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Ufficio stampa

Rassegna stampa IDV Emilia Romagna del 07.10.2012 regionale

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INDICE

Regionale Il giallo dei sacchi portati via dalla Regione. La Procura dispone accertamenti 07/10/12

Fatto Quotidiano Emilia Romagna

4

Bologna Sacchi neri prelevati nottetempo dalla Regione. Documenti segreti? 07/10/12

Bologna Today

Gli assediati di via Aldo Moro 07/10/12

7

Corriere di Bologna

Sacchi misteriosi in regione, la Procura interroga Riva 07/10/12

Corriere di Bologna

Nuovi veleni, ecco Amorosi: Fondi invisibili di Errani 07/10/12

Corriere di Bologna

Il Comune cerca due consulenti per le partecipate 07/10/12

Corriere di Bologna

i vol(l)ti della settimana 07/10/12

Il Resto del Carlino Bologna

Ora tocca ia democratici e ai vendoliani 07/10/12

23

Il Resto del Carlino Bologna

IL BOLOGNINO 07/10/12

24

La Repubblica Bologna

Sacchi sospetti, accertamenti della procura al vaglio permessi e video della sorveglianza 07/10/12

La Repubblica Bologna

Cinque minuti per il bilancio Sel revisori dei conti nella bufera 07/10/12

La Repubblica Bologna

A RISCHIO IL VOTO SU HERA-ACEGAS 07/10/12

21 22

Il Resto del Carlino Bologna

Benessere alle terme Felsinee 07/10/12

13

18

Il Resto del Carlino Bologna

"Classe politica da camibare o davvero sarà il disastro" 07/10/12

11

15

Il Corriere Romagna Imola

Cellulari roventi negli uffici di Lega e Sel 07/10/12

8

14

Corriere di Bologna

Attiva salta il fosso: correrà alle elezioni 07/10/12

6

25 26 27

La Repubblica Bologna

Piacenza Scontro sulla data del voto nel Lazio 07/10/12

28

Libertà

Lite per l’affissione di manifesti elettorali: finisce in coma un collaboratore dell’Idv 07/10/12

Libertà

29

Reggio Emilia La cena che divide, la Masini attacca 07/10/12

30

Gazzetta di Reggio

L’Idv contro Acer «Per ridurre i costi no a politici nel Cda» 07/10/12

Gazzetta di Reggio

Voglio chiarezza sui conti dell’Idv 07/10/12

32

Gazzetta di Reggio

«La vicenda della cena è inquietante Pagliani deve chiarire e chiedere scusa» 07/10/12

Il Resto del Carlino Reggio

«La Masini vuole colpirmi personalmente, è killeraggio politico» 07/10/12

Il Resto del Carlino Reggio

Giallo dei documenti scomparsi, Matteo Riva ascoltato in Procura 07/10/12

Il Resto del Carlino Reggio

Monti cancella i vitalizi, si salvano solo Barbieri e Filippi 07/10/12

Il Resto del Carlino Reggio

L'Idv rilancia: "Occorre diminuire gli amministratori" 07/10/12

Il Resto del Carlino Reggio

Province unite, il prezzo è altissimo 07/10/12

33 35 36 38 39 40

La Nuova Prima Pagina di Reggio Emilia

Provincia, le opposizioni si schierano con Pagliani 07/10/12

31

La Nuova Prima Pagina di Reggio Emilia

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41


Modena Sacchi usciti dalla Regione 07/10/12

42

Gazzetta di Modena

L’assemblea nazionale ha fissato le regole Boschini: «Ero a Palazzo Europa per ascoltare» 07/10/12

La Nuova Prima Pagina di Modena

43

Imola “E’ ora di dare uno scrollone al partito” 07/10/12

44

La Voce di Romagna Imola

Ravenna «Pressioni fortissime per dire sì alla fusione» 07/10/12

45

Il Resto del Carlino Ravenna

Forlì Cesena Il gruzzoletto di Vasco che accontenta tutti 07/10/12

46

La Voce di Romagna forlì

L’Idv non vuole Babbi alla direzione dell’Enit 07/10/12

47

La Voce di Romagna forlì

Rimini «Fusione Hera-Acegas, salta il consiglio» 07/10/12

48

Corriere Romagna di Rimini

Idv: Babbi all’Enit, alla faccia del risparmio 07/10/12

49

Corriere Romagna di Rimini

Righetti insulta i vigili su Facebook Il Comune prepara la querela 07/10/12

Il Resto del Carlino Rimini

L’Idv non vuole Babbi alla direzione dell’Enit 07/10/12

51

La Voce di Romagna Rimini

Hera-Acegas, Gnassi snobba il consiglio 07/10/12

50

52

La Voce di Romagna Rimini

Nazionale «Portavano via sacchi dalla Regione» Consigliere convocato in Procura 07/10/12

Il Resto del Carlino

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press LITE

07/10/2012

tzFat to

Romagna

Periodicità: sito web

Direttore Responsabile: Antonio Padellaro

Il giallo dei sacchi portati via dalla Regione. La Procura dispone accertamenti 114 ottobre, giorno di chiusura degli uffici regionali, l'ex Idv, ora gruppo misto, Matteo Riva, ha intravisto quattro sconosciuti allontanarsi dal palazzo di viale Aldo Moro con pesanti sacchi in mano: ma per accedere negli uffici quel giorno c'era l'obbligo di un'autorizzazione. I magistrati stanno acquisendo le immagini delle telecamere a circuito chiuso di David Marceddu I Emilia Romagna 16 ottobre 21312 Commenti (0)

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Più informazioni

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Auto Blu, IDV, Matteo Riva, Peculato, Rimborsi Elettorali, Soldi Pubblici,

Valter Giovannini, watergate. WFTweet

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Articoli sullo stesso argomento Spese dei partiti in Emilia Romagna. giallo sulle fatture non depositate Blitz Finanza, la Regione trema. Favia: "C'è da aspettarsi di tutto" (video) Politici in tv a pagamento, ascoltato in Procura il leghista P.lanfredini

Un nuovo caso Watergate all'emiliana? Forse fatte le debite proporzioni e la distanza di ormai 40 anni da quei fatti. la storia raccontata dal consigliere regionale dell'Emilia Romagna. Matteo Riva. potrebbe essere degna di un giallo politico. La vicenda è quella ormai nota dei rimborsi ai gruppi del consiglia regionale. su cui i magistrati della

Regioni, inchiesta della Procura di Bologna sui soldi ai partiti

Procura di Bologna hanno aperto una mega-inchiesta con l'ipotesi di peculato, per ora contro ignoti. Si

«Soldi ai gruppi consiliari, secondo giorno di perquisizioni della Finanza

indaga in maniera sistematica sulla gestione dei soldi pubblici. milioni di euro all'anno. in mano ai partiti in Viale Aldo Moro e su richiesta dei magistrati già da

alcuni giorni la Guardia di Finanza si sta presentando negli uffici dei partiti a chiedere fatture e scontrini. Quintali di documenti che andranno passati al setaccio.

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presa LITE

itzFatto

Romagna

Direttore Responsabile: Antonio Padellaro

Ma è proprio da Viale Aldo Moro. dai parcheggi sotterranei del consiglio regionale che sembra scaturire un nuovo mistero nelle indagini. Riva. consigliere reggiano eletto nelle file dell'Italia dei Valori. ma poi migrato nel gruppo misto proprio per dissapori coi colleghi dipietristi. racconta come è andata giovedì 4 ottobre. il giorno della festa di San Petronio. patrono di Bologna. ''Io esco alle 21.:30 di un giorno in cui a Bologna è tutto chiusa. La sede della Regione è chiusa blindata. non è aperta al pubblico. Anche i dipendenti che possono lavorare quel giorno — prosegue il consigliere di Reggio — devono avere un'autorizzazione speciale fatta dal loro dirigente". Alla sera Riva incrocia quattro strani personaggi. Quando esco la sera. nella rampa che mi fa uscire dal garage. trovo questi quattro ragazzi vestiti bene, il giubbino giusto. un pg fighetti. Uscivano con due sacconi enormi molto pesanti. lo li ho sfiorati perché la rampa è stretta. ho abbassato il finestrino, ho detto 'buonasera'. ma loro si sono girati dall'altra parte". Poi Riva precisa: "Li ho guardati in faccia. ma non li ho riconosciuti". Che cosa portavano via i quattro? Forse documenti utili alle indagini che la Procura sta svolgendo da giorni. andando con pazienza a rovistare tra i faldoni delle spese sostenute dai partiti? Ora i magistrati vagliano vederci chiaro anche su questo fatto e hanno acquisito sia le immagini delle telecamere in Regione sia i tabulati dei tesserini di ingressi e uscite. Prima però una tiratina d'orecchie per Riva (che non ha subito denunciato il fatto alle autorità. ma lo ha raccontato alla pagina bolognese di Repubblica) da parte del procuratore aggiunto di Bologna. Valter Giovannini."In generale. chi riveste ruoli di responsabilità dovrebbe valutare. prima di dare conto alla stampa dì fatti o situazioni da lui percepite come sospette. di riferirne agli inquirenti`, ha detto in mattinata il portavoce della Procura a chi gli chiedeva un parere sull'episodio. Riva si giustifica cosi: "Non ho pensato di fare denuncia perché non credo di aver visto commettere un reato". Questo però ora lo verificheranno le indagini dei magistrati che vogliono capire di più da quel racconto. Cosi nel pomeriggio lo stesso Matteo Riva è stato chiamato in piazza Trento Trieste per essere sentita dai pm oggi stesso.

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0 7// 0/2012 Periodicità: sito web


press unE

07/10/2012

BolognaToday

Periodicità: sito web

Direttore Responsabile: Matteo Scarlino

Sacchi neri prelevati nottetempo dalla Regione. Documenti segreti? La sera di San Petronio. quattro uomini distinti avrebbero prelevato dei sacchi dagli uffici di viale Aldo Moro. Lo riferisce il Consigliere Regionale Matteo Riva. Indaga la Procura di Redazione - 7 ottobre 2012

ri Consiglia

1

Ormai la sede della Regione è sempre più affollata. anche di notte. Oltre alla Guardia di Finanza. in pianta stabile per l'inchiesta di peculato il Consigliere Regionale Matteo Riva ennesimo ex-dipietrista. racconta che la sera del 4 ottobre uscendo dagli uffici di viale Aldo Moro quattro uomini ben vestiti, quindi non personale addetto alle pulizie. prelevavano dei sacchi neri. presumibilmente i cosiddetti "sacchi condominiali"

PERS M,

Matteo Riva +

TEMA

reati

+

regione

+

Riferisce di essersi insospettito solo "ripensandoci'. il Consigliere di Reggio Emilia. oggi unico esponente del gruppo misto che è stato ascoltato dai Pubblici Ministeri Morena Piazzi e Antonella Scandellari, titolari dell'indagine sui fondi ai gruppi consiliari che acquisiranno le immagini delle telecamere del garage Erano circa le 21.30 dì una giornata festiva per Bologna "Ho

detto loro buonasera, ma si sono girati daii'aitra pane". Proprio STORIECORRELATE '...•••,.. La Finanza torna in Regione: e`r

stamattina altri controlli

riogi

Soldi ai partiti. Si corre ai ripari:Regione approvai tagli, , 2rescono gli autosospesi Pdl

D> X Avviso a chi NON ha il Fotovoltaico:

"a chi mi chiede se il Fotovoltaico conviene, svelo sempre questi

il giorno dopo. la Guardia di Finanza avrebbe "esaminato" il suo ex partito Non ha sporto denuncia Riva poiché in un primo tempo non gli è sembrato un reato anche se in un giorno festivo serve un permesso per recarsi all'interno degli uffici e quindi la Procura dovrà controllare anche gli ingressi attraverso i badge Il portavoce della Procura ha invece dichiarato "C.% riveste ruoii di responsabilità dovrebbe valutare, prima di dare conto alla

stampa di fatti o situazioni da idi percepite come sospette, di riferirne agli inquirenti. SOPRALLUOGO NELLE SEDI DEI PARTITI. Le Fiamme Gialle sono state inviate dalla Procura di Bologna per l'indagine contro ignoti per peculato Indagano sull'ufficio di presidenza dell'assemblea e sulle sedi dei vari gruppi per acquisire i documenti delle spese_

fatti..." > leggili qui

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press LinE

07/10/2012

CORRIERE DI BOLOGNA Direttore Responsabile: Armando Nanni

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

i POLITICI E LA PROCUlltk ••,—,:•8

Gli «ASSEDIATI» DI VIALE ALDO MORO

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Gli «assediati» (li viale Aldo Moro SEGUE DALLA PRIMA

di ALESSANDRO MANTOVANI I consiglieri regionali si sentono sotto assedio. Martedì hanno preso malissimo l'arrivo della Finanza proprio nel giorno in cui l'assemblea legislativa discuteva del taglio ai finanziamenti dei gruppi politici. A loro è parsa una scelta studiata. «Non. siamo il Lazio, qui non ahbia.mo Batman», ripetevano inviperiti.. E prima non avevano gradito l'annuncio dell'inchiesta, considerandola una sorta di «risposta» giudiziaria alla riforma promossa da Vasco Errani e dal presidente dell'assemblea Matteo Richetti. Come al solito l'accusa ai magistrati, in genere anonima, e quella di cercare «visibilità». C'è chi sostiene un p0' offeso, sempre in privato, che la Procura, prima di mandare i finanzieri in viale Aldo Moro, avrebbe dovuto fare una telefonata e concordare la data più conveniente per evitare sovrapposizioni. D'altro canto, c'è pure If Giornale che scrive che la Procura lavora rallentatore» e bussa al Pdl prima che al Pd, come se non volesse disturbare qualche «manovratore». Al quinto giorno di maxi inchiesta i magistrati non hanno voglia di replicare. «Facciamo il nostro lavoro, cioè le indagini», ha tagliato corto il procuratore Roberto Alfonso. Ci mancherebbe. Se volessero farle In modo più visibile gli strumenti li avrebbero. Basterebbe convocare ad uno ad uno i politici, con tanto di avvocati, davanti a fotografi e telecamere. Basterebbe spiattellare sui giornali ogni panrenza di elemento anomalo nella documentazione contabile. Non accade. Ma neppure accade che la procura

mandi letterine con cortese richiesta di collaborazione, come è avvenuto in passato, anziché usare gli strumenti dei codice di procedura penale: era successo con Flavio Delbono, fino alla richiesta di archiviazione e al successivo ordine del giudice di fare sul serio, come poi è stato fatto. O che si aprano e si chiudano in via amministrativa, cioè senza controlli del giudice, fascicoli cosiddetti «conoscitivi», come è accaduto con la Lega Nord prima della riapertura di indagini che ora non sono piu conoscitive ma per peculato. La Procura di Bologa sta esattamentente nel mezzo tra i timidi atteggiamenti di una volta e e gli eccessi Inquisitori che la storia italiana ha conosciuto altrove. Fa il suo lavoro. E i consiglieri regionali, che non a caso stanno riformando il loro budget, non hanno motivi di lamentarsi. A Bologna probabilmente non c'è Batman, forse neanche Robin, ma come altrove un sistema di controlli a marghe larghissime ha consentito ai gruppi consiliari, cioè ai partiti, di gestire con ampia autonomia un patrimonio di poco meno di cinque milioni di curo l'anno. Altri milioni li gestisce la Consulta degli e m iano Hromag noli all'estero, altri ancora cio di presidenza dell'assemblea, altri ancora fino a poco tempo fa se ne andavano in generosi rimborsi chilometrici. Se non ci sono reati, come tutti ci au.guriam.o, c'è una gestione poco trasparente, tant'è che i partiti resistono alla pubblicazione integrale delle loro spese, impresentabile specie in tempo di crisi.

Impresentabile, anche se la magistratura stabilirà che non è reato, è la spesa di i 7mila del gruppo ldv per l'iniziativa. contro il «bunga bunga» berlusconiano. Impresentabile è l'auto blu da mille euro al giorno che portava Richetti non tanto al Quirinale quanto a un convegno dél Pd... sui costi della politica. Impresentabile è il fustigatore grillino Giovanni Favia sulla stessa auto blu. Impresentabili sono i 3.400 euro mensili pagati anche ai consiglieri che andarono dodici volte in Regione, da Piacenza, nell'agosto 20:11: è talmente vero che l'assemblea stessa ha abbattuto quei costi da 70mila euro a 35mila (nei mesi normali) e da 4,imila a 14mila (ad agosto). E ancora meno presentabile (nonché probabilmente illecito) sarebbe l'eventuale pagamento di convegni mai svolti, sempre che sia confermato. Qui in Emilia-Romagna, come ha scritto il professor Gianfranco Pasquino su queste pagine, la tolleranza è assai minore che nel Lazio o altrove. Alla magistratura penale, come accade spesso in Italia, spetta un controllo che supplice anche all'assenza, o all'inadeguatezza, di altri controlli, come quelli dei revisori dei conti scelti dagli stessi gruppi da contollare. I consiglieri si mostrano insofferenti rna se vogliono ridurre la distanza tra chi vive di politica e chi fatica ad arrivare a fine mese farebbero meglio a rendere pubblici tutti i conti, mentre da dieci giorni il Corriere chiede invano dati completi almeno sul totale delle spese oggetto dell'inchiesta, all'incirca 30 milioni in sette anni.

Alessandro Mantevanì RPRODUZiONE RISERVA,A

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Pagina 2 n Regione.


press LinE

07/10/2012

CORRIERE DI BOLOGNA

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Armando Nanni

Diffusione: n.d.

Sotto 1 rIflettr$ri La sede della Regione Emilia-- Romagna. Sotto, il consigliere Matteo Riva

Costi della p olitica L'inchiesta

Sacchi steriosi in Regione la Procura interroga Riva Il consigliere aveva notato persone che portavano fuori del materiale «Forse avevano delle carie». Giovannini: «Chi vede qualcosa, segnali a noi» «Erano in quattro sui trent'anni, mai visti prima, por-. tavano dei sacchi neri. Mentre uscivo in macchina dal garage, la sera di San Petronio, ho visto che andavano via alle 21.3o, salendo per la rampa. Sono passato di fianco a loro, ho abbassato il finestrino e ho detto "buonasera, ma si sono girati dall'altra parte. Forse portavano via delle carte, non so...». Il racconto di Matteo Riva, consigliere regionale ex Idv, ha. movimentato il sabato di magistrati e finanzieri che si occupano della rnaxi inchiesta sui fondi dei partiti in Regione. Riva aveva accennato all'episodio di giovedì sera a RepubNica e al Giornale, il procuratore aggiunto Valter Giovannini l'ha letto e nel pomeriggio il consigliere è stato convocato d'urgenza da Reggio Emilia per essere sentito come testimone dalle pro titolari del delicato fascicolo, Morena :Piazzi e Antonella Scandellati, insieme a un nutrito gruppo di investigatori della Finanza. È stato in Procura un'ora e mezza, dalle 16.15 alle 17.45. Quanti sacchi avevano? Riva prima dice «quattro», poi

Fond ai gruppl La Procura \.1:i capire come siano stati spesi i soldi che \l'erigono assegnati ai partiti dell'Asserriblea, a partire dalle spese di rappresentanza. botto la lente la passata legislatura e quella in corso Auto tu uso Nell'inchiesta potrebbero finire anche i soldi ottenuti dai consiglieri per i rimborsi chilometrici e le modalità di utilizzo delle vetture di servizio

«due», poi «non mi posso ricordare, li ho visti solo per un atti-. mo» e «i magistrati mi hanno detto di non parlare con voi». Sembrava spaventato, forse un po' frastornato: «Erano inc... neri», si lascia scappare riferendosi agli inquirenti, infastiditi perché il fatto è stato riferito alla. stampa prima che a loro. Riva. dice solo che i quattro «erano vestiti come fighetti, uno aveva un giubbotto di pelle». Lì per lì il consigliere non si sarebbe allarmato ma poi ci ha. riflettuto. Serata festiva. Le torri della Regione vuote per la festa del santo patrono. E proprio nel pieno dell'acquisizione della documentazione contabile e dei giustificativi delle spese dei gruppi: i finanzieri hanno già raccolto quella di Pdl, Udc, Lega, Idv e grillini, nei prossimi giorni toccherà al Pd, a Sei e al gruppo misto, formato da un solo consigliere che è proprio Riva, uscito un anno fa dall'Idv. «Espulso perché ho chiesto di rendere pubblici gli estratti conto della carta di credito della capogruppo Liana Barbati», precisa lui. Che il .4 ottobre era lì per sistemare, cioè «per fotocopia-

re» dice, le carte da dare ai finanzieri. Non è che le carte sparite erano proprio le sue? «Ma no, io ero in ufficio. Comunque sono ancora qui sul mio tavolo», spiegava ieri sera Riva, dopo l'audizione, da viale Aldo Moro. Di una cosa è certo: «Quel giorno quelli delle pulizie non c'erano, ci voleva un permesso speciale per lavorare. Perché non ho fatto una denuncia? Mica ho visto un accoltellamento, insomma non lo so » Però quel movimento l'ha insospettito tanto da chiedere alle guardie giurate le immagini delle telecamere di sicurezza: «Se non c'è una denuncia penale non me le danno». E andato a guardare nella spazzatura: «Non c'era nulla». Le immagini sono state acquisite dalla Procura insieme alle registrazioni dei badge. Vedremo. Resta l'appello del procuratore Giovannini; «In generale, chi riveste ruoli di responsabilità dovrebbe valutare, prima di dare conto alla. stampa di fatti o situazioni da lui percepite come sospette, di riferirne agli inquirenti». A. Man, Z RIPRODUZIONE RISERVATA

Pagina 2 •acchit misterio,i in Regione Procura Inierrogo Rita

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07/10/2012

CORRIERE DI BOLOGNA Direttore Responsabile: Armando Nanni

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07/10/2012

CORRIERE DI BOLOGNA

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fl personaggio Suo zio è l'ex ministro Folloni. «I miei 130mila euro di budget? Faccio tante iniziative...»

t nipote d'arte, ex di cinque partiti: «Nel gruppo misto un sacco di spese» Consigliere Riva, sembra un beil'affare il gruppo misto, Ora ha io mila curo tutti per sé, mentre prima doveva discutere ogni spesa con la capogruppo Idv liana Barbati ed erano dolori... «Non l'ho inventato io il gruppo misto. Quando l'ldv mi ha espulso, Richetti (il presidente dell'assemblea ndr) mi ha detto: "Ti faccio il gruppo misto, così non puoi stare"», racconta Matteo Riva da Reggio Emilia, 43 anni, consigliere regionale ex ldv ed ex parecchie altre cose: ex portavoce dello zio Gian Guido Folloni, già direttore di Avvenire, quando era ministro per i Rapporti con il parlamento per l'Udr nel governo D'Alema ('98-2000), poi portavoce del gruppo Udeur al senato. Non aveva neanche trent'anni. «Beh certo lo zio mi ha aiutato». Quanti partiti ha cambiato? «Sono i partiti che sono cambiati,

tutto la Mwa e `,` Bar hat n on ni faeva conti Sr,

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l'agricoltura no. Ma guardi che per far funzionare il gruppo ci sono un sacco di spese: devi aprire una partita Iva, un codice fiscale, insomma. devi pagare una persona». I soldi servono a pagare chi gestisce i soldi? i controlli dei revisori sono molto seri, anche su una fattura da 6 euro». Beh ma lei dovrebbe essere pratico, non aveva un'azienda di consulenza aziendale? «Mi occupavo di finanza agevolata ma l'azienda l'ho affittata, ho scelto la politica». Una volta parliamo di suo zio e Ghecidafi. «Sì, le racconterò dov'è il tesoro di Glieddati». Il rimborso chilometrico Reggio-Bologna lo prendeva anche quando le avevano ritirato la patente per guida in stato d'ebbrezza? «Ero in regola, quando ero senza patente avevo il permesso del prefetto per andare da casa al lavoro». Un privilegio da consigliere? «Ma no, lo danno a tutti. E io avevo solo 0,5 (di tasso akolernico, ndr). Se becco il vigile che l'ha raccontato in giro...». A. Man.

non io. Allora, prima la Dc, Ppi, Udeur... Sono stato anche consigliere comunale del Pdci a Reggio per-. ché mi diedero ospitalità. L'Idv? Si è era aperto alla società civile e sono entrato. Ma lì decide tutto la Mura e la Barbati non mi faceva vedere i conti». A cosa servono 3130 mila euro, più 5.348 di stipendio netto e 1..i.00 al mese di rimborsi chilometrici, per un gruppo formato da un solo consigliere? «Faccio tante iniziative in piazza, incontri pubblici sui temi su cui sono più preparato: sociale, cooperazione, scuola, formazione... Magari

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07/10/2012

CORRIERE DI BOLOGNA

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Le accuse L'ex assessore torna all'attacco: «Il governatore ne clspone a piaclmento»

Nuovi veleni, ecco Amorosi: «Fondi invisibili di Erralli» La hoiunta. «Regolari, finanziano iniziative culturali» Viale Aldo Moro continua a non avere pace. Da diversi giorni sotto riflettori per l'inchiesta della Procura per peculato aperta sulle spese dei gruppi consigliali ieri è toccato al governatore Vasco Errani finire sotto attacco dell'ex assessore della giunta Cofferati, Antonio Amorosi, oggi collaboratore della testata online Affariquotidiani. Nei mesi scorsi Amorosi aveva puntato dritto a Palazzo d'Accursio e al sindaco Mero la e in un caso era andato a segno provocando indirettamente le dimissioni del capo di gabinetto Marco Lornbardellì, dopo che si era scoperto che era sprovvisto di titolo di studio. Ieri l'ex assessore ha messo sotto tiro il governatore dell'Emilia-Romagna pubblicando un articolo dal titolo «I privilegi dì Errani, spese d'oro e i fondi invisibili» nel quale scrive che «non tutti sanno che esiste un fondo del presidente che ammonterebbe ad una cifra variabile tra un milione e mezzo e due milioni dì euro artinEi». Nell'articolo si legge an-

che che «la somma sarebbe nelle sue disponibilità e \rase° Errani la elargisce come sua liberalità e a suo insindacabile discrezione». La notizia è stata smentita o, se si preferisce, energica.mente corretta dalla Regione con un breve comunicato: «Non esiste alcun fondo invisibile, esiste un fondo che negli anni è stato progressivamente ridotto fino ad arrivare a 512mila euro con cui la Regione Emilia-Romagna contribuisce alle iniziative di carattere culturale degli enti locali o delle associazioni riconosciute». E ancora: «Si tratta prosegue la nota di viale Aldo Moro di contributi erogati a manifestazione con-

A quanto ammontano Per questanno sono stati stanziati 512mila euro. Due anni fa erano più del doppio. «Tutte le erogazioni sono deliberate dall'esecutivo»

elusa e sulla base delle spese effettivamente sostenute. Queste erogazioni vengono concesse con delibera. di giunta. e per ogni domanda di contributo è allegata la relazione dell'assessore competente che motiva la richiesta. Questo fondo quindi non è nella disponibilità di qualcuno in particolare ma della Ounta regionale nella sua interezza». chiaro che parlare di un fondo invisibile nella piena. disponibilità del presidente nel pieno della polemica sulle spese allegre dei gruppi consigliali rischia di creare un pericoloso fraintendimento con le spese di rappresentanza, che invece ammontano a circa 8o mila euro l'anno. Si può invece riflettere, ma qui siamo dentro un orizzonte politico, sull'opportunità di lasciare interamente nelle mani del presidente e della giunta la discrezionalità di finanziare mi-dadi di associazioni, eventi o manifestazioni. Ma a quanto ammonta realmente questo fondo? Nel 2010 la prima delibera è del 6 settembre e stanzia 358.10o euro. Poi il 27 dicembre viene approvato dalla giunta un secondo provvedimento che stanzia 683.4ix) euro. Complessivamente dunque siamo sopra al milione di euro. Nel corso del 2011 la cifra viene ridotta. Nella delibera approvata il 19 dicembre la giunta Errani stanzia 591.200 euro per questo genere di spesa.

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07/10/2012

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Il Comune cerca due consulenti per le partecipate Il Comune è in cerca di due saggi che si occupino delle società partecipate di palazzo d'Accursio. Esperti di dismis sioni, fusioni, acquisizioni. È il segnale che l'amministrazione è pronta a partire con l'opera di riordino (leggi disimpegno) di una parte del proprio patrimonio societario. L'avviso pubblico per la ricerca dei due esperti (che riceveranno dal 31 dicembre per la consulenza in tutto io mila euro a testa) sono già stati pubblicati sull'albo pretorio. Si apre così uno dei capitoli più corposi che impegnerà la giunta dei prossimi anni: la dismissione di una parte delle quote societarie che il sindaco Virginio Merola aveva messo in conto già all'inizio del suo mandato. Al-

l'atto della giunta sui saggi è stato dato il bollino dell'Animed.iata eseguibilità». Ecco l'identildt dei due professionisti. Nel primo caso si cerca un iscritto all'ordine dei commercialisti con esperienza «almeno decennale di consulenza e formazione degli enti pubblici». Dovrà occuparsi di «analisi e valutazioni di carattere economico sulle società partecipate e su specifici contratti». Sotto la lente

Vicesindaco

Silvia Giannini

2a000 euro Il costo complessivo degli incarichi

Palazzo d'Acc:ursio cerca un commercialista che si occupi dì valutazioni economiche sulla società partecipate: e un esperto di diritto commerciale che valuti eventuali cessioni di quote d'ingrandimento dell'esperto finiranno queste voci: gestione, acquisizione e cessione di società partecipate. Il secondo profilo è quello di un esperto di diritto commerciale e societario: oltre l'iscrizione all'ordine degli avvocati è richiesta un'esperienza almeno decennale di consulente per enti pubblici. Dovrà occuparsi dei rapporti con le partecipate, ed esprimere pareri su: normativa antitrust, diritto europeo e corporate governante, diritto del mercato finanziario. L'obiettivo anche qui, è assistere il Comune nell'impostazione di «operazioni straordinarie quali la costituzione o la dismissione di società». Il Comune detiene attualmente le quote di 17 società (esclusi gli enti e le fon-

dazioni). In sei di esse palazzo d'Accursio è l'azionista di maggioranza. Si tratta di Atc spa (59,65%), Autostazione srl (66,89%), Caab scpa (80,04%), Seribo srl (51%), Srm srl (61,62%). 'Fra. le società collegate, c'è anche Hera spa (con una partecipazione del 13,67%) ora al centro di un progetto di fusione con un'altra multiutility, Acegas. Lunedì l'operazione andrà in Consiglio e la maggioranza dovrà fare i conti con la contrarietà alla fusione di Sei e Idv. In soccorso, è già garantito l'appoggio del civico Stefano Aldrovandi, il cui voto favorevole dovrebbe garanrire alla maggioranza di non andare sotto.

Pierpaolo Ielonà PPRODUZIONE PISERVAIA

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UlAI\DO LAGIUSTIZIA TORNA UGUALE PER TUTTI

e 8 PLAGI & SCANDELLARI (magistrati) Due signore con la toga che fanno tremare il Palazzo. Mentre altre donne che non indossano la toga (e appena possono ben pochi abiti) offrono fotografie buone solo per il gossip, Morena e Antonella danno vita a una battaglia di legalità che tocca il mondo della politica. Passa per questo impegno al femminile la speranza che le cose cambino nelle stanze della politica. Nel segno della legge (di nuovo) uguale per tutti, 7,5 CORINALDESI & VAIRA (medici) Camici bianchi tornano immacolati. Ai professori Roberto e Bernardino, gastroenterologi riconosciuti, forse era venuto il mai di stomaco per le accuse etichettate come Concorsopoli. Assolti completamente. La giustizia ha fatto giustizia, anche se il cammino è stato da tartaruga: otto anni. Tante cose italiche non vanno. Questa è forse quella che va più adagio. Una vera tortura per gli innocenti.

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ALFONSO & SARA baristi) - Ma n ) per caso. P er sr sfida. Per dimostra e che è peggio essere sordi di cu orecchio, il palermitano Marrazzo e la bologne. e lorighi vivo 'i silenzio, rna anche ll silenzio obbligato può essere d'oro, uno aperto un bar per ordinare post-it e iingua dei segni

ROMRONATO GERARDO (presidente Ordine dei giornalisti) Usa parole decise sul tema delle interviste tv a pagamento. Dopo avere chiesto in Regione supporto all'inchiesta, sintetizza così il risultato: «Sistema piuttosto omertoso». Per i giornalisti in colpa grave, giusto usare il pugno di ferro. Se davvero sono senza colpe, i politici dovrebbero dare una mano, il silenzio non giova.

5,5 13ARTOLINI SILVIA (ex consigliere regionale) Anche ex avversaria (sconfitta) di Guazzaloca. Ma, tanto per cadere in piedi, adesso presidente in carica della

Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo, che avrà fatto del bene ma è costata tre milioni in quattro anni. Ma dev'essere stato un gran bene, per giustificare la spesa. Adesso è venuta l'ora di chiedersi: il prezzo è giusto?

5 MURA SILVANA ((coordinatrice regionale idv) Per la sua Italia dei Valori non è un momento top. Già c'è la questione dei soldi spesi dall'ex consigliere Nanni. Ora la faccenda di un convegno che sembra un congresso o di un congresso che sembra un convegno. Lei sostiene che è tutto regolare (14 mila euro per hotel e rinfresco), una ex dipietrista il contrario. Il brutto della politica,

4,5 DEGLI ESPOSTI OMER (vice presidente Cc() Siamo dentro alla faccenda buia dei «sistema Sesto». Anche per lui la Procura vuole il processo (concussione), come per il Penati che fu capo della segreteria politica di Bersani. È tutto da dimostrare che si volessero favorire le coop rosse, ma è già molto pesante sopportarne il sospetto. Purtroppo la storia economica si fa sempre di più in tribunale. Questo è uno dei nostri mali. 4 SANTAGATA WILLIAM (arrestato) Un'altra volta. Parabola di un pilastrino che uscì dall'abisso giudiziario di un'accusa atroce (uccisione di tre carabinieri) perché vennero arrestati i colpevoli, quelli della Uno bianca. L'assoluzione poteva essere l'occasione per rigenerarsi, come vittima di un quasi errore giudiziario. Rimase invece un'occasione sprecata e lui un protagonista della cronaca nera. vmontiecon /ere. it

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L'associazione organizza un'assemblea per i16 novembre al teatro dell'Osservanza dove si presenterà alla città e sonderà gli umori

Attiva salta il fosso: correrà alle elezioni Appello a tutte leforze civiche, tranne Mondini e Zucchini, e puntando su facce nuove IMOLA. «E' pensabile, auspicabile e possibile, un'alternativa civica?». La risposta è scontata tanto che non sarà necessario attendere la risposta dell'assemblea organizzata il 6 novembre al teatro dell'Osservanza per capire che alle prossime elezioni ci sarà anche Attiva di Raffaello De Brasi. nemmeno Zucchini. O meglio, l'evoluzione Quindi? Quindi per De dell'associazione fondata Brasi «i candidati devono nel dicembre scorso per essere facce nuove. E se essere pungolo della sini- anche di me ho sempre castra che governa la città. pito poco, so bene che io Ma che, colpa (o merito) non sono una faccia nuo«dell'impermeabilità di va». Prego, le facce "storiquesto sistema di potere e che" si accomodino in sedel partito egemone, del conda linea e a fare il sinPd» porterà alle elezioni daco ambisca qualcun alun «polo civico che sarà tro. Chi, non è ancora dato composto da una sola li- sapere, ma «in Attiva absta, o da più liste civiche biamo diverse persone apparentate ma con un che lo possono fare», atcandidato sindaco unico». torno a cui costruire un Fuori dunque i partiti e largo consenso. Magari dentro i civici. O almeno non al primo turno. Perquelli che ci staranno, che ché il vero bersaglio, lo saranno disposti a fare un sanno bene in Attiva, è il passo indietro per cam- ballottaggio. «Oggi il Pd biare la geografia politica firmerebbe per il 40 %. Ma locale «che se rimane que- l'altro 11% dove lo prensta non andiamo da nessu- dono? Non certo da Sel, na parte». Palazzolo e Pez- Idv e Sinistra». Però il prozi sì , ma «escano dal pa- getto politico in grado di lazzo», ma non Mondini, porre un'alternativa di perché «solo Anna Paria- governo non può essere ni può pensare che io e lui solo dell'associazione, per si possa convivere«, e

la quale De Brasi immagina un destino paragonabile a Laboratorio Faenza, l'associazione che ha sospinto Giovanni Malpezzi e che poi, una volta divenuto il sindaco faentino, non ha mancato di richiamarlo ai propri impegni. «Ci vuole una massa critica più grande, risorse anche finanziarie». L'idea che il salto nell'urna sia già previsto non toglie all'associazione il gusto per la sfida. Sfida insita nell'appello a «elettori di destra, centro e sinistra, a chi non va a votare, e sono parecchi, a coloro che avevano una fede politica e ora sono a disagio», a partecipare all'assemblea all'Osservanza convocata per capire se «un'alternativa civica è possibile». Il civismo sembra il tema su cui si consumerà la campagna elettorale per le comunali di primavera. Tanto che il sindaco Daniele Manca ha annunciato la voglia di ve-

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Stefano Soglia e Raffaello De Brasi (Foto Monti)

dere affiancata al sostegno dei partiti di centrosinistra anche una lista fatta di nomi della società civile, pescando da cooperazione e associazioni. «Proprio il Pd che fino a poco tempo fa lo demonizzava! sbotta De Brasi -. Una ri-

formulazione degli allora Indipendenti di sinistra». Meglio sarebbe stato, prosegue, dare vita a una lista del sindaco: «L'ho detto a Manca, ma sarebbe stato troppo nuovo». Perché in questi 10 mesi di Attiva, tra primi cittadini il ten-

tativo di trovare l'intesa c'è stato. De Brasi assicura che mai e poi mai è entrato nella sua testa un appoggio al Pd. Pensiero che invece «era nella sua testa», di Manca. Il quale rimane «l'unico del Pd con cui parlo».

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di Ravenna Faenza-Lupo e Imola

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I dieci punti da cui partire per candidarsi IMOLA. Il 6 novembre all'Osservanza ciascuno potrà dire la propria e parlerà a titolo personale. Ci sono però dei punti fermi, una "griglia di partenza" su cui dovrà fondarsi la costituente del nuovo polo civico firmato Attiva. Dieci punti, per la precisione, partendo dalla condivisione della memoria della storia democratica di Imola. Vale a dire smetterla di essere «troppo rivolti al passato» e alle vecchie ideologie. Più Europa e impegno nel dialogo tra laici e cattolici, attenzione alle problematiche del lavoro e alla crisi

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finanziaria che colpisce le piccole imprese, maggiore consapevolezza del ruolo (e dei limiti di coloro che "vogliono imporre scelte sbagliate all'Amministrazione, come sul Psc") della cooperazione. Occorre, secondo Attiva, superare i monopoli e ripensare il ruolo delle società partecipate dal Comune riformando la governance pubblica, superare i processi di aziendalizzazione di sanità e servizi sociali. Da rinnovare sono le forme di partecipazione dei cittadini di un sistema che "nell'era dei social network punta sui forum". Infine, far nascere una nuova classe dirigente giovane, "competente, ricca di passione civile, etica e legalità.

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Cellulaii, roventi. negh uffici di Lega e Sei Le spese dei politici per le telefonate: 197mila euro nel 2011. Bernardini: «Troppo, bollette da tagliare» È PROSEGUITA anche ieri l'Indagine conoscitiva della Procura sui fondi dei gruppi della Regione, aperta contro ignoti e con l'ipotesi di reato di peculato. La giornata è stata caratterizzata dall'interrogatorio di Matteo Riva, consigliere del Gruppo misto, ascoltato dai pro Morena Piazzi e Antonella Scandellari per alcune sue dichiarazioni sui giornali in cui riferiva di aver visto, la sera di San Petronio, giovedì scorso, verso le 21, quattro persone uscire dai garage del palazzo della Regione con quattro pesanti sacchi neri. Riva, ex Idv ai magistrati ha detto che i quattro «erano ben vestiti. Io ero in macchina, ho tirato giù il finestrino e ho detto loro 'buonasera', ma sì sono girati dall'altra parte. In un festivo serve un permesso speciale per lavorare, non credo che fosse personale delle pulizie». Ieri, poi, c'è stato anche un botta e risposta tra la giunta regionale e l'ex assessore Antonio Amorosi, che sul sito Atlitritaliarai.it ha parlato di «fondi segreti» nella disponibilità del presidente Errani. «Niente di questo — ha risposto la giunta —, si tratta di un fondo, ridotto negli anni, con cui la Regione contribuisce alle iniziative di enti locali o associazioni». CERTO, saranno stati usati sempre e solo per lavoro, ma considerarli roventi non è per nulla un azzardo. I telefonini che in Regione sono tra le mani dei consiglieri di Sei, il gruppo Sinistra ecologia e libertà, infatti, hanno nel 2011 conquistato un singolare record: una bolletta di 18262 curo. La più alla tra le piccole forze che compongono il parlamentino di viale Aldo Moro. Sel ha tra le sue fila solo due consiglieri — Meo Gabriella e Gian Guido Naldi — e la spesa per cellulari e così via (in questo capitolo dei rendiconti annuali, ad onor del vero, sono compresi anche i soldi per francobolli, ma ormai nell'era di internet sono ridotti al lumicino) supera alla grande quella della coppia di colleghi del Movimento 5 stelle (circa 4.500 euro in dodici mesi), dei tre della Italia dei valori (4.600 curo) e del duo della Federazione della sinistra (1.900 curo). Infine, sempre tra i partiti con il peso politico minore, quindi con una minore rappresentanza, i casiniani dell'Unione di centro (unica rappresentante Silvia Noè) hanno utilizzato attorno agli 8.000 C11370,

METTENDO sotto la lente il rendiconto dello scorso anno, balza comunque all'occhio un'altra bolletta di tutto rispetto: quella staccata ai rappresentanti della Lega. I quattro (Manes Bernardini, Stetino Cavalli, Ma uro Mantiedini, Roberto Corradi) sono stati a lungo al telefono, con una spesa complessiva di 39.000 curo, poco meno di 10.000 curo a testa. Per chiudere il quadro, le fatture più pesanti sono dei gruppi leader, il

Partito democratico (i consiglieri sono 22) e il Popolo della libertà (11 gli esponenti). il primo ha speso 78.000 euro, mentre il secondo attorno ai 43.000. In totale nel. 2011 i gruppi hanno pagato (sono soldi pubblici, va sottolineato, che arrivano direttamente dalle casse pubbliche della Regione) 197.797 euro. Come accennato, queste cifre non sono riferite solo alle spese telefoniche, ma pure a quelle per i francobolli (sono ai minimi termini,

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LE FATTURE •

L'anno scorso Sinistra ecologia e Libertà ha avuto spese telefoniche per 18.262 euro. R gruppo (nella foto Gian Guido Naldi) è composto da due persone

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Silvia Noè (nella foto) è l'unico consigliere regionale dei casiniani dell'Ode. Nei dodici mesi del, 2011 ha speso per telefonate e francobolli 0,119 i

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LE FATTURE

923 E' stata di poco più di 2.000 euro a testa il costo sostenuto dal Movimento 5 stelle. IL gruppo è composto da due consiglieri. Nell a foto, Giovanni Favia

Bolletta ai minimi per La Federazione della sinistra (nella foto il consigliere Roberto Sconciafornii, omposto da solo due persone: meno di mille uro a testa

ITALIA DEI VALOR

INTERVISTE PAO.,,ENTO

PAOLO NANNI, EX CONSIGLIRE REGIONALE, È ACCUSATO DI PECULATO SULLA BASE DI UN ESPOSTO DI DOMENICO MORACE, EX IDV

L'IPOTESI DI REATO E ANCHE IN QUESTO CASO

A TUTTO CAMPO DURANTE QUESTA INCHIESTA LA PROCURA HA ACQUISITO TUTTE LE SPESE DEI GRUPPI EFFETTUATE DAL 2005 AL 2012

basta pensare che l'Idv in dodici mesi ha utilizzato 32 curo per comprarli) e in certi casi erroneamente come capitato agli stessi dipietristi — su questo capitolo sono stati caricati, per errore, alcuni costi relativi alle affissioni di. manifesti e al noleggio dei pullm an. «SÌ, È vero, Spendiamo parecchio di telefono e spedizione». Candidamente Bernardini della Lega Nord ammette che qualcosa da cambiare c'è: «Noi siamo i meno tecnologici, ma ci siamo ripromessi di puntare su mezzi che non abbiamo mai avuto. Dobbia-

DI PECULATO: IL FASICOLO RIGUARDA INTERVISTE DI CONSIGLIERI RILASCIATE A TV LOCALI

AUTO BLU GLI INQUIRENTI SI SONO CONCENTRATI SULLE SPESE DEI CONSIGLIERI E DELLA PRESIDENZA PER LE AUTO BLU

o abbattere queste spese, noi siaano quelli dei manifesti, dei volatitini e degli invii a casa. Ma da quando si è insediato Maroni ci prepariamo a creare la Lega 2.0, che trovi sistemi di comunicazione più efficenti e più snelli». Naldi di Sei invece spiega: «Abbiamo fatto parecchia comunicaZione scritta via posta, c'è un giornalino che spediamo a tutti gli iscritti (3mila persone), con un resoconto dell'attività. Inoltre ab,biamo dotato di schede telefoniche i nostri collaboratori per renderli rintracciabili sempre». Saverio Magliari Matteo Naceari

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I NUMERI uppo con le spese tali e telefoniche più atte è il Partito democratico, anche erché è it più numeroso con 2 consiglieri. La ottura dei 12 mesi dello corso armo è stata pari complessivamente a 78.096 euro

i undici consiglieri dei Papato detta libertà, econdo i rendiconti dei r uppi assembleari, hanno speso nel 2011 ca 43.000 euro. Sono diti . Subito dopo c'è la ega con 39.020 euro, lie però ha 4 consiglieri

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<Classe politica da cambiare O davvero sarà il disastro» «IL PROBLEMA principale di questo Paese non è la legge elettorale o la crisi economica, ma la selezione del personale politico. C'è un dato sconfortante: se valutiamo la nostra classe politica secondo vari parametri, conie istruzione, fedina penale o curricula, notiamo che sono inferiori ai politici degli altri Paesi e a quelli di periodi storici differenti. L'attuale classe politica è impresentabile e inadeguata a governare il Paese». Domenico Morace, avvocato, ex Idv, è il grande accusatore che ha dato il via al primo fascicolo sui fondi regionali. «Serve una nuova classe politica selezionala con altri criteri. Questa è la politica dei miserabili, gente che non ha un lavoro serio e non ha nulla da perdere. Non prenderebbe mai i soldi che prende con la politica». Come giudico l'ultima novità, sacchi neri spariti nottetempo? «Se fosse vero, non mi meraviglierei. Ormai ho smesso di meravi-

gliarmi di fronte a condotte che appartengono di più alla criminalità che alla politica». Giudizio forte e impietoso— «Ormai prevale solo l'interesse personale, è un andazzo generale. Io ho un grande amore per la politica, lo coltivo dal '72, ma dopo la mia denuncia ho messo una croce sulla politica, perché nessun partito mi candiderà più. Però mi consola il tanto affetto dei cittadini». iI futuro è cosi nera? «Dipende da noi, dai cittadini, se cambiare la classe politica o no. Se non lo si farà ora, se si perderà l'occasione come dopo Tangentopoli, allora finiremo nel baratro, Faremo come l'Argentina». I problema sono portiti? «Il problema è questa classe politica e i leader che gestiscono i partiti come cose private. 'Vogliono gente che dica sempre sì. Per questo viene scelta gente in base alla fedeltà, non alle capacita. E questo è il risultato. E' ora di dire basta». Gilberto Dondi

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taglio nastro delle nuove Terme Felsinee di via di Vagno , con l'assessore Nadia Monti e Antonio Monti. Nella nuova area ieri si è potuti accedere fino a tarda serata, per rimanere poi in zona benessere fino alla gnezzanotte. All'interno anche le opere del famoso writer bolognese Dado

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a procura disp one accertamenti dopo che il consigliere ex Idv Matteo Riva ha detto di aver visto uscire dalla Regione la s era di San Petronio quattro uomini con dei sacchi neri: umido, secco o evaso?

(federico taddia) C RIPRODUZIONE RISERVATA

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Regione, il giallo dei sacchi sospetti

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L'ex Idv Riva, sentito dai pm, conferma: "Ho visto buttare pacchi nei cassonetti, erano documenti?". Bufera sui revisori dei conti per le riunioni lampo

Regione, giallo dei sacchi sospetti La procura visiona i video di sorveglianza. Non esclusi controlli tra infittii IL RACCONTO di Matteo Riva, il consigliere che giovedì sera Regione ha visto «quattro uomini con quattro sacchi neri» fuori dal garage della Regione, diventamateria di indagini. L'ex dipietrista, ora unico componente del gruppo misto, è stato sentito dai pm Piazzi e Scandellari. Le Fiamme gialle, su richiesta della procura, hanno già acquisito le registrazioni delle videocamere di sorveglianza e la lista di chi ha utilizzato i badge per entrare. PLEUTERI A PAGINA II

Sacchi sospetti, accertamenti della procura al vaglio permessi e video della sorveglianza L ' ex Idv Riva ieri dai pm: ho visto portarevia materiale, erano documenti? LORENZA PLEUTERI

CHI c'era e perché, la sera di San Petronio, sulla rampa del garage della Regione e negli uffici chiusi per la festività patronale? I «quattro sacchi neri della spazzatura», spariti nel buio con «quattro sconosciuti», erano ordinario pattume o altro? Dove sono finiti? E qual è il confine tra suggestioni e realtà? Per trovare riscontri oggettivi e dare risposte ai quesiti posti dal racconto fatto a Repubblica dal consigliere regionale Matteo Riva — cacciato da Italia dei valori e passato al gruppo misto, unico componente e fruitore di 91.260 euro di budget per le spese 2012 — si muovono procura e Fiamme gialle. Il "testimone" è stato convocato ieri pomeriggio in piazza Trento e Trieste, con un telefonata all'ora di pranzo, e poi sentito per un'ora e mezzo dai due pm titolari dell'inchiesta sui costi di viale Aldo Moro, Morena Piazzi e Antonella Scandellari. I finanzieri sono stati mandati a recuperare le immagini girate dalle video camere di sorveglianza, itabulati con le registrazioni delle tracce lasciate dai badge di chi è entrato nelle torri e i permessi d'ingresso. Non è escluso che, visionate le riprese e spuntata la li-

sta dei presenti, si cerchi di ricostruire la strada seguita dal pattume raccolto nei cassonetti di viale Aldo Moro. «Credo che li avessero già svuotati venerdì — ipotizza il consigliere Riva— perché sono andato a controllare sia quelli per la carta sia quelli, puzzolenti, per la spazzatura. Dentro, pochissima roba e nessun bustone». «Il giorno prima — ricapitola 1' avvistatore, uno che ha cambiato più casacche di Domenico Scilipoti, passando da Dc, Ppi, Cdu, Udr e Comunisti italiani— ero in ufficio per preparare la documentazione da consegnare alla Finanza. I militari— butta lì, allude — non erano ancora passati neanche da Idv e Cinque stelle, non so se è una coincidenza, e

re. Sulla rampa c'erano questi quattro uomini, giovani, vestiti da fighetti, con quattro sacchi neri. Non credo fossero addetti alle pulizie. Nei festivi di solito non le fanno e non ne ho incrociati. Uno aveva una giacca di pelle, bella, me ne voglio prendere una uguale. Due li ho visti in faccia, due no. Li ho quasi sfiorati. Ho abbassato il finestrino e ho detto: "Buonasera". Loro non mi hanno risposto». Riva non ha pensato a chiamare carabinieri, polizia, finanza o i vigilantes interni, omissione che gli è costata una lavata di capo e «il weekend rovinato» dalla convocazione e dalla corsa a Bolo-

neppure da Pd e Sel. Alle nove stavo uscendo in macchina dal garage, operazione per cui non serve il badge, obbligatorio per entra-

gna. Avrebbe dato l'allarme, prova a giustificarsi, anche con i pm, se avesse «assistito a un accoltellamento o uno scippo». Piazza Trento e Trieste mette la sordina sull'audizione e sui risultati dei primi accertamenti. In mattinata, appresa dal giornale la storia dei sacchi neri e con un certo fastidio, il procuratore aggiunto Valter Giovannini aveva commentato: «In generale chi riveste ruoli di responsabilità dovrebbe valutare, prima di dare conto alla stampa di fatti o situazioni da lui percepite come sospette, di riferirne agli inquirenti». O RIPRODUZIONE RISERVATA

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07/10/2012

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Riunione lampo per l' ok alle spese dei vendoliani. "Giustificabili le tre cene di Nanni"

Cinque minuti per il bilancio Sel revisori dei conti nella bufera CATERINA GIUSBERTI •

CINQUE minuti. Tanto ci hanno messo i revisori dei conti Michele Coriani, Nicola Del Viscio e Luca Mazzanti ad approvare il bilancio 2011 del gruppo Sel in Regione. Era il 26 gennaio 2012, il verbale numero 9 si apre alle 12.55 e si chiude 5 minuti più tardi, alle 13.00. In questo breve lasso di tempo irevis ori hanno con-

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lantM ~1.3care, .ZaZom cosaanz né anw, trottato libri e scritture contabili, documenti giustificativi, entrate e uscite dall'I gennaio 2011 a131 dicembre 2011, peruntotale di 379 operazioni. «Probabilmente si tratta di un verbale di sintesi. Facciamo controlli ogni quattro mesi, più un incontro solo sui dati di cassa», spiega Luca Mazzanti, commercialista e assessore al Comune diMolinella, uno dei tre revisori dei conti che ogni anno approva i bilanci dei gruppi consiliari in Regione. L'inchiesta della procura sulle spese dei gruppi non lo preoccupa affatto («Abbiamo sempre

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IL DOCUMENTO Sul sito del gruppo è disponibile il verbale dei revisori dei conti sul bilancio del 2011 di Sel

svolto il nostro lavoro con professionalità e continueremo a farlo. Se siamo stati contattati dalla procura? Niente affatto») e nemmeno le cene simultanee del consigliere Idv Paolo Nanni. È la p olitica, bellezza. «Non è imp os sibile —ragiona Mazzantiin campagna elettorale è del tutto plausibile che un candidato faccia più di un incontro in una stessa sera. Mangia l'antipasto inun ristorante, il primo inun altro e passa in un altro ancora per il dessert, per incontrare diverse persone. Non stiamo certo parlando di un giornalista che per

una trasferta si fa rimborsare tre cene. Parliamo di politici in campagna elettorale». Diverso sarebbe, prosegue il commercialista, se qualcuno esigesse il rimborso per eventi ai quali non ha p arte cip ato affatto. Che fossero cene di lavoro o no, invece, non sta ai revisori dei conti stabilirlo. «È un controllo che spetta ai presidenti dei gruppi che vidimano le spese — spiega Mazzanti —. Noi mica siamo la loro coscienza, o i loro angeli custodi». Per la loro opera, «quattro riunionil'anno per le verifiche con-

tabili, più incontri con i responsabili amministrativi dei gruppi per informarli sulle variazioni normative», i revisori prendono «9mila euro l'anno». La settimana prossima, i tre saranno in Regione per il controllo periodico dei bilanci. Come faranno con tutte le carte in Procura? «Con le fotocopie. È quello che stanno facendo i gruppi, centinaia e centinaia di fotocopie», spiega Mazzanti. Che assicura: «Lavoreremo con attenzione e professionalità, come abbiamo sempre fatto». C RIPRODUZIONE RISERVATA

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07/10/2012

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Balzani contro la fusione. E a Palazzo d'Accursio critico il pd Zacchiroli

Hera-Acegas, siluro di Forlì a rischio il voto anche a Bologna

A RISCHIO IL VOTO SU HERA-ACEGAS CATERINA G I USBERTI

(segue dalla prima di cronaca) L SINDACO Balzani non usa mezzi termini. «Noi a Forlì siamo soggetti a pressioni incredibili, manager, politici, funzionari, eccetera—scrive su Facebook nel giorno dell'assemblea del Pd — semplicemente perché non siamo d'accordo alla fusione tra Hera e Acegas. Perché raccontarci la favola della governance pubblica collettiva? La governance è esercitata, nelle spa (soprattutto se quotate) da chi ha p acchetti azionari pesanti. Il re è nudo». E a Bologna il dissenso arriva come una valanga. Esulta la vendoliana Cathy La Torre che ha già rotto con la maggioranza su questo tema, «la posizione di Balzani dimo stra che non si tratta di una divisione tra p artiti, ma di una diversavisione della pub blicità dei servizi che scuote lo stesso Pd». Sotto le Due Torri, a riflettere seriamente sull'opportunità della fusione è anche l'indipendente Benedetto Zacchiroli. «Deciderò cosa votare lunedì—fa sapere— sia nel merito che nel metodo. La fretta è sempre cattiva consigliera. Noi siamo chiamati a indirizzare e controllare: ratificare è diverso da indirizzare». Esclude il voto contrario ma prende tempo anche un altro Democratico, Francesco Errani, renziano come Zac: «Ho fatto alcune proposte alla giunta, vediamo se lunedì troveranno risposta». Domani la maggioranza è sul filo di lana. Con Idv e Sel contro, il Pd per reggere deve appoggiarsi sul voto del sindaco Virginio Merola e del civico Stefano Aldrovandi. Ma basta una defezione per fare saltare tutto.

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CATERINA GIUSBERTI

TRABALLA sempre di più la maggioranza, che domani dovrà votare sul matrimonio tra Hera e Acegas. S caricata dagli alleatiIdve Sel, la giunta ora deve fare i conti anche coni mal di pancia all'interno dello stesso Pd. La rivolta parte da Forlì, con il sindaco Roberto Balzani, renziano, che si smarca e annuncia voto contrario. Ma sbarca sotto le Due Torri, dove neanche Benedetto Zacchiroli e Francesco Errani, renziani anche loro, danno il loro voto per scontato. SEGUE A PAGINAVII

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LIBERTÀ

Periodicità: Quotidiano

QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883

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Scontro sulla data del voto nel Lazio Polverini: no a dicembre. Zinaaretti: grave il tentativo di rinvio E scontro politico sulla l'unico sfidante alla Regione, data per andare alle urne nel Nicola Zingaretti, non si è fatta Lazio. Anticipo di una campaattendere. «E grave il tentativo gna elettorale che sarà durissidi rinviare il voto al 2013, la ma. Oggi, per voce del suo frattura tra cittadini e istituziobraccio destro e fidatissimo as- ni si aggraverebbe di pii!», ha sessore al Bilancio Stefano Cedetto. tica, Renata Dunque il Polverini ha Pdl vedrebbe di fatto sapere che C m ìAso CanceLle buon occhio le «il voto a di- <Andare alle urne entro elezioni in pricembre è tecnimavera, ad acamente im- 90 giorni dalla caduta prile per coorpossibile ed e- del Consiglio regionale» dinare la tornaconomicamenta delle regiote insensato». nali con quella Gianni Alemanno, in corsa per delle comunali. Uno slittamenRoma. concorda. «Non ce la si to che non avrebbe il gradifa a fare le elezioni entro dimento tecnico delViminale. Le cembre, bisogna puntare all' eindicazioni del ministro Annalection davo, ha detto a margi- maria Cancellieri, subito dopo ne di un convegno a Bari. E la le dimissioni della Polverini, ereplica di quello che allo stato è rano stato chiare: andare alle ROMA -

urne entro 90 giorni dalla caduta del Consiglio regionale. Ovvero elezioni proprio in questo lasso di tempo e non pii! tardi. Ma le preoccupazioni della Regione Lazio sembrano non essere solo politiche anche se, da uno slittamento delle urne, il Pdl. dall'identità incerta, sull'orlo di un rinnovamento e con lo scandalo fondi regionali che ha terremotato tutto il partito del Lazio, ne trarrebbe solo che giovamento. A snocciolare gli impedimenti tecnici oggi è stato proprio l'assessore al Bilancio Cetica. «Sui collegi elettorali potrebbero incidere anche la decisione che dovrà prendere il Governo sulle nuove Province e, non ultimo, va sciolto il rebus sul numero dei Consiglieri assegnati al Lazio che, secondo la legge, dovrebbero scendere da settanta a cinquanta», ha detto. Insomma la Regione attende che venga definita la nuova mappa delle province del Lazio e cerca lumi su come interpretare il decreto taglia consiglieri che però per le Regioni interessate . da tornate elettorali andrebbe applicato dalla prassi-

ma legislatura. Eccezione questa che vede già serpeggiare malumori politici nel Pdl: «ma come si fanno rigore e tagli per il caso Lazio e poi si lascia proprio la Pisana a quota 70 consiglieri? », avrebbe sussurrato più. di un consigliere della maggioranza uscente. Non solo. Ci sarebbero anche, e questo Cetica lo ha sottolineato, opportunità economiche che una Regione come il Lazio, con un bilancio precario e ora con l'onta-Fiorito, deve proprio considerare. Le Prefetture avrebbero chiesto alla Regione in vista delle imminenti elezioni l'anticipo di circa 23 27 milioni di euro per approntare il voto. Soldi che al momento la Regione da anticipare non ha e sarebbe necessario fare una variazione di bilancio che richiede appunto tempo. E così tra questioni tecniche ed economiche Polverini prende tempo ora anche col placet di. Alemanno. Il Pd non ci sta, scalpita e chiede «Voto subito» perché «la Regione non può essere ostaggio del duo Alemanno Poiverini», dice il deputato Michele Meta e il segretario romano Marco Miccoli. E l'Ido chiede l'intervento di «Governo e Presidente della Repubblica affinché si vada al 'voto entro il 2012».

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LIBERTÀ QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883

Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto

RAGUSA -F grave, in corna un collaboratore modicano di Italia dei valori che venerdì sera è stato colpi to nella centrale piazza Igea, a Ragusa, mentre stava affiggendo alcuni manifesti elettorali a sostegno di una candidata dell'Idv, da un uomo che stava facendo lo stesso lavoro per altri esponenti politici della zona. La vittima, Angelo Pulino, 35 anni, è stata colpita con un pugno: l'uomo è caduto a terra e ha battuto violentemente la nuca, entrando in corna.

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 32.634 Diffusione: 26.480

Lite per I affissione di m Testi elettorali: finisce in corna un collaboratore dell'Idv Soccorso e trasportato nell'ospedale Civile di Ragusa, per la gravità delle ferite riportate è stato successivaniente trasferito d'urgenza, con un elicottero del 118, al Cannizzaro di Catania, dove è stato sottoposto a un delicato intervento nel reparto di neurochirurgia„ che è riuscito. La prognosi resta riser-

vaia, ma non sarebbe in pericolo di vita. suo aggressore, un uomo di 42 anni, si è costituito alla polizia che aveva avviato le indagini e lo cercava. L'uomo, in Questura, ai funzionari di Digos e della squadra mobile, ha spiegato di essere andato via perchè non pensata di avere provocato una

ferita così grave a Pulirlo. Alla fine dell'interrogatorio è stato denunciato in stato di libertà per lesioni gravi. La sua posizione è adesso al vaglio del sostituto procuratore di Ragusa, Monica Monego. L'episodio ha scosso il. coordinatore regionale delFabio Giambrone: «Ita-

lia dei Valori esprime la propria incredulità, tristezza e sgomento per il gravissimo atto di violenza». Il candidato a governatore Giovanna Marana si è detta «stravolta dalla inaudita gravità di questo episodio» che segnala come si sia «superata la soglia minima di civiltà». Il deputato regionale ed ex capogruppo del Pdl, Giovanni Leontini, ha «condannato) :fermamente, con profondo sconcerto, l'episodio di ignobile e ingiustificabile». r. i.

Pagina 4 Camorra, arrestate Di Caterino

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GAllETTA DI REGGIO Direttore Responsabile: Sandro Moser

La cena che divide la Mas attacca Pdl, Lega e LIdc compatti in difesa del capogruppo Pagliani. La presidente della Provincia: «Deve spiegare ai cittadini» di Stefano Luppi «M sento il protagonista di una operazione di Ikilleraggio politi co e certo ora il livore della presidente Masini nei miei confronti mette in imbarazzo il Pd. Piuttosto lei risponda sul Global Service». Attacca cosi il capogruppo del Pdi Giuseppe Pagliani, dopo i recenti scambi di accuse nell'ulthno Consiglio provinciale, pochi giorni fa. Al centro del dibattito politico resta dunque la certa dello scorso 21 marzo, in un ristorante alla periferia della città, alla quale hanno partecipato con il capogruppo decine di persone tra cui alcune accusate di essere in "odore" di mafia viste le interdittive firmate dai prefetto De :Miro. La presidente Sonia Marini però non molla e risponde a Pagliani. E un'altra giornata con in sottofondo l'inquietante panorama delle infiltrazioni mafiose nel Reggiano. Spiega la presidente Masini: «Pagani sul tema continua a non rispondere in modo convincente. E. ho ricevuto molte telefonare di cittadini che mi invitano a chiedere assoluta chiarezza su questo tema. La partecipazione a quella cena resta allora un fatto politico molto grave, assolutamente inedito nella nostra città. Aveva infatti per oggetto appalti e interdittive dei prefetto. Se era solo un incontro per discutere di crisi dell'edilizia perché non hanno invitato altri partiti?». Ieri a una conferenza stampa in difesa di Pagliani erano presenti esponenti del Pdl, della Lega e dell'Udc. «La questione -

•••••••-•-•'',

Giuseppe Pagliani, capogruppo Pdl

la presidente Sonia Masini

spiega il vicecapogruppo degli azzurri Massimiliano Camurani è drammatica e anche ridicola perché non c'è alcun :fatto concreto sulla vicenda. Siamo alla s trumentalizzazione: Pagliani è

in buona fede, ha solo partecipato a un incontro sulla crisi edilizia. Si deve dimettere il consigliere comunale del Pd Antonio Olivo che ha detto che lui a quella certa sarebbe andato volentie-

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ri». Puntualizza Mario Poli dell'Udc: «Con l'ordine del giorno di Pd e Idv, presentato e poi ritirato, la maggioranza ha co-m-messo un vero autogol. Il Consiglio non è un tribunale del popolo. Firmiamo tutti un documento comune contro le infiltrazioni mafiose». Infine la Lega: «Questa è solo una vendetta della N'asini. - dicono i consiglieri Stefano lombari e Francesca adotti e Pagliani non deve mettersi in difesa». La presidente della Provincia ribatte sui vari terni. «Pagani fa di tutto per spostare l'attenzione sulla vicenda del Global service su cui abbiamo dato risposte trasparenti. Sulla presenza di alcune persone all'incontro del 21 marzo deve invece ancora dare conto. Quando si partecipa a una iniziativa delicata di questo tipo occorre accertare la presenza dei commensali perché ricordo che le interdittive del prefetto non si discutono, si applicano. Io non faccio sconti: anche le dichiarazioni del consigliere del Pd Olivo sono molto gravi. Nelle prossime ore il partito interverrà. Ok la. firma di un documento antimafia problemi non. ce ne sono, a patto che prima arrivino spiegazioni convincenti dal Pdi». Tra le persone che hanno ricevuto una interdittiva antimafia prefettizia - chi la riceve non può operare con la pubblica amministrazione - c'è anche Gianiuigi Sarcone, imprenditore edile che nei giorni scorsi si è scagliato contro il consigliere Olivo.

«Sulla trasparenza Tav ci ha appoggiato» Sulla vicenda interviene anche il segretario e consigliere provinciale di Rifondazione comunista Alberto Ferrigno (foto): «La cena di Pagliani pone un interrogativo serio da non sottovalutare. Allo stesso tempo chiedo però dov'erano gli amministratori locali che hanno votato piani regolatori che hanno permesso alle aziende mafiose di costruire. Che la mafia si sia

infiltrata tra i consiglieri ormai è cosa nota in molte amministrazioni italiane. lo stesso potrei essere un uomo della mafia, come potrebbe esserlo Pagliani, ma per capirlo basterebbe esaminare come si vota nei consigli comunali. Pagliani deve spiegare perché lo deve ai cittadini reggiani ma sulla richiesta di trasparenza sugli appalti Tav lui ci ha sempre appoggiato».

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GAllETTA DI REGGIO Direttore Responsabile: Sandro Moser

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 14.722 Diffusione: 11.531

L'AZIENDA DELLA CASA

L'Idv contro Acer «Per rid e i costi no a politici nel Cda» LUI:v- attacca sui costi di politica e dell'azienda casa. «La nomina del nuovo Cda di Acer-Azienda delta casa Romagna - spiega una nota del coordinamento dell'Idv - ci lascia sconcertati. Quale migliore occasione per iniziare a dare un segnate chiaro di riduzione dei costi della politica? Notiamo che non è stato ridotto il numero degli amministratori come da noi tempo fa auspicato per tutte le società e aziende controllate. Circa un anno fa l'Italia dei Valori, attraverso Francesco FanRizzi responsabile del !Dipartimento Economia e Finanza, aveva augurato la diminuzione del numero dei consiglieri nei Cda all'interno partecipate, così come la centrale unica acquisti e non ultimo l'accorpamento di alcune di esse per ottenere una riduzione corposa dei costi a favore della collettività. Notiamo con piacere che le nuove direttive della spending review vanno pro-

mio in questa direzione». Poi la proposta dell'idv: «Per un'azienda come Acer si sarebbe dovuto nominare un presidente supportato da due figure tecniche, come i dirigenti comunali, riconoscendo a questi ultimi solo un gettone di presenza, giacché stipendiati dal Comune. Al contrario, si è preferito nominare tre figure politiche, interamente da stipendiare e due di queste addirittura -pensionate. A questo punto non ci resta che auspicare che per i prossimi cinque anni, il nuovo Cda, possa perseguire una concreta razionalizzazione dei costi e un certo rigore così come dettato dalla nuova normativa, soprattutto per quanto riguarda la spesa di personale attraverso la riduzione delle consulenze e favorendo i pensionamenti. Oltre alla riduzione delle spese relative alle autovetture e al percorso per arrivare a favorire la centrale di committenza per gli acquisti».

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GAllETTA DI REGGIO Direttore Responsabile: Sandro Moser

;,3,,;um Voglio chiarezza sui conti deirldv Le ultime vicende capitate in Regione, mi lasciano di stucco e mi riempono di amarezza. Sono vicende ed indagini che riguardano praticamente tutti i partiti, ed in qualche caso anche alcuni esponenti di IDV ed ex IDV. Le prime impressioni, fanno emergere un sistema "malato" dove con ben poca trasparenza girano enormi quantità di denaro pubblico. Per questo è inutile fare finta di niente, e mettere la testa sotto la sa.bbia: chi ha sbagliato paghi, si dimenta, si faccia da parte . Sono entrato in IDV perchè credo nella trasparenza e nel dialogo con i cittadini. E in IDV ho trovato tante persone corrette e per bene, e questo non può essere rovinato da chi, invece, ha usato il partito per scopi personali o illeciti. Adesso voglio ed esigo come cittadino e come tesserato IDV, delle risposte. Ho sempre portato avanti la mia attivitàsu l territorio in maniera onesta ed integerrima. Non ho mai visto un soldo, e nemmeno voglio averci a che fare. Non credo alla politica come lavoro nè tantomento come se fosse un "ufficio di collocamento". Per me è solamente, puro e semplice impegno civico. Quind i, non sarò io a mettere la faccia. per gli errori commessi da chi ha sperperato denaro pubblico in maniera poco chiara. Per rispetto a chi mi ha votato afe scorse comunali, mi

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 14.722 Diffusione: 11.531

sento in obbligo di ribadire che la mia coscienza è a posto. E altrettanto devo comunicare che non posso mettermi a difendere r ind ifendibile. Con molta onestà bisogna puntare il dito anche contro la propria "squadra", se essa non si COM porta come dovrebbe. C re d o che, sia giunto il momento per una convocazione di tutti i tesserati provinciali, per farci capire cosa sta succedendo. Inoltre, credo che bisogni urgentemente fare chiarezza sul congresso provinciale, che, come da regolamento, deve essere celebrato nel 2012, Per questo, chiedo, a tutti gli onesti mil itanti, tesserati, o simpatizzanti, di far sentire la propria voce, e di chiedere ragguagli sulle spese in regione, e sulla mancata convocazione del congresso. Diversamente, ancora una volta, la democrazia perderebbe un'altra battaglia »muso Riccia IDV San Martino in Rio

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07/10/2012

il Resto del Carlino

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Direttore Responsabile: Davide Nitrosi

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«La vicenda della cena è inquietante Pagli deve chiarire e chiedere scusa» Sonia Masini: «Sono rimasta stupita dalla levata di scudi in sua difesa» di SABR1NA PIGNEDOL1 «INQUIETANTE». Così la presidente della Provincia Sonia Masini definisce la vicenda collegata alla cena a cui preso parte il capogruppo del Pdl, Giuseppe Pagliani. «Più che la cena in sé, mi ha colpito il suo comportamento dopo che è stata resa pubblica la notizia — precisa la Masini — Anziché chiedere scusa, ammettendo di aver peccato di leggerezza per non essersi informato sui commensali, continua a dire che è tutto normale e non prende le distanze da queste persone, oggetto di indagini di interdittive e che hanno armi. Non si assume le sue responsabilità». Quindi secondo lei Pagliani dovrebbe dimettersi? «Diciamo che innanzi tutto dovrebbe spiegare. Perché ha partecipato a quella cena, dove sapeva che i temi erano gli appalti, le interdi':Live antimafia e la :frase che avevo detto per spronare i CUtreSi a parlare?». C'è stato un dibattito acceso in consiglio provinciale sulla mozione presentata da Pd e Idv. «Sono rimasta stupita dalla levata di scudi in dilèsa di Pagliani da più parti: Ferrigno, Tom bari, la CarlotCamurani. Un comportamento gravissimo che fatico a spiegarmi. Credo sia nell'interesse della Provincia come ente, per il ruolo che Pagliani ricopre, e in quello di tutti i cittadini capire qualcosa di più su quella certa, ma soprattutto quello che sarebbe dovuto succedere dopo quella cena». Cosa intende? Qual era l'obiettivo di quell'incontro? Che cosa sarebbe dovuto succedere dopo? Gianluigi Sarcone ,

LEGALITÀ La presidente della Provincia Sonia Masini auspica che sia fatta chiarezza sulle ragioni della cena

sostanzialmente detto nell'intervista al vostro giornale che Pagliani sarebbe il loro referente politico, per cui sono domande a cui sarebbe doveroso dare una risposta». Lei si è fatta un'idea? «Diciamo solo che ho notato che alcuni nomi citati in indagini attorno all'azienda Bacchi ritornano anche nella cena: Sarcone, Flora Vito ...», E Pagliani? «Pagliani si era espresso pubblicamente sull'interdittiva del prefetto.

‹‹11. capogruppo Pdl era intervenuto in difesa dell'azienda di Boretto» Vede (la Masini mostra due articoli apparsi sulla stampa locale, mir), il aprile 2011 aveva preso le difese dell'azienda Bacchi colpita da interdettiva prefettizia e il 28 luglio 2011 aveva espresso soddisfazione per la prima sentenza del Tar che accoglieva il ricorso di Bacchi. Ora la cena...»

Crede che ci possa essere un collegamento? Di che tipo? «Non lo so. Questa domanda andrebbe rivolta a Pagliani». Il capogruppo del Pdl sostiene che su questa cena sarebbe stata fatta una campagna rriediatica per distogliere Pottenzione dall'indagine su Global Service? «Non capisco cosa c'entri. L'indagine sta facendo il proprio corso e la magistratura sta lavorando. lo sono tranquilla perché so di non aver commesso irregolarità. Attendo gli esiti dell'inchiesta». Sarcone tira in ballo le cooperative, dicendo che le inderdittive ai calabresi sarebbero state fatte per farle lavorare. «Intende dire che le interdittive sono fatte per favorire le cooperative? E' una affermazione gravissima. Credo che il prefetto stia facendo un ottimo lavoro ed è assurdo pensare che i prefetti possano essere influenzati da qualche impresa. Per quel che riguarda il mio rapporto con le cooperative è assolutamente trasparente e normale come quello verso le altre imprese. I fatti Io dimostrano. Il resto sono pure speculazioni politiche»,

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07/10/2012

il Resto del Carlino

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Direttore Responsabile: Davide Nitrosi Lo sinistra, Pci prima, Pd poi, ha sempre governato k città e buona parte dello provincia. Non crede ci sano state responsabilità politiche do parte vostra per guel che riguarda le infiltromoni? «Non ho evidenza di alcuna contiguità. Se l'avessi avuta l'avrei denunciata senza problemi. Ed è gravissimo che si continuino a fare insinuazioni su questo fronte senza provarle e supportarle con dati di fatto. In mezzo alla gran confusione che c'è nella politica e nella società italiana e di fronte alle generalizzazioni che dicono e non dicono, gettano fango su tutti bisogna pretendere che ogni accusa o illazione sia documentata e provata. Non si può vivere in un clima di sospetti verso tutti ma bisogna attenersi alla verifica dei fatti e dei comportamenti. Bisogna leggere e considerare le condanne, le indagini, i dati oggettivi». Sottovalutazioni ne sono state fatte? «La società reggiana nel suo complesso, compresa la parte politica, può non aver avuto per diverso tempo gli strumenti di lettura precisi del fenomeno delle infiltrazioni ma questo non significa che ci fosse la volontà di assecondarle. Se si ha notizia di questo si vada dal magistrato. Ora pero abbiano nuove informazioni e maggiori consapevolezze e non son più tollerabili comportamenti superficiali o negligenze come quelli della cena a cui ci si riferisce». Com'è quindi lo situazione delle infiltrazioni qui e Regio? «(jrave, però penso che sconfiggeremo questo fenomeno perché la maggior parte della nostra provincia è composta da persone oneste».

Diffusione: n.d.

z•\ «Ma il Pd non fornisce i documenti sugli appalti della Tav»

«LA CENA di Paghani pone un interrogativo serio e che non va sottovalutato. Allo stesso tempo però Rifimdazione comunista chiede agli atnministratori locali, che negli ultimi trent'anni governano e hanno governato i nostri comuni, dove erano quando venivano votate variatiti ai piani regolatori che hanno permesso di costruire alle aziende inaliase». A chiederlo è Alberto Ferrigno, consigliere provinciale di Rifondazione comunista che vorrebbe sapere anche «perché alcuni come me chiedono di vedere la carte degli appalti della Tav e altri i consiglieri del Pd) continuano a giocare a scaricabarile e non permettono così di sapere se ci sono responsabilità istituzionali per le ohm sessanta ditte mafiose che lavorano sui cantieri a Reggio». Per Ferrigno «Pagliani deve spiegare e lo deve ai cittadini reggiani, ma per quel concerne la sua attività istituzionale sulla nostra richiesta di trasparenza sugli appalti della Tav vinti dalla mafia ci ha sempre appoggiato».

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07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

LA DWESA Di PDL, LEGA E UDC PAGLIANI: «NESSUNO HA PROCESSATO POLITICAMENTE CHI È ANDATO A PRENDERSI I VOTI IN CALABRIA»

«La Masini vuole colpirmi personalmente, è killeraggio politico» «SDEGNO totale di fronte alla volontà della presidente Masini di colpirmi personalmente». Giuseppe Pagliani, consigliere provinciale del Pdl, non usa le mezze misure per replicare dopo la richiesta di dimissioni formulata al suo indirizzo dall'asse Pd Idv in consiglio provinciale. Il motivo? La partecipazione dell'avvocato "pidiellino" a una cena con a cui hanno preso parte imprenditori calabresi sospettali di avere rapporti con la 'ndrangheta. Pdl, Lega e Udc sostengono le ragioni del consigliere che, dai canto suo, si difende attaccando. Per l'ennesima volta Pagliani af-

ferma di sentirsi vittima di una campagna mediatica e di fronte all'atteggiamento accusatorio di Pd e Idv rovescia accuse sulla sinistra e sulla presidente della Provincia «NESSUNO ha fatto un processo politico a chi è andato a prendersi i voti nella "madrepatria"», afferma Pagliani alludendo ai viaggi in Calabria di diversi candidati a cariche pubbliche nella nostra provincia. «Nei miei confronti - ha detto Pagliani - è in atto un'operazione di killeraggio politico», un vero e proprio «processo staliniano che va rimandato al mittente».

CAMUNANI ‹<IL Pd dovrebbe chiedere te dimissioni di Antonio Otivo» L'avvocato ricorda anche che «per battere le mafie occorre unire, non dividere». LEGA e 'Ude condividono le critiche di Pagliani. «La richiesta di dimissioni è stata un autogol del Pd», dice Mario Poli dell'Udc, mentre Stefano Tombari (Lega), dopo aver ricordato le mancate dimissioni del rinviato a giudizio targato Pd Filippo Penali (consigliere

regionale della Lombardia) chiede una svolta: «Non vorrei che il problema personale di Sonia Masini nei confronti di Pagliani condizionasse a lungo la vita del consiglio provinciale». Massimiliano Camuran i, Pdl, afferma che sarebbe «becero» se qualcuno dall'interno del Pdl ne approfittasse per usare contro Pagliani le polemiche di questi ultimi giorni e poi passa la patata bollente al Pd: «Dovrebbe chiedere le dimissioni del suo consigliere comunale Antonio Olivo, che ha dichiraiao di essere disponibile a partecipare a una cena come quella a cui è andato Pagliani».

DIFESA Esponenti del centrodestra provinciale fanno quadrato attorno a Pagliani

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Giallo dei documenti scomparsi Matteo Riva ascoltato in Procura Il consigliere ha visto strani movimenti giovedì sera nella sede della Regione •■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■•■

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Cicciolo doro e fondi della criun ERA già stata citata da Silvio Berlusconi nel 2006, come esempio di spesa della giunta Enan i. Sarà per il nome - sagra del cicciolo d'oro -, ma ieri la festa di Campagnola è tornato nel mirino, stavolta in un articolo di Affaritaliani,it sul "fondo del. presidente" Vasco arani, in cui si parla di 1,5-2 milioni all'anno da spendere in modo discrezionale per iniziative degli enti locali e associazioni. In serata la smentita della Regione: che i fondi non sono a discrezione, ma stanziati con delibere di giunta. Mentre la cifra si è ridotta negli anni: nel 2012 sono 512mila euro. «Noi siamo stati i primi a inventare la possibilità di fare i ciccioli in piazza - dice Aristide Gozzi, tra i promotori della sagra -. Ogni anno chiediamo contributo e patrocinio e dalla Regione l'abbiamo avuto solo nel 2006: mille curo. Un anno su 13. Sempre in 13 anni abbiamo avuto una volta mille euro dalla Provincia. Mentre la nostra festa costa circa 32mila euro, coperti da sponser e realizzata con volontariato puro, senza nessun rimborso. Valorizzando un prodotto del territorio che, quando abbiamo iniziato, stava quasi per perdersi».

GIORNATA n Procura ieri per Matteo Riva. «E stata una giornata impegnativa - dice il consigliere del gruppo misto -. Mi hanno ascoltato per un paio d'ore». Il. consigliere del gruppo misto è stata convocato negli uffici giudiziari di Bologna e ascoltato come testimone di un episodio avvenuto giovedì sera nella sede della Regione Emilia Romagna. Una vicenda che - nell'ambito dei controlli sulle spese dei gruppi consiliari - è diventato un piccolo giallo. Giovedì sera - a Bologna era la festa del patrono - Riva ha notato quattro persone nei garage della Regione mente portavano via dei sacchi neri, tipo spazzatura. Sorpreso, anche perchè nella giornata festiva la Regione era quasi deserta, Riva ne aveva poi parlato il giorno successivo. «Ci ho pensato di notte, ho anche chiesto di vedere le immagini riprese dalle telecamere, ma non me le hanno date. Ci vuole la denuncia all'autorità giudiziaria». ORA quelle immagini, insieme alle verifiche sui badge di ingresso, saranno vis i onate dagli inquiren ti. Certo la testimonianza di Riva ha suscitato il timore che in questi giorni, in cui la Guardia di Finanza sta ritirando in Regione documenti con le spese effettuate dai gruppi consiliari, qualcuno possa aver deciso di disfarsi di materiale importante. Ipotesi che ha preso di sorpresa lo stesso Riva: «All'inizio non mi sembrava, ma poi la vicenda ha preso una piega importante. Certo quello che avevo visto mi aveva inquietato e preoccupato, avevo anche guardato

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ALL'USCITA

Matteo Riva lascia il Tribunale di Bologna, ieri è stato ascoltato per due ore dagli inquirenti sulla sua segnalazione di una possibile sottrazione di documenti

LA T 'ESTMON :`, N SA «Mi hanno ascoltato per un paio d'ore. Quello che ho visto mi aveva inquietato» deiltrO i cassonetti dei rifiuti per

vedere se c'erano quei sacchi. Ma non li ho trovati». L'INDAGINE a Bologna va avanti. Gli accertamenti sui conti dei gruppi politici si stanno intrecciando con i tagli dei costi. Proprio questa settimana il Decreto Monti ha eliminato il vitalizio per

chi è in carica e non. ha almeno dieci anni di impegno in regione. Unendo questa nuova regola all'abolizione del vitalizio dalla prossima legislatura decisa dalla Regione, molti consiglieri oggi in carica hanno perso questa pensione. . Compreso Riva. «Bene — comme ara il consigliere del gruppo misto -, questa è proprio una bella notizia. Del resto all'epoca avevo votato per abolire subito il vitalizio, non dal prossimo mandato». Riva è sotto tiro per aver costituito un monogruppo in Regione: «Non ho potuto

farne a meno - afferma -. Mi hanno messo fuori dall'Idv e non è possibile stare in Regione senza avere un gruppo. Ma prima non avevo speso un curo dei fondi Idv. E il primo anno ho girato tutta la mia indennità alle associazioni di volontariato che mi avevano sostenuto in campagna elettorale». Paolo Patria

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NUOVE REWL3 CON IL DECRETO CAMBIANO REQUISITI PER I POLITICI IN CARICA: SERVONO ALMENO DUE MANDATI

Monti cancella i vitalizi si salvano solo Barbieri e Filippi SALVI Marco Barbieri (Pd) e Fabio Filippi (Pd!). Ma per gli altri cinque consiglieri regionali della nostra provincia, al loro primo mandato a Bologna, il vitalizio è sfumato. Questo odioso privilegio della casta era già stato cancellato dalla Regione Emilia Romagna, ma solo dalla prossima partita elettorale. Restava quindi per gli attuali consiglieri, ma il contropiede del decreto Monti (approvato pochi giorni fa) ha fatto saltare tutti i discorsi sui diritti acquisiti e sul rischio di ricorsi. SE per Barbieri e Filippi l'unica novità riguarda l'età dalla quale potranno riscuotere (che passa da 60 a 66 anni), per gli altri cinque reggiani il vitalizio sparisce. Il Decreto prevede che la "pensione"

In alto da sinistra Giuseppe Pagani, Rita Moriconi e Roberta Mori: niente vitalizio. Sotto i "fortunati" Fabio Filippi e Marco Barbieri

SÌ E NO

ne) e per Matteo Riva (gruppo misto).

CHI PERDE Pagani e Mori del Pd, Riva (gruppo misto), Barbati (Idv) e La socialista Moriconi venga conquistata solo facendo almeno dieci anni, anche non consentivi. Una nuova regola che vale per i consiglieri regionali, così come per presidente e assessori. A BOLOGNA, dove tantissimi consiglieri sono al primo mandato, i vitalizi vengono così falcidiati. Lo perdono anche i nostri Roberta Mori e Giuseppe Pagani (Pd), per la socialista Rita Monconi, per Liana Barbati (capogruppo dell'Italia dei Valori in Regio-

L'EFFICACIA del Decreto Monti si sposa con la riforma della Regione Emilia Romagna, che ne prevedeva l'abolizione dal 2015. Del resto la decisione è in linea con l'impegno della Conferenza delle Regione, presieduta proprio da Vasco Emani. Restano però in vigore tutti i vitalizi già attivi, con le vecchie regole. Per questi privilegi, i diritti acquisiti non possono essere toccati. Ma gli scandali della politica hanno davvero impresso un'accelerazione impensabile: solo pochi mesi fa, anche la semplice proposta (lanciata dai grillini) di spostare da 60 a 67 l'età per riscuotere i vitalizi era stata respinta dalla maggioranza.

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PRIMA PAGINA Direttore Responsabile: Corrado Guerra

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

i NOSTRI SOLDI Saranno acquisite le immagini dell'impianto di videosorveglianza econdo notizie di agenzia, il consigliere regionale dell'Emilia-Romagna Matteo Riva (foto) è stato convocato ieri pomeriggio dai pm bolognesi Morena Piazzi e An lonella Scandellari, titolari del fascicolo sui fondi ai gruppi dell'assemblea legislativa regionale, a Bologna. Riva, reggiano, è l'unico membro, e quindi capogruppo, del gruppo misto da quando, nel luglio 2011, non fa più parte dell'Idv. E stato sentito su alcuni fatti da lui racconta-

Soldi ai gruppi, il blitz di San Petronio Riva (ex Idv) ascoltato nell'ambito dell'inchiesta awiata a Bologna ti ad organi di stampa, nell'edizione di ieri de II Giornale: aveva riferito di aver visto, la sera del 4 ottobre, quattro persone uscire dal garage della sede della Regione, portando via dei sacchi neri. «Ho ribadito quello che avevo già detto», ha fatto sapere lasciando la procura di Bologna dopo circa un'ora e mezza di collo-

Ha detto di aver visto quattro persone uscire dal garage della sede della Regione, portando via dei sacchi neri

quio. Queste quattro persone erano «vestite come dei Hghetti». Secondo lui, non erano quindi personale delle pulizie: «Quel giorno ero stato a lavorare in Regione e non era passato nessuno». A Bologna il 4 ottobre è festa del patrono, San Petronio. Il giorno dopo era in programma l'acquisizione delle carte da parte delle Fiamme Gialle, proprio nel gruppo Idv, suo ex partito, nell'ambito dell'inchiesta avviata sui controlli dei conti a disposizione dei gruppi consiliari i pm titolari dell'inchiesta per peculato contro ignoti sui fondi ai gruppi consiliari della Regione Emilia-Romagna, hanno disposto l'acquisizione delle immagini del sistema di videosorveglianza e delle informazioni sull'utilizzo dei badge per entrare nella sede della Regione.

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07/10/2012 Periodicità: Quotidiano

Direttore Responsabile: Corrado Guerra LA CENA NEI MISTERI Contro la Masini

Provincia, le opposizioni si schierano con Pagliani gruppi UDC, PDL e Lega Nord in A. provincia con l'appoggio di Fli a fianco del collega Giuseppe Pagliani attaccato da un 0.d.g. presentato da Pd e IDv e animatamente sostenuto dalla Presidente Masini, che chiedeva spiegazioni sulla circostanza della cena del 21 marzo. Per Massimiliano Camurani, vice capogruppo Pdl in provincia, «sarebbe un dibattito ridicolo se non fosse così drammatico. È un atto di strumentalizzazione politica la presentazione di un ordine del giorno che chiede spiegazioni su un episodio già ampiamente chiarito, non esiste niente altro. Se Paglianni avesse dovuto o voluto vedere Qualcuno forse non l'avrebbe fatto in un contesto pubblico. Questa storia è un castello di carta». Per Mario Poli capogruppo UDC, «si è su questo costruita una delle pagine più buie del consiglio provinciale dando vita ad un processo politico ad un innocente senza preceden-

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ti, non ho mai visto un documento peggiore di questo. Ricalca la vecchia metodologia sovietica». Secondo Stefano Tombari capogruppo Lega Nord; emerge chiaramente il livore di Sonia Masini che «approfitta di una vicenda che non ha rilievo da nessun punto di vista per attaccare il suo più acerrimo avversario è una Questione di livore personale che non deve trovare sfogo in una sede istituzionale». Per Vito Castellari, vice Presidente Consiglio Provinciale, «si cerca di delegittimare un avversario politico con faziosità e forse per intimorire chi da anni combatte per il bene della nostra provincia». Giuseppe Pagliani capogruppo Pdl in Provincia si è dichiarato «vittima della più grave macchina del fango posta in essere da una presidente di Provincia a Reggio contro un concorrente politico dal dopoguerra, è questa una speculazione politica vigliacca di Pd e Idv mossi e guidati da Sonia Masini. Le mie dimissioni la Presidente se le può scordare. I miei sforzi da oggi si moltiplicheranno per contrastare una Presidente che per l'atteggiamento che ha, nasconde responsabilità gravi quale quelle che gli attribuiamo sulla poca trasparenza del caso Global Service».

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GAllETTA DI MODENA Direttore Responsabile: Enrico Grazioli

Sacchi usciti dalla Regione Emilia, ex consigliere IdV racconta alla stampa ciò che ha visto BOLOGNA

La sera di giovedì, giorno di festa a Bologna per San Petronio, il consigliere regionale Matteo Riva era stato a lavorare in Regione. Alle 21.30 stava uscendo in auto dagli uffici di viale Aldo Moro, quando ha visto sulla rampa del garage quattro persone che portavano via alcuni grossi sacchi neri. La cosa lo ha insospettito, lo ha raccontato ad alcuni organi di stampa e, nel pomeriggio, lo ha dovuto riferire ai pm Morena Piazzi e Antonella Scandellari, che indagano sui fondi ai gruppi consiliari dell'Emilia-Romagna e che lo hanno rapidamente convocato.

«In un primo momento non gli ho dato molta importanza, poi, ripensandoci, mi è sembrata una cosa strana», ha detto Riva, ex Idv, che da luglio 2011, per dissidi col partito e in particolare con la capogruppo Liana Barbati, è passato al gruppo misto, diventandone l'unico esponente. Strana, perché in questi giorni sta andando avanti, partito per partito, l'acquisizione da parte della Guardia di Finanza della mole di documenti nell'ambito dell'inchiesta per peculato, contro ignoti. Per far luce sulle parole dal consigliere reggiano, oltre ad averlo ascoltato per un'ora e mezza, la Procura ha disposto l'acquisizione del-

le immagini delle telecamere del garage e delle "strisciate" dei badge in dotazione ai consiglieri che segnano gli ingressi. «Ho ribadito quello che avevo già detto», ha spiegato lui all'uscita dalla Procura. Cioè che i quattro «erano ben vestiti. Io ho tirato giù il finestrino e ho detto loro "buonasera", ma si sono girati dall'altra parte. Non li conoscevo». In un festivo, «serve un permesso speciale per lavorare, per questo mi è sembrato strano. Non credo che fosse personale delle pulizie, perché non avevo visto nessuno. Ora speriamo che si capisca chi erano». Il giorno dopo, venerdì, nel programma con cui la Finanza

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 14.465 Diffusione: 10.513

stava facendo visita ai gruppi, sarebbe toccato al suo ex partito. Riva, dunque, si è insospettito, ma non abbastanza per decidere di sporgere denuncia: «Non mi sembrava di aver visto commettere un reato», si è giustificato. «In generale, chi riveste ruoli di responsabilità dovrebbe valutare, prima di dare conto alla stampa di fatti o situazioni da lui percepite come sospette, di riferirne agli inquirenti», ha sottolineato invece il procuratore aggiunto e portavoce della Procura, Valter Giovannini. Tra gli investigatori, c'è un certo fastidio per questo genere di rivelazioni alla stampa, visto che l'indagine è in una fase delicata. L'inchiesta, per peculato contro ignoti, è affidata ai pm Antonella Scandellari e Morena Piazzi, con la supervisione del procuratore capo Roberto Alfonso e dello stesso Giovannini.

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PRIMA PAGINA Direttore Responsabile: Corrado Guerra

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

MDEC:SO II segretario cittadino ieri era a Roma. Le primarie saranno il 25 novembre e il 2 dicembre

L'assemblea nazionale ha fissato le regole Boschini: «Ero a Palazzo Europa per ascoltare» iuseppe Boschini vener„S dì sera era a Palazzo Europa alla riunione del Comitato per Bersani e ieri era a Roma per l'assemblea nazionale del Pd. L'assemblea della «distensione», come è già stata ribattezzata, alla quale, oltre a Boschini, hanno partecipato molti membri di diritto modenesi (tutti i parlamentari, Davide Baruffi, Stefano Bonaccini, Giulia Morini, Lucia Bursi e Cristina Ceretti). Abbiamo parlato al telefono con il segretario cittadino del Pd Giuseppe Boschini ieri pomeriggio, mentre rientrava da Roma. A quanto pare a Roma non si è arrivati allo strappo. In molti non se lo aspettavano. «La notizia è proprio questa: che le regole delle primarie so-

3E.GRRARl0 Boschini: ■ Chiunque vinca rispetterà 'esito del voto sia n campagna elettorale che duraite la legslaturw

no state votate praticamente all'unanimità. Si farà il doppio turno e la partecipazione sarà aperta a chi si iscriverà all'albo degli elettori. Per ora l'alleanza è con Sei e Psi, vedremo se anche l'Api di Tabacci e l'Idv aderiranno al manifesto. Difficilmente lo farà 'Ude». Renzi era assente ma ha

detto di fidarsi di Bersani. «Mi auguro che questa assemblea sia buon viatico per una discussione non sui nomi ma sulle regole. Abbiamo anche votato che chiunque vinca rispetterà l'esito del voto sia in campagna elettorale che durante la legislatura. E' impegno a non ribaltare il tavolo.

Quando si faranno le primarie? «Non è stato ufficializzato, ma credo il 25 novembre e il 2 dicembre il secondo turno». Venerdì sera lei ha partecipato alla riunione del comitato per Bersani. Va interpretata come una scelta? «Ero andato per ascoltare. Nei prossimi giorni faremo alcune valutazioni politiche e ognuno serenamente deciderà con chi schierarsi». Una risposta che lascia pensare a una inaggiore vicinanza. a Renzi. Un nodo che Boschini probabilmente scioglierà definitivamente prima dell'assemblea cittadina di venerdì. Intanto domani si. terrà la direzione provinciale. (Oca)

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07/10/2012

DI ROMAGNA RAVENNA FAENZA LUGO & IMOLA

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Direttore Responsabile: Franco Fregni

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"E' ora di dare uno scrollone al partito" PER IL SINDACO

Maurizio Buganè dice Renzi e sulle primarie: "Cambiano le regole per mettere i bastoni tra le ruote"

rescono i sostenitori di Matteo Renzi, lo sfidante più temuto di Bersani alle primarie del Pd; i 'renziani' aumentano non solo a Imola, ma pure nei quattro Comuni sul Santerno, dove il coordinatore Pd di Vallata, Maurizio Buganè, dà un chiaro indirizzo. Sì, lui voterà per il sindaco di Firenze. Buganè, ci spieghi il motivo della sua scelta. "E' ora di dare uno scrollone al partito. L'ho già anticipato alla direzione Pd e comunicherò questa mia decisione anche mercoledì sera quando si riunirà la segreteria di viale Zappi ». Teme che questa sua 'uscita' la metta in contrasto con i 'conservatori' del Pd? "Non la metterei su questo piano. Alla fine siamo tutti dentro al partito dove vige - o dovrebbe vigere - la democrazia. Ognuno sceglierà il candidato più congeniale". Ha già sondato gli animi nella Vallata del Santerno? "In Vallata ancora no, ma a Fontanelice, dove vivo e sono consigliere comunale, ce ne sono pochissimi che voteranno Bersani. Un bel gruppetto dei nostri iscritti pende invece già per Renzi e molti sono della società civile e del mondo dell'associazionismo. Ci stiamo organizzando". Il fatto che il sindaco di Fontanelice e tutti gli altri primi cittadini Pd del Circondario si siano già schierati con Bersani creerà problemi nell'attuale maggioranza? "Questa è una decisione interna al partito, non credo che la si debba leggere come un contrasto tra me, il sindaco e la giunta. Certo, se Renzi dovesse ottenere un bel risultato,

Il coordinatore del Pd di Vallata Maurizio Buganè, senza mimetismi al fianco del primo cittadino di Firenze

questo potrebbe influire sulla scelta del candidato per le elezioni del 2014". Cos'è che le piace tanto di Renzi? "Le sue proposte in genere. E' partito come un rottamatore, vuole portare tanti giovani nel Pd e mandare a casa tutta una schiera politica che governa da 40 anni e che fa questo per mestiere. E il partito ha bisogno di una ventata di aria nuova e di ottimismo". Già, ma i sindaci del Circondario dicono che Bersani è l'uomo giusto per sostenere la sfida per governare il Paese. "Ripeto, il partito ha bisogno di cambiare. E se Renzi riuscisse ad andare al governo, non credo che farebbe peggio di quelli che hanno guidato

"C'è bisogn o di aria nu ova e di ottimi smo"

ITALIA DEI VALORI ...E DEI RINFRESCHI

Dalle perquisizioni effettuate in Regione dalla Guardia di finanza, sono spuntati fuori anche i conti dell'Idv. Fa notizia un rinfresco da 500 persone al all'Hotel delle Terme di Castel San Pietro. Tema: "I primi cento giorni in Regione". Costo:14.832 euro.

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07/10/2012

Resto del Carlino

RAVENNA

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Giovanni Morandi

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«Pr fo per dire sì alla fusione» I

contestano l'operazione Hera-Acegas

SI ALLARGA a macchia d'olio la polemica sulla fusione della rn ultiutility Fiera con la 'sorella minore' del Nord est, AcegasAps. In consiglio comunale a Ravenna la delibera è passata solo grazie ai voti del Pd, che dispone della maggioranza assoluta dei voti, e del Pri, ma con il voto contrario di tre partiti alleati (Se!, Italia dei valori e Federazione della sinistra) e delle forze di opposizione. A BOLOGNA si registrano incertezze all'interno dello stesso Partito democratico e voci critiche all'interno del centrosinistra emergono anche a Modena. A soffiare sul fuoco, il sindaco di Forlì, Roberto Balzani. Lo segnala Pietro Vandini, capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Merlato, tra i più critici sulla fusione, in una nota in cui prende di mira il. sindaco Matteucci e il gruppo consiliare dei democratici. «Tante le domande fatte a Matteucci — attacca Vandini — zero le risposte; tante le domande fatte al Pd, zero le risposte. Per voce del capogrupp() Cavicchioli, il Pd ha detto di essere felice di votare da solo un atto del genere, perché 'loro sono i buoni', loro sono quelli che sanno

hz\ BOLLETTE Acua, gas—tana donna fa calcoli della propria bolletta

LO SFOGO E L'ESEW10 IL capogruppo Vandini ha citato te dichiarazioni del sindaco di Forlì, Balzani prendere le decisioni lungimiranti e strategiche; loro sono quelli che hanno portato l'acqua :nelle case a Ravenna». Il dibattito e le votazioni in consiglio comunale, secondo i grillini, sono la dimostrazione che a Ravenna «i partiti di coalizione, sulle decisioni importanti, non contano nulla». Vandi.-

ni quindi riporta lo sfogo di Balzani. Il primo cittadino di Forlì sostiene che «siamo soggetti a pressioni incredibili, manager, politici funzionari, semplicemente perché non siamo d'accordo con la fusione fra Hera e Acegas. Perché dobbiamo raccontarci la favola della governance pubblica collettiva? La governante — rileva Balzani è esercitata nelle spa, soprattutto se quotata, da chi ha pacchetti azionari pesanti». Un commento che Vandini condivide in pieno, invitando poi i ravennati a reagire, «La città attende. Poche scosse, poche reazioni, troppi silenzi».

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07/10/2012

ROMAGNA FORLÌ & CESENA

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Franco Fregni

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Bufera sul fondo per le feste: nel 2011 spesi 600mila euro. Stanziati 3,2 milioni nel 2012 per pagare l'ufficio stampa della giunta REGIONE

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Il gruzzoletto di Vasco che accontenta tutti asco dà, Vasco toglie, sia benedetto il nome di Vasco. Bibbia a parte, non sono più le sole spese dell'assemblea legislativa a finire nell'occhio del ciclone, ma pure quelle della giunta di Vasco Errani e in particolare il gruzzoletto da cui il governatore attinge per accontentare un po' tutti. l'ex assessore del Comune di Bologna Antonio Amorosi sul sito affaritaliani.it parla di un "fondo del presidente" in Regione, che "ammonterebbe a una cifra variabile tra 1,5 e due milioni di euro annui'', a disposizione di Errani che "la elargisce come sue liberalità, a sua insindacabile discrezione", come le cifre che nel 2006 andarono ''a sostenere la Sagra della salamina da sugo o la manifestazione del Cicciolo d'oro di Campagnola Emilia" Amorosi tira in ballo anche le spese della Giunta per la comunicazione: i 37,6 milioni di euro per il funzionamento dell'assemblea legislativa sono "niente se confrontato con l'agenzia d'informazione e ufficio stampa della Regione: una struttura speciale collocata all'interno del gabinetto della presidenza della giunta e voluta da Errani nel 2006. Probabilmente costa intorno ai 24 milioni di euro è composta da 34 addetti, tra cui 24 con contratto giornalistico e 10 con contratto

amministrativo". In totale, continua Amorosi, a servizio della giunta Errani "c'è una struttura speciale di ben 188 persone tra dirigenti, giornalisti, segretarie e impiegati". E proprio su questi incarichi speciali si scaglia anche Roberto Magarò, segretario regionale del Direr, il sindacato dei dirigenti delle Regioni, in una lettera pubblicata sempre da Affaritaliani. "Il sito della Regione è lacunoso - attacca - per quanto attiene sia i costi della politica sia i costi delle consulenze esterne". Il sindacalista sottolinea che dal 1994 al 2012 gli incarichi speciali della giunta sono passati da 158 (con 13 dirigenti) a 255 (tra cui 18 dirigenti), con un "incremento ingiustificato del 60%". E ancora. Immediata la replica della Regione. Che spiega come ci sia un capitolo di bilancio, dove la giunta può attingere, per contribuire a manifestazioni o eventi di interesse in Emilia-Romagna. Come il Festival "Voci nuove" di Castrocaro, a cui nel 2011 la Regione ha elargito un contributo da 20.000 euro. "Non esiste alcun fondo invisibile del presidente - afferma viale Aldo Moro in una nota - esiste un fondo, che negli anni è stato progressivamente ridotto fino ad essere per l'anno 2012 pari a 512.000 euro, con cui la Regione contribuisce alle iniziative di carattere culturale degli enti locali o delle

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Il governatore Vasco Errani col presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali associazioni riconosciute". Si tratta di "contributi erogati a manifestazione conclusa e sulla base di spese effettivamente sostenute". Nello stesso capitolo di bilancio figurano anche altri 100.000 euro, messi in preventivo per convegni organizzati in proprio dalla Regione. Per quanto riguarda l'ufficio stampa della giunta, invece, il budget per il 2012 è di 3,2 milioni di euro. Nel 2011 i contributi sono arrivati a 591.000 euro in favore di 153 iniziative.

Una delle cifre più consistenti (90.000 euro) è destinata al Ravenna festival, mentre al Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini sono andati 30.000 euro. Per il Palio di Ferrara, invece, sono stati spesi 20.000 euro, mentre la visita di papa Benedetto XVI nel riminese costò 15.000 euro. La maggior parte dei finanziamenti sono comunque cifre piccole, intorno ai mille-duemila euro, come la Festa dei frutti dimenticati a Casola Valsenio.

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I ROMAGNA FORLÌ & CESENA

Direttore Responsabile: Franco Fregni

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

TURISMO

L'Idv non vuole Babbi alla direzione dell'Enit Con la nomina di Andrea Babbi al vertice dell'Agenzia nazionale per il turismo (ex Enit) viene "svilito il principio alla base della cosiddetta spending review, voluta dal Governo come opera di razionalizzazione delle risorse pubbliche". E' l'attacco alla scelta dell'ex ad di Apt EmiliaRomagna contenuto in un'interrogazione del senatore dell'Idv Stefano Pedica. Secondo il dipietrista era il caso di fare "una ricognizione tra le risorse interne disponibili, in modo da rispettare i criteri di efficienza, efficacia ed economicità, difficilmente raggiungibili con la designazione di personalità totalmente esterne". Pedica ricorda che l'Agenzia nazionale del turismo è "subentrata con accresciute e più articolate mission istituzionali ad una quasi centennale attività dell'Enit". Nella delibera dell'Enit, spiega Pedica, "era specificato "come fosse preferibile una scelta esterna per assicurare un profondo rinnovamento della cultura dell'Agenzia". La scelta è caduta su Babbi. Il dipietrista cita le leggi del Governo in cui si dice che alcune amministrazioni "non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto".

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di Rimini e San Marino

Direttore Responsabile: Maria Patrizia Lanzetti

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

La polemica. Stefano Brunori (Idv) annuncia il voto contrario: noi difendiamo l'interesse dei cittadini

«Fusione Hera-Acegas, salta il consiglio» Sel attacca il sindaco: «La maggioranza è spaccata, Gnassi teme figuracce» RIMINI. Fusione fra Hera e Acegas, fuoco alle polveri. Il gruppo consiliare di Sel e Fare Comune informa che non ci sarà il previsto consiglio comunale. Perchè? «Il sindaco Gnassi scrive Fabio Pazzaglia pur di non ledere la sua immagine è disposto a tutto, anche a mettere al bando il consiglio. Ma il 15 ottobre incombe l'assemblea di Hera. Dopo il rinvio della commissione di giovedì scorso, con la spaccatura in seno alla maggioranza, il primo cittadino ha preso la decisione (gravissima) di evitare di convocare il consiglio. Rimini sarà l'unica città che arriverà all'assemblea senza che il suo consiglio abbia potuto esprimersi. Di fronte al

Il consigliere di Sel Fabio Pazzaglia

grave atteggiamento del sindaco, Sel invita i cittadini a incontrarsi domani (ore 18 presso l'ufficio del gruppo) per chiedere che il consiglio venga riunito prima dell'assemblea di Bologna del 15 ottobre» Stefano Brunori (Idv)

annuncia che voterà contro ogni forma di privatizzazione. «Con la fusione (i cittadini) saranno ancora più deboli e impossibilitati a riequilibrare gli indirizzi aziendali, in quanto al contrario di quel che da troppo tempo sta succedendo, si

rende necessaria e urgente una inversione di tendenza che oltre all'attenzione verso la produzione di utili, si rivolga alla soluzione di tutte le problematiche e le criticità presenti sui territori nonchè ad attuare una politica di contenimento delle tariffe e riduzione dei costi aziendali. Riteniamo che la fusione tra Hera e Acegas non porti a nessun beneficio e anzi, metta in pericolo la governance di una azienda che è nata, cresciuta e si è sviluppata grazie alle risorse prelevate alla nostra comunità. Pertanto siamo contrari alla fusione». Il sindaco di Forlì Roberto Balzani annuncia su Facebook il suo voto contrario alla fusione.

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di Rimini e San Marino

Direttore Responsabile: Maria Patrizia Lanzetti

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

Idi: Babbi all'Enit alla faccia del risparmio ,

Il senatore Stefano Pedica interroga il governo Monti: «Svilito il principio della spending review» RIMINI. Con la nomina di Andrea Babbi al vertice dell'Agenzia nazionale per il turismo (ex Enit) viene «svilito il principio alla base della spending review, voluta dal governo come opera di razionalizzazione delle risorse pubbliche». E' l'attacco (riportato dall'agenzia Dire) alla scelta dell'ex amministratore delegato di Apt, contenuto in un'interrogazione del senatore dell'Idv Stefano Pedica. Secondo il dipietrista, prima di affidare l'incarico a Babbi era il caso di fare una «ricognizione tra le risorse interne disponibili, in modo da rispettare i criteri di efficienza ed economicità».

Pedica ricorda che l'Agenzia nazionale del turismo è «subentrata con accresciute e più articolate mission istituzionali a una quasi centennale attività dell'Enit». Dotata di autonomia statutaria, regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione, l'Agenzia è sottoposta all'attività di indirizzo e vigilanza del ministro per il turismo. Con il verbale del consiglio di amministrazione dell'Enit del 17 luglio è stato approvato l'avvio della procedura per la nomina del nuovo direttore generale dell'Agenzia, poi con con delibera del 10 settembre, l'Enit ha nominato il

nuovo direttore generale, e nella delibera, ricorda Pedica, era specificato «come fosse preferibile una scelta esterna per assicurare un profondo rinnovamento della cultura dell'Agenzia in vista di un rilancio operativo coniugabile con i principi di efficienza, efficacia ed economicità». La scelta è caduta su Babbi, dal 2006 amministratore delegato di Apt. Il dipietrista cita le leggi del governo in cui si dice che alcune amministrazioni «non possono procedere ad assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto» E a partire da questo aspetto contesta la nomina di Babbi.

La nomina di Andrea Babbi ai vertici dell'ex Enit scatena le polemiche dell'Idv

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Resto

del

07/10/2012

Carlino

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d.

Direttore Responsabile: Giovanni Morandi

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L CASO DOMANI IL 'POST' INCRIMINATO SARA' ESAMINATO DAL LEGALE

Righetti ulta! vigili su Facebook Il Com e prepara la querela FINISCE dritto sui tavolo dell'avvocato del Comune, Enzo Castellani, il grave commento sui vigili che un noto imprenditore riccionese ha scritto venerdì su Pacebook. A dirottare per vie legali il «post», pubblicato sul profilo del gruppo: «Come vorremmo la nostra Riccione», ieri è stato lo stesso assessore Lanfranco Francolini. Su quelle parole pesanti come un macigno, pesa infatti, la scure della querela, pre,vista dall'atto d'indirizzo approvato in giunta il 27 settembre per «tutelare l'immagine e la dignità della Pubblica amministrazione», da offese e diffamazioni, riportate a briglie sciolte sui social network. L'accusa che si profila è quella di diffamazione a mezzo stampa, come stabilito di recente da un giudice livornese per un caso simile presentatosi su Facebook. Nel mirino le frasi di Paolo Righetti (night manager di diversi locali tra i quali il Bingo), che ha scritto parole pesantissime nei riguardi dei Vigili urbani di Riccione, rincarando la dose in una serie di botta e risposta con altri «amici», A ruota c'è chi annuisce, chi dissente, chi mette in guardia l'interlocutore ricordandogli che possono scattare delle querele e l'occhio vigile della magistratura, Perché Righetti si è lasciato andare con tanto astio? Lo stesso diretto interessato lo specifica: «Si è trattato di uno sfogo temporaneo, un attimo di ira. Non pensavo che questa cosa avesse un seguita risponde I vigili mi hanno fermato senza cintura, mi hanno multato e non hanno voluto sentire motivazioni, anche se avevano ragione. Mi dispiace se ho offeso

qualcuno. Ma mi sono imbattuto in un agente un po' arrogante che mi ha fatto incavolare. Mi spiace se vanno avanti. Non riscriverei quelle cose>). Ma le frasi che scottano restano sul web. Scandalizzato Francolini sbotta: «Si vada a vedere cos'è stato scritto. Lascio ai lettori il giudizio. Quell'inaccettabile «post», che con tutti i commenti abbiamo salvato e girato all'avvocato Castellani, lede la dignità dei nostri 120 uomini e donne. E' nostro dovere difenderli per tutelarne il buon nome. Sarà l'avvocato a esaminare il tutto e a decidere il da farsi». Nessun commento, invece, dal comandante dei Vigili Urbani. Nives Coneolino

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07/10/2012

ROMAGNA RIMINI & SAN MARINO

Direttore Responsabile: Franco Fregni

Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

TURISMO

L'Idv non vuole Babbi alla direzione dell'Enit Con la nomina di Andrea Babbi al vertice dell'Agenzia nazionale per il turismo (ex Enit) viene "svilito il principio alla base della cosiddetta spending review, voluta dal Governo come opera di razionalizzazione delle risorse pubbliche". E' l'attacco alla scelta dell'ex ad di Apt EmiliaRomagna contenuto in un'interrogazione del senatore dell'Idv Stefano Pedica. Secondo il dipietrista era il caso di fare "una ricognizione tra le risorse interne disponibili, in modo da rispettare i criteri di efficienza, efficacia ed economicità, difficilmente raggiungibili con la designazione di personalità totalmente esterne". Pedica ricorda che l'Agenzia nazionale del turismo è "subentrata con accresciute e più articolate mission istituzionali ad una quasi centennale attività dell'Enit". Nella delibera dell'Enit, spiega Pedica, "era specificato "come fosse preferibile una scelta esterna per assicurare un profondo rinnovamento della cultura dell'Agenzia". La scelta è caduta su Babbi. Il dipietrista cita le leggi del Governo in cui si dice che alcune amministrazioni "non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto".

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DI RO M AG NA RIMINI & SAN MARINO

Direttore Responsabile: Franco Fregni

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d.

LA FUSIONE CONTESTATA Fds e Idv contrari all'operazione: per evi fare problemi, il sindaco non porta la delibera

in aula. L'assemblea della mul tiu ti li ty farà a meno del parere. Protestano Pazzaglia (Sel-Fc) e Mauro (Pdl)

Hera-Acegas, Gnassi snobba il consiglio 'assemblea dei soci di Hera spa chiamata a riunirsi lunedì 15 ottobre per approvare la fusione con Acegas Aps holding srl, la multiutility dei Comuni di Padova e Trieste, potrà fare a meno del parere del consiglio comunale di Rimini. D'altronde, il Comune tramite Rimini Holding detiene appena il 2,16%, quota che scenderà all'1,7% dopo la discussa incorporazione. Visti i problemi interni alla sua maggioranza di centrosinistra, il sindaco Andrea Gnassi ha infatti pensato di snobbare l'aula, evitando di discutere la delibera. Tanto, si ragiona in Comune, l'assemblea dei soci di Hera, esprimendosi a maggioranza, può decidere anche senza il consenso riminese. Discorso ben diverso da quello fatto a Forlì, dove invece il sindaco Roberto Balzani si è opposto alla fusione. La giunta Gnassi, divisa su questo fronte, decide di non decidere. Idv e Fds sono contrari, e giovedì scorso in commissione il centrosinistra è andato sotto quando Fabio Pazzaglia (Sel-Fc) ha chiesto il rinvio per poter ascoltare anche i comitati dell'acqua pubblica e i piccoli azionisti di Hera. Fino a ieri la presidente del consiglio comunale, Donatella Turci, non aveva convocato la seduta per giovedì prossimo, così come non sono previste riunioni di commissione. Dunque, salvo ripensamenti

offrire all'opinione pubblica l'immagine di un sindaco azzoppato da una maggioranza divisa, Gnassi ha deciso di evitare il confronto. Di fronte a questo grave atteggiamento" Sel-Fc "invita i cittadini ad incontrarsi lunedì 8 ottobre alle 18 all'ufficio del gruppo per chiedere che il consiglio venga riunito prima dell'assemblea del 15 ottobre". In netto disaccordo con l'orientamento della giunta, seppure su posizioni diverse da Pazzaglia, è Gennaro Mauro (Pdl). "Vo-

"Per non affrontare le divisioni interne, si evita il confronto"

Il sindaco Gnassi in aula davanti alla presidente Turci

dell'ultimo minuto, il Comune non si esprimerà. Pazzaglia è furioso: "Gnassi pur di non ledere la sua immagine è disposto a tutto, anche a mettere al bando il consiglio comunale". Dopo il rinvio in commissione di

giovedì scorso, "il sindaco ha preso la decisione (gravissima) di evitare di convocare il consiglio. Rimini sarà l'unica città che arriverà all'assemblea del 15 senza che il suo consiglio comunale abbia potuto esprimersi. Pur di non

levamo parlare innanzitutto del piano industriale di Hera - spiega -, ma la maggioranza, che rischia di fare una brutta figura in consiglio, preferisce non votare la delibera. Chiederemo al sindaco quale mandato viene dato al consigliere riminese di Hera, Valeriano Fantini. Sarebbe stata molto più forte una posizione contraria, come ha assunto Forlì. Noi non è che siamo contro la fusione con Acegas Aps, siamo contrari però al fatto che Hera non rispetti i contratti. Non è la proprietà pubblica o privata della multiutility il problema che ci interessa, quanto le tariffe dei cittadini e la bontà dei servizi erogati".

Pagina 17 lera-Acegas. Gnassi snobba il consiglio

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il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247

«Portavano via sacchi dalla Regione» Consigliere convocato in Procura Romagna, Riva sentito dai pm. Dentro c'erano documenti MISTERO

In quattro, la sera di giovedì scorso, sono usciti dai garage della Regione portando via dei pesanti sacchi neri. Al vaglio dei pm Le immagini dette telecamere

A sinistra Matteo Riva esce dalla Procura di Bologna dopo essere stato ascoltato dai pm Morena Piazzi (nella foto) e Antonella Scaridellari. A destra, l'aula del consiglio regionale dell'Emilia Romagna

Gilberto Dondi 1301. OGNA

ORA nell'inchiesta sui fondi regionali spuntano anche i sacchi neri, forse pieni di carte, portati via nottetempo dalle torri di viale Aldo Moro e nascosti chissà dove, Proprio cosi. L'ha raccontato ieri agli inquirenti il consigliere regionale Matteo Riva, cacciato dall'idv e approdato al gruppo Misto (gruppo composto solo da lui a cui la Regione ha assegnato, per il 2012, oltre 100mila curo). Riva, per la verità, prima di dirlo ai magistrati l'aveva raccontato a qualche giornale, tanto che ieri la notizia è stata appresa dalla Procura, con qualche fastidio, a mezzo stampa.

«HO VISTO 4 persone aveva detto che uscivano dai garage della Regione la sera di San Petronio (il 4 ottobre, ndr, giornata di festa a Bologna) portando sulle spalle altrettanti sacchi dell'immondizia pieni». Documenti chiave o sempli-

TESTImoNE «Erano ben vestiti, non certo addetti delle pulizie: li ho salutati ma si sono voltati» ce spazzatura? Immediata la reazione dei pm Antonella Scandellari e Morena Mazzi, titolari dell'inchiesta per peculato contro ignoti sui soldi dati ai gruppi dal 2005 ad oggi, I magistrati, coordinati dal procuratore capo Roberto Alfonso e dall'aggiunto Valzer Giovannini, hanno mandato subito le fiamme gialle ad acquisire le immagini delle telecamere all'ingresso del garage, che ora saranno visionate, e le strisciate dei badge per verificare chi sia entrato e uscito quel giorno, poi hanno convocato Riva, giunto in tutta fretta da Reggio Emilia. Nel pomeriggio è stato sentito come testimone in Procura,

PRIMA 11 rimbrotto per non aver avvisato la Finanza, poi la richiesta di raccontare tutto. «Quei giorno sono andato in Regione a lavora-. re — ha detto — e verso le 21 sono uscito per tornare a casa. Nel palazzo non c'era quasi nessuno, era festa. In garage, a cui si accede con il badge, non c'erano auto e quando sono uscito ho visto sulla rampa 4 persone a piedi, giovani e ben vesti-ti, tanto che uno aveva un bel giubbotto di pelle, che portavano via i sacchi neri. Mai visti prima, non erano certo il personale che fa le pulizie. Iio abbassato il finestrino e detto `buonasera', ma loro si son© girati dall'altra parte senza saluta-

re». A quel punto Riva se n'è andato, senza chiamare le forze dell'ordine. Solo nella notte, spiega, si è insospettito. E così il giorno dopo ha chiesto le immagini delle. telecamere (negate) e ha frugato nei casso-netti (»già svuotati» ). «Due li ho visti bene dice E riconoscerei. Non ho chiamato subito il 112 perché non ho visto un omicidio o uno scippo, non pensavo fosse un reato. Solo dopo mi è venuto il sospetto». «Chi riveste ruoli di responsabilità dovrebbe valutare, prima di dare conto alla stampa di fatti o situazioni da lui percepite come sospette, di riferirne agli inqui-

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il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi

07/10/2012 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247

reati», dice invece Giovannini. RIVA, ex Dc, Udeur, Pdci e Idv, ex portavoce di un ministro dei governo D'Aierna e tanto altro, continua la sua battaglia contro gli ex colleghi dell'Idv: «Silvana Mura, coordinatrice regionale, ha piazzato due suoi assistenti in Regione. Sono stato cacciato perché chiedevo conti da partito». Lui però ora gestirà nIOiEi soldi: «Vero, ma 130E1 l'ho 'voluto io. I rimborsi chilometrici? Li prendo. Li ho presi anche quando avevo la patente scaduta, ma il prefetto mi aveva autorizzato a usare l'auto nel tragitto casa-lavoro».

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Rassegna stampa IDV Emilia Romagna del 07.10.2012