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2T Periodico di Alba - Asti e Provincia

Speciale pane: l’alimento più attuale che c’è! Vinum: la 41ª edizione inebria Alba e il territorio Bianca Vetrino: una vita a servizio del territorio

Festa della Barbera: a Castagnole Lanze si va “Di Cortile in Cortile”


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Duomo di Alba

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2T Periodico di Alba - Asti e Provincia

ALBA (CN) - V. U. SACCO, 4/a-4/b Tel. 0173 290797 Cell. 328 4175338 info@im-com.it - www.im-com.it www.terraetradizione.com Periodico a diffusione gratuita. Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 6/2010 La redazione non si assume responsabilità per variazioni di date, orari e luoghi delle manifestazioni, e ringrazia tutte le Amministrazioni Comunali per la gentile collaborazione. È vietata la riproduzione anche parziale di impaginazione e grafica. Sede legale, Redazione, Pubblicità, Direzione, Progetto grafico, Pubbliche relazioni, Art Director, Proprietà artistica riservata:

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Direttore responsabile: Livio Oggero Testi: Livio Oggero, Gianfranco Iovino, Laura Icardi, Cesare Torta, Alice Allemani. Foto: redazione Terra & Tradizione, Pixabay, Freepik, Ente Fiera del Tartufo di Alba, Maurizio Milanesio, Gaia spa, Enzo Massa, Pro Loco Castagnole Lanze, Cristina Saglietti, Cantina Vinchio e Vaglio Serra.

Gli articoli pubblicati esprimono il pensiero dell’autore e non necessariamente quello dell’editore Distribuzione Gratuita “Terra & Tradizione IM.coM.”

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RUBRICHE Musica e dvd (A cura di Gianfranco Iovino) Le nuove fratture (A cura di Cesare Torta) Il rifiuto urbano è una risorsa (A cura di GAIA S.p.a. Asti) I dolci: le nostre ricette (A cura di Alice Allemani) Pane, quotidiana bontà (A cura della Dott.ssa Laura Icardi)

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PERSONAGGIO Bianca Vetrino: una vita a servizio del territorio

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SPECIALE Il pane, l’alimento più attuale che c’è! Casa: avanti con l’Ecobonus

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TERRITORIO E TRADIZIONE Effimera: incontro con i maestri Madonnari Vinum: la città di Alba in un assaggio Castagnole Lanze: Festa della Barbera avanti tutta! Elezioni Comunali: chi saranno i nuovi sindaci?

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I giardini comunali: quale futuro? L’Editore S. Fiora

Riflessione sui giardini di via Umberto Sacco ad Alba Ultimamente in redazione arrivano molte lettere dagli albesi, preoccupati per l’insediamento all’interno dei giardini di alcuni personaggi non troppo raccomandabili! Proprio per questo rivolgo una domanda all’Amministrazione Comunale: ma qual è il futuro dei giardini pubblici nella nostra bella cittadina? La mia sede è proprio di fronte a questi giardini, quindi sorge spontanea una riflessione dettata da una quotidianità in cui vedo come il giardino pubblico di questa via non possa essere utilizzato come altri presenti in diverse zone di Alba. Mi piacerebbe vedere più nonni con bambini mentre giocano sulle giostre o mangiano un gelato seduti tranquilli sulle panchine. Invece il più delle volte vedo la pattuglia dei carabinieri che controllano persone, per così dire, alle quali non darei il portafoglio in custodia... In una cittadina come Alba, famosa per le lodevoli iniziative che vedono coinvolte anche il Comune, forse il futuro dei giardini pubblici dovrebbe essere più rigoglioso. Possono essere luoghi di aggregazione sociale, culturale, soprattutto ora che inizia la bella stagione. Posti in cui si potrebbero organizzare anche eventi sul rispetto della natura e sulla sua importanza: sono una sognatrice? Se pensiamo che nel centro di Manhattan c’è Central Park, vissuto e controllato come un gioiello, fatte le debite proporzioni, possiamo dire che i giardini pubblici potrebbero essere tutti insieme un Central Park by Alba. Ho fatto questo paragone, forse un po’ azzardato, affinchè chi di dovere, si soffermi a quanto lavoro ci sia ancora da svolgere per rendere maggiormente vivibile uno spicchio di natu-

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ra che merita ben altro. Sicuramente negli anni è già stato fatto tanto, ma i bambini e le famiglie non le ho ancora viste. E non parlo a livello strutturale: il verde pubblico in questa zona è tenuto in ordine e ben curato. Ritengo non sia giusto avere ad Alba o in qualsiasi altra località, delle zone “belle e impossibili”, come diceva Gianna Nannini nella sua canzone. Alba è bella, bellissima, e deve essere vissuta nel modo migliore, da tutti coloro che vogliono affrontare la vita nel modo giusto, nel pieno senso civile e nel rispetto degli altri e dei luoghi, tanto più che questi giardini non sono in un luogo decentrato, ma a due passi da Piazza Pietro Ferrero, in pieno centro storico ed area pedonale, dove il turismo e la gente comune di continuo passa e vedendo questo scempio di soggetti poco raccomandabili, non può sicuramente trasmettere note positive. Mi auguro che l’Amministrazione Comunale possa raccogliere questo mio appello e che anche i cittadini si prendano a cuore questo giardino pubblico, tanto carino quanto, per ora, poco accessibile e in assoluta assenza di sicurezza. A mio avviso basterebbe mettere un sistema di videosorveglianza e aumentare l’illuminazione che è veramente scarsa. Se iniziamo a riprenderci il verde, tutto viene di conseguenza: le persone che vedremo in questa zona saranno sicuramente più raccomandabili di quelle attuali. E non sono l’unica a sostenerlo. Forza, Alba si merita ben altro e tutte le zone della città devono essere vissute come meritano. L’Editore S. F.


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Una primavera politica al cardiopalmo Il direttore Livio Oggero

Elezioni: riflettori puntati sulla Città di Asti “Una poltrona per due” è stato un film che ha divertito diverse generazioni, uscito nel 1983, diretto da John Landis, ed interpretato da Dan Aykroyd, Eddie Murphy e Jamie Lee Curtis. Un “Ever green” che, come la politica, appassiona le persone in determinati periodi dell’anno. In questa primavera sul territorio astigiano si sta vivendo un’atmosfera frizzante a livello politico perché a giugno ci saranno le elezioni anche in alcuni Comuni della Provincia di Asti. Tra questi anche la Città di Asti, ed è proprio qui che possiamo parafrasare il titolo del film in “Una poltrona per sei”. Infatti questo è il numero del candidati alla poltrona di Primo Cittadino del capoluogo di Provincia. Come ormai sappiamo la griglia di partenza è composta da, in ordine alfabetico, Massimo Cerruti, Angela Motta, Giuseppe Passarino, Angela Quaglia, Maurizio Rasero e Biagio Riccio. Tra destra, sinistra e liste civiche che appoggiano i candidati la bagarre è assicurata e può fare bene ad una città che ha bisogno di una nuova guida, soprattutto dopo la rinuncia alla ricandidatura di Fabrizio Brignolo, il sindaco attuale che ha deciso di chiudere la sua parentesi politica da primo cittadino. Le motivazioni della sua scelta restano nel suo cuore e nella sua mente ma sicuramente gli ultimi fatti che hanno segnato i mesi finali del suo mandato non sono stati piacevoli. Ma tant’è, ed ora Asti deve scegliere il nuovo corso. E questa “battaglia a sei” è interessante perché tutti i candidati si stanno muovendo sul territorio che non può ignorare i loro messaggi. Ma una curiosità mi frulla nel cervello: anche a livello provinciale arriveranno sorprese come sta succedendo, ed è successo, a livello internazionale? Le persone vorranno dare segnali forti per aprire nuove strade? Avremo anche ad Asti un

esito in “stile Trump” o resteremo sul “classico”? Credo che queste possano essere domande lecite da parte di una persona che, davanti alla scheda elettorale, nel segreto dell’urna, dovrà proporre la sua idea con una semplice croce sul nome del candidato e di chi lo appoggia. La mia riflessione può essere vista anche in modo un po’ provocatorio ma in questi mesi il sentore che abbiamo è che Asti abbia voglia di cambiare. E non mi riferisco, e sia chiaro, alle correnti politiche: il cambiamento è nel desiderio di vedere una persona magari con un carattere diverso rispetto al suo predecessore. Meglio o peggio bisognerà scoprirlo ma potrebbe essere già un punto di partenza per una nuova pagina politica della Città di Asti. Tra questi sei candidati uscirà vincitore chi si saprà porre meglio alla popolazione durante i comizi elettorali. Sicuramente nei programmi politici ci saranno punti in comune su argomenti fondamentali, ma ognuno dovrà essere bravo a porli nel modo giusto, e dovrà lavorare anche molto bene su punti di sviluppo che vuole la gente. E proprio la gente quella che deve essere coinvolta e deve sentirsi partecipe di un nuovo progetto, perché soprattutto ad Asti di questo si tratta. Una città dalle grandi potenzialità che è migliorata negli anni ma che può dare molto di più, come ad esempio hanno testimoniato le interviste fatte dal giornale La Stampa per il 150° anniversario dalla fondazione, grazie alle postazioni mobili nelle piazze della città piemontesi. Non ci resta che augurare un grande in bocca al lupo a tutti i candidati! E che vinca il migliore ed il più bravo ad ascoltare la gente. Il direttore Livio Oggero

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Freschi di stampa a cura di: Gianfranco Iovino giornalista e scrittore

Novità CD e DVD Buon Compleanno Radio Italia contiene 74 HIT che hanno scritto intere pagine di storia della musica leggera italiana, raccolte e racchiusi in una Compilation imperdibile, promossa da Radio Italia, che per festeggiare i suoi 35 anni di diffusione “buona musica di casa nostra” ha voluto celebrare il compleanno con una super raccolta, che saprà accontentare ogni palato musicale, potendo spaziare tra voci e firme compositive definibili “Mostri Sacri del pentagramma”. Il cofanetto si divide in quattro CD che segnano le epoche musicali degli anni OTTANA ( dal 1982 al 1990) gli anni NOVANTA (dal 1991 al 1999), quelli del DUEMILA (dal 2000 al 2009) e i GIORNI NOSTRI (dal 2010 al 2017) potendo contare su un serbatoio vastissimo e ricco di diversità tra generi e ritmi che ogni giorno arricchiscono il palinsesto radiofonico di una delle maggiori emittenti nazionali, e non solo. Venditti, Giorgia, Antonacci, Daniele, Baglioni, Zucchero, Morandi, solo alcuni dei leggendari nomi che compongono i 74 brani, proposti in 4 CD a € 19,90 per portarsi a casa un cofanetto che raccoglie colonne sonore di vita di ognuno di noi.

SING è un gran bel film d’animazione, a metà strada tra il musical ed un real-show all’insegna della musica e il buon umore, questa la combinazione vincente di SING, pellicola che appassionerà tutta la famiglia con protagonista il koala Buster Moon, innamorato del teatro fin dall’età di 6 anni a cui ha dedicato tutta la sua vita, incluso sogni, fallimenti e debiti, ed ora è ricercato dalla banca che rivuole indietro i soldi prestati e i macchinisti del teatro, che reclamano lo stipendio. Come poter salvare capra e cavoli? Buster è un istrione ed ha pronta un’idea geniale: un talent show. Apre così le porte del suo teatro ad una lunga schiera di aspiranti cantanti per sceglie i suoi gioielli tra Rosita, maialina madre di 25 figli piccoli, Mike, topino vocalist d’eccezione, Ash, porcospina dal cuore rock e Johnny, scimmione dall’animo blues. Senza dimenticare la dolce Meena, elefantina talentuosa ma troppo timida per esibirsi in pubblico... Grazie all’illuminante idea del koala, i genitori di tutto il mondo s’incollano davanti al televisore di casa a guardare i talent show di maggior successo, spinti dai propri figli che hanno, finalmente, il loro reality, romantico, elegante, scatenato e -soprattutto- interamente popolato di animali. Alla Illumination Entertainment sanno come fare di un film d’animazione una vera e propria festa che raccoglie tutta la famiglia in visione, grazie ad una storia dal crescente ritmo incalzante ed un concentrato di risate ed emozioni impossibili da non amare. SING DVD di 104’ - €16,99

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Le nuove fratture Sociologo Cesare Torta

In un mondo globale si scontrano globalisti e sovranisti I cambiamenti avvenuti nella nostra società negli ultimi anni sono evidenti a tutti, anche ai più distratti. Non passa giorno senza che si parli di problemi angosciosi come quelli del terrorismo, della insicurezza generale per il futuro nostro e dei nostri figli, delle migrazioni di massa che creano nuovi problemi che si aggiungono a quelli di una crisi economica che stenta ad essere superata. Le cause di tale situazione critica sono spesso fatte risalire al processo di globalizzazione che è in atto da qualche anno e che ha provocato sconvolgimenti negli equilibri economici riguardanti le produzioni e il commercio dei beni con il risultato di migliorare le condizioni di vita in aree sottosviluppate e di ridurre il benessere in quelle sviluppate. La concorrenza, applicata al mercato globale, ha provocato una riduzione dei prezzi di molti beni di consumo a scapito della qualità e delle norme di sicurezza sia per i lavoratori sia per i consumatori. La globalizzazione non ha avuto effetti solo sul piano economico ma anche su quello politico e delle idee in generale. Sono venute a crearsi nuove fratture ideologiche, nuovi motivi di conflitto. Alle tradizionali contrapposizioni tra Stato e Chiesa, tra capitale e lavoro, tra destra e sinistra, ne sono nate di nuove, cosiddette “trasversali” in quanto raccolgono adesioni in fasce di popolazione eterogenee, con pochi interessi in comune. Quello che le unisce comunque non è un valore positivo da difendere, se

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non qualche vago riferimento ad antiche identità religiose o territoriali, ma l’individuazione di un nemico esterno che è causa di tutti i mali. La frattura tra “globalisti” e “sovranisti” è il nuovo campo di battaglia che il nuovo millennio ci porta in dote. In un mondo che di fatto è già globale, che si è dotato di regole e di strumenti per far funzionare in modo efficace il mercato delle merci e dei flussi finanziari, si sono anche ampliate le differenze tra i redditi dei ricchi e quelli delle masse dei poveri creando squilibri e nuovi conflitti sociali. Il terreno è quindi fertile per la nascita e lo sviluppo di demagogie e populismi che offrono soluzioni semplici per problemi complessi e nuovi. Proprio perché nuovi e complessi richiederebbero sforzi mentali non comuni, studi, progetti e confronti tra studiosi e politici dotati della capacità di immaginare scenari diversi da quelli già percorsi dalla storia e possibilmente senza ripetere o limitare gli errori già compiuti in passato. La tentazione di offrire ricette facili e comprensibili a tutti deve essere molto forte, a giudicare dal successo che stanno avendo tutti i movimenti che per semplicità chiameremo “populisti”. D’altronde per come è cambiato il modo fare politica, sempre più basato sulla comunicazione e sul marketing commerciale è chiaro che saranno i concetti semplici e accattivanti ad avere la meglio sul sentire comune della popolazione e a risultare vincenti nei momenti delle elezioni dei governanti. Il ritorno del “sovrano” vicino a casa e lo slogan di tornare ad essere “padroni a casa nostra” saranno visioni romantiche e rassicuranti ma se vogliamo dirla tutta quando il sovrano era vicinissimo ogni regione aveva il suo marchese o granduca, la società era feudale e la democrazia non si sapeva cosa fosse. Capisco che per organizzare una forma di sovranità più allargata e che faccia proprie le migliori conquiste sociali nel campo della democrazia e dei diritti umani che hanno raggiunto gli stati europei occorra qualche sforzo in più, però dovrebbe valerne la pena. Gli altri giocatori in campo (nello scacchiere internazionale) sono forti e robusti, siamo sicuri di avere qualche possibilità, non dico di vincere ma anche solo di giocare, presentandoci con una squadra di riserve?


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L’Economia circolare risponde: il rifiuto urbano è una risorsa Se portiamo alla cantina uva con tante foglie, tralci, e impurità di ogni genere è difficile ottenere del buon vino. Quando si vendemmia si sta ben attenti a non lasciare impurità che “inquinino” il prodotto, penalizzino la resa e abbattano i prezzi. Abbiamo scelto questo esempio, vicino alle nostre terre, per presentare il lavoro di Gaia Spa e per far capire ai lettori, da questo numero, quanto sia importante effettuare una corretta raccolta differenziata. Proveremo a scoprire quanto di solito è nascosto, invisibile agli occhi dei cittadini perché si svolge lontano dalle loro case: il recupero dei materiali presenti tra i rifiuti. Il rifiuto organico: come si recupera? I rifiuti organici, sono gli scarti di cucina, il materiale biodegradabile che giornalmente ognuno di noi produce. Innanzitutto dobbiamo sapere che diventerà compost, ossia ammendante per la coltivazione dei terreni. Il compost ha notevoli proprietà (dà sostanza organica ai terreni, combatte la desertificazione, aumenta la ritenzione idrica –così serve meno irrigazione-, è ricco di sostanze nutritive…) ma allo stesso tempo ha dei parametri chimico-fisici molto rigidi: non possiamo coltivare le nostre terre con un prodotto scadente. GAIA produce compost all’impianto di San Damiano d’Asti, riceve ogni anno 26 mila tonnellate di rifiuti organici esclusivamente dalla raccolta differenziata, sfalci e potature, e restituisce 6 mila tonnellate di compost di qualità, certificato dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori). Da quest’anno il “Kompost” di GAIA è anche nel registro dei fertilizzanti per l’agricoltura biologica. E’ chiaro che se i rifiuti organici vengono a contatto con sostanze nocive (batterie, oli minerali) o sgradite (vetro, plastiche, ferro…) non consentono di avere un prodotto di qualità.

rettamente a casa propria. Anche qui è evidente come sia importante stare attenti a cosa si inserisce nella compostiera se poi vogliamo concimare l’orto di casa. Questa pratica comporta grandi benefici: non viaggiano camion per raccogliere i rifiuti, si risparmiano i costi di trattamento all’impianto di compostaggio, si ottiene del fertilizzante invece di andare a comprarlo, non si consumano risorse vergini per ottenere concimi “nuovi”. Rifiuto organico: l’iniziativa “ScartoZero” L’importanza di effettuare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti organici è riconosciuta al punto di avviare “ScartoZero”, un progetto di autocompostaggio pensato e realizzato dalla Casa di reclusione di Quarto-Asti, da GAIA, il Comune di Asti e ASP, e siglato con un protocollo d’intesa l’11 aprile 2017. L'obiettivo è attivare la raccolta differenziata all'interno della casa di reclusione, concentrando in particolare l'attenzione sulla raccolta dell'organico e finalizzato ad ottenere compost di qualità da utilizzare nelle aree verdi e l’orto presenti nella struttura carceraria. GAIA collaborerà ad istruire alcune persone all'interno della struttura, per realizzare l’autocompostaggio dei rifiuti organici prodotti da 300 persone (la popolazione all’interno del carcere), che equivale al numero di abitanti di un paesino della provincia astigiana. Una grande sfida che se andrà a buon fine, produrrà compost di qualità e quindi adatto a fertilizzare i circa 2 ettari di terreno coltivati a orto e frutteti, che già oggi vengono coltivati all'interno del carcere.

Rifiuto organico: c’è anche il “Fai da Te” Esiste un altro modo di “smaltire” i rifiuti organici: l’auto-compostaggio. In Provincia di Asti sono state distribuite circa 25 mila compostiere domestiche perciò invece di portare i rifiuti organici all’impianto, i rifiuti vengono trasformati di-

G.A.I.A. spa via Brofferio 48 - 14100 Asti - tel. 0141/35.54.08 - fax 0141/35.38.49 e-mail: info@gaia.at.it - pec: info@legal.gaia.at.it 9

informazione publiredazionale

a cura dell’Ufficio Comunicazione di GAIA Spa – Asti


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Le nostre ricette A cura di Alice Allemani

Dolce semifreddo alla nocciola Piemonte I.G.P.

Alice Allemani, 36 anni, pittrice e pasticcera, esponente di spicco FIP, Federazione Italiana Pasticceria Gelateria Cioccolateria. “Da 15 anni delizio i miei clienti con un ricercato mix di gusto e arte visiva che mi hanno resa famosa a livello internazionale.” La continua ricerca nel gusto e l’elevata creatività, ne fanno un sicuro riferimento come docente nell’arte pasticcera. Allieva del grande maestro pasticcere Roberto Lestani, vincitrice di due medaglie d’argento ai Campionati Italiani Cake Design, vincitrice di una medaglia di bronzo alla Selezione Mondiali Cake Design, ed entrata a far parte della categoria “Silver International” al Concorso “Shaki Sugarcraft International” nel 2016. Oggi Docente di Pasticceria Internazionale e Cake Design, tiene corsi di livello professionale presso strutture alberghiere, scuole private, corsi personalizzati singolarmente o a gruppi, in locali adibiti pubblici o privati. “Insegno con amore a preparare ogni tipo di dolce, dal cioccolato in tutte le sue forme ai dolci lievitati, dall’utilizzo del “recupero in cucina” ai dolci per intolleranti o vegani. Amo la pasticceria e sento i dolci parte di me, quando creo ed insegno una delle mie ricette mi immergo nello zucchero dei dessert, regalando sempre un sorriso ed un cucchiaio di orgoglio a tutti i miei allievi.” Per informazioni o prenotazioni ai corsi potete scrivere alla redazione im-com@libero.it lasciando un vostro recapito e sarete ricontattati in brevissimo tempo. Per rappresentarci in questa nuova ricetta vi voglio presentare due prodotti meravigliosamente utilizzabili per creare unici e deliziosi pasticcini dal sapore inimitabile, la “Pasta di nocciole” (pasta 100% di Nocciole Piemonte I.G.P.) e la “Crema spalmabile” (crema di Nocciola, prodotto ottenuto esclusivamente da Nocciola Piemonte I.G.P.) dell’Azienda Agricola Cascina Valcrosa dell'Alta Langa a Lequio Berria, tel. 0173 1996501 - cell. 339 753927

Dolce semifreddo alla Nocciola Piemonte I.G.P. Ingredienti:

• TUORLI (6 tuorli circa) - 120 gr • ZUCCHERO SEMOLATO 220 gr • LATTE 2 dl • PASTA DI NOCCIOLE PIEMONTE I.G.P. 80 gr • LIQUORE NOCILLO 0.4 dl (oppure maraschino) • PANNA MONTATA 3,5 dl • CIOCCOLATO FONDENTE 30 gr

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TORTAGEL 1 bustina ACQUA 2 dl ZUCCHERO SEMOLATO 220 gr NOCCIOLE TRITATE (1 manciata) CIOCCOLATO FONDENTE 40 gr CREMA SPALMABILE DI NOCCIOLE

Preparazione:

Mettete in una ciotola i tuorli, lo zucchero, la pasta di nocciole, il latte ed il liquore e mescolate bene lavorando con una frusta a mano fino ad ottenere un composto omogeneo. Immergete la casseruola a bagnomaria su fuoco basso e continuate a mescolare fino a quando la miscela avrà raggiunto i 72° C. Togliete dal bagnomaria e lasciate raffreddare immergendo la casseruola in una ciotola con acqua e ghiaccio. Aggiungete la panna montata ed il cioccolato tritato finemente. Versate nella tortiera a cerniera di 22 cm foderata con pellicola. Mettete nel congelatore per 8 ore. Dopo le 8 ore sciogliete la gelatina con l'acqua e lo zucchero su fuoco basso e quando raggiunge il bollore cuocete altri due


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Medaglia d’argento - Bologna 2011 “Concorso Nazionale Italiano Cake Design”

minuti. Lasciate raffreddare e spennellate sulla superficie del semifreddo che avrete sformato. Decorate con le nocciole e dopo aver messo la crema di nocciole in una sac-à-poche create piccoli ciuffetti sul dolce! E' una leccornia, "provare per credere", ma la buona riuscita della preparazione è sempre e comunque data dagli ingredienti, devono essere genuini e ben lavorati, quindi affidatevi alla qualità delle nocciole Piemonte I.G.P. dell'azienda agricola Valcrosa di Lequio Berria www.cascinavalcrosa.com.

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Pane, quotidiana bontà A cura della Dr.ssa Laura Icardi

Un alimento indispensabile. Ma perché? Scopriamolo Donne e uomini di Langa hanno un legame quasi magico con la propria terra che sembra riconoscere e ricambiare gli sforzi di questa gente. In Langa non ci sono condizioni territoriali e climatiche tali da avvantaggiare in modo così significativo i suoi abitanti, sono gli abitanti che da sempre sembrano saper osservare, capire, trovare la giusta soluzione, vivere il presente senza mai dimenticare la storia e le esperienze dei propri predecessori. Generazioni e generazioni di contadini hanno trovato le zone migliori per coltivare le piante più adatte nel modo più adatto al clima di questa terra; ogni contadino conosce i suoi fondi e tiene ben conto della loro particolare esposizione, della stagione, dell’età delle culture, perfino dei mutamenti climatici che si avvicendano nei lunghi periodi storici. Così, facendo un giro in Langa, si passa da pianure con frutta e mais, colline dolci rigate di filari altissimi di Nebbiolo per poi salire e imbattersi negli alberelli verdissimi di nocciole e ancora più su, campi ondeggianti di grano. Ogni collina e i singoli versanti sono storicamente e saggiamente dedicati alla coltura che li si esprime al meglio. A parer mio, questo è il segreto della gente di queste parti, saper ottenere il meglio da quello che ha. Per far ciò, la gente di Langa cerca spesso nel passato la miglior risposta alle esigenze moderne e di questo sono testimoni i cereali antichi che ritrovano un posto d’onore nei campi. La dieta moderna richiede alimenti integrali, digeribili, nutrizionalmente ricchi e, mentre il mercato si lancia alla ricerca dei prodotti più strani ed esotici, qui nelle Langhe coltivano di nuovo rosso gentile, gambo di ferro, verna, frassineto….varietà di grano che si coltivavano molti anni fa, ricchi di nutrienti e sapore… perché per la nostra salute siamo disposti a tutto, ma quello che ci pesa di più e senz’altro mangiar male!!!!!!! Un grano antico ha la particolarità di essere una pianta selezionata dalla natura per dare semi forti e vigorosi così da consentire il prepetuarsi della specie, ed è per questo basilare scopo biologico che la loro composizione è nutrizionalmente ricca. I grani selezionati nel dopoguerra sono appunto, stati “selezionati” perché fornissero quello che l’uomo cercava in quel particolare momento storico, vale a dire tanto amido da cui ottenere la maggior resa possibile in farina bianchissima, la farina 00. Que-

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sta farina è ottenuta da una fine setacciatura del chicco macinato (alto livello di abburattamento) e deve il suo candore proprio all’assenza di ogni parte del chicco che non sia la mandorla amidacea. Per questo è la tipologia di farina più povera di proteine, grassi vegetali e fibre. Negli ultimi anni molti nutrizionisti consigliano di limitare il consumo di farina 00 per l’indice glicemico (IG) maggiore rispetto ai tipi di farina meno raffinati oltre che per favorire l’assunzione di alimenti più ricchi in fibra. I grani antichi sono stati rimpiazzati perché poco amidacei, troppo lenti a crescere, e per restare sul filone biologico, perché piante impegnate ad essere grano più che a far farina! L’idea di riproporre i grani antichi delle Langhe non vuole certo perderne la parte migliore e così insieme ai semi hanno rispolverato anche i vecchi sistemi di macinazione; oggi in Langa fanno sentire i loro rumori e scricchiolii dolci mulini storici come i semi che macinano e macine a pietra. Non solo, questi mulini sono condotti, amati e soprattutto capiti da mugnai colti, preparati, motivati ma, non meno importante, cresciuti nei loro mulini, eredi di dinastie di mugnai! I vecchi mulini a cilindri lavorano in modo molto diverso dai moderni impianti, sono stati concepiti per i grani dei tempi in cui sono stati costruiti, e implicitamente, ne hanno rispetto; per le macine a pietra il concetto è ovvio. Il segreto…sta nella lentezza! L’approccio “dolce” delle mole al grano ed il movimento rotante e lento con cui avviene la macinatura consentono di rispettare maggiormente le caratteristiche fisiche e chimiche delle granaglie, permettendo di ottenere farine meno fini, ma più vitali, che conservano tutte le sostanze nutritive dei cereali: le vitamine, gli oli, gli enzimi (in modo particolare la fitasi, importante inibitore dell’acido folico) e i sali minerali. Il mulino a pietra è costituito da un cilindro di acciaio, rivestito esternamente da legno, che avvolge le due macine di pietra. Il frumento entra nel mulino attraverso la tramoggia (una sorta di imbuto), posta sopra il cilindro, per cadere tra le macine che ruotano lentamente. La distanza fra le due pietre, e dunque la finezza della farina, è regolabile. Ciò che ne esce è lo sfarinato, da cui attraverso il passaggio nel setaccio (buratto) si separano crusca e cruschello. Nell’industria moderna, la macinazione del grano avviene per


rubrica mezzo di rulli , i cilindri, che girano ad alte velocità (ca. 300-350 giri il minuto) consentono di lavorare maggiori quantità di grano, ma al tempo stesso provocano l’impoverimento delle farine (di vitamine e proteine) a causa dell’elevato grado di raffinazione e del surriscaldamento subito dall’alta velocità di macinazione. La bassa velocità della ruota mobile a pietra invece, mantenendo bassa la temperatura durante la molitura, evita che la farina si “cuocia”; il germe di grano e gli oli essenziali si fondono, amalgamandosi con la parte amidacea dando alla farina una colorazione bianco avorio con punteggiature beige scuro. A livello organolettico si sviluppano profumi complessi, il gusto è più intenso e, con questo tipo di macinatura, vengono preservate molte delle proprietà salutari presenti nel grano quali proteine, vitamine (B1,B2,PP, B6) magnesio, calcio, e altri sali minerali. Resta chiaro che macinando varietà di grano altamente digeribili, a basso contenuto di glutine e coltivate con rispetto della terra e delle piante si possa ottenere veramente un prodotto eccezionale con cui possono essere ottenuti prodotti altrettanto eccezionali. Il più classico è il pane. Dopo tutto il lavoro svolto, anche quest’ultimo passaggio deve avere lo stesso rispetto per il grano, quindi, parlerei di pane “antico”, o almeno, di pane come una volta. Per mantenere le caratteristiche organolettiche e nutrizionali, il panettiere deve essere persona esperta e capace, deve essere disposto a passare la notte nel pastino, deve saper aspettare, perché come già detto, il segreto, l’unico segreto sta nella lentezza o meglio, nella pazienza! Alcuni panettieri hanno ripreso ad adoperare queste farine, le trattano con cura con impasti lenti, acqua pura, lievito madre e tanto tempo per lievitare, in cambio ottengono un pane con la mollica ricca di piccoli buchi e una crosta ruvida e dorata che sembra sfogliarsi. È un pane profumato che si conserva alcuni giorni…senza conservanti! Certo, perché nè il mugnaio nè il panettiere usano alcun migliorativo, additivo…scorciatoia!. Il pane a lievitazione naturale ha degli indubbi vantaggi sia da un punto di vista organolettico che nutrizionale. A differenza del lievito di birra che contiene saccharomyces cerevisiae, la pasta madre è composta da molti tipi di lieviti diversi, ma sopratutto da batteri del genere lactobacillus. Tali batteri, tramite fermentazioni più lunghe di quelle necessarie per il lievito di birra, trasformano zuccheri dei cereali in acido lattico e promuovono molte altre reazioni che rendono più digeribile il pane ottenuto. La fermentazione non è quindi solo alcolica come per il lievito di birra, ma anche lattica - è un

www.terraetradizione.com pò come se i batteri della pasta madre facessero risparmiare parecchio lavoro al nostro intestino. Come risultato: • minore indice glicemico (l’acidità inibisce parzialmente l’enzima alfa-amilasi e quindi crea meno glucosio). • Maggiore digeribilità data dal processo enzimatico che avviene nel corso della fermentazione e aumenta la disponibilità di carboidrati facilmente digeribili oltre che di proteine. • Maggiore senso di sazietà dopo i pasti per la presenza di Lacto-Bacilli che alterano l’interazione Glutine/Amido. • Utilizzando lievito madre è possibile produrre pani al 100% di segale ed integrali di frumento, senza l’aggiunta di prodotti chimici di acidificazione. Non sono necessari ne utili i conservanti. • Eliminazione degli anti-nutrienti come l’Acido Fitico. • Il pane è più ricco di Zn, Mg, Ca, Fe che non vanno incontro e demineralizzazione. • La presenza di Aceto Batteri aumenta la sensazione di “sapido” al pane diminuendo perciò la necessità di salare troppo l’impasto. Quindi dal grano al pane…..scendendo solo giù dalle colline; in alta Langa si coltiva, più in basso si macina, e quindi si panifica fino a Tanaro! Tutto in Langa, tutto a Km zero come si vuole esprimere oggi il concetto di lavorare con la gente del posto sulla propria terra. Il recupero di varietà autoctone o comunque tradizionalmente coltivate in una certa zona ha un valore storico, paesaggistico e nutrizionale perché quelle sono le coltivazioni che possono prosperare e dare prodotti di qualità senza pesanti interventi dell’uomo, in quel determinato terreno e con quelle precise condizioni climatiche. Recuperare le tradizioni ed i saperi dei nostri avi, dal campo alla tavola, diventa così un modo per preservare il futuro dei nostri figli e dell’ambiente che ci circonda. Insomma, la gente di Langa è gente in gamba! bv orto frutta bv orto frutta

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IL PANE:L'ALIMENTO PIU' ATTUALE CHE C'E'!

Da sempre presente sulle nostre tavole, diventa protagonista in diversi appuntamenti e viene preservato grazie ai Rinoscimenti.

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speciale Il pane è da sempre un prodotto alimentare di eccellenza storica: viene prodotto dai tempi dell’Home Erectus, capace di pestare tra due pietre dei cereali, mescolarli con acqua e cuocere l’impasto su una pietra rovente. Il pane ha accompagnato l’uomo per tutte le epoche storiche, e lo ha sempre sfamato, anche nei periodi di carestia. Il pane simboleggia la vita, la natura, la ricchezza umana. Un alimento che non mancherà mai sulle tavole delle persone: si impara a mangiarlo da subito, e, escluse eventuali allergie alle farine principali, non se ne può fare a meno. Il pane in “chiave moderna” è stato inventato dagli Egiziani, grazie alla fermentazione che lo rendeva più soffice e fragrante. I Greci sono ricordati come ottimi panificatori: inventarono più di 70 qualità di pane, mescolando le farine con altri prodotti della terra. E così, fino ai nostri anni, ne è stato consumato di pane, e se ne riconosce il valore anche sociale e storico, con riconoscimenti di eccellenza, manifestazioni, incontri, fiere.

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I PROCESSI DELLA PRODUZIONE DEL PANE Oltre ai metodi tecnici ci sono i processi per produrre il pane: impasto, …Vediamoli uno ad uno. IMPASTO Si amalgamano gli ingredienti e le proteine della farina si idratano, formando il glutine (ci sono anche pani senza glutine, come sappiamo, per chi è intollerante a questo composto formato dalle proteine gliadina e glutenina), a contatto con l’acqua. Il glutine forma un reticolo all'interno della massa di farina e acqua per una mollica spugnosa, risultato finale della lievitazione

TECNICHE DI PREPARAZIONE DEL PANE In tutti questi secoli si è capito che non c’è un unico metodo per preparare il pane. Vengono riconosciuti tre metodi principali: diretto, semidiretto e indiretto. Metodo diretto: tutti gli ingredienti vengono impastati in un’unica fase. Semidiretto: gli ingredienti vengono impastati tutti insieme con l’aggiunta di un pezzo di pasta lievitata in giorno precedente. Indiretto: prima di prepara un pre-impasto di acqua, lievito e farina, chiamato “biga o biga liquida”, in base alle proporzioni, poi a questo pre-impasto, lasciato fermentare dalle 4 alle 48 ore, si aggiungono tutti gli ingredienti. Questo metodo aumenta il gusto ed il profumo del pane, permette una alveolatura migliore (i classici buchi nella mollica), migliora la digeribilità e la conservazione. Nella preparazione bisogna fare attenzione a calcolare bene i tempi ed a controllare le temperature di cottura.

che trattiene i gas. Per ottenere un buon impasto la temperatura ottimale deve essere nel range dai 22° a 26° C. Le macchine automatiche regolano la temperatura anche in base a quella esterna, dettata dalle stagioni. PRODUCIAMO E VENDIAMO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO FARINE DI QUALITA’ MACINATE SIA CON MULINO A PIETRA CHE CON MULINO A CILINDRI SIAMO I PRODUTTORI DELLA FARINA UTILIZZATA DAL CONSORZIO DI TUTELA E PROMOZIONE DEL “PANE DI BRA”

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PUNTATURA E’ la fase in cui l’impasto viene lasciato a riposo: i tempi variano a seconda della ricetta e delle farine utilizzate.

SPEZZATURA E FORMATURA L’impasto viene diviso in pezzi e vengono create le forme che prenderanno i nomi della tradizione, in base alle Regioni in cui viene prodotto il pane. Lievitazione: in questa fase la “magia” della lievitazione permette alle forme di iniziare a “vivere” prendendo voluto, sviluppando il sapore ed i profumi caratteristici. Il pane viene coperto con teli su assi di legno o messo in celle di lievitazione. Cottura: la cottura porta il pane ad essere commestibile: varia dai 180° C ai 275° C, e va dai 13 ai 60 minuti in forno. Più le forme sono grandi, minore è la temperatura di cottura ma maggiore è il tempo. La pasta all’interno delle forme non deve mai superare i 98° C, mentre in superficie, dai 100° C ai 140° C l’acqua evapora, gli zuccheri caramellato e la crosta diventa più ambrata.

Il pane viene lasciato raffreddare ed è pronto per essere degustato, fresco e fragrante!

IL “PAN ED LANGA”: COME VALORIZZARE UN PATRIMONIO STORICO La tradizione dei territori passa anche attraverso

la valorizzazione dell’enogastronomia e dei suoi prodotti che, con il tempo e grazie al lavoro delle persone, sono diventati eccellenza riconosciuta. Le intuizioni portano ad ottenere buoni risultati anche per il campo dell’alimentare e, a partire dal 2013, il “Pan ed Langa” è diventato un prodotto riconosciuto e riconoscibile, grazie all’impegno dei artigiani panettieri albesi che fanno parte del Consorzio di Tutela e Promozione. Una piccola ostia rotonda che riprende il marchio delle spighe di grano abbracciate come segno distintivo per la genuinità e qualità del pane che viene proposto. Qual è la peculiarità di questo pane e come è nato? E’ nato dall’impegno dell’esperto mugnaio Renzo Sobrino che è riuscito a produrre farine particolari da grani antichi diffusi in Langa fino agli anni ’50. Si è tornati a parlare delle varietà “Gambo di ferro”, “Rosso gentile”, “Verna” e “Frassineto”, ricoltivate ora sulle colline. L’alleanza con i panettieri del Consorzio ha portato alla produzione di un pane dai sapori e dai profumi antichi, particolari, molto interessanti. Il “Pan ed Langa” si caratterizza per una pasta semi-integrale, a ridotto contenuto di glutine, ottenuto da una lunga lievitazione naturale, molto digeribile e a lunga conservazione, e viene proposto in pagnotte allungate dal peso di 500 grammi con la classica incisione a spiga stilizzata con marchio l’ostia che lo contraddistingue.

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C O N S O R Z I O PA N E D L A N G A : U N A S Q UADRA BUONA COME IL PANE

Una squadra che lavora per valorizzare il territorio attraverso le sue eccellenze, in questo caso il pane. Il Consorzio di Tutela e Promozione del Pan ed Langa è formato da Enrico Giacosa (Panetteria Giacosa di Alba), Marcello Canavero (Alla corte del pane), Marco Bosio (Il Forno di Bosio), Dario Ferrero (Antico forno), Luigi Gerlotto (La bottega del fornaio), Tallone Fratelli (Panificio Tallone) e Claudio Sarotto (Panificio Pasticceria Forno a legna di Manera) di Benevello. L’intento è quello di valorizzare questo pane della tradizione, ottenuto da vecchie varietà, un tempo coltivate sulle colline di Langa, ed ora tornate in auge grazie al lavoro degli agricoltori, del Consorzio e dell’esperto mugnaio Renzo Sobrino. Ma come funziona e come si muove il Consorzio? Ce lo dice il Presidente Enrico Giacosa. Consorzio Pan ed Langa: come e perché siete arrivati a formarlo? «L’idea di formare un Consorzio ha come base la nostra intuizione di lavorare le vecchie varietà di grano coltivate in Langa e utilizzate negli anni ’60 come migliorativo per il grano tradizionale. Abbiamo trovato un valido collaboratore nel mugnaio Renzo Sobrino che le conservava per rispetto della biodiversità del grano. Partendo da questo ci siamo impegnati per riportare sulle tavole il Pan ed Langa, fatto con le cinque varietà di grano che abbiamo recuperato, e per donare al cliente un nuovo modo di gustare la tradizione. Il grano e la sua lavorazione sono stati il punto di partenza: basti pensare che nelle nostre zone ci sono due mulini considerati di eccellenza nel mondo. Ci siamo sentiti spinti quasi da un’esigenza di valorizzare le Langhe anche con il pane che, secondo noi, è come il vino, ambasciatore di un territorio dove le eccellenze non mancano».

produrre il pane? Il “segreto” e la “magia” di questi grani sta nel lavorare le farine con operazioni prettamente manuali, che permettono alla pasta di non stressarsi, e di conservare i polifenoli, gli aromi, i profumi, e la sua alta digeribilità. La lievitazione ha tempi diversi rispetto a quelli dei grani che si utilizzano normalmente. Dietro le pagnotte da 500 gr del Pan ed Langa c’è il lavoro dell’agricoltore, quello del mugnaio e quello dei panettieri del Consorzio: una filiera attenta al biologico ed al biodinamico, al recupero di terreni incolti in cui si riportano in auge questi tipi di grano. C’è una storia: quella di un territorio che parla attraverso le sue eccellenze».

Il Pan ed Langa: le sue caratteristiche. «Per la produzione di questo grano abbiamo individuato cinque vecchie varietà: Rosso Gentile, Gambo di ferro, Verna, Frassineto, Autonomia. Da questi si ottengono farine che hanno un basso contenuto di glutine e nella scala della panificazione non superano i 90 W e quindi teoricamente non sono panificabili. Allora come si fa a

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speciale Il Pan ed Langa: il consumatore come si pone di fronte a questo prodotto? «Ci sono atteggiamenti diversi: c’è chi lo prende come una novità, chi lo preferisce per la sua naturalità, e chi si informa e capisce come il Consorzio faccia un lavoro di valorizzazione e reinvestimento del denaro nella filiera. I grani per questo tipo di pane vengono pagati 70 Euro al quintale. Un prezzo che va ben oltre la media di quelli biologici (30/35 Euro al quintale), dettato da vari fattori che possano premiare gli agricoltori che credono in questi grani che hanno resa molto bassa rispetto a quelli moderni. Pagare così la materia prima conferma come vogliamo investire sul territorio, tutelarlo e promuoverlo presentando al consumatore un pane della tradizione che ogni volta non è mai uguale, proprio perché ogni grano dona farine con sentori diversi ed unici. E questo viene apprezzato dai clienti».

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Il Pan ed Langa è un’eccellenza del territorio: è un pane che si può gustare anche in abbinamenti particolari con altre eccellenze? «E’ un pane a tutto pasto e si esalta con la crema alle nocciole, con l’aglio, con la carne cruda. Le farine utilizzate danno sentori diversi perché utilizzate in purezza in base alla disponibilità dei grani al momento. Su ogni sacco è riportato il nome dell’agricoltore ed il tipo di grano coltivato e, in base alla resa, sappiamo quanta farina avremo e, di conseguenza, quante pagnotte da poter produrre che vengono poi certificate dal marchio sull’ostia commestibile (Ogni panificatore ha un numero preciso di ostie) Queste sono garanzie importanti per il consumatore».

Quali sono le iniziative promozionali che organizzate durante l’anno? «Partecipiamo alla Fiera del Tartufo di Alba, Vinum, convegni regionali, nazionali ed internazionali. Per Expo 2015 eravamo presenti a Firenze all’Accademia Georgofili, per “Grani e pani” dove abbiamo presentato il nostro progetto ed i nostri disciplinari, riscuotendo consensi che hanno confermato che stiamo camminando sulla strada giusta»

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Bianca Vetrino Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba: per Bianca Vetrino questo è solo uno dei tanti incarichi che ha avuto nella sua vita dedicata alla politica, al sociale ed al territorio. Ha ricoperto diversi ruoli per la Regione Piemonte ed ha sempre cercato di valorizzare il territorio e le iniziative, anche dei privati. La sua costanza e le sue capacità le hanno permesso di ottenere risultati che ha sempre voluto condividere con gli altri e tuttora le sue scelte la premiano nelle attività che la vedono coinvolta.

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speciale Bianca Vetrino, nata ad Alba, quasi un segno del destino. Cosa ne pensa? «Sono albese di nascita e porto la mia cittadina nel cuore. Fin da piccola ho sempre nutrito una grande passione per il vino e per le eccellenze del territorio. Mi ricordo che , poco più che dodicenne giravo tra i carri con le uve in vendita al mercato di piazza San Paolo ad Alba, dove mio padre faceva il mediatore. In quel tempo ho maturato il sogno di diventare enologo ma quelli anni non erano ancora favorevoli per le donne in quel campo lavorativo.

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bene: in tutti gli anni trascorsi a gestire la “cosa pubblica” che cosa ha sempre cercato di trasmettere? «Fin da ragazzina il mio interesse per gli articoli della Costituzione mi hanno portata a valutare della “cosa pubblica”. Ho avuto la fortuna e la costanza di camminare su una strada che mi ha portata a diventare prima sindaco di Pino Torinese e poi a vivere tre Legislature al Consiglio Regionale del Piemonte (19801995) come vice presidente del Governo Regionale e come Assessore Regionale. Sono stata anche vice presidente dell’associazione per la costituzione del Salone del Libro e, negli anni successivi, presidente della società italiana Traforo Monte Bianco.Ho sempre cercato di trasmettere il concetto di collaborazione per fare crescere un territorio dove l’unione è fondamentale per raggiungere i traguardi e per aumentare la reputazione agli occhi del mondo. In questi tanti anni il lavoro mi ha portata più lontana da Alba ma non ho mai tagliato il cordone ombelicale con la città, ed il fare parte da molti anni dell’Ordine dei Cavalieri lo testimonia». Lei è Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei vini di Alba. Che cosa significa per lei questo incarico e qual è la sua storia in questa importante associazione?

Nella mia vita sono riuscita comunque a rendermi utile anche in questo settore. ». La sua carriera politica la conosciamo

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«Dal 2011 sono stata nominata Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei vini di Alba, nel quale sono presente dal 1968. Un anno importante perché sono stata la prima donna ad entrare in questo Ordine, nel corso della cerimonia del


speciale secondo capitolo che si svolgeva nel castello di Grinzane Cavour. I padrini erano il Gran Maestro Luciano De Giacomi ed il socio fondatore Enzo Agnelli. Far parte di questa associazione è importante ed ha sempre segnato il mio indissolubile legame con Alba. Sono stata Maestro per 9 anni e sono Maestro Onorario della Delegazione Piemonte fino al 2010. Diciamo che dal 2011 è iniziata la mia “seconda carriera” e, in questi anni, non sono mancati numerosi riconoscimenti anche all’estero: sono cittadina onoraria di Medford, città statunitense gemellata con Alba, sono anche Lieutenant d'honneur de la compagnie de mousquetaires de l'Armagnac di Bordeaux e Chevalier de la Confrérie des Chevaliers du Tastevin de la Bourgogne, entrambe francesi. E questi riconoscimenti li vivo come il risultato di un lavoro fatto a favore di un territorio che è attento alla valorizzazione della qualità e delle sue eccellenze. Dall’inizio dell’attività dell’Ordine, nel Salone delle Maschere del Castello di Grinzane Cavour, nostra sede, quasi 2000 Cavalieri hanno ricevuto le nostre insegne: la mia soddisfazione è di constatare che sempre più giovani e donne si avvicinano all’Ordine con un approccio culturale mirato ed un desiderio di approfondimento che deriva dal fascino per questa terra e per i suoi prodotti d’eccellenza». Chi è Bianca Vetrino e quanto è legata ad Alba? «Mi sento cittadina del mondo ed apprezzo il confronto oltre confine ma

Rasty,

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amo all’infinito Alba dove sono nata e le Langhe dove vivo saltuariamente ma sempre più sovente da molti anni. Ogni volta che vedo un tramonto in Langa continuo ad emozionarmi ed a desiderare di fare conoscere a tutti i nostri paesaggi, i nostri castelli ma soprattutto le nostre inconfondibili distese di vigne. Nello statuto dell’Ordine si legge che “il suo scopo è quello di difendere e diffondere in tutto il mondo la gastronomia, i vini, e gli altri prodotti genuini di Alba e delle Langhe”, e questo è sempre stato il mio “credo” per aiutare a promuovere il territorio».

E il vino? Le piace? «Mi piace bere moderatamente: non più di un bicchiere a pasto, la dose ottimale per le donne. Nel Castello di Grinzane Cavour che frequento da molti anni dove c’è la sede dell’Ordine dei Cavalieri, si è insediato anche l’Osservatorio Nazionale sul consumo consapevole del vino

cotte! s a m a a nostr

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le hanno dato maggiori soddisfazioni?

gestito dall’Associazione Vino e Salute nel contesto del Museo delle Langhe che occupa i piani superiori del castello. Dico questo perché respiro profumo di vino fin da piccola e sono sempre stata molto curiosa: mio padre era mediatore, io ho imparato ad amare il vino ed a rispettare chi lo produce, e poi sono riuscita a rendermi utile, e continuo a farlo con l’Ordine dei Cavalieri».

«Ricordo diversi lavori che hanno portato a delle migliorie in diversi settori ma mi è rimasto nel cuore il ricordo della mia vicepresidenza all’Associazione per la costituzione del Salone del Libro di Torino perché ho sempre creduto nella cultura, sinonimo di curiosità. Essere curiosi vuol dire essere indagatori e

Come sono nate le sue passioni che poi sono diventate praticamente un lavoro?

ricercatori. E tutti sappiamo come è cresciuta questa manifestazione»

«Sono sempre stata molto curiosa in tutto quello che ho fatto, e credo che questo sia importante. Sono la pronipote di Leopoldo Baracco, senatore di Asti negli anni ’60, ed ho nel sangue il gene del Governo della cosa pubblica. Ho avuto la fortuna di avere un marito che mi ha sempre appoggiata in tutto quello che ho fatto» Quali sono stati i momenti lavorativi che

Lei ha sempre vissuto intensamente il territorio piemontese: che cosa ci può dire delle Langhe-Roero e Monferrato che, come sappiamo, sono diventati Patrimonio Unesco? «Il Riconoscimento è importante anche se lo considero tardivo. Finalmente è arrivato e cerchiamo di valorizzarlo perché i commissari Unesco tra alcuni anni verranno a controllare se stiamo


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rispettando i progetti e la tabella di marcia. Credo che si stia lavorando bene: lo stile di vita, la laboriosità del territorio, le energie di grandi imprenditori sono caratteristiche che ci devono accompagnare per mantenerlo. E’ un onore e soprattutto un impegno continuare a fare qualità e tutelare le eccellenze, che sono tante».

Molti si sono avvicinati e questo lo dimostrano le numerose associazioni di volontariato che fanno onore anche alla Città di Alba che riesce a tenere contatti in buona parte del mondo». La promozione del territorio: stessa domanda di prima Iniziamo dalla politica: se e come è cambiata da quando la faceva lei? «Non è cambiata la politica, è cambiato il modo di pensare, di valutare, di gestire la cosa pubblica. Io sovente sono critica però mi rendo anche conto che il cambiamento influenza anche il modo di approcciare i problemi e di risolverli». Il sociale: stessa domanda di prima «Nel mondo del sociale c’è stata una presa di responsabilità maggiore negli anni.

«Stiamo scrivendo il libro sui 50 anni dell’Ordine e il nostro ruolo è anche quello di fare promozione. L’Italia è vista con simpatia dal mondo. Lo spirito imprenditoriale privato ha portato nei decenni passati grande visibilità, fin dal 1800, ed ha permesso di creare la strada maestra. Ora ci vuole unione, e la nascita di Enti, Consorzi e Cooperative lo testimonia, bisogna proseguire in questa direzione. Solo restando uniti e facendo gioco di squadra si possono ottenere risultati significativi, in un mondo dove bisogna farsi sentire uniti e compatti».

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CASA

AVANTI TUTTA CON

L’ECOBONUS!

2017-2019 anche per il prossimo triennio viene confermato l’Ecobonus del 65% per la detrazione dei costi sostenuti per il risparmio energetico nell’ambito della riqualificazione energetica degli immobili. E per tutto il 2017, il 50% viene dato per le ristrutturazioni. 26


speciale Per l’edilizia il 2017 inizia bene: la riconferma dell’Ecobonus fino al 2019 compreso, il bonus ristrutturazione casa, anche per i non residenti sul territorio italiano, e il Sismabonus, confermano come si voglia dare importanza ad un settore che negli ultimi anni ha patito un po’ troppo la crisi immobiliare del 2007/2008, e che sta vivendo in una “bolla di ridimensionamento” che deve essere fatta scoppiare al più presto. Ed un bel chiodo per sgonfiarla è sicuramente la riconferma della detrazione del 65% dei costi relativi al risparmio energetico, del 50% per le ristrutturazioni, e del range dal 70% all’85% per interventi su edifici nelle zone sismiche, in base alla classe di rischio. Questo conferma la possiamo vedere sotto un duplice aspetto: il sostegno al settore dell’edilizia, come accennato sopra, che porta a risvolti positivi anche sull’economia in generale, vista l’importanza ed il peso del settore nella produzione di PIL in Italia. E come un aiuto verso le famiglie che, di fronte ad incentivi fiscali, sono più propense alla ristrutturazione ed al miglioramento delle proprie abitazioni.

www.terraetradizione.com dichiarazione dei redditi usando il modello 730. Per le famiglie con redditi che rientrano nella “No Tax Area” c’è la possibilità di usufruire della “Cessione del credito” cedendo il proprio credito all’azienda incaricata di svolgere il lavoro, che poi deve accordare al cliente una parte della detrazione sotto forma di sconto sul lavoro finale. Ma le spese sono relative solo a parti comuni in condomini.

Cerchiamo di capire bene a chi spetta la detrazione fiscale dell’ “Ecobonus 65 Enea 2017”. Possono accedere persone fisiche, imprese, associazioni tra professionisti, commercianti, Enti non commerciali. La spesa massima dipende dal tipo di lavori: il miglioramento dell’efficienza energetica tramite una riqualificazione totale di un edificio permette di detrarre spese per lavori fino ad un massimo di 100.000 Euro. La sostituzione infissi e la coibentazione di pareti e soffitti, consentono di detrarre al massimo 60.000 Euro. Per l’installazione di un impianto solare termico si portano in detrazione fino a 60.000 Euro. La sostituzione della caldaia con un nuovo impianto a biomassa o a condensazione ha un tetto di detrazione pari a 30.000 Euro. La detrazione va indicata con l’apposita documentazione modello Unico, oppure nella

IMPRESA EDILE TEDESCO ANDREA

Via Giovanni Goria 31 - 14036 Moncalvo (AT) Tel. 0141 917517 - 392 8206826 - impresa.edile.tedesco@gmail.com 27


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TEDESCO ANDREA IMPRESARIO EDILE DI MONCALVO: L’EDILIZIA PER L’AMBIENTE L’edilizia, un settore che negli ultimi anni non ha passato un bel periodo, e che ora cerca di riprendersi. E ci sta riuscendo, anche grazie alle imprese come quelle di Andrea Tedesco, un impresario edile di Moncalvo (AT) che, da 15 anni, propone lavori di qualità, insieme ai suoi collaboratori specializzati. E’ lui stesso a parlarci del suo metodo e degli interventi relativi al risparmio energetico: «La mia impresa è composta da 5 persone, siamo molto attenti alle qualifiche ed agli aggiornamenti che bisogna fare. Ci occupiamo in prevalenza di edilizia per la ristrutturazione e per il risparmio energetico, e riusciamo a dare un servizio completo: creazione di cappotti termici, smaltimento eternit, impianti solari e fotovoltaici, pannelli coibentati, isolamenti sottotetti con madreperla. Questi sono alcuni dei lavori che vengono maggiormente richiesti e che permettono di avere agevolazioni fiscali in chiave di risparmio energetico. Cerchiamo di fare capire al cliente che la qualità del prodotto utilizzato e la professionalità dell’impresario edile sono la base per ottenere risultati reali e duraturi nel tempo. E devo dire che nella mia carriera la maggior parte delle persone capisce questo nostro modo di lavorare incentrato sulla qualità, e le soddisfazioni non mancano. E credo che quando con il cliente nasce anche un rapporto di amicizia, questo la dice lunga sul nostro modo di lavorare. A livello generale l’edilizia è in una fase in cui bisogna fare attenzione ai costi, dettati anche molto dalla burocrazia, che dovrebbe essere snellita, ed al modo di muoversi di certa concorrenza. Ci può essere lavoro per tutti ma bisogna comportarsi bene con il cliente ed essere competenti e competitivi su ogni servizio. Io ed il mio staff abbiamo sempre cercato di lavorare in questo modo, e continuiamo a farlo».

IL SISMABONUS 2017: COME FUNZIONA UNA NOVITÀ PER TUTTI! L’ECOBONUS? Il nome “Sisma” purtroppo riporta alla mente quelle zone che nel 2016 sono state colpite dai vari terremoti in Centro Italia. Ma l’aggiunta della parola “Bonus” riporta il sorriso perché conferma come lo Stato nella Legge di Stabilità sia attento a questo grave problema. Cos’è il Sismabonus 2017 e come funziona? Favorisce le ristrutturazioni edilizie con misure antisismiche e prevede due diverse percentuali di detrazione, in base alla riduzione della classe di rischio e del tipo di immobile interessato per la detrazione. Può essere fruito per la prima casa o seconda casa, per l’attività produttiva i condomini, presenti nelle zone 1, 2 o 3 ad alto, medio e basso rischio di eventi sismici. Per le abitazioni e le attività produttive: riduzione del 70% per classe 1 di rischio, 75% per la classe 2. Per i condomini: 75% per classe 1, e 85% per classe 2 e 3.

I SERRAMENTI:

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I serramenti sono uno degli elementi della casa che, in caso di intervento, sono tra i primi ad essere sostituiti. Riguardano finestre e porte-finestre e, a volte, la porta di casa e sono fondamentali per la qualificazione ed il risparmio energetico di un’abitazione. I requisiti di edificio e serramenti che devono essere soddisfatti non sono pochi, per poter usufruire dell’Ecobonus. Vediamo insieme quali. Si possono inserire nella domanda di detrazione: Schermature solari esterne (incluse le persiane) e dispositivi per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento (anche aria calda). Se l’intervento riguarda l’intera casa la detrazione sale al 65%. Se i lavori di riqualificazione energetica superano il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, l’Ecobonus sale al 70%. Se gli interventi riguardano anche il miglioramento della prestazione energetica estiva, e non solo invernale, la detrazione fiscale è del 65%. La detrazione fiscale include anche le spese


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per le strutture accessorie ai serramenti come, ad esempio, “scuri”, persiane e cassonetti nel telaio dell’infisso. I serramenti devono essere rivolti verso l’esterno o verso locali della casa in cui non si sia una fonte di calore. Questo perché devono delimitare il volume riscaldato dell’edificio. I serramenti devono rispettare un determinato limite di trasmittanza termica che riguarda la quantità di calore che si disperde all’esterno in base al materiale di cui è fatto un serramento. Più la qualità del serramento è alta, meno il calore viene disperso, ottenendo così una prestazione di risparmio energetico migliore. Di questi aspetti ne parliamo con i professionisti del settore che, grazie alla loro esperienza, possono consigliare al meglio i nostri lettori.

BELLONE OTTAVIO: OTTAVIO: II SERRAMENTI SERRAMENTI CHE CHE VUOI VUOI TU TU BELLONE I serramenti e l’involucro esterno di una casa sono molto importanti per il risparmio energetico. E per proporre i prodotti giusti ci vogliono ditte che abbiano esperienza nel settore. Bellone Ottavio Serramenti di Costigliole d’Asti (AT) è un’azienda che, grazie ai suoi 40 anni di lavoro nel settore della carpenteria metallica, cancelli, ringhiere e inferriate, ha saputo specializzarsi nel ramo dei serramenti. Il titolare Ottavio, con il figlio Dino, ci spiega qual è la filosofia di lavoro adottata: «Da più di 40 anni lavoriamo a servizio del cliente. Sembra una frase fatta, ma non è così. Con gli anni le persone hanno preteso sempre maggiore professionalità da chi, come noi, lavora anche nel settore del serramento. E costruire direttamente il prodotto è un valore aggiunto che viene apprezzato perché dona la possibilità di maggiore personalizzazione ai serramenti in pvc, alluminio o alluminio/legno. Diamo qualità, grazie alle certificazioni dei componenti del serramento, e competenza, seguendo il cliente durante la fase di progetto, di posa, di post vendita ed anche per il servizio di consulenza per la parte burocratica per ottenere le detrazioni fiscali. Le leggi imposte per il risparmio energetico, comportano sempre una maggiore attenzione ai particolari di costruzione per gli infissi in alluminio, alluminio/legno e PVC. Dal 2016 siamo anche rivenditori per le porte interne, e questo perché le richieste che ci vengono fatte sono molto diverse tra loro: si va dalle inferriate apribili per le persiane agli avvolgibili orientabili, dalle persiane blindate ai serramenti. Grazie alla nostra esperienza riusciamo a dare il prodotto personalizzato adeguato»

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TINTEGGIATURA PER LA CASA: I VANTAGGI FISCALI Agevolazioni fiscali imbianchino? Si può! La tinteggiatura delle pareti interne ed esterne di un’abitazione può rientrare nel campo sia delle ristrutturazioni edilizie, che del risparmio energetico per le detrazioni fiscali. Cerchiamo di capire quali sono i casi specifici a riguardo. Per le pareti interne della casa se parliamo di abitazione privata, questa operazione non si può fare rientrare nella detrazione fiscale, a differenza di quella relativa a tinteggiatura interna di un condominio che può rientrare in questo ambito, incluse cantine ed autorimesse condominiali. Però la singola unità abitativa rientra nell’ambito delle detrazioni fiscali se si tinteggiano pareti interne in seguito a lavori di demolizione o di costruzione di nuovi muri divisori o di messa a norma dell’impianto elettrico, o se si devono co-

www.terraetradizione.com struire o demolire pareti interne. Per le pareti esterne bisogna fare una distinzione: per quelle condominiali la detrazione fiscale si ottiene sempre, perché la tinteggiatura viene considerata opera di ristrutturazione edilizia, incluso il ponteggio. Per le abitazioni private solo se si cambia colore o se si rientra in maggiori lavori quali ad esempio il cambio degli infissi o dei serramenti esterni. Esiste un terzo caso: se la tinteggiatura rientra in opere per il risparmio energetico. Concerne sia pareti interne che esterne per abitazioni private o condomini. Questo perché le pareti rientrano tutte nell’isolamento, grazie alla sistemazione precedente di un “cappotto” per il risparmio energetico. La tinteggiatura fai-da-te rientra nelle detrazioni fiscali in seguito ad opere di ristrutturazione edilizia o di risparmio energetico. Gli strumenti utilizzati per tinteggiare sono esclusi perché riutilizzabili. L’ammontare della detrazione è del 50% sull’importo massimo della spesa ammessa al beneficio.

BOERO FRANCO: TINTEGGIARE CON TECNICA Essere un tinteggiatore non è semplice, ci vuole esperienza, conoscenza dei prodotti, tecnica e fantasia. Tutti aspetti che Franco Boero mette in campo da molti anni e che firmano le pareti delle case del territorio con quella creatività che non guasta mai. Dalle sue parole scopriamo quali sono le ultime novità: «Le maggiori novità riguardano le diverse tecniche nel dare la tinta, che, se abbinate bene alle caratteristiche dei vari colori e della consistenza della tinta o della pasta, portano ad ottenere effetti visivi e cromatici molto interessanti e di sicuro impatto. Piacciono molto gli effetti legno, tessuto e bambù, o le strisce verticali o orizzontali, soprattutto nelle camere da letto. Mi occupo anche di pareti esterne e ultimamente le pitture che vanno per la maggiore sono a base di materie prime che permettono un maggiore isolamento termico alle pareti. Non siamo ancora ai livelli dei materiali usati per i cappotti termici ma il contributo di queste soluzioni è apprezzabile. Utilizzo tinture a base di sostanze che rispettano l’ambiente perché bisogna essere molto attenti alla salute ed alla natura. Su questo punto sono stati fatti passi miglioramenti significativi negli ultimi anni e per me è sempre stato importante. Quando inizio un rapporto lavorativo con il cliente cerco sempre di fare capire che ogni intervento sulle pareti richiede precisi passaggi, in base anche alla situazione che si trova: questo perché in base a come si interviene si otterranno di conseguenza risultati diversi. Poi si cerca sempre un compromesso, anche in base alle disponibilità del cliente. Ci vuole il giusto equilibrio per ottenere un risultato quanto meno buono. Concludo la mia analisi ricordando un mio caro amico scomparso ad inizio anno: Remo, sei stato un grande “artista della tinteggiatura”, ti porterò sempre nel cuore ed il tuo ricordo sarà sempre vivo nelle tue opere».

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GIORDANO PORTE: STILE E PERSONALITA’ 35 anni di esperienza, grande professionalità, passione per il lavoro e rispetto del cliente. Questi sono i valori della Giordano Porte di Fr. Mussotto ad Alba (CN), azienda specializzata nella produzione di porte interne, senza dimenticare la vendita di serramenti e porte da garage. E Bruno Giordano, titolare con Valter e Daniela, ci spiega come l’azienda sia diventata un punto di riferimento per la zona, e non solo. «Il mercato delle porte interne e dei serramenti è molto variegato. Noi da anni portiamo avanti la nostra filosofia di lavoro incentrata sulla qualità e sulla serietà. Uniamo la tradizione alle tendenze del momento per offrire al cliente le novità che effettivamente possono essere viste come un miglioramento, per rendere la casa ancora più bella. Il cliente apprezza il nostro approccio incentrato sul capire le sue esigenze e su come metterle in pratica. La porta interna è il risultato finale di una scelta ben precisa che deve rendere l’abitazione un posto piacevole esteticamente e funzionale nella pratica. Il valore aggiunto di avere il laboratorio interno di produzione permette di ottenere soluzioni ad hoc per ogni esigenza, anche in base al luogo in cui deve essere montata una porta. Con questo voglio dire che il nostro non è un prodotto standard ma studiato in modo tecnico direttamente dai nostri addetti. Oltre a questo cerchiamo di proporre diverse combinazioni per andare incontro al gusto estetico del cliente. Capitolo mercato: la concorrenza non manca ma, grazie alla nostra esperienza, riusciamo ad essere competitivi in tutti i livelli di richiesta. Il ventaglio di scelta da noi è adatto per diversi clienti: dal più esigente a quello che vuole risparmiare qualcosa in più. Il nostro raggio d’azione sono la Provincia di Cuneo, l’astigiano, l’alessandrino, la Liguria ed il basso milanese».

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EFFIMERA 20/21 Maggio Incontro con i Maestri Madonnari

Cresce l’attesa per l’evento che, sabato 20 e domenica 21 maggio, ospiterà ad Alba dieci Artisti dell’Arte dell’Effimero, più comunemente conosciuti come “Madonnari”. Dipingono al suolo, utilizzando solo gessetti, opere di grandi dimensioni a carattere prevalentemente religioso. Mutuando dalla specificità della loro arte che, per i materiali usati, ha durata breve e tende a dissolversi con il passare del tempo, la manifestazione è stata battezzata dal suo ideatore, il giornalista albese Carlo Passone, EFFIMERA. Da cosa nasce questa idea ? “E’ un progetto che ho in testa da trentacinque anni” ci risponde, “da quando li vidi all’opera per la prima volta rientrando dalle ferie a Marina Romea. Volevo far vedere a mia figlia Cristina e a mia moglie la reggia dei Gonzaga a Mantova e arrivando a Curtatone fui attratto da manifesti che segnalavano il Raduno nazionale dei Madonnari al Santuario della Madonna delle Grazie. Una piccola digressione ci stava e lo spettacolo che si parò ai nostri occhi fu fantastico. Tutta la spianata di fronte al Santuario era occupato da centinaia di persone, chine sull’asfalto o sdraiate a terra ad ultimare i loro capolavori. Era il 15 agosto e scoprii che in questa data, ogni anno, i Maestri Madonnari, da tutta Italia e dall’estero, si riuniscono per celebrare la loro festa. Quell’immagine è rimasta scolpita nella mia memoria e da allora, più volte, ho avuto il pensiero di realizzare qualcosa di simile anche ad Alba” L’idea è senz’altro stimolante ma come mai ci sono voluti trentacinque anni per realizzarla? “Beh, non è che pensassi a questo evento tutti i giorni ma, ogni tanto mi rispuntava in mente, solo che, ogni volta che provavo a proporlo ad

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Amministratori, Enti o Associazioni varie, avevo risposte molto vaghe se non contrarie e la cosa finiva lì.” Cosa è successo oggi per essere riuscito a concretizzare questo sogno ? “ Nulla di particolare, devo ammettere, se non che, riparlandone con l’attuale Ass.re alla Cultura e Turismo (Fabio Tripaldi n.d.r.), con il Presidente della Famija Albeisa e con due carissimi Amici imprenditori, Valter Flori e Valter Morando ho avuto, immediata, la risposta che da tempo aspettavo: "bellissima idea, se la porti avanti ti darò una mano". Ci siamo, mi sono detto. Se in quattro mi dicono che l’idea piace troverò anche altri e sono partito. Più facile del previsto allora se sono bastate quattro risposte positive. “Magari, è da luglio dell’anno scorso che sto lavorando a questo progetto. Prima lo studio di come articolare l’Evento, l’individuazione degli spazi idonei, poi la decisione di quanti Madonnari poter iingaggiare per questa prima volta, quindi la ricerca degli Artisti tra Milano, Bergamo e Mantova, con scelta finale sul Gruppo Madonnari di Bergamo che hanno presentato la migliore richiesta, poi la…. via crucis alla ricerca di sponsor. Partendo dalla base garantita dall’Ass.re Tripaldi e dai due Amici imprenditori, passo, passo ho recuperato altre Aziende del territorio che in forme diverse hanno garantito il loro contributo economico o tecnico, Il colpo di fortuna decisivo è stato l’anticipo dell’Assemblea di Banca d’Alba al 21 maggio, concomitante con il secondo giorno di lavoro per i Madonnari, tale che ai Soci, dopo l’Assemblea ed il pranzo, verrà offerto lo spettacolare colpo d’occhio su piazza S.Paolo dipinta sabato 20 e la possibilità


Territorio di ammirare gli Artisti in corso d’opera la domenica. La presenza di oltre 10.000 Soci di Banca d’Alba uniti a turisti e curiosi che graviteranno sulla Città richiamati dall’Evento garantisco una grandiosa visibilità alle opere realizzate.” EFFIMERA però non si concluderà con la realizzazione delle opere nei due giorni previsti. “E’ vero, in effetti nelle fasi preparatorie del progetto, il Maestro Madonnaro sig. Perico mi informò della possibilità di avere opere realizzate su pannelli di truciolato che sarebbero rimaste di mia proprietà. Fu a quel punto che, rivoluzionando il progetto già abbozzato, ne preparai un secondo che prevedesse due giornate di lavoro, una con esecuzione classica “a terra” e la seconda con la realizzazione di 10 “pannelli”, con conseguente aumento dei costi e con nuovi problemi di logistica. A questi ultimi ho trovato soluzione con sponsorizzazioni di scambio. Sarebbe a dire ? Che, invece di pagare per la presenza pubblicitaria su tutto il materiale a stampa, questi Sponsor hanno offerto prestazioni di servizio. I Madonnari saranno infatti ospitati per il pernottamento al Rinnovato Hotel ALBA di c.so Asti, mentre pranzi e cene saranno a carico del Rist. Savona, del self-service Punto Amico e del Rist. Vecchio Gallo, mentre i 10 pannelli.saranno offerti dalla ditta Tibaldi. Inoltre, questo nuovo imput mi diede l’idea per dare maggior visibilità all’Evento anche dopo la sua conclusione. Potendo disporre delle opere su pannelli mi venne l’idea di utilizzarli per allestire una mostra che consentisse ad un ancor maggior numero di persone di ammirare queste Opere d’Arte. Dovevo solo trovare l’ambiente giusto. Alba non dispone di molti spazi per questo genere di iniziative ed è stato quindi facile pensare al S. Domenico come sede ideale. Contattai immediatamente il Presidente della Famija Albeisa, l’arch. Tonino Tibaldi a cui

www.terraetradizione.com esposi il progetto trovando immediata disponibilità a presentarlo al Consiglio di Presidenza. Nel giro di una settimana arrivò la risposta positiva per l’utilizzo del Munumento.Ormai sicuro sulla “location” rimaneva ancora un problema.. Cosa ne avrei fatto dei dieci pannelli a Mostra ultimata? La soluzione venne da sola, così, improvvisa e semplice. Perché non organizzare un’asta benefica con il 50% del ricavato a favore della Famija Albeisa ed il restante a Banca d’Alba che, avevo saputo nel corso di alcuni incontri preparatori, aveva intenzione di fare una donazione a favore delle aree terremotate del centro Italia. Ci pare che lei sia riuscito a creare una bel mix, cosa si aspetta da EFFIMERA? Semplicemente di poter aggiungere nel mio diario, dopo la creazione del Capodanno, della serata Nemo Propheta in Patria, di Alba Beat ’60 e di tante altre iniziative: SCOMMESSA VINTA ! A questo punto, genesi e anamnesi dell’Evento svelati, ricordiamo il programma di EFFIMERA 2017 - Sabato 20 maggio in p.zza San Paolo dalle ore 9 alle 18,30 i dieci Madonnari realizzeranno le loro opere direttamente sul marciapiede antistante il Tempio di S.Paolo. - Domenica 21 maggio dalle ore 8 alle ore 18 gli Artisti saranno all’opera, per la realizzazione dei dieci pannelli, nel Centro Storico di ALBA, quattro in via Vitt. Emanuele e sei sotto i porticati del Comune e del palazzo Banca d’Alba in p.za Risorgimento e via Cavour. I dieci pannelli saranno allestiti in mostra nella Chiesa di San Domenico dal 5 giugno al 5 luglio e l’Asta Benefica si terrà venerdì 30 giugno a partire dalle ore 21,15 sempre in San Domenico e a conclusione della serata esibizione all’organo del M° Gabriele Studer.

Giostra delle Cento Torri

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V i n u m

la città di Alba in un assaggio

Due weekend lunghi per celebrare le eccellenze del territorio

Dal 22 al 25 aprile, il 29, il 30 aprile ed il 1 maggio, nel centro storico, vino e cibo della tradizione si uniscono per appuntamenti da non perdere! E siamo a 41. Vinum, la Fiera Nazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato che ogni primavera inebria l’atmosfera della Città di Alba, si ripresenta anche quest’anno con un ricco programma.

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Due “ponti festivi” da sfruttare al meglio per gli appassionati dei vini di qualità e delle eccellenze gastronomiche, senza dimenticare gli eventi legati alla cultura ed alla scoperta della città. E la manifestazione, organizzata dall’Ente Fiera che propone anche la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, è attenta a tutti: dai bambini agli adulti, non ci sono eccezioni per potersi divertire ed apprezzare Alba che, ancora una volta, è capace di regalare emozioni attraverso il suo territorio. Giusto per rendere l’idea gli eventi sono divisi in: Vinumincantina – Food&WineExperience, Degustazioni, Workshop dedicato ai formaggi del Piemonte ed ai vini del territorio, Street Food ëd Langa, Vinum bimbi, Mostre e visite guidate, ed eventi goliardici a corollario. Scopriamo insieme nel dettaglio come vengono proposti gli eventi e quali sono le modalità di partecipazione.

VINUMINCANTINA FOOD&WINEEXPERIENCE L’evento si svolge in più giorni fuori Alba. Meta sono alcune tra le più importanti cantine del territorio di Langhe, Roero e Monferrato dove poter degustare vini, accompagnati da aperitivi di chef stellati che prepareranno le prelibatezze in loco. La visita comprende il trasferimento in navetta a/r con partenza ore 16.30 da Piazza Medford, 3 - Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra”), e ritorno ore 20.30 circa, l’aperitivo con lo chef e la visita guidata alla cantina. Costo: 35 Euro.

DEGUSTAZIONI Il “cuore pulsante” che ha sempre animato il centro storico di Alba. Ed anche per l’edizione numero 41 non si scherza. Ce n’è per tutti i gusti: vini bianchi, rossi, gli stranieri, le bollicine, gli aperitivi… Si va per tematiche in un viaggio di alta qualità. Dalle ore 10.30 alle ore 22 tutti i giorni della manifestazione, salvo diverse indicazioni. Nel Cortile della Maddalena, nei giorni 29, 30 Aprile e 1° Maggio, Vinum ospita l’Associazione “11 del vino” e i vini prodotti in Svizzera e nel sud della Germania. E sarà anche Svizzera – Germania a livello sportivo con un’amichevole di calcio

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Territorio presso il Campo Sportivo Michele Coppino (sabato 29 aprile ore 20.45). Presso il Palazzo mostre e Congressi si potranno degustare i Grandi Rossi delle Langhe che comprendono le colline tra le province di Cuneo, Asti ed Alessandria. Si potranno degustare le seguenti denominazioni: Barolo DOCG, Barbaresco DOCG, Dogliani DOCG Superiore, Diano d’Alba DOCG Superiore, Barbera d’Alba DOC, Langhe Freisa DOC, Langhe Nebbiolo DOC, Nebbiolo d’Alba DOC, Verduno Pelaverga DOC. In Piazza Garibaldi protagonisti i vini del Monferrato, territorio capace di regalare grandi ed interessanti denominazioni. Ecco la lista: Barbera d’Asti DOCG, Ruché di Castagnole Monferrato DOCG, Albugnano DOC, Cortese dell’Alto Monferrato DOC, Dolcetto d’Asti DOC, Freisa d’Asti DOC, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco DOC, Monferrato DOC, Piemonte DOC. In Piazza Risorgimento il Consorzio di Tutela del Roero presenta due vini: il Roero Arneis DOCG e il Roero DOCG. Il bianco a base di Arneis ed il rosso a base nebbiolo che testimoniano l’originalità del territorio. In piazza Garibaldi si può degustare anche la denominazione Langhe nelle sue declinazioni bianche, a testimonianza dell’unione tra Langhe e Roero e della tradizione dei prodotti. Si potranno degustare: Langhe Chardonnay DOC, Langhe Bianco DOC, Langhe Favorita DOC, Langhe Sauvignon DOC, Langhe Nascetta DOC. Nel Cortile della Maddalena spazio anche al Dolcetto, tra i vitigni più tipici del Piemonte. I vini sono secchi e asciutti, a discapito di un nome nato dalla dolcezza della polpa. Spazio a Diano d’Alba DOCG, Dogliani DOCG e Dolcetto d’Alba DOC. In Piazza Michele Ferrero spazio alle grappe proposte dall’Istituto Grappa Piemonte in un Gran Banco d’Assaggio. Dalle grappe giovani a quelle stagionate in diversi legni, fino a quelle alle erbe: le degustazioni saranno sicuramente interessanti.

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www.terraetradizione.com Sempre in Piazza Michele Ferrero un dolce assaggio con il Moscato nelle varianti Asti Spumante DOCG e Moscato d’Asti, entrambi accompagnati dalla Nocciola Piemonte IGP. Momenti di piacere per il palato assicurati. E presso i bar convenzionati “Gli Aperitivi di Vinum”: nel centro storico si potrà degustare al prezzo convenzionato di 4 Euro, l’Alta Langa Docg Metodo Classico con sfiziosi finger food. In Piazza Risorgimento l’Associazione Cantine di Alba, che riunisce i Produttori della Città di Alba, promuove le degustazioni di Dolcetto d’Alba DOC, Barbera d’Alba DOC, Nebbiolo d’Alba DOC e Alba DOC.

WORKSHOP DEDICATO AI FORMAGGI DEL PIEMONTE ED AI VINI DEL TERRITORIO Formaggi e vino sono da sempre un binomio di successo. A Vinum si potrà partecipare ai “Laboratori sui formaggi e i vini del territorio”, con degustazioni curate dall’ONAF (Organizzazione

Nazionale Assaggiatori di Formaggio) e da un sommelier. il programma con inizio ore 11.45 nel palazzo mostre e congressi in piazza Medford prevede: 22 aprile formaggi freschi con Piemonte Chardonnay 2016 e Piemonte Cortese 2016, 23 aprile formaggi stagionati con Barolo 2012 e Langhe Nebbiolo 2015, 24 aprile formaggi erborinati con seren, Moscato Passito 2007 e Asti


Territorio Spumante, 25 aprile formaggi freschi con Arneis Roero 2016 e Langhe Favorita 2016, 29 aprile formaggi stagionati con Barbera d’Asti 2016 e Barbera d’Asti 2015, 30 aprile formaggi erborinati con Brachetto d’Acqui 2016 e Casorzo 2016, 1° maggio formaggi freschi con Dolcetto d’Alba 2016 e Barbera d’Alba 2016.

STREET FOOD ED LANGA La tradizione in cucina della Langa proposta in chiave street food per giornate all’insegna del buon cibo e del buon bere. Passeggiando per il

centro storico, Alba si degusta anche così, grazie all’impegno dei Borghi di Alba aderenti alla Giostra delle Cento Torri, ed all’Associazione Macellai Albesi.

VINUM BIMBI Il coniugare le cose che in apparenza sembrano lontane tra loro è un successo quando ci si riesce. Ed a Vinum si è trovata la “quadratura del cerchio” per sensibilizzare i bambini, che rappresentano il futuro, al territorio attraverso giochi in… legno. Nel Cortile della Maddalena una riscoperta della tradizione senza pensieri e del grande modo di vivere le giornate.

MOSTRE, VISITE GUIDATE E ALTRI EVENTI Per chi vuole vivere Alba anche a livello culturale e storico, le visite e le mostre non mancano: da Alba Sotterranea alle visite alle Chiese ed al Museo, passando per la musica e le mostre d’arte. Il programma sul sito di Vinum è preciso ed interessante. Sport con la Maratone ¼ di Vinum, la caccia al tesoro ed il Mercato della Terra completano il quadro degli eventi collaterali.

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LILIANA ALLENA

Presidente Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba Siamo in primavera ed Alba si conferma una città viva anche in questa stagione. Nello specifico parliamo di Vinum, una manifestazione che sta diventando sempre più coinvolgente. Che cosa rappresenta per l’Ente Fiera e quali sono le vostre aspettative? «Vinum è una manifestazione con una storicità importante perché, con le sue 40 edizioni già passate, conferma la bontà di un territorio capace di valorizzarsi, per mezzo delle eccellenze enogastronomiche che sa proporre, a partire dal vino. La 41ª edizione si sviluppa in sette giorni e Alba diventa la “Città del vino”, senza dimenticare il territorio dove si potranno visitare le cantine e fare esperienze di degustazione vino e cibo interessanti. Quest’anno con la presenza di tutti i principali Consorzi, grazie alla sinergia con Piedmont Land of Perfection, diamo all’appassionato un ventaglio di scelta molto importante. Sono presenti più di 500 etichette: l’assaggio è assicurato. Vinum è per noi una manifestazione che rinforza il legame con la Città di Alba e che permette di viverla in molti suoi luoghi». Alba ed il territorio come si sono preparati a Vinum? «Devo dire che gli attori sono tutti protagonisti. Nei vari settori, dalle cantine alla ristorazione, dal commercio alle associazioni, troviamo la giusta collaborazione, per poter proporre al turista un ventaglio interessante di proposte che credo ci siano. Per Vinum, come per le altre manifestazioni, si respira un’aria di festa e di grande consapevolezza nell’offrire una cultura di qualità ed una tradizione sempre rinnovata». Al vino unite prodotti di eccellenza: Vinum per certi versi sembra anticipare la Fiera del Tartufo, giusto per fare venire voglia all’appassionato.

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Territorio Che cosa ne pensa? «Vogliamo che la manifestazione diventi sempre più riconosciuta e che cresca con costanza. E’ un modo di raccontare il territorio al turista anche in primavera, una stagione che ci sta regalando numeri importanti di affluenza di pubblico. Diciamo che la Fiera Internazionale del Tartufo ha raggiunto una sua dimensione negli anni ed attira migliaia di turisti ed appassionati nel periodo autunnale. Stiamo lavorando per fare diventare la primavera un’altra stagione di primo ordine, e Vinum fa parte delle manifestazioni importanti di questo primo periodo dell’anno». L’Ente Fiera come si muove per fare conoscere le eccellenze di Langhe e Roero? «Ci muoviamo a braccetto con il Comune, l’Ente Turismo e le varie associazioni albesi. Facciamo parte di una grande squadra che vuole promuovere il territorio attraverso nuovi progetti. La percezione di Langhe e Roero, dopo la nomina con il Monferrato a patrimonio Unesco, è cresciuta in positivo, e le persone del luogo sono più consapevoli dell’importanza e dell’unicità dei posti in cui viviamo. Per questo devo dire che ci si impegna tutti per far conoscere le eccellenze enogastronomiche, culturali e artistiche». Il turismo nel territorio albese è in crescita da anni, ma dopo la nomina a territorio Patrimonio Unesco per i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato come sta andando? «Da giugno 2014, mese dell’investitura a Patrimonio Unesco, come ho detto prima, abbiamo aumentato i giri del motore. Sono stati presentati i dati di afflusso ad Alba e territorio e, come dice il direttore dell’Ente Turismo di Alba, Mauro Carbone, stiamo riuscendo a soddisfare durante l’anno diverse culture estere nei vari eventi che proponiamo, a conferma di un ventaglio di offerta molto interessante. Qualche numero: ad ottobre scorso ci sono state 100 mila presenze come notti dormite. A livello globale nel 2016, 315 mila arrivi di persone che hanno pernottato almeno una notte per un totale di 717 mila presenze (notti effettive), con un aumento del 9.6% su tutto il territorio, il triplo del trend regionale. Numeri e percentuali di tutto rilievo in proporzione al nostro territorio, con trend positivi in tutti i dodici mesi dell’anno. E questo risultato è stato ottenuto grazie ad il lavoro di squadra, non c’è dubbio».

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PICNIC AL CASOTTO: CASOTTO: L’INVITO DELLA CANTINA VINCHIO - VAGLIO SERRA Domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio la Cantina Vinchio - Vaglio Serra invita tutti a partecipare alla 3ª edizione del “Picnic al Casotto”, per una due giorni di divertimento, buon cibo e tanta natura. Dalle ore 10 Mercatino con asparagi e prodotti tipici del territorio. Visite guidate alla cantina, alle asparagiaie ed ai vigneti dei nostri soci conferenti. Nello spettacolare Gazebo, immerso nell’ampio parco della Cantina, saranno serviti aperitivi a base di vino Barbera e non solo, accompagnati da sfiziosi stuzzichini. Ore 12,30 pranzo libero o “Cestino picnic per 2 persone” con una bottiglia di vino a scelta (a pagamento) da poter gustare tra i vigneti, nel Parco della Val Sarmassa o nel parco della cantina. Possibilità di prenotare il pranzo nei ristoranti della zona. Potete trovare info e contatti nella sezione http://www.vinchio.com/it/il-territorio/food/. Di ritorno dal pranzo, nel pomeriggio, possibilità di degustare l’imperdibile “crostata della nonna” accompagnata da una coppa di Moscato d’Asti, Brachetto o Malvasia di Casorzo, la grande novità della Cantina, oppure in abbinamento alle fragole al Brachetto. Attivo il servizio per le visite guidate alla cantina. Dalle ore 10 alle ore 16 il Super Trenino itinerante accompagnerà il pubblico alla scoperta della “Core Zone” dell’area Patrimonio Unesco, con diversi percorsi. Lunedì 1 Maggio “Ragli bus” per i più piccoli con i simpatici asinelli di Mina e Domenico.

Durante la manifestazione sarà attivo lo speciale “VinceVoij Bar” con interessanti specialità Per info: 0141 950903 welcome@vinchio.com.


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IL TEMPO LENTO DELLA QUALITÀ

Le uve scelte tra le vigne più longeve, i lavori di cantina tramandati da generazioni e lunghi anni d’invecchiamento sono gli ingredienti del Vigne Vecchie che oggi festeggia trent’anni. Auguri!

ALWAYS QUALITY ORIENTED


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Castagnole Lanze Festa della Barbera

Barbera e prodotti tipici, avanti tutta con gusto!

Dal 4 al 7 maggio Castagnole Lanze si veste con i colori della Barbera d’Asti e dei prodotti tipici ed il 6 e 7 maggio “Di Cortile in Cortile” propone anche piatti emiliani, umbri e abruzzesi per aiutare le zone terremotate d’Italia.

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Una Festa con la “F” maiuscola, un vino al femminile, e un pensiero speciale per chi è stato meno fortunato. Questi sono i tre motivi principali della “Festa della Barbera – Di Cortile in Cortile”, manifestazione giunta alla 39ª Edizione, a sancire un forte legame con il territorio. Festa con la “F” maiuscola: un appellativo adeguato per questo evento perché è la festa più antica legata a questa denominazione, e da anni attira migliaia di persone che tornano e che apprezzano la formula vincente con cui viene proposta la valorizzazione della Barbera e del paese. I quattro giorni di festa non sono che la “punta” di un iceberg che ha un “sommerso” di mesi di lavoro che vede impegnate circa 600 persone che si adoperano per il paese. Un segno di come il volontariato sia un valore forte nella nostra terra. E la “F” maiuscola è anche l’iniziale della parola fiducia: la Festa della Barbera è un’occasione che sancisce l’amicizia tra gli organizzatori, il paese ed alcuni personaggi famosi che hanno partecipato a “Festival Contro” durante l’estate. E’ facile vedere ad esempio i Negrita, Antonello Venditti o altri girare “in borghese” per le vie del paese durante i quattro giorni di festa, a degustare la Barbera ed i prodotti proposti nei vari cortili, o durante l’anno, a passare giornate presso produttori di vino, e non solo. E poi la grande atmosfera che si vive in questi quattro giorni tra visite nelle cantine dei prodotturi, nel paese che si trasforma tra profumi, sapori, musica e giochi della tradizione, capace di annullare il valore dell’Euro che viene sostituito dai Barberini, unica “moneta di scambio” per acquistare i piatti. La grande Festa non si fa mancare proprio niente! Il secondo punto: la Festa è dedicata ad un vino al… femminile. Infatti la “Barbera è donna”, come dice lo slogan presente sulla locandina ufficiale. E’ donna perché metaforicamente come il gentil sesso ama farsi corteggiare, desiderare ma poi è capace nel darsi totalmente ai suoi estimatori. E’ generosa, piacevole e di classe, come le donne che sanno stare al centro dell’attenzione per le loro caratteristiche. Al di là della metafora possiamo dire che le situazioni vissute da questa denominazione negli ultimi decenni, hanno portato questo

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www.terraetradizione.com vitigno ad essere visto come una donna: grazie alla caparbietà ed alla passione dei produttori, la Barbera d’Asti negli ultimi anni sta diventando un vino apprezzato sempre di più dagli estimatori mondiali, e questo non può che giovare al territorio di produzione, anche grazie alla nomina a Patrimonio Unesco di alcune zone, a partire da quella centrale in cui si coltiva questo vitigno. E nel “cuore della produzione” c’è anche il paese di Castagnole Lanze che, con grande lungimiranza, è stato capace a valorizzare la Barbera. D’altronde lo si fa anche con le donne, vero? Terzo punto: un aspetto che fa ancora più grande il cuore della Pro Loco. Quest’anno si è deciso di aiutare produttori delle zone terremotate di Emilia, Umbria e Abruzzo. Ed il modo è sicuramente interessante: nei vari cortili, oltre ai prodotti tipici locali, si potranno trovare piatti a base di eccellenze di quelle Regioni e una parte dei ricavato andrà in beneficenza. Un gesto semplice ma non scontato, che rende ancora più nobile la Festa della Barbera, e aumenta i motivi per parteciparvi.

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Territorio IL SINDACO: CARLO MANCUSO

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«Un altro anno è passato e la nostra Festa del Vino, nata per Voi e con Voi, è ulteriormente cresciuta e rinnovata; pronta ad offrire, come succede da tanti anni ormai, momenti di lieta spensieratezza e di spettacolo, nell’immutato ed incantevole scenario del borgo antico di Castagnole delle Lanze. Siete proprio Voi, cari Amici, assieme al nostro e vostro Vino, sublime nettare e simbolo di una terra dal carattere apparentemente difficile ma ricca di grandi valori, ad essere al centro dei festeggiamenti e dell’attenzione nel primo fine settimana di Maggio. Sarà da questo incontro che nascerà la gioia e si celebrerà la bellezza che ha reso famose e sempre attese da tutti queste giornate di autentica Festa, coronate da amicizia, fraternità e pace. Sorseggiando e assaporando il buon nettare rosso rubino, uno dei pochi vini al femminile (“La Barbera”), dal carattere risoluto e inconfondibile, lasciamo che il vino ci faccia dire la verità e faccia parlare i sentimenti. Inebriamoci del suo spirito, ubriachiamoci ma solo del piacere di stare insieme nella serenità e nel rispetto reciproco di quanti, come noi, saranno a Castagnole con il comune obiettivo di vivere un’occasione imperdibile per assaporare i meravigliosi piatti cucinati nei “cortili”, accompagnati da un meraviglioso “tuffo” nella Barbera dei produttori locali, affinché la festa sia tale per tutti. Lasciamo da parte gli eccessi, viviamo a pieno l’allegria sincera che il nostro vino ci procura per vivere intensamente un’occasione di serenità che la Festa della Barbera ogni anno ci ripropone. Auguro una buona Festa della Barbera a tutti».

MARCO VESPA: ECCO COSA FA LA PRO-LOCO

Marco Vespa da anni segue la manifestazione e, grazie ad un’idea nata da lui e dal compianto Luigi Bianco, nel 2010, è nata l’iniziativa “Di Cortile in Cortile”. A nome della Pro Loco ci spiega come si prepara la Festa della Barbera. «Voglio partire dal Direttivo della Pro Loco formato, oltre che da me, dal presidente Alessandro Colella, da Massimo Laguzzi, da Carmine Scarpitta, da Maria Antonietta Scarpitta, da Pier Fransco Squillari, da Camilla Del Duca, da Mario De Luca, da Emanuele Purri, da Matteo Strocco. Un grazie a loro ed ai volontari che, tra preparativi e festa, sono circa 600. Questi sono i numeri della manifestazione e del “dietro le quinte”, che credo rendano bene l’idea di come sia impegnativo organizzare la Festa della Barbera e Di Cortile in Cortile. I vari comitati dimostrano il loro legame al territorio anche oltre il loro lavoro di volontariato. Un esempio su tutti: il Comitato di Farinere sta portando avanti il progetto del Museo della Musica, dopo avere contribuito alla costruzione della piazza nella frazione castagnolese». E tutti questi protagonisti lavorano in questo modo: « Si lavora quasi un anno intero, ci sono tappe obbligatorie per la realizzazione dei vari passaggi ed è proprio in questi momenti in cui ci rendiamo conto che stiamo costruendo qualcosa di positivo per il paese ed il territorio. Si sta molto attenti alla qualità dei prodotti: ad esempio i vini dei 22 produttori presenti nei cortili vengono scelti con degustazioni precedenti. Offriamo servizi navetta per andare a visitare le stesse cantine o per le visite nei filari. Il paese si trasforma, diventa un borgo dove il tempo sembra essersi fermato: la moneta di scambio cambia, si mangia nei cortili, si vive nelle vie in modo nuovo. Ed avere tanta gente che gira per il paese è motivo di soddisfazione: «Vino, cibo, divertimento, prosegue Marco Vespa, sono tutti fattori uniti dalla musica che non manca mai nel nostro paese. Antonello Venditti ha definito Castagnole “la cittadina della musica”, e per noi questo è un motivo d’orgoglio. Le persone che vengono alla manifestazione poi tornano, segno che il paese piace. Ad esempio due anni fa abbiamo avuto ben 40 mila presenze! Un numero straordinario, ottenuto anche grazie al tempo clemente. Ma anche quando piove la gente non manca». Per concludere volontariato e beneficenza camminano insieme: «Vedere i giovani che ci aiutano nella realizzazione della manifestazione è per noi “maturi” uno stimolo a continuare. E la beneficenza fa parte del nostro modo di operare. Siamo già riusciti a raccogliere 2500 Euro donati ad un’azienda del territorio di Norcia, messa in ginocchio dal terremoto e che attende ancora oggi i soldi dallo Stato… Quest’anno offriremo parte dell’incasso dei piatti dedicati a Umbria, Abruzzo e Emilia ad aziende di questi territori. Partecipare alla Festa della Barbera Di Cortile in Cortile è ancora più bello».

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Buon cibo, cena di gala, musica, visita alle cantine e nei vigneti, divertimento, folklore e tanta buona Barbera, per quattro giorni, all’insegna delle eccellenze enogastronomiche del territorio.

SABATO 29 APRILE 18.00 - Presso il Palabarbera la Premiata Bottega del Vino Castagnolese organizza la degustazione “UN GIORNO DA ENOLOGO”: con l’enologo Gianfranco Cordero. Per informazioni e prenotazioni: Riccardo 3473425304.

GIOVEDÌ 4 MAGGIO 15.00 - Apertura Luna Park 21.00 - Presso Palabarbera: X Edizione Divin Concerto “New Jazz Quartet”. Ospite Felice Reggio. Splendida serata jazz con i classici motivi dei “musical” americani del ’900 A seguire brindisi a cura della premiata Bottega del Vino

VENERDÌ 5 MAGGIO 14.00 - Piazza Balbo - Organizzazione Polisportiva Castagnolese. Partenza per la camminata “tra le vigne”. 14.00 - Visita alle cantine aperte organizzata dalla Bottega del Vino (con mezzi propri). 16.00 - Accoglienza amici città gemellate 17.00 - Presso la ex Chiesa dei Battuti Bianchi, apertura Lanze Point 17.00 - Sala consiglio comunale - Apertura mostra in Municipio “Il Bestiario” a cura della Scuola Elementare “M. Bogliaccini Aprà” 20.00 - Scopriamo i migliori vini barbera con i piatti tipici della tradizione piemontese: Cena di gala presso il Palabarbera su prenotazione, con degustazione guidata e accompagnamento musicale.

SABATO 6 MAGGIO 09.00 09.30 bordo 12.30 14.00 16.00

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- Apertura Casse “Cambio Barberini”. Apertura “Enoteca della Festa” - Visita guidata alle “Cantine Aperte” a bordo del “Barbera Bus” e tour dei vigneti a del “Trenino delle Lanze” organizzazione Bottega del Vino - Pranzo presso il Palabarbera con menù tipico Piemontese (su prenotazione) - Prosegue la visita alle “Cantine Aperte” e Tour dei Vigneti - Inaugurazione mostra di Beppe Gallo “Il Tempo sulle Colline” presso la ex Chiesa


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dei Battuti Bianchi 17.30 - Cerimonia d’Apertura con il “Taglio del nastro”. Presentazione dei piatti e dei vini dei produttori. 18.00 - Apertura percorso enogastronomico. Le vie della Barbera “di Cortile in Cortile”. Degustazione itinerante di piatti e vini tipici tra 22 cortili del centro storico. Intrattenimentimusicali a tema: jazz, blues, latino-americano, anni ‘70-‘80, musica moderna, disco-music, folk, occitano, mini ottoni, sbandieratori “Gli Alfieri” di Costigliole, gruppo folkloristico di Diano d’Alba. 19.00 - Presso le piazze si alterneranno le Cover di Baglioni Tozzi Ligabue Negrita Nomadi 21.00 - Serata danzante presso l’Antico Ballo a Palchetto con l’orchestra “Luca Panama Group” 24.00 - Presso il Ballo a Palchetto: Elezione di Miss Barbera 01.30 - Chiusura Cortili

DOMENICA 7 MAGGIO 09.30 - Apertura Casse e degustazioni nei Cortili 11.00 - S.S. Messa solenne cantata dalla corale “Valle Tinella” in S. Pietro in Vincoli 12.00 - Apertura cucine del percorso enogastronomico “di Cortile in Cortile” Degustazione itinerante di piatti e vini tipici tra 22 cortili del centro storico Banchetti, Associazioni, Volontariato. Intrattenimenti musicali, Concerti bandistici e folkloristici itineranti: La Bandina degli Stonati, Lupi di Strada, Gruppo Folk “J’Arliquato”. Sfilate storiche in costume e Gran Galà dei gruppi di sbandieratori con “Gli Alfieri” di Costigliole 16.00 - Piazza Balbo: cerimonia dell’imbottigliamento e consegna del premio Lanzevino 2017. A seguire, presso il Palabarbera, concerto degli “Ita-Ha” 17.00 - Prosegue il percorso enogastronomico 18.30 - Presso Piazza Balbo concerto degli Homo Sapiens 21.30 - Chiusura percorso enogastronomico Per tutta la giornata Bus navetta e trenino della Barbera da San Bartolomeo (zona parcheggi) al Centro storico fino alle 22,00 - Per tutto il weekend diretta della manifestazione su Radio Valle Belbo

PER PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI Comune di Castagnole delle Lanze - Ufficio Manifestazioni Sig.ra Vilma Tel. 0141 875626/0141 875600/Fax 0141 875643 Assessorato manifestazioni e Promozione del Territorio Elisabetta Stella cell. 347 8705754 • Davide Sciarrino cell. 327 5868748 PRO LOCO Vespa Marco cell. 360 440660 • Colella Alessandro cell. 338 5456715 manifestazioni@castagnoledellelanze.net - info@festadellabarbera.it - www.eventilanze.com

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Elezioni Comunali: chi saranno i nuovi Sindaci? Domenica 11 giugno in Provincia di Asti sono 11 i Comuni chiamati al voto. Occhi puntati su Asti: nel capoluogo è corsa a sei per ottenere la nomina a Primo Cittadino. E’ iniziato il conto alla rovescia anche nell’Astigiano dove sono 11 i Comuni chiamati al voto: Asti, Capriglio, Castagnole Monferrato, Cerreto d’Asti, Mombercelli, Montegrosso d’Asti, Tonco, Valfenera, Vesime, Viale e Villanova d’Asti. Il numero di consiglieri comunali da eleggere è di 32 per Asti, 12 per Villanova d’Asti e 10 per i restanti Comuni più piccoli. Per i Comuni al voto è considerata la popolazione legale risultante dal Censimento 2011 e determina la modalità di voto (turno unico o con turno di ballottaggio), il numero di consiglieri ed assessori degli organi istituzionali. Le elezioni, per onore di cronaca, si svolgono anche in Provincia di Cuneo (Il capoluogo Cuneo è interessato), ma in territori in cui la rivista non è presente. Dato statistico: in Italia si va al voto in 1.022 comuni, di cui 796 appartenenti a Regioni ordinarie e 226 a regioni a Regioni a statuto speciale, e sono 25 i capoluoghi di Provincia interessati (tra cui appunto Asti e Cuneo), e “battesimo al voto” per 9 nuovi comuni nati quest’anno da fusioni amministrative. I riflettori sono puntati soprattutto su Asti dove, come sappiamo, sono sei i pretendenti alla poltrona di sindaco. Domenica 11 giugno (ore 7 – 23), o eventualmente domenica 25 giugno, data del ballottaggio, si conoscerà il successore di Fabrizio Brignolo, l’attuale sindaco che ha deciso di non più ricandidarsi. I nomi dei candidati sono noti da alcuni mesi: Giuseppe Passarino con la lista civica di centrosinistra “Unitisipuò”; Angela Quaglia per il PDL, Angela Motta per il PD; Maurizio Rasero per il centrodestra; Biagio Riccio appoggiato dall’ associazione “Dalla parte degli astigiani” e Massimo Cerruti per il Movimento 5 Stelle. Le liste dei candidati per le elezioni dovranno essere presentate alle rispettive Segreterie comunali dalle ore 8 del 12 maggio alle ore 12 del 13 maggio. Per non sbagliare, come si vota? Andare a votare si dice che sia un’operazione semplice nella pratica: basta un foglio (scheda elettorale) ed una matita e, nel segreto della cabina, si può esprimere la propria idea politica segnando con una “x” il nome del candidato che si preferisce. Ma siamo sicuri che sia così semplice? In base alle indicazioni ufficiali dell’Ancitel (ancitel.it) cerchiamo di capire insieme come si fa a votare nel modo corretto, per questo turno di elezioni amministrative comunali. Comuni inferiori ai 15mila abitanti Si vota con una sola scheda per eleggere sia il Sindaco che i Consiglieri Comunali. Ciascun candidato alla carica di Sindaco sarà affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di Consigliere. Sulla scheda è già stampato il nome del candidato Sindaco, con accanto a ciascun candidato il contrassegno della lista che lo appoggia.

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Il voto per il Sindaco e quello per il Consiglio sono uniti: votare per un candidato Sindaco significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia. Viene eletto Sindaco, il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti tra due candidati ci sarà il ballottaggio due domeniche dopo il primo turno. Anche in questo caso vince chi ottiene più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano. Il Consiglio viene definito in questo modo: 2/3 dei seggi disponibili vanno ai candidati che hanno appoggiato il Sindaco vincente, il restante 1/3 viene assegnato alla lista/e perdenti. In questo modo vengono formate la “maggioranza” e la “minoranza”. Comuni superiori ai 15.000 abitanti Ad Asti (76mila abitanti circa) si utilizzano queste regole. Si vota con una sola scheda, sulla quale saranno già riportati i nominativi dei candidati alla carica di Sindaco e, a fianco di ciascuno, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano. Il cittadino può esprimere il proprio voto in tre modi diversi Se si traccia un segno solo sul simbolo di una lista, si assegna la preferenza alla lista ed al Sindaco. Se si traccia un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la doppia preferenza di genere, in questo modo si esprimono due preferenze per i consiglieri comunali purché riguardanti candidati consiglieri di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato Sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto "voto disgiunto". Se si traccia un segno solo sul nome del Sindaco, si vota solo il Sindaco e non la lista/e collegate E’ eletto Sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Se non si raggiunge questa soglia, si torna a votare due domeniche dopo per il ballottaggio: vengono ammessi i due candidati sindaci con il maggior numero di voti. Vince le elezioni chi ottiene più voti, indipendentemente dal 50%. Per stabilire la composizione del Consiglio si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. In pratica, se la lista o l'insieme delle liste collegate al candidato eletto Sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute.


Piemonte

Eccellenza Artigiana Alimentare Pasticceria

P E R C H E ’ L A Q U A L I TA’ R I C O N O S C I U TA S I A R I C O N O S C I B I L E


10°

RIO A S R E ANNIV

Vicini all'anniversario del loro decimo anno Loredana e Roberto Titolari del Ristorante e Pizzeria LA ROSA BLU ci tengono a ricordare che sono sempre e solo a San Martino Alfieri, in Via Marello 33. Di Rosa Blu c'è ne una sola!!!!

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Terra e Tradizione - Aprile 2017  

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