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Transport: a survival guide Trasporti: un manuale di sopravvivenza

Summer 2011 ― Quarterly edition / ESTATE 2011 ― Pubblicazione trimestrale Poste Italiane Spa - Sped. in abb. post. D.L. 353/03 (conv. in L.27.02.04, n° 46), art. 1, c. 1, DCB Milano. Belgique € 6 / Canada $10.95 CA / Deutschland € 7 / España € 6 / France € 9 / Italia €4,90 Korea 23,000 KRW / Luxembourg € 8 / Nederland € 7,50 / Österreich 7,99 € / Portugal Cont. € 6 / Schweiz 9.50 CHF / USA $ 8.95 US / UK £ 6.50 www.colorsmagazine.com


Transport: a survival guide Trasporti: un manuale di sopravvivenza

“Most people spend more time and energy going around problems than in trying to solve them” Henry Ford, founder of the Ford Motor Company

“La maggior parte della gente spreca più tempo ed energia a girare intorno ai problemi che a cercare di risolverli” Henry Ford, fondatore della Ford Motor Company


Colors 81

Transport: a survival guide Trasporti: un manuale di sopravvivenza

Colors 81

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Essentials Da sapere

Garbage Trucks Camion di spazzatura

Personal Metro Metrò personale

Head Loading Sulla testa

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Plastic-bottle Boat Barca di bottiglie di plastica

Solar-powered Car Auto a energia solare

All-purpose Tricycle Treruote multiuso

Electric Wheelchair Sedia a rotelle elettrica

Robot Rickshaw Risciò a robot

Vegetable-oil Car Macchina a olio di semi

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Pedal-powered Submarine Sottomarino a pedali

Homemade Tractors Trattori fatti in casa

Bicycle Taxis Bici-taxi

Junkyard Flying Machine Velivolo di rottami

Survival: Going to Work Sopravvivere: andando al lavoro

Survival: Going on Vacation Sopravvivere: andando in vacanza

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Rolling News Coverage Rassegna stampa ambulante

Revolutionary Trucks Autocarri rivoluzionari

People Smuggling Contrabbando di umani

Survival: Going to the Shops Sopravvivere: andando a fare la spesa

Survival: Going Nowhere Sopravvivere: restando fermi

Yellow Pages Pagine Gialle

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DA SAPERE

Essentials Be prepared

Equip yourself

Stai all’erta

Procurati l’attrezzatura

This isn’t going to last. The way you move around is more than 90 percent reliant on oil – and it's running out. Soon we might not be able to fuel the 140 million cars that drive around US streets today, nor ship from port to port the 100 million containers that are loaded every year into cargo ships, nor hold in the air the planes carrying the 500,000 people who are flying somewhere in the world right now. Things will get worse by 2030, when China is expected to overtake the United States as the country with the largest car fleet in the world, and even worse by 2050, when 370 million Indian car owners will be driving around their megalopoles, blowing horns and chewing paan. Sometime in the near future you might well find yourself stuck in your garden, with many places to go to and no way to get there. Don't wait for an amazing wonder fuel, a panacea to our problems, to turn up. It’s not going to happen – you’re just going to have to get your hands dirty in order to get around.

To get prepared, however, you’ll have to find somewhere with a flat, relatively empty space in which you can work: it might be your garage, your backyard, or your parents’ attic. Before locking yourself inside, make sure you have food reserves with you and you wear a jacket that’s both waterand bulletproof: you never know when a revolution is going to happen (see page 54). You might need a secondhand vehicle to customize, like your grandpa’s old scooter or the carcass of an airplane. Visit a junkyard and fill your backpack with as much trash as you can: plastic bottles, iron bars, organic leftovers. Most things can be recycled, either as hardware to build your vehicle (see page 68) or as fuel to make it run (see page 94). If you want to be ultra-sustainable, think about harnessing the sun’s energy (see page 12). If you’re into robotics instead, then you could start by finding a set of wires and some lead-acid batteries (see page 86). If you can’t get hold of any of this equipment, then pack your stuff and start walking (see page 78).

Non si può andare avanti così. Più del 90 per cento dei tuoi spostamenti avviene grazie al petrolio, una risorsa che si sta esaurendo velocemente. Presto potremmo non essere più in grado di fare il pieno ai 140 milioni di auto che oggi si spostano negli Stati Uniti, né di trasferire da un porto all’altro i 100 milioni di container che vengono caricati ogni anno sulle navi mercantili, né di mantenere in aria le 500.000 persone che in questo momento sono in volo da qualche parte nel mondo. Le cose peggioreranno nel 2030, quando si prevede che la Cina supererà gli Stati Uniti diventando il paese con il maggior numero di automobili al mondo; e saranno ancora più tragiche nel 2050, quando 370 milioni d’indiani guideranno nelle loro megalopoli, suonando il clacson e masticando paan. In un futuro non troppo distante potresti trovarti bloccato nel tuo giardino, con molti luoghi in cui andare ma nessun modo per raggiungerli. Non stare ad aspettare che uno straordinario super carburante, panacea di tutti i nostri problemi, cada dal cielo. Non succederà. Per muoverti, dovrai sporcarti le mani.

Per cominciare, devi trovare un luogo piatto e abbastanza spazioso in cui lavorare: può essere il tuo garage, il tuo cortile, o l’attico dei tuoi genitori. Prima di chiuderti dentro, assicurati di avere abbastanza riserve di cibo e di indossare un giubbotto impermeabile e antiproiettile: non si sa mai che scoppi una rivoluzione (vedi pag. 54). Potresti aver bisogno di personalizzare un veicolo usato, come il vecchio scooter di tuo nonno o la carcassa di un aereo. Raggiungi una discarica e ficca nel tuo zaino quanta più spazzatura possibile: bottiglie di plastica, sbarre di ferro, rifiuti organici. La maggior parte degli oggetti può essere riciclata, sia come struttura portante del veicolo (vedi pag. 68) che come carburante (vedi pag. 94). Se vuoi essere supersostenibile, pensa a raccogliere l’energia solare (vedi pag. 12). Se invece ti piacciono i robot, potresti cominciare col procurarti un set di cavi e qualche batteria al piombo (vedi pag. 86). Se non riesci a trovare niente di tutto questo, allora fai le valigie e comincia a camminare (vedi pag. 78).

Choose your way So before setting off, consider your transport options. You could try by road. Roads span the world, yet they can be gridlocked, dangerous or far too narrow for your vehicle (see page 32). Besides which, they’re responsible for a big chunk of the carbon emissions from worldwide transport. Rail transport, on the other hand, whether you’re on the Orient Express or the New York subway, is generally a safer and greener option. If you live by water, then you should seriously consider using a boat (see page 6) or even a submarine (see page 26). You won’t be alone: around 90 percent of world trade already travels on oceans and rivers. Traveling on an airplane – especially for long distances – is usually the quickest and safest solution, but also the worst in terms of carbon emissions. Still, if you can’t suppress your instinct to fly, then you could always refurbish an old Yamaha engine, assemble a pair of wings and entrust yourself to the wind (see page 100).

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Share it Don’t be selfish. We’re all in the same boat. Building a public means of transport – whether it is a ferry service or an underground system (see page 74) – is usually better than going for a private one, both for the environment and for improving your social skills. If helping others sounds like a good business to you, then you can find many ways to customize your vehicle so that more people can get on board (see page 18 and 62). We’re not going to force you to travel in a group, though. If you need a car cut for you and nobody else, just build it (see page 82), but please, don’t lock yourself inside. Instead use it to communicate with the outside world (see page 48). When all’s said and done, in a world without fuel, the future is probably going to arrive by bicycle. If you’re lucky, one with multiple seats (see page 38).

Scegli il cammino Prima di partire, pensa ai mezzi di trasporto che hai a disposizione. Potresti metterti in strada. Il mondo è pieno di strade, ma possono essere trafficate, pericolose o decisamente troppo strette per il tuo veicolo (vedi pag. 32). Oltre a ciò, sono responsabili di una buona fetta delle emissioni di anidride carbonica prodotte globalmente dal settore dei trasporti. Muoversi su rotaia, che sia l’Orient Express o la metro di Londra, è in generale più sicuro ed ecologico. Se vivi vicino all’acqua, allora dovresti tenere in seria considerazione la possibilità di usare una barca (vedi pag. 6) o persino un sottomarino (vedi pag.26). Non ti sentirai solo: circa il 90 per cento del commercio mondiale già si sposta su oceani e fiumi. Viaggiare in aereo – specialmente su lunghe distanze – è solitamente la soluzione più veloce e sicura, ma anche la peggiore in termini di emissioni di anidride carbonica. Se proprio non puoi reprimere la tua voglia di volare, allora puoi sempre restaurare un vecchio motore Yamaha, costruire un paio d’ali e affidarti al vento (vedi pag. 100).

Condividi Non fare l’egoista. Siamo tutti sulla stessa barca. Costruire un mezzo di trasporto pubblico – che sia un traghetto o una metropolitana (vedi pag. 74) – è solitamente meglio che sceglierne uno privato, sia per l’ambiente che per esercitare le tue capacità relazionali. Se aiutare gli altri ti sembra un buon affare, allora puoi trovare molti modi di personalizzare il tuo veicolo in modo che possa trasportare più persone (vedi pagg. 18 e 62). Comunque sia, non abbiamo nessuna intenzione di obbligarti a viaggiare in gruppo. Se hai bisogno di un veicolo tagliato su di te e su nessun altro, allora costruiscilo (vedi pag. 82), ma per favore non ti ci chiudere dentro. Anzi, usalo per comunicare con il mondo esterno (vedi pag. 48). Dopotutto, in un mondo senza benzina, il futuro arriverà probabilmente in bicicletta. Se sei fortunato, sarà una multiposto (vedi pag. 38).

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Plastic-bottle Boat – Kenya

1. In 2004, in the United States alone, 1,500 plastic water bottles were thrown away every second. On land, plastic never biodegrades. But in a warm ocean, exposed to direct sunlight, plastic begins to disintegrate within only one year. 1. Nel 2004, solo negli Stati Uniti, sono state buttate via 1.500 bottiglie d’acqua di plastica al secondo. La plastica non è biodegradabile sulla terraferma. Nelle acque calde degli oceani invece, se esposta a luce solare diretta, comincia a disintegrarsi nel giro di appena un anno.

2. The Great Pacific Garbage Patch is an expanse of plastic waste the size of France that has massed in the Pacific Ocean between Hawaii and California. Most of it is invisible, and consists of small granules of photodegraded plastic, called “nurdles,” suspended below the surface. Nicknamed “mermaid’s tears,” nurdles resemble fish eggs. 2. La “grande pattumiera del Pacifico” è una chiazza di rifiuti galleggianti grande quanto l'intero territorio della Francia, alla deriva fra la California e le Hawaii. Per lo più invisibile, composta di piccolissimi granuli di plastica in sospensione sotto la superficie, creatisi per fotodegradazione e detti “nurdle”. Soprannominate anche “lacrime di sirena”, queste palline somigliano a uova di pesce.

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Barca di bottiglie di plastica – Kenya

How to build the next Century Come costruire la prossima Century

For over a thousand years, the port of Lamu, Kenya, traded with the world. Merchant ships would arrive, dock near the city’s minarets and palm trees, and leave carrying ivory, mangrove wood and slaves. Then, a century ago, the old trade began to decline, before being gradually replaced by a new one: tourism. Growing up in Lamu, Mansoor, now 31, watched as visitors arrived with money and left behind their trash. Then, one day, he was looking at the discarded plastic along the shoreline and had a revelation: this was a resource, and with it, he would build something everyone in Lamu needed. He would build a boat. Per oltre un millennio, il porto di Lamu, in Kenya, è stato un importante centro di smercio mondiale. I mercantili approdavano in città, ormeggiando vicino alle palme e ai minareti, per ripartire carichi di avorio, legno di mangrovia e schiavi. Poi, un secolo fa, le vecchie attività commerciali hanno lasciato gradualmente il passo a un nuovo business: il turismo. Da bambino, Mansoor, oggi trentunenne, guardava i visitatori arrivare carichi di soldi e ripartire lasciandosi dietro cumuli di rifiuti. Un giorno, guardando la plastica disseminata sulla spiaggia, ebbe una rivelazione: quella era una risorsa e lui l’avrebbe utilizzata per costruire qualcosa di essenziale per gli abitanti di Lamu. Una barca.

Plastic-bottle Boat – Kenya

“The dream came from God; I didn’t learn this in any school. My dream said, ‘Go and collect the garbage that floats.’ For four months I collected it. Now I am the first person to make this in Africa, maybe all of the world – this plastic boat. “I’ve been building the Century for two and a half years. She is built from plastic, tires, and nails; there is canvas, also, and I use tar to cover the holes. I call her Century because tires and plastic live for a century in water 1. If you put wood in water and plastic in water, plastic floats 100 percent 2 , but wood floats 50 percent. Put water into a wooden pot. After one week you’ll go to the pot and say ‘Oh, no water!’ Wood naturally has holes, you see.

“My dream said, ‘Go and collect the garbage that floats’” Mansoor, 31, Lamu, Kenya

“People used to say, ‘Are you crazy?’ I told them that this was going to be a made-of-plastic boat. They said, ‘No, there are no plastic boats,’ but after I starting building, they said, ‘Ah, no water in the boat. Wow!’ Children would come, and even on the radio, they said, ‘Oh, he uses waste and it’s floating perfectly. It’s a miracle.’ Now many people are interested, especially in how I do the bottles. You can make a window, a door, through this system, even a table. Even the environmental ministry is interested. “I started with the corridor, and then I built a place where I can sleep. There will also be a toilet, a place where people can relax and eat, and another captain’s room. To move the Century I use poles or I take another boat to pull me. “People say they are part of the boat, but there is no sharing. Me, I work alone. Three days a week I look for money 3 because I have a wife at home and a baby. My father was a seaman, a chief engineer, but he died when I was nine. My grandfather was a captain on the first ferryboats 4 in Kenya. “The people call me Captain Rubbish, but I don’t feel bad because I know what I’m doing. I know plastic; I know wood. I know the percentage of wood that floats; I know the percentage of plastic that floats. I know that what I’m doing is perfect. The Century will never sink.”

Barca di bottiglie di plastica – Kenya

“Il mio sogno è venuto da Dio; non l’ho imparato in nessuna scuola. Il sogno diceva ‘Vai e raccogli i rifiuti che galleggiano’. Ho raccattato spazzatura per quattro mesi. E ora sono il primo in Africa – e forse in tutto il mondo – ad averlo fatto, ad aver fabbricato questa barca di plastica.

“Il sogno diceva, ‘Vai e raccogli i rifiuti che galleggiano’” Mansoor, 31 anni, Lamu, Kenya

“Sono due anni e mezzo che sto costruendo la Century. È fatta di plastica, chiodi e copertoni; metto anche un po’ di tela e uso il catrame per tappare i buchi. L’ho chiamata Century perché la gomma dei copertoni e la plastica, dentro l’acqua 1, durano un secolo. Se metti in acqua un pezzo di legno e uno di plastica, la plastica galleggia al 100 per cento 2 , il legno al 50 per cento. Prova a mettere l’acqua in un recipiente di legno. Se, dopo una settimana, vai a vedere che è successo, ti dirai ‘Oh, no l’acqua!’. Il legno è bucato per natura, capito? “La gente diceva: ‘Sei fuori di testa?’. Ma io rispondevo che avrei costruito una barca fatta tutta di plastica. E loro, ‘Impossibile, non esistono barche di plastica’. Ma, vedendo i risultati, hanno cominciato a dire ‘La barca non fa acqua, wow!’. Venivano a vederla i bambini e ne hanno parlato persino alla radio: ‘Ha usato solo spazzatura e galleggia perfettamente. È un miracolo!’. Ora ci sono tante persone interessate, soprattutto per le bottiglie. Con questa tecnica, si può costruire una finestra, una porta e addirittura un tavolo. È interessato anche il ministero dell’Ambiente. “Ho cominciato con il corridoio, poi ho costruito uno spazio per dormire. Ci sarà anche la toilette, un posto dove mangiare e rilassarsi, e un’altra stanza per il capitano. Per spostare la Century uso una pertica o mi faccio rimorchiare da un’altra barca. “C’è chi dice di avermi dato una mano, ma non è vero. Io, lavoro da solo. Tre giorni alla settimana cerco di racimolare qualche soldo 3 perché ho una moglie a casa e un bimbo. Mio padre faceva il marinaio, era capomacchinista, ma è morto quando avevo nove anni. Mio nonno era capitano sui primi traghetti 4 del Kenya. “La gente mi chiama Capitan Spazzatura, ma non mi dà fastidio perché so quello che faccio. Conosco la plastica e conosco il legno. So qual è la percentuale che resta a galla nel legno e quella della plastica. E so che la mia barca è perfetta. La Century non affonderà mai”.

3. The United States Bureau of Transportation Statistics reports that in 2008, 55 percent of freight coming into the USA came by boat. Air cargo accounted for 20 percent, and about 25 percent came in overland. 3. Secondo l’Ufficio Statistiche sui Trasporti, negli USA il 55 per cento delle merci entrate nel 2008 sul territorio nazionale è arrivato via mare. Gli aerei cargo ne hanno trasportato il 20 per cento, mentre il restante 25 per cento ha viaggiato via terra.

4. In his book Sustainable Energy – Without the Hot Air, Professor David MacKay compares the energy demand of different vehicles in Japan to carry 100 passengers one kilometer. Cars came out worst, followed by fast ferries, which were almost 10 times as energy consuming as trains. 4. Nel suo libro Sustainable Energy – Without the Hot Air (energia sostenibile: senza aria calda), il prof. David MacKay presenta un’analisi comparativa sui consumi al chilometro per trasportare 100 passeggeri. Le automobili ottengono i peggiori risultati, seguite dai traghetti veloci, con un fabbisogno energetico 10 volte superiore a quello dei treni.

A fianco: Mansoor sulla sua Century, Lamu, Kenya. Opposite page: Mansoor on his boat Century, Lamu, Kenya.

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“I call her Century because tires and plastic live for a century in water” Mansoor, 31, Lamu, Kenya

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“La chiamo Century perché la plastica e i copertoni dentro l’acqua durano un secolo” Mansoor, 31 anni, Lamu, Kenya

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Plastic-bottle Boat – Kenya

Barca di bottiglie di plastica – Kenya

Plastic-bottle Boat – Kenya

Make your own bottle boat Come costruire la tua barca di bottiglie Hull A. Make a frame for your boat’s hull with driftwood and nails. B. Collect Styrofoam washed up on the beach. That’s a start, but you’ll need to buy more. Go to fishmongers and ask for the Styrofoam they use to keep sharks in the freezer. This is the cheapest, at 50 Ksh (US$0.60) a block, because the shark oil makes it smell so bad. C. Nail the Styrofoam onto both sides of the frame to create a solid shell. Every liter of Styrofoam below the waterline can carry almost one kilogram in the boat. D. Line the bottom of the boat with closed plastic bottles. These bottles can carry slightly more than the Styrofoam, but only if they have no holes. Check. Fill gaps between bottles with Styrofoam to create an even floor.

Barca di bottiglie di plastica – Kenya Cabin A. Hopefully, you’ll have started to make a name for yourself among other beach-goers. Let them know you’re looking for plastic because you’re going to need 700 bottles, and it will take forever for you to collect them on your own. B. Cut the necks off all the bottles to make hollow plastic tubes, closed at one end. Fit them into each other, creating 10 tubes about five-meters long. Build another 23 tubes about three-meters long. C. Make large circuits with the longer tubes, and put them one on top of the other on the back end of the boat. Thread string vertically through each layer and attach the whole thing to the hull so it doesn’t blow away. D. Put the shorter tubes side by side to create a square. This is your roof. Weave them together with string, tie the sides to your boat and support the center with a string attached to a driftwood frame. The end result should look like a tent, but a tent made of plastic bottles.

SCAFO A. Costruisci l’ossatura con chiodi e relitti portati dal mare. B. Raccogli in spiaggia il polistirolo. Non ti basterà, dovrai comprarne altro. Vai dal pescivendolo e chiedi quello usato per conservare gli squali nella cella frigorifera. È il più economico: costa solo 50 KSh (US$0,60) al pezzo, perché è impregnato di grasso di squalo e puzza da morire. C. Inchioda il polistirolo sui due lati per creare un guscio ben resistente. Per ogni litro di polistirolo sotto la linea di galleggiamento, avrai una capacità di carico di 1 kg a bordo. D. Rivesti il fondo della barca con le bottiglie di plastica chiuse che hanno una capacità di carico lievemente superiore al polistirolo, ma soltanto se non sono bucate. Controllale bene. Per uniformare la superficie, riempi gli spazi fra le bottiglie con il polistirolo.

CABINA A. Fortunatamente, hai cominciato a farti conoscere in spiaggia. Spargi la voce in giro che stai cercando plastica, perché avrai bisogno di ben 700 bottiglie e, se le dovessi raccogliere da solo, ti ci vorrebbe un’eternità. B. Taglia il collo alle bottiglie per creare dei tubi di plastica cavi chiusi a un’estremità. Incastrali uno dentro l’altro costruendo 10 tubi di circa cinque metri. Fabbrica altri 23 tubi lunghi tre metri. C. Con i tubi più lunghi crea dei grandi circuiti e sistemali uno sopra l’altro a poppa. Intreccia lo spago in verticale fra i vari strati di plastica e lega il tutto allo scafo per evitare che si perdano per strada. D. Sistema i tubi più corti fianco a fianco creando un quadrato. Questo sarà il tetto. Intrecciali insieme con lo spago, lega le estremità alla barca e sostieni la parte centrale fissandola con la corda su un telaio costruito con i legni trovati in spiaggia. Il risultato finale dovrebbe somigliare a una tenda fatta di bottiglie di plastica.

Plastic bottles Bottiglie di plastica

Bicycle tires Copertoni di bici

Nails Chiodi

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Jerricans Taniche

Keel A. Look for empty plastic jerricans, either washed up on the beach or behind local stores. B. Cut along the edges of the jerricans and lay them out flat. C. Find something to use as a big needle to stitch the containers together with string. Then nail this base to the underside of the boat.

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CHIGLIA A. Rimedia delle taniche di plastica vuote in spiaggia o fuori dai negozi. B. Taglia le taniche lungo i bordi e stendile in terra per appiattirle. C. Trova qualcosa da usare come un grande ago per cucire insieme le lastre di plastica con una corda. Inchioda questa base sulla fiancata inferiore della barca.

Skin A. You are going to need 400 used bicycle tires and you’ll need to buy them from a nearby village. The going rate around Lamu is 20 Ksh to 30 Ksh (US$0.25) for each used tire. Buy some paint while you’re there, too. B. Cut the tires so that you can lay them flat in long strips. C. Nail them to the outside of the hull, completely covering the Styrofoam. D. Boil up some tar. If you can’t find any tar nearby, you’ll need to find some pine trees and a small oven. Burning the pine without oxygen will provide a steady stream of tar. Collect it and reheat back on the beach. E. Thoroughly tar the outside of the boat, plugging any larger gaps with discarded slippers, pieces of beach towel or any similarly coarse cloth you can find. Then paint.

RIVESTIMENTO A. Hai bisogno di 400 copertoni di bici usati. Dovrai comprarli in un villaggio dei dintorni. Il prezzo corrente a Lamu è di 20-30 KSh (US$0,25) l’uno. Già che ci sei, compra anche un po’ di vernice. B. Taglia i copertoni e stendili a strisce in lunghezza. C. Inchiodali sulla parte esterna dello scafo ricoprendo completamente il polistirolo. D. Fai bollire il catrame. Se non trovi il catrame dalle tue parti, potrai sempre ripiegare su qualche albero di pino e un forno di piccole dimensioni. Bruciando il pino in assenza di ossigeno, otterrai una bella colata di bitume. Raccoglilo e riscaldalo di nuovo quando arrivi in spiaggia. E. Distribuisci uniformemente il catrame sull’esterno, riempiendo i buchi con vecchie ciabattine, brandelli di teli da spiaggia o qualunque altro tipo di stoffa trovi in giro. Poi, dipingi il tutto.

Paint Vernice

Now that your boat is complete, it’s time to think about how to make it move. Mansoor uses a pole or paddles, so make your own using light driftwood and nails.

Ora che la tua barca è finita, è il momento di pensare a come farla navigare. Mansoor usa le pagaie. Fabbricane un paio con i chiodi e i legni portati dal mare.

Styrofoam Polistirolo

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Solar-powered Car – China

Auto a energia solare – Cina

How to move at the speed of light Come filare alla velocità della luce

Over the past decade, the number of vehicles in China has doubled every three years – from 5 million in 2000 to over 80 million in 2011. If this continues, China will have an extra 400 million cars by 2020. That’s four cars to every 10 people – the current level of Western Europe. These extra cars will need fuel, but the rate at which new oil fields are being discovered has been insufficient to meet demand since 1980. Preparing for an energy crisis, China is now the world’s largest producer of solar panels. But it was in 2003, looking up at Guangzhou’s solar-powered streetlights and down at the cars on the road, that inventor Chen Shengui decided to solve the transport problem himself.

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Il parco automobilistico è raddoppiato ogni tre anni in Cina nell’ ultimo decennio: dai cinque milioni di autoveicoli del 2000 agli oltre 80 del 2011. Di questo passo, entro il 2020 circoleranno altri 400 milioni di macchine nel paese, quattro ogni 10 abitanti: gli attuali livelli dell’Europa occidentale. Il fabbisogno di carburante aumenterà in modo esponenziale, ma è dal 1980 che la scoperta di nuovi giacimenti petroliferi è inferiore alla domanda. In vista di una futura crisi energetica, la Cina è oggi il principale produttore di pannelli solari. Già nel 2003 l’inventore Chen Shengui, guardando i lampioni fotovoltaici e le auto per strada, decise di trovare la sua personalissima soluzione al problema dei trasporti.

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Solar-powered Car – China

1. Chen Shengui’s solar car falls foul of two articles in the 2003 People’s Republic of China Road Traffic Safety Law. Article 16 prohibits groups or individuals from assembling motor vehicles without authorization, while Article 8 declares that only motor vehicles registered with the state traffic control department can be driven on roads. 1. L’auto solare di Chen Shengui viola ben due articoli della legge del 2003 sulla sicurezza stradale nella Repubblica Popolare Cinese. L'articolo 16 proibisce a gruppi o individui di assemblare veicoli a motore senza autorizzazione; mentre l'articolo 8 prevede che soltanto i veicoli a motore registrati presso l’Ufficio statale di motorizzazione e controllo del traffico possano circolare sulle strade.

2. Solar power uses photovoltaic cells to convert the sun’s energy into direct current. These cells are only about 30 percent efficient, which may be why the solarpowered car industry hasn’t taken off. “To power a car entirely with solar is a pretty far-reaching goal,” says Tony Markel at the US National Renewable Energy Lab. 2. L’energia solare usa cellule fotovoltaiche per trasformare l'energia del sole in corrente diretta. Le cellule hanno un'efficienza energetica di appena il 30 per cento, il che spiega come mai il business delle auto solari non sia mai decollato. “Alimentare una macchina interamente a energia solare è un obiettivo molto ambizioso” spiega Tony Markel del Laboratorio nazionale sulle Energie rinnovabili, negli USA.

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“If streetlights can be powered by the sun, so can cars” Chen Shengui, 54, Jiangjiang, China

“Se i lampioni funzionano con l’energia solare, possono farlo anche le macchine” Chen Shengui, 54 anni, Jiangjiang, Cina

“In the very beginning, I took my watch apart and put it back together. Then I did the same to the family clock. Disassemble, reassemble, over and over again. My parents were peasant farmers and I knew I needed skills to break away. At 27, I began paying a master in the village to teach me about radios. Eight to 10 o’clock every night. I would go no matter how cold it was. “When I was little we only had a singlewheeled handcart. Now at least half the families in our village own a car. Soon, every household in China will have one. Transportation already consumes a great deal of our resources, but I saw the solar-powered streetlights in Guangzhou and they inspired me. If streetlights can be powered by the sun, so can cars. “My neighbors all laughed. They didn’t believe I could do it. I spent two or three years preparing before I even began work, but building still took 13 months. There were over 10,000 parts. I failed all the time, but I have something like a supernatural ability: I can solve problems in my dreams. “I first drove my solar car in March 2008, and people gathered together to see, blocking the street. I drove past a two-kilometer queue of drivers at a gas station. They stopped me and said, ‘Please put your car on the market soon; we can’t afford the oil.’ “I have to tell the truth. My car is illegal. According to regulations 1, I’m not even allowed to make cars. And if I drive my car and hit someone, I cannot provide a license. Now, the government is proud of what I’ve achieved, though I never received a penny in subsidy. I put almost all my money into the car. But in the future, I believe my country will support me. I’m sure of it. “This car is the first of its kind. It’s a witness to history. Solar cars are a revolution 2 comparable with the steam engine or computers. Some people love gambling, some play cards. I don’t. This is what I like. Building my own car is meaningful. Every time I solved a problem, I improved myself.”

Auto a energia solare – Cina

“Cominciai smontando l’orologio da polso e rimontandolo come prima. Poi, feci altrettanto con l’orologio a muro di casa. Smontare e rimontare, su e giù, avanti e indietro. Vengo da una famiglia di contadini e sapevo che per farcela, nella vita, dovevo impratichirmi in qualcosa. All’età di 27 anni decisi di pagare un insegnante del villaggio per imparare tutto sulle radio. E ogni sera, dalle 8 alle 10, non mancavo mai una lezione, anche se faceva freddissimo. “Quando ero piccolo avevamo solo una carriola. Adesso, per lo meno, la metà delle famiglie del villaggio ha una macchina. Presto in Cina si sarà un’automobile per ogni casa. I trasporti consumano già gran parte delle nostre risorse. Mi è venuta l’ispirazione a Guangzhou, vedendo i lampioni a energia solare. Se i lampioni funzionano con l’energia del sole, possono farlo anche le macchine. “I vicini mi ridevano in faccia. Secondo loro era impossibile. Prima di poter cominciare a lavorare mi ci sono voluti due o tre anni di preparazione. Ma per costruire il tutto ho impiegato 13 mesi. Ci sono voluti più di 10.000 pezzi. E, ogni volta, era un buco nell’acqua. Per fortuna possiedo una sorta di dote sovrannaturale: risolvo i problemi dormendo. “Quando guidai per la prima volta la mia auto a energia solare, nel marzo del 2008, c’era una tale folla da bloccare la strada. Mi lasciai alle spalle una fila di due km a un distributore di benzina. La gente mi fermava dicendomi ‘Ti prego, lancia presto quest’auto sul mercato, il petrolio costa troppo. “Ma devo confessare una cosa: la mia auto è fuorilegge. Secondo la normativa 1 vigente, non avrei neanche il diritto di costruire una macchina. Se metto sotto qualcuno al volante, non ho neanche la patente e, anche se il governo è fiero del mio operato, non ho ricevuto nessun finanziamento pubblico. Spendo tutti i miei soldi per la macchina. Sono convinto che il mio paese mi sosterrà in futuro, ne sono certo. “Questa macchina è un prototipo e farà la storia. Le auto solari sono una vera e propria rivoluzione 2 , paragonabili ai motori a vapore o al computer. C’è chi ama il gioco d’azzardo o giocare a carte. Io no. Questo è quello che mi piace. Costruire la mia macchina è come una missione. Ogni volta che risolvo un problema, è un progresso personale”.

A fianco: sul cruscotto della macchina di Chen, gli indicatori segnano il consumo di elettricità, la carica residua e la ricarica con luce solare. Opposite page: on the dashboard of Chen’s car, gauges inform him of power consumption, remaining charge and solar-energy capture.

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All-purpose Tricycle – India

How to give 15 friends a lift Come caricare 15 amici

Treruote multiuso – India

Across the developed world, arguments rage about how to make car travel more energy efficient. But one fact has by far the biggest impact: on journeys in the 1 US  and Europe, on average, most automobiles have fewer than two occupants. Almost everybody in the West, almost all of the time, uses only the front two seats of their car. The Indian state of Gujarat has the same population as Italy. But where Italians have one car to every two people, Gujaratis share one between 80. Every day, there are enough empty seats in cars on Italy’s roads to carry the entire population of Gujarat twice over. In Gujarat, however, a one-seat motorbike can be made to move as many people as a minibus, once it’s been turned into a chakda.

In tutto il mondo industrializzato, si fa un gran parlare di come ottimizzare la resa energetica delle automobili. Ma c'è un aspetto che ha un impatto di gran lunga 1 maggiore: nei viaggi in macchina, negli USA  e in Europa, la maggior parte delle auto trasporta in media meno di due passeggeri. In occidente, quasi tutti usano solo i due sedili anteriori delle loro macchine. Lo stato indiano del Gujarat ha la stessa popolazione dell'Italia. Ma là dove gli italiani possiedono una macchina ogni due persone, la proporzione è di uno a 80 per i gujarati. Ogni giorno, sulle strade italiane, ci sono abbastanza posti vuoti sulle macchine per trasportare il doppio dell'intera popolazione del Gujarat. In India, però, un motorino monoposto può trasportare lo stesso numero di passeggeri di un minibus: basta trasformarlo in un chakda.

1. There are seven cars for every 10 people in the USA. In 2006, according to the US Department of Energy, the average occupancy of US cars was 1.57, meaning that in terms of energy use per passenger, it was more fuel efficient to fly than it was to drive in the USA. 1. Negli USA ci sono sette auto ogni 10 abitanti. Nel 2006, secondo il ministero dell’Energia, il tasso di occupazione medio è stato di 1,57 persone a macchina. Tradotto in consumi pro capite, significa che in termini di efficienza energetica era più conveniente volare che viaggiare in auto.

Build your own chakda Costruisci il tuo chakda

Chakdas in Gondal, near Rajkot, Gujarat, India. Chakda a Gondal, nei dintorni di Rajkot, Gujarat, India.

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C

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The first thing you need to create a Gujarati chakda is an old Royal Enfield Bullet. This popular motorbike has been on Indian roads since 1949, so there should be plenty of scrapped ones around. You only need the gears, so don’t worry if the engine’s broken; you’re better off using a Greaves Cotton 7.5HP water pump anyway. With a water pump as an engine, a liter of diesel will last over 35 kilometers.

You’re going to need help cutting the Bullet in half, so you could follow the example of the New Shreeji company in Gondal, near Rajkot: organize your siblings, and work as a family production line. The intuitive understanding between the four Shreeji brothers helps them build one chakda every two days.

Scrap merchants can help you get wheels and steel for the chakda’s cart section, but perhaps it’s worth splashing out on specialist parts, available at local workshops. No one is sure who invented chakdas in the late 1960s, but since then a whole industry has grown around them. Just make sure the cart is strong: people expect chakdas to last over 15 years, carrying up to one ton every day.

With transport in Gujarat chaotic, and people relying on cheap, private chakdas rather than governmentfunded transport, yours could make you 500-800Rs (US$11-18) a day. But with a dozen workshops near Rajkot, each building 10-12 chakdas a month, you’re going to have to make sure that yours really stands out from the crowd. It’s time to get painting.

La prima cosa che ti serve per costruire un chakda gujarati è un vecchio Royal Enfield Bullet. Questo moto, molto diffusa in India, sta sulle strade dal 1949, quindi dovresti trovare un mucchio di rottami in giro. Avrai bisogno solo delle marce, perciò non preoccuparti se il motore è rotto; e comunque ti conviene utilizzare una pompa per l’acqua Greaves Cotton 7.5HP al posto del motore. Con una pompa, un litro di diesel fa più di 35 km.

Avrai bisogno di aiuto per tagliare a metà il Bullet. Segui l’esempio della New Shreeji di Gondal, un’azienda vicino a Rajkot: metti in riga i tuoi fratelli e organizza una linea di produzione familiare. Capendosi al volo, i quattro fratelli Shreeji riescono a costruire un chakda ogni due giorni.

I ferrivecchi potranno aiutarti a rimediare le ruote e l’acciaio per il carro posteriore, ma sarebbe meglio non badare a spese per i pezzi più delicati, in vendita nell'officina di quartiere. Non si sa bene chi sia stato, alla fine degli anni 60, a inventare i chakda, certo è che da allora si è sviluppata una vera e propria industria attorno a questi mezzi. Mi raccomando, verifica che il carro posteriore sia robusto: l'aspettativa di vita per un chadka è di 15 anni, e deve trasportare fino a una tonnellata al giorno.

Con il caos dei trasporti, nel Gujarat, e calcolando che la gente fa più affidamento sugli economici chakda che sui mezzi pubblici, potrai guadagnare 500-800Rs (US$11-18) al giorno. Ma, con una dozzina di officine presenti sul territorio di Rajkot, che costruiscono ognuna 10-12 chakda al mese, dovrai cercare di uscire dal mucchio. È il momento di darsi alla pittura.

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Brand your chakda Trova un marchio

Paint a logo for your chakda workshop that will help it stand out. The symbol above is for Bansidhar, one of 12 rival workshops around Gondal.

Dipingi un logo per la tua officina di chakda, ti aiuterà a uscire dal coro. Questo è il marchio di Bansidhar, una delle 12 officine concorrenti di Gondal.

Praise Lord Krishna Prega il dio Krishna

Show your faith. Most chakda drivers are from the Ahir, Bharwad and Rabari shepherd communities, and worship Krishna’s incarnation as a child shepherd (above).

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Fai sfoggio della tua fede. Molti conducenti di chakda vengono dalle comunità di allevatori di Ahir, Bharwad e Rabari, e venerano l'immagine di Krishna incarnato in un pastorello (sopra).

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Ward off evil Scongiura il male

Paint eyes onto your chakda’s headlamps to ward off evil. You can’t get insurance for a chakda, so this is the next best thing.

Dipingi un bel paio di occhi sul fanale anteriore per scongiurare il male. Non essendoci assicurazioni per i chadka, questa resta l'alternativa migliore.

Honor your kids Onora i tuoi figli

If you don’t have your own children to celebrate, paint a picture of someone else’s. The portrait above is of Sejal, Ramesh’s niece; her veil is a mark of respect to her elders.

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Se non hai figli da celebrare, dipingi il ritratto di qualcun altro. Questa è Sejal, la nipote di Ramesh; il velo è un segno di rispetto per gli anziani.

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Sanjay Manibhai Urmania, 36, a chakda builder, estimates that there must be 125,000 chakdas in the area around Gondal, Gujarat. In the absence of reliable public buses or freight, chakdas dominate the transport infrastructure of the Gujarati countryside. They are used for almost everything, from carrying goods to market, to providing fuel supplies, to the local school run.

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Secondo Sanjay Manibhai Urmania, 36 anni, costruttore di chadka, circolano oltre 125.000 chakda nei dintorni di Gondal, nel Gujarat. In mancanza di una rete affidabile di mezzi pubblici per passeggeri e merci, i chakda sono la spina dorsale del sistema dei trasporti nelle campagne del Gujarat. Molto versatili, sono usati per trasportare merci al mercato, consegnare il carburante o portare i bambini a scuola.

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Pedal-powered Submarine – Russia

Submarines were a mainstay of the Soviet nuclear arsenal during the Cold War 1. Their ability to lurk near the US coastline gave them an important psychological role in the 40-year standoff. As tensions mounted in the early 1980s and the idea of Mutually Assured Destruction (MAD) seemed more real than ever, Mikhail Puchkov launched his own crazy project 2: he would build a secret, pedal-powered submarine 800 kilometers from the sea. I sottomarini erano il fiore all’occhiello dell’arsenale nucleare sovietico durante la guerra fredda 1. In grado di appostarsi in prossimità delle coste statunitensi, svolsero un importante ruolo psicologico nella stasi internazionale durata 40 anni. Con l’escalation dei primi anni 80, il principio della Mutually Assured Destruction (MAD o distruzione reciproca garantita) sembrava più che mai un’opzione concreta. Fu allora che Mikhail Puchkov si lanciò nella sua folle impresa 2: costruire in segreto un sottomarino a pedali a 800 km dal mare.

In 1980, the election of an aggressive US president heightened Soviet fears of the thousands of nuclear warheads aimed at their country. But in Ryazan, Russia, oblivious to the risk of imminent annihilation, Mikhail Puchkov, 20, was suddenly inspired. “I hid in my parents’ attic and started to plan. I don’t know why I wanted to build a submarine. I had never seen the sea, except in films.” The Soviet Union, of course, had its own nuclear deterrent, including over 5,000 warheads carried on 300 submarines. Weapons that could be anywhere, at any time. Perhaps, up in his attic, Puchkov was building an unconscious tribute to the subs that kept him safe. “I spent half a year drawing. My friends were meeting girls and going to parties; I stayed home, sketching portholes. How can I explain why? It was a man thing.” The years drifted by. The leader of the USSR, Brezhnev died. Andropov succeeded him, died, and was succeeded by Chernenko, who died as well. Puchkov hardly noticed; he was obsessed. “I couldn’t tell anyone what I was doing. I knew the KGB would arrest me for it. My project would be seen as suspicious. I had to hide my raw materials in the garden shed.” Puchkov found a job as a fireman, working one day on, three days off, to spend more time with the boat.

A fianco: Mikhail Puchkov a bordo del suo sottomarino, San Pietroburgo, Russia. Opposite page: Mikhail Puchkov in his submarine, St. Petersburg, Russia.

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Sottomarino a pedali – Russia

How to hide a submarine in your attic Come nascondere un sottomarino in soffitta

Nel 1980 l’elezione di un presidente oltranzista, negli USA, intensificò le paure sovietiche per le migliaia di testate nucleari puntate sull’URSS. Ma a Ryazan, in Russia, incurante dell’imminente rischio di distruzione totale, il ventenne Mikhail Puchkov ebbe un’ispirazione. “Barricato nella soffitta dei miei, cominciai a progettare. Non so perché decisi di costruire un sottomarino. Non avevo mai visto il mare, tranne al cinema”. L’Unione Sovietica, ovviamente, disponeva del suo deterrente nucleare: oltre 5.000 testate trasportate a bordo dei suoi 300 sottomarini. Le armi potevano essere ovunque, in qualunque momento. Forse, inconsciamente, Puchkov, nella sua soffitta, stava solo rendendo omaggio ai sottomarini che garantivano la sua incolumità. “Rimasi a disegnare per sei mesi di fila. I miei amici uscivano con le ragazze e andavano alle feste; io me ne stavo a casa a fare schizzi di oblò. Come spiegare il perché? Era una cosa da uomini”. Scorreva il tempo, anno dopo anno. Morì il presidente sovietico Brežnev, cui fece seguito Andropov che, poi, morì lasciando il posto a Černenko, che morì a sua volta. Puchkov quasi non se ne rese conto. Aveva un’unica ossessione. “Non potevo parlare con nessuno di quello che stavo facendo. Sapevo che, altrimenti, il KGB mi avrebbe arrestato; il mio progetto avrebbe destato sospetti. Dovevo nascondere il materiale nella rimessa in giardino”. Puchkov trovò lavoro come vigile del fuoco: lavorava un giorno su quattro per dedicare più tempo al suo sommergibile. “Presi due mesi di ferie per saldare perfettamente lo scafo. Ma una volta montato, mi fu impossibile

1. In 1989, the US and Soviet navies were carrying 15,000-16,000 nuclear warheads between them, according to William Arkin and Joshua Handler in an article for the Bulletin of the Atomic Scientists. They estimate that at least 50 lost nuclear warheads remain on the ocean floor, along with 11 nuclear reactors from submarines and ships. 1. Circolavano in totale 15-16.000 testate nucleari a bordo delle navi statunitensi e sovietiche nel 1989, secondo William Arkin e Joshua Handler in un articolo del Bulletin of the Atomic Scientists. Si calcola che sui fondali dell’oceano giacciano 50 testate e 11 reattori nucleari di sottomarini e navi militari.

2. If you are a selftaught inventor in Russia, people probably call you a kulibin after the famous Ivan Kulibin, who lived from 1735-1818. A prolific designer of weird and wonderful machines, Kulibin’s designs included ships, pianos, a pedal-operated pushcart and a pair of mechanical legs. 2. Se sei un inventore autodidatta, in Russia, probabilmente ti appiopperanno il nomignolo di kulibin, in onore del famoso Ivan Kulibin, vissuto dal 1735 al 1818. Progettista prolifico di macchine bizzarre e portentose, fra i suoi disegni troviamo navi, pianoforti, un carretto a pedali e un paio di gambe meccaniche.

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Pedal-powered Submarine – Russia

3. In 1994, Puchkov went to sea in his submarine for the first time. His destination was the island of Kronshtadt, a secure military base in the Gulf of Finland, 15km from St. Petersburg. Puchkov pedaled there undetected, rested for a few hours underwater and then pedaled back. The whole voyage took 18 hours. Since then, Puchkov has installed two engines (an electric one for diving; a petrol one for cruising) allowing him to reach a speed of four knots, travel 160km a day and submerge to a depth of 9m. 3. Nel 1994 Puchkov salpò, per la prima volta, a bordo del suo sottomarino diretto all’isola di Kronshtadt, una base militare protetta nel Golfo di Finlandia, a 15 km da San Pietroburgo. Puchkov pedalò fin lì senza farsi individuare, riposò per un paio d’ore sott’acqua e tornò indietro. L’intero viaggio durò 18 ore. Da allora Puchkov ha installato due motori (uno elettrico per l’immersione e uno a petrolio per avanzare) che gli consentono di raggiungere una velocità di quattro nodi, viaggiare 160 km in un giorno e immergersi a una profondità di 9 m.

“I don’t know why I wanted to build a submarine. I had never seen the sea, except in films” Mikhail Puchkov, 50, St. Petersburg, Russia

“Non so perché decisi di costruire un sottomarino. Non avevo mai visto il mare, tranne al cinema” Mikhail Puchkov, 50 anni, San Pietroburgo, Russia

“I took a two-month holiday to glue together the plastic hull. But once it was assembled it became impossible to hide. I had to tell my family what I’d been doing.” His parents were baffled. The Puchkovs lived over 800 kilometers from the sea. Then, in 1985, it was time for the first test run. “I did it by night on the river Oka. The sub sank to the bottom and the rudder came off. My father said I was wasting my life.” Another three years passed. Outside Puchkov’s attic, Gorbachev’s reforms were changing the world. The USSR produced its 1,000th submarine. Soon, Puchkov was ready to test the 1,001st. “I hid the sub in a box and drove to Leningrad. It worked! By day, I hid it underwater. When darkness fell, I climbed in and pedaled, with only my air-pipe above the surface. Then one night, the sub stopped in the middle of the Neva river. I was caught, floating in a wire net.” Puchkov was found by local fishermen, who called the KGB. But the feared Soviet secret police chose not to send him to prison. With perestroika in full swing, they admired his creativity and sent him to study at the Leningrad Shipbuilding Institute. He still lives in the port city today, working on his submarine and taking voyages out to sea 3.

Sottomarino a pedali – Russia

continuare a nasconderlo. Dovetti raccontare tutto ai miei”. I genitori rimasero sconcertati: i Puchkov vivevano a più di 800 km dal mare. Poi, nel 1985, cominciarono i primi collaudi. “Li facevo di notte, nel fiume Oka. Il sottomarino colò a picco e si staccò il timone. Mio padre diceva che stavo sprecando la mia vita”. Passarono altri tre anni. Fuori dalla soffitta di Puchkov, le riforme di Gorbaciov stavano cambiando il mondo. L’Unione Sovietica aveva varato il suo millesimo sottomarino. Il 1.001° era ormai pronto per il battesimo del mare. “Lo nascosi in uno scatolone e guidai fino a Leningrado. Eureka! Di giorno lo nascondevo sott’acqua e, all’imbrunire, mi calavo dentro e cominciavo a pedalare, lasciando affiorare in superficie soltanto il condotto dell’aria. Poi, una notte, si bloccò nel bel mezzo della Neva. Ero rimasto impigliato in una rete metallica”. Puchkov fu ritrovato dai pescatori che allertarono il KGB. Ma la temutissima polizia segreta sovietica non lo sbatté in galera. Anzi, in pieno clima di perestroika, ammirarono la sua creatività e lo mandarono a studiare all’Istituto di Ingegneria Navale di Leningrado. Vive ancora nella città portuale, dove continua a lavorare al suo sottomarino facendo regolari uscite in mare 3.

This is a copy of one of Mikhail Puchkov’s original drawings for his pedalpowered submarine. After a particularly long voyage in 1994, Puchkov installed a petrol engine for surface cruising.

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Questa è la copia di uno dei disegni originali di Mikhail Puchkov. Nel 1994, dopo un viaggio particolarme lungo, Puchkov ha installato un motore a benzina per navigare in superficie.

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Homemade Tractors – Poland

1. According to Łukasz Skąpski, the Polish artist who took these photographs, in Communist times a farmer in the Polish highlands had to pay a government clerk a 60,000-zloty (US$22,140) bribe to be allocated a tractor. 1. Secondo Łukasz Skąpski, l’artista polacco che ha fatto queste foto, durante il comunismo un contadino degli altipiani, in Polonia, doveva sborsare una mazzetta di 60.000 zloty (US$22.140) a un funzionario pubblico per farsi assegnare un trattore.

Trattori fatti in casa – Polonia

How to build a tractor from the grassroots Come costruire un trattore terra-terra

2. Eight to 9 million vehicles in Europe and 14 million cars in the United States are scrapped every year, earning them the official designation “ELV” or End of Life Vehicle. 2. Ogni anno vengono rottamati fra gli 8 e i 9 milioni di veicoli in Europa e 14 milioni di auto negli USA, guadagnandosi la designazione burocratica di “veicolo fuori uso” (ELV – End of Life Vehicle).

3. None of these tractors have brakes. Going downhill, the farmers reduce speed by changing to low gears. According to Łukasz Skąpski, “These tractors are for driving, not braking.” 3. Nessuno di questi trattori ha i freni. In discesa gli agricoltori rallentano scalando le marce. Come dice Łukasz Skąpski “Questi trattori sono fatti per avanzare, non per frenare”.

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From 1946 until 1989, farming in the People’s Republic of Poland was strictly controlled by the Communist government, and mass-produced agricultural machines were allotted to farms depending on their productivity levels. For poor farmers 1 in the highlands of Poland, the huge machines permitted by the State were simply too large to operate on the local steep and narrow tracks. In a practical, yet defiant act, they began building homemade, custom tractors in the early 1960s, a practice that continues today. Dal 1946 al 1989 l'agricoltura nella Repubblica Popolare di Polonia era sotto stretto controllo del governo comunista e le macchine agricole di produzione industriale erano assegnate alle fattorie in base ai livelli di produttività. Per i poveri contadini 1 degli altipiani polacchi, questi imponenti macchinari autorizzati dallo Stato erano semplicemente troppo grandi per circolare lungo i ripidi e angusti sentieri della regione. Per praticità, nonostante i divieti, negli anni 60 cominciarono a costruire trattori artigianali su misura, una tradizione che continua ancora oggi.

E

Homemade Tractors – Poland

Find one of these first Prima trova uno di questi Ursus tractor

After its early days producing military vehicles, the Ursus Factory began manufacturing tractors after the Second World War. They were the first massproduced agricultural vehicles to be “made in Poland.” Unfortunately for Polish pride, the Ursus’ design is actually based on that of the Zetor, a Czechoslovakian tractor built on the Soviet principle that different models and types of machines should have standardized, identical and interchangeable parts.

Dopo aver esordito con gli automezzi militari, alla fine della II guerra mondiale la fabbrica Ursus ha iniziato a produrre trattori. Erano i primi veicoli agricoli di produzione industriale “made in Poland”. Peccato per l'orgoglio nazionale, ma il design ricalca quello dello Zetor, trattore cecoslovacco costruito in base al principio sovietico di fabbricare diversi tipi e modelli di macchinari con parti intercambiabili, identiche e standardizzate.

PZInz Model 713

Developed by the Polish vehicle manufacturer Państwowe Zakłady Inżynieryjne, (PZInz), the 713 was one of the first trucks in Poland to have a cab that allowed the driver and the copilot to speak with each other. In the 713, the occupants are seated above the engine, not behind it, as was the case in the previous 703 model, in which the noise of the engine was deafening.

Progettato dal costruttore polacco Państwowe Zakłady Inżynieryjne, (PZInz), il 713 fu uno dei primi camion in Polonia ad avere una cabina che consentiva al conducente e al copilota di parlarsi l’un l’altro. Sul 713 gli occupanti sono seduti sopra il motore e non dietro, come avveniva con il precedente modello, il 703, che faceva un rumore assordante.

FSC Żuk

587,000 Żuks (or “beetles”) were made and some (or their remains) can still be found in the streets and junkyards of Poland 2. Long-used by the Polish post office and the nation’s farmers, this metal brick with wheels has independent front-wheel suspension and a heavyweight chassis – ideal as the base of any homemade tractor.

Dei 587.000 Żuks (o “scarafaggi”) prodotti in Polonia, alcuni (o i loro resti) sono ancora rintracciabili per le strade o nelle discariche del paese 2. In uso per lungo tempo negli uffici postali e in agricoltura, questa scatola di metallo a quattro ruote ha sospensioni anteriori indipendenti e un telaio particolarmente robusto: ideale come base per qualunque trattore fai-da-te.

Go shopping in the junkyard Poi rifornisciti alla discarica Find one of the vehicles above and strip it. Remove everything but the chassis. Try to find the center of mass, but avoid tipping the chassis over. Call your neighbors. You’ll need their help to build the main frame of the chassis.

D

A. AXLES − Go to the junkyard and remove the axles from a truck. − Modify them so they are 110 centimeters wide. The deep tracks through the Polish highlands were worn down by generations of horse carriages with 110-centimeter axles. Any wider, and the tractor won’t fit.

B

A C

Trattori fatti in casa – Polonia

B. ENGINE − Visit Andrychów, a small town in southern Poland, and go to the Andoria factory for one of its famously powerful engines. − Make sure you get a diesel engine: during the Bolesław Bierut dictatorship (1947-1952), the government rationed gasoline, prompting farmers to convert their tractors to diesel, partly out of practicality, partly as a protest. − Fix the motor in the center of mass, and connect it to both axles to get four-wheel drive.

C. TIRES − Salvage 40cm tires from an old mowing machine. Drive into Podhale, the town where these improvised tractors originated, as though you own the place. Podhale farmers are well known for their ability to overcome any obstacle, making them icons in Poland. D. GEARBOX − Remove both gearboxes from an old lorry. − Each gearbox has four gears, so linked in series, you have 16 speeds. The first four, it’s said, will give you the relative power and speed of a dung beetle. The second four are for cruising. The third set, the “flirty gallop,” will let the engine loose. The last four will give you the pace of a wild horse 3. E. SEAT − Pull a pair of comfortable-looking seats from an old car, so you can ride alongside your wife/husband. − If you want room for other family members, build a wooden box, fix it to the back, and tell them to squeeze in.

Rimedia uno di questi veicoli e smontalo pezzo per pezzo. Smembralo tutto, tranne il telaio. Cerca il baricentro, ma evitando di far rovesciare lo châssis. Chiama i vicini, avrai bisogno di aiuto per costruire la struttura portante.

A. ASSALI − Vai alla discarica e stacca gli assali di un camion. − Modificali su una larghezza di 110 cm. I sentieri negli altipliani Polacchi sono stati scavati, per generazioni, dalle ruote dei carri a cavallo, che avevano un un assale di 110 cm. Se sono più larghi, il trattore non c'entra. B. MOTORE  − Visita Andrychów, ridente cittadina del sud della Polonia, e vai allo stabilimento Andoria per rimediare uno dei loro famosi e potenti motori. − Controlla che sia un motore diesel: durante la dittatura di Bolesław Bierut (1947-1952), il governo razionò la benzina, obbligando i contadini a trasformare i trattori a diesel, un po' per comodità, un po' per protesta. − Fissa il motore al baricentro e collegalo a entrambi gli assali per avere la trazione integrale.

C. PNEUMATICI  − Recupera le gomme da 40 cm di una vecchia falciatrice. Parti alla volta di Podhale, la città in cui nacquero i primi trattori improvvisati, e fai come a casa tua. Gli agricoltori di Podhale, famosi per superare ogni ostacolo, sono una figura emblematica in Polonia. D. SCATOLA DEL CAMBIO − Estrai le due scatole del cambio da un vecchio autocarro. − Ogni scatola ha quattro ingranaggi, collegandoli in serie si hanno 16 marce. Con le prime quattro, avrai la velocità e la potenza di uno scarabeo stercorario. Con le seconde quattro andrai a passo di crociera. Con la terza serie, avrai un "galoppio scoppiettante" che farà rombare il motore. Le ultime quattro ti daranno l'andatura di un cavallo selvaggio 3. E. SEDILE  − Stacca un paio di comodi sedili da una vecchia auto, per guidare con moglie o marito al tuo fianco. − Per fare spazio al resto della famiglia, costruisci una scatola di legno, montala sul retro, e dì loro di spingersi per fare spazio a tutti.

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Franciszek Folfas from Witów, Poland, on the tractor he built in 1980. Local folklore credits Andrzej “Hućba a” Pabin from Witów with building the first homemade tractor in 1960. He went on to build almost 100 before his death in 2008.

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Franciszek Folfas di Witów, in Polonia, sul trattore che ha costruito nel 1980. Il folclore locale attribuisce ad Andrzej “Hućba a” Pabin di Witów la paternità del primo trattore casereccio costruito nel 1960. Andrzej ne fabbricò quasi 100 prima di morire, nel 2008.

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The knowledge of how to build handmade tractors has been passed down the generations. Today, Polish highlanders have adjusted their machines to serve a variety of purposes, from dragging trees, to plowing for potatoes, to sawing wood on-site. L’arte di costruire trattori artigianali si trasmette di generazione in generazione. Oggi gli abitanti della regione hanno modificato questi veicoli per adibirli a una serie di funzioni diverse, come rimorchiare tronchi d’albero, arare i campi di patate o segare il legno.

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Bicycle Taxis – Kenya

China produces 58 percent of the world’s bicycles, and after cheap televisions and tools, bikes are one of the country’s biggest imports to Kenya. They end up on the busy streets of Nairobi, Mombasa, Kisumu and small towns such as Machakos, where some are then converted into bike-taxis: boda-bodas. “Boda-boda,” a contraction of “border-to-border,” is an expression coined in the 1990s by smugglers, who used their bikes to run goods and people across the border between Kenya and Uganda. La Cina produce il 58 per cento delle bici che circolano in tutto il mondo. Le due ruote – dopo i televisori e le apparecchiature a basso costo – sono la principale voce delle esportazioni cinesi in Kenya. Molte finiscono sulle strade trafficate di Nairobi, Mombasa e Kisumu, dove sono trasformate in bici-taxi, anche detti boda-boda . “Boda-boda” è la contrazione di “border-to-border” (da frontiera a frontiera), espressione coniata negli anni 90 dai contrabbandieri che usavano la bici per introdurre le merci di straforo al confine fra Kenya e Uganda.

6.00am: The day begins. Splash water on your face. Get ready for the chaos. Reach out for your most-treasured possession: your bike. Check the brakes and the air in the tires. So you’ve been hit four times; it’s no big deal 1. You’re one of the fastest boda-boda drivers in all of Machakos 2 . 6.25am: Fill the tank: have breakfast. Suggested menu: ugali, a stodgy ball of cornmeal, and a coffee. This will be your fuel until noon. 7.10am: Temperature, 24ºC. One foot on the floor, one on the pedal ready to hit the streets. On the corner a lady with a package is looking for transport. So go! Two honks will let her know you’re hers. First passenger: Basma, 58. In the morning traffic a matatu 3 can take half an hour to travel five kilometers, but your boda-boda can do the job in just eight to 10 minutes. It all depends on your legs, boy. 7.30am: Move your ass and start to sweat. Final destination: the marikiti market. Price for this two-kilometer ride: 30 bob (US$0.40). On a normal day you’ll travel about 35 kilometers. It’s like riding the Tour de France four times a year – with someone else sitting on your bike. A fianco: in alto, Benson Muni e il suo passeggero, Kamal, sul “Mutemba”. In basso, Cosma Mutuku con il suo passeggero, Road, sul “Home is the Best” (casa è meglio). Opposite page: top, Benson Muni and passenger, Kamal, on “Mutemba.” Bottom, Cosma Mutuku and passenger, Road, on “Home is the Best.”

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Bici-taxi – Kenya

How to survive the cycle of life Come sopravvivere al ciclo della vita

Ore 6.00: Comincia un nuovo giorno. Sciacquati il viso e preparati ad affrontare il caos. Raggiungi il più prezioso dei tuoi averi: la bici. Controlla i freni e le gomme. Ti hanno già urtato quattro volte. Poco male 1! Sei uno dei conducenti di boda-boda più veloci di tutta Machakos 2 . Ore 6.25: Fai il pieno con una bella colazione. Menù consigliato: ugali (una palla ipercalorica a base di farina di mais) e caffè. Avrai carburante fino a mezzogiorno. Ore 7.10: Il termometro segna 24ºC. Un piede in terra e uno sul pedale, sei pronto a mordere l’asfalto. C’è una signora con un pacco, all’angolo, in cerca di un taxi. Fiondati! Due strombazzate e le segnali che sei libero. La tua prima cliente è Basma, 58 anni. Nel traffico mattutino, per fare 5 km, un matatu 3 può impiegarci mezz’ora. Il tuo boda-boda, invece, ci mette appena una decina di minuti. È tutta una questione di gambe, caro. Ore 7.30: Muovi il culo, comincia la sfacchinata. Destinazione finale: il mercato di marikiti. Il prezzo per questa corsa di 2 km è 30 bob (US$0,40). In una normale giornata di lavoro macini sui 35 km. Un po’ come farsi il Tour de France quattro volte l’anno portandosi qualcuno in groppa sulla bici.

1. On average, six people are killed in road accidents in Kenya every day, and about 1,300 cyclists are involved in traffic accidents annually; in Amsterdam, the Netherlands, six people die in bike-related accidents every year. 1. Gli incidenti stradali fanno in media sei vittime al giorno, in Kenya, e ogni anno ben 1.300 ciclisti sono coinvolti in un incidente. Ad Amsterdam muoiono sei persone l’anno in sella a una bici.

2. Sixty-four kilometers from Nairobi, the small town of Machakos has a busy marikiti or fresh fruit and vegetable market, and another mutumba market for secondhand clothes. Traffic is particularly dense on Mondays and Fridays, the town’s major market days. 2. A soli 64 km da Nairobi, la piccola cittadina di Machakos vanta un animatissimo marikiti (mercato di frutta e verdure) e un mutumba (un mercatino di abiti usati). Il traffico è particolarmente caotico il lunedì e il venerdì, i due principali giorni di mercato.

Ore 9.30: È l’ora di punta. Fatti sotto e dagli di pedale. La concorrenza è accanita. A Machakos ci sono più di 800 conducenti di boda-boda. Sull’asfalto bollente delle strade cittadine è in atto una guerra silenziosa. Datti una mossa e vai a caccia di clienti.

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Bicycle Taxis – Kenya

9.30am: This is the busiest time of day. Crack on. Pedal hard. Competition is everywhere – there are more than 800 boda-boda drivers in Machakos. A silent war for passengers has spread across the hot asphalt of the city’s streets. So shake off your laziness and get the clients.

“As I have to live or die, I opted for boda-boda” Peter Wanyonyi, 26, boda-boda driver, Bungoma, Kenya

10.00am: You’re already feeling tired and your T-shirt’s soaked. Take a sip of water. Pat your pocket. You’ve made 100KSh (US$1.20). 11.00am: Your next passenger is Chitundu, 35, a chef. He asks you to step on it. Go! Go! Go! Dodge the potholes, matatus, that handcart 4 , a tuktuk 5, those donkeys, two trucks, and the lady with the baby. Run a red light, turn a blind eye and keep going. The police are on the corner. Hope that they don’t stop you; you don’t want to have to bribe them. The recklessness of boda-boda drivers like you has become a national-security issue. Ten percent of fatal road accidents in Kenya involve cyclists. To stop this the government now says you have to wear a helmet, a reflective vest and attend a road-safety course. But why bother? Nobody else does. 12.00pm: Take a break; the sun is at its peak; it’s 34ºC. Right now even the lions 6 in the Masai Mara are taking a nap. 3.00pm: Back to work, but these are the dead hours between lunchtime and the evening rush hour. Perhaps it would be better to drive a matatu; you could earn 15,000KSh (US$175) a month. But hey, every month you make 6,000KSh (US$70), twice as much as a teacher makes. Think about your wife and eight kids. It’s not so bad. 7.00pm: Head home. Stop and buy some charcoal so the family can cook tonight. 8.30pm: Clean the bike. Empty the bills and coins from your pockets. You’ve earned 700KSh (US$8). Save half for the house expenses, put the other half under the mattress to keep the bike going. The evening is yours now, but don’t go crazy – this all starts again tomorrow.

A fianco: la radio sulla bici di James Muthuma “Nameless” (senza nome). Opposite page: the radio on James Muthuma’s bike “Nameless.”

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Bici-taxi – Kenya

Ore 10.00: Sei già stanco e hai la maglia fradicia. Fatti un sorso d’acqua. Dai un’occhiata alle tasche. Hai tirato su 100 Ksh (US$1,20). Ore 11.00: Il passeggero seguente è Chitundu, 35 anni, capo-tribù. Ti chiede di schizzare come un razzo. Vai! Vai! Vai! Schiva le buche e i matatu. Evita il carretto 4 , un tutuk 5, gli asini, due camioncini e quella tipa con un bebè. Brucia il semaforo, fai lo gnorri e tira dritto per la tua strada. La polizia è dietro l’angolo. Fai gli scongiuri, se ti fermano devi pagare il pizzo. La guida spericolata dei conducenti di boda-boda è diventata una questione di sicurezza nazionale. Il dieci per cento di tutti gli incidenti mortali, in Kenya, coinvolge dei ciclisti. Per fermare la mattanza, il governo ha imposto l’uso di casco e gilet fluorescente, oltre a un corso obbligatorio di sicurezza stradale. Ma è inutile prendersi il disturbo. Non lo fa nessuno.

“È una questione di vita o di morte, e ho optato per un boda-boda” Peter Wanyonyi, 26 anni, conducente di boda-boda, Bungoma, Kenya

Ore 12.00: Fai una sosta; il sole è allo zenit e ci sono 34°C. A quest’ora anche i leoni 6 di Masai Mara si fanno un pisolino.

3. Matatus are colorful and noisy minibuses that travel fixed routes without fixed stops, and are one of the most important means of public transportation in Kenya. There are around 40,000 matatus in Kenya, and their drivers have a reputation for being young and dangerous. Tourists have blogged that riding in one is the best way to get that “real African feeling.” 3. I matatu sono dei rumorosi e coloratissimi minibus che effettuano un percorso a fermata fissa. Si tratta del principale mezzo di trasporto pubblico in Kenya. Nel paese si contano circa 40.000 matatu, famosi per i loro giovani e spericolatissimi conducenti. Sui blog turistici sono considerati come uno dei modi migliori per provare “l’ebbrezza della vera Africa”.

Ore 15.00: Forza, al lavoro. Gli affari vanno a rilento nel periodo morto, fra l’ora di pranzo e l’ora di punta serale. Forse sarebbe meglio avere un matatu; potresti guadagnare 15.000KSh (US$175) al mese. Intanto, però, ogni mese tiri su 6.000KSh (US$70), il doppio. Pensa a tua moglie e ai tuoi otto figli. Non è poi così male. Ore 19.00: Torna a casa. E fermati a comprare il carbone per cucinare la cena. Ore 20.30: Pulisci la bici. Svuota le tasche. Fra monete e banconote, hai tirato su 700KSh (US$8). La metà andranno per le spese di casa, il resto finirà sotto il materasso per la manutenzione della bici. La notte è tutta tua, adesso! Ma non fare follie. Dovrai ricominciare tutto da capo, domani mattina.

4. Mkokoteni, or handcarts, are humanpowered vehicles in which goods, recycled materials, families and friends are transported. Extremely popular in Mombasa, their fares are based on load and distance, but generally remain reasonable. 4. Gli mkokoteni, o carretti, sono un veicolo alimentato a olio di gomito e usato per trasportare merci, materiale riciclato, amici e intere famiglie. Molto diffusi a Mombasa, il costo di una corsa dipende dal carico e dalla distanza, ed è solitamente più che ragionevole.

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Bicycle Taxis – Kenya

Bici-taxi – Kenya

The Soundsystem Soundsystem

A. Cut and weld sheets of metal to make a box. (Watch your fingers.) Fix it to your handlebar with two long screws. Put your battery-powered radio inside. B. Cut a circle in the box where the radio’s speaker sits, so that the sound can be broadcast at full volume and unimpeded. Morning customers like to hear the news, while afternoon customers prefer music such as Les Kilimambogo Brothers Band, so don’t forget to cut another small section from the box to allow you to reach the frequency dial. Your radio will transform the rush-hour ride into a far-more pleasant trip. C. Stretch a wire from your radio to an antenna fixed on the front wheel. This will link you to the two major Kenyan radio stations: Kiss FM 100 and Easy FM.

A. Occhio alle dita! Taglia e salda delle lamiere per costruire una scatola che fisserai sul manubrio con due grandi viti. Sistema all’interno la tua radiolina a pile. B. Ritaglia un foro in corrispondenza dell’altoparlante per sparare la radio a tutto volume. La mattina i clienti saranno ben lieti di ascoltare il giornale radio; il pomeriggio preferiscono musica come la Kilimambogo Brothers Band. Non dimenticare di fare un altro buco sulla scatola per accedere alla manopola delle frequenze. Grazie alla radio, le tue corse saranno molto più piacevoli durante le ore di punta. C. Stendi un cavetto dalla radio all’antenna. Questo filo ti consentirà di collegarti alle due principali stazioni radiofoniche del paese: Kiss FM 100 e Easy FM.

The Seat Sedile

A. Go to the local dump. Jump the fence, evade the dog, and try to find several thin steel rods. B. Cut and arrange these to create a structure that looks like a small grill. Weld it to the rear axle of your bike. This is going to be the passenger seat and footrest. C. A block of wood attached to the grill will be the base for the “cheeky spot” – where the shavu (Swahili for “cheeks”) will comfortably rest.

A. Vai alla discarica più vicina. Scavalca la recinzione, semina il cane e rimedia un po’ di sbarre d’acciaio. B. Taglia le sbarre e montale insieme creando una sorta di griglia. Salda la griglia sull’asse posteriore della bici. Ecco fatto il sedile e il poggiapiedi per i passeggeri. C. Sistema un’asse di legno sulla “grata” per costruire la base del “posa-chiappe”, espressione di uso corrente per indicare un sedile dove poggiare comodamente lo shavu (“deretano” in swahili).

The Horn Clacson

A. Purchase an air pump and an incredibly noisy horn in the local market. This is not Zurich or Montevideo: here you can honk your horn at will. Don’t be shy. Noisy bikes get the rides. B. Attach the pump to the main frame of the bicycle with bits of tire found along the Mombasa-Nairobi highway. Squeeze it in so that it doesn’t interfere with your pedaling. C. Fit a length of hosepipe over the mouth of the pump, tape it onto the frame of the bicycle and attach the other end of the hose to the horn. Secure the horn to the front axle with pieces of tire. D. Learn the boda-boda horn code: – Single honk: a friendly greeting to other boda-boda drivers. – Two honks: you are unoccupied and ready for a passenger. – Three honks: the girl walking on the sidewalk drives you crazy. – Extended honk: a shameless f*** you to matatu drivers.

A. Vai al mercatino di zona e compra una pompa ad aria e un clacson ultrapotente. Qui non sei a Zurigo né a Montevideo e puoi strombazzare come ti pare e piace. Non fare il timido. Più fai casino, più lavori. B. Fissa la pompetta sul telaio della bici con le strisce di copertone che hai raccolto sull’autostrada MombasaNairobi. Sistemala in modo che non sia d’intralcio quando pedali. C. Inserisci un tubo di gomma nell’imboccatura della pompa, fissalo con il nastro isolante sul telaio della bici collegando l’altra estremità al clacson. Fissa il clacson sull’asse frontale con strisce di copertone. D. Impara il linguaggio strombazzato dei boda-boda: – Un colpo di clacson: un saluto amichevole ai colleghi. – Due colpi di clacson: sei libero per una corsa. – Tre colpi di clacson: la tipa sul marciapiede ti piace da impazzire. – Una lunga strombazzata: un “fanculo” senza remore ai conducenti di matatu.

5. Across the world from India to Peru, the East African tuktuk would be recognized as an auto rickshaw. For Kenyan boda-boda drivers these threewheelers are simply miwizi (“thieves” in Swahili) – and their main competition for passengers. 5. I tuktuk sono diffusi in tutto il mondo, dall’India al Perù. La versione in circolazione in Africa orientale somiglia a un risciò a motore. Per i conducenti di boda-boda kenioti, questi veicoli a tre ruote sono solo dei miwizi (“ladri” in swahili), l’odiatissima concorrenza.

Below, Cosma Mutuku’s bike “Home is the Best.”

In basso, la bicicletta di Cosma Mutuku “Home is the Best” (la casa è la migliore)

6. Lions spend 20 hours a day resting, two hours walking, and 50 minutes eating. The daily temperature peak in the Masai Mara Reserve is actually only 30ºC, but lions are always happy to take a nap. 6. I leoni dedicano 20 ore al giorno al riposo, due alle passeggiate e 50 minuti ai pasti. In questo periodo la temperatura massima giornaliera nella riserva di Masai Mara è di soli 30ºC, ma i leoni sono sempre ben lieti di schiacciare un pisolino.

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Left: Benson Muni’s bike “Mutemba.” Right: Cosma Mutuku’s bike “Home is the Best.”

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A sinistra: La bicicletta di Benson Muni “Mutemba”. A destra: La bicicletta di Cosma Mutuku “Home is the Best”.

Top: Jackson Mbore Mutunga’s bike “Jesus is Real.” Bottom: Benson Muni’s bike “Mutemba.”

In alto: La bicicletta di Jackson Mbore Mutunga “Jesus is Real” (Gesù è vero) In basso: La bicicletta di Benson Muni “Mutemba”.

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Rolling News Coverage – Libya

How to make the news with your car Come fare notizia con la tua macchina

In alto: un gruppo di locali guardo le immagini sull’auto di Abrahim a Katibat Al-Fadel Buomar (l’ex quartier generale del regime di Gheddafi), Bengasi, Libia. A destra: Abrahim tiene in mano una foto del suo amico Mohamed, ucciso nei primi giorni della guerra civile, Bengasi, Libia. Above: locals look at images on Abrahim’s car at Katibat Al-Fadel Buomar (the Qaddafi regime’s former headquarters), Benghazi, Libya. Right: Abrahim holding a photograph of his friend, Mohamed, killed in the first days of the civil war, Benghazi, Libya.

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On February 15, 2011, Libyans began to protest against Colonel Muammar el-Qaddafi’s 41-year-old dictatorship. Qaddafi’s response was to send his army to attack the protesters. In Benghazi, one of the protesters, bank manager Abrahim, 38, watched in horror as the clashes turned more violent. He felt compelled to document the bloodshed around him, and to exhibit the evidence on the body of his car. Il 15 febbraio del 2011 cominciò la protesta del popolo libico contro i 41 anni di dittatura del colonnello Muammar Gheddafi. In tutta risposta, il colonnello spedì l’esercito a soffocare la protesta nel sangue. Uno dei ribelli, il trentottenne Abrahim, dirigente bancario, inorridito di fronte all’escalation della violenza durante gli scontri a Bengasi, si sentì in dovere di documentare la carneficina, esibendo le prove sulla carrozzeria della sua macchina.

The flag 1 of pre-Qaddafi Libya is waved in the streets of Benghazi. A chant of “the people want regime change” grows louder. An army of people with no military training, under the command of ex-soldiers from Qaddafi’s army, holds a position in the east of the city, firing at forces loyal to the Libyan dictator. According to Human Rights Watch, the first four days of conflict leave 233 people dead; by March 2, the World Health Organization estimates the number has climbed to 2,000. “I do not fear storms that sweep the horizon,” Qaddafi says, “nor do I fear planes that throw black destruction. I will resist.” He seems to be the only one who speaks. Internet access has been restricted in the country, and people are afraid to talk. “Local reporters face intimidation and the threat of worse,” Jon Williams reports for the BBC. But there on the ground in Benghazi is Abrahim, facing his fears and turning his car into a statement in favor of freedom of speech. “In the beginning, there were no journalists here to see what was going on,” he says. “I wanted to record what was happening to show the world. Qaddafi’s men were killing us just for speaking out. I cannot say with words how bad Qaddafi is. He’s worse than evil. He takes everything there is to take in Libya 2 . “All of this has happened so quickly; it’s made me proud and forced me to do more. Every week I take new pictures and change them. This is the seventh edition. My car is like a museum, like a journal that people come to read every week. I park near the court where there’s a lot of traffic and people are able to see the car. Qaddafi would have put me in prison for a car like this. He would put you in prison if you said anything bad about him or his family. You couldn’t even tell a joke.”

Rassegna stampa ambulante - Libia

Le bandiere 1 della Libia pre-Gheddafi sventolano per le strade di Bengasi. I cori echeggiano sempre più forte: “Il popolo vuole cambiare regime”. Un esercito di civili non addestrati, sotto il comando di ex soldati di Gheddafi, mantiene la posizione a est della città, sparando sulle forze fedeli al dittatore libico. Secondo Human Rights Watch, nei primi quattro giorni di conflitto hanno perso la vita 233 persone; il 2 marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità comunica che il bilancio è bruscamente salito a 2.000 morti. “Non ho paura dei temporali che spazzano l’orizzonte” tuona Gheddafi “né temo gli aerei che seminano cupa distruzione. Resisterò”. Si sente solo la sua voce. L’uso di Internet è fortemente limitato nel paese, e la gente ha paura di parlare. “I giornalisti locali sono bersaglio di intimidazioni e minacce indicibili” racconta Jon Williams, reporter della BBC. Ma, a Bengasi, c’è chi non cede alla paura e ha trasformato la sua macchina per difendere la libertà di parola: Abrahim. “All’inizio non c’erano giornalisti per seguire gli eventi” spiega. “Io volevo documentare quello che stava succedendo e mostrarlo al mondo. Gli uomini di Gheddafi ci stavano uccidendo soltanto perché avevamo deciso di alzare la voce e parlare. Le parole non bastano per descrivere la cattiveria di Gheddafi. È il male impersonificato. È disposto a tutto per riprendersi la Libia 2 . “È stato tutto così rapido. Ed ero così fiero che mi sono sentito in dovere di fare di più. Scatto nuove foto e le cambio tutte le settimane. Sono alla settima edizione. La mia macchina è come un museo, come un giornale che la gente viene a leggere ogni settimana. Mi parcheggio vicino al piazzale dove c’è molto passaggio e la macchina è ben visibile. Gheddafi mi avrebbe sbattuto in galera. Avebbe sbattuto in galera anche te se parlavi male di lui o della sua famiglia. Non si poteva neanche raccontare una barzelletta”.

“La mia auto è come un giornale che la gente viene a leggere ogni settimana” Abrahim, 38 anni, Bengasi, Libia

“My car is like a journal that people come to read every week”

1. Under Qaddafi’s rule, Libya’s flag is completely green. The rebels re-adopted the national flag used between 1951 and 1969, which has three stripes – red, black and green – and a half moon and a star. Some radical rebels want to remove the green stripe. 1. La bandiera libica del regime di Gheddafi è tutta verde. I ribelli, invece, hanno adottato la bandiera nazionale usata dal 1951 al 1969, che ha tre strisce – rosso, nero e verde – e una stella con la mezzaluna. I più radicali vorrebbero eliminare il verde.

2. OPEC, a cartel of oil-producing nations, lists Libya as the third-largest oil producer in Africa. The uprising threatens the whole world’s oil supply. According to Petrofac, an international oil-infrastructure company, if Libya shuts off its oil, the world will struggle to maintain the flow of oil it demands. 2. L'OPEC, il cartello dei paesi produttori di petrolio, annovera la Libia come terzo produttore del continente africano. L'insurrezione minaccia tutte le riserve del pianeta. Secondo Petrofac, multinazionale delle infrastrutture petrolifere, se la Libia chiuderà i rubinetti, bisognerà fare i salti mortali per soddisfare il fabbisogno mondiale di petrolio.

Abrahim, 38, Benghazi, Libya

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“Qaddafi would have put me in prison for a car like this” Abrahim, 38, Benghazi, Libya

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“Per un’auto come questa Gheddafi mi avrebbe sbattuto in galera” Abrahim, 38 anni, Bengasi, Libia

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This is a selection of the images taken or created by Abrahim and stuck onto his car to give a fragmented narrative of the revolution – an alternative to state-television broadcasts. Since the revolution started Abrahim has taught himself how to use Photoshop in order to poke more fun at Qaddafi.

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Ecco una selezione delle immagini scattate o create da Abrahim e incollate sulla sua macchina. Raccontano una versione frammentaria e alternativa della rivoluzione rispetto a quella trasmessa dalla televisione di stato. Ăˆ dall’inizio della rivoluzione che Abrahim sta imparando da autodidatta Photoshop per prendere in giro il colonnello Gheddafi.

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“There are more weapons on Qaddafi’s side, but there are more people on ours” Abdul, 42, farmer, coming back from the frontline with Waled in his modified pick-up truck, near Ajdabiya, Libya

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“Ci sono più armi dalla parte di Gheddafi, ma c’è più gente dalla nostra” Abdul, 42 anni, contadino, di ritorno dal fronte sul pick-up modificato di Waled, nei pressi di Ajdabiya, Libia

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Revolutionary Trucks – Libya

As Libya’s armed forces, under the command of Colonel Muammar el-Qaddafi and his sons, showed they were prepared to shoot against their own people, the rebel civilian population of the country began to arm itself and fight back. Central to this insurgency was the “Technical” 1 – essentially a flatbed truck mounted with weapons. Relatively easy to prepare, and perfectly suited to high-speed fighting over Libya’s deserts, Technicals have proved vital to the rebel cause. Quando le forze armate libiche, sotto il comando del colonnello Muammar Gheddafi e figli, si mostrarono pronte a sparare sulla gente, la popolazione civile del paese decise di ribellarsi, armarsi e partire al contrattacco. Fulcro dell’insurrezione è stato il “Technical” 1 – un pick-up con le armi montate sul pianale. Facile da costruire, questo mezzo d’attacco ultrarapido è stato essenziale, nel deserto libico, per difendere la causa dei rivoltosi.

What do you do if you’re a farmer and you want to fight your government? Abdul had only ever used his Dodge Ram Turbo Diesel to transport crops, sheep and goats before he decided to convert it into a gilla 2 – an improvised fighting vehicle. His task was made easier once the national army fled its base in Benghazi in the first days of the revolution, leaving behind its weapons. Abdul found an anti-aircraft gun there, and the rocket launcher from a Russian helicopter. According to rebel spokesman Mustafa Gheriani, by March 24 about 17,000 rebels were facing Qaddafi’s army, which, according to the US-based Center for Strategic and International Studies, is 50,000 strong. On top of these 50,000 are the Colonel’s 3,000 personal guards and his Islamic Pan African Brigade of around 2,500 mercenaries from Chad, Niger and Sudan. The rebel forces in the east Libyan territories of Benghazi and Tobruk armed themselves with whatever they could find, from AK47s to ZU-23-2 Soviet anti-aircraft guns. But perhaps their most important weapons are the hammers and welding machines used in Benghazi and Misrata’s secret workshops, where blacksmiths and repairmen attach weapons to civilian 4x4 pick-up trucks.

A fianco: un pannello dei comandi improvvisato sul veicolo di Abdul; premendo ogni bottone partono due razzi, Ajdabiya, Libia. Opposite page: Improvised control box for a rocket launcher, Ajdabiya, Libya; pressing each button fires two rockets simultaneously.

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Autocarri rivoluzionari – Libia

How to pick up arms against qaddafi Come prendere le armi contro Gheddafi

Cosa puoi fare se sei un contadino e vuoi combattere il regime? Abdul aveva sempre usato il suo Dodge Ram turbodiesel per trasportare pecore, capre e prodotti agricoli, prima di trasformarlo in un gilla 2 – un mezzo bellico artigianale. La fuga dell’esercito regolare dalla base di Bengasi, nei primi giorni della rivoluzione, gli ha facilitato l’impresa: fra le armi abbandonate dalle truppe di Gheddafi, Abdul ha rimediato un cannone antiaereo e il lanciarazzi di un elicottero russo. Secondo il portavoce dei ribelli, Mustafa Gheriani, in data 24 marzo circa 17.000 combattenti ribelli tenevano testa all’esercito di Gheddafi forte di 50.000 uomini, come rivela il Center for Strategic and International Studies, con sede negli USA, senza calcolare le 3.000 guardie personali del colonnello e i 2.500 mercenari della brigata islamica panafricana provenienti da Ciad, Niger e Sudan. Le forze ribelli nell’est del paese, a Bengasi e Tobruk, si sono armate con qualunque cosa trovassero a portata di mano, dagli AK47 ai cannoni antiaereo ZU-23-2 di produzione sovietica. Ma, forse, il vero armamentario strategico sono i martelli e le saldatrici alacremente al lavoro nelle officine segrete di Misurata e Bengasi, dove fabbri e meccanici montano gli arsenali a bordo dei pick-up 4x4. Dopo due giorni di rimaneggiamenti, il pickup di Abdul è pronto per raggiungere il fronte, dove presterà servizio per 12 ore di fila. “Non è il massimo della precisione” spiega. “Il cannone antiaereo può ruotare, ma i razzi possono essere lanciati soltanto nella direzione in cui è puntato

1. Technicals first came to international attention during the 1987 war between Libya and Chad, when Chadian Technicals triumphed against much heavier Libyan tanks and armor. Time called it the “Great Toyota War,” and it ended with the defeat of the Qaddafi-commanded Libyan army. 1. I Technical sono venuti alla ribalta della scena internazionale nel 1987, durante la guerra fra la Libia e il Ciad, quando i pick-up ciadiani trionfarono contro i pesantissimi tank e i blindati libici. Il Time ribattezzò il conflitto la “Grande Guerra dei Toyota”, che finirono effettivamente per sbaragliare l'esercito comandato da Gheddafi.

2. Gilla (Arabic for “truck”) aren’t only seen on the front line; they also protect oil wells and refineries. On March 27, rebels took control of the city of Ras Lanuf and its oil refinery with a capacity of 833,000 liters a day – enough to fill the tanks of 8,400 pick-ups. 2. I gilla (“camion” in arabo) non si vedono solo sulla linea del fronte; sono usati anche per proteggere le raffinerie e i pozzi di petrolio. Il 27 marzo i ribelli hanno preso il controllo della città di Ras Lanuf e della sua raffineria che ha una capacità produttiva di 833.000 litri al giorno. Quanto basta per fare il pieno a 8.400 pick-up.

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Revolutionary Trucks – Libya

Autocarri rivoluzionari – Libia

Revolutionary Trucks – Libya

Autocarri rivoluzionari – Libia

Your enemy has Russian-made Sukhoi bomber jets, 117 helicopters, over 650 tanks and a leader who refers to you and everyone else who defies him as “cockroaches” and “rats.” You only have your pick-up truck. Find some weaponry and get over to your local secret workshop to have it installed.

3. Pro-Qaddafi forces also use Technicals extensively. After NATO airplanes mistakenly killed five rebels in April, having confused their vehicles with those of pro-Qaddafi forces, rebels began painting the roofs of their gilla bright pink, to avoid any further “friendly-fire” incidents.

Il tuo nemico possiede bombardieri Sukhoi di fabbricazione russa, 117 elicotteri, più di 650 tank e un leader che chiama te e chiunque osi sfidarlo “ratto” e “scarafaggio”. Tu, hai solo il tuo pick-up. Rimedia un po' d'armi e raggiungi la tua officina segreta per farle montare sul pianale.

3. Anche le forze pro-Gheddafi fanno un uso massiccio dei Technical. Dopo che gli aerei della NATO hanno ucciso, per sbaglio, cinque ribelli nel mese di Aprile, avendo confuso i loro veicoli con quelli degli uomini di Gheddafi, i ribelli hanno cominciato a dipingere il tettuccio dei camion di rosa fluo per evitare altri incidenti di “fuoco amico”. A destroyed Libyan army tank on the outskirts of Ajdabiya, Libya. Un tank dell'esercito libico distrutto nei dintorni di Ajdabiya, Libia.

After two days of modifications to his pick-up, Abdul was ready to head for the front line, where he is on duty for 12 hours at a time. “Accuracy can be an issue,” he says. “The anti-aircraft gun can swivel, but the rockets only fire in the direction the car is pointing. They have a range of four to five kilometers so if it doesn’t reach Qaddafi’s army 3 you have to drive closer. Sometimes we can’t even see where they land or if we’ve killed anybody. “Qaddafi’s weapons are more powerful than ours. They have a longer range and when you come under attack you have to get away as quickly as you can, swerving from side to side. Never drive in a straight line as you become an easy target. But when I am on the front line I am not scared; I am only scared of Allah. In the future I dream of being free, and then we will see about the rest.”

il veicolo e, con una gittata di 4-5 km, spesso dobbiamo avvicinarci alle truppe di Gheddafi 3 e a volte non si si capisce neanche se hanno colpito il bersaglio e se hanno ucciso qualcuno. “Gheddafi possiede armi più potenti delle nostre, con una gittata superiore. Quando partono all’attacco, devi essere rapido come il fulmine e scappare a zig-zag. Mai guidare in linea retta, sei un facile bersaglio. Ma quando sono al fronte, temo solo Allah. Per il futuro sogno soltanto di essere libero, per il resto si vedrà dopo”.

“Devi essere rapido come il fulmine e scappare a zig-zag. Mai guidare in linea retta”

Toyota Hilux Pick-up From Afghanistan to Sudan to Libya, the Toyota Hilux pick-up is the favored vehicle for making Technicals. In the 1987 Libya-Chad war, Chadian Technical drivers discovered that if a Hilux is driven through a minefield at over 100 kilometers an hour, it won’t detonate the mines. And the open-back is five-meters long and 1.7-meters wide – perfect for all sorts of weaponry.

Pick-up Toyota Hilux Dall'Afghanistan al Sudan, passando per la Libia, il pick-up Toyota Hilux è il veicolo che va per la maggiore per costruire i Technical. Nel 1987, durante il conflitto fra Libia e Ciad, i ciadiani scoprirono che, guidando un Hilux su un campo minato a più di 100 km orari, il pick-up non faceva esplodere le mine. Il pianale scoperto misura 5 x 1,7 m – perfetto per alloggiare qualunque sistema d'arma d'attacco.

Type 63 107mm Rocket Launcher An obsolete Chinese rocket launcher from the 1960s. You’re most likely to find one in Cambodia, Iraq, Nicaragua, Sudan or Libya.

RPG-7 Grenade Launcher Long a favorite of irregular forces the world over, from groups in Northern Ireland to bands of Somalian pirates, the RPG-7 can’t be fixed to your pickup, but it’s useful, nonetheless.

M1919 Browning machine gun The US-built M1919 is still in service with NATO armed forces, even if its design has barely changed since 1919.

M40 106mm Recoilless Rifle This anti-tank weapon only fires a single shot. So aim well and get ready to run: after you fire the backblast will make you visible for miles around.

TIPO 63 107mm Lanciarazzi Obsoleto modello cinese risalente agli anni 60. Molto diffuso in Cambogia, Iraq, Nicaragua, Sudan, o Libia.

RPG-7 Lanciagranate Articolo che va per la maggiore fra le forze irregolari di tutto il mondo, dai gruppi dell’Irlanda del Nord alle bande di pirati somali, il RPG-7 non può essere montato sul tuo pick-up, ma potrebbe comunque rivelarsi utile.

M1919 Browning Mitra Di fabbricazione statunitense, l’M1919 è tutt’ora in dotazione alle forze NATO anche se il modello e rimasto quasi invariato dal 1919.

M40 106mm Cannone senza rinculo Quest’arma anticarro spara un solo proiettile. Quindi, prendi la mira e scappa a gambe levate. Dopo aver fatto fuoco la scia che si lascia dietro è visibile a chilometri di distanza.

ZU-23-2 Anti-Aircraft Gun The Afghan army has 5,000 of these, India has 800 and the Libyan army used to have 450. How many it still has, after rebels seized some and NATO planes bombed others, is unknown.

UB-32 57mm Rocket Pod Originally attached to Soviet Mi-24 helicopters, this pod can be attached to a Technical and still fire its 32 rockets, although there is no way to aim them effectively.

DshK 12.7mm Heavy Machine Gun This is the most common heavy machine gun in use on Technicals. Nicknamed Dushka (“Sweetie” in Russian), this Soviet-era weapon has seen action in every Middle Eastern conflict over the past four decades.

ZPU-1 14.5 mm Anti-Aircraft Gun Phased out of service in Soviet and Eastern Bloc countries during the mid1970s, this heavy machine gun is now mainly to be found in Southeast Asia and the Middle East.

ZU-23-2 Cannone antiaereo L’esercito afghano ne possiede 5.000, l’India 800 e l’esercito libico ne aveva 450. Dopo che alcuni sono finiti fra le mani dei ribelli e altri sono stati bombardati dalla NATO, non si sa quanti gliene siano rimasti.

UB-32 57mm Lanciarazzi A TAMBURO Nato per essere utilizzato sugli elicotteri sovietici Mi-24, questo lanciarazzi può essere montato su un Technical e sparare i suoi 32 proiettili, anche se non c’è modo di puntare come si deve il bersaglio.

DshK 12.7mm Mitragliatrice pesante È la mitragliatrice pesante più diffusa a bordo dei Technical. Soprannominata Dushka (“Dolcezza” in russo), quest’arma d’epoca sovietica è stata usata in tutti i conflitti mediorientali degli ultimi quaranta anni.

ZPU-1 14.5 mm Cannone antiaereo Gradualmente dismesso dagli arsenali dell’Unione Sovietica e dei paesi satellite dell’Europa dell’est verso la metà degli anni 70, questo cannone d’artiglieria pesante oggi è rintracciabile principalmente in Medio Oriente e nel Sud-Est asiatico.

Abdul, 42 anni, vicino Ajdabiya, Libia

“Get away as quickly as you can, swerving from side to side – never drive in a straight line” Abdul, 42, near Ajdabiya, Libya

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People Smuggling – International Border Points

1. When the first “Caution: Illegal Immigrants Crossing” signs were placed near San Diego in September 1990, they provoked a range of reactions. Some Latin Americans found them racist, as they resembled signs warning that animals might stray onto the road. Those fiercely against illegal immigration were furious, thinking it was an attempt to protect the lives of lawbreakers. Others thought the sign marked a safe place for immigrants to cross the highway.

How to become one with your car Come diventare tutt'uno con la tua auto

Contrabbando di umani – Frontiere internazionali

Contrabbando di umani – Frontiere internazionali

In September 1990, an unusual traffic sign 1 appeared alongside the highways around San Diego, California 2. It warned drivers that undocumented people, crossing the border from Mexico, might dash across the freeway in pursuit of a better life. But illegal immigrants don’t just dodge cars – they hide in them, too. Curling around the engine, turning dashboards into capsule hotels and disguising themselves as seats, creative migrants 3 have found many ways to sneak across international borders.

2. Every day, approximately 700,000 Mexicans legally cross the border into the USA, and another 3,500 people cross illegally. In 2010, the US Customs and Border Protection agency apprehended 463,000 illegal aliens across the country: one in seven of those were caught trying to cross near San Diego.

Nel settembre del 1990 comparve un insolito cartello stradale 1 lungo le autostrade dei dintorni di San Diego, in California 2. Il cartello allertava gli automobilisti sulla presenza di individui senza documenti pronti ad attraversare di corsa l’autostrada dalla vicina frontiera con il Messico, in cerca di una vita migliore. Ma i candidati all’immigrazione illegale non si limitano a schivare le macchine, spesso ci si nascondono dentro. Raggomitolati intorno al motore, incapsulati nell’alloggiamento del cruscotto o mimetizzati come sedili, la creatività 3 non ha frontiere per sgattaiolare oltre confine.

1. Quando comparvero i primi segnali “Attenzione: attraversamento immigranti illegali” nei dintorni di San Diego, nel settembre del 1990, si scatenò un vero e proprio putiferio, da ogni parte. Secondo alcuni latino-americani, era un messaggio razzista perché simile ai cartelli usati per segnalare la presenza di animali sulle strade. I fautori della tolleranza zero in materia d’immigrazione, invece, erano furibondi perché lo interpretavano come la volontà di proteggere dei fuorilegge. Altri ancora pensavano che indicasse il punto in cui gli immigranti potevano tranquillamente attraversare l’autostrada.

2. Circa 700.000 messicani attraversano legalmente la frontiera con gli USA ogni giorno, rispetto ai 3.500 illegali. Nel 2010 la polizia di frontiera ha arrestato 463.000 stranieri in posizione irregolare in tutto il paese: uno su sette stava cercando di attraversare il confine a San Diego. Police photograph of a Chinese woman hidden in a dashboard, Bavaria, Germany. Donna nascosta nel vano del cruscotto e fotografata dalla polizia in Baviera, Germania.

3. To maximize your chances when crossing, here are two of the most helpful virgins you could pray to: the Virgen de los Dolores answers prayers for charity and hope, and La Generala (or the Virgin of Zapopan) is the patron saint of Guadalajara, from where you may well be traveling.

Immigrant captured and photographed by the Guardia Civil, Almeria, Spain.4 Immigrante catturato e fotografato dalla Guardia Civil, Almeria, Spagna4.

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People Smuggling – International Border Points

US Customs and Border Protection photograph of a Mexican man sewn into a van seat, San Ysidro, California, USA. Messicano camuffato da sedile dentro un furgoncino, foto della polizia di frontiera statunitense, San Ysidro, California, USA.

3. Per migliorare le tue probabilità di successo, non ti resta che pregare. Ecco due delle Madonne più propizie all’impresa: la Virgen de los Dolores (o Madre Addolorata) che esaudisce richieste di speranza e misericordia, e La Generalessa (anche detta la Madonna di Zapopan) patrona di Guadalajara, città da cui probabilmente cominceràil tuo viaggio.

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People Smuggling – International Border Points 4. According to the Spanish Ministry of Interior, 3,632 illegal immigrants entered Spain in 2010. Of these, 1,567 tried to enter Spain through Ceuta and Melilla, Spain’s autonomous cities in North Africa. The preferred methods of entry were “swimming, hiding in vehicles, or breaching the border perimeter.”

Contrabbando di umani – Frontiere internazionali

Choosing The Right People Carrier It’s important to choose the right vehicle for the long journey ahead: the large trunk, wide dashboard, big seats and sizable hood make the GMC Safari van ideal. Befriend a mechanic and persuade him to customize your secondhand van. With a little creativity, this eight-seater can pass a checkpoint completely full, but looking totally empty.

Scegliere il Portapersone Ideale È importante scegliere il veicolo giusto per questo lungo viaggio: con il suo bagagliaio capiente, un largo cruscotto, grandi sedili e cofano, il GMC Safari è il mezzo ideale. Fai amicizia con un meccanico e convincilo a personalizzare il tuo furgoncino di seconda mano. Con un po’ di creatività, questo veicolo a otto posti può facilmente superare i controlli alla frontiera a pieno carico sembrando completamente vuoto.

2. The Driving seat Posto di guida

Contrabbando di umani – Frontiere internazionali

WARNING Postion: this position is only to be attempted by someone between 1.5 and 1.6m tall. Keep your head in the space where the glove compartment used to be, with your legs raised and slightly bent. Breathing Control: slow breathing will help prevent cramps. The driver will provide ventilation before and after border checkpoints by opening the glove compartment. Attenzione Posizione: indicata solo per una persona alta non più di 1, 60 m. Tieni la testa nel vano in cui si trovava il portaoggetti, con le gambe sollevate e lievemente piegate.

4. Secondo il ministero dell’Interno spagnolo, nel 2010 sono entrati 3.632 immigranti illegali in Spagna. Di questi, 1.567 sono passati per Ceuta e Melilla, le città autonome spagnole del Nord Africa. I metodi più gettonati sono “A nuoto, nascosti a bordo di autoveicoli o scavalcando il perimetro della frontiera”.

Controllo della respirazione: respirando lentamente eviterai i crampi. Il conducente provvederà all’aerazione aprendo il vano portaoggetti prima e dopo ogni posto di blocco. With the help of an assistant, slide two metal levers into the spaces at each end of the dashboard, count to three and pull hard. The dashboard will come out. Remove the radio, ventilation, speedometer, odometer, RPM gauge, fuel gauge and the inside of the glove compartment. Leave only the lights plugged in. After the person is inside stick the dashboard back on with extra-strong glue.

1. The Hot seat 5 Motore truccato5

5. In the Hot Seat, the temperature can top 70°C – as hot as a sauna. Unlike people in the Hot Seat, who are fully clothed and can be in place for hours, sauna-goers are usually naked and stay only 15-20 minutes.

WARNING Position: rest your head against the outer edge of the engine compartment, holding both hands to your chest. Keeping your torso straight, bend 90 degrees at your hips and raise your knees up to your elbows with your legs together.

Con l’aiuto di un assistente, fai scivolare due leve di metallo alle estremità del cruscotto, conta fino a tre e tira con forza: il pannello salterà via. Estrai la radio, la ventilazione, il contachilometri, il tachimetro, l’indicatore di livello del carburante e quello dell’olio, e l’interno del portaoggetti. Lascia inserite soltanto le luci. Quando ti sarai infilato dentro, fai incollare nuovamente il cruscotto con una colla ultrapotente.

3. The Seat seat 6 Posto-sedile 6

Open the hood. Behind the engine, battery, fan and the shock absorbers, you’ll find a sheet of fabric dividing the engine compartment. Remove this sheet, and make more space by cutting directly into the van’s bulkhead – the part of the chassis that keeps heat, dust and bad smells away from the driver. Pad this space with a lot of blankets.

Apri il cofano. Dietro il motore, la batteria, la ventola e gli ammortizzatori, troverai un pannello di tessuto che separa il vano motore. Rimuovi il pannello e crea uno spazio aggiuntivo tagliando direttamente la paratia, cioè quella parte del telaio che scherma il calore, la polvere e i cattivi odori dall’abitacolo. Imbottisci questo spazio con un mucchio di coperte.

6. Attraversare il confine travestiti da sedile è una trovata geniale! Un po’ come farsi passare per uno squadrone dei marines. È quello che hanno cercato di fare 13 geni del travestimento nel marzo del 2010, a San Diego. Ce l’avevano quasi fatta, se non li avesse traditi un minuscolo errore sul numero di targa del furgone (avevano dipinto 8 al posto di 0).

Breathing control: maintaining a gentle and regular breathing rate will help you hold your position and stop you panicking as the last stitch seals you inside the cover. Attenzione Posizione: anche questa è un supplizio, seduto sulle gambe piegate con tutto il peso sui piedi, la testa e la schiena completamente dritte, e le braccia tese sui lati, a 90 gradi.

Attenzione Posizione: posa la testa sul bordo esterno del vano motore, tenendo entrambe le mani sul petto. Con il busto dritto e un’inclinazione di 90 gradi su un fianco, solleva le ginocchia all’altezza dei gomiti a gambe unite. Controllo della respirazione: mantenere questa posizione con un caldo spaventoso è una vera e propria tortura. Concentrati sui tuoi più bei ricordi e respira lentamente evitando di inspirare a pieni polmoni. Ciò ti consentirà di rallentare il battito cardiaco senza inalare gas tossici.

6. Crossing the border disguised as a seat is as brilliant a strategy as trying to cross disguised as a team of US Marines. In March 2010, 13 Mexican masters of disguise attempted exactly that at the San Diego border crossing. It very nearly worked, but a tiny error on the registration of their van (they painted an 8 instead of an 0) gave them away.

WARNING Position: there’s an element of torture to this position as you must keep your head and back totally straight, with your arms out at 90 degrees from your sides, and your legs curled under you, resting on your toes.

Breathing Control: holding this position under intense heat can be agonizing. Bring to mind all the good memories that you have, breathe slowly and try not to take in big gasps of air. This will keep your heart rate calm and stop you inhaling toxic gases.

5. Dentro il “motore truccato”, la temperatura può raggiungere i 70°C. Praticamente una sauna. Soltanto che la sauna si fa nudi per massimo una ventina di minuti, mentre nel vano motore bisogna essere completamente vestiti restando immobili per ore di fila.

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People Smuggling – International Border Points

Controllo della respirazione: respira regolarmente e con delicatezza per restare immobile ed evitare le crisi di panico quando avranno finito di cucirti addosso la fodera.

Remove the seat cover. Throw away the entire seat except the base fixed to the floor of the van. Weld a curved steel bar with two armrests to the base. Sit the passenger on it, tie his arms to the armrests and his feet to the base underneath him. Cover him in padding to get the correct shape, then sew the cover back on.

Estrai la fodera. Butta l’intero sedile tranne la base fissata al pavimento del furgoncino. Salda sulla base una sbarra d’acciaio ritorta con due braccioli. Siediti sulla base, facendoti legare braccia e piedi all’armatura. Non resta che farti ricoprire con un’imbottitura per ricreare la forma del sedile, su cui sarà ricucita la fodera.

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Police photograph of an immigrant hidden under the back seat of a car, Algeciras, Spain. Immigrante nascosto nel sedile posteriore di una macchina, foto della polizia, Algeciras, Spagna.

Immigrant discovered by border police hiding on a car’s engine, Algeciras, Spain. Immigrante nascosto nel motore di un’auto e scoperto dalla polizia di frontiera, Algeciras, Spagna.

Man hidden in a seat, photograph by border police, Algeciras, Spain. Uomo mimetizzato in un sedile, fotografia della polizia di frontiera, Algeciras, Spagna.

Immigrants hidden under the rear bumper of a car, Algeciras, Spain. Immigranti nascosti sotto il paraurti posteriore di una macchina, Algeciras, Spagna.

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Garbage Trucks – Serbia 1. Cars are highly recyclable. In the right conditions, 70-80 percent of their weight can be recovered and almost 65 percent of the steel in them can be reclaimed and turned into raw material for new products. 1. Le macchine sono il paradiso del riciclo! In buone condizioni, si può recuperare il 70-80 per cento del peso totale, mentre quasi il 65 per cento dell'acciaio è riciclabile come materia prima per nuovi prodotti.

Camion di spazzatura - Serbia

How to turn trash into trash carts Come fare un camion con la spazzatura

In Belgrade, Serbia, the traditionally nomadic Roma people are creative recyclers, collecting cardboard, scrap metal and anything else that can be sold. They also use this reclaimed material to make handcarts, bicycle carts and, the ultimate in trash-collecting vehicles, recycled cars 1. To assemble these jalopies, they use parts from tractors, small cars (usually Skodas or Ladas) and heavyweight carts. A Belgrado, in Serbia, i rom – popolo nomade per tradizione, esperto nell’arte del riciclare – raccolgono ferri vecchi e qualunque altra cosa si possa rivendere. Il materiale di scarto viene recuperato per costruire carretti a mano, rimorchi per bici, fantosiosi veicoli per la raccolta della spazzatura e macchine improvvisate 1. Per montare questi catorci, usano pezzi di trattori, utilitarie (principalmente Skoda o Lada) e carrelli industriali.

Iso and Fjurija, photographed in Belgrade, Serbia. Iso e Fjurija, fotografati a Belgrado, Serbia.

Tahir at the wheel of his car, “Cultivato,” Belgrade, Serbia. Tahir al volante della sua auto “Cultivato”, Belgrado, Serbia.

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Stanoje at the wheel of his car, “Mad Max,” Belgrade, Serbia. Stanoje alla guida di “Mad Max”, Belgrado, Serbia.

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Robert and friend on “Roberto Carlos”, Belgrade, Serbia. The body of Roberto Carlos is made with parts from a Czech Skoda and a Russian Lada. Its engine is taken from a British Ferguson tractor and the seats are from a Serbian Yugo 45.

Robert e un amico su “Roberto Carlos”, Belgrado, Serbia. La struttura del “Roberto Carlos” comprende pezzi di una Skoda ceca e di una Lada russa. Il motore è quello di un trattore inglese Ferguson, i sedili provengono da uno Yugo 45 serbo.


Garbage Trucks – Serbia

“In winter it’s very hard to travel on this thing” 2. Boris Miltić is a Serbian journalist and filmmaker. In 2003, he produced a short documentary called Pretty Dyana, a colorful, fun portrait of the life of Belgrade’s Roma population as they collect waste material in their transformed vehicles. 2. Boris Miltić è un giornalista e regista serbo. Nel 2003 ha prodotto un breve documentario intitolato Lepa Dijana (bella diana), un variopinto e divertente spaccato sulla vita dei rom di Belgrado che raccolgono materiale di scarto a bordo dei loro fantasiosi autoveicoli.

3. According to the Serbian Ministry of Environment and Spatial Planning, Serbia recycles 10 times less than any country in the EU, under eight percent of its discarded glass, wood, paper, plastic and metal. 3. Secondo il ministero serbo dell’Ambiente e della Pianificazione territoriale, la Serbia ricicla 10 volte meno rispetto ai paesi dell'Unione Europea, ossia meno dell’otto per cento dei rifiuti di vetro, legno, carta, plastica e metallo.

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Robert, 38, Belgrade, Serbia

“D’inverno è dura girare tutto il giorno su questo coso” Robert, 38 anni, Belgrado, Serbia

There are around 3,200 landfills in Serbia and one of the largest is in Vinča, 13km southeast of Belgrade. The 1,300 tons of waste Belgrade’s 1.2 million citizens send there every day is a prime resource for the Serbian capital’s 20,000 Roma. Living in the Deponija and Padina colonies (“landfill” and “slope” in Serbian) to the southwest of Belgrade, these Roma people make a living collecting cardboard, cables, copper and iron from the city’s streets 2, materials that they then sell on to recycling plants 3. They can earn €10 to €20 (US$15-30) each a day, selling a kilogram of copper for €4 (US$5.70) or a kilogram of iron for €1.50 (US$2.10). But to transport such loads they need rugged, cheap, and extremely fuelefficient machines. Luckily they’re experts at screwing, unscrewing, hammering, smashing, dismembering and ripping out the entrails of old, broken vehicles to create ones that work. “The vehicle has changed my life, but it’s still very hard to be traveling the whole day during the winter on this thing,” says Robert about his vehicle, named “Roberto Carlos,” after the Brazilian football player. Robert moved to Belgrade from Macedonia 30 years ago and uses his car to earn a living to support his four children. He built the car a decade ago after years of pushing a handcart; it took him one month to build. “I am proud of her,” he says. “I cannot live without her.” Robert now dreams of getting proper registration for the vehicle since Belgrade’s police have been clamping down on unregistered vehicles and many have now been confiscated. And with owners not compensated for their loss and risking fines or jail time for driving them, Robert says that until then he’ll be taking as many back roads as possible.

Camion di spazzatura - Serbia

Si contano circa 3.200 discariche in Serbia. Una delle più grandi è quella di Vinča, 13 km a sudest di Belgrado. Le 1.300 tonnellate di spazzatura che gli 1,2 milioni di abitanti di Belgrado scaricano qui, ogni giorno, è una delle principali risorse per i 20.000 rom che vivono nella capitale serba. Accampati nei quartieri di Deponija e Padina (“discarica” e “scarpata” in serbo), nella zona sudest di Belgrado, questi rom sbarcano il lunario raccogliendo per strada 2 cartone, cavi, rame e ferro. Tutto materiale che rivendono agli impianti di riciclaggio 3. In un giorno riescono a racimolare dai €10 ai €20 (US$15-30). Un chilo di rame costa €4 (US$5,70), uno di ferro €1,50 (US$2,10). Ma per trasportare quei carichi hanno bisogno di macchine robuste, economiche e a bassissimo consumo. Per fortuna sono dei maghi ad avvitare, svitare, inchiodare, rottamare, smembrare e staccare le viscere da vecchi catorci inutilizzabili per costruire un veicolo perfettamente funzionante. “Mi ha cambiato la vita, anche se d'inverno è dura girare tutto il giorno su questo coso” dice Robert del suo veicolo, ribattezzato “Roberto Carlos”, in onore del calciatore brasiliano. Robert si è trasferito a Belgrado dalla Macedonia 30 anni fa e usa il suo camioncino per guadagnarsi da vivere e sfamare i quattro figli. Lo ha costruito una decina di anni fa, dopo aver spinto per anni il suo carretto a mano. “Sono molto orgoglioso della mia opera” spiega. “Non potrei vivere senza”. Robert ora sogna di far registrare il suo veicolo, da quando la polizia di Belgrado ha deciso di dare un giro di vite confiscando le auto che non sono in regola. Oltre a perdere il mezzo, i proprietari rischiano una multa o addirittura il carcere. Per questo Robert, finché non risolve la questione, giura che farà di tutto per circolare solo nelle strade secondarie.

Garbage Trucks – Serbia

Camion di spazzatura - Serbia

Out on the dump there are no blueprints, laws or copyright telling you how to build your car, so check out other Roma’s vehicles. Get some ideas, ask for advice, and then build your own.

In mezzo a una discarica non ci sono disegni, leggi o brevetti per dirti come costruire la tua macchina. Ispirati agli altri veicoli rom. Copia qualche idea, chiedi consigli e costruisci il tuo mezzo di locomozione.

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FRESA TRACTOR Plowing by hand is backbreaking work. That’s why the Fresa tractor was so popular in rural Yugoslavia during the rule of Communist leader Josep Broz Tito. Also known as the walking tractor because, like a lawnmower, it needs to be pushed, the machine has a powerful engine and allows for efficient plowing. For your car you’ll need the engine, handlebar and front axle. If you can’t find an abandoned one you’ll need to part with a year’s earnings – in the secondhand market it will cost you around €500 (US$715).

TRATTORE FRESA Arare a mano è roba da spaccarsi la schiena. Ecco perché il trattore Fresa era così popolare nelle campagne durante il regime comunista di Josep Broz Tito. Anche soprannominato il “trattore che cammina”, perché deve essere spinto come un tosaerba, il suo potente motore garantisce una perfetta aratura. Per la tua macchina, avrai bisogno del motore, del manubrio e del semiasse anteriore. Se non trovi un vecchio trattore abbandonato, dovrai sborsare i guadagni di un anno. Sul mercato dell'usato ti costerà intorno ai €500 (US$715).

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RUSSIAN LADA Scour the streets of Belgrade for a Russian Lada, the older the better – and haggle with the owner. You only need the wheels and the chassis, so don’t pay more than €100 (US$140). You don’t want to make too much of an investment since soon you might not even be able to use your homemade car – a law banning owner-created cars from public streets is supposed to come into effect in June 2011.

LADA RUSSA Batti le strade di Belgrado in cerca di una Lada russa – più vecchia è meglio è – e tratta sul prezzo. Ti servono soltanto le ruote e il telaio, quindi non cacciar fuori più di €100 (US$140). Non investire troppo, può darsi che la tua creazione, in futuro, diventi inutilizzabile: nel giugno del 2011 dovrebbe entrare in vigore una legge che vieta la circolazione di queste auto fai-da-te.

3

BED FRAME New steel costs around US$850 a ton. But there’s plenty for free in most landfills (in Australia 2.5 percent of landfill waste is steel). Bed frames, shopping carts and other bits can be welded together to make a cage for the back of your truck. Once that’s done you’re in business. Team up with a friend – while you drive, your business partner can dip into the roadside bins. And don’t forget to wet any cardboard you collect before taking it to the recycling plant: it will make it heavier and you’ll get a better price.

BRANDA L'acciaio di prima mano costa circa US$850 a tonellata. Ma ce n'è un mucchio a disposizione gratis nelle discariche (è il 2,5 per cento dei rifiuti in Australia). Telai di letti, carrelli della spesa e oggetti vari possono essere saldati insieme per costruire una gabbia da fissare sul retro del camioncino. Dopo quest'ultimo tocco, potrai metterti in affari. Coinvolgi un amico: mentre tu guidi, il tuo socio potrà andare a caccia nei cassonetti della spazzatura. E non dimenticare di bagnare il cartone che hai raccolto prima di andare a rivenderlo all'impianto di riciclaggio: un trucchetto per farlo diventare più pesante e guadagnarci di più.

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Personal Metro – Russia

Metrò personale – Russia

What should you do when you retire? Why not try building your own subway system 1? Since he retired in 1984, Leonid Murlyanchik, now 69, has been digging a subway under his house in Lebedyan, Russia, planning to connect his home to his neighbors’ houses, and the neighborhood to the local train station. Ti chiedi cosa fare, quando andrai in pensione? Potresti costruire una rete della metropolitana 1! È da quando ha smesso di lavorare, nel 1984, che il russo Leonid Murlyanchik sta scavando una metropolitana sotto casa, con il progetto di collegare la sua abitazione con quella dei vicini arrivando fino alla stazione ferroviaria.

In basso: Leonid Murlyanchik nel centro operativo della sua metropolitana, dove ha installato una telecamera per seguire i movimenti dei vagoni (che non sono ancora stati installati).

Below: Leonid Murlyanchik in the operations center of his subway system; he has installed cameras to follow the movement of wagons. (The wagons have yet to be installed.)

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How to dig your own hole Come scavarti la fossa

1. In 1935, 500km north of Lebedyan in Moscow, Stalin commanded his architects to build a metro system that embodied the svetloe budushchee (“radiant future”). Today, the Moscow metro is the world’s most-used metro system outside of Tokyo, with 2.4 billion people riding its 300km of track every year. 1. Nel 1935, a 500 km a nord di Lebedyan, Stalin commissionò ai suoi architetti la costruzione della rete ferroviaria sotterranea urbana di Mosca, simbolo dello svetloe budushchee, “il radioso futuro” del paese. Oggi è la metropolitana più usata al mondo dopo quella di Tokyo: 2,4 miliardi di persone viaggiano ogni anno sui 300 km del suo tracciato.

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Personal Metro – Russia

Above: the entrance to Leonid Murlyanchik’s subway system. In alto: l’entrata della metropolitana di Leonid Murlyanchik.

2. The New York subway transports 7 million people every day. The New York Metropolitan Transportation Authority estimates this keeps about 700,000 cars off the streets of New York City daily, and 180 million kilograms of “soot, carbon monoxide, hydrocarbons, and other toxic substances” out of the city’s air each year. 2. La “subway” trasporta ogni giorno sette milioni di persone nella Grande Mela. Secondo la Metropolitan Transportation Authority, questo terrebbe lontane dalle strade ben 700.000 automobili ogni giorno, oltre a evitare il rilascio di 180 milioni di kg di emissioni l’anno, fra “fuliggine, anidride carbonica, idrocarburi a altre sostanze tossiche”.

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Welcome aboard the Murlyanchik Line. Your driver, Leonid Murlyanchik, formerly of the Yaroslavl train network, dug this 300-meter tunnel on his own using homemade tools. You are now traveling two meters beneath his house. Severe delays are expected as no trains have yet run through these tunnels. In future, electrically powered wagons able to carry four people each will service the route 2. The management apologizes for any inconvenience caused, but requests your understanding: while a good day’s work can extend this tunnel by one meter, it takes three more days to strengthen that space with bricks and apply sealant to the walls. Construction has been stopped several times in the past 27 years, too, due to legal and financial issues. The next station is closed. Actually, all the stations are closed. The Murlyanchik Line has several stops planned, one at each of Leonid Murlyanchik’s neighbors, but construction is suspended, pending permission from the neighbors to dig tunnels under their properties. Murlyanchik has already spent 250,000 rubles (US$8,900) of his 7,000-ruble (US$250) monthly pension to build this subway system, but estimates he needs another 500,000 rubles (US$17,800) to finish the project. Murlyanchik started his subway with the intention of digging a six-kilometer tunnel to visit Ekaterina, a woman he liked in a neighboring village, but when Ekaterina’s son was released from prison he had words with Murlyanchik and put a stop to his plans. Now the network is designed to link the neighborhood with the train station. Skeptics say that Murlyanchik will miss the proverbial last train before he completes the network, but he remains defiant. “If I didn’t have belief, I would never do anything,” he says. “Hope dies last.”

Metrò personale – Russia

Benvenuto a bordo della Linea Murlyanchik. Il conducente, Leonid Murlyanchik, ex dipendente della rete ferroviaria di Yaroslavl, ha scavato da solo questa galleria di 300 metri lavorando con attrezzi artigianali di sua fabbricazione. Ora stai viaggiando a una profondità di 2 metri sotto la sua abitazione. Si prevedono forti ritardi dato che nessun treno ha mai attraversato questa galleria, prima d’ora. In futuro, su questa tratta, i vagoni a trazione elettrica saranno in grado di trasportare quattro passeggeri ognuno 2 . La direzione si scusa per gli eventuali inconvenienti chiedendo la tua comprensione: se con una buona giornata di lavoro la galleria può avanzare di un metro, ci vogliono altri tre giorni per consolidare la volta con i mattoni e impermeabilizzare le pareti. Non solo, i lavori si sono fermati più volte negli ultimi 27 anni, a causa di problemi legali e finanziari. La prossima stazione è chiusa. A dire il vero, tutte le stazioni sono chiuse. La Linea Murlyanchik prevede una serie di fermate, una per ognuno dei vicini di Leonid. Ma il progetto si è bloccato in attesa dell’autorizzazione dei vicini per scavare sotto le loro case. Murlyanchik ha già speso 250.000 rubli (US$8.900) dei suoi 7.000 rubli (US$250) di pensione mensile per costruire la sua metropolitana: sembra che ce ne vogliano altri 500.000 (US$17.800) per portare a termine il progetto. Leonid cominciò a costruire la sua metropolitana con l’intento di scavare una galleria di 6 km per andare a trovare Ekaterina, una donna che gli piaceva in un villaggio vicino. Ma quando il figlio di Ekaterina uscì di prigione, ebbero un diverbio e questo mise fine ai suoi piani. Ora la rete dovrebbe collegare il quartiere alla stazione ferroviaria. Gli scettici sostengono che perderà il proverbiale ultimo treno prima di aver concluso la sua opera. Ma lui non getta la spugna: “Se non avessi questa certezza, non farei niente” spiega. “La speranza è l’ultima a morire”.

A fianco: la rete di gallerie. Murlyanchik ha un’intera collezione di monete sovietiche che intende utilizzare come contrassegno per entrare e uscire dalla metro. Opposite page: Inside Murlyanchik’s network of tunnels. He has been collecting old Soviet coins that he plans to use as tokens for people to get in and out of the metro system.

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Head Loading – Kenya

Turning their colorful kangas and kikois 1 into packs, every day women in the Kenyan countryside walk distances of over 20 kilometers to collect water, food and firewood. They can carry more than half their bodyweight on their heads, and, as they push themselves to the limit, they keep a tradition alive in which their gender defines the burdens they bear. Ogni giorno le donne keniote trasformano in fagotti i loro variopinti kangas e kikois 1 e si fanno più di 20 km a piedi per cercare acqua, cibo e legna da ardere portando sulla testa oltre la metà del proprio peso. Con questo sforzo inaudito, tengono in vita una tradizione in cui essere donna significa anche doversi fare carico di tutti i pesi della vita.

The XX chromosome has determined that you are a woman 2 , and given you a narrow waist, broad hips and a wide pelvic cavity – essential features for creating new life and carrying it for nine months. These chromosomes determine much more than reproduction, however. In your village, Garsen in northern Kenya, as in many other small Kenyan communities, your fate will be to serve your father, your husband, and your children, by carrying food, water and firewood for them.

“In an average lifetime someone in the US will walk a distance equal to four times the Earth’s circumference” The American Podiatric Medical Association

Since early childhood, playing innocent games will have taught you the necessary skills for this role. As a child you held pots and other objects on your head, practicing the upright, neutral posture that optimizes your balance, keeps your joints young, and saves effort on long walks. Of course, it is you, not your husband, who has to walk 3 more than 12 kilometers each day looking for the basic materials for life. But it’s time to focus on your load: 40 kilograms of firewood wrapped in colorful cloth and braced against your forehead. Keep your neck stiff and your body leaning forward. It’s this position, and the supposed efficiency of your body over long distances with little food that has amazed foreign scientists like Norman Heglund, an American A fianco: Haidhaja Abudi, Garsen, Kenya. Opposite page: Haidhaja Abudi, Garsen, Kenya.

Sulla testa – Kenya

How to use your head Come usare la testa

Il cromosoma XX ti ha fatto nascere donna 2 , provvista di vita stretta, fianchi larghi e una generosa cavità pelvica: essenziali per creare una nuova vita portandola in grembo per nove mesi. Ma i cromosomi non si fermano alle capacità riproduttive. Nel tuo villaggio, a Garsen, nel nord del Kenya, come in molte altre comunità del paese, condizioneranno anche il tuo destino per servire padre, marito e figli, trasportando il cibo, l’acqua e la legna. Fin dalla prima infanzia, i giochi più innocenti ti insegneranno a sviluppare le doti necessarie per svolgere questo compito, come tenere in equilibrio sul capo recipienti di vario tipo imparando ad acquisire una postura neutra per ottimizzare l’equilibrio, mantenere giovani le articolazioni e risparmiare gli sforzi sui lunghi tragitti. Ovviamente, sarai tu e non tuo marito a dover camminare 3 più di 12 km al giorno per provvedere al sostentamento della famiglia.

1. Kangas and kikois are east African garments. Kangas are large single pieces of colorful cotton, often embroidered with a jina, or a message in Kiswahili, such as “Sisi sote abiria dereva ni Mungu” (We are all passengers, God is the driver). Kikois are wraps originating from the coast of the Indian Ocean. 1. Kanga e kikoi fanno parte dell’abbigliamento tradizionale africano. Il primo è un coloratissimo tessuto di cotone di grandi dimensioni, spesso ricamato con un jina, un messaggio in lingua Kiswahili, del tipo “Sisi sote abiria dereva ni Mungu” (siamo tutti passeggeri, dio è il guidatore). Il kikoi, invece, è una specie di pareo originario delle coste dell’Oceano indiano.

Associazione Medici Podologi Americani

2. Women walk with a shorter pace than men, and with more pelvic movement. Walking uses the same principle as a pendulum, with the body pivoting over a stiff leg at each step, converting potential energy into kinetic energy at about 65-percent efficiency.

Ora è il momento di pensare al carico: 40 kg di legna avvolti in un coloratissimo tessuto sistemato intorno alla fronte. Tieni il collo in tensione, inclinando il corpo in avanti. È proprio questa posizione, insieme alla resistenza fisica su lunghe distanze con poco cibo, ad aver incuriosito scienziati come l’americano Norman Heglund, fisiologo presso l’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio. Heglund è giunto alla conclusione che “Le donne africane sono in grado di trasportare

2. Le donne hanno un’andatura più lenta rispetto agli uomini, con un più ampio movimento del bacino. Camminando il corpo funziona come un pendolo, oscillando, a ogni passo, sulla gamba tesa: il potenziale energetico umano si trasforma così in energia cinetica, con una resa di circa il 65 per cento.

“Nel corso della vita una persona cammina in media una distanza pari a quattro volte la circonferenza terreste”

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Head Loading – Kenya

3. According to the US Road Management & Engineering Journal the average walking speed in the US is five kilometers an hour. The American Podiatric Medical Association estimates that the typical American takes 8-10,000 steps a day, meaning that in an average lifetime, one person will walk a distance roughly equal to four times the earth’s circumference. 3. Secondo il Road Management & Engineering Journal (rivista specialistica statunitense di ingegneria e viabilità) la velocità di marcia negli Stati Uniti è in media di 5 km orari. L’Associazione Medici Podologi Americani calcola che l’americano tipo compie circa 8-10.000 passi al giorno. Praticamente, quattro volte il giro del mondo su tutta la circonferenza terrestre nell’arco di una vita.

Sulla testa – Kenya

physiologist at the Catholic University of Leuven, Belgium. Heglund concluded that, “African women can carry 20 percent of their own bodyweight on their heads without using any additional energy.” Others aren’t so sure. Ray Lloyd, a sports scientist at the University of Abertay Dundee, UK, says that, “head loading is not more efficient than other methods ... and is very painful for the women.” Whether the weight you’re carrying on your head is making your gait more efficient or is simply damaging your neck, help might be at hand. The world donkey population is growing, and according to a 1998 report by ENERGIA, the International Network on Gender and Sustainable Energy, it is growing fastest in Sub-Saharan Africa, where “in some countries donkey numbers have increased ten-fold in the past 30 years.” Pack animals might now assist people in places with little tradition of using them for domestic purposes, and animal-energy-based transport systems would have several benefits for you, most notably by freeing up time for other things. At least it would be better than the current situation: a transport system powered only by you.

sulla testa il 20 per cento del proprio peso corporeo senza consumare energie extra”. Ma i pareri sono discordi. Secondo Ray Lloyd, scienziato dello sport all’università di Abertay Dundee, nel Regno Unito “Portare carichi sulla testa non è un metodo più efficace di altri... ed è molto doloroso per le donne”. In attesa di scoprire se un peso sulla testa ti fa camminare meglio o ti distrugge la cervicale, sappi che puoi sempre farti dare una mano. La popolazione mondiale di asini è in crescita e, stando a uno studio condotto nel 1998 da ENERGIA, una rete internazionale impegnata per le pari opportunità e l’energia sostenibile, la tendenza è ancora più accentuata nell’Africa subsahariana, dove “In alcuni paesi il numero di capi si è moltiplicato per 10 negli ultimi 30 anni”. Le bestie da soma potrebbero assistere gli umani anche in luoghi in cui non sono tradizionalmente adibite a uso domestico. L’introduzione di sistemi di trasporto a trazione animale comporterebbe una serie di vantaggi per la tua vita, in particolare lasciandoti tempo libero per altre attività. Male che vada, sarebbe sempre un progresso rispetto alla situazione attuale: un sistema di trasporto azionato unicamente dalla tua energia cinetica.

Ways to carry 40 kilograms Tecniche per trasportare 40 kg

On the back Carrying a bag to school with four volumes of encyclopedia, lunch and sports clothes can cause posture problems, lower-back pain, deformity of the spine and mobility problems in adulthood, according to Steve August, a physiotherapist in Dunedin, New Zealand.

over the shoulder This ancient technique for carrying water is still used in parts of rural China. The key is to level the weight in the two containers. Fitness fanatics use the same basic principle as an exercise to tone their obliques.

With the arms This well-known action is for carrying 29-inch TVs when moving house. According to the US Army Center for Health Promotion, the best way to lift is to “shift your center of gravity forward and push your buttocks out to compensate.”

On the head According to Dr. Kweli Tutashinda, owner of Imhotep Chiropractic Center in California, USA, the spines of East African women are particularly strong, with good bone density, as carrying loads on their heads encourages the spinal bones to strengthen themselves with calcium.

SuLLA SCHIENA Portare la cartella a scuola con dentro quattro volumi dell’enciclopedia, il pranzo e la tuta da ginnastica può causare problemi posturali, dolori lombari, deformazioni della colonna vertebrale e deficit di mobilità in età adulta secondo Steve August, fisioterapista a Dunedin, in Nuova Zelanda.

Sulle spalle Quest’antica tecnica per trasportare acqua è ancora diffusa in alcune zone rurali della Cina. Il trucco è bilanciare il peso fra i due recipienti. È lo stesso principio usato dai fanatici di una perfetta forma fisica come esercizio per sviluppare gli obliqui.

Con le braccia Un classico per trasportare il televisore da 29 pollici durante un trasloco. Secondo il centro di prevenzione sanitaria dell’esercito statunitense, il modo migliore per sollevare un peso è “spostare anteriormente il baricentro lasciando fuoriuscire il sedere per compensare”.

Sulla testa Secondo il dott. Kweli Tutashinda, proprietario dell’Imhotep Chiropractic Center in California, negli USA, la colonna vertebrale delle donne in Africa orientale è particolarmente forte, con una buona densità ossea, perché trasportando pesi sulla testa la colonna è portata a rafforzarsi e a fissare più calcio nelle ossa.

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Electric Wheelchair – West Bank

For the 165,000 Palestinians in Hebron, a city in the West Bank, getting around is a major issue. The landscape is peppered with Israeli checkpoints 1 and roadblocks, and, according to the Washington Post, restrictions on Palestinians moving around the city have had a grave impact on its economy. For Mahmod Mojahed, 65, chronic pain in his legs made mobility even more difficult. Mojahed refused to accept his fate, however, and decided to take destiny into his own hands. Per i 165.000 palestinesi di Hebron, una città della Cisgiordania, andare in giro non è cosa semplice. Il territorio è costellato di posti di controllo e blocchi stradali israeliani 1. Stando al Washington Post, le restrizioni alla circolazione stanno mettendo in ginocchio l'economia cittadina. Per il sessantacinquenne Mahmod Mojahed, con i suoi dolori alle gambe, spostarsi è ancora più difficile. Tuttavia, Mojahed non si è rassegnato, e ha deciso di prendere in mano il suo destino.

“I worked my whole life in Hebron as a pharmacist, but in 2006, my legs betrayed me. Doctors in Ramallah tried to help, but the end result was that I could no longer work. I was suddenly poor, locked up at home in the al-Jalade suburb with five children, no job and no pension. Sometimes I felt like I was in prison. Life is difficult for everyone in Hebron, but for disabled people there are no facilities and services, and no one to take care of you. “I have always taken pride in being able to build things – inventing gives me a boost. You might even say it’s what recharged me. So I decided to build a car, not just to change my life, but the lives of other disabled people, too. “Everyone in the West Bank travels in cars or taxis. Traffic is chaotic, and the air can become unbreathable. By making my car electric, I hoped to fix this problem 2. Also, I started building just after the Second Intifada 3, when we experienced what it’s like to live without oil. Of course, Palestinians have trouble traveling because of the military occupation, and for that – unfortunately – my invention is not a solution. A fianco: Mahmod Mojahed nella sua officina, Hebron, Cisgiordania. Opposite: Mahmod Mojahed in his workshop in Hebron, West Bank.

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Sedia a rotelle elettrica – Cisgiordania

How to go with the current Come andare con la corrente

“Ho lavorato tutta la vita a Hebron come farmacista, ma, nel 2006, le gambe mi hanno tradito. I medici di Ramallah hanno cercato di aiutarmi, ma alla fine non ero più in grado di lavorare. Mi sono ritrovato improvvisamente povero, rinchiuso in casa nei sobborghi di alJalade, con cinque figli, senza lavoro né pensione. A volte mi sentivo come in prigione. La vita è difficile per tutti a Hebron, ma per i disabili non ci sono strutture né servizi. Nessuno si prende cura di noi. “Sono sempre stato orgoglioso della mia abilità nel costruire le cose: inventare mi dà la carica. In un certo senso è quello che mi ha fatto andare avanti. Decisi di costruire una macchina per cambiare non solo la mia vita, ma anche quella degli altri disabili. “In Cisgiordania si spostano tutti in macchina o in taxi. Il traffico è caotico e l’aria può diventare irrespirabile. Progettando un’auto elettrica, speravo di contribuire a risolvere il problema 2 . E, poi, cominciai a costruirla subito dopo la seconda Intifada 3, quando avevamo vissuto sulla nostra pelle cosa volesse dire vivere senza petrolio. Certo, i palestinesi hanno difficoltà a viaggiare a causa dell’occupazione militare e la mia invenzione – sfortunatamente – non è una soluzione.

1. In October 2010, according to B’Tselem – the Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories – there were 99 fixed checkpoints and 310 flying checkpoints in the West Bank. 1. Nell’ottobre del 2010, secondo B’Tselem – centro di documentazione israeliano sui diritti umani nei territori occupati – in Cisgiordania c’erano 99 posti di blocco fissi e 310 posti mobili.

2. Electric cars do not always produce less CO2 than oilpowered ones. It depends on where the vehicle charges, says the carbon-accounting firm Ecometrica. An electric car in coal-powered Greece produces 118 grams of CO2 per kilometer – nine grams more than a diesel equivalent. 2. Non sempre le auto elettriche producono meno CO2 di quelle a petrolio. Dipende dal sistema di ricarica dell’autoveicolo, spiega Ecometrica, azienda specializzata nel calcolo delle emissioni. Un’auto elettrica in un paese alimentato principalmente a carbone, come la Grecia, produce 118 grammi di CO2 al km – ossia 9 grammi in più rispetto una vettura equivalente a gasolio.

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Electric Wheelchair – West Bank

Sedia a rotelle elettrica – Cisgiordania

Electric Wheelchair – West Bank

Sedia a rotelle elettrica – Cisgiordania

Four essentials for building an electric wheelchair Quattro dritte per costruire una sedia a rotelle elettrica

GIVE IT LIGHT Wait until no one’s looking, take two matching metal vases from the windowsill and throw the flowers away. These are perfect vessels for the headlights of your car. According to the Palestinian Ministry of Transportation, illegal vehicles are the cause of most traffic accidents in the West Bank, and Hebron has over 14,000 of them. Some headlights might help keep you safe. MONTA LE Luci Controlla che non ti guardi nessuno, prendi due vasi di metallo identici dal balcone e butta via i fiori. Saranno il recipiente perfetto per alloggiare i fanali anteriori della tua macchina. Secondo il ministero dei Trasporti palestinese, i veicoli illegali sono la principale causa di incidenti in Cisgiordania: a Hebron se ne contano più di 14.000. Con i fari sarai meno pericoloso per te e per gli altri.

GET INSPIRED For inspiration, you can’t go far wrong with the vehicle Mojahed probably had in mind as a model for his machine: the OM Autocarretta 32. This Italian truck was introduced in 1931 to replace mule trains used to transport goods in the mountains of northern Italy, but it really found its niche in the Libyan Desert.

3. The Second Intifada was a Palestinian uprising that lasted from 2000-2005, in which an estimated 6,500 Palestinians and 1,100 Israelis died. The Palestinians saw their actions as an attempt to obtain statehood; the Israelis perceived it as a new wave of Palestinian terrorist attacks. 3. La seconda Intifada è un’insurrezione palestinese durata dal 2000 al 2005, in cui si calcola abbiano perso la vita 6.500 palestinesi e 1.100 israeliani. Se per i palestinesi era un’azione legittima per rivendicare la nascita del loro stato; per gli israeliani era solo l’ennesima nuova ondata di attentati terroristici palestinesi.

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“I was offered US$25,000 for my prototype, but I refused. I want to produce my car myself, not sell it to the firstcomer”

TROVA L’ISPIRAZIONE Puoi ispirarti anche tu al veicolo che Mojahed aveva in mente come modello per la sua macchina – l’OM Autocarretta 32 – non ti puoi sbagliare. Questo autocarro italiano, creato nel 1931 per sostituire i convogli a dorso di mulo che trasportavano rifornimenti sulle montagne del nord Italia, in realtà ha trovato il suo ambiente ideale nel deserto libico.

“Mi hanno offerto US$25.000 per il prototipo ma ho rifiutato. Voglio produrre l’auto per conto mio, non venderla al primo arrivato”

Mahmod Mojahed, 65, Hebron, West Bank

Mahmod Mojahed, 65 anni, Hebron, Cisgiordania

“The model for my car is an old photograph I once saw of Italian military trucks in Libya. The driving seat can fit two people next to each other, and there’s a space in the back where I’ve put a reservoir for tea and two shelves for cigarettes. If my design doesn’t go into production, I can turn it into a little shop. “Right now I’m working to put solar panels on the car’s roof. It doesn’t look hard to do, and I want to make the car more economical. In poor countries there’s no lack of sun, at least.”

“Il design si ispira agli autocarri militari italiani in Libia, che vidi una volta su una vecchia foto. Nel sedile di guida ci possono stare due persone, fianco a fianco, e c’è uno spazio sul retro dove ho sistemato un serbatoio per il tè e due scaffali per le sigarette. Se questo modello non andrà in produzione, potrò trasformarlo in un negozietto. “In questo momento sto lavorando per montare i pannelli solari sul tetto. Non sembra una cosa difficile, e voglio costruire un’auto molto economica. Per lo meno, nei paesi poveri il sole non manca!”.

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FIND POWER Eighty-eight batteries power the car, each of them costing a hefty 20 shekels (US$5.70). And the stress doesn’t stop with the price. Whenever you take your car outside you’ll likely suffer from “range anxiety,” the fear – common among electric-car drivers – that, due to a lack of recharging infrastructure, your vehicle will not have sufficient power to reach its destination.

DATTI LA CARICA La macchina è alimentata da 88 batterie, per l’astronomica cifra di 20 shekel (US$5,70) l’una. E lo stress non si limita al prezzo. Ogni qual volta uscirai in macchina, avrai buone probabilità di soffrire di “ansia da autonomia”, ossia la paura – comune fra i guidatori di auto elettriche – che, a causa della mancanza di strutture per fare il pieno di elettricità, non avrai energia a sufficienza per arrivare a destinazione.

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MAKE IT SHINE Mojahed got the shine on his wheels by using the best trays from his wife’s tableware as hubcaps. You might want to choose something less valuable: according to the Royal Automobile Club of Victoria, an Australian car-insurance provider, hubcaps are among the most popular items stolen from cars worldwide, along with wheels, stereos and bags. TIRALA A LUCIDO Mojahed ha deciso di far brillare la sua auto usando i più bei vassoi della moglie per la coppa delle ruote. Ma ti conviene scegliere qualcosa di meno prezioso: secondo il Royal Automobile Club di Victoria, in Australia, specializzato in polizze assicurative, le coppe sono uno degli articoli più rubati sulle auto di tutto il mondo, insieme a ruote, stereo e borse.

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Robot Rickshaw – China

1. Peasant da Vincis was the name of a 2010 exhibition at the Rockbund Art Museum in Shanghai, which featured the inventions of Chinese farmers. The ingenuity and experimentation of their flying machines, cars and guns bears comparison with the work of Renaissance autodidact Leonardo da Vinci. 1. “Contadini da Vinci” è il titolo di una mostra dedicata alle invenzioni degli agricoltori cinesi tenutasi nel 2010 al Rockbund Art Museum di Shanghai: macchine volanti, auto e armi da fuoco così geniali e all’avanguardia da poter reggere il confronto con le creazioni del grande inventore rinascimentale autodidatta Leonardo da Vinci.

2. In 1986, Japanese company Honda produced ASIMO, a humanoid robot able to walk on two feet at speeds of up to six kilometers an hour. In defence of his own work, Wu Yulu says, “I know the Japanese robots are very good, but they are a whole team, not just a farmer with three years of education.” 2. Nel 1986 la casa giapponese Honda ha prodotto ASIMO, un robot umanoide bipede in grado di camminare a una velocità di 6 km orari. A difesa del suo lavoro, Wu Yulu dichiara che “I robot giapponesi sono eccezionali, ma loro sono un’intera squadra contro un semplice contadino con tre anni di scuola elementare”.

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Risciò a robot – Cina

His great-grandfather traveled on foot, his grandpa used an ox-drawn cart and his father used a bicycle, but Wu Yulu, 48, has found a new way to travel. Sitting back in his rickshaw, Mr Wu is pulled around by a robot. This is the story of a remarkable Chinese farmer who has replaced the crops in his yard with a family of robots programmed to call him “daddy.”

How to make your child take its first step Come far fare i primi passi a tuo figlio

Il bisnonno si spostava a piedi, il nonno usava un carro trainato dai buoi e il padre una bici. Oggi il quarantottenne Wu Yulu ha trovato un nuovo modo per viaggiare. Comodamente seduto nel suo risciò, il signor Wu si fa scarrozzare da un robot. Ecco la storia di un geniale agricoltore cinese che ha sostituito le piante dell’orto con una famiglia di robot programmati per chiamarlo “papi”.

Robot Rickshaw – China

Risciò a robot – Cina

Fifty years ago, Mawu, a small village outside Beijing, was a thriving agricultural community; today it is little more than a distant neighborhood of a giant metropolis. From birth Wu Yulu was destined to work on the land, but describes himself as a lousy farmer: “I was only ever interested in observing the world and trying to understand how it works. Since I was a child I’ve been watching people and wondering how they are able to walk on two legs.” Wu belongs to a new breed of creative famers without a formal education who invent extraordinary machines – China’s “peasant da Vincis,” 1 as they have been called. Still, he says, “my family can’t understand why I make robots. I make no money with them and the cost of production is very high.”

“Since I was a child I’ve been watching people and wondering how they are able to walk on two legs” Wu Yulu, 48, Beijing, China

In building the 50 robots (Wu One to Wu 50), Wu Yulu has acquired debts of over 70,000 yuan (US$12,300), accidentally splashed acid on his face, gained a reputation as a crackpot and almost destroyed his marriage to the longsuffering Dong Shuyan. “In June 1999, I started a fire that burned down my house,” he says. “My wife cried and said, ‘I’m leaving you. I told you not to make robots but you didn’t listen.’ But everything was OK a few days later when I said I would build her a robot servant. “My first robot was built in 1986 2 and since then I have kept building them to do the things I need. Some can pull rickshaws, some play erhu 3, and others light cigarettes. When I built Wu Lao 32, the rickshaw robot, in the 1990s I did it because I didn’t want to walk a whole day to get to Beijing like my parents did. I needed to move but I couldn’t afford a car 4 , so I decided to make my own transport – a robot that could take my wife and me to buy vegetables.”

A fianco: sagoma di metallo usata da Wu Yulu per costruire la testa e il busto di Wu Lao 32, il robot tirarisciò. Opposite page: the metallic mold used by Wu Yulu to build the head and torso of Wu Lao 32, his rickshaw-pulling robot.

Wu Yulu in the rickshaw pulled by his robot, Wu Lao 32. Wu Yulu sul risciò trainato dal suo robot, Wu Lao 32.

“È da quando ero bambino che osservo le persone chiedendomi come facciano a camminare su due gambe” Wu Yulu, 48 anni, Pechino, Cina

Cinquanta anni fa, Mawu, un piccolo villaggio nei dintorni di Pechino, era una fiorente comunità agricola; oggi è poco più di un lontano quartiere periferico di una gigantesca metropoli. Wu Yulu era destinato fin dalla nascita a lavorare la terra, pur considerandosi un pessimo agricoltore: “Ero l’unico interessato a osservare il mondo per capire come funziona. È da quando ero bambino che osservo le persone chiedendomi come facciano a camminare su due gambe”. Wu appartiene a una nuova stirpe di agricoltori creativi – ribattezzati i “contadini da Vinci” 1 –che, pur non avendo seguito un percorso scolastico, creano straordinarie invenzioni. Eppure, come spiega il nostro inventore: “La mia famiglia non capisce perché costruisco robot. Non ci guadagno nulla e i costi di produzione sono altissimi”. Per costruire i suoi 50 robot (da Wu 1 a Wu 50), Wu Yulu si è indebitato per oltre 70.000 yuan (US$12.300), si è schizzato il viso con l’acido, si è fatto una reputazione di squinternato e ha quasi mandato all’aria il suo matrimonio con quella povera disgraziata di Dong Shuyan. “Nel giugno del 1999 ho appiccato per sbaglio un incendio che ha raso al suolo la nostra casa” racconta. “Mia moglie urlava dicendo ‘Ti lascio! Ti dicevo di smetterla con i robot, ma tu non mi stavi a sentire’. Abbiamo fatto la pace qualche giorno dopo, quando le ho promesso che le avrei costruito una domestica-robot”.

3. The erhu is a bowed musical instrument often played by Chinese street music-ians. The erhu is the skinny, taller sister of the violin. 3. L’erhu è uno strumento musicale ad arco molto diffuso fra i musicisti di strada in Cina. In un certo senso, è la sorella filiforme e spilungona del violino.

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Robot Rickshaw – China 4. For the past three years, China has been the world’s top car-producing country, producing 18.3 million cars in 2010 alone. In the 1990s, however, most cars in China were imported from Japan, the US and Germany, and could only be afforded by the extremely wealthy. 4. Negli ultimi tre anni la Cina è il paese che ha prodotto il maggior numero di automobili nel mondo, con un record di ben 18,3 milioni di veicoli soltanto nel 2010. Eppure, negli anni 1990, le macchine erano importate prevalentemente da Giappone, Stati Uniti e Germania, ed erano prerogativa degli straricchi.

Risciò a robot – Cina

Powered by an electric motor, Wu Lao 32 raises its legs like a human being. With one full charge, costing one yuan (US$0.15), it can walk for six hours, at 30 to 40 steps per minute. With Wu Lao 32, Wu Yulu also took the notion of humanizing his robots one step further: “I want them all to move their eyes and ears like humans, so I make them eyes from Ping-Pong balls and mouths from sponges.”

“I decided to make my own transport – a robot that could take my wife and me to buy vegetables” Wu Yulu, 48, Beijing, China

“Decisi di costruirmi un mezzo di trasporto personalizzato: un robot per portare me e mia moglie al mercato” Wu Yulu, 48 anni, Pechino, Cina

Wu Lao 35 was built to promote healthier, non-smoking lifestyles. After lighting a cigarette it is programmed to say, “Smoking is bad for your health.” Wu Lao 35 è stato creato per promuovere uno stile di vita più sano e lottare contro il tabagismo. Dopo aver acceso una sigaretta è programmato per dire “Il fumo nuoce alla salute”.

“Costruii il mio primo robot nel 1986 2 e, da allora, non ho più smesso. Svolgono una serie di compiti, come tirare il risciò, suonare l’erhu 3, o accendere sigarette. Negli anni 90 ho creato Wu Lao 32, il robot da risciò, perché non mi andava di camminare un giorno intero per andare a Pechino, come facevano i miei genitori. Non avevo i soldi per comprare una macchina 4 e così decisi di costruirmi un mezzo di trasporto personalizzato: un robot per portare me e mia moglie al mercato”. Azionato da un motore elettrico, Wu Lao 32 alza le gambe come un essere umano. Per la modica cifra di 1 yuan (US$0,15), può camminare sei ore a pieno carico, a un ritmo di 30-40 passi al minuto. Con Wu Lao 32, Wu Yulu ha anche deciso di rendere più umani i suoi robot: “Volevo che muovessero il viso come una persona vera, così ho fatto gli occhi con le palle da ping-pong e la bocca di spugna”.

Chinese rickshaws from the Shang to the Wu dynasties Il risciò in Cina dalla dinastia Shang alla dinastia Wu

Shang Chariots 1200BC

Manual Rickshaw Late 19th century to early 20th century

Cycle Rickshaw 1980s

Robot Rickshaw Late 1990s

Dating from the Shang Dynasty (1760– 1046BC) and pulled by two or four horses, these are the first recorded chariots in China. These vehicles were so significant to Shang royalty that they would often be buried alongside their owners.

Before slavery was abolished in China in 1910, it was cheaper to use a slave to pull a rickshaw than it was to use a horse. Human-powered rickshaws were finally banned, by the Communists, in 1949.

For short hops (rides less than 10km) cycle rickshaws were hugely popular in China throughout the 1980s and 1990s. Today, due to economic growth and the greater availability of motorbikes, cycle rickshaws have now all but disappeared from China’s major cities.

In a moment largely ignored by the automobile industry, Wu Yulu declared the beginning of a new era of Chinese mobility. The Wu Lao 32 rickshaw robot has a 60-centimeter stride and walks at a steady three kilometers an hour step-by-step towards the future.

CarrO Shang 1200 a. C.

Risciò A Mano Fine del XIX inizio del XX secolo

Risciò A Pedali Anni 80

Risciò A Robot Tardi anni 90

Risalente alla dinastia Shang (1760– 1046 a. C.) e trainato da due o quattro cavalli, è il primo carro di cui si abbia testimonianza storica in Cina. Un veicolo così emblematico per la monarchia Shang da essere seppellito insieme al suo proprietario.

Prima dell’abolizione della schiavitù in Cina, nel 1910, per spingere un risciò costava meno usare uno schiavo che un cavallo. I risciò a trazione umana furono vietati dai comunisti nel 1949.

Per i tragitti brevi (al di sotto dei 10 km) il risciò a pedali era uno dei mezzi più diffusi negli anni 80 e 90 in Cina. Oggi, grazie alla crescita economica e a una maggiore disponibilità di motorini, i risciò a pedali sono praticamente scomparsi dalle principali città del paese.

Largamente ignorato dall’industria automobilistica, Wu Yulu ha annunciato l’inizio di una nuova era per la mobilità in Cina. Il robot da risciò Wu Lao 32 ha una falcata di 60 cm e cammina a una velocità di crociera di 3 km all’ora, passo dopo passo, verso il futuro.

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The mustachioed Wu Lao 35 lights cigarettes. Il baffuto Wu Lao 35 accende sigarette

Wu Lao 30 is a robotic walking dog. Wu Lao 30 è un cagnolino-robot che cammina.

Wu Lao Er is made from a water-cooler bottle. Wu Lao Er è stato ricavato da un distributore dell'acqua.

Wu Lao 20 gives massages and waves a fan. Wu Lao 20 fa i massaggi e agita un ventaglio.

This robot from Wu’s workshop takes a person’s body temperature. Questo robot dell'officina di Wu può misurare la temperatura.

Wu Lao Da is a sophisticated walking robot. Wu Lao Da è un sofisticato automa bipede

Wu Lao 18 is a freestanding walking robot. Wu Lao 18 è un robot indipendente che cammina.

Wu Lao 15 is another rickshaw-pulling robot. Wu Lao 15 è un altro robot tirarisciò.

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“Stavo pensando di costruire un altro veicolo a robot. Sarebbe una specie di macchina a forma di essere umano, ma più aerodinamica. Mi infilerei disteso all'interno e guiderei attraverso un paio di occhi di diamanti” Wu Yulu, 48 anni, Pechino, Cina “I’ve been thinking about making another vehicle robot. It will be a human-shaped machine, but streamlined. I’ll lie down inside its body and drive by looking through a pair of diamond eyes” Wu Yulu, 48, Beijing, China

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Vegetable-oil Vehicle – United Kingdom 1. According to the US Energy Information Administration, 905 billion metric tons of coal were left in our planet between 2005-2007. In 2006, 6 billion metric tons of coal were mined. At that rate, all the coal will be gone in 150 years. But demand is growing rapidly: we will be lucky if the coal lasts more than a century. 1. Secondo l’Istituto statunitense di statistiche sull’Energia, fra il 2005 e il 2007 restavano 905 miliardi di tonnellate di carbone sul pianeta. Nel 2006 ne sono stati estratti 6 miliardi di tonnellate. Di questo passo, il carbone sarà completamente esaurito nel giro di 150 anni. Ma la domanda è in forte crescita: saremo fortunati se il carbone durerà più di un secolo.

How to burn fat fast Come bruciare i grassi in fretta

Macchina a olio di semi – Regno Unito

Vegetable-oil Vehicle – United Kingdom

Are there more environmentally friendly alternatives to oil-powered transport? Many put their faith in the electric car, yet 41 percent of the world’s electricity is made by burning coal. Coal reserves are running out 1, and coal creates more pollution every year than any other fossil fuel. But in Goodwick, UK, Buzz KnappFisher, 49, refuses to burn fossils. He gets all the fuel he needs from the local nuns and their deep-fat fryer.

“Il mondo è pieno di tipi barbuti che fanno cose strane e meravigliose” Buzz Knapp-Fisher, 49 anni, Goodwick, Regno Unito

Esistono alternative più ecologiche dei trasporti a petrolio? Molti scommettono sull’auto elettrica, ma il 41 per cento dell’elettricità nel mondo proviene dal carbone. Le riserve si stanno esaurendo e bruciare carbone crea più inquinamento 1, ogni anno, di qualunque altro combustibile fossile. A Goodwick, nel Regno Unito, Buzz Knapp-Fisher, 49 anni, ha trovato una soluzione. Prende tutto il combustibile di cui ha bisogno dalla friggitrice delle suore di un vicino convento.

In basso: Buzz Knapp-Fisher nella sua womble-mobile, Goodwick, Regno Unito. Below: Buzz Knapp-Fisher in his Womble Car, Goodwick, UK.

“There are bearded men all around the world doing weird and wonderful things” Buzz Knapp-Fisher, 49, Goodwick, UK

“I’ve always been fascinated with mechanical stuff and what makes things move. I used to take engines to bits and I’d think: do we have to use petrol? It stinks; it’s toxic; it’s horrible. There must be other things out there. I wanted to learn about ‘free energy’ and I started meeting bearded men like me on the Internet. I realized that I’m not alone – there are bearded men all around the world doing weird and wonderful things. “The Womble car 2 has been around for eight years. The original parts are from 21 different vehicles, but it’s mainly a 1971 Mini with the wings of a Volkswagen Beetle and the chassis of a Reliant Kitten. I use it as a mobile billboard to promote green projects, making people aware of alternative fuels, like nappies, coffee beans, and hydrogen. “The diesel engine in the Womble car runs on vegetable oil 3 that I get from nuns. There’s a home for elderly nuns nearby and they use a deep-fat fryer for their fish on Friday and they change their oil regularly and it’s beautifully clean and I can put it straight in to the car. “I’m educating people and asking them to question the fuels we use. Chip oil is a start – it gets you off fossil fuel. And everything is made from carbon: I’m carbon; you’re carbon. Fossil fuel is just carbon that was alive when the dinosaurs were around. It’s a dinosaur fuel, and like dinosaurs, it’s becoming extinct. It’s the crafty little mammals, like us, who are going to survive.”

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Macchina a olio di semi – Regno Unito

“Mi hanno sempre affascinato la meccanica e le leggi che fanno muovere le cose. Mi divertivo a smontare pezzo per pezzo i motori e mi chiedevo sempre: ma che bisogno c'è di usare la benzina? Puzza. È tossica. È orribile. Ci devono essere delle alternative. Volevo imparare tutto sulle ‘energie gratis’ e, così, entrai in contatto con altri tipi barbuti come me su Internet. Mi resi conto che non ero solo – il mondo è pieno di uomini barbuti che fanno cose strane e meravigliose. “La womble-mobile 2 esiste già da 8 anni. Le parti originali provengono da 21 veicoli diversi, ma si tratta fondamentalmente di una Mini del 1971 con i parafanghi di un maggiolino Volkswagen e il telaio di una Reliant Kitten. La uso come una specie di tabellone itinerante per promuovere progetti ecologici, sensibilizzare la gente ai carburanti alternativi, come pannolini, chicchi di caffè e idrogeno. “Il motore diesel della womble-mobile funziona con l'olio vegetale 3 che mi danno le suore. C'è una casa di riposo per suore nelle vicinanze e usano la friggitrice per fare il pesce, il venerdì. Siccome cambiano regolarmente l'olio, è così pulito che posso metterlo direttamente nel serbatoio. “La mia missione è educare la gente, cui chiedo di rivedere le proprie abitudini in materia di carburanti. L’olio delle patatine fritte è un inizio, per cercare di abbandonare gli idrocarburi. Tutta la materia è fatta di carbonio; io sono di carbonio; tu sei di carbonio. Il combustibile fossile è solo carbonio che era materia vivente quando esistevano ancora i dinosauri. È un carburante da dinosauri e, come i dinosauri, è destinato ad estinguersi. Sono i mammiferi piccoli e furbi, come noi, che riusciranno a sopravvivere”.

2. The Wombles is a British children’s television show. Wombles are fictional, furry, mouse-like animals that protect the environment by finding trash and recycling it. Their motto is: “Making Good Use of Bad Rubbish.” 2. The Wombles è un programma per bambini della televisione britannica. I womble sono immaginarie creature pelose che ricordano i topi e proteggono l’ambiente andando a caccia di rifiuti da riciclare. Il loro motto è: “Fare buon uso della cattiva spazzatura”.

3. Buzz discovered that you could run a car on vegetable oil when he heard that taxi drivers in Llanwnda, UK, had been running their taxis on it since (he estimates) 1987. 3. Buzz ha scoperto che poteva far funzionare la sua macchina con olio vegetale quando sentì che i tassisti di Llanwnda, nel Regno Unito, lo usavano sui loro taxi dal 1987 (se ricorda bene).

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“Fossil fuel is a dinosaur fuel, and like dinosaurs, it’s becoming extinct” Buzz Knapp-Fisher, 49, Goodwick, UK

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“Il combustibile fossile è un carburante da dinosauri e, come i dinosauri, è destinato ad estinguersi” Buzz Knapp-Fisher, 49 anni, Goodwick, Regno Unito

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Vegetable-oil Vehicle – United Kingdom

Macchina a olio di semi – Regno Unito

Buzz’s vegetable-oil vehicle demonstrates just one of the many ways to wean your transport off fossil fuels. Making use of local resources – as he does – is important, too: more than 20 percent of total CO2 emissions for an average automobile comes from transporting oil to the car. We need to find new fuels, and we need to find them locally. Il veicolo a olio di semi di Buzz è solo una delle tante alternative che abbiamo a portata di mano per disintossicarci dagli idrocarburi. Altrettanto importante è usare risorse locali, come fa lui! In media, oltre il 20 per cento delle emissioni complessive di CO2 per un’auto viene prodotto per trasportare il petrolio fino alla macchina. Dobbiamo trovare nuovi carburanti... e dobbiamo trovarli vicino a casa.

Chip fat Olio di frittura

Human fat Grasso umano

Running a car on chip fat is easy. Collect some used cooking oil (chips shops are great, but oil from Vietnamese restaurants is especially clean), let it stand for a week so the sediment settles. Then scoop the top 70 percent of the oil into a filter bag over a container – the liquid you collect can go straight into your car.

“I have more fat than I can use,” boasted Dr. Craig Alan Bittner, a Beverly Hills plastic surgeon, who claimed to run his two cars on “lipodiesel” made from the love handles of his patients. In California, USA, this is illegal, and after a raid by the authorities on his surgery, Bittner fled to Bogota, Colombia, in December 2008.

Far andare una macchina con olio di frittura è un gioco da ragazzi. Rimedia in giro olio da cucina usato (quello delle rosticcerie è perfetto, ma anche l’olio dei ristoranti vietnamiti è molto pulito), lascialo riposare una settimana per far depositare i sedimenti. Poi travasa il 70 per cento della parte superiore in un filtro di carta, dentro un contenitore. Potrai versare il carburante ottenuto direttamente nel serbatoio.

“Ho più ciccia di quanta me ne serva” scherzava il dott. Craig Alan Bittner, chirurgo plastico di Beverly Hills, che si vantava di far funzionare le sue due auto con il “lipodiesel” ottenuto dalle maniglie dell'amore dei pazienti. Questa pratica è illegale in California, negli USA, e, nel dicembre del 2008, dopo una perquisizione della polizia nel suo ambulatorio, Bittner è scappato a Bogotá, in Colombia.

Shit Cacca

Peanuts Arachidi

Hemp Canapa

Used coffee Caffè usato

The stuff you flush is a great source of fuel. Poured into a tank without oxygen and left for three weeks, feces produces methane gas that can be purified with slaked lime and put into a gas-powered car. It’s cheap, and the exhaust fumes are odorless. Biogas is especially popular in Sweden, where sewage is converted into enough fuel to run thousands of vehicles.

This will work best if you’re in China, where 41.5 percent of the world’s peanuts are grown. Being 50 percent fat, peanuts are a great source of biodiesel. In 1899, Rudolf Diesel himself observed his famous machine running “so smoothly” on peanut oil at the Exposition Universelle in Paris that “only very few people were aware of it.”

Grow a field of hemp, turn it into mulch and pour it into a digester for a dependable source of biogas. Although you can’t smoke it, it’s been illegal to grow hemp in the US since 1937. Before then, pioneering carmaker Henry Ford was a great advocate of using hemp bioethanol as a fuel.

After you drink your morning coffee, don’t throw the used grounds away. Over 7 million tons of coffee are grown each year, and according to scientists at the University of Nevada, all the leftover sludge could be converted into nearly 1.3 billion liters of biodiesel (which might sound a lot, but is actually less than one percent of annual US diesel consumption).

La roba che va a finire in gabinetto è un'ottima fonte di combustibile. Dentro un serbatoio, in assenza di ossigeno per tre settimane, le feci producono gas metano che può essere purificato con calce spenta e usato per i motori a gas. Costa poco e i gas di scarico sono inodori. Il biogas umano è particolarmente diffuso in Svezia, dove è usato per alimentare migliaia di autoveicoli.

La soluzione ottimale in Cina, dove si concentra il 41,5 per cento delle produzione mondiale di arachidi. Composte per il 50 per cento da grassi, le noccioline americane sono una fantastica fonte di biodiesel. Nel 1899, all’Esposizione Universale di Parigi, lo stesso Rudolf Diesel constatò che la sua famosa macchina funzionava “in modo impeccabile” con l'olio di arachidi e che “solo pochissime persone se ne resero conto”.

Coltiva un campo a canapa, trasforma le piante in pacciame, versale in un digestore e avrai una fonte affidabile di biogas. Anche se non è la varietà da fumare, negli USA la coltivazione di canapa è illegale dal 1937. Prima di allora, l’antesignano costruttore di auto Henry Ford era uno strenuo sostenitore dell'uso del bioetanalo prodotto dalla canapa.

Non buttare i fondi del caffè dopo aver fatto colazione. Ogni anno si coltivano più di 7 milioni di tonnellate di caffè. Secondo gli scienziati della University of Nevada, tutti i residui umidi potrebbero essere trasformati in 1,3 miliardi di tonnellate di biodiesel (sembra tanto, ma, in realtà, è meno dell’1 per cento del consumo annuo di diesel negli Stati Uniti).

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Junkyard Flying Machine – China

1. A 2010 article in the European Geosciences Union journal Atmospheric Chemistry and Physics reported that in 2006 the world’s commercial aircraft burned over 188 million tons of fuel, creating over 162 megatons of carbon emissions. More than half of these emissions were produced over three regions: the USA, Europe, and East Asia. 1. Secondo un articolo pubblicato nel 2010 sul bollettino della European Geosciences Union Atmospheric Chemistry and Physics (chimica e fisica dell’atmosfera), nel 2006 i velivoli commerciali hanno bruciato più di 188 milioni di tonnellate di carburante, producendo oltre 162 megaton di carbonio. Oltre la metà di queste emissioni si è concentrata in tre aree geografiche: Stati Uniti, Europa e Asia orientale.

2. US Federal Aviation Administration regulations limit flying time for airline pilots to 100 hours a month and 1,000 hours a year. By law, pilots must have at least eight hours of uninterrupted rest in the 24 hours before flying. 2. Le regole della US Federal Aviation Administration limitano le ore di volo, per i piloti di linea, a 100 ore mensili per un totale di 1.000 ore l'anno. I piloti, per legge, devono fare minimo otto ore di riposo ininterrotto durante le 24 ore che precedono il volo. Gli errori di pilotaggio causano meno dell’un per cento dei disastri aerei.

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Velivolo di rottami – Cina

How to avoid a close shave Come scamparla per un pelo

In 2010, 1,115 people died worldwide in 130 air accidents, according to Geneva-based Aircraft Crashes Record Office, and 13,370 people have died on flights since 2000. As bad as these figures might sound, Ascend, a leading aviation-information organization, puts this at a rate of one fatal accident for every 1.3 million flights. Flying is still the safest way to travel. Unless that is, you decide to fly with Wang Qiang, whose aircraft – Wang Qiang No. 2 – is made from pieces of scrap metal and was manually assembled with makeshift tools. Wang is the untrained pilot 2 of this unpredictable crate, which can fly up to three kilometers at 120 kilometers an hour. “How can I describe the feeling of flying?” says Wang. “It is something like a stifled joy. I enjoy flying, but I can’t relax too much because of the safety factor.” He has already built two aircraft: Wang Qiang No. 1 and No. 2, and has spent over 30,000 yuan (US$4,600) on his hobby. “Everyone knows it’s no joke to make a plane, so all the folk inventors like me in China – I know there are more than 100 of us – build our aircraft very carefully. As far as I know, there are very few air crashes. Just isolated accidents like the time my fellow villager broke his legs on a paramotor 3 – but that doesn’t count as an airplane.” Wang began in late 2007, working every day, for eight months, on his plane. He first sketched a plan, before heading off to the junkyard. A Yamaha 250 motorcycle provided him with

In 2010, 36.8 million flights crossed the world’s skies carrying 2.4 billion passengers. But these International Air Transport Association statistics only record commercial flights 1. They don’t include those made by a makeshift plane flying above Mianyang, Sichuan, China, with Wang Qiang, 35, inside. A former hairdresser, Wang Qiang sold his barbershop to focus on his fantasies of flight. His aircraft is his dream machine, but it could send him to an early grave. Nel 2010 i cieli del pianeta sono stati solcati da 36,8 milioni di voli per un totale di 2,4 miliardi di passeggeri. Ma le statistiche dell’Associazione Internazionale dei Trasporti Aerei riguardano esclusivamente i voli commerciali 1. Non calcolano quelli effettuati a bordo del suo aereo improvvisato da Wang Qiang a Mianyang, nella regione del Sichuan, in Cina. Questo trentacinquenne ha venduto la sua bottega di barbiere per inseguire il sogno di volare su un accrocco fantasioso che potrebbe spedirlo anticipatamente al cimitero.

Nel 2010 sono morte 1.115 persone in 130 incidenti aerei in tutto il mondo, secondo l’Aircraft Crashes Record Office, un centro archivi sugli incidenti aeronautici che ha sede a Ginevra, in Svizzera. In totale 13.370 persone hanno perso la vita a bordo di un aereo dal 2000. Per quanto possano sembrare inquietanti, Ascend, importante centro di documentazione in materia di aviazione, ridimensiona queste cifre calcolando, in proporzione, un incidente mortale ogni 1,3 milioni di voli. Prendere l’aereo continua a essere uno dei modi più sicuri per viaggiare. Sempre che tu non decida di volare con Wang Qiang sul suo aereo – il Wang Qiang 2 –costruito con rottami di metallo e assemblato a mano con strumenti artigianali. Wang è il pilota autodidatta 2 di quest’improbabile trabiccolo, che ha un’autonomia di tre km a una velocità di 120 km l'ora. “Come descrivere la sensazione di volare?” spiega. “È un po’ come una gioia repressa, perché mi piace volare ma non mi posso lasciare andare per una questione di sicurezza”. Ha già costruito due aerei: Wang Qiang 1 e 2, spendendo oltre 30.000 yuan (US$4.600) per il suo hobby. “Tutti sanno che costruire un aereo non è uno scherzo, per questo noialtri inventori in Cina – e so che siamo più di cento – costruiamo A fianco: Wang Qiang a bordo del suo aereo artigianale, Mianyang, Sichuan, Cina. Opposite page: Wang Qiang in his homemade airplane, Mianyang, Sichuan, China.

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Junkyard Flying Machine – China 3. To build a paramotor, harness yourself under a broad fabric wing (a paraglider), attach a light two-stroke engine to a large propeller, and strap it to your back. According to the US Powered Paragliding Association, there is, on average, one fatal accident a year among its 3,000 active pilots. 3. Per costruire un paramotore, legati con un’imbracatura sotto una grande ala di stoffa (un parapendio) e monta un motore ultraleggero a due tempi su un grande propulsore che fisserai con le cinghie sulla schiena. L’Associazione statunitense Parapendii a motore registra, in media, un incidente mortale ogni anno fra i suoi 3.000 soci attivi.

Velivolo di rottami – Cina

an engine, and he made do with sheets of aluminum alloy for the wings. Wang cut, hammered, glued and, finally, flew. After his first test flights in 2009, he realized that his survival was going to be an issue. He made the controls less sensitive, the frame sturdier, and realigned the wings to make stalling less likely. He also began to see the need for a parachute.

“I cannot give a reason for why I want to fly. Maybe this is just how human beings evolve: we ride horses, ride bicycles, drive cars, and then we fly an airplane. I fly as best I can. It’s my dream, my joy. It’s pretty much my life” Wang Qiang, 35, Mianyang, Sichuan, China

i nostri aerei con la massima cura. Per quanto ne sappia, gli schianti sono molto rari. Solo qualche incidente isolato, come quando un compaesano si ruppe una gamba su un paramotore 3. Ma quello non conta come aereo”. Wang ha cominciato alla fine del 2007, lavorando ogni giorno per otto mesi sul suo aeroplano. Prima ha disegnato il progetto, e poi è andato a rovistare nella vicina discarica. Una moto Yamaha 250 gli ha fornito il motore 1 e, per le ali, si è arrangiato usando delle lamiere in lega d’alluminio. Dopo aver tagliato, inchiodato e incollato, finalmente Wang ha preso il volo. Ma dopo i primi collaudi, nel 2009, si rese conto che era in ballo la sua vita. Così modificò i comandi per renderli meno sensibili e costruì un telaio più robusto, riallineando le ali per ridurre le probabilità di stallo. Cominciò anche a sentire la necessità di un paracadute.

Junkyard Flying Machine – China

Velivolo di rottami – Cina

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“Non so spiegare la mia voglia di volare. Forse è solo un’evoluzione dell'essere umano: andiamo a cavallo, in bici, in macchina e, alla fine, su un aereo. Cerco di volare al meglio. È il mio sogno, e la mia gioia. Praticamente è tutta la mia vita” Wang Qiang, 35 anni, Mianyang, Sichuan, Cina

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Ways to stay up in the air Qualche tecnica per spiccare il volo

Wang Qiang ha progettato il suo velivolo sumisura. Prima di cominciare, si è seduto sul letto, si è misurato e ha costruito l’aereo inbase al suo peso e dimensioni. Wang Qiang made his plane to measure. Before he began building, he sat on his bed, measured his own dimensions, and then built the plane according to his size and weight.

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1. Wang Qiang No.2 This homemade airplane can carry Wang Qiang three kilometers at 120 kilometers an hour, running on highperformance (but environmentally unfriendly) 93-octane gasoline. It may look like a death trap, but Wang Qiang No.2 has a flawless safety record. So far.

2. Parachute Should Wang Qiang No.2 have a problem, this device could save its pilot’s life. A standard parachute will reduce falling speed from a fatal 190 kilometers an hour to a survivable 29. Around the world, 18-30 deaths occur annually from parachute failure.

3. Airship The 1928 LZ 127 Graf Zeppelin airship could transport 60 people 9,900 kilometers at 128 kilometers an hour. Airships fell from grace after the 1937 Hindenburg disaster, although they were relatively safe, with 364 deaths on flights between 1919-1944. They may be the future of low-energy air travel.

4. Hot Air Balloon Fueled with propane, and carried by the wind, hot air balloons travel an average of 16 kilometers in a one-hour flight – the same distance as the average commute in the UK. They cause two fatalities a year in the USA.

5. Lunar Lander This NASA research vehicle never made it to space, but it did almost kill Neil Armstrong on a test flight. Fueled by hydrogen peroxide (which doesn’t require air to burn), it could travel 1,800 meters vertically at 64 kilometers an hour.

1. Wang Qiang 2 Questo velivolo artigianale può scarrozzare Wang Qiang per tre km a 120 km l’ora, con un pieno di benzina a 93 ottani (tanto potente quanto nemica dell'ambiente). Pur sembrando una trappola mortale, il Wang Qiang 2 ha un bilancio impeccabile in fatto di sicurezza. Per il momento.

2. Paracadute Se il Wang Qiang 2 dovesse avere qualche problema, questo dispositivo potrebbe salvare la vita al pilota! Un paracadute standard riduce la velocità di discesa da 190 km orari, con morte sicura, a 29 km, garantendo la sopravvivenza. Ogni anno, in tutto il mondo, fra le 18 e le 30 persone perdono la vita perché il paracadute non funziona.

3. Aeronave Nel 1928 il dirigibile Graf Zeppelin LZ 127 poteva trasportare 60 persone per 9.900 km a una velocità di 128 km orari. Le aeronavi caddero in disgrazia dopo il disastro di Hindenburg, nel 1937, nonostante fossero un mezzo relativamente sicuro, con un bilancio di 364 morti dal 1919 al 1944. Potrebbero essere il futuro dei viaggi aerei a bassi consumi energetici.

4. Mongolfiera Alimentati a propano e spinti dal vento, i palloni aerostatici viaggiano a una velocità di crociera di 16 km in un’ora di volo: la stessa distanza media percorsa dai pendolari nel Regno Unito. Sono responsabili di due decessi l'anno negli USA.

5. Allunaggio Questo veicolo di ricerca della NASA non ha mai solcato il cosmo, ma per un pelo non ha ucciso Neil Armstrong durante un volo di collaudo. Azionato a perossido di idrogeno (che per bruciare non ha bisogno di aria), può viaggiare in verticale per 1.800 m a 64 km l’ora.

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How to Survive

Come sopravvivere

How should we be getting around? In the following pages you can find some advice on how to keep moving, inspired by what these people told us. Come dovremmo andare in giro? Nelle pagine seguenti troverai qualche consiglio su come restare in movimento, prendendo spunto da quello che ci hanno raccontato queste persone.

How to survive going to work Anne Lise Kjaer

Bruce Sterling

Anne Lise Kjaer is a Danish futurologist and founder of Kjaer Global. She came up with a detailed scenario for the future of mobility, including Smart Pod Cars, Intelligent Commuting and Virtual Traveling. kjaer-global.com

Bruce Sterling is an American author, journalist, editor, and critic. He suggested that we move slowly but constantly, obliterate traffic jams with road automation, and kill half of the world’s population to make fuel suddenly available.

Anne Lise Kjaer è una futurologa danese e la fondatrice di Kjaer Global. Ha illustrato per noi uno scenario dettagliato della mobilità del futuro, con tanto di “smart pod car”, pendolarismo intelligente e viaggi virtuali. kjaer-global.com

Bruce Sterling è uno scrittore, giornalista, editor e critico americano. Ci ha suggerito di muoverci lentamente ma costantemente, di sbarazzarci degli ingorghi grazie all’automazione stradale e di uccidere metà della popolazione mondiale per rendere il petrolio immediatamente disponibile.

Carlo Petrini

Ed Gillespie

Helen Woodruffe-Burton

Jacques Fresco

Carlo Petrini is the founder of Slow Food, an international organization that advocates a more sustainable approach to food. He taught us that leftovers are essential in every kitchen and that we should wait for the right season to eat cherries. slowfood.org

Ed Gillespie is the co-founder of Futerra, a communications agency specialized in sustainability. He told us about Low Carbon Travel, an idea inspired by the year he spent going around the world without taking a single airplane. lowcarbontravel.com

Helen Woodruffe-Burton is a Professor of Marketing at Newcastle Business School, Northumbria University, UK. She told us how product labels are going to become increasingly important and why shopping is going back to how it was 50 years ago.

Jacques Fresco is an industrial designer and social engineer. He explained the Venus Project, a plan that integrates science and technology to create a self-sustaining society in which there will be no need for holidays, because machines will be doing all the work. thevenusproject.com

Carlo Petrini è il fondatore di Slow Food, un’organizzazione internazionale che promuove un approccio più sostenibile al cibo. Ci ha insegnato che gli avanzi sono fondamentali in ogni cucina e che dobbiamo aspettare la stagione giusta prima di mangiare le ciliegie. slowfood.org

Ed Gillespie è il cofondatore di Futerra, un’agenzia specializzata nella comunicazione sulla sostenibilità. Ci ha parlato di “Viaggi a basse emissioni”, un'idea nata dopo aver passato un anno in giro per il mondo senza prendere un solo aeroplano. lowcarbontravel.com

Helen Woodruffe-Burton insegna marketing alla facoltà di Economia della Northumbria University, a Newcastle, nel Regno Unito. Ci ha spiegato come le etichette sui prodotti diventeranno sempre più importanti per i consumatori e come il nostro modo di fare la spesa stia tornando ad essere quello di 50 anni fa.

Jacques Fresco è un designer e ingegnere sociale. Ci ha descritto il Venus Project, un progetto che integra scienza e tecnologia per creare una società autosufficiente dove non esisterà più il concetto di vacanza, perché le macchine lavoreranno per noi. thevenusproject.com

Franco Farinelli

Rob Hopkins

Siân Berry

Domenico Luciani is an Italian architect and president of the Benetton Foundation’s Scientific Committee. He told us about intermodal transportation, the bike revolution and why Venice’s unique transport system helps its inhabitants to be always on time.

Franco Farinelli is a professor of geography at the University of Bologna. He warned us about the danger of relying on maps to move around in a globalized world. He doesn’t own a car and uses his driving license as a bookmark.

Rob Hopkins is the founder of the Transition movement. He described a future in which local communities are largely self-sufficient and oil is sold in bottles in the supermarket, just like we sell wine today. transitionnetwork.org

Siân Berry is a writer and green campaigner. She advised us how to offset our long-distance holidays and have fun while traveling in our own countries. In her case, the UK. sianberry.org.uk

Domenico Luciani è un architetto italiano e il presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Benetton. Ci ha parlato d’intermodalità nella mobilità, della rivoluzione della bicicletta e del perché Venezia, con il suo originale sistema di trasporti, aiuti i suoi abitanti ad essere sempre puntuali.

Franco Farinelli è professore di geografia all’Università di Bologna. Ci ha messo in guardia rispetto al rischio di affidarsi alle mappe per spostarsi in un mondo globalizzato. Non ha l’auto e usa la patente come segnalibro.

Rob Hopkins è il fondatore del movimento della Transizione. Ci ha descritto un futuro in cui le comunità locali sono in gran parte autosufficienti e la benzina è venduta in bottiglie nei supermercati, come si fa oggi con il vino. transitionnetwork.org

Siân Berry è una scrittrice e attivista ambientalista. Ci ha suggerito come compensare le vacanze lontane da casa e divertirci andando in giro per il nostro paese d’origine. Nel suo caso, l’Inghilterra. sianberry.org.uk

Domenico Luciani

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How to Survive

There are approximately 750 million vehicles on the world’s roads today. Fueling them for one year is a US$2,000 billion business, more or less the whole of the African continent’s GNP, which probably explains why you are, again, stuck in traffic 1 and late for work. If you live in the USA, your average daily drive is around 11 kilometers – the way to work or to your kids’ schools, or to a friend’s place – and it takes one hour of your time and, over a year, consumes 20 percent of your total income. Once a symbol of freedom and social status, the car is now associated with congestion and pollution. So get out. If you need to go somewhere within one kilometer, then you should just walk. It will probably be quicker than driving and save you 13 kilograms of weight over the next 10 years. For distances up to 10 kilometers, the most convenient means of transport is a bike: with the equivalent of 100 grams of pasta dressed in olive oil, you can power it for up to 50 kilometers, plus it’s becoming a smart vehicle 2 that can store energy and be connected to your smartphone. Beyond this distance, a car might still be a good way

Come sopravvivere andando al lavoro Oggi ci sono circa 750 milioni di veicoli nelle strade del mondo. Dotarli di carburante per un anno è un business da 2.000 miliardi di dollari, più o meno il PIL di tutto il continente africano, il che probabilmente spiega perché sei ancora una volta bloccato nel traffico 1, in ritardo al lavoro. Se vivi negli Stati Uniti, il tuo tragitto medio in auto è di una decina di chilometri e ti priva di un’ora ogni giorno e del 20 per cento del tuo reddito totale in un anno. Un tempo simbolo di libertà e status, l’auto oggi è piuttosto associata all’idea di traffico e inquinamento. Esci e chiudi la portiera. Se devi percorrere una distanza inferiore al chilometro, allora cammina e basta. Ci metterai probabilmente meno che se fossi andato a piedi e ti risparmierà 13 kg di peso in più nei prossimi 10 anni. Nel raggio di 10 km, il mezzo di trasporto più conveniente è la bicicletta: con 100 grammi di pasta condita con olio di oliva puoi farla correre per 50 km, senza dimenticare che sta per diventare un veicolo intelligente, che accumula energia e si connette al tuo smartphone 2. Oltre questa distanza, l’auto può ancora rappresentare un buon modo

Come sopravvivere

to get around, but only if powered by alternative fuels: today, hybrids, plug-ins and electric; tomorrow, biofuels, particularly from waste materials. Yet while this would critically reduce your carbon footprint, it won’t get you out of that traffic jam. Average car occupancy in European countries, according to the International Energy Agency, is only slightly over one person. So we need forms of transport that diminish the ratio of vehicles to people: like hybrid buses, which might be the most sustainable way to get around (one filled with 75 passengers emits only 10 grams of CO2 a person per kilometer, according to Siân Berry); or the super-efficient Hong Kong underground system, which keeps 2.2 million people on the move every day. In a not so distant future you might go to work in a single-seat vehicle, which will slide on a network of highly automated streets, with the Internet telling you which route to take to avoid the traffic. But for the moment you’d better calm down and park your car, or squeeze in with a friend.

di viaggiare, ma solo se alimentata da carburanti alternativi: oggi ibridi, ricaricabili o a batteria, domani biocarburanti, specialmente quelli ottenuti da materiali di scarto. Queste soluzioni potrebbero ridurre in maniera consistente la tua impronta ecologica, ma non ti salveranno da un ingorgo. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, in Europa le auto viaggiano, in media, con poco più di una persona a bordo. C’è bisogno di mezzi di trasporto che diminuiscano il numero di veicoli pro capite: per esempio il bus ibrido, che sembra il modo più sostenibile per spostarsi (a pieno carico, con 75 passeggeri, emette solo 10 grammi di CO2 al km e a persona, secondo Siân Berry); o l’efficientissima metropolitana di Hong Kong, che fa circolare più di 2,2 milioni di persone ogni giorno. In un futuro non così distante potresti andare a lavorare in un veicolo monoposto, che scivolerà su una rete di strade automatizzate, mentre Internet ti dirà che direzione prendere per evitare il traffico. Ma per il momento è meglio se ti calmi e parcheggi la macchina, o ti stringi nell’auto di un amico.

1. The world’s longest traffic jam – stretching for 100 kilometers and 9 days between Beijing and Jining, China – was reported in August 2010. 1. L’ingorgo più lungo del mondo è stato registrato nell’agosto 2010. Si è snodato per 100 km e 9 giorni tra Pechino e Jinin, in Cina.

2. 1/3 of workers and 2/3 of students in Copenhagen, Denmark, commute by bike. The Copenhagen Wheel project is a different type of bicycle and “a new emblem for urban mobility”: as well as recycling the energy usually dissipated while cycling and braking, it allows you to map pollution levels, traffic congestion and road conditions in real-time. senseable.mit.edu/ copenhagenwheel 2. In Danimarca 1/3 dei lavoratori e 2/3 degli studenti si recano al lavoro o a scuola in bici. Il progetto Copenhagen Wheel propone una bicicletta diversa e “un nuovo simbolo per la mobilità urbana”. Oltre a riciclare l’energia rilasciata mentre pedali e freni, che va solitamente persa, ti consente anche di mappare in tempo reale i livelli d’inquinamento, il traffico e le condizioni della strada. senseable.mit.edu/ copenhagenwheel

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How to Survive

Come sopravvivere

How to survive going on vacation 1. At climatecare.org you can choose to offset your flight by supplying a treadle pump to a village in India. The pump uses human power to irrigate the fields, thus allowing farmers to grow crops all year round without having to rent costly diesel pumps. 1. Su climatechange.org puoi scegliere di compensare il tuo viaggio aereo procurando una pompa a pedali a un villaggio in India. La pompa usa l’energia cinetica umana per irrigare i campi e permette così ai contadini di lavorare tutto l’anno senza dover noleggiare costose pompe a diesel.

2. For example, Bob Paterno was a successful electrical engineer. In August 2007, he quit his job after taking a holiday working with his mentor, a country songwriter from Nashville, USA. Today, Bob writes 100 songs a year. His latest album, 2.0, is available on iTunes. More workholiday stories at vocationvacations.com 2. Bob Paterno, per esempio, era un affermato ingegnere elettronico. In agosto 2007 si è licenziato dopo aver trascorso una vacanza-lavoro insieme al suo mentore, un cantautore di musica country di Nashville, negli USA. Oggi Paterno scrive 100 canzoni all’anno. Il suo ultimo album, 2.0, è disponibile su iTunes. Altre storie di vacanze-lavoro su vocationvacations.com

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You’re drained of energy and motivation. A vacation is in order. If you take a flight from Paris to Honolulu and back, you will produce 3.62 tons of carbon dioxide 1 and in 36 hours of flying you will have consumed almost twice as much of your ideal yearly allowance of CO2 emissions, according to targets set by the UN Intergovernmental Panel on Climate Change. You can definitely find smarter ways to take a break. Trains, buses, bikes, sailing boats, even animals can help you to get around in a slower, but more intrepid way. After airplanes, cars are the most environmentally destructive form of transport for going on holidays. Yet if you fit four people into yours, you will reduce your own CO2 emissions to only 42 grams a kilometer – less than an ordinarily full electric train – and even driving on your own for distances under 1,000 kilometers is more sustainable than flying. And anyway, traveling abroad is not strictly necessary. Today, 90 percent of the world’s inhabitants never leave their country of origin, either for work or holidays. Close to your hometown there might be some parks, museums and monuments that you have never seen. If you

Come sopravvivere andando in vacanza Ti senti svuotato di energia e motivazione. Ti ci vuole una vacanza. Se prendi un volo da Parigi a Honolulu e ritorno, produrrai 3,62 tonnellate di anidride carbonica 1, e in 36 ore di volo avrai consumato quasi il doppio della quota ideale di CO2 che ti spetta in un anno, secondo gli obiettivi stabiliti dall’Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite. Puoi sicuramente trovare soluzioni più intelligenti per andare in ferie. Treni, bus, bici, barche a vela, persino gli animali possono aiutarti a viaggiare in modo più lento ma intrepido. Dopo l’aereo, l’automobile è il mezzo di trasporto più distruttivo per l’ambiente con cui puoi andare in vacanza. Nonostante questo, se ci metti dentro 4 persone ridurrai le tue emissioni di anidride carbonica a soli 42 grammi al km, meno che prendendo un treno elettrico a medio carico. Persino guidare da solo è più sostenibile rispetto all’aereo per distanze inferiori ai 1.000 km. Comunque sia, andare all’estero non è strettamente necessario. Oggi il 90 per cento degli abitanti del mondo non lascia mai il paese in cui è nato, né per lavoro né per vacanza. Vicino

live in Italy, for example, you can reach 45 Unesco world heritage sites in a journey of a few hours. In 2009, the number of British families traveling abroad fell by 17 percent, while the percentage of domestic holidays grew by 32 percent. (At the other end of the spectrum, Virgin Galactic is pioneering the idea of sub-orbital space travel: still, a standard ticket costs US$200,000 and won’t get you anywhere for the moment.) A common problem about holidays, though, is boredom: according to Siân Berry, former Green Party candidate to the Mayor of London, eight out of 10 British families stated that their vacation left them feeling tired and annoyed. So do something while you’re there: VocationVacations 2 is a US company that allows people to use their holiday time to learn a new job. If all this makes you feel anxious about what to choose, then the Lonely Planet Guide to Experimental Travel has a solution for you: “alternating travel” consists of leaving your home on foot, turning left at the first crossroad, right at the second one, then left again, and so on, until you end up somewhere.

a casa tua ci potrebbero essere parchi, musei e monumenti che non hai mai visto. Se vivi in Italia, per esempio, puoi raggiungere 45 patrimoni dell’Unesco nel giro di poche ore. Nella prima metà del 2009 il numero di famiglie inglesi che ha viaggiato all’estero è calato del 17 per cento, mentre la percentuale di vacanze dentro ai confini nazionali saliva del 32 per cento. In senso diametralmente opposto, la Virgin ha lanciato l’idea di un volo spaziale suborbitale (virgingalactic.com) con un biglietto a partire da 200.000 dollari che non ti porterà da nessuna parte, almeno per il momento. Un problema comune in vacanza è la noia: secondo Siân Berry, ex candidata sindaco alla città di Londra per il partito dei Verdi, di ritorno dalle ferie 8 famiglie su 10 dichiarano di essersi stancate o scocciate. VocationVacations 2 è un’azienda americana che propone di mettere a frutto le vacanze per imparare un nuovo lavoro. Se le troppe alternative ti fanno venire l’ansia, la guida Lonely Planet al turismo sperimentale Experimental Travel ha la soluzione fatta per te: il “viaggio alternato” consiste nell’uscire da casa tua a piedi, prendere la prima a sinistra, poi la prima destra, poi ancora a sinistra e così via, finché non finisci da qualche parte.

How to Survive

How to survive going shopping If you live in the United States, your average meal contains ingredients from at least five foreign countries. Your chocolate snack, for example, most likely comes from cocoa beans grown in the Ivory Coast,1 which have then been shipped to North America and processed. Meanwhile, the Ivory Coast is today the world’s seventh biggest rice importer despite having 33,000 hectares of irrigated rice fields that, undercut by cheap imports from Asia, are being progressively left to rot. The way we move food around the world is dangerous. According to the United Nations Food and Agriculture Organization, between 1968 and 1998 world food trade increased by 184 percent, damaging local production, the environment and our health.2 If you live in a developed country, the next time you go to the shops, try buying local, seasonal food and, if possible, purchase a little of it every day in a local shop that you can reach on foot or bike, instead of driving to the supermarket every Saturday. It could decrease your food waste (1.3 million tons of food is wasted in the world every day), as well as taking another car off the

Come sopravvivere andando a fare la spesa Se vivi negli Stati Uniti, il tuo pasto medio contiene ingredienti provenienti da almeno cinque paesi stranieri. La tua merendina al cioccolato, per esempio, è prodotta molto probabilmente con chicchi di cacao coltivati in Costa d’Avorio 1 e poi trasportati e trasformati in Nord America. La Costa d’Avorio, intanto, è oggi il settimo importatore mondiale di riso, nonostante possieda 33.000 ettari di risaie che, a causa dei prezzi stracciati della concorrenza asiatica, vengono progressivamente lasciati andare in malora. Il modo in cui portiamo il cibo da un angolo all’altro del pianeta è pericoloso. Secondo la FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, tra il 1968 e il 1998 il commercio mondiale di cibo è aumentato del 184 per cento, danneggiando le produzioni locali, l’ambiente e la nostra salute 2 . Se vivi in un paese sviluppato, la prossima volta che vai a fare la spesa cerca di comprare cibo locale e stagionale e, se possibile, fallo giorno per giorno in un negozio che puoi raggiungere a piedi o in bici anziché guidare fino al supermercato ogni sabato. Diminuiresti lo

Come sopravvivere

streets. Food is only a part of the story, of course. There are also cars, clothes, electrical equipment, raw materials, and so on, which fill container ships with 2.4 trillion kilograms of cargo every year. So start swapping clothes with your friends; it’s easy and you’ll soon get rid of that jacket you hate. Online shopping can also mean buying in a more sustainable way, as using home delivery often optimizes the way goods are transported. It also expands the number of people with whom you can shop: eBay has 94 million active users, more or less as if the citizens of the Philippines all turned up at once in the main market of Manila. If you live in a place with impracticable roads and no Internet connection, then you could take inspiration from the United Nations, which is still using yaks and camels to transport food aid in Tibet and remote Sudanese villages. It could be time to get yourself a pack animal and walk it to market.

spreco di cibo (ogni giorno, nel mondo, 1 miliardo e 300 milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura) e ci sarebbe un’auto in meno sulla strada. Ovviamente, il cibo è solo una parte della storia. Ci sono anche le macchine, i vestiti, la tecnologia, le materie prime ecc. che ogni anno riempiono le navi container con 2,4 trilioni di kg. Proponi ai tuoi amici di fare uno scambio di vestiti: è facile e ti sbarazzerai in fretta della giacca più brutta che hai. Anche lo shopping on-line può aiutarti ad essere più sostenibile, dal momento che la consegna a domicilio in genere ottimizza il trasporto delle merci. Fra l’altro, ti permette di fare affari con un maggior numero di persone: eBay vanta 94 milioni di utenti attivi, più o meno come se i cittadini delle Filippine si presentassero tutti insieme contemporaneamente al mercato principale di Manila. Se vivi in un luogo difficile da raggiungere e privo di connessione Internet, allora potresti prendere ispirazione dalle Nazioni Unite, che tuttora usano yak e cammelli per trasportare aiuti umanitari nei villaggi più remoti del Tibet e del Sudan. Forse è ora di procurarti un animale da soma e portarlo al mercato.

1. Ivory Coast is the world’s biggest producer of cocoa beans with 37.4 percent of the world’s total. According to Slow Food founder Carlo Petrini, 75 percent of African cocoa producers have never tasted a bar of chocolate. 1. Con il 37,4 per cento della produzione mondiale, la Costa d’Avorio è il più grande produttore di fave di cacao. Secondo il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, il 75 per cento dei lavoratori africani delle piantagioni di cacao non ha mai assaggiato una barretta di cioccolata.

2. Three million tons of fruits, vegetables, cereals, nuts, and wine were imported from overseas into California in 2005. In the same year, 400 premature deaths were attributable to direct and indirect exposure to diesel pollution from freight transport activities within the state, according to US-based Natural Resources Defense Council. 2. Tre milioni di tonnellate di frutta, verdura, cereali, noci e vino sono stati importati dall’estero in California nel 2005. Nello stesso anno, 400 morti premature sono state attribuite all’esposizione diretta e indiretta all’inquinamento da idrocarburi prodotto dai mezzi diesel che trasportano merci nello stato, secondo il Natural Resources Defense Council, con sede negli USA.

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How to Survive 1. In 2009, 4.6 billion people in the world had a mobile phone subscription, according to a United Nations report. If you live in India, you are more likely to have access to a mobile phone than to a toilet. Buy the next issue of COLORS to learn more. 1. 4,6 miliardi di persone nel mondo sono abbonate a un servizio di telefonia mobile, secondo uno studio del 2009 per le Nazioni Unite. Se vivi in India, hai più probabilità di avere accesso a un telefono cellulare che a un bagno. Compra il prossimo numero di COLORS per saperne di più.

2. Peak oil is the point in time where the maximum rate of global petroleum extraction is reached. One of the goals of the Transition Movement is enabling communities to prosper in spite of the progressive decline in the oil production. Transition Town Totnes, in Devon, UK, co-created by Rob Hopkins in late 2005, today supports nearly 50 local projects, including the Totnes Pound, a local currency. 2. Il “picco petrolifero” è il momento preciso in cui si raggiunge il massimo storico della produzione di petrolio a livello planetario. Uno degli obiettivi del movimento della Transizione è garantire la prosperità economica della popolazione nonostante il progressivo declino della produzione di petrolio. Transition Town Totnes, cofondata da Rob Hopkins alla fine del 2005 in Devon, nel Regno Unito, oggi sostiene quasi 50 progetti locali, compreso il “Totnes Pound”, una valuta regionale.

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Come sopravvivere

How to survive going nowhere You probably have a roof over your head. You should be grateful, as according to the United Nations Commission on Human Rights, 100 million people in the world today cannot say the same. You probably also have a bed and a bathroom, unless you are included in the 30 percent of the world’s population that, according to the World Toilet Organization, doesn’t have access to safe toilets. 1 As for the Internet, the latest statistics from internetworldstats.com say that one in every three people in the world has access to it; if you’re lucky, that person is you. Work is probably the main thing that gets you out of the house every day. Still, according to the Canadian organization Telework Research Network, 40 percent of the US workforce could easily work from home, at least part time, thus saving every person up to US$6,800 and three weeks’ worth of holidays a year. As for food, with just a bit of digging and planting you can easily turn your garden into an allotment: the UK’s Institute of Commercial Management says that 26 percent of the British population is growing its own vegetables, saving more than £200 (US$330) worth a person every year. While nothing can replace

a hug, teleconferencing could do when you are distant from the people you love: from 2005 to 2009, Skype user accounts went from 75 million to 663 million, and in a not-so-distant future, videotraveling could allow you to get away without leaving the comfort of your house. For the moment you could choose to go on a “staycation,” a holiday spent relaxing at home. If all this makes you feel claustrophobic, then walk into town: you might find some of the things you’re missing at home, plus some old friends to crack a joke with. In fact, a community that can provide itself with everything its members need is a microcosm of what a postpeak-oil world might actually look like 2: people interacting with each other in a limited area surrounded by huge areas of land made available by the disappearance of the car. If that sounds interesting to you, then stop and take a deep breath. How does it feel? You might be freaking out; calm down. You just need some training. Going nowhere is the hardest thing to learn.

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Come sopravvivere senza andare da nessuna parte Probabilmente hai un tetto sopra la testa. Dovresti esserne felice, dato che, secondo la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, 100 milioni di persone nel mondo non possono dire altrettanto. Presumibilmente hai anche un letto e un bagno, a meno che tu non faccia parte del 30 per cento della popolazione mondiale che, secondo la World Toilet Organization, non ha accesso a un gabinetto sicuro 1. Per quanto riguarda Internet, le ultime statistiche diffuse da internetworldstats.com dicono che nel mondo una persona su tre può connettersi alla Rete; se sei fortunato, quella persona sei tu. Il lavoro è probabilmente la ragione principale che ti spinge fuori casa ogni giorno. Se non fosse che, secondo l’organizzazione canadese Telework Research Network, il 40 per cento della forza lavoro negli Stati Uniti potrebbe tranquillamente lavorare da casa, almeno part time, risparmiando 6.800 dollari americani e tre settimane di vacanza all’anno. Per quanto riguarda il cibo, con una pala e una manciata di semi puoi facilmente trasfor-

mare il tuo giardino in un orto: l’Institute of Commercial Management ha calcolato che il 26 per cento degli abitanti della Gran Bretagna coltiva verdure per conto proprio, risparmiando più di 200 sterline (US$330) all’anno. Nulla può sostituire un abbraccio, ma le teleconferenze aiutano quando ti trovi lontano dalle persone a cui vuoi bene: gli account personali di Skype sono passati da 75 milioni a 663 milioni dal 2005 al 2009. In un futuro non troppo lontano, i viaggi virtuali potrebbero addirittura permetterti di andare via senza alzarti dalla poltrona. Per il momento, puoi scegliere una “staycation”, una vacanza trascorsa rilassandoti tra le mura domestiche. Se tutto questo ti fa venire la claustrofobia, allora cammina fino alla piazza principale della tua città: potresti trovare alcune cosette che mancano in casa e qualche vecchio amico con cui scambiare due battute. Di fatto, una comunità che può provvedere da sé al proprio sostentamento è un microcosmo di come potrebbe essere un mondo “post-peak oil2” : persone che interagiscono tra di loro in un'area limitata, circondata da enormi distese di terra rese disponibili dalla scomparsa delle auto. Se l’idea ti sembra interessante, allora fermati e respira lentamente. Cosa si prova? Forse ti sembrerà di impazzire. Calmati. È solo questione di allenamento. Non andare da nessuna parte è la cosa più difficile da imparare.

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(Namyoung An, Dean Brown, Gustavo Millon)

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Pagine Gialle dalle due fiancate, non è studiato per uccidere i malintenzionati ma soltanto per dissuaderli (anche se rischi di ustionare qualche ignaro passante). Altrimenti, puoi sempre dotare l’interno di un Crime Blaster: un telecomando che aziona una bomboletta spray al pepe facendo uscire i ladri a gambe levate.

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In Zambia only 47% of women have appropriate health care during childbirth, often because they can’t get to a hospital. The Zambulance was developed to get them there. Pulled by bicycle, the Zambulance can carry patients on a mattress inside a covered stretcher. It’s manufactured by Disacare, a Zambian organization that builds mobility aids to help change lives. Nello Zambia soltanto il 47% delle donne riceve cure sanitarie adeguate durante il parto. Il problema principale è raggiungere un ospedale. La Zambulanza è stata creata proprio per portarle a destinazione: trainata da una bici, può trasportare le pazienti distese su una barella coperta, con tanto di materasso. Prodotta da Disacare, un’associazione zambiana impegnata a costruire sistemi di mobilità per venire incontro ai bisogni della gente. Disacare Wheelchair Centre Plot #11305, off Chilimbulu Road PO Box 50091, Lusaka 10101, Zambia disacare.org.zm

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Around 120,000 vehicles are stolen in South Africa every year and in 2009 there were 13,902 car-jackings. If you feel at risk, then get yourself a Flame Blaster, which sprays 3m jets of burning liquid petrol from both sides of your vehicle. It’s not designed to kill assailants but rather distract them (although it may scorch innocent bystanders). Alternatively you could get the Crime Blaster for thieves inside your car: a remote control sets off a canister of pepper spray. Ogni anno, in Sudafrica, vengono rubati 120.000 autoveicoli. Nel 2009 ci sono stati 13.902 sequestri di auto con guidatore a bordo. Per sentirti al sicuro, compra un Flame Blaster! Questo speciale dispositivo, che spruzza getti di petrolio liquido infiammato

Most medicines need to be stored below 25ºC, which can be a hard task if you’re trying to move them across a desert. To supply rural communities across Kenya and Ethiopia, the Nomadic Communities Trust has outfitted camels with solar-powered refrigeration units to get medicines and vaccines where they’re needed. There are still an estimated 300,000 people who need access to the service. Di regola, le medicine si conservano a una temperatura inferiore ai 25ºC. Un’impresa se devi attraversare il deserto. Per rifornire le comunità rurali del Kenya e dell’Etiopia, il Nomadic Communities Trust ha equipaggiato i suoi cammelli di speciali sistemi di refrigerazione a energia solare per portare le medicine e i vaccini là dove ce n’e più bisogno. Ben 300.000 persone dipendono da questo servizio. Nomadic Communities Trust PO Box 1411, Nanyuki 10400, Kenya Tel. +254 202047463 mobileclinicsafrica.org designmattersartcenter.org

Pimp my “roaming” chapel. Reverend Darrell Best from Illinois, USA, has turned a 1942 fire engine into a mobile wedding chapel, complete with an altar, pews, pipe organ and stained-glass windows. Getting married in it will cost you US$200, plus gas.

Scegli una cappella “nomade” superaccessoriata! Il reverendo Darrell Best dell’Illinois, negli USA, ha trasformato un motore a scoppio del 1942 in una cappella nuziale itinerante, con tanto di altare, panche, organo e vetri colorati. Il matrimonio costa US$200, benzina esclusa bestweddingchapel.com illinoisweddingchapel.com

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Yellow Pages

Pagine Gialle

6 GUERILLA GAS SUPPLIES GUERRIGLIERI DEL GAS In China, people have been known to use enormous plastic bags to steal natural gas from local oil fields. But gas theft can also be done from the comfort of your own home. Just cut off your gas service, remove your meter and cap the pipe. Now install a stolen gas meter (somewhere outside the house) and tap back into the gas line. You could make savings of US$500 a month before being arrested. I cinesi usano enormi buste di plastica per rubare il metano dai giacimenti. Ma il furto di gas può perpetrarsi anche comodamente da casa. Devi solo chiudere il rubinetto, togliere il contatore e tappare il tubo. A quel punto, basta installare un contatore rubato (mettendolo fuori casa) e allacciarsi nuovamente alla conduttura del gas. Potresti risparmiare fino a US$500 al mese prima di essere arrestato.

PUBLIC TRANSPORT TRASPORTI PUBBLICI

L’architetto bulgaro Martin Angelov ha avuto l’idea di creare una serie di piste ciclabili sopraelevate su funi d’acciaio, con tanto di imbracature di sicurezza, a un’altezza di 4,5 m sopra il traffico cittadino. Se verranno mai costruite, le piste dei cieli consentiranno ai ciclisti di attraversare incolumi la giungla d’asfalto senza il rischio di farsi mettere sotto da un veicolo a motore. martinangelov.com

8 HUMAN-POWERED MONORAIL MONOROTAIA A TRAZIONE UMANA

TAXIS TAXI

Yellow Pages

11 TAXI RECORDING STUDIO STUDIO DI REGISTRAZIONE Lonnie “Wisefool the Cab Driver” McCreery is a Los Angeles-based musician who has transformed his cab into what LA Weekly magazine calls a “mobile recording studio for spoken-word poets, rappers … any fare who has the freestyle skills to get on the mic.” It is all powered through the cigarette lighter. Lonnie “Wisefool the Cab Driver” McCreery è un musicista di Los Angeles che ha trasformato il suo tassì in quel che la rivista LA Weekly ha descritto come uno “studio di registrazione mobile per poeti della voce, rapper… e qualunque altro passeggero voglia sbizzarrirsi al microfono”. Il sistema è alimentato attraverso l’accendisigari. Tel. +1 213 8583786

10 BAMBOO TAXIS BAMBÙ-TAXI 7 THE FUV: Farm Utility Vehicle FUV: Veicolo Utilitario Agricolo

SERVICES SERVIZI

12 ECOMETER ECOMETRO If you’re in Australia and want to know the impact your driving has on the environment then download the free Car EcoMeter. After a quick questionnaire about your vehicle it will give you tips on how to save fuel and cash, and help the planet. Se sei in Australia e vuoi conoscere il tuo impatto ambientale quando guidi la macchina, puoi scaricare gratuitamente l’applicazione Car EcoMeter. Dopo un breve questionario sul tuo autoveicolo, riceverai informazioni su come risparmiare soldi e carburante aiutando il pianeta.

13 HONEY BEE NETWORK LA RETE DELLE API DA MIELE

South Africa’s donkey-drawn cart is equipped to carry solar-power panels and a 12V battery. Known as the HAPPY (Human and Animal Powered Vehicle), its panels allow farmers to light up the cart at night, provide emergency lighting and charge cell phones. Unfortunately, according the project’s representative Braam van Reenen, “The project is on hold at present ... awaiting prices on components from China. It has become too expensive to produce in SA without government subsidy.” In Sudafrica i carri trainati dagli asini sono equipaggiati di pannelli solari e di una batteria da 12 volt. Ribattezzati HAPPY (dall’inglese Human and Animal Powered Vehicle), questi veicoli a trazione ibrida umana e animale sono provvisti di luci notturne, alimentazione d’emergenza e ricarica per cellulare. Sfortunatamente, secondo il rappresentante Braam van Reenen, “Il progetto è attualmente bloccato... in attesa del prezzario dalla Cina. Produrre senza aiuti statali in questo paese costa tantissimo”. wheelandwater.co.za

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Immaginati di viaggiare a una velocità di 45 km orari pedalando a bordo di una capsula aerodinamica che dondola su una monorotaia. Oggi puoi con Shweeb. Creato da Geoffrey Barnett, il pendolino a trazione umana del parco a tema Agroventures di Rotorua City, in Nuova Zelanda, ti farà accapponare la pelle su un sinuoso circuito di 200 m senza produrre emissioni inquinanti.

Find out how to build a pedaloperated washing machine or an amphibious bicycle, as well as who’s doing it and where. Founded by Anil Gupta in 1989, India-based Honey Bee Network collects and shares traditional knowledge and grassroots innovations. Volunteers are welcome to add their own solutions to its growing “honeycomb” of practical inventions.

shweeb.com

9 BICYCLE SKY LINES ORIZZONTE A PEDALI

Bulgarian architect Martin Angelov has had the idea for a series of steel-wire bicycle lanes, complete with safety harnesses, located 4.5m above city traffic. If ever built, Sky Lanes would allow cyclists the freedom to navigate safely through the urban jungle without the fear of collisions with motorized vehicles.

A few years ago, Rustico Balderian, the mayor of Tabontabon, the Philippines, helped create a fleet of sustainable taxis made of 90% bamboo that run on coconut biodiesel. The aim was to stimulate local manufacturing, as well as reduce the wasteful and dangerous use of motorbikes and mopeds. The ECO1 model seats 20 passengers, while consuming only 3.8 liters of fuel in eight hours. Qualche anno fa Rustico Balderian, sindaco di Tabontabon, nelle Filippine, ha contribuito alla creazione di una flotta di taxi ecologici fatti per il 90% di bambù e alimentati con biodiesel alla noce di cocco. Il progetto aveva lo scopo di incentivare l’industria manifatturiera locale riducendo al contempo l’uso di motorini e motocicli inquinanti e pericolosi. Il modello ECO1 può trasportare 20 passeggeri, consumando solo 3,8 litri di carburante in otto ore. totieco.multiply.com

Gli “iperchilometristi” si sforzano di viaggiare in auto consumando la minor quantità di carburante possibile, che si tratti di motori ibridi o convenzionali. Per riuscirci, si consiglia di eliminare qualunque peso superfluo, regolare la pressione delle gomme (per aumentare la resa energetica del 5%) e limitarsi semplicemente a guidare più piano.

another activity can be achieved without fossil fuels.” It will be on show at the Royal Aeronautical Society in July 2012.

BOATS IMBARCAZIONI

learntohypermile.com

epa.vic.gov.au/Air/CarEcometer

Imagine traveling at speeds of 45km/h in a pedal-powered aerodynamic capsule dangling from a monorail track. It’s possible with the Shweeb. Created by Geoffrey Barnett, the human-powered monorail at the Agroventures Adventure Park in Rotorua City, New Zealand, thrills riders with its 200m twisting track. Plus, it’s emissions free.

Pagine Gialle

Impara a costruire una lavatrice a pedali o una bicicletta anfibia, o scopri chi lo può fare per te e dove. Fondata da Anil Gupta nel 1989, l’indiana Honey Bee Network è impegnata a raccogliere e divulgare le conoscenze tradizionali e le innovazioni della cultura popolare. Chiunque voglia contribuire con le proprie proposte per far crescere questo “alveare” di invenzioni è il benvenuto. KnowNet-Grin honeybee.org

14 HYPERMILING IPERCHILOMETRAGGIO Hypermilers like to get the most out of their cars by using the least fuel possible, whether they’re driving hybrids or regular cars. Tips on how to do it include removing extra weight from your car, keeping your tires correctly inflated (that can improve fuel efficiency by 5%), and simply driving more slowly.

15 ELECTRIC-CAR CONVERSIONS CONVERSIONE ELETTRICA

17 WAVE-POWERED BOAT BARCA A MOTO ONDOSO

Steam Boat Willy è un hovercraft a trazione umana che funziona con l’energia delle gambe. A base di polistirolo, legno di abete rosso, fibra di carbonio e tessuto per palloni aerostatici, è stato costruito per “Dimostrare che esiste ancora un’altra attività che non richiede l’uso di combustibili fossili”. In mostra alla Royal Aeronautical Society nel luglio del 2012. Steam Boat Willy London, UK Tel. +44 20 7379 5611 steamboatwilly.org

19 BOTTLE BOAT BARCA DI BOTTIGLIE

Green Shed Conversions turns liquid-fuel vehicles into electric vehicles (EVs), either by doing it for you or showing you how. Order the How To CD for a full explanation of the process (US$9.95) or the film, What is the Electric Car?, which shows how the EV industry will generate over US$200 billion within the next 15 years (US$15). Green Shed Conversions trasforma i veicoli a carburante liquido in veicoli elettrici, facendolo per te o insegnandoti a farlo. Ordina una copia del CD How To (US$9,95) o il video What is the Electric Car? Scoprirai che l’auto elettrica rappresenta un business da US$200 miliardi (US$15) nei prossimi 15 anni. Steve Clunn, PO Box 13077 Fort Pierce, FL 34979, USA Tel. +1 561 3526622 greenshedconversions.com

16 CARFREE DAY SENZ’AUTO September 22 is World Carfree Day, organized by a non-centralized group of NGOs. The day is about reclaiming the streets from cars all over the world and showing just what a world safe for cyclists and pedestrians, and free from car-generated noise and pollution would look like. Il 22 settembre è la Giornata Mondiale Senz’auto, organizzata da una rete di ONG locali. Un’iniziativa nata per liberare le strade dal traffico permettendo a ciclisti e pedoni di circolare liberamente e sicuri, senza i rumori e l’inquinamento creati dalle automobili. facebook.com/worldcarfreeday

Kenichi Horie from Osaka, Japan, has been crossing the Pacific for decades in boats powered only by the waves. (His most recent feat was a solo crossing from Hawaii, USA, to Japan: 7,000km in 110 days.) Not only does Kenichi promote this emissions-free way of traveling, but his boats are also made of recycled materials and use solar batteries. Sono decine di anni che Kenichi Horie di Osaka, in Giappone, attraversa il pacifico a bordo di imbarcazioni alimentate soltanto dall’energia delle onde. La sua più recente impresa è stata la traversata in solitaria dalle Hawaii (USA) al Giappone: 7.000 km in 110 giorni. L’impegno ambientalista di Kenichi non si limita alle emissioni del motore, le sue barche sono costruite con materiali di recupero e usano batterie solari. suntory-mermaid2.com

18 PEDAL-POWERED HOVERCRAFT HOVERCRAFT A PEDALI

Steam Boat Willy is a human-powered hovercraft that runs on leg power. Made of Styrofoam, spruce, carbon fiber and balloon fabric, its aim is to “demonstrate that yet

The Plastiki is a boat made of 12,500 plastic soda bottles fixed to the pontoons, which allow it to float and comfortably seat six people. The sails are made of recycled PET and the masts from post-consumer aluminum piping. The boat has solar panels to provide for the electric and navigation systems, which are also supplemented by wind turbines. All the glue used in the structure is organic and made from cashew nut husks and sugarcane. La Plastiki è un barca costruita con 12.500 bottiglie di plastica fissate a un pontone galleggiante che può comodamente accogliere sei persone. Le vele sono fatte di PET riciclato (polietilentereftalato) e gli alberi di tubature d’alluminio dismesse. Il natante è provvisto di pannelli solari per alimentare il sistema elettrico e di navigazione, che sono anche collegati alle turbine eoliche. Tutta la colla utilizzata per saldare la struttura è di produzione biologica, a base di mallo di anacardio e zucchero di canna. theplastiki.com, myoo.com illustration: Sophie Henson

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Yellow Pages 20 Pedal-powered Submarine Sottomarino a pedali

Pagine Gialle Una macchina produce il triplo di CO2 al chilometro rispetto a un treno. Opta per una TumTum Car e potrai viaggiare a emissioni zero. Questo veicolo a trazione umana è disponibile in modelli da una a quattro persone con optional come il tettuccio solare, per alimentare la batteria quando sei stanco.

24 AMpHIBIOUS BICYCLE BICI ANFIBIA

Yellow Pages

Pagine Gialle

27 BAMBOO BIKES BICI di BAMBÙ

TumTumCar JMC, 20034 North 27th Pl Phoenix, AZ 85050, USA Tel. +1 602 4662766 tumtumcar.com

The Scubster is a human-powered submarine that recently successfully completed its first sea trials. Designed by French inventor Stéphane Rousson, the carbon fiber and Plexiglas sub can dive to 6m and its two wing-mounted propellors can drive it at 10km/h. The only drawbacks: it fits only one person and is extremely expensive. Lo Scubster è un sottomarino a trazione umana che ha ultimato, di recente, i primi collaudi in mare. Progettato dall'inventore francese Stéphane Rousson, il sommergibile in plexiglas e fibra di carbonio può immergersi fino a 6 m di profondità e raggiungere una velocità di crociera di 10 km l'ora grazie ai due propulsori montati sugli alettoni. Unico inconveniente: è monoposto e terribilmente caro. scubster.org rousson.org

HUMAN POWER ELETTRICITÀ UMANA

21 PEDALO CAR AUTOPEDALÒ

Traveling by car produces three times more CO2 per kilometer than taking a train, but drive a TumTum Car and you’ll pollute no more. The human-powered vehicle comes in models for one to four people and offers optional extras such as solar canopies to power the battery when you’re tired.

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Secondo uno studio britannico, per ogni minuto che cammini guadagni tre minuti di vita. Per avere una falcata più ampia e scattante, prova i Powerisers, speciali estensioni per gli arti inferiori. Se ne consiglia l’uso quotidiano per sfrecciare rapidi come uno sprinter olimpico e risparmiare energie.

30 UP! IN ALTO!

This hybrid vehicle, invented by French artist Cesar Harada is a combination bike-boat-caravan. A trailer behind the bike gives you somewhere to sleep, and folds up over the bike to make a boat. To build this “trimaran” you’ll need a bicycle trailer, a camera tripod, waterproof luggage, a tent, some extra steel, plywood and epoxy resin. Questo veicolo ibrido, inventato dall'artista francese Cesar Harada, è un misto fra una bici, una barca e un camper. Il rimorchio dietro la bici può trasformarsi in un letto e ripiegato sopra la bici diventa un’imbarcazione. Per costruire questo “trimarano” avrai bisogno di un rimorchio da bici, un treppiedi, una valigia impermeabile, una tenda e materiale extra come acciaio, legno compensato e resina epossidica. cesarharada.com

Bamboo is highly sustainable as it can grow up to 120cm a day. It can also withstand up to 24,000kg of pressure, which all means it’s perfect as an alternative to metal for bicycle frames, such as those made by Mexican company Bamboo Cycles. Weighing in at just 8.8kg, prices start at US$900. Il bambù, che può crescere fino a 120 cm al giorno, è la pianta ecosostenibile per eccellenza. Non solo, potendo reggere una pressione di 24.000 kg è anche la perfetta alternativa al metallo per il telaio delle bici, come quelle prodotte dall’azienda messicana Bamboo Cycles. Con un peso di soli 8,8 kg, da US$900.

BY AIR PER ARIA

A 900m-deep gorge separates children in the remote village of Los Pinos, Colombia, from their school. As it takes two hours to hike around, kids take a zip line instead and get there in one minute. They just have to remember to pack their own pulley and directing stick in their school bags each morning before their 400m commute. Una gola di 900 m separa i bimbi dello sperduto villaggio di Los Pinos, in Colombia, dalla loro scuola. Di fronte all'alternativa di una scarpinata di due ore, gli scolaretti sfruttano un rudimentale sistema di funivia monoposto che ci impiega appena un minuto. Ogni mattina devono solo ricordarsi di mettere nella cartella la puleggia e l’asta direzionale. E lanciarsi nel vuoto per 400 m.

25 PEDAL PUB PUB A PEDALI

26 BOXCYCLES Ciclocarriole

Drink beer while pedaling on a Fietscafe beer bike. Bring your own music and 16 of your friends for the ultimate mobile drinking experience. And you don’t have to worry about drunk driving as each bike comes with a designated driver to steer and brake. Prices range from €65 (US$95) to €275 (US$395) a day; beer not included.

Over 30 years ago in the car-free Copenhagen neighborhood of Christiana, Lars Enstrøm created his first “boxcycle” by adding a big box to the front of his wife’s bike. Since then he’s improved the design and his Christiana bikes can now carry up to 100kg and come with a sturdy rain cover. Perfect for a city in which 36% of residents use bikes as their main mode of transport.

Potrai finalmente bere pedalando su una bici-birreria Fietscafe. Porta la tua musica e invita fino a 16 amici per provare l’ebbrezza di un drink su due ruote. E non ti preoccupare del tasso di alcolemia, ogni bicicletta viene noleggiata insieme al conducente che provvederà a sterzare e frenare. I prezzi vanno da €65 (US$95) a €275 (US$395) al giorno; birra esclusa!

Lars Enstrøm ha creato la sua prima “ciclocarriola” più di 30 anni fa, a Christiana, un quartiere di Copenhagen completamente chiuso al traffico. Da allora il design è migliorato, e oggi le bici Christiana, dotate di una resistente copertura antipioggia, possono trasportare fino a 100 kg. Perfetto per una città in cui il 36% degli abitanti usa la bici come principale mezzo di trasporto.

fietscafe.nl

christianabikes.com

28 HUMAN-POWERED ORNITHOPTER ORNITOTTERO A PROPULSIONE UMANA

August 2010. It sustained altitude and airspeed for 19.3 seconds to become the world’s first successful human-powered ornithopter. Il primo ornitottero – una macchina volante con le ali battenti – fu disegnato da Leonardo da Vinci nel 1485 circa. La versione moderna, lo Human-Powered Ornithopter (HPO), progettata e costruita da un gruppo di studenti della University of Toronto, ha volato per la prima volta nell'agosto del 2010 mantenendo altitudine e velocità costanti per 19,3 secondi. Con questo exploit è diventato il primo ornitottero a propulsione umana ad aver funzionato in volo. hpo.ornithopter.net

29 PEDALLING ZEPPELIN ZEPPELIN-A-PEDALI

The first ornithopter – a machine that flies with flapping wings – was designed by Leonardo da Vinci around 1485. The modern version, the Human-Powered Ornithopter (HPO), designed and built by a team of students from the University of Toronto, first flew in

Innovative French pilot Stéphane Rousson defines himself as a high-flying cyclist and in September 2008 he crossed the 34km of the English Channel on a pedalpowered airship. The trip on the blimp, named Zeppy, took eight hours. Get a copy of his inspiring book and DVD, Voyage à la lisière de l’utopie, co-written with Laurence Latou, to find out more about his past and future dreams.

The Aeronautics and Cosmonautics Romanian Association (ARCA) wants to win the Google Lunar X Prize competition by landing a robot on the Moon, traveling 500m on its surface and sending images and data back to Earth. To succeed, its plan is to send an enormous helium balloon up 18,000m to the edge of the atmosphere from which a Haas orbital rocket launcher will launch and then send a European Lunar Explorer vehicle to the Moon. No launch date has yet been set. L’Associazione Romena di Areonautica e Cosmonautica (ARCA) aspira a vincere il concorso Google Lunar X Prize facendo atterrare il suo robot sulla Luna che, dopo aver percorso 500 m in superficie, invierebbe dati e immagini sulla Terra. Il progetto prevede l’invio di un enorme pallone d'elio a un’altitudine di 18.000 m fino ai confini dell'atmosfera, da cui il lanciarazzi orbitale Haas dovrebbe mandare sulla luna lo speciale veicolo European Lunar Explorer. Non è ancora fissata la data di lancio.

bamboocycles.com

powerisers.it

23 ZIPLINE SCHOOLBUS SCUOLABUS-SEGGIOVIA

31 ROMANIAN SPACE PROGRAM PROGRAMMA SPAZIALE ROMENO

French only €19 (US$27) rousson.org

22 SUPER LEGS SUPERgambe

A British study suggests that for every minute you walk you add three minutes to your life. And with Powerisers, leg extensions that add powerful spring and extra length to your stride, you can add to your life while getting where you’re going as fast as an Olympic sprinter, while using less energy.

Il pilota francese Stéphane Rousson si autodefinisce come un ciclista che vola alto. Nel settembre del 2008 ha attraversato i 34 km del canale della Manica su un'aeronave a pedali. Il viaggio a bordo del suo dirigibile floscio, chiamato Zeppy, è durato otto ore. Scopri i sogni passati e futuri di questo pioniere dei cieli, acquistando una copia del suo suggestivo libro e DVD, Voyage à la lisière de l’utopie (viaggio ai confini dell'utopia) scritto a quattro mani con Laurence Latou.

arcaspace.com

Cluster ballooning is like a child’s version of a flying machine – a bunch of enormous, brightly colored balloons that lift you way up in the sky – except that it’s definitely not for kids. You need to be an experienced hot-air balloon pilot to ascend (by dropping ballast), get back down to earth (bursting the helium-filled balloons), and land (the trickiest bit). Un grappolo di coloratissimi palloni aerostatici per librarsi nei cieli sembra la versione infantile di una macchina volante. Ma non è assolutamente un gioco per bambini. Ci vuole una buona esperienza come pilota di mongolfiere per manovrare l’ascensione (buttando zavorra), la discesa (facendo scoppiare i palloni riempiti di elio) e atterrare (la parte più macchinosa). John Ninomiya clusterballoon.org

MOTORBIKES & SCOOTER MOTORINI E SCOOTER 32 RIQUIMBILI RIQUIMBILI In Cuba, a lack of resources has created a need for imaginative and resourceful solutions. Take the riquimbili, a modified bike frame onto which a small engine is attached to drive the wheels. Although officially illegal and frequently dangerous (their fuel tank is often a plastic water bottle), they will take you 50km for every liter of fuel, which probably makes them worth the risk.

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Yellow Pages A Cuba la penuria di risorse ha creato un mercato per soluzioni estrose e inventive al problema dei trasporti. Come il “riquimbili”, ad esempio, un telaio di bici modificato su cui è montato un piccolo motore per azionare le ruote. Pericolosissimo (spesso il serbatoio è una bottiglia di plastica) e ufficialmente fuorilegge, ti scarrozzerà per 50 km con un litro di carburante. Motivo per cui, probabilmente, vale la pena di correre il rischio.

Pagine Gialle 35 SUITCASE SOLAR SCOOTER SCOOTER SOLARE COMPATTO

38 COFFEE FUEL CARBURANTE AL CAFFÈ

CARS AUTO 36 FLATPACK SOLAR CAR MACCHINA SOLARE COMPONIBILE Want to use the sun’s energy to get around? Then you could do worse than a solar-powered electric kit car from Sunnev. For just US$6,500, you’ll soon be driving around, saving the world from your pollution and spending less money: the car costs about US$0.15 to run per 1.6km.

rikimbili.com

33 YIKEBIKE YIKEBIKE

Vuoi circolare con l'energia del sole? Potrai costruirti da solo la tua macchina elettrica a energia solare con il kit d’assemblaggio in vendita dalla Sunnev. Per soli US$6.500 presto potrai salvare il mondo dall'inquinamento e risparmiare, con la modica spesa di US$0,15 ogni 1,6 km. sunnev.com

Weighing just 10kg and small enough to fit in a backpack when folded, the YikeBike is a modern take on the original bicycle, the penny-farthing. New Zealander Grant Ryan designed the electric bike for use in urban environments. Pesa solo 10 kg ed è così piccola da entrare piegata in uno zaino, la YikeBike è la versione moderna del primo prototipo di bici, il velocipede. Il neozelandese Grant Ryan ha progettato la sua bici elettrica per l'ambiente urbano. yikebike.com

34 GRAVITY BIKE BICI GRAVITAZIONALE Indian inventor Kanak Gogoi makes innovative and unusual vehicles, including a solar/gas hybrid vehicle and a compressedair-powered car. Another is his “gravity bike” that uses a springloaded seat to capture the energy generated by the up and down motion of the rider’s pedaling to drive the bike forward. Gogoi has yet to commercialize or patent any of his many inventions, preferring that they be used for the greater good of society. L’inventore indiano Kanak Gogoi crea veicoli insoliti e futuristici, fra cui una vettura ibrida a gas ed energia solare, e un'automobile ad aria compressa. Un'altra invenzione è la “bici gravitazionale” che usa un sedile a molle per captare l'energia generata dal movimento di pedalare su e giù. Gogoi non vuole brevettare né commercializzare le sue innumerevoli invenzioni perché ritiene che siano un bene comune di utilità sociale.

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Pagine Gialle

39 WIND POWER ENERGIA EOLICA

41 Flying Car Auto-volante

Gasification is the conversion of a solid into a gas, a method of producing energy popular in the 19th century until petroleum engines became dominant. But gasification could make a comeback. The Café Racer, for example, is a converted truck that uses a gasifier to burn recycled coffee grounds as fuel. Thanks to that gasifier, though, it could actually run on anything that burns, from wood chips to old tires to trash. La gassificazione è la trasformazione di un solido in gas, un metodo per produrre energia molto diffuso nel XIX secolo, prima dell'avvento dei motori a petrolio. Ma questa tecnica potrebbe tornare alla ribalta. Il Café Racer, ad esempio, è uno speciale camion provvisto di un apposito gassificatore che permette di riciclare come carburante i fondi del caffè. Il gassificatore, ad ogni modo, funziona con qualunque materiale combustibile, dai trucioli di legno ai vecchi copertoni passando per la spazzatura.

Blade Runner enthusiasts get excited: Moller International has created the first VTOL (Vertical Takeoff and Landing) vehicle. The M400X Skycar can travel at 440km/h, seats four and comes with emergency parachutes. It’s one of the machines that Cana-

dian Paul Moller has built and designed since he first dreamed of flying like a hummingbird aged 11. Note: Test flights are scheduled and conducted at users’ discretion. I fan di Blade Runner non stanno più nella pelle! la Moller International ha creato il primo VTOL (Vertical Takeoff and Landing), veicolo a decollo e atterraggio verticali. La M400X Skycar può raggiungere i 440 km orari, ha quattro posti e altrettanti paracadute di emergenza. È una delle macchine progettate e costruite dal canadese Paul Moller da quando, undicenne, sognò per la prima volta di volare come un colibrì. Voli di prova per gli interessati. Moller, 1222 Research Park Drive Davis, CA 95618, USA Tel. +1 530 7565086 moller.com

42 Cheapest Electric Car in the World L'auto elettrica più economica del mondo

37 HOUSETRUCKS CAMION-CASA

Canadian engineer Terry Hope’s handmade Kinetic Photovoltaic Vehicle is an advanced-hybridelectric-solar-bike prototype with three handlebar- and framemounted photovoltaic panels and ultra-capacitors to store kinetic energy. Weighing only 25kg and with a 24V 394Wh battery for a 13km range, it also has a 12V 28Wh booster battery and a lowcogging-torque 5-gear, 3-phase alternator. It can be charged directly from the mains or the solar cells. Oh, and it fits inside a suitcase. Il KPV – o veicolo fotovoltaico cinetico – dell'ingegnere canadese Terry Hope è il prototipo artigianale del primo e rivoluzionario motorino ibrido a energia solare. Munito di tre pannelli fotovoltaici montati su manubrio e telaio, e appositi ultracondensatori per immagazzinare l'energia cinetica, pesa solo 25 kg, ha una batteria di 24V 394Wh con un'autonomia di 13 km, una dinamo survoltrice da 12V 28Wh, il cambio a 5 marce con coppia di avviamento ridotta e alternatore trifasico. Caricabile direttamente dalla rete elettrica o con le cellule fotovoltaiche, entra dentro una valigetta ventiquattrore. www.thekpv.com

The Blackbird, created by US-based Thin Air Designs, is a wind-powered vehicle that can travel into the wind at speeds 2.86 times faster than the wind itself. It’s all thanks to a 5.2m propeller: the wind pushes the “car,” which turns the wheels that turn the propeller, which turns the wheels faster, which turn the propeller faster, and so on. As project director Rick Cavallaro told Wired, “It sounds like a perpetual-motion machine – but you’ve got the wind as an external power source.

Become a “housetrucker” and stop worrying about paying the mortgage. Just find yourself an old truck or school bus, gut it and add a superstructure to make your dream mobile home with beds, kitchen and the necessary amenities. The “housetrucking” alternative lifestyle began in New Zealand in the 1970s, but the government now carefully controls the vehicles: your housetruck will have to be inspected for safety every six months. Basta con le ansie alla scadenza della rata del mutuo! Vai ad abitare in un furgone. Rimedia un vecchio camion o un pulmino scolastico, svuotalo, aggiungi una sovrastruttura a avrai la casa mobile che hai sempre sognato con tanto di letti, cucina e ogni comfort. Questo stile di vita alternativo si è diffuso in Nuova Zelanda a partire dagli anni 70, ma oggi il governo esegue rigorosi controlli sui veicoli. Ogni sei mesi il tuo camion-casa sarà ispezionato con cura. htnz.co.nz

Il Blackbird, creato da Thin Air Designs, negli USA, è un veicolo a energia eolica che può viaggiare sottovento a una velocità 2,86 volte superiore a quella del vento. Tutto grazie a un’elica di 5,2 m: il vento spinge la “macchina” che fa girare le ruote, queste fanno girare l’elica che fa girare più veloce le ruote che, a loro volta, fanno girare più veloce l’elica e così via. Come ha raccontato a Wired Rick Cavallaro, direttore del progetto: “Sembra un po’ una macchina del moto perpetuo, soltanto che c’è il vento come fonte di energia esterna”. fasterthanthewind.org

40 WOOD POWER ENERGIA DAI BOSCHI Finnish designer and parliamentary candidate Juhas Sipilä converted his 1987 Chevrolet El Camino so the engine runs solely on wood gas. Using a special wood-burning stove mounted on the back of the truck that uses only 0.4kg of biomass fuel a kilometer, “El Kamina” (The Stove) can carry enough wood for a 1,300km trip.

Il finlandese Juhas Sipilä, designer e candidato alle elezioni legislative, ha trasformato il motore della sua Chevrolet El Camino del 1987, che oggi usa come unico combustibile il gas prodotto dal legno. Grazie allo speciale forno a legna montato sul retro del camioncino, con un consumo di 0,4 kg di biomassa al chilometro, “El Kamina” (il forno) può trasportare un carico di legna sufficiente per un viaggio di 1.300 km.

Zhang Hiating commutes every day in Shanghai, China, in the electric car he invented. Built out of salvaged parts, Zhang’s vehicle can travel up to 30km/h and has an autonomy of 50km when the battery is charged. Even though the car is one of a kind it’s been such a success among other Shanghai residents that he is considering creating others and selling them for around US$900. Il cinese Zhang Hiating fa il pendolare, avanti e indietro da Shanghai al volante della sua invenzione: una macchina elettrica! Costruito con materiali di recupero, il veicolo ha una velocità massima di 30 km orari e un'autonomia di 50 km a batteria carica. Unica nel suo genere, l'invenzione ha riscosso tale successo fra gli abitanti di Shanghai che Zhang sta valutando la possibilità di costruire altri esemplari per venderli a US$900 circa. photo: Imaginechina/Contrasto

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Creative Director Patrick Waterhouse, Bath

Production Coordinator Mauro Bedoni, Padua

Creative CONSULTANT James Mollison, Nairobi

Printing Grafiche Tintoretto, Treviso

Art DirectorS
 Henriette Kruse Jørgensen, Esbjerg Grégory Ambos, Pau

Paper Triplex Blanco (Cover) Munken Print White 15 by Arctic Paper (Inside) Arjowiggins Pop’Set Canapa (Yellow Pages)

Editor Jonah Goodman, Birmingham Text consultant Tom Ridgway, Paris Writers Jonah Goodman, Birmingham Juan Pablo Gallón Salazar, Bogotá Cosimo Bizzarri, Reggio Emilia Executive Editor Giulia De Meo, Venice Photo editor Mauro Bedoni, Padua Managing Editor Erica Fusaro, Venice Graphic Designers Namyoung An, Seoul (Korean edition) Florian Jakober, Zurich Proof reader Carlos Mustienes, Madrid

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ASSISTANT REPORTERS Christian Elia, Putignano Jessie Zhou, Shanghai

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Not available: 1 It’s a baby, 3 Evolution, 4 Race, 6 Ecology now, 8 Religion, 15 Wealth, 21 Smoking, 25 Fat, 28 Touch, 32 While you sleep

Illustrators Patrick Waterhouse, Bath Namyoung An, Seoul James Graham, Wolverhampton

Yellow pages Carlos Mustienes, Madrid

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FixerS Fang Zhou, Beijing Nikola Dokmanović, Belgrade Mohammad Mansour, Ramallah

Researchers Jonah Goodman, Birmingham Juan Pablo Gallón Salazar, Bogotá Chelsea MacLachlan, Cape Town Carlos Mustienes, Madrid

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PHOTOGRAPHERS James Mollison, Nairobi Alfredo D’amato, Porticello Rajesh Vora, Rajkot David Høgsholt, Sklskr Boris Austin, Totnes

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Contributors Elizaveta Butakova, Novosibirsk Valerie Williams, Victoria Giuliana Rando, Wollongong Web Editor Giulia De Meo, Venice PHOTO RETOUCHER Diego Beyró, Buenos Aires

Typography Larish Neue and F Grotesk by Radim Peško P22 Johnston Underground Regular Advertising & External Relations Erica Fusaro, Venice erica.fusaro@colorsmagazine.com t +39 0422 516315 Press Office Angela Quintavalle, Padua angie@fabrica.it t +39 0422 516209 colorsmagazine.com French translation & edit Joseph Denize, Paris French copy edit Julie Kassandra Savary, Geneva Italian Translation & Edit Giovanna Gatteschi, Rome Korean Translation & Edit Jaeyong Park, Seoul Jungbee Lee, Seoul Spanish Translation & Edit (including Colors 80 Superheroes) Clara Cabarrocas Piquer, Barcelona Spanish Copy Edit Fernando Linares Díaz, Madrid Editorial Offices COLORS Magazine Fabrica, via Ferrarezza 31020 Catena di Villorba (TV) Italy t +39 0422 516315 f +39 0422 516297 colors@colorsmagazine.com Direttore Responsabile Enrico Bossan Reg. presso il Tribunale di Treviso (n. 980 del 20/12/1995 del Registro della Stampa) N° iscrizione R.O.C.: 387 ISSN numbers: 1121-8398 (French) 1121-824 (Italian) 1122-1453 (Korean) 1121-8371 (Spanish) Editore Fabrica S.p.A., via Villa Minelli 31050 Ponzano V.to (TV), Italia Proprietario Benetton Group S.p.A. Villa Minelli 31050 Ponzano V.to (TV), Italia

Stampatore Grafiche Tintoretto Via Verdi 45 Villorba  (TV) Italia

INSIDE Cover Alfredo D’amato / Panos

COLORS 81: Transport – a survival guide Pubblicazione di Luglio, Agosto, Settembre 2011

Thanks Sarah Grimes, Oliver Knight & Rory McGrath, Uros Sanjevic, Lasa Lee Sanjevic, Rafael Koch, Luke Powell and Jody Hudson Powell, Myrte Sara Huyts, Anne Harvey, Angelica Gallón S., Thiago di Oliveira, Erika Zardin, Oriol Ferrer, Elizabeth Cretney, Régis Tosetti, Anne-Marie and Francis Ambos, Stefan and Mathias Kruse Jørgensen, Tonny Jørgensen, The Hub Milano members, Chelsea Sexton, Solitaire Townsend, Maria Jeansson, Matt Prins, Roxanne Meadows, Trattoria da Vicino, Julie, Tarik & Henne, Anne Lise Kjaer, Bruce Sterling, Carlo Petrini, Ed Gillespie, Helen Woodruffe-Burton, Jacques Fresco, Siân Berry, Franco Farinelli, Rob Hopkins, Omar Vulpinari, Bryce Licht, Mark Lowen, Martin and Sarah Goodman, Joost Conijn, Gianluca Pastore, Professor Anil Gupta, Kanak Gogoi, Miriam Koban, Joshua Baker, Sant’Antonio da Padova, Boris Mitić, Margo Ovcharenko, Artem Ludyankov, Stefano Collizzolli, Arantxa Cedillo, James Grant, Sacha Maric, Anastasia Taylor-Lind, Ivor Prickett, Sanjay Umrania, Rambhai Dharandia, Prashant Vora, Ramesh Bharwad

COLORS is a project of Fabrica S.p.A. © United Colors of Benetton. All rights reserved. Reproduction without permission is prohibited. COLORS welcomes material of all kinds. We cannot be responsible for loss of or damage to unsolicited materials. Periodicals postage is paid at Rahway, NJ. Llamas ISSN no. 016-878. COLORS is published in Catena di Villorba, Treviso by Fabrica S.p.A. Subscriptions STAFF srl abbonamenti@staffonline.biz t +39 02 45702415 f +39 02 45702434 Subscriptions for Korean residents only THE DAWN Ltd, colorskorea@thedawn.co.kr DISTRIBUTION Bookstore (Italy) Joo Distribution Via F. Argelati 35 20143 Milan, Italy t +39 02 8375671 f +39 02 58112324 US & Canada Speedimpex USA, Inc. 35-02 48th Avenue Long Island City, NY 11101 t +1 718 392 7477

Cover image James Graham

Special thanks Domenico Luciani Very special thanks Laura Pollini

South Korea THE DAWN Ltd, 12 Shingyo-dong, Jongro-gu, Seoul, South Korea t +82 2 7308078 Photo Credits p 6 – 9 James Mollison p 12 – 17 David Høgsholt p 18 – 25 Rajesh Vora p 26 – 31 Dmitry Lovetsky / AP Photo / LaPresse p 34 – 37 Łukasz Skąpski p 38 – 61 James Mollison p 62 Jose Manuel Vidal / EFE via Comandancia de la Guardia Civil de Almerìa p 63 (top) DPA / AFP p 63 STR New / Reuters / Contrasto p 66 – 67 Guardia Civil p 68 – 71 James Mollison p 74 – 77 Victor Borisov p 78 – 81 James Mollison p 82 – 84 Alfredo D’amato / Panos p 86 – 93 Boris Austin p 94 – 99 James Mollison p 101 – 102 Boris Austin COLORS 81 is also available for your iPad at the iTunes App Store

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