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LATEST - Issue #12 di Giugno ITA

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CONTENUTI 86

Lettera dell’Editor 6 Resort 2020 Review articolo 10 Sparkling Sand editoriale 16 H&M Conscious Collection articolo 28 Spectrum editoriale 34 Valentina Quinn intervista 46 Interwine Me editorial 52 Nomi popolari nell’arte moderna articolo 62 In Your Room editoriale 68 Must Have autunno 2019 articolo 80 Gracieusement cover story 86 La Design Week sostenibile articolo 94 Rooftop editoriale 98 Il boom della cosmesi “green” articolo 110 Soft Touch editoriale 114 Distinguersi: profumi di nicchia articolo 122 Smell Like Heaven editoriale 126 Accessori must have A/19 articolo 134 Pose editoriale 136 Ookioh costumi da bagno intervista 148 First Stage editoriale 154 Le migliori mostre d’arte articolo 163 Il paradiso Ocean Cay MSM articolo 164 Desert Dusk editoriale 168

COVER STORY Fotografia Michael Groeger Style Gabriela Santighian Modella Nya Gatbel c/o Louisa Models Makeup, Hair style Anja EL Sawaf c/o Les Artists Produzione Zero-8 Productions Digital Benedikt Greif


LETTERA DELL’EDITOR 136

P

arola d’ordine: Speranza. Nello stesso momento storico in cui nella moda e nell’arte in generale nascono sempre più movimenti come il #metoo, l’inclusione, l’interessamento verso la sostenibilità, ecco che viviamo anche il ritorno della paura del diverso, del razzismo fine a sé stesso e delle politiche estremiste nelle nostre vite di ogni giorno. Non resta che sperare nella conoscenza e nell’intelligenza, per evitare un nuovo futuro caotico. In questo numero abbiamo parlato di tutti questi temi in due importanti interviste, e abbiamo cercato di rappresentarli in immagini nei nostri editoriali, cercando una via luminosa. Editor-in-chief Facebook: @marta.forgione Instagram: @martaforgione

Marta Forgione


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Editor’s letter DIRETTORE, CHIEF EDITOR Marta Forgione martaforgioneph@gmail.com Via Raimondo Scintu, 78 - 00173 Roma (Italia) CONTRIBUTORS PER QUESTO NUMERO: LAYOUT Giuseppe Sindoni Laura Bobak Giulia Greco WRITERS Giulia Greco Ludovica Mucci Laura Zanovello Veronica Valdambrini FOTOGRAFI Michael Groeger, Alessandro Esposito, Mag Juchnik, Oliver Beckmann, Det Kempke, Drew Shearwood, Elizabeth Gibson, Alex Hutchinson, Martin Tomecko AGENZIE Louisa models, Les Artists, Premier Model Management, Elite models Milano, ProductionLink, Freelancer Agency, Rebel Models , Mango models, MN Creative, Uno models, Ana Prado Management, Nina Klein represents, MiLK Management London, Promod Model Agency, Titanium model mgmt, Focus model management, Zero-8 Productions ADVERTISING hello.latestmagazine@gmail.com Roma Italia 2019 | p.iva 15126391000 | iscrizione ROC n. 32682 Pubblicazione bimestrale da LATEST srls unipersonale a Febbraio, Aprile, Giugno, Agosto, Ottobre. Stampato da Facciotti s.n.c - Vicolo Pian Due Torri 74, 00146 Roma (Italia) Disponibile in versione digitale e stampata su latestmagazine.net Distribuito da Asendia Italy Spa | prezzo sul sito €15 - digitale €4.5 Prezzo consigliato nei negozi: IT €15 UK £16 US $14 UE €15


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Editor’s letter

Nel frenetico landscape della moda di oggi le collezioni Resort sono un appuntamento importante, ormai quasi più significativo delle le tradizionali fashion weeks. Location da sogno, clientela selezionata e collezioni portabili sono i tre comuni denominatori di queste sfilate, che vengono organizzate solitamente tra maggio e giugno e che devono il loro nome al pubblico a cui si rivolgevano circa dieci anni fa, quando per la prima volta sono apparse. L’appellativo Resort nasce infatti dal fatto che le prime pre-collezioni erano destinate a quella fascia facoltosa di clienti che, nei mesi invernali, si concede una vacanza in paesi esotici. Da qui il fenomeno si è evoluto velocemente e ha perso la sua connotazione iniziale. Bisogna anche considerare l’influenza del fast fashion, “colpevole” di aver accelerato in maniera spropositata (e probabilmente non più sostenibile) la produzione: il pubblico di oggi si aspetta nuovi stimoli il più spesso possibile, e così le case di moda si stanno adattando al ritmo, quasi duplicando il numero di collezioni l’anno. Nello stesso tempo però, lavorare al di fuori dei ritmi frenetici delle settimane della moda permette ai designers di presentare meglio il loro lavoro, e ai clienti di assaporare a pieno i nuovi trend di stagione. In questo senso non è azzardato dire che le collezioni Resort sono un terreno fertile per i brands, che possono così tornare a creare prodotti ed esperienze di vero lusso, destinate ad una fetta di mercato molto ristretta e specifica.

RESORT 2020

REVIEW Scritto da Giulia Greco - fino a pagina 14 Qui: Dior cruise 2020, foto di Giovanni Giannoni / WWD Di fronte: Chanel cruise 2020 foto di Alessandro Lucioni / Gorunway.com

p.10

Il pubblico delle sfilate Resort è dunque variegato, composto non solo dalla fashion élite di buyers ed editors, ma anche dai clienti più facoltosi, disposti a comprare immediatamente i capi che sfilano in passerella. Un’altra scelta mirata interessa le città in cui gli shows sono organizzati. In alcuni casi sono location che hanno un legame particolare con il brand o che ne sottolineano la linea stilistica, come nel caso del TWA Flight Center per Louis Vuitton. In altri casi invece le città su cui cade la scelta sono quelle che rappresentano il mercato migliore, ed è per questo che i paesi asiatici sono ora meta molto ambita.


Dopo la morte di Karl Lagerfeld lo scorso febbraio, Chanel era il marchio più atteso sulle passerelle. La prima prova da solista per Virginie Viard, per trent’anni braccio destro del Maestro, ha destato ovviamente un grande dibattito - anche se è bene tenere a mente che Lagerfeld ha revisionato di certo quest’ultima collezione, che non può quindi essere considerata totalmente indipendente. La location è stata, secondo alcuni, poco consistente e “vuota” rispetto agli alti livelli di spettacolarizzazione che aveva raggiunto negli ultimi anni. La sfilata, aperta da Vittoria Ceretti in completo nero, è composta da capi che richiamano l’estetica tradizionale di Chanel, mixati con elementi nuovi e inusuali. La Resort è stata il primo passo verso un cambiamento che deve verificarsi, anche se nessuno sa ancora verso quale direzione, e rimane un terreno fertile per speculazioni e fake news. Ad inizio sfilata i completi in denim e le giacche dal taglio militare sono addolciti da fiocchi e ruches, quell’incontro tra femminile e maschile che da sempre è marchio di fabbrica della Maison. La nota street si amplifica con pantaloni aderenti e stretch a stampa, che si bilanciano con giacche più classiche e dalla palette di colori sorbetto, come il verde menta e il rosso. Un gioco di incastri che sembra essere il fil rouge di tutta la sfilata e che forse è espressione visiva del mare turbolento che la storica Maison francese si sta trovando a navigare. Anche la pelle è stata molto utilizzata, per culotte ampie, jumpsuit e gonne, e si alterna al classico jacquard. Solo verso la fine della sfilata il pubblico affezionato ha ritrovato un tocco di Lagerfeld: abiti leggeri e fluttuanti, in blu, violetto e rosa pastello, con rifiniture di satin nero, e completi in tweed candido abbinati a camicette fiorate -l’onnipresente camelia, fiore di Coco. Scarpe e accessori sono stati fedeli al modello Chanel, con catene e perle, ballerine e stivaletti in vernice bianchi e neri, e una borsa a forma di semaforo. A omaggiare il grande Lagerfeld dei guanti senza dita, come quelli che portava abitualmente lui, in blu e rosa, e i rigidi colletti bianchi delle camicie.

p.73


Sparkling

sand

Art Direction, Style Konstantinos Gkoumpetis Photography Anelia Janeva Model Roos c/o ACE Models Makeup, Hair Style Anelia Janeva Assistant Nico Sutor


2019: IL FUTURO CONSAPEVOLE By Giulia Greco

H&M CONSCIOUS COLLECTION Capsule Collection Conscious Exclusive 2019 by H&M: uno sguardo alla moda di domani. ​


H&M Conscious Exclusive 2019 Campaign Photography Josh Olins Models Imaan Hammam, Alanna Arrington & Oumie Jammeh Courtesy of ©H&M

L’11 Aprile scorso è stata lanciata online e in alcuni punti vendita selezionati la nona Capsule Collection Conscious Exclusive by H&M. La collezione 2019, già parzialmente sold out sul sito internet, prende ispirazione dal Pianeta Terra, non solo nelle stampe e nei colori, ma anche nei materiali. Non a caso il servizio fotografico è stato scattato in un orto botanico che si staglia sul landscape cittadino: palazzi e grattacieli fanno da sfondo a piante rampicanti, fiori e ortaggi, e alle modelle ovviamente, sorridenti e con makeup e capelli naturali. Una metafora visiva che sottolinea la vera essenza della Conscious Collection e che rende centrale il tema del ritorno alla natura, contro l’urbanizzazione incontrollata e l’inquinamento. Il 2019, l’abbiamo già detto, è l’anno della sostenibilità per eccellenza, ma il percorso green di H&M è iniziato parecchi anni fa e la collezione Conscious di quest’anno è solo l’ultimo step di un viaggio più lungo, fatto di piccole vittorie che solo oggi, in questa nuova ondata di presa di coscienza collettiva, è stato finalmente apprezzato e riconosciuto.

p.29


SPECTRUM “L’immagine è qualcosa di indivisibile e inafferrabile, che dipende dalla nostra coscienza e dal mondo reale che essa si sforza di incarnare. Se il mondo è enigmatico, anche l’immagine è enigmatica […] Nonostante non siamo in grado di percepire l’universo nella sua totalità, l’immagine è in grado di esprimere tale totalità.” Così si esprimeva Andrej Tarkoskij per una delle sue più grandi opere: Lo Specchio. Nel film il tempo si annulla e la poetica dell’immagine domina la scena. Forma di comunicazione potentissima, l’immagine ha il potere di superare le barriere del linguaggio e di comunicare cose altrimenti incomunicabili. Stimola direttamente la nostra sensibilità interiore, colpisce a fondo e senza mezze misure. Attraverso uno specchio non solo vediamo la nostra immagine, ma la vediamo inserita nel mondo che ci circonda. Contestualizzata. Non c’è confine tra sogno e realtà, non c’è confine tra ciò che è interno e ciò che è esterno.

Photography & Art Direction Alessandro Esposito c/o Productionlink Style Vittoria Rossi Provesi Film Giorgia Benazzo Makeup Barbara Bonazza Using Maccosmetics Hair Style Matteo Bartolini @Freelancer Agency Using Dysonair & Randco Model Kely Ferr c/o Elite Model Milano Photography Assistant Luca Trelancia Style Assistant Chiara Denaro Set Assistant Federica Lampone Casting Direction Vanessa Contini c/o Productionlink


“The White Snake” by Ludovica Mucci

Uno spirito ambientalista e umanitario quello di Valentina Quinn, che dopo l’uscita nel 2015 di “One Rock Three Religions” (documentario incentrato sul difficile raggiungimento della pace nel Medio Oriente, premiato con l’US Congress Award Recognition e con molti altri premi) ci regalerà un altro documentario, affrontando questa volta la nostra pericolosa dipendenza dal petrolio. “The White Snake” lascerà sicuramente il segno. Valentina, nata Castellani, è da sempre stata immersa nel mondo dell’arte sia nei suoi studi che nella vita. Dopo la morte improvvisa di suo marito Francesco Quinn, figlio del premio Oscar Anthony Quinn, Valentina ha fondato la Quinn Studios in collaborazione con Massimiliano Musina per onorare la sua memoria. Foto by NUNU- nunupictures.com


Valentina Quinn intervista esclusiva

La casa di produzione e post-produzione ha da sempre prodotto lavori interessanti dal punto di vista umanitario, informando il grande pubblico su temi cruciali che spesso non vengono sottolineati abbastanza o di cui la disinformazione è dilagante. Obiettivo di Valentina è perciò aprire le porte a questioni di vitale importanza, sia per gli uomini che per il pianeta, invitando al dialogo e al confronto costruttivo per poter trovare soluzioni al progressivo deperimento della nostra Terra e con essa, anche di ciò che ci rende umani: la solidarietà, la comprensione, il potere di agire per il meglio. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Valentina in merito a questi e a molti altri temi trattati in “The White Snake”. Il documentario ancora in fase di riprese verrà distribuito tra un anno nei Festival e nel mondo.

della US Energy Security Council a Washington DC, un’organizzazione del Governo creata per ridurre la nostra dipendenza dal petrolio. Abbiamo subito pensato che quello del petrolio fosse un argomento straordinario da trattare. Il petrolio determina l’andamento della nostra politica, dell’economia e della società. Sono da sempre stata portata a realizzare progetti dal forte tratto umanitario. Sto sempre dalla parte delle persone, delle minoranze, di quelli che non hanno una voce e delle persone che portano un importante messaggio e rappresentano una parte fondamentale della nostra società. Quando gli eventi di Standing Rock iniziarono a fare notizia, ho pensato: “Ci siamo”. Bisogna parlare dei Nativi Americani, si tratta di dargli una voce, si tratta dell’acqua e dell’ambiente e soprattutto è questione della nostra Qual è stata la scintilla che ti ha spinto ad integrità in quanto società e il modo in cui iniziare questo bellissimo progetto? usiamo le nostre risorse. È nostra responsabiStavamo ancora girando il nostro film prelità trovare il modo in cui utilizzare il petrolio cedente “One Rock Three Religions” e abbiamo per produrre energia senza distruggere intere avuto l’opportunità di incontrare il fondatore comunità e le loro tradizioni.

p.155 p.47


Interdipendenza. Stretta correlazione che lega tutti gli esseri sulla Terra, gli eventi e i fenomeni cosÏ come li conosciamo. Nulla può esistere in modo davvero indipendente, tutto ha le sue cause e condizioni.

Interwine me

Analog Photography Mag Juchnik Style Sylwia Morawska Models Julita Formella, Marta Wieczorek, Aly Turska c/o Rebel models Makeup Katarzyna Olkowska Hair Style Joanna Imroth Style Assistant Natalia Radecka


L’arte contemporanea si ispira ai grandi maestri del secolo scorso e cerca di disegnare un futuro inclusivo. Al centro dell’interesse l’umanità con i suoi problemi nuovi e di sempre, filtrata attraverso tecniche innovative e spesso inaspettate. Abbiamo guardato alle opere di quattro grandi nomi del panorama artistico mondiale per capire cosa vogliono trasmettere e quali sono le esigenze del pubblico di oggi.

© The Keith Haring Foundation


I nomi più popolari nell’arte moderna by Giulia Greco

Keith Haring. Tutti noi conosciamo, anche solo di vista, le opere di Keith Haring, che hanno invaso i muri delle città, la moda e perfino gli oggetti per la casa. Ma in pochi probabilmente conoscono la sua storia e il pensiero che sta alla base dei famosissimi omini colorati che lo hanno reso famoso. L’artista, morto a soli 31 anni, ha viaggiato in tutto il mondo e in ogni paese ha lasciato un pezzo delle sue creazioni, rischiando anche più volte l’arresto con l’accusa di imbrattare i muri delle città. Il linguaggio visuale di Haring è composto principalmente da omini “che irradiano” (i Radiant Babies) e cani “che latrano” (i Barking Dogs), realizzati con pochi tratti infantili, che racchiudono in sé tutta la vastità della vita umana. La vita, la paura, l’amore, la pace, la morte, tutte espressioni che conosciamo ma che Haring ci porta davanti agli occhi con una potenza nuova e inaspettata. I suoi omini si abbracciano, camminano, parlano e vivono. Così come il tema è universale, anche il supporto lo è: arte di strada, accessibile a tutti, non un privilegio per intenditori o per milionari, tant’è che lui stesso diceva “Mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi”. Haring era famoso per la naturalezza e la facilità con cui disegnava le sue figure ovunque, dai cartelloni pubblicitari alle magliette dei fans. “Popular art”, nè più nè meno. L’ispirazione veniva dai fumetti, di cui Hering era grande appassionato, ma anche da Picasso e dagli artisti di strada, insieme al panorama artistico e culturale dell’America degli anni ‘80. I colori preferiti il giallo, il verde, il blu e il rosso, senza ombre né gradazioni, delimitati da spesse righe di contorno nere o bianche. Un genio puro, che ha saputo creare con la sua sola fantasia un universo immenso in cui tutti noi possiamo e siamo invitati ad immergerci.

p.105 p.63


IN YOUR ROOM

Analog Photography Martin Tomecko | Style Zuzana Laucikova Model Alexandra K c/o Focus mm | Makeup, Hair Style Mischel Warenits


must have by Laura Zanovello

Allacciate le cinture perché stiamo per partire per un viaggio, un percorso attraverso i colori, una montagna russa di temperature, un tuffo nei tessuti. Date un’occhiata a cosa verrà la prossima stagione, siamo sicuri che troverete qualcosa da amare qualunque sia il vostro stile perché questa volta il tema è la varietà. Varietà e stratificazione, a dire il vero, sono entrambi molto centrali soprattutto in stagioni come autunno e primavera perché le temperature possono essere molto imprevedibili: un attimo sei avvolto in maglione di lana, e il minuto dopo ti ritrovi a desiderare un ventilatore e una bibita ghiacciata. Ma non vi preoccupate perché abbiamo la soluzione a tutti i vostri problemi! A partire dallo strato più esterno, abbiamo un nuovo preferito: un cappotto così lungo che vi terrà al caldo in quelle mattinate in cui uscire dal letto è un’impresa ancora più ardua del solito. Passando ad un’alternativa un po’ più sbarazzina, troviamo le piume, un elemento che può stare bene su ogni capo o accessorio ma che a noi piace pensare particolarmente adatto per quelle giacchine perfette per le passeggiate in centro la domenica pomeriggio. Il nostro viaggio prosegue con il prossimo strato, in cui troviamo gonne ed abiti, per quando la giornata inizia a scaldarsi. La gonna, rigorosamente plissettata, è ottima per un look formale e classico, mentre l’abito dal vibe romantico e boho chic dato dal pattern floreale, risulta più casual. Ed ora, il gran finale. In alcune occasioni a nessuno importa davvero quale sia la temperatura, e in quelle occasioni è più appropriato che mai mettersi qualcosa di speciale come un top dorato. Gli accessori questa volta sono pezzi che tutti dovrebbero possedere: stivali con block heel, una tote bag e un cappello a tesa larga. Il make up è tenuto molto basic e minimalista con un maggiore focus su skincare e capelli. Tendenze autunno 2019


BIRDS OF A FEATHER

1.

Avvolgetevi in piume dalla testa ai piedi e volate verso tessuti più caldi. Capispalla, abiti e perfino scarpe, le passerelle di tutto il mondo ci hanno dimostrato come fare a rendere ogni look più interessante e un po’ “flirty”. Una semplice giacca di denim con una gonna a scacchi e un paio di sneakers evergreen, sono resi molto più cool aggiungendo un po’ di piume attorno al collo. Per mantenere l’attenzione sugli abiti e lasciare la pelle respirare, niente make up ma solo acqua micellare spray per un’istantaneo boost di idratazione.

2.

3.

Prada, giacca denim prada.com

Stan Smith, adidas.com 1. Valentino AI19 Runway show Foto: Alessandro Lucioni / gorunway.com 2. Petar Petrov, gonna farfetch.com 3. FaceD instant glow acqua micellare spray, faced.com

p.81


Gracieusement

COVER STORY Photography Micheal Groeger | Style Gabriela Santighian Model Nya Gatbel c/o Louisa models | Makeup, Hair style Anja EL Sawaf c/o Les Artists using Chanel & Redken | Production Zero-8 Productions Digital Benedikt Greif | Assistants Dominik Patzelt & Felix Konrath


Cappotto Escada Di Fronte e in cover: Outfit ETRO Scarpe Mango


Editor’s letter Percorso SOSTENIBILE

ALLA DESIGN WEEK

©Louis Vuitton | la nuova collezione 2019 Objects Nomades

La design week di Milano 2019 ha ospitato diversi artisti provenienti da tutto il mondo, portando avanti un messaggio di apertura e condivisione, con alla base del processo creativo l’idea di un approccio alla vita più sostenibile. by Ludovica Mucci

Quest’anno, l’edizione della Design Week ha ospitato artisti internazionali e non, che hanno presentato opere davvero visionarie al Salone del Mobile e al Fuorisalone, colme di significato non solo estetico ma anche culturale. Ingegno, sperimentazione, creatività e sostenibilità sono state infatti le parole chiave, intorno alle quali è stato strutturato un percorso ben chiaro e definito. Esibendo queste favolose creazioni, l’appuntamento annuale di Milano non rappresenta solo l’eccellenza della creatività, ma anche un riflesso sui cambiamenti culturali che il design, l’arte, l’architettura declinano per poi trasmettere, sia ad un pubblico inesperto che a quello più consapevole e interessato ad esplorare il mondo del design con sguardo critico. Tanti sono stati i percorsi dedicati ai temi che attualmente stanno scuotendo l’assetto della nostra società. Ecco quindi che il design viene utilizzato come strumento p.98

per porsi delle domande e tentare delle risposte, sia alle nostre necessità quotidiane che a quelle a lungo termine. Tale intenzione è stata concretizzata attraverso la realizzazione di opere dotate di “poetica semplicità”, così definite dal Salone del Mobile. Una semplicità che ha mirato all’inclusione, all’esaltazione di influenze artistiche che varcano le soglie del conosciuto per raggiungere anche un pubblico transnazionale. Il ritorno a influenze primitive e antiche è stata la modalità espressiva di questa semplicità, un passato che è rifiorito attraverso l’utilizzo di scenari rinascimentali o di materie prime rudimentali. Tuttavia, insita nella modernità non è solo un risveglio del passato ma anche l’inevitabile necessità e bisogno del nuovo. Ecco quindi che il passato si mescola al nuovo in una combinazione dai toni futuristici e dissonanti. Un altro importante punto da considerare di quest’edizione 2019 è l’impronta ecologica e sostenibile che ormai contraddistingue indiscutibilmente questi ultimissimi anni. Ed è proprio il percorso sostenibile che il Fuorisalone ha voluto sottolineare di più, attraverso il concetto del riuso, fortemente visibile nei materiali utilizzati per alcune creazioni. Questo percorso è riuscito a trasmettere al visitatore un importantissimo messaggio che riguarda non solo la salvaguardia ambientale ma anche le delicate questioni sociali d’integrazione e accettazione di universi altri, portatori di nuove tradizioni e modi di fare design che arricchiscono quello già conosciuto.


PLEASE-SIT copertina Ph. Max Monnecchi

Un altro esempio di design che azzera le divisioni, è stato offerto dall’associazione De Rerum Natura – Rinascimento, che in occasione della design week ha presentato “Design Collisions: The power of collective ideas”, un’esposizione composta da 15 progetti concepiti per la comunità, a cura di Laura Traldi, fondatrice di designatlarge.it. La stessa, presentando il lavoro ha dichiarato: “Design Collisions mette in scena progetti per ricucire le fratture che ci affliggono, quelle tra uomo e natura: aiutando imprese, governi e consumatori a sostituire un’economia lineare con una circolare. Ma anche quelle sociali, economiche e culturali, quelle tra istituzioni e cittadini e tra il lavoro dell’uomo e l’automazione.”

Un esempio di questo messaggio è stato sicuramente il progetto “Please Sit per Sartoria Migrante”. Esposto il 7 Aprile 2019, la collezione era composta da 21 sedie ideate dall’artista Denis Bonapace e realizzate con l’aiuto di donne e uomini provenienti da paesi diversi che hanno arricchito il design di molteplici competenze artigianali. Il progetto è stato curato dall’associazione no profit Connecting Cultures, fondata da Anna Dethridge. L’associazione ha da sempre curato progetti all’insegna della sostenibilità, promuovendo inoltre l’integrazione attraverso creazioni d’arte e design. Le sedie sono state prodotte dal recupero di vecchie sedie di legno e ognuna era provvista di passaporto e informazioni generali sulla composizione, sulle tecniche di lavorazione adottate, sul designer e sull’artigiano che l’ha creata. Il risultato finale è stato quello di una piccola comunità di creativi che, guidati dallo stesso scopo, hanno utilizzato il design per veicolare messaggi di inclusione, innovazione e sostenibilità.

05-14/04 CASCINA CUCCAGNA, MILANO De Rerum Natura. Rinascimento


Rooftop rooftop Photography Det Kempke Style, Production Hinda Sarva Model Freya c/o Promod Makeup, Hair Style Karina Asmus


Cosmesi biologica: un trend nato per RESTARE

by Ludovica Mucci


LATEST BEAUTY Il mondo della cosmetica è ultimamente protagonista di un cambiamento molto lontano l mondo della cosmetica è ultimadall’essere semplicemente un trend; infatti mente protagonista di un cambiasembra si tratti piuttosto di un deciso cambio di mento molto lontano dall’essere rotta, un’attitudine nata per restare. Temi cruciali come quelli relativi alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, non riguardano solo il settore moda e accessori, ma anche quello del beauty, le cui aziende si sono rimboccate le maniche già da qualche anno con lo scopo di reinventarsi e accontentare un consumatore sempre più attento alle materie prime del prodotto e ad un consumo responsabile che metta la natura al primo posto.

Foto by Daria Shevtsova

Sono proprio il bisogno del consumatore di conoscere e riconoscersi nella filosofia di un brand prima di acquistarne i prodotti, e la sempre più accesa lotta per la sostenibilità, ad essere alcuni dei motivi fondamentali che hanno spinto i brand già consolidati e quelli emergenti a procedere verso questa nuova direzione. Tra i tanti prodotti a disposizione, sono quelli per i capelli e per il viso ad essere i più venduti, le parti del corpo più esposte a uno stile di vita molto movimentato e stressante. Le materie prime utilizzate sono diverse e variano a seconda del prodotto. Primi fra tutti gli oli, essenziali e vegetali, come quello di arancio, di jojoba, di semi di lino, mandorle e tanti altri, ciascuno impiegato in base alle diverse esigenze della pelle. Molto conosciuti sono l’aloe vera, l’olio di pesce e gli estratti di Neem, olio vegetale ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi di Azadirachta Indica, della famiglia delle Meliacee, fortemente utilizzato per le sue proprietà benefiche antibatteriche e antinfiammatorie.

p.114 p.59 p.133


Il bianco è il non colore per eccellenza. Pulito, etereo, leggero. Il bianco è possibilità, perchè su una tela vuota si può ancora scrivere tutto. I cosmetici di ultima generazione si ispirano a questo e cercano di avere il minor impatto possibile sull’ambiente e sulla nostra pelle. Trasparenti, perchè sia la bellezza naturale ad emergere nella resa finale. Come il bianco, che c’è ma non si vede ed è la superficie indispensabile su cui far risaltare i nostri colori.

Soft

touch Photography Elizabeth Gibson Style Maureen Vivian Model Anja Konstantinova c/o Premier Model Managment Makeup, hair style Lica Fensome using Mac Cosmetics


Editor’s letter

LATEST BEAUTY by Giulia Greco

foto courtesy of extrait.it

DISTINGUERSI i profumi

di nicchia

Nell’ultimo periodo si sta verificando un ritorno generale del mercato alla ricercatezza e all’individualità. E’ soprattutto una risposta alla produzione di massa che tende ad unificarci, mentre l’indole naturale dell’uomo è quella di differenziarsi e mostrare la propria personalità all’interno del gruppo. Il mercato del profumo, che è per antonomasia votato alla ricercatezza, sta vivendo un’interessante fase di espansione e sempre più persone richiedono profumi gourmand e di nicchia. Massimo esempio di costumizzazione in questo campo è la moda dei profumi “molecolari”. In linea teorica tutti i profumi lo sono, in quanto composti da molecole, ma quando parliamo di Profumi Molecolari ci riferiamo a prodotti frutto di una ricerca molto

particolare, che si scosta dalla profumeria classica. Il profumo molecolare è composto da una singola molecola di sintesi, che è in grado di fondersi con l’odore naturale della pelle di chi lo indossa, per creare un profumo diverso per ognuno. Così, esso diventa un “non-profumo” che si attiva solamente quando entra a contatto con la nostra pelle e, anche se solitamente non viene avvertito da chi lo indossa, permette di creare una composizione totalmente personale. L’idea arriva da Geza Schoen, profumiere tedesco che ha deciso di realizzare una fragranza composta da una singola nota, dato il suo amore per la molecola iso e super. Il suo primo profumo molecolare è stato il Molecule 01, una nota legnosa che esalta il profumo naturale.


Ora sul mercato è facile trovarne anche a prezzi contenuti, che rispondono alle esigenze anche dei clienti più informati. Per esempio il Juliette Has a Gun, composto dalla molecola cetalox, o le fragranze della collezione molecolare Supraem Series, dedicata al chashmeran, triplal, kephalis e musc T. La storia del profumo è molto antica e si lega principalmente alla sfera religiosa. Dal Medio Oriente, considerato luogo di nascita del profumo, passa e si espande poi in tutta Europa grazie ad Alessandro Magno. Andando indietro nel tempo se ne trovano tracce nell’Antico Egitto, legato all’idea di purificazione, nelle Sacre Scritture e ovviamente in Oriente, dove il commercio di spezie e aromi fa da sempre parte della cultura popolare. Nella società moderna del ‘700 il profumo era usato per occultare i cattivi odori dovuti ad una scarsa igiene personale e solo alla fine del secolo si afferma la profumeria moderna, cioè un’aggiunta allo stile personale più che un escamotage per coprire eventuali esalazioni. Nel 1828 Pierre Francois Pascal Guerlain apre la sua prima maison di profumeria a Parigi e segna un anno di svolta. Nello stesso 1828 infatti le ricerche della chimica organica portano alla produzione dei primi elementi sintetici, i prodotti di sintesi appunto, che uniti a fragranze naturali e ai fissanti compongono il profumo come noi oggi lo conosciamo.

sopra: foto “Annik” brand - courtesy of Fragrantica.it sotto: foto “Floris” brand - courtesy of labarberia.it

Quando parliamo di mercato “di nicchia” ci riferiamo ad una clientela con gusti particolari, se non raffinati, spesso difficile da accontentare e che si allontana dal mercato di massa. La definizione è ancora più pregnante se utilizzata per la profumeria, in quanto è proprio da questo settore che viene l’espressione “di nicchia”. Le nicchie, piccoli vani nascosti delle case, venivano utilizzate nell’antichità dai mastri profumieri per conservare le materie prime del loro lavoro. In questo mercato i protagonisti sono artigiani e piccole aziende la cui filosofia si basa sulla traslitterazione: idee letterarie, stimolazioni visive, note musicali e immaginari da sogno vengono tradotti in fragranze. p.127


SMELLLIKEHeaven Analog Photography Mag Juchnik | Model Agata Wojtasik c/o Mango models and Premium Paris Style Sylwia Morawska | Makeup, Hair style Katarzyna Olkowska

“Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, penetra in noi come l’aria che respiriamo, penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi” - “Profumo, storia di un assassino”


G

li Accessori che segneranno

L’AUTUNNO 2019

Quest’anno gli accessori disegnati per l’autunnoinverno 2019 sono frutto di una commistione di stili, da una parte nati da profondo equilibrio di influenze, dall’altra in miscela di toni contrastanti che creano un ammaliante gioco di combinazioni. Caratteristico di molte sfilate è appunto l’incontro tra diverse tendenze, che unendosi trasformano il già visto in qualcosa di completamente nuovo, anche solo con l’aggiunta di piccoli dettagli. Ne è un esempio Louis Vuitton, che sotto la direzione creativa di Nicolas Ghesquière ha presentato le classiche borse Monogram su nuovi modelli, come la borsa Art Folder, o la reinterpretazione colorata del Mini Luggage BB. La rivisitazione di stili e motivi iconici è un trend che riserva molte sorprese e soprattutto riesce ad attirare nuovi consumatori ispirandoli alla scoperta del passato e del futuro del brand. Molto interessanti sono state le cinture, accessorio intramontabile che però si apre a nuove decodificazioni. Un esempio è la cintura in fibbia quadrata Louis Vuitton che strizza l’occhio al futurismo. Scolpiscono ancora di più la vita perché spesso ne vengono indossate due o tre insieme, ma anche grazie al loro spessore e grandezza: Longchamp le arricchisce di borchie, dando loro un tocco più graffiante; Off-White ha esaltato una vestibilità più sportiva e Stella McCartney ha presentato una cintura maxi in tessuto creata dall’artista Sheila Hicks. Questo eclettismo stilistico è riscontrabile anche nella sfilata di Maria Grazia Chiuri per Dior; le creazioni erano un richiamo agli anni ’50 e alla forma dell’iconico Tailleur Bar, che in occasione dell’A/I 2019 si è allacciato però ad un’altra tendenza ad esso contemporanea: la moda dei Teddy Boys.

Ecco che classicismo e ribellione si fondono, creando degli abiti più che mai moderni; e così anche gli accessori, caratterizzati da scarpe affusolate con tacco piccolo e dal Bucket Hat, rivisitato in diverse forme anche da altre maison, come Valentino. Quelli della Chiuri sono di pelle nera, alcuni con rete che copre il viso, altri presentano motivi in tartan. La combinazione di molteplici stili e motivi è bilanciata da un ritorno all’essenziale, espresso da John Galliano per Maison Margiela, che propone Mary Janes nere in pelle o di gomma e stivali dalla punta tonda o quadrata con il tacco rosso. Questa tendenza minimal è contrapposta all’interno della stessa collezione da un paio di stivali con stampa flamingo. In rottura con il classico sono sicuramente gli occhiali a mascherina colorati o trasparenti che coprono buona parte del viso, d’impronta fortemente futuristica su basi retrò. Un esempio sono quelli di Gucci e Lanvin. Tocco brioso e sofisticato lo daranno sicuramente le piume, basta pensare ai vari sandali di Giambattista Valli. Sicuramente interessante è stato l’uso delle catene, usate a mo’ di cintura come vediamo in Marni o su bracciali e orecchini. Grande rientro per le Bitty Bags. Ancora più piccole delle normali mini, le Bitty sono minuscole e la loro efficienza discutibile, tuttavia l’effetto che hanno su un capo è sicuramente degno di nota, basti pensare alla sfilata di Givenchy e Jacquemus. Nella prossima stagione si avrà dunque l’imbarazzo della scelta, che va oltre la semplice preferenza di un accessorio rispetto a un altro; infatti, è proprio la loro adattabilità a più stili, la loro versatilità, che ci spinge a superare i confini della nostra creatività, scoprendo stili fluidi e flessibili, simboli della nostra epoca. By Ludovica Mucci


La stagione autunno-inverno sarà sicuramente ricca di novità, grazie ad accessori nati da varie influenze. Tra rivisitazioni del classico e uno slancio verso il futuro, borse, scarpe, cinture e molto altro abbelliranno il grigio dell’inverno con nuove e interessanti sfumature.

Pagina cinture Off White Valli, e Marni | fotoStella Alessandro Vieroocchiali e Alessandro Qui, daprecedente: sinistra: sandali Giambattista cintura McCartney, da sole Lucioni Gucci, bitty bagQui: sandali Giambattista Valli, cintura Stella McCartney, Occhiali da sole Gucci, borsetta Givenchy Givenchy, cappello Valentino |tutte le foto by Armando Grillo / courtesy of Gorunway.com Pagina di foto Off White e Marni, foto courtesy by Alessandro Viero / courtesy of Gorunway.com cappelloprecedente: Valentino cinture | tutte le by Armando Grillo of Gorunway.com

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Posare davanti l’obiettivo fotografico implica fermare il tempo, per un breve istante, e mostrare una certa immagine di noi stessi. Mai naturale, è l’esatto opposto. La posa è sempre, in quantità minore o maggiore, frutto di una scelta e di uno studio. Solo il contatto visivo sembra non attenersi a questa regola e crea una connessione speciale, che non si presta ad un razionale controllo. Permette di andare oltre e di sperimentare un legame totalmente diverso.

pose Photography Oliver Beckmann c/o MN-CREATIVE Style Elke Dostal c/o Nina Klein Model Vera Amores c/o Uno models Makeup, Hair Style Yurema Villa c/o Anaprado Mgmt and MMG Artist Digital Assistant Fred Nebas


Ookioh “Costumi da bagno moderni con una spruzzata di nostalgia, realizzati con materiali rigenerati al 100%” by Giulia Greco

Con l’estate ritorna ogni anno la solita domanda: quali sono i trend per i costumi 2019? Su quali nuovi pezzi devo puntare quest’estate in spiaggia? E la risposta, oggi, può essere solo una: ecosostenibilità. Se proprio non riuscite ancora a cambiare le vostre abitudini e a rinunciare a nuovi acquisti in favore dei costumi dell’anno scorso, allora assicuratevi almeno di fare scelte eco-friendly e consapevoli. Abbiamo intervistato Vivek Agarwal, direttore creativo e founder di OOKIOH, brand di costumi da bagno con base a Los Angels. Per lui pensare all’ambiente non è un’opzione, ma un dovere morale che tutti noi, brands e consumatori, dovremmo sposare. Ci ha raccontato da dove viene l’ispirazione per la sua linea, dell’aria magica che si respira sul lungo oceano di LA e anche qualcosa di molto speciale sulla cultura Giapponese.


Vivek Agarwal intervista esclusiva

La missione del vostro brand è di creare capi “buoni” sia per le donne e il loro corpo, sia per l’ambiente che ci circonda: cos’hanno questi due elementi in comune? Come può un ambiente sano, secondo te, avere un effetto positivo sulla nostra vita di tutti i giorni? La vita esiste solo grazie ad un buon ambiente, e non per altre ragioni. E’ fondamentale che ci prendiamo cura dell’ambiente per le generazioni future e per noi stessi. Altrimenti in futuro non ci sarà più la vita come noi oggi la conosciamo. Un capo d’abbigliamento che non crea danno all’ecosistema dovrebbe essere apprezzato e ricercato da chiunque. Noi nello specifico ci rivolgiamo alle donne, ma il discorso è generale e interessa qualsiasi altro brand. Indossare abiti che non hanno un impatto devastante sull’ambiente che ci circonda ci fa sentire meglio, ci dice che stiamo facendo la cosa giusta e che siamo persone intelligenti e coscienziose. Questo sentimento ci illumina da dentro e si riversa nelle nostre azioni. Parlate di un “tocco di nostalgia” nei vostri

prodotti: a cosa vi riferite? Sono figlio degli anni ’80 e ho vissuto la mia adolescenza negli anni ’90. In quel periodo sono stato affascinato moltissimo dalla fotografia, soprattutto dagli scatti di Oliviero Toscani per United Colors of Benetton, e dalle super models che hanno dominato il mondo della moda, come Cindy Crawford, Naomi Campell e Christy Turlington. Ci ispiriamo a quell’era e ai suoi colori quando pensiamo ai nostri costumi e alla nostra immagine sul web. Il vostro headquarter è a Los Angeles: il rapporto stretto con l’oceano ha un impatto sul vostro lavoro? Assolutamente sì. Los Angeles ha un’atmosfera rilassante unica, creata dalla spiaggia e dalla vicinanza con l’oceano e dalle due industrie maggiori della zona, cioè quella della Moda e quella dell’Intrattenimento. LA può essere tranquillamente considerata la quinta capitale della moda nel mondo, ed è anche una delle mete turistiche più ambite: vediamo ogni giorno persone che arrivano da tutte le parti del mondo solo per visitare

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fSTAGE irst Quei giorni perduti a rincorrere il vento a chiederci un bacio e volerne altri cento un giorno qualunque li ricorderai amore che fuggi da me tornerai un giorno qualunque li ricorderai amore che fuggi da me tornerai E tu che con gli occhi di un altro colore mi dici le stesse parole d’amore fra un mese fra un anno scordate le avrai amore che vieni da me fuggirai fra un mese fra un anno scordate le avrai amore che vieni da me fuggirai Venuto dal sole o da spiagge gelate perduto in novembre o col vento d’estate io t’ho amato sempre, non t’ho amato mai amore che vieni, amore che vai io t’ho amato sempre, non t’ho amato mai amore che vieni, amore che vai. © 1966 Fabrizio De André

Art Direction Rachel Freeman Photography Drew Shearwood Style Alicia Ellis Female Models Nina K c/o Titanium Model Management, Courtney Smith c/o MP Management Male Model Sandy Nuttall Makeup Rachel Freeman using Anastasia Beverly Hills Hair Style Chloe Frieda using Color Wow


Apertura: Bomber & Gonna PMI by Liene Grinberga | Guanto Dea Pagana | Foulard Essere Style Miniabito Dea Pagana | Collant Pierre Mantoux | Borsa Vic MatiĂŠ | Scarpe Salvatore Ferragamo Qui: Foulard & Sabot Salvatore Ferragamo | Tuta PMI by Liene Grinberga | Gilet Annalisa Baldini Milano Orecchini Milano Bijoux | Collant Calzedonia


tutte le immagini courtesy of www.msccruises.co.uk

LATEST PARADISE

L’Essenza dei Tropici: Ocean Cay MSC - Riserva Marina Un luogo di colori stimolanti, sole splendente, tramonti pastello, brezza leggera e abbondanza di verde: un’isola, un’opera d’amore, un dono per la natura. Ocean Cay è un’isola unica al mondo e un paradiso caraibico, un luogo di vacanza esclusivo progettato per coesistere in totale armonia con la bellezza della natura circostante. È cosi che MSC Crociere ha trasformato un ex sito industriale in una perla privata delle Bahamas con apertura fissata per il 9 Novembre 2019: una destinazione paradisiaca sostenibile che permette agli ospiti di entrare in armonia con la natura, e allo stesso tempo dà l’opportunità di comprendere e conoscere temi quali la salvaguardia degli oceani e la protezione delle barriere coralline.


Una rigogliosa riserva marina con una vista ininterrotta a 360° sulle acque cristalline e con oltre due chilometri di spiagge bianche incontaminate, un’esperienza unica complementare alla bellezza mozzafiato della natura circostante di questa parte dei Caraibi. Ocean Cay si sviluppa su sette distinte aree di spiaggia, ognuna con le sue caratteristiche e il suo peculiare fascino, un paradiso esotico con

acque poco profonde perfette per ogni tipo di sport acquatico protetto. Un’oasi tropicale, per la quale le parole non riescono a trasmettere la straordinaria bellezza naturale di questo luogo, ma solo vivendolo circondati unicamente dall’oceano e senza nient’altro all’orizzonte, è possibile capire che non si tratta di un sogno ma di un vero e proprio paradiso naturale.

“Connettiti con il mondo naturale, vivi lo spirito bahamiano e immergiti in un ambiente ecologico”.

si occuperà della ricerca sui coralli resistenti ai cambiamenti climatici. Il progetto Ocean Cay MSC Marine Reserve è stato sviluppato per creare un impatto positivo e a lungo termine sia sull’ambiente sia sulla comunità delle Bahamas. MSC Crociere, infatti, ha cercato di utilizzare, ove possibile, materiali e fornitori locali.

Un’opportunità meravigliosa di proteggere un piccolo angolo di paradiso e ripristinare il corallo naturale intorno all’isola, anche grazie all’allestimento di un laboratorio marino che

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“La lotta di molti fotografi professionisti è quella di creare immagini che abbiano la stessa purezza di cuore dell’istantanea familiare” - Alec Soth Dal paradiso delle Bahamas al Marocco, con grande naturalezza e semplicità esploriamo qui un caldo orizzonte sabbioso, profumato di cumino e the verde alla menta

D E S E R T

D U S K

PHOTOGR APHY ALE X HUTCH I NSON S T YLE

CO U R T N E Y

SM I T H

MODEL NINON HAUSWIRTH C/O M I L K M O D E L M A N AG E M E N T MAKEUP & HAIR STYLE NICKI BUGLEWICZ


Tutina intera River Island | Collana Mignonne Gavigan


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