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Anno IV n. 53 - Dal 21 Gen al 10 Feb 2011 Il Salentino è on-line su www.ilsalentinoeditore.com

Periodico di politica, economia, cronaca, cultura, attualità, sport, eventi Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 Art. 1 comma 1 D.C.B. S1/LE

Editoriale di GINO SCHIROSI Ci mancava pure questo nel nostro Bel Paese! Dopo un secolo e mezzo di monarchia e di repubblica, c’è chi si è accorto all’improvviso che dei vari modelli istituzionali prospettati e discussi nell’800 tra il monarchico Cavour, il repubblicano Mazzini, il neoguelfo Gioberti e il federalista Cattaneo, proprio il federalismo (fiscale, demaniale, municipale, regionale, ecc.) avrebbe comunque potuto calzare a pennello alla variegata e poliedrica realtà italiana. Capita inoltre di ascoltare da tanti sputasentenze giudizi strani e paradossali, come quello secondo cui l’Italia sarebbe ancor più unita se fosse uno Stato federale. Ciò premesso, non è tuttavia facile comprendere le vere ragioni che da un bel pò inducono faziosi o fanatici della Lega Nord a bofonchiare in ogni occasione, e sino alla noia, unicamente per denigrare, insieme col tricolore, l’Unità d’Italia al suo 150° anniversario. Non solo! Persino l’Inno nazionale è oggi oggetto di puntigliosa critica pretestuosa, animata dalla pretesa di volerlo sostituire col coro “Va’, pensiero” del Nabucco verdiano (datato 1842). È pur vero che ai tempi di Giuseppe Verdi l’antico dramma degli Ebrei esiliati in Babilonia fu interpretato come chiara allusione alla triste condizione del Lombardo-Veneto sotto dominazione asburgica. Se poté sembrare allora una valida giustificazione, di certo dettata da sentimentalismo patriottico del tempo, ciò non toglie che non contiene alcun riscontro logico con l'Italia, il suo popolo, la sua storia di ieri e di oggi. Il coro in questione, intonato dagli Ebrei deportati in terra straniera, è solo il canto di un popolo storicamente estraneo alla nostra cultura e alla nostra civiltà, un popolo sconfitto 2600 anni fa dal re babilonese Nabuccodonosor e trattenuto in cattività lontano dalla terra promessa. Non si sa di cosa possano lamentarsi le popolazioni dell’Italia settentrionale dopo tanti anni di unificazione nazionale, ideologicamente vissuta peraltro in una pacifica identità etnica, politica e sociale, non già sotto tirannide o in esilio. Dall’Unità, tacitamente sponsorizzata segue a pag. 3

POLITICA SALENTINA

Manifestazione ad Alessano contro Radio Padania Pantaleo Candido, pag. 8

SPECIALE SANARICA

Intervista al sindaco Vittorio APRILE

Paola Mastrolia, pag. 12 e 13

ARTE / TEATRO

"DI TUTTI I COLORI" MOSTRA DI ILLUSTRAZIONE PER L'INFANZIA Elisabetta Delle Donne, pag. 16

CULTURA / SCIENZA

ECONOMIA

SPORT

La sonda Rosetta incontra l'asteroide Lutetia

Leandro Candido e Virginia Corlianò Nahi vincono Principi Attivi 2010

Il Lecce dopo la Lazio ferma anche il Milan di Allegri: 1-1 al Via del Mare

Luigi Merico, pag. 17

Andrea Montinaro, pag. 9

Andrea Montinaro, pag. 21


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21 Gennaio / 10 Febbraio 2011


21 Gennaio / 10 Febbraio 2011 segue dalla prima

dal Piemonte (grazie alla strategia diplomatica di Cavour), condivisa dalla Lombardia (per mero opportunismo economico) e favorita dal Veneto (per calcoli politici relativi alle terre irredente sul confine slavo), il Nord non è mai stato succube di nessuno né tanto meno del Sud. Per la verità storica è stato proprio il Sud a subire la storia, la politica e l’economia, accettando persino la bandiera tricolore nata a Reggio Emilia quale emblema della Repubblica Cisalpina (1797), così come l’inno nazionale concepito nel 1847 da due genovesi: l’autore del testo, Goffredo Mameli, eroe mazziniano caduto combattendo a 22 anni per le sue idee risorgimentali a difesa della giovane Repubblica romana, e il compositore dello spartito musicale, Michele Novaro. C’è chi critica le parole troppo retoriche e ampollose usate da Mameli. Ma anche gli altri testi stranieri non sono meno intrisi di arcaismi, giusto perché un inno nazionale deve essere necessariamente e anzitutto patriottico fino a radicarsi nella storia di un popolo. Si pensi alle varie citazioni storiche utilizzate nel nostro inno a partire dall’epopea dell’antica Roma, signora del Mediterraneo (con Scipione eroe d’Africa), sino alla rivolta dei Vespri siciliani contro gli Angioini. Gli stessi versi “Dall’Alpe alla Sicilia / dovunque è Legnano”, presenti in una strofa meno nota, tradiscono finalità patriottiche tali da uniformare ogni riferimento di una storia millenaria: come fu nel medioevo, così ogni città italiana deve essere “Legnano”, là dove nel 1176 la Lega lombarda sconfisse l’imperatore tedesco Federico Barbarossa. Il Mezzogiorno, in sostanza, senza esserne parte attiva o propositiva, ha patito persino il processo unitario concluso con l’annessione al Regno sabaudo. Si è trattato di un’operazione estranea al Sud, se è vero che è stata imposta nonostante l’ostilità dei governi pontificio e borbonico, che determinò in parte l’indifferenza o la diffidenza delle popolazioni meridionali. L’impresa quasi leggendaria ma eroica dei Mille, guidati da Garibaldi, salpò da Quarto in Liguria. E, se oltre 400 erano cittadini della ultrapadana Bergamo, la maggior parte provenivano, non per caso, da regioni centro-settentrionali! Pertanto ci si chiede quanto possa essere plausibile l’idea peregrina di promuovere ed elevare il testo verdiano al rango di inno nazionale, così come strumentalmente e provocatoriamente proposto con stravagante ossessione, e senza giustificazioni storiche, dalla Lega Nord. Alla base del problema esiste un errore o un equivoco (non si sa quanto studiato oppure improvvisato) e comunque, se non un miserevole plagio, addirittura un’ingenua suggestione popolare fondata su una macroscopica ignoranza generale dell’argomento, sfruttata poi volutamente ad effetto, specificamente per interessi territoriali di una precisa strategia politico-elettorale. Il “Va’, pensiero” del “Nabucco” probabil-

dalla prima mente i leghisti non lo hanno compreso né interpretato alla lettera oppure fingono di esserne innamorati, al di là dell’appassionata tematica e della melodiosa musicalità unanimemente riconosciute. Nel pretendere di adattarlo forzatamente ad improvvide finalità di parte, s’intende unicamente alzare il prezzo politico al fine di perseguire in realtà un ambizioso e irresponsabile programma localistico di comodo, completamente avulso tuttavia dal contesto ebraico. In effetti il coro è ispirato ad un testo biblico, ossia al Salmo 137 (Canto dell’esiliato): “Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, canzoni di gioia, i nostri oppressori: "Cantateci i canti di Sion!".Come cantare i canti del Signore in terra straniera?” A livello storico-letterario è indubbiamente il più famoso dei salmi. Nei versi c’è una tale forza lirica che ha incantato e ispirato poeti e musicisti di ogni tempo. Il tema è notoriamente collocato nella lontana Mesopotamia e l’attore protagonista è il popolo ebreo prigioniero in esilio oltre che condannato a sopravvivere alla nostalgia, come meglio si evince dalla parafrasi: Dalla stessa fonte del Salmo 137 discende la lirica di Salvatore Quasimodo “Alle fronde dei salici” (da “Giorno dopo giorno”) e qui il motivo affrontato resta immutato, ancorché collocato in altra dimensione storica di tempo e spazio, là dove al centro è pure la tragedia di un popolo, l’italiano, nei durissimi anni della resistenza contro la barbarie nazifascista. Questa, del poeta di Modica di Ragusa, è la rappresentazione degli orrori commessi dai nazisti sulle popolazioni inermi delle città italiane specie del centro-nord. Dove effettivamente furono commessi atroci crimini con misfatti e massacri che suscitarono panico e terrore tra i civili, ma anche il silenzio, giammai complice, di poeti e intellettuali a fronte della indiscriminata e cruenta violenza che da ambo le parti scoppiò incontrollata come è inevitabile in ogni pagina e parentesi bellica. Oggi per fortuna la storia è mutata. Persino la politica, caduti valori e ideali, ha rivolu-zionato l’agone e il teatro degli schieramenti politici, alla cui ribalta da un ventennio si è affacciata prepotente la psicosi del velleitario “revanscismo” nordista. Sappiamo che vi sono milioni di settentrionali che non votano Lega a fronte di chi, coscientemente o no ma in buona fede, comunque la gratifica col proprio suffragio. Un elettorato tuttavia di gran lunga più assennato dei capi che guidano il movimento popolare, da quasi un decennio al governo

del Paese a far da sponda e da supporto al cavaliere, che altro non aspettava se non crearsi un valido scudo per sistemare il proprio cortile con annesso orticello da lusingare in una tacita complicità machiavellica. Non sono pochi però gli Italiani ad essere ormai rammaricati per come si è gestita in questi ultimi vent’anni e tuttora si gestisce la cosa pubblica su scala nazionale. Si ricordi, tra l’altro, nella sua denuncia, il dramma esistenziale di Giorgio Gaber: “Mi scusi presidente, io non mi sento italiano, però per fortuna o purtroppo lo sono…”. L’Italia, dalle Alpi allo Ionio, sin dal 1861, si riconosce per due simboli comuni a tutte le popolazioni della penisola, che, politicamente divise da secoli, sono comunque depositarie della stessa identità di storia, lingua e religione. Il tricolore e l’inno d’Italia ne sono difatti il collante. Non solo a livello istituzionale. Lo si riconosce in tutte le occasioni in cui sono interessate le nostre rappresentative nazionali di ogni competizione sportiva sino all’agone olimpico. Altro non può essere, fantasiosi surrogati non esistono né sono possibili, al di là di paradossali eccessi e stravaganze ricorrenti da condannare senza ipocrisia. Il “tricolore nel cesso”, idea balzana di Bossi, capo carismatico indiscusso oltre che ministro leghista della Repubblica italiana (contestato a Venezia da Lucia Massarotto durante gli annuali raduni padani), l’Unità dissacrata dall’altro ministro leghista Calderoli, la scuola di Adro parossisticamente inneggiante al sole celtico delle Alpi, la nazionale di calcio gufata ai mondiali in Sud-Africa sia dal rampollo del senatùr, il neo consigliere regionale lombardo (da 12 mila euro mensili!), che si gloria di non essere mai sceso più giù di Roma, sia da Radio Padania (“Ha segnato il Paraguay! ha segnato il Paraguay!...”), l’Inno di Mameli sabotato da Saia (ex ministro leghista, oggi governatore del Veneto) e ai massimi livelli odiato e contestato!… Questi in breve gli ultimi casi più eclatanti e riprovevoli.Tutto col complice beneplacito delle Istituzioni e delle forze alleate nel governo nazionale, responsabile, si mugugna oltre il Po, di una politica particolarmente assistenziale a favore delle popolazioni meridionali e a danno di quelle produttive del Nord industriale. Da ciò lo slogan volgarizzato “Roma ladrona!”, quasi i nordici celtici fossero integerrimi, i pilastri della Nazione per meriti impareggiabili sotto l’aspetto economico, politico e morale. Forse che Milano è l’Eden e non già la capitale di “Mani pulite”! E intanto è sempre più diffusa la spocchiosa ma pure maldestra propaganda federalista (velatamente separatista) di uno

3 zoccolo irriducibile di quanti, pur al governo della Nazione, minacciano per subdolo ricatto la secessione della Padania, macroscopica e ipocrita invenzione storica. Ma lo fanno dopo aver reso più ricco, più grande e competitivo il Nord grazie al lavoro, al sacrificio e talora anche allo sfruttamento socio-economico di migliaia di meridionali lassù immigrati in massa, specie nel secondo cinquantennio del secolo scorso! Molte sono le sacche di conurbazioni costituite da siciliani e sardi, lucani e campani, calabresi e pugliesi confluiti nel triangolo industriale o presso la Fiat o altre aziende settentrionali. Un esempio notevole si trova a Monfalcone in provincia di Gorizia, nell’estremo lembo del nord-est al confine sloveno, dove da quasi un secolo si è stanziata una folta colonia di operosi gallipolini impegnati di generazione in generazione nel noto cantiere navale. È infine paradossale che oggi si predichi solo a parole di voler correre ai ripari con l’obbligo legale di utilizzare, accanto al tricolore, l’inno di Mameli in tutte le occasioni istituzionali di Comuni, Province, Regioni. Probabilmente c’è chi ha dovuto rinfrescare le sue labili reminiscenze storiche ripassando i testi scolastici e soffermandosi in particolare su pagine smemorate: Risorgimento, Resistenza, Liberazione, Costituzione. Valori conquistati con eroismo dai nostri padri ed attualmente messi in discussione per interessi di bottega. Sarebbe particolarmente opportuna qualche visita preliminare al Sacrario di “Re di Puglia” sulle Prealpi Giulie onde conoscere con quali contributi di sangue è nata la nazione Italia alla fine della cosiddetta quarta guerra d’indipendenza (’15-‘18). Proprio lì, a fungere ancora da presidio come emblema di libertà a ridosso della frontiera orientale, riposano migliaia di contadini e braccianti meridionali. Sono i cosiddetti “terroni”, fatti soldati a combattere sul Carso e lungo il Piave per difendere una terra altrui, ma pure a sacrificare con la vita la propria giovinezza ed ogni speranza di futuro lontano dalle proprie case e famiglie, abbandonate all’atavica indigenza insieme con orfani e vedove di guerra. Giusto per dare un senso al progetto di patria una, libera e indipendente, perseguito da due eccezionali figure come Mazzini e Garibaldi, che notoriamente non erano affatto dei levantini. Solo le infauste vicissitudini della storia avevano per secoli aspramente ostacolato, impedito e persino vietato l’unificazione, costringendo la penisola italica, a restare divisa e schiava tra vari padroni, condannando un popolo a vivere senza dignità e senza nome sino alla proclamazione di Vittorio Emanuele II di Casa Savoia a primo re d’Italia. Era il 17 marzo 1861. Forse tutti gli “Italiani” celebreranno senza vane ipocrisie o ulteriori remore il 150° anniversario dell’Unità, ma alla sola condizione che entro il mese corrente sia varato nel Parlamento il tanto auspicato federalismo, quale che sia. Si tratta evidentemente solo di un affare politico e nulla di più!


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21 Gennaio / 10 Febbraio 2011


diritto & dovere

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

CONOSCERE LA COSTITUZIONE

Avv. Alessandro Candido Dottore di ricerca in diritto costituzionale Università Cattolica, Milano

redazione@ilsalentinoeditore.com

Torna la rubrica “Conoscere la Costituzione”, in quest’occasione per trattare la complessa tematica che, impropriamente, viene chiamata “federalismo fiscale”. Si tratta di una questione di notevole importanza, dato che, com’è noto, senza autonomia finanziaria le Regioni non disporrebbero delle risorse materiali necessarie per soddisfare gli interessi delle rispettive comunità. Al riguardo, l’art. 119 della Costituzione declina le regole fondamentali, stabilendo il principio secondo cui le Regioni, le Province e i Comuni godono di un’autonomia di entrata e di spesa, nonché possono stabilire e applicare tributi ed entrate propri, ma sempre in armonia con la Costituzione e nel rispetto dei principi fondamentali statali in materia di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Ricade invece nella competenza legislativa esclusiva dello Stato (ex artt. 119, co. 3 e 117, co. 2, lett. e, Cost.) il compito di disciplinare le regole della perequazione tra zone più e meno ricche del Paese, per il tramite di un fondo perequativo nazionale rivolto a favorire quei «territori con minore capacità fiscale per abitante». Stando alle previsioni costituzionali, le Regioni, oltre a godere di tributi propri, beneficiano altresì della compartecipazione al gettito di tributi erariali (ad es., l’Irap, l’Irpef, o l’Iva), oltre allo stanziamento di risorse aggiuntive e contributi speciali, di carattere straordinario e da subordinare a specifici vincoli di destinazione (sviluppo, coesione, riequilibrio strutturale…). Da ultimo, va segnalato che lo Stato non garantisce più per i debiti contratti dalle singole Regioni e dagli enti locali (contrariamente a quanto accadeva in passato), così che questi ultimi (ex art. 119, co. 6, Cost.), «possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento» (e non per la copertura delle spese correnti). In altri termini, la norma mira a responsabilizzare gli organi politici territoriali, che sono tenuti a verificare la corrispondenza tra entrate e spese. A lungo l’art. 119 Cost. è rimasto lettera morta, nonostante i ripetuti moniti del giudice delle leggi, secondo cui l’attuazione del disegno costituzionale richiede «come necessaria premessa

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L’art. 119 della Costituzione e il c.d. federalismo fiscale

l’intervento del legislatore statale, il quale, al fine di coordinare l’insieme della finanza pubblica, dovrà […] definire gli spazi e i limiti entro i quali potrà esplicarsi la potestà impositiva, rispettivamente, di Stato, Regioni ed enti locali» (sent. n. 37 del 2004). L’effetto pratico è consistito nel paralizzare la potestà legislativa regionale in materia tributaria. Solo poco tempo fa, il legislatore ha approvato la L. 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione), una legge bipartisan con la quale il Governo è stato delegato ad adeguare il sistema della finanza pubblica ai principi di cui all’art. 119 della Costituzione. In particolare, detta legge di delega mira a conferire agli enti locali maggiore autonomia di entrata e di spesa, con gli obiettivi di responsabilizzare i soggetti territoriali effettivamente chiamati a erogare le varie prestazioni, di razionalizzare la spesa pubblica secondo principi di efficienza e di riduzione degli sprechi, ma pur sempre nel rispetto dei generali criteri di solidarietà e coesione sociale. Il punto è che la L. n. 42 del 2009 si limita a fissare una cornice piuttosto generale di principi, lasciando al Governo un compito determinante con riguardo agli esiti dell’intero iter della riforma. Ciò significa che bisognerà capire come, in corso di attuazione, verranno bilanciati il principio dell’autonomia con quello della responsabilità finanziaria di ciascuna Regione. Aspetto saliente della manovra è il passaggio dall’attuale spesa storica all’individuazione di costi standard, come metodo di trasferimento delle risorse dirette a finanziare le diverse prestazioni: vengono infatti individuate le spese relative ai livelli essenziali delle prestazioni (che comprendono settori delicatissimi quali, ad esempio, la sanità, l’assistenza sociale e l’istruzione), prevedendo per queste un obbligo di copertura integrale del fabbisogno necessario al loro finanziamento. È questo un aspetto cruciale della riforma dato che, come è stato osservato, alla fissazione del costo standard è legato un inevitabile giudizio di valore

sull’appropriatezza dei servizi che le Regioni si ritroveranno ad erogare una volta che la stessa riforma sarà entrata a pieno regime. Diversamente, per il finanziamento di tutte le altre funzioni (tranne che per il trasporto locale) la perequazione dovrà operare guardando alle differenze territoriali di capacità fiscale. In verità, il processo attuativo di una riforma che si spera sia in grado portare a un sistema «ben temperato» (Bassanini) è ancora molto lungo e richiede pertanto cautela (considerate anche le difficoltà nell’individuazione di misure di perequazione eque e soddisfacenti): si prevede, infatti, che i più importanti decreti legislativi dovranno essere emanati entro il maggio 2011 (i primi due, sul c.d. federalismo demaniale e su Roma Capitale, sono già stati emanati); quindi, il Governo avrà due anni di tempo per adottare ulteriori decreti integrativi e correttivi; infine, inizierà una fase transitoria di attuazione della durata di cinque anni (e sarà lo stesso esecutivo a stabilire il momento iniziale da cui far

decorrere tale periodo). Insomma, occorrerà ancora molto tempo per poter tracciare un primo bilancio relativo all’attuazione dell’art. 119 Cost., nonostante si possa affermare che segnali incoraggianti paiono provenire dal rispetto della tempistica – e dalla sostanza – del D.lgs. n. 85 del 28 maggio 2010 sul federalismo demaniale (tra i beni trasferiti alle Regioni, si ricordi il demanio marittimo e quello idrico). Ma, come la storia insegna, non è detto che, una volta poste delle buone premesse di riforma, poi seguirà effettivamente la stessa. È quanto bisognerà in effetti verificare per la legge di attuazione del c.d. federalismo fiscale che, anche nella migliore ipotesi, di per sé non può comunque considerarsi sufficiente a dare un senso all’attuale ingarbugliato Titolo V della Costituzione. Il rischio è che, procedendo per ragioni soprattutto politiche e in modo disomogeneo, si possa infatti creare un sistema di governo statale, regionale e locale ipertrofico e frammentato.


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politica nazionale

Il punto di vista

On. Damiano Potì

Direzione Nazionale PSI Stanno prevalendo posizioni “massimaliste” nel confronto-scontro tra le forze politiche a livello nazionale, con riflessi ovviamente in periferia. Occorre uno sforzo di riflessione e di ricerca di convergenze più equilibrate, consone ad un paese normale. Ancora una volta è tra le priorità la LEGGE ELETTORALE, che potrebbe essere rimessa in discussione, solo che Casini colga questa occasione per cercare di renderla più ragionevole, in cambio di una sua “disponibilità a collaborare”, senza irrigidimenti pregiudiziali. Già è stata respinta la richiesta di dimissioni preliminari di Berlusconi, “prima di avviare trattative”. Il Cavaliere ha preferito la “conta”, con accaparramento di nuovi voti, discutibili quanto si voglia, ma che gli hanno consentito di evitare la sfiducia. È inutile insistere , anzi conviene a Casini condizionare l’eventuale sostegno al Governo ad una riforma elettorale più equilibrata. Come ho osservato in un mio precedente intervento (Avanti! della Domenica N. 16 del 30 maggio 2010), è necessario fare chiarezza su alcuni punti preliminari ed essenziali: 1) la democrazia dell’alternanza non è necessariamente bipolare, anzi è spesso tripolare (lo dice uno dei maggiori politologi, Giovanni Sartori). In Francia c’è la così detta quadriglia bipolare e finanche in Inghilterra , con il maggioritario uninominale, può esserci una parte dell’elettorato (terzo polo) che non è ancora progressista, ma non si sente conservatore, che difficilmente raggiunge la maggioranza, ma può avere tale consistenza, da non consentire a ciascuno degli altri due poli di prendere la maggioranza assoluta con autosufficienza di seggi parlamentari. Di conseguenza è inevitabile addivenire ad un Governo di coalizione (a due) , con la tacita accettazione di assegnare il premier

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MAGGIORANZA E RIFORMA ELETTORALE

al Partito di maggioranza relativa; 2) non si deve pretendere pertanto che la maggioranza di governo debba NECESSARIAMENTEe SOLAMENTE scaturire dal voto; se così non sarà è bene che il Partito (o coalizione) di maggioranza relativa esprima il premier (di solito già indicato sulla scheda, con una forzatura, data l’assenza di una norma per l’”elezione diretta”, come per Regioni, Province e Comuni con più di 15.000 abitanti). E’ ragionevole che la maggioranza “si COMPLETI” dopo il voto, possibilmente con due Partiti; 3) le primarie possono tenersi all’interno dei Partiti per individuare il Segretario, ma non ha ragion d’essere per le “coalizioni” specialmente se formate da un’assieme di piccoli e grandi Partiti. Per il sistema di elezione, per il 50% si potrebbero lasciare Liste bloccate e per l’altro 50% adottare collegi uninominali proporzionali. Analogamente

potrebbe avvenire per il Senato, mantenendo, come dice la Costituzione, l’ambito regionale. Tra l’altro ciò costituisce un altro elemento di moderazione e di coerenza allo spirito del “federalismo fiscale” solidale. Come il PSI ha sempre sostenuto :”Regionalismo spinto ai limiti del federalismo”. Un accordo in tal senso darebbe a Casini un rilievo enorme, sia per l’oggi che per il futuro. La sua eventuale adesione al centro-destra non gli precluderebbe di mantenere rapporti politici con il Centro (Rutelli ed altri) e con cui potrebbe ad esempio concordare le suddette modifiche elettorali. Scongiurate le elezioni anticipate, si potrebbero affrontare con analogo spirito, tutte le altre riforme di cui il paese ha bisogno. Il candidato Premier è giusto che si “ scelga” attraverso un negoziato tra i Partiti della coalizione, in cui dovrebbe prevalere il criterio di “opportunità”, cioè di una più concreta possibilità di vittoria”. Nel sistema francese, a due turni, il primo

può configurarsi come “primarie”, il secondo come accordo di opportunità; la eventuale desistenza ad esempio del primo arrivato in favore del secondo è segno di elasticità (di non rigidità ) ed applicazione del predetto principio. Con queste premesse non ha senso insistere sul bipolarismo forzoso, che porta spesso a rotture traumatiche e, data la maggiore animosità dei contendenti, rende pressocchè impossibili governi di larghe intese per affrontare situazioni nazionali particolarmente gravi. Tornando alle modifiche, anzicchè prefigurare un paletto del 40% per avere diritto al premio di maggioranza (variabile ed eccessivo), che in questo caso con la Legge vigente (Porcellum) sarebbe del 15%, occorrerebbe decisamente puntare alla ridefinizione di tale premio, FISSO e MODERATO, ad esempio del 5-10 %. Con l’introduzione ovunque dello sbarramento del 4% c’è già un avvicinamento al sistema tedesco, da molti auspicato al centro (Casini) ed a sinistra (gran parte del Pd, Psi,ecc.), basterebbe limitare, come predetto, il premio di maggioranza (fisso) e con un massimo del 10%, per tener conto delle posizioni del Pdl. Si arriverebbe a tale sistema, che ha dato tanti buoni risultati in Germania, con un premio più consistente (10%), rispetto a quel minimo che già c’è (1-2 %, riveniente d alle Liste non ammesse causa dello sbarramento). Tutto ciò è quanto mai necessario visto l’accentuarsi delle vicende processuali del Cavaliere, anche alla luce delle vicende denunciate sulla stampa negli ultimi giorni che costituiscono purtroppo un’altra motivazione per lo scontro elettorale ravvicinato, a cui Berlusconi si prepara a presentarsi come doppia vittima, politica e giudiziaria, con maggiore probabilità di successo.


politica regionale

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BARBA (Pdl): "Scorretto soffiare sul fuoco della esasperazione dei precari" Non è soffiando sul fuoco della comprensibile esasperazione dei precari, che chiedono di essere internalizzati, che si risolve una questione, allo stesso tempo, grave e seria. Spiace che invece di discutere nel merito dei problemi che sono a fondamento di una vita dignitosa all’interno delle famiglie e delle nostre comunità, la Giunta Regionale non trovi di meglio da fare che utilizzare strumentalmente il giusto malessere degli operatori del 118 e delle ditte esterne alle Asl. È logico che noi per primi dell’opposizione sosteniamo la battaglia di

dignità dei lavoratori e ancor di più avremmo voluto sostenerla a denti stretti come già abbiamo apertamente sostenuto nel febbraio del 2010. Ma deve essere altrettanto chiaro, per il rispetto di tutti (cittadini, contribuenti e di coloro che non hanno un lavoro nemmeno precario), che non è calpestando le regole che si risolvono i problemi. Sarebbe facile, per noi che quotidianamente assistiamo allo scempio del denaro pubblico, da parte della Regione, in convenzioni piccole e grandi distribuite ad amici e ad amici degli amici, sostenere a gran voce e

con fondatezza che non è colpa del Governo Berlusconi se le casse di Via Capruzzi piangono, ma di una voragine di sprechi clientelari che non solo non si vuol fermare ma si pretende addirittura di allargare. È molto scorretto che per un semplice tornaconto politico si metta alla berlina dell’insulto, della minaccia e dell’offesa il leader dell’opposizione, reo soltanto di aver chiesto – come da accordi sottoscritti dal Presidente Vendola con il Governo della Repubblica – di sospendere, al momento, il processo di internalizzazione in attesa del pronuncia-

mento della Corte Costituzionale. Come può solo passare un principio in base al quale, senza alcun bando di pubblica evidenza, il Governo regionale, sic et simpliciter, passa all’assunzione immediata e diretta di un gruppo di lavoratori? Non sarebbe più corretto emanare un bando di evidenza pubblica – eventualmente aumentando la disponibilità dei posti - con regole talmente trasparenti e talmente chiare che i lavoratori precari del 118 e delle imprese esterne alle aziende sanitarie locali non avrebbero problemi ad affrontare, ponendosi nella giusta condizione di inattaccabilità da ogni parte e da ogni settore? Perché bisogna aggirare le regole tentando di far addossare le colpe al solo governo nazionale? Si parla tanto di legalità e trasparenza amministrative, ma poi alla prova provata il centrosinistra regionale inciampa e incespica.

CASO PET TAC CALABRESE

RADIO PADANIA: il Consiglio BUCCOLIERO: “Valutare la regionale difende le antenne salentine

possibilità di un esposto alla Corte dei conti”

“Sulla vicenda della Pet Tac Calabrese non dovrebbe essere scartata l’ipotesi di un esposto da presentare alla Corte dei Conti per valutare la corretta utilizzazione delle risorse regionali in materia di sanità e convenzioni, soprattutto alla luce di una realtà incontrovertibile: non convenzionare la Pet Tac del Centro di Medicina Nucleare “Calabrese” costa alla Regione e ai pugliese decisamente più di quanto verrebbe a costare la copertura finanziaria delle prestazioni erogate dal suddetto centro” È quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, che torna sulla nota vicenda della Pet Tac Calabrese con una nuova interrogazione urgente a risposta scritta indirizzata all’assessore alle Politiche della Salute.” “Dopo la prima interrogazione, che ho presentato lo scorso 26 novembre e alla quale, ad oggi, non sono pervenute risposte di alcun genere – prosegue Buccoliero – depositerò, in que-ste ore, una nuova interrogazione con l’obiettivo che venga fatta piena chiarezza su una vicenda, che si gioca sulla pelle di tanti malati oncologici, che hanno diritto a risposte chiare. Ci troviamo, senza ombra di dubbio, di fronte ad una situazione paradossale e il perché è presto spiegato. Dalle poche voci che sono trapelate sulla stampa locale, dal momento che, come appena detto, nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta da parte della giunta regionale, la mancata convenzione delle prestazioni di Pet – Tc sarebbe da imputare all’assenza di un’adeguata copertura finanziaria. Una spiegazione che si potrebbe anche accettare, se non intervenisse un dato preciso: soltanto nel 2009, oltre duemila pazienti, hanno dovuto lasciare la provincia di Lecce

per effettuare, in altri centri, anche fuori regione, le prestazione di Pet – Tc, che sono costate alla Puglia 2.200.000 euro! A questo punto viene da domandarsi dove sia il risparmio da parte dell’Ente e, soprattutto, dove sia l’attenzione verso pazienti oncologici che, oltre alle personali spese per i cosiddetti “viaggi della speranza”, devono anche sopportare evidenti disagi materiali dovuti ad uno spostamento di diversi km. E parliamo di persone che, in molti, casi, riescono a malapena a muoversi autonomamente! Mi pare, allora, non solo assurdo, ma anche estremamente offensivo nei confronti delle migliaia di pazienti oncologici, che attendono di sottoporsi a Pet - Tac, parlare di mancanza di fondi e di razionalizzazione della spesa! Peggio ancora se poi, a questo danno enorme, qualcuno dei vertice ASL aggiunga anche la beffa di sottolineare la vicinanza di Brindisi, dove è possibile effettuare su convenzione questo tipo di esame. Si è forse a conoscenza della lunga lista di attesa, dai due ai quattro mesi, prima di poter accedere a Brindisi? Si è consapevoli del fatto che parliamo di prestazioni “salva vita”, che dovrebbero essere effettuate in tempi estremamente ristretti? Da qui, allora, la necessità che si dia, attraverso un dettaglio esposto, la parola alla Corte dei Conti così da chiarire, una volta per tutte, se alla Regione Puglia e ai pugliesi convengano più i viaggi della speranza o la copertura finanziaria delle prestazioni sanitarie di Pet Tac fornite dal Centro Calabrese a Lecce e in provincia. Sempre nella speranza – conclude Buccoliero – che a questa ennesima interrogazione su un tema tanti urgente, ci si degni di fornire, finalmente, una risposta!”.

Il Consiglio regionale a difesa delle frequenze pugliesi: il presidente dell’Assemblea, Onofrio Introna, ha portato la “migrazione” di Radio Padania nel Salento all’attenzione delle Autorità centrali. Il problema è stato sollevato in una nota inviata al ministro delle Comunicazioni, Paolo Romani ed al presidente dell’Agenzia garante, Corrado Calabrò, nella quale Introna sollecita risposte sulla legittimità dell’occupazione delle frequenze e sui contenuti radiodiffusi, con espressioni pesanti nei confronti della comunità pugliese e del Mezzogiorno. Il presidente del Consiglio regionale interviene nella qualità di referente in materia di comunicazione della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative e su mandato unanime della Conferenza dei capigruppo consiliari. Dal 17 dicembre 2010 e dalle antenne localizzate nel territorio di Alessano, l’emittente “Radio Padania libera”, riconosciuta come “radio comunitaria” ai sensi della legge Mammì, ha irradiato via etere il proprio segnale nell’area del Salento, sulla frequenza FM 105,600, già di proprietà da una emittente locale, “Radio Nice”, del Gruppo “Mixer Media”. “Lunedì 10 gennaio le trasmissioni sono state sospese e la sospensione perdura tuttora, senza spiegazione, ma la frequenza risulta ugualmente occupata”, fa notare Introna, che ricorda come l’iniziativa sia stata contestata dai vertici del network salentino, che hanno dato mandato ad un legale di verificare le

procedure di assegnazione presso il Ministero delle Comunicazioni e parlano di ‘atto illegittimo’ e di ‘scippo delle frequenze’. La richiesta del presidente Introna e dell’intero Consiglio regionale a Romani e Calabrò è di procedere ad una verifica della legittimità dell’occupazione di frequenze già di proprietà di un’altra emittente, ma anche ad una “riflessione sull’opportunità di una valutazione della qualità dei contenuti trasmessi da “Radio Padania”, che anche per la ‘particolarità’ della conduzione delle trasmissioni, danno spazio senza contradditorio ad interventi di ascoltatori che appaiono lesivi della dignità e della storia di una comunità come quella salentina e meridionale in generale”. La massima Assemblea pugliese si schiera quindi a fianco dell’emittente salentina, che si batte per la propria stessa esistenza, e sostegno dell’Amministrazione comunale, intervenuta a difesa della legalità. Concordi tutti i presidenti dei gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione. Per il capogruppo Pdl Rocco Palese: “Il territorio deve essere tutelato, sia per quanto riguarda l’azienda sia per la qualità dell’informazione”. Anche per il capogruppo Udc, Salvatore Negro, “La Puglia e il Salento in particolare vanno tutelati dai soprusi e dall’illegalità: appropriarsi della frequenza di una società è un esproprio illegittimo, la Lega e Radio Padania vanno invitate a restituire il maltolto e ripristinare la legalità”.

PARTE IL PIANO STRAORDINARIO PER IL LAVORO IN PUGLIA

BARI. La Puglia vara il piano straordinario per il lavoro. Trecentoquaranta milioni di risorse, divise in 6 linee di intervento, che si declinano a loro volta in 43 interventi rivolti a 52.035 potenziali destinatari. Sono questi i numeri del più grande piano progettato da una Regione italiana per risollevare l'occupazione. Il governo regionale ha voluto fornire così una risposta immediata ad una situazione sempre più difficile e insostenibile che colpisce con particolare durezza i giovani e le donne. Infatti, mentre crescono in Puglia le esportazioni e il numero delle imprese, non appaiono altrettanto positivi i dati sull'occupazione. Nel terzo trimestre del 2010 il tasso di disoccupazione regionale, secondo la rilevazione Istat, è del 12,2%, sale al 14% per le donne. Ancora più gravi i recenti dati forniti dall'Istat per la disoccupazione giovanile in Italia salita a novembre al 28,9%, il dato più elevato dal 2004. Di fronte ad una situazione che fa della precarietà la regola e dell'occupazione regolare l'eccezione, la Regione Puglia ha deciso di reagire ricorrendo alle risorse e agli strumenti operativi che ricadono nella propria sfera di competenza e responsabilità. Certo, risultati più efficaci potrebbero essere raggiunti se a livello nazionale fosse possibile rivedere le normative sul lavoro e costruire un nuovo sistema di welfare che superi la precarietà e riconsegni diritti e prospettive di futuro alle nuove generazioni. In attesa, tuttavia, la Regione Puglia lotta con i propri strumenti ponendosi due obiettivi: da un lato migliorare l'occupabilità dei giovani e delle donne, dall'altro sostenere i livelli occupazionali esistenti. E affronta la sfida alla quale è chiamata dalla strategia di Lisbona, da Europa 2020 e dalla Decisione del Consiglio Europeo del 21 ottobre 2010 sulle politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione: promuovere anche in Puglia una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. I dettagli sul sito www.sistemapuglia.it. (Elio De Santis)

MARINO (PD): "SIAMO ALLA SCORRETTEZZA ISTITUZIONALE. FIORE SCIOLGA L'ENIGMA"

“Non è possibile, siamo di fronte ad una scorrettezza istituzionale - ha dichiarato il Presidente della commissione Sanità, Dino Marino - abbiamo convocato la prima e la terza commissione per audire a iniziare da venerdì, tutti i sindaci dei comuni interessati alle dismissioni, l’assessore Fiore, in Commissione Sanità dichiara che il regolamento non sarà attivato prima della discussione di merito dentro la stessa commissione, invece, nelle ASL approntano Ordini di Servizio che impongono a partire dal 15 di Febbraio la chiusura e il trasferimento di strutture complesse dagli ospedali da dismettere”. “Di questo voglio informare l’assessore, - continua Marino - perché se permane questa situazione, a mio avviso le audizioni e anche le decisioni che può prendere la commissione, che mi onoro di presiedere, vengono messe in discussione. Non capisco tutta questa fretta. Mi hanno detto di un ordine di servizio dell’ASL di Foggia che addirittura impone di trasferire l’U.O.D.M.A.R. da Torremaggiore al nuovo ospedale di San Severo, dove i lavori di completamento non sono ancora terminati. “Spero - ha concluso Marino - che l’assessore, venerdì in commissione, sciolga questo enigma, dandoci le mappe delle dismissioni, facendoci capire senza equivoci, se queste iniziative sono autonomamente decise dai direttori generali e se non sia il caso di fermarle per darci l’opportunità di svolgere la nostra funzione di consiglieri regionali”.


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politica salentina

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

Festa unità d'Italia Lecce: il rammarico di Gianfreda

“Mi meraviglia, essendo il sottoscritto non solo consigliere provinciale ma anche consigliere regionale, e conoscendo la sensibilità della vice presidente, non aver ricevuto alcun invito per la festa dell’unità d’Italia celebrata qualche

giorno fa nel teatro Politeama Greco dalla Provincia di Lecce”. Lo ha detto il consigliere regionale dell’Italia dei Valori e Presidente della IV Commissione al Consiglio della Regione Puglia Aurelio Gianfreda. “Un’iniziativa a cui avrei partecipato

volentieri – ha sottolineato il consigliere dell’IdV – soprattutto in questo momento di grandi tensioni sociali, di grandi polemiche, in cui assistiamo all’invasione radiofonica leghista di Radio Padania. Penso che la presenza dei rappresentanti

di tutte le forze politiche all’iniziativa avrebbe avuto un significato politico diverso e molto forte e sarebbe stato un invito per tutti i salentini a stringersi intorno al tricolore a significare che il sangue versato per l’unità del nostro Paese non è stato inutile”. “Se la manifestazione fosse stata a pagamento ci sarei andato volentieri – ha concluso Aurelio Gianfreda – ma essendo accessibile solo per invito, presentarmi senza tale invito non mi è sembrato dignitoso”.

LA POLITICA AIUTI LA PARTECIPAZIONE DELLA GENTE E NON LA OSTACOLI CON PREVENTIVE CAMPAGNE OPPOSITIVE

Grande manifestazione di protesta contro Radio Padania domenica 16 gennaio ad Alessano di PANTALEO CANDIDO

di MARCO RENNA LECCE. Non sarà un cavillo burocratico a cancellare la volontà e il desiderio di centinaia di migliaia di cittadini di veder realizzato il progetto di una nuova Regione autonoma e distinta dalla Puglia. Il lavoro svolto dal movimento per la Regione Salento non è il capriccio di pochi, ma il riflesso organizzativo di tantissima gente, stanca della solita vecchia burocrazia e assettata di partecipazione democratica e concretezza politica. Oltre 60

comuni dei territori di Brindisi, Lecce e Taranto si sono espressi a favore del referendum consultivo sulla Regione Salento a dimostrazione del fatto che la questione è largamente e avvertita e comunque condivisa dall’anima democratica di molti consigli comunali. Ora si vorrebbe mortificare quella genuina aspirazione civica aprendo un contenzioso sospetto e singolare che nulla ha a che vedere con la legittima contrapposizione d’opinione sulla Regione Salento, perché proprio la stagione del referendum sarà il tempo favorevole per un confronto e un dialogo attivo, costruttivo e responsabile e per un confronto civile e democratico. Opporsi a questo, attivandosi in una ricerca affannosa per scorgere col lanternino il proverbiale granello in grado di mandare in tilt il meccanismo dell’attivazione delle energie democratiche significa sostanzialmente penalizzare i cittadini che proprio in virtù di una già scarsa rappresentatività

politica e parlamentare chiedono di potersi esprimere. Se i nostri parlamentari, nominati e non eletti, riconoscessero ancora il valore dell’indirizzo democratico senza invece averne paura, potrebbero cogliere l’occasione giusta per recuperare quel rapporto sfilacciato con i cittadini. Se un politico ha veramente a cuore la storia e il destino della sua terra, di questa terra, certamente non impedirà il confronto in maniera preventiva, ma lo incoraggerà perché sarà la gente e il tempo a dire se un progetto avrà fortuna o meno, se avrà respiro o collasserà, se diventerà istituzione o rimarrà sogno. Lo deciderà la gente e non i partiti e le nomenclature che dovrebbero, al contrario, contribuire ad interpretare questo processo. Si faccia in modo che la battaglia per un maggior diritto di autodeterminazione economica e sociale per i salentini non diventi una guerra tra i soliti noti. E non si consenta che un cavillo burocratico schiacci un coinvolgente cavallo di battaglia.

ALESSANO. Alla presenza di numerosi Sindaci del Basso Salento, si è svolta domenica 16 gennaio ad ALESSANO, la manifestazione di protesta contro Radio Padania, organizzata dal movimento giovanile della Regione Salento. La protesta nasce come è noto, dalla decisione assunta dalla radio leghista in spregio di tutte le regole che regolamentano il mercato dell’etere, di installare un ripetitore nel comune di Alessano per diffondere attraverso la Radio, il verbo della Lega in tutto il Basso Salento, occupando abusivamente una frequenza di proprietà di Mixermedia srl su cui trasmette da anni Radio Nice. Radio Padania Libera si appropria quindi indebitamente delle frequenze radio nel sud Salento senza alcun permesso. L'impossessarsi abusivamente di frequenze radio locali, da parte di un movimento razzista e secessionista, è un atto che non può essere ulteriormente tollerato. Il Salento è terra di cultura e di accoglienza e non può assolutamente sopportare l’ascolto di una emittente xenofoba che definisce i meridionali: “pidocchiosi e mafiosi”. L’iniziativa è stata organizzata dal Movimento Giovanile della Regione Salento, insieme ad altri movimenti giovanili e libere associazioni, di destra, di centro e di sinistra che hanno inteso in questo modo mettere un argine alla tracotanza dei leghisti, chiedendo con forza il ripristino della legalità e il corretto utilizzo dell’etere. All’invito come si è detto hanno risposto numerosi Sindaci del Salento e un incredibile numero di cittadini. L’idea lanciata dal presidente di Mixer Media Paolo Pagliaro di chiedere il referendum per la Costituzione della Regione Salento, comincia a radicarsi nell’opinione pubblica salentina, vista la partecipazione, quando si è chiamati a difendere le prerogative del nostro territorio, dalla prevaricazione di alcuni che si credono furbi e potenti. Il Salento è la nostra terra, difendiamola.


economia

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QUANDO AMMINISTRARE VUOL DIRE COLLABORARE GAL, Ambiti Territoriali, Aree Vaste, chi “vince” è colui che “fa governance” di CARLO POTÌ (foto) Vi sono molte situazioni nelle quali l’amministrazione e gestione dell’ente o di un territorio richiedono uno sguardo più ampio del solito. Sempre più spesso, soprattutto negli ultimi anni nei quali nell’amministrazione il ruolo di “governance” ha sopravanzato quello di “government“, molte situazioni che in apparenza sembrano competitive (e in realtà lo sono), per portare ad un risultato migliore, dovrebbero essere affrontate in base ad un approccio collaborativo (o semi-collaborativo). Vi sono situazioni, dunque, nelle quali amministrare è collaborare. Quali? Partiamo dall’inquadrare cosa significhi avere un ruolo di governance. Se nei decenni passati il ruolo dell’amministrazione pubblica era visto essenzialmente dal punto di vista burocratico, del sistema delle regole imposte e fatte applicare, del sistema dei poteri che regola la vita di una comunità (ruolo di government), da un po’ di tempo a questa parte le cose sono cambiate a ritmi sostenuti. La

sempre maggiore necessità di programmare a livello sovracomunale, sovraprovinciale, sovraterritoriale in genere, ha comportato la necessità di aprirsi a realtà più ampie rispetto a quella amministrata. È qui che oggi si gioca la vera sfida a livello politico e gestionale. Avere un ruolo di governance parte dalla consapevolezza che l’amministrare coinvolga una pluralità di soggetti e interessi distinti che apparentemente sembrano confliggere ma che possono portare ad un risultato utile per tutti se si è in grado di ben rappresentarli e condurli verso obiettivi per quanto possibile condivisi. Oggi si parla molto di “reti“. Infatti negli ultimi anni si è assistito alla nascita di numerosi sistemi e reti territoriali per programmare e gestire risorse pubbliche e servizi: GAL (Gruppi di Azione Locale), ambiti territoriali, aree vaste, sistemi turistici, e così via. In questi sistemi, il vero leader è colui che fa governance. In queste reti, le classi dirigenti devono comprendere e sviluppare la vera mission del proprio ente (che è, appunto, riconducibile al

“posizionamento” dell’ente rispetto ad una realtà allargata e costituita da una pluralità di soggetti ed interessi). Ci si trova certamente in una situazione competitiva, dove tutti cercano il miglior risultato possibile per se stessi, ma chi ottiene un risultato maggiore non è colui il quale immagina già di andare al muro contro muro; bensì chi (e sono pochi!) riuscirà a comprendere che nell’amministrazione dei territori, come in altre situazioni, esiste un corso degli eventi. Vi sono eventi passati, vi è la situazione presente, vi saranno eventi futuri. Il muro contro muro potrebbe produrre il risultato che non si ottenga un granché oggi ma che non si ottenga nemmeno domani! Esistono tecniche, esistono strategie, esistono modelli, tutti strumenti da applicare. Ma la vera chiave è l’approccio, è lo stile di direzione, la capacità di fare network. Queste caratteristiche spesso sono innate in determinate persone e certamente possono essere meglio apprese e sviluppate con l’esperienza e con

LEANDRO CANDIDO E VIRGINIA CORLIANÒ NAHI, VINCITORI DEL BANDO PRINCIPI ATTIVI 2010 di ANDREA MONTINARO

MELENDUGNO. Tra i vincitori del bando di Principi Attivi 2010 vi è il progetto “APULIA: the Italian crossroad to international exchanges” ideato da due giovani melendugnesi, la dott.ssa Virginia Corlianò Nahi e l’ing. Leandro Candido. Il progetto è risultato ammissibile a finanziamento per un importo pari a 25.000 € a fondo perduto. L’idea nasce dalla consapevolezza di quanto sia fondamentale al giorno d’oggi per i giovani esordire nel complicato mercato del lavoro con un minimo bagaglio d’esperienza, meglio se maturato in ambito internazionale. Obiettivo del gruppo è quindi avviare un’agenzia in grado di gestire un flusso di scambi di esperienze di stage in ambito internazionale. L’agenzia, denominata International Crossroads, opererà all’interno del programma IAESTE, associazione internazionale no profit presente in 80 paesi nel mondo, rappresentando in esclusiva l’Italia. IAESTE nasce nel 1949 proprio allo scopo di favorire lo scambio di esperienze di stage nei campi tecnici e scientifici, nella prospettiva di soddisfare l’esigenza di internazionalizzazione. Questi tirocini prevedono che l’azienda ospitante offra un rimborso al tirocinante pari al costo medio della vita nel paese di destinazione. Gli interlocutori principali della I.C. appartengono a tre differenti categorie: le aziende, che beneficiano della presenza di uno o più tirocinanti stranieri, gli studenti delle università pugliesi o italiane interessati a intraprendere un’esperienza di stage all’estero, e le università. Stando al regolamento interno di IAESTE, un solo ente rappresenta e gestisce per il territorio nazionale gli scambi. Le forme di rappresentazione si sono finora configurate secondo i seguenti modelli: - Organizzazione ministeriale (es: Germania, Inghilterra); Università rappresentative (es: Giappone); Associazione nazionale studentesca (es:Norvegia, Serbia). In Italia, le tre soluzioni non sono praticabili per motivi intrinseci. Fino a tutto il 2010, è stato il Politecnico di Milano ad occuparsene. Poiché l’ente rappresentante è tenuto a rispondere alla domanda su scala nazionale, la gestione diretta del programma può risultare sconveniente per una singola università, la quale impiegherebbe le proprie risorse a beneficio delle altre. È stata così escogitata in alternativa ai modelli presentati, la formula che International Crossroads assumerà. Il modello di agenzia di servizi si configura quindi come una innovazione concettuale e di processo, nel contesto italiano e internazionale, e si basa sui vantaggi che possono derivare da una struttura efficiente ed efficace, e capace di rispondere

totalmente ai bisogni degli attori partecipanti allo scambio. Obiettivo primario dell’agenzia consiste nella creazione di una rete composta da grandi aziende, PMI, studi professionali, università e studenti/neolaureati, al fine di incrociare, nello spirito dell’internazionalizzazione, la domanda di formazione professionale con l’offerta di stage. Il beneficio che una Università otterrebbe dal programma in questione va oltre quello di entrare in una rete. Infatti, veicolare studenti stranieri attraverso la propria università incrementa il flusso entrata/uscita di scambio internazionale, che costituisce criterio premiante in sede di valutazione ai fini dei ranking internazionali. International Crossroads fornisce quindi una soluzione a quelle università che non hanno grosse strutture deputate alla gestione dell’offerta di stage. Larghissimo è poi il potenziale bacino di aziende interessate al progetto. Da un lato, infatti, vi sono le grandi aziende che già tendono a creare un ambiente di lavoro multiculturale, perseguendo il cosiddetto employer branding, dimostrandosi appetibili in ambito internazionale e attenti ai bisogni di un mercato globale, capaci di rispondere ai bisogni di integrazione dei popoli e dei mercati, e di attrarre talenti provenienti dal mondo intero. Dall’altro vi sono le piccole e medie aziende, soprattutto nel settore tecnologico, che necessitano di essere competitive e di attrarre i migliori talenti. Queste possono incontrare difficoltà ad attirare i migliori studenti e neolaureati italiani, i quali, quando anche a parità di condizioni contrattuali, preferiscono prestare servizio presso le grandi aziende, sicuramente più note e dunque più appetibili. Esse possono però attrarre i migliori studenti stranieri che verrebbero volentieri in Italia all’’insegna di un’esperienza culturale e linguistica, oltrechè professionale. Non bisogna poi dimenticare che in condizioni di mercato fluttuante può essere necessario usufruire di competenze specifiche per periodi limitati e senza finalità di assunzione. Scegliere di partecipare al programma IAESTE significa rispondere a questo bisogno senza adottare strategie eticamente scorrette basate sulla falsa illusione di un posto di lavoro. La International Crossroads sarà in definitiva in grado di offrire agli studenti pugliesi uno strumento di formazione professionale adatto alle necessità dell’attuale mondo del lavoro, e contemporaneamente portare all’attenzione delle imprese locali risorse umane di alta qualità e di difficile reperibilità, ben disposte a intrattenere rapporti lavorativi di breve durata. Studenti, aziende ed università interessate posso contattare l’agenzia all’indirizzo temporaneo: iaeste.italy@gmail.com.

l’umiltà di “mettersi in ascolto e in gioco”. In ogni caso, rientrano nella più ampia “scatola degli attrezzi” tecnici, professionali, ma soprattutto umani e caratteriali, sempre più necessaria a chi si occupa di rappresentare al meglio l’interesse pubblico e di mettere il cittadino al centro delle proprie azioni. carlo.poti@unisalento.it www.carlopoti.it

INTERNAZIONALIZZAZIONE DEI MERCATI Le imprese salentine sono a rischio? Dai primi Anni Novanta i mercati internazionali stanno vivendo una continua espansione e sovrapposizione, provocando una concorrenza fortissima tra tutte le imprese, a prescindere dalla loro localizzazione geografica. In passato, le imprese italiane, ed in particolare le imprese collocate nei Distretti Industriali, hanno avuto significativi successi nella penetrazione dei mercati esteri. La crescita delle esportazioni dei “DI” nei settori leggeri o tradizionali, a prescindere dalla crisi congiunturale attuale, testimonia insieme la vitalità competitiva delle imprese e la loro capacità di muoversi sui mercati internazionali. Tuttavia, oggi, internazionalizzazione ed esportazioni non sono più sinonimi. Il modo con cui l'impresa si mantiene internazionale nella generazione dei vantaggi competitivi non coincide solo con l'esportazione. Esportare infatti non basta più: l'impresa di oggi deve impegnarsi maggiormente se vuole ottenere risultati soddisfacenti all'estero. Deve rinnovarsi continuamente per rendere possibile la commercializzazione del prodotto finito. Esportare in quest’ ultimo periodo potrebbe non essere essenziale per acquisire uno status internazionale, il cosiddetto world class, nella competizione transnazionale in tutti quei casi in cui le esportazioni non bastano ad intercettare i vantaggi competitivi che si generano nelle diverse aree mondiali. Le imprese che esportano poco quindi, potrebbero avere uno standard competitivo internazionale di maggiore successo rispetto a chi esporta di più. I Distretti Industriali si configuravano come catena di fornitura locali, chiusi ad apporti esterni nelle fasi a monte, e fortemente internazionalizzati nelle fasi terminali di vendita ed assistenza ai clienti. Finora, sono stati i prodotti finiti ad andare, attraverso le imprese dotate di reti commerciali internazionali, sui mercati esterni. È evidente che l’assenza dei distretti industriali nelle zone industriali salentine vanificano ogni processo di internazionalizzazione. Le lavorazioni artigianali sono ben inserite nel mercato internazionale, le competenze relative, alimentano la competitività tra i produttori. (Elio De Santis)

SABATO 22 DALLE 10 ALLE 22 – P.ZA MAZZINI LECCE Verso lo sciopero generale FIOM del 28 gennaio Da Mirafiori a Pomigliano, il lavoro è un bene comune. Difendiamo ovunque contratto e diritti La Fiom Cgil nelle piazze pugliesi incontra lavoratori, cittadini, studenti con varie iniziative pubbliche che puntano alla sensibilizzazione e all’adesione alla manifestazione nazionale indetta dalla Fiom per il prossimo 28 gennaio. A Lecce, per tutta la giornata di

sabato 22 gennaio, a partire dalle ore 10, ci sarà una raccolta firme in piazza Mazzini dell’appello contro i ricatti di Marchionne, a difesa del contratto nazionale, delle libertà sindacali, della dignità del lavoro, dei diritti acquisiti, del salario. Siete invitati a partecipare.


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21 Gennaio / 10 Febbraio 2011


21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

ambiente

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Impianto di biomasse a PRESICCE. Diciamo no! di LEONARDO LA PUMA Il progetto della costruzione a Presicce, presso la zona artigianale, di una centrale a biomasse della potenza di 2 MW, presentato da una società del Nord, la Ferplant, risponde esclusivamente agli interessi privati e non agli interessi della nostra Comunità. Se la centrale dovesse entrare in funzione molte sostanze tossiche invaderebbero il nostro centro abitato: nanoparticelle,

Il Forum Ambiente e Salute, il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino, e Save Salento-Salviamo il Salento, scrivono una lettera aperta urgente alla Regione Puglia per chiedere l'immediata applicazione delle nuove Linee Guida regionali in tema di energie rinnovabili, assurdamente prodotte con grandi impianti industriali per la vendita dell'energia, con deserti di pannelli fotovoltaici, centrali termoelettriche a biomasse, e mega-torri eoliche sulla terraferma e persino in mare. Le nuove Linee Guida, finalmente, ristabiliscono ed affermano in chiave legislativa la evidente importanza di due luoghi simbolo del Salento, luoghi dell'anima di ogni salentino, la Collina dei Fanciulli e delle Ninfe, in agro di GiuggianelloPalmariggi e Minervino, e il paesaggio arcaico, dove la terra sposa il mare, di Torre Sant'Emiliano, lungo la costa tra Otranto e Porto Badisco. La Collina è scrigno di miti e leggende plurimillenarie, paradiso di natura e archeologia, di incantevole bellezza; i tre progetti per impianti di mega eolico, per circa 20 maxi-aerogeneratori, lì ubicati nei tre feudi adiacenti rispettivamente di Giuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce, rappresentano uno stupro dall'impatto di indicibile carica devastatrice e di inaudita gravità! E' un crimine ubicare lì tali pale d'acciaio, tra ulivi secolari, grotte, cripte bizantine, villaggi neolitici e protostorici, torri d'avvistamento greco-messapiche e megaliti, dolmen e menhir, alterando la pace di quei luoghi per sempre, devastando tutto per trasportare ed ergere quelle mastodontiche

idrocarburi, biossido d’azoto, formaldeide, ecc. Respireremo ogni giorno aria sporca e pericolosa per la nostra salute. I terreni si impregneranno di tali sostanze, con gravi danni alle colture, agli animali e alle persone attraverso il ciclo alimentare. Le emissioni della centrale sono altamente nocive per la salute, potendo causare gravi malattie, in primo luogo i tumori. Inoltre, la devastazione del territorio com-

porterà il depauperamento della falda acquifera. Proprio per questo, esperti, associazioni di agricoltori, agronomi, biologi hanno lanciato un allarme, per mettere in guardia contro i pericoli di simili impianti. Le centrali alimentate a biomasse, proprio per gli alti rischi che comportano e il bilancio del tutto negativo in termini di sostenibilità ambientale e di salute delle popolazioni, sono una tecnologia vecchia e perciò

strutture, per costruire quei tre estesissimi impianti! Ma non solo, le ubicazioni di quelle torri "trita paesaggio e ghigliottina d'uccelli", come ormai sono terribilmente, e giustamente, definite in Italia, alte ben 125 mt su una collina che non supera 115 m s.l.m., comporterà la completa sfigurazione e danneggiamento dello skyline di Otranto e del cono visale paesaggistico di Torre Sant'Emiliano. In questi mesi il borgo di Otranto è stato riconosciuto dall' ONU patrimonio UNESCO dell'Umanità, ed inoltre con le Linee Guida regionali, entrate in vigore il primo gennaio 2011, oltre a tutelare nei fatti una porzione della Serra, la Collina in questione, ribadendone le importanti suggestioni paesaggistiche legate ai monumenti megalitici presenti (dolmen, menhir e ciclopiche "rocce sacre"), si è inserito il cono visule di Torre Sant'Emiliano, come giusto che sia, tra i più importanti coni visuali della Regione Puglia, al pari del cono visuale paesaggistico di Castel del Monte! Ed il paesaggio otrantino di Torre Sant'Emiliano, sappiamo tutti essere addirittura ben più suggestivo e selvaggio di quello intorno a Castel del Monte, senza nulla togliere a quest’ultimo importante monumento! Il paesaggio di Torre S. Emiliano è tra i più rinomati paesaggi naturali per set cinematografici e pubblicitari d'Europa e del Mediterraneo. La protezione sancita dalle Linee Guida vieta l'ubicazione di aerogeneratori eolici più alti di 70 m dal livello del suolo di posizionamento, nella fascia di territorio compresa tra 6 e 10 km dal monumento storico in posizione belvedere individuato. Quella Torre

abbandonata in quelle parti del mondo (Europa del Nord e Stati Uniti d’America) dove sono state sperimentate trent’anni fa. Finora questo tipo di impianti sono stati scongiurati, grazie alla mobilitazione dei cittadini, in tutti i comuni dei Salento interessati a questo tipo di progetti. L’unico motivo per cui questi impianti vengono proposti è che, grazie ad essi, si possono trarre ingenti profitti, incassando decine di milioni di euro ogni anno grazie ai ‘certificati verdi’. Questi signori vengono dal nord, trovano connivenze locali, si riempiono le tasche di miliardi di euro e a noi lasciano solo guai, rapina del territorio e seri danni alla salute. Chiediamo ai Cittadini, a tutte le Associazioni, ai Commercianti, agli Operatori turistici di esprimere un corale e convinto dissenso verso la costruzione della centrale!

d'avvistamento, è a circa 50 m s.l.m., le circa 20 pale di mega eolico, mastodontiche, che si vorrebbe ergere nell'entroterra, nei feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino, vengono a trovarsi quasi tutte, da progetto, entro tale fascia protetta, e sono tutte ben superiori a 70 m dal livello del suolo, raggiungendo almento i 125 m di altezza se non di più! Si aggiunga che si elevano su una collina di masimo 115m s.l.m., il che significa su un rilievo già di circa 100 m superiore alla quota altimetrica del promontorio dove si eleva la Torre di Sant'Emiliano, che è a soli circa 50 m sul livelo del vicino mare (s.l.m.)! Tutta questa protezione normativa sarà vanificata se anche solo una delle 20 pale eoliche dovesse essere realizzata! Ciò nonostante, avute le assurde ed immorali autorizzazioni da parte della Regione Puglia, alcuni cartelli di inzio lavori son spuntati preventivamente sul Colle, quasi come delle bandiere di avamposti di colonizzazione infisse ed issate da queste ditte sul nostro territorio, simboli itimidatori atti a scoraggiare la ormai doverosa e necessaria ammissione di colpe e retromarcia da parte della Regione, in merito alle autorizzazioni loro concesse. Autorizzazioni che ritirare è un dovere istituzionale, oltre che costituzionale e democratico; una mobilitazione nazionale senza precedenti si è sollevata e si sta sollevando, infatti, per la difesa della Collina dei Fanciulli e delle Ninfe, e dello skyline di Torre Sant'Emiliano, contro questa blasfema e devastante profanazione eolico-industriale della natura, della storia, e della bellezza!

LECCE. Axa e il Comune di Lecce hanno predisposto un sistema di raccolta differenziata anche all’interno del cimitero. Da lunedì 17 gennaio 2011, sarà possibile differenziare i rifiuti prodotti all’interno del cimitero, semplicemente separando i rifiuti vegetali (fiori recisi, piante ecc.) dalle altre tipologie di rifiuti (ceri, lumini, vasi rotti, ecc.). Per agevolare gli utenti nel compimento di questa buona pratica, Axa metterà a disposizione all’interno dell’area cimiteriale, due tipologie di cassonetti dove poter conferire, separandoli, i rifiuti di genere diverso. Differenziare sarà molto semplice, basterà seguire le indicazioni riportate sui cassonetti. L’iniziativa rientra nella campagna di sensibilizzazione della cittadinanza verso una maggiore cultura/cura ambientale, avviata ormai da tempo da Axa e dall’Amministrazione Comunale; inoltre, consentirà di raggiungere ottimi risultati quali/quantitativi di raccolta differenziata, l’obiettivo stimato e perseguito è, infatti, la raccolta di 500 tonnellate annue di rifiuti verdi, pari circa al 5% di raccolta differenziata. Axa e il Comune di Lecce confidano nel buon senso civico e ambientale dei cittadini leccesi e si aspettano ottime risposte. Di seguito diamo dimostrazione degli adesivi esplicativi che verranno applicati sui contenitori.


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dai comuni salentini

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

Incontro a Bari per la condotta sottomarina di Otranto. “Riscontri positivi”, asserisce il sindaco Luciano Cariddi Nella mattinata del 10 gennaio 2011, presso l’Assessorato regionale alle Opere Pubbliche a Bari, si è svolto un incontro convocato dall’Ass. Fabiano Amati. Argomento: condotta sottomarina a servizio dell’impianto di depurazione di Otranto. Al tavolo tecnico, oltre all’Ass. Amati e al sindaco Luciano Cariddi (foto), hanno preso

parte la struttura Tutela delle Acque della Regione Puglia, nella persona della dott.ssa Maria Antonietta Iannarelli, l’Ass. Como della Provincia di Lecce e l’Acquedotto Pugliese. Una riunione certamente positiva, che ha segnato una svolta in una questione che va avanti da anni senza trovare soluzione. “E’ stata prevista una condotta sottomarina per

ISTITUTO COMPRENSIVO CORIGLIANO D'OTRANTO: INSEDIATO IL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI Eletta sindaco l’alunna Giorgia Anchora, il difensore civico è Aurora Colagiorgio

Si è insediato nei giorni scorsi il nuovo CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI dell’Istituto Comprensivo di Corigliano d’Otranto. Il consiglio è composto da un rappresentante per ogni classe: STEFANIZZI ILARIA, ANCHORA LUCA NICOLA, ANCHORA GIORGIA, AVANTAGGIATO CLAUDIA, PUCE AURORA, CARACCIOLO ALBA, GIANNACHI ILENIA , GIANNACHI MATTEO (Vicesindaco),TANIELI EMANUELE; RIA DAVID, AVANTAGGIATO MICHELA, COSTANTINI MARIA, SPECCHIA ROBERTO. ANCHORA GIORGIA è stata eletta Sindaco dei ragazzi per l'a.sc. 2010-2011 a maggioranza, alla presenza del SINDACO del Comune Prof.ssa ADA FIORE e della Presidente UNICEF provinciale Dott.ssa GIOVANNA PERRELLA. Molto interessanti gli argomenti affrontati: la partecipazione alle OLIMPIADI DELL'AMICIZIA organizzate dal Coordinamento dei Consigli Comunale delle Scuole della Provincia di Lecce; adesione alla campagna per sensibilizzare le

famiglie alla raccolta differenziata all'interno del progetto " COMENIUS " in collaborazione con le scuole di Tolosa e Charleroy , che saranno ospitate in Aprile dalle famiglie e dai docenti di Corigliano; iniziative di solidarietà. La discussione è stata molto vivace e puntuale su ogni argomento. L’alunna COLAGIORGIO AURORA è stata eletta all’unanimità DIFENSORE CIVICO DEI RAGAZZI e collaborerà con il Dirigente Scolastico , con i docenti e con gli alunni per la risoluzione dei problemi che dovessero nascere nella comunità scolastica. La nomina del difensore civico è un ulteriore tassello costruito nell’Istituto Comprensivo di Corigliano per la realizzazione di progetti di cittadinanza attiva , necessaria per far sentire gli studenti partecipi e protagonisti delle vicende della propria scuola. L’iniziativa rientra nei progetti di CITTADINANZA ATTIVA realizzati grazie all’impegno di tutti i docenti dell’istituto e al coordinamento della Maestra ANNA RITA RUSSETTI e della Prof.ssa PERRONE SILVANA.

una lunghezza di circa 2 km e mezzo dalla costa”, precisa il sindaco Cariddi, “di modo che la corrente possa così garantire un ottimo smaltimento dei reflui”. Un progetto utile anche per realizzare, in una fase successiva, il collettamento reflui dell’impianto di Uggiano la Chiesa che serve anche i comuni di Giurdignano e Minervino di Lecce. Per il

Salvatore Antonazzo

momento, da quanto deciso, verrà realizzata la condotta sottomarina, allo stato attuale, tra i migliori metodi di smaltimento dei reflui. Il progetto ha, infatti, ricevuto tutti i pareri tecnici necessari per poter andare avanti e per poter essere a breve realizzato. “Ci auguriamo”, prosegue il primo cittadino, “che tutte le procedure di appalto possano andare avanti velocemente, anche se i lavori inizieranno probabilmente alla fine della prossima stagione estiva”. Si risolve così l’annoso problema del recapito finale dei reflui che ha creato non pochi disagi, vista anche la sua localizzazione in prossimità della costa adiacente ad alcuni stabilimenti balneari molto frequentati di Otranto.

Fronte comune a difesa dei diritti di COLLEMETO e SANTA BARBARA

GALATINA. Con grande senso di responsabilità e nel rispetto della carica istituzionale rivestita, al fine di rendere più determinante ed incisiva la loro azione politica, le due consigliere di Collemeto, la capogruppo UDC Federica Franco (con delega alla Frazione) e la capogruppo del Gruppo Misto, rappresentante di Moderati e Popolari, Maria Grazia Sederino (con delega all’Energia da fonti rinnovabili) si dichiarano favorevoli ad una fattiva collaborazione per la promozione e la realizzazione di tutti i progetti che interessano o interesseranno tutto il territorio ed in particolare quello di Collemeto e Santa Barbara. L’accordo politico in atto, sebbene debba essere letto come una riconferma della rispettiva appartenenza a due distinte forze

politiche, ha l’obiettivo di creare un fronte comune a difesa dei diritti delle due comunità di cui le consigliere sono le naturali rappresentanti e punta a mutare quel “modus operandi”, nelle scelte amministrative, che diverse volte è risultato e risulta discriminante nei confronti delle due piccole frazioni. Le due esponenti e i diretti referenti locali si dichiarano molto ottimisti in merito alla buona riuscita del progetto di collaborazione che le vede coinvolte. Anche il Dirigente Provinciale dei Moderati e Popolari Salvatore Antonazzo ha accolto con particolare favore ed ottimismo l’intesa raggiunta, finalizzata sicuramente a dare maggiore ossigeno e visibilità ad una parte importante del territorio galatinese.

Comunicato del circolo di Trepuzzi dell’Italia dei Valori Francesco D'Agata

Elezioni comunali 2011 a Trepuzzi

TREPUZZI. L'IDV, da sempre dalla parte dei cittadini, nel convulso momento pre-elettorale intende proporre la propria linea programmatica attraverso un percorso autonomo di formazione della lista. Si è giunti a tale decisione in considerazione dello scarso dialogo degli attori oggi presenti e dalla diatriba serpeggiante nel maggior partito del centrosinistra che oggi appare distante dalle vere problematiche della Nostra città. Il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini che ha da sempre contraddistinto il Nostro partito ci porta ad intraprendere questo percorso che può apparire solitario, ma che siamo con-

vinti attrarrà tutte quelle forze democratiche e solidali rivenienti dal mondo politico e dalla società società civile. A tale scelta del circolo cittadino di Trepuzzi e del suo responsabile avv. Luigi Renna si aggiunge il sostegno del segretario provinciale Francesco D'Agata da sempre favorevole all'autonomia che contraddistingue i circoli territoriali pur nel rispetto dei valori del partito e della scelta di campo di essere forza portante del centrosinistra. L'IDV rimane comunque aperta al dialogo ed al confronto democratico senza condizionamenti e dictat di qualsiasi genere.


dai comuni salentini

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

DIMINUITE LE RICHIESTE DI RISARCIMENTO DANNI AL COMUNE DI POGGIARDO di PASQUALE DE SANTIS

POGGIARDO. Nei mesi scorsi il Comune Poggiardo ha affidato alla società C.S.& A. Consulting di Tricase il servizio di assistenza, supporto e gestione delle attività connesse alla definizione di ogni richiesta risarcitoria avanzata da terzi nei confronti del Comune e derivanti da responsabilità civile dell’ente (per diverse cause, quali buche stradali, degrado dei marciapiedi, allagamenti etc.). L’obiettivo principale del servizio, nelle intenzioni degli Amministratori comunali di Poggiardo, era creare un efficiente processo di gestione delle richieste di risarcimento,

fornendo le opportune metodologie per velocizzare e professionalizzare l'istruttoria e delle richieste di risarcimento danni. E i primi risultati sembrano dare ragione alla scelta compiuta dal Comune di Poggiardo. “Il primo risultato positivo da registrare riguarda la diminuzione del numero di richieste di risarcimento danni presentate all’ufficio comunale preposto”, dichiara l’Assessore agli Affari Generali e Vicesindaco Damiano Longo. “Infatti nel 2010 sono giunte complessivamente 24 richieste di risarcimento danni, a fronte delle 36 registrate nell’anno precedente, delle 29 dell’anno 2008 e delle 32 del 2007. Nei mesi di novem-

bre e dicembre dello scorso anno e anche in questo primo scorcio del 2011 nessuna domanda è stata presentata all’ufficio comunale incaricato del procedimento. Certamente questo primo risultato è stato conseguito anche grazie alla professionalità e al rigore delle attività istruttorie effettuate dalla società C.S.& A. Consulting di Tricase, la quale con iniziative di vario genere, come sopralluoghi, misurazioni, escussioni delle parti interessate e di eventuali testimoni, nonché, ove necessario, perizie meccaniche o medico–legali, ha fornito adeguato supporto tecnico ed informativo all’Ufficio Affari Generali del Comune di Poggiardo. Speriamo in questo modo di contenere al minimo le richieste di risarcimento danni e di scongiurare le intenzioni di quanti intendono speculare su situazioni legate alla presunta responsabilità dell’Ente. Anche per il Sindaco di Poggiardo Silvio Astore “La strada intrapresa dall’Ammini-

Barba sullo sversamento dei reflui in mare a Gallipoli GALLIPOLI . Una dichiarazione del consigliere regionale PdL Antonio Barba. “Le risposte piccate di Sergio Blasi, Sandro Quintana e Antonella Greco sull’emendamento mai presentato dal consigliere Udc Totò Negro, in occasione della discussione in Consiglio regionale per l’approvazione della legge di bilancio, sono l’esatta testimonianza di quanto, per alcune persone, sia molto facile predicare bene ed altrettanto semplice razzolare male. Su una questione urgente e non più procrastinabile per la salvaguardia e lo sviluppo di Gallipoli, è andata in scena la riedizione della commedia satirica ‘Non è vero, ma ci credo’. Certo, se il laboratorio politico tra Pd e Udc nasce con la stessa concretezza dimostrata per risolvere la questione della fitodepurazione delle acque presenti nella cava ‘Mater Gratiae’, il centrodestra può dormire sonni tranquilli. Una cosa è del tutto evidente: Blasi, Quintana e la ex consigliera comunale di opposizione Antonella Greco stanno strumentalmente prendendo in giro i cittadini circa la possibilità dell’esistenza di un finanziamento di 500mila euro per il quale è stata presentata e immediatamente ritirata l’istanza. L’unica certezza che i gallipolini ed i salentini hanno risiede in una speranza aleatoria, posizionata in un futuro che non si sa quando dovrà venire, in base

alla quale, non appena l’assessore Amati avrà finito di occuparsi di tutta una serie di priorità che lo interessano, certamente, alla fine, forse, molto probabilmente…, troverà un po’ di tempo per prendere in considerazione la questione dello sversamento dei reflui nelle splendida acque del nostro mare. Bella promessa! Anche l’ultimo dei consiglieri di opposizione l’avrebbe potuta strappare… Proprio per questo auspico, con viva forza, che i fautori di questo arzigogolato machiavellismo, tipico della politica degli annunci, finalizzato a strappare qualche titolo sui giornali per far dimenticare la pochezza operativa, riscoprano per davvero la responsabilità comportamentale che è l’unica modalità che consente ai rappresentanti dei cittadini di risolvere le problematiche per le quali sono stati chiamati. Tutto il resto sono schermaglie inutili e dannose. Ma raggirare le persone del Salento con finte azioni di interessamento è peggio che prendere carta e penna per stigmatizzare tali atteggiamenti. Qualora il Governo regionale dovesse decidere di stanziare la somma promessa, sicuramente saremmo tutti felici e contenti, noi per primi, nella consapevolezza che si sarà finalmente tagliato un traguardo minimo che dovrebbe essere un atto di ordinaria amministrazione”.

DIOCESI DI NARDÒ Ordinato Sacerdote Don Fabio Martina

di DON VINCENZO VIVA

Il nuovo anno civile inizia per la Diocesi di Nardò-Gallipoli con il dono di un nuovo sacerdote e di un nuovo diacono. Lunedì 3 gennaio 2011, nella Basilica Cattedrale Maria SS. Assunta in Nardò, il vescovo Mons. Domenico Caliandro ha ordinato sacerdote il copertinese don Fabio Martina (35 anni) e nella stessa celebrazione ha ordinato diacono il giovane Giuseppe Calò (25 anni), originario di Matino. Alla solenne rito di ordinazione hanno partecipato numerosi sacerdoti e seminaristi, provenienti dalla stessa diocesi e dall’intera regione, alcuni educatori del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta (Ba), le comunità parrocchiali di appartenenza dei due ordinandi in Copertino (B.V. Maria del Rosario) e in Matino (Sacro Cuore), nonché un folto gruppo di studenti e docenti del Liceo “Galileo Galilei” di Nardò, dove don Fabio Martina insegna ormai da

15 strazione Comunale sembra essere, anche questa volta, quella giusta. Certamente bisogna continuare a lavorare anche nei prossimi mesi con la stessa professionalità messa in campo in questi primi mesi di rapporto convenzionale con la C.S.& A. Consulting di Tricase. La creazione di una banca dati digitale dei sinistri consente una migliore gestione delle pratiche, l’estrapolazione di dati utili per l’analisi delle tipologie di sinistri, l’individuazione di eventuali criticità sul territorio alle quali porre rimedio per evitare il ripetersi di eventi in cui il Comune possa essere individuato come responsabile. Certamente questi primi risultati elaborati alla data odierna fanno ben sperare per il futuro, soprattutto anche per gli aspetti legati al contenimento delle uscite di bilancio legate al pagamento di premi assicurativi, al contenzioso ed alla liquidazione diretta di pratiche risarcitorie.

In dirittura d’arrivo il gemellaggio di Castro con la citta’ turca di Antandros CASTRO. In questi ultimi anni , una serie di campagne di scavo archeologico, svolte a Castro e dirette dal prof. Francesco D’Andria dell’Università del Salento, hanno restituito numerose testimonianze riguardanti la storia del Nostro territorio ci dice l’assessore alla cultura del Comune di Castro Luigi Capraro. Castro si conferma sito archeologico e storico dalle grandi potenzialità. Il restauro del Castello Aragonese, il recupero della cinta muraria e del sentiero che corre lungo le mura, le campagne di scavo archeologico, l’organizzazione della mostra “Castrum Minervae: tra Greci e Messapi” sono la prova di una continua, ottima e prolifera collaborazione tra il Comune di Castro, la Sovrintendenza Archeologica della Puglia e l’Università del Salento continua l’assessore. Gli ultimi scavi hanno inoltre fatto sostenere al prof. D’Andria che la Castrum Minervae citata da Virgilio nel terzo libro dell’Eneide sia proprio la nostra Castro. Per questo suggeriva un gemellaggio con l’antica città di Antandros (nell’odierna provincia del Balýkesir del distretto di Altýnoluk), da dove Virgilio fa partire il mitico eroe troiano. Sono iniziati così i contatti con la cittadina turca la quale ha già avuto, dal proprio Ministero degli Esteri, il nulla osta al gemellaggio. L’Amministrazione Comunale di Castro ha adottato l’apposita delibera e attende il parere della Presidenza del Consiglio - Dipartimento Affari Regionali e del Ministero degli Affari Esteri. Il gemellaggio con la città turca di Altinoluk intende

quasi due anni religione. La S. Messa è stata animata da due cori polifonici, uno di Copertino diretto dal Maestro Alessandro Augusti e l’altro della Basilica Cattedrale, diretto dalla Maestra Anna Laterza. Don Fabio Martina (35 anni), è originario della parrocchia B.V. Maria del Rosario in Copertino, dopo il diploma di maturità conseguito in Nardò, trascorre sei anni di formazione al Pontificio Seminario Regionale di Molfetta (Ba), conseguendo il baccellierato in teologia alla Facoltà Teologica Pugliese. Segue un lungo periodo di nuovo discernimento, durante il quale Fabio Martina sperimenta la vita laicale tra il lavoro e lo studio, mantenendo però uno stretto contatto con il vescovo Mons. Caliandro. Consegue la laurea triennale e poi quella specialistica in filosofia all’università del Salento in Lecce con una tesi sul teologo luterano Dietrich Bonhoeffer. Svolge per cinque anni il servizio di volontario alla Comunità Emanuel di Lecce, nel

settore disabili, confrontandosi quotidianamente con la sofferenza e la fragilità umana. Trascorre altri cinque anni a Milano, dove conquista la stima di docenti, famiglie e alunni come insegnante di religione nelle scuole elementari. Nel frattempo proseguono gli studi di specializzazione in teologia fondamentale alla Pontificia Università Latetanense in Roma, che lo portano a fare da pendolare tra Milano e la capitale, fino a conseguire la licenza con una tesi sul teologo italo-tedesco Romano Guardini. Negli ultimi due anni svolge il suo tirocinio pastorale nella Parrocchia Cattedrale di Nardò e insegna religione al liceo classico e psico-pedagogico di Nardò. Nella parrocchia Cattedrale opera nel gruppo dei giovanissimi di Azione Cattolica e in quello degli scouts dell’Agesci, anima i ministranti e visita gli ammalati. Il vescovo Mons. Caliandro lo ha già destinato al servizio come vicario parrocchiale alle parrocchie Cattedrale e B.V. Maria del Monte Carmelo in Nardò. Afferma Don Fabio: “Provo sentimenti di gioia, di serenità e di totale abbandono al Signore. In questi anni ho vissuto una graduale trasformazione interiore, grazie alle tante esperienze che ho vissuto in mezzo alla gente, ai sofferenti, ai ragazzi. Mi accorgo che le

rimarcare l’identità mitologica che accomuna le due realtà. Gürcan Polat, professore di archeologia presso la Ege University, ha già predisposto un progetto per illustrare il viaggio del mitico fondatore di Roma, l’eroe troiano Enea, da Antandros fino al Lazio. Polat spiega che l’intenzione è quella di ricreare il viaggio di Enea: “sarà costruita la ‘Tempesta’, un’imbarcazione fedele a quelle del tempo, che partirà da Altýnoluk seguendo la rotta usata nel 700 a.C., con l’aiuto solo di un remo e di vele. Vogliamo ripetere il viaggio con la Tempesta, dalle isole egee e le coste greche fino alla città italiana di Castro.” Il viaggio sarà documentato in un video:Ê “non sarà semplicemente un viaggio di piacere,Ê infatti in ogni località visitata saranno ricostruiti gli avvenimenti narrati nell’Eneide”. Verrà realizzato così un importante documento che contribuirà alla promozione all’estero di Castro, del Salento e di tutte le realtà toccate dal mitico fondatore di Roma. Sarà bellissimo tramutare così la leggenda in realtà. Intanto la realizzazione dell’Amministrazione Comunale di un calendario 2011, in cui è stata inserita l’immagine del Porto di Enea di Castro e la stampa di circa 10 mila cartoline con diverse vedute dello stesso Porto di cui ne pubblichiamo una in anteprima, da mettere in mostra alla prossima BIT di Milano, intendono dare un ulteriore spinta alla promozione del Salento e ci consentiranno di appropriarci ancora di più di questa identità “mitologica”. (Marco Candido) persone, specialmente i giovani, hanno grande fame di Dio, se qualcuno sa stare loro vicino, condividendo le loro esperienze. Come sacerdote voglio semplicemente aiutare coloro che incontro a sperimentare l’amore di Dio, come l’ho sperimentato io”. Giuseppe Calò (25 anni), originario di Matino, ha sognato del sacerdozio ministeriale già in tenerissima età, quando entrò per la scuola media nel Seminario Minore di Nardò. Qui trascorse i primi anni del suo discernimento vocazionale, frequentando il liceo psico-pedagogico della città. Dopo la maturità, seguì il periodo di formazione al presbiterato nel Seminario Regionale di Molfetta, fino al completamento degli studi in filosofia e teologia del quinquennio alla Facoltà Teologica Pugliese. Da ormai quasi due anni svolge il suo tirocinio pastorale nella comunità del Seminario Minore di Nardò come educatore e collabora nella Segreteria Vescovile. Nella comunità parrocchiale d’origine, la parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Matino, è molto conosciuto e amato, anche per le numerose iniziative estive che ha organizzato per i ragazzi della comunità. Don Giuseppe svolgerà il suo servizio diaconale ancora nel Seminario Minore di Nardò e nella Curia Vescovile.


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E’ stata presentata in conferenza stampa alla presenza di Massimo Alfarano, Assessore alla cultura del Comune di Lecce, Nicola Elia dirigente del Settore Cultura del Comune di Lecce, Carla Guido, direttrice artistica del Teatro Paisiello, Carmelo Grassi presidente del Teatro Pubblico Pugliese, la stagione di prosa 2011 del Teatro Comunale Paisiello di Lecce. Il cartellone quest’anno si compone di 5 spettacoli in doppia replica (2 turni d’abbonamento) e propone un viaggio intorno all'uomo: la sua forza di amare, la sua forza di odiare, quindi le capacità creative e distruttive di cui è attore. “La terra è la sorgente ultima di qualsiasi alimento dell'uomo" è una citazione di John Dewey che ci ha fatto molto riflettere, ed è proprio al tema del rapporto fra uomo e natura che è affidata l'apertura della stagione 2011 con lo spettacolo "ARK" della compagnia canadese Arsenal (27 e 28 gennaio ). Il titolo ci suggerisce come ognuno di noi, oggi debba riempire la sua arca, uno spettacolo intenso non solo per il forte messaggio ma anche per la complessità tecnica che unisce il mondo circense a quello multimediale, dove la creazione musicale è al centro degli incontri nei giochi tridimensionali, nello spazio di linguaggi metaforici [foreste, acquari, animali,] attraverso il virtuosismo poetico fisico.

teatro / arte

“Ark” è uno spettacolo senza parole perciò un linguaggio universale che implora l'amore per la natura. Secondo spettacolo internazionale è "DIVINO TANGO: la passione!" (4 e 5 febbraio) Il tango racconta la vita, è divino secondo Adrian ed Erice Aragon, autori di questo bellissimo spettacolo, poichè ci aiuta ad indagare dentro di noi e conoscere ciò che sentiamo tra anima e cuore. Sensualità, eleganza ed emozione, compongono lo spettacolo in due capitoli, si parte dalla lotta fra i generi: da una parte il potere di seduzione della donna e dall'altra la violenza dell'uomo sulla donna, ma attraverso il tango si può imparare il rispetto e il dialogo fra i due sessi". "L’amore non guarda con gli occhi ma con la mente e perciò l’alato cupido viene dipinto cieco” recita la sfortunata Elena di “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE” di William Shakespeare (10 e 11 febbraio) che un’altra giovane formazione internazionale, Factory compagnia transadriatica, per la regia di Tonio De Nitto, presenta come terzo appuntamento della nostra stagione. Uno spettacolo frizzante, che mixa lingue e linguaggi, tra il pop e il cartoon, senza tradire l'ambiguità del testo shakespeariano, l’amore si, giovane e spassionato, ma anche gli scherzi del destino e le allusioni ad una dimensione di prevaricazione nascosta dietro il rapporto

amoroso. Nel cartellone e nel nostro viaggo incontreremo ancora una volta Shakespeare con una straordinaria versione di "OTELLO" (2 e 3 marzo) per la regia di Arturo Cirillo, premio della critica 2010, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche e Teatro Eliseo di Roma. Invidie, gelosie, discriminazioni, pregiudizi trasformano una grande storia d'amore in una storia di odio, generando dolore e morte. Un testo sempre attualissimo, con una moderna e raffinata regia che evidenzia Êin quest' opera quanto il nemico sia dopotutto in noi stessi. Si conclude la stagione con un altro capolavoro classico, "LA SCUOLA DELLA MOGLI” di Moliere (5 e 6 aprile) . La commedia oggetto di scandalo ai tempi dell’autore non ebbe vita facile. Tema indiscusso è il tradimento sentimentale, “le corna” e Valter Malosti regista e interprete che abbiamo apprezzato qualche anno fa nella bellissima trasposizione del poemetto shakespeariano Venere e Adone, restituisce al testo il carattere di magistrale farsa con un accuratissimo allestimento e una preziosa ricerca musicale. Un invito in fine, a condividere questo importante viaggio tra eterne tematiche, vecchi e nuovi linguaggi, in compagnia di artisti, di attori che, per citare ancora il grande Shakespeare dell’Amleto, sono gli unici onesti ipocriti.

Dal 6 al 20 febbraio il Centro Culturale “Rina Durante” di Melendugno ospita la mostra di illustrazioni per l’infanzia dal titolo “Di tutti i colori”. Organizzata dalla Cooperativa Fluxus, la mostra è allestita nell’area Edu Point, spazio dedicato ad attività didattiche e mostre, all’interno del Laboratorio Urbano Koinè, promosso dall’Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e di Roca nell’ambito del progetto regionale Bollenti Spiriti e intitolato alla scrittrice Rina Durante. La mostra nasce per far conoscere l’arte dell’illustrazione e si prefigge di farne comprendere la funzione espressiva ed estetica a bambini, ragazzi e adulti, favorendo

CITTA’ DI MELENDUGNO NUOVO CINEMA PARADISO STAGIONE DI PROSA 2011 programma 13 Gennaio La strana coppia di Neil Simon Con Mariangela D’Abbraccio e Manuela Kusterman Regia di Francesco Travassi 15 Febbraio Ladro di razza di Gianni Clementi Con Rodolfo Laganà e Francesco Pannofino e Francesca Reggiani Regia di Stefano Reali 16 Marzo I Casi sono due di Armando Curcio Con Carlo Giuffré e Angela Pagano Regia di Carlo Giuffré 29 Marzo Io provo a volare Omaggio a Modugno Con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

Terrammare Teatro. Chiara Criniti espone varie illustrazioni in originale facenti parte di due lavori distinti. Al primo gruppo appartengono i disegni commissionati da Lupo Editore per la raccolta Attila, Adalberta..." (2009). Di tutti i colori Il secondo gruppo Da sinistra: rappresenta invece una "Eterna-mente" di Chiara Criniti, serie di cinque illustrazioni "Cento" di Daniela Cecere e e dei relativi bozzetti "Pinocchio" di Gaia Guarino preparatori, relativi ad una storia breve per bambini una lettura critica delle immagini. Si sofferma (scritta dalla stessa illustratrice), realizzate in modo particolare sull’illustrazione destinata in occasione del concorso d'Illustrazione "La all’editoria per l’infanzia; le tavole illustrate, donna cannone" indetto dall'Ass. Cult. Teatrio attraverso segni, personaggi reali o di Venezia (2009). Gaia Guarino è presente immaginari e colori, raccontano, arricchiscono con il lavoro d’animazione “E' solo un branco o completano gli avvolgenti libri di favole e di elefanti”, realizzata per il concorso "e – storie per bambini. L’esposizione si articola artquake, 30 anni dal sisma in Irpinia"; nei lavori delle illustratrici: Daniela Cecere, espone, inoltre, alcuni acquerelli che Chiara Criniti e Gaia Guarino. Daniela attingono ai classici come “Il principe felice”, Cecere, che predilige la tecnica “Hansel e Gretel” e “Pinocchio”. Tra le iniziative collaterali alla mostra, oltre dell’acquerello presenta alcune illustrazioni a visite guidate curate dalle artiste e dagli realizzate per il volume “Tre civette sul comò”, operatori del Centro, sono in programma pubblicato di recente dalla Zane Editrice, attività per bambini e ragazzi dai sei anni oltre alle illustrazioni create per alcuni d’età. Venerdì 11 febbraio dalle 17.00 alle manifesti di spettacoli di teatro per bambini, 19.00, laboratorio di disegno a cura di Daniela come “Cento” e “Ri. Ci. Clo” della Compagnia

UNA MOSTRA “DI TUTTI I COLORI” DEDICATA AI BAMBINI

di ELISABETTA DELLE DONNE

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

Abbonamenti: 1° Settore Euro 64 - 2° Settore Euro 48 - Galleria Euro 32 “Esci da casa, vola al Teatro” Sosteniamo la promozione culturale del territorio

Cecere. Domenica 13 febbraio dalle 17.00 alle 19.00, laboratorio di lettura a cura di Chiara Criniti. Domenica 20 febbraio alle 18.00, incontro con Simone Nuzzo, autore di libri per l’infanzia a cura del Book Shop. La partecipazione è gratuita. All’inaugurazione della mostra, prevista domenica 6 febbraio alle 19, interverrà Maurizio Cisternino, Assessore alla Cultura dell’Unione dei Comuni di Acaya e di Roca – Melendugno e Vernole. Presenterà Cosimo Lupo della Lupo Editore, fornendo un importante contributo sulla base della vasta esperienza nel settore. Saranno presenti, inoltre, le artiste Daniela Cecere e Chiara Criniti. “Di tutti i colori” si può visitare tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.00 Per informazioni 0832.837265 – info@laboratoriourbanokoine.it La Mostra di Illustrazioni per l’infanzia verrà riproposta dal 3 al 13 marzo a Nardò, nella sala dell’ accogliente Biblioteca del CRSEC – Centro Servizi Culturali e Bibliotecari, all’interno dell’ex convento dei Carmelitani. L’appuntamento a Nardò nasce grazie alla collaborazione della Compagnia Terrammare Teatro, nell’ambito della rassegna di incontri ed iniziative parallele alla stagione di prosa “Lo spettatore incantato” – Teatri Abitati.


scienza / cultura

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

MELENDUGNO. Ad un mese e mezzo dall’apertura del Centro Culturale “Rina Durante” di Melendugno, continuano le proposte di gioco e apprendimento indirizzate a tutti i bambini della scuola primaria. Dopo aver ospitato una serie di attività ludico-creative in occasione degli “Incontri di Natale”, l’Edu Point si ripropone come spazio comune di crescita e di sviluppo della creatività e della socializzazione. Pertanto, a partire da lunedì 24, primo giorno della settimana prova, verrà attivato un LABORATORIO CREATIVO e MULTIDISCIPLINARE, comprensivo di 3 corsi che

i bambini potranno frequentare in giorni alterni per un totale di sei ore settimanali. Dalla durata complessiva di 4 mesi, il laboratorio si concluderà a maggio 2011 con un lavoro finale che vedrà i bambini protagonisti di una storia da loro inventata, colorata e recitata. La settimana prova, completamente gratuita, comincerà con il CORSO D’INGLESE (ELEMENTARY LEVEL) dal titolo “Giochiamo all’inglese?”, che mira a coniugare il divertimento con l’apprendimento. Attraverso divertenti filmati, simpatiche canzoncine, esercizi e giochi di ruolo, i bambini potenzieranno le quattro

Da “La lode di Beatrice” di Dante, a “La bambola” della Pravo

Per Dante Aligheri, Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti la donna era “cosa venuta dal cielo…”; oggi cosa rappresenta questa figura? di ARIANNA TAMBORINO Ormai sono lontani i tempi in cui la donna era considerata un miracolo divino; più recenti quelli in cui è idealizzata come “bambola”. Da ragazza, quale sono, scegliendo di poter vivere in un epoca passata, quasi sicuramente sceglierei quella in cui l’amore per la donna era ragione di vita, e manifestazione dell’amore più grande, puro e sincero per Dio. Non potendo tornare indietro, però, non posso che fare un distinguo tra la figura della donna oggi, e la figura della donna di “ieri”. In questa epoca il modo che ha un ragazzo nell’approcciarsi con una ragazza, è molto simile a quello che avrebbe un elefante maschio nei riguardi della femmina del branco. La prima frase che ci si può aspettare è: ”Ciao! Hai Facebook?”. Se dici di averlo, vuol dire che nell’arco delle prossime ventiquattro ore, ti aggiungerà chiedendoti “amicizia” (ma come si può dare la propria amicizia ad un individuo che per caso in un giorno della nostra vita abbiamo incontrato, forse anche per errore?!), se dici no, sei una ragazza antiquata, casa-chiesa; eppure sei sempre la stessa che l’ha spinto nel farsi avanti. Il problema di base è che la generazione delle “Piccole Donne”, sta crescendo e sta maturando l’idea che l’esteriorità conta molto più della personalità, a causa dei cattivi modelli che i media ci impongono. Accendendo la tv, sfogliando una rivista, guardando lo stesso telegiornale, vediamo che la figura della donna, ben curata e

magra è all’ordine del giorno quindi essenziale; persino i mezzibusti dei telegiornali devono essere belle donne presentabili. Ancora più grave è l’insegnamento che passa attraverso i nostri politici, uomini di alto rango e di bassa anzi bassissima morale, che grazie ai numerosi scoop giornalieri non smentiscono questa teoria. Il recente “bunga-bunga”, non fa certo onore a un’Italia che da sempre professa d’aver rispetto per le donne. Eppure, la stessa Patty Pravo, senza prevedere i tabù che sarebbero nati attorno alla figura della donna, ci aveva anticipato nel 1968 con la canzone “La bambola”; che potrebbe fare da sigle ad alcuni programmi tv, i quali ridicolizzano la donna, spogliandola d’amor proprio, e vestendola di sola apparenza. Con ciò non voglio però giustificare il comportamento di Dante, Guinizzelli, Cavalcanti e tutti quegli uomini che sottostavano alla figura divina della donna; se la consideravano “divina” vuol dire che essi avevano forti basi cattoliche. Perché quindi considerarsi meno importanti di tale figura? L’uomo e la donna sono creature di Dio e hanno pari importanza. Come ci insegnano i latini “il giusto sta nel mezzo”. Il rispetto tra uomo e donna deve essere bilaterale. Dante attraverso un’approfondita analisi coscienziale ha elaborato che Dio è “L'amor che move il sole e l'altre stelle”; noi oggi l’abbiamo ridicolizzato con un semplice T.V.B.

LA SONDA ROSETTA INCONTRA L’ASTEROIDE LUTETIA

Molto si è parlato e si parla degli asteroidi come degli oggetti misteriosi che gravitano in un’orbita compresa tra Marte e Giove, detta “fascia degli asteroidi”, che oltre a contenere la storia del nostro Sistema Solare, hanno rappresentato e rappresentano un potenziale pericolo per l’incolumità della nostra Terra. Basti pensare all’impatto con il nostro pianeta di uno di questi “proiettili” avvenuto 65 milioni di anni fa che determinò la scomparsa dei dinosauri, ma che altri impatti potrebbero verificarsi in futuro con conseguenze difficilmente immaginabili. Per questa ragione, qualche anno addietro l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) spedì la sonda Rosetta allo scopo di avvicinare questi oggetti e studiarne la natura. Il primo incontro è stato con l’asteroide Lutetia nel luglio dello scorso anno, per molti

anni considerato un oggetto misterioso ma le immagini ed i dati raccolti dalla sonda europea ci aiuteranno adesso a dare tante risposte. Di forma oblunga delle dimensioni 132 km x 101 km x 76 km, di colore scuro e butterato di crateri, Lutetia ruota su se stesso in 8 ore e 10 minuti ed è un asteroide sopravvissuto alla violenta nascita ed evoluzione del Sistema Solare, che porta sulla roccia i segni degli impatti subiti nel corso della sua lunga esistenza tra le stelle (4,5 miliardi di anni). Quindi, così appare nelle prime, nitide immagini scattate dalla sonda Rosetta a 454 milioni di chilometri dalla Terra, e già definito dagli scienziati tra i corpi più antichi del Sistema Solare ed il più grande asteroide mai intercettato da un veicolo spaziale. È stato un incontro fugace, il fly-by della durata di appena

abilità linguistiche: ascoltare, parlare, leggere e scrivere in inglese. Seguirà poi, il CORSO DI DISEGNO (BASE) dal titolo “Divert-art”, dove i bambini impareranno a giocare con i colori e le tecniche base del disegno, creando i propri eroi dei fumetti e dei cartoons e acquisendo consapevolezza e sensibilità grafica, al fine di esprimere le potenzialità individuali nell’espressione artistica, nell’uso dei colori e delle luci e nella manualità. E per finire, il CORSO DI LETTURA ANIMATA, dal titolo “Viaggiare con Gulliver”, per far vivere ai bambini, attraverso la lettura, le sensazionali avventure del libro di J. Swift, “I viaggi di Gulliver”. Le giornate di prova gratuite si svolgeranno secondo il seguente calendario: lunedì 24 gennaio ore 17-19 - CORSO D’INGLESE

17 martedì 25 gennaio ore 17-18 - CORSO DI LETTURA ANIMATA ore 18-19 - CORSO DI DISEGNO venerdì 28 gennaio ore 17-18 - CORSO DI LETTURA ANIMATA ore 18-19 - CORSO DI DISEGNO Il laboratorio avrà un prezzo promozionale di 25,00 euro al mese, previo tesseramento di 10,00 euro, che darà diritto ad usufruire dei vantaggi della Koinè Card, nonché della copertura assicurativa e del materiale didattico per le suddette attività. Le iscrizioni saranno aperte a partire dal 1 febbraio prossimo. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi al personale del Centro Culturale “Rina Durante” dal lunedì al venerdì, oppure telefonare ai seguenti numeri: 0832.837265 o 388.4705694.

TERRE DI PUGLIA - LIBERA TERRA ADERISCE A FORNELLI INDECISI

La cooperativa che riutilizza i terreni confiscati alla Sa Corona Unita regalerà alcuni dei suoi prodotti ai vincit del concorso di cucina dozzinale I vincitori di Fornelli indecisi – concorso di cucina dozzinale nato su facebook e ideato dal giornalista Pierpaolo Lala - riceveranno, tra i premi, una gradita e gustosa sorpresa: i prodotti di Terre di Puglia – Libera Terra, la cooperativa sociale fondata nel gennaio 2008 da giovani pugliesi per il riutilizzo dei beni confiscati alla Sacra Corona Unita. Un’eccezionale esperienza di liberazione di un territorio dall’influenza della criminalità organizzata, un’opportunità di riscatto e di responsabilizzazione per un’intera comunità. La cooperativa nasce dal progetto Libera Terra che l’associazione Libera promuove nel Mezzogiorno d’Italia, là dove esistono beni confiscati secondo la legge n. 109/96 da recuperare e rendere strumento di cambiamento sociale e promozione di legalità nei territori infiltrati dalle mafie. Tutti i prodotti hanno un sapore in più: quello della legalità, del riscatto, della libertà. Prodotti coltivati nel rispetto delle tipicità e delle tradizioni del territorio, applicando i principi dell’agricoltura biologica, per portare sulla tavola delle famiglie italiane un prodotto genuino, buono 1 minuto, il tempo di guardarsi da vicino e dirsi addio per sempre. Rosetta ha sorvolato Lutetia ad una velocità di 15 km/sec (velocità che permetterebbe di andare da Genova a Palermo in 1 minuto), fino alla distanza minima di 3.126 km. In questo lasso di tempo, la camera Osiris a bordo di Rosetta (alla quale ha collaborato anche l’Università di Padova) ne ha approfittato per scattare immagini ed inviarle a Terra, mostrandoci particolari di 60 metri visibili sulla superficie e di pochi metri in alcune regioni. Anche gli altri strumenti si sono messi al lavoro per l’evento: i dati raccolti serviranno a spiegare la natura di questo corpo celeste che per certi aspetti assomiglia a un asteroide di tipo C, carbonioso, e per altri a un asteroide di tipo M, metallico. Ora che Rosetta ha salutato Lutetia, la sua rotta punterà al traguardo finale nel 2014: la cometa Churymov Gerasimenko sulla cui superficie rilascerà il piccolo lander Philae, che ne perforerà il nucleo per raccogliere campioni e raccontarci quello che ancora non sappiamo sull’origine del Sistema Solare. (Luigi Merico)

e giusto. Per un consumo consapevole: perché anche in questo modo è possibile sconfiggere la mafia. C'è tempo sino al 31 gennaio per partecipare al concorso. Subito dopo la giuria presieduta dal patron Pierpaolo Lala e composta dal grande trombettista siciliano Roy Paci, dal dj, economista, cuoco e scrittore Donpasta, dalle giornaliste Metella Ronconi e Manila Benedetto, dalla scrittrice Ilaria Bellantoni (autrice del libro Lo chef è un Dio, Feltrinelli), dall'addetto stampa del Movimento Turismo del Vino – Puglia Lucia Amoruso, curerà una prima selezione nelle quattro categorie previste: antipasti (di mare o di terra); primi piatti (caldi o freddi); secondi piatti con contorno; dolci e frutta. La finale è prevista per domenica 20 marzo alla Masseria Ospitale sulla Lecce/Torre Chianca. Fornelli Indecisi è realizzato grazie alla collaborazione con Terre di Puglia – Libera Terra, Coldiretti Lecce, Movimento Turismo del vino - Puglia, Masseria Ospitale, Cantele, Masseria L'Astore, Royal Gelati, Shulùq - Bottega libraria, Libreria Ergot, Lupo Editore, Coolclub, Pazlab. Il testo del messaggio rivolto ai salentini da parte dell’astronauta Paolo Nespoli, attualmente in missione sulla Stazione spaziale internazionale (ISS). Il messaggio è pervenuto col tramite di Luigi Merico, amico dell’astronauta e collaboratore del nostro periodico: “Ai Salentini, miei compaesani onorari, un saluto particolare da fuori da questo mondo. Il Salento è molto bello visto da quassù’: e passandovi sopra le vostre teste immagino di vedere il vostro paesaggio con i vostri colori e di sentire in bocca il vostro cibo e i vari sapori. Queste sono cose che sicuramente mi mancano e che vi esorto ad apprezzare. A tutti i miei migliori auguri per un felice e sereno 2011, e che i vostri sogni si possano realizzare nell’anno nuovo, anche quelli spaziali!”. Paolo Nespoli


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speciale aziende salentine

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C.S.I.D.I SUD SAS

Al servizio dell’innovazione tecnologica di ELISABETTA DELLE DONNE

Tra i nuovi professionisti, in questo Numero, abbiamo incontrato un gruppo di esperti nel campo dell’informatica e di servizi tecnologici. Si tratta di giovani in ascesa che da cervelli in fuga sono tornati nel Grande Salento per mettere in pratica la loro esperienza e contemporaneamente continuano a produrre al Nord, grazie alla clientela mantenuta stabile. Siamo al Centro Servizi Informatici Divisione Impresa: una piccola società che in sostanza si occupa di assistenza informatica. All’interno del team lavorano figure giovani che hanno trasformato la loro passione in profitto, come Americo Iacovizzi poco più che trentenne, collaboratore efficiente, stacanovista. Di cosa vi occupate? La prima risposta che mi sento di dare a questa domanda è “innovazione tecnologica e servizi informatici per le aziende”. L’innovazione tecnologica come processo che permette di introdurre sul mercato nuove tecnologie ed innovazioni sotto forma di prodotti, processi o servizi, metodi di produzione o di commercializzazione e tecniche di gestione a tutti i livelli dell’economia. Il processo innovativo lo adottiamo come un fenomeno complesso e dinamico al fine di rafforzare l’impresa per condurla verso una posizione d’avanguardia all’interno del mercato di riferimento. Abbiamo vari ambiti di intervento che vanno dalla semplice assistenza informatica, alla messa in opera di reti fino ad arrivare allo sviluppo di siti web. Mettiamo a disposizione la nostra conoscenza per migliorare la visibilità aziendale sulla rete e quindi nel mondo dando la possibilità alle aziende di offrire nuovi servizi e nuove opportunità di mercato. Siamo specializzati in vari ambiti dal commercio elettronico, allo sviluppo di siti web dinamici aziendali e

turistici, oltre che a software per Strutture ricettive come Hotel, Ristoranti o B&B. In realtà tutto questa è solo una minima parte dei servizi che possiamo offrire. La nostra attività comunque non si limita al territorio salentino. Stiamo lavorando infatti allo sviluppo di alcuni progetti anche per aziende del nord Italia. Non mi può dire di più? Purtroppo no, abbiamo una forte specializzazione in ambito di strumenti di commercio elettronico (vendita on line) e questo ci permette di essere di supporto ad alcune aziende nel realizzare le esigenze dei propri clienti. Spesso però capita che queste aziende preferiscano, per ovvi motivi, mantenere l'anonimato. Com’è strutturata l’Azienda? Questa è una bella domanda. L'azienda ha sempre avuto sede a Calimera, ma per alcuni anni ha operato a Milano fornendo servizi di assistenza ed amministrazione rete (quale esternalizzata) ad alcune aziende milanesi. Allo stato attuale l'azienda è operativa a Milano offrendo servizi di assistenza e promozione web ad un grosso marchio di distribuzione e montaggio

pneumatici (Gommista Specialista). Sempre a Milano abbiamo sviluppato il sito di alcune aziende operanti nella ristorazione e nella vendita. Da qualche anno abbiamo deciso di offrire i nostri servizi anche nel Salento lavorando per promuovere una realtà economica che, secondo noi, non ha nulla da invidiare a quelle del nord per qualità e competitività. Quali sono stati i servizi più riusciti? In ambito Internet, uno dei progetti a cui sono più affezionato è JudoSushi.com. Non ho mai avuto il piacere di conoscere di persona i proprietari dello stesso, ma fino ad ora è il sito che ha portato maggiori benefici al cliente. È un sistema di prenotazione/ordine on-line per ristoranti/sushibar/pizzerie ed è, fondamentalmente, un sistema di ordinazione unico. L'altro progetto a cui sono molto affezionato e di cui mi onoro di essere lo sviluppatore tecnico è Mappa Sonora (http://www.mappasonora.it), che sto sviluppando per conto dell'associazione FolleVola. Credo che sia uno dei progetti più complessi ed innovativi a cui mi sia capitato di lavorare, fino ad ora. Ovviamente ha

tutte le problematicità di un progetto di ricerca ma, a mio parere, ha delle potenzialità realmente illimitate E quali i più interessanti? Tutti sono interessanti. In primis forse, Mappa Sonora, che spero possa prendere il largo quest'anno. Ma di progetti interessanti ce ne sono davvero tanti. Ad esempio abbiamo appena terminato un sistema per la vendita on-line per tipografie, per conto di un nostro cliente (quale azienda terza). Abbiamo sviluppato dei sistemi d prenotazione on-line per Hotel-Home Holidays-B&B. Infine, il nostro fiore all'occhiello è un portale di vendita gratuito con pagamento on-line che abbiamo chiamato OpenBazar (http://www.openbazar.it) ed è d libero (gratuito) accesso per negozianti e venditori. Avete progetti in fase di sviluppo? Direi di si, alcuni progetti sono in continuo sviluppo (Mappa Sonora e OpenBazar per esempio), vista la particolarità del servizio che offrono Poi abbiamo alcune idee che stiamo cercando di approfondire e che renderemo presto disponibili sul nostro blog aziendale: http://www.safara.it.


salute & benessere

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

L'esperto

Valeria Cannazza Dottoressa in Scienze motorie e sportive, Pisa PISA. Siamo ampiamente entrati nel 2011 e con noi anche i chili accumulati durante le feste secondo le statistiche ufficiali ognuno avrebbe circa 2 chili di troppo da smaltire. Per quest'occasione vi propongo la mia ultima esperienza: l'allenamento con la kettlebell. Si tratta di una palla di ghisa con una maniglia, con origini antichissime russe, utilizzata nella preparazione fisica in tutti i livelli di pratica, da quello scolastico a quello riservato all'addestramento militare. L'allenamento con la kettlebell permette di sviluppare ma anche di migliorare capacità come la forza esplosiva e resistente, la resistenza aerobica e rappresenta un'ottima soluzione come metodo brucia grassi. Non vi nascondo che una seduta con questo attrezzo è estremamente faticosa;

ALLENARSI CON UNA PALLA DI CANNONE

nonostante ciò i risultati che si ottengono non tardano ad arrivare. Lavorare con la kettlebell significa voler ottimizzare i tempi e la location: è ideale per una seduta a casa, in palestra, all'aperto. Riguardo il carico, questo attrezzo si presenta sul mercato in diverse pezzature: 8 kg, ideale per le donne principianti, 12 kg, 16 kg; 18 kg, 20 kg, 24 kg, 28 kg, 32 kg, 36 kg, 44 kg. In linea di massima si consigliano i 12kg per individui fuori forma, 16kg per individui in forma e 24kg per individui molto allenati. Con sole due kettlebell di ugual peso è possibile svolgere una moltitudine di esercizi, che aumenteranno la qualità della propria performance: molti degli esercizi sfruttano la velocità e la spinta degli arti inferiori, altri sono

mirati alla coordinazione. Questo sistema di allenamento è basato sul costante impiego e reclutamento di molti distretti muscolari nello stesso esercizio, in particolare modo la muscolautra posturale: lavorare con la kettlebell richiede la massima concentrazione, percependo il coinvolgimento di ogni singolo muscolo e della catena muscolare di appartenenza che si sta utilizzando. Si tratta di "educare" i muscoli a collaborare tra loro, nel concetto di catena cinetica. Insomma si ottiene un allenamento ad alto impatto metabolico che coinvolge l’apparato respiratorio e quello circolatorio, incrementando in maniera esponenziale il consumo calorico di ogni singolo allenamento. Un altro vantaggio del lavoro con la kettlebell interessa il concetto di mono-

È acquistabile on line il libro “LA TIROIDE PER TUTTI” di Massimiliano Andrioli La tiroide per tutti

A sinistra la copertina del libro e, a destra, il Dott. Massimo Andrioli

MILANO. “La tiroide per tutti”, un libro divulgativo rivolto ad un target di non medici, ovvero a pazienti e a tutti coloro volessero approfondire tematiche inerenti la Tiroide, la sua funzione e la sua patologia. Il libro è curato dal Dott. Massimiliano Andrioli, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio dell’Università degli Studi di Milano. “La mia quotidiana esperienza clinica ambulatoriale di endocrinologo ha detto il dott.Andrioli, ha visto crescere sempre di più la necessità da parte del paziente di capire, di comprendere la patologia di cui soffre, di porre domande e soprattutto di avere risposte in merito alle problematiche tiroidee che si trova ad affrontare”. Da qua l’idea di scrivere un libro che possa aiutare a fornire quelle risposte impedendo il sorgere di ansie e preoccupazioni che spesso affliggono il paziente con problemi

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tiroidei. “La tiroide per tutti” ha continuato, è un testo divulgativo, non ha pretese scientifiche e pertanto è scritto in modo molto semplice, chiaro, con una terminologia comprensibile al vasto pubblico e che spazia su tutti gli argomenti inerenti la Tiroide: dalla sua normale funzione alle patologie, dal nodulo tiroideo alle metodiche diagnostiche, per finire con le FAQs con cui ho cercato di rispondere in modo chiaro alla specifiche domande che più frequentemente mi vengono poste durante la mia attività di endocrinologo. Per quanto mi è dato sapere “La tiroide per tutti” è il primo esempio in Italia di libro trattante le patologie tiroidee rivolto ad un pubblico di pazienti-non medici. Personalmente credo molto nella diffusione, entro certi limiti, delle conoscenze mediche e questo libro, infatti conclude, si inserisce in un contesto divulgativo più ampio che da anni cerco di promuovere anche mediante altri strumenti (vedasi il sito www.endocrinologiaoggi.it ). Il libro è adesso acquistabile on line alla pagina: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.as p?id=481042 Parte del ricavato di questo libro verrà devoluto alla TUFH (Taking Up From Here) onlus che si impegna nella realizzazione di un ambulatorio per la diagnosi e la cura delle malattie tiroidee in Etiopia (dove queste malattie sono endemiche e le possibilità di cura scarse).

lateralità: con determinati esercizi si scopre quale lato del nostro corpo è particolarmente debole, senza dover ricorerre all'utilizzo di carichi più pesanti. Quindi rappresenta un buon approccio ad un allenamento funzionale. Esistono essenzialmente tre esercizi che rappresentano le basi di un allenamento: swing, clean,

snatch. Questi attivano nel complesso la muscolatura glutea, addominale, dorsale, conservando, comunque, rispetto per le curve vertebrali, soprattutto per quella lombare. Il modo migliore per capire l'efficienza di questo metodo è quello di avvalersi di un buon personal trainer, con esperienza nel settore.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA TUTELA DEI DIRITTI ONLUS

Il vicepresidente nazionale Salvatore Antonazzo concorda con le affermazioni del presidente di MEP Antonio Buccoliero ed afferma: “il diritto alla salute dei cittadini e la fiducia nelle pubbliche istituzioni sanitarie è imprescindibile e fondamentale; bisogna assolutamente fare chiarezza” I cittadini di Galatina e tutti i fruitori della struttura ospedaliera devono avere la totale certezza che, in un momento di emergenza, chi è preposto alla cura ed alla salvaguardia della loro salute sia in grado di intervenire con efficienza e professionalità. Proprio in questa ottica si concorda pienamente con l’iniziativa del Presidente dei Moderati e Popolari e Consigliere Regionale Antonio Buccoliero che ha chiesto una interrogazione all’Assessore alla Sanità della Regione Puglia in merito all’episodio che ha

caratterizzato il nosocomio galatinese ed al presunto uso di droga all’interno dello stesso. L’iniziativa è particolarmente apprezzabile non solo perché finalizzata a fare chiarezza su una vicenda dai torbidi contorni ma, soprattutto, perché permetterà alla cittadinanza galatinese ed a tutti i fruitori del S. Caterina Novella di continuare ad avere fiducia e certezza nell’efficienza dell’Ospedale di Galatina e nella indubbia professionalità di tutto il personale, sia medico che infermieristico.

NUOVI LOCALI PER LA SEDE DI GUARDIA MEDICA A GALATONE

Da giovedì 13 gennaio attiva presso il poliambulatorio di via Massimo D’Azeglio di ILIO PALMARIGGI GALATONE. Da giovedì 13 gennaio il Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia Medica) di Galatone sarà trasferito dalla vecchia e fatiscente sede di via Milano, nel centro storico, nei nuovi e più moderni locali di via Massimo d’Azeglio, attuale sede dei Poliambulatori della ASL. L’intero complesso è dotato di sistemi di antintrusione (grate metalliche a tutte le porte esterne ed

alle finestre) e di sistema di sorveglianza con funzionamento continuo. Presso la nuova sede sarà trasferito il sistema di radioallarme collegato con la Fidelpol per garantire una maggiore sicurezza sia agli operatori che agli utenti. La sede ha conservato lo stesso numero telefonico: 0833 867190.


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sport

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

FRANCESCA LANCIANO PROCLAMATA DAL PANATHLON CLUB LECCE “ATLETA DELL’ANNO 2010” L’atleta specchiese Francesca Lanciano, campionessa italiana ‘Under 18’ di salto triplo, insieme a Fabio Piscopiello, neo professionista di ciclismo su strada, sono stati proclamati “Atleti dell’anno 2010” dal PANATHLON CLUB Lecce nel corso di una manifestazione che si è svolta nei giorni scorsi nel salone delle feste dell’Hotel delle Palme di Lecce. Alla cerimonia erano presenti: Antonio Pascali, Presidente del CONI - Lecce, Ludovico Malorgio, Presidente del Panathlon Club Lecce, Salvatore Bianco Presidente regionale della F.C.I. ed altri rappresentanti delle istituzioni politiche e sportive di MAURIZIO ANTONAZZO SPECCHIA. Ludovico Malorgio ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di aver assegnato il Premio ‘Atleta Leccese dell’anno’ per il 2010, a due giovani sportivi che onorano lo sport e veicolano in tutta Italia il nome di Lecce e del Salento. Francesca e Fabio hanno dimostrato che i grandi risultati nello sport si ottengono con la passione, le rinunce ed il sacrificio, perciò rappresentano degli esempi per tutti i loro coetanei e per quanti amano lo sport vero ed i suoi valori.” Francesca Lanciano (foto), 16 anni di Specchia, dopo aver ottenuto ottimi risultati negli anni scolastici precedenti, frequenta il terzo anno dell’Istituto Tecnico Commerciale “Gaetano Salvemini” di Alessano, sempre seguita da Mamma Monia, da Papà Costantino, dalla sorella Federica e dal fratello Andrea, allenata dal Prof. Raimondo Orsini ed è tesserata per la Kinesis Palaia Salento Atletica di Matino, si sacrifica quotidianamente con impegno e umiltà, coniugando l’attività sportiva e lo studio, per raggiungere degli ottimi risultati sportivi. Ha cominciato a praticare l’atletica leggera

all’età di 13 anni, sempre sotto la guida del tecnico salentino. Messasi in luce già dalla categoria ragazze, ha dimostrato ottime doti atletiche, all’inizio come specialista degli ostacoli, poi si cimentata con successo in diverse discipline, dalla velocità ai salti in estensione. Da 2 anni si dedica con ottimi risultati al salto triplo. Ha vestito la maglia azzurra per la prima volta lo scorso luglio e ai campionati tricolori di categoria open di Rieti, ha saltato nel salto triplo mt. 12,65 al primo anno di categoria, dove ha chiuso dietro all'ucraina Daria Derkach, 17 anni, a soli 40 cm dal primato italiano, che proverà a battere il prossimo anno. Per l’atleta specchiese, il 2010 è stato un anno veramente eccezionale, ottenendo degli ottimi risultati, infatti, dopo aver vinto il titolo italiano indoor ad Ancona, lo scorso febbraio con 11.99 mt, ha vinto il Meeting di Foggia nel mese di maggio e a Molfetta (Bari) si è laureata Campionessa Regionale di Atletica Leggera all'aperto per il salto triplo, con la spettacolare misura di 12.27 mt, meritandosi la convocazione in nazio-nale. Nel luglio scorso, ha avuto l'onore di indossare la maglia azzurra

della nazionale nel triangolare di luglio tra Italia – Francia - Slovenia, e, successivamente,convocata al raduno nazionale FIDAL estivo di Camerino, in provincia di Macerata, insieme ai più forti atleti italiani. Sempre nel 2010, a Molfetta ha ottenuto il titolo regionale assoluto nei 100 e nei 200 mt piani; migliore prestazione pugliese sia nel salto in lungo con 5.53 mt che nei 400 piani con 1.01.00. Nel 2010, altri risultati di rilievo ottenuti da Francesca Lanciano sono stati nei 100 mt piani con 12.4 sec., e nei 100 ostacoli con 15.3 sec., tutte misure e tempi che, a parere dei tecnici federali, la collocano ai vertici nazionali anche in queste specialità. La Kinesis Palaia Salento Atletica di Matino è un sodalizio che, grazie all’impegno e ai sacrifici di Raimondo Orsini, uno dei migliori allenatori in Italia, che sforna ogni anno atleti a livello nazionale, nonostante, debba destreggiarsi con enormi

Ricostruito l’albo d’oro del RALLY CITTÀ DI CASARANO che a inizio aprile vivrà la sua 18^ edizione, la quarta consecutiva ha validità per il CHALLENGE RALLIES DI SETTIMA ZONA di ALESSANDRO RIZZO CASARANO. Si è messa in moto la macchina organizzativa dell’edizione 2011 del Rally Città di Casarano. Le Scuderie Automobilistiche Casarano Rally Team e Piloti Salentini sono a lavoro per riproporre il consueto spettacolo dell’ormai imperdibile gara, divenuta negli anni una delle corse su strada tra le più affascinanti e seguite del mezzogiorno d’Italia. L’edizione di quest’anno che andrà in scena nel primo fine settimana di aprile ed esattamente nei giorni di sabato 2 e domenica 3, si è vista confermare dalla federazione ACICSAI la titolarità di gara valida per l’assegnazione del Challenge Rallies Nazionali di Settima Zona a coefficiente 1,5. Un riconoscimento importante che premia il lavoro svolto in questi anni dal consolidato binomio organizzativo e che ne attesta la prestigiosità dell’evento. La “classica di primavera” si appresta dunque a vivere nel solco di una continuità ormai affermata l’atto numero 18 di una gara la cui storia è lunga quasi il doppio del numero di edizioni finora disputate. Una storia fatta di tanti capitoli sportivi ed umani, pagine, aneddoti, racconti, grida, invettive che a distanza di tanti anni fanno fatica a sopravvivere anche nella memoria di chi questa manifestazione l’ha vista nascere. Una gara che ha conosciuto anche momenti tristi dovuti alle insormontabili difficoltà economiche che l’hanno portata anche a scomparire per qualche anno dal calendario nazionale. “Voci di seconda

mano” e documenti trasmessi per sentito dire hanno anche spesso colorito la storia di questa manifestazione. L’ufficialità però si sa, non si costruisce sul si dice. E proprio in questo contesto si inquadra l’attento lavoro di ricerca protrattosi per mesi e finalizzato a dare effettiva rispondenza a ciò che la storia di questa manifestazione ha realmente sancito. L’Albo d’Oro del Rally Città di Casarano è stato oculatamente passato ai raggi x per emendarlo da errori facendo definitivamente piena luce su alcune situazioni fino a ieri rimaste dubbie ed ora invece attribuite con assoluta certezza. Una ricostruzione attenta e particolareggiata basata non più solo sulla memoria ma su documenti ufficiali (elenchi iscritti, classifiche, incartamenti di chiusura custoditi nell’ archivio sportivo dell’Automobile Club di Lecce), arricchita da interviste, da articoli di giornali dell’epoca (stampa specializzata e non) e sviluppata incrociando tutte le informazioni disponibili. Il risultato ha portato a un documento per certi aspetti sorprendente e che consentirà d’ora in poi di conservare per iscritto una traccia inconfutabile della storia di questa corsa su strada, forse un modo tra i più rappresentativi per pensare al futuro avendo piena conoscenza del passato e per mantenere vivo l’interesse e l’entusiasmo verso quegli aspetti che sono stati alla base della sua origine. Il Rally a Casarano nasceva 31 anni fa, esattamente nel 1980 (foto). La Coppa del Salento Trofeo Calzaturifici Filanto

non fu che la prima pietra verso quel rally che oggi si identifica col nome di Rally Città di Casarano. A vincere quell’edizione (rally 2^ serie) disputata interamente nell’hinterland, come anche la successiva del 1982, fu la coppia di coniugi tarantini Codeleoncini/Avakian su Volkswagen Golf Gti 1.6. Equipaggi, scuderie, classifiche, chilometraggi, data effettiva di disputa, più che una ricerca si è trattato di un vero e proprio viaggio curioso e affascinante dentro al pianeta Casarano e il suo rally; un viaggio che ha permesso anche di scoprire diverse curiosità come ad esempio la scelta di cambiare la denominazione della gara in Rally Città di Casarano, partita per un discorso di appartenenza territoriale dal cavalier Antonio Filograna all’epoca principale finanziatore della manifestazione. Interessante è poi scoprire gli ex aequo in classifica: nel 1982 Palazzo, Balestra e Congedo finirono tutti e tre in ottava posizione, nel 1985 Roberto Cioffi e Cosimo De Matteis condivisero il 4° posto, idem nel 1987 protagonisti stavolta Tommaso Casarano e Daniele De Nuzzo. Da notare sempre nell’edizione di quell’anno è che a vincere la gara fu sulla carta Roberta Sperti in coppia con Giorgio Ascalone, iscritti rispettivamente come primo e secondo conduttore. In realtà a guidare la Fiat Ritmo 130 Tc Abarth della Piloti Salentini fu dal primo all’ultimo metro sempre Ascalone che bissò così il successo ottenuto due anni prima.

problemi di carattere economico con i quali purtroppo questo sport bellissimo è costretto a fare i conti. Il tecnico, già scopritore di Daniele Greco, atleta nazionale e Campione Europeo Under 23 nel Salto Triplo, lavora sul campo di atletica con la passione e con la precisione degli artigiani certosini e come gli artisti, sapientemente ma anche con molta umiltà, preferisce lasciare il ruolo da protagonisti agli atleti che segue da anni.

APERTURA DELLE ISCRIZIONI IL 20 GENNAIO PER LA WSK MASTER SERIES E IL 1° FEBBRAIO PER LA WSK EURO SERIES Si prepara la sesta stagione delle serie di karting organizzate da WSK Promotion di FRANCESCO CANDIDO WSK PROMOTION DÀ IL VIA ALLA STAGIONE 2011 Il via ufficiale alla stagione 2011 di WSK Promotion, la sesta a partire dal primo campionato organizzato nel 2006, è imminente. Il prossimo 20 gennaio saranno aperte le iscrizioni alla WSK Master Series, che con i suoi 5 appuntamenti si prepara alla copertura televisiva in diretta da Rai Sport. Pochi giorni dopo sarà la volta della WSK Euro Series, che aprirà le iscrizioni il 1. febbraio. LA WSK MASTER SERIES SI PREPARA AD ALTRE IMPORTANTI NOVITÀ La notizia delle entry list in imminente apertura è solo la prima di questo inizio 2011. Presto saranno infatti rese note altre importanti novità che riguardano la WSK Master Series, che aprirà la nuova stagione del karting internazionale WSK al circuito La Conca, il 27 febbraio. WSK A COPERTURA TOTALE IN TV Oltre la diretta di Rai Sport per la WSK Master Series, è confermata la programmazione del dopo gara per ognuna delle 12 manifestazioni 2011. Sarà infatti riproposto l’appuntamento con i servizi speciali di 50‘, che lo stesso canale sportivo della Rai trasmetterà il venerdì successivo a ogni weekend di gara. La presenza degli eventi WSK in TV si annuncia perciò più importante che nel 2010, stagione in cui sono state totalizzate 18 ore di trasmissione televisiva.


sport

21 Gennaio / 10 Febbraio 2011

di ANDREA MONTINARO LECCE. Dopo l’exploit in quel di Roma (2-1 all’“Olimpico” contro la Lazio), il Lecce si ripete in casa rallentando la fuga solitaria di Ibrahimovic e compagni. Un pareggio tutto sommato giusto che accontenta i giallorossi, un po’ meno i rossoneri. La squadra di Allegri arriva al “Via del Mare” dopo il rocambolesco 4-4 della settimana prima contro l’Udinese e si presenta con una formazione un po’ più coperta con Bonera al posto di Antonini sulla corsia di sinistra. Un primo tempo senza quasi nessuna occasione da entrambe le parti, con gli uomini di De Canio bravi e attenti a non concedere nulla agli avversari. Questo tipo di partite possono essere sbloccate solo dai grandi campioni e così è stato: ad una manciata di minuti dall’inizio della ripresa, Zlatan Ibrahimovic riceve un lancio dalle retrovie, vince un contrasto con Vives e trova l’incrocio dei pali da 30 metri con un colpo al volo di sinistro. Da quel momento la partita cambia. De Canio inserisce Giacomazzi e Corvia per dare più peso alla fase offensiva e subito il capitano impegna Amelia da pochi passi. La spinta del Lecce prosegue a spron battuto: su una respinta dall’ennesimo calcio d’angolo, Di Michele riceve il pallone, prende la mira ma la sfera è deviata da Nesta e va a sbattere sul palo alla sinistra del portiere rossonero. Sul successivo tiro dalla bandierina, Olivera

è il più lesto di tutti e con un tiro da dentro l’aerea trafigge Amelia per il definitivo 1-1. “Il pareggio ottenuto contro il Milan è un risultato che premia i nostri sforzi e ci lascia molto soddisfatti. – afferma l’autore del gol giallorosso - Sono particolarmente contento anche dal punto di vista personale perché, dopo la rete realizzata all'Inter, stasera sono riuscito a ripetermi contro la prima in classifica, segnando un altro gol che, oltre a riempirmi di gioia, ha consentito al Lecce di conquistare un risultato molto importante. La squadra ha fornito chiari segnali di crescita; dobbiamo proseguire su questa strada e cercare di dare continuità a queste prestazioni'”. Un altro protagonista della serata è stato senza dubbio il portiere Rosati, abile ad ipnotizzare Ibrahimovic nel finale di gara: “Il punto conquistato stasera è importantissimo, soprattutto perché ottenuto contro la prima in classifica. Nella circostanza del gol del vantaggio milanista, bisogna riconoscere la grande bravura di Ibrahimovic, capace di sorprendere tutti con una conclusione tesa, dalla grande distanza e spalle alla porta: un colpo da grande campione. Nella seconda occasione, - prosegue l’estremo difensore però, è andata meglio a me, visto che sono riuscito a respingere il suo da distanza ravvicinata. Tutto sommato, possiamo dire che è finita in pareggio anche tra me e Ibrahimovic.”

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Un Lecce, dunque, finalmente più squadra, capace di raccogliere 4 punti nelle ultime due partite contro due squadre che occupano rispettivamente il secondo ed il primo posto nella classifica generale. Una squadra che pare finalmente matura e pronta a giocarsela con qualsiasi avversario, in virtù anche dell’ottima condizione psico-fisica dimostrata nelle ultime uscite. Con queste premesse l’obiettivo della salvezza appare sempre più vicino. Certo mister De Canio avrà il compito di mantenere alto l’impegno e non far sì che i propri giocatori si cullino sugli ultimi risultati ottenuti. C’è poi da spiegare meglio anche la situazione di Chevanton, nuovamente rimasto fuori dalla lista dei convocati. E dopo l’infortunio occorso a Ofere ( lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro = stagione finita) , il giocatore uruguaiano potrà tornare ad essere utile alla causa giallorossa. Sul fronte mercato, il Lecce è sempre alla ricerca di un difensore: nelle ultime ore circola il nome di Diakitè della Lazio, oltre a quello di Santacroce del Napoli. In attacco, invece, pare sfumato l’arrivo dell’atalantino Ardemagni dopo il rifiuto di Corvia di trasferirsi in Lombardia. Alla fine del calciomercato mancano pochi giorni: la dirigenza giallorossa ha però promesso un paio di innesti utili al Lecce per fare quel salto di qualità necessario per raggiungere gli obiettivi fissati ad inizio stagione.

“Il Milan e gli oratori”, insieme al Centro Sportivo Italiano di Lecce Il progetto “Il Milan e gli oratori” è una iniziativa nata dalla collaborazione tra la F.O.M., Fondazione Oratori Milanesi, il C.S.I., Centro Sportivo Italiano, l’A.C. Milan e il F.O.I., Forum degli Oratori Italiani. Il progetto si propone l’obiettivo di creare un percorso di crescita ed educazione per i giovani attraverso lo sport e il calcio in particolare. Le prime attività in Lombardia a partire dalla stagione 2008/2009; poi il progetto si è sviluppato anche a livello nazionale. Tre grandi protagonisti del mondo dello sport e dei giovani – la F.O.M. e il F.O.I, il C.S.I. e il Milan - uniscono le proprie forze per continuare a trasmettere ai più giovani i valori sani ed educativi dello sport. Il progetto nasce dalla consapevolezza che gli oratori sono un ambito ideale e reale di educazione e di aggregazione e di ritrovo per ragazzi e adolescenti, un importante e imprescindibile punto di riferimento. Le attività che si svolgono al loro internorappresentano un patrimonio da non disperdere, anzi da salvaguardare e sostenere: un sistema consolidato di sana attività sportiva, di vera e propria educazione attraverso lo sport, finalizzato ad essere anche un importante mezzo per prevenire quelle forme di disagio che talvolta accompagnano i giovani nella loro fase adolescenziale. Cresce il C.S.I. e crescono anche le sue iniziative. Infatti, dopo il successo ottenuto dal progetto “Il Milan e gli oratori”, nato da un accordo stretto tra la F.O.M. (Fondazione Oratori Milanesi) e l’A.C. Milan, con il comitato sportivo milanese a fare da apripista, l’eco dell’iniziativa è riuscito a farsi largo anche nel resto del territorio nazionale. Ed è così che, in occasione dell’incontro di calcio tra Lecce

e Milan, disputatosi allo stadio Via del Mare, anche i ragazzi di Lecce, in particolare quelli del Circolo Parrocchiale “Pio X” accompagnati dal presidente Elio Ramistella, dal responsabile tecnico Luigi Alessandrelli, dalla Prof.ssa Daniela De Leo e dal presidente provinciale CSI Marco Calogiuri, hanno avuto l’opportunità di prendere parte a questo evento tanto atteso e spettacolare; un momento di aggregazione dal quale emergono i veri e sani valori dello sport che nell’odierna società è bene preservare e trasmettere ai giovani, incontrando il direttore organizzativo dell’AC Milan Gandini nella sala stampa dell’Us Lecce. L’Oratorio San Pio X che ha partecipato al progetto ha ricevuto una targa in bronzo personalizzata, simbolo della condivisione dei principi e dei valori proposti dall'iniziativa. Il logo, appositamente studiato e inserito sulla targa, richiama due mondi, quello del Milan e quello degli oratori, che si uniscono in un abbraccio a riprodurre lo stadio di San Siro, sede naturale del calcio e del tifo a Milano. Ma i frutti di questa iniziativa non si esauriscono qui. Nel corso dei prossimi quattro anni verranno sviluppati tanti altri progetti, grazie soprattutto al nuovo “protocollo d’intesa”, volte a favorire l’incontro tra le diverse realtà parrocchiali sparse su tutto il territorio. La consolidata tradizione sportiva che l’A.C. Milan mette a disposizione, unita allo spirito di aggregazione che l’istituzione dell’oratorio è in grado di generare, sapranno proporsi come un nuovo percorso per la crescita e l’educazione dei giovani nel modo più sano possibile, come solo uno sport di squadra come il calcio può fare. (Elio De Santis)

Anno IV – n. 53 Iscritto al N° 1006 Registro della Stampa Tribunale di Lecce decreto del 28/11/2008 Iscritto al R.O.C. al numero 18004

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Hanno collaborato a questo numero: Pantaleo Candido, Alessandro Candido, Elio De Santis, Marco Candido, Vittorio Calosso, Gabriele De Blasi, Pasquale De Santis, Marco Sponziello, Valeria Cannazza, Andrea Montinaro, Elisabetta Delle Donne, Giorgio Serino, Salvatore Ciriolo, Luigi Merico, Paola Mastrolia, Cesare Vernaleone. Associati Unione Stampa Periodica Italiana Tessera n. 15390


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