HYDRA DICEMBRE 2025

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Viareggio (LU) Via Aurelia Nord, 232 Loc. Marco Polo

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Grosseto Via Topazio, 29 Tel.0564465316

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Pisa Via Redi, 1 Loc. Madonna dell’Acqua

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Pontedera (PI) Via Friuli, 3/4 Loc. Gello Tel.0587292719Fax0587295308 pontedera@vascoscarpellini.it

Montevarchi (AR) Viale L. Cadorna, 91 Tel.0559102956

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IL CONTO TERMICO 3.0

UNA NUOVA ERA PER L’EFFICIENZA ENERGETICA?

L’Italia si trova a un bivio cruciale nel percorso verso la transizione energetica. Per il settore termoidraulico, questo momento è segnato dall’atteso Conto Termico 3.0, la cui imminente entrata in vigore rappresenta non solo un aggiornamento normativo, ma un vero e proprio cambio di passo nelle politiche di incentivazione. Il Conto Termico 2.0, disciplinato dal Decreto 16 febbraio 2016 (tutt’ora in essere fino al 25 dicembre), è da sempre fondamentale per sostenere la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e l’incremento dell’efficienza energetica di edifici esistenti. La versione 3.0 mira a semplificare le procedure e a rendere gli incentivi più accessibili e sostenibili per il nostro settore, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima). In un contesto dove le detrazioni fiscali tradizionali (Ecobonus e Bonus Casa) stanno subendo una drastica rimodulazione delle aliquote (attualmente al 50% e 36% a seconda che si parli di abitazione principale o no), il Conto Termico 3.0 potrebbe essere destinato a miglior fortuna, rispetto al suo predecessore 2.0. Il Conto Termico, infatti, offre un contributo diretto in conto capitale erogato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e non una detrazione fiscale. Questo si concretizza in una maggiore liquidità (l’erogazione è prevista in un’unica soluzione per incentivi fino a 15.000 euro); in percentuali interessanti (gli incentivi possono coprire fino al 65% della spesa ammissibile), che spesso superano le nuove aliquote fiscali; e in una maggiore indipendenza fiscale (è accessibile anche a soggetti con scarsa capienza fiscale). Con la progressiva riduzione e la diluizione nel tempo delle detrazioni tradizionali, il Conto Termico 3.0 si posiziona quindi come lo strumento primario per l’installatore che desidera offrire al cliente un vantaggio economico diretto e immediato. Approfondimento dedicato a pag. 14 e schema tecnico a pag. 15. Parallelamente all’aggiornamento degli incentivi, il nostro settore (ed in particolar modo gli installatori di AEE), deve confrontarsi con importanti evoluzioni normative che ne ridefiniscono le responsabilità. Come per esempio la Gestione Semplificata dei RAEE. Un tema caldo per gli installatori è la gestione dei RAEE ritirati nell’ambito della fornitura “uno contro uno”.

Le norme di riferimento, contenute nel D.Lgs. 49/2014, sono state recentemente e sostanzialmente modificate dalla Legge 14 novembre 2024, n. 166 (di conversione del cosiddetto “Decreto Salva Infrazioni”, D.L. 131/2024) e ulteriormente precisate dalla Legge 7 ottobre 2025, n. 147. Queste disposizioni legislative, in particolare, hanno riscritto l’Articolo 11 del D.Lgs. 49/2014, introducendo semplificazioni decisive per la nostra categoria, che, quando ritira un RAEE, è equiparata al distributore. Approfondimento dedicato a pag. 5.

Completiamo il contesto normativo e ambientale con due focus rilevanti: Piano Nazionale della Qualità dell’Aria (PNQA) e fine dello Scambio sul Posto (SSP).

La Delibera del Consiglio dei Ministri 20 giugno 2025 relativa al PNQA imporrà con ogni probabilità restrizioni più severe (spesso legate alle procedure di infrazione UE per l’inquinamento da PM10 sull’installazione e sull’uso di generatori a biomassa con bassi rendimenti e pessime emissioni). Questo inevitabilmente spingerà il mercato verso soluzioni a emissioni “quasi zero”, rendendo il Conto Termico 3.0 ancora più strategico per il rinnovo del parco impiantistico. Per l’energia elettrica autoprodotta, si avvicina invece la fine dello SSP, meccanismo disciplinato dal Decreto Ministeriale 6 luglio 2012. Gli operatori dovranno obbligatoriamente migrare verso soluzioni come il Ritiro Dedicato (RID), o, e questa è la vera opportunità, aderire alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Focus dedicati a pag. 4 e 7, rispettivamente.

Sommario

Dicembre 2025

Attualità

4 5

6

PIANO DI AZIONE NAZIONALE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA

Obiettivi da qui al 2027

AGGIORNATE LE DISPOSIZIONI IN AMBITO RAEE

Scatta l’obbligo di iscrizione al Centro di Coordinamento RAEE

Impiantistica

CALEFFI: DISPOSITIVI TRATTAMENTO ACQUA

Sistemi di filtrazione e dispositivi anticalcare elettrolitico con filtro e magnete

In primo piano

7

8

FOCUS: FINE DELLO SCAMBIO SUL POSTO E NUOVI ORIZZONTI PER IL FOTOVOLTAICO

Opportunità per il mondo del fotovoltaico

L’ECCELLENZA DELLA TERMOIDRAULICA E DELL’ARREDOBAGNO IN TOSCANA E LIGURIA

Un servizio capillare e completo

FIRENZE: APRE IL NUOVO SHOWROOM LENA CUSTOM DESIGN

Un intreccio di arte, interior e design

9

HYDRA N. 1/2025 ERRATA CORRIGE

Correzione aliquote bonus casa

IDROTIRRENA COMMERCIALE SRL ACQUISISCE MBM GROUP SRL

Obiettivo: espansione del marchio Zenith

Il prodotto

13

SMISOL® Clim Platinum diventa SMISOL® Clim Aeterna™

Stessa affidabilità, nuove prestazioni e opportunità

Normativa 14

PUBBLICATO IN GAZZETTA IL NUOVO CONTO TERMICO

Conto Termico 3.0: novità, benefici differenze rispetto al 2.0

Attualità PIANO DI AZIONE NAZIONALE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA

OBIETTIVI DA QUI AL 2027

L’Italia si trova di fronte a una sfida ambientale e sanitaria cruciale: il superamento cronico dei valori limite di concentrazione per alcuni inquinanti atmosferici, in particolare il PM10, il PM2.5 e il biossido di azoto (NO ), in diverse aree del territorio. Per affrontare con determinazione questa problematica, il Consiglio dei Ministri ha approvato, con Delibera del 20 giugno 2025, il “Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria”. Questo Piano, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 agosto 2025, rappresenta una strategia strutturata e pluriennale (periodo di riferimento 2025-2027) volta a ridurre in modo significativo le emissioni e a conformare il Paese alle direttive europee. La necessità di un intervento organico è dettata non solo da ragioni di tutela della salute pubblica (l’inquinamento atmosferico è responsabile di gravi danni alla nostra salute) ma anche dal pressing normativo europeo. Il Piano si pone come obiettivo primario l’attuazione delle direttive comunitarie (in particolare la 2008/50/CE recentemente abrogata dalla 2024/2881) e, in modo cruciale, la risoluzione delle tre procedure di infrazione (le cause 2014/2147 per PM10, 2015/2043 per NO e 2020/2299 per PM2.5) avviate dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia.Tra l’altro preme sottolineare che la causa 2014/2147, concretizzata nel 2020 con la sentenza di condanna da parte della Corte europea di giustizia (causa 644/18), recitava: “dal 2008 l’Italia ha superato, in maniera sistematica e continuata, nelle zone interessate, i valori limite giornaliero [50 µg/ m3 da non superare più di 35 volte in un anno] e annuale [40 µg/m3] applicabili alle concentrazioni di particelle PM10 e non ha adottato misure appropriate per garantire il rispetto dei valori limite fissati per le particelle PM10 nell’insieme delle zone interessate” Tra le zone interessate, c’era anche la nostra regione Toscana. Il Piano è quindi un atto di responsabilità nazionale che coinvolge direttamente tutte le Regioni che presentano zone di non conformità. Per la concreta attuazione delle misure previste, il Piano mobilita una dotazione finanziaria complessiva stimata in circa 2,4 miliardi di euro. Le risorse sono destinate prioritariamente alle Regioni in infrazione, tra cui la Toscana, per finanziare interventi strutturali di breve e medio periodo.

Le risorse finanziarie sono indirizzate verso interventi specifici e settoriali, tra cui:

• 800 milioni di euro destinati ai Comuni per progetti di mobilità sostenibile;

• 50 milioni di euro per incentivi destinati alla sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomasse legnose più inquinanti nelle aree in infrazione.

Il Piano è articolato in cinque ambiti di intervento strategici: 1. Misure trasversali; 2. Agricoltura; 3. Mobilità; 4. Riscaldamento civile; 5. Azioni in atto complementari.

In particolare nell’ambito 4. si delinea la transizione verso sistemi di riscaldamento domestico più puliti ed efficienti, abbandonando gradualmente i generatori di calore obsoleti e altamente inquinanti.

Le azioni si concentrano principalmente sui combustibili a biomassa, che, se bruciati in apparecchiature datate e con scarsa manutenzione, rilasciano elevate quantità di particolato fine nell’atmosfera, PM 10 appunto. Per i nostri fini questa è l’azione più significativa che si concretizzerà, nel breve termine, con l’aggiornamento normativo del DM 186/2017.

L’obiettivo è quello di inserire nuove e più stringenti classi di qualità per la certificazione dei generatori di calore a biomasse combustibili solide. Questo significa che, in futuro, solo apparecchiature con performance emissive altissime (ad esempio, 5 stelle evolute) potranno essere installate.

L’efficacia del PNQA è subordinata a un rigoroso sistema di monitoraggio. La cabina di regia, che ha elaborato il documento, è incaricata di supervisionare l’attuazione delle misure e di riferire al Consiglio dei Ministri in caso di mancata attuazione o scostamenti dal cronoprogramma.

Per la Toscana e le altre regioni in infrazione, l’attuazione del PNQA non è negoziabile. Il Piano rappresenta l’opportunità, sostenuta da un’ampia disponibilità finanziaria, per realizzare un cambiamento sistemico e duraturo che permetta non solo di evitare le sanzioni UE, ma soprattutto di assicurare un’aria più salubre per i cittadini residenti nelle zone più critiche.

AGGIORNATE LE DISPOSIZIONI IN AMBITO RAEE

SCATTA L’OBBLIGO DI ISCRIZIONE AL CENTRO DI COORDINAMENTO RAEE

La gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) rappresenta uno dei temi centrali nell’ambito della economia circolare e della tutela ambientale. In Italia, l’operatività degli installatori o, più in generale, dei soggetti che effettuano la posa, sostituzione o manutenzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) è soggetta a precisi obblighi normativi, specie quando si tratta del ritiro e dello smaltimento. Tra gli obblighi di rilievo spicca la corretta gestione che nel tempo si è cercato di semplificare e agevolare, giungendo così alle ultime disposizioni che prevedono una gestione estremamente semplificata a fronte di un’iscrizione, da effettuare in via telematica al centro di coordinamento RAEE, abbreviato CdC RAEE.

Il riferimento principale che disciplina la gestione del RAEE è il D.Lgs. 49/2014 (attuativo della Direttiva RAEE 2012/19/UE), il decreto stabilisce che chi vende o installa nuove apparecchiature ha l’obbligo di ritirare le vecchie apparecchiature dismesse in forma gratuita, le apparecchiature diventano rifiuto nel momento in cui l’utente finale decide di disfarsene e il rifiuto deve essere gestito secondo specifiche modalità.

Aspetto ampliato e rivisto con la Legge 147/2025 del 3 ottobre (legge di conversione del D.Lgs. 116/2025) con l’intento di intercettare e tracciare maggiori quantità di rifiuti elettronici rispetto a quanto si faceva in passato.

Con le modifiche normative introdotte nel 2024, per mezzo dell’articolo 11 del D.lgs. 49/2014, si estende ulteriormente il concetto di ritiro “uno contro uno” e si equiparano, comma 9, gli “installatori” e i “centri di assistenza” ai “distributori”, estendendo così gli obblighi di quest’ultimi anche ai primi.

Con “uno contro uno” si dà disposizione ai rivenditori di ritirare tutti gli altri RAEE provenienti dai nuclei domestici a titolo gratuito, senza che il consumatore sia obbligato ad acquistare un prodotto equivalente a quello dismesso. Precedentemente il ritiro si poteva eseguire solo a fronte dell’acquisto di un’apparecchiatura similare.

Scatta così l’obbligo per le categorie cui sopra di iscriversi al CdC RAEE, iscrizione che si concretizza con la comunicazione dei propri luoghi di deposito preliminari (punti vendita, magazzini…). Luoghi dove vengono temporaneamente stoccati i rifiuti elettronici ritirati dai consumatori in attesa del trasporto verso la destinazione finale del rifiuto. In una fase successiva il rifiuto stoccato nei propri depositi temporanei dovrà essere convogliato al centro di raccolta comunale presente sul territorio.

Scatta anche l’obbligo della comunicazione al CdC RAEE dei quantitativi annuali movimentati. L’importo delle sanzioni, che quando si intacca la normativa ambientale sono sempre elevate, vanno dai 2.000 ai 10.000 euro.

Iscrizione al CdC RAEE, movimentazione (mediante DDT), stoccaggio temporaneo e consegna al centro di raccolta rappresenta una semplificazione al sistema di trattamento rifiuti, le sanzioni citate si applicano solo in caso di mancata gestione del corretto smaltimento rifiuti, ma questo non vuol dire che il meccanismo di gestione sia solo

quello sopra descritto, rimangono valide le procedure generali trattate nel “testo unico ambientale”, per una gestione “non semplificata”. Sono definite apparecchiature RAEE tutti gli oggetti che necessitano di corrente elettrica o batterie per funzionare e che sono destinati allo smaltimento perché guasti, obsoleti o non più utilizzati, definizione che determina lo spartiacque di quando un rifiuto rientra tra le componenti elettriche ed elettroniche e quando non ci rientra.

Per una più corretta classificazione, catalogazione e gestione, le apparecchiature vengono poi suddivise in 5 sottocategorie: (R1) – Freddo e clima; (R2) – Altri grandi bianchi; (R3) – TV e monitor; (R4) – IT e Consumer electronics, apparecchi di illuminazione (privati delle sorgenti luminose), PED (attrezzature a pressione) e altro; (R5) – Sorgenti luminose.

A titolo esemplificativo, e non esaustivo, i RAEE che appartengono alle sottocategorie di nostro interesse sono la categoria R1 (frigoriferi, condizionatori, pompe di calore, apparecchi per il condizionamento ecc…) e la categoria R4 (pannelli fotovoltaici; caldaie; stufe; scaldabagno ecc…).

Come dicevamo, la volontà del proprietario di disfarsi di queste apparecchiature le fa diventare automaticamente rifiuto ed il rifiuto deve essere trattato secondo norma. Ed è qui che entrano nella catena della gestione del rifiuto gli “installatori”, quei soggetti che, nell’ambito della propria attività, installano AEE presso utenti finali. Gli installatori hanno l’obbligo del ritiro della vecchia apparecchiatura. Esempi tipici di installatori sono gli elettricisti; termoidraulici; tecnici frigoristi o i cosiddetti CAT (Centri Assistenza Tecnica). Riassumendo, questi operatori che maneggiano RAEE, adesso si trovano a decidere se proseguire con la gestione ordinaria del rifiuto oppure operare in modalità semplificata (probabilmente consigliata) tramite l’iscrizione al CdC RAEE, che in questo caso diventa obbligatoria.

In conseguenza di ciò, anche per gli installatori/manutentori, si sono attivati nuovi adempimenti: non solo installare, ma anche “gestire” il RAEE ritirato, garantendo presso il proprio magazzino un idoneo spazio che abbia la funzione di deposito preliminare.

Gli installatori che gestiscono RAEE in modalità semplificata (ad esempio ritiro “uno contro uno” o “uno contro zero”) devono registrarsi e dichiarare i propri “luoghi di deposito preliminare” al portale del CdC RAEE (servizio D6), ovvero indicare il sito fisico dove vengono raccolti i RAEE provenienti da utenze domestiche.

L’iscrizione può essere effettuata direttamente dal titolare della ditta, o da altro soggetto, non comporta oneri economici né costi di registrazione o segreteria, inoltre la registrazione non ha scadenza. Sul portale CdC RAEE sono presenti tutorial e video guide, in grado di aiutare l’operatore a portare a termine l’iscrizione.

La semplificazione di fatto si concretizza tramite l’eliminazione di un registro di carico/scarico e il trasporto tramite formulario, adesso l’unico aspetto a cui porre l’attenzione durante il trasporto è la presenza dell’apposito DDT (Documento Di Trasporto).

Impiantistica

CALEFFI: DISPOSITIVI TRATTAMENTO ACQUA

SISTEMI DI FILTRAZIONE E DISPOSITIVI ANTICALCARE ELETTROLITICO CON FILTRO E

Calcare e impurità sono nemici silenziosi degli impianti che con il tempo ne riducono l’efficienza, aumentano i consumi e compromettono la durata di apparecchi e rubinetteria collegati. Da oltre sessant’anni Caleffi affianca i professionisti del settore con componenti che migliorano il comfort abitativo, proteggono gli impianti e preservano la qualità dell’acqua potabile, tutelando al contempo la salute delle persone. È proprio da questa esperienza che nascono CALEFFI eCAL® e FILTERSTOP, due soluzioni pensate per rispondere in modo mirato a problematiche diverse.

In presenza di acque molto dure, quando non si desidera alterarne la composizione con addolcitori o sostanze chimiche, la soluzione perfetta è CALEFFI eCAL® serie 5377, il nostro dispositivo anticalcare elettrolitico con filtro e magnete in grado di eliminare oltre l’85% di depositi di calcare e allo stesso tempo filtrare le impurità. Realizzato in materiale antidezincificazione a bassissimo contenuto di piombo, non richiede elettricità e non necessita di sostituzioni o manutenzioni frequenti, a differenza di molti dispositivi anticalcare presenti sul mercato che possono richiedere ricariche periodiche di polifosfati, granuli o sali.

La sua tecnologia innovativa sfrutta l’azione elettrolitica per proteggere impianti, generatori, elettrodomestici e rubinetteria in modo efficace e sostenibile. Il funzionamento è completamente meccanico e l’acqua in primis attraversa una maglia filtrante interna che cattura le particelle di impurità di dimensioni fino a 50 µm e assicura un funzionamento ottimale, evitando che sabbia e sporco compromettano le prestazioni del dispositivo.

Si dirige poi verso il fondo del dispositivo dove un magnete, non a contatto diretto con l’acqua, trattiene le impurità ferrose per proteggere ulteriormente l’impianto. L’acqua passa infine attraverso una cartuccia contenente elementi in lega di rame, zinco e titanio.

Grazie all’effetto pila e al moto vorticoso generato, si formano cristalli di aragonite, una struttura che previene la formazione di incrostazioni calcaree.

Il filtro incorporato è completamente ispezionabile, facilitando le operazioni di installazione e manutenzione.

CALEFFI eCAL® è la soluzione sostenibile e duratura per chi desidera proteggere l’impianto mantenendo inalterate le proprietà dell’acqua potabile.

Quando l’obiettivo è proteggere l’impianto dalle impurità e si dispone già di un sistema per la riduzione del calcare (come un addolcitore), FILTERSTOP serie 5771 è la scelta ideale.

La vera innovazione del nostro filtro ispezionabile con intercettazione integrata risiede nella sua semplicità: dove prima servivano tre valvole, ora ne basta una sola per filtrare e intercettare.

Una soluzione che riduce gli ingombri, agevola la fase di installazione e rende più rapide le operazioni di manutenzione. Realizzato in ottone, è robusto e compatto, perfetto anche in caso di spazi limitati. La manutenzione è semplice e sicura: è sufficiente ruotare la parte superiore del dispositivo per attivare la sfera di

MAGNETE

intercettazione integrata, bloccare il flusso, e aprire la vite di sfogo aria per scaricare la pressione ed evitare fuoriuscite improvvise d’acqua.

A questo punto si può estrarre frontalmente la maglia filtrante ultra-fine da 160 µm, realizzata in acciaio inox e progettata per trattenere anche le impurità più sottili già al primo passaggio. L’ampia superficie filtrante distribuisce lo sporco in modo uniforme, mantenendo costante la portata e riducendo le perdite di carico. Una volta estratta, la maglia filtrante può essere lavata facilmente con acqua corrente e reinserita in pochi istanti.

Altro elemento distintivo è l’assenza della leva esterna, una scelta progettuale che riduce gli ingombri e facilita l’installazione. Tutte le operazioni di manutenzione possono essere effettuate con una semplice chiave inglese, strumento sempre a portata di mano dell’installatore.

FILTERSTOP è la soluzione semplice, versatile ed efficace contro le impurità che ottimizza lo spazio, semplifica l’installazione e riduce i tempi di manutenzione.

Le nostre soluzioni rispondono a esigenze diverse ma condividono la stessa visione: offrire strumenti affidabili e intelligenti che semplificano il lavoro dei professionisti e migliorano il comfort quotidiano delle persone.

Qualunque sia la tua scelta, l’efficacia e la qualità Caleffi sono sempre garantite!

CALEFFI eCAL® serie 5377
FILTERSTOP serie 5771

FOCUS: FINE DELLO SCAMBIO SUL POSTO E NUOVI ORIZZONTI PER IL FOTOVOLTAICO

OPPORTUNITÀ PER IL MONDO DEL FOTOVOLTAICO

L’Italia sta affrontando una trasformazione cruciale nel settore dell’energia rinnovabile, innescata dall’attuazione della Direttiva europea RED II. Questa fase è dominata dalla cessazione del regime di Scambio sul Posto (SSP), un meccanismo storico che per anni ha sostenuto l’autoconsumo per gli impianti fotovoltaici di piccola e media taglia. Il panorama normativo sembra spingere i produttori e i consumatori verso schemi moderni di valorizzazione dell’energia, in particolare verso il Ritiro Dedicato (RID) e verso le innovative Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Lo Scambio sul Posto è stato un servizio erogato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che permetteva la compensazione economica tra l’energia immessa in rete in eccesso e l’energia prelevata dalla rete in un momento successivo, fungendo di fatto da una “batteria virtuale” annuale.

La sua dismissione è disciplinata dal Decreto Legislativo 199/2021. Le date e le modalità di uscita graduale sono state chiarite da provvedimenti successivi che segnano l’addio definitivo a questo regime.

Un riferimento normativo fondamentale in tal senso è il Decreto Ministeriale del 30 dicembre 2024 “Meccanismo transitorio di supporto per impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato”. Questo DM stabilisce:

1. Cessazione Impianti Vetusti: La cessazione della convenzione SSP è automatica per gli impianti che hanno già superato (o supereranno) i 15 anni di esercizio. Tali impianti passano automaticamente al regime di Ritiro Dedicato (RID), a partire dal 31 dicembre 2024;

2. Limite Temporale: Vengono fissate date precise oltre le quali non sarà più possibile accedere a nuovi contratti di Scambio sul Posto, sancendo l’irreversibilità del percorso normativo.

Il Ritiro Dedicato (RID) è l’alternativa più diretta per monetizzare l’energia immessa in rete che non è stata autoconsumata istantaneamente. Sotto il regime RID, il “produttore” vende l’energia elettrica prodotta in eccesso direttamente al GSE:

• Remunerazione: L’energia immessa è pagata al “produttore” a un Prezzo Zonale Orario (PO) (variabile in base al momento dell’immissione e alla zona geografica) o, per gli impianti più piccoli (tipicamente sotto i 250 kW), a un Prezzo Minimo Garantito (PMG), applicabile quando il prezzo zonale è inferiore a una soglia prestabilita. Per avere un’idea del valore di questi prezzi, a novembre 2025 per la zona centro nord (di cui fa parte la Toscana), il valore medio del PO è stato di 0,112 €/kWh, con un PMG fissato a 0,0468 €/kWh.

• Carattere Cessionario: Il RID è un meccanismo di pura cessione. Non vi è compensazione con l’energia prelevata. Ogni kWh prelevato viene pagato al fornitore come da contratto di

utenza, mentre ogni kWh immesso viene valorizzato dal GSE. Il RID è l’opzione ideale per gli impianti dove l’autoconsumo istantaneo è ridotto (ad esempio, impianti su capannoni con consumi prevalentemente serali) o come soluzione transitoria in attesa di adesione a una CER.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) non sono solo un’alternativa all’SSP, ma un vero e proprio modello organizzativo promosso per la decentralizzazione e l’efficienza energetica. Disciplinate dal D.Lgs. 199/2021 e dal DM 414/2023 che ne definisce gli incentivi, le CER permettono a cittadini, PMI e enti di condividere l’energia prodotta localmente.

Il vantaggio economico principale deriva dalla Tariffa Premio (o incentivante), riconosciuta dal GSE sull’energia che viene effettivamente autoconsumata virtualmente e condivisa all’interno della comunità, in aggiunta al valore intrinseco dell’energia:

1. Tariffa Incentivante (DM 414/2023): È un incentivo monetario (espresso in €/MWh) che premia la condivisione istantanea e virtuale. Il valore è variabile in base alla potenza e alla posizione geografica dell’impianto.

2. Valorizzazione dell’Energia Immessa: L’energia prodotta e immessa in rete viene comunque valorizzata con il Prezzo Unico Nazionale (PUN) o ritirata attraverso il RID.

3. Benefici Aggiuntivi: Le CER offrono benefici sociali, ambientali e un meccanismo di aiuto concreto contro la povertà energetica per i membri più vulnerabili.

L’aspetto tecnico più stringente è che tutti i punti di produzione e consumo che partecipano alla CER devono essere connessi alla stessa Cabina Primaria di trasformazione. Ciò impone una verifica di fattibilità geolocalizzata per l’ingresso in una CER.

La gestione della CER richiede inoltre un’attenta misurazione e monitoraggio dell’energia condivisa in tempo reale.

La fine dell’SSP, sancita da provvedimenti come il DM 30 dicembre 2024, accelera la necessità di una pianificazione energetica più sofisticata. Il passaggio a RID o CER richiede agli attori in campo di:

• Massimizzare l’Autoconsumo Istantaneo: L’integrazione di sistemi di accumulo (batterie) è ormai cruciale per ottimizzare l’uso dell’energia prodotta e ridurre la dipendenza dalla rete;

• Valutazione del Modello: Le CER rappresentano l’opportunità economica più significativa a lungo termine, grazie all’incentivo cumulativo sulla condivisione, ma richiedono maggiore coordinamento e governance.

Il nuovo quadro normativo italiano non è una penalizzazione, ma un incentivo a evolvere verso un modello energetico distribuito, resiliente e basato sulla condivisione attiva tra produttori e consumatori.

L’ECCELLENZA DELLA

TERMOIDRAULICA E DELL’ARREDOBAGNO

IN TOSCANA E LIGURIA

UN SERVIZIO CAPILLARE E COMPLETO

Da oltre un secolo, il Gruppo Martinelli rappresenta un punto di riferimento indiscusso nel settore della termoidraulica e dell’arredobagno in Toscana e Liguria.

Specializzato nella distribuzione al dettaglio e all’ingrosso, il Gruppo ha saputo costruire una solida reputazione basata su competenza, professionalità e un’offerta prodotti ineguagliabile.

Con una storia che affonda le radici in oltre 120 anni di esperienza, l’azienda si distingue per la capacità di unire la tradizione alla costante innovazione, guardando sempre al futuro con un occhio di riguardo per le nuove tecnologie e le energie rinnovabili.

Il Gruppo Martinelli è una realtà complessa e ben strutturata, composta da quattro società: Costante Martinelli spa, Sct spa, Itf spa e Gruppo Martinelli Industriale spa.

Sebbene ogni azienda abbia la sua specifica identità, tutte condividono un’unica missione: offrire prodotti di massima qualità a prezzi competitivi, supportati da un servizio professionale e impeccabile.

Il successo del Gruppo Martinelli si fonda su una presenza capillare sul territorio, garantita da una rete vendita efficiente che comprende ben 15 punti vendita con magazzino e 5 showroom dedicati, conosciuti con il marchio Aquadolce.

Gli showroom Aquadolce sono il fiore all’occhiello del Gruppo, qui è possibile trovare una vasta gamma di prodotti che spaziano dai pavimenti per interni ed esterni alle piastrelle, dall’arredobagno alla rubinetteria, dai sanitari alle vasche e docce, fino ad arrivare a soluzioni di wellness come minipiscine e saune.

FIRENZE: APRE IL NUOVO SHOWROOM LENA CUSTOM DESIGN

UN INTRECCIO DI ARTE, INTERIOR E DESIGN

Il mese di ottobre ha visto l’apertura, nel centro di Firenze, del primo showroom monomarca Lena Custom Design, in Borgo Ognissanti, il salotto degli artigiani, delle ceramiche e degli antiquari. Un luogo perfetto per dare inizio a questo nuovo progetto, in uno spazio dove trovano collocazione cucine, mobili da bagno, oggetti di design, librerie e un grande tavolo conviviale.

L’idea di fondo è stata creare un ambiente coworking, aperto a tutti i progettisti e architetti, dove lavorare liberamente.

Un punto d’incontro per accogliere clienti e confrontarsi, dove presentare artisti emergenti, organizzare mostre ed eventi, sviluppare workshop.

Lena Custom Design nasce nel 2020, l’anno del confinamento forzato, quando i lunghi momenti di riflessione hanno fatto emergere il desiderio di tornare alle radici e abbracciare pienamente lo spirito del made in Tuscany, con arredi di design a chilometro zero, da creare e sviluppare ovunque.

Uno degli ultimi progetti è stato realizzato a Parigi, un total look Lena Custom con la creazione di cucina, bagno, armadi e ingresso, nei toni caldi e luminosi del burro e del bianco.

Dopo questa esperienza, Lena Custom Design è approdata, da Livorno, anche all’Isola d’Elba, con un progetto integrato di cucina e mobile da bagno, in un’estetica pensata nei minimi dettagli.

Gli ultimi mesi hanno visto l’apertura dei corner Lena Custom anche negli showrooms Artebagno di Cecina e Venturina, per arrivare adesso a Firenze, dove il marchio Lena Custom Design si compenetra all’essenza dell’artigianato fiorentino, in un intreccio di arte, interior e design.

HYDRA N. 1/2025

Ci preme evidenziare che nello schema di pagina 15 del numero 01/2025 di HYDRA sono state erroneamente rappresentate le aliquote per interventi di detrazioni fiscali BONUS CASA. Sono invece corrette le informazioni e la grafica indicata, sempre all’interno della stessa rivista, a pagina 4.

A chiarimento di quanto sopra riportiamo la rappresentazione grafica delle aliquote per detrazioni fiscali di Bonus Casa per il triennio 2025 – 2027. Al momento i dati ufficiali sono questi, ma non si esclude che con la legge di bilancio 2026 possano nuovamente variare.

IDROTIRRENA COMMERCIALE SRL ACQUISISCE MBM GROUP SRL

OBIETTIVO: ESPANSIONE DEL MARCHIO ZENITH

Si è ufficialmente conclusa con successo l’operazione di acquisizione che ridefinirà la strategia commerciale di Idrotirrena Commerciale Srl. Lo scorso 6 novembre, presso lo studio notarile, è stato firmato l’atto finale che sancisce l’ingresso della società MBM Group Srl, detentrice del marchio di prodotti Zenith, all’interno del gruppo. Questo passaggio rappresenta un momento cruciale non solo per le aziende coinvolte, ma anche per il mercato di riferimento, che vedrà presto nuovi sviluppi. L’integrazione è stata fortemente voluta dai soci di Idrotirrena, i quali intendono gettare le basi per un’ulteriore e significativa espansione della gamma di prodotti Zenith e renderli più competitivi in un mercato in continua evoluzione. A partire dal 1° dicembre 2025, la fusione è diventata pienamente operativa. Da questa data, la struttura operativa e produttiva di Zenith inizierà a beneficiare direttamente e in modo immediato delle profonde sinergie con l’organizzazione di Idrotirrena Commerciale Srl. Tali sinergie non saranno limitate solo alla distribuzione, ma riguarderanno ogni aspetto della catena della filiera, dagli acquisti alla logistica, fino alla gestione amministrativa. Il risultato più tangibile di questa integrazione sarà la possibilità di ottenere economie di scala. La razionalizzazione dei processi e l’ottimizzazione della forza d’acquisto congiunta permetteranno una riduzione strutturale dei costi operativi. Questo vantaggio competitivo si rifletterà direttamente in un beneficio per il cliente finale, senza compromettere in alcun modo l’eccellenza e l’affidabilità che hanno da sempre contraddistinto i prodotti a marchio Zenith. Questa acquisizione conferma la determinazione di Idrotirrena Commerciale Srl a investire nella crescita, rafforzando la propria posizione e il valore offerto al mercato.

INNOVAZIONE CALEFFI

Il nuovo dispositivo anticalcare elettrolitico con filtro e magnete C ALEFFI eCAL ® serie 5377 protegge gli impianti, i generatori, gli elettrodomestici e la rubinetteria dai depositi di calcare. Non altera la qualità dell’acqua sanitaria, garantisce all’utente un comfort ottimale e riduce le spese di manutenzione GARANTITO CALEFFI.

FILTERSTOP IL FILTRO

CHE INTERCETTA

INNOVAZIONE CALEFFI

A 11-21 C 12-22

FILTERSTOP serie 5771 è il nuovo filtro ispezionabile con intercettazione per impianti di climatizzazione e sanitari. La sua ampia maglia filtrante in acciaio inox da 160 μm cattura le particelle più piccole e minimizza le perdite di carico. Si installa anche negli spazi più ristretti, grazie al filtro estraibile frontalmente, al design compatto e alla sfera di intercettazione integrata. GARANTITO CALEFFI.

SMISOL Clim Platinum diventa SMISOL Clim Aeterna.

Lo specialista del clima, a prova di futuro.

Dall’a dabilità di SMISOL Clim Platinum nasce la nuova generazione: SMISOL Clim Aeterna, certi cato EPD e conforme per i gas R290. Ancora più resistente, duraturo e sostenibile.

Il prodotto

SMISOL® Clim Platinum

diventa SMISOL® Clim Aeterna™

STESSA AFFIDABILITÀ, NUOVE PRESTAZIONI E OPPORTUNITÀ.

Abbiamo percorso molta strada con SMISOL® Clim Platinum, un prodotto che si è collocato tra i migliori sul mercato grazie alle sue note caratteristiche tecniche e facilità di installazione. Oggi compiamo un passo avanti: nasce SMISOL® Clim Aeterna™, la naturale evoluzione di SMISOL® Clim Platinum. Un salto di qualità che ci consente di rispondere alle nuove esigenze del mercato, con prestazioni superiori e requisiti che aprono la strada a nuove opportunità esclusive.

Con SMISOL® Clim Aeterna™ manteniamo tutte le caratteristiche qualitative per le quali SMISOL® Clim Platinum si è affermato come prodotto di punta: la durata (comprovata da test di invecchiamento) e la facilità di posa in opera, offrono agli installatori un tubo affidabile e semplice da lavorare. Qualità e apprezzamento del mercato che hanno prodotto numerosi tentativi di imitazione.

Con Smisol® Clim Aeterna™ùapriamo insieme nuove possibilità:

- Certificazione EPD, per affrontare insieme un mercato sempre più selettivo, con capitolati più restrittivi, gare d’appalto che prevedono criteri ambientali minimi (CAM) e progetti che danno accesso a vantaggi fiscali (EPD International www.environdec.com);

- Idoneo al trasporto del gas R290, ormai nuovo standard di mercato per le sue elevate prestazioni e rispetto delle normative europee sugli HFC;

- Fattore di resistenza alla diffusione del vapore (µ) più che raddoppiato, per prestazioni superiori dell’isolante;

- Nuovo nome e colore, conferiscono al prodotto un’identità unica, immediatamente riconoscibile;

- Marchio e colore in fase di registrazione, qualsiasi tentativo di imitazione sarà perseguito nelle sedi competenti, a tutela della nostra innovazione e dei nostri clienti.

Con questa nuova tappa, proseguiamo un percorso condiviso che unisce esperienza e innovazione, e ora più che mai restiamo al tuo fianco per offrirti tutto il supporto necessario.

Normativa PUBBLICATO IN GAZZETTA IL NUOVO CONTO TERMICO

CONTO TERMICO 3.0: NOVITÀ, BENEFICI E DIFFERENZE RISPETTO AL 2.0

Come prontamente indicato sul nostro portale HYDRACLUB, il 26 settembre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto intitolato: “Incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili”.

Con questo decreto prende forma la nuova disciplina incentivante Conto Termico 3.0, che sostituisce e rinnova il precedente regime di incentivazione (tipicamente noto come Conto Termico 2.0, del febbraio 2016). Tra le principali novità possiamo annoverare un ampliamento dei soggetti ammessi all’incentivo come i soggetti privati del terzo settore.

Preme ricordare che il Conto Termico da sempre incentiva gli interventi dividendoli in due macrotipologie:

• Interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica degli edifici;

• Interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Mentre in passato gli interventi di incremento di efficienza energetica erano riservati solo ed esclusivamente alle pubbliche amministrazioni, nella nuova versione possono accedere anche i soggetti privati per interventi eseguiti su edifici appartenenti all’ambito terziario (categoria catastale A/10, gruppo B, gruppo C ad esclusione del C/6 e C/7, gruppo D ad esclusione del D9, gruppo E ad esclusione del E2, E4, E6).

Accedono invece agli incentivi per la produzione di energia da FER le amministrazioni pubbliche e i soggetti privati per edifici appartenenti all’ambito terziario e all’ambito residenziale. Il decreto amplia le tipologie di interventi ammessi alle pubbliche amministrazioni e ai soggetti privati in ambito terziario, sono ora incentivati l’installazione di impianti fotovoltaici (con accumulo)

e colonnine di ricarica per veicoli elettrici, purché abbinati alla sostituzione dell’impianto termico esistente con pompe di calore elettriche.

Per la produzione termica da fonti rinnovabili, il decreto consente la sostituzione di impianti di climatizzazione (anche con teleriscaldamento da FER), micro-cogenerazione, pompe di calore geotermiche, idrotermiche, ecc.

Le caldaie a condensazione vengono totalmente escluse, rimangono i sistemi ibridi.

Tra le novità di rilievo si annovera anche la possibilità di una modalità più rapida di erogazione dell’incentivo per importi non troppo elevati, infatti per interventi il cui contributo spettante non supera 15.000 euro, l’incentivo viene erogato in un’unica rata che sarà ottenuta in un arco di tempo che va dai 60 ai 90 giorni. Per importi maggiori rimane la rateizzazione in 2 o 5 annualità costanti a seconda del tipo di intervento.

Il Conto Termico entrerà in vigore il 25 dicembre 2025 e da quella data tutte le richieste di incentivo saranno gestite secondo il regime del 3.0. Inoltre, il GSE avrà un periodo (indicativamente 60 giorni dopo l’entrata in vigore) per aggiornare il portale telematico, le regole applicative, la modulistica e la manualistica.

Di conseguenza, l’effettiva operatività del nuovo sistema è attesa tra gennaio e febbraio 2026.

Ci sono buone ragioni per ritenere che il Conto Termico 3.0 sarà “più sfruttato” rispetto alla versione precedente (il Conto Termico 2.0), non solo per il fatto di avere esteso la platea dei beneficiari ed aver ampliato le categorie di interventi, ma principalmente perché le detrazioni fiscali che abbiamo utilizzato per un ventennio si stanno ridimensionando in maniera importante e questo permette ad altre forme di incentivo di risultare più appetibili.

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