Happy Aquatics Construction n. 3 anno 2019

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IP IUG NO 2019 - con tiene 3|M AGG IO-G

ANNO XX I | NUM E RO

L’INTERVISTA Claudio Barbaro: Politica, Legge dello Sport e ASI Senatore, Presidente di ASI

CONSTRUCTION Piscine: La corretta aliquota IVA Le cloroammine in piscina La corrosione degli acciai

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POSTE ITALIANE SPA – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - EURO 2,00 - 45% ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 – DCI PADOVA


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Sommario

ANNO XXI | NUMERO 3 | MAGGIO-GIUGNO 2019 Foto di copertina: La piscina di SLS Brickell Miami - Myrtha Pools - Ph. Chad A. Christensen

EDITORIALE

NEWS

La stella polare del cambiamento 4 di Marco Tornatore

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Le cloroammine in piscina 20

Claudio Barbaro, un leader: la politica, la nuova legge dello sport e la guida di A.S.I.

di Andrea Peluso

Gli impianti UV per piscine 24 raccontati dai produttori

di Marco Tornatore

La Redazione

66 La guida operativa sul PPP pubblicata dal DIPE

Cloroammine: come si misurano 32 correttamente

Le novità introdotte dalle NTC 2018 per la 40 progettazione strutturale di una piscina di Lucio Fattori

Piscine private: 44 la classe di tenuta dell’acqua

di Lorenzo Bolognini

74 Coordinatori o responsabili? di Paolo Grosso

FITNESS 72 I nuovi competitor di Andrea Pambianchi

84 EREPS e SNaQ a confronto:

la formazione al centro delle sfide del wellness

La Redazione

L’aliquota iva per la costruzione 48 di una piscina privata di Tullio Quagliotti

ACQUANET - una giovane e dinamica 52 Associazione del settore La Redazione

La piscina incontra gli architetti 56 La Redazione

La Sardegna delibera sulle piscine 58 pubbliche e private

di Eliana Fortuna

VAS 76 La personalizzazione dell’allenamento fra monitoraggi e salute

di Francesco Confalonieri

78 L’acquaticità neonatale secondo il pediatra di famiglia di Caterina Borgato

82 Perché un “format”? La tecnologia con un’anima di Annarita Misciglia

La Redazione

CEN NEWS 60 Assemblea professioneACQUANET 2018 62 La Redazione

CONSTRUCTION NEWS 63

FNI News

MANAGEMENT

di Simone Rasia

di Massimo De Sanctis

SPLASH & WELLNESS News

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di Rossana Prola

Corrosione dei materiali metallici 36 in ambiente piscina

8

90 ANIF News

Editoriale Construction - Una rivista da sorseggiare 14

La Redazione

EAA News

88 ACQUANETWORK News

CONSTRUCTION Aspirazioni in piscina e rischio di intrappolamento: cosa fare?

6

EXTRAS 92 94 96

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Dall’idea di contenitore per pochi a centro sportivo-acquatico ideale per tutti

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Editoriale

Editoriale LA STELLA POLARE DEL CAMBIAMENTO

Il mondo dello sport, fra schizofreniche virate e costante abilità a crescere (istituzionali-normative le prime, imprenditoriali e organizzative le seconde), sta compiendo passi significativi. Lo sport nel 2020, oltre ai valori agonistici legati a performance e educazione sportiva, deve distinguersi per un ruolo sociale riconosciuto, perseguendo al contempo finalità di marginalità e profitto, per nulla dissonanti con i valori di cui sopra, bensì vitali per remunerare adeguatamente ogni capace operatore professionale, premiare imprese e società sportive che hanno coraggio ed investono con coscienza, reperire risorse oggi ormai ridottissime, per sostenere lo sport di base e di vertice. Ammiccando al vero nuovo e non edulcorato da convenienze conservative, è auspicabile che prevalgano coesioni di categorie anche disomogenee, per raggiungere insieme risultati che gratifichino un comparto compatto ove operano, fra piscine e palestre, 409.000 addetti. L’Italia, da sempre divisa fra guelfi e ghibellini, sta perdendo tante sfide, mentre lo sport agonistico dimostra di vincerne molte. I nostri atleti primeggiano, uniti dal Tricolore. Imparando da

loro, noi dobbiamo agire per lo sport e per tutti gli Italiani che dallo sport attendono risposte e soluzioni per stare bene, per la propria salute, per vivere esperienze motorie divertenti in impianti sportivi degni di un paese civile, animato da una vieppiù diffusa cultura del movimento. Una via italiana allo Sport come stile di vita nazionale è bene che si affermi e Happy Aquatics & Wellness, pure nell’attuale versione Construction - gli esperti della piscina al servizio del settore: una rivista specialistica nella rivista- , sarà la stella polare cui guardare per navigare verso il porto d’approdo che soddisfi le attese di tutti, operatori e cittadini. È il cambiamento interpretato da Happy Aquatics ancor più nella sua edizione Construction.

Marco Tornatore

Ogni processo innovativo richiede tempo, adattamenti, consapevolezze. Per realizzarlo servono persone credibili e progettualità di sostanza, che guidino le varie fasi di un cambiamento imposto da nuove abitudini, esigenze e sfide.

Happy Aquatics & Wellness, pure nell’attuale versione Construction, sarà la stella polare cui guardare

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EAA NEWS

EAA News A RIMINIWELLNESS, EAA ILLUSTRA IL FUTURO DEL SERVIZIO E DEL BUSINESS IN PISCINA Rimini 30 maggio - sala Mimosa Due ore 10.00-13.00 Un seminario in collaborazione con HA&W e ANWK, per illustrare piscina, monitoraggi e modelli per intercettare una nuova domanda

La Tech Aquatic Age entra in scena, grazie alla rivoluzionaria soluzione ideata da Aqquatix, ma gestita come formazione e metodo di lavoro da EAA su scala nazionale e mondiale. Così due Testimonial ineguagliabili, eccellenti esperti del settore piscina e fitness, saranno in prima linea per il varo del cambiamento epocale dell’idea del servizio in piscina: a RiminiWellness, l’inedita presentazione di HTS-Hi Tech System sarà inquadrata per la parte emozionale e organizzativa da un opinion leader della levatura di Edoardo Cognonato, e, per la parte tecnico-scientifica, da un luminare della fisiologia, il medico sportivo Francesco Confalonieri. Poco più di un’ora, dalle 10.00 alle 11.15, con appendice finale del presidente di EAA, Marco Tornatore. Prove pratiche e test nella vasca di EAA, mentre la sessione in sala Mimosa Due della fiera (Hall D6/B6), proseguirà con approfondimento manageriali ed organizzativi, secondo

l’osservatorio congiunto di ANWK e HA&W, per voce di Stefano Candidoni, che si alternerà allo stesso Cognonato, con chiusura riservata ad una case history di fitness club che ha dato valore alla piscina. Un appuntamento da non perdere che consentirà a titolari, manager e professionisti, associati e non associati a EAA e ANWK, di comprendere le impensabili ricadute di nuove tecnologie, insostituibili se declinate da operatori preparati e competenti. Accesso gratuito alla fiera riservato ai partecipanti che si registreranno online entro il 28 maggio. Info: www.euroaquatic.it

Francesco Confalonieri, sarà uno dei protagonisti del seminario EAA-HA&W-Acquanetwork

La vasca EAA-Aqquatix-Acquapole a RiminiWellness è un vero polo d’attrazione della kermesse del fitness

EAA News AQUAFITNESS DAYS 2019: IL MEGLIO MONDIALE PERSONALIZZANDO PERCORSI E TARIFFE Campi Bisenzio FI, 30 agosto-1 settembre

Nell’era della massima personalizzazione di servizi e prodotti, EAA non poteva essere in difetto. Per la prima volta al mondo un evento di tale portata conta diverse varianti per dare risposte a profili, esigenze formative e desiderio di confronto/crescita nel rispetto delle attese di ogni professionista della piscina e del proprio livello di preparazione. Dal Master su Aqua-

CardioFitness-ACF con il rivoluzionario HTS, passando dalla Special Tech Session orientata ad approfondimenti teorici e pratici su monitoraggi e tecnologia, al servizio del cliente o dell’aspirante futuro ospite; senza perdere di vista la preparazione di base nel fitness acquatico, attraverso un percorso Aquafitness New Special Basic, inedito e diviso in due giornate,

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per arrivare al Workshop sul Neonatale dove il confronto metodologico italo-australiano e lo sviluppo di schemi organizzativi e di business saranno il filo conduttore. A rendere tutto coerente con l’evento giunto alla sua 22a edizione, le due giornate di masterclass rese uniche dai trainer più acclamati e celebrati nel mondo, con spazi demo gratuiti su prenotazione e la possibilità di provare tutte le novità più esclusive fra attrezzature, attività, tecnologie applicate. A rendere veramente maiuscola AQUAFITNESS DAYS 2019, oltre alla sede (Hidron) i protagonisti delle tre giornate, di cui menzioniamo solo alcuni invitando a scoprire nomi delle star su www.euroaquatic.it: Julie

Ann James (Aquababies Global Australia), Bacchilega e Borgato (EAA area educational), Cognonato, Confalonieri, Cantarini, Misciglia, Maisto e Gilardoni per tecnologie, monitoraggi e aspetti organizzativo-manageriali, lo special Aquafitness Basic ad egida Benetti e Confalonieri, mentre alcuni dei presenter stranieri saranno Romana Crainic (Romania), Tamura Kenichi (Giappone), Claudia Contreras (Cile), Francisco Estevao e Joana Nunes (Portogallo), Margit Lipsthul (Estonia), Ekaterina Kapcova (Russia). Con percorsi personalizzabili e tariffe stabilite da ogni partecipante direttamente online, approfittando delle fortissime agevolazioni per iscrizioni entro il 30 giugno, gli special pay days o direttamente presso stand e piscina di EAA a RiminiWellness. Programma e info: www.euroaquatic.it

Una delle fasi di Aquafitness Days 2018

Splash & Wellness SPLASH & WELLNESS NEWS

LA PISCINA PIÙ PROFONDA DEL MONDO (E DI Y-40): 45 METRI IN IMMERSIONE - POLONIA

La piscina più profonda del mondo sarà inaugurata in Polonia, con una profondità di 45 mt e un volume d’acqua equivalente a 27 piscine olimpioniche. DeepSpot aprirà le sue porte al pubblico nell’autunno di quest’anno nella città polacca centrale di Mszczonow, a circa 40 chilometri dalla capitale Varsavia. Sarà accessibile a tutti, non solo ai subacquei, e includerà un tunnel sottomarino, camere d’albergo con

vista sulla piscina, oltre a ristoranti e sale conferenze. L’unica nota negativa per noi italiani, è che Y-40, con i suoi -42,5 mt, perderà il suo primato mondiale, mantenendo tuttavia quello della qualità e dell’eccellenza nei servizi offerti.

Nuova piscina più profonda del mondo in Polonia

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Scopri il mondo VAS a RiminiWellness 2019, dal 30 maggio al 2 giugno: Stand EAA/AQQUATIX Hall D3, N. 30 Vasca esterna EAA, piscina Est, Posto 42

Seminario gratuito EAA/HA&W/ANWK, con registrazione 30 maggio, sala Mimosa Due - ore 10.00-13:00

HTS-Hi Tech System: il futuro del servizio e del business in piscina


Splash & Wellness SPLASH & WELLNESS NEWS

IL CIPE CONCEDE NUOVI FONDI PER LA RIQUALIFICAZIONE DI IMPIANTI

Per la riqualificazione di impianti sportivi pubblici, Sport e Periferie (fondo governativo per l’impiantistica sportiva), dopo una nuova delibera del CIPE, destina 7,5 milioni di euro. Una boccata d’ossigeno per l’ammodernamento e il ripristino di strutture sportive che tendenzialmente versano in condizioni molto precarie. Tanto che per la riqualificazione del patrimonio impiantistico nazionale servirebbero oltre 6,5 miliardi di euro. A significare che questo segnale del Governo è da apprezzare, ma è una sorta di goccia nell’oceano. Un allarme che preoccupa tutti gli attori del settore e gli Italiani.

Il complesso sportivo Parco Lambrone di Erba (CO) - foto Snef

SICILIA CONFERENCE Siracusa (21-23 giugno) SUN CLUB

VI edizione della kermesse organizzata da Viviana Venticinque e il suo team: la sede è l’eccellente complesso sportivo SUN CLUB di Siracusa per uno degli appuntamenti più importanti del fitness acquatico internazionale. A riconferma della crescente reputazione di SICILIA CONFERENCE, il prossimo giugno saranno protagonisti alcuni dei trainer più affermati su scala mondiale: Cristina Tandurella (EAA), Anna Rita Misciglia (EAA), Joana Nunes (Portogallo), Maria Luiz Gutièrrez (Spagna), Nino Aborrage (Brasile). Un mix di successo fra formula innovativa, aggiornamento, classi di tendenza e bellezza del territorio con evasioni turistiche: non è un caso che il numero dei partecipanti sia costantemente in crescita e che si rinnovi la prestigiosa partnership SUN CLUB - Aqquatix/EAA. Per conoscere il programma completo e poter contare su tariffe accessibili e più vantaggiose per gruppi: Sito: www.siciliaconference.com Pagina FB: @Sicilia Conference 2018 email: info@sunclubsport.it

Viviana Venticinque

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INTERVISTA

MANAGEMENT

Intervista

CLAUDIO BARBARO, UN LEADER: LA POLITICA, LA NUOVA LEGGE DELLO SPORT E LA GUIDA DI A.S.I. Primo firmatario del nuovo disegno di legge, il Senatore Claudio Barbaro, diviso fra impegni parlamentari, presidenza ASI e legge dello sport, è un riferimento nazionale che dà nuova speranza ad un settore alla ricerca di certezze a cura di Marco Tornatore - redazione@euroaquatic.it

Una carriera politica e sportiva sempre vissuta da protagonista. In Parlamento dal 2008, prima alla Camera e, nell’ultima Legislatura, in Senato, ha parallelamente coltivato la sua grande passione per lo sport, impegnandosi in prima persona su molti fronti con ruoli di rilievo sin dal 1980; eletto presidente di ASI nel 1994, è guida confermatissima nel corso di questi 25 anni. Di recente si è ulteriormente distinto per la sua presentazione del disegno di legge dello sport, cui tutto il settore guarda con fiducia, dopo aver atteso per decenni una norma che regoli definitivamente l’Italia sportiva. Dalla sua viva voce, opinioni, idee e prospettive di ASI e del Sistema Sport Nazionale. Presidente, perché un nuovo disegno di legge che avvicenda quello un po’ raffazzonato (e azzerato) della precedente legislatura e quali le ragioni che l’hanno spinta a presentarlo?

pienezza di significato. Alla luce di ciò, è evidente che io viva il disegno di legge depositato anche come un gesto con cui mi auguro di restituire allo sport tanto di ciò che mi ha dato in questi anni.

Il disegno di legge che ho presentato al Senato è il frutto di anni di riflessione e attività all’interno del sistema sportivo. Direi che è il prodotto di un percorso professionale e politico, basato anche sulla volontà di risposta ad un bisogno condiviso e radicato nel tempo. Sono decenni che da più parti veniva chiesta una legge quadro in ambito sportivo, capace di dare coerenza, razionalità e modernità ad una disciplina frastagliata e poco aderente alla realtà. Fra le sue tante azioni volte a migliorare il nostro Paese, a quali personalmente tiene di più e quanto per lei conta la nuova legge dello sport? Ogni azione portata avanti è significativa, perché la politica è servizio. A tal proposito, mi consenta di dire che, per un uomo come me cresciuto umanamente e professionalmente nell’ambito dell’associazionismo, questo modo di rappresentare il senso dell’esperienza politica non è semplice retorica, ma

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ASI e Claudio Barbaro, un binomio inscindibile dal 1994

Continua a pagina 68



Editoriale EDITORIALE

UNA RIVISTA DA SORSEGGIARE Eccoci qui, il primo numero. Perchè una nuova rivista, proprio ora che la stampa sembra essere in una crisi irreversibile? Io che ho fondato il primo sito internet di informazione sulle piscine, che ho fermamente creduto per anni che la stampa sarebbe definitivamente stata sepolta da internet, ritengo oggi che una rivista come questa possa garantirsi uno spazio importante. A patto però che i contenuti siano quelli giusti. Articoli tecnici, di vero approfondimento, comunicazioni che non necessitano di essere tempestive ma piuttosto spiegate con il dovuto spazio. Su internet, si sa, si va veloci. È questa la caratteristica principale della rete, è questo che l’ha fatta crescere. Non si perde tempo, si afferrano i concetti al volo, si viene informati in tempo reale. Ma gli approfondimenti, forse, vanno gustati con calma. Un bicchiere di vino buono non si beve di corsa, va sorseggiato con la giusta atmosfera e con il tempo che ci vuole. Ecco, io vorrei che Construction diventasse come un bicchiere di vino buono che si assapora con calma, leggendo e rileggendo, tenendo la rivista a portata di mano per eventuali approfondimenti successivi. Sembra azzardato associare il piacere del vino alla tecnica della costruzione delle piscine? Si, lo è, ma non per chi ama il proprio lavoro! A me capita molto spesso di provare vera gioia quando trovo un articolo tecnico ben scritto e con contenuti utili e non me ne vergogno di certo. Il piacere della conoscenza è gratificante al pari di molti altri.

Iniziamo quindi questo cammino, che si adatterà nel tempo a ciò che penseremo sia meglio e a ciò che ci suggeriranno i lettori. Questo primo numero è la proposta che vogliamo offrirvi. A nostro parere, nel nostro settore mancava qualcosa di veramente tecnico, utile ai professionisti. Il nostro sogno è quello di contribuire a diffondere la conoscenza, a far crescere la competenza, ad aiutare a riconoscere chi le cose le sa da chi si improvvisa. Non vogliamo vendere. Non vogliamo costruire un numero maggiore di piscine. Vogliamo formare ed informare. Vogliamo darvi uno strumento che vi aiuti a capire e, soprattutto, a riflettere. Da leggere con calma, possibilmente con un buon bicchiere. Rossana Prola co-redattore di Construction, amministratore di Professione Acqua srl e presidente di professioneACQUANET

Ecco, io vorrei che Construction diventasse come un bicchiere di vino buono che si assapora con calma, leggendo e rileggendo

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CONSTRUCTION

Construction ASPIRAZIONI IN PISCINA E RISCHIO DI INTRAPPOLAMENTO: COSA FARE? Per scongiurare problematiche molto serie dovute agli impianti di aspirazione è opportuno attenersi alle regole, avvalersi di professionisti credibili ed effettuare i test di verifica Simone Rasia - rasia@professioneacqua.it Tecnico esperto nella progettazione degli impianti di trattamento acqua per piscine; responsabile del settore progettazione di Professione Acqua srl

Le cronache della trascorsa stagione estiva, con le notizie di alcuni gravi infortuni, hanno riportato all’attenzione pubblica il problema della sicurezza dei sistemi di aspirazione installati nelle piscine. Attraverso i canali di informazione molto si è scritto e detto al riguardo, diffondendo informazioni spesso inesatte, generando un clima di confusione ed incertezza. Cerchiamo qui di fare chiarezza, per quanto possibile. I RIFERIMENTI TECNICI Le disposizioni per la progettazione e la installazione dei dispositivi di aspirazione in piscina sono riportate da due norme tecniche europee recepite nel corpo delle norme tecniche italiane: UNI EN 13451-3 “Attrezzature per piscine - Parte 3: Requisiti complementari di sicurezza e metodi di prova per i componenti di aspirazione e di scarico e per le attrezzature ricreative acquatiche aventi un ingresso e un’uscita di acqua/ aria” (ultima revisione aprile 2016), che riguarda le piscine pubbliche; UNI EN 16713-2 “Piscine domestiche – Sistemi di distribuzione dell’acqua – Parte 2: Sistemi di circolazione – Requisiti e metodi di prova” (pubblicata nel marzo 2016), che riguarda le piscine private. I requisiti di sicurezza contenuti nelle norme sono molti e non sarebbe possibile citarli tutti. E’ importante precisare il fatto che una installazione a norma prevede la necessità di eseguire una progettazione dell’impianto, senza la quale non è possibile sapere se si sono rispettati i requisiti richiesti per il corretto dimensionamento di

pozzetti e tubazioni. Ogni aspirazione, infatti, va dimensionata in funzione dell’utilizzo e delle caratteristiche del componente di cui è a servizio. Riassumeremo qui gli aspetti principali.

In molti casi conviene collegare le aspirazioni ad una sola delle eventuali pompe presenti, per ridurre la portata, piuttosto che dedicare una pompa specifica allo scopo LA MASSIMA PORTATA APPLICABILE Le norme citate riguardano la sicurezza dei bagnanti, quindi devono essere interpretate ed applicate tenendo conto di tutti i possibili fattori di rischio. Quando si parla di portata all’interno delle tubazioni e/o sulle griglie, quindi, si intende sempre la massima portata applicabile. Ciò significa che vanno tenute in considerazione le situazioni peggiori, quelle cioè dove tutte le valvole relative ad altre aspirazioni (vasca di compenso, aspirafango, skimmers) sono chiuse e tutta la portata della/e pompa/e transita attraverso le aspirazioni immerse. Inoltre, per aspirazioni si

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1 - Sono installati almeno due dispositivi di aspirazione funzionanti per pompa 2 - La distanza tra i punti più vicini dei perimetri dei dispositivi è maggiore di 2 m 3 - Se uno qualsiasi dei dispositivi di aspirazione viene occluso, il flusso attraverso i restanti dispositivi di aspirazione deve convogliare il 100% della portata in condizioni di sicurezza intende tutte le prese che aspirano acqua dalla vasca, siano esse a parete o a pavimento. Non ci sono differenze quindi tra le prescrizioni di aspirazioni collocate a fondo vasca, per la filtrazione, o a parete, per i giochi d’acqua. Anche le aspirazioni per gli acquascivoli sono considerate allo stesso modo. In molti casi, perciò, conviene collegare le aspirazioni ad una sola delle eventuali pompe presenti, piuttosto che sul collettore, per ridurre la portata applicabile, oppure dedicare una pompa specifica allo scopo. Per i giochi d’acqua, è possibile collegare le aspirazioni alla vasca di compenso. LA VELOCITÀ SULLA GRIGLIA Per tutti i dispositivi di aspirazione (prese di fondo, corpi di aspirazione per idromassaggio, prese di aspirazione per attrazioni acquatiche ecc.) comunque siano realizzati e posizionati, la velocità di scorrimento dell’acqua sulla griglia deve essere inferiore a 0,5 m/s alla massima portata applicabile. Una bassa velocità di aspirazione mitiga il rischio di risucchio del corpo, dei capelli e di eventuali indumenti. Questo requisito vale sempre, per tutti i dispositivi, a prescindere da quanto descritto in seguito.

Nota: nelle piscine domestiche la distanza minima tra le aspirazioni multiple è ridotta a 1 m B) ASPIRAZIONI SINGOLE Possono essere impiegate a patto che: 1 - Un utilizzatore non possa coprire più del 50% delle aperture - oppure 2 - Vi sia l’impiego di una griglia in rilievo con la parte convessa rivolta in direzione opposta alla direzione del flusso, con prevalente aspirazione periferica; l’altezza della parte in rilievo deve essere almeno pari al 10% della dimensione principale del dispositivo - oppure 3 - Si utilizzi una griglia di aspirazione singola con una superficie dell’area circoscritta alle aperture di aspirazione ≥1 m² C) ASPIRAZIONE DA UN SERBATOIO-COLLETTORE ALIMENTATO A GRAVITÀ È il caso pratico delle aspirazioni collocate nel vano di avvolgimento delle coperture mobili, non accessibili agli utenti, o comunque da aspirazioni costituite da collettori realizzati tramite vasche di transizione aperte all’atmosfera.

LE MODALITÀ DI INSTALLAZIONE Sono possibili tre modalità di progettazione/installazione: A) ASPIRAZIONI MULTIPLE (tutti i requisiti devono essere applicati)

I dispositivi di aspirazione dal fondo o a parete, sia prodotti in serie che costruiti in opera, devono essere costituiti da pozzetti con precisi rapporti delle dimensioni

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LE DIMENSIONI DEI POZZETTI I dispositivi di aspirazione dal fondo o a parete, sia prodotti in serie che costruiti in opera, devono essere costituiti da pozzetti con i rapporti delle dimensioni mostrate nella figura sottostante (N.B.: l’immagine esemplificativa ripropone le misure riportate dalla Norma UNI 134513 al punto 4.6.2). Questo requisito deve sempre essere applicato, per tutti i dispositivi, in aggiunta a quelli sopra descritti.

È possibile realizzare piscine senza scarico o con lo scarico diretto in fognatura? Per evitare qualunque pericolo, nonchè per semplicità di installazione, spesso si sceglie di realizzare scarichi non collegati alle pompe. In questo caso, tutti i requisiti richiesti dalla UNI EN 13451-3 vengono a cadere. Ma le altre norme consentono di realizzare sistemi di filtrazione che non contemplano la possibilità di aspirare dal fondo? La UNI 10637 (la norma, lo ricordiamo, che stabilisce i requisiti della piscine ad uso pubblico) non prevede l’obbligo di installare aspirazioni, nè quello di collegarle alle pompe. La UNI EN 16713-2, che norma i sistemi di circolazione delle piscine private, al punto 4.3.4 recita: “Lo scarico principale (main drain) deve essere utilizzato in combinazione con l’estrazione dell’acqua di superficie ai fini della filtrazione”. Questa frase potrebbe lasciar pensare ad un obbligo di installazione e di utilizzo della presa di fondo. In realtà, seguendo le discussioni nella redazione della norma, lo scopo è quello di escludere la possibilità di aspirare solamente dal fondo e non dalla superficie. In più, uno scarico non collegato alla pompa non viene considerato come “presa di fondo” o “main drain” e risulta quindi escluso dai principi normativi.

I test di ostruzione e intrappolamento andrebbero fatti in tutti i casi in cui le aspirazioni non sono a norma, per verificare la effettiva pericolosità

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I TEST DI VERIFICA Le norme tecniche sopra citate prevedono la possibilità (e in qualche caso l’obbligo) di test specifici utili a verificare la effettiva pericolosità dei dispositivi. Nell’interesse e a tutela di gestore e installatore dovrebbero essere effettuati i test di seguito descritti. 1 - Prova di ostruzione Le norme UNI EN 13451-3 e UNI EN 16713-2 prevedono la prova di ostruzione in particolare per le aspirazioni singole e ogni qualvolta la valutazione del rischio ne ritenga opportuna l’esecuzione. La prova consiste nell’applicazione alla griglia di un dispositivo di ostruzione a forma ovale di dimensioni 285 x 90 mm dotato di una lastra di schiuma elastomerica con la funzione di simulare la consistenza del corpo umano. Il dispositivo di ostruzione con l’installazione in funzione deve staccarsi dalla presa di aspirazione con una forza ≤ 300 N. Il test viene eseguito con un dinamometro digitale di precisione.

La velocità di scorrimento dell’acqua sulla griglia deve essere inferiore a 0,5 m/s alla massima portata applicabile

2 - Prova di intrappolamento capelli Per le prese di fondo e i sistemi di aspirazione a parete é richiesta la conformità specifica al test di intrappolamento dei capelli che può essere fatta dal produttore in laboratorio o sul campo per installazioni esistenti. 3 - Verifica della velocità di aspirazione sulla griglia che viene eseguito con un anemometro da acqua di precisione. 4 - Prova di depressione per il calcolo della forza di svincolo, nel caso un corpo riesca ad ostruire la griglia.

SISTEMI DI ASPIRAZIONE: QUALE REGOLA VALE A SECONDA DEI CASI? A1 PUBBLICHE

A2 AD USO COLLETTIVO

A3 GIOCO ACQUATICO

B CONDOMINIALI

C RIABILITATIVE

D PRIVATE

Piscine destinate ad un’utenza pubblica

Piscine di: Alberghi, Camping, Agriturismi, Scuole, Circoli sportivi...

Parchi acquatici

Condomini > 4 unità abitative

Case di cura e riabilitazione

Private abitazioni <= 4 unità abitative

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UNI EN 13451-3 +UNI 10637 + UNI EN 15288

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UNI EN 13451-3 +UNI 10637 + UNI EN 15288

UNI EN 16713-2 + UNI EN 16582-1

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A

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CONSTRUCTION

Construction LE CLOROAMMINE IN PISCINA

Un problema che riguarda tutte le piscine e che in alcune, soprattutto coperte molto frequentate, è diventato fonte di lamentele da parte degli utenti e di problemi con gli Enti di controllo a cura di Andrea Peluso - peluso.andrea@prominent.com Ingegnere, esperto di trattamento acqua in generale e di piscine in particolare. Responsabile del settore tecnico di Prominent Italiana.

COSA SONO LE CLOROAMMINE La disinfezione dell’acqua nelle piscine pubbliche non può prescindere dall’utilizzo di cloro nella vasca. Purtroppo, oltre all’azione di riduzione dei batteri presenti, l’azione del cloro porta anche alla formazione di sostanze indesiderate, detti sottoprodotti di disinfezione, che nascono dall’ossidazione da parte del cloro di componenti organici inevitabilmente presenti nell’acqua di piscina, provenienti dalle sostanze organiche apportate dai bagnanti. I sottoprodotti del cloro maggiormente presenti nelle piscine sono le cloroammine, che si distinguono sulla base di quanti atomi di cloro sono presenti nella molecola. Le cloroammine si distinguono in: Monocloroammine - Formula NH2Cl Dicloroammine - Formula NHCl2 Tricloroammine - Formula NCl3

MONOCLOROAMMINA

DICLOROAMMINA

Come raffigurato nelle immagini precedenti, la formazione delle cloroammine è dovuta alla reazione di sostituzione all’interno di una molecola organica, nello specifico all’interno del gruppo amminico, di uno o più atomi di idrogeno con altrettanti atomi di cloro. La tricloroammina, in particolare, è un composto irritante per gli occhi e la gola e dall’odore pungente, ha una bassa solubilità in acqua (0,025 mol/L) ed è facilmente volatile, circa 4 volte più volatile del cloroformio e molto più degli altri composti presenti in piscina. Utilizzando la legge di Henry, infatti, che regola la solubilità dei gas in acqua, se H = (mg Gas/l Aria)/(mg Gas/l Acqua) si ha che: HClO 0,069 NH2Cl 0,45 NHCl2 1,52 NCl3 435 Dove HClO = cloro libero; NH2Cl = monocloroammina; NHCl2 = dicloroammina; NCl3 = tricloroammina. Nella seconda colonna è indicato il rapporto tra la concentrazione in aria e quella in acqua. In definitiva, a parità di dose e temperatura, la TRICLOROAMMINA concentrazione di tricloroammina presente in aria è 435 volte superiore a quella presente in acqua. Essa è quindi la maggiore responsabile del bruciore agli occhi e delle problematiche alla parte superiore dell’apparato respiratorio dei bagnanti, poiché viene respirata.

TRICLOROAMMINA

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Svariate ricerche (Bernard et al, 2006; Henry et al, 1995; Gagnaire et al, 1994) riportano il fatto che i sintomi di irritazione agli occhi ed alla gola si iniziano ad avvertire per valori di tricloroammine superiori a 0,5 mg/m3 in aria. Infatti, il valore guida delle tricloroammine pari a 0,5 mg/m3 proposto dall’INRS (Istituto francese per la sicurezza e la salute sul lavoro) per piscine interne, nasce proprio dagli studi sopra citati. QUALI SONO I LIMITI PREVISTI DALLA LEGGE I limiti della concentrazione in acqua di piscina delle cloroammine sono stabiliti dalla Tabella A contenuta nell’Allegato 1 dell’Accordo Stato-Regioni sui problemi igienico-sanitari delle piscine, pubblicato nel marzo 2003. Questa tabella non distingue tra le diverse tipologie di cloroammine e stabilisce il limite di 0,4 ppm (o mg/l) in acqua di vasca e di 0,2 ppm (o mg/l) in acqua di immissione, cioè nella tubazione di mandata dopo la filtrazione e dopo il dosaggio dei prodotti chimici.

Si calcola che ogni bagnante possa portare da 1,5 a 2,5 g di urea in vasca ogni ora. In presenza di cloro libero, nello specifico acido ipocloroso HClO, l’urea va a formare la monocloroammina secondo lo schema seguente: NH3 + Cl2 → HCl + NH2Cl (monoclorammina) L’ulteriore reazione della monocloroammina con l’acido ipocloroso porta alla formazione della dicloroammina: NH2Cl + Cl2 → HCl + NHCl2 (diclorammina) La mono e la dicloroammina sono presenti nell’acqua di vasca in percentuali diverse, a seconda del pH, come si vede dall’immagine sotto riportata:

COME SI FORMANO LE CLOROAMMINE La disinfezione dell’acqua nelle piscine pubbliche non può prescindere dall’utilizzo di cloro nella vasca. Purtroppo, l’azione del cloro porta anche alla formazione di sostanze indesiderate. La molecola organica principalmente responsabile della formazione di cloroammine nell’acqua di piscina è l’urea, la cui formula è CO(NH2)2.

L’urea presente in vasca è principalmente di origine antropologica, portata cioè dai frequentatori della piscina tramite urina, sudore e/o dall’epidermide. La concentrazione media di urea a persona è suddivisa in:

Nella pratica, all’interno del range di pH tipico dell’acqua di vasca compreso tra 6,5 e 7,5, il 90% delle cloro-ammine sono presenti nella forma di monocloroammine. L’ulteriore reazione della dicloroammina con l’acido ipocloroso a pH acido, tipicamente inferiore a 4, porta alla formazione delle tricloroammine: NH3 + HClO → NH2Cl + H2O (tricloroammina) In definitiva, le forme di cloroammine presenti nell’acqua dipendono dal pH. Riassumendo in forma grafica quanto sopra esposto si ottiene quanto illustrato nella figura seguente:

Urina: 21,9 mg/litro Sudore: 1,5 mg/litro Epidermide: 8 microgrammi/litro

La disinfezione dell’acqua nelle piscine pubbliche non può prescindere dall’utilizzo di cloro nella vasca. Purtroppo, l’azione del cloro porta anche alla formazione di sostanze indesiderate. HA 2 - 2019 21


Sembrerebbe quindi che nell’intervallo di pH tipico dell’acqua di vasca (6,7-7,5) le cloroammmine siano presenti solo come monocloroammine, per percentuali superiori all’80%, e dicloroammine per il restante 20%.

IL RAPPORTO CLORO/AZOTO La formazione della tricloroammina dipende, inoltre, anche dal rapporto Cl/N (Cloro-Azoto), come rappresentato dal seguente grafico:

LA TRICLOROAMMINA IN PISCINA La tricloroammina, in particolare, è un composto irritante per gli occhi e la gola e dall’odore pungente. Nella realtà, diversi studi, così come l’esperienza pratica quotidiana, dimostrano la presenza di tricloroammine in vasca e, soprattutto, nell’aria immediatamente sopra alla vasca, in quantità rilevante. Misure in aria di tricloroammine all’interno di svariate piscine indoor (Sottmesiter e Vogt, 206) hanno rivelato concentrazioni variabili tra 0,1 e 18,8 mg/m3. Ma se le tricloroammine si formano dalle dicloroammine solo a pH<4, come è possibile che esse si trovino effettivamente in piscina? Le motivazioni sono principalmente due: L’IMPIANTO DI DOSAGGIO Solitamente l’iniezione del cloro e del correttore di pH acido nell’acqua di ricircolo avvengono a pochi metri di distanza l’uno dall’altro e questo comporta che nella tubazione di ricircolo immediatamente a valle dei dosaggi possano essere soddisfatte le condizioni di generazione delle tricloroammine le quali, non appena arrivano in vasca, degasano in aria. Infatti, nella tubazione di mandata transitano diclorommine che si sono formate in vasca che, trovando una alta concentrazione di acido ipocloroso ed un basso pH, si trasformano in tricloroammine. LA TETRACLOROUREA Diversi studi hanno dimostrato che esiste una seconda reazione di formazione delle tricloroammine che avviene a pH vicino alla neutralità. Il composto di partenza responsabile è sempre l’urea che ossidandosi con l’acido ipocloroso forma la tetraclorourea CCl4N2O. Quest’ultima, ossidandosi sempre con l’acido ipocloroso, forma la tricloroammina.

Misure in aria di tricloroammine all’interno di svariate piscine indoor hanno rivelato concentrazioni variabili tra 0,1 e 18,8 mg/m3. Come si può vedere, quanto più è grande il rapporto Cloro/Azoto tanto maggiore è la formazione della tricloroammina. In una piscina dove la concentrazione di cloro è bassa e quella di ammoniaca è alta (poco cloro e molti bagnanti) si formerà principalmente monocloroammina. In una dove la concentrazione di cloro è alta ed è presente la dicloroammina si formerà principalmente tricloroammina. Va quindi prestata molta attenzione alle modalità di clorazione, che devono essere il più costanti possibili, cercando di evitare i cosiddetti “pendolamenti”, cioè momenti in cui la clorazione è scarsa (formazione di mono e di cloroammine) seguiti da momenti in cui la clorazione è alta (formazione di tricloroammina).

Avviene quindi prima la formazione della tetraclorourea: (NH2)2CO + 4 HClO → (NCl2)2CO + 4 H2O E poi, dalla tetraclorourea, quella della tricloroammina. Questa reazione avviene a pH neutro: (NCl2)2CO + 2 HClO → 2 NCl3 + CO2 + H2O

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Fotometro


Va prestata molta attenzione alle modalità di clorazione, che devono essere il più costanti possibile. PER CONCLUDERE Va prestata molta attenzione alle modalità di clorazione, che devono essere il più costante possibile. Le cloroammine in piscina nascono dalla reazione del cloro con l’urea. Il composto maggiormente volatile ed irritante è costituito dalle tricloroammine le quali, per formarsi a partire dalle dicloroammine, hanno bisogno di un pH acido. A pH vicino alla neutralità, la reazione necessaria alla formazione delle tricloroammine passa attraverso la formazione della tetraclorourea. In questo caso la concentrazione di tricloroammine è tanto più elevata quanto maggiore è il rapporto Cloro/Azoto. BIBLIOGRAFIA Der Abbau von Chlorstickstoffverbindungen in Schwimmbeckenwasser durch UV-Bestrahlung. Csontos et al, Baedertechnick, 2008. Trichloramine in swimming pools-Formation and mass transfer. Schamlz et al, Water Research, Volume 46, Issue 9, 1 June 2012. Lung hyperpermeability and asthma prevalence in schoolchildren: unexpected associations with the attendance at indoor. Bernard, A., Carbonnelle, S., Michel, O., Higuet, S., de Burbure, C., Buchet, J.- P., Hermans, C., Dumont, X., Doyle, I., 2003. Comparison of the sensory irritation response in mice to chlorine and nitrogen trichloride. Gagnaire, F., Azim, S., Bonnet, P., Hecht, G., Hery, M., 1994.. Journal of Applied Toxicology 14 (6), 405e409 Compilation of Henry’s Law Constants for Inorganic and Organic Species of Potential Importance in Environmental Chemistry. Max-Planck Institute of Chemistry, Mainz, Germany. Savickas, P.J., LaPack, M.A., Tou, J.C., 1989. Messprojekt: trichloramine in the air of indoor pools. Pollutants in indoor pools. Unfallversicherung aktuell 3, 10e13 (in German). Zwiener, C., Richardson, S.D., De Marini, D.M., Grummt, T., Glauner, T., Frimmel, F.H., 2007

Punti di iniezione cloro-acido

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7’

INTERVISTA

CONSTRUCTION

Construction GLI IMPIANTI UV PER PISCINE RACCONTATI DAI PRODUTTORI

Tre esperti di aziende specializzate illustrano le proprie idee e soluzioni in merito alla tecnologia diffusissima nelle piscine con effetti in genere molto apprezzati e misurabili La Redazione - info@professioneacqua.it

Per ProMinent Italiana srl Agostino Palmiero Pools & Wellness Manager Italia www.prominent.it

Per Ecolifeprojects srl Sergio Morelli Amministratore Unico www.ecolifeprojects.com

Per S.I.T.A. srl Mirco Bortesi Responsabile Commerciale www.sitauv.com

Gli impianti UV sono efficaci nel ridurre le cloroammine in piscina, oltre che per distruggere gli organismi patogeni. Ne parliamo con i rappresentanti di tre aziende molto attive nel settore del trattamento acqua di piscina in Italia. La vostra azienda commercializza impianti UV a bassa, a media pressione od entrambi? ProMinent: A partire dal 1996 ProMinent progetta sistemi di disinfezione a raggi UV sia in bassa che in media pressione. I nostri impianti sono adatti a tutti gli utilizzi, in particolar modo per le acque termali con la produzione dell’UV in bassa pressione serie PEHD (polietilene ad alta densità). Ecolife: Ci occupiamo dal 1997 di impianti a ultravioletti, con tecnologia a bassa e a media pressione, per applicazioni in acque potabili, reflui, TOD, sciroppo di zucchero, aria condizionata, piscine e parchi acquatici. Sita: SITA dal 1982 produce impianti a raggi UV. Dal 2003 abbiamo aggiunto alla nostra produzione la serie SMP con lampade a media pressione. Attualmente la gamma a media pressione riesce a trattare portate da 10 a 2.000 m3/h. Quale tipologia di impianto consiglierebbe ad una piscina pubblica molto frequentata?

che hanno come base la disinfezione con biocidi a base cloro devono contrastare l’effetto dei cloro-derivati ed in particolar modo delle cloroammine nelle tre specie mono-di-tri cloroammine. In particolare la presenza di cloro combinato e l’effetto nocivo delle tri cloroammine (estremamente volatile e presente nell’aria oltre che in vasca) richiede l’utilizzo della tecnologia a Media Pressione per poter ridurre in maniera sensibile l’effetto nocivo che ne deriva. Ecolife: L’indice di frequentazione di una piscina, disinfettata con il solo cloro, non dovrebbe costituire un elemento discriminante per gli UV impiegati come determinante ausilio alla chimica in vasca. Tutti gli utenti di una piscina pubblica, staff compreso, dovrebbero poter beneficiare della maggiore sicurezza e benessere che solo l’appli-

La presenza di cloro combinato e l’effetto nocivo delle tri cloroammine richiede l’utilizzo della tecnologia a Media Pressione

ProMinent: In generale tutti gli impianti natatori HA 2 - 2019 24

Agostino Palmiero


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L’azione degli UV per piscina, preferibilmente con tecnologia a media pressione, è in grado di abbattere il Cryptosporidium di almeno tre log (99,9%) Sergio Morelli

cazione aggiuntiva di un impianto UV a media pressione può assicurare, sempre che tratti tutto il flusso dell’acqua dai filtri alla vasca. Sita: Quella a media pressione. La riduzione del cloro combinato è di gran lunga superiore con lampade a media pressione. Inoltre anche l’installazione è molto più semplice essendo questi impianti molto compatti ed in linea. Ritiene utile installare un impianto UV in una piscina poco frequentata, ad esempio una piscina privata, ed eventualmente di quale tipologia? ProMinent: La tecnologia UV per sue specificità non ha controindicazioni di utilizzo perché agisce direttamente sul batterio/virus in maniera da inibirne la proliferazione. Chiaramente in una piscina privata per lo più out-door l’utilizzo può essere ridondante avendo di fatto la luce del sole (raggi UV) come elemento naturale. Altro discorso se la piscina privata è in-door, in questo caso, utilizzando cloro come elemento disinfettante principale, la presenza di cloro combinato può creare gli effetti nocivi descritti prima anche con bassa frequentazione, ed il “privato” volendo può utilizzare i raggi UV in media pressione per ridurne sensibilmente la presenza ed avere così un ambiente salubre e vivibile. Ecolife: Una piscina privata è quasi sempre scoperta ed espone i frequentatori a rischi che il solo cloro non può fronteggiare. Il Cryptosporidium, microrganismo del tipo cisti, responsabile di gravi infezioni enteriche (vedi. Majorca 2003), portato in vasca dal guano degli uccelli, richie-

Esempio di installazione del sistema SMP di Sita

de, con l’abituale tenore di cloro in piscina, non meno di 7000 ore per essere inattivato. Lo stesso pericolo, è utile saperlo, esiste anche per le piscine coperte che possono essere infettate da portatori sani con postumi di diarrea. L’azione degli UV per piscina, preferibilmente con tecnologia a media pressione, grazie alle varie lunghezze d’onda utili che la caratterizzano, è in grado di abbattere il Cryptosporidium di almeno tre log (99,9%). Per le piscine scoperte, fino a 100-150 m3 di volume, troviamo comunque impiegabili, per la sola disinfezione, anche sistemi UV a bassa pressione. Sita: È sempre utile installare un impianto UV in piscina. Oltre alla riduzione del cloro combinato abbiamo anche un ottimo aiuto alla disinfezione. Ci sono batteri cloro resistenti che necessitano proprio una disinfezione tramite lampade a raggi UV.

Impianti a media pressione possono regolare la potenza della lampada: si evitano consumi superflui utilizzando solo l’energia necessaria Mirco Bortesi

Buckeye, Arizona HA 2 - 2019 26


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Esistono nuove tecnologie sulle lampade in grado di ridurre i consumi elettrici? ProMinent: ProMinent ha sviluppato negli anni una tecnologia in media pressione ad alta efficienza energetica, grazie a lampade regolabili in modo continuo da ballast elettronici che modulano l’assorbimento elettrico in base alle reali necessità di abbattimento del valore di cloro combinato o di variazione della trasmittanza dell’acqua di piscina. Ogni impianto ProMinent comunque è gestibile con segnali esterni per poter essere azionato al bisogno o scegliendo opzioni di assorbimento elettrico, e quindi di resa, in base a set point definibili dall’utente. Ecolife: La riduzione dei consumi elettrici è un tema importante, discretamente risolto oggi con quadri di alimentazione e controllo che adattano la potenza di irradiazione UV ai valori richiesti dal processo di “de-cloramminazione”, in relazione alla qualità dell’acqua, della portata e di ogni altro fattore che possa interagire, con opportuni feedback dalla vasca, con la conduzione dell’impianto. Sita: Si, ci sono impianti a media pressione che, grazie a driver elettronici di ultima generazione, possono regolare la potenza della lampada. In questo modo si evitano consumi superflui utilizzando solo l’energia necessaria. La regolazione automatica viene effettuata in base al valore del cloro combinato oppure in funzione della portata. Quali sono i costi accessori di manutenzione che devono essere considerati, quando si acquista un impianto UV?

ProMinent: La tecnologia UV non prevede particolare impatto manutentivo, se non il costo della lampada che chiaramente ha una sua vita in base all’utilizzo che se ne fa. Negli impianti a media pressione la vita utile di una lampada è di circa 8.000 ore Un impianto natatorio che lavora 12 mesi sostituisce la lampada in media una volta all’anno. Ecolife: I costi essenziali sono dovuti alle lampade e ai tubi di quarzo. Altri parti consumabili di costo modesto sono il kit di ricambi per le parti mobili e usurabili del pulitore automatico, ove installato. Per gli impianti atg UV Technology, distribuiti da Ecolifeprojects S.r.l., le lampade, con durata attesa di 8000-9000 ore, hanno un costo unitario di circa € 500,00. I tubi di quarzo vanno sostituiti in ogni caso dopo 24 mesi e costano circa € 180,00. Sita: I costi accessori sono solamente il cambio lampada (ogni 10.000 ore) ed il consumo elettrico. C’è qualche aspetto particolarmente rilevante relativo agli impianti che commercializza la vostra azienda, del quale volete brevemente parlarci? ProMinent: ProMinent è in grado di fornire una soluzione specifica di impianti UV per trattare l’acqua marina o termale contenente sali, senza problemi di corrosione. Si tratta degli impianti Dulcodes UV con camera di reazione in LP-PE e sensore UV in plastica PTFE altamente resistente alla corrosione. A questo si aggiunge un aspetto sicuramente rilevante per la tranquillità del nostro cliente, la presenza di tecnici interni specializzati a copertura del territorio per ogni necessità di Service, potendo includere ad esempio contratti di manutenzione programmata annua delle lampade UV. Ecolife: Gli impianti serie WF per acquatica, di atg UV Technology, distribuiti e assistiti in ogni fase, in Italia, con distanza flange di appena 1619 cm, fino a 700 m3/h, sono i più compatti al

I costi accessori sono solamente il cambio lampada (ogni 10.000 ore) ed il consumo elettrico

Esempio di installazione del sistema WF di Ecolifeprojects

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Mirco Bortesi


mondo. La dose UV di 60 mJ/cm2, a fine vita lampada, è garantita con trasmittanza dell’acqua del 94% contro il 98% di altri competitori. Equipaggiati con lampade a media pressione, schermabili per emissioni al di sotto dei 200 nm contro lo sviluppo dei nitriti, offrono parametri esuberanti rispetto alle prescrizioni della norma UNI 10637-2015. Hanno la modifica delle soglie di allarme della temperatura anche oltre 70°C, il sensore UV regolabile per ogni cambio lampada e la regolazione della potenza di emissione dal 100% al 50% in funzione dei vari input dal “campo”. Un filtro a cestello di serie, sempre installato, protegge i bagnanti dalla malaugurata rottura dei tubi di quarzo e delle lampade. Il pulitore automatico, opzionale, che muove avanti e indietro il tergicristallo, è a “riconoscimento numerico” dei fine corsa.

Un impianto natatorio che lavora 12 mesi sostituisce la lampada in media una volta all’anno

Sita: SITA progetta e costruisce internamente i suoi impianti a raggi UV. A partire dalla scheda elettronica fino ad arrivare al collettore. Questo significa una conoscenza ottimale del prodotto e uno standard qualitativo elevatissimo. Abbiamo la gamma a raggi UV più completa del mercato e siamo in grado di personalizzare il prodotto base alle esigenze di risultato ed installazione. (come ad esempio un collettore UV molto compatto).

Aqua Design International: piscina tradizionale

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Agostino Palmiero

Impianto Dulcodes MP di ProMinent


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INTERVISTA

CONSTRUCTION

Construction CLOROAMMINE: COME SI MISURANO CORRETTAMENTE Metodo, strumento e procedure ideali da osservare rigorosamente per non cadere in errore a causa dell’alterazione dei valori Ne parliamo con Abramo Gianola, amministratore di Chemartis srl IL METODO DI MISURA La misura della concentrazione di cloroammine, comunemente nota come misura del cloro combinato, si effettua misurando la concentrazione del cloro libero, la concentrazione di cloro totale ed effettuando la differenza tra le due misure. Comunemente viene utilizzato il metodo colorimetrico, tramite le pastiglie di DPD1, per la misura del cloro libero, a cui si addiziona la pastiglia di DPD3, per la misura del cloro totale. La lettura dei valori può avvenire in diversi modi: si possono utilizzare un comparatore ottico, un fotometro, o una centralina elettronica.

Noi riteniamo che il metodo colorimetrico siail più utilizzato, perchè evita la diversa interpretazione dei colori dei test visuali. Che metodo di lettura consigliate abitualmente ai vostri clienti?

Dott. Gianola, quale è il metodo di lettura delle cloroammine che ritenete essere più affidabile?

Il metodo colorimetrico è il più affidabile ed il più utilizzato ed evita la diversa interpretazione dei colori dei test visuali

Per la lettura dei valori consigliamo il classico pool tester visuale per le piscine private ed il fotometro professionale per le piscine pubbliche. Con quale strumento ritenete sia più affidabile la misura? Senz’altro il fotometro è il più affidabile rispetto al metodo visuale classico e al test con le strisce. Un fotometro è uno strumento ottico di precisione. Funziona misurando la quantità di luce che passa attraverso il campione e raggiunge il rilevatore. Più scuro è il colore del campione, meno luce lo attraverserà. Un filtro ottico viene utilizzato per selezionare una particolare lunghezza d’onda della luce da analizzare in base ai reagenti utilizzati per il test.

Schema di funzionamento di un fotometro

Ritenete che gli errori di misura del metodo, abbinato allo strumento, siano importanti? Se si utilizzano correttamente strumenti professionali come i fotometri Palintest, ci possono essere degli errori importanti legati ad una non corretta esecuzione del test, non tanto imputabili allo strumento stesso.

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Per ridurre al massimo gli errori di misurazione, occorre assicurarsi che le ampolle siano pulite ed asciutte sia internamente che esternamente e che non ci siano macchie o graffi. Questo potrebbe influenzare la lettura. Occorre assicurarsi, inoltre, che anche lo strumento sia pulito ed asciutto: le contaminazioni possono crearsi nella camera dove viene messa l’ampolla per la prova e possono alterare la trasmissione della luce e la misurazione dei valori. Per un’analisi ottimale, consigliamo di mettere nell’ampolla alcune gocce di acqua da analizzare, poi mettere la pastiglia DPD1, che misura il cloro libero, e frantumarla completamente. Infine aggiungere acqua fino al segno di 10 ml e verificare che la pastiglia sia completamente sciolta e che non ci siano bolle d’aria. Consigliamo di coprire sempre l’ampolla con il tappo in dotazione per evitare che possa entrare della luce dall’esterno ed alterare i valori. Per la determinazione del cloro totale aggiungere nella stessa ampolla/acqua la pastiglia di DPD3, frantumarla e mischiare fino a completa dissoluzione. Attendere due minuti prima di fare la lettura, per permettere che avvenga la completa reazione. Ricordiamo, inoltre, che il fotometro va regolarmente ricalibrato, si consiglia ogni 12 -18 mesi secondo l’utilizzo. Chemartis è Centro Assistenza Ufficiale di Palintest per la ricalibrazione per i fotometri professionali POOLTEST 3 e 6.

C’è qualche aspetto particolarmente rilevante relativo ai prodotti che commercializza la vostra azienda, del quale volete brevemente parlarci? Chemartis è un distributore nazionale conosciuto per i suoi prodotti di qualità e per il suo servizio attento e professionale. Tra i prodotti citiamo il cloro americano ACL prodotto da Oxychem, i prodotti PISCIMAR “La farmacia della piscina” dell’azienda spagnola Beqh e la gamma completa degli strumenti per l’analisi dell’acqua dell’azienda inglese Palintest. Ricordiamo che Palintest fu fondata dal dottor Palin che è stato l’inventore del sistema DPD, e produce un completo range di fotometri: dai tipi compatti come i POOLTEST 3 e 6, adatti per i test giornalieri dei parametri basilari, fino agli strumenti multi parametro POOLTEST 9-10-25. Questi ultimi permettono di avere la possibilità di analizzare tutti i parametri necessari per poter avere un’acqua bilanciata e sono forniti con Bluetooth e USB. Il POOLTEST 10 è la novità 2019: misura tutti i parametri fondamentali richiesti. È stato aggiunto il test dei fosfati, salva fino a 500 tests con data e ora, permette fino a 100 user ID, ha connettività Bluetooth, permette il collegamento con Aqua Pall APP e possiede uscita USB per il download dei dati.

Quali sono le modalità e le attenzioni più adatte per ridurli?

Il fotometro è il più affidabile rispetto al metodo visuale classico e al test con le strisce


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TALKS 2019 - TEAMSYSTEM WELLNESS PER MIGLIORARE LA COMPETITIVITÀ DI OGNI CLUB e PISCINA A marzo si è tenuto TalkS2019, evento unico nel suo genere organizzato da TeamSystem nell’ambito della Digital Week milanese. Il tema di quest’anno: “Il paese delle meraviglie: quando persone e tecnologie si incontrano” a sottolineare che il digitale è un’enorme opportunità se concepito al servizio delle persone e, come sottolineato da Federico Leproux, CEO di TeamSystem, “il digitale è oggi necessario per le imprese e i professionisti che, in qualsiasi settore, intendono essere competitivi”. Il mood in cui si è svolto l’evento rispecchia perfettamente la strategia adottata dall’azienda che, da fornitore di software si è trasformata in abilitatore di soluzioni digitali. Non dall’“altra parte”, ma al fianco dei propri clienti verso la digitalizzazione per migliorare sempre di più la user experience. All’interno di TalkS si è tenuta la sessione specifica per il settore del Wellness che ha coinvolto più di 300 imprenditori ed operatori del settore provenienti da tutta Italia. Tanti gli argomenti discussi sul palco nella tavola rotonda, moderata da Ivano Luison, CEO di TeamSystem Wellness: dalla digital wellness experience, al customer care e incremento delle performance commerciali, pagamenti digitali, obbligo dei corrispettivi telematici, empowerment delle risorse umane. Sul palco del Talks l’esperienza degli utenti vista anche come autonomia nei processi di acquisto e prenotazione, resa possibile da strumenti come le casse automatiche e l’app e mobile. Tutto finalizzato a migliorare la user experience e velocizzare i processi. TeamSystem si conferma partner affidabile in questo processo di digitalizzazione e dichiara apertamente i propri obiettivi anche attraverso le parole di Ivano Luison: “la mission di TeamSystem è Migliorare la competitività dei professionisti, delle micro, piccole e medie imprese, fornendo soluzioni digitali basate su piattaforme moderne ad elevato valore aggiunto.”

Uno dei momenti della grande kermesse TalkS 2019 di TeamSystem

Ivano Luison con diversi manager sul palco in qualità di moderatore della tavola rotonda

TalkS 2019 ha registrato una partecipazione da record

Ivano Luison, CEO di TeamSystem Wellness

CONTATTACI www.wellness.teamsystem.com wellness@teamsystem.com HA 3 - 2019 34



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CONSTRUCTION

Construction CORROSIONE DEI MATERIALI METALLICI IN AMBIENTE PISCINA Come affrontare un problema molto diffuso e poco conosciuto Massimo De Sanctis - m.desanctis@ing.unipi.it Ingegnere, Professore Associato presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa, esperto in corrosione dei metalli

COS’È LA CORROSIONE IN AMBIENTE UMIDO Con il termine corrosione “ad umido” si intende un danneggiamento in ambiente acquoso attraverso processi di natura elettrochimica, con funzionamento di sistemi galvanici in cui il processo corrosivo è la risultante di un processo anodico di dissoluzione del materiale e un parallelo processo catodico di una o più specie contenute nell’ambiente aggressivo. Il meccanismo elettrochimico è mostrato in Fig. 1 nel caso del ferro comune, dove viene a formarsi un deposito di prodotti di corrosione che normalmente evolve nella nota ruggine di colore rosso-bruno (FeOOH). Fig. 1 - Meccanismo elettrochimico della corrosione ad umido Reazione anodica (ox. metallo a ione)

Fe → Fe++ + 2e-

Reazione catodica (rid. specie ossidante)

0.5 O2 + 2e- + H2O → 2OH-

Precipitazione prodotto di corrosione

Fe++ + 2OH- → Fe(OH)2

Reazione globale corrosione ad umido

Fe + 0.5 O2 + H2O → Fe(OH)2 ↓

Negli ambienti naturali come l’atmosfera, l’acqua di mare ed il terreno, la specie catodica più importante è l’ossigeno disciolto nell’acqua, in grado, con il suo alto valore di potenziale redox, di stimolare l’ossidazione (corrosione) di gran parte dei comuni materiali metallici. Quando le reazioni anodiche/catodiche avvengono su piccole aree vicine tra loro e disseminate sull’intera superficie, si parla di condizioni di attività e il danneggiamento è usualmente di tipo uniforme, vedi Fig.2a. Un certo numero di metalli e leghe metalliche, in determinate condizioni di esposizione corrosiva, possono esibire un brusco rallentamento della velocità di corrosione grazie alla formazione di un film interfacciale, molto spesso un ossido/idrossido, assai sottile e invisibile (5-10 nm), omogeneo e protettivo, capace di “isolare” la superficie metallica dall’ambiente aggressivo esterno. Fig. 2 – Morfologia della corrosione: a) uniforme su acciaio al comune carbonio e b) localizzata (pitting) su acciaio inossidabile

Si parla in questo caso di “passività”, stato in cui il materiale metallico è più soggetto a corrosioni localizzate su piccole aree (pitting), vedi Fig.2b. Tipici metalli a comportamento passivo in amHA 3 - 2019 36


Con il termine corrosione “ad umido” si intende un danneggiamento in ambiente acquoso attraverso processi di natura elettrochimica

Gli acciai inossidabili sono leghe ferro-cromo o ferro cromo-nichel caratterizzate da un elevato tenore di cromo (Cr>10,5%), elemento che conferisce l’abilità di passivarsi in ambienti naturali. Esistono varie classi di acciai inossidabili, vedi Tabella 1.

bienti naturali sono il cromo, il nichel, l’alluminio, il titanio, così come leghe molto ricche di questi elementi come gli acciai inossidabili (Cr > 10,5%).

Gli acciai inox che più interessano le applicazioni in ambiente piscina sono gli inox austenitici (AISI 316L), i superaustenitici (254 SMO) e gli acciai duplex (SAF 2205).

LA CORROSIVITÀ DELL’ACQUA E DELL’ATMOSFERA DI PISCINA L’acqua di piscina è caratterizzata da un’elevata conducibilità elettrica, un valore di pH tra 6,5 e 7,5, un alto valore di potenziale redox, una temperatura vicina ai 30°C e un elevato contenuto salino in termini di ioni cloruro. I biocidi cloroderivati innalzano il potenziale redox dell’acqua e, in aggiunta, dopo aver svolto la loro azione battericida, degradano in cloruri che si accumulano nell’acqua. Il tenore di cloruri aumenta sensibilmente anche in ragione dell’acido cloridrico talvolta impiegato per controllare il pH dell’acqua in vasca. Nelle piscine con cloro libero prodotto per elettrolisi occorre addirittura “salare” l’acqua a livelli molto alti di cloruri (4000-5000 ppm), condizione questa di elevata corrosività. La presenza di sporco e/o incrostazioni saline favoriscono ulteriormente l’innesco delle corrosioni localizzate e lo scolorimento delle superfici. Anche l’atmosfera esterna dell’ambiente piscina è aggressiva per i metalli. I prodotti chimici usati per disinfettare l’acqua producono una serie di composti clorurati, come trialometani, cloroammine e acidi aloacetici derivanti dalla reazione con composti ricchi in azoto, come l’ammoniaca (sudore) e l’urea (urine). Le clorammine sono composti ossidanti volatili che, passando nell’atmosfera e depositandosi sulle superfici metalliche, si decompongono formando un condensato aggressivo.

2 - Morfologie più comuni di corrosione localizzata sugli acciai inossidabili I danneggiamenti corrosivi sugli inox sono normalmente causati da una lacerazione/interruzione del film protettivo di passività. Le variabili chimico-fisiche dell’ambiente aggressivo più importanti in tal senso sono: Potere ossidante (potenziale redox). Deve essere abbastanza ossidante da comportare la formazione del film passivante di ossido, ma non troppo ossidante da favorire lacerazioni locali; Presenza di ioni depassivanti quali gli alogenuri (il più comune in ambienti naturali sono i cloruri), capaci di chemiadsorbirsi sulle superfici metalliche e fessurare/destabilizzare il film di passività; Temperatura e pH. Un aumento di temperatura e una maggiore acidità dell’ambiente acquoso aumentano la solubilità del film di ossido, rendendolo più instabile e meno protettivo. I meccanismi più comuni di attacco sono il pitting e la corrosione interstiziale. Nel pitting il film di passività si danneggia su piccole aree superficiali (pit), dove la dissoluzione di metallo localizzata e accelerata produce piccoli crateri che si propagano poi all’interno del materiale. La propagazione è favorita dalla separazione tra la soluzione acquosa all’interno del pit e quella dell’ambiente esterno (meccanismo della cella occlusa), con innesco di areazione differenzia-

ACCIAI INOSSIDABILI E DANNEGGIAMENTI CORROSIVI 1 - Classi di acciai inossidabili

Tabella 1 - Classi di acciai inossidabili e intervalli relativi di composizione chimica.

DENOMINAZIONE

%C

%Cr

%Ni

%Mo

Ferritici

0,010 ⁒ 0,12

10,5 ⁒ 30

-

0,2 ⁒ 2,5

Austenitici

0,015 ⁒ 0,15

16 ⁒ 28

6 ⁒ 32

2⁒7

Duplex

0,030 ⁒ 0,050

22 ⁒ 28

3,5 ⁒ 8

0,1 ⁒ 4,5

Martensitici

0,08 ⁒ 1,2

11 ⁒ 19

-

1,2 ⁒ 1,5

HA 3 - 2019 37


le e costituzione di microcoppie galvaniche tra interno ed esterno del pit. Il tipico scolorimento delle superfici degli elementi inox (tea staining) esposti ad atmosfere aggressive come quella di piscina è anch’esso il risultato di un micropitting superficiale. Meccanismo analogo si produce anche in presenza di interstizi formati in corrispondenza di accoppiamenti tra superfici così come al di sotto di depositi/incrostazioni presenti sulla superficie metallica (corrosione da sottodeposito).

L’acciaio più performante è il 254SMO, di classe superaustenitico (PREN>40).

3- Resistenza degli inox a corrosioni localizzate

In Tabella 2 sono riportate le composizioni chimiche e l’indice PREN degli inox di interesse.

La resistenza degli inox, alle precedenti forme di corrosione localizzata, dipende essenzialmente da: Composizione PREN)

chimica

dell’acciaio

(indice

Finitura superficiale (rugosità Ra) Manutenzione superfici (pulizia periodica) Sebbene la scelta appropriata dell’acciaio inox in base alle condizioni di aggressività ambientale sia un punto essenziale, anche una corretta finitura superficiale e la manutenzione delle superfici possono svolgere un ruolo importante nel ridurre l’attacco e lo scolorimento delle superfici.

La rimozione periodica dei depositi di sporco e delle incrostazioni riduce formazione e persistenza di elevate concentrazioni saline sulla superficie metallica.

– Indice PREN. Il PREN (Pitting Resistance Equivalent Number) è un indice resistenziale calcolato sulla base del tenore degli elementi di lega che contribuiscono a rafforzare la resistenza e

stabilità dei film di ossido di passività: PREN = %Cr + 3,3%(Mo + 0,5 W) + X%N dove Cr=Cromo, Mo=Molibdeno, W=Tungsteno, N=Azoto, X=16 per acciai inox austenitici e 30 per acciai duplex.

In base ai fattori di corrosione più importanti per l’innesco di corrosioni localizzate, cioè tenore di cloruri e temperatura dell’acqua, la scelta raccomandata dell’inox da impiegare è indicata in Tabella 3. L’acciaio più performante è il 254SMO, di classe superaustenitico (PREN>40). All’aumentare del PREN aumenta anche il costo relativo dell’acciaio. A COSA PRESTARE ATTENZIONE PER GLI ACCIAI IN PISCINA? La finitura superficiale La rugosità superficiale (Ra) deve essere tale da assicurare un effetto riflettente (lucidatura a specchio). In tal modo le superfici si dilavano più facilmente ed offrono maggior resistenza alla formazione di depositi/incrostazioni saline che facilitano lo scolorimento. E’ inoltre minore la tendenza alla formazione e ritenzione di film superficiali di condensazione e sono più agevoli le operazioni di pulizia. Per applicazioni architettoniche e ambiente piscina è opportuno assicurarsi rugosità Ra <0,2 mm (superficie riflettente).

I danneggiamenti corrosivi sugli inox sono normalmente causati da una lacerazione/interruzione del film protettivo di passività.

Tabella 2 – Limiti di impiego degli acciai inox in ambiente piscina

Normativa

Denominazione

%Cr

%Ni

%Mo

%N

Altri

PREN

1.4404

AISI 316L

18

10

2

-

-

25

1.4547

254 SMO

20

18

6,1

0,20

Cu 0,7

42

1.4462

SAF 2205

22

5,3

3

0,16

-

35

HA 2 - 2019 38


La manutenzione delle superfici La rimozione periodica dei depositi di sporco e delle incrostazioni riduce formazione e persistenza di elevate concentrazioni saline sulla superficie metallica. La pulizia può essere condotta con semplice acqua e sapone o detersivo neutro, impiegando spugne, stracci puliti, spazzole morbide, possibilmente con acqua calda. Si procede poi ad abbondante risciacquo con acqua dolce e fredda. Laddove possibile, asciugare le superfici metalliche. Per quanto riguarda la frequenza dei lavaggi, questa dipende dalla resistenza intrinseca dei materiali impiegati, dal loro grado di finitura e dall’aggressività ambientale. Come indicazione di massima può essere sufficiente un lavaggio bisettimanale. Sono utili le seguenti raccomandazioni: 1 - Su superfici lucide, condurre un pre-lavaggio “delicato” per evitare rigatura delle superfici.

Nelle piscine con cloro libero prodotto per elettrolisi occorre addirittura “salare” l’acqua a livelli molto alti di cloruri (4000-5000 ppm)

2 - Su superfici satinate, il movimento di lavaggio deve essere sempre parallelo alla direzione di satinatura, onde evitare abrasione in direzione trasversa.

4 - Evitare assolutamente l’uso di pagliette o lana d’acciaio. Nel caso di incrostazioni aderenti, rimuoverle con una spatola di legno o con feltrini abrasivi di materiale sintetico.

3 - Evitare assolutamente l’uso di composti che possono liberare ioni cloro, come l’acido cloridrico, ipoclorito di sodio ecc.

5 - Nel caso di superfici molto sporche è possibile addizionare al sapone delle polveri abrasive fini, come pomice fine e allumina.

Piscina con residui di ossido sul fondo

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CONSTRUCTION

Construction LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLE NTC 2018 PER LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE DI UNA PISCINA Oltre all’obbligo, per tutte le piscine, di redigere sempre la progettazione strutturale, vanno considerate le prescrizioni contenute nelle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, pubblicate nel 2018 Lucio Fattori - lufatto@gmail.com Ingegnere strutturista, esperto in edilizia antisismica e calcolo strutturale di vasche e piscine

LE NUOVE NTC Il 2018 è stato un anno intenso dal punto di vista normativo per chi si occupa di progettazione strutturale. Le Norme Tecniche per le Costruzioni, comunemente denominate NTC 2018, hanno visto la luce come Decreto Ministeriale del 17 gennaio 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A distanza di quasi 10 anni dalle precedenti (DM 14/01/2008), le nuove Norme Tecniche hanno corretto alcuni punti e limitazioni delle precedenti edizioni e riconfermato l’impianto progettuale e di verifica previsto dagli Eurocodici. L’11 febbraio 2019 è stata inoltre pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti n.7 del 21 gennaio 2019, nota tra gli addetti ai lavoro come Circolare esplicativa. Inoltre, sempre nel 2018, sono state pubblicate le nuove UNI EN 1090-2:2018 Esecuzione di

strutture di acciaio e di alluminio - Parte 2: Requisiti tecnici per strutture di acciaio. Le nuove norme tecniche non hanno apportato modifiche particolarmente rilevanti per quanto riguarda gli edifici nuovi, mentre introducono aspetti più importanti ed innovativi nella definizione degli interventi da effettuare sugli edifici esistenti. Le NTC 2018, come le precedenti, si applicano alla progettazione di tutti gli edifici ed alle strutture di qualsiasi natura. Quindi anche alla progettazione delle piscine e delle opere annesse come per esempio i locali tecnici. Analizziamo alcuni punti di particolare interesse per chi si occupa di progettazione di piscine.

Le NTC 2018 si applicano alla progettazione di tutti gli edifici ed alle strutture di qualsiasi natura, quindi anche alla progettazione delle piscine e delle opere annesse HA 3 - 2019 40

Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana


Sono introdotti Stati Limite Ultimi (SLU) per garantire la salvaguardia della sicurezza degli occupanti della struttura evitandone il collasso CANCELLATE LE TENSIONI AMMISSIBILI, SI UTILIZZANO SOLO GLI STATI LIMITE Non è più possibile utilizzare le tensioni ammissibili, nemmeno per gli edifici in zona sismica 4, quella a minore rischio sismico. L’appartenenza alla zona sismica 4 permetteva in passato di progettare secondo il metodo alle tensioni ammissibili, ormai riconosciuto da decenni a livello internazionale come non idoneo per descrivere le prestazioni di un’opera. Con la cancellazione del paragrafo 2.7 delle NTC 2008 sparisce ogni riferimento alla zona sismica 4 ed alle tensioni ammissibili. Il paragrafo 2.1 definisce stato limite “una condizione superata la quale l’opera non soddisfa più le esigenze elencate nelle presenti norme”. Sono introdotti Stati Limite Ultimi (SLU) per garantire la salvaguardia della sicurezza degli occupanti della struttura evitandone il collasso, mentre gli Stati Limite di Esercizio (SLE) sono quelli che garantiscono l’impiego efficiente dell’opera. Per quanto riguarda le piscine si segnalano alcuni Stati Limite di Esercizio di particolare interesse che è importante si incominci ad introdurre nei capitolati e nelle richieste ai fornitori come prestazioni attese, in particolare: Spostamenti e deformazioni che possano limitare l’uso della costruzione, la sua efficienza e il suo aspetto (si pensi alla deformazione sotto carico di una parete di una vasca con bordo sfioro che provochi l’espulsione della griglia dalla propria sede) Spostamenti e deformazioni che possano compromettere l’efficienza e l’aspetto di elementi non strutturali, impianti, macchinari (si consideri l’efficienza di sistemi di filtrazione e tubazioni); Corrosione e/o degrado dei materiali in funzione del tempo e dell’ambiente di esposizione che possano compromettere la durabilità (per esempio corrosione per strutture in vicinanza del mare e di altri ambienti aggressivi). I parametri minimi da soddisfare per gli SLU, e

in parte anche per gli SLE, sono previsti dalla normativa, ma il committente può, per proprie esigenze o a propria scelta, imporre condizioni migliorative al progettista strutturale. INTERAZIONE TERRENO/STRUTTURA In caso di realizzazione di una piscina su un versante, per esempio collinare, il terreno rimosso e il nuovo carico (costituito dalla vasca e dal suo contenuto) possono compromettere, in certe condizioni, la sicurezza e la stabilità del pendio con rischio di smottamento del volume di terreno coinvolto e di cedimenti nella struttura della piscina. Con riferimento a queste problematiche, il paragrafo 6.5 “Opere di sostegno” prevede che venga verificata la sicurezza del terreno ove vengano realizzati “muri, per i quali la funzione di sostegno è affidata al peso proprio del muro e a quello del terreno direttamente agente su di esso (ad esempio muri a gravità, muri a mensola, muri a contrafforti)”, quali le pareti di una piscina. Nella verifica sotto azioni sismiche “la sicurezza delle opere di sostegno deve essere garantita prima, durante e dopo il terremoto di progetto” (Par. 7.11.6.1) e, sempre secondo la norma, “le indagini geotecniche devono avere estensione tale da consentire la caratterizzazione dei terreni che interagiscono direttamente con l’opera e di quelli che determinano la risposta sismica locale”. Diventa quindi imprescindibile la presenza di una relazione geologica per la caratterizzazione del terreno presente sul sito di intervento, oltre che per la valutazione di fenomeni macroscopici sui volumi di terreno interessati in caso di interventi particolari (come per esempio le piscine realizzate su versanti). OBBLIGO DI VALUTARE LE AZIONI SISMICHE SULLE STRUTTURE Le nuove NTC 2018, così come le precedenti NTC 2008, prevedono (par. 7.11.6.1) che “in presenza di acqua libera contro la parete esterna dell’opera, si deve tenere conto dell’effetto idrodinamico indotto dal sisma, valutando le escursioni (positiva e negativa) della pressione dell’acqua rispetto a quella idrostatica”. Non è più quindi prescindibile lo svolgimento di verifiche sismiche anche per pareti e fondazioni di piscine. Se le norme regionali dovessero prevedere qualche deroga a questa verifica è importante ricordare che il fatto che non si ritenga obbligatoria una verifica non significa che la stessa non

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La verifica sotto azioni sismiche delle piscine non è più prescindibile, in nessuna zona sismica e in nessun caso, così come previsto dalle NTC 2018

Questa nuova formulazione permetterà una riduzione dell’azione sismica gravante sulle pareti della piscina, pur continuando a realizzare una struttura “non dissipativa” (con semplificazione nei dettagli costruttivi e permettendo una maggior velocità di esecuzione in cantiere).

debba essere fatta. In tema di costruzioni infatti lo Stato ha supremazia legislativa rispetto alle Regioni, a cui è delegato solo di regolamentare i metodi di deposito ed esame delle pratiche sismiche e null’altro. Per la modellazione delle azioni sismiche derivanti dalle spinte da liquidi e l’azione sulle costruzioni è possibile riferirsi agli Eurocodici, come previsto dal par. 1.1:

COLLEGAMENTO DIRETTO TRA NCT 2018 E EN 1090 Il paragrafo 4.2. Costruzioni di acciaio prescrive che le NTC 2018 definiscano i principi e le regole generali per soddisfare i requisiti di sicurezza delle costruzioni con struttura di acciaio. Quindi per quanto riguarda le azioni di progetto si dovrà fare riferimento alle NTC. Per quanto concerne invece i requisiti per l’esecuzione di strutture di acciaio, al fine di assicurare un adeguato livello di resistenza meccanica e stabilità, di efficienza e di durata, vengono esplicitamente richiamate le norme UNI EN 1090-2, “Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio – Parte 2: Requisiti tecnici per strutture di acciaio”. Sebbene le NTC 2018 facciano riferimento alla precedente versione del 2011 della norma UNI EN 1090-2, appare scontato che troveranno ora applicazione le prescrizioni previste dall’ultima edizione del 2018. Per l’accettazione in cantiere di manufatti metallici (pannelli, rinforzi o elementi di altro tipo) con valenza strutturale, sarà obbligatorio verificare la presenza della marcatura CE degli elementi.

Circa le indicazioni applicative per l’ottenimento delle prescritte prestazioni, per quanto non espressamente specificato nel presente documento, ci si può riferire a normative di comprovata validità e ad altri documenti tecnici elencati nel Cap. 12. In particolare quelle fornite dagli Eurocodici con le relative Appendici Nazionali costituiscono indicazioni di comprovata validità e forniscono il sistematico supporto applicativo delle presenti norme. POSSIBILITÀ DI RIDURRE LE AZIONI SISMICHE SULLE STRUTTURE La verifica sotto azioni sismiche delle piscine non è più prescindibile, in nessuna zona sismica e in nessun caso, così come previsto dalle NTC 2018. Le pareti delle piscine vengono solitamente progettate e realizzate nel rispetto dei criteri previsti per le strutture “non dissipative”, così da garantire una maggior velocità di esecuzione e realizzazione. Questo comportava, con le precedenti NTC 2008, una sollecitazione sismica di progetto maggiore. Infatti il precedente par. 7.3.1 prescriveva Quando si utilizza l’analisi lineare per sistemi non dissipativi, come avviene per gli stati limite di esercizio, gli effetti delle azioni sismiche sono calcolati, quale che sia la modellazione per esse utilizzata, riferendosi allo spettro di progetto ottenuto assumendo un fattore di struttura q unitario.

CONCLUSIONI Si è brevemente evidenziato come non sia cambiato l’impianto generale delle norme tecniche. L’uscita delle NTC 2018 si sta accompagnando, a livello nazionale, alla progressiva entrata in vigore delle varie normative regionali sui depositi delle strutture in zona sismica. La verifica della completezza e della correttezza della progettazione dell’opera viene eseguita dalle Regioni per mezzo di criteri differenti, ma comunque coerenti con quanto previsto dalla norma nazionale NTC 2018.

Le nuove NTC 2018 prevedono nella Tab. 7.3.I Limiti su q e modalità di modellazione dell’azione sismica la possibilità di adottare un valore del fattore di comportamento q fino a 1,5. HA 3 - 2019 42



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CONSTRUCTION - SPECIALE

PISCINE PRIVATE: LA CLASSE DI TENUTA DELL’ACQUA La Redazione di Construction - info@professioneacqua.it Perchè questo SPECIALE Le norme tecniche sulle piscine private, entrate in vigore tra l’autunno 2015 e la primavera 2016, sono estremamente importanti perchè trattano un argomento, quello delle piscine private appunto, restato senza regole per moltissimi anni. Un costruttore di piscine all’inizio della propria carriera, fino a poco tempo fa si dedicava alle piscine private, ritenute più semplici, e solo successivamente, all’aumentare della esperienza, poteva passare a realizzare piscine ad uso pubblico. Oggi non è più così. Realizzare piscine private seguendo le norme è molto più complesso che realizzare piscine ad uso pubblico. Per questa ragione abbiamo pensato a questo SPECIALE PISCINE PRIVATE, che condurrà, un poco alla volta, alla comprensione dei contenuti delle nuove norme, che poi tanto nuove non sono più, spiegando passo passo tutti i capitoli che le compongono. Parleremo quindi di: UNI EN 16582-1 – Piscine domestiche – Parte 1: Requisiti generali inclusi i metodi di sicurezza e di prova UNI EN 16582-2 – Piscine domestiche – Parte 2: Requisiti specifici inclusi i metodi di sicurezza e di prova per piscine interrate UNI EN 16582-3 – Piscine domestiche – Parte 3: Requisiti specifici inclusi i metodi di sicurezza e di prova per piscine fuori terra UNI EN 16713-1 – Piscine domestiche – Trattamento acqua – Parte 1: Sistemi di filtrazione – Requisiti e metodi di prova

Realizzare piscine private seguendo le norme è molto più complesso che realizzare piscine ad uso pubblico La classe di perdita La prima parte della 16582 si intitola Piscine Domestiche: Requisiti generali inclusi i metodi di sicurezza e di prova. Tratta degli aspetti generali delle piscine, includendo comunque moltissimi importanti argomenti. Il primo di questi, al punto 4.3, riguarda le perdite d’acqua delle piscine. La Norma dice: Laddove è possibile, le piscine dovrebbero essere realizzate in modo da non perdere acqua, per evitare danni alla struttura e a ciò che la circonda. Se si fermasse qui, sarebbe una affermazione incontestabile, alla quale tutti i costruttori di piscina tendono sempre ad adeguarsi nel corso del proprio lavoro. Ma la Norma si spinge oltre, stabilendo una vera e propria classe di perdita delle piscine, che va definita in fase di preventivo e, preventivamente appunto, dichiarata al cliente. La classe di perdita a cui può appartenere una piscina è indicata nella tabella seguente: Classe di resistenza alle perdite

Perdita massima in l/m2 per giorno o mm/giorno

W0

0

W1

1

W2

2

W3

3

UNI EN 16713-2 – Piscine domestiche – Trattamento acqua – Parte 2: Sistemi di circolazione – Requisiti e metodi di prova UNI EN 16713-3 – Piscine domestiche – Trattamento acqua – Parte 3: Trattamento chimico – Requisiti

Come si può vedere, la perdita ammissibile parte da 0 l/m2 per giorno o mm/giorno, e quindi

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La Norma 16582 stabilisce una vera e propria classe di perdita delle piscine, che va definita in fase di preventivo e, preventivamente appunto, dichiarata al cliente la piscina apparterrà alla classe W(che sta per Water) 0. Nel caso la perdita aumenti, si passerà alla appartenenza alle classi successive, fino ad arrivare alla W3, che corrisponde ad una perdita di 3 l/m2 per giorno o mm/giorno. Una perdita superiore a quella corrispondente alla classe W3 non è consentita. La Norma dice anche che le tubazioni devono sempre appartenere alla classe W0, cioè non devono perdere nemmeno una goccia, e che la vasca di compenso, laddove sia presente, deve appartenere alla stessa classe della piscina, o ad una più favorevole. Anticipiamo, a questo proposito, che le Norme stabiliscono l’obbligo di effettuare una prova in pressione delle tubazioni, proprio al fine di poter dimostrare l’assenza di perdite nelle tubazioni. Come si misura la perdita Ma come si misura una perdita così esigua in una piscina? La Norma dice che la misura delle perdite deve durare per un periodo di sette giorni. Aggiunge inoltre che la riduzione del livello

dell’acqua esclude: evaporazione, attività dei bagnanti, la temperatura e l’umidità durante la prova (per piscine scoperte deve essere escluso il grado di esposizione al vento e al sole). Certo, non è semplice, e la cosa si presta a discussioni e contenziosi. Ma se la piscina è costruita a ridosso di una stanza, di un garage, e la perdita si vede ad occhio nudo, in quel caso è molto difficile esimersi dalle proprie responsabilità. Negli altri casi, è necessario effettuare la prova fuori stagione, senza bagnanti, senza vento e sole eccessivi, e naturalmente senza pioggia. Di chi è la responsabilità della tenuta Nel caso in cui il costruttore della piscina non fornisca al cliente anche la parte strutturale, nella successiva UNI EN 16528-2 la Norma stabilisce, ai punti 5.1,5.2 e 5.3 che la struttura può garantire la tenuta dell’acqua da sola (punto 5.1), ed in questo caso sarà chi fornisce la struttura a dare al cliente le adeguate informazioni e garanzie, oppure in combinazione con il rivestimento (punto 5.2), ed in questo caso entrambi i soggetti saranno coinvolti. Oppure, se è il solo rivestimento a garantire la tenuta (punto 5.3), sarà il posatore di quest’ultimo che dovrà garantire la classe di perdita dichiarata. Questi sono esempi di situazioni abbastanza comuni anche nel nostro Paese. Una piscina in grado di tenere l’acqua con la sola struttura po-

È necessario effettuare la prova fuori stagione, senza bagnanti, senza vento e sole eccessivi, e naturalmente senza pioggia

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trebbe essere, ad esempio, una piscina monoblocco in vetroresina oppure una piscina in acciaio. Quando invece la piscina viene realizzata con una struttura che viene rivestita in piastrelle oppure in mosaico od in resina si ricade nella situazione del punto 5.2.; l’ultima situazione descritta è invece quella in cui è il rivestimento in pvc a garantire la tenuta. Ma perchè dichiarare che la piscina perde? Questo tipo di approccio risulta, all’inizio, abbastanza insolito. Perchè mai un costruttore di piscina dovrebbe dichiarare in fase di preventivo che il manufatto proprosto potrebbe perdere? Come tutte le norme tecniche scritte in Europa, anche questa non è fatta per la tipologia di mercato italiana, dove le piscine sono praticamente tutte progettate e costruite come manufatti unici ed irripetibili, ma per un mercato come quello francecse, dove le piscine vengono progettate e costruite in kit. In questo ultimo caso, un modello più economico potrebbe non essere in grado di tenere l’acqua completamente e dare una precisa misura, quindi un limite, a questa possibile perdita rappresenta sicuramente un buon approccio verso la tutela del cliente finale. Dichiarare una classe di perdita diversa da W0 potrebbe, comunque, tutelare il costruttore in alcuni casi particolari. Ad esempio, nel caso di una ristrutturazione o quando non si è del tutto sicuri che tutto vada per il meglio, tutelarsi dichiarando una classe di perdita infe-

Perchè mai un costruttore di piscina dovrebbe dichiarare in fase di preventivo che il manufatto proprosto potrebbe perdere? riore alla W0 aiuta nel caso in cui la perdita si verifichi davvero. Tutti i costruttori sanno benissimo quanto sia difficile affrontare il problema della perdita di una vasca e soddisfare le giuste pretese del cliente che non vuole vedere nemmeno una goccia su un muro. Spiegare in anticipo cosa si è in grado di garantire, se fatto nei giusti modi, può essere interpretato come un corretto comportamento e, allo stesso tempo, tutelare da futuri possibili guai.

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CONSTRUCTION

Construction L’ALIQUOTA IVA PER LA COSTRUZIONE DI UNA PISCINA PRIVATA Una disamina delle circostanze in cui si può godere dell’iva agevolata al 4% e delle situazioni sicuramente escluse: le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate, non sempre prevedibili in alcuni casi di specie Tullio Quagliotti - tullio@studioquagliotti.com Ragioniere, iscritto all’Albo dei Commercialisti di Brescia, esperto fiscale di riferimento di professioneACQUANET

Non è mai facile destreggiarsi tra le molte norme, a volte contraddittorie, che definiscono gli obblighi fiscali. Nel campo dell’aliquota IVA per la costruzione delle piscine sono molte le situazioni che devono essere considerate, per poter prendere la decisione corretta. I dubbi interpretativi La modalità di assoggettamento ad IVA negli appalti per la realizzazione di piscine ad uso privato crea non pochi dubbi fra gli operatori del settore anche e soprattutto per la differente interpretazione normativa resa da alcuni Uffici dell’Amministrazione Finanziaria o dai professionisti che assistono i vari operatori coinvolti. I diversi contesti che possono venire a crearsi sono spesso motivo di incertezza su quale sia l’aliquota da applicare viste le numerose contestazioni prodotte dagli Uffici, senza trascurare gli immancabili consigli sbrigativi che, prudenzialmente, propendono per indicare l’applicazione dell’aliquota del 22%, rendendo particolarmente pesante (e talvolta sbagliato) il carico fiscale indiretto sull’esecuzione dell’opera.

Dunque, la questione che qui ci occupa prende le mosse dalla ricorrenza dei seguenti quesiti: Qual è l’aliquota IVA corretta da applicare nella realizzazione della piscina sul terreno di pertinenza della “prima casa”? Cambia qualcosa se la piscina viene realizzata contestualmente alla costruzione della casa o se avviene in un secondo momento? E qualora la piscina venga realizzata sulla pertinenza dell’abitazione “non prima casa”, qual è invece l’aliquota IVA corretta da applicare? Ho diritto al bonus fiscale Irpef se ristrutturo la piscina? e quale aliquota IVA inciderà sulle spese di ristrutturazione?

La modalità di assoggettamento ad IVA negli appalti per la realizzazione di piscine ad uso privato crea non pochi dubbi fra gli operatori del settore

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Il quadro normativo Gli argomenti trovano la loro soluzione nel seguente quadro normativo: - dPR 23.10.1972, n. 633 - Art. 1 Tariffa Parte I^, nota 2-bis) dPR 26.04.1986, n. 131 - C.M. 02.03.1994, n. 1/E - C.M. 30.11.2000, n. 219 - C.M. 01.03.2001, n. 19/E - C.M. 12.08.2005, n. 38/E - R.M. 39/E del 17.03.2006 - AdE Guida 2007 sulle Ristrutturazioni Edilizie Preliminarmente occorre specificare che le abitazioni cosiddette “di lusso”, quelle cioè identificate catastalmente con le categorie A/1, A/8 e A/9, ancorché siano prima casa, sono sempre escluse in generale dalle agevolazioni fiscali e, in particolare, dall’applicazione delle aliquote Iva ridotte, tanto nell’acquisto quanto nella ristrutturazione, nonché per le analoghe spese che dovessero riguardarne le pertinenze.

Le abitazioni cosiddette di lusso sono sempre escluse dalle agevolazioni fiscali Le pertinenze Entrando nel merito della questione e dando per scontato che solitamente la piscina venga realizzata sul terreno di pertinenza della casa, vediamo anzitutto cosa dispone il codice civile relativamente alle pertinenze. L’art. 817 c.c. recita: “Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa” e, di seguito, l’art. 818 dispone che “Gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale comprendono anche le pertinenze…” potendosi da ciò dedurre che la costruzione della piscina sul terreno di pertinenza della prima casa (non di lusso) possa anch’essa fruire dell’aliquota agevolata del 4% né più e né meno del trattamento riservato all’abitazione. Tuttavia, la posizione dell’Agenzia delle Entrate nella Circolare del 30/11/2000 n. 219, da un lato conferma la possibilità di fruire dell’agevolazione fiscale (IVA al 4%) sia nel caso di acquisto del fabbricato con le relative pertinenze, sia nel caso della costruzione mediante appalto, ma sottolinea che “… l’aliquota agevolata può essere applicata solo nel caso in cui i lavori effettuati rimangano contenuti nell’ambito del semplice ampliamento”.

La realizzazione della piscina mediante appalto è una piscina costruita in loco; la semplice fornitura di una piscina fuori terra non è configurabile come appalto Il contratto di appalto Al n. 39 della Tabella A parte II D.P.R. 633/72 si prevede che l’IVA al 4% si applichi genericamente alle prestazioni dipendenti da contratti di appalto relative alle abitazioni non di lusso ma ciò nonostante, non si può non considerare che l’Agenzia delle Entrate tende in prevalenza a negare l’aliquota agevolata del 4%, se la realizzazione della piscina non è contestuale alla costruzione dell’abitazione, quantunque tale vincolo non sia espressamente imposto a carattere normativo. Non è facile comprendere la ratio di differenziare il trattamento IVA in base alla circostanza che la realizzazione della piscina avvenga assieme alla costruzione dell’abitazione di cui è pertinenza, piuttosto che separatamente; fatto sta che, applicando il criterio dell’analogia con riferimento a quanto espresso dall’Agenzia delle Entrate nella guida 2007 sulle ristrutturazioni edilizie, dove si limita la fruibilità della detrazione IRPEF del 36% al caso di rifacimento della piscina quando questo ne modifichi i caratteri preesistenti e non anche, per la realizzazione ex-novo della stessa, analogamente l’IVA al 4% non viene riconosciuta per la realizzazione ex-novo della piscina, quando cioè non coincide con quella della casa di cui è pertinenza, ma è successiva. Relativamente invece a cosa debba intendersi per realizzazione della piscina mediante “appalto”, si precisa che è tale una piscina costruita in loco, mediante opere quali scavi, getti in cemento o simili, mentre sembra il caso di segnalare che la semplice fornitura di una piscina fuori terra, pur con l’installazione dell’impianto di trattamento acqua, non è configurabile come appalto.

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Le altre circostanze Altra circostanza che non consente la fruibilità dell’aliquota agevolata nella realizzazione della piscina, e ciò indipendentemente dalla contemporaneità della sua esecuzione rispetto a quella dell’abitazione di cui è pertinenza, è la sussistenza di altra pertinenza che ne abbia già beneficiato (R.M. 39/E del 17.03.2006): l’aliquota IVA del 4% è applicabile alle pertinenze della prima casa, limitatamente ad una sola per ciascuna delle unità immobiliari classificate o classificabili tra cantine e soffitte, autorimesse, tettoie chiuse o aperte, anche se acquistate separatamente dall’abitazione. Per questa fattispecie le contestazioni dell’AdE sono numerose in quanto, con riferimento al titolo edificatorio per la realizzazione della piscina, laddove sia già presente un’altra pertinenza che abbia fruito dell’agevolazione dell’IVA al 4%, si ritiene venuto meno il vincolo di pertinenzialità eventualmente richiamato dal committente/cessionario per giustificare la richiesta all’appaltatore/cedente di applicazione dell’aliquota agevolata e, di conseguenza, l’Ufficio procede al recupero dell’IVA quantificato nella differenza fra il 10% dovuto ed il 4% applicato, ovviamente maggiorato di sanzioni ed interessi; tale contestazione avviene peraltro nei confronti del cedente o dell’appaltatore “quale unico responsabile della correttezza dell’aliquota Iva applicata alla cessione o alla prestazione anche quando dipende da informazioni o dichiarazioni fornite dal cessionario” (Cassazione 3291 del 2012) il quale, eventualmente, potrà in seguito rivalersi nei confronti del cessionario o committente per quanto fosse stato tenuto a versare all’Ufficio. È importante ricordare che l’eventuale conte-

stazione dell’IVA non versata avverrà quindi nei confronti del costruttore della piscina, cioè di chi ha emesso la fattura con l’aliquota ritenuta non corretta, e non del proprietario. Fornendo la sintesi di quanto precede in risposta ai ricorrenti quesiti enunciati in apertura, si conclude che: Sulle abitazioni «di lusso» e per le realizzazioni di opere sulle relative pertinenze, è sempre applicabile l’aliquota IVA ordinaria del 22% L’aliquota IVA del 4% è applicabile alla realizzazione della piscina sul terreno di pertinenza della 1^ casa a condizione che sia contestuale alla costruzione di questa e che il terreno costituisca la “prima” pertinenza (nel senso che non ve ne deve essere un’altra che abbia precedentemente fruito del beneficio dell’IVA al 4%) La piscina che venga realizzata in un secondo momento rispetto all’abitazione ovvero, sulla pertinenza “successiva alla prima”, sconta l’aliquota 10% La ristrutturazione della piscina, fatta eccezione della eventualità che sia pertinenza di immobile “di lusso” nel qual caso sarà incisa dall’aliquota del 22%, è sempre soggetta all’aliquota IVA del 10%, a nulla rilevando che si tratti di 1^ casa o meno; per quel che riguarda la fruizione del bonus fiscale Irpef del 36%, sono invece a beneficio di tutti i tipi di immobili su riportati Si segnala infine che per l’applicazione di un’aliquota IVA diversa dal 22%, tanto per appalti quanto per acquisti, il committente o cessionario deve sempre rilasciare all’appaltatore o venditore la specifica dichiarazione che giustifichi la richiesta di agevolazione a seconda delle varie fattispecie invocate

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ALIQUOTE IVA APPLICABILI Realizzazione della piscina in appalto o acquisto

Ristrutturazione

Tipologia immobile

Piscina su 1^ pertinenza

Piscina su pertinenza oltre la prima

Finalizzata al “bonus 36%”

di lusso

22%

22%

22%

1^ casa non di lusso

4% se contestuale 10% se successiva

10%

10%

Abitazione non 1^ casa

10%

10%

10%

L’eventuale contestazione dell’IVA non versata avverrà nei confronti del costruttore della piscina e non del proprietario

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CONSTRUCTION

Construction ACQUANET - UNA GIOVANE E DINAMICA ASSOCIAZIONE DEL SETTORE Nata nel 2012 è oggi la più rappresentativa aggregazione di aziende della filiera della costruzione di piscine e spa

ProfessioneACQUANET Associazione Piscine nasce nel 2012 dall’idea dei suoi tre soci fondatori. L’obiettivo era quello di creare un gruppo di aziende del settore piscine che lavorassero insieme su temi importanti e condivisi. Sebbene nel suo primo anno di attività furono solamente otto le imprese a dare fiducia a questa nuova realtà, ad oggi, sette anni dopo, professioneACQUANET conta più di 200 Associati. All’interno dell’Associazione vi è una forte componente di costruttori, ma sono presenti anche produttori/distributori, gestori e consulenti/progettisti. Così come è varia la costituzione del mondo piscine, allo stesso modo professioneACQUANET racchiude al suo interno diverse anime, accomunate però dallo stesso obiettivo: migliorarsi e migliorare il settore. In un comparto in continua metamorfosi, infatti, dove competenze e

conoscenze risultano essere sempre più fondamentali, professioneACQUANET si ripropone di fornire ai propri associati i giusti mezzi per raggiungere la soddisfazione dei clienti tramite il rispetto delle regole. L’Associazione offre diversi servizi ai propri associati. Dalla consulenza in tempo reale relativamente ad aspetti legislativi, normativi e tecnici alla possibilità di consultare gratuitamente le norme tecniche UNI, passando per l’organizzazione di corsi gratuiti. Tutto ciò è reso possibile anche dal fatto che professioneACQUANET si impegna a partecipare attivamente alla redazione delle norme tecniche, sia italiane che europee, in modo tale da poter tenere i propri associati sempre informati. Nello specifico, per quanto riguarda il servizio di consulenza, pro-

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fessioneACQUANET si avvale di professionisti esterni al fine di poter rispondere in modo adeguato ad ogni quesito nel più breve tempo possibile. È importante sottolineare come gli associati possano avvalersi anche della consulenza di un legale e di un commercialista, gratuitamente o a tariffa agevolata a seconda delle situazioni. Sebbene professioneACQUANET abbia una struttura piramidale, l’Associazione è degli associati. Ogni anno vengono infatti organizzate almeno due riunioni. La prima, in primavera, dove gli associati vengono chiamati ad approvare il bilancio dell’anno precedente e a fornire indicazioni sugli obiettivi principali che si vogliono raggiungere insieme. La seconda, verso la fine dell’anno, per fare il punto sulla situazione e discutere su come rendere più efficaci le azioni future. ProfessioneACQUANET ha da sempre tenuto a sottolineare come associarsi non significhi investire del denaro in cambio di favori e servizi, bensì decidere di impegnarsi insieme per quelli che si riconoscono come valori ed obiettivi comuni. Nel 2015, ad esempio, è stato realizzato un volumetto che ha come protagonista “Piero”, un simpatico cartoon che spiega ai futuri proprietari di piscina quali debbano essere le abilitazioni del costruttore, le caratteristiche delle diverse categorie di piscina ed i documenti che devono accompagnarla, allo scopo di promuovere consapevolezza e rispetto delle regole anche nei confronti del cliente finale. Lo scorso anno “Piero” è tornato protagonista in una nuova brochure dal titolo “piscine sicure”, resosi necessaria dopo i tristi incidenti avvenuti la scorsa estate. Per saperne di più sull’Associazione è possibile consultare il nostro sito: www.professioneacquanet.it Scrivere a: info@professioneacquanet.it Telefonare al: 0376854931 Saremo lieti di risolvere qualsiasi vostro dubbio.

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CONSTRUCTION

Construction LA PISCINA INCONTRA GLI ARCHITETTI Convegni formativi per architetti, ingegneri e geometri sul tema della progettazione delle piscine

L’architetto rappresenta spesso il primo professionista a cui si rivolge il futuro proprietario di una piscina. E’ quindi importante che questa figura, oltre a possedere l’innato senso estetico che lo contraddistingue, sia a conoscenza delle informazioni di base necessarie ad una corretta progettazione di una piscina e comprenda l’importanza di interagire col costruttore, che dovrebbe essere il vero regista nella realizzazione della piscina. Professione Acqua, che da più di tre anni promuove e partecipa attivamente a Convegni e Seminari validi per il rilascio di CFP (crediti formativi professionali), ha incontrato oltre 5000 Professionisti in quasi tutte le Regioni Italiane. Nel mese di aprile si sono tenuti due incontri, uno a Siena ed uno a Grosseto, che hanno coinvolto gli Ordini Professionali di Architetti e Geometri e che hanno visto la partecipazione di circa cento professionisti per ognuno degli incontri organizzati. L’interesse per l’argomento

della progettazione della piscina è stato molto alto e le informazioni divulgate sono state molto apprezzate dai partecipanti. Il prossimo incontro si terrà a Rimini il 3 dicembre e sarà parte integrante di PISCINA19, che si preannuncia essere il principale evento formativo per Professionisti della Piscina. L’incontro di Rimini riservato ai professionisti vedrà impegnate attivamente anche sei aziende, le quali realizzeranno altrettanti workshop tecnici che diventeranno parte integrante del percorso formativo, con rilascio di 4 crediti formativi professionali per Architetti e Ingegneri. Professione Acqua srl www.professioneacqua.it

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POOL’S SPECIALIST Sempre più Specialist nel mondo piscina! Continua a crescere il network lanciato da qualche anno da Pool’s che annovera le migliori aziende costruttrici di piscine in Italia. Gli affiliati si distinguono per capacità e affidabilità, ma anche per il continuo aggiornamento rispetto alle normative vigenti, alle abilitazioni e alle certificazioni a corredo di realizzazioni prestigiose ed esclusive. Pool’s ha ideato un percorso di formazione continuo per gli Specialist che spazia dalle sessioni prettamente tecniche al marketing dinamico fino alla gestione d’impresa; in tal modo le attività stimolanti e necessarie allo sviluppo e alla crescita si susseguono con un ritmo quasi adrenalinico ed estremamente coinvolgente. Se a tutto questo aggiungiamo la qualità dei prodotti contenuti nei cataloghi Pool’s e i vantaggi anche economici del “pacchetto Specialist”, il risultato è un livello di performance elevatissimo, in grado di gestire con successo qualsiasi richiesta e di proporre realizzazioni inedite e all’avanguardia. Pool’s investe molto nel network Specialist perché ritiene che sia un approccio al mercato vincente rispetto alla semplice vendita di prodotti: la qualificazione professionale, le capacità e le abilità dei singoli, le opportunità di crescita, la creazione di situazioni sfidanti concorrono ad una crescita e ad una consapevole competitività che portano le aziende affiliate ad un posizionamento a livelli di assoluto prestigio. Da non dimenticare poi le numerose collaborazioni in atto sul territorio tra singoli Specialist, affinità nate nel corso dei coinvolgenti momenti di aggregazione ideati da Pool’s e che si traducono in attività concrete e remunerative. Pool’s Specialist, il team e le soluzioni vincenti per il mercato della piscina!

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CONSTRUCTION

Construction LA SARDEGNA DELIBERA SULLE PISCINE PUBBLICHE E PRIVATE A più di 15 anni dall’Accordo Stato-Regioni del 2003, a seguito di un grave incidente avvenuto la scorsa estate, la Regione Sardegna emana proprie linee guide sulla gestione igienicosanitaria e di sicurezza sulle piscine La Redazione - info@professioneacqua.it Il 6 febbraio 2019, con la delibera regionale n.6/28, la Sardegna ha varato le “Linee di indirizzo relative agli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione, la gestione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio”. In queste linee guida i riferimenti all’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 ed alla Disciplina interregionale delle piscine (16 Dicembre 2004) sono evidenti. La delibera si articola in una parte generale ed in tre allegati. Nella parte generale non si rilevano particolari novità rispetto a quanto già stabilito dall’Accordo. Una volta riprese definizioni e classificazione delle piscine, si sancisce il campo di applicazione della delibera, ossia le piscine pubbliche (Categoria A) e le piscine di condomini con più di otto unità abitative (Categoria B1). Vengono delineate, poi, le tre principali figure che devono essere presenti in questa tipologia di strutture:

il responsabile della piscina, l’addetto agli impianti tecnologici e l’assistente bagnanti. Il titolare/gestore dell’impianto dovrà quindi dotarsi di un piano di autocontrollo dove verranno identificate chiaramente queste figure. Affinché si possa ricoprire uno di questi ruoli, vengono specificati determinati requisiti e competenze, poi ripresi nell’Allegato 3. La sezione generale continua e si conclude evidenziando le mansioni di queste tre figure, identificando le tipologie di controlli necessarie all’interno di un impianto ed evidenziando i requisiti generali di quest’ultimo. Mentre l’Allegato 1, riprendendo quello dell’accordo Stato-Regioni, delinea i parametri igienico-sanitari che acqua e struttura devono rispettare, nell’Allegato 2 si specifica quando sono obbligatori assistente bagnanti, struttura di primo soccorso e spogliatoi. È importante sottolineare che nelle piscine A1, A3 ed A4 (tutte le piscine pubbliche, escluse quelle ad accesso vincolato) la presenza dell’assistente bagnanti deve essere assicurata in modo continuativo e congruo. Lo stesso vale per le A2, ad eccezione delle situazioni in cui si abbiano vasche con superficie ≤ 100 m2 e profondità ≤ 1,40 m, con almeno due lati del bordo vasca liberi da ostacoli. in questi casi, la presenza dell’assistenza bagnanti deve essere valutata nel piano di autocontrollo e la sua presenza può essere sostituita da un piano di sorveglianza alternativo. Importante novità è, invece, l’Allegato 3. In questa parte, infatti, vengono disciplinate le modalità di formazione per poter ricoprire la figura di responsabile della piscina e/o addetto agli

Foto di Sardegna Piscine

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impianti tecnologici. Chiunque voglia ricoprire questi ruoli dovrà sostenere un corso di 60 ore per il responsabile della piscina e 40 ore per l’addetto agli impianti tecnologici. Nel caso in cui si possa dimostrare un’esperienza pregressa di almeno due anni nei quattro anni successivi all’entrata in vigore della delibera, i corsi si riducono a 30 ore nel primo caso e 20 nel secondo. Si necessita, poi, di un aggiornamento ogni 5 anni. I corsi potranno essere erogati unicamente da Agenzie abilitate e da docenti che posseggano l’adeguato titolo di studio (laurea in materie scientifiche o giurisprudenza). Anche per l’accesso ai corsi sono previste delle

limitazioni: potranno accedere al percorso per responsabile di piscina solamente coloro in possesso di diploma di scuola secondaria di II grado, mentre per quanto riguarda l’addetto agli impianti tecnologici saranno necessarie le “relative abilitazioni di legge nonché diploma tecnico o qualifica almeno triennale”. Una volta terminato il corso, che non potrà vedere coinvolte più di 25 persone, si avrà accesso all’esame finale solo avendo frequentato almeno il 90% delle ore totali previste. L’esame si terrà in presenza di una commissione nominata appositamente e l’attestato rilasciato, in caso di superamento, dovrà essere allegato al piano di autocontrollo.


CEN NEWS NOVITÀ DAL CEN - CENTRO EUROPEO DI NORMAZIONE

CEN News I MEETINGS DEL PRIMO TRIMESTRE 2019

Il Centro Europeo di Normazione continua a lavorare sulle norme delle piscine, sia pubbliche che private. In questo inizio di anno si sono tenuti due meetings:

Londra, 7 febbraio: si è tenuto il primo incontro del sotto-gruppo del nuovo WG (Working Gruop) 16 sulle SPA ad uso pubblico che si occupa di stendere la bozza della norma per la parte riguardante l’acqua. Una riunione molto concreta e costruttiva, nella quale si sono delineate le linee principali della struttura della nuova norma. Il sotto-gruppo delle cabine, invece, a guida austriaca, non ha prodotto nulla che possa essere condiviso. A maggio si terrà, a Goteborg, in Svezia, un meeting nel quale verranno presentati i primi risultati dei due sotto-gruppi. Parigi, 12-13 marzo: si è tenuto un meeting del WG8 del TC (Tecnical Committee) 136, che si occupa delle piscine ad uso pubblico. Si è parlato della revisione della norma EN 13451-1 sull’intrappolamento, della EN 13451-11 sui fondi mobili, e di altri aspetti marginali su altre norme in fase di revisione. Nel prossimo meeting del WG, previsto a giugno, si parlerà della revisione della EN 13451-3, la norma che tratta delle prese di aspirazione immerse. In entrambi i meeting era presente Rossana Prola, che affianca Valter Rapizzi. Anche il gruppo “Piscine” di UNI, il GL (Gruppo di Lavoro) 20 si è riunito a Milano il 30 gennaio. Non essendoci norme italiane in revisione, si è solamente aggiornato il gruppo sui lavori europei. Sono state presentate due nuove candidature per seguire i lavori al CEN, quelle di Ferruccio Alessandria, di Andrea Amici (Jacuzzi), di Stefano Cattaneo (gruppo A&T) e Stefano Prestinoni (G&G Partners).

Sede di AFNOR - Parigi

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CEN NEWS NOVITÀ DAL CEN - CENTRO EUROPEO DI NORMAZIONE

CEN News IL NUOVO GRUPPO PER LE SPA PUBBLICHE

Si è costituito ed ha iniziato i lavori con il meeting di Goteborg, in Svezia, a dicembre 2018, il nuovo gruppo che si occuperà di normare le SPA pubbliche, intese sia come vasche che come cabine (sauna, bagno turco e altro) e come accessori. Il gruppo si è costituito all’interno del TC (Tecnical Comittee) 136 e gli è stato assegnanto il codice WG (Working Group) 16. L’argomento è sicuramente molto interessante ma molto difficile da trattare, non essendoci nor-

me già scritte ed essendo necessario affrontarlo a livello europeo. Ogni Paese ha infatti tradizioni, leggi ed abitudini diverse e nessuno deve essere discriminato o svantaggiato dalla introduzione della norma tecnica. I lavori dureranno dai tre ai cinque anni, ma è molto importante seguire la norma fin dall’inizio, per non trovarsi impreparati al momento della pubblicazione. Per l’Italia sta seguendo i lavori l’associazione professioneACQUANET.

IL NUOVO GRUPPO PER L’IMPATTO AMBIENTALE DELLE PISCINE E’ stato approvato l’inizio dei lavori del nuovo gruppo all’interno del TC 402, il comitato che si occupa delle piscine ad uso privato, il WG 5: Domestic pools environmental impact - Pool design and use requirements, methodology and classification scale of equipment and functions. Il gruppo si occuperà di normare la valutazione dell’impatto ambientale delle piscine, in tutte le fasi che comprendono la costruzione, l’esercizio e lo smaltimento. Il lavoro si preannuncia molto interessante e quanto mai attuale. La segreteria è francese (AFNOR), così come il coordinatore, Mr. Samuel Thiollier di Desjoyaux.

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CONSTRUCTION

Construction ASSEMBLEA professioneACQUANET 2018 27-28 febbraio a Galzignano Terme

È stata molto più di una semplice assemblea degli associati di ACQUANET, quella tenutasi a Galzignano nei giorni 27 e 28 febbraio. Si è partiti con la visita guidata a Y-40, attualmente la piscina più profonda del mondo con i suoi 42,15 metri, molto gradita dai partecipanti. La visita e la descrizione dei lavori, condotte dai proprietari nonchè progettisti della struttura, e dal costruttore degli impianti, Culligan Italiana, è stata molto istruttiva, viste le grandi difficoltà incontrate e brillantemente superate. I lavori sono proseguiti il giorno seguente, mettendo in pratica l’idea, che ha raccolto un grande successo, di creare un momento di dialogo in cui gli operatori del settore hanno potuto confrontarsi su quattro diverse tematiche, organizzandosi in altrettanti tavoli di lavoro, mettendo a confronto le proprie esperienze. L’obiettivo è stato quello di condividere i problemi e trovare insieme possibili soluzioni: dal rivestimento in pvc con suggerimenti sul come evitare le pieghe, al confronto tra le varie tariffe con l’ipotesi di istituire un tariffario minimo, dagli impianti di

circolazione con l’obiettivo di ridurre al minimo le rotture e gli inconvenienti, al problema delle acque di scarico e dell’assenza di linee guida necessarie per l’interpretazione uniforme della norma di riferimento. Tanti i problemi affrontati e le possibili soluzioni proposte, che sono state presentate a tutti al termine dei lavori sui singoli tavoli. È toccato poi ai fornitori associati, che pure si erano riuniti in un tavolo tecnico, dar luogo ad una presentazione di componenti per piscina a norma, spiegando nel dettaglio a quali test avevano sottoposto gli articoli dei cataloghi. Si è trattato di un esperimento interessante, che ha avuto -stando ai commenti raccolti- un buon successo e che verrà certamente riproposto. I lavori si sono conclusi con l’assemblea degli associati, riunitasi nel primo pomeriggio del 28, che dopo il resoconto delle iniziative e delle attività svolte dall’associazione lo scorso anno ha, tra le altre cose, approvato all’unanimità il bilancio 2018. Maggiori info su: www.professioneacquanet.it

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CONSTRUCTION NEWS

Construction News INCONTRO FORMATIVO DI CHEMARTIS A BOLOGNA

Il 12 febbraio si è svolto a Bologna un incontro di formazione organizzato da Chemartis, in collaborazione con Piscimar e Palintest. Chemartis, dopo un aggiornamento sulle normative e sulla forza vendite, ha presentato le novità 2019: i prodotti senza Acido Borico, i nuovi formati del Calcio Ipoclorito, l’Easy Pool Gom ed il diffusore per essenze Bloowy. Sempre molto apprezzati gli interventi di Piscimar e la presentazione delle novità, che stanno già spopolando tra i professionisti del settore: SAVE CELL, un prodotto multiazione per la cura della cella, Cleanpool mini, Textnet e Cover heat saver. Infine, Palintest ha presentato la nuova immagine dei fotometri: il nuovissimo POOLTEST 10 con l’aggiunta dell’analisi dei fosfati ed il nuovo Turbidimetro Pool & Spa. Grande interesse tra i partecipanti e numerosi gli interventi. La giornata si è conclusa con una cena dall’atmosfera familiare e la premiazione 3 Piscimar Store Italiani che si sono distinti per la loro professionalità: Centro-

acqua (Mantova), Sanipool (Genova) e Due Effe F.lli Foggia (Roma). Ad oggi, la famiglia Piscimar conta ormai 70 rivenditori in tutta Italia e prodotti sempre più richiesti, distinguendosi per qualità e sicurezza. Maggiori info su: www.chemartis.com

POOL’S DAY A MONTECARLO È stato il Fairmont Hotel di Montecarlo la prestigiosa location del Pool’s Day 2019. Dopo Venezia, Pool’s ha continuato a coccolare i propri migliori clienti in una tre giorni intensa e suggestiva (dal 31 gennaio al 2 febbraio) in cui si sono susseguiti momenti di formazione e rapidi sguardi al circuito di Formula 1 che sottostà all’hotel. Cultura d’Impresa, Normativa e Marketing: questi gli argomenti portati avanti dall’azienda, in quello

che assicurano essere l’inizio di un percorso formativo a più ampio respiro. Per il futuro Pool’s punta all’inedito ed al moderno. Immancabile, poi, la premiazione dei migliori clienti 2018. A completamento di quella che vuole essere un’esperienza unica nel proprio genere, la cena di gala in un salone affacciato sul mare. Quale sarà la location per il 2020? Maggiori info su: www.pools.it

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CONSTRUCTION NEWS

Construction News FLUIDRA, PRIMO COMPLEANNO DELLO STORE DI EMPOLI

Mercoledì 6 marzo si è festeggiato il 1 compleanno dello Store Fluidra di Empoli. In questa occasione, è stato offerto un corso di formazione ai circa 60 clienti Fluidra presenti. Relatrice del corso è stata Rossana Prola, presidente di ProfessioneACQUANET, associazione a cui Fluidra aderisce. Temi del corso sono stati l’evoluzione della professione dell’installatore di piscine e le leggi e le norme tecniche (anche alla luce della

nuova norma tecnica sulle piscine private e sulla obbligatorietà di ottenere l’abilitazione come installatore in virtù del DM 37/08). Questi argomenti hanno suscitato un vivace dibattito. Fluidra è stata presente, oltre che con il funzionario commerciale di zona, David Doni, anche con funzionari aziendali di altre zone ed ha dimostrato ancora una volta le sue capacità organizzative. Maggiori info su: www.astralpool.it

MEETING NAZIONALE DI LAPI CHIMICI Lo scorso primo marzo si è tenuto il quinto meeting nazionale di Lapi Chimici, al Centro Affari e Congressi di Arezzo. In questa occasione sono stati riuniti oltre 300 operatori del settore, in un momento di formazione ed informazione. È stata, questa, occasione non solo di un aggiornamento collettivo, ma anche di incontro e piacevole conoscenza. Al grido di “non è importante quanto tempo si sta in acqua, ma in quale ac-

qua si sta”, Lapi Chimici tiene da sempre ad incontrare i propri collaboratori. Pochi ma buoni, infatti, i segreti di questa azienda, che vengono portati avanti ormai da tre generazioni: un laboratorio interno (potenziato a partire dal 2000) volto a formulare prodotti sempre più innovativi e concorrenziali per il mercato ed una vocazione al rapporto personale con il cliente. Maggiori info su: www.lapichimici.it

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CONSTRUCTION NEWS

Construction News MA.RI.POOL APRE UN NUOVO STORE A CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

Mercoledì 6 Marzo, è stato inaugurato il nuovo deposito logistico Maripool a Castiglione delle Stiviere. Maripool srl, noto distributore brindisino di prodotti e componenti per piscine, da sempre commercializza sul mercato italiano i prodotti dei principali produttori come Pentair, Kripsol, Cefilpool, Fiberplast e molti altri con una gestione di circa 6.000 articoli la quasi totalità dei quali sono già disponibili nel nuovo deposito. Maripool, con l’apertura del nuovo deposito in un territorio storicamente molto competitivo, grazie all’esperienza maturata in questi anni di attività e l’attenzione al servizio pre e post vendita, si pone l’obiettivo di diventare un interlocutore specializzato sia nell’ambito delle piscine private che di quelle pubbliche. L’invito all’inaugurazione è stato accolto da oltre

50 aziende di costruzione di piscine, oltre che la partecipazione di una buona parte dei fornitori, suscitando molta curiosità ed attenzione. info@maripool.it - Tel. 0376 1330 384 Orari: 8.00-12-30 / 14-30-18-00

ESSERE UN BRAVO ARTIGIANO OGGI NON BASTA PIÙ! Le norme tecniche europee per le piscine private impongono ai costruttori di fornire precisi dettagli già nella fase di preventivo. Il continuo ricorso a contenziosi da parte di molti acquirenti rende assolutamente necessaria la corretta redazione del contratto e della documentazione a corredo della piscina. I nostri progettisti, senza la necessità di appuntamenti in cantiere ed in poco tempo, realizzano: Stesura preventivo e contratto conforme alle nuove direttive

Prova colore Documento di autocontrollo contenente i moduli per la realizzazione del registro della piscina Il servizio viene fornito anche nella formula “a punti” con cui, con un piccolo versamento mensile per 12 mesi, vengono erogati di volta in volta i servizi necessari all’intera stagione. Per informazioni: Tel. 0376854931 - Cell. 3283473692 info@professioneacqua.it

Piante, sezioni e prospetti della piscina e dei locali tecnici Calcolo, dimensionamento e schema funzionale dell’impianto di trattamento acqua Disegno esecutivo dell’impianto anche in 3D! Relazione tecnica descrittiva dell’impianto di filtrazione, del trattamento chimico e del ciclo delle acque di scarico Manuale di conduzione e manutenzione Assistenza nella stesura del verbale di consegna della piscina HA 3 - 2019 65


Manage ment 5’

MANAGEMENT

LA GUIDA OPERATIVA SUL PPP PUBBLICATA DAL DIPE

Un elaborato che dovrebbe scongiurare opere o assegnazioni improvvide dovute ad impreparazioni delle PA, con qualche incertezza però sulle concessioni di servizi Lorenzo Bolognini - lorenzo.bolognini@studiobolognini.com

Il DIPE (Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica) ha recentemente pubblicato una guida sul PPP dal taglio semplice ed operativo e, infatti, intitolata “100 domande e risposte”. L’obiettivo che si è dato è quello di introdurre uno strumento pratico da mettere nelle mani delle Amministrazioni Pubbliche, nel quale sono sintetizzate le risposte ai più frequenti quesiti posti in materia di PPP, con un metodo già sperimentato in precedenza dall’Unità Tecnica Finanza di Progetto che aveva pubblicato un elaborato simile nella vigenza del vecchio Codice dei contratti pubblici (nel 2014). Il DIPE è una struttura della Presidenza dei Consiglio che, dal momento della soppressione dell’UTFP (nel 2015), ne ha assunto le competenze e le funzioni anche consultive e di assistenza per le PA in materia di PPP: in sostanza, qualsiasi PA può farsi assistere a titolo gratuito dal DIPE nella gestione di un’operazione di partenariato, sia in fase preparatoria, sia in fase di gara, sia in fase esecutiva. Ciò viene chiarito molto bene nella prima parte della guida dove si precisa che lo scopo è quello di colmare il gap di competenze in materia, sussistente tra pubblico e privato, in modo da garantire lo sviluppo di operazioni più equilibrate e corrette, capaci di giungere ad un proficuo risultato. Detto ciò in via di mera premessa, passando agli approfondimenti in materia di PPP, si può notare – ma questa non è una carenza di questo solo studio essendo invece diffusa – che l’elaborato tende a focalizzare l’attenzione sulle iniziative con una preponderanza di investimenti per lavori. Pur precisandosi correttamente che le concessioni di servizi appartengono per espressa disposizione legislativa al PPP, gli interrogativi ai quali si dà risposta non si curano molto di questa fattispecie, soprattutto quando si affrontano tematiche che vorremmo fossero autorevolmente risolte proprio con riferimento alle conces-

sioni di servizi. La ragione per la quale, una volta tanto, vorremmo che fosse posto un focus su tali tipologie di contratti è dovuta al fatto che quelle che attengono agli impianti sportivi sono spesso concessioni di servizi, talvolta con lavori accessori, posto che accade sempre meno spesso che si costruisca un nuovo impianto con corrispettivo dato dalla relativa gestione e che

DIPE ha assunto le competenze e le funzioni anche consultive e di assistenza per le PA in materia di PPP accade invece più frequentemente che si assegni la gestione di un impianto sportivo già esistente, magari con opere di riqualificazione e/o ristrutturazione. In particolare, le domande nn. 88 e 89, affrontano l’annoso problema del limite del 49% al contributo erogato a titolo di “prezzo”, come stabilito dagli artt. 165, c. 2 e 180, c. 6, del Codice, precisandosi che il contributo può consistere (ma non è l’unica forma) in una contribuzione in denaro e “può essere erogato a seconda dei casi in fase di costruzione, oppure in fase di gestione dell’opera in concessione”, fermo restando che, nel primo caso, deve essere versato a SAL o a collaudo avvenuto. Riguardo il limite del 49% si precisa che “i canoni, di disponibilità o di servizi, ove previsti in conto gestione dal soggetto concedente e ove correttamente strutturati nell’ambito del PPP… non sono da considerarsi per il calcolo” di tale limite. In sostanza, rimane il dubbio di come debbano essere fatti i conteggi nell’ipotesi di una concessione di servizi (per la quale è espressamente prevista la facoltà di erogazione del contributo) e, in particolare, quali voci di costo e di contribuzione debbano essere pre-

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Un esempio di struttura sportivo-acquatica moderna che tuttavia deve affrontare costi gestionali rilevanti

se in considerazione, pur essendo chiarito che quelle relative ai “canoni” (che, però, non dovrebbero corrispondere a contributi tout court) non entrano in gioco. Per il resto, la guida operativa è sicuramente molto utile anche se, proprio perché si prefigge lo scopo di dare un’”infarinatura” alle PA, fornisce prevalentemente informazioni di base. I punti che vale la pena cogliere, a parere di chi scrive, sono quello di cui alla domanda n. 37, ove si precisa che il termine perentorio di tre mesi, entro il quale deve essere valutata la proposta di p.f. ai sensi dell’art. 183, c. 15, del Codice, può considerarsi interrotto in ragione delle “eventuali richieste integrative e/o modificative” che fossero formulate dalla PA in relazione alla medesima proposta, posto che molto spesso si è cercata una soluzione alla perentorietà di tale termine. Altra parte interessante è quella che fornisce chiarimenti in merito al c.d. “Energy Performance Contract” (EPC), che corrisponde a quella formula di PPP, generalmente adottata dalle ESCO (ma non solo), finalizzata a riqualificare sotto il profilo energetico un immobile o un impianto, prevedendo la ripartizione dei risparmi energetici con la PA proprietaria: considerato che, come noto, gli impianti sportivi natatori sono estremamente energivori, e spesso obsoleti sotto il profilo dell’efficientamento energetico, varrebbe sicuramente la pena studiare proposte di PPP che combinino gli interventi finalizzati a tale efficientamento, la gestione dell’energia ed anche la gestione dei servizi sportivi.

L’elaborato tende a focalizzare l’attenzione sulle iniziative con una preponderanza di investimenti per lavori Non potendosi riassumere in questa sede tutta la guida, si rimanda alla sua consultazione che è utile ed opportuna anche e proprio per il suo taglio molto operativo, perché si possono trovare spunti interessanti rispetto a tematiche che talvolta ci si trova in concreto ad affrontare. La guida è reperibile al link: www.programmazioneeconomica.gov.it/2019/03/28/dipe/

Rimane il dubbio di come debbano essere fatti i conteggi nell’ipotesi di una concessione di servizi HA 3 - 2019 67

Contenitori dai grandi volumi e molto energivori: le piscine richiedono soluzioni per la sostenibilità gestionale - piscina di Bolzano


MANAGEMENT

INTERVISTA

Segue da pag. 12 intervista a Claudio Barbaro

La politica è servizio: questo modo di rappresentare il senso dell’esperienza politica non è semplice retorica, ma pienezza di significato ASI, in questo percorso da lei avviato, quanto può incidere per migliorare i deficit dello sport italiano, inteso anche come stili di vita motoriamente attivi per tutti? Credo che il contributo di ASI alla diffusione dello sport sia stato e sia oggettivamente rilevante, non solo perché abbiamo chiuso il 2018 come il secondo Ente più rappresentativo sui quindici riconosciuti dal CONI (secondi anche per le attività sportive e formative organizzate) e perchè oggi contiamo più di 11.000 associazioni affiliate e quasi 1.000.000 di tesserati. Penso alla qualità del nostro agire. Nel corso degli anni ci siamo impegnati con iniziative finalizzate a diffondere la pratica sportiva presso diverse fasce d’età concentrandoci molto sui più piccoli, riuscendo a coinvolgere in questo percorso partner di rilievo nell’ambito anche del privato, come OVS con cui abbiamo realizzato uno stupendo evento “OVS Kids Active Camp”. Non solo, ci siamo da sempre impegnati per far sì che tutti gli Enti di Promozione Sportiva cogliessero realmente l’importanza e il valore anche economico della loro/nostra azione quotidiana. In questo senso, siamo molto orgogliosi di aver contribuito a creare l’Osservatorio Permanente sulla Promozione Sportiva. Lei è alla guida di ASI dal ‘94 e l’Ente è emerso in modo rilevante nell’ultimo decennio su scala nazionale, con un crescendo di tesserati ed iniziative: quali sono i valori guida che vi distinguono e per chi lei si batte?

gioco, ovvero di un sistema centrale che, nella distribuzione delle risorse e nello schema organizzativo, ha finito per schiacciare gli Enti verso un’attività affiliativa sostenuta, finalizzata alla propria sopravvivenza. Con questo governo cogliamo, però, segnali di cambiamento e riteniamo che il Coordinamento degli Enti debba essere sempre più un soggetto da valorizzare per la sua capacità di essere luogo di proposta e di sintesi politica. Il suo disegno di legge interpreta al meglio la volontà del Governo di modificare il sistema sport nazionale, nonché il peso delle istituzioni sportive a partire dal CONI. Quali gli obiettivi che la convincono di più e che ritiene incideranno maggiormente sul futuro di società ed operatori sportivi? Ritengo che l’obiettivo più importante sia lavorare per una strutturazione del sistema più capillare e flessibile, in cui venga premiato chi lavora per il rafforzamento dell’insieme delle componenti, impostando politiche sempre più orientate alla qualità e meno a logiche conservatrici. Inoltre, sono convinto che la grande sfida del futuro debba e possa essere quella di una diversa disciplina del lavoro sportivo, tesa ad eliminare ogni ambiguità e ad incentivare una professionalizzazione del settore, con una particolare attenzione anche a forme di tutela oggi deboli, quando inesistenti. Convince tutti la sezione sui collaboratori sportivi, poi confermata dal DdL N.1603-bis del 15 febbraio, ovvero il riconoscimento della professione dell’operatore sportivo, che assicura dignità e garanzie un tempo negate. Un suo parere e quali gli obiettivi perseguibili, visto che le risorse scarseggiano e le promesse sovente superano le possibilità reali del nostro Paese. Credo che riconoscere dignità e tutele all’operatore

ASI è sport, inteso come attività che non ha nella competizione il fine ultimo e totalizzante. ASI è sport, inteso come benessere, divertimento, inclusione ed educazione alla democrazia e alle sue regole. Nel nostro essere sentinelle dello sport di prossimità siamo a stretto contatto con le persone e abbiamo la responsabilità di far comprendere loro non solo come, attraverso lo sport, possano avere una vita qualitativamente migliore, ma anche come, grazie a questo, la società che consegneremo ai posteri potrà evolvere in positivo. In una logica normativa e di sistema che deve contare su coesioni fino a ieri un po’ precarie, come ASI interagisce con gli altri EPS motivati a risollevare un comparto vitale per una nazione? ASI da sempre è aperta al dialogo con gli altri EPS e lo ricerca. I personalismi e le divisioni presenti nella promozione sportiva sono per lo più figli delle regole del HA 3 - 2019 68

Oggi contiamo più di 11.000 associazioni affiliate e quasi 1.000.000 di tesserati

Il Sen. Claudio Barbaro con il Presidente del CONI Giovanni Malagò


14ma EDIZIONE

30 maggio - 2 giugno 2019

Organizzato da

Con il patrocinio di

Comune di Rimini

FIERA E RIVIERA DI RIMINI

In contemporanea con

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sportivo sia un tassello necessario per far evolvere la produttività e la qualità il nostro settore. Pertanto, per quanto la tendenza sia sovente quella di promettere più di quanto sia possibile dare, sono persuaso che il Governo si impegnerà nell’individuare formule idonee e sostenibili, finalizzate ad un inquadramento più stabile di chi opera professionalmente nell’ambito sportivo. ASI come si colloca in questo solco destinato ad essere il percorso che rivoluzionerà il sistema sportivo, con un ruolo più limitato del CONI e, forse, qualche responsabilità in più per gli EPS? ASI è pronta a giocare la sua parte, convinta che valga la pena anche assumersi maggiori responsabilità, quando a queste consegua una maggiore gratificazione a più livelli. Vigileremo affinché le riforme portino più equilibrio, più giustizia e più qualità nel sistema. A proposito degli EPS, non le sembra che effettivamente la corsa ai tesseramenti facili, per accedere a finanziamenti commisurati al numero di tessere, sia un campanello d’allarme che dovrebbe imporre regole più rigide? Come dicevo prima, la rincorsa a tesseramenti facili è figlia delle regole del gioco. Quando qualche anno fa ASI decise di uscire dal Coordinamento degli EPS (nel quale oggi siamo deliberatamente e convintamente rientrati), lo fece in modo provocatorio proprio per porre l’attenzione su un sistema che spingeva gli EPS ad essere come mercanti di tessere. Eppure sappiamo bene che, oggi come allora, nessuno di noi nasce con questa vocazione e che, nello svolgimento delle proprie attività, nessuno applica questa forma mentis. Lavoreremo perché ci siano regole che vincolino premialità in funzione della qualità del lavoro e non della quantità. ASI e le Federazioni: quali i rapporti attuali e quelli futuri, visto che gli enti dovrebbero occuparsi più dello sport di base e aperto a tutti i cittadini, mentre le seconde dovrebbero dare più forza all’edu-

cazione sportiva e all’agonismo di vertice? Manteniamo rapporti cordiali e positivi con la maggior parte delle Federazioni, perché siamo sicuri che i nostri ruoli non siano in competizione, ma al contrario complementari. Se migliora lo sport di base, anche quello di vertice cresce. Non soffriamo, però, del complesso di Cenerentola; perciò quando la qualità del nostro operato viene compromessa dall’azione di una Federazione glielo facciamo garbatamente notare. ASI, già invitata ad un tavolo di confronto con associazioni di categoria del settore sportivo, che hanno però poi escluso più che pensato ad includere, aderirebbe ad un nuovo progetto di Unione delle realtà di riferimento e di altri EPS, e se sì con quale spirito? Ogni progetto che contribuisce ad allargare l’orizzonte dello sport di base ed a consolidare reti, puntando a raggiungere obiettivi qualitativamente misurabili, è per noi meritevole di attenzione.

ASI da sempre è aperta al dialogo con gli altri EPS e lo ricerca Lo sport nazionale, oltre al ruolo sociale che esercita è, di fatto, l’area nella quale si rafforza lo spirito identitario nazionale, come invece non avviene in ambito istituzionale e politico: le bandiere tricolore sventolano solo ad ogni grande evento sportivo. Che ruolo può avere il nostro sport per una nazione? Lo sport è un grande aggregatore ed alimenta il sentimento nazionale, ovvero la capacità degli individui di sentirsi parte di una comunità. La vera sfida è, però, far crescere la cultura sportiva del nostro Paese, in modo che quel senso di appartenenza non si accenda solo in concomitanza di grandi eventi, ma sia presente sempre. In questa partita il ruolo della scuola è essenziale. Con il suo disegno di legge e la nuova Sport e Salute che avvicenda la CONI Servizi, lo sport deve assicurare un percorso educativo ed essere il veicolo primo di salute e benessere. Come ASI può interpretare questa missione e gli obiettivi che lei come Senatore intende condividere con in Parlamento perché norme e azioni a seguire siano congruenti? ASI può interpretare questa missione e gli obiettivi sottesi alla mia legge continuando a fare quello che

Claudio Barbaro mentre interviene all’Assemblea Nazionale 2017 di ASI

La vera sfida è far crescere la cultura sportiva del nostro Paese HA 3 - 2019 70


L’iniziativa sportiva di ASI, in collaborazione con OVS - OVS KIDS ACTIVE CAMP

da venticinquenni fa: vivere la propria esistenza e la propria operatività con grande serietà e con il massimo di senso di responsabilità. Siamo promotori di sport e attraverso questo contribuiamo a plasmare la società del futuro, a renderla più unita, responsabile nei confronti delle prossime generazioni e più rispettosa delle regole. Possiamo sperare che la legge che verrà approvata sarà la soluzione definitiva che risolleverà lo

Il Governo si impegnerà nell’individuare formule idonee e sostenibili, finalizzate ad un inquadramento più stabile di chi opera professionalmente nell’ambito sportivo

sport nazionale o c’è il rischio, forse remoto, che con un nuovo governo si riparta da capo? Un suo parere da politico esperto e sensibile ai problemi del settore sportivo, di cui da sempre ne è parte. Non credo che un nuovo Governo possa invertire la rotta; semmai potrebbe rallentare il raggiungimento della meta. Ormai si è consolidata la consapevolezza della necessità un processo di revisione che chiede solo di essere agito. Nel prosieguo della sua carriera politica, su che fronti intende adoperarsi e quanto lo sport, che sembra non essere area di facili consensi elettorali, manterrà il ruolo cardine dei suoi programmi, a prescindere dalla sua presidenza di ASI? Già sarebbe un’enorme soddisfazione e un grande successo vedere approvata nella sua totalità una legge di ri-organizzazione e razionalizzazione del sistema sportivo, capace di comprendere la molteplicità di aspetti impliciti quando si parla di sport! Pertanto le direi che nel futuro mi vedo impegnato in attività tese al consolidamento delle riforme di cui lo sport inevitabilmente sarà oggetto, sicuro che lo stesso sarà sempre più percepito come elemento fondamentale per la crescita e il futuro della nostra società.

Nel futuro mi vedo impegnato in attività tese al consolidamento delle riforme di cui lo sport inevitabilmente sarà oggetto

Claudio Barbaro ad una inaugurazione

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Fitness FITNESS

I NUOVI COMPETITOR

Tra sfide, minacce ed opportunità, ci sarà ancora necessità di iscriversi in un Fitness Club? Andrea Pambianchi - andrea@fni.fitness

Chiariamo subito una cosa: da utente ovviamente uso tutti i servizi elencati di seguito e li trovo eccezionalmente innovativi, comodi e indiscutibilmente vincenti sotto innumerevoli punti di vista. Ma smesse le vesti dell’UTENTE non posso che riflettere su un dato incontrovertibile: Netflix non ha fatto bene alle sale cinematografiche e neanche a BlockBuster Airbnb/Booking.com non ha aumentato i ricavi degli Hotel, né tantomeno delle Agenzie Viaggi/Affitti. (Fonte Federalberghi) Uber non ha fatto bene né ai Taxi né agli AutoNoleggi. Ora: cosa hanno in comune i modelli di Business Netflix, Booking e Uber? Sono i cosiddetti AGGREGATORI-DISINTERMEDIATORI ossia macro-aziende, soprattutto le ultime due, che non producono direttamente il “prodotto” ma lo “opzionano” (non acquistano, non fanno magazzino etc) da altre aziende e poi si limitano ad immetterlo sul mercato in maniera diretta, più strutturata, globale e “frictionless” (facile da acquistare in pochissimi passaggi - senza attrito). L’obiettivo? Diventare il punto di riferimento per gli acquirenti, senza altri intermediatori, e trattenere una percentuale sulle vendite, alle volte talmente alta da rappresentare l’utile delle piccole imprese che vengono definite loro “partner”, su portali dove il sentiment d’acquisto è unicamente: “la migliore offerta al prezzo più basso possibile che posso disdire o restituire come voglio” -su cui poi viene trattenuta la commissione-. Una prospettiva abbastanza allarmante forse a tratti svilente. Guardo Netflix, prendo Uber, ho prenotato l’Hotel di Booking, l’ho comprato su Amazon...

Ok... ma allora perché oggi tutti voglio essere o diventare un disintermediatore? Beh perché si risparmiano tutti gli investimenti in produzione, ricerca e sviluppo, affitti, magazzino, risorse umane etc, privilegiando invece la comunicazione per diventare il punto di riferimento sul mercato per gli acquisti della specifica categoria. E nel Fitness? Sicuramente avrete già sentito clamorosi Claim come: L’Uber dei Personal Trainer. La Netflix dell’allenamento. Il Booking.Com delle palestre.

La migliore offerta al prezzo più basso possibile che posso disdire o restituire come voglio Vediamo qualche esempio delle prime aziende che hanno usato queste similitudini e qualche dato: L’UBER dei Personal Trainer Dal 2014 esiste a Londra l’App TRUBE che appunto mette in contatto domanda/offerta di due servizi: Sedute PT e Massaggi. Ben più globale però è FREELETICS che propone diverse tipologie di video allenamenti, acquistabili in base ai propri gusti o ai consigli dell’algoritmo di Intelligenza Artificiale. I Training, messi a punto da coach reali/virtuali, sono sempre aggiornati e sempre fruibili dagli oltre 31 milioni di utenti, “gestiti” da 120 dipendenti (ossia programmatori) dell’app che ha appena raccolto 45 milioni di Dollari per l’espansione globale.

Per i tre esempi di successo fatti ce ne sono migliaia identici fallimentari HA 3 - 2019 72


La NETFLIX dell’allenamento Risale ad agosto 2018 l’annuncio di PELOTON “Siamo la Netflix del Fitness”; azienda leader del mercato nata nel 2014 ha raggiunto un valore di mercato di 5 miliardi e una stima di 800 milioni di fatturato 2018 e si è posizionata appunto come la Netflix del Wellness on demand. Quando vuoi, dove vuoi, in ogni momento puoi allenarti con i contenuti esclusivi di Peloton in streaming Live dai loro Boutique Club di New York oppure registrati. Peloton ha iniziato con l’indoor cycling, a gennaio 2017 ha lanciato il treadmill da casa per il running e HIIT, ed ha annunciato che a breve saranno disponibili anche i contenuti PelotonYOGA. Dato da tenere sotto controllo: gli Utenti Peloton si allenano il 40% in più: una media di 13 volte al mese (3 a settimana) contro la media di 9 volte al mese (2.3 a settimana); dato importante per riflettere sulla frequenza/retention a casa rispetto a quella nei club. Il Booking.com delle palestre Il più noto è americano e si chiama CLASSPASS, come funziona? Facile: tu utente giri tranquillo su Internet, ClassPass ti intercetta con la pubblicità, senza alcuna differenziazione tra già clienti o corporate, e in pochi secondi ti abboni a ClassPass (ma non al club...) e se poi, forse mai, metterai piede nel Club X tra i 20.000 a tua scelta, solo allora il Titolare potrà gioire per aver guadagnato una fee di 4.30€ lordi iva per il tuo ingresso. Vantaggioso no? Forse no.

Peloton e il suo originale streaming workout attira oltre un milione di utilizzatori

Gli Utenti Peloton si allenano il 40% in più: una media di 13 volte al mese (3 a settimana) contro la media di 9 volte al mese (2.3 a settimana) di chi frequenta i club

Ma quindi? Anche un disintermediatore ha le sue gatte da pelare: per i tre esempi di successo fatti ce ne sono migliaia identici fallimentari. Sicuramente poi lo scoglio più grande è quello dei CONTENUTI. Essendo prodotti esternalizzati non c’è controllo; e come sarebbe UBER se non ci fossero auto? Booking se gli hotel non fossero di buona categoria? Netflix se non avesse il Trono di Spade? Al riguardo: avete notato che il lusso (Prada, Valentino, Dior etc) come anche il suo contrapposto (Zara, H&M etc) o le piccole ed esclusive maison moda non sono presenti su Amazon? Curioso vero? Forse in quest’ultima considerazione, che strizza l’occhio all’importanza della Brand Identity e Positioning, è la risposta alla domanda del titolo! Live long and prosper

Peloton, il Netflix del fitness, è un fenomeno fitness planetraio

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Manage ment 5’

MANAGEMENT

COORDINATORI O RESPONSABILI?

Ruoli ricoperti e responsabilità effettive, scientemente interpretate o assegnate dal sistema cui si appartiene: la differenza fra coordinatore e responsabile e le ricadute nell’interpretazione attiva di un ruolo manageriale Paolo Grosso - paologrosso@wellink.it

Da che tempo è tempo ogni vasca ha un suo coordinatore e ogni sala attrezzi un suo supervisore, ma quanti di questi profili si sentono responsabili a tutti gli effetti? Vero, si tratta a volte di sole terminologie da utilizzare sulle “targhette” sulla propria divisa, ma esistono differenze sostanziali che è bene conoscere per ottenere il massimo risultato dai propri collaboratori: - Coordinatore è colui/colei che organizza i vari elementi di un determinato processo per fare in modo che si raggiunga lo scopo. Quindi, riportandolo al nostro settore, il coordinatore di vasca dovrebbe ad esempio organizzare le procedure per il piano di manutenzioni periodiche oppure la suddivisione dei livelli della scuola nuoto etc. , mentre il coordinatore settore fitness, sempre a titolo di esempio, crea il palinsesto dei corsi collettivi oppure il programma

di presidio della sala attrezzi da parte degli istruttori e, per finire, il coordinatore di reception prepara i turni del week end oppure tiene sotto controllo le giacenze del magazzino della cartoleria e si occupa degli ordini. - Ben diverso dovrebbe essere il ruolo del responsabile, ovvero la persona garante del corretto funzionamento dello spazio e degli elementi, ma altresì delle persone e dei servizi, che costituiscono un determinato settore dell’azienda. Rispetto a centri fitness e piscine quindi il responsabile ha il compito di verificare che quanto sia stato pensato ed organizzato funzioni correttamente e soprattutto porti i risultati attesi. Attenzione: non significa che sia necessario destinare figure professionali al solo ruolo di coordinamento, controllo e responsabilità, ma selezionare persone capaci e motivate in grado di garantire anche un impiego diretto sul campo. Club Manager o Coordinatore, ognuno ha la sua responsabilità e ha il compito di guidare la sua squadra al miglior risultato

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L’impiego dei responsabili nel palinsesto orario permette, oltre al naturale contenimento dei costi, un ben più importante contatto quotidiano ed efficace con la clientela ed il conseguente naturale controllo della qualità del servizio erogato. Quindi il responsabile ideale passa un paio d’ore al giorno in ufficio ma le rimanenti sul campo e possibilmente con una pianificazione che permetta di vedere e conoscere le differenti tipologie di clienti, attraverso un orario molto vario ed un impiego nei diversi ambiti, dall’assistenza alle attività collettive. Grazie all’autorevolezza del ruolo che ricopre, al responsabile spetta il compito di accogliere i nuovi iscritti, gestire le eventuali lamentele dei frequentanti ed ovviamente essere collante e facilitatore tra i differenti reparti e con la direzione del centro mentre, non me ne vogliano i responsabili, ritengo sia un po’ sprecato il loro ruolo quando impiegato

in un rapporto one to one, tipico del personal training: il miglior manager è colui/colei che riesce a far ottenere un gran risultato alla propria squadra, non alla propria performance individuale.

Miglior manager è colui/colei che riesce a far ottenere un gran risultato alla propria squadra, non alla propria performance individuale

Selezionare persone capaci e motivate in grado di garantire anche un impiego diretto sul campo HA 3 - 2019 75


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Vas VAS

LA PERSONALIZZAZIONE DELL’ALLENAMENTO FRA MONITORAGGI E SALUTE L’acqua è il contesto ideale per allenamenti e protocolli mirati che, grazie anche alla tecnologia, permettono personalizzazioni rigorose, con effetti su fidelizzazione e avvicinamento alla piscina dei troppi inattivi Francesco Confalonieri - francone.confalonieri@gmail.com 1a parte L’esercizio fisico proposto e praticato in modo corretto ed individualizzato rappresenta un elemento fondamentale per migliorare la salute e la qualità della vita di una popolazione progressivamente più anziana e meno attiva. Purtroppo non più del 15% degli Italiani frequentano i centri sportivi o si dedicano al movimento; spesso, inoltre, lo fanno in modo scorretto, inadeguato e dannoso per la loro salute. In questo contesto il “mezzo acqua vissuto in verticale” costituisce una proposta ed uno strumento con enormi potenzialità, ancora poco conosciuto e sfruttato. La Teoria dell’Allenamento Sportivo ci insegna che qualsiasi programma di esercizio fisico, per risultare efficace, deve rispettare tre principi fondamentali: l’INDIVIDUALITÀ, la GRADUALITÀ e la CONTINUITÀ. La capacità di “individualizzare la proposta allenante” in funzione dei bisogni, delle capacità ed eventualmente delle patologie e dei fattori di rischio che caratterizzano ciascun soggetto è dunque un aspetto chiave di qualsiasi attività si voglia proporre, un elemento fondamentale per migliorare il livello di salute e di benessere del cliente, la chiave per fidelizzare chi già frequenta il nostro centro e soprattutto per attrarre tutti coloro che non trovano una risposta adeguata ai loro bisogni. In particolare, risulta necessario adeguare l’intensità e la durata delle esercitazioni allo specifico obiettivo dei soggetti coinvolti ed alle diverse risposte di ciascun organismo; correlare il CARICO ESTERNO

proposto al CARICO INTERNO determinato. Questo obiettivo è perseguibile esclusivamente valutando e monitorando nel tempo il parametro “Frequenza Cardiaca” Noi ci muoviamo, infatti, attraverso la contrazione\decontrazione coordinata e sinergica dei diversi gruppi muscolari. L’energia necessaria all’attività muscolare deriva in gran parte dalla ossidazione di zuccheri, grassi e proteine. L’intensità di un esercizio è quindi direttamente correlata al consumo di ossigeno. L’ossigeno, d’altra parte, raggiunge i muscoli trasportato dal sangue, all’interno dei globuli rossi. La quantità di

Tre principi fondamentali: l’INDIVIDUALITÀ, la GRADUALITÀ e la CONTINUITÀ

Non più del 15% degli Italiani frequentano i centri sportivi o si dedicano al movimento HA 3 - 2019 76


L’acqua e le attrezzature professionali sono ottimi alleati per un allenamnto completo secondo i principi VAS

sangue e di ossigeno disponibile dipende dalla forza e soprattutto dalla frequenza con cui si contrae il muscolo cardiaco. L’intensità di un esercizio ed il consumo di ossigeno sono, quindi, direttamente correlati alla frequenza cardiaca. Potrebbe essere utile integrare queste considerazioni con un disegno che richiami la fisiologia dell’attività cardiaca e della funzionalità muscolare. L’allenamento in acqua in verticale, a corpo libero o con l’ausilio dei piccoli o dei grandi attrezzi appare di grande importanza in particolare per tre categorie di persone:

decadimento del tono muscolare tipico dell’invecchiamento o mantenere un elevata efficienza del sistema cardiovascolare. - Soggetti colpiti da una patologia acuta a livello muscolo scheletrico (ad esempio gli atleti infortunati) che desiderano accelerare il recupero ed il ritorno ad una condizione di totale efficienza organica.

- Soggetti obesi od in forte sovrappeso che necessitano di un’attività fisica continuativa per ottimizzare gli effetti di una dieta e faticano a muoversi a secco. - Soggetti affetti da patologie croniche a livello muscolo scheletrico che desiderano prevenire il peggioramento delle loro problematiche, ridurre il

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2a parte nel prossimo numero di HA&W

CARICO ESTERNO e CARICO INTERNO: obiettivo perseguibile esclusivamente valutando e monitorando nel tempo il parametro “Frequenza Cardiaca”


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INTERVISTA

Vas VAS & WELLNESS

L’ACQUATICITÀ NEONATALE SECONDO IL PEDIATRA DI FAMIGLIA La guida medica per i più piccini fra le responsabilità dei genitori e l’opportunità, sovente trascurata, dell’esperienza acquatica fin dai primi mesi di vita Caterina Borgato - borgatoc@gmail.com

In questo terzo ed ultimo appuntamento dei tre previsti, prendiamo in esame una breve intervista alla Dott.ssa Renza Granzon specializzata in pediatria generale dal 2000 e Pediatra di Famiglia (Pdf) dal 2005. Oltre alle considerazioni più generali di pediatra che segue bimbi e ragazzi, rapportandosi ai genitori, Renza Granzon esprime il suo pensiero sull’acquaticità neonatale in relazione all’utilità che può derivarne ai suoi pazienti.

Dottoressa ci potrebbe indicare la tipologia di pazienti che ha in cura? Mi occupo di bambini di fasce d’età che vanno da zero ai 14-16 anni. La popolazione che ha in carico il pediatra di base è molto varia, in generale si tratta di bambini sani ma, tra i vari pazienti, ci possono essere anche bambini con patologie congenite (ad es. bambini cardiopatici, prematuri, malattie metaboliche) oppure acquisite cioè insorte in un secondo momento. Di cosa si occupa principalmente un Pediatra di Famiglia? Uno dei principali compiti è quello di monitorare i neonati con delle visite programmate e cadenzate ogni tre mesi e quindi dalla nascita fino al primo anno di vita. Durante queste visite si valutano non solo i parametri auxologici, ovvero di crescita generale e quindi peso, lunghezza e circonferenza cranica, ma si controlla anche il normale sviluppo psicofisico del bambino, valutandone le normali tappe evolutive di crescita quali il sorriso sociale, la posizione seduta, il “gattonare”, la deambulazione autonoma. Con i

Scarso utilizzo di giocattoli e libri da parte dei bambini e un aumento di genitori “tuttologi” che si informano su internet

bambini e ragazzi più grandi sono programmate visite a cadenza più dilatata nel tempo (6, 11 e 14-16 anni) oppure visite generali, se c’è la necessità di un certificato medico sportivo non agonistico. In tutti questi casi si valutano alcuni parametri specifici di crescita, oltre che lo stato di salute. Ha riscontrato un aumento di particolari patologie in questi ultimi anni? Sicuramente le patologie allergiche. Ha riscontrato delle differenze nei comportamenti educativi dei genitori di questi ultimi anni rispetto a quando ha iniziato la sua attività di pediatra di famiglia? Riguardo a malattie banali ho osservato sicuramente poca capacità genitoriale nel gestire e capire quando un problema è un vero problema. Un aspetto educativo molto carente che ho notato è quello di lasciare spesso i bambini abbandonati a loro stessi, incentivando l’uso di dispositivi elettronici (tablet, smartphone o videogiochi) soprattutto durante momenti che dovrebbero essere di condivisione familiare e in cui invece manca una vera interazione; ho rilevato anche uno scarso utilizzo di giocattoli e libri da parte dei bambini e un aumento di genitori “tuttologi” che si informano su internet e quindi incapaci di discernere il vero dal falso, complicando di conseguenza anche il rapporto con il medico e la fiducia reciproca.

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Quando uno dei parametri auxologici presenta delle “anomalie” come procedete, cosa consigliate ai genitori del bambino? Con i pazienti più piccolini, quando ci troviamo di fronte ad anomalie ad esempio di postura o di deambulazione, consigliamo ai genitori di portare il bambino presso il Servizio di Fisioterapia per sottoporlo a delle sedute di terapia con l’obiettivo di correggere eventuali posture viziate da utero oppure un ipertono o un’ipotonia. Consigliate mai la psicomotricità ai vostri pazienti? Certo. La psicomotricità è un servizio che utilizziamo soprattutto per il bambino “disprassico”, cioè quel bambino che fa fatica ad eseguire dei movimenti specifici. Tale attività motoria può essere svolta singolarmente o in piccoli gruppi ed è molto utile per-

Si pensa eventualmente al massaggio dolce ma, purtroppo, non spesso all’acquaticità ché aiuta il bambino ad imparare la percezione del proprio corpo sia nel tempo che nello spazio con l’ausilio di innumerevoli esercizi, giochi, percorsi motori e attrezzi di vario genere. Ricollegandomi al discorso della psicomotricità e dell’attività sportiva, lei è favorevole all’attività in acqua per bambini da 0 a 3 anni e per lo sport in tenera età? Lo sport in senso lato viene visto come una esigenza/ opportunità per il bambino e il ragazzo-adolescente. Per i neonati invece non c’è questo pensiero, si pensa eventualmente al massaggio dolce ma non spesso all’acquaticità purtroppo. Nella mia zona ad esempio, non ci sono molte strutture sportive dotate di piscine, quindi probabilmente anche la carenza di impianti dedicati rende difficile questo approccio. In ogni caso sono favorevole all’acquaticità in tenera età quando non sono presenti patologie che la sconsigliano, ma non conosco esattamente quello che voi operatori fate in acqua con i bambini. Quali potrebbero essere le patologie più comuni che lei cura per le quali è sconsigliato entrare in acqua?

Bimbi ed esperienza acquatica per divertirli e alimentare il loro bisogno di scoprire, accompagnati dal genitore

Non ci sono particolari malattie in cui sia controindicata l’attività in acqua, ovvio però che se un bambino ha rinite, tosse oppure otite, è ragionevole evitare di immergerlo. Se si ha la fortuna di avere a disposizioHA 2 - 2019 79


ne acqua termale, l’infezione alle vie respiratorie potrebbe trarne un beneficio. Nel caso invece di dermatite atopica, il cloro potrebbe essere un irritante ma questo dipende dal grado della malattia anche se basterebbe sciacquare ed idratare bene la pelle. In quali malattie invece si sente di consigliare l’acquaticità? Tutte! Quando non sono presenti ovvie controindicazioni.

La psicomotricità è un servizio che utilizziamo soprattutto per il bambino “disprassico”

La dottoressa Renza Granzon

Bimbi ed esperienza acquatica per divertirli e alimentare il loro biosgno di scoprire, accompagnati dal genitore

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Vas VAS

PERCHÉ UN “FORMAT”? LA TECNOLOGIA CON UN’ANIMA La tecnologia come frontiera per fare dell’istruttore un vero riferimento, purchè venga seguito un format che dia le linee guida rispettate da ogni professionista, personalizzando percorso e risultati perseguibili per ogni cliente Annarita Misciglia - annamisc68@gmail.com

La sovrabbondanza di tecnologia, presumendo che possa da sola guidare l’attività fisica, può non rendere la vita facile. Centinaia di APP che indicano la strada alle persone, più o meno efficacemente, per “muoversi” creando, di volta in volta, stati di ansia, aspettativa, soddisfazione, insoddisfazione, curiosità, motivazione, e chi più ne ha ne metta. Innegabile che sia una rivoluzione, innegabile anche che non possiamo esserne schiavi, a volte, in un rapporto di totale dipendenza. Come possiamo, allora, “governare” la tecnologia affinché sia di aiuto? Risposta non semplice. Ma prima addentriamoci un attimo nel mondo infinito di variabili che siamo ormai abituati a codificare nelle APP. Obiettivi legati alla perfomance, al fun, al potenziamento muscolare, all’ottimizzazione del peso, al miglioramento delle capacità di resistenza: tutti andiamo alla ricerca di quello che fa per noi. Tipologia di attività sportive e ambiti nelle quali si svolgono (outdoor&indoor, solo outdoor, solo indoor e, tra poco, in ACQUA con H.T.S.!): ognuno trova la sua dimensione. Parametri controllati: battito cardiaco, calorie consumate, intensità dell’attività, numero di movimenti specifici, tutto per darci consapevolezza di quello che stiamo facendo. Mondo social, nel quale scambiare idee, competere in modo sano con altre persone, trovare stimoli per iniziare/proseguire nell’attività fisica che, ricordo, al di là di tutto, è salute.

Alla luce di quanto sinteticamente esposto sulle APP, torniamo alla domanda che ci siamo posti: come possiamo “governare” la tecnologia affinché sia di aiuto? Entra in gioco il FORMAT, struttura di programma che si intende riprodurre in altre situazioni con opportuni adattamenti. Formattizzare, o forse meglio schematizzare l’attività, non significa replicarla uguale a se stessa, anzi. C’è molto di più. Essenzialmente ci da la possibilità di concentrarsi sulla tecnologia, sui dati oggettivi, importantissimi, in nostro possesso e fare in modo davvero che ogni persona trovi la sua dimensione nell’allenamento. In ogni momento possiamo diversificare, se necessario o se qualcuno dei nostri allievi non riesce a seguirci: lo vediamo concretamente e, sicuri di quello che

Il binomio HiTech-HiTouch può veramente fare la differenza HA 2 - 2019 82


avevamo impostato, troviamo altre vie per lui. Possiamo anche formare classi di persone eterogenee per età, per sesso, per stato di allenamento, perché guidati, noi trainer sì, dalla tecnologia, in grado di prendere per mano tutti e far loro raggiungere il target stabilito. Corriamo un rischio bassissimo di sbagliare, abbiamo tutti gli strumenti per fare del nostro meglio in funzione dei clienti. Format è anche il prima e il dopo, una cascata di operatività perfetta che crea aspettativa, invoglia,

Trovare stimoli per iniziare/ proseguire nell’attività fisica che, al di là di tutto, è salute

Il FORMAT: struttura di programma che si intende riprodurre in altre situazioni con opportuni adattamenti dà risposte. Format è decidere cosa fare, come farlo, con quante persone e aspettarsi un risultato per poi “raccontarlo” ai clienti. Forse non scopriamo nulla di particolare, ma in questa fase storica, nel mondo dell’attività fisica il binomio HiTech-HiTouch può veramente fare la differenza. La tecnologia con un’anima! Il monitoraggio della frequenza cardiaca è diffusissimo in palestra, ora lo è anche in piscina - immagine Uptivo

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Fitness FITNESS

EREPS E SNaQ A CONFRONTO: LA FORMAZIONE AL CENTRO DELLE SFIDE DEL WELLNESS La professionalità di chi opera nelle palestre è decisiva per il futuro di ogni club e per dare valore a servizi guidati da veri esperti certificati; una consapevolezza che vede in prima linea ANIF Eliana Fortuna (Ufficio Stampa ANIF) - marketing@anifeurowellness.it

Di fronte alle richieste che il settore sport e wellness si trova ad affrontare, la formazione di istruttori, staff d’accoglienza e area manageriale non può più essere un problema marginale ma in cima alle azioni di enti, federazioni e associazioni sportive. Sconfiggere, infatti, la sedentarietà tra adulti, adolescenti e bambini, incluse le popolazioni speciali, persone affette da patologie per cui l’attività fisica rappresenta una forma di cura, è un obiettivo che richiede competenze elevate. ANIF, insieme al CSI e ad ELAV, ha intrapreso un lungo percorso designato alla formazione, di base e manageriale. Oggi vogliamo parlare di 2 progetti importanti, avviati dai partner di ANIF, CSI e ELAV, in questa direzione: la certificazione SNaQ nello sport dilettantistico e il progetto EREPS, la formazione europea promossa da EuropeActive di cui ANIF coordina il Registro nazionale. SNaQ, un valore aggiunto per lo sport in Italia: intervista a Michele Marchetti, direttore generale del CSI

Che cos’è lo SNaQ e quali competenze certifica? È il sistema nazionale delle qualifiche che il CONI ha predisposto per la certificazione delle competenze degli operatori sportivi. Il CSI è tra gli enti di promozione sportiva che ha aderito allo SNAQ, favorendo, così, la possibilità di collaborazione formativa con la Scuola dello Sport. La certificazione SNaQ: più biglietto da visita o abilitazione necessaria per esercitare nello sport dilettantistico? Non si tratta di un’abilitazione necessaria, ma del superamento di una formazione approssimativa e sbrigativa che rilascia diplomi e qualifiche in base a quanto si è disposti a pagare e non all’effettiva preparazione degli istruttori. Secondo la normativa vigente, istruttori, allenatori e maestri di disciplina devono possedere una qualifica certificata e rilasciata da C.O.N.I., Federazioni Sportive o Discipline associate riconosciute dal C.O.N.I., Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., Università tramite le Facoltà

di Scienze Motorie, Enti equiparati (es. Associazioni e Albi Professionali e/o di Categoria, Accademia di Danza ecc.). Lo SNaQ può aumentare la percezione del valore del servizio? Se sì, come il centro sportivo può veicolare questo valore al frequentatore? Non è il sistema in quanto tale ma il complesso delle azioni che l’intero sistema può mettere a disposizione a fare la differenza e creare valore per il frequentatore. Come? Ad esempio, come ha fatto il CSI, mettendo in rete competenze giuridiche e fiscali, specifiche coperture assicurative per i gestori, gli operatori e i frequentatori, materiali sportivi dedicati ecc. Con ANIF, il CSI è impegnato nello sviluppo del Registro EREPS Italia che certifica i professionisti del fitness in Europa: si possono tracciare delle differenze tra le due qualifiche, per orientare meglio nella scelta club e trainer? La domanda non ha una risposta univoca, in quanto

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consulenza di esperti, a disposizione di tutti i soci, per rispondere alle complicazioni giuridico-fiscali, sta rafforzando CSI e ANIF nel ruolo di affiancamento ai centri. Ora, con l’annunciata riforma che il governo ha iniziato, sarà finalmente possibile riprendere temi che per troppo tempo il mondo dello sport ha, in qualche modo, messo da parte. Il CSI è sempre stato dalla parte della dignità del lavoro nello sport con l’attenzione a non smantellare quel sistema, anche di welfare, che lo sport ha realizzato negli anni. Insieme all’ANIF sappiamo che si tratta di uno dei primi e più coraggiosi passi da fare insieme. Dobbiamo avere la capacità di non guardare ai particolarismi, ma di accogliere idee che tutelino il sistema sportivo italiano in tutte le sue specificità: dagli oratori ai grandi centri; dalle società sportive di periferia alle squadre di livello. Collaborando, si troveranno soluzioni buone per tutti e anche per ciascuno; andando ognuno per la propria strada, il risultato sarà la sconfitta.

Michele Marchetti - direttore generale CSI

Il percorso dello sport dilettantistico è garantito dallo SNaQ; quello della qualità è assicurato da EREPS il sistema delle professioni sportive e della formazione sportiva, in Italia, è privo di certezze normative. Il percorso dello sport dilettantistico è garantito dallo SNaQ; quello della qualità con un occhio costante alla capacità degli operatori di assicurare la salute degli amanti della pratica sportiva è assicurato da EREPS. Più che di differenze, quindi, parlerei di percorsi complementari nella ricerca costante di maggiore qualità. Qual è, secondo lei, lo stato attuale della formazione in ambito sport e fitness in Italia? Va principalmente colmato un vuoto normativo pericoloso perché spesso percorsi formativi brevi e poco strutturati rischiano di essere più appetibili economicamente. Questo atteggiamento complica anche il rapporto con le federazioni sportive, le quali lamentano, a volte anche a ragione, la poca competenza degli istruttori. Siamo convinti che, sul medio periodo, solo la qualità possa ripagare. Oltre che di formazione, gli istruttori e i titolari dei centri sportivi hanno bisogno di una TUTELA sul piano del diritto del lavoro. Lo sport dilettantistico, in Italia, non ha una sua giurisprudenza del lavoro dedicata, è necessario lavorare con le istituzioni in questa direzione? Cosa sta facendo in merito il CSI con ANIF per lo sviluppo dei club, al riparo delle necessarie tutele giuridiche e amministrative? Abbiamo, prima di tutto, messo su un sistema di certificazione delle qualifiche serio, chiaro e rigoroso. La

In che modo la sinergia ANIF e CSI può contribuire a far crescere la formazione e in generale il sistema sportivo in Italia? A volte, la risposta più banale è anche la più vera: con l’autentica passione di sportivi, per lo sport. EREPS, la qualità come asset del club: intervista a Enrico Guerra, direttore Ricerca e Sviluppo ELAV Perché possedere una certificazione EREPS può essere un elemento distintivo per un club? EREPS come Registro europeo degli istruttori del fitness creato da EuropeActive si uniforma agli standard di qualità della Comunità europea. In quanto tale, gli istruttori ricevono una formazione che è uniformata agli standard europei e il club possiede una garanzia che il trainer abbia seguito un percorso formativo la cui qualità è riconosciuta e certificata a livello internazionale. Garantire la sicurezza e la soddisfazione del frequentatore è, appunto, in cima alle esigenze di un centro sportivo. Dunque possiamo parlare di catena del valore di EREPS garantita da EuropeActive ma vediamo meglio cosa sono gli standard e perché sono una garanzia di personale qualificato. EuropeActive, EA, è l’organizzazione ufficialmente demandata dalla Comunità europea alla gestione degli standard di qualità della formazione nel settore fitness, standard che vanno, dunque, a qualificare l’istruttore. EA ha poi creato EREPS, il registro degli istruttori europei del fitness, quindi, a cascata: EA definisce gli standard e le linee guida della formazione, accredita, secondo tali standard, sia i provider di formazione su tutto il territorio europeo, sia gli specifici percorsi formativi dei provider, che sono sottoposti ad un’ulteriore verifica di qualità. A questo punto, il provider eroga la formazione sul suo territorio e, sem-

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pre sotto l’egida di EA, rilascia la certificazione EREPS che ha valenza univoca a livello europeo. Quindi, provider e relativo percorso formativo sono sottoposti ad un controllo incrociato di qualità. EREPS è capace di rispondere pienamente alla domanda di nuove competenze, soprattutto nel campo della salute? Tra i vari livelli o master di formazione di EREPS, chiamati EQF, c’è un corso specifico per il trattamento dei diabetici e cardiopatici, EQF 5, Clinical exercise specialist, a cui si può accedere solo se si è superato il livello EQF 4 che accredita il Personal Trainer oppure se si ha una laurea in scienze motorie. Diciamo che l’EQF 5 di EREPS, conseguito dopo una laurea in scienze motorie, mette completamente al sicuro il centro sportivo nella gestione di un patologico che richiede competenze specifiche ed elevate, dato il livello di rischio molto alto. Come i club possono capitalizzare al meglio EREPS facendone percepire il valore ai clienti? L’allenamento del futuro è basato sulla personalizzazione delle scelte da parte del consumatore/frequentatore e una formazione di qualità, oggi, deve essere personalizzata. I master EREPS sono altamente approfonditi e specifici. In un mercato dove convivono sempre più il micro e il macro, dove c’è spazio per le grandi catene di club come per i fitness studios e le boutique fitness è evidente che le esigenze di chi si allena sono sempre più frammentate e la qualità il vero terreno di gioco.

Enrico Guerra - Elav

L’adesione agli standard europei da parte del sistema-Italia alza l’asticella formativa

Quanto è importante la presenza di personale qualificato nelle palestre e quali ricadute ha al contrario l’incompetenza e/o l’inesperienza sull’atleta, sui centri sportivi, sul sistema tutto? Il frequentatore o il cliente paga e il servizio che deve ricevere è esattamente l’allenamento per cui ha pagato. Inoltre parliamo di un cliente sempre più smaliziato, la cui capacità di discernimento del valore è alta, è perfettamente in grado di capire se il servizio che riceve sia la giusta contropartita: se l’allenamento non funziona, o non vedrà i risultati e perderà la motivazione ad allenarsi o li vedrà in ritardo, mentre di contro oggi un cliente consapevole vuole il massimo risultato nel minor tempo possibile. Quanto manca per raggiungere davvero la conformità a quegli standard promossi dall’Europa, di formazione permanente? Cosa possono fare, ANIF e ELAV insieme in questa direzione? C’è molto da lavorare perché in Italia la situazione soffre ancora di un certo caos rispetto al riconoscimento formativo dell’istruttore: anche se gli standard europei non possono governare in modo assoluto il contenuto della formazione è pur vero che l’adesione ad essi da parte del sistema - Italia alza l’asticella formativa. ANIF ed ELAV hanno creato un network in cui

si può incuneare un meccanismo di grande qualità che standardizza verso l’alto la percezione del cliente. Significa creare un marchio di qualità: io, frequentatore, scelgo di andare in quel centro sportivo ANIF perché mi fido della formazione, garantita da ELAV. L’unico connubio reale che sia in grado di ampliare questo risultato, creando un polo di eccellenza sotto tutti gli aspetti, fa leva sui 2 stakeholder necessari a questo scopo: ANIF, network di centri di eccellenza, ed ELAV, network di trainer di qualità.

Il CSI è dalla parte della dignità del lavoro nello sport

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ACQUANETWORK NEWS

Acquanetwork PIÙ SOCI E GLI OBIETTIVI DI ACQUANETWORK: ASSOCIARSI È VERAMENTE VANTAGGIOSO

Cresce il numero di nuovi soci di ANWK, vero riferimento nazionale per club, gestori, società sportive, professionisti e imprese del settore piscina e wellness, capace di unire gli interessi e le attese delle diverse anime che alimentano crescita, sviluppo e futuro del comparto piscina tutto. In ragione del consenso tanto allargato e trasversale, ANWK, anteponendo da sempre vantaggi e benefici riservati ai soci, prosegue da un lato nella sua azione di osservatorio che riporta agli associati dati, statistiche e informazioni dell’industria della piscina; dall’altro, organizzando incontri aperti anche ad altre compagini, con l’obiettivo di rendere attiva e vantaggiosa l’interazione fra tutte le realtà del comparto, agevola, ove possibile, B2B, azioni sinergiche e nuove opportunità in chiave risparmio e business. Senza però mai perdere di vista il compito istituzionale di rappresentare le categorie come lobby coesa che aspira a raggiungere risultati positivi sul piano sociale, normativo e di relazione con enti territoriali e nazionali.

Da qui le proficue partnership con FNI, EAA, ANIF e le più accreditate organizzazioni nazionali. Per associarsi e conoscere Acquanetwork www.acquanetwork.it

Acquanetwork organizza il congresso più seguito e mediatico del settore

ANWK A RIMINIWELLNESS: GRANDI AGEVOLAZIONI PER I SOCI E SESSIONI CONVEGNISTICHE RIMINIWELLNESS 30-31 maggio 2019 La prossima occasione di incontri e sinergie sarà la sessione convegnistica di giovedì 30 Maggio, ore 10.00, in collaborazione con EAA, presso Sala Mimosa Due area D6-B6 della fiera di Rimini: prima parte tecnologica ed organizzativa su nuovi sistemi di monitoraggio riservati all’allenamento in acqua del cliente a cura di EAA e dei suoi esperti Cognonato, Confalonieri e Tornatore; seconda parte, ad egida HA&W e Acquanetwork, per indicare le strade collaudate e funzionali allo sviluppo di nuovi modelli strategici, di business e valorizzazione del brand: un ulteriore illuminante intervento di Cognonato, affiancato da Stefano Candidoni, e la presentazione di una case history di successo, ma replicabile attenendosi a precise linee guida interpretate da personale preparato e motivato. Ingresso gratuito il 30 maggio per soci, manager e professionisti che si registreranno online: segreteria@acquanetwork.it. Ma anche il 31 maggio,

al convegno ANIF (inizio ore 11.00: programma www. anifeurowellness.it) e alla giornata FNI con WISH Congress (scaletta orari dell’intero appuntamento: www.fitnessnetworkitalia.com ), ANWK sarà parte attiva in sinergia con le menzionate realtà: altre importanti occasioni per i soci ANWK per essere presenti a RiminiWellness. Per saperne di più www.acquanetwork.it o scrivere a segreteria@acquanetwork.it

La sessione Acquanetwork a Rimini Wellness 2018 Si replica anche nel 2019

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Splash & Wellness SPLASH & WELLNESS NEWS

IL MERCATO DEL FITNESS EUROPEO È IN SALUTE E CONTINUA A CRESCERE; LE PREVISIONI AL 2025

Cresce ancora il fitness in Europa, come evidenzia l’ultimo rapporto di Deloitte e EuropeActive sul mercato europeo della salute e del fitness: il 2018 si chiude con 27,2 milioni di euro pari a +3,4%. I frequentanti i fitness club sono 62,2 milioni (e quelli che frequentano palestre in piscine e impianti polifunzionali saranno censiti?). Su questi dati incidono le performance della catena low cost emergente Basic Fit (+ 1 milione di soci nel 2018), della leader Mc Fit (+700.000 mem-

bri), e di The Pure Gym (+600.000). La prospettiva da qui al 2025 è che si arrivi a 86 milioni di frequentanti con un tasso del 4,7% rispetto al 3,4% attuale.

Foto GClub - by Marco Santi Amantini

ANIF NEWS

ANIF News EUROPEACTIVE E ANIF A COLONIA

Il 3 aprile, una delegazione di 40 soci ANIF ha partecipato allo European Health and Fitness Forum (EHFF), la convention di apertura del FIBO, di EuropeActive (EA). Tra i relatori, Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, Nathalie Smeeman, Direttore Esecutivo EA, Karsten Hollash di Deloitte e tanti altri, che hanno condiviso case histories ed aspetti principali del marketing di un fitness club.

Al FIBO si è incontrato anche il primo nucleo di partner EREPS Italia, ratificato dal board di EA, per l’avvio dei lavori di lancio del Registro Europeo dei Professionisti del fitness, composto da: Giampaolo Duregon, Presidente ANIF; Michele Marchetti, Direttore generale CSI; Francesco Bertiato, per il Wellness Institute; Enrico Guerra, direttore Ricerca e Sviluppo ELAV; Adriano Borelli, Presidente Europa per ISSA.

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Anif e EuropeActive, da sinistra Alessandri, Desidera, Smeeman e Duregon


FNI NEWS

FNI News WISH CONGRESS 31 Maggio - RiminiWellness

Proseguono i lavori del Wellness Italian Stakeholder Headquarter con ASI Nazionale e Matrix per l’organizzazione del secondo appuntamento dedicato a tutti gli attori del settore Fitness & Wellness in Italia. Un luogo di incontro per Istituzioni, Enti, Fornitori, Società di Consulenza e Titolari di Club dove analizzare i trend e confrontarsi sui futuri sviluppi. I focus del WISH CONGRESS, previsto per lil pomeriggio di venerdì 31 Maggio in Sala Neri al RiminiWellness, saranno: il nuovo disegno di legge 999 Riforma dello Sport a firma del Presidente Sen. Claudio Barbaro; i programmi di Inclusive Fitness per ridurre le disuguaglianze e incrementare la Club Social Responsibility; Corporate Wellness e le nuove iniziative per ridurre la sedentarietà. Maggiori info: www.FondazioneWish.it

La prima iniziativa WISH promossa da FNI e ASI a Bologna lo scorso febbraio; prossimo incontro a RiminiWellness il 31 maggio

4 BIG PER LA ONE CONVENTION 2019 13-16 Luglio Confermati i 4 relatori internazionali per la seconda edizione della ONE CONVENTION 2019. In navigazione tra Roma e Barcellona, da sabato 13 a martedì 16 luglio, le strategie di Sales & Marketing saranno il fulcro delle sessioni formative. Casey Conrad, nuovamente in Italia in esclusiva, ci parlerà di mercati “ipercompetitivi” e come rapportarsi con il low-cost; Adrian Marks analizzerà le tecniche di vendita comportamentale e neuromarketing; Fred Hoffman approfondirà le 5 strategie per superare le aspettative e Doug Miller metterà a disposizione tutta la sua esperienza sul “superamento delle obiezioni”.

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HA INNOVATION WIBIT SPORTS, PER UN ESTATE DA PRIMATO ENTUSIASMANDO LA CLIENTELA Ogni specchio d’acqua- piscina, mare, lago – reso attrattivo dai percorsi Wibit Sports permette di raggiungere numeri da record in termini di frequenza, ricavi e soddisfazione della clientela. Wibit, oltre alla gamma di giochi gonfiabili galleggianti più completa in assoluto, che ne conferma la leadership mondiale, è un vero e proprio modello di business: in vasca, ma soprattutto in acque libere, è certezza di immediati ROI e profitti rilevanti. Scegliere Wibit significa contare sulla consulenza Aqquatix per permessi, documentazione e installazioni; qualità e durata ineguagliabili; soluzioni modulari aggiornabili ad ogni stagione. La sintesi di questa creatività vincente sono i rinnovati Sport Parks S, M, L , XL di diverse dimensioni e le varie Wibit Combinations ideali anche per le piscine. E per i più piccoli (4-12 anni) sia al mare che in piscina ora c’è la novità Wibit KIDS indicata per profondità di 130 cm. La già completissima gamma Wibit è stata arricchita da altre novità quali Twist, Ledge, Rock (tre scivoli integrati e 5 piattaforme per tuffarsi da varie altezze). Tutto il mondo Wibit

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HA 3 - 2019 93


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VAS - HEALTH (DIMAGRAMENTO, CARDIO, REHAB)

ROMA

9-10 MARZO 2019

ADVANCED

MILANO

6-7 APRILE 2019

BASIC

FORUM SPORT CENTER - Roma (RM)

2-3 FEBBRAIO 2019

ADVANCED

BOLOGNA

12 MAGGIO 2019

BASIC

COOPERNUOTO - Carpi (MO)

31 MARZO 2019

AQUAMORE

Villafranca (VR)

9-10 FEBBRAIO 2019

AQUA EDUCATIONAL / Corsi C C

ACQUATICITÀ NEONATALE 0-3 ANNI ACQUA E DISABILITÀ

EVENTI e FIERE E E E E E

V.I.E. - VAS INDOOR EXPERIENCE FORUM PISCINE - CLUB HOLISTIC DAY + MANAGEMENT RIMINIWELLNESS SICILIA CONFERENCE

CALENDARIO EVENTI & FIERE INTERNAZIONALI

AQUAFITNESS

FIERA DI BOLOGNA

Bologna (BO)

13-15 FEBBRAIO 2019

AQUARDENS

Pescantina (VR)

4 MAGGIO 2019

FIERA DI RIMINI

Rimini (RN)

30 MAGGIO - 2 GIUGNO 2019

MAGGIO 2019 / (SR) GENNAIO 2020 Siracusa

SUN CLUB

AQUA HEALTH & WELLNESS

AQUA EDUCATIONAL

21-23 GIUGNO 2019

ON DEMAND

EVENTI

Attenzione: le date e le sedi segnalate nel presente file potrebbero variare per motivi organizzativi. Suggeriamo di verificare sempre sul sito euroaquatic.it o scrivendo a eaa@euroaquatic.it - Calendario aggiornato il 17/12/2018 Associata a

Partner

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dal 21/06/2019 al 23/06/2019

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dal 30/08/2019 al 01/09/2019

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BIBIONE (VE) ITALIA

dal 20/09/2019 al 22/09/2019

SUN - BEACH OUTDOOR STYLE SIA GUEST - HOSPITALITY DESIGN

FIERA DI RIMINI ITALIA

dal 09/10/2019 al 11/10/2019

RECINTO GRAN VIA - BARCELLONA SPAGNA

dal 15/10/2019 al 18/10/2019

INTERNATIONAL TRADE FAIR COLONIA - GERMANIA

dal 05/11/2019 al 08/11/2019

PALACONGRESSI DI RIMINI ITALIA

dal 03/12/2019 al 04/12/2019

ERICSSON EXHIBITION HALL RICHO ARENA - COVENTRY REGNO UNITO

dal 28/01/2020 al 30/01/2020

FIERA DI BOLOGNA ITALIA

dal 19/02/2020 dal 21/02/2020

www.poolspabathchina.com

RIMINIWELLNESS www.riminiwellness.com

SICILIA CONFERENCE www.sunclubsport.it/siciliaconference-it

AQUAFITNESS DAYS www.euroaquatic.it

BIBIONE BEACH FITNESS

www.sunexpo.it / www.siaexpo.it

PISCINA & WELLNESS BARCELONA www.piscinawellness.com

AQUANALE www.aquanale.com

PISCINA 2019 www.professioneacqua.it

SPATEX www.spatex.co.uk

FORUMCLUB / FORUMPISCINE www.forumclub.it / www.forumpiscine.it Affiliata a

Associata a

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INSERZIONISTI II ANTHEA 3 DEPA 7 POLIMPIANTI 11 IDROCONSULT 15 TECLUMEN 27 SILIGROUP 31 PROMINENT 34 TEAMSYSTEM 43 DIGI PROJECT 51 NEWPOOL 55 PISCINA 19 69 RIMINI WELLNESS 2019 87 EAA III AQQUATIX HTS

1 SPORTRICK 5 PANGENIUS 9 AQQUATIX VAS 13 ENERGON ESCO 25 LAPI CHIMICI 30 PANGENIUS 33 CHEMARTIS 35 MONTEREY 47 WIBIT SPORTS 54 CAPENA 57 POOL’S SPECIALIST 81 AQUAFITNESS DAYS 2019 89 ACQUANETWORK IV POOL’S SPECIALIST

COME RICEVERE HAPPY AQUATICS & WELLNESS - HA&W: Per ricevere la rivista al proprio indirizzo, basta associarsi a EAA, al costo di 30€/anno (info; eaa@euroaquatic.it). Come soci EAA si ha diritto a ricevere 4 numeri/anno, ovvero le edizioni di Happy Aquatics & Wellness; per le uscite degli speciali Happy Aquatics - Construction (due numeri/anno), chi fosse interessato deve farne specifica richiesta a redazione@euroaquatic.it . Possibilità di abbonarsi con Formula EAA Club ricevendo nr 05 copie ad uscita per tutti i 6 numeri, inclusi gli speciali Construction: € 100/anno. NOTE ESPLICATIVE DELLA NUOVA IMPOSTAZIONE DI HA&W: Le quattro uscite di HA&W prevedono servizi e interviste su management, attività in piscina e nuove tendenze, integrate da approfondimenti per area Fitness e nuovi trend, a cura di Fitness Network Italia, e, per la sezione Pool, curati da Professione Acqua, sulla piscina in chiave più tecnologica e/o manutentiva. Le due uscite HA-CONSTRUCTION dedicano 50 pagine circa alla piscina, sotto il coordinamento di Professione Acqua con focus su progettazione, tecnologia, manutenzione e realizzazione di piscine e spa.

Foto di copertina: la piscina di SLS Brickell Miami - Myrtha Pools Ph. Chad A. Christensen

IN COPERTINA Ripensare gli impianti sportivi e acquatici è un must ineludibile, che, nel 2020, sanno interpretare progettisti, imprese ed operatori più avveduti. La piscina realizzata da Myrtha Pools (SLS Brickell), incastonata fra i grattacieli di Brickell, quartiere finanziario di Miami, è la sintesi di alta specializzazione italiana esportata nel mondo, con gusto e suggestioni che sono nelle corde di imprese e progettisti nazionali: un assist al sistema piscina per avvicinare alle vasche modernamente interpretate chi fino a ieri rifuggiva dall’idea di frequentare centri acquatici e sportivi. Un’ ulteriore spinta al cambiamento di sostanza.

COMITATO DI REDAZIONE: Stefano Candidoni, Alessandro Favero, Linda Marabello, Luca Salvatori, Fabrizio Rampazzo – completano il Comitato di Redazione per l’edizione Construction di Happy Aquatics: Rossana Prola, Giuliana Bassini, Paolo Ferrario HANNO COLLABORATO: Per Construction: Rossana Prola, Simone Rasia, Tullio Quagliotti, Lucio Fattori, Massimo De Sanctis, Andrea Peluso, Abramo Gianola, Agostino Palmiero, Sergio Morelli, Mirco Bortesi. Per HA& Wellness: Claudio Barbaro, Andrea Pambianchi, Lorenzo Bolognini, Paolo Grosso, Annarita Misciglia, Francesco Confalonieri, Eliana Fortuna, Michele Marchetti, Enrico Guerra, Enza Granzon, Caterina Borgato, Ciro Lo Giudice. PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE: Cool Mind STAMPA: Centrooffset Master (S.R.L.) - Rubano (PD) CHIUSO IN TIPOGRAFIA: 02/05/2019 ANNO XXI - NUMERO 03 | MAGGIO-GIUGNO 2019


AQUA EDUCATIONAL / Corsi C C

ACQUATICITÀ NEONATALE 0-3 ANNI ACQUA E DISABILITÀ

EUROAQUATIC.IT

ADVANCED

MILANO

BASIC

FORUM SPORT CENTER - Roma (RM)

2-3 FEBBRAIO 2019

ADVANCED

BOLOGNA

12 MAGGIO 2019

BASIC

COOPERNUOTO - Carpi (MO)

31 MARZO 2019

AQUAMORE

Villafranca (VR)

9-10 FEBBRAIO 2019

6-7 APRILE 2019

EVENTI e FIERE E E E E E

V.I.E. - VAS INDOOR EXPERIENCE FORUM PISCINE - CLUB HOLISTIC DAY + MANAGEMENT RIMINIWELLNESS SICILIA CONFERENCE

CALENDARIO CORSI, MASTER ED EVENTI FIERA DI BOLOGNA

Bologna (BO)

13-15 FEBBRAIO 2019

AQUARDENS

Pescantina (VR)

4 MAGGIO 2019

FIERA DI RIMINI

Rimini (RN)

30 MAGGIO - 2 GIUGNO 2019

SUN CLUB

MAGGIOSiracusa / GIUGNO 2019 (SR)

AQUA HEALTH & WELLNESS

AQUAFITNESS

21-23 GIUGNO 2019

AQUA EDUCATIONAL

ON DEMAND

EVENTI

Attenzione: le date e le sedi segnalate nel presente file potrebbero variare per motivi organizzativi. Suggeriamo di verificare sempre sul sito euroaquatic.it o scrivendo a eaa@euroaquatic.it - Calendario aggiornato il 17/12/2018 Associata a

Master

AQUAFITNESS

Partner

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AQUA CIRCUIT - SMALL Equipment

Associata a

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EAA sostiene

Veneto / VERONA / PISCINE BELVEDERE

04/05/2019

210x285_EAA CALENDARIO_gen2019-giu2019.indd 1 Master AQUA CIRCUIT - BIG Equipment

Veneto / VERONA / PISCINE BELVEDERE

18/12/18 11:31 05/05/2019

Master

AQUA FITNESS MAT

Lazio / Casal Monastero (RM) / EASY FIT

12/05/2019

Master

AQUAxFIT

Emilia Romagna / BOLOGNA / PRESIDENT BOLOGNA

12/05/2019

Master

AQUA BIKE - Advanced

Veneto / Villafranca (VR) / AQUAMORE

19/05/2019

Corso

AGUAMOVIDA Fitness® - Basic

Campania / NAPOLI

19/05/2019

Corso

AQUAFITNESS INSTRUCTOR - Advanced

Lombardia / Cernusco sul Naviglio (MI) / ENJOY SPORT

Master

TECNOLOGIE MUSICALI PER PLAYLIST MUSICALI

Piemonte / Orbassano (TO) / BLU STATION

26/05/2019

Master

AQUA TREADMILL - Advanced

Liguria / GENOVA / PISCINE SCIORBA

09/06/2019

Corso

AGUAMOVIDA Fitness® - Basic

Lombardia / Cenisio (MI) / GET FIT

16/06/2019

25-26/05/2019

AQUA HEALTH & WELLNESS Corso

ACQUAMI® - Advanced

Veneto / VERONA / PISCINE BELVEDERE

18/05/2019

Corso

ATTIVITÀ IN ACQUA PER GESTANTI - Advanced

Lombardia / Bresso (MI) / GESTISPORT

16/06/2019

Emilia Romagna / BOLOGNA / VILLAGGIO DEL FANCIULLO

12/05/2019

AQUA EDUCATIONAL Corso

ACQUA E DISABILITÀ - Advanced

EVENTI E FIERE Fiera

RIMINIWELLNESS

Emilia Romagna / RIMINI / FIERA

Evento

SICILIA CONFERENCE

Sicilia / SIRACUSA / SUN CLUB

Evento

AQUAFITNESS DAYS

Toscana / Campi Bisenzio (FI) / HIDRON

30/05/2019 - 02/06/2019 21-23/06/2019 30/08/2019 - 01/09/2019

Attenzione: date e sedi del calendario potrebbero variare per motivi organizzativi. Suggeriamo di verificare sempre sul sito euroaquatic.it o scrivendo a eaa@euroaquatic.it Calendario aggiornato il: 17 aprile 2019

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Qualsiasi attività: terra, acqua e nuoto

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ANTES S.R.L.

VENETO

JESOLO (VE)

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NIAGARA PISCINE

VENETO

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R.C. PISCINE SAS

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POGGI CARLO

EMILIA ROMAGNA

CESENA (FC)

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M.G.SNC DI GRASSI M.E MISELLI F.

EMILIA ROMAGNA

CARPI (MO)

059 664674

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GESPORT SRL

EMILIA ROMAGNA

PIACENZA (PC)

0523 490490

info@gesportsrl.it

PISCINE SQUARCIA SNC

EMILIA ROMAGNA

PARMA (PR)

0521 645246

info@piscinesquarcia.com

BOLLE BLU SRL

EMILIA ROMAGNA

RUSSI (RA)

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NAUTILUS DI PARMA ANDREA & C. SAS

EMILIA ROMAGNA

RICCIONE (RN)

334 5431698

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RIMINI PISCINE SNC DI SPADA A.

EMILIA ROMAGNA

RIMINI (RN)

0541 785150

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SAN SEPOLCRO (AR)

0575 735323

info@fonipiscine.com

ARS PISCINE SRL

TOSCANA

FIGLINE VALDARNO (FI)

055 9154087

arspiscine@arspiscine.it

ACQUA CORRENTE SRL

TOSCANA

FOLLONICA (GR)

0566 264356

info@acquacorrente.com

TECNOTEAM SNC

FONI PISCINE SRL

POOLSERVICE SRL

TOSCANA

PORTO FERRAIO - ISOLA D'ELBA (LI)

0565 917688

info@poolservicesrl.com

TECNO POOL DI LANDI CLAUDIO

TOSCANA

SAN PIETRO A VICO (LU)

0583 994014

info@tecnopool-lu.it

WGS SRL

TOSCANA

MONTESCUDAIO (PI)

0586 635520

info@wgservice.it

DONATI PISCINE SRLS

TOSCANA

PONSACCO (PI)

0587 686138

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S.I.V.A.T. S.R.L.

TOSCANA

MONTERIGGIONI (SI)

0577 50158

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ACQUAPLUS SRL

TOSCANA

MONTERIGGIONI (SI)

0577 306038

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IDRATEC

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PISCINA PIU' SRL

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