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Spedizione in abbonamento postale -45% Poste Italiane Spa – Spedizione in A.P. D.L. 353/03 (Conv. 27/02/04 L. 46) Art. 1 comma 1, DCB Asti. Numero 1 - Anno 2013. In caso di mancato recapito rinviare all'Ufficio P.T. 14100 Asti CPO detentore del conto, per la restituzione al mittente che si impegna a pagare il relativo importo

Anno

62° Periodico della Federazione Provinciale COLDIRETTI

numero

ASTI

COLDIRETTI

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26 gennaio 2013


m m a r i o

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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I 10 anni che hanno cambiato la nostra agricoltura

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Torna Oscar Green

Vino: stop alle “bolle pazze”

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L’Europa premia la rendita e non il lavoro

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2013: chi può andare in pensione?

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Inaugurata “Agri macelleria”

Speciale Misura 111 - Contributi per le cantine; L’uso delle gelatine in enologia; Contributi per le grandinate del 5 agosto 2012; Registrazione affitti fondi rustici; Condizionalità, deroga rotazioni colturali, Sicurezza macchine agricole; Stoccaggio e distribuzione reflui zootecnici.

Sommario

Direzione, Redazione, Amministrazione: 14100 ASTI Corso Felice Cavallotti, 41 Tel. 0141.380.400 Fax 0141.355.138 e-mail: stefano.zunino@coldiretti.it www.coldiretti.it Periodico ufficiale Coldiretti Anno 62° numero 1 - 26 gennaio 2013* Realizzazione grafica e stampa Riflesso – S.r.l. F.lli Scaravaglio & C. Reg. Trib. di Asti n.44 del 20-04-1949 Direttore Resp.: Antonio Ciotta Vice Direttore: Stefano Zunino Pubblicità: Impresa Verde Asti srl – Riflesso scarl Tel. 0141.380.400 – 0141.590425 Abbonamento annuale: Euro 20,00 *Data di chiusura del giornale

argomenti in evidenza

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So


Elezioni politiche Dovrebbe essere una opportunità...

Editoriale

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di Antonio Ciotta, direttore Coldiretti Asti

e elezioni, in un paese normale (sic!), di norma, sono una immancabile opportunità per il ricambio della classe dirigente. Nel particolare l’Italia ne avrebbe tanto bisogno: da uno studio fatto da Giovani Impresa Coldiretti di circa un anno fa, emergeva che la classe dirigente del nostro Paese, da quella politica a quella della pubblica amministrazione, dalle forze sociali ai sindacati, ha un’età media tra le più alte dell’Unione Europea. Questo naturalmente non facilita la concretizzazione di un percorso di innovazione che sarebbe necessario fare e dall’altro canto, non semplifica la lettura delle scelte e dei provvedimenti assunti da parte delle generazioni più giovani che per desideri, aspettative e sogni si trovano abbastanza distinti e distanti dall’attuale governo della politica e dell’economia del nostro bel Paese. È pertanto normale auspicare un forte ricambio generazionale fra coloro che, visto l’appuntamento di fine febbraio, andranno a ricoprire l’incarico di parlamentare della Repubblica italiana. Ma tutto ciò basterebbe a ridare fiducia e speranza ai cittadini ed al tessuto economico? Purtroppo no. No, perché non ba-

sterà cambiare le facce, ammesso che realmente ci si riesca! Questo Paese ha una improrogabile necessità di cambiare il modo di gestire la cosa pubblica, un modo moderno attento alle reali necessità, attento ai problemi del mondo giovanile, delle imprese e dei cittadini. Per quanto ci riguarda, ovvero per il comparto agricolo, è oramai non più rinviabile il rilancio del Made in Italy agroalimentare. La futura, e ormai imminente, classe politica dovrà avere la capacità (potremmo anche dire la volontà in un inconsueto slancio di fiducia verso i nostri politici) di rimettere al centro delle scelte strategiche le giuste politiche verso le singole filiere agricole e le imprese che operano in tali comparti. Non si può più far finta di niente, voltarsi dall’altro lato senza avere un rimorso per le tante opportunità perse in questi anni. Le imprese hanno fatto molto, in alcuni casi accompagnate ed in altri supportati dalla nostra organizzazione, verso un modo moderno di fare impresa nel settore agricolo traguardando obiettivi importanti come la valorizzazione della provenienza del prodotto, dell’italianità dello stesso e di rapporto diretto con i cittadini consumatori al fine di accorciare la filiera e capitalizzare al massimo il valore aggiunto sul prodotto agroalimentare. Molte

le aziende che sposando il progetto di Campagna Amica prima e della Filiera Agricola Italiana dopo stanno dando un esemplare contributo alla ricchezza, al lavoro ed alla speranza di un futuro migliore dell’Italia. Se solo la classe politica di questo Paese, quella che eleggeremo il prossimo 24 e 25 febbraio, si porrebbe come obiettivo primario un supporto vero, concreto e possente a queste imprese, che fin dal dopoguerra hanno fortemente contribuito a creare l’Italia, allora sarebbe tutto più semplice. In altre parole bisogna che la politica ritorni a far parte di quell’Italia che fa l’Italia.

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Sergio Marini confermato alla guida della Confederazione La 35a Assemblea nazionale Coldiretti tenutasi a Roma il 24 gennaio scorso

berto Moncalvo, nato a Chivasso (Torino) l’8 agosto 1980, Presidente della Federazione Regionale del Piemonte, Ettore Prandini, nato a Leno (Brescia) il 27 luglio 1972, Presidente della Federazione Regionale della Lombardia e Piergiorgio Quarto, nato a Carbonara di Bari il 7 gennaio 1970, Presidente della Federazione Regionale della Basilicata.

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nato a Firenze il 14 settembre 1972, Presidente della Federazione Regionale della Toscana, Gennarino Masiello, nato a Benevento il 1 luglio 1972, Presidente della Federazione Regionale della Campania, Pietro Santo Molinaro, nato a Marano Marchesato (Cosenza) il 1° novembre 1958, Presidente della Federazione Regionale della Calabria, Ro-

Assise nazionale

S

ergio Marini è stato confermato per il secondo mandato alla guida nazionale di Coldiretti. L’Assemblea elettiva partecipata dai presidenti regionali e provinciali e dai rappresentanti dei movimenti, lo ha eletto all’unanimità, con scrutinio segreto, per i prossimi quattro anni. Nato a Terni, il 27 luglio 1964, Sergio Marini si è laureato in Scienze Agrarie presso l’Università di Perugia. Vicepresidente nazionale è stato eletto Mauro Tonello, nato a Codigoro (Ferrara) il 9 aprile 1960, Presidente della Federazione Regionale dell’Emilia Romagna. Fanno parte della nuova Giunta esecutiva Gabriele Calliari, nato a Romeno (Trento) il 2 gennaio 1959, Presidente della Federazione Regionale del Trentino Alto Adige, Tulio Marcelli,


I 10 anni che hanno cambiato la nostra agricoltura Roberto Moncalvo, presidente del Piemonte, entra nella giunta nazionale

Giunta nazionale

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È stata un’assemblea di alto profilo, che apre sicuramente ulteriori positivi scenari per la nostra agricoltura”, così Roberto Cabiale, presidente Coldiretti Asti, sottolinea la sua partecipazione, il 24 gennaio scorso, alla trentacinquesima assise nazionale elettiva della più grande forza sociale del territorio. Con lui il direttore provinciale, Antonio Ciotta, rimarca i notevoli sviluppi del progetto Coldiretti di “Una filiera agricola tutta italiana”. Il nostro progetto – ha spiegato il presidente nazionale Sergio Marini di fronte all’Assemblea - mette al centro l’impresa legata al territorio che fa della qualità e della creatività il suo punto di forza per competere sui mercati, ma anche una lotta spietata ai “furbetti” dell’agroalimentare che fanno affari con il falso Made in Italy. Il modello di sviluppo che vogliamo per la nostra agricoltura trae quindi nutrimento dai nuovi punti di forza del Paese. Nel fare un bilancio degli ultimi quattro anni – ha detto il Presidente dell’Organizzazione - possiamo affermare che ne esce una Coldiretti rafforzata sul piano organizzativo e sul piano della rappresentanza ed emerge soprattutto il dato interessante del ritorno dei giovani in agricoltura e della speranza che essi hanno di avere un futuro nel settore. Dieci anni fa agricoltura significava soltanto problemi sociali, problemi ambientali, costo per il Paese. Oggi quelli che erano problemi sono diventati delle opportunità. L’agricoltura si è inventata un nuovo modello di sviluppo basato sulla piccola e media impresa, sul prodotto fortemente legato al territorio, distinguibile in quanto riunisce in sé tutti i punti di forza del Paese come il paesaggio, l’innovazione e la creatività e li aggiunge come valore aggiunto a prodotti e servizi. C’è un problema di reddito di cui conosciamo le cause che sono legate alla cri-

si economica e al calo dei consumi che speriamo, anche se siamo poco fiduciosi, possa iniziare a superarsi alla fine di quest’anno, al furto di valore nella filiera e al furto di identità dei nostri prodotti. È per tale motivo – ha sostenuto Marini - che abbiamo avviato da tempo il progetto di filiera agricola italiana con risultati soddisfacenti, basato sui due marchi di “Campagna amica” e “Filiera agricola italiana”, che ha come obiettivo di accorciare la filiera e di valorizzare e promuovere nel nostro Paese e nel mondo l’Italia vera, e abbiamo avviato una grande battaglia contro le contraffazioni e le sofisticazioni, puntando sulle garanzie che possono essere date da una corretta etichettatura del prodotto. Per quanto riguarda i temi internazionali – ha rilevato Marini - confermiamo la nostra insoddisfazione sul tema della riforma della politica agricola comunitaria dove le poche modifiche apportate dal Parlamento non sono ancora sufficienti e presuppongono un forte impegno del Governo nazionale in sede europea. Benchè a livello nazionale ci sia qualche segnale positivo riteniamo che la capacità italiana di essere pienamente in grado di difendere in Europa il nostro modello agricolo sia ancora inadeguata. Per questo – ha concluso il Presidente nazionale Coldiretti – abbiamo redatto un documento in dieci punti, “L’ltalia che vogliamo”, che per le elezioni metteremo a confronto di tutti gli schieramenti politici. L’Assemblea ha dunque confermato Sergio Marini alla guida di Coldiretti. Il Piemonte sarà rappresentato dal presidente regionale Roberto Moncalvo, 32 anni, che è stato eletto nella Giunta Nazionale. “Ho dato la mia disponibilità a far parte della giunta nazionale con entusiasmo - sottolinea Moncalvo - perché credo che Coldiretti stia attraversando

Sergio Marini parla all’Assemblea che il 24 gennaio lo ha confermato alla presidenza nazionale di Coldiretti

un’importante stagione di impegno e di concretezza gestendo con determinazione la fase economica e sindacale. Mettiamo al centro del sistema economico l’impresa agricola con gli imprenditori impegnati nella valorizzazione dei prodotti agroalimentari attraverso gli strumenti creati dall’organizzazione. L’ampia progettualità passa attraverso quattro fondamentali pilastri: il progetto economico e gli accordi di filiera che mirano alla concentrazione del prodotto e a fare sistema tra settori produttivi; i consorzi agrari che stanno tornando ad essere centrali nella politica economica e agroalimentare del Paese; Campagna Amica che con le botteghe, i mercati e gli agriturismi promuove e valorizza i prodotti agricoli locali. Inoltre con un progetto rivolto al sociale puntiamo a garantire un’attenzione soprattutto nelle zone marginali dove la presenza umana rappresenta il reale presidio del territorio. Inoltre Coldiretti è fortemente impegnata per abbattere la troppa burocrazia che genera un ingiustificato aumento dei costi di produzione delle imprese agricole.”


Elezioni: ecco “l’Italia che vogliamo” In 10 punti il manifesto Coldiretti da sottoporre ai candidati 1. Noi vogliamo un’Italia che si spenda per un governo globale dei beni comuni Non c’è possibile globalizzazione senza globalizzare anche le regole. Il cibo va collocato ai vertici dell’ agenda della politica globale e nazionale…riconoscendo il valore strategico dell’agroalimentare contro il “deserto di marchi”, e la “scellerata” delocalizzazione dell’industria italiana. 2. Noi vogliamo un’Italia con più Europa e un’Europa con più Italia Per avere la forza e l’autorevolezza di costruire un contesto di regole, a salvaguardia dei beni comuni, è necessario lavorare alacremente alla costruzione degli Stati Uniti di Europa. Dobbiamo essere in grado di portare pienamente “l’Italia in Europa”, facendo sì che la nuova Politica Agricola Comunitaria riconosca il valore strategico del “modello italiano”. 3. Noi vogliamo un’Italia sussidiaria e solidale La sussidiarietà diventa strumento cardine per gestire la semplificazione burocratica e i principi

di solidarietà sono indispensabili per superare le diseguaglianze. Nelle nostre imprese l’intreccio fra sussidiarietà e solidarietà ha contribuito a mantenere la coesione territoriale, il legame fra generazioni, fra donne e uomini. In tutti i momenti in cui il Paese ne ha avuto bisogno Coldiretti è sempre stata presente. 4. Noi vogliamo un Italia che investa sui suoi punti di forza Patrimonio storico ed artistico, paesaggio, biodiversità, ricchissima articolazione territoriale, originalità e creatività, gusto e passione, intuito e buonsenso sono le risorse che garantiscono quel valore aggiunto inimitabile e non delocalizzabile al “saper fare” italiano. Lo dimostrano i suoi primati nel mondo in termini di valore aggiunto per ettaro, di export, di qualità e sicurezza alimentare, di contributo positivo al Pil che ci hanno permesso di mantenere vitali un numero di imprese senza eguali in Europa. 5. Noi vogliamo un’Italia che fa l’Italia Esiste a nostro giudizio una via italiana allo sviluppo aggiuntiva

Politica

SINTESI DELL’“ITALIA CHE VOGLIAMO”

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oldiretti guarda alle prossime elezioni con interesse e si prepara a presentare le proprie proposte a tutti gli schieramenti politici con un documento articolato in dieci punti “L’ltalia che vogliamo”. Lo ha detto il presidente nazionale Sergio Marini nel suo intervento all’Assemblea elettiva nel sottolineare che dai prossimi giorni chiederà incontri a tutti i leader dei partiti. Per la prima volta – ha sottolineato Marini - troviamo un’attenzione all’agricoltura nei programmi dei diversi partiti. È un dato positivo e che valuteremo con cura nei contenuti al fine di verificarne il livello di condivisione e poi, al termine della campagna elettorale, daremo il giudizio della Coldiretti che rappresenta 1.600.000 iscritti. Siamo comunque di fronte ad una accresciuta attenzione per il settore primario – ha rilevato Marini - che parte da una società civile che crede e sostiene il nuovo modello agricolo portato avanti da Coldiretti che contribuisce in misura determinante alla crescita sostenibile del Paese. La gente ha ben presente l’importanza dell’agricoltura e la politica ne sta prendendo atto riconsiderandone il ruolo e le potenzialità.


Politica 8

se non sostituiva di quella finora dominante. Il successo del nostro progetto è la dimostrazione che questa strada è percorribile e virtuosa: - perché distintiva, legata cioè a punti di forza esclusivi del nostro paese, - perché durevole, in quanto ancorata a fattori non delocalizzabili; - perché replicabile in tutti i settori dell’economia; - perché arricchisce e non consuma i valori da cui trae nutrimento. 6. Noi vogliamo un’Italia in cui ci sia buona politica Per accompagnare la crescita, abbiamo bisogno di “buona politica” in primo luogo per perseguire un più ampio interesse di carattere generale, ciò che si definisce “bene comune”. E per la nostra agricoltura chiediamo un impegno speculare: - verità, per garantire trasparenza ai cittadini consumatori - giustizia, per contrastare la rendita e ridistribuire il valore aggiunto a vantaggio di chi lo produce - legalità, per impedire i fenomeni che minacciano il valore del marchio “Italia” 7. Noi vogliamo un’Italia che sappia alimentare la fiducia La carenza della “fiducia” dentro le nostre famiglie rappresenta un fattore di compressione di con-

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GLI ESPOSITORI • • • • • • • • • •

sumi e investimenti e impedisce la condivisione sociale nei confronti di serie politiche di contenimento del debito pubblico. La nostra agricoltura contribuisce ad attrarre e a trattenere più giovani rispetto agli altri comparti economici. Ciò accade perché essi colgono quella cifra di futuro che consente loro di scommettere sull’intrapresa economica….. 8. Noi vogliamo un Italia dove il benessere torni a contare più del PIL Se tutto è merce e il Pil diventa l’unico misuratore del benessere, la finanza prende il sopravvento sull’economia reale. E’ tempo di ripensare lo sviluppo in una logica di benessere secondo principi di sostenibilità, etica del lavoro e coesione sociale. Dentro al consumo di cibo c’è la cultura dei territori, la tipicità e la creatività di tutta la gente che l’ha generato. Dentro al cibo c’è la sicurezza alimentare che noi abbiamo garantito. Dentro i nostri farmers market si sta generando nuova economia e nuova occupazione, nuova qualità della vita. 9. Noi vogliamo un’Italia che riscopra i valori della comunità La crisi ci ha fatto riflettere sulla necessità di investire su valori che non conoscono erosione: la socialità, l’amicizia, la famiglia, lo

stare bene assieme, la spiritualità, la solidarietà….in essi c’è la chiave per potersi integrare nel mare della globalizzazione senza smarrirsi. I canali emotivi che abbiamo saputo creare con i consumatori e i cittadini, attraverso le iniziative nelle scuole, nelle piazze, nei borghi, nelle campagne, rispondono a questa domanda di prossimità e sono esse stesse fondanti della comunità. 10. Noi vogliamo un’Italia dove l’etica sia al primo posto Una molteplicità di episodi in questi anni ha messo a nudo le debolezze del ceto politico nazionale e locale, generando indignazione e pulsioni antipolitiche. Pulsioni comprensibili, ma non prive di contraddizioni, perché scaricando le colpe sul soggetto più visibile mettono da una parte le responsabilità di altri soggetti economici e in taluni casi, anche delle forze di rappresentanza. Noi abbiamo tenacemente tenuto insieme gli interessi particolari dei nostri imprenditori con quelli più generali dei cittadini e quindi del Paese. L’abbiamo fatto con l’obiettivo di offrire ai nostri associati e ai cittadini, da un lato, una chiave di soluzione delle problematiche dell’oggi, e dall’altro, per donare ai nostri figli e al Paese le radici di “un nuovo civismo”.

IL MERCATO DI

Az. Vitivinicola Giachino Franco di Costigliole d’Asti Coop. Agr. San Salvatore a r.l. di Monale Az. Agr. Le Api di Clara Bandiera di Montechiaro d'Asti Az. Agr. La Tagliana di Paolo Albenga di San Marzano Oliveto Az. Agr. Maccario Francesco di Castelnuovo don Bosco Az. Agr. La Tizianella di Tiziana Maria Bertolin di Costigliole d'Asti Az. Agr. La Colombina di Piercarlo Beccaris di Variglie Az. Agr. Il Palazzo di Vincenzo Leone di Montiglio M.to Az. Agr. Fabrizio Rizzotti di Vespolate (No) Az. Agr. Vecchiattini Antonella di Cortazzone


Un astigiano alla guida regionale G.C.S.

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l 24 gennaio scorso a Torino, Marco Melica di Buttigliera d’Asti è stato nominato presidente dell’Associazione Regionale Gruppi Coltivatori Sviluppo. Marco Melica ha 33 anni e gestisce con il fratello Roberto, un’azienda agricola ad indirizzo zootecnico a Buttigliera d’Asti. Nonostante la giovane età ha già saputo ammodernare profondamente l’azienda di famiglia, una nuova stalla accoglie i 350 capi bovini di razza Piemontese sul cui allevamento l’azienda agricola è specializzata. Dal 2009 Marco Melica è delegato provinciale Giovani Impresa Asti e componente della giunta esecutiva di Coldiretti Asti, nonchè membro del Comitato Giovani Impresa Coldiretti Piemonte. Nella stessa giornata Delia Revelli è stata nominata presidente di Inipa Piemonte, la sezione regionale dell’Istituto Nazionale di Istruzione Professionale in Agricoltura. Delia Revelli è una giovane imprenditrice agricola del cuneese che opera nel settore ittico. Ricopre già l’incarico di Vice Respon-

sabile regionale di Donne Impresa e Responsabile provinciale di Cuneo del Movimento. Dicono Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa presidente e direttore di Coldiretti Piemonte “Ci congratuliamo con i giovani Dirigenti che hanno accettato un incarico così delicato ma certamente stimolante. L’Istituto di Formazione professionale svolge un’attività formativa tramite le sedi provinciali, capillare sul territorio. All’Associazione Gruppi Coltivatori Sviluppo fanno riferimento migliaia di imprese seguite da tecnici altamente specializzati che erogano una consulenza tecnica altrettanto capillare. A queste due realtà Coldiretti guarda con grande attenzione poiché si rivolgono soprattutto ai giovani imprenditori che con la formazione e l’assistenza tecnica posizio-

Marco Melica, 33 anni, di Buttigliera d’Asti è stato nominato presidente regionale dell’Associazione Gruppi Coltivatori Sviluppo

Nuovi incarichi

Marco Melica di Buttigliera, una cuneese alla guida di Inipa Piemonte

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nano le loro imprese in un mercato difficile”.

CORSI PATENTINI

Inipa (Istituto Nazionale di Istruziione Professionale in Agricoltura) in collaborazione con Coldiretti Asti ha riaperto le iscrizioni per il rilascio e rinnovo delle autorizzazioni all’utilizzo dei presidi sanitari e all’acquisto e utilizzo degli agro farmaci. La partecipazione ai cosiddetti Corsi per il Patentino è gratuita. Approfondimento nella pagine della “Misura 111” di questa stessa rivista; Info: 0141.380.426.

TUTTI I GIOVEDÌ POMERIGGIO ASTI, PIAZZA “DE ANDRÈ” ex Caserma “Colli di Felizzano”

Comune di Asti

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CAMPAGNA AMICA IN S. MARIA N.


Vino: stop alle “bolle pazze” Accolte le richieste Coldiretti, sospesi i nuovi documenti di trasporto

Attualità

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l Ministero dell’Agricoltura ha disposto la sospensione delle integrazioni inutili e assurde introdotte con una precedente circolare a fine 2012 che imponeva ai produttori vitivinicoli ulteriori incombenze burocratiche, previste dalla Commissione Europea. Evidenzia Roberto Cabiale, presidente di Coldiretti Asti e componente di Giunta regionale con delega al Settore Vitivinicolo: “L’immediata presa di posizione di Coldiretti, che partendo dalla Regione, per finire all’Istituto Controllo Qualità Repressione Frodi nazionale (ICQRF) e al Ministero dell’Agricoltura, ha manifestato un vigoroso dissenso per le complicazioni in materia di trasporto del vino, ha indotto il Ministero dell’Agricoltura a chiedere alla Commissione Europea di esentare i prodotti confezionati circolanti nel territorio dell’UE”. Coldiretti ricorda che il settore vitivinicolo è tra quelli maggiormente soggetti al carico burocratico. I vini a Denominazione d’Origine, prima di essere imbottigliati, sono già soggetti ad un completo iter di certificazione e di controllo, con l’applicazione di una fascetta stampata dal Poligrafico dello Stato. Concludono Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa, presidente e direttore di Coldiretti Piemonte: “Si tratta di una vittoria che Coldiretti ha ot-

Roberto Cabiale, presidente provinciale Coldiretti

tenuto nell’interesse dei consumatori e dei produttori, oberati da una burocrazia inutile. Ora occorre non abbassare la guardia, in quanto la sospensiva, disposta dal Ministero dell’Agricoltura, dovrà essere approvata dalla Commissione Europea. Coldiretti seguirà la complessa problematica anche in sede UE, sapendo di poter contare sulla condivisione del Ministero dell’Agricoltura. La battaglia alla troppa burocrazia nel settore vitivinicolo continuerà sui tavoli regionale e nazionale. L’obiettivo è di mandare in porto le richieste contenute nel progetto di semplificazione di Coldiretti che, entro agosto 2013, dovranno essere prese in considerazione anche dalla Commissione Europea nell’ambito della riforma dei Documenti di accompagnamento vitivinicolo”.

CONTRIBUTI OCM VINO Entro il 18 febbraio prossimo possono essere presentate le domande per ottenere i contributi Ocm Vino per acquistare attrezzature o realizzare strutture per le cantine vinicole. Ogni intervento dovrà essere portato a compimento entro il mese di maggio. Info: presso gli uffici zonali Coldiretti. CORSO ENOLOGIA Così come previsto dal Psr (Azione 111-1B) Coldiretti Asti ha riaperto le iscrizioni ai corsi di vinificazione, sia con metodi biologici che convenzionali. Info: 0141.380.426 – 335.750.20.76.


2013: chi può andare in pensione? Quando si raggiunge la “vecchiaia” e quando l’anzianità contributiva

sia di almeno pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale, con delle eccezioni per chi raggiunge i 70 anni di età.

Le aspettative di vita fanno slittare tutto di tre mesi

PENSIONE ANTICIPATA Nel 2013, per accedere alla pensione anticipata, a prescindere dal raggiungimento dell’età anagrafica, sarà necessario possedere un’anzianità contributiva di 42 anni e 5 mesi per gli uomini oppure di 41 anni e 5 mesi per le donne, sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi. La legge, come detto, non subordina il diritto a percepire la pensione anticipata al raggiungimento di un’età minima; tuttavia è previsto un sistema di incentivi e disincentivi finalizzato ad allungare la permanenza al lavoro delle persone che potrebbero accedere al trattamento anticipato. In particolare, per chi matura l’anzia-

nità contributiva necessaria e decide di accedere alla pensione anticipata prima dei 62 anni, si applica una riduzione di importo variabile (dall’1 al 2%) per ogni anno di anticipo. Per una consulenza personalizzata invitiamo gli interessati a rivolgersi a contattare il Patronato E.P.A.C.A.: gli operatori forniranno gratuitamente tutta l’assistenza necessaria, verificando il raggiungimento dei requisiti previsti dalla normativa vigente e la relativa decorrenza con invio telematico della domanda di pensione.

Requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia

Dipendenti private

Lavoratrici autonome

Uomini Lavoratori dipendenti e autonomi

2013

62 anni e 3 mesi

63 anni e 9 mesi

66 anni e 3 mesi

Requisito contributivo per il pensionamento anticipato con anzianità indicizzate alla speranza di vita 2013* 2013

2014

2015

Uomini

42 anni e 5 mesi

42 anni e 6 mesi

42 anni e 6 mesi

Donne

41 anni e 5 mesi

41 anni e 6 mesi

41 anni e 6 mesi

* CON ALMENO 20 ANNI DI CONTRIBUTI

Pensioni

PENSIONE DI VECCHIAIA La pensione di vecchiaia si consegue quando si raggiunge un requisito minimo di età, cui deve essere accompagnato un requisito contributivo di almeno vent’anni di contribuzione. La legge stabilisce che a decorrere da quest’anno l’età viene adeguata al meccanismo di aggancio alle speranze di vita (tre mesi in più). Pertanto i requisiti saranno: 62 anni e tre mesi per le dipendenti del settore privato; 63 anni e nove mesi per le lavoratrici autonome ; 66 anni e 3 mesi per gli uomini dipendenti del settore privato o autonomi. La legge, al riguardo, prevede che per tutti, uomini e donne, del settore pubblico e del privato, l’età della pensione di vecchiaia non potrà comunque essere inferiore a 67 anni dal 2021, anche qualora questo traguardo non fosse raggiunto tramite gli adeguamenti alla speranza di vita. La norma, come già precisato, non si limita a richiedere il raggiungimento di un’età anagrafica per la maturazione della pensione di vecchiaia. Il diritto alla pensione è subordinato anche al possesso di un’anzianità contributiva minima di venti anni e, per i lavoratori che hanno iniziato a versare dal 1°gennaio1996, inoltre, è richiesto che l’importo dell’assegno

Con l’Epaca (Ente di patrocinio e assistenza per i servizi ai cittadini) vediamo le regole dettate da Monti/Fornero per andare quest’anno in pensione

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numero 1 – 2013

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el corso del 2013 saranno pienamente operative le nuove regole pensionistiche introdotte con la riforma Monti/Fornero e, per la prima volta, sarà applicato il sistema dell’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla crescita delle speranze di vita. Esaminiamo di seguito le regole per andare in pensione nell’anno 2013.


Ma le donne possono anticipare la pensione Fino al 2015 possono andare con 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 le autonome)

N

on tutti sanno che in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, le donne possono ottenere la liquidazione della pensione di anzianità con almeno 35 anni di contributi e 57 anni di età, se lavoratrici dipendenti, o di 58 anni, se lavoratrici autonome. In presenza di tali requisiti occorre che le interessate acconsentano alla liquidazione della pensione calcolata esclusivamente con il sistema

“contributivo”. Tale sistema di calcolo potrebbe, in taluni casi rivelarsi svantaggioso, ma, per quanto riguarda le coltivatrici dirette iscritte nelle fasce più basse o coloro che hanno redditi minimi da lavoro, si potrebbe realizzare la condizione di non perdere nulla sull’importo pensionistico ed anticipare notevolmente la decorrenza della pensione ordinaria che, com’è noto, in presenza delle nuove norme più penalizzanti e l’innalza-

mento dell’età pensionabile di vecchiaia per le donne i tempi di attesa si sono allungati. Consigliamo a tutte le donne interessate che hanno già compiuto, o compiranno 57 o 58 anni prossimamente di rivolgersi agli uffici Epaca Coldiretti dove potranno ottenere più ampie informazioni al riguardo e verificare il diritto e la convenienza ad usufruire di questa importante opportunità per ottenere la pensione in anticipo.

Pensioni

Assegno sociale temporaneo 12

Opportunità per gli uomini non ancora pensionati

L

a riforma pensionistica ha allontanato la decorrenza della pensione di vecchiaia, stabilendo che il pagamento non potrà avvenire dal 01/01/2013 prima del compimento di 66 anni incrementato delle speranze di vita (3 mesi) in presenza di 20 anni di contributi. Occorre tuttavia considerare che, al compimento dei 65 anni e tre mesi di età, esiste la possibilità di ottenere un assegno sociale temporaneo a partire dal mese successivo se

l’interessato, tenuto conto dei propri redditi e di quelli del coniuge, nell’anno in cui presenta tale richiesta, non supera determinati limiti reddituali. La liquidazione dell’assegno – la cui decorrenza non è attualmente soggetta ad alcuna “finestra”, ma solo all’effettiva presentazione della richiesta all’INPS – per il periodo intercorrente tra la data di compimento del 65° anno di età più tre mesi e la data di effettiva decorrenza della pensione di vecchiaia, consente di

limitare gli effetti negativi e le penalizzazioni economiche. Consigliamo a tutti gli uomini interessati che hanno già compiuto, o compiranno 65 anni prossimamente, di rivolgersi agli uffici dell’ Epaca Coldiretti dove potranno ottenere più ampie informazioni al riguardo e verificare il diritto e la convenienza ad usufruire di questa importante opportunità per ottenere temporaneamente l’assegno in attesa della liquidazione della pensione.

numero 1 – 2013

Gli importi delle pensioni per il 2013 I trattamenti minimi con l’adeguamento del 3% vanno a 496,42 euro

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a quest’anno i trattamenti di pensione al minimo per gli autonomi passano da Euro 480,99 (valore effettivo 2012) a Euro 495.42 mensili. In pratica, i trattamenti pensionistici sono stati adeguati al costo della vita nella misura dello 3%.

L’INPS provvederà ad inviare ad ogni pensionato un modello con le notizie relative a tutte le pensioni erogate dall’Istituto nell’anno 2013. Invitiamo pertanto tutti coloro che riceveranno la busta dall’Istituto a volersi presentare presso i

nostri uffici EPACA per il controllo. I trattamenti 2013 Importi mensili Trattamento minimo 495,42 Euro Pensioni Sociali 364,50 Euro Assegni Sociali 442,29 Euro


Controllo importi pensione Occorre verificare quanto si è percepito fin’ora DOMANDA PER OTTENERE LA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA

siderevole e va a privilegiare una categoria quella dei pensionati coltivatori diretti che spesso gode di trattamenti pensionistici assai modesti. Per questo, è indispensabile rivol-

gersi agli sportelli di EPACA Coldiretti per un controllo della propria posizione pensionistica e previdenziale. Informazioni presso Epaca Coldiretti, tel. 0141.380.404 / 432.

Pensioni

Le domande per le prestazioni di disoccupazione agricola devono essere presentate all’Inps entro e non oltre il 02/04/2013. L’Istituto da qualche anno non provvede più ad inviare la modulistica al domicilio dei lavoratori per la richiesta della prestazione, pertanto invitiamo gli operai agricoli aventi titolo all’indennità di disoccupazione a voler contattare i nostri Uffici per l’inoltro dell’istanza. I documenti necessari per la liquidazione sono i seguenti: fotocopia di un documento di identità personale e codice fiscale. Si ricorda che il 2 aprile è un termine perentorio, pertanto le domande presentate in data successiva non determineranno l’erogazione dell’indennizzo.

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PACA Coldiretti con tutti i suoi operatori è impegnata, come ogni inizio d’anno, ad effettuare un controllo sulla correttezza degli importi pensionistici che sono stati messi in pagamento dall’INPS. In particolare si procederà ad effettuare un’analisi delle posizioni assicurative e delle situazioni pensionistiche degli assistiti. Le verifica in questione riguarda prevalentemente l’accredito di periodi di maternità o servizio militare, di periodi di lavoro effettuati successivamente o precedentemente la decorrenza della pensione o semplicemente la trasformazione della pensione da invalidità o vecchiaia. L’iniziativa assume un valore con-


Riduzione dei contributi Chi compie 65 anni può pagare di meno

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a legge finanziaria 1997 introdusse alcune innovazioni in materia di contribuzione per i lavoratori agricoli autonomi. In particolare venne previsto per i coltivatori diretti già pensionati nelle gestioni INPS di età superiore a 65 anni, la facoltà di ottenere a richiesta la riduzione dell’importo del contributo previdenziale relativo alla sola quota di pertinenza della gestione pensionistica.

La suddetta norma può essere applicata per tutti quei coltivatori diretti pensionati ancora regolarmente iscritti nella gestione che compiranno i 65 anni nel corso dell’anno 2013. Pertanto invitiamo tutti coloro che si trovino nella situazione sopradescritta a volersi presentare presso il nostro ufficio Provinciale o Zonale per l’inoltro della richiesta di riduzione contributi all’INPS con la seguente documenta-

zione: - libretto pensione - codice fiscale - modelli di pagamento dei contributi CD anno 2012 L’invito è rivolto solo a coloro che raggiungeranno i 65 anni nell’anno 2013, in quanto per coloro che hanno compiuto tale età nel 2012 e negli anni precedenti, la riduzione contributiva è già stata effettuata se inoltrata apposita istanza.

Indennità di accompagnamento Pensioni

Requisiti, adempimenti, come ottenere il sussidio

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’indennità di accompagnamento è il sostegno economico che lo Stato riconosce a favore di quelle persone, che a causa delle gravi condizioni fisiche o psichiche, necessitano di un’assistenza continua. L’indennità di accompagnamento, erogata in 12 mensilità, non è condizionata a limiti di età e di reddito, potendo la relativa domanda essere presentata a qualsiasi età e indipendentemente dalle condizioni economiche, personali e familiari, del richiedente. Il beneficio non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o autonoma; tuttavia, non è cumulabile con altre indennità similari erogate per cause di servizio, lavoro o guerra e non è reversibile (cioè non spetta agli eredi del titolare del diritto). Requisiti I requisiti necessari sono: riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100% accompagnata dalla impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore ovvero dall’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un’assistenza continua; cittadinanza italiana e residenza in Italia. Hanno

diritto all’accompagnamento anche i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia. Per quanto riguarda i cittadini extracomunitari possono usufruire della prestazione i titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. L’ indennità decade in caso di ricovero in strutture pubbliche per più di un mese. Spetta, invece, in caso di ricovero a pagamento in strutture private. Come ottenere il sussidio La richiesta si presenta all’Inps (non più all’Asl) e solo in via telematica. La domanda deve essere corredata dal certificato del medico curante riportante – oltre alla descrizione delle patologie – la dicitura relativa all’incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita. L’indennità di accompagnamento è corrisposta dall’Inps in caso di parere favorevole della Commissione medico-legale della Asl, integrata da un medico dell’Inps, e in presenza degli altri requisiti. Le provvidenze economiche decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’ accertamento sanitario dell’invalidità. Raccomandiamo a tutti i soggetti interessati di rivolgersi

SOLLECITI CAMPAGNA RED 2011 REDDITI 2010 Nel mese di dicembre 2012 sono state recapitate dall’INPS lettere di sollecito a tutti quei pensionati che nel 2011 non hanno comunicato i dati richiesti con la verifica reddituale per l’anno 2010. Le posizioni sollecitate sono quelle per le quali non sono pervenute all’Istituto totalmente o in parte tutte le dichiarazioni presenti nel nucleo reddituale e richieste, a suo tempo, tramite la matricola RED 2011. Invitiamo pertanto tutti coloro ai quali è giunta la nota da parte dell’INPS a voler contattare gli Uffici del CAF Coldiretti per l’invio telematico dei dati reddituali entro e non oltre il 28 febbraio 2013. Si ricorda che in caso di mancata comunicazione l’Istituto provvederà al recupero della prestazione previdenziale che è collegata al tetto di reddito. al Patronato Epaca per la presentazione della domanda di indennità di accompagnamento. Gli operatori Epaca forniranno l’assistenza necessaria, predisponendo tutta la documentazione per l’invio all’Istituto previdenziale.


L’anno della fede Se avrete fede come un granello di senapa, direte a questo monte: “spostati”, ed esso si sposterà…”. Non è certo per compiere prodigi che Gesù raccomanda ai suoi discepoli di aumentare la propria fede, ma perché in essa è la chiave di ogni risorsa per un credente, che sa di avere accanto a sé, ai suoi problemi ed ai suoi sforzi, la forza stessa di Dio. Per questo ogni tanto siamo invitati a riscoprire la fonte della nostra vita, di uomini e di cristiani, come in questo anno, iniziato il 12 ottobre, data di inizio cinquant’anni fa del Concilio Vaticano II, e proclamato dal Papa “Anno della Fede”. Come cristiani di Asti siamo poi accompagnati, in questi mesi, dalla parola suadente e incoraggiante del nostro Vescovo, nella sua Lettera Pastorale dal titolo, che è una preghiera e un impegno: “Aumenta in noi la Fede”. Penso sia utile, se anche già ne siamo a conoscenza, riprendere alcuni tratti dello scritto, che sa unire ad un realismo cosciente una visione della vita e dei problemi che proprio dalla fede prende coraggio: “Condividiamo le preoccupazioni di tutti e siamo consapevoli di stare vivendo un momento storico cruciale, che sicuramente comporterà grandi cambiamenti… in quanto credenti e membri di una Chiesa che vuole condividere gioie e dolori, fatiche e speranze della società, ci sentiamo chiamati a vivere questa situazione dando ragione della speranza che è in noi…”. Il Vescovo richiama le prospettive avanzate dal Papa nell’incontro mondiale delle famiglie a Milano, relative a “famiglia, lavoro e festa”. Temi che nel mondo rurale sono da sempre presenti, che anzi ne custo-

discono l’ossatura, e vi sono custoditi con affetto da sempre, ma che anche qui corrono il rischio di essere snaturati da stili di vita che minacciano un equilibrio antico tra la vita del corpo e dello spirito, della persona e della comunità. Giova quindi anche al nostro mondo riprendere le osservazioni e le proposte che il Vescovo avanza, a salvaguardia di un patrimonio di valori che trova nella Coldiretti da sempre completa condivisione: “La festa è sempre stata un momento di grande importanza sociale ed educativa, ricca di potenzialità aggregative e sociali, ma, prima ancora, giorno di profonda esperienza religiosa e di appartenenza comunitaria. Ora sembra socialmente in pericolo, per la tendenza di ridurre progressivamente i giorni del riposo, ma soprattutto perché troppo spesso banalizzata… Riteniamo che la festa, soprattutto la domenica, sia una realtà da salvaguardare a tutti i costi, celebrandola nello stesso giorno e frequentando gli stessi ambienti…”. Per quanto riguarda il lavoro, padre Francesco ci ricorda che “l’attuale crisi chiede interventi educativi per far sentire che ogni lavoro in se stesso è nobile, compreso il lavoro manuale degli artigiani e quello nei campi e nelle vigne. Non si tratta semplicemente di cercare una risorsa per l’onesto sostentamento della propria esistenza. Ben più profondamente il lavoro è necessario ai giovani per aiutarli a credere in se stessi, comprendendo che la grande risorsa per affrontare la vita non verrà da una intelaiatura prefabbricata del sistema sociale, ma dalla capacità di scoprire le proprie risorse perso-

nali…”. La riconfermata stima per la fatica dei campi diventa via indicata, soprattutto ai giovani, per una nuova impostazione del proprio lavoro. E per ogni situazione e difficoltà di vita e di lavoro, ci viene ricordato che “…la fede è veramente la forza che trasforma la debolezza umana e rende possibile ogni impegno e ogni impresa… L’esperienza insegna che non solo nel fatto religioso, ma in ogni situazione, chi non crede a quel che sta facendo risulta fragile ed inefficace…” Per concludere queste brevi citazioni, e non fermarci agli aspetti della vita sociale o lavorativa, ma scendendo più in profondo a livello anche personale, richiamiamo le parole dette a proposito della resurrezione di Lazzaro, quando gli amici “tolgono la pietra” dal sepolcro: “Nella vita delle persone esistono molti macigni, che spesso provengono dall’esterno e devono essere accettati e affrontati. Ma ancora più spesso i macigni si trovano all’interno del cuore umano. E sono quelli più resistenti e più dannosi, che prendono volti diversi: sfiducia, scoraggiamento, demotivazione, pigrizia, passività, rancori non superati, sofferenze di cui non si percepisce il senso…Tutti macigni che possono essere rimossi solo a condizione di essere sostenuti dalla fede…”. “Aumenta in noi la Fede”: che il titolo della Lettera sia per tutti noi una preghiera e un augurio!

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*Consigliere Ecclesiastico Coldiretti Asti numero 1 – 2013

di don Francesco Cartello*

Riflessioni

Quel granello di senape che sposta le montagne


Torna Oscar Green Il premio che fa volare le imprese. Domande entro il 15 marzo

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Concorso

info: www.oscargreen.it

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on il 2013 sono state riaperte le iscrizioni per partecipare al concorso “Oscar Green” promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Per valorizzare e dare spazio all’innovazione in agricoltura, anche quest’anno saranno individuati i giovani di Coldiretti che sapranno proporre progetti innovativi che sappiano mantenere le proprie radici, con lo sguardo rivolto al futuro. Il termine ultimo per la partecipazione all’edizione 2013 è fissato al prossimo 15 marzo e tutte le informazioni sono disponibili all’indirizzo www.oscargreen. it. Anche quest’anno sono sei le categorie di premi: - Stile e cultura d’impresa, per premiare la capacità dell’imprenditore di interagire con altri settori dell’economia; • Esportare il territorio, per premiare la capacità dell’impresa di esportare insieme al suo prodotto lo straordinario bagaglio paesaggistico e culturale dei territori italiani; • In filiera, per premiare un’impresa agricola che passa da mera produttrice di commodity a produttrice di cibo; • Campagna amica, per premiare la capacità delle imprese agricole di accorciare la filiere e portare il cibo direttamente sulle tavole degli italiani senza intermediazioni; • Non solo agricoltura – per premiare l’agricoltura che si prende cura della società con la produzione di servizi per il benessere dell’ambiente e delle persone; • Ideando, per premiare l’idea

che ha fatto nascere un’impresa (che ha massimo un anno di vita) evidenziando l’importanza strategica che i giovani hanno per il nostro Paese che non dovrebbe trattarli come un problema da risolvere all’interno dell’economia nazionale, ma come un’opportunità da cogliere per uno sviluppo economico vero e sostenibile. Ricordando che per partecipare al concorso occorre avere meno di 40 anni di età (ad esclusione della categoria “In Filiera”), per ulteriori informazioni si può contattare la segretaria provinciale di Coldiretti Giovani Impresa, Sara

Mazzolo, al numero telefonico 333-4313160 oppure tramite email all’indirizzo sara.mazzolo@ coldiretti.it.

4 astigiani hanno già vinto Si sono fatti onore nelle precedenti edizioni

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i saranno sicuramente importanti sorprese anche quest’anno al Concorso Oscar Green. L’Astigiano ha sempre riservato la sco-

perta di importanti risorse e di aziende innovative. Nei precedenti tre anni hanno infatti ricevuto l’Oscar Green le seguenti aziende della provincia di Asti:

Anno 2010 e 2011 Consorzio TRIMILLII nella categoria “Esportare il territorio”;

Anno 2011 Azienda Agricola C. Bianca di Cavallero Luisella nella categoria “Sostieni lo sviluppo”;

Anno 2010 Laiolo Guido Reginin di Laiolo Gianpaolo nella categoria “Sostieni il clima”;

Anno 2012 Azienda Agricola San Desiderio Merlo Aurelio nella categoria “Non solo agricoltura”.


L’Europa premia la rendita e non il lavoro

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on valorizza chi vive e lavora in agricoltura e favorisce il permanere delle rendite fondiarie in contrasto al documento firmato da tutte le organizzazioni agricole, cooperative e sindacati del lavoro italiani il 17 novembre 2011 per una riforma della Politica Agricola che chiedeva di “indirizzare i benefici della PAC prioritariamente verso le imprese agricole che sono orientate al mercato e operano sul territorio, anche attraverso forme di aggregazione e di integrazione, che in modo professionale creano reddito e producono alimenti ed effetti positivi per la società.” È quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare gli emendamenti approvati dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo sulla proposta della Commissione Europea in materia di riforma della Politica Agricola Comune. Nel documento di tutte le organizzazioni agricole cooperative e sindacati

del lavoro si legge che “Tenuto conto della riduzione delle risorse della PAC destinate al regime di pagamenti unico, riteniamo che i beneficiari del pagamento unico debbano essere, prioritariamente, sebbene non esclusivamente gli agricoltori attivi. Alla luce della forte differenziazione delle normative in Europa, è necessario che la definizione di “agricoltore attivo” sia demandata allo Stato membro e che per quello che riguarda in nostro Paese è l’ imprenditore agricolo professionale”. La Commssione Agricoltura del Parlamento Europeo nega invece - denuncia la Coldiretti la possibilità agli Stati membri di stabilire i criteri affinchè non sia-

no concessi pagamenti diretti ad una persona fisica o giuridica le cui attività agricole non rappresentano una parte predominante dell’insieme delle sue attività economiche. Gli unici segnali positivi - conclude la Coldiretti – vengono dagli emendamenti che apportano taluni miglioramenti per i giovani, il greening, il sostegno alla filiera corta, ma anche il tetto per gli aiuti.

Politica agricola comunitaria

Pac scandalosa votata dalla Commissione Agricoltura del Parlamento U.E.

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oldiretti Piemonte in piena sintonia con quanto denunciato dal presidente Sergio Marini in relazione alla nuova Pac, che non valorizza chi vive e lavora in agricoltura e favorisce il permanere delle rendite fondiarie, ha chiesto ai rappresentanti politici regionali di intervenire energicamente nella Conferenza Stato-Regioni, affinché si ponga fine ad una situazione deleteria per il futuro dell’agricoltura. Dicono Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Piemonte: “In questi anni di

dibattito su come impostare la futura Pac, abbiamo assistito al balletto delle cifre. Abbiamo però la conferma che le risorse della Pac (Politica Agricola Comunitaria) dei prossimi anni, sono inferiori al passato. Tenuto conto di tali riduzioni, Coldiretti insiste che i beneficiari debbono essere prioritariamente gli agricoltori attivi, vale a dire quanti vivono di agricoltura e producono generi agroalimentari”. Coldiretti chiede alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo che venga data agli Stati membri la possibilità di stabilire i criteri, affinché non siano con-

cessi pagamenti ad una persona fisica o giuridica, le cui attività agricole non rappresentano una parte predominante dell’insieme delle sue attività economiche. Concludono Moncalvo e Rivarossa: “Unico segnale positivo arriva dagli emendamenti che apportano taluni miglioramenti per i giovani, il greening, il sostegno alla filiera corta e la richiesta di introdurre un tetto per gli aiuti, come più volte auspicato dalla nostra Organizzazione. Sollecitiamo le forze politiche affinché gli emendamenti proposti siano accolti dalla Commissione Europea”.

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Coldiretti Piemonte fa pressione sulla Conferenza Stato-Regione


Posta certificata per tutti

Scatta l’obbligo della “Pec” anche per le ditte individuali

Normative

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l DL 179/2012, all’art. 5, introduce l’obbligo per le imprese individuali, al pari delle società, di comunicare il proprio indirizzo PEC al registro delle imprese. In fase di prima iscrizione, tutte le imprese individuali devono, dal 20 dicembre 2012, comunicare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata. L’assenza dell’indirizzo Pec impedisce l’iscrizione dell’impresa individuale determinando quindi il rifiuto di iscrizione previa richiesta di regolarizzazione con sospensione del protocollo per 30 giorni. Le imprese già iscritte alla data del 20 dicembre 2012 sono tenute a comunicare il loro indirizzo pec con successiva domanda di iscrizione, da presentare entro il 30 giugno 2013. Tale obbligo vige se l’impresa individuale è attiva e se non è soggetta a procedure concorsuali. L’indirizzo PEC può in ogni caso essere comunicato contestualmente a qualsiasi altro adempimento (es. cambio di attività, cambio di indirizzo della sede dell’impresa individuale... etc.). Le imprese individuali che non avranno comunicato l’indirizzo PEC entro il 30 giugno 2013, subiranno la “sanzione” della sospensione per 45 giorni di qualunque successiva ed ulteriore domanda di variazione, presentata dal 1° luglio 2013 in poi ad esclusione delle seguenti: domanda di cancellazione dal Registro delle Imprese; trasferimenti di azienda; adempimenti del curatore fallimentare. La sospensione si interromperà nel momento in cui si sarà perfezionata l’iscrizione della casella di PEC nel Registro delle Imprese. In assenza della regolarizzazione entro il prescritto

termine di sospensione, l’ufficio provvederà al rifiuto della domanda/denuncia. La sospensione verrà rinnovata ad ogni successiva domanda della società fino all’avvenuta comunicazione della PEC al registro.

L’indirizzo mail deve essere comunicato al Registro Imprese entro il 30 giugno

Elenco clienti/fornitori ditte esonerate

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al 2013 anche le aziende agricole che hanno una partita iva in regime di esonero ( ovvero con volume d’affari inferiore ai 7.000,00 euro) dovranno presentare un elenco clienti/fornitori da inviare all’Agenzia Entrate. Il primo invio dovrà essere effettuato entro il

30/04/2014 contenente i dati relativi alle autofatture e/o fatture ricevute nel corso del 2013. La norma viene introdotta per la tracciabilità delle merci e per un incrocio con le operazioni comunicate tramite l’elenco clienti/fornitori anche dalle ditte in contabilità.

Rivalutazione aree edificabili

Riaperti i termini per l’affrancamento al 4%

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rorogati i termini previsti dall’ art 2 DL 282/2002 che prevede la possibilità di affrancare il valore di un terreno edificabile tramite perizia asseverata e pagamento di un imposta sostitutiva pari al 4%. La nuova perizia può essere redatta entro il 30 giugno 2013 con valore dell’area al 1 gennaio 2013 e pagamento dell’imposta al 30 giugno 2013 con la possibilità di rateizzazione (3 rate annue). La rivalutazione è rilevante per evitare di pagare importi elevati di imposta sulla plusvalenza, al momento della vendita delle aree edificabili. Per coloro che hanno già effettuato una perizia in passato e non hanno ancora venduto l’area potrebbe essere utile questa riapertura per effettuare anche

una eventuale perizia più bassa della precedente qualora il valore del terreno si sia abbassato. Viene ribadito che in presenza di un atto di vendita di area edificabile con “valore” in atto inferiore al valore peritato su cui è stata pagata l’imposta sostitutiva del 4%, il valore preso a base per il calcolo della plusvalenza è quello in atto, per cui la perizia viene considerata nulla, per ovviare a ciò si può fare un atto che segue la regola”prezzo-valore” indicando un valore in atto pari alla perizia ( su cui pagare le imposte di registro o su cui emettere fattura ) ed un CORRISPETTIVO pari al valore realmente pagato in questo caso NON si determina plusvalenza ai fini reddituali.


ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Contributi per le cantine

Entro il 18 febbraio le domande “Ocm Vino”

2. Acquisto di recipienti e contenitori in legno per l’invecchiamento. 3. Realizzazione e/o ammodernamento delle strutture aziendali

3i) riattamento di strutture per la conservazione prodotti vitivinicoli

3a) cantina

3l) attrezzature per commercializzazione prodotti vitivinicoli

3b) cantina fuori terra 3c) cantina interrata 3d) fabbricato per trasformazione prodotti vitivinicoli 3e) riattamento di strutture per la trasformazione aziendale prodotti vitivinicoli 3f) fabbricato per commercializzazione prodotti vitivinicoli 3g) riattamento di strutture per la vendita diretta dei prodotti vitivinicoli 3h) fabbricato per stoccaggio, conservazione prodotti vitivinicoli

3m) attrezzature per conservazione prodotti vitivinicoli 3n) attrezzature per trasformazione prodotti vitivinicoli 3o) attrezzature per vendita diretta prodotti vitivinicoli 3p) impianto trasformazione, conservazione, commercializzazione vino Scadenza domanda: 18.02.02013 Per questa apertura sono possibili solo domande con progetti annuali. Importo di spesa: da un minimo di 20.000 ad un massimo di 150.000 Euro. Termine ultimo per fare gli investimenti 31.07.2013.

Misura 111-1B

1. Punti vendita aziendali purché non ubicati all’interno delle unità produttive, comprensivi di sale di degustazione: - investimenti materiali per l’esposizione dei prodotti vitivinicoli, compresa la degustazione; - investimenti materiali per la vendita aziendale dei prodotti vitivinicoli, compresa la degustazione.

nonché acquisto di attrezzature per la produzione, trasformazione, commercializzazione e conservazione del prodotto:

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on la nuova OCM vino, campagna 2012/13, le iniziative finanziabili, definite in coerenza con i criteri di demarcazione e complementarietà con analoghe misure previste dal Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Piemonte, sono le seguenti:


ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

L’uso delle gelatine in enologia A cura del Centro Studi Vini del Piemonte

Misura 111-1B

Varie tipologie di gelatine

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Le proteine in soluzione nel vino si comportano da colloidi idrofili positivi; questo colloide idrofilo positivo, nel vino, in presenza di ossigeno, può reagire con i complessi ferrici con i quali determina una reciproca flocculazione. Il colloide idrofilo positivo può reagire nei vini rossi con i colloidi colorati instabili, caricati negativamente, provocando sedimentazione e illimpidimento. Può reagire inoltre con i tannini per dare origine ad un colloide idrofobo tanno-proteico a carica negativa. Questo colloide reagisce con i cationi (Ca e K) per dare origine ad un colloide idrofobo privo di carica che floccula in micelle sempre più grandi e precipita. Le gelatine reagiscono più facilmente con i tannini ad elevato peso molecolare o combinati con gli antociani; possiedono azione ridotta sui flavani dimeri e trimeri e sostanze ossidabili. Nel vino aumentano la concentrazione dei complessi solubili tannino-proteine (che conferiscono corpo e rotondità al vino) e inattivano l’aggressività tannica. La gelatina possiede un’azione classica sinergica con il sol di silice con il quale forma un reticolo che agisce per trascinamento sul torbido del vino. Presenta il fenomeno del surcollaggio. Nella pratica della flottazione, impiegata nella vinificazione in bianco, la scelta del coadiuvante

dipende dalle caratteristiche del mosto. La gelatina, in questo caso, reagisce con il materiale in sospensione caricato tutto negativamente che viene trasportato verso l’alto dall’azoto o dall’aria; per questo non si presentano fenomeni di surcollaggio, che in ogni caso verranno controllati con i successivi trattamenti con bentonite. In commercio esistono diverse tipologie di gelatine, impiegabili in funzione dell’obiettivo enologico da perseguire. Gelatine in polvere solubili a caldo. Trattasi di prodotti ad elevata carica elettrica, ad elevato peso molecolare (30-50% di proteine con PM > 105); esse reagiscono con i tannini condensati e legati ai polisaccaridi ad elevato peso molecolare. Possiedono alta carica elettrica D.I.M. ed hanno un elevato potere gelatificante. Devono essere disciolte in acqua calda (40-50 °C) sotto agitazione. Sono molto reattive con tutti i tannini del vino, senza grande selettività; il loro impiego viene riservato a prodotti ricchi di polifenoli in post affinamento, su vini strutturati, per rimuovere l’eccesso di tannini amari. Non sono adatte invece su prodotti poveri di polifenoli o per il trattamento di vini che presentano tannini verdi ed aggressivi. Le dosi impiegabili sono molto

Proseguiamo in questo numero il percorso di approfondimento sui coadiuvanti - chiarificanti enologici impiegabili in enologia. Dopo le considerazioni fatte sulle bentonite è la volta della gelatina, coadiuvante impiegabile prevalentemente sui vini rossi. basse su vini normali (5-10 g/hl). Sui torchiati si riescono ad ottenere buoni risultati con dosi di 20-30 g/hl. Gelatine solubili a freddo (micronizzate). Queste gelatine sono adatte per eliminare i tannini più reattivi, verdi ed aggressivi. Sono ottenute per idrolisi enzimatica, hanno basso peso molecolare, costituite da peptidi e proteine con PM < 105; possiedono carica elettrica D.I.M. molto debole. Vengono impiegate per una chiarifica iniziale prima dell’affinamento per trattare vini che presentano tannini verdi da uva non matura, in quanto questi polifenoli difficilmente potranno ammorbidirsi nel tempo, Sono poco reattive, reagiscono soltanto con i tannini più aggressivi e non con tutti i tannini del vino; per questo sono dotate di grande selettività (la loro debole carica fa si che vengano intercettate solo dai tannini più verdi ed aggressivi e non da quelli meno aggressivi che possono ancora evolversi ed ammorbidirsi du-


ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Secondo Rabbione, responsabile del Centro Studi Vini del Piemonte che ha sede a San Damiano d’Asti.

Rapporti con l’alcol: le gelatine micronizzate, in particolare, lavorano meglio con bassi tenori di alcol. Potere detannizzante Delle gelatine si considera anche il potere detannizzante. La percentuale di tannino nel flocculo sale con l’aumento della temperatura e viceversa. La quantità di tannino combinata aumenta proporzionalmente al suo contenuto nel mezzo. Alla precipitazione della gelatina si oppongono anche i colloidi protettori. Collaggio dei vini rossi Nel collaggio dei vini rossi con gelatina devono essere considerati due interventi di natura diversa che hanno obiettivi diversi: l’intervento sui tannini acidi e verdi e l’intervento sui tannini amari o in eccesso. La chiarifica iniziale di pre-affinamento, eseguibile con gelatina micronizzata, viene riservata a vini che presentano tannini verdi da uva non matura; questa chiarifica iniziale serve ad elimi-

nare quei polifenoli più reattivi che difficilmente potranno ammorbidirsi nel tempo. A questo collaggio può eventualmente seguire una seconda chiarifica dopo l’affinamento. La chiarifica di post-affinamento viene effettuata per controllare i tannini amari o in eccesso (nei vini molto strutturati). Solitamente se i tannini sono amari o in eccesso (vino tannico, che lega, non particolarmente acido), si tende a rimandare la chiarifica al termine del periodo di affinamento, confidando nel naturale ammorbidimento del vino nel corso del tempo. Solo nei mesi che precedono la messa in bottiglia, dopo adeguate e accurate degustazioni a varie temperature, si decide se effettuare una chiarifica correttiva per eliminare quello che risulta essere ormai un reale difetto residuo. I prodotti che si impiegano sono la gelatina in polvere solubile a caldo ed eventualmente l’albumina (trattamento di ammorbidimento delle frazioni più amare nei vini affinati).

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Gelatine liquide Si presentano in soluzione al 20-30%; sono ideali per l’azione classica e sinergica con il sol di silice con il quale formano un reticolo che agisce per trascinamento. Sono ottenute per idrolisi chimica molto intensa e possiedono una debole carica D.I.M. con peso molecolare < 105; il loro comportamento molto simile alle gelatine micronizzate. Caratteristiche delle gelatine Rapporti con l’ossigeno: un basso potere redox è causa di precipitazioni difficili. La flocculazione aumenta con l’ossigeno e la presenza di Fe ferrico. Rapporti con il pH: le gelatine sono sensibili al pH; quando il pH è molto basso, < a 3,20, se ne sconsiglia l’impiego; quando il pH aumenta cresce la flocculazione con il tannino; le gelatine micronizzate lavorano meglio con valori di pH inferiori. Rapporti con la temperatura: le gelatine sono sensibili alla temperatura; con temperature basse aumenta la flocculazione; temperature di 14 - 16° C sono ideali per la flocculazione, le gelatine micronizzate lavorano meglio con basse temperature. Quando la temperatura è molto elevata, > a 25°, se ne sconsiglia l’impiego; temperature elevate > 20°C possono causare surcollaggio.

Misura 111-1B

rante l’affinamento). I vini che possiedono sentori tannici acido/astringenti (verdi) richiedono dosi abbastanza alte di gelatina micronizzata e raramente si riesce a correggerli con dosi inferiori ai 40-50 g/hl. Dosi inferiori sono consigliate solamente per “ritoccare” vini meno aggressivi.


ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Contributi per grandinate del 5 agosto 2012 Alle strutture rurali danneggiate del Nord Astigiano

Misura 111-1B

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ulla Gazzetta Ufficiale n°5 del 7/1/13 è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali di riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatesi nella Provincia di Asti il 5 agosto 2012. Per i danni alle strutture aziendali le imprese agricole che possono usufruire dei benefici previsti dalla Legge, sono quelle che hanno subito danni provocati dall’evento eccezionale sopra indicato, superiori al 30% della Produzione Lorda Vendibile (PLV) comprese le produzioni zootecniche e che avevano inoltrato segnalazione all’Ufficio Avversità Atmosferiche. È da tenere presente che: - possono presentare domanda esclusivamente aziende agricole di coltivatori diretti o I.A.P.; - per il calcolo del 30 % del danno occorre prendere in considerazione la PLV effettiva del 2012, comprese le produzioni zootecniche (documentabile con fatture); - tutti i lavori di ripristino dovranno essere giustificati con fatture relative all’acquisto di materiale e manodopera impiegati. La domanda dovrà’ essere stampata in modo cartaceo e presentata presso gli uffici del Comune in cui si è verifi-

cato il danno entro il termine perentorio del 21 FEBBRAIO 2013. Territori agricoli dei Comuni in cui possono trovare applicazione le specifiche misure di intervento: ALBUGNANO - ARAMENGO - BERZANO SAN PIETRO - CASTELNUOVO DON BOSCO - COCCONATO - MONCALVO - MORANSENGO - PASSERANO MARMORITO - PIOVA’ MASSAIA – TONENGO. Al fine di rispettare la stretta tempistica gli interessati devono rivolgersi al più presto agli Uffici Coldiretti.

Sono aperte le iscrizioni ai corsi obbligatori per tutti coloro che devono conseguire per la prima volta il patentino per l’acquisto e l’utilizzo degli agrofarmaci. Per informazioni e iscrizioni è possibile rivolgersi agli Uffici Zona Coldiretti oppure telefonare al 0141-380426.

Aggiornamento professionale dalla vite al vino

C

oldiretti di Asti e INIPA Piemonte, nell’ambito dell’attività di aggiornamento e formazione professionale organizzano i seguenti due corsi per vitivinicoltori: - DALLA VITE AL VINO SECONDO I DETTAMI DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA; - DALLA VITE AL VINO SECONDO I DETTAMI DELLA PRODUZIONE INTEGRATA. Nelle 16 ore complessive di durata di ciascuna iniziativa verranno affrontati i vari argomenti di carattere normativo e tecnico (in regime di produzione

Ricerca, studio e caratterizzazione. Corso Roma 53/b 14015 San Damiano d’Asti (AT) Tel. 0141 982 455 Fax 0141 980 397 secondo.rabbione@coldiretti.it

CORSI PER PATENTINO AGROFARMACI

biologica e di produzione integrata) quali la cura del vigneto, la maturazione dell’uva, le tecniche di vinificazione, l’utilizzo dei coadiuvanti enologici, le caratteristiche del vino, ecc.. I due corsi, a numero chiuso, saranno svolti solitamente in orario serale, nei mesi di febbraio e marzo, con partecipazione gratuita riservata agli operatori professionali. Gli interessati possono ricevere ulteriori informazioni e iscriversi telefonando ai numeri 335-7502076 oppure 0141-380426.


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Registrazione affitti fondi rustici Entro il 28 febbraio la presentazione all’Agenzia delle Entrate

La normativa nazionale prevede che gli animali inviati al macello siano accompagnati dal Modello 4 e, in caso di trattamento con sostanze farmacologiche negli ultimi 90 giorni, dalla dichiarazione sui trattamenti effettuati che doveva essere firmata dal Veterinario di fiducia dell’allevatore. Con la Legge n. 189 del 08/11/2012 resta in vigore l’obbligo della dichiarazione ma è stato abrogato l’obbligo di firma da parte del Veterinario. Tale semplificazione pone in carico all’allevatore la totale responsabilità dell’attestazione e della corretta registrazione dei trattamenti farmacologici ove effettuati.

CARBURANTE AGEVOLATO 2013 In riferimento all’assegnazione del carburante agricolo a prezzo agevolato, la Legge n. 228 del 24/12/2012 a decorrere dal 01/01/2013 ha previsto la riduzione del 10% dei consumi medi di carburante ammesso ad agevolazione fiscale per i lavori agricoli, orticoli, in allevamento, nella silvicoltura e piscicoltura e nelle coltivazioni sotto serra.

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TRATTAMENTI FARMACOLOGICI PER ANIMALI DA MACELLO

Misura 111-1B

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l 28 febbraio 2013 scade il termine per la presentazione alla Agenzia delle Entrate della denuncia riepilogativa dei contratti di affitto stipulati o rinnovati nell’anno 2012. Si ricorda che tutti i contratti di affitto di immobili devono essere registrati indipendentemente dall’ammontare del canone di affitto. La denuncia annuale deve essere sottoscritta e presentata in doppio originale da una delle parti contraenti (proprietario o affittuario) dopo aver provveduto a versare l’imposta pari allo 0.50% sul totale dei canoni di affitto con un minimo di euro 67,00. Si ricorda altresì che eventuali modifiche a contratti di affitto già registrati (ad esempio: rilascio anticipato di tutto o parte dei terreni, modifica del canone di affitto, etc.) comportano il pagamento nuovamente dell’imposta e vanno comunicate alla Agenzia delle Entrate presso cui è stata fatta la denuncia iniziale. Si consiglia quindi a tutti gli interessati di rivolgersi tempestivamente agli uffici Coldiretti per un esame della situazione affitti onde evitare di incorrere nelle sanzioni previste per l’omessa registrazione.


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Condizionalità, deroga rotazioni colturali

Per frumento, triticale, spelta, segale, orzo, avena, miglio, scagliola, farro, mais e sorgo

Misura 111-1B

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ell’ambito delle buone condizioni agronomiche e ambientali, lo standard di condizionalità 2.2 prevede una durata massima della monosuccessione pari a cinque anni per i seguenti cereali: frumento duro, frumento tenero, triticale, spelta, segale, orzo, avena, miglio, scagliola, farro, mais e sorgo. Per monosuccessione di cereali s’intende la coltivazione della stesso cereale sul medesimo appezzamento per 2 o più anni consecutivi. Ai fini dell’applicazione dello standard, è considerata come monosuccessione dello stesso cereale la successione dei seguenti cereali: frumento duro, frumento tenero, triticale, spelta, segale, orzo, avena, miglio, scagliola, farro. Le colture intercalari in secondo raccolto non sono considerate nella valutazione della monosuccessione e non interrompono la monosuccessione. La monosuccessione può essere protratta oltre il quinquennio in cui è consentita dal criterio generale, a condizione che: A. si dimostri mediante analisi del terreno il mantenimento del livello di sostanza organica; B. oppure, in alternativa, si adottino tecniche agronomiche atte ad assicurare il mantenimento del livello di sostanza organica del terreno. Analisi Al fine di verificare il mantenimento del livello di sostanza organica, i campioni di terreno da sottoporre ad analisi devono essere prelevati rispettivamente: • una volta durante il quinquennio

2008-2012 in cui è consentita la monosuccessione. Si considerano riferiti a tale quinquennio anche i prelievi effettuati nei primi due mesi del 2013, durante i quali a causa delle condizioni climatiche la mineralizzazione della sostanza organica è da ritenersi irrilevante ai fini dei risultati dell’analisi; • a partire dal 2013, negli stessi appezzamenti in cui è stato effettuato il primo prelievo, dopo il raccolto del cereale ed entro il 31/12 di ogni anno del “periodo di deroga” in cui la monosuccessione si protrae. È richiesta almeno un’analisi per ogni coltura in monosuccessione; l’appezzamento o gli appezzamenti prescelti devono essere rappresentativi delle superfici interessate dalla monosuccessione. Ai fini della rappresentatività del campione nell’ambito di ciascun appezzamento, si forniscono la seguenti indicazioni operative: − procedendo nell’appezzamento lungo le diagonali o in maniera casuale, si devono individuare, a seconda dell’estensione, fino a 20 punti di prelievo; − nei punti segnati, dopo aver asportato e allontanato i primi 5 cm in profondità al fine di eliminare la cotica erbosa e gli eventuali detriti superficiali presenti, si effettua il prelievo fino ad una profondità di 30 cm; − si sminuzza e mescola accuratamente la terra proveniente dai prelievi eseguiti e, dopo aver rimosso ed allontanato pietre e materie organiche (radici, stoppie, sovesci, ecc.), si prende dal miscuglio circa 1 kg di terra da portare al laboratorio di analisi. I campioni di terreno

devono essere posti in sacchetti impermeabili mai usati e opportunamente identificabili mediante etichette fissate all’esterno dell’involucro. Le analisi devono riguardare almeno la determinazione del contenuto di carbonio organico del suolo, eseguita in conformità alle metodiche ufficiali (Analizzatore elementare, Walkly Black, Springer Klee). Il referto analitico deve riportare gli estremi catastali dell’appezzamento in cui è stato effettuato il prelievo, o essere corredato da una dichiarazione del titolare dell’azienda contenente tale informazione. Le analisi del terreno non sono richieste se sulle superfici interessate dalla monosuccessione, in ogni anno civile del periodo di deroga, si effettua in via preventiva almeno uno degli interventi di ripristino della sostanza organica indicati nel paragrafo seguente. Pratiche agronomiche Le pratiche agronomiche atte a mantenere o ripristinare il livello di sostanza organica del suolo devono essere applicate: 1. se un prelievo effettuato in un anno del periodo di deroga evidenzia una riduzione del carbonio organico, entro l’anno civile successivo in cui si protrae la monosuccessione. Considerata la variabilità del dato all’interno di ciascun appezzamento e il grado di rappresentatività dei metodi di campionamento praticabili nell’ambito di uno standard di condizionalità, la riduzione si considera significativa se supera il 15% del carbonio organico rilevato dall’analisi relativa


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Fertilizzanti organici

Quantità annue / ettaro

Letame (1)

20 t/ha

Separato solido da trattamento di reflui zootecnici

20 t/ha

Separato solido da trattamento di digestato

20 t/ha

Liquame bovino

44 t/ha

Ammendante compostato Altre matrici organiche

5 t/ha s.s. dose corrispondente a 1.200 kg/ha di C organico (2)

escluse le deiezioni di avicunicoli; tale dose, calcolata in base al tenore in C della matrice organica, non deve comportare il superamento dei limiti stabiliti dal regolamento 10/R/2007. (1)

tura da sovescio; in caso di autoproduzione, la coltura da cui è stato ricavato il seme deve risultare nel fascicolo aziendale. La densità di coltivazione dell’erbaio destinato al sovescio deve essere pari a quella che caratterizza la medesima coltura quando è coltivata per

un utilizzo produttivo diretto. In caso di insufficiente copertura del terreno, anche imputabile a ragioni di forza maggiore, l’agricoltore deve attuare entro l’anno civile uno degli altri interventi agronomici atti a garantire un adeguato apporto di carbonio organico.

Misura 111-1B

(2)

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Divieto di utilizzo dei neonicotinoidi Prorogato al 30 giugno, Coldiretti chiede un pronunciamento scientifico

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l divieto dell’utilizzo dei neonicotinoidi, per la concia delle sementi di mais, in scadenza il 31 gennaio di quest’anno sarà prorogato fino al 30 giugno 2013. Il provvedimento annunciato dal Ministero dell’Agricoltura nell’ottobre scorso è stato confermato dalla Commissione Consuntiva sui prodotti fitosanitari. Dicono Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa presidente e direttore di Coldiretti Piemonte “I nostri apicoltori ci hanno chiesto di sollecitare tale provvedimento. Quanto ottenuto non ci soddisfa appieno in quanto non è con le

proroghe che si affrontano e si risolvono i problemi. Questa ennesima proroga costituisce un’anomalia rispetto all’attuazione del principio di precauzione che si applica con riferimento all’incertezza in merito a rischi relativi ad un periodo circoscritto di tempo, che ormai, si è invece dilatato a dismisura. Ciò ha creato difficoltà sia ai cerealicoltori che agli apicoltori, ancora in attesa di ricevere chiarimenti scientifici in merito all’esistenza effettiva di un nesso causa-effetto tra moria delle api e impiego di tale sostanze”.

numero 1 – 2013

al primo quinquennio di monosuccessione consentita (2008-2012); 2. qualora l’agricoltore scelga di non effettuare analisi del terreno, in ogni anno civile del periodo di deroga a partire dal 2013. In entrambi i casi (punti 1. e 2.), sui terreni interessarti dal prolungamento della monosuccessione deve essere attuato almeno uno degli interventi di seguito specificati nei punti a), b) e c): a) apporto di uno dei seguenti fertilizzanti organici, nella quantità indicata nella tabella accanto. In ogni caso, gli apporti di effluenti zootecnici devono essere conformi a quanto previsto dal regolamento regionale 10/R/2007 e s.m.i. in merito al loro utilizzo agronomico (epoche, dosi e modalità di distribuzione). Tutti gli apporti organici devono essere tracciati mediante un’apposita scheda di registrazione delle fertilizzazioni. Anche nel caso di distribuzione su terreni in asservimento, gli apporti organici devono essere tracciati nella scheda di registrazione delle fertilizzazioni del beneficiario che intende avvalersi della deroga al presente standard. b) restituzione al terreno degli stocchi o delle paglie (asporto della sola granella). L’interramento dei residui colturali deve essere coerente con le relative fatture in caso di vendita della granella e con il codice colturale indicato per le particelle interessate nel fascicolo aziendale ; c) effettuazione di un sovescio (di una coltura a ciclo autunno-vernino in caso di monosuccessione di cereali a semina primaverile o a ciclo estivo in caso di monosuccessione di cereali vernini). È richiesta la documentazione di acquisto della semente utilizzata per la col-


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Sicurezza macchine agricole Informazioni importanti per la messa a norma

Misura 111-1B

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l tema della sicurezza nei luoghi di lavoro ha acquisito una notevole importanza anche e soprattutto in agricoltura, spesso interessata da un’elevata casistica di infortuni e l’uso di macchine che rispettano i criteri previsti dalle normative, in un settore che spesso fa ricorso all’usato, è fondamentale. Recenti elaborazioni statistiche hanno inoltre evidenziato che più dei due terzi del parco macchine agricolo ha un’età superiore ai vent’anni e risultano ancora iscritte nel registro delle macchine agricole (registro UMA) più di diecimila macchine ancora funzionanti a petrolio (per due terzi motofalciatrici). Si ritiene opportuno evidenziare che la macchina agricola registrata nel registro UMA con la dizione “dichiarata inattiva” è tale ai soli

fini dell’assegnazione dei quantitativi di carburanti ammessi ad agevolazione fiscale; se la stessa macchina risulta ancora funzionante è soggetta a controlli e sanzionabile nel caso risulti non conforme alle prescrizioni per l’uso in sicurezza. Si invitano pertanto gli interessati a prestare attenzione alle elementari norme di prevenzione dei rischi, provvedere alla messa a norma ai fini della sicurezza, verificare la composizione e l’età del parco macchine aziendale e dichiarare inattive le macchine non più utilizzate (oltre a eseguire le operazioni necessarie perché le

stesse non siano più utilizzabili a fini lavorativi). Le macchine agricole alimentate a petrolio, ancora presenti nel registro UMA, vanno dichiarate inattive e attivate le operazioni affinché non siano più utilizzabili a fini lavorativi; in ogni caso, al termine della campagna UMA 2013 le macchine a petrolio saranno dichiarate inattive d’ufficio.

Patenti trattori: c’è tempo fino al 2015

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Non è necessario fare subito il corso per utilizzare le macchine

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er “salvare” le patenti a rischio per i trattori c’è tempo almeno fino al 2015. Ad annunciarlo è la Coldiretti allo scopo di fare chiarezza dopo che sul territorio si è diffuso l’allarme sul fatto che il prossimo 12 marzo 2013 sarebbe scattata la “tagliola” sull’uso delle attrezzature, agricole ma non solo. All’origine di tutto, un accordo firmato in Conferenza Stato Regioni. Al fine di rendere sempre più si-

curo il lavoro, è stata individuata una serie di attrezzature (trattori, ma anche gru, scavatori, piattaforme di lavoro, ecc.) per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, da conseguirsi attraverso un corso di formazione. L’accordo entra in vigore dal prossimo 12 marzo 2013 e ciò ha suscitato una piccola ondata di panico nelle campagne, con il timore di non poter più operare con i mezzi.

La normativa, sottolinea Coldiretti, prevede però che chi, alla data del 12 marzo 2013, è già incaricato dell’uso delle macchine, anche se non provvisto di esperienza documentata, avrà tempo fino al 12 marzo 2015 per adempiere a quanto previsto dalle nuove regole, mentre chi ha già seguito in passato un corso o è in possesso di esperienza documenta alla data del 12 marzo 2013 sarà a posto fino al 12 marzo 2017.


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Stoccaggio e distribuzione reflui zootecnici dei ricoveri avicoli. L’accumulo diretto in campo è ammesso solo al fine di effettuarne la distribuzione. Lo stoccaggio dei materiali non palabili (liquami, colaticci, frazioni non palabili da separazione solido/liquido) deve avvenire in strutture impermeabili, dimensionate in modo da accogliere anche, qualora presenti, le acque di sgrondo delle superfici scoperte interessate dalla presenza di reflui (es. paddock scoperti). Per i soli allevamenti già esistenti che non subiscano ampliamenti, sono considerate utili per il calcolo della capacità di stoccaggio aziendale anche le fosse sottogrigliato. La capacità minima di stoccaggio richiesta alle aziende è variabile tra 90 e 180 gg, in base alla tipologia di refluo, al vincolo agro-ambientale esistente, all’orientamento colturale e alla specie allevata. La valutazione della disponibilità aziendale di strutture di stoccaggio si effettua tramite l’applicativo informatico reso disponibile dalla Regione Piemonte per la redazione della Comunicazione.

B - DISTRIBUZIONE DEI REFLUI ZOOTECNICI: in tutto il Piemonte, i reflui zootecnici sotto qualsiasi forma non devono mai essere distribuiti su aree non agricole, su terreni di cui non si ha titolarità d’uso, su suoli innevati, franosi, saturi d’acqua, né nei pressi dei fiumi e dei laghi. Se si tratta di materiali non palabili, è altresì vietata la distribuzione nei pressi di case e strade (a meno che si attui una distribuzione localizzata o interrata), su suoli in pendenza e nel periodo compreso tra il 1 dicembre e il 31 gennaio. In Zona Vulnerabile, data la maggior fragilità ambientale, i vincoli al calendario di distribuzione in campo sono più rigidi: la sospensione invernale delle distribuzioni in campo varia dai 90 ai 120 giorni, in funzione della coltura e del tipo di materiale zootecnico (vedere tabella riportata sul retro alla presente). Si ricorda infine che è vietato distribuire materiali palabili freschi, cioè che non abbiano superato un periodo di maturazione in platea.

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numero 1 – 2013

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iassumiamo, di seguito, i principali provvedimenti del Regolamento Regionale 10/R/2007 che fissa i vincoli per lo stoccaggio e la distribuzione dei reflui zootecnici. A - STOCCAGGIO DEI REFLUI ZOOTECNICI: su tutto il territorio regionale, i contenitori per lo stoccaggio dei reflui zootecnici devono essere dimensionati in modo tale da garantirne la conservazione per i periodi in cui la distribuzione in campo è vietata o limitata da motivazioni agronomiche, climatiche, normative. Lo stoccaggio dei materiali palabili (letami, polline, lettiere avicole esauste, frazioni palabili da separazione solido/liquido, ecc.) deve avvenire su platea impermeabilizzata, dotata di pozzetto per la raccolta dei materiali di sgrondo e delle acque piovane. Sono considerate utili per il calcolo della capacità di stoccaggio aziendale le lettiere permanenti, purché impermeabilizzate alla base, nonché le fosse profonde e i sottogrigliati

Misura 111-1B

Come stabilito da apposito regolamento regionale


“Agriturismoinfiera” a Milano La partecipazione di Terranostra Piemonte

Notizie

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na quindicina di operatori agrituristici piemontesi delle province di Asti, Alessandria e Cuneo che fa riferimento a Terranostra – Agriturismi di Campagna Amica del Piemonte (Associazione che opera in ambito Coldiretti), hanno partecipato con successo, a Milano il 19 e il 20 gennaio, alla manifestazione “Agriturismoinfiera”. La manifestazione si è svolta presso il Parco Esposizioni Novegro su una superficie di 250.000 mq, con 4 padiglioni coperti per un’area espositiva di oltre 15.000 mq. “Agriturismoinfiera” di Milano è stata creata per presentare alla società le numerose proposte del settore agrituristico nonché per dare una risposta concreta agli esperti di turismo, per

Nella foto: Lo stand Terranostra Piemonte con alcuni dei partecipanti alla fiera

intrattenere rapporti di marketing e presentare i servizi offerti dalle oltre

20.000 aziende agrituristiche registrate in Italia.

Inaugurata “Agri Macelleria”

28 A Costigliole d’Asti da Diego Colombaro

numero 1 – 2013

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na nuova agri macelleria è stata inaugurata il 26 gennaio, a Costigliole d’Asti. La famiglia Colombaro ha ricevuto conoscenti ed amici nei nuovi locali situati in strada Primairano 2, praticamente a 200 metri dalla provinciale che collega Castagnole Lanze a frazione Boglietto, salendo verso Loreto. L’Agrimacelleria da Diego, prende il nome dal giovane ma già esperto macellaio, impegnato anche nell’allevamento di famiglia (attualmente con una sessantina di capi) che da tre generazioni è specializzata in carne di alta qualità. Aperta dal giovedì alla domenica mattina, l’Agrimacelleria propone i migliori tagli della carne bovina rigorosamente di razza Piemontese

Nelle foto: l’interno della agrimacelleria, il punto vendita e il buffet per l’inaugurazione


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numero 1 – 2013

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Cerco vigneti da affittare zona Nizza M.to e dintorni. Tel 3478193462 ore pasti Cerco cascina o vigneto in affitto o eventuale acquisto, zona canelli o dintorni. Tel 3293640290. Cerco noccioleti da coltivare con stipula contratto di affitto regolare. Tel 3333029097

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CERCO ACQUISTO VARIE

Cerco fieno silo di loietto in rotoballe fasciate con umidità compresa fra il 30% e il 50% Tel 0141907858 ore pasti oppure 3400559880

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AFFITTO

REGALO


Il Notiziario Agricolo 1/2013  

Periodico Ufficiale Coldiretti Asti