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Venerdì 9 febbraio 2018 ANNO II n. 6 (34) - Copia omaggio

BRINDISI

Una brindisina l’ideologa di Mehaleon, il finto guaritore smascherato a Rimini: la donna frequentava la parrocchia di Sant’Elia con Paolo Catanzaro. La «setta» risulta iscritta all’Ufficio del Registro di Brindisi

ESCLUSIVO

PIOVONO SANTONI Numero Verde ritiro rifiuti ingombranti

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S E T T I M A N A L E D I C R O N A C A , P O L I T I C A , C U LT U R A E S P O R T


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EDITORIALE

del direttore

Dopo i Santi Teodoro e Giuffrè riprendiamoci San Lorenzo

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Gianmarco Di napoli

a storia d’amore dei brindisini con il commissario prefettizio sembra essere terminata. La scellerata decisione di adottare il “piano della sosta” senza alcuno studio né confronto con i cittadini, trattandolo come se fosse la solita pratica burocratica, e trasformandola in un esperimento fallimentare i cui danni verranno a lungo pianti dai brindisini, ha messo probabilmente fine allo strumentale incensamento dell’uomo d’apparato calato dall’alto. Solo pochi mesi fa i soliti lacchè part-time si auguravano che Giuffrè rimanesse per sempre perché solo lui sarebbe stato in grado di cambiare la città. E Giuffrè a un certo punto deve averci creduto davvero, ritenendosi nelle condizioni di poter assumere decisioni talmente importanti da incidere sul futuro di Brindisi, andando ben oltre quello che doveva essere istituzionalmente il suo ruolo di traghettatore da un’Amministrazione comunale all’altra. Novello Teodoro d’Amasea, anche il Santi di Palermo è stato visto come l’uomo che il destino aveva spedito in questa città per cambiarne le sorti. Perché noi brindisini sin dai tempi della dominazione spagnola siamo convinti che solo i forestieri abbiano le doti per guidarci e per secoli abbiamo mantenuto questo anello ben piantato nel naso, pronti a prostrarci a ogni straniero e a segare le gambe a qualunque nostro concittadino ambisse a fare bene. Giuffrè è un burocrate, di grande profilo professionale e morale, ma sempre un burocrate resta. E in questi mesi ha tentato di rimettere mano alla macchina del Comune, sistemandola qua e là, come gli competeva. Qualcosa gli è riuscita bene, qualcun’altra peggio. Non sarebbe rimasto forse nei libri di storia, ma la sua gestione sarebbe risultata nel complesso positiva, forse uno dei migliori commissari prefettizi che questa città abbia avuto. Ma è iniziato il 2018, tra meno di un mese si vota per il Parlamento e prima dell’estate anche per il nuovo sindaco. Il commissario avrebbe dovuto togliere

lentamente il piede dall’acceleratore per fare in modo che quando il Comune tornerà ad essere gestito dalla politica, il passaggio avrebbe potuto essere graduale e soprattutto privo di ulteriori problemi creati inutilmente. Invece Giuffrè ha imposto testardamente il nuovo piano della sosta, privo di qualsiasi logica e soprattutto senza alcuna necessità di doverlo avviare adesso. Il risultato è che il Centro annaspa ulteriormente, i residenti sono fuori di melone perché si sono moltiplicate per loro le difficoltà a parcheggiare. E ci si è messo pure il nuovo comandante dei vigili, il quale presentandosi aveva tranquillizzato tutti sostenendo che le multe da quel momento in poi non sarebbero state una priorità. E invece da giorni i suoi vigili stanno bersagliando di fogliettini rosa tutti coloro i quali, anche e spesso inconsapevolmente, non rispettano i nuovi parcheggi. Senza rispettare un periodo minimo di tolleranza che in qualsiasi altra città sarebbe stato garantito. E il commissario cosa dice? Citiamo intervista a Quotidiano: “Chi abita in Centro deve pagare, come fanno altrove. Abitare in Centro è un costo. Dobbiamo decidere se questa città deve vivere per chi ha la casa in centro o deve essere aperta al commercio, alle persone che vengono da fuori. Dobbiamo decidere”. No, signor commissario. Lei non doveva decidere nulla, perché tra qualche mese tornerà a casa e questa città si troverà in condizioni forse peggiori di quelle in cui l’ha trovata. Dovrà essere la politica, che rappresenta i cittadini, a decidere se il Centro deve vivere o morire e in che modo, se i residenti dovranno parcheggiare sotto casa o a mezzo chilometro di distanza. Per lei forse ci sarà un nuovo incarico, da un’altra parte d’Italia. E per i brindisini, speriamo, un’opportunità in più per imparare la lezione. Perché San Teodoro ha il fascino del forestiero a cavallo, ma è ora di amare un po’ di più San Lorenzo. Sarà meno fascinoso, ma è «da Brindisi». Un brindisino, capito?

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ESCLUSIVO Carmen Ingrosso era responsabile dell’Azione Cattolica nella parrocchia di Sant’Elia negli stessi anni in cui era frequentata da Paolo Catanzaro Blitz dei carabinieri nella «Casa della luce» di Rimini: la «setta» risulta iscritta dal dicembre 2012 presso l’Ufficio del Registro di Brindisi

Pure l’ideologa del santone: una brindisina dietro Mehaleon di Gianmarco Di napoli

l punto di partenza e la data del fine corsa sono identici: in mezzo, un cammino oscuro e per certi versi inquietante. Nella parrocchia “San Lorenzo” del rione Sant’Elia inizia il percorso del mistico Paolo Catanzaro “autorizzato” dall’arcivescovo Rocco Talucci, formalmente come responsabile del coro. In quegli stessi anni, responsabile dell’Azione cattolica nella parrocchia è Carmen Ingrosso, dipendente di una nota azienda del polo aeronautico brindisino. La data d’arrivo è il 29 gennaio 2018: la guardia di finanza di Brindisi bussa alla porta di Catanzaro per un’ordinanza d’arresto con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Nelle stesse ore i carabinieri fanno irruzione nella “Casa della luce” di Bellaria (provincia di Rimini) dove interrompono, con l’accusa di truffa e abusivo esercizio di professione medica, l’attività del santone Tristano Onofri, detto “Mehaleon”: accanto a lui c’è Carmen Ingrosso, vera e propria ideologa della setta in quanto autrice del libro “Mehaleon - Il prescelto,” con il quale ha enunciato (e poi diffuso in tutta Italia) le teorie dell’uomo “mandato da Dio Padre per liberare l’umanità dal male che la domina”. «Mehaleon» risulta ufficialmente essere una «Organizzazione umanitaria internazionale no profit. L’aspetto singolare è che risulta registrata a Brindisi, presso il locale Ufficio del Registro, dal 13 dicembre 2012. Carmen Ingrosso, come recita la sua biografia, è sposata con Antonio Andreucci, Console provinciale dei Maestri del Lavoro di Brindisi, ha due

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figli e lavora da oltre 40 anni come contabile in una nota azienda del polo aeronautico brindisino. A metà degli anni Duemila si affaccia in quella che fino ad allora era l’unica parrocchia del quartiere Sant’Elia, dedicata al patrono San Lorenzo. Da poco lo storico e amatissimo parroco don Giuseppe Dello Tore (al Sant’Elia dal 1984 al 2003) è stato sostituito per volere dell’arcivescovo Talucci che ha inviato a Brindisi don Giovanni Apollinare, ex parroco di San Pancrazio Salentino. Su indicazione dell’arcivescovo, il mistico Paolo Catanzaro e la sua famiglia (che abitano a poche centinaia di metri di distanza) sono auto-

Carmen Ingrosso con una copia del suo libro

rizzati a frequentare la parrocchia. In precedenza, da quando Catanzaro aveva iniziato a “vedere” la Madonna e a portare centinaia di fedeli nella chiesetta di Uggio, don Giuseppe Dello Tore aveva preferito tenere lontana quella famiglia, avendo evidentemente sentore di qualcosa che non quadrava. IL LIBRO DI POESIE Nella chiesa di via Caravaggio, Carmen Ingrosso viene ricordata come una signora gentile e disponibile con tutti che riesce a conquistare rapidamente la fiducia del nuovo parroco. Tanto che

L’inviato di Striscia la notizia, Moreno Morello, con Carmen Ingrosso davanti alla Casa della Luce

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Tristano Onofri, l’ex stilista diventato santone e finito sotto inchiesta per truffa

La donna lavora presso un’azienda aeronautica brindisina: iniziò scrivendo un volume di poesie per la sua parrocchia e come redattrice del giornale del vescovo Talucci Poi il legame con il finto guaritore smascherato da «Striscia la notizia»

quando nel maggio 2007 decide di scrivere un volumetto di poesie religiose, don Giovanni Apollinare firma di suo pugno la presentazione del libro “Karmel, il giardino di Dio”. I fini del resto appaiono esplicitamente benefici: i soldi incassati con la vendita del libro - puntualizza il parroco nella presentazione, saranno destinati alla missione di Laisamis, in Kenia. Le dichiarate aspirazioni benefiche, vedremo, saranno il tratto dominante dell’attività artistica di Carmen Ingrosso. Secondo quanto lei stessa dichiara al giornale della sua azienda, in un articolo dal titolo “Tra numeri e report si nasconde un talento letterario”, con la prima stampa del suo volumetto di 50 pa-

gine (con quartine del tipo “Volare sulle ali del tempo/andare oltre questo preciso momento/viaggiare nello spazio infinito/e andare senza sentirsi smarrito”), il libro incassa ben 3.400 euro che la signora assicura di aver inviato all’ospedale di Laisamis: “In quel periodo c’erano molte epidemie e non avevano i mezzi per sopperire alla richiesta di vaccinazioni e cure mediche, il mio contributo è stato un valido aiuto”, puntualizza Ingrosso che promuove in giro per la città il suo libricino, sempre accompagnata da don Apollinare. Evidentemente soddisfatta, nel 2012, decide di ristamparlo, affidandolo questa volta alla “Albatros”, casa editrice molto seria e di caratura nazionale ma nota per far pagare la pubblicazione dei volumi agli stessi aspiranti scrittori, cui garantisce il proprio marchio e la visibilità su canali televisivi e radiofonici, oltre che nelle manifestazioni librarie. Le quotazioni della responsabile dell’Azione cattolica crescono al punto che l’arcivescovo Rocco Talucci la fa scrivere su “Fermento”, lo storico periodico dell’Arcidiocesi Brindisi-Ostuni dove nell’estate del 2010 racconta di un pellegrinaggio svolto da dieci fedeli provenienti dalla parrocchia di San Lorenzo (tra questi il marito e il parroco don Giovanni) a Villafranca del Bierzo dove riposano le spoglie del santo patrono di Brindisi.

I componenti di Mehaleon in prima fila all’hotel Internazionale durante la Brindisi-Corfù e al centro la Ingrosso presenta il santone nella sala della Colonna di Palazzo Nervegna

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L’IMPROVVISO ADDIO Ma da un giorno all’altro il cambiamento. Carmen Ingrosso lascia la parrocchia di San Lorenzo: “Ha cambiato casa, si è trasferita in centro”, è la spiegazione che le donne della chiesa - molto legate a quella signora così gentile - si danno dell’improvvisa sparizione. Carmen ricompare nel 2014 in vesti completamente diverse: presenta nella sala della Colonna di Palazzo Nervegna e in altre località della provincia di Brindisi, un libro sulla biografia di Tristano Onofri, indicato come “uno stilista italiano molto affermato in Germania che otto anni fa si è dedicato interamente alla vita spirituale”. Il libro si chiama “Mehaleon, il prescelto” e racconta, oltre alla biografia del personaggio, anche tutta la sua filosofia mistica e le sue presunte doti di guaritore: “Mehaleon è diventato il più grande guaritore del mondo, che abbraccia e rispetta tutte le religioni perché Dio è uno solo”, assicura l’autrice. Un racconto persino struggente, in ci si spiega che “il Prescelto si è affidato completamente a Dio, accettando di perdere la ricchezza materiale, di essere deriso e di non venire capito dalle persone più care, di sottoporsi a prove spirituali immani. Si è caricato sulle spalle il male dell’umanità per portarla verso la Luce, liberarla dalle menzogne e farla stare bene spiritualmente e fisicamente”. Insomma frasi e temi che sembrerebbero ricordare altre vicende brindisine, venute alla luce nelle ultime settimane. A differenza di chi si interfaccia solo con la Madonna, qui siamo su un livello superiore: Mehaleon - spiega la Ingrosso - è un nome spirituale formato da “Meha”, l’energia femminile della Divina Madre e Leon, l’Energia Maschile dello Spirito Santo. E’ uno Spirito Eletto di 43 mila anni. E’ un nome datogli dalla Divinità che un giorno gli disse: Figliuolo da oggi tu non sei più Tristano Onofri ma tutti ti chiameranno Mehaleon”.

LA PROMOZIONE DI MEHALEON Per circa un anno, la Ingrosso è in giro per la Puglia, con puntate all’estero, in Germania, dove il santone risiede. Piccole conferenze, sostenute da diversi organi di stampa e con una giornalista al seguito. Il 2015 è l’anno in cui i frutti dei tour promozionali dell’ideologa di Mehaleon cominciano a emergere. Nel mese di aprile, un quotidiano regionale dedica largo spazio all’asse di pellegrini che da Brindisi si muovono in pullman verso “La casa della luce” di Bellaria Igea Marina che “il Maestro Mehaleon ha messo a disposizione per i pazienti che desiderano sottoporsi alle terapie di liberazione/purificazione”. L’articolo spiega che, grazie al libro della brindisina Ingrosso, Mehaleon - che vive a Dusseldorf - per soddisfare le esigenze di tutti i suoi seguaci verrà in Italia con cadenza bimestrale. L’articolo prosegue con testimonianze (anonime) di presunte guarigioni da diverse malattie croniche e problemi gravissimi agli occhi”.

LA BRINDISI-CORFÙ L’apoteosi arriva però nel 2017 quando Carmen Ingrosso riesce a farsi inserire come partner di uno degli equipaggi più prestigiosi della regata Brindisi-Corfù, il “Team Sistiana” per presentare i progetti umanitari internazionali di Mehaleon. Nei giorni della regata, in un convegno svoltosi presso l’hotel Internazionale, l’ex responsabile dell’Azione Cattolica del rione Sant’Elia viene

Il blitz dei carabinieri nella Casa della Luce e il materiale sequestrato tra cui i libri della Ingrosso

presentata come Segretaria dell’Organizzazione umanitaria internazionale “Mehaleon”. Nel corso del convegno la Ingrosso descrive le numerose attività filantropiche della Organizzazione "Mehaleon" che - attiva da alcuni anni in Italia e in Germania - “si prodiga giornalmente al solo fine "no profit" di alleviare le sofferenze "dei tanti". E ricorda che l'Organizzazione è impegnata anche nel progetto umanitario "Un pozzo d'acqua per la vita" in Uganda del nord”. In attesa dei pozzi si procede alla consegna dei cappellini e della "Bandiera Mehaleon" all'equipaggio di "AnyWave”.

STRISCIA LA NOTIZIA Pochi mesi dopo però iniziano i guai. L’inviato di Striscia la Notizia, Moreno Morello, effettua un reportage con telecamera nascosta all’interno della Casa della luce di Bellaria durante il quale documenta come lo stilista-santone, insieme a un sedicente medico-medium, incassa denaro da gruppi di disperati che si rivolgono a lui per guarire da patologie anche gravi. Ad accogliere i malati, vestita di bianco come tutti gli altri componenti della setta (caratterizzata da una grande croce gialla, con la tinta che ricorda quella della bandiera vaticana), c’è proprio lei, la signora Carmen Ingrosso che, non sapendo di essere ripresa, spiega ai pazienti che l’”offerta” base è di 45 euro. Successivamente, la Ingrosso - questa volta al microfono di Morello - cerca di giustificare l’attività del santone sostenendo che si tratta di un aiuto benefico e disinteressato. Ribadendo i princìpi espressi nel libro. Il 29 gennaio scorso l’epilogo. I carabinieri effettuano una perquisizione nella Casa della Luce trovandovi una quarantina di persone tra cui una

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bambina di nove anni e sequestrando materiale e denaro. Ipotesi di reato: truffa aggravata e esercizio abusivo di professione medica. Il gruppo di presenti, tutti vestiti di bianco, è composto di persone appartenenti allo staff del presunto santone, ma soprattutto di uomini e donne arrivate lì per chiedere guarigioni, purificazioni, terapie e liberazioni dal male. Bimbi affetti da autismo, adulti con glaucoma o mal di schiena, problemi di salute vari che 'il guaritore' Tristano Onofri avrebbe tentato di alleviare con una sorta di esorcismoOnofri e i componenti della sua “squadra” vengono portati in caserma. Secondo quanto documentato dagli uomini dell'Arma, la persona che chiede di essere guarita dopo aver lasciato un'offerta in denaro viene esorcizzata dal guaritore con l'aiuto di due medium, di cui uno sarebbe un sedicente medico tedesco. Il tutto, senza alcun contatto fisico tra il 'paziente', al quale viene però consigliato di smettere ogni terapia farmacologica, e il guaritore. La truffa aggravata che per legge si persegue d'ufficio, secondo gli inquirenti consisterebbe proprio nello sfruttare la condizione di soggezione psicofisica di persone malate. Al momento la Casa della Luce è chiusa e Onofri, che ha un passato da stilista affermato e risulta residente in Germania, avrebbe promesso di sospendere l'attività. Nella Casa della Luce sono stati sequestrati numerose copie del libro della Ingrosso, il progetto “Un pozzo d’acqua per la vita in Uganda” e un metal detector: prima di entrare si veniva controllati perché mentre il demonio aveva accesso libero possedendo i malati che sarebbero stati purificati, ma telecamerine e smartphone meglio di no che quelli non c’è esorcismo che li possa fermare.


ESCLUSIVO di Gianmarco Di napoli

onsignor Talucci nel 2006 concelebrò una messa nella cappella delle suore Vincenziane e poi benedisse Paolo Catanzaro”: la nuova testimonianza della vicinanza dell’arcivescovo di Brindisi all’ex mistico arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver capeggiato un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa arriva da Lorenzo B., cugino di una delle presunte vittime di Catanzaro e inserito nell’elenco dei testi che compariranno in aula nel primo processo contro il finto veggente, davanti al Tribunale di Bari. Tale testimonianza consente di spostare di almeno sei anni indietro la lancetta dei rapporti tra Talucci e Catanzaro, finora documentati a partire dal 2012, quando l’allora arcivescovo aveva presenziato a una serie di concerti che il mistico, divenuto nel frattempo leader del gruppo musicale “Signum”, aveva tenuto presso parrocchie e diversi teatri pugliesi. In realtà la legittimazione del ruolo di Catanzaro all’interno della chiesa brindisina è molto precedente. La vicenda assume contorni ancora più inquietanti perché la “consacrazione” del mistico da parte di Talucci (una cerimonia di fatto non ufficiale e che non attiribuì ruoli ecclesiastici reali) avvenne in piazza Duomo, all’interno del piccolo convento delle suore Vincenziane, noto per l’accoglienza agli orfani e ai bambini abbandonati sin dagli inizi del Novecento e al quale prestò la sua opera persino la regina Elena, nel 1943, nel periodo in cui Brindisi era Capitale d’Italia. Comunque una circostanza singolare che l’arcivescovo andasse a celebrare nella cappella privata delle suore.

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IL TODISCO CANCELLATO La premessa, non va dimenticata, è che il 30 agosto 1994 l’arcivescovo Settimio Todisco, predecessore di Talucci, inviò ai parroci e ai sacerdoti della diocesi un comunicato con cui ordinava a tutti di prendere le distanze da Catanzaro: “Il fenomeno fa leva sulla credulità popolare ed è fuori di un sano cammino di fede che ha il suo riferimento alla parola di Dio, ai sacramenti, alla guida dei legittimi pastori della Chiesa. Pertanto torno a sconsigliare e ora diffido i fedeli a non parteciparvi. Quanti dovessero frequentare “Uggio” non potranno tranquillamente accostarsi ai sacramenti e partecipare alla vita delle comunità ecclesiali”. Questo era il chiaro invito di Todisco cui il suo successore non solo non decise di dare seguito ma che ribaltò completamente ufficializzando il supporto della chiesa a Paolo Catanzaro in quella stessa piazza Duomo in cui hanno sede la cattedrale, il palazzo arcivescovile, gli uffici della Curia e l’ex seminario. In altre parole il cuore della Chiesa brindisina. “Era la fine del 2006”, ricorda Lorenzo B. “Paolo ci invitò a partecipare a una messa che si sarebbe tenuta nella chiesetta interna al convento delle suore vincenziane, a Brindisi. Eravamo una quarantina di persone, tra quelli che seguivano ovunque Catanzaro e noi del gruppo di preghiera che arrivavamo dalla provincia di Bari. L’arcivescovo concelebrò la messa e poi impartì una specie di benedizione sull’altare a Paolo. Catanzaro ci spiegò che era una particolare consacrazione alla Madonna anche se Talucci apparve molto sorpreso dalla presenza di tutti e quasi in imbarazzo per quanto stava accadendo. Subito dopo ci fu un piccolo rinfresco durante il quale festeggiammo l’avvenuta consacrazione di Paolo”.

LE SUORE SMENTISCONO Ma lo scopo del mistico non era solo quello di accreditarsi con i suoi accoliti con la “consacrazione” addirittura impartita dal vescovo. L’istituto delle Vincenziane era stato utilizzato - secondo il racconto delle vittime - come specchietto delle allodole per invitare i componenti del gruppo di preghiera a versare denaro per opere destinate a sostenere i bambini assistiti dalle suore. Il denaro consegnato a Catanzaro in realtà non arrivò mai alle Vincenziane: «In riferimento alla vostra richiesta di fornire informazioni se abbiamo ricevuto somme di denaro da Paolo Catanzaro», scrive suor Giovanna Fanuli, responsabile dell’istituto di San Vincenzo rispondendo alla procura di Bari, «posso dire che mai abbiamo riceveuto in beneficenza donazioni in denaro da questa persona». “Dopo la messa, Paolo ci presentò una delle suore cui si rivolgeva con grande affetto”, ricorda Lorenzo. Nessuna mossa del mistico era casuale,

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SVEVA L’istituto delle Vincenziane in piazza Duomo 9 febbraio 2018


AMICIZIE Nella foto di sinistra Paolo Catanzaro con il parroco don Francesco Caramia. Qui sopra con l’arcivescovo Talucci

La testimonianza di una delle vittime: «Catanzaro fu consacrato dal vescovo Talucci nella cappella delle Vincenziane Poi fu imposto al parroco di Sant’Elia». Gli intrecci con la Curia, i concerti con i Signum e i viaggi con don Caramia

e i suoi ‘fratelli’

ma ognuna aveva uno scopo preciso. In realtà Talucci aveva già pubblicamente espresso la sua intenzione di avvicinare Catanzaro: “La madre del mistico, agli inizi del 2006, ci aveva mostrato alcuni ritagli di articoli della Gazzetta del Mezzogiorno in cui monsignor Talucci manifestava la volontà di recuperare Paolo, considerandolo persona degna di attenzione in quanto in grado di convertire le persone”, ricorda ancora Lorenzo B. Ma la “consacrazione” avvenuta nella chiesetta delle vincenziane non fu un fatto isolato perché, al contrario di quello che si era appurato finora nella faticosa ricomposizione del mosaico sui 25 anni di attività mistica di Paolo Catanzaro, egli non passò direttamente dalle oceaniche cerimonie nella chiesetta di Uggio a quella di San Giustino de Jacobis, al rione Bozzano. A metà degli anni Duemila, infatti, su preciso volere di Talucci, a Catanzaro furono spalancate le porte della parrocchia di San Lorenzo, in via Caravaggio, quella a pochi metri dall’abitazione di famiglia. Sino al 2003 il parroco don Giuseppe Dello Tore aveva proibito a Catanzaro e ai suoi familiari di svolgere qualsiasi attività all’interno della parrocchia, nel rispetto delle indicazioni fornite dal monsignor Todisco ma anche, probabilmente, avendo subodorato che dietro quelle visioni potesse esserci un progetto tutt’altro che benefico. Ma nel 2003 Talucci decide di sollevare Dello Tore dall’incarico e di sostituirlo con don Giovanni Apollinare. Quest’ultimo aveva ricoperto il ruolo di parroco a San Pancrazio Salentino doveil suo vice era stato don Francesco Caramia che ritroveremo poi a Bozzano. RESPONSABILE DEL CORO

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Per volere di Talucci, Catanzaro viene nominato responsabile del coro della parrocchia di Sant’Elia sotto la gestione di don Giovanni. “In breve tempo, come era nel suo carattere, la presenza di Paolo diventò sempre più ingombrante nella parrocchia di Sant’Elia”, ricorda Lorenzo B. “Nonostante questo, il mistico preferiva tenerci lontani dalla parrocchia organizzando gli incontri con noi privatamente e con i gruppi di preghiera che periodicamente si svolgevano a Uggio”. Catanzaro ormai, forte dei collegamenti creati, aveva ridotto al minimo le sue presenze a Uggio dove i fedeli arrivavano a piedi dal rione Sant’Elia, pregavano e poi ascoltavano il messaggio della Madonna che Paolo consegnava a casa a una delle sorelle e che poi veniva letto durante le preghiere. Senza più neanche scomodarsi per raggiungere la chiesetta. In una sorta di “bilocazione” tutt’altro che spirituale, contemporaneamente - con il benestare del vescovo di Monopoli, monsignor Domenico Padovano - Catanzaro aveva preso a partecipare all’adorazione eucaristica nella cattedrale di Conversano, altro centro focale delle attività del mistico, supportato da una delle sue collaboratrici principali, quella Lucia Borrelli che oggi pare sia diventata una delle sue principali accusatrici dopo essere stata - secondo le accuse - colei cui materialmente le vittime consegnavano il denaro. VERSO BOZZANO Nel 2010 don Giovanni Apollinare, ben prima dello scadere dei nove anni canonici di gestione della parrocchia, lascia San Lorenzo per la Santissima Annunziata di Ostuni. Gli succede don Piero Calamo. Anche Paolo Catanzaro, più o meno nello stesso periodo, lascia la chiesa di via Cara9 febbraio 2018


vaggio per spostarsi nella parrocchia di San Giustino de Jacobis dove dal 2008 è divenuto parroco don Francesco Caramia, che nei tre anni precedenti era stato segretario particolare di Talucci. Anche a Bozzano il mistico viene nominato responsabile del coro parrocchiale, ma contemporaneamente fonda il gruppo dei “Signum”, specializzato nell’esecuzione di musica sacra. La sede del gruppo, ovviamente, è la stessa parrocchia.

I SIGNUM L’anno 2012 è fondamentale per la ricostruzione della vicenda perché è quello in cui Isabella D., ginecologa originaria di Conversano, presenta alla procura di Bari una denuncia per truffa nei confronti di Paolo Catanzaro. L’arcivescovo ne è perfettamente a conoscenza ma autorizza comunque l’esibizione dei Signum nella parrocchia di San Giustino de Jacobis per il concerto di Natale. E’ il 23 dicembre 2012. Il giorno successivo, Talucci scrive ai carabinieri una lettera - rispondendo a precise richieste di chiarimento della procura di Bari - garantendo che “a Brindisi non esiste alcuna comunità religiosa denominata ‘Il mistico di Brindisi’ e che quindi non si pone il discorso della legittimazione ecclesiastica”. Ma l’arcivescovo si spinge oltre e aggiunge sul conto della professionista che ha denunciato Catanzaro: “Conosco la posizione di quella famiglia e il risentimento, e insieme l’accusa, di uno di loro, al quale ho chiarito personalmente tutto da tempo. E’ anche ora che il signor Paolo Catanzaro venga lasciato tranquillo perché la sua posizione è definita da anni. Opera nella sua parrocchia con il beneplacito del parroco per la direzione del coro”. Queste le dichiarazioni firmate da Talucci che per altro risultano imprecise anche sul piano religioso: Catanzaro abita al rione Casale e dunque la sua parrocchia di riferimento non può essere quella del Bozzano. Nel 2012 i Signum incidono il loro secondo cd, suonano in occasione dell’arrivo dell’icona della Vergine di Pompei e si esibiscono persino al Teatroteam di Bari, insieme a Mietta. In altre occasioni con Ivana Spagna. Ovviamente gli incassi - spiegano - vanno tutti in beneficenza. I proventi del loro primo cd «Oltre», del resto,

La parrocchia di San Lorenzo e nel riquadro l’ex parroco don Giovanni Apollinare

Paolo Catanzaro e dietro don Francesco Caramia: decine di fotografie documentano i loro viaggi insieme

I Signum: il primo a sinistra è Francesco Rizzo, futuro marito di Catanzaro. Paolo è l’ultimo a destra

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sostengono aver contribuito alla realizzazione di case-alloggio e cisterne per migliorare la vita quotidiana della popolazione di Marsabit, in Kenya. Mica chiacchiere. Non abbiamo ancora detto i nomi dei componenti del gruppo: il leader è Paolo Catanzaro e con lui il futuro marito Francesco Rizzo (arrestato con lei), la cantante Stefania Casciaro (attualmente indagata nella presunta associazione per delinquere) e due nipoti di Catanzaro, estranee all’inchiesta ma figlie di due sorelle di Catanzaro a loro volta indagate per gli stessi reati. Il gruppo resta a San Giustino de Jacobis anche quando Talucci viene sostituito da monsignor Domenico Caliandro. Forte è infatti l’amicizia nata tra Paolo Catanzaro e il parroco don Francesco Caramia, documentata da numerose fotografie di viaggi fatti insieme.

I VIAGGI CON CARAMIA E’ in questo periodo che Paolo diventa Paola e dalla musica sacra dei Signum spera di compiere il salto di qualità come show-girl, attrice, stilista. Ma il destino di Paola e don Francesco tornerà a incrociarsi. Il parroco viene arrestato il 15 giugno 2016 per atti sessuali compiuti nei confronti di un chierichetto e poi condannato in primo grado a otto anni di carcere. Il 29 gennaio 2017 le manette toccano a Paola Catanzaro, accusata di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e rinchiusa nel carcere femminile di Lecce. Rocco Talucci nel dicembre 2011 aveva rilasciato un'intervista al giornale cattolico ultraconservatore Pontifex, affermando che «l'omosessualità è un disordine grave e che da questo disturbo è sempre pensabile la conversione o la guarigione». Nel 2015, nell’ambito delle indagini che portarono all’arresto di don Giampiero Peschiulli, parroco di Santa Lucia, risultò aver coperto il sacerdote invitando i genitori dei chierichetti violentati a non sporgere denuncia. Dopo le dimissioni per raggiunti limiti di età vive nella sua città natale, Venosa.


AMMINISTRATIVE

Il M5S presenta due liste per la corsa al Comune L’ultima parola spetterà ai vertici del Movimento Bozzetti prudente: «Per ora pensiamo alle Politiche» di lucia portolano

ue liste con due proposte di candidati sindaco arrivano allo staff del movimento 5Stelle. L’ultima parola spetterà ai vertici, ma è chiaro, che così come accaduto per le altre elezioni, un peso importante lo avranno gli esponenti locali. Il 30 gennaio scorso chiusi i termini per la presentazione di liste e candidati per le prossime amministrative. E anche Brindisi si attrezza. A Roma sarebbero state inviate in totale due liste, con a capo due diversi nomi che potrebbero essere scelti come candidato sindaco. Confermata quella a sostegno dell’avvocato Fabio Leoci, mentre nulla trapela, almeno da fonti ufficiali, sulla seconda lista. Il consigliere regionale Gianluca Bozzetti, l’unico portavoce del movimento nella provincia, parla di due proposte: quella di Leoci e quella di un altro gruppo. Nello stesso tempo precisa: “Non si tratta di una lista di Bozzetti”. Questo per placare le polemiche che parlano di divisioni e scissioni nel movimento tra il consigliere regionale e i meetup che hanno sostenuto l’avvocato. Nella realtà le divisioni tra i grillini restano, ancora una volta non sono riusciti a fare sintesi e a mandare allo staff una candidatura condivisa: Bozzetti non si sbilancia, rimanda tutto al prossimo 5 marzo, giorno dopo le elezioni politiche. Molto cambierà in base anche al risultato del movimento. “Ora siamo impegnati per le politiche – spiega – sino a quando non c’è una certificazione dello staff comunque non c’è né il candidato sindaco, né la lista del movimento 5Stelle per Brindisi. Lo Statuto non prevede che prima vengano fuori altre notizie. Una cosa è chiara non c’è una lista Gianluca Bozzetti come molto spesso si è detto”. Non è detto che alla fine arrivi la certificazione per qualcuno. Il movimento potrebbe anche decidere di non partecipare alle elezioni amministrative. La lista Leoci è stata invece depositata una settimana prima del termine del 30 gennaio. Gli attivisti a sostegno dell’avvocato civilista spiegano che si è trattato di un percorso durato tre mesi, con una serie di riunioni che Gianluca Bozzetti

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si sono susseguite da settembre a dicembre in una delle sale del Break24 alla zona industriale di Brindisi. Incontri ai quali avrebbero partecipato tutti gli attivisti del territorio, compresi i vecchi meetup Uniti per Brindisi e Brindisi 5Stelle. Al primo incontro sarebbe andato anche Bozzetti. Ma poi qualcosa si è rotto. La lista Leoci avrebbe proposto 21 candidati consiglieri comunali, il numero minimo previsto. Nel caso della certificazioni potrebbero aggiungersi in un secondo tempo altri aspiranti consiglieri così da raggiungere il numero completo. Nell’elenco appaiono professionisti di vari settori: medici, architetti e anche un agronomo. Così come richiesto dallo Statuto è stato inviato di ciascuno casellario giudiziario e carichi pendenti. “Ci sorprenderebbe se ci fossero altre liste – dice Leoci – in quanto ai lavori preparatori di questa lista erano presenti tutti gli attivisti del territorio brindisino come da verbali di presenza e sino a quel momento nessuno aveva espresso qualche volontà”. In realtà stando alle dichiarazioni di Bozzetti un’altra lista c’è, ma tra i grillini funziona così: ognuno può mandare una proposta. L’ultima parola tanto spetta allo staff, che dovrà decidere se presentare una lista a Brindisi e quale tra quelle che si sono proposte. Intanto il movimento, così come tutte le altre forze politiche, è in piena campagna elettorale per l’elezioni politiche. Attivisti in piazza con i banchetti per illustrare i 20 punti del programma che vede Luigi Di Maio candidato alla presidenza del Consiglio. Il leader pentastellato è impegnato nel suo “Rally per l’Italia” con tappa anche a Brindisi il 9 febbraio al cinema Andromeda in un incontro su cultura, scuola e università. Di Maio arriva a Brindisi quando sono ancora calde le polemiche dopo l’esclusione dalla candidatura alla Parlamentarie dell’ex candidato sindaco dei grillini Stefano Alparone. L’ex aspirante sindaco ha parlato di epurazione del movimento, di democrazia fittizia dove non vengono più rispettate le regole. Alparone, che al momento non ha ancora capito perché è stato espulso (nessuno ha mai comunicato le motivazioni nonostante lo Statuto lo prevedesse) , ha accusato i 5Stelle di aver smantellato in pochi giorni tutti i valori portati avanti in questi anni. 9 febbraio 2018


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AMMINISTRATIVE

Solo il centrosinistra ha ormai deciso puntando su Rossi. Il centrodestra potrebbe rimescolare le carte E Direzione Italia propone Guadalupi

di lucia portolano

Cambiano N le alleanze e spuntano nomi nuovi

Pietro Guadalupi

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uove manovre in vista delle elezioni amministrative. Dopo le candidature alle politiche lo scenario di alleanze e coalizione, che era apparso sino a qualche settimana fa, potrebbe cambiare. I giochi soprattutto in casa del centrodestra e del polo dei moderati sono ancora aperti. Mentre ormai è chiara la situazione del centrosinistra con la candidatura a sindaco di Riccardo Rossi e l’alleanza Pd, Brindisi Bene Comune e Liberi e uguali, lo stesso non si può dire degli altri due schieramenti. Qualcuno starebbe lavorando per creare nuove coalizioni ed accordi, nel principio che più si è e più probabilità ci sono di vincere al primo turno. Non si esclude nulla, d’altronde sia i moderati che il centrodestra hanno sempre lasciato aperta la porta. La candidatura alla Camera del brindisino Mauro D’Attis nella lista di Forza Italia potrebbe cambiare le carte in tavola e aprire nuovi scenari tra le alleanze. D’Attis è l’unico brindisino che potrebbe conquistare un posto in Parlamento, e ci sarebbero in suo favore accordi trasversali. Il polo dei moderati del quale fanno parte Coerenti per Brindisi, Brindisi in alto, Udc, Alternativa popolare della Lorenzin, Direzione Italia e Impegno sociale ( per ora) si incontrerà nei prossimi giorni per discutere sui punti programmatici e scegliere poi il candidato sindaco. Incomincia a spuntare qualche nome. Direzione Italia lancia la candidatura a sindaco di Pietro Guadalupi, ex presidente del consiglio comunale. Il giovane di Fitto alle scorse elezioni fu il consigliere comunale più suffragato, perse però la sfida alle primarie contro Angela Carluccio. Una sconfitta che ha sempre pesato come un macigno sulla coalizione che ha retto per pochi mesi l’ex sindaca. Guadalupi questa volta punterebbe direttamente alla poltrona di sindaco, e qualcuno tra i moderati potrebbe anche sostenerlo. Ma è ancora presto per dirlo. Ufficialmente i Coerenti per Brindisi dicono di avere anche loro delle proposte,


tra Luperti e Guadalupi non corre molta simpatia. “Anche noi abbiamo delle nostre preferenze da mettere sul tavolo – afferma l’ex assessore di Consales – ma siamo pronti al confronto e potremo anche questa volta scegliere le primarie”. Luperti non esclude alleanze esterne, e chiaramente non si riferisce al Pd e a Riccardo Rossi. Per esclusione lo sguardo è rivolto quindi al centrodestra. “Noi siamo sempre aperti alle altre forze politiche – dice Luperti – qualora dovessimo trovare convergenza sul programma. Lo scopo finale è quello di cambiare in meglio questa città. Non credo si possa condividere il nostro programma con Rossi. Lui ha detto che noi siamo un minestrone, però ha dimenticato che si è associato con chi ha voluto la Tap, con chi ha sempre criticato in consiglio, e con chi ha distrutto uno dei più bei eventi della città il Negroamaro, e con chi si faceva pagare le multe della Multiservizi”. Una proposta di candidato ce l’ha anche

Lino Luperti

Alternativa popolare, qualcuno fa il nome di Mimmo De Michele, figlio di Gino. Ma dal partito bocche cucite. “Abbiamo una proposta anche nostra – spiega Teodoro Pierri - ma se dovessimo trovare una quadra e una condivisione con gli altri, possiamo fare un passo indietro”. Vicino alla proposta di Direzione Italia sembrerebbe il movimento di Nando Marino, dopo la sottoscrizione al documento inviato a Fitto a sostegno della candidatura alla Camera di Vittorio Zizza, il presidente della squadra di basket ha pubblicamente dichiarato la sua posizione. Resta in stand by Impegno sociale che ancora deve ricucire le sue fratture interne. La prossima settimana ci sarà una riunione di chiarimento. Il coordinatore cittadino Formosi ha aderito al progetto dei moderati, ma tra gli ex consiglieri comunali Antonio Manfreda e Gianpaolo D’Onofrio c’è malcontento. Entrambi hanno esplicitato di volersi alleare con il centrosinistra, in sintonia con le idee del padre del movi-

Antonio Manfreda

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mento, scomparso da qualche mese, Carmelo Palazzo. “Aspettiamo un chiarimento interno – afferma Antonio Manfreda – vedremo cosa farà il partito e poi decideremo”. Ai moderati si potrebbe aggiungere Michele Errico, anche lui ha firmato il sostegno alla candidatura a Zizza. Il notaio, si sà, ormai da tempo ha abbandonato le sue preferenze di sinistra, ed è pronto a condividere progetti che accolgano i suoi punti programmatici su ambiente, lavoro e modello di sviluppo. Movimenti anche in casa del centrodestra. In Forza Italia i vertici sono impegnati in prima persona per la campagna elettorale per le politiche: in campo Luigi Vitali, coordinatore regionale con la candidatura blindata, Antonio Andrisano coordinatore provinciale e Mauro D’attis ex consigliere comunale. Il partito di Berlusconi che nel 2016 ha raggiunto il minimo storico del 3 per cento sta cercando di ricostruire una base e un’organizzazione interna. Da qualche giorno ha aderito anche l’ex di An, Livia Antonucci. Ma tra i dirigenti potrebbero esserci delle novità. Per le prossime amministrative Forza Italia ha intrapreso un percorso con i centristi di Rollo, il Pri di Antonino e le forze di destra vicine a Massimo Ciullo insieme alla Lega di Salvini. L’ex assessore di Mennitti spera in una candidatura a sindaco, ma i centristi storcono il naso. Anche in questa coalizione nessuno chiude le porte, e alcune forze politiche guardano di buon occhio un’alleanza con i moderati. Solo quando emergeranno i candidati sindaco si capirà però chi sta con chi, perché alcuni nomi potrebbero escludere degli attuali alleati e avvicinarne degli altri. La carte potrebbero rimescolarsi e nelle prossime settimane potrebbero esserci delle novità.


MESAGNE

«Abbiamo avuto paura e ne abbiamo ancora»

Momenti di terrore nella farmacia De Luca assaltata da due banditi: «Non ci sentiamo più sicure e non è giusto» di Stefania Franciosa

bbiamo avuto tanta paura e ne abbiamo ancora”. La dottoressa Carla De Luca ha gli occhi lucidi mentre ci parla; la scena di quella sera non riesce proprio a dimenticarla.”Abbiamo temuto che ci facessero del male” ci racconta:”Erano armati e non sappiamo se quelle pistole fossero pistole – giocattolo o meno”. Erano passate da poco le 19 quando, giovedì primo Febbraio, a Mesagne, due uomini con il viso coperto da passamontagna si sono introdotti, armati, all’interno della Farmacia De Luca, che si trova in Via Francesco Vita, una parallela della centralissima Via Brindisi, nei pressi della Chiesa della SS. Annunziata. La Farmacia è gestita da due sorelle, Carla e Maria Rosaria De Luca. In quel momento entrambe erano presenti, con loro una collaboratrice. Una cliente era appena andata via e le tre donne si erano spostate nel retro del locale. “Quando siamo nel retro abbiamo sempre gli occhi puntati sui monitor delle immagini riprese dalle telecamere presenti all’interno e all’esterno del locale. Erano esattamente le 19 e 24 e abbiamo visto le due figure introdursi in farmacia, abbiamo capito immediatamente che qualcosa stava succedendo”Per le due farmaciste non si tratta, purtroppo, della prima esperienza di questo genere. Quattro le rapine subite in poco più di dieci anni, due quando la farmacia si trovava in un alta zona, due in Via Vita. “Quando abbiamo intuito che si trattasse di una rapina abbiamo immediatamente azionato il telecomando collegato alla vigilanza privata e siamo accorse vicino al bancone” – continua Carla De Luca –“Sembravano due professionisti, non due balordi. Sono stati velocissimi, non hanno detto nulla, ci hanno puntato le pistole contro e, con una violenza inaudita, hanno divelto il registratore di cassa asportando il cassetto con il denaro. Sono stati momenti terrore. Minuti interminabili. Quando sono arrivati i vigilanti, si erano

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già dileguati”. I due malviventi, dopo la rapina, sono fuggiti via a bordo di una Fiat Brava risultata rubata. Pare che in auto non ci fossero altri complici ad attenderli. Non si conosce ancora a quanto ammonta il bottino, poiché le forze dell’ordine hanno restituito in queste ore il registratore di cassa alle farmaciste che verificheranno l’importo che era presente al momento della rapina. “Non ci sentiamo sicure, abbiamo bisogno di essere maggiormente tutelate, c’è troppa violenza in giro, violenza gratuita. Cosa facevamo di male per poterci meritare quello che è successo?” – ci spiega la farmacista facendosi portavoce anche delle sensazioni della sorella. “Noi lavoriamo onestamente, tante ore al giorno, facendo anche dei sacrifici, come tutta la gente che si guadagna da vivere onestamente ed ora abbiamo il terrore che qualcuno possa entrare ancora una volta da quella porta e farci del male”. “Sappiamo che chi di dovere si occupa nel migliore dei modi per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica e che episodi di questo tipo possono verificarsi ma magari potrebbero essere utili alcuni accorgimenti. Forse se questo tratto di strada non fosse a senso unico ci sentiremmo più tranquille. Per compiere il giro dell’isolato occorre un po’ di tempo e, magari, chi ha agito può averlo fatto nella consapevolezza che non sarebbe stato raggiunto in breve tempo e, dunque, avrebbe potuto delinquere con maggiore tranquillità”. Gli inquirenti, intanto, sono al lavoro per cercare di individuare i responsabili della rapina che non è escluso che possano essere del posto. Al vaglio le immagini del circuito di videosorveglianza e le testimonianze. “Abbiamo apprezzato i tanti attestati di solidarietà ricevuti in questi giorni e ringraziamo chi ci è stato vicino” hanno concluso le due professioniste che sperano, ovviamente, che i responsabili siano assicurati alla giustizia.

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IL CASO CARDINALE

Parcheggi

la frittata del Il piano della sosta è costato 26mila euro e non accontenta nessuno: stalli vuoti e residenti inferociti. L’inutile scelta di anticipare il sindaco di lucia pezzuto

ambio della segnaletica orizzontale e verticale, acquisto di sette parcometri, quindici giorni di lavoro, per una spesa totale di circa 26mila euro, tanto è costato al Comune di Brindisi il nuovo piano della sosta che ad una settimana dalla sua entrata in vigore raccoglie più proteste che consensi da parte dei cittadini. Il lavoro è stato redatto dall’ufficio Traffico del Comune di Brindisi, dal dirigente Fabio Lacinio e dall’ingegnere Gianluca Cuomo, con la consulenza degli operatori della Multiservizi. Un lavoro laborioso e forse anche necessario ma non certo urgente. La distribuzione degli stalli per i parcheggi non è mai stata tra le priorità delle amministrazioni passate e né tantomeno tra le emergenze da affrontare per il commissario prefettizio che al suo insediamento ha avuto ben altri grattacapi di cui occuparsi, in primis la questione rifiuti. Ora a quattro mesi dalle elezioni amministrative che porteranno alla scelta del nuovo sindaco, si è voluto adottare in tutta fretta un piano della sosta che rivoluziona la presenza e la circolazione delle auto in città e in particolare nel centro storico. L’idea dei tecnici è stata quella di trovare ogni escamotage possibile per decongestionare il flusso delle auto da e per il centro cittadino partendo dalla suddivisione in aree. Si comincia con la periferia segnata dalle strisce bianche e quindi non a pagamento, sono quelli che ricadono nella zona verde, sono totalmente gratuiti e si trovano in via Spalato, via Del Mare, via Camassa, via Dalmazia e nei pressi della Provincia. Vi sono anche stalli gratuiti ma con disco orario, ossia il massimo della sosta è di un’ora dopo di che bisogna lasciare il parcheggio, è quello che accade in piazza Anime o in largo Pizzigallo in via Annunziata, via Battisti, via Dionisio e via Protospata. Poi si passa alla zona blu, sosta di un euro a ora con l’eccezione di Corso Garibaldi, dove sono stati recuperati ventotto stalli, qui però le cose sono un po’ diverse. Parcheggiare in Corso Garibaldi si può solo dalle 10.30 alle 12.30 e dalle

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17.30 alle 19.30 e non si può superare la mezz’ora il cui costo è di un euro. A regolamentare la sosta nei giorni scorsi sono stati posizionati dei parchimetri ad hoc. Ovviamente al di fuori della fascia oraria consentita non è possibile sostare ed è prevista la rimozione forzata. Inoltre sempre per consentire la sosta in Corso Garibaldi è stato invertito il senso di marcia della navetta che per raggiungere il centro cittadino entrerà da Porta Lecce piuttosto che da via Del Mare. Ma più ci si addentra nel cuore della città e più si alzano i costi del parcheggio perché tutta l’area intorno al Municipio e oltre ricade nella cosiddetta zona rossa, nota dolente dell’intero piano della sosta. Qui la “furbata” è stata quella di stabilire per la prima ora di parcheggio un costo di un euro, dalla seconda ora in poi, il doppio, due euro. Ovviamente i 118 stalli distribuiti su piazza

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Matteotti, via Santi, via Casimiro, via Filomeno Consiglio, via Fornari, via Rubini e via Amena non sono fruibili da parte dei possessori di abbonamenti e permessi, in pratica lavoratori e residenti non possono far valere i tagliandi. Quindi anche chi abita in via Santi , di fronte al Nuovo Teatro Verdi, per intenderci, dovrà pagare la sosta a ora con il raddoppio del costo o cercare nella zona blu più vicina un parcheggio utile. Stessa regola vale per chi ha scelto di fare un abbonamento perché magari lavora nel centro cittadino. Tra le novità introdotte dal nuovo piano della sosta vi è il prolungamento dell’orario sulle strisce blu: si paga sino alle 24, giorni feriali e festivi. Qualcuno dice per metterci in sintonia con le città turistiche dove di sicuro i negozi sono aperti sino a tardi e i locali della movida lavorano tutta la notte. Come dire : da qualche parte biso-


commissario gna pur cominciare e quindi partiamo dai parcheggi. Tutt’altra storia la sosta davanti all’ospedale e al tribunale dove si può scegliere di pagare anche un’intera fascia oraria. Davanti all’ospedale la sosta per un’ora costa 50 centesimi ma si può scegliere di pagare a fascia oraria , ossia dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 21 il costo è di due euro. Oppure se si sosta per l’intera giornata il costo è di tre euro. Mentre davanti al tribunale la fascia oraria va dalle 8 alle 14, il costo è di due euro, oppure si può scegliere di pagare la singola ora che costa 50 centesimi. Ora per stravolgere strisce, segnaletica e posizionamento dei parcometri, nove uomini della Multiservizi hanno lavorato ininterrottamente per quindici giorni. La nota spese della società partecipata indirizzata al Comune di Brindisi riporta : “gli addetti del settore segnaletica stradale sono stati impiegati nei giorni dal 16/01/2018 al 31/01/2018 per il rifacimento del nuovo piano della sosta, inoltre si precisa che il costo dei materiali utilizzati per la messa in opera dei lavori in oggetto indicato è pari a euro 5000”. A questo si aggiungono i costi sostenuti per l’acquisto di sette parchimetri nuovi al prezzo di 3mila euro ciascuno, che a conti fatti sono costati all’amministrazione comunale 21mila euro. Un altro migliaio di euro è stato speso in brochure da distribuire ai cittadini con tutte le indicazioni utili ( mappe, orari e costi ) per interpretare il nuovo piano della sosta, brochure che stanno studiando con attenzione anche gli agenti della polizia municipale. Insomma facendo una prima stima dei costi vivi, il Comune di Brindisi per mettere in piedi questo nuovo piano della sosta ha sostenuto una spesa di poco inferiore ai 30mila euro, ha inve-

stito risorse pubbliche nella speranza di poter migliorare la viabilità e battere cassa, una sorta di esperimento perché non è detto che il piano sia destinato a restare invariato anche con l’arrivo del nuovo sindaco, tutt’altro. E’ pur vero che i tecnici della Multiservizi in questo primo mese raccoglieranno ogni dato disponibile al fine da tracciare un primo bilancio. Il risultato sarà confrontato con i dati dello scorso anno riguardante lo stesso periodo in possesso della società, dove per dati s’intende gli introiti, tanto quelli rivenienti dal pagamento della sosta a fasce orarie, quanto quelli rivenienti dalla ven-

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dita degli abbonamenti e dei permessi, solo in questo modo si capirà se il modello della sosta adottato sta dando i risultati sperati. Il commissario prefettizio Santi Giuffrè in più di un’occasione commentando il nuovo piano della sosta ha riferito che i primi tre mesi sarebbero stati di rodaggio e che qualsiasi rimostranza da parte dei cittadini sarebbe stata presa in considerazione e valutata. “Se sarà necessario- ha affermato Giuffrè- potremo aggiustare il tiro e apportare qualche modifica. Per il resto Brindisi dovrà adattarsi così come accade nelle grandi città”.


Parcheggi

Le proteste dei residenti: «La situazione peggiorata» di lucia pezzuto

umenta la vendita degli abbonamenti ai residenti per la sosta della prima e addirittura della seconda auto, ma gli stalli nel cuore del centro cittadino restano vuoti. Sono tempi duri per i brindisini che si muovono per le vie della città, tempi duri soprattutto per chi si ritrova alle prese con la sosta prolungata. Abbonamenti per i residenti e permessi per i lavoratori non sono validi ovunque, la zona rossa è off limits ai tagliandi. In pratica i pass non sono validi, stesso discorso per la zona arancione dove pur essendoci le strisce bianche, la sosta è consentita per un tempo massimo di un’ora con disco orario. Considerato che quando si parla tanto di zona rossa quanto di zona arancione si parla del cuore del centro cittadino, chiunque abiti o lavori entro quella fascia ha serie difficoltà a parcheggiare. “Abito in via Santi da 34 anni- dice Aldo, un pensionato che con la moglie risiede a pochi passi dal Teatro Verdi- ho 77 anni e mia moglie 71. Qui non possiamo più parcheggiare l’auto, ho fatto l’abbonamento ma non vale e quando a mezzogiorno arrivo con la spesa è una fatica portarla fino a casa. Come facciamo, siamo soli e mia moglie non può camminare molto”. Quella di Aldo è solo una delle centinaia di lamentele che in questi giorni stanno fioccando, il malcontento è diffuso e c’è già chi spera che con l’arrivo del nuovo sindaco si possa eliminare il nuovo piano della sosta e ripristinare quello vecchio. “A questo punto poteva restare tutto com’era -dice uno dei dipendenti della Banca Nazionale del Lavoro- c’era più traffico, il mattino dovevi arrivare un po’ prima per trovare parcheggio ma alla fine con il pass potevi parcheggiare. Ora a che serve pagare l’abbonamento se poi devi lasciare l’auto a centinaia di metri di distanza, ammesso di trovarlo il parcheggio. E non si può neppure pretendere di pagare ad ora, proprio qui dove un’ora ti costa due euro”. Dello stesso avviso sono i dipendenti degli enti pubblici che con una lettera hanno chiesto al commissario prefettizio di poter usufruire di un’area su piazzale Lenio Flacco .

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L’idea è di avere a disposizione un parcheggio gratuito dalle 7 alle 18. Del resto, come loro stessi dicono: “Non si può lavorare per pagare il parcheggio”. Così i cento cinquanta dipendenti di Provincia , Prefettura , Comune , Archivio di Stato , S.E.R.T., INPS hanno firmato una petizione che poi è stata protocollata in Comune. “Come potrà verificare, a sottoscrivere la petizione sono tutti dipendenti dei vari Enti che insistono nel perimetro del Centro Storico , i quali chiedono che nell’orario di lavoro compreso tra le ore 7,00 e le ore 18,00 , sia possibile il parcheggio libero su piazzale Lenio Flacco, anche alla luce di eventuali manifestazioni che impongono il divieto di sosta in aree di parcheggio per motivi di sicurezza”. Gli stessi firmatari della petizione suggeriscono per facilitare il compito dei vigili urbani, di rilasciare a questi cittadini un tagliando di riconoscimento da esporre che possa consentire il parcheggio gratuito “tenendo in considerazione che molti colleghi sono pendolari e che con gli attuali stipendi non consentono di potersi sobbarcare nemmeno un abbonamento”. Il Comune di Brindisi sin dall’inizio ha so-

stenuto che questo nuovo piano della sosta sarebbe servito a decongestionare il centro cittadino, non a caso la zona rossa e il disco orario servono proprio a creare un ricambio continuo di auto in sosta. A vedere gli stalli vuoti non si può che dedurre che l’obiettivo è stato centrato, quanto poi sia funzionale allo sviluppo della città e al commercio questa è tutt’altra storia. “A me sembra che la città sia deserta- dice la commessa di un negozio in corso Garibaldi- se devo essere proprio sincera, non mi pare che ci sia tutta questa gente in giro. Certo ancora è presto per dire se sia un male o un bene per i negozi . Ma io non sono convinta”. Corso Garibaldi è la novità di questo piano della sosta, qui sono stati resi fruibili circa 28 stalli ma si può parcheggiare solo dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30 e non si può superare la mezz’ora il cui costo è di un euro. In pratica il tempo a disposizione per la sosta dovrebbe essere sufficiente per portare a termine acquisti e commissioni varie e in qualche modo incentivare il commercio. In realtà a pensarci bene il piano parcheggi difficilmente sarà sufficiente a contrastare la desertificazione del centro storico, le strategie da

Il cartello che indica il parcheggio con disco orario, tempo massimo un’ora

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Auto multate senza alcuna tolleranza sin dal primo giorno nella zona arancione

mettere in campo dovrebbero essere ben altre. Parallelamente alle lamentele e al boicottaggio dei parcheggi a pagamento aumentano le richieste di locazione garage. Da qualche giorno le agenzie immobiliari riferiscono che c’è un aumento di richiesta per l’affitto di garage e posti auto. Se così fosse si confermerebbe il flop di questo nuovo piano della sosta costato al Comune di Brindisi più di 26mila euro e tanto “sangue amaro” ai cittadini. “Si è vero, in questa ultima settimana abbiamo ricevuto la richiesta per l’affitto di garage o posti auto nelle immediate vicinanze

del centro cittadino- dice un agente immobiliare Tecnocasa- cinque persone, due residenti e tre lavoratori. In questo periodo in genere non abbiamo di queste richieste. E’ vero anche che qualcuno ha riferito che i proprietari dei parcheggi privati avrebbero aumentato le tariffe. Sinceramente non lo so se è vero, ma se lo fosse si capisce perché uno preferisce pagare l’affitto di un garage che può gestire da sé piuttosto che un altro”. A fronte di tutto questo c’è un fenomeno tuttavia che non cambia e che nonostante le nuove disposizioni puntualmente si ripresenta ed è quello del parcheggiatore abusivo. La stazione ferroviaria, il tribunale e l’ospe-

dale sono invasi dai parcheggiatori abusivi che chiedono denaro l’ha dove sanno che il cittadino parcheggia senza sborsare un centesimo. Ebbene è storia di qualche giorno fa: la polizia municipale ha individuato e multato due parcheggiatori abusivi nei pressi del tribunale. I due uomini che chiedevano agli automobilisti il denaro “per un caffè” sono stati segnalati al comando della municipale che in pochi minuti ha inviato sul posto una pattuglia. I vigili urbani intervenuti sul posto hanno fermato di due abusivi ancora intenti ad aggirarsi tra le autovetture e dopo aver raccolto le loro generalità li hanno sanzionati con una multa da mille euro ciascuno.

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Frammenti di storia

Il più antico impianto di produzione era situato nei pressi di Apani Altre fornaci erano situate a Giancola e in località Marmorelle

LE ANFORE FABBRICATE A BRINDISI RITROVATE IN EGITTO

Anfore brindisine

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di Giovanni membola el sito archeologico di Akoris, città romana dell’Egitto situata sulla riva orientale del Nilo a sud del Cairo, tra tombe scavate nella roccia e costruzioni fatte con mattoni di fango, in mezzo a un’infinità di cocci sono stati ritrovati numerosi frammenti di anfore provenienti dalle antiche fornaci di Brindisi. Gli archeologi hanno potuto accertare il luogo d'origine di questo materiale ceramico grazie alla presenza dei bolli e sigilli impressi sui manici di questi recipienti fatti d’argilla, veri e propri marchi di fabbrica stampati prima della cottura, dove venivano segnati i nomi dei proprietari delle fornaci. Grazie a questa particolarità, e lo studio attento della tipologia dei punzoni e della grafia, è stato possibile accertare il sito di produzione e quindi seguire i diversi luoghi di destinazione delle merci durante gli scambi commerciali che avvenivano in epoca romana. Le anfore prodotte a Brindisi infatti sono state ritrovate in diverse località del centro e nord Italia, in Spagna, tra il carico del relitto Escombreras 2 naufragato nei pressi dell’omonimo isolotto nei pressi di Cartagena, ed ancora nelle cantine del palazzo reale di Erode il Grande a Gerusalemme, ma anche in Portogallo, Francia, Siria, e in diversi porti del Mar Nero. Tutto ciò dimostra l’imponente produzione anforaria adoperata quasi esclusivamente per l’esportazione delle derrate alimentari, principalmente olio e vino, prodotte nelle aziende agricole locali. Nel villaggio egiziano dove è avvenuto il ritrovamento, situato ai margini della terra coltivata su un altopiano calcareo attraversato a valle da numerosi wadi (letto di corsi d’acqua delle regioni desertiche), sono stati riscontrati diversi contenitori da trasporto di tipo oleario realizzati, in età repubblicana, nei diversi impianti produttivi ubicati nel territorio di Brindisi. Quello più antico probabilmente era situato ad Apani, nei pressi dell’omonimo canale e non lontano dalla costa e dall’importante asse viario della Minucia-Traiana, oggi corrispondente approssimativamente alla S.S. 379. Qui sono stati scoperti negli anni ’60 due fornaci circolari di dimensioni differenti. Sui manici delle anfore si leggono i nomi dei proprietari delle officine, ovvero gli Aninius, i Vehilius e Tarula, quest’ultimo servo del dittatore Silla. E proprio il nome del gentilizio Aninius, preceduto dal prenome Lucius impresso con un punzone nel cartiglio rettangolare, è stato riscontrato in diverse anse rinvenute ad Akoris, così come dello stesso sito di produzione i bolli marchiati dai nomi Rudius (gentilizio) e dei servili Hpaioc, Stratonicus e Protemus, probabilmente

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Resti di anfore con bollo Viselli. Al centro le fornaci Marmorelle. Sotto le fornaci di Giancola

schiavi del proprietario. Provenienti invece dall’interessante sito di Giancola, ubicato poco più a sud sul versante orientale del canale all’epoca navigabile e dove fu ricavato un comodo approdo, le anfore con i bolli sulle anse riportanti i nomi di Apollonides, Archelia e Philippus, riferiti a manodopera servile impegnata negli impianti di proprietà di Visellium nel I secolo a.C. L’impianto produttivo artigianale era costituito da due grandi fornaci rettangolari ed una a forma circolare, con camere di combustione interrate sulle quali si reggevano i piani forati (attraverso cui avveniva la trasmissione del calore) dove venivano appoggiati i materiali da cuocere. La copertura sovrastante era costituita da una volta, facilmente rimovibile e di buona tenuta termica. A circa un km a sud fu rinvenuta anche una villa di età romana, che rappresentava il fulcro dell’intera azienda agricola, con abitazioni e un’area adibita alle lavorazioni, costituita da una cella vinaria e una vasca di lavorazione delle uve e di fermentazione del mosto, dove fu trovata la statua in marmo di Bacco, oggi esposta nel Museo di Francavilla Fontana. Dello stesso proprietario anche gli impianti ubicati in località Marmorelle, nei pressi della SS 16 e sempre in prossimità del canale Giancola. Quattro fornaci rettangolari parallele e numerosi reperti ceramici furono rinvenuti durante la campagna di scavo curati dall’archeologa brindisina Paola Palazzo, che aveva seguito anche gli scavi di Giancola e ultimamente quelli alla Casa del Turista e sul lungomare del porto interno. Nelle anfore prodotte a Giancola e Marmorelle compare impresso su numerosissime anse il nome di Viselli(um), spesso associato a quello di 26 suoi schiavi e dei successivi gestori dell’intero complesso produttivo, i liberti Lucio Saturnino e Petronio Sostrato. Secondo l’ipotesi del prof. Manacorda (Università di Siena) Visellio può essere individuato con il noto personaggio storico conosciuto meglio come Caio Visellio Varrone, l’oratore romano amico di Cesare e cugino di Cicerone. Sempre nell’area archeologica del villag-

gio egiziano, dove spicca il tempio di Nerone dedicato ad Amon, sono state ritrovate anse con bolli su cui è inciso il nome latino Pastor, un riferimento che trova riscontro – secondo sempre l’opinione degli studiosi – con l’altro sito produttivo brindisino ubicato alla periferia sud della città, nei pressi del rione La Rosa. Anche questo luogo, come i precedenti, era sorto nei pressi di un corso d’acqua, oggi chiamato canale Fiume Piccolo, a pochi passi dalla via Calabra, l’importante strada di comunicazione e di collegamento tra Brindisi e Otranto, naturale prolungamento della Traiana. Tutti questi impianti erano strategicamente ubicati in luoghi dove vi era disponibilità

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di argille ed erano particolarmente attivi in età romana già dal II sec. a.C. Gli schiavi addetti alla produzione delle anfore sagomavano prima le anse, poi le bollavano e solo successivamente le attaccavano al contenitore già modellato, spesso infatti si trovano le ditate dei ceramisti lasciate durante la pressione esercitata per fissare i due manici al corpo dell’anfora. La cottura in forno durava diversi giorni, quindi si attendeva il raffreddamento naturale prima di smontare la copertura ed estrarre i recipienti pronti all’uso. È stato calcolato che un forno di 70 metri cubi poteva contenere anche mille anfore disposte su sette o otto livelli e che per la cottura venivano impiegati circa 50 tonnellate di legna.“Sulla base dei dati di cui disponiamo - scrive nella sua interessante pubblicazione l’archeologa Paola Palazzo - risulta che le anfore brindisine sono ampiamente diffuse nel bacino orientale del mediterraneo e che l’Egitto rappresenta la regione, tra quelle orientali, più ricca di rinvenimenti; le attestazioni più numerose provengono da Alessandria, dal territorio del Fayoum, e più a sud, lungo il Nilo, da Hermopolis e da Akoris, nel Medio Egitto”. Purtroppo non si è stati capaci di salvaguardare le importanti fornaci presenti nell’agro di Brindisi, forse solo gli impianti di Giancola, ricoperti dal terreno, potrebbero essere ancora recuperati e valorizzati.


ECCELLENZE

Aeroporto, la nostra squadra che vola Il Distaccamento di Brindisi in prima linea nel supporto alla politica estera Una tradizione che risale a 102 anni fa e che si è rinnovata con il supporto alle missioni internazionali «Unhrd»

ra le eccellenze del nostro territorio, il Distaccamento Aeroportuale di Brindisi, che è uno degli enti in prima linea, nel supporto alla politica estera nazionale nei confronti delle Nazioni Unite. La città di Brindisi ha una tradizione aeronautica gloriosa che risale a 102 anni fa, che da quando dal campo di aviazione terrestre “Maurizio Gallo” sui cui terreni successivamente è stata collocata la Base Usaf e dall’idroscalo collocato nell’ampio avamporto, ha contribuito in maniera peculiare alla vittoria del primo conflitto mondiale. Da allora questo legame si è consolidato in un rapporto simbiotico. Fondamentale base per le forze aeree alleate, di qui è importante ricordare la presenza delle “aquile indomite di Varsavia”, è negli anni tra il 1993 e 1994 che si segna un punto di svolta nella storia e nella missione dell'Ente dell'Aeronautica Militare. Nel 1993 il 32° Stormo viene ricollocato ad Amendola dopo essere stato per 26 anni a Brindisi, e questo ha chiaramente comportato inevitabili rimodulazioni dei compiti, della dipendenza gerarchica e della missione: il 10 dicembre del 2015 la parte preponderante dei Servizi di Navigazione Aerea, tra cui la Torre di Controllo e l'Avvicinamento, sono transitati all'ENAV. Nel contempo, nel 1994, veniva costituita la Base Logistica delle Nazioni Unite, che da allora ha vissuto una continua espansione ed ha sinergicamente accompagnato e favorito la metamorfosi dell'Ente riconfigurando, in parte, la sua nuova missione. L'Ente, posto alle dipendenze del Servizio dei Supporti del Comando Logistico dell'A.M. dal 4 settembre 2014, è rinominato Distaccamento Aeroportuale dal 1999. L'eredità storica lasciata dal 32° Stormo e la presenza di organismi Internazionali, fanno del Distaccamento di Brindisi una realtà molto peculiare. Il Distaccamento è dotato di un vasto patrimonio immobiliare che si sviluppa su un'ampia area che accoglie anche tutte le infrastrutture dell'ONU, ed è responsabile di numerose pertinenze esterne al sedime aeroportuale e distribuite nella provincia di Brindisi, tra cui la ex-Base USAF di San Vito dei Normanni. La presenza degli Organismi delle Nazioni Unite e del Solar Electro-Optical Network (SEON) danno un positivo e respiro internazionale alla realtà dell'Ente, oltre ad annoverare numeri consistenti di personale, pressoché equivalente a quelli tipici di uno Stormo dell'Aeronautica Miliare. Le peculiarità del Distaccamento Aeroportuale, tra le quali il sorprendente clima internazionale, le dimensioni in termini di estensione ed in termini di personale nazionale ed internazionale operante, la caratteristica di essere l'unico Ente di Forza Armata ad ospitare due grandi Organizzazioni delle Nazioni Unite, e di essere inserito nel contesto di comando e controllo Europeo dell'EATC, ne fanno una realtà altamente qualificata e di grandi potenzialità operative e logistiche a supporto delle Forze Armate Nazionali, Internazionali e dell'ONU.

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Il colonnello Agostino Cassarà

Sono due gli enti delle Nazioni Unite che hanno sede presso il Distaccamento Aeroportuale di Brindisi: il centro UNGSC - United Nations Global Service Center e quello gestito dal Programma Alimentare Mondiale UNHRD - United Nations Humanitarian Response Depot. Il Distaccamento, al cui comando è il Col. Agostino Cassarà, è stato inserito nel network delle Basi italiane per le operazioni EATC (European Air Transport Command), primo comando multinazionale europeo con sede ad Eindhoven (NL), dedicato al Trasporto Tattico e Strategico e al Rifornimento delle sette nazioni aderenti. Nello specifico, l'ATOC di Brindisi è collegato nel sistema di Comando e controllo del Comando Europeo, in linea con l'intendimento della Forza Armata di potenziare le capacità operative ATOC presso Brindisi a livello multi-nazionale. Non a caso, il Distaccamento Aeroportuale di Brindisi, grazie anche alla sua ubicazione strategica, nel tempo ha ospitato rischieramenti di velivoli nell'ambito di operazioni nazionali ed internazionali, tra cui velivoli spagnoli, svedesi, tedeschi, estoni, finlandesi, islandesi, maltesi, francesi, polacchi, e lituani che hanno operato per l'Agenzia Frontex. Il Distaccamento ha fornito fino lo scorso 16 gennaio il Servizio Meteorologico all’Aeroporto civile di Brindisi: ha in gestione alcune radioassistenze essenziali per l'operatività dell'aeroporto civile di Brindisi ed è la base alternata per i velivoli del 61° Stormo di Galatina (LE) e del 36° Stormo di Gioia del Colle (BA).

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Giancarlo Sacrestano

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«GIORGI» DI BRINDISI

di lucia portolano

tudenti inventori. Già lo scorso anno avevano conquistato il primo posto della Robocup, il concorso nazionale della robotica e quest’anno ci riprovano gli studenti dell’istituto tecnico industriale Giorgi di Brindisi. Hanno costruito un nuovo robot capace di orientarsi in percorsi difficili per cercare persone da mettere in salvo. Loro Davide Mazzotta e Vincenzo Turco hanno 18 anni e frequentano la quinta A. Aiutati dal professore Diego Brando hanno realizzato un nuovo “robot eroe” capace di prestare soccorso alle persone in situazioni di pericolo. La nuova creazione non ha ancora un nome, ma ha passato la prima selezione e sarà presentato alla prossima edizione della Robocup. Domenica 4 febbraio c’è stata la selezione interna alla scuola dove hanno partecipato nove classi. Ma il robotino di Davide e Vincenzo ha avuto la meglio sulle altre invenzioni. I ragazzi sono a lavoro da settembre scorso, impegnati sul progetto in orari extracurriculari. “Una passione – spiega Davide – ma anche una possibilità a specializzarsi per un futuro lavoro. Non so ancora cosa vorrei fare da grande ma mi iscriverò a Ingegneria e tutto questo potrà tornarmi utile”. L’obiettivo del concorso è quello di realizzare un robot che riesca ad orientarsi anche in un labirinto, nello stesso tempo la macchina dovrà percepire fonti di calore, che rappresentano la presenza dell’uomo e dovrà fermarsi per il soccorso. Una volta rintracciata la persona questa dovrà essere messa in salvo. Bisogna quindi immaginare situazioni di pericolo come incendi in palazzine, ma anche terremoti o altre emergenze in cui è necessario l’intervento dei soccorritori. In poche parole i robot dovrebbe fare quello che normalmente svolgono i vigili del fuoco o altri addetti ai soccorsi. Al concorso nazionale oltre alla sezione soccorso ci sono altre due categorie, quella dei robot che giocano a calcio e quella dei robot che ballano. Nel 2050 tutte queste macchine potrebbero diventare realtà e aiutare l’uomo nella suo quotidiano. Ma questa non è l’unica invenzione all’istituto Giorgi. I laboratori della scuola del Casale sono in continuo movimento, ragazzi e docenti si danno un gran da fare. E’ così che è stato realizzato un ascensore didattico arrivato in semifinale in un concorso nazionale sul riciclo dove partecipano circa 100 scuole italiane. La semifinale si terrà a fine marzo a Napoli. Era stato già esposto lo scorso anno in una

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DUE STUDENTI INVENTANO IL «ROBOT EROE»

Davide Mazzotta e Vincenzo Turco con il professor Diego Brando e il robot che hanno inventato

fiera su robotica e invenzioni a Roma e aveva destato molto interesse. “Normalmente gli ascensori sono quelli che vengono presi d’esempio per insegnare ai ragazzi tutti i meccanismi dell’elettronica – spiega il professore Salvatore Campeggio – ma era troppo costoso per la scuola comprarne uno (costa almeno 12 mila euro), e così lo abbiamo costruito noi con i ragazzi, con soli 200 euro siamo riusciti a realizzare un prototipo”. Il tutto è stato realizzato con materiale riciclato in ambito scolastico. Ora l’ascensore è in bella mostra nel laboratorio e serve agli studenti per capire bene come funzionano tutti i movimenti elettronici. E a Napoli potrebbe accadere conquistare il podio. Ma c’è non solo robotica ed elettronica perché Davide Pesce, studente del quarto anno di Informatica, è stato scelto insieme altri sette ragazzi in tutta Italia per partecipare ad una giornata studio che si terra a Roma a Cinecittà il 26 febbraio prossimo dal tema: “Analisi dei dati e comunicazione”. Davide 17anni di Brindisi ha convinto la giuria di

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9 febbraio 2018

questa piattaforma web Start2Impact dopo aver risposto ad alcune domande in merito a politica, raccolta dati, sondaggi, idee e opinion sul futuro. Di tratta di una piattaforma alla quale ha aderito il Giorgi nel progetto di alternanza scuola lavoro, questa permette di seguire video lezioni sui lavori del futuro e sulle nuove tecnologie. Lo studente si era iscritto a settembre ed ora è arrivata la selezione. Le sue risposte hanno convinto più di quelle degli altri. Sono 8 i fortunati in tutta Italia. Tra le risposte quella di dire il proprio pensiero e la propria strategia per migliorare il fatturato di un’azienda, o la propria idea su come immagina la politica fa 20 anni. Davide non sa ancora cosa farà da grande, per ora è contento e soddisfatto di essersi distinto tra tanti altri studenti. “Sono contento delle nuove idee e dei nuovi spunti – afferma il ragazzo – non so ancora cosa voglio fare, all’inizio pensavo il programmatore ma ora ho cambiato idea, devo ancora trovare il lavoro adatto a me. Ora intanto parteciperò a questa giornata studio chissà se non potrà aiutarmi nella scelta”.


L’OROSCOPO di aSTEr X ARIETE

TORO

GEMELLI

21 maggio 21 giugno

22 giugno 22 luglio

Francesco Di Leverano Autorità portuale nato il 25 marzo

Katiuscia Di Rocco Dir. Biblioteca De Leo nata l’11 maggio

Francesca Andriola Dir. Comune Mesagne nata il 6 giugno

Antonio Orefice Comandante vigili

21 marzo 20 aprile

Stelle nervosette in amore. Voi chiamate, lui non risponde. O per lo meno non sa dirvi le parole che vorreste ascoltare. Non vi resta che accontentarvi e attendere tempi migliori. O rimboccarvi le maniche e cercare di cambiare gradualmente la situazione. Dovete giocare di fioretto. Non è il momento di eclatanti rivendicazioni. Pazientate, e usate qualche piccola strategia. Ce ne sono di manuali.

21 aprile 20 maggio

E’ un momento di resa dei conti per i sentimenti. Soli con voi stessi avrete improvvisamente le idee molto chiare su quel che desiderate, su cosa vi attendete dagli altri e dal partner, se ce lo avete. Non è detto che vi sia una perfetta corrispondenza di amorosi sensi, e se così fosse sarebbe un problema. L’importante è saperlo, per regolarsi di conseguenza: se amate e non siete ricambiati tagliate i ponti, finché siete in tempo.

Non è detto che l’amore, che i grandi sentimenti, debbano radicarsi in altrettanto grandi imprese. Gesti folli, scene di forte passionalità. La bellezza, e quindi la felicità, sono spesso nelle piccole gioie quotidiane. Ne avete ragioni per rallegravi, per far riaccendere una miccia che da qualche tempo sembra essere molto flebile. Parlate chiaro ed evitate di riversare in amore le tensioni che maturano altrove.

CANCRO

nato il 10 luglio

Non è ancora arrivato il momento di tirare il fiato. Dovete stare in guardia, attenti agli ostacoli che vi si presentano nel cammino. Siete nervosetti, e forse la causa è da cercare in un ambito diverso rispetto a quello dei sentimenti. Evitate scontri, liti, polemiche. Ricordate che le relazioni, qualsiasi sia la loro intensità, hanno bisogno di tempo, di dedizione. Non mostratevi disinteressati. Cercate di immedesimarvi negli altri. Non escludete qualche botta di vita. Specie se siete soli.

LEONE

VERGINE

BILANCIA

SCORPIONE

Caterina Diodicibus Dir. amm. Asl Br nata il 23 agosto

Nicola Zizzi Dir. Comune Brindisi

Vito Ingletti Dir. Provincia Brindisi nato il 5 ottobre

Teodoro Indini Comune di Brindisi nato il 17 novembre

Da qualche tempo non riuscite a trovare l’equilibrio. C’è qualcosa che vi turba, perennemente, e che vi rende insofferenti. Molti di voi sanno bene di che si tratta, altri devono ancora cercare risposte. Adoperatevi per localizzare il problema e per individuarne le soluzioni. Cercate di non discutere troppo e di esternare pacatamente il vostro malessere. Chi vi ama vi capirà, e vi darà una mano. Se è il caso, chiedete scusa. Non è peccato.

Attenzione. Siete in equilibrio su un filo. Sotto di voi c’è il vuoto. Rischiate che tutto quello che avete costruito con calma, con dedizione, con tanta fatica, si vanifichi in un solo istante. Avete sofferto, siete rinati. Ora non buttate tutto al vento. Coltivate i sentimenti e accettatene le oscillazioni. Non si va sempre al massimo. Cedere a una lusinga, potrebbe significare perdere tutto. Vi conviene?

23 luglio 23 agosto

SAGITTARIO

23 novembre 21 dicembre Mirella Destino Comune Brindisi nata il 26 novembre

Venti di cambiamento, venti di passione. Febbraio è un mese di rinascita. Sia che siate in coppia da molto tempo, sia che siate in cerca di un amore, sia che siate single e vogliate restarci. L’obiettivo per voi del Sagittario è l’appagamento dei sensi. Lo troverete, senza dover faticare più di tanto. Inaspettatamente potrete dover fare i conti con un ritorno di fiamma improvviso. Di sicuro nei prossimi giorni ci saranno sorprese gradevoli.

24 agosto 22 settembre

23 settembre 22 ottobre

nato il 14 settembre

Con la testa siete altrove. Pensate al lavoro, che non vi garantisce ancora le soddisfazioni che vi aspettate e che sicuramente avete meritato in anni di fatica. Pensate al denaro, al conto corrente che è in rosso (o quasi) e che meriterebbe una migliore condizione di salute. Smettete di rimuginare e godetevela di più. Distraetevi con tutto ciò che di bello c’è nelle vostre vite. E’ un passatempo non troppo dispendioso. Potete permettervelo. Il resto andrà come deve andare: alla grande.

Stavate andando benissimo. E invece ecco che torna qualche sentimento negativo. Risentimenti, polemiche, gelosie. Ancora una volta l’oroscopo vi suggerisce di archiviare il passato. Di concentrarvi su voi stessi ed evitare di tornare indietro con la mente. Pensate al futuro, a tutto ciò che di bello la vita ha in serbo per voi. Il meglio deve ancora venire, fatene il vostro motto. Inizierete ad essere molto più sereni.

ACQUARIO

PESCI

21 gennaio 19 febbraio

20 febbraio 21 marzo

Fabio Lacinio Dir. Comune Brindisi nato il 9 febbraio

Sergio Rini Dir. Com. Francavilla nato il 25 febbraio

Siate diffidenti. Non nel senso peggiore del termine, ma in quello che può essere più utile a tenervi al riparo da delusioni. Il momento è positivo, state bene, andate avanti a tutta birra. L’entusiasmo potrebbe però portarvi a non considerare dei rischi. L’oroscopo, quindi, vi suggerisce di prestare attenzione a ogni dettaglio. Attenzione alle spese, non è ancora arrivato il momento di scialacquare.

Il weekend segna per voi un momento di ripartenza. Datevi da fare, uscite frequentate gente. Non chiudetevi nel guscio. Molto dipende da voi, dalla vostra voglia di fare. In tutti i casi, esternate le vostre emozioni. Dite quello che pensate, senza remore. Vedrete che in questo modo i pochi problemi residui, qualche situazione fastidiosa, si risolverà molto più velocemente delle previsioni. Iniziate a prepararvi per il finesettimana.

CAPRICORNO 22 dicembre 20 gennaio

Angelo Greco Dir. sanitario Asl Br nato il 6 gennaio Grande forza. Per chi vuole ripartire, per chi vuole chiudere e cambiare strada. Per chi vuole investire su una nuova avventura sentimentale. Venere è in posizione estremamente favorevole per voi del Capricorno. Non lasciatevi distrarre dai problemi che potrebbero maturare in ambito professionale. Il vostro è un momento eccezionale. I contrattempi di tipo pratico si risolveranno. Non togliete energia ai sentimenti.

23 ottobre 22 novembre

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Pensieri & Sapori

di Asya Argentieri

carciofi ripieni di pane e uova al forno: una delizia

I carciofi sono l'ortaggio per eccellenza grazie alla loro versatilità. Possiamo mangiarli senza cottura, sott'olio oppure fritti, e apprezzarne sempre un grande gusto. Oggi vi proponiamo una ricetta risalente a una cinquantina di anni fa: i carciofi ripieni. Nel passato questa ricetta era presente soprattutto nei momenti di festa. Infatti, spesso era citata durante il natale oppure nelle domeniche come secondo piatto. Era considerato un piatto molto nutriente, perché possedeva sia fibre date dal carciofo, sia carboidrati e proteine date dal ripieno di pane e uova, ma anche un piatto perfetto poiché unisce il croccante al morbido, contrasto essenziale per un piatto gastronomico. Ancora oggi viene servito su molte tavole nella nostra zona con tantissime varianti riguardanti la cottura del carciofo oppure il ripieno. Noi oggi vi presenteremo il carciofo ripieno di pane e uova al forno. Ingredienti per 4 persone del carciofo ripieno con pane e uova: • 4 carciofi freschi; • 400 gr di pane casereccio raffermo; • 4 uova; • 120 gr di parmigiano; • sale qb; • pepe qb; • olio qb. Prima di tutto dovete fare il ripieno. Per iniziare mettete a bagno con acqua fredda il pane raffermo. Dopo di ciò, scolate il pane strizzandolo per bene senza che ci sia alcuna rimanenza d'acqua. Adesso mettete a bollire per 5 minuti i carciofi. Una volta bolliti, fateli raffreddare e metteteli da parte. Adesso mettete in una ciotola il pane, e unite le uova, il sale, il pepe ed il parmigiano. Iniziate a riempire i carciofi con il ripieno che avete appena fatto. Dopo di ciò, prendete una pirofila e metteteci dell'olio sul fondo. Adagiate i 4 carciofi al suo interno e metteteli in forno a 200 gradi per 10/15 minuti. Una volta terminato il tempo, impiattate i carciofi con un po di parmigiano e olio. Ed ecco pronto un piatto gustosissimo! Buon appetito.

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9 febbraio 2018


IL METEO

di Michele CONENNA venerdì

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Nubi e pioggia: fine settimana molto instabile

febbrAio

Il tempo rimarrà instabile in modo particolare sulla Puglia Centro-Meridionale dove avremo nubi, alternati a piovaschi di breve durata. Sul resto della regioni il tempo sarà variabile e più asciutto. Temperature in calo con massime inferiori a 10°-11°. I venti soffieranno da Maestrale, e i mari saranno mossi.

sAbAto

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Abbigliamento per bambini e ragazzi

Corso Umberto 60 Brindisi

febbrAio

Anche oggi i protagonisti della giornata saranno le nuvole e le piogge che interesseranno gran parte del territorio regionale. Non è esclusa la formazione di veloci temporali sul Tavoliere. Temperature invernali, in lieve calo con venti che soffieranno a tratti intensi da E-NE sull'Adriatico, da NW sullo Jonio.

lA tendenzA

domenicA

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febbrAio

Nemmeno la domenica sarà risparmiata dall'instabilità, seppur assisteremo ad un lento miglioramento del tempo. Avremo, specie al mattino, instabilità diffusa sul Salento, e Puglia Centrale, nel pomeriggio anche sulle restanti zone. Venti da Maestrale, con temperature invernali e sotto la media del periodo. Mari mossi.

curiosità

Mosca è stata sepolta dalla neve tra il 3 e il 4 Febbraio: più di dodici ore di nevicata che hanno provocato non pochi disagi nonostante il sistema di emergenza della capitale sia abituato a fronteggiare condizioni meteo particolarmente estreme. Questa volta, come riporta l'ufficio meteorologico nazionale, si è trattato di un evento davvero eccezionale: 5 mila persone sono rimaste al buio, duemila alberi sono stati abbattuti dalla furia dei venti gelidi artici; innumerevoli gli incidenti su strade e autostrade mentre gli aeroporti della capitale sono rimasti chiusi a lungo a causa delle severe condizioni meteo. Dati alla mano, si è trattato della nevicata più abbondante dal 1957: in 24 ore sono caduti ben 43 cm di neve fresca.

Molto sicuramente in questi giorni avranno sentito parlare di "StratWarming" oppure riscaldamento in stratosfera. Accadrà per davvero! In parole povere (per far capire anche ai meno esperti in materia), ci sarà un importante aumento termico sulla calotta polare. Ciò, nei prossimi 15-20 giorni determinerà lo spaccamento del polo in due lobi che andranno a spasso per l'Europa e l'America. Questo sta a significare che le regioni che saranno coinvolte da questi bolidi gelidi vivranno una cruda fase invernale. E in Italia arriverà? Non abbiamo la sfera magica, ma non è da escludere.

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Effemeridi BRINDISI (Lat: 40.658 - Lng: 17.947 - Altezza : 10 m)

Venerdì 9 febbraio Sabato 10 febbraio Domenica 11 febbraio Lunedì 12 febbraio Martedì 13 febbraio Mercoledì 14 febbraio Giovedì 15 febbraio

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Sorge

6:50 6:49 6:47 6:46 6:45 6:44 6:42

Tramonta

17:16 17:17 17:18 17:19 17:20 17:22 17:23

Sorge

01:49 02:44 03:36 04:26 05:11 05:52 06:30

Cala

12:07 12:46 13:30 14:18 15:11 16:06 17:04


LICEO SCIENTIFICO

Leggi razziali, gli studenti riflettono ottanta anni dopo

convegno a Palazzo nervegna con i ragazzi del «fermi-monticelli»

è uno dei temi storici principali: è da sottolineare soprattutto la definizione di ‘Shoah’ intesa dagli ebrei come devastazione, distruzione, e quella di ‘olocausto’, intesa come sacrificio religioso dai tedeschi. Possiamo considerare il fascismo in Italia, rispetto al nazismo, come un totalitarismo imperfetto, vista la presenza del Vaticano e della forte dipendenza di Mussolini dal re Vittorio Emanuele III. Ci è tornato utile questo convegno per approfondire ancora di più un argomento così delicato, in modo tale da sensibilizzare maggiormente i nostri alunni”.

di luca Di  napoli

i è tenuto presso la sala universitaria di palazzo GranafeiNervegna di Brindisi un incontro intitolato “A 80 anni dalle leggi razziali in Italia. Dinamica e sviluppo della propaganda fascista”, nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della memoria”. Convegno che ha visto una grande partecipazione soprattutto da parte di alunni e docenti di classi terze, quarte e quinte del Liceo Scientifico Fermi-Monticelli del capoluogo. A introdurre l’argomento è stata Federica Caniglia, coordinatrice provinciale del coordinamento Donne delle Acli di Brindisi, la quale ha letto un passo scritto da Liliana Segre, ebrea ottantenne sopravvissuta ai campi di concentramento di Auschwitz. In seguito è intervenuto Antonio Albanese, presidente provinciale delle Acli di Brindisi, che ha sottolineato l’importanza di cogliere i giusti insegnamenti dagli errori della nostra storia. Anche la professoressa Teresa Nacci, vicepreside del Liceo Scientifico e presidente della Società Dante Alighieri, ha affermato l’importanza di approfondire questo “nero” periodo storico. Infine sono intervenuti i due relatori Raffaele Pellegrino, il quale ha approfondito in particolar modo l’impatto delle leggi razziali sul mondo dello sport e della musica, il primo elemento visto come un’arma potente di propaganda per i regimi, e la seconda viste le cause delle persecuzione verso questo tipo di musica “degenerata”; e Giuseppe Ferraro, che ha puntualizzato come gli anniversari siano utili per riflettere sul passato, mostrando delle vignette il cui soggetto sono dei brutali soldati tedeschi in modo tale da sottolineare la loro “disumanizzazione”. “Ho spinto tutti i miei alunni a dedicare parte del loro pomeriggio a questo incontro” – sostiene soddisfatto il docente di storia e filosofia del Liceo Scientifico Francesco Cardone – “E’ stata un’iniziativa apprezzabile sotto tutti i punti di vista, in particolar modo perché si è vista la partecipazione della scolaresca; sono argomenti trattati e approfonditi nelle singole discipline di studio, in particolare nelle classi quinte in vista degli esami di maturità. L’excursus storico che ha visto impegnati in particolare gli ebrei per quanto riguarda le persecuzioni

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Un momento dell’incontro e sopra il professor Francesco Cardone

Settimo by maramelo

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SCUOLA

La Scatola di Pandora scoperchia i giochi da tavola Videogames vietati al Binario 23: un gruppo di 50 giovani appassionati si sfidano tra pedine, dadi e plance di alessandro caiulo

a un anno a questa parte gli amanti dei moderni giochi da tavolo e dei giochi di ruolo di Brindisi e zone limitrofe hanno un punto di riferimento irrinunciabile in una associazione “ludicoculturale” nata per volere di un gruppo di appassionati e di cui Alessandro Aldo Taurisano è il presidente. Cosa è la associazione la Scatola di Pandora, quando è nata e perché avete scelto questo nome? L'associazione è nata nel gennaio dello scorso anno con l'intento di far conoscere i moderni giochi da tavolo, chiamati anche giochi intelligenti, ed aggregare chi già ne è appassionato, soprattutto in un periodo in cui l'abuso di cellulari, internet e social troppo spesso ci cattura in una vita sempre più virtuale! Il nome richiama il famoso vaso di Pandora, puntando l'attenzione più che a ciò che il vaso racchiudeva al fatto che una volta aperto il mitico vaso bisognerà tener conto di ciò che ne uscirà e, nel nostro caso, aperta la scatola non si potrà non esserne catturati, senza poter più tornare indietro! Quanti sono gli associati ed i simpatizzanti e quando e dove vi riunite per giocare? Ad oggi siamo circa 50 iscritti mentre con i simpatizzanti la cifra si avvicina agli 80 giocatori, mentre gli amici che ci seguono sulla nostra pagina facebook sono oltre 400. La nostra casa è il Binario 23, a Brindisi in via Congregazione: un locale nato come wine bar ma che oggi è sempre più un contenitore culturale, un posto in cui ognuno può far qualcosa per il sociale, per la cultura e per gli altri. Ci vediamo il sabato dalle 17 alle 20,30, quando accogliamo associati e simpatizzanti per far conoscere i nostri giochi e questo è anche il giorno in cui tanti bambini e ragazzi passano a trovarci ed il lunedi sera, nella giornata gioco del Binario23, arriviamo noi con i nostri giochi, prepariamo tornei, ma diamo anche la possibilità agli iscritti di far conoscere agli altri i giochi delle loro collezioni. Il lunedì partiremo anche con i giochi di ruolo che stanno vedendo una nuova alba, soprattutto con il ritorno di “dungeons and dragons” nella sua quinta edizione. Alle nostre serate partecipano sia giovani che adulti ed alle giocate pomeridiane abbiamo anche molti bambini e ragazzi. Negli anni Settanta impazzava il Monopoli, negli anni Ottanta ricordo che le notti degli universitari erano segnate da interminabili giocate a Risiko, quali sono ora i giochi da tavolo più in voga? A differenza dei soliti titoli che si possono trovare nei centri commerciali, il mercato ludico è cosi in fermento che ogni anno ad Essen, in Germania, nella più grande fiera mondiale del settore, vengono presentati più di 1000 titoli! I giochi sono cosi vari che si possono paragonare ai libri se si parla di scelta: giochi brevi o lunghi, storici, fantasy o di investigazione, difficili o semplici, cooperativi e non ...e volendo restare sul parallelismo con i libri troviamo magnifico che molti di questi giochi trasmettano informazioni, facendoti rivivere molto spesso situazioni o luoghi reali; ad esempio nei Viaggi

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Una serata di giochi al Binario 23

di Marco Polo i giocatori impersonano mercanti di quel periodo storico, impegnati a guadagnare fama e soldi viaggiando lungo le antiche rotte di commercio fra Venezia e Pechino; o Kepler-3042 un gioco di civilizzazione spaziale in cui ciascuna fazione tenta di superare quelle avversarie colonizzando (e terraformando) il maggior numero possibile di pianeti della Via Lattea e cercando di raggiungere il più elevato livello tecnologico possibile: tutto questo supportato da un opuscolo scientifico che spiega accuratamente tutto ciò che ritroviamo nel gioco. Comunque, se devo indicare qualche gioco più conosciuto, i più in voga in questo momento sono Dixit, Bang, I coloni di Catan, Pozioni esplosive e Lupus in tabula. Chi sono i fondatori? I fondatori dell'associazione oltre me, sono Danilo Gambardella, Luigi De Luca e Paolo Colombo, la nostra età media è di 35 anni; siamo un operaio, un impiegato, un tecnico informatico ed un commercialista e siamo molto legati tra noi per questa comune passione, ma importante e, direi, determinante, è stato anche l’apporto anche dei nostri amici Davide e Giovanni, senza il loro aiuto probabilmente l’associazione non ce l’avrebbe mai fatta a svilupparsi. Quali sono gli eventi che la Scatola di Pandora ha in programma? Oltre agli appuntamenti al Binario 23 del sabato pomeriggio alle 17 e del lunedì sera alle 19, a cui invitiamo tutti gli appassionati dei giochi da tavolo a partecipare, siamo anche in contatto con alcune scuole per creare un progetto con bambini e ragazzi: meno cellulari e più giochi in cui il cervello si accende e si passa dal tocco di uno schermo al tocco di materiali - plance, dadi, pedine - che spesso sono vere e proprie opere d'arte!

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Racconti al balcone

Un DiamanTE è pEr SEmprE di ida de Giorgio

Mi ero accorta del pacchettino, poggiato accanto alle tazze, mentre versavo il caffè. Ogni volta che veniva a trovarmi, bere il caffè era un rito, una pausa propiziatoria prima di passare ad ambienti più confortevoli, nei quali manifestare il piacere di rivedersi. Era una piccola scatola dalla forma inconfondibile: quadrata e leggermente bombata, avvolta nella carta intestata di una gioielleria. La nostra era una relazione acerba, aggravata dal vivere lontani: quel dono inaspettato mi stupì e lo fissai con incredulità ed insieme compiacimento: finalmente un uomo in grado di prendere decisioni rapide Perciò, il mio spirito anticonvenzionale reagì all’oggetto come quello di qualunque donna: visualizzando un susseguirsi di eventi che andavano dalla scelta dell’abito da sposa alle discussioni sul nome da dare ai figli. Accennai un sorriso e mi sedetti, allungando la mano. Liberai l’astuccio dalla carta ed attesi qualche secondo: si sarebbe inginocchiato come da tradizione o avrebbe lasciato che lo aprissi io? In assenza di reazione, feci scattare la chiusura. Per essere un oggetto tondo, era tondo. E anche di oro. Ma non era un anello. Al centro di una nuvoletta di seta bianca c’era una medaglietta con l’effige di un santo, di quelle che si regalano per il Battesimo e che finiscono, immancabilmente, in fondo ad un cassetto. Quale uomo sano di mente avrebbe regalato una cosa del genere ad una donna che conosce meglio nuda che vestita? La visualizzazione dell’abito bianco lasciò il posto ad una serie di interrogativi: fargli ingerire quell’oggetto metallico avrebbe prodotto una lesione delle corde vocali? Un trauma dell’esofago? Una perforazione intestinale? O almeno un avvelenamento, qualora i succhi gastrici fossero riusciti a corroderlo rendendo inoffensivo il suo potere dilaniante? Mentre riflettevo su quanto tempo far passare, dai primi spasmi alla telefonata al 118, eccolo sfoderare un sorriso, seguito dalle parole: “Portala sempre con te, ti proteggerà”. Non avevo considerato la svolta religiosa. Possibile che fosse un fervido credente? Possibile che mi avesse fatto quel regalo per condividere la sua fede con

me? Non era certo quella, la “fede” che avrei condiviso con un uomo! E da cosa doveva proteggermi? In quel momento, era lui a correre dei rischi. Bloccai per un istante il flusso omicida e studiai la medaglietta: Sant’Ambrogio. Il Patrono di casa sua. L’unica cosa che sapevo di questo Santo è che si festeggia il 7 dicembre, giusto per ottimizzare il ponte dell’Immacolata. Tipico dell’efficienza del nord. Noi, a Brindisi, lo siamo di più: i Santi Patroni li festeggiamo il primo sabato di settembre e chiudiamo gli uffici il lunedì successivo. Così il giorno del Santo non capita mai di sabato o di domenica, facendoci sprecare una festività. L’ultimo ponte dell’estate, mica il gelo di dicembre. E poi, di Patroni, ne teniamo due: così, se San Teodoro è occupato, possiamo chiedere la grazia a San Lorenzo. Altro che Sant’Ambrogio. Il sud ha una marcia in più anche per i miracoli. A parte il fatto che, con tutto il da fare che c’è a Milano, quando mai avrebbe avuto il tempo di pensare a me. Io, di certo, non l’avrei scomodato, neanche in caso di necessità. Al massimo avrei chiesto l’appoggio di San Gennaro, che è più alla mano e li capisce i problemi di casa nostra. La mia postura rimaneva statica, con un sorriso congelato sulle labbra, mentre i neuroni continuavano a lavorare a mille. Lo interpretò come segno di gradimento e trasformò il suo compiacimento in un bacio. Scoprii che anche una donna infuriata può essere sensibile alla carica dei feromoni e decisi di accantonare la questione mistica, a vantaggio della più terrena necessità di non sprecare il fine settimana. C’era una certa soddisfazione, nell’approfittare di un uomo ignaro del proprio destino. Fu il nostro ultimo weekend. Il lunedì successivo ho venduto il Sant’Ambrogio ad un compro oro. Prima, però, ho acceso un cero ai miei Patroni: lo avrebbero spiegato loro, al Santo Milanese, che non si può deludere così una donna.

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Appunti di basket

Già iniziato

dopo la sconfitta di venezia, la new basket cede il suo miglior giocatore in turchia.  crescono intanto le quotazioni di mesicek.  ora di nuovo tutto da inventare di lorenzo olivieri

on è stata una partita particolarmente bella, quella giocata al Taliercio fra Venezia e Brindisi. Sarà stato l’effetto della matinée, o semplicemente un turno di appannamento per entrambe le squadre, ad ogni modo sia la Reyer che la Happy Casa sembravano non essere scese mentalmente in campo. Il risultato è stato uno spettacolo grigio dal punto di vista tecnico, una gara piena di errori banali e orfana di energia e voglia di vincere da ambo le parti. È stata una partita difficile da leggere dal punto di vista tattico proprio perché nessuno in campo si è espresso al suo meglio, per cui la gara è divenuta sfilacciata, rapsodica, poco chiara e lineare. Ed è un peccato che Brindisi non abbia avuto un approccio un filo diverso, perché con una Venezia così distratta e poco concreta, che ha permesso ad una brutta Happy Casa di rimanere comunque in partita fino alla fine, sarebbe bastato davvero poco per portare a casa la W.

N

Sofferenza in area Per la prima volta da diversi turni di campionato a questa parte, Brindisi ha patito il reparto lunghi rivale. Normalmente sono Lalanne e Smith a creare grattacapi ai pari ruolo avversari, mentre contro Venezia uno dei più grossi problemi della difesa brindisina è stato Peric. In generale la New Basket ha sofferto molto a centro area sia in attacco che in difesa, con il già citato Peric e il suo compagno Biligha (autori rispettivamente di 21 e 10 punti) andati ben oltre le loro medie realizzative stagionali e autori di circa due terzi dei punti totali di Venezia. Brindisi è stata punita, soprattutto nell’ultimo quarto, da giochi a due in cui Peric e Biligha, entrambi rollanti capaci e agili, hanno attaccato con decisione il pitturato riuscendo a trovare la strada per il ferro diverse volte consecutive. Altra situazione su cui la Happy Casa ha sofferto molto è stata sui backdoor avversari. Brindisi ne ha subiti diversi con-

Mesicek, sempre più protagonista della New Basket. Nella pagina accanto Frank Vitucci

secutivamente senza riuscire a trovare un rimedio efficace, soprattutto nell’ultimo quarto. È stato probabilmente l’unico momento della partita in cui una delle due squadre ha eseguito con lucidità trovando le soluzioni migliori, e non sorprende che la squadra che è riuscita a farlo è anche quella che alla fine ha portato a casa il risultato. Difensivamente, Venezia ha tolto a Brindisi quella che nelle ultime, positive uscite era stata per distacco la sua miglior arma offensiva: il gioco interno. La Reyer ha coperto bene l’area scongiurando passaggi facili e impedendo, soprattutto a Lalanne, di prendere una chiara posizione in post. C’è anche da dire che il lungo haitiano è parso partico-

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larmente spento, forse come mai prima d’ora, lento e impacciato nei movimenti e in fase di ricezione. Più volte si è trovato a tu per tu col canestro grazie ad uno dei tanti passaggi illuminanti di Smith, senza riuscire a concludere principalmente per mancanza di cattiveria ed energia. Ciò ha agevolato notevolmente il lavoro della difesa veneziana, di certo non perfetta e costante, ma brava a togliere a Brindisi la sua prima opzione. Purtroppo per i brindisini, la Happy Casa non è riuscita a trovarne una seconda: Moore non si è acceso come era riuscito a fare nel precedente paio di partite, chiudendo con un impietoso 1-10 dal campo, con la compartecipazione del buon lavoro difensivo


il dopo lalanne di Tonut e De Nicolao. In generale tutta la difesa ha asfissiato il playmaker biancazzurro non concedendogli tiri facili che potessero farlo entrare in partita. Moore ha dovuto sudarsi ogni singolo punto dalla lunetta, andando a cercare avventure a centro area, cosa che non fa mai molto volentieri. Il resto del team brindisino ha confermato la sua scarsa predisposizione al tiro da tre punti, col solo Mesicek a risultare pericoloso. L’esterno sloveno ha fatto registrare ancora una volta un’ottima prestazione dall’elevata efficienza offensiva, realizzando 16 punti in appena 22 minuti di utilizzo e tirando con oltre il 66% dal campo, ed è stato davvero l’unica nota positiva di una prestazione di squadra particolarmente incolore.

Cambiamenti in vista Per Brindisi è stata forse la prima partita dell’era Vitucci in cui s’è visto un attacco statico e privo di spunti, memore di quanto di brutto s’era visto con Dell’Agnello. Di certo, come già scritto, molti meriti sono da attribuire alla difesa della Reyer, ma i giocatori brindisini sono apparsi particolarmente spenti, Lalanne su tutti. Che questo appannamento fosse dovuto ad un fisiologico calo fisico o ai recenti rumors che vorrebbero il centro haitiano vicino al Besiktas, lo si potrà scoprire solo nei prossimi giorni, quando arriverà la conferma o la smentita ufficiale. Nel caso la notizia venisse confermata, allora il nuovo acquisto Lydeka potrebbe non essere in sostituzione di Oleka, come tutti si aspettavano, quanto proprio per coprire il vuoto lasciato dal miglior giocatore di Brindisi. Il trentacinquenne lituano può sicuramente portare esperienza e minuti di qualità, essendo anche lui un lungo versatile in grado di essere pericolo non solo vicino a canestro, ma di certo non può essere un rimpiazzo a tempo pieno di un giocatore come Lalanne, che sta in campo trenta minuti di media e segna quasi una doppia doppia a partita. In questa fase è necessario capire se ci sarà un

ulteriore innesto o meno, e nel caso, chi arriverà, per poter immaginare quale sia l’equilibrio futuro della New Basket Brindisi. Se nei piani della dirigenza Lydeka deve effettivamente sostituire Lalanne, è chiaro che il cammino per conquistare la salvezza si farà ancora più duro. Molte voci, comunque, danno Brindisi in trattativa col lungo finlandese passaportato statunitense Erik Murphy. Il finnico è un giocatore di una certa esperienza internazionale, è stato draftato al secondo giro dai Bulls e ha già giocato da professionista in Europa. La sensazione è che Lalanne sia comunque più talentuoso di Murphy, ma è probabile che la coppia Murphy-Lydeka sia almeno quantitativamente vantaggiosa rispetto al solo Lalanne che al momento, per usare un’espressione calcistica, fa reparto da solo. Stando alle voci di corridoio, la squadra turca sarebbe disposta a pagare un buyout di oltre

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centomila euro per accaparrarsi immediatamente il talento haitiano. Se la voce è vera, la cifra è importante e una squadra come Brindisi non può lasciarsi sfuggire un’occasione del genere, non ci sono molte altre possibili alternative. È certamente un peccato, però, che ciò accada proprio nel momento in cui la Happy Casa sembrava aver trovato la tanto agognata quadratura del cerchio, con gerarchie ben definite e un equilibrio crescente di partita in partita. Rimuovere quello che fin dall’inizio è stato il principale go-to guy della squadra non può che sconvolgere questo equilibrio. Stando così le cose, è difficile fare pronostici sul prossimo futuro, almeno finché la matassa non verrà del tutto sbrogliata rivelando il nuovo aspetto del roster brindisino. Difficile immaginare che Lalanne giochi la sua miglior partita contro Milano, con in testa un cambio così drastico a cui pensare.


SPICCHI DI BASKET

Felice Rizzo

Investire sui giovani per ritrovare campioni

Il basket nazionale da anni sembra aver dimenticato i vivai

ultima delusione della Nazionale di basket agli Europei 2017 (ricordate? eliminata ai quarti dalla Serbia 67-83) ha, da allora, aperto un lungo dibattito sui motivi che hanno portato l’Italia a diventare una formazione di seconda fascia in campo europeo. L’infortunio di Gallinari nell’immediata vigilia della rassegna continentale non può da solo servire da giustificazione ed ecco, allora, che si sono puntati i binocoli sul campionato italiano, che dovrebbe fungere da naturale serbatoio per la maglia azzurra. Ma dove? I roster di Serie A sono ormai riserva di guerra di tanti stranieri, taluni finanche mediocri; gli italiani, sempre meno, sono ridotti ad un ruolo di secondo piano ed i giovani – vere mosche bianche – per lo più destinati a riscaldare le panchine. Si grida allo scandalo, dunque: “troppi stranieri, rubano il posto agli italiani ed i risultati della Nazionale ne sono diretta conseguenza!”. Ecco, lancio il primo dei miei pensieri in contropiede e dico che si tratta di una mezza verità! La Federazione ha già previsto, per la prossima stagione nella massima serie, la formula del 5+5 (5 italiani e 5 stranieri), ma l’imposizione in salsa tricolore potrebbe anche avere il suo rovescio della medaglia: creare un drappello di indigeni, coccolati e viziati, magari nemmeno meritevoli del massimo palcoscenico, con il rischio di depauperare lo spettacolo. “Largo ai giovani…largo ai giovani” si sente da più parti. Sparo un altro contropiede: ma dove stanno? Il 13° posto dell’Under 20 agli Europei dello scorso anno da una risposta chiara, convincente ed incontrovertibile. La verità, allora, è che per allargare il bacino di utenza della nazionale maggiore occorrerebbe ricorrere ad alcune soluzioni. La prima, credo indiscutibile: bisogna ritornare a lavorare sui giovani, destinando budget importanti ai vivai,

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riservando (e pagando) buoni istruttori giovanili che sappiano riscoprire l’importanza dei fondamentali e non solo corsa&agonismo, facendoli maturare in campionati importanti – dopo la trafila dei tornei giovanili – prima di introdurli al palcoscenico della Serie A. La FIP dovrebbe fare del suo, incentivando in maniera convincente le società di base che partecipano a tutti i campionati giovanili, abolendo la presenza di stranieri – questo sì - nei campionati senior regionali e, perché no, destinando il campionato nazionale di Serie B ai soli Under 23. Le società dovrebbero ritornare a fare reclutamento (eravamo in tanti, 30 e più anni fa, ad andare a “scovare” i lunghetti all’uscita delle scuole, negli oratori, nelle colonie estive!), promuovendo progetti già nelle scuole primarie, mostrando il basket nei lidi estivi, nei campeggi, nelle piazze di paese, facendo innamorare della palla a spicchi genitori e figli. Gli Enti Locali, infine, dovrebbero assecondare questi sforzi assicurando l’utilizzo delle strutture del territorio per una attività che non è solo

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sportiva ma anche sociale(ed invece quante palestre scolastiche sono ancora colpevolmente negate alle Associazioni Sportive!). L’ultimo contropiede lo lancio, campanilisticamente, da pugliese: una volta la nostra regione – e Brindisi in particolare – era una presenza costante nelle finali nazionali giovanili. Cosa rara, oggi. Fip Puglia, con il suo staff tecnico, non dovrebbe avere problemi ad individuare le annate giovanili più promettenti: perché, allora, non anticipare i tempi di attuazione di quel campionato per consentire alla formazione vincente la fase regionale di “aggregare” per tempo i migliori prospetti delle altre squadre in vista degli impegni interregionali e, si spera, nazionali? Una soluzione che ha maggiore ragione di essere in campo femminile, dove il numero delle società attive sul territorio è ancora troppo limitato. Lo so: i miei pensieri in contropiede verranno stoppati da più di qualche operatore del settore, pronto a dire, eufemisticamente, che sono “antico”. Beh…fiero di esserlo!


LECCE-SURBO ss 613 Lecce-Surbo Tel. 0832.308442 MESAGNE via Montagna sn z.i. Tel. 0831.777754


STORIEdiSPORT CALCIO

Iaia, l’uomo in più: «Ma ora vogliamo i tifosi» S di alessandro caiulo

ta attraversando uno splendido periodo di forma, in casa biancazzurra, il centrocampista Stefano Iaia, classe 1995, sempre più speso l’uomo in più, quello che toglie le castagne dal fuoco nei momenti di difficoltà, autore spesso, come è accaduto anche domenica scorsa a Talsano, di reti decisive o di passaggi smarcanti che mettono le punte a tu per tu con il portiere avversario: un ragazzo d’oro, che non ha mai perso la sua umiltà e che preferisce far parlare il campo. Sei cresciuto nelle giovanili del Brindisi, con cui hai disputato dei bellissimi campionati, fino a giungere all'esordio in prima squadra agli ordini di Massimo Ciullo contro il Matera; che ricordi conservi di quel periodo? Il periodo passato a Brindisi è stato positivo e sono cresciuto calcisticamente grazie ai miei primi mister i quali sono Paolo Morelli e Salvatore Piscopiello. L’arrivo in prima squadra da brindisino è stato fantastico, qualsiasi ragazzo che inizia a giocare a calcio sogna la V sul petto, e poi esordire proprio contro un’altra grande squadra come il il Matera davanti a 6.000 persone è stata un’emozione indescrivibile. Dopo aver lasciato il Brindisi sei stato nel Novoli con tanti altri ragazzi di Brindisi fra cui Capitan Scarcella: è lui che ti ha infettato il vizio del gol? Si, ho passato due anni a Novoli, con capitan Scarcella ho un rapporto molto forte e posso dire che mi ha cresciuto: Sasa è un attaccante, un bomber di razza mentre io sono un centrocampista che sta prendendo il vizio del gol. Sei soddisfatto della tua scelta di scendere di categoria pur di tornare a mettere la V sul petto? Ho fatto questa scelta solo ed esclusivamente per riportare il Brindisi nelle categorie che merita. Questa é una piazza troppo

Stefano Iaia

importante per rimanere relegata in Promozione. Come da pronostico il Brindisi sta cominciando a fare il vuoto dietro di se, ma domenica c'è una brutta gatta da pelare il Mesagne di mister Marangio: che partita ti aspetti? In effetti stiamo pian piano accumulando punti di distacco, ma è ancora troppo presto ed abbiamo solo quattro punti in più della seconda e noi non dobbiamo rilassarci mai fino all’ultima giornata di campionato. Il

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Mesagne verrà a Brindisi per farci la guerra, ma noi siamo abituati a tutto e prepareremo questa partita come abbiamo sempre fatto fin ora, con la massima concentrazione. Vuoi rivolgere un invito ai tifosi biancazzurri? Ai nostri tifosi vorrei solo dire di sostenerci sempre di più e di riempire il Fanuzzi ogni domenica, come è successo contro l’Ostuni, perché abbiamo bisogno anche del loro sostegno.


IL TECNICO

Marangio: «Al Fanuzzi sarà un bel derby Brindisi-Mesagne»

ioacchino Marangio, brindisino doc, attualmente allenatore del Mesagne Calcio, negli ultimi venti anni è stato a più riprese sia sulla panchina del Brindisi che su quella del Mesagne, squadre e città a cui è molto affezionato, per lui, pertanto, il derby di domenica prossima che vedrà di fronte le due formazioni messapiche non potrà mai essere una partita come tutte le altre. Il Mesagne sta disputando una buona stagione, mettendosi in mostra per il bel gioco, la costanza e la determinazione che mette in campo: sei soddisfatto di come stanno andando le cose? Nel complesso stiamo andando bene, considerato che siamo in corsa in due competizioni altrettanto importanti, cosa non semplice nemmeno per chi ha a disposizione un budget ben superiore al nostro. Più nel dettaglio, mentre sono molto soddisfatto per l’andamento in coppa, lo sono un pò meno per il campionato dal momento che abbiamo regalato troppi punti specialmente nelle partite in casa. Domenica prossimo tiene banco il derby del Fanuzzi con il Brindisi di mister Rufini: che partita ti aspetti dai tuoi calciatori davanti ad una cornice di pubblico probabilmente inusuale per la categoria? Noi verremo per fare, come sempre, la partita. Non ci piace difenderci. Ovvio che di fronte ci sarà l'avversario più forte del campionato che cercherà di vincere a sua volta. Speriamo che al termine della partita il pubblico applauda lo spettacolo offerto in campo dalle squadre indipendentemente dal risultato. In passato più volte hai guidato sia il Brindisi che il Mesagne e con entrambe le formazioni hai vinto campionati (di Eccellenza col Brindisi, di Promozione col Mesagne): cosa provi a dover andare da avversario nel "tuo" Fanuzzi ? Al di là di ogni sensazione, quella che rende tutte le altre relative è il ricordo di Leo (Leonardo Orlandino, il giovane e validissimo portiere tragicamente scomparso nel dicembre del 2015 a seguito di un incidente stradale, quando giocava con il Real Paradiso Brindisi, all’epoca allenato proprio da mister Marangio). Ti chiedo un pronostico non sulla partita di domenica, ovviamente, ma sul proseguo di questo campionato per le formazioni brindisine: non solo Brindisi e Mesagne ma anche Ostuni e Carovigno. Percorso ottimo per tutte e quattro fino ad ora. Il massimo sa-

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Gioacchino Marangio

rebbe ritrovarci "altrove" in tre il prossimo anno, arrivandoci da strade diverse. Può essere: proviamoci! Quale altra considerazione vuoi aggiungere? Ai tifosi brindisini mi viene da suggerire più pazienza e meno amarcord: "per aspera sic itur ad astra", si dovrebbe recuperare quel meraviglioso striscione che giganteggiava in Curva. Mentre ai tifosi mesagnesi dico: io uno di voi, ma vi voglio alla vecchia maniera: "Leoni di Messapia"!

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La finestra sul canile

CANILE COMUNALE Contrada S. Lucia Giorni e orari di apertura al pubblico: Dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 12.30 Per informazioni Francesca 347.6074741 Bianca 328.8728627 Paola 338.2717894 Claudia 329.7124438

Una collezione di cuccioli: solo l’imbarazzo della scelta

Continua la campagna adozioni presso il Canile Comunale di Brindisi, situato in contrada Santa Lucia, a sud della città. Ci sono intere cucciolate di taglie medie e piccole che cercano adozione: otto piccoli batuffoli di taglia medio/piccola, con la loro mamma ed i cui nomi cominciano tutti per “L” e sono Lolita, Larry, Leon, Luke, Lulù, Luis, Lucas e Lizzy, prelevati nei pressi della centrale Enel di Cerano e poi ci sono anche i simpaticissimi fratellini Rocio, Peter, Mirko Evan ed Elvis, tre mesi, futura taglia media, i sopravvissuti di otto cuccioli che una mano assassina ha pensato bene di liberarsene scagliandogli letteralmente in un terreno privato custodito da cani feroci.

Ma non ci sono solo loro, purtroppo al Canile Comunale di Brindisi in quanto ci sono tantissimi altri animali di ogni età, taglia e colore che non aspettano altro che una famiglia che li accolga per ricambiare questo gesto di generosità con affetto e fedeltà che dureranno tutta la vita Sono tutti quanti animali perfettamente sani, vaccinati e muniti di microchip e, per quanto riguarda gli adulti, anche sterilizzati, che non aspettano altro che una famiglia che li accolga ed un tetto caldo sotto cui ripararsi. I volontari presenti al Canile di contrada santa Lucia sono sempre a disposizione per ogni opportuna informazione e per aiutare nel disbrigo delle poche pratiche burocratiche necessarie per adottare un cane.

I film della settimana

Sala 1

Wonder

Sala 2

Tutti i soldi del mondo

Sala 3

Jumanji

Ore 18.30 e 20.30 Ore 18.15 e 20.30 Ore 18.00 e 20.15

Martedì e mercoledì 3 EURO

Ingresso 6 euro

Nuovo Cinema Paradiso Erchie - Tre Sale digitalizzate Via Oria, 55 - Erchie (BR) - Tel. 0831.759414

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Medico Sport

Dino Furioso

Vegetariani e vegani: sì allo sport

egli ultimi anni sono aumentati coloro che hanno intrapreso la via della dieta vegana e di quella vegetariana. Una dieta salutare che evita di assumere tutti quegli alimenti provenienti dal mondo animale che secondo alcuni nutrizionisti sono una delle cause maggiori nell’insorgenza di neoplasie del tratto gastroenterico. La domanda viene spontanea: alimentazione vegana e sport vanno d’accordo? La risposta è si! A dispetto dell’opinione comune, che ritiene impossibile essere atleti agguerriti senza la carne. Maratona, tennis, salto, triathlon, nuoto, body building, sollevamento pesi: l’elenco delle discipline sportive praticate dai vegani, anche ad alti livelli e con elevate prestazioni sportive, è lungo. Il velocista Carl Lewis, la tennista Martina Navratilova, il rugbista Mirco Bergamasco e il nuotatore Filippo Magnini ne sono un esempio. La rivista American College afferma: Vegetariani e vegani possono trarre benefici per la salute da una dieta a base di vegetali, e soddisfare i requisiti dei nutrienti chiave ed essenziali necessari non solo alla salute ma per massimizzare gli effetti positivi dell’esercizio fisico. La dieta vegetariana è in grado di fornire le giuste combinazioni di aminoacidi per la costruzione di massa muscolare e per aumentarne la forza in seguito ad allenamento con i pesi. Inoltre, se ben pianificata, ha un apporto di ferro in grado di sostenere l’esercizio aerobico fondamentale per migliorare la forma fisica. Sono garantiti l’apporto di calcio e vitamina D per incrementare la massa ossea in seguito all’allenamento. Di particolare interesse è una metanalisi del 2015, che non ha rilevato significative differenze tra le prestazioni di atleti vegetariani, vegani e onnivori. Ma qual’è la dieta ideale per l’atleta vegano? Per prima cosa occorre eliminare i cibi inadeguati per un’alimentazione equilibrata in generale. Via il junk food, che offre calorie vuote ed un alto indice glicemico (ben poco adatto per favorire prestazioni sportive). Appesantisce l’organismo, limita la funzionalità dell’apparato gastro-enterico e riduce le energie. Quanto alle proteine animali, è bene sottolineare che sono particolarmente acidificanti. E l’acidificazione, già un problema per chi fa allenamenti intensivi, causa stanchezza. Influisce poi sull’attività metabolica ed enzimatica, mettendo a rischio le prestazioni sportive. Una dieta ricca di vegetali, invece, che sembrerebbe inadeguata per fare sport, offre una moltitudine di nutrienti indispensabili, tra cui: le fibre (che saziano a lungo, regolano gli zuccheri nel sangue e contribuiscono a mantenere di più l’energia, sostenendo lo sforzo), le vitamine del gruppo B (che danno energia), i flavonoidi (che stimolano la circolazione e prevengono i crampi), grassi vegetali di qualità (importante fonte energetica), antiossidanti (che frenano i radicali liberi), la vitamina E (che da vigore e resistenza), enzimi (importanti per migliorare l’attività metabolica), acqua (abbondantemente), minerali (rimpiazzano quelli che si perdono con la sudorazione), clorofilla (che facilita il trasporto e la distribuzione di ossigeno alle cellule). E dove si trovano tutti questi nutrienti fondamentali? In verdure e frutta, nei legumi, nei cereali integrali, nei germogli, nei semi oleosi e nella frutta secca. E le proteine? E’ convinzione comune che per avere grossi muscoli bisogna nutrirsi con molte proteine animali. Il mio parere è che è inutile sovraccaricarsi di proteine, non esiste un deposito dove l’organismo possa metterle e quindi vengono eliminate, costringendo il fegato e i reni a lavorare più del dovuto. Anche le proteine vegetali hanno un ruolo importante nell’attività sportiva. Molti sostengono che sono poco indicati per lo sport in quanto poco digeribili, ma gli studi scientifici sulle diete vegane nello sport suggeriscono alcuni accorgimenti per risolvere il problema ossia introduzione graduale e ammollo prolungato (che riduce la componente glucidica della buccia).

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Il dentista

Leonardo Cavallo

L’ortodontista aiuta chi russa

disturbi respiratori durante il sonno costituiscono un ampio spettro di quadri clinici che vanno dal russa -mento semplice alla Sindrome delle Apnee Ostruttive durante il Sonno (Obstructive Sleep Apnea Sindrome, OSAS). L’OSAS è una periodica diminuzione (ipoapnea) o interruzione (apnea) del respiro, dovuta a un restringimento o a un collasso delle vie respiratorie superiori durante il sonno. L’incidenza della patologia è del 2 % nel sesso femminile e del 4 % nel sesso maschile. I sintomi si dividono in notturni e diurni. Durante la notte si evidenzia russa mento, irrequietezza, disturbi del sonno con micro risvegli dovuti alla mancanza di ossigeno. Questi eventi notturni contribuiscono a una decadenza della qualità del sonno con ripercussioni sulla qualità della vita del soggetto. Al risveglio il paziente si sente stanco, spesso, con presenza di cefalea e secchezza delle fauci. Il russa mento è un particolare fenomeno acustico caratterizzato da un rumore di intensità variabile generato lungo le vie respiratorie da strutture mobili e vibratili, soprattutto il velo palatino e l’ugola, che costituiscono il palato molle. Quando respiriamo normalmente, utilizziamo il naso, ma se la via nasale è ostruita o ristretta, l’aria è obbligata a percorrere l’istmo delle fauci, creando un’aspirazione sulla struttura faringea che tende a farla collassare e vibrare anche in assenza di riduzione di diametro. La diagnosi di questa patologia è basata sulla polisonnografia notturna. Questo esame ci permette di differenziare la gravità della patologia in base al numero medio di eventi respiratori ostruttivi (apnea) e/o incompleti (ipoapnea) per ora di sonno. In base al numero di eventi che si manifestano per ora di sonno, l ’ OSAS viene giudicata di grado lieve, moderata o severa . Ma perché è importante non sottovalutare questa condizione patologica: la sindrome dell’apnea ostruttiva è subdola perché chi ne è portatore ignora quanto gli accade mentre dorme, pagandone però le conseguenze il giorno successivo (stanco, depresso e in debito di sonno con il suo organismo). Ad accorgersene, eccome, è invece l’eventuale partner che, prima subisce gli effetti sonori di un forte russa mento, poi percepisce la brusca interruzione del rumoroso respiro. Ed è panico. In effetti, si tratta di uno stop temporaneo che può durare fino ad un minuto e mezzo. Il paziente non si rende conto di nulla, ma aritmia cardiaca, cardiopatia ischemica e ictus sono in agguato. In Italia i soggetti affetti da tale sindrome sono oltre un milione e 600 mila. E’ importante sottolineare il collegamento tra la sindrome e la pressione alta; gran parte di queste persone è o diventa ipertesa e scarsamente sensibile ai farmaci. Inoltre c’è da sottolineare, che i soggetti obesi sono molto più predisposti dei magri a russare. Il bambino russa? Può succedere ma nella maggior parte dei casi, per lui non è un problema. Infatti circa il 9% dei bambini russa abitualmente durante il sonno. In questo caso si parla di russa mento primario ed è quasi sempre in relazione ad un ingrossamento delle tonsille o delle adenoidi e quindi di competenza dell’otorinolaringoiatra. Alcune volte, però, la causa può essere ricondotta ad una mal occlusione, che eventualmente va fatta valutare e correggere dall’ortodontista. Ma tornando agli adulti, e parlando di terapia, i soggetti affetti da OSAS di grado lieve e medio beneficiano molto di un trattamento ortognatodontico con l’utilizzo di un apparecchio che fa avanzare la mandibola, causando un allungamento del muscolo genoioideo. Questa posizione facilita lo spostamento in avanti della lingua e quindi aumenta la pervietà delle vie aeree superiori. L’ortodontista, quindi, riveste attualmente un ruolo di primaria importanza nella gestione della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e nella prevenzione in pazienti che russano in fase di crescita. Innanzitutto con l’ausilio della teleradiografia del cranio e del tracciato cefalo metrico è in grado di identificare i pazienti a rischio che hanno bisogno di essere sottoposti a ulteriori controlli.

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IO CLANDESTINO

Giancarlo Sacrestano

La Chiesa guaritrice e la riscossa dei guru

La cura dell’anima e non solo affidata a prescelti e veggenti

11 febbraio, giorno che la Chiesa Cattolica dedica alla Madonna di Lourdes, ha assunto anche il carattere di "momento speciale di preghiera e di condivisione, di offerta della sofferenza". A Papa Giovanni Paolo II era stato diagnosticato il morbo di Parkinson già nel 1991, la sua condizione di malato è stata divulgata solo più tardi, ed è significativo che abbia deciso di creare una Giornata internazionale del malato, un solo anno dopo la diagnosi. Sopporterà le tremende conseguenze della sofferenza sino al 2 aprile del 2005 assistito e curato da clinici e infermieri del Policlinico “Gemelli”. Il suo successore, Benedetto XVI, proprio l’11 febbraio 2013, durante un concistoro regolare, ha annunciato che, a causa del peso dell’età (ingravescentem etatem) intendeva rinunciare al Soglio pontificio, richiamando un tema i cui limiti erano nascosti dalla prassi secolare. Il Papa decideva di allontanarsi dal gravoso compito di guidare una chiesa afflitta da una malattia assai pericolosa, che già aveva denunciato. Egli aveva più volte parlato del pericolo di deviazione, dalla giusta interpretazione del ruolo degli ecclesiastici, caduti spesso, in un percorso di relativismo episcopale. Il suo era gesto che non nascondeva alcuna malattia a diagnosi infausta, ancora oggi alimenta la Chiesa col suo alto magistero di Papa Emerito, con un silenzio carico di significati e di cura per la lacerazione conflittuale di cui soffre la sua amata Chiesa. L’avvento di un Papa, capace, tenace e retto, come Francesco, da 5 anni dimostra quanto Benedetto XVI avesse ragione. Gli scandali, giustamente esclamati, legati alla pedofilia accompagnano altri e non minori scandali, come quelli legati a tolleranze nei confronti di presunti veggenti, guaritori e postulatori di mistiche potenzialità. Nel messaggio per la giornata internazionale del malato 2018, Papa Francesco, fa esplicito

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riferimento al mandato che la Chiesa ha ricevuto: “Gesù – afferma – ha lasciato in dono alla Chiesa la sua potenza guaritrice”. Continua il messaggio papale: “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: (...) imporranno le mani ai malati e questi guariranno” (Mc 16,17-18). (…) Al dono di Gesù corrisponde il compito della Chiesa, la quale sa che deve portare sui malati lo stesso sguardo ricco di tenerezza e compassione del suo Signore. (… ) Pertanto, medici e infermieri, sacerdoti, consacrati e volontari, familiari e tutti coloro che si impegnano nella cura dei malati, partecipano a questa missione ecclesiale. E’ una responsabilità condivisa che arricchisce il valore del servizio quotidiano di ciascuno”. Inquieta come un dialogo intensissimo tra il figlio in croce e la madre che assiste alla sua estrema sofferenza di fine vita, e che chi vuole può comprendere rileggendo il vangelo di Giovanni, cap. 19 versi 26 e seguenti, abbia finito col giustificare mistificanti percorsi di terapia antiscientifica Veggenti e guaritori, visionari curatori, hanno finito con l’avere il medesimo

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peso di ospedali di eccellenza e centri di ricerca e cura, magari cattolici, disseminati in ogni Paese, dove scienziati, medici ed infermieri, lottano contro la malattia applicando, con rigore scientifico, le ricerche e le sperimentazioni di efficaci medicinali certificati. Inquieta come la confusione legata al relativismo etico dia modo a preti, vescovi e cardinali, di fare uso personale della dottrina della Chiesa per consentire, magari, forse, inconsapevolmente – beato chi ci crede! – la tolleranza di evidenti percorsi deviati di una fede malata di protagonismo, di una fede che non si preoccupa di uccidere la speranza in chi la pratica e si conforma a migliore strategia per offendere la dignità di chi soffre, che già debole e squilibrato, accetta di bere intrugli, si affida a chi gli scaccia il demonio via etere o gli promette, con un modico investimento, di trovare la guarigione. Inquieta avere conto dei milioni di euro che si spostano dalle sofferenti tasche di chi è disposto dalla inquietudine e dalla incertezza e, perché no, dall’arroganza di sentirsi potente, di voler acquistare la salute, un tot a euro, persino un arto o la funzione di un organo, cercando in internet o in una chiesa abbandonata o in parrocchia, colui che gli permetterà di avere un appuntamento col guru, il maestro, il prescelto. E quanti ce n’è di “scangiargientu”. Le cronache che tempestano il nostro settimanale sin dal suo primo numero, sono un registro parziale di nefandezze e di assurdità che non avremmo mai creduto. Sentire solo accostare il nome di un prete, un arcivescovo a quelle cronache, rattrista e mortifica. Si deprime e ammala quel sistema immunitario che si alimenta di correttezza dei comportamenti materiali, morali e spirituali. La magistratura ha i faldoni delle tante inchieste, peccato che nonostante la evidente e necessaria lenta tempistica delle indagini, nessuno di quelli che poteva, ha agito per ostacolare l’azione devastante dei soggetti fermati.


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