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EDITORIALE

Felice del ritorno di Videogiochi e Computer a grande richiesta di molti. Apriamo decisamente con i botti in grande stile con succose novità e ce ne saranno tante altre andando più avanti. Ringrazio tutti quelli che ci hanno seguito e supportato per aver reso questo possibile. Da un certo punto di vista è rimasto sempre tutto uguale, lo spirito rimane imbattibile come sempre. Dopo anni di assenza è come un ritorno a casa. Le novità sono parecchie a partire dalle responsabilità davanti il nostro ruolo. Insomma le novità non mancano anche per le cose che ci stanno a cuore, nuovi orizzonti e nuove rubriche, nuove interazioni e tantissime novità. Gli articoli, guide sull’informatica, internet, videogiochi non mancano! Siamo in un periodo molto fertile per quanto riguarda videogiochi e tecnologia, e siamo ben felici di questo. Dalle console di ultima generazione come avete letto ci sono grandi scoperte e si va oltre i confini, sempre a spingersi oltre e noi speriamo con loro. Quale sia la vostra destinazione, bentornati!

Questo è il numero più difficile che abbiamo mai realizzato, ma anche quello del quale andiamo più orgogliosi

Ilaria Nicoletta

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SOMMARIO

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LIFE IS STRANGE

68

GUADAGNARE CON I BITCOIN

38 OKAMI HD

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REMOTHERED

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MELTDOWN E SPECTRE


SOMMARIO

50 FEZ

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RETRO: CRASH BANDICOOT

Si dice in giro... Talk Intervista: Dan Kitchen Intervista: Creatori di Hellblade Reportage CES Mailbox Retro: Crash Bandicoot Remothered Life is strange Beholder Okami HD Hello Neighbor Detroit Become Human The Inpatient La guerra dei punti Fez Tokio 42 Il lato oscuro della rete Windows 10 soluzioni geniali Sei milioni di password rubate Hardware Guadagnare con i Bitcoin Meltdown e Spectre Vetrina Notebook lowcost Ps3 in 4K

6 9 12 16 18 22 23 28 32 36 38 41 42 43 44 50 54 57 59 62 65 68 72 74 75 79 Videogiochi e Computer | 5


SI DICE IN GIRO...

MAYA O ANTICO EGITTO NEI PROSSIMI GOD OF WAR? G

od of War 4 non è ancora uscito ma il creative director di Santa Monica Studio si è già lasciato andare a qualche indiscrezione sul futuro della serie. In un’intervista ha rivelato che il team è stato per lungo tempo indeciso su dove fosse meglio ambientare il quarto capitolo del gioco, anche perchè la scelta di abbandonare l’antica Grecia è stata di sicuro una delle più importanti nella storia del franchise. Le principali alternative sono l’antico Egitto e l’epoca Maya. Per quanto entrambe le mitologie esercitino ancora oggi un fascino innegabile sugli appassionati, è chiaro che dei Maya è una cultura meno rappresentata nel mondo dei videogiochi. Un God of War ambientato in quel periodo storico avrebbe probabilmente una marcia in più, in termini di originalità. Andando avanti il successivo sistema mitologico con il quale Kratos si trova ad interagire, ha dato vita all’era nordica, ma potrebbo anche andare avanti con quella egiziana e così via. Mi sembrava evidente che stavamo assistendo ad un invecchiamento del franchise, la storyline era sempre la stessa, la sensazione era che dovevamo reinventarci, mettendo sottosopra le cose.

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ESA CONTRO OMG

L’organizzazione mondiale della sanità ha recentemente aggiunto l’eccessivo uso dei videogiochi tra le malattie classificate nella bozza per l’undicesima edizione dell’International Classification of Diseasers (ICD). L’OMG sostiene che ci sono casi ben documentati su come la dipendenza dei videogiochi e lo stile di vita sedentario che ne deriva, potrebbero condurre a problemi di vista, udito, muscolari, nonché a incidenti, lesioni e infezioni. In alcuni paesi asiatici in particolare la questione sarebbe diventata da tempo un problema di salute pubblica. L’entertainment però non ci sta, ha emesso una dichiarazione nella quale invita l’OGM a rivedere la propria decisione. Creare una simil etichetta equivale a sminuire i problemi reali come la depressione e la fobia sociale che invece meritano attenzione.

5,9 MILIONI DI UNITÀ VENDUTE DURANTE LE FESTE

Sony ha venduto quasi sei milioni di PS4 durante il periodo del Ringraziamento (con annesso Black Friday) e le festività natalizie. Anche se la cifra rappresenta un lieve calo rispetto allo stesso periodo del 2016, la console ha ormai raggiunto l’impressionante quota di 73,6 milioni di unità vendute, 20 delle quali sono state piazzate nel 2017, che ha visto Sony trionfante al primo posto rispetto ai diretti competitor. Anche le vendite digital vanno forte: il Playstation Store ha registrato a Dicembre il suo miglior mese di sempre, mentre le sottoscrizioni al servizio PlayStation Plus sono arrivate a 31,4 milioni. Un anno d’oro insomma con risultati che sono il riflesso di titoli pieni di qualità e potenziale.

SONY NON VEDE I GIOCHI COME DEI SERVIZI

La questione che ruota intorno alla nuova concezione dei videogiochi “come servizi” da parte di alcuni publisher ha fatto parecchio discutere, soprattutto in merito alle recenti polemiche che hanno travolto Electronic Arts. Il presidente Sony Interactive Entertainment, John Kodera, ci ha però tenuto a rassicurare un utente che aveva espresso su Twitter le sue preoccupazioni riguardo la sorte dei titoli single-player: sulla questione dei giochi come servizi, la visione PlayStation è completamente differente. Kodera da poco approdato sui social ha ringraziato i fan per i messaggi di affetto e incoraggiamento ricevuti, ribadendo che è proprio questo il tipo di entusiasmo a spingere Sony a impegnarsi. Videogiochi e Computer | 7


UTOMIX STRIZZA L’OCCHIO A NETFLIX É partita la beta di un nuovo servizio che ambisce a essere l’equivalente videoludico di Netflix: stiamo parlando di Utomik, che permette l’accesso illimitato a un catalogo di centinaia di titoli. Grazie alle partnership strette con alcuni publisher più importanti, quali SEGA, Ubisoft e Take-Two. Utomik promette l’aggiunta costante di nuovi contenuti su base mensile. I piani di abbonamento prevedono l’esborso di 5,99 € al mese per la sottoscrizione base, adatta a un singolo giocatore mentre chi vuole condividere l’account con un massimo di quattro utenti contemporaneamente dovrà pagare 9,99 € ogni trenta giorni: in entrambi i casi è possibile provare gratuitamente il servizio per due settimane. Va sottolineato che non si parla di streaming: tutti i videogiochi vengono scaricati e girano sull’hardware posseduto dall’abbonato con le proprie caratteristiche.

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TALK

QUANDO LE SCONFITTE CREANO I CAMPIONI Perdere non è sempre un’accezione negativa nel mondo

di Klara Azu Kona Se non perdete mai non avrete modo di testare i vostri limiti e non sarete mai spinti a crescere, poiché la sconfitta è solo un’occasione in più per poter imparare. Certo, nessuno di noi è portato ad accettare con serenità le sconfitte e spesso le emozioni che essa causa finiscono per sopraffare la logica. Vi parlerò dei diversi tipi di reazioni sbagliate nei confronti di una sconfitta e sono sicura che saprete rispecchiarvi in almeno una di queste. Una delle reazioni più comuni “almeno ho giocato onestamente”, dettata dalla comfort zone che il cervello tende a crearsi. Il “codice d’onore” soggettivo è una zona ad alto rischio poiché indica al giocatore quali mosse si possono o non possono attuare.

in grado di alzare la testa e proseguire. Il vero problema si pone quando questi pensieri si insinuano prima e durante una partita. L’autocommiserazione non fa vincere una partita, la positività si.

La superbia: secondo boss da sconfiggere. Nascondersi dietro al poco impegno dopo aver perso contro avversari che sulla carta non avrebbero avuta alcuna chance, non è altro che un atto di superbia che, alla lunga, blocIl vittimismo: il boss numero uno cherà il processo di crescita del contro il quale combattere. É lo- giocatore che tenderà sempre più gico incappare in sentimenti di spesso a sottovalutare le sconfitinsicurezza ed amarezza dopo te, piuttosto che trovarne la reale una sconfitta, ma bisogna essere motivazione.

Se un titolo diventa noioso per il giocatore va assolutamente cambiato: senza entusiasmo e voglia di giocare non vincerete mai. Dare la colpa al gioco, alle patch è una forma di giustificazione adottata da tantissimi giocatori. Spesso e volentieri il problema non è il gioco, bensì il giocatore. Vi sarete molto probabilmente rivisti in queste reazioni alla sconfitta e vi capiterà di poter cadere in questi atteggiamenti sbagliati e dannosi per la vostra crescita. Solo i perdenti si comportano da vittima o non vedono i propri errori, i vincitori sanno assumersi le proprie responsabilità, analizzando i propri errori e da questi ripartire. Videogiochi e Computer | 9


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INTERVISTA

DAN KITCHEN Come parte di una famosa famiglia di videogiochi, Dan Kitchen ha goduto di oltre 30 anni di carriera nella progettazione, nella programmazione e producendo giochi. Qual è stato il tuo primo approccio con il computer e com’era essere parte di una famiglia di videogiocatori?

La mia prima esperienza con i computer è stata su un IBM 360 al liceo. Poco dopo ho acquistato un Apple II con un registratore a cassette e sono stato ingaggiato. Per quanto riguarda la famiglia - era molto eccitante! Nostro padre era sempre a lavoro su qualche progetto elettronico e il mio fratello maggiore ha costruito un discreto computer con alcuni componenti nel nostro seminterrato. Era grande come una scrivania! Quando mio fratello si è sposato e andato via di casa, ho assunto il compito di armeggiare con esso. Era sempre interessato alle nuove innovazioni del momento.

Qual è stato il primo gioco che ti ha davvero conquistato nel giocare?

Ho comprato una copia di Adventure originale di Microsoft che era un riadattamento dell’originale Adventure creata sul PDP-11. Ha assolutamente catturato la mia immaginazione e l’immaginazione era tutto quello che avevo. Essendo un’avventura di puro testo, tu dovevi immaginare le caverne che vivevano ricreate dalle descrizioni e ampliare la fantasia. 12 | Videogiochi e Computer

Questo ti ha ispirato a scrivere il tuo primo gioco?

Sì, ed era un paragrafo completo di un’avventura testuale chiamata Crystal Caverns per Hayden Publishing. Avevo 19 anni. Presto nella vita ho capito di voler creare giochi. Ero solito progettare i miei giochi da tavolo e ho costruito un semplice computer digitale di legno nel mio seminterrato con luci e una serie di rotazioni e interruttori accendi/spegni. Quando ho visto l’Apple II ho capito il potere dei computer per fare giochi. Sono sempre stato attratto dall’intrattenimento e mi è sembrato naturale.

Come hai trovato lavoro da Activision?

Mio fratello ed io stavamo lavorando a un giocattolo per una compagnia ingegneristica. Uno dei nostri dipendenti, John Ryzin è arrivato un giorno con un nuovo gioco dell’Atari 2600 chiamato Skiing di Activision. Siamo rimasti davvero sorpresi dalla qualità della grafica, tanto che ha ispirato mio fratello a tornare ad essere ingegnere di console. Il suo primo gioco è stato fatto mentre eravamo lì, si chiamava Space Jockey, ed era sotto contratto per una società chiamata Vidtec. È stato il primo gioco mai pubblicato per la console Atari da una società diversa da Atari


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o Activision. Dopo aver lasciato l’azienda di ingegneria dei giocattoli, abbiamo fondato una società chiamata Imaginative Software System (ISS) con due programmatori amici. Abbiamo preso il manuale di Skiing aveva i quattro fondatori di Activision sul retro e abbiamo disegnato i nostri stessi volti e nomi, stabilendo il nostro obiettivo di incontrarli e un giorno lavorare con loro.

Finalmente hai avuto l’opportunità di incontrarli... ma in compentizione verso Atari... Al 1982 Consumer Electronics Show di Las Vegas ci siamo incontrati con entrambe le società. Quando siamo tornati nel New Jersey volammo entrambi in prima classe in California per provare a convincerli a lavorare per loro. Noi eravamo così eccitati di incontrare i progettisti di Activision, loro erano come le stelle per noi! Ma ciò che veramente ha segnato l’accordo è stata l’intervista. Garry ha detto ai ragazzi che ero un bravo giocatore, in particolare a Hockey su ghiaccio di Alan Miller. Così… Al mi ha sfidato, proprio lì dentro la sala conferenze di Activision. Ho imparato questa mossa speciale, che mi ha permesso di farlo sgattaiolare intorno alla parte posteriore della rete e poi andare in giro di fronte per fare punteggio. Ho battuto il progettista di Hockey al suo stesso gioco e lui era stupito. Activision ci ha quindi fatto un’offerta per aprire il loro primo ufficio satellite, l’Eastern Designer Center.

Com’è stato convertire l’originale Ghostbusters di Commodore 64 in Atari 2600?

Il tempo di sviluppo è stato molto limitato: ho dovuto scrivere la cartuccia in due mesi e mezzo dall’inizio e terminarla per il Natale. Così ho rivisto il gioco C64 e ho determinato quali schermate avrei potuto ricreare sull’Atari codificando i kernel di visualizzazione usando giocatori limitati e i registri particolari che avevo. Penso che il risultato finale abbia funzionato molto bene e che abbia venduto molte unità quell’anno, ci ha reso felici vedere il lavoro di tanta fatica apprezzato.

Ghostbusters Atari 2600

Gli Stati Uniti si stavano ancora riprendendo dal crash. È stato un periodo difficile?

Sì, stavamo scrivendo e progettando giochi principalmente per Commodore 64, Apple II e Atari 2600 che avevano una breve vita secondaria. È stata una sfida perché non c’era una piattaforma specifica con una base installata abbastanza grande per pubblicare i giochi. È interessante notare che io e mio fratello sapevamo che il crash stava arrivando. Mi ricorderò sempre una sera che abbiamo visitato un negozio di Video Shack per dare un’occhiata ai nostri giochi. Sotto il contatore di vetro, accanto a Barnstorming di Activision, c’era un gioco che non avevamo mai visto prima, Skeet Shoot di Apollo Games. La grafica sul retro della

Kung Fu Master Atari 2600

scatola sembrava orribile. In quel momento ci siamo resi conto che un’altra azienda aveva retro-ingegnerizzato l’Atari 2600, e dove ce n’era uno ne sarebbero seguiti altri. Dal punto di vista del gioco non aveva alcun controllo di qualità, questo è ciò che ha iniziato la rovina. Troppi giochi non validi sono stati creati troppo rapidamente, riempiendo un mercato.

Hai creato molti giochi sull’Atari2600. Cosa pensi abbia reso tale console un tale successo?

Il prezzo e la semplicità: è stata la prima console plug-and-play che non richiedeva conoscenze del tipo computer. Era semplicissima e facile da usare. Inoltre, come programmatori, abbiamo dovuto rendere i giochi divertenti e avvincenti perché non c’erano grafiche fantasiose su cui fare affidamento. 14 | Videogiochi e Computer

Nelle immagini giochi fatti da Dan


Crossbow Atari 2600

Grumman F-14 Tomcat

Crackpots

Star Trek

Cosa ha causato la fine di Absolute?

Era un giocattolo, o piuttosto un film sui giocattoli. Siamo stati contattati dallo studio dietro il film di Robin Williams e Barry Levinson Toys, creando i videogiochi utilizzati nelle riprese e acquisito i diritti per una piccola tassa. Pensavamo fosse un film sui giocattoli, cosa potrebbe andare storto?! Bene, il film si è risolto e abbiamo prodotto molti giochi SNES che non stavano affatto vendendo. Questo problema di inventario insieme alla lenta scomparsa di SNES e Genesis creando un vuoto prima che la PlayStation diventasse una piattaforma valida, tutto ha contribuito all’incapacità di Absolute di superare la tempesta finanziaria.

Cosa stai facendo oggi?

Sono presidente di Tiki Interactive, uno studio di sviluppo e creazione di servizi completo che crea app, giochi per dispositivi mobili e ma-

teriale illustrativo per alcuni dei più grandi nomi del settore online. Stiamo anche lavorando alla pubblicazione dei nostri primi due giochi da tavolo quest’anno. È rimanere in un fantastico campo come questo, che oggi offre molto e tanta gente che condivide con te gli stessi pensieri creativi e ideali, per cui stimolante poter creare tanto altro ancora.

Guardando indietro alla tua intera carriera, qual è il tuo periodo più bello?

Domanda difficile. Ho un sacco di bei ricordi, dal lavorare nel seminterrato con mio fratello, il presidente e VP di sviluppo di Activision nel nostro laboratorio nel seminterrato. I selvaggi party di Activision, che lavorano con star come Alan Covert, Adam Sandler, Tom Hanks e altro ancora. Ma il mio ricordo più bello è l’emozione di girare lo switch Atari 2600 subito dopo aver scaricato una nuova modifica e aver visto come il codice veniva

riprodotto. Abbiamo fatto tutto; codice di gioco, grafica e suono.

Ultima cosa, sei nel settore da molto tempo, come vedi oggi il mercato dei videogiochi?

È fantastico. In molti modi, i giochi mobili consentono a designer come me di tornare alle nostre radici, dove una piccola squadra può creare un titolo. Non riesco ancora a credere che le persone possano andare al college e imparare quello che dovevamo creare con saldatori, schede PC, circuiti integrati e codifica a 4-bit / 8-bit, senza un debugger in linea! Ricordo che una volta una donna mi aveva avvicinato in una fiera e mi sgridava per tutto il tempo che suo figlio sprecava giocando ai videogiochi. Dopo che le ho ricordato che i videogames erano un’industria da miliardi di dollari che ha creato migliaia di posti di lavoro, lei si è ritirata in silenzio e mi ha dato molta soddisfazione. Videogiochi e Computer | 15


INTERVISTA

IL SEGRETO DI HELLBLADE ERA NEGLI OCCHI Il direttore tecnico Andrew Vidler riflette sulla realizzazione

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no dei nostri giochi più discussi è stato Hellblade di Ninja Theory: Senua’s Sacrifice. La sua descrizione della psicosi e il modo in cui usava storie di prima mano di malattie mentali per costruire un gioco che potesse dare ai giocatori un senso di quell’esperienza, niente di ciò è uscito prima. Inoltre, Ninja Theory è riuscita a creare un mondo davvero mozzafiato e uno degli eroi più coinvolgenti e credibili di una storia che abbiamo visto in questa generazione. Senua è diventata viva sullo schermo, in parte grazie all’esibizione dell’attrice Melina Juergens e anche in gran parte grazie al lavoro tecnico dietro le quinte per catturare quella performance e tradurla in un personaggio controllabile e interattivo. Al BFX Festival di Bournemouth il direttore tecnico Andrew Vidler ha rivelato dettagli su come è stata creata Senua, da come Juergens è stata catturata in studio, per come hanno animato e scritto il codice per dettare

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il suo movimento nel gioco. Successivamente ci siamo seduti con Vidler per discutere ulteriormente alcuni dettagli davanti un buon caffé.

Quando abbiamo giocato a Hellblade uno degli elementi su cui abbiamo passato un sacco di tempo è stato il modo in cui hai catturato il movimento degli occhi di Senua. Puoi dirci un po’ come hai fatto? Il movimento degli occhi per Senua è stato catturato insieme all’allestimento del viso. Avevamo due fotocamere rivolte verso il viso e alcuni software realizzati da Cubic Motion che essenzialmente tracciano le caratteristiche del viso, che poi modificano verso obiettivi di metamorfosi o mescolano forme che usiamo nel motore. Ma quel software guida anche i giunti del bulbo oculare in modo che possa dire dove stai guardando anche se i tuoi occhi sono chiusi. La tua cornea solleva il bulbo oculare dietro

le palpebre. Fondamentalmente è tutto merito della registrazione in cui Mel [Melina Juergens, l’attrice che interpreta Senua] stava guardando durante la performance, motivo per cui sembra così realistico, perché è in realtà dove sta guardando.

Abbiamo ragione nel pensare che la maggior parte della cattura è stata fatta anche internamente? La maggior parte della cattura del movimento è stata effettuata nella nostra sala riunioni con una configurazione della telecamera. È stato impostato con un carico di telecamere su pali dell’Ikea appena avvitate sul tetto. Questo è fondamentalmente. Abbiamo alcuni computer in fondo, alcuni pavimenti in basso in modo che il pavimento non sia troppo duro e possiamo anche contrassegnarlo con del nastro in modo da sapere dove sono le riprese della fotocamera o dove devono stare gli attori.


Combattere per la pace interiore

C’è stato qualche lavoro acrobatico in uno studio esterno.

Sappiamo che hai giocato un po’ con la realtà virtuale. L’hai usato come strumento per lo sviluppo, forse per visualizzare modelli 3D? Tipo, uno degli esperimenti che abbiamo fatto è l’abbinamento del VR e l’installazione di Vive su un palco per l’acquisizione del movimento, in modo da poter ottenere un movimento catturato dal vivo che può poi essere attivato, una volta risolto, in tempo reale sul Vive quindi puoi avere Mel in una tuta per il motion capture in realtà in tempo reale giocando a Senua e puoi vederlo in Vive. E la cosa strana di questo è che non sei mai abituato ad essere nel Vive e in realtà essere in grado di toccare cose o cose che ti toccano. Quindi, abbiamo avuto un setup in cui si ottiene qualcuno nel Vive e poi Mel esce e loro non sanno davvero

di essere nella stanza, pensano solo che sia una demo VR. E poi lei andrà oltre e in realtà li toccherà e saranno completamente fuori di testa, perché semplicemente non si aspettavano alcun tipo di interazione. Quindi, sì, penso che ci siano alcune cose interessanti che possono essere fatte su queste linee. Sono leggermente più interessato sull’idea di utilizzare il VR con un set di strumenti al suo interno per creare un paesaggio o per modellare qualcosa. Ho visto persone fare cose davvero bene, ma non mi è chiaro se sia fondamentalmente migliore in quanto tale, per quel tipo di cose e se sia necessario.

Dovremmo chiederti l’intera questione del salvataggio che si perde in Hellblade se muori troppe volte... (Ride) che gioco sarebbe se non facesse partire un po’ la capoccia? Appunto è sulla sanità mentale, le scelte che si fanno devono essere

ponderate e bisogna essere risoluti nel cercare di non sbagliare, di non fare errori sennò potrebbe costare.

È stato molto efficace farci sentire più legati a Senua. Qual è stata la reazione di Ninja Theory al feedback, positivo e negativo, che è venuto da quello?

Gestire il feedback è interessante ma allo stesso tempo devi andare con ciò con cui sei d’accordo e con quello con cui non sei d’accordo. C’erano sicuramente cose da migliorare come la grafica e l’interazione e vari aspetti dei giochi futuri. Mi viene in mente che la gente parla esattamente di ciò che hai menzionato, il gioco che cancella il salvataggio, che tutti i progressi andranno persi se muori troppe volte e qualcuno ha detto, “Scommetto che non è reale”, su Reddit, “scommetto che gli sviluppatori sono rimasti lì a ridere di noi”. In un certo senso è stato divertente perchè abbiamo centrato il punto. Videogiochi e Computer | 17


REPORTAGE

REPORTAGE DAL FUTURO PROSSIMO

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empre più bello, sempre più Show, sempre più vicino all’esperienza d’uso che al prodotto in sé, anche quest’anno il Consumer Electronics Show ci fa da navigatore indicandoci la strada che percorreremo nel prossimo futuro. Avrei scommesso su una presenza capillare e massiccia in tutti gli stand degli assistenti di Amazon e Google (che avevano comunque i loro propri padiglioni). L’idea che il tema dell’assistente personale sarebbe stato centrale nell’edizione del 2018 era ovviamente giusta, ma lo è stato in un modo diverso da come lo avevo visto affrontare all’IFA. Al CES è apparso più impersonale, in una forma direi

“smaterializzata”. Più che di Alexa, o chi per “lei”, si è molto parlato più genericamente di “intelligenza artificiale”. Sebbene gli schermi a LED, nel senso letterale del termine, in cui cioè i pixel sono formati da diodi luminosi siano ormai una realtà nelle applicazioni “professionali” (digital signage ma anche sale cinema), e sebbene Samsung abbia dedicato una buona parte dell’evento “pre CES” allo schermo The Wall, non dobbiamo attenderci a breve prodotti domestici a costi praticabili. Molto concreti invece sono i miglioramenti della tecnologia a cristalli liquidi che progredisce nel suo più grande punto debole il livello del nero.

È ancora ben lontana dalle prestazioni dell’OLED, ma sia grazie a miglioramenti sui pannelli, sia grazie ad un ritrovato e diffuso interesse per la retroilluminazione diretta con local dimming (FALD, Full Array Local Dimming), ha fatto un deciso passo avanti. Dal canto suo l’OLED non migliora in termini di luminosità massima, i pannelli 2018 restano sui livelli dello scorso anno ma introduce qualche benefico accorgimento sulla gestione del livello di emissione. Meno spazio di quanto supponessi ha avuto il tema dei pannelli 8K, mentre molto fermento c’è riguardo alle implementazioni dell’HDR, con l’arrivo dell’HDR10+. In conclusione posso

Tanti computer e oggettistica, dai robot, adroidi a macchine futuristiche, potete veder tutto ciò nelle immagini qui di fianco e nella pagina seguente

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dire con certezza che i TV in arrivo quest’anno avranno davvero molto di nuovo da dire. Il padiglione NORD fino a 10 anni fa era un tripudio di HiFi Car, ora l’Alta Fedeltà non c’è più, e i pochi veicoli rimasti sono spesso di tipo elettrico e magari anche con guida autonoma. Anche al Sands Expo i contenuti sono ormai ben diversi rispetto a quelli di pochissimi anni fa. Tutto questo fa capire molto bene anche la necessità del cambio di nome dell’associazione di aziende che organizza il CES che è cambiata da CEA (Consumer Electronic Association) a CTA (Consumer Technology Association). Il padiglione centrale è quello che è ancora quasi uguale a sé stesso e dove troviamo ancora i marchi storici dell’elettronica di consumo, con qualche new-entry e anche qualche insospettabile cambiamento da parte di aziende storiche come Panasonic e di cui vi parleremo più avanti. In questo reportage, metteremo insieme la maggior parte dei contenuti che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, ripercorrendo idealmente il viaggio non solo attraverso i vari stand ma anche raccontando di seminari e workshop organizzati per la stampa e a cui abbiamo partecipato. Il focus sarà esclusivamente sulla riproduzione video, quindi con l’analisi e il commento di prodotti e soluzioni per la riproduzione delle immagini, ovvero TV, Display, monitor e videoproiettori, magari anche qualche lettore, il tutto preferibilmente a risoluzione 4K e anche 8K.

La valvola intelligente Phyn Plus, sviluppata da Uponor e Belkin è un dispositivo per la smart home che si connette al Wi-Fi di casa e controlla l’impianto idrico domestico. La valvola inserita nel sistema idrico di casa e connessa appunto al Wi-Fi, monitora costantemente il funzionamento della rete dell’acqua domestica e “avverte” eventuali variazioni di pressione, segnale che qualcosa di anomalo potrebbe essere in corso. Il dispositivo include sensori di rilevamento del flusso e della temperatura dell’acqua, controllando la pressione dell’acqua 240 volte al secondo, una frequenza che permette di rilevare subito se c’è per esempio una tubatura che sta per cedere per il ghiaccio o anche una leggerissima perdita di una guarnizione. Il suo sistema di intelligenza artificiale impara ogni volta a riconoscere gli utilizzi dell’acqua all’interno della casa, per esempio quando si stanno lavando i piatti o quando qualcuno fa la doccia, quando si innaffia il giardino, e così via, e in questo modo avverte le variazioni sospette. E che cosa succede nel caso rilevi un guasto? Phyn Plus manda una notifica allo smartphone tramite app e può anche bloccare automaticamente la fornitura dell’acqua. La valvola inoltre è in grado di segnalare anche in quale zona del sistema viene avvertito il problema, una facile identificazione nel caso di un tubo rotto. L’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita pratica e in tanti oggetti comuni.

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MAILBOX ESPLORA RISORSE NON GESTISCE PIÙ I DISPOSITVI USB

RIPRESE AEREE STABILI CON IL DRONE

Ho aggiornato il mio laptop Dell passando da Windows8.1 a Windows10Home (aggiornamento gratuito proposto da Microsoft): tutto sembra funzionare alla perfezione però ho notato che nella schermata di esplora file quando inserisco una chiavetta USB o anche un hard-disk esterno mi viene riportato in doppio l’unita esterna collegata, però, ciò almeno in apparenza, non impedisce il normale uso di unità collegate tramite USB, mi chiedevo se fosse una cosa normale propria di Windows 10 o seppure è un difetto dovuto all’aggiornamento e se sì, se vi è la possibilità di rimediare perché non vorrei tornare al vecchio sistema. Angelo

Utilizzo il mio drone per riprese aeree amatoriali e ultimamente noto delle insolite vibrazioni nei filmati. Volo solo sempre in condizioni ottimali e il gimbal funziona alla perfezione. Ho visto qualche post in rete ho scoperto che le vibrazioni possono essere causate da una cattiva bilanciatura delle eliche. Se fosse così cosa posso fare? Fabrizio

Non ti preoccupare, quello che tu riporti durante il tuo uso quotidiano del computer non è da scrivere come difetto, ma piuttosto una gestione differente dei dispositivi di archiviazione USB collegati esternamente. Questo perché ci mostrerà il dispositivo esterno come facente parte dell’unità principale (Questo PC), in modo da usarlo come sistema di backup o dove installare un sistema operativo esterno (non vi è quasi distinzione fra dispositivo collegato esternamente o internamente). Oppure come dispositivo esterno scollegato dal resto dove poter copiare ed installare file presenti sul PC.

Per prima cosa ti consigliamo di portare il drone in assistenza nel punto vendita dove l’hai acquistato, per effettuare un controllo più approfondito e verificare quale sia il problema. Se l’hai comprato tramite internet rivolgiti al distributore, in alternativa portalo per un controllo in un buon negozio di modellistica specializzato in droni.

C’È POSTA... MA PER CHI?

Uno dei droni Top gamma!

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Per ottenere una risposta precisa in tempi brevi invia le tue richieste, domande, disegni ecc. in modo mirato se cerchi assistenza, indicando sempre il nome della rivista e il mese di uscita. Email: giochiecomputer@gmail.com


RETRO

La mascotte piĂš iconica di PlayStation ritorna con un lifting moderno, esplora come Crash Bandicoot si sia evoluto

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no dei motivi fondamentali che spinse la Naughty Dog alla creazione di Crash Bandicoot fu la mancanza di una mascotte che rappresentasse a dovere la Sony. Una mascotte che competesse con il Sonic della sega ed il Super Mario della Nintendo. Presero ispirazione da ciò che la Sega e la Warner Bros avevano fatto con Tazmania e Sonic, presero un animale che potesse essere reale e carino e che nessuno conosceva veramente, con l’intento di creare qualcosa di mai visto prima. Inizialmente, durante le fasi di sviluppo venne nominato scherzosamente ” The Sonic Ass’ Game “ (il gioco del sedere di Sonic) visto che il gioco è in 3D e il giocatore è obbligato a vedere Crash di schiena mentre gioca. Per determinare la razza che avrebbero utilizzato, la squadra degli sviluppatori inviò una spedizione di ricerca sui mammiferi della Tasmania e fra le varie opzioni di scelta vi erano le seguenti : il Vombatide, Potoroo e Bandicoot. I creatori della serie Andy Gavin e Jason Rubin diedero al loro personaggio in nascita il prematuro nome di Willie the Wombat (Willie il Vombatide). Questo nome però non e mai stato concepito come definitivo poiché suonava “troppo imbranato” e

Le casse sono sempre utili

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per via dell’esistenza di un personaggio omonimo nella serie Tazmania. Nell’Ottobre del 1994 viene finalmente annunciato il suo essere un Bandicoot, anche se veniva ancora chiamato Willie the Wombat visto che non avevano ancora creato un nome definitivo. Gavin e Rubin volevano che la mascotte del loro videogioco fosse profonda e che ogni giocatore potesse facilmente impersonarsi in lui, da qui il mutismo di Crash. Contemporaneamente però volevano che fosse buffo e amante del divertimento. L’aspetto fisico del nostro beniamino è nato dalla penna di Charles Zembillas sempre sotto le vigili indicazioni dei due creatori. Per scegliere il colore della pelliccia Gavin stilò un elenco di vari personaggi popolari e dei loro colori, per poi mano a mano escludere tutti quelli che non sarebbero risaltati o che comunque non sarebbero andati bene per gli sfondi (foreste, spiagge ecc. ecc.), alla fine risultò l’arancione come il più adatto. La testa di Crash è grande e priva di collo in modo tale da contrastare la bassa risoluzione dello schermo e permettergli una più fluida e percettibile mimica facciale. I piccoli dettagli come i guanti oppure le macchie sulla schiena sono stati ag-

Super scattante per evitare le trappole


Sempre ironico e simpatico

giunti in modo tale da poter consentire al giocatore di poterlo determinare meglio in base al colore. Non furono aggiunti né una coda né tanto meno una qualsiasi cinghia di abbigliamento poiché la Playstation era incapace di visualizzare correttamente questo tipo di pixel senza sfarfallio. Sempre per questo motivo i pantaloni di Crash che prima avrebbero dovuto raggiungere le caviglie, sono stati allungati per sistemare questo problema. Mentre il Team di creazione si preparava a presentare il videogioco all‘Elettronic

Cortex nemico per la pelle!

Entertaiment Expo decisero di cambiare il suo nome da Willie al definitivo Crash Bandicoot, il nome deriva dalla propensione a rompere le casse durante tutto il gioco ed il cognome è semplicemente basato sulla sua specie di appartenenza. (altri possibili nomi sarebbero potuti essere Dash, Smash e Bash) e chissà quanti altri. Vi furono alcuni diverbi riguardo al nome, il direttore marketing della Universal Interactive Studios voleva chiamare il personaggio Ozzy the Ottsel o Wez, oltre a Willie the Wombat… Alla fine però, quando la Naughty Dog minacciò di abbandonare il progetto si optò per Crash Bandicoot.

La storia di Crash

Tutto inizia nell’oscuro laboratorio del dottor Neo Cortex (lo conosciamo tutti no?) che insieme al suo assistente, nonché braccio destro dottor Nitrus Brio, ambiscono a conquistare il mondo attraverso un esercito di mutanti. Per mutare gli animali si servono dell’Evolvo Rey: un macchinario di loro invenzione, in grado di tramutare gli animali in esseri umani. Nel tentativo di creare il generale per i “Cortex Commandos” sottopongono Crash agli esperimenti, rivelandosi però

Tanti bellissimi livelli

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fallimentari poiché una volta concluso viene considerato “troppo buono “. Il nostro eroe però riesce, attraverso una finestra del castello a fuggire via dimenticandosi però della sua ragazza Tawna, la quale viene fatta prigioniera. La mattina seguente trasportato dalle correnti del mare, Crash si ritrova sulla spiaggia dell’isola di N. Sanity, sulla quale dominano gli indigeni, pronto per partire alla volta dell’oscuro castello e liberare la sua amata. Al suo fianco si schiera lo spirito del potentissimo stregone Aku Aku, il quale percepisce il bene nell’animo del mostro, decidendo quindi di aiutarlo, disseminando in giro case con la sua effige sopra. Per prima cosa Crash dovrà mettere, letteralmente sottosopra, N.Sanity attraversandola, fino a vedersela col capo degli indigeni Papu Papu. Dopodiché dovrà vedersela con alcuni dei fallimentari esperimenti di Cortex: Ripper Roo e Koala Kong fino a giungere alla terza isola. Qui una volta attraversato il Cortex Power dovrà ci sarà niente meno che la guardia del corpo del folle scienziato, Pinstripe Potoroo guastando il generatore e lasciando il castello temporaneamente al buio. Esplosioni colorate e mutazioni spaventosamente verdi e genetiche, il nostro eroe giungerà finalmente in cima al castello, sul dirigibile del suo creatore pronto ad affrontarlo fino in fondo, mentre, per via di un guasto al laboratorio, il castello sotto di loro va a fuoco. Ma alla fine tutto si risolve, riuscendo a scacciare il cattivo. Diciamo che come tutto anche questo videogioco avendo vissuto in epoche differenti ha cercato di adattarsi sempre meglio agli standard moderni, anche se secondo me il vero Crash Bandicoot resterà sempre quello degli inizi. Ora con il remake sono riusciti a dare un’aggiustata, gli occhi brillano nel vedere tanta bellezza delle texture, gli occhi vogliono anche la sua parte.

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Mascotte sempre presente!

Sempre sorridente contro i nemici

Crash non è mai solo!


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APPROFONDIMENTO

REMOTHERED

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I

nomi, queste entità astratte che pretendono di descrivere e giudicare l’esistenza di un’intera vita, se pronunciati in realtà non rivelano niente su ciò che siamo, sulle nostre abitudini e nemmeno sulla nostra vera identità. Chissà quanti altri “Paolo” tutti diversi ci saranno nel mondo… Instillando nelle nostre menti questo dubbio, degno dell’inizio di una tesi ontologica, rifà la sua comparsa il titolo indipendente di Darril Arts e Stormind Games, Remothered: Tormented Fathers. Dopo circa sei mesi dalla nostra ultima anteprima della versione beta e tre dall’uscita in Early Access sulla piattaforma di Valve, il 30 Gennaio sono stati finalmente aperti in modo ufficiale i battenti della terrificante dimora Felton, dove ci attende un lungo e tortuoso labirinto mentale e fisico all’insegna del rompicapo, del mistero e del buon survival horror vecchio stile. Ad introdurre le indagini della detective Rosemary sulla scomparsa della piccola Celeste, non vi è più la visita al signor Richard nel suo studio preceduta

Una storia molto coinvolgente

dal dialogo con la sua severa e lugubre badante Gloria, ma un prologo che vede come protagonista un’anziana signora residente in Italia; non appena le vengono sottoposte alcune domande, lontane e ormai offuscate reminiscenze prendono il sopravvento su di lei e “ricordandosi di dover ricordare qualcosa”, inizia con un lungo flashback la narrazione di ciò che è avvenuto anni prima. Torniamo quindi al punto dove ci eravamo lasciati, il dialogo con il padrone di casa che, come

Cura dei dettagli

abbiamo già evidenziato incide molto sulla caratterizzazione e sull’introspezione dei personaggi, in particolar modo sull’antagonista che sarà soggetto a continue evoluzioni e mutazioni psicologiche (nel bene e nel male) nell’arco della trama di Remothered: Tormented Fathers. Quest’ultima si intreccia in modo inaspettatamente complesso, generando nella mente del giocatore domande, dubbi e una piacevole sensazione di confusione iniziale che andrà scemando man mano che ci si avvicina all’atto finale. Il tutto è ovviamente condito con uno scenario da brivido che metterebbe in soggezione chiunque: la casa, ambiente chiuso dal quale non è possibile uscire una volta entrati, è ricca di pericoli, di luoghi inquietanti e spettrali e coloro che la abitano sono pronti a chiudere la bocca a chiunque vi ci metta piede pur di mantenere nascosti i loro più oscuri segreti. Non c’è quindi dubbio alcuno che una storia sviluppata ottimamente dove i colpi di scena sono all’ordine del minuto, sia un pezzo cardine che compone il puzzle di questo survival horror psicoloVideogiochi e Computer | 29


Personaggi psicologicamente molto complessi

gico in terza persona, tanto acclamato e premiato dal pubblico videoludico amante del genere a cui l’opera appartiene e lascia spazio ad alcuni dubbi e perplessità che sicuramente verranno colmati coi successivi due episodi della trilogia. L’IA risponde senza difetto di sorta alle interazioni di gioco, pertanto fare rumore, correre o compiere azioni che innescano una trappola risulteranno in un’atteggiamento più ostile e punitivo da parte di chi abbiamo alle calcagna perciò, qualunque mezzo si decida di usare, il minimo comune denominatore rimane sempre l’ingegno che fa sempre la differenza tra la salvezza e il progresso ed una morte orribile tra atroci sofferenze, dal momento che non è mai possibile mettere del tutto KO i propri avversari ma al massimo stordirli temporaneamente. La scelta di disporre in lungo e in largo oggetti collezionabili che consistono in approfondimenti su avvenimenti passati riguardanti la famiglia Felton o articoli di giornale che narrano di indagini su avvenimenti loschi 30 | Videogiochi e Computer

ed insoliti associati alla vicenda di cui Rosemary è protagonista, si rivela a dir poco azzeccata poiché essi contribuiscono da un lato a fornire elementi stimolanti per il giocatore durante la partita, dall’altro migliorano notevolmente la rigiocabilità del titolo che diversamente potrebbe risentirne alquanto considerando che gli enigmi non cambiano nel “New Game” e non esistono livelli di difficoltà variabili. Come abbiamo già potuto notare nelle nostre ultime analisi, il comparto grafico, realizzato con Unreal Engine si conferma come una delle colonne portanti dell’opera, con un rendering che non pesa troppo sulla propria GPU ma che tuttavia mette in mostra una cura per il dettaglio spaventosamente mozzafiato: la carta da parati ammuffita, le ragnatele negli angoli delle stanze, il cibo in decomposizione, la mobilia impolverata, ogni particolare viene messo in risalto senza to-


gliere spazio a quello successivo, facendo sì che venga notato nel posto giusto e al momento più opportuno; la mesh poligonale che struttura i modelli 3D è quasi impeccabile e i lineamenti facciali possiedono un’espressività che tange i limiti del realismo. L’ambiente di gioco di Remothered: Tormented Fathers d’altro canto non è da meno e offre un’illuminazione ed un effetto chiaro scuro con giochi di ombre veramente suggestivo che ben si adatta al genere videoludico. Tutto questo è supportato da un sonoro ispirato con tracce realizzate dagli stessi Nabuko Toda e Luca Balboni che hanno lavorato per altre opere videoludiche dal successo internazionale; l’audio 3D con suoni ambientali che forniscono indizi sull’avvicinamento incalzante dei propri inseguitori rende ancora più coinvolgente l’esperienza di gioco. Gli FPS rimangono stabili senza grosse variazioni di sorta anche nei momenti di azione più concitati e non sono presenti bug o glitch che comprometterebbero il gamelplay. Anche il doppiaggio, presente soltanto in lingua inglese, è conforme al pathos ed all’espressività caratteriale dei personaggi, inoltre il difetto che era stato riscontrato durante il periodo di prova della beta per cui alcune frasi risultavano sovrapposte e pronunciate contemporane-

amente dallo stesso personaggio (alquanto fastidioso per l’udito) è stato corretto poiché non è più stato individuato. I movimenti dettati dall’IA dei villain sono più fluidi, meno “scattosi” e più variabili se paragonati all’esperienza precedente e non si ha più quella spiacevole sensazione di essere inseguiti a ruota come se ci si trovasse su un binario. Ispirato a grandi classici come Silent Hill e con, ricordiamolo, espliciti riferimenti a Il Silenzio degli Innocenti,

Remothered: Tormented Fathers offre un gameplay stealth dinamico, ricco di QTE (Quick Time Events) che permettono di divincolarsi dal proprio aggressore utilizzando un oggetto d’autodifesa tra gli innumerevoli messi a disposizione nell’ambiente di gioco. Oltre a ciò si può usufruire di altri utensili da lancio (come bicchieri, bottiglie o simpatici souvenir di vetro con la neve) per destabilizzare l’inseguitore quando si viene individuati oppure è possibile agire d’astuzia sfruttando allarmi, radio, televisori e carillon per attirare l’attenzione degli psicopatici altrove o corde

per bloccare temporaneamente l’ingresso in una stanza e molto altro, anche se a volte la strategia migliore può essere la più semplice: nascondersi sotto a un divano o dentro ad un armadio per sfuggire agli occhi del villain e procedere con cautela quando girerà al largo. In alcuni punti sparsi per l’area di gioco è possibile salvare i progressi e ripristinare con un limite d’utilizzo la propria salute fissando rispettivamente il pendolo o lo specchio di apposite postazioni; una novità assoluta consiste invece nella dislocazione in più zone di strumenti, come solventi o filo spinato, che permettono di potenziare l’oggetto di autodifesa di cui si è attualmente in possesso e ognuno di questi incrementi è specifico per una tipologia di arma non convenzionale (forbici piuttosto che cacciavite). Sono veramente pochi sul mercato i survival psicologici realizzati da software house indipendenti per offrire un’esperienza coinvolgente e oggettivamente soddisfacente dalla durata di circa cinque ore (che raddoppia nel caso si vogliano tutti i collezionabili) agli appassionati del genere. Remothered col suo primo capitolo di una trilogia, è riuscito ad incarnare tali pregi, offrendo tutto ciò che un vero amante dell’horror potrebbe desiderare. Per cui super consigliato per l’acquisto. Videogiochi e Computer | 31


RECENSIONE

Life is Strange C

i sono giochi che ci fanno capire quanto il videogame sia uno straordinario strumento per raccontare delle storie. Giochi che riescono a immergerti in un mondo, a fartelo vivere e sentire, e a creare un legame speciale con i personaggi che vivono al suo interno. Life is Strange, titolo nato dalla mente dei Dontnod, è uno di questi: un gioco che ci ha conquistati sin dalle sue prime immagini e che ci ha coinvolti in un crescendo emotivo lasciandoci una splendida sensazione. La vicenda si svolge in una cittadina del nord ovest degli Stati Uniti chiamata Arcadia, dove la diciannovenne Max è tornata dopo anni di assenza. La ragazza ha speso l’infanzia nella cittadina, per poi spostarsi a Seattle per alcuni anni. Il suo ritorno coincide con l’inizio di un corso di fotografia presso la scuola superiore locale: Max ha talento e passione, ma

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è troppo svogliata e distratta per dedicarsi alla teoria. Durante il giorno a scuola, dopo un terribile incubo in cui la città di Arcadia vien distrutta da un tornado, Max si ritrova suo malgrado testimone dell’omicidio della sua amica di infanzia, Chloe. Nel momento in cui la ragazza cade a terra colpita da una pallottola, Max si accorge di avere il dono di riavvolgere il tempo e, di conseguenza, di cambiare il futuro. In Life is Strange ogni azione ha le proprie ripercussioni sul mondo


Gameplay intenso

del gioco, e le scelte compiute dalla protagonista nelle fasi di dialogo e negli avvenimenti più importanti della vicenda possono stravolgerne l’esito. Piccole cose, come la rimozione di una scritta da una lavagna o un semplice atto di gentilezza o negligenza plasmano il continuum spazio temporale, dando luogo a risultati spesso imprevedibili o addirittura sospesi e indecifrabili nell’immediato, e grazie al potere di Max vi è sempre la possibilità di riavvolgere il tempo e ritornare sui propri passi. Come nella metafora dell’effetto farfalla, un’azione apparentemente innocua può portare a grandi conseguenze, che né il giocatore né la protagonista possono compren-

dere. La struttura episodica di Life is Strange, rilasciato in cinque capitoli distribuiti a distanza di quattro settimane l’uno dall’altro, ci costringono a sospendere i nostri giudizi, lasciandoci in un meraviglioso dubbio che non vediamo l’ora di risolvere. Il gameplay di Life is Strange è ridotto all’osso, persino per a cui appartiene. Max può dialogare con i personaggi presenti nel gioco e risolvere dei semplici puzzle, che richiedono sempre l’utilizzo del riavvolgimento del tempo. Nel primo episodio non vi sono enigmi particolarmente ostici, e il gioco procede verso la sua conclusione, che arriva in meno di due ore. L’aspetto che rende Life is Strange particolarmente interessante è

Ho giocato a Life is Strange a partire da questa estate sulla mia PS4, incuriosita da uno sconto sulla stagione completa e non mi sono pentita neanche per un secondo dell’acquisto.

costituito dal costante dubbio in cui il giocatore si trova immerso: anche se abbiamo la possibilità di riavvolgere il tempo e cambiare le nostre decisioni, l’esito di queste si concretizza molto più avanti ed è impossibile per il giocatore capire anzitempo di avere compiuto la scelta giusta o sbagliata. Max può scattare fotoVideogiochi e Computer | 33


La delicatezza e forza della gioventù

grafie che fungono sia da oggetti collezionabili che da elementi importanti per la trama, ma che - ancora una volta - restano avvolte nel mistero per parecchio tempo prima di tornare utili. Uno degli aspetti del gioco che più colpisce è dato dalla sua capacità di mescolare con naturalezza elementi di cultura alta e popolare senza mai risultare tedioso o forzato. Lo stile grafico è unico: il gioco è interamente texturizzato ad acquarello. Il primo capitolo di Life is Strange, Chrysalis, è una sorpresa straordinariamente positiva che ci fa bramare l’arrivo del secondo episodio, previso per Marzo. La release episodica ha probabilmente punito il gameplay, che alla fine di questo primo assaggio ci lascia un sacco di domande in sospeso e non 34 | Videogiochi e Computer

ci permette di comprendere il reale peso delle scelte compiute nel corso dell’avventura. Il suo gameplay leggero e la durata molto breve potrebbe non piacere a tutti, ma l’atmosfera in cui il gioco ci immerge grazie ad una sceneggiatura d’eccezione è semplicemente straordinaria. Questo primo capitolo costa appena cinque euro: vi consigliamo di dargli fiducia, potreste restarne sbalorditi. Ogni viaggio, prima o poi, giunge al termine. Quando durante il suo corso abbiamo imparato ad amarlo e a viverlo in quanto esperienza diametralmente opposta alla routine e quindi capace di darci sempre qualcosa di nuovo ed emozionante, il punto di arresto può alle volte essere doloroso e lasciarci con quell’ultima pagina del libro sospesa

fra indice e pollice, indecisa, ma destinata comunque ad essere l’ultima. Life is Strange non fa eccezione e si dimostra essere (stato) uno splendido viaggio a tutti gli effetti, molto più accomunabile ad un romanzo, per empatia suscitata dalla narrazione e dai suoi protagonisti, che non a un lungometraggio cinematografico o ad una serie televisiva, nonostante il format possa in effetti richiamare più da vicino questo genere di prodotti. Non ci sono veri motivi per rinunciare al giocare Life is Strange e ce ne sono invece un milione per farlo. Perché è un gioco fresco, con una regia accattivante, capace di momenti appassionanti e altri struggenti, una direzione artistica fortissima, tanto nell’appeal visivo sgargiante quanto nel design so-


noro eccezionale, dai suoni ambientali alla OST elegante. Life is Strange è poco videogioco nel senso tradizionale del termine, ma questo non è un male, considerato che Dontnod sfrutta al meglio le capacità del mezzo per proporre la sua meravigliosa storia e raccontarla tramite la possibilità del giocatore di plasmare in parte le vicende grazie alle sue decisioni sulla personale empatia con i personaggi e il proprio metro di giudizio. Alla domanda “quindi potevano farci un film?” la risposta è “No”. Life is Strange è perfettamente al suo posto in quanto videogame, come altri giochi prima di lui e altri titoli che verranno. Un gioco non esente da difetti, ma si classifica come un must play, confezionato con gusto vincente.

Vi travolgerà con le vostre scelte Videogiochi e Computer | 35


RECENSIONE

BEHOLDER Le vite degli altri

B

eholder è un titolo ambizioso e dalle premesse promettenti frutto delle fatiche di Warm Lamp Games, un piccolo studio indipendente russo situato in Siberia. Non è un caso, forse, che questo titolo sia pervaso dallo spettro dell’oppressione e della paranoia ricollegabili

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alla Guerra Fredda. Beholder ci catapulta infatti in una nazione nelle grinfie di un regime totalitario, in una distopia dalla locazione temporale e geografica non meglio precisata. Il primo fattore si può intuire, forse, grazie ad un pizzico di spirito di osservazione e fantasia. Il nostro nome è Carl e siamo appena stati trasferiti in un edificio abitativo in veste di custodi assieme alla nostra famiglia. A quanto pare, il nostro predecessore non è stato all’altezza dei suoi compiti e le conseguenze di questa incompetenza gli sono piombate inevitabilmente addosso. Ma com’è possibile? Si tratta di un compito semplice, no? Sorvegliare, spiare e indagare su ogni inquilino in maniera da po-


Cosa sei disposto a fare?

cio tramite il mouse, riuscendo a coprire, grazie alla corsa, anche le destinazioni più remote in una manciata di secondi. Beholder ci ha colpito non solo per la ter scovare beni o attività illegali, situazione in cui fa precipitare il tutto per il bene e la prosperità giocatore, in un’atmosfera pesandel regime. Dovremmo esserne te e densa come il regime che, onorati. Cosa potrebbe andare come una cappa plumbea, non storto? Non appena si pensa a lascia mai la volta celeste sopra uno scenario distopico oppressivo lo stabile che condivideremo con e che ci mette “in mezzo”, è inegli altri inquilini, ma anche per il vitabile pensare a Papers, Please. suo approccio grafico peculiare. Anche nel titolo di Lucas Pope, A parte qualche piccola confuinfatti, ci si veniva a scontrare con sione iniziale, i giocatori avranno le realtà individuali di chi, per un ben presto tutto ciò che serve motivo o per un altro, intendeva loro per poter svolgere il loro varcare la frontiera di Arstotzka. compito come meglio ritengono. Rispetto a quest’ultimo, tuttavia, Da non dimenticare, inoltre, gli Beholder cambia approccio di in- intrighi familiari e personali di chi terazione, donandoci anche una condividerà con noi quell’edificio certa libertà di movimento e di umido e malconcio e che non povisuale. È infatti possibile sia spo- tremo fare a meno di fare anche stare la telecamera liberamente un po’ nostri. L’accompagnamen(nonché regolarne lo zoom) e far to musicale, efficace nel ripropormuovere Carl lungo l’intero edifi- re le circostanze descritte poco

fa, potrebbe alla lunga stancare a causa di una scarsa varietà di tracce. Coinvolge per molte ragioni, ma per altre, purtroppo, potrebbe risultare un poco ostico e quasi “ripetitivo”. La linea narrativa principale granitica, infatti, ci costringerà a ripercorrere alcuni dialoghi e interazioni più volte al fine di poter sbloccare i vari finali. Alcuni eventi saranno inoltre del tutto imprevedibili e si tratta di una variabile senz’altro piacevole dal punto di vista dell’intreccio. Non possiamo che confermare la validità di Beholder, ma possiamo consigliarlo vivamente solo a chi è pronto a tornare sui propri passi e ritentare dove prima aveva fallito a suon di salvataggi (automatici) frequenti. Che cosa succede quindi se dobbiamo interagire con un atto nel proprio appartamento. Potrebbe farlo, oppure no. Nel caso, ESC > Load Game. Videogiochi e Computer | 37


RECENSIONE


OKAMI HD Il tratto divino di HIDEKI KAMIYA

L

’ arrivo di Okami HD segna

il debutto su PC, estremamente in ritardo, di uno dei titoli più importanti della prima decade del 2000, nonché secondo molti, uno dei migliori giochi di tutti i tempi. È chiaro che la carica innovativa dell’opera sviluppata originariamente da Clover Studio si è leggermente affievolita nel tempo, ma sono proprio i giocatori PC a godere maggiormente di questa riedizione, perché rappresenta una delle poche occasioni di potersi gustare al monitor l’esponente di un genere che si ispira a una delle saghe nipponiche più importanti della storia: The Legend of Zelda. La combinazione tra messa in

scena e gameplay determina una sinergia importantissima che non ha mai praticamente avuto un seguito così unico in altri videogiochi. L’idea che il giocatore debba imparare i simboli delle divinità attraverso un gesto del pennello da emulare, per quanto semplice, resta una soluzione efficace per progredire nel gioco e comunicare i valori tradizionali a cui si ispira. Guardando direttamente alla serie a cui si ispira, ovvero The Legend of Zelda, Okami rinuncia a complicati dungeon in favore di un’ambientazione che si sviluppa intorno alla storia e alla sua logica artistica. Le nuove tecniche del pennello celestiale amplificano i poteri della divinità

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Stile magico del disegno

Amaterasu incarnata nel lupo bianco, e rappresentano gli dèi che si schierano dalla sua parte per combattere una minaccia troppo grande. Al di fuori dell’iniziale lentezza già descritta alcune delle sue quest interne sono tutt’altro che brillanti, e nonostante una colonna sonora splendida la scelta di rendere le voci dei personaggi uno strano borbottio ripetuto ha trasformato alcune cutscene in veleno per la mente. Si fa di norma l’abitudine al “modo di parlare” dei comprimari di Ammy durante

Una storia lunga un viaggio

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la campagna ma nel caso non doveste farcela vi consigliamo di zittire l’audio del parlato dalle opzioni; fidatevi, ci ringrazierete. Ora che cotanta bellezza è stata ancora una volta descritta, ad ogni modo, è il caso di valutare il port vero e proprio, e le sue caratteristiche. Ecco, invero non si tratta della miglior edizione possibile, perché se da una parte il gioco vanta ancora un aspetto magnifico per via di uno stile grafico che ricorda da vicino i dipinti giapponesi, dall’altra non ci sono ritocchi di alcun tipo alla sua struttura. Il minigioco dei caricamenti è disattivabile o attivabile a piacere, ma questo è un fattore di poca importanza: il testo dei dialoghi non è velocizzabile a dovere e l’unica vera chicca dell’operazione sta nel supporto alla risoluzione 4K. La bellezza di questo gioco non risiede nella risoluzione, dunque ci sarebbe piaciuto un lavoro più approfondito negli altri aspetti nonostante il prezzo più che accessibile di vendita.


ANTEPRIMA

HELLO NEIGHBOR E se il signor Wilson fosse un mostro?

H

ello Neighbor è un first person horror stealth platform (ci torneremo dopo) in sviluppo presso Dynamic Pixels, team attivo dal 2004 principalmente nel campo mobile. Il gioco uscirà l’8 Dicembre per tinyBuild, prolifico team di sviluppo indipendente e publisher. Un’occhiata alla loro scuderia ed è evidente l’alternanza di titoli furbacchioni e derivativi da una parte (Party Hard e Guts and Glory vi ricordano qualcosa?), e geniali intuizioni dall’altra, come l’ibrido Punch Club o il pionieristico Stage Presence, per citarne un paio. In Hello Neighbor vestiamo i panni di un giovane appena trasferitosi in un grazioso quartiere residenziale. Dai primissimi minuti di gioco apprendiamo che il nostro dirimpettaio vive in una gigantesca casa ai limiti delle

leggi fisiche, in cui suole passare il tempo ascoltando le urla provenienti da una porta chiusa a chiave, o lanciandoci occhiatacce ogni volta che usciamo di casa. Questo l’antefatto del gioco, che si conclude con un implicito ma irresistibile invito a scoprire di più sul nostro vicino cercando di entrare in casa sua con ogni mezzo necessario. Hello Neighbor promette molto e bene: un’esperienza horror stealth in un contesto che oscilla tra il grottesco e il comico, con una IA in grado di metterci i brividi senza frustrarci con la sua meccanica onniscienza. Spesso si raccomanda prudenza nello scrivere di alpha, early access e compagnia. Modelli, performance e intere dinamiche di gameplay potrebbero migliorare da una versione all’altra, o sparire per sempre.

Sarai più furbo di lui?

Hello Neighbor è disponibile per tutti sotto forma di demo gratuita, mentre chi preordina il gioco. Un gioco dalle premesse atipiche e dal gameplay quasi arcade, con la graditissima variante dell’avanzata intelligenza artificiale. Tecnicamente, il gioco non è esente da cadute di stile, consiglio Hello Neighbor a tutti i fifoni appassionati di horror come me, e a chiunque voglia assistere ai primi passi di una nuova ondata horror 1v1, che non credo tarderà ad arrivare. Il prezzo attuale (28 dollari) non è bassissimo per i contenuti offerti. Consiglio caldamente la demo gratuita, sicuramente limitata rispetto alla versione corrente, ma anche più compatta e di facile completamento, utile per farsi una buona idea del gioco. Videogiochi e Computer | 41


ANTEPRIMA

DETROIT BECOME HUMAN

l’abuso infantile e indipendentemente dal fatto che si tratti di un frammento significativo oppure un mero espediente emotivo, fa capire come il nuovo progetto di Quantic Dream si dichiari pronto a scavare negli aspetti più torbidi e discussi della nostra società per metterci a disposizione una storia che possa anche diventare spunto di riflessione. Dopo un lungo periodo di attesa pare avere una finestra di lancio ben precisa: primavera 2018. L’importante è che finalmente, mese più o mese meno, il nuovo promettente gioco è a un passo dal nostro portafoglio Quanto sono elevate le vostre attese in merito?

Una ragazza speciale

E

ra già nell’aria da tempo. I più attenti di voi sicuramente ricorderanno la tech demo rilasciata qualche anno fa da Quantic Dream intitolata Kara. In quel toccante video un androide veniva assemblato sotto i nostri occhi e sottoposto ad una serie di test per verificarne il corretto funzionamento. Dopo averli superati tutti brillantemente la giovane si rende conto che il suo destino è quello di essere venduta al pari di un semplice elettrodomestico. Questa rivelazione la sconvolge ed ella mostra di possedere una coscienza. L’esaminatore decide dunque che è difettosa e procede allo smontaggio, ma proprio mentre viene smembrata dalla stessa macchina che poco prima l’aveva generata, la ragazza implora di essere risparmiata e il suo carnefice, probabilmente

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commosso quanto noi spettatori da quelle suppliche, le consente di prendere la sua strada. Alla recente Games Week di Parigi, David Cage ha ufficializzato il nuovo progetto in cantiere presso gli studi Quantic Dream e legato proprio a quella tech demo, stiamo parlando di Detroit: Become Human. Kara girerà per le strade di una Detroit del futuro. La protagonista è l’unica sintetica in città che non “appare” come un robot, è vestita come un comune passante e percorre le vie rivolgendosi a sé stessa. Detroit: Become Human si posiziona quindi a tutti gli effetti nella più classica della fantascienza. In soli due filmati ha promesso una profondità emotiva intensa nonché alcuni fra i temi più scottanti da inserire in una trama. Il gioco ha messo infatti in scena, ad esempio,

Riuscirai a liberarli?

Scontro con gli esseri umani


ANTEPRIMA

Stare sempre attenti

P

resentato durante lo scorso E3, The Impatient è il nuovo progetto di Supermassive Games che fino ad oggi è rimasto abbastanza avvolto nel mistero. Tutto quello che si poteva evincere dai trailer di debutto del titolo dagli autori di Until Dawn e Until Dawn Rush of blood infatti, erano le tinte oscure e l’atmosfera disturbata che ormai sono un marchio di fabbrica del team britannico. Abbiamo dovuto mettere le mani sul gioco completo per farci realmente un’idea di cosa avevamo davanti, e finalmente, siamo pronti a parlarvene. Ma quale è il reale contesto di The Inpatient? Sostanzialmente vestiremo i panni di questo misterioso paziente che negli anni ‘50 è stato internato in un manicomio. La prima parte dell’avventura si svolge principalmente tra le 4 mura della nostra stanza/cella, chiacchierando con gli infermieri e il nostro compagno di cella, cercando di capire esattamente il motivo per cui ci ritroviamo in

THE INPATIENT Sei sicuro di essere sano? quella situazione e quello degli strani eventi che coinvolgono il complesso. Visioni improvvise, allucinate e destabilizzanti inizialmente totalmente inspiegabili, strane urla nella notte ed altri macabri avvenimenti, ci terranno in un costante stato di tensione. The Inpatient è un gioco piuttosto passivo e lineare, le interazioni sono ridotte all’osso, possiamo prendere in mano qualche oggetto, usare la torcia liberamente per farci luce e fissare lo sguardo su alcuni oggetti speciali che attivano dei flashback di pochi istanti, che andranno a far luce sul passato del protagonista. Collezionare questi ricordi e la dinamica de “l’effetto farfalla” costituiscono l’unica sostanza ludica di un gioco che si rivela per lo più “contemplativo”. The Impatient, pur facendoti giocare poco, ha l’enorme capacità di

avvinghiarti al contesto creato. Crea una struttura interessante, un’atmosfera innegabile, e soprattutto, una storia da vivere in prima persona con tutte le carte in regola per tenerci con il fiato sospeso fino alla fine. Poi, ad un certo punto, un punto che arriva molto presto (circa 3 o 4 ore), butta tutto alle ortiche. Il gioco finisce, senza nemmeno darti l’impressione di giungere ad un epilogo, ma quando anzi pensi che deve ancora venire il bello e, anche se passi il tempo solo a chiacchierare, muovere la torcia, sollevare oggetti, e poco altro, sei veramente preso dalle vicende. Finisce e ti lascia li come uno stronzo. E allora ridimensioni un po’ tutto, e la povertà concettuale e contenutistica del pacchetto, ti pesa ancora di più. È una pietanza che volente o nolente divori davvero troppo in fretta. Videogiochi e Computer | 43


TESTA A TESTA

LA GUERRA DEI PUNTI Un tempo i videogiochi ruotavano attorno al concetto di punteggio. Battere il record voleva dire vedere il proprio nome al primo posto sui monitor dei cabinati. Oggi le dinamiche sociali sono cambiate, ma alcuni giochi continuano a vivere secondo i vecchi principi seguendo una filosofia fatta di adrenalina e di sfide all’ultimo punto. 44 | Videogiochi e Computer


NEX MACHINA Anni di impegno e di esperimenti al limite del sadismo. Preparati a sudare sangue! uesto meraviglioso Q esemplare di sparatutto è una sfida dannatamente impegnativa. È stato progettato per omaggiare le dinamiche delle vecchie sale giochi, invitando a migliorare e migliorarsi per raggiungere il finale con il punteggio più alto possibile e, possibilmente, con un solo credito. Nella classifica mondiale ci sono risultati sovrumani quasi irraggiungibili, che non faranno

altro che spronarti a iniziare una nuova partita per battere il tuo record precedente. Ogni partita dura una manciata di minuti e questa rapidità strutturale favorisce l’assuefazione. Ogni morte sul campo di battaglia porta con sé un miglioramento immediatamente riscontrabile nel tentativo successivo. Ogni secondo passato a vomitare piombo e laser su alieni assetati di sangue porta verso risultati migliori.

Duri colpi nel campo di battaglia

Personaggi forti da sconfiggere

PAC-MAN 256 Quando si parla di sfide a punti nei videogiochi Pac-Man è sempre al centro del discorso

C

Super grafica rinnovata

ome accade con tutti gli endless runner in questa atipica versione di Pac-Man ha difficoltà aumentata costantemente nel corso della partita, inserendo sempre più elementi in grado di indurre all’errore fatale. Il bilanciamento trovato da Hipster Wales è a dir poco perfetto e non sfocia mai nella frustrazione. Un risultato difficile da ottenere, nato anche grazie all’esperienza maturata con il popolare

Crossy Road. La versione originale è una delle esperienze più trasversali e intuitive nella storia dei videogiochi. In questa versione il concetto è analogo ma il cocktail si aggiungono con l’avanzamento dell’area di gioco e i potenziamenti sbloccabili gradualmente. La curva di apprendimento è ben bilanciata, ma gli elementi in gioco sono così pochi che si arriva presto a sapere tutto ciò che serve. Videogiochi e Computer | 45


RESOGUN Da oltre quattro anni mette alla prova gli amanti ossessionati degli sparatutto livello di difficoltà di Iè lquesta perla pirotecnica calibrato alla perfezione. Per raggiungere i punteggi alti devi tenere sotto controllo una manciata di elementi da incastrare in modo certosino. Sopravvivere alle ondate dei nemici non è particolarmente difficile, ma farlo mantenendo intatto il moltiplicatore e salvando tutti gli umani è un vero inferno! Resogun è una droga e crea una dipendenza per ben di

una manciata di ore. Questo gioco è come la vita, ti prende a schiaffi senza pietà lasciandoti imparare dagli errori. Nelle prime partite non farai altro che cercare di sopravvivere uccidendo la maggior parte dei nemici, ma lentamente ti accorgerai che questo non basta per accumulare punti. Dopo un po’ capirai le meccaniche base del moltiplicatore e scoprirai il segreto per salvare tutti gli umani.

Tantissimi nemici da combattere

Bisogna essere veloci nel sparare

BULLETSTORM Uscito nell’era PS3, rispolverato per seminare il panico anche sull’attuale ammiraglia Sony

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Colpiscili tutti!

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ascia così tanta libertà di sperimentazione da essere una sorta di parco giochi ultra-violento. Bulletstorm ha un multiplayer capace di trasformare un gruppo di amici in bestie urlanti drogate di record. La modalità Anarchy ti permette di affrontare le classiche orde di nemici insieme ad un massimo di tre amici, con l’obiettivo comune di accumulare il maggior numero di punti. Le meccaniche del gioco

sono piuttosto semplici e attraverso la Campagna si imparano le basi di ogni arma. Dopo aver ricevuto l’indispensabile infarinatura, il processo di crescita è costante ed è legato al desiderio di sperimentare. Ci sarà pure un motivo se il sistema di gioco si chiama “Kill with Skill”? Impara a sfruttare lo strumento con cui lanciare in aria i nemici, magari contro enormi cactus e altri elementi delle ambientazioni!


DOOM Il Re degli fps è recentemente tornato a divertire e a terrorizzare milioni di giocatori utto ciò che devi sapeTattraverso re di Doom lo impari la Campagna. Il resto si aggiunge alle solide basi del gioco originale. Non ci metterai molto a imparare la gestione del moltiplicatore e ad accumulare punti attraverso la raccolta di rune e oggetti. In questo caso la difficoltà dell’esperienza è legata al livello selezionato tra quelli a disposizione. Puoi scegliere quello più adatto alle tue capacità, ottenere

medaglie non è particolarmente difficoltoso ma prendere gli ori dovrai sudare, pensi di farcela? La modalità Arcade di Doom vanta comunque una certa varietà e la struttura a medaglie non genera il tradizionale loop dei giochi a punti. Ti capiterà spesso di prendere pause e difficilmente proverai le sensazioni generate da un Nex Machina o da un Resogun. È un gioco eccellente provar per credere!

Mostri ovunque!

GEOMETRY L’ultima incarnazione ha aggiunto tanta carne al fuoco a un piatto già molto ricco

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Ambienti mozzafiato spaziali!

seconda della modalità scelta, Geometry può essere una passeggiata di salute o l’incarnazione poligonale dell’inferno. La struttura progressiva fa sì che col passare del tempo le partite diventino sempre più intense, con ondate di nemici via via più difficili da gestire senza ricorrere a elaborate imprecazioni. Ogni sfida ha regole diverse, una colonna sonora dedicata e una struttura unica. Provandole

tutte troverai quella più in linea con le tue esigenze, con cui scatterà un rapporto di amore/odio a cui sarà molto difficile rinunciare. La curva di apprendimento è ben studiata e semplice che ricordano le vecchie esperienze Arcade, in questo caso ci sono tante modalità, potrai anche essere un campione nella classica ma può bastare un cambio per mandare in tilt la tua coordinazione oculomotoria. Videogiochi e Computer | 47


CRAZY TAXI Crazy Taxi è una delle esperienze Arcade più belle, divertenti e appaganti in circolazione on è facile diventare N campioni di Crazy Taxi perché vanta un livello di difficoltà studiato per bruciare i gettoni dei giocatori, però l’esperienza non è mai frustrante a differenza di quello che accadeva in altri vecchi arcade, non ti mette mai di fronte a situazioni ingiuste. È necessario imparare a memoria le mappe della città, così da portare i clienti a destinazione nel minor tempo possibile. Sono presenti

tante scorciatoie, è necessario imparare a sfruttare tecniche di guida speciali come la derapata, la partenza rapida e la frenata istantanea. La versione originale del gioco con la colonna sonora Offspring, era in grado di penetrare nel cervello delle persone per non abbandonarlo mai. Le tracce audio sono diverse per via dei diritti. A dimostrazione di quanto sia difficile creare il cocktail perfetto.

Portali tutti a destinazione!

WILD GUNS Nato per Super Nintendo, recentemente tornato alla ribalta su PS4, con qualche gradita aggiunta

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Meccaniche selvatiche

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a purezza Arcade è tale da favorire la nascita di un legame indissolubile con il giocatore. Una volta trovato il tuo personaggio preferito proverai il desiderio costante di caricare il gioco per abbattere centinaia di cowboy e creature meccaniche, magari in compagnia di amici. Dopo anni di giochi addolciti dai salvataggi automatici, tornare ad un’esperienza dura e pura come questa può essere un trauma.

Una volta iniziata la partita hai a disposizione una manciata di vite per raggiungere il finale e basta un colpo per cadere a terra esanimi. Se non hai mai provato l’ansia di non poter commettere nemmeno il più piccolo errore, questa è l’occasione perfetta per sperimentarla! Le meccaniche del gioco non sono state stravolte e ha avuto il coraggio di non allontanarsi dalla grafica pixellosa, bisogna giocarlo!


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REINSTALL

Un intelligente, incredibilmente bello puzzle-platform

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Troppo carino!

FEZ F

ez non è una questione di gusti. È Fez, e se non vi piace nemmeno un po’ siete come Souther di Ken, con il cuore montato al contrario. Senza girarci troppo intorno, credo che sia il gioco più bello ed emozionante della scorsa generazione, e che il suo arrivo nel mondo PlayStation sia un evento per tutti quelli che non hanno ancora avuto modo di giocarci. Non è il solito giochino indie con un gameplay sfizioso e una grafica dal retrogusto retro: è un’opera monumentale, ambiziosa, con quella scintilla di follia che fa la differenza tra arte e intrattenimento. È un gioco che non ha paura di nascondere i suoi segreti e di rivelarli solo a una piccolissima percentuale del suo pubblico. Un gioco che ti fa prendere un foglio di carta, di quelli veri, fatti con

gli alberi e ti fa scarabocchiare simboli, numeri, alfabeti, manco fossimo ai tempi di Loom. L’estetica di Fez non si fossilizza sulla nostalgia, anzi sfrutta i classici del videogioco per sperimentare, innovare, esplorare. Avevo gridato al capolavoro due anni fa, su Xbox 360, e sono felice di poterlo fare di nuovo, su PS Vita, PS4 e PS3. L’idea alla base dell’avventura del simpatico Gomez è molto semplice: il mondo che vediamo è in due dimensioni, ma ne esiste una terza, una misteriosa direzione Z che le creature del mondo non riescono nemmeno a immaginare. Un po’ come il quadrato di Flatlandia, il nostro eroe incontra un’entità inconcepibile, un esaedro, che gli svela l’esistenza di un fantomatico 3D e gli assegna il compito di salvare Videogiochi e Computer | 51


Una serie di immagini dei dettagli dei livelli

il mondo da un collasso cosmico. Da queste premesse nasce un platform/puzzle/ avventura tutto incentrato su una meccanica molto particolare, la rotazione. Il mondo che vediamo è 2D ma è in realtà la proiezione di un paesaggio 3D, il risultato “schiacciato sullo schermo” di una realtà fatta di cubi e non di quadrati. Quando lo giriamo, Gomez rimane nella stessa posizione, ma il mondo ruota, cambiando il punto di vista e rivelando piattaforme, porte e forzieri. Sulla carta è cervellotico, ma nella pratica bastano dieci secondi, sia per capire, sia per rimanere a bocca aperta per la bellezza dell’effetto. Questa meccanica, nelle sapienti mani di Phil Fish, dà vita a un platform intel52 | Videogiochi e Computer

ligente con enigmi geniali che spesso e volentieri infrangono la quarta parete, violando le convenzioni di giochi moderni e chiedendo una sana dose di pensiero laterale a chi tiene in mano il controller. Il più grande risultato di Fez, però, è legato a doppio filo al genio del suo creatore, a quella scintilla di follia di cui sopra. Per descrivervela, devo fare un piccolo spoiler, quindi

se volete mantenervi illibati passate direttamente al prossimo paragrafo. Fatto? Vado? OK. Sin dall’inizio si nota come il mondo di gioco sia pieno di simboli sul muro, di scritte con un alfabeto incomprensibile. Nella mia innocenza da giocatore del ventunesimo secolo mi aspettavo che fossero una semplice decorazione, una nota di colore. E invece no. Dopo un paio d’ore di gioco

SUPER MARIO

TETRIS

ZELDA

Il platform è ripreso da Mario anche se è molto più semplice, senza nemici o power up.

I blocchi di Tetris sono ovunque in Fez, in cui ci sono strane lingue da decifrare.

La struttura del mondo aperto e di ritrovamenti oggetti richiama la serie di Zelda.


C’è sempre tanto da scoprire!

realizzo che hanno un significato, una rilevanza ai fini dell’avventura e della trama. Ancora una volta, nella mia innocenza, mi aspettavo di trovare un oggetto magico, un qualcosa che mi dicesse: “Complimenti! Hai ottenuto gli occhiali della nonna! Puoi leggere tutte quelle scritte in un formato intellegibile!” Sarebbe normale, no? Ecco, invece la chiave di lettura per capire quei simboli, alcuni dei quali servono effettivamente per proseguire nella storia, è nascosta in piccoli dettagli del mondo di gioco. Muri da guardare da prospettive diverse, lavagne, cubi... Nel momento in cui ho decifrato la primissima parte di questo enigma ho capito che Fez faceva sul serio, che era più pazzo di quanto avessi immaginato, e che tutto quel che avevo visto e creduto andava riguardato con occhi diversi, con

uno spirito quasi scientifico. L’emozione di trovarsi in un mondo così coerente, frutto di una fantasia così particolare e rimane una delle rivelazioni del gaming dell’ultima generazione. È il motivo per cui Fez, al di là delle polemiche e delle chiacchiere è un classico del futuro, una gemma, un capolavoro nel senso più pieno della parola. Queste meraviglie si trovano perfettamente sia sulle console domestiche, dove è più facile godere della fantastica colonna sonora di Disasterpiece, sia su PS Vita, grazie alla quale l’ossessione degli enigmi può seguirvi anche in metropolitana, con il sempre più indispensabile cross-save (il vero fiore all’occhiello dell’ecosistema Sony, a mio avviso). Se non avete mai giocato a Fez, questo è il momento di farlo. Grazie alla mia memoria mi sono goduto di

nuovo l’avventura, senza le stesse emozioni forti del primo giro ma con lo stesso piacere per la risoluzione degli enigmi e la bellezza del mondo di gioco. Ho giocato principalmente su PS Vita a letto o stravaccato sul divano, ma mi sono goduto alcuni passaggi su PS4, beandomi della potenza della colonna sonora (ancora una volta, una delle migliori della scorsa generazione, se non LA migliore). Per completare l’avventura bastano circa 10 ore, ma per scoprire tutto ce ne vogliono almeno il doppio. È uno dei migliori giochi della scorsa generazione, nonché una pietra miliare del mondo indie. Phil Fish ha dato vita a qualcosa di speciale, che si trova perfettamente a suo agio nella sua nuova casa sulle console Sony. Se non avete mai giocato a Fez, non esitate. Non avete idea di cosa vi aspetta! Videogiochi e Computer | 53


ANTEPRIMA

TOKIO 42 Una fresca prospettiva su un mondo pieno di azione

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okyo 42 sembrava avere tutte le carte in regola per stupire gli appassionati delle produzioni indipendenti con alcune trovate interessanti, uno stile fuori dalle righe e uno spiccato citazionismo di vecchi classici del passato. Alla base del concept ideato da Maciej Strychalski e Sean Wright ci sono infatti una moltitudine di punti di riferimento che spaziano dai primissimi episodi di Grand Theft Auto al vecchio Syndicate della Bullfrog, passando per un altro grande classico degli anni ‘90 come Cannon Fodder. Insomma, visti i tempi stiamo parlando di un’operazione abbastanza insolita, dalla quale emerge un volitivo action shooter con visuale isometrica che prova ad esaltare componenti come la pianificazione strategica, il mimetismo e l’azione stealth nella cornice di una Tokyo futuristica dal sapore cyberpunk. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare alla luce della tematica di riferimento, Tokyo 42 riesce a distinguersi specialmente per il particolare stile grafico e le vivaci tonalità cromatiche con cui sono stati caratterizzati gli scenari: una qualità che balza all’occhio già ad un primo sguardo e che cattura l’attenzione dell’osservatore ancor prima di entrare in sintonia con le meccaniche ludiche. Il gioco è disponibile a partire da oggi su PC e Xbox One ad un prezzo di 19.99 euro, mentre l’edizione per PlayStation 4 arriverà nel mese di Luglio. La trama di Tokyo 42 è poco più di un pretesto

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Rappresentazione del campo di gioco

per dare il via al tema che farà da filo conduttore per l’intera durata della campagna single player, ovvero i propositi di vendetta. L’anonimo protagonista dell’avventura sta trascorrendo una serata di relax nel suo appartamento quando all’improvviso scopre di essere stato incastrato per un omicidio che non ha mai commesso. La polizia si accinge a fare irruzione nell’edificio, ma inaspettatamente un misterioso alleato leva le castagne dal fuoco e lo avvisa di fuggire. Persuaso a scoprire cosa si nasconda dietro a questa losca faccenda, l’alter ego del giocatore viene esortato a trasformarsi a sua volta in un letale killer e a farsi largo senza tanti convenevoli per scoprire la verità. Ha così inizio una singolare attività d’indagine che coinvolgerà la criminalità organizzata della metropoli nipponica, conducendo alla fonte da cui tutto quanto ha avuto inizio. Il viaggio pone il giocatore di fronte alla necessità di gestire più stili di combattimento, privilegiando le dinamiche d’infiltrazione rispetto allo scontro frontale. Tokyo 42 poggia le sue basi su una struttura sandbox ricca di edifici, ponti e piazze collocati su vari livelli. La verticalità e la quantità di prospettive selezionabili con la semplice rotazione della visuale sono strettamente connesse


alle caratteristiche del gameplay e danno modo di variare l’approccio sulla base delle situazioni che vengono a configurarsi e dello stile che si predilige. Peraltro durante la nostra prova definitiva hanno trovato conferma alcune impressioni che avevamo già avuto occasione di cogliere nel nostro hands-on di qualche mese fa, ovvero che la struttura delle mappe non offra grande varietà sul piano del level design, puntando più sulla verticalità che sulla diversificazione dei luoghi. Offre un discreto numero di missioni principali ma anche svariate attività secondarie che vanno portate a termine per incamerare reputazione e proseguire nel racconto, però che i suddetti incarichi non presentano grandi variazioni sul tema, prevedendo per lo più di uccidere obiettivi specifici o eliminare intere frange della criminalità organizzata. Oltre la campagna offline c’è anche una limitata modalità multiplayer, che consente di sfidare altri utenti attraverso dei deathmatch. Si rende necessario individuare la posizione del nemico per farlo fuori prima che sia lui ad avere la meglio. Il mimetismo assume un ruolo centrale, tant’è che se si viene individuati è indispensabile modificare aspetto per provare a far perdere di nuovo le proprie tracce.

Colori sgargianti

Prospettive mozzafiato

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INTERNET

IL LATO OSCURO DELLA RETE Isolato dall’Internet convenzionale, esiste anche un mondo “oscuro” del Web ino a qualche settimana fa la magFscenza gior parte di noi non era a conodell’esistenza di una rete Darknet e di cosa nascondesse. Dopo il terribile attacco di follia a Monaco si è acceso un animato dibattito sul lato oscuro di Internet. Il giovane autore di questa efferata azione aveva acquistato la sua arma su un mercato illegale del Darknet, con un semplice clic del mouse, come avviene sui tradizionali shop on-line. Ma cosa si nasconde dietro questa misteriosa Darknet in continua crescita e isolata dagli indirizzi WWW? Abbiamo cercato di dare una risposta ad un paio di interrogativi più importanti di questo argomento.

Che cos’è la Darknet? Darknet è anzitutto un termine collettivo che riunisce numerose e differenti pagine anonime, mercati, forum di discussione e altre offerte, presenti su Internet. A differenza delle pagine Web tradizionali, questi siti non sono rag-

giungibili tramite un indirizzo WWW e neppure attraverso i classici motori di ricerca come Google. Esistono quindi in clandestinità e i loro indirizzi vengono divulgati su forum o tramite particolari motori di ricerca (ad esempio Grams).

È possibile entrare nel Darknet? Non è difficile accedere alla Darknet. Chi vuole entrare non dovrà essere né un esperto di IT, né disporre di un hardware speciale. Gli utenti possono accedere con estrema semplicità alle reti oscure attraverso programmi facilmente reperibili, come il pacchetto browser-Tor. È installabile come qualsiasi software tradizionale e il browser che include non è altro che una versione speciale di Firefox che non richiede impostazioni. Gli indirizzi possono essere immessi direttamente, ma presentano un aspetto più criptico rispetto a quelli tradizionali, ad esempio: http://zqktlwi4fecvo6ri.onion. Inoltre tramite Tor gli utenti hanno la possibilità di aprire anche le normali pagine Web. Videogiochi e Computer | 57


Le offerte sono tutte autentiche?

Come funziona la tecnologia? In linea di massima è simile a un servizio di anonimato. Provider come Steganos o Cyberghost camuffano l’identità dei loro utenti attraverso indirizzi IP dislocati da qualche parte all’estero. Anche la rete Tor funziona allo stesso modo e le pagine Darknet appaiono sui singoli PC in questo modo: quando qualcuno richiama l’indirizzo, i dati “viaggiano” su tre punti nodali Tor scelti a caso che assegnano al pacchetto dati un nuovo indirizzo IP occultato. Il traffico dati viene criptato fino all’ultimo nodo (Exit-Node) e solo a questo punto il destinatario riceve in chiaro i dati trasferiti. Attraverso questo ripetuto occultamento è possibile navigare per tutta la Darknet in modo anonimo. Esistono oggi comunque metodi di Tracking per individuare univocamente gli utenti anche nella rete Tor. L’FBI ha addirittura messo in circolazione un malware “Anti-Tor” per smascherare gli utenti. In effetti i dati digitati non sono criptati e chi vuole rimanere in completo anonimato dovrà quindi ricorrere ad altri stratagemmi. Inoltre, tramite Tor gli utenti hanno la possibilità di aprire anche le normali pagine Web.

Darknet è illegale? No. Dare un’occhiata a Darknet è possibile, non è proibito. Dovrete comunque essere consapevoli che “i confini tra legalità e illegalità possono sfumare velocemente”. E anche se la rete non viene ritenuta illegale, è naturalmente proibito acquistare merci illegalmente. 58 | Videogiochi e Computer

No. Numerosissime offerte sui mercati della Darknet non sono altro che frodi. In questa rete i truffatori possono svolgere in modo estremamente più semplice le loro malevoli azioni, rispetto alla “normale” rete Internet. Chi acquista merce illegale senza riceverla difficilmente si recherà alla polizia per sporgere denuncia. La percentuale di truffe, a seguito di transazioni illegali attraverso Darknet è quindi estremamente elevata.

Come funzionano le transazioni su Darknet? Per le merci illegali i pagamenti non avvengono tramite bonifico bancario poiché i faccendieri verrebbero scoperti velocemente. Per la maggior parte delle transazioni illegali si utilizzano carte di pagamento anonime (Paysafecard). Un ruolo ancora più importante è rivestito dalla criptovaluta “Bitcoin” che viene successivamente convertita in “denaro autentico”. Gli affari illegali sono uno dei motivi principali che rendono i Bitcoin così apprezzati. Gli acquirenti si mimetizzano spesso facendosi recapitare la merce scottante ad esempio, presso servizi automatizzati tipo Packstation DHL, oppure reclutando ignari corrieri.

Esiste una protezione per gli adolescenti? Il fascino del proibito spinge i giovani a esplorare Darknet. È possibile ricorrere a software per bloccare l’uso del browser nonché ad altre contromisure tecniche. Gli adolescenti possono entrare in contatto con la Darknet anche attraverso lo smartphone o dispositivi di amici. È preferibile parlare dei pericoli presenti in questa rete anziché preoccuparsi di provvedimenti tecnici.


TRUCCHI

WINDOWS 10 SOLUZIONI GENIALI Ecco i rimedi a tutti i problemi di gioventù del nuovo sistema operativo Microsoft

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indows 10 ha sicuramente rappresentato un netto passo in avanti rispetto al suo predecessore. Dopo l’esperienza non propriamente esaltante di Windows 8 e 8.1, l’ultima versione del sistema operativo di casa Microsoft è corsa ai ripari rimediando agli errori commessi con il suo predecessore e introducendo diverse novità (il modulo di riconoscimento vocale Cortana e il nuovo browser Edge su tutte) sia da un punto di vista funzionale sia dal punto di vista della user experience, andando incontro a molte delle esigenze e delle richieste avanzate dagli stessi utenti.

Problema risolto! Nonostante tutti gli sforzi compiuti però Windows 10 non è ancora un sistema perfetto e presenta ancora alcuni problemi di gioventù. È infatti caratterizzato da diversi bug e problemi che, in alcuni casi, riducono drasticamente l’esperienza d’uso del sistema operativo “del futuro”, visto che la stessa Microsoft ha affermato che non rilascerà per i prossimi anni altre versioni di Windows ma solo aggiornamenti. Esistono soluzioni facilmente applicabili che permettono di risolvere alcune problematiche e far ritornare perfettamente funzionante il sistema operativo. Videogiochi e Computer | 59


Quando la sezione grafica fa le bizze

Windows Update non funziona

L’installazione automatica dei driver video in Windows 10 può spesso causare problemi di risoluzione grafica riscontrabili durante l’utilizzo di alcuni programmi. Se ci dovessimo trovare in questa situazione è consigliabile disinstallare i driver dell’acceleratore grafico e reinstallarli nuovamente. Sulla tastiera premiamo la combinazione di tasti Windows + X e scegliamo Gestione dispositivi dall’elenco che compare. Cerchiamo quindi la sezione Adattatore video, espandiamo l’elenco e clicchiamo con il tasto destro del mouse sul nome della scheda video installata nel computer. Quindi scegliamo Disinstalla. A questo punto colleghiamoci al sito del produttore per scaricare l’ultima versione del driver disponibile per il dispositivo grafico utilizzato.

Può capitare che il servizio WindowsUpdate non riesca a trovare nuovi aggiornamenti. In questo caso la prima cosa da fare è quella di verificare che data ed ora dell’orologio di sistema siano impostate correttamente. Nel caso in cui l’orario sia corretto, occorre digitare alcuni comandi sulla tastiera: la combinazione di tasti Win+X, scegliamo la voce Prompt dei comandi e digitiamo, confermando ogni volta con il tasto Invio: net stopwuauserv net stop bits rd/s/q%windir%\softwaredistribution net start bits net startwuauserv wuauclt.exe/detectnow Riavviamo il computer. Alla successiva accensione verifichiamo la presenza di nuovi aggiornamenti.

Impostare manualmente la memoria virtuale

La copia di Windows non è autentica Il nuovo sistema operativo di casa Microsoft gestisce automaticamente la memoria virtuale, ma non sempre questo garantisce risposte adeguate alle necessità del sistema. Per modificare manualmente le dimensioni della memoria virtuale in Windows 10 rechiamoci in Risorse del computer, nella colonna sinistra clicchiamo con il tasto destro del mouse su Questo computer e scegliamo Proprietà. Nel riquadro sinistro facciamo clic su Impostazioni di sistema avanzate e inseriamo la password qualora richiesto. Nella finestra che compare selezioniamo la scheda Avanzate e facciamo clic su Impostazioni in Prestazioni. Selezioniamo nuovamente Avanzate e quindi facciamo clic su Cambia in Memoria virtuale: togliamo il flag dalla casella Gestisci automaticamente dimensioni di file di paging per tutte le unità e impostiamo manualmente la grandezza della memoria virtuale digitando nel campo Dimensioni iniziali (MB:) il valore 16 MB mentre in Dimensioni massime (MB:), inseriamo la dimensione consigliata dal sistema. 60 | Videogiochi e Computer

Nel tentativo di combattere la pirateria, il sistema anticontraffazione di Microsoft a volte commette degli errori e fa risultare contraffatte anche copie di Windows autentiche. Se ci capita in questo messaggio d’errore e siamo certi di avere una copia di Windows autentica, premiamo contemporaneamente la combinazione di tasti Win+X e scegliamo la voce Prompt dei comandi (amministratore). Digitiamo il coma\ndo slmgr–rearm e confermiamo con Invio. Un messaggio ci avviserà che è opportuno riavviare il sistema per apportare le modifiche.


Cosa fare quando appare la schermata blu

La schermata della morte persiste anche nella nuova versione di Windows. Nonostante le evoluzioni, Microsoft non riesce a correre ai ripari. Se compare la fastidiosissima schermata blu, scolleghiamo tutte le periferiche collegate al PC (chiavette USB, stampanti, fotocamere ecc.), quindi riavviamo il computer. Se il problema persiste avviamo il computer in modalità avanzata (la vecchia modalità provvisoria) e procediamo alla disinstallazione degli ultimi software installati nel sistema di recente. Se nemmeno così riusciamo a risolvere il problema, la causa è senz’altro un componente hardware danneggiato!

Cambiare le app predefinite

ERRORI DI AGGIORNAMENTO DI WINDOWS 10 Tipicamente gli errori di sistema vengono indicati da Windows utilizzando degli strani codici difficili da comprendere per chi non è un tecnico specializzato. In realtà, ognuno di questi codici ha un significato ben preciso che può aiutarci a identificare facilmente la tipologia di problema e prendere quindi le giuste decisioni per tentare di risolverlo. Bisogna comunque tenere presente che ci sono centinaia di diversi codici e il loro significato è spesso molto ampio. Qui ci sono alcuni dei più comuni. Codice di errore 0 (0x0) - Successo L’operazione è stata completata con successo. Codice di errore 2 (0x2) - File non trovato Il sistema operativo non riesce a trovare un file specifico. In alcuni casi, potrebbe essere necessario reinstallare il programma al quale il file fa riferimento. Codice di errore 5 (0x5) - Accesso negato Verificare che il nome utente e la password richiesti sono stati inseriti correttamente e accetiamo qualsiasi richiesta di autenticazione per l’accesso al sistema operativo. Codice di errore 20 (0x14) - Unità danneggiata Il sistema non riesce a trovare il dispositivo che si stacercando di utilizzare. Potrebbe essere necessario reinstallarela periferica hardware o i suoi driver.

Nel caso in cui sulla memoria del PC siano installati due o più programmi per aprire e gestire la stessa tipologia di file, Windows 10 si occuperà automaticamente di scegliere il programma con il quale aprirli. Se la scelta però non dovesse essere quella desiderata, l’utente può decidere di selezionare un nuovo programma di default per ogni tipologia di file. Per farlo clicchiamo con il tasto destro del mouse sul file “incriminato”, scegliamo Apri con e clicchiamo su Scegli un’altra app: ora possiamo selezionare il programma e impostarlo come predefinito selezionando la casella Usa sempre questa app. Da qui in poi si aprirà con quel programma.

Codice di errore 14 (0xE) o 8 (0x8) È il classico errore di memoria insufficiente: indica che il sistema non riesce ad utilizzare le risorse necessarie per completare l’operazione richiesta che si sta cercando di eseguire. Errore 28 (0x1C) La stampante ha esaurito la carta. Se si dovesse presentare questo errore, non prendiamocela con il povero Windows, ma con la nostra sbadataggine! Errore 303 (0x12F) Il file che si sta tentando di aprire è nella fase di cancellazione, motivo per cui non è possibile aprirlo. Videogiochi e Computer | 61


INFORMATICA

6 MILIONI DI PASSWORD RUBATE Sul Web c’è un vero e proprio supermarket di account personali. Scopri se anche il tuo è stato compromesso

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iviamo ormai in un mondo talmente informatizzato che il nostro alter ego digitale è rappresentato dai vari account di cui disponiamo presso i siti più importanti. Le e-mail, i forum, l’archiviazione cloud, i negozi on-line: ciascuno di questi servizi richiede delle credenziali di accesso, tipicamente un nome utente e una password. La sicurezza delle nostre identità digitali dipende dalle chiavi di accesso che scegliamo. Ma ricordare tante password diverse risulta difficile e, soprattutto quando si hanno tanti account, la tentazione di utilizzarne una per diversi servizi è molto forte. Tuttavia questa decisione è molto pericolosa: infatti nel caso in cui un pirata riuscisse a scoprire una nostra password proverebbe a collegare gli altri nostri account (per esempio, se scopre la password della nostra e-mail può leggere i messaggi ricevuti e scoprire a quali siti siamo registrati) e tenterebbe di entrare in essi. 62 | Videogiochi e Computer


Le password sono in chiaro Viene lecito domandarsi come faccia un pirata a scoprire le nostre password. Ebbene, esistono diverse possibilità per ottenere questo risultato, ma le due più comuni sono quasi banali: può provare tutte la combinazioni possibili di lettere e numeri fino a trovare quella giusta, oppure può con qualche trucco convincere noi stessi ad inviargliela. La prima possibilità è il cosiddetto brute force: il metodo è di per sé infallibile, perché è ovvio che provando tutte le combinazioni possibili prima o poi si trova quella giusta, a prescindere da quanto complicata possa essere la password. Tuttavia è un metodo che richiede molto tempo: ecco, dunque, che la robustezza della password è fondamentale. Infatti una troppo corta e facile come “1234” viene scoperta molto rapidamente. La seconda opzione è più frequente

5 REGOLE D’ORO PER NON CORRERE RISCHI! Nessuno può considerarsi al sicuro da un furto di password ed è per questo motivo che è importante prendere delle semplici precauzioni per evitare che ciò possa crearci grandi problemi. CREARE DIVERSI INDIRIZZI EMAIL

Uno da non comunicare a nessuno e da usare solo per iscriversi a siti importanti (Amazon, PayPal ecc.); un altro da usare per iscriversi a siti di vario genere (blog, forum ecc.); e almeno un terzo da comunicare ad amici e colleghi per mantenersi in contatto. In questo modo, una eventuale perdita di credenziali degli account più “pubblici” non intaccherà realmente la sicurezza di ciò che conta davvero. IMPOSTARE UN NUMERO DI TELEFONO PER RECUPERARE LA PASSWORD

CRITTOGRAFARE I FILE IMPORTANTI NON ARCHIVIARE MAI LE PASSWORD IN CHIARO

Qualcuno ha l’abitudine di inviarsi tramite e-mail dei messaggi contenenti le password di accesso ai siti ai quali si registra. È una pessima idea! Se qualcuno riuscisse ad entrare nell’account e-mail avrà accesso automatico anche agli altri siti. NON CARICARE SUL WEB DI TUTTO E DI PIÙ

Tutto ciò che carichi sul Web non è più da considerare privato (alcune immagini potrebbero diventare di pubblico dominio e un tuo stato “privato” su Facebook potrebbe essere letto da altre persone). Se una cosa è privata non caricarla sul Web, a prescindere dalle promesse di garanzia della privacy del sito.

di quanto si possa immaginare: ci è mai capitato di ricevere una email da parte di qualcuno che fingeva di essere il gestore di uno dei siti Web a cui siamo registrati, nella quale veniva chiesto di rispondere indicando nome utente e password per svolgere una qualche forma di test? Probabilmente abbiamo cestinato immediatamente l’e-mail in questione riconoscendo la truffa. Ma se questo tipo di e-mail è ancora in circolazione significa che ci sono molte persone che abboccano alla trappola: nessun tipo di truffa continua ad essere perpetrata se non produce frutti. Combattere questo tipo di furti di password è abbastanza semplice: basta ricordarsi sempre che nessun gestore ci chiederà mai di indicare le nostre credenziali via e-mail o su siti Web diversi dal suo sito ufficiale.

Un archivio da paura Nel complesso, il numero di account che vengono compromessi da pirati che riescono a scoprire la password in un modo o nell’altro aumenta continuamente. Spesso, poi, gli stessi pirati mettono in vendita sui canali underground della rete le password scoperte, magari pubblicandole su qualche sito del Deep Web, per offrire ad altri malintenzionati la possibilità di sfruttare i nostri account per scopi illegali. E sono stati addirittura creati appositamente dei siti Web che collezionano l’elenco degli account rubati, così chiunque può consultarli e verificare se il suo account sia stato violato. Uno dei siti più attendibili in questo senso è www.leakedsource. com. Si tratta in realtà di un database on-line piuttosto affidabile in cui sono archiviati quasi due milioni di account violati dai pirati di tutto il mondo. Vediamo come sfruttarlo al meglio per verificare se nell’immenso archivio c’è anche il nostro. Videogiochi e Computer | 63


L’account è compromesso?

1) Un database sempre aggiornato

2) Alla ricerca dell’account rubato

Per iniziare, colleghiamoci al sito www.leakedsource. com/main/databaselist. Qui è indicata la data dell’ultimo aggiornamento del database: è importante perché se la data è precedente al momento in cui riteniamo che il nostro account possa essere stato violato, è ovvio che non ne troveremo tracce.

Su www.leakedsource.com possiamo eseguire la ricerca. Spuntando wildcard verranno forniti tutti i risultati simili (come quando nelle ricerche usiamo l’asterisco). Possiamo eseguirla per indirizzo e-mail o per altri dati come un numero di telefono od un indirizzo IP, oltre al nostro nome e cognome.

3) Ci hanno rubato l’identità?

4) Cerchiamo la nostra password

Il metodo più affidabile consiste nell’eseguire la ricerca per indirizzo e-mail: se viene trovato nel database viene indicato un elenco dei risultati. Non vengono indicati i dettagli, ma se appare un sito a cui siamo effettivamente registrati, probabilmente il nostro account è stato davvero compromesso.

Per vedere anche i dettagli dobbiamo registrarci su LeakedSource. Basta indicare un nome utente e una password. Per poter vedere le password dobbiamo pagare 0,76 dollari al giorno e il pagamento può essere eseguito con carta di credito (Se vuoi vedere la password in chiaro devi pagare!).

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I COMPUTER IDEALI DA GAMING TOP

OTTIMO

HARDWARE

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TOSHIBA X300 4TB

€ 120

ASUS ROG SWIFT PG27AQ

€ 800

ASUS VC279H

€ 199

ACER K242HLABID

€ 125

€ 100 € 80

Una configurazione ideale per chi vuole il massimo, a cui sarebbe da aggiungere un secondo hard disk ibrido o tradizionale per stoccare i dati. Il monitor pesa sul prezzo me è per una buona causa: la compatibilità con lo standard G-Sync di Nvidia.

AMD tornaalla grande, e con i processori Ryzen ci permette di costruire un PC di fascia media capace di dare filo da torcere anche alla migliori configurazioni. I Ryzer “spaccano” alle alte risoluzioni e per queste cifre non si può desiderare di meglio!

Con l’arrivo dei processori Ryzen 3, dotati di 4 core reali e facilmente overcloccabili a 4 Ghz, ci è parso giusto rivoluzionare la configurazione PC economica. Abbiamo diminuito la quantità di RAM da 16 a 8 GB per contenere i costi.

TOP

OTTIMO

ECONOMICO

MSI GT73VR 7RF Titan Pro 4K

€ 3.799

L’i7-7820HK da 2.9 GHz. 1.5 TB di hard disk, 32 GB di RAM e una GTX 1080 da 8 GB rendono questo notebook “mostruoso”. Come il prezzo.

MSI GE73VR-7RE Raider

€ 1.749

CPU Core i7 7700HQ, 16 GB di RAM e scheda video GeForce 1060: senza dubbio la migliore combinazione da gaming, tra quelle a prezzi umani.

LENOVO LEGION Y520

€ 1.050

Un notebook da gioco accessibile e dalle caratteristiche eccellenti, con CPU Intel, 16 GB di RAM e scheda video GeForce GTX 1050.

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66 | Videogiochi e Computer


Videogiochi e Computer | 67


UTILITÀ

GUADAGNARE CON I BITCOIN Le criptomonete ti fanno gola ma non sai da dove iniziare? Con noi potrai metterti in gioco

I

l bitcoin è la criptovaluta per eccellenza, la prima ad essere mai stata creata nel 2009 da un personaggio tuttora sconosciuto noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Demonizzata in passato perché usata come moneta di scambio nelle transazioni illegali del Dark Web, ha avuto la sua ascesa all’inizio del 2017 quando il grande pubblico, e non solo gli esperti del settore, ha iniziato a vedere questa criptomoneta come un possibile “bene rifugio” in momenti di crisi economica. Oltre alla notorietà, tra il 2016 e il 2017 il mondo delle criptomonete ha fatto registrare un grande fermento, con l’introduzione delle ICO (Initial Coin Offering), campagne nate per finanziare “progetti innovativi” rilasciando “quote” del progetto stesso in cambio di monete virtuali e la realizzazione di centinaia, se non migliaia, di nuove monete che come il bitcoin tentano ora di raggiungere il gradino più alto del podio. Questi fattori, uniti al clamore delle vertiginose quotazioni, nel Dicembre 2017 hanno spinto fino a 20.000 dollari il valore di un singolo bitcoin, ovvero il 3.000% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, attirando così nuovi investitori animati dalla speranza di facili guadagni cercando fortuna. Ad oggi le criptovalute sono un terreno di grande speculazione finanziaria, attività che tende a falsare il reale valore dei bitcoin e di tutte le altre criptomonete che ven-

2125 €

1263 € 1130 €

930 €

1003 €

904 €

GEN 2017

FEB 2017

MAR 2017

APR 2017

MAG 2017

GIU 2017


193643 €

OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO Luca Dordolo Imprenditore, Bitcoin evangelist, consulente e business angel, di diverse società e startup nel mondo di criptovalute.

Bitcoin si! È la regina delle criptovalute che ha un valore reale e può essere scambiata per beni e servizi. Chi dice che è una bolla non ne conosce veramente i suoi pregi e le sue qualità ed ha bisogno di studiare ancora molto. Una delle cose di cui mi sono reso conto è l’ampio ventaglio di opportunità di guadagno, ma soprattutto lavorativo in un settore tutto da fare e costruire, qualcosa di molto reale e pratico anche se proveniente da una moneta virtuale. Mi sono occupato della diffusione di questa tecnologia in giro per il mondo, operangono prese di mira da parte di grandi speculatori per brevi periodi di tempo, causando forti fluttuazioni nelle quotazioni e grande patemi d’animo ai piccoli investitori. Come funziona il bitcoin Come qualsiasi altra moneta, bitcoin può essere liberamente acquisito in cambio di valute a corso legale (euro, dollari, yen, ecc.) e successivamente riconvertito. Per fare ciò è necessario entrare in

4056 €

do come consulente per società e startup e promuovendone l’utilizzo nella vita comune. Non necessità del bancomat ed è di una estrema facilità su internet utilizzando wallet scaricabili gratuitamente. La sua estrema frazionabilità permette a questa criptovaluta di essere veramente alla portata di tutti, dall’investitore più esperto e scafato che si interessa di nuove opportunità speculative, al cassettista che lo ritiene un bene rifugio o una riserva di valore, fino alle persone comuni perchè incuriositi. Esiste anche una platea di abitudinari che li usano quotidianament, forse quest’ultimi un po’ in difficoltà per l’afflusso di gente che c’è oggi, offuscando alcune qualità come la veloce fruibilità e i bassi costi delle transazioni. Le soluzioni sono già conosciute e in corso di implementazione.

10328 €

9158 € Sempre più investitori sono attratti dalla moneta

contatto con un venditore che possiede bitcoin ed effettuare lo scambio. In passato era piuttosto complicato, in quanto bisognava trovare chi fosse disposto a vendere BTC in cambio di reale moneta. Per velocizzare questa operazione sono nati gli Exchange, servizi automatizzati dove gli utenti iscritti possono inserire ordini di compravendita delle 5602 € valute digitali. A causa dell’incremento esponenziale delle transazioni, i blocchi da 1mb

3654 € Non appena la Cina vieta gli scambi di criptovalute, il valore dei Bitcoin cala, malgrado ciò il cambio continua a salire

2365 €

LUG 2017

AGO 2017

SET 2017

OTT 2017

NOV 2017

DIC 2017

GEN 2018


CoinHive e il mining via browser

1) Iscriviamoci a CoinHive

2) Quale miner attiviamo?

3) Come fare con Wordpress

Per monetizzare il sito web dobbiamo iscriverci su https://coinhive.com. Nella pagina Documentation troviamo elencati i tipi di mining messi a disposizione da CoinHive.

Possiamo scegliere tra un miner classico che richiede l’autorizzazione dell’utente o uno “silent”, che però sarà bloccato da adblocker e antivirus. E si può scegliere tra altri tipi di miner.

Selezioniamo WordPress Plugin e scarichiamolo. Dal pannello di controllo rechiamoci su Plugin e Carica Plugin. Selezioniamo il file e premiamo su installa ora, infine su Attiva Plugin.

4) Configuriamo il plugin

5) Sistemiamo le chiavi

6) Controlliamo i guadagni

Da Wordpress andiamo su Impostazioni e Simple Monero Mining. Nella finestra premere After Login/Copy Public Key. Si apre il sito in cui dobbiamo mettere il nostro sito e prendere le chiavi.

Tornate alla pagina precedente e cliccate su Done. Inserite poi le chiavi pubbliche e private all’interno delle rispettive voci e date conferma premendo sul tasto Save Options. Ora monetizziamo.

Log nella Dashboard di CoinHive potremmo tenere sotto controllo i valori di mining. Raggiunta una soglia minima di Payout potremo chiedere al sito il trasferimento dei Monero nel nostro Wallet.

di cui è formata la blockchain non sono più sufficienti a contenerle tutte e il tempo di trasferimento della criptomoneta, soprattutto in determinati momenti, risulta molto lento causando l’accodarsi di blocchi di attesa di conferma. Da tempo gli sviluppatori stanno tentando di trovare una soluzione al problema che possa essere adottata dalla maggior parte degli utenti. La tecnologia su cui si basano tutte le criptomonete è quella della blockchain, ovvero un registro distribuito e condiviso tra gli utenti che fanno parte del network. La blockchain permette dunque di creare e gestire un grande database distribuito di transazioni condivisibili 70 | Videogiochi e Computer

tra più nodi di una rete. Si tratta di un database strutturato in blocchi collegati tra loro, in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba essere validata dagli utenti della rete stessa. All’interno di ogni blocco vi sono scritte le transazioni eseguite in un determinato momento nella rete e la conferma di un blocco permette di procedere con l’esecuzione delle transazioni stesse. Per procedere con la verifica di un blocco è necessario il lavoro dei “miners” (minatori), ovvero utenti che grazie a complessi calcoli matematici eseguiti tramite computer o hardware specifico, sono in grado di trovare un numero che serve a conferma-

re il blocco e di conseguenza tutte le transazioni presenti. In cambio del lavoro svolto i miners vengono ricompensati con una certa quantità di bitcoin. Una volta confermato, il blocco della catena è immutabile. Nessuna operazione tecnica è in grado di modificarlo; se ciò dovesse mai accadere, tutti i blocchi successivi verrebbero invalidati, rompendo così la catena. Inoltre, poiché la blockchain viene condivisa tra tutti i miners sotto forma di file, risulta immediato verificare se qualcuno abbia volutamente effettuato una modifica. Ricordate che i Bitcoin non ha però nessun valore intrinseco tangibile.


Iscriviamoci ad un Exchange

1) Un account su Bitstamp

2) Confermiamo l’identità

3) Carichiamo i documenti

Se siamo attratti dall’idea di investire in criptovalute dobbiamo iscriverci ad un exchange; nel nostro caso abbiamo optato per www.bistamp.net. Registriamoci al sito, inseriamo i dati richiesti e procediamo con la conferma dell’account sul link ricevuto via email.

Per depositare somme di denaro sull’account è necessario verificare la nostra identità mediante un documento di riconoscimento (passaporto, patente, carta identità). Rechiamoci sulla voce Verify Account e premiamo su Personal Account Verification.

Nella pagina che si apre inseriamo nome, cognome, indirizzo di residenza ecc. e carichiamo un documento di identità. Dovremo caricare anche un Proof of residence, ovvero un documento che certifichi la nostra residenza: basta una bolletta.

4) Attendiamo la conferma

5) Ricarichiamo il conto

6) Effettuiamo il bonifico

Caricata la documentazione richiesta è necessario attendere la verifica da parte dell’exchange. L’operazione può richiedere fino a due settimane e prima di tale controllo non sarà possibile operare nella piattaforma. Se vogliamo investire muoviamoci per tempo.

Dopo la verifica dell’account dobbiamo ricaricare il conto con denaro. Apriamo la pagina Deposit sul lato in alto del sito Bitstamp e rechiamoci alla voce EU BANK (SEPA). Compiliamo il modulo con nome, cognome, valuta che invieremo, quantità e click su DEPOSIT.

Nella finestra successiva vengono indicate le coordinate bancarie su cui effettuare il bonifico. Importante il campo MESSAGE: la dicitura in esso riportata permetterà a Bitstamp.net di depositare nel nostro account il denaro trasferito. Riportiamola bene nella causale.

EXCHANGE PER TUTTI

6) Compriamo il primo bitcoin

7) Riconvertiamo in denaro

Per comprare bitcoin rechiamoci nella pagina Buy/Sell, da qui selezioniamo Buy BTC e inseriamo in dollari la qualità di moneta che desideriamo acquistare. Il sistema indicherà le commissioni e la relativa quantità di bitcoin. Confermiamo l’operazione.

Se in seguito all’andamento delle quotazioni ci riteniamo soddisfatti e pensiamo che sia giunto il momento di vendere i bitcoin, apriamo la pagina Buy/Sell e selezioniamo SELL BTC. Inseriamo la quantità che vogliamo vendere e confermiamo l’operazione.

Come alternativa a Bitstamp ci sentiamo di consigliare Coinbase (www. coinbase.com): è intuitivo e permette di operare direttamente con carte di credito e carte prepagate; i tempi di verifica sono ridotti (generalmente meno di un’ora) ma le fee sono più alte. I tempi di verifica durano poche ore ma spesso è offline nei periodi in cui vi sono molti ordini. Per un pubblico più esperto è invece Binance (www.binance.com), un exchange che consente l’acquisto di centinaia di Altcoins ma che accetta solo pagamenti in bitcoin.

Videogiochi e Computer | 71


UTILITÀ

MELTDOWN & SPECTRE All’inizio dell’anno sono emerse due falle di sicurezza nelle moderne CPU

I

l nuovo anno ha portato con sé una “sorpresa” di cui sicuramente Intel, AMD e ARM avrebbero preferito fare a meno: la scoperta di alcuni “errori di design” che aprono la strada a potenziali problemi di sicurezza nell’uso dei loro processori. Due rogne non da poco, visto che queste falle coinvolgono, in diverse misure, quasi tutti i processori prodotti da Intel negli ultimi vent’anni e diverse architetture concorrenti, mettendo potenzialmente a rischio chiunque utilizzi un computer, un tablet o uno smartphone. Inoltre risolvere il problema non è possibile, mentre le patch a sistemi operativi e BIOS per aggirarlo comportano cali delle prestazioni, da sempre il maggior incentivo all’acquisto di

72 | Videogiochi e Computer

una nuova CPU. Quelle moderne adottano diversi stratagemmi per aumentare la sicurezza delle operazioni e la loro velocità di esecuzione. Per quanto riguarda la prima, il migliore accorgimento è suddividerle in due grandi gruppi: quelle eseguite nello spazio utente (user space), e quelle effettuate nello spazio protetto (kernel space). Alle prime appartengono tutti i programmi che lanciamo sul computer; le seconde comprendono le attività a basso livello, cioè quelle che avvengono “nell’intimo” del processore centrale, e solitamente riguardano il nocciolo del sistema operativo, i driver principali e così via. Per aumentare le performance ci sono le esecuzioni out-of-order e la branch


prediction: entrambe si basano su fatto che effettuare le istruzioni “in ordine”, sia una cosa lenta e del passato, per cui la CPU comincia innanzitutto a eseguire le istruzioni che richiedono più tempo, indipendentemente dalla loro posizione nella pila, e poi cerca di prevedere “cosa accadrà dopo” tramite una tecnica chiamata esecuzione speculativa. Se l’ipotesi vagliata dalla CPU si realizza, l’operazione sarà già stata eseguita con grande risparmio di tempo, altrimenti si butta via il risultato e si rifà il calcolo in base alle istruzioni arrivate. Gli attacchi “Spectre” e “Meltdown” si concentrano proprio su questi principi, sfruttando alcuni errori di design che permettono ad un processo in user space di leggere dati non autorizzati, durante i context switch e mentre il processore è impegnato a “speculare” sulle istruzioni da eseguire, il che può dare potenzialmente accesso a tutta la memoria, comprese le vostre informazioni più riservate. Per cui bisogna stare attenti più di prima perché è difficile in questo senso sentirsi al sicuro.

effettuare durante il context switch, che impediscono del tutto la fuoriuscita di informazioni, ma ovviamente una maggiore complessità richiede anche tempi di elaborazione più lunghi. Eccezion fatta per le operazioni di I/O non resta che appurare se tutte le altre applicazioni normalmente eseguite da nostri computer siano in qualche modo soggette al problema. Possiamo traquillamente escludere qualsiasi impatto sulle prestazioni dei giochi: il numero di frame al secondo visualizzato dalla scheda video sostanzialmente non cambia e questo è già stato confermato da più fonti. Allo stesso modo la codifica e transcodifica di file audio o video non subisce flessioni, quindi possiamo continuare sia a vedere e sia a convertire i nostri filmati alle consuete velocità. Tutto ciò che si appoggia alle GPU perqualsiasi motivo non subisce alcun impatto, anche perchè quest’ultime non sono soggette agli attacchi per via della loro architettura. Navigare su internet sarà altrettando veloce e sicuro: basta aggiornare i browser. Avrà invece qualche problema in più chi fa uso di piattaforme di virtualizzazione, visto che ogni problema va moltiplicato per il numero di macchine e processori virtuali in esecuzione. Ed è lì che si cela la maggiore preoccupazione per molti. Il cloud che prima per molti era il “male”, ora sarà peggio. Le infrastrutture cloud vivono di virtualizzazione, il fatto che molti servizi usino solo software proprietario permette alle aziende di avere maggiore controllo su ciò che succede.

Apriamo gli occhi Duro colpo all’immagine di Intel

Anche la cura non scherza Il problema di queste falle è che non c’è una vera e propria soluzione, se non comprare una nuova futura CPU che ne sia priva. Ora si pensa a tamponare temporaneamente da alcuni aggiornamenti del sistema operativo e dell’installazione di nuovi BIOS riservati, però, alle schede madri più recenti. L’applicazione di queste contromisure aggiunge complessità alla gestione della memoria e nuovi “step” da

Tutto è bene quello che finisce bene, quindi? Ni. Se da una parte bastano poche patch e qualche millisecondo di attesa in più a scongiurare “le più gravi falle di sicurezza mai registrate negli ultimi anni”, Meltdwon e Spectre hanno dimostrato quanto la sicurezza dei nostri dati sia in realtà fragile e illusoria. Due “piaghe” che da una parte innescheranno nuova linfa vitale nel mercato dei computer, ma dall’altra ci indurranno a stare maggiormente all’erta per il futuro. A dimostrazione della bontà del detto “non tutto il male viene per nuocere”. Videogiochi e Computer | 73


VETRINA

UN PIACERE PER OGNI SENSO Display a tutto schermo e audio HI-FI Smartphone

LG V30+

è l’ultimo top gamIchelmaV30+ di LG, uno smartphone prova a conquistare gli utenti con un hardware al top da tutti i punti di vista. C’è il display OLED FullVision da 6” che consente immagini e video con un qualità incredibile e il QUAD dac Hi-Fi realizzato in collaborazione con B&O PLAY per una perfetta esperienza multimediale a 360 gradi. In dotazione è anche incluso un set di cuffie di alta qualità. La doppia fotocamera po-

steriore ha un obbiettivo da 16 MP e uno ultra-grandangolare da 13 MP, con lenti in vetro e apertura f/1.6, anche con poca luce si riescono a catturare immagini molto chiare. A completare la dotazione troviamo il sensore di impronte digitali, il sistema di riconoscimento facciale e vocale, ed è anche resistente all’acqua secondo la certificazione IP68. La memoria interna è di ben 128 GB e, a differenza del Pixel 2XL, ha anche uno slot per microSD. €949

Pronto, chi gioca?

Smartwatch TICWATCH

Smartphone RAZER PHONE

N

R

azer si lancia nel mercato del mobile attraverso uno smartphone progettato specificatamente per i videogamer più incalliti. È infatti il primo device a essere dotato di un display 5,7 pollici con tecnologia UltraMotion, che consente un refresh rate a 120Hz per offrire un’esperienza di gaming

74 | Videogiochi e Computer

Per tutti i polsi

€749

come su PC. Ha 8GB di RAM, una batteria da 4.000 mAh che garantisce un’autonomia eccezionale. La doppia fotocamera non è top gamma, il design non è molto accattivante.

onostante sia uno degli smartwatch Android Wear più economici sul mercato, il TicWatch non si fa mancare nulla. Ha un display touch circolare da 1,4”, il WiFi e il cardiofrequenzimetro. Non è subacqueo ma è resistente agli schizzi. Ha un design classico anche se ha la scocca di plastica. Nella me-

€ 159

dia l’autonomia della batteria con un uso normale si riesce ad arrivare a fine giornata. Considerando il prezzo, comunque è un ottimo acquisto.


INFORMATICA PER TUTTI

NOTEBOOK LOW COST DIGNITOSI I laptop economici non fanno miracoli, ma alcuni modelli sono veramente straordinari

U

ltrabook estremamente raffinati con chassis in alluminio fresato, con prezzi che superano i 2.000 euro, hanno sicuramente un proprio mercato ma per la maggior parte degli utenti la cifra massima sopportabile è di 600 euro e il test eseguito su sette modelli attuali evidenzia che non si tratta affatto di dispositivi scadenti, anche se i produttori adottano spesso soluzioni di compromesso per quanto riguarda la dotazione. Fino ad oggi la fascia di prezzo da 600 euro ha offerto soprattutto notebook nel formato 15 pollici, ma in questa comparativa troviamo pochi modelli di questa tipologia, infatti solo tre candidati (Acer Aspire 5, Fujitsu Lifebook A555 e Toshiba Satellite Pro A50) offrono queste dimensioni.

Poco eleganti Per 600 euro l’utente potrà ottenere un dispositivo di qualità dignitosa, ma non potrà aspettarsi un notebook elegante. Tutti i candidati al test hanno lo chassis in plastica, poiché il prezzo non consente l’impregno dell’alluminio. Relativamente ai singoli componenti, i produttori cercano di risparmiare in vari modi, ad esempio Toshiba e Fujitsu hanno apportato tagli alla RAM e scelto risoluzioni più basse per il display. Il Vivobook Flip offre un processore economico di bassa potenza e una memoria interna eMMC. La Multi Media Card è sostanzialmente una Videogiochi e Computer | 75


Comodità offerta solo dai notebook da 15 pollici: analogamente, la tastiera offre il tastierino numerico, che consente di digitale colonne e numeri in modo veloce e agevole.

variante integrata molto economica di una scheda SD, che pur essendo più veloce di un hard disk tradizionale, è però decisamente più lenta di un SSD.

Notevoli differenze di velocità Per le operazioni tipiche di Office come digitazione di tesi o utilizzo di tebelle, tutti i candidati al test offrono una velocità adeguata, ma se l’utente necessita di lavorare con estese tabelle Excel è consigliabile che dia un’occhiata alla tabella della comparativa, poiché nelle prove sono state riscontrate significative differenze relative alla velocità. L’Aspire 5 e il Medion grazie alla loro velocità di lavoro si distaccano parecchio dalla concorrenza e rispetto ai modelli più lenti offrono una velocità triplicata.

Vantaggio rispetto agli Ultrabook: i notebook economici offrono più porte di connessione, i modelli da 15” consentono di collegare a veloci porte USB 3.0 fino a tre dispositivi.

Upgrade? Non sempre si può I notebook con uno chassis di discrete dimensioni vantano uno spazio sufficiente per espandere il dispositivo, ma non tutti i produttori offrono questa possibilità. L’Aspire 5 contente per esempio di ampliare solo la RAM ma non offre il connettore per il socket per un ulteriore hard disk. Nei Toshiba si possono fare migliorie ma l’operazione risulta più complicata, poiché dovrà essere rimossa la parte inferiore.

Risparmio su display e tastiera Solo un candidato al test offre un display di buona qualità: il Medion Akoya S3409 vanta uno schermo Full HD che rilascia pochi riflessi ed è in grado di riprodurre fedelmente i colori. Una nitidezza analoga è

Silenziosissimi

Gli utenti con orecchie delicate rimarranno soddisfatti anche dai notebook da 600 euro, ad esempio il Vivobook Flip privo di ventola per l’areazione, è silenziosissimo. Con un utilizzo normale si rivelano molto silenziosi l’Aspire 5 e il Satellite A50. I restanti condidati al test risultano meno silenziosi, raggiungendo un livello di rumorosità da 0,5 a 0,6 Sone. Le ventole del Fujitsu si rivelano più rumorose del dovuto, mentre a pieno carico diventano oltremodo rumorose raggiungendo il livello di 3,5 Sone. 76 | Videogiochi e Computer

Il Lenovo Yoga 510 e l’Asus Vivobook Flip sono modelli convertibili. L’utente ha la possibilità di ruotare gli schermi di 180 gradi e grazie al touchscreen integrato potrà tra sformare il notebook in un tablet.

offerta solo dai convertibili Asus e Lenovo, ma entrambi riproducono colori un pò più pallidi e poiché si tratta di modelli touchscreen rilasciano intensi riflessi. I display dei restanti offrono una risoluzione di 1.366x766 pixel e la qualità della nitidezza varia a seconda dell’angolo di visione. I produttori inoltre risparmiano spesso sulla tastiera e sulle periferiche di ingresso, ma alcuni offrono comunque tastiere di buone qualità.

Giochi? Per le elaborazioni grafiche ci si affida alla GPU che in questi test scarseggia... ma solo uno si è rivelato abbastanza idoneo per l’impresa.

In conclusione... In questa fascia di prezzo i vincitori sono due: il 13 pollici di Medion Akoya per un’elevata velocità di lavoro, il buon display e quello da 15 pollici Acer Asprire 5 si è rivelato rapido anche con i giochi. Anche se pesante offre in compenso un’autonomia lunga di quasi sette ore.


NOTEBOOK DA 600 EURO A CONFRONTO

ACER ASPIRE 5

MEDION AKOYA S3409

TOSHIBA SATELLITE PRO

A515-51G-52Q

MD60849

A50-C-256

Prezzo: 629 Euro

Prezzo: 650 euro

Prezzo: 572 Euro

Grazie ad una CPU veloce e alla GPU separata, l’Acer si è distaccato dalla concorrenza nei test di velocità. Per i giochi riesce ad offrire addirittura un frame rate di 35 fps e nonostante i suoi 15 pollici, 2053 grammi rendono l’Acer abbastanza leggero. Ottima l’autonomia che ha consentito di guardare video per oltre 7 ore, offrendo una durata di ben 6 ore per l’esecuzione di altri lavori.

Dispositivo veramente portatile, infatti pesa soltanto 1301 grammi, vanta una buona potenza e la sua velocità di lavoro è pari a quella dell’Acer. Rispetto alla concorrenza, il display è più nitido e con colori più naturali, rivelandosi quindi il migliore notebook del test. La tastiera offre tasti leggermente piccoli e chi digita velocemente dovrà adattarsi. L’autonomia è di quasi 4 ore per cui per piccoli lavori va bene.

Notebook con ampio display da 15 pollici, ma con hardware un pò limitato, infatti Toshiba deve accontentarsi di una RAM da 4 Gigabyte e di un SSD da 119 GB. Grazie alla sua velocità con i programmi Office ha però ottenuto una buona valutazione. Il Satellite è abbastanza silenzioso ed offre un’autonomia di 6 ore. Display con veloce refresh, ma le altre caratteristiche sono mediocri.

+ Elevata velocità, anche

+ Elevata velocità di lavo- + Veloce con i programro, leggero, buon display Full-HD.

mi Office, si scalda leggermente, lunga durata.

- Display con bassa riso-

- Autonomia modesta,

- SSD poco capiente,

per i giochi, silenzioso e con lunga autonomia.

luzione. La qualità dell’immagine dipende dall’angolo di visione.

tasti un pò piccoli, non espandibile.

RAM scarsa, bassa risoluzione display.

SODDISFACENTE

SODDISFACENTE

SODDISFACENTE

6,8

6,8

6,4

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LENOVO YOGA 510-14AST

ASUS VIVOBOOK FLIP

TOSHIBA SATELLITE PRO

FUJITSU LIFEBOOK A555

80S9000W

TP401NA-EC054T

A30-C-1FZ

A5550M4300GB

Prezzo: 650 Euro

Prezzo: 640 Euro

Prezzo: 690 Euro

Prezzo: 550 Euro

Il display touch screen del Lenovo può essere ruotato fino a 180 gradi, consentendo a questo convertibile di essere utilizzato come tablet. Lo Yoga è l’unico candidato al test dotato di un processore AMD. La sua velocità di lavoro è sufficiente per Office, ma inadeguata per videoediting e giochi. Peccato che nelle prove la batteria abbia offerto un’autonomia massima di sole 3 ore e 41 minuti.

Anche questo dispositivo vanta un touchscreen orientabile e l’Asus consente quindi di essere utilizzato come tablet. Chi non ama gestire il display con il tocco delle dita potrà utilizzare uno stilo ottenibile come accessorio. Il processore Pentium si rivela purtroppo piuttosto lento e solo grazie ad una memoria eMMc e ad una RAM da 8 Gigabyte, offre una velocità adeguata per eseguire vari lavori.

Il Toshiba più piccolo offre quasi le stesse prestazioni del modello più grande A50. Oltre al diverso formato, la differenza più rilevante è che l’A30 è dotato di hard disk anziché di un’unità SSD. Il disco fisso consente uno spazio di storage di 466 Gigabyte, ma rallenta sensibilmente la velocità di lavoro. Malgrado la presenza di un identico processore, l’A30 si rivela decisamente più lento dell’A50.

Con il Fujitsu, chi scrive molto potrà godere della migliore tastiera. Per il resto, il notebook più pesante del test si distingue solo per il numero delle porte di connessione e per una buona autonomia di 5 ore e 34 minuti. Peccato che l’assenza dell’SSD penalizzi parecchio la velocità. Le ventole piuttosto rumorose, diventano fastidiose (3,5 Sone) con un utilizzo a pieno carico del notebook.

+ Display Full-HD, leg-

+ Silenzioso, leggero,

+ Leggero e performan-

+ Numerose porte di

- SSD di scarsa capienza,

- Velocità di lavoro mo-

- Velocità di lavoro scar-

- Velocità molto bassa,

gero, gestibile anche via touchscreen.

autonomia modesta, poco software pre-installato.

gestibile via touchscreen e con stilo.

destissima, poche porte di connessione, non espandibile.

te, RAM ampliabile.

sa, hard disk lento, RAM scarsa.

connessione, la migliore combinazione tastiera.

hard disk lento, RAM scarsa.

SODDISFACENTE

SODDISFACENTE

SODDISFACENTE

SODDISFACENTE

6,4

6,2

6,2

5,8

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INFORMATICA PER TUTTI

PS3 IN 4K GRATIS SUL PC Divertiti con gli amici a giocare ai migliori titoli di sempre ricampionati in Ultra HD

G

li emulatori di PS3 sono stati per anni una chimera dell’informatica, a causa dei numerosi fake circolati in rete e per la differente architettura che rendeva particolarmente ardua la realizzazione di un software funzionante. Ma le CPU di oggi e i progressi fatti dalle librerie grafiche Vulkan (supportate da NVIDIA e AMD) permettono di raggiungere prestazioni migliori e più fps nei giochi. Con un PC discreto, dunque, è ora possibile emulare anche la Playstation 3.

PS3 virtuale in regalo! Il salto di qualità è arrivato grazie alle recenti versioni di RPCS3, un progetto open source che dal 2012 ad oggi ha raggiunto risultati incredibili e le cui sorgenti sono disponibili su GitHub (http://github.com/RPCS3/rpcs3): i più curiosi possono dare un’occhiata al codice e chi sa programmare in C++ potrebbe anche dare un contributo allo sviluppo. RPCS3 è un emulatore per PS3 che non richiede risorse troppo esose per girare in maniera gratificante: basta un PC con CPU Intel Haswell (o superiore), 8GB di RAM, una scheda grafica compatibile con OpenGL 4.3 (meglio se Vulkan) e Windows 7/8 o 10 a 64 bit. Ovviamente, più il PC è potente, più facile diventa renderizzare i poligoni e texture a risoluzioni elevate. Sul piano sofware, invece oltre all’eseguibile dell’emulatore e al Videogiochi e Computer | 79


firmware originale Sony, bisogna installare il framework Visual C++ 2015 e le librerie DirectX (qualora non fossero già presenti nel sistema come nel caso di Windows 10). Trattandosi di un emulatore ancora in versione Alpha (anche se perfettamente funzionante), però, è bene controllare periodicamente la disponibilità di aggiornamenti. Man mano che lo sviluppo va avanti, infatti, vengono risolti i bug e migliorata la compatibilità con i videogiochi. Poiché non richiede installazione, l’aggiornamento è semplice: basta estrarre i file delle nuove release nella cartella di RPCS3, sovrascrivendo i vecchi file e tutto dovrebbe funzionare al meglio.

Giochiamo in 4K? Nella guida vedremo come configurare RPCS3 per l’upscaling dei giochi in Ultra HD. Il bello è che non serve un monitor 4K: con queste impostazioni otterremo una grafica da paura anche se il display è Full HD. Il rendering interno a 3840x2160 pixel consente infatti di migliorare la qualità delle immagini rendendole più nitide e definite (facendo a meno dell’Anti-Aliasing). Vedremo poi come rendere i nostri giochi originali compatibili con l’emulatore (scaricarli da Internet è illegale!): sono già 2629 i videogame testati dalla community, la cui lista, costantemente aggiornata e consultabile sul sito. Ad oggi i giochi che funzionano senza problemi sono più del 25% (circa 650), il 38% di essi non può essere giocato fino alla fine, il 29% non va oltre l’introduzione e solo una piccola parte non si avvia. È bene dare un’occhiata alla lista per assicurarsi di possedere titoli compatibili ed evitare perdite di tempo in fase di “ripping”.

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Installiamo la PS3 virtuale

1) Ripassiamo le librerie

2) L’emulatore è sul PC

3) Firmware ufficiale

Anche se le installazioni standard di Windows 10 integrano le librerie necessarie, per evitare di incorrere ad errori all’avvio di RPCS3 è bene installare manualmente le DirectX End-User Runtime e le librerie Microsoft Visual C++ 2015 Redistributable Update 3.

Colleghiamoci alla pagina: https:// rpcs3.net/download e clicchiamo sul pulsante Download for Windows. Apri il file ZIP ed estraiamo il contenuto e avviamo l’eseguibile rpcs3.exe. Spuntiamo le caselle dei “desclaimer” e clicchiamo su Continue per avviare.

Raggiungere il nostro sito www.giochiecomputer.it e cliccate su Download Now per scaricare l’ultimo firmware di Sony per la Playstation 3. Fatto ciò ritornate nell’interfaccia dell’emulatore e dal menu File selezionate Install Firmware. Selezionate poi il file .PUP.

Impostare il 4K

1) Impostazioni in 4K

2) Tocca ai controller

3) Carichiamo il gioco

Dalla barra del menu di RPCS3 clicchiamo su Configuration e selezioniamo GPU. Nell’elenco a discesa Renderer selezioniamo i driver Vulkan se la nostra scheda grafica è compatibile con queste librerie (in alternativa usiamo OpenGL). In Resolution Scale (Disable Strict Mode) postiamo lo slider al 300% (3840x2160) e confermiamo con Save.

Dal menu Configuration selezioniamo Pads. Se abbiamo un DualShock 4 siamo a cavallo (RPCS3 lo supporta nativamente): selezioniamolo nella colonna Player 1 e dall’elenco in basso richiamiamo il dispositivo. Facciamo lo stesso per gli altri giocatori. Possiamo ovviamente configurare eventuali controller X Input collegati al PC.

Apriamo RPCS3 e clicchiamo sulla prima icona a sinistra raffigurante il disco. Selezioniamo la cartella dove abbiamo estratto l’ISO del disco “dumpato” legalmente dalla nostra copia originale e clicchiamo poi sul pulsante Selezione Cartella. In poco tempo il gioco verrà aperto. Nella barra in alto troviamo gli FPS, più sono e meglio è!

Videogiochi e Computer | 81


NEL PROSSIMO NUMERO

www.videogiochiecomputer.com N° 1 - Marzo 2018 - Mensile - 4,90 euro Direttore responsabile Ilaria Nicoletta Art Director: Hilos 82 | Videogiochi e Computer

Editor e Grafica: Ilaria Nicoletta


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Videogiochi & Computer  

My graduation project Videogiochi & Computer is a restyling of the first Italian videogames magazine.

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