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100 ‘Corpo 8’: cosa dicono i giornali sui temi dell’agroalimentare Il 30 aprile 2008 veniva pubblicata su Agronotizie la prima rassegna stampa curata da Angelo Gamberini “Corpo 8” è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani. Per Agronotizie, Corpo 8 è la rassegna dei temi dell’agroalimentare che sono stati trattati da giornali e periodici nei sette giorni precedenti la pubblicazione del settimanale su www.agronotizie.it. Il primo articolo di questa rubrica - che oggi “festeggia” il numero 100 - è apparso nella newsletter di Agronotizie del 30 aprile 2008. Da quel momento, Angelo Gamberini sfoglia quotidiani e settimanali ed evidenzia quali notizie del mondo agricolo sono state messe in primo piano o commentate su “la Repubblica” o il “Corriere della Sera” o perfino sul “Financial Times”. Il Corpo 8 racconta come la stampa cosiddetta generalista propone al grande pubblico i fatti e gli eventi che hanno segnato il settore agricolo nel corso dell’ultima settimana, annotando i problemi, le innovazioni e le prospettive del comparto. “Tra cavallette e mele cisgeniche”, “da Galan agli Ogm passando per i kiwi ‘dopati’”, “il made in Italy in etichetta e il latte in tribunale” sono alcuni dei titoli dei più recenti Corpo 8. Per rileggerli tutti, dal primo al numero 100 di oggi, puoi sfogliare questo pdf che riporta tutti i Corpo 8, dal più recente fino al primo.

Un grazie speciale dalla redazione ad Angelo per il prezioso contributo e per aver proposto e aggiornato costantemente questa rubrica!

“Corpo 8” Rubrica di Agronotizie - Settimanale di tecnica, economia ed innovazione in agricoltura A cura di Angelo Gamberini

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AGRONOTIZIE - SETTIMANALE DI TECNICA, ECONOMIA ED INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA Iscrizione nel Registro della Stampa del Tribunale di Ravenna al n° 1242 del 25/11/2004 Direttore responsabile: Ivano Valmori • Proprietà, Direzione e Amministrazione: Image Line s.r.l. - Via Gallo Marcucci, 24 - 48018 Faenza (RA) • Recapiti: Tel. 0546/680688, Fax 0546/26044, redazione@agronotizie.it, www.agronotizie.it • Responsabile di redazione: Paola Francia • In redazione: Francesca Bilancieri, Lorenzo Cricca, Antonella Falco, Paola Francia, Angelo Gamberini, Anna Mossini, Donatello Sandroni, Cristiano Spadoni, Roberto Stefani, Ivano Valmori • Pubblicità:Image Line s.r.l. - adv@agronotizie.it • Realizzazione grafica e servizi tecnici: Image Line s.r.l. • Editore: Image Line sas di Valmori Ivano & C. - Via Gallo Marcucci, 20 - 48018 Faenza (RA)


Indice: Corpo 8, i kiwi ‘sanguinano’ e la diabrotica incombe............................. 4

Corpo 8: ‘catastrofisti, la storia vi seppellirà’..................................... 54

Corpo 8, tra cavallette e mele cisgeniche............................................ 5

Corpo 8, l’influenza scende e la crisi sale.......................................... 55

Corpo 8, adesso la Cina fa paura anche a pere e agrofarmaci................ 6

Corpo 8, smettiamola con l’influenza dei suini................................... 56

Corpo 8, la frutta è sana e la mangeremo anche in spiaggia.................. 7

Corpo 8, quanta (troppa) influenza sui giornali!................................. 57

Corpo 8, da Galan agli Ogm passando per i kiwi ‘dopati’........................ 8

Corpo 8, agricoltura e sicurezza al primo posto.................................. 58

Corpo 8, apre Cibus e la crisi scompare (dai giornali)........................... 9

Corpo 8, agricoltura e solidarietà..................................................... 59

Corpo 8, gli Ogm fanno dimenticare la crisi ...................................... 10

Corpo 8, dal vino alla diabrotica...................................................... 60

Corpo 8, dalla Pac sconosciuta alla calvizie da Ogm............................ 11

Corpo 8, in arrivo il Vinitaly e l’agrofarmaco sul telefono..................... 61

Corpo 8, non solo Ogm nell’agenda di Galan..................................... 12

Corpo 8, adesso l’orto si può adottare.............................................. 62

Corpo 8, il trionfo del vino e la sconfitta degli Ogm............................. 13

Corpo 8, c’è anche il trattore a idrogeno ‘fai da te’............................. 63

Corpo 8, parte il totoministro tra un brindisi e l’altro.......................... 14

Corpo 8, aspettando il ‘frigorifero degli orrori’.................................... 64

Corpo 8, ognuno per sé e tutti per nessuno....................................... 15

Corpo 8, quando il vigneto fa concorrenza ai Bot................................ 65

Corpo 8, Il made in Italy in etichetta e il latte in tribunale................... 16

Corpo 8, se la vite ascolta Mozart il vino è migliore............................ 66

Corpo 8, agricoltura al collasso con ottimismo................................... 17

Corpo 8, agrofarmaci nel mirino...................................................... 67

Corpo 8, chissà se a Parigi hanno parlato di Ogm............................... 18

Corpo 8, asparagi su Marte e ortaggi sul balcone............................... 68

Corpo 8, se la Cina ci copia l’Amarone (e tutto il resto)....................... 19

Corpo 8, tra quote latte e agrofarmaci.............................................. 69

Corpo 8, il portafoglio è vuoto ma il cinema (francese) è pieno............ 20

Corpo 8, anche l’agricoltura avrà il suo G8........................................ 70

Corpo 8, per favore parliamo della crisi e non dei panini..................... 21

Corpo 8, la rivoluzione degli agrofarmaci e i trionfi del vino................. 71

Corpo 8, il problema è la crisi e non i panini o gli Ogm........................ 22

Corpo 8, la crisi che non c’è (nell’agroalimentare).............................. 72

Corpo 8, tutti a Verona fra un Ogm sì e un Ogm no............................ 23

Corpo 8, che buono il suino (italiano)!.............................................. 73

Corpo 8, tra mozzarelle e Ogm........................................................ 24

Corpo 8, diossina tanto rumore per nulla.......................................... 74

Corpo 8, agricoltura del futuro e difficoltà del presente....................... 25

Corpo 8, le difficoltà di olio e cereali................................................. 75

Corpo 8, addio senza rimpianti al 2009............................................. 26

Corpo 8, dal latte all’olio è tutta una crisi.......................................... 76

Corpo 8, da spaghettopoli alla superpatata....................................... 27

Corpo 8, la protesta dei campi e la vittoria a Bruxelles........................ 77

Corpo 8, l’orto è virtuale e la crisi è reale.......................................... 28

Corpo 8, se le macchine ridono i cereali piangono.............................. 78

Corpo 8, i soldi dell’agricoltura........................................................ 29

Corpo 8, l’Italia si fida delle industrie alimentari................................. 79

Corpo 8, adesso la bistecca si costruisce in laboratorio ...................... 30

Corpo 8, dal latte ai cereali passando per gli ogm.............................. 80

Corpo 8, benzina dal siero e proteste in piazza (in ordine sparso)......... 31

Corpo 8, protagonisti latte e cibo..................................................... 81

Corpo 8, la fame resta e la crisi pure................................................ 32

Corpo 8, mercati in affanno e multe in arrivo..................................... 82

Corpo 8, l’autunno caldo dell’agricoltura........................................... 33

Corpo 8, dalla crisi della finanza a quella del Parmigiano..................... 83

Corpo 8, la Francia aiuta i campi e l’Italia litiga su pasta e carne.......... 34

Corpo 8, una crisi tira l’altra............................................................ 84

Corpo 8, tra metabolomica e fattorie da adottare............................... 35

Corpo 8, fra latte cinese e cereali in caduta libera.............................. 85

Corpo 8, te lo do io il supermarket................................................... 36

Corpo 8, fra allarmi veri o presunti e pomodori quadrati..................... 86

Corpo 8, non c’è pace tra i frutteti................................................... 37

Corpo 8, le notizie della settimana dal 6 al 12 settembre.................... 87

Corpo 8, ‘e noi adesso smettiamo di seminare’.................................. 38

Corpo 8, le notizie dal 30 agosto al 5 settembre................................ 88

Corpo 8, la crisi dei campi vista dai giornali....................................... 39

Corpo 8, le notizie dal 2 al 29 agosto............................................... 89

Corpo 8, dalla rabbia nei campi all’origano per la diabrotica................. 40

Corpo 8, le notizie dal 26 luglio al primo agosto................................. 90

Corpo 8, tanto ‘bio’ in un’agricoltura con pochi giovani....................... 41

Corpo 8, le notizie dal 19 al 25 luglio................................................ 91

Corpo 8: bene la vendemmia, male il vino (e la frutta)....................... 42

Corpo 8, le notizie dal 12 al 18 luglio................................................ 92

Corpo 8, agosto agroalimentare di gioie (poche) e dolori (molti).......... 43

Corpo 8, le notizie dal 5 all’11 luglio................................................. 93

Corpo 8, latte frizzante e coccinelle invadenti.................................... 44

Corpo 8, le notizie dal 28 giugno al 4 luglio....................................... 94

Corpo 8, il ritorno dell’influenza (mediatica)...................................... 45

Corpo 8, le notizie sui giornali dal 21 al 27 giugno............................. 95

Corpo 8, dal G8 al tarlo asiatico....................................................... 46

Corpo 8, le notizie della settimana dal 14 al 20 giugno....................... 96

Corpo 8, siamo tutti africani (diabrotica permettendo)........................ 47

Corpo 8, le notizie della settimana dal 7 al 13 giugno......................... 97

Corpo 8: pomodori neri e vini che valgono oro................................... 48

Corpo 8, le notizie sui quotidiani dal 31 maggio al 6 giugno................. 98

Corpo 8, il giallo delle cosce suine.................................................... 49

Corpo 8, le notizie sui quotidiani dal 24 al 30 maggio......................... 99

Corpo 8, l’onnipresente mais........................................................... 50

Corpo 8, le notizie sui quotidiani dal 17 al 23 maggio....................... 100

Corpo 8, tra diabrotica (il ritorno) e vini rosè (il ripensamento)............ 51

Corpo 8, le notizie sui quotidiani dal 9 al 16 maggio......................... 101

Corpo 8, va in scena la fantagricoltura.............................................. 52

Corpo 8, le notizie della settimana................................................. 102

Corpo 8: tra pomodori disaccoppiati e latte in tempesta...................... 53

Corpo 8, le notizie della settimana................................................. 103


Corpo 8, i kiwi ‘sanguinano’ e la diabrotica incombe Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 9 al 15 giugno

E’ allarme per i pomodori cinesi. Ne hanno parlato molti quotidiani che negli ultimi giorni hanno dato ampio spazio ai timori legati all’aumento delle importazioni made in China di conserve e pelati. Ha iniziato “Il Mattino” del 9 giugno cui ha fatto eco “Libertà”, tra i primi giornali a segnalare il problema. Non a caso il primo è il quotidiano campano, regione a grande diffusione della coltura del pomodoro e il secondo è il giornale di Piacenza, area con una forte concentrazione delle coltivazioni di pomodoro. Dalle pagine de “Il Sole 24 Ore” è stata avanzata la proposta di istituire un dazio per queste importazioni. L’argomento è stato ripreso il 12 giugno da “La Stampa” che ha ospitato un’intervista a Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, che invita a diffidare dei prodotti a basso prezzo. L’invasione dei pomodori cinesi ha trovato spazio anche su “Il Foglio” del 14 giugno. Mentre ci si “attrezza” per fronteggiare le importazioni, si pensa alle nostre esportazioni di prodotti e “Panorama” in edicola il 10 giugno invita i prodotti dell’agroalimentare italiano a fare rotta sugli Usa. Tra una crisi e una batteriosi Il tema dell’export è uno dei fronti sui quali si basano gran parte dei progetti per fronteggiare la crisi che assedia tutta l’agricoltura, ma che in alcune regioni è più grave che altrove. Dalle pagine de “La Sicilia” del 10 giugno arriva una accorato appello per salvare l’agricoltura dell’Isola. Nelle Marche la situazione non è migliore, come si legge sulle pagine locali de “Il Resto del Carlino”, tanto che il “Corriere dell’Adriatico” del 10 giugno racconta le proteste di piazza che si sono svolte nei giorni scorsi. Come se non bastassero i problemi di mercato, ci si mette anche la batteriosi del kiwi, meglio conosciuta come cancro batterico dell’Actinidia, causata dallo Pseudomonas syringae pv. Actinidiae. Chi vuole approfondire l’argomento può consultare “Agronotizie” del 7 aprile. Il problema riguarda in particolare le colture del Lazio, come riporta “Il Giornale” dell’11 giugno. Per il kiwi è allerta anche in Piemonte, lo si legge su “La Stampa”, ma in questo caso preoccupano più le conseguenze dell’inverno, che è stato particolarmente rigido in queste zone. Le preoccupazioni in campo fitosanitario continuano poi con la diabrotica. Se ne parla su “Brescia Oggi” del 13 giugno, ricordando che sebbene gli attacchi siano in ritardo per l’andamento stagionale, le colture di mais vanno tenute sotto stretta osservazione.   Soldi dei Psr ed enti in chiusura Alle crisi di mercato e alle patologie si aggiunge anche lo spauracchio delle inefficienze della burocrazia che potrebbe costarci oltre un miliardo di euro per la perdita dei finanziamenti Ue destinati ai Psr. Il tema non è nuovo, ma se ne torna a parlare su “Affari e Finanza” del 14 giugno mentre il quotidiano “Puglia” riferisce la rigidità di alcune regioni nell’accettare il piano nazionale unico che consentirebbe di evitare la perdita dei sostegni comunitari. In tema di risorse finanziarie si torma a parlare della manovra economica e del tagli di alcuni enti che questa ha previsto. E’ per alcuni aspetti inusuale la sintonia fra “Il Fatto” e “Libero” del 13 giugno che intervengono a favore dell’Ense, l’ente nazionale sementi elette che si vorrebbe tagliare inglobandolo nell’Inran.   Il latte fa bene e ancor di più la carne Il mondo del latte raccoglie l’attenzione dei quotidiani con l’assemblea di Assolatte (“Arena” dell’11 giugno) e con la volontà del gruppo Granarolo (“Il Resto del Carlino” del 9 giugno) di dare spazio ai giovani nei vertici delle proprie strutture. Ancora in tema di latte la notizia riportata da “La Provincia” in merito al rinnovo degli accordi sul prezzo, che vedrà intervenire anche la regione Lombardia. Intanto gli allevatori fanno sapere dalle colonne de “La Provincia Pavese” del 15 giugno che sono pronti alle proteste di piazza pur di ottenere il prezzo richiesto. Il magazine di Repubblica “Venerdi” dà spazio ad una curiosa notizia sul come riconoscere le mozzarelle (si ricorre ad una sorta di Tac). In tema di novità “Il Sole 24 Ore” del 15 giugno dedica ampio spazio alle nuove tecnologie per l’agroalimenatre che saranno presentate alla mostra Ipack Ima di Bologna. Non meno curioso l’articolo riportato dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” del 14 giugno dove si afferma che che consumare carne di Chianina permette di mantenere più a lungo la giovinezza. Chissà cosa ne penseranno i vegetariani...

15 Giugno 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, tra cavallette e mele cisgeniche Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 2 all’8 giugno

Molta attenzione alle strategie per il futuro dei campi. Si potrebbero sintetizzare così le notizie apparse in questi ultimi giorni sui quotidiani. A iniziare da “Il Sole 24 Ore” del 2 giugno che ha ospitato un servizio nel quale si analizza come cambia la professione di agricoltore, che vede sempre più frequente la presenza di laureati. Ed è ancora “Il Sole 24 Ore” che sottolinea l’esigenza di abbinare alle conoscenze tecniche anche buone capacità manageriali. Dagli aspetti tecnici si passa a quelli politici con gli articoli dedicati alle strategie adottate a Bruxelles in tema di agricoltura. E’ il caso del “Financial Times” del 3 giugno, dove si giudicano come positivi i primi risultati degli aiuti anticrisi, mentre “Italia Oggi” del 5 giugno chiede maggiore sostegno alle produzioni agricole, che sono cibo e non solo materie prime. Giovani e innovazione (parola assai di moda e un po’ abusata) sono i cardini sui quali la Pac dovrebbe puntare stando a quanto scrive “La discussione” del 6 giugno. Da segnalare, in tema di politica agricola, alcuni interventi del ministro Galan, prima su “Il Resto del Carlino” del 5 giugno a proposito delle distorsioni che si registrano lungo la filiera agroalimentare. Poi dalle pagine del “Giornale” in edicola il 7 giugno Galan fa sapere che si impegnerà per tagliare gli sprechi. Oltre agli sprechi è necessario combattere l’eccesso di burocrazia che pesa sui campi. A questo proposito “Italia Oggi” del 5 giugno saluta con favore la decisione di Bruxelles di ridurre gli impegni necessari ad avviare nuove attività in campo agroalimentare, con tempi che si riducono anche di 45 giorni.

Timore cavallette Si è parlato molto anche del temuto attacco di cavallette, che secondo il “Giornale” del 3 giugno potrebbero mettere a rischio i vigneti, in particolare sui colli Euganei, come precisa nello stesso giorno “Il Gazzettino”. Sull’argomento torna il 7 maggio anche “Il Messaggero Veneto” a conferma che la temuta invasione riguarda in particolare le aree del Nord Est. Per il grano, come scrive “La Nuova Ferrara”, i problemi vengono invece dalle insistenti piogge degli scorsi giorni che potrebbero essere causa di una minore produzione. Assai diversi i problemi per l’ortofrutta che deve fare i conti con la malavita organizzata. Se ne parla su “Il Resto del Carlino” del 5 giugno che analizza le conseguenze sui prezzi, mentre “La Repubblica” del 4 giugno fa il punto della situazione nel comparto del pomodoro. Le guerre del pomodoro Il pomodoro è stato poi al centro di alcune notizie (“Il Sole 24 Ore” del 3 giugno”) che hanno riguardato Conserve Italia per via dei risultati che il gruppo ha conseguito in questo settore e che sono stati inferiori rispetto alle attese. Il pomodoro è anche il protagonista delle contese che vedono contrapposte le industrie delle conserve verso le cooperative, la cui struttura societaria consentirebbe vantaggi che creano distorsioni della concorrenza, come si legge sul “Corriere della Sera” del 7 giugno. Si torna a parlare della Federconsorzi, lo fa “Il Giornale” del 5 giugno, scorrendo le pagine di un recente libro nel quale si ripercorrono le tappe di quella intricata vicenda. E’ passato invece sotto silenzio, o quasi, il passo indietro della Ue che a proposito degli Ogm ha deciso di lasciare carta bianca ai singoli paesi. Se ne parla su “Il Sole 24 Ore” del 5 giugno e il giorno seguente su “La Stampa”. A proposito di Ogm, dalle pagine del “Messaggero” dell’8 giugno si apprende della nascita della mela cisgenica, una sorta di Ogm realizzato però senza geni estranei alla pianta.

Latte e suini Per il mondo degli allevamenti è tempo di pensare al rinnovo degli accordi sul prezzo del latte, ormai in scadenza. E’ questo l’argomento affrontato il 2 giugno su “L’Eco di Bergamo” e nei giorni successivi dalla “Gazzetta di Mantova”. Si parla di latte anche su “Nuova sardegna” del 4 giugno, ma il protagonista in questo caso è il latte di pecora, alle prese con la necessità di un rilancio dell’intero settore. Il settimanale “L’Espresso” in edicola il 4 giugno se la prende invece con i suini, rispolverando un’indagine dell’Efsa sulle salmonellosi. Più concreti i problemi che i suini hanno con il mercato, ancora in difficoltà come si legge su “Il Giornale di Brescia” del 6 giugno. In compenso arriva “Il Resto del Carlino” che il 6 giugno si occupa degli ottimi risultati conseguiti dal prosciutto Toscano a marchio Dop, premiato dai consumatori per le sue qualità. Per il Parmigiano Reggiano, invece, è tempo di ripensare alle strategie del Consorzio. Lo scrive il “Corriere della Sera” del 4 giugno, che trascura però di ricordare che i prezzi del “re” dei formaggi sono finalmente in ripresa.

8 Giugno 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, adesso la Cina fa paura anche a pere e agrofarmaci Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 26 maggio all’1 giugno

Ai quotidiani in edicola in questi ultimi giorni non sono sfuggite le conseguenze che la manovra di aggiustamento dei conti pubblici potrà avere sul settore agricolo, coinvolto principalmente con la chiusura di alcuni enti considerati inutili. Se ne parla su “Italia Oggi” del 29 maggio con un elenco degli enti presi di mira e se ne torna a parlare il giorno seguente su “La Stampa” che riporta alcune dichiarazioni del ministro Galan. Fra gli enti a rischio chiusura rientra anche Buonitalia, società voluta da Zaia, un fatto che alcuni giornali, e fra questi “Il Gazzettino” e il “Corriere della Sera” del 29 maggio, interpretano come l’esito di un malcelato conflitto fra Galan e Zaia, protagonisti della staffetta fra la presidenza della regione Veneto e il ministero dell’Agricoltura. Più della manovra preoccupano però i finanziamenti della Ue che potrebbero andare in fumo a causa dei ritardi di alcune regioni. “Il Mattino” del 30 maggio punta l’indice sui 100 milioni che potrebbe perdere la Campania, e altrettanti milioni di euro sono a rischio in Capitanata, come riferisce la “Gazzetta Economia” del 31 maggio. In totale si tratta di circa 1,2 miliardi di finanziamenti che sono a rischio come precisa “Il Sole 24 Ore” del 29 maggio. Ora è corsa contro il tempo per evitare che si perdano i sostegni comunitari, indispensabili per ridare fiato all’agricoltura la cui crisi ha fatto chiudere in un anno nella sola Lombardia 1300 aziende. Questo numero emerge da un’analisi impietosa delle difficoltà del settore fatta sulle colonne di “Libero” del 26 maggio. Intanto bisogna prepararsi ai cambiamenti che arriveranno da Bruxelles con il sostegno ai prodotti di qualità, le misure anticrisi e gli aiuti alle aree svantaggiate. Se ne parla su “Il Sole 24 Ore” del 29 maggio che dà spazio ad alcune dichiarazioni fatte in proposito da Paolo De Castro. “Italia Oggi” dell’ uno giugno riporta le dichiarazioni del ministro Galan che a proposito della riforma della Pac afferma che l’Italia non avrà una posizione rinunciataria. Bene e male Qualche segnale positivo arriva da un’analisi della Cia riportata su “Il Resto del Carlino” del 26 maggio dal quale si apprende che è in atto una ripresa dei consumi trainata dal comparto alimentare. Altri dettagli, nello stesso giorno, si possono leggere anche su “La Repubblica”. “La Stampa” dell’uno giugno riporta i dati diffusi da Istat sull’andamento dell’inflazione che segna il passo grazie ai prodotti alimentari. Segnali positivi, secondo quanto riferisce “Il Mattino” del 27 maggio, arrivano dal mercato dei prodotti biologici, che raccolgono il favore dei consumatori. Buone notizie anche per il contratto degli operai agricoli per il quale è stato siglato l’accordo. I dettagli si possono leggere su “Italia Oggi” del 26 maggio. Va bene anche per l’ortofrutta, settore per il quale si temeva un taglio dei finanziamenti, che invece, sostiene Galan sulle pagine di “Italia Oggi” del 29 maggio, sono stati messi in salvo. Attenti alla Cina Salvi i sostegni all’ortofrutta, ma non esultano i produttori di ciliegie pugliesi che dopo i danni del maltempo non hanno prodotto a sufficienza per soddisfare le richieste che arrivano in particolare dai mercati esteri. Le ultime speranze, spiega “La Gazzetta di Bari”, sono riposte sui raccolti della varietà “Ferrovia”. Problemi in vista anche per i Kiwi coltivati nel Lazio dove si sta sviluppando una patologia che parrebbe legata alle varietà “Gold”, come scrive “Il Tempo” del 27 maggio. In tema di patologie interviene anche “Metro” segnalando alcuni attacchi fungini alle coltivazioni di grano. Avrebbe invece i giorni contati la mosca delle olive, contro la quale sono state condotte prove per testare l’efficacia di alcuni prodotti. Le esperienze, come riferisce “Italia Oggi” del 29 maggio, sono state portate a termine dall’Arsia della Toscana. E’ ancora “Italia Oggi” che a proposito di agrofarmaci segnala con preoccupazione il timore di importazioni dalla Cina di prodotti non in regola con i nostri regolamenti. La Cina preoccupa anche i produttori di pere che potrebbero trovarsi a fronteggiare sui mercati internazionali la temibile concorrenza della Cina, come si legge su “Il Resto del Carlino” del 31 maggio. Dai mercati globali si passa a quelli locali con la disputa fra “La Padania” del 30 maggio e il “Corrriere della Sera” del giorno seguente, il primo a lodare i successi del chilometro zero e il secondo a metterne in discussione la reale portata. Bioenergie avanti tutta Mentre si discute su come aggredire i mercati, il settore che sembra avere un buon andamento è quello meno agricolo di tutti, le bioenergie. E’ questa l’analisi che riporta l”Eco di Bergamo” del 26 maggio. Un tema sul quale interviene il 29 maggio “Italia Oggi” con un interessante confronto economico fra biogas e fotovoltaico. E a quanto pare il biogas consentirebbe margini più interessanti. Interviene anche “Il Resto del Carlino” a segnare un punto a svantaggio del fotovoltaico, responsabile di “inquinamento” del paesaggio.

1 giugno 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, la frutta è sana e la mangeremo anche in spiaggia Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 19 al 25 maggio

Cresce il made in Italy sui mercati stranieri. Lo dice l’Istat e lo confermano i commenti pubblicati da molti quotidiani, a iniziare da “Libero” del 19 maggio che sottolinea il boom del comparto agroalimentare. In tema di statistiche arriva anche l’analisi del Censis della quale riferisce “Il Sole 24 Ore” del 20 maggio per sottolineare l’incremento dei consumi di ortofrutta. Dalla stessa indagine “Il Resto del Carlino” trae invece una diversa indicazione, scoprendo che gli italiani a tavola sono frustrati dal desiderio di mangiare meglio, senza riuscirci. Condivide questa lettura dei dati del Censis anche “Il Giornale”, mentre “Repubblica” sottolinea la duttilità dei consumatori, capaci di passare dai surgelati al biologico con grande facilità. Dalle colonne di “Libero” del 25 maggio si apprende che la salubrità dei prodotti biologici, secondo recenti studi, non sarebbe dissimile da quella dei prodotti tradizionali. A proposito di “bio”, nei giorni scorsi si è celebrato il festival internazionale della biodiversità, argomento che ha trovato eco su molti quotidiani a iniziare da “L’Unità” del 19 maggio e continuando su “Il Corriere della Sera” del 23 maggio. Il tema del bio è rientrato anche nei commenti sulle energie alternative che vedono il biodiesel sul banco degli imputati per l’essere inquinante non meno del petrolio (“Venerdì”, il magazine di Repubblica in edicola il 21 maggio). Per il biodiesel si preannunciano anche altre difficoltà come si legge su “Affari e Finanza” del 24 maggio per via del taglio agli investimenti. Messo da parte il bioetanolo l’agricoltura punta ora sulla produzione di energia da biomasse, come scrive il “Corriere Adriatico” del 22 maggio. Merito anche del nuovo piano industriale del gruppo Terrae (ex Finbieticola) del quale si possono leggere i dettagli su “Italia Oggi” e su “La Stampa” del 22 maggio. Crisi e maltempo I campi fanno i conti con le piogge di questa stagione altalenante che ha messo a rischio frutta e fienagione, come scrive “La Gazzetta di Modena” del 21 maggio, anche se i maggiori danni, si legge su “La Gazzetta del Mezzogiorno” li hanno registrati i produttori di ciliegie della Puglia. Più del maltempo, afferma “La Disccussione” del 23 maggio, preoccupano gli andamenti di mercato, con i prezzi di frutta e ortaggi che precipitano. Sulle colonne de “La Libertà” del 24 maggio si legge poi delle difficoltà che incontra il settore del pomodoro per il rinnovo degli accordi per la nuova campagna. “Il Resto del Carlino” del 25 maggio ospita un dettagliato articolo sull’andamento dell’agricoltura in Emilia Romagna, anch’essa in sofferenza. Male anche il riso con prezzi in caduta libera, scrive “La Stampa” del 23 maggio. Molti i settori agricoli in difficoltà, tanto che Confeuro dalle colonne di “Italia Oggi” del 20 maggio lancia un allarme invitando a lanciare un piano di riforme. Anche la Pac dovrà modificare le sue politiche di sostegno all’agricoltura, lo afferma il presidente della Cia, Giuseppe Politi, dalle pagine di “Italia Oggi” del 22 maggio. Sul “Corriere della Sera” interviene anche il ministro Galan che commenta gli interventi allo studio. Un laser per la frutta La settimana di informazioni sui temi dell’agroalimentare non si ferma alle crisi e ai “disastri”, ma regala qualche scampolo di curiosità, a iniziare dai risultati di una ricerca condotta da Nomisma che evidenzia il “ritorno ai campi” come titola “Avvenire” del 21 maggio. Fra le novità un sistema laser (ne parla “Italia Oggi” del 22 maggio) per testare qualità e maturazione dei frutti. “Italia Oggi” descrive poi un sistema innovativo per la prevenzione di alcune malattie virali di pesco e vite. Notizie positive arrivano sui controlli per i residui di agrofarmaci sulla frutta, che risulta nella quasi totalità, come si legge su “Ore 12” del 23 maggio, in regola con gli standard previsti dalle normative. Frutta di qualità che merita iniziative promozionali come quelle messe in atto sulla riviera romagnola dove sarà proposto ai vacanzieri il consumo in spiaggia di frutta fresca pronta da mangiare. I dettagli si possono leggere su “Il Resto del Carlino” del 24 maggio. Fra le notizie “di servizio” sono da segnalare le schede pubblicate da “Italia Oggi” del 22 maggio dove si tratteggiano i profili dei nuovi assessori regionali all’agricoltura. Torna il tormentone quote Per il mondo degli allevamenti “tiene banco” la notizia relativa alla sentenza del Tar del Lazio (se ne parla anche su Agronotizie) che ha dato ragione ad alcuni allevatori che contestavano i metodi di calcolo delle multe. Una notizia salutata con enfasi da “La Padania” del 21 maggio e commentata in breve su “Il Sole 24 Ore” del giorno seguente. “Il Manifesto” del 23 maggio punta l’attenzione sullo stop della Ue all’impiego della trombina per ricompattare la carne. Notizie preoccupanti arrivano dalla Sardegna dove sarebbe stato isolato, scrive “Unione Sarda” del 23 maggio, un allevamento colpito da peste suina. Non meno preoccupante la recrudescenza di casi di brucellosi nelle bufale, tanto che “Il Mattino” del 24 maggio invita ad abbattere al più presto gli animali colpiti per evitare il diffondersi della malattia, che già in passato ha creato non pochi problemi alla filiera della mozzarella.

25 maggio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, da Galan agli Ogm passando per i kiwi ‘dopati’ Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 12 al 18 maggio

Non ha atteso molto il nuovo ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, per essere fra i protagonisti dell’informazione in campo agroalimentare. Numerosi infatti i quotidiani che in questi giorni hanno dato spazio alle dichiarazioni del ministro, a iniziare da “Finanza e Mercati” del 13 maggio che riporta alcune delle considerazioni sulla crisi agricola che il ministro ha illustrato durante l’audizione in Commissione agricoltura, della quale si parla anche in questo numero di Agronotizie. “E-Polis” nello stesso giorno riferisce delle preoccupazioni del ministro per il mancato impiego delle risorse destinate ai Psr, che potrebbe costarci 1,1 miliardi di euro. Anche “La Discussione” del 16 maggio torna sull’audizione in Commissione agricoltura per riassumere i sei punti della ricetta Galan per affrontare la crisi. Nessuna crisi invece per il Prosecco, che secondo Galan, come si legge su “Il Sole 24 Ore” del 15 maggio, meriterebbe di entrare fra i patrimoni tutelati dall’Unesco. Infine “Italia Oggi” del 15 maggio, che ospita una lunga intervista a Galan nella quale il ministro si sofferma su alcuni temi, come quello delle agroenergie e della ricerca sugli Ogm. Tra Ogm e Mas A proposito di Ogm, è continuato anche in questi giorni il dibattito fra favorevoli e contrari. Mentre “La Padania” del 13 maggio ha tenuto a ricordare la posizione contraria della Lega, gli agricoltori anti-biotech hanno preso di mira dalle colonne del “Corriere della Sera” i mangimi per gli animali accusati di non offrire sufficienti garanzie sull’assenza di Ogm. Sullo stesso argomento c’è da registrare anche l’intervento di “Terra” del 15 maggio. La lettura de “Il Sole 24 Ore” in edicola il 16 maggio offre una visione più equilibrata, dando spazio alle ragioni del no e a quelle del sì, mentre “Repubblica” preferisce ricordare le proposte sui Mas (Marker assisted selection), che dovrebbero essere la risposta non biotech agli Ogm. Frutta sempre in forma Nessuna modificazione genetica per la migliore conservazione della frutta, ma interventi mirati messi a punto da alcuni istituti di ricerca, dei quali si parla su “Italia Oggi” del 15 maggio. Sempre su “Italia Oggi” si affronta anche il tema degli imballaggi della frutta, mentre “La Tribuna di Treviso” del 14 maggio e il giorno seguente “Il Tempo” offrono la desolante cronaca dei kiwi “dopati”. Un brutto colpo per la fiducia dei consumatori che non farà bene al settore frutticolo, già alle prese con problemi nell’export (se ne parla su “La Stampa”) e con le penalizzazioni che potrebbero derivare, come scrive “Italia Oggi”, dalla riforma della Ocm ortofrutta. Dal locale al globale Gli agricoltori del Metaponto non hanno problemi con Bruxelles, ma con il Consorzio di bonifica che ha “chiuso i rubinetti”, come scrive “Terra” del 12 maggio. Problemi opposti invece per gli asparagi che soffrono i danni del maltempo, come riportano le cronache della “Tribuna di Treviso”. Dei danni da maltempo si parla anche su “Il Tempo” del 18 maggio che prevede una riduzione del 20% nella produzione di frutta nelle aree colpite. Dalle cronache locali si passa con “Il Sole 24 Ore” del 12 maggio ai mercati mondiali che vedono alcune tensioni per il mais, sempre più destinato alla trasformazione in etanolo. Da Bruxelles il Consiglio dei ministri agricoli, scrive “Il Sole 24 Ore” del 18 maggio, si è espresso contro la decisione di riaprire i negoziati commerciali con i paesi dell’America Latina. Sul mercato nazionale ha un certo interesse l’osservatorio per la patata del quale si parla su “La Discussione” del 16 maggio e più diffusamente su “Il Resto del Carlino” del giorno seguente, per illustrare un accordo teso a rendere più efficiente la filiera di questo prodotto. Ha una qualche attinenza con il tema delle filiere e dell’organizzazione del mercato l’accordo fra Consorzi agrari d’Italia e Unicredit ricordato da -Italia Oggi” del 12 maggio. E per chi volesse ripercorrere la storia dei Consorzi Agrari, non resta che leggere l’interessante recensione pubblicata sul “Corriere della Sera” del libro a firma Giovanni Panebianco che ricorda le tappe del processo alla liquidazione in blocco della Federconsorzi.

18 maggio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, apre Cibus e la crisi scompare (dai giornali) Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 5 all’11maggio

E’ ancora la crisi dei campi a tenere alta l’attenzione dei quotidiani sui temi dell’agroalimentare. Impietosi i dati riportati da “Il Sole 24 Ore” dell’8 maggio che parlano di un crollo del 36% del reddito degli agricoltori, che sebbene diluito in nove anni resta un dato assai preoccupante. Non stupisce allora che negli ultimi dieci anni, come riporta il quotidiano francese “Les Echos”, in Europa il numero degli agricoltori in attività si sia ridotto di un quarto. Della caduta dei redditi degli agricoltori si occupa anche “Avvenire” dell’ 8 maggio, mentre dalle colonne de “La Nazione” del 7 maggio arriva la proposta lanciata da Cia di seguire l’esempio americano con le assicurazioni che coprono il rischio di crollo dei mercati. In tema di difficoltà dei mercati interviene su “Italia Oggi” anche il presidente del Cogeca, Paolo Bruni, che chiede di riequilibrare la catena del valore. Gli fa eco il presidente della commissione Agricoltura, Paolo De Castro, che firma sulle pagine de “Il Sole 24 Ore” dell’11 maggio un articolo nel quale afferma la necessità di assicurare agli agricoltori una maggiore stabilità dei redditi. E non si può aspettare il 2013 con la riforma della Pac, occorre che Bruxelles intervenga già ora. Apre Cibus E’ crisi, dunque, ma non mancano segnali che inducono a all’ottimismo, complice forse l’apertura in questi giorni di Cibus, il salone di Parma dedicato all’agroalimentare. Ed è da Cibus, scrive il “Corriere della Sera” del 10 maggio, che riparte il progetto per sviluppare il nostro export. Dello stesso argomento si occupa anche “Il Resto del Carlino” con un’intervista a Elda Ghiretti, “Cibus manager” dell’ente fieristico parmense. Una conferma del miglioramento dell’export agroalimentare si può leggere su “Italia Oggi” dell’11 maggio. A valorizzare le nostre produzioni arriva una nuova istituzione, Accredia, che si occuperà di garantire, come scrive “Italia Oggi” dell’ 8 maggio, tutte le certificazioni. Per svilupparsi sui mercati internazionali occorre però contrastare il falso made in Italy, argomento affrontato da “Il Corriere della Sera” del 10 maggio. Ogni anno, ricorda “Il Sole 24 Ore” del 9 maggio, le contraffazioni ai nostri prodotti agroalimentari ci costano ben 60 miliardi di euro. Ed è ancora “Il Sole 24 Ore” che riporta alcuni dati sull’andamento dell’export in questo settore, con qualche incoraggiante segnale di ripresa, dati confermati nello stesso giorno anche da “La Stampa”. Ancora totoministri? Le cronache di questi ultimi giorni, con le dimissioni del ministro Claudio Scajola, hanno dato spazio anche alle voci di un possibile passaggio di “poltrone” al ministero dell’Agricoltura. Se ne è parlato su “Il Sole 24 Ore” del 7 maggio (Bossi vuole l’agricoltura), ma nello stesso giorno dalle colonne de “L’Arena” Galan ha confermato la volontà di restare al suo posto e quasi a dar sostanza a queste dichiarazioni è arrivata la firma del ministro per sbloccare i fondi Ue destinati allo zucchero. Se ne parla su “Il Resto del Carlino” del 10 maggio, una notizia che era stata anticipata l’8 maggio da “Italia Oggi”. Ogm e Mas I molti argomenti di questa settimana hanno messo in secondo piano le polemiche sulle semine Ogm che avevano occupato le cronache nella settimana precedente. Semine che forse non sono nemmeno avvenute come sostiene “Il Messaggero Veneto” del 6 maggio. Intanto spunta la controproposta dei “mas” (marker assisted selection), una biotecnologia sostenuta dal movimento no-ogm. Se ne parla su “Terra” del 6 maggio e nello stesso giorno anche su “Il Giornale”. Si torna a parlare anche del libro “Pane e bugie” con un intervista all’autore, Dario Bressanini, ospitata su “Avanti” dell’8 maggio che racconta le molte false tesi che riguardano i cibi che si mettono sul piatto, Ogm compresi. L’importante, ricorda “Nova” (il dorso scientifico de Il Sole 24 Ore), è non fermare la ricerca, perché solo l’innovazione potrà sfamare in futuro il mondo. Un problema, questo della fame, che riguarda già oggi un miliardo di persone, come denuncia dalle pagine di “Repubblica” dell’11 maggio il direttore generale della Fao, Jacques Diouf Allevatori sul tetto Per gli allevamenti continua la “guerra delle quote” sfociata questa volta in una vistosa manifestazione sui tetti dell’Avepa, l’agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, dove si sono asserragliati nei giorni scorsi alcuni allevatori in segno di protesta. La cronaca si può leggere sul “Gazzettino” dell’8 maggio e sul “Mattino di Padova”. Ma proteste o meno le multe dovranno essere pagate, si legge su “Italia Oggi” del 7 maggio che riporta alcune dichiarazioni di Galan a proposito dei presunti errori nei calcoli delle quote latte. Intanto i mercati caseari fanno registrare buone performance nell’export. I dettagli si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 10 maggio ed è ancora “Il Sole 24 Ore” che in un’intervista al presidente del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, illustra i progetti per migliorare le esportazioni di questo formaggio e del suo “cugino” Grana Padano.

11 maggio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, gli Ogm fanno dimenticare la crisi Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 28 aprile al 4 maggio

“Sarkò, così ci fai sparire”, con questo titolo la “Stampa” del 28 aprile dà voce agli agricoltori francesi, stritolati al pari dei loro colleghi italiani, da questa lunga stagione di crisi. Una crisi sfociata in proteste di piazza con centinaia di trattori che hanno invaso le vie di Parigi, come si legge su molti quotidiani in edicola il 28 aprile e fra questi “Il Sole 24 Ore” e il “Corriere della Sera”. Sullo stesso argomento interviene anche “La Repubblica”, ricordando il triste primato del numero di suicidi che in Francia ha raggiunto quote preoccupanti proprio fra gli agricoltori. Molti, ovviamente, anche i giornali francesi che si occupano della crisi agricola e fra questi “La Tribune” che alle proteste degli agricoltori ha dedicato molta attenzione. Si parla degli Ogm... In Italia non è la crisi dei campi a “tenere banco”, come logica vorrebbe, ma il consueto tema degli Ogm. Si inizia con “Il Riformista” che il 29 aprile scrive della minacciata semina di mais geneticamente modificato. Si continua il giorno dopo sulle colonne de “Il Sole 24 Ore” che commenta l’imminente semina come un gesto di sfida al Governo. E’ ancora “Il Sole 24 Ore” che il primo maggio pubblica un articolo sull’avvenuta semina, documentata in un video diffuso su Internet. La notizia è poi rimbalzata su molti quotidiani, dal “Corriere della Sera” a “Il Giornale” che hanno anche commentato le proteste inscenate dai “No-Ogm” all’annuncio dell’avvenuta semina. A tutti, favorevoli e contrari, si può suggerire la lettura del libro “Pane e Bugie” per evitare che anche la scienza sia ridotta a slogan vuoti, come commenta “Il Mattino” del 3 maggio. ...e ci si dimentica della crisi Tanto spazio al dibattito per gli Ogm ha distolto l’attenzione da argomenti più importanti, come l’import incontrollato della frutta, del quale parla solo la “Gazzetta di Mantova” del 30 aprile. Del crollo del prezzo del grano duro che ha quotazioni più basse che venti anni fa, se ne parla solo sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” del 4 maggio. Non meno importante l’appello lanciato dall’Onu affinché la Pac sia coerente con le politiche di sviluppo dei Paesi più poveri, argomento del quale si occupa “L’Osservatore Romano” del primo maggio. Altro argomento importante è quello della sicurezza del cibo, che potrebbe essere minacciata da atti di terrorismo, come mette in guardia “Avvenire” del 28 aprile. Di sicurezza degli alimenti si parlerà poi in occasione del prossimo Cibus, in programma a Parma dal 10 al 13 maggio e in quella occasione, come si legge su “Il Sole 24 Ore” del 29 aprile, si terrà un incontro dove Efsa, l’authority europea per la sicurezza alimentare, affronterà anche il tema della sicurezza in rapporto all’impiego di alcuni agrofarmaci. A proposito del lavoro di Efsa, “Italia Oggi” del primo maggio riferisce dell’attività dell’Authority in merito ai bioregolatori, quei principi attivi che hanno influenza sulle attività metaboliche delle piante. A dare una mano alla sicurezza degli alimenti arrivano anche molte innovazioni tecnologiche che saranno al centro, come scrive “Il Sole 24 Ore” del 3 maggio, di un convegno che si terrà a Bologna il 9 e 10 giugno. Ancora quote Il mondo degli allevamenti si trova nuovamente a fare i conti con le quote latte. Se ne parla sul “Corriere della Sera” del 29 aprile dove si commentano le recenti conclusioni cui sono giunte alcune inchieste che avrebbero evidenziato errori nel calcolo delle multe. Se i calcoli sono sbagliati, si legge su “Brescia Oggi” del 30 aprile, è allora necessario azzerare le multe. Mentre si discute, le stalle da latte continuano a chiudere, stritolate dalla crisi. Succede anche nel cremonese, come si può leggere su “La Provincia” il primo maggio, dove la produzione di latte è una passione e non solo un’attività imprenditoriale.

4 maggio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, dalla Pac sconosciuta alla calvizie da Ogm Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 21 al 27 aprile

La politica agricola comunitaria (Pac) non trova spazio con frequenza sui quotidiani. Colpa delle complicazioni e dei tecnicismi esasperati che spesso accompagnano norme e regolamenti. Ne parlano poco i giornali e ancor meno ne sanno i cittadini, come dice un’indagine condotta da Eurobarometro e pubblicata sul settimanale “La Gazzetta economia” in edicola il 24 aprile. Su “Italia Oggi” dello stesso giorno, quasi a voler colmare il vuoto di informazione su questo argomento, si può leggere invece un ampio servizio sugli esiti della riunione del Parlamento europeo e sulle linee tracciate dal Commissario Dacian Ciolos per alleviare le difficoltà di molti settori dell’agricoltura. Ancora in tema di Pac e dintorni c’è la notizia riportata da “Italia Oggi” del 24 aprile a commento della decisione del legislatore europeo di “bocciare” la proposta italiana di indicare in etichetta la provenienza del latte. A proposito di latte, “La Padania” del 27 aprile riporta un ampio servizio su gli errori nel calcolo delle multe per gli esuberi produttivi. Se ne parla anche su questo numero di Agronotizie. Economia e mercati Mentre nella Ue si dibatte di etichette e riforma della Pac, in Italia ci si preoccupa per le difficoltà sul mercato dei cereali che hanno portato ad una drastica riduzione delle superfici coltivate a grano, una situazione che in Toscana, come scrive “La Nazione” del 23 aprile, desta preoccupazione. In compenso arriva un bonus fiscale per le esportazioni di prodotti agroalimentari, notizia che si può leggere su “Italia Oggi” del 23 aprile. Sui temi dell’economia e della finanza è da segnalare anche l’articolo pubblicato su “Finanza e Mercati” del 22 aprile a proposito dell’accordo siglato da Confagricoltura con alcuni istituti bancari per favorire l’apertura di credito nei confronti delle aziende agricole. Argomento fondamentale, questo del credito, anche per favorire l’innovazione e l’acquisto di macchine agricole, settore che in questi giorni ha visto il rinnovo delle cariche ai vertici di Unacoma, con la riconferma alla presidenza di Massimo Goldoni, come si può leggere su “Italia Oggi” del 24 aprile. A proposito di macchine agricole merita un cenno l’articolo riportato da “Il Resto del Carlino” del 21 aprile che sottolinea l’importante traguardo dei 100 anni di attività festeggiati dalle industrie Carraro. Quando la scienza stupisce Fra le novità c’è da segnalare l’arrivo della Dop per il carciofo violetto della Sardegna. Siamo ancora alla protezione transitoria, come si legge su “Unione Sarda” del 23 aprile, ma è un primo passo importante. Il carciofo arriva sulle pagine di “Finanza e Mercati” del 22 aprile anche per un’interessante esperienza del Cnr di Catania che ha individuato nel carciofo selvatico una possibile biomassa per la produzione di energia. In tema di colture alternative c’è da segnalare il trifoglio australiano, capace secondo quanto riportato da “La Nuova Sardegna”, di prosperare anche nelle zone semidesertiche. Non meno interessante la notizia pubblicata su “Italia Oggi” del 24 aprile che riporta alcune esperienze su una nuova strumentazione capace di misurare con efficacia la qualità dell’olio. Il Politecnico di Torino, si apprende dal “Corriere della Sera” del 27 aprile, ha invece messo a punto una sorta di mini laboratorio grande come un francobollo con il quale esaminare il Dna o le contaminazioni dei cibi. Come se non bastasse, per aiutare la lotta alle frodi nell’olio è ora disponibile una poderosa banca dati con la “carta di identità” di tutte le produzioni della Penisola. Se ne parla su “Italia Oggi” del 24 aprile. Ogm e calvizie A risvegliare l’argomento Ogm ci ha pensato il libro “Pane e bugie” che già nelle scorse settimane aveva solleticato la curiosità e l’interesse dei quotidiani. Ora è “La Stampa” del 25 aprile a ricordare il contenuto di questo libro, che rappresenta una sorta di risposta alle dichiarazioni del presidente boliviano che avrebbe accusato gli Ogm di causare molti problemi come la calvizie e non solo. Dichiarazioni delle quali si parla, con varie angolazioni, su “Italia Oggi” del 24 aprile, sul “Foglio” dl 23 aprile. Intanto “Il Corriere della Sera” del 23 aprile commenta l’accordo raggiunto fra Confagricoltura e Università di Milano per avviare ricerche e prove scientifiche su questa materia. No a giudizi astratti, servono esperimenti, si legge nel titolo. Evviva.

27 aprile 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, non solo Ogm nell’agenda di Galan Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 14 al 20 aprile

Molte le pagine dedicate in questi giorni a Giancarlo Galan, nella sua nuova veste di ministro dell’Agricoltura. A iniziare da “Il Riformista” del 16 aprile che ricorda al neo ministro la sua iniziale riottosità a ricoprire l’incarico di “ministro delle mozzarelle”. Ma subito dopo l’attenzione dei media si è concentrata su altri argomenti, e in particolare sugli Ogm, argomento sul quale in passato Galan aveva espresso apertura. Da “Italia Oggi” del 17 aprile si apprende che al momento si continuerà lungo a strada tracciata da Zaia con il decreto anti-ogm, ma con maggiori spazi per la ricerca. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’articolo pubblicato nello stesso giorno da “Il Sole 24 Ore” e un ulteriore conferma arriva dall’ intervista rilasciata dal ministro a “Il Giornale” del 19 aprile. Dal “Gazzettino” del 18 aprile il neo ministro fa sapere che si impegnerà anche per risolvere i problemi della pesca, che gli stanno particolarmente a cuore. Dalle colonne della “Gazzetta del Mezzogiorno” arriva invece l’invito ad occuparsi con maggiore attenzione dei problemi dell’agricoltura del Sud, mentre i quotidiani del gruppo E-Polis ricordano al neo-ministro che la sfida più importante si gioca nelle stanze di Bruxelles. Ogm, il vero e il falso All’apertura dimostrata da Galan nei confronti degli Ogm hanno fatto eco alcuni articoli che hanno abbandonato i consueti toni da caccia alle streghe. I lettori di “Sette”, il magazine del Corriere della Sera in edicola giovedì 15 aprile, hanno potuto documentarsi sull’argomento grazie ad un interessante recensione del libro “Pane e bugie” nel quale sono sfatati molti dei miti sull’alimentazione “naturale”. Ampi stralci di “Pane e bugie” si possono leggere anche su “Il Giornale” che denuncia le leggende che ancora vengono attribuite agli Ogm per lamentarne la presunta pericolosità. Biologico, chi l’ha visto? La notizie legate alla nomina del nuovo ministro dell’agricoltura hanno forse tolto spazio alla “giornata” del biologico che si è svolta in molte piazze italiane e della quale hanno riferito solo pochi giornali, fra questi “La Gazzetta di Bari” del 18 aprile. Su “La Stampa” e su “La Padania” solo un breve trafiletto e poche righe in più su “Brescia Oggi” dello stesso giorno. Il biologico, dunque, fa breccia nelle preferenze dei consumatori, ma non riesce a guadagnare l’attenzione dei giornali. Solo “Italia Oggi” del 17 aprile si distingue con una nota dove si commentano le iniziative promozionali attuate all’estero dalle associazioni del biologico. Aerei fermi, agricoltura in ginocchio A proposito di mercati stranieri e di esportazioni, anche l’agricoltura ha dovuto fare i conti con il blocco dei voli causato dalla nube vulcanica che dai cieli dell’Islanda si è spinta su mezza Europa. Lo stop agli aerei, scrive il “Corriere delle Sera” del 19 aprile, è costato all’agricoltura 80 milioni di euro. Un danno che secondo le stime riportate da “E-Polis” si ferma però a soli 12 milioni, mentre “La Stampa” commenta la corsa contro il tempo che si è tentata per le merci deperibili. E fra le merci deperibili rientra la mozzarella di bufala, che dal blocco dei voli ha subito danni ingenti, come si legge sul “Mattino” del 20 aprile Problemi e opportunità Il blocco dei trasporti aerei è solo uno dei molti problemi che assillano l’agricoltura in questi giorni e per rilanciare il settore alcune organizzazioni professionali tentano alleanze, come si legge su “Il Resto del Carlino” del 18 aprile. Sul quotidiano piacentino “La Libertà” del 19 aprile ci si interroga su quali saranno i destini dell’agricoltura dopo il 2013, quando la Pac sarà riformata. Nonostante i mille problemi che agitano il comparto agricolo, “Borsa e Finanza” del 17 aprile sottolinea l’interesse per gli investimenti finanziari che hanno come protagonista i prodotti e le società dell’agroalimentare. Per i costruttori di macchine agricole si aprono anche interessanti spazi nei Paesi Bric, acronimo con il quale si identificano Brasile, Russia, India e Cina. E’ il caso della Same Deutz Fahr che secondo le analisi pubblicate da “Italia Oggi” del 17 aprile, sta guardando a questi paesi per sviluppare le proprie attività. Una prova che questi paesi sono temibili concorrenti, ma offrono al contempo interessanti opportunità ai nostri prodotti.

20 aprile 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, il trionfo del vino e la sconfitta degli Ogm Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’8 al 13 aprile

Apre Vinitaly, numeri da sbornia (Finanza e Mercati, 8 aprile), Vinitaly brinda ad un frizzante 2010 (Il Resto del Carlino, 8 aprile), al Vinitaly il brindisi fra Zaia e Napolitano (Il Riformista, 9 aprile), questi alcuni dei titoli che hanno accompagnato sui giornali l’apertura del salone veronese dedicato al vino. Una manifestazione, questa del Vinitaly, che oltre al consueto successo di pubblico e di espositori può farsi vanto della grande visibilità ottenuta su quotidiani e periodici, che in questi giorni hanno fatto a gara nel affrontare il tema del vino nelle più diverse angolazioni. Il settimanale “Il Mondo” in edicola il 9 aprile ha pubblicato un ampio servizio che ha messo a confronto le 66 cantine italiane più importanti, mentre “Il Sole 24 Ore” ha fatto il punto sull’occupazione nel settore enologico che vede all’opera oltre un milione di addetti. Di occupazione e vino si parla anche su “Avvenire” del 10 aprile e su “Italia Oggi” del 12 aprile che segnala l’aumento nel numero di addetti, che in questo settore registra un incremento del 50% nell’arco di dieci anni. Si è anche appreso che il vino può rappresentare un’interessante formula di investimento. Se ne parla su “Il Sole 24 Ore” del 10 aprile, argomento sul quale torna “Italia Oggi” il 12 aprile. Da “Il Sole 24 Ore” del 13 aprile arriva infine la conferma del successo del Vinitaly anche per l’aumento dei visitatori stranieri, giunti a quota 47mila. L’occasione del Vinitaly ha dato motivo ai giornali di affrontare anche temi di carattere tecnico, come nel caso de “La Stampa” del 9 aprile che ha dedicato un articolo sull’impiego delle informazioni raccolte da internet per intervenire su alcune patologie che possono colpire le viti e l’uva. Passa da internet e dalle nuove tecnologie wi-fi il monitoraggio delle esigenze idriche delle viti, come spiega “Italia Oggi” del 10 aprile. Non manca uno sguardo critico, è “Il Sole 24 Ore” dell’8 aprile a farlo, sulle politiche di promozione dell’export dove è assente una strategia comune. Decreto anti-Ogm Dopo il vino i riflettori della cronaca sono tornati ad occuparsi degli Ogm per commentare la firma da parte dei ministri Prestigiacomo e Fazio al decreto dell’ormai ex ministro dell’Agricoltura che ne vieta la coltivazione. Se ne parla su molti giornali, e fra questi “Il Sole 24 Ore” e il “Corriere della Sera” dell’8 aprile. A pochi giorni di distanza interviene “Il Giornale” per ricordare che il no agli Ogm ci costa 350 milioni di euro, mentre “Il Corriere della Sera” pone l’accento sulla diversa visione che su questo argomento hanno Luca Zaia e il suo possibile successore, Giancarlo Galan. A proposito del successore alla poltrona di ministro, i giornali ospitano alcuni pareri sui possibili candidati, a iniziare da “La Provincia” del 9 aprile che auspica grande disponibilità al confronto da parte del nuovo inquilino di via XX Settembre. Interviene anche “Il Riformista” che propone al nuovo ministro di liberarsi dell’ “arrocco” di Zaia. Dalle pagine di “Avvenire” del 13 aprile giunge l’invito della Cia a riprendere il percorso della concertazione. Più soia e fiori low cost C’è spazio anche per qualche notizia sugli andamenti di alcuni mercati, come quello della soia che fa registrare, scrive “Il Sole 24 Ore” del 10 aprile, un boom nelle esportazioni statunitensi. A proposito di flussi di import export “Il Sole 24 Ore” riporta anche un interessante articolo sulle importazioni di fiori dalla Francia a basso prezzo. Si parla anche di bioenergie e della loro influenza sull’andamento dei prezzi delle materie prime e secondo “Terra” all’aumento della produzione di “energia verde” corrisponde un aumento della fame nella mondo. Dai mercati internazionali a quelli locali con “La Gazzetta di Mantova” che il 9 aprile dedica un articolo alle politiche che Bruxelles intende adottare per favorire i prodotti a marchio di origine e la gestione diretta dei mercati da parte degli agricoltori. Latte in tribunale L’attenzione ai temi del vino ha messo in ombra le notizie che riguardano il mondo degli allevamenti, che però trovano posto sul “Corriere della Sera” per commentare la condanna inflitta ad una cooperativa di allevatori della Lombardia che sarà costretta a pagare oltre 15 milioni di euro per aver violato il regime delle quote latte. Non hanno nulla a che vedere con multe e quote le 100 vacche presenti a Roma per la “cow parade” un’esposizione itinerante di sculture che hanno come soggetto le vacche. I dettagli si possono leggere su “La Discussione” in edicola l’11 aprile.

13 aprile 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, parte il totoministro tra un brindisi e l’altro Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 31 marzo al 7 aprile

Il vino gode sempre, nel bene e nel male, di molta attenzione da parte della stampa. Se ne ha conferma anche questa volta, che nell’imminenza del Vinitaly (aprirà i battenti a Verona giovedì 8 arpile), ha visto molti giornali dedicare ampio spazio ai temi del vino. Anche “Famiglia Cristiana” in edicola l’uno aprile dedica un servizio all’argomento, seguita nello stesso giorno da un altro settimanale, “Economy”, che analizza i dati dell’export del settore enologico. Un’interessante analisi del settore vitivinicolo è pubblicata nel dossier de “La Stampa” del 7 aprile. “Il Sole 24 Ore” affronta l’argomento in un’ottica assai originale, quella dell’architettura delle cantine, in molti casi di pregio e in altri solo inconsueta. E’ ancora “Il sole 24 Ore” del 3 aprile che sul tema enologico si distingue per un’approfondimento su un tema fitosanitario come il mal dell’esca, affrontato in un’intervista ad Attilio Scienza. Qualche settimana fa, commentando come facciamo di solito su corpo 8 le notizie pubblicate dai giornali, lamentavamo che ai saloni dell’agricoltura in Francia partecipa il Presidente della Repubblica francese, da noi al massimo il ministro dell’Agricoltura. Evviva, al Vinitaly sarà presente Giorgio Napolitano, come si apprende da “La Stampa” del 4 aprile. Cin cin! Totonomine L’attesa per il salone veronese, che farà registrare come di consueto il tutto esaurito, non ha messo in ombra le vicende politiche che interessano più in generale tutta l’agricoltura, a iniziare dal consueto balletto di nomi sul candidato alla poltrona di via XX settembre, ora libera dopo la nomina di Luca Zaia a Governatore del Veneto. E’ lo stesso Zaia che dalle colonne de “La Stampa” del 31 marzo dichiara la sua intenzione di occuparsi a tempo pieno del suo nuovo incarico, sgombrando gli utlimi dubbi su un (im)possibile doppio ruolo. Nella corsa all’inevitabile “totoministro” il “Corriere dela Sera” dà voce a chi sostiene che l’incarico resti alla Lega. Per “La Stampa” dell’ uno aprile un probabile candidato è Ghigo, che dalle colonne di “Libero” del 2 aprile fa sapere di tenere molto alla poltrona di ministro. Il 3 aprile interviene “Italia Oggi” per commentare come le forze in campo si stiano disputando la partita. L’argomento appassiona anche il “Corriere della Sera” che il 6 aprile ricorda che in discussione, dopo le Amministrative di fine marzo, ci sono anche alcuni assessorati all’agricoltura. Mercati in fermento La discussione sul “totonomine” continuerà, c’è da esserne certi, nei prossimi giorni, ma nel frattempo è bene preoccuparsi di alcune situazioni di mercato, come quelle evidenziate da “Il Sole 24 Ore” del 2 aprile che punta l’indice sul mercato delle materie prime, in forte tensione. Ma c’è una schiarita sul mercato dei cereali, stando a quanto riporta la “Gazzetta di Mantova” del 2 Aprile. Le tensioni sui mercati internazionali restano forti anche a causa degli impieghi bioenergetici di alcune materie prime, questa almeno la tesi sostenuta su “Il Resto del Carlino” del 7 aprile. Che i mercati siano in fermento lo testimonia poi un servizio di “Economy” che illustra le opportunità di investimento sui mercati delle materie prime. A proposito di investimenti può essere utile la lettura de “Il Sole 24 Ore” del 31 marzo dove si fa un confronto sulla resa economica fra colture e produzione di energia utilizzando i pannelli fotovoltaici. Per le macchine agricole si apre la stagione degli sconti grazie alla Tremonti Ter, come scrive “Il Sole 24 Ore” del 6 aprile. “Italia Oggi” del 31 marzo segnala che i ritardi nella attuazione dei piani di sviluppo rurale potrebbero costare all’agricoltura italiana un miliardo di euro per la revoca dei fondi comunitari. Carni e salumi Le tensioni sui mercati internazionali delle materie prime stanno creando una situazione anomala in Argentina, che da patria degli allevamenti di bovini da carne si sta trasformando in un grande produttore di soia. Se ne parla su “Il Giornale” del 3 aprile, paventando la possibilità che il cambio di rotta sia così importante da creare uno stato di crisi per la carne bovina Argentina e la stessa notizia era già stata anticipata da “Italia Oggi” del 2 aprile. Buone prospettive invece per il prosciutto di Parma, che può contare su un aumento dell’export, come si può leggere su “Italia Oggi” del 2 aprile. Interviene anche “Il Sole 24 Ore” del 3 aprile per fare il punto sulla situazione dell’export per tutto il comparto dei salumi, che ha fatto registrare buone performance. Risultati positivi dell’export dei salumi che sono confermati da “Finanza Mercati” del 7 aprile. Una buona notizia, specie per gli allevamenti di suini che da questo aumento delle esportazioni sperano possa derivare un miglioramento delle quotazioni.

7 aprile 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, ognuno per sé e tutti per nessuno Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 24 al 30 marzo

Molti i temi di interesse agricolo toccati dai quotidiani usciti in questi ultimi giorni, a iniziare dal Forum di Confagricoltura, intitolato “Futuro fertile”, che si è svolto a Taormina. Dei molti argomenti affrontati in questa occasione i media hanno colto in particolare quello dell’aggregazione come strumento per avere più forza contrattuale sui mercati. Se ne è parlato su “Il Sole 24 Ore” del 27 marzo e sul “Giornale” e lo stesso argomento era già stato anticipato da “La Stampa” del 26 marzo. Numerosi i rappresentanti del mondo politico presenti a Taormina e fra questi Adolfo Urso che intervistato da “La Sicilia” del 25 marzo indica nell’export la via da seguire per rilanciare l’agricoltura. Presente al Forum di Confagricoltura anche Stefania Prestigiacomo che dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” del 27 marzo fa sapere di essere contraria allo stop per gli Ogm. Tutti argomenti importanti, superati però dall’annuncio del Commissario europeo, Dacian Ciolos, che in occasione del forum di Confagricoltura ha anticipato, come si legge su “Il Corriere della Sera” del 28 marzo, l’arrivo di misure di sostegno per fronteggiare la crisi. Dei sostegni previsti dalla Ue per l’agricoltura se ne parla anche su “L’Osservatore Romano” del 30 marzo. Ma ecco già un altro allarme. L’Italia rischia di perdere una fetta consistente dei sostegni comunitari per l’incapacità in alcune Regioni di utilizzare i fondi messi a loro disposizione. Anche di questo si è parlato a Taormina, come si può leggere sul “Corriere della Sera” del 28 marzo. Divisi e scontenti Quello di dare all’agricoltura un’organizzazione capace di intervenire sul piano commerciale sembra diventata una parola d’ordine per alcune delle organizzazioni che rappresentano i produttori. Anche da Fedagri arriva la proposta di cercare accordi con la grande distribuzione organizzata, come riferisce “Italia Oggi” del 24 marzo. Ed è ancora “Italia Oggi” che il 27 marzo ospita un articolo sulle politiche seguite da Fedagri per unire il mondo agricolo. Ma ancora una volta sembrano prevalere le divisioni, delle quali i giornali sono uno specchio fedele. Basta sfogliare le pagine di “Avvenire” del 26 aprile per averne conferma. Delle divisioni che lacerano il settore agricolo si parla anche su “Il Sole 24 Ore” del 25 marzo commentando le vicende legate a Finbieticola e agli Ogm, argomento ripreso anche da “Italia Oggi”. Sulle divisioni dell’agricoltura italiana interviene con un accorato appello Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Ue, che dalle pagine de “Il Sole 24 Ore” del 27 marzo invita ad uno sforzo corale per ridare al settore competitività. Un compito difficile sul quale dovrà misurarsi anche il prossimo ministro dell’Agricoltura, visto che Zaia, come si legge sul “Corriere della Sera” del 30 marzo, intende dedicarsi completamente al governo della Regione Veneto. Giù i consumi Di quanto siano profonde le difficoltà dell’agricoltura ne arriva testimonianza da un articolo pubblicato su “La Sicilia” del 25 marzo, dove gli agricoltori fanno un appello per salvare l’agricoltura. Sulla stessa lunghezza d’onda l’articolo pubblicato su “La Stampa” del 28 marzo, dove si teme per la sopravvivenza dell’agricoltura italiana. I motivi di preoccupazione aumentano guardando i dati sui consumi alimentari, crollati a picco secondo il “Il Messaggero” del 26 marzo, un dato confermato nello stesso giorno dal “Riformista”. Va male anche il vino, con la “crisi che scende in cantina”, come titola con efficacia “Il Giornale” del 26 marzo. Le notizie “buone” A risollevare almeno un po’ il morale, arriva la notizia, riportata da “Finanza e Mercati” del 26 marzo, che entro fine anno sarà approvata l’etichettatura, sulla quale si conta molto per la ripresa dei consumi di prodotti “Made in Italy”. Dal “Corriere della Sera” del 26 marzo si apprende che sarà più semplice utilizzare i voucher per i lavori occasionali. Uno studio riportato su “Italia Oggi” del 27 marzo informa che per alcune colture orticole è possibile ridurre le concimazioni azotate senza compromettere le rese. Un risparmio per il portafoglio (già vuoto) e per l’ambiente. A proposito di risparmio ed efficienza produttiva è ancora “Italia Oggi” a dare notizia della messa a punto di un’attrezzatura (una sorta di superirrorattrice) capace di calibrare con efficienza le quantità di agrofarmaci utilizzati.

30 marzo 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, Il made in Italy in etichetta e il latte in tribunale Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 17 al 23 marzo

Il Parlamento europeo ha dato il via libera all’indicazione obbligatoria della provenienza per latte, carni, formaggi, frutta ed altri prodotti agroalimentari. Su questo argomento c’era già stato il parere favorevole della Commissione Agricoltura della Ue, presieduta da Paolo De Castro, e per il “made in Italy” il sì del Parlamento rappresenta una svolta importante. Lo ha messo in evidenza “Il Resto del Carlino” del 18 marzo e anche “Libero” che ha posto l’accento sul regime di sanzioni attraverso il quale si vuole prevenire l’agropirateria. Nel commentare la decisione del Parlamento europeo “Il Sole 24 Ore” del 17 marzo ha preferito puntare l’attenzione sulla bocciatura del bollino che avrebbe dovuto contrassegnare i cibi a rischio. Questa dell’indicazione della provenienza dichiarata in etichetta è una battaglia portata avanti con forza dall’Italia che vuole in questo modo contrastare la crisi che pesa sull’agricoltura, crisi della quale si parla sulle colonne de “Il Giornale di Brescia” del 17 marzo. Ad accentuare le difficoltà del mondo agricolo ci si mette poi la burocrazia che rende il prodotto italiano scarsamente competitivo, come si legge sul “Secolo XIX” del 17 marzo. Fra i settori in difficoltà spicca la difficile situazione del settore bieticolo. Se ne parla su “Il Resto del Carlino” del 21 marzo per lamentare l’assenza di fondi destinati a questo comparto. Pochi giorni dopo, il 23 marzo, “La Padania” offre un resconto del tavolo tecnico ministeriale su tabacco e zucchero che avrebbe risolto gran parte de problemi. Intanto dalle pagine di “Italia Oggi” del 20 marzo si apprende che sono in arrivo gli incentivi per la rottamazione delle macchine agricole. A dare una mano per mitigare le conseguenze della difficile situazione di mercato arriva la notizia, riportata dal “Gazzettino” del 22 marzo, sull’apertura del primo supermarket agricolo all’interno della rete dei Consorzi Agrari. Lotta al Punteruolo C’è spazio anche per alcune notizie di solito trascurate dalla stampa quotidiana, come i buoni risultati ottenuti dall’Orto botanico di Napoli nella lotta al Punteruolo rosso delle palme. Se ne parla sul “Mattino” del 21 marzo e in tema di notizie di carattere tecnico si segnala “Italia Oggi” del 20 marzo che ospita un articolo sul pirodiserbo. Interessante anche la nota pubblicata su “Il Sole 24 Ore” del 22 marzo sulle tendenze in atto sulla crescita delle coltivazioni orticole nelle città, non solo negli orti, ma anche sui balconi. Una tendenza confermata nello stesso giorno da “Repubblica” che fa notare come le vendite di sementi da orto stiano superando in termini di spesa quelle destinate alle piante ornamentali. Tira e molla Ogm E’ passato in secondo piano il tema Ogm, dopo la “scorpacciata” di articoli nelle settimane precedenti. L’argomento è ripreso da “La Padania” del 17 marzo, che ricorda le iniziative del ministro dell’Agricoltura, pronto a indire un referendum contro le colture geneticamente modificate. Non ce ne sarà bisogno visto che già è stato emanato un decreto con il quale si blocca in Italia la coltivazione Ogm. Un’iniziativa che ha suscitato numerosi commenti, che si possono leggere su molti quotidiani, da “Italia Oggi” del 20 marzo al “Giornale” dello stesso giorno. Ma i prodotti Ogm sono già nei nostri piatti, si afferma su “Donna Moderna” in edicola il 18 marzo, mentre “La Discussione” del 21 marzo ricorda che anche il Vaticano si esprime a favore degli Ogm. Tra le voci del no figura quella del “Messaggero Veneto” del 23 marzo, secondo il quale gli Ogm non risolvono i problemi della nostra agricoltura Il latte in tribunale Il mondo degli allevamenti è ancora alle prese con le quote latte, argomento del quale si occupano questa volta le aule di giustizia dopo il rinvio a giudizio deciso per alcuni produttori e alcune cooperative accusate di aver aggirato le norme sul pagamento delle multe. Se ne parla sul quotidiano cremonese “La Provincia” del 19 marzo e sull’argomento torna il 22 marzo l’edizione milanese di “E-Polis”. Ed è ancora il latte protagonista delle vicende giudiziarie con le contestazioni sollevate sulla vendita, avvenuta molti anni fa, della Centrale del latte di Roma. I dettagli si possono leggere su “Italia Oggi” del 17 marzo.

23 marzo 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, agricoltura al collasso con ottimismo Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 10 al 16 marzo

Si vanno spegnendo i riflettori che i media avevano puntato sulla vicenda Ogm dopo l’approvazione della “superpatata” Amflora. E gli ultimi articoli pubblicati sui quotidiani di questi ultimi giorni hanno per la maggior parte un approccio più costruttivo, a iniziare da “Panorama” in edicola il 12 marzo che racconta le esperienze maturate negli Usa coltivando, con successo, gli Ogm. “Italia Oggi” del 10 marzo smorza anche le polemiche sui presunti vantaggi derivanti alle multinazionali che brevettano gli Ogm, brevetti che avrebbero a detta del quotidiano breve durata. Acqua sul fuoco anche da parte de “Il Sole 24 Ore” che il 13 marzo dedica un articolo alla libertà che i singoli Paesi hanno nell’accettare la produzione Ogm. Infine “Il Foglio” del 15 marzo ospita un articolo sui vantaggi offerti dalle coltivazioni Ogm. Superato l’argomento Ogm, i quotidiani hanno avuto spazio per occuparsi dei danni che il maltempo di questi giorni ha arrecato ai campi. Se ne è parlato su “Il Resto del Carlino” del 10 marzo e in seguito su “Il Sole 24 Ore” del 12 marzo che ha quantificato i danni in 200 milioni di euro. Di un vero e proprio flagello per le colture parla poi “Il Gazzettino” del 12 marzo. Tra crisi e ottimismo Preoccupano i danni per il maltempo, ma ancor di più le conseguenze di questa lunga stagione di crisi che sta portando alla chiusura ben 400mila aziende. E’ questa la denuncia lanciata dalle pagine del “Corriere della Sera” dell’11 marzo con una breve fotocronaca della protesta organizzata da Cia contro l’aumento dei costi di produzione. Una protesta, come riferisce “La Nazione” del 10 marzo, che punta il dito soprattutto sul caro gasolio che sta mettendo in forte difficoltà le colture protette. Non solo le serre, ma tutta l’agricoltura sta soffrendo l’assenza di strategie politiche tanto che nella Ue, sostiene “Repubblica” del 15 marzo, siamo all’ultimo posto. E come se non bastasse ci si mette anche l’agropirateria a erodere i già magri guadagni dei campi, un fenomeno in crescita come si può leggere su “Repubblica” del 12 marzo. Di fronte a tanti problemi ci sarebbe da essere pessimisti sul futuro dei campi. Ad evitare questa “deriva” negativa ci pensa “Il Tempo” che il 12 marzo ospita una recensione del libro “Adottare la terra” a firma del ministro Luca Zaia, libro che già dal titolo la dice lunga sullo “Zaia-pensiero”. A risollevare gli animi provvede anche “Italia Oggi” dell’11 marzo lasciando spazio ai commenti di Paolo De Castro che nella sua qualità di presidente della Commissione Agricoltura della Ue saluta con favore il cambio di rotta nelle scelte strategiche in tema di Pac. Mercato e ambiente Mentre si aspetta che le scelte in tema di politica agricola ridiano fiato al settore, bisogna fare i conti con i mercati che potrebbero avere forti ripercussioni dall’aumento delle giacenze di frumento, come si legge su “Il Sole 24 Ore” dell’11 marzo. Preoccupazioni arrivano anche dal fronte ambientale e dall’applicazione della direttiva nitrati della quale scrive “Bescia Oggi” del 13 marzo e che riguarda in particolare il mondo degli allevamenti. Sempre su questo argomento è interessante anche l’articolo apparso su “Il Sole 24 Ore” dell’11 marzo, a margine del summit dei ministri dell’Ambiente che si è svolto a Parma. Ad alzare la tensione sui temi che stanno a cuore al mondo degli allevamenti arriva poi la notizia riportata da “Repubblica” il 15 marzo dell’annullamento della vendita della Centrale del latte di Roma, avvenuta ben 13 anni fa. Una vicenda assai complicata e della quale “Repubblica” del 16 marzo torna ad occuparsi. La disfida dei formaggi A proposito di allevamento e di produzioni animali, molti giornali hanno dedicato ampio spazio alla “disfida” fra formaggi francesi e italiani, che vede vittorioso il Parmigiano Reggiano sul Camembert. E’ quanto si può leggere sul “Messaggero” del 14 marzo e nello stesso giorno anche su “Libero”, che all’argomento dedica ampio spazio. In tema di export c’è da segnalare la notizia pubblicata sul “Corriere della Sera” del 10 marzo che riguarda il prosciutto Dop San Daniele e le sue strategie di marketing. Buoni i risultati delle confezioni in vaschetta, riferisce il quotidiano di via Solferino, con le quali il Consorzio tenta ora di migliorare le sue vendite sui mercati esteri. Sono andate bene anche le esportazioni di prodotti agroalimentari della Liguria, come evidenzia “Il Secolo XIX” del 16 marzo. Parlando di export va segnalato l’articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 13 marzo che offre un dettaglio del buon andamento dei nostri vini sui mercati esteri. E per chi vuole approfondire il tema del mercato dei vini, può leggere l’articolo pubblicato il 15 marzo su “Il Resto del Carlino” dove si affronta il tema dei canali di commercializzazione dei nostri prodotti enologici. La parte del leone, come prevedibile, la fanno le grandi superfici di vendita di super ed ipermercati.

16 marzo 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, chissà se a Parigi hanno parlato di Ogm Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 3 al 9 marzo

E’ bastato che la Commissione Ue desse il via libera alla patata Ogm ed ecco tutti i mass media pronti a rincorrere l’ennesimo e improbabile allarme alimentare. Quasi sempre, ovviamente, con toni da imminente apocalisse. Si inizia dal 3 marzo, con il “Manifesto” che si presenta con un titolo allarmistico ma indovinato nel suo genere (Patatrack Ogm) e si continua lo stesso giorno con “Il Foglio” che sfoggia un altro titolo (Libertà di patata) non meno “simpatico”. Allarmato “Avvenire” secondo il quale la decisione di Bruxelles presenta notevoli rischi, mentre “L’Unità” punta il dito contro le multinazionali che dai prodotti Ogm trarrebbero i maggiori benefici. Si continua il giorno seguente con “Il Resto del Carlino” che paventa gravi rischi di contaminazione fra colture Ogm e colture tradizionali e sulla stessa linea “Il Resto del Carlino” prosegue il 5 marzo definendo la patata transgenica una catastrofe. Nello stesso giorno “Il Manifesto” ripesca Josè Bovè (ricordate, l’agricoltore francese paladino del “naturale”, ora Europarlamentare) ovviamente contrario agli Ogm. Persino “Tv, Sorrisi e Canzoni” in edicola il 9 marzo ospita un dettaglio della diffusione degli Ogm nel mondo. Chissà cosa leggeremo quando sarà pronta Futura, la patata Ogm destinata al consumo e della quale si parla su “Italia Oggi” del 6 marzo. Il vero e il falso Fra i molti giornali che hanno ospitato articoli contro gli Ogm (ne abbiamo citati per brevità solo alcuni) si distinguono quelli che un po’ controcorrente hanno deciso di dare spazio anche alle ipotesi a favore degli Ogm. E’ il caso de “Il sole 24 Ore” del 3 marzo che ospita un’intervista a Francesco Sala, che da anni studia le colture Ogm ed è ancora Francesco sala che dalle colonne de “La Discussione” del 4 marzo afferma che i cibi Ogm sono persino più sicuri di quelli tradizionali. Un parere favorevole arriva da un altro studioso, Giuseppe Bertoni, intervistato da “Avvenire” e si aggiunge anche il “Corriere della Sera” suggerendo di evitare facili no a scienza e a tecnica. “Il Sole 24 Ore” del 4 marzo ricorda ai lettori che molti piatti sono già ricchi di Ogm e il noto farmacologo Silvio Garattini invita dalle colonne del “Messaggero” a procedere pur con cautela ma senza ideologismi. Chiude questa rassegna dei giornali a favore del sì il quotidiano cremonese “La Provincia”, che l’8 marzo pubblica una articolo dove illustra i motivi che inducono ad avere una approccio favorevole agli Ogm. Nessuna apertura agli Ogm è invece possibile per il ministro all’Agricoltura, Luca Zaia, che del no agli Ogm ne ha fatto quasi una bandiera che sventola dalle pagine di molti quotidiani (“Libero” e “Corriere della Sera” del 3 marzo, “Il Giornale” e “Il Sole 24 Ore” del 4 marzo). Pannelli solari al posto del mais Di Ogm si discuterà ancora molto, c’è da starne certi. Stupisce però che si parli meno della crisi che continua a strangolare le aziende agricole, tanto che arriva la provocatoria proposta di mettere pannelli solari al posto del mais. Perché a coltivarlo ci si rimette, come si legge sul “Corriere della Sera” del 7 marzo, mentre la produzione di energia pulita può consentire qualche margine. Buone prospettive arrivano poi per la produzione di energia verde utilizzando tabacco e pioppo, rigorosamente Ogm come si legge sul “Corriere della Sera” del 9 marzo. Ma anche in tema di energie alternative meglio andare con cautela perché anche il biodiesel può andare in crisi sotto la spinta della concorrenza dell’Asia, come scrive “Affari e Finanza” dell’8 marzo. Fra i settori in difficoltà c’è anche il pomodoro per il quale la “Gazzetta di Mantova” del 5 marzo minaccia persino la scomparsa se i prezzi continueranno ad essere così bassi. Ad accentuare le preoccupazioni degli agricoltori si aggiunge la notizia, annunciata da “Italia Oggi” del 6 marzo, che i prodotti ortofrutticoli coltivati nell’area del Nilo potranno raggiungere la Penisola in sole 48 ore. Il che equivale ad una concorrenza sempre più aggressiva. A Parigi, però, si parla di crisi Per trovare qualche notizia sul Salone dell’Agricoltura che si è svolto a Parigi in questi giorni, pari per importanza alla nostra Fieragricola di Verona, bisogna sfogliare i quotidiani francesi e fra questi “Le Monde” dell’8 marzo. Una lettura che lascia un po’ di amarezza. Alle nostre fiere di agricoltura più importanti è già molto se si vede il ministro dell’Agricoltura. Al salone parigino non manca nessuno, a iniziare dal presidente Sarkosy. E si è parlato, magari fra le proteste, più della crisi dell’agricoltura che degli Ogm. Poi non c’è da stupirsi se...

9 marzo 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, se la Cina ci copia l’Amarone (e tutto il resto) Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 24 febbraio al 2 marzo

Non bastava il tracollo dei mercati. Ora ci si mette anche la Cina a complicare lo scenario, già difficile, della nostra agricoltura. Maestri nell’arte del copiare i cinesi ora si stanno impegnando sul fronte dell’agroalimentare. E a farne le spese sono i prodotti italiani. Lo si apprende dalle pagine di “Italia Oggi” del 27 febbraio, argomento ripreso anche da “Avvenire”. A rischio c’è anche l’Amarone per il quale i cinesi avrebbero già clonato il Dna. Un’ipotesi forse un po’ fantascientifica che si può leggere su “Libero” del 27 febbraio. Il tema dell’agropirateria resta comunque molto grave come ricorda il “Corriere della Sera” del 25 febbraio denunciando che ogni anno entrano in Italia prodotti clandestini per un importo di due miliardi di euro. L’allarme per il falso nell’agroalimentare viene dalla quinta assemblea della Cia, che ha riconfermato per la terza volta, come si legge su “Italia Oggi” del 27 febbraio, Giuseppe Politi alla presidenza della Confederazione italiana degli agricoltori. E’ ancora dall’assemblea di Cia, come scrive “L’Unità” del 25 febbraio, che arriva un altro forte allarme per i danni arrecati all’agricoltura dalla criminalità organizzata.

I giornali e la crisi Non poteva mancare dall’assemblea della Cia un forte richiamo alla crisi che grava su tutti i comparti della nostra agricoltura, crisi che sta mettendo in forse la sopravvivenza di 50mila aziende agricole, come afferma Politi dalle colonne de “La Gazzetta Economia” del 27 febbraio. Una denuncia che continua sempre dalle colonne de “La Gazzetta Economia” che nello stesso giorno parla di agricoltura in coma. Sul tema della crisi interviene anche Coldiretti che dalle pagine de “La Discussione” del 28 febbraio traccia un bilancio della caduta dei prezzi nei vari segmenti produttivi. A soffrire maggiormente il momento di crisi, secondo quanto riporta “Il Resto del Carlino” del 1 marzo, è il pomodoro, stretto nella morsa dei bassi prezzi di mercato e della forte concorrenza del prodotto di importazione di bassa qualità.

Bene il biologico In mezzo a tante difficoltà si fanno notare i buoni risultati dell’agricoltura biologica che incontra, stando a quanto riportato dalla “Gazzetta di Bari” il 26 febbraio, il favore delle famiglie italiane. In tema di prodotti biologici “Il Sole 24 Ore” del 1 marzo ricorda che Bruxelles ha dato il via libera al nuovo logo che contraddistingue questi prodotti. Buone notizie anche per il Grana Padano, come si può leggere sulle pagine di “Libertà” del 28 febbraio, le cui quotazioni continuano seppur lentamente a salire come già aveva segnalato il giorno precedente anche il “Giornale di Brescia”. Dal formaggio al latte il passo è breve ed è con una certa sorpresa che si può leggere su “La Stampa” del 27 febbraio un articolo molto allarmistico nei confronti del latte crudo. Precauzioni sono opportune, ma i toni sembrano un po’ eccessivi. Sorpresa anche per la sentenza del consiglio di Stato che annulla, dopo 12 anni, la vendita a Cirio della Centrale del latte di Roma. I dettagli si poccono leggere su molti quotidiani del 2 marzo, fra questi “Il Corriere della Sera” e “Il Giornale”.

Ancora Ogm Torna sulla ribalta (ma non ne era mai sceso…) il tema degli Ogm con l’intervento del ministro Zaia contro la sentenza del Tar che ne autorizza le semine. I dettagli si possono leggere su “Italia Oggi” del 24 febbraio, mentre “Famiglia Cristiana” in edicola il 25 febbraio si vede costretta ad ospitare una precisazione a firma Monsanto rispetto a quanto aveva pubblicato la settimana precedente. Scende in campo anche -La Padania-, per sottolineare che nella Ue il ricorso alle semine Ogm è di gran lunga inferiore alle previsioni. Per il momento è finita qui. Ma siamo certi che ci saranno molte altre “puntate” della telenovela Ogm. Peccato che tanto parlare e scrivere non aiuti a fare chiarezza.

2 marzo 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, il portafoglio è vuoto ma il cinema (francese) è pieno Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 17 al 23 febbraio

E’ stato “Il Sole 24 Ore” del 18 febbraio il primo quotidiano ad anticipare, con un articolo a firma di Alessandro Mastrantonio, la sentenza con la quale il Tar del Lazio respinge i ricorsi degli allevatori a proposito delle multe. Che ora non hanno più scuse per rimandare il pagamento. Se ne è parlato anche su “La Provincia” del 19 febbraio e ancora nello stesso giorno sul quotidiano piacentino “Libertà”. Per gli allevatori coinvolti si preparano giornate difficili e non basteranno le buone notizie sul prezzo del Grana Padano in ripresa (Giornale di Brescia del 21 febbraio) per alleggerire il “colpo”. A proposito di crisi e difficoltà “L’Eco di Bergamo” del 17 aprile ricorda che il mondo agricolo sta attraversando uno dei periodi più difficili degli ultimi 20 anni. Preoccupazioni che non risparmiano il Mezzogiorno, tema sul quale interviene dalle colonne della “Gazzetta del Mezzoggiorno” del 19 febbraio il presidente della Commissione agricoltura della Ue, Paolo De Castro. Colpa dei prezzi in picchiata ma anche dell’eccesso di burocrazia che soffoca le imprese agricole, come denuncia “La Stampa” del 20 febbraio. Ogm, dibattito aperto Continua l’attenzione dei media per l’argomento Ogm e contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare i toni da caccia alle streghe hanno ceduto il posto ad un dibattito serio e articolato fra i sostenitori del no e quelli del sì agli Ogm. E’ il caso del “Giornale” del 17 febbraio che ospita il no convinto di Mario Capanna ed è ancora il “Giornale” che lascia spazio alle risposte favorevoli agli Ogm che arrivano dalla scienza. Anche “Media Planet” in edicola il 19 febbraio decide di lasciare la parola ai ricercatori, mentre “La Nazione” invita a non porre limiti agli studi sugli Ogm. L’argomento si presta anche ad altre chiavi di lettura, compresa quella politica, ottica nella quale si pone l’articolo pubblicato su “Italia Oggi” del 20 febbraio. “Affari & Finanza” del 22 febbraio punta l’attenzione su Monsanto, dai cui laboratori è uscito fra l’altro uno dei primi mais geneticamente modificato ed è ancora “Affari & Finanza” ad occuparsi di Ogm in un difficile confronto con i prodotti dell’agricoltura biologica. Tanto discutere di Ogm non è sfuggito a “Famiglia Cristiana” che sull’argomento è intervenuta con un lungo servizio in edicola il 18 febbraio, mentre il settimanale “Economy” già nel giorno precedente si occupava di Ogm valutandone l’impatto economico a livello mondiale. Interviene anche “Il Fatto” che il 23 febbraio annuncia l’imminente scoppiare della guerra del mais. Tutta colpa (o merito, questione di punti di vista...) della sentenza del Tar che, come illustra “Italia Oggi” del 23 febbraio, cancella la moratoria e dà il via a coltivazioni e sperimentazioni Cinema e agricoltura Pur di fronte a temi di forte presa come la crisi e il dibattito sugli Ogm, non sono mancate sui quotidiani in edicola in questi giorni gli approfondimenti su altri argomenti, anche curiosi. E’ il caso ad esempio dell’articolo che “Italia Oggi” del 20 febbraio ha dedicato al successo che sta avendo in Francia un film, intitolato il tempo del ringraziamento, che si dilunga sui problemi della Pac e delle coltivazioni. Sono in molti a ritenere che lo stesso film non avrebbe in Italia altrettanto successo. Peccato. In compenso i francesi apprezzano molto i formaggi italiani, il cui consumo è in crescita. Ma non facciamoci illusioni, a crescere, come ci ricorda il “Corriere della Sera” del 21 febbraio, non sono i nostri grandi Dop, ma le mozzarelle (meglio dire i fiordilatte) industriali...Curioso anche l’articolo pubblicato dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” del 21 febbraio dalla quale si apprende che i lavori agricoli hanno un effetto positivo sulle persone con problemi psichici. Che l’agricoltura facesse bene ai neuroni lo sapevano anche gli “antichi” dai quali ci è arrivato l’adagio riferito ai contadini “scarpe grosse e cervello fino”...Non ha ceduto al fascino delle notizie curiose “Il Sole 24 Ore” sulle cui pagine il 22 febbraio si può leggere un’interessante intervista a Gian Domenico Auricchio, presidente di Federalimentare, che indica nell’export una delle principali risposte ai problemi del settore.

23 febbraio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, per favore parliamo della crisi e non dei panini Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 10 al 16 febbraio

Che ancora si discutesse dei panini McDonald’s farciti di Made in Italy proprio non lo aspettavamo. Con la crisi che imperversa su tutti i comparti agricoli, ci sono argomenti più importanti e più interessanti. Eppure anche su “Il Sole 24 Ore” dell’11 febbraio si disquisisce di questo tema con toni critici e conseguente replica di difesa, sempre su “Il Sole 24 Ore” del giorno seguente, da parte del ministro Zaia. E ci si mette anche “Donna Moderna” in edicola l’11 febbraio che al tema del panino ha dedicato un intero servizio. Poi finalmente è calato il silenzio... Non così per gli Ogm, argomento sul quale si possono finalmente leggere articoli che non scivolano nel pregiudizio, ma che danno spazio a ricercatori e tecnici. E’ il caso del quotidiano piacentino “Libertà” dell’10 febbraio e poi di “Italia Oggi” del 13 febbraio che dà la parola a un genetista del Cnr. Interviene anche “Il Giornale” che il 14 febbraio ospita un’ampia intervista a Francesco Sala, fra i più accreditati studiosi di questa materia. Si contrappone a tanti autorevoli pareri a favore degli Ogm “L’Espresso” in edicola il 12 febbraio che rincorre le inutili paure che sugli Ogm gran parte dei giornali hanno contribuito (e contribuiscono) a creare. Più che gli Ogm preoccupa la crisi Il vero problema è però la crisi e non gli ogm. Per fortuna alcuni giornali se ne accorgono e fra questi “La Gazzetta del Mezzogiorno” che l’11 febbraio ricorda ai suoi lettori che con l’agricoltura in crisi aumentano i debiti e sale la disoccupazione. A soffrire maggiormente il peso della crisi sono i giovani, come ricorda “Finanza e Mercati” del 10 febbraio, anche a causa della stretta creditizia. Va male anche per le stalle, scrive il “Sole 24 Ore” del 10 febbraio, che continuano a chiudere per colpa dei bassi prezzi del latte. E mentre sui campi ci si arrovella su come uscire dalla crisi, il Parlamento discute di competitività agricola e la discussione (per motivi che nulla hanno di agricolo) finisce in rissa, come si legge nel resoconto pubblicato dal “Corriere della Sera” dell’11 febbraio. Peccato. Tra zucchero e trattori Fra i settori in difficoltà c’è anche quello della meccanizzazione agricola, che può però tirare un respiro di sollievo grazie al fondo per la rottamazione del quale scrive “Italia Oggi” del 13 febbraio. Agevolazioni in vista, si legge su “Il Sole 24 Ore” del 12 febbraio, anche per la piccola proprietà contadina. Un settore per il quale sono invocati aiuti, come scrive “Il Resto del Carlino” del 15 febbraio, è quello dello zucchero. Nel frattempo “Il Sole 24 Ore” del 16 febbraio registra lo stallo nelle trattative tra governo e sindacati del settore bieticolo-saccarifero. I problemi del pomodoro arrivano invece dai flussi di import, sui quali, a parere di “Libertà” del 15 febbraio, occorre vigilare. Attenzione va anche riservata al settore ortofrutticolo italiano come si può leggere su “La Stampa” del 14 febbraio che riporta un ampio servizio sul salone berlinese Fruit Logistica. Un chip per irrigare Tornano agli onori delle cronache le frodi alimentari, che secondo “La Repubblica” del 15 febbraio sono legate anche agli scarsi controlli. In compenso il made in Italy trova spazio sui voli Alitalia, una formula sottolinea “Italia Oggi” dell’11 febbraio, per la promozione dei nostri prodotti. C’è anche da segnalare l’articolo apparso su “L’Unità” del 14 febbraio che offre uno spaccato sulla crescita del commercio equo e solidale. Non meno interessante l’articolo pubblicato su “La Discussione”. Cambia anche lo scenario internazionale in tema di fertilizzanti dopo le recenti acquisizioni di Yara che diventa, come si legge su “Il Sole 24 Ore” del 16 febbraio, uno dei maggiori produttori mondiali di concimi. E per chi si interessa di evoluzione tecnologica segnaliamo l’articolo dedicato da “Italia Oggi” del 13 febbraio al tema dell’irrigazione.

16 febbraio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, il problema è la crisi e non i panini o gli Ogm Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 3 al 9 febbraio

Adesso abbiamo anche la guerra del panino. Lo si legge a proposito dell’iniziativa che vede i prodotti italiani nei panini del gruppo McDonald’s. A lanciare le accuse troviamo “Repubblica” del 4 febbraio indignata per il connubio fra il re del fast food e gli ingredienti celebrati da Slow Food. Una presa di posizione che suscita l’intervento del “Giornale” che a sua volta critica la deriva “politica” che si intravede dietro le accuse di Repubblica. Si replica l’8 febbraio, sempre su “Repubblica”, e alla fine scende in campo anche “Il Foglio”, sbeffeggiando tutto e tutti. E forse ha ragione quest’ultimo...i problemi del made in Italy sono ben altri. Animi accesi anche per la recente vicenda degli Ogm dopo la pronuncia del Consiglio di Stato che ha dato via libera al mais geneticamente modificato. Continuano gli scontri, come scrive “Avvenire” del 3 febbraio, mentre “Il Sole 24 Ore” dà spazio all’opinione (ovviamente a favore) di Assobiotec. A parere de “Il Riformista” del 3 febbraio gli italiani sarebbero meno ostili agli Ogm di quanto si pensi e “La Provincia” del 5 febbraio liquida l’argomento definendolo un falso problema. E Zaia dalle colonne di “Finanza Mercati” del 9 febbraio non lascia spazio a dubbi, con un perentorio “stop agli Ogm made in Italy”. Intanto dalle colonne de “La Stampa” del 7 febbraio l’agricoltore che ha sollecitato la sentenza pro Ogm ha fatto sapere che nonostante l’opposizione del ministro Zaia non intende rinunciare alla semina del mais Ogm. Fieragricola L’argomento Ogm è stato anche al centro dei dibattiti in occasione dell’apertura di Fieragricola, il 4 febbraio a Verona. “Il Giornale” del 5 febbraio riporta la cronaca delle contrapposizioni fra il presidente di Confagricoltura, Vecchioni (a favore degli Ogm), e il ministro dell’Agricoltura, notoriamente contro gli Ogm. Un dibattito aspro anche a parere de “Il Sole 24 Ore”. Chiuso il capitolo Ogm, anche le cronache su Fieragricola hanno potuto finalmente occuparsi d’altro, come le speculazioni a danno del settore ortofrutticolo delle quali si parla su “Libero” del 5 febbraio. “Avvenire” nello stesso giorno sposta l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura sul fronte dell’occupazione, argomento del quale si è discusso in occasione di Fieragricola. In occasione della manifestazione veronese è stato presentato un metodo per valutare la qualità del fiordilatte, i cui dettagli si possono leggere su “Italia Oggi” del 6 febbraio. A Verona si è parlato anche dei rapporti fra agricoltura e internet e si è scoperto che la percentuale di agricoltori internauti è alta, come riferiscono “La Discussione” e “Arena” dell’8 febbraio. A proposito di incontri fieristici, i quotidiani hanno dato spazio anche alla manifestazione berlinese Fruit Logistica, dedicata come intuibile al settore ortofrutticolo. E stando a quanto scrive “Il Resto del Carlino” dell’8 febbraio, l’Italia in questo campo sembra avere le carte in regola per conquistare i mercati del Nord Europa. Federconsorzi e dintorni Stando in Italia, le cronache tornano sul tema della Federconsorzi e sulla sua “resurrezione” che a parere de “Il Secolo XIX” farebbe gola a molti. Interessante anche l’analisi che su questo argomento si può leggere su “Il Corriere della Sera” dell’8 febbraio. Parlando di consorzi, in questo caso di bonifica, c’è da segnalare l’articolo pubblicato su “Il Giornale” del 3 febbraio, fortemente critico sull’operato di queste strutture. I problemi continuano con il calo delle semine che l’Istat ha registrato in un’indagine a campione sulle intenzioni colturali i cui dettagli sono riportati da “Ore 12” del 4 febbraio. In difficoltà anche le colture di pomodori il cui mercato fa registrare, come riporta “La Libertà” del 4 febbraio, un crollo dei prezzi che farà ridurre le superfici destinate a questa coltura. Continua invece a salire il prezzo dello zucchero. Colpa (o merito..) del deficit produttivo come si legge su “Il Sole 24 Ore” del 4 febbraio. Le politiche di Bruxelles per il contenimento della produzione, a quanto pare, hanno funzionato sin troppo bene...

9 febbraio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, tutti a Verona fra un Ogm sì e un Ogm no Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 27 gennaio al 2 febbraio

“Ogm, si mangiano ma non si coltivano”. E’ uno dei titoli (“Libero”, 31 gennaio) che hanno accompagnato in questi giorni il rinfocolarsi delle polemiche sulle coltivazioni Ogm. Tutta colpa (o merito...) della sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ad un intraprendente agricoltore convinto del proprio diritto di seminare un mais Ogm regolarmente iscritto nel catalogo europeo. I dettagli della vicenda si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 30 gennaio e su molti altri quotidiani, fra i quali “La Stampa”. Immediate le posizioni “contro”, compresa quella del ministro Zaia da sempre non favorevole agli Ogm, che già il 30 gennaio dichiara il suo pensiero sulle colonne de “Il Giornale”, per rincarare la dose il giorno dopo dalle pagine di “Libero” e di “Avvenire” del 2 febbraio. Questo ritorno prepotente dell’argomento Ogm riporta al centro dell’attenzione il ruolo di Efsa (che sugli Ogm ha dato parere sostanzialmente favorevole), l’istituto europeo per la sicurezza alimentare, sul cui operato “Espansione” in edicola il 30 gennaio dedica un ampio servizio. Non va male l’alimentare Mentre si bisticcia (e purtroppo si continuerà così) sugli Ogm, dall’assemblea di Federalimentare arriva la conferma che il settore agroalimentare ha chiuso il 2009 con una piccola flessione, da salutare con ottimismo se confrontata alla ben più consistente caduta degli altri settori produttivi. Se ne parla su “Avvenire” del 27 gennaio, argomento sul quale offre numerosi dettagli anche “Il Sole 24 Ore” del 30 gennaio con un articolo a firma di Massimo Agostini. A trainare la ripresa del settore agroalimentare è in particolare l’export e sul “Mattino” del 27 gennaio si sottolinea che i prodotti campani hanno contribuito più di altri nel raggiungere questo risultato. Dalle colonne de “La Stampa” interviene il 31 gennaio il presidente di Federalimentare, Gian Domenico Auricchio, per commentare i dati sull’export del settore. A spingere sulla ripresa del settore agricolo arriva poi il piano di rilancio di Confcooperative Fedagri, del quale si parla su “Il Sole 24 Ore” del 28 gennaio. Da “Italia Oggi” del 29 gennaio si apprende dell’approvazione in Senato delle agevolazioni per l’acquisto di fondi rustici. Incentivi sono in arrivo anche per il settore delle macchine agricole, come si legge sulle pagine de “Il Sole 24 Ore” del 30 gennaio. Latte e formaggi Sulla scia del comparto agroalimentare, trainato dall’export, anche il Parmigiano Reggiano sta uscendo dalla sua lunga crisi grazie al buon andamento sui mercati esteri. Se ne parla sul “Resto del Carlino” del 29 gennaio e su “Il sole 24 Ore”, commentando i dati diffusi dal Consorzio di tutela. Continuano invece le sofferenze per il latte ovino, tanto che “Nuova Sardegna” chiede che al settore siano dati aiuti come alla Fiat. Problemi anche per gli allevatori pugliesi, prossimi al collasso secondo la “Gazzetta di Bari” dell’1 febbraio. Settori in crisi Difficoltà si registrano in molti settori dell’agricoltura, alle prese con pesanti situazioni di crisi. I produttori di cereali sono vittima di un calo dei prezzi di mercato che mette il settore in serie difficoltà, scrive “Il Resto del Carlino” dell’ 1 febbraio. Non va meglio l’ortofrutta, per la quale è necessario, si afferma su “Il sole 24 Ore” del 30 gennaio, un piano di rilancio. Ed è ancora “Il Sole 24 Ore” che il 28 gennaio lancia l’allarme sul crollo delle semine a granaglie. Le difficoltà non risparmiano nessuna regione italiana, ma sembrano più gravi in Veneto, dove “Nuova Venezia” del 28 gennaio denuncia la chiusura di 31mila aziende nel solo 2009. Dalle colonne de “Il Giornale” il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, interviene per illustrare il suo progetto di riforma, con il quale si vorrebbe dare una risposta alle difficoltà del settore. Appuntamento a Verona L’occasione per tracciare le vie di uscita dalle difficoltà che l’agricoltura sta vivendo verrà dalla prossima Fieragricola di Verona, in calendario dal 4 al 7 febbraio, un evento al quale i quotidiani di questi ultimi giorni hanno riservato ampio spazio. Se ne è parlato su “Libero” del 28 gennaio per mettere l’accento sulle nuove tecnologie che saranno presentate in fiera. L’appuntamento veronese si presenta con numeri da primato, secondo quanto anticipa “Finanza e Mercati” del 28 gennaio e Fieragricola sarà anche l’occasione, come scrive “Il Giornale” del 28 gennaio, per tornare sul tema dell’agropirateria, contro la quale si vogliono mettere in campo tutte le risorse possibili. Alla prossima Fieragricola dedica ampio spazio “La Stampa” del 2 febbraio dove si possono leggere alcune anticipazioni su Agripiazza, il Salone dei mezzi tecnici per l’agricoltura ideato e organizzato in collaborazione con Veronafiere da Image Line, editore fra l’altro di Agronotizie.

2 febbraio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, tra mozzarelle e Ogm Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 20 al 26 gennaio

Questa volta il ruolo di protagonista dell’informazione agroalimentare se lo è aggiudicato la mozzarella di bufala Dop. Purtroppo in chiave negativa. Colpa di alcuni caseifici che hanno mescolato latte di vacca a quello di bufala. Operazione non ammessa come hanno raccontato molti quotidiani che negli ultimi giorni hanno dedicato ampio spazio all’argomento, a iniziare da “Avvenire” del 20 gennaio (che ha titolato “mozzarelle tarocche, salta il Consorzio), al “Corriere della Sera” (mozzarelle di bufala alterate, commissariato il Consorzio). Sull’argomento è tornato il giorno seguente “Il Sole 24 Ore” per commentare l’acceso dibattito che ne è seguito fra il ministero dell’Agricoltura e il Consorzio di tutela. Fra una polemica e l’altra, si è anche corso il rischio di aumentare la diffidenza dei consumatori, tanto che lo stesso ministro, come si legge su “La Padania” del 22 gennaio ha tenuto a precisare che la mozzarella in commercio può essere considerata supersicura. Per ribadire questo concetto si è rivelata utile la missione a Bruxelles, della quale riferisce “Il Mattino” del 24 gennaio, per promuovere la mozzarella e richiedere al contempo leggi appropriate per la tracciabilità. Una missione che era già programmata da tempo, ma che non poteva trovare occasione migliore…Ancora in tema di latte e formaggi va segnalato l’accordo raggiunto in Sardegna per il latte ovino, accordo come si legge su “Nuova Sardegna” del 20 gennaio, che registra però l’assenza della componente industriale. Nello stesso giorno dalle colonne del quotidiano cremonese “La Provincia” si apprende dei buoni risultati conseguiti dal gruppo Veronesi, leader nel settore mangimistico e ai vertici nella filiera zootecnica, dalla produzione al consumo. Ogm sì, Ogm no Non solo la mozzarella sulle pagine dei giornali, ma anche il rinfocolarsi delle discussioni sugli Ogm. Tutta colpa dell’annuncio che alla Conferenza Stato Regioni del 28 gennaio si discuterà delle linee guida sulla coesistenza fra colture tradizionali e colture geneticamente modificate. Un evento per il quale “Terra” del 21 gennaio usa toni apocalittici paventando il rischio di una invasione degli Ogm. Ancora una volta gli Ogm riescono a dividere le opinioni anche oltre il necessario… Poi arriva la decisione di rinviare la discussione sugli Ogm. ma dell’argomento si continua a parlare sul “Corriere della Sera” del 23 gennaio, e poi su “La Stampa” del giorno seguente. Al magazine di Repubblica, “Venerdì” in edicola il 22 gennaio è affidato il compito di ricordare i buoni prodotti della Penisola, prima salvati dal rischio di scomparsa e in seguito diventati risorsa economica per i territori ove si producono. Parlando di produzioni di qualità, “Italia Oggi” del 23 gennaio segnala il pericolo per la nostra produzione di nocciole che potrebbe giungere dalla decisione comunitaria di elevare il contenuto di aflatossine ammesso nella frutta a guscio. Le altalene del mercato I problemi dell’agricoltura non si fermano al contenuto di aflatossine o alla mozzarella che sembra un fior di latte, ma si allargano al mercato, alle politiche fiscali e a quelle del lavoro, come suggerisce la lettura dell’intervista che il presidente della Cia ha rilasciato a “Finanza e Mercati” del 22 gennaio. L’obiettivo è quello di ridurre i costi di produzione, ma resta anche la necessità di migliorare l’efficienza della filiera, come evidenzia una ricerca di Nomisma riportata in sintesi sulle colonne di “La Gazzetta Economia” del 23 gennaio. Sui costi che gravano nel percorso dal campo alla tavola interviene “Ore 12” del 20 gennaio, denunciando l’aumento che frutta e verdura subiscono durante i vari passaggi. A proposito di aumenti, ma di tutt’altro genere, “Il Resto del Carlino” del 25 gennaio ospita un articolo sul valore dei terreni, che dopo l’ondata di ribassi sta ora registrando una certa ripresa. Ancora in tema di aumenti c’è da segnalare la corsa verso l’alto del prezzo dello zucchero, argomento del quale si parla su “Italia Oggi” del 26 gennaio.

26 gennaio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, agricoltura del futuro e difficoltà del presente Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 13 al 19 gennaio

Vino in polvere, finocchio al sapore di mandorla, bistecche costruite in laboratorio, verdure che durano 24 mesi. Sono alcune delle “novità” che il futuro ci riserva e che “Panorama” in edicola il 15 gennaio presenta ai suoi lettori con un servizio sul futuro dell’alimentazione. Che si spera lontano...In tema di novità va segnalato anche l’articolo pubblicato su “Finanza e mercati” del 15 gennaio che anticipa i risultati di alcune ricerche sul tabacco Ogm, destinato alla produzione di bioenergia. A proposito di energie alternative “Finanza e Mercati” dedica un articolo anche al ruolo del mais, anticipando alcuni temi che saranno presentati alla manifestazione cremonese “Vegetalia”. Fra le “curiosità” futuribili anche il robot per fare gli innesti. Ne parla “Italia Oggi” del 16 gennaio. Uno sguardo ai mercati Vedremo quante delle novità annunciate si tradurranno in realtà, ma intanto bisogna fare i conti con le difficoltà del presente, che vedono in sofferenza il mais, il cui prezzo è in continua flessione come scrive “Il Sole 24 Ore” del 13 gennaio, una situazione preoccupante sulla quale interviene “La Provincia” che il 18 gennaio dedica un articolo sulla necessità di sostenere il prezzo di questo cereale. A proposito di cereali, si riaccendono i riflettori sulle industrie della pasta, responsabili secondo quanto si legge su “Il Resto del Carlino” del 19 gennaio, di eccesivi aumenti sul prodotto finito. Difficoltà si registrano poi per i vini che vedono crescere l’export, ma calare i prezzi come si legge su “Italia Oggi” del 16 gennaio. A proposito di export, va segnalata l’iniziativa che il settore del biologico ha realizzato per migliorare la sua penetrazione sui mercati esteri grazie ad un accordo con Buonitalia, i cui dettagli sono riportati da “Affari & Finanza” del 18 gennaio. In tema di mercati internazionali, merita un cenno l’articolo pubblicato su “Finanza e Mercati” del 14 gennaio a proposito della missione in Cina del ministro dell’Agricoltura dalla quale si attendono aperture per le nostre esportazioni di agrumi e kiwi. Note dolenti invece per l’export di prodotti Dop, come si legge su “Italia Oggi” del 16 gennaio, a dispetto del primato che l’Italia detiene per numero di prodotti a denominazione, argomento sul quale si sofferma “Il Sole 24 Ore” del 15 gennaio. Latte e dintorni Sul tema degli allevamenti “tiene banco” la notizia dell’accordo raggiunto sul prezzo del latte. Ne parla “Il Sole 24 Ore” del 13 gennaio e molti altri giornali fra i quali il “Corriere della Sera”, il quotidiano veronese “Arena” e quello piacentino “Libertà”. Nessuna svolta invece per il latte di pecora, settore in profonda difficoltà tanto che l’”Unione Sarda” del 16 gennaio parla persino di una possibile “rivolta” degli allevatori. A proposito di latte si torna a parlare anche di quote, argomento del quale si occupa il “Giornale di Brescia” commentando le dichiarazioni del nuovo commissario all’Agricoltura della Ue, Dacian Ciolos, che conferma l’abbandono dei vincoli alla produzione nel 2015, come già era stato stabilito. Qualche preoccupazione arriva dal settore sanitario per la comparsa di un focolaio di influenza aviaria in un piccolo allevamento in provincia di Rovigo (se ne parla su “Corriere del Veneto” del 14 gennaio), focolaio subito messo sotto controllo. Sotto controllo anche i casi di Tularemia scoperti in alcune lepri di importazione (“Il Giorno” del 13 gennaio). Le buone notizie Segnali positivi arrivano dal mercato dei suini, con qualche accenno di ripresa delle quotazioni che lascia ben sperare per il futuro, come scrive “Italia Oggi” del 16 gennaio. Le note positive continuano con la notizia, pubblicata da molti giornali, fra i quali “Italia Oggi” del 18 gennaio, per l’iniziativa del gruppo cooperativo Granarolo di andare a “caccia” di giovani talenti da inserire nella propria struttura.

19 gennaio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, addio senza rimpianti al 2009 Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 2 al 12 gennaio

Un occhio rivolto all’anno passato per fare il punto su quanto accaduto e l’altro puntato sull’anno appena iniziato, a presagirne tendenze e prospettive. Un rituale al quale i media in edicola nei primi giorni del 2010 non si sono sottratti, a iniziare da “Italia Oggi” del 2 gennaio che in un’intervista al presidente di Unima, Aproniano Tassinari, analizza la difficile situazione dei contoterzisti. E che per il settore sia stato un anno nero è ancora “Italia Oggi” a metterlo in evidenza. In tema di meccanizzazione arriva dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” del 3 gennaio la proposta dei trattori in multiproprietà il cui obiettivo è quello di ridurre i costi di gestione. Nello stesso giorno è ancora “Il Sole 24 Ore” che analizza i deludenti risultati che i vari settori agricoli hanno fatto registrare nel 2009, tutti con il segno negativo ad eccezione del comparto orticolo, che ha chiuso l’anno con un +24%. Anno talmente disastroso, il 2009, che solo l’Ungheria è riuscita a far peggio dell’Italia, stando ai numeri riportati da “Il Secolo XIX” del 7 gennaio. Povera zootecnia Bilancio in rosso anche per il mondo degli allevamenti che ha chiuso il 2009 con l’ennesimo rinvio nella definizione del prezzo del latte, come si può leggere sul quotidiano piacentino “Libertà” del 3 gennaio. Il 2010 inizia poi con la conferma, che arriva dalle colonne de “La Provincia” di Cremona, che non ci sarà nessun rinvio per il pagamento della sesta rata delle multe latte. Note pessimistiche si levano verso il Parmigiano Reggiano che a detta del “Giornale di Reggio” del 2 gennaio deve presto cambiare strategie se non vuole soccombere. Il 12 gennaio arriva la svolta per il prezzo del latte con l’accordo raggiunto nella notte fra allevatori e industriali, come si può leggere su “La Provincia”. Restano invece le difficoltà per gli allevatori di ovini della Sardegna, abbandonati dalle istituzioni secondo quanto si legge su “Nuova Sardegna” del 6 gennaio. La riscossa Chiuso con il segno negativo il 2009, non mancano segnali di ottimismo per il 2010. Se ne parla su “Economy” in edicola l’8 gennaio, che pubblica alcuni esempi di aziende agroalimentari italiane che puntano sulla crescita. Per “Il Sole 24 Ore” del 7 gennaio il settore agroalimentare rappresenta persino un argine contro la recessione. Quasi a sottolineare il primato del settore “food”, il quotidiano “La Stampa” del 10 gennaio ricorda che l’Italia è in netto vantaggio sulla Francia per numero di prodotti Dop. Arrivano poi aiuti per la promozione all’estero attraverso dei bonus fiscali, un’iniziativa i cui dettagli sono riportati da “Italia Oggi” dell’8 gennaio. Buone notizie anche sul fronte dell’accesso al credito, per il quale scende in campo Ismea, come si può leggere nello stesso giorno sempre su “Italia Oggi”. L’altalena dei mercati “Avvenire” del 10 gennaio mette in guardia i suoi lettori dagli effetti della nuova “bolla” di speculazioni che potrebbe travolgere i principali prodotti agricoli che il mercato definisce come “commodities”. C’è anche da fare i conti con le nuove regole della Pac, definite “un minestrone” dalle colonne di “Italia Oggi” del 9 gennaio. A proposito di politica agricola è “istruttivo” l’articolo pubblicato su “Il Giornale” dell’ 8 gennaio a proposito delle nuove norme che la Ue vorrebbe inserire in tema di etichettatura antiobesità che farebbero rientrare fra gli alimenti da evitare formaggi come il Grana Padano. Non meno interessante l’articolo ospitato da “Italia Oggi” del 9 gennaio che torna sul controverso tema della concia del mais. Terremoto agrumi Gli agrumi sono stati in questi giorni i protagonisti delle cronache, prima per il crollo dei prezzi e poi per i deprecabili scontri accaduti in Calabria. E’ stato il quotidiano “Sicilia” del 3 gennaio tra primi a denunciare le tensioni per la caduta del prezzo degli agrumi. Sullo stesso argomento è poi intervenuto “Italia Oggi” del 9 gennaio, mentre il succo di arancia, come si legge su “Libero” dell’8 gennaio, spuntava prezzi sempre più alti. Dalle tensioni sui mercati si arriverà poi ai tumulti e alle proteste della mano d’opera, per lo più composta da immigrati che lavorano in condizioni di grave disagio. Se ne è parlato diffusamente, come ovvio, su molti giornali. Fra i tanti ricordiamo “Avvenire” del 9 gennaio che porta l’attenzione dei lettori sui legami con la criminalità organizzata. Il giorno seguente il “Corriere della Sera” affronta l’argomento prendendo in esame la minore disponibilità di lavoro che coinvolge anche gli immigrati. Interviene poi sull’argomento il ministro dell’agricoltura, Luca Zaia, che dalle colonne del “Corriere della Sera” punta il dito sulle politiche seguite in talune Regioni del Sud. Intanto resta il problema di chi potrà completare le operazioni di raccolta degli agrumi e una soluzione, secondo quanto riferisce “La stampa” dell’11 gennaio, potrà arrivare dalla mano d’opera dell’Est. Ma i problemi non finiscono qui, almeno secondo quanto sostiene “Il Foglio” in edicola il 12 gennaio. Speriamo che la previsione non si avveri.

12 gennaio 2010 Angelo Gamberini

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Corpo 8, da spaghettopoli alla superpatata Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 16 al 22 dicembre

E’ stata “spaghettopoli” ad aprire le prime pagine di molti quotidiani in edicola nei giorni scorsi. “Libero” del 16 dicembre e il “Giornale” si sono distinti, come spesso accade per questi due quotidiani, per i titoli particolarmente “graffianti”. Più morbidi i toni del “Corriere della sera” che nel commentare le indagini della Guardia di Finanza sull’ipotesi di un cartello fra le industrie ha parlato di aumenti ingiustificati per la pasta. Ma nei giorni seguenti lo stesso “Corriere della Sera” rincara la dose e denuncia come la pasta sia aumentata più di dieci volte rispetto al grano. Il caro-pasta è poi rimbalzato su molti altri quotidiani, da “Repubblica” (insufficienti i ribassi degli spaghetti) a “Il Riformista” (con il caro-pasta sono scese in campo le Fiamme Gialle). Protagonista la crisi Tocca poi alla crisi dei campi, e come potrebbe essere diversamente, assumere il ruolo di protagonista fra gli argomenti di questi giorni, ad iniziare da “Il Resto del Carlino” del 17 dicembre che ospita una breve foto-cronaca dell’invasione dei trattori nel capoluogo emiliano. Niente trattori in Sardegna, ma agricoltori che esasperati dalle difficoltà decidono di occupare persino un campanile, come racconta “Unione Sarda”. I motivi di tante difficoltà si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 18 dicembre, argomento sul quale torna il giorno seguente anche “La Stampa”, che sottolinea come coltivare i campi non sia più un’attività conveniente. L’”Avvenire” del 19 dicembre tenta un bilancio di quest’anno, definito un “fallimento” per i campi. Una conferma che viene da “Libero” del 20 dicembre, dal quale si apprende che gli agricoltori sono sempre più poveri. Ad acuire i problemi ci si mettono anche le difficoltà del maltempo degli ultimi giorni, con gravi danni alle colture orticole di pieno campo. Logica conseguenza è l’aumento dei prezzi al consumo, che fanno scattare, come si legge sul “Resto del Carlino” del 22 dicembre, le proteste dei consumatori. E’ crisi anche per la stampa agricola, come scrive “Italia Oggi” del 19 dicembre, che vedrebbe in difficoltà testate storiche e prestigiose del settore, mentre avanza anche nei campi l’informazione on-line. I rimedi L’agricoltura chiede rimedi a questa stagione di crisi e non mancano appelli accorati e critiche convinte. Fra queste ultime merita un cenno il botta e risposta fra il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia. Il Governatore della Puglia ha affidato alle colonne della “Gazzetta del Mezzogiorno” un’accorata lettera all’indirizzo del Ministro per lamentare l’esiguità degli aiuti riservati ai campi e per le cifre salutate con entusiasmo in Finanziaria, ma in realtà accusate di essere solo “partite di giro”. Pronta la risposta del Ministro che nel giorno seguente affida alla stessa “Gazzetta del Mezzogiorno” il compito di ribattere alle critiche di Vendola. Per rispondere alla crisi arrivano intanto le proposte di Confagricoltura per una riorganizzazione della rappresentanza sindacale i cui propositi si possono leggere sulle pagine di “Italia Oggi” del 19 dicembre. Dal ministero dell’Agricoltura arriva poi il “codice unico” le cui intenzioni, si legge su “La Stampa” del 20 dicembre, sono quelle di ridurre l’enorme peso della burocrazia che grava sulle aziende agricole. Finalmente, viene a dire. Agricoltura reale e virtuale C’è spazio, fra una crisi e l’altra, per alcuni commenti anche curiosi come quello che si può leggere su “Libero” del 18 dicembre a proposito della “moda” delle coltivazioni virtuali su facebook. Coltivazioni virtuali che rubano braccia all’agricoltura dice il quotidiano diretto da Belpietro, ma che almeno non devono vedersela con problemi reali come le ruggini del frumento, argomento del quale si occupa “Italia Oggi” del 19 dicembre. Oppure degli obblighi della Ue nei confronti del monitoraggio dell’impiego degli agrofarmaci, tema anche questo affrontato da “Italia Oggi”. A proposito di agrofarmaci è ancora “Italia Oggi” che offre uno spaccato sui nuovi assetti che si stanno realizzando fra le più importanti industrie del settore chimico. Industrie che dovranno vedersela nel prossimo futuro con talune idee innovative che giungono, come scrive “Italia Oggi”, dall’Università di Pisa e che promettono di mandare in soffitta diserbanti e pesticidi. Una notizia da accogliere, forse, con una certa cautela...Fra le novità ecco arrivare la “superpatata” dalla quale si potranno ricavare anche colle, tessuti, carta e filati. Se ne parla sul “Corriere della Sera” del 22 dicembre in un’intervista ai ricercatori dell’istituto Fraunhofer di Monaco, dove questa superpatata (non ogm, ci tengono a dire) è stata messa a punto. Il “tormentone” del latte Sul fronte degli allevamenti il protagonista dell’informazione è stato il prezzo del latte, sballottato fra tentativi di accordo naufragati e proteste inscenate davanti alle più importanti aziende lattiero casearie. Trattative che hanno visto anche il fronte sindacale diviso, come riporta “L’Eco di Bergamo” del 16 dicembre, mentre dal “Corriere della Sera” del 18 dicembre si apprende della prima rottura del tavolo di confronto fra allevatori e Assolatte. Colpa, secondo il quotidiano cremonese “La Provincia”, del prezzo offerto dagli industriali, definito vergognoso. La rottura della trattativa favorisce le proteste degli allevatori davanti alle industrie del latte, la cui cronaca si può leggere su “La Stampa” del 19 dicembre. Situazione che anche “L’Unità” del 19 dicembre definisce difficile parlando di “guerra sul prezzo del latte”. Dal “Corriere della Sera” del 20 dicembre arriva poi un’analisi del mercato, nella quale si evidenzia come nel passaggio dalla stalla al negozio il prezzo del latte arrivi a quadruplicare, evidenziando così tutte le debolezze di questa filiera. Una situazione che richiede interventi radicali, perché è a rischio, come scrive “L’eco di Bergamo”, la sopravvivenza di 43mila stalle. E se chiudono le stalle , aggiungiamo, si può dire addio alle nostre produzioni casearie tipiche.

22 dicembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, l’orto è virtuale e la crisi è reale Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 10 al 15 dicembre

Molto lo spazio che i quotidiani degli ultimi giorni hanno riservato al vertice sul clima che si è svolto a Copenaghen, mettendone in luce i suoi molti aspetti, anche quelli a volte contraddittori. Lo stesso vertice di Copenaghen è stato accusato di infierire sull’ambiente a causa del largo consumo di carta necessario a pubblicare i numerosi documenti che in quella sede sono stati presentati. Lo “denuncia” il “Il Sole 24 Ore” del 14 dicembre, dove si apprende che sono stati utilizzati a questo scopo ben due miliardi di fogli di carta. “Curiosità” a parte, i media hanno parlato dei rapporti fra produzioni agricole e clima, con il “Corriere della Sera” del 10 dicembre che ha posto l’accento sul ruolo dell’agricoltura a chilometri zero per ridurre l’emissione di anidride carbonica (CO2), tesi sostenuta anche su “L’Espresso” in edicola l’11 dicembre. Sul banco degli imputati ancora gli allevamenti di bovini che secondo quanto si può leggere sul “Riformista” del 13 dicembre sarebbero doppiamente colpevoli, perché il loro allevamento comporta il disboscamento selvaggio di ampi territori del Sud America e perché responsabili di emissioni di metano e ammoniaca che si generano con l’emissione di feci . Tesi, specie quest’ultima, che non tutti condividono... Agricoltura colpevole di infierire sul clima e al contempo ancora di salvezza per il clima. Contraddizione che si evidenzia dalle pagine di “Affari e Finanza” del 14 dicembre, dove giustamente si sostiene che l’incremento delle produzioni agricole va di pari passo con la stabilizzazione dei livelli di CO2 del nostro Pianeta. Agricoltura alla frutta L’agricoltura può andare in soccorso dell’ambiente, ma a sua volta ha bisogno di aiuto. Per “Famiglia Cristiana” del 10 dicembre gli agricoltori sono alla frutta, come titola un servizio sulle difficoltà che si incontrano sui campi. Va male per gli agrumi, il cui prezzo è crollato, come dice “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 12 dicembre. Non va meglio più in generale per l’intero settore ortofrutticolo la cui situazione è ben analizzata nell’intervista al neo presidente di Confcooperative, ospitata dal “Resto del Carlino” del 14 dicembre. E non è solo colpa del mercato, ma anche dell’eccessivo peso della burocrazia, sostiene “La Gazzetta Economia” del 14 dicembre. A migliorare la situazione, almeno sul fronte delle eccessive carte che soffocano il settore, interviene la semplificazione introdotta con una nuova normativa, soprannominata “codice Zaia”, sulla quale si sofferma “Libero” del 13 dicembre. Un testo unico sull’agricoltura del quale offre un dettaglio anche “Il Sole 24 Ore”. Sebbene con meno burocrazia i problemi dell’agricoltura restano sul tappeto e rischiano persino di aumentare in futuro con la profonda revisione della politica agricola comunitaria (Pac). Se ne discute su “La Stampa” dell’11 dicembre, mentre a sostegno della Pac giunge una nuova alleanza tra Francia e Italia, della quale si parla su “Italia Oggi” del 12 dicembre. Sempre sul piano internazionale c’è da segnalare l’articolo pubblicato da “Il Sole 24 Ore” del 15 dicembre dove si fa il punto sulle tensioni fra Usa e Mosca in tema di commercio dei cereali. Il cyber-orto Ad affiancare temi importanti come l’ambiente e la crisi dei campi, giungono notizie più “leggere” come la nuova moda dell’orto virtuale da coltivare a distanza. Ne parla “La Stampa” del 13 dicembre. Dalle colonne di “Italia Oggi” del 12 dicembre si apprende che le terre abruzzesi sono al centro delle attenzioni dei “big player” (così li chiama il giornale) delle bioenergie. Sposta lo sguardo più in là “La Stampa” del 13 dicembre con un’analisi della “fame di terra” che sembra aver colpito la finanza internazionale. Fra le notizie degli ultimi giorni si segnalano le mai sopite divergenze fra progresso e biotecnologie, argomento affrontato l’11 dicembre da “Il Punto”, mentre il magazine di Repubblica “Il Venerdì” dello stesso giorno si occupa delle produzioni bio, che non sempre mantengono le promesse. Il brindisi aiuta le “bollicine” Intanto si avvicinano le festività di fine anno e con esse i brindisi che a quanto si legge su alcuni quotidiani daranno un po’ di vigore al mercato del vino, anch’esso alle prese con non poche difficoltà. Ad avere i maggiori benefici saranno, come intuibile, i vini frizzanti e in particolare il Prosecco. Come si può leggere sul “Gazzettino” del 13 dicembre è proprio questo vino che si dimostra più forte della crisi. Che sia tempo di successi per le “bollicine” lo si legge poi su “Libero” dello stesso giorno. C’è poi spazio per i grandi vini, con un dettagliato elenco pubblicato su “Panorama” in edicola l’11 dicembre e si preannunciano momenti favorevoli anche per i grandi concorrenti di sempre, gli Champagne della vicina Francia dei quali si parla su “Milano Finanza” del 12 dicembre. Cin cin con il latte Un brindisi per fine anno potrebbero farlo anche gli allevatori di bovine da latte. A quanto scrive il quotidiano cremonese “La Provincia” dell’11 dicembre si è infatti riaperto il tavolo della trattativa per la fissazione del prezzo del latte. Se ne parla anche sul “Corriere della Sera”, mentre è ancora “La Provincia” che il 13 dicembre offre spazio all’ottimismo lasciando intendere che non mancano le basi per un accordo. Da salutare facendo tintinnare non solo i calici con le bollicine, ma anche le tazze con il latte...

15 dicembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, i soldi dell’agricoltura Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 2 al 9 dicembre

Finanziaria e agricoltura. Un tema che i quotidiani degli ultimi giorni hanno affrontato inizialmente “sottovoce”. Dalle colonne di “Italia Oggi” del 2 dicembre si apprendeva dell’apertura al finanziamento del Fondo di solidarietà, finanziamento che dal “Corriere del Giorno” era subito giudicato come insufficiente. Per il “Giornale di Brescia” del 4 dicembre l’esiguità delle risorse messe a disposizione è un segno dell’indifferenza della politica verso le difficoltà dell’agricoltura e “Ore 12” dello stesso giorno dà spazio a una serie di proposte per dare una svolta alla difficile situazione. I toni si alzano nei giorni successivi, con “Terra” del 5 dicembre che sottolinea come non ci sia né reddito né dignità per il lavoro nei campi. Scende in campo anche Paolo Bruni, nella sua nuova veste di presidente del Cogeca, l’organizzazione europea della cooperazione, per denunciare dalle colonne de “La Stampa” come sia impensabile partire dai tagli per rilanciare l’agricoltura. Sale il malcontento e con esso le proteste che iniziano dalla Lombardia, come scrive “Il Giorno” del 2 dicembre, e continuano a Roma (La Provincia, 3 dicembre). Il tono delle proteste si attenua con l’arrivo dei primi emendamenti alla Finanziaria che introducono nuove risorse per l’agricoltura. Se ne parla il 7 dicembre su “La Gazzetta del Mezzogiorno” e nello stesso giorno il quotidiano cremonese “La Provincia” tenta una prima analisi delle risorse destinate ai vari comparti. Maggiori dettagli si trovano il giorno seguente su “Italia Oggi” e su “Il Sole 24 Ore”. Sull’esito della Finanziaria si registra poi la soddisfazione del ministro Zaia, come si può leggere su “La discussione” del 9 dicembre. Ambiente e salute A fianco dei temi economici si possono leggere in questi giorni anche molti articoli che legano fra loro agricoltura, ambiente e salubrità. A indirizzare i giornali verso questi argomenti sono due eventi fra loro distanti, il primo forum internazionale sull’alimentazione e sulla salute organizzato da Barilla e che si è svolto a Roma il 3 dicembre e il summit sull’ambiente che si è tenuto a Copenaghen il 7 dicembre. Ad anticipare i temi del forum Barilla ha provveduto il settimanale “Economy” in edicola il 3 dicembre, mentre il magazine del Corriere della Sera, “Sette”, ha raccolto una lunga intervista a Guido Barilla incentrata sui temi della qualità. Sulle conclusioni del forum interviene il 4 dicembre “La Repubblica” che non aggiunge però molto a quanto già si conosce sulle prerogative della “dieta mediterranea”. Sui temi dell’ambiente e dei rapporti con la produzione agricola si segnalano gli articoli pubblicati su “Avvenire” del 5 dicembre e su “Il Sole 24 Ore” del 7 dicembre che affronta uno per uno tutti i punti del summit di Copenaghen. La crisi del vino A questi due grandi temi, ambiente e sicurezza alimentare, si accoda quello della sicurezza al volante con il ministro Zaia che dalle colonne di “Libero” del 2 dicembre tuona contro la tesi che accomuna gli incidenti con il consumo di alcolici. I numeri dimostrano che le cause più frequenti di incidenti vanno cercate altrove, ma intanto il calo dei consumi di vino (che riconosce anche altre motivazioni) si porta dietro una profonda crisi del settore, che ben racconta Carlo Petrini (fondatore di Slow Food) dalle pagine di “Repubblica” del 4 dicembre. Le difficoltà del mercato sono un motivo in più per non farsi sfuggire gli aiuti previsti per la ristrutturazione dei vigneti i cui termini, ricorda ai suoi lettori “Italia Oggi” del 5 dicembre, stanno per scadere. Per restare in tema di vini, va segnalata anche come curiosità la notizia riportata da “Il Giornale” del 7 dicembre sul buon andamento delle vigne inglesi, “baciate” da un inusitato clima caldo. Tra bistecche e quote latte E’ tornata sulla ribalta dell’informazione la “bistecca di Frankenstein” che già nella settimana precedente aveva fatto parlare di sé. Ora è il settimanale “Gente” in edicola il 7 dicembre che si interroga sulla possibilità che la bistecca costruita in laboratorio possa essere una risposta alla fame. C’è da dubitarne...Nessun dubbio invece sull’esito della richiesta italiana di dilazionare le multe per le quote latte. Un deciso no è arrivato da Bruxelles, come riporta “Il Sole 24 Ore” del 4 dicembre. Un approfondimento si può leggere anche su Agronotizie di questa settimana. A proposito di Agronotizie, i quotidiani si sono soffermati su alcuni argomenti che il nostro settimanale aveva già anticipato. E’ il caso di “Italia Oggi” del 5 dicembre, che dedica un articolo ai finanziamenti della Ue per la lotta alle malattie animali. Tocca poi a “La Stampa” del 6 dicembre soffermarsi sui problemi dell’antibiotico resistenza che alcuni batteri stanno acquisendo e dei quali si è parlato sullo scorso numero di Agronotizie.

9 dicembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, adesso la bistecca si costruisce in laboratorio Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 25 novembre all’1 dicembre

C’è qualche segnale, seppure timido, di ripresa. Lo scrive il quotidiano cremonese “La Provincia” del 30 novembre a proposito delle quotazioni del latte e dei cereali che accennano a qualche spunto di aumento. A dare una mano ai produttori di grano arriva anche Barilla che ha siglato un accordo, come si apprende da “Il Sole 24 Ore” del 28 novembre (se ne parla anche su Agronotizie), che premia le produzioni di qualità. Cenni di miglioramento che non mutano però la profonda crisi che il mondo agricolo sta attraversando e che continua ad alimentare le manifestazioni di protesta. Se ne parla su “L’Unità” del 25 novembre sottolineando che un’azienda su tre è a rischio chiusura. “Rabbia verde a Roma” titola la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 25 novembre ed è ancora “La Gazzetta del Mezzogiorno” che il giorno seguente ospita una cronaca delle proteste andata in scena in Puglia, con il blocco dell’autostrada che ha diviso in due la regione. La protesta si sposta di nuovo a Roma, dice “L’Eco di Bergamo” del 27 novembre, cui fa eco il 30 novembre la “Gazzetta di Mantova” che parla di trattori pronti ad invadere nuovamente le strade. Arrivano i soldi Una risposta ai problemi dell’agricoltura viene dall’annuncio del ministro Zaia che dalle colonne di “Italia Oggi” fa sapere che sono in arrivo 260 milioni di euro destinati ad aprire le porte del credito agevolato. Raggiunge quota un miliardo di euro l’accordo siglato fra Intesa San Paolo e Confagricoltura, accordo i cui dettagli si possono leggere sul “Corriere della Sera” del 26 novembre e su “Italia Oggi” del 28 novembre. E’ poi in arrivo, informa “Libero” del 29 novembre, la seconda tranche di aiuti comunitari per un miliardo e 400 milioni, anticipati dalle casse dello Stato. Si pensa anche ai finanziamenti per la promozione sui mercati esteri. Per questo obiettivo la Ue mette a disposizione, come scrive “Affari e Finanza” dell’1 dicembre, 2,6 milioni di euro. Che ci sia bisogno di interventi lo sottolinea il presidente di Fedagri, Maurizio Gardini che dalle pagine de “La Provincia” del 30 novembre sottolinea come sia impossibile continuare a produrre sotto costo. Aglio e bistecche Chi non conosce la morsa della crisi è la coltivazione dell’aglio, in particolar modo in Cina dove a questo prodotto si vogliono riconoscere doti antivirali tali da renderlo efficace anche come rimedio contro l’ influenza A. Vero o no, gli spicchi di aglio sono diventati introvabili sui mercati della Cina è i prezzi sono schizzati verso l’alto. Se ne parla su “Repubblica” del 27 novembre e anche su “Il Giornale” e sul “Corriere della Sera”. Fra le notizie curiose merita un cenno l’articolo pubblicato su “Il Giornale” del 30 novembre a proposito della carne clonata. Lo stesso argomento lo si ritrova poi su “Repubblica” dell’1 dicembre. Stando a quanto riportato da questi quotidiani, alcuni ricercatori avrebbero trovato il modo di produrre carne in laboratorio partendo da cellule animali che hanno poi clonato. Pare che nemmeno loro abbiano però avuto il “coraggio” di assaggiare il risultato dei loro sforzi...Certo più verosimile la notizia riportata da “La Gazzetta di Mantova” circa la possibilità di utilizzare gli scarti di lavorazione del pomodoro per la produzione di biogas. Sul tema del biogas si sofferma anche “La Stampa” del 29 novembre con un approfondimento sulla diffusione e sulla convenienza di questi impianti. La “buona” chimica Sempre a proposito di innovazioni “Italia Oggi” del 28 novembre ospita un articolo sugli investimenti nella ricerca fatti da Biolchim, importante società che opera nel settore dei fertilizzanti. A proposito di ricerca e innovazione in campo agricolo va segnalato l’articolo pubblicato su “Il Messaggero” del 27 novembre che puntualizza i vantaggi che sono venuti alla salute dell’uomo con il maggiore ricorso nei campi ai prodotti di sintesi. Sulla qualità dei prodotti chimici utilizzati in agricoltura scendono in campo anche i Nas che hanno siglato nei giorni scorsi (Il Sole 24 Ore, 1 dicembre) un accordo di collaborazione con Federchimica per la lotta alla contraffazione. Come in ogni campo anche nell’impiego dei prodotti chimici in agricoltura è fondamentale il rispetto delle quantità (è la dose che fa il veleno, ripetono i medici). Per ridurre i rischi di eccessi ecco arrivare il divieto di impiegare mezzi aerei per l’irrorazione. E’ quanto prevede una direttiva europea di prossima approvazione, anticipata dalle colonne di “Italia Oggi” del 28 novembre. Il vino in fiera In questi giorni i quotidiani hanno dato molto spazio anche alle innovazioni in campo enologico, complice il Simei-Enovitis, il salone specializzato che si è tenuto a Milano. Se ne parla su “Italia Oggi” del 28 novembre puntando l’attenzione sulle tecnologie che consentono economie con la riduzione degli sprechi. Al Simei si è parlato anche di precision farming applicato alla vigna, come riferisce “MF” dell’1 dicembre.

1 dicembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, benzina dal siero e proteste in piazza (in ordine sparso) Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 18 al 24 novembre

I quotidiani di questi ultimi giorni offrono molte curiosità a sfondo tecnologico, a iniziare da “Il Sole 24 Ore” del 18 novembre che illustra il risultato di alcune ricerche sulla possibilità di produrre carburanti per le auto a partire dal siero di latte. Speriamo ne resti a sufficienza, di siero ovviamente, per mettere in tavola la ricotta...Dalle colonne di “Nova” (il dorso de Il Sole 24 Ore dedicato alla scienza) il presidente di Agrofarma, Luigi Radaelli, illustra gli ottimi risultati ottenuti dalla ricerca nella messa a punto di prodotti per la difesa delle piante sempre più selettivi e privi di residui, orientati al principio dell’ “agire e sparire”. E’ ancora su “Nova” che si può leggere un interessante articolo sulle nuove strategie per la difesa dalle locuste utilizzando un nuovo agrofarmaco realizzato a partire da spore e oli minerali. Interessante anche l’articolo apparso su “Affari e Finanza” del 23 novembre, dove si danno anticipazioni sulla ricerca condotta per la produzione di vaccini su substrati di cellule vegetali, piuttosto che animali (il classico uovo), cosa che consentirebbe minori costi e tempi di realizzazione più rapidi. Sempre in tema di ricerche si fa notare il servizio pubblicato sul magazine di Repubblica “Donna” che illustra i risultati di un’indagine sui vantaggi per la salute che si possono ottenere dal prendersi cura delle piante di un orto. Non meno “curioso” l’articolo pubblicato sull’edizione milanese del “Corriere della Sera” del 23 novembre dove si dice che i tigli selvatici possono combattere lo smog delle città. La speranza, allora, è che si possano avere più viali alberati e meno giornate con il blocco del traffico... Fao, che delusione Fra una curiosità e l’altra è rimasto lo spazio per gli ultimi commenti al summit della Fao sulla fame nel mondo. Non risparmia le critiche “Libero” del 19 novembre secondo il quale il vertice della Fao serve solo a sfamare i suoi funzionari. Critica anche la posizione di “Avvenire” che sottolinea l’indifferenza dei “grandi” paesi. Il “Corriere della Sera” del 18 novembre dà spazio alla denuncia emersa dal summit in merito alle speculazioni finanziarie che hanno come protagonista l’accaparramento delle terre fertili. Un argomento sul quale interviene anche Bill Gates, con una sua idea di rivoluzione verde a base di produttività e piccoli proprietari. Lo si apprende da “Liberal” del 19 novembre e se lo dice l’uomo che grazie alla sua Microsoft è diventato il più ricco del pianeta, c’è da sospettare che possa avere ragione... Tutti per sé e nessuno per tutti Tornando alle cose dello “Stivale” e della sua agricoltura, la lettura dei giornali dà un quadro realistico e sconfortante della crisi che non abbandona i campi, combattuta con poche idee e in ordine sparso. Sulle pagine de “Il Quotidiano” di Foggia si legge la cronaca delle proteste di piazza messe in atto dagli agricoltori per denunciare la gravità della situazione. “La Provincia” anticipa la decisione di Confagricoltura di mobilitare i trattori per una protesta da portare sotto le finestre del “Palazzo”, a Roma. Appuntamento a Roma anche per gli agricoltori rappresentati dalla Cia, come scrive il quotidiano piacentino “Libertà” del 23 novembre. Trattori in piazza anche a Bergamo, pochi però scrive l’”Eco di Bergamo”, tanto per non arrecare disturbo al traffico cittadino. Insomma protesta sì, ma non troppo. Più convinta la manifestazione che si è svolta sotto le finestre di Mediaset e della Rai e della quale riferisce “Terra” del 24 novembre. Dalle colonne di “Ciociaria Oggi” si chiede l’intervento del ministro Zaia per la difesa delle nocciole. Va male anche in Sicilia dove però, afferma il “Giornale di Sicilia” del 20 novembre, stanno arrivando i fondi a sostegno degli agricoltori. Intanto i fondi della Ue destinati all’agricoltura prendono strade non sempre legittime, come denuncia il “Secolo XIX” del 21 novembre. Fuori dal coro “Il Giornale di Brescia” che il 20 novembre fa sapere ai suoi lettori che “dopo mesi di crisi fra gli agricoltori si respira ottimismo”. Forse la realtà è un po’ diversa... C’è un po’ di confusione anche nel mondo del vino, dove si assiste contemporaneamente alla riscossa dei vini italiani (“Corriere della Sera” del 19 novembre) e alla crisi del vino con il mercato appiattito o inesistente, come afferma il direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli, dalle pagine de “La Stampa” del 22 novembre. Per avere le idee un po’ più chiare sulla reale situazione del vino in Italia si spera nell’aiuto del Simei, il salone milanese dell’enologia che ha aperto i battenti il 24 novembre. Se ne parla su “La Stampa”.

24 novembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, la fame resta e la crisi pure Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’11 al 17 novembre

E’ un grido di dolore quello che si leva dai giornali. Colpa della crisi che stritola l’agricoltura italiana e dello spettro della fame che incombe sul mondo. Un tema, quest’ultimo della fame, che ritorna agli onori delle cronache con il summit della Fao ospitato a Roma. Già “Il Sole 24 Ore” dell’11 novembre, ancor prima della apertura degli incontri, ha dedicato un articolo sulle risorse biotech per rispondere alle esigenze alimentari di una popolazione mondiale che corre verso i nove miliardi di individui. L’appello alla lotta alla fame torna il giorno seguente dalle colonne di “Repbblica”, mentre l’”Osservatore Romano” invoca un governo mondiale per sconfiggere la fame. Sulle proposte su come combattere la fame interviene il 15 novembre “Avvenire” per ricordare la connessione fra istruzione e miglioramento delle condizioni di vita. Ci sono poi gli esempi riportati da “Il Sole 24 Ore”, che cita i buoni risultati ottenuti in Malawi con una attenta politica di sostegni all’agricoltura. Ma eventi climatici come la siccità in Kenya, della quale parla “Avvenire” del 15 novembre, possono mettere in ginocchio anche quel poco di agricoltura che il clima di quel Paese consente. Con l’apertura del summit, il 16 novembre, vengono al pettine alcuni nodi irrisolti, come la scarsità di risorse messe a disposizione della lotta alla fame, argomento del quale si occupa “Il Sole 24 Ore”. Dalle colonne de “Il Tempo” si denuncia poi l’assenza dei leader dei Paesi più importanti, tanto da far prevedere una conclusione insoddisfacente dell’incontro romano. E il 17 novembre sul “Corriere della Sera” si legge della delusione per gli esiti del Summit, ricco di promesse ma povero di fondi. Critica alla quale si associano, anche con toni accesi, molti giornali fra i quali “Liberazione” e “Libero”. Aziende a rischio chiusura Se nel mondo si teme la fame, in Italia è a rischio la sopravvivenza di molte aziende agricole. “Italia Oggi” dell’11 novembre nel riportare i dati Istat sull’andamento delle produzioni mette l’accento sulle difficoltà del settore agricolo. Un trend negativo confermato il 12 novembre da “Il Sole 24 Ore” e la colpa è dei prezzi dei prodotti agricoli che sono precipitati, come scrive il giorno seguente “Avvenire”. A crollare, scrive “Il Giorno” del 15 novembre, sono in particolare le quotazioni di frumento e mais, ma anche per il latte, si legge su “Il Sole 24 Ore” dell’11 novembre, le cose non vanno meglio. Dalle difficoltà non si salva nemmeno il settore ortofrutticolo e l’”Eco di Bergamo” del 14 novembre ricorda che dopo dieci anni di crescita anche questo settore è ora costretto ad una battuta di arresto. Una crisi di mercato che coinvolge dunque un po’ tutti i comparti e che è resa ancor più pesante dalle difficoltà per il credito, come denuncia Confagricoltura dalle colonne di “Italia Oggi” del 13 novembre. Le proteste Le difficoltà del settore agricolo hanno superato il “livello di guardia” e in questi giorni si sono moltiplicate le iniziative di protesta per sensibilizzare opinione pubblica e potere politico. Sulle colonne di “Repubblica” del 12 novembre si può leggere la cronaca della manifestazione che si è svolta a Firenze, con gli agricoltori a sfilare sotto le finestre del Consiglio regionale. Ampia eco ha poi avuto la protesta che dalla Sicilia ha mosso i trattori verso Roma, descritta da “Liberazione” del 13 novembre e dal “Mattino” del 16 novembre. I trattori, come scrive “Avvenire” del 17 novembre, trovano però una Roma blindata per il summit della Fao e solo due mezzi riescono a superare il blocco per far sentire la voce degli agricoltori. Ma la protesta si allarga agli agricoltori della Puglia che a Taranto sono scesi in piazza, come si legge su “Il Corriere del Giorno”, a reclamare strumenti per risolvere i problemi dei campi. Stalle stremate Nelle stalle le cose non vanno certo meglio. Per la suinicoltura Umbra, scrive “Il Messaggero” dell’11 novembre, la colpa non è del mercato ma del nuovo piano delle acque con vincoli che gli allevatori giudicano improponibili. Tutta colpa del mercato e del basso prezzo del latte, invece, se le stalle venete e specie quelle di montagna rischiano la chiusura e come conseguenza lo spopolamento di aree di grande importanza ambientale. La denuncia viene da “Arena” del 13 novembre, mentre “Italia Oggi” ospita nel giorno seguente un’analisi della difficile situazione di mercato del settore latte. “Il Giornale di Brescia” del 15 novembre si concentra sulle indicazioni del Copa Cogeca per dare una svolta positiva al mercato del latte attraverso la concentrazione dell’offerta. Ma servono tempi lunghi che gli allevatori, ormai stremati, non possono permettersi.

17 novembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, l’autunno caldo dell’agricoltura Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 4 al 10 novembre

Qualche volta a leggere i giornali c’è da confondersi. Prendiamo il caso del vino Novello, giunto in questi giorni sulle tavole degli italiani. A leggere “Finanza e Mercati” del 4 novembre le cose sembrano andar bene, tanto che il Veneto si candida a regione leader del settore. E il “Messaggero Veneto” del 6 novembre si spinge oltre, parlando di sorpasso del Novello sul suo concorrente francese di gran fama, il Beaujolais, che sarà commercializzato solo fra due settimane. Tutto bene, dunque? Non è così per l’ “Eco di Bergamo” del 4 novembre dalle cui pagine si apprende che per il Novello è finito il boom. Per “Brescia Oggi” del 6 novembre i problemi si fermano alla minore produzione, premiata però da una migliore qualità. Meglio aspettare che gli italiani abbiano stappato un po’ di bottiglie per capire quali siano le reali condizioni di salute del Novello... Intanto, e su questo c’è certezza, per i vigneti non in regola è in arrivo il condono, come si può leggere su “Il Resto del Carlino” del 9 novembre. Dalle colonne di “Economy” del 6 novembre si apprende che per il prosecco continua la “guerra delle bollicine” per l’allargamento della zona di produzione Doc, che non trova tutti d’accordo. Tutti in piazza Le proteste non riguardano solo il vino, ma si allargano a tutto il comparto agricolo per le difficoltà che il settore si trova a fronteggiare. Una crisi che porta in piazza gli agricoltori, come titola “Il Corriere del Mezzogiorno” del 4 novembre. Anche “Lucania” nello stesso giorno si sofferma sullo stato di crisi vissuto dagli agricoltori del Metapontino. Di autunno caldo per i campi parla anche “Italia Oggi” del 6 novembre e nello stesso giorno dalle colonne di “Brescia Oggi” Confagricoltura annuncia di avere i trattori pronti per la protesta. La situazione è così difficile che le aziende agricole sono persino a rischio usura, come denuncia “La Stampa” dell’8 novembre. Come se non bastasse ecco arrivare la conferma che per il gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre non è possibile usufruire dell’esenzione dalle accise. Una vera e propria batosta per i serricoltori, come si può leggere su “Italia Oggi” del 10 novembre Chi non va male Non solo notizie negative, ma anche qualche novità di segno opposto, come racconta “Il Resto del Carlino” del 5 novembre a proposito della sfida raccolta da un imprenditore italiano di impiantare un frutteto nel deserto libico. Per i produttori di ortofrutta organizzati nelle associazioni di settore sono in arrivo, lo dice “Italia Oggi” del 7 novembre, finanziamenti per 42 milioni di euro. Bene anche le mele della Val di Non e in particolare per le produzioni a marchio del consorzio Melinda, i cui dati produttivi sono riportati su “Milano Finanza” del 7 novembre. Per le castagne l’Italia si conferma superstar, come titola “La Repubblica” del 9 novembre. Le notizie positive continuano parlando di agroenergie con “Italia Oggi” del 7 novembre che ricorda il primato della Lombardia in questo settore. Per le agroenergie c’è da segnalare il vantaggio, come riporta “Il Sole 24 Ore” del 9 novembre, della esenzione dalle tasse che rappresenta un sicuro incentivo alla diffusione degli impianti per l’energia verde. Se ne ha conferma in Veneto dove si ha un forte aumento degli impianti per la produzione di biogas, notizia che si può leggere su “Finanza e Mercati” del 10 novembre. Formaggi in ripresa Note positive anche dal fronte degli allevamenti, dove si registra una ripresa del prezzo dei principali formaggi Dop, Grana Padano e Parmigiano Reggiano in testa, il che lascia sperare in una inversione di tendenza della crisi che ha tenuto sotto scacco la zootecnia per così lungo tempo. Se ne parla sul quotidiano cremonese “La Provincia” del 9 novembre, mentre “Arena” del 4 novembre offre ai lettori un dettaglio del meeting sui temi del latte organizzato dal settimanale agricolo Informatore Agrario. Ma sono i cavalli a occupare un posto di rilievo sui quotidiani degli ultimi giorni. Merito della Fiera Cavalli che si è svolta a Verona e che ha richiamato su questo settore l’attenzione dei media. Fra i molti che hanno dedicato attenzione al settore ricordiamo “Il Gazzettino” e “Arena” del 6 novembre e anche il magazine di Repubblica “Il Venerdì”.

10 novembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, la Francia aiuta i campi e l’Italia litiga su pasta e carne Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 28 ottobre al 3 novembre

I giornali di questi ultimi giorni si sono aperti con la notizia degli aiuti che il Governo francese ha messo a disposizione dei propri agricoltori, colpiti dalla crisi non meno di quelli di tutta Europa, Italia compresa. Se ne è parlato, ovviamente, sui giornali francesi come “Figaro” e “Le Monde” del 29 ottobre, ma la notizia era già stata anticipata da alcuni giornali italiani come “Il Sole 24 Ore” del 28 ottobre o “Avvenire” dello stesso giorno. A fronte di questa iniziativa dei “cugini” francesi non poteva mancare la richiesta, giunta dalle colonne de “La Discussione”, di un analogo trattamento anche per gli agricoltori italiani. Oltre agli aiuti in Italia si discute anche di come affrontare la crisi con una politica europea che rimetta l’agricoltura al centro, come si può leggere sul “Giornale di Brescia” e che ci sia bisogno di una nuova strategia per l’agricoltura lo ribadisce “La Discussione” del 28 ottobre. Una nuova strategia che può passare anche da un più costruttivo rapporto fra le Organizzazioni Professionali. L’invito arriva dai giovani attraverso le colonne de “L’Eco Di Bergamo” del 3 novembre. Un segnale positivo, speriamo abbia un seguito. Aiuti e tasse

Critica la posizione di “Europa” del 31 ottobre che in tema di politiche per l’agricoltura denuncia quelle che definisce come risposte confuse da parte del Governo. Intanto la Ue sblocca gli aiuti “de minims” concedendo la possibilità di intervenire con 15mila euro per azienda, come si può leggere su “Italia Oggi” del 29 ottobre, argomento ripreso anche dal quotidiano piacentino “Libertà” del 2 novembre. Che di aiuti ci sia bisogno lo dimostrano alcuni articoli che mettono a fuoco la profondità di questa crisi dei campi, come accade per la “Gazzetta di Mantova” del 28 ottobre dove si può leggere che gli agricoltori preferiscono lasciare incolti i terreni piuttosto che seminare cereali. Dei problemi del grano duro si occupa “Italia Oggi” del 31 ottobre e gli fa eco “Il Resto del Carlino” del 2 novembre. Come se non bastassero i problemi di mercato, c’è chi vede nell’agricoltura un nemico dell’ambiente. E’ quanto emerge da una lunga serie di articoli pubblicati su Il Sole 24 Ore del 3 novembre in uno speciale “alimentazione sostenibile”. Fra i tanti articoli segnaliamo quello pubblicato a pagina 29 de “Il Sole 24 Ore” dove si afferma che il presidente degli Usa vuole tassare gli allevamenti di bestiame, colpevoli dell’effetto serra più del trasporto mondiale. Forse si sta esagerando... Multe e polemiche Nulla a che vedere con i problemi sui campi, ma anche per i pastai il momento non è dei più facili. L’Antitrust ha infatti inflitto una multa ad alcune industrie del settore per il “cartello” sui prezzi. Se ne parla su “Il Resto del Carlino” del 30 ottobre e sempre in tema di pasta e di pastai, ha fatto discutere in questi giorni la polemica con i produttori di carne per alcune affermazioni sulle proprietà salutistiche delle une rispetto alle altre. E’ “MF” del 30 ottobre che se ne occupa e se non fossero coinvolte “fior” di aziende industriali, verrebbe da definire la vicenda come la solita, inutile, guerra tra poveri… Chi va meglio Va meglio per le mele, con la produzione in calo e i mercati in ripresa, stando alle indicazioni riportate da “Finanza e Mercati” del 30 ottobre, mentre il comparto del pomodoro gioca d’anticipo e studia le mosse per la prossima campagna, puntando, come riporta “Libertà” del 30 ottobre, sulla organizzazione della filiera. Mercato soddisfacente anche per un prodotto di stagione, come le castagne. Se ne parla sul “Giornale di Brescia” dell’uno novembre. Nell’altalena dei prezzi di mercato dei prodotti agricoli può essere interessante leggere l’analisi pubblicata su “Il Sole 24 Ore” del 31 ottobre sul comportamento di un altro mercato, quello dei titoli legati all’agricoltura. Chi vede volgere il vento a favore è il comparto dell’olio di oliva che trova l’Italia in posizione da primato nell’ambito della Ue per i prodotti a marchio Dop, come si può leggere su “La Discussione” dell’uno novembre. “Italia Oggi” pubblica il 31 ottobre un articolo sul buon andamento dei prezzi dell’extravergine, in crescita del 10%. Buone notizie che non devono far perdere di vista la necessità di razionalizzare il settore, argomento sul quale è ancora “Italia Oggi” a soffermarsi. E mentre l’olio tira un sospiro di sollievo, il vino novello, almeno in Sardegna, parte in sordina o per dirla con “L’Unione Sarda” dell’uno novembre, la stagione si apre senza il “botto”. Cattive notizie anche per il Frascati, i cui prezzi sono in picchiata, come riferisce “La Repubblica” del 3 novembre.

3 novembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, tra metabolomica e fattorie da adottare Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 21 al 27 ottobre

Complice la missione statunitense del ministro Zaia negli Stati Uniti, dove non ha perso occasione per promuovere il Made in Italy, i media hanno dato ampio spazio al tema della tutela della tipicità delle produzioni agroalimentari. Ha iniziato “Il Sole 24 Ore” che il 21 ottobre ha dedicato un servizio sulla necessità di trovare nella politica europea una risposta alla tutela della provenienza dei prodotti. “Finanza e Mercati” del giorno seguente ha ripreso l’argomento ricordando ai lettori che la scarsa tutela del made in Italy ci costa ben 200 miliardi di euro. Il “Corriere della Sera” del 23 ottobre si rifà proprio alla visita di Zaia negli Usa e alla denuncia lanciata dal ministro sui molti falsi che si incontrano sul mercato, un tema ripreso nello stesso giorno anche da “Repubblica”. Sul tema della tipicità interviene “Il Sole 24 Ore” del 26 ottobre, prendendo in questo caso lo spunto dalla prossima edizione di Cibus Tec in programma a Parma dal 27 al 28 ottobre. Di Cibus Tec si parla anche su “MF” del 27 ottobre a proposito delle innovazioni tecnologiche introdotte nelle industrie agroalimentari. L’attenzione dei giornali si è poi spostata sui problemi che assillano il mondo agricolo, a iniziare da “Liberazione” del 22 ottobre che sottolinea la mobilitazione degli agricoltori per denunciare la crisi del settore. Una protesta che secondo quanto riporta “La Voce di Romagna” si rivolge anche verso le organizzazioni professionali, accusate di scarsa incisività nelle politiche di tutela del settore. In difficoltà ci sono anche le macchine agricole, come si può leggere su “Avvenire” del 24 ottobre, mentre il “Giornale di Sicilia” del 26 ottobre denuncia che a causa della crisi del grano sono ben 100mila gli ettari che gli agricoltori preferiscono lasciare incolti piuttosto che seminare sapendo di non guadagnare nulla. Di fronte a tanti problemi Maurizio Gardini, nella sua nuova veste di presidente di Confcooperative-Fedagri, dichiara dalle pagine della “Stampa” del 25 ottobre che gli agricoltori sono stufi di promesse e sono pronti per la piazza. Il nuovo incarico di Gardini, subentrato a Paolo Bruni, è stato a sua volta commentato su molti quotidiani, fra i quali “Italia Oggi” del 24 ottobre, “Il Resto del Carlino” del 22 ottobre, la “Libertà” del 26 ottobre. Nuove idee Non solo crisi, ma anche risposte e soluzioni ai problemi dei campi. E’ il caso della frontiera metabolomica raccontata dalle colonne di “Italia Oggi” del 24 ottobre, un percorso di ricerca scientifica in campo genetico per migliorare le piante del futuro. A sostegno delle produzioni ci sono poi gli agrofarmaci, argomento sul quale si sofferma “Largo Consumo” con un interessante articolo di forte spessore tecnico. Tecnica e innovazione da soli non bastano a risolvere i problemi, ed ecco dalle pagine di “Italia Oggi” del 24 ottobre che il presidente della Commissione agricoltura al Senato, Scarpa Bonazza Buora, torna sulla necessità di dare copertura al fondo di solidarietà. E se gli aiuti economici tardano ad arrivare, c’è chi si inventa nuove strade, come “l’adozione delle fattorie” della quale parla “La Repubblica” del 24 ottobre. Originale anche l’idea di dare in adozione le galline del proprio allevamento. Un’idea, stando a quanto scrive la “Nuova Sardegna” del 25 ottobre, che ha riscosso un buon successo. Che servano buone idee lo dimostra anche l’analisi condotta da “Libero” del 27 ottobre, che confronta il potere di acquisto realizzato con la produzione di mele e che in quindici anni si è dimezzato. Vino in affanno Serviranno nuove idee anche per il settore enologico per il quale stanno aumentando le difficoltà. C’è meno vino e di migliore qualità, che però il prezzo non riconosce, come pubblica “Italia Oggi” del 24 ottobre. Che il settore stia subendo una frenata lo afferma anche la “Stampa” del 25 ottobre e il “Secolo XIX” denuncia il calo dei prezzi, diminuiti anche del 40%. Un calo che non risparmia nemmeno i vini più importanti e noti, come si può leggere su “Il Resto del Carlino” del 26 ottobre. In compenso arriva da “Il Sole 24 Ore” del 27 ottobre la conferma che in Russia si beve sempre più vino a marchio Doc proveniente dall’Italia. Zootecnia in fiera Protagonista delle notizie legate al mondo degli allevamenti è la Fiera di Cremona che si è svolta dal 22 al 25 ottobre. “Il Sole 24 Ore” del 24 ottobre ricorda anche le manifestazioni di protesta che si sono svolte a margine della manifestazione cremonese per denunciare la gravità della situazione vissuta dagli allevamenti. Anche “Italia Oggi” ricorda che gli allevatori sono “sul piede di guerra”. “Avvenire” del 26 ottobre offre un quadro meno pessimistico ricordando che da Cremona sono arrivati anche segnali positivi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche “Il Giornale di Brescia” secondo il quale gli allevatori, nonostante le preoccupazioni per la situazione difficile, sono pronti ad agganciare la ripresa. Purchè arrivi davvero...

27 ottobre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, te lo do io il supermarket Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 14 al 20 ottobre

Combattere la fame in un mondo futuro preda della povertà e della sovrappopolazione, la crisi del latte e le proteste degli allevatori. E poi la nuova holding dell’agricoltura che nascerà dai Consorzi agrari e la lotta all’agropirateria. Due temi questi ultimi al centro del Forum Coldiretti che si è svolto a Cernobbio. Questi, in sintesi, gli argomenti più seguiti dai media negli ultimi giorni. Ma andiamo con ordine e iniziamo da “Avvenire” del 15 ottobre che dedica ampio spazio al Forum della Fao che si è svolto a Roma e che si è interrogato su come dare nutrimento ad una popolazione mondiale che fra 40 anni raggiungerà la bella quota di 9 miliardi di persone. L’allarme fame nel mondo è rilanciato nello stesso giorno da “Finanza e Mercati” ed è ancora “Finanza e Mercati” che il giorno seguente affida ad un’intervista al ministro Zaia il compito di sottolineare il ruolo dell’agricoltura e l’importanza di ridurre gli sprechi. Sull’argomento interviene anche l’”Osservatore Romano” del 17 ottobre per ribadire la necessità di aumentare gli investimenti per lo sviluppo dell’agricoltura nei paesi poveri. La novità dei Consorzi agrari Dopo il Forum della Fao è il Forum Coldiretti che cattura l’attenzione dei giornali che danno grande enfasi al progetto di riorganizzazione dei Consorzi agrari. Fra i primi ad occuparsi dell’argomento è “Italia Oggi” del 15 ottobre con una breve nota sulla nuova struttura societaria che Coldiretti e Assocap stanno per costituire. Sull’argomento arrivano nei giorni seguenti gli approfondimenti di molte testate, fra le quali “Avvenire” e “Libero” e del 17 ottobre. Per chi volesse ripercorrere la gloriosa e tormentata storia ultracentenaria dei Consorzi Agrari può leggere l’interessante articolo pubblicato da “Il Sole 24 Ore” del 17 ottobre che ne riassume le principali tappe dalla nascita ad oggi. E’ ancora “Il Sole 24 Ore” che il giorno seguente offre ai lettori un approfondimento sul nuovo progetto presentato a Cernobbio. Sul piano della comunicazione il Forum Coldiretti ha centrato l’obiettivo concentrando l’attenzione dei media sull’agropirateria e organizzando una sorta di esposizione dei falsi made in Italy che si incontrano nel mondo. Fra le tetstate che ne hanno parlato ricordiamo “La Discussione” del 17 ottobre, “Il Resto del Carlino” del 18 ottobre e nello stesso giorno anche “Ore 12” Dal riso ai soldi non spesi dei Psr Nonostante i riflettori dei media fossero puntati sui forum di Fao e Coldiretti, i giornali non si sono dimenticati di mettere in pagina altri importanti argomenti, come le difficoltà del riso che proprio in questi giorni sta completando la raccolta e delle quali si occupa “Il Sole 24 Ore” del 14 ottobre. Problemi in vista anche per il tabacco, come riporta il “Corriere dell’Umbria” del 16 ottobre, a causa delle recenti gelate. Continuano le difficoltà per il settore ortofrutticolo, che però si organizza creando un fronte comune internazionale per chiedere i necessari interventi. Se ne parla su “Il Resto del Carlino” del 19 ottobre, mentre la “Gazzetta di Modena” del 20 ottobre dà spazio alla protesta a base di frutta che è stata regalata ai cittadini di Bologna. Su “Italia Oggi” del 17 ottobre ci si occupa dei cereali e del piano cerealicolo che dovrebbe avere il suo punto di forza nel vedere riconosciuta la qualità nel prezzo pagato dalle industrie. Sulla “Gazzetta Economia” del 19 ottobre si fa il punto sulla situazione della meccanizzazione agricola, in fase calante per l’export, ma in buona posizione sul mercato interno. E’ ancora la “Gazzetta Economia” che denuncia il mancato decollo in Puglia e Basilicata dei piani di sviluppo rurale, tanto che le due Regioni non riescono a spendere i soldi della programmazione 2007/2013. Allevamenti in rivolta In tema di crisi non potevano mancare le notizie sul mondo degli allevamenti, che fra una protetsa e l’altra aspettano una risposta ai loro problemi da parte degli eurocrati riuniti ora a Bruxelles, ora a Lussemburgo. In questo intreccio di incontri fra ministri e commissari l’”Arena” del 14 ottobre pone l’accento sull’intesa che Francia e Italia hanno raggiunto circa le richieste da portare avanti. Di questo inedito asse fra Roma e Parigi si parla anche su “Il Sole 24 Ore” del 17 ottobre. E che qualcosa vada muovendosi per il meglio lo anticipa “Il Resto del Carlino”. Ma su “Italia Oggi” del 15 ottobre si muovono i primi dubbi su quali potranno essere gli interventi messi in campo dalla Ue per sostenere il settore. Bisogna leggere il francese “La Tribune” o la “nostrana” “Gazzetta del Mezzogiorno” del 19 ottobre per avere le prime anticipazioni sui 300 milioni che la Ue potrebbe mettere a disposizione per gli interventi a favore degli allevamenti. Ma già il 20 ottobre si può leggere su il “Corriere della Sera” che gli stanziamenti a favore del settore latte ammontano a 280 milioni, ma non servono solo soldi, avvisa “La Discussione”. Tanto che “Il Sole 24 Ore” nell’illustrare i termini dell’accordo dà voce anche alle proteste che hanno accompagnato il raggiungimento dell’intesa da parte dei ministri Ue. La guerra delle bollicine Settimana difficile anche per il vino alle prese con la guerra delle bollicine fra Veneto e Friuli e che ha come protagonista il Prosecco. Se ne parla su “Affari e Finanza” del 19 ottobre, ma l’argomento era già stato anticipato sul “Gazzettino di Treviso” del 14 ottobre per poi avere un’eco su “Il Sole 24 Ore” del 17 ottobre e infine sul “Corriere della Sera” del 18 ottobre. Mentre si discute, sul mercato del vino si assiste ad uno spostamento delle preferenze del consumatore, attento alla qualità, ma anche al prezzo come evidenzia un resoconto pubblicato su “Affari e Finanza” del 19 ottobre. Anche per il vino, dunque, potrebbe aprirsi una stagione meno rosea.

20 ottobre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, non c’è pace tra i frutteti Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 7 al 13 ottobre

Molta l’attenzione che i quotidiani usciti in questi giorni hanno dedicato agli argomenti legati al mondo dell’ortofrutta. Non che manchino occasioni per dibattere di questo settore, alle prese con molti problemi, ma tanto interesse da parte dei media è legato al Macfrut, la manifestazione internazionale dedicata all’ortofrutta che si è svolta a Cesena dal 7 al 9 ottobre. Ecco allora che sulle pagine de “Il Resto del Carlino” del 7 ottobre si può leggere l’intervista al presidente di Apo Conerpo, Paolo Bruni, che chiede più incentivi per l’export. E’ ancora “Il Resto del Carlino” che il giorno seguente offre un ampio resoconto dell’incontro al Macfrut del ministro Zaia con i produttori. Il “Corriere Nazionale”, a proposito della presenza del ministro alla manifestazione cesenate, pone l’accento sulla proposta che i sostegni della Pac vadano esclusivamente agli agricoltori professionali. La vetrina del Macfrut è anche testimone di uno “scontro” a distanza fra il ministro e le organizzazioni professionali ed è “Il Resto del Carlino” che il 9 ottobre dedica un ampio servizio all’argomento. Che sul settore aleggi un po’ di nervosismo è innegabile, colpa della difficile situazione che nasce dalla caduta delle esportazioni e dall’aumento dell’import, con pesanti ripercussioni sui prezzi, come si legge su “Avvenire” del 9 ottobre. E’ poi “Il Sole 24 Ore” del giorno seguente che con la firma di Massimo Agostini si assume il compito di fare il punto sulle iniziative messe in campo dal ministro per contrastare la discesa dei prezzi. Nello stesso giorno “Italia Oggi” punta l’attenzione sul messaggio che il ministro ha lanciato ai produttori invitandoli “a fare squadra” per affrontare il mercato con armi più efficaci. Che ce ne sia bisogno lo sottolinea anche “Avvenire”, ricordando come la caduta dei prezzi alla produzione non abbia avuto alcun effetto sui prezzi al consumo. Le difficoltà del settore sono poi sottolineate da “Libero” del 13 ottobre con un servizio intitolato “L’anno nero delle mele”. Non solo ortofrutta I problemi non si fermano all’ortofrutta ma coinvolgono un po’ tutta l’agricoltura, tanto che nei giorni scorsi il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel corso di un’audizione alla Commissione Agricoltura del Senato ha chiesto, come si legge “su “Ore 12 “ dell’8 ottobre, una politica più adeguata per uscire dalla crisi. Nello stesso giorno “La Gazzetta del Mezzogiorno” pubblica una lunga intervista a Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura al Parlamento Ue, nella quale si lamentano le promesse non mantenute per l’agricoltura del Sud. Dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” del 10 ottobre arriva il pressante appello dei giovani dell’Anga a non ridurre i fondi della Ue destinati all’agricoltura. Sfogliando ancora “Il Sole 24 Ore” del 10 ottobre si incontrano altre interessanti notizie legate al mondo dell’agricoltura e fra queste il progettato riassetto dei consorzi agrari secondo uno schema non dissimile da quello che era la Fedit. Continuando la lettura de “Il Sole 24 Ore” si incontra anche una nota sul buon andamento dei raccolti statunitensi di soia, il che spiega in qualche misura il calo dei prezzi di questa proteoleaginosa sui principali mercati. Una buona notizia per gli allevatori, che di soia fanno ampio uso negli alimenti per il bestiame. Allevamenti, arrivano i soccorsi Ma le buone notizie per la zootecnia non si fermano qui. Dal Ministero dell’Agricoltura arriva la conferma della disponibilità di 45 milioni di euro per sostenere gli allevamenti che si sono messi in regola con le quote latte. Ne dà notizia “Italia Oggi” e il giorno seguente “L’Eco di Bergamo”. In tema di aiuti agli allevamenti interviene anche “La Provincia” del 10 ottobre, ricordando la serie di interventi già approvati o ancora all’esame da parte della Ue. Ed è ancora “La Provincia” a ricordare che gli allevamenti potranno usufruire di un rinvio nel pagamento della sesta rata delle multe pregresse. Il quotidiano piacentino “Libertà” del 12 ottobre nel ricordare gli interventi a favore degli allevamenti, si sofferma sull’avvio dei lavori del “gruppo di esperti di alto livello” che la Ue ha messo in campo per cercare soluzioni alle difficoltà del settore lattiero. Poteva essere annoverata fra le notizie positive anche l’accordo raggiunto in provincia di Brescia per il prezzo del latte. Ma i termini dell’accordo, specie sotto il profilo economico, sembrano proprio non soddisfare nessuno. Per “La Provincia” dell’8 ottobre si tratta persino di un accordo “suicida”, mentre il “Giornale di Brescia” dell’11 ottobre lo bolla come il prezzo della discordia e la “Gazzetta di Mantova” del 10 ottobre lo definisce “assurdo”. Uva e vino Il mondo dell’uva e del vino continua a essere combattuto fra le difficoltà di mercato dell’ultima vendemmia e gli andamenti altalenanti dei vini. Così si può leggere su “La Repubblica” del 7 ottobre la denuncia di alcuni viticoltori che hanno preferito lasciare i grappoli a marcire sui tralci piuttosto che raccogliere e vendere sottocosto. Male anche la vendemmia sui colli Euganei (ne parla “Il Gazzettino” del l’8 ottobre), la colpa in questo caso non è del mercato ma delle condizioni ambientali sfavorevoli. Per il vino, che risente degli effetti della crisi soprattutto sul fronte delle esportazioni, è il momento di rivedere le strategie di marketing, come sottolinea “Trentino” raccogliendo un’intervista al presidente di Cavit. In tema di strategie interviene anche “La Stampa” dell’11 ottobre invitando a pensare a nuovi mercati, come quello cinese, oltre ai classici sbocchi negli Usa. Sull’argomento interviene anche “Famiglia Cristiana” in edicola il 7 ottobre, invitando a tener gli occhi aperti sull’Australia, che potrebbe rivelarsi un pericoloso competitore per i vini italiani. Una concorrenza che almeno per il momento non preoccupa l’Amarone, che secondo quanto riporta “Finanza e Mercati” del 13 ottobre è il vino preferito dai londinesi.

13 ottobre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, ‘e noi adesso smettiamo di seminare’ Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 30 settembre al 6 ottobre

La proposta sarà anche provocatoria, ma invita ad una riflessione ed arriva dalle colonne de “La Stampa” del 4 ottobre con un articolo che già dal titolo la dice lunga: “E noi adesso smettiamo di seminare”. Colpa di questa crisi dei campi che prosciuga il portafoglio di agricoltori e allevatori. E allora tanto vale non seminare, come pure gettare il latte alle ortiche. E’ ancora “La Stampa” dello stesso giorno che ricorda i numeri di questa crisi prendendo lo spunto dalla Conferenza Economica di Cia (se ne parla anche su questo numero di Agronotizie). L’incontro promosso dalla Cia ha avuto larga eco sui quotidiani di questi ultimi giorni a iniziare dal “Corriere della Sera” del 2 ottobre che anticipa i temi della Conferenza ricordando che un agricoltore su tre è a rischio chiusura. Colpa della mancanza di risorse finanziarie per l’agricoltura come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 3 ottobre mentre “Italia Oggi” nello stesso giorno ricorda l’assenza dell’agricoltura dalla Finanziaria 2010. Per uscire dalle difficoltà gli agricoltori della Cia chiedono allora interventi concreti o “sarà mobilitazione” come si legge su “Brescia Oggi” del 4 ottobre. Servono aiuti Non c’è solo la Conferenza della Cia a ricordare le difficoltà dell’agricoltura. Dalle pagine de “Il Resto del Carlino” del 2 ottobre si apprende che in Italia entra sempre più grano di importazione mentre i prezzi crollano. Che ci sia bisogno di aiutare l’agricoltura lo afferma dalle colonne de “Il Riformista” del 2 ottobre lo stesso ministro Zaia. Di aiuti all’agricoltura si parla poi sul quotidiano cremonese “La Provincia” del 30 settembre e da “Il Giorno” del 2 ottobre si apprende che i problemi riguardano anche il riso, con prezzi in caduta libera. Meglio i Dop Solo i prodotti a marchio di origine (Dop e Igp) sembrano resistere meglio all’ondata della crisi e l’Italia in questo settore può vantare, come riporta “La Repubblica” del 2 ottobre, il maggior numero di prodotti a marchio. Nelle etichette, si legge su “Il Giornale” del 30 settembre, potrebbero anche arrivare le indicazioni in dialetto. Ma già saremmo contenti se finalmente si potesse conoscere almeno l’origine dei prodotti, ma ci sarà da aspettare...A proposito di etichette e marchi, su “Il Corriere del Trentino” si può leggere la curiosa storia (ignorata da altri quotidiani) di Melinda, che su internet ha incontrato alcuni detrattori, tanto che si parla di diffamazione. Continua intanto a macinare consensi presso i consumatori il biologico, che conquista spazi anche nei mercatini rionali. come afferma “Il Mattino” dell1 ottobre. Vini e uve Male anche le uve, ma bene il vino. Questa la sintesi delle notizie che riguardano il settore pubblicate negli ultimi giorni. Il 4 ottobre da “Il Sole 24 Ore” ci ricordano infatti che il prezzo delle uve è in forte sofferenza, ma è sempre “Il Sole 24 Ore”, in questo caso del 30 settembre, che ricorda la sfida fra i vini della Borgogna e quelli dell’Oltrepo, riuniti in una nuova associazione. La sfida continua anche per lo Champagne, tanto che un importante produttore francese ha deciso di investire in Emilia-Romagna, in un inconsueto binomio fra bollicine e mortadella. I dettagli si possono leggere su “Il Mondo” in edicola il 2 ottobre. Latte in alto mare Sempre irrisolti i problemi del latte, tanto che si continua a parlare del latte versato nei campi per protesta (Corriere della Sera, 1 ottobre), protesta che continua sotto le finestre dei ministri agricoli riuniti a Bruxelles (Il Giorno, 5 ottobre). Sui risultati del summit si dividono le opinioni dei giornali e mentre “La Stampa” del 6 ottobre afferma che i ministri hanno trovato un accordo sulle misure da prendere, “Il Resto del Carlino” dello stesso giorno pone l’accento sulle divisioni che hanno contraddistinto l’incontro. In difficoltà anche il latte di pecora e dunque il pecorino, tanto che il Consorzio di tutela pensa ad una riduzione dei quantitativi prodotti per ridare tono al mercato. Se ne parla su “Nuova Sardegna” del 4 ottobre, mentre “Libertà” del 3 ottobre dà un resoconto delle iniziative del Consorzio del Grana Padano per fronteggiare la crisi. Si torna a parlare (Giornale di Brescia, 4 ottobre) anche dei problemi della suinicoltura, alla prese con la “bocciatura” del marchio Dop per il Gran Suino Padano.

6 ottobre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, la crisi dei campi vista dai giornali Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 23 al 29 settembre

E tempo di crisi per i campi. Se ne sono accorti anche i giornali che alle difficoltà dell’agricoltura hanno dedicato negli ultimi giorni molti articoli. A iniziare dal quotidiano piacentino “Libertà” che il 23 settembre riporta una cronaca delle proteste andate in scena di fronte a Montecitorio per lamentare i problemi esistenti per frutta e latte. Settori, quelli della frutta e del latte, che hanno visto crollare i prezzi anche del 50% come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” che il 26 settembre riporta un’ampia cronaca del Summit di Confagricoltura che si è svolto in Sardegna. Al Summit che si è svolto a Cagliari dedica ampio spazio anche “Ore 12” del 27 settembre, sottolineando la profondità della crisi del settore. Su “Il Giornale” del 24 settembre si può leggere un’intervista rilasciata dal presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che sottolinea alcuni dei temi affrontati dal Summit. Nonostante le difficoltà, l’agricoltura continua a essere agli ultimi posti, afferma “La Stampa” del 24 settembre, fra i settori che ricevono il sostegno dello Stato. C’è poi da segnalare la caduta dei prezzi dei cereali, come riporta “Libertà” del 25 settembre, argomento sul quale torna il 27 settembre “La Discussione”, mentre il “Messaggero Veneto” del giorno seguente denuncia la pesante situazione del mercato del mais. Diabrotica e Ogm Non bastano le difficoltà di mercato, ma ci si mette anche la diabrotica a svuotare i portafogli degli agricoltori e da “Espansione” arriva il 25 settembre un invito al ministro Zaia per visitare le coltivazioni colpite. Dei danni da diabrotica si occupa anche “L’Eco di Bergamo” del 26 settembre. Ancora una volta i danni alle colture di mais rilanciano il tema degli Ogm, per il cui impiego è spezzata una lancia da parte del Commissario europeo Fischer Boel (La Stampa, 27 settembre) e anche dal Vaticano (Italia Oggi, 26 settembre). Rispondere alla crisi A combattere la crisi arriva il piano di tutela dei prodotti a marchio, argomento ripreso su “Italia Oggi” del 23 settembre, mentre “Panorama” in edicola il 25 settembre riporta le esperienze di alcuni imprenditori che hanno vinto le sfide del mercato. Sui mercati internazionali si segnalano gli interventi (Il Sole 24 Ore, 26 settembre) delle autorità americane per regolamentare i futures del grano. Interessante, sempre sul piano internazionale, la diffusione del “Farmland Grab”, una sorta di delocalizzazione dell’agricoltra della quale parla “Liberal” del 29 settembre. Tornando a “casa nostra”, ci sono i suggerimenti del quotidiano cremonese “La Provincia” che indica nella coltivazione della colza una risposta alle difficoltà che si stanno incontrando per altre colture. Fra le buone notizie la conferma, dalle pagine di “Italia Oggi” del 25 settembre, che Agea metterà in pagamento a partire dal 16 ottobre i pagamenti dei premi Pac. Notizie positive anche dal settore dell’olio il cui raccolto (Italia Oggi, 26 settembre) si preannuncia ottimo sia per qualità sia per quantità. L’altalena del vino Alti e bassi per il vino, che accusa qualche sofferenza sul fronte dell’export, argomento affrontato su “DNews” del 23 settembre e su “Italia Oggi” del 26 settembre. Preoccupazioni per i prezzi delle uve sono segnalati da “Libertà” del 26 settembre, mentre per i vini della Via Emilia, come li definisce “Il Resto del Carlino” del 28 settembre, arrivano importanti riconoscimenti da parte di un’accreditata guida enologica. Il “Corriere della Sera” del 23 settembre conferma che dalla vendemmia di quest’anno ci si attende per tutti i vini un’ottima qualità, che si spera possa ridare tono al mercato. Il latte nel tunnel Nessuna schiarita in vista per i problemi che assillano il mondo del latte, con gli allevatori che continuano a manifestare ai valichi di frontiera (Il Resto del Carlino, 23 settembre), dove sono denunciati anche ingressi di latte al di fuori delle norme (Il Tempo, 23 settembre). Dai valichi la protesta si è anche spinta a Montecitorio, come riporta “La Stampa” del 24 settembre, ed è ancora “La Stampa” che il 27 settembre riporta un lungo servizio sulle difficoltà che affliggono il mondo degli allevamenti da latte. Le colonne de “La Provincia” del 29 settembre ospitano un documento stilato da ConfCooperative Cremona che indica in nove punti le risposte da fornire al mondo degli allevamenti per uscire dalla crisi. Dopo aver versato il latte sui campi la protesta degli allevatori, ricorda “Brescia Oggi” del 27 settembre, ora si sposta nelle città dove il latte sarà regalato ai passanti. Il messaggio è chiaro, lo pagano talmente poco che tanto vale regalarlo…Sempre meglio che versarlo sui campi.

29 settembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, dalla rabbia nei campi all’origano per la diabrotica Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 16 al 22 settembre

Tempo di proteste per gli agricoltori. Ne danno notizia molti giornali in questi ultimi giorni, a iniziare dal quotidiano cremonese “La Provincia” che il 16 settembre dedica ampio spazio alle manifestazioni degli allevatori francesi in occasione della fiera zootecnica che si è svolta a Rennes. Anche in Belgio è tempo di proteste degli allevatori e “Il Sole 24 Ore” del 17 settembre lascia il compito ad una fotografia di testimoniare la portata della protesta, con decine di carri spandiliquame che versano il latte nei campi. Un’iniziativa che sarà imitata anche dagli allevatori italiani, come riportano le cronache del “Corriere della Sera” e de “Il Giorno” del 19 settembre. E si replica con il blocco delle frontiere per chiedere, si legge sul “Corriere della Sera” del 22 settembre, sostegno al prezzo e incentivi alla produzione. Sulla scia delle proteste arriva la convocazione presso il ministero dell’Agricoltura di un “tavolo straordinario” dal quale si chiede, stando alla cronaca riportata da “La Prealpina” del 22 settembre, interventi a sostegno dei formaggi. Ma non c’è solo il latte ad accendere gli animi, ma un po’ tutti i settori dell’agricoltura. Lo ricorda il quotidiano piacentino “Libertà” del 17 settembre, illustrando l’iniziativa di alcuni sindacati agricoli che hanno manifestato ai caselli autostradali di Modena e Faenza. Anche dalle colonne de “La Provincia” del 20 settembre si ricordano i motivi che hanno indotto gli agricoltori e gli allevatori ad alzare la voce. Cereali in caduta libera Una protesta, questa degli agricoltori, che nasce dalla caduta dei prezzi, quelli dei cereali e della frutta in primo luogo, come ricorda “Libertà” del 17 settembre. A soffrire è anche il prezzo del risone, che le pagine de “La Provincia Pavese” dicono essere crollato del 30%. Difficoltà si registrano anche per l’export della pasta, un problema segnalato da “Il Sole 24 Ore” del 21 settembre. Pasta il cui prezzo però non scende, a dispetto del crollo delle quotazioni del grano, come denuncia la Coldiretti dalle pagine di “Liberal” del 17 settembre. Parlando di prezzi un grido di allarme si alza anche dagli olivicoltori, ormai in ginocchio come titola “La Gazzetta di Bari” del 20 settembre. Novità per la diabrotica Fra i problemi fa ancora capolino la diabrotica del mais e il divieto di impiego anche per il 2010 dei neonicotinoidi. Se ne parla su “La Provincia” del 20 settembre, annunciando le iniziative di Confagricoltura per supportare gli agricoltori nella difesa delle coltivazioni di mais. Sull’argomento interviene anche “Il Giornale” del 18 settembre, puntando l’indice sull’eccessivo catastrofismo con il quale si è parlato in passato della moria delle api. Dalle pagine del “Corriere della Sera” del 19 settembre arriva intanto la notizia che dal gene dell’origano possono essere ricavati tratti di Dna capaci di mettere al riparo le piante di mais dagli attacchi di questo parassita. In attesa che queste ricerche possano portare a risultati concreti, “Italia Oggi” del 18 settembre evidenzia la crescita del settore agrochimico, con Bayer CropScience che fa segnare il raggiungimento di buoni risultati in quanto a fatturato, con una interessante tendenza alla crescita per il settore biotecnologico. La “forza” dell’agricoltura Pur a fronte di queste molte difficoltà, all’agricoltura è riconosciuto un ruolo fondante per l’ambiente, un concetto che emerge dalla cronaca riportata da “La Padania” del 16 settembre all’indomani dell’incontro dei ministri dell’Agricoltura della Ue riuniti in Svezia. Intanto in Italia dalle colonne del “Riformista” si apprende che le aziende agricole hanno superato l’industria in quanto a numero di nuove aziende, per lo più guidate da giovani. A proposito di giovani, è ancora “Il Riformista” che ricorda le iniziative del piano Zaia per consentire ai giovani di valorizzare le terre del demanio. Dall’agricoltura e dalla genomica verde, ricorda “Nova”, dorso scientifico de Il Sole 24 Ore, arrivano anche nuove possibilità in tema di alimentazione e di energia. In tema di energia dalle colonne di “Italia Oggi” giunge la conferma da parte del presidente di Finbieticola (e di Confagricoltura), Federico Vecchioni, della crescita della rete di agroenergie. Un sostegno all’aumento dell’energia ricavata da fonti rinnovabili la dà anche il fisco che secondo quanto afferma “Affari e Finanza” del 20 settembre considera i proventi derivanti da questa attività come reddito agricolo.

22 settembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, tanto ‘bio’ in un’agricoltura con pochi giovani Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 9 al 15 settembre

Si è parlato molto di agricoltura biologica in questi ultimi giorni, complice lo svolgersi a Bologna di Sana, la manifestazione fieristica dedicata al “naturale” che si è chiusa domenica 13 settembre. Numerosi i giornali che hanno fatto il punto sull’andamento del settore, come “Finanza e Mercati” del 10 settembre o il settimanale “Il Mondo” in edicola l’11 settembre. Interessanti anche i dati sul consumo di prodotti biologici messi in evidenza sulle pagine de “La Discussione” e de “La Stampa” del 13 settembre, mentre “Il Resto del Carlino” del giorno seguente analizza in particolare i dati relativi a frutta e ortaggi, il cui trend è positivo. I buoni risultati sin qui raggiunti non devono far perdere di vista i problemi che anche in questo settore non mancano, come mette in evidenza “Italia Oggi” dell’11 settembre, ricordando che le importazioni di prodotti biologici stanno aumentando in maniera significativa. Quasi si trattasse di una contrapposizione alle produzione biologiche (ma così non è), sui quotidiani degli ultimi giorni è rispuntato il tema Ogm, preso in esame da “Italia Oggi” nella sua componente economica, per sottolineare i forti costi conseguenti ai divieti in atto. Mentre in Romania, ricorda sempre “Italia Oggi” del 12 settembre, si sono adottate misure meno restrittive che lasciano maggiori spazi di coesistenza con le colture tradizionali. Sull’argomento interviene anche “Il Giornale”, non senza una vena polemica. Serre e gasolio Le dispute fra favorevoli e contrari agli Ogm hanno però ceduto il passo a problemi più concreti, come la sentenza della Corte di Giustizia della Ue che imporrebbe ai serricoltori di restituire lo sconto sulle accise per il gasolio concesso fra il 2000 e il 2004. Se ne parla diffusamente su “Italia Oggi” del 9 settembre e su “Il Secolo XIX” del giorno seguente. Dalle colonne de l’”Arena” si torna su questo argomento per sottolineare la crisi cui andrebbe incontro il settore delle colture protette se la Corte di Giustizia non rivedrà le sue posizioni, anche a seguito del ricorso annunciato dal ministro Zaia e del quale si dà un resoconto su “Ore 12- del 10 settembre. Economia e mercati I temi legati all’economia del mondo agricolo hanno trovato a loro volta ampio spazio sui quotidiani, a iniziare da “Avvenire” del 9 settembre, che ha preso in esame i dati sull’andamento del settore primario, che ha come punto di debolezza la scarsa percentuale di giovani in attività. Si spera che un recupero possa arrivare dalla disponibilità di terreni demaniali da affidare appunto ai giovani. Per i giovani arriva anche dalle colonne de “Il Tempo” del 15 settembre l’impegno del ministro Zaia a mettere in campo aiuti per favorire il loro ingresso in agricoltura. Più giovani in agricoltura, è ancora “Il Tempo” che ne dà notizia, significa anche favorire il ruolo dell’agricoltura come strumento per il rilancio economico del Paese. Argomento, quest’ultimo, sul quale dalle colonne de “Il Tempo” dell’11 settembre interviene anche il presidente della Coldiretti, Sergio Marini. Parlando di economia non sono mancati i riferimenti ai mercati e in particolare alla crisi della frutta, tanto che “Il Resto del Carlino” denuncia come i pescheti della Romagna stiano cedendo il posto a grano, patate e cipolla. Sempre in flessione anche il prezzo del grano, come si può leggere su “La Stampa” del 13 settembre, mentre il divieto anche per il 2010 all’impiego dei nicotinoidi (Italia Oggi, 11 settembre) non sarà certo di aiuto ai maiscoltori. Vino e dintorni Per il vino si conferma il buon andamento della vendemmia, che premia sia la qualità sia la quantità (La Discussione, 13 settembre) anche se l’Italia perde il primato produttivo che torna nelle mani della Francia (Italia Oggi, 10 settembre), mentre dall’export arrivano segnali di flessione del fatturato a causa della caduta dei prezzi (Italia Oggi, 12 settembre). Latte e carne in affanno Le discussioni in sede comunitaria sulle misure da adottare per risolvere la crisi del comparto lattiero caseario hanno tenuto desta l’attenzione dei media anche su questo comparto. Il quotidiano di Cremona “La Provincia” ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una politica concreta per risollevare le sorti del settore, mentre “Il Giornale di Brescia” del 9 settembre ha evidenziato la distanza delle posizioni che dividono i Paesi della Ue in merito alle misure da adottare. Dal “Mattino” di Napoli si apprende anche della proposta di indire uno sciopero del latte, mentre Copagri dalle colonne del “Giornale di Brescia” sposa la tesi della riduzione del numero di stalle. Intanto arriva dalle colonne di “Avvenire” del 15 settembre la ferma presa di posizione di Zaia che afferma la sua volontà di evitare che i benefici degli aiuti Ue vadano solo alle zootecnie del Nord Europa. Difficoltà anche il settore dei bovini da carne con il mercato che “non paga”, come si legge su “Italia Oggi” del 12 settembre e come se non bastasse dalle colonne de “Il sole 24 Ore” arriva la minaccia di una carenza di materie prime per i mangimi a causa delle difficoltà nel reperire produzioni non Ogm. Note positive solo per il prosciutto di Parma. Lo afferma “Italia Oggi” del 10 settembre commentando i dati sugli andamenti delle industrie di trasformazione. La stessa cosa non si può dire però per gli allevatori di suini, stremati da una lunghissima crisi.

15 settembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8: bene la vendemmia, male il vino (e la frutta) Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 2 all’8 settembre

Con la vendemmia arrivano i primi dati sulla campagna vitivinicola e i giornali degli ultimi giorni hanno fatto a gara nel fornire anticipazioni sull’andamento del settore. Che stando alle prime indicazioni promette vini di grande qualità, ma prezzi in calo per le uve. E’ quanto si può leggere il 2 settembre su “Il Corriere dell’Umbria”, che parla di un raccolto da primato, mentre “La Padania” dello stesso giorno offre una cronaca della visita del ministro Zaia ai vigneti “eroici” di Pantelleria. Le buone notizie finiscono però subito quando si va ad analizzare il mercato delle uve, crollato del 40% come si può leggere sul “Corriere della Sera” del 4 settembre. Il calo dei prezzi colpisce in particolare nel Sud, dove i viticoltori affidano alla “Gazzetta di Bari” del 6 settembre il compito di denunciare la gravità della situazione. Dalle colonne di “Libero” arriva l’invito ad una maggiore coesione del settore per superare le difficoltà del mercato, difficoltà che però sembrano non colpire il Prosecco, come si può leggere sul “Corriere della Sera” del 7 settembre. A trainare questo segmento dei vini è l’aumento dell’export degli spumanti italiani (Arena del 7 settembre), un dato confermato anche da “Il Sole 24 Ore” del 6 settembre e che in Italia ci fosse una predilezione per i vini con le bollicine lo aveva anticipato “Finanza e Mercati” del 4 settembre. Un momento felice per i nostri spumanti che si contrappone con la caduta dello Champagne, argomento affrontato da “Il Sole 24 Ore” del 4 settembre. L’attenzione dei media per il settore enologico è stata poi rinvigorita dal dibattito sulle soglie di alcol nel sangue di chi guida, giudicate in taluni casi eccessivamente severe tanto che la responsabilità degli incidenti, scrive “Italia Oggi” del 3 settembre, sono per lo più dovute a droga e velocità. Sull’argomento interviene anche il ministro Zaia, che dalle colonne de “Il Resto del Carlino” ribadisce che “non si muore per un calice di vino”. Frutta e cereali Se il fronte del vino si mette in luce per i suoi alti e bassi, dal mercato dei cereali arrivano solo note negative. Mentre il mais fa registrare un calo delle rese (“Il Giornale di Brescia” del 6 settembre), i prezzi dei cereali continuano a flettere (Ore 12), tanto da convincere molti agricoltori a ridurre le superfici destinate a queste colture e in particolare al grano duro (La Provincia). Preoccupazioni anche per il comparto frutticolo, con il crollo del prezzo delle mele che vede invendute, come scrive “Arena” del 2 settembre, le varietà precoci mentre si teme per l’andamento delle Golden. Ancor peggio la situazione delle pesche, il cui prezzo è talmente basso che il valore di una tazzina di caffè è pari a quello di cinque chili di raccolto, come denuncia “Il Resto del Carlino” del 2 settembre. Prezzi così bassi che è meglio regararle, commenta il “Giornale Piemonte” e non va meglio nemmeno per il pomodoro la cui campagna si è aperta nel segno dell’incertezza come si può leggere sul quotidiano cremonese “La Provincia”. Le risposte della politica agricola Molti dunque i settori in difficoltà e da parte del ministero dell’Agricoltura arriva la proposta di realizzare un “codice dell’agricoltura” che consenta perlomeno di semplificare la burocrazia che grava sulle aziende del settore. Se ne parla su “Italia Oggi” del 2 settembre, un argomento ripreso anche nei giorni seguenti su “La Discussione”. In tema di politica agricola è anche da segnalare in questi giorni l’intervento dell’ex ministro De Castro che nella sua nuova veste di presidente della commissione Agricoltura del Parlamento Europeo puntualizza dalle colonne de “La Stampa” del 6 settembre quali siano gli interventi necessari per il settore. Lo stesso De Castro interviene anche il giorno seguente sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” sul tema delle gabbie salariali, che raccolgono il suo favore. Bruxelles discute sul latte Qualche segnale positivo arriva da Bruxelles per il settore lattiero caseario. Il Parlamento europeo ha infatti votato all’unanimità un emendamento per l’ammasso privato dei formaggi. Se ne parla su “La Gazzetta di Parma” del 3 settembre sottolineando il ruolo di De Castro e di Zaia per raggiungere questo risultato. Ed è ancora la “Gazzetta di Parma” a sottolineare come questo intervento possa venire in soccorso alle difficoltà del Parmigiano Reggiano. Ma non è solo in Italia che si sente la necessità di sostenere il settore lattiero caseario. Anche in Francia, come sottolinea il quotidiano francese “Tribune”, si stanno prendendo iniziative per dare al settore migliori prospettive . Ma a quanto scrive “Il Sole 24 Ore” dell’ 8 settembre non c’è intesa fra i paesi della Ue sulle strategie da adottare per risolvere la crisi del settore lattiero caseario. Bisognerà comunque attendere l’incontro fra i ministri dell’Agricoltura, in programma a Lussemburgo in ottobre, come ricorda il quotidiano piacentino “Libertà” dell’8 settembre, per conoscere le misure anticrisi per il latte.

8 settembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, agosto agroalimentare di gioie (poche) e dolori (molti) Cosa hanno scritto i media sui temi dell’agricoltura nel mese dedicato alle vacanze

L’altalena del mercato dei cereali, le tensioni sullo zucchero, l’interesse per le energie alternative, il dibattito sul biologico. E poi i mai risolti problemi delle stalle, il crollo della frutta, e le prime anticipazioni sulla vendemmia. Non sono mancati gli argomenti in questo mese di agosto per dare spazio sui media ai temi dell’agroalimentare. Su “Avvenire” del 1 agosto si legge del sorpasso dell’agricoltura sull’industria. Che non si sa se salutare come un segno positivo, perché dovuto all’arretramento dell’industria, più che a una crescita dell’agricoltura, a sua volta alle prese con mille problemi. In soccorso dell’agricoltura, come scrive “Il Sole 24 Ore” arriva intanto l’accordo Stato-Regioni sui fondi della Ue. In tema di sovvenzioni, “Libero” dell’ 11 agosto conferma che la Ue anticiperà gli aiuti dal 1 dicembre al 16 ottobre. Altra conferma, questa volta per le terre demaniali da affidare ai giovani agricoltori, arriva dalle colonne de “Il Tempo” del 19 agosto. Bene gli aiuti, che prò non risolvono le difficoltà che si registrano sui mercati. Un’interessante analisi sugli andamenti delle materie prime la si può leggere su “Brescia Oggi” del 1 agosto. Interessanti anche le note pubblicate su “Il Sole 24 Ore” del 13 agosto sugli abbondanti raccolti di soia e di mais negli Usa. Nel frattempo in Italia si registra il vistoso calo del mais, i cui prezzi, come si può leggere su “Libero” del 29 agosto, sono scesi del 30%. Energie rinnovabili Dai cereali alle biomasse e alle bioenergie il passo è breve e di quest ultimo argomento si occupa “La Stampa” del 2 agosto che commenta uno studio di Confagricoltura sulle possibilità di sviluppo di questo settore. “Italia Oggi” dell’11 agosto si occupa invece del bioetanolo, sostenuto da incentivi per 73 milioni euro. Per le energie da fonti rinnovabili prodotte in azienda ci sono notizie incoraggianti, visto che in questi casi, come scrive “Il Sole 24 Ore” del 17 agosto, si aprono le porte al regime fiscale agevolato. “Italia Oggi” del 22 agosto ricorda che fra le fonti di energie verdi ci sono anche vite e olivo. A fine agosto arriva però un’inchiesta de “L’Espresso” secondo la quale le prospettive per lo sviluppo delle energie alternative è compromesso dalle scelte politiche. Biologico pro e contro Anche l’agricoltura biologica ha avuto nel mese di agosto momenti di grande attenzione da parte dei media. Il merito (o la colpa...) è di una ricerca inglese che mette sullo stesso piano i prodotti biologici e quelli convenzionali. Ne ha parlato “La Discussione” del 2 agosto, “Il Riformista” dell’8 agosto e nel giorno seguente anche “L’Altro”. Sul fronte del biologico c’è poi da segnalare la crescita che il settore fa registrare in comparti diversi da quelli dell’agricoltura. Ne parla diffusamente “Italia Oggi” del 27 agosto. Frutta in sofferenza Estate all’insegna delle difficoltà per la frutta e per le pesche in particolare, in preda ad una profonda crisi di mercato come riporta diffusamente “Avvenire” del 12 agosto, mentre i produttori dalle colonne di “Italia Oggi” chiedono l’intervento di Bruxelles per risollevare le sorti del settore. Interviene anche “La Stampa” del 23 agosto che definisce questa stagione come l’anno nero delle pesche. Sulle pagine di “Libero” del 26 agosto si può leggere poi un’inchiesta sulla filiera della frutta, che punta l’indice sul ruolo della grande distribuzione nel governo dei prezzi della frutta e non solo. Intanto a fine agosto si apre una situazione di crisi anche per le mele come si legge su “Arena”. Bene la vendemmia, male il vino Le calde giornate di agosto hanno accelerato le operazioni di vendemmia e molti quotidiani in questo mese hanno dedicato spazio alle previsioni sull’andamento dei raccolti di uve. Ha iniziato il “Corriere della Sera” del 6 agosto che parla di una partenza da record per la vendemmia. Sulla stessa lunghezza d’onda anche “La Gazzetta di Modena” del 18 agosto che parla di previsioni ottimistiche per la vendemmia, opinione condivisa anche da “Avvenire” del 20 agosto. Se la vendemmia va bene, chi soffre è il vino come sottolinea “La Stampa” del 25 agosto, confermando quanto già scriveva “L’Espresso” nei primi giorni di agosto descrivendo le difficoltà che i nostri vini stanno incontrando sul mercato. Colpa del calo dei consumi, afferma “Libero” del 30 agosto, conseguenza a sua volta degli effetti della patente a punti. Le difficoltà del mercato enologico si stanno ora riflettendo sul prezzo delle uve, che nonostante la buona qualità vedono un sensibile calo dei prezzi, come riferiscono molti quotidiani (Unità, La Stampa, Il Messaggero del 29 agosto). A soffrire non sono solo i nostri vini, ma anche il blasonato champagne (Il Sole 24 Ore del 29 agosto). Latte, ancora multe Mentre i produttori di vino fanno i conti con le prime avvisaglie di un mercato in difficoltà, gli allevatori continuano a vedersela con l’eterno problema delle multe. Se ne parla su “L’Eco di Bergamo” del 4 agosto e per dare un sostegno al settore arriva dal ministero dell’Agricoltura, come si legge su “Il Sole 24 Ore” del 6 agosto, un decreto per etichettare anche il latte a lunga conservazione. Etichette che non piacciono all’industria (Il Sole 24 Ore del 7 agosto) e nemmeno a Bruxelles che dovrà prendere in esame il decreto (La Discussione del 9 agosto). Ma la crisi del settore non molla la presa, tanto che a fine agosto si legge su “La Provincia” di Cremona che una via di uscita sta nella riduzione delle stalle e del numero di capi in allevamento. Insomma, una resa. Chi non si arrende sono i suinicoltori che pur vedendosi bocciare da Bruxelles il progetto della Dop per il Gran Suino Padano (Italia Oggi del 15 agosto), sono intenzionati a trovare una soluzione per non perdere le opportunità offerte dal marchio (Italia Oggi del 19 agosto).

1 settembre 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, latte frizzante e coccinelle invadenti Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 22 al 28 luglio

Mentre si placa la corsa mediatica all’allarme sanitario sulla nuova influenza (se ne parla ancora su “Il Mattino” del 22 luglio e su la “Gazzetta di Bari” del 24 luglio), riprendono spazio gli articoli dedicati all’agroalimentare e in particolare al latte dopo le proteste degli allevatori. Se ne parla su “Finanza e Mercati” del 22 luglio che ospita un servizio sulle proteste al Brennero, con molti dettagli sulla situazione economica del settore e sui flussi di importazione. Nello stesso giorno il “Corriere della Sera” dedica all’argomento un articolo sottolineando la presenza del ministro Zaia al fianco degli allevatori durante le proteste al Brennero. “Il Resto dl Carlino” ospita invece un’intervista a Paolo De Castro, neo eletto presidente della Commissione agricoltura della Ue, che evidenzia come le origini della crisi del latte non siano da cercare nella politica comunitaria. Ma fra Roma e Bruxelles pare non esserci accordo sulle scelte da fare, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 23 luglio. I dettagli delle iniziative proposte dall’Italia si possono leggere su “Il Riformista” dello stesso giorno, proposte che prevedono fra l’altro l’indicazione in etichetta dell’origine del latte a lunga conservazione (“Il Sole 24 Ore” del 24 luglio), cosa che raccoglie il consenso della Coldiretti (“La Discussione”, 26 luglio). Intanto dalle pagine de “Il Tempo” del 28 luglio si apprende che il ministro Zaia ha sollecitato il Commissario Ue, Mariann Fischer Boel, a istituire misure di sostegno per i formaggi. Mentre si discute di come uscire dalla crisi, dagli Usa parte il lancio di una nuova bevanda a firma Coca Cola, a base di latte, ma frizzante. I dettagli si possono leggere su “Il Mattino” del 28 luglio. Lotta ai falsi La protesta ai valichi (e nei porti) ha coinvolto anche le importazioni di prodotti falsi, come nel caso dei prosciutti falsi dei quali si è occupata “La Gazzetta di Modena” del 22 luglio e delle imitazioni dei formaggi grana, problema portato in evidenza da il “Secolo d’Italia” del 24 luglio. Quella delle frodi in campo alimentare è una piaga che ci costa ben 60 miliardi di euro come mette in evidenza “Avvenire” del 22 luglio. Dalla Ue arriva intanto un inasprimento delle sanzioni per le frodi in agricoltura, che possono assumere anche rilievo penale, come si legge su “Il Sole 24 Ore” del 25 luglio. Soldi dati e tolti Dalla Ue arrivano non solo multe, ma anche sostegni alla promozione. All’Italia, ricorda “La Padania” del 24 luglio, sono destinati 5 milioni di euro. A proposito di aiuti c’è da segnalare l’accordo raggiunto in tema di articolo 68, i cui dettagli si possono leggere su “La Provincia” del 24 luglio. Cattive notizie invece per il fondo di solidarietà che “resta a secco,” come titola “Italia Oggi” del 25 luglio commentando il decreto anticrisi, dal quale arriva in compenso il via libera, riportato da “La Stampa” del 26 luglio, per le terre demaniali da affittare ai giovani. Cosa succede sui mercati Le note di cronaca sui mercati agricoli segnalano la difficile situazione dei cereali, con prezzi in caduta libera, come scrive “Finanza e Mercati” del 23 luglio. Sui cereali interviene anche “Il Sole 24 Ore” del 24 luglio per segnalare in una breve nota le diminuite semine di mais negli Usa. Per le pesche, settore che già segnalava difficoltà, è arrivato in Emilia Romagna un accordo con la distribuzione che dovrebbe aiutare il settore, come si può leggere su “Il Resto del Carlino” del 27 luglio. In tema di accordi, ha trovato larga eco sui media la nuova intesa fra Coldiretti e Unci (Unione nazionale cooperative italiane) argomento del quale si occupano molti giornali, fra i quali “Italia Oggi”, “Avvenire” e “Il Giornale”. Diabrotica e coccinelle Continua a far discutere la decisione di impedire l’impiego dei nicotinoidi nella concia delle sementi, decisione alla quale si fa risalire la recrudescenza dei casi di diabrotica che ha creato non pochi danni alle coltivazioni di mais. Sull’argomento è tornato anche il ministro Zaia, che dalle colonne de “Il Gazzettino” del 26 luglio ricorda l’importanza della rotazione per interrompere il ciclo del parassita. Dell’argomento, non c’è dubbio, se ne discuterà ancora e a lungo. A proposito di difesa e di infestazioni, si segnala anche l’articolo pubblicato su “Il Corriere della Sera” del 27 luglio che mette l’accento sugli imprevisti e negativi effetti di alcune strategie di lotta biologica dove gli insetti antagonisti, le coccinelle asiatiche Harlequin Ladybird, si sarebbero dimostrate sin troppo invasive, tanto da creare preoccupazioni soprattutto per i vigneti.

28 luglio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, il ritorno dell’influenza (mediatica) Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 15 al 21 luglio

Rieccola l’influenza a fare la voce grossa sui mezzi di comunicazione. E’ bastato qualche studente ammalato in Gran Bretagna, qualche colpo di tosse qua e là, condita da qualche dichiarazione allarmistica di troppo (a settembre scuole chiuse!?) e le grida sui giornali si sono alzate di tono giorno dopo giorno. Così il 15 luglio si poteva leggere su “Il Messaggero” qualche dichiarazione rassicurante di un noto epidemiologo, mentre “Il Sole 24 Ore” ricordava nello stesso giorno che in breve tempo saranno pronti i vaccini antinfluenzali. Ma già il giorno seguente i toni si alzano con la notizia pubblicata da “Il Giornale” di 17 studenti contaminati, che diventano 50 su “Repubblica” del 17 luglio. Soffia sul fuoco, pardon, sull’influenza, anche “Milano Finanza” del 18 luglio, che analizza le conseguenze che potrà avere sui mercati la temuta pandemia. Chi corre davvero dei rischi, specie se si continuerà ad utilizzare impropriamente il termine di influenza suina (c’è “caduto” anche il sempre corretto “Il Sole 24 Ore”), sono gli allevatori di suini. Questo termine improprio (il nome giusto è nuova influenza) potrebbe infatti indurre i consumatori a limitare l’uso delle carni suine, che non trasmettono invece alcun virus. Possono dirsi soddisfatte di questo riesplodere della pandemia mediatica sono le aziende farmaceutiche che producono antivirali. Un quadro completo di questo business lo si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 18 luglio. Ma grazie ad “Avvenire” del 19 luglio si impara che questa influenza non è poi diversa dalle altre e “Il Tempo” del 20 luglio (finalmente qualcuno lo dice!) invita a smetterla con gli eccessivi allarmismi. Bene la vendemmia, male il Brunello Mentre l’influenza impazza (ma solo sui media, per fortuna), arrivano i primi dati sulla prossima vendemmia che si preannuncia di buon livello come scrivono “Italia Oggi” e “Avvenire” del 16 luglio. Buone notizie anche per il Prosecco che ha ottenuto la tutela comunitaria, come si può leggere su “Nuova Venezia” del 19 luglio. Un colpo all’immagine del Brunello arriva invece dalla scoperta di alcuni illeciti che coinvolgono, come scrive “La Stampa” del 19 luglio, oltre un milione di litri del celebre vino. Scandali e frodi a parte, per conoscere davvero come sarà questo 2009 per il vino bisogna guardare al mercato statunitense che a quanto afferma “Corriere Economia” non sembra volerci regalare grandi soddisfazioni. Intanto da Bruxelles arriva la notizia, riportata fra gli altri da “Italia Oggi” del 21 luglio, che l’ex ministro dell’Agricoltura, Paolo De Castro, è stato nominato presidente della commissione agricoltura dell’Europarlamento. Grano e latte in difficoltà Poche soddisfazioni, intanto, sono già certe per il grano duro, il cui prezzo è sceso ai livelli di 20 anni fa. Lo afferma “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 18 luglio, mentre “Il Sole 24 Ore” del giorno precedente offre ai lettori un quadro delle produzioni cerealicole mondiali. “Italia Oggi” del 15 luglio si sofferma sulla Legge Sviluppo e sulle sue influenze in campo agricolo. Sul Dpef agricolo “Italia Oggi” torna il giorno seguente con alcune puntualizzazioni del ministro Zaia. Ed è ancora Zaia che interviene, ma questa volta su “Il Tempo” del 19 luglio, per illustrare i progetti destinati al risanamento del settore bieticolo-saccarifero. Il ministro se la deve vedere anche con i problemi del latte ed ha preparato uno “scivolo” per le stalle da considerare fuori mercato. I dettagli si possono leggere su “Italia Oggi” del 17 luglio e su “La Stampa” del 19 luglio. Aiuti che non bastano però a tranquillizzare gli allevatori alle prese con i bassi prezzi del latte e che hanno protestato al Brennero contro le importazioni. Una protesta che ha visto anche l’adesione dello stesso ministro dell’Agricoltura, come si può leggere su il “Corriere della Sera” del 21 luglio e anche su “Il Tempo” dello stesso giorno.

21 luglio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, dal G8 al tarlo asiatico Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’8 all’14 luglio

E’ stato, come prevedibile, il vertice del G8 a L’Aquila l’evento che nei giorni scorsi ha catturato gran parte dell’attenzione dei mezzi informazione, che non hanno lesinato spazio ad uno degli argomenti centrali nella discussione, la sicurezza alimentare e la fame nel mondo. Ha iniziato “La Stampa” che l’8 luglio ha ospitato un articolo a firma Hillary Clinton, dove si sottolinea la necessità di nuove strategie, uscendo dalla logica degli aiuti di emergenza. E’ ancora “La Stampa” che nel giorno di apertura del G8 ricorda come i nodi principali siano i cambiamenti climatici e gli aiuti all’Africa. Per “Il Campanile” del 9 luglio la fame nel mondo si combatte soprattutto sviluppando l’agricoltura, che già durante l’incontro preparatorio di Cison di Valmarino, come ricorda “Il Riformista”, si era detto dovesse essere al centro delle discussioni del G8 insieme al tema della sicurezza alimentare. Dalle colonne de “Il Messaggero” del 9 luglio arriva poi il pressante invito firmato da Jacques Diouf (direttore generale della Fao) di fare in fretta perché gli affamati del mondo sono almeno un miliardo. Il 10 luglio già si può leggere sul “Corriere della Sera” la notizia dell’accordo raggiunto sul clima. Il giorno seguente sono molti i giornali (“La Stampa”, “Repubblica”, “Corriere della Sera”, “Il Riformista” ) che offrono un dettagliato resoconto delle decisioni finali in tema di sicurezza alimentare e di aiuti all’Africa per un importo complessivo di venti miliardi di dollari. Argomenti troppo importanti, questi del G8, per spegnersi nell’arco di un paio di giorni e infatti se ne continua a parlare e scrivere anche il 12 luglio su “Il Messaggero” che offre ai lettori un riepilogo delle decisioni scaturite dal vertice de L’Aquila. Nello stesso giorno “La Padania” ospita una lunga riflessione del ministro Zaia sui temi dell’agricoltura affrontati durante il G8. Altre e diverse riflessioni sono quelle che il 13 luglio ospita il “Corriere della Sera” con un articolo a firma di padre Piero Gheddo, missionario del Pime, che ricorda quanto profonde siano le incomprensioni fra Nord e Sud del mondo. Dove va la Pac Nonostante il G8 abbia concentrato molte attenzioni su di sé, i giornali di questi ultimi giorni hanno comunque dedicato attenzione ai temi dell’agricoltura e dell’agroalimentare, a iniziare da “Il Sole 24 Ore” dell’8 luglio che ha ospitato un’intervista al presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nella quale si rimarcano i problemi che le aziende agricole hanno nei confronti del credito. Un tema, questo del credito in agricoltura, ripreso anche da “Italia Oggi” del 10 luglio e dal “Corriere della Sera”, che ribadisce le richieste di Vecchioni di offrire all’agricoltura opportunità analoghe a quelle date all’industria. Su questo tema interviene anche “La Stampa” del 12 luglio che chiede in modo pressante una moratoria per i debiti delle aziende agricole. Di credito ci sarà più bisogno anche per le aziende frutticole, dopo il crollo del mercato delle pesche segnalato da “Il Resto del Carlino” del 13 luglio. Molti quotidiani si soffermano invece sui temi della Pac (politica agricola comune), commentando come fa “Italia Oggi” dell’11 luglio, l’entità degli aiuti (43 miliardi) previsti sino al 2010, oppure segnalando la mancata intesa con le Regioni (“Il Sole 24 Ore”) sull’impiego dei fondi. C’è spazio anche per ricordare le decisioni prese in tema di tassazione dell’energia elettrica prodotta in azienda partendo da fonti rinnovabili. Su “Italia Oggi” dell’11 luglio è pubblicato su questo argomento un utile approfondimento, mentre “Finanza e Mercati Sette” commenta il recente Ddl sull’impiego del fotovoltaico. A proposito di fotovoltaico, è interessante l’articolo pubblicato su “La Repubblica” del 13 luglio con un ampio servizio sulla più grande serra italiana alimentata a energia solare. Infestazioni (e influenza) a go go Spazio anche ai temi del mercato, con il prezzo del grano che continua a precipitare, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” dell’8 luglio, ma c’è anche da registrare in talune aree il forte calo della produzione, come evidenzia per le campagne bolognesi il “Corriere di Bologna”. Quello del mercato in flessione è un problema segnalato anche da “La Voce” che dà la parola agli agricoltori romagnoli, pronti a scendere in piazza per evidenziare le difficoltà del settore. Come se non bastassero i problemi di mercato, continuano a destare molte preoccupazioni gli attacchi di diabrotica (“La Repubblica” del 9 luglio). Problemi si segnalano anche per i castagni del Cimino, alle prese con il Cinipide galligeno, come riporta il “Corriere di Viterbo” del 9 luglio, mentre i vivaisti della Lombardia devono vedersela con il tarlo asiatico (Anoplophora chinensis), che sta arrecando, come si può leggere su “Il Giornale di Brescia”, molti danni non solo ad alberi ornamentali, ma anche a noccioli e peri. A proposito di malanni e patologie, riecco l’allarme influenza che torna a esplodere più sui giornali che negli ospedali (per fortuna). A gridare che la “pandemia è inarrestabile” è l’”Avvenire” del 14 luglio, seguito da “Il Resto del Carlino” e da molti altri giornali, mentre qualcuno, come il “Secolo d’Italia”, è nuovamente “scivolato” sull’errata indicazione di “febbre suina”. Peccato.

14 luglio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, siamo tutti africani (diabrotica permettendo) Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’ 1 al 7 luglio

Idea originale (e anche un po’ coraggiosa) quella di Marcello Calabresi, direttore de La Stampa, di affidare per un giorno a Bob Geldof la guida del giornale. Noto qualche anno fa come musicista, Geldof è oggi un imprenditore che dedica grandi energie per la lotta alla fame e alle malattie in Africa. Da questi “ingredienti” è uscita il 5 luglio un’edizione speciale de “La Stampa” dedicata all’Africa, che ha ospitato firme di grande prestigio. Ricordiamo l’articolo del Cardinale Angelo Bagnasco intitolato “Una politica globale di accesso al cibo”, e poi quello di Kofi Annan (già Segretario Generale delle Nazioni Unite) dal titolo “La vera priorità è uno sviluppo a prova di clima” e quello del sindaco di Milano, Letizia Moratti, intitolato “Non servono elemosine ma investimenti”. Questi solo alcuni dei temi affrontati da questa edizione speciale, ma sempre il 5 luglio è possibile leggere su “La Stampa” anche argomenti più “nostrani”, come l’acuirsi degli attacchi di diabrotica che sta mettendo a rischio il raccolto di mais. Della diabrotica si è occupato anche “Il Sole 24 Ore” del 4 luglio, che riporta alcuni dati sui danni, calcolati al momento in un milione di tonnellate distrutte. Lombardia, Veneto e Piemonte, si legge su “Italia Oggi” del 4 luglio, sono le regioni dove la diabrotica sta facendo i maggiori danni anche per le difficoltà che si incontrano per gli interventi di lotta. Storti, brutti, ma buoni Mentre il mais è alle prese con la diabrotica, gli ortaggi “storti e brutti” possono invece tirare un respiro di sollievo, dopo il via libera di Bruxelles ai prodotti che soffrono di qualche imperfezione. Una decisione che ha trovato vasta eco sui giornali, a iniziare da “E-Polis” dell’1 luglio, seguita da “Il Sole 24 Ore” dello stesso giorno. In seconda battuta, il 2 luglio, arriva a commentare l’argomento anche “La Repubblica”. Restando sul tema dell’ortofrutta, ma con un argomento del tutto diverso, c’è da segnalare l’articolo pubblicato su “Italia Oggi” del 4 luglio dove si punta l’indice sulle possibili contaminazioni dei prodotti di quarta gamma, che oggi raccolgono peraltro il favore del mercato. Grano, son dolori Con la conclusione delle operazioni di raccolta del grano arrivano i primi commenti sull’andamento di mercato e le notizie non sono positive. Da “Il Campanile” dell’1 luglio arrivano segnali preoccupanti sull’andamento delle produzioni di grano duro. Crollano rese e prezzi , secondo quanto riferisce “La Sicilia” del 3 luglio. Rincara la dose “Il Quotidiano di Sicilia” del 7 luglio che punta il dito anche contro le avverse condizioni climatiche. Per “La Repubblica” del 6 luglio questo sarà ricordato come l’anno nero del grano. Ed è ancora “La Repubblica” del 6 luglio che ospita un servizio dettagliato sull’andamento dei principali mercati delle materie prime, dal mais alla soia, commentando gli alti e bassi delle quotazioni di questi ultimi mesi. G8 avanti tutta Con l’avvicinarsi dell’appuntamento con il G8 non potevano mancare riferimenti all’agricoltura mondiale ed è “Avvenire” del 7 luglio che apre l’argomento con una anticipazione di alcuni documenti che saranno discussi in questa occasione. Anche “Il Foglio” del 7 luglio commenta le iniziative in campo alimentare che verrano prese a favore dei paesi poveri. “La Padania” nello stesso giorno ospita una lunga intervista al ministro dell’Agricoltura che anticipa i temi di interesse agricolo sui quali sarà posto l’accento. Un po’ di ossigeno Se i mercati continuano a offrire scenari preoccupanti, qualche schiarita arriva dalle iniziative per il sostegno di taluni settori come nel caso degli aiuti (4 miliardi) per le energie rinnovabili dei quali dà notizia “Il Sole 24 Ore” del 6 luglio. A proposito di energia, è ancora “Il Sole 24 Ore” del 7 luglio, che fornisce alcune precisazioni in merito alla produzione di energia elettrica presso le aziende agricole. Da “Italia Oggi” del 4 luglio arrivano buone notizie per chi acquista nuovi macchinari agricoli, che possono usufruire di uno sconto fiscale. Sempre su “Italia Oggi” si apprende anche della possibile “rottamazione” con i fondi Psr e si chiede anche (“Il Tempo” dell’1 luglio) di poter estendere alle piccole aziende i benefici della “Tremonti”. Novità in stalla In tema di aiuti qualcosa si muove anche per gli allevamenti con la proroga al 10 luglio (“Italia Oggi”, 4 luglio) dei termini per gli aiuti alla biodiversità e al benessere animale. In tema di zootecnia da segnalare alcuni articoli “curiosi” come quello riportato da “La Repubblica” del 3 luglio che illustra i risultati di una ricerca secondo la quale l’innalzamento delle temperature avrebbe portato come conseguenza ad una riduzione della taglia degli animali. Non meno originale la nuova tendenza fra i Vip di adottare una pecora a distanza. Sono sufficienti 100 euro, racconta “Libero” del 5 luglio, e in Gran Bretagna è già una moda dilagante. Chissà se in Italia avrà altrettanto successo? Olio senza inganni Non poteva mancare l’olio sulle pagine dei giornali di questi giorni. Con il primo luglio, infatti, è scattata l’operazione etichetta con l’origine. Ne ha dato informazione “D-news” dell’1 luglio e a ruota “Italia Oggi” del 2 luglio e nello stesso giorno anche “Avvenire” e “Il Secolo XIX”. Speriamo che i consumatori sappiano apprezzare questa novità, che sarebbe importante poter applicare anche ad altri prodotti. Ne è convinto assertore anche il ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, che intervistato da “Libero” del 5 luglio afferma che grazie alle etichette l’agroalimentare italiano potrebbe migliorare il suo fatturato di 36miliardi. Mica male!

7 luglio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8: pomodori neri e vini che valgono oro Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 24 al 30 giugno

Molto hi-tech e innovazione sui periodici degli ultimi giorni, a iniziare da “Nova”, il dorso de Il Sole 24 Ore dedicato alla scienze e alla tecnica che il 25 giugno ha ospitato un articolo sulle ricerche in corso per la coltivazione delle terre aride. Ed è ancora “Nova” che dà alcune anticipazioni sulle ricerche in corso per nuove selezioni di melo resistenti alla Melolonta, un parassita che sta devastando i meleti della Val d’Aosta. Non meno interessante l’articolo sulla possibile evoluzione tecnologica delle aziende agricole, riportato anche questo da “Nova”. Dalle pagine de “La Libertà” del 29 giugno apprendiamo poi a che punto sono le ricerche per la messa a punto del “pomodoro nero”, progetto al quale sta lavorando la Scuola superiore Sant Anna di Pisa per ottenere un prodotto che, a quanto pare, ha un importante contenuto di antiossidanti. E’ in arrivo anche il vino in polvere, ideale, a detta di chi lo ha messo a punto, per il trekking. Se ne parla su “La Repubblica” del 29 giugno. Dalle curiosità ai suggerimenti pratici con “Italia Oggi” del 27 giugno che dedica un articolo all’utilità dei pseudo-ormonici in campo ortofrutticolo, mettendo in luce pro e contro sull’impiego dei biostimolanti. Economia L’attenzione dedicata ai temi della tecnica e dell’innovazione non ha sottratto spazio agli argomenti di economia e politica agricola. Interessante a questo proposito l’articolo pubblicato su “Il sole 24 Ore” del 24 giugno che fa un’analisi degli andamenti di mercato dei valori fondiari evidenziando l’attenzione che sul bene “terra” stanno rivolgendo i professionisti della finanza. Fra le letture consigliate questa settimana in tema di economia c’è da segnalare “Avvenire” del 24 giugno con un intervista a Gabriele Canali, docente di economia alla Smea (alta scuola di economia agroalimentare dell’Università del Sacro Cuore) nella quale si pone l’accento sull’influenza che alcuni grandi gruppi possono esercitare sull’andamento dei mercati delle materie prime. Si parla anche (“Italia Oggi”, 25 giugno) del riordino in tema di lavoro e previdenza conseguente all’Avviso Comune siglato dalla parti sociali agricole e inviato al Governo (argomento del quale si occupa anche Agronotizie di questa settimana). Mercati Mentre si discute di riforme occorre anche fare i conti con l’andamento di mercato dei diversi comparti agricoli. Mentre per le patate pugliesi (“Gazzetta di Bari”, 26 giugno) si prepara un annata difficile, continuano gli alti e bassi del riso che secondo quanto pubblica “La Stampa” del 28 giugno, si trova stretto fra la caduta dei prezzi e un forte quantitativo di invenduto. Sui problemi del riso si sofferma anche “Italia Oggi” del 27 giugno analizzando le motivazioni delle attuali difficoltà. Anche il mais non vive un periodo facile, dalla Lombardia arrivano segnali preoccupanti per l’attacco di diabrotica, come si può leggere su alcuni quotidiani, fra i quali “Libero” e “Il Giorno” del 30 giugno. Per il mais i problemi continuano sul fronte della produzione, visto che le superfici destinate a questa coltura, stando ai dati riportati dal “Gazzettino del Friuli” del 26 giugno, sono calate drasticamente. Calo delle superfici coltivate anche per il grano duro, come riporta “Il Quotidiano di Sicilia”, attribuendo la colpa di questa flessione ai bassi prezzi di mercato, ma anche all’effetto “disaccoppiamento” dei premi comunitari. Un tema, questo della Pac, ripreso dalla “Gazzetta di Mantova” che il 26 giugno sollecita la Ue a mantenere il regime dei pagamenti diretti. Non dovranno invece attendere le decisioni di Bruxelles le aziende agroalimentari che avranno accesso agli aiuti messi a disposizione da Isa (Istituto sviluppo agroalimentare) che potrà disporre di un budget più ricco destinato anche alle aziende di piccole dimensioni. I particolari sono pubblicati da “Italia Oggi” del 27 giugno. Parlando di aiuti che interessano le aziende agricole, è bene ricordare la scadenza del 17 luglio, data entro la quale, come si legge su “Italia Oggi” del 27 giugno, occorre presentare le domande per ottenere l’aiuto di riserva. Gli allevamenti Aiuti sono necessari anche per sostenere le stalle da latte, sempre più a rischio chiusura come denuncia “Libero” del 24 giugno. Che la situazione sia difficile emerge anche dall’allarme lanciato dalle colonne di “Finanza e Mercati” del 26 giugno, che sottolinea la necessità di fare delle scelte in tempi rapidi. Risposte che si fanno ancora più urgenti con l’approssimarsi della scadenza, fra soli tre mesi come ricorda “Italia Oggi” del 27 giugno, della prima rata delle multe. Si tratta di cifre importanti, oltre 700 milioni di euro con gli interessi, come si può leggere sul settimanale “La Gazzetta” e il mancato pagamento può rendere vana la possibilità di accedere all’aumento delle quote. Di latte si occupa anche “Economy” in edicola il 26 giugno con un lungo servizio sull’andamento del settore lattiero caseario dove si ricorda la sua importanza nel comparto agroalimentare italiano. Il vino e la borsa A differenza del latte, con i suoi mai risolti problemi, il comparto del vino continua a far parlare si sé in toni positivi. Tanto che dalle colonne de “La Stampa” del 27 giugno si apprende che solo l’oro si è comportato, in termini finanziari, meglio del vino che ha visto crescere dal 2001 ad oggi dell’11% il valore delle etichette di maggior prestigio. Buone notizie arrivano poi per il Prosecco che dopo il via libera alla denominazione Doc interregionale si avvia, a quanto afferma il “Messaggero Veneto”, a diventare leader a livello mondiale. E per arrivare a questo ambizioso risultato potrà contare su una nuova campagna di marketing i cui dettagli sono illustrati su “Italia Oggi” del 27 giugno. Se per il Prosecco la strada è in discesa, altri vini avvertono le prime difficoltà e corrono ai ripari, come nel caso del Chianti, che ha deciso opportunamente di ridurre già dalla prossima vendemmia l’immissione di sfuso sul mercato. Lo riferisce “Italia Oggi” ricordando che questa è una delle opportunità previste dalla nuova Ocm del settore. A proposito di novità, ma della scuola in questo caso, l’”Avvenire” del 30 giugno si dice preoccupato per la riforma dell’insegnamento, che potrebbe cancellare il diploma di perito agrario con specializzazione in enologia.

30 giugno 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, il giallo delle cosce suine Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 17 al 23 giugno

In campagna i prezzi dei prodotti agricoli scendono (Italia Oggi, 17 giugno), mentre aumentano per le aziende agricole le difficoltà per accedere al credito (Arena, 17 giugno) e l’eccesso di burocrazia si porta via ogni anno ben 7000 euro per ogni impresa (Giornale di Brescia, 18 giugno). Le notizie con le quali iniziamo a sfogliare i quotidiani di questi ultimi giorni sembrano non lasciare molto spazio all’ottimismo, anche se poi, nei giorni immediatamente successivi, le notizie prendono una piega opposta, a iniziare da “Italia Oggi” che il 18 giugno pubblica un servizio che dà l’agricoltura come immune dalla crisi. Sarà...Di vero c’è la frenata dei su e giù dello zucchero, argomento sul quale si sofferma “Il Sole 24 Ore” del 19 giugno, come pure attendibili appaiono le previsioni della Fao, pubblicate su “Les Echos”, che non prevedono aumenti dei prezzi agricoli per i prossimi anni. A dispetto di queste previsioni, ecco arrivare dalle colonne di “Italia Oggi” del 2 giugno un commento sulla ripresa delle quotazioni del grano, in salita dell’1% il tenero e di oltre il 2% il duro. Note positive anche per il settore degli agrofarmaci che insieme a pochi altri comparti industriali ha portato a casa nel mese di marzo una inaspettata crescita. I dettagli si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 22 giugno. Etichette e consigli Con l’approssimarsi del primo luglio che avrebbe dovuto segnare l’inizio della “rivoluzione” in tema di etichettatura dei prodotti alimentari (scadenza però rimandata all’autunno...) alcuni periodici si sono dedicati al tema della trasparenza delle indicazioni che il consumatore può trovare sui prodotti che acquista. Interessante a questo proposito il servizio intitolato “Indovina cosa c’è nel tuo piatto” pubblicato su “Panorama” in edicola il 19 giugno. Gli fa eco “La Repubblica” del 21 giugno che racconta le storie dei molti “cloni” che cercano di imitare il meglio delle nostre produzioni. In tema di etichette interviene però “Food” in edicola il 22 giugno che dà la parola alle industrie di trasformazione, contrarie alla obbligatorietà di indicare in etichetta l’origine dei prodotti. Ci sarà da mettere in conto anche la possibile reazione dei consumatori che al momento, crisi o non crisi, affermano di non voler risparmiare sul cibo, ma anzi puntano sulla qualità in tavola, come ricorda anche il presidente di Federalimentare dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” del 22 giugno. In tema di alimentazione c’è da segnalare l’iniziativa della Svezia, che approssimandosi il suo semestre di presidenza della Ue ha ritenuto opportuno invitare i cittadini europei ad una dieta “ecologica”. Fra le raccomandazioni che arrivano da Stoccolma, come si può leggere su “Il Corriere della Sera” del 23 giugno, quella di consumare meno carne (chissà che ne pensano gli allevatori...).

Latte e suini Parlando di allevatori, molte le notizie che riguardano il mondo del latte, sempre sballottato fra quote e flessione del prezzo, temi che non riguardano solo l’Italia, ma coinvolgono gli allevatori di tutta Europa. Le cronache continuano così ad occuparsi delle manifestazioni di protesta degli allevatori, questa volta sotto le finestre del Consiglio dei capi di Stato europei riuniti a Bruxelles. Ne dà un resoconto “La Stampa” del 21 giugno che insieme a “Il Resto del Carlino” e ad altri quotidiani si occupa di questo problema, la cui soluzione non appare ancora vicina. A Bruxelles, infatti si sono dati due mesi di tempo, come si può leggere su “La Provincia” del 20 giugno, per formulare i correttivi necessari a dare stabilità al mercato. Una “promessa” che non frena le proteste degli allevatori che sono scesi nuovamente in piazza a Lussemburgo, come si legge su “Il Sole 24 Ore” e su “La Stampa” del 23 giugno, dove si è svolto il Consiglio dei ministri agricoli della Ue. Altro “fronte” caldo è quello dei suini, da tempo alle prese con pesanti difficoltà di mercato. Che non coinvolgono però la salumeria che ha chiuso il 2008 con buoni risultati, come emerso dalla recente assemblea di Assica il cui resoconto si può leggere su “Italia Oggi” del 20 giugno. C’è però da risolvere “il giallo delle cosce suine” come lo definisce “Panorama” parlando dell’enorme importazione che si fa in Italia di cosci che vengono poi trasformati in prosciutti. Prosciutti che però non hanno nulla a che vedere con quelli ottenuti dai suini pesanti che vengono allevati solo in Italia.

24 giugno 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, l’onnipresente mais Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 10 al 16 giugno

Complice Tuttofood, la manifestazione fieristica milanese dedicata all’agroalimentare, negli ultimi giorni molti giornali hanno dedicato articoli e inchieste con protagonista il cibo. Merito anche della imprevista crescita di questa manifestazione che come riporta il “Corriere della Sera” del 10 giugno, ha visto crescere di oltre il 30% le presenze espositive. Già la sola Sardegna, si apprende da “L’Unione Sarda”, è stata presente con 29 produttori. Anche “La Repubblica” del 10 giugno si sofferma sui temi dell’agroalimentare focalizzando l’attenzione sulle innovazioni sulle quali puntare. Un’occasione, quella di Tuttofood, anche per parlare dello stato di salute del settore, come fa “Il Sole 24 Ore” del 10 giugno ospitando un’intervista a Maria Artoni, presidente di Confindustria Emilia Romagna, che evidenzia la necessità di rafforzare le medie imprese che rappresentano il “cuore” di questo settore. Ma di interventi di sostegno ha bisogno anche il settore primario come ricorda “La Stampa” del 14 giugno ospitando le richieste che Confagricoltura ha inviato all’indirizzo del ministro Luca Zaia per risollevare le sorti dell’agricoltura. Perché molti sono i settori in difficoltà, a iniziare dallo zucchero (“L’Informazione”, 10 giugno e “Il Resto del Carlino”, 12 giugno), per passare all’ortofrutta colpita da una serie di ribassi (“Il Sole 24 Ore”, 13 giugno) e al mais il cui raccolto è compromesso dagli attacchi di diabrotica (“Libertà”, 13 giugno). A questa sequenza di notizie negative si contrappone la notizia pubblicata su “Italia Oggi -Sette” dove si può leggere che “l’agricoltura tiene”. Ma ad una lettura approfondita si scopre che a tenere sono i prezzi al consumo, mentre quelli all’origine sono crollati di oltre l’11%. Forse il titolo dell’articolo, in questo caso, non è propriamente azzeccato. Notizie positive Buone novità invece per i giovani. Le riporta “Il Sole 24 Ore” del 13 giugno dando il resoconto delle attività avviate per il censimento delle aree demaniali coltivabili che potranno essere cedute ai giovani. Fra le notizie da salutare con ottimismo c’è anche l’avvenuto riconoscimento della Dop per l’aceto balsamico di Modena (“Corriere di Bologna”, 11 giugno). Altra notizia positiva è la promessa (se ne parla su “Finanza e Mercati” dell’11 giugno) del ministro Zaia di ottenere entro l’anno l’approvazione del ddl sull’etichettatura. Vedremo se questa promessa potrà essere mantenuta, ma intanto gli agricoltori possono già portare a casa lo sconto sull’Irap, che premia soprattutto agriturismi e nuove aziende, come si legge su “Italia Oggi” del 13 giugno. Un cenno lo merita anche l’articolo pubblicato su “Libero” del 14 giugno, che ci fa conoscere il mais in un’ottica inconsueta. Intitolato “Un mondo di mais”, l’articolo racconta come questo cereale sia presente anche dove non te lo aspetti, dalle bibite ai cosmetici. Talmente importante nella vita dell’uomo che già nell’800 uno scrittore americano si spinse a dire che senza mais i coloni non sarebbero riusciti a costruire una nazione potente. Davvero curioso, merita una lettura. Il su e giù del vino Alti e bassi si registrano in questi ultimi giorni anche per il vino che nonostante la crisi “barcolla ma non molla” come titola con efficacia “Italia Oggi” del 12 giugno. A vincere la sfida del mercato è comunque il prodotto di qualità, come scrive Andrea Zaghi su “Avvenire” del 13 giugno. E per riconoscere la qualità, oltre ai sensi di chi il vino lo degusta, arriva anche l’etichetta, sempre più ricca e completa stando alle proposte formulate dal Mipaaf e riportate da “Italia Oggi” del 13 giugno. Chissà se queste etichette troveranno spazio e credito per il vino confezionato in brick, che secondo alcune ricerche riportate da “Repubblica - Affari e Finanza”, potrebbe avere qualità persino migliori di quello tradizionale in bottiglia. Bisogna vedere se i consumatori saranno d’accordo... Dagli al suino Due gli argomenti che hanno interessato il mondo degli allevamenti e sui quali si sono soffermate le attenzioni dei giornali: il prezzo del latte e la nuova influenza. A ridare fiato ai cultori dell’allarmismo è stata la decisione dell’Oms di portare a 6 (il massimo grado ) l’allarme per la pandemia da nuova influenza. Colpa della diffusione del virus piuttosto che della sua reale pericolosità, come riporta anche Agronotizie di questa settimana. Peccato che molti giornali, come “Libero” del 12 giugno e poi “E Polis” del 12 giugno, “Il Messaggero” del 15 giugno, per citarne alcuni, insistano nel ricondurre al suino questa malattia. Altri giornali, come ad esempio “Il Sole 24 Ore” non cadono per fortuna in questo errore ed anzi danno utilmente rassicurazioni in merito alla reale pericolosità della situazione. Per il latte i problemi sono quelli del mercato alle prese con la difficoltà a raggiungere un accordo per la fissazione del prezzo fra allevatori e industrie del settore. Ne parla “Italia Oggi” dell’11 giugno ed è ancora “Italia Oggi” che nei giorni seguenti torna sull’argomento per dare un resoconto della situazione in Lombardia, Regione dove si concentra la produzione di latte in Italia. Intanto arriva da Assolatte la conferma, attraverso le pagine de “Il Sole 24 Ore” del 16 giugno, che l’Italia ha raggiunto il pareggio, in termini valutari, nella bilancia commerciale dei formaggi.

16 giugno 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, tra diabrotica (il ritorno) e vini rosè (il ripensamento) Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 4 al 9 giugno

E’ finita la luna di miele tra il vino e il mercato? Così sembra, almeno in alcune Regioni. Tanto che in Puglia, stando a quanto riporta il settimanale “La Gazzetta - Economia” del 6 giugno, la vendemmia 2008 sarebbe ferma nei silos. Colpa della crisi e della scarsa disponibilità a spendere da parte dei consumatori, come dimostra la preferenza accordata ai prodotti di basso prezzo, magari in brick. Di queste difficoltà sono responsabili anche la nuova Ocm e le nuove regole comunitarie, ma per fronteggiare la situazione arrivano gli aiuti per la distillazione di crisi. Il dettaglio degli interventi a sostegno del settore è illustrato su “Italia Oggi” del 6 giugno, dalle cui colonne si apprende che la maggior parte degli aiuti sono indirizzati a Puglia, Umbria, Lazio, Abruzzo e Sicilia. Di aiuti non pare invece averne bisogno il Barolo che stando a quanto riporta “La Stampa” del 5 giugno può vantare risultati di mercato che premiano chi ha scelto questo vino come investimento economico. Ma anche per questo vino d’alto lignaggio occorre fare i conti con qualche difficoltà sul fronte dell’export. Insomma, meglio non cullarsi troppo sugli allori. Intanto ecco arrivare la notizia, pubblicata su “Finanza e Mercati” del 9 giugno, che Bruxelles ha deciso di rinunciare alla proposta di modificare le regole per la produzione di vini rosè. Dello stop alla possibilità di mescolare vini bianchi e rossi si occupano anche altri giornali, fra i quali “Il Sole 24 Ore” e “Italia Oggi”. Bene l’agroalimentare Chi guarda all’export come risposta alla crisi è tutto il comparto agroalimentare, forte della presa che il “Made in Italy” può vantare ai quattro angoli del Pianeta. Se ne parla su “La Repubblica Salute” del 4 giugno che ospita un’intervista al presidente di Federalimentare che anticipa i contenuti dell’assemblea che l’associazione delle industrie alimentari ha tenuto in questi giorni a Parma (se ne parla anche su Agronotizie di questa settimana). Dell’assemblea di Federalimentare si occupa anche “Finanza e Mercati” del 5 giugno che rimarca l’importanza della voce export nel far quadrare i conti delle nostre aziende di trasformazione. A proposito di export è da segnalare l’interessante iniziativa riportata dal settimanale “Economy” in edicola il 5 giugno che racconta la nascita di “Italia del Gusto”. Si tratta di un consorzio formato da 35 aziende del settore agroalimentare che hanno ben pensato di mettere insieme le loro risorse per far fronte alle multinazionali del settore e per essere competitive sui mercati internazionali. Era ora, speriamo che l’esempio serva di sprone anche ad altri… Ma non c’è solo l’export a sostenere l’agroalimentare. Lo ricorda “La Stampa” del 7 giugno, illustrando i buoni risultati conseguiti sul mercato nazionale dai prodotti innovativi, come le verdure di quinta gamma, nei loro rutilanti sacchetti di “pronti al consumo”. “Il Sole 24 Ore” del 5 giugno punta invece l’attenzione sulla necessità di rivedere il rapporto con la Gdo (grande distribuzione organizzata), tema emerso con forza dall’incontro degli industriali dell’agroalimentare riuniti a Parma. Anche il dna contro le contraffazioni Altro tema in primo piano in questi ultimi giorni è quello delle contraffazioni del “Made in Italy”, che non riguarda, a dire il vero solo i prodotti agroalimentari. Per contrastare l’azione dei “falsari” è stato istituito un corpo di “007” il cui compito, come racconta “La Stampa” del 7 giugno, sarà quello di tenere d’occhio le industrie del falso direttamente nei paesi di origine. Il loro compito potrebbe però rivelarsi superfluo grazie alle ricerche che Ibm sta portando avanti nel suo laboratorio di Bari per mettere a punto un sistema pratico di esame del DNA che permetterebbe di mettere in luce ogni falso, dal prosciutto al vino. Cereali in difficoltà Sul fronte delle coltivazioni c’è da segnalare il calo delle superfici a cereali, che nel piacentino fa registrare, secondo quanto afferma “Libertà” del 7 giugno, una flessione del 25%. Nello stesso giorno è “La Provincia” che lancia un allarme per il mais che dovrà fare i conti con l’aumento degli attacchi da diabrotica conseguenti al divieto di impiegare neonicotinoidi nella concia delle sementi. Difficoltà anche per lo zucchero (Zucchero, battaglia amara, titola “Italia Oggi” del 6 giugno) in vista dell’apertura nel 2011 dei mercati internazionali, che costringeranno a rivedere le politiche del settore. In tema di politiche agricole, ma in chiave internazionale, è da segnalare l’articolo a firma del presidente della Federazione Russa, Dmitri Medvedev, che su “La Repubblica” del 5 giugno anticipa alcuni temi del “Forum del Grano” che si è svolto a San Pietroburgo. Le stalle affogano Di un “forum” internazionale ne sente il bisogno anche il comparto lattiero caseario di mezza Europa, alle prese con una caduta dei prezzi che ha messo in ginocchio i produttori (se ne parla anche su Agro notizie di questa settimana). Che per il latte si tratti di un caso europeo ne parla anche “Il Giornale di Brescia” del 5 giugno. Intanto l’Italia trova nella Francia un alleato, come riporta “Il Messaggero” del 4 giugno, per sostenere le nostre tesi sulle quote latte. Mentre gli allevatori italiani protestano al valico del Fréjus contro le importazioni “selvagge” (“La Stampa” del 5 giugno), alcuni gruppi sindacali cercano di trovare un accordo per un patto di filiera (“Finanza e Mercati” del 4 giugno) e in alcune Regioni, come ad esempio in Friuli Venezia Giulia (“Messaggero Veneto” dell’8 giugno) e in Lombardia (“La Provincia” dell’8 giugno) si convoca il tavolo regionale nel tentativo di far trovare alle parti, cioè industrie del latte e allevatori, un punto di incontro per la fissazione del prezzo. Si spera facciano in fretta perché, come scrive “La Repubblica” del 9 giugno, a causa dei bassi prezzi le stalle stanno chiudendo a centinaia.

9 giugno 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, va in scena la fantagricoltura Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 27 maggio al 3 giugno

Vegetali esotici da trasformare in benzina (Nel segno di Jatropha, “Nova” del 28 maggio), antichi semi di varietà dimenticate ma capaci di resistere a freddo e siccità (L’Indiana Jones dei semi perduti, “La Stampa” del 27 maggio), rifiuti che sanno trasformarsi in combustibile per alimentare centrali elettriche (Nel cassonetto c’è molta luce, “L’Espresso” in edicola il 30 maggio) e infine il pomodoro trasformato in compresse grazie alle quali potremo salvarci dagli infarti (Pillola al pomodoro antinfarto, “La Repubblica” del 2 giugno). Sono alcune delle notizie più curiose che si sono potute leggere sulla stampa negli ultimi giorni. A quanto pare i giornali sembrano aver dimenticato l’allarme influenza per dedicarsi finalmente a cose più interessanti. Su “Italia Oggi” del 30 maggio è così possibile leggere un dettagliato resoconto dell’assemblea di Agrofarma, che è stata occasione per illustrare i buoni risultati raggiunti dalle aziende che operano nel comparto degli agrofarmaci. Le buone notizie continuano con il bilancio positivo raggiunto da ApoConerpo (“Il Sole 24 Ore” del 30 maggio) alla cui presidenza è stato riconfermato Paolo Bruni. Ma è tutto il settore agroalimentare, come riferisce “Affari e Finanza” dell’1 giugno, che fa registrare numeri positivi anche se di misura modesta. Il buon andamento del settore sembra persino attirare le attenzioni degli operatori finanziari che vedono nelle materie prime, come scrive “La Stampa” dell’ 1 giugno, interessanti opportunità di investimento. A proposito di investimenti, interviene anche “Libero” del 29 maggio che racconta di un’originale iniziativa di un gruppo cooperativo che nel mantovano raccoglie fondi per acquistare terra e che promette rendimenti più elevati di quelli dei Bot. Fra tante notizie positive, spicca la nota di segno contrario pubblicata dalla “Gazzetta di Modena” dove si fa il punto sulla crisi di mercato che ha colpito i cereali e in particolare il grano duro, le cui quotazioni sono precipitate del 60%. Difficoltà anche per il riso, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 3 giugno, che fatica ad essere collocato a causa dei prezzi di mercato troppo alti. Il vino è sempre effervescente Molta l’attenzione dedicata in questi giorni anche al comparto dei vini, dove si registra il buon risultato conseguito dalle cooperative del vicentino che festeggiano il risultato con un “brindisi anticrisi”, come titola “Milano Finanza” del 30 maggio. Ma è tutto il vino italiano che continua a macinare successi visto che nel mondo almeno una bottiglia su sei è “Made in Italy” come sottolinea Assoenologi dalle colonne di “Brescia Oggi” del 31 maggio. Partendo da questi buoni risultati c’è anche chi pensa di brevettare in Veneto i lieviti del Prosecco. Il progetto, dall’emblematico nome di Prosit, è descritto dal “Corriere del Veneto” del 29 maggio. Ma c’è anche qualche nube che si addensa sull’orizzonte del vino italiano. Se entro luglio, infatti, non sarà pronto il nuovo regime di controllo delle Dop, il settore rischia la paralisi, come si può leggere su “La Stampa” del 31 maggio. In compenso dalla nuova Ocm vino arrivano anche sostegni alla promozione che l’Emilia Romagna utilizzerà per la promozione sui mercati esteri, come riferisce “Finanza e Mercati” del 3 giugno. Il vino italiano deve però guardarsi le spalle dall’attacco dei “petit vignerons” (così li descrive “Affari e Finanza” dell’1 giugno) che dalla Francia vogliono aggredire il nostro mercato delle “bollicine”. Ma si affoga nel latte Ai buoni segnali del mondo vitivinicolo si contrappongono le mai risolte difficoltà degli allevamenti, in particolare della zootecnia da latte che dopo la tormentata vicenda delle quote, si trova ad affrontare la continua discesa del prezzo del latte. Un problema rilevante tanto che in Lombardia (dove è concentrata gran parte della produzione italiana) molte stalle rischiano la chiusura. L’allarme viene dalle colonne de “Il Corriere della Sera” del 31 maggio, cui fa eco “Il Giorno” parlando di stalle al collasso. In soccorso degli allevatori arriva il “tavolo” interprofessionale convocato dal ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, dal quale dovrebbero uscire le proposte, come racconta “Libero” del 31 maggio, per uscire dalla situazione di difficoltà. Dagli incontri fra i protagonisti del settore dovrebbe nascere un piano industriale per il settore del latte che affronterà, come si legge su “Il Secolo XIX” del 28 maggio, anche il delicato tema della indicizzazione del prezzo. A rompere la sequenza di notizie negative ci pensa “Finanza e Mercati” del 2 giugno, che ricorda l’imminente entrata in vigore dei regolamenti comunitari che modificano le norme di impiego di caseina e caseinati nella fabbricazione dei formaggi. Un punto a vantaggio di chi il formaggio lo fa con il latte...

4 giugno 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8: tra pomodori disaccoppiati e latte in tempesta Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 20 al 26 maggio

Non piace l’idea di anticipare la riforma dell’Ocm ortofrutta che prevede la rinuncia al disaccoppiamento parziale degli aiuti comunitari già dal prossimo anno. Ne parla “La Gazzetta di Parma” del 21 maggio e sull’argomento interviene anche “Italia Oggi” del 23 maggio mettendo in evidenza le divisioni che anche su questo fronte caratterizzano il mondo agricolo. L’ortofrutta è invece al centro di un accordo fra agricoltori e mercati all’ingrosso che dovrebbe consentire, come racconta “Italia Oggi” del 21 maggio, una migliore efficienza logistica e al contempo favorire la trasparenza del prezzo. Il settore dell’ortofrutta è anche al centro di un interessante servizio ospitato su “La Stampa” del 24 maggio, dove si evidenzia che nonostante la difficile congiuntura le aziende di questo settore sanno fare sinergia e migliorare i risultati. Venti di crisi soffiano invece sul mercato del grano duro per il quale si prevede un calo dei raccolti del 25%. Queste fosche previsioni arrivano dalle colonne de “Il Resto del Carlino” del 23 maggio e sono confermate nello stesso giorno anche da “Italia Oggi” che parla di una minore produzione di 18 milioni di quintali. Le due cose non sono necessariamente collegate, ma anche per le macchine agricole e per il movimento terra si parla con preoccupazione dalle pagine de “Il Sole 24 Ore”, dove si commentano le elaborazioni di Unacoma che per questi settori prevede cali negli ordini tra il 40 e il 70%. Anche per molti settori agricoli è dunque tempo di crisi, tanto che Confagricoltura, dalle colonne di “Ore 12” del 21 maggio, lancia un appello per ottenere incentivi in modo non dissimile a quanto è avvenuto per altri comparti produttivi. A proposito di incentivi e di aiuti, ecco arrivare una buona notizia per gli agricoltori dell’Emilia Romagna ai quali sono destinati, come scrive “Il Resto del Calino” del 25 maggio, 142 milioni di euro per favorire l’aggregazione dei produttori. Ancora influenza, che noia Di aiuti ne avranno bisogno certamente gli allevatori di suini specie se si continuerà nella “saga” dell’influenza suina che riprende fiato ogni volta che si sente uno starnuto fuori stagione...E’ stato sufficiente che qualche studente di ritorno dagli States avesse qualche linea di febbre per ridare fiato ai catastrofisti mediatici. “Il Messaggero” del 24 maggio ricorda che in Italia abbiamo 19 casi (19!), e “Il Corriere della Sera” nello stesso giorno sottolinea che a rischio ci sono 14 scuole. Peccato che si continui impropriamente a parlare di “febbre suina”, creando inutili sospetti nei confronti delle carni di maiale. Il nome giusto c’è, si chiama nuova influenza e a quanto pare è anche meno aggressiva di quella “vecchia”. “Repubblica” del 25 maggio preferisce rincarare la dose e pubblica la traduzione di un “pensiero” del portoghese Josè Saramago (nobel 1998 per la letteratura), che descrive con scenari apocalittici i moderni allevamenti intensivi. No comment. Il latte arrabbiato Difficoltà si incontrano sul mercato del latte tanto che sta montando un po’ in tutta Europa la protesta degli allevatori ormai con l’acqua alla gola per i prezzi troppo bassi, come si può leggere su “Libertà” del 20 maggio. Sull’argomento latte si sofferma anche “Le Figaro” del 22 maggio per ricordare le difficoltà che allevatori e industrie stanno incontrando nel trovare un punto di incontro, come peraltro avviene anche in Italia. Ma in Francia gli allevatori decidono persino di scendere in piazza per protestare ed è ancora “Le Figaro” a darne notizia nei giorni seguenti. A dare una mano agli allevatori italiani, inaspettatamente, arriva slow food che dalle colonne della “La Stampa” del 24 maggio ricorda che a questi prezzi la qualità del latte è necessariamente negata. Ed è ancora “La Stampa” che il 26 maggio ospita una dettagliata cronaca delle proteste che hanno bloccato mezza Bruxelles. Dalle colonne di “Libero” del 26 maggio arriva poi la notizia dell’anticipo degli aiuti diretti agli allevatori, mentre i ministri dell’Agricoltura della Ue, come riporta “Avvenire” dello stesso giorno, sono pronti a studiare nuovi strumenti per sostenere il mercato. Purchè facciano in fretta.

26 maggio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8: ‘catastrofisti, la storia vi seppellirà’ Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 13 al 19 maggio

Per questo “corpo 8” Abbiamo preso in prestito il titolo apparso su “Il Corriere della Sera” del 18 maggio che con efficacia ha voluto ricordare ai suoi lettori l’inutile allarme per l’influenza suina. Allarme che ha avuto un esito pesante però sul mercato della carne suina, caduto in una profonda crisi, come riporta la “Gazzetta di Mantova” del 13 maggio. Non solo i suini, ma anche il mondo del latte è in difficoltà, tanto che gli allevatori sono scesi in piazza per manifestare il proprio disagio e per fermare le speculazioni che avviliscono il settore, come descrivono “Finanza e Mercati”, “La Padania” e “Arena” del 13 maggio, per citare alcuni dei quotidiani che hanno dato maggior spazio a questa notizia. Ma anche in Francia per gli allevatori di bovine da latte le cose non vanno meglio e basta leggere quanto riporta “Le Figaro” del 18 maggio per rendersene conto. Rischiano la crisi anche gli allevatori di bovini da carne, specie se prenderà piede la “moda” lanciata da Gand, una cittadina belga, dove il sindaco ha dichiarato guerra alla bistecca imponendo ai suoi cittadini il giovedì’ vegetariano. Una notizia quanto meno curiosa alla quale dà spazio “La Stampa” del 14 maggio. Tra ogm e mercato Quanto a notizie curiose va citato anche il mensile “Sole 24 ore IL” in edicola il 15 maggio, che racconta l’evoluzione dell’agricoltura biologica in diverse parti del mondo. In Italia, intanto, si apprende da “Finanza e Mercati” del 19 maggio che Apofruit apre a Longiano, nei pressi di Forlì, il più ampio stabilimento per la lavorazione dell’ortofrutta biologica. In tema di novità citiamo “Avvenire” del 17 maggio che prendendo lo spunto dal convegno della Pontificia accademia delle scienze (se ne parla anche su Agronotizie di questa settimana), affronta il tema dello sviluppo delle colture Ogm. Ma dal “Corriere Economia” del 18 maggio arriva la conferma che il consumatore ancora diffida degli Ogm e “Famiglia Cristiana” rincara la dose con un ampio servizio intitolato Il “Mais che fa paura”. Insomma, la caccia alle streghe non ha sosta... Le energie alternative continuano invece a godere di ampi consensi e in Sicilia si moltiplicano le iniziative per ricavare energia dal sole, come riporta “Italia Oggi” del 16 maggio. Ed è ancora “Italia Oggi” che nello stesso giorno dedica un ampio articolo al disegno di legge con il quale si è stabilito di portare la tariffa per le agroenergie a 0,28 euro/kwh. Dalle agroenergie al mais il passo è breve visto che questo cereale è in bilico fra alimentazione degli animali e possibile biomassa ad uso energetico. Bisogna però fare i conti con il mercato e con gli stock presenti nei magazzini, che negli Usa, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 13 maggio, sono in calo. Anche il “Financial Times” si occupa del mercato dei cereali e del suo andamento, mentre da “La Stampa” del 17 maggio si apprende che per il riso si stanno accumulando scorte nei magazzini a causa del prezzo troppo alto, che frena gli acquisti da parte dei gruppi industriali. Le difficoltà dell’olio e i trionfi del vino Mentre si avvicina per l’olio l’appuntamento del 1 luglio che segna l’entrata in vigore del regolamento comunitario per l’indicazione in etichetta dell’origine, il mondo dell’olio si divide e spuntano due marchi di qualità dei produttori. Se ne parla su “Italia Oggi” del 13 maggio. Intanto dall’Accademia dei Georgofili parte si studia la possibilità di realizzare un certificato per identificare il “superolio che possa superare, come scrive “La Nazione” del 16 maggio, l’eccessiva genericità della indicazione olio extravergine di oliva. Chissà se qualcuno, nel frattempo, si è anche interrogato sulla capacità del consumatore medio di interpretare queste etichette e queste indicazioni. Speriamo in bene... Chi continua a macinare successi e certezze è invece il vino spumante italiano. Lo si apprende dal “Messaggero Veneto” del 18 maggio che ospita un servizio ricco di dettagli su questo argomento. Sul tema dell’export enologico interviene anche “Libero” del 15 maggio per dare notizia dell’accordo raggiunto dal ministro Zaia con Hong Kong per esportare i nostri vini. Buone notizie dalle colonne del “Secolo XIX” del 19 maggio anche per il Prosecco. Le aree tipiche di produzione di Conegliano e Valdobbiadene sono infatti candidate a divenire patrimonio dell’Unesco. Dalla pioggia al secco Il vino italiano trionfa sui mercati stranieri, ma deve fare i conti con le bizze di questa stagione che con le incessanti piogge delle scorse settimane ha messo in difficoltà i vigneti dell’Oltrepo pavese. Tanto che ora si paventano attacchi fungini, ma la difesa è complicata dallo stato dei terreni che non permettono l’ingresso delle macchine. Dalle pagine de “La Provincia” arriva la soluzione, con la notizia del via libera all’impiego degli elicotteri. Dopo le piogge già si teme però l’effetto siccità. Le previsioni parlano di ondate di calore e temperature sopra la media e così “La Stampa” del 17 maggio cede la parola al presidente delle bonifiche, Massimo Gargano, che si dice preoccupato per l’inadeguatezza degli invasi e della rete idraulica. Dunque altri motivi di preoccupazione per il mondo agricolo, cui si aggiungono i nuovi vincoli attesi per l’impiego dei concimi. A dare la notizia è il quotidiano piacentino “Libertà” del 17 maggio che si sofferma sull’argomento prendendo spunto da un convegno che anticipa il problema. Con la Direttiva nitrati che incombe è meglio tenersi pronti...

19 maggio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, l’influenza scende e la crisi sale Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 6 al 12 maggio

Passata la “sbornia” da influenza suina i giornali hanno iniziato a domandarsi se tanto allarme era poi giustificato. Un interrogativo che già il 6 maggio emerge dalle colonne del “Corriere della Sera” che ospita fra gli altri il pensiero di Umberto Veronesi che a proposito della nuova influenza parla di un falso allarme. Anche “Il Foglio” nello stesso giorno titola con efficacia: ”ma vuoi vedere che questa influenza suina non c’è già più o quasi?”. Sulle pagine de “L’Espresso” in edicola venerdì 8 maggio si va anche nelle “tasche” delle grandi industrie farmaceutiche che a quanto pare hanno tratto non pochi benefici da questo allarme sanitario. “Il Giornale” del 10 maggio punta invece il dito verso i costi, ritenuti elevati, dell’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) dalla quale partono allarmi che poi si rivelano essere dei “flop”. A farne le spese, alla fine, sono gli allevatori di suini che già alla prese con una crisi da eccesso di produzione di prosciutti si trovano ad essere “stritolati” dalla psicosi dell’influenza, come scrive “Italia Oggi” del 9 maggio. Una situazione difficile, tanto che scende in campo anche il ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, per invitare i consumatori, come si può leggere su “Messaggero Veneto” dell’11 maggio, a comprare carne di suino che non solo è sicura, ma costa anche poco. Mentre sul settore suino imperversa la crisi, arriva la notizia che la carne bovina americana, fino a ieri bandita dalle nostre tavole per via degli ormoni (l’uso è ammesso negli Stati Uniti, ma non nella Ue), può entrare in Italia. In cambio, come si può leggere su “Italia Oggi” del 9 maggio, gli Usa non applicheranno i temuti super dazi alle acque minerali. Sullo stesso argomento interviene anche “Il Sole 24 Ore” del 7 maggio ospitando un intervista al vice-presidente di Assocarni. Per chi volesse approfondire l’argomento segnaliamo l’articolo pubblicato su Agronotizie di questa settimana. Soia al massimo e latte al minimo C’è stata meno influenza suina, dunque, sulle pagine dei giornali, che finalmente si sono occupati di temi più concreti in campo agroalimentare, come le tensioni a livello mondiale sul mercato dello zucchero delle quali riferisce “Il Sole 24 Ore” del 6 maggio e che prendono spunto dal crollo della produzione indiana. E’ ancora “Il Sole 24 Ore” che il giorno seguente si occupa del mercato della soia, le cui quotazioni sono in salita per il timore di una ridotta produzione da parte dell’Argentina. Sul mercato interno c’è da segnalare la ripresa dei consumi di prodotti alimentari, come si può leggere su “Italia Oggi” di venerdì 8 maggio, ma non per questo la crisi può dirsi superata e in agricoltura, come sottolinea “La Stampa” del 10 maggio, c’è un forte bisogno di credito, questa almeno è l’opinione espressa nella lunga intervista che il quotidiano dedica al presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni. Ma c’è anche bisogno di accorciare la filiera per contrastare il calo del prezzo dei prodotti agricoli all’origine, una tendenza evidenziata da Ismea e resa nota dalle colonne del “Giornale di Brescia” del 10 maggio. L’argomento è ripreso anche da “Finanza e Mercati” del 12 maggio che commentando i dati produttivi dell’agricoltura, che mostrano solo una lieve flessione, denuncia l’eccessiva forbice fra prezzi all’origine e prezzi al consumo. Parlando di prezzi c’è anche da segnalare la protesta degli allevatori che si svolge in alcune piazze italiane vendendo il latte a soli 50 centesimi al litro. Un modo efficace, come riporta “Il Gazzettino” del 12 maggio, per far conoscere le difficoltà del settore. Olio in difficoltà Non solo i suini ma anche l’olio sta facendo registrare una situazione difficile tanto che si pensa ad una azione promozionale per incentivarne il consumo. A deprimere i listini di tutta Europa, come riporta “Il Sole 24 Ore” del 9 maggio, sono le eccedenze produttive che si registrano in Spagna e che coincidono con una flessione dei consumi. A disorientare gli acquirenti, secondo “Italia Oggi”, sono anche i troppi marchi presenti sul mercato e dal ministro Zaia, come riporta “Arena” del 10 maggio, arriva l’annuncio di una più severa applicazione delle regole per l’etichettatura e la tracciabilità. L’ortofrutta mini C’è spazio anche per alcune novità in campo orticolo, come le nuove linee di finocchi in formato mini messe a punto nei laboratori di ricerca Limagrain. L’obiettivo, come ben illustrato su “Italia Oggi” del 9 maggio, è quello di diffondere nel resto d’Europa il consumo di finocchi che oggi è concentrato in Italia. Il mondo della ricerca del settore sementiero offre novità anche per le angurie. Le innovazioni, come riferisce anche in questo caso “Italia Oggi”, arrivano da Bayer CropScience che ha messo a punto nuovi ibridi. In tema di novità e di acquisizioni scientifiche, scende in campo anche “Il Sole 24 Ore” del 10 maggio che invita a riprendere in mano senza pregiudizi gli studi e le considerazioni in tema di Ogm. Non una novità, ma un modo nuovo di approcciare il cibo in chiave salutistica, è quello proposto da “La Stampa” dell’11 maggio che presenta una nuova opera editoriale dove un pool di medici si è messo a disposizione per stilare centinaia di ricette da utilizzare per persone affette da diverse patologie e degenti negli ospedali.

12 maggio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, smettiamola con l’influenza dei suini Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 29 aprile al 5 maggio

La nuova influenza, come alcuni avevano previsto, sta allentando la presa. Non altrettanto i giornali che anche negli ultimi giorni hanno insistito nell’usare tinte fosche nel presentare questo presunto allarme sanitario. In pochi, poi, hanno accolto l’invito ad evitare la definizione di “influenza suina”, non corretta (la malattia si trasmette da uomo e uomo e il suino non c’entra nulla) e soprattutto dannosa per le implicazioni psicologiche sul consumo delle carni suine. E così abbiamo letto sulle pagine di “Repubblica” del 29 settembre che l’America ha paura della febbre suina, ed è ancora “Repubblica” che rincara la dose il 3 maggio titolando “Febbre suina, tocca all’Italia”. Anche “L’Espresso” in edicola il 30 aprile non usa prudenza nell’affrontare l’argomento e “strilla” toni di grande preoccupazione, come fa anche il settimanale “Panorama” che al virus dell’influenza dedica un servizio che non induce all’ottimismo. Peggio ancora “La Stampa” del 3 maggio che annuncia già dal titolo che il disastro sarà in autunno. Di tutt’altro genere le dichiarazioni di uno scienziato come Silvio Garattini che ci ricorda che “l’influenza si cura, l’ignoranza no”, come recita il titolo dell’articolo a sua firma che compare sulle colonne de “Il Messaggero” del 30 aprile. Nello stesso giorno “Il Foglio” ricorda ai suoi lettori che siamo sempre più assediati da epidemie mediatiche, mentre “Finanza e Mercati” invita a frenare i toni di allarme che servono solo a creare enormi danni all’agricoltura e in questo caso al settore suinicolo. C’è anche chi, come “Il Giornale” del 30 aprile, lancia il sospetto che il panico da febbre suina sia stato creato ad arte, tesi che trova sponda nei dati riportati da “Il Corriere della Sera” che ripercorre le tappe di un noto antivirale, oggi in vetta alle vendite in farmacia. E intanto a Bruxelles scoppia anche una piccola polemica, riportata da “La Stampa” dell’ 1 maggio, in merito agli accordi fra le autorità della Ue e alcune case farmaceutiche. Segnali tranquillizzanti arrivano il 5 maggio con le dichiarazioni di Oms e Onu che (finalmente) ci fanno sapere che non siamo di fronte ad una nuova “spagnola”; i dettagli si possono leggere su molti quotidiani, fra i quali “Avvenire”, Il Messaggero”, Il Giornale”. Chiudiamo questa (incompleta) rassegna degli articoli sulla nuova influenza invitando alla lettura di un articolo che sin dal titolo si annuncia interessante e sdrammatizzante: “La fetta di salame non ha la febbre”. Lo si può leggere su “La Gazzetta di Mantova” del 29 aprile. Ventimila per la filiera La pandemia mediatica ha messo in secondo piano la kermesse romana organizzata il 30 aprile a Roma da Coldiretti per promuovere la filiera italiana e con essa dare ancora spinta ai farmers market, gli spazi commerciali gestiti direttamente dagli imprenditori agricoli. “Avvenire” dell’1 maggio dedica all’evento un ampio servizio e sin dalle prime battute ricorda che l’agricoltura italiana è la migliore del mondo, come afferma il presidente di Coldiretti, Sergio Marini. Nello stesso giorno anche “Finanza e Mercati” si occupa dei ventimila punti vendita gestiti dagli agricoltori sui quali si articola il progetto di Coldiretti e che porterebbero vantaggi anche ai consumatori, come riporta “La Stampa” del 3 maggio, grazie ad una riduzione dei prezzi dei prodotti commercializzati. Ma il progetto, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” dell 1 maggio, non trova, ovviamente, l’apprezzamento del commercio tradizionale. Cereali e tabacco Mentre si dibatte su questi nuovi modelli distributivi, il mercato è alle prese con il crollo del prezzo dei cereali, tanto che nel veronese, come si legge su “Arena” del 3 maggio, si ha un forte calo anche delle superfici agricole destinate a queste colture. Che il mercato dei cereali e del grano in particolare sia nell’occhio del ciclone è un tema ripreso anche da “Il Sole 24 Ore” del 4 maggio che riporta in proposito le affermazioni di “mister prezzi”. E molti quotidiani in edicola il 5 maggio, fra questi “Il Centro”, riprendono la denuncia di Coldiretti per l’aumento del prezzo della pasta definito “scandaloso” Ancora in difficoltà la coltivazione del tabacco, che vede gli agricoltori protestare a Napoli (“Il Mattino”, 29 aprile) per i tagli che la Ue si appresta a fare e che potrebbero persino mettere in forse la produzione di sigari famosi come il “Toscano” (“Il Sole 24 Ore”, 29 aprile). A rischiare per la propria attività sono ben 70mila lavoratori impegnati in tabacchicoltura (“La discussione”, 29 aprile). Grappa fai da te Dimenticato dalle cronache dopo i “fasti” del Vinitaly, si torna a parlare di vino, come avviene sulle colonne del “Messaggero Veneto” del 4 maggio dalle quali si denunciano le penalizzazioni che porta con sé la nuova Ocm del settore. Sul fronte del Barolo, “La Stampa” del 3 maggio anticipa le iniziative portate avanti dal Consorzio di tutela per ottenere la menzione geografica aggiuntiva dell’area di produzione, come già avviene per il Barbaresco. Per la Grappa arriva invece la proposta contenuta in un disegno di legge, di liberalizzare la produzione “fai da te”, purché, come si può leggere sul “Corriere della Sera” del 3 maggio, la distillazione sia limitata a 50 litri e senza fini di lucro. Cin, cin.

5 maggio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, quanta (troppa) influenza sui giornali! Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 22 al 28 aprile

Vacca pazza non ha insegnato nulla e il bluff influenza aviare non è bastato, i giornali non hanno resistito alla tentazione di mettere in prima pagina il mostro, questa volta sotto le vesti dell’influenza suina. Ed è stata una rincorsa al titolo più catastrofico, eccone una (incompleta) carrellata: “Contagi anche negli Usa. L’Oms: rischio pandemia. Virus dai maiali all’uomo. Messico, decine di morti” (Corriere della Sera, 25 aprile). “L’influenza suina fa paura. L’Oms: potrebbe dilagare” (Avvenire, 26 aprile). “Suini, il virus dilaga, paura a New York” (Carlino-Nazione-Giorno, 26 aprile). “”Virus che uccide, allerta mondiale” (Corriere Nazionale, 26 aprile). “Influenza da suini, morti a raffica in tutto il Messico” ( Il Tempo, 27 aprile). E si continua con “La febbre suina è già in Europa” (Avvenire, 28 aprile). Pochi i giornali, purtroppo, che non si sono fatti prendere la mano. Fra questi “Il Giornale” del 27 aprile che al tema degli allarmi alimentari ha voluto dedicare un ampio servizio ricordando i tre miliardi di euro buttati al vento nel prevenire catastrofi che si sono poi rivelate solo fantasie. E’ ancora “Il Giornale” che il 28 aprile dà voce ad un virologo per spiegare, senza allarmismo, le caratteristiche dalla malattia. Anche “La Repubblica” del 27 aprile getta acqua sul fuoco e ricorda già nel titolo che la carne di suino è sicura e può essere mangiata senza rischi. Su “Libero” del 28 aprile si pone poi l’accento sull’enorme giro di affari che sta dietro all’allarme virus. Al grande business delle industrie farmaceutiche si contrappongono però i forti danni al mondo degli allevamenti suinicoli che potrebbero derivare dalla psicosi influenza. Danni, secondo quanto riporta “Il Sole 24 Ore” del 28 aprile, che possono raggiungere quota 10 miliardi di euro. Grano in difficoltà Meno allarme, ma più preoccupazioni, giungono invece dal mondo del grano che vede il prezzo precipitare, tanto che dalle colonne de “La Stampa” del 26 aprile si mette persino in forse il settore della pasta a causa delle semine ai minimi storici. La crisi del grano rimbalza anche sulle pagine de “La Libertà” del 22 aprile che denuncia come sia sempre meno redditizio produrre grano. Difficoltà che nascono dal basso prezzo di mercato, come ricorda “Finanza e Mercati” del 22 aprile, e dall’aumento dei costi per i concimi. Che si sia di fronte ad una situazione difficile lo mette in evidenza anche “Il Messaggero di Udine” che si spinge a prevedere la chiusura della maggior parte delle aziende agricole, strette nella morsa della crisi di mercato. Alle difficoltà del mondo agricolo fa eco la crisi delle industrie meccaniche che registrano per i trattori e per le mietitrebbie un calo sensibile delle vendite. I dati sono riportati su “Finanza e Mercati” del 23 aprile e su “Italia Oggi” dello stesso giorno. E’ crisi anche per il tabacco, tanto da costringere i coltivatori a scendere in piazza per protestare e per chiedere interventi idonei, come si può leggere su “Il Mattino” del 28 aprile. Escalation delle frodi Chi non conosce crisi sono invece i “falsi” alimentari, che in tutta Europa continuano a crescere e ad acquisire nuovi spazi di mercato per un valore complessivo che, secondo i dati riportati da “Avvenire” del 23 aprile, raggiunge quota 7 miliardi di euro. Dello stesso argomento si occupa anche “Finanza e Mercati” che denuncia l’impennata che le frodi alimentari hanno fatto registrare nel corso del 2008. E a quanto pare sono gli ortaggi che possono vantare il non invidiabile primato di essere in testa alle contraffazioni, come emerge da un’indagine di Nomisma, riportata su “Italia Oggi” del 23 aprile. Il prezzo del latte Sul fronte degli allevamenti è il prezzo del latte l’argomento che ha raccolto le maggiori attenzioni dei quotidiani di questi ultimi giorni, a iniziare da “L’Arena” del 22 aprile che ospita i pareri di Cia e Confagricoltura sull’andamento delle trattative, assai difficili, vista la distanza fra offerte delle industrie del latte e richieste degli allevatori. Dalle colonne del “Corriere di Verona” si apprende che gli allevatori sono anche pronti a dare il via ad uno sciopero del latte se non ci sarà maggiore apertura da parte dell’industria. Ma siamo solo alle prime schermaglie per la definizione del prezzo, come si può leggere anche su Agronotizie di questa settimana.

28 aprile 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, agricoltura e sicurezza al primo posto Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 15 al 21 aprile

Al G8 dell’agricoltura va senza dubbio attribuito il ruolo di protagonista dell’informazione agroalimentare di questi ultimi giorni. Dell’atteso incontro a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, si inizia a parlare già dal 15 aprile, quando mancano ancora quattro giorni all’avvio dei lavori fra i ministri dell’agricoltura degli otto paesi più industrializzati. Se ne occupa “L’Opinione” che anticipa i temi che saranno affrontati nei giorni seguenti, ricordando che a Cison si parlerà di agricoltura vera, come in più occasioni ha affermato il “padrone di casa”, il ministro italiano all’Agricoltura, Luca Zaia. Anche “Il Tempo” dello stesso giorno offre qualche anticipazione sui temi in discussione, puntando però l’attenzione su sicurezza delle produzioni e identità alimentare. Del tema dei dazi in agricoltura, che più volte sarà ripreso nelle discussioni del G8, si occupa “Il Corriere Veneto”, mentre “E.Polis” dello stesso giorno punta l’attenzione sulle dichiarazioni del ministro Zaia in tema di finanza aggressiva, che deve essere tenuta fuori dal mercato delle materie prime. Altro tema della “vigilia” è quello degli ogm sul quale Zaia interviene a più riprese ricordando, come si può leggere su “Avvenire” del 15 aprile, che la fame nel mondo si può combattere rafforzando la cooperazione internazionale. Plauso allora al no agli ogm espresso dalla Germania, come rileva “La Padania” del 17 aprile. Quella anti-Ogm è un fermo convincimento del ministro Zaia, che in pieno svolgimento del G8 ha affidato alle colonne di “Libero” del 19 aprile il compito di affermare che i prodotti Ogm possono essere un grave pericolo per il “Made in Italy”. Un concetto già espresso il 18 aprile su “Italia Oggi” con un articolo a firma dello stesso Zaia nel quale riassume gli obiettivi della tre giorni di Cison Valmarino, fra i quali la “restituzione all’agricoltura di un ruolo centrale nelle economie nazionali”. Con l’avvio degli incontri, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 19 aprile, arrivano le prime proposte sulle quali concentrare l’attenzione degli “otto grandi” e fra queste l’aumento delle produzioni e la gestione degli stock di risorse alimentari e di cereali in particolare. Altro tema è quello delle speculazioni e della lotta all’agropirateria, argomenti sui quali offre un resoconto “Avvenire” del 19 aprile. Il raggiungimento di un’intesa su questi punti arriva il giorno seguente con un articolo pubblicato su “Il Corriere della Sera” che sebbene breve e sintetico non manca di evidenziare le criticità ancora sul tavolo della discussione. Dalle colonne de “Il Resto del Carlino” del 20 aprile si puntualizza intanto che senza dazi l’agricoltura italiana soccombe. Sulle conclusioni dei tre giorni del G8 agricolo i giornali non sono tutti concordi. Da una parte chi sottolinea gli aspetti positivi, come “Finanza e Mercati” del 21 aprile che titola “Il G8 rilancia la guerra alla fame” e al quale fa eco “Italia Oggi” mettendo l’accento sul documento finale che al primo punto cita: “L’agricoltura e la sicurezza alimentare sono al centro dell’agenda internazionale”. Dall’altra la posizione critica de “Il Sole 24 Ore” del 21 aprile, che evidenza l’assenza dall’accordo finale di Cina e India e i dissensi espressi da Brasile, Sud Africa e Messico. Male il grano e bene il riso Mentre i ministri dell’agricoltura del G8 si interrogano sui destini dell’agricoltura mondiale, dalla Puglia arriva un allarme per il crollo del prezzo del grano duro che “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 15 aprile commenta puntando l’indice sulle importazioni a basso prezzo, ma non sempre di qualità analoga a quella delle produzioni italiane. In tema di difficoltà arriva anche la nota pubblicata su “Italia Oggi” del 17 aprile sulla crisi che negli Usa ha coinvolto le macchine agricole, anche se molti commentatori continuano a vedere nell’agricoltura il settore meno coinvolto dalla crisi mondiale. Note positive arrivano invece dal comparto del riso che registra, come riporta “Italia Oggi” del 18 aprile, una ripresa delle semine, tornate sui valori normali dopo la caduta dello scorso anno. Di segno positivo anche l’inchiesta del “Secolo XIX” sull’evoluzione del lavoro in Liguria, con un significativo aumento dei giovani che si dedicano all’agricoltura. La crisi dei suini Sul fronte degli allevamenti sono i suini, e non il latte questa volta, a “tenere banco”. Complice lo svolgersi della Rassegna Suinicola internazionale di Reggio Emilia, sono molti i giornali che hanno dato spazio alla crisi che da tempo aggredisce il settore suinicolo. Fra i tanti merita una lettura l’articolo apparso di “Italia Oggi” del 18 aprile che riporta i dati di un’indagine del Crpa di Reggio Emilia che mette in relazione costi di produzione e prezzi di mercato. Che gli allevamenti lavorino in perdita non ci sono dubbi. Le cronache si occupano poi della protesta degli allevatori (“Il Giornale di Reggio” del 16 aprile) e della ferma richiesta di una adeguata tracciabilità dei salumi (“La Gazzetta di Mantova” del 16 aprile) che va di pari passo con un’etichetta trasparente sulla provenienza delle carni (“Il Resto del Carlino” del 20 aprile).

21 aprile 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, agricoltura e solidarietà Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’8 al 14 aprile

“Cento milioni di danni all’agricoltura. Zaia promette esenzioni fiscali e soldi dalle Regioni” (Libero, 9 aprile). “Solidarietà ed efficienza, immagine del Paese” (Il Sole 24 Ore, 8 aprile). “Aiutiamo l’Abruzzo comprando i suoi prodotti” (Il Tempo, 12 aprile). “Il Ministero dell’Agricoltura pronto a ritirare le giacenze agricole e degli allevatori” (Il Messaggero, 9 aprile). “Danni al 50% delle aziende” (Il Sole 24 Ore, 9 aprile). “Per il pranzo di Pasqua un agnello in ogni tenda” (Il Messaggero, 12 aprile). “Latte alla spina, agli sfollati il 30% dei soldi” (L’Eco di Bergamo, 10 aprile). Sono solo alcuni dei titoli apparsi negli ultimi giorni sui quotidiani, uno spaccato sulle sofferenze del mondo agricolo per la tragedia che ha sconvolto l’Abruzzo. Verso il G8 E’ stata quasi una gara fra i diversi media nell’offrire ai lettori tutte le informazioni su come il terremoto abbia sconvolto anche la vita dei campi, ma senza dimenticare le altre vicende del mondo agricolo. Fra queste le anticipazioni sui temi che saranno discussi al prossimo G8 agricolo e che vedono in primo piano la necessità, come si può leggere su “Italia Oggi” dell’8 aprile, di raddoppiare le produzioni agricole per far fonte all’aumento mondiale di derrate alimentari. Un tema ripreso anche da “La Padania” dello stesso giorno, dove si precisa però che il documento diffuso è preparatorio dell’incontro, ma non rappresenta necessariamente la conclusione alla quale giungeranno i ministri agricoli al termine dei lavori. Qualità e dintorni Più cibo e meno frodi, sembra fare eco “Finanza e Mercati” del 9 aprile nel riportare gli ultimi dati in merito alle indagini dei Nas il cui ottimo lavoro ha portato ad un aumento dei sequestri di alimenti non in regola. Si torna anche a parlare delle aranciate senza arance, consentite da una nuova normativa europea e dalle quali ci si può “difendere” solo con un attenta lettura dell’etichetta, un consiglio che arriva, con molti dettagli, dalle colonne de “Il Corriere della Sera” del 12 aprile. Mentre la Ue allarga le maglie della qualità per le aranciate, arriva invece una “stretta” sui limiti ammessi per le micotossine, argomento sul quale si sofferma “Italia Oggi” dell’11 aprile che entra anche nel dettaglio degli interventi possibili per ridurre la presenza di queste dannose sostanze di origine fungina. In tema di qualità degli alimenti arriva anche la notizia, riportata da “Italia Oggi” dell’11 aprile, del progetto per un olio “super” extra vergine, ovviamente di origine italiana. Su “Libero” del 14 aprile si parla invece di vino, per ricordarne le proprietà salutistiche, tanto che il barolo cura le anemie e il chianti può essere usato come antifebbrile Latte e suini Superata la “crisi” politica delle quote latte, che ha diviso il mondo agricolo come scrive “L’Opinione” del 10 aprile, il protagonista delle discussioni è ora il prezzo del latte, sceso a minimi che gli allevatori definiscono inaccettabili. Tanto che dalle colonne di “Brescia Oggi” si pongono dubbi sulla qualità dei prodotti ottenuti “recuperando” sul mercato internazionale latte a prezzi “stracciati”. Di prezzo del latte si parla anche sul “Gazzettino” del 12 aprile, ricordando che i prezzi oggi proposti dall’industria lattiera non coprono nemmeno i costi di produzione. Sulla caduta del prezzo del latte incide però anche l’eccesso di produzione di alcuni formaggi Dop, come il Grana Padano per il quale, si legge su “Il Sole 24 Ore” dell’8 aprile, si registra un surplus di almeno 100mila forme. Difficoltà anche per il settore suinicolo, dove il mercato del suino pesante continua a macinare record negativi. Nemmeno il recente incontro degli operatori al “tavolo” di filiera indetto dal ministro dell’Agricoltura sembra aver fornito soluzioni adeguate, almeno secondo quanto riporta “Finanza e Mercati” del 9 aprile. Torna sull’argomento la “Gazzetta di Mantova” del 14 aprile che offre un desolante resoconto dell’andamento delle trattative alla borsa merci di Mantova, concluse con l’impossibilità di definire un prezzo per la distanza fra le parti. Non resta che aspettare l’ormai prossima apertura della Rassegna Suinicola di Reggio Emilia (dal 16 al 18 aprile) con la speranza che dai tre giorni di incontri e dibattiti possano scaturire indicazioni su come uscire da questo lungo periodo di difficoltà del settore.

14 aprile 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, dal vino alla diabrotica Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’uno al 7 aprile

Complice il Vinitaly, che si è svolto a Verona dal 2 al 6 aprile, il vino è stato l’indiscusso protagonista dell’informazione agroalimentare degli ultimi giorni. Già dal primo aprile si è iniziato a parlare di vino e di territorio con un’intervista al ministro dell’Agricoltura pubblicata su “La Stampa” e sempre nello stesso giorno il “Corriere della Sera” ha dedicato un ampio servizio al mercato del vino, che sta vivendo in Francia qualche momento di preoccupazione per gli investimenti sui “futures” dei rossi. Anche dagli Usa si segnalano avvisaglie di qualche problema che potrebbe riguardare i vini che “La Repubblica” del 2 aprile definisce “di lusso”. Mentre in Italia un’indagine promossa dalla Cia e riportata da -Il Campanile- del 2 aprile, conferma che gli italiani danno le loro preferenze ai vini di qualità, specie se in presenza di un buon rapporto con il prezzo. Il tema del rapporto fra prezzo e qualità è anche al centro di un’indagine pubblicata su “Il Mondo” in edicola il 3 aprile, dove si mettono in evidenza i risultati raggiunti dalle più importanti aziende vitivinicole della Penisola. Ma è in generale tutto il settore che si è presentato al Vinitaly che può vantare una buona “solidità”, come sottolinea “Avvenire” del 4 aprile, una situazione che viene confermata anche da “Milano e Finanza” dello stesso giorno con un titolo certamente indovinato: “Per Bacco, la crisi non c’è”. Una conferma viene anche dal record di affluenza al Vinitaly, puntualmente registrato dal quotidiano veronese “Arena” del 6 aprile. Al Vinitaly è poi dedicato uno “speciale di “Finanza e Mercati” del 7 aprile che si apre con un resoconto dei successi raggiunti da quest’ultima edizione. Anche sul settore enologico si addensa però qualche ombra, è il caso delle nuove denominazioni di origine che potrebbero portare ad una sorta di “crisi di identità” per i vini Igt, come sottolinea “Il Sole 24 Ore” del 2 aprile parlando della riforma della Ocm del settore, che prevede fra l’altro anche nuove risorse per la promozione. E’ sempre “Il Sole 24 Ore” ad occuparsi di quest’ultimo argomento, riportando le dichiarazioni del ministro Zaia, secondo il quale è necessario mettere a punto delle regole per evitare di sprecare risorse. Ancora quote latte Nemmeno il Vinitaly è riuscito però a “mettere in ombra” l’altro protagonista delle cronache agroalimentari di questi giorni: le quote latte. Mentre la “La Provincia” del 2 aprile annuncia come una vittoria l’esito della vicenda parlamentare (si veda in proposito anche quanto riportato su Agronotizie di questa settimana), da “Il Resto del Carlino” del 6 aprile giunge notizia che le Regioni faranno ricorso alla Corte Costituzionale per opporsi alle decisioni prese dal Parlamento. Forse “La Stampa” del 5 aprile, parlando di pace per le quote latte, ha peccato di eccessivo ottimismo. Intanto su “Il Sole 24 Ore” e su “Italia Oggi” del 2 aprile si possono leggere i dettagli sui criteri di ripartizione delle nuove quote. In tema di allevamenti, dopo le quote, si torna a parlare di bufale e questa volta non è la diossina nel latte a fare paura, ma la presenza di somatotropina, un ormone il cui uso in Italia non è consentito, ma che non determina alcuna conseguenza per chi consuma i prodotti ottenuti dalle bufale trattate. Ne dà notizia Il “Corriere della Sera” del 3 aprile, mentre “Il Mattino” del giorno seguente si premura di sottolineare l’assenza di rischi per il consumatore. Olio e cereali Dalle bufale vere all’olio “bufala” denunciato dalle pagine de “La Discussione” del 5 aprile dove si dà conto dei casi più recenti di frodi in merito alla qualità e alla provenienza dell’olio commercializzato. Fortunatamente per l’olio si avvicina la scadenza di luglio, mese nel quale tutte le bottiglie commercializzate nella Ue dovranno riportare, come ricorda “Il Sole 24 Ore” del 3 aprile, l’indicazione delle provenienza della materia prima. Ma bisogna poi fare i conti con la grande distribuzione organizzata che, secondo quanto riporta “Il Tempo”, non dà sufficiente spazio agli olii Dop. Se per l’olio sembrano avvicinarsi comunque tempi migliori, quanto meno sotto il profilo della tutela della qualità, il mercato dei cereali è sballottato fra le tendenze all’aumento sui mercati Usa, dove si riduce la produzione e si mettono i campi a riposo (“Il Sole 24 Ore” del 4 aprile) e la caduta delle quotazioni rilevate da Ismea come si può leggere sempre su “Il Sole 24 Ore”. Dagli Usa arriva anche la notizia degli “swap” sui cereali, strumenti per offrire al settore agroindustriale un antidoto alle bolle speculative e alle difficoltà del credito. I dettagli sono riportati su “Il Sole 24 Ore” del 7 aprile. Buone notizie intanto per i maiscoltori del bresciano che dalle colonne di “Brescia Oggi” del 3 aprile hanno appreso che potranno disporre di un servizio di controllo gratuito dei campi di mais per la prevenzione della diabrotica.

7 aprile 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, in arrivo il Vinitaly e l’agrofarmaco sul telefono Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 25 al 31 marzo

Con il Vinitaly alle porte (apre a Verona dal 2 al 6 aprile) molti giornali hanno deciso di dedicare analisi e commenti al vino, argomento che ha finito con il rubare la scena al Forum di Confagricoltura che si è svolto a Taormina dal 26 al 28 marzo. Iniziamo allora con la guerra dei Rosè della quale si occupa “Il Sole 24 Ore” del 25 marzo e poi “Avvenire” del 27 marzo che non stenta a definire come un attentato la decisione comunitaria di consentire la mescolanza di vini bianchi e rossi. Di “miscuglio” si parla anche su il “Tempo” del 29 marzo, ma sul tema dei rosè si fa largo la strategia del Cruasè che sarà presentata al Vinitaly dal consorzio dei vini dell’Oltrepo pavese, come si può leggere su “Il Giorno”. Al Vinitaly ci sarà anche spazio per il vino visto come guardiano dell’ambiente, insomma una finestra sull’eco-vino, come titola “Finanza e Mercati” del 31 marzo. Tanta attesa per il Vinitaly pare essere giustificata dalle anticipazioni che danno la prossima edizione della manifestazione veronese come una delle più importanti degli ultimi anni. In aumento sono infatti le partecipazioni straniere, persino raddoppiate come riporta “Libero” del 28 marzo e anche la presenza delle aziende vinicole italiane sembra da record stando alle anticipazioni che si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 29 marzo. Se sarà un Vinitaly da record il merito è anche del buon andamento del settore enologico, tanto che anche Mediobanca afferma, stando a quanto riporta “La Stampa”, che i titoli legati al mondo enologico hanno reagito alla crisi assai meglio di altri strumenti finanziari. Una notizia, questa dello studio di Mediobanca sui vini, che già era stata anticipata su “Libero” e su “Finanza e Mercati” del 27 marzo. Futuro Fertile Altro protagonista dell’informazione agroalimentare di questi giorni è stato, come detto, il Forum di Confagricoltura che si è svolto il 26 e 27 marzo a Taormina, con lo slogan “Futuro Fertile”. Se ne è parlato su “Il Sole 24 Ore” che ha ospitato una lunga intervista al presidente Federico Vecchioni, nella quale si ribadisce la necessità di trovare una strategia per l’agricoltura. Fra i punti chiave la richiesta di avere in gestione i 300mila ettari di demanio pubblico inutilizzato per destinarlo a produzioni tipiche. Questa la richiesta, precisa e circostanziata, che si può leggere su “Il Resto del Carlino” e sugli altri quotidiani del gruppo Monti-Riffeser. All’indirizzo di Bruxelles è stato invece lanciato l’invito (ne parla “La Stampa” del 29 marzo) ad investire di più nel settore agricolo che potrebbe offrire, come afferma “Ore 12”, interessanti spazi per l’occupazione. Protagonisti del Forum anche gli Ogm che hanno visto nel premio Nobel, Rita Levi Montalcini, un forte sostenitore. “Non saprei spiegare - si legge su “Il Sole 24 Ore” del 29 marzo - perchè la gente ha paura degli Ogm. E’ una forma di superstizione e va combattuta...” Difficile replicare. Le novità Nonostante questi due grandi temi, il vino e il Forum di Confagricoltura, è rimasto un po’ di spazio per altri argomenti e per talune “curiosità” come l’apprezzamento che la stampa straniera ha dedicato alla nostra enogastronomia, specie se “bio”, come sottolinea “Finanza e mercati” del 25 marzo”. Da “Nova”, il dorso de Il Sole 24 Ore dedicato agli argomenti scientifici, arriva la notizia che anche il deserto si può coltivare. Basta un trattamento alla sabbia che può fare chiunque. Leggere per credere. Fra le novità anche “l’agrofarmaco sul telefonino” come titola “Italia Oggi” del 28 marzo a proposito di un’interessante iniziativa sviluppata da Syngenta. Meno entusiasmante è l’aranciata senza arance, ma in questo caso non si tratta di un’innovazione scientifica, ma di una decisione (quanto condivisibile?) di Bruxelles che ha sancito, come descrive “La Stampa” del 29 marzo, la liberalizzazione delle bevande con coloranti e senza succhi di agrumi. Dell’aranciata senza succo se ne parla anche “Il Resto del Carlino” del 31 marzo, che accomuna questa notizia al boom dei cibi falsi e gli fa eco nello stesso giorno “La Repubblica” titolando “così berremo solo acqua e chimica”. Il latte Giorni di attesa, questi, per le decisioni che il Parlamento prenderà in tema di quote latte. Un argomento delicato e complesso, anche sotto il profilo politico, come si è potuto leggere su molti quotidiani a iniziare da “La Provincia” di Cremona del 25 marzo che su questo tema da tempo insiste per la tutela degli allevatori che hanno sino ad oggi rispettato le regole. Dalle colonne de Il Messaggero” del giorno seguente si dà conto della posizione del leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che farà opposizione a decreto. E mentre si moltiplicano le manifestazioni di protesta degli allevatori, tanto che “Il Sole 24 Ore” del 27 marzo parla della possibilità che il decreto non possa essere convertito in legge nei tempi dovuti, “La Padania” è più ottimista e dà come in arrivo “il traguardo”. Ma come ricorda “Libero” del 29 marzo, appeso al decreto sulle quote latte c’è anche il destino di 350mila aziende interessate alla defiscalizzazione degli oneri sociali. Ed è ancora “Libero” che il 31 marzo torna sull’argomento con un’intervista a Luca Zaia che avverte: “se il decreto che fissa le nuove quote non passa in Parlamento, migliaia di allevamenti andranno all’asta”.

31 marzo 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, adesso l’orto si può adottare Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 18 al 24 marzo

Mentre la crisi spinge gli agricoltori a manifestare in piazza per chiedere sostegni e “soldi veri” per fronteggiare le difficoltà (lo scrive “Finanza e Mercati” del 20 marzo) c’è chi risponde alla crisi organizzando il balcone di casa a mo’ di orto, una moda che dilaga nella capitale, a quanto scrive “Il Giornale” del 18 marzo. Tanto che alcune aziende, ed è ancora “Il Giornale” che ne parla, già propongono sementi idonee alla coltivazione di ortaggi in vaso. Per chi non può nemmeno avere lo spazio del balcone arriva l’orto “adottato”, magari via internet. E’ una curiosa iniziativa della quale si parla su “Il Giornale” sempre del 23 marzo. C’è anche una cooperativa in Piemonte alla quale ci si può “abbonare” per ricevere direttamente a casa i prodotti orticoli. I dettagli si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 23 marzo. A dare il via a tanto interesse agli ortaggi è stata forse la first lady statunitense, Michelle Obama, che ha deciso di creare un orto nel giardino della Casa Bianca, una scelta che secondo quanto scrive “La Repubblica” del 18 marzo non nasce da una vena salutistica o modaiola, ma rappresenta un “segnale” politico, visto che il primo colpo di zappa arriva all’indomani della decisione di riformare la Food and Drug Administration, l’ente statunitense che si occupa fra le altre cose del controllo della salubrità degli alimenti. Fra le notizie “curiose” di questi giorni si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 24 marzo un’interessante articolo sulla possibile delocalizzazione in Italia di un’industria giapponese che produce “il viagra delle piante”. Si tratta di un concime, ma il paragone è quanto meno insolito. E’ crisi Sui temi della crisi e dell’agricoltura si sofferma “Famiglia Cristiana” in edicola il 19 marzo che nel dare il resoconto del G8 degli agricoltori sottolinea che la crisi si può battere partendo proprio dai campi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche “La Discussione” del 19 marzo che sulla scia del G8 Farmer’s Union, indica nell’agricoltura una risposta alla crisi economica mondiale. Che sia tempo di difficoltà anche per l’agricoltura lo sottolinea con efficacia “Il sole 24 Ore” del 20 marzo che riporta l’allarme lanciato dal presidente della Cia, Giuseppe Politi, a proposito della esiguità del credito per le aziende agricole. Sempre dalla Cia arriva anche la richiesta, attraverso le colonne di “Finanza e Mercati” del 19 marzo, di iniziative a sostegno del comparto agricolo per il quale servono “soldi veri”. Da Confagricoltura, per voce del suo presidente Federico Vecchioni, arriva l’invito ad istituire un tavolo anti-crisi con industria e commercio, proposta della quale si parla su “Il Giornale” del 21 marzo. Anche i cerealicoltori sono in difficoltà come si può leggere su “La Provincia” del 20 marzo, che nel dare dare il resoconto dell’incontro che si è svolto fra gli operatori del settore lascia trasparire la necessità di dare sostegno al settore valorizzando la produzione interna. Ma sul protezionismo (specie degli altri...) sono molte le voci di dissenso, tanto che in Italia è nato persino un comitato salva-export come lo ha definito “Italia Oggi” del 21 marzo. Protezionismo che tutti fanno, ma che nessuno ammette, come afferma in modo provocatorio “Milano Finanza” del 19 marzo. C’è anche spazio per dibattere i temi della speculazione che vedono il cibo come protagonista. Se ne parla su “L’Unità” del 20 marzo e su “La Discussione” dello stesso giorno. Arriva poi l’invito del ministro Zaia, dalle colonne del “Corriere della Sera”, che con lo slogan basta convegni, meglio sporcarsi le scarpe, incita a conoscere da vicino i problemi degli agricoltori. Bene la cooperazione Non solo note negative sui giornali di questi ultimi giorni, ma anche qualche dato positivo. E’ il caso delle cooperazione che secondo l’Osservatorio della cooperazione agricola ha trovato in questa formula imprenditoriale un baluardo efficace alle situazioni di maggiore difficoltà, come si può leggere su “Italia Oggi” del 19 marzo. Che la cooperazione possa essere un salvagente nella crisi è quanto afferma anche “La Stampa” del 22 marzo. Affermazioni che si ritrovano anche negli studi condotti da Nomisma e riportati da “Il Sole 24 Ore” del 20 marzo. Se ne parlerà al Vinitaly In attesa del prossimo Vinitaly che si terrà a Verona dal 2 al 6 aprile, i giornali ci anticipano alcune delle novità che riguardano queste settore come, la curiosa etichetta parlante descritta da “La Nazione” del 21 marzo. Ma al Vinitaly si parlerà anche della “guerra dei Rosè” che dalla Francia si è spostata in Italia, come riporta “La Stampa” del 21 marzo e nello stesso giorno anche “La Repubblica”. Il mercato del vino fa anche registrare un interessante aumento delle proposte di vini di buona qualità e con una bassa fascia di prezzo. I dettagli si possono leggere su “L’unità” del 21 marzo, mentre “La Repubblica” del giorno seguente commenta la riscoperta del “vino del contadino”. Latte, è tempo di prezzi La protesta degli allevatori per l’assegnazione delle quote latte si è un po’ smorzata in attesa dei lavori del Parlamento e anche i giornali hanno allentato la “pressione” su questo argomento. Ha fatto eccezione “La Libertà” del 23 marzo che ha ospitato un approfondito articolo sulla vicenda ripercorrendone le tappe e ricordando i molti numeri che fra multe e quote vere e presunte sono rimbalzate in questi giorni sulla stampa. Sul tema quote è da segnalare l’articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 21 marzo che cita le vicende che vedono protagonista il deputato-allevatore Fabio Raineri. C’è spazio anche per commentare un altro problema che riguarda il mondo del latte, quello del prezzo del latte alla stalla. Si parla di forti ribassi, come riporta “Il Giornale di Brescia” del 18 marzo. Il prezzo del latte in caduta libera preoccupa anche la Germania, che chiede di far slittare l’aumento delle quote, come scrive “Italia Oggi” del 24 marzo Con l’avvio della nuova campagna lattiero casearia, il primo aprile, sarà dunque il prezzo del latte il tema che terrà più impegnati gli allevatori.

24 marzo 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, c’è anche il trattore a idrogeno ‘fai da te’ Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’11 al 17 marzo

L’agricoltura ne soffre meno, ma non è certo immune ai venti di crisi che soffiano sull’economia mondiale e molti giornali si sono occupati in questo giorni di immaginare quali saranno gli scenari di domani. Il “via” lo ha dato un convegno, intitolato “Terra e persona: l’energia dei valori reali” che si è svolto a Roma e del quale ha scritto “Il Secolo d’Italia” del 13 marzo che nel titolo ha ripreso una frase ad effetto del ministro Tremonti: “è al capolinea il mondo dell’effimero”. Un tema ripreso anche da “La Padania” che affida al ministro Zaia il compito di affermare che “l’economia virtuale ha fallito”. Si spinge ancora più avanti “L’opinione” che parla persino di un rinascimento mondiale per l’agricoltura. In attesa di questa “svolta” occorre però fare i conti con l’oggi, che registra un preoccupante crollo dei prezzi come si può leggere su “Finanza e Mercati” dell’11 marzo, crollo che colpisce in particolare il grano duro a causa, secondo il “Nuovo quotidiano di Puglia” del 12 marzo, delle forti importazioni. Le tensioni sul mercato dei cereali e del grano in particolare sono anche dovute alle previsioni sulla campagna 2008-2009 che indicano, come riporta “Il Sole 24 Ore” del 12 marzo, un aumento dei raccolti mondiali, argomento sul quale torna “Il Sole 24 Ore” del 17 marzo. Non mancano dunque difficoltà e il comparto agricolo si attende aiuti che potrebbero venire da una rateizzazione dei debiti contratti dai produttori agricoli. I dettagli si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 14 marzo. Aiuti in arrivo anche tramite i Psr e in particolare per i prodotti del circuito dei Dop. Per le attività di informazione e promozione, come scrive “Italia Oggi” del 15 marzo, sono infatti previsti sostegni per 15 milioni di euro. E se non bastano, ecco entrare in campo importanti istituti dei credito pronti a mettere a disposizione, come scrive “Il Sole 24 Ore” del 17 marzo, ben 95 milioni di euro. Difficoltà in vista anche per le macchine agricole, dove si registra una flessione del 35% come denuncia un articolo pubblicato su “Affari e Finanza” del 16 marzo. E mentre le macchine crollano c’è chi gioca d’anticipo sulle nuove energie, mettendo a punto un trattore, a marchio New Holland, alimentato a idrogeno. Le innovazioni non sono finite qui perché, come spiega sempre “Affari e Finanza” il progetto prevede che siano gli stessi agricoltori a produrre l’idrogeno necessario a far funzionare il trattore. E a proposito di energie rinnovabili c’è da registrare la continua crescita, messa in evidenza “Il Sole 24 Ore” dell’11 marzo, degli impianti fotovoltaici, in particolare quelli di dimensioni medio-piccole. Mentre per risparmiare sui costi di refrigerazione della frutta, con un occhio attento anche alla qualità, ecco arrivare il ghiaccio secco che presenta anche proprietà batteriostatiche, come rileva “La Stampa” del 15 marzo. Obiettivo qualità Parlando di qualità merita una riflessione la notizia riportata su “La Stampa” del 15 marzo che fornisce un breve resoconto del discorso del presidente statunitense Barack Obama che avrebbe definito il cibo americano come una minaccia alla salute. Motivo per il quale saranno avviati controlli più severi, come puntualizza nello stesso giorno “Il Sole 24 Ore”. Anche dal Canada, come si legge su “Italia Oggi” del 17 marzo, arriva una stretta che riguarda i formaggi del Vecchio Continente. Le barriere sanitarie, quando non bastano i dazi, sono sempre di moda. Tornando a casa nostra si fa notare sul tema della qualità il lungo articolo dedicato da “Il Tempo” del 15 marzo sulle proprietà salutari della mela. E sono ancora le mele, ma questa volta del Friuli Venezia Giulia, le protagoniste di un articolo pubblicato sul “Messaggero Veneto” del 16 marzo che fornisce un resoconto della situazione a otto mesi di distanza dal riconoscimento della Dop per questo frutto e sulla necessità di trovare unità fra i produttori per un lancio in grande stile. In tema di promozione dei prodotti agroalimentari merita una lettura la nota pubblicata su “Il Tempo” del 15 marzo dove si dà atto che le principali fiere italiane dedicate all’agroalimentare hanno sotterrato l’ascia di guerra e, finalmente, si sono messe d’accordo sui rispettivi spazi di lavoro. Un po’ meno bene il vino Dopo i toni trionfalistici delle scorse settimane, anche per il vino arriva qualche timido segnale di crisi. Ne dà atto “Avvenire” dell’11 marzo che nel registrare la flessione dell’export sottolinea però che i grandi marchi continuano a godere del favore dei mercati internazionali. Sulla stessa lunghezza d’onda il “Messaggero Veneto” che nel commentare l’andamento dei mercati internazionali ricorda il buon andamento degli spumanti. Crisi o non crisi il settore vitivinicolo pare cavarsela bene comunque, tanto che anche gli istituti di credito, come si può leggere su “Italia Oggi” del 14 marzo, guardano con interesse a questo settore la cui solvibilità non è messa in discussione. Buone notizie anche per il Rosso di Velletri per il quale, riporta “Il Tempo” del 17 marzo, è in vista un accordo per l’export in Cina. Se qualche problema non manca è colpa della “deregulation” introdotta dalla riforma dell’Ocm del settore, cosa che ha scatenato le ire dei produttori toscani come descrive “La Nazione” del 14 marzo. Dalle colonne de “Le Figaro” si apprende che anche i viticoltori francesi sono in rivolta, ma per colpa dei vini rosè che ora si potrebbero ottenere mescolando vini bianchi e rossi. A proposito di Ocm vino, “Italia Oggi” del 14 marzo ricorda ai suoi lettori che le domande di aiuto per l’estirpazione dei vigneti possono essere nulle se la richiesta non è formulata correttamente. Sempre quote Tutto lo spazio che i giornali hanno dedicato alla zootecnia è stato ancora una volta monpolizzato dalla vicenda quote latte, ora in discussione alla Camera e per la quale si attende una decisione definitiva solo il prossimo lunedì. Di quote si parla su “La Libertà” dell’11 marzo, lamentando la “confusione” (delicato eufemismo) che regna sull’argomento, mentre dalle colonne de “L’Arena” si apprende che i trattori sono tornati sulle strade, ma questa volta sono i Cobas della prima ora a protestare, forti di una ricerca secondo la quale l’Italia non avrebbe mai superato la quota produttiva imposta da Bruxelles (altro che confusione…). E’ “Italia Oggi” dell’11 marzo a fornire un resoconto dell’avanzamento dei lavori parlamentari, mentre “Libero” del 13 marzo lancia un invito a lasciare gli allevatori liberi di produrre quanto possono. Una provocazione, ovviamente, che non potrà trovare accoglienza nei lavori della Camera che si sta occupando del decreto quote a ritmi serrati e con un rigido calendario che viene illustrato da “Il Giornale di Brescia” del 16 marzo. Non resta che aspettare.

17 marzo 2009

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Angelo Gamberini

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Corpo 8, aspettando il ‘frigorifero degli orrori’ Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 4 al 10 marzo

Ancora riflettori puntati sulle quote latte dopo la protesta dei trattori e il passaggio parlamentare del decreto ‘aumenta-quote’. Di questo argomento si sono occupati molti giornali a iniziare da “Il Mattino di Padova” del 4 marzo che ha messo in evidenza come questa vicenda abbia visto ancora una volta gli agricoltori in lite fra loro ancor prima che con il “Palazzo”. Un segno di quanto l’unità sindacale sia ancora distante. Del tema quote si occupa anche “Famiglia Cristiana” in edicola il 5 marzo che con il titolo (azzeccato) “Latte acido” pubblica un approfondito servizio su questa vicenda. Attenti però ai “numeri” perchè il settimanale ha fatto un po’ di confusione (è un peccato veniale) fra euro e lire nel conteggiare le multe. Nello stesso giorno inizia anche la discussione al Senato, e le prime anticipazioni vengono riportate da molti quotidiani, come “Italia Oggi”, che si sofferma sull’aumento del budget per il settore latte e “La Padania” che sottolinea il buon lavoro fatto dal ministro Zaia. Di diversa opinione “l’Unità” del 6 marzo, che dà all’opposizione il merito dei miglioramenti introdotti nel decreto. Come sempre, spetta poi ai lettori farsi una propria idea (se possibile) dei fatti. Un aiuto in questa direzione arriva da “Il Sole 24 Ore” con un riepilogo delle più importanti modifiche apportate al decreto. Interessante e fuori dal coro è un articolo pubblicato da “Liberal” del 6 marzo che si occupa di Giovanni Robusti, nome balzato alle cronache ai tempi delle barricate dei Cobas e che questa nuova vicenda delle quote latte ha fatto tornare alla mente. Altro articolo “curioso” arriva dalle colonne di “Libero” che, se vero, dovrebbe far tremare i polsi a quanti (molti) hanno responsabilità in tema di politica agricola. Secondo il quotidiano diretto da Feltri, infatti, negli ultimi 17 anni la produzione di latte italiana non ha mai superato la quota imposta da Bruxelles. Dunque le multe non sono (meglio, non sarebbero) dovute. Ma il vero nemico, come riporta “Il Resto del Carlino” del 9 marzo, non sono le quote e le multe, ma il prezzo di mercato del latte, che continua a scendere. Sos dalle macchine agricole Non solo latte al centro delle cronache, ma anche le macchine agricole, in difficoltà non meno delle auto, ma “dimenticate” dagli interventi anticrisi. E’ questo il messaggio della lettera che il presidente dell’Unacoma (l’unione dei costruttori macchine agricole) ha inviato al presidente del Consiglio dalle pagine di alcune giornali fra i quali “Il Sole 24 Ore” del 5 marzo. Un appello raccolto anche dal presidente della Cia che dalle colonne di “Italia Oggi” interviene chiedendo la “rottamazione” anche per le macchine agricole. Che servano incentivi per il settore lo si può leggere anche il giorno seguente su “Il Sole 24 Ore” che torna sull’argomento ricordando che il settore occupa ben 35mila addetti. Sulla stessa lunghezza d’onda “Libero” del 10 marzo, che in un’intervista al presidente di Unacoma, sottolinea il calo delle vendite di macchine agricole che si è registrato in questi ultimi mesi. L’ortofrutta chiede aiuto Toni allarmati anche per il settore ortofrutticolo, come riporta “Il Resto del Carlino” del 9 marzo, dove ai buoni livelli produttivi fa riscontro un consumo insufficiente che obbliga a guardare con attenzione all’export. Il tema dell’export è l’argomento ripreso anche da “Italia Oggi” del 4 marzo che dedica un servizio alle opportunità offerte dai mercati dell’Africa. Che sia necessario puntare sull’export (piuttosto che sul “chilometro zero”) lo afferma anche Paolo De Castro in un’intervista pubblicata su “La Provincia” di Cremona in edicola l’8 marzo. Un po’ di ottimismo per il settore ortofrutticolo arriva dalle pagine de “La Nuova Ferrara” del 10 marzo, che riportando le conclusioni di un incontro fra i rappresentanti di questa filiera afferma che la crisi del settore può essere superata. Il vino, oasi felice Il vino, a dispetto degli altri comparti, continua a macinare buoni risultati. E’ dell’8 marzo la notizia pubblicata su “Libero” che il settore ha fatto segnare un +7% negli acquisiti di prodotti a denominazione. La crescita nel comparto del vino è registrata anche da “Giornale Piemonte” che il 4 marzo pubblica una dettagliata analisi del settore che in Piemonte ha un’importanza tutt’altro che trascurabile. A spingere sui consumi, ma non sull’acceleratore dell’auto, è il ministro Zaia che propone di abbassare la soglia alcolica, oggi troppo severa, per chi si mette al volante. Se ne discute su “Libero” del 10 marzo. Dalle colonne de “Il Tempo” è ancora Zaia che annuncia una sua nuova iniziativa, “Il frigorifero degli orrori”, dove ha raccolto le imitazioni del made in Italy nel mondo e che presto ci farà conoscere. La curiosità non manca, staremo a vedere.

10 marzo 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, quando il vigneto fa concorrenza ai Bot Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 25 febbraio al 3 marzo

Riecco le quote latte e riecco i trattori. Come nel ‘96, ma questa volta a protestare non sono gli allevatori che non vogliono pagare multe, ma quelli “in regola”. E lo scenario non è più Linate, ma Arcore, sotto alle finestre del presidente del Consiglio. Un evento che ha catalizzato l’attenzione di tutti i quotidiani che all’indomani della protesta (che si è svolta il 2 marzo) hanno dedicato ampio spazio all’avvenimento. Impossibile ricordarli tutti. Segnaliamo l’articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore”, sempre documentato e attento ai fatti, e quello apparso su “La Stampa”, che accoglie in un intervista la replica del ministro Zaia alle proteste. Anche nei giorni precedenti le quote latte erano state protagoniste dell’informazione. Della protesta minacciata dagli allevatori ne dava già notizia il 25 febbraio “Brescia Oggi ” e anche “Il Giorno”. Le rivendicazioni degli allevatori restavano al centro delle attenzioni dei giornali anche il giorno seguente, con “Italia Oggi” che dava voce alla Cia (Confederazione italiana agricoltori) che invocava persino l’intervento del presidente della Repubblica. Dalle colonne del “Sole 24 Ore” del 28 febbraio arriva poi l’appello di Confagricoltura che per voce del suo presidente, Federico Vecchioni, chiede un riequilibrio del decreto per la assegnazione delle quote latte. Il primo marzo è la volta de “La Stampa” che ripercorre le principali tappe di questa lunga e intricata vicenda, che si concluderà con la marcia dei trattori dell’indomani. Anche “l’Unità” dello stesso giorno si occupa della protesta degli allevatori, ricordando che la vicenda delle quote latte si trascina dal lontano 1984. La voce del ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, si fa sentire il 2 marzo dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” dalle quali fa conoscere la sua preoccupazione per la disinformazione che è stata fatta nei confronti degli allevatori da parte di chi guida la protesta. Ne parla anche “Il Giorno” mettendo l’accento sulle divisioni che agitano anche sull’argomento quote le diverse organizzazioni che rappresentano il mondo agricolo. Intanto il mercato langue Anche se le quote hanno in gran parte monopolizzato la cronaca di questi giorni, l’attenzione dei giornali è andata anche ai temi dell’economia, con numerosi commenti all’andamento del settore agroalimentare. A questo proposito “Italia Oggi” del 25 febbraio riporta un ampio servizio sulle risultanze emerse dalla assemblea di Federalimentare (ne parla anche Agronotizie di questa settimana), che si dice preoccupata per le prospettive dell’export. Se ne occupa anche “Il Sole 24 Ore”, che punta però l’attenzione sulle ripercussioni negative che potrebbero derivare dall’eccessivo protezionismo indotto dalla crisi. Sul tema delle esportazioni da segnalare un altro articolo riportato da “Il Sole 24 Ore” del 25 febbraio, che pubblica un ampio servizio sulle possibilità che si aprono per le esportazioni del settore agroalimentare in alcuni Paesi come Russia e Turchia. Tutti gli altri settori produttivi, invece, segnano il passo e in molti casi arretrano sensibilmente. Un quadro della situazione, certamente difficile, la offre un ampio servizio pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 27 febbraio. Qualche nota positiva, ma solo per il settore agroalimentare, giunge anche dalle pagine de “L’Avvenire” che il 26 febbraio riporta i dati Istat sull’andamento dei consumi. La pasta e l’Antitrust Non poteva sfuggire all’attenzione dei giornali la multa che l’Antitrust ha comminato alle industrie della pasta, colpevoli secondo l’Autorità garante della concorrenza, di avere fatto “cartello” per mantenere alti i prezzi dei prodotti al consumo. Un accusa che dalle pagine del “Corriere della Sera” gli industriali respingono con vigore, mentre “Il Sole 24 Ore” del 27 febbraio fa sapere che ci sarà un ricorso contro le decisioni dell’Antitrust. Anche il quotidiano di Napoli, “Il Mattino”, interviene sull’argomento, ricordando le forti tensioni che si sono avute sui mercati dei cereali e del grano in particolare. Non c’è pace per gli Ogm Tra la protesta degli allevatori e le multe dell’Antitrust, riesce a trovare posto anche l’ennesima presa di posizione contro gli Ogm. Se ne parla su “Repubblica” del 27 febbraio e su “Il Salvagente”, secondo il quale Berlino starebbe rivedendo la sua politica di apertura agli Ogm, anche se l’Europa sta invece dimostrando, come scrive “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 28 febbraio, minori preclusioni e si appresta a dare il via libera ad alcuni mais Ogm. Intanto, dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” del 3 marzo si apprende che l’esecutivo europeo non può imporre ai singoli Stati di accettare le coltivazioni Ogm. In attesa che l’argomento possa finalmente essere affrontato senza inutili preclusioni preconcette, c’è da prendere nota di come stanno andando le colture “normali”, argomento del quale si occupa “Italia Oggi” del 28 febbraio che riporta i dati Istat sulle semine, che vedono meno frumento, più mais e più oleaginose. Scelta che non stupisce visto il basso prezzo del frumento, come fa rilevare “La Padania” del 1 marzo. In difficoltà non sono solo i mercati delle materie prime ma anche quelli delle macchine agricole. Lo dicono i dati diffusi da Unacoma e riportati da “Italia Oggi” del 28 febbraio, secondo i quali i trattori hanno subito un calo delle vendite di oltre l’11%. Ancora peggio le mietitrebbie con un crollo di oltre il 50% delle immatricolazioni. Tutti ottimisti con il vino Bisogna passare al vino per trovare sui giornali qualche buona notizia. E’ il caso dell’articolo pubblicato su “Italia Oggi” del 25 febbraio che già dal titolo annuncia che “il vino italiano non conosce crisi”. Evviva. Intanto dalla terra dei grandi vini toscani arriva la notizia, attraverso le pagine de “Il Sole 24 Ore”, della richiesta avanzata dal Consorzio del Chianti di diventare distretto agroalimentare di qualità basato sul vino. Anche in Sicilia si pensa a nuovi strumenti per valorizzare i vini imbottigliati nell’isola, con l’istituzione del “Doc Sicilia”. I dettagli si possono leggere sul “Giornale di Sicilia” del 25 febbraio. Tanto interesse per il vino non è sfuggito a quanti hanno disponibilità di capitali da investire. E’ quasi una “moda”, come riporta “La Stampa” del 1 marzo, quella di dar la caccia ai vigneti da acquistare per farsi il vino “su misura”. Una interessante alternativa, in questi tempi di turbolenza dei mercati finanziari, ad altre forme di investimento. Ovviamente, per chi può…

3 marzo 2009

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Corpo 8, se la vite ascolta Mozart il vino è migliore Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 18 al 24 febbraio

Si torna a parlare della polemica innescata la scorsa settimana a proposito della frutta, povera di nutrienti a causa dell’impiego di agrofarmaci e delle pratiche di coltivazione intensiva. Questa volta, però, i toni si fanno più pacati, lasciando finalmente spazio a considerazioni basate sulla realtà e non sui preconcetti. Se ne fa interprete “Avvenire” del 20 febbraio ospitando il parere di Giorgio Calabrese, noto nutrizionista, secondo il quale non ci sono sufficienti basi scientifiche nell’affermare che i nutrienti della frutta sono diventati pressoché nulli. Gli fa eco “Il Campanile” del 21 febbraio con l’intervento di Agrofarma (l’associazione che riunisce le imprese del settore) a ribadire che senza agrofarmaci avremmo perso anche il nostro patrimonio gastronomico. Pur non mutando atteggiamento rispetto alle sue (rispettabili) convinzioni sul tema delle colture intensive, nel dibattito sugli alimenti e sulla loro tipicità interviene anche il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, che dalle colonne del “Corriere della Sera” ribadisce l’importanza della difesa della “sovranità alimentare” dei Paesi. Il dibattito si sposta poi sugli Ogm, sull’onda della decisione comunitaria di dare via libera ai due nuovi mais geneticamente modificati. Se ne parla su “DNews” con un articolo nel quale sin dal titolo (Il tabù Ogm, quelle opinioni geneticamente immodificate) si mette l’accento sulla necessità di uscire dai pregiudizi per affrontare con serietà questo argomento. Un invito a “sdoganare” gli Ogm arriva anche da una ricercatrice dell’Università di Milano che dalle pagine di “Io Donna” riassume le motivazioni che inducono a guardare agli Ogm per le opportunità che possono offrire. Le biotecnologie promettono anche altre opportunità, come ad esempio la possibilità di ottenere energia dai batteri. Ne parla “Nova”, il dorso scientifico de “Il Sole 24 Ore “ in edicola il 19 febbraio. Tornando alla qualità delle produzioni agricole italiane, va segnalato che quanto esce dai nostri campi continua a riscuotere il consenso dei mercati internazionali, come dimostra il buon andamento delle esportazioni, come scrive Andrea Zaghi su “Avvenire” del 19 febbraio. Se va bene per l’export, attenzione va riposta sui flussi di importazione per i quali non si ha alcuna intenzione di abbassare dazi o mettere in atto politiche che favoriscano “l’invasione” dei prodotti stranieri. Semmai le barriere economiche andrebbero alzate, come si può leggere sul “Corriere della Sera” del 21 febbraio, che riporta alcune considerazioni espresse dal ministro dell’Agricoltura a margine dei preparativi per il “G8” agricolo. Un appuntamento al quale il mondo agricolo arriverà forte del proposta di legge che vede fra i suoi punti cardine l’obbligo dell’etichetta di origine per i prodotti agroalimentari commercializzati in Italia. Una decisione, come si legge su “Il Messaggero” del 21 febbraio, che vuole essere un deterrente contro i comportamenti scorretti e uno strumento di tutela per i consumatori. Sull’argomento torna anche “La Discussione” del 22 febbraio dove si parla di questo disegno di legge, che nelle intenzioni vuole restituire competitività all’agricoltura (se ne parla anche su Agronotizie di questa settimana). Se ne discute anche su “Italia Oggi” del 20 febbraio, che si sofferma in particolare sull’articolo che prevede l’indicazione obbligatoria della provenienza per tutti i prodotti agroalimentari commercializzati in Italia. Un mezzo certamente efficace per dare ai consumatori maggiori strumenti di conoscenza per le loro scelte. E che da da parte del consumatore ci sia una forte attenzione per cosa porta in tavola lo dimostra anche la tendenza, puntualmente registrata da “Il Tempo” del 23 febbraio, a realizzare orti sui terrazzi e sui balconi oltre che nei giardini, in una sorta di “fai da te” degli alimenti. Lo stesso vale per le produzioni biologiche, che oggi hanno raggiunto in valore la considerevole cifra di 2,5 miliardi di euro come riporta “Affari & Finanza” del 23 febbraio. A trainare la corsa del bio, secondo quanto riporta “DNews” del 24 febbraio, sono soprattutto il pane, la pasta e i prodotti per l’infanzia. Ma anche uova e yogurt, come afferma “Finanza & Mercati” dello stesso giorno, non sono da meno. Ancora le quote Non potevano mancare le quote latte, anche questa settimana protagoniste indiscusse della cronaca, dopo le minacce degli allevatori di marciare con i loro trattori su Arcore, per far conoscere al presidente del Consiglio il dissenso sulle modalità di assegnazione degli aumenti produttivi ottenuti da Bruxelles. “La Provincia” di Cremona inizia già il 19 febbraio con la cronaca delle assemblee degli allevatori, ribattezzate per l’occasione “stati generali” antidecreto. Anche “Finanza & Mercati” interviene sull’argomento con una nota intitolata “non bisogna premiare i furbi”. Risponde il ministro Zaia dalle colonne de “La Gazzetta di Parma” invitando ad evitare quelle che definisce guerre tra poveri. Ma anziché placarsi, le polemiche si alzano di tono e arriva la minaccia della “marcia su Arcore”, argomento del quale si occupano molti giornali fra i quali “Il Sole 24 Ore” e “Il Giorno” del 21 febbraio. La parola torna a “La Provincia” del 23 febbraio, che pubblica un commento sulle motivazioni della protesta che sta montando fra gli allevatori. Protesta che rimbalza anche sulle colonne del “Corriere Veneto” del 24 febbraio. Vino e musica Lasciamo il latte alle sue polemiche (se ne parlerà ancora a lungo nei prossimi giorni, c’è da scommetterci) per sfogliare i giornali che si sono occupati del vino, altro argomento che con frequenza trova spazio sulla stampa. E le notizie su questo settore sono di segno positivo, come si può leggere su “Italia Oggi” del 21 febbraio che a proposito del Franciacorta riporta i buoni risultati dell’export. Va bene anche per il Chianti, come si può leggere su “Finanza & Mercati” del 23 febbraio. Cattive notizie invece per le vendite d’Oltreoceano del Brunello, che risente, come scrive “La Stampa” del 22 febbraio, della crisi economica che ha coinvolto anche i ristoranti, da sempre buoni estimatori dei vini italiani. Barolo e Barbaresco sono invece alle prese con la proposta di mettere in etichetta le menzioni, i “cru” per dirla con i migliori vini francesi. I dettagli si possono leggere su “Italia Oggi” del 21 febbraio, mentre nello stesso giorno “La Nazione” fa sapere ai suoi lettori che il vino sembra migliorare la qualità se le viti dalle quali proviene hanno potuto ascoltare le musiche di Mozart. Si sapeva che la musica ha qualche benefico effetto sulle vacche, che così producono latte migliore. C’è qualche dubbio che il beneficio si possa estendere anche alle viti. Ma chissà... Intanto gli esperimenti continuano.

24 febbraio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, agrofarmaci nel mirino Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’11 al 17 febbraio

La caccia alle streghe è riaperta. Basta sfogliare “Repubblica” del 13 febbraio per rendersene conto. “Non c’è più la frutta di una volta”, così titola il quotidiano riportando i dati di uno studio britannico secondo il quale il tenore in vitamine e altri nutrienti della frutta sarebbe quasi azzerato dai trattamenti e dalla coltivazione intensiva. Sempre su “Repubblica” si può leggere su questo argomento il parere del fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, secondo il quale “l’agricoltura è rovinata dalla chimica”. Ma lasciamo Petrini con le sue convinzioni, per leggere l’articolo ospitato da “Panorama” in edicola il 13 febbraio, che in tema di qualità delle produzioni agricole punta l’attenzione sul ruolo che gli agricoltori si sono assunti nel salvaguardare alcune varietà di vegetali e di animali altrimenti a rischio di estinzione. A fianco di queste lodevoli iniziative, che sfidano e vincono le leggi del mercato, si registra però la “sconfitta” di tanti imprenditori agricoli costretti a gettare la spugna. Sono almeno 20mila, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 16 febbraio le aziende che non hanno retto agli aumenti dei costi produttivi e di quelli sociali che hanno inasprito il costo del lavoro. Ma per la crisi dell’agricoltura, a differenza di quanto avviene per l’industria, non sono previsti aiuti. E’ questa la denuncia che viene dalle pagine de “La Libertà” dell’11 febbraio, cui fa eco “Italia Oggi” che nei giorni seguenti sottolinea come siano stati trascurati i trattori dai benefici previsti per la rottamazione. Va meglio invece per il settore cooperativo che si vede premiato dal fisco, come si può leggere su “Italia Oggi” del 14 febbraio. In tema di tasse arriva anche la positiva notizia, riportata da “Italia Oggi” del 13 febbraio, che i fabbricati rurali sono esonerati dal pagamento dell’Ici, ma bisognerà attendere il via libera anche da parte della Camera, come riporta il “Messaggero Veneto” del 16 febbraio, per l’approvazione definitiva. Note positive anche sul fronte finanziario, con la nascita di Agriventure, società che fa capo ad importanti istituti di credito e la cui finalità, come riporta “Italia Oggi” dell’11 febbraio, è quella di finanziare le imprese agroalimentari. Inducono all’ottimismo anche i dati relativi ai prodotti Dop, il cui consumo regge nonostante i venti di crisi, come documenta “Il Sole 24 Ore” del 17 febbraio. Cereali e dintorni Notizie interessanti, in questi giorni, anche in tema di produzioni cerealicole con le prime stime per la produzione di soia e mais che si prevede in calo. Tutta colpa, come scrive “Il Sole 24 Ore” dell’11 febbraio, dell’ondata di siccità che ha colpito Argentina e Brasile, due “big” della produzione mondiale di queste derrate. Aumenterà invece la produzione delle risaie italiane, come riportano le previsioni formulate dall’Ente Risi, pubblicate su “La Provincia Pavese” del 12 febbraio. In crescita anche la produzione di pomodoro, merito secondo “La Gazzetta di Parma” del buon lavoro sin qui svolto in questo comparto dall’interprofessione. Intanto nella Ue si consuma l’ennesimo strappo sul tema degli Ogm. Ne dà notizia “Italia Oggi” del 17 febbraio commentando il diniego di Francia e Grecia sull’impiego del mais Ogm. Vino e olio Non si ferma la buona stagione del vino sui mercati d’Oltreoceano, con le nostre bottiglie che mietono successi a Miami e Palm Beach, come si può leggere su “Affari e Finanza” del 16 febbraio. Dei successi del vino italiano negli States si occupa anche “Il Giornale” del 12 febbraio, che torna sull’argomento già affrontato nella settimana scorsa a proposito del “sorpasso” italiano sui vini francesi. Ma poi arriva nello stesso giorno “Il Campanile” che a sorpresa (e contrariamente a quanto affermano gli altri giornali) parla di un “crack” finanziario del vino italiano proprio negli Usa. Nessun dubbio invece per il Brunello targato 2004, che si preannuncia come una annata da cinque stelle, secondo quanto afferma “Il Sole 24 Ore” del 13 febbraio. Nessuna schiarita per i problemi dell’olio, come riferisce la “Gazzetta per il Mezzogiorno” che invoca l’intervento del ministro Zaia per risollevare le sorti del settore. Molte speranze sono anche riposte sul piano triennale, sempre che le Op del settore siano riuscite ad inviare per tempo ad Agea i progetti per accedere ai finanziamenti della Ue, argomento del quale si occupa “Italia Oggi” del 14 febbraio. Ancora le quote latte Sul fronte degli allevamenti si continua ancora a discutere su come sarà distribuito l’aumento delle quote latte che la Ue ha concesso all’Italia. Se ne occupa anche “Il Giornale di Sicilia” dell’11 febbraio lamentando la discriminazione che gli allevatori dell’Isola avrebbero subito. Dal Sud al Nord, anche l”Arena” dello stesso giorno fa sapere ai suoi lettori che da Verona arriva una bocciatura nei confronti del decreto con il quale si dettano le norme per distribuire questo aumento. Dalle colonne de “La Provincia” di Cremona arriva la notizia che gli allevatori hanno persino istituito un “presidio” per manifestare il loro dissenso. Del presidio degli allevatori se ne parla anche su il “Corriere della Sera” del 16 febbraio, a sottolineare il malessere degli allevatori che hanno rispettato sino ad oggi le regole sulle quote latte e ai quali non verrebbe riconosciuto alcun beneficio. Sulla stessa tesi ritorna anche “La Provincia” di Cremona il 17 febbraio con un ampio servizio sul presidio allestito dagli allevatori in segno di protesta. Lontani dai problemi del latte e delle quote, gli avicoltori possono invece salutare con soddisfazione i buoni risultati che il settore ha conseguito dopo le sfortunate vicende dell’influenza aviare. Se ne parla su “Avvenire” del 12 febbraio e poi su “Il Giorno” del 15 febbraio, prendendo spunto dall’iniziativa “sapori con le ali” (ne parla anche Agronotizie di questa settimana) con la quale si promuovono le carni avicole nei migliori ristoranti.

17 febbraio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, asparagi su Marte e ortaggi sul balcone Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 4 al 10 febbraio

“Oggi, coltivare la terra con una nuova consapevolezza del reale valore potrebbe essere il migliore dei progetti per riconquistare un nuovo Giardino dell’Eden”. Si chiude con questa frase un articolo firmato dal regista Ermanno Olmi pubblicato su “Il Sole 24 Ore” dell’8 febbraio. E’ intitolato “Ci salveranno i contadini” e racconta perché il Regista ha deciso di girare il documentario Terra Madre. Merita una lettura. Si intitola invece “scuotere l’albero per rilanciare l’agroalimentare” l’articolo pubblicato su “Europa” del 7 febbraio a commento delle mozioni presentate al Senato e alla Camera per sollecitare misure anticrisi anche per il settore agricolo. Un tema affrontato anche da “L’Unità” del 6 febbraio, dove si ricorda che l’Italia, a differenza di altri Paesi della Ue, non ha messo in campo alcun intervento per arginare la crisi che colpisce anche il settore agroalimentare. E che ci siano problemi da risolvere lo si può leggere ad esempio su “Brescia Oggi” del 4 febbraio, che punta l’attenzione sul tema del latte (prezzo e quote) e dei nitrati a causa della direttiva sullo smaltimento dei reflui. Molte altre sono le difficoltà che deve affrontare la nostra agricoltura, afflitta dal peso di una filiera troppo lunga e frastagliata. Questa l’opinione di Sergio Marini, recentemente riconfermato alla presidenza di Coldiretti, intervistato da “Italia Oggi” del 6 febbraio. E dietro l’angolo si celano le tendenze protezionistiche che stanno pervadendo i commerci mondiali e che non mancheranno di avere ripercussioni negative per la nostra agricoltura.Ne parla lo spagnolo “El Mundo” del 10 febbario e anche “La Repubblica” dello stesso giorno. Ed è ancora “La Repubblica” che sempre il 10 febbraio ospita un articolo sulle importazioni italiane di ortofrutta, che fanno segnare una discutibile tendenza all’aumento. Segno che il protezionismo non è di casa in Italia. Arrivano anche notizie positive dai giornali di questa settimana, come si può leggere su “Nuova Sardegna” del 4 febbraio, dove si parla dell’ottenimento della Dop da parte dello zafferano di Sardegna. In tema di marchi di origine, arriva anche il riconoscimento della Igp per il radicchio di Verona, notizia alla quale è dato ampio spazio dal “Corriere di Verona” del 4 febbraio. Salvo poi apprendere dalle colonne di “Arena” del 7 febbraio, che sono pochi ancora i coltivatori che hanno aderito al consorzio. Vedremo invece come andrà la coltivazione dell’asparago su Marte, giacché il terreno di quel pianeta ben si presta a questa coltivazione. Lo afferma “Finanza e Mercati” del 5 febbraio. Meno futuristica, ma pur sempre curiosa, è invece l’ipotesi di trasformare terrazzi e balconi delle città in orti dove coltivare frutta e ortaggi, una “moda” che sta prendendo sempre più piede secondo “L’Espresso” in edicola il 6 febbraio. Se appare almeno improbabile vedere i balconi delle città traboccare di pomodori e fagiolini, arriva invece da Fruit Logistica, la manifestazione di Berlino dedicata al settore ortofrutticolo, una conferma dei buoni risultati che l’Italia ha ottenuto in questo comparto e che “Il Resto del Carlino” del 9 febbraio fa notare. Notizie positive anche sul fronte dei cereali dove il mercato fa registrare prezzi in rialzo. Senza troppe illusioni, come rileva “La Provincia” dell8 febbraio, ma può essere il segnale di un’inversione di tendenza. Olio e vino Settimana importante questa per l’olio, che può registrare l’importante approvazione da parte della Ue del regolamento che prevede, a partire dal prossimo luglio, che in etichetta sia indicata anche l’origine delle olive. Ne parla diffusamente “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 4 febbraio, mentre “La Gazzetta di Bari” del giorno seguente pone l’accento sulle difficoltà che il settore deve ancora superare. Difficoltà che sono ricordate anche da “Il Centro” del 6 febbraio, mettendo in luce la crisi che sta attraversando il settore in Abruzzo. Dalle colonne di “Italia Oggi” le novità in tema di etichettatura sono poi analizzate per i loro risvolti “politici” attraverso le dichiarazioni del precedente ministro dell’Agricoltura, Paolo De Castro. Buone notizie anche per il vino che continua a mietere successi nell’export, in particolare verso gli Usa, dove ci si colloca davanti alla Francia, come sottolinea “La Repubblica” del 9 febbraio. L’argomento è ripreso il giorno seguente da “Libero Mercato” dalle cui pagine si commenta il brindisi che FieraVerona ha dedicato a questo successo del vino italiano negli Usa. Intanto sul mercato italiano si registra un calo nelle vendite dei vini di bassa qualità, mentre salgono quelle dei vini a denominazione. Un segnale in controtendenza rispetto alla crisi economica in atto, che puntualmente è messo in evidenza da “Il Sole 24 Ore” dell’8 febbraio. Polli, latte e formaggi Anche il settore avicolo guarda con molta attenzione ai mercati esteri, sui quali il potenziale di espansione appare assai interessante. Un argomento del quale si occupa il settimanale “Economy” in edicola il 5 febbraio, raccogliendo le dichiarazioni di uno fra i più importanti gruppi agroalimentari italiani, che ha nell’avicoltura il suo punto forte. I mercati stranieri sono al centro delle attenzioni anche per il settore lattiero caseario e in particolare per il Parmigiano Reggiano, ancora alle prese con una lunga crisi causata dai prezzi in flessione. Se ne parla su “Il Resto del Carlino” del 5 febbraio, e poi su “L’Opinione” del giorno seguente. Ma è ancora una volta il tema delle quote latte a tener desta l’attenzione dei giornali sul comparto zootecnico. Torna sull’argomento “Il Sole 24 Ore” del 7 febbraio, dando spazio alle contestazioni mosse dagli operatori nei riguardi del decreto di assegnazione delle quote. Anche su “Il Resto del Carlino” dell’8 febbraio si mette l’accento sui dissensi che a proposito delle quote agitano il mondo degli allevatori. “Italia Oggi” del 6 febbraio si sofferma invece sui dettagli del decreto illustrando come e a chi sarà concesso l’aumento di quota. Si parla ancora di quote anche il 10 febbraio, ma questa volta per la scoperta di un clamoroso caso di illeciti che hanno comportato, come riporta “Il Sole 24 Ore”, truffe per 90 milioni di euro. Dettagli di questa ennesima vicenda con protagonista le quote latte si possono leggere anche su “Il Giornale”. Oltre che delle quote c’è spazio anche per occuparsi della nuova normativa sulla etichettatura dei mangimi (ne parla anche Agronotizie di questa settimana) che è riportata da “Italia Oggi” del 7 febbraio con un titolo certamente efficace: “la Ue li vuole trasparenti, ma con ricette top secret”. Sempre su “Italia Oggi” dello stesso giorno si affronta anche il tema dell’inasprimento delle pene per chi produce e vende mangimi fuori legge. E sempre in tema di latte è da segnalare l’articolo pubblicato sul “Corriere della Sera” dell’8 febbraio che ripropone ai lettori la questione del latte crudo alla spina, una vicenda che già nel titolo è definita “bollente”, facendo il verso alle avvertenze per l’uso rese obbligatorie per i “bancolat”.

11 febbraio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, tra quote latte e agrofarmaci Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 28 gennaio al 3 febbraio

Quote latte. Sono loro le protagoniste dell’informazione agroalimentare di questa settimana. Tutto merito (o colpa…) del decreto varato dal Consiglio dei ministri il 30 gennaio, con il quale si è deciso come distribuire l’aumento produttivo che Bruxelles ha concesso all’Italia. Già il 28 gennaio si potevano leggere su “La Provincia” di Cremona i primi pareri su quanto si andava a decidere. Ma il “grosso” è arrivato il 31 gennaio, all’indomani della promulgazione del decreto. Abbiamo contato (limitandoci alla stampa a diffusione nazionale) oltre 20 articoli pubblicati su altrettanti quotidiani. A iniziare da “Il Sole 24 Ore” che come suo costume ha concentrato l’attenzione sugli elementi di maggior spicco e di carattere applicativo, lasciando agli altri giornali il compito di esprimere giudizi di merito su quanto deciso. Pieno sostegno al ministro Zaia è arrivato da “la Padania” secondo la quale l’approvazione del decreto sancisce la fine di una lotta (quella delle quote latte) durata 24 anni. “L’Unità” sposta invece l’attenzione dalle quote alle divisioni del Governo, puntando l’indice sulle discussioni (le cronache dicono anche accese) che hanno preceduto l’approvazione del decreto. Ne fa cenno anche la “Gazzetta del Mezzogiorno” sottolineando che le difficoltà hanno riguardato l’equilibrio fra zootecnia del Nord e quella del Sud, quest’ultima a rischio di penalizzazioni. Argomento ripreso anche dalle colonne de “IL Resto del Carlino”. E’ poi il turno delle più diversificate (e divise, al solito…) opinioni da parte delle varie rappresentanze del mondo agricolo. Ne dà un primo resoconto sintetico “Italia Oggi” mentre “Il Gazzettino” riporta il pensiero critico del precedente ministro dell’Agricoltura, Paolo De Castro, che annuncia battaglia. Si continua anche nei giorni seguenti, con “Il Giorno” che ospita un commento a firma del presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che mette in evidenza i punti positivi e quelli negativi della decisione ministeriale. Dal “Giornale di Brescia” si apprende della minaccia di “mettere in moto i trattori” questa volta non dei cobas del latte, ma degli allevatori “regolari”. Nello stesso giorno anche “La Stampa” si occupa dell’argomento senza però aggiungere molto a quanto già altri giornali avevano fatto in precedenza. Si continua anche il 2 febbraio con la “Gazzetta di Parma” che ospita le critiche dell’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni. Gli fa eco “Il Brescia” che già nel titolo si esprime sul decreto, che non piace agli allevatori. E il 3 febbraio dalle colonne de “La Provincia” di Cremona il dissenso degli allevatori prende corpo con la minaccia di manifestazioni di protesta, che potrebbero materializzarsi con una marcia dei trattori verso Arcore. Psr avanti tutta Nonostante “l’invadenza” del latte, i giornali hanno dedicato spazio anche ad altri argomenti, non meno interessanti. E’ il caso dei Psr (piani di sviluppo rurale) i cui finanziamenti sono stati al centro di un vero e proprio boom di richieste come riporta “Il Sole 24 Ore” del 28 gennaio. Dei Psr si occupa anche “Il Resto del Carlino” del 2 febbraio, dalle cui colonne si fa il punto sui finanziamenti destinati all’Emilia Romagna per la quale sono in arrivo 142 milioni di euro che andranno per la maggior parte al settore ortofrutticolo e a quello zootecnico. Su “Italia Oggi” del 31 gennaio ci si interroga invece di cosa avverrà nel 2013 quando sarà rivisto il bilancio della Pac (politica agricola comunitaria). Di temi di ampio respiro si occupa anche “Il Sole 24 Ore” del 29 gennaio con un’intervista al direttore generale del Wto (organizzazione mondiale dei commerci), Pascal Lamy, secondo il quale è necessario evitare il “neoprotezionismo”. Parlando i mercati, è da segnalare l’articolo pubblicato su “La Padania” del 28 gennaio dove si commentano i dati Istat relativi all’andamento dell’export che vede i prodotti agroalimentari collocarsi ai primi posti. Pesante invece la situazione del grano duro con prezzi in flessione come sottolinea il “Giornale di Sicilia” del 29 gennaio. E in tema di cereali c’è da segnalare l’avanzamento dei lavori per la messa a punto del piano cerealicolo nazionale, che dovrebbe trovare compimento, come si può leggere su “Italia Oggi” del 30 gennaio, entro il prossimo mese di marzo. Novità per gli agrofarmaci Sulle pagine dei giornali di questa settimana troviamo anche alcune notizie che riguardano il mondo degli agrofarmaci. Ne parla “Italia Oggi” del 31 gennaio soffermandosi sui nuovi prodotti messi a punto nei laboratori di Bayer che promettono significativi miglioramenti della produttività. “Repubblica Salute” torna invece sulla recente riforma decisa dalla Ue e che di fatto ha ristretto il numero di molecole utilizzabili. Una decisione che un po’ a sorpresa ha suscitato le critiche degli scienziati che si occupano di talune malattie che affliggono il “Sud del Mondo”, secondo i quali le decisioni prese a Bruxelles finiranno con il favorire la diffusione di malaria, dongue e chikungunya. Olio e vino alla riscossa Notizie positive giungono dal mondo dell’olio dove dalle pagine de “Il Mondo” in edicola il 30 gennaio,giunge notizia che un importante produttore del Molise si sta espandendo sul mercato statunitense. Buone performance sui mercati d’Oltreoceano si segnalano anche per una nota azienda ligure, come si può leggere su “Il Secolo XIX” del 31 gennaio. Sul fronte dell’olio c’è anche da segnalare l’ingresso in questo settore dell’azienda Bonomelli, il cui nome è noto per la produzione di camomilla. Ne parla “Italia Oggi” del 31 gennaio. Ma a fronte di questi successi si devono anche registrare le forti preoccupazioni per l’andamento del settore olivicolo che inducono la Cia a chiedere dalle pagine di “Finanza e Mercati” interventi immediati a sostegno del settore. Interessanti novità giungono poi dal mondo enologico con il sorpasso dell’Amarone nei confronti dei “rivali” Barolo e Brunello. Come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” dell’1 febbraio, la produzione di questo vino veronese ha raddoppiato negli ultimi anni la propria produzione. Ne parla anche “Finanza e Mercati” del 3 febbraio. Buoni risultati si registrano per il Sangiovese di Romagna, partito alla sfida dei più blasonati Doc Toscani, come scrive il “Resto del Carlino” del 2 febbraio. Che più in generale il settore del vino goda di buona salute lo si può desumere anche da un’indagine pubblicata sul “Corriere della Sera” del 29 gennaio che prende in esame l’età media degli imprenditori ai vertici delle aziende di maggiore successo. E si ha la conferma che in vetta alla classifica ci sono le aziende guidate dai giovani fra i 30 e i 40 anni di età.

3 febbraio 2009

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Corpo 8, anche l’agricoltura avrà il suo G8 Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 21 al 27 gennaio

Settimana positiva per il settore ortofrutticolo, al centro delle cronache degli ultimi sette giorni grazie ai buoni risultati ottenuti sul mercato dal radicchio i cui prezzi hanno subito un’impennata del 25%. Merito (o colpa, dipende dai punti di vista..) del freddo e gelate, come descrive “Il Gazzettino” del 21 gennaio commentando l’andamento di mercato di questo prodotto. Ed è ancora il radicchio a catturare l’attenzione dei giornali (questa volta è il turno de “L’Arena” del 23 gennaio). Lo spunto viene dalla acquisizione del marchio Igp da parte del radicchio di Verona, protagonista fra l’altro di una manifestazione intitolata proprio a questo ortaggio. Dai trionfi dal radicchio a quelli del kiwi, che si appresta a conquistare il mercato cinese, come si può leggere su “Italia Oggi” del 24 gennaio. Segnali positivi arrivano anche dal riso. Il prezzo di mercato è in forte ascesa e secondo quanto riporta “La Stampa” del 25 gennaio le motivazioni vanno cercate nella riconversione di molte aree a mais o a soia. Buone notizie pure dal fronte olivicolo, tanto che dalle colonne de “Il Resto del Carlino” si parla persino di un’annata da incorniciare, almeno per la produzione romagnola. Non va altrettanto bene in Puglia, visto che “La Gazzetta del Mezzogiorno” ospita un appello per il salvataggio dell’olivicoltura pugliese. In tema di aiuti all’agricoltura arriva anche la denuncia del presidente della Cia, ospitata sulle pagine de “L’Unità” del 23 gennaio, che lamenta la maggiore attenzione al settore dell’auto piuttosto che al settore primario. E già ci si preoccupa per il prossimo raccolto di ciliegie, che se privo di una adeguata certificazione, come riferisce il 27 gennaio “La Gazzetta del Mezzogiorno”, potrebbe incontrare molte difficoltà sul fronte dell’export. Ben più pesanti le difficoltà che stanno affrontando gli agricoltori in Grecia, tanto che si è levata una protesta generale che è sfociata in manifestazioni di piazza dai toni accesi, con il blocco di strade e ferrovie. I dettagli si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 23 gennaio. Ma è del 27 gennaio la notizia, pubblicata da “Il Giornale” e da molti altri quotidiani, che le proteste si sono alzate di tono, arrivando a bloccare l’istmo di Corinto. Arriva il G8 dell’agricoltura L’agricoltura è dunque in sofferenza in molti Paesi ed è per questo motivo che il ministro Luca zia ha annunciato che si terrà nel nostro Paese il prossimo aprile il primo vertice tra i responsabili dell’agricoltura. Ne dà notizia “Avvenire” del 24 gennaio. Se ne parla anche su “La Stampa” del giorno seguente illustrando alcuni degli obiettivi dell’incontro, fra i quali figura anche la volontà di impedire fenomeni speculativi sulle derrate alimentari. Sarà anche un’occasione per dibattere ancora il tema degli Ogm, la cui coltivazione secondo i dati riportati su “Italia Oggi” del 24 gennaio sono in continua espansione ed hanno raggiunto quota 114 milioni di ettari. Il tema Ogm richiama a sua volta quello dell’Efsa, l’ente europeo per la sicurezza alimentare che ha sede a Parma e che si appresta a presentare la prima lista di “indicazioni per la salute” insieme ai dati raccolti su molte sostanze impiegate nell’alimentazione. Ne parla diffusamente “Il Sole 24 Ore” del 26 gennaio. Per restare “in casa nostra”, è utile seguire le vicende legate alla riforma dei fertilizzanti che porta a rivedere alcune definizioni fondamentali per il settore. Lo prevedono alcuni emendamenti della “Comunitaria” 2008, come riporta in dettaglio “Italia Oggi” del 24 gennaio Latte, suini e formaggi Come nelle settimane precedenti, anche la zootecnia è stata al centro delle cronache di questa settimana con tre filoni principali, la crisi dei formaggi, l’aumento delle quote latte e il mercato dei suini. Ma andiamo con ordine. Da “Il Resto del Carlino” del 21 gennaio apprendiamo che il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha deciso di ritirare dal mercato, almeno momentaneamente, 50mila forme. Un’iniziativa che va ad aggiungersi al ritiro di 100mila forme grazie all’intervento anti-crisi deciso dal Governo. Il destino di queste forme è quello di andare sulle mense dei poveri al fine di alleggerire il mercato da un esubero di offerta. Un’iniziativa che secondo “Panorama” in edicola il 23 gennaio, brilla per la sua originalità. Arrivano sostegni anche per il Pecorino, con l’Ice (l’istituto per il commercio esteri) che ha dato la sua disponibilità ad intervenire per sostenere l’export di questo formaggio in forte crisi con il calo dei consumi specie sul mercato statunitense. Di questa iniziativa ne parla diffusamente “Il Tempo” del 24 gennaio. Le difficoltà del nostro pecorino derivano anche dall’aumento dei dazi americani e a questo proposito è interessante la notizia che si può leggere su “Libero” del 23 gennaio secondo il quale la Francia avrebbe in progetto di rispondere boicottando la Coca Cola. Sul fronte della suinicoltura continua il buon andamento della carne a marchio Dop “Gran suino Padano (ne parla Italia Oggi del 24 gennaio). Anche “Il Giornale di Brescia” del giorno seguente fornisce ampi dettagli sul positivo andamento di questo segmento della suinicoltura. Anche se poi tocca alla “Gazzetta di Reggio Emilia” ricordare che i problemi continuano per la difficoltà di un accordo definitivo fra le contrattazioni sulla piazza di Reggio Emilia (sede del mercato di riferimento) e quella di Mantova. Sempre forte l’attenzione sul tema delle quote latte, anche perché si è in attesa delle decisioni finali in merito alla distribuzione dell’aumento recentemente concesso da Bruxelles. Ed è “Il sole 24 Ore” del 24 gennaio una delle prime testate che riesce a fornire qualche anticipazione sui modi che il ministro dell’Agricoltura ha deciso di seguire. Gli fanno seguito diverse testate, fra le quali “Il Brescia” del 26 gennaio, dal quale si apprende che punto centrale sarà la lunga rateizzazione (anche 30 o 40 anni) con la quale gli allevatori potranno pagare le multe.

27 gennaio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, la rivoluzione degli agrofarmaci e i trionfi del vino Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 14 al 20 gennaio

La “rivoluzione” nel mondo degli agrofarmaci decisa dall’Unione Europea, con le nuove norme in tema di autorizzazione e distribuzione di questi prodotti, non è sfuggita ai quotidiani usciti negli ultimi sette giorni. Ne parla diffusamente “Italia Oggi” del 14 gennaio, che non lesina critiche per l’aver favorito con queste decisioni alcune industrie a scapito di altre. L’”Unità” dello stesso giorno si sofferma invece, salutando positivamente la decisione, sulla riduzione del numero di molecole utilizzabili. “Finanza e Mercati” del 15 gennaio ospita su questo argomento il pensiero di Agrofarma, critico sui nuovi criteri di registrazione degli agrofarmaci, ma favorevole alle norme sull’uso sostenibile che sono state introdotte. Ed è “Affari e Finanza” ad occuparsi il 19 gennaio di agrofarmaci, fornendo alcune anticipazioni in merito alla realizzazione di nuovi laboratori specializzati nella valutazione ecotossicologica. Mentre si discute di agrofarmaci, arriva sulle colonne de “Il Corriere del Giorno” la notizia che a causa del punteruolo rosso sarà necessario abbattere le palme della Manduria, in Puglia. In primo piano sulle pagine dei giornali anche le difficoltà che il mondo agricolo deve affrontare. A destare le maggiori preoccupazioni è l’aumento dei costi, più che raddoppiati come scrive “La Stampa” del 18 gennaio dando voce ai dati raccolti dalla Cia, il cui presidente Politi, già su “Finanza e Mercati” del 15 gennaio, aveva lanciato l’allarme affermando che a rischio chiusura ci sono ben 200mila aziende agricole. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il presidente di LegaCoop Luciano Sita che dalle colonne di “Finanza e Mercati” del 16 gennaio annuncia che per il settore agroalimentare si presentano tempi difficili. Qualche segnale positivo arriva dalle anticipazioni sulla produzione dell’anno scorso, che si è concluso con una produzione in leggero aumento, come riporta l’”Avanti!” del 16 gennaio, citando le elaborazioni di Coldiretti. Bene anche la produzione di mele, un settore che ha chiuso il 2008 con un leggero aumento. I dettagli si possono leggere su “Finanza e Mercati” del 14 gennaio. Per i prodotti di IV e V gamma il 2008 si è chiuso per il settore ortofrutticolo con dati apparentemente contraddittori. Ne parla “Italia Oggi”, mettendo in luce le buone perfomance dei prodotti a maggior contenuto di servizio, come le zuppe di V gamma che hanno avuto un vero e proprio boom. Mais, radicchio e frutta sono invece i pilastri sui quali si è retta l’agricoltura veneta, che esce dal 2008, secondo i dati riportati dal “Gazzettino” del 20 gennaio, con un bilancio sostanzialmente positivo. Che più in generale il settore agroalimentare sia riuscito sino ad oggi a sostenere senza eccessivi danni l’aggressione della crisi lo si può leggere anche su “Affari e Finanza” del 19 gennaio, che punta però l’indice sulla esigua dimensione delle aziende del settore, che in futuro potrebbe rivelarsi un limite per la competitività. I trionfi del vino Le buone notizie continuano sul fronte del vino con la conferma del superamento della Francia, che ora si colloca dietro l’Italia in quanto a produzione. La notizia arriva direttamente dalla Francia attraverso le colonne de “Le Figaro” del 14 gennaio dove sono riportati i numeri della produzione francese, ferma a 485 milioni di casse di bottiglie contro i 552 milioni raggiunti dall’Italia. Il nostro primato è stato messo in risalto anche da alcuni giornali italiani, come “Il Tempo” del 18 gennaio che ha riportato con la giusta enfasi la notizia del “sorpasso” italiano. Se per il vino italiano è un momento fortunato, per il Franciacorta la situazione è ancora più rosea, come si può leggere su “Il Giorno” del 18 gennaio, dove il presidente del Consorzio di tutela non si lascia scappare l’occasione di lanciare una frecciata al brindisi di Capodanno che in Rai è stato fatto con “bollicine” straniere. Dal presidente dell’associazione Città del vino arriva, attraverso le colonne de “La Nazione” del 20 gennaio, un appello a rivedere le modalità di applicazione dell’Ici sui fabbricati rurali. In difficoltà, questa volta, non sarebbero le cantine, ma le amministrazioni comunali. Questione di punti di vista… Allevamenti fra alti e bassi Anche per alcuni settori zootecnici si può parlare, finalmente, di buone notizie. E’ il caso delle carni suine a marchio Gran Suino Padano, da poco sul mercato, ma che già hanno fatto breccia nelle preferenze del consumatore. Ne parla diffusamente “Il Giorno” del 18 gennaio riportando anche i dati del consumo, cresciuti in un solo mese del 35%. Bene anche il prosciutto a marchio San Daniele che ha visto crescere le preferenze dei consumatori chiudendo il 2008, come scrive “Finanza e Mercati”, con un significativo segno più. Le notizie cattive riguardano, ancora una volta, il mondo del latte, alle prese con una rovinosa caduta dei prezzi che coinvolge non solo l’Italia ma tutta Europa, tanto che a Bruxelles stanno già mettendo mano ad iniziative di sostegno per il settore. Su questo argomento interviene “Italia Oggi” del 16 gennaio ricordando gli aiuti messi in atto dal ministero dell’Agricoltura e quelli che sono ora allo studio da parte della Ue. Aiuti che non riguarderanno solo il latte ma anche i formaggi e in particolare i grana e il pecorino, come riporta “La Stampa” del 18 gennaio. Una conferma della gravità della situazione la si può leggere anche sulle colonne del periodico francese “Les Echos”. E in attesa delle decisioni del ministro Zaia in tema di distribuzione dell’aumento delle quote latte, dalle colonne de “Il Resto del Carlino” l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna ribadisce il 19 gennaio la necessità di dare precedenza nell’assegnazione a chi ha rispettato le regole. La decisione del ministero dell’Agricoltura è attesa per fine mese, come informa “Italia Oggi” del 20 gennaio.

20 gennaio 2009 Angelo Gamberini

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Corpo 8, la crisi che non c’è (nell’agroalimentare) Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 20 dicembre 2008 al 13 gennaio 2009

Forse è tempo di crisi, ma non per la tavola e non per i prodotti agroalimentari. Se negli ultimi giorni dello scorso dicembre si rincorrevano sulle pagine dei giornali i segnali di allarme per le difficoltà dell’economia e gli appelli a consumare italiano come si può leggere su “Il Corriere della Sera” del 31 dicembre, con i primi giorni del 2009 si è avuta conferma della “tenuta” dei consumi. Ne dà notizia “Italia Oggi” del 3 gennaio dove si commenta l’eccessivo pessimismo della vigilia, ingiustificato stando ai numeri di Confcommercio secondo i quali a reggere la sfida del mercato sono stati non solo gli alimentari, ma anche accessori e persino gioielli. Della sostanziale tenuta del settore agroalimentare è testimone anche “Avvenire” del 3 gennaio che anticipa i dati raccolti da Inea sull’andamento del settore nel 2008, che si presentano superiori rispetto ai 12 mesi precedenti. Anche “Il Messaggero” conferma un aumento di 5 miliardi nella spesa di prodotti agroalimentari, sebbene sia da segnalare, come riporta “Il Sole 24 Ore” del 2 gennaio, che è sì aumentata la spesa, ma le quantità sono rimaste pressoché le stesse. Nella stabilità dei mercati agroalimentari si possono forse trovare le motivazioni del continuo lievitare del valore dei terreni agricoli che a quanto afferma “La Stampa” del 4 gennaio, sono diventati un bene di investimento quanto e forse più dell’oro. L’interesse verso i terreni è confermato anche da “Italia Oggi” del 10 gennaio che parla persino di “fame di terra”, con un impennata dei prezzi che ha preso il via già dalla fine del 2007. Completamente diversa è la situazione se si guarda invece ai prezzi dei prodotti e agricoli e in particolare dei cereali che negli ultimi mesi del 2008 hanno subito flessioni anche del 50%. Lo ricorda “Avvenire” del 10 gennaio sottolineando come le distorsioni di questi mercati stiano mettendo in difficoltà molti operatori. La notizia riportata da “Il Sole 24 Ore” del 13 gennaio in merito all’aumento delle riserve statunitensi di mais induce poi a pensare che i prezzi siano destinati a scendere ulteriormente. Continua invece a crescere la voglia di biocarburante nel mondo, nonostante il crollo del prezzo del petrolio. I dettagli si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” del 12 gennaio Il pomodoro protagonsita Mentre i mercati dei cereali continuano nella loro altalena, gli ultimi giorni del 2008 hanno “regalato” la firma per il prezzo del pomodoro come riporta “Il Resto del Carlino” del 22 dicembre. Se il 2008 per il pomodoro si chiude bene, il 2009 si apre persino con la possibilità di veder realizzate nuove linee biotech, capaci di resistere a virus e a patologie sostenute da altri patogeni. E’ quanto si sta studiando nei laboratori dell’ Enea, come anticipa “Nova” il dorso de “Il Sole 24 Ore” dedicato alle innovazioni tecnologiche e non solo. Il pomodoro è anche al centro delle attenzioni di alcune aziende produttrici di agrofarmaci che si sfidano nel mettere a punto nuovi prodotti destinati a questa coltura. Novità dunque in vista per la difesa del pomodoro, come si può leggere su “Italia Oggi” del 10 gennaio. Ancora frodi Il 2008 se ne è andato lasciandosi alle spalle una lunga serie di frodi alimentari e anche negli ultimi giorni non ha voluto essere da meno. E’ infatti del 31 dicembre la notizia riportata da molti giornali, fra i quali “Il Messaggero”, in merito alle partite di pesce avariato scoperte e prontamente ritirate dal mercato da parte delle organismi preposti. Ma il 2009 pare non voler essere da meno e già il 7 gennaio si è potuto leggere su “Il Resto del Carlino” e su molti altri quotidiani, dei sigilli imposti ad una ingente partita di riso alla melamina proveniente dalla Cina e destinato alla alimentazione degli animali. Nella rete delle frodi finisce anche il pomodoro, come riportano l’11 gennaio molti giornali, fra i quali “Il Secolo XIX”, a causa di ingenti quantità di prodotto in cattivo stato di conservazione. “Il Mattino” dello stesso giorno ricorda che oltre ai pomodori c’erano anche wurstel, sott’oli e altri alimenti prevalentemente destinati al circuito della ristorazione. Per fortuna, anche questa volta, bloccati in tempo. Segno che i controlli funzionano. Non stanno tranquilli nemmeno i produttori di vino che dalle pagine di “Libero” del 9 gennaio discutono su come combattere le frodi. Novità per il vino Sempre in tema di vino, il passaggio dal 2008 al 2009 segna anche la fine delle vecchie denominazioni di origine e l’introduzione, dal prossimo agosto, delle Dop, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 22 dicembre. Un tema ripreso anche da “Il Venerdì” di Repubblica in edicola il 9 gennaio. Ma restando nel mondo del vino vale la pena ricordare come il brindisi al nuovo anno abbia visto trionfare il Prosecco, che si conferma uno tra i vini più apprezzati, stando almeno a quanto si può leggere su “Il Corriere della Sera” del 29 dicembre. E anche per il Prosecco si annuncia la necessità di rimettere mano al “look” in vista delle nuove denominazioni, sempre con grande attenzione alla tutela del nome e del territorio, come mette in evidenza l’articolo pubblicato su “Italia Oggi” del 10 gennaio. Da segnalare anche la notizia positiva, riportata da “Il Messaggero Veneto” del 12 gennaio, che annuncia la proroga dei termini per accedere ai fondi destinati alla riconversione dei vigneti. Gli allevamenti I giornali di fine 2008, come pure all’inizio del nuovo anno, non hanno trascurato il mondo degli allevamenti, al quale già il 20 dicembre ha dedicato ampio spazio “Italia Oggi” ospitando un intervista al presidente degli allevatori, Nino Andena, che ha fatto il punto sui temi più “caldi” del settore. Fra i quali figura certamente anche quello delle quote latte per le quali arrivano dalla Lombardia precise indicazioni all’indirizzo del ministro Zaia. Se ne parla su “Il Giorno” dell’11 gennaio che pubblica un resoconto delle richieste che giungono dalle organizzazioni agricole in merito ai criteri di assegnazione dell’aumento della quota che la Ue ha concesso all’Italia. Analoghe richieste arrivano anche dall’Emilia Romagna per voce dell’assessore regionale all’agricoltura, Rabboni, il cui pensiero è ospitato sulle colonne della “Gazzetta di Parma” del 12 gennaio. E all’assessore regionale arrivano a sua volta i suggerimenti della Cia, come riporta la “Gazzetta di Modena” del 13 gennaio. Le quote latte, ancora una volta, sono dunque al centro di un dibattito molto acceso.

13 gennaio 2009

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Angelo Gamberini

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Corpo 8, che buono il suino (italiano)! Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 13 al 19 dicembre

Passata la paura della presenza (presunta) di diossina nelle carni di suino, molti giornali di questa settimana si danno la voce l’un l’altro per rintuzzare le paure elargite a piene mani nei giorni scorsi. Paure che hanno fatto danni per almeno cinque miliardi di euro. E’ questa la valutazione che pubblica “La Stampa” riportando un’intervista al presente della Cia, Giuseppe Politi, che ha ripercorso le tappe delle varie psicosi alimentari che sono rimbalzate sui giornali negli ultimi tempi. Che non sia il caso di preoccuparsi lo ribadisce anche il settimanale “Famiglia Cristiana” in edicola il 18 dicembre puntualizzando che anche cotechini e zamponi non sono a rischio. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche un altro settimanale, “Gente” in edicola il 15 dicembre che titola “Niente allarme se la carne è italiana”. Un invito a consumare il made in Italy, ma almeno per i suini resta il problema di come riconoscere la carne d’importazione rispetto a quella nata e prodotta nello Stivale. La soluzione sta nell’etichetta con l’origine che oggi hanno solo bovini e polli, ma non i suini. Allora viva il Gran Suino Padano, l’unica carne Dop di suino presente sul mercato e pertanto anche l’unica della quale si può avere certezza dell’origine italiana, come riporta “Il Giorno” del 16 dicembre. Ma bisognerà allargare l’indicazione della provenienza a tutta la carne suina commercializzata in Italia. E’ questa la richiesta che arriva dal presidente dei suinicoltori, Giandomenico Gusmaroli, dalle colonne de “Il Sole 24 Ore - Lombardia” del 17 dicembre. Anche per il latte crudo, altro protagonista nella scorsa settimana di qualche allarme alimentare, i guai sembrano essere ridimensionati. L’importante è ricordarsi di bollirlo (ma non è un obbligo, è solo un consiglio) come riporta “Gente” del 15 dicembre. E sono gli stessi allevatori che dalle pagine della “Gazzetta di Mantova” del 17 dicembre vanno al contrattacco mettendo ben in chiaro che non è stata dimostrata la responsabilità del latte crudo negli episodi di tossinfezione che si sono verificati. La risposta dei formaggi Dal latte ai formaggi il passo è breve, anche se l’attenzione è puntata sul mercato e non riguarda la salute dei consumatori. Protagonista è in questo caso la crisi del Grana Padano che impone, come si può leggere su “Il Giornale” del 19 dicembre, una profonda riorganizzazione del settore. E’ crisi anche per il Parmigiano Reggiano ed è interessante sottolineare che ben due giornali economici stranieri, il Financial Times e il Wall Street Journal, hanno espresso lusinghieri giudizi sulle iniziative messe in atto per risollevare le sorti del “re dei formaggi”. Ne parla il “Corriere della Sera” del 14 dicembre ricordando anche quanto sia importante la lotta alle imitazioni, all’estero come in Italia. Dell’agropirateria e del “tarocco” in genere si occupa un lungo servizio pubblicato su “Corriere Economia” del 15 dicembre, dove si ricorda che il costo delle falsificazioni raggiunge la considerevole cifra di 7,5 miliardi di euro. Vino e olio C’è spazio anche per il vino nelle notizie di questa settimana, protagonista di un’indagine promossa da Confagricoltura per studiare le nuove tendenze del mercato vitivinicolo. Un commento ai risultati ottenuti lo si può leggere su “Italia Oggi” del 13 dicembre che punta l’attenzione sui suggerimenti di marketing per meglio aggredire i mercati. Di vino si occupa anche “Affari e Finanza” di Repubblica del 15 dicembre, che punta l’attenzione in particolare sul Piemonte dove si è ancora incerti sulla qualità della produzione 2008. Soddisfatti invece i viticoltori francesi, stando almeno a quanto riferisce il quotidiano “Le Monde” del 15 dicembre, a detta del quale il settore non conosce (ancora) la crisi, a dispetto delle difficoltà dell’economia che si registrano a livello internazionale. Tornando ai problemi di casa nostra è invece l’olio a destare molte preoccupazioni. Bisogna puntare non solo sulla qualità, ma anche sulle aggregazioni per superare le difficoltà. Questa la tesi sostenuta su “Italia Oggi” del 16 dicembre. Mentre sulle sponde del lago di Garda, crisi o non crisi, si assiste ad un’espansione degli oliveti che in molti casi prendono il posto delle vigne, come riporta “Il Sole 24 Ore - Lombardia” del 17 dicembre. Intanto da “Italia Oggi” del 19 dicembre arriva la notizia dello stanziamento di 2,6 milioni di euro per fronteggiare le difficoltà del momento. Se l’olio soffre, le pere godono invece di un momento di espansione in particolare in Emilia Romagna che si colloca ai vertici in Italia e in Europa in questo settore, come si può leggere su “Il Resto del Carlino” del 15 dicembre. Economia e finanza Numerose in questa settimana anche le notizie sui temi dell’economia, ad iniziare dal “Corriere della Sera” del 16 dicembre che commentando il rallentamento dell’inflazione, ferma al 2,7%, punta l’indice sulla mancata flessione dei prezzi della pasta. Colpa, secondo quanto si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 17 dicembre, delle imprese produttrici che bloccherebbero il possibile ribasso. Per combattere il caro spesa si fanno in compenso sempre più spazio i “farmers market”, le vendite dirette di prodotti agricoli che interessano, come scrive “L’Unità” del 18 dicembre, il 20% delle imprese agricole. Intanto c’è da segnalare il via libera di Bruxelles ai finanziamenti previsti nel Lazio per incentivare la vendita diretta dei prodotti agricoli, con una disponibilità fiananziaria di 800 milioni. I dettagli si possono leggere su “La Stampa” del 14 dicembre. In questa settimana è arrivato anche il chiarimento fatto dall’Inps in tema di Durc (documento unico di regolarità contributiva) ed è “Il Sole 24 Ore” a fornire i dettagli. E’ invece ancora incerto il destino dell’Ici sui fabbricati rurali per i quali, denuncia la “Libertà” del 17 dicembre, occorre un chiarimento legislativo.

19 dicembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, diossina tanto rumore per nulla Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 6 al 12 dicembre

Allarme diossina. E’ sicuramente questa la notizia della settimana, rimbalzata su tutti i giornali già all’indomani delle prime notizie ufficiali sulla presenza di diossina nelle carni di suino provenienti dall’Irlanda. Prima con prudenza, tanto che il 7 dicembre i titoli dei giornali parlavano di un generico “allarme” (“L’Unità”, “Il Mattino”, “La Stampa”, Il Corriere della Sera”, per citarne alcuni). Poi, avuta certezza che qualche partita di carne era arrivata anche in Italia, si è scatenata la consueta, mediatica e irrefrenabile “caccia alle streghe”. “Veleni anche nei prodotti trasformati” si poteva leggere su “Il Messaggero” dell’8 dicembre, mentre “La Repubblica” del giorno seguente rincarava la dose palrando di “cibo impazzito” mettendo insieme pesticidi, virus mutanti e altre paurose fantasie alimentari. Toni accesi anche su “Il Corriere della Sera” del 10 dicembre, puntando l’indice accusatore anche ai bovini, mentre il Codacons invitava i consumatori a disertare zamponi e cotechini. Qualche testata si è distinta affrontando il tema senza cadere nell’allarmismo. E’ il caso de “La Padania” del 10 dicembre che invita a fermare i falsi allarmi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche “Il Messaggero” che ricorda i danni miliardari causati da allarmi infondati. Poi, finalmente, le dichiarazioni dell’Authority alimentare che hanno gettato acqua sul fuoco e l’11 dicembre si poteva leggere su “Avvenire” il titolo “Nessun rischio diossina”. Insomma, ancora una volta, tanto rumore per nulla. Fortuna è durato poco. Il latte crudo La vicenda diossina ha messo in secondo piano un altra emergenza alimentare, quella legata al consumo di latte crudo, reo di avere causato un’infezione in una bambina nei giorni scorsi. Se ne è parlato a inizio settimana su “Libero Mercato”, dove Assolatte ha ricordato l’importanza dei trattamenti sanitari cui le industrie sottopongono il latte prima di metterlo in commercio. Mentre su “Il Sole 24 Ore” del 6 dicembre si annunciava la possibilità di mettere uno stop ai distributori automatici di latte crudo. Poi a fine settimana è arrivata la decisione di consentire la vendita purchè sui distributori sia chiaramente indicato l’obbligo della bollitura, come riporta il “Corriere del Veneto” dell’11 dicembre. Di latte e del futuro di questa filiera si parla anche su “Italia Oggi” del 6 dicembre per illustrare le ipotesi di lavoro scaturite da uno studio di Inea-Ismea sui futuri scenari del settore.

Un po’ di soldi Nonostante l’eccesso di attenzione dedicato agli allarmi alimentari, giornali e periodici hanno tuttavia trovato spazio anche per altre notizie di interesse agroalimentare. E’ del 6 dicembre l’articolo pubblicato su “Italia Oggi” a commento dei dati scaturiti dal rapporto Nomisma sull’agricoltura. Risultati poco incoraggianti che indicano nella dimensione insufficiente e nell’eccesso di burocrazia alcuni dei principali problemi della nostra agricoltura. Nello stesso giorno e sempre su “Italia Oggi” si può leggere anche una notizia positiva, la proproga di sei mesi per i fondi previsti da Agenda 2000 ancora non spesi. Ed è ancora “Italia Oggi” a ricordare che per gli agrumi sono in arrivo 55 milioni di finanziamenti, mentre “La Stampa” del 7 dicembre annuncia che sono previsti nuovi finanziamenti per i giovani che vogliono investire in agricoltura. A proposito delle risorse messe a disposizione dalla Ue interviene anche “Avanti!” del 9 dicembre, sottolineando l’esigenza di utilizzare al meglio i fondi comunitari. Che in qualche caso ci vengono però negati come per l’influenza aviaria con la bocciatura, come riporta “Italia Oggi” dell’11 dicembre, della richiesta italiana di 20 milioni da destinare al settore avicolo. Avanti i giovani Che ci sia una riscoperta della campagna da parte dei giovani emerge da un corposo serivizio pubblicato da “Panorama” in edicola questa settimana, dall’efficace titolo “per chi suona la campagna”. A mettere in risalto le migliori esperienze sui campi e sull’ambiente è arrivato anche il premio della Cia, alla sua quinta edizione, intitolato “Bandiera verde” e che è andato a 30 aziende impegnate nella tipicità, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 12 dicembre. Fra quelle premiate figurano anche aziende che si dedicano alle produzioni biologiche, un settore che non sembra temere gli effetti della crisi e che continua a crescere, stando ai numeri riportati su “Il Sole 24 Ore” del giorno precedente. Notizie positive arrivano anche dal settore viti-vinicolo che vede l’Italia superare nuovamente la Francia, come riporta “Il Corriere della Sera” del 9 dicembre. Ora che siamo di nuovo in testa per non perdere la posizione di vantaggio bisogna attrezzarsi al meglio. E per farlo ci sono i suggerimenti scaturiti dalla ricerca “il vino nel mercato globale” promossa da Confagricoltura e i cui dettagli si possono leggere su “Libero Mercato” del 12 dicembre.

12 dicembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le difficoltà di olio e cereali Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 29 novembre al 5 dicembre

Sono molti i giornali che questa settimana puntano la loro attenzione sul mondo dell’agroalimentare osservandolo attraverso la lente di ingrandimento della crisi economico finanziaria che sta attraversando le economie di tutto il mondo. Se ne parla su “Il Foglio” del 29 novembre che pone l’accento su come siano cambiati gli equilibri commerciali, che vedono pane e pasta protagonisti di tensioni mercantili impensabili nel recente passato. Della pasta si occupa anche “Il Sole 24 Ore” sottolineando come il prezzo resti in controtendenza rispetto alla materia prima. Sul tema dei cereali va segnalato l’articolo pubblicato su “Italia Oggi” del 29 novembre per illustrare i punti chiave del piano cerealicolo nazionale. Intanto per il grano duro la situazione è pesante e mancano persino compratori come riporta “Il Sole 24 Ore” del 2 dicembre, con prezzi in picchiata anche del 50%. Una situazione di difficoltà che induce i cerealicoltori ad abbandonare la borsa merci di Mantova in segno di protesta contro il crollo dei prezzi, come si può leggere su “La Gazzetta di Mantova” del 5 dicembre. E che i mercati siano in difficoltà lo dimostra anche il rallentamento dei flussi commerciali, tanto che le navi abbandonano i porti, come denuncia “La Repubblica” del 3 dicembre Dalla “Gazzetta del Sud” arrivano invece segnali di ottimismo per il settore agricolo, che nonostante le difficoltà “non molla”. L’articolo fa riferimento in particolare alla provincia di Ragusa, ma ad allargare l’orizzonte su tutta la Penisola ci pensa “Milano Finanza” del 2 dicembre, ricordando, numeri alla mano, che a tenere a galla il Paese ci pensano “le quattro A” ovvero abbigliamento, automazione, arredamento e alimentare. I buoni risultati dell’alimentare devono però fare i conti con la scarsa competitività del settore agricolo, un dato messo in evidenza dal rapporto Nomisma, commentato da “Il Sole 24 Ore” del 5 dicembre, dal quale emerge che in media le aziende agricole italiane soffrono di nanismo e di scarsa propensione all’innovazione. Olio in crisi e zafferano euforico Segnali di allarme arrivano anche dal mondo dell’olio, alle prese con una crisi che nemmeno i fondi messi a disposizione dal ministero dell’Agricoltura sono sufficienti per risolverla. Se ne parla su “Italia Oggi” del 29 novembre, argomento ripreso anche il 2 dicembre da “Il Sole 24 Ore”, che con il titolo “adesso raccogliere olive non conviene più” ospita un articolo nel quale si analizza la situazione di mercato, con prezzi in calo anche del 30%. Un’analisi del settore, con molti dati sulla produzione e sul mercato dell’olio, è ospitata anche da “La Stampa” del 30 novembre. Situazione ben diversa per i produttori di zafferano che grazie al crollo dei raccolti che si è verificato in Iran (maggior produttore mondiale di questa spezia) possono contare su prezzi in aumento come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 2 dicembre. Latte crudo addio? Doccia fredda a fine settimana sui “bancolat”, i distributori di latte crudo che da qualche tempo si vedono con sempre maggiore frequenza non solo in prossimità delle stalle, ma anche in città e nei centri commerciali. Un caso di malattia del quale sarebbe responsabile il consumo di latte crudo ha fatto scattare l’allarme. Se ne è parlato su “Il Riformista” del 3 dicembre che è stato tra i primi a raccontare la vicenda, seguito poi da “Avvenire” del 5 dicembre dove già si parla di possibile chiusura dei distributori automatici, argomento ripreso nella stessa giornata anche da “Il Tempo”.

5 dicembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, dal latte all’olio è tutta una crisi Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 22 al 28 novembre

“Quote latte, l’accordo premia i furbetti padani” (L’Unità), “Quote latte, l’aumento preoccupa Verona” (L’Arena), “Pac, quattro vittorie e una sconfitta” (Italia Oggi). Ecco alcuni dei titoli apparsi sui giornali del 22 novembre, all’indomani della conclusione degli incontri a Bruxelles per la verifica dello stato di salute della Pac, l’Health Check per dirla con quanti amano le espressioni anglofone. Una trattativa che ha introdotto molte novità, opportunamente evidenziate dai giornali di questa settimana mettendo in risalto a volte gli aspetti positivi e altre volte quelli negativi. Un esame interessante non solo per aggiornarsi sui fatti, ma anche per capire in qualche caso gli orientamenti della carta stampata. Dell’argomento ci si occupa anche il giorno seguente, il 23 novembre, a iniziare da “La Stampa” che mette in evidenza soprattutto il via libera agli aiuti non utilizzati, argomento trascurato da altri giornali. Dal “Giornale di Brescia” si sottolinea invece che non ci saranno festeggiamenti per i risultati raggiunti e anche dalla “Voce di Mantova” arrivano messaggi di preoccupazione per come sarà distribuito l’aumento delle quote. “La Cronaca di Piacenza” la pensa in modo diverso e il giudizio è positivo. Ma per un parere più puntuale sarà meglio aspettare il decreto con il quale saranno specificati i criteri di attribuzione dell’aumento delle quote, decreto che sarà pronto in tempi brevi come riporta “Italia Oggi” del 26 novembre I mali dell’agricoltura Punta invece su temi di più ampio respiro l’articolo a firma Paolo De Castro (il precedente ministro dell’Agricoltura) che dalle colonne de “La Stampa” del 23 novembre si sofferma sulle possibili ricadute che la fase di recessione in atto potrebbe avere sul mondo agricolo, minandone la competitività. L’articolo, che merita una lettura, si conclude così: “Si sente il bisogno di scelte importanti… che possano incidere sui nodi strutturali senza farsi condizionare dai conflitti interni di filiera”. Impossibile non essere d’accordo. Sui problemi dell’agricoltura si sofferma anche la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 24 novembre denunciando l’eccesso di burocrazia che soffoca lo sviluppo del settore. A dare una svolta positiva la notizia, il 27 novembre, del via libera da parte del Senato alla conversione del decreto legge numero 171 per il rilancio competitivo del settore agroalimentare, che prevede anche incentivi per le bioenergie. I dettagli si possono leggere su “Il Sole 24 Ore” e su “Italia Oggi”. Intanto, come racconta “La Provincia Pavese” del 25 novembre, la fisionomia dei campi sta mutando e talune colture, come colza e girasole, strettamente legate alle politiche energetiche, stanno aumentando in maniera sensibile. Olio d’oliva in difficoltà Cambiamenti della fisionomia dell’agricoltura che sono dettati non solo dagli indirizzi di politica agricola, ma anche dalla necessità di uscire in qualche caso da situazioni di difficoltà che sembrano senza via di uscita. E’ il caso dell’olio di oliva, con prezzi in netta flessione come si può leggere su “Il Tempo” del 23 novembre. Tanto che si chiede anche un piano anticrisi che metta al primo posto la lotta alle sofisticazioni, come denuncia il quotidiano “Puglia” del 27 novembre. Come se i problemi di mercato non bastassero, ecco arrivare le multe, dolorose anche se dovute, scattate dopo il blitz degli ispettori del lavoro in Puglia per contrastare il lavoro nero. E gli olivicoltori minacciano di far morire gli oliveti, come si può leggere su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 27 novembre. In tema di legalità arriva anche l’annuncio di un tavolo di filiera per la Puglia (ne parla ancora “La Gazzetta del Mezzogiorno”) il cui obiettivo è quello di aumentare i controlli sulla provenienza dell’olio di oliva. Intanto dalle colonne di “Italia Oggi” del 28 novembre arriva l’annuncio del piano da 10 milioni di euro che il ministro Zaia ha pronto nel cassetto per risollevare le sorti del settore Formaggi al palo Ancora pesante la situazione per Grana Padano e Parmigiano Reggiano, al centro di una crisi che attende con ansia l’attuazione del piano anticrisi. Se ne parla anche su “Panorama Economy” in edicola il 27 novembre, mentre la “Gazzetta di Reggio Emilia” lamenta la lacunosità dei controlli sui prodotti a marchio d’origine che non sempre mantengono le promesse di qualità che il consumatore si attende. Sulla qualità, interviene anche Assolatte che dalle colonne della “Gazzetta di Parma” ricorda come il problema del mercato non sia legato solo al prezzo, ma anche e soprattutto al prodotto e alle sue caratteristiche. Segnali d’allarme anche per il Pecorino alle prese con il crollo delle esportazioni negli Usa, che per questo formaggio rappresenta un mercato di enorme importanza come si può leggere su “Finanza e Mercati” del 28 novembre Cereali in caduta libera Settimana difficile anche per il mais, con il prezzo in caduta libera, tanto che “La Nuova Venezia” del 25 novembre lancia un allarme paventando la possibilità che molte aziende venete (dove la coltivazione del mais è molto diffusa) possano rinunciare alla semina. A rendere il quadro ancora più difficile arrivano anche i rincari dei concimi, come lamenta “La Nuova Ferrara” del 23 novembre. E visto che anche in agricoltura avanza a grandi passi la globalizzazione dei mercati, è bene prendere nota dei grandi movimenti che si realizzano nel mondo specie sul fronte dei cereali. Interessante a questo proposito è l’articolo pubblicato da “Il Messaggero” del 25 novembre sulle “grandi manovre” che si stanno realizzando in alcuni Paesi in via di sviluppo e che potrebbero trasformarsi in enormi granai.

28 novembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, la protesta dei campi e la vittoria a Bruxelles Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 15 al 21 novembre

Troppa burocrazia, troppe tasse, troppi i tagli previsti dalla Finanziaria, questi in sintesi alcuni dei problemi con i quali gli imprenditori agricoli si trovano a fare i conti e che hanno dato il via alla protesta promossa da Confagricoltura che si è svolta il 19 novembre a Bologna. Molti i giornali che hanno dato spazio alla manifestazione. “Bisogna cambiare passso” ha titolato “Il Sole 24 Ore”, del 20 novembre, “Finanziaria punitiva“ gli ha fatto eco “Il Resto del Carlino”, mentre su “La Stampa” si poteva leggere l’invito a vendere “i campi di Stato”, i molti terreni demaniali che potrebbero essere utilmente venduti e messi in produzione, come sostiene il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni. Sempre meglio che nuove tasse. Protestano anche gli olivicoltori che in Puglia hanno decretato lo “sciopero dei frantoi” come si può leggere su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 18 novembre. Protesta che vedrà sfilare anche i trattori come racconta qualche giorno dopo la stessa “Gazzetta del Mezzogiorno”. Dei problemi degli olivicoltori si occupa anche “Italia Oggi”, ricordando quali sono gli interventi allo studio per risollevare la situazione. Quote latte, la svolta Ma in questa settimana sulle pagine dei giornali rimbalza anche un’altra notizia, la “vittoria” riportata da Luca Zaia sul fronte delle quote latte, con l’aumento del 6% del quantitativo di latte che l’Italia potrà produre a partire dalla prossima campagna lattiero casearia. Se ne era iniziato a parlare già a inizio ettimana, in vista dell’incontro decisivo a Bruxelles. Dalle colonne di “Libero Mercato” del 15 novembre il ministro dell’Agricoltura anticipava alcune delle richieste da portare avanti nella trattativa. E anche su “Italia Oggi” dello stesso giorno si interveniva sull’argomento precisando anche altri aspetti più generali di politica agricola comunitaria. Sulle possibilità di ottenere un aumento della quota latte per l’Italia interveniva anche “Il Sole 24 Ore” del 16 novembre con un articolo a firma di Alessandro Mastrantonio, che si concludeva ricordando le difficoltà di convincere i partner comunitari nell’accogliere le nostre istanze. E poi il 18 novembre, sempre su “Il Sole 24 Ore” si ricordavano i punti cruciali per l’Italia, che oltre al latte aveva (ed ha) una partita aperta per il tabacco. Nell’insieme una trattativa difficile, che ha visto contrapposte in particolare Italia e Germania come evidenzia “Il Messaggero” del 19 novembre. Poi il 20 novembre il negoziato si conclude accogliendo gran parte delle richieste italiane (ad esclusione del tabacco). Molti i giornali che il giorno seguente ne hanno fornito un commento, fra questi ricordiamo “Il Sole 24 Ore” e “Italia Oggi” per come hanno, con efficacia, approfondito l’argomento. Grano e vino Non solo latte e non solo proteste sulle pagine dei giornali di questa settimana. Si sono fatte spazio anche altre interesanti notizie, come l’invito di Assocer (una tra le più importanti associazioni sementiere in Europa) che dalle pagine de “La Gazzetta del Mezzogiorno” ha invitato gli imprenditori agricoli ad investire sul grano. Ma intanto i raccolti di riso crescono e il prezzo crolla, come si può leggere su “Borsa & Finanza” del 15 novembre. Sul fronte dei vini arriva la graduatoria dei migliori vini del mondo e per l’Italia, come riporta “La Stampa” del 15 novembre, ai primi posti c’è il barolo. A proposito di vino è ancora “La Stampa” che propone l’interessante storia di un viticoltore che in una sperduta isoletta della laguna veneta ha fatto rivivere le uve del Dorona, vitigno ingiustamente dimenticato. Ci sarebbe di che essere contenti, ma a raffreddare gli entusiasmi ecco arrivare a fine settimana “L’Espresso” in edicola il 21 novembre con un lungo e articolato servizio dal titolo “Quando il Doc non è Doc”, che ripercorre le ultime vicende che hanno avuto come protagonisti il Brunello, per occuparsi poi di tutto un po’, dalle arance ai prosciutti. L’allarmismo alimentare, insomma, continua a tener desta l’attenzione dei giornali. Ma ogni frode e ogni truffa che viene alla luce, vogliamo ricordarlo, rappresenta la miglior prova che i controlli ci sono e funzionano. Allevamenti in affanno Tornando al mondo degli allevamenti, dopo le buone notizie sul fronte de latte arrivano però segnali poco confortanti. Come la vicenda dei suini che pur da campioni della mostra di Codogno (nei pressi di Lodi) hanno dovuto far tappa al macello per colpa della malattia vescicolare, come riportano le cronache pubblicate dal “Corriere della Sera” del 16 novembre. Continuano i problemi anche per il Parmigiano Reggiano alle prese con una difficile congiuntura di mercato come si può leggere dalle pagine di “Economy” del 26 novembre, ma in edicola già dal 20 dello stesso mese. Prezzi troppo bassi anche per il latte e gli allevatori veronesi, come racconta “L’Arena” del 18 novembre vanno dal Prefetto della loro città per consegnare una lettera di aiuto indirizzata al ministro dell’Agricoltura. Ma la risposta, positiva, è arrivata direttamente da Bruxelles, con l’aumento della quota italiana.

22 novembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, se le macchine ridono i cereali piangono Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’8 al 14 novembre

I giovani tornano ad occuparsi di agricoltura, tanto che entro il 2013 sono previsti altri 23mila insediamenti in campagna. Si apre con una buona notizia, riportata dal “il Sole 24 Ore” dell’8 novembre, questa settimana di informazioni sui temi dell’agroalimentare italiano. E le buone notizie continuano con “Il Secolo XIX” dello stesso giorno che offre ai lettori un dettagliato resoconto delle iniziative messe in campo per risollevare le sorti del settore ippico, dove migliaia di addetti stanno rischiando il lavoro per una situazione di crisi che si protrae da tempo. Positivi anche i segnali che arrivano dal mondo della meccanizzazione agricola, che in questa settimana ha avuto con Eima il suo “momento di gloria”. Lo confermano i dati riportati da molti quotidiani, fra i quali “Il Giorno” del 12 novembre che segnala il buon andamento del settore, trainato soprattutto dai buoni risultati conseguiti sul fronte dell’export. Anche dal mondo avicolo arrivano notizie positive, grazie al positivo trend dei consumi, come riporta “Il Giornale di Brescia” del 9 novembre, mettendo in evidenza l’importanza che questo settore zootecnico riveste nel bresciano. Le difficoltà Ma le note positive finiscono qui. Difficoltà pesanti si segnalano sul fronte del grano, tanto che i cerealicoltori della Sicilia lanciano dalle colonne del “Giornale di Sicilia” un segnale di allarme per l’andamento del mercato. Anche la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 14 novembre denuncia la pesante situazione nella quale versa il settore. Dalla “Gazzetta di Bari” fanno eco gli olivicoltori denunciando le difficoltà della campagna olearia, tanto da ricorrere alle proteste di piazza per invocare interventi di sostegno al settore. E’ crisi anche per allevamenti di conigli che chiedono un’indagine per verificare che sul mercato non siano presenti manovre speculative, come si può leggere su “Puglia” del 9 novembre. Segnali di allarme non vengono solo dal Sud. E’ su “La Stampa” di Torino del 10 novembre che gli allevatori di bovine da latte denunciano il loro sconforto per una situazione di difficoltà che si protrae da molti anni. Le risposte Molti dunque i settori in crisi, tanto che da parte della Cia, come si legge su “La Nazione” dell’11 novembre, arriva la richiesta di sgravi fiscali per ridare alle aziende un po’ di ossigeno. Per rispondere alle difficoltà sarebbe anche opportuno rendere operativi gli strumenti di sostegno che già esistono, ma la cui attuazione sconta eccessive lungaggini. Se ne parla su “Il Sole 24 Ore Sud” del 12 novembre. Per il settore lattiero si attendono poi i risultati dell’Health Check in programma la prossima settimana che dovrebbe consentire un aumento della quota italiana, che però non si deve tradurre, come si può leggere su “Libero Mercato” del 12 novembre, in una sanatoria per gli allevatori che non hanno rispettato le regole. A sottolineare le preoccupazioni che sta vivendo il mondo agricolo arriva anche la manifestazione organizzata da Confagricoltura per il 14 novembre, evento del quale si parla dalle colonne di “Libero Mercato”. L’agroalimentare Sui giornali di questa settimana si possono leggere anche alcune “curiosità” a tema agroalimentare come la disfida dei pomodori viola-mirtilli (“Repubblica Salute” del 13 novembre), prodotti ogm con proprietà anticancro. Arriva anche il cetriolo storto, come è stata definita la decisione presa a Bruxelles di commercializzare i prodotti ortofrutticoli imperfetti, argomento del quale si occupa “Il Sole 24 Ore” del 13 novembre. Una decisione che forse contribuirà a limitare gli sprechi alimentari che si verificano nel percorso tra il campo e il consumatore e che vedono mandare in discarica tonnellate di cibo per un valore, come denuncia “Il Tempo”, di un miliardo di euro all’ anno. L’agroalimentare è poi al centro delle attenzioni di “Famiglia Cristiana” in edicola il 13 novembre che dedica un ampio servizio, intitolato “i furbi nel piatto”, sulle frodi alimentari sventate negli ultimi giorni. Segno che i controlli funzionano.

14 novembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, l’Italia si fida delle industrie alimentari Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’1 al 7 novembre

Federalimentare ha compiuto 25 anni, un occasione importante per ricordare il ruolo che le aziende di questo settore hanno nello sviluppo dell’economia italiana e al contempo una notizia “succulenta” per i giornali di questa settimana, che all’indomani della giornata celebrativa hanno dedicato a questo “compleanno” ampio spazio. Ne parla diffusamente “Italia Oggi” del 6 novembre, che punta l’attenzione sugli esiti di un sondaggio che ha interrogato gli italiani sulla fiducia accordata ai prodotti dell’industria. E la risposta arriva già dal titolo della notizia: “Promossa l’industria alimentare”. Un motivo in più per aprire le porte delle industrie ai consumatori che dal 10 al 15 novembre potranno visitare alcune tra le più importanti aziende agroalimentari sparse per la Penisola. Le finalità di questa iniziativa, che ha preso il nome di “Apertamente” sono descritte sulle pagine di numerosi giornali, fra i quali anche “Finanza e Mercati” del 6 novembre. Dal convegno di Federalimentare arrivano anche i dati relativi all’andamento dei consumi, in flessione specie sul fronte delle carni, come mette in evidenza “Il Tempo”. Un motivo in più per accogliere con favore la notizia del via libera al bonus fiscale per l’export alimentare, come si può leggere in dettaglio su “Italia Oggi” del 5 novembre. Si spera che che il vantaggio fiscale possa ridare slancio anche ai mercati dei formaggi grana che, come ci ricorda “Il Sole 24 Ore-Lombardia” del 5 novembre, sono ancora alle prese con una difficile situazione di crisi. Una crisi che a quanto pare non riguarda solo i grandi formaggi del Nord, ma che coinvolge, come scritto da “Il Secolo XIX” del primo novembre, anche il pecorino romano. Difficoltà poi che aumentano e si allargano a tutto il settore agroalimentare per la mancanza di linee di credito agevolato, come mette in evidenza il presidente della Cia, Giuseppe Politi, dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” del 5 novembre. Sostegni all’agroalimentare I problemi del settore agroalimentare sono al centro di alcune iniziative del Governo rivolte al rafforzamento della competitività di questo comparto. Un pacchetto di iniziative raccolte in un disegno di legge ora all’esame e del quale si possono leggere i dettagli su “Il Sole 24 Ore” del primo novembre. Si preannunciano invece cali sul fronte del riso, e le motivazioni stanno nelle politiche decise in Thailandia, notizia anche questa che si può leggere sulle colonne del “Il Sole 24 Ore” Vino, olio e tabacco Arrivano in questa settimana anche i dati definitivi sull’andamento della vendemmia che si conferma buona anche se non così elevata come previsto nelle prime anticipazioni. Confermato però il buon livello qualitativo e il boom della Sicilia, come sottolinea “Il Secolo XIX” del primo novembre. In calo del 10% invece la produzione del vino novello, come si apprende da “Finanza e Mercati” del 7 novembre. Segnali positivi per l’olio arrivano da “La Nazione” del 2 novembre che a proposito della produzione toscana si lancia nella previsione di una “stagione super”. Fra i segnali positivi anche la ripresa delle quotazioni per mais e soia che, a detta degli analisti interpellati da “La Repubblica” del 3 novembre, proseguiranno nel trend di crescita. Soddisfatti i produttori, un po’ meno gli allevatori, che si troveranno di fronte ad un altro aumento dei costi. AI giornali non sono sfuggiti i problemi del tabacco, anche loro al centro del dibattito di questa settimana. L’occasione è venuta dal vertice che si è svolto a Verona fra gli otto Paesi della Ue maggiormente ineteressati a questa produzione. Come si può leggere su “L’Arena” del 4 novembre, le preoccupazioni dei produttori sono legate alle nuove politiche che Bruxelles intende adottare per questo settore. L’obiettivo, ricorda “Italia Oggi” del 4 novembre, è quello di mantenere fino al 2013 gli attuali schemi di aiuti. Una partita che nasconde molte difficoltà. Infatti a Bruxelles non sono disponibili ad accogliere questa richiesta e la conferma viene anche dalle dichiarazioni del Commissario europeo Fischer Boel, riportate da “Italia Oggi” del 7 novembre Ogm che noia E non potevano mancare, come ormai d’abitudine, gli ogm. Al solito divisi fra prudenti fautori e assolutisti del no. Un dibattito che potrebbe apparire persino noioso se non fosse per la sua importanza (mai del tutto riconosciuta) e per l’intervento, un po’ fuori dagli schemi, di Antonio Pascale. Al tema Ogm Pascale ha voluto dedicare un libro, intitolato “Scienza e sentimento”, un libro per il quale l’autore dichiara a “Vanity Fair” in edicola il 6 novembre il suo timore di “essere fatto a pezzi” per la sua posizione pro-ogm. E forse non è un caso se nello stesso giorno “L’Espresso” parla di invasione barbarica. Il riferimento, ovviamente, è agli Ogm. Che noia.

9 novembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, dal latte ai cereali passando per gli ogm Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 25 al 31 ottobre

E’ ancora il latte ad occupare le pagine dei giornali degli ultimi giorni, complice la fiera di Cremona che ha chiuso i battenti del quartiere fieristico domenica 26 ottobre raccogliendo attorno a se le attenzioni dei media. Se ne parla su “Italia Oggi” del 25 ottobre raccogliendo le parole di Paolo Bruni, presidente di Fedagri, il cui parere non lascia spazio all’ottimismo visto che per il settore lattiero prevede tempi ancor più duri di quelli attuali. E che ci siano cambiamenti in vista lo ricorda anche “La Provincia” del 25 ottobre che offre un dettagliato resoconto del convegno organizzato durante la fiera di Cremona da Unalat, con la collaborazione di Ismea e Crpa. E a quanto pare gli allevatori dovranno prepararsi ad altri aumenti dei costi. Ma sempre da Cremona, come si può leggere su “Italia Oggi”, arriva la notizia di un programma on-line che permette agli allevatori di calcolare costi di produzione e redditività degli allevamenti. Nessun legame con la fiera di Cremona, invece, nella notizia pubblicata da “Repubblica” del 26 ottobre a proposito dell’inchiesta contro i Cobas del latte che prende le mosse dalle denunce che le organizzazioni degli allevatori hanno rivolto nei confronti dei colleghi che delle multe hanno fatto carta straccia. Arriva anche la conferma, riportata da “Il Sole 24 Ore” del 31 ottobre, del maxisequestro conservativo per 15,5 milioni di euro a carico della cooperativa La Lombarda, a causa del mancato pagamento delle multe latte. Argomento sempre scottante, questo delle quote, tanto che il ministro Zaia, come si può leggere su “La Stampa” del 26 ottobre, si è premurato di ricordare a più riprese che i provvedimenti allo studio non celano alcuna sanatoria e alcun colpo di spugna nei riguardi di chi non ha rispettato le regole . E di quote si continua a parlare il 28 ottobre su “Brescia Oggi” commentando gli esiti degli incontri a Lussemburgo fra i ministri dell’Agricoltura. E il giorno seguente si potrà leggere su molti giornali, fra i quali “L’Arena” e “Italia Oggi”,che gli incontri sono stati positivi e che ci sono buone possibilità per l’Italia di vedere confermato l’aumento della quota nazionale, come richiesto dal ministro Zaia. Cereali e tabacco Tanta attenzione per il latte non ha fatto dimenticare gli altri argomenti di interesse per il mondo agroalimentare, come l’andamento del mercato dei cereali, argomento sul quale si sofferma il “Corriere della Sera” del 25 ottobre che in proposito ha intervistato Renato Pieri dell’Università di Piacenza. Intanto al Board on Trade di Chicago si registra un rimbalzo dell’8% per il grano, come si può leggere su “Finanza e Mercati” del 31 ottobre. Un mercato quello dei cereali, al pari delle colture proteiche e delle oleaginose, sul quale si riflettono sempre più tensioni di carattere internazionale e non solo i livelli produttivi, previsti in cresciti per la soia e in diminuzione per il girasole come si può apprendere su “Finanza e Mercati” del 30 ottobre. Forte attenzione anche per il mercato dei concimi che in stagione di semine stanno facendo registrare forti aumenti, tanto da far temere, come riporta la “Gazzetta di Modena” che per contenere i costi gli agricoltori siano indotti a ridurne l’impiego, con conseguenze negative sui futuri raccolti. E che ci sia un calo della domanda, soprattutto per i sali di potassio, lo si apprende anche da “Il Sole 24 Ore” del 29 ottobre. Riflettori puntati anche sul tabacco, per il quale si attende, come riferisce “Italia Oggi” del 30 ottobre, una forte impennata dei costi di produzione, colpa soprattutto dei maggiori oneri per l’energia. E a proposito di energia si torna a parlare delle colture energetiche su “Il Sole 24 Ore - Lombardia” ricordando il possibile ruolo del mais come fonte energetica alternativa. Un tema affrontato anche da “Il Messaggero” del 30ottobre che ricorda come taluni sottoprodotti delle colture possano diventare biomassa utilizzabile ai fini energetici. Arriva anche la “serra sostenibile” destinata non a produrre energia, ma a risparmiarla attraverso particolari accorgimenti come ci spiega “Nova” del 30 ottobre, il dorso del Sole 24 Ore dedicato al mondo delle tecnologie, innovative e non. Ogm anticancro Parlando di innovazioni il pensiero corre alla questione Ogm. Che in questa settimana è tornata alla ribalta dell’informazione. Merito anche di un articolo a firma dell’oncologo Umberto Veronesi pubblicata sul “Corriere della Sera” del 27 ottobre. “In futuro, afferma Veronesi, la conoscenza del genoma delle piante ci permetterà di individuare meglio veri cibi anti cancro.” Insomma, troppi i fantasmi agitati contro gli Ogm. Pare esserne convinto anche Mario Capanna (uno fra i principali oppositori degli Ogm) che dal “Corriere della Sera” del 29 ottobre ne condivide l’impiego “se fanno bene alla salute”. Evviva. Ma restano da convincere gli italiani, che degli Ogm non si fidano, come riporta “Avvenire” del 30 ottobre citando i dati di una inchiesta commissionata dalla Fondazione diritti genetici della quale è presidente lo stesso Mario Capanna. Insomma, la caccia alle streghe non è ancora conclusa… In campagna è meglio una laurea Anche due importanti periodici si sono occupati in questa settimana dei temi agroalimentari, con un taglio un po’ diverso dal solito. Iniziamo da “Oggi” in edicola il 29 ottobre (ma con data di copertina 5 novembre) che riporta la storia di tre ragazzi che pur con in tasca studi e lauree in discipline che potrebbero offrire sbocchi occupazionali di tutto rispetto hanno preferito dedicarsi chi alla coltivazione del riso e chi alle attività zootecniche. Da “Famiglia Cristiana” del 4 novembre (in edicola il 30 ottobre) arriva invece la lettera che Suor Giuliana, dall’alto dei suoi 101 anni di età, ha indirizzato al ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, invitandolo a prodigare sforzi per il mondo agricolo. E per restare alla stampa periodica, si segnala “Il Mondo” che riporta la data del 7 novembre, ma già in edicola il 31 ottobre, con il suo servizio sui vini novelli, ormai prossimi ad essere stappati.

1 novembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, protagonisti latte e cibo Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 18 al 24 ottobre

Settimana concentrata su due eventi, quella appena trascorsa, l’annuale meeting di Coldiretti che come vuole tradizione si celebra nella bella cornice di Cernobbio sul lago di Como, e la Fiera Internazionale del bovino da latte che ha aperto i battenti a Cremona giovedì 23 ottobre per chiuderli la domenica successiva. Tutte occasioni “ghiotte” da parte dei giornali per affrontare i temi dell’agroalimentare. Iniziamo allora da “Italia Oggi” del 18 ottobre che riportando i dati di un rapporto realizzato da Coldiretti e Swg, fotografa i cambiamenti che la crisi economica ha indotto nel comportamento di acquisto di generi alimentari da parte degli italiani. E fra i numerosi dati, spicca lo spostamento delle preferenze dalla carne di manzo a quella di pollo. Colpa della crisi economica, secondo quanto afferma “Avvenire” dello stesso giorno, che ha cambiato le abitudini alimentari di un italiano su quattro. Ma non aumenta solo il consumo di carni avicole, anche i formaggi stanno riscuotendo i favori del consumatore, come sottolinea il presidente di Assolatte dalle pagine di “Italia Oggi”del 18 ottobre. Mentre le difficoltà di mercato fanno migrare i consumi da una parte all’altra, si confermano invece le buone performance delle nostre esportazioni dei prodotti alimentari di qualità, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” del 21 ottobre, che riporta alcuni dati raccolti in occasione del Sial di Parigi, il salone francese dedicato all’agricoltura e all’alimentazione. che si è chiuso giovedì 23 ottobre. Giusto in tempo per l’apertura di un altro grande evento dedicato all’agroalimentare, il Salone del gusto di Torino, al quale dedica ampio spazio “La Stampa” del 23 ottobre che fra l’altro ricorda agli italiani quanto sia poco opportuno mangiare ciliegie a Natale. Il cibo a Torino... Il salone torinese dedicato al cibo ha raccolto l’attenzione di molti giornali, merito forse del contemporaneo svolgimento di Terra Madre attraverso la quale gli organizzatori della manifestazione hanno voluto rappresentare le mille anime e i mille volti del lavoro nei campi ai quattro angoli del pianeta. Al Lingotto, sede del quartiere fieristico torinese si è data appuntamento “L’onu del cibo da salvare”, come titola “La Repubblica” del 24 settembre, mentre dalle colonne de “L’Unità” si annuncia che “l’agricoltura salverà il mondo”. Da segnalare l’articolo che compare su “Il Manifesto” che a fianco dei commenti sul salone torinese riporta un approfondimento sulle “comunità del cibo”, alle quali va il merito di valorizzare talune produzioni locali sparse nel Mondo.

...e il latte a Cremona Altro protagonista della settimana è il latte, complice l’appuntamento con la 63esima edizione della Fiera Internazionale del bovino da latte a Cremona. E già ad inizio settimana si apre sui giornali un contraddittorio a distanza che vede protagonista l’ex ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro che dalle pagine di “Italia Oggi” del 18 ottobre commenta, con numerosi spunti critici, le iniziative del suo successore in tema di latte e non solo. Arriva poi la voce del presidente di Aia (associazione italiana allevatori) che dalle colonne di “Italia Oggi” del 18 ottobre indica nella qualità la strategia sulla quale insistere. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Antonio Piva (nella duplice veste di vice presidente di Unalat e presidente di Cremonafiere) che sempre su “Italia Ogg” sottolinea che il se il latte italiano costa di più è perché ha caratteristiche di qualità eccellenti. Ed è ancora Antonio Piva, ma questa volta da “La Stampa” del 19 ottobre, ricorda i nodi cruciali del latte, quote in testa il cui aumento potrebbe anche avere ripercussioni negative sul prezzo alla stalla. E che sull’aumento delle quote latte i pareri siano discordi lo mette in evidenza anche “Il Corriere della sera” del 21 ottobre, con un titolo che la dice lunga: ”Aumentare le quote? C’è già troppo latte”. Ma se anche ci saranno più quote, nessuna sanatoria è in vista per le multe, come conferma il ministro Zaia attraverso la penna di Alessandro Mastrantonio su “Il Sole 24 Ore” del 23 ottobre Riso e tulipani I riflettori puntati su Cremona non hanno fatto dimenticare gli altri argomenti di attualità a iniziare dalle difficoltà che sta incontrando il riso, ormai alle fasi conclusive del raccolto, con un calo produttivo che “La Stampa” del 19 ottobre indica in ben 1,5 milioni di quintali. “La Gazzetta del Mezzogiorno” fa invece il punto sulle semine, evidenziando le incertezze degli agricoltori sulle scelte da farsi sulle principali colture, grano e barbabietole in testa. Notizie poco incoraggianti anche per il Pecorino Romano, per il quale si sta affacciando una situazione di crisi, come riporta “Nuova Sardegna”, in parte dovuta agli sconvolgimenti dei mercati finanziari. Problemi del tutto diversi stanno mettendo in difficoltà i floricoltori olandesi, come si apprende da “La Stampa” del 22 ottobre. C’è infatti preoccupazione per la salute dei tulipani dopo che una normativa della Ue si pone l’obiettivo di impedire l’uso di alcune molecole impiegate nella lotta ad alcune temibili patologie che colpiscono queste liliacee.

27 ottobre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, mercati in affanno e multe in arrivo Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dall’11 al 17 ottobre

Ancora quote latte e ancora multe. Sono loro le protagoniste delle notizie agroalimentari rimbalzate sulle pagine dei giornali all’indomani della comunicazione da parte di Bruxelles dei dati produttivi della trascorsa campagna lattiero casearia. E per gli allevatori italiani è una batosta da oltre 160 milioni di euro. Multa iniqua date le nuove condizioni di mercato come sottolinea “Italia Oggi ” del 14 ottobre dando voce alle tesi sostenute da Assolatte, l’associazione delle industrie lattiere. La pensa allo stesso modo anche il ministro Zaia che dalle colonne de “La Stampa” annuncia che a breve illustrerà un piano per risolvere definitivamente il problema. Speriamo. E di quote si era già parlato a inizio settimana, quando sul “Giornale di Brescia” del 12 ottobre si davano le prime anticipazioni sul parere della commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, purtroppo contrario alle richieste di aumento fatte dall’Italia. La crisi del Parmigiano Reggiano Prima ancora delle multe è stato il Parmigiano Reggiano ad occupare le pagine dei giornali. Colpa della crisi che si è abbattuta su questo formaggio. E’ “Il Sole 24 Ore” dell’11 ottobre a fare il punto della situazione anticipando che per risollevare il prezzo si pensa anche al ritiro di 100mila forme dal mercato. Parmigiano Reggiano protagonista anche di alcune polemiche (inutili) come riporta “Il resto del Carlino”. In seguito è il “Corriere della Sera” a fare un resoconto delle strategie messe a punto per risollevare le sorti del “Re” dei formaggi e del Grana Padano, che sta vivendo una crisi analoga a quella del suo “cugino”. Altri dettagli arrivano il 16 ottobre da “Il Sole 24 Ore” con un articolo a firma di Massimo Agostini che illustra gli aspetti economici del piano di sostegno messo a punto per i formaggi grana. Lo scenario economico Dopo i molti problemi del latte, inducono all’ottimismo le notizie sulla crescita del numero di aziende agricole in attività, una crescita dovuta soprattutto all’ingresso di giovani come riporta “E Polis” del 14 ottobre. Notizie negative arrivano invece dai mercati, con i prezzi che mediamente sono scesi del 6,5% come si può leggere su “Il Sole 24 Ore” dell’11 ottobre che riporta gli ultimi dati elaborati da Ismea. E mentre i prezzi scendono i costi salgono, con una crescita che per le colture è destinata a salire anche del 70% secondo gli studi condotti da Agrofarma e pubblicati su “Italia Oggi” dell’11 ottobre. Un aumento dei costi che sta mettendo a rischio le semine del mais, un allarme che arriva da Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, riportato su “La Stampa” del 12 ottobre. L’aumento dei costi di produzione preoccupa anche Fedagri che sollecita dalle colonne di “Finanza e Mercati” del 14 ottobre una politica agricola che tenga conto di queste aumentate difficoltà per il settore agricolo. Il cibo protagonista In questa settimana si è celebrata anche la giornata mondiale dell’alimentazione, in occasione della quale il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ha rilanciato l’allarme di un aumento della fame nel mondo se gli Stati non manterranno l’impegno ad un maggiore sostegno allo sviluppo dell’agricoltura. E’ questo, in sintesi, quanto si può leggere su “Avvenire” del 16 ottobre. Mentre a Roma si discute della fame nel mondo, da Bruxelles arrivano le indicazioni su come interpretare la qualità dei prodotti alimentari. Se ne parla all’interno del Libro Verde” che come spiega “Italia Oggi” del 16 ottobre si occuperà di esaminare le norme e i programmi per l’etichettatura e la certificazione dei prodotti a marchio di origine. Se da una parte si insiste con le politiche per la qualità dall’altra si fa notare l’attività di controllo che ha portato alla scoperta anche in Italia di latte cinese alla melamina. Merito del blitz del Corpo Forestale dello Stato, operazione della quale si occupano molti giornali del 17 ottobre, dal “Corriere della Sera” a “Il Sole 24 Ore”, sino a “Repubblica”, che nello stesso giorno ospita un servizio sugli scandali alimentari degli ultimi mesi. Tanto per non dimenticarcene nessuno.

19 ottobre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, dalla crisi della finanza a quella del Parmigiano Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 4 al 10 ottobre

La crisi che ha colpito i mercati finanziari di tutto il mondo non poteva lasciare in disparte il comparto agroalimentare, a iniziare dalla inevitabile stretta sul credito che questa complicata situazione si porta dietro e che colpisce soprattutto le piccole e medie aziende e fra queste in particolare quelle del settore agricolo. Un tema sul quale si sofferma ilCorriere Economiadel 6 ottobre, anticipando chela carenza di liquidità potrebbe costringere le banche ad essere più selettivenel concedere le aperture al credito. In tema di economia e finanza, pur senza legami con il terremoto che si è abbattuto sulle bosrse, merita una lettura l’articolo apparso suIl Giornaledel 7 ottobre, utile per un rapido aggiornamento sulle novità che la Finanziaria2008 (e 2009 e 2010) si è portata dietro per i vari settori, compreso quello agricolo. Temi di economia anche in occasione del Congresso degli agricoltori europei, le cui conclusioni, come riportaL’Avveniredel 4 ottobre, indicano la necessità di favorire lo sviluppo della cooperazione per avere sui mercati maggiore forza contrattuale. E a conclusione di settimana arriva la notizia, riportata da “Italia Oggi” del 10 ottobre, che per gliimmobili agricoli non scatterà l’Ici. Niente tasse sulle stalle, forse, ma intanto i prezzi agricoli crollano del 6,5%, come si può leggere su “La Padania” dello stesso giorno. Il cibo protagonista Di impronta economica anche l’analisi pubblicata da “La Repubblica” del 6 ottobre sulle motivazioni che vedono la presenza nel made in Italy agroalimentare di numerose aziende straniere, che controllano fette importanti del mercato. E sono soprattutto le multinazionali del cibo che, utilizzando con abilità le leve del marketing, lasciano ilconsumatore sedotto da mille voglie, ma di fatto disorientato. Questa è almeno la tesi sostenuta da Michael Pollan, docente di giornalismo negli Usa, pubblicata suRepubblica Donnadel 4 ottobre. Per restare in Italia, arriva da Torino Eataly (simpatica mescolanza anglofona fra cibo e Italia), una manifestazione ospitata nel quartiere fieristico del Lingotto che ha celebrato i trionfi del buon mangaire italiano, come sottolineaCasa Amicadel 4 ottobre. Dal buon cibo al biologico il passo è breve ed arrivaIl Sole 24 Oredel 6 ottobre per ricordare che dal prossimo anno ci sarannoregole più chiare per portare sugli scaffali i prodotti che vogliono e possono fregiarsi del titolo di biologico. Doccia fredda sul latte I guai delle borse mondiali non hanno fatto dimenticare gli argomenti sul tappeto a partire dallequote latte, tema “caldo”dopo la ferma posizione del ministro Zaia a proposito della richiesta di poter produrre un milione di tonnellate di latte in più. Proposta che pare sia stata accolta con un certa freddezza da parte di Bruxelles, come si può leggere suItalia Oggidel 4 ottobre. E che per le quote ci aspetti un negoziato tutto in salita lo conferma ancheLa Stampadel 5 ottobre. Colpa del veto di alcuni Paesi che non vogliono perdere le posizioni di vantaggio che il regime delle quote ha loro concesso in tutti questi anni. Ma senza uscire dai confini della Penisola, laproposta del nostro ministro sembra trovare ostacolianche da parte di alcune Organizzazioni professionali. E’il caso della Cia che per voce del suo presidente, Giuseppe Politi, in un intervista pubblicata su -La Stampa- del 5 ottobre, esprime molte critiche all’operato del ministro. I polli di Renzo Se il latte piange, il Parmigiano non ride. Infatti è tempo di forte crisi per il Re dei formaggi, come riporta “La Repubblica” del 9 ottobre, puntando l’indice sulla distribuzione che imponendo supersconti sta mettendo in ginocchio i produttori. Il ministero dell’Agricoltura ha anche aperto un tavolo di crisi, ma avrebbe commesso l’errore di invitare non solo il Parmigiano Reggiano, ma anche i rivali di sempre, il Grana Padano. Una condizione che è stata motivo di critiche, come riporta l’”Unità” del 9 ottobre. E che ha sollevato larisentita risposta del ministro, puntualmente raccolta da “La Gazzetta di Reggio Emilia” del 10 ottobre. A noi questa vicenda ricorda tanto la storia dei polli di Renzo uscita dalla penna del Manzoni. Mentre si spera in una rapida ripresa del mercato, arriva almeno la buona notizia dei nuovi sistemi di monitoraggio che possono migliorare i controlli sul Parmigiano Reggiano, anche al fine di evitarne le contraffazioni, come riporta il supplemento “Nova” de Il Sole 24 Ore del 9 ottobre. La Paca Treviso Allargando lo sguardo verso i più ampi confini della politica agricola comunitaria e dell’appuntamento con l’Health Checkdel prossimo novembre, molto spazio è stato dedicato al convegno che si è tenuto a Treviso (ne riferiamo in questo stesso numero di Agronotizie) per dibattere sul come sarà (o dovrebbe essere)la Pacprossima ventura. Stando alle dichiarazioni di Zaia riportate su “Il Gazzettino” dell’8 ottobre,avremo più quote latte e dazi sui cereali. E per il tabacco di potrà avere il disaccoppiamento parziale, come cita “Italia Oggi” dello stesso giorno commentando le dichiarazioni del ministro a margine del convegno di Treviso. Non resta che aspettare le reazioni di Bruxelles alle richieste italiane.

10 ottobre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, una crisi tira l’altra Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 27 settembre al 3 ottobre

E’ il Consiglio dei ministri agricoli della Ue ad aprire i commenti sui temi agroalimentari della settimana, ad iniziare dall’intervista al ministro Zaia raccolta da Alessandro Mastrantonio e pubblicata su “Il Sole 24 Ore” del 27 settembre. Un’esaustiva anticipazione dei temi poi realmente discussi a Bruxelles e che hanno visto impegnato il ministro italiano nella richiesta di un aumento delle quote latte insieme al mantenimento degli aiuti accoppiati per il tabacco. Le cronache dei giorni successivi confermeranno queste anticipazioni, come si può leggere su “La Padania” dell’1 ottobre e su “Brescia oggi” del 30 settembre. Nello stesso giorno interviene sul tema delle quote anche “La Stampa”, dove già nel titolo mette in evidenza la richiesta per l’Italia di un aumento di almeno un milione di tonnellate. Che si tradurrebbe in un addio alle multe. Finalmente. Settimana di crisi Dopo le quote sono le difficoltà del Parmigiano Reggiano a togliere il sonno agli allevatori, come si può leggere sul “Corriere della sera” del 27 settembre che nel dare la notizia punta l’indice sulle responsabilità della Gdo (grande distribuzione organizzata). Una situazione pesante, per la quale si propone anche la richiesta dello stato di crisi, come illustra “Italia Oggi” del 3 ottobre. Continua la crisi anche per gli allevatori di suini, come si può leggere sulle colonne de “Il Resto del Carlino” del 30 settembre. Se gli allevamenti piangono anche i viticoltori non ridono, colpa del forte calo di uve e mosti scesi anche del 20% come sottolinea “Il Sole 24 Ore” del 27 settembre. Anche in Sicilia, dove si attendeva un’annata vitivinicola all’insegna dell’euforia, i prezzi sono inferiori alle aspettative e potrebbe anche essere colpa, come riporta “La Sicilia” del 29 settembre, di alcune manovre commerciali dal sapore speculativo. Del perchè di queste e delle altre crisi che coinvolgono l’agricoltura si occupa un articolo pubblicato su “La Discussione” del primo ottobre, la cui analisi fa risalire gran parte dei problemi alla eccessiva lunghezza della filiera. Frodi e dintorni Come se non bastessero i problemi di mercato, ci si mettono anche anche i prodotti falsificati con il doppio danno di erodere quote di mercato e di disorientare il consumatore. Un elenco dei prodotti “fasulli” viene proposto da “Avvenire” del 27 settembre dalle mozzarelle boliviane agli alcolici killer. E la frontiera dei falsi si allarga ora anche agli agrofarmaci, per lo più “made in China”, che sarebbero in procinto di invadere l’Europa con le conseguenze che facilmente si possono immaginare come mette in evidenza “Il Sole 24 Ore” del 2 ottobre”. Intanto “Panorama” in edicola il 3 ottobre propone ai suoi lettori una sorta di vademecum sul come riconoscere i cibi aduleterati. Cambiano gli stili alimentari Ma non è colpa delle frodi almentari se i consumatori italiani sono sempre più alle prese con problemi di obesità. La colpa, come riprota “Il Resto del Carlino” dell’ 1 ottobre, è della crisi della quarta settimana, quando i portafogli ormai vuoti suggeriscono di acquistare cibi di bassa qualità oltre che di basso prezzo. Ma poi è “Repubblica salute” del 2 ottobre a rimettere a posto le cose, per ricordare saggiamente che la colpa non è del cibo in sé ma dell’uso che se ne fa e soprattutto delle quantità che si asumono. Ancora Ogm Parlando di alimenti e salute, tornano in ballo anche questa settimana i prodotti Ogm, via di uscita alla crescente fame del mondo come ricorda “Italia Oggi” del 27 settembre nel pubblicare un resoconto delle giornate di studio su “il futuro e la scienza”. Su questo incontro che si è svolto a Venezia interviene nello stesso giorno anche “Il Sole 24 Ore” che già nel titolo prende posizione: “Ogm, troppi ostacoli dalla Ue”. Verrebbe da dargli ragione. Ma di avviso opposto è Monty Jones, agronomo di fama mondiale che su “L’Espresso” in edicola il 3 ottobre dice che degli Ogm si può fare a meno.

4 ottobre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, fra latte cinese e cereali in caduta libera Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 20 al 26 settembre

Ancora latte. Ovviamente cinese e alla melamina. Se ne è scritto sui giornali di questa settimana quasi quanto della crisi Alitalia. Ma almeno quest’ultimo è un problema tutto italiano. Il latte alla melamina no. A meno che non si voglia considerare come emergenza alimentare la presenza di qualche pacchetto di biscotti, rigorosamente cinesi, che potrebbero (il condizionale è voluto) contenere tracce di latte in polvere. Nessun giornale si è sottratto a questa corsa all’allarmismo alimentare, a iniziare dal “Corriere della Sera” che il 21 settembre riporta il parere di una neonatologa secondo la quale “l’Italia non è esclusa dal rischio”. Ed è ancora il “Corriere della Sera” che il giorno seguente riporta i dati, quelli sì, allarmanti, del numero di bambini che in Cina sono stati intossicati. Dalle colonne de “Il Mattino” del 23 settembre arrivano i primi sospetti sui biscotti e sugli altri prodotti che potrebbero fra i loro componenti avere latte in polvere proveniente dalla Cina. E dopo tanto clamore inevitabile che i servizi di controllo siano costretti fare gli straordinari per le verifiche nelle dogane e nei punti vendita, come riporta “Italia Oggi” del 24 settembre. Scatta insomma una vera e propria “Sindrome cinese” come titola un articolo riportato su “Nazione, Carlino e Il Giorno” del 25 settembre, dove si fa un resconto della lunga serie di controlli condotti dai Nas e dagli altri organismi di vigilanza per evitare la presenza di latte cinese in Italia. Arriva infine la decisione di dare il via a controlli a tappeto in tutti i 27 Paesi della Ue, come riporta il -Corriere della Sera- del 26 settembre. Si spera che tanto clamore, giustificato per la gravità nel suo paese di origine, ma assai limitato o inesistente in Italia, non abbia finito per confondere il consumatore italiano, che nel dubbio ha magari preferito rinunciare al latte, non importa di quale provenienza. E senza pensare alla Melamina cinese, il latte italiano di problemi ne ha già a sufficienza in casa propria, a partire dalle quote e dalle multe, argomento mai del tutto risolto come ci ricorda “Italia Oggi” del 20 settembre rispolverando in un’intervista la tesi del colpo di spugna sulle multe, che è come gettare benzina sul fuoco…A rovinare il sonno degli allevatori ci si aggiunge anche la crisi del Parmigiano Reggiano, il cui prezzo continua a scendere. Le cause, come riporta “La Repubblica” del 22 settembre, vanno ricercate soprattutto nella debolezza del settore produttivo che non ha una sufficiente forza commerciale nel rapportarsi con la distribuzione. Che la situazione per il Parmigiano Reggiano sia pesante, lo mette in evidenza anche -Il Sole 24 Ore- del 26 settembre, anticipando i contenuti di un incontro fra regione Emilia Romagna e operatori del settore per trovare vie di uscita a questa ennesima crisi. Crollano i cereali e non solo Se il mercato del Parmigiano Reggiano è in sofferenza, quello dei cereali, mais e grano in testa, è prossimo al tracollo. Le quotazioni del grano tenero e di quello duro, come riferisce “Il Resto del Carlino” del 22 settembre, sono scese della metà rispetto a pochi mesi fa, mentre il costo dei fertilizzanti è raddoppiato. In caduta libera anche il prezzo del mais, come si può leggere su “Il Sole 24 Ore Lombardia” del 24 settembre. Tempi difficili anche per i raccolti di uva, commenta “Italia Oggi” visto che i prezzi sono al ribasso in tutta Italia. Grido di allarme anche da una terra di vini importanti come l’Oltrepo, dove in flessione sono non solo i prezzi dell’uva, ma anche i raccolti, come denuncia “La Provincia Pavese” del 20 settembre. A fare il punto sulla vendemmia 2008 arriva infine -Il Venerdì- di Repubblica del 26 settembre, scarsi i raccolti al Nord, ma annata da ricordare invece per i buoni risultati delle vigne del Sud. In tema di vino Andrea Zaghi dalle colonne di “Avvenire” lancia una provocazione ai produttori italiani, invitandoli ad imparare dai colleghi spagnoli, capaci di andare alla conquista dei mercati internazionali assai meglio di noi. Che invece ci troviamo ancora una volta a fronteggiare frodi commerciali. Questa volta è toccato all’Amarone, un grande vino veneto copiato in malo modo, come riferisce “L’Arena” del 24 settembre. Note positive, per fortuna, arrivano invece dal mondo dell’olio. Il temuto attacco della mosca olearia non c’è stato e l’annata si preannuncia ottima. I particolari si possono leggere sulle colonne de “La Nazione” del 22 settembre. Ogm, questione irrisolta Nonostante l’invadenza del latte cinese, che ha monopolizzato l’informazione agroalimentare della settimana, un po’ di spazio è rimasto anche per questioni di forte rilevanza, come la notizia riportata il 20 settembre su “Italia Oggi” in merito al via libera da parte della Ue per l’utilizzo della soia Ogm nei mangimi destinati agli animali. Una notizia alla quale ha fatto eco il dotto articolo riportato da “La Stampa” in merito al Golden Rice, definito “il riso salvavita ammazzato dall’ignoranza”. Sul tema dell’innovazione invitiamo a leggere l’interessante articolo del presidente della Accademia dei Georgofili, Franco Scaramuzzi, pubblicato su “La nazione” del 21 settembre, nel quale spiega l’importanza che le innovazioni hanno in ogni settore dell’economia, agricoltura non esclusa. E a proposito di innovazione va segnalato il curioso articolo pubblicato sul “Corriere della Sera” del 23 settembre intitolato “addio ai cow boy americani”, mandati in pensione da collari gps che allacciati al collo delle vacche consentono di mantenere sotto controllo le mandrie anche nelle grandi superfici delle quali possono disporre le aziende Usa. Risultati positivi A chiusura della settimana arrivano anche notizie positive, a partire dal successo (questa volta senza strascichi polemici) dell’operazione farmer’s market a Milano che ha fatto registrare a detta de “La Padania” il tutto esaurito, come conferma anche “Finanza e Mercati”. Fra le notizie positive anche il successo del Parmacotto che a New York apre il primo punto vendita (“Il Sole 24 Ore”), mentre il gruppo Cremonini, come riferisce “Il Sole 24 Ore”, chiude il primo semestre del 2008 con risultati in crescita. Una conferma della vitalità dell’intero comparto agroalimentare che pure in una situazione economica generale di forti difficoltà riesce a migliorare le proprie posizioni.

26 settembre 2008

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Angelo Gamberini

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Corpo 8, fra allarmi veri o presunti e pomodori quadrati Cosa hanno scritto giornali e periodici nella settimana dal 13 al 19 settembre sui temi dell’agroalimentare

A leggere i giornali di questi ultimi sette giorni si cade inesorabilmente in uno stato di “ansia alimentare”, tanti sarebbero gli alimenti contraffatti, i cibi scaduti, le partite di latte realizzate con la colla e altre “amenità” simili. Il via all’allarme lo dà “La Padania” del 13 settembre riportando i dati emersi da un incontro che si è svolto ad Asiago sul tema delle frodi agroalimenatri, dove si parla di “situazione estremamente preoccupante”. A mettere benzina sul fuoco arriva anche un indagine del Censis riportata su “La Repubblica” dello stesso giorno con un titolo che strilla “Troppe incertezze, ora il cibo fa paura”. Non è da meno “Liberazione” del 14 settembre. Emblematico il titolo: “veleni e tossine nel piatto. Resta solo il biologico”. Se l’obiettivo è quello di terrorizzare il consumatore (ma perché?) il risultato è assicurato. Per fortuna arriva “Il Sole 24 Ore” ad abbassare i toni con un articolo a firma di Annamaria Capparelli nel quale si dà conto degli esiti di una recente indagine di Legambiente e Movimento difesa dei consumatori che mette in evidenza la buona rete di controlli che consente di evitare che sul tavolo dei consumatori giungano prodotti dannosi. Anche “Avvenire” è sulla stessa lunghezza d’onda e dalle sue colonne ci dice che da “Salmonella e coloranti ci salvano i controlli”. Evviva. Come se non bastasse, dalla Cina arriva a metà settimana anche l’allarme “latte-alla-colla” del quale si occupano con enfasi molti giornali fra i quali “Il Resto del Carlino” e “La Repubblica”. E non importa se questa volta l’allarme alimentare è distante dall’Italia migliaia di chilometri, i giornali continuano ad occuparsene per tutta la settimana dando all’episodio grande risalto. E’ il caso di “Avvenire” del 19 settembre che titola “Latte, scandalo infinito”. E se non si va oltre nella lettura pare quasi che il problema non riguardi Pechino, ma lo Stivale. Conclude la settimana di allarmi “L’Espresso” in edicola il 19 settembre che in tema di frodi denuncia quanto sarebbe avvenuto in Piemonte per ingenti partite di vino adulterato.

Farmers market Un po’ di spazio alle notizie positive arriva per fortuna dall’iniziativa targata Coldiretti di portare i prodotti dei campi direttamente in città. Si parte da Milano dove ogni mercoledì una ventina di bancarelle gestite direttamente dagli agricoltori metteranno in vendita i propri prodotti. Ne parla diffusamente “Il Giornale” del 15 settembre dando ampio spazio a questa idea salutata come la risposta al “caro spesa”. Forse peccando di eccessivo ottimismo. E’ “Il Giorno” del 17 settembre a fare un primo resoconto, con molti spunti critici, dell’esito di questo primo tentativo di portare la campagna in città. Senza appello il giudizio espresso da “Il Giornale” del 18 settembre che parla di “Bluff dei mercati contadini”. E in settimana va in scena anche lo sciopero del pane e della spesa, indetto per giovedì 18 settembre. Un buco nell’acqua a giudizio de “Il Mattino” del giorno seguente, che definisce l’iniziativa un “flop”, mentre “Il Giornale di Brescia” titola con efficacia “Più protesta che sciopero”.

Gli studi e le proposte Fra scandali veri e presunti e iniziative di marketing che a quanto pare non sono condivise da tutti, si fanno strada anche informazioni positive, come l’invito lanciato al presidente francese Sarkosy da parte di 320 studiosi di tutto il mondo di realizzare un “inventario” dei cibi, una sorta di “banca alimentare”, come riporta “La Stampa” del 16 settembre, in grado di scongiurare il rischio che un qualche prodotto possa andare incontro ad estinzione. Gli fa da contraltare la notizia apparsa su “L’Unità” del 18 settembre che commenta il monito della Fao sull’aumento del numero di persone che nel mondo soffrono la fame, cresciute in un anno di 75 milioni. Fra le notizie a metà strada fra la curiosità e la scienza, ecco lo studio presentato dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” sui progressi della genetica vegetale. Progressi che consentirebbero di ottenere domani (questa è la speranza) pomodori quadrati la cui forma ottimizza gli spazi per le celle frigo e per il trasporto, come pure frutti migliori e capaci di conservarsi più a lungo.

L’olio con l’etichetta E’ del 18 settembre la notizia che per l’olio italiano è arrivato il via libera da Bruxelles (finalmente) di indicare sulle etichette la provenienza. Un passo avanti per la trasparenza in questo settore che vede l’Italia ai primi posti per produzione e consumo. Un argomento del quale si sono occupati numerosi giornali da “Avvenire” a “Il Sole 24 Ore”

22 settembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie della settimana dal 6 al 12 settembre Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare

Vendemmia e produzione biologiche sono gli argomenti che con maggiore frequenza i lettori hanno incontrato sulle pagine di giornali e periodici usciti negli ultimi sette giorni. A spingere l’attenzione sulla raccolta delle uve è il periodo (settembre è mese di vendemmia), mentre a suggerire gli argomenti del biologico ci ha pensato Sana, il salone del -naturale- che si è svolto a Bologna dall’11 al 14 settembre. Partiamo da -Brescia Oggi- del 5 settembre (non ne avevamo parlato la scorsa settimana) che analizza il fenomeno -voucher-, definendo come un vero e proprio boom questo inedito sistema di reclutamento della mano d’opera per la vendemmia. Restando in tema di vino è -Italia Oggi- dello stesso giorno a rendere conto dell’ennesima -incursionedel ministro in un’azienda agricola del Friuli Venezia Giulia dove ha incontrato giornalisti ed operatori del settore per rassicurarli in merito alla questione Tocai e alle denominazioni d’origine. Poi arrivano i primi -numeri- sulle produzioni vitivinicole ed è -Avvenire- del 7 settembre che trionfalmente annuncia che l’Italia vinicola ha superato la Francia, che in tema di vini è uno dei nostri più agguerriti concorrenti.

Tra biologico e ogm Sui temi della sicurezza alimentare e della eterna contrapposizione fra sostenitori degli Ogm e fautori del biologico, ecco arrivare dagli Usa la notizia, riportata da -Repubblica- dell’8 settembre che grazie agli animali transgenici, e in particolare dei suini -umanizzati-, potremo avere risposta a molti problemi della salute dell’uomo. Suona quasi come una beffa, allora, la chiusura del centro di ricerca italiano dal quale sono usciti i primi animali clonati (ricordate il toro Galileo). La notizia arriva da -La Provinciadi Cremona che annuncia la prossima chiusura del centro diretto da Cesare Galli. Peccato. Intanto su -Italia Oggi- del 9 settembre arriva la notizia del via libera della Ue alla soia Ogm, con l’immissione sul mercato del prodotto A2704-12, frutto della ricerca Bayer. Quasi a contrapposizione arrivano i dati relativi all’andamento del mercato biologico, come illustra Massimo Agostini sul -Il Sole 24 Ore- del 12 settembre, mettendo in evidenza il valore di questo comparto che ha raggiunto la considerevole cifra di 2,7 miliardi di euro e che continua a dare segnali positivi anche se rappresenta ancora una quota modesta (solo il 3%) della spesa alimentare. Secondo gli esperti ascoltati da “Il Resto del Carlino” dell’11 settembre il successo del biologico va interpretato anche come una scelta che premia la sicurezza degli alimenti, come evidenzia lo scarso numero (solo il 2%) di produzioni che si riscontrano non in regola con le norme.Al tema della sicurezza si aggiungono anche le dichiarazioni del ministro Zaia, che dalle colonne de “La Padania” afferma l’eccellenza delle produzioni biologiche e dichiara guerra alle frodi alimentari.

I problemi sul tappeto Se vino e biologico hanno tenuto banco, non sono però mancati altri argomenti, altrettanto “caldi” Dalle colonne de “La Libertà” di Piacenza Claudia Molinari dà voce alle preoccupazioni sollevate dalla Cia per il continuo aumento dei costi di produzione che nei primi sei mesi dell’anno sono saliti di quasi il 10%. Molte le aziende che non riescono a “tenere il passo” e che rischiano di essere estromesse dal mercato se non ci sarà una nuova politica agraria comunitaria. Su questi temi interviene anche “Il Mondo” in edicola il 12 settembre, che in una lunga intervista al presidente della Cia, Giuseppe Politi, lancia un vero e proprio allarme sul futuro della nostra agricoltura. Non è da meno il ministro Zaia che questa volta dalle pagine de “Il Valore” definisce fallita la politica agricola comunitaria e dichiara il suo impegno per far ritornare l’agricoltura al centro dello sviluppo economico del Paese. Una tesi che trova sponda nei risultati che il settore agricolo ha “macinato” nel secondo trimestre dell’anno e che fanno registrare, come si può leggere su “Libero Mercato” dell’11 settembre, un vistoso più 3,5%, in netta controtendenza con gli altri settori produttivi per molti dei quali si segnala crescita zero. Complimenti. Poi arriva “L’Espresso” in edicola il 12 settembre a “guastare la festa”, con un nuovo allarme alimentare. Protagonisti i “pesticidi” dopo che la Ue per armonizzare le normative fra gli Stati ha concesso un aumento dei residui ammessi per alcune molecole. Il risultato, secondo un indagine di Legambiente citata dal periodico, è che sono “a rischio i sistemi ormonale, riproduttivo e immunitario. Soprattutto dei bambini”. Un eccesso di catastrofismo? Non sappiamo. Certo di allarmi alimentari (inutili) se ne sono visti anche troppi.

15 settembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie dal 30 agosto al 5 settembre Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare

Mancano ancora due mesi per la prossima campagna olivicola, che già si preannuncia come una annata d’oro per l’olio di oliva, come si può leggere su “Avvenire” del 30 agosto. Ma questa è una delle poche note positive per il settore agroalimentare che i lettori hanno potuto leggere sui giornali stampati in questa ultima settimana. Nello stesso giorno dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” si apprende che i sali di potassio stanno aumentando di prezzo, colpa delle scarsità di prodotto acuita dagli scioperi attuati in alcune importanti miniere. Con la inevitabile conseguenza per gli agricoltori di veder salire e molto il costo dei fertilizzanti. Ed è ancora del 30 agosto la notizia pubblicata su “Italia Oggi” in merito alle ripercussioni negative sui mercati della carne come conseguenza delle tensioni fra Usa ed ex-Urss per il conflitto in Georgia.

Ancora prezzi Per restare ai problemi di casa nostra, continuano le preoccupazioni sull’impennata dei prezzi al consumo e su “La Stampa” del 31 agosto si ripropone la scelta dei cartellini con il doppio prezzo che dovrebbero fungere da deterrente alle speculazioni. Sarà... Intanto si confermano le previsioni che indicavano un forte aumento nelle produzioni di cereali, come riporta “Libero Mercato” del 3 settembre. Ora è lecito attendersi un calo dei prezzi all’origine che dovrebbe spegnere definitivamente la bolla speculativa degli scorsi mesi. In tema di prezzi arriva poi il commento de “Il Sole 24 Ore” del 4 settembre che ricorda come nel mese di luglio l’indice dei prezzi agricoli abbia fatto segnare un ribasso di oltre il 6%, il che scagiona i produttori da ogni responsabilità per gli alti prezzi che gli stessi prodotti hanno sui mercati al dettaglio.

Bene il vino... Ma il caro prezzi non dovrebbe preoccupare più di tanto i professionisti del vino, che possono contare, come scrive “Il Sole 24 Ore” dell’uno settembre, su stipendi sopra alla media grazie a quanto stabilito per questa categoria dai contratti di lavoro. Stipendi meritati se il vino continua ad essere uno fra i prodotti più importanti del nostro export agroalimentare, fortemente cresciuto specie negli Usa come evidenziato da “Avvenire” del 2 settembre. Merito anche dell’euro debole, come precisato su “Finanza e Mercati” del 3 settembre. Un vantaggio che può nascondere, come ben spiegato nell’articolo, anche qualche insidia. Sul fronte dl vino continuano le buone notizie, con “Finanza e Mercati” del 4 settembre che conferma la buona qualità del raccolto 2008, mentre si registra il pieno successo dell’operazione “voucher” per la mano d’opera impiegata nella vendemmia, come sottolinea “Avvenire” dello stesso giorno.

...male il latte Per il latte continuano invece i problemi, vista la difficoltà di arrivare ad una definizione del prezzo nell’ambito degli accordi interprofessionali. E mentre in Veneto gli allevatori si mobilitano rinfocolando le proteste e regalando nelle piazze di Verona il latte ai cittadini, dalle pagine della “Libertà” di Piacenza del 3 settembre arrivano inviti a riprendere il dialogo fra le parti. Anche la carne ha avuto il suo momento di “celebrità” dopo che il Parlamento Europeo ha espresso parere contrario all’impiego della carne clonata come riporta “Avvenire” del 4 settembre. Gli Europarlamentari hanno di fatto sconfessato con il loro diniego il parere positivo che alcune istituzioni scientifiche avevano espresso nei confronti della carne proveniente da animali clonati. Anche in questa occasione, come già avvenuto per i prodotti Ogm, prevalgono gli aspetti politici ed emotivi, su quelli strettamente scientifici.

Ogm e dintorni A fine settimana i temi dell’agroalimentare occupano le colonne di due fra i più diffusi settimanali italiani. Inizia “L’Espresso” dell’11 settembre, ma già in edicola venerdì 5, con una serie di approfondimenti sui temi dei prodotti Ogm e sulla biodiversità ed ospitando una intervista a due voci che mette a confronto le opinioni del ministro Zaia con quelle di Carlo Petrini di Slow Food. E si scopre che su molti punti esiste un pensiero condiviso. Anche “Panorama” in edicola lo steso giorno si occupa di agroalimentare mettendo sotto la lente di ingrandimento i contenuti di merendine e snack presenti soprattutto nell’alimentazione dei bambini. E in tema di allarmi alimentari ecco arrivare un’altra emergenza con i formaggi grattugiati prodotti, secondo quanto riferisce “Repubblica” del 5 settembre, con gli scarti. Come sempre preferiamo vedere il lato positivo della vicenda, ovvero che i controlli ci sono e funzionano.

5 settembre 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie dal 2 al 29 agosto Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare

Ci ha pensato la riforma dell’Ocm (organizzazione del mercato comune) del vino, entrata in vigore il primo agosto, a tenere desta l’attenzione dei giornali sui temi dell’agroalimentare, altrimenti un po’ trascurati rispetto ad altri argomenti più -estivi-. Inizia -Italia Oggi- del 2 agosto con un titolo che gronda soddisfazione per la -Pioggia di aiuti sui vigneti-. Ma non mancano aspetti meno positivi ed è ancora -Italia Oggi- del 7 agosto che lo mette in evidenza ricordando che se le risorse finanziarie sono soddisfacenti, l’aver lasciato la porta aperta allo zuccheraggio è motivo di preoccupazione. Rimanendo sul vino, è del 5 agosto il commento riportato su -La Stampa- a proposito della possibilità di -mettere in scatola- il vino Doc. A quanto affermano gli esperti di marketing pare che questa sia una richiesta del mercato, apprezzata dai consumatori. Sarà, ma un po’ di scetticismo è giustificato. E infatti per i Doc d’Oltrepò il Consorzio di tutela, come riporta -Il Giorno- del 10 agosto, boccia il brik e autorizza solo il caro, vecchio vetro. Nessun dubbio invece sull’ottimo andamento della vendemmia, che a detta de -Il Sole 24 Ore- del 15 agosto ci regalerà un incremento del 10%, anche se nei giorni seguenti, il 22 agosto, -Il Sole 24 Ore- torna sull’argomento precisando che a crescere è la vendemmia nei paesi del Mezzogiorno, mentre i raccolti del Nord fanno segnare una flessione. E la colpa potrebbe anche essere di talune patologie della vite. E’ il caso della fitoplasmosi che nell’Oltrepò si è fatta sentire in modo pesante, come riporta -Il Giornodel 19 agosto.

Focus cereali Non solo vino sulle pagine dei nostri giornali, che hanno dedicato un po’ di attenzione anche alle produzioni cerealicole, come nel caso de -Il Sole 24 Ore- del 13 agosto, che riporta un dettagliato servizio sugli andamenti dei raccolti statunitensi, dove è rientrato l’allarme per le alluvioni del Midwest che avevano messo in forse la produzione 2008. Si parla addirittura di raccolti record in Usa per il mais secondo -Borsa & Finanza- del 15 agosto, che si sofferma anche sui raccolta di soia in India, superiori alle attese. Le cose sembrano andar bene anche in Italia, anche se il merito non è dei soli cereali. Le stime elaborate dall’Istat sull’andamento del Pil (produzione interna lorda) nel secondo semestre dell’anno, danno infatti l’agricoltura in progresso. Una situazione in controtendenza rispetto ad altri settori produttivi del Paese, come commenta -Italia Oggi- del 15 agosto. E fra le note positive c’anche la crescita del turismo enogastronomico, che a quanto afferma -Italia Oggi- del 20 agosto, riesce persino a superare moda e arte.

Ancora multe latte Gli allevamenti, invece, sono alle prese ancora una volta con i problemi delle multe latte dopo che Agea ha inviato in questi giorni i consuntivi per la campagna 2007-2008. Nella sola provincia di Vicenza, come ricorda -Il giornale di Vicenza- del 13 agosto, il conto è salato: 48 milioni. Intanto a Reggio Emilia ci si prepara a realizzare la -Borsa dei suini-, grazie all’insediamento in questa città della Commissione unica per la determinazione dei costi di produzione, uno dei pilastri che con la mediazione del ministro Zaia è stato messo a punto per risollevare le sorti della suinicoltura italiana. Che nelle sue “sofferenze” trascina anche il prosciutto con i produttori alle prese con costi in aumento e prezzi in calo, come racconta “Panorama” in edicola il 28 agosto. Poche le proccupazioni per la nascita della -bistecca artificiale-, una curiosità scientifica della quale si sono a lungo occupati giornali e media televisivi dopo Ferragosto. Per chi volesse approfondire l’argomento, segnaliamo gli articoli pubblicati su -La Repubblica- del 21 agosto. Preoccupa invece l’allarmismo con il quale vengono periodicamente riprese le tesi di taluni ambientalisti secondo i quali l’allevamento delle vacche sarebbe tra i principali motivi dell’inquinamento della Terra. Questa volta se ne occupa “La Stampa” del 29 agosto con un articolo il cui titolo la dice lunga: “una mucca inquina come un auto”

Spirale prezzi Fra i temi che più hanno occupato le pagine nell’ultimo scorcio delle vacanze degli italiani rientra a pieno diritto quello dei prezzi. Delle zucchine (chissà perché, vengono sempre tirate in ballo, quasi fossero la base della nostra alimentazione), del pane, della pasta, e di ogni altro prodotto che ogni giorno viene messo sulle nostre tavole. Un allarme generale sulla -speculazione prezzi- che ha preso il via dopo il calo dei prezzi dei cereali, grano in testa. Che si pretendeva seguito dal calo di pasta e pane. “Prezzi, l’allarme del Tesoro” strilla il “Corriere della Sera” del 21 agosto, cui fa eco “Il Giornale” del 26 agosto con un articolo sulla lotta agli aumenti. E di allarme in allarme arriva anche la proposta dei consumatori di proclamare la giornata di sciopero del pane, come racconta “Libero Mercato” dello stesso giorno. E come se non bastasse ecco arrivare le previsioni dell’American Farm Bureau, illustrate da “Libero Mercato” del 27 agosto, che danno per certo un futuro aumento del 10% nel prezzo delle carni avicole. A salvare i consumatori arriva però il servizio sms del quale parla il “Corriere della sera” del 29 agosto. Ma a crescere non sono solo i prezzi al consumo, ma anche quelli alla produzione, argomento del quale si occupa “Il Messaggero” del 29 agosto. E finalmente ci si accorge che nella spirale prezzi non sono colpiti solo i consumatori, ma anche i produttori agricoli.

29 agosto 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie dal 26 luglio al primo agosto Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare

Questa settimana è il fallimento delle trattative per il Wto (organizzazione mondiale dei commerci) ad occupare le colonne dei giornali. Quasi dieci giorni di incontri (e scontri), anche notturni, non sono bastati a raggiungere un punto di compromesso. Le discussioni si erano protratte anche durante sabato 26 e domenica 27 luglio, segno della volontà di raggiungere ad un punto di incontro. Ma non è bastato. Lo stop è arrivato martedì 29, puntualmente registrato e commentato dai giornali del giorno seguente. A iniziare da “Il Sole 24 Ore” che pubblica un dettagliato resoconto a firma dell’inviato Alessandro Merli sui motivi della rottura delle trattative, dovuta alle differenti posizioni di Usa, Cina e India. Gli fa eco “Il foglio” dello stesso giorno coniando Cindia, un nuovo termine politico-geografico con il quale si accomunano le posizioni di Cina e India nella contrapposizione con le economie occidentali. Una partita importante, questa del Wto che non poteva certo esaurirsi in poche battute e, infatti, quotidiani e periodici non hanno lesinato commenti e approfondimenti anche nei giorni seguenti. In molti casi utili a capire meglio le motivazioni delle forze in campo, il perché delle aperture, le ragioni delle chiusure. Interessante a questo proposito la lettura della nota pubblicata su “Il Sole 24 Ore” del 31 luglio, a firma Adriana Cerretelli, che in un’intervista al Commissario Ue, Peter Mandelson, traccia una descrizione delle ragioni di “Cindia” e Usa, opposte negli obiettivi, anche se entrambe giuste. Ma è ancora “Il Sole 24 Ore”, sempre dello stesso giorno, che mette in luce quanto di buono è emerso dal vertice di Ginevra, che ha lasciato “in eredità” una serie di accordi parziali dai quali si intende ripartire per trovare nuovi punti di intesa allargati. Una dichiarazione del direttore generale del Wto, Pasacal Lamy che lascia aperta qualche speranza di ripresa dei colloqui nei prossimi mesi. Intanto a pagare il fallimento del Doha Round, secondo quando riportato da “Il Resto del Carlino” del primo agosto saranno i consumatori, visto che dazi e sussidi non subiranno modifiche al ribasso.

Le iniziative del Ministro Sul fallimento delle trattative Wto si registra intanto la netta presa di posizione del ministro Zaia che dalle colonne del “Giornale di Brescia” fa sapere che piuttosto che un brutto accordo è meglio nessun accordo. Difficile dargli torto. Ed è ancora il ministro delle Politiche agricole che tiene alta l’attenzione dei giornali incontrando in un azienda bresciana gli agricoltori e i suinicoltori, ai quali anticipa il via libera al piano di rilancio del settore. Ne dà notizia “Libero Mercato” del 30 luglio commentando con enfasi la nascita della “borsa del maiale italiano”. Un argomento del quale si occupa anche “L’Arena” ricordando che per il sostegno del settore suinicolo sono state messe in campo risorse finanziarie per 110 milioni di euro. Altre risorse potranno arrivare con l’accordo che il Mipaaf sta cercando con le banche a partire dal prossimo settembre, come riferisce “La Provincia” dell’uno agosto. E a proposito di suini è da segnalare la nota con la quale “Italia Oggi” riporta i progetti del Gran Suino Padano, deciso a ritagliarsi maggiori spazi nelle preferenze del consumatore. Ed è ancora Zaia, ma questa volta parlando del latte, a dare spunti ai giornali per occuparsi delle vicende dell’agroalimentare. Cuore dell’argomentare sono le quote latte, perché come titola “La Padania” del 29 luglio “Uccidere il latte significa cancellare la nostra storia”. Per il latte, come ricorda “Finanza e Mercati” del 31 luglio, è poi ancora aperta la trattativa sul prezzo, ferma dal 31 marzo sulle posizioni ancora distanti di Assolatte e delle organizzazioni degli allevatori.

Tempo di vendemmia Dal latte al vino, per via dell’approssimarsi della vendemmia, molti sono i giornali che si lanciano in anticipazioni sui prossimi raccolti che secondo “La Stampa” premierà i vigneti del Sud, una previsione condivisa da “Finanza e Mercati” secondo la quale la vendemmia 2008 si preannuncia più ricca e di grande qualità. E per trovare la mano d’opera necessaria per la raccolta ecco arrivare i “voucher” per il lavoro occasionale acquistabili anche per via telematica. I dettagli si possono leggere su “Italia Oggi” del primo agosto. Parlando di mercati si fa leggere con attenzione l’approfondimento di “Milano Finanza” sul tema delle commodities agricole divenute per i “pension fund” inglesi uno strumento per proteggersi dall’inflazione a lungo termine. Una tendenza che la dice lunga sull’evoluzione dei mercati delle materie prime. Un tema sul quale si fa notare per il forte pessimismo di alcuni opinion leader che dalle colonne de “Il Giornale” lanciano un inquietante monito: “a febbraio finirà il cibo”. Sarà, intanto dalla “Gazzetta di Parma” ci fanno sapere che questo è già un anno nero per bietola cipolla e pomodoro. Va meglio, per fortuna, per Dop e Igp come si può leggere su “Italia Oggi” del 29 luglio.

Coop e Cap La settimana non poteva concludersi senza un’ulteriore puntata della vicenda Consorzio Agrario di Bologna e Modena, conteso fra le sigle delle Organizzazioni agricole che compongono il variegato (troppo) mosaico della nostra agricoltura. I lettori possono farsi un’autonoma opinione leggendo gli articoli pubblicati da “Il Resto del Carlino” del 31 luglio e “Il Sole 24 Ore” dello stesso giorno con una lunga intervista al presidente di Coldiretti.

1 agosto 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie dal 19 al 25 luglio Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare

Wto e poi Wto e ancora Wto. E’ sulla ripresa delle trattative in seno al World Trade Organization (l’organizzazione mondiale dei commerci) che si è aperta lunedì 21 luglio a Ginevra che si sono concentrate le attenzioni della maggior parte dei quotidiani nel corso della settimana. Tanta attenzione è motivata dalle ripercussioni che un accordo, comunque difficile da raggiungere, potrebbe avere a livello planetario, coinvolgendo prodotti industriali e agricoli, manifatturieri e finanziari. Lo spiega con efficacia l’articolo pubblicato su -La Stampa- del 19 luglio, fornendo qualche anticipazione, che nei giorni seguenti si dimostreranno fondate, sulle contrapposizioni fra i vari interessi che si muovono sullo scacchiere internazionale. Non è da meno -Il Corriere della Sera- dello stesso giorno che già nel titolo (Auto e agricoltura, Wto intesa a rischio) mette a segno alcune previsioni sui temi caldi al centro della discussione. Wto ad alta tensione, gli fa eco -Italia Oggi-, mentre dalle colonne di -Libero Mercato- il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni- si dice pronto a scendere in piazza con i trattori qualora le intese sul commercio estero si concludessero a spese dell’agricoltura italiana. E che qualche motivo di preoccupazione ci sia lo si scoprirà presto, già dal 22 luglio, quando dalle pagine del -Corriere della Sera-, si avrà notizia della disponibilità dichiarata dal Commissario europeo, Peter Mandelson, di un aumento al taglio alle tariffe doganaliper i prodotti agricoli. Non si è fatta attendere la replica del ministro all’Agricoltura, Luca Zaia, che si dichiara pronto a bloccare i lavori del Wto, come riporta -Il Messaggero- del 23 luglio. E che proprio sull’agricoltura si possa -consumare- un blocco delle trattative viene riportato il giorno seguente da -Italia Oggi-, viste le contrapposizioni in campo sul sistema di aiuti e di dazi nel comparto agricolo. Le trattative continueranno anche nel week end, ma non è escluso che la partita prosegua nella settimana successiva. Perché non si vorrebbe arrivare ad un nulla di fatto, come avvenne a Cancum, ma piuttosto proseguire negli incontri fra i 53 Paesi coinvolti nella trattativa, per giungere comunque ad un accordo. Vedremo. Non toccate gli aiuti Pur se messi in ombra dall’invadenza mediatica del Wto, la settimana di informazioni in campo agroalimentare non ha trascurato altri temi. E’ ancora una volta il presidente di Confagricoltura a prendere la parola, questa volta su -Il Giornale- del 19 luglio, per chiedere una conferma al Governo sugli sgravi fiscali per il settore agricolo, dopo che la manovra triennale pare aver cancellato la riduzione dell’Irap e il minor prelievo fiscale per le aree svantaggiate. In tema di aiuti dalle colonne del -Giornale di Bresciasi aggiunge la voce del presidente degli allevatori, Nino Andena (questa volta in veste di presidente della Coldiretti Lombarda) per chiedere alla regione Lombardia di farsi carico dei costi per la gestione dell’anagrafe del bestiame, come avvenuto sin’ora. Le notizie buone… Anche notizie positive in questa settimana. Lo sottolinea -La Gazzetta di Modena e Reggio- riportando i dati sugli ottimi andamenti della raccolta del grano duro che ha visto un raddoppio delle superfici coltivate. Bene anche il settore della floricoltura (a dispetto della crisi economica…) che ha fatto registrare un sensibile aumento del giro di affari, che ora supera i due miliardi di euro, come ci fa sapere -Il Sole 24 Ore” del 21 luglio. Crescita a due cifre anche per il vino con una vendemmia 2008 che si preannuncia ottima, stando alle anticipazione di “Finanza e Mercati- riportate anche da -Il Messaggero Veneto-, puntando però l’attenzione soprattutto alla produzione regionale, a quanto pare da primato. Intanto è bene prepararsi a salutare le Doc, superate dalle Dop (denominazione di origine protetta) che saranno le nuove denominazioni alle quali i vini dovranno fare riferimento a partire dall’agosto del prossimo anno, come documenta -Il Sole 24 Ore- del 20 luglio. ...e quelle cattive Se il vino va bene, per i suini i guai non sono finiti. Il mercato continua ad essere depresso e le risorse anticrisi sono ancora da attuare. Per studiare le vie di uscita il ministro Zaia incontrerà gli allevatori il 29 luglio, come anticipa -Il Giornale di Brescia- del 24 luglio al quale fa seguito anche -La Padania” dello stesso giorno. Cattive notizie anche per i pomodori. Il prossimo raccolto si preannuncia con un calo di oltre il 20% a causa dell’avverso andamento climatico. Lo anticipa -La Nuova Ferrara- del 23 luglio. In compenso sta arrivando il “pomodoro nero”, che promette a chi lo consuma vantaggi straordinari contro l’invecchiamento come racconta “La Stampa” del 25 luglio. Fra le notizie “cattive” ci sono anche le api, con il mercato del miele crollato del 30%. Ma come riporta “Finanza e Mercati” dello stesso giorno, la crisi si fa meno pesante grazie allo sblocco ai fondi destinati all’apicoltura. Il mercato virtuale E fra gli alti bassi del mercato si affaccia con sempre maggiore frequenza la contrattazione telematica, attualmente attiva su 32 piazze, come racconta -Italia Oggi-, ma in procinto di allargarsi anche ad altre città e a coinvolgere altri prodotti agroalimentari oltre a carni, lattiero caseari e cereali, che oggi sono le merci più diffuse sui mercati on-line. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il progetto -Agri-Life- la cui finalità è anche quella di accorciare la filiera produttiva mettendo in contatto diretto agricoltori e consumatori. Il progetto, come illustrato da -Il Sole 24 ore- del 21 luglio, è stato messo a punto presso l’università Cattolica di Milano. Se sono rose...

25 luglio 2008

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Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie dal 12 al 18 luglio Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare

“I residui dei pesticidi? Sconfitti dai batteri” A parte la discutibile definizione di pesticidi, l’articolo pubblicato su “Italia Oggi” del 12 luglio apre un interessante capitolo sullo studio condotto dal Cnr secondo il quale gli eventuali residui di agrofarmaci possono essere eliminati con l’introduzione di alcuni microrganismi la cui attività è quella di “digerire” le sostanze indesiderate. Sempre su “Italia Oggi” dello stesso giorno troviamo anche un commento sui dati emersi dall’assemblea di Italmopa (l’associazione che riunisce le industrie molitorie) sui raccolti di cereali e di grano in particolare. In aumento le produzioni di “duro”, ma i prezzi restano alti a causa delle tensioni che ancora agitano il mercato. Il caro grano si porta dietro, secondo “Milano e Finanza” un’inversione di tendenza per il settore degli agrofarmaci, che dopo anni di continua riduzione dei consumi vede ora aumentare le vendite. Un recupero, stando ai dati dichiarati da Agrofarma, pari al 5-6%. Un dato in controtendenza rispetto a quanto avviene per il mais, ove a fronte dell’estensione dei trattamenti (il 75% delle colture), si ha una riduzione del numero complessivo di interventi, come riporta “La Stampa”.

Bene l’ortofrutta E in tema di prezzi e mercati è da segnalare il buon andamento delle mini angurie, (l’anguria “da single”) che vanno letteralmente a ruba come testimonia la “Gazzetta di Bari”. Vanno bene non solo le miniangurie, ma anche tutto il settore dell’ortofrutta, tanto che secondo i dati di Ismea riportati da “Il Sole 24 Ore” il settore ha fatto registrare nel mese di maggio sensibili aumenti non solo al dettaglio, ma anche all’origine. Buone notizie anche sul fronte della salute, dove studi condotti negli Usa, come scrive “Il Tempo” del 14 luglio, mettono l’accento sulle proprietà salutistiche di zucchine e basilico, per non parlare del pomodoro (ricco di licopeni) e dell’olio di oliva con il suo contenuto in antiossidanti. Un invito al consumo che non può che giovare anche al mercato di questi prodotti.

Male i suini Ancora difficoltà invece per il settore suinicolo, come riferisce “Il Giorno” del 13 luglio che analizza la difficoltà del settore a partire dalla forte presenza di prodotto d’importazione (tre prosciutti su quattro sono stranieri), principale responsabile delle basse quotazioni di mercato. Per uscire dalla crisi si chiede al ministro dell’Agricoltura un tavolo di confronto per l’intera filiera. Ma intanto a Parma c’è chi pensa a realizzare un “distretto del suino”, con l’obiettivo di utilizzare al meglio le risorse finanziarie a disposizione. Ne riferisce “La Gazzetta di Parma” del 16 luglio.

Wto, terreno di battaglia Dalle difficoltà del mercato suino ai problemi dei commerci mondiali il passo è breve, specie alla vigilia degli incontri del Wto (organizzazione dei commerci mondiali) e della minaccia di “tropicalizzare” alcuni prodotti mediterranei come il riso o le arance. Con il risultato di mettere a dazio zero le importazioni di questi prodotti dai paesi extra Ue. A rischio, come riporta “Italia Oggi” del 15 luglio, ci sono 500mila posti di lavoro e 30 miliardi di euro come sottolinea “Libero Mercato” dello stesso giorno. Un problema che ha sollevato la decisa posizione del ministro Zaia che sul “Corriere della sera” del 16 luglio bolla come “inaccettabile” il documento della Wto. “Se dovesse passare - dichiara Zaia - significherebbe celebrare il funerale dell’agricoltura italiana.” Una battaglia, questa intrapresa da Zaia, per la quale può contare sull’appoggio di Confagricoltura, come ha dichiarato in un’intervista rilasciata a “Il Resto del Carlino” il presidente Federico Vecchioni. E che riso, arance e zucchero non debbano rientrare fra i prodotti tropicali (dunque a dazio zero) è convinta anche il commissario all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, come si può leggere su “Libero Mercato” del 18 luglio.

L’agroalimentare motore dell’export In tema di mercati internazionali e di scambi commerciali vanno segnalati anche gli articoli pubblicati su “Italia Oggi” del 18 luglio e su “Il Sole 24 Ore” dello stesso giorno, dove si mette in evidenza come il settore agroalimentare abbia avuto il merito nel mese di maggio di consentire un saldo positivo della bilancia commerciale.

Bisticci “in casa” A fine settimana è arrivata a conclusione anche la “tormentata” vicenda che ha visto contrapposte le organizzazioni degli agricoltori per la gestione del Consorzio agrario di Bologna e Modena. Di “vera guerra” si parla dalle colonne della “Gazzetta di Modena” del 15 luglio, mentre si legge del clima infuocato descritto da “Il Resto del Carlino” nel commentare l’assemblea dei soci chiamata a eleggere il nuovo consiglio direttivo. Una vicenda intricata della quale si occupa anche “Il Corriere della Sera” nelle pagine dedicate alla cronaca bolognese, descrivendo le tensioni fra le parti in causa. Un’altra dimostrazione, ma non se ne sentiva la necessità, delle divisioni che agitano da sempre il mondo agricolo.

21 luglio 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie dal 5 all’11 luglio Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare

Per fortuna c’è stato il G8. Sì, perché la settimana dell’informazione agroalimentare si era davvero aperta male, colpa dello scandalo -formaggi preistorici- scoperti in un’azienda cremonese dove si riciclava ogni scarto che avesse una pur vaga e lontana parvenza di latticino. La notizia, giustamente, è rimbalzata su molti giornali del 5 luglio, all’indomani della scoperta dei fatti, da “Il Sole 24 Ore” che ha titolato “ la sanità indaga sui formaggi riciclati”, a l’”Avvenire” dello stesso giorno un titolo certamente più ad effetto “vermi nel formaggio, ma l’Asl non è intervenuta”. In questi casi l’atteggiamento del consumatore è facilmente prevedibile. Anziché rassicurarsi dell’efficacia dei controlli (quando si scopre che qualcosa non va significa che i controlli funzionano), spesso reagisce smettendo di acquistare quei prodotti. Tutti, anche quelli sicuri.

L’agroalimentare al G8 Questa volta non è andata così, i giornali si sono occupati d’altro (anche se più tardi, il 10 luglio, sull’argomento è tornato anche “il Salvagente”) spostando l’attenzione sul vertice giapponese del G8. Che non ha mancato di sollevare temi anche sul fronte agroalimentare, come è stato per le dichiarazioni di Barroso (Il sole 24 Ore) che da Toyako ha fatto sapere che la Ue rinuncerà ad un miliardo di euro di aiuti per i suoi agricoltori che saranno destinati invece agli aiuti all’Africa. Sempre su “Il Sole 24 Ore” dello stesso giorno un lungo servizio si occupa poi dei progetti delle Nazioni Unite, che se adottati dal G8 sarebbero destinati a trasformare la crisi del settore alimentare in una opportunità per rivoluzionare il settore. Non sono dello stesso avviso su “L’Avvenire” che bolla come ipocrisie i discorsi emersi dalle discussioni in seno al G8. Ancora più ‘tranchant’ “Liberazione” che afferma già nel titolo che il G8 è tutto un “magna magna”.

Le notizie ‘buone’ Ma la settimana ha regalato ai lettori anche argomenti meno “impegnativi” e comunque interessanti. E’ il caso de “Il Corriere della Sera” con un’intera pagina dedicata al superpomodoro che promette di diventare grande come un cocomero. E poi “Il Tempo” che invita i lettori a fare scorpacciate di peperoni, miniera di vitamine e sali minerali. Per non parlare del cocomero. Per tutta la settimana molti giornali si sono dati il cambio nel ricordare la sua efficacia, paragonabile a quella della “pillola blu”. Leggere per credere, a titolo di esempio, “Il Foglio” del 7 luglio. In tempi di mietitura non poteva mancare l’argomento grano, per il quale “Il Sole 24 Ore” anticipa che si attendono rialzi record per i prezzi dei raccolti, come ricorda anche “La Stampa”. Si torna anche a parlare di latte, in attesa degli incontri previsti al ministero dell’Agricoltura per trovare un punto incontro fra le parti. Dalle colonne de “La Cronaca” di Cremona gli allevatori continuano a ricordare che non sono intenzionati a tornare indietro rispetto alle loro richieste di 42 centesimi per litro. Mentre “La Provincia” di Cremona dà conto della maggiore apertura al dialogo dichiarata da Assolatte. Tanto che in molti sono convinti che la prossima settimana si possa arrivare ad una conclusione della lunga trattativa.

Chi ci guadagna Intanto su “L’espresso” in edicola venerdì 11 luglio i lettori possono trovare un approfondito servizio sui settori che dalla crisi economica riescono a trarre vantaggi. Al primo posto, come intuibile, le aziende legate alla produzione di energia, ma anche i produttori di materie prime destinate alla produzione di concimi, i cui prezzi sono andati alle stelle.

11 luglio 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie dal 28 giugno al 4 luglio Biocarburanti, prezzo dei cereali e produzione della carne sono le principali notizie a tema agroalimentare di questa settimana

Si apre con l’allarme carne bovina lanciato da Assocarni sulle colonne de “Il sole 24 Ore” la settimana di notizie a tema agroalimentare sui quotidiani e periodici pubblicati da sabato 28 giugno a venerdì 4 luglio. Il tema è di quelli che “bruciano”, perché senza troppo girarci intorno si denunciano le forti responsabilità della Pac (politica agricola comunitaria) per la debacle degli allevamenti di bovini da carne nella Ue e soprattutto in Italia. Gli fa eco il periodico spagnolo “Abc” che si chiede quanto potrà ancora durare questa Pac, profondamente in crisi. E mentre ci si interroga sui grandi temi della politica agricola, la forbice fra prezzi all’origine e prezzi al dettaglio va allargandosi in tutti i comparti, come denuncia “La Gazzetta” del 28 giugno. Risultato: i margini degli agricoltori si assottigliano sempre più.

Quando il grano entra in borsa Ma mentre nei campi ci si chiede come far quadrare i conti, c’è chi sulle materie prime riesce a cogliere opportunità finanziarie di tutto rispetto. Lo dice già il titolo, “Come guadagnare con fagioli e grano”, con il quale “La Stampa” del 30 giugno racconta come molti prodotti agricoli abbiano preso il posto dei consueti prodotti finanziari. Ma non è colpa delle speculazioni se il prezzo della soia fa segnare nuovi record. E’ infatti l’ondata di piena del Mississippi, come documenta “Il Sole 24 Ore” del 1 luglio, che dopo aver devastato due milioni di ettari a mais e soia si lascia anche alle spalle questa impennata dei prezzi, portando la soia a superare la soglia dei 16 dollari per bushel. E sul fronte italiano si fa notare la posizione del ministro Zaia che a proposito di grano contesta la politica comunitaria, come ricorda “Il Corriere della sera” dello stesso giorno. Cereali e dintorni fanno tornare alla mente l’eterno dilemma Ogm sì, Ogm no. Interessante allora l’articolo che il primo luglio compare dalle colonne de “Il riformista”, con un provocatorio titolo: “perché la zanzara si può modificare geneticamente, il mais no?”. Da leggere.

Biocarburanti, pro e contro Da non perdere sono anche gli articoli che il giorno seguente, il 2 luglio, rimbalzano su molte testate e che hanno come protagonista il tema dei biocarburanti, che a giorni alterni vengono accusati di affamare il mondo o celebrati come risposta alla crisi energetica. Inizia “Il sole 24 Ore” raccontando che ora sono eolico e solare a tirare la volata, mentre da casa Barilla (dove però gli interessi sui cereali sono indubbiamente molto forti) si addossa ai biocarburanti la colpa del caro cereali, come riporta con enfasi “Il Corriere della sera” E a quanto pare le biomasse non piacciono nemmeno agli ambientalisti della Regione Puglia, che lanciano attraverso le colonne della “Gazzetta del Mezzogiorno” un appello per fermare la coltivazione dei girasoli destinati ad alimentare la centrale a biomasse. No comment. In tema ambientale, merita invece una citazione l’articolo a firma di Roberto La Pira, pubblicato su “Nova” del 3 luglio, il dorso che Il sole 24 Ore dedica alle innovazioni scientifiche, dove ci si sofferma sulle coltivazioni di pomodoro in ambienti asciutti o quasi.

Vacche e mucche La settimana si conclude con un lungo servizio pubblicato su “L’Espresso” dal titolo “Una mucca salverà la Terra”. Sarebbe più corretto scrivere vacca, visto che la mucca è solo quella dei cartoni animati e dintorni, ma l’importante è farsi capire. Cosa che il titolo in effetti non fa, visto che poi l’articolo è tutto incentrato sui presunti danni che la produzione di carne nel mondo arreca all’ambiente e quindi all’uomo. Una vecchia teoria che ogni tanto viene rispolverata. Ma si sa, d’estate i giornali sono a corto di notizie...

5 luglio 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie sui giornali dal 21 al 27 giugno Raccolti a rischio e prezzi in aumento, lotta all’agropirateria e scaramucce sul prezzo del latte. Questi alcuni degli argomenti della settimana

Notizie poco rassicuranti sui giornali di questi ultimi sette giorni, che già da sabato 21 giugno iniziano con l’informarci che 41 milioni di acri nello Iowa sono sott’acqua e che le semine del mais sono compromesse. E così, ci ricorda “Borsa & Finanza” i futures del mais sono balzati alle stelle. Se negli States piove troppo, continua un altro articolo sempre su “Borsa & Finanza”, in Australia si ha il problema opposto, con l’eccesso di calore che sta compromettendo i raccolti di grano. Risultato: altri aumenti in vista anche per questo cereale. Chi va meglio è il vino, si fa per dire. Raccolti boom nell’America del Sud, Argentina in testa, come ci racconta “Italia Oggi-. Eccezionali poi raccolti poi in Nuova Zelanda dove l’aumento della produzione si accompagna ad un innalzamento notevole della qualità. Che dire, i nostri produttori è bene che si preparino a fronteggiare una competizione internazionale che sembra farsi sempre più agguerrita. Ma almeno una nota positiva dalle notizie del 21 giugno la si può trovare su “Italia Oggi” con una servizio sulla sospensione della procedura di infrazione della Ue contro l’Italia per la vicenda nitrati. Un incubo per gli allevatori di tutta l’area padana che parrebbe ora essere rientrato, seppure solo in parte. Stop all’agropirateria C’è anche da registrare in questi giorni una forte attenzione contro l’agropirateria. Inizia “Italia Oggi” che si sofferma sulle pieghe della manovra di Governo rivolte all’agroalimentare e che prevedono un inasprimento delle pene per i “pirati” del cibo, che ora rischiano sino a sei anni di carcere. E sulle colonne della “Gazzetta di Reggio” ci ricordano che a vantare il primato dei prodotti più copiati è il Parmigiano Reggiano, seguito dai prosciutti Dop e da altri formaggi a denominazione. Alla fine, come sottolinea “La Stampa”, tutto questo “copia-copia” ci costa la bellezza di 60 miliardi di euro. Altro che Finanziaria. E che in ballo ci siano cifre altissime quando si parla di agroalimentare ce lo ricorda anche “Il Sole 24 Ore” del 24 giugno in uno dei suoi rapporti dedicato alla “food valley”, che si identifica per gran parte con il territorio della Regione Emilia-Romagna e che da sola arriva a valere 24 miliardi. Sul tema dell’agropirateria si sofferma qualche giorno dopo anche “Panorama” con un servizio dedicato all’inchiesta di Buonitalia in merito all’apprezzamento del Made in Italy negli Stati Uniti. Dal quale risulta però che troppo spesso ciò che sembra italiano tale non è. Necessaria allora una maggiore tutela, che da più parti si va sollecitando, come in occasione della recente assemblea della Cia, come viene ricordato dalle colonne del “Giornale di Brescia” del 26 giugno. Forse per il suo intrinseco valore, forse per la ricerca dei “sapori di una volta”, sull’agroalimentare si “consumano” anche nuove tendenze dalla spiccata originalità. Come definire altrimenti il “Guerrilla Gardening”, una sorta di giardinaggio d’assalto per strappare terreno alle città. Pare essere una nuova moda e chi ne fosse incuriosito può leggere l’articolo pubblicato su “Liberazione” del 23 giugno. Il turno del latte Tocca poi al latte occupare il ruolo di protagonista fra le notizie agroalimentari. Il “la” viene dato dall’assemblea di Assolatte che trova eco sulle colonne de “Il sole 24 Ore” del 25 giugno con un’intervista al presidente della associazione degli industriali del latte, Giuseppe Ambrosi, nella quale puntualizza le motivazioni del mancato accordo sul prezzo. Quasi come una replica, molti nello stesso giorno gli articoli che su altre testate danno voce alle ragioni degli allevatori, ovviamente di segno opposto a quelle di Assolatte. Le troviamo su “L’Arena” con un titolo ad effetto “Costa troppo, regalano il latte”. Continua “La Libertà” con “Latte, una battaglia condivisa” e poi “Il Mattino di Padova” con “ Coop in campo nella battaglia del latte”. Si continua anche il 26 giugno a parlare di latte con “Il giornale di Brescia” che riporta le posizioni di Assolatte nei confronti delle quote latte. Giustamente da abolire. Un segnale dei primi giochi tattici in attesa dell’incontro del 3 luglio, quando Assolatte ed allevatori si incontreranno nuovamente nel tentativo di trovare un ragionevole compromesso. Assemblea Confagricoltura Le richieste di Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, lanciate dal podio della assemblea che si è tenuta a Maccarese, la grande azienda agricola nei pressi di Roma, hanno trovato buona accoglienza sui giornali del 27 giugno. Semplificazione delle procedure, ovvero meno burocrazia, più investimenti per la ricerca, e investimenti diretti verso la produzione, come ricorda “Il Tempo”, sono state le richieste al centro della relazione di Vecchioni. Richieste, è “Il Giornale” a metterlo in evidenza, indirizzate al Governo, verso il quale Confagricoltura rivolge un “consenso vigile”. Se l’etichetta non piace alla Ue Giornata, quella del 27 giugno, che ha visto poi protagonista la “strana” posizione della Ue che ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia per l’eccesso di zelo nella applicazione delle etichette di polli e cioccolata. Come ben puntualizzato su “La Stampa”, la Ue ha bocciato l’indicazione del paese di provenienza che in Italia si applica per le carni avicole. Per il cioccolato ci viene invece contestata l’applicazione della dicitura “cioccolato puro”. Insomma, questa volta rischiamo una condanna per l’essere troppo diligenti. Stranezze comunitarie.

1 luglio 2008

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Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie della settimana dal 14 al 20 giugno Le difficoltà del settore agricolo non sono sfuggite all’attenzione dei giornali, che hanno puntato l’attenzione ai danni del maltempo ed alle crisi del mercato

Se il maltempo dei giorni scorsi mette a rischio la vendemmia e le colture frutticole di alcune aree particolarmente colpite dai fortunali, dall’altra parte dell’Oceano pare non andare meglio. Delle bizzarrie di questa strana stagione meteorologica si sono puntualmente occupati i giornali di questa settimana e mentre “Il Sole 24 Ore” del 14 giugno ha lanciato i primi allarmi sui prossimi raccolti di uva, “Borsa e Finanza” dello stesso giorno ha informato i suoi lettori sul maltempo che si è abbattuto anche sugli States. Gravi le conseguenze sui prossimi raccolti di mais che porteranno i prezzi ad alzarsi ancora di più. Un allarme lanciato anche da “Finanza e Mercati” del 17 giugno, tanto per rimarcare le difficoltà che gli agricoltori devono prepararsi ad affrontare, come se non bastassero quelle già in atto. E’ tempo di crisi Sui problemi che stanno affrontando gli agricoltori si sono soffermati molti quotidiani questa settimana, chi intervistando il ministro Zaia (definito da “Italia Oggi” del 14 giugno il “pronto soccorso dell’agricoltura italiana”), chi ricordando che anche i concimi si preparano ad alzare il prezzo. Un’altra batosta per l’agricoltura italiana, come sottolinea Francesca Cavini su “La Nazione” del 17 giugno, e che va ad aggiungersi all’aumento del prezzo del petrolio e del grano che mette a dura prova le potenzialità di crescita dell’economia mondiale come descrive Andrea Fiano su “MF” dello stesso giorno. E sul tema del petrolio interviene anche il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, dalle colonne de “Il Tempo”del 7 giugno.   L’aumento dei costi dell’energia, sottolinea Vecchioni nell’articlo, si ripercuoteranno sulle aziende agricole provocando danni per almeno 300 milioni. Indispensabile allora percorrere la strada del risparmio energetico e dello sviluppo delle risorse rinnovabili, e fra queste in particolare l’utilizzo delle biomasse. La settimana del bio A proposito di “bio”, ha invece sorpreso la freddezza con la quale i giornali hanno accolto la kermesse modenese di Ifoam che ai temi delle produzioni biologiche ha dedicato un incontro internazionale che si è protratto dal 16 al 20 giugno, richiamando una folla di interessati a questo argomento. A dare notizia dell’avvenimento pochi giornali, come detto, fra i quali “Italia Oggi” del 18 giugno e “Nova”, il dorso de Il sole 24 Ore, che ha ospitato un interessante articolo di Roberto La Pira, al quale va riconosciuto di avere su questi argomenti un approccio corretto, senza posizioni preconcette. Ma proprio nella settimana del “bio” si sono fatti notare alcuni articoli che hanno tessuto le lodi degli Ogm, come nel caso de “Il Giornale” del 18 giugno che titola: “Gli ogm? Non possiamo farne a meno”. E chi ha timore che si perdano sapori e profumi del presente (e del passato) può stare tranquillo. E’ sempre “Il Giornale”, ma del giorno successivo, il 19 giugno, che ci informa sulla possibilità di “archiviare” e conservare il dna dei prodotti tipici grazie ai recenti studi sul genoma. Il Brunello ancora protagonista Fra i tanti argomenti della settimana non poteva mancare il Brunello, ormai ospite fisso delle colonne dei nostri giornali. Ha iniziato “Il Sole 24 Ore” del 15 giugno denunciando la presenza di vigneti fantasma del celebre vitigno. I rilievi aerei, infatti, avrebbero accertato una superficie coltivata inferiore a quella dichiarata. Una denuncia che non poteva cadere nel vuoto e infatti a fine settimana ecco arrivare la notizia, riportata anche questa da “Il Sole 24 Ore” del 19 giugno, del blocco delle importazioni da parte degli Usa. Latte e suini I giornali non si sono nemmeno dimenticati della crisi dei suini, complice l’assemblea di Assica (l’associazione degli industriali delle carni), in occasione della quale sono state messe a punto le strategie da percorre per rimettere in sesto il settore. Al primo posto la necessità di fare gioco di squadra fra tutti i protagonisti della filiera altrimenti “non c’è futuro per il settore”, come ricorda “La Provincia” di Cremona del 15 giugno. Giochi fermi invece per il latte, in attesa di definire il prezzo in Lombardia, appuntamento per il quale gli allevatori, dalle colonne de “L’Eco di Bergamo” si dichiarano pronti a riaprire il dialogo, Dal Lazio invece gli allevatori sono pronti a scendere in piazza per protestare, come ricorda “Ciociaria”, contro l’esiguità del prezzo, appena 33 centesimi di euro al litro. Stop alle sofisticazioni E a fine settimana si torna a parlare di sofisticazioni alimentari con una lunga intervista al ministro Zaia pubblicata su “L’espresso” in edicola il 20 giugno. Il ministro promette linea dura sugli alimenti. “Chi commette sofisticazioni – dichiara Zaia a l’Espresso – è un delinquente e va trattato come gli spacciatori di droga”. Ed è ancora Zaia, questa volta dalle colonne de “Il Sole 24 Ore”  che fa il punto sulle strategie in tema di politica agricola nella Ue e di regionalizzazione degli aiuti. Un tema questo che il ministro ha affrontato a Lecce in occasione della seconda conferenza economica della Cia (confederazione italiana degli agricoltori). Un incontro sul quale non mancheranno di soffermarsi i giornali nei prossimi giorni.

20 giugno 2008

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Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie della settimana dal 7 al 13 giugno Riflettori puntati sul latte e sulle proteste degli allevatori per un’intesa sul prezzo

A inizio settimana è ancora il vertice Fao a tenere desta l’attenzione dei media sui temi dell’agroalimentare e i toni sono ancora critici. Come quelli che si affacciano dalle colonne de “Il Sole 24 Ore” del 7 giugno, dove si mette il dito nella piaga dei finanziamenti. Solo otto Paesi sui 181 che hanno partecipato al vertice, ci ricorda “Il Sole”, hanno accettato di versare di più, tanto che la Fao dovrà accontentarsi di appena il 5% dei fondi che aveva chiesto. A distanza di qualche giorno, il 12 giugno, torna ad occuparsi del vertice anche “Liberazione” con una nota originale, interrogandosi del perché l’argomento carne sia stato tenuto quasi sempre “fuori dalla porta”. La risposta, secondo Gualtiero Crovesio, che firma l’articolo, è da cercarsi anche nei forti interessi economici che si muovono in questo comparto.

I media e l’agricoltura Forse sulla scia del vertice Fao, ma sinceramente speriamo sia merito della maggiore attenzione che i media dedicano al nostro settore, la settimana si snoda attorno ad altri approfondimenti che un tempo sarebbero stati relegati nelle pagine domenicali dei giornali, dove una volta alla settimana ci si occupava di agricoltura (magari in modo banale) per poi dimenticarsene per gli altri sei giorni. Ritroviamo così su “Italia Oggi” del 7 giugno un commento ad uno studio condotto da Nomisma e intitolato “Meno fitofarmaci, meno cibo”, e dove si lancia un allarme sulla nostra possibile futura dipendenza dall’estero, quale conseguenza delle strategie di politica agricola della Ue. E sempre su “Italia Oggi” dello stesso giorno un “tamburino” dove si ricorda che “la Fao invoca un aumento della produzione agricola e Agrofarma si dichiara pronta a rispondere all’appello, chiedendo però maggiore riconoscimento per il ruolo svolto dai fitofarmaci”. Sul tema degli agrofarmaci si segnala anche un articolo apparso su “Il Foglio” del 9 giugno, dove si riportano alcuni dati secondo i quali una riduzione dell’uso di pesticidi porterebbe ad una maggiore incidenza di tumori. Interessante.

Ancora il Brunello E’ poi il turno del Brunello di tornare sotto i riflettori dei media. Tutta colpa (o merito, dipende dai punti di vista) dell’intervento del ministro Zaia che pone sotto commissariamento la gestione dei controlli. Un terremoto che si associa, ma i due fatti non sono necessariamente legati, con le dimissioni del presidente del consorzio, Francesco Marone Cinzano. I dettagli sono tutti riportati in un articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 10 giugno. E il giorno dopo, 11 giugno, troviamo ad occuparsi del Brunello anche “Il Corriere della sera”, e di nuovo “Il Sole 24 Ore”. Come sempre il Brunello fa notizia. Difficile, almeno per noi, capire invece il senso della notizia rimbalzata su molti quotidiani dello stesso giorno, che quasi come fotocopie l’uno dell’altro si sono accorti che il carburante costa più della pasta. E allora? Nel serbatoio conviene metterci gli spaghetti? Chi è incuriosito può leggere le “veline” pubblicate su “Il Tirreno”, “Libertà”, “La Provincia”, tanto per citarne alcuni.

Il latte tiene banco La notizia della settimana è invece quella del latte e del suo prezzo in Lombardia. Argomento sul quale si sono consumati duri scontri fra le organizzazioni degli allevatori e Assolatte, in rappresentanza delle industrie del settore. Si inizia dal 12 giugno, all’indomani della rottura delle trattative dove dalle colonne de “La Cronaca” il presidente degli allevatori Nino Andena tuona “sarà guerra totale”. Sul mancato accordo si fermano molti giornali locali a sottolineare come il tema sia molto sentito in alcuni ambienti, specie dove le vacche e il latte rappresentano un valore sociale oltre che economico. E gli articoli in molti casi meritano la lettura, come quello pubblicato su “Il Brescia”. Non da meno (e come potrebbe..) il “Corriere della Sera” dello stesso giorno. Poi arriva la schiarita con l’accordo parziale raggiunto fra allevatori e un gruppo di industrie nel tardo pomeriggio del 12 giugno. La notizia rimbalza su tanti quotidiani del 13 giugno, da “Il sole 24 Ore” con un dettagliato articolo a firma di Massimo Agostini, a “La Repubblica”. Giornata monopolizzata dal latte, quella del 13 giugno, forse anche per questo spicca l’interessante articolo pubblicato su “L’Arena”, che in tema di produzione di pesche lascia spazio all’ottimismo, almeno per l’area veronese.

Nubi all’orizzonte Un passo indietro, a mercoledì 11 giugno, per segnalare alcuni articoli interessanti sui quali il tempo speso per la lettura è ben ripagato. E’ il caso dell’articolo a firma Renato Capezzuoli che dalle colonne de “Il sole 24 Ore” ci dà qualche anticipazione sulla stagione dei raccolti Usa di mais. E non c’è da stare allegri. E sempre sul “Sole” , ma del giorno dopo, 12 giugno, un altro segnale d’allarme, questa volta sul caro fertilizzanti. Per chi li produce si annunciano tempi d’oro, ma non per chi li consuma…

13 giugno 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie sui quotidiani dal 31 maggio al 6 giugno Riflettori puntati sulle proteste degli allevatori e sul vertice Fao

Alimenti, fame nel mondo e petrolio. Questi i temi attorno ai quali sono ruotate le notizie di interesse agroalimentare sulle pagine dei quotidiani nella settimana che va dal 31 maggio al 6 giugno. Merito del vertice Fao che si è svolto in questa settimana, ma non solo. Va preso atto che il mondo dei media (finalmente) si è accorto dell’importanza dell’agricoltura e dei suoi prodotti. Dei quali (altro finalmente) si parla e scrive anche se non c’è la scusa del solito (e presunto) allarme alimentare. Ad aprire la settimana un giornale, “Il Foglio” del 31 maggio con un tema impegnativo, quello delle politiche agricole statunitensi ed europee ed il loro impatto sul prezzo del petrolio. Un binomio, quello petrolio e agricoltura, sul quale si è soffermato anche Agronotizie della scorsa settimana. Chi lo avesse perso di vista ecco il link. Sempre del 31 maggio l’articolo a firma Andrea Settefonti che dalle pagine di “Italia Oggi” ricorda che il made in Italy agroalimentare piace talmente che a crescere non solo solo le nostre esportazioni, ma anche gli investimenti stranieri nel nostro Paese. E a guidare la fila, per cifre investite, c’è la Spagna.

Tempo di scioperi E’ stata anche una settimana di proteste. Il 31 maggio arrivano sui quotidiani le prime notizie sul malcontento che serpeggia in Europa fra i produttori di latte. I primi ad alzare le barricate sono gli allevatori tedeschi come ci ricorda Alessandro Bonelli su -Libero Mercato-. Una protesta che dalla Germania si allarga rapidamente ad Austria, Olanda, Francia. Le notizie sullo sciopero del latte rimbalzano anche sui giornali del 2 giugno, con -La Repubblica- che titola -la nuova battaglia del latte- e dà la parola al presidente degli allevatori italiani, Nino Andena, che sottolinea le difficoltà del settore e l’indisponibilità delle industrie lattiere a riprendere la trattativa per un accordo sul prezzo del latte. Prezzo che non può scendere sotto quota 0,42 euro, come ricorda -La Provincia-, il quotidiano cremonese del 3 giugno, con un titolo a effetto: -Dobbiamo essere pagati il giusto-. Per il latte è minaccia di sciopero, mentre per i prosciutti lo -stato di agitazione- è già realtà, come puntualmente riportano numerosi quotidiani del 3 giugno, da -Il Messaggero Veneto- (scatta lo sciopero del prosciutto, da oggi il blocco), alla -Gazzetta di Reggio Emilia - (I suinicoltori e la protesta, serve più flessibilità). Ampi dettagli sulla protesta del prosciutto arrivano nella giornata successiva (4 giugno) dal dorso Lombardia de -Il Sole 24 Ore-, che come nella tradizione di questo quotidiano economico si sofferma sui numeri del settore, offrendo al lettore un buon dettaglio delle motivazioni che hanno indotti gli allevatori di suini a questa provocatoria protesta. Un’idea, ne va riconosciuto il merito al presidente dell’associazione suinicoltori (Anas), Giandomenico Gusmaroli, che ha fatto uscire i problemi del settore dalla ristretta cerchia degli -addetti ai lavori-, dove per troppo tempo sono stati confinati. Si spera che questa maggiore visibilità contribuisca a trovare rapidamente idonee risposte. E sulla scia delle proteste arrivano anche le dichiarazioni del ministro Zaia, che su -Libero mercato- del 4 giugno ricorda l’importanza dell’agricoltura, definita -Strategica come l’esercito-

Il vertice Fao E non poteva mancare una nutrita serie di articoli sul vertice Fao, sul quale i commentatori non hanno lesinato commenti da ogni angolazione. Troppi per ricordarli tutti. anche se alcuni di questi hanno avuto toni particolarmente critici come ad esempio “Il Giornale” del 3 giugno che si è sofffermato sui costi. giudicati esorbitanti, della “macchina” Fao. Toni critici anche sulle conclusioni dei lavori. “Si parla molto e si decide poco” afferma il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni intervistato da Maurizio Gallo per “Il Tempo” del 5 giugno, giornata nella quale i riflettori dei media si spostano dal vertice Fao allo sciopero del latte. E anche “La nuova Sardegna” riporta un ampio resoconto (Prezzo del latte, battaglia anche nell’isola) sui problemi della zootecnia da latte, che in Sardegna significa in particolare latte ovino.

Un documento deludente E la settimana si conclude con i media Che tornano a puntare i riflettori sul vertice Fao che il ministro degli Esteri Frando Frattini bolla come deludente commentando su il -Corriere della Sera- il documento finale del summit. Critiche pesanti anche dalle pagine di “La Repubblica” che commentando il documento finale, frutto di difficili compromessi fra i diversi interessi degli Stati titola: “Una Babele di progetti senza una vera strategia”. A dispetto dell’aumento dei finanziamenti promessi alla Fao, la battaglia alla fame del mondo non è nemmeno iniziata. E anche sul Biofuel, altro protagonista del vertice romano, i pareri sono distanti. Nessun punto di incontro fra chi addossa la colpa del caro cereali all’energia verde da biomasse e chi insiste con la tesi opposta. Colpa delle speculazioni finanziarie sulle commodities agricole e dell’aumentata richiesta nel mondo. Responsabilità a parte, non resta che fare i conti con il mercato. E non sarà facile.

6 giugno 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie sui quotidiani dal 24 al 30 maggio Dallo sciopero dei prosciutti al pollo al cloro. Le notizie di questa settimana

Alla fine è arrivato anche lo sciopero dei prosciutti. Minacciato dagli allevatori come risposta alla crisi che da tempo imperversa sul settore, dal 2 giugno i suinicoltori non apporranno alle produzioni in uscita dai propri allevamenti le dichiarazioni necessarie per avviare i cosci alla trasformazione in prosciutti Dop. In altre parole l’impossibilità per i consorzi di tutela di certificare le produzioni di san Daniele, Parma e degli altri prosciutti e insaccati a denominazione di origine protetta. Nemmeno l’incontro con il ministro Zaia è riuscito a dare agli allevatori le rassicurazioni richieste per evitare le sciopero. Di questa protesta, dai contenuti volutamente provocatori, se ne ha notizia su molti quotidiani del 30 maggio, fra i quali -Finanza e Mercati-. Dunque non è riuscita la difficile mediazione tentata dal ministro dell’Agricoltura, che già nei giorni precedenti, come ci ricorda il -Messaggero veneto- del 26 maggio, aveva dato la sua disponibilità a cercare una via di uscita alla difficile situazione del comparto suinicolo.

Dal Wto alle quote latte Una settimana difficile, quest’ultima, per Zaia. Iniziata con le discussioni in seno al Wto (organizazione mondiale dei commerci) per l’inserimento di riso e agrumi tra i prodotti tropicali, con la conseguente modifica dei regimi di dazio, ovviamente a danno delle produzioni italiane. Ne parla anche -Libero- del 24 maggio con un articolo intitolato -Zaia convince Bruxelles sui prodotti tropicali-. Su -La Padania- del 25 maggio il ministro interviene anche sul tema delle quote latte, a suo parere da abolire. Un tema ripreso, seppure con toni diversi, anche nell’intervista a Zaia raccolta da Alessandro Mastrantonio per -Il Sole 24 Ore- dello stesso giorno, dove il ministro ribadisce la sua insoddisfazione per la politica agricola comunitaria, responsabile di non fornire risposte adeguate, specie sul fronte del latte.

Chiudono le aziende… Che ci siano problemi per le nostre aziende zootecniche si evince anche dalle cifre riportate da -Finanza e mercati- del 27 maggio con un dettagliato servizio sui dati emersi dall’analisi di Unioncamere sul numero di aziende in attività nel nostro Paese. Nei primi tre mesi del 2008 hanno chiuso i battenti oltre 20mila imprese. E ai primi posti figurano proprio le aziende agricole.

…e arriva il pollo al cloro E le notizie -cattive- continuano con l’apertura delle frontiere della Ue ai polli statunitensi, che hanno la -colpa- di essere trattati con acqua e cloro per abbattere la carica batterica presente sulla carcassa. E’ lo scandalo del -pollo al cloro- che rimbalza su molti giornali del 29 maggio, da -La Repubblica- a -Il Sole 24 Ore-. Ma per fortuna, come già è stato scritto nelle precedenti puntate di -Corpo 8-, in Italia le importazioni di carni avicole sono praticamente nulle. E la qualità dei nostri prodotti è in assoluto migliore.

30 maggio 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie sui quotidiani dal 17 al 23 maggio Cosa hanno scritto giornali e periodici in tema di agricoltura e alimentazione

Sono state le proposte di revisione della Pac (politica agricola comunitaria) a “tenere banco” sui giornali nella settimana che va dal 17 al 23 maggio. L’occasione è venuta dall’atteso incontro a Strasburgo con il commissario Ue all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, (ne riferiamo anche su Agronotizie) per l’atteso health check, la verifica sullo stato di salute della politica agricola Ue. “Agricoltura, l’Ue cambia direzione” così titola “La Stampa” del 20 maggio con un articolo a firma Marco Zatterin dove già si anticipano i contenuti della proposta che saranno discussi quello stesso giorno e in particolare l’addio alle quote latte e al setaside. Altri quotidiani si lanciano, ma con meno fortuna, nel dare anticipazioni sui temi dell’incontro. Rifacendosi alle dichiarazioni del presidente della Commissione Ue, Manuel Barroso, “Il Giornale” titola “Svolta Ue, gli Ogm ci salvano dalla fame” e sulla stessa lunghezza d’onda troviamo anche “Repubblica” che già il 19 maggio pubblica un ampio servizio sotto il titolo “Rincari alimentari, l’Europa apre agli Ogm”. Alla fine della giornata si scoprirà che gli Ogm sono stati invece i grandi assenti nella discussione sulle proposte di riforma della Pac. Un tema che opportunamente è stato lasciato in disparte, per dare spazio agli argomenti che hanno ripercussioni immediate sulle attività agricole, come è il caso delle quote latte. Le quote latte Quello delle quote è un problema sul quale molti attendono di vedere all’opera il ministro Luca Zaia, che su “Il Sole 24 Ore” del 20 maggio afferma “Non sono qui con il lanciafiamme, ma non intendo nemmeno rassegnarmi a celebrare il funerale di tante aziende agricole del Nord”. Un concetto ripreso anche nello stesso giorno su “La Padania”, dove al ministro si attribuisce anche questa dichiarazione: “siamo qui per capire e capire significa rispettare la legge, rispettare chi ha rispettato la legge”. Chi aveva temuto che il nuovo ministro avrebbe strizzato l’occhio ai cobas del latte forse si è sbagliato. Che in passato il ministro avesse comunque molte simpatie per i cobas lo si legge anche su “Liberal” del 20 maggio. Il titolo è già una sintesi dell’articolo: “Quote latte, il ministro Cobas sfida la Ue”. La nuova Pac Sui giornali del 21 maggio, cioè il giorno seguente l’incontro di Strasburgo, troviamo una dettagliata cronaca e molti approfondimenti. E’ il caso dell’articolo a firma Alessandro Mastrantonio che su “Il Sole 24 Ore” firma un articolo dal titolo “E’ una base sulla quale negoziare” nel quale si riportano i commenti dei responsabili delle organizzazioni professionali dell’agricoltura in merito alle proposte avanzate dal commissario all’Agricoltura, Fischer Boel. Sempre sul “Sole” del 21 maggio si fa leggere per la sua completezza l’articolo di Enrico Brivio che sotto al titolo “L’europa riscrive l’agricoltura”, riporta un ampio dettaglio dei temi discussi, dalle quote latte al disaccoppiamento degli aiuti, alla nuova politica sui biocarburanti. Sul “Mattino” di Napoli è invece la stessa Mariann Fischer Boel a firmare un articolo (con la nuova Pac niente più aiuti al biodisel) dove illustra il contenuto delle sue proposte di riforma. Fra tanti giornali e tante colonne a stampa dedicate alla riforma della Pac, spicca Repubblica, che al tema ha dedicato solo poche righe. Chissà perché. La crisi della suinicoltura L’attenzione sui temi discussi a Strasburgo non ha fatto dimenticare i problemi “di casa nostra”, come la crisi dei prosciutti (Il Sole 24 Ore del 17 maggio) che non allenta la stretta e che ora si accompagna con le difficoltà del Parmigiano reggiano, altro grande prodotto “bandiera”. Un problema, quello della crisi della suinicoltura, che viene ricordato anche da “Il resto del Carlino” del 21 maggio dalle cui colonne si invoca un patto di filiera per frenare l’import selvaggio di cosci dall’estero che poi si trasformano in prosciutti italiani. Prezzi alle stelle Ma a far tremare i polsi dei nostri allevamenti non sono solo le importazioni, ma anche il forte aumento dei costi delle materie prime per l’alimentazione degli animali. E su questo fronte le previsioni che ci arrivano il 22 maggio dal “Finacial Times” sono tutt’altro che positive. Secondo gli analisti i prezzi di mais, grano e riso, ma non solo, sono destinati a rimanere alti per i prossimi dieci anni. Un tema, questo anticipato dal giornale economico inglese, che trova il giorno dopo ampia eco anche sui nostri quotidiani. Apre la serie “Il Sole 24 Ore” del 23 maggio con un titolo ad effetto “Caro cibo, conto da mille miliardi”, dove Riccardo Sorrentino, autore dell’articolo, riassume i preoccupanti numeri scaturiti da uno studio della Fao, l’agenzia dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione, che prevedono per i prossimi dieci anni prezzi degli alimenti più cari del 33% rispetto ai dieci anni passati. Anche “Finanza e Mercati” si occupa di questo argomento ricordando ai lettori che il costo delle importazioni si porterà a 1053 miliardi, il 26% in più rispetto ai picchi del 2007. Sarà anche per questo che si moltiplicano le attenzioni per le colture Ogm. Un tema affrontato dal Magazine del Corriere della sera del 22 maggio dove l’ampio servizio si apre sotto un titolo quanto mai indovinato: “Ogm, ne riparliamo?”

24 maggio 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie sui quotidiani dal 9 al 16 maggio Cosa hanno scritto giornali e periodici in tema di agricoltura e alimentazione “L’utilizzo di prodotti agricoli per produrre energie non è la causa dell’impennata dei prezzi mondiali” Inizia con questa affermazione l’intervista a Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, raccolta da Alessandro Mastrantonio e pubblicata il 9 maggio su Il Sole 24 Ore. Apriamo così la nostra consueta passerella sulle notizie pubblicate nei quotidiani dell’ultima settimana per sottolineare come il tema dei mercati e della escalation dei prezzi stia ancora tenendo banco. E la “ricetta” indicata da Vecchioni attraverso la penna di Mastrantonio è precisa “Se il problema è mondiale – afferma il presidente di Confagricoltura dalle colonne del “Sole” – c’è bisogno di una governance globale. Bisogna far ripartire il negoziato Wto (l’organizzazione mondiale dei commerci – ndr) che da anni è fermo”. Il pollo al cloro Tema difficile quello dei commerci mondiali. C’è rimasto coinvolto anche il “pollo al cloro” che questa settimana ha tenuto impegnati giornali grandi e piccoli. Questi i fatti, in estrema sintesi. Negli Usa è previsto l’impiego di acqua refrigerata addizionata a cloro (varechina, insomma) nella fase finale della macellazione dei polli. Duplice l’obiettivo, velocizzare il processo di raffreddamento della carcassa ed eliminare buona parte dei batteri presenti sulla cute dell’animale. In Europa questa pratica è vietata. Troppe le controindicazioni, anche per le ripercussioni organolettiche che si hanno sulla carne. Con la conseguenza che da anni Bruxelles ha vietato le importazioni di carni avicole dagli Usa. Ora questo divieto potrebbe sparire. Fra i motivi anche quello di favorire una ripresa dei negoziati Wto.  Apriti cielo. Sul pollo al cloro abbiano letto il contributo de “La gazzetta del Mezzogiorno” (Pollo al cloro, potrebbe cadere il divieto Ue), “Il Sole 24 Ore” (Allevatori contro il pollo Usa al Cloro), “Avvenire” (Allarme alimentazione per il pollo Usa al coloro), “Metro”, (pollo alla varechina, è allarme), “Il Tempo” (E ora c’è pure il pollo alla candeggina). Questi sono solo alcuni dei titoli che abbiamo letto sui giornali del 13 maggio. Nello stesso giorno solo “Nazione - Carlino – Giorno” ha dato alla notizia lo spazio che meritava: sette righe. Perché in Italia di fatto non si importano polli. Quello avicolo, infatti, è uno dei pochi settori dove siamo autosufficienti e dove possiamo persino vantare buoni risultati nell’export. Sarà anche per questo che dall’Una (Unione nazionale dell’Avicoltura) non è giunta nemmeno una parola e sul loro sito l’argomento è stato del tutto trascurato. Come merita. Il tema prezzi Resta aperto invece il problema prezzi, che poi significa per molte attività agricole e soprattutto per gli allevamenti, un incontenibile aumento dei costi. E per il momento non ci si può aspettare un’inversione di tendenza. E’ di questo parere Renato Pieri, direttore di Smea (Scuola di specializzazione e master in economia agroalimentare di Cremona), che sul Sole 24 Ore Lombardia del 14 maggio puntualizza come sia la richiesta di alimenti da parte dei paesi in forte sviluppo, Cina e India in testa, a spingere verso l’alto i prezzi. Un vantaggio per chi dispone di queste colture, anche in Italia, ma che ha effetti pesanti su altri comparti, come quello delle produzioni animali. Molte aziende che allevano suini, a detta di Pieri, potrebbero essere costrette a chiudere o riconvertirsi e la stessa sorte potrebbe capitare anche a chi alleva bovine da latte. Il destino delle stalle da latte è anche legato al prezzo del latte, che ha fatto segnare una rottura delle trattative fra industriali e allevatori. Lo ricorda Carlo Guerrini su “Avvenire” del 10 maggio (E’ ancora guerra del latte), e poi -L’Eco di Bergamo- (Prezzo del latte le trattative si sono interrotte), e non poteva mancare “La Provincia” di Cremona (città capitale del latte) che all’argomento ha dedicato ampio spazio. E forse non abbiamo sfogliato tutti i giornali, ma ci ha colpito che questo argomento (assai più importante del cloro nei polli…) sia stato ignorato dai “grandi” giornali. Peccato. Anche questo è un segno della molta strada che il mondo agricolo deve ancora compiere in fatto di comunicazione. Lo dimostra anche la scarsità di notizie sullo sciopero dei prosciutti. Se ne è occupata “La Sicilia” (dove l’allevamento di suini non è certo molto diffuso…) e il “Gazzettino di Padova”. Qualche riga, finalmente, anche su -La Stampa- del 16 maggio. Un po’ poco rispetto alla gravità della crisi che sta assillando il settore. Brunello in graticola Al contrario le emergenze alimentari trovano sempre ampia eco. Si riaccendono infatti i riflettori sulle vicende del Brunello, dopo che dagli Usa minacciano di bloccare, a partire dal 9 giugno, le partite prive di esami di laboratorio che attestino la presenza di Sangiovese, senza -contaminazioni- con altri vitigno. Ne hanno parlato il 15 maggio molti giornali, da -La Stampa- (L’America minaccia il blocco del Brunello) a  -Il Tirreno- (Brunello, si cerca un accordo). Su argomenti. Innovazioni avanti tutta Note positive invece dalle innovazioni tecnologiche applicate all’agricoltura. Sono in arrivo le pellicole trasparenti che cambiano colore al modificarsi della qualità dei prodotti alimentari che vi sono avvolte, cui si aggiungono le etichette intelligenti, capaci di condurre per mano l’acquirente nella navigazione su internet alla scoperta del percorso che il prodotto ha fatto dai campi allo scaffale del supermercato. Per saperne di più non resta che leggere l’ampio servizio pubblicato il 15 maggio su -Nova- il dorso de Il Sole 24 Ore dedicato ai temi dell’innovazione. Cui fa eco -Il Giornale- con un ampio resoconto di una recente ricerca scientifica secondo la quale gli spinaci, come avviene nel famoso cartoon Braccio di Ferro, potenziano l’attività muscolare. Tecnologie nel piatto Ma le nuove conoscenze messe a disposizione dell’agricoltura sembrano spaventare Michael Pollan autore del libro che uscirà in giugno e intitolato -il dilemma dell’onnivoro-  al quale -L’Espresso- in edicola il 16 maggio dà ampio spazio. Giornalista pluripremiato e collaboratore del New York Times, come ce lo presenta l’Espresso, Pollan pone l’accento sui problemi che possono derivare all’uomo e all’ambiente dai sistemi intensivi di coltivazione e di allevamento. Aspettiamo di leggere il libro, già all’apice delle vendite in altri paesi, dove siamo certi sarà dedicato spazio anche al contributo che le nuove tecniche hanno dato e danno per sfamare il mondo. Speriamo che l’Autore non se ne sia dimenticato. E in tema di alimentazione la settimana si chiude con la notizia che il neo-ministro Zaia ha conservato fra le sue responsabilità anche quella alimentare. Il ministero, come ci ricorda -Italia Oggi- del 16 maggio, continuerà a chiamarsi -delle Politiche agricole, alimentari e forestali-. 16 maggio 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie della settimana Cosa hanno detto i giornali dall’1 al 9 maggio

Dieci giorni densi di avvenimenti quelli che vanno dal 29 aprile al 9 maggio per il mondo agroalimentare, che ha visto la stampa quotidiana e periodica dedicare ampi spazi agli argomenti dell’agricoltura e della alimentazione. Di spessore, anche per l’approfondimento che vi si trova, l’articolo pubblicato su Panorama in edicola il primo maggio (ma con data 7 maggio) dal titolo -La battaglia del grano-. Vi si commentano le -grandi manovre- che dietro al principe dei cereali si stanno svolgendo in tutto il mondo, dove le armi messe in campo sono dazi, barriere doganali blocchi delle esportazioni. E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Cresce a livello internazionale il prezzo del grano e aumenta nel Mondo lo spettro della fame. E la colpa non è dei biocombustibili, ancora di là da venire. Non poteva mancare la -risposta- dell’Espresso che una settimana dopo (con il numero in edicola il 9 maggio) ha voluto fare i conti in tasca a chi produce grano, -colpevole- di guadagnare assai più di prima. L’articolo, intitolato con efficacia -Più che grano sembra oro-, a firma di Roberta Carlini e Vittorio Malaguti, si sofferma in particolare sulle grandi aziende agricole di proprietà di gruppi industriali o di società finanziarie. Fra gli esempi citati le aziende delle Bonifiche Ferraresi che fanno capo alla Banca d’Italia e quelle a cui vertici figurano imprenditori di spicco come Benetton. Una sola nota. Forse siamo stati lettori disattenti, ma ci è parso che ci si sia dimenticati di ricordare che il prezzo del grano era fermo da oltre 15 anni…

Si discute del Wto In questo scenario si cala l’incontro del Wto (world trade organisation, l’organizzazione mondiale dei commerci) che si è riunita in questi giorni a Ginevra per continuare a mettere le basi sui prossimi negoziati internazionali che si terranno entro estate e che coinvolgeranno 152 paesi. Un incontro difficile quello che si è svolto a Ginevra, come descritto con efficacia sulle pagine del Corriere della Sera dell’8 maggio sotto al titolo -Crisi alimentare, scontro al Wto-. Interessanti i commenti attribuiti al direttore del Wto, Pascal Lamy, che afferma -da economista penso che porre ostacoli all’export delle derrate alimentari faccia salire i prezzi e distorca il mercato. Da politico, lo farei anch’io-. Un articolo interessante del quale consigliamo la lettura per comprendere i meccanismi che regolano le tensioni sui mercati internazionali.

Emergenze alimentari Ma torniamo a -casa nostra- dove negli ultimi giorni si sono concluse due importanti manifestazioni fieristiche, Cibus a Parma e la Fiera internazionale dell’agricoltura di Foggia. Ne riferiamo in dettaglio anche in questo numero di Agronotizie, ma ci piace ricordare come da questi eventi abbiano preso spunto molti approfondimenti che hanno trovato spazio sulla stampa degli ultimi giorni. Uno per tutti, l’articolo a firma Nicola Dante Basile dal titolo -Cibo sicuro, impegno prioritario- pubblicato sulle pagine de Il sole 24 Ore del 7 maggio. Un tema quello della sicurezza e delle emergenze alimentari che ha -tenuto banco- anche in questi giorni. Interessante a questo proposito la lettura dell’ articolo pubblicato nelle pagine di Affari & Finanza de La Repubblica, con il titolo -Tra bufale e Brunello l’alimentare rischia una crisi di identità-.

Il nuovo ministro La settimana si è conclusa con la ghiotta notizia della nomina nel nuovo ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia. Molti i giornali che ne hanno parlato con approfondimenti o con interviste al neo inquilino di via XX Settembre. Ecco qualche titolo: -Zaia, valorizzeremo Veneto e agricoltura- come scrive Libero ricordando che Zaia sarà disposto a -battere i pugni sul tavolo-, quello ovviamente delle trattative che si svolgono a ripetizione a Bruxelles per decidere dei destini dell’agricoltura. E poi Il Giornale che titola -Zaia, all’Agricoltura mi sporcherò le scarpe di terra-, a sottolineare il carattere -pratico- del neo-ministro. E che ci sia curiosità sul nuovo corso del ministero è innegabile. Presto però per esprimere opinioni. Non mancheranno al nuovo ministro le occasioni per dimostrare le sue capacità o i suoi limiti. Intanto non resta che augurargli, sinceramente, buon lavoro.

9 maggio 2008 Angelo Gamberini

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Corpo 8, le notizie della settimana Cosa hanno detto i giornali sui temi dell’agroalimentare dal 21 al 27 aprile

Molte le notizie del settore agroalimentare che hanno impegnato giornali e giornalisti nella settimana che va dal 21 al 27 aprile. Sette giorni che si sono aperti con un nuovo fronte di allarmismo alimentare, quello dell’olio di oliva contraffatto. E che le olive non le aveva viste nemmeno in fotografia. Un po’ di olio di semi e un po’ di betacarotene per dargli un tocco di colore e il gioco è fatto. Per fortuna pochi danni alla salute del consumatore. Molti a quello dell’immagine dell’olio. Ma si sa, quando un extravergine costa come o poco più di un olio di semi è lecito chiedersi quanto di vero ci sia scritto sull’etichetta. Interessante a questo proposito il commento di Davide Paolini su Il Sole 24 Ore del 24 aprile dal titolo -il made in Italy a tavola minacciato dai malfattori-. Paolini ci ricorda anche che nel 2007 le importazioni di olio di oliva sono aumentate, mentre la produzione italiana è calata del 15%. Un dato sul quale meditare. Altro grande tema della settimana è il caro-cereali e soprattutto il caro-riso. Su Finanza e Mercati Felice Meoli intervista il -Dottor Scotti-, uomo emblema di questo cereale in Italia grazie anche alla martellante e indovinata campagna pubblicitaria con la quale reclamizza i suoi prodotti. Per lui non ci sono dubbi. Calo della produzione (ci sono state meno semine nel mondo) e aumento della domanda sono i classici meccanismi che hanno portato all’impennata dei prezzi. E se calo ci sarà non ci riporterà ai prezzi precedenti il boom. Una spirale di crescita dei prezzi dei prodotti agricoli che ha trovato poi eco in altri giornali. Torniamo a Il Sole 24 Ore, questa volta del 25 aprile, che con la firma di Roberto Capezzoli fa il punto sul mercato dopo che il prezzo del riso ha superato quota 25 dollari al quintale. Una crescita meno -dolorosa- solo grazie alla debolezza del dollaro sui mercati valutari, ma che non manca di ripercuotersi a livello mondiale sui Paesi più poveri. Lo mette in evidenza Maurizio Ricci su Repubblica del 22 aprile, con un titolo ben indovinato -il mondo chiede più carne, sarà guerra per la bistecca-. Perché con l’aumento dei costi dei cereali sarà sempre più difficile contenere i costi di produzione dei prodotti di origine animale, mentre c’è da aspettarsi un aumento dei consumi specie nei Paesi a economia in sviluppo, Cina e India in testa. Ma per molti Paesi il problema non sarà il -caro-bistecca- ma la fame. -Un mondo di fame per altri 100 milioni- è il titolo provocatorio e inquietante di un’inchiesta affrontata sulle pagine di Avvenire del 25 aprile. Sull’onda del caro cereali si riapre la discussione sugli Ogm, che potrebbero favorire produzioni più alte e dunque fungere da calmieratori dei prezzi. Ne parla Il Giornale del 22 aprile con un intervista a Paolo Morandini (ricercatore dell’Università di Milano) intitolata - Il mais Ogm fa bene ma nessuno lo sa-, cui fa eco Laura Magna su Borsa & Finanza del 26 aprile con un suo articolo intitolato -Caro-grano, prende il volo l’ogm-. Per parte nostra se finisse la stagione di caccia-alle-streghe e si iniziasse a studiare il problema esclusivamente sotto il profilo scientifico sarebbe un gran bene per tutti. Ma procediamo con la lettura dei giornali della settimana. Non solo caro cereali, ma anche caro-pomodoro, che già oggi si preannuncia per la prossima campagna con rincari del 60%, come ci ricorda Nicola Dante Basile su Il sole 24 Ore del 26 aprile. Una settimana tutta all’insegna della rincorsa dei prezzi e forse la colpa è del petrolio che proprio in questa settimana si è lanciato verso quota 120 dollari al barile. E non deve stupire questo collegamento fra il prezzo dell’oro nero e quello delle commodity agricole. Un rapporto stretto lega infatti energia e derrate agricole come evidenzia sul Corriere della Sera del 22 aprile Giancarlo Radice. Dall’oro nero a quello bianco, il latte, che invece chiude la settimana con una fumata nera sul fronte delle trattative per il rinnovo del prezzo per la campagna in corso. Assolatte e rappresentanze degli allevatori, alle prese con un nuovo metodo di calcolo su base indicizzata, non hanno trovato un punto di intesa. Accordo saltato, mentre cresce il pessimismo sulla possibilità di una soluzione a breve. I motivi li ricorda un articolo pubblicato su -La Provincia-, uno dei quotidiani di Cremona, città certamente vocata a -dire la sua- in tema di latte.

30 aprile 2008 Angelo Gamberini

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