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Edizione italiana

I. 2013


Cari lettori, Una ricca panoramica di progetti è il contenuto di questo numero di incontroluce. Ricco e articolato negli approcci metodologici e nei risultati ottenuti che vengono presentati. Sicuramente si possono individuare delle precise strategie progettuali nello sviluppo dell’immagine notturna degli spazi attuate attraverso il sapiente uso della luce artificiale. Tuttavia tutte queste strategie hanno in comune la consapevolezza del fatto che la luce artificiale è in grado di arricchire i valori architettonici degli ambienti creando nuove suggestioni in chi vive quegli spazi durante le ore notturne o quando la luce naturale non è presente. Suggestioni che nascono a volte da un gioco sapiente in equilibrio tra volumi e trasparenze che proprio grazie alla luce artificiale emerge in tutta la sua evidenza come ricerca della leggerezza. Per citare solo alcuni esempi magnifici l’edificio di Italcementi, quello di Thyssen Krupp e la Heron Tower di Londra. Forse la stessa ricerca è alla base del grande apparato decorativo che riveste i possenti volumi del Duomo e del Battistero di Firenze; nato per essere visto con la luce del sole oggi può essere ammirato anche nelle ore notturne. La luce disegna trame sulle architetture in un percorso attraverso epoche diverse: come nel viadotto di Chaumont, a scala paesaggistica o la storica stazione di Paddington o il recente Technogym Village. Trame che vivono solo grazie alla luce che le attraversa. Adolfo Guzzini

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Incontroluce

Sommario

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Editoriale

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Progettazione lluminotecnica Intervista a Satoshi Uchihara (Seconda parte)

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Progetti i.lab Italcementi L’illuminazione di emergenze storiche a Formia La Fondazione Abreu De Grancher Un segno di luce colorata nel paesaggio di Chaumont Il Tribunale del lavoro e del commercio Un nuovo progetto urbanistico per la zona Sud di Alicante Florence Hummerston Reserve Holmes Place Spa Il Centro Ovale Chiasso La Heron Tower La stazione di Paddington Linton and Kay Galleries Il complesso sportivo YMCA a Montréal Le sale blu dei Pittori Stranieri negli spazi dei Nuovi Uffizi I negozi Ravissant Piazza del Duomo torna a vivere anche di notte Il quartier generale ThyssenKrupp Una nuova sala BioCity a Næstved Una nuova illuminazione pubblica per Leicester Square Braine L’Alleud illumina due gioielli Mostra “Luca Signorelli. De ingegno et spirto pelegrino” Technogym Village

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Cultura dell’azienda Light & Building 2012

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iGuzzini sponsor di “City of Light-Jyväskylä” 2012

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ET Acetech 2012 Un nuovo spazio per l’applicazione della luce a New Delhi Passeur de lumière

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Strategia social. La iGuzzini apre ufficialmente le sue pagine su Facebook e Twitter Neon - Who’s afraid of red, yellow and blue?

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London Velonotte

I. 2013


Progettazione illuminotecnica

Intervista a Satoshi Uchihara (Seconda parte)

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Secondo lei, quali caratteristiche dovrebbe avere una buona progettazione illuminotecnica? Credo che la luce sia fondamentale per suscitare l’immaginazione della gente. Pensiamo, ad esempio, ad un raggio di luce. All‘affievolirsi della luce, aumenta sì l’area che non viene riconosciuta, ma aumenta anche l’area lasciata libera all’immaginazione. Attuando un confronto tra una cena in condizioni di luce uniforme e una situazione in cui è presente soltanto una luce sul tavolo, quest’ultima stimola maggiormente la conversazione e rende il cibo delizioso proprio grazie al potere dell’immaginazione. Non sempre l’immaginazione è favorita dal buio, ma è un confine importante nella progettazione. Mostrare le cose reali non è l’unico compito dell’illuminazione. È importante anche creare un equilibrio in tema di consumo energetico con l’utilizzo di tecnologia all’avanguardia. In qualità di designer, è molto comodo continuare a progettare in presenza di condizioni tecnologiche in rapida evoluzione.

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Foto: Per gentile concessione Satoshi Uchihara 1. Grand Central Tower, Tokyo 2. Nakano Central Park, Tokyo

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Secondo lei, lo sviluppo della tecnologia illuminotecnica, e in particolare della tecnologia a LED, può creare un approccio nuovo all’uso della luce in architettura? In caso affermativo, come e in che misura? Osservando il mercato giapponese, sono molto preoccupato che l’illuminazione a LED tenda ad essere usata in sostituzione della luce fluorescente. Le luci a LED hanno un elevato potenziale per l’illuminazione del futuro, mentre come sostituti della luce fluorescente mi sembra che la gente cerchi soltanto di mettere le luci a LED nello stesso soffitto di prima e nelle stesse proporzioni, senza favorire l’evoluzione della relazione con le persone per un lungo periodo di tempo. È come un attore di successo al quale viene chiesto di recitare allo stesso identico modo di un suo collega che lo ha preceduto. Temo che le luci a LED aiutino molto l’industria dell’illuminazione, ma il loro utilizzo non porti a risultati innovativi.

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Progettazione illuminotecnica

Intervista a Satoshi Uchihara (Seconda parte)

3. Grand Central Tower, Tokyo

Considerando la grande carenza di risorse energetiche, cosa dovremmo fare nel settore dell’illuminazione architettonica per sostenere la tutela ambientale? Nessuno ha preso in esame l’importanza di un’illuminazione appropriata per l’uomo nel modulo architettonico. Le apparecchiature illuminotecniche sono sempre al soffitto e la quantità di luce da impostare è sempre al massimo livello di necessità e l’apparecchio luminoso è stato considerato per lungo tempo soltanto un oggetto in grado di fornire luce. Di conseguenza abbiamo definito la specifica della luce e la relazione con l’uomo per lungo tempo, senza alcuna revisione e la nostra idea di luce ideale si è così arenata. Ora è nostra intenzione apportare un cambiamento drastico. In primo luogo, pensando al consumo energetico, ciò che utilizzavamo come misura della felicità è forte, grande e costoso. Sempre all’insegna dello stesso senso di felicità, creiamo tonnellate di apparecchi ed emettiamo enormi quantità di luce nello spazio. Ora la Terra è giunta al limite; dovremmo chiederle scusa ed avviare un’inversione di tendenza. La luce dovrebbe essere utilizzata maggiormente per motivare la creatività e la comprensione umana. Pensiamo al sole. La posizione fisica del sole comporta variazioni della temperatura del colore e del fascio. Di conseguenza, risultiamo energizzati dall’alba avvertendo l’innalzarsi della temperatura del colore. Quando il sole si muove verso lo zenit la nostra attivazione aumenta. Al tramonto, ripensiamo alla nostra giornata e ci riposiamo in attesa dell’indomani. In passato, l’essere umano viveva in condizioni in cui non era presente un’emissione luminosa costante. Malgrado ciò, abbiamo creato una luce troppo brillante che offre una produzione luminosa costante e abbiamo erroneamente interpretato questa sensazione come senso di felicità. In virtù della rotazione terrestre, il sole offre luce a tutti. Ciò significa che tutti noi abbiamo momenti in cui riceviamo energia e momenti in cui non la riceviamo. Dovremmo imparare da questo evento naturale e pensare a come bilanciare l’uso della nostra energia. Pensando ad una soluzione in tal senso, gli apparecchi da illuminazione devono avvicinarsi maggiormente alle persone. Montare le luce nei soffitti richiede molta energia. Se la luce si avvicina alla gente, possiamo ridurre maggiormente l’energia e ciò significa che l’apparecchio da illuminazione prende le distanze dalla dotazione architettonica. Alla maggior parte della gente ora non dispiace avere la luce nel soffitto, ma se la distanza si riducesse ne avrebbero un vantaggio. Credo che l’apparecchio da illuminazione debba ormai avere un’interfaccia e che si debba consentire alla gente di controllarne il funzionamento. La gente potrebbe scegliere il livello luminoso con gioia, in base alle singole circostanze e ciò consentirebbe di risparmiare energia. Oltre a ciò, l’apparecchio di illuminazione dovrebbe essere migliorato in termini di qualità ed emissioni di calore nell’avvicinarsi alla gente. Sarà necessario anche uno scambio di informazioni per ottenere questo tipo di dati sull’illuminazione. In questo modo la gente verrebbe a conoscenza di numerose idee sull’illuminazione e sulla sua qualità. Penso che ciò potrebbe portare ad un mercato dell’illuminazione di alta qualità sia per il software che per l’hardware. Ritengo che ci troviamo di fronte ad un’enorme opportunità per migliorare decisamente il valore della luce.

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i.lab Italcementi

Progetti

Cliente Italcementi Group Progetto architettonico Richard Meier & Partners Architects LLP

Stezzano, Bergamo, Italia

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Progetto illuminotecnico Piero Castiglioni Guido Bianchi

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i.Lab, il nuovo Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi, si colloca all’estremità orientale del Parco Scientifico e Tecnologico di Bergamo denominato Kilometro Rosso e si sviluppa come ideale continuazione del “muro” rosso che segna l’Autostrada Milano-Venezia. i.Lab risponde ai requisiti più stringenti in materia di risparmio energetico e qualità innovativa della progettazione ed è stato certificato “Platinum” LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), il più alto standard di certificazione energetica e ambientale per l’edilizia al mondo. La zona di accesso principale, posta nell’angolo Nord-Est, è sottolineata da una pensilina aggettante – con uno sbalzo di circa 20 metri – e da un volume plastico in calcestruzzo, che contribuisce anche a marcare lo sviluppo prettamente orizzontale dell’intero edificio. Questa pensilina crea, inoltre, un’ampia piazza esterna coperta, a doppia altezza, che prosegue naturalmente nell’atrio di accesso vetrato il quale, a sua volta, distribuisce le due ali dell’edificio. Nella hall e negli spazi comuni sono stati utilizzati Lightshed a fluorescenza e a ioduri metallici ed apparecchi iGuzzini forniscono la luce generale.

Meier ha immaginato una struttura articolata su due piani fuori terra destinati ad accogliere i laboratori e gli uffici, ai quali si affiancheranno altri due piani interrati per complessivi 11.000 metri quadrati di cui 7.500 destinati esclusivamente a laboratori di ricerca. La zona laboratorio è illuminata con degli apparecchi speciali (iN70) che formano dei tagli di luce sul soffitto ed hanno luminanza controllata grazie all’ottica dark light. L’illuminazione di questa zona è stata messa a punto in stretta collaborazione con chi ha realizzato le pareti divisorie, l’esigenza di avere l’adeguata illuminazione dei tavoli di lavoro, doveva essere conciliata con la richiesta di lasciare libero il soffitto che ospita gli aspiratori fondamentali in questo ambiente in cui si trattano molti elementi chimici. I laboratori si trovano nella prima ala, parallela all’autostrada che ospita anche gli uffici ed una grande biblioteca di oltre 10.000 volumi che si pone come punto di riferimento per i progettisti e i tecnici che si occupano di tematiche inerenti il cemento e il calcestruzzo. In esterno questa ala è illuminata da incassi Linealuce fluorescente per la luce radente, integrata da proiettori Platea.

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Foto: Paolo Carlini 1.2.3. La pensilina aggettante nel suo aspetto diurno e notturno

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Progetti

i.lab Italcementi

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La seconda ala, perpendicolare alla prima, accoglie al piano terra una caffetteria e una grande sala conferenze, mentre al livello superiore trovano posto gli uffici di rappresentanza. La sala conferenze può contenere fino a 240 posti a sedere; a doppia altezza, con vetrate sul cortile interno e galleria di transito al piano superiore, è volumetricamente intersecata da una seconda sala, più piccola, posta al primo piano e destinata a ospitare riunioni e incontri di lavoro.

Questa seconda sala riunioni è illuminata da Light Air, mentre la sala conferenze principale è illuminata da Hub, sistemati in gole a soffitto ed intervallati da incassi a LED. Il foyer è illuminato con Deep Fame a LED. Gli uffici sono illuminati da Light Shed gettati nel cemento armato e da iRoll speciali “a sbalzo”, cioè dotati di un braccio. Tutti gli apparecchi utilizzati sono compatibili con il protocollo DALI e sono gestiti da un

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4. La grande hall 5. La sala conferenza ed il cubo con la sala riunioni 6. I laboratori di ricerca

sistema di controllo non iGuzzini. La richiesta fondamentale relativa al progetto illuminotecnico, messo a punto da Piero Castiglioni e Guido Bianchi riguardava la totale mimetizzazione degli apparecchi nel contesto. Tutti gli apparecchi dovevano essere assorbiti dalla struttura architettonica, non ci dovevano essere apparecchi “evidentiâ€?: ciò che doveva essere evidenziato era la struttura e il materiale utilizzato.

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Progetti

L’illuminazione di emergenze storiche a Formia

Committente Comune di Formia Progetto redatto in collaborazione con la Soprintendenza beni Archeologici del Lazio - Nicoletta Cassieri Progetto illuminotecnico Maurizio Ciavolella

di Maurizio Ciavolella

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Nel 2010 l’architetto Maurizio Ciavolella_studionit_, in collaborazione con lo Studiocardillo, vince un bando di gara per la valorizzazione e la progettazione della luce di quattro siti annoverati tra i beni culturali italiani, tutti collocati all’interno del territorio dell’antica città di Formia. Il bando riguarda la nuova progettazione della luce del sito archeologico denominato “Tomba di Cicerone”, quello dell’antica Fontana Romana sulla via Appia, quello della Torre medioevale di Castellone e per finire lo splendido sito dell’antico Cisternone Romano, anch’esso collocato all’interno del quartiere Castellone.

Tomba di Cicerone Questo complesso architettonico, di età augustea, identificato come “Tomba di Cicerone”, è situato lungo la via Appia ed è legato tradizionalmente alla morte del retore Marco Tullio Cicerone, assassinato nel 43 a.C. L’area è contraddistinta da tre elementi caratterizzanti: la struttura sepolcrale, il muro di cinta in opus reticolatum e lo splendido parco con moltissimi cipressi. Il sepolcro è formato da un basamento quadrato di 18 metri di lato, con grossi blocchi di pietra calcarea. Al di sopra del basamento, si eleva un tamburo di forma tronco conica, alto 15 metri che termina con una torre cilindrica che probabilmente aveva una copertura cuspidata: l’altezza totale del sepolcro sfiora i 24 metri. Il concept progettuale, non può non considerare l’elemento architettonico come parte di una grande area funeraria.

La tomba è struttura che concettualmente mette in relazione terra e cielo e l’illuminazione in questo progetto ha seguito questo concetto. Gradoni, basamento e torre sono attraversati da luce con 3 temperature colore diverse: dall’ambra rievocante la terra ad un bianco da 4200 K rievocante il cielo, passando per una temperatura intermedia di 3000 K. La luce colpisce la parte alta del cono da quattro lati, perché il Mausoleo sia visibile da qualsiasi punto di osservazione circostante l’area funeraria. La freddezza dell’effetto luminoso raggiunto, fa svettare la parte alta del cono sulle cime dei cipressi a loro volta velate di luce dalle riflessioni circostanti. Questi effetti sono ottenuti dal proiettore iPro da 70 W grazie alla sua vasta gamma di accessori.

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Coordinamento progetto Antonio Cardillo Alessandro Testa

Foto: Per gentile concessione Maurizio Ciavolella 1.2. La tomba di Cicerone 3.4. Il cisternone romano

Responsabile sicurezza Antonio Cardillo Impianto elettrico Alfredo Saponara

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Cisternone Romano Passeggiando fra i vicoli del centro storico di Castellone si arriva in piazza S. Anna, sotto la quale si sviluppa uno dei luoghi più straordinari dell’intero panorama monumentale nazionale, il Cisternone Romano, risalente al II secolo a.C. che riforniva di acqua gran parte dell’area urbana occidentale con una superficie di 1200 mq ed un volume di oltre 7000 mc. In epoca borbonica la condotta fu attivata per rifornire di acqua anche la cisterna sottostante Piazza S. Teresa, ad uso della popolazione e della cavalleria ivi stanziata. Nel corso dei secoli, nel sito si scaricarono liquami, spazzatura e, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, vi si ammucchiarono macerie di ogni genere. Negli anni Novanta furono intrapresi i lavori di restauro. Attualmente la cisterna non è più funzionante.

All’interno vi è stata portata dell’acqua per ricordarne la funzione e vi è stata allestita una passerella galleggiante per rendere l’area più fruibile al visitatore. Il concept progettuale prende spunto dall’analisi della odierna situazione e si struttura su una particolare proprietà dell’acqua, “la riflessione speculare”. L’intero progetto si fonda sulla messa in opera di 58 proiettori Miniwoody a LED da 3 W con un IP67 ( versione speciale) per una potenza totale assorbita di 174 W, a cui si aggiungono proiettori segna passo. La tonalità della luce scelta, spazia tra i 1700 K, quasi ambra, per raggiungere i 2700 K diffusi nell’ambiente, mediante l’utilizzo di filtri cromatici dedicati; questa calda tonalità di luce è stata scelta per ricreare l’effetto di antichi sistemi di illuminazione. I proiettori Miniwoody alla base delle colonne illuminano l’intero sviluppo del

piedritto, fino a velare di luce la volta sovrastante, che per la prima volta viene messa in luce. Altri proiettori sono posti alle spalle delle colonne laterali, per celarli completamente alla vista del visitatore ed illuminare la splendida texture delle pareti circostanti. Non essendo toccata direttamente dalla luce l’acqua presente si comporta come un perfetto specchio, triplicando le dimensioni in alzato della struttura. Si è voluta creare l’impressione che la passerella galleggiasse nel vuoto e che la profondità dell’acqua fosse percepita come “abissale”. Dove l’acqua non riesce ad essere mai così calma da permettere la riflessione speculare, la sua vivacità è proiettata, sempre mediante proiettori Miniwoody, in radenza, sulle pareti laterali amplificando i riverberi e le proporzioni del luogo.

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Progetti

L’illuminazione di emergenze storiche a Formia

Torre Medievale La città di Formia è costituita da due antichi centri storici, quello di Mola e quello di Castellone, collegati e riuniti tra di loro da diversi processi di inurbamento. Entrambi i centri hanno antiche torri di difesa collocate una a monte e l’altra a mare. La “Torre di Castellone” alta 24 metri e lunga 12,30 metri, sorge su un basamento di epoca romana e culmina con un coronamento di merli, di cui otto angolari di dimensioni doppie rispetto agli altri, in corrispondenza degli spigoli e otto, disposti a metà della lunghezza di ogni singolo lato. Il concept progettuale per l’illuminazione della Torre prevede due diverse illuminazioni: una che evidenzia la matericità della parte bassa della torre, l’altra esalta le caratteristiche geometriche e dimensionali dell’alzato della torre. La solidità del basamento, viene sottolineata da una illuminazione radente mediante due apparecchi ad incasso Light Up wall washer integrati da un altro Light Up con ottica spot, arretrato rispetto ai precedenti di qualche centimetro. Otto fasci di luce in radenza ottenuti da ottiche super spot posizionati alla base degli angoli della torre, ne esaltano il disegno geometrico e la texture diversa del bugnato d’angolo. La tecnica adoperata esalta l’altezza e le prospettive del comune osservatore che dal basso si rivolge verso il torrione. Gli otto lati al contrario, sono più sobriamente illuminati. La merlatura è enfatizzata da proiettori Miniwoody a LED da 3W con temperatura colore uguale alle sottostanti e fa da coronamento al cammino della luce partita dalla base della torre.

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5.6. Immagine della Torre medievale illuminata e visualizzazione 3D dei falsi colori 7.8. Immagine della Fontana Romana illuminata e visualizzazione 3D dei falsi colori

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La Fontana Romana Lungo la via Appia provenendo da Roma, in località San Remigio, dove cadeva la pietra miliare LXXXVIII si notano i resti di un’antica fontana risalente al I sec. d.C. Era una fontana pubblica e un abbeveratoio monumentale di tipo parietale. La struttura del complesso è costituita da un muro di fondo in pietra calcarea locale, lungo circa 20 metri e alto circa 3, rifinito, lungo la parte superiore ed inferiore da due eleganti cornici. La vasca è formata da 5 lastroni di pietra poggianti su un basamento che funge anche da gradino ed è chiusa lateralmente da pareti di blocchi tenuti insieme da staffe metalliche. L’acqua sgorgava da due fistule bronzee al centro di due bassorilievi posti ai lati dell’invaso. Quello di sinistra, quasi scomparso, è di difficile individuazione, mentre l’altro, antropomorfo, ha occhi grandi ed allungati e una bocca dalla quale

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sporge un tratto della fistula bronzea, da cui defluiva l’acqua. Il progetto riqualificante della luce si basa su due proiettori Woody a scarica con temperatura colore calda, che da terra, drammatizzano l’immagine e forniscono una velata illuminazione del muro di fondo. In questo contesto luminoso riprende dignità la vasca di raccolta dell’acqua, messa in evidenza da due proiettori iPro a LED da 9W con ottica ellittica ed una temperatura colore più “fredda” per evidenziare al massimo la matericità della pietra che compone l’oggetto. A ricordare la funzione storica del complesso, un incasso Linealuce, nascosto e posizionato al centro della vasca, illumina in radenza la parte centrale del muro di fondo, simulando la presenza di una superficie riflettente all’interno dell’invaso.

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La Fondazione Abreu De Grancher

Progetti

Committente Cité Internationale Universitaire de Paris Progetto architettonico originario Albert Laprade

Parigi, Francia

Progetto architettonico e ristrutturazione Eddy Vahanian

La Fondazione Rosa Abreu de Grancher è stata inaugurata nel 1933 per ospitare gli studenti cubani a Parigi. È dedicata a Rosa Abreu, di origine cubana, e a suo marito, il professore francese Jacques-Joseph Grancher, che lavorò con Louis Pasteur per ottenere il vaccino per la rabbia. L’atto di donazione della famiglia Abreu è stato firmato nel 1929 e successivamente integrato dalla partecipazione della Fondazione Nazionale, Cité Internationale Universitaire de Paris, che ha aumentato il numero di stanze. L’edificio è opera dell’architetto Albert Laprade, futuro creatore del Museo delle Arti di Africa e Oceania a Parigi. È stato ispirato dalla Cattedrale dell’Avana e costruito secondo un elegante stile

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BET Scoping

Partners Assistance iGuzzini illuminazione France

Interventi artistici (Plasticienne) E. Lukasiewicz

Foto: Didier Boy de la Tour 1. Esterno della sede della Fondazione 2. Il pozzo di luce creato dalle scale che salgono ai piani 3. Uno degli ambienti comuni

Impresa generale Bateg

coloniale spagnolo. Nel 2007, la Cité Internationale ha firmato con gli Ospedali di assistenza pubblici di Parigi (AP-HP), un accordo di partnership: l’AP-HP ha a disposizione 150 camere o appartamenti per ospitare i professionisti stranieri in formazione. La iGuzzini ha partecipato a questa prima, profonda, ristrutturazione dell’edificio «retro-futurista» di Albert Laprade con ambiziosi obbiettivi pur se in un contesto finanziario poco flessibile: rimozione dell’amianto da tutto l’edificio, livello elevato di confort sanitario, messa a norma e conservazione di un ricco contesto storico e dell’identità architettonica del luogo. La luce naturale e l’illuminazione artificiale sono

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state componenti essenziali della nuova identità del luogo. I nuovi apparecchi di illuminazione dalla forma contemporanea, caratterizzano l’aria di modernità che attraversa questo luogo, come i Glim Cube posizionati nell’emblematico pozzo di luce dei piani, o come le sospensioni Gem della hall e nel grande salone. Anche negli spazi privati viene data la stessa attenzione alla luce, restituendo materia e tinte in armonia con le destinazioni originali dei locali. All’esterno, la facciata principale d’ingresso, è sottolineata da apparecchi discreti che valorizzano i punti di forza, il colonnato e il frontone, con MiniWoody, iPro LED e uno Yota.

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Progetti

Un segno di luce colorata nel paesaggio di Chaumont Chaumont, Francia

Committente Città di Chaumont Progetto illuminotecnico Jean-François Touchard Installazione Cofely Inéo GDF Suez (Agenzia Vendeuvre)

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Il viadotto di Chaumont, situato nel dipartimento francese Haute-Marne, si trova a strapiombo sulla Vallée de la Suize. Le sue dimensioni (654 metri di lunghezza e 50 archi, alcuni dei quali raggiungono un’altezza di 50 metri) lo rendono una delle opere d’architettura europee più notevoli della metà del XIX secolo; era quindi indispensabile illuminarlo per esaltarne la grandiosità. Costruito in soli 15 mesi tra il 1855 e il 1856, il viadotto fu edificato per permettere alla ferrovia di raggiungere la parte alta della città. Parzialmente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruito nel 1945. Da allora il viadotto è stato utilizzato solamente per il trasporto ferroviario: gli abitanti della città non erano soliti passeggiarvi sopra anche perché, di notte, era immerso nel buio.

Si è dovuta attendere la partnership tra la città di Chaumont e Inéo GDF-Suez, su richiesta del sindaco Luc Chatel, perché il viadotto, non più usato soltanto per il traffico ferroviario, si dotasse di un’illuminazione a misura della sua grandezza. “Di giorno, il viadotto è illuminato in modo uniforme. Di notte, al contrario, la luce viene dal viadotto. Essa disegna il viadotto in negativo e ne valorizza la struttura”, spiega il progettista illuminotecnico Jean-François Touchard. Oggi più di 400 apparecchi LED illuminano questa opera. Gli archi sono valorizzati da MaxyWoody LED. Al primo piano, il camminamento per i pedoni è contrassegnato da luci sapientemente orchestrate con sistemi di gestione e con dei Linealuce LED. La luce dinamica RGB scandisce la settimana: ogni giorno ha il suo colore.

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Partners Assistance iGuzzini illuminazione France

Foto: Didier Boy De La Tour, Richard Pelletier-Mairie de Chaumont 1.2. Il viadotto e il suo inserimento nel paesaggio diurno e notturno 3.4.5.6. Vari effetti colorati ottenuti

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Ogni 15 minuti, il colore del giorno successivo si mescola con il colore del giorno. Il week-end, tutti i colori della settimana si uniscono tra loro creando un tunnel di colori dinamici. Il secondo piano, riservato alla ferrovia, è illuminato sempre di blu da proiettori iPro LED. Gli archi, infine, sono illuminati dal basso verso l’alto con un Maxiwoody LED, ogni arco è valorizzato in modo diverso. L’intensità della luce varia a seconda del punto in cui ci si trova, il che crea un lieve movimento, accentua la leggerezza e fa sì che il viadotto non venga mai percepito allo stesso modo a seconda della posizione da cui lo si guarda. Infine, alcuni Platea rinforzano le strutture del viadotto a strapiombo sulla strada statale. Grazie alla tecnologia LED la soluzione scelta è estremamente economica: per tutta l’opera vengono consumati soltanto 18 Kw/h.

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Progetti

Il Tribunale del lavoro e del commercio

Cliente Régie des bâtiments Progetto architettonico DETP scprl J. Depelsenaire, Hernalsteens & Mousse architectes

Charleroi, Belgio

L’area dedicata al Palazzo di Giustizia di Charleroi (che comprende il Tribunale del lavoro e del commercio, il Tribunale di prima istanza e la sede per il giudice di pace) aveva bisogno di nuovi spazi per uffici e di sale di udienza supplementari dopo il raggruppamento e l’estensione di alcune giurisdizioni. Per ospitare il Tribunale del lavoro e del commercio, si è deciso di riabilitare il vecchio Institut National du Verre adiacente al Palazzo di giustizia: due edifici realizzati negli anni ‘60 dall’architetto di Charleroi Jacques Depelsenaire e allo stesso, deceduto poche settimane prima della fine del cantiere, ci si è rivolti per questa operazione di ristrutturazione. Il dialogo interno/esterno suggerito dalla duplice pelle vetrata delle facciate

è confermato sin dall’ingresso dell’edificio da un lungo muro di collegamento illuminato con dei Ledplus. Il visitatore arriva nella sala d’attesa allestita nel volume dell’ex museo del vetro, dove si aprono grandi vetrate sul parco comunale che illuminano notevolmente lo spazio. La volumetria particolare del luogo è messa in risalto dall’uso di applique iRoll in cima alle colonne e tra le travi del soffitto. Le sale di udienza sono pervase da una profonda serenità grazie al loro grande volume e alla luce zenitale naturale che entra da aperture laterali, integrata dall’illuminazione artificiale fornita da apparecchi ad incasso Sistema Easy e dalle applique iRoll.

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Partners Assistance iGuzzini illuminazione Benelux

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Foto: Novilys - Philippe Piraux 1. Esterno con la grande vasca 2. Uno dei corridoi che si affacciano sul parco 3. Una delle aule per le udienze

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Diverse file di applique i24 assicurano un’illuminazione indiretta che crea un’atmosfera tranquillizzante per l’auditorium da 135 posti. Secondo la volontà dei responsabili locali della Magistratura, che desideravano trasmettere l’idea di una Giustizia aperta e collegata alla società, l’edificio è circondato da un parco pubblico, collegato ai passaggi pedonali della città, che permette la massima visibilità sul cortile interno dell’antico Palazzo. Il parcheggio è stato posizionato ad un livello inferiore rispetto all’ingresso per limitarne la visibilità. Questa disposizione ha creato un dislivello di 3,60 m per cui era necessaria una protezione contro le cadute. Per non rompere la vista verso il cortile interno con un semplice parapetto, è stata allestita una grande vasca

a straripamento. Questo piano d’acqua, senza limite su due lati, forma uno specchio che riflette la facciata dell’edificio principale. È anche un elemento di tranquillità all’uscita del Palazzo, completato da una lunghissima panca sospesa che porta all’ingresso principale, abbellito a sua volta da un portale in acciaio Corten che riprende la trama delle travi interne della sala d’attesa e il materiale usato per i pignoni. La struttura è enfatizzata dall’illuminazione data da incassi Light Up Professional LED e da Delphi LED. La sporgenza del tetto che corre tutto attorno all’edificio è alleggerita da incassi Linealuce nel corridoio esterno. La sua funzione è quella di ridefinire, alleggerire e aggiungere profondità all’edificio.

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Un nuovo progetto urbanistico per la zona Sud di Alicante

Progetti

Alicante, Spagna

L’accesso sud alla città di Alicante è stato storicamente condizionato dall’esistenza di diverse infrastrutture viarie e portuarie e da una serie di strade a grande intensità di traffico, impedendo un rapporto tra la città e la sua zona marittima che nel corso degli anni si è andata trasformando in uno dei principali spazi di ozio della città, mancando tuttavia di un’urbanizzazione adeguata e dei servizi urbani appropriati a questo tipo di spazi pubblici. Il progetto si sviluppa come risultato dell’impegno di vari enti pubblici e privati, in particolar modo della Consellería de Infraestructuras, quale ente incaricato dello sviluppo delle

Promotore Conselleria d’Infraestructuras i Transport Direcció General de Ports, Aeroports i Costes Progetto architettonico Emilio Vicedo Ortiz Manuel Lillo Navarro

infrastrutture viarie della Comunità Valenciana, in collaborazione con il Comune, il Porto di Alicante e l’ADIF. La superficie totale oggetto di questo progetto è di 72.500 mq. L’obbiettivo principale era un nuovo sviluppo viario su ruote e pedonale, lo sviluppo degli spazi verdi e ludici ed anche il miglioramento dell’immagine urbana dell’accesso sud alla città. Il secondo obbiettivo consisteva nel miglioramento dei servizi urbani, nel drenaggio delle acque pluviali e nella dotazione di un nuovo sistema di illuminazione e di arredamento urbano. Le linee guida generali miravano all’ampliamento degli spazi pubblici, delle piste pedonali e delle

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Ingegneri civili Mauricio Úbeda Müller José Carlos Sandoval Soriano Paesaggista José Luis Romeu Lamaignere

Foto: Zigzag Fotodisseny 1. Una delle aree d’intervento 2. Immagine diurna 3.4. Atmosfera piacevole ed accogliente dopo la risistemazione urbanistica

Partners Assistance iGuzzini illuminazione Iberica

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aree verdi mediante lo spostamento e il ridimensionamento della rete stradale. In secondo luogo, il tracciato delle piste pedonali e ciclabili è stato realizzato per ottenere una continuità con le vie preesistenti, collegando tra loro la maggioranza di strade e viali, creando in questo modo una serie di nuovi percorsi connessi alle zone di ozio e riposo, ai parchi infantili, alle zone alberate. Gli apparecchi utilizzati sono iRoad, Delo, Multiwoody, che utilizzano lampade ad alogenuri metallici con temperatura colori di 3000 K per produrre un illuminamento medio sulla carreggiata di 25-30 lux.

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Progetti

Florence Hummerston Reserve

Cliente Città di Perth Designer City Design Progettista illuminotecnico Wood & Grieve Engineers Pty Ltd

Perth, Australia

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Florence Hummerston Reserve, ubicata all’angolo di St Georges Terrace & Mount Street, è stata oggetto di consistenti interventi migliorativi che le hanno conferito un nuovo slancio vitale. Questo parco di piccole dimensioni, ma molto apprezzato, sito all’estremità occidentale della città presenta ora alcune interessanti novità, in termini di sedute, decori, aiuole da giardino, sentieri ed illuminazione. Wood & Grieve Engineers, con il supporto applicativo di Mondoluce, hanno presentato un progetto di illuminotecnica che si inserisce perfettamente nell’ambiente naturale della riserva.

Gli incassi Ledplus sono stati utilizzati sulle scale che portano alle aree di seduta che sono illuminate anche dai prodotti iGuzzini Flaminia su palo. Gli apparecchi per l’illuminazione esterna Euclide contribuiscono a realizzare una piacevole sorgente luminosa a basso abbagliamento lungo i nuovi sentieri e le aiuole. Mentre degli incassi Light Up Walk Professional conferiscono il giusto risalto all’affascinante area di fontane e sculture all’interno della riserva. Nel complesso, ne risulta uno spazio speciale, veramente accogliente, in grado di ospitare un gran numero di persone desiderose di vivere questa oasi urbana.

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Partners Assistance Mondoluce WA

Foto: Ron Tan 1. Il parco nel contesto urbanistico 2. Una delle zone del parco

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Progetti

Holmes Place Spa

Committente Holmes Place Europe Progetto architettonico ed illuminotecnico Studio di architettura Höger

Berlino, Germania

Progetto preliminare architettura ORMS Architects con studio di architettura Höger

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Un mix armonico di wellness, spa e fitness tradizionale attende gli ospiti del nuovo Holmes Place Spa ubicato a Berlino, in Potsdamer Platz. Il piacevole quadro d’insieme è influenzato in modo determinante dalla formula architettonica e dalla soluzione illuminotecnica adottata. Su una superficie di 4.500 metri quadri, si possono svolgere attività fitness tradizionali, in ampi spazi dedicati al training.

Oltre ad un ricco programma di corsi, il club offre una Holistic Room per lo yoga e la meditazione, una zona molto elegante destinata alla sauna e al bagno turco nonché una piscina e cabine per i trattamenti di bellezza. L’architettura aveva il compito di soddisfare le diverse funzioni dei locali e le aspettative dei clienti, oltre a creare un’atmosfera in grado di armonizzare i vari spazi.

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Interior design Studio di architettura Höger con ORMS Architects e CREATIVS

Foto: Yashoda / Holmes Place 1.2. Zona spa con l’illuminazione molto soft 3. Sala per lo spinning

Partners Assistance iGuzzini illuminazione Deuschtland

Una sfida importante, visto che l’Holmes Place Spa offre attività estremamente diversificate tra loro come il fitness, dove è richiesta un’illuminazione intensa per la palestra o la sala spinning, e la spa dove per rilassarsi è indicata una luce molto discreta. La soluzione consiste in una regia illuminotecnica caratterizzata da un’illuminazione estremamente riservata che fa risaltare l’architettura e l’atmosfera. Ove possibile sono stati utilizzati incassi che non sporgono dal soffitto in modo tale da creare una disposizione degli apparecchi sobria e ordinata. Il sistema Easy fluorescente è stato utilizzato nella zona dei trattamenti estetici e nella zona delle cabine doccia. In particolare nella zona wellness, dove l’estetica è dominata da superfici scure, la luce è stata ridotta al minimo a favore di un’atmosfera rassicurante e rilassante. Mentre nell’ampia lounge al piano superiore, l’illuminazione indiretta contribuisce al benessere totale dei visitatori con perimetri luminosi creati da gole nei controsoffitti in cui sono posizionate delle reglette fluorescenti, nello Studio Olistico, invece, l’illuminazione generale è fornita da Reflex Professional Wall Washer a cui si integrano Deep Laser Frame LED per creare ambientazioni diverse. Nella zona spinning invece l’intensità luminosa maggiore è fornita da iN60 a plafone.

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Il Centro Ovale Chiasso

Progetti

Committente Centro Ovale 2 Progetto architettonico Elio Ostinelli Progettista Elettroconsulenze Solcà SA

Chiasso, Svizzera

Il Centro Ovale Chiasso è un centro commerciale dal design innovativo situato a Chiasso. ll centro commerciale ha aperto nel settembre del 2011 e ospita 34 tra negozi e ristoranti. L’illuminazione sia interna che esterna è stata realizzata dalla iGuzzini che ha risposto appieno alla volontà del committente di avere un fornitore unico per tutto il progetto. L’azienda è stata scelta anche per la capacità e la possibilità di produrre dei prodotti speciali, appositi, per le esigenze di questo edificio in particolare.

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Installazione Alpiq InTec Ticino SA Partners Assistance iGuzzini illuminazione Schweiz

Foto: Paolo Carlini 1. Aspetto diurno del Centro Ovale 2. Uno scorcio degli interni 3. Il Centro Ovale con le aperture illuminate dagli iSign

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In questo caso il prodotto speciale raffigura degli “oblò” in diverse grandezze per l’illuminazione generale interna. In tutte le 32 entrate sono stati installati degli iSign RGB per creare degli effetti colorati attirando l’interesse dei visitatori. Nei corridoi servizi, nell’ultimo piano come anche in tutti i bar e ristoranti sono stati utilizzati gli incassi Deep Laser LED che grazie alla sorgente arretrata offrono un notevole comfort visivo. Negli esterni sono stati installati dei Leplus tutto vetro LED. La forma rotonda corrisponde alla silhouette del centro Ovale Chiasso.

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Progetti

La Heron Tower

Committente Heron International Main contractor Skanska Progetto architettonico Kohn Pedersen Fox

Londra, Regno Unito

La Heron Tower è al momento, con i suoi 230 metri di altezza, il terzo edificio più alto di Londra, dopo lo Shard di Renzo Piano e lo One Canada Square a Canary Wharf. La Torre è proprietà della Heron Property Corporation ed è stata progettata dallo studio d’architettura Kohn Pedersen Fox. La sua costruzione vista la vicinanza alla Cattedrale di Saint Paul ha suscitato diverse perplessità fra i Londinesi e la ferma opposizione dell’English Heritage. A differenza della precedente generazione di edifici alti nella City le cui forme monolitiche non dialogano con il contesto urbano, Heron Tower è una struttura trasparente e articolata e risponde alle crescenti preoccupazioni della città connesse con la costruzione, l’esercizio e la manutenzione del’edificio attraverso l’integrazione di tecnologie innovative per promuovere la responsabilità ambientale: utilizza pannelli fotovoltaici e ha ricevuto il grado di eccellente secondo lo standard BREEAM. Questi elementi hanno portato all’accettazione dell’edificio da parte dei londinesi. La stessa suggestiva illuminazione esterna notturna è ottenuta con Glimcube blue, apparecchi a LED con un consumo energetico minimale: l’illuminazione dell’intera torre assorbe circa 2 KW.

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Lighting Design Illuminating Concept Ingegneria strutturale Arup

Foto: James Newton Photographs 1.2. La torre nel contesto urbanistico

Partners Assistance iGuzzini illuminazione UK

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Progetti

La stazione di Paddington

Cliente Network Rail Architetto Oxford Architects M&E Consultant WSP

Londra, Regno Unito

Nell’ambito della riqualificazione della stazione di Paddington, la quarta arcata è stato il primo settore dell’intera struttura ad essere sottoposto ad interventi migliorativi di ampia portata. La stazione è uno dei terminal principali della capitale londinese ed è stata costruita nel 1916 come espansione della stazione originaria progettata da Isambard Kingdom Brunel.

Il luogo assume una forte valenza storica facendo parte della Great Western Railway e funge da stazione principale della capitale dal 1838. La stazione è stata ampliata in modo sostanziale nel periodo 1906-1915 quando è stata aggiunta la quarta arcata. La ristrutturazione è stata effettuata con grande cura ed ha compreso la riparazione e il restauro dell’originale copertura

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Impresa esecutrice Morgan Sindall Progettista illuminotecnico GIA Equation

Foto: James Newton Photographs 1. La grande copertura vetrata 2. Particolare delle arcate

Partners Assistance iGuzzini illuminazione UK

in vetro di epoca edoardiana, in modo tale che la zona fra i binari 9 e 12, compreso, possano continuare a beneficiare della luce naturale. Operando in collaborazione con Oxford Architects, WSP, Morgan Sindall e GIA Equation, il ruolo della iGuzzini è stato quello di individuare la soluzione tecnica più efficace. Tradizionalmente, per illuminare strutture di questo tipo si sarebbero utilizzati proiettori con lampade a scarica HID Questi metodi tradizionali consumano molta energia e richiedono interventi di manutenzione a intervalli regolari, con le difficoltà immaginabili quando si opera su strutture molto grandi. iGuzzini ha quindi proposto una soluzione basata su apparecchi a LED che abbatte la necessità di manutenzione costante oltre ad abbassare notevolmente il consumo di energia elettrica. Sono stati utilizzati proiettori Woody con LED a luce bianca calda per esaltare il colore dei pannelli a soffitto finiti, oltre a migliorare l’illuminazione generale e porre in risalto i particolari del soffitto e della struttura edoardiana.

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Progetti

Linton and Kay Galleries

Committente Gary Kay & Linton Partington Costruttore Brookfield Multiplex

Perth, Australia

Progetto architettonico ed illuminotecnico MATA Design Studio

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La nuova sede della Galleria Linton and Kay si inserisce nella cornice di uno degli edifici storici più rappresentativi,dal punto di vista architettonico, della città di Perth: il Perth Technical College. La scelta di questa location ha comportato la necessità di adeguarsi agli elementi esterni di un complesso che fa parte del patrimonio urbano. Inoltre, una galleria d’arte ad alto profilo, ha delle specificità funzionali che sono studiate in modo particolare. L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale e deve soddisfare anche la più piccola esigenza del cliente in termini di resa del colore, flessibilità, durata, risparmio energetico ed estetica. A tale scopo sono stati scelti i proiettori Primopiano particolarmente adatti a contesti culturali, dove la luce deve enfatizzare la qualità delle opere esposte.

Era la prima volta che in Australia venivano utilizzati apparecchi luminosi ed architettonici di questo tipo. I LED, compatti e di nuova generazione, combinano l’efficienza ad un basso consumo energetico. Il proiettore Primopiano si è rivelato la soluzione perfetta per un progetto come la Galleria Linton and Kay, diretta da Gary Kay e Linton Partington, che hanno commentato così: “Abbiamo testato diverse soluzioni di illuminazione museale a LED per la nostra nuova galleria cittadina e abbiamo scoperto che la resa dei proiettori Primopiano di iGuzzini era in assoluto la migliore. Il team di Mondoluce è stato di grande supporto al nostro progetto e ha lavorato a stretto contatto con noi e con MATA Design per individuare la soluzione illuminotecnica ideale.”

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Engineering ATA Engineering Progettazione ed installazione elettrica Everett Smith & Co Pty Ltd

Foto: Ron Tan 1.2. L’allestimento della galleria

Partners Assistance Mondoluce WA

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Progetti

Il complesso sportivo YMCA a Montréal

Cliente YMCA Progetto architettonico Daoust Lestage Lighting Designer Eclairage Public - Gilles Arpin

Montréal, Canada

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Situato all’angolo di un viale importante e una strada residenziale di una zona a nord di Montreal, Cartierville Y Centro si presenta come un padiglione splendente attraverso uno schermo di vegetazione. L’edificio è diviso in due volumi di due e tre piani ciascuno che formano una continuità con i quartieri residenziali circostanti a nord e a sud del sito. Grazie alla trasparenza generosa degli spazi, sia verso l’interno che verso l’esterno, il Centro Y conferma una reale volontà di apertura nei confronti della sua comunità e proprio questa trasparenza è stato il punto di partenza per l’elaborazione del progetto illuminotecnico da parte di Eclairage Public.

Gilles Arpin dichiara infatti: “Il nostro approccio per illuminazione generale ci ha portato all’uso di sorgenti lineari in tutte le aree comuni dell’edificio per far percepire al massimo il volume della costruzione e per avere il livello desiderato di illuminazione. Abbiamo usato iSign per la sua particolare emissione della luce e per la sua forma che porta un tocco giocoso al sito. Nei locali comuni e negli uffici abbiamo invece utilizzato l’apparecchio Libra a sospensione. All’esterno dei bollard guidano gli utenti verso gli ingressi accentuati con una sottile lama di luce”.

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Foto: Marc Cramer

Partners Assistance iGuzzini Lighting North America

1. Aspetto notturno dell’edificio 2.3. Gli ambienti interni permeati dall’illuminazione naturale

YMCA (Young Men’s Christian Association) è una organizzazione cristiana ecumenica che mira a fornire supporto ai giovani e alle loro attività. Ogni YMCA regionale gestisce il proprio personale e le proprie finanze. In molte regioni, attualmente, le YMCA locali sono quasi soltanto una comunità di centri sportivi, con poco a che fare con le origini religiose.

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Progetti

Le sale blu dei Pittori Stranieri negli spazi dei Nuovi Uffizi

Committente Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Firenze (con esclusione della città, per le competenze sul patrimonio storico, artistico ed Etnoantropologico), Pistoia e Prato

Firenze, Italia

Dal dicembre 2011 sono aperte al pubblico le Sale dei Pittori Stranieri negli spazi dei Nuovi Uffizi. In questi vani di dimensioni domestiche – “gabinetti” per opere di piccolo formato, come un tempo usavano – sono esposte opere di pittori stranieri dal Cinquecento al Settecento: spagnoli, francesi, fiamminghi e olandesi. L’allestimento è all’insegna di una rottura con la tradizione vasariana del bianco e grigio, dell’intonaco alternato alla pietra serena. Mura dipinte di blu, dunque, un colore “vibrante, anzi acceso; quello che più sembra confacente, per motivi culturali e di gusto, alle opere per cui quelle sale sono state pensate”, afferma il curatore dei lavori Adolfo Natalini, in totale accordo con la volontà del direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali. Durante questa prima tranche dei lavori per i Nuovi Uffizi si sono completati i nuovi apparati impiantistici per il trattamento dell’aria, la climatizzazione, l’antincendio, l’antintrusione, l’illuminazione. La iGuzzini ha contribuito in qualità di sponsor tecnico all’illuminazione generale degli ambienti con apparecchi Action integrati da proiettori Lumen per creare effetti di luce d’accento. Le sale sono raggiungibili dalla Galleria scendendo per la Scala di ponente, una delle opere più impegnative fin qui concluse perché realizzata all’interno di una piccola corte di servizio pesantemente alterata nel corso del Novecento; la scala inoltre ora è la nuova via di esodo indispensabile per far fronte all’aumento del numero dei visitatori.

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Progetto S.IN.TER. Spa - Alessandro Chimenti, Alessandro Moroni

Foto: Mario Ciampi 1.2. I nuovi ambienti con l’innovativa scelta del colore blu

Progettazione Scala di Ponente Adolfo Natalini Sponsor tecnico iGuzzini illuminazione

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I negozi Ravissant

Progetti

Cliente Ravissant Progetto architettonico ed Interior design Joseph Fluck

Mumbai, India

Partners Assistance LSI Systems (I) Pvt.. Ltd

Ravissant a Mumbai è una delle principali catene di vendita al dettaglio per l’artigianato e la gioielleria indiani di fascia alta. La catena ha diversi showroom in diverse città in India. Recentemente sono stati ristrutturati 4 showroom già esistenti a Mumbai. L’interior design dei negozi è stato progettato dall’architetto tedesco Joseph Fluck il quale con la consulenza di LSI Systems (I) Pvt. ha utilizzato apparecchi d’ illuminazione iGuzzini. Nei negozi di Mumbai, Kemps Corner e New India Center sono stati utilizzati incassi per disegnare quasi delle costellazioni sui soffitti, mentre per le vetrine sono stati utilizzati proiettori Trimmer montati su binario.

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Foto: Archivio iGuzzini 1.2. Kemps Corner 3. New India Center

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Progetti

Piazza del Duomo torna a vivere anche di notte Firenze, Italia

Promotore Camera di Commercio di Firenze Patrocinio Soprintendenza Comune di Firenze, Opera del Duomo Progettazione illuminotecnica Illum Srl

I lavori di riqualificazione dell’illuminazione di Piazza Duomo e Piazza San Giovanni a Firenze sono stati realizzati grazie all’iniziativa e al sostegno della Camera di Commercio di Firenze, promotrice di un progetto per migliorare la vivibilità del centro storico – artistico di Firenze. La iGuzzini ha contribuito mettendo a disposizione le soluzioni tecniche più adatte a raggiungere gli obbiettivi che promotore e progettisti si erano prefissi. Diverse le sfide alla base del progetto e che iGuzzini ha dovuto gestire dopo una severa verifica comparativa delle prestazioni dei propri apparecchi: dall’innalzamento dei livelli d’illuminamento alla maggiore omogeneità nella illuminazione delle vaste superfici del Duomo; dalla migliore resa dei colori all’ultima, ma non meno vincolante, richiesta di non aggiungere nuovi punti di installazione, adottando quindi quelli già esistenti, sostituendo gli apparecchi. Per sottolineare le magnifiche facciate delle architetture fiorentine del Duomo, del Campanile e del Battistero, sono stati scelti i proiettori Maxiwoody, mentre per le piazze e le zone pedonali, si sono adottate delle applique Delphi con lampade a risparmio energetico. Il progetto ha visto coinvolti Soprintendenza, Camera di Commercio e Comune di Firenze, Silfi, Opera del Duomo, Illum Srl per la progettazione illuminotecnica e Tecnoengineering Srl per la progettazione elettrica.

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Progettazione elettrica Tecnoengineering Srl Gestione impianti Silfi

Foto: Gabriele Mannelli 1. Piazza del Duomo vissuta 2. La nuova illuminazione del Duomo 3. La situazione precedente

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Progetti

Piazza del Duomo torna a vivere anche di notte

4.5. La nuova illuminazione assicura sicurezza e piacevolezza

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1. ??????????? 2. ????????????????????

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Progetti

Il quartier generale ThyssenKrupp

Cliente ThyssenKrupp Real Estate GmbH Progetto architettonico ARGE Architetti TKQ Studio di architettura JSWD Chaix & Morel et Associés

Essen, Germania

Presso la sede storica ubicata nella cintura Krupp di Essen, il gruppo ThyssenKrupp ha realizzato il nuovo quartier generale. Esso riunisce gli uffici amministrativi che in precedenza erano distribuiti in sedi diverse e diventerà il centro nevralgico del gruppo. L’architettura del quartiere si ispira all’idea di un campus: nessun elemento solitario svetta, ma si tratta di una struttura piana e flessibile realizzata sulla base di un progetto comune di ARGE Architetti TKQ, studio di architettura JSWD e Chaix & Morel et Associés. I singoli edifici sono inseriti in un’ area verde con prati ed alberi. Uniti tra loro da brevi sentieri e piazzette, gli edifici fiancheggiano un corso d’acqua centrale. Il motivo che accomuna tutti gli edifici del campus è il principio della sovrapposizione di scorza e nucleo. Tessuti metallici, lamiere perforate, lamelle frangisole e lamiere lisce colorate di grande formato definiscono numerose superfici degli edifici. A tratti si osserva una sovrapposizione di facciate in vetro. La luce diurna mutevole apporta varietà in questo mix di strati trasparenti, solidi e discontinui.

Un concetto di illuminazione attentamente progettato dallo studio di illuminotecnica Licht Kunst Licht, garantisce che queste scelte architettoniche funzionino anche durante le ore serali e notturne. Il fascino di quest’area deriva, in gran parte, dall’illuminazione interna degli edifici che filtra all’esterno e da una soluzione scenografica adottata per la zona esterna. Il corso d’acqua centrale del quartier generale di ThyssenKrupp assume un ruolo di rilievo nell’ambito dell’illuminazione degli impianti esterni. Di notte l’edificio principale Q1 si riflette sul laghetto e gli stessi riflessi del lago verso la facciata dell’edificio creano volumi e profondità sempre mutevoli. Un’attenta selezione degli apparecchi da illuminazione nella zona esterna consente di non compromettere l’estetica degli edifici, evitando fastidiosi riflessi e punti luminosi intrusivi. Lungo i due sentieri principali, uno ampio, pedonale, sul lato sinistro del laghetto e la “Allee der Welten“ sul lato destro con 15 tipi di alberi provenienti dai cinque continenti, si utilizzano apparecchi Delphi, con doppio vano ottico e con ottime proprietà antiabbagliamento.

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Progetto illuminotecnico Licht Kunst Licht Installazione degli impianti elettrici August Neugebauer GmbH & Co.KG Partners Assistance iGuzzini illuminazione Deutschland

Foto: Christian Richters, Lukas Roth 1. L’edificio principale fronteggia le grandi vasche illuminate dagli apparecchi Delphi 2. Aspetto diurno 3. La Allee der Welten

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Grazie ad un’ottica orientabile appositamente sviluppata, gli apparecchi possono essere orientati in modo flessibile in entrambe le direzioni. I progettisti hanno optato per un’illuminazione teatrale con ben marcati contrasti chiaro/scuro. Le strade con traffico veicolare sono illuminate a norma di legge da apparecchi Delphi con ottica stradale. Questo progetto è stato premiato nel 2012 come miglior progetto per l’illuminazione stradale per il premio “Der Deutsche Licht Design – Preis”.

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Progetti

Una nuova sala BioCity a Næstved

Cliente Nordisk Bio Contractor KPC Interior designer Confect

Næstved, Danimarca

Nordisk Film, azienda del Gruppo Egmont, è leader nel Nord Europa nel settore dello sviluppo, della produzione e della distribuzione di contenuti creativi di film e giochi elettronici. Detiene i diritti di distribuzione per il Nord Europa di Sony PlayStation e possiede sale cinematografiche in Danimarca e Norvegia. E, cosa ancora più importante, gli stabilimenti di produzione e post-produzione Nordisk Film vengono utilizzati da numerose compagnie cinematografiche nordeuropee. L’ultimo impianto che è entrato a far parte della schiera di cinema Biocity è BioCity, uno sfavillante multisala contraddistinto da un eccellente

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impianto audio digitale e da una proiezione digitale nitidissima. Un cinema in cui l’illuminazione ad alta efficienza energetica crea un’atmosfera emozionante, senza compromettere la riproduzione del colore. Una soluzione pressoché esente da manutenzione. L’ambientazione particolare ha inizio ancor prima di entrare nel cinema: la facciata in calcestruzzo è decorata da effetti luminosi simili a delle stelline ottenute con una speciale versione dell’apparecchio Glim Cube. La spazio antistante l’ingresso della sala è illuminato da proiettori Maxiwoody RGB su palo che creano degli effetti di luce colorata e variabile.

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Installazione Alpha Electric Partners Assistance iGuzzini illuminazione Danmark

Foto: Ole Ziegler 1.2. Gli esterni per i quali sono stati creati gli effetti luminosi con i Glim Cube e la luce colorata dei Woody 3. La sala vera e propria 4. Uno degli ambienti per l’attesa

La facciata in vetro è illuminata da Le Perroquet a sospensione. Entrando nella hall si è accolti dal logo gigante di Nordisk Film e da tantissime immagini di vecchi film, che sono disposte anche lungo i corridoi illuminati da Deep Laser e Pixel Plus. All’interno del cinema, si è prestata particolare attenzione a creare un’atmosfera accogliente; per questo motivo si è optato per colori caldi e per apparecchi a parete che conferissero una illuminazione diffusa ed avvolgente. Sul grande schermo è stata utilizzata la tecnica grazing (luce direzionale ad angolo acuto che enfatizza la tessitura. Le sorgenti di luce grazing devono essere vicine alla superficie) per dare un effetto di calore.

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Progetti

Una nuova illuminazione pubblica per Leicester Square Londra, Regno Unito

Cliente Westminster Council Landscape Design Burns & Nice Progettazione illuminotecnica Burns & Nice Arup Lighting Hyder Consulting

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Lo studio e la realizzazione di una nuova illuminazione per Leicester Square ha fatto parte di un generale progetto di rivalutazione della zona. In modo particolare il progetto illuminotecnico voleva creare un senso di sicurezza per gli utilizzatori dei giardini in orario notturno, illuminare le aree pavimentate dei giardini e la scultura di Shakespeare situata al centro dei giardini, creando una scenografia di luce che non doveva entrare in conflitto con i sistemi di videosorveglianza della polizia che controllano la piazza.

Durante il giorno l’impatto visivo degli apparecchi doveva essere minimo, per questo il numero di pali per l’illuminazione è stato limitato a tre nell’area della rotonda centrale, mentre quattro colonne di illuminazione più piccole, si trovano ognuna agli ingressi dei giardini. Era necessario illuminare da questi punti sia le aree pavimentate, che la fontana, che la scultura che è il punto focale dei giardini. Il sistema di colonne di illuminazione è stato creato su misura utilizzando una serie di proiettori a LED bianchi neutri da 12 W, disposti

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Partners Assistance iGuzzini illuminazione UK

Foto: James Newton Photographs 1.2. La piazza vissuta grazie alla nuova illuminazione

in gruppi dentro il fusto di una colonna di luce. Si è trovata così una soluzione elegante che di giorno ha un aspetto minimalista e non entra in conflitto con lo scenario del giardino, ma di notte soddisfa sia le esigenze funzionali che quelle estetiche. I gruppi di apparecchi sono stati disposti a varie altezze dietro schermi in policarbonato trasparente che permettono alla luce di filtrare e anche di regolare singolarmente ogni gruppo ottico. Per ogni apparecchio sono state disposte unità dimmerabili di controllo dei LED DALI alla base di ogni colonna di illuminazione dietro lo sportello di accesso alla colonna, comandate da un sistema di controllo a distanza che permette di abbassare e potenziare le luci in base alle necessità del cliente finale. Di notte è stato ottenuto un “viale di luce” che illumina la zona pavimentata direzionando i singoli apparecchi all’interno del gruppo verso uno specifico punto a terra. Grazie alle caratteristiche ottiche dei proiettori a LED la luce è stata indirizzata soltanto verso le superfici desiderate, eliminando così quasi del tutto la dispersione di luce sulle zone erbose adiacenti. La luminosità verticale rafforza il senso di sicurezza in quella che si può generalmente definire un’area ben illuminata, senza perdere interesse visivo e definizione sulla scultura. Le colonne di illuminazione più grandi disposte intorno alla statua centrale ospitano un totale di 20 elementi ottici disposti in 4 gruppi. Un gruppo di ogni colonna illumina la fontana e la scultura di Shakespeare. Per un’illuminazione puntuale aggiuntiva sono state usate luci a LED interrate che illuminano le volte di platani, situati lungo il perimetro dei giardini, che di notte contribuiscono a creare uno sfondo.

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Braine L’Alleud illumina due gioielli

Progetti

Braine L’Alleud, Belgio

Cliente Municipio di Braine L’Alleud Direzione progetto Urbanista municipio di Braine L’Alleud Jean-Pierre Forget Progetto illuminotecnico Graine de Lumiere

Già nel 2006 Vincent Scourneau, sindaco del comune belga di Braine L’Alleud, sempre attento a valorizzare il patrimonio del suo Comune, non appena informato delle prestazioni delle nuove sorgenti luminose a LED decide di sfruttare queste ultime e di utilizzarle per i monumenti architettonici del suo paese. La Chiesa di Ophain è il primo monumento ad essere valorizzato dalla luce e ad acquistare durante la notte un aspetto profondamente diverso dal suo aspetto diurno. Grazie all’illuminazione artificiale alcuni dettagli sono evidenziati ed altri nascosti in un gioco di luci e di ombre ludico e coerente. Oltre agli apparecchi Linealuce T16, Light Up e Miniwoody a scarica, cioè con sorgenti luminose tradizionali sono stati utilizzati anche Miniwoody e Woody LED. Il progettista illuminotecnico ha poi scelto di sottolineare con il colore blu i due campanili di ardesia per aggiungere un tocco di magia che si enfatizza ulteriormente durante l’inverno con il paesaggio innevato.

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Partner Assistance iGuzzini illuminazione Benelux

Foto: Didier Boy De la Tour 1.2. La chiesa 3. Il municipio 4. Particolare della facciata

Nel 2011, il Municipio di Braine L’Alleud è il secondo monumento architettonico ad accendersi per attirare l’attenzione su di sé. In questo caso Grain de Lumière® capta il minimo dettaglio e ci restituisce l’aspetto completo dell’edificio in tre sfumature di colore che vanno dal bianco freddo, a terra, fino al bianco caldo dei lucernari, passando per il bianco neutro al centro. Gli apparecchi Linealuce LED illuminano le aree più ampie mentre la gamma Glim Cube è utilizzata per valorizzare il minimo dettaglio architettonico. Lo stesso azzurro della cupola della chiesa colora il balcone del municipio, grazie ai Light Up Light LED. I proiettori MiniWoody LED emergono dai lucernari e vegliano sulla città. Dopo questi due interventi il processo di rinnovamento dell’illuminazione della città continua.

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Progetti

Mostra “Luca Signorelli. De ingegno et spirto pelegrino”

Curatori Fabio De Chirico, Vittoria Garibaldi, Tom Henry, Francesco Federico Mancini

Galleria Nazionale dell’Umbria Perugia, 21/04 -26/08/2012

Organizzazione Civita

Progetto d’allestimento Pro.Rest srl – Dino Sperandio

L’ultima rassegna monografica dedicata a Luca Signorelli, uno degli artisti più importanti del Rinascimento, lungamente attivo in Italia centrale dal 1472 al 1519, risale al lontano 1953 per cui la mostra che si è svolta a Perugia dall’aprile all’agosto 2012 è stata sicuramente un evento tale da attirare l’attenzione anche del New York Times. Più di 100 sono state le opere concesse, di cui 66 del pittore cortonese. Curata da Fabio De Chirico, Vittoria Garibaldi, Tom Henry e Francesco Federico Mancini, la mostra è stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Soprintendenza per i Beni Storici Artici ed Etnoantropologici dell’Umbria), dalla Regione Umbria, dalle Province di Perugia e di Terni, dai Comuni di Perugia, Città di Castello e Orvieto, dalle Diocesi di Perugia, Città di Castello e Orvieto, dall’Opera del Duomo di Orvieto, dalle Fondazioni delle Casse di Risparmio di Perugia, Città di Castello e Orvieto, dalle Camere di Commercio di Perugia e di Terni e dalla dall’Università degli Studi di Perugia. La mostra si è articolata in tre sedi espositive: a Perugia nella Galleria Nazionale dell’Umbria, a Orvieto nel Duomo, nel Museo dell’Opera e nella chiesa dei Santissimi Apostoli, a Città di Castello nella Pinacoteca Comunale. Nella sede della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia è stata illustrata l’intera carriera artistica di Luca Signorelli ad eccezione di alcuni dipinti della maturità presentati nella sede di Città di Castello, dove si è sviluppata una riflessione sulla sua eredità artistica. La mostra si è caratterizzata per un allestimento eco compatibile: al minimalismo delle soluzioni estetiche si è sommata la scelta di materiali riciclabili, vernici biodegradabili, teli fotovoltaici e lampade a LED, i proiettori Primopiano che utilizzano LED ad altissima resa cromatica che permettono una lettura straordinaria delle opere, secondo le parole della stessa curatrice Vittoria Garibaldi. Per assicurare questo risultato si consumano 700 W di energia elettrica, fornita dai due teli fotovoltaici.

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Foto: Luca Petrucci 1.2. L’allestimento a basso impatto energetico

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Progetti

Technogym Village

Cliente Technogym S.p.A. Appaltatore generale Maire Tecnimont S.p.A.

Cesena, Italia

Progettista Antonio Citterio Patricia Viel and Partners

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L’area scelta per l’insediamento del Technogym Village ha il suo punto di forza nella prossimità con l’autostrada A14, casello di Cesena. Grazie al suo lunghissimo affaccio sull’autostrada, lo stabilimento di produzione gode di grande visibilità ed è inoltre agevolata la mobilità dei mezzi della società. Tutta la zona di produzione è illuminata da incassi Light Up 35W a ioduri. Il Technogym Village, che raggruppa l’edificio per uffici, il Wellness Center ed i laboratori del Centro Ricerche e Sviluppo, affaccia sul parco, progettato dallo studio beretta kastner che vi ha integrato anche alcuni aspetti funzionali come la circolazione dei mezzi e la presenza dei parcheggi per gli ospiti.

Gli apparecchi d’illuminazione in questo spazio non dovevano essere invasivi: per questo tutta la parte carrabile è illuminata in modo radente da proiettori iPro a picchetto, corpo piccolo, dotato di visiera per evitare l’abbagliamento. Per gli alberi che sono invece disseminati nel parco si è utilizzata un’illuminazione d’accento ottenuta con Light Up. Sempre all’esterno, sul terrazzo della zona wellness e reception, sono state utilizzate delle Ledstrip sui vasi e degli incassi per ottenere un’illuminazione scenografica. Il nuovo edificio per uffici si sviluppa in parallelo all’edificio industriale per una lunghezza di 200 metri su quattro piani con una superficie complessiva di circa 10.700 mq.

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Gruppo di progettazione Augusto Barichello, Fabrizio Ferranti, Elenora Grassi, Barbara Soro, Andrea Ravogli, Stefan Kastner Consulenti Strutture Redesco Impianti studio R.B.

Paesaggista beretta kastner architetti Strutture in opera Ing. Paolo Buratti

Foto: Studio Senape - Marco Onofri 1. Esterno con l’illuminazione radente della strada 2. La copertura in legno dell’edificio per uffici

Carpenteria in legno Finnforest Merk GmbH

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La distribuzione verticale è garantita da tre blocchi scala, oltre a una colonna di due ascensori separati e ad una scala panoramica. L’ingresso principale avviene attraverso il parco, in prossimità dell’area più rappresentativa, che raccoglie i locali della presidenza e dell’auditorium. Una grande copertura curva in legno lamellare e la facciata continua in legno e vetro rivolta verso il parco arricchiscono l’edificio realizzato per il resto con una struttura molto semplice ed economica mista di elementi prefabbricati in cemento armato e acciaio. La copertura in legno è illuminata da proiettori Woody a scarica da 70 W con schermo wall washer.

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Progetti

Technogym Village

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La iGuzzini all’interno dell’ edificio per uffici ha illuminato tutti gli spazi tranne gli uffici operativi veri e propri. A quota zero sotto il livello del Wellness Center si trova il ristorante –mensa che è illuminato da incassi Pinhole con lampade dicroiche da 20 W, mentre nella zona dei banconi di distribuzione del cibo sono stati utilizzati binari e proiettori Tecnica con lampada alogena integrati da incassi Pixel plus. Nella zona dello sbarco degli ascensori, per le zone di collegamento e per i servizi sono stati utilizzati Deep Minimal da 35W. La scala è l’elemento cardine dell’edificio e per essa è stata studiata una soluzione spettacolare:

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3. La scala, elemento cardine dell’edificio per uffici 4. Il ristorante-mensa

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è essa stessa un apparecchio di illuminazione grazie al Barrisol che ricopre la parte inferiore. Dentro al Barrisol alcune Ledstrip, RGB, creano luce variabile e colorata, nella versione giallo Technogym e bianco a 3000 K che è la temperatura colore utilizzata per l’illuminazione di tutto il complesso. Le Ledstrip sono sistemate nello stesso senso degli scalini per ottenere l’uniformità sulla superficie. Altre Ledstrip sono sistemate in incassi a terra, realizzati in collaborazione con l’azienda che ha realizzato le pareti divisorie in vetro. L’insediamento si completa con il “Wellness Center”, edificio

a pianta ellittica di circa 2.700 mq. immerso nel parco e collegato agli uffici in prossimità dell’ingresso principale. Una palestra e una piscina occupano lo spazio, a due livelli, interamente progettato in legno lamellare e trasparente verso l’esterno del parco. La zona Wellness vera e propria ha un primo livello in cui si trovano la reception illuminata da Frame 70 W ed una zona bar oltre a molti attrezzi, venendo quindi a svolgere il ruolo di show room. Nella palestra utilizzata dai dipendenti, l’illuminazione è affidata a delle sospensioni Composit e Central per l’illuminazione generale.

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Cultura dell’azienda

Light & Building 2012 Francoforte, Germania 15-20 Aprile 2012 Padiglione 3.1 E31

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Per la partecipazione alla Light & Building 2012 la iGuzzini ha rafforzato la collaborazione con lo scenografo Giancarlo Basili con il quale aveva già lavorato per il Padiglione Italiano a Shanghai e per la mostra “Bob e Nico”, sull’avventura umana e artistica di Roberto Benigni e Nicoletta Braschi. L’azienda si è affidata alla sensibilità e allo spessore di uno degli scenografi di riferimento del cinema italiano per creare uno spazio che rappresentasse un “Made in Italy”, fatto di piacere di stare insieme, cultura stratificata, ma anche aperta verso il futuro, anzi in grado di anticiparlo. Questa la descrizione che lo stesso Basili fa del suo progetto. “L’idea per questo spazio espositivo nasce dal rapporto tra creatività e alta tecnologia che distingue il lavoro di iGuzzini:

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Foto: Max Schulz, Archivio iGuzzini 1.2. Lo stand popolato dai visitatori

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attraverso l’uso di immagini tridimensionali e reali ho voluto valorizzare la forza creativa di questa azienda. Simbolo della tecnologia costantemente in movimento, un grande video-pavimento luminoso a led, collocato al centro dello spazio, riproduce in loop delle immagini evocative del paesaggio italiano; emblema dell’arte e della cultura italiana, invece, la riproduzione iperrealistica del celebre affresco del Mantegna, “La camera degli sposi” è sospesa a soffitto. Il dipinto realizzato con una tecnica che riproduce fedelmente l’originale riporta il visitatore al rapporto tra natura e grandi architetture del passato, rapporto costantemente esplorato da iGuzzini. Un plasmawall di 6m x 3m, sulla parete di fondo, proietta una serie di video

che accompagnano alla scoperta dell’universo iGuzzini, dall’idea allo sviluppo del progetto, attraverso i racconti dei protagonisti. Due le grandi gallerie laterali, teatro dei prodotti per interni e per esterni, accompagnate da scenografiche proiezioni che consentono di leggere nel dettaglio ogni aspetto degli apparecchi esposti. Le riprese, realizzate ad hoc, ci descrivono l’oggetto e lo ingrandiscono ma il visitatore ha la possibilità anche di toccare con mano il prodotto, che è posizionato su un tavolo, come un manufatto artistico. Inoltre i visitatori potevano avere una “Lighting Experience” e sperimentare gli effetti luminosi creati dagli apparecchi in un tunnel creato ad hoc.

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Cultura dell’azienda

iGuzzini sponsor di “City of Light- Jyväskylä” 2012

La seconda edizione di “City under Microscope”, organizzata dall’associazione LUCI si è tenuta a Jyväskylä, in Finlandia, dal 19 al 22 settembre 2012. LUCI (Lighting Urban Community International) è un network internazionale, creato nel 2002, che mette insieme città e professionisti della luce impegnati nell’usare la luce come uno dei principali elementi per lo sviluppo urbano, sociale ed economico, con un particolare interessamento alla sostenibilità e all’ambiente. Oggi ha quasi 100 membri, fra città in tutti i continenti e professionisti. L’iniziativa LUCI “City under Microscope” events permette ai partecipanti di approfondire le strategie di illuminazione di una delle città membro, durante un periodo di 2 giorni, con visite sul campo e conferenze tecniche su progetti d’illuminazione temporanei o permanenti. Jyväskylä è la città della luce più a nord fra gli associati di LUCI ed ogni autunno ospita “City of Light”, l’unico evento in Finlandia dedicato alla illuminazione urbana. In questa occasione ha ospitato un seminario dedicato all’illuminazione delle aree verdi che a cui hanno partecipato circa 100 paesaggisti e costruttori. La iGuzzini da sempre attenta a queste tematiche è stata sponsor dell’evento. Una delle installazioni,visitate dai partecipanti è stata la nuova illuminazione fatta con gli apparecchi Wow al centro della città.

Per maggiori informazioni www.luciassociation.org/luci-home-cum-jyvaskyla.html www.cityoflight.jyvaskyla.fi

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Cultura dell’azienda

ET Acetech 2012 Mumbai, Mumbai Exhibition Center 18 - 21 ottobre 2012 Padiglione 3.1 E31

Un nuovo spazio per l’applicazione della luce a New Delhi

Passeur de lumière Eric Michel au Couvent de la Tourette, Eveux 9 febbraio - 31 marzo 2013

La iGuzzini illuminazione ha partecipato grazie al proprio distributore in india L.S.I. System, India alla edizione ET Acetech 2012 che si è tenuta a Mumbai dal 18 al 21 ottobre presso il Mumbai Exhibition Center. Questa fiera è la più importante, non solo per l’India, ma per tutto il Sud-Est asiatico, dedicata alla globalità delle aziende coinvolte nel processo di costruzione: dalle imprese edili agli accessori bagno, dai sistemi di trattamento delle acque all’illuminazione. Il 19 ottobre in particolare si è svolto un seminario dedicato all’illuminazione a cui LSI system ha partecipato. I visitatori sono stati più di un milione e gli espositori più di 1300. La partecipazione di LSI System ha avuto un notevole successo. Gli apparecchi più apprezzati sono stati Laser Blade, Linealuce nelle versioni compact e mini, iWay e Lun Up.

LSI, distributore della iGuzzini in India, ha realizzato un nuovo concept store a New Delhi, dove vengono presentate le tecnologie più recenti in materia di illuminazione e di sistemi di controllo della stessa. All’interno dello spazio sono state realizzate delle aree per mostrare soluzioni di illuminazione per tutti i tipi di ambienti come casa, ufficio, vendita al dettaglio, gli spazi d’arte, commerciali, ambientazione esterna e facciata dell’edificio. Le applicazioni di illuminazione rese visibili presso questo punto d’incontro aiutano a comprendere meglio il linguaggio della luce.

La luce è al centro dell’architettura di Le Corbusier per il quale è un materiale, come il cemento, con cui fabbrica i propri edifici. A La Tourette, gli architetti Le Corbusier e Xenakis mettono in scena la luce. Eric Michel, il quale lavora da molti anni con il materiale luce è stata una scelta naturale. Tramite le sue opere e le sue installazioni, l’artista ci invita a sperimentare la luce, interroga il nostro rapporto col reale, giocando sulla frontiera tra il materiale e l’immateriale, come se fosse un intermediario, un “traghettatore”. La iGuzzini illuminazione Francia sponsorizza la mostra e partecipa all’incontro “La luce parla – Architettura, arte e luce”che si tiene il 16 febbraio.

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Cultura dell’azienda

Strategia social. La iGuzzini apre ufficialmente le sue pagine su Facebook e Twitter. Durante il 2012 la iGuzzini ha deciso di iniziare una attività attraverso pagine aziendali su facebook ed un proprio account in Twitter. La decisione di iniziare questa attività si ricollega alla strategia di comunicazione, adottata fin dal 1982, volta a sottolineare quanta importanza abbia un uso corretto della luce sulla qualità della vita dell’uomo. Una strategia che in anni recenti si è condensata nello slogan ‘Better Light for a Better Life’, che negli anni si è concretizzata in annunci basati sui valori sociali e culturali di un progetto illuminotecnico di qualità. Per fare un buon progetto di luce occorre la partecipazione di un gruppo che condivide questo obiettivo: dai committenti, all’architetto, al lighting designer, all’installatore. Una squadra che è in grado di realizzare spazi in cui la luce artificiale gioca un ruolo importante per garantire a chi vive questi spazi la massima qualità. I social network oggi rappresentano per la iGuzzini l’opportunità di continuare con questa

strategia vincente: Facebook e Twitter sono il luogo in cui gli utenti internet passano la maggior parte del loro tempo online. Durante la primavera 2012, quando abbiamo iniziato a creare le pagine per le filiali diverse, Facebook aveva più di 900.000.000 users ed ora ha superato il miliardo. Sui social network si incontrano sia i professionisti del progetto luce che quanti usufruiranno della qualità della luce. Grazie alla nostra presenza anche in questi spazi, non solo la iGuzzini potrà continuare a comunicare i propri valori ma, a differenza del passato, potrà sviluppare relazioni dirette con tutti. Al momento sono attivi gli account Facebook e Twitter delle filiali Francia, Regno Unito e Spagna, mentre quello relativo all’Italia sarà aperto a breve. A livello internazionale sono attivi anche il canale iGuzzini su YouTube, su cui sono caricati circa 200 video, che ha superato le 120.000 visualizzazioni, e Twitter, con circa 1200 follower.

iGuzziniFrance iGuzziniIberica iGuzziniUK

@iGuzziniUK @iGuzziniFrance @iGuzziniIBERICA @iGuzzini iguzzinispa

Neon - Who’s afraid of red, yellow and blue? Maison Rouge, Parigi 17 febbraio - 20 maggio 2012. Dal 17 febbraio al 20 maggio 2012 la Maison Rouge, una delle maggiori gallerie di arte contemporanea francesi, ha accoltoe la prima grande mostra internazionale dedicata all’utilizzo del neon nell’arte dagli anni ’40 ai giorni nostri, presentando più di 100 opere d’arte inedite. In questa occasione la iGuzzini France ha promosso un’iniziativa legata alla propria pagina facebook, indicendo un concorso: i visitatori della mostra potevano partecipare ad un concorso in cui era messo in palio un Pizzakobra, rispondendo a domande sul “neon”. Hanno partecipato al concorso 340 persone fra le quali è stato scelto il vincitore da Antoine de Galbert, fondatore della Maison Rouge.

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Cultura dell’azienda

London Velonotte 23 giugno 2012, Londra

Nell’estate 2012 la iGuzzini ha realizzato il primo evento social con la partecipazione a London Velonotte. La iGuzzini UK ha sponsorizzato l’edizione londinese di un evento che ha ottenuto il consenso della critica in molte città intorno al mondo: Velonotte, pensata da Sergey Nikitin, dà ai partecipanti la possibilità di godere dell’architettura delle città in cui si svolge in un modo inedito: in bicicletta, nel cuore della notte. Durante queste visite si affiancano alle guide degli architetti affermati che illustrano degli edifici. Si sono già svolte edizioni di Velonotte a Mosca, a Roma, a San Pietroburgo. In particolare l’edizione di Londra ha interessato l’East End di Londra, in costante cambiamento, alcune fermate hanno riguardato il Parco Olimpico, l’ultima novità della zona. Durante il tour, architetti e storici come Peter Ackroyd, Richard Rogers, Ricky Burdett, Peter Murray e David Adjaye hanno fatto da guida attraverso il partner radiofonico Resonance FM.

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Incontroluce

I. 2013

Incontroluce Rivista internazionale, semestrale di cultura della luce anno XV, 26 Redazione Centro Studi e Ricerca iGuzzini Fr.ne Sambucheto, 44/a 62019 Recanati MC +39.071.7588250 tel. +39.071.7588295 fax rc@iguzzini.it iGuzzini illuminazione spa 62019 Recanati, Italy via Mariano Guzzini, 37 +39.071.75881 tel. +39.071.7588295 fax iguzzini@iguzzini.it www.iguzzini.com 071-7588453 video Progetto grafico Studio Cerri & Associati Editore iGuzzini illuminazione spa Hanno collaborato a questo numero iGuzzini illuminazione Benelux Bvba/sprl iGuzzini illuminazione Danmark iGuzzini illuminazione Deutschland GmbH iGuzzini illuminazione España S.A. iGuzzini illuminazione France S.A. iGuzzini illuminazione Schweiz AG iGuzzini illuminazione UK iGuzzini Lighting North America Lighting System Italy (1982) Ltd Mondoluce, West Australia (W.A.) Foto di copertina Richard Pelletier-Mairie de Chaumont Finito di stampare: Marzo 2013 Tecnostampa, Recanati

La Redazione non è responsabile di inesattezze e mancanze nell’elenco dei credits relativi ai progetti e forniti dai collaboratori. Le integrazioni o correzioni verranno riportate nel numero successivo. III


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Satoshi Uchihara / Richard Meier & Partners / Piero Castiglioni / Guido Bianchi / Maurizio Ciavolella / Eddy Vahanian / Jean François Touchard / DETP scprl / J.Depelsenaire, Hernalsteens & Mousse Architectes / Emilio Vicedo Ortiz / Manuel Lillo Navarro / City Design / Wood & Grieve Engineers Pty Ltd / Studio d’architettura Höger / ORMS Architectes / CREATIVS / Elio Ostinelli / Elettroconsulenze Solcà SA / Kohn Pedersen Fox / Illuminating Concept / Oxford architects / GIA Equation / Mata Design Studio / Daoust Lestage / Eclairage Public Gilles Arpin / S.IN.TER. Spa - Alessandro Chimenti, Alessandro Moroni / Joseph Fluck / Illum Srl / ARGE Architetti TKQ / Studio d’architettura JSWD / Chaix & Morel et Associés / Licht Kunst Licht / Confect / Burns + Nice / Arup Lighting / Hyder Consulting / Jean - Pier Forget / Graine De Lumiere / Pro. Rest Srl - Dino Sperandio / Antonio Citterio Patricia Viel and Partners

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