elasticità dell’epidermide e la sua idratazione. «Miscelato a determinati pool di attivi, l’estratto di ginseng ha un forte potere antiossidante e tonificante, agisce sul tono dei vasi sanguigni, regalando importanti benefici alle pelli segnate e mature» sottolinea la dottoressa Rigoni. Non è un caso che l’estratto di ginseng in polvere sia usato anche per stimolanti massaggi, al fine di tonificare cosce, gambe e glutei. «E anche in campo tricologico, sopratutto negli shampoo, perché agisce sul bulbo pilifero sollecitando il ciclo vitale del capello».

Un plus di energia per la pelle

Sia come integratore alimentare sia come ingrediente di creme idratanti e antietà, il ginseng lavora anche a livello neuroendocrino. Presenta, infa i, una stru ura biochimica simile a quella di un ormone - il pregnenolone - che, se alterato a causa dello stress, può causare un deficit nella produzione ormonale con conseguenti invecchiamento e cedimento cutaneo. Il ginseng è dunque o imo per far fronte a questa evenienza, perché in grado di regolare la recezione degli ormoni della pelle.

A sinistra, I’m Ginseng Mask Sheet di TonyMoly: una maschera in tessuto tonificante che regala alla pelle una piacevole sensazione di freschezza (da Sephora).

A destra, il traamento rivitalizzante C+C Vitamin Eye di Natura Bissé, che ripristina la luminosità e la vitalità della delicata zona perioculare con un mix di vitamine, caffeina, acido ascorbico e... (ovviamente) ginseng!

& CO.

PROPOSTE HIGH TECH GENDER FREE

E D’ISPIRAZIONE CARTOON DA RICERCARE

ANCHE NELLE FIERE DI SETTORE

PER ESSERE SEMPRE AL PASSO CON I TEMPI

1 Il beauty si fa… style!

Homi, il salone degli stili di vita di Fiera Milano, torna protagonista dal 14 al 17 seembre con un’ampia offerta espositiva che diventa sempre più trasversale: non soltanto complementi e decorazioni d’arredo, oggei per la tavola, tessuti e tessili per la casa, profumazioni d’ambienti, ma anche articoli promozionali, oggeistica da regalo e da ufficio, fino alle proposte del variegato mondo dell’accessorio moda e del bijoux. Non mancheranno gli spazi dedicati alla sperimentazione e alla ricerca, che si rinnovano a ogni edizione e ospitano designer affermati ed emergenti. Ci saremo anche noi di Imagine! Presso l’area Homi Beauty Style dei padiglioni Fashion & Jewels dove make up, fragranze, tra amenti e servizi di bellezza si trasformano in un elemento di differenziazione impa ante per il punto vendita.

2 Gioielli da condividere

Il marchio Camomilla Milano si fa tecnologico e veste con la sua creatività dirompente anche l’ogge o più all’avanguardia dell’era 2.0… il carica ba erie di scorta per IPhone e Android. All’interno di ogni poche e gli erata, dotata di mosche one, ci sono un alimentatore di capacità 2.000 mAh e un cavo USB. Una novità assoluta per la profumeria, disponibile a partire da o obre 2018. 3 4 2 1

Sono interamente in argento 925 e in perfe o stile rock, gli ultimi arrivati di casa Pietro Ferrante Jewels: orecchini unisex, realizzati a mano in Italia, disponibili sia in versione cerchie o sia con monachella. Protagonisti, originali charms che, agganciati con un pratico mosche one, riproducono teschi, rose, croci e ancore stilizzate.

3 Incontro fra due icone

Sempre trendy con il suo fiocco a pois e il vestitino con le maniche a sbuffo, Minnie - l’eterna compagna di Topolino - è uno dei nuovi protagonisti della spazzola da viaggio Compact Styler di Tangle Teezer. Il suo formato compa o è perfe o per una veloce risistemata della piega. In più, è possibile proteggerne i denti da ogni danno e dalla polvere con l’apposito cappuccio prote ivo. In esclusiva da Sephora

4 Quando la tecnologia è sinonimo di glam

imagine

VIENI... C’È UNA CASA NEL BOSCO

DOVE L’ALTRA COPERTINA DI QUESTO NUMERO

PARLA A UNA COPPIA CONTEMPORANEA, CON I NUOVI

PROFUMI FIRMATI DSQUARED2.

SCIE VIBRANTI

CHE RACCONTONO

STORIE DI LEGNI PREGIATI.

foto Massimiliano De Biase art Giorgia Gullotta

Lui e lei, gli opposti che si attraggono

Wood by DSquared2. Ecco un progeo “per due” sviluppato aorno alle atmosfere del bosco e dei suoi legni, da sempre fonte d’ispirazione per i fratelli canadesi (ma con origini italiane) Dean e Dan Caten. Giovani interpreti dello spirito del loro tempo, i protagonisti di queste fragranze vivono di passioni e slancio verso il nuovo: virile e sfacciato lui, contemporanea e ultra femminile lei.

Wood pour Homme esordisce con bergamoo di Calabria, mandarino e limone di Sicilia, zenzero per poi lasciare il posto a un cuore sensuale di cardamomo e ambrox, cui segue la scia luminosa di legni bianchi e vetiver. Wood pour Femme, dal canto suo, è un’eau de toilee fresca ed eterea che mixa foglie di lampone, magnolia e gelsomino prima di passare all’infusione diosmantoealfondolegnosodalcaraereinconfondibile:cedroeambrox. I flaconi sono lineari, in vetro brunito per lui e trasparente per lei, fondo a parabola e un tappo a calamita in legno di frassino.

DIAMO I NUMERI

CONSUMATORI, QUESTI (S)CONOSCIUTI

Quanto ha influito e sta ancora influendo

la passata crisi sulle strategie di spesa?

La parola alla ricerca di Ermeneia Studi&Strategie di Sistema.

Ragionato, multi prodotto e multicanale. L’acquisto cosmetico conferma anche nell’ultimo periodo caratteristiche proprie degli anni scorsi, con alcuni indici in crescita. È la rilevazione degli atteggiamenti e dei comportamenti di spesa, così come evidenziato dall’indagine Ermeneia Studi&Strategie di Sistema, inserita all’interno del Beauty Report 2018 di Cosmetica Italia. L’esigenza d’informarsi su ciò che si va ad acquistare è una componente in crescita, che si scelga di farlo tramite internet, il confronto sui social, o direttamente sul punto vendita.

SENTIMENTICONTRASTANTI

In parallelo a questo bisogno di maggiore “sobrietà” se ne registra un altro (apparentemente contradditorio) di reazione, dopo la crisi prolungata che spinge ad acquistare prodotti di buona qualità, anche se più costosi ed eventualmente personalizzati. Il 36% del campione intervistato nel 2018 afferma infatti: «Passati gli anni di crisi prolungata, ho cominciato ad avere più voglia di reagire e di dedicarmi maggiore attenzione, anche con l’acquisto di cosmetici di buona qualità, pure se di per sé più costosi». Inoltre, il 42% sottolinea anche come gli piacerebbe trovare, in prospettiva, prodotti che possano essere personalizzati e tengano conto delle proprie caratteristiche fisiologiche ed estetiche (pur potendo comportare, tutto ciò, un costo maggiore).

ILPUNTOVENDITARESTA COMUNQUEALCENTRO

Rimane centrale la discriminante del negozio, che però deve garantire una buona accoglienza e un servizio di assoluta qualità. Colpisce nel segno solo se è un luogo dove sentirsi curati e piacevolmente arricchiti di conoscenza ed esperienza (48,3% del campione intervistato). 

NEGOZIOFISICO E-COMMERCE VENDITEDIRETTE LAMULTICANALITÀ EMERGECOME FORTETENDENZA

IL RUOLO CENTRALE DEL CONSUMATORE INFORMATO E DIALOGANTE

27,7%

ECCO UNO SPUNTO SU CUI RIFLETTERE. OVVERO LA PERCENTUALE DI INTERVISTATI CHE, MALGRADO LA CRISI

DICHIARA D’AVER CONSUMATO ANCHE DI PIÙ. NEL 2016 ERA IL 23%...

TRASVERSALITÀECURIOSITÀ

2016 VS 2018

LACRISIMIHASPINTOACOMPERARE PRODOTTICOSMETICINEICANALI PIÙDIVERSI ASECONDADELMIGLIOR RAPPORTOPREZZO-QUALITÀ

INPARTICOLARE HOACQUISTATO PIÙCOSMETICIDIMARCA COMMERCIALE CIOÈQUELLIFATTI PRODURREEMESSIINVENDITA DALLAGDO VISTOCHECOSTANO MENOESONODIBUONAQUALITÀ

LACRISIMIHASPINTOACOMPERARE PRODOTTIANCHEVIAINTERNET ATTRAVERSOL’E-COMMERCE

HOACQUISTATOCOSMECITIPURE TRAMITEVENDITEDIRETTE ADOMICILIO PERCORRISPONDENZA UNAMODALITÀUNPO’ TRADIZIONALEMASEMPREUTILE ECHEMIDÀFIDUCIA

NASCEUNANUOVACONSAPEVOLEZZA ANCHESTIMOLATA DALLAMAGGIORCONOSCENZA

OGGIPREFERISCO ANDARENEIPUNTIVENDITADOVE POSSORICEVEREINFORMAZIONI CONSIGLIEPROVARE PUREIPRODOTTI

OGGIMISENTOABBASTANZA INFORMATA/ESPERTAEINGRADO DISCEGLIERECIÒCHEMIVABENE NELMOMENTOSPECIFICO CHEDECIDODIFAREACQUISTI

OGGIM’INFORMOANCHEODIPIÙ SUINTERNETGUARDO LEAPPLICAZIONIEIRISULTATI OTTENUTI POISCELGOILPUNTO VENDITAPERMEPIÙCOMODO EDOVEMAGARIPOSSO PROVAREILPRODOTTOMASE ILPREZZOÈMIGLIORESUINTERNET COMPROVIAE-COMMERCE

OGGICONSULTOSEMPREPIÙ ISOCIALPERSENTIRELEOPINIONI SUIPRODOTTICOSMETICI

TREND & FINANZA

BELLEZZA E CAPITALI DUE MONDI POSSIBILI

LE

PICCOLE E MEDIE IMPRESE COMINCIANO AD APRIRSI, GIOCANDO D’ANTICIPO RISPETTO ALLE NUOVE NORME DELL’UNIONE

EUROPEA SUL SISTEMA BANCARIO. È QUANTO EMERGE

NELL’INDAGINE COMMISSIONATA DA COSMETICA ITALIA A ERMENEIA.

Fondi d’investimento? No, grazie. Se fino all’altro ieri questa era un po’ l’aria che si respirava negli ambienti delle piccole e medie imprese nostrane, ora le cose potrebbero cambiare. Anche se il quadro, almeno al momento, continua a essere lo stesso: poche realtà di dimensioni realmente competitive all’estero e tante piccole realtà - molte delle quali eccellenti e floride - dove alla gestione manageriale si preferisce quella famigliare. Perché, di fondo, c’è da sempre anche una scarsa propensione a “fare sistema”.

UNMADEINITALYSEMPREMENOITALIANO

È la sindrome che qualcuno (come per esempio Renato Ancorotti, neo eletto presidente di Cosmetica Italia) ha

definito da “nanismo”. Un limite, dunque, che ne porta con sé altri: difficoltà a rafforzarsi acquisendo nuove aziende per mancanza di mezzi finanziari adeguati, scarsa propensione ad attivare partnership con imprese che hanno know how diversi e altrettanto scarsa propensione a far entrare nuovi soci nella società. Esiste, insomma, un problema di cultura imprenditoriale che impedisce di affrontare l’evoluzione necessaria a crescere e rende il nostro tessuto imprenditoriale diverso e molto più parcellizzato rispetto a quello europeo e internazionale, dove da anni è in atto un processo di concentrazione. Con il risultato che tutti conosciamo: il made in Italy è sempre meno italiano perché i nostri marchi vengono acquistati da gruppi stranieri.

QUALCOSAFORSESTACAMBIANDO

Ciò che tuttavia emerge dall’indagine Banca&Finanza: una strategia attiva di sviluppo per le imprese cosmetiche, condotta da Ermeneia (Studi & Strategie di Sistema) e presentata lo scorso 21 giugno a Milano assieme al Beauty Report 2018, nel corso dell’Assemblea Pubblica di Cosmetica Italia (committente dell’indagine), è uno scenario diverso, dove la resistenza al cambiamento sta lasciando il passo alla voglia di mettersi in gioco. Il tema è stato approfondito da Nadio Delai, presidente di Ermeneia, con la testimonianza diretta di alcuni imprenditori.

LEEVIDENZEDELREPORTINSINTESI

Il rapporto con le banche. Il 77,1% degli imprenditori intervistati da Ermeneia si dichiara molto e/o abbastanza soddisfatto dei rapporti con gli istituti bancari. C’è poi un 13,1% che non ha neanche bisogno di ricorrere al sostegno creditizio, grazie al buon livello di capitalizzazione e/o dei flussi di cassa (tabella a destra). Le tre esigenze prioritarie, per le quali sono stati chiesti dei finanziamenti negli ultimi dodici mesi, riguardano nello specifico necessità legate a investimenti migliorativi dell’apparato aziendale, a conferma della spinta continua a innovare da parte degli imprenditori del settore, che si tratti d’aggiornare impianti, macchinari e tecnologie produttive (1° posto), d’indirizzarsi verso progetti industriali diretti a realizzare nuovi siti o ampliare quelli esistenti (2° posto) oppure a sviluppare reti di vendita, show room e una più efficiente organizzazione logistica all’estero (3° posto). Il rapporto con il canale extrabancario. Su questo fronte si registra un’apertura importante (tabella in basso),

LE MODALITÀ PREFERITE NEL CASO DI EVENTUALI APERTURE AL CAPITALE?

RISPOSTE %

ESCLUSIVAMENTECONQUOTA DIMINORANZA

ANCHECONUNAQUOTADIMAGGIORNZA MAACERTESPECIFICHECONDIZIONI

PREFERENZAANONORIENTARSIAFFATTO VERSOL’INGRESSODIINVESTITORI FINANZIARINELCAPITALEDELL’IMPRESA

TOTALE

che arriva sino a un possibile ingresso degli investitori finanziari nel capitale dell’impresa (fondi d’investimento). È questo il fatto nuovo, che potrebbe diventare volano di una cultura imprenditoriale più managerializzata. Anche la conoscenza delle novità e dei prodotti relativi a tale ambito è buona. L’ingresso di un soggetto finanziario nel capitale è valutato in modo positivo nel complesso, anche se si preferisce che mantenga una quota di minoranza e che sia “appropriato”, sappia cioè tener conto delle specifiche caratteristiche e delle necessità dell’impresa.

MOTIVAZIONI AD APRIRSI AL SISTEMA EXTRABANCARIO (VALORI %)

INMANIERAPIÙDECISAL’AZIENDA

PERALLARGAREILMERCATO

SULPIANOINTERNAZIONALE PERMANAGERIALIZZARE

ALMENOUNAVOLTAL’AZIENDA

PERRENDEREPIÙAGEVOLE

L’INGRESSODIQUALCHE NUOVOSOCIO

PERPARTECIPAREADALLEANZE

IDEE, CONCETTI, PROTAGONISTI

NADIO DELAI

PRESIDENTEDIERMENEIA

«L’accesso al credito del nostro sistema imprenditoriale è tradizionalmente legato al sistema bancario. L’indagine che abbiamo condotto per Cosmetica Italia, ha preso in considerazione sia questo sistema sia quello finanziario, evidenziando un’apertura importante nei confronti del secondo. Purché il finanziamento si riveli reale e concreto, però, ovvero in grado di accompagnare lo sviluppo dell’impresa da tanti punti di vista: dal rafforzamento del capitale all’ingresso di nuovi soci, dalla managerializzazione alla revisione della governance, dalle alleanze d’impresa alla presenza sui mercati internazionali, dalla digitalizzazione al passaggio generazionale. Insomma, un affiancamento centrato su investimenti che facciano crescere».

PRESIDENTEDIINTERCOS

«Ho fondato la mia azienda nel 1972 e, nel corso degli anni, sono stato affiancato da vari fondi d’investimento. Affidarsi a un private equity è un passo fondamentale se si vuole crescere. Non è soltanto una questione economica, ma di maggiore trasparenza dell’azienda. Ecco, i fondi permettono di essere trasparenti, di avere le carte in regola per competere sul mercato. Non aiutano nel business, fatto

che di per sé può essere positivo perché danno all’imprenditore pieno mandato, non consentono di fatturare di più ma d’investire, e molto, in attività vitali per l’affermazione dell’azienda.

La complessità fa parte del nostro lavoro. Un tempo giravo il mondo tre, quattro volte all’anno per incontrare le aziende clienti e capire quali fossero i bisogni del mercato, mentre adesso ho una cinquantina di persone che fanno scouting al mio posto. Questa, però, è soltanto una delle attività sulle quali ho potuto concentrarmi sapendo di avere le spalle coperte, per così dire. Penso anche a tutta la trasformazione digitale e ritengo che il passaggio a modelli di business digitali richieda cambiamenti radicali dei processi organizzativi».

Intercos - con quasi 700 milioni di fatturato, 5.000 dipendenti, 15 stabilimenti e 11 centri di ricerca tra Europa, Asia e Stati Uniti - è leader nella produzione di polveri cosmetiche. E Dario Ferrari è stato recentemente annoverato tra le 50 persone più influenti nel mondo del beauty (a livello mondiale) dalla rivista WWD Women’s Wear Daily.

RENATO ANCOROTTI

PRESIDENTEDIANCOROTTICOSMETICS EPRESIDENTEDICOSMETICAITALIA

«È la quarta volta che apro ai capitali. O si cresce o si muore. Non bisogna invertire i ruoli, però: l’imprenditore deve continuare a fare il pro-

IN BILICO FRA CRESCITA E TRADIZIONE

ILMANAGINGDIRECTORDICARLYLEMARCODEBENEDETTIINTERVENUTO ALLUXURYSUMMITMILANESEDELSOLEOREHARIBADITOLA NECESSITÀPERLEIMPRESEDIAPRIRSIALCAPITALE«BISOGNAUSCIRE DALLADIMENSIONEDELLAFAMIGLIAPERCHÉINUNMERCATOGLOBALE ANCHELEIMPRESECHEFATTURANOMILIONIDIEUROSONO BRICIOLE»HASOTTOLINEATONELCORSODELL’INCONTRO«CREDONELLA FORZADEISINGOLIMARCHIPIÙCHENELCONCETTODILUSSOINSÉEPERSÉIMARCHI METEORADESTINATIADURAREPOCOTEMPONELMERCATOCISONOSEMPRESTATIAFARE LADIFFERENZAOGGIRISPETTOAIERIÈCHESEILMARCHIONONVUOLESOCCOMBERE NONDEVESTAREFERMODEVEEVOLVEREVELOCEMENTEPURCONTINUANDOADAVEREUN HERITAGEDUNQUEUNATRADIZIONEEUNASTORIACHELORENDACREDIBILELEIMPRESE ITALIANESONOBRAVISSIMEAESPORTAREMARCHIDISUCCESSOMALADIMENSIONEDI MOLTEDILORORIMANEUNOSTACOLOALLACRESCITA»SOLTANTOAPRENDOSIALCREDITO FINANZIARIOPERTANTOAVREBBEROLAPOSSIBILITÀDIMANAGERIALIZZARSI«APRIRSIAI CAPITALIEDUNQUEAGLIINVESTIMENTISIGNIFICAPERESEMPIOREALIZZAREOBIETTIVICHE DASOLINONSIPOTREBBERORAGGIUNGEREEDESSEREINGRADODIATTRARRETALENTISI PENSIALMONDODELDIGITALEPERIMPLEMENTARLOCIVOGLIONOFIGURESPECIFICHE»

prio mestiere. Concordo con Dario Ferrari, quando afferma che avere accesso a un fondo apre a una gestione più trasparente del business. Rispettare le regole e avere un’azienda misurata in tutta la propria performance, mette l’imprenditore nelle condizioni di fare impresa al meglio. È un passaggio culturale fondamentale per crescere, che consente di attrarre e di conservare i migliori talenti, di innovare internamente ma anche all’esterno l’immagine aziendale».

Ancorotti Cosmetics, fondata nel 2009, è prossima a raggiungere i 100 milioni di euro di fatturato. Partita con la produzione di mascara, ha progressivamente diversificato in altri ambiti del make up e dello skincare, passando alle polveri e al fondotinta. Cresce a doppia cifra.

NELL’ULTIMO DECENNIO I RICAVI

DELLE AZIENDE FAMIGLIARI SONO CRESCIUTI CIRCA 10 PUNTI IN PIÙ DELLE NON FAMIGLIARI

GIULIA MOLTENI

CONSIGLIEREAIDAFASSOCIAZIONE ITALIANADELLEAZIENDEFAMIGLIARI

«Piccolo non è più bello, a meno che non ci si ritagli una nicchia. Vero è che la visione di breve e medio periodo dei fondi d’investimento può risultare limitante rispetto a quella della famiglia, che ragiona invece in un’ottica di lungo periodo. Sarebbe importante, quindi, che le due diverse facce entrassero di più in relazione fra loro sotto quest’aspetto».

Giulia Molteni è direttore marketing e comunicazione delle aziende Molteni & C. e Dada (parte del Gruppo Molteni), tra i principali gruppi industriali nel settore dell’arredamento. 

PRIVATE EQUITY... CHE COS’È?

ILPRIVATEEQUITYÈUNAFORMA D’INVESTIMENTOAMEDIOELUNGOTERMINE NELLEIMPRESENONQUOTATEEADALTO POTENZIALEDISVILUPPOEFFETTUATA PREVALENTEMENTEDAINVESTITORI ISTITUZIONALICONL’OBIETTIVODIOTTENERE INUNSECONDOTEMPOA“RISTRUTTURAZIONE” FINITAUNGUADAGNODALLAVENDITA DELLAPARTECIPAZIONEACQUISITAL’ATTIVITÀ NONSILIMITASOLTANTOADAPPORTARE CAPITALEMARIGUARDAANCHEUNASERIE DIATTIVITÀCONNESSEESTRUMENTALIALLA REALIZZAZIONEDELL’IDEAIMPRENDITORIALE DUNQUEINVESTIMENTIINRICERCAESVILUPPO NELLATECNOLOGIANELLERISORSEUMANE NELLAFORMAZIONEECCETERA

PRIMO PIANO

antonella mandelli

fuori dal coro. è la VocE di un’imprEnditricE chE, con i suoi quattro storE - in sociEtà con la famiglia pErris - racconta di un’altra profumEria. intErnazionalE E autonoma.

Una battitrice libera, che ha idee chiare sull’associazionismo e su come fare profumeria artistica. È Antonella Mandelli, che dopo tanti anni di militanza nel settore cosmetico come manager di altre realtà - è stata direttore generale delle Profumerie Mazzolari - quattro anni fa ha deciso di voltare (almeno in parte) pagina, mettendosi in gioco come imprenditrice. Da allora ha aperto quattro Beauty Concept (a Monza, Portofino, Desenzano e Capri), poi diventate Beauty Concept The Perfumery. Che non sono né profumerie artistiche né classiche profumerie ma “altro”.

Una nuova avventura, ma con qualcosa di tutto suo. È sicuramente una decisione importante in un momento non proprio semplicissimo per il settore... «È stata una decisione maturata naturalmente. Anche in passato, quando ho lavorato per altre importanti realtà del settore, l’ho sempre fatto con spirito imprenditoriale. Chiuso quel capitolo, mi è venuta spontanea l’idea di avviare un’attività per conto mio. In questa nuova avventura ho avuto la fortuna di trovare il sostegno di un caro amico, Gian Luca Perris, che con la sua famiglia ha creduto in me, creando una collaborazione unica, sincera e innovativa. Così, in brevissimo tempo, dopo Monza, abbiamo aperto i negozi di Portofino, Desenzano e Capri. Avere alle spalle un’azienda di così lunga esperienza, e già molto affermata in ambito internazionale, è un bel valore aggiunto per l’attività».

Fatta eccezione per Monza, ho notato che per i vostri punti vendita avete scelto solo località di villeggiatura. «Proprio così, anche se sono località con caratteristiche molto diverse tra loro. In comune hanno il fatto di possedere una dimensione internazionale, nel senso che sono frequentate quasi esclusivamente, almeno per un buon 70

per cento, da clienti stranieri provenienti da tutto il mondo. E di essere tra le più e le meglio frequentate dal turismo d’élite. Ma ogni piazza è un mondo a sé, con dinamiche molto diverse. Lo spazio che sta performando meglio è quello di Portofino, che è anche il più piccolo: solo 14,5 metri quadrati, ma è un crocevia straordinario di persone e clienti. L’assortimento è soprattutto alcolico, però trattiamo pure lo skincare di La Mer. Tra i solari, oltre a La Mer, anche Bakel e Australian Gold, marchi che piacciono moltissimo agli stranieri. A Portofino c’è un ricambio continuo. I turisti, che arrivino qui via mare con gli yacht oppure via terra, non si fermano per più di due o tre giorni, dunque la clientela cambia continuamente. Entrano soprattutto arabi, russi, americani. L’arabo è il cliente ideale: quando lo si conquista, approcciandolo in modo confidenziale ma garbato, si affida totalmente a chi ha di fronte».

E con lo spazio di Capri, come stanno andando le cose? «È ancora in fase di test. Lo spazio, 25 metri quadrati in pieno centro, è stato aperto l’anno scorso, così come quello di Desenzano. Il punto di base è che qui la clientela, a differenza di Portofino, è più stanziale. Molti sono villeggianti campani e laziali che sull’isola hanno una casa di famiglia, dove si fermano per più tempo. Tendono, però, a comprare poco a Capri e preferiscono la terraferma, dove l’offerta è maggiore e i prezzi più bassi. Non è infrequente che entrino da noi per chiedere di questo o quel marchio, ma si aspettano condizioni economiche privilegiate e se non le trovano, vanno altrove. Capri è molto cambiata negli anni. È troppo caotica, intasata di guide e gruppi turistici che impediscono il passaggio ai passanti. L’allure e l’esclusività di un tempo si sono un po’ persi e anche chi arriva con gli yacht, di rado scende sulla terraferma, se non a cena,

proprio per evitare la confusione. Un aneddoto curioso riguarda la nostra insegna Beauty Concept, che è stata sostituita da Beauty Concept The Perfumery quando ci siamo resi conto che non veniva compresa nella sua essenza e non era sporadico che i clienti entrassero chiedendo se offrissimo servizi di manicure e pedicure. È un aneddoto che dà la misura di quanto il nome sia strategico per connotare posizionamento e servizio del punto vendita nella testa del consumatore».

Ci vuole raccontare del suo modo d’intendere la profumeria artistica?

«Basta guardarsi attorno per rendersene conto (ndr, siamo all’interno del negozio di Monza in via Vittorio Emanuele). Non tratto solo alcolico, ma anche skincare, make up e accessori. Il trattamento con il consiglio corretto fidelizza, il profumo è esperienziale ma può essere acquistato ovunque. Ci tengo a differenziare e a fare selezione nella costruzione dell’assortimento perché i miei clienti abbiano davvero la sensazione di poter disporre di qualcosa di esclusivo. Quanto sta accadendo nel settore è sotto gli occhi di tutti: le multinazionali fanno shopping, il cambiamento è evi-

dente e problematico, ma ritengo che anche nelle difficoltà ci siano sempre delle opportunità da cogliere. Il mercato è complesso e decisamente trasformato rispetto ad alcuni anni fa. Cerco marchi di altissima qualità, conosciuti e riconosciuti. E dove posso e le dimensioni me lo consentono, come a Monza e a Desenzano, ho collocato di fronte ai banconi delle poltrone, dove la gente si siede e viene servita come in un salotto».

Com’è nata la partnership con la famiglia Perris?

«Ci conosciamo da oltre 30 anni. Qualche anno fa, quando manifestai loro l’intenzione d’iniziare a fare l’imprenditrice di profumeria, mi dissero che se avessero deciso di entrare nel retail, doveva essere attraverso di me. E così è stato. La loro è una realtà internazionale, hanno sei filiali in tutto il mondo per la distribuzione dei loro marchi e non solo, diversificando in altri settori dall’hi-tech alla farmaceutica. Ora stiamo valutando altre aperture, ma è prematuro parlarne. Certamente dovranno avere caratteristiche coerenti con gli spazi che già abbiamo. E a settembre partiremo con l’e-commerce. Molti clienti stranieri ci chiedono la possibilità di ripetere l’acquisto, per cui da settembre potranno comperare direttamente online».

La profumeria si sta concentrando. È la risposta degli imprenditori italiani alle catene straniere che, per anni, hanno avuto campo libero. La sua è una scelta controcorrente, che già per il format chiude elegantemente la porta a partnership o alleanze invece orientate alla profumeria tradizionale.

«In tutta sincerità, credo poco nelle forme di associazionismo. Mi è capitato in passato di avere a che fare, anche se indirettamente, con una di queste realtà, rendendomi presto conto che non fanno per me. Ogni imprenditore ha idee precise, e personali, su come gestire il proprio business. Le scelte assortimentali che vanno bene per l’uno non è detto che funzionino per gli altri. Vendite e incassi sono fortemente influenzati da decine di variabili che rendono ogni bacino d’utenza e ogni negozio un mondo a sé. Non si può standardizzare. Quel che è certo, è che per far girare lo stock 365 giorni l’anno bisogna spesso prendere decisioni veloci ed estemporanee, da gestire in totale autonomia. Credo molto nell’unione delle forze e nelle sane collaborazioni». 

IN QUESTA FOTO, LO STORE DI DESENZANO.
DESTRA PORTOFINO
IN ALTO, CAPRI.

imagine

TRUCCO, TRUCCO... FORTISSIMAMENTE TRUCCO! ECCO LE NOVITÀ

COME ARGOMENTARE I MUST HAVE DI STAGIONE

SPUNTI (E APPUNTI) CHE FANNO TENDENZA

THE TEMPTATION PALETTE

www.astramakeup.com

Dedicate a chi desidera lasciarsi tentare dal colore senza aver paura di osare, le Temptation Palette rendono il makeup occhi irresistibile grazie ad una selezione di colori iconici e sublimi. Proposte in tre varianti cromatiche diverse, ogni palette è la perfetta combinazione di 12 nuances in finish metal e mat. Un sontuoso gioco di sfumature da mixare tra loro per creare infiniti contrasti tra preziosi punti luce e ombre seducenti. Le polveri setose e impalpabili ad alta concentrazione di pigmenti permettono un rilascio di colore intenso e vibrante.

IL TRUCCO CÕé...

... ma oltre a esprimere una tendenza, colorare un look moda, sottolineare il ruolo di una donna, sotto sotto nasconde momenti vissuti. Del passato. E anche dell’oggi.

Che sia un gioco, si è sempre detto del maquillage. E la bellezza di questo gioco sta proprio nel fatto che, a seconda dell’età (e della vita), cambia. Pur mantenendo gli stessi “strumenti” per esprimersi. È un gioco (felice) quando diventa la passione di un’adolescente che vuole assomigliare alla sua pop star del cuore. È un gioco (istituzionale) quando una donna in carriera lo vive come l’espressione, visibile a tutti senza ombra di dubbio, del proprio ruolo professionale o delle proprie responsabilità politiche. Ed è un gioco (vitale) anche quando una signora matura vorrebbe fermare il tempo, per riprovare che effetto fa piacere. Quante storie di questo tipo ascoltano le consulenti di bellezza, nel momento in cui una donna decide di entrare in profumeria? E che cosa, queste stesse consulenti, riescono a tirare fuori! Oltre le parole dette, gli occhi che si riempiono di luce o di lacrime, le labbra che tremano oppure si allargano in un sorriso. Perché, al di là del gioco, nulla come il trucco riesce a vestire gli stati d’animo di una donna, a colorare i suoi cambi di vita. E l’amore. 

CLARINS
CHANEL
DEBORAHMILANO

OGNI DONNA CHE ENTRA IN PROFUMERIA, CON IL MAKE UP CHE SCEGLIE VUOLE RACCONTARE UNA STORIA. O SOTTOLINEARE UN CAMBIAMENTO

... E SI VEDE

La sublimazione del rosso: questo il tema più forte nelle collezioni autunnali. Un colore (e una texture, quella mat) che, applicati su labbra, occhi e mani diventano il paradigma della seduzione.

Sarà un autunno caldo, questo si sa, perché lo abbiamo visto sfilare in passerella - tra New York, Londra, Milano e Parigi - nelle fashion week più seguite di sempre. Che non lanciano soltanto le tendenze nell’abito e nell’accessorio, ma suggeriscono anche come truccarsi e acconciare i capelli, stagione per stagione. Solo così, infatti, curando il modo di vestirsi e valorizzando anche il proprio volto con i colori giusti, si ottiene un vero total look in piena tendenza. Nel nuovo make up c’è una molteplicità di stimoli cromatici, che puntano prevalentemente sulle nuance più naturali e avvolgenti. Sono i nude, il rosa delicato, il prugna, il marrone... E non mancano, per creare un affascinante contrasto, tocchi più arditi come l’arancione, il corallo oppure il blu o il viola, conturbante e vellutato. Stilando, poi, una classifica dei colori must have dell’autunno-inverno 2018/2019, il primo posto va senza dubbio al rosso, mai stato così ardente, mai stato così inguaribilmente mat.

di

TUTTO NUDO

1. ASTRA

Chiaroscuri e mosaici cromatici. È l’autunnoinverno di Astra, con un focus sugli occhi: Temptation Palette in tre varianti, ognuna con 12 nuances in finish metal e mat. Il viso è scolpito e illuminato grazie a The Romance Palette, due polveri contouring, un blush e un illuminante, mentre le labbra e le unghie sono in perfetta armonia in eleganti toni nude.

DISTRIBUTORE: GIUFRA

2. DIEGO DALLA PALMA

Ispirata al nude e a tutte le sue sfumature, la collezione 2018/2019 Diego dalla Palma Milano vuole il viso radioso e vellutato, lo sguardo avvolgente nelle tonalità beige o rosa delle due palette (con cinque ombretti compatti) e sottolineato dalla matita occhi marrone chic. Colori nude, da matt a cremosi, per esaltare le labbra.

DISTRIBUTORE: COSMETICA

3. ARTDECO

Con la collezione Fall for the new Classic, Artdeco intrepreta il trend autunnale con un look classico e moderno al tempo stesso. Blush Couture,dal sottile effetto perlato, valorizza l’incarnato abbinando tre delicate tonalità naturali. Tocco d’eleganza che vivacizza le labbra: il rossetto dal finish ultra matte in un arpeggio di rosso. DISTRIBUTORE: ARTDECO

4. L’ORÉAL PARIS

L’autunno secondo L’Oréal? Due accessori imperdibili: Cherry My Cheri Eyeshadow Mega Palette, mosaico di caldi toni autunnali passepartout per mettere in luce gli occhi e Ultra Matte Liquid Lipstick Les Chocolats, colore intenso e fondente per labbra in piena tendenza mat.

DISTRIBUTORE: L’ORÉAL ITALIA

5.

EVOCATIVO

5. FENTY BEAUTY

Fonte d’ispirazione per Moroccan Spice sono i colori della sabbia rossa e rosa del Sahara e il blu-metallico del Marocco. Rihanna ha scelto ogni tonalità della Palette Moroccan Spice, 16 colori super pigmentati, passando dai più leggeri ai più selvaggi, per adattarsi a tutti i toni di pelle.

IN ESCLUSIVA DA SEPHORA

6. DOLCE & GABBANA

La collezione make up Dolce&Gabbana rende omaggio all’eterno splendore e magnificenza dell’antica Roma. Glow in Rome è un look che ci inonda della morbida luce d’inizio autunno; sulle labbra una gamma di rosa esuberanti e toni nude, sugli occhi colori naturali brillanti, taupe satinato e marroneprugna, combinati con un audace rosso rosato.

DISTRIBUTORE: SHISEIDO

7. BELLAOGGI

La qualità e il design italiani sono racchiusi nella palette must have M-use, in quattro nuance, composta da cinque cialde di ombretti due mat, un metal, due satin. Versatilità, dunque, al centro di una proposta autunnale che consente di realizzare molteplici look, grazie alle speciali polveri da usare singolarmente, mescolate, abbinate o stratificate, sia per sfumare sia per enfatizzare gli occhi.

DISTRIBUTORE: EUROSTYLE

8. URBAN DECAY

Ideale per gli spiriti liberi, Born To Run Eyeshadow Palette, star product dell’autunno di Urban Decay: un make up discreto e definito con toni neutri cremosi e leggeri per un meeting a Dallas o uno smoky eye dai colori del tramonto nel deserto del Mojave. Il tutto è possibile coi 21 colori intensi e sfumabili.

DISTRIBUTORE: L’ORÉAL LUXE

PROFONDO MAT

9. CHANEL

Nella collezione

Apotheosis, Le Mat de Chanel, Lucia Pica ha messo in luce la texture prendendo spunto dall’intensità visiva offerta dalle superfici opache. La selezione di tinte mat per lo sguardo e le labbra, simboleggia l’armonia tra i mondi interiore ed esteriore della donna, quindi nuance calde e autunnali cui si uniscono tonalità intense e rossi accesi.

DISTRIBUTORE: CHANEL

10. CLARINS

Joli Rouge & Black, la Collezione Make up Autunno di Clarins

gioca su tre fronti, effetto volume sulle labbra, magnetici occhi black e ciglia vertiginose, con tre mut have: Gel Eyeliner Waterproof e Mascara

Supra Volume per uno sguardo da femme fatale e Joli Rouge Gradation, rossetto bicolor, in tre gradazioni di rosso.

DISTRIBUTORE: CLARINS

11. DIOR

S’intitola come lo slogan di un’antica pubblicità “Dior en Diable!”: diabolicamente Dior. È il Fall Look 2018 che, attraverso arancioni esplosivi, riflessi ramati e rossi ardenti, racconta una femminilità provocante, ben illustrata dalle parole di Peter Philips: “Il glow di questa stagione? Come una miccia che accende una piccola luce interiore”.

DISTRIBUTORE: LVMH

12. KSKY

I toni eleganti e sofisticati del borgogna e del rouge noire sono i protagonisti della proposta KSky Italian Style. Focus sulle labbra con texture liquide o compatte, da abbinare alla matita per definirne i contorni. Le unghie sono in coordinato.

DISTRIBUTORE: KISSES SKY

13. GIVENCHY

“Il filo conduttore di Midnight Skies è il rosso. Il rosso glitter firmato Givenchy”, dice Nicolas Degennes. Ed è un rosso unico, nato da una madreperla innovativa con un ampio spettro cromatico e una potenza luminosa, a conferire un allure ultra sensuale al look dell’autunno. Il rosso con effetti metallici che anima la palette di ombretti cult, Midnight Skies Prisme Quatuor.

DISTRIBUTORE: LVMH

14. INNOXA

Dalle passerelle di Milano, Londra, Parigi e New York arrivano le tendenze make up per l’autunno-inverno 2018/2019. A interpretarle c’è Innoxa con una collezione che punta su sguardi valorizzati da look smokey nelle sfumature del grigio e del nero, un incarnato naturale e labbra dal finish rigorosamente matt. Protagonisti, accanto ai colori più accesi, i toni nude.

DISTRIBUTORE: PRIMAVERA

15.

WET N WILD

Quello di Wet n Wild è un look d’impatto. MegaLast Liquid Catsuit, rossetto liquido in due colori matt in ardito contrasto con MegaLast Liquid Catsuit Liquid Eyeshadow, ombretto liquido glitterato in quattro colori metallizzati. In alterntiva, Color Icon Eyeshadow Collection, ombretti ultra pigmentati in versione mono o palette di dieci nuance in quattro varianti.

DISTRIBUTORE: MARKWINS

16.

ELITE

Iconic Gem è il nome evocativo della collezione Elite Beauty. La sua forza è una sensualità avvolta di mistero: le palpebre sono esaltate dai nuovi toni scuri dell’ombretto Show Time con finish matt, mentre le labbra evidenziate dai quattro nuovi colori matt del rossetto liquido Glamour.

DISTRIBUTORE: ETOILE BEAUTY

GLITTER & METAL

17. COLLISTAR

Made in Italy: un’espressione che racchiude bellezza, gusto ed eleganza in tutto il mondo. Ecco la collezione autunnoinverno di Collistar, omaggio alla nostra terra e alle sue città gioiello: Milano, Firenze, Roma e Napoli. Il look si caratterizza per la naturalezza sofisticata, nude, metalli e glitter su viso e occhi mentre le labbra sono pittoriche in puro finish matt.

DISTRIBUTORE: COLLISTAR

18. DEBBY

Un make up eyeliner in grado di perfezionare il proprio stile. Lo propone Debby con allEyeliner Graphic Collection, sei eyeliner in penna per creare look grafici con punte e finish differenti. Per chi preferisce uno sguardo ultra prezioso, Jewel&Color Collection, nuovi colori di ombretti e matitoni con accenti metal e micro glitter.

DISTRIBUTORE: DEBORAH GROUP

19. DIVAGE

Due capsule collection che interpretano i principali trend autunnali. Good Vibes che gioca sulle sensazioni positive con uno sguardo intenso e labbra smaltate e lucidissime. E Holo, un look futuristico dai riflessi multicolor scintillanti, per chi ama sperimentare.

DISTRIBUTORE: IBC COSMETICS

20. NAJ OLEARI

Dettagli haute couture, tra stile regale e gipsy chic, danno una nota glamour al look di ogni giorno. È la collezione autunno-inverno di Naj Oleari, Golden Escape, una palette di colori autunnali con effetti dorati e bagliori di luce dati da glitter, perle iridescenti e metalliche.

DISTRIBUTORE: EUROITALIA

VIOLA OLTRE

21. LANCÔME

Lo spirito innovativo del brand Proenza Schouler, invitato a collaborare alla proposta autunnoinverno di Lancôme, emerge appieno nel look: incarnato puro, occhi grafici dipinti da una pennellata di blu intenso e labbra audaci in rosso carminio. È Chroma Collection di Proenza Schouler, nuance forti, viola, fucsia, blu, e tratti decisi.

DISTRIBUTORE: L’ORÉAL LUXE

22. NOUBA

“Rame ossidato e patinato, metalli bronzei invecchiati ad arte, un modo naturale per saltare nell’eterno come solo una vera musa saprebbe fare. I colori sono pastelli polverosi ancorati da viola cupi e viridiana”, è con questa trama che Nouba racconta la sua Cinema Collection. Un make up 2018/2019 che vive di audaci contrasti, con protagonisti i toni piombo e grigi, e nuove cromie di base blu e cioccolato nero.

DISTRIBUTORE: NOUBA

23. MAKE UP FACTORY

Immaginate il paesaggio romantico degli altopiani scozzesi, e sarete immersi in Mystic Highlands, collezione di Make Up Factory. Verde muschio e marrone, evidenziati dalle varie tonalità viola dei fiori selvatici. Questa è la gamma cromatica che include anche il colore dell’anno - ultra violet - ma in versione soft.

DISTRIBUTORE: FINMARK

24. YVES SAINT LAURENT

Yconic Purple Fall Look 2018, prima collezione firmata Tom Pecheux per YSL, è un modo peculiare di riscoprire il viola iconico della maison. Viola che risalta audace nella Couture Palette e negli smalti, accostato a un mosaico di toni notturni, di nudi sofisticati, pesca etereo e bianco puro.

DISTRIBUTORE: L’ORÉAL LUXE

PURA PASSIONE

25. ESSENCE

Nella sua collezione autunno-inverno Essence cavalca due trend stagionali: “melted chrome” e “kawaii”, con una selezione di prodotti “holo”, con effetto olografico multi riflesso e “get your glitter on”, con effetto glitterato estremo. Una tinta su tutte? Il rosso, matt ovviamente.

DISTRIBUTORE: COSNOVA

26. EQUILIBRA

Con Love’s Nature, la sua prima linea make up a base di ingredienti di origine naturale, Equilibra fa il suo ingresso nel mondo del make up proponendo una collezione di 14 prodotti, 100% made in Italy e nickel tested, che alla magia del colore associano tenuta perfetta e alto livello di sicurezza per ridurre al minimo i rischi anche per le pelli sensibili.

DISTRIBUTORE: EQUILIBRA

27. CLINIQUE

Ispirato dal nuovo rossetto Drammatically Different Lipstick, Red Velvet è il look dove a catturare gli sguardi sono magnetiche labbra rosse sull’incarnato luminoso. Per realizzato non devono mancare: Quickliner for Lips Intense color “Intense Passion”, Drammatically Different Lipstick in “Red Alert”, Even Better Glow e High Impact Lash Elevating Mascara.

DISTRIBUTORE: CLINIQUE

28. PUPA

Atmosfere Anni ’70 dominano la collezione autunno di Pupa, Retro Illusion dove la suggestione nasce dall’opulenza retro del velluto. Pattern e texture geometriche, contrasti cromatici trasposti in materie sensoriali, una gamma perfetta per creare un look d’impatto dal sapore vintage.

DISTRIBUTORE: MICYS COMPANY

29. NATURAVERDE

Ingredienti di origine naturale, materie prime certificate da agricoltura biologica rispettose del pianeta. Ma anche made in Italy e senza agenti aggressivi come parabeni, siliconi, petrolati e coloranti sintetici. È la linea di make up certificata La Cosmesi Biologica di Naturaverde Bio, formulata per garantire colore, confort e tenuta in tutta sicurezza.

DISTRIBUTORE: SO.DI.CO

30. BELL

Sull’incarnato uniforme, luminoso e levigato con effetto nude, Bell Hypoallergenic rivela la sua tavolozza di luminose tinte autunnali. Testata ipoallergenica, senza profumo né alcool e nickel tested, per gli ingredienti che utilizza è indicata anche per pelli sensibili e propense a irritazioni.

DISTRIBUTORE: BURTON

31. GUERLAIN

Il nuovo guardaroba per labbra. Merito di Guerlain col suo Fall Look che aggiunge colore all’autunno. Il pack stesso del rossetto cult KissKiss si colora di tonalità accese, un rosso inequivocabile laccato, un rosa appassionato, un corallo sexy. La formula è la stessa, con sfere di acido ialuronico e olio di commiphora per levigare e riempire le labbra. Sulle gote il rosa naturale del blush illuminante bicolore.

DISTRIBUTORE: LVMH

32. GIORGIO

ARMANI

“Oggi gli occhi sono il centro dell’attenzione” ha detto Linda Cantello, international make up artist per Giorgio Armani, ecco perché nella proposta autunnale si amplia di tre nuove proposte la sofisticata collezione Eye Drama, nata per regalare uno sguardo magnetico. Le labbra vestono la tendenza in rosso mat.

DISTRIBUTORE: L’ORÉAL LUXE

PENSIERI ROSA

33. CATRICE

Per celebrare l’arrivo dell’autunno, il brand ha deciso di collaborare con la fashion designer Malaika Raiss. Da questa partnership è nata una collezione in limited edition, ispirata alla filosofia “positive vibes”. Una selezione di prodotti per un aspetto fresco e radioso. Con le nuance pastello del rosa che incontrano i colori dei frutti di bosco e una serie di sfumature nude.

DISTRIBUTORE: COSNOVA

34. SENSAI

Ciglia magnetiche in un batter d’occhio con il nuovo mascara Lash Volumiser 38°C: la sua texture resiste all’umidità, all’acqua e al sebo. Per riscaldare le gote c’è, invece, il Blooming Blush con due tonalità complementari che permettono di modulare la luminosità dell’incarnato. Disponibile in cinque nuance.

DISTRIBUTORE: KANEBO

35. RIMMEL LONDON

Dalla collection Look of Steel arrivano i glitter liquidi Lip Art Metallics per creare sulle labbra un effetto strobing che dura fino a sei ore. Tra le novità anche i mitici Maxi Blush che donano un tocco di “salute” al viso con le loro polveri sottili e facili da sfumare.

DISTRIBUTORE: COTY

36. SMASHBOX

Una collezione di otto prodotti co-creata con la star di Instagram, Vlada Haggerty. Tra i must have: il Petal Metal Powder Highlighter che cattura la luce con una texture in polvere-gel e il Petal Metal shimmer Spray per regalare un effetto dewy rose gold alla pelle del viso e, perché no, anche del corpo!

DISTRIBUTORE: ESTÉE LAUDER

TRUCCHI DEL MESTIERE

Per scoprire novità e tecniche di vendita (attuali) nell’ambito del maquillage, abbiamo posto quattro domande a cinque esperti del settore.

Affidando a ognuno una categoria di prodotti. Ecco le loro risposte.

LE DOMANDE

1 Quali accorgimenti adottare per aiutare la cliente a scegliere il prodotto/colore giusto?

2 E in fatto di texture?

3 Quale sarà la tendenza per il prossimo autunno-inverno?

4 Come proporre il trend? Quali domande porre alla cliente?

1

PER LE BASI TRUCCO RISPONDE

ARIANNA MENDITTO

CAPOCOORDINATRICEMARKETING DIASTRAMAKEUP

«Il fondotinta è come l’abito perfetto: per scegliere quello giusto bisogna tenere in considerazione diversi fattori. In primis la tipologia di pelle: le pelli grasse avranno bisogno di contenere la lucidità, quelle secche di idratazione costante. L’altra discriminante fondamentale è il colore: per scegliere quello giusto bisogna sempre provare il fondotinta sulla mandibola che connette la zona del viso a quella del collo. In questo modo, si eviteranno antiestetici stacchi di colore».

2 «La texture di un fondotinta ne determina facilità di applicazione e resa sul viso: una formulazione liquida, a base d’acqua, garantirà una coprenza leggera e impalpabile, mentre un fondo compatto, in crema, sarà più pastoso e uniformante».

3 «La parola d’ordine è inclusivo. Il trend è presentare gamme di fondotinta sempre più estese, in grado di soddisfare tutti gli incarnati. Stiamo notando che anche coprenza e texture stanno andando in una direzione precisa: le consumatrici vogliono un prodotto che sia performante, uniformante e che garantisca un effetto photoshop senza rinunciare al comfort».

4 «L’idea è mettere la consumatrice al centro, rendendola parte attiva nella scelta di un prodotto così personale: la base viso è la tela bianca da cui parte tutto il resto del make up. Di conseguenza è fondamentale che i claims del fondotinta siano evidenti e ben delineati».

PER I PRODOTTI LABBRA RISPONDE

CINZIA BRANCHI

1

«La scelta del colore del rossetto cambia in base alla carnagione chiara, olivastra o scura. Un’altra importante scelta riguarda il finish. Generalmente un lipstick dall’effetto matt è consigliato a chi ha labbra idratate e carnose, mentre un rossetto dal finish lucido è perfetto per labbra sottili».

2 «Immancabile nella trousse di ogni donna è l’intramontabile rossetto rosso, dalla texture creamy, che aiuta ad attenuare le imperfezioni. Invece, la texture che assicura un’applicazione ottimale anche alle meno esperte è sicuramente la glossy, in grado di far risaltare le labbra con il suo finish lucido. Attenzione però perché potrebbe evidenziare le rughe del contorno labbra. La soluzione perfetta per chi non sa scegliere tra il lipstick tradizionale e il lucidalabbra è indubbiamente il rossetto sheer».

3 «La stagione autunno-inverno vede come protagonista assoluto il rossetto matt che non ha rischio di sbavature. Chi desidera enfatizzare il proprio make up da sera, può applicare, un sottile strato di gloss sopra al rossetto matt, ottenendo così splendide labbra luminose e piene».

4 «Facciamo che sia il trend ad adattarsi alle esigenze della singola persona e non viceversa. Per farlo, chiediamo innanzitutto al cliente quali sono le caratteristiche delle proprie labbra e quali abitudini segue per curarle e idratarle».

BEAUTYCONSULTANT DIINNOXA

PER I MASCARA RISPONDE

DIMAXFACTOR

1«Poiché il mascara è il prodotto più importante per dare energia allo sguardo, la scelta del suo colore è fondamentale. La nuance che più contrasta con l’occhio riesce a creare l’enfasi giusta. Ecco perché il mascara nero è il più gettonato. Tuttavia esistono altri colori: il blu notte per occhi verdi o nocciola, prugna scuro per verdi o azzurri, marrone testa moro per azzurri, grigio scuro su occhi blu e azzurri».

2 «Texture e scovolino vanno sicuramente di pari passo. Una caratteristica dei mascara contemporanei è quella di svolgere un’azione completa, ossia di poter essere utilizzati trasversalmente per tutti i tipi di risultati richiesti».

3 «Una grande tendenza sarà quella di avere un mascara che, oltre a creare uno splendido risultato, si prenda anche cura delle ciglia come un vero e proprio trattamento rinforzante e nutriente».

4

«Il trend dev’essere proposto attraverso sensazioni, aggettivi, e comunicato senza estremizzare il tutto. Alcuni esempi potrebbero essere: bellezza, energia, femminilità, contemporaneità, lusso, discrezione, professionalità, rigore. Sono queste le parole chiave di una vendita contemporanea ma al tempo stesso mai esosa e troppo show off. Le donne di oggi vogliono essere belle ma senza troppa ostentazione, o quantomeno senza mostrare troppa costruzione che invece è sapientemente fatta».

PERLEPALETTEOCCHIRISPONDE

REPARTO MARKETING

DINAJOLEARI

1

«Le palette, grazie al loro mix di colori e finish, eprimono appieno il carattere giocoso del make up. In una palette non possono mancare colori passepartout da utilizzare ogni giorno abbinati a tocchi di colore metallizzati o glitter che, specialmente la sera quando si ha lo sguardo più stanco e spento, sono indispensabili per ridare agli occhi freschezza e luce. Via libera a tutte le tonalità di ombretto sugli occhi castani, valorizzati nel trucco di ogni giorno dai colori nude, marroni freddi e oro. Per gli occhi verdi consigliamo palette che tendono al borgogna, ai marroni caldi e ai nude rosati. Gli occhi azzurri risaltano invece con i toni scuri e freddi come i grigi e neri, ma anche dai blu più luminosi».

2 «Le donne oggi amano le texture dal rilascio colore immediato, aderenti e senza fall out di polvere. Per i finish si spazierà dai matte, ideali per il giorno, arricchiti da tocchi metallici e super sparkle per la sera».

3

«Lo smokey eyes è il protagonista declinato in diversi colori, dai toni vivaci e caldi dei borgogna e verdi ai toni naturali dei marroni. Must have i punti luce oro e i tocchi sparkling e iridescenti dei glitter».

4 «Sicuramente è importante chiedere alla cliente quali sono le sue abitudini nel make up per capire la tipologia di prodotti utilizzati e quali sono le tecniche con le quali ha maggiore familiarità. Se per esempio è una donna che ama il nude look, si potrebbe consigliare uno smoky sui toni dei marroni caldi e mostrare come un piccolo tocco di glitter nei punti giusti possa far risultare lo sguardo più fresco. Per una cliente più esperta ci si può spingere su nuance inedite come il verde o il borgogna, ideali per la stagione autunnale». PER

1 «Lo smalto è capace di rendere belle anche le mani non perfette. Dovrebbe essere scelto in funzione del look, accordandolo ai propri capi di abbigliamento. In alternativa, per evitare continui cambi di colore, è possibile optare per i nude bride, dal latte al rosato fino ai beige e non ultimi i peachy. Questi colori donano un aspetto sano all’unghia, allungandola otticamente».

2 «Cosa chiedono le consumatrici? Durata, tempo rapido di asciugatura, brillantezza, effetto glossy. Con le nuove formule gel a freddo si è raggiunto un compromesso ottimale. Le texture gel, utilizzabili dalla consumatrice comodamente a casa, garantiscono una manicure perfetta in dieci minuti».

3 «Da quanto emerso anche nelle sfilate, nell’aautunno-inverno 2018/2019 saranno fortemente di tendenza i nudi e i colori estremi, questi ultimi però solo per le occasioni speciali. Attenzione: ritornerà anche il perlato sposa!»

4 «Bisogna capire le abitudini della consumatrice, se cura le unghie, che lavoro fa; poi la si guida, tramite i banchi espositivi, nella scelta della propria base e del proprio top coat. La scelta del colore deve invece avvenire mostrando l’intera gamma».

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1 Pelle effetto vetro

Come gocce di rugiada sulla pelle grazie a oli, gloss e gel di ultima generazione.

2 Viva le imperfezioni!

Le basi diventano sempre più leggere, perché i piccoli difetti rendono unica ogni donna.

3 Nuove code di eyeliner

Tratti insoliti. Per dare originalità anche al look più essenziale.

4 Applicazioni 3D

Cristalli, gemme e adesivi floreali consentono di esprimere al massimo la propria personalità.

5 Inedite zone occhi

L’ombretto non si applica più sulla palpebra mobile ma in punti strategici. Come l’angolo interno dell’occhio e sotto l’arcata sopraccigliare.

6 Body make up

Fondotinta e texture scintillanti in formato maxi, per vestire anche collo, spalle e décolleté con un velo di luminosità.

L’industriadeLmakeup sistamuovendoconritmisempre piùveLoci.idiktatstagionaLi cambianoinfretta,fratendenze emergentieLookessenziaLi. LoconfermaunostudiominteL.

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4

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I NUMERI

IL MAKE UP? SEMPRE TERRA DI CONQUISTA

Valore delle vendite in crescita, ma al suo interno la profumeria

non ha brillato (rispetto ad altri canali), perdendo terreno nel segmento viso e occhi. Bene solo le labbra.

Nel 2017 il consumo di prodotti per il trucco ha registrato nel nostro Paese un andamento complessivamente positivo, con un dato medio che si attesta attorno al +4%. Bene tutti e tre gli assi - viso, occhi e labbra - mentre a rilento, le vendite dei cofanetti (+0,5%). In un contesto nel complesso positivo, i segnali che arrivano dalla profumeria sono contrastanti: flette nel comparto viso e occhi ma cresce sull’asse labbra.

SETTOREADUEVELOCITÀ

Ecco i dati nel dettaglio. I prodotti per il trucco del viso mettono a segno un +1,5%, con un valore delle

vendite che arriva a 415 milioni di euro. La ripartizione percentuale per canale? Grande distribuzione 43,5%, profumeria 42,1%, farmacia, 14,3%. Su questo asse, la profumeria perde terreno (-2,5%), anche per la cannibalizzazione dei vari monobrand e di nuove formule distributive del mass market. A influire è pure il fenomeno della banalizzazione dell’atto d’acquisto, unito alla crescita dell’acquisto d’impulso, senza una necessaria pianificazione. I prodotti del trucco occhi crescono del 2%, attestandosi su di un valore delle vendite pari a 370 milioni di euro.

La ripartizione percentuale per canale

vede in testa la grande distribuzione con il 56,5%, seguita dalla profumeria con il 34,7% e dalla farmacia con l’ 8,8%. Anche su questo asse, la profumeria flette del 2,5%, crescono invece grande distribuzione e farmacia. Il segmento per il trucco labbra, dal canto suo, è in terreno positivo, con un +7,2% e un valore delle vendite di 305 milioni di euro. Alla grande distribuzione va la fetta più grande del mercato con il 49,7%, cui fanno seguito la profumeria (33,6%) e la farmacia (16,7%), tutti a segno + i tre canali. Le vendite in profumeria guadagnano +7,4%, specie grazie alle performance di basi incolore e stick solari (+11,8%).

DUE SEGMENTI SU TRE VEDONO LA PROFUMERIA IN DIFFICOLTÀ

PREZZIALPUBBLICOIVAINCLUSA-DATIINMILIONIDIEURO

PRODOTTI

PER IL TRUCCO

DEL VISO

NELIPRODOTTIPIÙCONSUMATISONOSTATIIFONDOTINTAELECREMECOLORATECOPRENDO ILDELLEVENDITEALSECONDOPOSTOICORRETTORIFARDETERREPERUNVALORE PARIAMILIONIDIEUROULTIMALACIPRIACONUNVALOREDIMILIONIDIEURO

PRODOTTI PER IL TRUCCO DEGLI OCCHI

ILDELMERCATOÈRAPPRESENTATODALMASCARACONUNACRESCITADELSEGUONO SEMPRECONTRENDPOSITIVOIDELINEATORIELEMATITEMENTREINCALO SONOGLIOMBRETTI-DOPOLARIPRESACHEAVEVANOFATTOREGISTRAREL’ANNOPRECEDENTE

PRODOTTI

PER IL TRUCCO DELLE LABBRA

DELLETREFAMIGLIEANALIZZATE-ROSSETTIELUCIDALABBRAPROTETTIVIBASIINCOLOREESTICKSOLARI DELINEATORIEMATITE-LEPRIMEDUESONOQUELLECHENELCOMPLESSO SONOCRESCIUTEDIPIÙCHIUDENDOILRISPETTIVAMENTECONEMILIONIDIEURO

PH
© Susi Belianska

FIND YOUR PERFECT NUDE

Trova il tuo nude perfetto, è con questo invito che si presenta la nuova special capsule collection di due best seller di Astra: 5 nuovi colori di Hypnotize Liquid Lipstick, il rossetto liquido dalla lunga tenuta, piena coprenza e no transfer, in abbinamento a 6 nuove sfumature di nude della linea Lasting Gel Effect, nate per regalare a ogni donna la sua nude- manicure perfetta. La nuova selezione di colori si aggiunge alla gamma di Lasting Gel Effect e Hypnotize Liquid Lipstick che non vedono l’ora di donare a labbra e unghie look eleganti, naturali e raffinati.

LASTING GEL EFFECT

HYPNOTIZE LIQUID LIPSTICK

THE ROMANCE PALETTE

Tre palette che raccontano di romanticismo e femminilità. Ogni palette racchiude due polveri da contouring per definire i volumi del volto giocando con il chiaro-scuro, un illuminante iperpigmentato per donare la luminosità dei bagliori lunari e un setosissimo blush che scivola sugli zigomi come il petalo di un fiore dalle sfumature rosa, pesca e malva. Un complesso armonico di texture che promette di scolpire, illuminare e ravvivare Il viso in pochi gesti.

IN MOSSE

4

NETTARE DI ROSA

Arrivano tre nuove formule ad arricchire la gamma Absolue, pensata per una donna in cerca di un rituale beauty prezioso e sensoriale. Alessandra Forese, skincare training specialist di Lancôme, ne svela i segreti.

La peculiarità dell’estensione di gamma? «La rosa, musa ispiratrice di Lancôme e fiore simbolo di femminilità, selezionato per le sue proprietà nutrienti e rigeneranti» spiega Alessandra Forese. «Frutto di studio e fonte d’ispirazione continua per i nostri laboratori di ricerca. Ciò che oggi accomuna le specialità della nuova collezione Absolue è la presenza di tre nobili estratti di rosa nel cuore della tecnologia: cellule native estratte con il processo della fermogenesi, olio essenziale ricavato con la distillazione a freddo, nettare concentrato ottenuto con estrazione tramite anidride carbonica. Questi estratti rigenerano e accelerano il rinnovamento cellulare, per una pelle naturalmente più bella e piena di vita».

A COSA SERVONO 1

La lozione Rose 80 rappresenta la preparazione ideale della pelle a ricevere il traamento. L’Oléo-Sérum stimola invece la produzione di collagene ed elastina per migliorare tono e compaezza del viso.

La Crème Fondante, infine, offre alla pelle un risultato antietà completo e globale: contrasta rughe e perdita di tono, dona luminosità alla pelle.

QUAL È IL RISULTATO 3

La lozione Rose 80, idratando intensamente gli strati superficiali della pelle, massimizza l’efficacia di ogni tra amento successivo. Nella formula di Oléo-Sérum, una preziosa miscela di oli lavora per far ritrovare alla pelle il giusto nutrimento, mentre agisce sui segni visibili dell’invecchiamento.

2COME SI USANO

Dopo la pulizia e la tonificazione - ma ina e sera - agitare Rose 80, versarne tre o qua ro gocce nel palmo della mano e tamponare la lozione su viso e collo. Subito dopo si applica Oléo-Sérum, dalla texture ibrida emulsione in olio.

La Crème Fondante è invece ideale per il giorno, da affiancare poi - di no e - alla Crème Riche già in gamma.

4PERCHÉ SUGGERIRLE

La Créme Fondante dona immediato comfort alla pelle, rigenerandola e arricchendola di idratazione.

ILCONSIGLIOINPIÙ

Come motivare il rituale di Absolue? Ogni gesto contribuisce ad aumentarne l’efficacia. Subito dopo la detersione, si parte sempre con l’utilizzo della lozione, che prepara la pelle a ricevere al meglio il tra amento successivo, e si completa la routine con siero e crema. Chi ama applicare il soin in un solo gesto, può miscelare olio o lozione con la crema, o enendo la completezza di ingredienti e risultato.

«Per offrire una consulenza completa, è sempre essenziale partire da una conversazione, attraverso la quale costruire una relazione con la cliente basata sull’empatia, sullo storytelling e sulla reale comprensione dei suoi desideri, delle sue aspettative. Partendo dal magico mondo della rosa, sarà facile associare il rituale antietà globale e rigenerante Absolue alla proposta di un make up che valorizzi lo splendore della pelle, di una fragranza che regali sogno ed emozione».

NEW ENTRY ALL’INSEGNA DEL LUSSO

La parola a Moira D’Agostini, direttore di divisione La Mer e Jo Malone London, Estée Lauder Italia. Ora alle prese con due nuovi gioielli di profumeria artistica: Kilian ed Editions de Parfums Frédéric Malle.

Sono dei veri gioielli, i quattro marchi nel portafoglio della divisione gestita da Moira D’Agostini di Estée Lauder Italia. Ai già noti La Mer e Jo Malone London si sono aggiunti Editions de Parfums Frédéric Malle e Kilian, acquisiti negli ultimi anni dalla Compagnia e, di recente, integrati anche all’interno della filiale italiana. Due marchi di profumeria artistica con caratteristiche uniche e inimitabili, da salvaguardare soprattutto quando si tratta di scegliere il partner retail ideale per distribuirli. Nonostante le idee ben chiare, le strategie relative a questi due brand sono ancora un work in progress. Ma nel frattempo continuano l’espansione di Jo Malone London e gli investimenti su La Mer.

Cominciamo da Editions de Parfums

Frédéric Malle...

Ce lo vuole presentare?

«Il marchio è stato integrato, all’interno della divisione che seguo, nel luglio del 2017. Si tratta di un brand dal concept unico: Frédéric Malle ha voluto concentrarsi sulla qualità delle fragranze lasciando totale libertà creativa ai nasi che collaborano con lui. Lo definiamo un “editore di profumi”. Proprio come accade per i libri, sul pack delle sue fragranze, assieme al nome del profumo compare anche quello del suo autore. I prezzi delle varie fragranze sono diversi tra loro, nonostante il formato sia lo stesso. Ciò dipende dalle materie prime che ogni naso, in totale libertà, ha scelto di utilizzare per la sua creazione olfattiva. Attualmente il marchio è distribuito in circa 40 profumerie e nei due monomarca di Roma e Milano. Ogni boutique è diversa e viene progettata direttamente da Malle sulla base

delle caratteristiche della città in cui è situata».

Anche Kilian è entrato nel vostro portafoglio di recente. «A gennaio del 2018 abbiamo accolto Kilian nella nostra grande famiglia. Anche questo marchio è stato integrato nella divisone di La Mer e Jo Malone London per il suo posizionamento e l’immagine esclusiva. Erede di una storica stirpe di produttori di cognac,

LE NOVITË

EDITIONSDEPARFUMS

pionieri nell’industria del lusso, Kilian decise di creare un proprio brand di profumi quando s’imbatté in una collezione di antichi flaconi Baccarat. Questi lo deliziarono per la loro combinazione di lusso e attenzione ai dettagli. Secondo lui, infatti, il flacone deve sublimare la fragranza. Per questo, ispirato dall’art déco, ha scelto dei packaging opulenti. Quanto ai jus, la volontà di Kilian è creare profumi d’alta qualità, che non rappresentino solo un’arma di seduzione ma anche uno scudo protettivo nei confronti dei nostri interlocutori. Lo sanno bene i consumatori affezionati al brand e anche i concessionari che, oggi, sono circa una quarantina».

Sono tante le multinazionali che negli ultimi anni hanno acquisito marchi di profumeria artistica. C’è chi teme che vengano presto snaturati. Lei cosa ne pensa? «La Compagnia ha acquisito questi marchi per il loro potenziale e non ha

di Ivan Pestillo

intenzione di trasformarli. La forza di Frédéric Malle, per esempio, sta nella libertà creativa attraverso la quale il suo fondatore vuole costruire i classici del futuro. I consumatori lo percepiscono ed è per questo che il marchio ha successo. Il nostro obiettivo è di potenziarne i punti di forza e la distribuzione. Facendo sempre molta attenzione nella selezione dei partner proprio per preservarne la purezza».

In quest’ottica, dunque, chi è il vostro partner ideale?

«Guardiamo alle profumerie artistiche e a tutte quelle realtà che hanno saputo ritagliare all’interno del loro negozio uno spazio per questo genere di fragranze. È fondamentale che i nostri concessionari sappiano valorizzare il brand. Prima ancora di acquistare un marchio, in questo contesto, il consumatore sceglie il punto vendita, sceglie il suo consulente perché vuole scoprire nuovi profumi e storie».

Come sta procedendo, invece, il lavoro su La Mer?

«Pur mantenendo i codici della sua tradizione, anno dopo anno, La Mer diventa un marchio più cool. Ciò che vogliamo comunicare è un’idea di lusso molto fresca che rimandi al mare e alla natura. Il posizionamento prezzo continua a essere alto ma non per questo inaccessibile se paragonato a quello di alcuni nostri competitor. I lanci del brand sono giocosi e di tendenza... Basti pensare a The Renewal Oil, che può essere applicato anche sopra il trucco per creare inediti punti luce. Oppure allo Skincolor, molto professionale e con un’elevata componente di trattamento. Ma senza mai rinunciare alla tecnologia e all’iconico ingrediente star di La Mer, il Miracle Broth».

Mi sembra di capire che, su questo marchio, continueranno gli ingenti investimenti in comunicazione... «La comunicazione è sempre stata un punto di forza di La Mer. Con una distribuzione di circa 170 punti vendita, continuiamo a investire sui media al pari di marchi più commerciali. I nostri concessionari hanno il privilegio di essere tra i pochi ad avere il brand e beneficiare al contempo di una comunicazione impattante. Nell’ultimo anno abbiamo mantenuto l’investimento sulla stampa e ci siamo avvicinati anche al

mondo digital. La Crème de La Mer 60 anni fa è diventata famosa grazie al passaparola, che oggi trova la sua massima espressione sui social network. In occasione del lancio di The Moisturizing Cool Gel Cream, abbiamo scelto come ambassador Kate Hudson che, attraverso una serie di video, ha raccontato come sia possibile avere diverse texture di una stessa crema. L’originale Créme de La Mer si declina attualmemnte in ben cinque texture per assecondare i diversi tipi di pelle».

E l’originale Créme de La Mer è ancora il vostro prodotto best seller? «Certamente! E dopo 60 anni mantiene

OGGIL’ORIGINALE CRÉMEDELAMER SIDECLINAINBEN CINQUETEXTURE DIFFERENTI L’ULTIMAINGEL PERRISPONDERE ALLEESIGENZE D’OGNITIPODIPELLE INAUTUNNOPARTIRÀ LACAMPAGNA HERITAGE PERRACCONTARE ANCORAUNAVOLTA LASTORIA DELSUOFONDATORE ILDRMAXHUBER

JOMALONELONDONÈFINALMENTEARRIVATO INPROFUMERIA!L’AZIENDAHAINFATTISTUDIATO UNCOUNTERADHOCPERPERMETTERE AIRETAILERDIOFFRIREAGLIAMANTIDELBRAND TUTTIISERVIZIGIÀPRESENTINEIMONOMARCA

ancora la sua potente formula originale. In autunno, tra settembre e ottobre, partirà la campagna Heritage per celebrare proprio la nostra icona. Racconteremo di nuovo la sua storia, il suo aspetto di sostenibilità e ne sarà lanciata una limited edition».

Ultimo, ma non per questo meno importante, Jo Malone London. Il brand è in forte espansione… «Per anni, in Italia, Jo Malone London è rimasto confinato ai monomarca e ai department store. Questo perché, in quanto marchio di lifestyle, richiede ampi spazi per essere presentato al meglio. Vista però la forte richiesta da parte del consumatore, oggi siamo riusciti a creare un format per la profumeria: un counter di dimensioni tali da permetterci di mantenere tutta l’immagine del brand. Assieme ai sei monomarca, le attuali 30 profumerie che hanno accolto il marchio ci permettono di presidiare maggiormente il territorio. E i riscontri dei profumieri sono positivi perché, una volta formato il personale, sono in grado di offrire al consumatore prodotti e servizi introvabili altrove». 

stiamo lavoranDo

per voi

Una profumeria compatta e (almeno al momento) tutta italiana.

Così il segnale, forte, che emerge dal progetto della campagna di canale Fenapro. e sta raccogliendo consensi crescenti per il suo valore strategico.

Èpartita in punta di piedi, ma ha fatto progressivamente sentire la propria voce. E adesso, ad alcuni mesi da quei primi incontri dove tutto era ancora in fase di definizione, sta prendendo forma e consistenza. Stiamo parlando della campagna pubblipromozionale di canale, un evento di portata storica per Fenapro e per tutto il selettivo, che si risveglia da un “letargo” lungo 30 anni. Tanti, infatti, ne sono passati da quando la profumeria fu protagonista di un’iniziativa analoga. Vogliamo riassumerne brevemente le tappe, per poi arrivare all’oggi, ai risultati già ottenuti e a quelli che arriveranno. Con

una prima, incontrovertibile, certezza. Che la campagna di canale parla italiano ed è, almeno al momento, orgogliosamente made in Italy. Una considerazione che non chiude affatto la porta ad altre insegne di distribuzione straniere, qualora volessero, partecipare, ma che ci sembra giusto sottolineare.

parola d’ordinE: condividErE L’idea (chi segue le “pagine gialle del nostro Fenapro Mag già la conosce nei dettagli) era ed è quella di farsi promotori di un’iniziativa a nome e per conto di tutto il canale. Un’iniziativa alla quale stanno lavorando alcune tre le

la campagna sarà vincente per ogni singola profumeria

più importanti realtà distributive oggi presenti nel selettivo: società strutturate e con decine di punti vendita, catene illustri regionali e indipendenti. Tutti, insieme, sotto l’egida della Federazione. Il primo passo è stato quello di individuare un gruppo di contatto per arrivare più velocemente a condividere informazioni e scelte. Un gruppo delegato dagli altri consiglieri a prendere le decisioni finali, da sottoporre poi alla votazione dell’assemblea.

E l’industria chE fa?

Una parte delle aziende si è espressa da subito favorevolmente sull’iniziativa, un’altra ha preferito mantenersi in una posizione neutrale. Il Gruppo L’Oréal Luxe si è invece “sbilanciato” da subito, dimostrandosi parte attiva e integrante del progetto. Ma su questo fronte le cose potrebbero presto cambiare: c’è la sensazione forte che l’iniziativa aggreghi consensi crescenti, dall’una e dall’altra parte. I prossimi mesi saranno cruciali, il gruppo di contatto è già al lavoro per incontrare uno ad uno i referenti delle singole aziende.

crEativi all’opEra

Trovare una visione comune sulle strategie non è stato semplice, ma decisioni, e conseguenti risultati, sono progressivamente arrivati. È stato definito il budget (500mila euro, 250mila a carico dell’industria, altrettanti a carico della distribuzione), trovata la modalità di contribuzione per singola profumeria (una quota di 250 euro a punto vendita, che è risultata la più semplice e la più facilmente gestibile), individuata l’agenzia creativa (Casiraghi, Greco &) e definita, per grandi linee, la struttura portante della campagna. A trovare tutti d’accordo è stata la con-

sapevolezza che tutto dovrà ruotare intorno a un’idea centrale forte, qualcosa che in profumeria non si sia mai visto e stimoli la curiosità del consumatore. Una meccanica coinvolgente e capace d’intrigare.

l’accordo con npd

Altro punto che ha raccolto consensi unanimi è la possibilità di tracciare i dati di vendita della campagna. Dalla tracciabilità, che consentirà di toccare con mano e quantificare i benefici derivanti ai singoli marchi, si partirà per un confronto più diretto con le aziende, anche con l’aiuto di NPD che si è già mostrata favorevole a dare il proprio contributo. La tracciabilità diventerà un prezioso strumento di misurazione per coinvolgere l’industria nelle edizioni che verranno

valorE stratEgico

Si è sin qui accennato agli aspetti operativi del progetto, ma è sul suo significato strategico che vale la pena di soffermarsi. Qualche anno fa un’iniziativa di questo genere sarebbe stata impensabile. La profumeria era in fase di assestamento, doveva ritrovare la bussola, comprendere in quale direzione andare. È evidente che il peggio non è ancor passato, anche le evidenze emerse dal Beauty Report 2018 sono lì a ricordare che il selettivo è sotto assedio, marcato stretto da una farmacia sempre più agguerrita. Ma di diverso, di realmente diverso rispetto ad allora, c’è la consapevolezza che questo canale ha ancora tanto da dire. Lavorare uniti al raggiungimento di un obiettivo comune è davvero un cambio di passo importante. I risultati arriveranno e non tarderanno a farsi vedere da tutti. C’è da scommetterci. n

nella sostanza

farE branding o lavorarE sul punto vEndita? lE duE cosE insiEmE. la campagna di canalE dovrà individuarE una risposta all’una E all’altra domanda, EntrambE sostanziali pEr la buona riuscita dEl progEtto. Ecco pErchÉ la scElta è caduta sulla “casiraghi, grEco &”, l’agEnzia crEativa chE è parsa EssErE più EfficacE nEl farE da pontE tra lE duE EsigEnzE. si è così partiti da un concEtto di sEgnalEtica, dall’individuazionE di duE o trE simboli tra i quali scEgliErE quEllo vincEntE, chE idEntifichErà tuttE lE profumEriE adErEnti alla campagna. anchE la quEstionE cEntralE, valE a dirE cosa farE pEr risultarE intErEssanti agli occhi dEl consumatorE, ha pian piano prEso forma: oltrE alla crEazionE di un sito ad hoc, un fortE coinvolgimEnto onlinE frutto di un invEstimEnto importantE, un vidEo ad EffEtto chE vEicoli con Empatia il sEnso E la forza di quEsto canalE E… molto altro, chE al momEnto è prEmaturo svElarE.

DOMANDA E RISPOSTA

CATTURARE L’ATTENZIONE SU CIÒ CHE FA

LA DIFFERENZA

Le caratteristiche che fanno rimanere Innoxa protagonista nella top list dello skincare selettivo?

E da più di 70 anni? Troppe, per farne un elenco esaustivo! Parola di Serena Cuoghi.

Poche aziende sono conosciute e affermate sul mercato cosmetico, da oltre settant’anni, con la stessa costanza e coerenza di Innoxa. All’amministratore di Primavera Cosmetici, Serena Cuoghi, abbiamo chiesto di illustrarci l’andamento e le strategie 2018.

Quali sono i dati di risultato d’Innoxa relativi al primo semestre 2018?

«I dati che abbiamo raccolto nel primo semestre 2018 mostrano un andamento positivo delle vendite, segno che il nostro brand è sempre più apprezzato dal consumatore finale e non solo. Nel nostro settore, infatti, si conferma un crescente interesse anche da parte di nuovi mercati. Nonostante ciò, il nostro obiettivo principale è quello di incrementare le vendite nel mercato cosmetico italiano».

A livello di distribuzione, in quanti punti vendita è presente il brand?

«A oggi siamo presenti in 400 punti

vendita per lo più profumerie individuali, farmacie e parafarmacie. Per una scelta aziendale, non siamo presenti nelle catene, nei consorzi e nella grande distribuzione organizzata».

Avete intenzione di ampliare la rete?

«Assolutamente sì, ma vogliamo mantenere un’esclusiva di settore. Inoltre, stiamo lavorando per differenziarci attraverso packaging attraenti e riconoscibili e prodotti dalle texture inedite, mantenendo vivi i valori che ci con-

IL FASCINO DELLA COMPETENZA

QUALISONOIVALORICARDINECHERENDONOINNOXAUNBRANDANCORA ATTUALEINUNMERCATOMATUROCOMEQUELLOCOSMETICODIOGGI? ESOPRATTUTTOCOMEVENGONOVEICOLATIQUESTIVALORIALCONSUMATORE FINALEINPARTICOLAREALCONSUMATOREPIÙGIOVANECHEENTRAPOCO INPROFUMERIAEUSAMOLTOLARETE?SERENACUOGHIUNARISPOSTACEL’HA «TRADIZIONEDEDIZIONESERIETÀMAANCHECOMPETENZARICERCA ESVILUPPOUNAFORTEATTENZIONEALLEMATERIEPRIMEUTILIZZATEEVIA DISEGUITOL’ELENCOCOMPLETOSAREBBEINFINITO!LANOSTRALUNGAPRESENZA SULMERCATOCIHAPERMESSODIMATURARELAPAZIENZANECESSARIA PERRACCOGLIEREIFRUTTIDELNOSTROLAVOROILCONSUMATOREPIÙGIOVANE ANCHEINFUTUROVERRÀSEMPREPIÙCATTURATOCONL’ARTEDELLASEDUZIONE EATTRAVERSOSTRATEGIEPERSUASIVEDIMARKETINGOFFEONLINE»

traddistinguono, e cioè innovazione e tradizione. Vogliamo conservare, far crescere e curare le aree dedicate ai trattamenti Innoxa, conquistate dall’intero team di figure professionali che ci accompagnano nel tempo. Una forza vendite che lavori a diretto contatto con i clienti e un servizio di cortesia aziendale sempre attento alle richieste».

Ci può illustrare le strategie in atto sul brand, dal punto di vista del marketing e della comunicazione?

«Per quanto riguarda l’ambito marketing e comunicazione, non si può fare a meno di citare un fenomeno che ha radicalmente cambiato il modo di comunicare, e cioè l’avvento dei social media. Noi stiamo lavorando tenendo conto di quest’importante trasformazione. Le dinamiche del mercato attuale ci impongono di comunicare il prodotto pianificando e attuando scelte di marketing sempre più oculate e, soprattutto, orientate al coinvolgimento del consumatore finale. Per fare ciò, sono necessarie professionalità e competenza. Grazie al team di persone qualificate operative in Primavera Cosmetici, il marchio Innoxa mette in pratica strategie che hanno come fine ultimo quello di colpire l’attenzione del consumatore e, allo stesso tempo, di fornire un servizio completo all’interno dei punti vendita selezionati di modo che l’informazione si tramuti in azione d’acquisto. Fondamentale rimane il ruolo autorevole e il sostegno dell’editoria di settore che ha sempre trasmesso grande apprezzamento per il brand contribuendo ad avvalorarne l’immagine».

Quali sono le attività di reclutamento

del consumatore che operate dentro e fuori dal punto vendita? Animazioni oppure particolari iniziative di comunicazione o merchandising...

«L’azienda concentra l’attenzione verso il punto vendita, fornisce un servizio il più completo possibile, offre gli strumenti necessari per una conoscenza approfondita dei prodotti, inviando libretti informativi, schede tecniche, folder, brochure, campioni e tester. Diamo la possibilità anche di venire in azienda a fare un corso di approfondimento sulle tecniche di vendita dei prodotti. Le nostre beauty consultant eseguono su appuntamento trattamenti mirati e personalizzati in cabina. Ogni richiesta effettuata dai nostri concessionari viene soddisfatta in maniera seria e puntuale, in modo da offrire loro tutto il supporto e l'affiancamento possibile per rendere più semplice il sell out del prodotto».

Su quali progetti pensate di fare i maggiori investimenti nel corso del 2018 e del 2019?

«Abbiamo intenzione di fare investimenti impattanti e stimolanti nel prossimo anno commerciale. Ogni ruolo ricoperto all’interno dell’azienda deve concorrere attivamente al raggiungimento del risultato. La logica conseguenza è che tutti i settori esterni e interni all’azienda siano motivati e preparati per conseguire risultati positivi sul mercato. Pensiamo d’investire soprattutto su progetti che ci permettano di accrescere il reale valore, mantenuto nel tempo, del marchio Innoxa».

UNINCARNATO

RADIOSOCOMPATTO

EPRIVODIMACCHIE

ÈLAPROMESSA

DINOSPOTLINEA

DITRATTAMENTI SVILUPPATA

PERATTENUARE

DISCROMIECUTANEE

Focus sui singoli assi... quindi viso, corpo, solari, collezioni esclusive, uomo, fragranze... Facciamo il punto della situazione: potenziale di sviluppo, nuovi lanci, operazioni di pushing? «Stiamo pianificando sui vari assi azioni one shot finalizzate a concentrare l’attenzione del cliente sulle caratteristiche specifiche del singolo prodotto. I solari, che saranno presto raggruppati in un’unica grande linea, verranno sottoposti a un restyling che si tradurrà sia in un miglioramento delle singole formulazioni sia nella creazione di un nuovo pack. Il punto di partenza, in tal senso, sarà rappresentato dalla linea Collastine Solare. Per quanto riguarda il make up, continuiamo a sviluppare e a includere nella nostra offerta prodotti che devono essere sempre funzionali e complementari ai nostri trattamenti

viso. Innoxa mira infatti ad ampliare lo skincare viso attraverso il trucco, senza smettere di offrire prodotti e colori che tengano conto della stagionalità e dei principali trend moda e beauty».

Comunicazione interattiva, social network, blog, influencer, app... Come si muove Innoxa su questo fronte?

«Innoxa naturalmente ha investito, e continua a investire, anche nella comunicazione digitale. Essendo consapevoli dell’importanza dei social media per l’accrescimento della brand awareness e per il coinvolgimento del consumatore finale, abbiamo deciso di essere presenti in maniera attiva sui canali Facebook e Instagram. Un altro mezzo che ci permette di interagire con i nostri clienti e favorire l’engagement è il blog Innoxa».

In quale modo si articola il vostro programma di formazione al personale di vendita?

LALINEACOLLASTINE SOLAREFORMULATA CONCOLLAGENE ELASTINA EFIBRONECTINA PROTEGGEDAIRAGGI SOLARIEAIUTA APREVENIRERUGHE EMACCHIECUTANEE

«Come ho accennato prima, il nostro programma di formazione può concretizzarsi attraverso corsi e approfondimento in sede, che non si limitano soltanto alla conoscenza del prodotto e alla sua applicazione, ma riguardano anche le tecniche di vendita. In alternativa, ci avvaliamo di personale qualificato che, direttamente sul punto vendita, spiega come applicare le nostre formule in base al tipo di pelle e come riuscire a vendere proprio quel prodotto a seconda delle esigenze del consumatore finale. Se un cliente esce dal negozio soddisfatto e realizzato, per Innoxa è sempre una conquista di grande prestigio». 

il senso dei drugstore per l’arte

Due opere del Rinascimento sono pronte a “rimettersi in luce” grazie a Tigotà. Che in occasione dell’apertura del negozio numero 500 ha deciso di supportarne il restauro.

Qualche mese fa, l’insegna di drugstore Tigotà ha inaugurato il suo cinquecentesimo punto vendita. E quale occasione migliore per prendere un impegno così importante come quello di salvaguardare l’arte italiana del Cinquecento? L’ambizioso e nobile progetto è stato presentato lo scorso giugno con una conferenza stampa presso la Pinacoteca di Brera, a Milano. A raccontarlo sono stati Pericle Ciatto, responsabile marketing di Gottardo (la società per azioni a cui fa capo l’insegna), James Bradburne, direttore della Pinacoteca, e il critico d’arte Philippe Daverio. Grazie al sostegno dell’azienda, saranno restaurate ben due opere: la “Sacra famiglia con Sant’Ambrogio che presenta un donatore” di Paris Bordon, pittore veneziano del Rinasci-

a sinisTra, l’opera di paris bordone. a desTra, invece, la Tela del garofalo.

mento che lavorò assieme a Tiziano, e il “Cristo crocefisso, con la Vergine, Maria MaddalenaeiSantiGiovanniEvangelista e Vito” di Benvenuto Tisi (detto il Garofalo), pittore ferrarese del tardo Rinascimento che lavorò alla corte degli Estensi. Il dipinto di Bordon è un olio su tavola del 1525 circa, che si caratterizza per l’intenso cromatismo e la grande importanza del paesaggio. Mentre l’opera del Garofalo è una grande tela a olio datata 1522, conservata nella Pinacoteca di Brera dal 1811. Entrambe le opere affronteranno il restauro sia del supporto sia della pellicola pittorica. E quella del Bordon sarà poi esposta al pubblico nel percorso della Pinacoteca milanese. La tela del Garofalo rimarrà invece a disposizione per prestiti e mostre temporanee. n

traguardi iMpOrtanti

«TigoTà conTa 524 punTi vendiTa in 16 regioni iTaliane» racconTa il responsabile markeTing pericle ciaTTo. «non siamo ancora presenTi in campania, calabria, sicilia e sardegna, ma abbiamo due insegne in svizzera. e un ToTale di 4.000 collaboraTori. a febbraio È sTaTa fesTeggiaTa l’aperTura del cinquecenTesimo punTo vendiTa... e abbiamo deciso di celebrare il Traguardo impegnandoci nel resTauro di due opere d’arTe del cinquecenTo iTaliano».

MARIE FRANCE BONNIN
Privilege Parfums
Nazionale

NON CHIAMATELA “NICCHIA”

La profumeria artistica continua a crescere. A suggerirlo sono i numeri, ma anche i tanti lanci e la curiosità delle multinazionali per questo mercato.

Un tempo considerata, in modo superficiale, una sorta di club elitario che raccoglieva piccoli distributori un po’ snob, la profumeria artistica è oggi diventata un fenomeno che non può proprio essere sottovalutato. I motivi sono tanti, a cominciare dai numeri. Secondo gli ultimi dati, presentati lo scorso aprile a Milano in occasione della fiera Esxence, questo settore rappresenta una significativa voce in termini economici. In Italia, nel 2016, la profumeria alcolica d’autore ha segnato quasi il 12,5 per cento sul totale della categoria, con oltre 200 milioni di euro di fatturato (prezzi al pubblico), ovvero circa il 2 per cento dei 9 miliardi di euro del complessivo fatturato beauty italiano. Valori in costante e rapida crescita, che evidenziano come il mercato da conquistare sia ancora ampio e tutto da esplorare. Lo sanno bene i distributori, sempre a caccia di nuovi brand, ma anche le multinazionali che, negli ultimi anni, hanno fatto compere proprio in questo settore. Quale sarà, dunque, il futuro della profumeria artistica? Noi l’abbiamo chiesto ad alcuni addetti ai lavori... elaborando da subito un pensiero chiarissimo: non se ne può più parlare in termini di “nicchia”.

PROFUMERIA ARTISTICA

Esiste una definizione di “profumo artistico” dal punto di vista della composizione e dell’immagine?

il contenuto, che il contenitore La

«Prima di tutto dovrebbe contare il contenuto, più che il contenitore. La composizione olfattiva non dovrebbe avere assonanze pronunciate con i trend del momento ma travalicarli, superarli in modo evidente per qualità ed originalità e auspicabilmente dovrebbe essere qualcosa di mai sentito, di quasi inimmaginabile. La bella profumeria del masstige fa moda mentre la profumeria artistica crea tendenze future e interpreta stili e temi fuori dal comune. Alcune sue creazioni diventano archetipi imperituri e assumono il diritto a essere considerate capolavori. Consiglio quindi di non perdere tempo con fragranze “carine”, rassicuranti e che, per quanto belle, sanno di già sentito, ma di soffermarsi ad “ascoltare” solo quelle che ci hanno dato di primo acchito una sferzata, che ci hanno scosso o stupito. Tra queste, forse, troveremo quella che potrà diventare la nostra ambasciatrice. Il vestito conta se anticipa, introduce con discreta eleganza, al racconto che percepiremo annusando la fragranza. La coerenza tra apparire ed essere deve diventare la più stringente possibile. Guai a millantare ciò che la fragranza non sarà in grado di rappresentare».

E dal punto di vista della distribuzione?

C’è chi parla di “nicchia”... «La definizione di “nicchia” ha senso come parola caratterizzante se la pensiamo per quello che essa rappresenta per le cattedrali. Una parte dell’insieme che ha caratteristiche uniche, un artista specifico, la storia di un Santo o di una famiglia in particolare; è l’insieme delle nicchie che crea la magia della cattedrale. La distribuzione dovrebbe privilegiare i luoghi in cui è possibile dare pari dignità a ogni nicchia, dove vi siano

UNA KERMESSE IMPERDIBILE!

APPUNTAMENTODAL ALSETTEMBRECON LASEDICESIMAEDIZIONE DI“FRAGRANZE”IL SALONEDEDICATOALLA PROFUMERIAARTISTICA ORGANIZZATODAPITTI IMMAGINEAFIRENZESONO OLTREIMARCHICHE NEISUGGESTIVISPAZI DELLASTAZIONELEOPOLDA PORTERANNOPROFUMI EDESSENZEMAANCHE MAKEUPESKINCARE PERINFOEACCREDITI WWWPITTIMMAGINECOM

persone che su base volontaria e guidati dalla passione, vogliano illustrare le più recondite peculiarità di un marchio e di una sua fragranza a chi vuole ascoltare, ammaliato da una di esse. La cornice in cui le nicchie trovano spazio deve esprimere l’anima di chi ha creato quel luogo e non quella di una o dell’atra marca ivi proposta. Una galleria d’arte o una libreria hanno questa caratteristica e una profumeria non deve essere da meno».

Sembra che le fragranze artistiche rappresentino un’occasione unica per differenziare il punto vendita. Non le troviamo solo nelle profumerie tradizionali ma anche nei monomarca, nei negozi di abbigliamento, nei concept store e oggi anche in alcune catene...

TRADIZIONI ARTIGIANALI LUNGHE PIÙ DI UN SECOLO

ANNIFAEBBEINIZIOLASTORIA DIUNMARCHIOCHEÈRIUSCITOA SCONFIGGEREILTEMPODIVENTANDO UN’ICONAINTERNAZIONALE SICHIAMACLAUSPORTOENASCEDAL “MATRIMONIO”TRAISUOIFONDATORI DIORIGINETEDESCAELASTORICA CITTÀPORTOGHESEDIPORTO SPECIALIZZATOINSAPONISOLIDI LIQUIDILOZIONIPERILCORPOE PROFUMID’AMBIENTEDOPOPIÙDIUN SECOLOEQUATTROGENERAZIONI

ILSUONOMEPREDOMINAANCORAIN QUANTOADAUTENTICITÀSVILUPPANDO UNAFILOSOFIAARTIGIANALECHE CONIUGATRADIZIONEEINNOVAZIONE OGGICLAUSPORTOÈDISTRIBUITOINPIÙ DIPAESIADACCOGLIERLOPERPRIMI SONOSTATIIPIÙRINOMATISTORE COMEHARRODSGALERIESLAFAYETTE ENEMAINMARCUSEOGGIARRIVA ANCHEINITALIAGRAZIEAFINMARKCHE LODISTRIBUIRÀINUNASELEZIONATA RETEDIPROFUMERIE

Lei che cosa ne pensa?

«Ho sempre pensato che un negozio di abbigliamento o di accessori per l’arredamento possa avere l’opportunità di conoscere le caratteristiche umane e stilistiche dei propri clienti anche più profondamente e ampiamente di quanto possa fare un profumiere, ma purtroppo spesso i titolari non ne hanno coscienza o non hanno la pazienza di provare a verificare questa semplice verità. Chi propone le fragranze deve rispettare profondamente quanto espone e suggerisce ai propri clienti. Quando un profumo artistico viene forzatamente proposto a persone che non hanno nulla a che fare con il suo essere, con il suo stile, viene mercificato, banalizzato dalle molte persone che lo indosseranno senza averne un ruolo o una coerenza. Se la pubblicità e il marketing rendono un profumo artistico un best-seller, involontariamente ne ledono la bellezza perché verrà percepito addosso a chi non lo meriterebbe e quindi non potrà essere apprezzata appieno la sua bellezza. Chi apprezza appieno un abito sartoriale su una persona trasandata? Certe strutture di vendita organizzata, inoltre, si avvalgono necessariamente di personale il cui obbiettivo è fare fatturato e non di celebrare matrimoni tra un cliente e una fragranza, auspicando che la loro unione duri molto a lungo. Penso che questo faccia intuire cosa io pensi al riguardo».

Come si vende un profumo artistico? Voi come vi muovete dal punto di vista della formazione?

«Noi diamo ai retailer tutte le informazioni utili a innamorarsi dei marchi e dei prodotti e abbiamo formatori che vanno a trovare i negozianti e li affiancano. Organizziamo conversazioni sui profumi, mai lezioni. Ci piace aiutare i nostri clienti a coinvolgere i loro. Oggi più che mai il servizio,

DIALOGHI SUI PROFUMI. LA FORMAZIONE DIVENTA... “ESSENZA”

l’accoglienza, la competenza sono le poche armi che permettono di creare un fronte di resistenza allo strapotere di multinazionali, catene, mercati incontrollati, e-commerce dalle dimensioni di portaerei, di esperti di marketing che vogliono spiegarci quanti soldi in più potremmo fare se applicassimo le loro regole ai nostri brand».

PRESIDENTEDIINTERTRADEGROUP

Secondo lei, esiste una definizione di “profumo artistico”?

è e avvolto in un’immagine

«Il profumo artistico perfetto è dirompente e originale, avvolto in un’immagine semplice. Il principio lo si deve ritrovare nella percezione olfattiva della formula, in coerenza con concetto e vestito della confezione. Il mercato seleziona da solo, anche se inconsapevolmente, capisce tutto questo. “Just amazing!” direbbero gli inglesi».

C’era una volta la “nicchia”... O c’è ancora, dal punto di vista della distribuzione?

«Ritengo che “nicchia” sia un termine obsoleto, superato dai fatti. L’intento era comunicare qualità e originalità. Avendone abusato a tutti i livelli, il mercato non riconosce più nel termine il significato di questi valori.

Le acquisizioni da parte degli investitori e dei grandi gruppi economici hanno modificato lo scenario distributivo cambiandone le regole. I negozi di profumeria indipendente che non hanno oggi un peso in cifre soffrono sotto il peso del web e di questi cambiamenti».

Le fragranze artistiche si trovano anche nei negozi di abbigliamento, nei concept store e in alcune catene di profumeria regionali e nazionali. Lei cosa ne pensa? «La prima domanda che mi viene in mente è: le fragranze artistiche chi, e quali? Con le acquisizioni, i grandi gruppi devono costruire le grandi cifre, è normale. Non trovandole nel mercato tradizionale dove i marchi si sono stabiliti, fanno piani e cercano altrove. Una via o l’altra non fa una grande differenza purché alla fine ci si arrivi. Ecco dove il mercato e la distribuzione hanno subito una trasformazione radicale. I negozi monomarca aumentano il riconoscimento del brand ma non sono remunerativi,

altri negozi ‘cool’ danno immagine ma poco sell-out. E quindi? Entriamo in una stagione diversa dove si aprono nuove opportunità».

Come si vende un profumo artistico?

«La formazione è fondamentale per far vivere l’esperienza al cliente, sappiamo per certo che è il primo supporto per dare ancora un senso al punto vendita. Chi cerca un prodotto naviga nel web, chi vuole acquisire altro e oltre con la sua spesa, entra nei negozi. La prima differenza è far vivere un’esperienza legata al profumo e in questa fase la formazione è preziosa ed imprescindibile. Come? Un invito a visitare le nostre Avery Perfume Gallery non ci sta male, ora».

Esiste una definizione di “profumo artistico”?

«Il profumo artistico si propone di evocare emozioni fortissime, di farti immergere in luoghi e situazioni vicine o lontane e di raccontare storie. All’interno della nostra distribuzione tutti i brand in portafoglio rispondono a questa caratteristica, e ognuno in modo unico».

E dal punto di vista della distribuzione?

Vogliamo continuare a parlare di “nicchia”?

«Noi preferiamo definirla Alta Profumeria, nome che definisce anche la divisione di Beauty and Luxury che segue questo segmento: “B&L Alta Profumeria”. La presentazione di un prodotto di profumeria artistica è paragonabile a quello di un’opera d’arte all’interno di una galleria: richiede un’ambientazione curata e del personale molto preparato in grado di utilizzare storytelling articolati; del personale che, oltre a una competenza nell’approccio al cliente, abbia anche tanta, tanta passione per coinvolgere il consumatore. In tal senso in Italia, l’alta profumeria, si è fortemente consolidata in profumerie cosiddette “di nicchia”, gestite da profumieri/ imprenditori con una pluridecennale esperienza sulle caratteristiche sopra descritte, per mezzo della quale accompagnano i propri clienti in viaggi ed esperienze olfattive uniche. A detta di molti brand internazionali con i quali collaboriamo, proprio questi profumieri sono i migliori storyteller dei loro brand a livello mondiale».

Le fragranze artistiche si trovano anche nei negozi di abbigliamento, nei concept store e in alcune catene di profumeria regionali e nazionali. Tu cosa ne pensi? «L’opportunità offerta dall’alta profumeria, con la sua teatralizzazione, nel più vero senso della parola, con uno staging merchandising, una pièce teatrale che bisogna raccontare nel momento in cui esponi la storia del brand, e la gestualità della vaporizzazione, sono un elemento chiave di tutto il retail della profumeria, e in tal senso l’alta profumeria diventa un’opportunità

BOUTIQUE D’AUTORE

NELSETTOREDELLAPROFUMERIAARTISTICAPIÙCHEINALTRI SPOPOLANOINEGOZIMONOMARCAQUESTIPERÒDIVENTANO QUASIDELLEGALLERIED’ARTECONTANTODISERVIZIPENSATIPER ICLIENTIPIÙESIGENTIL’AMBIENTEDUNQUEPRIMADITUTTO COMEHAFATTOILMARCHIOTHEMERCHANTOFVENICEDELLA VENEZIANAMAVIVECHEHAAFFIDATOILCONCEPTDEISUOSTORE DIMILANOEROMA-EANCHEDELL’ULTIMOINAUGURATOADUBAI

sempre più interessante e accattivante. Ovviamente la grande sfida è realizzare, a ogni consulenza, un servizio di qualità, di competenza, di racconto, che permetta di ricreare quanto sopra descritto. Tutto questo perché la consumatrice o il consumatore dell’alta profumeria sono molto preparati, colti, appassionati, e mai quanto con loro vale il detto inglese “You never get a second chance to make a first impression”».

Oggi più che mai le fragranze artistiche sono nel mirino delle multinazionali. Anche nella vostra azienda convivono brand commerciali e non. Come li gestite? «Abbiamo due divisioni, una per i marchi di profumeria selettiva e una per i marchi di Alta Profumeria. Le due divisioni hanno due forze vendita distinte e due team marketing. La scelta di presidiare entrambi i segmenti è a monte una strategia di Beauty and Luxury: vogliamo parlare a tutti i target di consumatori e, in Italia, il segmento di consumatori di Alta Profumeria è sempre più importante. Ci tengo anche a raccontare come scegliamo i marchi: il nostro CEO, Peter Gladel, dice sempre “siamo Brand Scout”, scegliamo solo marchi che hanno un effettivo potenziale per il consumatore italiano, e che siano distintivi, nel senso di unici rispetto agli altri brand già presenti in portafoglio».

CHE ODORARIUS MIRABILIS!

-APIERLUIGIPIZZISCENOGRAFODIFAMAINTERNAZIONALEGIÀ FIRMADELPROGETTOALLESTITIVONELMUSEODELPROFUMO DIPALAZZOMOCENIGOAVENEZIASONOMOLTOLEGATIAL CONCETTODILIFESTYLEANCHEINEGOZIDICARTHUSIACHE INOCCASIONEDELSUOANNIVERSARIOHAINAUGURATO ILDECIMOPUNTOVENDITAACAPRIPRESSOMARINAGRANDE ILCARTHUSIACAFEALPORTOPRIVATOELECARTHUSIASUITES

LA PAROLA AL TRADE

«PERD’ANNUNZIOILPROFUMOÈTUTTO…ETUTTOÈNELPROFUMO!» LODICESORRIDENDOPAOLAGORETTIEILROSSETTOROSSO DISEGNAPERFETTAMENTELESUELABBRAÈLEILACURATRICE DELLAMOSTRA“D’ANNUNZIOEL’ARTEDELPROFUMOODORARIUS MIRABILIS”ALLESTITANEGLISPAZIDELLAFONDAZIONEILVITTORIALE DEGLIITALIANI–AGARDONERIVIERABRESCIA–FINOALGENNAIO GIORDANOBRUNOGUERRIPRESIDENTEDELLAFONDAZIONE L’HAVOLUTAEMARCOVIDALDIRETTORECOMMERCIALEDIMAVIVE L’HAGIUSTAMENTEPROMOSSACONSIDERANDOCHELALINEA“I PROFUMIDID’ANNUNZIO”ÈUNASUACREATURAESEPAOLAGORETTI L’HAIDEATAPIERLUIGIPIZZIDICUISIPARLAANCHENELLANEWS AFIANCOL’HAPROGETTATACONILRISULTATOCHELAMOSTRASI PRESENTACOMEUNSONTUOSOVISIONARIOOLFATTIVOINQUATTRO SEZIONIESPOSITIVECIRCAESEMPLARIDOCUMENTIELETTERE LIBRID’EPOCASUGLIAROMISTATUEEBUSTIPROFUMICOLLEZIONATI DALVATEEAMPOLLEVARIEFRALEQUALIL’ORIGINALE“AQVANVNTIA” DALNOMEDELVATEEPOIUNALTROPIACEREPERIVISITATORIGLI AMBIENTIVAPORIZZATIDIPROFUMO LOREDANARANNI

SILVIA PERRICONE

PROFUMERIANEOS

DICASERTA

Come selezionate i vostri marchi?

«La selezione è frutto di dedizione e viaggia di pari passo con uno sguardo attento ed aperto al cambiamento dettato dal consumatore. Cerchiamo di traslare la nostra customer experience trasferendo la nostra passione in ogni scelta. Il nostro spirito di ricerca ci spinge a far nostra la qualità di progetti interessanti, ecco perché a brand di grande richiamo affianchiamo piccole realtà indipendenti».

Qual è il vostro target?

«Molto vario, abbraccia tutte le categorie senza distinzioni di sorta. Minimo comune denominatore, il forte senso di scoperta e curiosità».

Anche la presentazione è importante.

Come esponete il prodotto e come gestite gli spazi?

«Per la nostra boutique abbiamo scelto un impatto moderno, pulito e lineare, volto alla massima

valorizzazione del prodotto. Un focus centrale luminoso mette in evidenza linee e concept. A contrasto, sulla parte superiore, vengono proiettate delle slide così da creare un coinvolgimento visivo completo..

Un’esperienza sensoriale a 360 gradi che viene completata da un percorso olfattivo ad hoc».

Di recente molti marchi di profumeria artistica sono stati acquisiti dalle multinazionali. Avete già avuto modo di confrontarvi con queste realtà?

Lei cosa ne pensa?

«È un momento storico di grossi cambiamenti.

L’avvento delle multinazionali, da una parte, e dei marketplace (Amazon in primis) dall’altra hanno cambiato questo mondo? O è stato il mercato stesso a cambiare le regole del gioco? Occorre recuperare un forte senso di identità e coerenza ed investire in proposte sane, di qualità. Grandi numeri e ricerca sono un ossimoro, pertanto bisogna scegliere i partner giusti. Le acquisizioni dei grandi gruppi ci preoccupano ma molto di più chi si presta a queste dinamiche: una roulette russa annunciata. Noi siamo i player. Ad avere la facoltà di scelta, a fare il gioco, non a subirlo. É possibile parlare ancora di condivisione, indipendenza e rifiuto di omologazione? Selezionare è la chiave di volta. Noi raccogliamo la sfida». 

TIMOTHY HAN

Marchio nato dall’estro di Timothy Han, figura poliedrica dal background contaminato da moda, letteratura e architettura. Tre le fragranze nate come manifestazione dell’arte.

DISTRIBUTORE: AIGEN

VAN CLEEF & ARPELS

La Collection Extraordinaire della maison d’alta gioielleria si arricchisce con Rêve d’Encens: un jus opulento con note di zafferano, assoluta di rosa e sandalwood.

DISTRIBUTORE: B&L ALTA PROFUMERIA

IO.KO 1954

La rosa si fonde con legni preziosi e bacche di ginepro nella nuova fragranza I.Iokoro, creata da Enzo Galardi e racchiusa in un prezioso flacone.

DISTRIBUTORE: ITALIAN NICHE LAB

COME OPERE D’ARTE

SEMPRE

ESCLUSIVI, A VOLTE ESSENZIALI E ALTRE PIÙ

OPULENTI,

I PROFUMI ARTISTICI RACCONTANO STORIE, IDEE E CONCETTI INASPETTATI E SORPRENDENTI.

LOUIS VUITTON

La prima collezione di fragranze maschili del brand è stata pensata dal maestro profumiere Jacques Cavallier come un omaggio all’avventuriero alla ricerca del proprio “io”.

DISTRIBUTORE: LOUIS VUITTON

DUSITA

Erawan è un profumo legnoso e aromatico dotato di una grande personalità! Alle note frizzanti del petitgrain si sovrappongono sentori verdi e scie profonde che evocano la natura agreste.

DISTRIBUTORE: BEAUTIMPORT

ATKINSONS 1799

Ideato da Evelyne Boulanger, il jus di Mint & Tonic ripercorre la storia della menta, per secoli infusa nel tè dall’élite inglese e oggi pestata con lo zucchero di canna nel mojito.

DISTRIBUTORE: PERFUME HOLDING

BENTLEY

Con le sue note di pomplemo, mela verde, legno di cedro e cuoio, Monumentum Unlimited celebra un desiderio di sconfinata libertà. Nel flacone che riprende un motivo iconico della Maison.

DISTRIBUTORE: DISPAR

EMMANUEL LEVAIN

Con Sweet Tonka, la gourmandise torna a essere sinonimo di raffinatezza. Non a caso, il suo jus è nato in seguito a un incontro culinario con un grande chef di Parigi.

DISTRIBUTORE: MARGOTTA CAPITAL

RANCÉ 1795

Ultima creazione che arricchisce la serie Rue Rancé, Alchimie du Matin nasce dalla collaborazione tra Giovanni Rancé e Luca Maffei con l’intento di trasportarci tra gocce di rugiada e fiori.

DISTRIBUTORE: RANCÉ

ACQUA DI STRESA

Un marchio che, attraverso le sue fragranze, racconta il “genius loci”, lo spirito di un territorio affascinante, quello del Lago Maggiore, con le sue ville e atmosfere da fiaba.

DISTRIBUTORE: KAON

ESSE STRIKES THE NOTES

Un progetto emotivo, frutto della voglia di raccontare la storia della famiglia Cerizza attraverso ciò che di più profondo ha legato tutti i componenti: il profumo.

DISTRIBUTORE: PROFUMITALIA

JULIETTE HAS A GUN

Una composizione fresca e inebriante che con le sue note di zenzero, lime, bergamotto ed essenza di mela evoca tutta l’euforia del famoso cocktail Moscow Mule.

DISTRIBUTORE: BEAUTYSAN

ETRO

Udaipur celebra mezzo secolo di storia della Maison evocando, a turno, l’estate mediterranea e i giardini dei Maharaja, l’artigianalità italiana e la magia dell’India.

DISTRIBUTORE: ETRO

ATELIER COLOGNE

Sylvie Ganter e Christophe Cervasel omaggiano la magia di Barcellona con Musc Impérial, un nuovo elisir che unisce sofisticate note muschiate all’energia della salvia.

DISTRIBUTORE: L’ORÉAL LUXE

GRANDIFLORA

Con Madagascar Jasmine, la floral designer Saskia Havekes (fondatrice del brand) ha voluto omaggiare i fiori a imbuto dello Stephanotis Floribunda, una preziosa qualità di gelsomino.

DISTRIBUTORE: CALÉ

100BON

Fragranze naturali al 100%! Sono quelle realizzate artigianalmente da questa Maison francese che ha deciso di rinunciare a petrolati, coloranti artificiali e ingredienti sintetici.

DISTRIBUTORE: LUXURY LAB COSMETICS

PERRIS

Cedro di Diamante è una delle tre fragranze della nuova Collezione Italia. Un omaggio alla nostra terra. Con note di cedro di Capua, limone, zenzero, cardamomo, iris e musk.

DISTRIBUTORE: IPD

MILLER HARRIS

Dai tetti agli spazi lussureggianti della città, la Forage Collection perlustra le zone più remote con tre jus ispirati al concetto di “foraggio urbano”.

DISTRIBUTORE: OLFATTORIO

FOCUS

PROFUMERIA ARTISTICA

LAURENT MAZZONE

Sono tre le fragranze (estratti di profumo al 20%) della collezione Radikal, tutte accomunate da un tocco di colore rosso che è simbolo di ribellione.

DISTRIBUTORE: AQUACOSMETICS

ROADS

Asia Edition non è solo una collezione di frgranze ispirate a un continente: per crearla, sono stati persino brieffati dei nasi asiatici. Quattro i jus, curati nei minimi dettagli.

DISTRIBUTORE: INTERTRADE GROUP

PARCO1923

Un progetto che racconta il patrimonio naturale del Parco Nazionale d’Abruzzo. La sua novità si chiama Scarpetta di Venere ed evoca il dolce profumo dell’omonimo fiore.

DISTRIBUTORE: EFFEGI IMPEX

AMOUAGE

Due fragranze: una chypre e cuoiata per lui, l’altra fiorita e aldeidata per lei. Si chimamano Imitation perché sono un’imitazione olfattiva delle sottoculture degli anni 70.

DISTRIBUTORE: FINMARK

RAMON MONEGAL

È un omaggio al Mediterraneo, la collezione Ibiza con le sue tre fragranze. Di queste, Café del Mar evoca un tramonto ipnotico con ambra vanigliata e sentori marini.

DISTRIBUTORE: CAMPOMARZIO70

SANGNOBLE

Agrumata, fresca e ozonata, questa eau de parfum si apre con note d’acqua e pino per poi evolvere in un mix di sentori aromatici ed erbacei, uniti a legni dolci e muschio bianco.

DISTRIBUTORE: MARIE FRANCE BONNIN

FOCUS

PROFUMERIA ARTISTICA

ACQUA DI PORTOFINO

Abbagliante proprio come un “Faro”, questo jus entra prepotentemente nell’anima con la sua energia data da un mix di agrumi, zenzero, foglie d’ulivo e patchouli.

DISTRIBUTORE: PROFUMITALIA

LALIQUE

Un concentrato di freschezza rinvigorente, contrastato dalla virilità di un elettrizzante accordo boisé ambrato. È L’Insoumis Ma Force, solo per gli uomini più intrepidi!

DISTRIBUTORE: DISPAR

VILHELMPARFUMERIE

Con le sue note di frutto della passione, bergamotto, fresia, gardenia e marshmallow, Moon Carnival racconta la storia d’amore di un uomo e di una ballerina di Rio.

DISTRIBUTORE: B&L ALTA PROFUMERIA

ROBERTPIGUET

Come un ricordo d’infanzia, Nuit Velours evoca la morbidezza del velluto e coccola i sensi con note di pepe rosa, pepe nero, vaniglia, patchouli e legno di sandalo.

DISTRIBUTORE: OFFICINA PARFUM

MORESQUE

Con le note dissetanti di un tè nel deserto, Sahara Blue ci trasporta dove la luna illumina le dune dorate. Nel flacone artistico che omaggia il colore delle vesti Tuareg.

DISTRIBUTORE: B&L ALTA PROFUMERIA

THE MERCHANT OF VENICE

Limone e bergamotto si miscelano a inaspettati mela e ananas, in un succoso e colorato duo che dà vita a Venetian Blue Intense. Nel classico flacone ispirato all’arte dei vetrai di Murano.

DISTRIBUTORE: MAVIVE

WIDIAN

Dalla Velvet Collection, arriva Hili: un jus ispirato alla tradizione regale dei fiori da giardino. Con note di coriandolo, cannella, fiori bianchi e latte di cocco.

DISTRIBUTORE: AIGEN

ACCA KAPPA

Una vibrante creazione agrumata e marina, celebrazione assoluta della magnificenza della natura: Fior d’Acqua incorpora anche oli essenziali di patchouli e arancio.

DISTRIBUTORE: H. KRÜLL & C.

ZARKOPERFUME

La più proibita delle storie d’amore si chiama Ménage à Trois ed è una fragranza composta da tre molecole principali di muschio galaxolide, helvetolide e cashmeran.

DISTRIBUTORE: PAUL ROSES DISTRIBUTION

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di Ivan Pestillo

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storie in vetrina di Giovanna Maffina

il selettivo? va (decisamente) trattato con cura!

Creare un fronte comune con gli altri impreditori. La pensa così Giuseppe Squillace che, con i fratelli, gestisce l’impresa di profumeria famigliare fondata 50 anni fa.

Èil 1966 quando Domenico e Stella Squillace aprono la prima delle loro profumerie, in un contesto di massima espansione del mercato nazionale. Oltre mezzo secolo dopo, l’azienda conta 12 punti vendita (nove più tre nuove aperture con insegna MAC) con una superficie compresa tra i 100 e i 700 metriquadrati - distribuiti tra Calabria e Sicilia - e una sessantina di dipendenti. Ed è nelle mani dei tre figli della coppia: Deborah, Giuseppe e Pasquale. Giuseppe, amministratore delegato dell’azienda, fa con noi il punto della situazione.

Prima di aderire a Naïma facevate già parte del consorzio Profumerie d’Italia… «Sì, siamo stati tra i fondatori del consorzio, nato per cercare di contrastare la continua espansione delle catene. L’idea era quella di unire varie forze regionali per creare un’unica realtà nazionale italiana. Il passaggio da consorzio a gruppo direi che è stata una naturale evoluzione. E in questa fase ha avuto un ruolo fondamentale il nostro managing director, Fabio Lo Prato».

Una provocazione. Non le sembra che parlare di profumeria selettiva sia

ormai anacronistico?

«Noi crediamo nella selettività! E sappiamo che è molto impegnativo e sfidante essere selettivi. Ci vogliono un assortimento e un servizio che siano perfettamente coerenti con i bisogni del consumatore, non sempre facilmente intellegibili. Quello che noi facciamo è trattarlo come un ospite, cercando di conquistare la sua fedeltà e, ancora di più, la sua gratitudine, facendolo sentire il centro delle nostre attenzioni. Detta così, sembra un’impresa facile, ma non lo è affatto. Il concetto di selettività va sostenuto perché è l’unica risposta ai tanti competitor che si affacciano con politiche di prezzo aggressive. Il servizio deve tornare a essere il punto di forza della profumeria».

Come vi giocate la leva internet ed e-commerce? E i social?

«Stiamo lavorando sul nostro reparto

information technology implementando un nuovo sistema gestionale, che ci consenta di avvicinarci anche all’ecommerce. Al momento non lo gestiamo, ma sappiamo che è un mercato in rapida espansione da affrontare in tempi altrettanto rapidi. Ma crediamo anche che l’e-commerce possa funzionare molto bene per le fragranze, mentre trattamento e make up non possono prescindere da un supporto di consulenza: l’avanzata della farmacia, che ci sta pian piano sottraendo lo skincare, è lì a ricordarci che non dobbiamo abbassare la guardia. Dallo scorso giugno, inoltre, lavorando a stretto contatto con Naïma abbiamo trasformato le nostre ragazze in Naïma logger, interfaccia social per i negozi. Quest’attività, creata in partnership con Yves Saint Lauret e Biotherm, ci ha permesso di formare il personale in un modo molto vicino ai giovani, per rispondere più efficacemente a tutti coloro che si interfacciano con le nostre ragazze mostrando i prodotti visti online».

I giovani, forse, non sono gli unici a essere sensibili al web e ai social. Pensiamo, per esempio, anche a quella clientela cinese che con la tecnologia ha un rapporto molto diretto. «È così. Lei allude a un fenomeno in rapida espansione anche qui in Calabria. La dinamica è quella che tutti conoscono: quando entrano in negozio sanno cosa vogliono e sono molto documentate. Per noi rappresentano una vendita aggiuntiva che aiuta a fare fatturato in un periodo altalenante».

La farmacia... Pensa anche lei che questo potrebbe essere l’anno del suo sorpasso sulla profumeria, per quanto riguarda lo skincare?

«Non mi stupirebbe. Nella nostra area di riferimento proprio la farmacia è il competitor più agguerrito. Su questo fronte non siamo stati sufficientemente

lungimiranti. Ci siamo adagiati sugli allori senza comprendere che la farmacia stava cambiando e si stava attrezzando per entrare in un business, quello del trattamento, che non conosceva ma sul quale avrebbe potuto lavorare molto bene, considerato il proprio know how e l’impostazione tecnica. Ma anche tutto il mondo dell’e-commerce va tenuto d’occhio. Sappiamo quanto risulti interessante per il pubblico, in virtù del vantaggio economico offerto e della facilità con cui si possono reperire i prodotti ad alta rotazione. Nonostante ciò, non dimentichiamoci che, se ben gestito e con i giusti investimenti, il nostro è l’unico canale capace di far vivere alle consumatrici una shopping experience completa. È un vantaggio competitivo importante, che non dobbiamo assolutamente perdere di vista».

La profumeria non è stata lungimirante, dunque?

«Che il canale soffra è sotto gli occhi di tutti, ma è evidente che per riprendere a crescere serve il sostegno dell’in-

L’INTERNO

DI UNO DEI 12

PUNTI VENDITA

DELL’INSEgNA.

NELLA fOTO

DELLA PAgINA

A fIANcO,

DA SINISTRA, PASqUALE, gIUSEPPE

E DEbORAh

SqUILLAcE.

il ConCetto Di selettività va sostenUto Per Fronteggiare

dustria. È compito dell’industria veicolare al consumatore, attraverso i mezzi che ritiene più adeguati, come i prodotti di skincare venduti in profumeria abbiano un valore aggiunto superiore rispetto a quelli farmaceutici, in considerazione degli investimenti, della ricerca e delle tecnologie da cui hanno origine. Noi, per contro, dobbiamo continuare a investire nella formazione. Grazie al NaïmaSkincareMaster, in partnership con il Gruppo Estée Lauder, stiamo lavorando per professionalizzare le nostre ragazze proprio sulla vendita dello skincare».

Il fenomeno del parallelo vale il 50 per cento del mercato. E questo significa che è diventato essenziale all’esistenza stessa del selettivo. Non crede? «È un po’ come il fenomeno dei compratori cinesi. Ne va preso atto. Da subito abbiamo compreso che dovevamo concentrarci sul cliente finale, sul sell out, creando dei punti vendita con un percepito di esclusività e di alto valore aggiunto nel servizio. Così, abbiamo fidelizzato la clientela e siamo diventati un punto di riferimento per loro. Tutto questo per dire che abbiamo sempre lavorato in modo trasparente e ci aspetteremmo che tutti adottassero linee di condotta più fluide e collaborative. Soprattutto per tutelare questo nostro mercato che ha ancora tanto da dire». n

ONAIR

Una quarantina di dipendenti, see negozi e un assortimento che lascia spazio a una selezionata proposta di accessori. Maurizio Gibin di Treviso (insegna Gibin, Ethos Profumerie) adora il proprio lavoro, ma qualche sassolino nelle scarpe ce l’ha. Una provocazione: «Certi marchi, un tempo considerati di lusso, ormai sono diventati commerciali. E le esclusive non sono più tali. Nella mia zona siamo in oo ad avere una delle concessioni a cui alludo». Dopo la provocazione, una certezza. Anzi due. «Alla fine, è quasi sempre il prezzo a fare la differenza. E per continuare a risultare interessanti bisogna diversificare, anche assumendosi dei rischi su marchi e articoli che gli altri non hanno» Con sei profumerie a Treviso e provincia e una - aperta nello scorso dicembre - a Belluno, il suo lavoro d’imprenditore non lo cambierebbe per nulla al mondo. Ma amme e di essere, a tra i, disorientato. «Basta preoccuparci della competizione esterna al canale. Pensiamo piu osto alle catene, che hanno distru o l’appeal del nostro mondo. O ai drugstore, dove certe aziende hanno iniziato a girare i loro fa urati. Se loro al cliente dedicano un paio di minuti, noi gliene riserviamo “enne” volte tanto. Perché prima del prodo o, vendiamo un buon consiglio».

Il professionale, l’estetica.

E gli accessori

Per diversificare, negli anni Gibin ha fa o scelte precise. «Nel nostro negozio più

MAURIZIOGIBIN ÈUNIMPRENDITORE FOLLEMENTE INNAMORATO

DELPROPRIOMESTIERE TIENELEREDINI

DIUN’AZIENDANATA NELCHEOGGI CONTASETTENEGOZI CINQUE TRADIZIONALI

EDUEBEAUTYOUTLET

dell’assortimento. Va da sé che l’insegna Gibin non utilizza il prezzo come leva strategica. «Il nostro scontrino medio, di 85 o 90 euro, parla da sé»

Ricchezza e concorrenza feroce

grande, 550 metriquadrati, abbiamo ricavato un’area per i tra amenti capelli professionali gestita da un’ex parrucchiera, e un’altra per l’estetica. Oltre a dare ampio spazio agli accessori, che incidono per il 14-15 per cento sul fa urato complessivo... ma questo vale per tu i i negozi». Non accessori qualunque, ma costumi da bagno, borse, cappelli, guanti, anche con finiture particolari e in pelliccia. «Negli anni siamo diventati un riferimento in tal senso: i nostri clienti sanno che se vogliono qualcosa di sfizioso e di esclusivo, da noi lo trovano». E si torna, di nuovo, al tasto dolente dell’esclusività. «Alcuni giorni fa due o ime clienti mi hanno de o che i grandi marchi sono inflazionati, li hanno tu i. Noi cerchiamo qualcosa di diverso, che sia realmente esclusivo.

Il punto sta proprio qui. Nella volontà e capacità, per chi fa il nostro mestiere, di fare delle scelte orientandosi verso aziende che i concessionari li tutelano di più e meglio». Anche la scelta dell’accessorio va in questa direzione e diventa, tra l’altro, un “gancio” per far entrare clientela e diro arla poi sul resto

Treviso è una piazza ricca ma affollata di competitor. E i tanti imprenditori della zona hanno un certo fiuto per gli affari. «Chi sa gestire bene la propria azienda, gestisce altre anto bene i propri soldi. Fra le tante tessere, hanno anche la nostra. Sanno che da noi il servizio è di un certo tipo, ma se hanno mille euro da spendere, e trovano una profumeria che applica uno sconto superiore, non hanno dubbi su dove andare». Anche la concorrenza online non scherza. «Le marche ci danneggiano con i loro siti. Basta dare un’occhiata a certe offerte. Oltre allo sconto, alto, c’è sempre anche l’omaggio, la poche e o altro per chi acquista online. Sarebbe ora che qualcuno ci tutelasse e si facesse sentire». E la farmacia? «È un altro mondo, con logiche diametralmente opposte. È vero che tanti farmacisti, almeno in zona, stanno aperti 363 giorni l’anno e che si sono moltiplicati con la liberalizzazione. Ma è anche vero che sono migliorati nell’esposizione dei prodo i e che possono contare su un numero di ingressi ben superiore al nostro, ma sulla scontistica non sono aggressivi, il loro margine è rimasto più o meno lo stesso. Insomma, vediamo prima di risolvere i problemi che abbiamo in casa... e poi penseremo al resto!»

PRONTI PER LO SPRINT AUTUNNALE

Penso che l’affermazione possa sinteticamente restituire l’idea di tu o ciò che stiamo facendo e che faremo dopo la pausa estiva. Il nostro proge o di campagna di canale sta piano piano prendendo forma ma sopra u o consistenza. Profumieri a parte – chi ci segue sa che al nostro interno sono rappresentate, e

stanno lavorando a ivamente all’iniziativa, molte tra le più importanti realtà distributive del Paese – anche l’industria sta guardando con interesse crescente alla nostra iniziativa. Poi, un’altra novità. Anche se non abbiamo ancora una data definitiva, nella prima parte di novembre si terrà il convegno dedicato al rinnovo del Regolamento di Distribuzione

Seleiva. Per questioni organizzative si è reso necessario posticiparlo di qualche mese, ma dovremmo esserci. Un obie ivo ambizioso! Vorremmo che venisse ricordato come l’incontro in cui sono state definite le basi del nuovo impianto normativo del sele ivo europeo. Sarà l’occasione per coinvolgere, oltre

a tu i i rappresentanti delle varie federazioni di profumeria e membri della FEDP, anche gli industriali e autorevoli esperti in materia, come il responsabile della Divisione Concorrenza a Bruxelles e il Presidente del Tribunale di Milano. Sarà un confronto di altissimo profilo, dove giuristi e tecnici saranno chiamati a diba ere su di un tema di grande a ualità.

In ultimo (ma non ultimo) il nostro Beauty Coach, che grazie al finanziamento del Fondo For.Te è ripartito speditamente con i suoi corsi itineranti di formazione. Gli incontri di Bologna e Milano sono andati benissimo, i partecipanti hanno confermato di apprezzarne l’impostazione e il taglio coinvolgente e intera ivo.

C’ÈE-COMMERCEEDE-COMMERCE

Che tu i (o quasi) i più noti brand cosmetici abbiano il loro sito di vendita dire a al pubblico, non è una novità per nessuno.

Da tempo i profumieri ci hanno dovuto fare i conti. Ma ora, pare che la dinamica stia sfuggendo di mano. La politica commerciale di alcune aziende si è fa a particolarmente aggressiva: sconti (anche dedicati), promozioni, accessori esclusivi, che ai concessionari - per intenderci - non sono mai stati distribuiti eccetera. Che fare? La delicata questione è stata sollevata e affrontata durante l’ultimo incontro dello scorso 9 luglio in Fenapro, facendo nome e cognome di chi ha effe ivamente passato il segno. Si è quindi deciso che la Federazione invii alle aziende interessate una comunicazione scri a in cui chiederà di rivedere le loro politiche commerciali, riservandosi di procedere per altre vie qualora non cogliessero l’invito a cambiare.

... E SEMPRE GRAZIE A CHI STA LAVORANDO PER LA NOSTRA

E LA VOSTRA

DIMICHELANGELOLIUNI

LA SOLITA VECCHIA STORIA… (OVVERO CHE LA RETE ALIMENTA ALLA GRANDE!)

TAROCCHI (NON LE CARTE, MA LE FRAGRANZE!), TESTER E FIALETTE. SU INTERNET CI FINISCE DI TUTTO ED È TUTTO, NATURALMENTE, IN VENDITA. A FARNE LE SPESE I PROFUMIERI SERI, CHE SONO ESASPERATI. BOTTA E RISPOSTA TRA DUE PRESIDENTI, DEL CONSORZIO ARCOBALENO E DI FENAPRO.

Nella rete, ormai, ci finisce di tu o.

Un mondo parallelo che viaggia alle spalle e a spese della profumeria, quella seria: tester e campioncini sopra u o. Tu o in vendita naturalmente. Per non parlare dei falsi d’autore (per dirla con termini meno lusinghieri, i profumi “tarocchi”), che non è chiaro dove e come vengano prodo i, ma alimentano un discreto business il cui naturale sbocco sono le bancarelle dei mercati rionali.

C’è chi nella rete si organizza meglio di altri, con tanto di pagina e decine di foto dei migliori tester, in vendita per l’ingrosso o al de aglio. Una giungla, in pratica. Sempre esistita, perché quella dei profumieri che si vendono i tester è storia vecchia, ma che la rete ha, inevitabilmente, alimentato. Ciò che pubblichiamo a seguire è un confronto, che vorremmo fosse costru ivo e magari ge asse un piccolo spunto per iniziare ad affrontare il problema in modo più struurato, tra

chi – a nome di tanti altri – non ne può più e chiede il sostegno della Federazione e chi la Federazione la rappresenta e non si sorae ai propri obblighi, tuavia

lanciando una provocazione: da un lato Alberto Del Borrello, presidente del Consorzio Arcobaleno, dall’altra Michelangelo Liuni, presidente di Fenapro.

CONSORZIOARCOBALENO «BISOGNAAGIRE»

«Credo di parlare non soltanto a nome dei miei consorziati ma di molti altri colleghi che si trovano a combaere senza armi la vendita online di profumi, cosmetici e tester, anche sfacciatamente falsi. Si traa di vendite quantomeno ‘fuorvianti’ per il canale, giusto per utilizzare un eufemismo. Ormai è diventato un

malcostume diffuso sul quale, ad eccezione di lamentele, chiacchiere e sangue amaro, non si fa altro».

Il suo sfogo è legi imo. Ma tester e campioncini da dove arrivano? Non sono gli stessi profumieri a rivenderli sul web? E i falsi?

«Duole amme erlo,

ma è così. Non è infrequente che arrivino a tu i noi proposte in tal senso, alcuni profumieri ci stanno, lusingati da un guadagno che è solo apparente, altri no. È storia vecchia, ma con Internet le cose si sono aggravate. I colleghi si rivendono i tester che dovrebbero finire nei mercati dell’Est Europa

ma che poi, invece, ritornano qui online e ce li ritroviamo in vendita sui vari siti. Ecco perché parlavo di guadagno apparente: pensano di aver fao un affare ma quegli stessi tester rientrano in circolo sulla rete arrecando un grave danno a tui quanti. Anche le fialee alimentano un bel business, vengono acquistate per 10 o 15 centesimi. Mentre i falsi d’autore, quelli sono un altro discorso ancora. Bisognerebbe fare una bella indagine, per capire chi produce queste fragranze».

Quindi, che cosa suggerisce lei?

«Tui, noi e la Federazione, dobbiamo prendere una posizione nea a riguardo. Sono turbative che rischiano di compromeere pesantemente e definitivamente un seore già in difficoltà e so o assedio. Bisogna agire. Dobbiamo cambiare a eggiamento e alzare la voce nei confronti di quanti ci a accano. Sono comportamenti non più tollerabili. Anche le aziende, se davvero sono nostre partner, come spesso amano so olineare, dovrebbero cominciare a tutelarci. Qualcuno già lo fa. Ad esempio centellinando con cura i tester in dotazione a ogni singolo profumiere. È un piccolo passo, ma è già qualcosa. O no?»

FENAPRO«TROVIAMOIFONDI»

ÇAlberto Del Borrello ha perfeamente ragione, ha posto all’aenzione di tui una vera e propria piaga che Internet e l’ecommerce continuano ad alimentare. Ma per avviare qualunque tipo di azione, la Federazione ha bisogno di fondi, senza fondi si va da nessuna parte. C’è bisogno del contributo di tui, morale ma anche economico. I meglio informati sanno che mai come in questi ultimi tempi la Federazione sta facendo sentire la propria voce su più fronti. Il primo è la formazione, che stiamo presidiando con il nostro Beauty Coach. Poi, la campagna di canale. Ma è evidente che la funzione di controllo del mercato non può venire meno ed è anzi la questione prioritaria! Ci sono regole precise, fissate dal Regolamento

CE e dal Contra o di Distribuzione Sele iva, che se fossero applicate risolverebbero parte dei nostri problemi. La Federazione serve a tu i e lavora per il bene di tu , ma per servire dev’essere più forte, sopra u o finanziariamente. Se i soci sono disposti a rivedere la loro quota associativa, dando un contributo annuale pro quota o pro punto vendita, da investire in queste a ività, possiamo – io per primo – me erci da subito al lavoro»

Beauty Coach, grande affluenza ai primi incontri di Milano e Bologna!

Il tour è ripartito lo scorso luglio e riprenderà a seembre con un timing serrato. I primi incontri di Milano e Bologna sono stati tenuti, rispeivamente, dai docenti Amedeo Patrizi ed Elena Verrazzani di Shackleton, la società di formazione che è partner della Fenapro nel progeo di professionalizzazione. Ricordiamo le date dei prossimi incontri: a Bologna, 6 e 20 seembre, 11 oobre; a Milano, 10 e 24 seembre, 8 oobre. Quindi, in ordine sparso, Torino, Padova, Bari, Genova… e altre tappe ancora da definire.

Formazione a 360 gradi

Sono 288 le persone da formare in due anni, 34 le ore di lezione complessive, dieci le regioni coinvolte. Ecco, per grandi linee, i numeri di Beauty Coach, che approfondisce qua ro aree di studio.

■ Sviluppo delle abilità personali. Cultura del servizio, comunicazione efficace orientata al cliente, psicologia dell’acquisto, analisi delle aspeative, shopping experience e simulazione interaiva con la cliente).

■ Vendita, marketing. Rapporto tra venditore e consumatore: come si è evoluto nel tempo. Aggiornamento delle competenze in materia di marketing e vendita, offrendo una varietà di strumenti e tecniche marketing oriented. L’uso dei social network ai fini professionali. Gestione della relazione con il cliente. Elementi di visual merchandising e gestione delle dinamiche aziendali. Tecniche e tecnologie di produzione.

■ Le basi della cosmesi. Riconoscere i differenti profili di pelle della cliente, consigliare la corre a routine di bellezza.

■ Conoscenza del contesto lavorativo. 4 ore di formazione a distanza, sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, gestite in toto e in autonomia dal Tra o d’Unione.

PROFUMERIA FERMA AL PALO NEL 2018

BENISSIMOL’ONLINEEILTERZISMOBENEANCHEIDRUGSTORETUTTIGLIALTRICANALIPROFUMERIAINCLUSA “RISICANO”POCHIPUNTIPERCENTUALILUCIEOMBREDELSETTORECOSMETICONEIPRIMISEIMESIDEL

é del 19 luglio l’ultima indagine congiunturale di Cosmetica Italia (fonte: Centro Studi e Cultura d’Impresa), che per il 2018 stima una crescita pari al 4,5 per cento del fa urato globale del se ore - ormai prossimo agli 11,5 miliardi di euro - evidenziando tu avia andamenti a due velocità per i singoli segmenti.

VENDITEDIRETTETRAINATEDALL’ONLINE

Nel primo semestre dell’anno, le vendite dire e hanno continuato a segnalare trend di crescita decisamente superiori rispe o agli altri canali, sia per le dimensioni, ancora contenute rispe o ai competitor, che per l’indubbio gradimento del consumatore. La crescita prevista per l’anno in corso è del 12 per cento, grazie sopra u o alla dinamica fortemente positiva delle vendite online, che si contrappone al

MICHELANGELOLIUNI

rallentamento delle vendite diree classiche come il “porta a porta” e la corrispondenza. L’incremento complessivo dell’online per il 2018 potrebbe essere del 25 per cento, pur in presenza di valori ancora esigui, prossimi ai 330 milioni di euro.

ESPORTAZIONI SEMPRE VINCENTI

Anche per quest’anno, sul faurato globale della bellezza continuano a incidere in modo importante le esportazioni del terzismo. Il primo semestre ha confermato lo stato di buona salute del comparto, cresciuto di oo punti percentuali (che potrebbero essere 10 a fine anno), per un valore complessivo che si avvicina ai 5 miliardi di euro e un impao evidente sulla bilancia dei pagamenti che, pur in presenza di importazioni anch’esse in crescita, sfiora 2.700 milioni di euro: un record assoluto per il comparto. «In attesa che si chiarisca se il nostro terzismo detenga un primato europeo o mondiale – ha commentato il presidente di Cosmetica Italia Renato Ancoro i – possiamo, al momento, con certezza assoluta affermare che il 65% del make up circolante nel Vecchio Continente è made in Italy. Le aziende che producono cosmetici si confermano trainanti per l’intero mercato, anche perché fortemente propense a investire in ricerca e innovazione, elementi chiave apprezzati su mercati nuovi e tradizionali».

CRESCITA RALLENTATA PER GLI ALTRI CANALI

PROFUMERIA INCLUSA

Eccezion faa per il segmento dei casa-toilee (drugstore), che cresce del 6per cento, gli altri canali fisici non brillano. I professionali confermano la ripresa evidenziata negli ultimi esercizi, con una crescita pari al 2,5 per cento dei centri estetici e all’1,8 per cento dei saloni d’acconciatura professionale prevista per fine anno. In sostanziale tenuta (+0,5 per cento) l’erboristeria, che però rallenta rispeo agli esercizi precedenti, mentre per fine anno è previsto un incremento complessivo dell’1 per cento per la grande distribuzione, che copre oltre il 41 per cento del mercato cosmetico nazionale.

PROFUMERIA VS FARMACIA

Ora, eccoci all’approfondimento che ci riguarda più da vicino, quello della profumeria, che non può non essere analizzato in maniera disgiunta dalla performance del suo più direo competitor, la farmacia. Una prima evidenza: la farmacia è in terreno positivo (+1,5% la crescita prevista per il 2018), anche se cresce meno rispeo al 2017 e all’anno precedente. E la profumeria? «La tendenza del canale rimane incerta - commenta Gian Andrea Positano del Centro Studi di Cosmetica Italia - anche se le proiezioni più possibiliste prevedono per l’anno in corso un lieve incremento dello 0,5 per cento». E Positano lancia un sasso nel mare, affermando che il 2018 potrebbe essere l’anno del sorpasso della farmacia sulla profumeria nello skincare. «Il sorpasso è già anzi avvenuto. A valore la profumeria precede la farmacia, ma a volumi di vendite la farmacia è al primo posto».

... E A NOVEMBRE SE NE PARLERÀ

TRA GLI ARGOMENTI CHE STANNO PIÙ A CUORE ALLA FEDERAZIONE C’È IL RINNOVO DEL REGOLAMENTO DI DISTRIBUZIONE SELETTIVA. IL TEMA SARÀ OGGETTO DI UN INCONTRO INTERNAZIONALE...

Il nuovo Regolamento di Distribuzione Seleiva al quale anche la Fenapro, insieme alle altre federazioni di profumeria europee, sta lavorando, ha come obieivo salvaguardia e difesa del canale.

L’importante tema sarà al centro di un dibaito il prossimo novembre. Sulla necessità di cambiare le regole, torna Michelangelo Liuni.

Partiamo dalle clausole quantitative… che, a quanto pare, rappresentano forse la prima turbativa del mercato.

«Sono clausole che puntiamo a far escludere non perché, in assoluto, non possano essere traate commercialmente dalle due parti, tra produore e distributore, ma perché non devono rientrare in un contrao che

invece ha come sintesi quello di rappresentare e salvaguardar la distribuzione seleiva qualitativa. Ogni distributore può contraare a latere del contrao gli obieivi quantitativi, anche per assi, ma tale decisione non deve costituire una obbligatorietà di tipo contrauale, in quanto non contemplata dal Regolamento CE di distribuzione seleiva, che invece punta a tutelare la qualità»

Il pensiero va alla vicenda Coty e Parfumerie Akzente dello scorso anno.

«Chi ha seguito il caso, saprà che la Corte europea ha accolto la richiesta di Coty e intimato al suo distributore tedesco di ritirare i prodoi inseriti sulla piaaforma Amazon.

A Parfumerie Akzente, dunque, non è stata solo comminata una

IL NUOVO REGOLAMENTO DEVE TUTELARE

SETTORE E PROFUMERIA

DI QUALITÀ

multa ma è stato anche imposto di ritirare i prodoi distribuiti impropriamente, in violazione a tue le norme qualitative. Un caso emblematico di come, non solo a livello di e-commerce ma anche fisico, si possa applicare con successo un Regolamento che già esiste, potenziando alcuni punti che al momento sono abbastanza trascurati»

Quindi, arriviamo al forum di novembre… «Sì. L’idea è di organizzare un convegno con RCS MediaGroup e Imagine, al quale inviteremo ospiti internazionali e industria, per confrontarci sull’evoluzione del Regolamento. Vogliamo definire un contrao standard di distribuzione seleiva e anche una camera arbitrale o un organismo di certificazione che intervenga in caso di distorsione contrauale. È un percorso nuovo, ma anche l’unico percorribile per tutelare il nostro seore, che è uno dei pochi a godere di un meccanismo di esenzione dalle clausole concorrenziali»

BILANCIO D’ESERCIZIO di RCS MEDIAGROUP S.P.A.

al 31.12.2017

In applicazione alla legge del 5 agosto 1981 n.416 e dell’art.1, comma 34, del D.L. 545/96 convertito con legge 23 dicembre 1996 n. 650 (Valori in Euro)

PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO

I Ricavi delle vendite 12

Ricavi diffusionali���������������������������������������12

– di cui verso parti correlate����������������������������13

Ricavi pubblicitari 12

– di cui verso parti correlate����������������������������13 3�348�624 7�267�123 7�267�123

Ricavi editoriali diversi 12 21�354�806 26�843�609 26�944�609

– di cui verso parti correlate����������������������������13 7�891�995 8�793�972 8�894�972

II Variazione delle rimanenze prodotti finiti, semilavorati e prodotti in corso 14 (492�150) (229�532) (229�532)

IIAcquisti e consumi materie prime e servizi 15 (289�812�940)(377�635�566)(377�405�637)

Acquisti e consumi materie prime e merci 15 (77�399�924)(116�532�678)(116�532�678)

– di cui verso parti correlate����������������������������13 (22�590�039) (29�132�461) (29�132�461)

Costi per servizi 15 (175�733�777)(222�379�566)(222�153�031)

– di cui verso parti correlate����������������������������13 (49�320�995) (56�480�867) (56�707�402)

– di cui non ricorrenti��������������������������������������25 (248�998) (4�144�300) (4�144�300)

Costi per godimento beni di terzi 15 (36�679�239)(38�723�322)(38�719�928)

– di cui verso parti correlate����������������������������13 (5�889) (408�661) (405�267)

– di cui non ricorrenti��������������������������������������25 (322�800) – –

IIICosti per il personale 16 (149�813�704)(158�265�279) (158�265�279)

– di cui verso parti correlate����������������������������13 (2�810�359) (8�107�617) (8�107�617)

– di cui non ricorrenti��������������������������������������25 498�814 (5�034�921) (5�034�921)

Note Esercizio 2017 Esercizio 2016 pro-forma Esercizio 2016 IIAltri ricavi e proventi operativi���������������������17 24�202�372 25�599�730 25�674�912

– di cui verso parti correlate����������������������������13 10�157�437 10�594�261 10�669�443 IIOneri diversi di gestione 18 (11�342�310)( 14�464�630)(14�352�670)

– di cui verso parti correlate����������������������������13 (54�949) (488�801) (376�841)

IVAccantonamenti 19 (3�739�805)( 5�273�565)(5�273�565) VSvalutazione crediti

VIAmmortamenti attività immateriali 21 (14�274�513)( 17�277�226)(17�277�226)

VII Ammortamenti immobili, impianti e macchinari 21 (7�762�694)( 9�998�874)(9�998�874)

VIII Svalutazione immobilizzazioni 21 (3�435�028) ( 117�135) (117�135) Risultato operativo

IXProventi finanziari 22 10�612�806 11�957�363 2�474�492

IX(Oneri) finanziari

di cui verso parti correlate����������������������������13

(20�360�023) X Altri proventi ed oneri da attività e passività

PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

(Valori in euro) Note Esercizio 2017 Esercizio 2016 pro-forma

Utile/(perdita) dell'esercizio

Altre componenti di conto economico complessivo: – saranno successivamente riclassificate nell'utile (perdita) d'esercizio

Utili (perdite) su copertura flussi di cassa (231�735) (500�220) (500�220)

Valutazione a Fair Value attività finanziarie – – –Riclassificazione a conto economico di utili (perdite) su copertura flussi di cassa 3�595�714 4�880�563 4�880�563

Effetto fiscale su copertura flussi di cassa (807�355)( 1�213�766)(1�213�766)

Utili (perdite) derivanti dalla valutazione a fair value delle attività finanziarie disponibili per la vendita –

(Valori in euro)

Riclassificazione a conto economico di utili (perdite) derivanti dalla valutazione a fair value delle attività finanziarie disponibili per la vendita

– non saranno successivamente riclassificate nell'utile (perdita) d'esercizio (Perdita)/utile attuariale su piani a benefici definiti

Effetto fiscale su attuarizz� Piani a benefici definiti

PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA

(Valori in Euro)

ATTIVITÀ Note 31 dicembre 2017 31 dicembre 2016 pro-forma 31 dicembre 2016

XIIImmobili, impianti e macchinari 26 45�708�782 53�126�488 53�126�488

XIVInvestimenti immobiliari 27 2�759�222 2�773�283 2�773�283

XIIIAttività immateriali

28 37�477�778 46�196�177 46�196�177

XVPartecipazioni valutate al costo 29 408�668�429 405�662�357 1�135�203�563

– di cui verso parti correlate��������������������������13 408�668�429 405�662�357 1�135�203�563

XV Attività finanziarie disponibili per la vendita 30 560�664 4�887�675 4�887�675

XVCrediti finanziari non correnti 31 2�772�066 2�928�066 2�928�066

XVAltre attività non correnti 32 13�704�897 13�871�125 13�818�475

XVAttività per imposte anticipate 24 46�310�699 58�304�931 58�304�931 Totale attività non correnti 557.962.537 587.750.102 1.317.238.658

XVIRimanenze 33 10�654�535 11�176�302 11�176�302

XVIICrediti commerciali 34 166�553�039 173�092�556 173�131�740

– di cui verso parti correlate��������������������������13 31�646�424 31�207�677 31�246�861

XIXCrediti diversi e altre attività correnti

XIXAttività per imposte correnti 24 4�516�713

PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO

XXIIIRiserve

XXIIIAzioni proprie

XXIIIUtili (perdite) portati a nuovo

XXIIIUtile (perdita) dell'esercizio

Totale patrimonio netto

XXIVDebiti finanziari non correnti

XXIFondi

XXIIIPassività

XIXDebiti

XXIVDebiti

XXIVDebiti

XIXPassività per imposte correnti

XXIQuote a breve term�fondi rischi e oneri

XIXDebiti diversi e altre passività correnti 42

Le Note richiamate negli schemi

bilancio costituiscono

depositato presso

Registro delle Imprese di Milano e reso pubblico ai sensi di legge. Il bilancio è stato redatto secondo i principi contabili internazionali.

– di cui verso parti

PROSPETTO DI DETTAGLIO DELLE VOCI DEL BILANCIO DI ESERCIZIO AL 31.12.2017 Da pubblicare ai sensi dell’art. 1, comma 33, del decreto-legge 23 ottobre 1996 n°545 convertito con legge 23

I

Sette

Sette Green

Vivimilano

Corriere della Sera

Corriere Economia

Corriere Motori

La lettura

RCS MEDIAGROUP S.P.A - CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ 2017

Elenco delle testate servite in esclusiva (In applicazione alla legge del 5 agosto 1981 n. 416 e dell’art.1, comma 34, del D.L. 545/96 convertito con Legge 23 dicembre 1996 n. 650)

Buone Notizie

La Gazzetta dello Sport

Sport Week

Amica

Amica Speciale

Io Donna - Il femminile del Corriere della Sera

ATTIVITÀ

impianti

IO DONNA WEDDING BOOK IO DONNA FASHION BOOK

Oggi

Dove Style Magazine

Corriere del Mezzogiorno/Campania

Corriere del Mezzogiorno/Puglia

Corriere del Veneto Corriere di Bologna Corriere Fiorentino CORRIERE.IT GAZZETTA.IT VIVIMILANO.IT CORRIERE DEL MEZZOGIORNO.IT

Corriere Bologna.it

Corriere Veneto.it

Corriere Fiorentino.it

Abitare

Living

Trovocasa

Trovocasa Pregio

BILANCIO CONSOLIDATO DELLA RCS MEDIAGROUP S.p.A. AL 31 DICEMBRE 2017

Da pubblicare ai sensi dell’articolo 1, comma 33, del D.L. 23 ottobre 1996 n° 545, convertito con legge 23 dicembre 1996 n° 650

PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO

XXVIII Capitale sociale

XXVIII Altri strum. finanz. rappres. patrimonio

XXVIII Azioni proprie

XXVIII Riserve

XXVIII Utili (perdite) portati a nuovo

XXVIII Utile (perdita) dell'esercizio

XXVIII Patrimonio netto di terzi

XXIXDebiti e passività non correnti finanziarie

di cui verso parti correlate.....................................................16

XXXII Passività finanziarie per strumenti derivati

XXIVFondi per rischi e oneri

XXV Passività

Passività non correnti

XXXDebiti verso banche

XXVII

II Consumi materie

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

(in milioni di Euro)

Progressivo al 31 dicembre

XIIAltri proventi ed oneri da attività e passività finanziarie

di cui verso parti correlate.....................................................16

XIIIImposte sul reddito

Risultato attivita destinate a continuare

XIVRisultato attività destinate alla dismissione e dismesse

Attribuibile a:

XVUtile/(perdita) attribuibile ai terzi

Utile/(perdita) attribuibile ai soci della Capogruppo

Utile/(perdita) dell'esercizio

Risultato delle attività destinate a continuare per azione base in euro 29 0,14 (0,01) Risultato delle attività destinate a continuare per azione diluito in euro 29 0,14 (0,01)

Risultato delle attività destinate a dismissione e dismesse per azione base in euro

Risultato delle attività destinate a dismissione e dismesse per azione diluito in euro

Il bilancio consolidato è stato redatto secondo i principi contabili internazionali.

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