Non sarà la sera dei miracoli se riusciamo a battere il Bologna, la sera dei miracoli sarà quella che prenderà i colori dalle bandiere spiegate al vento perché nemmeno il vento sa capirle al volo.
Daniele Lo Monaco Ore 21, si muove la città. Ci scuserà, l’anima di Lucio Dalla, se stavolta usiamo una sua frase e non scomodiamo Venditti, o Conidi, per provare a dare il senso ad una serata che scuoterà la quiete di Monte Mario...
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SI MUOVE LA CITTÀ
Ottavi di finale Ritorno
A Como ha rimediato un rigore, con il Bologna Gasperini lo conferma: riecco El Shaarawy, lo specialista di coppa
vincente di Napoli non ha trovato continuità. All’andata si divora una grande occasione: Zaragoza parte fuori
GARA DECISIVA, DA DENTRO O FUORI, BEN DIVERSA DAL CAMPIONATO.
CI SONO 90’ SICURI CON POSSIBILITÀ DI SUPPLEMENTARI E RIGORI: SARÀ UNA SFIDA AFFASCINANTE
Europa League Dopo il pareggio dell’andata, è sfida da dentro o fuori col Bologna
Daniele Lo Monaco daniele.lomonaco@ilromanista.eu
Ore 21, si muove la città. Ci scuserà, l’anima di Lucio Dalla, se stavolta usiamo una sua frase e non scomodiamo Venditti, o Conidi, per provare a dare il senso ad una serata che scuoterà la dolce quiete di Monte Mario. Roma-Bologna (stadio Olimpico completamente esaurito, telecronaca esclusiva su Sky, radiocronaca integrale obbligatoria su Radio Romanista) è uno scontro tra culture in fondo complementari. Ne resterà soltanto una, ai quarti, e per quanto è giusto che sportivamente ci si consideri acerrimi nemici, dispiacerà per il sistema che ad uscire sia comunque un’italiana. In mezzo a tanto disfattismo, il presidente federale Gravina sta provando a migliorare il calcio italiano rifondando intanto i programmi del settore giovanile (ne parliamo a pagina 17). Ma è negli allenatori come Gasperini e Italiano che il calcio trova sempre nuova linfa. Anche stasera sarà uno scontro tattico di altissimo livello, con due squadre aggressive e offensive, impostate però su parametri difensivi totalmente differenti. L’obiettivo della Roma è duplice: oltre alla qualificazione, ma è persino scontato sottolinearlo, bisognerà saltare a pie’ pari anche l’ostacolo Lecce, per poi approfittare della sosta
per il play-off della nazionale per recuperare fiducia e almeno Mati Soulé, uno dei giocatori che maggiormente è mancato nel momento in cui era necessaria la spinta decisiva per non perdere contatto con le prime in campionato. È di questo che si rammarica Gasperini: quando pensava con Malen di aver aggiustato la sua squadra difettosa, gli sono venuti a mancare nello stesso momento e troppo a lungo i due giocatori che maggiormente si sarebbero dovuti integrare con
l’olandese, le micce per innescare l’esplosivo, gli ispiratori del caos che avrebbe portato Donyell. Così il tecnico ha dovuto ripensare la Roma e però non è bastato. Lo stop in campionato è stato preoccupante: in due partite e un pezzetto la Juventus è passata da sette punti in meno a due punti in più, il Como ha messo la freccia, Milan e Napoli sono più lontane, l’Inter irraggiungibile. Ma il Lecce prima della sosta e il calendario subito dopo autorizzano a pensare che non tutto
Un Olimpico da mille e una notte: oltre 60mila sugli spalti
DAL CAMPO
El Shaarawy confermato Dubbio Koné nel mezzo
Andrea Di Carlo andrea.dicarlo@ilromanista.eu
Dentro o fuori, di qui non si scappa. Il risultato di questa sera non terrà conto delle assenze, della condizione e degli umori, nemmeno dei torti arbitrali maturati nelle ultime sfide. Premierà solamente chi, al termine del tempo, avrà meritato il passaggio del turno. Orizzonte Birmingham (salvo sorprese) ma per concretizzarlo servirà riveder in campo la miglior Roma e superare l’ostacolo Bologna che, poco meno di un anno fa, all’Olimpico ha sollevato al cielo una Coppa Italia che mancava da 51 anni in bacheca. Col dubbio Koné e la forte tentazione di confermare El Shaarawy in attacco, Gian Piero Gasperini punta ad una vittoria che proietterebbe la sua Roma a sole quattro partite dalla finalissima di Istanbul.
RITORNA LA DIFESA TITOLARE CON MANCINI, NDICKA ED HERMOSO. CI SARANNO POI CELIK E WESLEY SULLE FASCE
sia perduto (proprio l’Inter fuori casa a Pasqua pare l’unica sfida proibitiva). E in ogni caso c’è l’Europa League e la qualificazione ai quarti (contro la vincente della sfida tra Lille e Aston Villa) a portata, basta battere (il risultato non conta) il Bologna stasera, oppure pareggiare e provare a batterli ai rigori, puntando su SuperSvilar (nel Bologna in porta ci sarà Ravaglia, con Skorupski out). Secondo i bookmakers la Roma gode dei favori del pronostico, in maniera assai più netta di quanto le incertezze di quest’ultima settimana autorizzerebbero a credere: la vittoria dei padroni di casa sarebbe pagata 1,80 volte la posta, il pareggio (al 90’) 3,60 volte, la vittoria del Bologna circa 4,60. Del resto la Roma resta la seconda candidata alla vittoria finale, proprio dopo i Villans di Emery (e di Abraham, Sancho e Bailey...). Forse i bookmakers hanno anche l’incidenza del fattore Olimpico: di fronte a tanta maestosità negli ultimi anni sono tremate le gambe a squadre ben più quadrate di questo Bologna. E allora Avanti Romanisti! ■
LA ROMA GODE DEI (NETTI) FAVORI DEL PRONOSTICO DEI BOOKMAKERS: 1,80 LA QUOTA PER LA VITTORIA IN CASA, 3,60 PER IL PARI, 4,60 IL KO
Le probabili mosse Davanti a Svilar si rivedrà finalmente la difesa titolare, composta da Mancini (squalificato all’andata), Ndicka (squalificato a Como) e Hermoso. Sulle fasce Celik ha recuperato dal fastidio muscolare avvertito domenica al Sinigaglia, dall’altra parte agirà Wesley, protagonista in conferenza stampa accanto a Gasperini. Il dubbio riguarda Koné, non al meglio dopo le ultime uscite: si valuterà in giornata se rischiarlo oppure no. Se il francese dovesse farcela giocherebbe accanto a Pisilli in mediana, con Cristante sulla trequarti. In caso di forfait di Manu, dietro spazio a Cristante e Pisilli con Pellegrini a ispirare le due punte. Su di loro pochi dubbi: conferma di El Shaarawy accanto a Malen per staccare il pass per i quarti di finale. ■
Il gol di Lorenzo Pellegrini che lo scorso giovedì ha evitato la sconfitta della Roma a Bologna, nella gara d’andata degli ottavi di Europa League AS ROMA VIA GETTY IMAGES
Stephan El Shaarawy in campo a Trigoria: stasera partirà di nuovo titolare GETTY
Un sold out sfiorato di poco, un corto circuito emotivo che produrrà un ambiente infernale per il Bologna di Italiano. Oltre 62mila tifosi giallorossi sono attesi sugli spalti per spingere la Roma di Gasperini ai quarti di finale della competizione. I cancelli apriranno alle 18.45 per facilitare l’afflusso di tutti i presenti
Roma-Bologna
LA CONFERENZA STAMPA
«IL BOLOGNA PER NOI COME UNA FINALE»
Gasperini «Partita da dentro o fuori, lo Stadio Olimpico sarà un fattore. Questo gruppo sta facendo il massimo»
Ci siamo. Dopo l’andata al Dall’Ara, Roma e Bologna sono pronte a scendere in campo per l’ultimo atto degli ottavi di finale di Europa League. Alla vigilia della sfida, Gian Piero Gasperini ha presentato il match in conferenza stampa.
Ci fa un riassunto delle condizioni dei giocatori che si sono allenati a parte? C’è qualcuno a rischio o si è trattato di precauzione?
«Tutte e due le cose. Vediamo con l’ultimo allenamento, quello che sta peggio forse è Koné».
Come si immagina la gara col Bologna in base allo stato di forma della squadra?
«Gara decisiva, da dentro o fuori, diversa dal campionato. Ci sono 90’ sicuramente con possibilità di supplementari e rigori, come
ITALIANO HA FATTO TURNOVER?
NOI IN 10’ PER OLTRE MEZZ’ORA A COMO, MA PUÒ ESSERE POSITIVO
DALLA UEFA ALL’EUROPA LEAGUE
nelle coppe europee. Sono partite diverse dalla Serie A, ma forse per questo ancora più affascinanti».
Avete la percezione che possa essere la partita spartiacque della stagione?
«Sono già state tante le partite importanti nella stagione per avere obiettivi sempre più alti, questa come ho detto è una partita da dentro o fuori, che ti dà l’opportunità di giocare altre due partite spartiacque. Poi il termine a me non piace molto ma se aiuta a rendere l’idea dell’importanza della gara, ben venga, sicuramente quella di domani è più importante di una gara di campionato».
Come sta la squadra dopo gli ultimi episodi arbitrali? Vi ha convinto la spiegazione dell’Aia in merito al rosso di Wesley?
DYBALA E SOULÉ FUORI, KONÉ MESSO PEGGIO
TRA QUELLI
CHE SI SONO
ALLENATI
A PARTE
«Rivedendo le immagini... Quando ti senti preso in giro fai la faccia da scemo. Facciamo così per non mettere in difficoltà nessuno».
Lei frequenta i social? Circola questa foto con l’umore dei tifosi che oscilla tra l’entusiasmo, rappresentato dal Circo Massimo, e la disperazione: come si mantiene l’equilibrio?.
«No, non uso i social ma tutte le reazioni dei tifosi e degli addetti ai lavori vanno accettate, noi siamo nelle condizioni per fare il meglio possibile. Abbiamo la co-
scienza molto a posto, l’impegno della squadra è totale e questo ci garantisce serenità, poi tutti cerchiamo di ottenere il massimo ma ciò che sta cercando di fare la squadra è straordinario, non lo dico per indorare la pillola ma credo che questo gruppo dall’inizio della stagione stia cercando di fare il massimo».
Si parla sempre di crisi del calcio italiano in Europa, domani si affrontano la Roma e il Bologna allenati da lei e Italiano, tra i tecnici italiani che hanno fatto meglio in Europa recentemente. Quale può
QUESTA COPPA È ANCORA NOSTRA
Nella storia La Roma è l’unica squadra ad aver abbattuto il muro delle 100 vittorie nel torneo
Fabrizio Pastore fabrizio.pastore@ilromanista.eu
Saranno i fregi che lo adornano. O la mancanza di manici che dà l’idea del monolite pesante da sollevare. Fatto sta che l’impressione che da sempre circonda il trofeo che andrà in palio a Istanbul il 20 maggio, è che sia fatto per squadre toste. La Coppa Campioni è diventata Champions, vetrina delle élite che sfoggia globetrotters pallonari ed elargisce fantastilioni a pioggia; la Coppa delle Coppe è scivolata nell’oblio e sparita (nel peggiore dei modi); la Conference è nata di recente (nel migliore dei modi).
La Coppa Uefa o Europa League ha invece mutato denominazione e più volte formula, lasciando però inalterati supplementi di fatica e competitività. In origine con più partite delle altre competizioni, poi reclutando le degradate dal torneo dei paperoni. In ogni caso in orari e giorni più complessi da gestire nell’ottica del doppio impegno settimanale. È riuscita allo stesso tempo a mantenere alto il livello delle partecipanti, sem-
NELL’ULTIMO DECENNIO
NESSUNA ITALIANA COME I GIALLOROSSI IN EUROPA, FRA PARTECIPAZIONI E RISULTATI. E BUDAPEST GRIDA VENDETTA
pre a ridosso delle prime posizioni nei vari campionati. Tradotto: per arrivare in fondo ci vuole forza, personalità, energie psicofisiche in abbondanza. Lo sa bene la Roma, che ha affrontato lunghe serie di percorsi a ostacoli per diventare la seconda squadra per numero di partite
disputate nel torneo, la prima per vittorie (a un’incollatura dalla capolista Sporting, nonostante le 15 partecipazioni in meno), l’unica ad aver sfondato il numero dei cento successi (102 al momento), quella con più gol realizzati. Di ogni tempo. Bisognerebbe tenerne conto quando si parla della tradizione europea di questo Club, nobile quanto e più di molti altri d’Italia fuori dai confini. E non soltanto di recente, come le cinque finali continentali disputate certificano. Certo, nelle ultime stagioni la vocazione internazionale è cresciuta sensibilmente, stabilizzando la squadra della Capitale ai vertici del ranking. L’apogeo raggiunto a Tirana e negato solo da Taylor a Budapest si inserisce in sei annate di livelli altissimi, conditi da tre ulteriori semifinali (una in Champions e due in EL). Estendendo il computo al medio periodo, la Roma è la sola italiana a disputare ininterrottamente una competizione europea dal 2014 e l’unica ad aver raggiunto almeno gli ottavi di finale in ogni torneo continentale al quale ha parteci-
pato. Comprese le tre strisciate del Nord. Per non parlare di tutte le altre, comprese quelle che si ammantano di presunti blasoni. I numeri non mentono. E le cifre sono aride soltanto per chi non riesce a scorgere le imprese che le costruiscono. Ancora una volta il tabellone non aiuta la Roma, che però ha accarezzato l’idea di portare a casa il trofeo quando il cammino tortuoso più che spaventarla l’ha esaltata. Basta rileggere in sequenza gli avversari del ’90-91: Benfica, Valencia, Bordeaux, Anderlecht, Brondby, Inter. A chi non ha vissuto quel calcio forse dicono poco, ma si va dai vice-campioni d’Europa di qualche mese prima all’ossatura della nazionale che vincerà Euro 92, alla squadra detentrice dei record nella Serie A a 18 squadre. Le serate magiche con Feyenoord e Leverkusen, Brighton e Milan, sono invece fin troppo fresche per non essere ricordate a memoria. La certezza è che questa coppa ci appartiene. E Budapest grida ancora vendetta per non chiudere il cerchio a Istanbul. Poi potremo pensare a tutto il resto ■
essere la chiave?
«Sono partite in cui l’episodio è determinante perché i margini di recupero sono inferiori. Questa è la partita di ritorno, una gara secca come una finale, quello che incide è la capacità realizzativa quando hai la situazione favorevole e saper difendere quando subisci. Penso si affrontino due squadre che possono portare lustro al calcio italiano, due squadre che in Europa si sono sempre comportate bene».
Negli ultimi 40 giorni la Roma ha perso a Udine, a Genova e a Como, quando ha affrontato squadre che la aggredivano, perdendo il duello sull’aggressività, che doveva essere il punto di forza della squadra. Le sconfitte prima, invece, erano arrivate sempre con prestazioni all’altezza.
«In mezzo a quei 40 giorni ci sono state tante altre partite, in alcune abbiamo fatto meglio, in altre siamo stati un po’ sotto. Ci sono state formazioni diverse, abbiamo avuto difficoltà di organico, tante cose che non sono alibi ma ci sono due partite. Genoa e Como, condizionate dagli episodi. Io credo che non
si possa far riferimento solo a quelle partite, ma a tutto il percorso della squadra, che ora non sta attraversando il momento migliore come era tra ottobre e dicembre. Io credo che la squadra non abbia mai sbagliato atteggiamento. Possiamo giocare tutte le partite, vogliamo farlo al meglio delle nostre capacità».
A Como abbiamo visto El Shaarawy. Al momento è il partner ideale per Malen? Con il Bologna può partire dal 1’?
«Basta leggere la nostra rosa. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni in cui non si è mai allenato, poi ha avuto settimane di recupero, domenica ha giocato e si è preso il rigore. Non conteremo neanche su Venturino, davanti ho lui, Pellegrini e Zaragoza. Noi ci muoviamo su quel tipo di rosa, e tutti stanno cercando di fare il massimo. El Shaarawy sicuramente ora che è ok può essere tra i protagonisti».
Rispetto a voi il Bologna ha fatto molto turnover. Questo la spaventa pensando ai possibili 120’?
«In questo momento fuori abbiamo solo Soulé e Dybala. Non mi spaventa perché abbiamo dovu-
to giocare anche una mezz’ora in dieci, questo ci permette di esser temprati al ritmo del Bologna. Non è detto che riposando stai meglio, lo vedremo domani. Può essere una cosa a favore nostro».
Al di là di ciò che si trova su Internet, avrà letto invece i due comunicati della Curva Sud, che sta preparando la coreografia. Come è vivere l’Olimpico da allenatore della Roma?
«Questo è sempre stato così, poi magari per l’occasione ci sarà qualcosa in più ,ma è sempre stato un grande valore per la squadra, che ultimamente ne ha beneficiato, perché all’inizio in casa facevamo più difficoltà. Ora speriamo di continuare così».
Il Bologna ha cambiato tanto, passando dal trequartista al 4-3-3. Che partita si aspetta? Da fuori c’è la sensazione che la Roma sia ancora favorita, sente la pressione?
«No, l’ambizione è uguale. Il Bologna in campionato è rimasta un po’ indietro ma si è ripresa, e l’anno scorso giocava la Champions: non c’è tutta questa differenza tra le due squadre, sono vicine di valore negli ultimi precedenti l’hanno dimostrato»
Le dichiarazioni a Sky Sport. «Giochiamo tante partite, ci possono essere momenti favorevoli o meno. Ho qualche rammarico per le polemiche nelle ultime due sconfitte ma ora affronteremo una squadra in forma».
Come si trova lo spazio?
«È una caratteristica che riguarda il nostro calcio, c’è molta più aggressività alta, insieme alle palle alte giocate. Il calcio si adatta continuamente a nuove caratteristiche, per fortuna: vuol dire che si trasforma in continuazione».
Soddisfatto di come si innesca Malen?
«Da questo punto di vista sicuramente, sta realizzando molti gol ma sta avendo molte occasioni. Non si tratta di una situazione singola. Molto arriva per merito suo, ma anche per la squadra, che ha capacità di metterlo in condizione di pericolosità»
Da gennaio, 16 gol subiti però, e 2 vittorie nelle ultime 5. Quale strada va ripresa? «Che la squadra abbia fatto un ottimo percorso è vero. Che la squadra a livello di risultati ha avuto una flessione è altrettanto vero, i numeri non smentiscono mai. Stiamo attraversando difficoltà di organico, squalifiche e infortuni. Ma la squadra reagisce sempre, può ripartire, anche con maggiore continuità nei risultati» ■
La circolazione depressionaria di origine atlantica, che ieri, passando dalla porta balcanica dopo un largo giro sulla scena continentale, era giunta sull’Italia, nella giornata di oggi va gradualmente allontanandosi verso il Peloponneso, mantenendo una residua influenza sulle nostre regioni meridionali, ancora interessate da condizioni di tempo perturbato, e almeno inizialmente anche sul settore abruzzese e molisano,
Roma Stadio Olimpico
mentre sul resto del Paese si affermano condizioni di diffusa stabilità. La massa d’aria giunta al seguito della perturbazione, più fredda rispetto a quella che preesisteva nei giorni addietro sul nostro territorio, mantiene temperature del ciclo notturno in linea con la diminuzione delle minime già occorsa ieri, mentre le massime diurne sono in rialzo, e fanno registrare valori pienamente primaverili. Il cielo nella Capitale, nella giornata
Giovedì 19 marzo 2026
della festa del papà (grazie papà, che mi hai fatto giallorosso), si presenterà totalmente sereno al mattino, da poco nuvoloso a parzialmente nuvoloso nel pomeriggio per lo sviluppo di nubi sparse, con nuvolosità in ulteriore aumento nelle ore serali per innocue nubi stratiformi medioalte; temperature massime della giornata sui 18/19°C, valori serali sugli 11/13°C. Venti da deboli a moderati nord-orientali.
FILIPPO THIERY
ERGO SUD di Tonino Cagnucci
LE NOSTRE PARTITE SPIEGATE LE BANDIERE AL VENTO CHE NON SA
Non sarà la sera dei miracoli se riusciamo a battere il Bologna, perché comunque il Bologna non è il Barcellona, la sera dei miracoli sarà quella che prenderà i colori dalle bandiere della Roma, spiegate al vento perché nemmeno il vento sa capirle al volo. Si va a lezioni di Roma stasera. Si tifa. Si porta una bandiera, si colora tutto lo stadio che non sia la Curva Sud che è colore di suo.
Queste sono le nostre partite, non nel senso, spesso dispregiativo, di gare del cuore e della vita (sia perché non bisogna rimontare 2-3 gol, sia perché il Bologna oltre a non essere il Barca non è nemmeno il Real), ma perché ridefiniamo la nostra identità: romanisti. Ogni volta. Lo dimostriamo a noi stessi, più che agli altri. Due sconfitte in una settimana, Boga e Gatti per quel maledetto 3-3, sesto posto, e soprattutto le brutte chiacchiere attorno a Trigoria, un Gasperini che appare già troppo solo sulla strada del buon senso e del giusto lavoro, e con una marea di gufi autoctoni telavevodettisti che stanotte non so quanto urleranno a piena voce “gool” se dovesse segnare la Roma... : non ce ne frega niente di tutto questo, oggi è soltanto una grande occasione per stare vicino alla Roma. Non è il Barcellona, né il Real Madrid, ma il Bologna rappresenta oggi quello che ogni romanista cova dentro da anni (personalmente da sempre): la voglia di cercare di vincere la coppa del 2-0 al Colonia, di Norimberga e dell’incendio di Belgrado, quella di Voeller capocannoniere, quella con l’Inter del ‘91, di Vavra, un pugno di consonanti di cui vedo ancora il livido. La coppa di Guigou ad Anfield; della semifinale all’Old Trafford e del 2-2 a Leverkusen. La coppa di Budapest. Questo è. Questo noi vogliamo poterlo sognare anche dopo stanotte quando torneremo a casa e poseremo la nostra bandiera. Con la voglia di portarla al Villa Park o col Lille. C’è veramente poco da scrivere. Si muove la città, Roma va a vedere la sua squadra, farà vedere letteralmente di che stoffa è fatta: giallorossa e unica...
La sera dei miracoli non lo sarà se riusciamo a battere il Bologna, perché comunque il Bologna non è il Barca, la sera dei miracoli è quella del miracolo di essere romanisti. Stasera e sempre ■
Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, in conferenza stampa GETTY IMAGES
I colori di Roma in Curva Sud MANCINI
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WESLEY ROSSO DI RABBIA
Le
parole Il brasiliano torna sull’episodio di Como: «Inaccettabile, decisivo e grave, non era fallo»
Col Lecce non ci sarà, ma prima della Seleção ritrova il Bologna,
Simone Valdarchi simone.valdarchi@ilromanista.eu
Di replay, dopo quattro giorni, ne abbiamo pieni gli occhi. Eppure, sullo stesso episodio si continua ad ascoltare versioni opposte. Da una parte Massa, Var e Open Var, dall’altra il silenzio, se non dell’innocente quantomeno eloquente, di Gasperini e il sorriso amaro sul volto di Wesley. «Per me non era assolutamente fallo. Sapevo di essere già ammonito, non volevo lasciare la squadra in dieci. È un episodio grave, decisivo e inaccettabile», ha detto ieri il laterale, tornato sul fattaccio andato in scena su quel ramo del lago domenica scorsa, durante la conferenza alla vigilia della sfida al Bologna. E ancora: «Si vede benissimo, corro di lato a Diao, appoggio un braccio su di lui perché mi stava cadendo addosso. Nemmeno Rensch fa fallo. Quando mi hanno sanzionato ho ripetuto di non aver commesso alcun fallo, ma qualcuno mi diceva che fosse fallo rivedendo le immagini». Tutto il contrario della versione di Aia & Co. Rimane solo da capire chi è Don Chisciotte dritto verso i mulini a vento e chi Sancho Panza, che prova a riportare tutto alla realtà. Un’idea noi da queste parti ce la siamo fatta. Como però è lontana, l’umidità del lago è sostituita da quella del Tevere e stasera, davanti allo spettacolo di oltre 60.000 innamorati, la Roma si gioca il futuro della stagione nel ritorno degli ottavi di Europa League: «Per me giocare nelle coppe europee è un sogno. Teniamo moltissimo a questa competizione, per me rappresenta tutto. Come ha detto Gasperini, dobbiamo farci trovare pronti, perché è da dentro o fuori e sarà decisa dai dettagli». E un Roma-Bologna, Wesley, l’ha già deciso. Era il 23 agosto, prima di campionato e l’ex Flamengo, all’esordio ufficiale in giallorosso, segnò l’1-0 sotto la Sud. La stessa Curva che stasera sarà vestita a festa: «Giocare davanti a questi tifosi è sempre un’emozione».
Danilo Per la Roma
A mia figlia ho insegnato che il regalo più grande che una persona può farle è il tempo. Dedicarle tempo: andare insieme, divertirsi insieme. Molto di più di un paio di scarpe o di un piumino alla moda per il quale nemmeno giri più per negozi: digiti, scorri, clicchi. E il giorno dopo ti suonano alla porta. E, allora, soprattutto se per te due-trecento euro non sono un problema... voler bene così è piuttosto facile. Il tempo, invece, non lo quantifichi: è vita. È una scelta: te invece del padel, del di-
come nel suo esordio fortunato
Oggi si discute il ricorso per le trasferte
L’ESTERNO SULLA COPPA: «TENIAMO MOLTO A QUESTO OBIETTIVO, PER ME È TUTTO»
I tifosi giallorossi sperano. Oggi sarà discusso al Consiglio di Stato il ricorso dei legali di Utr e Airc sul divieto di trasferta per i residenti nella Capitale fino alla fine della stagione. Una decisione quella del ministro dell’Interno che ha lasciato grandi perplessità anche da un punto di vista legale. Tanto che il primo dispositivo, che vietava di viaggiare per seguire la Roma sul territorio nazionale ai residenti dell’intera regione, era stato messo in discussione già dal Tar che aveva “riaperto” ai residenti nelle altre province, lasciando la “punizione” per tutti anche
se per responsabilità di pochi ai soli romani. Ora la speranza è quella di riavere la possibilità di andare in trasferta per le ultime della stagione, a partire da Inter-Roma, Bologna, Parma e Verona, considerando anche che il Ministero ha già derogato su se stesso sulla proibizione di apertura dei settori ospiti - disposta nella determinazione iniziale oltre alla “discriminazione” territoriale sui residenti nel Lazio - in tre occasioni: a Napoli, a Bologna e a Como, infatti, i settori ospiti sono stati riaperti anche se sempre per i non residenti a Roma. GF
PER LA ROMA
Il sorriso amaro di Wesley ieri in conferenza stampa a Trigoria, commentando l’espulsione per doppio giallo rimediata domenica scorsa a Como MANCINI
Ne è passato di tempo da quell’esordio, con Wesley che però ci ha messo poco per ambientarsi e diventare una pedina fondamentale per Gasp: «Non mi sento un giocatore decisivo, come poteva essere Cafu, ma uno che può dare una mano e devo essere grato al mister che mi ha voluto qui». E a proposito di Cafu, solo qualche ora fa Wesley ha ricevuto l’ennesima convocazione di stagione dal Brasile di Ancelotti. Anche con la Seleção il 43 romanista è titolare e giocherà da protagonista il mondiale americano in estate, preceduto dalle amichevoli che la nazionale brasiliana giocherà durante la sosta. Potrà pensare a quella maglia già da domani, vista la squalifica col Lecce, ma stasera serve il suo aiuto. A sinistra o a destra, non cambia: «Lo metto centravanti», ha scherzato ieri Gasp. «Gioco dove vuole lui», ha risposto Wesley ■
È il tempo che tu hai speso per la tua rosa...
vano o di qualsiasi altra cosa. E rispetto a qualsiasi altra cosa i ragazzi della Curva Sud scelgono sempre la ROMA: non è scontato. Non può esserlo, soprattutto, in questo momento storico in cui quasi nessuno fa niente per niente: ecco, quel quasi sono loro. A prescindere dal nome dell’allenatore, del presidente o del centravanti. Dagli obiettivi stagionali. Chi se ne frega, loro ci sono: per lei, la ROMA. Della quale scrivo come necessità, come le parlassi. Tipo una terapia. Eppure per la Curva Sud l’ho fatto molto raramente, quasi mai: non per
dimenticanza, figurarsi. Ma per rispetto. Perché frequento lo stadio da quando ero molto piccolo - sono abbonato dal 1985 - ma non ho mai fatto parte dei gruppi organizzati e figurarsi, allora, se ho mai avuto o avrò mai la mitomania di farmene “portavoce”, accollarmene magnificenze o mettermi a giudicare lì dove, può capitare, uno può non trovarsi d’accordo.
Però, come per ogni cosa della vita, uno ogni tanto si concede delle eccezioni.
E la mia è questa, oggi.
Perché se uno stadio intero diventerà il palcoscenico di
uno spettacolo che farà il giro d’Europa e quello spettacolo sconquasserà il cuore di ogni Romanista che ne farà parte... sarà solamente perché, e torno all’inizio, chissà quanti ragazzi hanno destinato del tempo alla ROMA: scegliendola. Mentre io ero al cinema, te in palestra e un altro ancora già dormiva... loro, chissà quante serate, le hanno riservate e spese per ideare e realizzare quella coreografia che, da domani, diventerà lo sfondo del tuo telefono. Dedicando alla ROMA la cosa più preziosa che ognuno di noi ha: il tempo ■
Il comunicato della Sud alla vigilia di RomaBologna, ritorno degli ottavi di Europa League
IL FOCUS
COMBINAZIONI D’ATTACCO
Rotazioni Tra campionato e coppe Gasperini ha provato 23 tridenti diversi dal primo minuto
Malen punto di riferimento, ma dal suo arrivo la trequarti è cambiata in 7 occasioni diverse
Davide Fidanza davide.fidanza@ilromanista.eu
«Molto di ciò che saremo dipenderà da quello che riusciremo a fare davanti». Queste parole Gian Piero Gasperini le aveva pronunciate durante il precampionato estivo, quando la Roma era in costruzione e si cercava di trovare gli interpreti che avrebbero poi composto il reparto offensivo per la stagione che sarebbe cominciata di lì a poco.
L’importanza che il tecnico di Grugliasco avrebbe dato all’attacco per l’annata sportiva della Roma non era certamente una novità, visto e considerato che sul calcio propositivo e ricco di gol ci aveva costruito la sua intera carriera. Nonostante questo, un po’ per sfortuna legata agli infortuni, un po’ per delle oggettive carenze derivanti dal calciomercato estivo, il reparto offensivo consegnato a Gasperini per la stagione ha avuto non poche difficoltà ad esprimersi. Lo stesso tecnico ha cercato innumerevoli soluzioni al problema, basti pensare che tra campionato e coppe per ben 23 volte quest’anno nell’undici titolare abbiamo visto una diversa combinazione dei tre uomini avanzati. Ad inizio campionato, nelle prime due giornate, con Pellegrini fuori e Dybala a mezzo servizio, Gasp si era affidato al tridente composto da Soulé, El Shaarawy e Ferguson, che male non aveva fatto all’esordio col Bologna ma che era invece andato in difficoltà a Pisa la settimana dopo. Dalla terza giornata in poi, è ufficialmente cominciata la girandola di combinazioni che ha appunto portato Gasp a schierare dal primo minuto ben 22 combinazioni offensive differenti. Senza citarle tutte, Gasp ha provato ad alternare senza troppi risultati Dovbyk e Ferguson davanti e ha spesso provato l’attacco leggero con Soulé, Pellegrini e Dybala falso 9. Il falso 9 in qualche occasione lo ha fatto anche Baldanzi, e addirittura in Coppa Italia contro il Torino è stato il turno di Leon Bailey. Le rotazioni hanno ovviamente coinvolto anche la trequarti; alcune volte Soulé e Dybala hanno giocato insieme dal primo, altre volte hanno giocato Soulé e Pellegrini ed altre Dybala e Pellegrini. Spesso si è provata la soluzione Cristante trequartista alle spalle di due attaccanti (soprattutto contro il 4-3-3 degli avversari) senza considerare gli impieghi saltuari di El Shaarawy, Bailey e Baldanzi in quelle posizioni. Tutte queste rotazioni basterebbero probabilmente per due campionati, anche se in realtà sono state quelle tentate solamente fino a gennaio. Con la finestra invernale di mercato infatti, la Roma ha stravolto il proprio reparto d’attacco: via Bailey e Baldanzi, dentro Malen, Vaz, Zaragoza
e Venturino. Il trittico Dybala, Pellegrini Malen sembrava poter funzionare, ma l’argentino si è infortunato e quella soluzione non l’abbiamo più vista. Gasp ha provato anche Soulé, Pellegrini Malen come terzetto, ma dovendosi fermare anche l’altro argen-
QUESTA SERA IL TECNICO
tino, alle prese con la pubalgia, nelle rotazioni sono subentrati Zaragoza e Venturino che, alternandosi, hanno ovviamente contribuito ad aumentare il numero di combinazioni tentate da Gasp portandole come detto a 23, numero raggiunto la scorsa setti-
mana a Como quando si è provato l’inedito tridente composto da Pellegrini, El Shaarawy e Malen. E se stasera i tre davanti dovessero essere Cristante, El Shaarawy e Malen il numero di combinazioni salirebbe ancora arrivando addirittura a 24. ■
Qui di fianco tutte le 23 combinazioni provate da Gasperini dal primo minuto nel corso di quest’annata calcistica. I tridenti comprendono Serie A, Coppa Italia ed Europa League
Donyell Malen, centravanti della Roma GETTY IMAGES
Roma-Bologna
L’ALFABETO DELLA PARTITA
CHI BEN COMINCIA...
Dalla A alla Z Col Bologna il primo gol di Di Bartolomei e la prima vittoria verso il terzo Scudetto
Tantissimi i doppi ex: in panchina (Bernardini e Mazzone) e in campo (Antonioli, Tonetto e Mangone)
Lorenzo Latini lorenzo.latini@ilromanista.eu
AGO
AIl primo gol di Agostino Di Bartolomei con la Roma arriva proprio contro il Bologna, alla prima giornata del campionato 1973/74: il 7 ottobre la Roma di Scopigno vince 2-1 in rimonta grazie ai gol di Prati e di un giovane Ago, che rispondono all’iniziale vantaggio rossoblù.
BATMAN
BAlias Francesco Antonioli, portiere Campione d’Italia con la Roma nel 2000-01: la Roma lo acquista proprio dagli emiliani (da cui arrivano anche Mangone e Rinaldi) nell’estate del 1999, e totalizza 145 presenze fino al 2003; a Bologna torna anche dal 2006 al 2009.
CORIACEI
CCon una bella prova di squadra, la Roma di Gasperini inizia il suo campionato battendo 1-0 il Bologna di Italiano allo Stadio Olimpico il 23 agosto scorso: decide un gol di Wesley, al debutto in maglia giallorossa.
DURACELL
DSoprannome di Francisco Lima, centrocampista brasiliano che la Roma acquista dal Bologna nell’estate 2001: il giocatore resta nella Capitale per tre stagioni.
ESONERO
EDopo 53 giorni disastrosi, culminati con la sconfitta interna per 3-2 contro il Bologna, il 10 novembre 2024 Ivan Juric viene esonerato dal ruolo di allenatore della Roma. Di lì a un paio di giorni verrà annunciato l’ingaggio di Claudio Ranieri.
FUFFO
FBandiera giallorossa, Fulvio Bernardini è stato anche l’ultimo tecnico capace di portare lo Scudetto a Bologna: nel 1963/64 c’è lui alla guida dei rossoblù che conquistano il loro settimo (e ultimo) tricolore.
GIPO E GIGI
GOvvero Viani e Radice, altri due tecnici che hanno allenato entrambe le squadre. Il primo, tecnico della Roma nel suo unico anno in B, guiderà poi il Bologna dal 1962 al 1965; per quanto riguarda Radice, allena i rossoblù nel 1980-81, la Roma nel 1989-90 e la stagione seguente è di nuovo in rossoblù, ma non riesce a evitare la retrocessione.
HAT-TRICK
HO più semplicemente tripletta: la firma Momo Salah all’Olimpico nel 3-0 sul Bologna del 6 novembre 2016.
INIZIO
IReduce dall’eliminazione in Coppa Italia (con conseguente contestazione a Trigoria), il 1° ottobre 2000 la Roma di Capel-
Francesco Totti esulta dopo il gol al Bologna del 1° ottobre 2000, alla prima giornata del campionato; qui accanto, il tabellone dell’Olimpico al termine della sfida del 7 ottobre 1973, giorno del primo gol di Di Bartolomei; sotto, Momo Salah, autore di una tripletta ai rossoblù il 6 novembre 2016 GETTY IMAGES
lo inaugura il campionato battendo 2-0 il Bologna con gol di Totti e autorete di Castellini. Si tratta del primo passo verso lo Scudetto atteso 18 anni.
LEGGENDA
LAlias Francesco Totti, chi se non lui? Il Dieci, il 16 aprile 2000, segna dal dischetto nel 2-0 casalingo sul Bologna, sfoderando per la prima volta il cucchiaio. In seguito (soprattutto dopo la semifinale di Euro2000) diverrà il suo marchio di fabbrica, ma è contro Pagliuca che Francesco lo mostra per la prima volta dagli 11 metri.
MAGARA, ER
MSoprannome di Carletto Mazzone, che in carriera ha allenato sia la Roma (dal 1993 al 1999), sia il Bologna. In rossoblù tre esperienze: la prima nel 1985/86, la seconda nel 1998/99 (col raggiungimento di una storica semifinale di Coppa UEFA) e di nuovo tra il 2003 e il 2005.
NOVANTOTTO
NIn quell’anno la Roma ottiene una vittoria preziosa contro il Bologna il 15 febbraio: reduce da un mese difficile, i giallorossi vincono 2-1 grazie a un gol di Delvecchio nel finale, dopo che a Di Francesco aveva risposto Kolyvanov. Il successo permette alla squadra di Zeman di ottenere tre punti cruciali nella corsa verso un posto in Coppa UEFA.
OSTICA
OLa Roma ha vinto soltanto due delle ultime cinque sfide casalinghe contro i rossoblù, che hanno ottenuto il bottino pieno due volte nell’anno solare 2024.
PRECEDENTI
PSi tratta del quarto derby europeo per la Roma: Nel 1990/91 veniamo sconfitti in finale di Coppa UEFA dall’Inter, nel 2014/15 ci arrendiamo alla Fiorentina, mentre nel 2023/24 eliminiamo il Milan raggiungendo così la semifinale di Europa League.
QUATERNA
Q
Il 25 novembre 1990 la Roma di Ottavio Bianchi batte 4-1 il Bologna: a segno per noi Berthold, Aldair, Desideri e Voeller.
ROBOANTE
RLa Roma di Rudi Garcia centra la sesta vittoria in altrettante giornate il 29 settembre 2013: il Bologna è travolto 5-0, segnano Gervinho (doppietta), Florenzi, Benatia e Ljajic.
SETTE
SIl numero di maglia di Lorenzo Pellegrini, che decide la sfida del 4 gennaio 2023: trasformando un calcio di rigore dopo appena 6’, Lollo ci regala il successo per 1-0.
TRICOLORE
TIl 22 gennaio 1942 la Roma, prima in classifica, batte 1-0 gli emiliani - avversari particolarmente ostici all’epoca - grazie a un gol di Cappellini all’80’. Il successo permette ai giallorossi di portarsi a +3 su Torino e Venezia, le due inseguitrici. A fine stagione sarà Scudetto, il primo nella storia giallorossa.
UNGHERESI
UCome Lajos Kovacs e Gyorgy Sarosi, tecnici di entrambe le squadre: il primo allena la Roma nel 1932/33, quindi il Bologna nel 1934/35; il secondo è nella Capitale nel 1955/56 e di nuovo nel 1959, nel mezzo una stagione (1957/58) in rossoblù.
VELOCITÀ
VLa caratteristica principale di Max Tonetto, anche detto T-Max, altro doppio ex dell’incontro: a Bologna solo 13 presenze nel 2000, nella Capitale quattro stagioni, con 123 presenze e 1 gol (e la vittoria di due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana.
ZEMAN
ZPartita folle all’Olimpico il 16 settembre 2012: la Roma, allenata dal Boemo, va subito sul 2-0 con Florenzi e Lamela, tiene fino al 72’, poi si fa raggiungere nel giro di un minuto, quindi al 90’ incassa il 2-3. Un precedente che è un monito a mantenere sempre alta la concentrazione. ■
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«LA ROMA HA VALORI PIÙ GRANDI»
Italiano «Loro sono favoriti, l’intensità farà la differenza. L’atmosfera sarà stupenda»
Iacopo Mirabella iacopo.mirabella@ilromanista.eu
La sabbia nella clessidra sta per scadere con la Roma e il Bologna che attendono solo il fischio d’inizio di Kovacs per giocare l’ottavo di finale di ritorno di Europa League. Ieri è andata in scena la conferenza stampa di Vincenzo Italiano all’Olimpico, stadio che sarà il teatro di questa fantastica sfida: «Siamo al ritorno contro una squadra forte in un ambiente che sarà caldissimo e noi cercheremo di dire la nostra. Faremo di tutto per metterli in difficoltà». Una sfida molto delicata in un momento importante della stagione, ma Italiano ha cercato di alleggerire la pressione: «Siamo agli ottavi e c’è ancora tantissima strada da fare, è un percorso prestigioso ed affascinante ma per
raggiungere la vittoria della coppa serve ancora tanto. Per noi è una partita importante, può darci un qualcosa in più per il finale ma l’obiettivo era quello di essere dentro le competizioni a marzo. Sappiamo chi siamo e sappiamo qual è il nostro valore, ci teniamo tantissimo a passare ai quarti così come anche la Roma, ma è ancora lunga».
Sull’ambiente giallorosso e su Gasperini: «Quando si incontra la Roma all’Olimpico è sempre una partita da un sapore diverso. Sappiamo quello che domani andremo a trovare perché abbiamo già giocato qui in campionato, ma la competizione europea crea un’altra atmosfera. Sono convinto che non ci faremo intimorire dalla cornice e in campo ci sarà da giocare una grandissima partita con un ritmo molto alto e contro Gasperini sono gare in cui non puoi fermarti un secondo e devi
PROVERÒ A SOSTITUIRE SKORUPSKI AL MEGLIO. NON VEDO L’ORA DI ANDARE IN CAMPO
Federico Ravaglia
cercare di avere un’intensità di un livello esagerato. Il Dall’Ara ci ha dato una grande spinta e sono convinto che qui troveremo lo stesso ambiente e dovremo farci trovare pronti. Loro hanno un valore molto più alto del nostro sotto tutti gli aspetti ed è evidente. Dovremo giocare a viso aperto e sono partite dove l’intensità fa la differenza. Confermo il 51% per loro e il 49% per noi».
Skorupski non ci sarà e Ravaglia prenderà il suo posto. Anche il portiere è intervenuto in conferenza: «È un’emozione specia-
le e non vedo l’ora di scendere in campo. Cercherò di sostituire Lukasz al meglio».
Le possibili scelte Italiano è pronto a proporre il 4-2-3-1 con Ravaglia in porta. Joao Mario e Lykogiannis saranno i terzini mentre Vitik e Lucumi la coppia centrale in difesa. Le chiavi della regia in mediana saranno affidate a Ferguson e Freuler con la linea sulla trequarti formata da Bernardeschi e Rowe sulle fasce con Odgaard alle spalle di Castro. ■
Italiano, allenatore
Bologna nella sala conferenze dell’Olimpico
Vincenzo
del
alla vigilia degli ottavi di finale di Europa League contro la Roma
Europa League
L’ANALISI DI COMO-ROMA
OGGI IL COMO È PIÙ FORTE MA LA ROMA NON MOLLA
Onore al merito Fabregas ha disegnato una squadra vicina alla perfezione
Gasperini
è penalizzato da assenze e condizioni precarie. E in 11 contro 11...
Ci sono due diversi modi per riassumere il senso della partita di Como ed hanno entrambi un peso decisamente rilevante. Sulla proporzionalità tra le due chiavi di lettura non ci esprimiamo, tanto ognuno ha la sua opinione e sempre più spesso nell’era social che stiamo vivendo l’opinione non è un contributo per arricchire un dibattito e farsi magari un’idea sempre più raffinata, ma il dogma da cui si deve partire per allargare ancora un po’ la vanità del proprio ego. Il dibattito che si è sviluppato dalle 20 di domenica è chiaro: la Roma ha perso la partita perché ha giocato male o perché l’arbitro, con i suoi errori, l’ha determinata? Purtroppo sono vere entrambe le cose ed è questo il motivo per cui non ci esprimiamo sulla percentuale di incisività dell’una e dell’altra. In altre pagine troverete il racconto di tutto ciò che è accaduto relativamente ai misfatti arbitrali, qui ci limiteremo a parlare come sempre dell’aspetto tattico.
Fabregas è bravissimo E su questo, con tutte le attenuanti che chiaramente dobbiamo riconoscere alla Roma e a Gasperini, siamo portati a pensare che il Como abbia meritato la vittoria in virtù di una espressione tecnico-tattica migliore della Roma. La vera domanda che ci si può fare, però, è un’altra: è sorprendente che oggi il Como giochi meglio della Roma e che esprima persino una qualità migliore di quella della Roma? La risposta è no, o almeno non più. Poteva essere sorprendente all’inizio di questa stagione, quando poco si conosceva degli acquisti e del progetto del Como. Ma dopo aver visto per sei mesi le loro qualità e dopo aver apprezzato la capacità di allenatore di Fabregas - uno che sarà sicuramente antipatico anche a qualche membro della sua famiglia, ma che ha delle qualità e una visione che sarebbe assurdo disconoscere - sarebbe da incompetenti. Il Como è una squadra forte, per la cui costruzione i ricchissimi proprietari hanno speso una fortuna (che presto dovrà essere parametrata al fatturato) e su cui Fabregas sta facendo un lavoro davvero apprezzabile. Sta di fatto che oggi il Como è probabilmente più forte della Roma e dunque la sconfitta non può essere in assoluto sorprendente.
Il deserto intorno a Malen Siamo certi, però che se Gasperini avesse avuto a disposizione tutti e sette gli attaccanti a disposizione (quattro stanno fuori, tra i sette ci sono anche El Shaarawy e Robinho Vaz) avrebbe sicuramente avuto maggiori chances di vincere la partita. A far la fortuna degli allenatori, ricordiamolo sempre, sono gli interpreti e la Roma che
MALEN È USCITO PERCHÉ ERA
NECESSARIO PENSARE
ANCHE ALL’ IMPEGNO DI GIOVEDÌ COL BOLOGNA
stiamo vedendo in questo momento non solo è penalizzata dalle assenze ma anche dallo stato di forma che non può che essere precario di giocatori che sono costretti ai continui straordinari, e Malen in questo senso è l’esempio più lampante. Pur di non stressarlo, Gasperini l’ha cambiato subito dopo l’espulsione di Wesley: tecnicamente una sostituzione (con Robinio Vaz) senza senso. Ma Gasp già pensava a giovedì. La difesa precaria
A condizionare l’andamento della partita, dal punto di vista tecnico e tattico, è stato indubbiamente poi il vantaggio presto raggiunto dalla Roma. Fabregas aveva scelto di schierarsi a specchio, accettando di scendere sullo stesso piano nel quale all’andata l’aveva imbrigliato Gasperini, con le sue marcature individuali a tutto campo. Lo spagnolo ha quindi deciso di sfidare la Roma sul piano dei duelli, provando a contare in fase di possesso palla sul maggior dinamismo e sulla maggiore qualità, purtroppo bisogna riconoscerlo, dei giocatori a sua disposizione. Ma nel primo tempo qualcosa non ha funzionato: proprio con una pressione alta, la Roma si è trovata in vantaggio e poco dopo Pellegrini ha avuto la chance di servire El Shaarawy solo davanti al portiere, ma il suo assist è stato intercettato proprio da un’uscita di Butez. In svantaggio, il Como ha ulteriormente aumentato la ca-
Nello schieramento dei giocatori secondo le posizioni medie occupate in fase di possesso palla si vede come il Como abbia mantenuto con i titolari (e dunque anche prima dei cambi offensivi della ripresa) un atteggiamento decisamente più propositivo della Roma: otto sono i giocatori proiettati dalla linea di metà campo in su per il Como, appena quattro quelli della Roma. In particolare l’unico attaccante vero della Roma è stato Malen (14) mentre la teorica seconda punta (El SHaarawy, 92) è stato costretto a tenere una posizione quasi difensiva, comunque in linea con i centrocampisti. Molto bassa anche la posizione di Wesley (43), solitamente “fotografato” in zone di campo decisamente più alte
rica elettrica delle sue giocate e ha trovato terreno fertile anche per l’assetto un po’ improvvisato della difesa romanista, priva di un punto di riferimento solido come Ndicka, e con la solita coperta corta legata all’utilizzo di Celik, un giocatore di modesto valore tecnico, ma preziosissimo per l’allenatore, vista la sua capacità di giocare indifferentemente da terzo centrale e da esterno, senza eccellere né nell’una, né nell’altra funzione. A questo si aggiunga la condizione di forma precaria di Hermoso, fermato per buona parte della stagione da una serie di infortuni, mai chiariti (e anche su questo aspetto a fine stagione, se non prima, sembra necessaria un’ampia riflessione). Come Koné.
La speranza prima di Massa Il Como ha sfiorato il pareggio già nel primo tempo, e lo ha raggiunto nel secondo quando Fabregas si è reso conto che la Roma non era quella brillante che gli aveva impedito quasi di tirare in porta nella partita d’andata, e ha aumentato l’arsenale offensivo inserendo ben due punte, togliendo il fantasma di Sergi Roberto (suo l’errore che aveva consentito alla Roma di portarsi in vantaggio) e uno dei tre centrali (Kempf). Per segnare, però, il Como ha dovuto sfruttare un regalo della difesa romanista, quasi un inedito rispetto ai principi tattici di Gasperini. Non un inedito in assoluto, perché attraverso un errore molto simile di Ndicka la Roma aveva concesso all’Inter all’Olimpico il gol della sconfitta. Anche in quel caso, il romanista provò a tenere in fuorigioco il suo avversario (Bonny) invece di assorbire il taglio in profondità. Prima che l’arbitro, poi, mettesse il suo sigillo sulla serata era però arrivato un episodio che non è giusto lasciare inosservato: dopo un’azione insistita in area romanista, Celik era stato bravo a far partire in contropiede Wesley che si è involato sulla fascia e ha servito lungo Malen che ha avuto due possibilità per servire a sua volta Pellegrini solo al centro dell’area, ma il passaggio è stato intercettato e lì si sono spenti con un clic i sogni di gloria della Roma. Non è giusto infatti commentare tutto quello che è successo dopo. Perché il carico psicologico dell’inferiorità numerica, peraltro ingiustamente raggiunta nel momento in cui si stava tentando il massimo sforzo, ha tolto ogni residua speranza e il gol arrivato a 10 minuti dalla fine per qualche assurdo meccanismo psicologico si potrebbe definire persino liberatorio. Certo, si potrebbe obiettare riguardo le scelte tecniche dell’allenatore sia alla vigilia, sia a gara in corso, ma si farebbe un torto alle sue riconosciute capacità. Dopo è sempre troppo facile, ma Gasperini, prima, resta uno dei migliori. Peraltro, il campionato è ancora lungo e giovedì Roma vivrà un’altra delle sue serate da incorniciare. Speriamo anche per il risultato. ■
Dopo neanche tre minuti di gioco il Como ha un calcio d’angolo cheva a battere secondo uno schema molto efficace 1 A batterlo va Baturina, da destra, col piede destro.Ad andargli incontro è Da Cunha, seguito da Pellegrini, “uscito” dal palo che stava sorvegliando 2 Mentre il pallone arriva a Da Cunha per il primo controllo, Baturina risale velocemente verso il campo, per evitare di cadere in fuorigioco e per ingannare la difesa romanista. Poi all’improvviso sterza verso fondo campo
1 2 5 6 3 4 7 8
Il focus sul gol del pareggio di Douvikas, arrivato al 14’ del secondo tempo 5 L’azione nasce dopo un fallo fischiato a Mancini (e contestato dal difensore romanista). Poco dopo la metà campo Valle conduce il pallone senza avversari: davanti la linea difensiva romanista è schierata su diverse linee. Hermoso, nel cerchio, prova a lasciare in fuorigioco Douvikas, ma Rensch è qualche metro più dietro 6 Quando parte il passaggio di Valle, Hermoso si ferma ma è lui stesso a tenere in gioco il greco
3 La sterzata improvvisa determina lo scatto che da a Baturina il vantaggio di entrare in area senza avversari: nello stesso tempo, chiaramente pianificato nelle esercitazioni, Da Cunha di tacco gli lascia il pallone. Nel frattempo, per un naturale meccanismo di difesa, i giocatori della Roma si sono avvicinati alla porta 4 Così quando Baturina entra in area con il pallone tra i piedi, Caqueret si avvicina al centro dell’area a riceverlo: il suo tiro sarà deviato da Ghilardi, il più rapido ad intervenire
7 Hermoso era l’unico a poter assorbire il movimento in avanti di Douvikas, ma fermandosi con il tempo sbagliato ha lasciato che l’avversario potesse prendersi un vantaggio di diversi metri. Quando l’attaccante arriva sul pallone, il più vicino è Celik che sull’iniziale taglio era lontanissimo 8 Dopo aver condotto il pallone in avanti, Douvikas non ha altre scelte che calciare forte verso la porta. I difendenti romanisti hanno ormai chiuso ogni altra possibilità; la palla passa tra le gambe di Svilar
Perrotta: «Ci metto la mia passione» Il resto d’Italia
Daniele Lo Monaco daniele.lomonaco@ilromanista.eu
La sensazione ricorrente, durante la presentazione del Nuovo Progetto Tecnico del calcio giovanile italiano avvenuta ieri alle 12 presso la sala Paolo Rossi del Palazzo della Figc in via Allegri, era di aver già sentito le stesse parole in altre mille occasioni. Ma le persone serie che lo hanno presentato - con il presidente federale Gravina c’erano il nuovo Direttore Tecnico Maurizio Viscidi, i campioni del mondo Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta, già da mesi coinvolti nella stesura delle idee, ma c’erano anche il vice presidente Calcagno, i rappresentanti dell’Assoallenatori Ulivieri e Beretta, e il presidente del Settore Giovanile Scolastico Vito Tisci, mentre fisicamente non c’era ma
presterà la sua consulenza anche Cesare Prandelli - ci portano a professare un po’ di ottimismo e a garantire un’apertura di credito che rischia di durare pochino, pochissimo se tra qualche giorno dovesse miseramente naufragare l’altro ben più atteso progetto di Gattuso di riportare la nostra Nazionale al mondiale (giovedì 26 ci sarà a Bergamo la semifinale con l’Irlanda del Nord, l’eventuale finale con la vincente della sfida tra Bosnia e Galles). Ma il presidente Gravina si è voluto portare avanti e il progetto l’ha presentato ieri, in ossequio comunque alla piattaforma programmatica della candidatura che gli è valsa la rielezione a febbraio 2025. In poche parole Gravina ha voluto creare un unico coordinamento tecnico tra Settore Tecnico, Settore Giovanile e Scolastico e il Club Italia (pur mantenendo le tre strutture una distinta au-
CI SARANNO
LE NUOVE
FIGURE DEL MAESTRO
DI CALCIO E UN MODELLO
SIMILE
AI VECCHI
NUCLEI NAGC
tonomia politico-organizzativa) affidando il ruolo di Direttore Tecnico a Maurizio Viscidi, riconosciuto esperto del settore e già coordinatore da anni delle Nazionali Giovanili. Viscidi nel suo discorso di presentazione ha spiegato come la principale necessità sarà quella di migliorare la quantità e di conseguenza la qualità del bagaglio tecnico dei ragazzi delle categorie giovanili attraverso l’introduzione di nuovi programmi didattici in cui sia obbligatoria la presenza del pallone in ogni fase dell’allenamento, l’a-
dozione della figura del Maestro di calcio e di un modello metodologico stile vecchi Nagc (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori) che oltre alla quantità dei tocchi del pallone garantisca anche la qualità degli insegnamenti. Viscidi si avvarrà principalmente della collaborazione di Zambrotta e Perrotta, coinvolti nella stesura dei programmi didattici: «Ci metto tutta la mia passione - ha detto Perrotta - visto che sono anni che studiamo questi modelli e oggi possiamo restituire quanto il calcio di ha dato». ■
Da sinistra, il nuovo
Direttore Tecnico
Maurizio Viscidi, il presidente della Figc Gabriele Gravina, i campioni del mondo Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta FIGC
PRIMAVERA ALL’ASSALTO ULTIMI MESI PER SOGNARE
Sergio Carloni sergio.carloni@ilromanista.eu
Il freddo è alle spalle, quasi del tutto. E la primavera è alle porte. Quella con la “p” minuscola. L’altra, la Primavera della Roma, lotta senza sosta ed è sul picco più alto della sua stagione: quota 52 in campionato, vetta della classifica e punti fermi, solidi, su cui stabilizzare le fondamenta delle prossime otto partite. Otto appuntamenti in cui dare tutto, senza il pensiero di dover affrontare le dirette concorrenti per i primi due posti della regular season. Si riparte dal Monza, sabato 21 marzo alle 15, tra i tifosi giallorossi al Tre Fontane; poi, in ordine, Atalanta, Napoli, Lazio, Juventus, Cremonese, Sassuolo e Verona. Prima della fase finale che la Roma, rafforzata da prestazioni in crescendo, spera di affrontare con la spensieratezza di chi sa di aver già centrato un obiettivo: la crescita tanto ricercata. Individuale e collettiva.
Qualità ritrovata
Protagonisti nuovi dai ranghi bassi delle gerarchie sono il simbolo della squadra. Che è un’anima viva. Anzi, un Almaviva. Nell’ultima annata da “giovane”, il classe 2006 si è riscoperto trequartista fantasioso e pronto nel momento del bisogno. A coronare il suo momento d’oro, i dati: 5 partenze dal 1’ nelle ultime 6 (7, in totale, le gare da titolare), con 2 assistenze e 3 reti. La più recente, contro la Fiorentina. Un bolide rasoterra per l’1-0, prima dell’1-1. Gol arrivato grazie al recupero di un altro ragazzo ormai centrale: Valerio Maccaroni.
In precedenza in ombra e relegato spesso in U18; oggi trequartista titolare, con sicurezza col pallone tra i piedi e valore aggiunto nell’attacco. È lui uno dei non ancora diciottenni protagonisti nelle ultime settimane. Tra questi, oltre ad Arena (seppur in un periodo non proprio prolifico), anche il terzino sinistro Carlaccini, per esigenza schierato maggiormente sulla fascia opposta, e Kilvinger, promettente portiere autore di un’ottima prova col Milan. Resta un’importante indicazione. Soprattutto quella legata ai due a trequarti.
Compatti tra le difficoltà Piano piano, dall’alto verso il basso, il gruppo va consolidandosi. Nonostante qualche infortunio che, recentemente, ha tolto soluzioni e spunti. Come quello di Lulli, tornato a disposizione con la Fiorentina e parso ancora lontano dalla forma migliore. Lecito, viste le tante partite saltate. Eppure, con la Viola è arrivata un’altra prova solida. Una rete subita, contenendo al massimo l’attacco viola. Il primato difensivo resta giallorosso: 27 gol subiti in 30 giornate. A proposito della retroguardia, è fresco il rinnovo di Terlizzi, punto fermo del 2025-26, fino al 2029. Meritato. Nel frattempo, a Trigoria si lavora per riproporre quanto di buono fatto vedere. La rifinitura verso il Monza è in programma domani pomeriggio, con Marchetti e Forte che dovrebbero restare ancora out, per poi tornare dopo la sosta. È doveroso vincere, magari per inaugurare il ciclo di partite finale. Poi, si spera, saranno playoff. Da giocare col pallino della coppa in testa. ■
Dall’alto verso il basso: l’esultanza della Roma Primavera dopo il gol di Almaviva contro il Cesena; il difensore classe 2007 Federico Terlizzi, fresco di rinnovo fino al 2029; Federico Guidi, 49 anni, dalla scorsa estate tecnico della Roma Primavera GETTY IMAGES
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Le giallorosse
PADRONE DEL DESTINO
Dal derby in poi Sei giornate di Serie A al termine e quattro punti in più rispetto all’Inter seconda, avversaria anche in semifinale di Coppa Italia. Tra vantaggio e recuperi, arriva la volata decisiva
Tra il campionato e la coppa, con in mano il proprio destino. La Roma Femminile è arrivata nel momento chiave della sua stagione con ancora in pugno la possibilità di puntare a due bersagli grossi, nonostante la rivoluzione di inizio stagione, le diverse difficoltà fisiche incontrate sul cammino anche per giocatrici chiave e una continuità che è andata e venuta nel corso delle settimane. È tutto ancora nelle mani della squadra di Rossettini perché a sei giornate dal termine l’Inter è dietro in classifica di quattro punti oltre che negli scontri diretti con le romaniste, mentre la Juventus è ancora più lontana (-9 dalla Roma) e a meno di ribaltoni la corsa al titolo sarà un discorso a due da qui alla fine della stagione. Giugliano e compagne battendo le milanesi prima della scorsa sosta per le nazionali hanno messo un punto davvero importante per il loro cammino, ma il passo falso con la Fiorentina nell’ultimo week-end (complice la solita mancanza di cinismo sotto porta e un rigore solare non concesso con tanto di controllo al FVS) ha fatto sì che il successo nerazzurro sul Sassuolo riaprisse i conti.
Corsa a due
Ora il calendario delle due squa-
dre propone scenari interessanti: sabato le giallorosse saranno a Formello per il derby in trasferta, mentre l’Inter ospiterà il Napoli, mina vagante di questo campionato ma comunque sfavorita sulla carta; la settimana dopo, le giallorosse sfideranno il Como al Tre Fontane con l’obbligo di vincere nell speranza che magari la Lazio riesca a frenare l’Inter e poi arriverà l’ultima lunga sosta per le nazionali a spezzare un po’ il ritmo e a lasciare le ultime tre giornate da giocare tra fine aprile e metà maggio. Prima della sosta inoltre, c’è un altro duello tra le squadre di Rossettini e di Piovani: il 28 si vola a Milano per la gara di ritorno della seminfinale di Coppa Italia dopo l’1-1 dell’andata sotto il diluvio del Tre Fontane. Al rientro dalla sosta, quando l’Inter sarà impegnata in casa del Genoa da strafavorita, alla Roma toccherà l’ultimo maxi esame del suo campionato: il 26 aprile c’è Juventus-Roma, il duello dei duelli, con le bianconere che vorranno mettere i bastoni tra le ruote delle giallorosse e le nerazzurre che spereranno di guadagnare qualcosa. Se però Greggi
IL PASSO FALSO CON LA VIOLA HA ACCORCIATO LE DISTANZE, MA IL MARGINE C’È ANCORA. CORELLI E PANDINI PROVANO A ESSERCI A FORMELLO
e compagne dovessero riuscire a passare indenni l’ostacolo torinese, la strada verso il trionfo, almeno sulla carta, andrebbe in discesa: a maggio sono in programma Roma-Ternana, Sassuolo-Roma e Roma-Genoa, mentre l’Inter avrà il Milan, la Juventus e il Como all’ultima giornata. Arrivare alla terzultima giornata con quattro punti di vantaggio in classifica (e magari con un posto in finale di coppa) avrebbe un valore enorme e oggi, l’unica vera certezza è che le giallorosse sono ancora padrone del loro destino.
Aspettando i rientri
A pochi giorni dal derby intanto lo staff di Rossettini sta cercando di recuperare quante più energie possibili ma deve ancora fronteggiare qualche assenza. Per il derby di sabato si sta cercando di reintegrare Corelli (premiata ieri dall’Adicosp come miglior Under 23 della scorsa stagione) e Pandini, mentre Rieke (fondamentale a centrocampo anche se l’innesto di Csiki ha aiutato) lavora per essere convocata per il ritorno di Coppa Italia con l’Inter o per la gara con il Como in casa. Ancora da chiarire il percorso di recupero di Pilgrim che da una settimana lavora individualmente senza ancora rientrare in gruppo. Sta arrivando la volata finale e la Roma vuole essere pronta, ogni energia sarà essenziale per prendersi i propri obiettivi sul campo, superando difficoltà e aspettative ■
Giulia Dragoni in campo al Tre Fontane contro la Fiorentina AS ROMA VIA GETTY IMAGES
EUROPA LEAGUE
BRAGA AI QUARTI OGGI VILLA-LILLE
Le altre Lione-Celta, si parte da 1-1. Betis in casa per la rimonta
Lorenzo Paielli lorenzo.paielli@ilromanista.eu
Pieno focus sul proprio percorso e sul Bologna. Ma con la coda dell’occhio, la Roma e i tifosi Romanisti dovranno sbirciare anche i risultati delle altre squadre. Il turno di Europa League è iniziato ieri, con la rimonta senza storia del Braga sul Ferencvaros. L’andata in Ungheria era finita 2-0, ma in Portogallo la squadra di Carlos Vicens ha surclassato con un sonoro 4-0 il club allenato da Robbie Keane. Braga che, dunque, si qualifica ai quarti di finale della competizione, trovando una tra Betis Siviglia e Panathinaikos. Il sorteggio di Nyon aveva sorriso, almeno sulla carta, agli spagnoli. Ma l’andata ad Atene ha visto i greci vincere di misura. Questa sera alle 21 i ragazzi di
#ROMANISTAGRAM
Manuel Pellegrini sono chiamati a ribaltare la situazione in casa. Così come il Nottingham Forest, ospite in casa del Midtylland. Gli inglesi navigano in acque sicuramente non tranquille, visto l’attuale terzultimo posto in Premier League a pari merito con il West Ham. La squadra allenata da Vitor Pereira dovrà rimontare l’1-0 incassato a Nottingham contro i danesi, in una trasferta sempre ostica. Una sfida che, in qualche modo, interessa anche la Roma, vista la posizione nello stesso
PORTOGHESI A VALANGA SUL FERENCVAROS, POKER E PASSAGGIO DEL TURNO. IL PORTO RIPRENDE DAL 2-1 CONTRO LO STOCCARDA
LÌ LECCE Di Francesco
alle prese con i tanti infortuni
Pietro Laporta pietro.laporta@ilromanista.eu
Chi lo sa se, a guardare Roma-Bologna dalla tv, ci sarà anche Eusebio Di Francesco. Sarebbe bello pensare a un moto di nostalgia per la sua cavalcata europea in giallorosso, molto più probabilmente cercherà invece di studiare i prossimi avversari del suo Lecce, verso il match in programma allo Stadio Olimpico, domenica 22 marzo alle 18. Il tecnico intanto continua a lavorare con la sua squadra per preparare l’ultimo rush di questa lotta salvezza, che vede i salentini attualmente fuori dalla zona retrocessione, a +3 dalla Cremonese (che ieri ha ufficializzato l’esonero di Nicola, sostituito proprio dall’ex Lecce Giampaolo).
lato del tabellone occupato dei giallorossi.
Tanti i risultati dell’andata terminati di misura, tante, dunque, le gare ancora assolutamente aperte. Tra queste c’è Friburgo-Genk: si parte 1-0 per la squadra belga, l’ultima vittoria dei tedeschi risale a quasi un mese fa. Il Porto di Farioli dovrà mantenere il vantaggio ottenuto in Germania contro lo Stoccarda (2-1), un solo gol di scarto separa le due squadre. Infine, le due gare più interessanti. E anche in questo caso, tutto è possibile. Il Lione sfida il Celta Vigo in casa, si parte dall’1-1 maturato in Galizia all’andata. L’Aston Villa di Emery, invece, ospita al Villa Park il Lille dopo aver vinto 1-0 in Francia. Tra tutte, quella di Birmingham, resta la gara più importante: chi vince sfiderà una tra Roma e Bologna. Ora il gioco si fa serio. ■
DiFra al momento lavora con diverse assenze: nella seduta di ieri l’ex allenatore della Roma non ha potuto contare su Camarda, assente, e sugli altri due infortunati Gaspar e Coulibaly. Oltre a loro, differenziato per i centrocampisti Berisha e Gandelman, oltre che per gli attaccanti Sottil e Banda. Quest’ultimo è reduce dal malore avuto contro il Napoli, dopo il quale è stato dimesso in tempo per assistere alla nascita della figlia. Tra questi, Berisha sarà molto probabilmente indisponibile domenica: DiFra cercherà invece di recuperare gli altri tre per affrontare al meglio la sua ex squadra. ■