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Aprile 2018

All’interno: - Le interviste - Il piacere attraverso la storia - Astrologia, Amore e Sesso - Notizie di Cronaca

vincitrice del concorso nazionale The Queen Trav 2018

Lakisha Moore 1


Indice Le Interviste Debora De Lux: “sono dolce e passionale!” Pag. 4 Intervista alla Mistress Milena Vuitton Pag. 7 Arianna Love&Vogue: ”sono una persona libera” Pag. 10 Intervista a Lakisha Moore, vincitrice del concorso The Queen Trav 2018 Pag. 13 A tu per tu con Mickelly Cherie Pag. 16 Maruska Starr, polvere di stelle! Pag.18 A tu per tu con Lady Arianna Pag. 21 Stefany Cruz: ”la vita è una, godiamocela!” Pag. 23 Tamisca Mulatta: fascino e sensualità Pag. 25 Alaska: “adoro gli uomini italiani!” Pag. 27 Stefania Zambrano punta ad entrare nella casa del Grande Fratello Pag. 29 Intervista a Porpora Marcasciano Pag. 31 Marcella Hills: un’incandescente bellezza brasiliana Pag. 35 A tu per tu con Kikky Pag. 37 Dayane Callegare dice “addio”al mondo dell’hard Pag. 40 Nitta Miyuki si racconta Pag. 43 Intervista a Miss Dea Pag. 45 Sabrina Delopez:”dico sempre quello che penso”

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Nina Lear debutta sul piccolo schermo

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Indice Il piacere attraverso la storia 4 mila concubine Pag. 53 Le mille e una notte Pag. 56 Incesti, stupri e prostituzione nella Bibbia Pag. 59 La Bibbia erotica Pag. 62

Astrologia, Amore e sesso L’uomo della BILANCIA: famiglia, lavoro, corpo L’uomo della VERGINE: famiglia, lavoro, corpo L’uomo del LEONE: famiglia, lavoro, corpo L’uomo del CANCRO: famiglia, lavoro, corpo

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Cronaca Come vivono le detenute trans a Rebibbia Giornata internazionale della visibilità trans Leyla Bloom: una modella trans per Victoria’s Secret? Maratona di Boston: correranno 5 donne trans Rettifica dell’anagrafe per donna trans Svezia: risarcimento per persone trans costrette ad operarsi

Pag. 79 Pag. 81 Pag. 82 Pag. 83 Pag. 84 Pag. 85

Il pensiero è libero Pag. 86

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Debora De Lux

“Sono dolce e passionale!” 4


Debora De Lux

“Sono dolce e passionale!” E per tenerti così in forma cosa fai? Oltre a seguire una buona dieta redatta da un valido nutrizionista (ma solo quando devo perdere un paio di kg - ride) faccio camminate, bicicletta e corsa. Quando invece vado in Brasile faccio palestra.

Conosciamo meglio la strepitosa trans brasiliana Debora De Lux, da Pescara. Pelle ambrata, fisico statuario e lunghi capelli neri, Debora ci ha conquistati anche grazie alla sua dolcezza e solarità. Ciao Debora, piacere di conoscerti, presentati ai nostri lettori! Buongiorno, sono Debora, nata il 13 luglio sotto il segno del cancro. Vengo da Teresina in Brasile, Dipingo e ho fatto 12 anni di teatro e mi ritengo socievole: mi piace parlare e avere contatto personale con le persone. Faccio anche spettacoli come Drag Queen e la cubista in discoteca.

A proposito, quando sei arrivata in Italia? Sono arrivata nel 2000, avevo una zia che viveva a Verona e mi ha invitato. Allora ero minorenne e i miei genitori mi hanno dato il permesso di venire qui ma non sono rimasta a lungo. Sono tornata nel 2002, da maggiorenne, e ho studiato lingua italiana e alla fine ho deciso di rimanere qui, avevo anche trovato il fidanzatino! In seguito, ho intrapreso le pratiche per restare a vivere qui in Italia, sono ormai 16 anni che vivo qui ed è un paese che ho nel cuore.

Sei una tipica persona del segno del cancro! Si! Sono molto dolce, comprensiva, molto tranquilla, passionale, amorevole. Mi piace ascoltare, dialogare, tutte caratteristiche di questo segno.

Ti va di parlarci del tuo percorso di transizione invece? Tutti noi transessuali attraversiamo questa fase. Però esiste la questione se in questo percorso si ha l’aiuto famigliare o meno. Se i genitori ti appoggiano nelle decisioni e ti insegnano ad avere rispetto agli altri per non essere volgare, allora il percorso di transizione sessuale può essere bellissimo. La mia famiglia, nel mio periodo di pubertà, mi ha aiutato nella mia decisione e non ho avuto problemi, la società mi ha aperto le braccia. Non ho avuto necessità di spiegare a nessuno chi ero e come mi sentivo se non alla mia famiglia, che mi ha capito benissimo ed aiutata. All’epoca poi lavoravo e studiavo e quindi avevo già responsabilità alle spalle e quindi è stato più semplice per me rispetto ad altri, non è stato un passaggio brusco.

Dicevi che ti piace dipingere, che cosa in particolare? Si, sono pittrice. Ho studiato per tre anni a scuola la stessa tecnica di Michelangelo e Raffaello, che si chiama “Grisalia”. Faccio copie e repliche dei grandi pittori italiani, ma che conservano sempre una autenticità e caratteristiche mie. Quali sono i tuoi artisti preferiti? Vladimir Luxuria, Platinette e Maurizio Costanzo, un grandissmo produttore e una persona che secondo me ha il cuore grande come il mondo. Mi piace tantissimo anche Raffaella Carrà, un’artista completa.

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E la decisione di fare l’escort, come l’hai maturata? Lavoravo in un ristorante, poi ho conosciuto una amica brasiliana trans che abitava vicino a me e mi ha consigliato di fare questo lavoro, perchè mi trovava bellissima. Ho iniziato a farlo per curiosità ed oggi faccio questo lavoro a tempo pieno. Con soddisfazione? Diciamo di si. Anche se al momento l’Italia sta passando una grossa difficoltà economica, in generale: ovunque vai c’è crisi. Io resto dell’idea che ognuno di noi ha un valore e non bisogna svalutarsi.

L’abbigliamento in latex è sexy e decisamente alla moda. Nel Sexy Shop Boutique “I Trasgressivi“ troverete il Mini Dress Latex, in gomma naturale e tessuto a maglia elastica. E’ comodo da indossare grazie alla grande estensibilità del materiale resistente e abbinato alla frusta araba in pelle nera, lunga 250 cm Arabian Whip Long di Rimba conferirà al vostro look una perfetta allure da Mistress.

Nella tua esperienza, cosa hai visto che cercano di più le persone da te? Vogliono sorridere, trovare una persona allegra che scherza e comunica. Molti vogliono solo dialogare e avere compagnia, passare un momento piacevole. La richiesta che ti fanno più spesso qual è? A me chiedono sempre di avere tempo, ovvero di star tranquilli in mia compagnia, con calma. Quindi, non sto a cronometrare o a guardare troppo il tempo che passa, cerco di mettere tutti a loro agio, perchè loro cercano un contatto personale, da godersi in relax e senza fretta.

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Come ti vedi da qui a qualche anno? Il mio sogno è quello di sposarmi e smettere di fare l’escort. Mi piacerebbe adottare un bambino, in Brasile si può fare e potrei portarlo poi qui in Italia. Mi piacerebbe avere una vita tranquilla, normale. Non nel senso che fare la escort non sia normale, ma vorrei essere solo della persona che amo. E noi te lo auguriamo di cuore. Grazie! Sono stata contenta di aver avuto l’opportunità di farmi conoscere con questa intervista. Un bacio e un grande abbraccio a tutti i lettori di Piccole Magazine. 6


Milena Vuitton

“La Mistress deve essere autentica�

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Milena Vuitton “la Mistress deve essere autentica” felice io, non faccio nulla di sbagliato. Purtroppo mia mamma ancora non mi accetta, ma a me interessa solo che mi rispetti come essere umano.

Oggi conosciamo meglio Milena Vuitton, stupenda mistress trans brasiliana che vive tra la Germania e l’Italia. Buongiorno Milena, si racconti brevemente ai nostri lettori. Sono nata a Rio de Janeiro, in Brasile e sono d’origine toscana da parte dei nonni; la bisnonna invece era una India dell’Amazzonia. Mi piace camminare e andare al cinema e sono molto attenta all’alimentazione: conduco una vita molto sana. Parlo anche correttamente francesce, italiano, spagnolo e capisco un po’ di tedesco, perchè la Germania è la patria del bdsm.

Prima mi ha citato la Germania come patria del Bdsm. Si, è un Paese in cui il Bdsm non è visto come un tabù e in generale la mentalità è molto aperta e decisa. Io ho imparato da autodidatta, guardando molti video su youtube e in televisione, quando trasmettono reportage sulla vita delle Mistress, per esempio. Sono molto curiosa e mi piace approfondire le cose. Lei è Mistress per vocazione o impersona più un “ruolo”? Per vocazione, che ho da quando ero piccola, mi sono sempre sentita un po’ sadica, anche se non in modo estremo. Una Mistress deve essere autentica, non deve fingere di essere quello che non è, gli schiavi se ne accorgono subito. Non ci si può improvvisare e a me piace comandare le persone.

Come mai ha scelto questo nome d’arte? Ho scelto questo nome perchè è diverso dagli altri: qui in Italia è pieno di Gucci, Versace...io ho scelto un nome per differenziarmi dalla massa. Cosa l’ha portata in Europa? In Brasile c’è tanta povertà. Il mio sogno era venire in Italia e costruire una casa per mia mamma, che è rimasta a Rio insieme al resto della famiglia e ci sono riuscita. Le va di parlarci del Suo percorso di transizione? Posso dire che fin da quando avevo 6-7 anni volevo essere come mia mamma, era il mio modello di riferimento, ma non ho avuto l’appoggio della famiglia. Quando sono arrivata in Italia ero un ragazzo effeminato ma avevo paura dei pregiudizi della famiglia e di come mi avrebbe accolta la società se cambiavo. 7 anni e mezzo fa però ho iniziato il percorso, perchè ho capito che devo essere 8


Le va di farci un esempio di come si rapporta con uno schiavo? Appena avviene l’incontro, lo faccio mettere in ginocchio e deve baciarmi i piedi. Io per lui sono la Regina e mi deve ubbidienza assoluta. Non sopporto le persone arroganti e maleducate. La pratiche che le richiedono più spesso quali sono? Diverse: adorazione dei piedi, femminilizzazione, frustate, fare i cagnolini al guinzaglio. Ai miei schiavi faccio pulire anche casa, sbrigare le commissioni.

Gli amanti del Bdsm troveranno in questa elegante confezione regalo, la realizzazione di ogni sogno erotico. Questo Kit Bondage contiene infatti: un anello Love Ring, un vibratore Bullet, le Palline Kegel, un mini vibratore, un mini Pleasure, un plug anale, morsetti per i capezzoli, una piuma per fare il solletico, una frusta, una benda per gli occhi e delle restrizioni in seta. Lo potete acquistare online nel sexy shop Boutique “I Trasgressivi“. Aumentate l’eccitazione utilizzando anche il lubrificante neutro BIOglide, biologico al 100%. soddisfa i più elevati standard di qualità ed è amico della pelle. Ci raccomandiamo poi di prendervi cura dei sex toys dopo l’uso con Intim Clean, un detergente senza alcol specifico che pulisce e nutre i vibratori, le palle d’amore, le bambole del sesso, la gomma, il vetro, il lattice, il silicone e il metallo.

La cosa che piace fare di più a Lei, invece? E quella che non fa, se c’è? Mi piace accendere le candele e bruciare i capezzoli degli schiavi. È una cosa che li fa impazzire e anche a me, mi eccita vedere questa cosa. Adoro l’umiliazione verbale e in generale tutto il bdsm soft. Pratico anche il pissing e scatting (urina e feci), solo in bagno. È una pratica speciale, ci vuole stomaco, non è per tutti. Una cosa che non faccio invece è fare tutto quello che può provocare ferite con sangue, non metto mai la vita dei miei schiavi a rischio e mi tutelo anche io.

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Ha qualche attrezzo preferito? Mi diletto con le fruste e le manette in particolare. Infine, ha un altro sogno nel cassetto da realizzare? Ho già realizzato tutto praticamente. Ecco, mi piacerebbe trovare un uomo serio, un uomo che valga, che mi ami e mi rispetti.

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Arianna Love&Vogue

“sono una persona libera�

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Arianna Love&Vogue “sono una persona libera”

Cosa ti ha spinto a fare la tua professione? La mia scelta lavorativa è libera e non costretta, anzi, in tutte le sedi TV ho sempre interloquito a favore della regolarizzazione della prostituzione. Ho partecipato come opinionista a trasmissioni televisive in Francia sulla rete France 2 e anche ad alcune in Italia.

Abbiamo incontrato per voi la conturbante Arianna Love & Vogue, o Prince, nota sexy star di Pornhub, piattaforma web di video hard. Simpatica e con le idee ben chiare, conosciamola meglio. Buongiorno Arianna, piacere di conoscerti. Buongiorno a voi. Sono Arianna Love & Vogue ed ho origini argentine, provengo da Villa Urquiza vicino Buenos Aires. Di carattere mi descriverei come “seriamente libera”. Di lavoro...sono una prostituta e NON una “escort”: questo termine è stato inventato per edulcorare i salotti TV.

In Italia si può esercitare la prostituzione ma non ne è consentito lo sfruttamento. Tu come la pensi a riguardo? I diritti e i doveri devono essere a braccetto, chiedere solo le tasse non è sufficiente. Io, in quanto prostituta, pago, ma voglio in cambio i dovuti riconoscimenti. E non parlo solo di contributi versati per la pensione, come molti pensano in modo così scontato. Una persona transgender è una persona, una cittadina come qualunque altra: quindi ha bisogno di vestirsi, di mangiare, di vivere in modo dignitoso come tutti. C’è la necessità di un’integrazione completa nella società, e quindi le esigenze sono tecnicamente le medesime. I diritti e i doveri devono essere a 360° come appunto per chiunque nella società.

Non ti manca la schiettezza! Chi si definisce “escort” mi dica dove si è laureato/a che vado anche io (ride). Ovviamente, tutte le persone lavorano per necessità economica, la prostituzione è un mestiere come qualunque altro, quindi si lavora per guadagnare denaro. Tu non hai mai fatto mistero della tua transessualità. Come hai vissuto il tuo percorso di transizione? Hai avuto difficoltà? Premettendo che, a mio avviso, transessuale si nasce e non si “diventa”, semmai ci si scopre tale...credo non esista un “percorso” ma piuttosto una rivendicazione del proprio essere. Molte persone, o per ignoranza o per cattiveria gratuita, ci danno dei maschi, oppure dei travestiti, oppure dei viados (brutto termine) oppure...etc etc. Invece noi, o una come me, è UNA TRANSESSUALE/ TRANS. I trans (inteso come FtM, da femmina a maschio) esistono ma sono agli antipodi, perchè hanno la vagina e sembianze maschili. I luoghi comuni sono odiosi e frutto di chi ignora il tema ma fa il sapientone di turno.

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Ammetterai che è un lavoro atipico, rispetto a quelli “tradizionali”. E’ un lavoro che presenta molti pregi e per fortuna molti difetti. Un esempio? Ho imparato molto grazie ai miei sbagli. Quello che sapevo, lo sapevo già. E per la tua esperienza, cosa cercano, di solito, le persone da te? Una persona (uomo/ donna o entrambi) cercano un’alchimia chiusa in noi, così dicono un 99% di loro. Ciascuna persona ha una propria sessualità, quindi tutti cercano cose diverse in noi, i luoghi comuni sono molte volte inesatti.

Un miniabito realizzato in tessuto morbido, flessibile e di alta qualità, di colore blu acceso, che vi renderà le protagoniste indiscusse della festa. Si adatta perfettamente alla silhouette e, grazie alle strisce verticali, snellisce visivamente la figura. Una magnifica idea per un modello voluttuoso, un regalo sempre azzeccatissimo, una coccola irrinunciabile. Lo trovate disponibile in vari colori nel sexy shop Boutique “I Trasgressivi” tra gli abiti sexy. Completate il look con le sensuali calze autoreggenti STOCKINGS WITH SEEM di poliamide nero con autentica riga posteriore.

Qual’è la richiesta che ti fanno più spesso? Le richieste al telefono sono molte e svariate, di solito si tratta di richieste perverse, ma sottolineo che sono solo perditempo e burloni...ovviamente afflitti da una personalità scarna e povera. Un “cliente” vero non chiede mai a parole, ma con i gesti.

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Avrai vissuto e visto diversi episodi curiosi nella tua attività. Un episodio? Molti, troppi (ride). Avrei bisogno di molti anni per raccontarli, visto che ogni incontro è un episodio a se, una storia e un’avventura. Magari un giorno scriverai la tua biografia, che sicuramente sarebbe molto interessante! Per concludere, ti va di mandare un messaggio ai lettori del Piccole Magazine? I pensieri sono duri ad essere accolti, svaniscono come le nuvole. Posso si ribadire che le persone transgender sono come le persone non transgender: piene di pregi, difetti ed in conflitto d’idee, innanzitutto quella sociali. Non tutte la pensiamo allo stesso modo, non tutte abbiamo la stessa filosofia di vita, come qualunque altra persona.

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Lakisha Moore

vincitrice del concorso nazionale The Queen Trav 2018

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Intervista a Lakisha Moore Vincitrice del concorso The Queen Trav 2018 Nel tempo libero a cosa ti piace dedicarti? Per quanto riguarda gli hobby, lavorando tante ore al giorno mi dedico “solo” alla preparazione degli spettacoli, a decidere i costumi, il trucco e la coerografia da interpretare. E’ una passione forte!

Venerdì 20 aprile si è svolto un evento davvero speciale alla Pizzeria Amadeus di Brecciarola (Chieti), con la sponsorizzazione di Piccole Magazine Tv. Infatti, in un tripudio di colori e con la presenza di un pubbico numeroso ed entusiasta, ha avuto luogo la finalissima del Concorso Nazionale “The Queen Trav 2018”, presentato dalle meravigliose ed eclettiche Giò Sensation e Lauretta De Feudis. Cinque affascinanti concorrenti si sono sfidate con show, sfilate e spettacoli fino all’elezione della prima classificata, la stupenda Lakisha Moore. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per farci raccontare da lei l’emozione dell’incoronazione e per conoscerla meglio.

Una dedizione che ti ha premiata con il primo posto al concorso “The Queen Trav 2018”. Ti eri preparata in modo particolare per il concorso? Sicuramente è stata una bella soddisfazione, non mi aspettavo la vittoria. Non mi sono preparata perchè ho deciso di parteciparvi 10 giorni prima, quindi ho avuto poco tempo per preparare qualcosa. Indossavi un abito veramente spettacolare, puoi dirci se lo hai creato tu o qualche stilista? L’abito si, era bellissimo, lo adoro. L’avevo già indossato in un’altra occasione ma è davvero stupendo ed è stato creato dal mio personale costumista Giuseppe Esposito, che ha delle mani d’oro e mi crea sempre costumi pazzeschi.

Ciao Lakisha! Raccontarci chi sei! Buongiorno a tutti. Sono Lakisha Moore, sono abruzzese e nel 2012 sono “nata” come drag queen. Ormai sono 6 anni che faccio spettacoli in giro per tutta Italia, ma in realtà, sotto questi abiti da artista, sono un ragazzo: mi chiamo Marco, faccio il barista e vivo a Francavilla al Mare con mio marito Christian, presidente di una Associazione Lgbtq che si chiama Diva Project Onlus.

Quale è la cosa che ami di più del partecipare ai concorsi? Il fatto di mettersi in gioco, di mostrarsi: a me piace esibirmi in pubblico, mi piace la sfida con le altre concorrenti e che ogni volta si possono instaurare nuove amicizie. I concorsi spronano a dare il meglio perchè trovi sempre concorrenti più belle ed agguerite di te e quindi questo mi spinge a dare il massimo, per via della competizione con altre persone.

Congratulazioni per le nozze! Siamo sposati da un anno, esattamente il matrimonio è stato celebrato il 4 aprile 2017 a Francavilla grazie alla legge Cirinnà: abbiamo finalmente potuto goderci il nostro momento.

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E la cosa che ti piace di meno invece, se c’è? Il fatto che ci sono molte concorrenti che invece vogliono vincere a tutti i costi. Questa veramente è la cosa che odio, perchè io partecipo per me stessa, non con l’intento di andare li e vincere assolutamente. La vittoria mi interessa si e no; la cosa che mi interessa è apparire, essere bella, far un bello spettacolo, arrivare al pubblico e poi se arriva la vittoria ben venga.

Insomma, subito preparativi per domenica prossima ed un altro importante palco da calcare! Altri progetti per il futuro? Stanno nascendo progetti estivi, voglio dedicarmi alle serate insieme ad amici e colleghe drag e non. Inoltre, vorrei realizzare il progetto d’incidere una canzone, con relativo videoclip, perchè voglio sdoganare il concetto della drag queen e di tutte quelle persone che a loro modo si sentono “diverse” ma in realtà non lo siamo, perchè siamo tutti uguali, l’arte è arte e noi non siamo diversi da nessuno.

Hai dei ringraziamenti da fare a qualcuno in particolare? Voglio ringraziare di cuore l’ideatrtice e presentartrice Giò Sensation che mi ha spronata e contattata chiedendo se volevo partecipare a questo concorso. Alla fine ho accettato e devo dire che le sto ancora dicendo grazie perchè non mi aspettavo questo risultato. Grazie anche a mio marito, perchè anche lui ha insistito ad accettare l’invito. Ed è stato sempre lui che mi ha visto fare le prove per gli abiti e per la canzone che ho portato “My heart will go on” di Celine Dion. Mi ha dato piccoli consigli preziosi.

E noi siamo perfettamente d’accordo con te. Per concludere, un tuo pensiero libero che ti va di condividere con noi? Grazie a Piccole Magazine, un abbraccio dalla vostra Lakisha e a presto! E non dimenticate: “l’imperfezione è bellezza, la pazzia è genialità ed è meglio essere assolutamente ridicoli che noiosi!”

Domenica sappiamo parteciperai ad un altro importante concorso. Ti va di parlarcene? Si, parteciperò alla finalissima nazionale di “Beauty Queen Italia”, concorso dedicato alla più bella drag queen. Io sono la madrina dell’ Abruzzo e con me porterò le due vincitrici regionali, la prima classificata Ursula e la seconda Cheyenne, che si stanno preparando alla grande. Il tema portato dall’Abruzzo sarà l’Egitto. Comunque, ci saranno oltre 60 drag queen provenienti da tutto il Paese, fino ad eleggere la più bella del 2018. 15


A tu per tu con

Mickelly Cherie

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A tu per tu con Mickelly Cherie Conosciamo meglio la fantastica bionda Mickelly Cherie, trans e nota attrice hard brasiliana, che attualmente vive a Ponte Chiasso. Forme sinuose, curve mozzafiato, dolcezza ed eleganza... Mickelly è tutto questo e molto di più!

tamento al di fuori del lavoro, ma solo per una serata e basta. Una domanda un po’ piccante...la tua posizione preferita? La mia posizione preferita è io sopra di lui o in piedi. Le adoro proprio. Mi piacciono anche i preliminari, se fatti bene a volte valgono più delle “dimensioni” di cui si è dotati (ride).

Ciao Mickelly, presentati in breve ai nostri lettori. Sono Mickelly Cherie, ho 35 anni e vengo dal Brasile, dalla bellissima città di Brasilia. Nel tempo libero ho scoperto che sono molto brava a fare creazioni con l’uncinetto e mi piace tantissimo. Chissà, magari posso cambiare lavoro? (ride)

Hai qualche attore o regista preferito? I miei attori preferiti sono Rocco Siffredi e Nacho Vidal. Come registi, mi piace Damazo e girare film con le produzioni brasiliane.

Quando e come sei entrata nel mondo dell’hard? Ho cominciato nel 2002, in Brasile. I produttori dei film hanno cominciato a chiamare le trans per girare dei film. In quello periodo tutti i produttori volevano girare film con le trans, eravamo delle vere e proprie star, molto richieste.

Pensi che un giorno smetterai con questo lavoro e se si, quando? Sono già nella fase finale di questo lavoro. Oggi non è più bello come prima.

Secondo te, che doti deve avere una brava sexystar, oltre alla bellezza esteriore? Vediamo un po’...deve essere simpatica, disinibita, avere voglia ed amare quello che fa. Anche se non dipende solo da lei: pure il partner con cui lavora deve essere uguale altrimenti non funziona. Una cosa che mi è già successa, non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda ed è stato un disastro! (ride al ricordo)

Nella tua professione avrai vissuto o visto episodi curiosi. Ti va di condividerne uno con noi? Certo. Mi ricollego al “disastro” di cui ti parlavo poco fa. Una volta mi hanno chiamata per fare un film: io dovevo essere passiva. Arrivo la ed il partner non riusciva ad avere l’erezione, quindi hanno detto di cambiare i ruoli. Ma non riusciva a lavorare neanche così, quindi, il regista e la produzione si sono arrabbiati e l’hanno mandato via. Inconvenienti del mestiere che possono capitare.

Almeno l’hai presa in ridere. Tu sei piuttosto famosa, quanti film hai girato, fino ad oggi? Non mi ricordo quanti! Ne ho girati parecchi in Brasile, Spagna, Francia ed Italia...posso dire però che i più divertenti che ho girato sono stati in Brasile e in Italia.

Infine, dicci un tuo pensiero libero su ciò che vuoi. La gente deve avere rispetto con tutte le persone, oggigiorno si è un po’ perso il rispetto per gli altri. Credo che il mondo virtuale stia distruggendo l’umanità, siamo sempre più isolati e chiusi in un mondo fittizio, solitari. Non permettete che accada. Un bacio dolce da me a tutti voi lettori di Piccole Magazine.

Quale è la cosa che ti piace di piu del tuo lavoro? Mi piace quando stiamo tutti insieme sul set a ridere e scherzare. A volte si creano delle belle amicizie, alla fine è un lavoro normale, che va visto e vissuto con rispetto. Ti è mai capitato d’innamorarti di colleghi di set? Non sono mai stata fidanzata con uno mio partner. Magari ho avuto qualche appun17


Maruska Starr polvere di stelle! 18


Maruska Starr Polvere di stelle!

Abbiamo avuto una piacevole chiacchierata con Maruska Starr, eclettica e talentuosissima Drag Queen e performer romana, tra le più apprezzate e volute sui palchi di tutti i locali più famosi d’Italia. Nel suo lungo curriculum, Maruska è stata anche conduttrice del concorso Miss Trans Lazio 2017, di Miss Barbie Transex 2015 e vincitrice nazionale 2017 al Miss Oscars Of Drag Queen Italia 2017.

d’Italia, che si svolgerà prossimamente a Bologna. Fare l’organizzatrice è decisamente impegnativo. Può essere un impegno occasionale o diventare una professione vera e propria? Può capitare che ti venga chiesto di organizzare un concorso perché qualcuno é venuto meno a questo compito e quindi capita di organizzare una o due volte una cosa senza averlo preventivato, ma di norma questo è un lavoro che non tutti riescono a fare, perché esistono delle regole organizzative ben precise da seguire e bisogna possedere un carattere forte e sopratutto paziente per tenere testa ai moltissimi imprevisti che potrebbero capitare.

Buongiorno Maruska, grazie di questa intervista. Allora, ti va di raccontarci un po’ di te? Ciao Piccole Magazine, sono Maruska Starr, una Drag Queen Cantante Italiana. Sono sulle scene dei migliori locali e serate italiane da quasi 10 anni, vengo dal mondo del teatro e del cinema quindi sono una artista poliedrica,versatile, capace di cantare, recitare, condurre, intrattenere ed essere molto comica per il pubblico.

Quando hai sentito il desiderio di organizzare il primo concorso? Il primo concorso, più che organizzarlo, l’ho prima inventato e poi organizzato insieme a dei miei amici e colleghi di una famosa serata Disco Gay Romana, che negli anni è cresciuto, ed ha continuato anche dopo che la collaborazione con questa organizzazione è finita.

Tutte queste qualità ti hanno fatto fare carriera anche nel mondo dei concorsi di bellezza, che tu presenti con successo. Secondo te, quali sono caratteristiche necessarie per lavorare in quel mondo? Una brava organizzatrice deve essere prima di tutto essere precisa e sapere quello vuole: quindi, idee decise e ben piantate per terra. Abbiamo tutti grandi idee sui nostri eventi ma bisogna sempre adattarsi alla situazione e ai mezzi che abbiamo a disposizione, quindi serve anche spirito creativo per saper avvicinarsi il più possibile alla nostre idee.

Come si chiamava? Si chiamava in principio “You on stage”, poi diventato Giam Academy per poi approdare al Gay Village e trasformarsi in Gay Village Academy. Quale è la cosa che ti piace di più e quella di meno quando organizzi un concorso? Mi piace creare uno spettacolo, il più completo possibile dove lo spettatore rimanga sempre sorpreso grazie ai contenuti artistici e creativi che propongo, e mi piace valorizzare al massimo le concorrenti e farle sentire tutte a loro agio e cariche per il palcoscenico.

In marzo hai organizzato e condotto il concorso “Beauty Queen – selezioni Lazio”, dedicato alla bellezza Drag Queen. Si, un evento, svoltosi a Roma, che ha riscosso molto successo. Si sono sfidate in passerella 9 concorrenti e le finaliste, accederanno di diritto al concorso nazionale per eleggere la più bella Drag Queen

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Hai qualche presentatrice preferita a cui ti ispiri? Beh, a parte le direzioni artistiche delle varie serate e organizzazioni con cui ho collaborato, che mi hanno introdotto in questo mondo e mi hanno insegnato tanto negli anni, posso dire che una persona invece con cui negli ultimi anni sto collaborando molto e con cui mi fa molto piacere ogni volta lavorare in veste di conduttrice è Gisela Beauty, che con la sua Agenzia “Beauty Eventi”, riesce a creare concorsi ed eventi di altissima qualità , dove le concorrenti sono trattate con i guanti e ogni evento ha contenuti spettacolari, con scenografie bellissime ed effetti speciali.

Vuoi animare la tua vita sotto le lenzuola? Con questo elegante frustino bondage potrai sculacciare o punire il tuo partner in base ai tuoi desideri. Scatena divertenti giochi di ruolo, da dominatrice a sottomessa, con questo seducente accessorio in ecopelle. Lo trovate nella sezione “50 Sfumature di Grigio” nella Boutique “I Trasgressivi“. Perfetto da abbinare alle Manette Totally His Soft Handcuff, con catenella a moschettoni e soffici polsiere grigie e nere con strap per l’apertura.

Si sente che è una professione a cui ti dedichi con entusiasmo. Pensi mai al giorno in cui magari smetterai di organizzare concorsi, se succederà? Questa domanda al momento non ha risposta (ride). Continuerò per moooolto tempo questa attività. Progetti per il futuro? Stanno arrivando tanti nuovi format d’intrattenimento che sto studiando col mio staff e con le varie serate che mi ospitano. Ma per il momento è ancora tutto top secret (ammicca), ogni cosa a suo tempo. Sperando di trovare ancora la vostra collaborazione, volevo cogliere l’ occasione per ringraziare ancora Piccole Magazine e Piccole Tv per questa intervista e per essere stati lo sponsor principale di “Beauty Queen Lazio”, per essere stati carinissimi e disponibilissimi ad aiutarci a creare un evento che ha riscosso grande successo e consensi da parte del pubblico.

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Grazie a te Maruska, in bocca al lupo per tutto e ci vediamo prestissimo!

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Lady Arianna “La disciplina è un potente gioco mentale”

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Lady Arianna “la disciplina è un potente gioco mentale” Un afrodisiaco naturale. Lei ha qualche attrezzo favorito? Uso tantissimi attrezzi diversi. Mi piace usare in particolare la mia collezione di falli e vibratori che hanno una lunghezza variabile dai 19 cm fino ai 36 cm. Utilizzo anche i guanti in gomma, le fruste, gli strap-on ed ho una predilezione per i travestimenti, intesi come giochi di ruolo.

Lady Arianna è una Padrona trans di alto livello. Esclusiva e bravisima, è esperta in giochi particolari con oggettistica estrema. Formosa, sensuale ed ammaliante, è l’ideale per gli amanti della trasgressione bdsm. Buongiorno Lady Arianna, ci racconti di Lei. Vengo dal nord del Brasile, per la precisione dall’Amazzonia. Nel tempo libero mi piace cucinare, passeggiare e andare al bar per prendere un caffè. Lo trovo rilassante. Un giorno poi mi piacerebbe tornare al mio Paese per il Carnevale, che è noto in tutto il mondo: è un evento che mi è sempre piaciuto tantissimo!

Che tipo di persone la contatta, principalmente? Voglio avere a che fare solo con schiavi ben convinti del loro ruolo. Lavoro con gli uomini, ma devono essere dei veri gentlemen. Non lavoro con le coppie e neanche con le donne, non mi viene proprio la voglia. Come si vede da qui a qualche anno? Cosa Le piacerebbe fare? Io sarò sempre una Mistress e continuerò con questa professione, che fa parte di me. Però chissà, vista la mia passione per la cucina, magari un giorno aprirò un ristorante in Brasile, e farò la cuoca...mai dire mai!

Lei è una Mistress molto apprezzata. Quando ha sentito la “vocazione” per questo ruolo? E’ insita in me da sempre. A me piace molto essere dominante, è una caratteristica della mia personalità. Nell’avere il controllo e nel comandare uno schiavo, mi sento più eccitata. Che caratteristiche deve avere una vera Padrona? Deve essere molto severa e cattiva con gli schiavi. Inflessibile. Esistono limiti nel rapporto tra Mistress e schiavo? Per quanto mi riguarda, si. Il trucco è quello di limitare il suo piacere e permettergli di sperimentare un po’ di piacere alla volta, in modo che lui apprezzi ogni volta l’aumento dell’eccitazione. Per esempio, se lui desidera leccare una parte del corpo, se osa toccare, deve essere rimproverato con un colpetto sulla schiena: questo gli piacerà troppo, per lui è emozionante, perché il suo gioco erotico mentale è la disciplina. 22


Stefany Cruz “la vita è una, godiamocela!” 23


Stefany Cruz “la vita è una, godiamocela” Ti va di raccontare come sei entrata nel mondo delle escort? Perchè mi è sempre piaciuto il sesso, stare con gli uomini, giocare...ho sempre avuto mille fantasie, ma a stare solo con una persona non potevo mai realizzarle tutte. Comunque, quando sono arrivata in Italia, non avevo un lavoro: una sera andai in una discoteca a Milano e lì vissi una bella notte con uomo meraviglioso e gentile. Il giorno dopo, mi diede una busta piena di banconote dicendo che era un regalo, per ricordarmi di lui: in quel momento capii che potevo unire quello di cui avevo bisogno, ovvero la stabilità economica, con i miei piaceri. Lui non l’ho mai più rivisto (sospira).

Abbiamo intervistato la stupenda trans brasiliana, mulatta, Stefany Cruz, attualmente residente a Milano. Lunghi capelli neri, sguardo intenso e fisico mozzafiato, si è rivelata una ragazza simpaticissima e dall’energia incredibile, scopritela meglio insieme a noi! Ciao Stefany, raccontaci chi sei! Ciao a tutti, sono Stefany Cruz, una donna transessuale che proviene dal Brasile, da São Paolo. Mi definisco “paulitana” perchè sono nata e cresciuta nella capitale. Sono nata il 22 agosto sotto il segno del leone e credo che questo segno mi descrive per come sono esattamente di carattere, lo adoro! E come ti definiresti di carattere? Sono una persona che pensa sempre in modo positivo, anche davanti alle difficoltà della vita.Per esempio, il mio periodo di transizione l’ho vissuto in modo tranquillo, grazie anche all’appoggio della mia famiglia, che per me sono le mie fondamenta.

Tu sembri vivere serenamente la tua vita da escort. Si, è una bella vita, che ti da la possibilità di conoscere tante persone e girare in posti diversi. L’unico inconveniente è innamorarsi di qualcuno: sono guai quando capita e di solito scappo! (ride) Cosa cercano le persone da te? Diverse cose: trasgressione, compagnia, fantasie sessuali...ma anche una psicologa, un’amante, una confidente, una complice! Poi, quando ci incontriamo, la maggior parte di loro vuol vedere che anche io sono “presa” e che godo nel rapporto.

Si vede che sei una ragazza solare ed educata. Sono piena di difetti! Ma anche di qualità: e ti assicuro che chi le ha scoperte non mi ha mai dimenticata! (ride) Che cosa ti piace fare nel tempo libero Stefany? Le solite cose del quotidiano: navigare in internet, uscire con gli amici, andare a cena: adoro il cinema e ascoltare canzoni di ogni genere: mi piacciono diversi artisti italiani; con alcuni di loro sono anche stata...ma ovviamente è un segreto professionale (ammicca maliziosa). Comunque, sono pazza dell’attrice Angelina Jolie e di Madonna.

Hai un desiderio da realizzare? Si! Che qualcuno mi regali un diamante, ma ancora non è successo! (ride forte) Eh già, del resto, come diceva Marilyn Monroe “i diamanti sono i migliori amici delle donne”. In ultimo, lasciaci con un tuo pensiero libero su ciò che vuoi. La vita è una: quindi, godiamo in tutti sensi mentre siamo vivi!

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Tamisca Mulatta fascino e sensualitĂ !

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Tamisca Mulatta Fascino e sensualità! E per mantenerti in forma come fai? Mangio sempre cose sane. Come saprete, di solito i brasiliani mangiano tanta carne, riso e fagioli, ma io preferisco le insalate, i succhi di frutta. Comunque mangio di tutto, non mi nego i dolci, però ho la fortuna di essere magra di natura e non ingrassare (ride).

Oggi vi presentiamo Tamisca, esotica bellezza brasiliana che attualmente vive nella romantica città di Verona: non ha solo un fisico ed un viso da vera bambola, si è rivelata, infatti, anche dolcissima e gentile: conosciamola meglio. Ciao Tamisca, raccontaci di te. Ciao a tutti, ho 27 anni e sono brasiliana, di San Paolo, nata sotto il segno del cancro. Sono una persona solare e mi piace molto ballare, fare sport e mantenermi in forma.

Fortunata te. Hai un sogno da realizzare? Il mio sogno è tornare a vivere in Brasile e poter vivere li tranquilla e serena. Vorrei smettere di fare la escort e spero che questo mio desiderio un giorno possa diventare realtà.

Come mai hai deciso di vivere qui? Sono in Italia da due anni ed ho deciso di vivere qui perchè, rispetto al mio Paese, qui è meglio per il mio lavoro. Poi, in Brasile è già da un po’ di tempo che è pericoloso viverci, noi trans siamo viste male e discriminate: preferisco stare qua.

Un messaggio per i lettori di Piccole Magazine? Un bacio grande a tutti i lettori e...chiamatemi, così ci possiamo conoscere meglio!

Che cosa ti piace fare nel tempo libero? Sentire la musica, la mia cantante preferita è la bravissima Lana del Rey. Come ti dicevo amo anche ballare, mangiare sano e adoro rilassarmi in spiaggia, quando posso andarci, e sentire il calore del sole sulla mia pelle. Tu sei una escort, come mai hai deciso per questa professione? Perchè in Brasile ci sono molto preconcetti e quindi le trans non trovano lavoro facilmente, o fai la parrucchiera, o comunque qualcosa che ha a che fare con l’estetica, o l’escort, non c’è molta possibilità di scelta. Io ho optato per la seconda soluzione. Sei contenta della tua scelta? Diciamo di si. La cosa positiva del mio lavoro è che ora riesco ad aiutare economicamente mia mamma, che è rimasta a vivere in Brasile ed a condurre una vita agiata qui. 26


Alaska

“Adoro gli uomini italiani!� 27


Alaska

“adoro gli uomini italiani!” Abbiamo incontrato per voi Alaska, esotica trans colombiana, dal corpo dalle forme morbide e sensuali, con una pelle morbidissima e vellutata, il sogno di ogni uomo. Ciao Alaska, piacere di conoscerti. Raccontaci un po’ di te. Sono una ragazza trans colombiana, vengo dalla meravigliosa Santiago de Cali, situata nella Valle del Cauca e sono nata sotto il segno del leone. Di carattere sono una persona molto calma, rispettosa, mi piace conversare e so ascoltare. Sono una buona amica!

gior parte di chi inizia questo mestiere. Come transessuale, non trovavo lavoro ne in Colombia ne in Italia, siamo ancora molto discriminate e oggetto di pregiudizi, purtroppo. Un pregio ed un difetto del tuo lavoro? Una cosa positiva è che gli uomini si sentono bene in mia compagnia, perchè dedico loro tutta la mia attenzione. Ho un modo di essere che sa metterli a loro agio! Una cosa negativa, dire che è il continuo spostarsi di città in città per lavorare, almeno qui in Italia; dopo un po’ è stancante.

Che hobby hai nella vita? Mi piace leggere, curare il mio corpo, ascoltare musica e ballare scatenata sulle note delle canzoni. Cosa ti ha portato in Italia? Ho deciso di venire a vivere qui perchè mi piace il vostro stile di vita e per raggiungere i miei obiettivi. Poi, mi piacciono molto gli uomini italiani (ride)...vorrei rimanere in Italia il più a lungo possibile. Come hai vissuto il tuo percorso di transizione? E’ stato difficile? Il mio percorso come donna transessuale non è stato difficile perchè il mio comportamento era già molto femminile fin dall’infanzia. I miei genitori mi hanno sempre supportata ed aiutata, fin da quando avevo 12 anni, età in cui è iniziato il mio cambiamento da maschio a femmina. Come mai la decisione di diventare una escort? Per necessità, come credo per la mag-

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Cosa cercano secondo te le persone da una escort? Chi si accompagna a noi escort, solitamente spera di incontrare una persona che realizzi le sue fantasie, che sia carina nei modi e molto rispettosa, pulita ed amorevole. Una brava accompagnatrice deve anche sapere ascoltare, perchè tanti vogliono confidarsi e sfogarsi. Qual’è la richiesta che ti fanno più spesso? Le richieste variano tantissimo da persona a persona: alcuni sono molto attivi, altri passivi e altri ancora sono un mix tra i due elementi. L’importante, è essere a disposizione per realizzare quello che vogliono fare! Hai un sogno nel cassetto da realizzare? Trovare un bel partito! (ride). Mi piacerebbe anche lavorare nel sociale, per aiutare le persone che si trovano in situazioni di vulnerabilità.


Stefania Zambrano punta alla casa del Grande Fratello

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Stefania Zambrano

punta alla casa del Grande Fratello Stefania Zambrano, la famosa attrice napoletana transgender, tra le applaudite protagoniste del film di Stefano Incerti “La Parrucchiera”, ha partecipato nei giorni scorsi ai casting per partecipare al programma tv “Grande Fratello”, condotto da Barbara D’Urso e che verrà trasmesso a partire dal 17 aprile su Canale 5. Stefania, è stata accompagnata ai provini dalla vice presidente dell’ATN (Associazione Nazionale Trans), Loredana Rossi, orgogliosa, come tutti i componenti dell’ATN, che un componente del loro direttivo abbia deciso di mettersi in gioco nella casa più spiata d’Italia. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per farci raccontare da lei come è andata.

to bene da tutto lo staff del programma, è stata una bella esperienza parlare nella “cam” del GF. Se ti prendessero, e noi facciamo il tifo per te, come ti comporteresti dentro la casa? Mi comporterei da vera Stefania: quella divertente e solare, quella che sono. Non reciterei, perché in questo caso non si tratterebbe d’interpretare una parte in un film, ma sarei scelta per quello che sono. Non temi le “malelingue” degli altri concorrenti? E’ un gioco piuttosto agguerrito! Non ho paura di queste cose perché sono una vera guerriera! Solo una volta ho avuto paura, quando avevo 4 anni...ma non voglio scendere nei dettagli. Sono pronta ad “affrontare” tutti con il mio piglio deciso!

Grazie Stefania, in bocca al lupo!

Ciao Stefania, allora, come mai hai deciso di presentarti ai provini per il GF? Ho deciso di fare il provino per prima cosa per fare una esperienza nuova, per l’emozione di entrare nella casa più famosa d’Italia e soprattutto per far conoscere meglio la comunità trans a tutti gli italiani, che hanno ancora una mentalità piuttosto chiusa. Credo che stando li dentro, parlando e confrontandomi con gli altri concorrenti, potrei far conoscere a tutti chi sono davvero le ragazze transgender e sconfiggere definitivamente la discriminazione su di noi. Il tuo attivismo sul fronte della difesa dei diritti Lgbtqi non si ferma mai. Ma dicci, secondo te, come è andato il provino? E’ andato abbastanza bene. Posso dire che non sono andata a Napoli a farlo perché sono molto conosciuta; anche se a Roma pure mi hanno riconosciuta sia come organizzatrice del concorso Miss Trans Europa e sia come protagonista del film “La Parrucchiera”. Comunque, sono stata trattata mol30


Intervista a

Porpora Marcasciano 31


Intervista a Porpora Marcasciano Presidente onoraria del MIT Porpora Marcasciano è presidente onoraria del MIT( Movimento Identità Trans), di origini campane è oggi una matura donna-trans, approdata alla notorietà del mondo culturale per le sue battaglie sui diritti, che ha completato attraverso opere letterarie. Porpora ha scelto questo nome ispirandosi a Porporino, il celebre castrato la cui vita è narrata da Dominique Fernàndez. Porpora nasce in un corpo biologicamente maschile, ma fin dall’infanzia sente che questo genere non le appartiene. Porpora ha vissuto in un paesino tra le provincie di Benevento e Foggia, dove la sua autentica natura ha trovato particolari difficoltà per esprimersi, anche in ragione di un’epoca, gli anni ‘70, dove percepirsi omosessuale era considerato un abominio.

dalla vita, la loro stessa esistenza era vista come un atto sovversivo e bollato come criminale. Perché adoperi il termine Aurora nel titolo, tu senti di farne parte? Più o meno si. Vista la mia età e il periodo che racconto, per Aurora io intendo l’inizio dell’esperienza trans, perché prima mica c’era. Molte persone questo non lo immaginano ma la vita trans è iniziata circa negli anni 60 ed ha iniziato ad essere visibile a partire dagli anni 70. Essere trans non era facile o scontato: allora, se ti fermavano per strada ti portavano dentro in questura. Nel libro citi diverse situazioni nelle quali ci sono dei comportamenti da parte di alcune trans che si possono definire “cattivi” o le hai sempre viste come vittime? No, io le vedo come vittime, perché con la parola cattive non intendo la classica persona che fa i dispetti, non è intesa in questi termini. Noi eravamo collocate ai margini della società perché considerate degenerate, fuori dagli schemi, bombe sessuali e sensuali e quella era la nostra grande bellezza!

I suoi libri precedenti: FAVOLOSE NARRANTI. Storie di transessuali; ANTOLOGAIA. Sesso, genere e cultura degli anni ‘70; ANTOLOGAIA. Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta. L’ultimo libro: L’AURORA DELLE TRANS CATTIVE. Storie, sguardi e vissuti della mia generazione transgender. Di seguito, la nostra intervista riguardo il suo ultimo libro. Buongiorno Porpora. E’ da poco uscito il tuo ultimo libro “L’Aurora delle trans cattive”. Ci vuoi spiegare il titolo? Il libro descrive la vita di tante storiche trans romane a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Quelli sono stati anni in cui le trans erano considerate “cattive” nel senso di mal viste dalla società: c’erano le diffide, i fermi della polizia. Cattive è un termine inteso come simbolico, perché, non essendo accettate, le trans erano “incattivite” 32

Come si rapporta la nuova generazione di trans italiane con il mondo che viene dal Brasile? C’è differenza o antagonismo? C’è una netta separazione tra le transessuali giovani, che siano italiane o meno e quelle di un tempo. La nuova generazione ha le strade più aperte e vive una condizione di maggior integrazione sociale rispetto a quelle del passato. Le giovani hanno eretto una sorta di muro tra passato e presente: non vogliono mischiarsi e vogliono differenziarsi rispetto al mondo trans, specie brasiliano, che è visto solo come prostituzione. Ovviamente, è un discorso sbagliato.


Sbagliato nel senso che trans non fa per forza rima con prostituzione, intendi? Esatto. Però ancora si ha la visione comune che significhi questo, in Italia c’è forte pregiudizio e per questo motivo le trans giovani tentano di mettere distanza: anche verso tutte quelle trans che hanno avuto una vita difficile rispetto alla loro, che però ha aperto loro la strada per una maggiore integrazione.

Ci racconti una “perla” del tuo volume, un capitolo che vuoi sottolineare in modo particolare? Ho dedicato un intero capitolo a Marcella Di Folco, ex Presidente del MIT e mia grandissima amica. In questo capitolo non spiego chi fosse e cosa faceva (perché lo sanno tutti) ma mi sono focalizzata sul nostro rapporto intimo e personale: racconto aneddoti divertenti di lei rispetto, per esempio, al suo piacere della cucina, alla sua esuberanza, alla sua stazza fisica. Parlo di lei come ho parlato di altri personaggi, come Vladimir Luxuria e altre.

In Italia la parola trans ha avuto la radice storica nel “femminiello”. Tu senti di poterti identificare in un femminiello diventato trans? Più o meno si. A Napoli queste figure ci sono sempre state, era un termine che si usava in modo comune, alla portata di tutti. Io, pur non essendo napoletana, sono un po’ cresciuta circondata da trans napoletane e tra di noi ci chiamavamo così. E’ più una definizione culturale, comunque.

Noi sappiamo che c’è tutto un mondo ufficiale, ben pensante ed economicamente potente che però si nutre e attinge al mondo trans perché lo ama, ma lo fa in segreto. Oh certo, la tipica ipocrisia italiana: si fa ma non si dice. Come sta andando il programma di presentazione nelle librerie? Benissimo, sto girando tutta Italia ed è tutto pieno fino a luglio. Per ora, ho fatto presentazioni a Padova, diverse a Roma, Bologna, Milano, Palermo, Reggio Calabria. E sto già programmando altri incontri per dopo l’estate. Stiamo anche valutando di fare una traduzione in inglese, vedremo.

Porpora, sei alla quarta fatica letteraria, ormai sei una scrittrice affermata. Hai scrittori di riferimento ai quali ti sei ispirata come stile letterario? No, non ne ho perché io riporto le mie esperienze come fossero un diario, per comunicare e narrare quella che era la mia vita di allora, agganciandola a quella di oggi. Tutto ciò di cui scrivo è reale, faccio riferimento ad esperienze vissute realmente successe, non romanzo nulla. Insomma, si può dire che non c’è spazio per la fantasia ma avrai dato comunque “profumo alle parole”. Beh, si, ma i fatti narrati sono quelli. Se ti dico Pasolini, ovviamente legato alla tua esperienza letteraria, tu cosa rispondi? E’ stato un grosso punto di riferimento per me, ma non in quanto transessuale, sia ben chiaro, ma proprio a livello umano. E’ stato un uomo politicamente e culturalmente molto importante nella mia vita e nella vita italiana, un “uomo contro”, un poeta maledetto che presentava realtà che il mondo ufficiale non voleva vedere. 33


Di certo darà un respiro europeo. Tu come ti rapporti con il mondo trans anglosassone, lo frequenti? Come associazione MIT abbiamo una rete di rapporti italiani e internazionali. Sicuramente siamo unici in Europa, non ci sono altre associazioni di trans che gestiscono servizi per trans come noi, a partire dalle case alloggio, allo sportello legale, al “Progetto Via Luna” mirato alla riduzione del danno nel mondo della prostituzione di strada e in appartamento. Forniamo un grande servizio sociale e siamo presi ad esempio da molte associazioni estere.

Desiderate un abito sexy ma al contempo elegante per una serata particolare? Con il mini abito Jacky, vi sentirete sexy e comode, grazie al tessuto che accompagna le curve del vostro corpo, con un sensuale gioco di trasparenze. Lo potete acquistare nel sexy shop Boutique “I Tragressivi“. Sotto, indossate la Sexy coulotte Empressia Obsessive, in morbido pizzo nero. Sarete irresistibili.

Che consiglio daresti a chi si appresta a leggere il tuo libro? Quello di leggere la mia opera con curiosità, per comprendere meglio di cosa si sta parlando quando si parla di transessualità. C’è umanità a 360 gradi. Un luogo comune in cui invece non deve inciampare il lettore leggendo? Quello che vuole noi trans tutte come vittime, disgraziate o grandi attrici e soubrette. Abbiamo una vita particolare perché viviamo in un mondo che non ci contempla, ma sappiamo pure divertirci. Siamo grandi talenti ma anche persone che hanno problemi di sopravvivenza: insomma, siamo tutto e il contrario di tutto, come le altre persone.

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Infine, questa opera è conclusa ma siamo certi che hai già un’altra “prospettiva”, ci abbiamo azzeccato? (ride) Esatto! Devo ancora mettere a fuoco, per ora ho una idea vaga, non saprei neanche da dove e come cominciare. Ma di sicuro ci sono tante di quelle cose da dire e scrivere sul mondo trans che non si possono esaurire in questi primi lavori che ho fatto. Per me questo non è un punto di arrivo ma un traguardo intermedio. 34


un’incandescente bellezza brasiliana

Marcella Hills

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Marcella Hills Un’incandescente bellezza brasiliana Entrare nel mondo delle escort è stata pià necessità quindi, che vocazione? Non avendo sostegni finanziari e nessuna laurea, dovevo pur vivere, quindi ho sfruttato la mia bellezza per potermi pagare gli studi e le varie operazioni, che costano parecchio.

Forme sinuose, curve mozzafiato, dolcezza ed eleganza: tutto questo descrive alla perfezione Marcella Hills, bellissima transex di Belo Horizonte, in Brasile. Nata sotto il segno del cancro, la incontriamo a Desenzano del Garda, dove è in tour in questi giorni, e ci accoglie con un luminoso sorriso. Ciao Marcella, ti va di presentarti ai nostri lettori? Ciao a tutti voi! Sono Marcella, una ragazza semplice e solare, che adora viaggiare. Sono arrivata in Italia sette anni fa, prima ero in giro per l’Europa, poi un’amica mi ha invitato qui per un paio di settimane e...mi sono innamorata di questo Paese e non me ne sono andata più via (ride).

Un pregio e un difetto del tuo lavoro? Un pregio è quello di poter viaggiare! Ho visitato tutta l’Europa e ora parlo quattro lingue, pur non avendole studiate. Ho anche conosciuto gente incredibile, di tutti i tipi. Un difetto? Non ne trovo, a parte quello che avere una relazione sentimentale con qualcuno è molto complicato.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Mi piace andare al cinema e, come ti dicevo, viaggiare: i posti che più mi sono rimasti nel cuore sono stati Parigi e Minorca, nelle Isole Baleari. Poi, mi piace praticare tutti i tipi di sport: tutto ciò che è adrenalinico e che mi fa staccare dalla solita routine. Per rilassarmi, mi piace leggere libri gialli invece.

Con che tipo di persone hai a che fare abitualmente? Hai visto cambiare le cose, nel tempo? Si. Prima chi si rivolgeva a me lo faceva per passare dei bei momenti, sfogarsi, anche parlare...ora la maggior parte cerca la perversione, ho visto cose abbastanza sconcertanti.

Si vede che sei molto solare ma sembri anche piuttosto determinata. Ho un carattere molto forte: non accetto molto bene i consigli da parte delle altre persone perchè preferisco sbagliare ed imparare dai miei errori. Solo così si cresce e si matura.

Del tipo? Beh, ci sono tanti esempi che potrei fare. Però, credo che quello che mi ha scioccata di più è stato vedere una ragazza che infilava il piede nel didietro di un uomo! Quella scena mi è rimasta in testa per giorni. A te hanno mai fatto richieste particolari? Oh si. Però la cosa che mi chiedono tutti di più è baciare con la lingua, “alla francese”. (sorride maliziosa). Questo non è particolare, ma romantico.

Tu sei cresciuta in fretta ed hai attraversato anche il difficile percorso di transizione. Come lo ricordi? Il percorso è stato difficile perchè provengo da una famiglia molto semplice e senza troppe risorse economiche. E’ iniziato a 15 anni e a tutt’oggi ancora non è concluso, c’è sempre qualcosa da migliorare. I tuoi familiari come l’hanno presa? Non molto bene, è stata dura per loro accettarmi però io sapevo esattamente chi volevo essere e così eccomi qui.

In ultimo, Marcella, hai qualche sogno che vorresti realizzare? Certo: il mio sogno è quello di poter comprare un appartamento qui a Roma, dove vivo, o a Barcelona, città che amo ed invecchiare con tranquillità! 36


Kikky “siate sempre onesti con voi stessi e gli altri� 37


Kikky “siate sempre onesti con voi stessi e gli altri” Kikky è una bellissima mulatta brasiliana transex, bollente come un vulcano ma dolcissima. Lunghi capelli neri, pelle ambrata e voce suadente, è un vero sogno. Scopritela insieme a noi.

papà ho ricevuto solo amore, comprensione ed affetto. Lui è il mio confidente, l’”uomo della mia vita”, con lui parlo di tutto. E con tua mamma invece? Con mia madre ho sempre avuto un rapporto conflittuale, non mi ha mai accettata, fin da quando ero piccolo gli dava fastidio la mia femminilità, non si sentiva a suo agio con questa cosa. Non la vedo da anni, non mi ha mai voluta vedere come sono adesso: putroppo, è una mancaza che ho sempre sentito.

Ciao Kikky, descriviti ai nostri lettori. Ciao a tutti! Vengo da Rio de Janeiro, in Brasile. Ho vissuto sempre lì fino al conseguimento della laurea in design di moda, poi, appena laureata, sono venuta a vivere in Italia, di base sono a Firenze ma giro tutta Italia. Come mai hai scelto il Bel Paese? Grazie ad una amica che viveva già qui. La stessa che poi mi ha introdotta nel mondo delle escort.

Mi dispiace. Sembri comunque tutto sommato serena e sicura di te. Sono una persona molto tranquilla, mi piace frequentare solo le persone con cui sento di avere qualcosa in comune. Non ho mai avuto tantissimi amici: meglio pochi ma buoni, preferisco farmi i cavoli miei. Sono molto rispettosa e ho comunque una migliore amica con cui ho un rapporto stupendo: lei mi basta e avanza (ride).

Come è andata esattamente? Sai, avevo tanti piani e progetti in testa, ma negli anni, ho imparato che la vita è sorprendente e tanto vale non farne. Comunque, ai tempi vivevo un periodo economico buio, io già lavoravo per lei perchè le creavo i vestiti ed un giorno, mi ha proposto di provare a fare questo lavoro. Spinta dalla necessità ed incuriosita, ho accettato. Tu eri già in piena fase di transizione? La mia trasformazione è iniziata qui in Italia, ma non ho mai preso ormoni; mi sono solo rifatta il seno. Per fortuna sono sempre stata incredibilmente femminile d’aspetto, fin da quando ero bambino. Questo tuo essere “diversa” rispetto agli altri bambini, come è stato vissuto da te e da chi ti stava intorno? Da me bene, fin da quando avevo 5 anni sono sempre stata femminile anche nei pensieri, non ho mai avuto dubbi, da sempre ero consapevole di me stessa. Sono cresciuta con la famiglia di mio padre, ho avuto dei nonni splendidi e anche da

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Mi pare di capire che non frequenti molto la comunità Lgbtqi. Si, non per snobismo ma perchè, come dicevo prima, sono molto riservata e mi faccio gli affari miei. A volte invece tra noi transessuali non c’è rispetto, c’è la tendenza a parlarsi male alle spalle ma poi le cose si vengono comunque a sapere. Sono cose che mi dispiacciono, quindi penso a farmi la mia vita senza parlare di altri. Comunque non sono certo perfetta! Anche io ho i miei sbalzi d’umore, ma poi, so chiedere scusa quando esagero.

alla pulizia, mi danno fastidio gli odori, sono molto sensibile nell’olfatto. Però, anche in questo caso, con garbo riesco a far capire quando bisogna intervenire. Tu hai una bellezza piuttosto naturale, piaci anche per questo? Penso piaccia la “verità”: inutile provare a spacciarsi per qualcosa che non si è, bisogna essere onesti. Non amo ricorrere al foto-ritocco: sono consapevole della mia femminilità, che è più marcata di tante donne che ho conosciuto nella mia vita. Richieste assurde te ne hanno mai fatte? Eccome. Un paio di volte mi han chiamato dei preti; non ho mai saputo se erano veri o meno ma ho sempre chiuso la conversaizone. O capita che a volte mi chiami qualcuno che vuole farmi indossare gli abiti della madre: è una cosa che ho sempre trovato viscida e squallida, non accetto mai cose simili e tronco subito ogni contatto. Quando si parla di madri, si tocca un tasto dolente con me.

Una curiosità, come si svolge una tua giornata-tipo? Vivo la notte. Fondamentalmente, la mia giornata inizia alle 7 di sera e finisce alle 8 del mattino, poi dormo tutto il giorno. Non ho tanto tempo, ne voglia, di andare per locali come in passato. Sono molto una donna di casa, cerco di riposare più che posso; al massimo la domenica vado al cinema con gli amici stretti. In effetti fai un lavoro non paragonabile ad altri più comuni. Si, non sono di certo la classica commessa, con tutto il rispetto per quel lavoro, si intende (ride). Ho un mio giro di persone affezionate, che mi cercano con costanza: sarà perchè, anche nei periodi lavorativi più pieni, sono sempre stata molto paziente e non mi sono mai atteggiata; non mi piace far fretta e lavoro sempre in modo corretto.

Hai un sogno nel cassetto da realizzare? Sicuramente tornare a lavorare nel mondo della moda, ho un piccolo negozio di abbigliamento insieme a due amici in Brasile. Ma anche se sono lontana cerco sempre di partecipare e consigliare, è la mia passione ed ho sempre l’occhio sulle novità, vivendo in Italia che ne è patria!

E’ importante sapersi rapportare con le persone. Si. Di carattere io sono tranquilla con tutti e per questo si trovano bene e diventano assidui. Unica cosa, io tengo tantissimo

Un messaggio per i lettori del Piccole Magazine? Essere onesti con se stessi e verso gli altri; e portare sempre rispetto.

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Dayane Callegare dice “addio” al mondo dell’hard 40


Dayane Callegare dice “addio” al mondo dell’hard Dayane Callegare è considerata una delle transex più belle del globo. Brasiliana di Curitiba, a sud del Paese, ma cresciuta a San Paolo e Rio de Janeiro, ha lunghi capelli biondi, viso d’angelo e fisico esplosivo. E’ stata per diversi anni una star di film hard a livello internazionale ma ora ha deciso di dire”addio” alle scene: l’abbiamo raggiunta telefonicamente per farci spiegare da lei il perchè.

Il tuo successo a cosa è stato dovuto, secondo te? Sono una bella ragazza con grandi seni, bellissimo sedere (grazie al quale sono stata in copertina su tanti giornali e di tanti film). Sono un incontro perfetto tra il corpo di una donna e un viso da principessa. Una bambola davvero completa dalla testa ai piedi. Pronta a fare diventare tutte le fantasie più sexy, realtà (ride).

Ciao Dayane, allora, sappiamo che hai lasciato i riflettori del mondo dell’hard. Prima di spiegarci il perchè, ci racconti come hai iniziato? Ciao a tutti voi. Grazie alle mie doti e alla mia bellezza ho iniziato presto a fare film, avevo appena compiuto 18 anni. Nella mia carriera ho conosciuto e lavorato con tanti personaggi importanti di quel giro, registi ed attori come Rocco Siffredi, Joel Silvera, Stanley Miranda, John Stagliano, Nacho Vidal e tanti altri. Per anni, lavorare nel mondo del porno è stato glamour, era un’ epoca veramente bella e piena di energia!

Ti sei fatta una fantastica auto-promozione! Sei simpaticissima! (ride) Grazie, grazie...Ho un carattere forte, se c’è qualcosa che non va, non mi lascio mai andare giù! Però so essere anche dolce e so apprezzare le cose migliori della vita. Torniamo un attimo indietro, a quando sei arrivata in Italia. La prima volta, sono arrivata a Bologna nel 2003. Ho conosciuto subito delle persone fantastiche che mi hanno aiutato ad inserirmi e con le quali tutt’oggi conservo un rapporto di stima, fiducia ed orgoglio. Nel tempo libero a cosa ti piace dedicarti? La cosa che mi piace di più fare è, quando arrivo in una città nuova, provare il cibo tipico e il vino di quel posto e regione! Poi, amo prendermi cura di me stessa, tengo tantissimo all’igiene.

E poi cosa è successo, cosa ti ha portato ad abbandonare le scene? Non c’è più ‘glamour’ e serietà come prima. Una volta era tutto più patinato e di un certo livello, oggi, tanti ragazzi giovani, magari solo perchè hanno un pene grande pensano di poter fare film e reggere i ritmi. Ma di Rocco ce ne è uno ed ha avuto successo perchè, per i tempi di allora, era estremamente “coraggioso”. In più, ora tantissimo porno è “amatoriale” e chiunque si definisce pornostar, ma così non è. Invece per me bisogna avere una produzione, una regia e un cast serio per poter dire di fare film seri.

Ora che non giri più film, hai comunque mantenuto il tuo altro lavoro da escort di lusso? Si, per ora. Ma non sono di certo per “tutti”, sono di alto livello e per pochissimi. Mi piacciono gli uomini dominanti che sanno quello che vogliono e senza fronzoli. Sono solo per quelli che non si accontentano niente di meno che del meglio.

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Nella tua esperienza, perchè alcune persone si rivolgono alle escort? Cercano di realizzare le fantasie con una ragazza bella ed estremamente curata, con “qualcosa” in più! Spesso neanche loro san no che quello che vogliono esattamente è proprio quello ed è per questo che impazziscono per noi trans. Come fai a mantenerti così in forma? Per manteneremi in forma...(sospira). Qui in Italia è una sofferenza (ride) perchè è il Paese dove si mangia meglio al mondo: quindi, sono fregata. Comunque, durante la settimana niente carboidrati, nel week end invece mi concedo di mangiare a mio piacere.

Fate felici la vostra Lei regalandole la bellissima sexy lingerie di Grey Velvet, della linea 50 Sfumature. Questo kit è composto da un perizoma in pizzo con due piccoli fiocchi in raso e strass, un balconcino in pizzo aperto con fiocco in raso e strass, due copricapezzoli in paillettes argento con nappine e una maschera nera effetto pizzo con strass per far risaltare il vostro sguardo. Abbinatelo alla maliziosa FRUSTA DESIGNER FLOGGER FETISH, per solleticare, stuzzicare e tormentare il vostro partner con dozzine di fronde scamosciate. Trovate tutti i prodotti nel sexy shop Boutique “I Trasgressivi“.

Hai un sogno nel cassetto? Si, quello di aprire una attività tutta mia, in Brasile. Di che genere ancora non ci ho pensato. Infine, lancia un messaggio per i nostri lettori! Non credete a tutto quello che vedete in Internet, affidatevi solo a siti seri, come quello dove mi potete trovare in esclusiva da anni!

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Nitta Miyuki “Vorrei accanto una persona che mi ama veramente�

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Nitta Miyuki “vorrei accanto una persona che mi ama veramente” Viso da bambina e corpo perfetto da modella: abbiamo intervistato la stupenda Nitta Miyuki, caliente e dolcissima brasiliana attualmente in tour in giro per l’Italia.

Come sei entrata nel mondo delle escort? Ci sono entrata per necessità quando mi hanno cacciato di casa, avevo bisogno di soldi per sostenermi.

Ciao Nitta, presentati ai nostri lettori! Ciao a tutti voi. Sono Nitta, una brasiliana transessuale di 30 anni, nata a Foz do Iguacu. Sono in Italia dal 2011 ed ora vivo a Sanremo e sto frequentando un corso da truccatrice professionista. Mi descriverei come una persona educata e corretta.

Come vivi la tua professione? Il lavoro come escort direi che a volte non è facile. Io che vivo in regola, penso che sarebbe meglio se pagassimo le tasse come succede negli altri Paesi EU: qui in Italia non c’è un codice identificativo per la mia professione (per maggiori chiarimenti http://www.lucciole.org/content/view/11/3/)

Che hobby hai nella vita? Il mio hobby è conoscere posti dove non sono mai stata. Per essere sempre in forma vado spesso in palestra ad allenarmi e il resto del mio tempo libero lo dedico al cinema e alla lettura.

Cosa cercano le persone da te? Credo che cercano il sogno, il desiderio nascosto. Il sesso selvaggio e proibito: lo definirei così. Qual’è la richiesta che ti fanno più spesso? La domanda che mi fanno piu spesso le persone è chiedermi se io, come trans, preferisco essere più passiva o attiva. Io rispondo che nel sesso ho imparato a farmi piacere entrambe le cose.

Come mai hai deciso di venire in Italia? Prima vivevo in Spagna e Portogallo. Ho deciso di venire in Italia perchè mia bisnonna era italiana. Stando qui, ho fatto amicizia con un’altra trans che viveva a Torino. Una curiosità su di me...pensa che sono stata la prima trans a sposarsi in Italia, in Liguria. Ed anche la prima a divorziare (ride).

Ti saranno capitati molti episodi bizzarri e curiosi nella tua attività. Un episodio bizzarro posso raccontarlo: una volta un cliente mi aveva chiesto di praticargli il fisting e mi nsono spaventata a morte perchè era entrato tutto il braccio, ovviamente con un guanto di latex! L’episodio curioso invece è che una volta ho ricevuto una coppia e la fidanzata di lui è venuta a cercarmi giorni dopo perchè voleva avere una relazione con me!

Tu parli senza problemi della tua transessualità. Com’è stato il tuo percorso? Come per quasi tutte le trans brasiliane è stato brutto, nel senso che a 16 anni sono stata espulsa di casa. Già da quando avevo 14-15 anni ero molto femminile e così la gente non mi chiamava con il mio vero nome di battesimo. Mi chimavano Miyuki perchè i miei occhi erano piccoli.

Hai un desiderio che vorresti realizzare da qui a qualche anno? Certo, vorrei comprare una casa tutta mia e avere accanto una persona che mi ama veramente.

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Intervista alla bellissima

Miss Dea

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Miss Dea

Un sogno diventato realtà Come ti descriveresti di carattere? Ho un carattere a volte un po’ difficile, sono molto determinata e perfezionista ed anche molto affettuosa.

Vi presentiamo Bellissima Miss Dea, trans italo-brasiliana di 23 anni, attualmente a Bologna. Nata sotto il segno della vergine, è incredibilmente femminile, dolce, delicata e passionale, è un mix esplosivo tutta da conoscere.

Un pregio e un difetto del tuo lavoro? Il pregio è che mi ha dato l’opportunità di conoscere tante città, paesi e anche di realizzare un po’ dei miei sogni. Un difetto è il rischio che possono accadere a volte brutte cose, non si sa mai con chi si ha a che fare.

Ciao Miss Dea, grazie del tuo tempo. Grazie a voi. Sono Miss Dea, vengo da Brasilia, la bellissima capitale del Brasile. Lavoro come truccatrice ed escort. Che hobby hai nella vita? Mi piace molto andare in palestra, al cinema e ache viaggiare. Adoro anche passeggiare per le vie del centro, soprattutto nelle grandi città, e fare shoppingn scegliendo fra gli stilisti italiani, perchè penso che siano straordinari. La moda italiana è famosa in tutto il mondo.

Cosa cercano secondo te le persone da una escort? Cercano una trasgressione, una psicologa, a volte anche una amica con cui parlare dei problemi della vita. Quale è il segreto del tuo successo? E’ essere in pace con me stessa, corretta e determinata.

Come mai hai deciso di venire in Italia, da quanto sei qui? Per scappare della brutta situazione in Brasile, dai pregiudizi verso noi trans e da tutte le situazioni brutte che le persone come noi sono costrette a vivere lì. Ormai sono in Italia da 11 anni e sono molto felice, diciamo che ho ritrovato qui un po’ di pace.

Cosa ti piacerebbe fare da qui a qualche anno? Il mio più grande sogno è quello di ritornare a vivere in Brasile. Quale è il motto della tua vita? Io dico sempre “piantare sempre il bene per non raccogliere una brutta tempesta”.

Come hai affrontato il tuo percorso di transizione? E’ stato difficile? Non è stato difficile, fin da piccola ho sempre saputo che ero diversa, poi con il tempo ho iniziato a capire cosa avevo di diverso. Ai tempi era più difficile affrontare questa transizione, però ho avuto la fortuna di trovare persone che mi hanno aiutato in questo lungo percorso. E come sei entrata nel mondo delle escort? Per la mancanza di opportunità di un altro tipo di lavoro, essendo trans non è facile da trovare. Ho studiato, fatto corsi ma niente. Però ho sempre la speranza di cambiare un giorno ancora una volta la mia vita. 46


Sabrina Delopez “Dico sempre quello che penso!�

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Sabrina Delopez “dico sempre quello che penso!” Viso provocante e un corpo da sogno: abbiamo intervisto Sabrina, bellissima trans brasiliana, molto dolce, sensuale e decisamente simpatica. Conosciamola meglio.

delle escort e c’era molta richiesta. Io mi sono incuriosita e così eccomi qui. Ti senti a tuo agio, in questo mondo così particolare? Direi di si. Quando andavo a ballare o in giro, mi si avvicinavano continuamente uomini che mi offrivano regali per andare da loro. Visto che comunque la mia famiglia non è agiata, come tantissime altre purtroppo in Brasile, ho pensato che sarebbe stato più facile vivere in questo modo, almeno per un po’.

Ciao Sabrina, raccontaci un po’ di te. Ciao a tutti voi. Sono una donna trans, mi chiamo Sabrina Delopez e sono nata in Brasile, nella città di Belem-Parà, sotto il segno dei gemelli. Vieni dal Paese della samba, ti piace ballare? Si, tantissimo! Ballo qualsiasi tipo di musica, le danze sudamericane mi divertono tanto! Mi piace anche mantenermi in forma, mangiare cibi sani e fare lunghe passeggiate.

Sei decisamente schietta! Sono precisa, a volte rigida come pensiero ma sono sempre sincera e dico quello che penso. Una cosa positiva e una negativa del tuo lavoro? La cosa positiva è che raggiungi i tuoi obiettivi economici in fretta. Il brutto è che non hai mai tempo per pensare veramente a te stessa e quindi a volte la salute ne risente.

Tu sei una donna trans. Ti va di raccontarci come hai vissuto tutto? Già quando avevo 5 anni ricordo che avevo il desiderio di vestirmi da donna. Poi, a 14 anni ho iniziato a prendere gli ormoni femminili, che da subito hanno avuto effetti femminilizzanti sul mio corpo. A 18 anni sono andata via di casa.

Le persone con cui lavori, come si comportano con te? Quasi tutte bene. Cercano un divertimento particolare senza limiti, a volte si mettono a parlare a ruota libera, tanti sono delusi dall’amore. Diciamo che in me cercano un misto tra sesso, compagnia ed affetto!.

La tua famiglia come ha reagito al tuo cambiamento? Mia mamma e mia sorella mi hanno accettato, mio padre inizialmente ha fatto fatica e ci era rimasto male...però, pian piano, visto che comunque sono rimasta una ragazza perbene, mi ha accettata ed oggi è il mio migliore amico! Andiamo insieme in qualsiasi posto e mi chiama con il mio nome da donna (sorride felice).

In ultimo, pensi che continuerai a fare questo lavoro per sempre o ti piacerebbe dedicarti anche ad altro? Sicuramente un giorno smetterò ed aprirò un negozio di estetica tutto mio, mi piace avere a che fare con tutto quanto è moda e bellezza!

Raccontaci, come mai hai deciso di venire in Italia? Anni fa ho conosciuto una trans che mi ha raccontato che lavorava nel mondo

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Nina Lear

debutta sul piccolo schermo! 49


Abbiamo chiacchierato piacevolmente con la bellissima Nina Lear, che recentemente ha partecipato al programma televisivo di Paolo Bonolis “Avanti un altro” in onda su Canale 5. Ci siamo fatti raccontare da lei qualche “chicca” del dietro le quinte della trasmissione ed abbiamo voluto conoscerla meglio. Nina si è rivelata una ragazza davvero di classe, spigliata e dotata di una cultura vivace.

dopo, per registrare il programma! Non ho avuto molto tempo per rifletterci, sono partita e poi avete visto come è andata! Il provino l’hai superato brillantemente infatti! Si, ho risposto correttamente a quasi tutte le domande ed ho ricevuto i complimenti dallo staff. Una bella soddisfazione, non è facile come sembra!

Ciao Nina, è un piacere conoscerti! Ti va di presentarti ai nostri lettori? Sono Nina una semplice ragazza brasiliana, nata a gennaio sotto il segno del capricorno. Mi sono trasferita in Italia nel 2002 con l’intenzione di scoprire un mondo nuovo! Mi è piaciuto molto tutto ciò che ho trovato e qui sono rimasta.

Ci vuoi svelare qualche curiosità o retroscena del programma? Beh, quando sono arrivata a Roma, alla stazione ho trovato un’autista di Mediaset ad attendere me ed altri concorrenti con un taxi. Arrivati agli studi, lo staff ci ha spiegato le dinamiche di gioco e, dopo averci offerto dei cestini pranzo ed aver sbrigato la parte amministrativa e legale, ci ha portato dalla costumista. Lei ha controllato i nostri abiti, che, come concordato telefonicamente in precedenza, dovevano essere carini e “televisivamente accettabili”, ovvero non dovevano essere di colore verde o viola e soprattutto senza marchi, loghi o scritte che riconducessero a firme o sponsor.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Non ho un passatempo particolare: mi piace fare tante cose...leggere, camminare (mi rilassa moltissimo), cucinare, non fare niente! (ride) Lo shopping non mi piace troppo, perchè spesso vedo troppe cose che mi piacciono e ho pochi soldi da spendere, però mi piace girare per le città, vedere posti nuovi e camminare tanto per le città e i paesi. Hai partecipato recentemente al programma tv di Paolo Bonolis “Avanti un altro”. Come è nato tutto? Si, ho partecipato da concorrente ad una puntata di “Avanti un altro”, il celebre quiz televisivo in onda su Canale 5. Ma prima vorrei fare un salto indietro e raccontare tutti i retroscena ed il lavoro che c’è alle spalle di questo programma, all’apparenza semplice ma che richiede tanti dettagli e soprattutto tante persone affinché il tutto riesca alla perfezione in ogni puntata. Certo Nina, dicci pure come è andata. Ho visto l’annuncio del casting ed ho chiamato. Poi, un giorno, ho ricevuto una chiamata dallo staff della trasmissione, che mi hanno chiesto di recarmi a Roma 2 il giorni 50


Le ragazze e le donne in generale passano poi in sala trucco e parrucco e ne escono trasformate! (ride). Alle 14:00 poi iniziano le registrazioni dello show. Il resto...guardatelo in televisione e vi divertirete! Ora una domanda di bellezza: come fai a tenerti così in forma, dicci qualche tuo segreto! Cerco sempre di mangiare bene, tanta frutta e verdura, mangio sempre poco nei pasti, per non pesare sulla digestione e bevo molta acqua per tenere il corpo sempre idratato! Soprattutto raccomando a tutti di dormire bene!

Continuano i nuovi arrivi nella sexy shop Boutique “I Trasgressivi”. Tra le novità, un must per tutto il 2018: sono tornate di gran moda le bodystocking, ovvero tutine intere: noi vi presentiamo la sensualissima Bodystocking Seduction realizzata con calze a trama romantica lavorate a maglia di qualità. Ha uno scollo profondo ampio aperto e giarrettiere per un look da boudoir. La trovate disponibile in taglia unica nella sezione abbigliamento donna della boutique. Se volete aggiungere un tocco hot a tutto il vostro look, acquistate senza indugio gli anelli per capezzoli Pleasure And Pain di 50 Sfumature Di Grigio… la serata svolterà in maniera del tutto inaspettata, garantito!

Chi sono i tuoi artisti preferiti? Nella scena italiana mi piace molto la Ventura e la De Filippi: le trovo due donne di grinta. Poi, mi piace Ilary Blasi e Belen perchè sono di una bellezza scintillante! Degli uomini ammiro Gerry Scotti ed ovviamente il meraviglioso Paolo Bonolis. Tra gli artisti stranieri, mi piace tantissimo la favolosa Angelina Jolie! Se tu fossi un libro, quale ti piacerebbe essere? Se fossi un libro...adoro Shakespeare i suoi libri che parlano d’amore, quell’amore che non esiste più ai giorni d’oggi!

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E se tu fossi un cibo invece? Sarei due pietanze che mi piacciono molto: le tagliatelle e la fiorentina! Sono un’appassionata del mangiar bene, ma sempre sano. Che progetti hai per il futuro? Il futuro lo vedo pieno di opportunità! Sono una persona ambiziosa e mi piacerebbe diventare la nuova first lady del Presidente Trump (ride maliziosa). Grazie Nina per la tua gentilezza. Grazie a voi di Piccole Magazine. Vi lascio con questo messaggio: “Dai ad ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita!”. 51


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4 MILA CONCUBINE

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4 MILA CONCUBINE Il piacere attraverso la storia

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Nei paesi islamici un uomo può sposare una nuova moglie solo se ottiene il consenso della o delle precedenti e deve dimostrare di poterle mantenere, assicurando a ciascuna di esse un uguale tenore di vita. La sessualità fa parte dell’islam, che vanta una delle più vaste produzioni di opere letterarie erotiche, esistenti al mondo. Questa letteratura contiene trattati di anatomia illustrati in ogni dettaglio, romanzi di avventure erotiche e pornografiche, poesie erotiche, manuali con descrizione minuziosa delle pratiche più spinte. Molte di queste opere sono considerate oscene e proibite in molti paesi, ma mostrano la reale concezione della sessualità del mondo mussulmano. I racconti erotici di Mille ed una notte anticipano l’opera Così fan tutte, creata nel 1790 da Mozart e dal libertino Lorenzo da Ponte. Infatti, in un racconto, il fratello del califfo, per dimostrargli la vera natura delle donne, lo convince ad appostarsi segretamente nell’harem e nascosto assiste alla scena della moglie che viene soddisfatta da una ventina di prestanti schiavi. In un altro racconto dal titolo Il Giardino profumato, il narratore traccia il ritratto dell’uomo che piace alla donna:”

i narra che nel IX secolo d.C. il califfo Al-Mutawakkil avrebbe posseduto 4mila concubine.. La poligamia sarebbe stata legalizzata da Maometto allo scopo di assicurare una vita rispettabile alle vedove, oppure, sarebbe la continuità delle tradizioni tribali in Medio Oriente. Qualunque sia l’origine della poligamia nell’Islam, essa viene vista come la volontà di Allah per aiutare l’uomo a non macchiarsi del reato di adulterio e gli concesse di sposare fino a quattro mogli. Maometto non era un asceta; era profondamente umano e conosceva bene le passioni del corpo. Il Profeta con le sue mogli e concubine fornì l’esempio a tutti i Mussulmani. Un detto di Maometto recita:”Tre cose io amo al mondo: la preghiera, i profumi e le donne”. Le residenze dei califfi, considerati successori del Profeta, si ispirarono alla rigida separazione degli spazi, per cui gli ambienti destinati alle donne erano proibiti agli uomini che non fossero parenti. Così nacque l’harem, una parte del palazzo dove poteva accedere solo il sovrano ed i suoi eunuchi. Nel secolo scorso molti paesi di religione islamica hanno regolamentato la poligamia, mentre Tunisia e Turchia l’hanno abolita. 54


E’ colui che ha un membro grosso, forte, vigoroso e duro, lento a eiaculare e, dopo che ha emesso il seme, subito pronto a una nuova erezione”. Nell’erotismo mussulmano c’è anche l’omosessualità, nonostante le condanne ufficiali; un poeta alla corte del sultano cantava: “Non c’è niente di meglio di quattro palle che sbattono e fan vento” (Abu Nuwas 750810 d.C.). Nel Libro dei consigli, un padre dice al figlio: “Non limitare la tua preferenza a un sesso solo; puoi trarre piacere da entrambi, senza che nessuno ti prenda in antipatia”. Il potere di sedurre dei giovani efebi, adolescenti effeminati, fu colto da Maometto, che esortava a guardarsi: “ dai figli dei ricchi, la cui bellezza è fonte di danno più grande delle vergini”. Per questo i rapporti omosessuali furono severamente proibiti dal diritto islamico. Il Corano parla della sodomia che viene punita con una pioggia di pietre di argilla infuocata.

La giurisprudenza islamica prese alla lettera questo passo e gli omosessuali venivano lapidati. L’ultima esecuzione di questo tipo risale al 1998 in Afghanistan, nella città di Kandahar. Comunque, l’omosessualità è praticata in ogni paese mussulmano, anche se non viene ammessa. La rigida separazione tra i sessi contribuisce durante la pubertà a creare rapporti tra i ragazzi. “In tutte le società dove il gruppo prevale sull’individuo, le apparenze sono sempre da salvaguardare. Quella che a noi sembra solo ipocrisia, nell’islam è sempre servita a mantenere l’ordine, evitando trasgressioni plateali”, così ci dice un’esperta antropologa. Quel che è certo è che la donna, nella sessualità islamica, è stata sempre segregata. La cultura araba fu così fin dai primi passi della religione mussulmana. L’avvento del Dio unico soppresse il culto delle divinità femminili, sancendo il trionfo del maschio sulla femmina e la fine della donna come simbolo dell’amore, della vita, della fertilità. A questa eclisse corrispose uno svilimento della condizione sociale della donna, che così veniva vista solo come strumento al servizio dell’uomo. E peggio, secondo una sociologa “la donna divenne simbolo dell’irragionevolezza e del disordine, discepola del diavolo. E l’eccitazione che provoca divenne un incubo, impedendo all’uomo di controllarsi”. Ecco perché, nel Corano, si legge:”gli uomini sono preposti alle donne”.

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MILLE E UNA NOTTE

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MILLE E UNA NOTTE Il piacere attraverso la storia

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ell’Islam il senso del pudore è una ossessione, perché le donne debbono essere coperte con determinate prescrizioni, ma nello stesso tempo, l’Islam non è contrario al piacere. Lo dimostra la promessa del Corano di un paradiso popolato da vergini, che assicurerebbero a chi si comporta secondo gli insegnamenti di Maometto “uno stato di erezione perfetta” ed un “orgasmo celeste” lungo ottanta anni. Per la dottrina mussulmana, il piacere è un diritto ed un dovere dell’uomo e della donna, purché avvenga nel matrimonio. “Dio ha creato l’uomo e la donna in un determinato modo e se esiste lo stimolo sessuale, questo deve essere assecondato, ma anche guidato affinché non produca eccessi”. L’Islam è una religione che distingue sempre tra lecito ed illecito; l’amplesso può essere un dono di Dio se praticato nel matrimonio o il più terribile dei crimini se trasgredisce la legge. Un teologo mussulmano sostiene che “essendo gli arabi molto dotati sessualmente per natura, anche quelli più timorati praticano una intensa attività sessuale, ma Dio vede nel cuore degli uomini e offre loro un

dono contro il diavolo: il matrimonio”. Infatti, “il matrimonio smorza la concupiscenza, allontana il pericolo degli appetiti sessuali e impedisce le scostumatezze del corpo: un ausilio per la salute dell’anima”. Fuori dai rapporti stabiliti dal diritto c’è la tentazione, la corruzione, il caos. Proprio per evitare il caos, Dio permette, attraverso la “shari’a”, la legge islamica, varie forme di sesso legale: il concubinato, la poligamia, e per gli Sciiti, un contratto matrimoniale temporaneo. “La shari’a definisce scrupolosamente ciò che è permesso mostrare, ma sancisce altrettanto chiaramente il principio secondo il quale la necessità rende lecito il proibito”. Ad esempio: “Stai morendo di sete? Bevi vino anche se è proibito; Stai morendo di fame? Puoi anche mangiare il maiale”. L’Islam è dunque una religione pragmatica ed i mussulmani hanno creato numerose eccezioni ai precetti più rigidi. Quando nei paesi islamici vigeva la schiavitù un uomo poteva possedere un numero illimitato di concubine. Di loro poteva godere a suo piacimento, senza violare alcuna regola religiosa. 57


Era un privilegio riservato ai ricchi e gli harem erano diffusi, come descritti nei racconti di Sheherazade, la concubina narratrice delle Mille e una notte, capolavoro della letteratura erotica, che si svolge alla corte di Baghdad (Siria). Al-Amin, figlio del califfo Harun al Rashid, nel IX secolo, organizzava orge aperte a uomini e donne. A questi festini notturni, partecipavano componenti delle più alte cariche religiose, gli Ulema ed i Cadi, che erano i dottori della legge ed i giudici. Narra uno storico siriano, descrivendo una notte di feste nel palazzo del visir: “Ci si liberava da ogni pudore e da ogni ritegno. Ci si abbandonava alla crapula, all’ebbrezza e alla dissolutezza. Quei Cadi erano i più famosi e rispettati giureconsulti dell’epoca. E tutti bagnavano la barba nella bevanda proibita (il vino) e di quella si spruzzavano l’un l’altro, nudi e danzanti, coperti di ghirlande”. Lo storico, poi, aggiunge che all’indomani i religiosi magistrati ritornavano alla purezza ad al rispetto delle regole del loro onorato ufficio. In fin dei conti, le stesse cose accadevano nei palazzi cardinalizi ed alla corte del papa a Roma, non resta che dire: tutto il mondo è paese !

“Le ricette di Suor Carlo. Un transgender in convento” di Erika Solavaggione Il libro racconta le vicissitudini di una suora che porta dentro di sé un enorme segreto. Grazie al sostegno delle sorelle, della madre Superiora e della sua passione per la cucina, riuscirà a ritrovare se stessa migliorando fisicamente e mentalmente, mettendo a tacere i suoi tormenti e le sue paure. Per acquistare il libro clicca qui.

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Incesti, stupri e prostituzione nella Bibbia 59


Incesti, stupri e prostituzione nella Bibbia Il piacere attraverso la storia

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morto. Tamar, che voleva continuare la specie, si era travestita da prostituta ed aveva avuto un rapporto sessuale con il padre dei mariti. Più dell’onor poté il digiuno, così la vedova Ruth, per evitare una vita di stenti, seguendo il consiglio della suocera Noemi sedusse il vecchio Boaz. La Bibbia narra che “Boaz mangiò e bevve, con il cuore allegro, se ne andò a dormire

e trasgressioni sessuali che oggi sarebbero considerate reati sono piuttosto numerose nell’Antico Testamento. La carnalità nella cultura biblica non ha niente a che fare con il desiderio sessuale, fatta eccezione per il “Cantico dei Cantici”. La carnalità è collocata in un contesto strettamente connesso alla fertilità. Nella società ebraica la fertilità era una preoccupazione fondamentale ed i sovvertimenti dei codici sessuali avvenivano continuamente nella lotta per assicurarsi una discendenza. In questo, è esemplare la storia delle figlie di Lot: “La maggiore disse alla minore: ’Nostro padre è vecchio e non c’è più nessuno sulla terra per mettersi con noi, come si usa in tutta la terra. Vieni diamo da bere del vino a nostro padre e corichiamoci con lui, perché possiamo conservare la razza di nostro padre’”; così si legge nella Genesi, 19;31-32 . Tamar, arrivò a prostituirsi con il padre di suo marito pur di rimanere incinta. Infatti, il patriarca Giuda aveva maritato il figlio maggiore Er a Tamar, ma l’uomo era morto, perciò aveva sposato la vedova al secondogenito Onan. Onan però aveva preferito “spargere il proprio seme” (masturbandosi) o praticando il coito interrotto, piuttosto che avere un figlio che portasse il nome del fratello

all’estremità dei covoni (n.d.r.: di paglia). Allora lei venne pian piano, gli alzò la coperta dalla parte dei piedi, e si coricò”. I testi biblici usano ripetutamente le espressioni come “giacere” o “coricare” e “conoscere” per indicare il rapporto sessuale. Le donne nel Vecchio Testamento sono alquanto attive e pongono in essere inganni, raggiri e vendette; così la moglie di Putifarre tentò di sedurre lo schiavo del marito Giuseppe, ma questi per fedeltà al padrone la respinse e lei lo accusò ingiustamente di averle tentato violenza. La vivacità erotica, ma anche intellettuale, di tutte queste donne, indica l’importanza del sesso e della discendenza che da esso derivava, perché stabiliva chi faceva parte di quella società e quale livello occupava.

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figlio concepito nel peccato. Amon, il primogenito di re Davide, violentò la sorellastra Tamar ed a vendicare lo stupro fu Absalom, il fratello della fanciulla, che l’uccise scatenando una guerra civile. Tutto in famiglia, con ogni sorta di violenza, come si incontra in certe serie televisive come “Trono di spade” o “Viking”. Tutto questo però, per volontà di Dio che si manifesta attraverso il profeta Natan dicendo contro re Davide: “Prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro, che si unirà a loro alla luce di questo sole”. Infatti, Absalom, durante una pausa della battaglia, andò nella camera da letto di Davide e godette delle sue concubine. Fu un atto di forza che usurpava il potere familiare e politico del re e si trasformò in una violazione sotto gli occhi di tutti. Comunque, le trasgressioni erotiche si rivelarono positive per il futuro di Israele e Dio sembrerebbe aver usato due pesi e due misure pur di promuovere il destino del popolo eletto.

Non bisogna dimenticare che in quell’epoca, mentre la madre era sempre certa, il padre non lo era quasi mai, così gli ebrei stabilirono che la linea di discendenza di sangue, contrariamente agli altri popoli, era data dalla donna e non dall’uomo. Un altro importante aspetto è il concetto che gli Ebrei avevano di se stessi: si sentivano puri e prediletti di Dio, mentre gli altri popoli non lo erano ed allora occorreva evitare ogni rapporto sessuale con gli stranieri, ma ci sono delle eccezioni e quando accadono si giustificano con un disegno divino per fare ancor più grande Israele. La storia di Dina, figlia di Giacobbe, narra della vendetta degli Ebrei per una violenza sessuale. Sichem, un principe Ivreo che era un popolo nemico degli Ebrei, vide Dina e la rapì per usarle violenza, ma si innamorò di lei e la chiese in sposa per un matrimonio riparatore. Giacobbe ed i fratelli della fanciulla acconsentirono ma a condizione che il popolo Ivreo si circoncidesse secondo la tradizione ebraica. Lo stratagemma riuscì e quando i maschi Ivrei furono temporaneamente inabili per la circoncisione vennero sterminati. Così l’organo che aveva compiuto il reato (il pene) diventò lo strumento con cui la vittima fu vendicata. I grandi personaggi biblici hanno spesso avuto forti legami con il sesso: re Salomone aveva 700 mogli e 300 concubine, ma non gli bastavano e divenne l’amante della regina di Saba. Re Davide, padre di re Salomone, si invaghì di Betsabea, moglie di un suo generale. Mentre il guerriero combatteva per lui, il re ne godeva la moglie e arrivò a farlo uccidere in battaglia per potersi sposare con Betsabea e far nascere legittimamente il 61


LA BIBBIA EROTICA

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LA BIBBIA EROTICA Il piacere attraverso la storia

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a parola Bibbia, dal greco antico, significa “Libri”; il suo testo ha una infinità di traduzioni ed interpretazioni, ma particolarmente si distingue la diversità tra la Bibbia Ebraica e quella Cristiana. La Bibbia Cristiana include più libri di quella Ebraica, per cui si distingue in Nuovo (I Vangeli sulla vita di Cristo e le Lettere degli Apostoli) e Vecchio Testamento. La parola testamento significa patto, quindi la Bibbia Cristiana ci narra della Vecchia e Nuova Alleanza tra l’uomo e Dio; la Vecchia con la sola tribù di Israele; la Nuova con l’umanità intera. La Bibbia è colma di storie erotiche, molte delle quali sarebbero oggi perseguite a norma di Legge. Sono racconti spesso edulcorati da traduzioni infedeli, per renderle compatibili alla morale che si è voluta instaurare, e comunque sono poco divulgati perché imbarazzanti. Basta ricordare le molestie sessuali di due vecchi a Susanna, episodio che ispirò gli artisti fin dal medioevo; oppure la violenza sessuale incestuosa fatta a Tamar dal fratellastro Amnon, che fu poi ucciso da Absalom, il fratello di lei; la seduzione di Ruth verso Boaz, dove sarà lei a sedurre lui infilandosi nel suo letto.

Ed ancora, le molestie della moglie di Putifarre, comandante delle guardie del faraone, verso Giuseppe, che il marito aveva acquistato come schiavo; oppure l’incesto delle figlie di Lot con il padre; la prostituzione di Tamar con il patriarca Giuda, attraverso un espediente, per cui la donna si presentò velata e l’uomo non riconobbe in lei la moglie del figlio, da qui il detto “Occhio non vede, cuore non duole”. Il racconto più erotico della Bibbia è certamente il Cantico dei cantici, attribuito a re Salomone e scritto attorno al IV° secolo a.C., in cui si racconta la passione tra un uomo e la sua amante. Per la interpretazione ebraica il racconto sarebbe una metafora, perché l’uomo rappresenta Dio e la donna Israele, così altro non sarebbe che l’unione di Jahvè e il suo popolo. Qui è importantissima la traduzione, da cui si genera l’interpretazione, perché con la lettura letterale delle parole il testo è esplicitamente erotico, diversamente può assumere una veste mistica. Questo breve esempio, rende bene l’idea. “Dolce è il tuo frutto nella mia bocca./Portami nella cantina./Piantami il tuo stendardo amore”. Qui lo stendardo rappresenterebbe il fallo, che l’interpretazione della Chiesa trasforma in simbolo dell’amore mistico, traducendo la frase così: “Dolce è il suo frutto al mio palato./Mi ha introdotto nella cella del vino 63


/ e il suo vessillo su di me è amore”. Anche il letterale “Dolce è il tuo frutto nella mia bocca”, richiama realisticamente ad un rapporto orale, terminato il quale la donna chiede la penetrazione con le frasi successive. L’atteggiamento di Gesù su usi e costumi del suo tempo fu spregiudicato e trasgressivo, perché era spesso in contrasto con le leggi giudaiche. In materia di sesso descrivere la posizione di Gesù è molto difficile, perché se ne interessa pochissimo; infatti, nel Nuovo Testamento, su circa 300 indicazioni comportamentali solo 3 sono riconducibili ad indicazioni sul sesso. La sua attenzione era rivolta alla fede ed alla venuta del regno dei cieli, quindi i primi cristiani credevano che la fine del mondo fosse imminente e per questo Gesù ha un atteggiamento di libertà in materia di sesso, non entrando nel merito del giudizio. Esplicativo è l’episodio dell’adultera: Gesù non prende una posizione sulla legge, che prevedeva la lapidazione, ma lancia una sfida “chi è senza peccato lanci la prima pietra”, in modo che la donna rimanga senza accusatori; un modo abile di annullare l’ostacolo aggirandolo. I Vangeli apocrifi, quelli che nel tempo la Chiesa ha escluso, sono narrate effusioni e rapporti amorosi tra Gesù e Maria Maddalena ed allora i teologi ufficiali hanno stabilito che questo linguaggio erotico risponde a esigenze interpretative proprie di scuole estranee alla realtà dei fatti. Quegli episodi narrati sarebbero da interpretare in modo allegorico, come simboli. E’ come se due bugiardi si scambiassero l’accusa di menzogna, chi dice la verità ? In realtà, i precetti sui peccati sessuali entrarono nella dottrina cristiana dopo la scrittura dei Vangeli, perché il tempo passava e la fine del mondo non arrivava, così occorreva regolamentare la vita dei vivi in questo mondo; fu solo allora che presero forma le norme che i cristiani erano tenuti

a seguire. L’inganno si cela nella parola che può dire due cose autenticamente diverse, dunque Maria, la madre di Gesù, era vergine o semplicemente solo giovane ? Nella versione greca del Vangelo di Matteo, Maria è definita “parthènos”, che significa sia “vergine”, sia “giovane donna” ed è quest’ultima la più probabile e ragionevole traduzione della parola. Quest’ultima traduzione non contrasta con l’intento degli evangelisti di dare una prova della potenza di Dio, perché loro volevano sottolineare che Maria era troppo giovane ( oggi sarebbe pedofilia) per il parto e la sua gravidanza era un evento eccezionale. Come fu eccezionale il caso di Sara, moglie di Abramo (suo fratellastro e qui troviamo un altro incesto benedetto), che ebbe il suo primo figlio a 90 anni, grazie all’intervento di Dio. La verginità fisica di Maria divenne tale e perpetua solo dopo il secondo Concilio di Costantinopoli nel 553 d.C., a seguito di lotte interne tra correnti della Chiesa. La verginità era un valore aggiunto anche nella cultura classica sostenuta dal filosofo Platone, basti ricordare le vergini vestali che accudivano il fuoco perenne, ma anche la mitologia greca esalta la verginità come simbolo di forza interiore, di cui la dea Atena o Minerva e Artemide, o Diana, erano portatrici. Minerva ebbe un figlio ed anch’ella rimase vergine perché fu concepito con il dio Efesto, non a seguito di un coito, ma di una eiaculazione su di una sua gamba; la dea si ripulì con una tela di lana che abbandonò a terra ed il grembo di Gea (madre terra) portò a termine la gestazione. Il bimbo che nacque fu chiamato Erittonio e dea lo allevò in gran segreto e lo rese immortale. 64


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Astrologia, Amore e Sesso

L’uomo della BILANCIA: famiglia, lavoro, corpo 66


L’uomo della BILANCIA: famiglia, lavoro, corpo Astrologia, amore e sesso

I

l bambino della Bilancia è facile da educare, non da dispiaceri ai genitori, ma vuole seguito attentamente perché è un pò mutevole ed influenzabile dagli amici. L’indipendenza della sua vita sentimentale comincia presto; trova una compagna stabile giovanissimo e di lei sarà veramente geloso. In una unione ben riuscita, l’uomo della Bilancia ingrassa facilmente e si imborghesisce, anche se rimane un ottimo compagno. Tenderà ad essere nervoso perché sensibile; amerà essere lodato e disprezzerà la compagna che lo sottovaluta; infatti la considerazione degli altri è importantissima per lui. La Bilancia ha bisogno di sentire il consenso e che ciò che fa è apprezzato. Quest’uomo ha la tendenza ad avere dei cali psichici ed in tali periodi può diventare “inesistente”. Non è un gran lavoratore, perché ama troppo le gioie della vita ed organizzare il suo tempo libero è la sua attività preferita. Non è estremamente tenace e neppure un lottatore, ma solitamente riesce ad

arrivare. Questo per i suoi modi concilianti e per la sua capacità di evitare di prendere le cose di petto. E’ fatto per le attività in cui si richiede “saper fare”, per le pubbliche relazioni e le arti, per le quali ha talento. Possiede grande capacità nell’aggirare gli ostacoli per arrivare e poiché il suo grande alleato è il tempo, sa aspettare per vincere, là dove gli altri si gettano con troppa immediatezza. Gli piace vivere gradevolmente e sa spendere il denaro con eleganza; si cercherà occupazioni che rendono bene e per le quali la fatica sia accettabile ai suoi parametri di mancanza di eccessi; l’arte in tutte le sue manifestazioni presenta per lui questa possibilità. Lavorare accanto ad una Bilancia e viverle vicino è sempre facile, a meno che non si tratti del tipo morbosamente vanitoso. Questo tipo vive in costante adorazione del proprio ego ed è quindi di scarsa utilità a sé ed al prossimo. Gli uomini della Bilancia che si presentano esteticamente belli sono veramente sopra la media. 67


Possiedono un tipo di bellezza regolare; l’ovale del volto ed il taglio degli occhi è di quelli che si ricordano; lo sguardo è sempre vivo e possiede una forte attrazione. La Bilancia in gioventù è sempre snella, ha gambe lunghe, ma tende ad appesantirsi con gli anni. Gli uomini di questo segno non hanno grande resistenza fisica e debbono alternare le loro attività con un dosato riposo. Il metabolismo può essere lento; l’acido urico, il diabete e tutte le malattie legate al sistema renale sono da temere. La Bilancia ha la pelle delicata, soffre di allergie e di disturbi al sistema venoso. Ha un modo particolare di camminare che la fa riconoscere a distanza ed il camminare per lei è importante perché accelera il ricambio metabolico. Le lunghe passeggiate sono assolutamente necessarie per salvarla da un precoce invecchiamento, a cui l’uomo della Bilancia è soggetto; quindi l’attività fisica è fondamentale per conservarsi in buona forma.

“Teresa e le sue vie” di Gabriele Mastropaolo Teresa è una transgender. Come tante, fa la prostituta, e batte il lungomare di Palermo. Come le sue colleghe è vittima di pregiudizi ma a dispetto di esse non cerca il riconoscimento altrui. Teresa già riconosce a sé stessa la propria identità, la propria sessualità, la propria dignità. Per acquistare il libro clicca qui.

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Astrologia, Amore e Sesso

L’uomo della VERGINE: famiglia, lavoro, corpo 69


L’uomo della VERGINE: famiglia, lavoro, corpo Astrologia, amore e sesso

I

nia e dimostra quanto vale. E’ dotato di intelligenza, capacità organizzative e serietà professionale: lavora per guadagnare e per affermarsi, affermando quella superiorità che gli manca negli affetti. Nel lavoro batte tutti per capacità, dedizione ed anche pignoleria. Il lavoro viene prima di ogni altra cosa, poi c’è il resto. La sua tendenza a programmare tutto in anticipo, a calcolare, a fare statistiche, lo salva da sorprese sgradevoli.

l bambino della Vergine è attaccatissimo alla famiglia nella quale si muoverà con ordine, serietà e diligenza, responsabilità e senso del dovere. Lui conta sulle proprie forze e non attende aiuti da altri; anzi, avvertendo l’insufficienza delle proprie capacità comunicative, creerà dei ponti aiutando gli altri. L’uomo della Vergine è sempre pronto a fare “un piacere”, concedendo anche l’aiuto economico e questo per lui è tantissimo, perché attento al denaro. L’unione per lui è un passo calcolato sulla base di motivi pratici; tutto deve rispondere a regole di economia, perché della miseria ha il terrore. Alcune unioni dei nati in questo segno vengono distrutte dall’attaccamento al denaro e dai continui brontolii che avanza verso la compagna ed i figli per problemi economici. Le cose possono andare bene con una donna di forte personalità, capace di organizzarsi e che sa infondergli sicurezza quando cade vittima di angosce; inoltre, questa compagna deve sapere affrontare le sue continue critiche con umorismo; diversamente, nulla reggerà. Il lavoro è l’autentica passione dell’uomo della Vergine, che in esso scarica ogni ma70


Queste sue qualità possono diventare un limite che gli impedisce di arrivare troppo in alto; non rischia ed allora finisce per dirigere nell’ombra, senza essere il capo. L’uomo Vergine può avere contemporaneamente diverse attività, ma in ogni caso, parte dai dettagli per costruire l’insieme. Una sua caratteristica è l’evoluzione di ciò che fa, percorrendo lentamente una scala di crescita, ma ciò che gli riesce meglio è nei mestieri che richiedono calcoli precisi, tecnici. Una morbosità dell’uomo Vergine è il senso di rivalità nei confronti dei propri colleghi o collaboratori. Quest’uomo non ha una salute di ferro; si occupa continuamente del proprio fegato, delle sue emicranie, della vitalità che vorrebbe sempre maggiore. La sua resistenza alla fatica è di origine nervosa: è decisamente un neurovegetativo. Essendo un realista sa dosare con metodo quanto gli è necessario per vivere.. E’ un igienista, ama il potere della medicina, sa essere moderato nel mangiare e cerca di resistere al bere, che è un suo punto debole. A volte diventa bevitore per vincere la pressione bassa ed il suo cattivo umore. Soffre di disturbi gastrici e tutto l’apparato digerente è delicato. Esiste una spiccata tendenza ai disturbi nervosi determina da una costante preoccupazione per l’avvenire, spesso priva di fondamento.

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E’ l’ansia per il domani, perché, in fondo, non tutto è programmabile e calcolabile con certezza assoluta. Purtroppo, l’esaurimento nervoso è un disturbo che molti uomini della Vergine finiscono per incontrare. 71


Astrologia, Amore e Sesso

L’uomo del LEONE: famiglia, lavoro, corpo 72


L’uomo del LEONE: famiglia, lavoro, corpo Astrologia, amore e sesso

L

’uomo del Leone adora avere una famiglia, perché in questo ambito esercita le sue passioni: dominare, insegnare ed educare. Generalmente sceglie un ambito semplice ed una compagna pronta ad accettarlo come maestro; una donna a cui può insegnare a vivere ed alla quale riesce a dare la sua impronta. Se l’unione gli risulta un errore cerca fuori casa quello che non ha. Spesso i Leoni hanno due o più famiglie, ma è sempre generoso con esse e con i figli, con i quali esprime fortemente il suo dominio e il diritto all’insegnamento, portando però ad una oppressione che li portano a non temere e capire il padre. Ha crudeltà consapevoli ed inconsce, ma si comporta sempre da gran signore. Il Leone ha un modo di fare che gli conferisce distinzione, indipendentemente dalla sua estrazione sociale. Ha una natura patriarcale e rispetto alla vita moderna il suo animo è antico; ha una profonda venerazione per i parenti ed ha un profondo rispetto per i genitori. Il Leone ha un indomabile ambizione, che sovente lo porta al successo, e quando per raggiungerlo gli occorre

una preparazione che non ha, cerca di crearsela. Quest’uomo vuole arrivare in alto, ragiona in grande; per lui la partenza in ogni cosa è importante e la prepara e costruisce minuziosamente. Ama brillare ed impressionare gli altri; è adatto a tutte le attività nelle quali la sua personalità può affermarsi con libertà d’azione. E’ un uomo che riesce a comunicare e dirige i suoi subalterni con grande benevolenza; il rapporto con loro non è certo paritario ma protettivo ed affettuoso. Il Leone soffre di simpatie ed antipatie, agisce spesso d’impulso sbagliando nella scelta dei suoi collaboratori; cade facilmente vittima di lusinghe e di personaggi che con lui sono cerimoniosi. Se è un uomo importante è attorniato da una corte di adulatori; può essere circondato da parassiti che lo portano alla miseria, perché economicamente pesi inutili. Il Leone guadagna facilmente il denaro, ma i guadagni vengono dissipati attraverso il suo bisogno di emergere dagli altri; il tenore di vita è sempre superiore alle entrate ed i debiti fanno parte della sua vita. 73


Il Leone, se non è moralmente evoluto, a causa della sua sete di potere, può diventare un personaggio che trae profitto dalla buona fede altrui ed essere il prototipo del truffatore. Per loro è facile raggirare le anime semplici perché hanno un aspetto imponente ed un fare pomposamente accattivante. L’estrema e qualche volta assurda generosità, l’indulgenza verso i propri peccati di vanità ed anche di gola, possono portarli ad una vecchiaia piena di stenti; quindi è importantissimo per lui sapersi amministrare. L’aspetto caratteristico del Leone è il suo modo di camminare sempre eretto, come se portasse sul capo una corona. Gli occhi sono espressivi e lo sguardo magnetico danno la certezza di forte personalità. Il Leone ha bisogno di recuperare le energie che spende, quindi deve alternare all’attività periodi di riposo; non ha paura del male fisico e non teme gli interventi chirurgici perché vuole stare bene il più presto possibile, poiché considera ogni malattia una calamità. Il cuore ed il sistema circolatorio sono i suoi punti deboli; con il passare degli anni tende all’arteriosclerosi, a disturbi degli occhi ed alla spina dorsale.

“L’arte di essere normale” di Lisa Williamson David Piper ha quattordici anni, ed è sempre stato un emarginato. I suoi genitori sono convinti che sia gay, a scuola è vittima dei bulli. I suoi due migliori amici sono gli unici a sapere la verità: David sente di essere una ragazza. Leo Denton viene da una realtà disagiata e, al suo primo giorno alla prestigiosa scuola di Eden Park, ha un solo obiettivo: passare inosservato. Ma ben presto cominciano a circolare voci sulla sua espulsione dalla scuola precedente. E il fatto che la bella e popolarissima Alicia si innamori di lui non aiuta a tenerlo lontano dai guai… Quando Leo prende le parti di David in una lite con i bulli della scuola, nonostante le diffidenze di Leo tra i due nasce un’inaspettata amicizia. Ma le cose stanno per diventare ancora più complicate, perché alla Eden Park i segreti non rimangono tali a lungo, e presto tutti scopriranno quello che Leo sta disperatamente cercando di nascondere. Per acquistare il libro clicca qui!

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Astrologia, Amore e Sesso

L’uomo del CANCRO: famiglia, lavoro, corpo 75


L’uomo del CANCRO: famiglia, lavoro, corpo Astrologia, amore e sesso

I

che vorrebbe guadagnare molto denaro per avere una alta considerazione nella società. La mancanza di questa considerazione lo turba e se realmente esiste apre il dubbio sulla propria capacità di realizzazione. I suoi sogni sono importanti e molteplici, ma rischia di sognare e basta, perché vive una seconda esistenza nella propria fantasia, che crea un mondo irrealizzato. L’incertezza che caratterizza la prima giovinezza lo porta a trovare la propria strada solo in età avanzata. I mestieri che riguardano la tecnologia ed il modernismo sono difficili per lui, perché sa dare il meglio solo in un lavoro in cui coinvolge la propria personalità.

l periodo più felice della vita del Cancro è l’infanzia e la prima giovinezza. Il bambino del Cancro è estremamente difficile da educare perché sensibilissimo. Una educazione sbagliata e rigida lo può fortemente traumatizzare. L’infanzia è per lui un ricordo rifugio nel quale idolatra la figura della madre. Ogni donna verrà paragonata alla figura della madre e può diventare una compagna definitiva solo quella che si adatta ad essa. Il Cancro ama fortemente i figli, ma la sua vita coniugale è difficile perché ha momenti in cui si estranea chiudendosi in un proprio personale guscio. La vita familiare risulta difficile anche per l’inconcludenza nel guadagnare denaro di questo segno, che pur ama le comodità e gli agi che questo procura. L’uomo del Cancro, a volte, preferisce la solitudine ad una convivenza che percepisce penosa. Il Cancro divenuto anziano si divide dagli altri con un muro di incompatibilità, che viene giudicato come eccentricità, mentre la sua è la rivolta di un animo sensibile contro un mondo che gli rifiuta l’amore. In lui vive la contraddizione di un sognatore 76


Lui deve sentire quello che fa ed è adatto alle professioni che aiutano il prossimo, come il medico, lo psichiatra o il prete, come il biologo o il naturista. Inoltre, molti guaritori e medium appartengono a questo segno sensibilissimo. Se riesce a contenere e gestire i propri sogni con progetti realizzabili riesce a raggiungere il successo ed a guadagnare quel denaro di cui ha sempre tanto bisogno. L’aspetto del Cancro è privo di contorni precisi ed imperativi; non sono mai molto alti ed il loro corpo ha sempre qualcosa di flaccido, anche quando sono giovani. Il viso è spesso grande e rotondo; gli occhi hanno sovente lo sguardo acquoso, un po’ smarrito e vuoto. Il Cancro soffre in genere di malattie che riguardano il metabolismo; soffre il diabete e trattiene l’acido urico. Il sistema neurovegetativo è molto fragile; le emozioni vengono avvertite con molta intensità e gli procurano disturbi allo stomaco, ulcere o coliti. E’ veramente importante per il Cancro tenere alto il processo metabolico attraverso lo sport e la vita all’aria aperta.

L’anello fallico vibrante Ohare XL Rebbit è in morbido, impermeabile ed elastico silicone nero. Studiato per consentire il mantenimento dell’erezione del pene e per la stimolazione del clitoride, si caratterizza per una testa vibrante con due orecchie che ricordano quella di un coniglio, sempre in silicone, che durante la penetrazione, unitamente alla vibrazione del corpo vibrante, stimolano il clitoride. Se utilizzato insieme al Gel Stimolante Donna Clitorisex 25 ml di Joydivision, il piacere aumenterà ulteriormente. Infine, il motore vibrante, con 3 differenti programmi vibranti, si estrae facilmente per consentire una semplice e rapida pulizia dell’anello con appositi toy cleaner, come lo Spray Bodylube 150 ml di Cobeco Pharma, che mantiene l’elasticità del silicone. Trovate tutti i prodotti nello shop online “I Trasgressivi“. Per acquistare clicca qui!

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Come vivono le detenute trans a Rebibbia

Riportiamo l’intervista di Gay News a Leila Pereira Daianis, esponente dell’Associazione Libellula, a proposito delle condizioni delle detenute trans in carcere.

Le problematiche carcerarie legate alle persone transgender sono moltissime. Spesso si sente parlare di assenza di diritti anche i più elementari: è cosi? Era così ma attualmente, grazie all’intervento delle associazioni come Libellula, la situazione è migliorata e i diritti sono più rispettati. Nel carcere di Rebibbia nel “reparto trans” vi erano molti problemi ma noi abbiamo lavorato molto soprattutto per controllare i disagi e la conseguente collera delle detenute trans in riferimento alla ghettizzazione. Abbiamo lavorato molto con incontri ma anche attraverso l’esperienza teatrale come strumento di consapevolezza e autostima.

S

volgere attività di volontariato nelle carceri italiane è sempre difficile soprattutto a causa di problemi legati al sovraffollamento e all’assenza di moltissimi servizi. Secondo gli ultimi dati del ministero della Giustizia al 31 marzo 2018 i soggetti detenuti (compresi quelli in attesa di giudizio) sono 58.223, di cui 19.811 stranieri. Per le persone trans, poi, non abbiamo un numero preciso. Ma per loro il carcere è un luogo di ulteriori sofferenze caratterizzato da ghettizzazione e maggiore discriminazione. Da tempo nel Paese, alcune associazioni trans e non operano all’interno di queste strutture con esperienza e professionalità. A Roma nella casa di reclusione di Rebbibia porta il suo sostegno e il suo aiuto l’Associazione Libellula. A Leila Pereira Daianis, che ne è esponente di spicco, abbiamo fatto alcune domande per comprendere qualcosa di più al riguardo.

Quale sono le vostre principali iniziative all’interno e all’esterno del carcere in sostegno delle persone trans? Tutti i mercoledì, dalle ore 16:00 alle ore 18:00, teniamo aperto uno sportello e cerchiamo di ascoltare le loro esigenze e richieste. La maggior parte delle persone transgender detenute, essendo stranie79


re, ha bisogno di contatto con le autorità diplomatiche dei loro Paesi per contattare i propri familiari. Quando escono cerchiamo di dare sostegno con una ricerca di lavoro e c’impegniamo a inviarle, secondo le diverse necessità, ad altri servizi territoriali. Alcune vengono rimpatriate e altre, invece, chiedono dal carcere protezione internazionale. Molte purtroppo tornano a prostituirsi, perché rassegnate come ex detenute o prostitute. La prostituzione per queste persone è l’unico mezzo di sostentamento.

detenute transgender. Numericamente quante siete a lavorare a Rebibbia? Di Libellula siamo in quattro ad alternarci. Le altre associazioni hanno sempre due persone ciascuna. C’è qualche storia di successo, conseguito col vostro operato, che puoi raccontarci? Purtroppo è difficile parlare di successo. Nel carcere le donne trans sono isolate nel reparto maschile dagli altri detenuti e quando escono sono ancora più fragili. Più di una ha affermato che si sente più protetta all’interno del carcere che fuori. Molte sono dipendenti da alcool e droga. Una, ad esempio, era felicissima perché una comunità cattolica per tossicodipendenti aveva promesso di accoglierla. Quando hanno però saputo che si trattava di una persona trans e per di più Rom hanno rifiutato, affermando che non c’erano più posto. Non abbiamo una casa per accogliere le persone trans in misura alternativa al carcere. Con riferimento, soprattutto, a soggetti MtF alcune sono riuscite ad essere rimpatriate e non vogliono mai più tornare in Italia. Altre sono uscite dalla detenzione e hanno trovato un compagno. Avere precedenti penali significa non trovare un lavoro e

Alta presenza di persone trans immigrate in carcere. Puoi dirci quali sono i Paesi maggiormente rappresentati a Rebibbia? Al carcere di Rebibbia la maggior parte delle persone detenute trans sono soggetti MtF e straniere: 80% brasiliane, 7% colombiane, 5% argentine, 2% ecuadoriane, 2% peruviane, 1% marocchine, 1% tunisine. E poi per il 2% italiane. Come è oggi il rapporto tra voi volontari e l’istituzione carceraria a Roma? Dopo tanti anni di attività sono aumentate le azioni e sono cresciute le associazioni che intervengono nel reparto carcerario delle persone trans. Ho iniziato a svolgere la mia azione di volontariato quando ancora facevo parte de Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Nel 1998 si è costituita presso il Comune di Roma una Consulta cittadina permanente per i problemi penitenziari. E da allora ad oggi abbiamo realizzato tantissimi progetti sia a livello locale che nazionale per la tutela dei diritti delle e dei detenuti. Il Circolo Mario Mieli e l’Associazione Libellula hanno sempre avuto un’attenzione importante verso le persone

regolarizzarsi. Posso però affermare che per noi la storia di una donna trans brasiliana, laureatasi, in carcere può definirsi un grande un successo. Come quella d’una detenuta trans di nazionalità argentina che, condannata a una pena molta lunga, ha deciso di riprendere i suoi studi. E quest’anno inizia il primo anno d’Università. Ma questi casi sono purtroppo molto rari. 80


GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA VISIBILITÀ TRANS: alcune riflessioni

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a pochi anni il 31 Marzo è conosciuto nelle comunità trans come la Giornata internazionale della visibilità trans. Precisamente dal 2009 quando l’attivista trans (ovviamente) americana Rachel Crandall denuncia la mancanza di un giorno dedicato alla celebrazione e all’orgoglio delle persone trans nelle comunità LGBT+ e nella società in generale. Certo, ne abbiamo bisogno. Siamo in tanti/e a rivendicare il diritto ad autodeterminarci e a esistere come persone con un’esperienza trans che la cultura cis-eteropatriarcale vuole arginare, nei suoi modi standardizzati e violenti, in un sistema binario che contempla solo “donne vere” e “uomini veri”. In cui il significato di “vero” non è deciso da noi, dai nostri desideri, dalle nostre conoscenze, dalle visioni che abbiamo di noi stess* e della realtà. Dobbiamo però anche riconoscere il carattere posticcio di questo evento, importato gratuitamente dagli Stati Uniti e mancante della indelebile emotività di altre giornate pubbliche come il Transgender Day of Remembrance (TDOR) che ricorda le vittime della violenza transfobica patriarcale e attorno al quale le nostre comunità si raccolgono ogni anno. Cosa vuol dire visibilità o invisibillità? E cosa vuol dire definire un concetto in maniera univoca in una comunità plurale, sfaccettata e a tratti frammentata dove pratiche e forme di vita si sovrappongono con fantasia, dolore, amore e analisi cliniche? Nelle nostre esperienze quotidiane la questione della visibilità ha un impatto costante, tanto che parlare di una giornata a essa dedicata sembra a tratti quasi ironico, tragico e paradossale. La visibilità materia-

le, della carne imperfetta che si mostra allo sguardo del ciclope, di una carne che viene interpretata con occhio cis non ci abbandona mai, così come il significato sociale e le conseguenze materiali del cosiddetto passing, agognato, imposto e/o rifiutato. Baluginanti insegne di parrucchiere in notti senza luna. Al Pride abbiamo (forse) la possibilità di mostrare tette e cicatrici, sentendoci parte di una realtà LGBT+ più vasta. E nella giornata della visibilità siamo noi a voler essere visti/e e considerati/e, ad andare oltre la mera visibilità dei nostri corpi per visibilizzare quelle realtà che ci circondano, che ci controllano e che ci attraversano. La violenza istituzionale che ancora vuole patologizzarci, la normalizzazione e il razzismo che permettono ad alcuni/e di noi di accedere a una relativa accettazione, creando gerarchie sociali che dobbiamo combattere, o anche il precariato che ci rende ancora più vulnerabili. Siamo corpo ma non solo. Siamo processi, siamo idee, pensieri, siamo politica ed è questo che dobbiamo mettere in scena oggi. La storia dei movimenti trans ci ha dato, e continua a darci, la possibilità di costruire narrative alternative che ci rappresentano e che ci permettono allo stesso tempo di farci ascoltare. Non basta accettare che le persone trans esistano, bisogna cambiare il modo di pensare alle categorie donna/uomo, modificare il linguaggio, organizzare gli spazi e le procedure non solo in un’ottica di inclusione delle esperienze trans, ma in modo da dare centralità a voci e conoscenze specificatamente trans. Visibilizzare una prospettiva trans. 81


Leyna Bloom: una modella trans per Victoria’s Secret?

L

forte segnale d’inclusione ed accettazione per la comunità transgender. Vediamo se Victoria’s Secret sarà disposta a mettersi in gioco, visto che i responsabili dei provini di ammissione, già nel 2013 avevano rifiutato la modella trans Carmen Carrera. Ma non solo lei, tra le escluse eccellenti ci sono anche le super modelle Bianca Balti, Sara Sampaio e Jasmine Tookers. Riuscirà Leyna a coronare il suo sogno e spiccare il volo là dove tante altre hanno dovuto invece “chiudere le ali?”.

eyna Bloom è una modella transessuale di Chicago (Illinois, Stati Uniti) che negli ultimi giorni sta facendo parecchio parlare di se. Si è infatti auto-candidata alla nota casa di moda di intimo femminile Victoria’s Secret per poter prendere parte alla sua prossima sfilata, un vero e proprio evento mediatico che ogni anno raccoglie i telespettatori in adorazione di corpi scultorei e perfetti e dove sono selezionate a sfilare solo le top-models più belle al mondo. Leyla è stata cresciuta con amore dal papà, attivista per i diritti lgbtqi e che ha sempre sostenuto la figlia nel suo percorso di transizione, fin da quando era piccola. La carriera professionale di Leyna come modella è iniziata pochi anni fa, nel 2014, ma ha già sfilato alla New York Fashion Week per diversi stilisti ed è stata la prima modella trans di colore a posare, l’anno scorso, per l’edizione indiana di Vogue, giornale “bibbia” della moda. Ora, la sfida da lei lanciata è quella di essere la prima modella trans tra gli “angeli” in passerella (si chiamano così perchè le modelle indossano vistose ali decorative) e sicuramente, la sua presenza all’ambitissimo evento lancerebbe un 82


Maratona di Boston: per la prima volta correranno 5 donne trans

S

volta storica per l’antica maratona di

un centro di salute e difesa della comunità

Boston, che si svolgerà il prossimo 16

Lgbt di Boston, affermano che non ci siano

aprile. Dopo la sua apertura alle parteci-

effettive prove di un vantaggio atletico

panti donne nel 1972, quest’anno, risultano

per le donne trans: “spesso anzi affronta-

infatti iscritte per correre nella categoria

no effetti collaterali come disidratazione,

femminile almeno 5 donne transgender. I

lentezza e resistenza ridotta”. In ogni caso,

funzionari di gara hanno permesso uffi-

nel 2016 i funzionari olimpici hanno emesso

cialmente alle persone trans di competere

nuove regole secondo cui le donne transes-

nelle categorie maschile o femminile, a se-

suali possono competere solo se i loro livelli

conda del genere sessuale con cui si iden-

di testosterone rimangono al di sotto di un

tificano. Tom Girllk, presidente della Boston

certo limite. Regole che sono generalmen-

Athletic Associaton, ha dichiarato: “Pren-

te seguite in tutte le competizioni d’élite,

diamo le persone in parola e registriamo

come le maratone di Chicago, Londra, Los

le persone come si specificano. I membri

Angels e New York, che hanno aperto an-

della comunità Lgbt hanno avuto molto da

che loro le porte alle persone transgender.

affrontare nel corso degli anni e preferiremmo non aggiungere anche questo peso”. Il dibattito è aperto: molti sono convinti che le donne trans abbiano un vantaggio fisico rispetto alle donne, appunto perchè biologicamente diverse di nascita; dall’altra parte, medici esperti come il dottor Alex Keuroghlian, direttore dei programmi di istruzione e formazione presso il Fenway Institute, 83


Rettifica dell’anagrafe per donna trans

L

a Corte d’Appello di Torino ha rettificato una sentenza del Tribunale del capoluogo piemontese, che nel 2017, sulla base di una consulenza psichiatrica, aveva negato ad una donna trans - che non intendeva sottoporsi ad alcuna operazione di cambio di sesso - il diritto a essere riconosciuta donna all’anagrafe. La causa era iniziata nel 2016: la donna, oltre a prendere ormoni femminilizzanti, si era sottoposta a mastoplastica e ad altri interventi di chirurgia estetica sul volto, ma non voleva ricorrere all’operazione per cambiare gli attributi maschili. Il giudice di prime cure, a cui la donna si era rivolta per vedersi riconosciuto il nuovo stato all’anagrafe, non aveva però ritenuto il percorso completo e quindi avevano bocciato la richiesta. Una sentenza che ha fatto discutere, in quanto aveva riacceso il dibattito se

fosse giusto o meno che certa “scienza psichiatrica”, potesse monopolizzare la vita delle personi transessuali. L’intervento dell’Avvocato Alexander Schuster, di Trento, a cui la donna si è rivolta, ha poi ribaltato la decisione in fase di appello, quando è stata riconosciuta a pieno titolo “donna” all’anagrafe. La Corte d’Appello ha estromesso dalla decisione il Ministero dell’Interno, che in primo grado era stato citato per esprimere il proprio parere, e l’avvocato ha espresso piena soddisfazione, definendo la nuova decisione “importantissima, perchè corregge la prassi inacettabile di alcuni Tribunali. Lo Stato etico è bocciato, la pubblica amministrazione non può decidere chi siamo e chi vogliamo essere”. Dunque, un ulteriore passo in avanti verso la tutela della dignità e dei diritti fondamentali delle persone. 84


Svezia: risarcimento di 22mila euro per le persone trans costrette ad operarsi per cambiare genere

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ll’inizio della scorsa settimana, il Parlamento Svedese ha deciso che ogni persona transgender che nei 41 anni in cui è stata in vigore la legge che costringeva le persone trans ad un intervento chirurgico come premessa al riconoscimento dell’identità di genere (abrogata nel 2013), otterrà un risarcimento economico pari a 22.000 euro. Le persone da risarcire sono stimate in circa 700. Già lo scorso anno, il ministro della Salute Gabriel Wilkström aveva dichiarato che il governo voleva presentare questa legge: si tratta di una svolta storica, in quanto si tratta del primo testo di questo genere ad essere approvata nel mondo. La Federazione Svedese per i diritti delle persone lgbtq ha accolto con entusiasmo l’approvazione del provvedimento. “Ci battiamo per questo dal 2013 – ha dichiarato Emelie Mire Åsell, portavoce del gruppo per le persone trans ed intersex

- da quando la legge che obbligava alla sterilizzazione è stata abolita. I soldi non possono eliminare il danno di avere perso le capacità riproduttive contro la propria volontà, ma il risarcimento economico è un passo importante perché lo Stato faccia ammenda verso tutte quelle persone costrette a questo trattamento”. La Svezia ha dunque voltato pagina, girando le spalle ad una norma barbara, in quanto la sterilizzazione, laddove non voluta, obbligava le persone transgender ad una scelta non facile. Da una parte la rinuncia a vedersi riconosciuto il genere modificando i documenti; dall’altra il doversi sottoporre ad operazioni non desiderate ed anche, per alcune persone interessate, vedersi negare la possibilità di concepire un figlio biologico. La norma avrà validità legale dal 1° maggio e concederà di avviare la pratica entro il limite tassativo di due anni.

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IL PENSIERO E’ LIBERO

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i sono dei principi che hanno valore universale, ovvero si applicano a tutte le categorie; diversamente non sono universali. La libertà di pensiero è il “principe” di questi principi e trova riscontro quando ci confrontiamo con un pensiero che non condividiamo ed anziché cercare di reprimerlo, cerchiamo di capirlo: ancor che “capire” non significa “condividere”. E’ ovvio che accettare il pensiero di chi la pensa come noi è estrem amente facile: mettiamo le nostre opinioni davanti ad uno specchio e le vediamo. E’ difficile capire le ragioni altrui ed in questo ci addentriamo. Mons. Corrado Sanguinetti, Vescovo di Pavia, ha recentemente espresso in una scuola pubblica, ad una platea di adolescenti, che l’omosessualità è disordine della natura. La notizia ripresa da organi di stampa ha destato scalpore ed indignazione in diverse

associazioni, stigmatizzando che l’affermazione è “omofoba”. Il vescovo ha testualmente detto: “omosessualità non è peccato ma qualcosa di disordinato rispetto all’ordine della natura”, ed ancora : “non sarà quella strada a farti felice”. Premettiamo che la fonte dell’affermazione è un vescovo, ovvero, un qualificato esponente della Chiesa; appartiene ad un “ordine” a cui ha liberamente aderito rinunciando al “principio della verità oggettiva” per aderire ad una religione e come tale fondata sul dogma. Il dogma è un principio assoluto affermato come verità indiscutibile: contraria alla ragione, alla scienza, alla natura (es.: la madre di Gesù è vergine, o, nell’Ostia c’è il corpo di Gesù, ed ancora, Dio è uno e trino). Dunque, quando parla un vescovo occorre capire da chi e come arriva l’affermazione.

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Il vescovo dice e concede che l’omosessualità non è peccato; il peccato non è una categoria della ragione ma una distinzione che si effettua attraverso l’adesione ad una dottrina religiosa; se io non aderisco a quella religione “oggettivamente non commetto alcun peccato”. Ecco perché l’omosessualità è un problema per i Cristiani Cattolici Apostolici Romani e non per altri. Per il vescovo l’omosessualità è un disordine della natura, perché la Chiesa concepisce la natura come un ordine del divino creatore, il quale ha fatto il sesso come strumento della procreazione. Poiché l’omosessualità non consente in via “naturale” la procreazione, per la Chiesa è “un disordine della natura”. Tutto questo è molto normale per un vescovo, il quale, secondo il punto di vista della sua fede, può affermare che “non sarà quella strada (ndr.: l’omosessualità) a farti felice”, poiché la felicità si consegue solo in Dio. Dunque, smettiamo di scandalizzarci di ciò che è ovvio ! La libertà ci consente di aderire o meno ad una religione e fortunatamente lo Stato italiano è laico ed allora ci basterà pensare e dire che lo ha detto un vescovo, punto e basta.

“Sconvolti. Viaggio nelle realtà transgender” di Chiara dalle Luche e Roberta Rosin Il libro si snoda attraverso un itinerario dove la Disforia di Genere appare attraverso il percorso di transizione di Andrea e Sara. Due vite, due transessuali che hanno deciso di andare fino in fondo. L’opera diventa strumento per riflettere su alcuni temi che trovano poco dibattito, discussione e comprensione. Desiderare il possibile, mettere insieme i pezzi dell’intero tra frammentazione e ricostruzione, riempire il vuoto, soffermarsi sulla teoria degli opposti, ondeggiare tra noto ed ignoto, sconvolgersi e acquietarsi, sognare l’altra faccia di sé, è possibile. Andare oltre la zona d’ombra attraverso informazioni utili sulla varianza di genere ed il transgenderismo sono inoltre presenti per un percorso di conoscenza alla luce del modello della Psicologia Funzionale e del protocollo ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere). Per comprare il libro clicca qui.

Diversamente saremo perennemente in lite per le opinioni altrui: i cattolici perché nelle scuole si insegnano teorie gender o trans gender; i laici perché i cattolici predicano i principi della loro fede con dogmi e annessi peccati. Vivi e lascia vivere; vai a letto con chi ti piace e vivi felice. Punto e basta! 87


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Il Piccole Magazine Aprile 2018  

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