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Edizione italiana

II. 2011


Editoriale

Cari lettori, La luce è un componente aggiuntivo dell’architettura e dello spazio o è componente propria dell’architettura e dello spazio? Questa domanda può sembrare un inutile esercizio retorico, invece a seconda del significato che si dà al rapporto tra luce ed architettura, si può comprendere meglio anche la base della rivoluzione in corso nel campo dell’illuminotecnica con l’ingresso dei LED. La luce, anche dal punto di visto tecnologico, è un “materiale” che fa parte della struttura dell’edificio, lo permea profondamente: gli apparecchi stessi grazie alle ridotte dimensioni e alla lunga durata di funzionamento, senza necessità di manutenzione, sono inglobati, integrati perfettamente all’interno delle costruzioni. Le grandi intuizioni luministiche degli anni Trenta di Mendelson o di Mies Van der Rohe oggi possono trovare un’ ulteriore evoluzione con la possibilità di modificare la qualità cromatica della luce, la sua intensità e la direzione. In questo modo avremo di notte architetture e spazi cangianti come mostrano le cupole blu di Delhi o i ritmi luminosi della facciata di Dallmayr a Monaco, o gli interni della nuova sede della Regione Lombardia. Un’ulteriore passo in avanti reso possibile dalla sempre maggiore accessibilità delle tecnologie è la possibilità di proiettare immagini frutto di elaborazioni digitali sugli edifici. Come i frontoni dei templi greci e romani, come i grandi cicli di grandi affreschi rinascimentali l’architettura può accogliere opere d’arte visiva come parte integrante del proprio essere. Non una semplicistica decorazione ma un’ integrazione che in sinergia con l’architettura arricchisce di valore lo spazio. In questo senso va considerato l’intervento a Beaune, con i “racconti fantastici” che aiutano scoprire la storia e la cultura delle città. Questo mio intervento vuole offrire un “punto di vista” particolare per leggere i tanti ed interessanti progetti presenti in questo numero di Incontroluce.

Adolfo Guzzini

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Incontroluce

Sommario

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Editoriale

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Progettazione Il progetto illuminotecnico per Beaune

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Progetti Il centro culturale Nordkraft

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L’Albany Lakes Civic Park

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Edificio per uffici in Rue de Colisée

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Media-TIC

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Il teatro Capstone

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Il flagship delle gioiellerie Rox

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Illuminazione monumentale delle bellezze di Delhi

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Luci italiane a Istanbul

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Illuminazione della facciata di Dallmayr

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La Stazione del Sole

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Museo Nazionale della Cina

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Palazzo Lombardia

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Lo stile coloniale a Sihlcity: luce per il nuovo store Colonys

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Repower Shop

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Centro Culturale Niemeyer

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Cultura dell’azienda Illuminare di più? Illuminare meno? Illuminare meglio!

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We want to be modern

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Le fabbriche dei sogni Uomini, idee, imprese e paradossi delle fabbriche del design italiano

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French Touch presenta presso la iGuzzini France l’annual “Optimiste d’Architecture 2010”

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Nuova sede per il distributore in Bulgaria

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“Genesi di un Dialogo: Italia-Bulgaria” Rafforzata la collaborazione con il Lighting Research Center di Troy

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Concorso Light & Fashion

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Premio “Imprenditore Olivettiano 2011”

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Accordo fra la iGuzzini e la Tongji University di Shanghai Professional Lighting Design Convention Una dimensione nazionale per l’archivio Storico iGuzzini

II. 2011


Progettazione

Il progetto illuminotecnico per Beaune Beaune, Francia

Committente Città di Beaune Produzione e gestione energia Ineo (gruppo GDF-Suez) Direttore artistico del progetto Jean François Touchard

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Beaune è l’antica capitale dei Duchi di Borgogna. Ora uno spettacolare percorso di luci e di video proiezioni sulle facciate degli edifici, accompagnano il visitatore alla scoperta della storia e delle architetture cittadine. La volontà della municipalità alla base del progetto era quella di rendere piacevole la città anche durante le ore serali in modo di trattenere i visitatori ed offrire un ambiente piacevole da percorrere e scoprire. Jean François Touchard così racconta l’idea iniziale del progetto “Si trattava di una città di passaggio, la gente restava e se ne andava il pomeriggio… Con questo progetto ho cercato di restituire la sensazione che ho provato io la prima volta che ho visitato la città, quando l’ho scoperta per la prima volta con i suoi incredibili edifici.

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Videoproiezioni Cosmo - Jose Cristiani

Foto: Didier Boy de la Tour 1.2. Abside e facciata della Collegiale

Partners Assistance iGuzzini illuminazione France

3. I punti dell’intervento sia con le videoproiezioni che con illuminazione architetturale

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Jean-François Touchard Dopo gli studi di arti plastiche alle Beaux Arts di Parigi, dal 1984 è progettista della luce per il teatro e gli eventi. Parallelamente, sviluppa un’attività di progettista della luce in architettura. Dal 2005, è iscritto alla Maison des Artistes come artista luce e video. Ultime realizzazioni 2007: “La traversée du 104”. Installazione luce e video interattiva per il centro 104 a Parigi. 2008: Facciata del Théâtre National de Bretagne di Rennes. Piazzale e facciata del cimitero paesaggistico di Clamart. Dal 2009 si dedica al progetto “Immagine e Luce” di Beaune.

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Progettazione

Il progetto illuminotecnico per Beaune

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La città ne è piena, l’architettura è straordinaria, volevo riproporre in questo percorso di luce l’aspetto più dolce della città che è quello delle passeggiate. Abbiamo quindi lavorato su questo, abbiamo scelto degli edifici e abbiamo cercato di mantenere tra gli uni e gli altri le distanze seguendo il ritmo della passeggiata; abbiamo quindi scelto una trentina di siti e abbiamo presentato delle proposte per l’illuminazione degli stessi. Dopodichè per collegare questi luoghi abbiamo creato delle segnaletiche con i colori per donare una dinamica alla passeggiata… Inoltre, per raccontare la storia della città e per offrire ai turisti qualcosa di sconosciuto,

o che li invitasse ad andare in un luogo preciso, abbiamo creato delle video-proiezioni che mostravano la storia degli edifici sui quali erano proiettate, ad esempio gli Hospices di Beaune, dove, grazie alla proiezione, si passa attraverso la parete e si visita l’interno…” Gli apparecchi per realizzare questo piano complesso sono apparecchi di produzione industriale, scelti fra quelli che utilizzano sorgente LED e che hanno portato ad una riduzione dei consumi pari al 47%. Jean-François Touchard: “Illuminare Beaune ha significato soprattutto rendere le luci le più dirette possibili, il più possibile vicine

agli edifici per creare la sensazione che la luce esca dall’edificio. In secondo luogo sono stati utilizzati i LED non solo per ragioni di risparmio energetico, ma anche per la dolcezza che la luce a LED conferisce. Beaune è una piccola città, gli edifici sono molto vicini gli uni agli altri, le strade sono larghe 10 m, e si è sempre molto vicini agli edifici. Ciò mi ha permesso di lavorare con i LED, fonti di luce dolci, e grazie a questo tipo di illuminazione sono riuscito a rispettare questa vicinanza. Ho lavorato con dei proiettori che mi permettessero di essere discreto, che mi permettessero di integrarli al massimo nell’architettura senza

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4.5. Gli Hospices con illuminazione di base e con le videoproiezioni

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che fossero visibili. La segnaletica invece si è ottenuta con il sistema RGB. La gamma de iGuzzini mi ha permesso di fare tutto ciò. Si è trattato anche di una sfida, riuscire ad utilizzare dei prodotti di base sfruttandone appieno tutte le loro potenzialità”. Il progettista, in accordo con la municipalità di Beaune ha individuato un percorso che partendo da Rue de Lorraine conduce i visitatori alle videoproiezioni realizzate da Jose Cristiani di Cosmo: “Intanto, siamo in una città carica di storia e noi dovevamo raccontare la città di Beaune. Una storia che raccontiamo con una narrazione per immagini.

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Progettazione

Il progetto illuminotecnico per Beaune

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6.7. La sede del Comune 8.9. Alcuni interventi lungo le mura

Abbiamo animato con il video alcuni luoghi particolarmente importanti, ma la continuità della storia è affidata al sistema generale dell’illuminazione che mette in relazione tutti i nostri interventi”. Questa relazione è creata attraverso luce colorata che conduce il visitatore a vedere le videoproiezioni sulla torre dell’orologio; sulla collegiale; sulla Chapelle St.Etienne, sul Palais de Duc e sull’Hotel de Dieu. La luce colorata è ottenuta con proiettori Platea a LED RGB gestiti dal sistema di gestione Master Pro. Le fasce colorate sulle facciate degli edifici create dai proiettori Platea sono inoltre rafforzate anche da stretti fasci luminosi prodotti dal basso dagli apparecchi Light Up Walk Pro e Ledplus. Un altro percorso riguarda invece le mura della città, che sono evidenziate grazie all’uso di luce colorata per ottenere degli effetti molto scenografici. Anche questi effetti sono creati grazie a proiettori Platea. All’interno della città ci sono anche degli interventi svincolati dalle videoproiezioni che sottolineano il valore storico culturale degli edifici: una illuminazione che sottolinea l’architettura è stata pensata sia per la facciata che per l’abside della collegiale. Miniwoody, Woody, Maxiwoody oltre a Linealuce, accentuano e sottolineano con luce d’accento i particolari architettonici. La sede del Comune è illuminata invece da Glim Cube RGB che sottolineano la finestratura con luce colorata sempre gestita dal Master Pro.

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Progetti

Cliente Aalborg Kommune DGI - Danish Gymnastics and Sports Associations Skråens Venner

Il centro culturale Nordkraft Aalborg, Danimarca

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Nel 2004, il Comune di Aalborg ha acquistato la vecchia centrale elettrica di Elsam con l’intento di realizzare “Nordkraft”, un centro per la cultura, lo sport, il tempo libero e altro ancora. La vecchia centrale elettrica è diventata un luogo incentrato su musica, insegnamento, teatro, arte, mantenendo le vecchie costruzioni in calcestruzzo. Cubo Architects A/S insieme a Brix & Kamp AS, Korsbæk & partnere AS, Arkitektfirmaet Nord e Egebjerg By og Landskab si sono aggiudicati il progetto. L’idea era quella di mantenere l’originario look grezzo e industriale abbinandolo a soluzioni ottimali per la cultura e le attività del tempo libero. Anche per l’illuminazione si è cercato di ottenere questo effetto “industriale” e gli apparecchi scelti sono stati il proiettore Maxiwoody e la sospensione Berlino. La lampada Berlino è stata scelta per le dimensioni e per la possibilità di utilizzare sorgenti luminose diverse.

Sono state utilizzate sia la versione grande a luce diretta/indiretta che la versione piccola in vetro. Le Berlino sono installate nell’entrata, nell’area di camminamento e alla reception. Si è scelto invece il proiettore Maxiwoody per l’illuminazione della piazza esterna e anche per mettere in evidenza alcuni elementi all’interno dell’edificio. Usando Maxiwoody all’interno e all’esterno su palo si è cercato di creare un legame tra gli interni e lo spazio urbano. Linealuce ad applique è stata utilizzata per illuminare i poster cinematografici mentre Ledplus è utilizzata all’interno del cinema lungo le scale. Nordkraft è ubicato in prossimità della zona portuale dove è stata sviluppata una nuova area di cui è diventato uno degli elementi dello skyline e rappresenta un elemento di unione tra l’architettura industriale e i silos presenti nella zona. Nordkraft è uno degli edifici più grandi della zona, con una superficie di 30.250 mq.

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Archittetto Cubo Arkitektfirmaet Nord

Ingegnere Korsbæk & Partnere Brix & Kamp

Architetto paesaggista Egebjerg By & Landskab

Partners Assistance iGuzzini illuminazione DK

Foto: Ole Ziegler 1. L’intervento realizzato all’esterno del centro culturale 2.3. Gli ambienti dedicati al tempo libero

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Progetti

L’Albany Lakes Civic Park

Cliente North Shore City Council Contractor NZ Strong

Albany, Nuova Zelanda

Il parco che ha un’estensione di circa sei ettari e mezzo, è stato un investimento visionario del North Shore City Council e di alcuni privati. Un team di architetti, paesaggisti, imprese edili, hanno progettato questo parco come arricchimento culturale, sociale, ecologico per il nuovo centro di Albany. Questo progetto è un progetto di valorizzazione del territorio e rientra nelle grandi opere intraprese in occasione del campionato mondiale di Rugby si è svolto in Nuova Zelanda nell’ottobre 2011. Sono state piantate 17.000 piante che comprendono piante locali che crescono spontaneamente oltre a piante da frutto come meli, susini ed ulivi. Il parco è non solo piacevole da vedere, ma costituisce una risorsa positiva per l’ambiente: gli alberi che ricoprono la superficie del parco, fanno parte di un sistema di trattamento delle acque piovane. La pioggia viene convogliata fino alle buche in cui sono piantati gli alberi.

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Lighting Designers Light Works

Foto: Simone Devitt Photographer 1. Visione diurna generale del complesso

Paesaggista Soul Environments

2. Particolare 3. Aspetto notturno con il ponte che attraversa i laghi

Partners Assistance E.C.C.Lighting Ltd

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Queste buche contengono un terreno speciale che filtra la pioggia, prima che l’eccedenza di acqua venga convogliata ai due laghi mantenendo così l’acqua dei laghi pulita. Lo studio di architettura ed il paesaggista hanno scelto apparecchi iGuzzini per il progetto Albany Lakes. Il sistema FrameWoody è stato usato per sostenere una serie di proiettori MaxiWoody inclinati per ottenere la giusta distribuzione fotometrica. I proiettori illuminano i laghi e la zona circostante. Grazie alla linearità del sistema, gli apparecchi hanno un minimo impatto visivo e non risultano invasivi rispetto al paesaggio naturale.

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Progetti

Edificio per uffici in Rue de Colisée

Committente Gruppo privato Architetto Jean-Michel de Poulpiquet (ARCAD)

Parigi, Francia

Partners Assistance iGuzzini illuminazione France

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Alla fine dell’Ottocento, al momento dell’edificazione di questo edificio, ispirato alle costruzioni dell’ingegner Gustave Eiffel, la zona sottoposta oggi a ristrutturazione veniva usata come rimessa per vetture a cavallo e scuderia. In questo tipo di strutture, solitamente, i vetturini e i palafrenieri alloggiavano al piano, sopra i cavalli, i quali avevano invece accesso all’ammezzato da una rampa. Certamente pochissimo tempo dopo la costruzione dell’edificio, «la scuderia sospesa» è stata coperta da una vetrata per proteggere gli animali. La chiusura del pianoterra e dell’ammezzato, con telai

composti da profilati di alluminio grigio e vetro, è stata realizzata all’inizio degli anni Sessanta e poi nel 1988. L’attuale progetto di ristrutturazione dell’edificio che si trova vicino agli Champs Élysées, ha mantenuto lo spirito iniziale del complesso usando il vocabolario architettonico originale. Nel cortile è stato allestito un giardino roccioso ispirato ai giardini giapponesi con una passerella di accesso in legno naturale e un piccolo bacino d’acqua. La parete di fronte alla facciata principale è stata ricoperta da un giardino verticale alto circa 8 metri.

Questo spazio è accessibile attraverso un atrio privato, ad uso esclusivo dei residenti. L’ingresso è illuminato da apparecchi Cup. I piani sono molto simili e comprendono zone open space per uffici, attrezzate e climatizzate oltre a tutte le aree di servizio, dai sanitari alle aree tecniche, alle zone di collegamento. Per ognuna di queste aree sono stati forniti livelli d’illuminamento diversi: dai 150 lux per i locali tecnici e per le zone di passaggio, ai 400 lux degli uffici e della hall d’ingresso. Gli apparecchi utilizzati sono stati dei Glim Cube con una particolare verniciatura per inserirli nel contesto

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Foto: Didier Boy De La Tour 1. Cortile dell'edificio 2.3. Gli spazi che saranno adibiti ad uffici

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senza forte impatto visivo. Nel giardino si trovano inoltre anche apparecchi Miniwoody per sottolineare alcune zone ed alcune piante oltre a Light Up-Garden. I percorsi sono stati illuminati da Ledplus installati sul legno. Negli ambienti che saranno dedicati agli uffici sono stati usati invece apparecchi ad incasso Wideplus, sospensioni Light air e apparecchi del Sistema Easy. Alcune plafoniere iRoll sono invece utilizzate anche nelle sale riunioni del primo piano. Mentre per l’illuminazione delle hall e dei pianerottoli sono stati utilizzati gli incassi Express orientabili a LED.

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Progetti

Media-TIC

Promotore El Consorci de la Zona Franca Progetto architettonico Enric Ruiz-Geli, Cloud 9

Barcellona, Spagna

Struttura Boma, S.L. - Agustí Obiol

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Media-TIC è stato promosso da El Consorci de la Zona Franca. Situato nel quartiere 22@Barcelona, nell’insediamento pluridisciplinare del Parc Barcelona Media, la struttura è concepita come un forum cittadino il cui obiettivo è diventare punto di comunicazione e incontro delle imprese e delle istituzioni del mondo delle tecnologie, dell’informazione e della comunicazione a Barcellona. Il nome dell’edificio stesso, Media-TIC, fa riferimento alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione-TIC. Esso offre infrastrutture e servizi di incubazione o finanziamento rivolti alle imprese del settore dei media (audiovisivo, produzione, effetti digitali, ecc.); ospita inoltre il Centro Tecnológico TIC e dispone di spazi per le imprese e le istituzioni. La volontà del Centro Tecnológico TIC (CTTIC) è facilitare i diversi settori economici, i meccanismi di incorporazione, utilizzo e applicazione delle ICT (Information and Communication Technologies) al fine di incrementarne la produttività e la competitività nell'ambito dell'economia digitale, contribuendo al tempo stesso alla formazione e al potenziamento del talento e del capitale umano. Il quartiere 22@Barcelona si sta affermando, a livello europeo, come spazio di riferimento nel settore delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione grazie alle avanzate infrastrutture che vi vengono realizzate.

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Installazioni PGIGrup - David Tusset

Partners Assistance iGuzzini illuminazione España S.A

Foto: Luis Ros, Iwan Baan 1. Modello dell’edificio

Direzione Tecnica Técnics-G3 -J.M.Forteza

2.3. L’edificio nel suo aspetto diurno ed inserito nel contesto del quartiere

Project Manager CAST- Angel Rotea

4. Effetto luminoso colorato per gli interni

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L’edificio progettato da Enric Ruiz-Geli con il suo studio, Cloud 9, rispecchia il passaggio da una società industriale ad una società digitale: l’edificio è un’architettura digitale, costruita attraverso processi digitali di CAD/CAM, in cui le connessioni sono più importanti del peso dei materiali. La facciata del Media-TIC non spiega la costruzione industriale in serie, bensì sviluppa e dimostra la costruzione dell’informazione. Il Media-TIC rende onore al principio e allo scopo per cui è stato concepito con più di 300 sensori. Al pianoterra i sensori di presenza regolano il consumo in base al numero di persone nella hall. I sensori delle facciate collegate al sistema di illuminazione risparmiano energia evitando il consumo dei primi 3 metri di facciata. Infine, i 104 sensori con CPU collegati ai cuscinetti

in ETFE fanno sì che ciascuno di essi costituisca un elemento costruttivo di una facciata intelligente. L'edificio si avvale, inoltre, di un tetto con moduli fotovoltaici che produce fino a 29.000 kWh/annui, con un risparmio di 18,8t di CO2, e di una copertura a giardino con due spazi verdi. L’illuminazione del Media-TIC è un altro aspetto rilevante coadiuvato dal rivestimento in ETFE, poiché questa “pelle” permette il controllo della temperatura ottimizzando, allo stesso tempo, l’entrata di luce naturale. Oltre a disporre di un sistema di illuminazione specifico, gli elementi strutturali centrali dei piani degli uffici si avvalgono di una pellicola fluorescente che va a integrare l’illuminazione notturna. Negli spazi interni, l’illuminazione artificiale si adatta alla modalità

e flessibilità dei diversi piani e assume un’ulteriore funzione comunicativa grazie all’utilizzo del colore. Corpi illuminanti da incasso Line Up completi di lampade fluorescenti T16 di ultima generazione disposti in fila continua diventano parte della struttura avvolgente, fornendo agli ambienti di lavoro una illuminazione generale uniforme. La linearità viene mantenuta anche negli ambienti di passaggio adottando per questi il colore verde, colore caratteristico dell’edificio. Tutti i moduli perimetrali integrano apparecchiature DALI, le quali consentono di regolare il livello di illuminazione in base alla luce naturale. Nelle terrazze, lungo le scale e in altri ambiti di passaggio e sosta, si dà continuità con l’utilizzo di lampade fluorescenti iSign.

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Progetti

Il teatro Capstone

Cliente Hope University di Liverpool Progetto architettonico DV Architects

Liverpool, Regno Unito

Consulenti di Servizi TDS

Il Centro di Arte Creativa & Produttiva ultramoderno che incorpora il teatro Capstone è il risultato di un progetto di ristrutturazione iniziato alla fine degli anni 90 grazie ad un cospicuo intervento dello studio d’architettura Downs Variava presso l’ex Scuola Cattolica Romana, che ha portato alla realizzazione per trasformarsi nell’edificio Cornerstone. Il nome deriva dal Salmo 118:22, la pietra che i costruttori scartarono e che diventa pietra angolare. La ristrutturazione, che ha vinto il premio Liverpool Architecture and Design Trust come miglior contributo alla sostenibilità dell’ambiente urbano, è costata oltre 20 milioni di sterline ed è stata finanziata dal generoso sostegno di numerosi partner, tra cui la North Liverpool Partnership, English Partnership, European Regional Development Fund, l’Higher Education Funding Council per l’Inghilterra, la Esmee Fairburn e Garfield Weston Trusts, la lotteria inglese Heritage, la provincia gesuita, l’Arcidiocesi di Liverpool, la Historic Churches Preservation, fondi della Trust and Hope University. L’intervento della iGuzzini ha interessato varie aree con molteplici tipologie di apparecchi. Nell’auditorium sono stati utilizzati iRoll, ben inseriti e mimetizzati nel soffitto tecnico. Nelle zone di collegamento fra i vari spazi sono stati utilizzati apparecchi Action così come nel foyer. Gli apparecchi del foyer sono gestiti grazie al sistema di controllo Master Pro che gestisce anche l’illuminazione di scena per una illuminazione diffusa. Nei camerini sono stati utilizzati invece incassi del Sistema Easy PL-R. Nelle meeting room sono stati utilizzati apparecchi Light Air. L’area esterna è stata illuminata con Lavinia CPO-TW, iTeka, Miniwalky e Vis.

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Committente Elettrico A & B Engineering

Partners Assistance iGuzzini illuminazione UK

Foto: James Newton Photographs 1. Foyer

Committente Principale Allenbuild

2.3. Uno dei camerini ed una delle sale meeting 4. Auditorium

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Progetti

Il flagship delle gioiellerie Rox

Cliente Rox Progetto di allestimento Graven Images

Glasgow, Regno Unito

Controllo costi Fitzsimmons

Rox vanta una lunga tradizione in quanto prestigiosa gioielleria scozzese che pone un accento particolare al premuroso servizio di assistenza alla clientela e all'assoluta originalità del design come elemento distintivo dell’azienda. Con quattro negozi in tutta la Scozia, il negozio flagship all’interno dell’Argyll Arcade di Glasgow è recentemente stato oggetto di un rinnovamento da un milione di sterline. iGuzzini è stata invitata dal design team di Graven Images e dai consulenti di costo Fitzsimmons a collaborare al progetto Rox al fine di trovare una soluzione di illuminazione che integrasse ed esaltasse l’opera di rinnovamento realizzando i livelli corretti di illuminazione sia d’ambiente che d’accento. Poiché la merce in esposizione ha un valore di diverse migliaia di sterline, è stata prestata una cura particolare a fornire tipi di illuminazione diversi per dare risalto ai vari oggetti esposti. Le sorgenti luminose sono state scelte in primo luogo attraverso una serie di workshop tenuti presso lo showroom iGuzzini di Glasgow. Lo scopo consisteva nel rivedere l’approccio tradizionale che prevedeva di esaltare il prodotto esclusivamente con sorgenti luminose a ioduri metallici. Il risultato è stato un mix di lampade a ioduri metallici, lampade dicroiche e LED per illuminare i prodotti esposti dando il giusto risalto ad ognuno di essi. Il mix di sorgenti luminose mette in evidenza l’oro, l’oro bianco, il platino ed i diamanti nel loro vero potenziale, accentuando lo sfavillio di ogni singolo articolo. Il piano superiore è allestito come spazio relax per l’assistenza personalizzata alla clientela, dove i clienti possono curiosare in un ambiente rilassante e informale provvisto di bar. I prodotti iGuzzini utilizzati comprendono i proiettori a binario Tecnica, Deep Frame, Pixel Plus, insieme a Ledstrip per evidenziare il dettaglio del profilo.

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Partners Assistance iGuzzini illuminazione UK

Foto: iGuzzini Archive 1.2. Lo spazio relax al piano superiore 3. Vetrine che si affacciano sull’Argyll Arcade

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Progetti

Illuminazione monumentale delle bellezze di Delhi

Cliente Governo di Delhi ASI - Archeological Survey of India Progettazione illuminotecnica Lucent Consultants

Delhi, India

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In occasione dei Giochi del Commonwealth del 2010 il Governo di Delhi ha intrapreso il restauro di numerosi monumenti dimenticati. L’illuminazione di questi monumenti fa parte di un processo di restauro architettonico generale. L’idea alla base era quella di dare nuovo vigore a questi siti storici della città e creare un rinnovato interesse tra i turisti. I progetti hanno seguito una programmazione molto rigida e sono stati ultimati con buon anticipo rispetto ai Giochi che si sono svolti nell’ottobre 2010. Il restauro ben eseguito e l’illuminazione fantastica hanno creato una vista splendida

per i turisti, esibendo in tutto il loro splendore le meraviglie architettoniche della grande storia dell’India. La progettazione illuminotecnica per enfatizzare la bellezza monumentale degli edifici e la fornitura degli apparecchi necessari è stata curata dai consulenti di Lucent Consultants. Sia la tomba del musicista Abdul Rahim KhanI-Khana che le due tombe chiamate Dadi e Poti sono illuminate con Maxiwoody e Miniwoody. Durante la notte si è voluto colorare le cupole, distinguendo nettamente l’aspetto diurno dei monumenti da quello notturno.

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Foto: Taj Mohamad 1. Tombe di Dadi e Poti 2. Tomba di Abdul Rahim Khan i Khana

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Progetti

Luci italiane a Istanbul

Committente ICE Progetto illuminotecnico per la fontana di Ahmet III Studio Annunziata e Terzi

Istanbul, Turchia

Nel corso del 2011 la presenza della iGuzzini a Istanbul ha portato alla realizzazione di due interventi molto importanti nell’ottica della collaborazione italo-turca. Nel mese di marzo 2011 il distributore iGuzzini in Turchia, a Tepta, ha sponsorizzato la nuova illuminazione di Palazzo Venezia, sede dell’Ambasciata Italiana ad Istanbul. L’edificio si trova nel centralissimo quartiere di Beyo˘ g lu a pochi passi dalla celebre via Istiklal Caddesi e non lontano dalla torre di Galata. Il 17 marzo, in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d’Italia è stata inaugurata la nuova illuminazione delle facciate di Palazzo Venezia caratterizzata dall’uso esclusivo di apparecchi a LED: Linealuce, Glimcube, Miniwoody, iPro, con LED a luce bianca calda. In questo modo i particolari della facciata sono valorizzati arrivando contemporaneamente alla riduzione del consumo energetico pari al 50%. Nel luglio 2011 invece, Istanbul ha visto l’inaugurazione dell’illuminazione di diversi monumenti della città secondo il progetto “Italian Lighting Design for Istanbul” iniziato nel 2009 e promosso dall’ICE. Il progetto nasce dalla collaborazione fra Italia e Turchia in vista delle celebrazioni per il conferimento ad Istanbul del titolo di capitale della Cultura europea per il 2010.

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Foto: Archivio iGuzzini 1. La facciata di Palazzo Venezia 2. La fontana di Ahmet III 3. Inaugurazione della nuova illuminazione per la fontana

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Il duplice obbiettivo era quello di promuovere da un lato l’esperienza italiana nella illuminazione applicata ai beni culturali e dall’altro incoraggiare lo scambio e la partnership fra due paesi che condividono importanti elementi nella loro storia. Il programma ha incluso una conferenza nel 2009 sulla illuminazione urbana architetturale e la realizzazione, in collaborazione con importanti lighting designer e aziende italiane l’illuminazione di tre monumenti molto famosi di Istanbul. La Torre dell’Orologio di Dolmabahçe, la sede dell’IMA (L’accademia di moda di Istanbul) e la Fontana di Ahmet III. La iGuzzini ha partecipato in qualità di sponsor tecnico alla illuminazione della Fontana di Ahmet III, autentico gioiello della Istanbul ottomana.

La Fontana fu costruita dal Sultano Ahmet III di fronte alla Porta della Maestà (B¯ab-ı H˘ um¯ay¯ un) del Topkapi. Il progetto, dello Studio Annunziata e Terzi, aveva tre obbiettivi: migliorare la percezione della plasticità e dei colori delle decorazioni; minimizzare l’impatto degli apparati tecnici dell’illuminazione; l’armonizzazione e schermatura delle luci dell’ambiente circostante alla Fontana per migliorarne l’aspetto notturno e permettere la visione della nuova illuminazione. Sono stati utilizzati proiettori Woody con lampade ad alogenuri metallici di diverse potenze, installati su una struttura metallica creata appositamente per il progetto. Inoltre sono stati utilizzati anche apparecchi iPro. Il tutto è gestito dal Light Management System “Colour Quick”.

Da sinistra: Ferdinando Pastore (ICE Istanbul), Gianluca Alberini (Console Italiano ad Istanbul), Gianpaolo Scarante (Ambasciatore italiano ad Istanbul), Huseyin Avni Mutlu (Governatore di Istanbul), Mustafa Demir (Sindaco di Fatih, quartiere in cui la fontana é situata), Paolo Guzzini, Ibrahim Ozekinci (Direttore delle Fondazioni di Istanbul). L’ultimo a destra è Mohammed Garip, responsabile dell’illuminazione della città.

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Progetti

Illuminazione della facciata di Dallmayr Monaco, Germania

Committente Alois Dallmayr KG Progettazione illuminotecnica Tom Schlotfeldt, Schlotfeldt Licht Installatore Seidler & Freinecker

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Alois Dallmayr, il rinomato negozio di prelibatezze e specialità gastronomiche con sede a Monaco che vanta oltre 300 anni di storia, è sinonimo di tradizione e qualità. Ma tradizione non deve essere intesa come punto di arrivo, bensì proprio il contrario: “La tradizione è legittimata solo se si riesce a darle un senso per il futuro”, è convinzione dell’azienda. Lo sguardo al futuro ha sospinto lo sviluppo dell’azienda che da “commerciante di spezie” si è trasformata nell’attuale produttore di fama internazionale.

Questa volontà di progresso è stata determinante anche quando si è trattato di scegliere una nuova illuminazione della sede originaria di Dallmayr, biglietto da visita dell’azienda, che registra oltre 1,5 milioni di visitatori all’anno. Dallo scorso dicembre la storica facciata dell’edificio ubicato in Dienerstraße, cuore del centro cittadino del capoluogo della Baviera, è dotata di un’illuminazione a LED assolutamente innovativa. L’obbiettivo alla base della nuova illuminazione è stato quello di mostrare

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Foto: Frank Vetter, day & light 1. Illuminazione di tutta la facciata dell’edificio 2.3. Particolari

lo splendore della facciata per tutta la sua superficie; la soluzione precedente, infatti, illuminava soltanto i primi due piani. La nuova illuminazione si concentra sui dettagli, gli elementi delle colonne e le spallette delle finestre, evidenziando in questo modo la plasticità e la struttura regolare della facciata. I proiettori a LED del modello Miniwoody sono stati utilizzati per illuminare gli abbaini e gli elementi delle colonne al terzo piano. Le lesene che attraversano il primo e il secondo piano sono illuminate invece da proiettori a LED Woody con ottica spot. Gli apparecchi Glim Cube, invece, accentuano le spallette delle finestre al quarto piano. L’intensità luminosa di tutti i corpi illuminanti è regolabile tramite il sistema DALI. Per la scelta della temperatura colore della luce ci si è ispirati alla tonalità del “giallo sole” con cui la facciata è dipinta e si è optato per un bianco caldo.

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Progetti

La Stazione del Sole

Committente Metropolitana di Santiago del Chile Progetto architettonico e supervisione dei lavori BAC S.A.

Santiago, Cile

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La Estación Intermodal del Sol è una stazione della metropolitana di Santiago, su due livelli ed è piattaforma di scambio tra autobus urbani e interurbani. Incrementa, in questo modo, i collegamenti con la zona di ponente di Santiago, la quale otterrà mediante questa stazione un accesso rapido e agevole a tutta la rete della metropolitana di Santiago. La proposta architettonica di questo terminale è particolarmente innovativa in Cile, grazie all’uso di una grande copertura realizzata con una tensostruttura che integra la linea di design scelta

per tutti i progetti in superficie relativi alle nuove stazioni disegnate per la Metropolitana dallo studio di architettura BAC S.A. Questa copertura è stata disegnata con il doppio obiettivo di proteggere i passeggeri dalle condizioni ambientali e di offrire un’area di circolazione coperta con pochi elementi strutturali verticali; le sue forme favoriscono, inoltre, la ventilazione e la circolazione permanente dell’aria, elemento che consente di generare una grande zona di attesa ventilata e senza accumulo dei gas di combustione degli autobus.

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Progetti di Ingegneria Zañartu - MC – PM

Tensostruttura Cidelsa

Progetto illuminotecnico Opendark S.A. - Karin Vásquez

Impresa costruttrice Constructora Internacional S.A.

Foto: Cristian Barahona M. 1. La tensostruttura nel suo aspetto serale 2. Particolare delle strutture di tensione della copertura

Lo sviluppo architettonico è semplice: 13 banchine per gli autobus, due nuclei di scale e un corpo centrale con i servizi per i passeggeri e le biglietterie. Presso le biglietterie sono stati installati apparecchi del Sistema Easy con schermi Dark Light. Un aspetto essenziale del progetto era limitare al massimo la quantità di dispositivi di illuminazione con relativi supporti, i quali tradizionalmente si trasformano in un ostacolo alla circolazione: per questo si è deciso di utilizzare i supporti della grande struttura come elementi di fissaggio dei proiettori Woody simmetrici e asimmetrici che utilizzano lampade ad alogenuri metallici 150 e 250 W. Si tratta di un numero di proiettori ridotto, ma altamente efficiente per una superficie coperta di 3000 mq, che minimizza il ricorso all’energia elettrica per illuminazione e condizionamento climatico. La configurazione finale dell’insieme genera un terminal degli autobus particolarmente piacevole, che cattura l’attenzione dell’osservatore, in grado di produrre un rinnovamento dell'immagine urbana di un luogo che, fino a poco prima della concretizzazione del progetto, era squallido, confinato da tre autostrade e quasi abbandonato alla periferia di Santiago.

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Progetti

Museo Nazionale della Cina

Cliente Museo Nazionale della Cina Design Meinhard von Gerkan e Stephan Schütz con Stephan Rewolle e Doris Schäffler

Pechino, Cina

Addetti alla progettazione Gregor Hoheisel, Katrin Kanus, Ralf Sieber, Du Peng, Chunsong Dong

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La conversione e l’ampliamento del Museo Nazionale Cinese prevede l’integrazione tra il precedente Museo di Storia Cinese e il Museo Rivoluzionario Cinese. Ultimato nel 1959 come uno dei dieci edifici pubblici importanti di Piazza Tien An Men, nelle immediate vicinanze della Città Proibita, il museo costituisce tuttora una pietra miliare della storia dell’architettura cinese moderna. Dieci studi di architettura internazionali sono stati invitati a presentare dei progetti di massima e l’appalto è stato aggiudicato alla proposta avanzata dagli architetti Gerkan, Marg & Partners (gmp) insieme a CABR di Pechino, davanti a Foster & Partners, Kohn Pedersen Fox, OMA & Herzog & de Meuron.

La proposta originaria di GMP prevedeva lo sventramento del museo esistente. Il blocco centrale avrebbe dovuto essere rimosso e l’ampio spazio così creato sarebbe stato coperto da una copertura sospesa di bronzo che avrebbe dovuto unire il vecchio edificio al nuovo. Dopo aver parlato con il cliente e gli esperti di architettura cinesi, il progetto è stato rivisto, allo scopo di integrare maggiormente l’impatto esterno del vecchio edificio nel nuovo, pur senza abolire la palese distinzione tra vecchio e nuovo. In questo modo l’edificio illustra il senso di continuità della storia. L’obiettivo era quello di unire l’ala nord e l’ala sud in un unico complesso di edifici, eliminando la struttura centrale.

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Revisione del design Meinhard von Gerkan e Stephan Schütz con Stephan Rewolle Responsabili del progetto Matthias Wiegelmann con Patrick Pfleiderer Direzione del progetto Beijing Guojin Consultants Co., Ltd.

Azienda partner cinese ed Ingegneria elettrica CABR (Chinese Academy of Building Research) Ingegneria strutturale schlaich bergermann und partner CABR - Chinese Academy of Building Research

Tecnologia di eventi ed acustica Müller-BBM Group ADA Acoustic Design Ahnert Progettazione illuminotecnica conceptlicht GmbH TsingHua Design Institute

Foto: Christian Gahl 1. L’entrata su piazza Tian’ anmen 2. Il padiglione centrale con la copertura rossa alle pareti

Facciata SuP Ingenieure GmbH

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Il padiglione della lunghezza di 260 metri funge da area di accesso centrale, per poi ampliarsi al fine di abbracciare l’attuale entrata centrale su Piazza Tien An Men. Il ‘forum’ così creato funge da atrio ed area eventi multifunzionale, con tutte le funzioni di servizio destinate al pubblico, ossia caffetterie e sale da tè, librerie e negozi di souvenir, biglietteria e toilette. La classica divisione tripartita degli edifici storici cinesi domina anche il design del ‘forum’. Una base in pietra costituisce la piattaforma per una struttura in legno, con una copertura a cassettoni che appoggia su una griglia. Per questa copertura a cassettoni che si estende su tutto il forum e nella Hall

centrale la iGuzzini ha sviluppato un apparecchio speciale che contribuisce a creare attraverso l’illuminazione quel senso di accoglienza che si è voluto per tutto l’edificio. Questa atmosfera familiare nasce anche dall’uso armonico dei materiali: granito locale per il pavimento e le pareti dello strato di base e rivestimento in legno nell’area della galleria. Le stanze di importanza speciale sono evidenziate con uso di materiali diversi. Il padiglione centrale opposto all’entrata ovest principale e il teatro hanno coperture rosse delle pareti che migliorano l’acustica. L’ingresso principale del museo continua ad essere orientato verso ovest, ma, per la prima volta, le entrate nord e sud sono collegate tramite il ‘forum’.

La forma architettonica dello spazio è un’interpretazione contemporanea di elementi tradizionali di edifici cinesi. Ciò risulta evidente già nel cortile posto a ovest, al quale si accede tramite ampi gradini che ricordano i gradini davanti ai precinti dei templi nella Città Proibita ubicata proprio dietro l’angolo. L’entrata ovest dell’edificio attuale, il “Mengguobao” di fronte a Piazza Tien An Men, spicca per una serie di colonne meravigliose, unite tra loro da una trabeazione ispirata all’architettura di templi e palazzi, con la struttura del tetto che vi appoggia sopra: nell’architettura storica cinese, questo sofisticato sistema di travi e mensole a sostegno dei tetti dei palazzi imperiali si chiama ‘dougong’.

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Progetti

Museo Nazionale della Cina

3. Il Forum 4. Lo stile tradizionale del colonnato e delle finestre traslato in linguaggio contemporaneo 5. L’ingresso ovest

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La facciata ovest del nuovo edificio è progettata in modo analogo. Le porte di entrata ai nuovi edifici sono realizzate in lastre di bronzo traforate che filtrano la luce diurna, producendo in tal modo un’atmosfera pacata, come quella degli edifici cinesi tradizionali ottenuta attraverso le tipiche persiane decorate. Il motivo della traforazione è ispirato ad un antico pannello in bronzo che è uno dei pezzi straordinari nel milione di opere d’arte della collezione del Museo Nazionale. Questa decorazione ricorre anche nella forma delle balaustrate all’interno del museo. L’ala nord di fronte a Chang’an Avenue ospita l’esposizione relativa alla storia moderna

cinese, mentre l’ala sud alloggia gli uffici amministrativi e la biblioteca. Nel nuovo edificio, le aree espositive principali sono distribuite su quattro piani sovrapposti a nord e a sud del padiglione centrale, dove si tengono ricevimenti di stato, banchetti ed eventi simili. Sotto il padiglione centrale si trovano un cinema e un teatro, una sala eventi in grado di ospitare non solo conferenze, ma anche, grazie alla progettazione acustica, concerti di musica classica e altri eventi che prevedono l’uso di un palco. Il livello base e gli interrati contengono i laboratori e le officine del museo, i depositi e il garage sotterraneo.

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Progetti

Palazzo Lombardia

Cliente Regione Lombardia Progetto architettonico Pei Cobb Freed & Partners con Caputo partnership Sistema Duemila

Milano, Itala

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Palazzo Lombardia è la nuova sede di Regione Lombardia che si affianca alla sede storica di Palazzo Pirelli ed è formata da edifici curvilinei di 7 e 9 piani e da una torre centrale di 39 piani, alta 161 metri, ispirato ai principi di accessibilità e risparmio. Gli edifici alla base di Palazzo Lombardia si articolano in quattro fabbricati alti nove piani e sette piani nei quali sono concentrati tutti gli Assessorati e le Direzioni Generali, nonché le funzioni culturali, di intrattenimento e di servizio.

Ai piani +00 e +01 sono collocati uno spazio espositivo, un auditorium multifunzionale, un asilo, una palestra, una sala convegni da 500 posti, una biblioteca, lo Spazio Regione, il Protocollo generale, vari spazi di socializzazione, oltre a ristoranti, bar, caffetterie e negozi. La torre accoglierà, invece, gli uffici politico-amministrativi della Presidenza, le sale di rappresentanza, la sala giunta e la sala stampa. Gli ultimi piani del grattacielo sono destinati al pubblico, con un belvedere polifunzionale e una terrazza.

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Stazione appaltante Infrastrutture lombarde spa

Foto: Paolo Carlini 1. Rendering del progetto di Pei Cobb Freed & Partners

Progetto illuminotecnico Studio Voltaire - Jacopo Acciaro

2.3. Ufficio di Presidenza

L’opera è destinata a comprendere un mix di funzioni amministrative, culturali, di rappresentanza e di svago, il tutto attorno ad una grande piazza coperta di circa 4000 metri quadrati, con migliaia di metri quadrati di verde, una nuova promenade ciclo pedonale su via Restelli e giardini pensili sulle coperture, impianti eco-compatibili d'avanguardia per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti e per la generazione di energia elettrica (pompe di calore ad alto rendimento che sfruttano l’acqua di falda e pannelli fotovoltaici integrati nelle facciate vetrate della torre). Nessun uso di combustibili fossili. La iGuzzini è intervenuta per l’illuminazione artificiale degli uffici della Presidenza, di minimo impatto visivo, ma con effetti luminosi anche colorati. Per illuminare la zona con la scrivania, nel soffitto sono incassati degli iN 60 che creano due tagli di luce. Sempre in questo ufficio sono stati utilizzati apparecchi Hub in cui si usano sorgenti luminose a fluorescenza. Inoltre sono stati inseriti degli incassi Lineup RGB, che si trovano dietro ad una tenda, ed incassi Deep Laser LED. Al livello zero dell’edificio, invece, abbiamo realizzato l’illuminazione del grande auditorium con i Reflex professional alogeni e al livello uno la sala congressi con i Reflex LED Fortimo. Il foyer è invece illuminato con Bespoke. Nella reception a doppia altezza e nella zona degli ascensori sono stati utilizzati i nuovi incassi The Reflex professional con lampada ad alogenuri metallici. Negli uffici operativi sono state utilizzate invece le sospensioni Lens con luminanza controllata. Negli ambienti di passaggio, tutti i corridoi dal 32° al 35°, sono stati utilizzati gli incassi The Reflex professional con lampada fluorescente. Il progetto di Pei Cobb Freed & Partners di New York, Caputo partnership e Sistema Duemila (entrambi di Milano) ha vinto nel 2004 il concorso internazionale di progettazione. Il vincitore è stato scelto tra dieci progetti presentati dai concorrenti ammessi al concorso, selezionati a loro volta da un totale di 98 candidature pervenute da parte di prestigiosi studi di architettura di tutto il mondo.

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Progetti

Lo stile coloniale a Sihlcity: luce per il nuovo store Colonys

Committente its COMPANYS AG Concept/Architettura/Design Ivo Tschümperlin/retailpartners

Zurigo, Svizzera

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Il negozio specializzato in calzature ed accessori Colonys ha aperto i battenti a Zurigo offrendo un’esperienza di acquisto ispirata al periodo coloniale. L’inaugurazione del negozio Colonys presso il centro commerciale Sihlcity di Zurigo nell’aprile 2011 ha costituito un evento di risonanza assoluta. Il marchio Colonys appartenente a its Companys AG offre un’ampia gamma di calzature e accessori alla moda, ideali per un utilizzo business, leisure e active time, rivolti ad una clientela maschile e femminile. “Vorremmo che, entrando nel negozio, i nostri clienti si sentissero avvolti dal benessere di un’ambientazione ispirata ai paesi del sud e all’epoca coloniale, dimenticando per un attimo

la frenetica vita quotidiana”, ha dichiarato Ivo Tschümperlin, CEO di Companys. Retailpartners AG, un’azienda che si occupa di allestimento negozi, architettura per interni e interior design, ha sviluppato, in stretta collaborazione con Ivo Tschümperlin, un’architettura di pregio e un allestimento luminoso sofisticato la cui realizzazione pratica è stata affidata a iGuzzini. L’obiettivo consisteva nel rendere percettibile lo stile di Colonys. La progettazione si è ispirata all’atmosfera dei paesi coloniali, dove i caldi raggi del sole penetrano attraverso le lamelle delle persiane fino a illuminare gli interni bui, creando un gioco di luci e ombre assolutamente unico.

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Progettazione illuminotecnica retailpartners

Foto: Günter Laznia 1.2. Foto degli interni

Partners Assistance iGuzzini illuminazione Schweiz AG

La piacevolezza dell’ambientazione è realizzata grazie all’utilizzo di arredamento coloniale e lampade a LED ad alto rendimento. L’illuminazione di base del negozio molto tenue proviene da incassi a soffitto “Reflex Professional” con LED Fortimo. Poiché le lampade vengono fatte funzionare soltanto al 40%, i visitatori non si rendono nemmeno conto della luce a soffitto. Il soffitto risulta leggermente illuminato da immagini ornamentali retro - illuminate i cui motivi ricorrono continuamente nel negozio. In contrasto con la luce a soffitto ridotta, i proiettori illuminano i prodotti sugli scaffali a parete e sulle superfici espositive, dando loro il giusto risalto. Gli arredi espositivi, come le vetrinette e gli scaffali, sono illuminati da lampade X26. Nella zona posteriore del negozio sono presenti una zona lounge e le casse. Mentre la restante superficie del negozio presenta colori caldi e scuri in sintonia con lo stile coloniale dei paesi del sud, qui predominano materiali chiari e mobili bianchi. In questa zona l’illuminazione di fondo è leggermente più chiara. Essa proviene tra l’altro da due file di Ledstrip disposti lungo la parete sopra la cassa e la lounge. Un dispositivo di montaggio fa in modo che i clienti non vedano le lampade, ma percepiscano soltanto la luce proveniente da una fessura tra il soffitto e le pareti laterali, potenziando notevolmente il senso di profondità dei locali. L’interno del Colonys Shop, illuminato esclusivamente da lampade a LED, è visibile soltanto a coloro che entrano nel negozio: tende lamellari nella vetrina e una parete a vista all’ingresso impediscono la visione dell’interno da fuori.

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Progetti

Repower Shop

Cliente Gruppo Repower Progetto architettonico Daniel Huber

Ilanz, Svizzera

Partners Assistance iGuzzini illuminazione Schweiz AG

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Il gruppo Repower, attivo nel settore elettrico, ha aperto un nuovo centro clienti ad Ilanz, nel Cantone dei Grigioni. Il centro, chiamato “Repower Contact”, è stato progettato dall’architetto Daniel Huber. In questa sede Repower fornisce consulenza ai clienti e li informa su temi di attualità nel campo dell’energia. Il centro vanta un design moderno, tecnologia innovativa ed una illuminazione costituita interamente da luci a LED. Come partner per l’illuminazione, Daniel Huber ha scelto gli apparecchi della iGuzzini. Grazie al suo progetto architettura ed illuminazione si integrano perfettamente.

Il centro “Repower Contact” è articolato in tre isole modulari che assolvono ciascuna a funzioni diverse: il servizio clienti, l’Info-Center interattivo e le vendite. Le isole modulari sono sovrastate da un cubo che accoglie l’insieme del bancone sottostante. Da un lato, le luci a LED Deep Minimal, orientabili e incassate nel cubo, guidano i clienti al bancone che li interessa. Questi incassi, inoltre, illuminano in modo mirato i pannelli dell’Info-Center interattivo. Affinché la luce non si rifletta in basso nei display incassati nei banconi, l’architetto ha ridotto il numero dei punti luce ed ha posizionato le luci spostandole rispetto agli schermi.

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Foto: Günter Laznia 1. Isole modulari 2. Area espositiva

Al centro delle tre isole si trova lo spazio espositivo. Quest’ultimo è illuminato da proiettori Primopiano a LED, montati su binari. In questo modo, Repower può spostare facilmente i proiettori ed adattarne il numero per ogni esposizione. La zona lounge dello spazio è illuminata da sospensioni Le Perroquet che creano un’atmosfera intima ed accogliente. L’uso di apparecchi a LED ha portato, a fronte di un investimento iniziale più elevato rispetto all’illuminazione tradizionale, ad una riduzione dai 15-20 Kw necessari per l’illuminazione dello spazio di 133 mq a solo 2 Kw di potenza. Inoltre le luci a LED hanno una durata di vita nettamente maggiore, il che riduce i costi di manutenzione. A ciò si può sommare un vantaggio indiretto dato dalla diminuzione del carico termico dell’impianto di illuminazione e riduzione quindi delle spese per il condizionamento.

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Progetti

Centro Culturale Niemeyer

Cliente Principato delle Asturie

Avilés, Spagna

Progetto architettonico Oscar Niemeyer Roberto Alonso Martínez Javier Blanco García Castañón Jair Rojas Valera Almudena Fernández Menéndez

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Il Centro Niemeyer è un progetto promosso dal Governo spagnolo e dal Principato delle Asturie, il cui principale obiettivo è la costruzione di un complesso culturale di rilevanza internazionale che serva da motore per il rilancio economico e urbanistico di un’intera regione in pieno processo di trasformazione industriale, quale la “ria”, tipica valle fluviale a fiordo, di Avilés. Il complesso ha trasformato quella che era una zona industriale e contaminata in uno spazio votato all’eccellenza e alla creatività. È già diventato un simbolo delle Asturie moderne e prospere del futuro; una terra che, senza perdere le sue radici industriali, scommette su sostenibilità, tecnologia, istruzione e cultura come motori di sviluppo. Il Centro è il cuore di quella che diventerà un giorno la “Isla de la Inovación”, uno dei più ambiziosi progetti di recupero urbano contemplati in Spagna, che è stato assegnato al team diretto da Norman Foster, nell’ambito di una gara internazionale.

L’architetto brasiliano Oscar Niemeyer ha realizzato un progetto che vuole diventare un punto di riferimento internazionale nella produzione di contenuti culturali, dedicato all’istruzione, alla cultura e alla pace. È la sua unica opera in Spagna e, nelle sue stesse parole, “la più bella e più amata che abbia fatto al di fuori del Brasile”. Il Centro ha anche un Comitato consultivo internazionale che collabora con il team direttivo alla definizione degli obiettivi e alla preparazione dei contenuti. Il comitato è composto da personalità di altissimo profilo internazionale: attualmente il cineasta Woody Allen, lo scienziato Stephen Hawking, lo scrittore Paulo Coelho e il creatore di internet e vicepresidente di Google, Vinton Cerf. Il Centro è stato aperto al pubblico per la prima volta il 25 marzo 2011. Il complesso culturale è composto da cinque spazi indipendenti e nel contempo complementari: l’Auditorium, la Cupola, la torre-belvedere sulla “ría” e sulla città, l’edificio polivalente, la Piazza aperta.

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Architetti tecnici Manuel Gutierrez Torralba Jaime Vila Progettazione impianti Euring Ingenieros Felipe Cicujano Carrión Everproject José Manuel Fernández Arrufat

Strutture José María Macías Cano ingegneria civile Fhecor Ingenieros Consultores S.A. strutture

Foto: 274 Km 1. Torre Belvedere e cupola 2. Plastico senza il Centro polivalente 3. Cupola e Centro polivalente

Partners Assistance iGuzzini Illuminazione España S.A

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L’auditorium con i suoi 26 metri, è l’edificio più alto del Centro Niemeyer ed è quello che ha creato più difficoltà in fase di costruzione per la complessità delle forme. Presenta 961 poltrone e una caratteristica molto tipica dell’architetto: non ci sono palchi, solo un’unica platea, la “gradinata democratica”. Una delle caratteristiche è la “grande finestra”, il portone dello scenario. Si tratta dell’elemento più singolare dell’edificio, che offre la possibilità di aprirsi sulla Piazza e di allestire lo spettacolo all’aperto, ampliando lo scenario verso l’esterno per renderlo fruibile a migliaia di persone. È lo scenario dei grandi appuntamenti: concerti, incontri e riunioni culturali di livello internazionale. L’illuminazione è stata risolta con l’installazione di faretti da incasso Optica dotati di lampade fluorescenti compatte e dimmer, che abbinati alle linee luminose integrate nei soffitti acustici permettono di configurare l’atmosfera più adatta al carattere dell’evento in corso.

La “Cupola” racchiude uno spazio espositivo di 2.000 metri quadrati. Si tratta di una semisfera realizzata in calcestruzzo a spruzzo, al cui interno spicca una lampada disegnata dall’architetto stesso. Per questa lampada che si fa architettura sono stati utilizzati incassi Pixel abbinati ad apparecchi indiretti integrati che provvedono all’illuminazione del volume su due livelli, caratterizzato dalla presenza della scala elicoidale di grande valore plastico e alla luce perimetrale d’ambiente di tutto lo spazio. Nella sezione espositiva, al livello inferiore, l’installazione di binari e l’utilizzo di proiettori Tecnica dotati di vari accessori permette di adeguare la regia luminosa alle necessità di ogni mostra. La torre, alta 20 metri, è il belvedere del Centro e lo spazio per la gastronomia intesa come forma di cultura equiparabile a cinema, letteratura o pittura. Ci sono due spazi differenziati: il ristorante e il cocktail bar.

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Progetti

Centro Culturale Niemeyer

4. L’ingresso dell’Auditorium 5. La Torre Belvedere

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In entrambi, troviamo una disposizione radiale di sospensioni Action che forniscono luce generale con le lampade fluorescenti e luce d’accento con lampade alogene per ottenere, mediante l’uso di un sistema di gestione, la scena più adatta, da ristorante con illuminazione generale a lounge con una illuminazione più intima. L’Edificio polivalente ospita “il Cinema”, unica sala permanente delle Asturie per la proiezione di film in versione originale. Woody Allen è il presidente onorario del Cinema e consulente in materia di contenuti.

L’edificio comprende, oltre ad altre sale di proiezione, uffici amministrativi e il bar ristorante. Proprio perché edificio polivalente l’intervento illuminotecnico ha caratteristiche diverse in base alle funzioni delle diverse aree. Gli apparecchi da incasso Deep Frame permettono il corretto funzionamento della sala proiezioni. Il negozio dispone di una soluzione di luce generale abbinata a luce d’accento e la possibilità di incorporare proiettori, il tutto integrato in un unico sistema di illuminazione, Action.

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Progetti

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Centro Culturale Niemeyer

La zona amministrativa prevede invece una illuminazione adeguata alle funzioni visive richieste da questo ambiente. Tutto l’edificio funziona come un unico volume in cui gli apparecchi Light Up integrati nel pavimento sottolineano le cornici e avvolgono le pareti grazie alla possibilità di combinare diverse soluzioni ottiche nello stesso gruppo di luci. Oscar Niemeyer ha progettato la Piazza con una vocazione di apertura sociale: “Una grande piazza aperta a tutti gli uomini e le donne del mondo, un grande palco di teatro sulla “ria” e sulla città vecchia di Avilés”. Le caratteristiche rifiniture bianche dell’architettura di Niemeyer trovano un perfetto contrappunto nelle soluzioni illuminotecniche dotate di lampade ad alogenuri metallici o all’occorrenza lampade fluorescenti o tecnologia LED con temperatura colore neutra. Così la luce orientata sui volumi trova complemento negli accenti sul pavimento e i raggruppamenti di proiettori Maxiwoody permettono di ottenere una luce di impatto che anima e dà dinamismo alla piazza. I pilastri che sorreggono la passerella che collega Auditorium e Cupola sono sottolineati lateralmente da sorgenti luminose Linealuce, mentre i faretti da incasso nel pavimento con tecnologia LED avvolgono di una luce soffusa la parte inferiore del tamburo del belvedere. Troviamo infine lampade a parete Comfort nelle zone di passaggio e collegamento, luci di segnalazione Pencil nella zona parcheggio e il Sistema Platea nell’accesso stradale.

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6. Ambiente del Cocktail Bar all’interno della Torre Belvedere 7. Spazio espositivo all’interno della Cupola 8. L’interno della Cupola con la lampada progettata dall’architetto

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Cultura dell’azienda

Illuminare di più? Illuminare meno? Illuminare meglio!

Progetto di allestimento dello spazio della Galleria Studio Cerri & Associati

La Triennale, Galleria dell’architettura 12-17 aprile 2011

È questo il secondo appuntamento di un ciclo di mostre che iGuzzini propone sul progresso attualmente in atto e osservabile nella scienza e nell’arte dell’illuminazione. In “Light-in-progress”, edizione del 2009, veniva esplorato l’approccio sistemico nell’innovazione dell’illuminazione dei centri urbani. In quel caso, a dominare era la domanda “come illuminare meglio ad un costo minore?”. Un costo minore sostenuto sia in termini economici sia, soprattutto, ecologici: sforzo che richiede da parte di tutti gli attori un approccio diverso, ovvero più cultura della luce. Con “Light-in-progress”, edizione del 2011, iGuzzini ha invitato i visitatori ad un viaggio 3D su Google Earth. Si parte da La Venaria Reale di Torino e si prosegue per Amburgo. L’Aquila per arrivare infine a Beaune in Francia. Quattro diversi team internazionali, composti da designers, architetti e lighting designers, ci raccontano e ci accompagnano attraverso i loro progetti, mostrandoci in pratica il loro modo di applicare la luce negli spazi urbani pubblici. Un viaggio virtuale di grande suggestione in cui nuovi sistemi di illuminazione progettati ad hoc per quelle aree, evidenziano i contenuti di innovazione tecnica e di design. Maxi schermi proiettano le video interviste agli architetti progettisti.

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Video “More Light? Less Light? Better light!”

Script e regia Hans Suter e Fritz Tschirren, partners STZ

Effetto 3D Dario Caramelli

Foto: Archivio iGuzzini 1. Apparecchio per Venaria di Michele De Lucchi

Sound Design General Jingles

Produzione 3DSwitch

2. Apparecchio per Amburgo 3. Progetto di Enzo Eusebi

Video interviste Multivideo

4. Visitatori impegnati nella visione del filmato 3D

La Venaria Reale Cliente: Consorzio di valorizzazione culturale “La Venaria Reale” Prodotto: Venaria Progetto: AMDL Mönckebergstrasse - Amburgo Cliente: Trägerverbund Projekt Innenstadt e.V. Prodotto: Ex-centric Designer: Studio &Partners Lighting designer: Tom Schlotfeldt “Chiesa della resurrezione (308)”, L’Aquila Cliente: Federazione delle Banche di Credito Cooperativo Abruzzo e Molise Prodotto: System 4in1 Progetto: Enzo Eusebi- Nothing Studio Beaune Cliente: Città di Beaune ed Ineo (gruppo GDF-Suez) Prodotti: apparecchi di serie iGuzzini illuminazione Direttore artistico del progetto: Jean Francois Touchard Videoproiezioni: Cosmo - Jose Cristiani

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Cultura dell’azienda

We want to be modern

Curatori Anna Maga, Anna Fra˛ckiewicz, Anna Demska

Design polacco 1955-1968 dalla collezione del Museo Nazionale di Varsavia Varsavia, 4 Febbraio - 17 aprile 2011

Exhibition design Mis´ka Miller-Lovegrove con la collaborazione di Małgorzata Benedek

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Questa mostra di 180 oggetti circa della collezione del Museo Nazionale di Varsavia espone gli elementi più rappresentativi del design polacco. La collezione di design post-1945 del Museo Nazionale di Varsavia è la migliore e la più completa di tutta la Polonia: comprende l’intera gamma di arti applicate del periodo, tra cui ceramiche, vetro, tessuti, arredo e altri oggetti d’uso domestico, periodici, fotografie e filmati. La mostra presenta uno dei periodi più entusiasmanti del design polacco, tra il disgelo politico del 1955 e i cambiamenti sociali verificatisi nel 1968.

In poco più di un decennio, infatti, si è dato vita ad una profusione di esperimenti che avrebbero prodotto un impatto duraturo sul design per molti anni a venire. Il disgelo politico ha portato ad un improvviso e nuovo abbraccio del modernismo. Tuttavia, per i designer più eminenti, come Roman Modzelewski o Teresa Kruszewska, ciò non significò un ritorno ad un costruttivismo meccanico precedente, ma piuttosto una nuova arte di forme organiche, attuando un parallelo del lavoro di Alvar Aalto oppure Charles e Ray Eames. Negli esperimenti nel settore

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Exhibition graphics Rafał Benedek Antonina Benedek / Mesmer Studio

International communication Paulina Shearing The National Museum in Warsaw Anna Pietrzyk-Simone Young Creative Poland

Foto: Archivio iGuzzini 1.2. Allestimento 3.4. Apertura della mostra

Sponsor Tecnico iGuzzini illuminazione

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dell’arredo, i telai metallici venivano riempiti con reti metalliche, filo di nailon, paglia o vimini. Il risultato finale ricorda più una scultura che un elemento di arredo. La iGuzzini ha partecipato all’evento in qualità di sponsor tecnico. L’illuminazione è incentrata sull’uso di proiettori Lux utilizzati per integrare l’illuminazione generale, ma soprattutto per creare luce d’accento su alcuni pezzi particolari. La mostra è stata realizzata in collaborazione con Young Creative Poland, un’iniziativa di Mis´ka Miller - Lovegrove e Anna Pietrzyk Simone per promuovere il design polacco.


Cultura dell’azienda

Le fabbriche dei sogni Uomini, idee, imprese e paradossi delle fabbriche del design italiano Triennale Design Museum, Quarta edizione 5 aprile 2011 – 26 febbraio 2012

In occasione del cinquantesimo anniversario del Salone del Mobile, Triennale Design Museum ha dedicata la sua quarta edizione agli uomini, alle aziende e ai progetti che hanno contribuito a creare il sistema del design italiano dal dopoguerra a oggi e a decretare il successo del Salone del Mobile nel mondo. Attraverso una carrellata di oggetti iconici, si sviluppa un racconto che vuole, da una parte, illustrare la peculiare attività e la natura profonda di quelle che Alberto Alessi definisce “Fabbriche del Design Italiano”, che si muovono lungo una linea che oscilla tra valore funzionale, valore segnico e valore poetico delle cose prodotte, dall’altra raccontare la grande capacità e abilità di questi “laboratori di ricerca” tali da attrarre

anche i designer stranieri, che scelgono di lavorare in Italia riconoscendone l’eccellenza nella produzione. Il progetto di allestimento di Martí Guixé fa sì che gli oggetti dialoghino con i progettisti e le storie dei grandi uomini di impresa si intrecciano con le loro biografie personali in un’atmosfera giocosa e ricca di emozioni e suggestioni. La stessa atmosfera si può ritrovare anche nella grafica collegata alla mostra e nel catalogo. La iGuzzini ha contribuito con materiale iconografico alla realizzazione del catalogo, inoltre l’apparecchio Lingotto realizzato su design di Renzo Piano per il progetto di ristrutturazione del Lingotto, prima fabbrica Fiat, è stato esposto in mostra.

Direttore Silvana Annicchiarico Cura scientifica Alberto Alessi Progetto di allestimento e progetto grafico di mostra e catalogo Martí Guixé Foto Fabrizio Marchesi

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Cultura dell’azienda

French Touch presenta presso la iGuzzini France l’annual “Optimiste d’Architecture 2010”

Il 23 giugno scorso, il collettivo French Touch Architecture è stato ospite della iGuzzini France in occasione del lancio dell’Annuel Optimiste d’Architecture 2010. Il successo dell’iniziativa - più di 400 persone tra architetti, giornalisti, studenti e opinion leader hanno preso parte all’evento che è giunto alla sua quarta edizione - conferma l’interesse verso i principi che muovono il collettivo, pienamente condivisi dalla iGuzzini che lo sostiene in qualità di partner dalla sua formazione.

La French Touch Architecture è nata nel 2007 con l’intento di riunire architetti francesi e creare tavoli di discussione sui progetti in corso o realizzati, favorendo il gioco di squadra sull’individualismo. Dal 2008, la French Touch pubblica un annual che si intitola OPTIMISTE D’ARCHITECTURE, una selezione di progetti realizzati secondo i principi del collettivo che favoriscono un’architettura popolare, condivisa e attenta all’ambiente.

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Cultura dell’azienda

Nuova sede per il distributore in Bulgaria

Nel corso del 2011 una serie di iniziative hanno rafforzato la presenza della iGuzzini a Sofia e sul territorio bulgaro. Le più recenti sono legate alla inaugurazione della nuova sede del distributore esclusivo, Synthesis Design e la sponsorizzazione della mostra di Nunzio Bibbò, presso l’Istituto Italiano di Cultura a Sofia. La nuova sede di Synthesis è uno spazio di circa 60 mq, all’interno di un edificio contemporaneo che si colloca in Bulgaria Boulevard, nella zona di Sofia che sta diventando il cuore commerciale della città. La collaborazione fra Synthesis Design e la iGuzzini è ormai decennale. Gregory Markov, direttore della società, è autore di molti interventi d’illuminazione rilevanti all’interno della città. Sono suoi i progetti d’illuminazione dell’Ambasciata d’Italia in Bulgaria, oppure della piazza antistante la chiesa di Santa Sofia, luogo dall’importanza storica enorme. Questo nuovo spazio è, prima ancora che showroom, un luogo di incontro per condividere e diffondere la cultura della luce e la riuscita inaugurazione testimonia l’interesse. Foto: Daniel Ahchiev

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Rafforzata la collaborazione con il Lighting Research Center di Troy

“Genesi di un Dialogo: Italia-Bulgaria” Museo dell’Arte Straniera, Sofia 6 giugno - 8 agosto 2011

La iGuzzini è stata sponsor tecnico della mostra “Genesi di un Dialogo: Italia - Bulgaria” che si è tenuta presso la sala principale del Museo dell’Arte Straniera di Sofia in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. La mostra si inserisce nel contesto della Biennale di Venezia alla quale sono collegate altre iniziative esterne alla sede di Venezia: la Biennale nelle Regioni e ben 89 mostre presso le sedi degli Istituti Italiani di Cultura delle principali capitali del mondo, collegate con l’Arsenale via video, per realizzare la mostra “Padiglione Italia nel mondo alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2011” all’interno del Padiglione Italia allestito per il 2011 dall’architetto italiano, residente a Barcellona, Benedetta Tagliabue Miralles. Come artista italiano residente in Bulgaria è stato scelto Nunzio Bibbò e 15 sue sculture oltre a 10 disegni preparatori delle opere e un video sull’artista. L’illuminazione fornita da 12 piantane Cestello di altezza 4,5 m con QR111 da 100W ed ottiche da 6°, da 24° e da 45° a seconda delle specifiche necessità.

Il Lighting Research Center fa parte del Rensselaer Polytechnic Institute of Troy, N.Y. ed è il maggior centro ricerche universitario orientato al settore illuminotecnico. Sin dal 1988 il LRC ha costruito la sua reputazione internazionale come fonte autorevole di informazioni riguardanti tecnologie, applicazioni, e apparecchi illuminotecnici. Il LRC inoltre realizza programmi di formazione per agenzie governative, acquirenti, lighting designer, e altri professionisti del settore illuminotecnico. La collaborazione fra l’azienda e il LRC è iniziata nel 1988, in occasione della ricerca SIVRA. Nel febbraio 2011 la iGuzzini è entrata a far parte del LRC Partners Program è promosso dal Rensselaer Polytechnic Institute Lighting Research Center (LRC) per coordinare gli sforzi delle organizzazioni pubbliche e private nello sviluppo della ricerca, educazione e tecnologia del settore illuminotecnico. Fanno già parte dell’LRC Partners Program: AES Latin America, California Energy Commission, Con Edison, GE Lighting, New York State Energy Research & Development Authority, OSRAM SYLVANIA, Inc., Philips Lighting, Philips Professional Luminaires North America, Swedish Energy Agency, United States Environmental Protection Agency, WattStopper, e Xcel Energy. Per maggiori informazioni: www.lrc.rpi.edu

Conferenza stampa di presentazione della mostra con Nunzio Bibbò ed Anna Amendolagine, direttrice dell’istituto Italiano di Cultura a Sofia.

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Concorso Light & Fashion Mosca, Ambasciata Italiana, 14 luglio 2011

Il 14 luglio si è svolta presso la sede dell’Ambasciata Italiana la cerimonia di premiazione del concorso Light & Fashion che è stato presentato nella primavera del 2011 e che era aperto sia agli studi di architettura e lighting design che agli studenti. L’evento è stato inserito nella Settimana italiana a “Krasnyj oktjabr”, (Ottobre Rosso), una ex fabbrica di cioccolato al centro di Mosca, oggi centro polifunzionale dove si trova anche la scuola di architettura e design Strelka. Al concorso hanno partecipato oltre cinquanta lavori presentati da professionisti e da venti inviati dagli studenti. La giuria italo-russa presieduta da Aldo Colonetti, Direttore dello IED (Istituto Europeo di Design), formata da docenti della Facoltà di Architettura di Mosca ha visionato i progetti e valutato le soluzioni ideate per illuminare la boutique di prestigio, così come lo store mono-marca, la catena di franchising internazionale, la grande distribuzione. Per la categoria “Professionisti” i premiati sono stati: Irina Alexeeva, con il sistema a luce biodinamica Yutti Lamp. Due le versioni previste, a soffitto o a sospensione, entrambe con sorgenti LED, con emissione a luce diretta/indiretta. I diversi moduli sono fra loro combinabili e possono dar vita a particolari soffitti luminosi trasformando la luce in un vero e proprio elemento d’arredo del negozio. L’altra premiata è Elina Shindler, con le due soluzioni luminose declinate al maschile ed al femminile: nera e squadrata la prima, bianca e tondeggiante la seconda. Per la categoria “Studenti” sono stati scelti Olga Dmitryeva ed il suo apparecchio BLISS, un sistema in duplice versione - applique o sospensione - in grado di creare infinite combinazioni di colore. Particolarmente innovativo lo studio che la studentessa dell’Istituto di Elettronica e Tecnologia dell’Università di Mosca ha proposto per il sistema di gestione del suo cambio colore. Altra studentessa premiata è Oksana Bazanova che ha pensato ad una applicazione molto originale per la luce a LED: Tag’s, una piccola etichetta luminosa che si accende sul capo alla quale è appoggiata.

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Premio “Imprenditore Olivettiano 2011” Centro Studi ed Esperienze Ivrea, 30 maggio 2011

Foto: archivio iGuzzini 1.Da sinistra, Paolo Guzzini, Aldo Colonetti, L’Ambasciatore italiano a Mosca Antonio Zanardi Landi e signora 2. Un momento della cerimonia di premiazione

Questa è la motivazione con cui Adolfo Guzzini, è stato insignito il 30 maggio 2011 del premio Imprenditore Olivettiano 2011: “Per aver guidato lo sviluppo della iGuzzini Illuminazione con un costante impegno di innovazione e di ricerca della bellezza delle architetture aperte e del design, facendo della luce un elemento di cultura. I successi conseguiti su scala mondiale sono frutto di uno stile imprenditoriale che alla passione e ai ruoli istituzionali per l’architettura e il design, affianca il forte impegno per la collaborazione e la crescita professionale all’interno dell’azienda e nel territorio marchigiano attraverso l’attenzione responsabile verso le scuole di formazione tecnica e la guida dell’ISTAO”. Istituito nel 2008 dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, il Premio è dedicato a quei capitani d’industria che, aldilà del territorio e del settore in cui operano, hanno colto e costantemente applicato quello spirito che fu di Adriano Olivetti nel fare impresa. In primis l’idea di vivere l’azienda quale sistema aperto, votato ad un costante scambio con l’esterno, responsabile di quel tessuto economico e sociale in cui si muove e nel quale produce beni, servizi, tanto quanto conoscenza e cultura. Adolfo Guzzini ha ricevuto il premio da Laura Olivetti, Presidente della Fondazione Adriano Olivetti, e da Bruno Lamborghini, Presidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti. Insieme alla targa di “imprenditore olivettiano 2011”, Adolfo Guzzini è stato omaggiato di una delle macchine da scrivere che hanno segnato la storia della Olivetti, la famosa Lettera 22. Premiato con Adolfo Guzzini, anche Gianluca Martino, fondatore di Smart Projects, di Scarmagno.

Foto: Eugenio Cacciola per Archivio Storico Olivetti

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Accordo fra la iGuzzini e la Tongji University di Shanghai

Professional Lighting Design Convention

Una dimensione nazionale per l’archivio Storico iGuzzini

Madrid, 19 - 22 ottobre 2011

Nel febbraio 2011 la iGuzzini e la Tongji University hanno stretto un accordo per definire una collaborazione fra la filiale cinese presente a Shanghai e l’università. La collaborazione si concretizzerà in una borsa di studio offerta dall’azienda ai due studenti più meritevoli del Sino-Italian Campus delle facoltà di Architettura ed Ingegneria. L’università coinvolgerà la iGuzzini in tutte le iniziative accademiche, anche in collaborazione con altre università. L’università organizzerà workshop annuali sulle tematiche dell’illuminotecnica chiamando la iGuzzini in qualità di relatore. Inotre dovrà essere creato un sistema di condivisione delle informazioni sugli studenti per valutare opportunità di lavoro o di formazione

La iGuzzini parteciperà alla terza edizione di Professional Lighting Design Convention organizzata da Professional Lighting Design Association con la relazione “Una proposta per un piano della luce a l’Havana vecchia” che sarà presentato come poster.

Nel Marzo 2011 l’archivio storico della iGuzzini è stato dichiarato archivio di interesse nazionale. Attorno alla tematica degli archivi d’impresa nel corso del 2011 si sono concretizzate alcune iniziative. In occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia, Rai Educational e la Direzione Generale degli Archivi del ministero per i Beni e le Attività Culturali riscoprono il patrimonio storico degli archivi, che documentano la memoria degli uomini, delle idee, del lavoro del popolo italiano e ne fanno la base per un progetto televisivo in cinque puntate, ognuna dedicata ad una tipologia di archivio, (in onda su Rai Tre e Rai Storia a partire dal 17 marzo). Questo progetto è stato presentato il 7 marzo presso la sede della Treccani a Roma. La iGuzzini figura nel primo video realizzato insieme a Enel, Martini e Rossi, Barilla, Piaggio. Dal 24 Giugno è online il Portale Archivi d’impresa ideato e promosso dalla Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con circa 30 fondazioni e archivi storici d’impresa. La realizzazione del Portale consente di mettere in rete le esperienze delle imprese pubbliche e private italiane e di valorizzare la cultura d’impresa nel nostro Paese, salvaguardandone al tempo stesso gli archivi storici.

Massimiliano Guzzini ed il professor Fang alla cerimonia per la firma dell’accordo.

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Il Portale rende disponibile un ricco repertorio, destinato a un vasto pubblico, soprattutto di giovani e studenti, di fonti archivistiche e bibliografiche e di contenuti redazionali (dossier tematici, cronologie nazionali e territoriali dal 1861 a oggi, profili biografici di oltre 150 imprenditori), curati da un gruppo di docenti dell’Università Bocconi, in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana. La iGuzzini e le altre aziende del gruppo, figurano tra gli oltre 30 partners che a tutt’oggi hanno aderito al Portale e che annoverano i nomi più rilevanti del panorama industriale italiano. La iGuzzini fa parte anche del Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, noto con l'acronimo SIUSA che si propone come punto di accesso primario per la consultazione e la ricerca del patrimonio archivistico non statale, pubblico e privato, conservato al di fuori degli Archivi di Stato. In esso sono descritti: i complessi archivistici con le loro articolazioni; i soggetti (enti, persone e famiglie) che hanno prodotto la documentazione nello svolgimento della loro attività; i soggetti che conservano gli archivi. Sono inoltre presenti schede di carattere generale che forniscono informazioni storiche, istituzionali ed archivistiche utili per la comprensione del contesto. Per maggiori informazioni www.imprese.san.beniculturali.it http://siusa.archivi.beniculturali.it

Schizzi di Bruno Gecchelin per il proiettore Shuttle

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Incontroluce

II. 2011

Incontroluce Rivista internazionale, semestrale di cultura della luce anno XIII, 24 Redazione Centro Studi e Ricerca iGuzzini Fr.ne Sambucheto, 44/a 62019 Recanati MC +39.071.7588250 tel. +39.071.7588295 fax rc@iguzzini.it iGuzzini illuminazione spa 62019 Recanati, Italy via Mariano Guzzini, 37 +39.071.75881 tel. +39.071.7588295 fax iguzzini@iguzzini.it www.iguzzini.com 071-7588453 video Progetto grafico Studio Cerri & Associati Editore iGuzzini illuminazione spa Hanno collaborato a questo numero iGuzzini illuminazione China Ltd. iGuzzini illuminazione Deutschland GmbH iGuzzini illuminazione España S.A. iGuzzini illuminazione France S.A. iGuzzini illuminazione Schweiz AG iGuzzini illuminazione UK E.C.C. Lighting Ltd L.S.I. Systems Pvt. Ltd Tepta Aydınlatma, Turchia Foto di copertina Carlo Anastasio Finito di stampare: Ottobre 2011 Tecnostampa, Recanati

La Redazione non è responsabile di inesattezze e mancanze nell’elenco dei credits relativi ai progetti e forniti dai collaboratori. Le integrazioni o correzioni verranno riportate nel numero successivo. III


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Jean François Touchard / Cubo / Arkitektfirmaet Nord / JASMAX / Jean-Michel de Poulpiquet (ARCAD) / Enric Ruiz-Geli, Cloud 9 / DV Architects / Graven Images / Lucent Consultants / Studio Annunziata e Terzi / Tom Schlotfeldt, Schlotfeldt Licht / BAC S.A./ Opendark S.A. - Karin Vásquez / Meinhard von Gerkan / Stephan Schütz / Stephan Rewolle / Doris Schäffler conceptlicht GmbH / TsingHua Design Institute / Pei Cobb Freed & Partners / Caputo partnership / Sistema Duemila / Studio Voltaire - Jacopo Acciaro / Ivo Tschümperlin / retailpartners / Daniel Huber / Oscar Niemeyer / Roberto Alonso Martínez / Javier Blanco García Castañón / Jair Rojas Valera / Almudena Fernández Menéndez.


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