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R I T R O V A T I

GLI ABITI SARDI DELL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI ROMA DEL 1911


R I T R O V A T I

23 luglio 2004 - 6 gennaio 2005 Nuoro, Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari

Coordinamento scientifico e organizzativo Stefania Massari Paolo Piquereddu

Ideazione e progetto espositivo ISRE Paolo Piquereddu, Franca Rosa Contu, Claudio Mangoni

Direttore Generale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico Mario Serio

Realizzazione e allestimento ISRE Franca Rosa Contu e Claudio Mangoni, con la collaborazione di Susanna Aragoni, Ignazio Capra, Enrico Costa, Gonario Deiana, Luisella Moni, Pietro Oleda, Raffaele Pichereddu

Direzione scientifica MAT Stefania Massari

Coordinamento promozione ISRE Antonio Deias

Commissario della Mostra MAT Luciana Mariotti

Ricerca bibliografica e iconografica ISRE Rosanna Cicalò

Archivio Storico MAT Amalia D’Elia

Coordinamento attività amministrativa e contabile ISRE Mauro Monni

Conservazione e restauro MAT Francesco Floccia con Lucia Cartabrocca, Francesca Diamante, Roberta Scoponi e la collaborazione di Letizia Gattorta

Fotografia Ilisso Edizioni (Pietro Paolo Pinna)

Servizio Educativo MAT Pasqua Izzo con Gianna Rita e la collaborazione di CTG RomaInsieme

Progetto grafico Aurelio Candido Stampa Industria Grafica Stampacolor, Sassari Assicurazioni Progress Assicurazioni Trasporti Ditta Borghi Ringraziamenti Mario Serio, Direttore Generale del Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; Maria Grazia Benini, Promozione del Patrimonio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; Arch. Paolo Scarpellini, Soprintendente per i Beni e Attività Culturali per la Sardegna; Arch. Stefano Gizzi, Soprintendente per i Beni Architettonici, il Paesaggio e il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico per le province di Sassari e Nuoro; Ten. Gian Filippo Manconi, Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimono Artistico per la Sardegna.

© 2005 ILISSO EDIZIONI - Nuoro www.ilisso.it ISBN 88-89188-33-2

Promozione del patrimonio Maria Grazia Benini

Servizio Archivio Fotografico MAT Marisa Iori Laboratorio Fotografico MAT Generoso Pagano Depositi etnografici e servizio prestiti MAT Paolo Guarrera con Lucia Cocozza e Franco Gandin Sicurezza Danilo De Girolamo con Nicola Detto Laboratorio audiovisivo e filmati Stefano Sestili con Simonetta Rosati Allestimento MAT Studio Giorgio Aragno Strutture espositive MAT Rilux 80 Segreteria Annamaria Giunta con Titti Covato e Ivonne Chialastri Ufficio Amministrativo MAT Alessandro Anzini, Raffaella Bagnoli, Daniela Tarquini


INDICE

PRESENTAZIONI 7 Mario Serio -

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI

9 Stefania Massari 11 Paolo Piquereddu -

MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI E TRADIZIONI ISTITUTO SUPERIORE REGIONALE ETNOGRAFICO

13 SAGGI 15 LA MOSTRA ETNOGRAFICA ITALIANA DEL 1911 E LA COLLEZIONE DI ABITI SARDI DEL MUSEO Stefania Massari 29 COSTUMI MIGRATORI. GLI ABITI SARDI ALLA MOSTRA DI ETNOGRAFIA ITALIANA DEL 1911 Paolo Piquereddu 39 IL COSTUME SARDO NEI CARTEGGI DELLA RACCOLTA Luciana Mariotti 51 RIMANDI DI SGUARDI: FOTOGRAFIA E COSTUMI IN PIAZZA D’ARMI Emilia de Simoni 61 LE TRASFORMAZIONI DEI COSTUMI SARDI TRA OTTO E NOVECENTO ATTRAVERSO L’ANALISI DEGLI ABITI Franca Rosa Contu 93 COSTUMI 203 SCHEDE DI CATALOGO E DOCUMENTI 205 SCHEDE Rita Di Reda, Francesco Floccia, Ilaria E. Scerrato 243 LA COLLEZIONE DI OREFICERIA SARDA Ilaria E. Scerrato 257 I DOCUMENTI D’ARCHIVIO DEL MAT Amalia D’Elia 293 CARTOLINE COSTUMI SARDI DELL’ARCHIVIO FOTOGRAFICO MAT Marisa Iori 299 BIBLIOGRAFIA


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Frontespizio della rivista Roma. Rassegna illustrata dell’Esposizione del 1911.

cinti tutte e due, contemporaneamente ai nuovi i vecchi cinti, si potrebbero applicare quegli agli abiti da festa e questi all’abito da lavoro».17 Preziosa è, dunque, la documentazione d’archivio conservata nel Museo, che abbiamo fatto trascrivere integralmente e a cui si rinvia per un’attenta analisi, costituita dalle lettere scritte dal Loria e dai suoi collaboratori e dalle annotazioni


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contenute nei Quaderni, opera dello stesso etnologo, così come il carteggio degli anni 1907 e 1911 relativo alla Raccolta Etnografica del Comune di Milano, data in deposito all’Esposizione etnografica, relativa ai costumi sardi già inviati all’Esposizione Nazionale di Milano del 1881. Nei Quaderni infatti si trovano notizie dettagliate relative alla descrizione degli abiti e dei loro elementi, dalle stoffe ai costumi completi, alle provenienze alle modalità d’uso, come altrettanto dettagliate sono le indicazioni che il Loria fornisce ai suoi collaboratori per l’acquisto di ciò che intende esporre per la mostra. Documentazione conservata nel Museo che, grazie ai testi, ai racconti sino ad ora inediti e alle cartoline usate come modello permette di analizzare in maniera nuova gli abiti, nei colori e nelle fogge, offrendo un contributo significativo per la storia del costume e al tempo stesso fornisce preziose indicazioni sulla collezione stessa del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni. Nel complesso si tratta di circa mille costumi che testimoniano i cambiamenti sociali, le mutazioni antropologiche, i percorsi artistici ed economici che hanno contrassegnato la Nazione e in particolare la vita dell’isola dal momento che, come si legge già nel 1911, «…il costume va sparendo a poco a poco... le più facili comunicazioni tra città e campagna, l’espandersi della civiltà, che tenta di ridurre le differenze di gusti, di tendenze e di abitudini, tutto congiura a far sparire questa manifestazione del gusto peculiare di ogni gruppo etnico».18 Dai carteggi, sapientemente trascritti dalla D’Elia, fondamentale risulta essere l’integrazione e collaborazione tra l’etnologo/committente ed i suoi collaboratori, fine ultimo d’entrambi è voler rappresentare l’identità stessa dell’isola con il suo contesto storico e sociale. Così per un istante storico, quello risalente ai primi

Veduta prospettica generale della Mostra Etnografica.


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Copertina, prima e seconda pagina del Quaderno n. 61 dal 7476-7515, manoscritto Loria 1908-1911.

esposizione che da un lato conferma la vocazione dell’etnologia all’indagine sulla differenza, espressa dai dati sulle inevitabili quanto incolmabili differenze regionali, dall’altro ne favorisce la unificazione attraverso la stessa conoscenza della loro etnografia. 22 È proprio in quest’ottica che i costumi sono presenti in tutte le Esposizioni nazionali e nel trionfo celebrativo del 1911. I curatori delle Esposizioni, fin dalla seconda metà del XIX secolo, non mancavano di sottolineare il come si dovevano raccogliere i costumi: «non alterare, a scopo estetico la forma del vestiario, scegliere stoffe, colori, disegni e ricami usati veramente dalla maggioranza della popolazione campagnola, da quella specialmente che non ha subito negli ultimi tempi nessuna mescolanza con elementi eterogenei, infine di non dare preferenze a determinati abiti … ma di esporre fedelmente … quanto di più tradizionale e autentico si conserva … nella varia vita di popolo».23 Alla fine del XIX secolo, dunque la ricerca del costume privilegiava quello antico, autentico che – secondo il concetto di autenticità che si profila all’inizio del Novecento – fa tutt’uno con quello di primitivo.24 Il primo banco di prova di vera e propria raccolta di materiali etnografici è senza dubbio la raccolta tra il 1908 e il 1911 finalizzata all’Esposizione romana, ed è bene


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sottolineare che fin dal 1907 l’interesse per la Sardegna è chiaro al Loria, come gli è chiaro il dover partire dai costumi.25 Al 25 ottobre di questo anno risale la lettera di Antonietta Delogu Buselli, insegnante di Lanusei (Nuoro), amica della Signora Pigorini e del Cavaliere Collini, già collaboratrice per le “industrie sarde” alla Esposizione Nazionale di Torino del 1884, la quale propone a Loria di acquisire le proprie collezioni di costumi, iniziate per avviare ella stessa un Museo del Costume sardo, ma volentieri cedute per essere esposte alla Mostra del 1911.26 Non è specificato nel carteggio quale tipo di costumi la signorina Delogu manda a Roma, tuttavia la sua è molto probabilmente l’unica collezione interamente acquisita da una donna.27 Nel generale contesto di raccolta etnografica che andava profilandosi, focalizzata sul tradizionale e sull’autentico, i costumi da ricercare dovevano essere antichi. Lamberto Loria, comunque, non si esprime mai esplicitamente in questa direzione, né sottolinea un interesse peculiare nei confronti del costume festivo. In realtà chiede che i costumi rispettino la divisione sessuale e la funzione sociale – costume da lavoro, da lutto, da matrimonio. Nel Modo di promuovere gli studi di etnografia italiana, Loria sostiene che «raccogliere e studiare gli oggetti è una frase molto facile a dirsi, ma è difficile dire in qual modo questi oggetti devono essere raccolti e studiati … Non ci sono da esempio neppure le altre nazioni le quali lamentano le stesse lacune e come noi hanno dato sempre molta importanza al loro folklore e poco o punta alla loro etnografia».28 L’interesse verso il costume è molto palese e al suo acquisto vengono sacrificati anche oggetti diversi. A tale proposito Clemente scrive a Loria che: «l’acquisto di Dellay [raccoglitore a Sassari su incarico di Clemente di tappeti, stoffe e tovaglie] ha superato le L. 35 e potrebbe superare ancora le L. 10 … io mi atterrò ad acquistare la sola varietà anziché la quantità di oggetti … però la parte più importante sono i costumi e fra non molto me ne devono presentare diversi per gli acquisti».29 Clemente, inoltre, sottolinea che il «costume giornaliero è sempre il migliore e caratteristico … i costumi da lutto variano poco rispetto a quelli giornalieri, così pure per le spose: ho osservato per bene la maggior parte dei costumi da festa e sono stati cervelloticamente composti non oltre 30 anni fa, quindi credo che dal lato etnografico è meglio eliminarli, preferendo surrogarli con altri paesi per la varietà».30 Il carteggio Loria-Clemente è quindi particolarmente interessante per la serie di implicazioni che il loro rapporto epistolare comporta, non solo finalizzato alla ricerca e all’acquisto dei materiali sardi. Da quest’ultimo caso si comprende quanto Clemente ritenga l’“interesse etnografico” quello più lontano da possibili contaminazioni e pertanto si ponga il problema di «farli eseguire [i costumi] appositamente inquantoché la maggior parte sono trasformati». Clemente si fa immediatamente portatore della ricerca di un’autenticità che coincida con l’antichità, binomio al quale Loria – come si è detto – inizialmente non sembra aderire in maniera esplicita: non si era espresso in questo senso in nessuno dei suoi interventi pubblici, ma durante le raccolte sarde mostra un’inclinazione sempre più crescente, forse sollecitato dallo stesso Clemente.31 Il problema si pone ad esempio nei confronti del costume di Monserrato, inviato da Raffaele Meloni a Gavino Clemente perché lo spedisse a Loria. Clemente

Osilo. Costume femminile, 1903 (inv. 36029).

Osilo. Costume femminile, 1903 (inv. 36051).


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BONO

COSTUME FEMMINILE FESTIVO L’abito è l’unico della collezione a rappresentare lo stile vestimentario del Goceano, pertanto viene presentato su manichino anche se manca la benda (tiazòla), elemento fondamentale del tipico copricapo composito. Questo modello sarà utilizzato per tutta la prima metà del Novecento. (cat. 9)


DESULO

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COSTUME MASCHILE FESTIVO L’insieme, di taglia ridottissima, si presenta nella tipologia primonovecentesca: il giubbetto è in panno piuttosto che in orbace; il calzone a gonnellino è di lunghezza ridotta rispetto agli esemplari in voga a metà Ottocento; la berretta in maglia di lana a sacco doppio è più lunga degli esemplari del secolo precedente, che venivano indossati, ricadenti sul lato sinistro, su lunghe e fluenti capigliature. (cat. 18)


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NUORO

COSTUME DA SPOSA E DI GALA Modello d’abito da sposa e di gala del ceto abbiente, codificato a Nuoro a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Ad eccezione del grembiule, riferibile all’ultimo ventennio dell’Ottocento, e della camicia, non mostra segni di utilizzazione. (cat. 36)


OSILO

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QUARTU S. ELENA


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COSTUME DA SPOSA E FESTIVO L’abito è la variante da mezza festa delle donne abbienti o quella festiva delle donne di ceto inferiore. Sul capo è indossato uno scialle ricamato a motivi zoomorfi e floreali, in tibet di lana con frange in cordoncino di seta annodato con la tecnica del macramè. (cat. 53)


QUARTU S. ELENA

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Il casacchino è confezionato in velluto di seta nero e blu: ha maniche a tre quarti con risvolto “a scure” e un accenno di baschina posteriore. L’indumento è interamente profilato con galloni in filo d’oro che bordano anche le aperture di due finte tasche. Accresce l’importanza del capo la presenza delle maniche, confezionate a parte, in velluto di seta rosso, applicabili nella stagione fredda e segno di r ango sociale elevato.


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Questo tipo di gonna, in velluto di seta con alto bordo di broccato di seta laminato a grandi motivi floreali, poteva essere sostituita da una pi첫 diffusa e di minor pregio in panno di lana scarlatto o da una, pi첫 rara, in pesante damasco verde, broccato e laminato, massimo grado del lusso vestimentario quartese tra Sette e Ottocento.


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SAMUGHEO

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COSTUME DA VEDOVA L’abito della vedova è improntato alla massima sobrietà, costituito dagli stessi indumenti degli abiti festivi, realizzati in tessuti di colore rigorosamente nero. La gonna manca di tutta la parte anteriore, sostituita dall’ampio grembiule (di fatto una mezza gonna), secondo un modello vestimentario diffuso nella Sardegna centrale nel primo Ottocento. (cat. 57)


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SENNORI

COSTUME MASCHILE FESTIVO E COSTUME FEMMINILE GIORNALIERO L’abito maschile presenta camicia e calzoni lunghi confezionati in tela di lino; particolarmente bella la camicia, ampia e arricciata, con colletto rivoltato e polsi ornati da sottili nervature disposte a formare una griglia romboidale. L’insieme femminile evidenzia la sobrietà di quest’abito prima che la corsa all’impreziosimento lo alterasse pesantemente. Assai conservativo il corpetto rigido dalle lung he punte anteriori. (cat. 59-60)


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per i due occhielli saldati sulla metà inferiore. L’oggetto presenta una tecnica di lavorazione mista: la parte inferiore di ognuno dei due elementi è lavorata a traforo, quella superiore presenta applicazioni su lamina di granuli e filo torto avvolto a spirale che serra un castone centrale con pasta vitrea rossa. Bottoni (sos buttones) inv. 31741; argento; gr 28,1, cm 1,8 (diametro) cm 0,1 (spessore). Gruppo di dodici gemelli per chiudere il panciotto, del tipo “a piastra”, quindi esclusivi dell’abito maschile; si tratta di una lamina circolare completamente liscia cui è saldato un occhiello che sostiene un elemento allungato con un fermo per permettere l’inserimento del bottone nelle asole. Bibliografia Ciambelli 1986, pp. 165-167, tav. 40 n. 213. OREFICERIA PER IL COSTUME DA VEDOVA (cat. 33) Località: MEANA SARDO (Nuoro) Raccoglitore: Giovanni Mura Agus, 1910, cassa 694 Catena inv. 31740; argento; gr 22, cm 34,5 (lunghezza) cm 5,1x4/4,7x4 (elementi della fibbia). Catena formata da una maglia ad anelli con due piastre terminali (sos gancios) in lamina traforata, di cui una è dotata di un occhiello e l’altra di un uncino. L’inventario del MAT la descrive come facente parte del grembiule del costume da vedova; il raccoglitore la definisce “cinta con ganceria” per adornare gli indumenti quasi completamente neri dell’abito (Archivio Storico, fascicolo 779). Ci si chiede se non sia un abbinamento fatto arbitrariamente dal raccoglitore, in quanto le vedove di solito non portavano gioielli. Bibliografia Ciambelli 1986, tav.41; Tavera 1982. OREFICERIA PER IL COSTUME DA SPOSA E DI GALA (cat. 35) Località: NUORO Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 732 Bottone (sos buttones) inv. 31778; oro, turchese; gr 13,4, cm 2,1 (diametro). Vistoso gemello per allacciare il collo della camicia, formato da due elementi “a pigna” uniti da un anellino ovale. Presentano una bella lavorazione in filigrana nella metà inferiore, mentre in quella superiore, in lamina, sono decorati con granuli sul bordo e applicati anche sui giri di filo torto avvolto a spirale che serra il castone cilindrico che ospita una pietra turchese. Bottoni (sa buttonera, sa filigrana) inv. 31777; argento, turchese; gr 87, cm 1,9 (diametro). Gruppo di 19 gemelli per chiudere le maniche del corsetto, lavorati completamente in filigrana con applicazioni di granuli nella metà inferiore, dove si trova incastonata al vertice una turchese. Nella parte inferiore, ad un occhiello è inserita una catenella che termina con un fermo che permette l’inserimento nell’asola. Particolarmente belli gli ori di quest’abito raccolto nel Nuorese. Si tratta di ornamenti che facevano parte dei doni di fidanzamento, che caratterizzavano quindi lo status della donna sposata, che poteva portarli, soprattutto nelle giornate di festa, a differenza delle vedove e delle giovani ancora nubili. Bibliografia Deledda 1894; Ciambelli 1986, tav. 40, Tavera 1988.

OREFICERIA PER IL COSTUME MASCHILE FESTIVO (cat. 36) Località: OLIENA (Nuoro) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 705 Bottone (sos buttones) inv. 31752; argento dorato, pasta vitrea; gr 6,6, cm 1,3 (diametro). Gemello per chiudere il collo della camicia, composto da due elementi “a pigna” uniti da un anellino. Realizzati in lamina liscia in due metà saldate: la metà superiore è ornata con piccola granulazione ed un castone cilindrico con una pasta vitrea azzurra. Bibliografia Ciambelli 1986, tav. 40; Tavera 1988; Gometz 1995; Pirodda 1996.

OREFICERIA DEL COSTUME FEMMINILE FESTIVO E DA SPOSA (cat. 37) Località: OLIENA (Nuoro) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 708 Bottoni inv. 31749; argento, turchese; gr 55,6, cm 2,3 (diametro). Gruppo di otto gemelli per il corsetto formati da un elemento nella cui parte inferiore si trova una catenella con un fermo. Il bottone è una sfera schiacciata, che ricorda la forma di una melagrana, in filigrana con applicazioni di piccoli granuli. Nella parte superiore è incastonata una turchese. Bottoni (sos buttones) inv. 31751; argento dorato, turchese; gr 14,6, cm 2,7 (diametro). Gemello formato da due elementi “a pigna” uniti fra loro da un anello allungato. La parte superiore, decorata con piccoli granuli applicati su giri di filo torto, culmina con una turchese, il cui castone ha alla base un filo avvolto a spirale; la parte inferiore è lavorata in filigrana. Si tratta del tipico bottone usato per chiudere il colletto della camicia. Bibliografia Ciambelli 1986, pp. 165-167, tav. 40 n° 207,208.

OREFICERIA PER IL COSTUME DA SPOSA E FESTIVO (cat. 38) Località: OLLOLAI (Nuoro) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 727 Bottoni (sos buttones) inv. 31766; argento, turchese; gr 15,1, cm 1,9 (diametro massimo). Gruppo formato da due bottoni per il collo della camicia e due gemelli, di dimensioni minori, per i polsini. Di uguale manifattura e tipologia “a pigna”, sono formati da due metà saldate di cui, quella inferiore, è in filigrana, quella superiore in lamina rivestita da granuli e ornata da una pasta di turchese in un castone cilindrico centrale. Bottoni inv. 31772; argento, turchese; gr 7,6, cm 1,5 (diametro). Coppia di gemelli per il corsetto, formati da un elemento munito di un anello allungato che termina con un fermo per impedirgli di scivolare dall’asola. Sono lavorati nella metà inferiore a filigrana, in quella superiore a granulazione che serra un castone cilindrico con una turchese. Amuleto inv. 31771; argento e materiali vari; cm 90 (lunghezza catena). Potente contro il malocchio, questa catena unisce più amuleti insieme, montati in castoni d’argento, metallo che rafforza


il potere apotropaico dei materiali provenienti dal regno vegetale e animale. Pendenti ad un’estremità della catena, tramite anelli, si trovano vari oggetti: una pasta vitrea a goccia sfaccettata, con castone in argento e tre piccoli grani di corallo inseriti in elementi oscillanti; un vago vitreo iridescente inserito in una catena con due piccole perline di corallo ai lati; un opercolo di Turbo , detto “occhio di S. Lucia”, dalle doti apotropaiche e terapeutiche, inserito in un reliquiario dove nella parte opposta è conservato un frammento di tessuto a motivi floreali; sospeso all’altra estremità della catena si trova anche uno stuzzicadenti (spuligadentes) del tipo “a ventaglio”, sormontato da un cane in posizione eretta. Bibliografia Ciambelli 1986, tav. 90 n° 456; Angioni 1989; Tavera 1988.

OREFICERIA PER IL COSTUME MASCHILE FESTIVO (cat. 39) Località: ORANI (Nuoro) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 711 Bottone (sos buttones) inv. 31761; argento, turchese; gr 6; cm 1,5 (diametro). Gemello per il collo della camicia composto da due elementi “a pigna” uniti da un anellino passante per due occhielli. Si presentano formati da due metà saldate; nella parte inferiore sono lavorati a filigrana, in quella superiore, in lamina, sono arricchiti con applicazioni di granuli sul bordo e filo torto avvolto a spirale che, con una fila di piccoli granuli, serra un castone cilindrico con pasta di turchese. Bibliografia Ciambelli 1986, tav 40; Tavera 1988; Gometz 1995.

OREFICERIA PER IL COSTUME FEMMINILE FESTIVO E DA SPOSA (cat. 40) Località: ORANI (Nuoro) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 713 Bottoni (sos buttones) inv. 31760; oro, turchese; gr 13, cm 2,7 (diametro). Gemello formato da due elementi “a pigna” uniti tramite un anellino passante per un occhiello, usato per chiudere il collo della camicia. Sono lavorati a filigrana nella metà inferiore, mentre quella superiore, in lamina, è decorata con due file di granuli sul bordo, giri di filo torto avvolto a spirale che, insieme ad una fila di piccoli granuli, serra il castone con la turchese. Bibliografia Ciambelli 1986, tav 40; Tavera 1988; Gometz 1995.

OREFICERIA PER IL COSTUME FEMMINILE FESTIVO E DA SPOSA (cat. 41) Località: ORGOSOLO (Nuoro) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 721 Bottoni (sos buttones) inv. 31758; oro, pasta vitrea; gr 14, cm 2,2 (diametro). Coppia di gemelli per la camicia formati da due elementi uniti da un anello passante per un occhiello. Sono formati da due metà saldate, di cui quella inferiore è lavorata a filigrana, quella superiore è ornata con una pasta vitrea celeste. Bibliografia Ciambelli 1986: tav 40; Tavera 1988; Gometz 1995.

OREFICERIA PER IL COSTUME DA SPOSA E FESTIVO (cat. 44) Località: OROSEI (Nuoro) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 722 Bottone (sos buttones) inv. 31785; oro, turchese; gr 6, cm 1,5 (diametro). Gemello per chiudere il collo della camicia formato da due elementi “a pigna” uniti da un anellino passante per due occhielli. L’elemento, lavorato a filigrana, nella parte superiore è arricchito da granuli, filo torto avvolto a spirale e da una pasta di turchese incastonata al centro. Bibliografia Ciambelli 1986: tav 40; Tavera 1988; Gometz 1995.

OREFICERIA PER IL COSTUME MASCHILE FESTIVO (cat. 45) Località: ignota, OROSEI ? (Nuoro) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 723 Bottone (sos buttones) inv. 31786; argento, turchese; gr 7, cm 1,6 (diametro). Gemello per chiudere il collo della camicia, formato da due elementi “a pigna” uniti da un gancio a forma di “8” passante per due occhielli. L’elemento è lavorato a filigrana e, superiormente, è arricchito da granuli, filo torto avvolto a spirale e da una pasta di turchese incastonata al centro. Bibliografia Ciambelli 1986, tav 40; Tavera 1988; Gometz 1995.

OREFICERIA PER IL COSTUME DA SPOSA E FESTIVO (cat. 46) Località: OSILO (Sassari) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 725 Bottone (sos buttones) inv. 31775; argento, argento dorato; gr 6,2; cm 1,7 (diametro). Gemello per la camicia formato da due elementi uniti da un gancio a “8”. Sono della classica forma “a melagrana” e presentano una lavorazione a filigrana con applicazione di granuli dorati nella metà superiore. Per questo abito da sposa era prevista anche sa buttonera (non esposta) per le maniche del giubbetto che dava ulteriore luminosità all’abito, composta da diciannove bottoni in filigrana d’argento, ravvivati da una pasta vitrea rossa in un castone cilindrico. Bibliografia Ciambelli 1986: tav 40; Tavera 1988; Gometz 1995.

OREFICERIA PER IL COSTUME DA SPOSA E DI GALA (cat. 47) Località: OSILO (SASSARI) Raccoglitore: Gavino Clemente, 1911, cassa 703 Bottoni (sa buttonera) inv. 3 1748; argento, pasta vitrea; gr 121, cm 2 (diametro). Gruppo di 22 gemelli per le maniche del corsetto. Di buona manifattura, sono lavorati con tecnica mista: la parte inferiore è in filigrana, quella superiore, in lamina, è arricchita con piccoli granuli, filo aureo avvolto a spirale ed un castone cilindrico con pasta vitrea. Nella parte posteriore si trova un occhiello con un fermo per l’inserimento nell’asola. Bibliografia

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Costumi sardi fatti confezionare per conto del prof. L. Loria

278 Osilo Bitti Sarule Orani Ollolai Gavoi Bono Fonni Sennori Ploaghe Iglesias Nuoro Oliena Orosei Dorgali Orgosolo Tiesi Milis

festa 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

donne lavoro 1

lutto 1

uomini unico 1 1 1 1 1

1 1 1

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Totale costumi

aiuto riuscirò a portare a Firenze la raccolta siculo-sarda. E se questo resultato otterrò, lo si dovrà esclusivamente ai buoni uffici del prof. Novati e al grande suo interessamento. Era d’uopo perciò che la Presidenza invii al Novati una calda lettera di ringraziamento. E se Ella, caro amico, vorrà esaudire una mia preghiera, dovrebbe chiedere al Novati un appuntamento, consegnargli di propria mano la lettera ufficiale e rinnovargli a voce i ringraziamenti del Comitato. Il Novati è persona oltremodo distinta e ha modi di vero gentiluomo. Egli poi occupa a Milano la stessa posizione che Pasquale Villari occupa a Firenze: qualunque nazione sarebbe orgogliosa di annoverarlo fra i suoi figli. Mi creda, con amicizia, Suo aff.mo L. Loria.

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N.B. I costumi di festa sono uguali a quelli di lavoro un po’ più ricchi e confezionati con maggior cura. Quello dell’uomo è unico non varia nulla, soltanto la qualità della stoffa.

Il professor Loria ringrazia il Comitato Esecutivo per le Feste commemorative del 1911 della comunicazione riguardante la raccolta dei costumi sardi e siciliani del Museo civico di Milano. MAT, AS, Fasc. 752/8 Carta intestata: Comitato esecutivo per le feste commemorative del 1911 in Roma. Sezione VII. Esposizione di etnografia italiana. Dattiloscritto con firma autografa (sigla). Lamberto Loria. Firenze / Segretariato del Comitato Esecutivo per le Feste commemorative del 1911. Firenze, 10 marzo 1909 Porgo a codesto spett. Comitato i miei più vivi ringraziamenti per la comunicazione dell’assentimento da parte del Comune di Milano di consegnare in deposito la raccolta di costumi sardi e siciliani. Sempre con vivissima stima dev.mo L. L. CARTEGGIO LAMBERTO LORIA – ANTONIO COSTA

CARTEGGIO LAMBERTO LORIA – COMUNE DI MILANO Lamberto Loria informa il conte Enrico di San Martino, presidente del Comitato esecutivo per le feste commemorative del 1911, dell’intenzione di Francesco Novati, componente della Commissione del Museo civico di Milano, di concedere all’Esposizione di Etnografia italiana la raccolta etnografica che la Sicilia e la Sardegna inviarono all’Esposizione Nazionale di Milano del 1881 e poi regalarono alla città. MAT, AS, Fasc. 752/1 Carta intestata: Comitato esecutivo per le feste commemorative del 1911 in Roma. Sezione VII. Esposizione di etnografia italiana. Dattiloscritto con firma autografa. Lamberto Loria. Firenze / Enrico di San Martino. Firenze, 22 ottobre 1908 Caro San Martino, il mio buon amico ed illustre italiano, prof. Francesco Novati, si interessa grandemente alla buona riuscita della Esposizione. Egli me ne dà ultimamente la più fulgida prova. Nel 1881 la Sicilia e la Sardegna inviarono alla Esposizione di Milano e poi regalarono alla città di Milano una meravigliosa raccolta etnografica di oggetti e costumi delle due isole. Per tale raccolta furono spese dalle 30 alle 40 mila lire. Ora, il prof. Novati, che è onnipotente a Milano ha avuto l’idea di cercare di fare ottenere alla Esposizione questa magnifica raccolta, racchiusa presentemente in circa 80 casse che giacciono interamente nelle cantine del Castello Sforzesco. Il prof. Novati trovasi presentemente a Roma, Hotel Centrale, chiamato nella capitale per una importante commissione di esame. Appena egli sarà libero di ritornare alla sua Milano, egli mi telegraferà e io mi unirò a Lui alla stazione di Firenze per recarmi io pure a Milano. Il prof. Novati mi accompagnerà, egli stesso, dal sindaco e dalle altre autorità, perorerà la nostra causa e non dubito che col suo

Documento contenente due lettere di Lamberto Loria, una per l’avvocato Antonio Costa e l’altra per la moglie di questo. Il Loria chiede alla signora Costa di acquistare i costumi, da festa e da lutto sia maschili che femminili, di Atzara, Samugheo e Sorgono (alla lettera sono allegati i preventivi) e si affida alla sua discrezione riguardo la spesa da sostenere. Il Loria chiede anche alla signora di occuparsi dell’acquisto dei costumi di Busachi pregandola di spedirgli il preventivo. MAT, AS, Fasc. 242/1. Carta intestata: Comitato esecutivo per le feste commemorative del 1911 in Roma. Sezione VII Esposizione di Etnografia italiana. Dattiloscritto con firma autografa (sigla). Lamberto Loria. Firenze / Antonio Costa. Sorgono. Lamberto Loria. Firenze / Signora Costa. Sorgono. Firenze, 2 ottobre 1908 Sig. Costa gentilissimo, Appena di ritorno a Firenze sento il dovere di rinnovare i miei ringraziamenti per la squisita cortesia Sua e della Sua signora di volersi occupare del Museo. Le accludo una lettera per la Sua signora e un Vaglia cambiario s/Banca d’Italia, n° 608744 di £ 1200 quale acconto per le spese che la Sua signora gentilmente si è offerta di fare per la Esposizione di Roma. Resta naturalmente per inteso che regoleremo definitivamente i nostri conti quando la Sua signora avrà finito i suoi acquisti. Di nuovo grazie e colla massima osservanza, mi creda Suo dev.mo L. L. Sig.ra Costa gentilissima, qui accluso troverà una copia dei preventivi per i diversi costumi di Sorgono, Atzara, Samugheo che Lei mi ha dettato durante la breve mia dimora a Sorgono della quale conservo ricordo graditissimo. Io la prego per iscritto, come ho già fatto oralmente,


di acquistarmi tutti i costumi dei quali trova i preventivi qui acclusi. Da questi preventivi Lei vedrà che la somma che Lei dovrà spendere è calcolata a L. 1122,10 e perciò io mi son creduto in dovere di inviare a Suo marito un Vaglia cambiario di £ 1200 per coprire le eventuali spese. Nell’acquisto dei costumi La prego di usare a Sua discrezione una certa larghezza nelle somme che Lei dovrà spendere. Le ripeto quanto ho avuto l’onore di dirLe a voce che Lei non si deve ritenere impegnata di non spendere più delle somme preventivate. Io ho richiesto i preventivi solamente per avere una idea approssimata delle somme che devo spendere per ottenere i costumi in questione. Se la somma di £ 1200 non fosse sufficiente a coprire le spese (quantunque la somma preventivata sia inferiore a quella da me inviata), Lei non ha che da scrivermi un rigo e io Le invierò quella somma che Lei richiederà. Oltre i costumi di Sorgono, Atzara, Samugheo, potrebbe Lei procurarmi anche quelli di Busachi? In caso affermativo, La prego di darmi il preventivo dei costumi di Busachi da donna, da festa, da lavoro e da lutto e da uomo, da festa e da lavoro, se pure in questi due ultimi costumi c’è differenza. Mi scusi se io abuso della Sua cortesia; lo scopo patriottico della impresa cui mi sono accinto scusa la mia condotta. Grazie nuovamente per le cortesie largitemi e baciandoLe riverentemente la mano, mi creda Suo dev.mo L. L. Preventivi per i costumi da donna e da uomo di Atzara Costume da donna da festa da lutto Gippone 35 12 Palettas 10 1,50 Sottana 40 10 Grembiale 15 6 Camicia 8 3 Copricapo 3 3 Fazzoletto 2 0,50 Scarpe 8 8 Gancera 15 Bottoni d’oro o d’argento 30 2,50 Collana di corallo 6 Cuffia 10 0,60 S’antalene 4 4 ______ ________ £ 186 £ 51,10 Costume da uomo Berretto Camicia Corpetto Cappotto Cintura Calzone a gonnella Calzone bianco Ghette Scarpe Mastrucca

Preventivi per i costumi da donna di Samugheo Costume da donna da festa da lavoro Copricapo 5 2 Fazzoletto marrone o nero 5 5 Fazzoletto giallo o nero 10 1 Camicia 9 7 Bottone d’oro o d’argento per collo 15 5 Gippone 20 6 Palettas 10 8 Gonnella 50 25 Grembiale 25 15 Scarpe 8 8

5 5 16 20 1 10 5 2,50 15 25 ___________ £ 104,50 da lutto 2 4 1 3 6 2 25 15 8

Nastro Grembiale di tela Catena d’argento

2 4 40 _______ £ 199

______ 86

_____ 66

Preventivi per i costumi da uomo e da donna di Sorgono Costume da donna da festa da mezzo lutto da lutto Copricapo 1 1 1 Fazzoletto 5 3 3 Camicia 8 3 3 Palettas 12 4 2 Gippone 22,50 22,50 20 Bottoni 17,50 5,50 Gonnella e grembiale 50 50 40 Scarpe 10 10 10 Spillone 15 Velo 1,50 __________ ______ ________ £ 141 99 80,50 Costume da uomo Berretto Stevedde Cappottino Gippone Camicia Cintura Calzoni bianchi Ghette Scarpe

5 18 40 7 5 10 6 2 15 _______ £ 108

Riassunto dei preventivi per i costumi da donna e da uomo di Atzara Samugheo e Sorgono Costume di Atzara da donna, da festa " " " da lutto " " da uomo

£ 186 " 51,10 " 104,50

Costume di Samugheo da donna, da festa " " " da lavoro " " " da lutto "

£ 199 " 66 " 86

Costume di Sorgono da donna, da festa " " " da mezzo lutto " " " a lutto " " da uomo

£ 141 " 99 " 80,50 " 108 _________ £ 1122,10

L’avvocato Costa informa Lamberto Loria di aver chiesto i preventivi del costume femminile da sposa e da festa di Busachi e di aspettare disposizioni riguardo il loro acquisto così come riguardo l’acquisto del vestito da lutto femminile ed il vestito da uomo. MAT, AS, Fasc. 242/3. Manoscritto. Antonio Costa, Sorgono / Lamberto Loria. Sorgono, 11 novembre 1908 Egregio Professore, finalmente m’è pervenuta la risposta da Busachi per quanto riguarda i costumi da festa e da sposa per le donne di quel comune ed appunto ho fatto fare questi due preventivi omettendo quello del costume giornaliero perché tra il vestito di sposa e quello di festa v’è una grande differenza: la gonna del primo è di panno scarlatto, nel secondo è d’orbaccio come in questi nostri paesi.

279


292

Tullu (5374) Muccadore ‘e seda rosso (5324) Pacco N° 5 Camisa de linu cun buttones de prata (5343) Palas bascias seta nera (5357) Cippone panno nero (5350) Gunnedda d’orbace (5351) Cinta con ganceria (5349) Antalene (5341) Turbante (5355) Muccadore ‘e trempa (5353) Pannisceddu nieddu (5357) Barciali (5345) Pacco N° 6 Scarpe (cazzolas) 3 paia (5379-5380) (5326-5337) (5342-5346) Pacco N° 7 Scarpe 2 paia (5309-5311) (5334-5332) In questa lettera Giovanni Mura Agus comunica a Lamberto Loria di aver spedito otto pacchi postali contenenti i costumi di Meana Sardo. Il collaboratore del Loria si sofferma su alcuni particolari dell’imballaggio per evidenziare che si è attenuto alle prescrizioni previste per garantire la sicurezza del materiale spedito. MAT, AS, Fasc. 779/41. Manoscritto. Giovanni Mura Agus. Meana Sardo / Lamberto Loria. Meana Sardo, 27 dicembre 1910 Caro amico, Mi pregio parteciparle che ho già trasmesso per pacchi postali, come da suo ordine, a V.S. gli oggetti di cui in appresso: N° otto pacchi contenenti gli oggetti di vestiario per uomini e

donne al completo, compresi anche gli oggetti d’oro e d’argento applicati, questi, ai rispettivi abiti. Questi otto pacchi furono spediti in assicurazione il giorno 23 corrente. Il nono pacco spedito è costituito da una cassetta contenente la consaputa brocchetta e l’effigie di un frate in terracotta. I primi pacchi, perché meglio preservassero gli oggetti entrostanti, credetti opportuno confezionarli involgendo prima gli indumenti in forte carta gialla, secondo in carta tela impermeabile, ed infine all’esterno, sovrapponendo, per ultimo involucro, come di prescrizione, tela cotone, ben cucita e munita dei voluti suggelli in ceralacca in tutte le linee di cucitura. Per caso di reclamo conservo presso di me le ricevute postali relative ai pacchi spediti. Sono a sua disposizione se ne avesse innanzi tempo bisogno; del resto le riceverà quando in breve le invierò il conto definitivo delle spese. Mi pregio, per maggior chiarezza accluderle un’elenco contenente gli oggetti avvolti in ciascun pacco. Ho creduto necessario, oltre i cinti di cuoio di uso moderno e d’importazione nuorese, inviarle le vere e antiche cinture paesane, detta carrighera, parola che deve rispondere all’italiana cartucciera perché, sebbene allora non usassero le attuali cartucce, pure in quella, venivano riposte, entro piccoli cilindri di latta, le quantità di polvere occorrenti carica per carica, e da ciò la parola carrighera da carriga che vuol dire carica. Volendosi usare i cinti tutt’e due, contemporaneamente ai nuovi i vecchi cinti, si potrebbero applicare quegli agli abiti da festa e questi all’abito da lavoro. Fra giorni spedirò pure i consaputi mobili in legno, farò la spedizione in porto assegnato, come V.S. ha disposto di recente e muniti del modulo che dà diritto al 90% di ribasso e indirizzati a V.S. fermo stazione. Augurandomi che tutto possa regolarmente pervenire a destinazione, Le faccio per me e per questa famiglia i più cordiali saluti e le migliori nostre felicitazioni pel capo d’anno, auspicando al più felice successo della incomparabile esposizione del 1911, di cui la S.V. è una vera magna pars. Con perfetta osservanza pregiomi raffermarmi sempre della S.V. devot.mo amico Giovanni dottor Mura Agus.


CARTOLINE COSTUMI SARDI DELL’ARCHIVIO FOTOGRAFICO MAT

293

Marisa Iori Località AGGIUS ARDARA ARDARA ARITZO ARITZO ARITZO ATZARA ATZARA ATZARA BARBAGIA BARBAGIA BELVI * BELVI * BELVI * BENETUTTI BENETUTTI BITTI BITTI BITTI BITTI BONANNARO * BUNANNARO * BONO BONO BONO BONO BONO BONO BONO BONORVA BONORVA BORTIGALI BORTIGALI CABRAS CABRAS CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAGLIARI CAMPIDANO CAMPIDANO CODRONGIANUS *

Costume - Costume femminile, 1909 - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1907 - Costumi maschile e femminile, 1907 - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1907 - Costumi maschile e femminile, 1908 - Costumi maschile e femminile, 1908 - Costumi maschile e femminile, 1908 - Costume femminile, 1906 - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1903 - Costume femminile, 1908 - Costume femminile - Costume femminile, 1903 - Costume femminile - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1908 - Costume femminile, 1908 - Costume femminile, 1908 - Costume femminile, 1903 - Costume femminile, 1903 - Costume maschile, 1907 - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1909 - Costume femminile, 1909 - Costume femminile, 1909 - Costume femminile, 1903 - Costume femminile - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1907 - Costume femminile, 1903 - Costume femminile - Costume maschile (miliziano), 1903 - Costume maschile (rigattiere), 1903 - Costume maschile (carrettiere), 1903 - Costume maschile (rigattiere), 1903 - Costume maschile (pescatore), 1903 - Costume maschile (rigattiere), 1904 - Costume maschile (pescatore), 1904 - Costume maschile (rigattiere) - Costume maschile (rigattiere) - Costume femminile (panattara), 1904 - Costume femminile (panattara) - Costume maschile, 1907 - Costumi maschili e femminili, 1907 - Costume femminile, 1906

Inventario 35661 35664 35665 35678 35676 35677 35682 35683 3568 35685 112118 35686 35687 112115 35692 112117 112109 35701 35702 35703 35704 35723 35717 35713 35718 35719 35714 35715 35716 35720 112119 35721 35722 35729 111672 35739 35741 35742 35743 112132 35735 35737 112111 112116 35736 112124 35786 35788 35734

Catalogo

1, 2, 3 2, 3 2, 3 4, 5, 6 4, 5, 6 4, 5, 6

7 7 7 7

9 9 9 9 9 9

15 15 14 15 14 15 15 16 16

Costumi Ritrovati  
Costumi Ritrovati  
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