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Progetto e realizzazione grafica iM.coM. sas - ALBA (CN) - V. U. Sacco 4/A - 4/B - Tel. 0173 290797 - www.im-com.it - im-com@libero.it - Periodico 10 ° anno - SETTEMBRE 2016 - a diffusione gratuita

Giostra delle Cento Torri

58° edizione Palio degli Asini Città di Alba

Domenica 2 Ottobre 2016

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CREDITS STUDIO GRAFICO & STAMPA SISTEMI VISIVI ALLESTIMENTI GRAFICI ABBIGLIAMENTO PROFESSIONALE CALENDARI - AGENDE OGGETTISTICA PERSONALIZZATA INSEGNE - SITI WEB Casa Editrice delle riviste:

DECIMA EDIZIONE

Giostra delle Cento Torri Palio di Alba

Numero unico a diffusione gratuita Autorizzazione del Tribunale di Asti n.8/2009 La redazione non si assume responsabilità per variazioni di date, orari e luoghi delle manifestazioni. S i r in g r azia p e r la g entile collabo r azione: la Giostra delle Cento Torri, i nove Borghi Albesi, il gruppo Storico e Sbandieratori della città di Alba e tutti gli SPONSORS presenti su questo numero. Proprietà Artistica, Art director, Progetto Grafico, Sede legale, Redazione, Direzione, Pubbliche relazioni, Raccolta pubblicitaria:

iM.coM. s.a.s. iMmagine & coMunicazione

V.Umberto Sacco, 4/a - 4/b Tel. 0173 290797 - 328 4175338 www.im-com.it - im-com@libero.it

2T Periodico di Alba - Asti e Provincia

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Vincitore della corsa 2015 BORGO SANTA ROSALIA

Vincitore della sfilata 2015 BORGO SAN LORENZO

La conviviale “Post Palio”

La serata è ormai una consuetudine. L’Editore ha voluto riunire i Presidenti dei Borghi, della Giostra delle Cento Torri, del Gruppo Storico e degli Sbandieratori Città di Alba per un incontro conviviale, presso il Ristorante La Crota di Roddi con ai fornelli lo Chef Danilo Lorusso. E’ la serata che chiude informalmente il Palio in un’atmosfera di serenità ed allegria. E’ stata, anche questa volta, l’occasione per rivivere goliardicamente le tensioni di un anno speso a programmare ed organizzare il più importante spettacolo che la Città di Alba ospita da oltre quarant’anni. Stemperati dalla qualità delle portate di cucina e diluiti da alcuni bicchieri di ottimo vino della cantina, non sono mancati i consueti punzecchiamenti, dimostrando ancora una volta il vero spirito del Palio, la Goliardia più vera. Forse, anche per questo, il Palio degli Asini è cresciuto negli anni. Neppure il ricambio generazionale del Presidenti ha modificato le ragioni che lo hanno fatto nascere.

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In ricordo di Candido Alessandria, Presidente Borgo S.Rosalia Candido Alessandria guidava da 19 anni (1997) il Borgo di S.Rosalia, che era diventato la sua creatura, con la burbera bonarietà di un padre saggio ed esperto. Instancabile, sempre primo a dare l’esempio in tutte le attività. Trasfigurato, a volte, dalla fatica mollava mai ed era l’ultimo a lasciare “casa Piccoli”, la sede del Borgo, al rientro da una trasferta con gli Sbandieratori o alla fine di una manifestazione. Si dice che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna. Tu e la tua amata Carla ne siete stati l’esempio. Una simbiosi perfetta, speculari l’uno all’altra. Perdonami Candido, perdonami Carla ma allo strazio di una immagine di un personaggio come te magari ridotto a vegetare, preferisco questo gelo al cuore che, piano piano, il tempo scioglierà. Ti voglio ricordare con la felicità dell’estasi stampata in volto mentre alzi il tuo primo Palio nel 2008, con il volto segnato dalla fatica mentre gestisci il tuo ultimo “Baccanale” l’anno scorso o mentre, rilassato e gioviale, ridi e scherzi con i tuoi colleghi Presidenti all’ultima conviviale proprio di questa rivista. Grazie Candido per tutto quanto, con il tuo esempio, ci hai insegnato. C.Passone

Tel. 0141 975221 - www.im-com.it

Una bomba di ghiaccio l’ SMS di Alberto Cirio, Presidente della Giostra, che mi ha raggelato l’anima alle 16,08 di martedì 9 Agosto: “Candido ci ha lasciato. Tristezza, profonda tristezza”. Ero già stato avvertito da Piercarlo Verney del grave malore che Candido aveva accusato mentre era in vacanza a Diano Marina ma mai avrei dubitato della sua forza, della sua capacità di reagire. Fisico possente, animo onesto, spirito allegro e positivo, volontà e determinazione assoluta nel perseguire i suoi “sogni”; questo pensavo di Candido e su questo basavo le mie speranze che ce la facesse. Mai avrei immaginato che una quercia potesse venire abbattuta così. Ma noi, miseri accattoni di un giorno in più da vivere, siamo alla mercè di un destino, credenti o meno, già scritto, ineluttabile.

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Saluto dell’Editore Silvana Fiora E’ stata dura, cari amici, come spiega bene il ns. Direttore nella Sua introduzione a questa decima edizione della monografia su Palio degli Asini di Alba. E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Quando Carlo Passone, lo scorso mese di gennaio, mi propose il tema da dare alla rivista non nego di essere rimasta sorpresa ed anche un po’ titubante.Capivo che la mia richiesta di essere originali, pur trattando sempre lo stesso argomento, non è cosa semplice e per il decennale volevo qualcosa di ancora più speciale. Lo ha mai fatto da quando, otto anni fa, ha assunto la Direzione della Rivista ed ero certa che non mi (ci) avrebbe tradito nemmeno questa volta. Dare spazio alle esperienze dei Fantini mi sembrava già una buona idea ma,… intervistare gli asini!!!, questa proprio no, non me la aspettavo, “ma, come puoi intervistare degli asini ?” gli chiesi; “Ti ho mai delusa ?” mi rispose. Sinceramente devo ammettere che, sorpresa sì più volte, delusa mai “e allora fidati ancora una volta, poi mi dirai”.Mi sono fidata ed il risultato è stato decisamente superiore alle mie aspettative. Affido il giudizio finale a Voi, cari lettori, e sono certa che sarà una lettura piacevolissima. Buon Palio a tutti...

Saluto del Direttore Carlo Passone Un ben ritrovati a tutti. Siamo giunti alla decima edizione di questa monografia dedicata ad una delle più importanti manifestazioni storico-folkloristiche italiane: il PALIO degli ASINI di Alba. Un traguardo importante per una pubblicazione di questo genere, testimoniato dall’ apprezzamento dimostrato da Voi, cari lettori. L’attesa della distribuzione e la sempre crescente richiesta di copie sono il viatico che stimola l’Editore a continuare nonostante le difficoltà a trovare e confermare nuovi e vecchi inserzionisti, unici finanziatori della Rivista. Parrà strano ma, nessun Ente o Istituzione ha sinora contribuito nell’ aiutare lo sforzo per dotare il PALIO degli ASINI di una voce ufficiale che lo promuovesse. Ciò nonostante siamo ancora qui per incuriosirVi sulla manifestazione che tra pochi giorni tornerà ad attrarre nella Capitale delle Langhe migliaia di ospiti per assistere alla sfarzosa Sfilata storica con gli oltre mille figuranti in costume, alla rievocazione di momenti di vita medioevale condensati in pochi, intensi minuti di arte teatrale interpretati, “SENZA RETE”, dai borghigiani nel più puro stile del “teatro dell’arte” sull’immenso palcoscenico della piazza del Palio. Questa decima edizione ho deciso di dedicarla ai due soggetti che più divertono il pubblico, gli Asini ed i Fantini. Elementi essenziali al successo della manifestazione, sono stati per troppo tempo ignorati, a volte dimenticati e, sicuramente, sconosciuti al grande pubblico. Con i fantini le interviste sono reali, quelle con gli Asini sono libere interpretazioni personali legate però a fatti realmente accaduti. Ancora una volta spero di essere riuscito a stimolare la Vs. curiosità e ad offrirvi una piacevole lettura per meglio capire cosa è il PALIO degli ASINI di ALBA.

Genesi di una idea Una Attrice consumata, ecco che cos’è l’Editore. Eh sì perché, nonostante siano anni che dico (e scrivo) di voler smettere, quando ci si ritrova per programmare la nuova edizione ci ricasco. Sarhà la errhe rhotonda, sarà il tono accorato con cui si propone ?; no, sono gli occhi che ti guardano. Occhi verdi, duri, da donna in carriera che improvvisamente si illanguidiscono quando accenno all’ipotesi: “non puoi farhmi questo” sembrano dirti mentre la pupilla si allarga a coprire l’iride e quelle due biglie che sino ad un attimo prima sembravano smeraldi si liquefano e, come sabbie mobili, ti inghiottono. E’ fatta, ancora una volta. “Bene Carhlin, allorha siamo d’accorhdo, mi raccomando, NOVITA’,NOVITA’, NOVITA’ !!!”. Tu non hai ancora parlato ma Lei sa!!. E’ stato in quel momento che mi è venuta l’idea della linea editoriale da dare a questo numero e, per una volta, gli occhi si sono sgranati per lo stupore, “Dare spazio alle esperienze dei Fantini mi sembra già una buona idea ma,……. INTERVISTARE GLI ASINI !!!, questa proprio no, non me la aspettavo, come puoi intervistare degli asini ?” ; “chiedi sempre NOVITA’ ? eccoti accontentata” risposi con sufficienza. Mi ero infilato in un “cul de sac” lo sapevo ma non potevo tornare indietro, se fallivo bruciavo otto anni di lavoro. Il risultato? Lascio a Voi il giudizio.

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Saluto del Coordinatore PiercarloVerney Dopo tanti anni di Presidenza della Giostra delle Cento Torri, sgravato dagli oneri e dagli onori del ruolo, osservo la gestazione del Palio e di tutte le attività correlate con spirito più sereno e tranquillo, cogliendo dettagli e particolari che prima venivano prevaricati da affanni e preoccupazioni che la responsabilità del ruolo imponevano. Finalmente riesco a vedere il Palio come lo vedete Voi, graditissimi Ospiti, che ogni anno ci onorate con la Vostra presenza. E’ uno spettacolo veramente affascinante vedere sfilare circa mille figuranti in rappresentanza dei nove Borghi cittadini nel tripudio cromatico dei costumi, assistere alla rievocazione degli episodi di vita medioevale albese, ognuno liberamente interpretato da impiegati, operai, dirigenti d’azienda, segretarie, contadini, massaie, pensionati, studenti tutti per un giorno attori protagonisti. E poi le realizzazioni dei “mastri d’ascia”: i carriaggi, il Carroccio, l’ariete, la catapulta, il patibolo, la grande balestra, le torri d’assalto per creare la giusta allegoria al tema rappresentato. Sono passate due ore ma il tempo sembra essersi fermato. E’ il momento della corsa, anche il tono del commentatore passa dal pacato descrittivo al frizzante sincopato nell’alternarsi degli scatti, improvvise fermate, inversioni di marcia o assoluto immobilismo degli asini in gara. Mi godo tutto questo e ho anche modo di osservare ed ascoltare il pubblico. Uno spettacolo nello spettacolo la partecipazione che percepisco dalle tribune. Siete la conferma che tutti hanno lavorato bene e che vale la pena sacrificarsi per un anno nell’attesa del vostro applauso.

Saluto del Sindaco Maurizio Marello Il Palio degli Asini e la sfilata storica con più di mille figuranti in costumi medievali sono gli eventi più belli della nostra storica Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Nato quasi per burla negli anni ’30 del secolo scorso, oggi il Palio è diventato uno degli eventi più attesi e più acclamati dell’autunno albese. Ogni edizione registra il tutto esaurito attirando in città tantissime persone per un appuntamento divertente di oltre quattro ore, nel totale rispetto di questo bellissimo animale addomesticato dall’uomo, in scena per l’anteprima della manifestazione autunnale più importante del territorio. Un evento mem orabile preparato con minuzia, impegno ed entusiasmo da tantissimi cittadini volontari all’interno dei borghi albesi attivi tutto l’anno nell’allestimento della kermesse. Tanta eccitazione e tante energie spese per l’organizzazione della sfida e per arrivare al primo posto conquistando l’ambito drappo del Palio ed il premio per la miglior rappresentazione storica. Una gioia incontenibile invade i vincitori della giornata dopo la corsa con gli asini in un turbine di emozioni lungamente attese e vissute insieme durante tutta la fase di preparazione per i componenti di ciascun borgo uniti nel rappresentare al meglio le tradizioni e l’orgoglio di questa nostra terra tanto ricca di persone laboriose e capaci di renderla straordinaria. Per questo voglio dire un caloroso e sentito grazie a tutti loro, impegnati costantemente per rendere più viva ed attraente la nostra città.

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Saluto del Presidente Giostra delle Cento Torri Alberto Cirio Anno dopo anno, il turismo straniero si sta consolidando come vera forza di traino delle Langhe. Sapere che in autunno 2/3 dei visitatori arriva dall’estero ci rende felici, sia perché il turismo sostiene le nostre aziende e genera posti di lavoro per i nostri giovani, ma anche perché ci fa comprendere quanto il lavoro della Giostra sia importante ed essenziale. Il folklore è ciò che del nostro territorio piace di più. Insieme alle eccellenze enogastronomiche i turisti cercano i nostri colori, la spontaneità dei figuranti, l’allegria del Palio, il fascino di una lunga storia che spesso loro non hanno. E’ vero che facciamo animazione, ma il nostro orgoglio è farlo per la città che amiamo. Mettendo in campo ogni anno la passione di centinaia di volontari e sapendo che tutto questo contribuisce a far crescere la nostra splendida terra. Carlo Bottero

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Saluto del Presidente Ente Fiera Internazionale

una rarità, una perla da più difficile non solo dal periodo di come PrimaDonna, Marie Jo, Maryan nuovo e vecchio in un mix perfetto tra conservare gelosamente crisi e di difficoltà generali, ma anche Mehlhorn, Chantelle, PrimaDonna cortesia e disponibilità vecchio stamin mezzo ai sempre più dal fatto che Luciana, nonostante Swim, Watercult con la possibilità del po, con consulenze personali e sugpresenti, indefiniti e ge- avesse avuto varie esperienze im- “mix and macht”. gerimenti “cuciti addosso” per ogni Liliana confron- Allena nerici centri commerciali e grandi prenditoriali, non si era mai Dopo un anno di assestamento e di cliente, e gusti e tendenze moderne e duro lavoro, Luciana capisce che è sempre al passo con i tempi, sia per catene che prediligono la quantità tata con un negozio di intimo. rispetto alla qualità e alla cura per- Però si è messa in gioco e ha puntato giunto il momento di un ulteriore uomo che per donna. infatti desidera che LUCI La subitodegli forte sullaAsini qualità deirappresenta prodotti, passo avanti: sonalizzata per i clienti. qualità e il “made in Italy”, insieIl Palio l’anteprima della Fiera E OMBRE siad’Alba sensibile anche alle novialle linee sartoriali e al servizio marchio di fabbricadel da sempre rico- Bianco Parliamo di L UCI E OMBRE INTIMO: nato Internazionale Tartufo che, dallameseta mante35 anni fa ad Alba, in via Maestra, al nosciuto tà e alla moda, così poter ofattraverso frire riparazioni, sono la punta di diamante al neg ozio e, oltreapre timana successiva, ufficialmente le da porte Mondiale Tartufo nere le griffe già esistenti edel apprezposto dell’oreficeria “Boite d’or”,ilsi èMercato articoli Bianco consacrati ed’Alba conosciuti, emainaugudella filosofia di LUCI E OMBRE, oltre a calendario mai così ricco di eventi. L’86ª edizione una cura per il cliente oggi sempre zate, ha ampliato la scelta inserendo poi spostato in via Paruzza 2/B,ra do- un anche consigliare nuovi trend appena dellale Fiera dura ben otto settimane, dall’8 di ottobre al Una clientela che viene invipiù rara. coppe differenziate e permettendo ve si trova ancora oggi. usciti sul mercato. 27 dicosìnovembre: volta Sono stati Luciana e il marito Beppe tata ad a diversi eventi, come “L’amore alle clienti di trovareun’estensione nella bouti- Per farlodi nel programma migliore dei modi, inseabbracciare valorizzare la nell’attività lunga lastagione di raccolta del mitico Tuber magnaa credere nella forza di questa bouin Langa” a Mango, in programma il que albese tuttaelaa corsetteria e linee risce figlia Ilaria, lautum costumi Pico che, ogni 500 mila 5visitatori nostro tique e a immaginarne l’assoluta giugno a “Villa sul Althea”, o il premioterritorio. La (reggiseni, body,anno, shape) richiama reata in scienzeoltre della comunicazione. Fiera del 2016 si tinge di “verde” grazie all’ALBERO, scelto come immagine della Un contributo giovane e un modo di “Ancalau” 2016, a Bosia, il 19 giubellezza e le potenzialità, tanto da dalla coppa “A” alla coppa “I”. nuova edizione. L’albero come custode del paesaggio naturale riconosciuto Patrispingerli, nel 2010, a sfidare la sorte Coppe differenziate proposte in linee guardare nuovo arricchiscono ancor gno, manifestazione darà l’occasione monio Mondiale dell’Umanità Unesco, culla  dove nasce il  Tartufo  Bianco d’Alba rilevando l’attività. È una bella, ma corsetteria e idee mare e swim fir- di più il mondo di questa bouti- per omaggiare, a chi visiterà, lo stand ed emblema delle nostre radici: quelle della nostra cultura, delle nostre tradizioni, complicata avventura, resa ancora mate da brand di assoluto prestigio que  che ha trovato l’equilibrio tra LUCI E OMBRE un gradito “gadget”.

del Tartufo Bianco d’Alba

della nostra storia e dell’enogastronomia. Le radici che contraddistinguono i grandi uomini delle Langhe e del  Roero: persone che sanno guardare al mondo senza perdere il legame con il proprio territorio. Sono queste le «Radici del Gusto!» che vogliamo celebrare durante l’86ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Radici che invito a scoprire negli oltre due mesi di iniziative, incontri, convegni, eventi culturali e folcloristici della Fiera: per un grande autunno all’insegna dei profumi e del mistero del «Re dei Funghi». Tutti gli eventi dell’86ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco sono consultabili sul sito www.fieradeltartufo.org.

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Gli Asini: interpreti...

Tranquilli, pazienti, grandi lavoratori, parchi nel mangiare e nel bere, si adattano ad ogni situazione e pretendono nulla. Sarebbero il sogno di ogni datore di lavoro ma, purtroppo non parliamo di persone ma di animali. Animali bistrattati che, come tutti quelli tranquilli, grandi lavoratori, parchi nel mangiare e nel bere e che pretendono nulla, non hanno il giusto riconoscimento delle loro qualità. E’ vero che, a volte, apparentemente senza ragione, si impuntano e decidono di non rispettare ordini ma è l’unico modo che hanno per far capire che, pur disponibili a tutto, non bisogna esagerare.Stiamo parlando naturalmente dei nostri cari Amici ASINI e, allora, conosciamoli meglio:

Generalità e origini dell’asino -Classe-Mammiferi -Ordine-Perissodattili -Famiglia-Equidi -Genere-Equus - Specie asinus domesticus L’asino domestico discenderebbe, secondo vari Autori, dal selvatico africano (Equus asinus africanus) il cui mantello è fondamentalmente fulvo e grigio. Gli asini selvatici vivono in branchi non molto numerosi e si dice che siano guidati da una vecchia asina, anziché da uno stallone, come, generalmente, avviene nei cavalli selvatici. L’asino selvatico vive in località povere di ve-

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getazione, desertiche e pietrose, grazie alla sua grande sobrietà e resistenza.

Differenziazioni con il cavallo L’asino si differenzia dal cavallo per le seguenti principali caratteristiche anatomiche e di conformazione esteriore: minore statura; mancanza di un tipo brachimorfo; testa pesante e grossolana con arcate orbitarie e creste zigomatiche pronunciate; ganasce molto sviluppate; labbra grosse; orecchie lunghe; garrese poco sviluppato; dorso spesso insellato; groppa stretta e spiovente (mulina); ventre grande e cascante; arti sottili e asciutti; piede stretto e piccolo (incastellato), con la suola molto concava e con l’unghia durissima; pelo meno abbondante e più grossolano; criniera meno abbondante, con peli diritti; coda non interamente rivestita di peli, ma solo verso l’estremità; Il raglio dell’asino non è meno caratteristico, quanto tipicamente rumoroso.

L’asino e il mulo nella storia Storicamente asini e muli furono impiegati come forza motrice per aratri, macine di mulini, per la raccolta delle olive o per pompare l’acqua dai pozzi per irrigare i campi. Nelle miniere, furono usati per trainare i carrelli carichi di minerale verso la superficie e durante la transuman-


. loro malgrado za, i muli e gli asini accompagnavano i pastori, trasportando i materiali, le derrate alimentari. Si stima che nell’Europa del principio del ‘900 furono allevati quasi 5 milioni di capi tra asini muli e bardotti. L’Italia fu seconda solo alla Spagna per consistenza di capi allevati, con circa 1 milione di asini e 500.000 tra muli e bardotti. Una tra le principali ragioni del fiorente allevamento degli asini in Italia, nel corso dell’ottocento e della prima metà primo novecento fu per la produzione di muli da destinare all’esercito. Il numero di capi allevati diminuì durante tutto il corso del novecento per subire un definitivo tracollo dopo la Seconda Guerra Mondiale quando venne meno la necessità di allevare asini e muli da destinare all’esercito nonché a causa dell’incremento della meccanizzazione agricola che sostituì asini e muli con le moderne macchine agricole. Uno studio risalente al 2005 censisce in Italia 29.000 capi tra asini, muli e bardotti.

Allevamento dell’asino L’asino viene adoperato per il tiro, per la sella e soprattutto per il basto. Il rendimento lavorativo, specie se paragonato alle sue dimensioni, all’alimentazione generalmente scarsa quantitativamente e di poco significato nutritivo, all’allevamento quasi sempre molto trascurato, è da considerare notevole e superiore a quello del cavallo, anche per la maggiore resistenza.

Attuali impieghi dell’Asino

L’attivitàdella cavalcatura dell’asino si rivolge principalmente ai bambini ed è svolta principalmente in strutture agrituristiche, fattorie didattiche, o ancora in feste o sagre paesane. L’asino è la cavalcatura ideale per i bambini non esperti, perché poco impegnativo, lento e molto sicuro; Un asino adulto di grande taglia è in grado di trasportare un carico di circa un quintale. L’onoterapia è un particolare ramo della pet-therapy che usa l’asino come “terapeuta”. Questa tecnica sfrutta le particolari caratteristiche fisiche e comportamentali dell’asino (taglia ridotta, morbido da toccare ed accarezzare, paziente, lento nei movimenti ed incline alle andature monotone e controllate), offrendo preziosi servizi per la riabilitazione e la cura degli handicap, ma anche a favore di quelle persone, in particolare bambini, che avvertono l’esigenza di superare problemi di relazione e socializzazione. In particolare, l’asino può trattare con pazienti autistici, depressi, aggressivi, ipercinetici e ritardati.Pur non essendo ancora una disciplina riconosciuta dalla comunità scientifica, l’onoterapia è già diffusa negli Stati Uniti e nelle vicine Francia e Svizzera. In Italia sono ormai molti i centri che la praticano, ma il primo ad introdurla è stato il Centro “Asinomania”, situato a Introdacqua, in Abruzzo. Eugenio Milonis, psicoterapeuta direttore del centro, è stato il precursore di questa tecnica in Italia.

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GIORGIA COIZZA Prima e unica donna La incontro in pausa pranzo, un piatto di verdure lesse, un bicchiere d’acqua ed un caffè sono il suo pasto.

Dove sei nata e dove risiedi?

Sono nata a Torino il 2.12.72 e risiedo a Diano d’Alba (una donna che, non richiesta, fornisca anche la data di nascita già la rende più simpatica n.d.a.)

Titolo di studio e attività lavorativa ?

Laurea in psicologia ed ho uno studio privato di psicoterapeuta e collaboro con la Scuola pubblica

La Tua passione è l’equitazione. Cosa Ti ha indirizzata verso questo sport?

Penso un fattore genetico. I miei nonni erano, uno Carabiniere a cavallo ( guerra d’Africa n.d.a.) l’altro, commerciante, per il suo lavoro aveva un calesse con cavallo ed io, sin da piccola, 6, 7 anni, già adoravo questo animale, a dirla tutta, proprio ci “sbavavo” dietro e appena potevo mi facevo accompagnare al maneggio per poter “montare”, anche se mia mamma era assolutamente contraria. Mi sentivo appagata, mi si allargavano gli orizzonti e non solo perchè ero con la testa a due metri da terra. Cavalcare mi procurava sensazioni indescrivibili, sapevo che non avrei più abbandonato quel mondo.

A che età ha avuto il tuo primo cavallo ?

Poi corresti ancora tre Palii e al quarto tentativo……

Bingo !!! riuscii nell’impresa. Avevo un’asinella neppure tanto potente ma di una regolarità eccezionale. Dopo un’ottima qualificazione in batteria sentivo che avrebbe potuto essere l’anno buono.

Però successe qualcosa in partenza

In effetti “panino” con questo nome venne iscritta la mia cavalcatura (Nutella fu invece il nome di fantasia dato a Giorgia per la consuetudine di abbinamenti ironici tra asini e fantini n.d.a.) alla partenza ebbe qualche difficoltà. Ho mai capito quale sia stata la ragione ma proprio non voleva saperne di muoversi. Gli altri asini erano già alla fine del primo rettilineo ed io avevo ormai perso ogni speranza quando, non so per quale misterioso evento, “panino” partì al piccolo trotto e, metro dopo metro, con andatura costante iniziammo a recuperare lo svantaggio. Uno dopo l’altro raggiungemmo tutti gli altri asini e nell’ultimo giro eravamo primi con un netto vantaggio sul secondo. Nessuno riuscì più a raggiungerci e fu “Apoteosi”. Una vittoria così ti invecchia di dieci anni.

Visto che proprio la passione non scemava anche mia madre dovette cedere e, intorno ai vent’anni, mi fu regalato una splendida femmina di 12 anni con cui ho partecipato a concorsi di salto ad ostacoli

Prima ed unica donna, ad oggi ad aver vinto un Palio. Qualche piccolo escamotage, qualche trucco qualcosa di Tuo, insomma, lo avrai comunque adottato.

Dai cavalli agli asini, come sei arrivata ad essere un fantino del Palio ?

Ce le puoi raccontare ?

E’ stata l’amicizia con Adele Drocco (Pres. del B.go S.Barbara, n.d.a.). Sapeva della mia passione per i cavalli e quell’anno il borgo era in difficoltà a trovare un fantino. Tanto disse e tanto insistette che, alla fine, mi convinsi a tentare l’avventura

Quindi corresti il tuo primo Palio nel ?

2004, si correva ancora intorno al Duomo, uno spettacolo, anche se era un percorso molto difficile per le numerose curve.

Perché le curve….?

Beh, le curve sono una grossissima difficoltà nella guida di un asino. Già l’animale non è molto idoneo alla corsa e comunque rende meglio sul dritto; al Palio si corre montando a pelo (senza sella n.d.a.) e senza morso e quindi riesce molto difficile “far girare” l’asino solo con la “cavezza” e sul percorso storico intorno alla cattedrale di S. Lorenzo c’erano ben quattro curve, tre a sinistra, una a destra e una lunghissima semicurva a sinistra; un vero labirinto per un asino in corsa. (poi, in una delle tante peregrinazioni tra le

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piazze della Città, di cui daremo conto in altra pagina, il Palio si correrà per parecchi anni in p.za Cagnasso. N.d.a.).

Sinceramente no, certamente ho applicato alcune teorie che, con l’esperienza mi sono fatta.

Guarda, ho ancora corso il Palio del 2008 dopo aver partecipato e vinto il Palio di Camposano (NA) dove Alba era stata invitata per la prima volta; altra enorme soddisfazione soprattutto per lo stupore del pubblico locale per la vittoria di una donna. Oggi non corro più e quindi posso dire quelle che erano le mie linee guida nel montare un asino: primo, gli asini, secondo me, sono cavalcature a batteria...

???

Nel senso che hanno poca autonomia nella corsa ed un lentissimo recupero e quindi non ho mai stancato l’animale nelle prove mattutine quando mi veniva consegnato dopo il sorteggio, e poi forse una banalità ma ritengo essenziale tenere la corda ( il lato interno della pista n.d.a.) e girare stretto in curva.

Un consiglio a chi volesse sperimentare una corsa su asini.

Uno solo…pantaloncini da ciclista se vuoi preservare il “fondoschiena” e poi, tanto amore per l’animale.


LA MITICA “Gilda” Gilda, la mitica asina del Borgo del Fumo della fine degli anni ’60. Due vittorie su tre pali disputati sono bastati a farla entrare nella leggenda. Fu per colpa sua se i Presidenti degli altri Borghi insorsero minacciando di non partecipare più al Palio se “Lei” fosse ancora stata schierata. Incontrai Gilda nei primi anni ’90.

Senta signora Gilda, come andò realmente la storia della Sua estromissione dal Palio dopo le vittorie nel 1968 e 1970?

Signorina Gilda, prego. Guardi, proprio non capisco il vero motivo ma una idea me la sono fatta. Per me è stata solo una presa di posizione dei Presidenti maschi dell’epoca e dei loro amici asini. Non hanno accettato l’idea che una femmina potesse essere più forte, più resistente e più astuta dei maschi schierati per il Palio.

Mi scusi ma cosa intende per più astuta ?

Semplice, mi risponde, da quando il mio allevatore mi comunicò che mi aveva venduta al Borgo del Fumo per correre il Palio di Alba iniziai ad allenarmi qui in campagna per fare il fiato ed irrobustire i muscoli. Di notte quando tutti dormivano andavo sul percorso di p.za Duomo, via Vida, p.za Rossetti, p.za Duomo per studiare bene le curve.

Perché le curve ?

Perché noi Asini non siamo molto portati per la corsa e soprattutto tendiamo a mantenere una linea retta. La curva per noi è una anomalia della strada.

E quindi ?

Quindi capii che per vincere avrei dovuto stare

sulla parte interna delle due curve, la prima a 90° sulla sinistra di via Vida, che immetteva in p.za Rossetti, la seconda a U, strettissima sempre a sinistra, in p.za Duomo per ritornare in via Vida.

Non aveva paura ad uscire da sola di notte o di essere vista mentre provava il percorso ?

Ma nooo, Alba era un paesone tranquillo assolutamente privo di vita notturna (siamo negli anni ’70 n.d.r) e poi stavo molto attenta. Inoltre venivamo ferrati per il Palio solo il giorno prima e quindi senza scarpe non facevo rumore sul porfido.

Poi venne il giorno del Palio

Già, era il secondo Palio dell’Era Moderna (1968 n.d.r.), l’anno prima si era imposta Caterina del Borgo dei Sagrin. La Città era in festa, la prima edizione del Palio era stata un successo straordinario. Tutto il percorso era gremito all’inverosimile da un pubblico entusiasta. Sentivo il peso della responsabilità di dover regalare ad un Borgo di periferia la gioia di una vittoria sui “blagueur” del Centro. “giù il canapo” grida “Ciccio” Rinaldi al microfono in p.za Rossetti. Partenza regolare, devo restare concentrata, prendere il passo giusto, tenere la corda ed ecco l’ingresso in p.za Duomo, la curva a U a sinistra. Resisto ai tentativi del fantino che vuole farmi allargare per tagliare la curva. Tengo la corda e accelero a metà curva per tuffarmi in via Vida con un trotto veloce ma regolare. Ho già lasciato indietro tutti. Il fantino ha capito che deve lasciarmi andare, non è più lui che mi guida, sono io che lo porto….. alla vittoria.

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Fantini e Asini del Palio Come avrete letto il tema editoriale di questo numero è dedicato ai Fantini e agli Asini del Palio. Risaliamo questi quarantanove anni di Palio ed andiamo a conoscere Fantini e Asini che, nel tempo, hanno conquistato la vittoria. 2015: Asino “Bogianen” Fantino-Giorgio Lenta B.go S.Rosalia Pres. Candido Alessandria 2014: Asino “Testun” Fantino-Luca Magliano B.go S.Barbara Pres. Adele Drocco 2013: Asino “Governo” Fantino-Alessandro Gioetti (Berlusca) B.go Moretta Pres. Bruno Sivestro 2012: Asino “Riserva” Fantino-Alessandro Gioetti B.go Moretta Pres. Bruno Silvestro 2011: Asino “Trifola” Fantino-Danilo Dovero B.go del Fumo Pres. Marita Marolo 2010: Asino “Acciuga” Fantino-Giorgio Lenta B.go S.Rosalia Pres. Candido Alessandria 2009: Asino “Và a nans” Fantino-Silvano Accomo(girte nen) B.go dij Brichet Pres. Carlo Viotti 2008: Asino “Acciuga” Fantino-Sergio Giraudo (bagnet) B.go S.Rosalia Pres. Candido Alessandria 2007: Asino “Panino” Fantino-Giorgio Coizza (Nutella) B.go S.Barbara Pres. Adele Drocco 2006: Asino “Momento” Fantino-Silvano Accomo (Magico) B.go dij Brichet Pres. Carlo Viotti 2005: Asino “Fecondazione” Fantino-Luca Cassottane(Assistita) B.go Patin e Tesor Pres. Graziella Destefanis 2004 Asino “Testa d’ coi” Fantino ???? (Bandana) B.go delle Rane Pres. Beppe Fauzia 2003 Asino “Tremenda” Fantino-Andrea Polacci (Vendetta) B.go dij Brichet Pres. Carlo Viotti 2002 Asino “Selene” Fantino-Marco Vacchetti (Oliver) B.go S.Barbara Pres. Adele Drocco 2001 Asino “Fulmine” Fantino-Sebastiano Porcheddu B.go Moretta Pres. Bruno Silvestro 2000 Asino “Polo” Fantino-G.Carlo Accomo (Ulivo) B.go dij Brichet Pres. Carlo Viotti 1999 Asino “Primavera” Fantino-Silvano Accomo B.go Patin e Tesor Pres. Graziella Destefanis 1998 Asino ”Rambo” Fantino-Sebastiano Porcheddu B.go Moretta Pres. Renato Gavuzzi 1997 Asino “Rotonda” Fantino-Silvano Accomo(Senso Unico) B.go Patin e Tesor Pres. Graziella Destefanis 1996 Asino “Bambola” Fantino-Sebastiano Porcheddu B.go Moretta Pres. Renato Gavuzzi 1995 Asino “Vendetta” Fantino-Andrea Polacci (Rambo) B.go Patin e Tesor Pres.Graziella Destefanis 1994 Asino “Rosa” Fantino-Andrea Polacci (Rambo) B.go Patin e Tesor Pres. Graziella Destefanis 1993 Asino “Rosa” Fantino-Andrea Polacci (Rambo) B.go Patin e Tesor Pres. Graziella Destefanis 1992 Asino “Forte” Fantino-Mario Capra (Raglio) B.go San Martino Pres. Romano Negro 1991 Asino “Spingarda” Fantino-Beppe Fava B.go S. Barbara Pres.Vittorio Fiorito 1990 Asino “Barolo” Fantino-Viglito B.go S. Lorenzo Pres. Ines Manissero 1989 Asino “Bugiardo” Fantino-Mario Capra (Ustica) B.go S.Rosalia Pres. Mario Marocco 1988 Asino “Rosa” Fantino-Andrea Polacci (Rambo) B.go Patin e Tesor Pres.Danilo Mastrangelo 1987 PALIO NON ASSEGNATO 1986 Asino “Ester IV” Fantino-???(Aceto) B.go dij Brichet Pres. Mario Marengo 1985 Asino “Basin” Fantino-Luigi Teodoro (Mon Amour) B.go Moretta Pres. Renzo Chiarle 1984 Asino “Tornado” Fantino-Luigi Molino (Lampo) B.go delle Rane Pres. Gianni Giacosa 1983 Asino “Furia” Fantino-Luigi Teodoro (Libeccio) B.go delle Rane Pres. Gianni Giacosa 1982 Asino “Mareggiata” Fantino-Luigi Teodoro (Libeccio) B.go delle Rana Pres. Gianni Giacosa 1981 Asino ”Ester” Fantino-Luigi Molino (Lo Smilzo) B.go dij Brichet Pres. G.Carlo Langasco 1980 Asino “Zac” Fantino-Francesco Demattisi B.go delle Rane Pres. Romano Ferrero 1979 Asino “Trichi” Fantino- ??? (Zac) B.go delle Rane Pres. Luigi Cavallero 1978 Asino “Ira” Fantino-Luigi Molino (Lo Smilzo) B.go dij Brichet Pres. Luigi Vogliolo 1977 Asino “Ira” Fantino-Luigi Molino (Lo Smilzo) B.go dij Brichet Pres. Roberto Conte 1976 Il Palio non fu corso per protesta contro la costituenda pro loco e conseguente perdita di autonomia. 1975 Palio del Settecentenario Asino “Piri” Fantino- ???? (Silo) B.go delle Rane Pres. Luigi Cavallero 1974 Asino “Ester” Fantino-Luigi Molino (Lo Smilzo) B.go dij Brichet Pres. Carlo Musso 1973 Asino “Siringa” Fantino- ??? (Gepin di S.Rocco B.go S. Martino Pres. Paola Rossano 1972 Asino “Trend 2” Fantino-Luigi Molino (Lo Smilzo) B.go dij Brichet Pres. Carlo Musso 1971 Asino “Trend” Fantino-Luigi Molino (Lo Smilzo) B.go dij Brichet Pres. Carlo Musso 1970 Asino “Gilda” Fantino-Vincenzo Fauzio B.go del Fumo Pres. Luciano Busca 1969 Asino “Folgore” Fantino-Carlo Balbo (Golia) B.go Patin e Tesor Pres. Guido Fontana 1968 Asino “Gilda” Fantino-Mario Tanzi B.go del Fumo Pres. Luciano Busca 1967 1° PALIO DELL’ERA MODERNA Asino “Caterina” Fantino-Carlo Balbo (Golia) B.go dei Sagrin Pres. Natale Binello

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Fantini con più vittorie Luigi Molino 7 Andrea Polacci 4 Silvano Accomo 4 Sebastiano Porcheddu 3 Carlo Balbo 2 Luigi Teodoro 2 Mario Capra 2 G.Carlo Accomo 2 Alessandro Gioetti 2 Giorgio Lenta 2 Silo, Gepin di San Rocco, Vincenzo Fauzio, Mario Tanzi, Libeccio, Francesco Demattisi, Zac, Beppe Fava, Viglito, Aceto, Marco Vacchetti, Danilo Dovero, Sergio Giraudo, Giorgia Coizza, Luca Cassottane, Bandana, Luca Magliano, 1 vittoria a testa.

Ad oggi una sola donna, GIORGIA COIZZA, e’ riuscita nell’impresa di vincere il PALIO (2007), bissando l’impresa con la strepitosa vittoria (2008) al Palio di Camposano (NA).

Classifica dei Borghi con più vittorie:

1°)-B.go dij Brichet 2°)-B.go Patin e Tesor 3°)-B.go delle Rane 4°)-B.go Moretta 5°)-B.go S.Rosalia 5°)-B.go S.Barbara 6°)-B.go del Fumo 7°)-B.go S.Martino 8°)-B.go S.Lorenzo 8°)-B.go dij Sagrin(estinto)

11 8 7 6 4 4 3 2 1 1

Presidenti con più vittorie durante il loro mandato:

Graziella Destefanis (Patin e Tesor) Carlo Viotti (Brichet) Candido Alessandria (S.Rosalia) Adele Drocco (S.Barabara) Bruno Silvestro (Moretta) Gianni Giacosa (Rane) Carlo Musso (Brichet) Renato Gavuzzi (Moretta) Luciano Busca (Fumo) Marita Marolo (Fumo) Beppe Fauzia (Rane) Romano Negro (S.Martino) Vittorio Fiorito (S.Barbara) Ines Manissero (S.Lorenzo) Mario Marocco (S.Rosalia) Danilo Mastrangelo (Patin e Tesor) Mario Marengo (Brichet) Renzo Chiarle (Moretta) G:Carlo Langasco (Brichet) Romano Ferrero (Rane) Luigi Cavallero (Rane) Luigi Vogliolo (Brichet) Roberto Conte (Brichet) Paola Rossano (S.Martino) Guido Fontana (Patin e Tesor) Natale Binello (Sagrin)

6 4 3 3 3 3 3 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

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Palio delCasale Trasferta a Camposano E’ un evento che si stà radicalizzando, la discesa su Camposano da parte di una delegazione albese. Invitati per la prima volta nel 2008 gli albesi resero onore all’invito imponendosi con Giorgia Coizza, fresca vincitrice del Palio degli asini per il B.go S. Barbara. La scorsa primavera (maggio) per la nona volta la delegazione della Giostra delle Cento Torri, formata dal Gruppo Storico di Alba, Sbandieratori Città di Alba, B.go S.Rosalia con il Fantino Giorgio Lenta, vincitore del Palio 2015 ha preso la via della Campania per disputare, in rappresentanza del Piemonte, il Palio del Casale 2016. La manifestazione Campana raccoglie tutte le regioni italiane che abbiano in comune corse con asini. “ Ad abundere” quest’anno erano rappresentati Canada, Spagna, Croazia, Afganistan.!!!!! La corsa, purtroppo, non è andata secondo aspettativa, causa lo strapotere di quadrupedi da F1 delle altre regioni. Per il terzo anno consecutivo la vittoria è andata

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alla Sardegna. Uno dei momenti più simpatici della trasferta è stata la consegna al fantino di Camposano della maglia della Juventus con lo stemma del paese campano, una provocazione che ha imbufalito il pubblico sino a che non sono state spiegate le origini della burla; in occasione della partita di campionato giocata a Torino tra Juve e Napoli, tra i presidenti del Gruppo Storico di Aba e gli Amici di Camposano fù giocata una scommessa: il fantino di Alba e quello di Camposano avrebbero dovuto indossare la maglia della squadra che avesse vinto quella partita e siccome a Napoli, come pure ad Alba, le scommesse piacciono, ai mugugni iniziali alla consegna della maglia, sono seguiti lazzi e frizzi all’indirizzo di chi aveva perso la scommessa, cresciuti in una frenesia collettiva quando dal palco la delegazione albese ha lanciato alla folla un centinaio di palloni logati Napoli Calcio. Felice Dezzani


Il mio matrimonio in giro per il mondo REALITY BEIJING TV Episodi Langhe, Roero e Torino Il Piemonte protagonista, con Torino, Alba, Langhe e Roero, in un programma del network cinese Beijing Satellite TV che tra il 24 e il 30 gennaio 2016, ha realizzato i due episodi capofila delle 12 puntate reality show “Il Mio Matrimonio in Giro per il Mondo”. La troupe composta da 80 persone ha trascorso una settimana tra le colline Unesco delle Langhe e Roero e la città di Torino per le registrazioni del reality, in onda sull’importante emittente nazionale cinese. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di promozione del Piemonte sul mercato cinese, il quale ogni anno registra numeri rilevanti. Secondo un report pubblicato da Enit e Ministero degli Affari Esteri italiano, nel 2014 sono infatti stati 107 milioni i cinesi che si sono recati all’estero per motivi di turismo.. Il reality show “Il mio matrimonio in giro per il mondo” è strutturato in un totale di 12 puntate nelle quali 4 sposi collaboreranno con alcune tra le più famose personalità dello Star System cinese alla realizzazione di un matrimonio da favola in posti da sogno, Le riprese dei due episodi della durata di 70 minuti ciascuno, si sono svolte dal 24 al 26 gennaio 2016 a Torino, per poi spostarsi a partire dal giorno 27 in Langhe e Roero. Tra i luoghi simbolo del territorio in cui le riprese si sono svolte vi sono la rinnovata Torre di Barbaresco, il Castello di Guarene e il centro storico della città di Alba, che con le sue torri e le sue chiese è diventato grande protagonista, ospitando anche la cerimonia conclusiva del reality. Non poteva mancare una visita al Museo della Giostra delle Cento Torri con la prova dei costumi utilizzati per il PALIO. Grande risalto è stato ovviamente dato alle eccellenze enogastronomiche del territorio e il 29 gennaio tutti gli obiettivi erano puntati sul re della tavola, il Tartufo Bianco d’Alba: i concorrenti hanno infatti preso parte ad una ricerca del prezioso fungo, gustandolo successivamente.

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INVESTITURA DEL PODESTA’ In programma l’ultimo sabato di settembre L’Investitura del Podestà segna, di fatto, l’inizio del Palio con una settimana di anticipo sul giorno della Corsa e regala agli Albesi ed ai Turisti presenti una stupenda rappresentazione teatrale sullo straordinario palcoscenico naturale di p.za del Duomo. L’affascinante cornice dei palazzi e lo sfondo della Cattedrale illuminata solo dalle torce a vento e dai bracieri si anima con l’arrivo di figuranti che rievocando un mercato medioevale attendono le rappresentanze dei Borghi con i loro Reggitori, il Gruppo storico del Comune, gli Sbandieratori. I tempi e i movimenti dei personaggi, che si muovono sulla piazza per rendere omaggio alla figura allegorica femminile che rappresenta la Città ed al Podestà che nell’occasione riceve l’atto di sottomissione da parte dei nove Reggitori dei Borghi cittadini, sono accompagnati da un accurato sottofondo musicale. E’ l’occasione per dare notizia delle devastazioni avvenute in giornata presso l’Abbazia di S. Frontiniano fuori le mura da parte degli Astesi (Astigiani) e del Palio che gli stessi, per festeggiare la vittoria, avrebbero corso sotto le mura della Città. Constatato che la Città è ancora integra e indenne il Podestà proclama pubblicamente il riscatto dall’onta subita invitando i reggitori dei Borghi ad organizzare per la domenica successiva un evento che suoni a beffa degli Astesi, vincitori sì ma, solo di monaci e villani, e non della Città, con un Palio da corrersi non con cavalli ma con asini. Storia e leggenda si sono fusi, il Palio degli Asini tornerà ad affascinare chi avrà scelto Alba quale meta di svago.

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Il bACCANALE DEL TARTUFO Il borgo si rievoca

E’ bastato poco più di un lustro per far assurgere questa manifestazione tra le più gettonate dai turisti che, pur distratti da decine e decine di altre proposte, scelgono la Capitale delle Langhe quale meta. Sono due eventi che bene interpretano lo spirito “albese” che riesce ad unire l’utile al dilettevole coniugando la necessità di fare “cassa” con il piacere di fare festa. Con i tempi che corrono, con sempre meno risorse da finanziamenti esterni, ecco nascere l’idea di creare qualcosa di nuovo che consenta alle casse dei Borghi di recuperare finanze per la loro attività e, nel contempo, offra al turista una ragione in più per visitare la Città. Il 3° sabato di Ottobre, smaltita la sbornia del successo per il Borgo vincitore del Palio e/o della Rievocazione Storica e per gli altri comunque, recuperate le forze, tutti ancora al lavoro per trasformare il centro storico in antico Borgo medioevale. E’ talmente importante questo evento che si riusciti in una impresa titanica: la sospensione del tradizionale “mercato” del sabato nel Centro Storico, una vera e propria istituzione che, da solo ha assunto per la Città una valenza non solo commerciale ma anche turistica. Si lavora tutta la notte del venerdì e il sabato mattina il centro della Città cambia volto. Passeggiando nelle vecchie contrade si respira un’atmosfera diversa. Cambiano le prospettive, i profumi dei forni a legna e delle varie cucine impregnano l’aria, tende e padiglioni di nuove osterie e taverne a cielo aperto occupano gli spazi ampi delle piazze, angoli di campagna con piccoli boschi coprono le facciate dei nobili palazzi, c’è paglia a terra dappertutto, saltimbanchi, giocolieri, fachiri e mangiafuoco si aggirano tra i primi visitatori che poco a poco invaderanno la Città. La domenica la festa continua, i forni e le cucine del Baccanale continuano a sfornare i piatti tipici del territorio mentre giochi arcaici, a volte inventati ma tutti divertenti, richiamano i visitatori che non riescono a sottrarsi all’invito. In ogni angolo ghironde, flauti, pifferi, tamburi rilasciano sonorità perse nei tempi, senza strumenti di amplificazione, attori interpretano testi sconosciuti obbligando il turista a sostare fianco a fianco con gli Artisti, quasi amalgamandosi ad essi, ricavandone sensazioni mai provate.

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Gruppo Storico della citta di Alba Nella Sfilata del Palio degli Asini, tra i circa 1000 figuranti in costume spicca da sempre un gruppo di una cinquantina di personaggi. E’ il gruppo che rappresenta le più alte cariche istituzionali dell’Alba del XIV-XV secolo. Il Podestà, il Capitano del Popolo, il Notaio, i Giureconsulti con il loro seguito di funzionari, i Clavari in rappresentanza dell’Autorità civile; il Vescovo, i Prelati, i Frati e le Suore in rappresentanza dell’Autorità religiosa; la Figura Allegorica della Città ed il suo seguito di Ancelle e la scorta di Armati con balestre, lance e picche.

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Questo gruppo si distingue per il portamento, i costumi fascinosi, la scelta accurata dei soggetti che interpretano i diversi personaggi, per il trucco accurato e le acconciature. Sin dalla sua formazione il Gruppo Storico Città di Alba è l’espressione tangibile della Giostra delle Cento Torri, Palio degli Asini. E’ il Gruppo che rappresenta ufficialmente “fuori le mura” la manifestazione albese ed è ambasciatore, con il Gruppo Storico Sbandieratosi Città di Alba, dell’immagine della Città in tutte le più importanti manifestazioni a cui Alba viene invitata.


Gruppo Sbandieratori della citta di Alba Da oltre 40 anni gli Sbandieratori Città di Alba animano feste e manifestazioni nel mondo. Già nelle sfilate, con i nuovi costumi negli smalti rosso e argento della Città si impongono all’attenzione con il passo cadenzato (imparato durante l’esibizione per la NATO, a Mons in Belgio. n.d.r.), dettato dal ritmo dei “rullanti” e del “muti”, annunciati dallo squillo delle “chiarine” con le bandiere che

garriscono nelle traiettorie ad incrocio, alte sulla testa degli stupefatti spettatori o schioccanti nelle evoluzioni a terra. Veri ambasciatori, con il Gruppo Storico, di Alba e del Palio, hanno trovato in Sergio Destefanis, figlio di Battista 1° Presidente del Gruppo, il degno continuatore di Gigi Giacosa per tenacia, applicazione e bravura.

Giovanni Bressano, eletto presidente della Giostra delle Cento Torri nel 1973, intuì l’importanza degli Sbandieratori per il Palio e, approfittando della defezione, in quell’anno, del Borgo Moretta che contava nelle proprie fila bravi sbandieratori curati da Gigetto Giacosa, trovò in Battista Destefanis terreno fertile per la creazione di un Gruppo ufficiale per il Palio e in Gigetto Giacosa il coordinatore che non poteva lasciar morire il Suo Gruppo e la sua passione.

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Borgo di Santa Rosalia Saluto del Presidente Candido Alessandria 09/08/2016

Il Borgo Santa Rosalia compie trent’anni. Ho ereditato l’onore della presidenza dall’amico Marocco che lo ha guidato per anni. Un lungo periodo, 30 anni, in cui la crescita è stata continua, tra alti e bassi, tra soddisfazioni e attimi di sconforto, tra stanchezza e felicità. Trent’anni in cui i bambini sono diventati adulti, trasformandosi da paggetti a nobili signori o frati o armati....ma sempre con gli smalti rosso, nero ed argento... se non indosso, sicuramente nel cuore, così portando a loro volta i propri bimbi ad indossare gli stessi colori. Sei lustri...ci son voluti sei lustri...per diventare cio’ che siamo ora: una grande famiglia! Un famiglia che condivide sudori e sorrisi, gente che va e gente che viene, ma ad ogni anno ci si rende conto che siamo sempre di più e con la stessa voglia di fare. Perdonate il sentimentalismo, ma l’orgoglio di un Presidente è affacciarsi dal balcone il giorno del Palio e vedere tante faccine fiere di essere lì, pronte dal mattino presto per portare alla città di Alba il proprio contributo. Ogni anno, la prima domenica di ottobre, è uno spettacolo di partecipazione, l’ansia di non aver intoppi e di essere all’altezza, l’attesa di uscire dal portone al suono dei tamburi ed iniziare la marcia allegra verso la Piazza del Palio con l’applauso ed il tifo delle suorine di Corso Enotria, prime fra tutti. Sono un Presidente di taglia XXL, un pò massiccio direi, ma quel giorno...quel giorno...petto in fuori e testa alta

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mi sento ancor più grande nonostante l’inevitabile tensione e stanchezza accumulata. Sono il Presidente di una grande famiglia e me ne accorgo soprattutto quando la “First Lady” Carla mi costringe di notte a pelar cipolle per il ragu’ della cena dopo Palio in pentoloni sempre più grandi, lavoro peraltro che faccio volentieri perchè “comunque vadano le cose il corpo non deve patire”. Mi piace raccontare quello che succede dietro le quinte perchè lo spirito del Palio dev’essere proprio quello ed è rimasto intatto nel tempo. E poi... arriva la doppietta. Primo e secondo posto al Palio degli Asini 2015. Una inaspettata e sorprendente vittoria che ha coronato un sogno rincorso da tempo. La prima volta nella storia del Palio di Alba e queste sì che son soddisfazioni che ti danno la carica e ti fan dimenticare tutti i pensieri. Anche quest’anno, son sicuro, daremo il nostro contributo alla Città di Alba, alle persone che ci vedono sfilare lungo il percorso, alla conclusione della sfilata in piazza che, seppur molto ridotta nei tempi, ci regala un attimo di gloria. E se poi...ma sarebbe chieder troppo alla sorte... i nostri asinelli ci facessero un regalo, allora sì che dovremo ampliare la nostra saletta dei trofei che come un album fotografico ci riporta a ripercorrere questi trent’anni insieme e a far posto per i prossimi trenta. Perchè il Borgo Santa Rosalia (per noi) è il più bello che ci sia.


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Borgo di San Lorenzo Saluto del Presidente Ines Manissero

Eccomi qua con le pile ricaricate e con tanta voglia di affrontare bene il Palio 2016! Quest’anno ci saranno molte novità e cambiamenti a cominciare con la Cena Medioevale il 10 di settembre, l’abolizione del premio per il miglior episodio sostituito da quello della miglior sfilata storica. A questo premio il Borgo San Lorenzo nn partecipera’ perché lo scorso anno abbiamo vinto….regola abbastanza ingiusta ma votata in consiglio e la maggioranza ha cosi decretato………comunque il ns bel borgo si farà come sempre notare per i costumi, l’accuratezza dei dettagli ed i bei personaggi che metteremo in sfilata!!! Colgo l’occasione per ringraziare la scenografa–regista-

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costumista Valentina Moretto che da anni si dedica costantemente alla realizzazione delle sfilate e dei tanti eventi che organizziamo tra cui “ Le Notti della Nativita’”, logicamente aiutata da tanti giovani (Cristiano, Orly, Gef; Federico, Claudio, Sandro, Edo, Luca Stefano,Mario,Matteo, ecc..) e tutte le forze del bel comitato che il Borgo ha! Senza il loro appoggio e costante lavoro non riusciremmo a fare nulla e per la citta’ di Alba questa è una realta’ splendida!!! Ringrazio di vero cuore tutto il Comitato, gli sbandieratori, i musici e gli sfilanti che animano tutto l’anno le riunione in sede, che lavorano e a volte rinunciano a degli impegni pur di non far mancare il loro aiuto valido.


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Borgo di Santa Barbara Saluto del Presidente Adele Drocco Saluti carissimi a tutti, turisti e borghigiani Siamo in dirittura d’arrivo nella preparazione del la sfilata per il Palio 2016 che si terrà la prima domenica di ottobre. Come ogni anno abbiamo cercato di fare del nostro meglio per dare fantasia e divertimento alle nostre sfilate, nel rispetto dell’epoca medioevale. Quest’anno rappresenteremo un avvenimento successo realmente ad Alba nel 1206, noi con il nostro senso di umorismo, faremo in modo di interpretarlo in maniera simpatica e nello stesso tempo il più reale possibile. Ringrazio tutti quelli che lavorano e si stanno prodigando per la nostra città e il nostro Borgo Santa Barbara, il Direttivo i Borghigiani e tutti gli Sfilanti. Auguro a tutti buon divertimento.

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Borgo dei Brichet Saluto del Presidente Carlo Viotti

Gli Europei di calcio, le Olimpiadi e per finire in bellezza il Palio degli Asini di Alba. Forse ho esagerato come paragone: pazienza. Ma di una cosa sono sicuro. Qualcosa di importante e di magico collega questi avvenimenti. Principalmente la fatica e la preparazione. Come atleti anche noi borghigiani ci prepariamo tutto l’anno per raccogliere un risultato positivo. A volte va bene a volte no, ma non importa perché appena passata la gioia o la delusione siamo pronti a rimetterci in gioco. E perché no! La magia. Gareggiare in uno stadio pieno e con il pubblico che tifa per te e ti applaude: da fare venire i brividi. E cosa credete che si provi quando si sfila in Via Maestra, Piazza Savona,

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o Piazza San Giovanni tra due ali di folla che ti incitano, ti salutano , gridano il tuo nome e manifestano applaudendo la loro meravigliosa ed estasiata partecipazione. Sono sincero altro che brividi. Quindi alla fine forse non ho esagerato. Vorrei concludere ricordando che Noi borghigiani facciamo sempre il massimo per rendere questa manifestazione bella ed importante. E lo facciamo come volontari quindi vi chiediamo di non fischiare quando le cose non finiscono o non riescono bene. Ma stateci vicini e incitateci a fare meglio con applausi e cori. Ebbene si! Non saranno “notti magiche” ma “un giorno magico” per tutti grazie a Voi.


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Borgo del Fumo Saluto del Presidente Marita Marolo

Come ogni anno la giornata del palio e’ frutto di un lungo ed intenso lavoro di squadra...dapprima tante idee, poi la scelta di un argomento o episodio da rievocare. Da qui’ comincia la faticosa realizzazione dello stesso: ambientazione, abiti, carri, scelta degli sfilanti e riunione dopo riunione, col trascorrere dei mesi, si arriva finalmente al fatidico giorno! E’ sempre molto emozionante vedere

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concretizzato il lavoro per il quale noi del comitato lavoriamo duramente durante tutto l’anno ma tutto cio’ non sarebbe possibile se non ci fossero alcune persone “speciali” in supporto. Ed e’ per questo che vorrei ringraziare di cuore tutti i nostri sostenitori, amici e collaboratori per il loro prezioso aiuto , morale e pratico!! Un caro saluto a tutti e.... che PALIO sia!!!


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Borgo della Moretta Saluto del Presidente Bruno Silvestro

Care lettrici e Cari lettori, Desidero iniziare il mio saluto da Presidente del Borgo Moretta, citando in sintesi ciò che vogliamo essere “Il Comitato si propone di promuovere iniziative volte alla buona riuscita dello svolgimento della Fiera, alla difesa della tradizione del rito paliesco ed alla sua tutela, nonché all’attenzione ed al rispetto storico della Sfilata”. In queste poche frasi è racchiuso tutto il programma che ci proponiamo di attuare, perché esse contengono il significato più profondo del nostro Borgo e dei “suoi borghigiani di accesa passione”, che tanto tempo fa scelsero di occuparsi dei non pochi impegni connessi alla Fiera, al Palio, al Baccanale, di esaminarli, se possibile risolverli divertendosi, attraverso il dialogo aperto e costruttivo anche con gli altri Borghi e la cittadinanza tutta. Questa frase deve essere fatta propria ed elaborata da ciascuno di noi, soprattutto oggi, soprattutto in questi momenti dove individualismi di vario genere sembrano voler oscurare i suoni, i colori, le passioni della nostra festa. Alba è il Palio, il Palio è Alba. Le due realtà sono inscindibili e noi tutti troveremo sempre più la nostra combattività costruttiva affinché “tutto cambi, perché nulla cambi”. Un cordiale e sincero benvenuto, a nome di tutto il Borgo Moretta, a coloro che vorranno ancora una volta partecipa-

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re alle prossime manifestazioni dell’autunno albese, ricco di iniziative culturali ed enogastronomiche. Ai borghigiani, ai fantini partecipanti al Palio 2016, tradizionale appuntamento della Fiera, rivolgo un sincero in bocca al lupo, nella speranza che una sana rivalità porti ad un arricchimento sia sul piano umano che sportivo. Importante manifestazione che organizziamo, insieme con la sfilata storica ed il baccanale, a testimonianza del nostro affetto per la città, eventi che intendono promuovere e valorizzare il territorio. Mi auguro che lo sforzo e l’impegno di tutti coloro che collaborano all’organizzazione di queste prestigiose manifestazioni siano coronati dalla buona riuscita e dalla nutrita partecipazione di tanti turisti ed albesi. Noi abbiamo il dovere di coinvolgere abitanti e visitatori nella storia e nelle tradizioni della città che li accoglie, cerchiamo di farlo sempre di più, grazie soprattutto ai nostri giovani, aperti ad ogni nuova esperienza e conoscenza, che recepiscono con entusiasmo tutto ciò che viene loro presentato con semplicità e con chiarezza. E per concludere…ricordatevi sempre che dobbiamo trovare qualcuno con cui divertirsi prima di cercare qualcosa di divertente, perché divertirsi da solo significa perderne il lato più umano…


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Borgo dei Patin e Tesor Saluto del Presidente Graziella Destefanis

A tutti i miei cari borghigiani….salve!, a tutti gli Amici e Ospiti del Palio che in questo momento mi leggono il ringraziamento mio e dei miei collaboratori per aver scelto di essere ad Alba in occasione del Palio degli Asini. Si conclude con questo mio intervento un altro anno intenso di lavoro per preparare la nostra partecipazione alla cerimonia di Investitura del Podestà , alla sfilata storica, ed alla rappresentazione di un momento di vita medioevale della nostra Città. Sappiamo che tutti gli altri Borghi hanno lavorato con eguale impegno per portare lungo il percorso e nel Campo del Palio la loro immagine migliore ma mi auguro che il nostro

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Gruppo possa riscuotere il massimo consenso. Altro lavoro ci attende ancora per ospitarVi al Baccanale del tartufo tra due settimane ma ci penseremo dopo il 2 di ottobre. Aspettiamo con ansia il giorno del Palio e durante la Sfilata Storica cercheremo di cogliere i vostri commenti per capire se il nostro lavoro è stato apprezzato ma, soprattutto, applaudite chi sfila perché il vostro applauso arriverà anche a chi ha lavorato tutto l’anno nei laboratori di sartoria, nelle officine dei forgiatori e dei mastri d’ascia, ai parrucchieri e truccatori che oggi non sono in corteo ma che lo hanno reso così bello.


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Borgo delle Rane Saluto del Presidente Beppe Fauzia

Cari albesi e carissimi borghigiani, è un grande onore partecipare anche quest’anno al Palio e alle altre manifestazioni dell’ 86^ Fiera internazionale dei Tartufo Bianco d’Alba. Ci auguriamo di contribuire con il nostro impegno, frutto di volontariato, di modeste risorse ma di una grande passione, ad una eccellente riuscita degli eventi della Fiera.

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Borgo di San Martino Saluto del Presidente Paola Marano

Anche quest’anno ci presentiamo ai blocchi di partenza con una squadra piena di idee e voglia di creare. Le difficoltà non mancano nell’organizzare, reinventare e allestire le diverse manifestazioni, ma i traguardi comunque raggiunti ci riempiono di orgoglio. Quello che rende grande il nostro piccolo borgo è la passione che ci accomuna, il nodo alla gola che ci prende quando

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sentiamo il rullo dei tamburi ed il suono delle chiarine, l’emozione di creare qualcosa capace di unire la storia al gioco e vedere il pubblico incantato. Perchè il vincente non è il borgo che arriva primo, ma chi sa dare il meglio di sè con entusiasmo e senza inganno. Buona fiera del tartufo 2016!!!


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Episodio Borgo di San Lorenzo Nell’anno del Signore 1368 Alba e i suoi territori attraversavano un periodo di pace e prosperità sotto il dominio di Galeazzo II Visconti, signore di Milano e Pavia. Galeazzo, uomo astuto ed ambizioso, promise per la mano dell’ultimogenita avuta da Bianca di Savoia, la bella Violante, una dote enorme che divenne argomento di scandalo in tutta l’Europa del tempo, comprendente 200.000 fiorini d’oro e la Signoria delle terre angioine in Piemonte, tra cui le citta’ di Mondovi, Cuneo, Demonte ed Alba. Galeazzo riusci’ cosi’ a stipulare per la giovane figlia uno dei contratti di matrimonio più prestigiosi dell’epoca, fidanzandola con il principe Lionel di Anversa, duca di Clarence, figlio cadetto del re d’Inghilterra Edoardo III. Durante il viaggio per raggiungere la sua promessa sposa in Italia, il nobile Lionel venne ricevuto con grandi onori nelle corti francesi ed italiane. Le nozze con la quattordicenne Violante furono celebrate a Milano nel giugno del 1368 e per molti anni furono narrate e ricordate per l’abbondanza del

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banchetto nuziale, composto da 16 portate e per la grandiosita’ dei festeggiamenti ininterrotti per molti giorni in tutte le terre del regno. Il Borgo San Lorenzo (fuori concorso) rappresenta la sfarzosa giornata di festeggiamenti che ebbero luogo ad Alba in onore dei due novelli sposi. La cerimonia religiosa iniziò nel palazzo del padre della sposa dove si formò un allegro corteo che, scortato da musici e fanciulle biancovestite che spargevano petali di fiori, guidò la fanciulla per tutta la città fino alla cattedrale di San Lorenzo, mentre lo sposo era in attesa sul sagrato della chiesa con il Vescovo e i prelati. Dopo la benedizione solenne degli sposi, una breve omelia sulla vita coniugale e dopo la distribuzione delle elemosine ai poveri, anche le più alte personalità della nobiltà albese resero omaggio al proficuo contratto matrimoniale brindando alle nozze durante un ricco banchetto imbandito nel palazzo del podestà con danze, cantori, giocolieri e il miglior vino delle terre di Langa.


Episodio Borgo di Santa Barbara Anno 1206. Il marchese di Monferrato Bonifacio, illustre condottiero, tenuto in considerazione anche in Francia e in Germania, fa ritorno dalla IV Crociata. Essendosi distinto per valore e coraggio alla guida dei Crociati nelle terre in mano ai temibili Turchi, una volta vinta la guerra e spartiti i territori, nel 1206 Bonifacio è stato coronato Re di Tessaglia.  Ora, tornato in patria, non fidandosi della stabilità dei travagliati regni d’Oriente, e temendo forse per la sua stessa vita, si reca in visita ufficiale ad Alba, con l’intenzione di consegnare in dono alla Cattedrale, gloriosa e potente in unione al potente glorioso Comune, la preziosa Corona di Tessaglia. Lo accompagnano per la solenne cerimonia i nobili e i cavalieri più importanti dell’epoca, anch’essi di ritorno dalla spedizione. E’ presente anche il Conte Montersino della Camparia di Santa Barbara. Ad attenderlo sulla piazza del Duomo, ci sono le donne e tutti coloro che sono rimasti in città, trepidanti, pieni di ammirazione per il loro eroe: tutti a quel tempo erano investiti dal vento che ispirava la Guerra Santa, tutti parteggiavano per i Crociati, autentici difensori della Cristianità, che sfidavano grandi pericoli e terribili avversari, pur di liberare Gerusalemme dagli infedeli. Risuonava ancora nelle orecchie di tutti il celebre grido

di battaglia di papa Urbano II , nella Cattedrale di Clermont, nel lontano 1095 : “Dio lo vuole! Dio lo vuole!”. Ecco dunque Bonifacio entrare solennemente in Duomo, al cospetto dell’Arciprete e di altri membri del clero; ecco la consegna della Corona, e la promessa dell’Arciprete di impegnarsi a conservarla, attraverso custodi fidati, per sempre. Il sommo Pontefice approvò e confermò la dignità di tale custodia alla Cattedrale albese, con una bolla intitolata “Dignitas Custodialis pro conservatione Diadematis Regni Tessaliae”. Vi sono documenti che dimostrano che questa corona fosse ancora in Cattedrale in pieno Seicento. Al termine della cerimonia della consegna, la città di Alba si raccoglie attorno a Bonifacio per rendergli omaggio; rulli di tamburi e danze fanno da sfondo al simbolico inchino di Alba all’eroe crociato. Alba mostra a Bonifacio il proprio stemma, indissolubilmente legato alla Croce di cui si segnavano i cavalieri e i soldati che partivano per la Guerra Santa. Come recita un’antica iscrizione, “Perchè Alba è stata insignita della Croce rossa? Perchè diede il suo sangue, piuttosto di mancare fede ai patti. Se ancora vuoi sapere il motivo, è perchè sa che la Croce è il trono (soglio) dell’Amore, e il rosso è dell’Amore il simbolo”.

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Episodio Borgo Brichet Agli inizi del XIII secolo, come probabile conseguenza dell’incremento demografico e un documento del 1221 ricorda la costruzione di un nuovo tratto di muro che potrebbe indicare un ampliamento urbano, la città venne divisa in quartieri, suddivisione attestata da un documento del 1234. I quartieri prendevano il nome da edifici pubblici preminenti o dalle porte della città; Il quartiere di S. Giovanni, delimitato a sud e ad ovest dalle mura che andavano dall’attuale piazza Garibaldi alla porta di S. Martino, era compreso tra via Cavour e via Maestra; avevano casa in questo quartiere i Bonpietro, i Capra, i Palio o Pallido; vi era il palazzo Falletti e numerose caseforti rendevano il quartiere nobile e prestigioso per la presenza delle antiche chiese di S. Giovanni e di S. Damiano. Uno dei quartieri in cui più si svolgeva la vita commerciale e artigianale della città.. Di qui partivano i mercanti diretti alle grandi fiere di Ligny sur Marne, di San Giovanni di Troyes e alle coste della Turchia, e qui arrivavano da ogni parte le stoffe e le pellicce che, lavorate da abili artigiani, ripartivano per destinazioni altrettanto lontane o venivano collocate sul mercato interno. Ma più di ogni altra cosa, nel borgo dei Brichet si lavorava la seta, infatti fino a qualche tempo fa la piazza centrale di questo borgo si

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chiamava indifferentemente “Piassa d’ij Brichet, Piassa ‘d San Giuvan o Piassa d’ij couchet (dei bozzoli)”. Accanto all’attività commerciale gravitava poi un discreto numero di banchieri e usurai che gareggiarono per lungo tempo con i loro concorrenti di Asti nel prestar danaro a quei nobili che si trovavano in difficoltà finanziarie. Mercanti, artigiani, banchieri e non solo questi. Anche contadini e servi facevano la loro parte specialmente nei lavori più abbietti e faticosi. Come per esempio nella preparazione e cottura del pane: Il pane si confezionava con varie specie di cereali. Quello fatto di farina d’avena o di orzo o di segale era per le tavole dei contadini e dei servi mentre per il ceto signorile era d’uso il pane di frumento condito con dell’ottimo olio di oliva. Oppure nell’allevamento dei maiali che si mangiavano arrostiti oppure in salciccie; oppure nell’allevamento del pollame. E non meno importante la coltivazione di verdure (principalmente rape e cavoli). Per non dimenticare i pescatori d’acqua dolce il cui pescato costituiva il cibo più comune nei giorni di magro. Ecco tutte queste diverse figure si potevano incontrare in un giorno normale nel quartiere di San Giovanni . E per rendere più allegra la giornata ecco i bambini con i loro giocattoli: le bambine con le loro bambole mentre i maschietti la palla, la tromba od armi infantili.


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Episodio Borgo Fumo Un mondo senza guerra? No, non in questa terra. Come può rispondervi questo povero uomo che non ha fatto altro per tutta la vita? Il frate prega per la maggior gloria di Dio e degli uomini, lottando contro il demonio che si nasconde tra noi. Il contadino, con il suo sacrificio trae frutti dalla terra, sperando nella clemenza del cielo e degli elementi. E il soldato? Egli indossa la pesante cotta di metallo, allaccia con cura gli elementi dell’armatura, impugna spada e scudo ed affronta il suo destino per difendere il suo popolo. E della pace non resta altro che la tregua tra una battaglia e l’altra. Riesco a ricordare ancora nitidi gli allenamenti per imparare a tirare di spada. Era un gioco divertente, come in nessun altro modo poteva apparire agli occhi di un bambino. Ma il mio maestro d’armi mi guardava sempre con severità, sapeva quale era il mio futuro e mi esortava all’impegno sempre più attento. Il lavoro era un costante approfondimento nella tecnica e nella concentrazione per evolvere lo stile personale, fondato sui canoni basilari e nel rispetto di essi. Nell’esercizio della spada non vi è nulla di istintivo, esso è un artificio che deve essere esercitato con naturalezza. Difendere, parare, non significa subire l’avversario, ma solo attendere con calma il proprio momento, esercitando i riflessi e la pazienza. Ma crescendo è stato ogni giorno sempre più chiaro che la spada che impugnavo avrebbe fatto male e che io stesso dovevo imparare a sopravvivere e con me, i miei uomini. Diventare cavaliere è un onore, onore che deve rimanere intatto per il buon nome del cavaliere stesso e del signore che lo elegge nel giorno dell’investitura. Il cavaliere combatte per la fede è fedele alla parola data, protegge i deboli, le vedove gli

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orfani, combatte l’ingiustizia. Il cavaliere è puro di cuore, sano di corpo e umile, in lui albergano le due massime qualità morali richieste ai nobili: coraggio e generosità. Ricordo ancora nitidamente l’attesa prima della battaglia. Gli uomini scuri in volto, alcuni di loro forse pensando le proprie famiglie, per chi ne aveva, altri pregando, altri ancora semplicemente sistemando l’armatura o la propria arma, tutti vivendo quello che poteva essere l’ultimo giorno. Le battaglie erano cruente, gli uomini cadevano come foglie d’autunno e il sangue colorava la terra. L’ariete sfondava i portali mentre dall’alto piovevano pietre, olio o acqua bollente, le frecce colpivano la testuggine che proteggeva l’avanzata. Quante volte mi sono trovato da una parte all’attacco e quante invece dall’altra in difesa ed ogni istante poteva essere quello decisivo. Le grida agghiaccianti dei feriti si confondevano con l’urlo di guerra di chi avanzava con la spada al cielo. Quanto lavoro per il cerusico! Nella sua tenda da campo, richiamando tutta la scienza di cui era capace salvava vite estraendo punte di freccia, suturando ferite, molto più spesso semplicemente chiudendo occhi. Ricordo un giovane, avrà avuto quindici anni, era l’assistente del cerusico, le sue conoscenze erano limitate, ma quando il medico rimase ferito a morte durante la battaglia, fu lui ad estrarmi una scheggia di freccia dalla gola. Oggi, nonostante sia molto, molto vecchio, avverto ancora la profondità di ogni singola cicatrice e mi rendo conto di quanto mi sia sfuggita la vita sebbene non l’abbia perduta sul campo di battaglia. Non mi resta che incamminarmi e sperare in quella pace che tanto ho vagheggiato nei momenti più cruenti.


Episodio Borgo Moretta Il Borgo della Moretta, ancora una volta rende omaggio alla storia e al prodotto più noto della Città, ottenuto dal frutto della sua terra e dal sapiente lavoro dell’uomo. Ecco a voi la “Festa Medioevale del Vino di Langa”. Immergetevi nell’atmosfera di un tempo, tra scorci di vita medievale e vecchi mestieri…riviviamo i fasti delle corti tra musici e sbandieratori, giullari, musicanti, dame e cavalieri, siamo a festeggiare la vendemmia e la raccolta dei frutti della terra. Un proverbio latino recita: “Venerem sine Libero et Cerere frigere”. Lo si può tradurre più o meno così: “Senza Bacco e Cerere, si raffredda Venere”, dove le tre divinità stanno a indicare rispettivamente il vino, il cibo e l’amore…i tre piaceri concessi all’umanità dalle divinità di ogni tempo e luogo…ma ricordiamo anche il carattere sacrale del vino, legato al sacrificio della Messa, il suo impiego in medicina e non ultima fonte di calorie per le povere mense del popolo. Tutti gli abitanti del “Comune Civitatis Albe” sfilano nell’arena recandosi alla “Festa della Vendemmia”, Il Porta Scudo ed il Portastendardo a cavallo, grandiosi nella loro fierezza di rappresentare gli smalti del Borgo Moretta, i nobili e le loro ancelle con gli abiti più sontuosi, a difesa gli armati ad impedire qualsiasi disturbo a questa giornata di

svaghi. Ultimo il popolo, recante le vettovaglie e le bevande per allestire un sontuoso e prelibato banchetto…con alcuni personaggi che già hanno provveduto a degustare il prezioso nettare…dagli effetti inebrianti e paradisiaci…perché la forza sconvolgente del vino penetra l’uomo e nelle vene sparge e distribuisce l’ardore. E al primo posto proprio Lui.. Sua Maestà il Vino… che spesso diventava anche causa dei litigi tra padrone e fittavolo dovuti alla necessità per i ricchi di avere del buon vino mentre i poveri ne volevano molto. Il vino bianco era considerato più pregiato del rosso ed i vini generalmente avevano un colore chiaro o rosso pallido. Il segnale dell’inizio della raccolta delle uve veniva dato dal proprietario della vigna, ma era anche controllata dai gendarmi comunali che sorvegliavano per ottenere buoni prodotti da mettere in commercio nelle varie rivendite cittadine. Al segnale dato con trombe o campane tutti andavano a vendemmiare. Si calcolava che venti vendemmiatori potessero coprire un ettaro di vigne al giorno. Si faceva vino bianco vergine oppure per ottenere vino rosso si faceva bollire il mosto con le vinacce in tini molto profondi.

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Episodio Borgo dei Patin e Tesor Nella vita dell’uomo medioevale, un ruolo fondamentale era riservato ai divertimenti di tipo carnevalesco, alle azioni ed i riti connessi. La strada e la piazza sono, nel medioevo, un palcoscenico sul quale vanno in scena, continuamente lungo l’arco dell’anno, rappresentazioni, feste, cortei e processioni. Travestirsi, mascherarsi è la regola anche se in qualche caso il travestimento passa i limiti accettabili. Il carnevale attraversa e contamina feste religiose e feste civiche, trasversalmente. Se la quaresima mette un freno alle feste, il carnevale è ovunque un appuntamento in cui rinascita della natura e rinascita delle attività umane si intrecciano. La festa dei folli (festa stoltorum) rappresenta una forma burlesca dove vengono compiute svariate azioni comiche sulla pubblica piazza. Per strada si svolgono gli spettacoli di giocolieri, di saltimbanchi e di quanti mettono in scena le rappresentazioni fantastiche e le raffigurazioni di gusto escatologico. Coesistono, nel medioevo, due mondi: uno ufficiale serio, l’altro nel quale i valori ed i rapporti precostituiti risultavano sospesi o ribaltati. Ovvero, l’uomo medievale partecipava a due mondi diversi, ma non per questo inconciliabi-

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li: vi era una dimensione “normale” nella quale l’uomo era sottoposta a determinate regole e ad un determinato ordine di valore, mentre in alcuni momenti particolari, partecipava a celebrazioni di tipo carnevalesco, che potevano anche durare intere settimane, e dove veniva ribaltata la realtà canonica e si viveva in un “mondo alla rovescia”. Si ribaltavano le gerarchie esistenti e l’uomo ritornava ad essere se stesso, un essere umano tra gli esseri umani. Tutti partecipavano alla festa, senza l’esistenza di un palco che separava il pubblico dagli attori, perché doveva essere un’esperienza vissuta da tutti. Le strade diventano anche lo scenario della danza, frequente corollario alla festa e al gioco. Il momento carnevalesco era una fase necessaria affinchè vi fosse una rinascita di tutto il mondo e, quindi di tutti i partecipanti. Il borgo Patin e Tesor intende rappresentare questa netta distinzione tra mondo normale e mondo di rinascita, rappresentato il primo dal Reggitore e la sua dama, la corte e i notabili e il secondo da figure immaginarie, animalesche, divertente in un mondo dove la risata è diretta verso tutti quelli che partecipano e quindi ridendo anche di se stessi.


Episodio Borgo delle Rane Nell’anno domini 1374, in quel di Borgomale, paesino dell’alta langa, si presumeva che vivesse nell’antico maniero, una donna misteriosa con poteri speciali e conoscenze di stregoneria. La gente la chiamava “Catalina la rossa strega”. Gli abitanti del borgo però erano intimoriti dalla presenza della donna e pertanto si rivolsero al capitano di Giustizia del paese, tal Giovanni di Borgomale. Egli radunò i suoi soldati e inviò un messaggero per richiedere aiuto al Reggitore del Borgo delle

Rane di Alba, il Signor Sismondo dei Pallidi. Sismondo e Giovanni si incontrarono nelle vicinanze del borgo e dopo una lunga caccia catturano Catalina. Legata ad una trave di quercia e caricata su un carro di fascine la giovane donna venne condotta nel Vescovado di Alba e sottoposta a processo dal tribunale ecclesiastico. Nella domenica del 2 ottobre del 1374 alle ore 16, al termine del processo Catalina fu condannata al rogo.

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Episodio Borgo di San Martino Non si può comprendere l’uomo medievale, senza considerare il suo stretto rapporto con il mondo dei morti, dove ciascuno riceve: beatitudine o condanna eterna. Nel Medioevo, il timore dell’inferno e la speranza del paradiso guidano il comportamento di ogni uomo. Per il cristianesimo medievale, l’aldilà è il luogo in cui si realizza appieno la giustizia divina. Il popolo, veniva istruito tramite rappresentazioni facilmente accessibili, come l’arte sacra, il racconto popolare, le fiabe e attraverso vere e proprie messe in scena. La rappresentazione dell’inferno, per risultare immediatamente comprensibile, veniva caricata di tinte forti. La raffigurazione del Diavolo, repellente e terrificante, che la Chiesa ammetteva negli edifici sacri, costituiva un deterrente ed un efficace mezzo di ricatto per controllare le pulsioni o i gruppi ritenuti socialmente pericolosi. Nelle pitture e sculture medievali colori, forme, allegorie realizzano un metodo di insegnamento visivo assai efficace per una popolazione analfabeta: una vera e propria Bibbia dei poveri. Il sistema dei sette Vizi capitali, fu messo a punto da papa Gregorio Magno: esso si fondava su un “septenario” ed era una perfetta costruzione teologica per individuare, classificare e stabilire una gerarchia dei peccati a partire dalla superbia, la colpa primaria di Lucifero. Lucifero fu l’angelo più potente delle schiere angeliche, ma osò ribellarsi al suo Creatore, che lo punì precipitandolo dal cielo: da quell’atto di superbia è nato l’inferno stesso. Lo schianto di Lucifero sulla terra creò la voraggine infernale ed egli rimarrà per sempre imprigionato nelle sue viscere, immobilizzato e privato della sua bellezza. La rappresentazione dei vizi si rivelò utile quando si rese obbligatoria per tutti i fedeli la confessione dei peccati una volta all’anno: la Cavalcata dei vizi mostrava ai confessori come interrogare i penitenti e ai fedeli come rendere conto delle loro colpe. La superbia viene riconosciuta ora nell’arroganza dei nobili, ora nell’alterigia degli intellettuali, ora nella vanagloria degli ornamenti femminili. All’avarizia vengono ascritti tutti i peccati econo-

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mici: le rapine dei cavalieri, le frodi dei mercanti, le usure dei banchieri, la simonia dei chierici, la venalità degli avvocati e dei medici, e così via. La lussuria : si configura come un peccato contro l’ordine sociale fondato sulla famiglia e sul sacramento matrimoniale. L’invidia è la categoria con la quale si interpretano e si condannano varie forme di antagonismo sociale e politico. L’invidia è sofferenza per il bene degli altri; l’invidioso è colui che guarda di traverso (invidet) un altro uomo perché non sopporta che costui goda di un qualche bene che lui non possiede. Nella Bibbia l’invidia è il peccato di Lucifero che non sopporta che l’uomo goda di una vicinanza a Dio ormai a lui negata; il peccato di Caino che non sopporta che Abele sia più amato da Dio; Raramente resta senza conseguenze;. Caino per invidia uccide Abele. L’invidia è insomma il peccato sociale per eccellenza, quello che rompe i legami tra gli uomini, distrugge la pace, impedisce la convivenza. Attraverso la gola vengono condannati gli eccessi alimentari dei ricchi e le turbolenze carnevalesche dei poveri nelle feste e nelle taverne.L’ira viene considerata causa di varie forme di conflittualità, dall’insulto personale alla guerra tra popoli. L’accidia arriva a comprendere tutte le forme di oziosità e di disimpegno religioso e sociale, dalla mancata frequentazione della messa e dei sacramenti all’incuria nello svolgimento del lavoro e nella gestione dei beni. All’interno del sistema dei vizi capitali passa una morale di tipo sociale e comunitario, cioè una morale volta a regolamentare in senso cristiano l’insieme dei comportamenti sociali in vista di un ideale di solidarietà e pacificazione che tende ad escludere ogni forma di conflitto e di violenza. Per l’uomo medievale il peccato era in agguato in qualsiasi momento della vita e il terrore di essere escluso dalla propria comunità come, e ancor peggio, di non avere la salvezza dopo la morte a causa delle proprie colpe, erano diventati una paura più grande persino degli eventi naturali e della morte stessa.


Dal 1911, “Pipil” vi propone la tradizione e la qualità dell'inconfondibile sapore della carne fresca (suina, bovina e avicola), del prelibato Prosciutto di Parma e dei prodotti alimentari del territorio. Una storia che ha saputo rinnovarsi nei nuovi locali dove, dall’ 8 dicembre 2013, suggerisce in chiave moderna il calore familiare che da sempre caratterizza il lavoro dei titolari dell'Antica Salumeria Borio. Nel nuovo punto vendita sono presenti oltre 4.000 articoli: dagli alimentari al vino dei produttori costigliolesi, dai prodotti artigianali a quelli locali, dalla cura della persona a quella per la casa. E, per i più golosi, nel fine settimana è quasi d'obbligo il ricco “aperitivo” con protagonisti i vini locali e le stuzzicherie preparate dai titolari, per far-

vi assaporare la genuina qualità del territorio!!! E nella “Sala delle feste”, un salone dotato di terrazza, climatizzatore e servizi igienici privati, è possibile organizzare le vostre ricorrenze e feste di ogni genere, in un ambiente cordiale. Il parcheggio privato completa l'offerta. L’antica salumeria Pipil, è aperta tutti i giorni, inclusa la domenica mattina dalle 8,00 alle 12,45 e al pomeriggio dalle 16,00 alle 20,00 (15,30 - 19,30 nel periodo invernale) chiuso solo la Domenica pomeriggio

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Giostra delle Cento Torri 2016  

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