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prato n.

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estate

2018

Tavole en plein air Carlo Verdone

A tu per tu con uno dei grandi attori e registi del nostro cinema

Evoluzione Pecci

Per i suoi 30 anni, storia, presente e futuro

Ciclone TPO

La compagnia teatrale è un’eccellenza di respiro internazionale

On stage

Festival e concerti per una magica stagione pratese ENGLISH VERSION


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11 EDITORIALE 12 SPETTACOLO 14 ARTE 16 LIBRI 18 LO SGUARDO DALLE STELLE 20 LO SGUARDO DA FUORI 22 ITINERARIO Dal Montalbano alla Val di Bisenzio, una selezione di migliori ristoranti con vista panoramica

di Maria Lardara

28 CARLO VERDONE “Un film a Prato? Perché no”. A tu per tu con uno dei più grandi attori e registi del nostro cinema

di Giovanni Bogani 32 MODA Estate addosso 40 ARTE

Il Centro Pecci compie 30 anni e ripensa alla sua storia, senza perdere il passo contemporaneo

di Francesca Lombardi 46 FOCUS

Il tessuto di Manteco per la copertina di “Waterbones”

di Matteo Grazzini 52 ON STAGE

Festival e concerti per una magica stagione open air

di Sabrina Bozzoni


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58 TEATRO La compagnia teatrale con sede al Fabbrichino è un’eccellenza di respiro internazionale di Teresa Favi 62 INTERVISTA Claudia Gori, giovane fotografa pratese, da luglio al Cortona on the move di Virginia Mammoli 67 SEGNI PARTICOLARI Ilaria Guarducci, un vulcano di poetica fantasia 69 SEGNI PARTICOLARI Marco Milanesi, microcosmi di ispirazioni tutte da scoprire di Sabrina Bozzoni 70 FOCUS AZIENDE

Pasticceria Las Vegas,

gli inizi e le novità del 2018 72 FOCUS AZIENDE 4M automobili Group.

Quando l’arte va incontro alla gente 74 SHOT ON SITE Pratoreview n. 37 77 PRATO GUIDE 79 ENGLISH VERSION 82 OROSCOPO


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prato

DIRETTORE RESPONSABILE

Matteo Parigi Bini

MODA

Sabrina Bozzoni, Teresa Favi, Francesca Lombardi REDAZIONE

Sabrina Bozzoni, Matteo Grazzini, Maria Lardara Virginia Mammoli, Mila Montagni, Elisa Signorini CONTRIBUTORS

Claudio Cannistrà FOTOGRAFI

Gianni Attalmi, Silvia Bavetta, Carlotta Benvenuti, Dario Garofalo, Elena Mannocci, Lanfranco Nosi, Pierpaolo Pagano, Pasquale Paradiso, Anita Scianò GRAFICA

Martina Alessi, Chiara Bini

VI ASPETTIAMO A FIRENZE!

TRADUZIONI

In occasione del 160° anniversario della sua fondazione, Il Biscottificio Antonio Mattei apre il suo Piccolo Museo Bottega nel cuore di Firenze.

DIRETTORE COMMERCIALE

In uno spazio completamente restaurato, con spirito di semplicità ed eleganza che da sempre contraddistingue l’immagine dell’Azienda, sarà possibile visitare l’archivio di memorabilia e documenti dedicato a raccontare la storia dell’azienda e della famiglia Pandolfini, che la guida dal 1904 quando la ereditò da Antonio Mattei, e dove sarà possibile anche comprare e degustare i prodotti.

Gianni Consorti, Alessandra Nardelli

NTL

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SOCIETÀ EDITRICE

Alex Vittorio Lana, Matteo Parigi Bini via Piero della Francesca, 2 - 59100 Prato - Italia tel +39.0574.730203 - fax +39.0574.730204 redazione@gruppoeditoriale.com Registrazione Tribunale di Prato - n° 5/2009 del 10.03.2009 Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2, lettera b – legge 662/96 – Filiale di Firenze - Contiene IP CARTA

MUSEO | BOTTEGA Via Porta Rossa 76R, 50123 Firenze firenze@antoniomattei.it | T. +39 055 0136203 LABORATORIO | BOTTEGA Via Ricasoli 20-22, 59100 Prato info@antoniomattei.it | T. +39 0574 25756 Seguici sulla nostra pagina FACEBOOK e sul nostro profilo INSTAGRAM

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Baroni & Gori - Prato Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana


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11 EDITORIALE

TUTTO PUÒ SUCCEDERE Prato e la sua rinascita. Tra arte, grande spettacolo e sapori della natura “Un film a Prato? Perché no”, è questo il preludio della nostra intervista con un grande protagonista del cinema italiano, Carlo Verdone. In un illuminato pomeriggio di inizio estate, il regista e attore è l’ospite d’onore del Toscana Filmmakers Festival, ed è questa l’occasione in cui gli sono stati donati i Sigilli della Città di Prato. Prato, una città votata al cinema, come dimostra il successo di Manifatture Digitali Cinema: una piccola Cinecittà, uno spazio di accoglienza per le produzioni cinematografiche con sale di proiezioni e teatri di posa. Qui Verdone ricorda i grandi pratesi che lo hanno accompagnato nella sua ricca carriera: lo sceneggiatore Piero de Bernardi, il regista Giovanni Veronesi e poi ispirazioni come Francesco Nuti e Pamela Villoresi. Ricorre quest’anno un compleanno che è molto di più: per i 30 anni il Centro Pecci indaga una realtà in un territorio in continua evoluzione. Se la mostra personale di Mark Wallinger pone il Pecci al centro nell’avanguardia contemporanea, la mostra Dentro la Collezione (fino al prossimo 12 agosto) è un modo per ripensare al passato, dal 1988 a oggi. Con il progetto di Yoko Ono, DREAM (fino a dicembre 2018), il Centro si apre e entra nella zona più di frontiera della città, Macrolotto Zero: la Chinatown pratese. È infine Loris Cecchini a

creare un ponte immaginario tra Prato e Firenze sul filo dell’arte. Dopo la mostra Opere d’arte e momenti magici, 30 opere selezionate dalla collezione permanente del museo per  celebrare i 30 anni di attività, il Gallery Hotel Art di Firenze, in Vicolo dell’Oro, diventa anche il luogo scelto da Cecchini per la sua installazione site specific Waterbones (Climbing), visibile fino al prossimo dicembre. L’allestimento dell’opera di Firenze è il preludio dell’installazione di Cecchini acquisita dal Comune di Prato che sarà collocata a settembre in maniera permanente all’ingresso della biblioteca Lazzerini. Prato e arte trovano oggi un altro legame: si chiama Manteco, azienda tessile leader nel settore, giunta al suo 75esimo anno di attività, che con Loris Cecchini ha collaborato creando il tessuto della copertina del catalogo di “Waterbones”, edito dalla nostra casa editrice. Cosa rende l’estate veramente “estate”? Due cose: buon cibo e ottima musica. Per il primo ecco un itinerario creato ad hoc per rendere speciale una cena estiva al chiaror di luna: sette indirizzi di ristoranti in città e dintorni dove è possibile anche ‘mangiare il panorama’. Infine la musica, quella dei grandi nomi che quest’anno come non mai sono i protagonisti di festival dalle line-up irresistibili.

CARLO VERDONE, I TRENT’ANNI DEL CENTRO PECCI, FESTIVAL E MUSICA E POI UNA CENA CON VISTA MOZZAFIATO. PRATO E’ QUESTO E MOLTO DI PIÙ


12 AGENDA SPETTACOLO

In basso: Quintorigo

LUGLIO e AGOSTO Musica antica in contesti magici. Questa è la formula vincente della rassegna Prato Antiqua a cura di Mesotonica. Mercoledì 4 luglio a Palazzo Datini, due nomi di fama mondiale per un programma che ripercorre la storia del clavicembalo seguendo le pagine dei grandi compositori barocchi europei, da L. Couperin a J. S. Bach. Stessa sera, nella Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini, per il live di Zibba. Una delle voci più interessanti del cantautorato italiano, nonché vincitore di importanti premi musicali come la Targa Tenco nel 2012 e il Premio della critica “Mia Martini” al Festi-

In alto: laPretorio Corte delle Sculture Palazzo

val di San Remo. Zibba è autore della nota etichetta discografica Warner Chappell e firma canzoni per Eugenio Finardi, Cristiano De André, Patty Pravo, Zero Assoluto, Max Pezzali e collabora con artisti del calibro di Jovanotti, Tiziano Ferro e Alex Britti. Nemmeno 24 ore ci dividono da due live imperdibili in città: il 5 luglio al Centro Pecci, per Pecci Summer Live, Mulatu Astatke: compositore/vibrafonista e multistrumentista è da annoverare tra i più importanti musicisti africani di sempre. Mentre a Palazzo Pretorio è la volta di Andrea Franchi e la sua Nudo Story: polistrumentista di Paolo Benvegnù, il cantautore e composi-

tore ripercorre in questo live solo la propria carriera ventennale da solista e i suoi tre album. Lunedì 9 alla Corte delle Sculture della Biblioteca, torna la rassegna Sotto le stelle del jazz con Franco Zampini Trio. Teatro: martedì 10 alla Corte delle Sculture della Lazzerini lo spettacolo Aut - Un viaggio con Peppino Impastato, una produzione Teatro Linguaggicreativi e Artevox Teatro. Ci spostiamo al Centro Pecci per altri due appuntamenti da segnare in agenda, si comincia il 12 luglio con il sound indie dei Veils, per poi concludere il 13 luglio con tutta l’energia dei Calexico e quel loro crossover tipico delle po-

In basso: M.° Jonathan Webb

polazioni del sud degli Stati Uniti d’America al confine col Messico. Torniamo indietro nel tempo per segnalare un altro evento imperdibile che coniuga la bellezza di un territorio, il gusto del buon vino e una colonna sonora da favola. Giovedì 12 luglio, nel magnifico giardino della suggestiva Villa “La Fernanda” di Artimino, l’evento “Bollicine”, accompagnato dal sound di Dabliu Jazz Band, con voce, batteria, basso e chitarra che accompagnano gli accattivanti ritmi del jazz e, col procedere della notte si passerà, poi, al lounge e disco del djset di Silvia Ama Dj, che farà ballare agli ospiti le migliori canzoni dance del momento.


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AGENDA SPETTACOLO

In alto: Mulatu Astatke; in basso: Calexico

Martedì 17 luglio, Festival Orchestre Giovanili, nella Corte delle Sculture, la Haydn Youth String Orchestra, fondata nel 1989, l’orchestra è composta da giovani musicisti di età compresa tra i 12 e i 19 anni provenienti dalla regione settentrionale dei Paesi Bassi. Venerdì 20 luglio, al Castello dell’Imperatore, largo alle colonne sonore più belle del cinema con l’Orchestra Chiti che eseguirà colonne sonore, in sincronia con immagini di spezzoni di film, dal cinema muto alle recenti statuette Oscar, scelti fra i vari generi, accompagnando lo spettatore in un susseguirsi di intense emozioni che solo il ‘matrimonio’ fra musica

e immagini può suscitare. Mercoledì 25 luglio, ancora nella Corte delle Sculture della Biblioteca per un live nato dalla comune passione e dall’amore smodato che Quintorigo e Roberto Gatto hanno sempre avuto nei confronti di alcuni storici musicisti. Trilogy - Mingus, Hendrix, Zappa vuole essere un lavoro prima di tutto e soprattutto live, che non costituisce un concerto tributo né un concept-live, ma un sentito, onesto, filologico e sperimentale ringraziamento a Frank Zappa, Charles Mingus e Jimi Hendrix. Eccezionalmente in estate, il 27 luglio alla Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini, la pluripre-

In alto; Andrea Palazzo PretorioFranchi

miata Orchestra Camerata Strumentale “Città di Prato”, in uno straordinario concerto con Antonio Lysy, violoncellista di statura internazionale, fondatore del prestigioso Festival “Incontri in terre di Siena” e il primo flauto della Camerata strumentale Elisa Cozzini, dirige il Maestro Jonathan Webb. Mercoledì 1° agosto, parola d’ordine swing con Discus Throw, con grandi classici dello swing e arrangiamenti originali, per poi approdare alla riscoperta di capolavori poco conosciuti, alla rielaborazione in chiave jazz di brani di diversa provenienza con incursioni nella musica sacra e da film, naturalmente nella Corte delle Sculture.

In basso: Dinamitri Jazz Folklore

Lunedì 20 agosto, nel nome del jazz e del rock, prosegue la tradizione dei concerti d’agosto con i docenti della Scuola comunale di musica “Giuseppe Verdi”, con il coordinamento artistico di Paolo Ponzecchi. Sul palco della Corte delle Sculture, i Dinamitri Jazz Folklore un viaggio da Ornette Coleman al jazz modale, dal be-bop alle polifonie di New Orleans, dal blues all’Africa. Martedì 28 agosto, a Palazzo Banci Buonamici, lo spettacolo Garbo Parla (Se Greta mente), da un testo di Alberto Severi, interpretato e diretto da Alessia Innocenti, un personale omaggio all’arte e alla figura di Greta Garbo.


14 AGENDA ARTE

In alto: Corte di via Genova Lato

In basso: Dream by Yoko Ono

CENTRO PECCI Prorogate le due mostre allestite nel famoso Centro d’arte contemporanea: sarà visitabile fino al 22 luglio la prima rassegna personale di Mark Wallinger Mark, mentre rimarrà aperta fino al 12 agosto Dentro la collezione. Verso i 30 anni del Centro Pecci (1988-2018), allestita in occasione di questo importante anniversario, celebrato anche al Gallery Hotel Art di Firenze con una mostra interna (Opere d’arte e momenti magici, fino al 31 dicembre) e un’installazione dell’artista Loris Cecchini che ne impreziosisce la facciata (Waterbones, fino al 3 dicembre). Sempre per i 30 anni del Museo fino al 31 dicembre sarà presente sulle mura antiche e sugli edifici del Macrolotto Zero, l’opera-manifesto di Yoko Ono, Dream. MUSEO DEL TESSUTO Fino al 2 gennaio 2019 la ‘Sala dei Tessuti antichi’ del

museo si anima con Drappi d’oro e di seta. Tessuti per le corti europee del Rinascimento, con oltre 120 esemplari, molti dei quali mai esposti prima. BIBLIOTECA LAZZERINI Dal 10 luglio all’8 agosto, Curzio Malaparte, lo sguardo e la parola. La sua Prato tra Coiano, Santa Lucia, Galceti e lo Spazzavento, una mostra fotografica che racconta il legame del noto letterato pratese con la propria terra di origine. Il suo mausoleo sul Monte Le Coste sarà anche meta di una passeggiata tra cultura e natura programmata per giovedì 19 luglio, mentre il 23 luglio, nella Corte delle Sculture, La pelle che indossiamo: letture e narrazioni con protagonista ancora e sempre Malaparte. Dal 5 al 7 ottobre, la Biblioteca ospiterà anche sPhase, happening di tre giorni a cura di Phase collective, che creerà un’installazione articolata in piccoli habitat distinti,

Ultra // Cronache Palazzo Pretorio inaudite

animati da perfomance, live e dj set. Tema: una riflessione intorno all’epoca attuale, in cui la distinzione tra online e offline è venuta meno. LIBRERIA FELTRINELLI Il 16 luglio, alle 17.30, ospiterà un incontro per parlare del libro Le mani della madre scritto dal noto psicoanalista Massimo Recalcati, cui si legherà anche la performance di danza contemporanea in programma la sera stessa alla Biblioteca Lazzerini (Corte delle Sculture). CORTE DI VIA GENOVA Dalle ore 20 del 20 luglio alle 7 del 21 luglio, si terrà La Notte Bianca della fotografia a Prato. Ultra // Cronache inaudite, una collettiva a cura dell’associazione culturale Sedici, con mostre, performance, video, workshop e Dj set. Dopo la Fabbrica Ex Lucchesi, la Fabbrica Ex Anonima Calamai e il progetto sulla Val di Bisenzio, Tai Tuscan Art Industry, progetto di Studio Cor-

te 17, torna a unire arte e archeologia industriale con eventi che si svolgeranno a partire da domenica 23 settembre nella Corte di via Genova e in alcuni siti industriali dismessi. SPAZIO MATERIA Tra gli appuntamenti in calendario: la performance di Radio Cegeste Live: paesaggi sonori registrati in loco riproposti stratificati a registrazioni storiche su 78 giri e altri media, problematizzando l’immediatezza dell’ascolto e innescando domande sulla sua storicizzazione (13 luglio) e Modulazioni - sintetizzatori modulari e nuove forme artistiche: giornata di scambio/vendita, talk e video che si concluderà con 5 live e il dj set del collettivo Phase (14 luglio). CHÌ-NA A inizio ottobre tornerà Botanica, una tre giorni incentrata sul tema del rapporto uomonatura.


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16 AGENDA LIBRI

Si ringrazia per la gentile collaborazione La Feltrinelli Librerie Prato - via Garibaldi 92/94 a, Prato A CURA DI PAOLO NORI Repertorio dei matti della città di Prato Tredici scrittori, tra ottobre e dicembre dello scorso anno, si sono seduti ai tavoli del Gradisca 1973 in via Settesoldi e hanno costruito un ritratto della loro città che ha la grazia della Salomè di Lippi che danza sulla copertina del libro e quel pizzico di follia necessario per evitare la tristezza e comprendere quali siano i valori veri della vita. Perché a esser descritta non è la città con le sue belle pietre e i suoi monumenti, né la vivace provincia edificata sul lavoro e voglia di fare, ma i pratesi nelle loro peculiarità d’ironia e d’assurdo, di tenerezza e di asperità. Un ritratto di squinternati e strani in cui riconoscersi e amarsi un po’, perché (diciamocelo) siamo anche così... Euro 10

STEFANIA BARBETTA Il mattino sotto la pioggia. Vita di una stilista Il primo “capitolo” di una vita che alla protagonista appare già come una trilogia. Questo è il senso del titolo di questa autobiografia in forma di romanzo, che si legge come se si ascoltasse parlare un’amica. La vicenda raccontata è quella di una donna disposta a impegnarsi totalmente per realizzare il suo sogno, ovvero di essere una stilista in un universo pieno di suggestioni e complessità. Ma per arrivare a questo la strada non si rivela semplice ma piuttosto intessuta d’affetti e tramata di difficoltà. Nelle pagine della Italic Pequod l’occasione di conoscere una normale storia straordinaria. Euro 16

EMANUELE GRANDI, Amarilla. Appunti di un viaggio a sei zampe Nel periodo dell’anno in cui l’abbandono (anche) degli animali si rivela una pratica difficile da contrastare, questo volume promette di essere un manuale per comprendere il mondo con gli occhi di una creatura che da millenni vive con l’uomo. La narrazione scivola piana e rasserenante, anche se non mancano momenti di commozione e d’ironia; Amarilla, la labrador attraverso il cui sguardo s’impara a guardare e vedere, conduce il lettore a recuperare una coscienza di sé e dell’altro che poco hanno di consueto e di già visto. Un esercizio di stile che è fatto soprattutto d’amore. Euro 15

A CURA DI LUCA MARTINELLI Misteri e Manicaretti del territorio pratese Una raccolta veramente sui generis quella recentemente uscita per le Edizioni del Loggione, nella quale s’intrecciano due filoni culturali e sociali di grande richiamo: l’enogastronomia e il giallo. I diciotto racconti, frutto della perizia e della fantasia di altrettanti autori - la maggior parte dei quali pratesi, hanno come sfondo luoghi simbolo della città e della sua provincia e come coronamento presentano una ricetta della tradizione o una nuova ricetta creata per utilizzare un prodotto tipico del territorio. È così che questo piccolo libro si rivela un gioiello d’inventiva e di gusto, nel quale brillano cuochi e giallisti con uguale e diverso acume. Euro 10


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18 LO SGUARDO DALLE STELLE

PERCORSI DELL’ANIMA A Santiago, attraverso il Cammino delle Stelle di Claudio Cannistrà

Da oltre mille anni, milioni di pellegrini di ogni condizione e classe sociale si recano a Santiago de Compostela, seguendo il Cammino indicato dalla Via Lattea. Si tratta di un pellegrinaggio che da secoli rappresenta uno dei percorsi spirituali più suggestivi e potenti, che si possono intraprendere alla ricerca del proprio sé, della fede e della pace interiore. Il ‘Cammino’ si snoda attraverso il nord della Spagna, da Roncisvalle, piccolo paesino dei Pirenei al confine con la Francia, fino a Capo Finisterre, l’ultimo borgo di fronte alla costa atlantica. Il suo punto di arrivo è la cattedrale di Santiago de Compostela, il luogo nel quale si trova la tomba di Santiago (contrazione del latino Sanctus Jacobus ovvero l’apostolo Giacomo il Maggiore), che si cerca di raggiungere prima del 25 luglio per partecipare ai festeggiamenti in suo onore. La tradizione racconta che Giacomo il Maggiore evangelizzò la Spagna spingendosi fino in Galizia, remota regione di cultura celtica all’eIn alto: la cattedrale stremo ovest. Terminata la sua opera Giacodi Santiago de Compostela mo tornò in Palestina, dove fu decapitato per

IL PELLEGRINAGGIO PARTE DA RONCISVALLE, SUI PIRENEI, E TERMINA ALLA CATTEDRALE DI SANTIAGO DE COMPOSTELA. UN PERCORSO SPIRITUALE DI 800 CHILOMETRI

ordine di Erode Agrippa I nell’anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco nella zona di Finisterre. Nei secoli le persecuzioni fecero perdere le tracce della tomba dell’apostolo. Nell’anno 813 l’eremita Pelagio, preavvertito da un angelo, giunse sul posto e scoprì una tomba di epoca romana, che conteneva un corpo con la testa mozzata e una scritta: “Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé”. Dopo questo evento miracoloso, se ne verificarono altri, primo tra tutti la conversione del re delle Asturie, Alfonso II, tanto che il luogo venne denominato Campus Stellae (“Campo della Stella”), dal quale deriva l’attuale nome di Santiago di Compostela. IL CAMMINO PREGHIERA DEL CORPO. Questo antichissimo percorso, lungo 800 chilometri, che attraversa Pamplona, Burgos, Leon fino a Santiago, era ed è tuttora una sorta di iniziazione di tipo spirituale, un percorso “tutto speciale”, che per una “misteriosa alchimia”, legata alla storia e alle energie dei luoghi


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LO SGUARDO DALLE STELLE

attraversati, dona esperienze umane e religiose particolari, che spesso aiutano a raggiungere la conversione e che in ogni caso cambiano, in modo inatteso, l’animo del pellegrino e la sua maniera di vedere la vita. Vissuto così il pellegrinaggio si converte in una sorta di preghiera del corpo, recitata ogni giorno. Può essere interpretato come una grande processione collettiva, composta da una serie di tappe, riti e contatti energetici con particolari luoghi mistici. Un tempo portava i Druidi, sacerdoti degli antichi abitanti della regione, fino ai “confini” estremi della terra allora conosciuta, a occidente, dove il Sole al tramonto si inabissa in mare e muore per rinascere il giorno seguente: un evento che rivestiva per questo popolo significati magici e oscuri, collegati alle relazioni con il mondo dell’al di là. Il Cammino è infatti segnato con spirali e glifi di pietra dal significato iniziatico, posti proprio dai Druidi, che desideravano identificare la

forte carica energetica di questi luoghi. In molti miti, il Cammino viene sovrapposto alla Via Lattea Celeste, detta il Grande Fiume, composta di tanti piccoli punti bianchi, ovvero le stelle visibili in essa, interpretati come anime in pellegrinaggio in Cielo come in Terra. Già i Druidi la mettevano in relazione con l’immortalità dell’anima, mentre è curioso il fatto che la Via Lattea si estenda dalla costellazione dei Gemelli a quella del Sagittario, segno quest’ultimo collegato alla Spagna e all’apostolo Santiago. Tra l’altro, in astrologia, Gemelli e Sagittario sono chiamati Segni Mobili e sono in relazione con i pellegrinaggi e con il movimento. Oltre al “Cammino di Santiago” esiste un altro pellegrinaggio interessante e vicino a noi, che si può sperimentare: la via Francigena. Tale percorso porta i pellegrini dalla cattedrale di Canterbury in Inghilterra, passando per quella di Reims in Francia, fino a Roma. Il tratto italiano del percorso si snoda lungo l’Appennino

tosco-emiliano passando dal passo della Cisa, Sarzana e poi Massa, Altopascio per piegare a sud verso San Gimignano, Siena, Viterbo e Roma. Anche questo percorso può essere una sorta di iniziazione spirituale, oltre che culturale. I pellegrinaggi rappresentano il simbolo di morte del vecchio uomo e di nascita del nuovo, o meglio una sorta di “rigenerazione spirituale”, che si compie attraverso una “terrena” Via Lattea, che ripropone qui, in terra, il Grande Fiume Celeste. Claudio Cannistrà fa parte della “Bottega dell’Astrologo”, associazione pratese di recente costituzione, che ha come obiettivo di contribuire allo sviluppo di una nuova comprensione della realtà visibile grazie all’interpretazione delle simbologie celesti e che organizza corsi ed attività culturali. Per informazioni: canniclau@libero.it labottegadellastrologo@gmail.com


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ph. Pierpaolo Pagano

LO SGUARDO DA FUORI

L’ABATE CHE VIENE DA PRATO

Dom Bernardo Gianni racconta San Miniato in occasione del Millenario di Teresa Favi FINO AL 27 APRILE 2019, SAN MINIATO FESTEGGIA I 1000 ANNI DI VITA CON UN FITTO CALENDARIO DI EVENTI TRA ARTE, MUSICA E CONVEGNI

Padre Bernardo Gianni, al secolo Francesco Maria, è nato a Prato nel 1968. Dal 2015 è l’Abate del Monastero Benedettino Olivetano di San Miniato al Monte

Quando frequentava il Liceo classico, il Cicognini, negli anni Ottanta, era un ragazzo come tanti, le Clarks ai piedi, i Levi’s e i maglioncini paricollo colorati. Alto e magro, una cascata di riccioli castani sugli occhialoni da secchione. Ed era un po’ secchione, ma un sorriso luminoso e la conversazione facile lo rendevano amico di tutti. Alla Facoltà di Lettere, a Firenze, era il beniamino dei professori, in particolare di Mario Martelli che negli anni Novanta teneva affascinanti corsi di Letteratura umanistica e rinascimentale, ma anche dei compagni a cui non negava mai i suoi appunti, poi rigorosamente fotocopiati e redistribuiti “sono gli appunti di Francesco, vai tranquillo…” Francesco si laurea, con una promettente carriera universitaria che l’aspetta, ma la notte di Natale del 1992 va alla messa dalle monache di Rosano, e mentre ascolta la predica, paf, gli cambia dentro qualcosa. Pochi giorni dopo entra nel monastero benedettino di San Miniato.

Da lì è diventato, con il nome di Bernardo, un punto di riferimento della spiritualità e della cultura ben al di là dei confini ecclesiali. Nel 2015 dom Bernardo Gianni (la -m è l’abbreviazione di dominus) ha ricevuto dal cardinal Betori la benedizione abbaziale, iniziando il servizio a vita di superiore di questa Abbazia che ha festeggiato mille anni lo scorso 27 aprile, e fino al 27 aprile 2019 celebra il Millenario con un calendario intenso di eventi culturali, spirituali e artistici. Mille anni a partire da cosa, dom Bernardo? Mille anni dall’antico documento del 27 aprile del 1018 in cui il vescovo Ildebrando racconta di aver ritrovato, sotto l’antica basilica fondata da Carlo Magno, le reliquie di San Miniato, un santo di origine armena, decapitato nel 250 d.C. Sulle rovine di questa preesistente basilica Ildebrando intende costruirne una nuova e chiede aiuto all’imperatore Enrico II. Il Vescovo dà il


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LO SGUARDO DA FUORI

via alla ricostruzione e consegna il pastorale a un Abate di nome Drogone, fondando anche la comunità monastica. Quali sono le tracce più significative della basilica carolingia? La Porta Santa, la prima che si incontra entrando, sulla cui soglia è inciso “haec est porta coeli” questa è la porta del cielo. A questa porta corrisponde l’antica sepoltura di Miniato e le tracce dell’antica chiesa carolingia. Corrisponde dunque allo spazio più importante della chiesa attuale. Ma, al di là dell’aspetto storico, conta il suo significato: San Miniato al Monte fa accedere al cielo, che è di tutti, e dunque segnala uno spazio di libertà, di infinito, di universalità che effettivamente tutti, credenti e non credenti, riconoscono come qualità speciale di questo luogo. Un Millenario impegnativo con

un calendario fitto di eventi… Vero. Ma anche un anno gioioso in dialogo con l’arte e la musica, scandito da convegni, letture, concerti, e installazioni. Come le quattro opere di Marco Bagnoli sistemate all’interno - la parabola, la scala, un fonte battesimale e un vaso collocato nella cripta. Un intervento così poetico nella sua essenzialità che riflette, in chiave contemporanea, la bellezza di questa chiesa romanica in cui la geometria svela l’intelligenza creativa di Dio. All’esterno l’illuminazione notturna è dell’artista Nereo Rotelli, visibile sulla facciata dal tramonto fino a mezzanotte con la proiezione di alcuni versi di Mario Luzi. A proposito di arte, San Miniato è famosa anche per il canto gregoriano. L’orario ideale per venire ad ascoltarlo? Un momento magico è alle 7.15

quando celebriamo la Messa. Altrimenti la sera, alle 18.30, per il vespro. Questi luoghi sono costruiti per il canto. Dietro quel muraglione di serpenti respinti da un pesciolino (il Cristo) c’è il coro (e indica in alto, il secondo livello dell’abside, ndr.), la profezia delle Gerusalemme Celeste: l’Apocalisse promette di essere l’approdo della nostra vista terrena, la comunità monastica con la sua preghiera anticipa profeticamente la Città Celeste. E l’esperienza è resa possibile dal canto gregoriano che noi, ancora oggi dopo Mille anni, eseguiamo come forma privilegiata di preghiera in canto. Non è stato difficile riconoscere quel pennellone riccioluto del liceo sotto la testa rasata e lo spesso saio bianco di lana. E’ bastato il primo sorriso di saluto, e paf, ecco dov’era finito Francesco…


22 CAA MAA


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FOOD EXPERIENCE

TAVOLE CON VISTA

Dal Montalbano alla Val di Bisenzio, una selezione di migliori ristoranti con vista panoramica di Maria Lardara foto Anita Scianò

Cibo sì, ma con vista. Perché anche l’occhio vuole la sua parte. E si ferma su tavole d’autore spalancate sull’azzurro, che affiancano alle suggestioni del palato la meraviglia di scorci mozzafiato su Prato e provincia. Orizzonti che s’allungano, talvolta fino a incrociare in lontananza anche la cupola del Brunelleschi. Per rendere speciale una cena estiva al chiaror di luna abbiamo selezionato sette indirizzi di ristoranti dove è possibile anche ‘mangiare il panorama’, complice la loro posizione strategica sulla Val di Bisenzio o sul Montalbano. Da qui si snoda il nostro itinerario nella natura dell’entroterra pratese, percorrendo la strada dei vini medicei in quel di Carmignano. Morbide colline incorniciano l’itinerario che porta alla Vinsantaia di Capezzana (via di Capezzana 43) della famiglia Contini Bonaccossi, che rende omaggio al famoso vinsanto di Capezzana. Wine bar con vista sulle colline di Carmignano in un unico sguardo che abbraccia la piana di Firenze, Prato e Pistoia. La cucina toscana è rivisitata in chiave fusion e ci troviamo proprio al centro dell’antico borgo di Capezzana, davanti al frantoio. Se cercate un’altra esperienza mozzafiato da queste parti, tenete d’occhio il Podere Petraia (via Petraia, 3) dove l’affaccio prediletto dai romantici riesce a trasformare un pranzo, anche il più semplice, in un’esperienza da ricordare. Il panorama in formato cartolina si protende verso Firenze. Divertitevi a

giocare con le distanze e a individuare tra le stelle le luci scintillanti del Duomo e del campanile di Giotto in lontananza. “La location è resa ancora più romantica dalle luci a candela e dalla piscina illuminata quando è buio - racconta il titolare, Emanuele Aucello -. Se si ha fortuna e il clima lo consente è possibile ammirare in lontananza il Duomo di Firenze”. Sul versante sud-est è tutto un susseguirsi di uliveti e vigneti, cuore dell’azienda agricola della famiglia Aucello. Nella terra dei vini, delle ville medicee e degli Etruschi è facile trovare ristoranti speciali che coniugano il fascino del luogo e la qualità del piatti. Un menù a base di bontà culinarie e suggestivo panorama è quello che offre il ristorante Da Delfina ad Artimino (via della Chiesa, 1), in collina, con una terrazza che domina la vallata nel quale è possibile assaporare piatti della tradizione toscana. Qui ci sediamo e, mentre diamo un’occhiata al menù, lo sguardo viene rapito dalla vista dell’imponente villa La Ferdinanda: quasi riusciamo a toccare con mano questo capolavoro d’architettura medicea commissionato dal granduca Fernando I de’ Medici all’architetto Buontalenti. Scendiamo a valle, direzione Prato, per incontrare nuove curve. Per godere di una vista panoramica della città dall’alto con le sue ciminiere (ormai poche) simbolo dell’industria tessile, ci fermiamo al ristorante Logli Mario a Filettole (via Filettole, 1).

PER RENDERE SPECIALE UNA CENA ESTIVA AL CHIAROR DI LUNA ABBIAMO SELEZIONATO SETTE INDIRIZZI DI RISTORANTI DOVE È POSSIBILE ANCHE ‘MANGIARE IL PANORAMA’

Nella pagina accanto: Da Delfina

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1.4.11. Ristorante Logli 2.5. Ristorante Il Ghirighio 3. Da Delfina 6.12. Agriturismo Podere Petraia 7.9.10. La Vinsantaia di Capezzana 8. Agriturismo Podere Petraia

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Agriturismo Podere Petraia

LA VISTA MOZZAFIATO NON FA RIMPIANGERE LA FATICA PER ARRIVARE QUANDO POI CI METTIAMO A TAVOLA E GUSTIAMO LA CUCINA CASERECCIA A BASE DI PIATTI TIPICI, L’ESPERIENZA DIVENTA UNICA

Nella pagina accanto in alto: Ristorante Il Ghirighio in basso: Agriturismo Podere Petraia

La poesia del tramonto va in scena tra le tavole imbandite della terrazza, dove vengono serviti piatti tipici della cucina toscana con trionfo di fritti e grigliata. “Quest’anno festeggiamo il 70esimo compleanno - racconta Gigliola Logli una data importante per l’attività che fu fondata nel 1948 da mio padre Mario.” Cambiamo scenario: la Val di Bisenzio è un’altra meta dove farsi scorpacciate di stupendi panorami a tavola. Al ristorante Il Ghirighio di Migliana (via di Migliana, 29) una romantica terrazza panoramica con giardino fa da cornice a cene indimenticabili affacciate su una splendida valle di vigneti e uliveti che guarda verso Vaiano e Vernio. “Il clima è ventilato, in estate si sta bene anche a pranzo quando è molto soleggiato spiega il titolare, Omar Giudice -. La terrazza panoramica è inoltre collegata a un giardino attrezzato con giochi per bambini, molto apprezzato dalle famiglie”. Avete mai cenato in un rifugio alpino del Cai? A Poggio di Petto (Cavarza-

no) la vista è impareggiabile: la sua altezza (circa 1200 metri) fa immergere gli ospiti una vista mozzafiato sulle valli del Bisenzio e del Mugello avvolte da floridi boschi di castagni, faggi e conifere di diverse specie. La vista mozzafiato non fa rimpiangere la fatica per arrivare fino alla struttura. Quando poi ci mettiamo a tavola e gustiamo la cucina casereccia a base di piatti tipici dell’Appennino tosco-romagnolo, rigeneriamo sia il corpo che la mente. Infine, un luogo dove assaporare della buona cucina con uno scorcio di Prato da lontano. Siamo in provincia di Pistoia, sopra Montale. L’agriturismo Il Pianaccio (via Maone e Casello, 150) è la piccola fattoria di Cristiano Giannuzzi che produce vini da vitigni in purezza e olio extravergine. Dal podere alla tavola, l’appetito vien mangiando la pasta fatta in casa e le ricette di stagione. Qui il colpo d’occhio è notevole, grazie al panorama che spazia da Pistoia a Prato. Prospettive privilegiate per rendere unica l’esperienza del pasto.


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COVER STORY CINEMA

DI CARLO CE N’È UNO

“Un film a Prato? Perché no”. A tu per tu con uno dei più grandi attori e registi del nostro cinema. Carlo Verdone di Giovanni Bogani foto Dario Garofalo Siamo a Prato, alle Manifatture Digitali Cinema: una piccola Cinecittà, uno spazio di accoglienza per le produzioni cinematografiche con sale di proiezioni e teatri di posa. Qui incontriamo Carlo Verdone, ospite d’onore del Toscana Filmmakers Festival diretto da Simone Pinchiorri e Francesco Ciampi. Nell’occasione l’attore e regista ha ricevuto i sigilli della città dal sindaco Matteo Biffoni. Facciamo due chiacchiere con lui, a proposito del suo rapporto con questa città. Carlo, tutto il mondo lega la sua immagine a quella della romanità più vera e ironica. Anche se le sue origini sono toscane. Quante volte ha incontrato Prato nel suo percorso? Poche, fino a ora. La prima volta ci incontrai Francesco Nuti, che stava girando Occhiopinocchio, il suo film più ambizioso. Una seconda volta ci sono stato di passaggio, con amici. Adesso mi trovo ad essere l’ospite d’onore di un festival, e sto guardando con grande curiosità ogni strada, ogni angolo. Curiosamente, in tempi recenti ha scritto film con un altro pratese: Giovanni Veronesi. Giovannino è uno dei miei migliori ami-

ci: con lui ho scritto C’era un cinese in coma, e ho fatto l’attore per lui in Manuale d’amore e Italians. Anche Giovanni ha ereditato nel suo Dna quel cinismo toscano, o forse dovrei dire pratese, che unisce amarezza e dolcezza. Quel senso della vita disincantato, ma anche incline alla favola. A proposito di favole, a Prato è nato un grande attore e regista di commedie dal tocco sempre un po’ favolistico: Francesco Nuti. Vi siete frequentati? Sì, anche se non abbiamo mai collaborato. Francesco è stato ed è un personaggio importante, perché ha dato forma a un cinema vicino agli stilemi, alle atmosfere della commedia notturna americana. Come attore sapeva essere commovente e seduttore. Come regista ha uno stile molto personale e un grandissimo senso dell’immagine. Prato entra anche nella sua formazione culturale, nei libri che ha letto, nei film che ha visto? Come no! I libri di Curzio Malaparte, la suggestione di Gabriele D’Annunzio che ha studiato al collegio Cicognini di Pra-

OSPITE D’ONORE DEL TOSCANA FILMMAKERS FESTIVAL, CARLO VERDONE HA RICEVUTO I SIGILLI DELLA CITTÀ DI PRATO

In questa pagina: Carlo Verdone con Francesco Ciampi, uno dei direttori del Toscana Filmmakers Festival Nella pagina accanto: un ritratto del celebre attore e regista italiano

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30 COVER STORY CINEMA

Un frame tratto da ‘Benedetta Follia’, ultimo film di Carlo Verdone con Ilenia Pastorelli

“EDOARDO NESI, GIOVANNI E SANDRO VERONESI, CLARA CALAMAI, PAMELA VILLORESI, PIERO DE BERNARDI: GRANDI PRATESI E FORTI ISPIRAZIONI”

Nato a Roma il 17 novembre del 1950, Carlo Verdone è regista, attore, sceneggiatore e comico, tra i più celebri d’Italia

to, ma anche i libri di Edoardo Nesi, che spesso racconta proprio Prato nei suoi romanzi contemporanei. O lo spirito pratese colto di Sandro Veronesi, il fratello di Giovanni. E al cinema? Ho il ricordo vivo, forte, della pratese Clara Calamai in Ossessione, il film di Luchino Visconti. E penso al sorriso, alla grazia, all’intelligenza recitativa di Pamela Villoresi, con la quale ho condiviso l’esperienza di prender parte a un film straordinario come La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Un legame molto forte con un pratese ha caratterizzato tutta la sua carriera. Come ricorda Piero De Bernardi? Lo ricordo come un grande amico, prima di tutto. Piero, che è stato un grande pratese, legatissimo alla sua città, è stato il mio sceneggiatore per oltre vent’anni, ha collaborato alla scrittura di gran parte dei miei film. Che cosa la colpiva dell’arte di Piero? La sua ironia, l’arguzia, l’intelligenza. Qualcosa di assolutamente unico, che si

trova in quel cocktail micidiale soltanto in Toscana. Che cosa le ha insegnato? Tutto: i ritmi, il respiro, la costruzione della scrittura cinematografica. L’altro “personaggio” di cui vorrei lei parlasse è Prato. Prato sembra un film surreale. Appena sono entrato, ho visto tante persone in bicicletta, e ho pensato: ma che bello, l’ecologia, il rispetto dell’ambiente, la poesia della bicicletta… Poi si sono girati, ed erano tutti cinesi! Un vero effetto shock... Sì, mi ha fatto uno strano effetto vedere le architetture toscane, severe, pietrose, le strade e le casette con le persiane tipicamente toscane, e poi tutti questi cinesi. Poco tempo fa, sono stato ospite al festival di Shangai: ecco, mi sembrava di esserci tornato”. Un attore con cui vorrebbe collaborare? Kevin Spacey. Perché nonostante lo scandalo che lo ha visto coinvolto, credo che rimanga uno dei più grandi attori di sempre.


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ERES Quando si dice l’eleganza di un costume. Come una guaina di bellezza iper-chic. monospalla con anello minimal, un total grigio tortora. Semplicemente un must


Non c’è bella stagione senza moda. Una selezione di accessori da sfoggiare sulle vostre spiagge preferite. Regole non esistono, o forse si: utilizzare con personalità, la vostra. Dal tramonto all’alba, un mix & match di elementi chic e grintosi classici. Che l’estate sia con voi.

SALVATORE FERRAGAMO Zeppe in corda e pelle, come scintille sotto i raggi del vostro sole. Very mood tropezien


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HERMÉS Prendete spunto dalle celebrities e sbizzarritevi ad abbinare i vostri outifit con lui, il re dell’estate. Qui in versione ultra-chic, con foulard in seta incluso


CENTRO OTTICO MARLAZZI Tecniche innovative e genalitĂ espressiva. Moda per guardare completamente Made in Italy. Collezione Cabaret Voltaire di DADĂ€ Eyewear MIU MIU Ispirata al cestino di Jane Birkin, da avere a tutti i costi

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STIL LAMP Un blu che incanta. Un tripudio di eleganza illuminata. Lampadario Torpedo Taif di Barovier & Toso


ERMANNO SCERVINO La moda parla chiaro: mai piĂš jeans paradigma di sportivitĂ . La tela di Genova si nobilita per assumere nuove forme

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GUCCI Echi vintage per una moda oltre la moda. Un pò ballerine, un pò espadrillas. It’s Gucci Baby!


MARNI Accenni deliziosamente seventies per la nuova Pannier Bag

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All’ingresso del Centro Pecci i ritratti di Maria Mulas, ai maggiori esponenti della cultura artistica del secondo Novecento


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IN CONTINUA EVOLUZIONE Il Centro Pecci compie 30 anni e ripensa alla sua storia, senza perdere il passo contemporaneo di Francesca Lombardi


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FOCUS ARTE

Houston, pronti al decollo. Una frase in bilico tra passato e futuro ha dato il via lo scorso giugno alle celebrazioni per i 30 anni del Centro Pecci. All’apparenza un universo futuribile che i lavori di ristrutturazione del 2016 hanno reso simile a una astronave, una Enterprise post moderna come le immaginavamo negli anni 70… Discorso diverso per i contenuti portati avanti dal Pecci, proiettati da sempre verso un futuro concreto, rivolti a indagare una realtà e un territorio che in questi anni sono cambiati moltissimo e sono in continua evoluzione. Una dicotomia, questa tra passato e futuro, che si è volutamente ripetuta in occasione dell’anniversario: se Mark Wallinger - uno degli artisti più interessanti del panorama contemporaneo di cui sono esposte fino a luglio le opere più significative delle varie fasi della carriera - pone il Pecci al centro nell’avanguardia contemporanea, la mostra Dentro la Collezione (fino al prossimo 12 agosto) è un modo per ripensare al passato, dal 1988 a oggi. Riflesso della storia espositiva del Centro Pecci la collezione nella sua totalità rappresenta una sintesi dell’arte degli ultimi 50 anni. In tutto sono conservate più di 1000 opere di oltre trecento artisti, di cui attualmente sono ne sono esposte circa 100. A introdurci nel percorso della mostra i ritratti di Maria Mulas, in omaggio ad alcuni dei maggiori esponenti della cultura artistica del secondo Novecento e la panoramica umana di Massimo Vitali dedicata al tempo libero e quindi, di riflesso, anche al pubblico dell’arte. Si continua con tre imponenti opere di Gilber-

to Zorio, di Julian Schnabel e di David Tremlett, cui il Centro Pecci ha dedicato in passato mostre personali. A queste si è aggiunta la scultura in bronzo dipinto PacePiece (2004) realizzata dall’artista tedesco Georg Baselitz, omaggio al David di Michelangelo esposta in prestito pluriennale al Centro Pecci di Prato, ma proveniente dalla Galleria dell’Accademia di Firenze. Le opere sono preludio alle 4 sezioni della mostra: i passaggi della ricerca artistica fra gli anni Ottanta e Novanta; lavori che indagano i segreti delle materie, il fascino delle mutazioni, l’energia delle evoluzioni fisiche o spirituali della sezione evoluzioni; il percorso si moltiplica, in una sezione dedicata all’attitudine speculativa, alla tendenza a rispecchiarsi e riflettere, a concentrarsi sul corpo e sull’identità, a immaginare e trasfigurare l’ambiente (la sezione riflessi); e infine gli sconfinamenti, verso altre forme o intenzioni di arte e pensiero. Anche il programma dei prossimi appuntamenti si muove sulla linea delle avanguardie, gettando comunque uno sguardo sull’arte del Novecento. Il primo appuntamento è con Fabrizio Prevedello (26 luglio - 16 settembre 2018), artista toscano che vive alle pendici delle Apuane. Per il Centro Pecci lavorerà a un nuovo allestimento, in grado di fornire un’inedita lettura della sua opera scultorea. Stesse date per la rassegna video She Devil - il primo dei progetti firmati dalla neodirettrice Cristiana Perrella - che mette in dialogo curatrici e artiste internazionali in una sorta di piattaforma aperta, in cui si

I CONTENUTI PORTATI AVANTI DAL PECCI, PROIETTATI DA SEMPRE VERSO UN FUTURO CONCRETO, RIVOLTI A INDAGARE UNA REALTÀ E UN TERRITORIO CHE IN QUESTI ANNI SONO CAMBIATI MOLTISSIMO E SONO IN CONTINUA EVOLUZIONE

Nella pagina accanto: alcune opere della Collezione Permanente del Centro Pecci; al centro e in basso a destra, immagini della mostra Mark Wallinger Mark prorogata fino al prossimo luglio

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44 FOCUS ARTE

UNA TRAMATURA SINUOSA D’ACCIAIO FIRMATA LORIS CECCHINI INVADERÀ LA PARETE IN CEMENTO DI FIANCO ALL’INGRESSO DELLA BIBLIOTECA LAZZERINI, SIMBOLO DI RIGENERAZIONE

Sopra:Yoko Ono, DREAM Nella pagina accanto: Waterbones (Climbing in transition states), 2018 Istituto Culturale e di Documentazione Lazzerini

confrontano diversi percorsi di indagine sulla rappresentazione dell’identità femminile Infine, in mostra dal 6 settembre, una parte della Collezione Grassi in comodato al museo, con lavori di Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, l’americano Julian Schnabel, ma anche opere di Salvo, Mario Schifano, Gino De Dominicis, Luigi Ontani, Markus Lüpertz, Alex Katz, David Salle, Joseph Kosuth, fotografie di William Eggleston, Stephen Shore, Nan Goldin, Wolfgang Tillmans e una grande composizione fotografica di Gilbert & George. Con il progetto di Yoko Ono DREAM (fino a dicembre 2018) il Centro si apre e entra nella zona più di frontiera della città, Macrolotto Zero. La Chinatown pratese - dove si concentrano le maggiori differenze culturali e linguistiche della città - diventa così una sorta di pagina bianca che la famosa artista autografa con un’unica parola, DREAM scelta da Yoko Ono come suggerimen-

to a immaginare il futuro in un momento storico, sociale e politico di grande instabilità. È infine Loris Cecchini a creare un ponte immaginario tra Prato e Firenze sul filo dell’arte. Dopo la mostra Opere d’arte e momenti magici, 30 opere selezionate dalla collezione permanente del Museo per celebrare i 30 anni di attività, il Gallery Hotel Art di Firenze, in Vicolo dell’Oro, diventa anche il luogo scelto da Cecchini per la sua installazione site specific Waterbones (Climbing), visibile fino al prossimo dicembre. L’allestimento dell’opera di Firenze è il preludio dell’installazione di Cecchini acquisita dal Comune di Prato che sarà collocata a settembre, permanentemente, in città, all’ingresso della biblioteca Lazzerini: una tramatura sinuosa d’acciaio che invaderà la parete in cemento di fianco all’ingresso della Biblioteca, simbolo di rigenerazione e trasformazione inserito nella memoria dell’antica fabbrica tessile.


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46 ECONOMIA TESSUTI

L’AZIENDA TESSILE PRATESE MANTECO FESTEGGIA I SUOI 75 ANNI DI STORIA LEGANDO IL PROPRIO NOME A QUELLO DELL’ ARTISTA LORIS CECCHINI

In questa pagina: il tessuto creato da Manteco per la copertina del catalogo “Waterbones” Nella pagina accanto: Marco e Matteo Mantellassi

UN BINOMIO D’AUTORE

Il tessuto di Manteco per la copertina di “Waterbones” di Matteo Grazzini

Un intreccio di fili, date e stili, un mix di ingegno e artigianato, contemporaneità e tradizione, un involucro di tessuto per una raccolta di immagini e parole che raccontano la nascita di opere d’arte. C’è tanta storia del distretto tessile pratese nel tessuto che avvolge la copertina del catalogo “Waterbones”, che raccoglie le immagini delle opere d’arte di Loris Cecchini, a iniziare dalle installazioni che hanno fatto delle pareti del Gallery Hotel Art di Firenze un museo all’aria aperta a due passi dall’Arno e che sono state selezionate per la mostra che celebra i 30 anni del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. Il tessuto è quello di Manteco, che a sua volta festeggia nel 2018 75 anni di storia, legando il proprio nome a quello dell’artista milanese di nascita, senese di formazione e cittadino del mondo per vocazione: un binomio all’insegna della creatività e dell’eccellenza che si è concretizzato in modo insolito, e per questo

geniale, in un lavoro a più mani e che ha portato a un tessuto moderno ma al tempo stesso carico dell’esperienza del passato. Un gioco di trama e ordito che ha permesso di ricreare su tela le “ossa d’acqua” di Cecchini, i moduli d’acciaio che l’artista si diverte ad articolare nelle fogge più diverse. Ricordano ossa, trine, ragnatele, onde: “In realtà ossa d’acqua è un ossimoro ammette l’artista - è un titolo poetico per garantirmi una sorta di libertà morfologica. Uso i moduli in aggregazione diversa. L’installazione al Gallery Hotel Art rientra in un progetto più ampio che vede coinvolto il Centro Pecci e l’azienda tessile pratese Manteco che celebra i 75 anni di attività ed è una delle eccellenze italiane nel campo dei tessuti” continua Cecchini, “farò poi una mostra di soli acquerelli che sarà allestita a Ginevra, ho anche due progetti in Cina, uno col governo e l’altro con una grossa azienda; a luglio sarò ad allestire un intervento a New York e poi


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50 ECONOMIA TESSUTI

SULLA FACCIATA DEL GALLERY HOTEL ART DI FIRENZE, L’INSTALLAZIONE “WATERBONES” E’ UN AGGREGAZIONE DI MODULI IN ACCIAIO, ARTICOLATA NELLE FOGGE PIÙ DIVERSE

In questa pagina: l’artista Loris Cecchini Nella pagina accanto: l’installazione”Waterbones” sulla facciata del Gallery Hotel Art di Firenze

Milano, Roma... e ancora Prato con un nuovo progetto modulare permanente”. L’installazione in moduli apparsa sulle pareti del Gallery Hotel Art di Firenze, a iniziare dai giorni di Pitti Filati, rivive nelle forme in un tessuto tattile, rigido e compatto prodotto da Manteco per la cover del catalogo della mostra dell’artista al ‘Pecci’, ‘Waterbones”. È composto da lana cardata, da lamé e da poliestere. La trama ha una struttura atipica data da effetti di intreccio e con un impiego di fili di lamé fino a quattro volte superiore al filo cardato, per sottolineare ombreggiatura e definizione del disegno, mentre l’ordito in poliestere crea struttura e resistenza. E così le ossa d’acqua di Cecchini trovano un effetto 3D di massima definizione, resistente all’abrasione e all’utilizzo e anche double face, con un effetto negativo/ positivo sia su diritto che sul rovescio, che ha consentito il lancio di due diverse copertine per lo stesso catalogo. Un riconoscimento di arte e cultura per Manteco, che della lana cardata fa un’ec-

cellenza e un fiore all’occhiello e che si trova a festeggiare i primi 75 anni di attività dopo quel 1943 che vide la nascita dell’azienda con l’iniziativa imprenditoriale di Enzo Mantellassi, seguito nel fortunato corso degli anni dal figlio Franco prima e dai nipoti Matteo e Marco oggi, con Manteco che si trova ai vertici del mercato con un fatturato superiore ai 70 milioni di euro e sei milioni di metri di tessuto prodotti e venduti in tutto il mondo. Un’evoluzione quasi naturale ma non per questo scontata: Franco Mantellassi, che ha fatto crescere Manteco negli anni del boom imprenditoriale del distretto tessile più famoso d’Italia e d’Europa, è un esempio di quanto l’ambizione e la continua ricerca possano fare la differenza. Con una laurea a quasi 80 anni in ingegneria elettronica e una passione e una determinazione trasmesse anche ai due figli, che guardano già al futuro con un investimento in strutture e macchinari che dimostra chiaramente come il fatturato record dell’ultimo anno sia un punto di partenza e non di arrivo.


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53 ON STAGE EVENTI

IL SUONO DELL’ESTATE

Festival e concerti per una magica stagione open air di Sabrina Bozzoni

Cosa rende l’estate veramente “estate”? Uno stato d’animo più che una stagione, una vacanza dalla routine invernale dove il sole si diverte a tirar tardi e le piazze, i giardini, le strade e gli anfiteatri brulicano di anime. Ad arricchire le nostre serate, Prato la bella ha in serbo della buona musica. Musica suonata dal vivo, la musica dei grandi nomi che quest’anno come non mai sono i protagonisti di festival dalle lineup irresistibili. Iniziamo il nostro vademecum suonato festeggiando i 30 anni di una vera istituzione: fino al 13 luglio all’Anfiteatro del Centro Pecci, arriva Pecci Summer Live, una rassegna che raccoglie l’eredità di una vocazione alla trasversalità dei generi e al multiculturalismo, consolidatasi negli anni e capace di portare nel suo teatro all’aperto il meglio della musica contemporanea. Dall’hip hop di Frah Quintale (28 giugno) alle sonorità Ethio-Jazz di Mulatu Astakte (5 luglio), e poi i Veils, band indie-rock neozelandese che si esibirà al Centro Pecci il 12 luglio, mentre chiude la rassegna il 13 luglio la performance live dei Calexico, in collaborazione

con il Festival delle Colline. La band di Tucson presenterà il suo nono album “The Thread That Keeps Us”, progetto complesso che ha raccolto musicisti da tutto il mondo. “Video ergo Sono”. Da quasi 40 anni crocevia di forme diverse d’arte, Festival delle Colline 2018 celebra l’incontro tra musica e video, in tutte le sue declinazioni: cinema, clip, cortometraggi, ma anche sonorizzazioni, musicisti prestati al grande/piccolo schermo, cantautori lanciati da serie tv. In programma dal primo luglio al 3 agosto, il festival coinvolgerà luoghi d’arte e cultura oltre a incantevoli spazi delle colline pratesi: le otto serate avranno come scenario la Villa Medicea, il parco del Barco e la Chiesa di Bonistallo a Poggio a Caiano, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, la Corte delle Sculture, la ExFabrica a Prato e la secolare Rocca di Carmignano. Con l’indimenticabile “Sabato italiano” il Festival delle Colline sceglie di iniziare il suo cartellone musicale, e lo fa con il cantautore Sergio Caputo, il 6 luglio alla Villa Medicea di Poggio a Caiano.

MUSICA DI GRANDI NOMI CHE QUEST’ANNO COME NON MAI SONO I PROTAGONISTI DI FESTIVAL DALLE LINE-UP IRRESISTIBILI

Nella pagina accanto in alto: Rodrigo Amarante in basso: Iosonouncane

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Nella pagina accanto in alto: Aquarama in basso: Mulatu Astatke In questa pagina in alto: Calexico in basso: Frah Quintale


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ON STAGE EVENTI

The Veils

Alfred Hitchcock lo definì “l’unico film che valga la pena di vedere due volte”: Vampyr è uno dei più importanti film della storia del cinema, girato nel 1932 dal regista tedesco Carl Theodor Dreyer. Fotogrammi che vedremo scorrere, in versione restaurata, sul grande schermo della Corte delle Sculture di Prato. E la colonna sonora sarà quella dei Serpentu, trio formato da Alessia Castellano, Lorenzo Cappelli e Mirko Maddaleno, l’11 luglio per una serata ad ingresso gratuito presso la Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini. Giovedì 24 luglio, nella Chiesa di Bonistallo a Poggio a Caiano, un mix di blues, folk, country, tango argentino e canzoni napoletane: è questo il bagaglio sonoro del Il duo formato da Ilaria Graziano e Francesco Forni. Giungiamo al 25 luglio, per una delle serate clou di questa edizione. Nella splendida location della Rocca di Carmignano, la voce e l’anima di Rodrigo Amarante. Compositore e polistrumentista bra-

siliano, a consacrarne la fama ci ha pensato la serie tv “Narcos”. E’ opera sua il cliccatissimo brano “Tuyo” scelto come sigla. Concludiamo il nostro Festival delle Colline con un grande nome del songwriting americano: il 3 agosto nello scenario della Chiesa di Bonistallo, Grant-Lee Phillips. Siamo a pochi passi dal centro storico di Prato, in uno dei poli più underground in città, ed è proprio il giardino segreto di Ex-Fabrica, ad essere aperto fino a venerdì 20 luglio, tutti i giorni dalle sei di pomeriggio all’una del mattino, con l’Hemp Revolution Music Festival. Vi lasciamo con una garanzia per l’estate Made in Prato, nell’oasi incantata che è il Giardino di Sant’Orsola, come ogni anno il Plaid Festival ci accompagna verso serate diventate ormai un vero culto. La formula segreta? Un plaid, un cestino da pic-nic, un’ottima selezione musicale, attività per bambini e un location raffinata. In materia di concerti il 4 luglio non perdetevi i giovani e promettenti Aquarama.

AD ARRICCHIRE LE NOSTRE SERATE, PRATO LA BELLA HA IN SERBO DELLA BUONA MUSICA. QUI UN VACEMECUM DI SUONI E PROTAGONISTI, TUTTI DA ASCOLTARE

Nella pagina accanto in alto: Ilaria Graziano e Francesco Forni in basso: Grant-Lee Phillips


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INTERVISTA TEATRO

UN CICLONE CHIAMATO TPO La compagnia teatrale con sede al Fabbrichino è un’eccellenza di respiro internazionale di Teresa Favi

Teatro per ragazzi, visivo, emozionante, immersivo che da oltre quindici anni incanta le platee di tutto il mondo. Sei continenti, 53 Paesi, 547 città. Grazie a questa qualificata e intensa attività internazionale la Compagnia Tpo, con sede al Fabbrichino di Prato e formata da straordinari ballerini, tecnici digitali, scenografi e costumisti, ha vinto il bando indetto dal Mibact e dalla Siae “S’illumina” che prevede la distribuzione del 10% dei compensi per la copia privata, gestiti da Siae, in attività che favoriscano la creatività e la promozione culturale nazionale ed internazionale. Abbiamo incontrato il regista Davide Venturini, che insieme a Francesco Gandi dirige il lavoro della Tpo. Cosa rappresenta per voi questo riconoscimento? E’ un riconoscimento allo spettacolo Panda’s Home che segue il premio Shanghai Performance Arts Festival Going to the world. Durante il 2018 questo spettacolo ha avuto un successo mondiale iniziato con il debutto alla Philarmonie di Parigi per arrivare al New Victory Theater di Broadway. Da lì poi lo spettacolo ha girato negli Usa, in Cina e in Europa. Da quanti anni esiste la compagnia e qual è la scintilla che ha dato il via al progetto? La compagnia ha una storia iniziata alla fine degli anni Settanta, ma è dal 2002 che abbiamo ottenuto il successo internazionale grazie al progetto “CCC children’s cheering carpet”. In quegli anni abbiamo presentato un progetto rivoluzionario di teatro interattivo basato su sensori in gra-

do di captare il movimento dei performer e convertirlo in suoni e immagini. Da chi è composta? Oltre a me e Francesco Gandi, il comparto creativo e le collaborazioni permanenti sono con Rossano Monti (engineering), Elsa Mersi (digital design), Spartaco Cortesi (sound design), Laura Facchini (artista visiva) cui si aggiungono un ventina di attori e danzatori tra cui Martina di Gregori, Daniele del Bandecca, Valentina Consoli, Valentina Sechi, Sara Campinoti, Bela Dobiasova, Elisa Capecchi, Ambra di Bartolomeo e molti altri. Qual è l’energia che alimenta il vostro progetto artistico? E’ la ricerca sulle nuove tecnologie digitali basate su sensori. La caratteristica principale e per certi aspetti unica, è il concetto di teatro interattivo basato sulla partecipazione diretta del pubblico o dei performer in scena. Ogni spettacolo si distingue come macchina teatrale visiva capace di sorprende ed emozionare il pubblico grazie all’uso sofisticato di danza ed immagini. La vostra prima sperimentazione hitech? E l’ultima? Abbiamo iniziato collegando sotto un tappeto da danza dei touch pad a pressione in grado di emettere un impulso elettrico. Collegando questo impulso a dei pc a loro volta collegati a dei videoproiettori è iniziata la nostra rivoluzione. Oggi invece la ricerca si è evoluta, lavoriamo con software complessi come max msp e con esperti nel campo della programmazione, ma il principio a grandi linee resta lo stesso.

LA COMPAGNIA TPO, CHE HA RAGGIUNTO LA NOTORIETÀ A LIVELLO MONDIALE, RAPPRESENTA UN RIFERIMENTO NEL TEATRO PER L’INFANZIA E PER LE TECNOLOGIE DIGITALI APPLICATE ALLO SPETTACOLO DAL VIVO

Nella pagina accanto alcune immagini dello spettacolo Panda’s Home (La casa del Panda) della Compagnia Tpo di Prato


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Quando eravamo alle prime armi tendevamo a creare macchine troppo complesse e c’è voluto del tempo per capire come renderle gestibili in scena ed in tour. Nonostante tutto in ogni nuova produzione cerchiamo di andare avanti nella ricerca aggiungendo nuove soluzioni tecniche o drammaturgiche, pur restando fedeli al nostro segno. Gli essenziali per il successo dei vostri spettacoli? L’essenza del nostro lavoro è il concetto di teatro immersivo, i bambini non guardano passivamente uno spettacolo, ma ne sono protagonisti, vivono una esperienza fisica e diretta insieme ai performer. E’ un modo nuovo di fare un teatro basato sull’idea che il teatro debba avvolgere il corpo e lo spazio. Come trattate le storie e da cosa nascono i vostri spettacoli? Il punto è  questo, non proponiamo delle storie tradizionali ma creiamo degli universi fatti di musica, immagini e movimento nei quali le storie non sono narrate ma vissute. Un’immagine Il momento in cui vi siete detti “tutto della Compagnia Top questo ha valso la pena”?

“L’ESSENZA DEL NOSTRO LAVORO È IL CONCETTO DI TEATRO IMMERSIVO, I BAMBINI NON GUARDANO PASSIVAMENTE UNO SPETTACOLO, MA NE SONO PROTAGONISTI”

Nel 2002 facemmo degli investimenti enormi per cercare di seguire il sogno di un teatro diverso e contemporaneo, con il rischio alto di fallire in tutti i sensi. Oggi possiamo dire che ne è valsa la pena. Collaborazioni con artisti pratesi che hanno lasciato il segno? Edoardo Donatini, Paolo Magelli, Valentina Banci, Lorenzo Banci, Laura Facchini e molti altri.  Che rapporto avete con la città?  Per certi aspetti siamo meno conosciuti di quanto ci si  aspetterebbe perché siamo sempre all’estero, ma ultimamene, grazie anche al Festival Ex Fabbrica, molti pratesi grandi e piccoli hanno scoperto il nostro spazio, il nostro lavoro artistico e sono rimasti sorpresi. In tutti i casi siamo sempre stati sostenuti dal Teatro Metastasio e dal Comune a prescindere dal colore delle giunte. C’è già una prossima data a Prato? Presenteremo  Canapa nel festival Contemporanea a fine settembre e la nuova produzione  Colors a dicembre al teatro Fabbricone. 


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INTERVISTA ARTE

A OCCHI APERTI

Claudia Gori, giovane fotografa pratese, da luglio al Festival internazionale Cortona On The Move di Virginia Mammoli Curiosa, creativa, dotata di un buon occhio, indubbiamente, ma anche di un’altra dote fondamentale per un fotografo: la sensibilità. È Claudia Gori, giovane talento pratese che ha pubblicato le proprie foto su testate giornalistiche come CNN Photo Blog, The Wall Street Journal, Grazia Italia, R2 La Repubblica. Quest’anno è tra i finalisti del Sony World Photography Award e tra i tre autori, scelti tra 570 partecipanti, che esporranno i loro scatti durante Cortona on the move, uno dei più importanti festival internazionali dedicati alla fotografia (dal 12 luglio al 30 settembre). Come ti sei avvicinata alla fotografia? È successo in maniera così naturale che non ricordo esattamente quanti anni avessi. Complice mio padre, che mi ha fatta crescere circondata da fotografie. Ho capito che volevo fare questo lavoro quando la fotografia è diventata per me una necessità. Necessità di raccontare non tanto ciò che mi circondava ma ciò che mi incuriosiva perché non riuscivo a comprenderlo. Ho iniziato quindi a non pensare più alla fotografia singola esteticamente bella, ma a costruire racconti per immagini. Raccontaci del progetto presentato a Cortona on the move. Un anno fa stavo guardando Lo and behold di

Herzog. A un certo punto venivano intervistate delle persone che per scappare dalle onde elettromagnetiche si erano rifugiate in un villaggio ai piedi di un radiotelescopio. Mi sono subito chiesta se anche in Italia potessero esserci realtà simili. Da qui è nato Le Sentinelle: elettrosensibilità in Italia, un lavoro documentaristico che parla della vita e dell’alienazione delle persone intolleranti ai campi eletttromagnetici e che, in un mondo sempre più ‘connesso’, sono costrette a schermasti o isolarsi completamente per proteggersi. Mi incuriosiva come ciò che consideriamo progresso tecnologico potesse essere un ostacolo enorme per alcune persone. È cominciato così un viaggio che mi ha portato in tutta Italia e che mi ha fatto conoscere una realtà parallela per molti silente e invisibile, ma in realtà molto numerosa e attiva, che lotta quotidianamente per il riconoscimento ufficiale dell’elettrosensibilità da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ho ritenuto importante lavorare assieme a un giornalista, Giacomo Alberto Vieri, che integrasse le immagini con un’inchiesta approfondita sul tema. In cosa sei impegnata in questo momento? Sto continuando a lavorare sul tema dell’elettrosensibilità, ma con un focus sull’elettrosmog

FINALISTA DEL SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARD 2018 E DELL’OPEN CALL ‘NEW VISIONS’, INTERNA AL CORTONA ON THE MOVE FESTIVAL

In alto: una fotografia del progetto ‘Le Sentinelle: elettrosensibilità in Italia’. Nella pagina accanto: Claudia Gori, classe 1986 (ph. Elena Mannocci)

ENGLISH VERSION


64 INTERVISTA ARTE

NEI SUOI PROGETTI AFFRONTA TEMI CHE RIGUARDANO LA PSICOLOGIA, L’ESCLUSIONE SOCIALE, L’INFANZIA E LA MALATTIA

In alto: uno scatto dal lavoro ‘The Beautiful War’, serie di autoritratti realizzati da Claudia Gori in luoghi abbandonati

e quindi sull’ambiente più che sulle persone. Inoltre quest’estate tornerò in Danimarca per scattare altre foto del mio progetto My name is Camilla and I love my life, che riguarda una madre affetta da distrofia muscolare. La tua personale icona fotografica? Seguo con grande ammirazione molti fotografi e fotografe. Tra questi c’è Elinor Carucci, che sarà in mostra proprio a Cortona e che spero avrò l’onore di incontrare. Ciò che ammiro in lei è la nuda onestà con cui racconta se stessa e le cose che la circondano. Un’altra fotografa che stimo molto è Sally Mann, che da sempre fotografa i suoi figli e la sua casa con una macchina grande formato. Il suo approccio misterioso e inquietante mi affascina molto. Entrambe queste fotografe hanno una caratteristica che io trovo fondamentale: l’onestà. Cosa ami di più raccontare con le tue foto? Sono attratta spesso da temi che riguardano la psicologia, l’esclusione sociale, l’infanzia, la malattia. Ciò che mi interessa e mi incuriosisce di più sono le persone, i loro corpi e le loro storie. Mi piace capire come si muovono, il legame che hanno con l’ambiente in cui vivono, le cose che le rendono diverse e uguali a tutti. Ho

un approccio molto personale e non racconto mai storie in cui io in primis non mi riconosca. Cosa ti stupisce ogni volta della fotografia? I dettagli. Posso riguardare una foto all’infinito trovandoci ogni volta qualcosa di diverso. Mi sorprendono i giri pindarici che fanno il nostro occhio e il nostro cervello quando guardano la stessa immagine a distanza di tempo, influenzati dalle esperienze personali del momento. Un luogo che hai visitato dove non riuscivi a smettere di scattare foto. Non sono particolarmente legata ai luoghi. Ogni volta che guardo un paesaggio che mi emoziona se scatto una foto rimango sempre delusa. Allo stesso tempo ogni volta che entro in casa di uno sconosciuto vorrei scattare all’impazzata. Le case sono degli scrigni. I cinque soggetti che non potrebbero mancare nel tuo album dedicato a Prato. La facciata della Baldassini al tramonto, i giardini pubblici di una periferia, la prima classe elementare di una scuola del centro, il Lungobisenzio al confine con la Val di Bisenzio e vorrei tanto visitare e fotografare il giardino sul bastione delle mura accanto al Vecchio ospedale, per scoprire com’è.


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SEGNI PARTICOLARI TIPS

Descrivi il tuo stile. Bipolare, ironico, poetico Qual è stata la prima persona che ha creduto in te? La mamma. Si sa, la mamma è sempre la mamma I tuoi maestri di riferimento? I mondi di Rebecca Dautremer, Pablo Auladell, Gabriel Pacheco, Joanna Conceco e l’arte di Paul Klee, Chagall, Khate Kollwitz, Eugene Carriere

3 libri illustrati che tutti dovrebbero avere? L’approdo, Shaun Tan; Dentro me di Alex e Cousseau Kitty Crowther e al terzo posto ne metto due Nel paese dei mostri selvaggi, Maurice Sendak e L’incredibile bimbo mangia libri, Oliver Jeffers

Ilaria Guarducci, un vulcano di poetica fantasia. I suoi libri sono dolci racconti dove spicca un cuore grande così. Ilariaguarducci.com Dove possiamo trovare i tuoi lavori? Potete trovare i miei libri in tutte le librerie soprattutto dalle mie libraie preferite, Claudia e Virginia della libreria “Il Paese dei Baobab” e Sandra e Giulio della libreria Gori. E poi Facebook e Instagram

Se avessi carta bianca nello scegliere la tua Prato, che cosa ti piacerebbe illustrare di Lei? Il giardino silenzioso della Villa del Palco di notte I tuoi luoghi del cuore, quelli dove potremmo incontrarti nella tua città. In via S.Trinita a mangiare un panino da “Uscio e Bottega”, in giro per San Paolo, sulla pista ciclabile, in Calvana

Un sogno? Casa, orto, pozzo, api, galline, frutteto, oliveto e panneli solari Un incubo? Cambiare una ruota alla panda di notte, sotto la pioggia Le tue ispirazioni fondamentali? La natura, il bosco il silenzio, ma anche la gente, le loro storie, la loro bellezza e la loro contradditorietà Lo sbaglio che rifaresti mille volte Dimenticanze, strafalcioni e inciampi. di Sabrina Bozzoni


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SEGNI PARTICOLARI TIPS

Descrivi il tuo stile. Essenziale, fanciullesco Qual è stata la prima persona che ha creduto in te? Alessandra, la mia prima maestra di disegno I tuoi maestri di riferimento? In passato il segno inconfondibile di Saul Steinberg, oggi sicuramente l’illustratore francese Serge Bloch

3 libri illustrati che tutti dovrebbero avere? William Grill, L’incredibile viaggio di Shackleton; Serge Bloch; Davide Calì, Io aspetto; Lorenzo Mattotti, Stanze

Marco Milanesi, nato a Prato 58 anni fa, i suoi disegni sono microcosmi di ispirazioni tutte da scoprire, dal jazz all’infanzia. Marcomilanesi.it Dove possiamo trovare i tuoi lavori? Ho illustrato due libri per bambini insieme alla scrittrice pratese Sara Passi e un libro dedicato al mondo dei gioielli di Patrizia di Carrobio oltre a un libro della scrittrice Loredana Limone sul Natale. Tutti per l’editore fiorentino Polistampa. Cercatemi su Facebook e Instagram

Se avessi carta bianca nello scegliere la tua Prato, che cosa ti piacerebbe illustrare di Lei? Le sue piazze e piazzette I tuoi luoghi del cuore, quelli dove potremmo incontrarti nella tua città. Il centro storico. Quello spazio ideale tra piazza delle Carceri, piazza del Comune e piazza San Francesco. Fuori le mura, le passeggiate lungo fiume intorno a Gonfienti.

Le tue ispirazioni fondamentali? La musica Jazz, gli elefanti, le balene e tutti quei piccoli particolari apparentemente insignificanti Lo sbaglio che rifaresti mille volte? Lasciarsi contagiare dalla passione per le auto d’epoca Un sogno? Fare dell’illustrazione la mia vita, il mio lavoro Un incubo? Non esserci riuscito. di Sabrina Bozzoni


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FOCUS AZIENDE

UNA DOLCE STORIA PRATESE Pasticceria Las Vegas, gli inizi e le novità del 2018 foto Anita Scianò

Il Las Vegas si fa in quattro. Dalla storica sede alla Querce aperta alla fine degli anni ’50, molte cose sono cambiate e certamente si è trattato di una crescita. Oggi la famiglia Viani sta portando avanti una realtà che sta dando molte soddisfazioni. La storia del Las Vegas inizia con una gelateria in via Firenze alla fine degli anni ’50. Nel 1993 c’è stato l’unico cambio di gestione con l’acquisto da parte della famiglia Viani, fratello e sorella e rispettivi coniugi. La prima vera svolta con la nuova gestione è verso la pasticceria in produzione propria. Dopo anni di sacrifici e soddisfazioni, anni in cui il Las Vegas era un nome noto a tutti i pratesi, nonostante la sua ubicazione decentrata e lontana dal giro di uffici e negozi, nel 2015 l’imprevisto e forzato trasferimento dovuta alla sopraggiunta inadeguatezza dei locali. Per fortuna è disponibile un fondo proprio di fronte alla vecchia sede e in due mesi vengono fatti i lavori necessari: il 4 dicembre c’è l’inaugurazione del nuovo Las Vegas. Questo brusco e imprevisto cambiamento

fa scoprire un mondo alla famiglia Viani, che inizia a prendere preso in considerazione opportunità fino a quel momento ignorate: in tre anni c’è l’apertura di tre nuovi locali, sempre a insegna Las Vegas, non con l’intenzione di avviarli e cederli, ma proprio per farne altre perle della stessa collana. Ecco così il Las Vegas in via Campolmi, inaugurato il 20 gennaio del 2016, quello in via Mozza sul Gorone aperto il 20 marzo 2018 a cui dà il suo apporto anche il giovane socio Anton Giulio Campagni e quello in via Ferrucci che ha visto iniziare la sua attività solo il 28 giugno scorso. Si trattava di locali chiusi da tempo o comunque in fase decadente, la famiglia Viani li ha rilevati, adeguati e riaperti: uno è in gestione, gli altri tre in proprietà. Ovviamente alcuni dipendenti li affiancano nella conduzione, con competenza e voglia di fare. Tutti e quattro offrono servizio di pasticceria con produzione propria, bar, punto pranzo con cucina interna. Sono aperti dalle sette del mattino fino alla fine dell’apericena.

UN NOME CHE ACCOMPAGNA I PRATESI DALLA FINE DEGLI ANNI ‘50. OGGI IN VIA FIRENZE, VIA CAMPOLMI, VIA MOZZA SUL GORONE E VIA FERRUCCI

In alto: Cristina Viani e Anton Giulio Campagni Nella pagina accanto: alcune foto delle pasticcerie di via Firenze e via Mozza sul Gorone e dei loro staff


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FOCUS AZIENDE

GIOCHI DI LUCE

Quando l’arte va incontro alla gente La 4M automobili Group, in occasione del rinnovamento della storica sede, grazie all’accordo per i marchi del Gruppo FCA (Fiat, Lancia, Abarth), rilancia con una nuova sfida, e cerca un connubio di bellezza, tra arte e auto. Il connubio si concretizzerà a settembre nella mostra delle opere di due affermati artisti italiani contemporanei. Marco Lodola, già presente in più occasioni al Museo Pecci e per tutta l’estate in mostra alla Reggia di Caserta, e Marco Biscardi, giovane pugliese attualmente residente a Firenze. Entrambi gli artisti fanno della luce la loro forma d’arte, si tratterà quindi di un interessante avvicinamento di due modi diversi di usare la luce per le proprie opere. Lodola deriva i suoi giochi di luce dai led o dai neon posti dentro le light box; Biscardi usa superfici retro illuminate e mette a disposizione dello spettatore un telecomando che consente la gestione della luminosità, in una sorta di interazione. La mostra si chiamerà Marco+Marco=Marchi e questo titolo gioca sui nomi degli attori di questo evento: i due artisti, i proprietari dello storico salone di auto 4M, Marchi appunto, e il ‘regista’ di questa mostra, Leonardo Marchi, art advisor, ossia consulente di investi-

menti nell’arte. Marchi, dopo gli studi in economia, segue il suo Dna (è figlio di Armanda Gori della Galleria d’arte in viale della Repubblica a Prato) e frequenta un master in economia dell’arte e uno stage alla casa d’aste Sotheby’s a Londra. Oggi è art advisor e si occupa anche dell’organizzazione di eventi in spazi insoliti, come quello di settembre. “Studi di professionisti, caffè, hotel - spiega Marchi - possono diventare spazi che ospitano la bellezza in tutte le sue forme e in cui consentire l’incontro tra l’arte e le persone, anche quelle che si ritengono meno interessate a questo tipo di bellezza e che invece possono veder nascere un interesse. Quello dell’arte e quello degli investimenti in opere d’arte non è un mondo di nicchia, ma è approcciabile da chiunque”. Chi ritiene di non avere le competenze adeguate può sfruttare la professionalità di Marchi che tra le altre cose si occupa di statistiche del mercato dell’arte contemporanea, ossia di rilevare i dati di vendita durante le mostre e nelle case d’asta mondiali per capire l’andamento del valore delle opere degli artisti, in modo da consigliare gli acquisti migliori non solo per godere di un’opera ma anche per fare un investimento.

A SETTEMBRE, NEGLI SPAZI RINNOVATI DEL SALONE 4M AUTOMOBILI GROUP, UNA MOSTRA CON LE OPERE DI MARCO LODOLA E MARCO BISCARDI, CURATA DA LEONARDO MARCHI

In questa pagina: un’opera di Marco Lodola Nella pagina accanto: Marco Lodola (in alto) e un’opera di Marco Biscardi (in basso)


Tra gusto, tips e preview Alcuni momenti dell’esclusivo Spring Party per la presentazione dell’ultimo numero di Pratoreview, con in copertina l’elegante Maddalena Crippa. Ad ospitare l’evento il Garage Bistrot di Carlo Aiazzi, con le sue proposte gourmet


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CARMIGNANO

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LA LOCANDA DEGLI ARTISTI Via Bertini 76 Schignano ph. 0574.983436 LA NUOVA TIGNAMICA Via Val di Bisenzio 112 ph. 0574.984424

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22 GOURMET VIEW For your special moonlight dining experience this summer we have selected seven restaurants where you can also feast on the views. Given their vantage point over the Bisenzio Valley or on Montalbano. Not to be missed at Carmignano, the Vinsantaia di Capezzana (Via di Capezzana, 43) run by the Contini Bonaccossi family, or Podere Pedraia. Very popular at Artimino is the panoramic terrace of Da Delfina. Moving down into the valley, in the direction of Prato, more sinuous curves will lead you to Filettole, home to the Ristorante Logli Mario (Via Filettole, 1), which affords views over the city, with its now-few chimneys, symbol of its textile industry. The poetry of sunset plays its role amidst the tables set for dinner on the terrace, where typical Tuscan dishes, especially fried and grilled fare, are served. The Bisenzio Valley is another destination where you can get your fill of marvelous views while dining. At Il Ghirighio, in Migliana (Via di Migliana, 29), a romantic panoramic terrace with a garden is the setting for unforgettable dinners. Look towards Vaiano and Vernio for the lovely views over a valley covered

in vineyards and olive groves. Have you ever had dinner in a CAI mountain lodge? From Poggio di Petto (Cavarzano) the view is unparalleled. It is a bit of a challenge to reach the lodge, situated at about 1,200 meters a.s.l., but the breathtaking views over the Bisenzio and Mugello valleys will have made the trek worthwhile. Lastly, the agritourism farm Il Pianaccio, located above Montale. Enjoy impressive views from here, spanning from Pistoia to Prato.

with friends. And now I find myself as the guest of honor at a festival, and I am looking at every street, every corner, with great curiosity. Does Prato have anything to do with your cultural forma-

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THERE IS ONLY ONE CARLO “A film in Prato? Why not?” A tête-à-tête with one of the greatest actors of Italian cinema. Carlo Verdone. We meet Carlo Verdone, guest of honor at the Toscana Filmmakers Festival. Carlo, everyone links your image to that of the most authentic and ironic Romanness. Even if your family origins are Tuscan. How many times have you encountered Prato in your career? Few, until now. The first time here, I met Francesco Nuti, who was shooting Occhiopinocchio, his most ambitious film. The second time I was just passing through,

tion, the books you have read, the films you have seen? Of course! Curzio Malaparte’s books, the suggestion of Gabriele D’Annunzio, who studied at the Collegio Cicognini in Prato, but also the books by Edoardo Nesi, who often writes of Prato in his contemporary novels. Or the refined Prato spirit of Sandro Veronesi, Giovanni’s brother. And as to cinema? I have a strong, vivid memory of Clara Calamai, a native of Prato, in “Obsession,” the film by Luchino Visconti. And I think of the smile, grace and acting intelligence of Pamela Villoresi, with whom I shared the experience of taking part in an extraordinary film, Paolo Sorrentino’s “The Great Beauty.” An actor you would like to work with? Kevin Spacey. Despite the scandal he has been involved in, I believe he is one of the greatest actors of all time.

AN ONGOING EVOLUTION The Centro Pecci turns 30 and looks back at its history, while keeping its pace in the contemporary dimension Houston, pronti al decollo (ready for take-off). A phrase in balance between past and future kicked off the celebrations for Centro Pecci’s 30th anniversary last June. If Mark Wallinger- one of the most interesting artists in the contemporary art scene (most significant works from different phases of Wallinger’s career on view until 22 July) places the Pecci at the center of the avant garde of contemporary art, Inside the Collection (until 12 August) is a way of rethinking the past, from 1988 to our days. Even the upcoming events are in line with the avant garde, but with a glance at 20th-century art. The next will feature Fabrizio Prevedello (26 July - 16 September 2018). Same dates for the She Devil video exhibition - the first of the projects designed by the new director, Cristiana Perrella . On view instead until 6 September, part of the Grassi Collection, on loan to the museum. With the Yoko Ono DREAM project (until December 2018) the


75th ANNIVERSARY

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Pecci opens up to enter the outermost district of the city, the Macrolotto Zero. Lastly, Loris Cecchini creates an imaginary bridge between Prato and Florence with his works. After his Opere d’arte e momenti magici, the artist has chosen the Gallery Hotel Art in Florence, in Vicolo dell’Oro, for his site-specific installation, Waterbones (Climbing), running until next December. His steel modules – shiny and vibrant with energy – will soon be brought back to the city and installed next to the entrance of the Biblioteca Lazzerini, as a symbol of regeneration and transformation of the old textile factory.

ALL YOU NEED IS LOVE ... AND MUSIC! An unbelievable musical summer. In Prato and environs To enrich our evenings, the beautiful city of Prato has good music in store. The music of the big names that this year, more than ever, are the protagonists of festivals with irresistible line-ups. Until 13 July, at the Amphitheater of Centro Pecci, Pecci Summer Live, a festival that takes up the vocation for gender transversality and multicul-

78 turalism, consolidated over the years and capable of bringing the best of contemporary music to its open-air theater. A crossroads of different forms of art for nearly 40 years, Festival delle Colline 2018 celebrates the meeting of music and video, in all its forms: cinema, clips, short films, but also soundtracks, musicians lent to the big / small screen, songwriters launched by TV series. From 1 July to 3 August, the festival will involve places of art and culture, as well as enchanting areas in the hills surrounding Prato: the eight evenings will have as settings the Medici Villa, the Barco park and the Church of Bonistallo in Poggio a Caiano, the Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, the Corte delle Sculture and the Ex-Fabrica in Prato and the centuries-old Rocca di Carmignano. We are just a short distance from the historic center of Prato, in one of the most underground places of the city, precisely the secret garden of Ex-Fabrica, which will be open until Friday, 20 July, every day from six in the afternoon to one o’clock in the morning, with the Hemp Revolution Music Festival.

We leave you with a guarantee for a “Made in Prato” summer, in the enchanted oasis that is the Giardini di Sant’Orsola, where, as every year, the Plaid Festival will accompany us towards evenings that have become a true cult.

stemmed from this thought. The project has a documentary intent and speaks of the life and alienation of those who are intolerant to electromagnetic fields. What are you working on at the moment? I’m still working on the theme of electrosensibility, but with a focus on electrosmog. I will also be going back to Denmark to take more photos for my project My name is Camilla and I love my life, which is about a

mother

suffering

from

muscular dystrophy. Who is your personal iconic photographer? WITH OPEN EYES Claudia Gori, young photographer from Prato, from July at Cortona on the Move Young photographer from Prato Claudia Gori is a finalists of the Sony World Photography Award and one of the three photographers chosen from 570 participants who will be exhibiting their works during the event Cortona on the Move (this year from 12 July to 30 September).Tell us about the project you presented at Cortona on the Move. One year ago I was watching Herzog’s Lo and behold. At some point they were interviewing some people who had had to move away from electromagnetic waves. I immediately wondered whether there were similar situations in Italy. The idea for Le Sentinelle: elettrosensibilità in Italia

Elinor Carucci and Sally Mann are among those I admire. They both have a characteristic I think is fundamental: honesty. What do you most like to

62 express with your photographs? I’m often drawn to topics related to psychology, social exclusion, childhood and illness. What continues to amaze you about photography? The details. I can look at the same photograph a thousand times and discover something new each time.


82 OROSCOPO ESTATE

MESSAGGI DALLE STELLE

Consigli a trecentosessanta gradi seguendo il percorso degli astri ARIETE (21 marzo - 20 aprile) Marte e Mercurio vi appoggiano con forza praticamente per tutta l’estate. Un po’ di prudenza è richiesta solo ai nati 22-25 marzo sempre alle prese con gli ostacoli pratici saturnini.

BILANCIA (23 settembre - 22 ottobre) Si modifica in meglio il panorama planetario: Mercurio sempre in Leone, Marte sui primi gradi dell’Acquario e, poi, dal 7 agosto, Venere in Bilancia assicurano equilibrio e protezione.

TORO (21 aprile - 20 maggio) I nati in aprile nervosi e desiderosi di cambiamenti fronteggiano il quadrato di Marte e l’entrata di Urano nel segno. Nati in maggio intuitivi e costruttivi tra fine luglio e inizio agosto.

SCORPIONE (23 ottobre - 22 novembre) La rapida cavalcata di Giove attraverso la seconda decade offre occasioni irripetibili da cogliere al volo. Solo i nati in ottobre si mantengono fino a metà agosto troppo tesi ed irrequieti.

GEMELLI (21 maggio - 21 giugno) Lontani da tensioni planetarie potete muovervi con sagacia e autonomia. I nati in maggio godono di un ottimo spirito d’iniziativa. In agosto, tutti sono appoggiati da Mercurio e da Venere.

SAGITTARIO (23 novembre - 21 dicembre) Ripresa mentale ed energetica inattesa e stimolante, che si manterrà per quasi tutta l’estate, interessando non solo i nati in novembre, ma anche gran parte di quelli in dicembre.

CANCRO (22 giugno - 22 luglio) In luglio Venere e Urano stimolano in positivo la prima decade, mentre la seconda è aiutata da un bel trigono tra Giove e Nettuno. Invisibili ostacoli plutoniani disturbano i nati 10-13 luglio.

CAPRICORNO (22 dicembre - 20 gennaio) In luglio un Grande Trigono tra Venere, Saturno e Urano aiuta a chiarire le questioni sentimentali. In fase riflessiva i nati in dicembre, mentre Giove appoggia con forza i nati 2-10 gennaio.

LEONE (23 luglio - 23 agosto) Per tutta l’estate le vibrazioni di Mercurio vi rendono attenti e pronti a cogliere i segnali di nuovi ammiccamenti amorosi. Sempre stressati i nati in luglio, cui va consigliata prudenza.

ACQUARIO (21 gennaio - 19 febbraio) Per i nati in gennaio continuano stress e nervosismo, che andranno attenuandosi solo da metà agosto. Mercurio e Giove ostili, rendono poco lucidi, superficiali e spreconi i nati in febbraio.

VERGINE (24 agosto - 22 settembre) A parte Nettuno, che confonde i nati 7-9 settembre, ricevete appoggi da tutti i pianeti: sfruttateli per ampliare gli orizzonti personali e per viaggiare, soprattutto in luglio e inizio agosto.

PESCI (20 febbraio - 20 marzo) Nati in febbraio favoriti dal trigono celeste tra Saturno ed Urano; nati tra 3 e 12 marzo da quello tra Giove e Nettuno, che stimola progetti di viaggi, esperienze interiori e trasformazioni.

a cura di Claudio Cannistrà, la “Bottega dell’Astrologo” Per informazioni sui corsi e le attività culturali organizzate scrivere a: labottegadellastrologo@gmail.com; canniclau@libero.it Disegni dei segni zodiacali opera di Pacpainter - www.pacpainter.it


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Viale della Repubblica, 23 - Prato - Telefono:0574 550462 www.towine-prato.it • facebook: To Wine NEW OPENING To Wine in Piazzetta Via Cairoli 15 -Prato

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