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i quaderni della galleria Francesco Foresta a cura di Ester M.V. Annunziata, Alfredo Foresta

rassegna punto a sudestArte

Guglielmo Scozzi

Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro

edizioni galleria francesco foresta


Ăˆ vietata la riproduzione, anche parziale ad uso interno o didattico, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, non autorizzata.

prima edizione luglio 2014

edizoni galleria francesco foresta Lecce (Italia) Vico Giambattista del Tufo, 20 www.iarchitettura.com

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ISBN 978-88-940010-2-0 stampa: tipografia De Angelis, Galugnano Lecce

Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


Grazie a chi ha deciso di dedicare tempo, di vivere e dare vita alla galleria Francesco Foresta

Emanuele Perrone, Giacomo PotĂŹ, Lucio Risi, Tommaso Santoro Cayro Davide Tartaglia

i quaderni della galleria francesco foresta

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con il patrocinio di

Nell’ambito degli eventi di Lecce città candidata a capitale europea della cultura 2019 il gruppoforesta|costruzioni promuove e finanzia iArchitettura un progetto culturale di arte, architettura e design nella galleria francesco foresta.

I “quaderni della galleria francesco foresta” a cura di Ester M.V. Annunziata e Alfredo Foresta si propongono di raccogliere le attività e le esperienze svolte all’interno della galleria Rassegna punto a sudestArte A cura di Ester M.V Annunziata Lorenzo Madaro

Con il patrocinio di: Comune di Lecce Accademia delle Belle Arti di Lecce Lecce 2019

Personale di Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro Lecce 22 luglio - 22 agosto 2014 Galleria Francesco Foresta A cura di Lorenzo Madaro Catalogo a cura di Ester M.V Annunziata Lorenzo Madaro

Coordinamento Ester M.V. Annunziata Tiziana Panareo

Organizzazione generale, progetto grafico e allestimento Giacomo Potì, Lucio Risi Tommaso Santoro Cayro, Davide Tartaglia con Cristina Petrachi, Mariarosaria Siciliano Media Partners: I MOVE PUGLIA.TV Lecce News24

Wine friend Severino Garofano vigneti e cantine

Si ringraziano le associazioni: archiSTART, from zero, centro studi punto a sud est, osservatorio urbanistico Teknè

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Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


Indice

Sinergie per una programmazione culturale integrata, Nicola Massimo Elia Lo spazio iArchitettura, Alfredo Foresta Di Arte di Vino, Stefano e Renata Garofano La Galleria Francesco Foresta, Ester M. V. Annunziata Guglielmo Scozzi. Silenziono mi ritiro a dipingere un quadro, Lorenzo Madaro A tu per tu con l’artista, Lorenzo Madaro intervista Guglielmo Scozzi Opere in mostra

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Biografia

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i quaderni della galleria francesco foresta

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Sinergie per una programmazione culturale integrata Nicola Massimo Elia, dirigente del settore cultura e direttore del museo storico della città di Lecce, MUST

Probabilmente l’avvio di quel fermento che investe oggi Lecce e i suoi spazi pubblici e privati si deve a quella sezione del Padiglione Italia della Biennale di Venezia che abbiamo ospitato nell’ex convento dei Teatini su iniziativa del SettoreCultura del Comune di Lecce. In quell’occasione, tra gli spazi del chiostro e gli ambienti del piano terra e del primo piano, ospitammo decine di artisti, tra nomi storici e nuove proposte, per una sorta di mappatura dell’arte contemporanea made in Salento. Fu l’avvio di un’avventura ancora in progress. La vitalità degli spazi comunali, penso a Palazzo VernazzaCastromediano, all’ex conservatorio di sant’Anna, al castello Carlo V e al MUST – che mi onoro di dirigere da un anno e mezzo, ovvero dalla sua nascita –, conferma le idee di quella mostra del 2011. Ovvero la volontà di agire con continuità, pur in un momento di crisi economica che in Italia investe anzitutto i settori culturali, per favorire un confronto e un dialogo tra il pubblico e i linguaggi dell’arte. Così Lecce, e in particolare il suo centro storico, si sta contraddistinguendo per un’ampia e articolata stagione Non c’è più bisogno di parlare al futuro di Lecce come città d’arte. Lecce è già città d’arte, come dimostra il fitto calendario di eventi che ogni settimana impegnano i nostri uffici, i consulenti e operatori culturali. E la candidatura a capitale europea della cultura lo ribadisce. Il prossimo step sarà un coordinamento integrato tra i programmi della pubblica amministrazione con quelli degli spazi privati. Ma anche in tal senso il percorso in tandem è già stato avviato, e lo dimostrano anche le collaborazioni che hanno portato al MUST e negli altri spazi gallerie e associazioni culturali, un insieme di professionalità che hanno contribuito e contribuiranno a raffinare quella vitalità che tutti ci riconoscono. 6

Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


Saluto pertanto con piacere questo appuntamento espositivo dedicato a Guglielmo Scozzi negli spazi della Galleria Francesco Foresta: un momento di approfondimento su un percorso artistico tutto da conoscere e riscoprire. Negli stessi spazi da alcuni mesi ha messo le sue radici Casa Eutopia, diretta emanazione dello staff di Lecce 2019. Il percorso è in salita, ma ancora una volta le sinergie tra operatori, istituzioni e artisti, contribuiranno positivamente per raggiungere gli obiettivi comuni.

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Lo spazio

via Federico d’Aragona, 1, Lecce

Situato nel centro storico di Lecce, la galleria ha come oggetto il restauro di un palazzo non vincolato, adiacente la chiesa di San Matteo. Le pessime condizioni statiche hanno imposto lo svuotamento del corpo di fabbrica. Tracce storiche, vani ipogei, cisterne, pozzi, non preventivabili, sono stati recuperati. La sensibilità della committenza, disposta a perdere superficie utile, ha consentito di liberare la vicina chiesa dalle superfetazioni poste al confine creando un vuoto, risultato di un antico volume, ora riscritto attraverso l’impalpabilità di un cuneo di vetro. All’interno, giochi di piani intermedi, sospesi e squarciati da tagli di luce, e pavimenti trasparenti in vetro, favoriscono la lettura del contenitore storico e del nuovo contenuto, in un unico spazio fortemente caratterizzato e caratterizzante. L intervento di restauro, pubblicato in "Italia Architettura" UTET, Torino 2009, è stato definito di tipo conservativo a scala urbana, in quanto non si è limitato a considerare il manufatto privato, ma ha tutelato e valorizzato la vicina chiesa. Oggi la galleria, in occasione della candidatura di Lecce a capitale della cultura 2019, ospita casa Eutopia01, un contenitore privato aperto alla città per coinvolgere ed essere coinvolti.

“La consapevolezza di intervenire su un manufatto storico, proprietà di famiglia, ma di fatto bene della collettività, comporta una volontà di valorizzare anche se stessi, il proprio operato, la propria capacità aziendale. Oggi, il valore di questo intervento, per me, supera l'edificio stesso e riconosce in esso la memoria di mio padre.”

Lecce, aprile 2007 Alfredo Foresta

fotografia di Alberto Muciaccia, interno galleria Francesco Foresta, Lecce i quaderni della galleria francesco foresta

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iArchitettura Alfredo Foresta

Lecce candidata a capitale della cultura 2019, rappresenta un’opportunità dalla quale come genitori, architetti e imprenditori, non volevamo e non potevamo esimerci dall’essere parte attiva.

iArchitettura materializza il mio contributo, un pro-getto culturale che parte dal basso, per quello che siamo, per quello che facciamo nell’ordinario, nella speranza di vincere questa candidatura e con la certezza di andare oltre la condizione di singoli, oltre i nostri progetti, oltre il quotidiano. Un’app fisica dell’architettura del cuore, che identifica un luogo, la galleria Francesco Foresta, come spazio di coworking dove giovani laureati si mostrano e mostrano per coinvolgere ed essere coinvolti dalla città e i suoi abitanti. Un pro-getto pilota può divenire un nuovo modo di fare impresa attraverso il coinvolgimento di aziende, associazioni e giovani neolaureati, che consolida reti fisiche di una filiera di rapporti umani, senza un apporto diretto di denaro, che va oltre l’economia, più avanti della finanza, che si basa sul concetto dello scambio in cui si barattano esperienze e professionalità e arte del saper fare. Un apporto immediato e attivo che ospita casaEutopia01, nato con l’obiettivo di aggregare e generare nuove e altre opportunità per il territorio, attraverso la cultura del progetto e la promozione della qualità dell’arte e dell’architettura. In questo clima di fermento culturale e partecipazione attiva, i quaderni della galleria Francesco Foresta costituiscono un ulteriore strumento per raccogliere, catalogare e valorizzare, gli uomini e le loro idee, in una condivisione di un progetto comune per lo sviluppo della città. L’arte in questo progetto diviene un’arte applicata a contribuire, a sensibilizzare i processi di sviluppo di una collettività.

fotografia di Tommaso Santoro Cayro, interno galleria Francesco Foresta i quaderni della galleria francesco foresta

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Di Arte di Vino

Stefano e Renata Garofano

È un felice incontro quello di Severino Garofano Vigneti e Cantine con il progetto artistico di iArchitettura nella Galleria Francesco Foresta: da subito si è stabilita un’intesa che trova le sue radici nel comune sentire il profondo legame con il territorio di appartenenza e, in modo specifico, con Lecce. Il desidero condiviso di contribuire al fiorire di questa città, di sostenerne la crescita culturale e creativa, si traduce nel recupero – in chiave contemporanea – del concetto di mecenatismo. La contemporaneità risiede proprio nella immediata propensione a collaborare, a farsi coinvolgere in idee e visioni, a lasciar spazio alle contaminazioni tra settori solo in apparenza lontani. Arte e vino, infatti, sono espressione di grandi passioni, di progettualità, di inventiva e di tecnica; entrambi parlano ai sensi, in maniera diretta, ognuno con il suo originale linguaggio. Naturale, perciò, per la nostra azienda aderire alla rassegna di iArchitettura: i nostri vini accompagnano i momenti salienti di questo percorso, sono i complici dei brindisi dei vernissage, vengono offerti agli ospiti della galleria e, con il loro messaggio conviviale, stanno a ricordare il valore imprescindibile delle relazioni e degli scambi. Le bottiglie partecipano dello spazio espositivo, ne sono parte integrante, testimoni del rapporto sinergico e dinamico tra la nostra azienda, la Galleria Francesco Foresta e il suo pubblico. Da sempre sensibile ai temi culturali e alle sollecitazioni artistiche, con un occhio di riguardo per la propria terra, la cantina Severino Garofano considera questa partnership come una bella opportunità per veicolare in modo efficace la propria filosofia: conservare un legame imprescindibile con la storia e le origini, mantenendo vivo l’istinto a guardare lontano, oltre i propri orizzonti. fotografia di Lorenzo Papadia i quaderni della galleria francesco foresta

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La galleria Francesco Foresta EsterM. V. Annunziata

In un momento storico come quello attuale dove da una parte viviamo una crisi globale e dall’altra “cavalchiamo il globale”, annullando spazio e tempo attraverso iPhone, iPad e altri ritrovati tecnologici, da più parti si sente la necessità di impadronirsi del proprio tempo e del proprio spazio. Come fare? Progettare e recuperare luoghi e spazi che possono servire a creare un sistema di reti sia multimediali che fisiche, fatte di persone e di rapporti umani in cui la chiave che può risolvere la crisi è nella cultura contemporanea. Questo si traduce nella volontà di investire in cultura. Ci sono molti esempi che hanno seguito questa strada come a Roma “Fondazione Volume” o in Sicilia “Farm Cultural Park” dove il piccolo paese di Favara, in provincia di Agrigento, grazie alla lungimiranza di un privato e alla partecipazione dell’intera comunità, è stato completamente trasformato in una galleria d'arte a cielo aperto con lo scopo principale di recuperare tutto il centro storico del paese e di ”inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere” (Andrea Bartoli). Da qui la necessità e il desiderio personali di mettermi alla prova con l’avvio di una galleria di arte contemporanea, la “galleria Francesco Foresta”, e di dar vita a un luogo fisico di coworking “iArchitettura” un’applicazione "materiale" fatta principalmente di rapporti umani. Ma l’arte fine a se stessa da sola non basta, perché i processi culturali sono, per propria natura, un investimento nei confronti della collettività e bisogna renderli produttivi, devono diventare una scelta strategica perché l’arte e la cultura contemporanea non sono solo per intenditori, ma sono le espressioni che rivendicano e soddisfano i desideri di una intera collettività. Da questi presupposti è nata la felice collaborazione con la Severino Garofano Vigneti e Cantine che, con la volontà di contribuire allo sviluppo culturale del territorio, ha voluto sostenere il progetto 14

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della galleria. L’intento è dunque quello di favorire un dialogo con l’arte, intesa in senso più ampio, al fine di avviare relazioni con altri ambiti intellettuali e produttivi. Il percorso creativo di costruzione di ogni evento, dal progetto di allestimento a quello dell’immagine coordinata viene condiviso con giovani che si interfacciano con il coworking iArchitettura per dare loro l’opportunità di misurarsi con i processi produttivi di promozione artistica. Tutto questo non poteva non essere raccontato; da qui la volontà di realizzare “i quaderni della galleria Francesco Foresta” che si propongono di raccogliere tutte le attività e le esperienze che si svolgono all’interno della galleria. La prima rassegna “punto a sud estArte” è stata pensata con il contributo indispensabile di Lorenzo Madaro, che ha voluto puntare “una lente d’ingrandimento verso una serie di artisti, diversi tra loro per età anagrafica, approcci concettuali e operativi. Ma che sono tutti legati – per nascita o per scelte personali – al Salento”(Lorenzo Madaro). Ogni mostra sarà corredata da un catalogo della collana dei “quaderni della galleria Francesco Foresta” e proporrà testi critici, interviste e apparati biografici ed espositivi, per garantire un approfondimento ulteriore del percorso creativo e professionale degli artisti coinvolti. Dopo il successo del primo evento partito con la personale di Luigi Filograno, siamo alla seconda tappa con la mostra di Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro, seguiranno come da programma, Uccio Biondi, Massimo Ruiu, Mauro Sances, Noel Gazzano e Fernando Perrone in un arco temporale che va da giugno 2014 a febbraio 2015.

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Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro Lorenzo Madaro

“Il dipingere è meraviglioso, rende più allegri e più pazienti. Dopo non si hanno le dita nere come quando si scrive, ma rosse e blu”. Hermann Hesse

Perché “Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro”? Ancora una volta è necessario prendere in prestito il titolo del celebre dipinto di Mimmo Paladino, concepito sul finire degli anni Settanta in un clima di recupero dell’immagine, dopo gli anni di concettualismo estremo e delle tendenze poveriste. È un titolo, infatti, che si presta a una riflessione condivisa sulla pittura. È un titolo che calza perfettamente per un’indagine sulla poetica del “pittore” Guglielmo Scozzi, che da ormai quasi un trentennio si muove in un cammino, spesso solitario, nell’arte e nella vita dell’arte. Il suo studio, in un paese alle porte di Lecce, è proprio il rifugio del pensatore che si ritira, solitario, a dipingere, tra le quattro mura di un mondo che è solo suo e di pochi iniziati, amici e compagni di strada. Le grandi carte e le tele presentate in questa mostra, legate soprattutto alla produzione recente di Guglielmo, delineano proprio questo peregrinaggio del pensiero attorno alle funzioni, agli statuti e ai mezzi medesimi della pratica pittorica. Alla volontà, come ha osservato Marina Pizzarelli negli anni Novanta, di uscire fuori dai confini del quadro e al contempo di esprimersi mediante una foga che però rimane sempre abbastanza controllata. D’altronde c’è disciplina nella sua pittura e questo è un modus operandi che viene dalle sue pratiche sportive di radice orientale. I suoi dipinti sono paesaggi, frammenti di un ricordo interrotto, frame di lotte, piccoli e grandi sudari pittorici su cui l’artista ha tracciato scritture solo apparentemente incomprensibili. Scozzi si è formato in un panorama culturale leccese che in qualche modo non c’è più, insieme a molti dei suoi compianti protagonisti. Un Salento, quello della sua giovinezza, siamo negli anni Ottanta, di dialoghi e avventure nel nome della discussione tra i linguaggi e i codici espressivi, stando almeno a quanto si 16

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percepisce oggi negli sparuti documenti e nelle memorie dei “sopravvissuti”. Edoardo De Candia, Antonio Leonardo Verri, Francesco Saverio Dòdaro, una “stupenda generazione”, per usare l’azzeccato titolo di un memoriale dello stesso Verri pubblicato su “Sud Puglia” nel 1988: sono stati questi, insieme all’attore e poeta Fabio Tolledi, anch’esso protagonista di quel periodo “stupendo”, i maestri e i compagni di strada di Scozzi. E proprio lo studio di De Candia è stato il laboratorio in cui è avvenuta la formazione pittorica di Guglielmo. Questo dato emerge in molti lavori in mostra, dove il segno nero bituminoso si slabbra, formula visioni stratificate, fa decantare la sintassi cromatica delle fondamenta creando volti, corpi, porzioni di natura e scritture che evocano quelle letture del passato mai dimenticate: da Rilke in avanti, fors’anche Bodini, Salvatore Toma e lo stesso Verri, almeno idealmente. Sono testi assorbiti e analizzati talmente tante volte, che nella fase di riproposizione sulla tela bianca, le lettere perdono la loro medesima consistenza formale per diventare, come nei corpi e nei visi, segni puri, alfabeti di pennellate deformate. C’è pertanto un gusto quasi erotico per la pittura, per un corpo a corpo con il quadro, per una lotta con i supporti le tavole e le carte. Talvolta affiora quello stupore e quella foga che si potrebbe leggere anche nella pittura di Mario Schifano, che difatti è uno dei suoi maestri ideali assieme a Osvaldo Licini, Mario Sironi e Sandro Chia, giusto per citarne alcuni. Ma sostanzialmente c’è anche una volontà molto coerente di stare dalla parte dell’immagine, che nelle sue opere non si risolve mai nella rappresentazione schematica, ma in una visione assimilata obliquamente, mediante una gestualità e una dialettica che gli sono proprie ormai da un po’ di tempo. i quaderni della galleria francesco foresta

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A tu per tu con l’artista

Lorenzo Madaro intervista Gugliemo Scozzi

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Chi vorresti essere se non fossi Guglielmo Scozzi? Guglielmo Scozzi Il privilegio di un artista. Non ci sono privilegi.

Se non avessi fatto l’artista? Avrei riparato motociclette.

L’opera più intensa della storia dell’arte? Maya desnuda di Goya.

E quella che avresti voluto fare tu? Un qualunque dipinto di Bacon.

Cosa fai prima di iniziare un lavoro? Penso molto, mentre insegno Ju jitsu.

E quando hai finito? Mi accerto di averlo concluso. Un tuo grande collezionista? Monica Semeraro.

Cosa fai quando non lavori? Lavoro sempre. Le tue passioni? Cinema e teatro.

Cosa cerchi in un’opera d’arte? È un’esperienza un po’ mistica e un po’ divertente.

Quindi l’arte che funzione ha? Di porre domande e dare risposte. Autori preferiti in prosa? Bene. Poeti preferiti? Rilke.

Il tuo motto Lottare sempre.

Il tuo studio in tre parole Un caos calmo.

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Museo preferito? Il Guggenheim di Venezia.

Se avessi qualche milione di euro cosa comprerebbe? Un’opera di Kiefer.

La tua mostra più bella? Questa.

L’esposizione più interessante che hai visto? Picasso nel 2005 a Palazzo Grassi.

Il tuo lavoro in tre parole. La mia visione.

Qual è la prima opera d’arte che hai visto? Il volto di Edoardo De Candia.

Hai qualche ossessione? L’ordine.

Chi è l’artista più sottovalutato? Licini.

Chi è l’artista più sopravvalutato? Cattelan. Quando lavori? Mi piacerebbe lavorare sempre.

Cosa c’è appeso nel tuo studio? I lavori che sto per terminare Hai amuleti? No.

L’incontro che ti ha cambiato la vita? Quello con Edoardo De Candia.

Come hai concepito questa mostra alla galleria Foresta? Come una nuova avventura, stimolante, per via del dialogo con te. Un saluto A te.

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Opere in mostra

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1. “landscape#1� smalto e resina su tela, cm 140x100, 2014 i quaderni della galleria francesco foresta

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2. “spider#1� smalto e acrilici su cotone montato su tela, cm 34x136, 2014 Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


3. “spider#2� smalto e acrilici su cotone montato su tela, cm 34x136, 2014 i quaderni della galleria francesco foresta

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4. “landscape#2� tempera e smalto su carta riportata su tela, cm 95.5x124, 2013

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5. “timeless� tecnica mista smalto resina e olio su carta, cm 143x241, 2013 i quaderni della galleria francesco foresta

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6. “the last woman#1” smalto su carte, cm 198x140, 2013

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7. “fino all’ultimo respiro” tempera su cartone, cm 99x52, 2014


8. “fino all’ultimo respiro 2” tempera su cartone, cm 78x40, 2014

9. “with heart in mouth” smalto e olio su tela, cm 134.5x81, 2013 i quaderni della galleria francesco foresta

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10. “le casse o gli scassinatori� olio su lastra, cm 100x100, 2013 Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


11. “hot#1� smalto e olio su metacrilato, cm 41x72, 2013 i quaderni della galleria francesco foresta

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12. “hot#2� smalto e olio su metacrilato, cm 41x72, 2014 Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


13. “box#1� tecnica mista su tela, cm 21x21, 2014 i quaderni della galleria francesco foresta

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14. “box#2, l’eclissi” tecnica mista su tela, cm 19x25, 2014 Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


15. “box#3, l’eclissi” tecnica mista su tela, cm 25x31, 2013 i quaderni della galleria francesco foresta

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16. “box#4, l’eclissi” tecnica mista su tela, cm 25x31, 2014 Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


17. “box#5� tecnica mista su tela, cm 21x32, 2014 i quaderni della galleria francesco foresta

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18. “box#6� tecnica mista su tela, cm 31x46, 2014 Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere


19. “box#9� tecnica mista su tela, cm 31x41, 2014 i quaderni della galleria francesco foresta

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20. “box#10” tecnica mista su tela, cm 41x31, 2014 21. “box#18” tecnica mista su tela, cm 19x28, 2013 i quaderni della galleria francesco foresta

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Biografia

Guglielmo Scozzi è nato a Lecce il 4 settembre 1965. Dopo il diploma frequenta per alcuni anni la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo salentino. Durante gli stessi anni si forma presso lo studio dell’artista leccese Edoardo De Candia e dei poeti Antonio Verri e Fabio Tolledi, con i quali collabora in diverse occasioni. Mostre personali (selezionate) 1990. Oasi. Firenze, galleria centro storico. 1991. Noir sur blanche. Lecce, Teatro Astragali. 1993. Lecce, castello Carlo V. 1994. Oasilimite. Nardò, Contemporart; Limite. Bologna, sala dei Teatini. 1995. Oasilimite. Lecce, centro d’arte Telamone. 1996. Oasilimite. Vicenza, galleria Cheiros. 2008. Untitled. Lecce, Hotel Tiziano. 2012. Untitled. Bari, Frida Arte. 2014. Guglielmo Scozzi. Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro, a cura di Lorenzo Madaro. Lecce, galleria Foresta. Mostre collettive e partecipazioni a progetti (selezionate) 1997. Premio estate. Magenta (Milano), Casa Giacobbe; Libero Cantiere. Lecce, casa circondariale; 1998. Arena Puglia, a cura di Marilena Bonomo. Bari, Arena della vittoria. 1999. Nel luogo del primitivo, a cura di Massimo Guastella. Manduria (Taranto), stabilimento vinicolo. 2012. Kunstart. Bolzano, stand galleria Art&Ars (Galatina, Lecce); Iro Kotoba Miburi, performance, a cura di Astragali Teatro. Lecce, Teatro Paisiello. 46

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Bibliografia essenziale Oasi Limite, catalogo della mostra (Lecce, galleria Il Telamone, 1995), testo di F. Tolledi, s.l., s.d. M. Guastella, Scritti d’arte jonico-salentina. Testimonianze su trenta artisti contemporanei (1992-1998), Filo Editore, Manduria 1998. Arena Puglia, catalogo della mostra (Bari, Stadio della Vittoria, 1999), a cura di Marilena Bonomo, Adda, Bari 1999. M. Pizzarelli, Corpi nel silenzio ai limiti dell’arte, in “Quotidiano di Puglia”, 1999. Gugliemo Scozzi. Raw paste (showing off), testo di Dario Troso; testi italiano/inglese, Grafiche Panico, Galatina (Lecce), s.d.

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