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CORTINA Sci Club MAGAZINE 2019/20


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I T U L A S Sindaco di Cortina

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on grande orgoglio porto il mio personale saluto e quello di tutta l'Amministrazione Comunale allo Sci Club Cortina, che presenta la sesta edizione del proprio magazine. Uno strumento

prezioso che permette, a tutta la comunitĂ e agli ospiti della Regina delle Dolomiti, di conoscere le attivitĂ  di un club con 116 anni di storia e oltre 100 atleti uniti dai medesimi valori di impegno, determinazione, costanza e amicizia. Questo sodalizio, profondamente radicato nel territorio, ha difeso il nome di Cortina lungo le piste di tutto il mondo grazie al valore dimostrato dalle proprie squadre. Lo Sci Club Cortina, infatti, accompagna sin dai primi passi i giovani appassionati di questa disciplina, mantenendo intatto

l'entusiasmo anche nelle categorie Senior e Master. Al piacere di sfogliare alcune pagine di storia sportiva della Regina delle Dolomiti, aggiungo dunque l'augurio di buon lavoro a tutti i collaboratori e agli atleti in vista della prossima stagione invernale e dei grandi eventi internazionali, che caratterizzeranno nei prossimi anni la vita di sportivi, cittadini e ospiti di Cortina d'Ampezzo.

Gianpietro Ghedina Sindaco di Cortina d’Ampezzo

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I T U L A S Presidente della FISI

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o Sci Club Cortina regala ormai da anni grandi soddisfazioni al nostro movimento: sono tanti i talenti cresciuti, alcuni dei quali hanno poi rappresentato l'Italia nel mondo ai più alti livelli. Frutto di un lavoro straordinario, che tutti devono conoscere: in virtù di ciò, la sesta edizione del ma-

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gazine rappresenta l'occasione ideale per rendere noto agli appassionati ogni dettaglio sulle vostra attività. Ma non solo: l'obiettivo è anche quello di fornire ai giovani aspiranti atleti, nonché ai loro genitori, tutte le informazioni possibili per avvicinarli in modo consapevole alla propria disciplina preferita. Il tutto in una stagione speciale per Cortina, che ospiterà le Finali della Coppa del mondo di sci alpino maschile e femminile. Un antipasto dei Mondiali del 2021, un appuntamento imperdibile e

molto atteso dagli amanti del nostro sport. Nel ringraziarvi per il grande impegno quotidiano, auguro allo Sci Club Cortina una stagione piena di soddisfazioni, sicuro che la grande passione dei dirigenti e dei tecnici, non possa far altro che portare costantemente al raggiungimento degli obiettivi prefissati, in primis la crescita sportiva e umana dei propri tecnici e atleti.

Flavio Roda Presidente FISI


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I T U L A S

Presidente della FISI VENETO

È

sempre una pubblicazione molto attesa il “magazine” dello Sci Club Cortina, prestigioso strumento di comunicazione e raccordo tra la vasta base di associati, utile non solo per presentare gli appuntamenti e gli impegni della stagione, ma anche per continuare ad alimentare quel necessario “senso di appartenenza” ad uno dei

sodalizi più prestigiosi espressi nella storia degli sport invernali, non solo nazionali. Il “Cortina” rimane uno dei pilastri sportivi e sociali del territorio, e nella sua storia sono condensati oltre 100 anni di agonismo, promozione, sviluppo sociale, turistico ed economico: tutti fattori che hanno permesso alla cittadina ampezzana di diventare un grandissimo punto di riferimento nel mondo, gioiello e vanto del “Made in Italy”. Non possiamo perciò che esaltare tutta l’attività svolta in tale ambito, ricordando soprattutto le decine di giovani che, nelle varie discipline, sono avviati e poi seguiti in tutte

le loro fasi di vita sportiva e non solo, oltre alla fedeltà federale da sempre espressa dal sodalizio. Con l’impegno anche dello Sci Club, Cortina è ritornata nell’eccellenza organizzativa mondiale, potendo ora raccogliere i meritati ed abbondanti frutti derivanti dalle ormai imminenti scadenze con eventi che nei prossimi anni arriveranno, come le Finali di Coppa del mondo, i Campionati mondiali di sci alpino e i Giochi Olimpici invernali. Cortina è perno dello sviluppo non solo turistico del territorio dolomitico veneto e, quindi, patrimonio comune. Invio, quindi, a nome del Comitato Veneto della Federazione i doverosi complimenti allo Sci Club per questa ennesima iniziativa e, quindi, auguro un’ottima stagione e buona lettura a tutti.

Roberto Bortoluzzi Presidente Comitato Veneto Fisi

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La nuova veste della sede dello Sci Club Cortina disegnata dallo studio Architetti Bernardi


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E N I Z A G A M IL Al via la stagione 2019-20

di Igor Ghedina, vice presidente Sci Club Cortina

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stata molto impegnativa, in particolare per le numerose gare che abbiamo organizzato, e ci ha dato nel complesso grandi soddisfazioni. All’interno delle graduatorie di merito degli Sci Club d’Italia, pubblicate dalla FISI, quest’anno abbiamo fatto un netto salto in avanti: siamo il nono Sci Club in Italia nel totale delle attività, in cui sono comprese anche le gare organizzate durante la stagione, alle spalle di quattro Corpi militari e solo quattro altri club civili. Inoltre siamo 44mi per il Biathlon, 22mi per lo Sci Nordico, 11mi per lo Sci Alpino. Si tratta del miglior

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a lunghissima e impegnativa stagione invernale dello scorso anno, nonché quella estiva per la preparazione dei nostri atleti, sono oramai alle nostre spalle, e il nostro Sci Club è pronto per affrontare al meglio un altro inverno che ci auguriamo sarà pieno di soddisfazioni. Il magazine della stagione invernale 2019/20 è ancora una volta in distribuzione per raccontare quanto fa lo Sci Club Cortina con tutto il suo staff: consiglieri, tecnici, genitori, atleti. L’attività della scorsa stagione è

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Foto: Giuseppe Floridia

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risultato degli ultimi dieci anni, che ci fa molto onore e prestigio a livello regionale e nazionale. La nostra intenzione è di continuare così e di cercare di dare sempre il massimo. La stagione 2019/20 ha come importante appuntamento tecnico le finali di Coppa del mondo di sci alpino. Ho solo un rammarico, e cioè di non poter vedere un nostro atleta scendere tra le fantastiche piste della Tofana durante quelle feste sportive di livello internazionali. Ci sarà tempo per sperare in un futuro, chissà, forse olimpico! Divertitevi a sfogliare le pagine del nostro magazine che vi racconta bene chi siamo, e, se volete, passate a trovarci per condividere con noi la passione e la voglia di stare assieme nella nuova sede completamente rinnovata. Un grazie va agli inserzionisti e agli sponsor che ancora adesso ci onorano della loro collaborazione, e sostengono l’attività di questo club, che occupa oltre 100 ragazzi tra sci alpino, nordico e biathlon. Questo è stato il mio ultimo anno da presidente: il timone passa a Vladimiro Pomarè. Auguro a tutti una buona stagione di sci e una buona lettura.

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E D E S NUOVA per lo Sci Club Cortina

Lo spazio in piazzetta San Francesco è lo stesso, ma è stato rivisto e ridistribuito seguendo il progetto dell’architetto Valentina Bernardi, grazie all’aiuto di numerosi volontari di Marina Menardi

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n’entrata con una reception con i pavimenti nuovi in legno, di fronte alla porta, con un bancone in legno massiccio; dietro al bancone lo spazio per la segretaria o per chi riceve, e alle spalle quattro scaffali in legno con i trofei e le coppe vinte negli anni dallo Sci Club Cortina: questo il look a prima vista entrando nella sede dello Sci Club Cortina, in piazzetta San Francesco, completamente rifatta, in uno spazio che è lo stesso di prima, ma rivisto nella disposizione secondo un progetto realizzato dall’architetto Valentina Bernardi. La disposizione delle coppe riempie anche la parete a sinistra, entrando, con alcuni spazi dove verranno poste delle foto di atleti sia del settore Nordico, che dell’Alpino. Alla base dell’idea della nuova immagine della sede, come ha spiegato l’arch. Bernardi, c’è l’idea «poca spesa e molto effetto. Si è partiti dalle coppe e trofei in vista, perché è ciò che i bambini abbinano alla loro attività nello Sci Club, è ciò che vorrebbero vedere entrando». Dalla reception vi è poi l’apertura per il passaggio sulla sinistra del bancone alla sala riunioni, fatto riproducendo il “tunnel” che si trova alla partenza delle gare di

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sci. «Anche questo riporta i ragazzi all’ambiente delle gare. L’idea di base è di fare un posto semplice e ripetibile ovunque come immagine, una scatola che posso portare in giro ovunque, se vado a fiere, o da qualche parte, con un’immagine forte e coerente dello Sci Club Cortina». Il retro è stato separato e sistemato in modo che la segretaria possa lavorarci da sola, senza essere vista da chi

entra nella reception. La vetrina è rimasta uguale, ma ora non vi saranno tende o saracinesche: dall’esterno si vedrà l’interno che rappresenta la nuova immagine dello Sci Club Cortina. Molto soddisfatto il vice presidente Igor Ghedina: «Il cambiamento dell’immagine della sede rappresenta un cambiamento dell’immagine dello Sci Club. È stato un lungo lavoro realizzato con l’aiuto


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di moltissimi volontari. Un ringraziamento particolare a Vladimiro Pomarè, che ha dedicato tantissimo tempo a questo progetto, spingendo per la sua realizzazione. Un rinnovamento che non si vede da circa quarant’anni, almeno dagli anni Ottanta». Hanno partecipato ai lavori Davide Pavan per i pavimenti, l’impresa Zoldan per la parte strutturale, tre falegnami per la parte in legno: Silvio Alverà, Alberto Dimai, Elio Menardi. Marco Pompanin ha realizzato in ferro gli sciatori stilizzati posti sul bancone di fronte all’entrata. Pomarè si è occupato, tra le varie, dell'impianto elettrico. Era presente all’inaugurazione anche il presidente regionale della Fisi Bortoluzzi. «Con oltre 100 anni di storia mi sembra giusto che lo Sci Club Cortina abbia una sede così bella, nella quale sarà un piacere ritrovarsi. Complimenti ai dirigenti e a tutti coloro che hanno lavorato».


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O N I P L A SCI Attività

a cura di Michele Di Gallo

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attività delle categorie dello sci alpino è proseguita senza soluzione di continuità già a partire da maggio 2019. Rispetto all’impostazione degli anni passati, è ormai consolidata l’esperienza di non interrompere bruscamente l’attività a fine inverno (che per lo Sci Club

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Cortina significa fine aprile), ma di proseguire con un lavoro di mantenimento e di inizio della preparazione fisica nelle settimane che portano alla fine della scuola, per poi “staccare” brevemente solo nel periodo di fine giugno (in concomitanza degli esami scolastici o delle vacanze al mare di molte famiglie).

Sulla base di programmi di lavoro differenziati per le tre fasce di età dei Pulcini, dei Children e dei Giovani, l’estate è stata impegnata con la preparazione atletica, sempre con la regia di Matteo Gandini, e con una intensa attività in ghiacciaio.


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lunga e ricca di impegni. Un ringraziamento va a Federico Gaspari, che ha scelto altre strade professionali dopo molti anni di collaborazione col club, e al giovane Nicolò Menegalli, che ha preferito tornare più vicino a casa dopo una ottima esperienza nella passata stagione. L’altro progetto molto ambizioso del club, è quello di una più efficace collaborazione con lo Ski Team, il gruppo agonistico della Scuola sci Azzurra.

La scelta è stata quindi quella di integrare ufficialmente negli staff del club Barbara Frizzarin, che diventa responsabile della categoria Baby con la collaborazione di Cristina De Walderstein, e Martina Dandrea, che supporterà Alex Verocai e Paolo Valente nella categoria cuccioli. L’esperienza di Barbara e Paolo ci auguriamo siano il valore aggiunto per un programma nella categoria Pulcini ancora più strutturato ed efficace di quanto fatto negli ultimi inverni.

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Rispetto alla stagione 2018/19, sono state effettuate alcune scelte molto nette da parte della Commissione Tecnica. Nella categoria Giovani, è stato creato un gruppo ristretto di 8 atleti, tutti in orbita Comitato Veneto, che seguirà un programma di lavoro molto strutturato, con la disponibilità di due allenatori per tutto il periodo estivo ed invernale: questa scelta mira ad innalzare la qualità dell’allenamento, con l’obiettivo di poter mettere i ragazzi nelle condizioni di crescere verso risultati ancora più ambiziosi del passato. In parallelo, continua l’attività classica per tutto il gruppo Giovani, con l’aggiunta di un focus specifico per coloro che si preparano alla selezione maestri di sci, grazie all’aiuto dell’Istruttrice nazionale Amelia Bisicchia. Lo staff tecnico ha subito una piccola rivoluzione: Roberto Gillarduzzi rimane il tecnico responsabile, affiancato da due giovani allenatori con alle spalle delle ottime esperienze nelle medesime categorie; ci saranno quindi Alvise De Martin, fresco di esperienza in squadra nazionale C, e Alessandro Limongi, proveniente da ottime annate al Dolomiti Cadore, a coadiuvare Roberto in una stagione che si preannuncia

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Anche qui un sentito ringraziamento ad Amelia Bisicchia, che dopo alcuni anni di collaborazione prosegue il suo percorso professionale su altre strade. Infine, dopo un anno di stop, riparte il progetto del pre-agonismo, affidato all’entusiasmo di Cristina. Per questo progetto, un caloroso ringraziamento va alla Volksbank, che ha creduto fortemente nell’iniziativa che mira ad avvicinare al club i bambini di Cortina della fascia super Baby. Infine, siamo soddisfatti di essere riusciti a confermare in toto lo staff della categoria Children, che vede Edoardo Zardini, Matteo Picozzi, Michele Garbin e Pietro Fontana prendersi cura di un agguerrito gruppo di 30 atleti.

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ATTIVITÀ ESTIVA La preparazione atletica è stata sviluppata sulle linee guide impostate da Matteo Gandini, il quale ha avuto il supporto sul campo dei vari allenatori. Nel mese di luglio, i ragazzi della categoria Children hanno vissuto una bellissima esperienza partecipando ad camp promosso dalla associazione Pro-S a Lignano: un momento di ritrovo di giovani atleti provenienti da differenti discipline sportive, che hanno potuto condividere una settimana di lavoro sotto gli occhi di tecnici esperti e specializzati in varie discipline. Per i Pulcini, confermatissimo invece il ritiro atletico incentrato sull’acrobatica, che risulta essere sempre un elemento di aggregazione e divertimento per i piccoli atleti. Il programma in ghiacciaio ha previsto moltissime giornate di trasferta, utilizzando come in

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passato lo Stelvio come palestra principale. La categoria Children ha preferito ridurre le uscite, aumentando i giorni di permanenza per ogni ritiro.

Il gruppo dei Giovani ha invece avuto la possibilità di girare vari ghiacciai, in particolare Saas Fee, alla ricerca delle migliori condizioni di allenamento.


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ATTIVITÀ INVERNALE L’inverno si preannuncia ricco di attività e di novità. Le abbondanti precipitazioni di novembre consentiranno di mettere gli sci ai piedi in valle molto presto, potendo contare sull’apertura di tutte le piste in largo anticipo rispetto all’ultimo inverno. C’è molta attesa per la possibilità di allenarsi sulla nuova pista Lino Lacedelli, sviluppata alle 5 Torri durante l’ultima estate: l’impianto, progettato con focus specifico sull’agonismo, darà sicuramente un valore aggiunto per l’allenamento dei nostri ragazzi, assieme alla pista A del Druscié, che sarà meglio fruibile dopo i lavori del 2018, grazie alla messa in funzione della nuova ovovia con fermata intermedia a Colfiere. Dal punto di vista dell’organizzazione gare, dopo due annate oltremodo gravose per tutto il club,

la scelta è stata quella di ridurre l’impegno per la stagione entrante, che vedrà lo Sci Club protagonista solo dell’organizzazione della selezione regionale di GS dell’Alpe Cimbra. Rimane però confermata la par-

tecipazione di molti dei nostri allenatori nello staff tecnico che organizzerà le Finali della Coppa del Mondo 2020, a riprova della preparazione e della passione dei nostri tecnici.

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O N I P L A SCI Organizzazione

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e squadre dello sci alpino, per la stagione 2019/20, sono organizzate in cinque team: gruppo pre-agonismo (anni 2012/2013), squa-

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dra Pulcini (Baby e Cuccioli, nati dall’anno 2011 all’anno 2008), squadra Children (Ragazzi e Allievi, nati dal 2007 al 2004), squadra Giovani (nati dal 2003 al 1999),

gruppo Senior e Master. In totale parteciperanno all’attività oltre 100 atleti seguiti da uno staff di 13 allenatori e 2 preparatori atletici.


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Gruppo Baby (2011/2010) ALLENATRICI:

Barbara Frizzarin e Cristina de Walderstein

Preparatrice atletica: atletica:: Alessandra Vidori ATLETI:

Alex De Lazzer, Giorgio Maria Ferlin, Jacopo Fontana, Sofia Maioni, Carolina Moretti, Matteo Piovesana, Angelo Rinaldi, Riccardo Tassi, Alessandro Tognana e Costantino Travagli

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Gruppo Cuccioli (2009/2008) ALLENATORI:

Alex Verocai, Paolo Valente e Martina Dandrea

Preparatrice atletica:: Alessandra Vidori ATLETI:

Alessandro Alverà, Nicola Alverà, Nicola Bachmann, Anna Bozza, Lucrezia Caretti, Filippo Dandrea, Davide Fornaro, Allegra Frizzarin, Mattia Gianese, Lavinia Guerresco, Lisa Maioni, Nikolas Majoni, Leonardo Mattioni, Niccolò Ona, Emma Panizzuti, Giacomo Persico Vianelli, Alessandra Sofia Pianon, Noemi Pizzolotto, Camilla Protti, Margherita Protti, Giovanni Tognana e Mattia Valente


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Gruppo Ragazzi (2007/2006) ALLENATORI: Pietro Fontana e Michele Garbin ATLETI:

Giulia AlverĂ , Massimo Caproni, Alessandro Degli Esposti, Edomondo Maurizio Durishti, Clemente Gandini, Luca La Porta, Agnese Pais Bianco, Annabarbara Passali, Marco Terzi, Lucia Vecellio Oliva e Margherita Zoldan

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Gruppo Allievi (2005/2004) ALLENATORI: Edoardo Zardini e Matteo Picozzi ATLETI:

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Mattia Alverà, Edoardo Baldo, Lapo Carrain, Matteo Cibien, Sebastiano Cipriano, Francesco Dandrea, Shannon De Lotto, Arianna De Martin Topranin, Luna De Nigris, Marco de Zanna, Anna Di Bari, Federico D’Incà, Camilla Gandini, Alvise Mazza, Ambra Pomarè, Gaia Viel e Rocco Vlach


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Gruppo Giovani (2003/02/01/00/99) ALLENATORI: Roberto Gillarduzzi, Alessandro Limongi e Alvise De Martin ATLETI:

Nicolas Alberti, Giorgio Baldo, Ilaria Bez, Filippo Biondo, Elia Bisatti, Brando Corti, Federico De Michiel, Elia de Zanna, Alice Di Bari, Alberto Dibona, Virginia Favaro, Alessandro Ghedina, Paolo Girardi, Alberto Guerrini, Emilio La Porta, Luca Martignago, Lorenzo Pomarè, Sandro Pomarè, Carolina Vlach, Beatrice Zoldan, Valentina Zoldan

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MASTER E SENIOR

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Il gruppo Master e Senior continua l’attività agonistica con l’allenatore Eugenio Casadio

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Una selezione dei migliori risultati (nei primi 10) conseguiti dagli atleti dello sci alpino nella scorsa stagione CLASSIFICA SOCIETÀ: 1a Società Trofeo Lattebusche - Baby/Cuccioli 1a Società Trofeo E.MA.PRI.CE - Ragazzi/Allievi 2a Società Circuito Energiapura - Giovani 11a Graduatoria generale per le società militari e civili italiane, 7a società civile e 2a club in Veneto dietro allo Skicollege di Falcade CLASSIFICA INDIVIDUALE: CATEGORIA PULCINI (BABY/CUCCIOLI) Finali Regionali Trofeo Lattebusche Giulia Alverà - 1a GS Cuccioli2 Filiberto Moretti - 1° GS Cuccioli2 Lavinia Guerresco - 1a GS Cuccioli1 Giulia Alverà - 1a SL Cuccioli2 Filiberto Moretti - 2° SL Cuccioli2 Marco Mandes - 3° GS Baby1 Emma Panizzuti - 3a GS Cuccioli1 Lisa Maioni - 3a SL Cuccioli1 CATEGORIA CHILDREN (RAGAZZI/ALLIEVI) Campionati Regionali E.MA.PRI.CE Edoardo Baldo - 1° GS, 1°SL, 2° SG Gaia Viel - 1a GS, 1a SG, 3aSL Giorgio Baldo - 1°SG, 2°GS Ambra Pomarè - 2a SL Emma Parisotto - 3a GS Lucia Vecellio Oliva - 3aSL Campionati Italiani Edoardo Baldo - 1°SG, 2°GS, 2°SL, 1°COMBINATA Gaia Viel - 4 aGS Giorgio Baldo - 5°GS, 6°SG Trofeo Alpe Cimbra - fase nazionale Edoardo Baldo - 1°GS Giorgio Baldo - 7 °GS Trofeo Alpe Cimbra - fase internazionale Giorgio Baldo - 7 °GS Edoardo Baldo - 8°SL CATEGORIA GIOVANI Circuito Energiapura Favaro Virginia - 7aAspiranti e 8a Giovani Rimoldi Mariachiara - 9aAsprianti Luca Martignago - 5°Aspiranti Elia de Zanna - 6a Aspiranti

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Legenda SL = Slalom GS = Slalom Gigante SG = SuperG

Foto: Raffaele Merler

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ALPINO Dalla parte dei ragazzi

di Edoardo Baldo

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iao, sono Edoardo Baldo, ho 14 anni e vivo a Cortina. La mia passione per lo sci è nata quando ero molto piccolo, è sempre stato bello sciare insieme a mio fratello e ai miei amici e la scelta dell’agonismo è stata una logica conseguenza a questa grande passione e dettata anche dal mio carattere molto competitivo.

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Attualmente sto facendo abbastanza fatica durante gli allenamenti, perché quest’estate sono cresciuto parecchio e ho cambiato i miei equilibri. Spero di essere in forma per le prime gare. Sono un ragazzo abbastanza ansioso, anche se cerco di nasconderlo, infatti questo è il mio punto debole su cui devo lavorare tantissimo. Lo sto facendo grazie all’aiuto di Alessandro Tettamanzi

e naturalmente ai miei allenatori. Fino ad ora non ho avuto difficoltà a conciliare scuola e sport, perché vado abbastanza bene; il problema sono le assenze, ma con l’aiuto dei professori riesco a recuperare. Dopo le vittorie la sensazione non è di estrema felicità, ma piuttosto di grande sollievo. La gioia arriva più tardi, e subito dopo viene la voglia di fare una nuova gara.


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O N I P L A SCI Allenatori

Barbara Frizzarin Categoria Baby Nata il 19 aprile 1969, ex atleta dello Sci Club Cortina. Ho fatto parte della squadra nazionale dal 1986 al 1996, di cui 2 anni in squadra C, 1 anno in squadra B e 5 anni in squadra A di Discesa Libera e SuperG. Ho partecipato a gare di Coppa Europa e Coppa del Mondo di Discesa e SuperG. Risultati conseguiti: 1988 - 1a Camp. Italiani Giovani DH 1988 - 2a Camp. Italiani Assoluti DH 1990 - 3a Camp. italiani Assoluti DH 1991 - 2a Camp. Italiani Assoluti DH Allenatrice di 3° livello dal 1994 e istruttrice nazionale dal 1996.

Cristina de Walderstein categoria Baby e superBaby Nas c e nel 1992 e dopo tre anni ha già gli sci ai piedi grazie a suo padre, maestro di sci. Inizia la sua carriera da agonista nello Sci Club Cortina. Nel 2006 si trasferisce a Tarvisio per frequentare l’Istituto Bachmann, uno Ski College che le dà la possibilità di sciare e gareggiare senza mettere da parte lo studio. Dal primo anno Aspiranti entra nella squadra di Comitato Friuli-Venezia Giulia, prendendosi le sue piccole soddisfazioni soprattutto in Slalom Speciale e Super Gigante. Nel 2012 diventa maestra di sci in Veneto. Nel 2014 si reca a Milano per frequentare il Corso Allenatori di Sci Alpino, si innamora

Sci Club

CORTINA

della città e si iscrive all’Università Milano-Bicocca. Nel mentre continua a fare la maestra e l’allenatrice di sci, e durante l’estate gestiste con la famiglia una piccola spiaggia a Grado. Nel settembre 2018 si laurea in Scienze del Turismo e Comunità Locale. Dal 2017 allena la categoria Baby e da quest’anno la categoria Super Baby dello Sci Club Cortina.

snowboard e poi allenatore di II livello, è stato per 9 anni direttore tecnico del Centro Sci Vicenza, dove ha cresciuto ragazzi che poi hanno vinto i campionati italiani. Prima di approdare allo Sci Club Cortina, ha lavorato allo Sci club 18 e al Druscié.

Alex Verocai categoria Cuccioli Nato il 15 marzo 1990 Maestro di sci dal 2009 e allenatore dal 2011

Martina Dandrea categoria Cuccioli Classe 1983, Mar tina ha corso da atleta per lo sci Club Cortina e per il Comitato Veneto. Terminata la carriera agonistica, ha proseguito con gli studi in Scienze Motorie e Scienza dello Sport all’Università degli Studi di Udine e, in parallelo, ha conseguito il diploma di allenatrice di terzo livello e la qualifica federale di preparatrice atletica esperta di sci alpino. Martina ha iniziato la sua collaborazione con lo Sci Club Cortina nel 2008 e negli ultimi 4 anni ha seguito lo ski team Azzurra. È rientrata dopo essere diventata mamma di Camilla e Mattia.

Paolo Valente categoria Cuccioli Nato ad Asiago nel 1974. Fin da piccolo ha praticato lo sci alpino entrando a far parte del Comitato Veneto. Diventato Maestro di sci con specializzazione nello

Pietro Fontana categoria Ragazzi Giovanissimo allenatore clas se 1993, ha gareggiato fino all’età di 18 anni. È Maestro di sci dal 2014 e Allenatore di 2º livello dal 2016. Allena lo sci club Cortina da 2 anni

Garbin Michele categoria Ragazzi Nato il 3 luglio 1994 è il più giovane degli allenatori dello sci alpino. Maestro di sci e allenatore 2° livello dal 2018. Studente di economia e commercio presso l'università Ca' Foscari di Venezia e co-fondatore di Solowattaggio. È allenatore dello Sci Club Cortina da 3 anni.


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Edoardo Zardini categoria Allievi Classe 1976. Ex atleta dello Sci Club Cortina e del Comitato Veneto. Verso i 18 anni arriva secondo ai Campionati Italiani Giovani in Slalom, termina gli studi ed entra nel Centro Sportivo Forestale e decide di dedicare tutto il suo tempo allo sci. Dopo tante gare Fis e di Coppa Europa, finalmente la prima presenza in Coppa del Mondo a Chamonix, e nella stagione 1999/2000 la chiamata in Nazionale. Nel 2002 il bellissimo 3° Posto a Wengen, cui sono seguite le Olimpiadi a Salt Lake City. Nella stagione 2003/04 arriva 18° nel ranking mondiale in slalom con un buon 4° posto a Sestriere nelle finali. Allenatore di 3° livello e istruttore nazionale. Colonna portante dello staff allenatori, con noi da 10 anni.

Matteo Picozzi categoria Allievi nato a Belluno il 14 maggio 1982 si è diplomato come perito elettronico. È diventato maestro di sci nel 2004 e subito dopo allenatore di 2° livello. Inizia l’attività di allenatore in Val Zoldana con una breve parentesi di una stagione con lo Sci Club Patavium, che lo ha portato a Cortina. A Cortina ha allenato dapprima lo Sci Club 18 per 2 stagioni per poi arrivare allo Sci Club Cortina che allena da 6 anni.

Roberto Gillarduzzi categoria Giovani Una delle colonne portanti dello staff allenatori dello Sci Club Cortina. Nato

il 5 febbraio 1976, ha frequentato l’Istituto d’Arte. Ha fatto parte del Comitato Veneto con 3 presenze in Coppa Europa di discesa libera. È allenatore di 3° livello da 23 anni, di cui 19 allo Sci Club Cortina. L’atleta più “talentuosa” allenata da Roberto è stata Marie Elena Rizzieri.

Alessandro Limongi categoria Giovani

colino facendo parte di uno Sci Club della mia zona, ma la cosa mi andava stretta fino a che dopo le scuole medie mi sono trasferito a Falcade allo Ski College, dove ho potuto continuare e migliorare così il mio percorso da atleta finché ho conseguito a 20 anni il titolo di maestro di sci e successivamente quello di allenatore STF 2° livello. Sono socio nella Scuola Sci Cortina dal 2009.

Giovanissimo allenatore nato a Gemona del Friuli il 24 gennaio 1993. Ha iniziato a fare gare già dalla categoria Baby con lo Sci Club Camporosso e in seguito con il Sella Nevea. Ha frequentato il Bachmann di Tarvisio, dove ha continuato le gare nella categoria Giovani. Nel 2014 è diventato maestro di sci, l'anno successivo maestro di telemark, nel 2016 allenatore di secondo livello. Ha lavorato 3 anni come ski man al Bachmann e altrettanti come aiuto allenatore nelle categorie Baby e Giovani. Dal 2017 ha allenato la categoria Giovani dello Sci Club Dolomiti Cadore per due stagioni.

Nato il 14 agosto 1975, ex atleta della Spor tivi Ghiaccio Cortina e delle Fiamme Oro Moena di pattinaggio di velocità fino al 1996. Medaglie ai Campionati italiani Junior nei 3000 e 5000 metri, 8° posto nei 10.000 ai campionati europei U23 di Sanok, in Polonia, nel 1995. Si laurea in scienze motorie a Bologna nel 1999, e nel 2014 consegue il diploma di esperto di preparazione atletica di sci alpino a Milano presso la FISI.

Alvise De Martin

Alessandra Vidori

categoria Giovani

preparatrice atletica

Classe 1989. Consegue il diploma di maestro di sci nel 2009 e la Laurea in Architettura nel 2012. Allenatore di 3° Livello STF FISI, ha allenato nel 2018 e 2019 la squadra nazionale C di Sci Alpino

Nata il 3 aprile 1995, si è diplomata al Liceo linguistico Orsoline di Cortina nell’anno 2014. Ha successivamente conseguito la Laurea in Scienze delle Attività motorie e Sportive presso l’Università di Verona nel 2018 e attualmente frequenta il secondo anno di Fisioterapia. Ex atleta dello Sci Club Cortina, maestra di sci e allenatrice di 2° livello.

Eugenio Casadio Allenatore Master Sono romagnolo, nato a Ravenna il 29 marzo 1985. Ho iniziato a sciare da pic-

Matteo Gandini Preparatore atletico

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O C I D R O SCI N Attività e organizzazione

a cura di David Alverà

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o sci nordico è un settore in grande espansione del nostro Sci Club. Da molti anni si è seminato tanto, dedicando molte forze ed energie ad un progetto iniziato 8 anni fa con l’arrivo di Christian Faoro. Il rilancio del fondo è iniziato con

una decina di ragazzi, poi piano piano il numero degli atleti è cresciuto a tal punto che sono stati inseriti nuovi allenatori, che ad oggi sono sei: Albert Walder, Christian Faoro, Mauro Valleferro, Margherita Valcanover, Anna Santer, e Gregor Gombač per il comparto del bia-

thlon. Quest’anno la ricerca dei nuovi allenatori si è focalizzata nell’inserimento di un’altra quota rosa dopo la perdita della nostra validissima Valentina Bachmann. Fortuna ha voluto che ne trovassimo due: Anna Santer, in forza al centro sportivo dei Carabinieri di

Gruppo superBaby-Baby (2012/2011/2010) ALLENATRICE: Anna Santer ATLETI:

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Vanessa Dadié, Kristian Da Rin Bettina, Leonardo Gaspari e Girolamo Raso


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Palus San Marco, ex atleta delle squadra nazionale femminile con ottimi risultati, che sarà la responsabile della categoria più piccola, cioè Baby, e Margherita Valcanover, ex allenatrice dello Sci club Centro Cadore, che sarà il braccio destro di Christian Faoro nella categoria Ragazzi e 1° anno Allievi. Il direttivo è fortemente convinto che la presenza di due allenatori del gentil sesso sia di grandissima importanza nell’equilibrio e nella crescita dei ragazzi in un passaggio d’età molto delicato. Ad oggi il movimento del Nordico conta un numero di 36 atleti che si dividono nelle varie categorie. Sono sei le punte di diamante che quest’anno fanno parte delle squadre del comitato Veneto: nella categoria Giovani i nomi di Antonella Dallago, nata il 24/11/2002, 6 anni di attività nello Sci Club, Jessica Pavan, nata il 5/1/2003, la

Gruppo cuccioli (2009/2008) ALLENATORE: Mauro Valleferro ATLETI:

Jarno Alverà, Nicolò Alverà, Giacomo Cautiero, Bianca Colli, Karin Dariz, Emanuele Dimai, Daniele Pavan e Giorgio Piccoliori

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Foto: Giuseppe Floridia

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veterana del nostro Club di cui fa parte da 8 anni, Melissa Dandrea, nata il 29/4/2003, nello Sci Club da 5 anni; nella categoria Allievi i nomi di Simone Gaspari, nato il 24/9/2004, tra noi da 5 anni, Gaia Alverà, nata il 14/10/2004, da 4 anni nello Sci Club, tutti allenati da Albert Walder; nella categoria Ragazzi il nome di Vanessa Dallago, nata il 17/4/2006, nello Sci Club da 4 anni, allenata da Christian Faoro. Per la disciplina del biathlon ab-

biamo i due atleti portacolori dello Sci Club Cortina nella squadra del Comitato Veneto: Jacopo Pizzolotto, nato il 11/7/2003, e Milton Moglia, nato il 14/9/2004, allenati da Gregor Gombač. Crediamo che i presupposti di un’annata di grandi soddisfazioni sportive, e non solo, sia alle porte. L’interno consiglio direttivo fa un grosso in bocca al lupo a tutti i nostri grandi atleti.

Gruppo Ragazzi e 1° anno Allievi (2007/2006/2005) ALLENATORI: Christian Faoro e Margherita Valcanover ATLETI:

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Elena Alverà, Alvise Antonelli, Matteo Alverà, Sofia Bedolli, Josephine Bernardi, Vanessa Dallago, Gemma Dandrea, Manuel Dandrea, Claudia Dimai, Aurora Stella Marega, Lara Siorpaes e Fabio Soravia


Foto: Giuseppe Floridia

Foto: Giuseppe Floridia

Foto: Giuseppe Floridia

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Gruppo 2° anno Allievi e Giovani (2004/2003/2002/2001) e preparazione Biathlon ALLENATORI: Albert Walder e Gregor Gombač ATLETI:

Gaia Alverà, Antonella Dallago, Melissa Dandrea, Mattia Dimai, Gregorio Gaspari, Simone Gaspari, Milton Moglia, Jessica Pavan, Agnese Mutschlechner, Jacopo Pizzolotto, Roberta Saltari, Matteo Siorpaes

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I T A T L U RIS Sci Nordico 2018/19

Una selezione dei migliori risultati (nei primi 10), regionali e nazionali, conseguiti dagli atleti dello sci nordico nella scorsa stagione CLASSIFICA SOCIETÀ: 6a Società Finale Trofeo Lattebusche - Baby/Cuccioli 5 ori, 1 argento, 1 bronzo al Campionato Provinciale Staffette 22a Graduatoria generale per le società militari e civili italiane, 18a società civile e 4 a club in Veneto CLASSIFICA INDIVIDUALE: CATEGORIA PULCINI (BABY/CUCCIOLI) Finali Regionali Trofeo Lattebusche Gara individuale Giacomo Cautiero - 9° Baby Claudia Dimai - 2a Cuccioli Gemma Dandrea - 4 a Cuccioli Nicolò Alverà - 9° Cuccioli Gara ad insegumento Giacomo Cautiero - 9° Baby Gemma Dandrea - 2a Cuccioli Claudia Dimai - 3a Cuccioli Nicolò Alverà - 9° Cuccioli Skiri Trophy Claudia Dimai - 5a Cuccioli CATEGORIA CHILDREN (RAGAZZI/ALLIEVI) Gare Regionali Padola Individuale TC 5/1 Dallago Vanessa - 3a Ragazzi Falcade Inseguimento TC 25/1 Dallago Vanessa - 3a Ragazzi Conca dei Parpari Individuale TC 17/2 Dallago Vanessa - 2a Ragazzi Alverà Gaia - 3a Allievi Campolongo Mass Start TL 3/3 Dallago Vanessa - 3a Ragazzi Dandrea Melissa - 2a Allievi Pavan Jessica - 3a Allievi Coppa Italia Long Distance TC 31/3 Dandrea Melissa - 5a Allievi Campionati Italiani Individuale TC 9/3 Ragazzi Dallago Vanessa - 10a Ragazzi F

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N O L H T A BI Attività

a cura di Igor Gombač

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sia nelle categorie giovanili che in quelle juniores. Lo Sci Club Cortina si propone infatti nel circuito nazionale del biathlon con atleti sia delle categorie U15, che sparano con la carabina ad aria compressa, sia con atleti della categoria U17 che usano la carabina calibro 22. I più giovani si cimenteranno in varie gare a livello triveneto, attraverso le quali potranno accedere alle fasi nazionali che si terranno l’ultima domenica di gennaio a Chiusa Pesio (CN) e la seconda di febbraio in Val di Vizze (BZ). Gli atleti della categoria Aspiranti/U17

prenderanno parte con il Comitato Veneto alle gare di Coppa Italia, per poi terminare la stagione ai Campionati Italiani a Bionaz (AO) nell’ultimo weekend di febbraio e ad Anterselva (BZ) l’ultimo weekend di marzo. Dando un’occhiata alla stagione agonistica appena conclusa, caratterizzata da un inizio praticamente in totale assenza di precipitazioni nevose, forte vento ed alte temperature, non possiamo non notare le due medaglie d’argento nazionali conquistate dal nostro atleta Milton Moglia nella catego-

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nche per gli atleti del gruppo biathlon è finalmente arrivata l’ora di iniziare una nuova stagione di sfide al poligono e con gli sci stretti. La loro stagione di preparazione è iniziata già nel mese di maggio con il lavoro di perfezionamento al tiro e di aumento delle capacità fisiche di base. Durante l'estate hanno partecipato ai raduni del Comitato Regionale e ad alcune gare promozionali di Summer biathlon, ed ora si dovranno fare pure i conti con i bersagli ai poligoni e il cronometro, gareggiando

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ria U/15. Milton sì è infatti laureato vice campione italiano di categoria nella specialità individuale e nella staffetta, gareggiando con i due compagni del Comitato Veneto Marco Pomarè (US Valpadola) e Matteo Finco (US Asiago). Nella gara individuale Milton ha fatto registrare il quarto miglior tempo sugli sci, ha fatto un solo errore su venti colpi a disposizione, il ché gli ha permesso di conquistare la seconda piazza alle spalle del trentino Gabriel Casagrande (US Dolomitica). Agli stessi Campionati Italiani lo Sci Club Cortina ha schierato anche le atlete della categoria U13 Alverà Elena e Siorpaes Lara piazzatesi verso metà classifica.

Nella categoria Allievi/U17 hanno gareggiato per il nostro sodalizio Jacopo Pizzolotto e Milton Moglia, che in virtù al regolamento nazionale ha potuto imbracciare la carabina calibro 22, seppur appartenente ancora alle categorie giovanili. Per ambedue è stata la stagione di battesimo con l’arma da fuoco e quindi da valutare come introduttiva per il biathlon vero e proprio e di affiatamento con i propri compagni di Comitato regionale. Hanno comunque affrontato l’impegno con grande umiltà ed enorme dedizione, il ché ci fa ben sperare per il futuro. Per quanto riguarda la stagione agonistica 2019/2020, lo Sci Club Cortina schiererà nella ca-

tegoria U/17 nuovamente Jacopo Pizzolotto e Milton Moglia i quali, durante il periodo di preparazione estivo, hanno lavorato con molta dedizione e motivazione, sommando agli allenamenti di fondo spesso anche due allenamenti settimanali di tiro. Va sottolineato che nel biathlon moderno il grosso del lavoro di tecnica di tiro viene svolto durante la stagione estiva/autunnale, in quanto durante l’inverno la maggior parte dei weekend di gara iniziano già con la trasferta di giovedì ed è quindi difficilissimo trovare il tempo per due allenamenti di tiro, oltre agli allenamenti sugli sci. Nelle categorie giovanili gareggeranno per lo Sci Club Cortina Sofia

Biathlon Aria Compressa (A.C.) e Calibro .22 (Cal.22) ALLENATORI: Sci: Christian Faoro e Albert Walder Tiro: Gregor Gombač ATLETI:

Aria Compressa: Elena Alverà, Matteo Alverà, Sofia Bedolli e Lara Siorpaes Calibro 22: Milton Moglia e Jacopo Pizzolotto

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Foto: Giuseppe Floridia

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Bedolli (U/13), Elena Alverà e Lara Siorpaes (entrambe U/15). Nella categoria U/15 gli atleti, seppur con la carabina ad aria compressa, devono affrontare per la prima volta anche le sessioni di tiro in piedi, mentre per le categorie U/13 e precedenti sparano solamente nella posizione a terra. Il biathlon si compone di due discipline, e quindi i nostri atleti partecipano a tutti gli allenamenti dello sci nordico seguiti dagli allenatori dello sci di fondo, nonché a quelli di tiro seguiti dal loro allenatore Gregor Gombač. Questo comporta per l’atleta un impegno maggiorato ed un sacrificio enorme sia durante la stagione di preparazione, sia durante la stagione agonistica

vera e propria. È proprio per questo che lo Sci Club Cortina augura calorosamente ai propri biathleti una proficua, ma soprattutto divertente stagione invernale. A lungo termine il nostro impegno sarà di inserire, per gli atleti dello sci nordico delle categorie giovanissimi (U11) e per chi volesse provare a cimentarsi anche nel tiro, alcune sessioni di avviamento al biathlon, in accordo con gli allenatori di fondo e gli impegni di comitato di Gombač, per poter far conoscere ai più piccoli questa affascinante disciplina e dare la possibilità a chi si fosse appassionato di continuare a praticarla nelle future stagioni.

RISULTATI STAGIONE 2018/19 CATEGORIA CHILDREN (RAGAZZI/ALLIEVI) 1° Milton Moglia e 3° Matteo Alverà Biathlon Trophy Cortina 2° Milton Moglia individuale e 2° stafetta, Elena Alverà 4 a staffetta 9° Milton Moglia inseguimento

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O C I D R O SCI N Allenatori

ANNA SANTER

Mauro Valleferro

categoria Baby e superBaby

categoria Cuccioli

Nata il 18 aprile 1975, ha iniziato a sciare con Elio Valleferro nello Sci Club Cortina nel 1984. Per alcuni anni è stata aggregata al Gruppo Sportivo Polizia di Stato e nel 2000 è entrata a far parte del Gruppo Sportivo Forestale dello Stato. Ha fatto parte della Squadra Nazionale dal 1994 al 2006 (Junior, B, A e Lunghe Distanze) . Risultati più importanti: 6° Mondiali Junior Tecnica Libera km 15 Gallivare (SWE) nel 1995 1° Marcialonga T.L.km 70 nel 2002 1° Transjurassienne T.L. km 76 (FRA) nel 2006 1°American Birkebeiner T.L.50 / USA) nel 2006 1° Class. Gen. Coppa Europa nel 2004 2° Class. Gen. Coppa del Mondo Lunghe Distanze nel 2006 Dal 2013 è allenatrice di sci di fondo Secondo Livello.

Nato il 9 novembre del 1962, ha iniziato la carriera sportiva nel Sestiere di Alverà, per passare poi allo Sci Club Cortina. A 17 anni è stato convocato nella Nazionale Junior per la stagione 1980/81. In quel periodo ha conseguito il titolo di Campione Italiano skiroll Junior, e l’inverno seguente il secondo posto in staffetta con la squadra del Veneto ai Campionati Italiani Giovanili dell’81. Nella stagione 1981/82 ha ottenuto un secondo posto ai Campionati Italiani Junior, un primo posto in staffetta con la squadra del Veneto, oltre a varie vittorie in ambito regionale. Ha ottenuto anche ottimi risultati nel circuito Alpen Cup, un quarto posto individuale e un primo in staffetta alla Coppa Kurikkala, oltre alla partecipazione ai Campionati Mondiali Juniores di Murau dell‘82.

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Dal 1980 al 1987 ha fatto parte del Gruppo Sportivo dei Carabinieri. Nel 1985 con la squadra dei Carabinieri ha vinto la 24h di Pinzolo, stabilendo il record mondiale di distanza, migliorandolo dopo un mese con la stessa squadra ad Jyväskylä in Finlandia. Nelle stagioni agonistiche 1982/83 e 1983/84 ha fatto parte della Nazionale Seniores B, partecipando al circuito Alpen Cup e ad alcune gare di Coppa del Mondo. Ha fatto parte della squadra nazionale per le Universiadi Invernali partecipando alla 30 km a Sofia, in Bulgaria, nell‘83, e alla 15 km al Nevegal nell‘85. Dal 1982 è maestro di sci di fondo e dal 1983 è allenatore di sci di fondo di Terzo Livello.

Christian Faoro categoria Ragazzi e Allievi Nato il 19 gennaio del 1975 a Feltre. Atleta che ha gareggiato per l’Unione


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Sportiva Primiero fino al 1993 nella disciplina dello sci nordico e ha fatto parte fino a questa data anche del Comitato Trentino Fisi. In tutto il periodo di attività agonistica per lo sci nordico ha pure gareggiato per l’ US Primiero sez. Atletica, gareggiando su gare in pista sulla distanza degli 800 e 1000 metri, conquistando il titolo di campione provinciale e regionale di categoria. Innumerevoli le vittorie su gare di corsa in montagna, tra le quali, nel 2000, la Transcivetta. Dal 1994 al 2000 è stato preso in forza come atleta dello sci nordico dal Gruppo Sportivo della Polizia di Stato di Moena, gareggiando in Coppa Italia e Coppa Europa. Terminata la carriera sportiva, è diventato maestro di sci nel 2003 e allenatore federale di 2° livello nel 2013. Da 5 anni è allenatore dello Sci Club Cortina.

Anna Valcanover categoria Ragazzi e Allievi Vivo a Pieve di Cadore dove ho fatto il Liceo Scientifico, mi sono laureata in architettura qualche anno dopo. Ho 34 anni, nuoto, corro in montagna, arrampico, pratico alpinismo e sci alpinismo. Da quest’anno sono anche membro del Soccorso alpino, ma la mia passione principale e più profonda rimane sempre quella per lo sci di fondo. Il primo amore

non si scorda mai! Ho praticato agonismo ad un buon livello durante tutto il periodo delle scuole superiori, sono diventata maestra nel 2011 e allenatrice federale di secondo livello nel 2013. Ho svolto la professione di maestra di sci per cinque inverni alla Scuola Sci Morotto di Cortina e per una stagione all’Azzurra di Dobbiaco. Sono stata già allenatrice presso il Gruppo Sportivo Centro Cadore per sei stagioni.

Albert Walder categoria Allievi e Giovani Nato a Dobbiaco il 9 novembre del 1957. Ha iniziato a praticare lo sci di fondo a livello agonistico nel 1971. Nel 1976 è entrato a far parte della squadra giovanile. Dal 1980 fino al 1990 è stato atleta della squadra nazionale A. In Coppa del Mondo ha ottenuto il primo risultato di rilievo il 3 marzo 1985 nella 50 km di Lahti (15°) e conquistato un podio nella medesima località il 1º marzo 1987 (3° nella 30 km a tecnica libera). Ha partecipato a due Campionati Mondiali (8° nella 50 km di Oberstdorf 1987 il miglior risultato) e alle Olimpiadi di Calgary 1988 (16° nella 50 km, 5° nella staffetta). Ha vinto la Gran fondo Val Casies nel 1984 e la Marcialonga nel 1988. Dal 1991 al 1998 è stato allenatore del Corpo Forestale dello Stato.

Dal 1999 al 2004 ha allenato lo Sci Club Cortina. Successivamente, è stato per 8 anni allenatore dello Sci Club Dobbiaco. Nel 2016 è tornato a fare parte dello staff dello Sci Club Cortina come allenatore delle categorie Allievi e Junior, nonché in qualità di coordinatore degli allenatori.

Gregor Gombač categoria Allievi e Giovani Classe 1996, Gregor Gombač fa parte da sempre dello Sci Club Cortina, sin dalle categorie giovanili dello sci nordico. Nel passaggio alla categoria Allievi si è entusiasmato per la disciplina del Biathlon ed è entrato a far parte della squadra del Comitato Veneto, all’ultimo anno di aria compressa. Ha proseguito la carriera agonistica da biathleta anche nelle categorie che gareggiano con la carabina cal. 22 fino alla Senior. Gli impegni di studio universitario lo hanno costretto ad appendere l’arma al chiodo, ma non ha rinunciato a sciare. Nel 2016 ha conseguito la qualifica di Maestro di sci nordico e nel 2017 quella di Allenatore di 1° livello. Quest'anno ha conseguito l’abilitazione ad Allenatore di biathlon di 1° livello, nonché il secondo livello di allenatore dello sci nordico. Collabora con lo staff tecnico di biathlon del Comitato Regionale Veneto.

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O T A S S A P L E CAMPIONI D Sergio Antoniacomi: una vita dedicata allo sport D’estate a correre tra boschi e crode, d’inverno con gli sci da fondo: per vari decenni il “Furlan” è stato l’atleta da inseguire anche per i più giovani di Marina Menardi il sabato sera», padre di quattro figli - Narciso, Franco, Laura e Carlo – il “Furlan”, come viene chiamato a causa delle origini furlane del padre immigrato dal Friuli, ha varcato quest’anno la soglia degli ottant’anni in piena forma, festeggiato assieme ad alcuni suoi compagni di fondo e corsa dei tempi d’oro che sono giunti a Cortina per l’occasione. Lo abbiamo incontrato affinché racconti ai nostri lettori la sua decennale esperienza di appassionato atleta.

La squadra della staffetta di fondo Seniores dello Sci Club Cortina dell'anno 1969: da sx Sergio Antoniacomi, Fredi Dibona, Dino Alverà, Mario Dadié

S

fogliare il “libro dei ricordi” che Bruna Bottecchia, la moglie di Sergio Antoniacomi, ha sapientemente curato negli anni, raccogliendo foto, articoli di giornale, testimonianze di una carriera di un grandissimo campione, si esce con un’ubriacatura di vittorie, primi posti, podi, riconoscimenti: un curriculum incredibile di un operaio sugli impianti a fune – prima - e bidello di scuola – poi - che ha dedicato la sua vita allo sport, con

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grandi risultati, ai vertici per oltre un ventennio, ma difendendosi bene fino ai settant'anni. Tutto ciò per pura passione: molte soddisfazioni, medaglie, trofei; i premi in denaro all'epoca ancora non c'erano. Sposato giovanissimo con Bruna, che gli è sempre stata vicina nella sua grande passione, sacrificando tutte le domeniche «nelle quali non si era mai a casa, ma sempre in giro per qualche gara; non c’era il tempo per una pizza


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La moglie Bruna racconta «Questi due signori erano operai della società Seggiovie di Cortina. Con gli zaini pieni di strumenti salivano a Ra Valles e Tofana con i tecnici e l'ingegnere Apollonio che era il padrone dell'Hotel Savoia, per vedere dove potevano fare l'arrivo della funivia; sono saliti per diverse volte a distanza di tempo. Allora erano gli anni Sessanta. Uno ora è morto, si chiamava Luigi Rabisè, il secondo si chiamava Sergio Antoniacomi».

Tutti noi ti ricordiamo per le tue doti di grande fondista e corridore in montagna, ma hai fatto anche altri sport, ci vuoi dire quali? Gli sport che si potevano fare quando ero giovane li ho provati tutti: sci di fondo, bici da strada, calcio, corsa in montagna: tutti sport di fatica. L’unico che non ho fatto è il nuoto, ma allora non c’era ancora la piscina.

Qual era la tua disciplina preferita? Lo sci da fondo, il primo sport che ho praticato grazie ai Sestieri d’Ampezzo. C’è stata all’inizio una

Un giovanissimo Sergio Antoniacomi nell'anno 1957 con la divisa del Sestiere di Azon in occasione del Palio dei Sestieri, trampolino di lancio di molti fondisti

4a edizione del Ziro de ra Tofanes; in primo piano Sergio Antoniacomi e Dino Colli

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parentesi di due anni dedicata alla bici da strada. L’Unione Sportiva Tofane all’epoca organizzava gare di bici e ho provato, ma non era proprio il mio sport. Ho anche giocato nel Calcio Cortina per qualche stagione, ma poi l’attività principale cui mi sono dedicato è stato lo sci di fondo.

Com’è che hai iniziato a praticare lo sci di fondo? Ho iniziato, un po’ come tutti qui a Cortina, ancora oggi, con il Palio dei Sestieri. Abitavo a Gilardon e ho corso il mio primo Palio vestendo la maglia dell’Azon a 15 anni. Da lì è partito tutto, come tutti noi fondisti dell’epoca: Fredi (Alfredo Dibona), il Lete (Dino Alverà), il Bariza (Aldo Alberti). I Sestieri aiutavano i giovani con un po’ di preparazione atletica, fornivano gli sci e la sciolinatura. Anche i vecchi fondisti ci aiutavano. Erano gli anni 1955/56, gli anni delle Olimpiadi a Cortina. A 18 anni ero in squadra Juniores. Ci portavano a fare la gare assieme ai Seniores, quelli che avevano partecipato alle Olimpiadi.

Come vi allenavate?

1972, Bosco Chiesanuova (VR), sci estivo su pista artificiale

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All’inizio ci allenavamo per conto nostro. Lavoravo sugli impianti di Col Fiere, assieme a Fredi Dibona

Alfredo Dibona, Sergio Antoniacomi e Aldo Alberti

e facevo il battipista. Prima di iniziare a lavorare andavo a Col Fiere con Fredi; avevamo battuto un anello e insieme ci allenavamo su per la B. Poi quando siamo entrati


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nel Comitato Veneto e in squadra eravamo seguiti dall’allenatore, e ci allenavamo in gruppo tutti assieme, come accade oggi.

era difficilissimo entrare, dovevi essere veramente forte.

Quanto sei stato in squadra?

Dopo l'esperienza in squadra nazionale, come sei andato avanti con le gare?

Sono stato due stagioni, poi ho smesso per questioni familiari: era troppo impegnativo. C’erano i Corpi militari anche allora, ma

Abbiamo gareggiato un paio di stagioni con lo Sci Club Cortina, ma poi non c’erano soldi abbastanza per finanziarci, e allora siamo riu-

sciti ad entrare nel gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco di Belluno, di cui eravamo volontari. I Vigili del Fuoco ci pagavano le trasferte; grazie a loro siamo riusciti a fare gare importanti.

Vuoi ricordare alcune di queste gare importanti? La Marcialonga: alla prima edizione

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sono arrivato nono, e da lì ho iniziato ad andare veramente forte con gli sci da fondo. Ne ho fatte 11 edizioni. Ho fatto anche le prime edizioni della Pusterthaler, 2 Vasaloppet da 90 km, 1 Oberammergau da 90 km, una Marciabianca ad Enego, da 50 km, dove ho vinto, due Galopera da 30 km nelle quali una volta ho vinto e l’altra sono arrivato secondo. Ricordo anche una gara di fondo sull’Etna: una staffetta alpina dove, come Sci Club Cortina, siamo arrivati secondi. E naturalmente le 32 edizioni della Dobbiaco-Cortina, gara che non sono mai riuscito a vincere, ma sono arrivato molte volte secondo: come si dice, l’eterno secondo proprio nella gara di casa!

Non solo sci di fondo, però: anche nella corsa in montagna ti difendevi bene... Da aprile ad ottobre ci allenavamo in montagna. A Cortina c’erano molte gare di corsa all’epoca, e visto che andavo bene anche su quel terreno, le facevo tutte: il “Trofeo Dibona” (la salita dalle Malghe di Fedarola al rifugio Giussani, ndr) l’ho vinto due volte; "El ziro de ra Tofanes” su quattro edizioni fatte ne ho vinte tre: la prima non c’ero; del “Giro del Pomagagnon” ho vinto 6 edizioni; poi c’era anche il Giro del Col Rosà, la Renato De Pol Renè, quella che da Bai de Dones portava alle Cinque Torri… Ce n’erano veramente tante, e c’era tanta gente che correva. Poi ho fatto gare in montagna anche fuori Cortina, vincendone molte e facendo diversi podi. Ho vinto anche in coppia con Maurilio De Zolt. In casa qui ho tanti trofei per le vittorie di quelle gare: una scultura, ad esempio, che è un pezzo unico ed è corredata dalla certificazione di autenticità ed unicità depositata da parte dello scultore. Vasi in ottone dove ora ci sono piante

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1973. Gran Fondo Asiago

Sergio in gara alla seconda edizione della Pizolada, in Val di Fassa


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Una pagina del “libro dei ricordi” che Bruna, la moglie di Sergio Antoniacomi, ha sapientemente curato negli anni

di fiori; piatti decorati appesi alla parete: tutti oggetti vinti in queste gare. Per non parlare di tutte le coppe che ho dovuto dare via e, purtroppo, anche buttare, perché non si potevano più recuperare per altre gare. Dispiace, ma mia moglie non sapeva più dove metterle!

Come conciliavi sport e lavoro? Quando lavoravo sulle seggiovie mi allenavo la mattina oppure la sera, prima o dopo l’orario di lavoro. Poi sono riuscito, per meriti sportivi, a superare il concorso come bidello nella palestra di Cortina, e da allora sono rimasto 40 anni impiegato tra la palestra e la scuola Media

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guardo volentieri, ma non mi mancano. Vado sempre a vedermi il Palio, la Dobbiaco Cortina, la Cortina Trail, la Delicious Trail…Mi piace e mi sento sempre coinvolto in questo mondo di sport.

Cosa ha significato per te una vita dedicata allo sport? Come ti ha aiutato nella vita? Cosa ti ha lasciato? Mi ha lasciato dei ricordi importanti. Mi ha creato un senso di vita, uno stile di vita molto sano, improntato sull’attività sportiva, che non lasciava spazio a sgarri. Il sabato sera andavo sempre a letto presto perché la domenica c’era sempre una gara. Non si usciva nemmeno a mangiare una pizza. Ho conosciuto tantissima gente e fatto grandi amicizie con sportivi di tanti posti diversi. Anche a scuola ho avuto tanti riconoscimenti da parte dei presidi che hanno valorizzato nell’ambiente scolastico i miei meriti sportivi. Mi organizzavano le premiazioni

Zardini, dove con mia moglie Bruna siamo stati custodi fino a dieci anni fa, quando anche lei è andata in pensione. Con quel lavoro era più facile per me allenarmi.

Raccontaci un aneddoto che ami ricordare della tua carriera sportiva Non ho nessun aneddoto in particolare da raccontare. Io facevo le gare e poi tornavo subito a casa. Ecco: mi porto il ricordo di essere stato molte volte secondo, quando avrei potuto, con qualche errore in meno, vincere molto di più. Ricordo anche un episodio che mi fece arrabbiare: ad un Palio invernale Demenego (Gianfrancesco Demenego, maratone-

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ta olimpionico di Cortina con cui spesso Antoniacomi si ritrovava a gareggiare, ndr) si presentò con la tutina per gareggiare. Lo hanno fatto correre così, contro il regolamento, che prevedeva la divisa con i pantaloni larghi, perché lui era l’atleta numero uno a Cortina in quel momento, mentre noi altri correvamo con i pantaloni larghi. Quando sono partito in ultima frazione recuperai circa due minuti si di lui, ma per due secondi non ce la feci a prenderlo e perdemmo il Palio quell’anno perché lui aveva la tutina stretta, e io i pantaloni larghi. Che rabbia!

Ti mancano le gare? Oramai mi sono abituato. Me le

↗ ↖

Due pagine dei riconoscimenti che i dirigenti e gli insegnanti della Scuola Media "R. Zardini" davano al grande atleta di Cortina, che veniva portato come esempio per i giovani studenti

Sergio Antoniacomi con il figlio Franco


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assieme agli studenti, mi portavano come esempio da seguire. Avevo il privilegio di andare come accompagnatore con i ragazzi ai Campionati Studenteschi. Lo sport ha segnato tutta la mia vita.

Che cosa ti senti di dire ai giovani di oggi che si avvicinano allo sport? Lo sport è un modo per comportarsi bene nella vita, una vita più sana e corretta, con la giusta disciplina. Qui a Cortina ci sono tanti sportivi, e questo è un bene, poiché i giovani in questo modo non vanno sulla strada, o nei bar. Lo sport è un aiuto per se stessi.

Qualche suggerimento/consiglio per i nostri atleti dello Sci Club Cortina Gli atleti dello Sci Club Cortina hanno i loro allenatori che sono preparatissimi. Suggerisco loro di avere umiltà nello sport, di avere fiducia e di ubbidire ai propri allenatori, che sono preparati e hanno studiato per fare quello che stanno facendo.

Franco, Carlo e papà Sergio Antoniacomi: per la prima volta ad una Corsa dei Sestiere la squadra è composta da membri della stessa famiglia

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L L O R I SK

Il 2 giugno 2019 il debutto a Cortina della Coppa Italia di Ski roll di Marina Menardi

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da Rio Gere, per una lunghezza di 1 km, mentre Ragazzi e Allievi hanno percorso 3 km, dalla curva della Malga Lareto – sede dello Sci Club 18 - fino in cima a passo tre Croci. La vittoria è andata a Michael Galassi e Lisa Bolzan. Lisa Bolzan dopo 8 km di salita in tecnica libera ha battuto allo sprint la sorella Anna con il tempo di 41:12.7, al terzo posto Elisa Sordello (Ski Avis Borgo Libertas) giunta staccata di 45.3. Nell'assoluta maschile il friula-

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opo l’esordio lo scorso anno del trofeo “Cortina” di Ski roll, quale nuova proposta estiva dello Sci Club Cortina, quest’estate, il 2 giugno, ha debuttato sullo stesso tracciato la prima prova di Coppa Italia di skiroll “Cascina Bianca”. Il tracciato si snodava sulla strada che dalla stazione di Cortina porta al passo Tre Croci, per una lunghezza di 8 km e 580 metri di dislivello. Per i più piccoli, le categorie Baby e Cuccioli partivano

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no Michael Galassi ha percorso gli 8 km nel tempo di 30:49.9, 2° Matteo Tanel(Robinson Ski Team) a 54:9 e 3° il bergamasco Luca Curti (Under Up ski Team) a 1:25.5. Per quanto riguarda i nostri atleti dello Sci Club Cortina, 2a Mellisa Dandrea nella categoria Under 16, 3° Matteo Alverà negli Under14. La categoria Under14 femminile è stata vinta da Vanessa Dallago, e 3a Elena Alverà. Nella salita in tecnica classica Under12, vittoria per i nostri atleti Nicolò Alverà e Gemma Dandrea.


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A B R E ' SCI D

A Cortina i Mondiali di sci d’erba del 2021 di Marina Menardi

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opo l’assegnazione di una tappa di Coppa del Mondo di sci d’erba lo scorso anno, in attesa di conferma per la prossima estate, potrebbe essere Cortina nel 2021 la sede per i Campionati Mondiali di questa disciplina. Ad anticipare la notizia è stato il vice presidente dello Sci Club Cortina Igor Ghedina durante la presentazione delle squadre dello storico sodalizio ampezzano per la prossima stagione invernale che si è tenuta il 26 ottobre scorso presso il ristorante al Lago Ghedina. La richiesta è sopraggiunta dalla Fisi, e l’evento si svolgerebbe dopo i Mondiali di sci alpino di febbraio, nello stesso anno. I Mondiali di sci d’erba verrebbero organizzati in collaborazione con Tambre in Alpago, capitale dello Sci d’erba, dove anche quest’anno a settembre si sono svolti i Campionati Italiani Assoluti per le varie categorie. Erano presenti alla presentazione Cesare Reghin, dello Sci Club Feltre, e Fausto Cerentin, direttore tecnico della nazionale di sci d’erba, tre volte campione del mondo, tre volte campione europeo e otto volte campione italiano. «Il 2021 sarà così per Cortina l’occasione per abbinare nella stessa località due Campionati Mondiali di sci, uno invernale e uno estiva» ha detto Igor Ghedina.

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O D N O M L E COPPA D Finali di Coppa del mondo a Cortina: un appuntamento imperdibile Dal 18 al 22 marzo 2020 il Circo Bianco assegnerà i suoi trofei sulla Vertigine e sull’Olympia completamente rimesse a nuovo di Marzia Del Favero

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Foto: Giacomo Pompanin

a grande corsa verso l’appuntamento con le medaglie mondiali del febbraio 2021 avrà un eccitante “antipasto” con le Finali di Coppa del mondo che si disputeranno sull’Olympia e sulla rinnovata Vertigine dal 18 al 22 marzo 2020. Tante sono le opere infrastrutturali che Fondazione Cortina 2021

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ha portato avanti, in vista della settimana che assegnerà le prossime Coppe del Mondo. È stata completata la partenza della discesa maschile e quindi gli atleti prenderanno il via dalla partenza originale, e non da quel-

la che ha visto svolgersi la gara dei Campionati Italiani 2019. La stessa pista Vertigine è stata rivista in alcuni passaggi, anche in


termini di sicurezza. Naturalmente, per le Finali, sia la tracciatura che la preparazione del manto nevoso saranno adeguate alla categoria, che vedrà sfilare in pista i migliori interpreti al mondo della disciplina. L’intenzione degli organizzatori, condivisa dai tecnici della Federazione internazionale, è quella di rendere molto più competitivo e spettacolare il tracciato: le velocità aumenteranno, pur nella massima sicurezza, e sul salto Ghedina si potranno vedere evoluzioni di altissimo livello. Tutta l’area della Tofana è stata dotata di un nuovo sistema a “campane” per il distacco della neve, interamente gestibile da remoto, con maggiori garanzie per la sicurezza di atleti e turisti. Sono stati completamente rifatti sia il sistema di fibra ottica per la trasmissioni dei dati, che il sistema di cronometraggio. È stato anche potenziato l’impianto di innevamento, e la Vertigine è stata dotata di un tunnel per la gestione dei flussi di mezzi e persone. E ancora: l’area del traguardo di Rumerlo non sarà più quella provvisoria, vista durante la gara di Coppa dello scorso anno, ma sarà ancor più allargata e meglio organizzata grazie ad un by-pass stradale che eviterà il transito di mezzi nell’area, e sarà circondata da zone di servizio per le televisioni e per l’organizzazione che renderanno tutto molto più fruibile e ordinato. Il gigante maschile delle Finali sarà disputato sull’Olympia e rappresenterà un test quasi completo dell’omologa gara dei Mondiali.

Foto: Giacomo Pompanin

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Foto: www.bandion.it

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Il programma delle Finali rappresenterà un Mondiale in “miniatura”, e con nove gare in cinque giorni sarà un grande spettacolo per il pubblico degli appassionati e dei tifosi di tutto il mondo. L’atto conclusivo della Coppa del Mondo è, insieme, un grande momento sportivo, dove si celebrano i più grandi campioni, e una festa di fine stagione che arriva al termine di

un lungo tour internazionale. Solo i migliori 25 atleti di ogni disciplina più i vincitori delle medaglie d’oro dei Mondiali junior possono prendere parte alle Finali, che quindi presentano una passerella dei migliori talenti dello sci mondiale. In poche parole, un appuntamento imperdibile.

Foto: Pentaphoto

Mancheranno solo i primi 200 metri che saranno realizzati il prossimo anno e collegheranno la partenza dedicata alla disciplina maschile all’Olympia, conferendo anche maggior valenza tecnica alla gara. Oltretutto, dalla zona d’arrivo si potrà vedere almeno il 50% della gara, con un netto miglioramento rispetto alle possibilità del passato.

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Programma Finali Coppa del mondo sci alpino 2019/2020 Lunedì 16 e martedì 17 marzo - Prove cronometrate discesa maschile e femminile Mercoledì 18 marzo 2020 Ore 9.30 - Discesa maschile Ore 11.00 - Discesa femminile Giovedì 19 marzo 2020 Ore 9.15 - SuperG femminile Ore 11.15 - SuperG maschile Venerdì 20 marzo 2020 Ore 12.00 - Team Event

Domenica 22 marzo 2020 Ore 9.00 - Gigante femminile 1a manche Ore 10.00 - Slalom maschile 1a manche Ore 12.15 - Gigante femminile 2a manche Ore 13.15 - Slalom maschile 2a manche

Foto: Pentaphoto

Sabato 21 marzo 2020 Ore 9.00 - Gigante maschile 1a manche Ore 10.00 - Slalom femminile 1a manche Ore 12.15 - Gigante maschile 2a manche Ore 13.15 - Slalom femminile 2a manche

Cortina, 20 Gennaio 2019. Tamara Tippler (AUT), Tina Weirather (LIE), Mikaela Shiffrin (USA)

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I D A I P OLIM 2026

Olimpionici a Confronto: Carlo Calzà e Dino Gillarduzzi di Marina Menardi

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l binomio Milano-Cortina ha vinto su Stoccolma-Are, e sarà l’Italia a ospitare i Giochi Olimpici Invernali del 2026. A distanza di 70 anni, da quel lontano 1956 che ha segnato le sorti future della cittadina dolomitica, Cortina sarà nuovamente città olimpica. Non sono molte le attività riservate alla Regina delle Dolomiti: capofila dei Giochi è Milano. Gli eventi sono sparsi su tutte le Alpi, dalla Lombardia, al Trentino Alto Adige, al Veneto. Le competizioni previste a Cortina sono il Curling, presso lo Stadio Olimpico, lo Sci Alpino femminile, presso le piste delle Tofane, il Bob, Skeleton e slittino, presso la Pista di Bob E. Monti che verrà interamente ricostruita. Maggiore sarà il peso, invece, per quanto riguarda le Paraolimpiadi, assenti nel 1956: a Cortina si svolgeranno infatti la maggior parte delle gare, con tutto lo sci alpino, lo snowboard e il curling.

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Sarà un evento dunque completa- Poco meno di cinquant’anni dopo mente diverso da quello che fu nel – 46 per la precisione – un altro lontano 1956, anno che ha visto atleta di Cortina ha avuto l’onotra i protagonisti un socio dello re di partecipare ai Giochi nella Sci Club Cortina che, nonostante stessa specialità: si tratta di Dino l’età avanzata, oggi è ancora attivo Gillarduzzi, olimpico nel 2002 a a livello agonistico con il gruppo Salt Lake City. Master: si tratta di Carlo Calzà, che nel 1956 gareggiò nella disciplina I due atleti sono stati messi a confronto nell’intervista doppia. del pattinaggio di velocità.


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l’INTERVISTA DOPPIA

NOME Carlo

Dino

COGNOME Calzà

Gillarduzzi

ETÀ 88 (classe 1931)

44 (classe 1975)

PROFESSIONE Frigorista: aggiustavo frigoriferi per alberghi, negozi, privati

Grafico

HOBBY Bici, sci, tennis, fondo

Gite in montagna, mare, musica dal vivo

LUOGO E ANNO DI PARTECIPAZIONE ALLE OLIMPIADI Cortina 1956

Salt Lake City 2002

A QUALE ETÀ HAI INIZIATO A PATTINARE? COME TI SEI AVVICINATO A QUESTO SPORT? A circa 20 anni. Ho iniziato con l’hockey su ghiaccio, poi ci hanno proposto di fare pattinaggio di velocità. Qui a Cortina c’era Romano Apollonio che correva con i pattini, lui è stato il primo in questa disciplina, era molto forte, correva a Milano con i professionisti dell’epoca. Fu Apollonio a proporci di provare questo sport, e io ho iniziato con i suoi pattini.

Da subito, a 3-4 anni, mio papà Guido era un forte pattinatore di velocità, ed è riuscito a trasmettermi questa passione fin da piccolo.

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DOVE E COME TI ALLENAVI? Ci allenavamo allo stadio, sulla pista per l’hockey, oppure sui laghi: Misurina, lago di Dobbiaco, Costalares… Sul ghiaccio naturale, così come lo trovavamo. Misurina andava bene perché il percorso di allenamento era più lungo rispetto allo stadio, che aveva un anello di 125 metri o poco più: troppo corto per noi pattinatori. Sul lago di Misurina, invece, potevamo fare strada.

Da ragazzi, quando c’era freddo ci allenavamo all’anello di Fiames, che purtroppo da metà degli anni ‘90 non c’è più. Quando l’anello non era disponibile, si andava alla pista corta dello stadio. Ciò però era possibile solo da piccoli, perché la pista allo stadio è poco più di 100 metri ed è troppo corta per il pattinaggio di velocità. Poi, quando sono entrato in squadra, ci allenavamo in ritiro a Baselga di Pinè, Renon, o in giro per il mondo, dove c’erano le piste coperte estive: Norvegia, Germania, Olanda, Canada.

COM’È CHE SEI STATO SELEZIONATO PER PARTECIPARE AI GIOCHI? PER QUALE DISTANZA? Allora la squadra forte del pattinaggio di velocità era composta dai “Milanesi”: Caroli, Citterio, Musolino, Tomasi. E poi c’ero io, che, a differenza loro che andavano forte sulle distanze brevi (500 metri) , io andavo su quelle più lunghe: 3.000, 5.000, 10.000. Caroli e Citterio hanno fatto le distanze corte, io e Tomasi le lunghe.

Non eravamo in tanti. La qualificazione avveniva in base ai risultati ottenuti a livello mondiale, non a livello nazionale, perché eravamo in pochi. Non c’era un criterio preciso per la squadra italiana. Io ho partecipato per le distanze corte: 500 e 1.000 metri.

COSA HAI PROVATO QUANDO TI SEI TROVATO A SFILARE NELLO STADIO CON LA SQUADRA ITALIANA? La sfilata di apertura se ben ricordo era in centro a Cortina, in piazza e lungo il Corso. È stato bellissimo, emozionante, perché erano le Olimpiadi, ma allora non era come oggi, che c’è la televisione, le dirette... Le Olimpiadi oggi sono un evento che si conosce e se ne sente parlare molto. Noi avevamo vent’anni e finché non ci siamo trovati lì a sfilare in divisa e con la bandiera italiana non ce ne rendevamo conto più di tanto.

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È stata la cosa più bella! Il coronamento del mio lavoro. Uno dei momenti più intensi della vita.


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DESCRIVICI LA STRUTTURA/LUOGO DOVE HAI GAREGGIATO. COM’ERA IL GHIACCIO? LA TEMPERATURA? IL METEO? Abbiamo gareggiato sul lago di Misurina. Solitamente il ghiaccio lì era bellissimo, ma nei giorni delle gare c’erano 30 gradi sotto zero, era freddissimo, burrasca, neve in pista... Sono state Olimpiadi purtroppo condizionate tutte dal maltempo, il ghiaccio era rotto e frastagliato.

Siamo stati molto fortunati, perché la pista venne costruita per l’occasione, ed era una struttura all’avanguardia: una pista all’aperto, la più alta al mondo, la temperatura era ideale, l’aria perfetta. L’acqua veniva pulita, demineralizzata in modo che fosse purissima, e il ghiaccio di conseguenza senza freni. Una combinazione di elementi che ne aveva fatto la pista più veloce al mondo, e infatti lì i risultati sono stati super: sono stati fatti tutti i record. Pattinare lì è stato meraviglioso, sembrava di andare sulla Luna! Addirittura qualcuno di noi ha avuto difficoltà a stare sul ghiaccio perché era troppo veloce, e si rischiava di uscire sulle curve da troppa velocità.

COME ANDÒ LA TUA GARA? Non fu una grande gara: c’era troppo freddo e quando ho gareggiato io il ghiaccio era rovinatissimo, perché era passata già tanta gente. Vinsero i Russi, che erano abituati a correre in quelle condizioni meteo. Non è stato niente di speciale per me, ho fatto gare molto migliori in altre occasioni.

Purtroppo è stata la peggior gara della stagione, per due motivi: un infortunio ad ottobre, che aveva messo a rischio la stessa partecipazione ai Giochi, e un’influenza tre settimane prima della gara, che non riuscii a recuperare del tutto.

QUAL È IL RICORDO PIÙ BELLO CHE PORTI DI QUELL’ESPERIENZA? Non ho tanti bei ricordi di quell’evento. È stato bello perché erano le Olimpiadi, ma purtroppo mal riuscite a causa del brutto tempo. Ho migliori ricordi di altre gare.

Il ricordo più bello è l’atmosfera che si respira nel Villaggio Olimpico, dove si vive tutti assieme. È quello il bello delle Olimpiadi; la gara è una come tutte le altre che fai durante la stagione, contro più o meno le stesse persone, sebbene più importante. Trovarsi invece assieme ad atleti che non vedi mai, gente molto famosa, anche di altre discipline, in un ambiente che unisce tutti, è una cosa straordinaria.

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E QUELLO PIÙ BRUTTO? QUALCHE DELUSIONE RISPETTO ALLE ASPETTATIVE? La pista in brutte condizioni e le due gare dei 5.000 e dei 10.000 interminabili per il freddo e la burrasca: una tragedia. C’erano persone che mi dicevano di buttarmi per terra e finirla lì, la gara, ma io ho voluto tenere duro e arrivare alla fine, ma è stata forse la gara più brutta per me.

L’11 settembre di cinque mesi prima dell’evento erano venute giù le Due Torri a New York. I controlli per la sicurezza erano una cosa pazzesca: per uscire dallo stadio e ritornare al Villaggio Olimpico ci si impiegavano ore. Sembrava di essere in uno stato di assedio, con gli elicotteri che continuavano a sorvolare l’area. Una sensazione bruttissima.

COSA SIGNIFICA, NELLA VITA DI UN ATLETA, PARTECIPARE AI GIOCHI OLIMPICI? Onestamente, la partecipazione ai Giochi Olimpici mi ha dato tanto: sono stato considerato molto nella mia vita in qualità di ex olimpico, lo sono ancora adesso. Tanti riconoscimenti, inviti a varie manifestazioni, prestigio personale.

È il punto di arrivo di tutta la dedizione che un atleta ha dato per ore, giorni, anni della sua vita.

PER QUANTI ANNI HAI PATTINATO A LIVELLO PROFESSIONALE? Una decina d’anni

13 anni

COME HAI REAGITO ALLA NOTIZIA DELLA VITTORIA DI MILANO CORTINA PER I GIOCHI DEL 2026? QUAL È IL TUO PENSIERO RIGUARDO QUESTA MANIFESTAZIONE? COSA CI GUADAGNA E COSA CI PERDE CORTINA? Bellissimo! Una buona notizia. Vediamo come faranno, come sarà l’organizzazione. Ora siamo attrezzati, ci sono le strutture, è tutto diverso rispetto al ‘56. Peccato che non ci sia più nessuno di Cortina che fa pattinaggio di velocità.

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La mia reazione è stata duplice: felice da un lato, dubbioso dall’altro. Felice perché ospitare l’Olimpiade in casa è sempre un piacere e un onore, ed è una possibilità di crescita per il nostro paese, se viene sfruttata bene. I dubbi vengono dalla mia visione di atleta: il bello delle Olimpiadi come ho detto è l’ambiente del Villaggio Olimpico, dove gli atleti sono tutti insieme. Non è il caso di Milano-Cortina 2026: lo sci alpino è da una parte, il fondo da un’altra, il Biathlon da un’altra ancora, l’hockey a Milano, il Curling a Cortina, il pattinaggio di velocità a Pinè di Baselga… Si perde lo spirito di unione che caratterizza le Olimpiadi. Sarà ancora di più una gara come le altre, per gli atleti. Mi dispiace poi che a Cortina ci sarà molto poco, ma d’altronde è troppo piccola per un evento del genere.


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TI MANCA IL PATTINAGGIO DI VELOCITÀ? Chiaro che mi manca: sono stato uno dei promotori di questo sport a Cortina, assieme a Romano Apollonio, ma alla mia età ormai… Ora mi diverto a sciare, faccio ancora gare con lo Sci Club Cortina con il gruppo Master, e con buoni risultati. Ho fatto il maestro di sci per tanti anni, con una bella clientela, ho avuto una bella vita, mi sono sposato tre volte...

Sì, riempiva tutti i miei giorni. Purtroppo il pattinaggio di velocità non è uno sport come lo sci che a Cortina esci e vai. Quando smetti, qui non puoi più praticare. Ti devi reinventare, e io l’ho fatto prendendo la laurea breve in Design e Arti e facendo questo lavoro. Mi manca il darsi da fare tutti i giorni, in ogni momento, anche a tavola, dove il cibo veniva accuratamente selezionato. Tutto ciò che facevo era dedicato ad un obiettivo specifico. Lo sport agonistico ti occupa a tempo pieno e dà un senso a quello che fai.

COSA OFFRE IL PATTINAGGIO DI VELOCITÀ DI DIVERSO DA ALTRE DISCIPLINE INVERNALI (ES. SCI ALPINO), PER CUI LO CONSIGLIERESTI DA PRATICARE? Il pattinaggio di velocità è molto faticoso come sport invernale, si corre su molte distanze, richiede molta preparazione fisica. Però non ti dà un mestiere dopo aver fatto l’atleta, come lo sci, che ti dà la possibilità di fare il maestro. È uno sport più faticoso dello sci, molto bello, ma più monotono. Con gli sci è più vario: le neve, le piste, i luoghi.

Rispetto allo sci, è uno sport più faticoso, e potrebbe essere monotono, perché si gira attorno ad un anello. Ma è ricco di aspetti positivi ed educativi per un giovane: ti insegna la perseveranza, la disciplina, la forza mentale. Il bello del pattinaggio è appunto la velocità che si riesce a raggiungere con solamente due lame sotto i piedi, e nessun altro mezzo: superare così, scivolando sul ghiaccio, i 60km all’ora è una sensazione molto appagante.

COSA INVIDI A DINO/CARLO? Ammiro Dino che ha seguito questa disciplina ed è andato avanti, a differenza di altri a Cortina che hanno iniziato ma poi hanno mollato. Oggi è difficile.

Ammiro in Carlo la forma fisica e mentale che ha ancora, e l’atteggiamento nei confronti della vita.

IN QUALITÀ DI ATLETA EX OLIMPICO, QUAL È IL MESSAGGIO CHE VUOI DARE AI GIOVANI ATLETI DELLO SCI CLUB CORTINA, CHE TRA SETTE ANNI POTRANNO ASSISTERE E FORSE PARTECIPARE ALLE OLIMPIADI IN CASA? Di darsi da fare, di allenarsi, oggi ci sono le strutture, è tutto più facile. Tutti hanno la possibilità di fare sport e di allenarsi. È fatica, freddo, bisogna alzarsi la mattina presto e avanti, ma poi rimangono bei ricordi.

Consiglio di fare di tutto per assistere a più gare possibili, sarebbe veramente un peccato non andarci con le Olimpiadi in casa. Per voi, ragazzi dello Sci Club, è una fortuna che ci sia questo evento, perché è molto stimolante, rappresenta l’occasione per provarci, per dare il meglio di voi stessi. Sfruttate questa occasione come uno spunto in più nella vostra attività agonistica.

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Si somministra per via sottocutanea l’anidride carbonica, gas naturale che ha delle importanti azioni dirette su tutte le componenti strutturali del microcircolo del tessuto interessato dal trauma, come vasodilatazione, aumento del numero di vasi capillari, maggiore rilascio di ossigeno da parte dell’emoglobina. Effetti, questi, che sono finalizzati ad ottenere un maggior apporto di nutrienti, indispensabili per la guarigione del tessuto infiammato ed eventualmente danneggiato. La somministrazione di C02 ha anche un’altra importante azione: l’aumento del flusso nei vasi linfatici, permettendo così una rapida e massiva eliminazione delle sostanze infiammatorie che causano dolore. Tutto ciò porta rapidamente alla guarigione, riducendo anche l’incidenza delle infiammazioni croniche; si garantisce così la performance dell’atleta e dei pazienti, anche a medio e lungo termine. Non ha effetti collaterali; non interagisce con terapie già iniziate o con eventuali malattie concomitanti del paziente; non si utilizza in caso di ferite infette o in gravidanza; non da

allergie. Si può eseguire sui giovani atleti cosi come sui pazienti anziani. Tale terapia viene utilizzata presso importanti squadre sportive di atleti di altissimo livello nazionale ed internazionale, come il Rugby Petrarca di Padova e la squadra di Hockey del Cortina.

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O T N O C C IL RA L’altra neve

di Paolo Tassi

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agliato l’ultimo traguardo della vita agonistica, cosa succede ad un atleta? Abituati ad esibirsi nelle più prestigiose arene dello sci, acclamati dai fan, contesi dai media, l’ultimo traguardo dell’ultima gara diventa il confine tra il sogno giovanile dello sciatore forte e spavaldo e una nuova vita che molto spesso comprende lo sci come componente primaria. Chi diventa allenatore e trasmette la

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propria esperienza ai più giovani, chi diventa giornalista e rende le telecronache più tecniche ed avvincenti per gli ascoltatori, chi, invece, continua a sciare per il puro gusto di scivolare sulla neve. Con queste premesse nasce il mio incontro con Konrad Bartelski, sciatore inglese capace di conquistare un podio in discesa libera in Coppa del mondo. Primo inglese ad arrivare in una posizione di prestigio nello sci alpino, capace

di battere quel giorno atleti del calibro di Franz Klammer, Steve Podboski ed Herbert Plank. Aspettavo sempre, da ragazzino, davanti alla televisione la discesa di Konrad perché o arrivava, oppure si esibiva in numeri pazzeschi per contenere gli sci nei tortuosi tracciati di un tempo dove protezioni e sicurezza non erano per nulla paragonabili agli standard odierni. Ci siamo incontrati in Islanda, terra


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di neve e vulcani che si affacciano sul mare. Abbiamo sciato assieme sugli esotici vulcani della Kamchakta. Abbiamo scorrazzato in Valtellina alla ricerca della neve fresca tra Livigno e Santa Caterina salendo la strada che porta al ghiaccio dei Forni (chiusa per neve) a cavallo di una mountain bike elettrica per poi conquistare una cima con gli sci da scialpinismo. Ed è qua che gli ho chiesto: «Konrad, ma oltre alle Val Gardena, hai mai sciato in Dolomiti?» «Certo, a Cortina, dove c’è il più bel “Schuss” del mondo; mi piacerebbe tornarci». Così, in una fredda mattina di febbraio, siam partiti da San Martino di Castrozza Konrad, io ed altri avventurosi amici anglosassoni per attraversare le Dolomiti; una settimana tra impianti, rifugi, forcelle nelle più affascinanti montagne del mondo, da San Martino a Sesto passando per il più bel Schuss del mondo. Alla sera, davanti ad un buon bicchiere di vino, Konrad ci

racconta del suo passato agonistico, della difficoltà di un inglese per diventare sciatore di Coppa del mondo. Di quando affrontava le trasferte per le gare in camper, mica aveva un’organizzazione alle spalle; di quando lavava i piatti nei rifugi alla sera per potersi allenare durante il giorno. Una vita spesa per sciare, non di certo una facile scelta per uno di Londra.

Finite le gare Konrad ha trovato una seconda carriera nel mondo della televisione e delle riviste; apprezzato giornalista, è anche fotografo naturalista con un soggetto preferito: le montagne imbiancate con qualcuno che le scia. Ed è proprio cosi che Konrad mi ha fatto capire che oltre l’ultimo traguardo c’è ancora tanta neve da sciare col sorriso sulle labbra.

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STORIA

La ripresa dopo la guerra La figura di Otto Menardi e le Olimpiadi tratto dal libro di Marco Dibona e Mauro Polato “CENT’ANNI DI SCI - dallo Sport Club Ampezzo allo Sci Club Cortina”

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Foto Baumann - Raccolta Albino Alverà

N

ell’inverno 1945-46, la vita sportiva riprese lentamente anche in Ampezzo. I reduci di guerra, o coloro che erano riusciti ad evitare il fronte, avevano fatto ritorno in paese ed anche lo Sci club Cortina, come le altre associazioni sportive, si riorganizzò aderendo nuovamente alla ricostituita Fisi. Albino Alverà “Boni” racconta il suo ritorno a Cortina dalla Francia, dopo l’8 settembre 1943, e rende bene l’idea della durezza dei tempi: «Mi trovavo a Breil, nel sud della Francia, e decisi di fuggire dopo l’armistizio dell’8 settembre. Il colonnello che comandava il nostro contingente pensò che, per sfuggire ad eventuali ritorsioni da parte dei tedeschi, fosse opportuno allontanarsi dal paese di Breil. Così, insieme ad altri commilitoni, ci recammo sul monte Tanarello, dove dormimmo all’aperto per una notte. Il giorno seguente, insieme a Giuseppe Menardi e ad altri due militari del Cadore, decidemmo di tentare il ritorno a casa. Avevamo saputo che in Italia la situazione era precipitata nel caos e pensammo che quello fosse il momento giusto per tentare la fuga. Percorremmo circa quaranta chilometri a

Albino Alverà riprende l’attività agonistica: qui è in gara a Wengen nel 1948.

piedi, dal monte Tanarello a Limone Piemonte, attraversando il confine nei pressi del Colle di Tenda. Da qui, in treno, arrivammo a Borgo San Dalmazzo, dove fummo costretti a scendere. Proseguimmo poi con mezzi di fortuna e in parte a piedi fino a Santhià, un bel po’ oltre Torino. Attraversato il fiume Po, decisi

che era più sicuro proseguire da solo, anche perché mi resi conto che il controllo di quelle zone da parte dei tedeschi era ancora molto forte. Nel frattempo ero riuscito a procurarmi abiti civili, che in realtà erano stracci camuffati da vestiti, e saltai sul treno che andava verso Padova. Ad un certo


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punto, i macchinisti che avevano intuito la mia condizione di fuggiasco, mi fecero cenno di raggiungere la locomotiva e, per il resto del viaggio, li aiutai a caricare il carbone nella caldaia. Così arrivai a Padova, dove mi accorsi che i tedeschi controllavano la stazione ferroviaria. Saltai giù dal treno poco prima dell’arrivo e dovetti oltrepassare un muro per nascondermi alla loro vista. Dopo essermi rifocillato con un panino offertomi dalla signora di un bar, in qualche modo riuscii a salire sul treno che portava a Calalzo. Uno dei momenti più difficili fu proprio quando arrivai a Calalzo, dove fui costretto a trascorrere una notte nascosto nella carrozza di un treno. Anche qui però me la cavai in qualche

Come scrive Giuseppe Richebuono nella sua Storia d’Ampezzo: «Finita la guerra si ricostituirono subito in forma democratica le associazioni; cito quella degli albergatori, dei maestri di sci e lo Sci Club Cortina ancora nel 1945, l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo e l’Associazione Agricoltori nel 1947. ( ) Iniziò il turismo di massa dei ceti borghesi ed anche popolari (campeggi, roulottes, comitive in torpedone), che sostituì in buona parte quello precedente, residenziale, di élite. La gran voga presa dallo sci rese più lunga e redditizia la stagione invernale». Ci si rese ben presto conto, tuttavia, che Cortina non era più la regina delle stazioni turistiche in Italia. Ciò era dovuto alla concorrenza sempre più serrata che località come

I numeri pettorali dei concorrenti evidenziano la fatica di ricominciare: provengono da serie diverse e talvolta sono addirittura scritti a mano. Alcuni riportano la vecchia denominazione “Sciatori Cortina”.

Raccolta Alfonso Lacedelli Poloto

modo e, il giorno dopo, presi il treno per Cortina. Arrivato all’altezza del Miramonti pensai bene di scendere, perché era ovvio che alla stazione di Cortina ci sarebbero stati dei controlli sui passeggeri. Così mi avviai a piedi verso Campo e raggiunsi la zona di Mortisa attraversando i prati. Mentre mi avvicinavo a Mortisa, vidi i miei genitori che facevano il fieno sopra casa. Erano passati due anni da quando ero partito, ed avevo impiegato quattordici giorni per ritornare a Cortina dalla Francia». Altri ampezzani trascorsero invece gli anni tra il 1943 e il 1945 in Svizzera, in un campo di internamento, e fecero ritorno a Cortina solo dopo la fine della guerra, come accadde a Carlo Alverà Lete.

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Madonna di Campiglio, Sestriere, Limone Piemonte, Salice d’Ulzio le facevano sia nell’offerta sciistica sia nella dotazione di impianti di risalita, di piste e nella ricettività alberghiera. Cortina fu costretta a riconvertirsi abbastanza in fretta alle nuove esigenze, e cominciò ad affacciarsi l’idea che un rilancio in grande stile poteva essere rappresentato dall’assegnazione di un’Olimpiade. Da questo punto di vista, colui che intuì e poi lavorò con maggiore assiduità a questo risultato fu Otto Menardi. Da un punto di vista strettamente sportivo, a partire dal 1946, si misero in luce i fratelli Silvio e Albino Alverà, che, insieme a Roberto Lacedelli e a Luciano de Bigontina, formarono la rappresentanza cortinese ai Giochi olimpici di St.Moritz del 1948. Erano passati ben dodici anni dall’ultima Olimpiade invernale, sette dall’ultima manifestazione di carattere mondiale. Nell’immediato dopoguerra c’era stata qualche gara internazionale. Nel 1946 si era disputato nuovamente, ad esempio, il “Gigantissimo della Marmola-

Val Gardena 1947: allenamenti della nazionale in vista delle Olimpiadi del 1948. Da sinistra si riconoscono Roberto Marcellin, Roberto Lacedelli, Zeno Colò, Eugenio Bonicco, Vittorio Chierroni, Stefano Sertorelli, Silvio e Albino Alverà. I due fratelli “Boricio” e “Boni” indossano il maglione della società alpinistica “Scoiattoli”, fondata nel 1939.

Raccolta Roberto Lacedelli

da”, vinto da Silvio Alverà. Nel 1947 si era ripresa la discesa dell’Arlberg-Kandahar. Mancavano tuttavia termini di confronto attendibili fra gli atleti e scarseggiavano i dati sui valori delle forze in campo. Si poteva prevedere, rifacendosi alla tradizione e ai risultati precedenti alla guerra, che nelle discipline nordiche avrebbero prevalso i paesi scandinavi, mentre nelle discipline alpine si sarebbero messi in luce soprattutto paesi come l’Austria, la Svizzera, l’Italia e la Francia. Era anche evidente che le nazioni più avvantaggiate sarebbero state quelle neutrali, nelle quali non si era combattuto. Infatti la Svizzera e la Svezia primeggiarono nelle gare olimpiche di St.Moritz. Per quanto riguarda l’Italia, e Cortina in particolare, Silvio Alverà ottenne un prestigioso quarto posto nello slalom speciale, mancando di un soffio la conquista di una medaglia, e il sesto posto nella discesa libera, piazzandosi inoltre quinto nella combinata discesa-slalom. “Boricio” risultò così il migliore atleta italiano in quest’Olimpiade.

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Otto Menardi, lo Sci Club Cortina, le Olimpiadi «Dopo il mio viaggio di Stoccolma mi sono formato la convinzione che la nostra prima candidatura, posta in concorrenza ad altre città, per l’organizzazione delle Olimpiadi invernali, non poteva, per un complesso di ragioni psicologiche, riuscire al primo tentativo, qualunque fosse la organizzazione predi-


Foto Majoni - Raccolta Luciano Cancider

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Val Gardena 1947: allenamenti della nazionale in vista delle Olimpiadi del 1948. Da sinistra si riconoscono Roberto Marcellin, Roberto Lacedelli, Zeno Colò, Eugenio Bonicco, Vittorio Chierroni, Stefano Sertorelli, Silvio e Albino Alverà. I due fratelli “Boricio” e “Boni” indossano il maglione della società alpinistica “Scoiattoli”, fondata nel 1939.

sposta per avallare maggiormente la nostra richiesta. Questo primo tentativo è stato assolutamente necessario per farci nuovamente conoscere e permetterci fra 4 anni di chiedere l’assegnazione delle Olimpiadi del 1956 con maggiore autorità; sono convinto che nel 1951 ci ripresenteremo al C.I.O. e riusciremo vincitori. I cortinesi, intendo gli sportivi e tutti quelli che sono interessati allo sviluppo economico della nostra stazione, potranno gioire del risultato di Stoccolma, ma possono comunque essere soddisfatti di questo primo verdetto internazionale del dopoguerra, su Cortina». Così scriveva Otto Menardi in una relazione successiva al viaggio da lui fatto a Stoccolma fra il 10 e il 25 giugno 1947, per sostenere la candidatura di Cortina alle Olimpiadi del 1952, che invece furono assegnate ad Oslo. Il lavoro per portare i Giochi a Cortina proseguì con grande fervore tra il 1947 e il 1949. Il 4 aprile di quell’anno, gli sforzi congiunti della Fisi, del Comune, delle associazioni

ampezzane e del rappresentante delle discipline alpine. Il 6 giugno italiano al Comitato olimpico inter- 1953 viene eletto presidente dello nazionale, conte Alberto Bona- Sci Club Cortina. Come si legge cossa, saranno effettivamente nel verbale dell’assemblea, sarà coronati dall’assegnazione delle questo sodalizio sportivo, insieme Olimpiadi invernali del 1956. alla Sportivi Ghiaccio Cortina e Otto Menardi, nel decennio tra il al Bob Club Cortina, il principale 1946 e il 1956, assumerà, di volta punto di riferimento organizzain volta, le massime responsabilità tivo per quanto riguarda la fase tecniche ed organizzative nell’am- preparatoria alle Olimpiadi. bito dello sci alpino cortinese, itaVerbale del 6/06/53 Assemblea liano ed internazionale. Si deve in generale dei soci – Circolo Artistico. gran parte al suo impegno e alle sue capacità, se Cortina riuscirà ad ospitare la più prestigiosa ma- Presenti un folto gruppo di autorità, nifestazione sportiva mai organiz- di soci e di pubblico, il Presidenzata nella valle ampezzana. te Degregorio Giuseppe dichiara aperta la seduta. Procede alla Nel 1946 lo troviamo presidente dello Sci Club Cortina per un bre- lettura della relazione morale inive periodo. Nel 1948 viene nomi- ziando con la commemorazione nato commissario tecnico unico dei due soci scomparsi: Colli Ilio della Fisi per lo sci di discesa. Nel – Angelo Apollonio. A relazione ul1949, ad Oslo, entra a far parte del timata prende la parola il cassiere comitato discesa e slalom della Aldo Bertozzi che dà lettura del Federazione internazionale sci. consuntivo della decorsa stagioNel 1951, al congresso Fis di Ve- ne. L’Assemblea dà atto del lavoro nezia, viene nominato presidente svolto al cassiere. Si nomina per acclamazione revisori dei conti i sidel Comitato discesa e slalom ed assume la massima responsabilità gnori Accorsi – Spampani – (nome tecnica internazionale nel campo illeggibile) vengono fatte, da parte

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Raccolta Alfonso Lacedelli Poloto

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Lo squadrone dello Sci Club Cortina domina i Campionati italiani del 1950 in quasi tutte le specialità. Sullo sfondo del Cervino posano Innocente Lacedelli, Luigi Lacedelli, Guido Ghedina, Alberto Menardi, Romano Rimoldi, Sergio Zardini, Alfonso Lacedelli, Pietro Neri Siorpaes, Giovanni Menardi, Dino Pompanin, Franco Menardi, Luciano De Bigontina. Davanti, Renato Valle, Eugenio Monti, Maria Grazia Marchelli, Roberto Lacedelli, Sandro Menardi. In primo piano Roberto Siorpaes.

del pubblico, parecchie interpellan- presidente i seguenti risultati: ze riguardo alla relazione stampata e diffusa dallo Sci Club Cortina, in- Otto Menardi terpellanze che avevano lo scopo di Presidente - voti 49 (77%) ottenere delle spiegazioni da parDegregorio Giuseppe te della Presidenza sulla vita dello Vicepresidente - voti 52 (80%) Sci Club. Hanno parlato a questo proposito il Dott. Rosà – il Sindaco – geom. Spampani – Menardi San- Dopo l’insediamento del nuovo dro – Mariotti per il gruppo stampa. Presidente Otto Menardi, si riprenApollonio Claudio – Otto Menardi. dono le votazioni per eleggere gli Si procede poi alla elezione della altri 9 membri del consiglio. Risulnuova presidenza e Claudio Apol- tano pertanto eletti: lonio dichiara che si possa proce- Menardi Igi 56 – Siorpaes Neri 54 dere subito alla elezione del nuovo – Bertozzi Aldo 53 – Renato Valle presidente sig. Otto Menardi per 53 – Menardi Renzo 52 – Zardini acclamazione. Il sig. Otto Menardi Orazio 52 – Alverà Silvio 48 – Illing rifiuta la carica per acclamazio- Ugo 46 – Ugo Pompanin 45. ne ed esige che venga fatta la Otto Menardi fa alcune dichiarazioestrazione regolare. Allaria dott. ni circa la carica che i soci gli hanno Antonio e Spampani geom. Alfredo, affidata e la possibilità che avrà nominati scrutatori, procedono allo questo inverno di poterla esercitare, scrutinio delle schede che danno, poiché sarà molto assorbito dal per la carica di Presidente e Vice- compito di Commissario Tecnico

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della FISI. Circa il programma futuro espone quattro punti fondamentali, illustrandoli: • Leale collaborazione con la FISI. • Impostazione dell’attività agonistica in vista delle Olimpiadi. • Soppressione assoluta dei personalismi in seno alla società. • Assoluta intesa di attività fra i dirigenti delle società sportive locali. La seduta è tolta alle ore 23, 35 Il segretario Cancider Luciano. La carriera di dirigente di Otto Menardi proseguirà anche dopo le Olimpiadi di Cortina. Negli anni Sessanta ricoprirà vari ruoli all’interno delle federazione sciistiche anche se, come riferisce Luciano Cancider, a lungo suo valido collaboratore, una volta raggiunto il traguardo dell’Olimpiade, Menardi si era sentito ampiamente appagato.


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Presidente: Vladimiro Pomarè

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Consiglieri: David Alverà, Bruno Dandrea, Michele Di Gallo, Giorgio Gaspari, Cristina Lacedelli, Corrado Maioni, Teresa Mostardini, Claudio Panizzuti, Paola Pordon, Massimo Siorpaes, Valentina Siorpaes, Gian Alberto Tuzzato

Revisore dei conti: Federico Michielli

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Sci Nordico: Gregor Gombač, Christian Faoro, Anna Santer, Mauro Valleferro, Margherita Valcanover, Albert Walder.

Biathlon: Gregor Gombač Direttore tecnico: Igor Gombač

Preparatori atletici: Matteo Gandini, Alessandra Vidori

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MAGAZINE 2019/2020  

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