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n. 37 - Estate 2013 - Euro 6,00

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captain’s corner

di Martino Motti

INTERVISTA AL COMANDANTE STEFANO REMOTTI Da quale parte del mondo proviene comandante?

Nato a Genova nel 1961, madre francese, padre italiano di antica famiglia, ho ricevuto un’educazione rigorosissima. Alterno la mia residenza tra Marbella (Spagna) e San Miniato Alto in Toscana. Come si è avvicinato al mare?

Per tradizione familiare, un avo armatore con il monopolio del carbone, un bisnonno capitano della Marina Militare, console a Porto Rico e mio padre Comandante di Lungo Corso. Custodisco ancora le carte di famiglia e la passione per il mare. Com’è avvenuta la sua formazione?

Con un pedagogo mi presentai in anticipo agli esami delle medie. Dopo il liceo, mi dedicai agli studi universitari e alla formazione accademica nautica ino al Master Unlimited. Ogni anno investo tempo e denaro in corsi di aggiornamento e formazione professionale in Inghilterra, Francia e Spagna. Quali sono i suoi primi ricordi del mare e delle barche?

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I quadri in casa rappresentanti i velieri commerciali di famiglia e i diari di bordo del bisnonno

(di cui porto il nome) per i mari del mondo. Le prime traversate che effettuavo con mio padre che mi inculcò la passione per il mare. Il ricordo più vivo è quello di un motoveliero della marina francese che mio padre restaurò per un amico di famiglia venezuelano. Ricordi ancora vivi sono i momenti passati come timoniere sui traghettini da Arenzano a Portoino, con le prime turiste tedesche. Come è stato l ìmpatto col mondo del lavoro vero e proprio?

L’impatto con il lavoro da marittimo mi ha fatto scegliere deinitivamente questa professione. È stato durissimo, ma l’educazione che avevo ricevuto mi aiutò. Sulle navi, mi dicevano, ti levano la fame, la sete e il sonno! Verissimo, per me era normale trascorrere tutte le feste navigando e senza alcuna sorta di comfort. I tempi fortunatamente sono cambiati. Mi sono costruito da solo, miglio dopo miglio. Quali le prime esperienze in mare?

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Mi imbarcai giovanissimo sul transatlantico “Eugenio Costa” per la crociera delle “tre Americhe”. Mi ricordo il Capitan d’Armi che sorvegliava che l’equipaggio non si avvicinasse ai passeggeri (o quasi). Su una nave mercantile che trasportava grano a Port la Nouvelle maturai altra esperienza per poi partecipare alla Regata Atlantica ARC (Gran Canaria - Barbados ). Feci il primo charter con quello che divenne “l’armatore italiano del veliero più bello del mon-

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do”: Creole, poi l’inverno a Brema per il suo reit e inine le crociere per il Mar Egeo. Precedenti esperienze di comando?

A trent’anni, trascorsi due anni al comando della Graventa II, un dragamine riconvertito, nave scuola italiana di 50 metri, tra Tunisia, Sicilia e Malta. Dopo fu la volta di un grande semiplanante a Tenerife, all’epoca proprietà dell’imprenditore edile piú facoltoso. A bordo passavano personaggi dello spettacolo francesi ed internazionali. Comperai un motoveliero per il charter con un socio, per inire poi a Marbella: 8 anni al comando della lotta di 4 yacht dello sceicco arabo più famoso del sud della Spagna a gestire 22 persone suddivise tra le varie unità. Una vita da sogno, personaggi del jet set, 3 anni in Marocco. Fu lì, a 40 anni, che conobbi la donna della mia vita, Carmen, me ne innamorai e la sposai. Poi passai ad un Cantieri di Pisa e dopo 5 anni su un impressionante Baglietto 43 metri dello stesso armatore. Tutto questo oltre vari imbarchi per armatori e società francesi, australiane, messicane. E’ un magniico Explorer di 43 metri, nuovo e tecnologicamente all’avanguardia. Mai ci si sarebbe sognati che una barca di queste caratteristiche fosse realizzata interamente in alluminio. Questa ha veramente dei pregi; uno dei tanti è stata la possibilità di realizzare dei timoni relativamente ridotti e un’opera viva dislocante con basso pescaggio. Tutto ciò rispettando un’altezza metacentrica alta con un consumo veramente inimmaginabile (in forza con le nuove disposizioni nel rispetto dell’ottimizzazione dei consumi). Grande insonorizzazione, motori di potenza ridotta e silenziosità di marcia sono le caratteristiche di questo yacht. Chi sceglie l’Axantha II cerca uno yacht differente e una vita di mare diversa, lontana dal frastuono dei 16 cilindri e dalle mete strabattute. Ho scelto di prendere il comando di questa nave proprio perché condivido quest’ottica.

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Quali caratteristiche ha la barca che sta comandando?

Marina preferita?

Puerto Josè Banus a Marbella (Malaga Spagna): questa marina è stata realizzata con i criteri di sicurezza più elevati. Tra l’altro in Spagna le marine in certi settori sono più all’avanguardia. La zona è favolosa e offre tutto ciò che si possa desiderare durante tutto l’arco dell’anno. Non mi dispiace neanche La Valletta a Malta. Rotta preferita?

Panama Galapagos, ma anche Stretto di Gibraltar - Canarie - Antille Francesi. Nel Mediterraneo francamente la Croazia perché offre la possibilità di navigare e restare all’ancora senza patemi d’animo, da parte dei passeggeri e dell’equipaggio. Quali innovazioni del mondo dello yachting l’hanno maggiormente colpita e perché?

Il disegno innovatore degli ultimi anni congiuntamente ai materiali ecologici. Senza abbandonare i principi dell’arte marinaresca. Sono colpito fondamentalmente dalla ricerca del disegno e dell’abitabilità; si trovano carene con un coeficente idrodinamico impensabile, ottimizzazioni di consumi e insonorizzazioni sempre piu all’avanguardia. Apprezzo un ritorno alle linee classiche e senza tempo. Linee troppo innovative stancano e con le forme classiche i progettisti rendono la vita di bordo più gradevole. Un mio ex armatore diceva sempre “chi compera una barca compera un’isola....” La peggiore avventura mai capitata nella sua esperienza di capitano?

Diverse sono state le disavventure che mi sono capitate in mare: uno shock anailattico con evacuazione via elicottero, il recupero di un naufrago e il successivo riconoscimento delle Autorità spagnole, il cedimento strutturale della carena per fortuna inito con il salvataggio della barca, un’onda anomala che ci ha colpito all’isola della Graziosa, a Lanzarote, Canarie, la perdita di uno stabilizzatore e il soccorso di uno yacht che stava affondando. Tutti eventi possibili quando ci si trova a navigare e a vivere il mare per lungo tempo. Cosa pensa del suo ruolo di capitano e del mondo dello yachting in cui sitrova ad operare?

E un continuo rinnovarsi e una sida costante. Dopo 32 anni di esperienza, 26 anni dei quali al comando, inalmente mi viene riconosciuto il merito. Penso sia una professione fantastica, magica. Il cliente è cambiato ed è quindi necessario seguirne e soddisfarne i gusti e le relative tendenze. Così come è cambiato il mondo dello yachting, abbiamo il dovere di offrire il miglior ambiente a bordo, nell’ottica dei più elevati standard. Il ruolo del capitano è quello di creare sinergia costante a bordo, per avere un equipaggio motivato e competente. Se riusciamo a regalare un sorriso ai passeggeri allora la nostra missione può dirsi ricompensata! Ed in un mondo stressante questa è magia. Contatti:

Stefano Remotti: email stefanoremotti@libero.it - Società di management dello yacht Axantha II: Neoyachting S.A.; email nicolas.valin@neoyachting.com

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marina

In una precedente intervista il Dott. Giuseppe Pappalardo, amministratore delegato del Marina di Genova Aeroporto, ha annunciato il progetto di ampliamento del marina dedicato agli yacht da 90 a 130 metri.A distanza di qualche mese i lavori sono in corso avanzato incluse le infrastrutture tecnologiche, cosicché navi così grandi possano iniziare ad ormeggiare a Genova. Ci si può chiedere perché mai navi di quel calibro debbano lasciare mete blasonate e consolidate come Cannes,Antibes, Porto Cervo, Malta o Montecarlo per approdare al Marina di Genova Aeroporto: ebbene, la forza, il cuore e il motore che stanno alla base del progetto – in realtà del Marina stesso – è proprio la vicinanza ad una città straordinaria come Genova, capitale europea della nautica e affascinante città d’arte e di cultura.“Fino ad oggi - dice Pappalardo - la presenza di navi da diporto così grandi è stata molto bassa e assolutamente sporadica, soprattutto per la mancanza di strutture di ormeggio adeguate (solo ormeggi al transito nel porto commerciale!), cosicché l’indotto cittadino, derivante dalle attività sia cantieristiche che turistiche, è stato altrettanto limitato; insomma, una occasione perduta!” Ma con il nuovo intervento a Marina Genova Aeroporto, armatori, ospiti ed equipaggi possono, inalmente laAbbonamento n. 1107 valido dal 22/03/2013 al 21/03/2014 - Licenza esclusiva a martino motti

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di Martino Motti

MEGANAUTICA A GENOVA UNA OCCASIONE DA NON PERDERE

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sciare la nave all’ormeggio e andare alla scoperta di un territorio vario e dai molteplici aspetti culturali e paesaggistici, un ambiente davvero capace di soddisfare le esigenze di un pubblico decisamente soisticato: Genova con i suoi palazzi storici (i cosiddetti Palazzi dei Rolli che ospitavano i regnanti d’Europa in visita a Genova), con la monumentale e cinquecentesca Via Garibaldi, con i suoi musei, i suoi vicoli storici e folcloristici; ma anche le riviere, il borgo di Portoino così come le Cinqueterre o Portovenere.“La strategia che stiamo portando avanti, di concerto con le maggiori istituzioni cittadine,” aggiunge Pappalardo “è di ben comunicare a comandanti ed armatori di quelle grandi imbarcazioni che a Genova non sono mai giunte, che oggi la città li attende con strutture di ormeggio adeguate, una consolidata e rinomata capacità cantieristica, ma anche e soprattutto con opportunità culturali, turistiche e commerciali estremamente interessanti e per nulla efimere come, invece, tante altre ben più note nel Mediterraneo.” E’ certo che vedere una città o un territorio solo dal mare non permette di capire immediatamente se e quali tesori vi siano nascosti. Genova è così, è necessario andare a scoprirne le bellezze passeggiando con tranquillità, e una semplice sosta tecnica o le tediose operazioni di sbarco/imbarco al Marina possono diventare davvero una formidabile occasione di conoscenza, cultura e svago. Insomma, l’efimera offerta turistica di altre mete, che si riduce ed esaurisce in poche ore di mero shopping, a Genova può essere trasformata in una straordinaria esperienza da ricordare, grazie

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ad una convinta e completa rivisitazione della strategia di presentazione del territorio (da sempre poco incline a farsi conoscere ed apprezzare) a segmenti di clientela così particolari ed economicamente interessanti perché in grado di generare un indotto economico per la città altrettanto straordinario e duraturo. Marina Genova Aeroporto sta organizzando in maniera innovativa anche la modalità per offrire opportunità di shopping adeguate alle esigenze di una clientela così particolare che rincorre sempre l’esclusività dei grandi marchi internazionali del lusso “a Genova ci sono già tutte da tempo direttamente o indirettamente rappresentate dai negozi storici del lusso genovese” ricorda Pappalardo “insieme a loro saremo capaci di soddisfare tutte quelle esigenze. E’ certo che, per il momento, non saremo in grado di portare tutte le griffe al marina in maniera stabile, per ovvie ragioni puramente commerciali, ma sapremo organizzare show room dedicati ai rafinati ospiti nelle suite del nostro Boutique Hotel (il Marina Place Resort) oppure organizzare dei tour dedicati allo shopping nelle esclusive boutique cittadine già pronte ad accogliere clientela di tale livello”. La nostra attenzione, comunque, non è rivolta solo ad armatori ed ospiti, ma anche agli equipaggi sempre più numerosi che necessitano anch’essi, durante i mesi invernali o comunque nella loro permanenza in Marina, di essere intrattenuti adeguatamente, per avere riscontri positivi anche da chi lavora a bordo: con campi da golf situati nelle immediate vicinanze, campi da sci raggiungibili velocemente, destinazioni glamour come Milano a una sola ora di autostrada o shopping come l’Outlet di Serravalle a 50 chilometri, il Marina di Genova Aeroporto si colloca in posizione assolutamente privilegiata. “Il nostro impegno” conclude Pappalardo “è attrarre nuovi grandi Clienti con servizi di alto livello, perché rimangano soddisfatti e decidano di permanere a Genova; convincerli, insomma, che una sosta a Genova è una straordinaria occasione da non perdere!” La nuova darsena potrà aggiungere 4 megayacht ino a 130 metri e 2 di 90 mantenendo tutti gli accosti per barche ino a 90 già disponibili oggi. Per informazioni: Marina Genova Aeroporto; Via Pionieri e Aviatori d’Italia 203; 16154 Genova; tel. 010 6143420; web: www.marinagenova.it email: info@marinagenova.it

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SY 37 - Capt Remotti / Marina Genoa Aeroporto  

Captain Stefano Remotti and Marina Genoa Aeroporto

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