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ISSN 2532-5930

estetica Tabloid di medicina Trattamenti estetici e chirurgia plastica

Francesco Romeo

Lo sguardo e la palpebra superiore Prezzo di vendita 150 € Acquista la tua copia su www.academystore.it oppure scrivi a ordini@griffineditore.it

Anno III - numero 1/2019

clinica e pratica filler Per ottenere l’armonia del volto, la vera novità è la tecnica sandwich che consente il ringiovanimento della tempia migliorando l’effetto teschio casuato dal suo svuotamento con l’avanzare dell’età, insieme al ringiovanimento e alla ricostruzione dello zigomo pag. 6 biorivitalizzazione delle grandi labbra

Uno studio clinico relativo all’aging vulvo-vaginale dimostra l’efficacia della metodica della biorivitalizzazione dei genitali esterni femminili assicurando funzionalità e benessere nella donna, anche dopo la menopausa pag. 14 ossigeno-ozono terapia

Maurizio Priori

congresso sies: il futuro della medicina estetica Il congresso della Società italiana di medicina e chirurgia estetica fa il punto sulle nuove tecniche: dai fili di sospensione sempre più performanti, a metodiche più raffinate per la radiofrequenza endodermica che non necessità più di anestesia. Un approccio che consente di raggiungere un target di popolazione più ampia, disposta a fare interventi estetici solo se mininvasivi

In medicina estetica l’ossigeno-ozono terapia è indicata per il trattamento della cellulite, dell’acne, della calvizie, per alcune lipodistrofie e per contrastare determinati effetti dei processi di invecchiamento cutaneo pag. 12

eventi e notizie formazione, tendenze e novità in medicina e chirurgia estetica

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www.griffineditore.it

crearsi una buona reputazione sul web

Anche il medico estetico deve seguire alcune importanti regole per costruirsi una solida immagine virtuale pag. 16


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in copertina

Tabloid di medicina estetica

Fili di sospensione: nuove tecniche performanti e meno invasive La conoscenza della tecnica è ormai molto diffusa anche in Italia e il Congresso Sies sarà un’occasione preziosa per scambiare esperienze, con la partecipazione di chirurghi dall’Oriente che hanno una buona esperienza della metodica n

I

l 22° Congresso internazionale di medicina e chirurgia estetica Sies, in programma dal 22 al 24 febbraio 2019 a Bologna, si prefigura ancora una volta come uno degli eventi di riferimento nell’ambito della medicina e della chirurgia estetica in Italia. «È impostato come un congresso fiume – spiega il presidente della Società italiana di medicina e chirurgia estetica Maurizio Priori – in quanto cerca di abbracciare a 360° tutte le tematiche che riguardano il mondo della chirurgia e della medicina estetica, dalla dermatologia, alla medicina legale, alla chirurgia soft, alla tricologia, all’elettromedicale, alla farmacologia, alla cosmetologia, e con una novità in più: l’omeopatia estetica, che è molto amata dalla popolazione e a cui dedicheremo un’intera giornata». Ci saranno collegamenti internazionali dall’Asia e dall’America, con esperti famosi che parleranno in diretta audiovisiva; ci saranno live session dalle sale operatorie, dieci aule dedicate ai workshop e tavoli tematici dove gruppi da dieci a dodici persone potranno confrontarsi con i relatori. Con il presidente Sies, presentiamo alcuni tra i temi più innovativi che saranno affrontati durante il congresso.

Dottor Priori, uno dei temi di maggiore attualità sono i fili di sospensione e di trazione: quali sono le novità? Sono sempre più performanti e meno cruenti. I disegni più recenti e i nuovi sistemi di infiltrazione permettono di combattere maggiormente le forze di gravità. Ora si usano degli aghi cannula piuttosto grandi, che con un solo foro consentono di ottenere un tiraggio molto forte. Il risultato è una sorta di minilifting che trova indicazioni nel rialzo del sopracciglio e in tutta la parte terzo-inferiore del viso: sottomento, angolo mandibolare, guancia, fino al collo. La pelle si distende e i contorni si ridefiniscono con un aspetto molto naturale. L’intervento è ambulatoriale, con una minima anestesia locale nel punto di infiltrazione; i fili sono invisibili e al massimo, qualche volta, può prodursi un piccolo ematoma come in tutte le infiltrazioni, dovuto quindi non al filo ma all’ago. Gli effetti durano da un anno e mezzo a due anni. L’azione non è solo di tipo meccanico ma anche di biostimolazione: la prima comporta un tiraggio e un ancoraggio e avviene grazie ai particolari disegni tridimensionali che permettono

un ottimo attacco al derma e all’ipoderma; ma poi, quando i fili vengono riassorbiti, c’è anche una stimolazione nella zona dove c’era il filo, che porta alla formazione di collagene nativo. Come viene utilizzata questa tecnica? Il numero di fili dipende dalle zone, si pongono da quattro fino a otto fili a sessione; tra l’una e l’altra devono passare almeno due mesi, perché per vedere un buon tiraggio ci vogliono dai due ai tre mesi. Il metodo è relativamente nuovo, ma si è già molto diffuso e diverse ditte stanno lavorando su questi fili per migliorare materiali, disegni e metodiche, affinché gli effetti siano sempre più duraturi. Il trattamento è spesso visto anche

Maurizio Priori

aghi finissimi e non danno risultati di riempimento ma conferiscono compattezza e visibilità, configurandosi come una vera e propria cura della pelle. Le indicazioni sono per donne più giovani e di media età, prima che l’invecchiamento renda la pelle meno responsiva, diciamo fino a 60 anni, ma c’è come sempre una forte variabilità individuale e molto dipende dagli stili di vita e dal fatto che il fumo e l’eccessiva esposizione al sole non abbiano compromesso la vitalità dei tessuti.

come approccio preventivo a un eventuale futuro lifting. È possibile pensare a un loro utilizzo in altre parti del corpo? Sì, i fili vengono utilizzati anche nel seno, nel gluteo, nell’addome, nell’interno delle cosce: dovunque ci sia un po’ di rilassamento da contrastare. L’effetto è molto naturale, l’unica attenzione è di assicurarsi che ci sia un buon spessore del derma e che l’intervento non venga fatto troppo in superficie, così che i fili risultino invisibili e per evitare quelle piccole cicatrici che si potrebbero produrre come risposta del derma. La conoscenza della tecnica è ormai molto diffusa anche in Italia e il congresso sarà un’occasione preziosa per

scambiare esperienze; saranno presenti anche chirurghi dall’Oriente, dove c’è una buona esperienza: i fili provengono quasi tutti dalla Corea e vedremo se ci saranno novità, specie sui materiali, che possono essere di acido glicolico, di polidiossanone (Pdp), di acido polilattico o composizioni di materiali diversi. Su quali altri temi è particolarmente impegnata la ricerca? La radiofrequenza endodermica, che abbiamo approfondito proprio su Tabloid di medicina estetica lo scorso anno, sta ottenendo eccellenti risultati per il trattamento di molte parti del corpo, con metodiche sempre più raffinate: oggi il trattamento si può fare anche senza anestesia e si sono studiate nuove sonde che permettono un intervento molto più semplice per il medico e invisibile per il paziente. Fino a pochissimo tempo fa, l’anestesia era necessaria perché si raggiungevano temperature interne molto alte, ma oggi si usano sonde piccole, dello spessore di pochi millimetri, che si possono inserire con un ago normale da intramuscolo e riusciamo a ottenere ottimi risultati con

temperature da 45 a 50 gradi senza raggiungere i 60 o 70 gradi di una volta. La terapia di biostimolazione agisce sul collagene dall’interno e, svolta in più fasi, produce una progressiva retrazione della pelle; non ci sono problemi di visibilità né di anestesia e possiamo così raggiungere un target di popolazione più ampia che è disposta a fare interventi estetici solo se mininvasivi. È possibile combinare l’applicazione dei fili di trazione con la radiofrequenza endodermica? Effettivamente si tratta di due metodiche complementari che si integrano perfettamente e si stanno studiando tecniche per complementare gli effetti del filo con la stimolazione interna. Un altro settore in grande in sviluppo è quello dei revitalizzanti: a cosa è dovuto? È il frutto della tendenza verso approcci meno invasivi e un anti-aging non visibile; le ditte stanno investendo sempre di più sui revitalizzzanti piuttosto che sui filler molto volumizzanti, perché è quello che chiede la popolazione: una bella pelle e non uno zigomo prominente. I revitalizzanti sono iniettabili sottocute con

L’uso dei revitalizzanti si estende anche alla tricologia? Sì, perché favoriscono la ricrescita di un capello più forte e aiutano anche dopo un trapianto, garantendone una maggiore durata nel tempo, attraverso l’applicazione di aminoacidi e altre sostanze nutritive del capello. Quindi i revitalizzanti si possono utilizzare senza chirurgia oppure come complemento alla chirurgia stessa. Di solito, si fanno sei o sette sedute, una volta al mese, mentre per l’estetica del viso l’intervallo è di tre o quattro mesi. Nel congresso si discuterà di un altro tema di grande attualità: un allarme che giunge dagli Usa su certe protesi del seno. Di cosa si tratta? L’allarmismo nasce dalla segnalazione alla Food and Drug Administration di alcuni casi di linfomi maligni in donne che avevano ricevuto protesi di seno ruvide. Ma, nonostante il clamore, si tratta di un caso privo di fondamento perché parliamo di numeri troppo bassi per stabilire una correlazione. È però bene parlarne; avremo un dibattito tra esponenti del Ministero della Salute e specialisti di chirurgia estetica e ricostruttiva, per fare il punto della situazione ed evitare che si crei un allarmismo che al momento appare del tutto ingiustificato. Renato Torlaschi


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Body contouring e chirurgia della mammella in sicurezza La sicurezza è un dovere non solo per il paziente ma soprattutto per il chirurgo. Fondamentali sono l’utilizzo di materiali certificati in Europa, l’attuazione delle linee guida nazionali per gli interventi e l’utilizzo di strutture a norma n

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alla chirurgia del contorno corporeo alle emergenze e sicurezza in chirurgia estetica. La settima edizione del Congresso Aicpe – in programma dal 15 al 17 marzo nella suggestiva cornice della Fortezza da Basso a Firenze – si aprirà all’insegna di numerosi aggiornamenti, intenso scambio internazionale, con la partecipazione di autorevoli chirurghi stranieri e italiani e molte novità nell’ambito della chirurgia estetica. Ne parliamo con Gabriele Muti, chirurgo plastico e segretario nazionale Aicpe.

Dottor Muti, quali sono le novità di questa edizione del Congresso Aicpe? Il congresso Aicpe rappresenta la massima espressione della chirurgia estetica italiana e, come sempre, vedrà la presenza di famosi chirurghi stranieri in associazione con i migliori chirurghi italiani, che si incontre-

ranno per scambiarsi le proprie conoscenze ed esperienze nel nostro ambito. Data la crescente partecipazione di professionisti internazionali, quest’anno sarà presente anche un servizio di traduzione in lingua inglese. I main topics di questa edizione saranno il body contouring e la chirurgia della mammella.

Gabriele Muti

aicpe educational program 2019 5 corsi per i professionisti della medicina estetica Anche per il 2019 sono in programma i corsi Aicpe, nell’ambito della medicina estetica, che erogano crediti ECM, Il primo corso dell’anno “La medicina estetica avanzata al fianco del chirurgo plastico – 3a edizione” si terrà sabato 13 aprile a Firenze. Si prosegue con il corso di 1° livello teorico/pratico “Gestione delle emergenze in chirurgia ambulatoriale”, in programma sabato 11 maggio a Masciano (PG). Il terzo corso “Il seno” avrà luogo a Roma sabato 14 settembre mentre a Genova si terrà il quarto corso sulle “Controversie in chirurgia e medicina estetica nella regione perioculare” previsto ad ottobre. Si terrà infine a novembre il quinto corso sulla “Chirurgia rigenerativa del volto”.

Si darà anche particolare spazio alla chirurgia delle calvizie e alla medicina estetica affiancata alla chirurgia, in associazione con Imcas di Parigi. Ci sarà poi una particolare sessione che riguarderà le emergenze chirurgiche ponendo come sempre al centro l’atto medico e il paziente. La chirurgia del contorno corporeo è molto richiesta dai pazienti ex obesi, che hanno eccesso di cute da eliminare. Quali sono le tecniche chirurgiche più evolute in questo ambito? Negli anni, la tecnica chirurgica si è sicuramente raffinata e maggiore attenzione viene prestata alle strutture linfatiche che garantiscono un minor edema post-operatorio e quindi una più rapida ripresa per il paziente. Le vere novità in questo ambito riguardano la qualità delle anestesie e la più veloce ripresa dei pazienti dopo gli interventi chirurgici spesso eseguiti in contemporanea su varie parti del corpo. Capita di frequente, infatti, di eseguire contemporaneamente interventi che riguardano addome e braccia e/o cosce. Quanto è importante la selezione del paziente nel determinare i casi in cui è

preferibile non intervenire chirurgicamente? Ogni tipo di intervento e tecnica ha una sua precisa indicazione. La chirurgia risolve in maniera più duratura molte delle problematiche estetiche dei nostri pazienti ma non sempre è indicata per arrivare al risultato che il paziente ci chiede. Spesso le pazienti vanno dal chirurgo plastico anche per eseguire trattamenti affidabili ed efficaci ma non chirurgici. Pertanto, è fondamentale che il chirurgo plastico sia esperto anche di macchinari elettromedicali e di materiali da iniezione come filler e tossina botulinica. Sicurezza nella chirurgia plastica. Quali sono le linee guida cui tendere? La sicurezza è un dovere non solo per il paziente ma soprattutto per il chirurgo. Tutto deve essere fatto in quest’ottica. L’utilizzo di materiali certificati in Europa, l’attuazione delle linee guida nazionali per gli interventi e l’utilizzo di strutture a norma sono fondamentali per la sicurezza reciproca chirurgo-paziente. Il plus è l’aggiornamento quotidiano fatto dai soci sia personalmente sia tramite i corsi allestiti da Aicpe in giro per l’Italia per favorire proprio la formazione dei propri soci. Lucia Oggianu


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FILLER: i trend. “tecnica sandwich” e una app per il medico estetico Cresce in Italia e nel resto del mondo la domanda di filler senza distinzione di età e di sesso. Tra i nuovi trend aumenta la domanda di ringiovanimento in zone particolari come mani e zona perioculare e il medico estetico sembra preferire l’uso di cannule n

Giuseppe Sito

N

on cambia il trend di crescita della domanda di filler rispetto agli ultimi cinque anni, anzi, nel mondo cresce del 40% mentre in Italia le richieste di filler, ovvero acido ialuronico e similari, e botulino registrano un aumento dell’8-10% rispetto al 2017. È quanto emerge dall’Osservatorio nazionale di medicina estetica redatto nel 2018 dalla società scientifica Agorà e presentato al 20° Congresso internazionale di medicina estetica Agorà a Milano. Dagli adolescenti agli over 60, quasi senza distinzione tra uomini e donne nella fascia 30-60 anni, aumenta la domanda di ringiovanimento in zone particolari quali le mani (77%) e il viso (92%), e di quest’ultimo soprattutto la zona perioculare (+74%). Parlando di trend, circa il 60% dei medici estetici sembra preferire l’uso delle cannule rispetto ai tradizionali aghi. «Tuttavia – commenta il professor Giuseppe Sito – sebbene di moda, l’uso della cannula non è sempre necessario al fine di un migliore risultato estetico e armonico per il paziente». Professor Sito, come si ottiene l’“armonia”? Nessuna zona del volto deve prendere il sopravvento su un’altra: questa è l’armonia. Per esempio, migliorando l’aspetto dello zigomo e la pienezza delle tempie grazie all’utilizzo di acidi ialuronici di spessore diverso, tutto il volto appare più giovane, e anche l’occhio ha la possibilità di apparire più vivace. Qui, la vera novità è il ringiovanimento della tempia, una zona vascolarizzata da vasi importanti che, svuotandosi con il passare del tempo, può dare quell’effetto teschio che rende anche l’occhio incavato e lo sguardo stanco, grazie alla tecnica sandwich per il rin-

giovanimento e ricostruzione dello zigomo. Cosa si intende per “tecnica sandwich”? Lo zigomo è una delle regioni più complesse del nostro volto, composto da cinque strati diversi dall’osso, al muscolo malare e fino alla cute. Nella ricostruzione o nel miglioramento dello zigomo, è necessario tenere conto della presenza di tessuti molli saldamente presenti sopra un tessuto duro dato dall’osso zigomatico. Pertanto, la tecnica sandwich, usando due tipi diversi di filler, va a ricostruire uno zigomo naturale, anche al tatto, iniettando un filler molto rigido e sostenitivo in

> Armonizzazione delle labbra ottenuta con l’utilizzo di filler: prima e dopo il trattamento

profondità, a livello dell’osso, e uno molto morbido al di sopra, in modo da restituire la morbidezza fisiologica al tessuto. Parliamo di labbra: come si ottiene armonia evitando che abbiano il sopravvento sul resto del volto? La giusta proporzione delle labbra si basa su criteri aritmetici ben precisi di cui la medicina estetica deve tener conto. Io stesso sono stato promotore di un nuovo modello di classificazione delle labbra che, nel proporre la correzione giusta, tiene conto non solo del gusto della paziente, ma anche delle misurazioni e delle classi obiet-

filler, manuale d’uso È il titolo del nuovo libro del professor Giuseppe Sito, chirurgo plastico e medico estetico, docente presso la Scuola Superiore post universitaria di medicina ad indirizzo estetico di Milano. Edito da ActaMedica, “Filler, Manuale d’uso” è un libro per gli addetti ai lavori, che mette insieme pratica e multimedialità. Diverso da ogni altro libro sui filler, grazie all’uso di QR Code che rimandano a video, il manuale diventa un corso pratico: infatti, è sufficiente inquadrare il QR Code che si trova

all’interno del capitolo con il proprio smartphone per scaricare il filmato relativo al codice elettronico. Tutti i filmati sono realizzati in alta definizione con inquadrature che entrano nel dettaglio della pratica infiltrativa. Teoria e pratica per singolo distretto, dalle mani alle palpebre, passando per labbra e zigomi, sono organizzate in capitoli esaustivi e completi di più filmati, come se il lettore partecipasse a un vero e proprio “corso in classe” sull’uso dei filler.

tive di invecchiamento o di rimpolpamento delle labbra, basate sulla bibliografia medico-scientifica più aggiornata. Su queste basi, recentemente è stata sviluppata una App, “Teoxane Italia Lips”, che ha lo scopo di affiancare e coadiuvare l’esperienza di medici e chirurghi estetici nel trattamento delle labbra. L’algoritmo che è alla base della App tiene conto di diversi parametri quali la lunghezza dell’arco di Cupido, che con il tempo tende ad appiattirsi e allungarsi, la lunghezza del labbro superiore e inferiore, e il loro rapporto. Infatti, la lunghezza del filtro e del labbro superiore dà all’esperto la possibilità di inquadrare le

labbra in 4 classi e, a seconda della classe, scegliere il tipo e la quantità di filler da utilizzare, secondo parametri e misurazioni oggettive che non dipendono dalla moda. L’esperto, quindi, ottiene dalla App l’indicazione di cosa e quanto è necessario correggere, quale sia il filler biodinamico più adatto allo scopo, ma anche se è davvero necessaria una correzione e, in caso affermativo, di quanti millimetri sarà necessario correggere il labbro superiore o il labbro inferiore, oppure entrambi. Inoltre, fotografando le labbra subito prima e subito dopo il trattamento, la paziente riesce a vedere immediatamente il risultato e, in caso desiderasse aumentare il volume, il medico estetico può intervenire personalizzando il trattamento. L’uso della App, i cui dati saranno oggetto di prossima pubblicazione negli Stati Uniti, è scaricabile gratuitamente su smartphone o tablet. I filler per le mani, invece, non sono una novità, ma registrano un grande aumento della domanda. Quali sono le sostanze più adatte? Innanzitutto, è doveroso premettere che quando parliamo di filler intendiamo essenzialmente l’acido ialuronico e sostanze simili, altrettanto efficaci e sicure, come ad

esempio i derma filler a base di carbossimetilcellulosa, un polimero reticolato derivato dalla cellulosa, completamente riassorbibile, di lunga durata e stabile, grazie all’assenza di enzimi in grado di degradare la molecola una volta iniettato, oppure i prodotti a base di idrossiapatite di calcio, usata da oltre vent’anni in chirurgia e odontoiatria, presente anche nell’osso e nei denti. In particolare, questo prodotto dall’aspetto biancastro, ha un impiego efficace nel ringiovanimento delle mani in cui l’epidermide, molto spessa, ne copre il colore. Nel ringiovanimento delle mani, l’uso della cannula è necessario perché, con solo 4-5 piccoli accessi, permette l’infiltrazione di una buona quantità di filler, circa una fiala per mano, nei canali che separano un metacarpo dall’altro, in modo da ottenere un importante ringiovanimento delle mani. Infine, a conclusione del trattamento di ringiovanimento delle mani, massaggiare le aree di deposito del filler così da ottenere una diffusione uniforme di sostanza riempitiva, e informare la paziente che potrebbero insorgere piccole ecchimosi a causa della significativa e diffusa vascolarizzazione delle mani. Liana Zorzi


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Impiego delle sorgenti luminose nel ringiovanimento delle mani Quando ci si approccia a questo tipo di trattamento è importante aver ben chiaro di che tipo di lesione si tratta per poter scegliere il laser più adatto e programmare un intervento terapeutico mirato n

L

e mani sono sottoposte continuamente agli effetti del crono e del fotoinvecchiamento. Il processo di ringiovanimento di questo distretto del corpo prevede differenti step che iniziano con un’attenta analisi e diagnosi delle lesioni da trattare fino all’individuazione delle sorgenti luminose da impiegare. Mariagrazia Patalano, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, ci illustra come la laserterapia costituisca un trattamento molto efficace nel ringiovanimento del dorso delle mano, con un elevato grado di soddisfazione da parte dei pazienti.

Dottoressa Patalano, le mani sono tra le parti del corpo più esposte e spesso portano ben visibili i segni del tempo. Quali sono i principali fattori che determinano l’invecchiamento delle mani? Nell’invecchiamento delle mani giocano un ruolo fon-

damentale i fattori intrinseci ossia la genetica e il fototipo, le modificazioni strutturali dei tessuti, e quindi la naturale involuzione correlata all’aging nonché eventuali deformità acquisite nel corso della vita del paziente. Per esempio, pazienti con storia di artrite reumatoide e di patologie del

microcircolo tendono ad avere un invecchiamento precoce accompagnato da deformità delle stesse. L’esposizione ai raggi solari, noto come fotoinvecchiamento, insieme all’esposizione a sostanze chimiche e le abitudini di vita rappresentano i fattori estrinseci più frequenti responsabili dell’invecchiamento delle mani. I fattori intrinseci, insieme a quelli estrinseci, sono responsabili delle lesioni più frequenti riscontrabili a livello dei tessuti delle mani, e le più frequenti sono le cheratosi attiniche e seborroiche, le lentigo, le verruche virali. I pazienti parlano spesso di “inestetismi” ma è davvero così? Si tratta solo di inestetismi? Sebbene i pazienti spesso si rivolgano al medico per il trattamento di antiestetiche lesioni cutanee, spesso tali lesioni sono un campanello d’allarme di differenti patologie. Pertanto l’indicazione al trattamento di tali “inestetismi” non può prescindere da un’accurata valutazione dermatologica e da un’analisi dermatoscopica o videodermatoscopica. Come possono essere trattate le lesioni cutanee delle mani? E da quali fattori dipende la scelta della sorgente luminosa da utilizzare?

Mariagrazia Patalano

La scelta del trattamento da effettuare è conseguente all’eziologia delle lesioni stesse. Ad oggi i trattamenti più in voga sono sicuramente i trattamenti laser, sebbene alcuni peeling possano in alcuni casi rendere migliore il quadro generale della qualità cutanea. Un’attenta valutazione dermatologica si rivela indispensabile guida per la scelta del trattamento laser più appropriato. Infatti è possibile utilizzare una sorgente luminosa selettiva e quindi rivolta a una determinata lunghezza d’onda e conseguente affinità per specifici cromofori della lesione ottenendo la scomparsa della stessa. Ad esempio, se è presente una lesione seborroica è necessario impiegare una sorgente luminosa che abbia affinità per l’acqua e quindi in tal caso il trattamento di scelta sarà una dermoabrasione laser CO2 o Erbium. Altresì se in una lesione cutanea è presente un’importante rete vascolare, insieme a cellule cheratinizzate, potrà essere proposto un trattamento combinato volto prima all’ablazione della parte cheratinizzata e successivamente alla coagulazione della rete vascolare. Quante sedute sono necessarie per avere esiti soddisfa> centi?

> Cheratosi attinica su lentigo senile (Foto: per gentile concessione della dottoressa Mariagrazia Patalano)


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> Trattamento con laser Q-Switched 532 nm: diametro dello spot 2,5 mm, fluenza 7 J/cm2

> Trattamento con IPL: fleunce 15 J/cm2; filter 550 nm; n. pulse 2; pulse duration 2-4 ms; delay 20 ms. Trattamento con laser CO2: focale 7 mm, emissione pulsata, potenza 0.2-0.5 W; frequenza 5-10 Hz

> Trattamento con laser Q-Switched 532 nm: diametro dello spot 2,5 mm, fluenza 7 J/cm2. Trattamento con laser CO2: focale 7 mm, emissione pulsata, potenza 0.2-0.4 W, frequenza 5-10 Hz

> Trattamento con IPL: fluence 14 J/cm2, filter 550 nm, n. pulse 3, pulse duration 2-4 ms, delay 20 ms

> In base al tipo di lesione da

trattare e alla relativa sorgente luminosa da impiegare possono essere utili da una a tre sedute, sebbene la valutazione finale non debba prescindere da rivalutazione di stretta competenza dermatologica. Quali sono mediamente i tempi di guarigione dopo

un trattamento laser di questo tipo? Le mani sono sempre esposte ad attività lavorative pertanto rispetto a sedi che nel corso del giorno non subiscono la stessa esposizione ad agenti fisici e chimici, solitamente sono necessarie due settimane per una completa guarigione, se vengo-

no rispettate le indicazioni post-trattamento da parte del paziente, che prevedono l’impiego di fotoprotezione a schermo totale delle mani, riduzione dei lavaggi frequenti e dell’uso di detergenti aggressivi, riduzione dell’esposizione ad agenti fisici e chimici e corrette medicazioni post-trattamento come da in-

Regolamento Mdr: dispositivi per l’estetica più sicuri Entrato in vigore il 25 maggio 2017, il Regolamento europeo 2017/745 sui dispositivi medici (Mdr) si applicherà in modo definitivo dal 26 maggio 2020. Esso copre anche tipologie di dispositivi che non hanno una specifica finalità medica ma che, considerandone l’ambito applicativo, devono seguire standard di sicurezza e affidabilità allo stesso livello dei dispositivi medici. Il crescente utilizzo di dispositivi che non possiedono una specifica finalità in ambito medicale, ma utilizzati nell’ambito professionale estetico e in quello privato, ha spinto il legisla-

tore europeo a inserirli nel Regolamento dei dispositivi medici a tutela, in principal modo, della salute pubblica, ma anche dei fabbricanti e degli utilizzatori finali. Tali dispositivi sono identificati specificatamente nell’allegato XVI del regolamento e tra questi figurano maggiormente quelli utilizzati in ambito estetico, come ad esempio: lenti a contatto colorate o altri elementi destinati a essere introdotti nella zona dell’occhio; impianti protesici con finalità estetiche, filler facciali o altri iniettabili cutanei (eccetto quelli utilizzati per i tatuaggi), apparecchiature utilizzate per la liposuzione, la lipolisi o la lipoplastica. Inoltre, sono presenti anche dispositivi che emettono radiazioni elettromagnetiche ad alta intensità come laser, o luce pulsata per fotoringiovanimento cutaneo, tatuaggio, epilazione o altro trattamento dermico, oltre ad apparecchi per la stimolazione cerebrale che attraversano il cranio per modificare l’attività neuronale del cervello. «Maggio 2020 è molto vicino e, se non si incominciano a prendere in considerazione i nuovi requisiti e le relative incombenze, si corre il rischio di arrivare impreparati a una scadenza che è perentoria», afferma Attilio Durantini, Project Manager per i progetti internazionali “Aesthetics & Art. 117 MDR” di TÜV SÜD. Questo nuovo regolamento ha importanti finalità in merito alla garanzia di sicurezza e, allo stesso tempo, di stimolo all’innovazione di questi prodotti, favorendo sempre un alto livello di protezione della salute delle persone.

dicazioni da parte del medico estetico. Ci sono controindicazioni a questo tipo di trattamento? Sottolineando ancora una volta l’importanza del rispetto delle indicazioni post-trattamento volte al conseguimento di una guarigione più rapida possibile dei tessuti,

è necessario considerare che esistono controindicazioni assolute come ipersensibilità a sorgenti luminose sia nel visibile sianell’infrarosso e malattie cutanee attive caratterizzate da fotosensibilità, assunzione di farmaci fotosensibilizzanti, infiammazioni, infezioni batteriche o micosi in atto nelle aree

trattate, malattie della coagulazione o uso di farma anticoagulanti e integratori (ad esempio supplementi di ferro), diatesi di patologia della cicatrizzazione, gravidanza e allattamento, esposizione al sole ed a lampade UV nelle tre settimane precedenti il trattamento. Rachele Villa


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Correggere i difetti estetici del naso con il rinofiller Si tratta di un trattamento mininvasivo che consente di ottenere risultati immediati, evitando la procedura chirurgica. I tempi di riassorbimento del filler in quest’area, proprio per le caratteristiche peculiari del distretto anatomico, sono più lunghi con risultati più duraturi n

Nonostante la rinoplastica tradizionale rimanga la soluzione ottimale per correggere alla perfezione una struttura nasale, la medicina estetica oggi offre con il rinofiller una valida alternativa per raggiungere il profilo desiderato dal paziente, senza l’utilizzo del bisturi. Si tratta di un trattamento estetico mininvasivo che prevede l’iniezione di una sostanza nel sottocute nasale al fine di modificarne la forma. Bastano piccole quantità di acido ialuronico di media o alta densità, a seconda dell’imperfezione da correggere: nascondere gobbette, rialzare la punta, riempire vuoti o schiacciamenti in caso di naso a sella. Protagonista indiscusso della rinoplastica estetica è l’acido ialuronico, di origine sintetica, ma presente anche nel nostro derma, già ampiamente utilizzato in svariati trattamenti estetici per conferire morbidezza, tonicità e migliorare la cementificazione cellulare della pelle. Rinofiller vs rinoplastica Il rinofiller rappresenta una procedura veloce, per nulla invasiva e non richiede degenze ospedaliere né particolari attenzioni post-intervento; in cinque-dieci minuti si possono ottenere i risultati desiderati. Il beneficio maggiore è dato dall’avere un risultato immediato evitando la procedura chirurgica della rinoplastica. Nonostante il miglioramento del naso sia obiettivo comune in entrambi gli interventi, il rinofiller viene intrapreso solo per correggere problemi di natura estetica, mai funzionale. La rinoplastica, di contro, permette di correggere in maniera permanente le strutture nasali intervenendo sull’osso, sulle cartilagini e sulla pelle: questo intervento chirurgico consente di correggere ogni tipo di naso. In aggiunta, il rinofiller, agendo come riempitivo, permette solamente un aumento e non una riduzione delle dimen-

Tito Marianetti

sioni nasali, di conseguenza è sconsigliabile in presenza di nasi già “importanti”.

diatamente l’acido ialuronico iniettato, anche nei vasi sanguigni ostruiti.

Correzioni possibili con il rinofiller Le correzioni possibili sono molteplici: si può utilizzare per eliminare lievi gibbosità intervenendo sulla radice nasale che viene riempita portandola allo stesso livello della gobbetta, ma anche per dar maggior personalità a una punta ipoproiettata e quindi poco sporgente. Il rinofiller può correggere un naso a sella che presenta schiacciamenti o vuoti da riempire e può anche correggere un naso torto andando a riempire il lato concavo; in quest’ultimo caso è necessario comunque agire solo in presenza di problemi lievi in quanto si rischierebbe altrimenti di andare ad allargare eccessivamente, attraverso il riempimento, il frontale nasale. La procedura è assolutamente indolore per il paziente, l’unico fastidio lieve è dato dalle iniezioni. Il trattamento prevede l’applicazione di una crema anestetica che rende pressoché impercettibile la successiva iniezione. Il post-operatorio prevede un leggero senso di addormentamento della parte interessata, legato alla piccola quota anestetica di solito associata al filler, e un lieve gonfiore che sparisce nel giro di qualche ora.

Il post-trattamento: che cosa consigliare al paziente Subito dopo il trattamento, si può consigliare al paziente l’applicazione di ghiaccio o il trattamento della zona con l’utilizzo di creme topiche all’ossido di zinco, che ne limitano il gonfiore. Per alcuni giorni è consigliabile proteggere la pelle con uno schermo solare 50+: normalmente possono presentarsi dei piccoli ematomi e del lieve gonfiore che in pochi giorni vanno scomparendo.

La scelta del filler Le sostanze utilizzate sono quelle atte a riempire e a colmare piccole imperfezioni. Oggigiorno, come già specificato, la maggior parte dei medici utilizza iniezioni a base di acido ialuronico. I filler non riassorbibili sono ormai vietati per legge, date tutte le complicazioni di cui si sono resi responsabili in passato. La diversa densità dell’acido ialuronico, il cross-linkaggio, la quantità iniettata e l’area interessata determinano risultati differenti a seconda

> Correzione di lieve gibbosità del naso con rinofiller: pre e post-trattamento

> Miglioramento del profilo della paziente con il rinofiller, prima e dopo il trattamento

dei casi: a livello della radice nasale si utilizzerà un filler ad alta densità maggiormente cross-linkato e quindi con una durata maggiore rispetto, ad esempio, a una iniezione nella punta dove è necessario intervenire in maniera più leggera. Esistono sul mercato altre sostanze non riassorbibili per effettuare il rinofiller come l’agarosio (poco utilizzato) o il collagene. L’utilizzo del botulino invece non ha scopo riempitivo bensì decontraente dei muscoli e si può iniettare nell’area della radice nasale per eliminare gli arricciamenti quando si ride oppure per

eliminare le rughe verticali cosiddette “del pensatore”. Il botulino può essere anche utilizzato a livello della punta nasale, iniettandolo in prossimità del muscolo depressore del setto nasale, permettendo così un sollevamento dinamico della punta stessa. Come far fronte alle complicazioni Sono rari, nel caso di iniezioni a base di acido ialuronico, effetti collaterali o reazioni allergiche, tuttavia possono esserci complicazioni anche serie, se il trattamento non viene eseguito in maniera pro-

fessionale: quando si inietta il filler potrebbero ostruirsi, per compressione o per incannulamento, i vasi sanguigni terminali, causando così una carenza di apporto ematico e portando quindi a una necrosia vascolare che causa un immediato annerimento della parte interessata. Questa è una complicanza molto importante da non sottovalutare ed è prioritario, per ogni esperto che effettua il trattamento, avere sempre a disposizione l’antidoto per risolvere prontamente il problema: la ialuronidasi, una sostanza che scioglie imme-

Effetti del rinofiller: quanto durano i risultati? L’effetto dell’acido ialuronico non è permanente ma, nell’area nasale, è come se quasi lo fosse. Molto probabilmente questa parte del viso ha una particolare tipologia di vascolarizzazione che garantisce tempi di riassorbimento del filler molto più diluiti e lunghi rispetto ad altre zone trattate. In genere, l’effetto dura dai 7 mesi a un anno, con un riassorbimento del componente pari al 30-40%. Per esperienza personale, il protocollo prevede il secondo trattamento riempitivo a un anno di distanza, mentre il terzo richiamo viene di solito effettuato a distanza di 3 anni, ma in quantità minimale perché la pelle, che nel naso ha una memoria molto accentuata, tende a espandersi, sostenuta da tessuto fibroso, andando a stabilizzarsi sulle nuove fattezze. Tito Marianetti Chirurgo maxillo-facciale specializzato in rinoplastica Esperto di medicina estetica www.myrhinoplasty.it


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Ossigeno-ozono terapia: applicazioni in medicina estetica In medicina estetica l’ossigeno-ozono terapia è indicata, oltre che per la cellulite e per alcune lipodistrofie, anche per il trattamento dell’acne e della calvizie e per contrastare alcuni effetti dei processi di invecchiamento cutaneo n

Marianno Franzini

L’

ossigeno-ozono terapia si propone oggi come l’opzione di trattamento forse più versatile ed eclettica che la medicina complementare ha a disposizione. Di comprovata efficacia ormai in molti settori disciplinari – dall’ortopedia all’odontoiatria – e forte di una crescente considerazione a livello istituzionale e accademico, raccoglie da tempo consensi anche nell’ambito della medicina estetica, dove le molteplici proprietà biologiche dell’ozono ne supportano l’utilizzo nel trattamento di diverse alterazioni, patologiche e parafisiologiche, dei tessuti cutaneo e sottocutaneo. Delle potenzialità dell’ossigeno-ozono terapia in questo campo ci parla il professor Marianno Franzini, membro del Comitato direttivo della Società Scientifica di Ossigeno Ozono Terapia (Sioot), docente al master di II livello in ossigeno-ozono terapia dell’Università degli Studi di Pavia e più volte nominato esperto presso il Ministero della Salute nei gruppi di lavoro sulle cure non convenzionali e sui protocolli di applicazione dell’ossigeno-ozono terapia.

Professor Franzini, da quanto tempo si utilizza l’ossigeno-ozono terapia in medicina estetica? È stata utilizzata per la prima volta intorno alla metà degli anni Ottanta del secolo scorso per il trattamento della panniculopatia edemato-fibrosclerotica (PEFS), comunemente chiamata cellulite, e bisogna dire che in questo campo riveste tuttora un ruolo di primo piano grazie alla sua capacità di intervenire a livello biochimico sui principali meccanismi patogenetici della malattia. Esistono studi clinici di efficacia e sicurezza relativi alle applicazioni dell’ossigenoozono terapia in questo ambito? Certamente, soprattutto per quanto concerne la PEFS. A questa applicazione io stesso con alcuni colleghi della Sioot abbiamo dedicato diversi studi clinici, i cui risultati relativi all’efficacia e alla sicurezza del trattamento ci hanno poi spinti a esplorarne le potenzialità in altri ambiti della dermatologia e delle medicina estetica. Sulla PEFS, per esempio, gli esiti dell’ossigeno-ozono terapia sono stati nel tempo dimostrati e quantificati attraverso misurazioni plicometriche, indagini ecografiche e termografiche, nonché, da

noi stessi, mediante risonanza magnetica, con la quale abbiamo rilevato a fine trattamento una riduzione media di 1 cm a livello del pannicolo adiposo dell’arto inferiore e un incremento del segnale di flusso a livello del microcircolo. Quali sono le principali indicazioni? In medicina estetica l’ossigeno-ozono terapia è indicata, oltre che per la cellulite e per alcune lipodistrofie, anche per il trattamento dell’acne e della calvizie e per contrastare alcuni effetti dei processi di invecchiamento cutaneo. In quest’ultimo settore si ottengono buoni risultati nella biorivitalizzazione della cute di viso, collo e décolleté, nel ripristino dell’elasticità dei tessuti cutanei e sottocutanei in punti critici quali la zona periorbitale, la parte interna delle braccia e delle cosce e i glutei, e nella riduzione delle discromie. Di recente, dopo due anni di ricerca e sperimentazioni, abbiamo messo a punto anche un trattamento combinato per la correzione delle teleangectasie cutanee legate a insufficienza venosa cronica, associando l’ossigeno-ozono terapia alla cauterizzazione dei vasi sanguigni. Quali sono i meccanismi

> Sopra, meccanismi di azione nella PEFS In basso, somministrazione intradermica/sottocutanea mediante microiniezioni di miscela O2-O3.

d’azione della miscela ossigeno-ozono che si sfruttano nel trattamento delle condizioni citate? Nel trattamento della PEFS si sfruttano appieno tre meccanismi di azione caratteristici dell’ozono: a livello del tessuto adiposo si lega ai doppi legami di carbonio degli acidi grassi a catena lunga promuovendone la scissione in catene brevi idrosolubili e quindi l’eliminazione attraverso il circolo venoso e linfatico; a livello del microcircolo modifica

le proprietà viscoelastiche dei globuli rossi aumentandone la deformabilità e incrementa i livelli eritrocitari di 2.3 difosfoglicerato spostando a destra la curva di dissociazione dell’emoglobina, con conseguente miglioramento dell’irrorazione e dell’ossigenazione dei tessuti; a livello interstiziale l’idrofobicità dell’ozono induce il riassorbimento degli edemi. La biorivitalizzazione cutanea si fonda essenzialmente sulla capacità dell’ozono di miglio-

rare il microcircolo e di attivare i processi metabolici cellulari a livello dell’epidermide e del derma a favore della produzione di energia, di sostanze citoprotettive a funzione antiossidante, di componenti della matrice extracellulare (collagene, acido ialuronico, elastina). Nel trattamento dell’acne, invece, assumono un ruolo primario le proprietà dell’ozono che storicamente sono state sfruttate per prime, cioè l’azione antibatterica, che unita

al suo potente effetto antinfiammatorio consente anche di prevenire la formazione dei crateri post-acneici. Per quanto riguarda la calvizie, l’obiettivo dell’ossigenoozono terapia è quello di bloccare la caduta dei capelli – non si parla di determinarne la ricrescita – grazie anche in questo caso all’effetto antinfiammatorio e alla riattivazione del microcircolo del cuoio capelluto. La correzione delle teleangectasie cutanee trae vantaggio >


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Medicina rigenerativa e cicatrici da acne: PRP e microneedling Migliorare le cicatrici da acne con la medicina rigenerativa richiede tempi più lunghi di attesa dei risultati rispetto alle terapie tradizionali. Tuttavia, informando adeguatamente il paziente, il miglioramento è duraturo e la necessità di coprire le cicatrici con il trucco si riduce. «L’azione del microneedling associato all’efficacia del PRP (Platelet Rich Plasma), nella riparazione tissutale – spiega Daniele Bollero, chirurgo plastico del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Città della Salute e della Scienza di Torino – induce un incremento della produzione di collagene all’interno della cicatrice da acne che ne migliora il tessuto dall’interno. Il protocollo che uso, e che ho presentato al Congresso Agorà di Milano, prevede un primo trattamento di stimolazione dermica di microneedling assieme al PRP». L’azione del PRP, rispetto al microneedling, è ritardata ma di lunga durata e si stabilizza, manifestando il miglioramento cutaneo, in due-tre mesi. «In questi mesi – continua Bollero – insieme all’azione del microneedling, viene stimolata la collagenesi. L’azione combinata di PRP che esercita anche un’azione anti-infiammatoria nell’acne attiva, e del microneedling, a distanza di sei mesi produce il miglioramento della cicatrice acneica che risulta levigata. Tuttavia, per avere un paziente soddisfatto del trattamento, è necessaria un’adeguata informazione e preparazione affinché il paziente non si aspetti miglioramenti in tempi rapidi ma attenda i tempi biologici della medicina rigenerativa e riparativa».

> dal miglioramento della per-

vietà dei capillari prodotta dall’ozono, che ne rende pertanto più efficace l’eventuale successiva diatermo o elettrocoagulazione.

Quali sono le modalità di somministrazione e le tecniche utilizzate nei diversi casi? Per tutte le applicazioni descritte è indicata la via di somministrazione intradermica/sottocutanea mediante microiniezioni di miscela O2-O3 a concentrazione variabile a seconda dei casi, che vengono praticate in più punti. Nel trattamento della PEFS, per esempio, si utilizzano quantitativi fino a 5/10 cc per punto, per un totale di 200-300 cc, utilizzando un ago 27G. Nel caso dei trattamenti antiaging e della cura dell’acne e della calvizie si può ricorrere anche all’applicazione ester-

na di appositi preparati, in alternativa o in combinazione con la via iniettiva. Può fare qualche esempio di casi nei quali l’ossigenoozono terapia risulta più vantaggiosa, per efficacia e/o sicurezza, dei trattamenti tradizionalmente utilizzati? Nei casi citati l’ossigeno-ozono terapia risulta, per i suoi effettivi e ben studiati meccanismi di azione, molto più vantaggiosa e sicura, nonché meno costosa, dei trattamenti tradizionali. Tenendo presente, però, che la pressoché nulla tossicità dell’ozono sussiste a patto che si seguano sempre rigorosamente i protocolli messi a punto dalla Sioot, tra i quali – mi piace ricordare – il primo, dedicato al trattamento della PEFS, fu presentato al Ministero della Salute addirittura nel lontano 1992. Monica Oldani

Donna di 25 anni con cicatrici da acne all’angolo mandibolare sinistro. A destra risultato dopo 8 mesi di trattamento con medicina rigenerativa


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eFFICACIA della biorivitalizzazione delle grandi labbra I risultati di uno studio clinico hanno dimostrato i benefici del trattamento biorivitalizzante in termini di miglioramento del trofismo, idratazione, compliance, durata dei benefici dalla prima seduta per un periodo fino a 6 mesi n

S

i chiama aging vulvo-vaginale l’invecchiamento della cute e delle mucose della zona vulvare e delle grandi labbra che, con l’età e la menopausa, accelera. In uno studio clinico presentato in occasione dell’ultimo Congresso Agorà 2018 dalla dottoressa Isabella Pia Palmieri, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, e professore a contratto al master di Medicina Estetica dell’Università Federico II di Napoli, si dimostra l’efficacia e l’assenza di effetti indesiderati della biorivitalizzazione dei genitali esterni femminili.

Dotteressa Palmieri, quanto impatta l’aging vulvo-vaginale sulla vita della donna? I dati dimostrano che i sintomi dell’aging vulvo-vaginale influenzano la vita sessuale e la qualità di vita del 25-50% di tutte le donne in post-menopausa. Complice anche la scarsa produzione degli ormoni estrogeni,

a livello vaginale si verificano sia la frammentazione dell’elastina e la ialinizzazione del collagene, con conseguente assottigliamento dell’epitelio e aumentato rischio di lesioni dolorose, sia la perdita di lubrificazione con bruciore, prurito, secchezza e dispareunia. Se rimedi come la Tos hanno dimostrato di

aumentare il rischio di eventi cardiovascolari e tumori della mammella (studio Hers, 2003), e i lubrificanti locali si sono dimostrati adatti principalmente per migliorare la secchezza correlata all’attività sessuale, l’uso abbinato di polinucleotidi e acido ialuronico nella biorivitalizzazione delle grandi labbra ha dimostrato invece di essere efficace in termini di miglioramento del trofismo, idratazione, compliance, durata dei benefici, e quindi, in generale, di migliorare tutti i sintomi associati all’aging vulvo-vaginale per un periodo fino a 6 mesi. In cosa consiste la biorivitalizzazione delle grandi labbra? Impiegando i medesimi principi della biorivitalizzazione cutanea del volto, vengono utilizzate molecole naturali come i polinucleotidi, ampiamente impiegati in medicina rigene-

Isabella Pia Palmieri

rativa per la rivitalizzazione dei tessuti e per stimolare la guarigione delle ferite, che agiscono stimolando l’attivazione dei recettori purinergici (sottotipo A2), la proliferazione dei fibroblasti che generano nuove cellule e incrementando l’attività metabolica dei fibroblasti (ECM). Il risultato è un aumento della secrezione di collagene (neocollagenogenesi I), acido ialuronico e di altre proteine quali elastina, fibronectina e fattori di crescita (VEGF) che si traduce in aumento della vascolarizzazione, incremento del flusso circolatorio e quindi, dell’ossigenazione dei tessuti. Clinicamente, l’azione combinata delle procedure iniettive con polinucleotidi e acido ialuronico si manifesta, pertanto, in un aumento di elasticità e tonicità delle grandi labbra, e di idratazione e turgore della zona genitale, incluso il fornice >

> Incremento dell’attività secretiva dei fibroblasti: incremento del Collagene +61% (fonte: Cell Biochem Funct. 1999; 17 (2): 107-14)

> Incremento dell’attività secretiva dei fibroblasti: aumento di fibronectina +37% (fonte: Cell Biochem Funct. 1999 ; 17 (2): 107-14 )


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> della vagina, dal momento che

il prodotto si espande anche alla zona mucosa. Il protocollo usato nello studio clinico prevede tre sedute di terapia infiltrativa con polinucleotidi (Plinest) 40 mg/2 ml ciascuna effettuata a distanza di 15-21 giorni, e 2 sedute di infiltrazioni con acido ialuronico a peso molecolare 1.000 kDa (Ialest) 40 mg/2 ml effettuate una ogni 15 giorni, usando aghi 30G/13 mm. Prima di ogni seduta, veniva apposta una crema anestetica locale 30 minuti prima di ogni trattamento. Il protocollo includeva anche una terapia domiciliare ad uso quotidiano con polinucleotidi in ovuli (Turnover ovuli) e/o polinucleotidi in crema (Turnover intimo) ad azione lubrificante e trofico-riparativa.

> I benefici del trattamento biorivitalizzante confermati dai risultati dello studio clinico, fin dalla prima seduta in tutte le 15 donne arruolate

Parlando dello studio clinico, dopo quanto tempo sono stati evidenziati i benefici del trattamento biorivitalizzante? I risultati dello studio hanno dimostrato un miglioramento dei sintomi fin dalla prima seduta in tutte le 15 donne arruolate, con un ulteriore miglioramento compreso tra il 42% e il 64% dopo la seconda infiltrazione.

Nuove frontiere nella chirurgia intima con l’impiego del grasso autologo Durante il 67° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) si è parlato del boom di trattamenti rigenerativi genitali al femminile, per assicurare benessere e funzionalità anche dopo la menopausa. Dopo le cure a base di acido ialuronico, arrivano quelle che utilizzano fattori di crescita ricavati dalla paziente stessa. Alla chirurgia intima, il Congresso Nazionale della Sicpre tenutosi di recente a Roma ha dedicato un’intera sessione di lavori. «Spesso la menopausa porta ad alterazioni e a cambiamenti che possono rendere difficile la vita sessuale» – hanno spiegato Stefania de Fazio e Massimiliano Brambilla, membri del Consiglio direttivo Sicpre che hanno presieduto la sessione “Chirurgia genitale maschile e femminile”. Conservare la piena funzionalità di questo distretto anatomico è un obiettivo oggi sempre più realistico e raggiungibile, anche grazie a un cambio di tendenza avvenuto nei trattamenti. Fino a poco tempo fa, l’idratazione e il turgore dei tessuti erano ottenuti con un particolare tipo di acido ialuronico, appositamente formulato per la regione genitale e infiltrato con cannule molto sottili. «Grazie all’evoluzione della ricerca scientifica possiamo contare su tecniche terapeutiche sempre più complete e ‘strutturali’» – afferma de Fazio. La soluzione viene dal ricorso alla chirurgia, quando necessario, e dall’ampio impiego del grasso autologo, cioè prelevato dalla paziente stessa con una lipoaspirazione di pochi cc. «Come molti studi hanno dimostrato, il nostro grasso è ricco di cellule staminali in grado di attivare nei tessuti in cui vengono trasferite, un importante processo di rigenerazione». In sostanza, dà il via alla produzione di nuove cellule che contrastano quel processo altrimenti fisiologico di assottigliamento e indebolimento dei tessuti che risulterebbero fragili, disidratati e di conseguenza facilmente dolenti». Per il trattamento con micro e nano-graft, il principio è quello del lipofilling, tecnica sempre più utilizzata in ambito sia ricostruttivo sia estetico. «La delicatezza dell’area genitale – afferma de Fazio – ha suggerito di utilizzare un grasso reso molto ‘sottile’ da un’apposita lavorazione che ha l’effetto di frantumare gli adipociti, favorendo la liberazione di tutti i fattori di crescita presenti: è il micro e il nano-graft». Il trattamento deve avvenire in ambiente sterile ma non richiede ricovero. Dopo la prima applicazione, se ne suggeriscono di successive a distanza di 9-12 mesi, un lasso di tempo che si può allungare proprio alla luce della rigenerazione e della riproduzione cellulare che viene attivata nei tessuti.

Le donne incluse nel mio studio erano tutte in menopausa indotta da intervento chirurgico o fisiologica da almeno un anno, e di età compresa tra 50 e 65 anni. In comune, tutte le donne lamentavano i classici sintomi quali vulvodinia, bruciore, desquamazioni, eritema e prurito, secchezza e dispareunia. Dopo aver effettuato l’ispezione vul-

vare per escludere la presenza di lesioni da grattamento o dermatologiche, o leucorrea, ho usato la scala visuoanalogica che attribuisce valore 0 (assente) a 10 (molto intensa) per valutare a T0 e T3 (tre mesi) i sintomi. Importante ai fini dello studio anche la valutazione dell’adiposità del distretto vulvo-perineale, disposizione e

quantità dei peli, idratazione e assottigliamento della cute, oltre alla morfologia delle grandi e piccole labbra. All’ispezione clinica a fine studio, le mucose apparivano migliorate per trofia e idratazione, oltre a un globale miglioramento dell’aspetto estetico anche dovuto a un ritrovato colore roseo. Infine, secchezza della cute vulvare e irritazione erano migliorate fino alla normalizzazione. I benefici del trattamento hanno una durata di 6 mesi; pertanto, il protocollo va ripetuto due volte l’anno fino alla scomparsa dei sintomi alla fine del periodo post-menopausale.

Dai risultati emerge anche un dato importante sulla compliance delle pazienti... Il fatto che i sintomi dell’aging vulvo-vaginale siano migliorati fin dal primo trattamento infiltrativo ha certamente contribuito all’elevata compliance al protocollo di tutte le pazienti. Tutte le donne, infatti, hanno portato a termine lo studio, sebbene le infiltrazioni dovessero essere effettuate in una zona molto vascolarizzata e innervata, e quindi molto sensibile al dolore. Tuttavia, nella mia esperienza clinica, molte donne con sintomi da menopausa precoce tornano a ripetere il trattamento per diversi anni, proprio per l’efficacia della biorivitalizzazione delle grandi labbra secondo questo protocollo. Liana Zorzi


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LE regole per costruirsi una “bella immagine” sul web Creare una solida reputazione sul web fa ormai parte della vita professionale del medico. Il fai-da-te può essere una strada percorribile, a patto di seguire le regole essenziali per un’efficace comunicazione n

C’era una volta il sito web fatto di pagine e contenuti creati in base al gusto personale, scritti la sera tardi dopo una giornata di interventi e visite, oppure durante i weekend e le ferie. Contenuti, foto e immagini realizzati senza programmazione, scritti con un linguaggio chiaro per gli “addetti ai lavori”, ma non sempre per il pubblico. Ma soprattutto, contenuti, foto e notizie pubblicate senza un obiettivo preciso. Infatti, se l’obiettivo di avere un sito web è farsi trovare da chi sta cercando i nostri servizi, è altrettanto importante che ogni contenuto, ancor prima della grafica e quindi dell’estetica del sito, risponda a una serie di requisiti di qualità predefiniti e specificati da Google. Senza dimenticare che, più della grafica – che dovrebbe essere sempre semplice e adatta ai contenuti e non viceversa – il pubblico è interessato ai contenuti, a quello che trova e che legge. Come rivelano alcune importanti ricerche sulla comunicazione in ambito salute, il web è una fonte a cui sempre più persone si affidano (vedi infografica in questa pagina), talvolta senza avere le competenze per riconoscere cosa è vero da cosa non lo è. Siti premiati e siti penalizzati: perché? In base ai contenuti e alla varietà di modi e mezzi con cui sono realizzati, i motori di ricerca riconoscono il lavoro che c’è “dietro” al sito web e, come diciamo noi in gergo, “lo premiano”. Quel particolare contenuto, infatti, in breve tempo si troverà in una posizione privilegiata nelle pagine del motore di ricerca senza dover pagare (da qui il nome di Seo organica), in modo che, digitando le parole chiave indicate nel contenuto, “chi ci cerca, ci trovi”. In pratica, lo stesso contenuto, realizzato in formato testo, infografica, slideshow, immagine con testo, breve video, intervista video eccetera, aiuterà l’indicizzazione del con-

tenuto e il buon posizionamento del sito web, in modo organico e naturale. Attenzione però: per non incorrere nella cosiddetta “penalizzazione di Google” e ritrovare il proprio sito nelle pagine meno viste del motore di ricerca, il contenuto deve essere scritto in modo da rispettare quattro principi fondamentali: > deve essere esclusivo, no al copia-incolla da altri siti o libri; > deve essere utile, cioè deve contenere consigli e informazioni che il lettore può usare nella vita quotidiana, per decidere se andare dallo specialista, eccetera; > deve essere pertinente, ovvero parlare di medicina e solo di medicina estetica (anche news e curiosità su questo specifico settore sono considerate pertinenti); > deve seguire le regole del Seo (Search Engineering Optimization). Le frasi devono essere tra loro collegate e connesse, non troppo lunghe, i termini tecnici spiegati in parole semplici, le parole chiave

non ripetute continuamente (bene quindi l’utilizzo di sinonimi e perifrasi).

glio comunicare permette di individuare subito il secondo punto: il destinatario.

Come produrre i contenuti La maggior parte dei siti di medicina estetica e medici in generale, invece, presenta il grosso problema della creazione di contenuti di qualità, che oggi è il fulcro della Seo. Scrivere contenuti di qualità non richiede necessariamente un giornalista o un copywriter esperto ma senza dubbio possono aiutare alcuni tips and tricks. Pertanto, prima di accedere al pannello del proprio sito web e improvvisare la scrittura di un contenuto tecnico, divulgativo o informativo, è importante porsi e rispondere a cinque fondamentali domande.

2) A chi voglio comunicare: i propri pazienti già operati, colleghi, persone sane e attive, giornalisti, persone con patologie specifiche anche rare, persone con patologie specifiche, giovani, anziani, donne, uomini, eccetera. Individuare “chi” è il target del “cosa”, significa passare direttamente a rispondere alla domanda successiva.

1) Cosa voglio comunicare: una tecnica chirurgica, i benefici di una terapia/trattamento più rapido, sicuro o efficace, consigli di prevenzione o riabilitazione, la propria esperienza per patologie specifiche, la propria presenza come relatore a un congresso, eccetera. Sapere il “cosa” vo-

3) Perché voglio scrivere proprio di questo argomento specifico: per informare ed educare, indicare un percorso di prevenzione, cura, terapia, oppure promuovere un servizio specifico (di diagnosi, riabilitazione, chirurgia, conservativo) o costruire la propria reputazione sul web. A questo punto, è ragionevole porsi la domanda successiva. 4) Come voglio comunicare: a seconda di chi sarà il target del contenuto, ovvero a chi è diretta la comunicazio-

ne, il contenuto potrà essere realizzato in forme diverse e non necessariamente e solo come testo scritto. Infatti, è ampiamente noto e condiviso il fatto che viviamo in una società che presta più attenzione alle immagini che alle parole scritte, ma è anche vero che gli approfondimenti necessitano di testo. Pertanto, se l’argomento lo permette, prevedere di realizzare, oltre al testo, anche un’immagine descrittiva, un’infografica semplice, una video news con slideshow oppure una breve video intervista, realizzata anche da smartphone ma possibilmente con mano ferma... 5) Quali canali voglio usare: il sito web è solo uno dei numerosi canali di comunicazione che permettono di “farci

Liana Zorzi

conoscere”. Grazie ai nuovi siti che favoriscono la Seo organica, cioè non a pagamento, diventa più facile linkare e creare strumenti per YouTube o Vimeo, contenuti, immagini e video per i social media, senza dimenticare che anche newsletter, miniguide o booklet digitali informativi per il pubblico da scaricare, possono rivelarsi efficaci canali di comunicazione per trovare nuovi pazienti, fidelizzare i propri e, infine, sviluppare la propria “web reputation”. Solo adesso è il momento di accendere il computer e mettersi a scrivere, o di accendere la videocamera e realizzare un video informativo che abbia valore nel contenuto e, soprattutto, che abbia un obiettivo per chi lo guarderà. Liana Zorzi


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Legge di Bilancio 2019: aggiornamento normativo sanitario in pillole Il testo della legge di Bilancio 2019 e del bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 è stato pubblicato integralmente sulla Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2018. Il testo della legge è composto di 19 articoli, ma la norma principale è l’articolo 1 composto di ben 1143 commi. Diverse sono le importanti novità che interessano anche le attivià quotidiane di società scientifiche, strutture e professionisti dell’area sanitaria.

> Applicazione Iva agevolata 10% dispositivi medici a base di sostanze L’art. 1, comma 3 dispone che anche i dispositivi medici a base di sostanze, normalmente utilizzati per cure mediche, per la prevenzione delle malattie e per i trattamenti medici e veterinari, possono rientrare nell’applicazione dell’Iva al 10%. > Fatturazione elettronica e Sistema tessera sanitaria L’art. 1 comma 53 prevede

che per il periodo d’imposta 2019, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata, non possono emettere fatture elettroniche con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria. > Pubblicità sanitaria Con la legge di Bilancio arrivano i paletti per le pubblicità delle strutture sanitarie private e degli iscritti agli Ordini

delle professioni sanitarie. Ai commi 525 e 536, infatti, dispone che “Le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni

sanitarie possono contenere unicamente le informazioni funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria”. In caso di violazione delle disposizioni sulle comunicazioni informative sanitarie, gli ordini professionali sanitari territoriali, anche su segnalazione delle rispettive

Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e segnalano tali violazioni all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza. Tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’albo dell’ordine territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Prestazioni in chirurgia estetica esenti da Iva se a scopo terapeutico

Anche le prestazioni di chirurgia estetica, in quanto sanitarie, sono esenti dall’Iva (ex art. 10, n. 18 del Dpr 633/1972). Ciò nonostante capita spesso che il fisco sottoponga ad accertamento alcuni medici specializzati in medicina estetica, contestando la natura meramente “cosmetica” della loro attività, anziché medica. È quanto accaduto a un chirurgo estetico di Ravenna a cui l’Agenzia delle Entrate aveva contestato l’illegittima esenzione Iva applicata alle fatture emesse per le prestazioni professionali. Per l’Agenzia delle Entrate le prestazioni dovevano scontare l’imposta al 22%. La Commissione tributaria provinciale di Ravenna, con la sentenza 9 gennaio 2018 ha definito una questione da tempo controversa in riferimento alle prestazioni del chirurgo estetico: le prestazioni di chirurgia estetica sono esenti da Iva, in quanto attività volte al benessere psicofisico della persona e pertanto soggette alla stessa esenzione riservata alle altre prestazioni mediche. Tale sentenza sancisce da un lato una svolta in quanto costituisce un precedente a cui potrebbero conformarsi altre commissioni tributarie provinciali ma affinché un precedente venga considerato “vincolante” occorre almeno che sia diffuso ad altre CTP e magari confermato in secondo grado, quindi con sentenza di Corte d’Assise o di Corte d’Assise d’Appello. Anche la Corte di Giustizia Europea (cause C-307/01, C-212/01 e C-91/12) si è pronunciata in materia affermando che l’esenzione va riconosciuta esclusivamente a quelle prestazioni mediche effettuate in un contesto che permette di stabilire che il loro scopo principale è quello di tutelare nonché di mantenere o di ristabilire la salute, in ossequio all’obiettivo comune di ridurre il costo delle spese sanitarie garantendo l’accessibilità delle cure mediche.


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eventi e notizie

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Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica: linee guida dettate dalla Sicpre La Società Italiana di Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica Sicpre è stata iscritta dal Ministero della Salute nell’elenco delle società scientifiche e associazioni tecnicoscientifiche delle professioni sanitarie, in attuazione dell’articolo 5 della Legge 8 marzo 2017 n. 4 (legge Gelli) e del Decreto ministeriale 2 agosto 2017. Le 293 società e associazioni che fanno parte di questo elenco sono le uniche abilitate a produrre le linee guida a cui i medici e gli altri operatori sanitari dovranno attenersi nello svolgimento della propria attività. Le società che hanno trasmesso la domanda di iscrizione sono state 457 e la Sicpre è l’unica associazione presente per la chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Sarà dunque la Sicpre a codificare quali sono le procedure, le profilassi e le tecniche più appropriate al fine di garantire al paziente la maggiore sicurezza possibile. «È un risultato di cui siamo particolarmente fieri – afferma Daniele Fasano, presidente Sicpre – che dimostra l’impegno costante e concreto della società numericamente più rappresentativa e scientificamente più autorevole per quanto riguarda la nostra specialità in Italia. Il tema delle linee guida e delle raccomandazioni di buona pratica chirurgica

Cosmesi al maschile: anche l’uomo usa l’antirughe

> Daniele Fasano

è estremamente vasto e complesso e lo è ancora di più per una disciplina come la chirurgia plastica, che non ha specificità d’organo. Noi ci stiamo lavorando da anni, anche sulla traccia e con i contributi delle prestigiose società straniere con le quali siamo gemellati».

Meno dopobarba e più creme e sieri idratanti, è quanto emerge dal Beauty Report Cosmetica Italia 2018, in riferimento alla cosmesi maschile. Gli uomini sono “inconsciamente” attenti alla propria skincare, grazie all’utilizzo di prodotti come schiume e post-rasatura, dopobarba, deodorante, dentifricio, shampoo, docciaschiuma, sapone e saponette e profumo. Gli uomini hanno comunque bisogno di una “rieducazione” che li convinca del reale bisogno dell’utilizzo di determinati prodotti. Solitamente presta infatti particolare attenzione a combattere inestetismi come la forfora o la caduta dei capelli, orientandosi nella scelta di prodotti per il trattamento dei capelli e del cuoio capelluto. «I prodotti cosmetici di trattamento (idratante, protettivo, antirughe) devono essere ‘maschili’, perché la pelle ha bisogno di specificità sia per funzione sia per il tipo» afferma Alessandra Vasselli, cosmetologa, membro di Aideco (Associazione italiana dermatologia e cosmetologi) e docente del corso di laurea in Scienze e Tecnologie cosmetologiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. La cute maschile è diversa da quella femminile. «La pelle del viso di un uomo è più spessa, presenta maggiore densità di fibre collagene e tendenzialmente più seborroica ma altrettanto facile a disidratarsi, a causa anche di rituali potenzialmente aggressivi come la rasatura (irritazioni, follicolite)» – spiega la dottoressa Vasselli. «L’invecchiamento della pelle può arrivare nella donna più progressivamente, nell’uomo tende a comparire in modo più rapido e inaspettato». L’attenzione ai prodotti green ha coinvolto anche gli uomini, tanto che il mercato di questi cosmetici è in continua crescita. Gli ingredienti che vengono più usati per la creazione dei cosmetici maschili sono bisabololo, acido ialuronico, mentolo, ceramidi, burro di karitè, caffeina, escina, vitamine e sali minerali e molti altri. Soprattutto perché le azioni che devono svolgere devono essere principalmente idratante, rinfrescante, energizzante, antiossidante, protettiva, lenitiva, astringente, nutriente, antiage e ristrutturante.

Le millennials optano per il dual filler per un volume naturale delle labbra Il mondo dei filler labbra è cambiato, il trend non è più l’aumento del volume esasperato bensì l’armonia delle proporzioni con una richiesta sempre maggiore dalla generazione delle millennials. È quanto emerso dal recente Congresso Internazionale di Medicina Estetica organizzato da Agorà: ragazze molto giovani si rivolgono al medico estetico per curare piccoli inestetismi e per rispondere a una società sempre più “selfie-oriented”, in cui il 42% delle pazienti dichiara di voler apparire migliore sui social media (il dato emerge da un sondaggio dell’American Academy of Facial Plastic and Reconstruictive Surgery). Oltre il 60% dei medici intervistati conferma che sempre

più pazienti giovani richiedono filler e trattamenti di ridefinizione labiale per risolvere piccoli difetti di proporzioni o di forma, lievi disarmonie risolvibili in modo mirato. Altri dati emersi dal congresso ci parlano di una medicina estetica in costante crescita: più 8-10% rispetto al 2017, con un più 3% di pazienti uomini. Le giovani pazienti chiedono un volume naturale e uniforme con attenzione al contorno, alla definizione, alla proiezione, alla forma e alle proporzioni. Il medico estetico deve valutare il miglioramento che più si avvicina all’armonia del volto della paziente tenendo in considerazione le proporzioni di tutto il viso (naso,

labbra e mento) e scegliendo la soluzione adeguata alla necessità estetica. I filler di ultima generazione sono più malleabili e versatili e proprio dal congresso Agorà sono emersi nuovi innovativi approcci. All’interno del workshop “Ridefiniamo gli standard del trattamento labbra: il nuovo dual filler”, si è parlato di una nuova tipologia di filler labbra, un kit composto da due fiale di acido ialuronico addizionato di lidocaina specificamente studiate per la valorizzazione delle labbra e dell’area periorale. Due siringhe, ciascuna contenente un filler diverso per densità e caratteristiche e la quantità perfetta, 0,6 ml a fiala, per un risultato naturale e omogeneo. Con dual filler

si intende un approccio che punta a naturalezza, armonia ma soprattutto a complementarietà per un trattamento labbra che non trascura nessun aspetto. Anatomicamen-

te infatti non esistono due labbra uguali e le diverse aree (contorno, vermiglio, angoli) hanno caratteristiche anatomiche uniche che meritano un approccio mirato.


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A Bologna il Congresso internazionale WSRM 2019

Ipam 2019: aggiornamento in medicina estetica

La decima edizione del Congresso della Società mondiale di Microchirurgia ricostruttiva (World Society of Reconstructive Microsurgery) si terrà da mercoledì 12 a sabato 15 giugno a Bologna, presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi. Il Wsrm 2019, presieduto dal professor Giorgio De Santis, ordinario di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, si articolerà in sessioni, video sessioni, workshop, dibattiti e letture magistrali. Diversi saranno i temi presentati durante la kermesse internazionale, divisi per aree tematiche: si parlerà di ricostruzione dei tessuti molli, lembi ossei e osteocutanei, Cad/Cam technology, microchirurgia estetica; verrà affrontata la ricostruzione autologa con utilizzo di lembi locali e lembi liberi per la sessione sul seno. Altre novità verranno presentate nell’ambito della tecnologia innovativa (robot, imaging, simulazione).

Si terrà a Milano venerdì 7 sabato 8 giugno, presso il Centro Congressi Humanitas di Rozzano la prossima edizione del Congresso Ipam (International Practical Aestethic Medicine). I maggiori esperti del panorama internazionale e nazionale sono stati invitati a Milano dal prof. Alessio Redaelli, direttore scientifico, per condividere la propria esperienza in live streaming presentando le migliori tecniche personali e tutte le novità nel campo della medicina estetica. La traduzione simultanea in inglese, russo e italiano permetterà a tutti gli iscritti di comprendere a fondo le nuove proposte. Il programma del congresso verterà su diversi temi: trattamento con tecnica open-eye con utilizzo di tossina botulinica, trattamento dell’iperidrosi con tossina botulinica, peeling, mesoterapia e utilizzo di aghi, esperienza russa nell’ambito del peeling e della biorivita-

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Segreteria organizzativa: Nord Est Congressi Tel. 06.68807925 info@nordestcongressi.it www.nordestcongressi.it

lizzazione, complicanze da iniezioni di filler, efficacia dei trattamenti cosmetici e molte altre novità nell’ambito della medicina estetica.

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Segreteria organizzativa: Upform Srls Divisione Medical Aesthetic Tel. +39 342 95 03 013 info@medicalaesthetic.it

Sicurezza del paziente al centro di Amwc 2019 La 17esima edizione di Aesthetic & Anti-Aging Medicine World Congress-Amwc si terrà da giovedì 4 a sabato 6 aprile al Grimaldi Forum Monaco di Monte Carlo. La kermesse internazionale verterà su temi di medicina estetica, chirurgia plastica, chirurgia estetica, anti-aging e dermatologia estetica. L’edizione 2019 di Amwc darà un riconoscimento speciale a Taiwan per il suo contributo al progresso della medicina globale anti-invecchiamento. Taiwan, situata strategicamente tra l’Asia orientale e sudorientale, è una delle realtà più dinamiche al mondo in medicina estetica. Sotto la supervisione scientifica della World Society of Interdisciplinary Anti-Aging Medicine (Wosiam), la conferenza sarà caratterizzata da un programma altamente interattivo, stimolante e multidisciplinare, forum ideale per stimolare idee, educare, condividere competenze, avviare stimolanti discussioni ed estendere opportunità di networking. La sicurezza del paziente, che rappresenta la priorità numero uno ed è sempre più riconosciuta come una questione di importanza globale, sarà il tema principale della conferenza del 2019. Ogni anno, questo evento molto atteso attrae circa 12.000 partecipanti provenienti da oltre 130 paesi. Molte aziende internazionali di primo piano presentaranno le ultime novità in termini di prodotti, tecnologie e servizi.

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uomini

Osservatorio nazionale Agorà: i nuovi trend della medicina estetica Un bacino d’utenza sempre più ampio per un settore in aumento, quello della medicina estetica che vede, oltre alle donne, sempre più uomini che si rivolgono al medico estetico per combattere i segni del tempo. Tra i trattamenti più richiesti si confermano epilazione, rivitalizzanti, filler, tossina botulinica e peeling mentre cresce la richiesta di microbotulino. Grazie anche agli elevati standard di sicurezza, la medicina estetica non conosce crisi. Le richieste tendono sempre più verso un modello di bellezza naturale: è quanto emerge dall’Osservatorio nazionale di medicina estetica redatto nel 2018 dalla società scientifica Agorà. Una bellezza richiesta da fasce d’età sempre più eterogenee. Un aumento della medicina estetica dell’8-10% rispetto al 2017: dalla generazione delle millenials alle over 60 passando per la crescita del 3% di pazienti uomini. Il primo dato evidenziato dall’Osservatorio riguarda il legame medico-paziente: solo nell’ultimo anno, il 65% dei nuovi pazienti ha consolidato un trattamento o un piano terapeutico e ne ha rafforzato gli incontri (da 5 a 7 volte) a conferma della piena fiducia nei confronti del proprio medico estetico. In cima alla classifica dei trattamenti più richiesti troviamo i rivitalizzanti: in particolare

si confermano i trattamenti viso per il 92% seguiti da una nuova crescita di domanda per collo (82%), decollété (79%) e mani (77%) nella fascia d’età, tutta femminile, 30-60 anni. Anche i filler sono tra i più utilizzati. Oltre il 60% dei medici intervistati conferma l’utilizzo di device complementari, come aghi cannula, nella propria pratica clinica insieme ai trattamenti comunemente più richiesti: quelli nasogenieni nella fascia d’età 40-60 anni e quelli di ridefinizione labiale per l’armonizzazione delle linee nelle più giovani (18-40). Assistiamo invece a un aumento significativo di domanda di trattamenti con tossina botulinica per il miglioramento dell’area perioculare di oltre il 73,53%, seguita dal trattamento per la cura dell’iperidrosi. Rilevante anche il dato di incremento del microbotulino. Infine si è avuto un aumento di richiesta del 30% per i peeling soprattutto per contrastare l’iperpigmentazione e le discromie cutanee da photaging. «I dati emersi dal nostro Osservatorio rivelano come la medicina estetica segua, costantemente, un trend positivo: non si tratta di vanità o per rispondere a una società sempre più ‘selfie oriented’ ma di un desiderio comune di affrontare lo scorrere del tempo nel miglior modo possibile», spiega Alberto Mas-

donne > Donne: classifica dei trattamenti più richiesti

> Uomini: classifica dei trattamenti più richiesti. Indagine statistica Agorà Amiest. Campione raccolto tra i medici italiani che hanno partecipato alla Survey Nazionale

sirone – presidente della Società italiana di medicina a indirizzo estetico Agorà. L’Osservatorio rivela però anche trend inversi: sebbene il tatuaggio sia sempre stato un fenomeno di costume

come forma di espressione personale, negli ultimi anni, la tendenza indica una richiesta più elevata, soprattutto nella fascia d’età 18-40, di pazienti che desiderano rimuoverlo. La medicina estetica conti-

nua la sua ascesa: la ricerca della bellezza prosegue 365 giorni l’anno sebbene gli esperti registrino un aumento per trattamenti relativi ad adiposità localizzata e cellulite, in vista della stagione

estiva mentre durante la stagione invernale si richiedano principalmente peeling, filler e rivitalizzazione cutanea per una pelle luminosa e splendente anche in assenza di sole.


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ENDOCARE - C FERULIC EDAFENCE SERUM CON ATTIVO ANTI-POLLUTION Rughe, macchie, perdita di tono e luminosità sono solo alcune delle alterazioni cutanee causate dallo stress ambientale che portano inevitabilmente a un invecchiamento precoce e accelerato della pelle. Per contrastare questi inestetismi e aiutare a favorire il disinnesco dei danni dovuti all’inquinamento, dalla ricerca Cantabria Labs Difa Cooper nasce Endocare - C Ferulic Edafence Serum, il siero protettivo con il primo attivo anti-pollution brevettato. Questa nuova referenza, indicata per ogni età e tutti i tipi di pelle, è in grado di aiutare a favorire il disinnesco dei processi di aging e, grazie alla sua speciale composizione, aiuta a contrastare i radicali liberi

contribuendo a rafforzare la barriera cutanea. L’azione “skin reset” e rigenerante di Endocare - C Ferulic Edafence Serum è merito della speciale selezione di attivi che favorisce il contrasto dei processi di invecchiamento dovuti all’inquinamento come da PM10, ozono, metalli pesanti, fumo di sigaretta e gas inquinanti: - Edafence, il primo attivo brevettato anti-pollution estratto standardizzato di Deschampsia Antarctica, una pianta dalle esclusive proprietà antiossidanti e protettive che le consentono di sopravvivere in condizioni ambientali estreme e che aiuta a rafforzare la barriera cutanea; - Acido ferulico, un prezioso antios-

Tabloid di Medicina Estetica Trattamenti estetici e chirurgia plastica Quadrimestrale di attualità clinica, scientifica e professionale in medicina estetica Anno III - numero 1 - febbraio 2019 Numero chiuso in redazione il 6 febbraio 2019 Direttore responsabile Giuseppe Roccucci g.roccucci@griffineditore.it Coordinamento editoriale Rachele Villa r.villa@griffineditore.it Redazione Andrea Peren a.peren@griffineditore.it Lara Romanelli l.romanelli@griffineditore.it Segreteria di redazione e traffico Ufficio abbonamenti Maria Camillo customerservice@griffineditore.it Tel. 031.789085 - Fax 031.6853110 Progetto grafico e impaginazione Massimo D’Onofrio - Grafic House info@grafichouse.org Hanno collaborato in questo numero Lucia Oggianu, Monica Oldani, Renato Torlaschi, Liana Zorzi Pubblicità Stefania Bianchi s.bianchi@griffineditore.it Paola Cappelletti p.cappelletti@griffineditore.it Lucia Oggianu l.oggianu@griffineditore.it

Griffin srl unipersonale P.zza Castello 5/E - 22060 Carimate (CO) Tel. 031.789085 - Fax 031.6853110 www.griffineditore.it - info@griffineditore.it Stampa Starprint srl - Bergamo Tabloid di Medicina Estetica Copyright© Griffin srl Iscrizione Registro degli operatori di comunicazione N. 14370 del 31.07.2006 - ISSN 2532-5930 La proprietà letteraria degli articoli pubblicati è riservata a Griffin srl. Il contenuto del giornale non può essere riprodotto o traferito, neppure parzialmente, in alcuna forma e su qulalsiasi supporto, salvo espressa autorizzazione scritta dell’Editore. Ai sensi della legge in vigore, i dati dei lettori saranno trattati sia manualmente sia con strumenti informatici e utilizzati per l’invio di questa e altre pubblicazioni o materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dalla legge. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali Griffin srl intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Griffin srl, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione prevista per legge. In base alle norme sulla pubblicità l’editore non è tenuto al controllo dei messaggi ospitati negli spazi a pagamento. Gli inserzionisti rispondono in proprio per quanto contenuto nei testi.

sidante che contribuisce a contrastare l’accumulo di radicali liberi; - Vitamina C, anch’essa dall’azione antiossidante che aiuta a stimolare la produzione di collagene rendendo la pelle più elastica e luminosa; - SCA Biorepair technolgogy, estratto di secrezione di lumaca standardizzato e brevettato ad azione altamente rigenerante. Composto da proteine, acido ialuronico e calcio, possiede proprietà rivitalizzanti. Un pool di attivi che rende Endocare - C Ferulic Edafence Serum il perfetto alleato per qualsiasi beauty routine. L’esperienza di Cantabria Labs Difa Cooper, infatti, propone dei veri e propri rituali “Skin Reset” in cui utilizzare il siero in combina-

zione con: Endocare Gelcream, la crema giorno idratante e ristrutturante adatta a pelli normali e miste con i primi segni di invecchiamento; Endocare Tensage Cream, crema dall’azione liftante per cute normale o secca e aging moderato o severo, da abbinare a Endocare Tensage Ampolle come trattamento d’urto rigenerante.

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Difa Cooper spa Tel. 02.9659031 - info@difacooper.com www.cantabrialabsdifacooper.it

DERMASTIR TSUNAMI DEEP CLEANSER Dermastir Tsunami Deep Cleanser è un detergente efficace e delicato che consente una pulizia profonda, adatta a tutti i tipi di pelle, anche in caso di dermatite, rosacea, impetigine, psoriasi, eczema, eruzioni cutanee, comedoni e acne lievemoderata. Il packaging sottovuoto garantisce qualità e stabilità degli ingredienti. La sua formula attiva è caratterizzata dalla tecnologia di ossigenazione che, creando un ambiente aerobico, introduce ossigeno nel poro, uccidendo i batteri responsabili della formazione dell’acne; dalla presenza di anti-infiammatori non steroidei (come il ketorolac trometamina), che assicurano un effetto anti-rossore; ialuronato di sodio, per una profonda idratazione; clorofenesina dalle proprietà batteriostatiche; vitamina E antiossidan-

te contro i radicali liberi e copolimero di acrilato ad azione esfoliante per aiutare la rigenerazione dei tessuti e stimolare un naturale processo di ringiovanimento. La gamma di detergenti Dermastir, studiata per l’uso quotidiano e per tutti tipi di pelle, è inoltre composta dal Normal to Dry Cleanser, Oily to Cobination Cleanser, Foaming Cleanser, Pellet Cleanser, Latte, Toner, Gommage Scrub e ognuno protetto da una confezione sottovuoto. Tutta la gamma combina una delicata ma profonda pulizia della pelle rispettandone l’equilibrio, evitando così irritazioni.

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Alta Care Laboratoires Tel. 06.69380852 alta@altacare.com - www.dermastir.com

KELAIRON, DISPOSITIVO MEDICO A BASE DI LATTOFERRINA PER trattare LE DISCROMIE Sedentarietà, eccessi, fattori fisiologici e costituzionali portano, soprattutto per le donne, a una delle imperfezioni più comuni e fastidiose da vedere sulle gambe: le teleangectasie. Una delle tecniche più utilizzate dai medici estetici per trattare questo problema è la scleroterapia che, in persone particolarmente sensibili, potrebbe favorire la comparsa di discromie difficili da eliminare. Grazie all’utilizzo di Kelairon, un dispositivo medico per applicazione topica a base di lattoferrina, è possibile intervenire sulle discromie. La lattoferrina è una glicoproteina appartenente alla famiglia delle transferrine che si trova in molti fluidi biologici ma soprattutto nel latte materno. La sua funzione principale è quella di chelare il ferro ma presenta anche un’azione riepitelizzante, modulante l’infiammazione e antiossidante: grazie a queste sue attività è molto efficace nel contrastare la comparsa e facilitare il riassorbimento delle discromie. La lattoferrina, per essere efficace, deve essere adeguatamente protetta e veicolata: per questo motivo, in Kelairon, viene inserita in micelle (liposomi). I liposomi, particelle simili alle membrane plasmatiche, permettono alla lattoferrina di attraversare la cute e di essere assorbita, inoltre la proteggono dalla denaturazione: senza questo involucro la lattoferrina non potrebbe rimanere intatta ed essere quindi efficace. Kelairon grazie alla presenza della lattoferrina, sostanza di origine naturale, è ben tollerato, inoltre si assorbe velocemente, non ha aggiunta di profumi, non contiene alcol e non interagisce con i raggi solari. Il prodotto è disponibile in tre pratiche confezioni a seconda delle necessità: tubo da 50 ml, tubo da 30 ml e dispenser airless da 30 ml.

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LINEA KORPOCARE BIONIC SERUMS SIERI COSMECEUTICI ECO-BIOLOGICI

INNOVATIVA METODICA MEDICO-ESTETICA NON INVASIVA HIFU FINESSE

KORPOCARE, dipartimento cosmeceutico di Korpo, ha ideato una linea di sieri cosmeceutici ecobiologici, innovativi, formulati secondo un esclusivo sistema algoritmico e sinergico PCT. I sieri bionici KORPOCARE hanno tutti INCI verdi e sicuri, non contengono sostanze tossiche, conservanti, parabeni, paraffine, petrolati, siliconi, BHT, BHA, PEG e penetrano in tutti gli strati del derma. Fanno parte della linea Oro&Seta, Mito Gold C, Combi, R che donano risultati visibili fin dalle prime applicazioni: Oro&Seta, acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare cross-linkato con acido sebacico in acqua clusterizzata, lisina, valina, melatonina, andrografolide, vitamina B3 e oro puro omeopatico. Efficace idratante e illuminante, stimola la formazione di collagene e riduce i segni visibili dell’invecchiamento; Mito Gold C, vitamina C che non ossida e non

Negli ultimi anni è aumentata la richiesta di trattamenti non invasivi per ridurre le rughe del viso e la perdita di elasticità dovuta all’invecchiamento. Recentemente l’ultrasuono focalizzato è stato introdotto quale nuovo approccio per scopi terapeutici e cosmetici. È una tecnologia medico-estetica d’avanguardia che può ridare elasticità e sollevare in modo significativo diverse aree del viso, ridurre i segni dell’invecchiamento e migliorare il tono della pelle in un’unica sessione, con effetti potenzialmente di lunga durata. Si tratta di una procedura medica estremamente precisa che emette energia ultrasonica focalizzata ad alta intensità per una micro ablazione selettiva del tessuto interessato. La procedura HIFU FINESSE nel trattamento estetico della pelle del viso può essere personalizzata secondo le necessità di ognuno, attraverso il settaggio dell’energia e della profondità d’azione degli ultrasuoni emessi. La temperatura all’interno del tessuto può raggiungere oltre i 60° C nel punto focale per trattare lo Smas (Superficial Muscular Aponeurosis System), il derma e il tessuto sottocutaneo profondo. Quando la temperatura, nel punto in

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degrada perché il siero non contiene acqua, melatonina, andrografolide, vitamina B3, oro puro omeopatico. Potente antiossidante e schiarente, blocca la melanogenesi uniformando l’incarnato; Combi, retinolo e acido glicolico, vitamina C, che non ossida e non degrada perché il siero non contiene acqua, melatonina e andrografolide. Esfoliazione naturale e stimolazione del turn over cellulare cutaneo, corregge i segni dovuti alla perdita di collagene ed elastina, previene il fotoinvecchiamento, riduce le discromie cutanee; R, arginina, magnesio, melatonina e andrografolide. Potente idratante, antiossidante, elasticizzante, cross-linkante con effetto lifting globale.

Korpo srl Tel. 010.580335 - info@korpo.com - www.korpocare.com www.facebook.com/korpocare/ - www.instagram.com/korpocareofficial/

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cui si concentra, supera la soglia di 47° C (la soglia di denaturazione delle proteine), si arriva alla micro-coagulazione del tessuto interessato. HIFU FINESSE offre maggiore sicurezza nelle prestazioni. Il piezoelettrico centerless (forato), raffreddato dinamicamente, elimina la possibilità di calore eccessivo sulla superficie della pelle.

Biotec Italia srl Tel. 0444.591683 info@biotecitalia.com- www.biotecitalia.com


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Tabloid di Medicina Estetica 1/2019  

Quadrimestrale di attualità clinica, scientifica e professionale in medicina estetica

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