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Introduzione Sei seduto alla scrivania da dieci minuti, ma ancora nemmeno l’ombra di un’idea. Cambi penna, usi una matita, ma ancora nulla. Provi a spremere le meningi, porti le mani alla fronte e fai partire un massaggio benaugurante. Nulla. Il vuoto. Prendi in mano il foglio di carta, lo accartocci e lo getti nel cestino. Conclusione: non sei una persona creativa, quindi tanto vale perdere tempo. Ti riconosci in questa descrizione? Probabilmente si. Del resto ci siamo passati tutti: quando cerchi l’idea giusta questa non arriva mai. E’ regolare, quasi una legge di Murphy. Ma come mai accade? Nella maggior parte dei casi perché non ci siamo preparati a sufficienza, perché non abbiamo fatto i ‘‘compiti per casa’’; spesso, però, dipende dal fatto che non abbiamo ben chiaro come funziona la creatività. Essere creativi non è difficile, quando sai quali passi compiere. Sei alla ricerca della fatidica lampadina che si accende proprio quando ne hai bisogno? Inizia prendendoti del tempo tutto per te, armati di carta, penna ed impegno e grazie a qualche piccolo suggerimento troverai più in fretta la strada verso la meta. In questo white paper scoprirai che cos’è la creatività, in che modo funziona e come preparare la mente per essere più dinamica e creativa. Inoltre troverai 8 strategie di Creative Thinking che ti saranno utili durante la fase di brainstorming. Buona lettura!

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Strane abitudini Truman Capote, il celebre autore di Colazione da Tiffany, si definiva uno ‘‘scrittore orizzontale’’: componeva le sue pagine stando steso, con un bicchiere di sherry in una mano e la matita nell’altra. Valdimir Nabokov era invece fissato con le schede: scrisse la maggior parte dei suoi romanzi su cartoncini di 7x12 cm che venivano poi ordinati, pinzati e conservati in sottili scatole. Il grande oratore greco Demostene, terrorizzato dal vizio di procrastinare, si obbligava a comporre le sue orazioni radendosi i capelli su metà della testa; questo piccolo accorgimento lo faceva apparire ridicolo, spegnendo così il suo desiderio di uscire. Dello stesso avviso era Victor Hugo, che chiedeva al valletto di nascondergli i vestiti affinché fosse costretto a rimanere nelle sue stanze a comporre. Quelle che apparentemente sembrano bizzarrie da star, manie da prime donne, sono invece delle personali abitudini dettate da un solo desiderio: mantenere alta la creatività. Prima ancora che fantasia e inventiva, creatività significa impegno, disciplina, metodo e abnegazione. Il mito dell’illuminazione improvvisa, quella che ti coglie quando meno te l’aspetti, è stato negli anni rivisto e corretto. Le ‘‘lampadine’’ spuntano ancora nei momenti più inattesi, ma non sono il frutto di una capacità creativa divina o magica, bensì il risultato di un profondo e attento lavoro di preparazione. Se da un lato sono molte le persone che si possono definire ‘‘fantasiose’’, lo stesso non avviene quando si parla di creatività. Questa infatti presuppone la soluzione pratica di un problema, il raggiungimento di un risultato utile, come definito da Annamaria Testa: ‘‘La creatività è uno stile

di pensiero che si esprime in processi mentali caratteristici. Procede essenzialmente per associazioni tra idee, concetti, fatti, e dà origine a idee e concetti nuovi, invenzioni, scoperte: insomma, a risultati tanto originali quanto efficaci’’. Ad Henri Poincaré, matematico, fisico teorico e filosofo naturale francese, dobbiamo una delle definizioni più stimolanti del concetto di creatività: ‘‘La creatività nasce dall’accostamento

inusuale di elementi disparati, che avviene a livello dell’inconscio e porta a un risultato utile’’ (Hapù, Vecchia 2003). Nel 1908, nel suo libro intitolato Scienza e Metodo, descriveva così il momento creativo: ‘‘Quel che più lascia colpiti è il fenomeno di queste improvvise illuminazioni, segno manifesto di un lungo lavoro inconscio precedente […] A proposito delle condizioni in cui avviene il lavoro inconscio, vi è un’altra osservazione da fare: esso è impossibile, e in ogni caso rimane sterile, se non è preceduto e seguito da un periodo di lavoro cosciente’’. Già ai primi del novecento gli studiosi avevano compreso ciò che è stato sintetizzato in modo ironico da Thomas Edison: ‘‘Il genio è per l'uno per cento ispirazione e per il novantanove per

cento sudore. Dunque, una persona geniale è spesso soltanto una persona di talento che ha fatto bene i suoi compiti’’.

I passi della creatività Descrivere il processo creativo non è semplice. Numerosi ricercatori, studiosi e scienziati si sono cimentati in questa prova, stilando ognuno degli elenchi di fasi che rispecchiavano il personale approccio all’atto creativo. Lo schema più conosciuto è quello proposto da Graham

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Wallas e Richard Smith, che nel 1926 scrissero il libro The art of thougt. In sintesi le fasi da loro indicate possono essere ricondotte a 4 passi: •

preparazione, durante la quale viene effettuata la raccolta del materiale e di tutte le possibili informazioni necessarie ad alimentare il processo creativo;

incubazione, ovvero l’elaborazione di ciò che è stato immagazzinato nella mente nella fase precedente. E’ il momento durante il quale tendono a formarsi le idee, dove si tracciano associazioni e connessioni tra elementi anche apparentemente molto distanti tra loro. Tale processo avviene sia durante sedute di pensiero conscio, sia nell’ambito dell’inconscio, ad esempio nel sonno. E’ in questa fase che si possono utilizzare le tecniche di creative thinking per suggerire alla mente nuove idee;

illuminazione, l’attimo in cui avviene l’intuizione che permette di guardare al problema in termini di soluzione. Spesso coglie all’improvviso, viene formulata dalla mente quando questa è pronta, dopo che l’incubazione ha raggiunto il suo apice;

verifica, l’ultima fase che caratterizza il processo creativo e che si concretizza nella valutazione delle alternative prodotte. Si determina il loro grado di fattibilità, si sondano vantaggi e svantaggi e si ipotizzano possibili varianti.

Le tecniche di creative thinking si inseriscono nell’ambito del secondo passo, l’incubazione, durante la quale stimoliamo la nostra mente a trovare nuove connessioni tra gli elementi che abbiamo precedentemente raccolto. Non tutti i processi hanno pari durata e, come non tutte le problematiche, richiedono gli stessi tempi di incubazione. Alcune volte può bastare un pomeriggio per trovare il giusto restyling di un sito web; in altri casi servono intere giornate per raccogliere tutto il materiale e condurre una buona preparazione. Le varie fasi non sono rigide, si compenetrano a vicenda, possono ripetersi anche più volte. L’illuminazione può rivelarsi durante un secondo step di verifica oppure saltare le tappe e farsi notare già dal principio. La cosa importante, soprattutto quando si è alle prime armi, è sviluppare una forma di disciplina che aiuti a seguire il processo il più possibile. Con il progredire dell’esperienza noterai come tutto diventa automatico, e sarà a quel punto che la creatività ti accompagnerà come una naturale e fedele alleata.

Fare i compiti a casa Come suggeriva Louis Pasteur: ‘‘La fortuna favorisce la mente preparata’’. Un momento imprescindibile nel processo creativo è la raccolta e lo studio del materiale. E’ necessario aver metabolizzato un gran numero di informazioni e contenuti su ciò che si sta indagando per stimolare la creazione di nuove connessioni. Libri, brochure aziendali, schede tecniche di prodotti, manuali, raccolte di articoli, white paper, collezioni di case history, ecc… sono tutti materiali utili per stimolare la creatività. Immagina la mente come un giardino: per dare buoni frutti dovrà essere preparato e concimato, solo allora vi cresceranno delle bellissime piante. Se non hai molto tempo a disposizione, dedica almeno un paio d’ore alla raccolta del materiale e la restante parte della giornata alla sua lettura e analisi. L’indomani mattina

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programma una sessione di brainstorming in cui mettere su carta tutte le idee che potrebbero essere germogliate nella tua mente. Lasciare una notte di intervallo tra la lettura del materiale e la fase creativa è una scelta molto efficace: durante il sonno la mente cosciente si riposa mentre quella inconscia lavora per te, creando connessioni e nuovi spunti tra la gran quantità di dati che le hai fornito. La mattina dopo sarai pronto per applicare le tecniche di creative thinking al tuo processo di generazione di idee.

Idee in fasce La fase di creazione delle idee è la più delicata, sulla quale la maggior parte delle persone si arena. Sembra facile mettersi davanti al foglio bianco con la libertà di riempirlo di qualsiasi cosa si voglia. Ma il blocco si manifesta non appena comprendiamo l’esigenza di risolvere un problema concreto, che si tratti di progettare un nuovo logo oppure di individuare la giusta soluzione per un problema architettonico. Durante la fase di creative thinking è bene sospendere il giudizio, soltanto così sarà possibile considerare a mente fresca, in un secondo momento, tutte le idee sul tavolo, valutandole in base al loro grado di utilità ed efficacia. Le nuove connessioni possono nascere anche da elementi profondamente distanti tra loro; giudicarli appena nati è la strada giusta per cestinare grandi idee ancora in fasce. Se da un lato la fase di generazione delle idee è molto stimolante, allo stesso tempo può rappresentare uno dei momenti più stressanti del processo creativo. La libertà di creare si scontra con la necessità di produrre qualcosa di concreto che soddisfi esigenze e tempistiche. A questo si aggiunge la scarsità di tempo che spesso caratterizza molti progetti. Per alcune persone questi termini appaiono limiti insormontabili, che provocano ansia e riducono le capacità cognitive. Per altri, invece, diventano un’opportunità da sfruttare per amplificare la propria creatività. Il segreto sta nel modo in cui ci serviamo del tempo e degli strumenti che utilizziamo per guidare il percorso creativo.

“Inscatolare” il tempo Quante volte ti è capitato di venir contattato per un progetto e di scoprire che la data di consegna è fissata per due giorni dopo? In questi casi molti si fanno prendere dall’ansia, la scadenza diventa una spada di Damocle che pende sulle loro teste e non riescono a concentrarsi. Parlare di creatività, in questi casi, è davvero difficile. Recenti studi hanno dimostrato come una certa dose di stress positivo sia l’ideale per mantenere focalizzata la mente e stimolare la creatività. I creativi ‘‘di mestiere’’ sanno che le deadline non sono limitazioni, bensì pretesti per trovare la giusta concentrazione. Lo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi fa notare "Contrariamente a quanto siamo abituati a

credere, […] i migliori momenti della nostra vita non sono i passivi […] momenti di relax[…]. I momenti migliori di solito si verificano quando il corpo di una persona o la sua mente si tendono ai limiti dello sforzo, in un desiderio volontario di realizzare qualcosa di difficile e di cui vale la pena". Il segreto sta nel modo in cui vivi questi momenti di stress. Cerca di riformulare la fonte del tuo disagio, non vivere la limitazione come una perdita bensì come un regalo. Con il tempo e l’esercizio scoprirai che sarà più semplice trovare l’idea giusta quando le tempistiche sono

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pressanti rispetto a quando hai ---apparentemente- molto tempo a disposizione. L’eccessiva libertà porta a procrastinare, a rimandare le decisioni da prendere. Più tempo ti dai, più sarà difficile rimanere concentrato su ciò che devi portare a termine. Per allenarti a vivere le deadline come opportunità ti suggerisco di iniziare praticando il ‘‘Timeboxing’’. Conosciuto e ampiamente applicato nel campo dello sviluppo software, questa tecnica prevede di dedicare degli slot di tempo ben definiti a una serie di operazioni necessarie per portare a termine il progetto. Con delle tempistiche chiare non ci sono rischi di rimandare le attività e perdere tempo, a tutto vantaggio di un processo più veloce e snello. Per iniziare, prova ad applicare il Timeboxing alla tua sessione di creative thinking. Dato che si tratta soltanto di una delle fasi del processo creativo, ti consiglio di dedicarle almeno 10 minuti per un progetto piccolo, 20/30 minuti per un progetto complesso e 60/120 minuti per progetti molto complessi che richiedono più sedute di brainstorming nelle quali sono coinvolte molteplici persone. E’ importante considerare che più tempo si dedica alla generazione delle idee, maggiore è la stanchezza intellettuale e fisica che inevitabilmente si accumula. Questo risulta dannoso soprattutto per coloro che si approcciano al percorso creativo per la prima volta. Quando ci si sente stanchi le idee faticano a venire, si prova rabbia, stress e si insinua in noi il dubbio di non essere capaci di creare. Perciò inizia l’allenamento al creative thinking con brevi sedute di 5/10 minuti e poi aumenta mano a mano che crescono le tue capacità. Nelle prossime pagine scoprirai 8 tecniche per generare idee: 8 semplici strumenti per ottimizzare le risorse e stimolare la tua mente a creare soluzioni nuove e innovative.

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Tecniche di Creative Thinking Mind Mapping Ampiamente utilizzato nel campo del copywriting, la tecnica del mind mapping suggerisce di creare delle mappe di parole che hanno lo scopo di stimolare la mente a cercare connessioni inusuali e creative tra elementi distanti tra loro.

Come si svolge Prendi un foglio di carta bianco e scrivi al centro l’obiettivo della tua sessione di pensiero creativo: può trattarsi di una parola, come il nome del nuovo brand che stai per lanciare; oppure una frase che sintetizza il problema che desideri risolvere, ad esempio ‘‘Trovare un simbolo originale per caratterizzare l’icona della nuova app’’. Dopo averlo scritto racchiudilo in un cerchio. Fai partire il cronometro: da ora hai a disposizione 5 minuti per riempire la parte restante del foglio con parole, frasi e schizzi grafici di tutto ciò che ti viene in mente collegato al concetto centrale. Può trattarsi di parole generiche, verbi, colori, nomi propri, luoghi, icone, scarabocchi e piccole emoticon. La cosa importante è che in nessun modo tu fermi il flusso dei pensieri. Non interromperti chiedendoti se quello che hai appena scritto abbia un senso. In questa fase non devi mai giudicare ciò che stai facendo. Al termine del tempo posa la penna e rilassati per un paio di minuti. Quindi riprendi in mano il foglio e osserva nel suo insieme quanto hai scritto: se ti sembra caotico e inconcludente, come se avessi rovesciato la tua mente sulla carta, hai fatto un buon lavoro! Ora guarda il foglio e lascia che gli occhi osservino ogni termine, ogni concetto, ogni parola. Inizierai a notare che alcuni elementi si richiamano a vicenda, emergeranno delle connessioni che al momento potrebbero sembrarti assurde ma che non dovrai giudicare. Limitati a evidenziarle con colori simili. Crea dei ponti grafici tra termini e concetti che ritieni di valore. A questo punto gettati a capofitto per altri 5 minuti rifinendo e sviluppando eventuali aspetti che trovi particolarmente interessanti. Traccia linee, disegna frecce, metti in evidenza parole nuove e concetti. Al termine dei venti minuti dovresti avere tra le mani un foglio pieno zeppo di segni grafici apparentemente senza senso. In realtà si tratta di uno scrigno ricco di spunti che potrai analizzare e valutare nella successiva fase di analisi. Sarà solo in quel momento che potrai cominciare a dipanare la matassa e ad addentrarti nei meandri delle connessioni appena create, alla ricerca di quelle più promettenti, efficaci e utili.

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Word Listing La tecnica del ‘‘word listing’’, letteralmente ‘‘elencare parole’’, è simile alla precedente e permette di produrre un numero elevato di input tra i quali individuare delle connessioni. La creatività opera prevalentemente per collegamenti e aiutarla con questo tipo di esercizio facilita l’individuazione di pattern e schemi che potranno essere sviluppati in un secondo momento.

Come si svolge Prendi un foglio di carta bianco e in cima, scrivi una parola chiave o una breve frase che riassuma l’obiettivo della tua seduta di creative thinking. Disegna tre colonne distinte lungo tutto il foglio. Nella prima, elenca il maggior numero possibile di termini e concetti correlati con il tema della tua ricerca. Fermati un attimo ad analizzare l’elenco che hai appena stilato: leggilo con cura e lasciati guidare dalla creatività. Evidenzia con un colore i concetti che, alla prima occhiata, ti sembrano più promettenti e stimolanti. A questo punto passa alla seconda colonna: in questa elenca tutti i termini che ti vengono in mente e che siano connessi con quelli che hai evidenziato nella prima colonna. Anche in questo caso, al termine della fase di scrittura, fermati un attimo e rileggi quanto hai scritto. Seleziona i concetti che ritieni più interessanti ed evidenziali con un colore. Come ultimo passo, nella terza colonna sviluppa e raffina con ulteriori parole i concetti che hai elencato nella seconda colonna. Metti da parte il foglio per un paio di minuti, il tempo di un caffè. Riprendilo in mano e con una matita rossa cerchia e collega gli elementi che, tra le varie colonne, ti appaiono in qualche modo connessi, collegati in uno o più aspetti. Queste catene di termini saranno il tuo punto di partenza per la successiva fase di analisi, nella quale valuterai le alternative e definirai gli input più interessanti da sviluppare.

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Picture Association A differenza delle parole, le immagini vengono percepite e processate dalla mente molto più in fretta. Come afferma Annamaria Testa su Nuovo e Utile (www.nuovoeutile.it), ‘‘Sia gli studiosi

del fenomeno che le persone che hanno sperimentato importanti intuizioni creative concordano comunque [sulla] capacità di visualizzare strutture complesse e di pensare per immagini (le immagini sono il codice psichico più denso e immediato. Per Jung la psiche è immagine. E per immaginare servono... immagini. Che, tradotte in parole, diventano narrazioni) sembra essere una componente ricorrente dell'attitudine a sviluppare pensiero creativo, anche al di fuori dell'ambito delle arti figurative: molte delle metafore relative alla creatività hanno carattere visivo (brancolare nel buio...avere un'illuminazione... lampo di genio)’’. I designer sono da sempre abituati a ragionare per immagini e simboli, ma questa tecnica può essere imparata e messa a frutto anche da chi si trova ancora alle prime armi con la creatività.

Come si svolge Il primo passo è raccogliere del materiale visivo che sia inerente al tema che stai sviluppando: immagini fotografiche, ritagli di giornale, pagine di brochure, cartoline, biglietti di mostre e concerti, ecc… Accanto a questi puoi collezionare anche schizzi fatti a mano, icone digitali stampate, illustrazioni di quotidiani o semplici emoticon scarabocchiate su post-it. Una volta raccolti gli spunti, disponili in ordine sparso su di una superficie. La scelta più efficace è di posizionarli sul pavimento o su una scrivania bassa, affinché tu possa avere una buona visione d’insieme guardandoli dall’alto. Prenditi 5 minuti e studia con attenzione tutto ciò che hai raccolto: cerca di individuare un ipotetico schema nel caos. Raggruppa gli elementi che ritieni siano collegati in qualche modo e crea degli insiemi visivi. A questo punto armati di penna e post-it e scrivi tutti i concetti che le singole immagini e gli insiemi nei quali le hai raccolte ti suggeriscono. Attacca ogni foglietto accanto all’elemento al quale si riferisce. Non limitarti a singole parole: esplicita un concetto in frasi, esprimi in modo sintetico che cosa una certa immagine ti comunica, spiega qual è il collegamento che hai notato tra un elemento visivo e l’altro. Cerca di fissare sulla carta l’essenza del ragionamento, la parte principale dell’ispirazione. Fotografa lo schema che hai appena ottenuto e stampa la foto in grande: sarà il tuo promemoria per la fase successiva. Anche in questo caso lascia passare del tempo prima di riprendere in mano il materiale. Lascia che i pensieri decantino. Soltanto in questo modo avrai la mente libera e fresca per analizzare quanto hai appena creato e potrai sviluppare con più acutezza le connessioni individuate.

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SCAMPER Checklist Ideata da Alec Osborn e successivamente raffinata nell’acronimo da Bob Eberle, SCAMPER è la risultante delle seguenti parole: substitute (sostituisci), combine (combina), adapt (adatta), modify (modifica), put to another use (trova un altro utilizzo), eliminate (elimina), reverse (inverti).

Come si svolge Il processo di creative thinking basato sul metodo SCAMPER è molto semplice: prendi il progetto/prodotto/idea su cui stai lavorando e sottoponilo alle indicazioni offerte dallo schema come fossero delle domande. Annota ogni risposta su un foglio di carta. Al termine del processo avrai tra le mani una serie di input tangibili da cui partire per rivoluzionare la tua idea di partenza. Ecco, ad esempio, una serie di quesiti che puoi porti: Substitute Quali materiali o features posso sostituire per migliorare il prodotto? Quali colori posso cambiare per rendere più incisivo il logo? Posso fare in modo che la app funzioni in sostituzione di qualcos’altro? Che cosa cambierebbe se sostituissi il linguaggio tecnico di questo messaggio con uno stile diverso, ad esempio ironico? Combine Che cosa accadrebbe se combinassi questa versione del software con quella immediatamente successiva? Come cambierebbe la app X se la unissi con quella Y? Migliorerebbe o peggiorerebbe? Quali elementi potrei combinare del vecchio prodotto con quello nuovo? Quali concetti potrei unire per trasmettere una vision ancora più forte della mia azienda? Adapt In che modo posso riarrangiare questo prodotto affinché possa essere utile per un altro scopo? E’ possibile modificare questa app esistente affinché si adatti ad un obiettivo diverso? Posso adattare il design esistente ad un nuovo messaggio? Quali altri segmenti di mercato possono adattarsi alla filosofia del mio brand? Modify Come posso modificare la forma, l’aspetto e la personalità del mio prodotto? Quali forme posso aggiornare nel mio logo pur mantenendolo riconoscibile? Quali elementi del mio brand posso enfatizzare per farlo comunicare con maggior efficacia? Quali caratteristiche della app posso aggiornare per renderla più desiderabile? Put to Another Use Posso suggerire un nuovo utilizzo per questo prodotto? Quale altro target potrebbe utilizzare questa app? Per fare che cosa? Questo design potrebbe funzionare con le stesse forme anche in un altro settore? Posso riutilizzare le features scartate per creare un nuovo software?

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Eliminate In che modo posso semplificare questo prodotto? Quali funzioni della app possono essere eliminate senza diminuirne il valore? Quali pulsanti posso eliminare senza pregiudicarne l’usabilità? C’è un modo per rendere questo prodotto più sottile/leggero/colorato/semplice da utilizzare? Reverse Che cosa accade se cambio l’ordine della procedura? Come si modifica il logo se inverto i colori? Quale nuovo messaggio emerge se utilizzo dei termini opposti nella tag line? Come posso riorganizzare questo prodotto?

Idea Inversion Simile all’ultimo punto della SCAMPER Cheklist, il concetto dell’inversione delle idee fa parte della filosofia del pensiero laterale. Lo scopo di questo esercizio è quello di prendere un’idea sulla quale ci si è arenati e capovolgerla completamente in ogni sua parte. Quello che apparentemente può apparire un semplice esercizio di fantasia, si rivela in molti casi un punto di partenza per sviluppare e ampliare singoli aspetti di un progetto che precedentemente non erano stati considerati. Questa tecnica offre un punto di vista diverso e opposto su di un argomento. Il fine ultimo non è sovvertire il normale ciclo delle cose, bensì individuare connessioni nuove mai prese in considerazione. Secondo Philip Kotler, guru del marketing, un classico esempio di inversione è il caso dei negozi 7-Eleven Japan: specializzati nella vendita di prodotti alimentari, beni di consumo e bevande 24 su 24, hanno rischiato un grosso colpo dall’avvento del commercio elettronico. Forti di un numero elevatissimo di punti vendita sparsi in tutto il mondo, hanno pensato di ‘‘invertire’’ il loro core business trasformandosi in ‘‘negozi che non vendono’’ (inversione del concetto ‘‘Negozi che vendono’’). I punti vendita sono stati trasformati in centri per l’ordinazione, il ritiro ed il pagamento di prodotti acquistati su internet. Ogni qualvolta si emette un ordine online, è possibile ritirare la merce in un negozio 7-Eleven. Un secondo caso di inversione individuato dallo stesso autore è costituito dalle ‘‘pizze surgelate’’: in Spagna il successo di questo prodotto alimentare ha ridotto le consegne a domicilio delle pizze del 30%. L’idea è nata dall’inversione del concetto ‘‘consegna delle pizze’’ vs. ‘‘pizze che non vengono consegnate’’.

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Free-Form Sketching Scarabocchiare in libertà è uno dei passatempi preferiti dai designer. Prendere carta e penna e dare libero sfogo alla propria immaginazione è un esercizio che permette di allentare le tensioni mentali e concedersi un momento di puro relax. Scarabocchiare è una pratica che tutti noi facciamo comunemente, sia quando siamo al telefono, sia durante una conferenza. In molti casi è un espediente che migliora la concentrazione, in altri un piccolo svago che non compromette la giornata lavorativa. Il Free-Form Sketching può essere applicato come tecnica di generazione delle idee anche da chi non ha dimestichezza con il disegno. Basta saper riprodurre le forme base della geometria per essere in grado di scarabocchiare volti, case, scatole, frecce e costruzioni.

Come si svolge Il procedimento è lo stesso del mind mapping, solo che al posto delle parole vengono utilizzati in prevalenza schizzi e disegnini. Il vantaggio rispetto alla prima tipologia di creative thinking è che lavora prevalentemente a livello visivo, stimolando la creatività in modo diverso rispetto alle parole. I disegni invitano a un pensiero più immediato, meno razionale e più creativo.

“Yes, and…” Potremmo tradurlo come un ‘‘Si, e poi…’’. Si tratta di un’esortazione da fare ogni volta che viene presentata una nuova idea. E’ una pratica molto utile e proficua da utilizzare durante le sessioni di brainstorming di gruppo: si lancia uno spunto, si attende che uno dei partecipanti formuli una prima idea e poi si chiede agli altri presenti di raffinare il loro punto di vista sull’idea aggiungendo qualche dettaglio in più.

Come si svolge Ad esempio, poniamo che l’affermazione iniziale sia ‘‘Si potrebbe pensare a una app che sia in

grado di scattare delle fotografie come se fossero delle fototessere. Come quelle utilizzate nei documenti.’’ A questo punto si raccoglie l’idea e la si passa a un altro partecipante con la domanda ‘‘E poi?’’. Uno dei partecipanti potrebbe aggiungere ‘‘Si, e poi potremmo fare in modo che le fotografie possano essere stampate direttamente sulla carta mandando un ordine con un apposito tasto…’’. Un terzo potrebbe inserirsi ‘‘…si, e poi potremmo fare in modo che le foto stampate possano essere ritirate in un punto vendita vicino a casa, magari al supermercato…’’. E via discorrendo, finché si sono raccolti abbastanza input da valutare nella successiva fase di analisi. Questo semplice scambio di battute sollecita la fantasia e spinge le persone a non fermarsi alla prima idea. Nei principianti, ciò che spesso interrompe il flusso creativo è la presunzione che il primo pensiero possa bastare, che sia sufficientemente valido per essere passato alla fase di sviluppo. Vagliare tutte le possibile alternative aiuta a raffinare gli input, consentendoti così di arrivare a delle idee più precise e operative che sarà più facile valutare.

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Riempire gli spazi Un tipico passatempo da fare sotto l’ombrellone con i bambini è quello di riempire gli spazi bianchi di una storia con dettagli e particolari originali. Un esempio potrebbe essere: ‘‘C’era una volta un _______ che era stanco di _______ e così decise di _______’’. Gli spazi bianchi possono essere riempiti con fantasia per creare combinazioni inusuali e divertenti. Lo stesso schema può essere utilizzato per una sessione di brainstorming per generare idee bizzarre e connessioni singolari. In questo caso l’oggetto dell’ipotetico racconto sarà il tema centrale del problema che devi risolvere.

Come si svolge Un esempio di creative thinking condotto con questo schema potrebbe presentarsi in questo modo: Il prodotto al quale sto lavorando assomiglia a _______ perché ______ e potrebbe fare

_________ Con questo approccio potrai individuare delle similitudini da cui sviluppare, ad esempio, nuove caratteristiche.

Questo design mi ricorda ______ e quindi potrebbe comunicare anche ______________ In questo secondo caso l’esercizio punta a individuare dei messaggi aggiuntivi, che possono essere sviluppati in fase di restyling. Questa tecnica è molto utile soprattutto quando ci si trova arenati su determinati aspetti di una problematica e non si è in grado di uscire da certi loop mentali. I risultati diventeranno di volta in volta più creativi se ti concentrerai non soltanto sull’originalità delle risposte ma anche sulla singolarità delle affermazioni.

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Le 12 regole del buon creativo Creativi si nasce o si diventa? Un po’ e un po’. Ci sono persone che manifestano spiccante doti in campo creativo, per le quali gli input provenienti dall’ambiente in cui crescono diventano stimoli per raggiungere l’eccellenza (si pensi a Mozart). Allo stesso tempo vi sono individui che, con impegno e dedizione, scoprono la propria creatività e la tengono viva e in movimento con l’esercizio quotidiano. Per essere creativi è importante ‘‘pensare da creativi’’, ovvero considerare l’ambiente che ci circonda come un grande contenitore di stimoli e possibilità. Accanto a questo ci dev’essere una buona dose di curiosità, il giusto pizzico di insoddisfazione e una visione ottimistica della vita. Ecco nel dettaglio quali sono le 12 linee guida che aiutano la creatività. 1. Sii curioso Guarda il mondo con occhi nuovi e sempre interessati. La tua creatività si alimenta di novità, per cui presta attenzione a ciò che ti circonda e sii pronto a trovare in ogni cosa un nuovo stimolo. 2. Non farti spaventare dai problemi Come Michelangelo che, guardando un blocco di marmo, vedeva la statua in attesa di mostrarsi, così le persone creative vedono nei problemi delle soluzioni da far emergere. Non farti spaventare dalle limitazioni: usale a tuo vantaggio come delle leve per sollevare il mondo. 3. Credi nelle tue idee Non lasciare che un commento negativo ti abbatta. Non giudicare i tuoi pensieri prima ancora di averli formulati. Devi essere il primo a fidarti della tua creatività. Le idee tenute al sicuro nella mente non diventeranno mai grandi progetti. 4. Metti l’entusiasmo in ogni cosa che fai Alzati al mattino con la consapevolezza che a fine giornata avrai trovato una soluzione. Vivi il tuo lavoro come un pretesto per pensare grandi idee. Il segreto sta nel modo in cui consideri le tue mansioni quotidiane: non portare avanti i progetti per il solo bisogno di farlo, ma vivili come un’opportunità per migliorare, sempre. 5. Sii perseverante Non rimandare a domani ciò che potresti fare oggi, non fermarti alle prime difficoltà, non lasciarti andare quando le cose diventano complicate. Un grande creativo è colui che crede nelle proprie idee e ha il coraggio e la forza di portarle avanti. 6. Guarda al mondo con ottimismo Essere negativi e disfattisti non aiuta. Trova la chiave della positività in ogni sfida che incontri, in ogni situazione che vivi. Perché anche il celebre bicchiere non è mezzo vuoto: è metà pieno d’acqua e metà pieno d’aria. 7. Non accontentarti Guarda il mondo con ottimismo ma nota anche i suoi piccoli difetti. Dietro a un elemento debole si possono nascondere le potenzialità per una nuova e rivoluzionaria idea.

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8. Non giudicare in modo negativo I giudizi negativi sono la prima causa di morte di un’idea. Sia che provengano da altri, sia che li formuli tu stesso mentre sei ancora nella fase creativa, il modo in cui definisci un pensiero diventa spesso il capolinea di un’idea. Sospendi il giudizio nella fase creativa e rimanda le critiche al momento della verifica. Metti da parte la tua indole da ‘‘Questa idea è propria una stupidaggine’’ e sostituiscila con un più tranquillo ‘‘Forse non è la scelta giusta; la terrò comunque da parte per la prossima volta’’. 9. Lasciati influenzare dal contesto Impara a fidarti di ciò che ti sta attorno. Non limitarti a osservarlo: studialo e cerca di capire quali sono i luoghi e gli ambienti che ispirano maggiormente la tua creatività. Artisti, architetti, designer hanno tutti il loro spazio ideale in cui isolarsi per creare. Alcuni lo trovano tra le pareti di casa, altri escono all’aria aperta, altri ancora scoprono questo spazio all’interno, una bolla di concentrazione dove isolarsi anche se sono in una metropolitana affollata. 10. Cerca nuovi punti di vista Contemplare la città dall’alto non è lo stesso che osservarla dal marciapiede. Accade anche con i problemi: visti da una certa prospettiva ci sembrano insormontabili come grattacieli, ma se li guardi da un altro angolo scopri che in realtà non sono altro che piccole casupole. Impara ad osservare le sfide da più angolazioni: non soltanto le troverai più semplici, ma scoprirai anche strategie originali per affrontarle. 11. Ama l’inaspettato Siamo talmente abituati a controllare il nostro tempo e le nostre giornate che davanti agli imprevisti ci sentiamo del tutto impreparati, in preda all’ansia. Impara a vivere questi momenti come un’opportunità: il tuo aereo è in ritardo? Hai appena guadagnato del tempo libero per leggere o pensare. Un nuovo cliente ha anticipato la consegna del progetto a domani mattina? Organizza un bel gruppo di lavoro e vivi una serata di creatività in ufficio. Ogni situazione può essere riconsiderata a tuo vantaggio. 12. Non lasciarti spaventare dai fallimenti Infine, ricordati che non rischia di sbagliare soltanto chi non fa nulla. Gli errori fanno parte del processo creativo, sarebbe assurdo pensare di non farne. Non vederli come cadute: immaginali come gradini che ti porteranno verso il successo.

A proposito dell’autrice La dott.ssa Elena Veronesi è consulente di comunicazione visiva e direttore creativo della Creative Park Srl. Lavora nel settore comunicativo da oltre 10 anni e nella sua carriera ha collaborato con numerose agenzie pubblicitarie in tutta Italia. Da alcuni anni, al ruolo di consulente aziendale ha affiancato quello di formatrice, tenendo corsi sul marketing e la comunicazione visiva presso enti e aziende. E’ relatrice Smau, dove tiene workshop dedicati al web design e alla comunicazione efficace. Insieme a Filippo Toso organizza vari seminari sul territorio nazionale tra cui il Persuasive Web Marketing Seminar e Mastering Landing Pages Seminar. Il suo blog è www.elenaveronesi.com

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