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l’Alpone Autorizz. del Tribunale di Verona del 3 luglio 1986 - R.S. 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50% - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 20 - N. 4 - Dicembre 2005 - Recapito a cura dell’Ente Poste Italiane

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Pro Loco • San Giovanni Ilarione (VR)

Anno 20 - N. 4 Dicembre 2005

Domenica 16 ottobre scorso

DON ORESTE BENZI, IL PRETE DEGLI ULTIMI Natale Insieme 2005 Anche quest’anno, come di consueto, ci ritroviamo insieme a festeggiare il più importante evento culturale e religioso della nostra tradizione: il Natale. Sempre viva e sentita è la partecipazione a questo grande appuntamento da parte della cittadinanza intera e, per rinnovare questo legame che ci unisce e ci aiuta a sentirci comunità, sono molte le manifestazioni di volontariato che dimostrano quanto ancora ci sia voglia di dare e di impegnarsi nella nostra realtà sociale. La Pro Loco, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, grazie al sostegno delle diverse associazioni che hanno partecipato all’organizzazione e alla disponibilità dei due parroci, anche quest’anno presenta la rassegna di manifestazioni che ormai da molti anni accompagna l’arrivo del Natale nelle nostre case, denominata “Natale insieme 2005”. Il programma è ricco e vario e la realizzazione è stata possibile grazie alla buona volontà di tutti. In primo piano le occasioni di incontro per i più piccini e per le famiglie che durante le diverse feste ed iniziative hanno modo di confrontarsi o semplicemente di stare insieme in occasioni di sano divertimento come le proiezioni dei film d’animazione, gli spettacoli delle scuole di San Giovanni Ilarione e la rassegna di Presepi che fa rivivere le nostre contrade nel calore dell’accoglienza e della condivisione, quasi un’eco di quel tempo, non ancora così lontano, di quando facevamo filò. Proprio ai testimoni di questo antico rito è stato offerto il consueto pandoro durante la celebrazione della Festa dell’Anziano del giovedì 8 dicembre. Vi aspettiamo dunque numerosi nei nostri teatri, nelle nostre contrade, alle Sante Messe e in ogni occasione di ritrovo che ci aiuti a vivere un Natale sereno che porti gioia nelle nostre case… È assieme all’Amministrazione Comunale e alle associazioni che hanno collaborato alla realizzazione di tutto questo che la Pro Loco di San Giovanni Ilarione vi augura un Buon Natale e un Felice 2006. Arrivederci a Carnevale… VALERIA GECCHELE Presidente .

S. .S. VITA

NON GETTARE IL TUO BAMBINO:

TELEFONA !!

Sede S.O.S. di San Giovanni: Piazza Martiri, 1

Non c’era la folla che l’occasione avrebbe meritato, ma c’era pur sempre un pubblico numeroso e attento, disponibile ad accogliere le forti provocazioni che, con i racconti della propria esperienza quotidiana, don Oreste Benzi ha lanciato dal palco del teatro parrocchiale di S. Caterina in Villa nella serata di domenica 16 ottobre. Seguendo un filo logico che cercava di illustrare, senza retorica alcuna, la lunga serie di iniziative accumulate a favore dei più poveri fra i poveri dall’Associazione “Giovanni XXIII” di cui è fondatore, il religioso ha saputo parlare di volontariato senza la pretesa di voler risolvere le questioni gravi e delicate presenti nel mondo attuale. Il concetto-chiave su cui si basa tutta l’opera, pastorale e sociale insieme, di don Benzi è quello di

“famiglia”: tutte le persone che si incontrano (siano esse le prostitute immigrate o i carcerati, i bambini con gravi handicap o i giovani preda della droga, i malati mentali o gli anziani abbandonati a se stessi), tutte queste persone sono volto di Dio e meritano di avere attorno il calore e la comprensione di una famiglia. Calato in quest’ottica, l’intervento del volontario, quando è necessario, non può aspettare che si facciano calcoli o ragionamenti: l’azione di aiuto si fa urgente e immediata, perché è Dio stesso che soffre e chiede aiuto. Le comunità a cui don Benzi ha dato vita (la più vicina a noi si trova a San Bonifacio) mantengono la struttura della famiglia e, adattandosi ai diversi casi, offrono ospitalità e calore umano, al segue a pag. 2

La Pro Loco di San Giovanni Ilarione in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con l’aiuto delle diverse Associazioni presenta:

NATALE insieme 2005 programma Sabato 19 Novembre Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Castello, l’Associazione San Zeno con la compagnia di Schio Teatro 80 presenta “Sior Tita Paron”, commedia di Gino Rocca, regia di Paolo Balzani. Domenica 27 Ore 15,00 Teatro Parrocchiale di Castello, “Noi associazione” presenta film per ragazzi. Sabato 3 Dicembre Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Villa, SERATA TELETHON organizzata dall’ Associazione A.V.I.S. e San Zeno a scopo benefico. La scuola primaria di Vestananova presenta la commedia “I strachi” di Alessandro Anderloni. Domenica 4 Ore 15,00 Teatro Parrocchiale di Villa, Unione Artigiani presenta la visione del film “Madagascar” Giovedi 8 Ore 15,00 Parrocchia di Villa, Festa dell’Anziano, al termine della Santa Messa distribuzione dei consueti Panettoni. Ore 16,30 Presso Teatro Parrocchiale di Villa, Spettacolo dei ragazzi dell’A.C.R. Sabato 10 Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Villa, concerto del coro “El Biron” e della “Banda Giuseppe Verdi” di Montecchia di Crosara e San Giovanni Ilarione. Domenica 11 Ore 14,30 Presso Casa Trevisan il Centro Aiuto alla Vita organizza la Festa di Santa Lucia per i bambini stranieri. Ore 20,30 Chiesa di San Giovanni Battista di Castello, concerto “Anìmula Gospel Singers” concertos liturgical services, presentato dall’Associazione San Zeno. Sabato 17 Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Villa, concerto dei cori parrocchiali Domenica 18 Ore 10,30 Santa Messa animata presso la chiesa di Santa Caterina in Villa “Per un Natale d’amore…” scuola d’infanzia Papa Luciani Ore 16,30 Teatro Parrocchiale di Villa, Unione Artigiani presenta la visione del film “Shark Tale” Ore 20,30 Presso località Tessari animazione con Presepe Vivente e canti Natalizi. Giovedì 22 Dalle 9,00 alle 11,00 presso Teatro Parrocchiale di Villa, Concerto “Natale è…” con i bambini della scuola primaria “Aristide Stefani” e come ospite speciale “Babbo Natale”… Venerdi 23 Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Castello, Il Natale dei bambini, scuola primaria di Castello. Sabato 24 Ore 20,30 Castello, animazione I pastori raccontano il Presepe per le vie del paese. Domenica 25 Santo Natale Ore 17,00 Castello, animazione I pastori raccontano il Presepe per le vie del paese. Venerdi 6 Gennaio 2006 Epifania Ore 15,00 Piazzale della Chiesa, arrivo dei Re Magi che portano i doni a Gesù bambino. Ore 19,30 Accensione nelle diverse contrade del tradizionale Bujelo, con degustazione di buon vin brulè e dolci. Sabato 7 Ore 14,30 Presso il Palazzetto dello sport la Polisportiva 2001 organizza “Sportivamente Natale” festa con giochi d’animazione, teatro e molte altre attività per tutti i ragazzi. Domenica 8 Ore 15,00 Teatro Parrocchiale di Villa, la Pro Loco presenta la visione del film “Neverland”.

Giovedì 6 ottobre presso il Teatro “S. Caterina”, serata dedicata ai vent’anni del giornale. Il Sindaco Dal Cero consegna una targa ricordo al direttore responsabile, dott. Delio Vicentini. Sullo sfondo il coro “Le Fontanelle” di S. Bonifacio che ha allietato la serata. Foto Corradini

Valeria Fracca, miss per gioco Valeria Fracca, 19 anni, coda di cavallo e piercing al naso... la sua avventura è iniziata a San Giovanni Ilarione, con il concorso “Miss Lessinia”, dove ha vinto per poi proseguire alla finale a Verona, dove si è classificata quarta; portando a casa il titolo di “Miss Comunità Montana”. D. “Allora... perché hai partecipato al concorso?” R. ”Per gioco, per provare una nuova esperienza. Infatti, mi sono iscritta con la mia amica, il venerdì, dalla Giovanna (Fioreria Giovanna n.r.d.), per poi, partecipare al concorso il sabato sera. D. “Ah, però... questa è una domanda di rito... cosa hai provato nel vincere?” R. “Non me l’aspettavo proprio, perché, guardan-

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ALL’INTERNO Pag. 2 - Scuola e professionalità Pag. 4 - Fatti e fatterelli Pag. 6-7 - L’Amministrazione informa Pag. 8 - Viaggio in Albania Pag. 9 - La banda in Lussemburgo Pag. 11 - La scomparsa di don Luciano Ruaro


L’ALPONE 2

STA I V R E T L’IN

Cinquant’anni fra cemento e mattoni

Se arrivando a San Giovanni si chiede di Enrico Dal Cero più d’uno, prima di rispondere, ci pensa. Ma, se si dice “Orso”, non si riscontra alcuna esitazione: tutti indicano con sicurezza il “re del mattone” per antonomasia. Un personaggio di 73 anni compiuti, “venuto dalla gavetta”, che ha occupato la scena nel mondo dell’edilizia per ben 50 anni, da quando cioè, di ritorno dalla Svizzera nell’ormai lontano 1955, aveva deciso di mettersi in proprio. I quattro anni di esperienza in terra elvetica gli erano serviti per accumulare il denaro necessario per realizzare un sogno cullato fin da quando, giovanissimo, faceva da manovale a suo padre, anche lui muratore. Figlio d’arte, quindi, ma con grande determinazione personale. Prima di rispondere alle domande, sotto l’occhio vigile della moglie Natalina, esibisce i suoi

“trofei”, attestazioni pubbliche per l’attività da lui svolta nel settore: un attestato di benemerenza del Ministro del lavoro e della Previdenza sociale per l’impegno profuso nell’addestramento degli apprendisti (1960); una pergamena in occasione del quarantennale del Collegio dei Costruttori della provincia di Verona (1986) e, dulcis in fundo, il pubblico riconoscimento che l’Amministrazione comunale, sulla base di un’ormai consolidata tradizione, gli ha offerto alla vigilia della 70ª sagra delle castagne, lo scorso 9 ottobre, “per aver contribuito allo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità”. Tutto è cominciato con l’emigrazione in Svizzera... In Svizzera, come emigrante, ci sono andato dal 1952 al 1955. Quattro anni a Thun, nel Cantone tedesco, alle dipendenze di un costruttore belga che mi ha trasmesso l’impegno per il lavoro ma anche il coraggio di guardare con fiducia al futuro. Questo mi è servito molto, ma altrettanto mi era servito lavorare, fin dall’adolescenza, con mio padre, muratore autonomo occasionale nel nostro paese. Così è cominciata la mia personale e fortunata avventura nel mondo dell’edilizia. Perché, fin da subito, non ha tentato in Italia invece che andare all’estero? E’ presto detto. A San Giovanni la ricostruzione postbellica stentava a decollare, il lavoro scarseggiava e il sostentamento per la famiglia pesava interamente sulle braccia di mio padre che lavorava saltuariamente. La Svizzera costituiva, a quel tempo, una sorta di miraggio che attirava molti giovani. Personalmente ho chiamato oltr’Alpe molti miei coetanei compaesani che, quando mi sono messo in proprio, ho anche assunto come dipendenti perché ne conoscevo le doti e le capacità. A proposito di “mettersi in proprio” ... quale la

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Don Oreste Benzi, il prete degli ultimi fine di permettere il graduale inserimento nella società dei propri ospiti. Esemplari in tal senso si sono rivelate le testimonianze di due volontarie che lavorano all’interno di tali strutture: una madre di famiglia che assieme al marito ha “allargato” le mura di casa per dedicarsi ad altri ragazzi meno fortunati; una giovane poco più che ventenne che accudisce alcuni ragazzi, fra cui una bambina di pochi mesi cerebrolesa. La serata si è trasformata così, senza che nessuno se ne accorgesse, in una lezione di vita e soprattutto di testimonianza cristiana: le case-famiglia di don Benzi oggi sono moltissime, coprono i settori più disperati della

realtà sociale e si stanno diffondendo anche all’estero. Eppure il prete di Rimini rimane quello che è sempre stato, un “innamorato” delle creature di Dio e un inguaribile ottimista, con una fiducia inattaccabile nella Provvidenza che si “legge” facilmente sul suo volto ingenuo e spontaneo, pronto al sorriso ma anche all’indignazione per quanto vede quotidianamente accadere nelle strade del mondo. Per questo, la sua ultima parola diventa comunque una domanda provocatoria che scuote credenti e non credenti: come si può rimanere indifferenti e sordi di fronte a tanta sofferenza? DARIO BRUNI

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alcuna competizione o polemica”. D. “Cosa pensi del pregiudizio che corre intorno ai concorsi riguardo la corrispondenza tra bellezza e... stupidità?” R. “Ma, credo che possa variare da persona a persona...” D. “Mi viene in mente ‘Miss Italia’, dove una concorrente ha indicato il suo film preferito, e, poi quando doveva raccontarlo, ha ammesso che non 1’aveva visto. Oppure, una ha detto il titolo della sua canzone preferita, attribuendola ad un altro cantante...” R. “Davvero?! Non l’ho visto... comunque, credo che una persona debba essere valutata solo dopo averla conosciuta e averle parlato assieme. Non puoi partire con il pregiudizio”. D. “Credi che, veramente, i concorsi favoriscano la nascita di un modello di bellezza, quasi a rischio di anoressia?” R. “Non credo che i concorsi siano così forti. Forse la televisione... ma invita a prendersi cura maggiormente del proprio corpo, non a raggiungere prototipi assurdi. Per esempio, Serena del Grande Fratello (il cognome mi è sconosciuto, e non m’importa di cercarlo n.r.d.), dopo un periodo dalla sua uscita dalla Casa, ha subito un notevole cambiamento fisico. È divenuta più tonica”. D. “Ma, secondo te, avrebbe fatto quel corso tonificatore se non fosse andata in Tv?” R. “Beh... non credo”. D. “Crepet ha detto che nel selezionare le concorrenti di “Miss Italia”, la giuria ha cercato di eliminare quelle più magre. Cosa ne pensi?” R. “Beh, non ne ero al corrente, ma credo che abbiano fatto bene”. D. “Ora che hai vinto il concorso, vuoi andare avanti?” R. “Sì, avevo in mente di partecipare ad altri concorsi... magari l’anno prossimo. Ci sarebbe ‘Miss Padania’ che mi alletta...”. D. “Quindi, hai intenzione di far parte del mondo dello spettacolo?” R. “Sì, mi piacerebbe farne parte... però... una volta ho partecipato a ‘Striscia la notizia’, come pubblico. Mi è piaciuto tantissimo. Veramente. Ho una passione per queste cose”. D. “Che ruolo vorresti ricoprire, allora, in questo mondo?” R. “Qualsiasi!” (ride). ROBERTA COSTANTINI

Valeria Fracca, miss per gioco

Valeria Fracca durante la sfilata a S. Giovanni Ilarione. do le mie avversarie, avevo notato ragazze molto più belle. È stata, completamente, una sorpresa.” D. “Hai trovato sostegno nella tua famiglia, partecipando al concorso?” R. “Sì, sì. Soprattutto da mia cognata che mi ha “costretto” a partecipare. Io ero restia, ma lei ha insistito finché mi sono iscritta”. D. “Com’è l’ambiente dei concorsi? Il clima tra le partecipanti è stato lo stesso qui a San Giovanni e a Verona, oppure hai notato una differenza... visto che a Verona, essendo la finale, sarebbe potuta esserci più competizione”. R. ”No, no. Non c’era alcuna competizione. Anzi, c’era molta unione già qui a San Giovanni, poi, a Verona, ci conoscevamo già, e perciò c’è stato un bel clima...” D. “Strano, perché io ho assistito ad un’altra serata del concorso e, dopo la premiazione, sono nate delle polemiche e proteste tra le partecipanti e anche, e soprattutto, con i genitori, per la presunta ‘premiazione guidata’...”. R. “Davvero?! Qui, a San Giovanni, non c’è stata

denominazione della sua impresa agli esordi? La prima era chiamata “Impresa edile Dal Cero Enrico e Antonio Bordon”, verso la metà degli anni ’50; la seconda “Impresa Dal Cero Enrico e Angelo Bordon”, intorno al 1960. Infine, “Impresa edile Dal Cero Enrico”, dai primi anni sessanta e fino al 2000 quando ho ceduto l’attività a mio figlio Stefano che ha costituito la “Dal Cero costruzioni s.r.l.”. A proposito di figli... entrambi figli d’arte? Soltanto Stefano, il maggiore, nato nel 1960, sposato con tre figli: un maschio e due femmine la prima delle quali, dopo aver conseguito il diploma di geometra, sta frequentando un corso di laurea in geologia. Silvio, il secondogenito, nato tre anni dopo, si dedica con passione al lavoro dei campi. Ha due figli, un maschio e una femmina. Torniamo all’esperienza personale: in che anno è avvenuta la svolta decisiva per la sua vita? Intorno ai primi anni sessanta. L’Italia (e anche San Giovanni Ilarione) aveva cominciato a risollevarsi dalla batosta della guerra e tutti guardavamo con fiducia al futuro. Per buona parte degli anni cinquanta il lavoro nel settore edilizio era, costituito da ristrutturazioni di edifici rurali. Il mio primo impegno nel settore pubblico fu la costruzione delle cabine per la distribuzione dell’energia elettrica, su incarico delle Aziende municipalizzate di Verona, nei comuni di Vestenanova e San Giovanni. Ma il boom vero e proprio si ebbe con la costruzione dei primi calzaturifici. Ne vuole ricordare qualcuno...? Il “Luisa”, il “Valbrunella” per esempio ... e poi “Frau”, “Sartori”... per non parlare dei condomini nelle nuove lottizzazioni a valle del centro abitato del paese. Era quello il tempo in cui il territorio era ufficialmente classificato come “zona depressa”. Gli imprenditori godevano di facilitazioni e contributi particolari. Anche i piani regolatori erano

meno vincolanti. Qualche fiore all’occhiello? Due, in particolare: la ricostruzione della chiesetta di San Zeno a Castello e l’edificio della scuola materna del capoluogo, intitolata a papa Luciani. In quale ambito territoriale si è prevalentemente sviluppata 1’attività della sua impresa? Oltre che a San Giovanni naturalmente, a Chiampo e Arzignano, soprattutto con interventi nel settore artigianale e industriale. L’intera vallata dell’Alpone è stata bacino privilegiato con innumerevoli cantieri a Vestenanova, Roncà e Montecchia. Per quanto riguarda quest’ultima località ricordo il teatro (attualmente “sala della comunità”), il centro giovanile e il campo da calcio parrocchiale. Il numero massimo di dipendenti? Oltre cento negli anni ’70/’80. Poi è cominciato un lento calo dovuto in parte alla parziale saturazione del mercato, in parte per la concorrenza da parte anche di ex dipendenti che, a loro volta, si mettevano in proprio. Per la verità stava cambiando anche il modo di lavorare... più macchine, più tecnologia, più specializzazione. Inizialmente l’impresa edile doveva provvedere a tutto, fatta eccezione per gli impianti termoidraulico ed elettrico. Oggi molti servizi vengono subappaltati a terzi (pavimenti, intonaci, tinteggiatura…). La ditta di cui è titolare mio figlio, per esempio, sviluppa un volume di lavoro superiore con un quinto dei dipendenti rispetto a quelli che io stesso avevo nel periodo più fiorente. Che cosa rimpiange del passato e che cosa vorrebbe ancora dalla vita? Nessun rimpianto. Lavorando sodo ho ottenuto ciò che, tuttavia, penso di aver anche meritato. Quanto ad ulteriori attese... spero di continuare a star bene. La salute, ad una certa età, è qualcosa che non ha prezzo. DELIO VICENTINI

Scuola e professionalità A colloquio con il nuovo dirigente scolastico Una vita dedita alla scuola, prima come maestro elementare poi come psicopedagogista e responsabile di vari progetti nella sua Caprino Veronese, ora come dirigente incaricato a San Giovanni. Questo, in rapida sintesi, il ritratto del dott. Luigi Facchini, 53 anni, che per la prima volta affronta un compito certamente molto impegnativo e nuovo. Impegnativo perché nuovo ma soprattutto perché coincide con un periodo in cui le novità nella scuola italiana sono numerose e significative, strettamente connesse con la riforma in atto ai vari livelli. Le novità, tuttavia, non lo spaventano perché, già in precedenza, la sua attività professionale non era stata limitata all’insegnamento. I vari progetti di continuità di cui era stato responsabile avevano favorito contatti e rapporti con docenti e dirigenti di ordini e gradi scolastici diversi. Dott. Facchini, perché proprio a San Giovanni Ilarione, da Caprino Veronese? È presto detto. Le sedi disponibili erano tre o quattro in tutto e, tra queste, San Giovanni mi è sembrata la più compatibile con la mia precedente esperienza, nonostante la non trascurabile distanza. Inoltre le informazioni preventivamente acquisite sono state tutte concordi nel descrivermi in termini positivi la situazione. Sono trascorsi ormai tre mesi dall’inizio delle lezioni, quali problemi ha dovuto affrontare? Prima di tutto, il problema della progressiva entrata in vigore della riforma della scuola che per il primo ciclo dell’istruzione (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di 1º grado) è, si può dire, a pieno regime. Per certi aspetti mi ha giovato molto la precedente esperienza non strettamente legata all’attività di insegnamento. Lo sforzo iniziale è stato quello di capire lo stile operativo già in essere, nel tentativo - che spero riuscito - di inserirmi senza forzature, ma anche senza rinunciare al personale metodo di lavoro. Un mix di continuità e discontinuità, insomma. Vogliamo scendere un po’ nei particolari? Personalmente mi sono sempre sforzato, per indole personale, di prestare molta attenzione ai rapporti umani, a rispettare le persone prima ancora delle norme. È una questione di scelta di

vita. Gli impegni prioritari, nella presente circostanza, sono il coordinamento del personale docente e non docente, la socializzazione delle informazioni, l’atteggiamento di ascolto per cogliere esigenze e bisogni. Nei confronti di tutti, alunni e genitori in primo luogo. La scuola è in movimento… quali gli aspetti della riforma Moratti particolarmente impegnativi? Innanzitutto l’esercizio, diretto e indiretto, dell’autonomia con tutte le problematiche connesse sul piano amministrativo-gestionale, pedagogico-didattico e organizzativo. Basti pensare alla diversa modalità nel programmare gli interventi educativi mediante processi fortemente personalizzati e alla preparazione/complessità degli strumenti di valutazione, in primo luogo il portfolio delle competenze dell’alunno. A questo proposito preciso che sono stati già costituiti appositi gruppi di lavoro, sia a livello di istituto tra docenti di varie discipline che a livello provinciale tra dirigenti scolastici. E’ bene ricordare anche un fattore di forte dimensionamento dell’autonomia: la scarsità delle risorse economiche che impediscono di nominare supplenti per assenze fino a cinque giorni con la conseguente necessità di dividere gli alunni tra le classi. Ed ora alcune risposte telegrafiche: come sono i rapporti con i genitori? Di reciproco rispetto e stima con conseguente valorizzazione dei rispettivi ruoli ... e con le Amministrazioni comunali? Sono caratterizzati da una buona disponibilità di fondo nei confronti della scuola, con tutti i problemi che gli stessi comuni devono affrontare e risolvere in un periodo difficile per tutti. Autonomia e riforma... più luci o ombre? Luci e ombre, dipende dallo spirito con cui vengono affrontati i problemi ai vari livelli. Definisca con quattro parole per i nostri lettori il clima che si respira, oggi, nella scuola. Impegno, complessità, collaborazione e progettualità. C’è da lavorare per tutti. Buon lavoro. D.V.

Dal gruppo alpini L’anno volge al termine e per gli alpini si è giunti agli ultimi appuntamenti della stagione. La notte di Natale dopo la Santa Messa di mezzanotte aspettiamo tutti all’uscita di chiesa a prendere un caldo bicchiere di thè o di cioccolata! Non mancate nemmeno al “Buielo alpino”, presso la baita, il pomeriggio del giorno dell’Epifania. Domenica 15 gennaio è fissato il primo

appuntamento del nuovo anno sociale 2006, con la festa del tesseramento ed il pranzo sociale. Invitiamo i soci e gli amici a rinnovare l’iscrizione all’associazione versando la quota sociale in occasione dei due appuntamenti che abbiamo sopra citato! Il Gruppo Alpini porge a tutti i lettori de “L’Alpone” i migliori AUGURI DU BUONE FESTE!


L’ALPONE 3

Appello di don Luciano Costalunga

Una casa focolare per i bambini del Venezuela La struttura ha bisogno di essere riedificata

Padre Luciano Costalunga con i piccoli ospiti della casa-focolare da lui fondata.

Un missionario non va mai in ferie: questo è quanto spontaneamente ti viene da pensare quando si incontra Padre Luciano Costalunga

che, in Italia per un breve periodo di riposo, non fa altro che parlare dei suoi poveri lasciati in Venezuela e bisognosi di molte cose. La “Casa hogar” (casa focolare) che porta il suo nome e che è intitolata al paese di San Giovanni Ilarione, è stata da lui fondata per dare un tetto ad alcuni ragazzi rimasti orfani o abbandonati, in seguito alla terribile alluvione che nel dicembre del 1999 ha fatto migliaia di vittime. Grazie all’aiuto di tante persone generose, soprattutto di San Giovanni Ilarione, dalla fine del 2000 la casa è diventata un vero e proprio rifugio per una trentina di ragazzini che altrimenti sarebbero letteralmente sulla strada, pronti ad ingrossare le fila, già numerose, della piccola malavita locale. Dopo 5 anni però l’abitazione, che mostra gravi cedimenti alle pareti e alla struttura generale, deve essere completamente ricostruita, perché rischia seriamente di crollare e di mettere in pericolo la vita delle stesse persone che ci vivono. Il progetto è impegnativo, ma un missionario non può certamente prendere spavento per queste cose, cosicché ecco il nuovo appello lanciato ai suoi compaesani: chiedere, a tutti coloro che possono, di dare il loro “granito de arena”, cioè il proprio granello di sabbia, che unito al contributo di tante altre persone diventerà importante per il rifacimento della casafocolare. “Ho piena fiducia nella Provvidenza precisa Padre Luciano - che si fa presente attra-

Sale e Pepe: “Da Fiaschetto trippe e letto” Il sipario è appena calato, ma l’intera sala riecheggia ancora delle risa degli spettatori. Ho dovuto venire qui, fino a Tregnago, per assistere ad una delle dieci e più trasferte che la compagnia teatrale Sale e Pepe ha fatto per presentare la nuova commedia “Da Fiaschetto trippe e letto”, scritta da David Conati e diretta da Luciano Prando. Fino a Tregnago, ma ne è proprio valsa la piena... La rappresentazione, ripartita in due atti, è una vivace e frizzante commedia tinta di giallo e recitata in dialetto. La scena si svolge interamente nell’albergo della famiglia Fiaschetto, dove s’intrecciano mille equivoci, sicari, emissari della mafia, amori e beghe famigliari, in un esplosivo mix che tiene inchiodata l’attenzione degli spettatori fino all’ultima battuta, con un repertorio di irresistibili gag e sorprendenti colpi di scena. Costumi e scenografia, come in tutte le

altre commedie già rappresentate, sono il frutto del duro e paziente lavoro di tutti i membri della compagnia, che in pochi mesi sono riusciti ad allestire un’ambientazione semplice quanto efficace. Ricordare gli sforzi, le lunghe ore di prove e le fatiche che si nascondono dietro un’attività del genere può aiutarci ad apprezzare meglio questo lavoro artistico, condotto da persone che credono fermamente nel teatro e, probabilmente, anche nella sua forza di unione e coesione. È un’altra, riuscita prova del nostro locale gruppo teatrale, che per due ore riesce ad intrattenerci e a svagarci, a farci sorridere e divertirci, a dimenticare, anche se solo per un po’, le mille tensioni e i problemi che ci aspettano là fuori... E non è poco, in questo periodo! ALESSANDRO SPADILIERO

CAMPOFONTANA - Selva di Progno (VR)

S. Natale 2005 PRESEPIO VIVENTE nella contrada Roncari Sabato 24 dicembre Ore 21,00 Santa Messa cantata. Al termine della S. Messa inizieranno e attività del Presepe con l’arrivo di Giuseppe, Maria e l’asinello. Domenica 25 dicembre Ore 21,00 Sfileranno i pastori col gregge accompagnati da i “Mastri Zampognari” alternati da canti della tradizione natalizia. Lunedì 26 dicembre Ore 21,00 Si attenderà l’arrivo dei Re Magi annunciati da squilli di trombe. La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica Augurandovi buone e sante feste vi aspettiamo riscaldando l’atmosfera con vin brulé

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verso tante persone generose del mio paese”. La speranza è quella di portare a 50 il numero dei ragazzi ospitati nelle nuova struttura, salvandoli così dalla galera. Per questo ha coniato un significativo slogan che, in estrema sintesi, fotografa perfettamente la situazione: “Un metro di costruzione della casa focolare è una cella in meno di un carcere per il domani”. E se qualcuno gli fa osservare che 50 ragazzi recuperati sono solo una goccia nel mare dei milioni di giovani che sono sulla strada, lui con candore ribadisce il concetto che importante intanto è seminare, nella speranza che poi ognuno di questi 50 ragazzi possa fare altrettanto, moltiplicando quindi all’infinito le possibilità di fare del bene in futuro. La logica di un missionario che si affida alla Provvidenza Divina sfugge a qualsiasi calcolo tipicamente economico e diventa un invito ad ogni cristiano perché questa stessa Provvidenza trovi mani e braccia pronte a mettere in pratica quanto richiesto. Chi volesse accogliere questo invito, può fare riferimento a Mario Fochesato, tel. 0457465960. Il grazie riconoscente di Padre Luciano a tutti coloro che risponderanno al suo appello viene fatto dalle stesse pagine de “L’Alpone”, unito ai complimenti per i vent’anni di vita del giornale che aggiunge il religioso - porta un po’ di San Giovanni Ilarione nelle case di tutti i paesani sparsi per il mondo intero. DARIO BRUNI

UN RICORDO A FABIANA... La tragedia che ha colpito la nostra piccola comunità nella notte tra l’1 e il 2 ottobre scorso è stata sicuramente molto scioccante. Sì perché, alla notizia dell’inaccettabile scomparsa di una nostra giovanissima compaesana, noi tutti siamo rimasti sconcertati, incapaci di trovare un sensato perché a questa morte, tutt’altro che sensata. Fabiana era conosciuta da tutti in Paese per la sua semplicità e simpatia e nessuno di noi è stato in grado di accettare l’idea della sua mancanza e di farsene una ragione. Durante la sentita cerimonia di cordoglio, un cospicuo numero di persone ha voluto accostarsi all’immane dolore della famiglia con la presenza; lo stesso hanno fatto i coetanei di Fabiana che si sono raccolti facendosi forza l’un l’altro. Al termine della cerimonia è stato magnificamente intonato il canto dell’Ave Maria e, in quel momento così toccante, pochi sono riusciti a trattenere le lacrime. Ora però, io penso che l’unica cosa da fare sia ricordare Fabiana per quello che è stata, per quello che ci ha dato, per i suoi sorrisi e per i bei ricordi di lei che ognuno di noi ha riposto nel profondo della propria mente. Grazie Fabiana, rimarrai sempre nei nostri cuori! UN COETANEO ANDREA L.

Cooperativa Monscleda: Sos Alzheimer Nel 1988 nasceva a Montecchia di Crosara, la Cooperativa di Solidarietà sociale Monscleda (antico nome del paese in epoca medioevale) con finalità assistenziali, riabilitative, educative rivolte alla persona e con operatività sul piano sociale, ricreativo, culturale e formativo. La sua attività ha avuto inizio con l’apertura di un Ceod (centro educativo occupazionale diurno) per persone diversamente abili. Ma, intanto, altri bisogni si presentavano con altrettanta urgenza: primo fra tutti la necessità di rispondere a situazioni di disagio mentale esistenti nel nostro territorio e nei paesi limitrofi. È nata così nel 1999 la Comunità psichiatrica residenziale “Il Fuoric’entro” che usufruisce di uno stabile concesso dall’amministrazione comunale, allora guidata dal dott. Delio Vicentini. Altri significativi interventi: il servizio domiciliare per anziani, il trasporto per disabili, il servizio mensa. In quest’ultimo periodo si sono avuti contatti con l’associazione Alzheimer Italia di Verona, perché si è osservato che il nostro territorio non ha mai avuto informazioni su questo argomento. Dopo un nutrito scambio di idee con il responsabile dott. Paolo Ferrari, si è deciso di colmare la lacuna... procedendo per gradi. Nel mese di ottobre è stata indetta una riunione ristretta e di carattere pratico per progettare la linea di intervento, mentre il 4 novembre si è tenuto un incontro con la presenza di assessori ai servizi sociali, parroci, e altre persone dei comuni di Vestenanova, S. Giovanni Ilarione, Montecchia e Roncà. Erano presenti la psicologa dell’associazione, dott.ssa Alessia Mai, e la Signora Paola Piccolboni di Illasi, volontaria. Il dott. Ferrari, consigliere provinciale dell’associazione, ha illustrato patologia, difficoltà, coinvolgimenti, sofferenze, speranze connesse con questa malattia indicando anche una linea operativa che prevede incontri ristretti in ognuno dei 4 Comuni. A Montecchia (presumibilmente nella prossima primavera) in una pubblica assemblea medici esperti dell’Alzheimer e responsabili dell’Ulss spiegheranno come affrontare la malattia e quali mezzi e strategie il famigliare può attivare. Successivamente, sempre in stretta collaborazione con l’associazione Alzheimer Italia di Verona, la Cooperativa organizzerà un corso di formazione per operatori sociali, medici, volontari, famigliari e badanti, sul modello di quelli che di solito vengono organizzati in città.

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Ultima tappa di questo percorso potrebbe essere l’apertura dì uno “sportello Alzheìmer” a cui le famiglie potranno rivolgersi per avere notizie e suggerimenti. Quest’ultima iniziativa dovrebbe trovare una collocazione ideale presso la nuova struttura “Le Querce” (centro polifunzionale di servizio agli anziani) che la cooperativa Monscleda sta ristrutturando a Roncà in collaborazione con il Comune e di cui avrà la gestione. Da qualche anno il consiglio di amministrazione sta lavorando intorno a questo progetto, condiviso dai sindaci dei 4 comuni del nostro territorio, inserito nel piano di zona e ora all’ultima tappa di verifica presso l’Ulss. Siamo alla ricerca dei finanziamenti da parte degli enti preposti. Il Comune di Roncà metterà a disposizione della cooperativa lo stabile in comodato gratuito e a stretto giro cominceranno i lavori di ristrutturazione. La cooperativa nel frattempo è impegnata a prepararsi alla gestione ma soprattutto desidera che la popolazione del territorio sia al corrente dell’iniziativa, ne conosca l’importanza, le difficoltà, le finalità al fine di conoscere e condividere l’iniziativa per la sua buona riuscita. GIUSTINA DALLA FINA PRES.TE “MONSCLEDA”

Il 2006 sarà un anno particolare per la parrocchia di Castello, in quanto ricorrerà il bicentenario della posa della prima pietra della chiesa attuale. L’evento è importante per tutto il paese di San Giovanni Ilarione, perché storicamente la chiesa è stata, per quasi un secolo (fino alla costituzione della parrocchia di S. Caterina in Villa), la sede parrocchiale di tutto il territorio comunale. Per dare il giusto risalto all’appuntamento si stanno approntando alcune iniziative, la prima delle quali riguarda un depliant illustrativo improntato sulla chiesa stessa, che verrà pubblicato per la prossima primavera. Nel frattempo, sono ben accetti suggerimenti e proposte (possibilmente concreti e realizzabili...).

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ATTI E ATTERELLI

Nuovi operatori ecologici Nuove assunzioni per la manutenzione del parco nella parrocchia di Castello. Onde evitare che la vegetazione spontanea prendesse il sopravvento, il parroco Don Adriano ha ben pensato di chiedere l’aiuto di due volontari barbuti per la cura delle piante e del sottobosco. Un caloroso ringraziamento alle due caprette che ci stanno dando il loro prezioso aiuto…

A PROPOSITO DI ANNIVERSARI… L’Associazione Pro Loco ringrazia vivamente tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione della Settantesima Sagra delle Castagne, ricordando che solo grazie al loro prezioso contributo è possibile l’organizzazione di eventi di tale portata. È, infatti, tramite gli sponsor del libretto della sagra che si coprono i maggiori costi riguardanti gli intrattenimenti e le varie esibizioni. Naturalmente un particolare ringraziamento va anche alla nostra Amministrazione Comunale che ci sostiene con un contributo economico che, ahimè, da solo non basta. Ringraziando tutti i commercianti e gli imprenditori che si dimostrano così sensibili alle diverse iniziative, rinnoviamo l’invito a sostenerci anche a coloro che per vari motivi non hanno saputo contribuire. Ricordo che la Pro Loco opera per il bene e gli interessi di tutta la comunità cercando di valorizzare al meglio il territorio nella sua complessità, e favorendo tutte le attività artigianali e le produzioni locali. San Giovanni è ottimo produttore di vino, formaggio, miele, ciliegie e molti altri prodotti che per merito e grazie all’impegno di ognuno di noi arricchiscono la nostra realtà, non solo economicamente. Grazie di cuore a tutti. VALERIA GECCHELE Presidente

Il richiamo della montagna Avvistamento importante nel parco della Lessinia presso la parete Basaltica in via Niselli, dove un giovane camoscio passeggia, per il momento indisturbato, da alcune settimane, forse tradito dalla particolare somiglianza della parete rocciosa con il suo habitat naturale di alta montagna. Speriamo che il nostro amico riesca presto a ritrovare la strada di casa senza fare alcuno spiacevole e rumoroso incontro lungo il cammino… Augurandoci che l’arrivo di questo splendido e nobilissimo animale sia di buon auspicio per le feste Natalizie, lo salutiamo con affetto.

RASSEGNA DEI PRESEPI Durante il mese di Dicembre nelle contrade del paese verranno allestiti diversi presepi all’aperto: ogni cittadino e ogni nostro ospite è invitato a visitarli. Nelle case delle famiglie che partecipano all’iniziativa troverete cordialità e ospitalità. Per una miglior informazione prego gentilmente le persone impegnate nella realizzazione della rassegna, di comunicare al più presto il luogo preciso in cui sarà allestito il presepe telefonando al numero 045 74 65 752 così avremo modo di fare al più presto un opuscolo esplicativo con l’elenco completo delle contrade e di tutti i Presepi coinvolti. Un caloroso Grazie e buon lavoro a tutti! L’ASSOCIAZIONE PRO LOCO

Verona ringrazia

Arena di Verona. Festivalbar 2005. È stata una bellissima serata per molti ragazzi. L’anno prossimo hanno riferito che verranno anche le loro mamme. Appuntamento per il 2006.

Carnevale 2006 Domenica 26 Febbraio 2006 per le vie di San Giovanni Ilarione siete invitati a partecipare alla Grande Sfilata dei Carri che come ogni anno animeranno la più bizzarra delle feste… Quando adulti e bambini si divertono a giocare mascherandosi e divertendosi nei modi più strampalati cercando di stupire e meravigliare in tutti i modi chi ci sta accanto, con scherzi e trucchi da saltimbanco… A Carnevale… ogni scherzo vale! Quindi state bene attenti. Tutto può accadere durante la festa che celebra la follia per le strade di tutto il mondo!!! La sfilata inizierà dalla Piazza Aldo

Siamo un gruppo di anziani che settimanalmente si trovano al Centro Anziani Mazzini della nostra 6ª Circoscrizione del Comune di Verona. Tale Centro è animato, in accordo con la Circoscrizione, dall’associazione FEVOSS, Federazione dei Servizi di Volontariato Socio Sanitario che opera sul territorio dal 1987 in favore di persone sofferenti e sole. Lunedì 10 ottobre 2005, in occasione della 70ª SAGRA DELLE CASTAGNE di S. Giovanni Ilarione, accompagnati dagli animatori Fevoss, Angela e Antonio, siamo arrivati alle ore 10 in piazza “Aldo Moro” con il pullmino messo a disposizione dall’associazione. Ad accoglierci erano presenti l’assessore Gambaretto ed altre gentili persone che ci misero subito a nostro agio facendoci visitare la Mostra dell’artigianato locale e disponendo un piacevole ristoro a base di “assaggini” di formaggio “Monte Veronese”, un banco di caldarroste appositamente preparato per noi e un buon bicchiere di frizzantino. Abbiamo seguito poi con interesse la dimostrazione pratica di come si fa il formaggio, eseguita dal maestro casaro Gugole Dario. Abbiamo gradito molto l’omaggio dei libretti e del giornalino “L’Alpone” certamente utili per conoscere il vostro bel paese, la sua storia e tutte (e sono tante) le attività che voi sapete svolgere. Ringraziamo la Pro Loco di S. Giovanni Ilarione, il prof Dario Bruni per il suo prezioso interessamento e l’assessore Gambaretto per la bellissima giornata trascorsa: ne porteremo sempre il ricordo. Ci auguriamo di ritornare anche il prossimo anno. IL GRUPPO ANZIANI E GLI ANIMATORI FEVOSS

Moro alle ore 14.00 circa, vi aspettiamo con tanti nuovi carri e originali maschere, non mancate. Come sempre in palio ci sono vari premi non solo per il carro vincitore della sfilata, ma anche per tutti i partecipanti. A premiare i migliori carri le nostre maschere tradizionali: Mastro Ciliegia e Sora Castagna. (Qualunque coppia fosse interessata a proporsi nei ruoli è pregata di comunicarlo ad un membro della Pro Loco al più presto possibile…) Buon divertimento! LA PRO LOCO

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Coro “El Biron”: festa dopo la paura Il camposcuola di IIIª media Poteva essere una strage il 26 settembre 2004, quando in un pauroso incidente venivano coinvolti alcuni partecipanti della corale “El Biron” mentre si recava a San Bonifacio per partecipare alla commemorazione ufficiale di tutta la vallata dei caduti di Nassirya. Al di là di ogni giudizio di carattere politico, il nostro coro, in tale occasione, ha subito risposto all’invito di portare un messaggio di pace e democrazia al popolo irakeno. In tale circostanza appunto, all’altezza di Monteforte d’Alpone un’auto di coristi veniva violentemente urtata con il conseguente ferimento, in modo serio, di tre occupanti. Proprio per questo il 26 novembre u.s., in occasio-

ne del ristabilimento fisico dell’ultimo incidentato, il coro ha voluto ringraziare il Signore con una messa solenne per lo scampato pericolo, animando la cerimonia con la preghiera e canto. Poi tutti a cena insieme, mentre la prima neve manteneva viva l’atmosfera di cordialità ed amicizia. L’esperienza del coro rappresenta una scuola di musica e di vita, di impegno contornato dalla soddisfazione di sentirsi un po’ utile agli alri. Ed allora chi può, chi desidera impegnarsi, chi vuol sentirsi meno solo si unisca al Coro “El Biron” e sarà certo di iniziare un’esperienza straordinaria che merita assolutamente di essere vissuta. Gianni Sartori

Un grazie “speciale rivolto a Dio”

Noi, i ragazzi dello zoo dell’Alpone

La dea bianca annuncia la dea bianca Un’ altra mattina è cominciata, in questo nostro ridente villaggio di collina, in riva all’Alpone. I negozi aprono come al solito, le fabbriche chiamano gli operai, tentati da Cuba. E L’Arena attende tutti i bene informati dagli scaffali targati Millenium o Damini. La solita capatina al bar adottato, il solito caffé e le solite chiacchiere superflue per riempire il tempo, che annoia da morire. E tutti aspettano un pettegolezzo da condividere, o magari, da inventare, se proprio uno è così disperato. Ma, questa mattina, L’ Arena, offre a tutti un gustoso aneddoto, per le orecchie dei villeggianti di Sangio. Droga. Tema succulento: abbastanza eccitante e abbastanza utile per farci apprezzare quella monotonia che si è rivelata la nostra vita.

Ci saranno quelli che sfoggeranno la comprensione dell’ultima ora, correlata da una lacrima aromatica, o quelli che, recitando il monologo di chi ha qualcos’altro da fare, commenta con un “Auguri” distratto, rivolto all’immaginario protagonista dell’avvenimento scioccante. O chi invece non si stupisce... quando si tratta di qualcun’altro. E poi, arriva il supporto di parole dolci alle famiglie, cui è toccata la sfortuna. Quale sia la sfortuna in tutto questo, non si sa: la faccenda della droga o il figlio? Rimarrà un mistero. I genitori tifano per i genitori, i figli per il figlio maledetto. E lui, adolescente confuso, si guarda intorno, alla ricerca di una posizione che gli si addica. Ed è così, che gli ascolti del tg di Telenuovo

subiranno un’impennata, alla spasmodica ricerca di più informazioni da acquisire; di immagini da immortalare, da associare, poi, alla vittima tossicodipendente di turno. A fine tg, si va a letto. Chi con informazioni dettagliate; chi, perso il tg rivelatore, eccitato di conoscere 1’indomani al bar, in fabbrica o al supermercato, le novità dai conoscenti. E così, un’ altro giorno è terminato nel nostro ridente villaggio di collina, in riva all’Alpone. Mentre le ultime luci si spengono con la preghiera della sera, in cui si è ringraziato Dio per il buon figliolo che ci si ritrova per le mani, una disposizione in righe geometriche e strani fumi aspettano noi, giovani ragazzi dello zoo dell’Alpone, in cantina, per il consueto appuntamento con la Dea Bianca; nella speranza che riporti noi, vittime del consumismo globale, a

quella eterea ed immortale tradizione dei nostri padri pellegrini ilarionesi e dei paesi confinanti, di buoni consumatori e trafficanti di polvere; distinguendoci per la targhetta DOC, propria di questa zona: fertile ai prodotti non convenzionali. Già, immagino la platea dei genitori che mi legge, mentre snocciolo idee. “Bisogna favorire la reintegrazione di questi giovani...”. Cenni d’assenso da parte dei genitori offrire alternativa “un sì convinto, gridato da una madre”? Inserirli nel gruppo dei coetanei... “Vedo facce dubbiose...”. Facendo intervenire i vostri stessi figli adolescenti per costruire coesione giovanile!!! Non sento urla; non sento schiamazzi. Porgo l’orecchio destro... poi il sinistro... la platea è deserta. ROBERTA COSTANTINI

I cugini Allegri di San Giovanni Ilarione, si incontrano per la prima volta nella loro vita con i cugini Allegri di Roques Signe Francia.

Ti ringraziamo Signore per averci fatto passare questi splendidi giorni in compagnia dei nostri amici, con la gioia nel cuore e, spesso e volentieri, il sorriso sulle labbra. Grazie a questo campo con il tema “io pittore della mia vita” abbiamo cominciato a comprendere e a vedere i nostri diversi aspetti (positivi e negativi), a vedere l’altro sotto diverse luci e a esaminare con attenzione, senza pregiudizi. Abbiamo capito che l’amicizia è come un albero che pian piano dà i suoi frutti, e che questi frutti saranno buoni se noi daremo le nostre azioni col cuore. Ti ringraziamo Signore per il tuo aiuto e sostegno in ogni momento della nostra vita. Dopo la fatica per arrivare in questo splendido posto ci siamo divertiti insieme, abbiamo condiviso momenti felici ma anche tristi, emozioni, situazioni, sentimenti.

Con i vari giochi ci siamo legati di più tra noi, abbiamo conosciuto persone che prima non credevamo potessero essere così. E durante la camminata ci siamo divertiti, e sarà un bel ricordo che ricorderemo volentieri. Ci siamo uniti contro ciò che non ci piaceva, ci hanno fatto litigare per farci capire cosa significhi essere amici, e poi abbiamo fatto pace perché, in fondo, non è uno stupido gioco che conta. Sarà un’esperienza che ci segnerà (spero) e che ricorderemo con il sorriso: stare alzati insieme per vedere l’alba o andare a dormire stremati dalla stanchezza, tutto questo ci è stato donato e noi ne siamo riconoscenti. Grazie dai tuoi figli I RAGAZZI DI III MEDIA DI S. GIOVANNI IL. CAMPOSCUOLA AD ALLEGHE

Camposcuola ragazzi classi 1988-89-90 agosto 2005 Fare esperienze è il modo con cui i giovani si possono preparare ad affrontare la vita adulta, infatti ogni esperienza permette loro di mettersi alla prova confrontandosi con situazioni e realtà nuove e a noi adulti permette di verificare fino a che punto i valori in cui li abbiamo cresciuti sono entrati a far parte del loro essere e agire. L’esperienza del campo-scuola è orientata quindi a vivere quanto sopra detto, oltre a far riflettere su specifiche e fondamentali esperienze. Quest’anno abbiamo affrontato la tematica del limite. Limiti e regole non come qualcosa di negativo, ma al contrario in quanto ci permettono di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. La nostra scelta è stata a favore di chi vive “nel limite del presente, e quindi nel pieno della vita” contro chi vive “senza limiti, senza futuro e quindi senza felicità”. Questa scelta è maturata attraverso il lavoro di riflessione nel campo-scuola che si è svolto a Passo Brocon sopra Castello Tesino (TN). Con ben 32 ragazzi delle superiori, tre cuoche, 5 animatori e don Adriano, per 6 giorni (dal 25 al 30 agosto) abbiamo trascorso insieme momenti indimenticabili e sereni. Attraverso riflessioni, discussioni e giochi c’è stato il tempo di conoscersi meglio e capire che quanto noi vediamo

spesso come limite non è nient’altro che il segnavia della strada che siamo chiamati a percorrere per vivere al meglio la nostra vita. Fare esperienza dei limiti sia personali che della realtà, e da essi imparare a fare scelte mature e responsabili. Sì perché la responsabilità di quanto facciamo ci aiuta a essere noi stessi in ogni momento e ci permette di non diventare schiavi dei fatti degli avvenimenti che ci accadono. Schiavi delle norme che siamo chiamati a fare nostre, non per rimanere statici, ma per aiutarci a crescere, come possono essere le regole della convivenza civile e i comandamenti che ci sono stati dati dalla fede. Tematiche, attività, mansioni quotidiane e giochi che ci hanno accompagnato nella vita del campo che come sempre è passato in un attimo. C’è stato anche qualche giorno di freddo che ci ha fatto sentire ancora più uniti e vicini. Come il Sole arrivato gli ultimi giorni che durante la camminata lungo il “Trodo dei Fiori” ci ha riscaldato e ci ha permesso di ammirare le meraviglie del creato quali la Marmolada e le Pale di S. Martino. Un Sole che i ragazzi hanno portato a casa sulla pelle, a testimonianza della loro luminosità interiore e della grande energia che li caratterizza. DON ADRIANO

50º anniversario attività Ristorante “Bice” Venerdì 30 dicembre 2005 - ore 20.00 RISOTTO PER TUTTI!!!

I nostri giovanotti ultra 60 enni presso la colonia di Ceriale nel mese di agosto. La colonia è consorziata con il nostro comune e con altri comuni della provincia di Verona.


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L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE INFORMA dal Consiglio comunale

Lottizzazione residenziale

Servizi e Associazionismo comunale Le amministrazioni comunali di Montecchia di Crosara, Roncà, San Giovanni e Vestenanova, sulla scorta di un decreto legislativo che risale all’anno 2000 hanno deciso di stipulare una convenzione allo scopo di svolgere in modo coordinato alcune funzioni e servizi. In particolare la gestione congiunta dei servizi di manutenzione stradale: taglio di siepi e alberature, pulizia delle cunette, ripristino dei manti stradali e la rimozione della neve. Oltre che di una maggior funzionalità nell’espletamento degli interventi che si renderanno necessari, le quattro amministrazioni potranno fruire anche di consistenti interventi da parte della regione Veneto che, nell’erogazione dei fondi, ha scelto di privilegiare le unioni di comuni e non le strutture singole. Capofila della “rete” è stato designato all’unanimità il comune di Montecchia di Crosara. La convenzione che ratifica l’accordo avrà la durata di cinque anni dalla data della sottoscrizione e, alla scadenza, potrà essere rinnovata per un uguale periodo. I comuni convenzionati assicureranno le risorse umane, strumentali e finanziarie occorrenti alla gestione dei servizi nella misura annualmente concordata, mentre la gestione dei servizi sarà assicurata dal comune capofila che potrà avvalersi anche di personale dipendente dagli altri tre comuni. Qualora, tuttavia, si rendesse più economica e funzionale la realizzazione dei servizi potrà essere delegata dal comune capofila agli altri comuni firmatari dell’accordo.

Gli eventuali investimenti per l’acquisto dei mezzi ed attrezzature saranno effettuati dal comune capofila con spese a carico delle quattro amministrazioni, in proporzione al numero degli abitanti. In caso di recesso di uno dei comuni nulla sarà rimborsato mentre, alla scadenza o in caso di scioglimento dell’unione, i mezzi e le attrezzature saranno poste in vendita e il ricavato ripartito tra gli enti in proporzione alla partecipazione sugli investimenti. Per verificare l’andamento dell’accordo, oltre che per definire programmi e interventi, i quattro sindaci si incontreranno almeno una volta all’anno. Da una prima ricognizione dei mezzi disponibili è stata rilevata l’assoluta carenza di attrezzature da parte delle singole amministrazioni. In particolare risultano mancanti attrezzi polivalenti per lo sfalcio e le manutenzioni stradali. Con assoluta priorità dovranno essere acquistate due trattrici da 100 HP dotate di lama, braccio decespugliatore e rimorchio ribaltabile trilaterale per un costo complessivo di 230.000,00 euro. A carico dei comuni, tuttavia, graveranno 46.000,00 euro poiché i restanti 184.000,00 euro saranno erogati dalla Regione Veneto. Il presente accordo costituisce - è opinione diffusa - un punto di partenza nel rapporto di collaborazione tra i comuni della medio-alta vallata dell’Alpone, allo scopo di operare ulteriori risparmi e di migliorare efficacia ed efficienza dei servizi alle popolazioni.

Riservato a chi ha compiuto il sessantesimo anno di età Elenco dei soggiorni climatici nei vari periodi, convenzionati con il nostro comune. Chi fosse interessato si metta in contatto con l’assistente sociale, Cristina Zanfretta, telefonando al numero 045 6550444. Località Tenerife Sharm el Sheikh Laigueglia Djerba Tour “i luoghi della fede” Salsomaggiore (PR) Fiavè (TN) Levico (TN) Boario Terme (BS) Ossana (TN)

Cesenatico Cattolica Viserbella Cervia Rimini

Ceriale

Rodi Ischia Monastir

Struttura Turno hotel 3 stelle unico hotel 4 stelle unico hotel 3 stelle unico hotel 4 stelle unico hotel 3 stelle unico hotel 3 stelle unico hotel 3 stelle unico hotel 3 stelle unico hotel 3 stelle unico hotel 3 stelle 1º 2º 3º 1º 2º hotel 3 stelle 3º 4º 5º hotel 3 stelle unico hotel 3 stelle unico hotel 3 stelle unico 1º hotel 3 stelle 2º 3º 1º 2º 3º casa di vacanze 4º 5º 6º 7º 8º hotel 3 stelle unico hotel 3 stelle unico hotel 4 stelle unico

Periodo 15/01 - 29/01 29/01 - 12/02 18/02 - 04/03 12/03 - 26/03 08/04 - 14/04 02/05 - 17/05 21/06 - 05/07 01/07 - 15/07 01/07 - 15/07 24/06 - 08/07 08/07 - 22/07 22/07 - 05/08 01/06 - 15/06 15/06 - 29/06 29/06 - 13/07 22/07 - 05/08 28/08 - 11/09 11/06 - 25/06 18/06 - 02/07 28/08 - 11/09 18/06 - 02/07 21/07 - 11/08 01/09 - 15/09 30/05 - 13/06 13/06 - 27/06 27/06 - 11/07 11/07 - 25/07 25/07 - 08/08 08/08 - 22/08 22/08 - 05/09 05/09 - 19/09 10/09 - 24/09 08/10 - 22/10 04/11 - 18/11

testi di DELIO VICENTINI

Utenti pr. 45 50 75 50 50 100 45 130 70 70 70 70 60 140 140 50 110 80 50 50 150 50 50 90 105 105 105 105 105 105 80 70 70 30

È stato approvato il piano di lottizzazione residenziale in località Scandolaro su una superficie totale di 11.903 metri quadrati, di cui 7.212 in ambito. La ditta lottizzante si impegna a cedere gratuitamente all’amministrazione comunale 133 mq di parcheggio e 190 mq di verde pubblico per un totale di 323 mq. A spese della ditta lottizzante verranno eseguite le seguenti opere di urbanizzazione primaria: le strade con relativi spazi di sosta e parcheggio e segnaletica stradale, le fognature per acque bianche e nere, la rete di approvvigionamento idrico, la rete di distribuzione dell’energia elettrica per uso privato, la rete di distribuzione del telefono, del gas e dell’illuminazione pubblica per un controvalore di 108.270,68 euro. Le opere dovranno essere iniziate entro un anno e ultimate entro 3 anni dal loro inizio. Successivamente il comune procederà al collaudo con spese a carico della ditta lottizzante.

dalla Giunta comunale

Informatica e privacy Entro il 31 dicembre prossimo dovrà essere adottato il regolamento sulla privacy e sulla sicurezza di quanti utilizzano, nell’espletamento delle funzioni istituzionali, i mezzi telematici in dotazione agli uffici comunali. Contestualmente si dovrà procedere anche all’adeguamento della rete informatica e all’acquisto di un apposito apparecchio per la distruzione dei documenti. La spesa globale prevista ammonta a 27.000,00 euro.

Condono edilizio L’istruttoria delle pratiche di condono per abusi edilizi, realizzati entro il 31 marzo 2003 verrà affidata a un professionista esterno e sarà finanziata dagli introiti che i richiedenti saranno chiamati a versare. I costi delle istruttorie delle pratiche di condono vengono, come di seguito, definiti: - per le pratiche che non richiedono anche il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in sanatoria: 220,00 euro; - per le pratiche di condono che richiedono anche il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in sanatoria: 350,00 euro. Nell’un caso e nell’altro gli importi indicati sono comprensivi di 50,00 euro per diritti di segreteria.

Mensa di Castello E’ stata rinnovata la convenzione tra l’amministrazione comunale e l’Associazione Castello per la gestione del servizio di mensa per gli alunni della scuola media “M. Marcazzan” e delle scuole primarie di Castello e del capoluogo. L’associazione Castello provvederà alla preparazione e alla somministrazione dei pasti, sulla base di apposite tabelle dietetiche definite dal Responsabile del Settore igienico dell’A.S.L. 20, servendosi di personale di cucina in possesso dei prescritti requisiti igienico-sanitari.

Allo scopo di integrare le rette mensili a carico delle famiglie degli utenti, l’amministrazione comunale interverrà con un contributo annuo pari a 18.604,00 euro, da erogare in due rate: il 40% entro fine marzo e il restante 60% a fine aprile 2006. A carico del comune graveranno invece le spese relative alla fornitura di luce, acqua e gas, oltre alla manutenzione degli utensili. Entro il mese di luglio 2006 l’ente gestore della mensa presenterà al comune un dettagliato rendiconto economico.

Scuolabus gratuito Con recente provvedimento è stato esteso alle famiglie degli alunni “diversamente abili con problemi gravi” l’esonero dal pagamento del servizio di scuolabus. In tal senso è stato modificato l’art. 22 del tit. III, capo II del vigente Regolamento comunale, riguardante la disciplina delle agevolazioni per la fruizione dei servizi municipali, adottato con delibera consiliare n. 23 del 19 giugno 2003.

Contributi ad Associazioni Tenuto conto del fatto che si tratta di gruppi di volontariato che operano senza scopo di lucro e che l’attività dagli stessi svolta è finalizzata allo sviluppo socio-culturale e alla promozione umana della comunità, per l’esercizio finanziario 2005, sono stati erogati alle associazioni di seguito elencate i contributi a fianco delle stesse indicati: - Associazione A.N.T.E.A

Euro 100,00

- Associazione A.N.C.R

103,00

- Associazione paracadutisti

100,00

- Comitato sagra di Castello

650,00

Alla Pro Loco, che ha organizzato tre particolari iniziative a carattere turistico e promozionale sono stati erogati i sotto specificati contributi: - Euro 600,00 per un concerto di fisarmoniche, a Castello, il 6 agosto 2005; - Euro 3.000,00 per il concorso “Elezione di Miss e Mister Lessinia 2005”, in piazza Colonna, il 28 agosto 2005; - Euro 500,00 per un concerto di musica country, a Boarie, il 3 settembre 2005.


L’ALPONE 7

Progetto preliminare per l’asilo nido

Programma triennale dei lavori pubblici

Ammonta a 609.490,47 euro la spesa complessiva per la ristrutturazione e l’ampliamento di alcuni locali della scuola materna “Papa Lucani” da destinare ad asilo nido per bambini di età inferiore ai tre anni. Il progetto preliminare, predisposto dal responsabile dell’Area tecnica, geometra Maurizio Bacco, e approvato dalla Giunta comunale, è stato inoltrato alla Regione Veneto per il previsto finanziamento.

Come richiesto da un Decreto ministeriale del 9 giugno scorso è stato predisposto il programma triennale dei lavori pubblici 2006/2008 che prevede la realizzazione delle opere di seguito elencate e per gli importi a fianco indicati: AI SENSI DELL’ART. 14 COME SUCC. MOD. E INTEGR.

Consolidamento frane Approvato il progetto esecutivo per il consolidamento di movimenti franosi in località Vandini. Il progetto preliminare era stato predisposto, e approvato con precedente deliberazione del febbraio 2004, in seguito al dis-

sesto idrogeologico causato dalle abbondanti piogge del periodo febbraio-marzo dello stesso anno. La spesa globale ammonta a 60.000,00 euro e sarà finanziata con contributo provinciale (Delibera della Giunta provinciale 168/2004).

Mercato Cerasicolo 2005 La Pro loco, che aveva avuto dal comune l’affidamento della gestione del mercato cerasicolo anche per l’anno 2005, ha presentato il previsto rendiconto economico che si riporta integralmente.

RENDICONTO MERCATO DELLE CILIEGIE ANNO 2005 Il mercato delle ciliegie è stato aperto mercoledì 22 giugno 2005 ed è stato chiuso domenica 24 luglio 2005 per un totale di giorni 33. Casse convenute sul mercato 10.441 per 10 kg. netti l’una = 104.410 kg. di ciliegie pesate durante tutto il periodo del mercato. Blocchetti usati per la raccolta del plateatico n. 7. Totale entrate di € 0,15 per ogni cassa di ciliegie vendute sul mercato: CASSE N. 10.441 X 0,15 = € 1.566,13 SPESE:

DESCRIZIONE INTERVENTO

€ €

363,00 420,00

469,92

TOTALE 1.252,92

€ 300.000,00

€ 300.000,00

€ 0,00

CAMPO DA CALCIO LOC. BELUI

€ 080.000,00

€ 160.000,00

€ 0,00

€ 0,00

FOGNATURE

€ 450.000,00

€ 050.000,00

€ 200.000,00

€ 200.000,00

€ 1.500.000,00

€ 500.000,00

€ 500.000,00

€ 500.000,00

ASILO NIDO

€ 610.000,00

€ 250.000,00

€ 360.000,00

€ 0,00

BITUMATURA STRADE URBANE ED EXTRAURBANE

€ 700.000,00

€ 300.000,00

€ 200.000,00

€ 200.000,00

ALLARGAMENTO STRADA VIA ALLEGRI

€ 110.000,00

€ 110.000,00

€ 0,00

€ 0,00

CIMITERO DEL CAPOLUOGO (OPERE DI COMPLETAMENTO)

€ 250.000,00

€ 0,00

€ 250,000,00

€ 0,00

CASE POPOLARI

€ 300.000,00

€ 0,00

€ 300.000,00

€ 0,00

AMPLIAMENTO SCUOLE

€ 200.000,00

€ 0,00

€ 100.000,00

€ 100.000,00

SISTEMAZIONE STRADA COMUNALE CASTELLO-RANFANI

€ 140.000,00

€ 0,00

€ 140.000,00

€ 0,00

AMPLIAMENTO PONTE LOC. MANGANO

€ 155.000,00

€ 0,00

€ 075.000,00

€ 80.000,00

PALESTRA

€ 867.950,00

€ 467.950,00

€ 400.000,00

€ 0,00

SISTEMAZIONE STRADA COMUNALE DEI CALIOTTI

€ 130.000,00

€ 130.000,00

€ 0,00

€ 0,00

ILLUMINAZIONE CONTRADE

€ 250.000,00

€ 150.000,00

€ 100.000,00

€ 0,00

€ 6.442.950,00

€ 2.431.950,00

ZONA INDUSTRIALE ED ARTIGIANALE IN LOC. BOARIE

Tassa scarto

30,00

Tassa mercato

1.536,15

TOTALE ENTRATE

1.566,13

TOTALE USCITE

1.252,92

AVANZO ECONOMICO

313,21 Il Presidente VALERIA GECCHELE

€ 2.925.000,00 € 1.080.000,00

elenco annuale 2006 DESCRIZIONE INTERVENTO

RICERCA IDRICA E POTENZIAMENTO ACQUEDOTTI

ENTRATE

Stima dei costi del programma Iº Anno IIº Anno IIIº Anno

RICERCA IDRICA E POTENZIAMENTO ACQUEDOTTI € 600.000,00

TOTALE

Compenso di € 11,00 al giorno al responsabile del mercato per un totale di giorni 33 Spese di vigilanza e tempo extra dedicato al mercato Compenso aggio sulle riscossioni al personale studentesco occupato per la pesatura 30%

Costo totale opera (6)

Importo annualità

Costo totale opera Finalità (6)

Conformità URB AMB

Priorità (4)

Stato prog. Trim/Anno Trim/Anno approvata (5) Inizio Lavori Fine Lavori

€ 300.000,00

€ 600.000,00

COP

1

I)

2/2006

3/2006

CAMPO DA CALCIO LOC. GELUI

€ 180.000,00

€ 180.000,00

MIS

2

D

3/2006

412006

FOGNATURE

€ 50.000,00

€ 450.000,00

COP

1

D

2/2006

4/2006

ZONA INDUSTRIALE ED ARTIGIANALE IN LOC. BOARIE

€ 500.000,00

€ 1.500.000.00

3

P

4/2006

2/2007

ASILO NIDO

€ 250.000,00

€ 610.000,00

MIS

3

I)

4/2006

2/2007

BITUMATURA STRADE URBANE ED EXTRAURBANE

€ 300.000,00

€ 700,000,00

MIS

2

P

3/2006

1/2007

ALLARGAMENTO STRADA VIA ALLEGRI € 110.000,00

€ 110.000,00

MIS

2

P

3/2006

4/2006

€ 467.950,00

€ 867.950,00

COP

3

D

4/2006

2/2007

SISTEMAZIONE STRADA COMUNALE DEI € 130.000,00

~ 130.000,00

MIS

p

4/2006

2/2007

ILLUMINAZIONE CONTRADE

€ 250.000,00

COP

P

4/2006

1/2007

PALESTRA

€ 150.000,00

3

€ 2.437.950,00 € 5.391.950,00

Corsi musicali per i giovani

Inaugurazione della nuova viabilità, taglio del nastro con la presenza del presidente della FOTO CORRADINI Provincia professor Elio Mosele e altre autorità.

Tra il C.D.M.I. (Centro Didattico Musicale Italiano) e l’amministrazione comunale è stata stipulata una convenzione in base alla quale, previo versamento di 100,00 euro, vengono concessi in uso la sala civica “M. Rumor” e il locale attiguo alla biblioteca civica per lo svolgimento di corsi di fisarmonica, organetto, chitarra, pianoforte e tastiera elettronica. Le lezioni si tengono il martedì dalle 14.00 alle 21.00 presso la sala attigua alla biblioteca e il lunedì e giovedì, dalle 13.30 alle 20.30, presso la sala civica. La convenzione scadrà il 30 giugno 2006.


L’ALPONE 8

VIAGGIO COMMEMORATIVO IN ALBANIA E GRECIA

I partecipanti al pellegrinaggio ripresi sul ponte di Perati, Calvario degli Alpini.

Non si sono ancora affievolite le immagini e le emozioni del viaggio in terra di Russia effettuato nel 2003 che nel settembre scorso, dal 17 al 25, è stato organizzato un altro viaggio commemorativo dall’Albania a Cefalonia, ripercorrendo in parte le località toccate da alpini, fanti, artiglieri, finanzieri, carabinieri, marinai e altri servizi durante il secondo conflitto mondiale. Nella prima parte del viaggio si percorre l’Albania partendo da Durres (Durazzo) alla

capitale Tirana, Elbasan, Pogradec (sul lago di Ohrid – Ocrida), Korce (Coritza per gli italiani); passando poi da Erseke e Leskovik si giunge per il momento più atteso ed emozionante al fiume Vojussa e al ponte di Perati. Di questo ponte sono rimaste le due testate: una sulla sponda albanese e l’altra su quella greca. Nei pressi della testata sul suolo albanese viene celebrata una funzione religiosa con la presenza del gagliardetto di 6 gruppi alpini e

viene spontanea la canzone alpina “Sul ponte di Perati”: “… alpini della Julia in alto i cuori sul ponte di Perati c’è il tricolore …” quanto mai appropriata in questa circostanza dalla fine della guerra sul fronte greco – albanese. Risulta che siamo stati il primo gruppo di alpini ed amici a visitare i resti del ponte. Si prosegue percorrendo parte della valle della Vojussa attraverso Permet, Kelcyre (Klisura), Tepeleni (con alla sinistra il gruppo del Golico). Viene visitata la cittadina di Gjirokaster (Argirocastro - patrimonio mondiale dell’ UNESCO) e Sarande, concludendo il viaggio in Albania. Nella seconda parte del viaggio si passa in Grecia e attraverso Ianina, sul lago medesimo, Preveza, Patrasso e Killini si giunge a Cefalonia con il traghetto. Questa isola non va ricordata o visitata esclusivamente per gli orrendi eccidi che sono stati compiuti dall’esercito tedesco nei confronti della Divisione “Acqui”, che ha avuto 1315 caduti in combattimento, 5325 tra sottoposti a esecuzione sommaria in massa sui campi di battaglia e fucilati presso San Teodoro e 3000 scomparsi in mare, per l’affondamento di tre navi, ma anche per il suo mare limpido, cristallino, le sue spiagge, le sue bellezze naturali (come il lago sotterraneo di Melissani e la grotta di Drogarati) e l’ospitalità della gente. Nei pressi del capoluogo Argostoli, dove sorge il monumento alla Divisione Acqui viene concelebrata una funzione religiosa da don Sergio Didonè, Presidente della Fondazione don Carlo Gnocchi, e da padre Severino Trentin, sacerdote vicentino, Parroco della chiesa cattolica di San Nicola in Argostoli e

curatore del Museo della Divisione Acqui. Con lui vengono visitati altri luoghi ove vennero effettuate delle fucilazioni in massa di soldati ed ufficiali, come la “casa rossa”, il faro di San Teodoro, una fossa naturale dove vennero gettati parte di 136 ufficiali fucilati e successivamente buttati in mare, Troianata (con 631 fucilati), il Santuario di San Gerasimo, vicino a Valsamata, e il ponte di Kimonico (vicino alla baia di Mirtos con uno stupendo colpo d’occhio), ove fu distrutto in combattimento quasi un intero battaglione ed altri luoghi. Il corpo del comandante della Divisione Acqui, Gen. Antonio Gandin, fucilato, non fu mai ritrovato. A conclusione di questo breve resoconto, e quale riflessione, si riporta la dedica di Alfio Caruso, autore di: “Italiani dovete morire” Cefalonia, settembre 1943: il massacro della divisione Acqui da parte dei tedeschi. Un’epopea di eroi dimenticati: “AI GIOVANNI, SALVATORE, FRANCESCO, ANTONIO, GUGLIELMO, PIETRO, MARCELLO, VINCENZO, ENRICO, AMEDEO, BENEDETTO, MARIO, ORAZIO, GIORGIO, ARMANDO, ALDO, GIUSEPPE, BRUNO, LUIGI, FERDINANDO, CARLO, GIULIO, EUGENIO, MICHELE, GUIDO, ALFONSO, LUCIANO, A TUTTI QUEI RAGAZZI DI VENTI E TRENT’ANNI CHIAMATI SULL’ISOLA DI CEFALONIA A SCEGLIERE TRA LA VITA E L’ONORE. SCELSERO L’ONORE SACRIFICANDO LA VITA PER UN’ITALIA CHE DAPPRIMA LI ABBANDONO’ E POI LI HA CANCELLATI.” GUIDO GECCHELE

Notizie dal C.A.V. I volontari del Centro Aiuto alla Vita formulano i migliori auguri di Buon Natale e sereno Anno Nuovo ai redattori de “L’Alpone”, a tutti i lettori e alle loro famiglie. L’ augurio si rivolge in particolare ai giovani che frequentano gli ultimi tre anni delle Superiori e l’Università. In occasione del bando del XIX Concorso Europeo del Movimento per la Vita, rivolgiamo loro la parola straordinaria di papa Giovanni Paolo II, al quale è dedicato il Concorso intitolato “La prima sfida è quella della Vita”. Roma, Anno Santo del 2000.. .“Nel Duemila è difficile credere? “. Sì, è difficile. Non è il caso di nasconderlo. E’ difficile, ma con l’aiuto della grazia è possibile. “In realtà è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna”. Per informazioni sul Concorso, per il quale sono previsti premi molto interessanti, potete rivolgervi al Centro di Aiuto alla Vita. Recapito tel. 349-5376803.

Cortellazzo (VE) il 25 settembre 2005. La famiglia Damini coglie l’occasione per ritrovarsi a trascorrere una giornata in allegria al ristorante della cugina “Bianca”.

ORI L L A I L G Complimenti vivissimi da parte della redazione a: Sandra Faccio, laureata in Scienze Giuridiche presso L’Université degli Studi di Verona il 19 ottobre 2005, laurea breve. Panato Roberto, laureato in Architettura presso la Facoltà degli Studi di Venezia. Laurea breve. Alessandro Pandolfo, laureato in Ingegneria Informatica presso la Facoltà di Ingegneria di Padova. Laurea breve. Cristiano Colalto, dottore in Farmacia presso l’Università degli studi di Padova il 25 ottobre 2005. Silvia Beschin, laureata in Lingue per il Turismo manageriale presso l’Università degli studi di Verona, il 29 giugno 2005. Fabiana Camponogara, Università degli Studi di Verona, Facoltà di Medicina e Chirurgia, corso di laurea in Fisioterapia, 10 novembre 2005.

Foto ricordo del pellegrinaggio ad Assisi, Cascia, San Giovanni Rotondo, Lanciano. Dal 15-18 settembre Scorso.

IL TENNIS A S. GIOVANNI ILARIONE: UNA REALTÀ Anche quest'anno il Tennis Club ha portato a termine la stagione con l'organizzazione del Torneo di S. Giovanni Ilarione, oramai divenuto un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati della zona. Il torneo, giunto alla 23ª edizione, ha visto ai nastri di partenza 32 partecipanti provenienti non solo dalla Vallata d’Alpone (San Giovanni Ilarione, Vestenanova, Montecchia, Monteforte, San Bonifacio), ma anche dalla Val d’Illasi e dalla Vallata del Chiampo (San Pietro Mussolino, Chiampo, Arzignano). Dopo 3 settimane di battaglia sui 2 campi di cui dispone il Club, l'epilogo ha visto come protagonisti per l'ennesima volta la punta di diamante del tennis a S.Giovanni, Damini Aristide, e Piubello Francesco di Castelcerino. Per il terzo anno consecutivo si è riproposta la stessa finale e Aristide si è confermato vincitore anche quest’anno, dopo lo splendido trionfo dell'anno scorso che aveva interrotto il lungo digiuno di vittorie del torneo da parte dei giocatori di casa nostra. Il titolo del torneo di consolazione, che viene effettuato in parallelo al torneo principale e raccoglie tutti i giocatori perdenti del primo turno, è andato a Pasqualini Emanuele di Vestenanova, che ha avuto la meglio sul presidente del ns. Club, Andriolo Luca. Durante le settimane del torneo, svoltosi principalmente di sera, il Tennis Club ha sempre offerto ristoro a tutti coloro che assistevano agli incontri. Come da tradizione i partecipanti, accompagnati da parenti e amici (in totale oltre 50 persone!), si sono dati appuntamento alla cena di fine torneo, presso il ristorante Suan, nel corso della quale si sono svolte le premiazioni e si è festeggiato in compagnia la fine della stagione tennistica. E’ importante sottolineare che il Tennis Club di S. Giovanni propone ogni anno ad adulti e ragazzi molteplici occasioni per avvicinarli alla pratica di questo sport, offrendo la disponibilità di 2 campi da gioco con diversa superficie (importante opportunità se si considera che solo trasferendosi a S. Bonifacio o ad

Arzignano si trova una simile alternativa). Nel mese di maggio infatti la stagione tennistica si apre con il Torneo dell’Amicizia, che vede il club impegnato con i circoli di Castelcerino, Montecchia e Illasi in quattro domeniche di sport e divertimento. Inoltre in estate vengono svolti corsi di tennis per tutti grazie alla presenza di un maestro, corsi che culminano con l'organizzazione del torneo per ragazzi durante la Festa dello Sportivo. A tutto questo c'è da aggiungere che dal prossimo anno l'Istituto Comprensivo di S.Giovanni Ilarione tornerà a collaborare con il Tennis Club per offrire agli studenti delle scuole la possibilità di praticare questo sport, passo importante per poter dare una più ampia scelta sportiva ai ns. ragazzi. A partire dal mese di marzo infatti il Club entrerà nelle scuole organizzando, con l’ausilio di due maestri, un corso di 10 ore per tutti coloro che vorranno avvicinarsi al gioco del tennis, con il desiderio e la volontà da parte nostra di instaurare un rapporto sempre più stretto di collaborazione fra il nostro circolo e il mondo della scuola. Ricordando che per mettersi in contatto con il club c'è una bacheca all'ingresso degli impianti sportivi con tutte le informazioni e i riferimenti telefonici necessari, il Tennis Club di S. Giovanni augura a tutti buone feste.


L’ALPONE 9

Nella vecchia fattoria...

Mamma Nina con el musseto appena arrivà.

Non si tratta solo di una vecchia canzone degli anni ’60 e che tutti abbiamo canticchiato, ma le voci e le emozioni in essa contenute vengono riproposte dalla intraprendenza e dall’amore verso la passata tradizione da Vincenzo Mainente, via Mainenti, o meglio “dal Dindio de Categnan”. È una zona amena, circondata dalla cerchia naturale dei monti di Castelvero, Bolca e Vestenanova, ove tutto ancora profuma di naturale e genuino. Qui in una stalla attrezzata 10 mucche garantiscono ottimo latte, ma quello che attira l’attenzione è l’annesso recinto, all’interno della cui staccionata 8 asinelli, due puledrini, brucano l’erba e il fieno ed accorrono subito al richiamo del padrone per una manciata di biada o una carota. L’ultimo “fiocco azzurro” è stato esposto il

29/05/2005, con la nascita di Melesio, un mussetto vispo e giocherellone, che costringe la madre Nina a seguirlo nelle sue scorribande. Fanno compagnia agli asini due pecore dal vello nero che si sono perfettamente integrate in quella strana società. Perché tutto questo? La passione per gli animali dei nipotini Mattia ed Alex è stata la molla che ha fatto scattare l’intera operazione, poi ti affezioni ed ecco il risultato. Quando passi o ti muovi, ti seguono come bambini, ti riconoscono dalla voce, cercano la carezza. Vincenzo con la moglie Carmela Beschin è orgoglioso di tutto questo. È un tuffo nel passato, un fermarsi nella vorticosa corsa della vita moderna. Questo contatto diretto con la natura si presta magnificamente a visite didattiche da parte dei nostri bambini, forse un po’ troppo “robotizzati” dai mass-media, per poter gustare e scoprire dal vivo la natura circostante. Il bucolico quadretto si svolge sotto lo sguardo amoroso della “Madona del moraro”, una statuina della Santa Vergine acquistata al santuario del Frassino e posta ad una certa altezza sulla biforcazione di un moraro (gelso), per sottolineare che tutto è dono di Dio. Quella del contadino è una vita certamente impegnativa, che ti costringe a confrontarti con eventi a volte non prevedibili, ma ti fa sentire protagonista, parte integrante ed attiva del mondo circostante. GIANNI SARTORI

La scuola dell’infanzia “Papa Luciani” al circo “Moira Orfei” 31 ottobre. Ore 12.00 circa. Giornata grigia, satura di umidità, ma, nonostante le condizioni atmosferiche avverse, piazza Aldo Moro è gremita di 300 persone tra adulti e bambini in partenza per Milano, tutti euforici per lo spettacolo che aspettavano: il circo di Moira Orfei. Quest’anno il progetto educativo della scuola dell’infanzia si intitola “Giocandolo e la girandola dei 5 sensi”. Il protagonista è un simpatico pagliaccio che con giochi, canzoni, balli e canti fa divertire i bambini e insegna a loro molte cose interessanti sui 5 sensi, le stagioni, gli animali e tanti tanti altri argomenti. Da qui la scelta di portare i bambini ad un vero circo, per vedere i veri clow, gli animali che danno spettacolo, gli equilibristi, il mangiafuoco, i trapezisti. Dobbiamo ammettere che l’accoglienza è delle migliori. Ci lasciano la possibilità di scegliere i posti a noi più graditi e dopo un po’ di attesa lo spettacolo ha inizio: alcuni clow si esibiscono nelle loro scenette, appaiono poi 5 cammelli con splendidi ornamenti orientali che si esibiscono in marce e intrecci. Poi arriva “Zorro” che fa ballare a ritmo di musica il proprio stallone, fanno spettacolo 5 o 6 tigri un po’ capricciose e infine i maestosi elefanti che hanno costruito la classica piramide. Più di una volta il nostro cuore si è ferma-

to durante le esibizioni degli animali e soprattutto si resta meravigliati nel vedere il feeling che si instaura tra uomo e animale. Durante l’intervallo, oltre a poter fare delle foto con un pappagallo o un coniglio accompagnati da simpatici clown, ci danno la possibilità di visitare l’esterno del circo, dove sono ospitati gli animali nello loro gabbie e di assistere ad uno spettacolo di getti d’acqua che si alternano a tempo di musica. Poi è la volta di mangiafuoco che dopo aver bevuto 4 litri di kerosene sputa fuoco, gli equilibristi sulla fune, i trapezisti che con una serie di piroette e doppi salti mortali volteggiano nell’aria. Ad un tratto il cielo grigio è diventato blu con tante stelle luminose ed è apparso ai nostri occhi un grande castello gonfiabile sorretto da alcuni elefanti. Entrano poi delle stupende ballerine con ali luminose e infine un calesse con sopra Moira Orfei. Tutti danzano accompagnati dall’orchestra Orfei per il gran finale. Al centro del Circo ritornano tutti i protagonisti di uno spettacolo così meraviglioso e magico che fa sognare non solo i più piccini ma anche mamme e papà. Il circo è un favola, per noi è divenuta realtà e la serberemo per sempre nei nostri ricordi più belli. MAURA SPADIGLIERO

La Banda Musicale G. Verdi Montecchia di Cr. e S. Giovanni Il. ospite a Lussemburgo

Il gruppo posa soddisfatto dopo la splendida esibizione sulla Place d’Arme a Lussemburgo.

La Banda G. Verdi è stata ospite a Luxemburgo della “2ª Marathon Musical International pour fanfares orchestres” a Lussemburgo dall’8 all’11 settembre. È stata una bella esperienza. Il gruppo musicale si è ben distinto musicalmente confrontandosi con le dieci bande presenti, quattro italiane e il resto europee, sia nel concerto in Piazza d’Armi, sia nella sfilata in un paese in periferia in occasione della festa del vino. Sabato sera si è conclusa la maratona con una cena di “palato” francese, offerta dal comune di

Luxemburgo, con ben 500 commensali all’interno di una grande sala del palazzo delle feste. Durante la cena si è svolta una degustazione di vini francesi tra i quali, ottimo, il pinot grigio. Nel tempo libero abbiamo visitato la città e incontrato con grande piacere degli amici emigrati che attraverso il giornale salutiamo e ringraziamo ancora: le signorine Posenato Sabbadoro e Tomba di Vestenavecchia. Questa esperienza è stata positiva sia nel senso musicale che turistico. Un grazie va agli organizzatori e agli amici accompagnatori della Banda, perché ci hanno sostenuto con la loro presenza in quella parte del mondo, tanto, per certi aspetti, diverso dal nostro. A.G.

Vestenanova: festa del sacerdozio Sfidando la calura estiva, domenica 31 luglio scorso la popolazione di Vestenanova si è stretta attorno a quattro sacerdoti nativi del paese, che celebravano rispettivamente i 60 anni di sacerdozio (don Aldo Zerbato, diocesano), i 55 anni (don Antonio Grolli, diocesano), i 40 anni (don Lorenzo Colombara, francescano) e i 25 anni (don Angelo Rugolotto, salesiano). Ma con i quattro hanno concelebrato anche altri del paese: don Giuseppe Rugolotto, salesiano, don Angelo Zordan, diocesano e p. Lorenzo Gaiga, comboniano senza contare il parroco, don Flavio Miotti e don Cesare Ciaman, salesiano, che ha tenuto l’omelia. E stata una festa intima, sentita, animata dalla Corale che ha eseguito pezzi di pregio, durante la quale i festeggiati e la popo1azione hanno ringraziato il Signore per il dono del Sacerdozio e per quello della famiglia che, se è fondata sulla legge del Signore, diventa sorgente di vocazioni sacerdotali e religiose Attorno all’altare c’era anche un pezzo di mondo. Tra i festeggiati, infatti, c’erano due missionari e altri due facevano corona. P. Colombara, è stato missionario in Africa e in Brasile; don Angelo ha portato il messaggio di Cristo in Libano e in Israele. Ora si prepara ad affrontare il difficile mondo del Sudan dove vige il fondamentalismo islamico. Diventerà un esperto in dialogo. Ma anche i sacerdoti diocesani che hanno animato le comunità con gioioso sacrificio per tanti anni, nel silenzio e affrontando le contraddizioni del nostro tempo, non sono meno degni di ammirazione. Ognuno di essi ha servito il Signore e i fratelli in diverse parrocchie fino a consumare l’esistenza. Nell’immaginetta-ricordo che è stata distribuita risaltava la frase presa da San Paolo (1 Cor. 9,16) “Guai a me se non evangelizzo”. L’urgenza di evangelizzare, sia nel mondo missionario e sia

Al centro mons. Andrea Veggio vescovo ausiliare di Verona gentilmente presente agli anniversari di sacerdozio.

nel nostro mondo che sta perdendo la fede per tornare al paganesimo, diventa ogni giorno più coinvolgente per tutti missionari diocesani e fedeli. Alla fine della Messa c’e stata la visita inaspettata di mons. Andrea Veggio, ausiliare del vescovo di Verona, con due suoi sacerdoti. Tornando dalla celebrazione dell’Avoto di Sprea, ha fatto tappa a Vestenanova per salutare i festeggiati, distribuire i doni che la parrocchia aveva preparato per loro e per salutare la popolazione. Vestenanova ha sette giovani in seminano che si preparano a diventare sacerdoti. Il Vescovo ha ricordato e ha invitato tutti a pregare perché questa vena benefica di acqua zampillatne non abbia ad inaridirsi. E non si seccherà fino a quando ogni giovedi, la popolazione si stringerà attorno al suo parroco per un’ora di adorazione davanti al Santissimo esposto, per le vocazioni. In settembre ci sarà un’analoga celebrazione riservata alle religiose e ai religiosi che si daranno appuntamento nella loro magnifica chiesa per lodare il Signore e ringraziarlo. P. LORENZO GAIGA

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L’ALPONE 10

NZE A I N O M TESTI

Luigia Marcazzan, la serenità dello spirito

Superando l’antico arco che ti introduce nella contrà delle Boarie, non puoi non sentirti coinvolto dal fascino atavico di questa località, con il cortile lastricato a pianta rettangolare ampio quasi come un campo di calcio, con la fontana e il lavatorio in centro, con i maestosi archi per il deposito del materiale e degli attrezzi, con tutte le abitazioni, ordinate e distinte che si affacciano su di essa. In una di queste case vive, arzilla e serena: Luigia Marcazzan. Esile e slanciata, un volto sorridente incorniciato da argentei capelli, rappresenta la figura ideale della nonna buona delle fiabe, che tutti i bambini vorrebbero avere, anche se di solito tutte le nonne sono brave. Ci accoglie sorridendl ed accetta volentieri di far quattro chiacchiere. Nasce proprio alle Boarie il 30.7.1918, da Aristide e Maria Mrcazzan, matrice Boarie d.o.c. Dopo quattro fratelli, Albino, Leone, Antonio e Giovanni, arriva Luigia e precede di poco Pellegrina, nata nel 1921. Strano ma vero, frequenta l’asilo dalle suore a Villa e tutti la chiamano la “Gigetta” perché la più piccola. Qui passa tre anni e trasmigra poi alle elementari, prima “dai Dignani” e poi in corte Vandin, in “casa de Angi Vandin”, per terminare infine la classe quinta nel nuovo edificio “Stefani”, quattro anni con la maestra Adele Peruzzi e con Angelo Dignani, persona molto seria ed umana. Torna all’asile dalle suore per imparare il ricamo e a lavorare a maglia, per prepararsi per quello che sarà il suo principale scopo nella vita: la madre di famiglia. Naturalmente bisogna lavorare i campi, tanti campi, i quali, se da un lato costituiscono una fonte di ricchezza economica, dall’altro richiedono tanto impegno e fatica. Papà e fratelli decidono di dotarsi di trattore molto presto, forse i primi in paese. Questa lungimiranza in campo agricolo risulta fondamentale quando i fratelli vengono chiamati in guerra e solo grazie a questo nuovo mezzo i campi continuano a produrre. L’incontro con il futuro marito avviene così, per caso o, meglio, quasi per inerzia. Silvio Marcazzan infatti, alpino fresco reduce dalla guerra con ben 7 anni di grigioverde e con sulle spalle le campagne di Francia, Grecia, Russia per finire poi prigioniero in Germania abita di fronte a lei, a 100 metri di distanza; con la casa che si affaccia sul cortile. Il fatidico sì viene pronunciato il 9 febbraio 1948, alle ore 10,00 del mattino, con l’arrivo

in chiesa dell’allegro corteo per poi tornare subito alle Boarie, ma questa volta in cima alla contrà, proprio dove abita adesso. È un matrimonio felice: arrivano Rita, Lidovina, Teresa, Lino, Imelda, e Bertilla ed infine Giorgio. Nella nuova famiglia non va male, anche se la casa paterna disponeva di maggiori mezzi. Tuttavia si va avanti. I figli crescono, Rita va subito a servizio, tutti gli altri nelle fabbriche del paese; il tenore di vita migliora. Tutti si sposano, si formano una propria famiglia, la maggior parte in San Giovanni, altri nella provincia di Verona, solo Rita si è accasata in quel di Modena.. Dal 1952 al 1956 emigra a Pressana,a lavorare nei campi, per poi rientrare definitivamente a San Giovanni. “Semo partii con el canfin (lampada a petrolio) e a Pressana ghe gera la corente elettrica. Quando semo tornai alle Boarie ghemo tirà fora ancora el canfin” sbotta ridendo Luigia alludendo al fatto che a San Giovanni l’Enel ha amplificato l’intero servizio di erogazione elettrica solo nel 1964. Nel 1990 Silvio, alpino del 1915, muore e Lidovina si ferma a tener compagnia alla mamma, anche se nel 2003 si arrende pure lei al matrimonio rimanendo, tuttavia ad abitare con la mamma garantendone l’eventuale assistenza. La nostra Luigia, occhi azzurri, intelligenti e riflessivi, incarna quella saggezza contadina che accomuna un po’ la storia del paese nel XX secolo: lavoro, onestà, sacrificio, fiducia in Dio. Qualche domanda volante, alla quale non si sottrae: – È stato difficile il mestiere di mamma? Come sono le ragazze di oggi? – Ho faticato a tirar su una famiglia numerosa, tuttavia non c’è paragone alcuno con il tempo attuale. Non vorrei proprio avere figli piccoli oggi. Pretendono troppo, i pericoli sono tanti. Ho sempre accolto ogni nuova vita con gioia ed esultanza, pur nelle difficoltà economiche, forse non ci era neppur concesso di lamentarci o contestare, ma eravamo serene, ci godevamo i nostri figli, la nostra famiglia. Veder crescere la mia famiglia è stata la cosa più bella della mia vita. – Il momento più pericoloso? Inspira profondamente, chiude gli occhi, e poi esclama: – Certamente lo scontro tra partigiani e Tedeschi al ponte Facchin di Montecchia: io sono stata testimone oculare, a non più di 10 metri di distanza, episodio che ha portato morte da entrambe le parti e il successivo incendio per rappresaglia del paese di Montecchia. – Sogni nel cassetto? – Proprio nessuno. Nel cassetto invece c’è tanta lana da trasformare in calze da mandare al Centro aiuto vita, è il suo modo di rendersi ancora utile agli altri. Luigia non ha mai avuto pretese nella sua lunga esistenza, mai desiderato qualche cosa di eccentrico o di importante, ha sempre chiesto la pace e l’armonia per la famiglia e per il mondo ed ora il Signore l’aiuta a vivere appunto in quella serenità per la quale ha sempre pregato. Gianni Sartori

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INFLUENZA AVIARIA Da parecchio tempo sentiamo parlare di influenza aviaria e di una ormai sempre più prossima emergenza sanitaria che dovrebbe sconvolgere l’umanità. Vorrei contribuire con queste righe a fare un po’ di chiarezza sull’argomento, dopo che i media, involontariamente o meno, hanno contribuito a creare una opinione ampiamente distorta del problema. Numerosi sono gli esperti che quotidianamente contribuiscono, per esigenze giornalistiche, a generare disinformazione o, nel peggiore dei casi, allarmismo circa la salubrità dei prodotti di origine avicola attraverso le più diverse vie quali il classico servizio di apertura del telegiornale, condito con le immagini degli ormai soliti due polli malconci, le parole proferite dalle menti elette che popolano i buoni salotti televisivi, gli articoli pubblicati sui quotidiani locali e nazionali e perfino le dichiarazioni rilasciate da sindaci e dirigenti di società sportive. Non bisogna certo generalizzare, ma la maggior parte delle notizie che ci sono pervenute non hanno più valenza e fondamento scientifico di quelle proferite dal classico improvvisato “espertone” da bar. Poco importa se titolate società scientifiche si impegnano in modo importante da molto tempo per fornire comunicati stampa a tutti i principali media italiani: la notizia deve risultare catastrofica e magari anche giovare a qualche grossa azienda direttamente coinvolta in queste fasi di allerta mondiale. La situazione mondiale allo stato delle cose (potrebbero incorrere variazioni nel periodo di tempo che corre dalla stesura alla pubblicazione) si presenta con una situazione epidemica di relativa gravità in Asia, causata da virus influenzale aviario H5N1 ad alta patogenicità, ed invece una situazione europea ed americana dove per il momento esiste esclusivamente un rischio di possibile diffusione. Tutto questo, ovviamente, senza che si sia ancora verificata la tanto temuta evenienza della “mutazione” del virus tale da fargli acquisire potenzialità di trasmissione diretta da uomo ad uomo, che sarebbe l’unico vero evento in grado di dare luogo alla tanto temuta e troppo menzionata “pandemia influenzale”. Non basta infatti che un virus influenzale aviario H5 o H7 infetti l’uomo per dare inizio ad

MEDICINA I calcoli biliari I calcoli sono corpuscoli solidi con dimensioni che vanno da meno di un millimetro a qualche centimetro che si formano nella cistifellea ossia in una piccola vescica localizzata alla base del fegato che ha la funzione di raccogliere la bile per versarla nell’intestino durante la digestione. Spesso durante questa funzione calcoli di piccolissime dimensioni possono passare dalla cistifellea al lume intestinale senza particolari problemi. Quando pero’ le dimensioni dei calcoli sono tali da ostruire il canalino di drenaggio della bile si scatenano le coliche. Queste si manifestano con dolore acuto al fianco destro accompagnato spesso da nausea e vomito. Può talvolta comparire anche una lieve colorazione gialla delle mucose e colorito scuro nell’urina (ittero). La diagnosi di calcolosi biliare, sospettata dal medico al momento della visita, deve essere confermata da una ecografia dell’addome, esame semplice nella sua esecuzione ma di grande aiuto per una corretta diagnosi. Un grande aiuto puo’ venire anche da alcuni semplici esami di laboratorio che rivelano eventuale difficoltoso funzionamento del fegato o presenza di infezioni. Abitualmente la colica si risolve, con l’aiuto anche di alcuni faramci antidolorifici in tempi variabili: da alcuni minuti a poche ore. In qualche caso può andare incontro a com-

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una grave epidemia influenzale tra le persone. La possibilità che si possa verificare una mutazione in grado di dare luogo ad una pandemia è molto rara e necessiterebbe di un periodo di molti anni e della stretta concomitanza di fattori esterni (la convivenza tra animali ed uomo, la presenza di altri animali, ecc.), situazioni che gli organismi mondiali preposti stanno tenendo sotto controllo. Bisogna inoltre chiarire che le persone andate incontro a morte negli stati asiatici, a seguito di infezione con il tanto nominato virus H5N1, sono un numero molto basso e spesso a seguito di comportamenti o circostanze molto particolari e comunque a seguito di contatti ripetuti con animali vivi infetti. E’ importante ricordare che la situazione sociale, le tecniche di allevamento e l’efficienza dei servizi veterinari nelle zone asiatiche rappresentano elementi fondamentali nel favorire una rapida e facile diffusione del virus e della possibilità che soggetti umani, spesso malnutriti e immunitariamente compromessi vengano a contatto con elevate dosi infettanti del virus. La certificazione della qualità della produzione avicola italiana garantisce che la carne e le uova prodotte sono assolutamente sane ed il WHO (Worl Health Organization) ha inoltre comunicato che non è finora mai stata dimostrata la possibilità di trasmissione dell’influenza aviare tramite l’ingestione di carne avicola ed uova. Se questo ancora non bastasse, ricordiamo che il virus influenzale è distrutto già a temperature di 70° e quindi per assurdo si potrebbero mangiare senza alcuna conseguenza anche polli morti di influenza aviaria una volta cotti; ribadisco comunque che la carne e le uova commercializzate sono assolutamente prive di contaminazione, che nei paesi europei sviluppati non è presente. Alla luce di quanto qui brevemente esposto, vorrei infine esortare tutti i consumatori a continuare a mangiare pollo ed uova, perché la mala informazione non deve arrecare danni ingiustificati ad un settore, quale quello avicolo, che da tempo lavora con standard di qualità molto elevati in Italia e che rappresenta uno dei pilastri dell’economia veronese e veneta. DARIO PANDOLFO

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plicazioni: febbre con infezione della cistifellea o delle vie biliari, infiammazione del pancreas e, per fortuna molto di rado, a peritonite. Sono situazioni che, non trattate, possono andare incontro ad esito infausto. Molte persone adulte sono portatrici di calcoli asintomatici. Secondo le statistiche addirittura un terzo della popolazione al di sopra di 65 anni. Spesso la diagnosi è occasionale in seguito ad esami eseguiti per altre patologie. In questi casi l’atteggiamento del medico consiste in una prudente osservazione e nel consigliare un regime di vita che prevenga situazioni patologiche. Quando invece i calcoli danno segni della loro presenza non resta che inviare il paziente dal chirurgo per l’intervento di colecistectomia. Quasi sempre è possibile eseguire l’intervento con il laparoscopio, che, se eseguito in assenza di coliche, è scarsamente traumatizzante e richiede brevissimi periodi di degenza. In alcuni casi è possibile tentare una terapia che dovrebbe sciogliere i calcoli a base di acido chenodesossicolico. Va tuttavia proseguita per oltre un anno e controllata con periodici esami ecografici da eseguire ogni sei mesi VINCENZO MAGNABOSCO

Domenica 22 gennaio 2006 alle ore 17.00 presso la palestra comunale delle scuole medie “M. Marcazzan” a San Giovanni Ilarione: spettacolo di Danza con Energy Studio di Federico Gallo.


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Dalla Biblioteca “Ottavia Bonafin”... il punto della situazione! Da un po’ di tempo la Biblioteca non fa parlare di sé, ma ciò non equivale né ad un calo d’importanza della nostra istituzione culturale, custode di oltre 4800 opere, né al disimpegno di chi di Biblioteca si occupa. Con l’aiuto di Marco ed Angelina, il Comitato di Gestione, sempre sorretto e spronato da un’Amministrazione che in più di un’occasione si è dimostrata sensibile alle problematiche legate al suo funzionamento, continua ad operare sommessamente con idee ed iniziative che mirano ad obiettivi molto ambiziosi, ma non impossibili. Il 1 aprile 2004 è partito il Nuovo Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona: un progetto che ha messo in rete le Biblioteche di 32 Amministrazioni. Ciò permette ai cittadini di questi Comuni di usufruire di servizi bibliotecari moderni ed efficienti e di avere a disposizione, in tempo reale anche con la semplice consultazione in rete, di oltre 300.000 volumi che costituiscono il patrimonio bibliografico provinciale. Un obiettivo superbo che il Comitato si propone di raggiungere entro due anni è di aderire a tale sistema, che garantirebbe una crescita e uno sviluppo notevole per la Biblioteca permettendo anche di risolvere alcune problematiche legate alla catalogazione e all’incremento del materiale bibliografico. La nostra Amministrazione, comprendendo l’importanza di tale progetto, è propensa a gettare le basi per la sua realizzazione collaborando, se possibile, anche con altri Comuni della vallata. In vista di tale iniziativa, che necessita di molte risorse, si è ritenuto oppor-

tuno non incrementare, per quest’anno, il materiale bibliografico con nuovi acquisti: chiediamo, dunque, ai fedelissimi lettori di pazientare fino al prossimo! Ricordiamo, inoltre, che da circa sei mesi è stato approvato ed è entrato in vigore, per la nostra Biblioteca, il Nuovo Regolamento interno che consente una maggior chiarezza sulla sua funzionalità e che esplicita diritti e doveri per l’utenza. Inoltre, con l’immissione del Regolamento, si sono introdotte anche le Tessere personali che regolarizzano le iscrizioni di chi usufruisce del servizio e che riportano, a mo’ di promemoria, un estratto del Regolamento. Ci teniamo ancora una volta a ripetere, a rischio di sembrare noiosi, che quello della Biblioteca è un servizio comunale gratuito a disposizione dei cittadini. Le iscrizioni non si pagano e per prendere a prestito i libri basta impegnarsi a rispettare alcune semplici regole come non rovinare le opere che, ricordiamo, sono patrimonio pubblico e prendere a prestito non più di tre libri per volta per un massimo di un mese. Concludiamo ringraziando Daniela Sartori che con il prezioso lavoro svolto durante i mesi estivi ha riorganizzato con cura tutto il materiale presente in Biblioteca, sperando che sempre più numerosi siano i giovani volonterosi e appassionati pronti ad offrirsi per simili compiti! Un sentito grazie anche al nostro parroco don Elio e alla famiglia Allegri Rino per le cospicue donazioni librarie! COMITATO BIBLIOTECA

La scomparsa di don Luciano Ruaro In Cameroun, sua terra di missione, il 16 settembre scorso è morto all’età di 72 Don Luciano Ruaro, cappellano a Castello negli anni ’60. Lo ricordiamo attraverso l’affettuoso saluto che gli rivolge Mario Gecchele, suo allievo nel periodo in cui il sacerdote svolse il servizio pastorale nella parrocchia di San Giovanni Battista. Caro don Luciano, silenziosamente anche tu te ne sei andato allungando la lista di amici e conoscenti con cui ci siamo accompagnati nel corso del vivere quotidiano. E’ normale che più si va in là con gli anni, più abbiamo dietro di noi delle persone care che ci precedono nel grande salto verso “la miglior vita”, come si scriveva una volta nei libri parrocchiali dei morti. Ma è umanamente sconvolgente quando la lista si fa lunga e si constata con mano la finitezza della vita e la relatività di tanti nostri problemi materiali. Ci conosciamo da tanti anni, da quando giovane sacerdote, nel 1960, sei venuto nella parrocchia di San Giovanni Ilarione – Castello ad attivare il cosiddetto “seminarietto”. Ti aveva preceduto di un paio d’anni don Gaetano Bianchin, sacerdote novello, che aveva rianimato il gruppo piuttosto numeroso di ragazzi “aspiranti” dell’azione cattolica, con la sua simpatia e la sua comprensione, oltre che con la sua capacità di animatore. Fra i ragazzi alcuni dimostravano voglia di procedere negli studi, pieni di speranze e aperti a qualsiasi strada futura, ma le difficoltà di frequenza erano notevoli, poiché il paese, dopo la quinta elementare, non offriva altre possibilità di scuola. Vennero tenuti dei corsi preparatori, i cosiddetti esami di ammissione alla scuola media, con tanto di prove a San Bonifacio, e in settembre arrivasti tu, mandato dal vescovo Zinato, a fare scuola a quel gruppetto di ragazzi del paese e dintorni che dimostravano voglia di procedere negli studi. Non ho dimenticato, e qualche amico me lo ha ricordato, le lacrime di noi piccoli quando don Gaetano ci informò che, dopo soli due anni, era stato destinato altrove. Nel 1960-61 e nel 1961-62, a Castello in un’aula del patronato funzionò una prima classe di scuola media, in forma privata, con esami finali nel seminario di Vicenza: la prima media dell’intera vallata, non essendo ancora divenuta obbligatoria per legge. Alcuni di quei ragazzi hanno poi effettivamente continuato gli studi in seminario a Vicenza, uno dei quali, don Gianni Damini, è attualmente parroco in una parrocchia della Sardegna centrale; altri (ricordo alcuni: Damiano Marcazzan, Angelo De Cristan, Augusto Rossetto, Benvenuto Panarotto, Gino Cavazza, Luigi Fattori) intrapresero altri percorsi, non dimenticando mai quella esperienza di scuola attiva in un ambiente particolare. Risuonano ancora nelle mie orecchie le cantilene di rosa-rosae nello studio del latino, o le prime poesie come Rio Bo e quella molto lunga de La Battaglia di Maclodio, quest’ultima del Manzoni. Un anno indimenticabile, con la Dele, la perpetua, che preparava il pranzo per coloro che abitavano lontano dal luogo; un anno di convivenza quotidiana, di discussioni, di confronti che ci hanno matu-

L’Angolo del goloso Tachinella alla melagrana Ingredienti: 1 tachinella giovane di circa 2 kg, 100 g di pancetta affettata, 4 melagrane, 2 rametti di rosmarino, 10 fogli di salvia, 50 ml di grappa, olio di oliva, burro, sale e pepe. Procedimento Bruciare sul fornello i residui di piume della tacchina. Infilare nell’interno le foglie di salvia e rosmarino finemente trittate, il sale e il pepe. Fasciare completamente la tacchina con la pancetta per rendere la cottura più morbida. Metterla in un tegame con l’olio d’oliva e la salvia. Rosolarla per 10 minuti e cuocerla in forno per mezz’ora a 150 gradi. Versare il sugo di due melograne e la grappa. Continuare la cottura per due ore cospargendo periodicamente la tacchina con il sugo. Separatamente lavare le frattaglie, tritarle finemente, porle in un piccolo tegame e cuocere con olio e burro a fuoco lento per almeno un’ora aggiungendo il sugo di un’altra melagrana. Quando la tacchina sarà pronta, tagliarla a pezzi e disporla in una pirofila. Irroratela con la salsa preparata a parte e cospargete il tutto con i granelli della quarta melagrana. Mettere il tegame in forno e lasciare per almeno 15 minuti. Servire ben caldo con polenta abbrustolita. Potete sostituire la tacchinella con una faraona o piccioni riducendo il tempo di cottura. Buon appetito e buone feste. LUCIANA DAMINI

CONTRIBUTI PER L’ALPONE Arvotti Gino, Via A. De Gasperi, S.G.Il. Casarotto Maria, Montorso Vicentino, VI Ciman Laura, Via Cimani, S.G.Il. Cisamolo Marcei, Belgio Coffele Angela, Via Finetto 15, Tregnago, VR Coffele Eugenia e figli, Castello di S.G.Il. Coffele Mario, Via Rose 1, Calmiero, VR Coscritti Classe 1955 Creasi Gabriella, Chiampo, VI Creasi Yvonne, Soave, VR Fam. Dammi fu Aristide, S.G.Il. Gecchele Luigi, Via Torino, S.G.Il. Lovato Bruno, Via Mistrorighi, Chiampo, VI Lovato Giovanna, Fittà di Soave, VR Marana Agnese, Belgio Marcazzan Albano, Via Cerina, S.G.Il. Marcazzan Stefano, Via Vandini 7, S.G.Il. Marcazzan Teresa, Montecchia di Crosara, VR

Mario Cengia, Via Alcide de Gasperi 111, S.G.Il. Pandolfo Cesarina, Chiampo, VI Panzarotto Fabrizio, Roncà, VR Perazzolo Agnese, Chiampo, VI Perazzolo Cesare, Vaneria, TO Posenato Pietro, Belgio Rossetto Mario, S.G.Il. Sabbadoro Ernesto, S.G.Il. Salgaro don Mario, Fano, PS Santinato Stefano, Soave, VR Sartori Boyaux, Rue de la Chapelle 21110, Magny sur Tille, Francia Soprana Igino, San Bonifacio, Vr Votravers Rosetta Rampo, Berna, Svizzera Zanchi Zimoch Maddalena, UI. Teklinowska 20, 98401, Wieruszow, Polonia Zandonà Assunta, Via Monfalcone 16, S.G.Il.

Mamma Rosa, una santa nostrana Don Luciano Ruaro nel 1962 in mezzo ad alcuni giovani di Castello. rato e preparato al grande salto verso la città, che a quel tempo appariva ed era veramente un altro mondo. Ho contattato in questi giorni alcuni amici di quell’esperienza e tutti mi hanno confermato il loro positivo e grato ricordo nei tuoi confronti. Qualcuno ha sottolineato la tua capacità di allinearti sulla lunghezza d’onda dei giovani, la tua voglia di comprensione, il tuo modo di fare scuola non in modo tradizionale; ricordano le lezioni in mezzo ai boschi, nei prati senza tante formalità; qualcuno ha assaporato il mondo della scuola e se ne è innamorato grazie a quell’anno particolare. A scuola, ricorda uno, davi una chance ad ognuno ed il tuo intento era quello di farci crescere umanamente, piuttosto che imbottirci di nozioni. Il ricordo tuo, come vedi, è ancora vivo. Ogni ragazzo poi ha percorso, e sta percorrendo, il suo tratto di vita. Dopo due anni, non attivandosi più la scuola, tu sei stato trasferito ad altra parrocchia e poi hai scelto la via dell’Africa. Ci siamo rivisti, l’ultima volta, cinque-sei anni fa; tutte e due con un aspetto, diciamo, più maturo e ricordo ancora il tuo modo immutato di porti di fronte alle persone, con il tuo sguardo indagatore e profondo, con il tuo modo di porre domande per capire la situazione dell’altro, non amando parlare di te e della tua vita. Te ne sei andato silenziosamente in terra d’Africa, che amavi e dove hai desiderato ritornare. Quando ho saputo della tua morte, mi sono venuti in mente l’anno del seminarietto, i tuoi occhi che fissavano negli occhi, il tuo passeggiare sulle “ariele” mentre recitavi il breviario o il rosario, la tua presenza in chiesa inginocchiato nel primo banco a recitare le preghiere o a meditare, il tuo andare a visitare le persone nelle loro case. Grazie di tutto, don Luciano e ... arrivederci MARIO GECCHELE

Giornata estremamente importante per l’intera chiesa vicentina il 6 novembre u.s., quando nella cattedrale è stata proclamata beata Eurosia Fabris Barban, da tutti meglio conosciuta come “Mamma Rosa”, nata a Quinto vicentino nel 1886. Evento di portata eccezionale, che ha coinvolto l’intera diocesi. Anche la nostra comunità non ha voluto mancare all’appuntamento e con un pullman una cinquantina di persone si è “accampata” davanti alla cattedrale sotto una pioggia battente, che ha messo a dura prova la pazienza dei pellegrini e cha ha costretto gli organizzatori ad aprire le porte del tempio con più di un’ora di anticipo. Più che dalla cerimonia esteriore, veramente maestosa ed imponente, il cuore della gente è stato colpito e pervaso dall’intensità religiosa della nuova beata, una mamma comune, ricca di figli e di problemi da risolvere, come la povertà, la mancanza di mezzi per tirare avanti, ma che ha saputo trasmettere ai figli e a quanti le stavano intorno autentici valori, fondamento del proprio cammino cristiano: amare Dio creatore, voler bene al prossimo, accettare tutti con la semplicità e serenità con le quali si accoglie un figlio. Dio creatore ha visitato la sua famiglia, mietendo a piene mani, con la vocazione sacerdotale e religiosa fra alcuni dei suoi componenti. Il dono di un figlio al Signore, mediante il sacerdozio, era ritenuta la più grande grazia che Dio potesse fare ad una famiglia ed

in questo forse la novella protettrice delle famiglie ci può essere di esempio e di stimolo incoraggiando eventualmente il figlio che manifesta il desiderio di intraprendere il cammino religioso. Esempio di santità possibile ed accessibile a tutti, mamma Rosa è la Santa delle piccole cose, la santa del focolare, del fornello, del lavoro nei campi, della macchina da cucire, della famiglia, con qualche figlio magari da richiamare, forse da rimproverare, ma al quale non si chiude mai la porta, al quale si offre il proprio impegno per proporre la soluzione; è la chiara affermazione che oltre che cristiani, in famiglia si può diventare anche santi. Seguace di San Francesco nel 3º ordine, ha dimostrato di saper raccogliere e far suo il messaggio del poverello d’Assisi: vivere in povertà, serenità, letizia fidando sempre di Colui che a tutti ha dato “Fratello sole e sorella luna”. La sua beatificazione è un po’ anche un omaggio a tutte le mamme che in silenzio e nell’anonimato tirano avanti, mai reclamando diritti o privilegi, fino quasi ad annullare se stesse, ma che vedono la propria famiglia crescere viva e salda nei principi sociali e cristiani. Questi i sentimenti e gli insegnamenti che i presenti in chiesa, gremita all’inverosimile, hanno portato alla propria casa, convinti di avere una protettrice in più. Questi i sentimenti di ogni famiglia cristiana. GIANNI SARTORI


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IONI Z A I C O S S DALLE A

Gruppo ciclistico A.S. Basalti

SPORT

U.S. Calcio S. Giovanni Ilarione Il Presidente con tutto il Direttivo, i Collaboratori assieme alle 10 squadre di ragazzi che compongono la nostra Società Sportiva ringraziano tutti gli sponsor e coloro che collaborano con impegno e abnegazione per fare la nostra Società Calcio sempre più grande. Alle famiglie ed ai lettori de “L’Alpone” l’invito a partecipare alle nostre manifestazioni. A tutti gli Auguri di Buon Natale e di un Felice e Sereno 2006. Nella foto la squadra Juniores 1ª in classifica

Il 2005 sta ormai giungendo al termine e anche per il gruppo ciclistico A.S. Basalti è il momento di tracciare un bilancio di quanto fatto e di programmare le principali attività per il prossimo anno. Due sono state le manifestazioni da noi organizzate quest’anno: l’ormai classica Granfondo del Durello, prova valida per il campionato italiano di mountain bike “Maratona Udace Off Road” e la Cronoscalata dei Basalti, competizione a cronometro di ciclismo su strada. Anche il prossimo anno il nostro paese ospiterà le due gare: la 4° Granfondo del Durello si terrà il 30 aprile 2006 (e non più in luglio) e la 3° Cronoscalata dei Basalti il 28 maggio 2006. Il gruppo continuerà ad organizzare anche per il 2006 gli apprezzatissimi corsi di Spinning

presso la palestra di via Dell’Industria. Invitiamo gli interessati a contattarci per ottenere informazioni riguardanti l’iscrizione al corso o alle gare. Molto incoraggiante è stata, per l’ennesimo anno, la partecipazione dei nostri iscritti con ottimi risultati agonistici nelle diverse gare, con escursioni in compagnia su salite storiche quale quella dello Stelvio e con un grandissimo impegno nell’organizzazione delle diverse manifestazioni, non ultima quella del chiosco allestito in piazza Aldo Moro nel corso della sagra delle Castagne. Il gruppo coglie l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno con noi condiviso l’emozione di questi importanti successi, ed augura a tutti un felice Natale. D.P.

Gugole nuovamente campione olimpico della bontà

Dario Gugole mostra le medaglie appena vinte alle olimpiadi dei formaggi. La quarta olimpiade dei formaggi di montagna quest’anno si è tenuta a Verona lo scorso 23 ottobre, ed ha ottenuto un successo molto importante di pubblico, con 287.000 visitatori. A questa olimpiade del gusto in cui erano in palio 42 medaglie, i produttori italiani ne hanno portato a casa ben 20, seguiti dalla Svizzera con 12, Austria con 4, Francia con 3 e Grecia, Germania, Spagna con una medaglia. I veronesi hanno fatto la parte del leone e fra di essi spicca Dario Gugole che con il nipote Tranquillo è l’incontrastato dominatore dell’olimpiade con bel tre medglie d’oro e tre d’argento, un risultato sorprendente, al di sopra di ogni rosea pre-

visione. Un premio inaspettato quello per il formaggio con il pepe, che ha riscosso invece un grande successo ed il favore della giuria. I Gugole non sono nuovi a risultati così importanti; basta ricordare la medaglia d’oro conquistata in Francia nel 2003 con il formaggio “Monte veronese DOP” e le prestigiose qualificazioni nei vari concorsi di Asiago, Erbezzo, Thiene, Aosta… Il segreto di questi prestigiosi risultati, come dice Dario, sta nel latte che viene prodotto nella zona di San Bortolo e sapientemente lavorato a San Giovanni Ilarione in un impianto moderno e tecnologicamente avanzato. Il latte, che è un prodotto vivo e giunge in caseificio ogni giorno con caratteristiche sempre diverse, deve essere trattato con accorgimenti sempre diversi; ed è qui che entra in gioco l’arte di Dario, il nostro Mastro Casaro! Inoltre, come prevede il disciplinare di questo tipo di formaggio, il latte non può essere pastorizzato ma lavorato crudo e questo tipo di lavorazione, se non eseguita a regola d’arte, potrebbe dare problemi, in fase di stagionatura e conservazione dei formaggi. Ma l’avventura non finisce qui, i Gugole stanno studiando e sperimentando la produzione di nuovi formaggi, che continueranno a valorizzare la produzione casearia veronese in un momento di crisi del latte e dei suoi derivati. Al nostro concittadino vanno i nostri complimenti e… tanti auguri affinchè possa ottenere in futuro riconoscimenti, se possibile, ancora più prestigiosi! A.P.

I cinquantenni del 1955.

Coscritti 1960 in festa

Si è svolta il 10-09-05 la tradizionale festa dei coscritti che coinvolge regolarmente con successo ogni 5 anni decine di partecipanti. Quest’anno la festa si è svolta nell’arco di un’intera giornata con una gita sul lago d’Iseo, in alcune zone della Franciacorta e terminata poi nel modo più tradizionale e cioè “con le gambe soto la tola”. I nostri eroi non hanno disdegnato di fare anche quattro salti in discoteca dove naturalmente il D J, visto che eravamo i meno giovani del locale, ci ha regalato qualche momento musicale legato agli anni 70-80. Il tutto e’ stato da noi molto gradito. La festa e’ terminata poi con il rientro a S.Giovanni a notte fonda (per noi). Appuntamento al 2010! per il mezzo secolo. CLAUDIO MARCAZZAN

Classe 1978: come di consueto, e sta volta più numerosi del solito, a classe ’78 si è riunita presso il ristorante “Adele” di Bolca, per un’amichevole cena. Speriamo di ritrovarci ancora più numerosi alla prossima occasione.

La redazione del giornale e la Pro Loco augurano a tutti Buone Feste

CICLI & MOTO

Trimestrale di Informazione e Cultura c/c postale n. 15684376 Direttore responsabile: Delio Vicentini Redazione: Dario Bruni, Sara Coffele, Luciana Damini, Mario Gecchele, Daniele Niselli, Angelo Pandolfo, Giovanni Sartori. Recapito: Valeria Gecchele - Presidente Pro Loco Via A. Rivato, 61 - S. Giovanni Ilarione (VR) Tel. 045 7465752

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2005 numero 4