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A.S. 2013-2015

COSMETICI E COSMECEUTICI Percorso di bellezza sulla pelle

Valentina Bragaloni Corso di Qualifica Professionale per Estetista CFP Gruppo Profilo


Sommario Introduzione ........................................................................................... 3 Storia del cosmetico: dall’antichità ad oggi ................................................ 4 Cosa è un cosmetico ................................................................................ 8 Definizione di prodotto cosmetico ............................................................. 9 Che cosa sono e che cosa non sono i cosmetici .......................................... 9 Sede di applicazione dei cosmetici ............................................................ 9 Funzione dei cosmetici ............................................................................ 10 Il nuovo regolamento ............................................................................. 10 Gli aspetti salienti .................................................................................. 11 Qualche esempio.................................................................................... 12 Cos’è un cosmeceutico ............................................................................ 14 Cos’è un farmaceutico ........................................................................... 16 I farmaceutici usati in estetica ................................................................. 17 Cosmetici: costituenti e materie prime ...................................................... 17 Le sostanze funzionali ............................................................................. 18 Azioni cosmetiche delle sostanze funzionali .............................................. 20 La fitocosmesi........................................................................................ 23 Gli oli essenziali ..................................................................................... 24 Le vitamine ........................................................................................... 26 L’INCI ................................................................................................... 27 Come si legge un’etichetta ...................................................................... 28 Il sistema Rapex .................................................................................... 31 Bibliografia e Sitografia ........................................................................... 32

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Introduzione Per la conclusione del mio percorso di studi, ho deciso di incentrare la tesina sui cosmetici e sui cosmeceutici. Questi infatti sono un elemento fondamentale nella cura della propria bellezza.

Sin dall’antichità le donne hanno ricercato

nella natura un aiuto per le diverse esigenze, legate anche a fattori culturali, come l’uso di carbonato basico di piombo da parte di Elisabetta I per avere un aspetto diafano o come l’utilizzo della galena da parte delle antiche egizie per definire il contorno occhi. Di conseguenza qualsiasi mestiere che concerne la “bellezza” non può ignorare o tralasciare l’importante sussidio dei cosmetici e dei cosmeceutici. Il commercio ci mette di fronte ad una sempre più ampia scelta di questi prodotti in qualsiasi fascia di prezzo. Vista, dunque, la varietà, risulta sempre più complesso muoversi in questo mare magnum di opzioni, sottolineando la necessità di imparare a “scegliere”. La scelta, ovviamente, sottintende una conoscenza della materia e quindi un senso critico. In questa tesina accennerò anche al tema degli “Inci”, argomento sempre più trascurato dalle masse. Spesso si tende a dare fiducia ad una marca non leggendo le componenti di un prodotto, cosa che porta all’acquisto di merce scadente, ma dietro la quale c’è una grande pubblicità. Quindi posso dire che ho deciso di parlare di cosmetici e cosmeceutici perché sono strumenti con cui lavorerò per tutta la mia vita professionale, dalla cera per la depilazione alle creme specifiche e di cui quindi devo avere una buona conoscenza per utilizzarli al meglio. 3


Storia del cosmetico: Dall’antichità ad oggi La prima prova archeologica dell'uso dei cosmetici è stata individuata nell' Antico Egitto attorno al 5000 AC. Analizzando dei flaconi rinvenuti all'interno di tombe si è scoperto infatti che tali popolazioni utilizzavano composti chimici a base di piombo e olio d'oliva. Successivamente si iniziò anche ad usare essenze profumate e a truccare gli occhi. Le origini della cosmesi vanno comunque ricercate ancor prima, infatti sono conosciuti disegni rupestri rappresentanti figure umane con il viso o il corpo dipinti, ci sono studi che dimostrano come l'arte del tatuaggio sia usata fin dagli albori dell'umanità. Con le prime forme di civiltà l'arte della cosmesi ha cominciato a svilupparsi, ciò è avvenuto principalmente nell'area medio orientale del mediterraneo. Semiramide, bellissima regina dell'Assiria, faceva il bagno nella birra per rendere fresca ed elastica la sua pelle. Semiramide elaborò tecniche cosmetiche di gran successo per l'epoca, aiutandosi probabilmente con piante fitocosmetiche che essa stessa fece coltivare

nei

famosi

giardini

pensili. Ma è in antico Egitto che la cosmesi antica faceva scuola e

prodotto

secondo

di una

esportazione logica

"industriale".

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Tantissime le sostanze cosmetiche adoperate e le ricette per la loro applicazione. Sono giunti a noi formidabili ritratti femminili nei cui occhi è ben visibile il colore nero che li cerchiava e ne allungava la linea, tra le tantissime vogliamo ricordare la regina Nefertiti. Anche gli Antichi Greci facevano uso di cosmetici. Le donne della Magna Grecia usavano fare al mattino un bagno alla lavanda, per poi dedicarsi ad una vera e propria cosmesi del corpo, il quale veniva poi massaggiato con oli e unguenti profumati. Il cosmetico piÚ diffuso era indubbiamente la biacca che dava alla pelle un colore

bianco.

Anche

i

capelli

avevano

la

loro

importanza,

ne

sono

testimonianza le numerose rappresentazioni giunteci della classica acconciatura "a pieghe", inoltre, era assai frequente la colorazione dei capelli specialmente in biondo.

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Nell'Antica Roma di epoca imperiale si faceva uso di cosmetici per abbellire il corpo o per correggerne difetti, l'esempio più famoso è costituito dai nei artificiali, inoltre, si cominciò a far uso delle creme depilatorie e delle maschere di bellezza notturne. Tutto il necessario cosmetico veniva preparato fresco da schiave specializzate le cosiddette cosmetae. Tra paste e infusi vari ottenuti dai testicoli di toro o coccodrillo si giunse alle terme di Caracalla vero e proprio apogeo della cosmesi dell'antica Roma. Successivamente con la caduta dell'impero romano l'arte della cosmesi andò evolvendo con le crociate, i viaggi di Marco Polo, i commerci delle repubbliche marinare, e con le nuove scoperte geografiche e scientifiche come la stampa, con cui si iniziarono a scrivere veri e propri trattati. In tale periodo con l'eredità lasciata dalla Roma antica, l'Italia si caratterizzò anche nell'esportazione di cultura cosmetica specialmente con Caterina De’ Medici. In questo periodo cominciò la trasformazione della cosmetica da alchimia medioevale in chimica (in senso lato) moderna. Creme di vaniglia o cacao, nei, parrucche, profumi ricercatissimi sono soltanto alcuni degli esempi della cosmesi del diciottesimo secolo. In questo periodo, le feste da ballo francesi dovevano costituire uno spettacolo unico per la particolarità del maquillage, delle acconciature, e dei profumi. Con l'avvento del romanticismo la cosmesi ebbe una trasformazione e si affermò come attività necessaria per il mantenimento di un corpo sano e pulito. Nacquero i primi saponi dalla forma solida e profumati. 6


Con l'inizio del ventesimo secolo, apparvero nuove espressioni artistiche che ebbero un forte influsso sulla moda e sulla cosmesi, apparvero personaggi come Coco Chanel entrati di diritto nella storia della cosmesi moderna. Inoltre, la cosmesi, subĂŹ un'ulteriore trasformazione dopo quella medioevale, infatti, la crescente domanda di prodotti cosmetici, interrotta soltanto nel periodo nazista, condusse alla nascita di vere e proprie industrie di settore, come L'Oreal, Elizabeth Arden, Helena Rubinstaine, e Revlon.

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Cosa è un cosmetico Li usiamo ogni giorno, più volte al giorno. Solo la mattina prima di uscire da casa, ne utilizziamo almeno 5-6 tipi diversi e durante la giornata arriviamo a impiegarne più di 10. Basta fare il conto: dentifricio, sapone, deodorante, crema viso, prodotti per il trucco, schiuma da barba, crema corpo. E l’elenco potrebbe continuare. Stiamo

parlando

dei

cosmetici,

prodotti

ormai

diventati indispensabili per il nostro benessere e la cura del nostro corpo. Aiutano, infatti, a sentirci bene e a nostro agio con noi stessi e con gli altri, a ogni età e in ogni condizione (basti pensare allo shampoo, al detergente e perché no, al deodorante). O sono preziosi alleati della nostra salute come nel caso dei dentifrici e dei prodotti solari. Ma cosa sono esattamente e quale funzione svolgono? Quali prodotti sono considerati “cosmetici”? Perché i filler o i tatuaggi non possono essere considerati tali? Cerchiamo allora di fare chiarezza.

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Definizione di prodotto cosmetico Secondo il Regolamento sui cosmetici, i prodotti cosmetici sono “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei;â€?. Ma che cosa significa nella pratica tutto questo? Essenzialmente la legge chiarisce tre elementi fondamentali: Che cosa sono e che cosa non sono i cosmetici Ai fini della normativa i cosmetici sono sostanze o miscele: dunque, non possono essere degli oggetti o altre cose. Questo significa che orecchini, piercing, unghie finte, brillantini da applicare su denti o unghie, extension per capelli e cosĂŹ via non possono essere considerati dei cosmetici. Sede di applicazione dei cosmetici Il Regolamento dice chiaramente che i cosmetici vanno applicati sulle superfici esterne del corpo, sui denti o sulle mucose della bocca: dunque, i prodotti che hanno altre destinazioni, come gli spray da nebulizzare nel naso oppure i prodotti che vengono iniettati sotto cute, come i filler, non sono cosmetici.

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Funzione dei cosmetici I cosmetici hanno lo scopo, esclusivo o principale, di pulire, profumare, modificare l’aspetto, correggere gli odori, proteggere, mantenere in buono stato la superficie del corpo, i denti o la mucosa su cui sono applicati: dunque, i prodotti che hanno altri scopi principali, per esempio curare o prevenire le malattie, non possono rientrare nella categoria dei cosmetici. Il nuovo regolamento L’attuale Regolamento rappresenta la naturale evoluzione della normativa Europea sui cosmetici, che negli scorsi anni ha fornito le regole per assicurare la sicurezza dei prodotti e del consumatore, che nel corso degli anni è stata oggetto di numerosi aggiornamenti che l’hanno modificata per adattarla ai cambiamenti e ai miglioramenti intervenuti nel settore. Già la Direttiva è stata considerata una normativa completa e tutelativa, tanto da essere stata presa ad esempio da altri Paesi, come la maggioranza dei paesi del Sudamerica (es. Brasile, Argentina, Cile), gli stati dell’ASEAN (es, Singapore, Malaysia, Vietnam, Filippine, Indonesia, ecc.), l’Arabia Saudita, il Sudafrica, la Turchia, ecc. Tuttavia, l’azione di miglioramento è continua. Alla fine del 2009 è stato poi compiuto un ulteriore significativo passo in avanti in questo senso con l’approvazione, da parte del Parlamento e del Consiglio europeo, del nuovo Regolamento 1223/2009 sui cosmetici, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 22 dicembre 2009, che ha sostituito completamente la Direttiva 76/768/CEE e suoi emendamenti. 10


Gli aspetti salienti Gli scopi del nuovo Regolamento sono: armonizzare le disposizioni già esistenti in materia, tenere conto dei progressi e dei cambiamenti avvenuti nel settore, rafforzare e chiarire le attuali norme sulla sicurezza dei cosmetici. Le modifiche sono state introdotte dal nuovo Regolamento a partite dall’11 luglio 2013. Ecco le principali novità. Il recepimento in tutti gli Stati membri è automatico A cambiare è prima di tutto la modalità della legge stessa. in generale le direttive non vengono adottate al momento della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ma devono essere recepite dai singoli Stati Membri entro una data prestabilita. Nel farlo, un Paese può anche apportare modifiche al testo, che però non devono ostacolare la libera circolazione delle merci. Il Regolamento, invece, ha applicazione immediata e vincolante per tutti gli Stati membri. Quindi il cosmetico:

può essere applicato esclusivamente sulle superfici esterne del corpo, sui

denti o sulle mucose della bocca e degli organi genitali esterni;

non può intervenite direttamente sulle malattie, ma si limita a mantenere

in buono stato, proteggere, pulire, profumare e modificare l’aspetto delle zone su cui è applicato;

non può avere come azione principale quella preventiva di una malattia.

Ma aiuta a proteggere e mantenere in buono stato le zone in cui è applicato: in questo senso può anche aiutare a prevenire possibili patologie. 11


Qualche esempio:

Pensiamo a una crema idratante: non può essere considerata un farmaco o un dispositivo medico perché non ha attività farmacologica, non cura né previene una malattia.

È,

invece,

un

cosmetico,

che

mantiene in buono stato la pelle, prevenendo in questo modo le screpolature, la disidratazione, gli arrossamenti dovuti agli agenti atmosferici esterni.

Anche il dentifricio rientra nella categoria dei cosmetici perché viene applicato sui denti ed entra in contatto con le mucose della bocca. Aiuta a mantenere in buono stato le zone su cui viene applicato,

contribuendo

a

mantenere

una

corretta igiene orale e, di conseguenza, ha come azione secondaria (non principale) la prevenzione di possibili malattie dei denti e della bocca, come carie e gengiviti.

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Lo stesso discorso può essere fatto per i prodotti solari: questi cosmetici proteggono la pelle dall’esposizione al sole, contribuendo cosÏ alla prevenzione delle scottature.

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Cosa è un cosmeceutico Sempre più spesso nei messaggi promozionali o in articoli di giornale capita di imbattersi nella parola cosmeceutico, soprattutto in relazione ad un cosmetico innovativo ed esclusivo. Ma cosa significa questo termine? La parola cosmeceutico è formata dall'unione di due termini: cosmetico e farmaceutico. Per legge un cosmetico è "un prodotto o una sostanza, diversa da un medicinale, destinato ad essere applicato sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni), oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l'aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o preservarli in buone condizioni. I prodotti cosmetici

non

hanno

finalità

terapeutiche

possono

vantare

attività

terapeutiche". Un cosmetico che abbia contemporaneamente anche l'attività "di un farmaco" è perciò in contraddizione con ciò che dice la legge e non può essere commercializzato. Non esistendo una definizione precisa e riconosciuta di cosmeceutico, si è nel tempo diffusa la convinzione che si tratti di un cosmetico "più attivo", qualcosa di meno di un farmaco ma di più di un cosmetico. Di fatto le ditte produttrici di cosmetici utilizzano il termine cosmeceutico soprattutto per indicare che il proprio prodotto cosmetico, pur non potendosi 14


assimilare ad un farmaco, contiene dei principi attivi in grado di passare attraverso l'epidermide e di agire in profondità, oppure che si tratta di un prodotto che rappresenta la massima evoluzione del cosmetico, utilizzabile nel pieno rispetto della pelle e ben tollerato. Quali siano però gli ingredienti e le formulazioni in grado di conferire ad un cosmetico lo status di cosmeceutico non è possibile dirlo. A volte, un prodotto cosmetico viene promosso a cosmeceutico semplicemente per il fatto di contenere delle sostanze che sono presenti anche in prodotti farmaceutici come ad esempio piccole quantità di retinolo (o vitamina A) o di escina (sostanza estratta dall'ippocastano presente in prodotti utilizzati come venotonici) o di caffeina (contenuta nei prodotti ad azione lipolitica).

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Cosa è un farmaceutico Un farmaco (o medicinale) è una sostanza o un’associazione di sostanze impiegata per curare o prevenire le malattie. E’ composto da un elemento, il principio attivo, da cui dipende l’azione curativa vera e propria, e da uno o più “materiali” privi di ogni capacità terapeutica chiamati eccipienti che possono avere la funzione di proteggere il principio attivo da altre sostanze chimiche, facilitarne

l’assorbimento

da

parte

dell’organismo,

oppure

mascherare

eventuali odori o sapori sgradevoli del farmaco stesso. Esempi di farmaceutici usati in estetica:

Acido ialuronico Botulino

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Cosmetici: costituenti e materie prime I cosmetici sono costituiti principalmente da tre categorie di sostanze: -

Principi attivi o sostanze funzionali, sono le sostanze che producono

specifici effetti e finalizzano l’azione del prodotto in modo da renderlo rispondente agli usi per cui è prodotto e venduto; -

Eccipienti, sono le sostanze che danno la “forma” al prodotto. In campo

farmaceutico l’eccipiente è costituito da sostanze inerti, in grado di veicolare il principio attivo permettendone la somministrazione (sciroppo, compresse, supposte, ecc);in campo cosmetico, invece, l’eccipiente può avere esso stesso particolare proprietà (emollieni, idratanti, ecc); -

Additivi, sono sostanze aggiunte, essenziali per la corretta produzione

(ad esempio per la profumazione e la colorazione) e la conservazione del cosmetico. -

Sostanze tensioattive: Hanno affinità sia con l'acqua sia con i grassi.

Svolgono azione schiumogena, detergente, sgrassante, solubilizzante ed emulsionante. Sono costituiti da tensioattivi idrofili i saponi e i bagnoschiuma. I tensioattivi a moderata idrofilia sono usati come solubilizzanti nei profumi e come emulsionanti nelle creme magre. I tensioattivi lipofili sono invece usati come emulsionanti nelle creme grasse.

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Le sostanze funzionali

Le sostanze funzionali si possono classificare in base alla loro origine: dal regno minerale e in tal caso vengono dette "sostanze inorganiche", come per esempio: gli oligoelementi e i sali di alluminio.

dal regno vegetale: gli oli, i burri e le cere vegetali vengono largamente utilizzati in campo cosmetologico, non solo come eccipienti per la veicolazione della sostanza funzionale, ma essi stessi possono venire considerati delle vere e proprie sostanze funzionali perchĂŠ dotati di specifiche azioni: emolliente, filtrante, nutriente, elasticizzante, eccetera.

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Un cenno particolare meritano, tra i derivanti vegetali, le frazioni insaponificabili degli oli, cui vengono riconosciute molte proprietà eudermiche. dal regno animale dove troviamo derivati biologici come l'acido ialuronico, il collagene e i suoi idrolizzati, l’ elastina e i chitosani. Un'altra categoria di sostanze funzionali adatte all'impiego cosmetico è rappresentata dai filtri UVB e UVA. Un particolare cenno meritano le vitamine. Il loro utilizzo in campo cosmetico appare particolarmente interessante come si vedrà piÚ avanti.

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Azioni cosmetiche delle sostanze funzionali Le azioni cosmetiche delle sostanze funzionali sono molteplici: ABBRONZANTE: principio in grado di accelerare il processo di sintesi della melanina, favorendo una piĂš rapida ed intensa abbronzatura dell'epidermide. ABRASIVA: sostanza utile a ridurre con un'azione meccanica le asperitĂ  dell'epidermide, asportando le cellule morte in fase di desquamazione. ACIDIFICANTE: sostanza che mantiene o ripristina l'aciditĂ  fisiologica cutanea, favorendo la conservazione in condizioni ottimali del mantello idrolipidico naturale. AMMORBIDENTE, EMOLLIENTE: azione svolta sia da sostanze idrofile, che lipofile e sebosimili, al fine di mantenere o rigenerare il mantello idro-lipidico epicutaneo,

limitando

l'inaridimento

e

l'eccessiva

desquamazione

dell'epidermide. ANTICELLULITE: sostanza o prodotto preventivo-coadiuvante, volto

a

prevenire o attenuare gli inestetismi della cellulite. ANTIRUGHE: mantiene l'epidermide levigata prevenendo e attenuando l'insorgere delle rughe. ANTISOLARE, FILTRANTE UV: sostanza che assorbe una parte della radiazione

ultravioletta

(UVA-UVB),

proteggendo

dai

fenomeni

reattivi

conseguenti a intense e prolungate esposizioni (eritema solare, reazioni di fotosensibilizzazione, invecchiamento cutaneo).

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ANTISUDORALE, ANTITRASPIRANTE: principio che, riducendo il lume del poro sudorale, diminuisce localmente l'entità della sudorazione. AUTOABBRONZANTE: sostanza che reagisce chimicamente con la cheratina dello strato corneo formando un complesso colorato, che dona abbronzatura anche senza esposizione al sole. ADDOLCENTE, LENITIVO: principio che attenua le irritazioni di varia natura. DEODORANTE: sostanza che, attraverso vari meccanismi, previene o inibisce la degradazione delle secrezioni sebacee e sudorali, impedendo la formazione di odori sgradevoli. DEPILANTE: sostanza che degrada i peli superflui. FILMOGENA: principio che crea sulla cute una pellicola superficiale, a scopo protettivo. IDRATANTE: sostanza che apporta allo strato corneo quei princìpi naturali presenti nel fattore idratante naturale cutaneo (N.M.F. natural moinsturizing factor), favorendo il mantenimento del tasso ottimale di umidità delle cellule epidermiche. PROTETTIVA: protegge l'epidermide e i suoi annessi contro i danni determinati da fattori ambientali. SCHIARENTE: sostanza che conferisce un aspetto più chiaro ai capelli oppure migliora l'antiestetico effetto delle macchie pigmentarie dell'epidermide. SEBOREGOLATRICE: sostanza destinata alla normalizzazione cutanea in caso di eccessiva secrezione sebacea o anormale composizione del sebo, data la sua proprietà di regolare l'attività delle ghiandole sebacee. 21


STIMOLANTE:

sostanza

che

ha

la

finalitĂ 

di

tonificare

e

migliorare

l'irrorazione del microcircolo sottoepidermico, in modo da risolvere gli inestetismi dovuti ad una pelle atonica, devitalizzata, stanca. TONIFICANTE: principio in grado di conferire tono, compattezza e freschezza dell'epidermide.

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La fitocosmesi Vengono definiti fitocosmetici i prodotti ottenuti con l'utilizzo di sostanze estratte dalle piante. La fitocosmesi si avvale oggi dei seguenti derivati: Estratti, sostanze ottenute dall'evaporazione parziale o totale di soluzioni contenenti le parti della pianta, fresche o secche. L'evaporazione si esegue con solventi idonei ad asportare i principi attivi.

A seconda della consistenza si possono ricavare estratti fluidi, secchi o molli: Oli essenziali o essenze, sostanze ottenute tramite distillazione in corrente di vapore o dalla spremitura della pianta. Sono costituiti da miscele complesse

di

sostanze

organiche

volatili

e

possiedono svariati funzioni; Acque distillate, ottenute distillando foglie e fiori di varie specie di piante; Catrami, ricavati per distillazione a secco del legno di diverse specie di piante: Grassi,

che

possono

essere

fluidi,

pastosi

e

solidi.

Vengono utilizzati sia come eccipienti atti a veicolare sostanze funzionali liposolubili, sia come principi attivi nel caso ad esempio delle carenze lipidiche cutanee.

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Gli oli essenziali Gli oli essenziali sono detti anche essenze e si ricavano quasi esclusivamente da organismi vegetali e, raramente, da secrezioni animali. Possono trovarsi in tutte le parti della pianta (radici, legno, scorza, foglie, fiori, frutti e cortecce) oppure nelle secrezioni delle piante stesse (resine).

Chimicamente contengono composti come idrocarburi, aldeidi, chetoni, fenoli e altri. Sono generalmente liquidi, possiedono l'aroma delle piante che li contengono

e

sono

impiegati

nell'aromaterapia.

All'aria

si

ossidano,

resinificando; sono poco solubili in acqua e si sciolgono invece nell' alcol e nei grassi.

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L'uso degli oli essenziali come sostanze terapeutiche e cosmetiche era già noto nell'antico Egitto; fu però il cosmetologo francese Renè Maurice Gattefossè a notare i benefici risultati ottenuti nel trattamento di alcune patologie dermatologiche, in particolare quelle di origine infettiva. L'impiego

degli

oli

essenziali

si

dimostra

estremamente

versatile

in

cosmetologia. La loro applicazione ideale avviene durante i massaggi, poichĂŠ possono essere sciolti in oli vegetali e vengono prontamente assorbiti dalla pelle, ma, correttamente solubilizzati, si prestano anche all' idroterapia e possono inoltre essere incorporati in creme, gel e lozioni.

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Le vitamine In campo cosmetico le vitamine hanno un utilizzo sia come sostanze funzionali sia come antiossidanti, stabilizzanti e cheratoplastici. In gran parte prodotte dai vegetali, le vitamine (amine della vita) sono un fattore alimentare, indispensabile al normale svolgimento dei processi biologici, che l'organismo non è in grado di sentitizzare o che sintetizza in qualità insufficiente.

L'uomo quindi deve assumerle attraverso la dieta quotidiana, come tali o come pro-vitamine. La carenza di vitamine è detta AVITAMINOSI e provoca l'insorgenza di diverse patologie come pure la loro eccessiva introduzione (ipervitaminosi). Inoltre, la pelle, a causa del suo elevato metabolismo, richiede un adeguato apporto di vitamine per il mantenimento di una perfetta funzionalità. Le vitamine sono tradizionalmente classificate in LIPOSOLUBILI (beta-carotene, vitamina A,D,E,K) e IDROSOLUBILI ( vitamina C,H, e gruppo B), in base alla loro capacità di sciogliersi nei grassi o nell'acqua. 26


L’ INCI L'INCI

(International

Nomenclature

of

Cosmetic

Ingredients)

è

una

denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del prodotto cosmetico. Viene usata in tutti gli stati membri dell’UE, così come in molti altri paesi nel mondo, tra cui ad esempio USA, Russia, Brasile, Canada e Sudafrica. Dal 1997 è obbligatorio che ogni cosmetico immesso sul mercato riporti sulla confezione l'elenco degli ingredienti in esso contenuti usando la denominazione INCI, scritti in ordine decrescente di concentrazione al momento della loro incorporazione. Al primo posto si indica l'ingrediente contenuto in percentuale più alta, a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Al di sotto dell'1% gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso. La nomenclatura INCI contiene alcuni termini in latino (riferiti ai nomi botanici e a quelli di ingredienti presenti nella farmacopea; ad esempio "prunus amygdalus dulcis oil" sta per "olio di mandorle dolci") mentre la maggioranza è in inglese; nel caso dei coloranti si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index (es. CI 45430). Fanno eccezione i coloranti per capelli, che devono sempre essere indicati col loro nome chimico inglese. L’adozione della lista degli ingredienti dei prodotti cosmetici, da elencare attraverso l'impiego del codice INCI, rappresenta una utile informazione per la tutela al consumatore. 27


Lo scopo del codice INCI è infatti prioritariamente quello di permettere alle persone allergiche di identificare facilmente la presenza della sostanza alla quale sono allergiche all’interno del prodotto prima del suo impiego, in qualunque parte d’Europa (e spesso del mondo) si trovino.

Come si legge un’etichetta Per legge, l'etichetta deve riportare una serie di informazioni utili per il consumatore, il quale, proprio grazie a quanto vi è dichiarato, può fare un uso sicuro e corretto del prodotto. Le informazioni da riportare sul cosmetico devono essere presenti direttamente sul contenitore del cosmetico e, se presente, sull'imballaggio (scatola) esterno.

Quando le dimensioni del prodotto non lo consentono, le informazioni possono essere scritte su una fascetta o un cartellino fissati al prodotto oppure in un foglio d' istruzioni inserito nella confezione. In questo caso, però, sul cosmetico dev'essere apposto un simbolo preciso, ossia una mano su di un libro aperto, 28


per indicare che le informazioni sono riportate, ad esempio, nel foglietto allegato. La normativa sui cosmetici prevede una serie di adempimenti precisi anche in questo campo: stabilisce, infatti, che l'etichetta di un cosmetico deve riportare obbligatoriamente alcuni dati, ritenuti necessari per garantire la sicurezza del consumatore. L'azienda cosmetica, solo dopo aver rispettato questi obblighi, può anche aggiungere altre informazioni, personalizzando l'etichetta come meglio crede. Fra le informazioni obbligatorie, quelle più utili per il consumatore sono: l'elenco degli ingredienti (che comprende anche l'eventuale indicazioni delle sostanze identificate come possibili allergizzanti), la data di durata minima, il cosiddetto PaO ( Period after Opening) e le avvertenze previste dalla legge.

All’articolo 19 viene stabilito che i cosmetici possono essere immessi sul mercato soltanto se il contenitore a diretto contatto con il prodotto e l’imballaggio secondario (in genere l’astuccio) riportano, oltre alle eventuali denominazioni di fantasia, alcune indicazioni obbligatorie, che devono essere scritte in caratteri indelebili e in modo facilmente leggibile e visibile. 29


In particolare, nell'etichetta i produttori devono riportare: il nome e l’indirizzo del responsabile dell’immissione sul mercato del prodotto cosmetico; il contenuto nominale al momento del confezionamento, ossia la quantità di prodotto presente; il numero del lotto di fabbricazione; il Paese d’origine per i prodotti fabbricati in Paesi non membri dell’Unione Europea; la funzione del prodotto, a meno che risulti dalla presentazione dello stesso; le precauzioni particolari per l’impiego; l’elenco degli ingredienti del prodotto nell’ordine decrescente di peso al momento dell’incorporazione.

La lista dei divieti Per quanto riguarda le sostanze “proibite”, il Regolamento non apporta alcuna novità: il “vecchio” allegato, con l’elenco delle sostanze non ammesse, non è stato modificato. I circa 1.400 ingredienti vietati, dunque, rimangono confermati.

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Il sistema RAPEX L' Unione Europea ha anche istituito un sistema di allarme rapido per i prodotti non alimentari (inclusi i cosmetici) che presentano un rischio grave per la salute pubblica, il cosiddetto RAPEX. In pratica, in caso di prodotti che presentino un grave rischio per la salute, gli Stati membri informano immediatamente tramite il sistema RAPEX la Commissione, che si occupa di vegliare gli allarmi. In questo modo, i vari Paesi possono verificare l'eventuale presenza sul proprio territorio del prodotto segnalato e adottare gli opportuni provvedimenti (richiamo volontario, ritiro, sequestro). Ogni Stato è tenuto poi a informare tutti gli altri dei provvedimenti adottati nel proprio territorio.

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Bibliografia U. Borellini “Cosmetologia. Il cosmetico nel terzo millennio” Ala Editrice G. Proserpio “Guida alla conoscenza e all’uso dei cosmetici” BCM Editore

Sitografia www.abc-cosmetici.it www.cosmesi.net

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Tesina valentina bragaloni cosmetici e cosmeceutici