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l’alpone

Autorizz. del Tribunale di Verona del 3 luglio 1986 - R.S. 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50% - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 24 - N. 3 - Settembre 2009 - Recapito a cura dell’Ente Poste Italiane

Saluto del Presidente Anche quest’anno la Pro Loco si appresta ad organizzare “la 74ª Sagra delle Castagne” uno dei momenti più importanti per la Pro Loco e per il nostro paese, un appuntamento che accompagna la vita e la storia di San Giovanni Ilarione da poco meno di un secolo e che, malgrado gli anni, trova ad ogni edizione nuovi motivi di interesse e di divertimento. Come il progamma testimonia, sono molte le iniziative che animeranno la manifestazione con il preciso intento di venire incontro ai gusti di tutte le età e le condizioni sociali, perché la Sagra è la festa di tutti, di chi abita in paese e di chi ha vissuto qui la sua giovinezza e ora vi ritorna per reincontrare la propria gente; ed è la festa anche dei tanti semplici visitatori che da anni o per la prima volta si avvicinano alla Sagra delle Castagne. Una parola in più quest’anno, oltre al grazie rivolto a tutti coloro che lavorano per rendere sempre migliore la nostra sagra (collaboratori, associazioni, semplici cittadini che mettono a disposizione tempo, strumenti e capacità, aziende e sponsor), vorrei spenderla per il tradizionale “Libretto della Sagra”, che sappiamo essere da tutti molto atteso. Quest’anno si è voluto dare importanza agli artisti locali (pittori, scultori, poeti), persone nate o venute ad abitare in mezzo a noi che evidenziano capacità e passioni artistiche che rischiano di passare inosservate. Il bello della pubblicazione è che si trovano così accostate personalità molto diverse fra di loro, senza alcuna distinzione di meriti raggiunti o da raggiungere: alcuni sono giovani, altri adulti o anziani, altri da tempo hanno lasciato il loro ricordo nelle loro opere. Ad accomunarle, oltre alla passione per l’arte, è l’affetto che li lega a San Giovanni Ilarione. E questo merita un grazie da parte di tutti noi. Buona Sagra a tutti! FRANCO CAVAZZOLA

Pro Loco • San Giovanni Ilarione (VR)

Centenario (1909-2009) della consacrazione della Chiesa di Santa Caterina in Villa

Domenica 6 settembre scorso, con una celebrazione solenne presieduta dal vescovo di Vicenza mons. Cesare Nosiglia, è stato festeggiato il centenario della parrocchia di Villa, consacrata il 7 settembre 1909 dal vescovo di Treviso mons. Francesco Longhin. Ripercorriamo ora brevemente le varie fasi della costruzione della chiesa. L'idea di innalzare una nuova chiesa maturò nel maggio del 1900 grazie

all'impegno e alla volontà dell'allora parroco don Francesco Trecco, che affidò la progettazione e la direzione dei lavori all'ingegnere Marchioro. I paesani si offrirono volontari per scavare le fondamenta. Per prima venne completata la facciata, che comportò la demolizione di una parte dell'abside della vecchia chiesa, ultimata nel 1906. Essa è divisa in 3 settori da pilastri che contraffortano le testate delle navate interne. Orizzontalmente risulta tagliata da una fascia ricorrente a livello del fregio del portale. In alto, centralmente, campeggia un grande rosone. A coronamento, si notano archetti pensili e, sulla cornice, cinque pinnacoli con relative guglie.

La Pro Loco di San Giovanni Ilarione con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale organizza

SAGRA DELLE CASTAGNE 8-9-10-11-12 OTTOBRE 2009

Giovedì 8 ottobre Ore 20.00

Presso il Teatro Parrocchiale convegno con tema Val d’Alpone: Un Territorio da Gustare. Idee a confronto.

Venerdì 9 ottobre Ore 20.00 Ore 21.00

Apertura Chioschi Piazzale della Chiesa Discoteca AFRO con DJ YANO

Sabato 10 ottobre Ore 16.00 Ore 16.30

Ore 17.30 Ore 18.00 Ore 22.00

Ricevimento delle Autorità presso la sede Municipale Sfilata con la Banda Musicale “GIUSEPPE VERDI” di Montecchia di Crosara e S. Giovanni Ilarione Visita agli stands della Mostra Artigianale in piazza Aldo Moro e alle mostre di pittura Inaugurazione della sede ristrutturata gruppo anziani presso gli impianti sportivi Castagnata per tutti presso gli impianti sportivi Piazza della Chiesa Radio RSB Out Music Power con DJ Silvano e Animazione con ballerine

Domenica 11 ottobre Ore 15.00 Ore 16.00

NON GETTARE IL TUO BAMBINO:

TELEFONA !!

Ore 17.00 Ore 21.00

Sfilata per le vie del paese della Banda Musicale “Roccamalatina, Guiglia Modena” con le Contadinelle in costumi tipici e concerto in Piazza della Chiesa BATTITURA DEI “MARONI” nel castagneto con degustazione di “Polenta e Scopeton” per tutti i presenti Palio delle Rane con Carriola Piazza della Chiesa Orchestra spettacolo “Meri & Elisa” Ballo liscio su pista, musica anni ’60-’70-’80 e latino americano

oggi la nostra chiesa. Vennero quindi erette le pareti e preQueste brevi note storiche sono state disposte le numerose vetrate finemente maggiormente approfondite nella decorate. mostra fotografica che è stata allestita in Nell’agosto del 1909 venne ultimata oratorio. la demolizione della vecchia chiesa ed il L’attuale chiesa di Santa Caterina in successivo 7 settembre venne solennemente consacrata quella nuova. Tante persone delle parrocchie vicine contribuirono alla realizzazione dell’importante opera con offerte in denaro, donazioni o prestazioni d’opera. Una particolare nota di merito va certamente a don Francesco Trecco che contribuì, anche con denaro proprio, a sostenere parte delle spese. Don Augusto Zorzi, chiamato a succedere a don Trecco, realizzò il pavimento a marmette bianche e rosse, con l’evidente intento di richiamare il disegno della facciata. Con don Antonio Antoniol venne completata la decorazione pittorica della chiesa. Nel 1963 fu installato anche l’impianto di riscaldamento. Il vescovo Cesare Nosiglia e don Elio Nizzero. Con don Francesco Villa sostituisce una preesistente capMeneghello, che succedette a don pella risalente ai primi decenni del quatAntoniol, furono acquistati 140 banchi trocento, abbattuta all’inizio del XX in noce, nel 1975 fu rifatto il presbiterio, secolo, quasi certamente dedicata a venne restaurato l’oratorio, mentre i Santa Caterina d’Alessandria, per fare confessionali furono collocati in sacrespazio alla erigenda nuova chiesa. stia, furono restaurate le pregiate vetrate Ma come era la vecchia chiesa? e sopraelevato il vecchio campanile su Da quanto ne sappiamo e da quello cui sono state situate le nuove campane. che si può vedere dalle poche fotografie Con l’attuale parroco, don Elio Nizdell’epoca, doveva trattarsi di un edifizero, continuano le migliorie, a comincio non molto grande e con il tetto a ciare dalle luci fino al restauro del tetto, capanna. cercando di coinvolgere i fedeli nella All’interno un’unica navata, in origicura dell’edificio che rappresenta la ne rettangolare, con una piccola abside forza di una comunità che cresce, che si esagonale, come dimostra la tela di evolve, e si matura nella fedeltà agli Giuseppe de Curtis conservata nell’atantichi valori di fede che hanno spinto tuale oratorio. gli abitanti del primo novecento a desiderare con fervore la loro chiesa, che è continua pag. 2

La Redazione del Giornale formula sincere congratulazioni al sindaco, Domenico Dal Cero, per la sua elezione a Consigliere Provinciale.

Lunedì 12 ottobre Ore 10.00 Ore 21.00 ore 23.00

Sede S.O.S. di San Giovanni: Piazza Martiri, 1

Anno 24 - N. 3 Settembre 2009

www.ilarione.it

DURANTE

Piazza Aldo Moro - Dimostrazione pratica della Lavorazione del formaggio Serata musicale con l’Orchestra spettacolo “Rossella Ferrari e i Casanova” Ballo liscio su pista, musica anni ’60-’70-’80 e latino americano Grandioso spettacolo pirotecnico “ROSSINI” CHIOSCHI CON PRODOTTI TIPICI LOCALI

LA MANIFESTAZIONE FUNZIONERANNO

ENOGASTRONOMICI

L’Amministrazione Comunale

Volontariato

INFORMA PAG. 6

ASSOCIAZIONI PER L’ABRUZZO PAG. 4 e 9


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ISTA V R E T N I L’

C’era una volta un grande podere... Con le nostre interviste – l’iniziativa va avanti da circa quindici anni – abbiamo voluto sentire concrete testimonianze per dimostrare che a San Giovanni sono radicate alcune tendenze, abitudini ataviche caratteristiche, che hanno costituito anche l’ossatura dell’economia locale. Siamo partiti ricercando la continuità tra padri e figli nella gestione delle strutture produttive, senza distinzione alcuna: attività agricole, artigianali e industriali. Abbiamo quindi ricercato l’imprenditorialità nel mondo agricolo per dimostrare che anche i contadini non si accontentavano più di conferire le ciliege al mercato e l’uva alla cantina sociale, dal momento che molti avevano scelto di integrare le produzioni agricole prevalenti con altre fonti di guadagno, quali gli allevamenti e la vivaistica, soprattutto quando i cespiti dell’attività agricola non bastavano più a fronte ai crescenti consumi imposti dal ritmo della vita moderna. Anche in questo caso si è trattato, e si tratta, di un fenomeno abbastanza diffuso al quale sono state date soluzioni diversificate. In linea di massima all’origine c’era un podere consistente che nel tempo ha subito più frazionamenti dovuti all’ereditarietà. Tre le soluzioni, in genere. adottate: l’acquisto di altri campi da coltivare, l’affiancamento di altre attività produttive allo “zoccolo duro” dell’attività agricola o la ricerca di un lavoro da dipendente. Una dimostrazione l’abbiamo cercata, e trovata, facendo visita alla famiglia di Ernesto Rivato e dei figli Ignazio e Valeriano. Con loro vive Angelina, soda pag. 1

Centenario (1909-2009) ...

Rispetto ad altre chiese tardo-gotiche dell’area culturale vicentina, essa evidenziava una notevole sobrietà. Il campanile, su base quadrata e coronato da una tozza cuspide, la sovrastava di poco. Nonostante i consueti interventi conservativi riguardanti i quadri, gli altari ed il campanile, ed alcune migliorie, nel 1718 il parroco pro tempore segnalava alla curia che Santa Caterina in Villa rischiava di cadere in rovina e chiese addirittura al Vicario Generale il permesso di demolire la costruzione fatiscente. Nel 1740 la famiglia Balzi donava l’area per ampliare il presbiterio e lo edificava a proprie spese su base rettangolare, allo scopo di sistemarvi al centro la tomba di famiglia. Lo stato generale dell’edificio, tuttavia, rimaneva precario soprattutto per quanto riguardava il tetto ed il pavimento. Pur divenendo sede di parrocchia autonoma con decreto reale dell’otto giugno 1889, il destino dell’antica chiesa era ormai segnato: anche il muro del coro stava crollando. Si decise così di costruirne una nuova, posizionata dietro quella vecchia, della quale avrebbe richiamato la forma, opportunamente ampliata. Il 9 settembre 1901 venne posta e benedetta la prima pietra dell’attuale edificio. Chiediamo un parere riguardo i festeggiamenti del primo centenario

Ernesto, Ignazio e Valeriano. rella di Ernesto, poliomielitica fin dall’età di sei anni. Per capire meglio la trama della nostra storia conviene partire con un “c’era una volta” Leonardo Rivato, defunto 43 anni fa lasciando ben 10 figli di cui tre religiosi tra i quali mons. Angelo, vescovo in Brasile. L’originaria azienda agricola fu suddivisa tra Ernesto e il fratello Guglielmo. Un ulteriore frazionamento è stato effettuato tra Ignazio e Valeriano, figli di Ernesto. In pratica, in poco più di quarant’anni l’antico podere è stato diviso in quattro parti. Ciò giustifica anche il fatto che Ernesto e il figlio Ignazio abbiano lavorato per oltre vent’anni il primo e per 13 anni il secondo presso la ditta AIA. Alle domande padre e figlio rispondono quasi all’unisono – sono, tuttavia della parrocchia all’attuale parroco don Elio Nizzero. Egli ci racconta che innanzitutto la festa è stata anticipata di un mese rispetto al programma iniziale, a causa dell'impossibilità del vescovo a partecipare alle celebrazioni, ed il poco tempo a disposizione ha provocato qualche disguido organizzativo. E continua dicendo: “La chiesa è un luogo di incontro che in 100 anni ha avuto momenti molto importanti nella vita religiosa e sociale della nostra comunità. Nella nostra parrocchia in questi 100 anni sono passati molti parroci e molti sacerdoti, ed ognuno ha lasciato una traccia importante del suo passaggio. Il primo parroco, don Francesco Trecco ha molto lavorato e tribolato per l'edificazione della chiesa, e ci ha pure messo del suo. Anche don Francesco Meneghello ha avuto una bella idea facendo tumulare le spoglie mortali di don Trecco nella sua chiesa. In occasione dei festeggiamenti del centenario abbiamo fatto scolpire una riproduzione in miniatura della facciata della chiesa con nel rosone un altorilievo raffigurante don Trecco; l'opera è stata apposta sul muro davanti l'urna che contiene le sue spoglie. Credo che que-

Don Francesco Trecco. sto sia un doveroso omaggio al fondatore della parrocchia ed il modo migliore per celebrare i suoi primi 100 anni”. Don Elio così conclude: “Se la vita cristiana e le famiglie della parrocchia sono ancora solide, vuol dire che la gente della parrocchia è ancora solida e che i sacerdoti hanno lavorato bene e con grande impegno. Sono onorato di poter celebrare come parroco i primi cento anni della parrocchia; per me è un grande privilegio poter celebrare il raggiungimento di questo importante traguardo". ANGELO PANDOLFO

prevalenti le risposte di Ignazio – ma negli occhi di papà Ernesto si legge la consapevolezza di avere una bella famiglia unita. Significativa una sua precisazione: “Ignazio ha casa propria, ma mangiamo sempre tutti assieme ... ognuno sa dov’è la sua proprietà ma ci aiutiamo nel lavoro”. A quando risale la scelta della floricoltura? Al 1989, quando i cespiti dei campi non bastavano più per mantenere la famiglia e bisognava decidere: o continuare a lavorare come dipendente, o mettersi in proprio con un’attività che fosse attinente all’agricoltura. Oggi come risulta strutturata l’azienda? Personalmente, insieme a mia moglie, mi occupo delle serre per la flo-

ricoltura e la vendita diretta in serra dei fiori e delle piante da appartamento. Importante è la collaborazione con mio fratello Valeriano. Lui è perito e si interessa prevalentemente di giardinaggio. L’attinenza con la floricoltura è evidente. I campi vengono coltivati assieme mentre le attività non strettamente agricole, che oggi sono diventate prevalenti, vengono gestite separatamente. A proposito di tempo... quanto ne viene dedicato all’attività agricola? Difficile calcolare. Una volta i campi assorbivano interamente l’attività lavorativa dei contadini. Oggi possiamo tranquillamente affermare che per l’80% il lavoro viene assorbito dalla floricoltura e un 20% dalla coltivazione dei campi. Non va, tuttavia, dimenticato che un tempo erano le braccia umane le vere protagoniste della fatica nei campi. Con l’avvento della tecnologia è diminuita la fatica ma, nel nostro caso, è diminuito anche il tempo da dedicare all’agricoltura. Entriamo un po’ nel dettaglio del lavoro… in serra? Ben volentieri. La potenzialità produttiva è molto interessante. Riusciamo a sfornare (si fa per dire) circa 90.000 piante in un anno. Trentamila per ogni ciclo produttivo trimestrale: primule e viole a settembre/ottobre, gerani a gennaio/febbraio, ciclamini a maggio/giugno. La maggior parte delle piante prodotte viene venduta direttamente in azienda. Ciò che rimane entra nel mercato all’ingrosso per essere venduto a grosse ditte specializzate nel settore. Stiamo parlando di decine di migliaia di piantine, ma da dove vengono tanti clienti?

Prevalentemente dalla vallata del Chiampo e dalla Val d’Alpone. Un buon numero tuttavia, viene anche dalla Val d’Illasi e da Verona; Quale tipo di pubblicità ha adottato per farsi conoscere? Nessuno, in particolare. Prevalentemente il cosiddetto “passaparola”. Io penso che la migliore pubblicità sia quella che fanno gli stessi clienti quando sono contenti del trattamento e della qualità del prodotto. Spesso aderisco a proposte che vengono dalle Pro loco della zona attraverso pubblicazioni predisposte in occasione di feste locali. A proposito, sono anche inserzionista del giornale “L’Alpone”. In che modo ha inciso la crisi in atto sulla sua attività? Non ho notato grandi cambiamenti negli ultimi due anni, da quando cioè si è cominciato a sbandierare lo spauracchio della crisi. Forse sarà perché non si tratta di grandi importi, se presi singolarmente. Quando una famiglia desidera un fiore se lo compera nonostante la crisi. Forse sarà anche per lo spirito che anima noi italiani. Un po’ di romanticismo ce lo portiamo ancora addosso, per fortuna. Voi vendete anche piante da appartamento che hanno prezzi ben più elevati: il discorso sulla crisi vale in questo caso? Credo proprio di sì. Quando una persona vuole un fiore se lo compera. Non abbiamo notato significativi cali nelle vendite delle piante. Semmai si nota una maggiore attenzione alla qualità del prodotto. Ma per questo non abbiamo problemi. La qualità è il nostro impegno e il monte Biron che ci sovrasta è il nostro marchio di garanzia. A proposito di continuità ... e i suoi tre figli? Spero che almeno uno si innamori dei fiori di papà! DELIO VICENTINI

Viaggio a Lourdes con Unitalsi dal 13 al 19 aprile 2009 Il giorno di Pasquetta dalla stazione ferroviaria di VR è partito un pellegrinaggio organizzato dall’UNITALSI per andare a Lourdes, a cui abbiamo partecipato anche noi da S. Giovanni Ilarione. Il nostro gruppo era formato da Santina, come ammalata, che fino a pochi anni fa prestava servizio volontario come “sorella”, Bertilla, Silvia, Rosanna, Pia, Silvana, Mario, Maria e poi come loro prima esperienza di volontari “Sorella Laura” e “Barelliere Luca”. Il pellegrinaggio è iniziato appena saliti sul treno condividendo reciprocamente le nostre emozioni con persone estranee, ammalati, pellegrini. Dopo 18 ore di viaggio siamo arrivati a Lourdes. Grande gioia e stupore da parte nostra nell’osservare dal vivo e da vicino volontari

“Barellieri” e volontari “Sorelle”. La grande maggioranza di questi volon-

Il tour del Portogallo sul percorso dei pellegrini. Ecco il gruppo in posa davanti alla cattedrale di San Giacomo a Santiago de Compostela. L’appuntamento è per l’anno prossimo agosto 2010 con il tour dell’Olanda, il primo giorno sarà a Chaleroi incontrando i nostri emigrati ilarionesi. Chi è interessato a questa gita chiami il 348 7490305.

tari sono giovani dai 18 anni in su. Significa che anche i nostri giovani di adesso hanno in cuor loro l’amore per il prossimo. È stata una settimana di molti impegni religiosi e spirituali che ci hanno fatto sentire la presenza e l’esistenza di una “Grande Madre Maria” che attraverso “Bernardette” una ragazzina umile, ignorante, povera ci dice “Non vivrò nemmeno un istante senza amore”. Attraverso questa esperienza tutti noi dentro al nostro cuore abbiamo qualcosa in più, qualcuno la chiama: Gioia, Ricchezza, Serenità ecc. Non pensiamo più solo a noi stessi e abbiamo sentito che siamo comunione con tutti gli altri cioè fratelli e figli di una sola “Grande Madre Maria”. Noi siamo tutti contenti di aver partecipato a questo pellegrinaggio e auguriamo di fare questa esperienza anche a chi ci sta leggendo. LAURA REGAZZIN SILVANA VANZO


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Ex allievi Salesiani a Torino: l’amore per don Bosco Il tempo delle ferie viene giustamente indicato come momento di riposo, di relax, un momento di recupero delle forze fisiche e mentali ma gli ex allievi di don Bosco, attraverso gli organizzatori, han voluto dare una chiave di lettura più completa, più pregnante, più piena. Momento di riposo fisico si, ma anche momento di riflessione e di recupero dei valori umani e spirituali. Ed ecco allora l’allegra brigata, accomunata dallo stesso spirito e dallo stesso desiderio di respirare nuovamente l’aria vissuta da ragazzi negli istituti salesiani, avventurarsi, alle 5.30 del 25/07/2009, verso Torino, campo di lavoro di San Giovanni Bosco e dove le sue opere parlano di lui, per poi portarsi a Castelnuovo, paese natale del Santo. Viaggio di andata sereno, con conversazione di carattere leggero ed attuale, anche se sulla fronte della maggior parte, e solo per chi ancora ne era in possesso, i capelli grigi ricordavano l’età media dei partecipanti. Tabella di marcia perfettamente rispettata, come pure ampiamente soddisfacenti le spiegazioni della guida ufficiale interna, il prof. Raffaele Sartori, ex degli anni ‘50 e ‘60-, che brillantemente ha illustrato la figura di don Bosco nel suo tempo, nella vita politica e sociale della Torino, allora capitale. E così si è arrivati alla

Basilica di Maria Ausiliatrice. Ad attenderci sul piazzale antistante, veramente una lieta sorpresa, le sorelle FMA Rina e Clara Coffele, venute dalla loro casa appositamente per salutarci, partecipare con noi alla S. Messa, nella chiesa di S. Francesco di Sales, la prima costruita da don Bosco, e che ha visto nascere e muovere i primi passi la congregazione salesiana. Il sacerdote officiante, il ns. parroco don Elio che volentieri ha accettato l’invito al pellegrinaggio ed è stato figura portante per l’intera giornata, ha voluto mettere in risalto l’amore di don Bosco verso i giovani, puntare in positivo su di loro, facendo un parallelo con i ragazzi attuali, che non differiscono, se non per i mezzi a disposizione, da quelli di allora. Anche adesso i ragazzi sono assetati di giustizia, anche se animati a volte da una sana contestazione. Il luogo comune di dire che la gioventù è tutta cattiva lascia il tempo che trova. Nessun ragazzo, nessun giovane è tanto cattivo da non nascondere dentro di sé qualche cosa di buono, di utile, di positivo. Dobbiamo cercare di vedere, di valorizzarne il lato migliore. Il catastrofismo ha sempre fatto regredire la storia ed ha sempre bloccato il nascere di grandi valori. Questo il messaggio del nostro parroco, che poi è anche il messaggio di don Bosco.

Toccante la visita alla chiesetta, illustrata a fine messa con grande competenza da sr. Rina, che ha voluto dare il suo contributo alla buona riuscita della giornata, ma più intima e commovente la Cappella Pinardi, in origine tettoia, ove il Santo faceva catechismo, scuola, radunava i ragazzi e riusciva a far loro capire che erano amati da Dio, che Dio aveva un progetto anche su di loro. E questo amore di Dio verso i ragazzi, specialmente i più umili, i più poveri, i più abbandonati, lo si è visto negli oratori, nelle grandi opere salesiane sparse i tutto il mondo, nella maestosità e bel-

lezza della Basilica di Maria Ausiliatrice, ove riposano San Giovanni Bosco, San Domenico Savio, Santa Maria Domenica Mazzarello, lo si è respirato nella visita alle camerette del Santo fondatore, ove, attraverso un filmato, viene riproposto il suo messaggio educativo. Egli ci fa ancora capire che la santità non è necessariamente cosa da eremiti o riservata solo alla clausura; per essere santi bisogna essere allegri, traspirare e manifestare all’esterno l’amore di Dio, un amore dinamico, vissuto, contagioso, che trasforma, come nel sogno avuto 9 anni. Poi tutti a pranzo, al Colle don Bosco, risollevando abbondantemente le energie perdute. La visita al tempio monumentale, la casetta natia ed il contesto circostante, che hanno permesso il sorgere di questo profondo educatore hanno chiuso la visita ufficiale, ma non il pellegrinaggio, perché una deviazione alla vicina Mondonio, sempre fraz. di Castelnuovo, ci ha portato a visitare la

casetta dove è morto San Domenico Savio, l’allievo prediletto da don Bosco, quello che più intensamente ha raccolto il messaggio di farsi santo attraverso l’allegria e il compiere bene il proprio dovere. Nel ritorno, l’entusiasmo dei partecipanti affiorava in ogni discorso, le contagiose ed allegre arguzie delle signore presenti hanno tenuto il morale alto ed il direttivo ex allievi ha lanciato nuove idee, proposte per nuove realizzazioni, ricordato gli impegni futuri. L’importante tuttavia, al di là delle manifestazioni esterne, è stare uniti, interiorizzare gli insegnamenti di don Bosco e condividerli con coloro che ci stanno vicini, in famiglia, sul posto di lavoro, nel campo sociale ove siamo chiamati ad operare, perché anche noi possiamo essere portatori di grazia e di allegria. GIANNI SARTORI

Folla di ragazzi al palasport di Vicenza per “Cresimandinsieme 2009”

Archivio Parrocchiale Ecco il locale, completamente ristrutturato e arredato, che costituisce la nuova sede dell’Associazione “Noi” di Castello e ospita anche l’archivio parrocchiale, i cui documenti e registri sono stati collocati entro capienti e sicuri armadi, appositamente realizzati. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 28 giugno scorso, in occasione della Sagra di San Giovanni Battista, alla presenza delle autorità locali, religiose e civili, e di un buon numero di fedeli. Nel corso della cerimonia il prof. Mario Gecchele ha illustrato finalità e funzioni dell’archivio storico, che contiene, fra l’altro, documentazioni risalenti alla fine del ’600, di capitale importanza per la storia di tutto il paese di San Giovanni Ilarione.

Vittoria Ciman 2 marzo 1927. Ha festeggiato i suoi primi 82 anni con le sorelle: Angela, Luigina, Maria, Agnese e con il fratello Pietro. Auguri

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Gruppo di Santa Caterina in Villa - S. Giovanni Ilarione.

Incontro del Genio Pionieri Tridentina (Caserma Vodice) Dopo 44 anni dal servizio militare, alcuni amici si sono ritrovati Il 07/06/2009 si sono incontrati a Castello militari ed ufficiali della caserma “Vodice” di Bressanone, per trascorrere una giornata in allegria e ricordare la vita passata assieme. Con la collaborazione del Gruppo Alpini di San Giovanni Ilarione e alcuni amici, hanno organizzato la giornata aprendo con un rinfresco per accogliere i partecipanti e le autorità. Successivamente tutti si sono ordinati (come 44 anni fa) per la sfilata verso la chiesa. Il parroco don Diego, militare della Vodice, ha celebrato la S. Messa allietata dal molto apprezzato coro “Biron”. Al termine, fuori dalla chiesa: foto ricordo e poi tutti al ristorante Zoccante per concludere la giornata. Interessante notare che parecchi non si rivedevano da 44 anni. Alla manifestazione hanno partecipato circa 150 persone. Ringraziando il parroco don Angelo, il coro, il Gruppo Alpini e chi ha collaborato, diciamo: alla prossima. GIOVANNI GECCHELE

ERRATA CORRIGE Si segnala che sul n° 2 – giugno 2009 de “L’Alpone” , nell’articolo dedicato alla Marcia tra i ciliegi, è stata erroneamente riportata la notizia che l’incasso della vendita di pane e vino è stato devoluto a favore della Associazione AIDO. In realtà l’incasso è stato utilizzato per coprire le spese della marcia stessa. LUCIA BURATO

Il 24 maggio alle ore 21.00 presso il teatro parrocchiale di Santa Caterina in Villa si è svolto il saggio musicale con gli allievi della scuola Rossini di Recoaro, diretta dal maestro Bertolini con i suoi professori di musica. Sul palco, i ragazzi partecipanti al corso di pianoforte, fisarmonica, chitarra e pianola. PRESSO IL MUNICIPIO SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER L’ANNO DI MUSICA 2009-2010

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Un nuovo capitello dedicato a Santa Libera Nei pressi di contrada Scandolaro

Il nuovo capitello dedicato a Santa Libera. Nel corso di una bella serata e con una cerimonia semplice ma molto partecipata, è stato inaugurato il capitello dedicato a Santa Libera (più precisamente S. Maria Liberatrice), non lontano da quell’antico capitello dalla stessa intitolazione, che tre anni fa è stato rifat-

to nelle sue linee essenziali, su iniziativa dell’amministrazione comunale, e riposto dopo tanti anni di assenza nei pressi del luogo originale. Alla S. Messa, presieduta da don Cesare Ciman e animata dal coro “El Biron”, è seguita la benedizione della bella statua della

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… E si, ci siamo ancora! Anche se in formazione ridotta rispetto agli inizi, l’associazione “Protezione ambientale e civile Verona”, il primo gruppo di protezione civile nato a San Giovanni Ilarione, è in piena attività. Siamo presenti in vari comuni della provincia quali San Giovanni Lupatoto, Bussolengo, Povegliano, Verona e in alcuni comuni del lago di Garda. Attualmente operiamo solamente nei grandi eventi, ricordiamo l’arrivo del Papa a Verona, i mondiali di ciclismo, il giro d’Italia, i concerti allo stadio, le manifestazioni sportive sul lago di Garda ecc. Inoltre garantiamo turni di reperibilità e di monitoraggio durante alcuni fine settimana per l’antincendio boschivo, come previsto dalla convenzione stipulata con il Servizio Forestale Regionale. Ma, soprattutto siamo sempre pronti in caso di calamità naturali. Infatti ci siamo recati nei luoghi del sisma dell’aprile scorso con una trentina di volontari, due dei quali, Mirco Meneghini e Roberto Zoccante, nostri concittadini. Erano impegnati al campo di Santa Rufina, interamente gestito dai volontari della provincia di Verona, con mansioni di direzione, logistica,e segreteria con qualche intervento di appoggio ai vigili del fuoco. Quest’esperienza è stata per tutti faticosa, ma coinvolgente, toccante e molto

EVENTO ECCEZIONALE ...

Piantina “Sagra Castagne” con le varie segnalazioni

Castello

Madonna, opera dello scultore Enrico Pasquale di Crespadoro; alla fine, un rinfresco ben gradito da tutti ha chiuso in bellezza la serata. Il nuovo capitello, costruito dalla famiglia Zanconato, è ben visibile da chi passa per la strada e nelle intenzioni dei proprietari vuole esprimere un sentimento di riconoscenza per la protezione che la Vergine ha sempre dimostrato verso la popolazione del luogo: il legame ideale con l’omonimo e più antico capitello vuole essere simbolo di questo sguardo affettuoso di Maria che abbraccia tutta la zona e le famiglie ivi residenti, come fa una madre verso la propria figlia. La statua è conservata all’interno di un’elegante edicola dalle forme aggraziate e ben proporzionate, contornata da alcuni elementi architettonici e floreali (una pianta dall’ombra generosa, una fontanella in pietra scolpita) che rendono ancora più attraente per il visitatore l’intera struttura. DARIO BRUNI

Protezione Ambientale e Civile Verona

Sabato 29 agosto 2009 la parrocchia di Santa Caterina in Villa di San Giovanni Ilarione è stata interessata da un fatto insolito e probabilmente unico nella sua storia, come raro comunque è trovare similitudini in quanto accaduto anche a livelli territoriali più ampi. E veniamo al dunque: Nella mattinata di quel sabato, alle ore 10,30, iniziava davanti all’altare principale una cerimonia nuziale. Si stavano sposando, la nostra paesana Gigliola Arvoti e Luigi Valentini. Tante cerimonie uguali sono state celebrate nella nostra chiesa parrocchiale, ma questa vedeva i due attori, i due sposi, esercitare una professione un po’ particolare per i nostri costumi. Lei bellissima è un Capitano, prossimo Maggiore dei Carabinieri, lui un aitante giovanotto è un Capitano dell’Esercito, tutti e due in servizio effettivo a Roma. All’uscita dalla chiesa, ben presto gli astanti, gli invitati, gli amici lì convenuti per un saluto e tanti altri compaesani, nume-

rose le donne che volevano vedere come era vestita la sposa, potevano percepire che stava accadendo qualcosa di particolare. Infatti si nota sui gradini una ventina di ufficiali dell’esercito, tra i quali una signora con i gradi di capitano ed un prestante Capitano dei Carabinieri, nientemeno che Cristian, il fratello della sposa, tutti vestiti in divisa di “gala” e muniti di sciabola d’ordinanza. Poco prima dell’uscita dalla chiesa dei due sposi il gruppo degli uffi-

Due volontari del gruppo di San Giovanni Ilarione dell’associazione “Protezione Ambientale e Civile Verona” che hanno operato presso il campo di Santa Rufina in provincia dell’Aquila.

costruttiva. Per eventuali informazioni non esitate a contattarci al numero 348 8001822. PROTEZIONE AMBIENTALE CIVILE VERONA GRUPPO DI SAN GIOVANNI IL.

ciali si predisponeva su due file dirimpetto al portone e dopo aver sguainato le sciabole e salutato gli sposi al loro apparire sul sagrato, alzavano le sciabole a formare un arco sotto il quale i due sposi avanzavano tra il tintinnio delle punte delle sciabole che si toccavano festosamente. L’ultima coppia di ufficiali, all’avvicinarsi dei festeggiati, abbassava le sciabole fermando così i due sposi che per poter avanzare e salutare i convenuti, dovevano dare atto, pubblicamente e visivamente del loro amore, prodigandosi in un bacio che apriva loro la porta, con l’alzarsi delle due sciabole, di una vita in comunione, con tanti auguri a loro inviati da uno scrosciante applauso della festosa folla riunitasi per quella cerimonia molto importante e dall’epilogo cerimoniale alquanto insolito per la nostra comunità. M. ROSSETTO La Direzione de “L’Alpone”, la Sezione Carabinieri di San Giovanni Ilarione e la popolazione tutta, augurano ai due sposi, lunga vita, prosperità, felicità e come si dice in questi frangenti, tanti figli, maschi o femmine che siano.

CENTRO STORICO SAN GIOVANNI ILARIONE

La nostra protezione civile presente in Abruzzo LEGGENDA:

Nel capannone degli artigiani della sagra delle castagne 2009 troviamo:

1. ZONA CHIOSCHI, PISTA DA BALLO E PALCO sede Pro Loco 2. ZONA PARCO DIVERTIMENTI 3. ZONA PARCO DIVERTIMENTI E ZONA CHIOSCHI Coltivatori Diretti e Paracadutisti 4. VIA RISERVATA Per attività della Pro Loco 5. ZONA PARCO DIVERTIMENTI 6. FIERA: CAPPANNONE DELL’ARTIGIANATO Con gli espositori 7. ZONA CHIOSCHI Associazione Basalti 8. ZONA FIERA Con bancarelle di ogni tipo 9. VENDITA CASTAGNE E MARRONI 10. ZONA CHIOSCHI Sezione Alpini 11. ESPOSIZIONE Automobili

Zona Centrale: Baldin Loris gommista - Niero Riccardo Fiori - Confente Giovanni lavori vari rame marmo legno - Fila Termoidraulica pannelli fotofoltaici - Eugas - Pulitalia - Coffele miele - De Marchi Montecchia - Vamu computer - Carazzolocentomo mobili Salgaro Consuelo sarta

M: Monumento ai Caduti C: Chiesa Santa Caterina in Villa CRI: Croce Rossa Italiana (con orario continuato per la durata della manifestazione) F: Farmacia CC: Caserma dei Carabinieri COM: Municipio di San Giovanni Ilarione GM: Guardia Medica WC: WC pubblico SC: Scuole Elementari SP: Sportello Bancario SA: Sede Alpini PE: Poste Italiane PAR: Zona riseravata a parcheggio P: MOSTRA DI PITTURA Casa Trevisan P1: MOSTRA PARROCCHIALE del Centenario della Chiesa di Santa Caterina in Villa P2: MOSTRA DI PITTURA P3: MOSTRA DI OPERE IN LEGNO

Zona Est: Iper Infissi - Folletto Segala - Simo pelli divani - Pontalto statue fontane rivestimenti Delta Sistem doghe materassi sistem Entrata: Gugole Dario caseificio - Bomboniere 2000 - Repen lavorazioni del marmo - Nardi Ivan pavimenti in legno Zona Ovest: Leorato idraulico - Corradini foto - Righetto intino - Brun antenne - Casarotto restaurazione mobili - New Art Anna Lovato - Bevilaqua fiori - Fer Sistem ferramenta Centomo pelli - Scarpe Zona Esterna: Automobili Panarotto Cesare - Stufe Beschin Vittorio - Casetta in legno abitativa Stufe Calorvalle - Trattori Same - Stufe Urbani Flavia

Luogo dello svolgimento della manifestazione Vie chiuse per la manifestazione

Due nostri volontari sono stati presenti nel campo di Santa Rufina di Rojo, frazione del comune di Aquila e precisamente dal 17 al 25 luglio e dal 24 luglio al 1º Agosto e prossimamente altri componenti seguiranno l’esperienza fatta da Renzo Panarotto e da me. Si, perchè al contrario di come si pensa i terremotati hanno ancora bisogno di aiuto. Un aiuto fatto di presenza e di sostegno. Il campo di Santa Rufina, composto da 40 tende e da circa 200 persone è gestito dal comune di Verona che ogni settimana effettua un cambio di turnazione, mobilitanto al monento una ventina di volontari, all’inizio erano presenti circa una quarantina, tra addetti alla cucina da campo, segreteria, infermeria e logistica. Grazie alla buona disponibilità della protezione civile veronese questo campo è fra i migliori della zona con tende

Ingresso campo Santa Rufina. fornite di riscaldamento (fino a poco tempo fa alla notte era necessario) e di condizionatori, una tenda adibita a scuola, una tenda disponibile per l’università dell’Aquila, una tenda lavanderia e fino a qualche settimana fa ben due cucine da campo che servivano ben

È in distribuzione il nuovo calendario 2010 realizzato dalla Scuola Media Mario Marcazzan, sarà disponibile durante la Sagra delle Castagne fino ad esaurimento.

COSTRUZIONE E COMPRAVENDITA I M M O B I L I

VIENO CASA SRL

800 pasti giornalieri per residenti di frazioni vicine e volontari. Come dicevo queste persone, per la maggior parte anziani, hanno bisogno di un sostegno per riprendersi da quello scossone che si è portato via la casa. Infatti questi anziani alloggiavano nella parte vecchia della frazione e purtroppo quella più lesionata, con case completamente distrutte o con gravi danni. Fortunatamente in questi giorni i vigili del fuoco stanno autorizzando il rientro per alcuni sfollati e sono iniziati i lavori per le piattaforme su cui andranno le case prefabbricate che la provincia di Verona ha già destinato a loro. Durante la permanenza nella seconda settimana ho avuto il piacere di incontrarmi con l’assessore regionale del Veneto Elena Donazzan, la quale si è complimentata con i volontari e con San Giovanni Ilarione. Un onore per il nostro gruppo. IL PRESIDENTE SERENA PANAROTTO

Via Vieno, 1

BELTRAME COSTRUZIONI S.N.C. SEDE LEGALE: San Giovanni Ilarione (VR) - Viale del Lavoro, 104 Tel. 045 6550390 - 045 7465423 - Cell. 348 7641218


L’ALPONE 5

UNA SETTIMANA INSIEME A San Giovanni Ilarione un campeggio organizzato dall’Associazione per l’idrocefalo e la spina bifida

Una uscita del gruppo a rifugio Boschetto

Otto giorni trascorsi in tenda su di un terreno messo a disposizione dall’Agriturismo “La Frasca”: l’esperienza vissuta da 14 ragazzi provenienti da tutta Italia, accomunati dal fatto di essere colpiti da idrocefalo e spina bifida, ha coinvolto una cinquantina di persone, fra operatori sanitari, infermieri, giovani scout, associazioni e semplici volontari. L’Associazione non è nuova ad esperienze del genere, avendone già

sperimentato in altre parti d’Italia, ma l’idea di tentarla nel nostro paese è dovuta soprattutto all’intraprendenza di G. Franco Galiotto, un nostro compaesano e papà di uno di questi ragazzi, che è riuscito a convincere innanzitutto Mario Soprana, proprietario e gestore dell’Agriturismo, a mettere a disposizione la struttura, ed ha contattato poi, ciascuno per una specifica funzione, gruppi di volontariato operanti in zona, l’amministrazione

comunale e semplici privati. La risposta della gente non si è fatta attendere e, anzi, ne è nata una gara di solidarietà che ha permesso all’Associazione di dar vita ad un sacco di attività e di iniziative: a Bolca a visitare la Pesciara e il Museo Paleontologico, a Caldiero alle Terme di Giunone, a Cattignano a vedere le stelle con i Gastrofili, a Vicenza a scoprire la Vicenza del Palladio, a Giazza accolti dall’Assessore Regionale ai Servizi Sociali, Stefano Valdegamberi. È stato insomma tutto un susseguirsi di iniziative che ha trasformato la settimana in un interessantissimo esperimento di campo-scuola, grazie al quale i ragazzi non solo si sono incontrati e si sono divertiti, ma hanno potuto per alcuni giorni socializzare con coetanei senza la presenza dei genitori, aumentando così le proprie capacità di autonomia e quindi di autostima. Importante, a tale proposito, è stata anche la presenza di dodici scout di Polesella (Rovigo) che hanno dato la giusta carica a tutto l’ambiente e ai ragazzi in particolare. L’entusiasmo con cui è stato affrontato l’impegno è racchiuso nelle parole di intitolazione del campo-scuola “Siamo realisti: esigiamo l’impossibile”, un motto che è stato rispettato in pieno e che ha portato tutti alla convinzione che un’esperienza del genere vale la pena che sia ripetuta.

UNA GIORNATA DI TENNIS IN COMPAGNIA Anche quest’anno si è rinnovato l’appuntamento con la Festa dello Sport svoltasi nei giorni di Sabato 4 e Domenica 5 Luglio per il Tennis Club di San Giovanni Ilarione. L’occasione si presenta sempre sia come un’ottima vetrina per dare un po’ di visibilità a questo sport poco praticato nel nostro paese ma che sicuramente ha ampi margini di crescita, sia come traguardo per i ragazzi che durante la prima parte dell’anno sono stati attivi protagonisti dei corsi di tennis e che quindi hanno una giornata per poter valutare i progressi fatti. La giornata di Sabato è stata dedicata al torneo per ragazzi: quest’anno la partecipazione si può definire discreta in quanto, se da un lato non ci si può lamentare del numero di ragazzi pre-

senti, diciotto, dall’altro non si può evitare di rilevare come di questi partecipanti solo due fossero di San Giovanni Ilarione mentre il resto proveniva dai paesi limitrofi, in gran parte da San Bonifacio e Arcole. Non nascondiamo una certa amarezza nel constatare questo disinteresse sia da parte dei ragazzi di San Giovanni che indirettamente anche da parte dei loro genitori nei confronti dell’opportunità di avere a completa e gratuita disposizione i campi da tennis durante queste giornate, che dovrebbero essere appunto viste come festa di sport. La giornata è comunque trascorsa in maniera piacevole e divertente, il club ha dato disponibilità degli impianti offrendo, come ogni anno, il pranzo a tutti i partecipanti e loro accompagna-

tori. Al termine di tante “battaglie” sul campo ad avere la meglio è stato Nicolò Allegri di San Bonifacio, che ha bissato il successo dell’anno scorso ed ha anche conquistato la vittoria nel torneo di doppio in coppia con il “nostro” Luca Stanghellini. La Domenica è stata invece dedicata a tutti coloro che han voluto, come si suol dire nel gergo tecnico, fare “2 tiri” a tennis, dal momento che il circolo tennis ha aperto i campi a tutti: purtroppo anche in questo caso la partecipazione è stata scarsa, con la presenza di due sole persone. Un doveroso ringraziamento da parte del tennis club va al maestro Sergio Diquigiovanni, sia per la disponibilità dimostrata durante l’anno per lo svolgimento dei corsi che, come avvenuto per la festa dello Sport, per aver portato a conoscenza dell’evento ragazzi di altri paesi, che hanno notevolmente contribuito allo svolgimento di queste giornate tennistiche. Ancora molta strada rimane da percorrere per cercare di stimolare l’utilizzo dei campi da tennis nel nostro paese. Una grossa mano in tal senso potrebbe essere data dall’istituzione scolastica, ed invece, anche nell’anno scolastico 2008/09, scioperi e proteste hanno bloccato ogni attività tra cui quella del tennis club. La speranza è quella di poter vedere molte più persone tornare a frequentare gli impianti: a tal proposito si coglie l’occasione per ricordare a tutti che per ogni informazione basta recarsi all’ingresso degli impianti sportivi dove su una bacheca sono pubblicati i riferimenti telefonici, il regolamento associativo e le attività previste dal Tennis Club. NICOLA LEASO

Ponte dei Cereghini Il ponte dei Cereghini l’è stà inaugurà con vini speciali l’é sta batesà, offerti in bicierini a tutti i presenti per far tutti quanti felici e contenti. Tutte le più bele tose del quartier da li le é passa e tutte quante un moroso le ga catà. Così il ponte in cuor suo el ga pensà che da lì a poco el le vede tutte maridà. Ancora sul ponte dei Cereghini le ghe fa onore perché le passa con i fioi, nipoti e nuore e guardando l’acqua ciara le pensa alla vita che se sera. Caro ponte dei Cereghini che rallegravi tutti i bambini sei sempre nel nostro cuore e in fin dei conti il nostro grande amore.

Foto di gruppo dopo l’inaugurazione.

ORI GLI ALLComplimenti vivissimi da parte della redazione a: Riccardo Gambaretto, Scienze Specialiste dello Sport, presso la Facoltà di Scienze Motorie di Verona, 28 luglio 2009. Daniela Felzani, dottoressa in Scienze della Formazione Primaria, presso l’Università degli studi di Padova, 29 giugno 2009.

Lettere al Giornale

Egregio direttore, siamo due genitori di San Giovanni e Le scriviamo a proposito di giovani, alcool, droga e stragi del sabato sera... Circa tre anni orsono abbiamo scritto a delle riviste settimanali nazionali che, a suo tempo, hanno pubblicato, la seguente lettera: “Non è umanamente accettabile che ad ogni fine settimana si debbaAuguri a don Gianni Damini no vivere ore e ore o notti di angoper le sue 60 primavere scia nell’attesa che i nostri (userò più volte questo aggettivo in quanto Lo conoscete? intendo la nostra generazione, la Don Gianni Damini, nato a San nostra cultura, il nostro tempo, la Giovanni Ilarione - VR il 13/09/949 e nostra Italia) figli tornino dal ordinato sacerdote il 16/06/1973, attualmente parroco a Bottide (SS) “divertimento” (così è per loro); al dal 2005 e direttore dell’Ufficio diocemattino ci si alza ancora Intontiti e sano per la pastorale missionaria di ci si chiede l’un l’altra: - è rientraOzieri (SS) dal 2006. to/a? - a che ora? - tu l’hai sentito/a? Nella foto don Gianni bambino al suo e queste domande le rivolgiamo primo anno di catechismo a Castello, anche al genitori degli amici dei con la zia Maria, la cugina Erminia e la nostri figli. catechista Anna Ciman. Sarebbe ora che lo Stato stabilisAl caro don Gianni i più sentiti e sinse delle regole e dei limiti, e sopratceri auguri di buon compleanno da tutto fatti rispettare, nelle discoteche parte di tutti: amici e conoscenti. e nei locali notturni frequentati dalla “Ad multos annos”. massa del nostri giovani, moltissimi GIANNI SARTORI E DON CESARE minorenni che, bravissimi ragazzi in famiglia, si trasformano in mine vaganti alla ricerca di emozioni FILIALE ( d r og a - a l c o o l - f o l l i “SAN GIOVANNI ILARIONE” velocità) nel fine settimana. Via Roma, 32/34 Questi limiti sono 37035 SAN GIOVANNI IL. (VR) gli orari di apertura e Tel. e Fax 045 7465278 chiusura dei locali ma anche i limiti di età, E-mail: info@tenero.it nonché di cilindrata e www.tenero.it velocità dei veicoli alla guida dei quali i nostri ORARI sfrecciano per le strade. Lun. - Giov. dalle 9.00 alle 12.30 Questi provvedimenti Viale Fontanelle, 52/51 - 37047 S. Bonifacio (VR) ITALY Mart. - Merc. - Ven. dalle 15.00 non li possono prendeTel. +39 045 6101643 - Fax +39 045 610 1642 alle 19.00 re le famiglie o le assowww.pakelo.it ciazioni varie o altre autorità locali in quan-

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to sarebbero superabili dai nostri che si sposterebbero nei luoghi e località dove non esistono limiti, bensì dallo Stato che li può estendere su tutto il territorio nazionale, cercando un’intesa anche con altri Stati dell’Unione Europea. Infine condividiamo l’iniziativa di altri genitori della penisola a raccogliere firme e farci sentire dal Parlamento Nazionale”. Bene, a tre anni di distanza appunto e a seguito dei provvedimenti presi dal governo nazionale e/o da amministrazioni locali nel frattempo - leggere i giornali di questi giorni - siamo convinti che anche la nostra lettera sia servita a qualcosa e crediamo che molti genitori di San Giovanni siano d’accordo. Vi preghiamo di pubblicare questo nostro scritto e ci complimentiamo con voi per il prezioso contributo culturale che date al nostro paese. San Giovanni Ilarione, 20 Luglio 2009 (LETTERA FIRMATA) * * * Per rispondere abbiamo girato la lettera ad un genitore della redazione. Questa la sua risposta, ovviamente condivisa: “Le regole sono alla base della convivenza civile, ma non sono la soluzione al problema. Dobbiamo aiutare i nostri figli insegnando loro a rispettare sè stessi e gli altri ... ad amare la vita, facendo loro capire che l’abuso causa gravi danni al fisico e al cervello. Certo, con i ragazzi di 16-18 anni è molto difficile perché si sentono già “grandi” ... e allora cominciamo dai bambini, investiamo nei ragazzi del futuro, puntiamo sulla prevenzione”.


L’ALPONE 6

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE INFORMA

testi a cura di DELIO VICENTINI

dal Consiglio comunale

dalla Giunta comunale

Variazione al programma triennale delle Opere pubbliche Un’importante variazione è stata apportata al Programma triennale delle opere pubbliche 2009/2011 allo scopo di inserire nell’elenco annuale relativo al 2009 la “Realizzazione del campo da calcio in erba artificiale”, presso gli impianti sportivi ‘Don Bosco’ in viale A. De Gasperi, per un importo di € 660.000,00”. Importo che non inciderà sui finanziamenti delle opere già

inserite nello stesso elenco annuale, essendo finanziato, parte con contributo della Regione Veneto e parte con devoluzione di mutuo già contratto con l’Istituto per il credito sportivo. In virtù di tale cambiamento il Programma triennale delle opere pubbliche “aggiornato” risulta dagli schemi che seguono:

Quadro delle risorse disponibili Ar co te m p o r a le d i va lid ità d e l p r o g r a mma TIPOLOGIE RISORSE

Disponibilità Finanziaria Primo anno

Entrate aventi destinazione vincolata per legge

Disponibilità Finanziaria Secondo anno

Importo Totale

Disponibilità Finanziaria Terzo anno

1.723.490,00

930.000,00

546.000,00

3.199.490,00

340.000,00

0,00

0,00

340.000,00

Entrate acquisite mediante apporti di capitali privati

0,00

0,00

0,00

0,00

Trasferimento di immobili ex art. 19, c. 5-ter L. n. 109/94

0,00

0,00

0,00

0,00

750.000,00

1.360.000,00

960.000,00

3.070.000,00

Entrate acquisite mediante contrazione di mutuo

Bookman Bookman Bookman Bookman Bookman

Stanziamenti di bilancio Altro Totali

0,00

0,00

0,00

0,00

2.813.490,00

2.290.000,00

1.506.000,00

6.609.490,00

Articolazione della copertura finanziaria N. progr. (1)

Cod. Int. Amm.ne (2)

CODICE ISTAT

Tipologia (3)

Categoria (3)

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

Asilo Nido Zona Industriale ed Artigianale Loc. Boarie

Reg.

Prov.

Com.

1

005

023

070

09

A05 08

2

005

023

070

08

A04 39

3

005

023

070

07

A01 01

4

005

023

070

09

A01 01

5 6

005 005

023 023

070 070

07 08

A05 08 A01 01

7

005

023

070

01

A03 06

8

005

023

070

04

A05 08

9

005

023

070

01

A03 06

10

005

023

070

09

A05 09

11

005

023

070

09

A05 31

12

005

023

070

07

A05 31

13

005

023

070

01

A05 09

14

005

023

070

07

A05 08

Bitumatura Varie Allargamento Ponte Mangano Edilizia Scolastica Arredo Urbano Impianto fotovoltaico Municipio Centro di aggregazione giovanile Impianto Fotovoltaico Impianti Sportivi Illuminazione Contrade Ampliamento Cimitero Cattignano Sistemazione Cimitero Capoluogo Nuova Sede Protezione Civile Erba sintetica campo da calcio Totale

Cessione immobili

STIMA DEI COSTI DI PROGRAMMA Primo Anno

Secondo

309.490,00

300.000,00

500.000,00

500.000,00

100.000,00

100.000,00

Terzo Anno

Totale

S/N (4)

Apporto di capitale privato Tipologia Importo (5)

690.490,00

N

0,00

500.00,00

1.500.000,00

N

0,00

100.00,00

300.000,00

N

0,00

360.000,00

N

0,00

300.000,00 300.000,00

N N

0,00 0,00

300.000,00

300.000,00

N

0,00

334.000,00

334.000,00

N

0,00

680.000,00

N

0,00

360.000,00 100.000,00 150.000,00

100.000,00 150.000,00

100.00,00

680.000,00 110.000,00

110.00,00

220.000,00

N

0,00

100.000,00

100.00,00

200.000,00

N

0,00

250.000,00

150.00,00

400.000,00

N

0,00

446.000,00

446.000,00

N

0,00

660.000,00

N.

0,00

660.000,00 2.153.490,00 2..290.000,00 1.506.000,00

Codice unico intervento CUI (2)

_ _ _ _ _ _ _ _ – –

Descrizione intervento

Asilo Nido Zona Industriale ed Artigianale Loc. Boarie Bitumature varie Allargamento Ponte Loc. Mangano Edilizia Scolastica Arredo Urbano Impianto Fotovoltaico Municipio Centro di aggregazione Giovanile Erba sintetica campo da calcio

Responsabile del procedimento Nome

Cognome

Importo annualità

Importo totale intervento

Finalità (3)

Conformità

Adesione a: “Intrecci di sguardi”

0,00

Urb Amb (S/N) (S/N)

Priorità (4)

Stato progettazione approvata (5)

Il settore calzaturiero ha avuto a San Giovanni, fin dalla seconda metà del secolo scorso, rilevante importanza nell’economia del paese e non solo. Tenuto conto, inoltre, di quanto previsto dalla Legge regionale del 4 aprile 2002 n 8 avente come oggetto la promozione di azioni di sostegno allo sviluppo del sistema produttivo. L’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno aderire, per il triennio 2009/2011, al Patto per lo sviluppo del Distretto Calzaturiero Veronese. Conoscendone le finalità l’Amministrazione ritiene utile anche un ulteriore potenziamento del Patto dal momento che a San Giovanni e a Montecchia di Crosara il settore calzaturiero annovera importanti strutture produttive. L’adesione riafferma il principio, previsto dalla legge citata, che tra gli attori istituzionali aventi competenze e operanti nell’attività di sostegno all economia locale vengano ricompresi gli enti locali, oltre alle Associazioni di categoria e ad altri soggetti. (Delibera n. 48 del 28 aprile 2009)

Elenco annuale 2009 Cod. Int. Amm.ne (1)

Solidarietà per i calzaturifici

Tempi di esecuzione Trim/Anno inizio lavori

Trim/Anno fine lavori

Maurizio

Bacco

309.490,00

609.490,00

MIS

S

S

1

PD

1°/2009

4°/2010

Maurizio

Bacco

500.000,00

1.500.000,00 MIS

S

S

3

SC

3°/2009

4°/2011

Maurizio

Bacco

100.000,00

300.000,00

CPA

S

S

3

SC

3°/2009

4°/2011

Maurizio

Bacco

360.000,00

360.000,00

MIS

S

S

1

PD

1°/2009

3°/2010

Maurizio

Bacco

100.000,00

300.000,00

ADN

S

S

1

PP

1°/2009

4°/2011

Maurizio

Bacco

150.000,00

300.000,00

CPA

S

S

3

SC

4°/2009

4°/2010

Maurizio

Bacco

300.000,00

300.000,00

MIS

S

S

1

SF

2°/2009

4°/2009

Maurizio

Bacco

334.000,00

334.000,00

CPA

S

S

3

PD

3°/2009

4°/2010

Maurizio

Bacco

660.000,00

660.000,00

MIS

S

S

1

PD

3°/2009

4°/2009

TOTALE

2.813.490,00

La Regione del Veneto, nel quadro delle iniziative volte alla promozione e all’incentivazione della partecipazione dei giovani alla vita del territorio ha emanato un bando da titolo “Macro Azione A Fantasia”, allo scopo di finanziare progetti e azioni nell’ambito delle politiche a favore dei giovani. Il progetto specifico, denominato “Intrecci di sguardi” al quale hanno aderito tutte le Amministrazioni della Val d’Alpone, vede come comune capofila Monteforte d’Alpone. Tale specifico progetto intende fa riscoprire ai giovani la realtà culturale cui appartengono per metterli in relazione con la cultura africana. Con questo fine è prevista l’organizzazione di incontri e dibattiti nei singoli comuni e in tutte le scuole, oltre che di altri eventi: laboratori di cucina veneta ed etnica, laboratori musicali, concerti, manifestazioni artistiche e rappresentazioni teatrali. A titolo di partecipazione nella spesa e per contribuire alla buona riuscita delle manifestazioni che saranno programmate il comune di San Giovanni ha stanziato la somma di mille euro che andranno ad aggiungersi a quelli messi a disposizione dagli altri comuni aderenti e dalla stessa Regione Veneto con delibera n. 1975 del 15 luglio 2008. (Delibera n. 49 del 28 aprile 2008)


L’ALPONE 7

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E LA SCUOLA INSIEME PER L’AMBIENTE

La spiegazione data ai bambini per reciclare i vari rifiuti. È già da due anni che la scuola primaria di Castello ha aderito al progetto d’istituto sull’educazione ambientale e che propone, quindi, attività didattiche incentrate su tematiche che riguardano la conoscenza e il rispetto della natura. L’anno scorso tutti gli alunni della scuola di Castello hanno effettuato varie uscite sul territorio e con l’aiuto di esperti hanno potuto imparare a riconoscere alcuni tipi di piante che vivono nella nostra zona. Fare scuola all’aperto è stato per i bambini molto motivante e divertente. Le insegnanti hanno accettato con entusiasmo la proposta che l’amministrazione comunale di San Giovanni Ilarione, nella persona dell’assessore Claudio Gambaretto, ha illustrato per l’anno scolastico appena trascorso e cioè parlare di Ecologia a scuola. La scuola non può ignorare un argomento così attuale e vitale per il benessere di tutti, perciò, nonostante la complessità della questione le insegnanti si sono impegnate a portare avanti l’iniziativa proposta dal comune. Un’insegnante ha scritto una simpatica storia dal titolo “Un mistero a Prato-Fiorito” che aveva lo scopo di introdurre i bambini su alcune tematiche cruciali dell’ecologia grazie ad un simpatico personaggio, Ecogrillo. La signora Silvia Dignani, mamma di un bambino che frequenta la scuola di Castello, con grande disponibilità e bravura ha illustrato la storia su uno striscione con disegni accattivanti e vivaci. I bambini hanno assistito divertiti al racconto-animazione della storia, in seguito, in classe hanno approfondito alcune tematiche riferite all’ecologia con le insegnanti delle diverse discipline. Durante il mese di maggio, poi, due dipendenti del comune, addetti all’ufficio ecologia hanno effettuato due interventi nelle scuole di Castello e San Giovanni Ilarione per sviluppare ulteriormente le tematiche affrontate in classe e sensibilizzare tutti gli alunni sull’importanza di differenziare e riciclare i rifiuti. Durante la prima parte dell’incontro gli esperti hanno risposto alle domande dei bambini su alcune questioni poco chiare, poi

nella seconda parte tutti gli alunni si sono rimboccati le maniche e hanno messo in pratica le loro conoscenze, raccogliendo i rifiuti sparsi nel cortile della scuola e riponendoli nel cassonetto opportuno. Tutti bravissimi! Il 29 maggio, a coronamento di tutto questo lavoro, gli alunni della scuola primaria di Castello si sono recati in località Camaole e su un prato meraviglioso, hanno partecipato alle Eco-Olimpiadi. Le insegnanti hanno organizzato una serie di giochi a sfondo ecologico e i bambini, divisi in squadre, si sono divertiti a risolvere cruciverba, indovinelli, riconoscere alberi, fiori e giocare con materiali riciclati. Dopo il pranzo all’ombra degli alberi a cui hanno partecipato il Sindaco, il Vicepreside e l’assessore Augusto Gambaretto, è arrivato con grande sorpresa e meraviglia di tutti i bambini Ecogrillo in “carne ed ossa” che ha premiato tutti regalando le corde per saltare donate gentilmente dal Comune. Molte persone hanno contribuito a realizzare questo viaggio all’interno dell’ecologia e noi insegnanti siamo veramente soddisfatte. È doveroso quindi ringraziare: Silvia Dignani per le illustrazioni, Bernadette per la realizzazione dello splendido costume di Ecogrillo, Ferdinando Rossi per la disponibilità, il signor Lovato che ha preparato il prato per la festa, i genitori che hanno contribuito alla realizzazione dei giochi e l’amministrazione Comunale. È stata un’ottima collaborazione che auspichiamo anche per gli anni futuri. MONICA PANAROTTO

Grazie A nome delle persone trasportate a San Bonifacio, a Verona, a Cologna Veneta ecc., per visite specialistiche, per esami di laboratorio, per rieducazione ... con quel meraviglioso mezzo: Opel Vivario acquistato dall’Amministrazione Comunale nel 2007 per il servizio ai cittadini bisognosi di San Giovanni Ilarione, esprimo un grande e sincero ringraziamento esteso agli autisti volontari dell’Associazione Pensionati C.I.S.L. Sappia il Sindaco che questo servizio ha portato un notevole sollievo alle persone con problemi di salute e di autonomia che gliene sono riconoscenti. Grazie ancora. GABRIELLA ZARATTINI MOVIMENTO PER LA VITA CENTRO DI AIUTO ALLA VITA

Il gancio traino Con l’arrivo della bella stagione molti sono intenzionati a partire con la propria roulotte per destinazioni vacanziere o a trainare il proprio carrello porta-barca fin sul lago o al mare. Si tratta quindi di posizionare il gancio traino, che poi rimarrà fisso, sul proprio autoveicolo per poter utilizzare il proprio carrello-appendice. Il gancio di traino è un dispositivo, generalmente di tipo a sfera, che permette il traino di rimorchi leggeri con una massa a pieno carico non superiore a 750 kg o comunque rimorchi di massa massima complessiva non superiore alle 3,5 t muniti di sistema di frenatura ad inerzia. L’omologazione del veicolo deve prevedere la massa rimorchiabile. Il collegamento tra rimorchio e veicolo trattore è garantito dall’impiego di componenti unificati a livello europeo e sottostanti a precise disposizioni di legge per la loro realizzazione ed omologazione. I moderni occhini o giunti a cavità sferica sono dotati di un segnalatore di usura e di un dispositivo che permette di verificarne il corretto accoppiamento con la sfera. L’eventuale presenza del riferimento nella zona critica, generalmente di colore rosso, può segnalare lo stato di usura della cavità sferica del giunto oppure un difetto e/o consumo eccessivo della sfera che si è ridotta di diametro rispetto a quello minimo prescritto. È importante verificare questo intervento in quanto, in caso di non corretto abbinamento, il rimorchio si può sganciare accidentalmente con pesanti conseguenze in termini di sicurezza. Ogni modifica tecnica comporta la visita e la prova del veicolo interessato presso l’Ufficio motorizzazione competente in relazione alla ditta che ha proceduto ad apportare la modifica. Anche l’istallazione del gancio traino, non prevista in sede di omologazione dell’autoveicolo, comporta una visita e una prova del veico-

lo stesso. Nel caso di collaudo richiesto dopo l’immatricolazione, per un veicolo nuovo, si deve presentare alla Motorizzazione Civile il modulo TT 21 19 compilato e firmato sul primo e terzo foglio allegando la dichiarazione di conformità o certificato di origine comunitaria, la documentazione relativa al gancio traino e la dichiarazione dei lavori effettuati “ad opera d’arte”, chiedere appuntamento per il collaudo e quindi inoltrare domanda di immatricolazione. Nel caso di collaudo richiesto dopo l’immatricolazione, per un veicolo usato, si deve presentare alla Motorizzazione Civile il modulo TT 2119 compilato e firmato sul primo e terzo tbglio, allegando la fotocopia della carta di circolazione, la documentazione relativa al gancio traino e la dichiarazione dei lavori effettuati “ad opera d’arte”, chiedere appuntamento per il collaudo e aspettare presso la propria residenza il tagliandino adesivo da applicare sul retro della carta di circolazione. Nel caso si voglia eliminare il gancio traino e quindi ripristinare le condizioni iniziali del veicolo è necessario presentare alla Motorizzazione Civile il modulo TT 2119 e una dichiarazione dell’officina che ha eseguito i lavori “ad opera d’arte”, la carta di circolazione originale (verrà rilascito un permesso provvisorio di circolazione del veicolo). In questo caso verrà rilasciato una nuova carta di circolazione aggiornata. Quando il veicolo che traina ha una massa complessiva a pieno carico minore o uguale a 3,5 t per guidare il relativo autotreno è sufficiente la patente di categoria B o BE (e non la C o CE). Solo quando la motrice supera le 3,5 t di massa complessiva a pieno carico è necessario essere in possesso della patente di categoria C o CE. ELEONORA PELOSATO POLIZIA MUNICIPALE LOCALE

L’intercultura passa anche attraverso il cricket Un giovane indiano fa da maestro ai ragazzi del CER Ranjit Singh è un ragazzo indiano arrivato in Italia da quattro anni insieme alla sua famiglia, composta da padre, madre e una sorella. Ranjit ha sedici anni e ha concluso a giugno gli esami di licenza media alla scuola “Mario Marcazzan”; continuerà il suo percorso di studi perché da grande vorrebbe fare il meccanico, ma nel frattempo ha passato parte dell’estate nei panni di maestro di cricket. Si è prestato, infatti, per insegnare lo sport nazionale indiano ai ragazzi che nel mese di luglio hanno partecipato al CER, Centro Estivo per Ragazzi, di San Giovanni. Il cricket è un gioco simile al baseball, è un baseball all’inglese ed è diventato sport nazionale indiano a causa della colonizzazione; si gioca tra due squadre di undici elementi ciascuna, il campo è costituito da uno spazio possibilmente in erba, per lo più ovale o rettangolare, di dimensioni spesso maggiori di uno da calcio ma, non esistendo regole precise su quanto debba essere lungo e largo il terreno da gioco, si sfrutta al massimo lo spazio disponibile. La partita è divisa in due frazioni di gioco (innings), le squadre non si presentano entrambe al completo sul campo: ciascun innings vede impegna-

ti tutti i giocatori della squadra in battuta che, quando vengono eliminati sono di volta in volta sostituiti dai compagni, fino all’eliminazione del decimo battitore, e gli undici avversari che lanciano e difendono il campo. Dopo l’intervallo le squadre riprendono il campo a ruoli invertiti. Le squadre cercano di segnare più punti possibili e di non farsi eliminare quando sono in battuta, di non far segnare punti e di eliminare i battitori avversari quando sono al lancio. Vince chi realizza più punti. Nella squadra in battuta l’unico ruolo è quello del battitore, nella squadra di lancio vi sono il lanciatore, il ricevitore e i fielders che sono disposti sul campo del capitano. Il motivo per cui si è scelto il cricket come attività da svolgere si spiega con il tema del CER di quest’anno: l’intercultura. L’associazione culturale Fantasiarte di San Bonifacio, che ormai da sette estati lavora con i bambini di San Giovanni, ha infatti prospettato un programma che ha permesso ai partecipanti di spostarsi tra i continenti attraverso i vari laboratori. Questi laboratori spaziavano dal teatro, alla danza, al canto, alla manipolazione fino ad arrivare allo sport con il cricket. Il laboratorio di cricket è stato riser-

CER 2009 Che estate ragazzi!!! Cinque settimane di centro estivo ricreativo, ottanta ragazzi partecipanti, venti animatori tra i 16 e i 20 anni, tante attività e un insegnamento di inserimento tra culture diverse. Tutto questo realizzato presso le scuole elementari Aristide Stefani, luogo fresco e ben protetto sotto gli occhi vigili della professoressa Nicoletta Bolla dell’associzione culturale Fantasy Arte di San Bonifacio. Un plauso va ai giovani animatori Ilarionesi che con buon esempio e bravura sono riusciti fare gruppo e gestire le attività del C.E.R. Don Bosco diceva nel 1860 “i giovani sono la nostra ricchezza basta dare loro fiducia” questo vale anche nel 2009.

Un grazie va anche ai genitori che hanno creduto in questo progetto, e a C h i a r a Rossetto per aver miscelato giochi diversi tramite un progetto regionale. Nella foto la festa finale presso la palestra della scuola media alla presenza del parroco Don Elio e di un numeroso pubblico di

vato ai ragazzini dagli undici anni in su, in quanto era difficoltoso far giocare anche i più piccini perché il materiale utilizzato per tale sport potrebbe diventare pericoloso in mano ai bimbi. Il materiale, che consiste in mazze piatte e in palline, nello specifico, da tennis sempre per questioni di sicurezza, è stato messo a disposizione da Ranjit e dai suoi amici che praticano questo sport da sempre. Giocano, infatti, anche a San Giovanni e alcuni amici italiani, perlopiù compagni di scuola, a volte si uniscono a loro. Questa attività ha riscontrato grandi successi, i ragazzini si sono divertiti e si è faticato per tenere lontani i più piccoli. La festa di conclusione del CER ha avuto luogo nella palestra della scuola media venerdi 31 luglio dove è stata data dimostrazione di tutti i laboratori svolti durante tutto il mese. È stato uno spettacolo veramente piacevole e interessante e, nella speranza di poter fare un buon lavoro anche il prossimo anno, si ringraziano le persone che hanno contribuito alla realizzazione di tutto ciò confidando nella disponibilità degli anni a venire. CHIARA ROSSETTO

genitori. Un grazie a tutti i collaboratori e a Fantasy Arte per il buon esito del C.E.R. 2009. Arrivederci al 2010! ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE AUGUSTO GAMBARETTO


L’ALPONE 8 “Non so cosa pagherei per avere mio fratello Santo ancora qui con me, a parlare e a ricordare...”, così sbotta Gianni, l’unico maschio della famiglia Burato rimasto, dopo la scompasa del fratello. È una famiglia nota in paese, per l’affabilità, la simpatia, il forte senso dell’amicizia, ma i più ricordano la famiglia BURATO per aver fornito loro, per quasi 60 anni il croccante e saporito pane quotidiano, un pane profumato, sostanzioso, che difficilmente trovava eguali, dietro il bancone del negozio o direttamente a domicilio. È bene ricordare tuttavia che la famiglia in parola non è originaria di San Giovanni Ilarione. Ha solo tre anni papà Benedetto di Montecchia meglio conosciuto come “Beto Fioran”, quando rimane orfano del padre Santo nel 1918, vittima dell’epidemia spagnola, a casa durante une breve licenza dal fronte. Sua nonna, dopo la morte del figlio, si rifiuta di mangiare, di bere e di parlare e dopo sette giorni lo segue nella tomba. La famiglia possiede un modesto appezzamento di terra, ma il giovane Benedetto non è tagliato per il lavoro nei campi e la sua vita è subito in salita. Cresciuto nella famiglia della madre, decide nel 1935, in pieno regime fascista, per il commercio prendendo in affitto un forno, con annesso negozio, a Castelcerino, ed iniziando quell’attività che caratterizzerà lui e la propria famiglia per lungo tempo. Alla fresca età di 23 anni sposa Angelina Roncolato, da Brenton, sarta di professione, ma che subito si adatta alla nuova situazione. In quel forno la famiglia rimane per ben 13 anni, fino al 1948, e qui nasce tutta la brigata Burato: Giancarla, Santo, Giovanni, Sandra. Si emigra solo perche i padroni decidono di rientrare in possesso del forno. Dopo una breve esperienza di circa un anno a Monteforte sul mulino Zoppi, ora scomparso e che si trovava, sulla sinistra del ponte di entrata in paese, a seguito di un casuale incontro con Amilcare Sperotti, titolare dell’omonimo panificio in San Giovanni Ilarione Via Umberto I popolarmente chiamato “Da Vito”, si concorda per l’affitto dello stabile stesso e per la nuova attività. E il 10 giugno 1950. Da questo momento la famiglia Burato diviene a tutti gli effetti di San Giovanni. Si lavorano circa 2,5 quintali di pane al giorno, le classiche “ciope” fatte a mano. Alzata alle 2 del mattino e avanti fino a mezzogiorno, breve riposo il pomeriggio e poi avanti di nuovo. Nel 1956 Pippo, il genero di Amilcare, un poliziotto siciliano in servizio presso la questura di Verona, ritiene vantaggioso il riprendere in mano il forno, spiazzando i Burato, i quali acquistano un terreno alle Alte di Montecchio vicentino, si costruiscono due appartamenti con annesso negozio e latteria. Tuttavia, a seguito di incomprensioni con il poliziotto genero di Amilcare, che non mantiene gli accordi precedenti, anche per un’impennata di giusto orgoglio, si prende in affitto in via IV novembre il negozio di Pericle Marcazzan e si impianta un nuovo forno. Siamo nel 1956. All’inizio c’è opposizione da parte della concorrenza, supportata anche da qualche potere locale, ma Benedetto ha le idee ben chiare.La licenza la ottiene direttamente dalla Camera del Commercio di Verona. Si produce il pane e lo si vende direttamente. Pippo invece, dopo circa 1 anno, vende casa ed attività per sopraggiunte difficoltà economiche. Santo per un anno opera a Montecchia presso un fornaio locale e qui ha il primo occasionale incontro con colei che lo accompagnerà per tutta la vita, a lui darà il cambio, l’anno successivo, il fratello Gianni, lasciando entrambi un nitido ricordo di operosità e simpatia. Poi il rientro in famiglia. Tra i due fratelli c’è la massima comunicazione, la massima fiducia, scambio di opinioni, confidenza di segreti. L’attività assorbe tutta la famiglia. Papà e i ragazzi al forno, la mamma e le ragazze (e che splendide ragazze!) in negozio e dal 1962 cominciano l’attività casa per casa. Inizialmente a Gianni era stata offerta l’opportunità di proseguire gli studi, ma non è la sua strada e non si spaventa di fronte agli orari impossibili che reclama il mestiere di fornaio. Santo parte per il militare e Gianni deve provvedere alla distribuzione, ma non ha ancora la patente e l’autorità preposta chiude un occhio quando lo vede guidare la Bianchina, seguita subito dopo da

FAMIGLIA BURATO: 60 anni di pane quotidiano re a casa a Vestenanova. Cerca allora di adattare i propri impegni con l’orario della corriera, lui 17 anni, lei appena 14. Un giorno incrociano il loro sguardo per 3 lunghi secondi., ma è lo sguardo più importante della loro esistenza e che deciderà il futuro insieme dei due giovani. Intanto gli affari vanno avanti, sul furgoncino, che ha sostituito la bianchina, si inizia la vendita dei generi alimentari, con regolare licenza. È un successo. Un giorno, a seguito di un’osservazione alla mamma circa il pagamento di una fattura ad un fornitore, Gianni, che Gianni Burato a 14 anni con “le mani in pasta”. ha appena 18 anni, riceve allora dalla mamma stessa, e con la piena approvaun furgoncino Fiat 850, sapendolo un zione degli altri, l’incarico di trattare con ragazzo con la testa in ordine. i fornitori, con la scusante “Ormai te Dopo il congedo di Santo, l’attività vendi de più ti che la bottega”, ma aumenta vertiginosamente ed assorbe soprattutto perché si rende conto delle tante energie ed è necessario dividersi i capacità del figlio e gli consegna il regicompiti: Santo prende in mano la produstro stretto e lungo, che riporta davanti i zione e Gianni si preoccupa della contacrediti e dietro i debiti, purtroppo questi bilità, a lui più congeniale, e della distriultimi in numero maggiore. Da quel buzione durante i giri giornalieri nelle momento la mamma non si interessa più varie parti del paese. della contabilità dell’azienda, pensando L’inizio dell’attività di ambulanti non maggiormente alla famiglia. è delle più confortanti. Santo, avendo la Il furgoncino si dimostra insufficienpatente munito di un sacchetto di pane te e si passa all’acquisto di un altro fured un salame, in compagnia del “Mori gone WW ben più spazioso e rispondenSignorini”, lo porta ad assaggiare nella te alla necessità e che a Gianni piaceva zona Sabbadori alle famiglie. Pane tanto. Si chiude la domenica, mentre buono, riscuote successo, ognuno garanprima era sempre aperto e si faceva il tisce l’acquisto del prodotto appena pane anche il giorno di Natale. Al assaggiato, e il giorno successivo parte venerdì, a turno, si comincia alle 9 di con 10 Kg sulla bianchina cabriolet, però sera, Gianni e Giancarla, e si continua ne riporta a casa 6/7 kg. Dopo una settifino alle tre di notte, poi il cambio, Santo mana così accusa un momento di e papà per tutto il giorno successivo. sconforto e sulla “pontara dei SandoDopo tre ore di sonno, Gianni parte con nighi” scoppia in un pianto di delusione. il furgone per il giro quotidiano, per rienNon è facile accaparrarsi nuovi clienti trare la sera verso le 8.00. Una vita masche già hanno il loro fornaio ed anche il sacrante, il sonno ti prende e a volte non forno operante in contrada. Manifesta si va neanche a trovare la fidanzata per la allora alla mamma il proposito di smetstanchezza. Gianni ha imparato dal fratere, ma la mamma, vero pilastro della tello maggiore l’arte di preparare il pane: famiglia, lo incoraggia e lo sprona, i due fratelli usano la stessa farina, lo facendo presente di insistere e che, in stesso forno, ma la mano è diversa, concomitanza con la raccolta delle cilieognuno dà il suo tocco di originalità. A gie, visto il poco tempo a disposizione la ben osservare, ognuno faceva 10 piccole gente avrebbe certamente comperato il cose diverse dall’altro, conferendo un pane. È un’autentica profezia! Nel giro sapore particolare al prodotto e la gente di 8 mesi, dal ponte del Mangano e fino si accorgeva ed apprezzava anche se il all’ultima famiglia dei Gambaretti di pane cambiava un po’. Sotto si servono 90 famiglie e tutte comNel 1966 la Bice vende la terra che perano il pane. aveva acquistato in Piazza del Popolo e Nel 1963, quando il ristorante “Al la ditta Burato, grazie ad un mutuo della Cervo” gestito dalla Signora Bice DamiBanca Popolare di Verona, non si lascia ni, vedova Bevilacqua, andava a gonfie sfuggire l’occasione, dando inizio alla vele con punte anche di 2/3 matrimoni mega costruzione che tutti possiamo alla settimana, sulle tavole veniva consuvedere. Non ci sono soldi, un prestito mato il pane di “Beto”e allora, durante la ritenuto sicuro da parte di un parente di pausa, visto l’alto gradimento da parte Torino, svanisce, ma l’impresa incaricadei convitati e su segnalazione della titota dei lavori, fondata da uno zio e da lare, essi si presentavano al panificio con Aldo Casson, allora giovane (ma già la scusa “Elo qua che vien la vedoa par pelato...) non ha paura delle difficoltà, va pan?”e subito ne acquistavano per poravanti anche senza sicurezze di pagatarselo a casa, grazie alla sua bontà e framento e in sette mesi si va dallo scavo a granza. Ed il pane era veramente buono casa finita! Sia lo zio che Aldo Sono stati ed espatriava. eccezionali. Papà Beto non ha mai Ad ottobre si comincia alle 10 di sera, abbandonato 1 minuto il cantiere. Quelperché il papà alle 4 del mattino va a cacl’anno è stato l’unico nel quale non si è cia di tordi, insieme con “Ciaci del Manlevata la licenza di caccia ed è tutto dire. gano” sul Monte Croseta e Gianni deve Negozio, magazzino amplissimo, forno portare a termine le operazioni, essendo da pane il doppio di prima, 4 appartaSanto impegnato a Montecchia. menti sopra, due finiti e due da finire, Il lavoro è impegnativo, ma bello. I 700 mq di tetto. due fratelli sono giovani, aitanti e svegli A San Martino 1966 si trasloca e la e comprendono pure che la vita non è mamma esclama” Sarà tutto da pagare, fatta solo di lavoro, ma anche di affetti e ma siamo a casa nostra.” Meriterebbe un spensieratezza e allora cominciano a monumento per il coraggio e per quanto guardarsi intorno. ha fatto. Mirella Creasi, alle 8 di sera, La caccia in campo femminile da porta il caffè, osservando che dalle cinparte di Santo si svolge con successo a que del mattino lavoravano al trasloco e Montecchia, paese che ben conosce, non si erano mai fermati, neanche per mentre per Gianni le cose sono diverse. mangiare. Tutto bello, ma i debiti da Sono appena iniziate le scuole medie a pagare sono tanti. Gianni ha in camera San Giovanni ed egli subito nota una una calcolatrice e dopo un approssimatiragazzina di terza dall’aspetto bello e vo bilancio esclama sconsolato nascosto gentile che aspetta la corriera per torna-

sotto le lenzuola “Ma quando finiremo di pagare i debiti? Probabilmente mai!”. Ha solo 21 anni, ma maturità da vendere. Per fortuna incontra gente della zona, contadini buoni e dal cuore d’oro che fanno dei prestiti, più dei soldi richiesti. Uno porta i soldi il giorno di Natale. La sua parte la fa anche la Banca Popolare di Verona. Si parte a razzo, con il coraggio che solo due fratelli sanno infondersi, si acquistano due nuovi furgoni necessita l’aiuto di un ragazzo con le mani in pasta” ed ecco che Gigi Sabbadoro, allora diciottenne, entra in scena. Si raddoppiano i giri, Gianni a Sud Est, un giro di 126 famiglie con 150 kg di solo pane, Santo a Nord e zone vicine, più tutti gli altri giri del paese, negozio che lavora al massimo e ove profondono l’anima la mamma e le sorelle, un giro di circa 600 clienti fissi e giungendo alla produzione di 5 q di pane al giorno. Alle 2 di notte Santo è al forno e alle 10 di sera Gianni è ancora in magazzino. Nel giro di due anni i debiti non sono tutti pagati, ma non fanno più paura. I rappresentanti si ricevono solo all’ora di pranzo, Santo provvede per la farina, Gianni per gli alimentari ed il resto. “Nel vostro settore siete i più forti dell’intera Vallata” è il loro giudizio unanime e costituisce motivo di orgoglio e soddisfazione per i due fratelli. Verso i clienti si usa la massima discrezione e comprensione. Non in tutte le case entra la busta paga, soldi non ce ne sono, ma figli da sfamare tanti. Ed allora si aspetta, in alcuni casi anche tre anni prima di vedere saldati i conti e a Natale si dà in omaggio un ciambello, alle famiglie che non pagavano se ne davano due, perché con tanti bambini. Questi bambini, una volta cresciuti, sono divenuti i migliori clienti. Nel 1970 Santo si sposa e porta in casa Anna, un ragazza metodica e tranquilla di Montecchia che subito si adatta alla situazione in continua evoluzione. Gianni lo segue un anno dopo sposando quella ragazzina di terza media, ora cresciuta e divenuta maestra elementare, Flaviana Roncari, che passa dalla situazione di reginetta della casa paterna alla corsa continua in casa del marito. Tre mesi dopo, a distanza di 15 giorni l’una dall’altra, spiccano il volo anche le sorelle Giancarla e Sandra e questo porta

Nel 1975, anche per motivi fiscali, i due fratelli decidono di dividere l’attività, Santo al forno produce il pane, lo vende al fratello Gianni, al quale toccano il negozio e i furgoni, e che continua a fare i giri, e si va avanti per anni. Dal nulla a un impero economico! Nel 1978 però comincia il dramma per Gianni. Sofferente di emicrania, ereditata dal papà, deve imbottirsi di pastiglie per poter lavorare, ma l’abuso di antidolorifici lo costringe alla decisione di dover smettere l’attività e di intraprenderne una più metodica e tranquilla. È una decisione sofferta, uscire a 33 anni da un’attività che lo ha visto protagonista è straziante, ma la deve prendere. Prova a vendere un camion, affitta il negozio al fratello Santo, diminuisce i giri, ma non migliora. Allora cede i giri a Gigi Sabbadoro, prima riluttante, ma poi contento di percorrere anche adesso le strade del nostro paese e cambia decisamente attività, passando a gestire, sempre in piazza del Popolo, una fornitissima ed attrezzatissima armeria, migliorando di molto la salute e coltivando la sua vocazione di commerciante. Comica la situazione venutasi a creare: la mamma di Gianni piangeva perché smetteva, quella di Gigi piangeva perchè il figlio cominciava. Nel frattempo vengono a mancare prima la mamma Angelina, poi il papà Benedetto. Santo continua con la famiglia fino al 1998 a produrre pane, affinando sempre più la sua arte, poi, non essendo nessun famigliare interessato seguirne le orme, va in pensione ed affitta a gente di San Giovanni. Coltiva allora l’originario appezzamento di terreno paterno, in Castelcerino, poi lo vende e si ritira in paese. La sera, i due fratelli continuano a trovarsi e il discorso cade inevitabilmente sul periodo di lavoro pazzesco insieme, solo loro due possono sapere certe cose e rivivono insieme il film della loro vita, con gioia e commozione, come non avessero fatto nessuna fatica. La nostalgia però è profondissima. Non hanno mai litigato tra di loro ed è sempre corsa nei loro rapporti di lavoro una fiducia naturale, una confidenza sconfinata. Poi la malattia di Santo, in un momento di sconforto scoppia in pianto davanti al fratello, “Ma va, aggiunge Gianni per confortarlo, ne hai ancora molte da vedere nella vita!” “Eh no tante, ormai…”, risponde Santo. Sapeva, sapeva tutto. Infine la sua scomparsa nel 2007; poi arriva maggio 2009, con un cartello affisso alla porta del negozio: attività trasferita in altra sede. È cessato il profumo fine ed intenso del pane appena sfornato e finisce una corsa che ha

Dalla vecchia impastatrice al “Grifone”, forno ultramoderno. maggior impegno da parte delle rispettive mogli. Al forno necessita aiuto, ma invece di assumere gente, si acquista un nuovo forno automatico sovrapposto con 22 mq di platea, 11 sotto e 11 sopra. Costa come due appartamenti, ma ormai non fa più paura niente. Sforna a pieno ritmo 140 kg di cioppe all’ora. Un sabato, cenando in terrazza, Santo dice” Sai quanta farina ho consumato oggi? 8,5 q!”, l’equivalente di 10 quintali di pane, più camionate di alimentari che sono 10 volte l’incasso del pane. Nel 1974 si acquistano due camion furgonati, due veri negozi. Necessita la mano d’aiuto di qualche persona esterna. Prima Gigi Sabbadoro, poi Luciano Rivato, il povero Cilo del Motto scomparso poi tragicamente, Teresa Marcazzan, poi infermiera, e Adriana, ora fioraia a Montecchia, passano nella ditta.

visto momenti impegnati e sereni, a volti drammatici, ma sempre all’insegna della genuinità e dell’amicizia. Gianni continua a gestire l’armeria, vende armi in tutta Italia, ma è oltremodo contento e si sente gratificato quando lo chiamano e lo ricordano come “Giani fornaro”, perché quella è stata la sua vita ed è orgoglioso del suo passato. Si chiude così una storia, una lunga storia paesana, che tanto ha inciso nella vita e nella trasformazione del nostro paese, che ha camminato di pari passo dalla miseria al progresso e il benessere, dalla disoccupazione al lavoro pieno, dalle preoccupazioni alla relativa tranquillità, una storia dai contorni sempre limpidi, una storia che è poi la storia di San Giovanni Ilarione. GIANNI SARTORI


L’ALPONE 9

Anna Lovato, la nonna dei Cambioli

NZE A I N O TESTIM

A guardarla mentre ti apre la porta di casa, ti stringe la mano e ti saluta non puoi rimanere indifferente ed un moto di spontanea simpatia ti prende, ti senti catturato dal quadro di genuinità che rappresenta e coinvolto dalla sua storia. Anna Lovato così si presenta, mentre rispettosamente contraccambiamo i saluti e le cortesie. Capelli bianchi, due occhi di un azzurro intenso che ricordano il cielo infinito e che guardano fisso, la fronte segnata dalle rughe e che contrasta un po’ con la bocca aperta al sorriso. Si aggira tranquilla e sicura nella bella e spaziosa casa in via Cambioli, immersa nel verde, con attigua la sua aia contadina, popolata di animali da cortile, che costituiscono tutta la sua passione e il suo interesse. Nasce ai Mella di Castello il 25 maggio 1920, figlia di Antonio e Beltrame Lisa. È una famiglia numerosa, come quelle del tempo, che vede insieme a lei Piero, Maria, Giuseppe, Graziosa e Vittorino, morto a due anni di polmonite. Papà si dà da fare nei campi, sfruttando fino all’ultimo centimetro la terra, ma il risultato è insufficiente e necessita trovare una soluzione. Si presenta l’occasione di prendere in affitto i campi di Giordano “manina” in Castron, emigrato in Belgio. La situazione migliora un po’, si allevano mucche, si semina frumento e polenta, si riesce a risolvere i bisogni di prima necessità. Il latte prodotto viene trasformato in formaggio alla casara di Scandolaro, ma è tanto lontana e non ci sono mezzi di trasporto. La piccola Maria frequenta la scuola elementare a Castello, nei locali nuovi della parrocchia, appena costruiti ed inaugurati solennemente con il patronato. Arriva fino alla Quarta, poi anche per lei si apre a tempo pieno il mondo del lavoro, non diverso dalle sue numerose coetanee: campi, pascolo con le mucche e le pecore, faccende domestiche. A 12 anni va a lavorare la seta nella filanda Sperotti in paese e porta a casa i primi soldi. Sono una vera manna per il bilancio familiare. A piedi da Castron a San Giovanni sono quasi 16 km fra andata e ritorno, con qualsiasi tempo, calzando gli zoccoli di legno. Quando nevica, e nevicava molto più di adesso, la neve si massifica sotto la suola, rendendoli inservibili. Allora li toglieva e camminava scalza, “solo con i cassiti” dalla vecchia caserma dei carabinieri in via Allegri fino alla filanda e al ritorno fino a casa, sempre a piedi nudi nella neve. Non

si sentivano più, erano diventati di ghiaccio ed allora la mamma accendeva il fuoco per portare un po’ di conforto alla figlia, con il risultato a volte di provocare i “diaoliti”, i geloni. La polenta, raramente il pane, è il solo alimento e una volta la mamma cucinò un merlo, dividendolo poi in sette parti. Era la miseria più nera, non solo per lei, ma per la maggior parte delle famiglie, tuttavia era forte il desiderio di riscatto. Il lavoro in filanda era faticoso e pericoloso, ci si scottava le mani nelle bacinelle di rame, le cape non erano certo comprensive. Si veniva umiliate, scottate con l’acqua bollente e non si poteva parlare, per paura di perdere il lavoro. Infine anche la beffa: non è mai stata versata una lira di contributi per la pensione. “Ladri ce ne sono adesso, ma ce n’erano anche una volta” - commenta amaramente. Tuttavia la batosta più grande la riceve in campo affettivo. Dopo 4 anni di fidanzamento e in vista di fare le pubblicazioni, un giorno vicino al cimitero, dove le filandiere si appartavano per consumare il pasto di mezzogiorno, Bepi Campanaro, di Castello, le riferisce: “Stamattina el to bersaliero el se ga fato novisso”. Il suo moroso aveva fatto le pubblicazioni matrimoniali con un’altra ragazza. Per Anna fu come una fucilata in pieno petto! Erano crollati tutti i suoi ideali, i suoi sogni, le sue certezze. A questo si aggiunge la guerra. Quante paure, quante corse, quante apprensioni! Dopo l’8 settembre i Tedeschi controllavano la gente, sul campanile di Castello avevano posizionato un osservatorio e piazzato le mitragliatrici e sparavano ad ogni piccolo movimento. Suonava lugubre il canto della mitraglia ed annunciava tristi presagi. Allora si andava a casa allungando la strada, girando dal Nogarotto. Una volta, tornata a casa, non trova più nessuno e viene presa dalla disperazione. I familiari, per fortuna, si erano nascosti in un rifugio sotterraneo scavato lì vicino, per sfuggire a una rappresaglia. I Tedeschi entravano nelle famiglie, chiedevano da mangiare, pretendevano soprattutto vino e alcolici, con fare minaccioso e molto chiaro: kaputt. Quando Dio vuole la guerra finisce. Si continua per fortuna a lavorare, si coltivano in famiglia i “cavalieri”, i bachi da seta, ricevendone un modesto guadagno, ma dentro Anna si sente delusa, vuota, ormai incapace di provare sentimenti, non crede quasi più nella vita. Troppo amara è stata infatti l’umiliazione subita. Ma è tempo che anche per lei il futuro si tinga un po’ di rosa. L’incontro con il futuro marito avviene in casa di una comune amica. Questa infatti, approfittando di una distrazione di Anna, suggerisce al giovanotto “Ti, Gaetano, che te serchi na morosa, questa l’è na dona che fa par ti...”. E Gaetano Sartori, classe 1908, non si lascia sfuggire l’occasione ed accompagna a casa la bionda Anna, con la promessa di rivedersi la domenica successiva. Anche lui ha un’odissea da raccontare. Per crearsi un avvenire parte per lavoro nelle colonie d’Africa, costruendo capannoni, impiegato sia dal genio civile che militare. La

guerra lo blocca in Abissinia e veste direttamente laggiù la divisa. Viene ferito da una bomba d’aereo e si porta dietro 3 schegge in una gamba. Rimane assente dall’Italia per ben 12 anni. Dopo un anno di fidanzamento, si sposano alle 5 del mattino in Castello da don Giuseppe Dal Molin. Vanno in corriera in viaggio di nozze a Verona, si fermano a pranzare in una trattoria, e al ritorno la giovane sposa, non abituata a pranzi succulenti, ha un conato di vomito ed inzacchera il vestito dello sposo, che non parla, l’attira a sé e la stringe forte: uniti proprio “nella buona e nella cattiva sorte”... Si trasloca allora in una piccola casa ai Cambioli, ove Gaetano si dà da fare come falegname ed è molto bravo nel suo mestiere, poi, come invalido, passa alle dipendenze del Comune, in qualità di becchino. Era stato anche alle dipendenze di un’impresa di costruzioni edilizie. Durante un’ispezione dell’ispettorato del lavoro, essendo fuori regola, sì nasconde così bene che nessuno riesce a trovarlo. “Ti sì che te si un vero Talian!” si senti dire dal titolare assieme ad una pacca sulle spalle ed il soprannome di “Talian” non glielo leverà più nessuno. Intanto arrivano Angelina, Natalina, Giuseppe ed Annalisa. È una famiglia felice. Cominciano i lavori in paese e le figlie portano a casa i primi soldi, la situazione cambia, si tira un sospiro di sollievo, ma per poco. Nel 1968 Gaetano muore a causa delle ferite riportate. La moglie non si lascia prendere dallo sconforto. Ha una famiglia alle spalle e reagisce. La casa, divenuta ormai troppo piccola, viene cambiata, fabbricandone una nuova, più spaziosa, più piena di luce. Si fanno debiti, ma non si ha paura. Tanta fiducia nella Madonna e poi sotto con il lavoro. Anna chiede un forte prestito anche al prete di Castello, che lo concede e che gli viene restituito fino all’ultimo soldo. Invece di parole di conforto, i parenti del marito hanno parole di critica e di contrarietà, ma Anna non demorde e tutto va a buon fine. Si trasloca nella nuova casa, riscaldata, con l’acqua corrente. Di freddo ne ha sofferto anche troppo da piccola, ora non lo teme più, come non le fa più paura qualche improvviso incontro, come quella volta nella casa paterna, quando trovarono un “carbonasso” lungo 2 metri acciambellato nel cesto del pane. Quella casa non aveva nulla da invidiare alla grotta di Betlemme. I figli si sposano tutti, Giuseppe rimane in paese; delle figlie una, con il genio della pittura, si accasa ad Arcole, due a Mezzane. La nostra Anna si gode serena, con una salute e una memoria di ferro, il suo meritato riposo. Prega, guarda la TV, frequenta ogni domenica la chiesa ed è precisa con l’appuntamento mensile di ritirare la pensione, alterna la sua permanenza tra il figlio e le figlie ma la sua casa vera è ai Cambioli, ove si aggira serena e felice conosce tutto, ci sono le galline, i gatti, l’orto, il ricordo del marito, i sacrifici compiuti, c’è tutta se stessa ... C’è soprattutto il gusto di una vita vissuta nella povertà e nel bisogno, ma anche nell’amore più intenso e nell’accordo più pieno. GIANNI SARTORI

ASS. VOLONTARIATO CARABINIERI La Sezione Carabinieri di San Giovanni Ilarione comunica che nel prosieguo degli aiuti ai terremotati di L’Aquila, a seguito del movimento tellurico che ha avuto il suo apice il 6 Aprile 2009, ha inviato altre due “pattuglie” del Gruppo Volontari e Protezione Civile nell’Abruzzo, ambedue per un turno settimanale ciascuno, la prima dall’ 11 al 18 luglio 2009 con i soci Claudio Confente e Gianfranco Ciman, la seconda dall’8 al 15 agosto 2009 con i soci Giovanni Pandolfo e Giannino Beltrame. Anche in questi due casi si sono avute dimostrazioni di affetto e gratitudine per quanto fatto, sia da cittadini comuni che alloggiavano nei vari campi tende nei quali si svolgeva il servizio e sia soprattutto da parte degli organismi centrali della Protezione Civile Nazionale ed amministratori locali. Il suddetto servizio proseguirà anche nel mese di settembre, con altri soci o con il ritorno di qualche “veterano”. Siamo orgogliosi di quanto sopra e per

manifestare pubblicamente la nostra gioia gradiremmo che fosse pubblicata l’allegata fotografia che vede i nostri due soci, Giovanni Pandolfo e Giannino Beltrame unitamente ad altra volontaria, Antonella Veronese del gruppo di San Bonifacio, con alle spalle le macerie dell’ex abitato di “ONNA”. IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE C.RE MARIO ROSS

FAMEIA IN GITA

Il 24 maggio genitori e bimbi di Iª elementare, siamo andati in gita al Parco Gulliverlandia di Lignano Sabbiadoro. Diverse attrazioni tra cui giostre, mini circo e performance dell’otaria Leo. Abbiamo trascorso una giornata afosa ma divertente in compagnia. Durante il viaggio di ritorno, una piccola lotteria per i nostri piccoli amici, con premi in tema scolastico: quaderni, colori, astuccio, ecc. Si ringraziano tutti i partecipanti per la buona riuscita dell’evento, la “Viale Autopullman”, il corpo insegnanti per la disponibilità concessa. LUIGI GECCHELE ... GIGIO

TERZA FESTA DELLA LEGA PENSIONATI Sezione di San Giovanni Ilarione Sabato 23 maggio scorso si è svolta la terza festa del pensionato nel nostro comune. Presso la chiesa parrocchiale, alle ore 19.00, è stata celebrata la Santa Messa dal parroco Don Elio Nizzero. Al termine tutti si sono recati presso il ristorante “Bice” per la cena alla presenza del gruppo e autorità. Il sindaco Domenico Dal Cero ha consegnato al delegato provinciale Giancarlo Dalla Tezza, una targa del comune con incise su foglia d’oro, le cinque Chiese del territorio. Al signor Giancarlo va tutta la riconoscenza e stima da parte di tutti i pensionati per il suo operato presso il nostro comune. Un grazie anche dalla redazione del giornale “L’Alpone”.

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L’ALPONE 10

UN TORNEO PER RICORDARE UN AMICO ... Le attività continuano!!! “XV° MEMORIAL DOMENICO ROSSETTO” Te ne sei andato senza dire nulla, te ne sei andato e non torni più. Non t’ho mai conosciuto eppure mi manchi; non t’ho mai visto eppure ti conosco da sempre. Sei lassù, ma non so dove; ed io, io, io... io mi sento sola! Anche se so che sei sempre con me, oh zio! Mi manchi, mi manchi!! Solo Tu quando sono sola mi fai compagnia; solo Tu sai cosa sento dentro: solo Tu lo sai. Te ne sei andato eppure ti sento qui vicino a me!

A mio zio Domenico Rossetto a 15 anni dalla sua morte... con affetto, tua nipote Anna Sartori

Alla Sagra delle Castagne, il Centro di Aiuto alla Vita - Movimento per La Vita di San Giovanni Ilarione, quest’anno sarà presente, in via Roma 10 con una proposta inusuale... Una decina di titoli che invitano a riflettere sull’amore coniugale e sull’educazione dei figli. I 5 linguaggi dell’amore. Come dire ti amo alla persona amata di Gary Chapman. Le persone esprimono e ricevono amore con modalità diverse. Il dottor Chapman le identifica con i 5 linguaggi dell’amore: parole di rassicurazione, momenti speciali, doni, gesti di servizio, contatto fisico. I 5 linguaggi dell’amore dei bambini di Gary Chapman e Ross Campbell. Gli autori intendono aiutare i genitori a parlare i 5 linguaggi dell’amore dei loro figli e a trasmettere sentimenti di rispetto, di affetto e di sollecitudine soddisfacendo le necessità emozionali più profonde dei loro figli. Sul monte della tua pancia di Alberto Pellai. Le emozioni di un uomo in attesa di un figlio. Un uomo che sta per diventare padre osserva la moglie addormentata di fianco a lui, si alza e comincia a scriverle. Per la

FONDIARIA divisione

SAI

volta di Boscochiesanuova. La giornata è trascorsa bene grazie al bel tempo e alla complicità e simpatia dei ragazzi. Tutto ciò aveva dato una nuova speranza per continuare nella nostra avventura... abbiamo riproposto perciò altre domeniche in palestra, ma non abbiamo più avuto un buon numero di ragazzi e così la seconda giornata sul ghiaccio in programma è saltata! Abbiamo voluto però concludere i Funny Games con la proiezione del cartone animato “Wall-e” presso la sala civica comunale. ... Come si è potuto capire, questa nostra avventura è terminata, con nostro grande rammarico! Vogliamo, comunque, ringraziare i ragazzi che credevano in noi e che ci hanno regalato dei momenti di allegria e compagnia. Inoltre ringraziamo per la disponibilità, la fiducia e l’aiuto che ci hanno dato Augusto Gambaretto in qualità di Assessore alla Cultura e Arturo Burato nelle vesti di Presidente della Polisportiva di San Giovanni Ilarione. CATERINA F., ALESSIA A., VERONICA S.

Dal Centro Aiuto Vita

G R U P P O

DOMENICA 28 GIUGNO 2009 50º Don Francesco Meneghello a Sarcedo (VI). Tanti auguri dalla Redazione.

Mi manchi

giovani che scendevano in campo fin dal 1984, è intitolato “Memorial Domenico Rossetto”, al fine di ricordare uno dei tanti giovani che con passione e allegria lavoravano per il torneo e che proprio in quell’anno era tragicamente scomparso. A distanza di 15 anni e proprio nella serata conclusiva il papà di Domenico, Mario Rossetto, ha voluto a nome della famiglia consegnare una coppa come segno di riconoscenza agli organizzatori, aggiungendo poche ma significative righe che ricordassero la figura del figlio. Ci pare giusto riproporre quelle Il sorriso di Domenico Rossetto, sentite parole su “L’Alpone”, anche per a cui è intitolato il torneo di sottolineare come iniziative quale un Castello. torneo di calcio possano trasmettere, con semplitià e senza retorica, valori di Il tradizionale torneo di Calcetto di solidarietà e di amicizia che non traCastello ha quest’anno assunto proprio montano mai e sono sempre attuali. nella serata finale un significato parti“Caro amico Pallone tu mi dai tante colare. La manifestazione, sorta una soddisfazioni ed anche amarezze, però ventina di anni fa quale momento di sei il mio idolo, il mio pensiero per sano divertimento e di coesione fra i divertirmi nella vita sei tu, il pallone… Vorrei dirvi tante cose però il mio nodo alla gola è rimasto, perdonatemi ma anche con coraggio e volontà il pensiero non tramonta… Con gioia vi faccio i miei più cari e sorridenti auguri di un bel torneo in amicizia; a tutti i giocatori che giocano queste partite a Castello dico ‘che vinca il migliore e amici per sempre!’ Vogliamo partecipare con riconoscenza per i 15 anni dalla scomparsa di Domenico e ringraziare quanti in questi anni si sono adoperati e si adoperano tuttora a far sì che il suo ricordo resti sempre vivo in tutti noi, anche con il gioco del calcio che ci riunisce ogni anno. Vorrei da voi tutti una semplice preghiera per ricordarlo. Grazie a tutti!” A nome della famiglia di Domenico. 29 OTTOBRE 1949 IL PAPÀ MARIO Un matrimonio che sfila per via IV Novembre. ROSSETTO

Siamo un gruppo di giovani del paese di San Giovanni, abituati a svolgere attività rivolte ai ragazzi. Purtroppo nell’estate 2008 non siamo riusciti a fare più di tanto per svariati motivi, chi per impegni lavorativi, chi per problemi di salute altri per problemi di studio. Ci siamo trovati, quindi, una sera dell’autunno scorso, per provare ad organizzare delle attività alternative da svolgere durante il periodo invernale. Abbiamo contattato e trovato l'appoggio dell’Assessore alla Cultura del Comune di San Giovanni Ilarione e del Presidente della Polisportiva del nostro Comune. Avevamo, così, a nostra disposizione la palestra in zona industriale ... poteva iniziare l’avventura dei “Funny Games!!!”. Il nostro invito era rivolto ai ragazzi delle medie e superiori affinché potessero trascorrere i pomeriggi della domenica in compagnia con: giochi di gruppo, “danze” e tante altre attività in alternativa alla strada e alla televisione di casa e perché nò al PC che ci rende suoi schiavi e sempre più sedentari. Dopo una delusione iniziale, in cui i partecipanti non arrivavano mai alla decina, abbiamo comunque cercato di organizzare una giornata sul ghiaccio. Così dopo molta preoccupazione, non sapevamo se si raggiungeva un numero minimo di partecipanti, il 25 gennaio siamo partiti con “40 Ragazzi!!!”, accompagnati da alcuni genitori, alla

prima volta fa chiarezza sulle tante contrastanti emozioni che hanno accompagnato questi mesi di attesa. Le tue mani sono le mie ali di Alberto Pellai. Un dialogo tra padre e figlio appena nato, seguito da una riflessione più approfondita sulla paternità: i valori, le fasi, le incertezze da superare e le aspettative da colmare. Da padre a figlia di Alberto Pellai. La lettera che ogni padre vorrebbe scrivere, le parole che ogni figlia dovrebbe leggere. Non ho paura di dirti di no di Osvaldo Poli. I genitori e la fermezza educativa intesa come capacità di prendere decisioni emotivamente difficili a favore del bene dei figli. L’affettività dei bambini da 0 a 6 anni di Massimo Bettetini. È un aiuto per i genitori a parlare con i propri figli più piccini di amore, di affetti, di bellezza e poesia. L’autostima dei ragazzi di Danielle Laport e Lise Sevigny. Il libro aiuta i genitori di un ragazzo da 6 a 12 anni ad essere presenti e vicini al figlio in maniera calorosa, a favorire l’espressione delle emozioni, inco-

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raggiarli a farsi degli amici e a regolare da solo i conflitti, aiutarlo ad accettare gli errori e a far crescere in lui la motivazione. Amore sì amore no di Gabriella Biader. Il cuore degli adolescenti è inquieto ed alla ricerca di amicizia ed amore. L’autrice ha interrogato molti ragazzi dai 15 ai 18 anni ed ha scritto questo libro in cui cerca di dare risposte che invitano alla ricerca, a pensare ed a discutere in gruppo un tema vivo, universale e personale. Poesie, provocazioni, autori antichi e moderni, canzoni, il tutto intrecciato con la Parola delle Scritture e della Chiesa. Come rovinare un figlio in 10 mosse di Don Antonio Mazzi. Viziatelo, accontentavi del 6, latitate, iperproteggetelo, incollatelo alla tv... ma anche qualche consiglio per crescerlo come si deve. Cuore di papà. Il modo maschile di educare di Osvaldo Poli. Esiste uno stile educativo paterno atto ad indicare al figlio la visione generale della vita e di risvegliare il suo “io ideale”.

5º MEMORIAL SIGNORIN RENATO Si è concluso Venerdì 29 Maggio 2009 a Montecchia di Crosara il 5º Memorial Signorin Renato che ha avuto come suo mattatore la squadra Panato Impianti. Il torneo ha visto impegnate 8 squadre suddivise in due gironi, di cui solo la prima e la seconda classificata ambivano all’accesso in semifinale. Un sentito e doveroso elogio a tutti i ragazzi partecipanti ed al pubblico che insieme hanno dimostrato rispetto nei confronti delle regole e degli “altri”, serietà e sportività. Il direttore di Pianeta Calcio, Nocini Andrea, il suo collaboratore, Paolini Giuliano ed il Sindaco di San Giovanni Ilarione geom. Dal Cero Domenico hanno premiato le squadre: 1ª class.: Panato Impianti; 2ª class.: Mal de pansa; 3ª class.: Terrossa; 4ª class.: Joga Maloro. Coppa disciplina: New Team. Capocannoniere: Valentino Rocca. Miglior giocatore: Carlo Panato. Miglior portiere: Antonio Gambaretto. La serata si è conclusa con una grande tavolata, tanta allegria e buona musica. Un sincero grazie a tutti e ... arrivederci all’anno prossimo.


L’ALPONE 11 LA DONAZIONE DI SANGUE Perché donare? Il sangue umano è un prodotto naturale non riproducibile artificialmente. Indispensabile alla vita. È un tessuto costituito da una parte liquida, il plasma e da una parte corpuscolata, rappresentata da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Nonostante i progressi tecnologici e scientifici, il sangue rappresenta ancora oggi una risorsa insostituibile nella terapia di molte malattie sia di pertinenza chirurgica sia di pertinenza medica. Ad esempio, costituisce un supporta indispensabile nei pazienti oncologici in chemioterapia o in quelli che hanno subito un trapianto di midollo osseo, in tutte le operazioni di trapianto d’organo, negli interventi di chirurgia di alta specializzazione (cardiochirurgia, neurochirurgia, ecc.). Donare sangue volontariamente e con consapevolezza permette di concretizzare la propria disponibilità verso gli altri, ma anche verso se stessi, poiché così facendo si alimenta il patrimonio collettivo di cui ciascuno può usufruire al momento del bisogno. In Italia attualmente non è stato ancora raggiunto l’obiettivo dell’autosufficienza nazionale: esistono profondi squilibri tra le diverse regioni del nostro Paese, per cui il divario fra la raccolta ed il reale bisogno non trova compensazione creando spesso stati di emergenza e di carenza. Per

AVIS COMUNALE DI S. GIOVANNI IL. E VESTENANOVA sanare questo squilibrio, l’unica strada percorribile è quella di sensibilizzare fortemente i cittadini nei confronti della donazione volontaria e periodica del sangue e dei suoi componenti. La donazione non comporta rischi di alcun genere per la salute, in quanto il sangue è una fonte di energia rinnovabile ed è quindi possibile privarsene in parte, senza che l’organismo ne risenta. Il donatore ha anche la possibilità di fare prevenzione controllando periodicamente il proprio stato di salute. Donare il sangue in maniera anonima, gratuita, volontaria, periodica e responsabile, rappresenta oggi la maggior garanzia in termini di sicurezza trasfusionale. Chi può donare? Chiunque abbia più di 18 anni, un peso corporeo non inferiore ai 50 Kg e sia in buono stato di salute, può presentarsi presso il Centro trasfusionale e chiedere di poter donare il proprio sangue. Qui verrà sottoposto ad un colloquio preliminare con il medico trasfusionista e ad una visita medica completa per verificare se vi siano controin-

dicazioni alla donazione. Successive analisi di laboratorio confermeranno l’effettiva idoneità alla donazione. Tutte queste indagini sono volte a tutelare la salute del donatore quanto quella del ricevente. Per il giudizio di idoneità esistono una serie di criteri, stabiliti da decreti ministeriali, raccomandazioni delle Società scientifiche, dall’Unione Europea e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Saremmo presenti alla Sagra delle Castagne con il gazebo dell’Avis, ed alcuni nostri volontari saranno disponibili a fornire ulteriori chiarimenti ed informazioni relative alla donazione del sangue ed all’attività dell’Avis. AVVISO: Domenica 18 ottobre 2009 il Centro Trasfusionale di San Bonifacio sarà aperto per i Donatori ed Aspiranti donatori. I Team premiati dall’AVIS al 5° careto G.P. città di Vestenanova del 02 agosto 2009

Una generazione di emigranti: “i Lovato dai Camadi” Un mese fa circa è ritornato nei suoi luoghi natii, come altre volte, Giovanni Lovato, nato in contrada Camadi nel 1946, ed ha espresso il desiderio che su L’Alpone si parlasse anche della sua famiglia, da anni in Belgio, ma legata al paese e al giornalino. Dopo un colloquio, abbiamo chiesto che ci spedisse dal Belgio un resoconto su cui tessere la trama della sua famiglia e proprio sul finire di giugno è arrivata la lettera con le notizie, da cui è tratto questo articolo. Il papà Angelo Lovato (detto Pansa perché non ne aveva per niente) era nato nel 1911 a Clovange in Francia, quando i suoi genitori (Giovanni Battista Lovato e Augusta Confente) erano in quelle zone come emigranti stagionali. Fece la guerra in Abissinia, dove venne ferito ad un ginocchio. Sposatosi con un’altra Lovato, di nome Almerina, ebbe il primo figlio, Agostino, nel 1939 in Germania ad Erfurt, dove anche loro erano emigrati per la stagione della raccolta di patate. Dopo la guerra nel 1946 partiva, come tanti altri del paese, per le miniere del Belgio nella zona di Charleroi, in occasione del famoso patto fra Italia e Belgio, carbone contro braccia. L’anno dopo la famiglia, cioè mamma Rina e i figli Agostino e Giovanni, lo raggiunsero, prendendo alloggio nelle baracche di Marcinelle: una vera baraccopoli in legno che aveva ospitato, tempo prima, i prigionieri tedeschi. Ogni famiglia disponeva di circa 60mq. Il campo ospi-

Lavoratori in Belgio negli anni ’50 (da sinistra a destra, in piedi): Arturo Arvoti, Umberto Marchetto (“Miola”), Silvino Casarotto, (accosciati) Luciano Gireni, Giovanni Costalunga, Luigi De Marni, Alfredo Bado (“Ceo”).

Famiglie di emigranti in Belgio. tava circa 300 famiglie di varia nazionalità, ma erano in maggioranza le italiane. I gabinetti, ci scrive Giovanni, erano naturalmente in comune e c’era a disposizione solo qualche rubinetto d’acqua: una situazione problematica che qualche volta sfociava in conflitti e liti. Quando pioveva, quindi molto spesso, l’acqua filtrava dal soffitto e si era occupati a spostare i letti e a porre dei recipienti al posto giusto. Alla domenica i lavoratori italiani si trovavano da ‘Attilio’, un compaesano, per una bicchierata e per dimenticare la faticosa settimana. Nel frattempo la famiglia era cresciuta: dopo Agostino e Giovanni arrivarono Rita nel 1950, Maria nel 1953, Renato nel 1956 e Giustina nel 1957. Nel 1958 il papà Angelo lasciava la mina, soprannominata Pechon, dopo tanti giorni passati sotto terra a respirare …chissà cosa! Lavorò ancora qualche anno in una fabbrica di pentole, poi a pulire i vagoni ferroviari, alla stazione di Charleroi, per poi morire nel 1968 a Marcinelle, dove è sepolto. La mamma, Almerina, nata a San Giovanni Ilarione nel 1916, da Massimino Lovato detto el Longo Camado e da Almerina Alleggi, ha seguito il marito in Belgio e nonostante la baraccopoli, diceva di trovarsi abbastanza bene perché almeno in quel luogo si parlava italiano. Una mamma d’altri tempi: rimase incinta ben diciannove volte, ma tra aborti spontanei e bimbi morti in tenera età, solo 6 sopravvissero, tre fratelli e tre sorelle. Anche Almerina morì nel 1998, dopo trent’anni di vedovanza, e riposa vicino al marito. Il figlio maggiore Agostino, molti lo ricordano perché veniva almeno un paio di volte all’anno in Italia ad assaggiare el pan dei fornari cioè la ciopa, el vin durello e a gustarsi il verde ed il sole, dopo aver lavorato in una fabbrica di presse idrauliche, è morto nel 2007 lasciando, oltre la moglie, due figlie,

Kathy e Claudia. Le tre sorelle hanno avuto due figli ciascuna e vivono ancora in Belgio, mentre Renato, anche lui ha due figlie, lavora in proprio come fisioterapista. L’altro figlio Giovanni, che ci ha spedito gli appunti sulla sua famiglia, dopo gli studi tecnici, ha lavorato per 39 anni a Charleroi, in una centrale elettrica, andando per lavoro in varie parti del mondo: Iran, Malesia, Emirati Arabi, Libano, Marocco, Costa D’Avorio, Venezuela, Filippine, Francia, Olanda e talvolta in Italia. “Sono pensionato dal 2002”, ci scriveva e, quando veniva dai Camadi, dove aveva acquistato una casetta con altri fratelli, passava sorridente a salutare i parenti ed amici e, come Agostino, partiva con la macchina piena di leccornie del paese. Nella lettera ci parlava orgoglioso dei suoi due figli: Valeria e Angelo, la prima hostess ed il secondo laureato in scienze aeronautiche e delle telecomunicazioni, in carriera militare presso la NATO. Giovanni era in attesa di questo articolo. Ma la sorte alle volte è beffarda. Quando credi che finalmente, dopo una vita di lavoro e di preoccupazione per la famiglia, si possa godere di alcuni anni, non di risposo, ma di meno obblighi familiari e sociali, ecco che il destino ci riserva un cambiamento repentino della vita. Giovanni è deceduto il 4 luglio 2009, cadendo dal tetto di un garage a Marcinelle. Riposa presso i suoi genitori ed il fratello maggiore. Questo articolo, tanto atteso, lo leggerà da un luogo, speriamo, migliore. MARIO GECCHELE E DINA LOVATO

L’Angolo del goloso Tagliatelle di castagne Ingredienti per 4 persone: • 200 gr di farina di castagne • 150 gr di farina bianca • olio d’oliva extravergine • 2 uova • acqua tiepida quanto basta • sale e pepe Per il condimento: • 2 porri • 3 cucchiai d’olio d’oliva • 3-4 cucchiai di pecorino grattugiato (o parmigiano o ricotta affumicata) Preparazione: Setacciate insieme le due farine. Fate una fontana e versateci l’uovo, poca acqua tiepida e il sale. Con una forchetta lavorate prima l’uovo e l’acqua quindi poco alla volta incorporate le farine. Continuate a lavorare la pasta con le mani fino a quando non diventerà liscia ed elastica. Raccoglietela a palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela riposare per circa mezz’ora. Stendete quindi la pasta in una sfoglia non troppo sottile, fatela asciugare un po’ e quindi tagliatela a listarelle con un coltello o con l’apposita macchinetta. Preparate il condimento: in una padella con l’olio d’oliva fate rosolare i porri precedentemente tagliati sottili. Nel frattempo cuocete le lasagne in abbondante acqua bollente e salata. Scolatele al dente e versatele nel sugo di porri. Mescolate delicatamente amalgamandovi il formaggio grattugiato e una spruzzata di pepe. In alternativa, queste tagliatelle possono essere condite con del tradizionale pesto al basilico. LUCIANA DAMINI

DONNE ALLA RISCOSSA Un riuscito corso di autodifesa femminile Dal 30 giugno al 30 luglio si è tenuto un istruttivo corso di judo, per l’autodifesa femminile. Gli incontri presso la palestra di San. Giovanni Ilarione, hanno permesso a noi donne di acquisire maggior sicurezza in noi stesse. L’iniziativa del corso è dovuta alle numerose violenze di cui sono vittime le donne; l’intento degli esperti maestri era quello di insegnare i moviLe partecipanti al corso mostrano orgo- menti principali e più importanti gliose il diploma conseguito. per la difesa, e quando possibile il contrattacco. Le lezioni sono state tenute in un clima armonioso e con molta pazienza dai tre maestri: Mathieu Di Franco, Roberto Mauli e Andrea Piccinin. Al termine degli incontri, alle partecipanti, è stato dato un diploma che attesta la presenza al primo corso di difesa personale. Per festeggiare la buona riuscita, noi allieve con i maestri, abbiamo trascorso una piacevole serata in compagnia. Per tutte noi è stata proprio una gradita esperienza, sia perché abbiamo potuto stringere nuove amicizie, sia perché abbiamo imparato divertendoci, ma soprattutto perché ora possiamo camminare con maggior sicurezza per le strade, in attesa di sfoderare le mosse micidiali apprese. MARILISA SARTORI Il giorno 14 aprile 2009 alle ore 16,30 a Venaria Reale (Torino) è mancato Francesco Pozza nato a San Giovanni Ilarione il 5 giugno 1927. Poco prima di andarsene, ha ancora chiesto del Castello, di San Giovnni Ilarione, del Veneto, nostalgia da cui non è mai riuscito a separarsi. Noi figli, Luigi, Paolo e Luciana vogliamo mandargli un bacio attraverso questo giornale che leggeva con piacere e dirgli che il suo ricordo, sarà in ogni momento a venire, più forte e più presente per averci cresciuto, educato in mezzo a continue difficoltà. Ci piace pensarlo vicino a nostra madre Teresina Perazzolo che 30 anni fa’ ci aveva salutato. Ringraziamo le persone che sono state in grado e hanno avuto la fortuna di capire, di comprendere la sua Sincerità, la sua Onestà, la sua Generosità. LUIGI, PAOLO E LUCIANA

MATRIMONI: 12

NATI: 17 MORTI: 7

Totale residenti maschi al 31.07.2009: 2.683 Totale residenti femmine al 31.07.2009: 2.509

Totale residenti: 5.192 TOTALE FAMIGLIE: 1.791

CONTRIBUTI PER L’ALPONE

Famiglie di emigranti in Belgio.

Gambaretto Teresa Vestenanova Gambaretto Luigina Monteforte (VR) Filipozzi Giuseppina Vestenanova Marcazzan Renzo Vestenanova Bruni Paolo Colognola ai Colli Pernigotto Giuseppe S.Giovanni Il. Zanella Giovanna S.Giovanni Il. Perazzolo Santa Chiampo Cengia Mario S.Giovanni Il, Bordon Giovanni S.Giovanni Il. Marchetto Giuseppe S.Giovanni Il. Mainente Angelina Monteforte d'Alp. Beschin Paola Montecchia di Crosara Casarotto Revello Torino Olga Trevisan Chiampo (VI) Zandonà Damiano S.Giovanni Il. Zandonà Mario P.Niselli S.Giovanni Il. Lovatin Guido Vandini S.Giovanni Il. Natalina Marcolongo Pirandello San Bonifacio Bertolazzi Andrea Vandini S.Giovanni Il. Lovato Giovanni Charleroi Belgio Vanzo Agostino S.Giovanni Il. Costalunga Teresa Milano

Rossetto Benigno S.Giovanni Il, Marcazzan Anna Castelnuovo D.G.(VR) Pressi Bruno Coltrini S.Giovanni Il. Andriolo Luca S.Giovanni Il. Soprana Gaetano Torino Dal Zovo Teresa Vestenanova Bevilacqua Giovanna San Bonifacio Giuspoli Bezzan Maria Montecchia di Cr. Lovato Antonia Torino Ciman Pietro S.Bonifacio (VR) Danese Andrea S.Giovanni Il. Baldo Ilario Bustogarolfo (MI) Marcigaglia Anna S.Giovanni Il. Micheletto Vittorio S.Giovanni Il. Gambaretto Teresa Castelvero Vestenanova Vautravers Rampo Rosetta CH Berna Schmutz Rampo Angelina CH Bösingen AVIS S.Giovanni Ilarione e Vestenanova Vanzo Gina S.Giovanni Il. Allegri Giovanni Castelvero Vestenanova Perazzolo Norma S.Giovanni Il. Rossetto Rino Soliera Modena Lovato Valentino Milano

Piccinin Maria S.Giovanni Il. Lovato Adelina Verona Mzzasette Gino S.Giovanni Il. Gazzo Santo S.Giovanni Il. Zandonà Silvino S.Giovanni Il. Zampini Luigi Bussolengo (VR) Mazzasette Mario Legnago (VR) Sgaggio Elisa S.Giovanni Il. Biondaro Angelo S.Giovanni Il. Tonin Angelina S.Giovanni Il. Ciman Giuseppe S.Giovanni Il. Giarolo Adriano Tiene (VI) Lovato Benedetto S.Giovanni Il. Bricca Florido S.Giovanni Il. Perazzolo Mario Arzignano (VI) Lovato Ernesto Arzignano (VI) Munaretti Roberto Castigione Tor. (TO) Pandolfo Angelina S.Giovanni Il. Tonin Bertilla Castelvero Vestenanova Marcazzan Nello Rubano (PD) Burato Giovanni S.Giovanni Il. Rossetto Ghislaiwe Gambellara (VI) Creasi Gabriella Chiampo (VI)


L’ALPONE 12

ZIONI A I C O S S DALLE A

SPORT

TRIONFO PULCINI 1999 Si è svolto in maggio, a San Bonifacio, il “ Torneo Calcistico DON BOSCO” organizzato dalla A.C. Sambonifacese, che ha visto i Pulcini del 1999 impegnati per 4 settimane. Quattro serate vissute con entusiasmo; emozioni che questi “calciatori in erba” hanno saputo trasmettere anche ai genitori che li hanno sostenuti e supportati con grande partecipazione ed entusiasmo. Una finale da “campioni del mondo” vinta ai rigori e terminata come tutti i grandi campioni sanno fare, con un giro di campo e la coppa alzata al cielo. Una serata che sicuramente tutti noi non scorderemo facilmente. Complimenti ragazzi, non ci stancheremo mai di gridare “FORZA SANGIO”!

Amico lettore, per farti comprendere cosa abbiamo provato noi che abbiamo partecipato al primo torneo di green volley organizzato a San Giovanni Ilarione, è necessario fare una premessa in cui si evocheranno alcuni ricordi della tua infanzia. Ti ricordi le interminabili partite di calcio, che si svolgevano durante le vacanze estive nel campetto improvvisato sotto casa, quando non c'erano tutte queste automobili che giravano? Ti ricordi che praticamente si giocava da mattina a sera senza sentire né fame né sete? L'intervallo tra il primo/secondo tempo era decretato dall'invasione di campo delle mamme che venivano a recuperare i propri figli per il pranzo. Oppure, ti ricordi le estenuanti sessioni di “ciupascondi” del dopo cena, in cui l'unico motivo per cui venivi convinto ad uscire dal tuo nascondiglio protetto dalla sopraggiunta oscurità era la minaccia, tutt'altro che remota, di andare a dormire con il sedere bello caldo? Ti ricordi? Si litigava perchè un po' tutti volevamo vincere, non è vero? Però poi si faceva la pace, non prima di esserci spennacchiati vicendevolmente il più delle volte. Ecco: se ti ricordi allora puoi capire

1º TORNEO DI GREEN VOLLEY - ‘NA BOTTA E VIA

Una panoramica dei campi di gioco.

quanto ci siamo sentiti leggeri e infantilmente felici noi che abbiamo partecipato al torneo di green volley che si è svolto domenica 5 luglio presso gli impianti sportivi di via Torino. Alla sera eravamo distrutti, ma soddisfatti, dopo che per un giorno intero ci siamo dati battaglia sull'erba dei sei campi, appena un po' più piccoli di un campo da volley regolamentare, allestiti all'interno del campo sportivo. Tutte le quindici squadre che hanno risposto all'appello hanno venduto cara la pelle, dando filo da torcere anche alle compagini tra le cui fila militava-

Torneo di calcio a 6

Il Sindaco Dal Cero Domenico premia i vincitori del Torneo.

Festa dello sport 2009 La squadra dei “Mega Pascals” vincitrice del Torneo di calcio a 6.

Quinta edizione del torneo di calcio a 6 conclusasi con una finale inaspettata: si sono qualificate per il podio le seconde squadre qualificate dei due gironi. “Mega Pascals” vincitrice del torneo, squadra rivelazione, partita a rilento ed esplosa nel finale, riesce a vincere contro i “Sé bestia f.c.” squadra di amici molto motivata e tecnicamente preparata. Molte le emozioni durante il tor-

neo che in questa edizione è risultato molto divertente, combattuto e soprattutto pieno di spirito sportivo. Un grazie particolare ad Arturo e Lucia che con il loro impegno riescono a regalarci momenti di vero sport e divertimento. Grazie anche al pubblico che finalmente ha iniziato a rallegrare con la sua presenza e il suo tifo le serate delle partite. L. B.

Lambretta D 47 carica di burro. Vendita Valdagno Biondaro Francesco

Nei giorni 3-4-5 luglio si è svolta, con buon successo, la Festa dello Sport. Organizzata dalla Polisportiva 2001, ha proposto anche quest’anno lo sport nelle sue molteplici espressioni, dando spazio anche a novità come il Green Volley, pallavolo giocata sull’erba, e Nova Scrimia, un’arte marziale italiana che Mauro Dalla Valle e i suoi amici hanno presentato il pomeriggio di domenica in modo spettacolare cogliendo consensi e applausi da tutti i giovani presenti. E come ogni anno spazio al CALCIO con il Torneo di calcio a 6 che ha visto la partecipazione di più di 100 giovani atleti, un torneo iniziato l’8 giugno, che ha impegnato 10 squadre e si è concluso con la finale domenica 5 luglio. La squadra che si è aggiudicata il torneo è MEGA PASCAL, Sabato ancora sport con un pomeriggio divertente dedicato ai bambini impegnati in una gimkana con la bici; alla sera esibizione di Karate e Spinning all’aperto. Anche quest’anno non è mancato il TENNIS con un torneo per ragazzi il sabato e un torneo per adulti la dome-

CICLI & MOTO

nica. Domenica sera proiezione dei filmati dello Sci Club, del Gruppo Ciclisti Basalti e del 2° Rally Ronda Soave-Durello che proponevano le attività svolte nell’anno tracorso. E tutto condito da ottima musica con i DJ Coffe – Steven Smith, con i gruppi Milkshake’s Club e Falc. Bilancio quindi positivo per la Festa dello Sport che fa dello Sport il fulcro della manifestazione. Per concludere non posso esimermi dall’esprimere un sentito ringraziamento ai giovani organizzatori del torneo di calcio, capitanati da Gambaretto Nico, e del Green Volley, sotto la guida di Roberta Sgaggio e Andrea Soprana, alle nostre società affiliate – Judo Alpone – Karate Shotokan – Pink Volley – Sky Volley – Sci Club, alle altre associazioni sportive – Gruppo Ciclisti Basalti – U.S. Calcio – Tennis Club – Play Sport, alla Pro Loco, alle Associazioni presenti sul territorio e a tutti coloro che hanno gratuitamente prestato il loro tempo e la loro “buona volontà” per la riuscita della festa. LUCIA BURATO

no giocatori di volley esperti, cercando poi ristoro davanti ad una bibita fresca ascoltando la musica di dj Coffee (l'artista altrimenti noto come Marco Confente) che ci ha fatto da sottofondo per l'intera giornata. E l'orgoglio, per aver scalato il gradino più alto del podio, delle squadre che si sono fatte chiamare Do par davandi e do par de drio per il girone vincenti e Par quanto el musso el cora non sarà mai un cavalo per il girone perdenti, non ce lo mettiamo? Ma sicuramente i più orgogliosi di tutti saranno stati i due ragazzi della squadra The Eagles, che la mattina stessa hanno ricevuto un bidone epocale da alcuni compagni, ma sono riusciti lo stesso a portare a termine il torneo e a portarsi a casa il trofeo del girone scopa, il corrispettivo del mestolo di legno nel rugby e la maglia nera nel ciclismo. Ah! Lasciami aprire una piccola parentesi: se hai sorriso per i nomi strampalati che ti ho citato prima, avresti dovuto esserci quel famoso 5 luglio. Ti saresti fatto delle belle risate nel sentire lo speaker che annunciava i fantasiosi nomi di squadre come Semo pena tornà dalla sagra in bolca e ghemo ancora da nare in leto - Team. Amico lettore, se quanto hai letto finora ti ha fatto tornare per un attimo bambino, puoi capire quanto siamo grati a tutti quelli che si sono prodigati per l'organizzazione di quella sana domenica di sport: Roberta Sgaggio, Andrea Soprana e Dario Marchi in primis. Ma anche quelli che si sono dati da fare dietro le quinte: Luca Soprana (dj ad interim), Luca Stanghellini (speaker in prova), la Polisportiva 2001 e i cuochi che hanno provveduto a non farci mancare il provvidenziale piatto di pasta, Sebastiano Filipozzi e Christian Confente dietro al bancone delle bibite. Un grazie particolare va alla US calcio San Giovanni Ilarione che ci ha concesso l'uso degli impianti. Dispiacerà a noi tutti, organizzatori e partecipanti, se l'anno prossimo non sarà possibile ripetere questa opportunità di festa e aggregazione: non si potrà più disporre del campo dato in gestione alla US calcio San Giovanni Ilarione perché è in programma la sostituzione del manto erboso con un prato sintetico. Speriamo, questo è l'accorato appello di centinaia di persone che si sono divertite spensieratamente come quando si è bambini, che l'amministrazione comunale ci dia man forte, l'anno prossimo, nel reperire lo spazio più consono per ripetere l'esperienza. EMANUEL RIGHETTO

Trimestrale di Informazione e Cultura c/c postale n. 15684376

Se vuoi inviare il tuo contributo all’Alpone utilizza c/c postale n° 15684376 intestato a: Pro Loco di San Giovanni Ilarione - Piazza Aldo Moro, 5 Direttore responsabile: Delio Vicentini Redazione: Dario Bruni, Luciana Damini, Mario Gecchele, Angelo Pandolfo, Giovanni Sartori, Lucia Burato. Recapito: Franco Cavazzola - Presidente Pro Loco - Via Risorgimento, 3/C - S. Giovanni Ilarione (VR) - Tel. 045 7465727

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SAN GIOVANNI ILARIONE (VR) Telefono / Fax 045 6550447

Stampa: Grafiche Alpone - Tel. 045 6550221 - 045 6550480 - S. Giovanni Ilarione (VR)


2009 numero 3  

http://www.ilarione.it/pdf/lalpone/2009-3.pdf

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