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RASSEGNA STAMPA “Il viaggio di Fanny”


RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANI


25/01/2017 Pag. 12 Ed. Ascoli


24/01/2017 Pag. 21


21/01/2017 Pag. 21 Ed. Roma


20/01/2017 Pag.19


27/01/2017 Pag. 5 Ed. Ferrara


26/01/2017 Pag. 38 Ed. Milano


25/01/2017 Pag. 11 Ed. Massa Carrara


24/01/2017 Pag. 27


17/01/2017 Pag. 40


27/01/2017 Pag. 30


26/01/2017 Pag.19 Ed. La spezia


25/01/2017 Pag. 36 Ed. Salerno


17/01/2017 Pag. 11 Ed. Cosenza


29/01/2017 Pag. 46


27/01/2017 Pag. 29


26/01/2017 Pag.58 Ed. Venezia


25/01/2017 Pag. 37 Ed. Salerno


21/01/2017 Pag. 65 N.1023 - 21 gennaio 2017


17/01/2017 Pag. 43


27/01/2017 Pag. 35 Ed. Brindisi


25/01/2017 Pag. 31 Ed. Levante


25/01/2017 Pag. 17 Ed. Massa Carrara


22/01/2017 Pag.22


17/01/2017 Pag.41


28/01/2017 Pag. 16 Ed. Forli – Cesena


27/01/2017 Pag. 31


26/01/2017 Pag. 65


25/01/2017 Pag. 34


29/01/2017 Pag. 25


27/01/2017 Pag. 14


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22/01/2017 Pag. 37


17/01/2017 Pag. 46


26/01/2017 Pag. 4


27/01/2017 Pag. 27 Ed. Bologna


26/01/2017 Pag. 30 – 31


21/01/2017 Pag. 12


25/01/2017 Pag. 36


26/01/2017 Pag. 39


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RASSEGNA STAMPA ONLINE


16/01/2017 http://www.ansa.it Il viaggio di Fanny, in fuga dall'odio Film da storia vera 26 e 27 gennaio in sala per Giornata Memoria

(ANSA) - ROMA, 16 GEN - Riuscire a portare, a 13 anni, nel 1943, senza adulti, un gruppo di bambini ebrei come lei dalla Francia alla Svizzera, sfuggendo ai gendarmi e all'esercito tedesco. È la straordinaria impresa reale compiuta da Fanny Ben-Ami, oggi 86 enne, al centro de Il viaggio di Fanny, il film delicato e intenso di Lola Doillon, vincitore dell'ultimo Giffoni Film Festival, che arriva in sala il 26 e 27 gennaio con Lucky Red per la Giornata della Memoria. Raccontare la sua storia, prima in un libro per ragazzi, uscito nel 2011 e ora in un film, vuole essere ''un messaggio contro l'antisemitismo e l'odio, un odio che oggi vediamo ritornare dappertutto - ha spiegato Fanny BenAmi -. Desidero che il mio messaggio venga compreso, affinché alcune cose non si ripetano. Viviamo in un'epoca molto fragile, da ogni parte si levano voci che ricordano moltissimo quelle che si sentivano allora. Questo è molto pericoloso, anche per coloro che non sono ebrei. Perché dopo gli ebrei, andranno in cerca di altri bersagli".


16/01/2017 http://www.corriere.it/

Il viaggio di Fanny, in fuga dall'odio

Riuscire a portare, a 13 anni, nel 1943, senza adulti, un gruppo di bambini ebrei come lei dalla Francia alla Svizzera, sfuggendo ai gendarmi e all'esercito tedesco. E' la straordinaria impresa reale compiuta da Fanny Ben-Ami, oggi 86 enne, al centro de Il viaggio di Fanny, il film delicato e intenso di Lola Doillon, vincitore dell'ultimo Giffoni Film Festival, che arriva in sala il 26 e 27 gennaio con Lucky Red per la Giornata della Memoria. Raccontare la sua storia, prima in un libro per ragazzi, uscito nel 2011 e ora in un film, vuole essere ''un messaggio contro l'antisemitismo e l'odio, un odio che oggi vediamo ritornare dappertutto - ha spiegato Fanny Ben-Ami -. Desidero che il mio messaggio venga compreso, affinchÊ alcune cose non si ripetano. Viviamo in un'epoca molto fragile, da ogni parte si levano voci che ricordano moltissimo quelle che si sentivano allora. Questo è molto pericoloso, anche per coloro che non sono ebrei. PerchÊ dopo gli ebrei, andranno in cerca di altri bersagli".


26/01/2017 http://www.lastampa.it/ Shoa, anche cinema e teatro non dimenticano

Shoa, anche cinema e teatro non dimenticano Film e spettacoli che celebrano il Giorno della Memoria Una scena del film proiettato oggi e domani Leggi anche Pubblicato il 26/01/2017 michele weiss La Shoa, vale a dire lo sterminio nazista di oltre sei milioni di ebrei (così come di altre categorie di persone sgradite al regime tra cui: portatori di handicap, omosessuali e minoranze etniche) è il più grande crimine contro l'umanità dell'era moderna. Per ricordarla e come monito, il 27 gennaio è il "Giorno della Memoria", con tutta una serie di manifestazioni che richiamano e approfondiscono la barbarie. Anche il teatro e il cinema milanesi partecipano, con spettacoli e proiezioni dedicate. Al Teatro della Contraddizione (via della Braida 6, dalle ore 20.30, 12/15 euro) fino a domenica sono due gli spettacoli in programma nella stessa serata sul tema. Il primo è "Il mulo che riconobbe una SS" di Monica Bonomi, anche in scena con Andrea Parazzoli: ispirata a un mulo realmente esistito e che rifilò un calcio al "ragioniere delle SS" Adolf Eichmann, organizzatore dei treni di deportati spediti nei lager europei, la storia è il ritratto di un Italia che, dopo l'8 settembre 1943, cerca di non perdere del tutto la propria umanità. Il secondo, "Alegher che fatica essere uomini", con Eugenio Vaccaro e Alessandro Angelelli, in una sala d'attesa con un numerino in mano, i protagonisti mostrano invece come la burocrazia rischia di rendere gli uomini insensibili e carnefici dei propri simili. Dal teatro al cinema. Oggi e domani alle 18 e alle 21 all'Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano verrà proiettato "Il viaggio di Fanny", vincitore del Giffoni Film Festival 2016. Domani sera il Mic (viale Fulvio Testi 121, ore 19, 4/5,50 euro) celebra la ricorrenza proiettando "Wunderkinder", un film dedicato al mezzo milione di bambini uccisi dai nazisti: la vita di tre giovanissimi amici accomunati dal talento musicale, è sconvolta dall'ascesa al potere di Hitler. Infine, dal 29 gennaio al primo febbraio al teatro Franco Parenti è in scena "I me ciamava per nome: 44.787 Risiera di San Sabba" (via Pier Lombardo 14, orari vari, 12/15 euro), spettacolo che ricorda l'unico campo di sterminio nazista italiano, a Trieste, dove perirono alcune migliaia di persone. Renato Sarti realizza un intenso "documento" drammaturgico unendo le testimonianze dei sopravvissuti a quelle dei carnefici.


27/01/2017 http://www.cinequanon.it/ Il viaggio di Fanny, un inno al cinema per ragazzi Il Viaggio di Fanny, della regista francese Lola Doillon, si presenta come un trionfo del cinema per ragazzi. Presentato all'edizione 2016 del Giffoni Film festival Generator +13, questo è un film bello sotto tutti i punti di vista. La storia ci racconta di un gruppo di bambini ebrei, capitanati dalla coraggiosa Fanny (Léonie Souchaud), costretti ad intraprendere da soli un viaggio verso la Svizzera per scappare dalla persecuzione nazista. La narrazione è affrontata in modo molto delicato e al tempo stesso incisivo; i bambini sfiorano quella guerra che li vorrebbe eliminare, senza mai davvero entrarci, riuscendo così in qualche modo ad evitarla. Per scappare dalla persecuzione, infatti, questo gruppo eterogeneo di giovani ebrei, è costretto a inventare, a trovare soluzioni e a ragionare come adulti. Ma quel che riesce meglio alla regista, è mostrare come, sebbene disumanizzati dalla paura e costretti a lasciarsi alle spalle la loro vera età per necessità, i protagonisti continuino ad essere a tutti gli effetti dei bambini, bambini che vogliono crescere, stare con le loro famiglie e correre dietro ad una palla. Ogni inquadratura ha il sapore del miglior cinema francese, con una particolare attenzione alle scenografie e alle tonalità di colore brillanti, due aspetti delle immagini che si completano a vicenda intrecciandosi grazie all'uso magistrale della luce. I personaggi sono ben strutturati e sorprendenti. Quando si tratta di gruppi di bambini succede spesso di vedere un gran numero di caratteri simili e stereotipati, ma questo non succede ne Il viaggio di Fanny. Ogni personaggio, principale o secondario della storia, lascia una sua impronta indelebile nello spettatore; la protagonista, poi, ispira subito simpatia e tenerezza, grazie anche all'interpretazione di Léonie Soucheud. Ma ci si affeziona a tutti i bambini, per cui nutriamo la speranza di vederli salvi, che non è per nulla scontato durante la narrazione. I piccoli attori sono artefici di interpretazioni sentite, hanno dato prova di aver compreso l'anima dei loro personaggi. Infine una parola va spesa sulla bellissima colonna sonora che accompagna ogni scena del film, tra cori che si intrecciano alla narrazione e melodie che accompagnano la storia nei suoi momenti importanti. Un film che trova la sua bellezza nell'innocenza dell'infanzia, che seppur rubata, riprende vita in questa storia, portando a riflettere sulle scelte che ancora oggi persone singole e governi fanno nei confronti delle differenti etnie. Delicato e incisivo, senza scene particolarmente cruente, Il viaggio di Fanny è consigliato sia agli adulti che ai ragazzi. Linda Casalini Il viaggio di Fanny Regia: Lola Doillon. Sceneggiatura: Lola Doillon, Anne Peyrègne. Fotografia: Pierre Cottereau. Montaggio: Valérie Deseine. Interpreti: Léonie Souchaud, Fantine Harduin, Juliane Lepoureau, Ryan Brodie, Anaïs Meiringer. Origine: Francia, 2016. Durata: 94.


26/01/2017 http://www.stiletv.it/ Giffoni Experience celebra la Giornata della Memoria Un appuntamento con la storia per non dimenticare, un racconto inedito sulla persecuzione razziale durante la seconda guerra mondiale, un viaggio emozionante ispirato a una storia vera che parla di amicizia e libertà, un film di formazione con giovani protagonisti che consente ai giovani spettatori una fruizione diretta ed empatica, parlando dritto al loro cuore. Giffoni Experience celebra la Giornata della Memoria riproponendo in Sala Truffaut "Il Viaggio di Fanny", l'opera che ha conquistato il Griphon Award nella sezione Generator +13 alla scorsa edizione del Festival e distribuito in tutta Italia come evento speciale dalla Lucky Red in occasione della commemorazione della Shoah. Alla proiezione, cui seguirà un dibattito in cui interverranno il direttore del GEX Claudio Gubitosi e il giornalista Edoardo Scotti, parteciperanno gli studenti delle scuole del territorio, tra cui l'Istituto Glorioso di Montecorvino e Giffoni, l'Istituto Comprensivo Moscati di Pontecagnano Faiano, l'Istituto Comprensivo Linguiti di Giffoni Valle Piana, l'Istituto Comprensivo di San Cipriano Picentino e l'Istituto Comprensivo di Giffoni Sei Casali, pubblico a cui il film è principalmente rivolto. "Volevo raccontare la storia di chi è costretto a crescere velocemente", ha confidato la regista Lola Doillon che ha sviluppato anche la sceneggiatura del film insieme ad Anne Peyregne con l'intento di raccontare un periodo difficile della nostra storia ai ragazzi più giovani. I ragazzi potranno immedesimarsi nei giovani protagonisti, che si troveranno loro malgrado ad affrontare difficoltà non comuni per la loro età. Vedere i personaggi vivere sulla propria pelle la fame, la paura e la violenza della guerra è un'esperienza che toccherà il cuore anche dei più piccoli, soprattutto perché il film è ispirato a una storia vera. Siamo nella Francia occupata dai nazisti nel 1943. Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni, trascorre le sue giornate in una colonia in montagna, provando grande nostalgia per i genitori che hanno dovuto accettare di separarsi da lei e dalle sue sorelline per cercare di proteggerle dai rischi incombenti. In colonia, Fanny conosce altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, è costretta alla fuga, senza che nessuno dei responsabili del centro possa più occuparsi di loro. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Dovranno fare i conti con la fame, con il freddo, con l'odio dei nemici, ma incontreranno talvolta persone disposte a proteggerli anche a rischio della propria vita. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia. Il film è la versione cinematografica del libro autobiografico di Fanny Ben-Ami, l'eroina tredicenne che guida la fuga di un gruppetto di bambini ebrei dalla persecuzione razziale. Prima di dedicarsi alla scrittura, Lola Doillon ha voluto incontrare Fanny BenAmi a Tel-Aviv, la città in cui vive oggi, per conoscere meglio la storia dei suoi genitori e delle sue sorelle. Il risultato è un'opera che è al tempo stesso una grande avventura di finzione e uno straordinario veicolo di trasmissione della memoria della


Shoah a misura di ragazzo, una fotografia degli anni piÚ bui della storia d'Europa, in cui centinaia di bambini scapparono dalla persecuzione razziale, e ad una riflessione ancora drammaticamente attuale sulla drammatica conseguenza dell'arrogante, irrispettosa presunzione che un'identità sia migliore di un'altra, mentre vedere la diversità come un valore è un presupposto fondamentale per stabilire un dialogo con gli altri basato sulla tolleranza e il rispetto.


26/01/2017 http://www.cineclandestino.it/ Il viaggio di Fanny

Vivere con gli occhi dei bambini Il periodo della Giornata della Memoria è diventato un momento in cui spesso si fanno uscire film in linea con il tema. Il viaggio di Fanny, diretto da Lola Doillon e distribuito da Lucky Red il 26 e 27 gennaio, è tra questi. Si potrebbe pensare di saperne e di aver visto abbastanza sull'Olocausto, eppure questo lungometraggio riesce a offrire uno squarcio magari non ancora molto conosciuto e lo fa tramite i bambini. Dal 1938 al 1944 migliaia di bambini scamparono alla deportazione grazie all'OSE (Oeuvre de Secours aux Enfants) che li fece fuggire attraverso i campi, nascondendoli e facendogli passare le frontiere di Italia, Svizzera e Spagna. 'Mi sono chiesta se fossi legittimata a raccontare una storia come questa e a parlare di bambini ebrei non essendo io ebrea', ha dichiarato la regista francese, 'ma poi mi sono decisa, dicendomi che si tratta di una storia che riguarda la Francia, l'Europa, e che in quanto tale avevo il diritto - perfino il dovere - di raccontarla'. Ispirandosi alla storia vera di Fanny Ben-Ami, la regista ha creato, col suo terzo lungometraggio, un viaggio che ha la forza della verità e la distanza di chi non sta raccontando qualcosa che gli è accaduto personalmente. Sin dai primissimi minuti lo spettatore si ritrova a guardare con gli occhi dei bambini e a percepire sulla propria pelle (anche se sarà sempre impossibile immaginarselo fino in fondo) cosa voglia dire essere lasciato dal proprio genitore presso un istituto. Al bambino di turno, ancor più durante le circostanze storiche della Seconda Guerra Mondiale, veniva raccontato che si faceva tutto ciò per il proprio bene. Difficile afferrarne il senso a dieci anni o ancor meno. Eppure, di fronte agli eventi stringenti della Storia, si è costretti a crescere più in fretta e di questo Fanny (a cui dà volto Léonie Souchaud, al suo debutto e già molto intensa) si rende conto presto. Lei, le sue sorelle minori e altri bambini sono costretti a cominciare un viaggio che li metterà a dura prova nel momento in cui i rastrellamenti nazisti si intensificano. La Doillon, che nella sua opera prima (Et toi, t'es sur qui?, 2007) aveva dato voce e spazio agli adolescenti, questa volta sposa completamente il punto di vista dei bambini, mettendosi a servizio del loro sguardo e dando corpo a un vero e proprio iter formativo. La presenza degli adulti è centellinata, anche se fondamentale in alcuni momenti di snodo chiave - i due ruoli più rilevanti sono interpretati da Cécile De France e Stéphane De Groodt. Il viaggio di Fanny ha vinto l'edizione 2016 del Giffoni Film Festival e non è un caso che abbia colpito così fortemente un gruppo di ragazzi. Va detto che a tratti lo script evidenzia dei momenti narrativi che peccano di ingenuità e, forse ancor più per chi non riesce a immergersi in quegli occhi e in quell'età, alcuni sviluppi potranno apparire surreali. Lasciando volutamente fuori campo le immagini del conflitto, l'obiettivo della macchina da presa ci fa vivere il tutto in empatia con la protagonista e i suoi


compagni di viaggio. Da adulti non si penserebbe, probabilmente, di mettersi a giocare mentre si è in fuga, invece, qui accade (e non vi sveliamo altro). La fotografia curata da Pierre Cottereau diventa specchio degli stati d'animo dei bambini in quel preciso istante, oltre ad assecondare i diversi registri. Innegabilmente vivendo e guardando con gli occhi dei bambini c'è una leggerezza che col trascorrere degli anni si perde e non si può non farsi contagiare e toccare. 'Il progetto è servito a Lola Doillon anche per raccontare un periodo difficile della nostra storia ai ragazzi più giovani. Molti di loro, aggiunge, ancora non conoscono o, secondo la loro età, sanno poco di questo periodo della Storia, e intanto gli ultimi testimoni stanno invecchiando e spariscono un po' alla volta. Il film era dunque uno straordinario veicolo di trasmissione della memoria della Shoah anche se sempre a misura di bambino' (dalle note di produzione). Ci si augura che questa cifra in soggettiva possa raggiungere quanti più spettatori e arrivare dove non arrivano i manuali di storia. Maria Lucia Tangorra Infanzia in fuga durante il nazismo ne Il viaggio di Fanny di Lola Doillon (Francia, 2016) Léonie Souchaud e Cécile De France in un momento de Il viaggio di Fanny di Lola Doillon (Francia, 2016) Ancora Léonie Souchaud, giovanissima leader ne Il viaggio di Fanny di Lola Doillon (Francia, 2016).


24/01/2017 http://www.lagazzettadiviareggio.it/ Giornata della Memoria: al nuovo Cinema Garibaldi "Il viaggio di Fanny" Quest'anno per la Giornata della Memoria uscirà al Nuovo Cinema Garibaldi Carrara, Il viaggio di Fanny, vincitore del Giffoni Film Festival. Il film racconta la storia vera della tredicenne Fanny BenAmi e delle sue sorelle, lasciate dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai dai rischi della guerra. Lì conoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, sono costrette alla fuga. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia. Perché vedere ed eventualmente portare al cinema i propri studenti o figli a vedere Il viaggio di Fanny? Perché è un viaggio emozionante ispirato a una storia vera che parla di amicizia e libertà. Perché è un racconto inedito sulla persecuzione razziale durante la seconda guerra mondiale. Perché i protagonisti sono bambini e il loro sguardo consentirà ai giovani spettatori una fruizione diretta ed empatica. Perché è ricco di insegnamenti morali come il rispetto della dignità e della libertà della persona, l'importanza della solidarietà e l'aiuto reciproco. Perché raramente si vedono film sull'argomento adatti anche per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Perché rappresenta, per questi e molti altri motivi, una rara occasione per dare anche ai più piccoli un immancabile appuntamento con la storia. Perché il cinema rappresenta un utile e valido strumento di aiuto alla didattica grazie al suo linguaggio diretto, coinvolgente ed efficace.


31/01/2017 http://www.cronachecittadine.it/ Il "Giorno della Memoria" vissuto dagli studenti delle superiori di Colleferro e Valmontone. "Il Popolo in Valigia" a teatro. "Il viaggio di Fanny" al cinema

Il 'Giorno della Memoria' vissuto dagli studenti delle superiori di Colleferro e Valmontone. 'Il Popolo in Valigia' a teatro. 'Il viaggio di Fanny' al cinema [Foto] COLLEFERRO | VALMONTONE (RM) - Il 27 Gennaio, designato il 1° Novembre 2005 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, quale 'Giorno della Memoria' in ricordo dell'entrata delle truppe russe nel campo di concentramento di Auschwitz, è stato celebrato da tutti gli Istituti di Colleferro e Valmontone con manifestazioni diversificate. Per l'Istituto di Istruzione Superiore di Via delle Scienze questa particolare giornata dedicata alle vittime della Shoah, è stata l'occasione per assistere, presso il Teatro Vittorio Veneto, ad uno spettacolo teatrale profondamente coinvolgente dal titolo 'Il Popolo in Valigia' messo in scena dalla Compagnia 'Teatro in movimento', una storia lunga un secolo, per ricordare persone e fatti che non devono essere dimenticati. Uno spettacolo che vede 'protagonista la folla nella seconda metà del Novecento, una carrellata emozionante e suggestiva sui tragici eventi che hanno scosso e cambiato per sempre il corso della storia, lasciando un marchio indelebile nei cuori di uomini e donne che come foglie al vento hanno cercato di sopravvivere alla fatale tempesta devastante'. Un mix di prosa, danza e proiezioni video per ricordare un secolo carico di contraddizioni, di addii ed abbracci universali, di salvatori e carnefici, di rivoluzioni umane e geografiche. Tanti gli eventi rappresentati da un cast di giovani ed appassionati interpreti per dare voce alla folla protagonista nella seconda metà del Novecento che ha cambiato per sempre il corso della storia: non solo campi di concentramento dove uomini e donne di ogni età sono stati sacrificati in nome di un'ideologia folle e disumana, ma anche il ricordo delle tante vittime delle foibe, le lacerazioni di un popolo diviso da un muro ed in contrapposizione la storia di grandi scoperte, confronti generazionali, musica, prosa e poesia che hanno contraddistinto questo secolo, per trasmettere un messaggio di pace, aggregazione e integrazione. Uno spettacolo che ha saputo prendere mente ed anima, facendo rivivere emozioni, pensieri e sentimenti vissuti da gente comune, improvvisamente in balia della follia che non è solo legata al passato, ma che è presente nell'oggi che viviamo con le grandi migrazioni a cui assistiamo per mare e per terra, popoli costretti ancora all'esodo per sfuggire da guerre e fame ed approdare in terre sconosciute dove non sempre vengono accolti con calorosa solidarietà. Dalla Shoah al crollo del muro di Berlino, per terminare con il video di una Aleppo completamente distrutta, per ricordare che la guerra è ancora una realtà dei nostri tempi e vicina a noi. Autrice, regista ed interprete dello spettacolo Giada Villanova, attrice diplomata alla scuola di teatro 'Alessandra Galante Garrone' di Bologna, con Simone Boscarino, Simone Ciciliano e Simone Lardieri, tecnico per le luci e fonica Nikolas Vigoriti. Al termine della rappresentazione Giada Villanova ha ringraziato il Dirigente Scolastico dr. Antonio Sapone e la Prof.ssa Monica Archilletti, che ha promosso l'evento, per l'ospitalità e rivolgendosi agli studenti ha sottolineato come ancora oggi i muri non siano finiti, anzi


vengono alzati tutti i giorni ed in una giornata particolare come oggi è quanto mai necessario riflettere su quanto succede intorno a noi. Prossimo appuntamento, nell'ambito del progetto Mese della Memoria promosso in collaborazione con l'Istituto Comprensivo Colleferro 1, AnpiStaffetta Partigiana-Colleferro e Itis 'S. Cannizzaro', Giovedi 2 Febbraio per l'incontro con Piero Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz-Birkenau. Diversa la scelta per celebrare la 'Giornata della Memoria' dell'Istituto di Istruzione Superiore di Via Gramsci a Valmontone, diretto dalla Dirigente Scolastico Prof.ssa Patrizia Fiaschetti. Gli Studenti dell'Ipia 'G.P. Delfino' di Colleferro, dell'Istituto Tecnico Commerciale e Per Geometri 'P.L. Nervi' di Segni e Itcg 'E. Gigli' di Valmontone, che hanno partecipato, presso il Multisale Ariston, alla proiezione del film 'Il viaggio di Fanny' della regista Lola Doilon, vincitore della scorsa edizione del Giffoni Film Festival. Il film narra la storia vera Fanny Ben-Ami, una dei bambini ebrei nascosti in Francia durante la seconda guerra mondiale dai genitori per sfuggire al rastrellamento dei nazisti. Purtroppo il precipitare della situazione costringerà Fanny e le sue sorelle, insieme ad altri bambini, ad intraprendere un viaggio tra i boschi per raggiungere la salvezza in Svizzera. Una pellicola di grande carica emotiva, capace di coinvolgere sia lo spettatore giovane che adulto, facendolo riflettere sulla necessità che ricordare è necessario affinché simili crudeltà non abbiano più a ripetersi. Nell'ambito delle manifestazioni in ricordo della Shoah, da diversi anni l'Ipia di Colleferro promuove il Progetto Memoria, dedicando una ulteriore giornata di approfondimento sui temi della Shoah, il prossimo incontro è programmato tra Febbraio/Marzo con la presenza di un testimone di quel tremendo periodo, il cui nominativo sarà reso noto a breve.


25/01/2017 http://quinlan.it/ Il viaggio di Fanny

Il viaggio di Fanny di Lola Doillon Giunto in sala in occasione della Giornata della Memoria, Il viaggio di Fanny è lineare a volte fino alla piattezza, accomodando eventi e passaggi narrativi in funzione della loro (presunta) resa filmica. La memoria appiattita Nella Francia occupata dai nazisti, la tredicenne Fanny e le due sorelle minori vengono spedite dai genitori in un orfanotrofio sito nel nord Italia, ritenuto un luogo sicuro per i bambini ebrei. Quando i nazisti arrivano sul territorio italiano, i piccoli ospiti sono costretti a una pericolosa fuga, durante la quale saranno costretti a contare solo sulle proprie forze [sinossi] Puntuale, in occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria, giunge anche quest'anno l'iniziativa della Lucky Red, che tradizionalmente riserva ad una fascia temporale limitata (qui le sole giornate del 26 e 27 gennaio) l'uscita in sala di un film legato alle tematiche dell'Olocausto. Una scelta, quella del distributore italiano, che negli ultimi anni ha portato sullo schermo prodotti dalla qualità altalenante (dall'esile Corri ragazzo corri all'interessante The Eichmann Show, risalente alla scorsa stagione), e che quest'anno cade su un'opera più palesemente pensata per una fascia anagrafica giovane. Caratterizzato, fin dalla prima sequenza, da una visione 'ad altezza di bambino', ispirato al romanzo autobiografico di Fanny Ben-Ami (ebrea francese in fuga dal suo paese durante l'infanzia, ora residente in Israele), Il viaggio di Fanny è il più classico dei racconti di crescita, formazione e viaggio, che vede protagonista un giovane personaggio costretto anzitempo a prendere in mano il suo destino, su impulso di una realtà che lentamente gli si sfalda intorno. Un'opera, quella di Lola Doillon (figlia di Jacques, qui al suo terzo lungometraggio) che nel nostro paese aveva già trovato un'ideale vetrina (e un premio) nel corso dell'ultima edizione del Giffoni Film Festival. Forse eccessivamente preoccupata della fruibilità (e della leggibilità) del suo film per il target a cui è rivolto, la regista ne semplifica oltremodo le premesse, sfrondando le zone d'ombra di personaggi giovani e meno giovani, e scegliendo una linearità di narrazione che in molti passaggi si traduce in piattezza. Non aiutato, in questo, da una giovane protagonista dall'attitudine monocorde (e dall'espressività piuttosto legnosa) lo script punta con decisione il suo obiettivo sul personaggio principale e sulla sua (supposta) presa di coscienza, sacrificando in gran parte il potenziale collettivo del racconto, e venendo poco e mal ripagato da una sua resa filmica deficitaria. Il viaggio del titolo si traduce in una edulcorata traversata di tre paesi (Francia, Italia e Svizzera), durante il quale il clima di terrore che muove le azioni dei personaggi non arriva che come eco, soffocato dalle mal gestite, e a tratti stucchevoli, dinamiche di gruppo, sempre con al centro il personaggio interpretato dall'esordiente Léonie Souchaud. È significativo, in questo, il sacrificio di una figura come quella interpretata da Cécile De France (nel ruolo di una guida in combutta con la Resistenza), presto dimenticata dallo script; ma anche il debole tratteggio dei compagni della


protagonista (ivi compresa un'embrionale, effimera love story), caratterizzati da background personali che nascono e muoiono in funzione dei poco convincenti dialoghi. Abbondano, nel racconto, forzature narrative e accomodamenti di ogni sorta degli eventi, in funzione della resa cinematografica della vicenda; ma al parziale, inevitabile 'tradimento' delle vicende storiche per una loro efficace ricostruzione sullo schermo, non si accompagna la necessaria attenzione alla credibilità e alla coerenza interna della narrazione. Così, la sceneggiatura si snoda tra la noncuranza di ufficiali italiani incapaci, letteralmente, di guardare più in alto del proprio naso (nella sequenza ambientata tra i boschi) e pacchiani, stonati episodi dal taglio parahollywoodiano (lo showdown tra il bambino prigioniero e la guardia a cui questi aveva sottratto la chiave). Soffocato da un'invadente colonna sonora, che sommerge di enfasi gli snodi emotivamente più pregnanti della narrazione, il film della Doillon non riesce a gestire al meglio neanche i climax emotivi di cui la trama è disseminata, culminati in telefonatissime sequenze collettive (la scena del pallone, la corsa dietro alle banconote) che ottengono risultati abbastanza lontani da quelli sperati. Lo stesso portato melodrammatico del finale viene praticamente annullato dalla scarsa credibilità degli eventi, che trasforma in bozzetto grottesco uno sbocco pensato come culmine di un'odissea (e di un percorso - forzato - di crescita personale). Prescindendo dal valore divulgativo (ma questo, poi, è davvero così disgiunto dalla più generale qualità estetica?) di un prodotto come questo Il viaggio di Fanny, non si può non mettere in evidenza i limiti che affliggono un film pensato in ottica pedagogica, ma gravato da un semplicismo di fondo, e da un'incapacità di calare la vicenda personale della protagonista in un quadro storico convincente e sfaccettato, tali da annullarne presto i motivi di interesse. Il sottogenere 'bambini & Olocausto', fattosi negli anni sempre più manierato, e foriero di prodotti standardizzati e privi di guizzi, avrebbe probabilmente bisogno di idee ed approcci nuovi, e soprattutto di allontanarsi da territori ormai abbondantemente battuti.


20/01/2017 www.repubblica.it Giornata della memoria, ecco il programma completo a Napoli e Salerno Due nomi, per ricordarne altri sei milioni: Sergio De Simone e Luciana Pacifici, due giovanissime vittime della Shoah, entrambi originari di Napoli e morti rispettivamente nel 1945 e nel 1943. Il primo se ne andò a 7 anni e mezzo, impiccato con altri bambini in una scuola di Amburgo, dopo esser stato cavia umana degli orrendi esperimenti medici dei nazisti, in questo caso condotti da Kurt Heissmeyer (morto tranquillamente nel 1967). La seconda spirò nel 1943 a otto mesi per il freddo, all’interno di un vagone per il trasporto animali che l’avrebbe condotta con tutta la sua famiglia ad Auschwitz. A Luciana è intitolata da un anno una strada (in precedenza dedicata a Gaetano Azzariti, giudice fascista nonché presidente del Tribunale della razza: è qui che venerdì 27 gennaio alle 9, Giorno della Memoria, l’amministrazione comunale deporrà una corona di fiori. Un omaggio alla piccola, a Sergio e a tutte le vittime dell’Olocausto e di ogni persecuzione e discriminazione di razza, religione o orientamento sessuale. Per l’occasione, a Napoli sono in programma numerosi eventi e manifestazioni, al via da lunedì 23. Fulcro degli eventi di quest’anno sarà il complesso monumentale di San Domenico Mggiore, dove è esposta la mostra “Storie di giocattoli, dal Settecento a Barbie” e dedicato a Ernest Lossa, bambino zingaro vittima della campagna eugenetica nazista. Le sale ospiteranno l’iniziativa “Il Gioco della memoria, per non dimenticare”, un titolo da “provocazione didattica” che affronterà il tema delle persecuzioni in cinque mattine (dal 23 al 27) con dibattiti e incontri, a partire dalle 10. La rassegna è promossa dagli assessorati comunali alla Cultura, alle Pari Opportunità e alla Scuola, assieme alla Comunità ebraica, l’Anpi, Arcigay, Istituto campano di Storia della resistenza “Vera Lombardi”, l’università Suor Orsola Benincasa e l’associazione “Chi rom e chi no”. Tra gli appuntamenti in programma, lunedì 23 interverrà lo storico Guido D’Agostino. L’indomani sarà la volta di Antonio Amoretti, presidente dell’ANPI Campania, che porterà la sua testimonianza sulle Quattro Giornate di Napoli (che liberarono la città il primo ottobre 1943, prima dell’arrivo degli alleati, risparmiandola dalle deportazioni nazifasciste). Mercoledì 25 , ci sarà messa in scena “La Terza Madre” (regia di Roberto Giordano, con la consulenza storica di Suzana Glavas), piece dedicata alla figura di Irena Sadler, infermiera polacca che salvò oltre 2500 ebrei dal Ghetto di Varsavia. Alle 11.30 toccherà a Gennaro Morgese, figlio di Maddalena Cerasuolo, l’eroica partigiana a cui è intitolato il Ponte della Sanità. Seguirà, alle 11.45, una conferenza sull’ “Omocausto”, a cura di Antonella Capone di Arcilesbica, incentrato sul


sacrificio di decine di migliaia di omosessuali (accanto a dissidenti politici, zingari e anarchici), internati nei campi di sterminio. Spostandosi all’Istituto francese di Napoli (il Grenoble) a via Crispi, alle 19 sarà proiettato il film “Les Heritiers” (“Una volta nella vita”, in collaborazione con el associazioni “A voce alta” e “Astrea, sentimento di Giustizia”. Tornando a San Domenico Maggiore, giovedì 26, interverrà Francesco Patierno, introducendo il suo film “Napoli 44”, ispirato ai diari di Norman Lewis. Venerdì 27, giorno della Memoria, parlerà Ariel Finzi, rabbino della comunità ebraica di Napoli, introducendo il documentario “Dal cancello secondario, storie di ebrei a Napoli”. Sempre venerdì, e sempre in centro storico ma a piazza Calenda, al Teatro Trianon si terrà l’ottava edizione di Memoriae, rassegna organizzata dalla Fondazione Valenzi e dall’Associazione Libera Italiana per “Mantenere vivo a Napoli il ricordo della Shoah e tenere alta l’attenzione contro ogni forma di razzismo e discriminazione”. In progamma, la consegna dei David in oro. I premiati di quest’anno saranno Marco De Paolis, procuratore militare di Roma, il corpo nazionale dei vigili d’orchestra da camera “Accademia di Santa Sofia” e (alla memoria) l’indimenticato Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985. Seguirà, come di consueto alle 11.30 in prefettura, la consegna di medaglie agli ex internati nei lager nazisti. Parteciperanno il prefetto Gerarda Pantalone ed il sindaco Luigi de Magistris. Chiuderà la giornata, alle 17.30, il “Concerto della Memoria” al teatro Diana, proprio con l’orchestra da Camera “Santa Sofia”. La performance, a cura dell’Ancien (acronimo per Associazione Napoli capitale europea della Musica), avrà come ospite d’onore Oreste Bisazza Terracini, testimone dell’Olocausto , nonché poeta e letterato. Alla musica si alternerà la lettura di alcune sue rime. Da non dimenticare, inoltre, al cinema Pierrot di Ponticelli “Parole di Memoria”, ciclo di incontri sulla Shoah organizzati da Arci Movie, con la proiezione di “Race - Il calendario della vittoria”, in programma ogni mattina alle 9.30 con studenti e scolaresche. Da segnalare, giovedì 26 alle 20, nel salone dell’Archivio storico del Banco di Napoli (via dei Tribunali) lo spettacolo “E per loro - Suite per Schiavotelli e Violoncello”, con Gianni Valentino ed il musicista Davide Maria Viola (a cura di Nartea e del museo “Il Cartastorie”). Protagonisti versi e note che narrano di persone vittime della compravendita di schiavi tra Napoli e la Turchia nel Seicento. Quattordici poemetti originali e site specific rendono vive e contemporanee le esistenze di cristiani e musulmani costretti alla prigionia. Fuori Napoli, lunedì 23 a Teggiano, Marika Venezia, moglie di Shlomo, incontrerà gli studenti della provincia di Salerno. Modererà il dibattito il giornalista Edoardo Scotti. A Giffoni Valle Piana, il 26 e il 27, nella Cittadella del Cinema sarà proiettato “Il Viaggio di Fanny” (già vincitore quest’estate del festival per ragazzi, nella sezione “Generator +13”). La pellicola, distribuita dalla Lucky Red, racconta la storia vera della tredicenne Fanny Ben-Ami e delle sue sorelle, lasciate dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai dai rischi della guerra. Lì conoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, sono costrette alla fuga. I ragazzi dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi.


23/01/2017 www.solocine.it Il viaggio di Fanny - Trama e trailer Il viaggio di Fanny - Trama e trailer Di Daniele Grattieri, scritto il 23 Gennaio 2017 Il viaggio di Fanny, film francese diretto da Lola Doillon, già premiato al Giffoni Film Festival, esce a ridosso del Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell'Olocausto. Questa la trama: Seconda Guerra Mondiale. Molte famiglie di origine ebraica perseguitate dal regime nazista, si trovano costrette ad affidare i propri bambini a piccole organizzazioni clandestine che li accudiscano e li proteggano mentre, al contempo, cercano di nascondere la loro identità Fanny, un'ebrea dodicenne, separata insieme alle sue due sorelle dai genitori, è costretta dalle circostanze a scappare dal proprio rifugio assieme a un folto gruppo di bambini, per cercare riparo in Svizzera.


21/01/2017 www.varesenews.it

Al Manzoni dodici «Mercoledì d'Essai» Dal 25 gennaio al 26 aprile la sala di via Calatafimi propone una nuova serie di appuntamenti con il cinema di qualità e d'autore cinema cinema teatro manzoni mercoledì d'essay busto arsizio cinema manzoni busto arsizio È la commedia romantica «In guerra per amore» di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ad aprire la nuova sezione della rassegna «Mercoledì d'essai - Stagione 2016/2017», promossa dal cinema teatro Manzoni di Busto Arsizio nell'ambito del progetto «Sguardi d'essai - Sale cinematografiche culturali a Busto Arsizio». Dal 25 gennaio al 26 aprile, accanto alla consueta programmazione settimanale di prime visioni, la sala di via Calatafimi offrirà, infatti, al suo pubblico una nuova serie di appuntamenti con il cinema di qualità e di autore. Dodici i titoli in agenda, attenti anche a tematiche di argomento sociale, per i quali si terrà una doppia proiezione: alle ore 16.00 e alle ore 21.00. Quasi centodieci gli abbonati complessivi alla rassegna cinematografica. Di tutt'altro genere è il secondo film in cartellone: «Al posto tuo» di Max Croci, con Luca Argentero, Ambra Angiolini e Stefano Fresi. La commedia, in agenda nella giornata di mercoledì 1° febbraio, gioca, infatti, sul tipico cliché dei buddy movies, narrando la storia di due uomini diversi per carattere e stile di vita, ma con il comune obiettivo di diventare direttore creativo della stessa azienda, costretti per una settimana a vestire i panni l'uno dell'altro. «Alla proiezione serale - ha svelato Marco Bianchi, presidente del cinema teatro Manzoni, in conferenza stampa - dovrebbe essere presente il regista Max Croci, che è di Busto Arsizio». Mercoledì 15 febbraio sarà, invece, la volta del film «La famiglia Fang» di Jason Bateman, basato sull'omonimo best seller di Kevin Wilson, pubblicato in Italia da Fazi editore e adattato per il grande schermo dallo sceneggiatore e premio Pulitzer David Lindsay-Abaire. Protagonista di questa singolare commedia drammatica, che segna il ritorno sul grande schermo di Nicole Kidman, è una famiglia disfunzionale e sui generis, nella quale il padre e la madre sono due affermati artisti al centro di performance scioccanti per il pubblico, ma graditissime dai critici d'arte. Il cineforum del Manzoni proseguirà, quindi, nella giornata di mercoledì 22 febbraio con «La ragazza del treno», thriller psicologico di Tate Taylor, tratto dall'omonimo romanzo giallo di Paula Hawkins, nel quale l'attrice Emily Blunt racconta la storia di una caduta nell'alcol e nella paura. Mercoledì 1° marzo la sala di via Calatafimi ospiterà, invece, la proiezione del film «Lettere da Berlino», tratto dal romanzo «Ognuno muore solo» di Hans Fallada, «il libro più importante -secondo Primo Levi- che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo». Al centro della storia realmente accaduta, che si avvale della regia dello spagnolo Vincent Perez, vi sono due «antieroici eroi», interpretati con straordinaria intensità e misura da Emma Thompson e Brendan Gleeson: i coniugi Otto e Anna Hampel (ribattezzati nella finzione cinematografica Quangel), giustiziati dalla Gestapo nel 1943 per aver inondato Berlino di cartoline contro il Führer. Seguirà, quindi, nella giornata di mercoledì 8 marzo la proiezione del film «7 minuti», una riflessione sulla precarietà del mondo lavorativo raccontata attraverso gli occhi di undici donne, che si avvale della regia di Michele Placido e che


vede nel cast importanti artiste italiane come Ottavia Piccolo, Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Violante Placido e Fiorella Mannoia. «Entrambe le repliche in agenda del film «7 minuti» -spiega ancora Marco Bianchi- saranno proposte in collaborazione il Patronato Acli di Busto Arsizio, che animerà il successivo dibattito». Mercoledì 15 marzo al cinema Manzoni di Busto Arsizio si proietterà, invece, «Sing Street» di John Carney, «il film dell'anno», stando alla definizione di Beppe Severgnini, che racconta la nascita di una band musicale giovanile nella Dublino degli anni Ottanta. A seguire, nella giornata di mercoledì 29 marzo, la sala di via Calatafimi avrà in agenda «Free State of Jones» di Gary Ross, con Matthew McConaughey: la storia vera del coraggioso contadino Newt Knight e della sua ribellione armata contro l'esercito confederato ai tempi della guerra di secessione americana. Spazio, quindi, al cinema italiano con il nuovo film di Luca Miniero, in cartellone mercoledì 5 aprile: «Non c'è più religione», commedia incentrata sull'incontro-scontro fra diverse etnie e relative confessioni, che vede nel cast Claudio Bisio, Alessandro Gassmann e Angela Finocchiaro. Mercoledì 12 aprile il cartellone del Manzoni permetterà ancora di riflettere sulla storia della Seconda guerra mondiale, questa volta attraverso il film «Il viaggio di Fanny» di Lola Doillon, vincitore dell'ultimo Giffoni Film Festival, nel quale si racconta la storia vera di Fanny Ben-Ami, oggi 86enne, che nel 1943 riuscì a portare, senza adulti, un gruppo di bambini come lei dalla Francia alla Svizzera, fuggendo all'esercito tedesco. Spazio, quindi, nella giornata di mercoledì 19 aprile al grande favorito della prossima notte degli Oscar, accolto con successo all'ultima mostra del cinema di Venezia e vincitore di numerosi premi ai recenti Golden Globe: «La la land» di Damien Chazelle, con Ryan Gosling ed Emma Stone. A sorpresa il film che chiuderà la stagione 2016/2017 di «Mercoledì d'essai» nella giornata di mercoledì 26 aprile. Due le proposte al vaglio degli organizzatori della rassegna: la commedia «Mister Felicità» di Alessandro Siani e «Un sacchetto di biglie» di Christian Duguay, tratto dall'omonimo romanzo storico di Joseph Joffo, nel quale si racconta la storia di due fratelli, di credo ebraico, che si trovano a vivere l'occupazione tedesca in Francia e che, con una dose sorprendente di malizia, coraggio e ingegno, riescono a sopravvivere alle barbarie naziste. L'abbonamento per la seconda sezione della rassegna cinematografica «Mercoledì d'essai Stagione 2016/2017» ha un costo complessivo di 30,00 euro; mentre il biglietto per ogni singola proiezione, in vendita anche on-line, è fissato a € 5,00. Tutte le proiezioni saranno corredate da schede di approfondimento; all'appuntamento pomeridiano, pensato specificatamente per il di Redazione redazione@varesenews.it


26/01/2017 www.mymovies.it Gran chiusura per Your Name. al box office Nell'ultimo giorno di programmazione il film giapponese incassa 231mila euro. di Andrea Chirichelli Il video partirà tra 13 sec. Annulla giovedì 26 gennaio 2017 Box Office Top ten italiana sostanzialmente invariata in attesa dell'arrivo dei nuovi film settimanali. Gran chiusura per Your Name., che porta a casa 231mila euro e supera il mezzo milione complessivo (l'evento, visto il grande successo, sarà replicato anche il 31 gennaio e il 1° febbraio), anche se non riesce a scalzare dalla vetta L'ora legale di Ficarra e Picone, che viaggiano a 300mila euro al giorno e superano i 4 milioni complessivi. Arrival, spinto dalle 8 nomination agli Oscar, sale in terza posizione. Andrea Chirichelli Reggono bene Allied e Collateral Beauty e quest'ultimo tocca quota 8,3 milioni di euro, decimo incasso di stagione. Oggi arrivano La La Land (350 schermi), Split (360 cinema), il teen movie Fallen (220), la commedia Proprio Lui? (220 copie), l'animato Doraemon Il Film: Nobita E La Nascita Del Giappone (290 copie) e Il Viaggio Di Fanny, Miglior Film al Giffoni Film Festival che apre in 350 sale, ma solo il 26 e il 27, come evento speciale in occasione della Giornata della Memoria. Gran bagarre per la prima posizione, ma L'ora legale dovrebbe riuscire a conservare la vetta della classifica. Negli USA si valutano i film in arrivo domani e questo weekend dovrebbe essere piuttosto incerto, almeno sulla carta (ma in base alle predizioni degli analisti avrebbe dovuto esserlo anche quello della settimana scorsa, quando invece Split ha fatto piazza pulita della concorrenza. Proprio il film di M. Night Shyamalan dovrebbe giocarsela con Qua la zampa! e Resident Evil: The Final Chapter per la prima posizione. I tre film sono dati in una forbice molto stretta, tra i 15 e i 18 milioni di dollari. Dietro ci sono i film nominati agli Oscar: sia La La Land che Hidden Figures dovrebbero superare i 100 milioni nel weekend. Ultimi guadagni invece per Sing e Rogue One: A Star Wars Story, che dovrebbero trascorrere il loro ultimo weekend nella top ten, dopo aver raggiunto i 260 milioni il primo e i 520 milioni di dollari il secondo. Poche chances di incidere, anche a causa di un numero limitato di sale a disposizione (e critiche pessime) per Gold, la dark comedy tratta dalla storia vera di Kenny Wells, un americano che scoprì un giacimento di oro mentre stava in vacanza in Indonesia. Ieri su MYmovies.it 667.772 visitatori: (+164,30% vs Comingsoon.it | +683,09% vs Movieplayer.it). Fonte Audiweb - dati della giornata di mercoledì 25 gennaio 2017. Box Office Italia del 25/01/2017 1. L'ora legale: Euro 296.426 2. Your Name.: Euro 231.170 3. Arrival: Euro 118.563 4. Collateral Beauty: Euro 118.304 5. Allied - Un'ombra nascosta: Euro 101.590 6. xXx: il ritorno di Xander Cage: Euro 85.842 7. Sing: Euro 48.581 8. Silence: Euro 42.021 9. Qua la zampa!: Euro 41.451 10. The Founder: Euro 40.066.


26/01/2017 http://www.lastampa.it/ Shoa, anche cinema e teatro non dimenticano

La Shoa, vale a dire lo sterminio nazista di oltre sei milioni di ebrei (così come di altre categorie di persone sgradite al regime tra cui: portatori di handicap, omosessuali e minoranze etniche) è il più grande crimine contro l'umanità dell'era moderna. Per ricordarla e come monito, il 27 gennaio è il "Giorno della Memoria", con tutta una serie di manifestazioni che richiamano e approfondiscono la barbarie. Anche il teatro e il cinema milanesi partecipano, con spettacoli e proiezioni dedicate. Al Teatro della Contraddizione (via della Braida 6, dalle ore 20.30, 12/15 euro) fino a domenica sono due gli spettacoli in programma nella stessa serata sul tema. Il primo è "Il mulo che riconobbe una SS" di Monica Bonomi, anche in scena con Andrea Parazzoli: ispirata a un mulo realmente esistito e che rifilò un calcio al "ragioniere delle SS" Adolf Eichmann, organizzatore dei treni di deportati spediti nei lager europei, la storia è il ritratto di un Italia che, dopo l'8 settembre 1943, cerca di non perdere del tutto la propria umanità. Il secondo, "Alegher - che fatica essere uomini", con Eugenio Vaccaro e Alessandro Angelelli, in una sala d'attesa con un numerino in mano, i protagonisti mostrano invece come la burocrazia rischia di rendere gli uomini insensibili e carnefici dei propri simili. Dal teatro al cinema. Oggi e domani alle 18 e alle 21 all'Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano verrà proiettato "Il viaggio di Fanny", vincitore del Giffoni Film Festival 2016. Domani sera il Mic (viale Fulvio Testi 121, ore 19, 4/5,50 euro) celebra la ricorrenza proiettando "Wunderkinder", un film dedicato al mezzo milione di bambini uccisi dai nazisti: la vita di tre giovanissimi amici accomunati dal talento musicale, è sconvolta dall'ascesa al potere di Hitler. Infine, dal 29 gennaio al primo febbraio al teatro Franco Parenti è in scena "I me ciamava per nome: 44.787 Risiera di San Sabba" (via Pier Lombardo 14, orari vari, 12/15 euro), spettacolo che ricorda l'unico campo di sterminio nazista italiano, a Trieste, dove perirono alcune migliaia di persone. Renato Sarti realizza un intenso "documento" drammaturgico unendo le testimonianze dei sopravvissuti a quelle dei carnefici.


24/01/2017 http://vivimilano.corriere.it/eventi-bambini/il-viaggio-di-fanny/ Il viaggio di Fanny Il viaggio di Fanny DI Giovanna Maria Fagnani Bambini - Attività varie CONTATTI Area Metropolis Via Oslavia 8 Centro Storico - Brera Area Metropolis: 029189181 metropolis@cinetecamilano.it. Odeon: 892111- ulticinema.odeon@thespacecinema.it QUANDO dal 26/01/2017 al 27/01/2017 Guarda date e orari PREZZO Area Metropolis: adulti euro 8, under 14 euro 4,5. Odeon: euro 11,7 E' il 1943 e la Francia è occupata dai nazisti. Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni, trascorre le sue giornate in una colonia in montagna, provando grande nostalgia per i genitori che hanno dovuto accettare di separarsi da lei e dalle sue sorelline per cercare di proteggerle dai rischi incombenti. In colonia Fanny conosce altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, è costretta alla fuga, senza che nessuno dei responsabili del centro possa più occuparsi di loro. Questi bambini, ormai soli al mondo, dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Dovranno fare i conti con la fame, con il freddo, con l'odio dei nemici, ma incontreranno talvolta persone disposte a proteggerli anche a rischio della propria vita. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, capaci di giocare felici sulle rive di un corso d'acqua miracolosamente trovato dopo giorni trascorsi senza poter bere, o fantasticando di una casa immaginaria dopo aver trovato un bivacco abbandonato nel bosco, o ascoltando i primi palpiti del cuore. Giovedì 26 e venerdì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, la Cineteca Milano all'Area Metropolis di Paderno Dugnano e il cinema Odeon The Space di via Santa Radegonda propongono ai ragazzi da 10 anni in su il film "Il viaggio di Fanny" (qui il trailer), vincitore del Giffoni Film Festival 2016. Una narrazione a un tempo delicata, ma anche ricca di colpi di scena e dal ritmo serrato, che consente ai giovani spettatori loro coetanei - di comprendere più a fondo il dramma della guerra e della persecuzione razziale, pur non ricorrendo mai a immagini sconvolgenti come quelle dei campi di sterminio. Il viaggio di Fanny è basato su una storia vera. Orari delle proiezioni: giovedì 26 e venerdì 27 gennaio all'Area Metropolis di Paderno Dugnano (Via Oslavia 8) alle 18 e alle 21. Venerdì 27 gennaio il lungometraggio sarà proiettato anche al cinema Odeon di Milano (Via S. Radegonda 8) alle 15.30, 17.30, 19.30 e 21.30).


23/01/2017 www.fanpage.it Il Viaggio di Fanny: il trailer italiano, la trama e il cast

"Il Viaggio di Fanny": il trailer italiano, la trama e il cast Lola Doillon, dopo aver trionfato al Giffoni Film Festival, porta al cinema - in occasione del Giorno della Memoria - la storia di Fanny Ben-Ami, una 13enne che, con le sue sorelle, dovrà fuggire dalle persecuzioni naziste, dopo essere state lasciate in Francia dai genitori. Le giovani dovranno superare mille peripezie, prima di arrivare al confine svizzero e salvarsi. Trailer filmNews 23 gennaio 2017 21:25 di Ciro Brandi "Il Viaggio di Fanny", il film di Lola Doillon trionfatore della categoria Generator +13 all'ultimo Giffoni Film Festival, arriverà nelle nostre sale per due giorni, cioè solo il 26 e 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria. La pellicola racconta la storia di Fanny Ben-Ami, una 13enne che, con le sue sorelle, dovrà fuggire dalle persecuzioni naziste, dopo essere state lasciate in Francia dai genitori. Le giovani dovranno superare mille peripezie, prima di arrivare al confine svizzero e, quindi, salvarsi. La sceneggiatura è stata scritta dalla regista con Anne Peyregne e si basa sulla storia vera di Fanny Ben-Ami, oggi 86enne e autrice del libro "Le Journal de Fanny", ed è ricca di messaggi contro l'antisemitismo e, in generale, contro l'odio e la discriminazione, a favore della solidarietà e dell'amicizia che distruggono sentimenti negativi come l'angoscia, la paura e la solitudine. La protagonista è la giovane Lèonie Souchaud, molto apprezzata dalla critica specializzata. Un film da non perdere assolutamente. La trama. Il film narra la storia vera della 13enne Fanny Ben-Ami e delle sue sorelle, lasciate dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai dai rischi della guerra. Lì conoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, sono costrette alla fuga. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Dovranno fare i conti con la fame, con il freddo, con l'odio dei nemici, ma incontreranno talvolta persone disposte a proteggerli anche a rischio della propria vita. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia. Il cast. Il cast completo del film è composto da: Lèonie Souchaud (Fanny), Fantine Harduin (Erika), Juliane Lepoureau (Georgette), Ryan Brodie (Victor), Anais Meiringer (Diane), Lou Lambrecht (Rachel), Igor Van Dessel (Maurice), Malonn Levana (Marie), Lucien Khoury (Jaques), Céciòe De France (Madame Forman) e Stéphane De Groodt (Jean). Le curiosità sul film che dovete sapere. 1. L'obiettivo principale della regista è sempre stato quello di raccontare la storia dal punto di vista dei bambini, la guerra vista attarverso i loro occhi. 2. La regista ha incontrato la vera Fanny-Ben Ami a TelAviv, città in cui vive, per conoscere meglio la sua storia e lasciandosi ispirare anche dalle storie degli altri bambini nascosti. 3. La protagonista del film, Lèonie Souchaud, è stata scelta dopo tantissimi casting, in Francia e in Belgio, e non aveva alcuna esperienza come attrice alle spalle. La regista ha preferito scegliere


un'esordiente per dare al personaggio ancora piĂš spontaneitĂ , organizzando anche gruppi di attori per verificare se l'alchimia con gli altri piccoli attori funzionasse alla perfezione. Vota l'articolo: 3 su 5.00 basato su 2 voti.


19/01/2017 www.repubblica.it Il viaggio di Fanny, nei cinema toscani per la Giornata della Memoria

Il viaggio di Fanny, nei cinema toscani per la Giornata della Memoria L'evento speciale che racconta ai più piccoli il delicato tema dell'Olocausto arriva in sala il 26 e il 27 gennaio di CLAUDIA PORRELLO 19 gennaio 2017 Diretto dalla regista e sceneggiatrice francese Lola Doillon e vincitore dei Giffoni Film Festival 2016, è una piccola opera meritevole di attenzione che, nel trarre ispirazione dall'omonimo romanzo della vera Fanny Ben-Ami, mischia delicatamente la realtà con la finzione. Per il suo terzo lungometraggio la Doillon ha voluto affrontare il tragico tema dell'Olocausto e portare sul grande schermo una commovente storia realmente accaduta fatta di amicizia, coraggio e libertà, narrata da un punto di vista imprescindibile e univoco, quello dei bambini. Francia, 1943. In piena seconda guerra mondiale, la tredicenne Fanny e le due sorelline vengono lasciate dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori ebrei dalla dilagante persecuzione razziale. A causa dell'intensificarsi dei rastrellamenti nazisti, sono però costrette alla fuga insieme a un gruppo di coetanei. Facendo appello a tutta la loro forza d'animo e al loro coraggio, i bambini affronteranno un'avventura densa di pericoli nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Dovranno fare i conti con la fame, con il freddo, con la minaccia del nemico, ma incontreranno talvolta persone disposte a proteggerli, anche a rischio della propria vita. Pur nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a preservare la loro fanciullezza. Sebbene altri film recenti ( , , ) abbiano parlato della Shoah attenzionando il mondo dell'infanzia, si fa sì carico del medesimo intento ma in modo diverso, rendendo la giovanissima Léonie Souchaud ("Fanny", alla sua prima esperienza come attrice) e gli altri piccoli eroi al suo seguito i protagonisti assoluti del racconto. Ne consegue la messa in scena di un vero e proprio "romanzo di formazione" dal linguaggio semplice e diretto, indirizzato in primis ai bambini e ai ragazzi prima che a chiunque altro. Raccontare cinematograficamente l'evoluzione della protagonista e dei suoi inseparabili otto compagni di viaggio - in uno dei capitoli più drammatici e tristi della storia dell'uomo - ha una responsabilità educativa non da poco che rimanda alla funzione didattica del cinema stesso come potente strumento di presa di consapevolezza, apprendimento e riflessione sul passato. Parlare per immagini e veicolare un messaggio così forte è un'operazione che necessita però della giusta dose di sensibilità: l'occhio di Lola Doillon mostra di averla. Il viaggio di Fanny è basato su una sceneggiatura essenziale che volutamente lascia fuori campo le immagini del conflitto per calarsi in toto nella dimensione dei piccoli "fuggitivi", analizzare i loro stati d'animo e le loro emozioni dopo che hanno subito la violenza dell'abbandono e provato il timore di restare orfani. Il lungo percorso denso di rischi che li porta da una stazione all'altra e sempre in cerca di un nuovo rifugio sulle montagne francesi, li porrà di fronte a scelte più grandi di loro, nella speranza di arrivare in Svizzera e poter ricongiungersi ai propri genitori. La pellicola è ricca di insegnamenti morali, a partire dalla centralità dei valori dell'amicizia e della solidarietà, che aiutano Fanny e gli altri bambini nei momenti più difficili. Perché l'unione fa la forza, anche di fronte alle tenebre della persecuzione degli ebrei. Le circostanze costringeranno i bambini a imparare prestissimo a cavarsela da soli, riuscendo a mantenere intatta la loro purezza e


la loro innocenza. Scopriranno che solo restando uniti potranno salvarsi, con una determinazione che pochi adulti sarebbero capaci di mostrare. Emerge la metafora del "gioco" come strumento di distacco mentale e fisico dalla condizione vissuta dal gruppo: le sequenze con le corse, le risate, le canzonette intonate durante la marcia sui verdi prati sono forse quelle più vere e autentiche perché riportano, seppur per poco, alla spensieratezza che dovrebbe sempre contraddistinguere la tenera età. Se è vero che gli adulti sono poco presenti, due di loro però emergono per il ruolo cruciale avuto nel salvare i piccoli. A cominciare da Madame Forman - la rigida direttrice dell'Istituto che li accoglie -, ispirata a due eroine realmente esistite e impegnata corpo e anima a proteggere i minori durante la guerra. E poi c'è Jean, il generoso contadino che li nasconde dai tedeschi nell'ultima tappa della loro avventura. Non a caso Lola Doillon affida l'interpretazione di questi personaggi secondari alla professionalità di Cécile de France (richiestissima attrice belga, vista recentemente nella serie tv The Young Pope) e del francese Stephane De Groodt, molto conosciuto in Francia per i suoi ruoli comici. La regista li ha voluti accanto a sé come testimoni, garanti "adulti" del suo racconto. La naturalezza e la spontaneità della recitazione dei piccoli protagonisti, invece, enfatizzano il senso di verità dei fatti narrati così da veicolare ancor più efficacemente la trasmissione della memoria della Shoah alle giovani generazioni. Sempre a questo scopo, la scelta linguistica del film di finzione piuttosto che del documentario permette che il processo di empatia con lo spettatore sia ancora più efficace. , distribuito da Lucky Red in occasione del 71° anniversario del Giorno della Memoria, uscirà al cinema eccezionalmente nelle sole giornate del 26 e del 27 gennaio. Per la lista di tutti i cinema toscani che proietteranno il film visitare www.ilgiornodellamemoria.it (alla voce "Prenota il tuo Biglietto").


16/01/2017 http://news.cinecitta.com Il coraggio di Fanny Riuscire a portare, a 13 anni, nel 1943, senza adulti, un gruppo di bambini ebrei come lei dalla Francia alla Svizzera, sfuggendo ai gendarmi e all'esercito tedesco. E' la straordinaria impresa compiuta da Fanny Ben-Ami, oggi 86 enne, l'eroina che è al centro del film Il viaggio di Fanny di Lola Doillon, vincitore dell'ultimo Giffoni Film Festival, che arriva in sala il 26 e 27 gennaio con Lucky Red per la Giornata della Memoria. Raccontare la sua storia, prima in un libro per ragazzi, uscito nel 2011 e ora in un film, vuole essere ''un messaggio contro l'antisemitismo e l'odio, un odio che oggi vediamo ritornare dappertutto - ha spiegato Fanny Ben-Ami - Desidero che il mio messaggio venga compreso, affinché alcune cose non si ripetano. Viviamo in un'epoca molto fragile, da ogni parte si levano voci che ricordano moltissimo quelle che si sentivano allora. Questo è molto pericoloso, anche per coloro che non sono ebrei. Perché dopo gli ebrei, andranno in cerca di altri bersagli. Ci riguarda tutti". Lola Doillon, che ha firmato nel 2007 il suo primo lungometraggio dopo essere stata direttrice di casting per registi come Michael Haneke e assistente alla regia, fra gli altri, per Cedric Klapisch, ripercorre gli avvenimenti con pathos evitando i facili sentimentalismi. Mostra mano sicura nel dirigere il cast di straordinari piccoli interpreti, guidati dall'esordiente Leonie Souchaud, nel ruolo di Fanny. Un valore aggiunto, nei ruoli di contorno, sono interpreti di gran classe come Cecile De France e Stephane De Groot. La storia prende il via nel 1943 in una delle case per l'infanzia in Francia dell'Ose (Opera di soccorso ai bambini), che dal 1938 al '44, riuscì a salvare migliaia di bambini ebrei, nascondendoli e inviandoli all'estero. Fra i piccoli ospiti ci sono anche Fanny, tredicenne fiera e testarda, con le sorelline Erika e Georgette. Una spiata da parte di un curato (anche questo un fatto vero) costringe i responsabili a trasferire i bambini in un'altra casa ai confini con l'Italia guidata dalla signora Forman (Cecile De France, in un personaggio ispirato a due figure reali dell'Ose, Lotte Schwarz e Nicole Weil-Salon, che fu catturata insieme ad alcuni bambini e morì con loro ad Auschwitz). Presto la donna decide di tentare di portare tutti in Svizzera, facendoli partire in piccoli gruppi. Quello composto da Fanny, le sorelline e altri cinque compagni (nella realtà la bambina era in un gruppo di 28) si ritrova all'improvviso senza guida e tocca alla tredicenne diventare il 'capo' per trovare tutti insieme una via di scampo. ''Ero irrequieta e ribelle perché quello che vivevamo era ingiusto ha spiegato Fanny Ben-Ami a proposito di quel periodo -. I miei genitori non sono mai tornati dai lager, nonostante me lo avessero promesso. In tutti quegli anni ero arrabbiata con gli adulti. Mi dicevo: Non mi avrete mai e non toccherete neanche i bambini!''.


25/01/2017 www.video.repubblica.it 'Il viaggio di Fanny' in sala per la Giornata della memoria

25 gennaio 2017 'Il viaggio di Fanny' in sala per la Giornata della memoria Nei cinema solo per due giorni in occasione della Giornata della memoria, il film di Lola Doillon 'Il viaggio di Fanny'. Vincitore del Giffoni Film Festival, il film racconta la storia vera di Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni che nel 1943, durante l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi, viene mandata insieme alle sorelline in una colonia in montagna, dove conoscerĂ altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, scapperĂ  nel tentativo di raggiungere il confine svizzero per salvarsi.


24/01/2017 www.ilfattoquotidiano.it/ Giornata della Memoria 2017, Il viaggio di Fanny in sala il 26 e il 27 gennaio Giornata della Memoria 2017, Il viaggio di Fanny in sala il 26 e il 27 gennaio di F. Q. di F. Q. | 24 gennaio 2017 Vincitore del Giffoni Film Festival arriva nelle sale il 26 e 27 gennaio Il Viaggio di Fanny in occasione la Giornata della Memoria. Il film porta al cinema una emozionante storia vera, che racconta la vicenda di una ragazzina ebrea di 13 anni che nel 1943, durante l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi, viene mandata insieme alle sorelline in una colonia in montagna, dove conoscerà altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, scapperà nel tentativo di raggiungere il confine svizzero per salvarsi. Ecco la clip in esclusiva per il FattoQuotidiano.it di F. Q. | 24 gennaio 2017 Buone notizie, in dvd l'ultimo film di Elio Petri concentrato probabilmente impazzito ed irrefrenabile dei suoi incubi terreni e creativi < Articolo Precedente Gentile lettore, puoi manifestare liberamente la tua opinione ma ricorda che la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 22 alle 7, che i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 48 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e che ogni utente può postare al massimo 50 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. Tutti i commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli.


23/01/2017 www.fanpage.it Il Viaggio di Fanny: il trailer italiano, la trama e il cast "Il Viaggio di Fanny": il trailer italiano, la trama e il cast Lola Doillon, dopo aver trionfato al Giffoni Film Festival, porta al cinema - in occasione del Giorno della Memoria - la storia di Fanny Ben-Ami, una 13enne che, con le sue sorelle, dovrà fuggire dalle persecuzioni naziste, dopo essere state lasciate in Francia dai genitori. Le giovani dovranno superare mille peripezie, prima di arrivare al confine svizzero e salvarsi. Trailer filmNews 23 gennaio 2017 21:25 di Ciro Brandi "Il Viaggio di Fanny", il film di Lola Doillon trionfatore della categoria Generator +13 all'ultimo Giffoni Film Festival, arriverà nelle nostre sale per due giorni, cioè solo il 26 e 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria. La pellicola racconta la storia di Fanny Ben-Ami, una 13enne che, con le sue sorelle, dovrà fuggire dalle persecuzioni naziste, dopo essere state lasciate in Francia dai genitori. Le giovani dovranno superare mille peripezie, prima di arrivare al confine svizzero e, quindi, salvarsi. La sceneggiatura è stata scritta dalla regista con Anne Peyregne e si basa sulla storia vera di Fanny Ben-Ami, oggi 86enne e autrice del libro "Le Journal de Fanny", ed è ricca di messaggi contro l'antisemitismo e, in generale, contro l'odio e la discriminazione, a favore della solidarietà e dell'amicizia che distruggono sentimenti negativi come l'angoscia, la paura e la solitudine. La protagonista è la giovane Lèonie Souchaud, molto apprezzata dalla critica specializzata. Un film da non perdere assolutamente. La trama. Il film narra la storia vera della 13enne Fanny Ben-Ami e delle sue sorelle, lasciate dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai dai rischi della guerra. Lì conoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, sono costrette alla fuga. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Dovranno fare i conti con la fame, con il freddo, con l'odio dei nemici, ma incontreranno talvolta persone disposte a proteggerli anche a rischio della propria vita. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia. Il cast. Il cast completo del film è composto da: Lèonie Souchaud (Fanny), Fantine Harduin (Erika), Juliane Lepoureau (Georgette), Ryan Brodie (Victor), Anais Meiringer (Diane), Lou Lambrecht (Rachel), Igor Van Dessel (Maurice), Malonn Levana (Marie), Lucien Khoury (Jaques), Céciòe De France (Madame Forman) e Stéphane De Groodt (Jean). Le curiosità sul film che dovete sapere. 1. L'obiettivo principale della regista è sempre stato quello di raccontare la storia dal punto di vista dei bambini, la guerra vista attarverso i loro occhi. 2. La regista ha incontrato la vera Fanny-Ben Ami a TelAviv, città in cui vive, per conoscere meglio la sua storia e lasciandosi ispirare anche dalle storie degli altri bambini nascosti. 3. La protagonista del film, Lèonie Souchaud, è stata scelta dopo tantissimi casting, in Francia e in Belgio, e non aveva alcuna esperienza come attrice alle spalle. La regista ha preferito scegliere un'esordiente per dare


al personaggio ancora piĂš spontaneitĂ , organizzando anche gruppi di attori per verificare se l'alchimia con gli altri piccoli attori funzionasse alla perfezione. Vota l'articolo: 3 su 5.00 basato su 2 voti.


16/01/2017 www.mentelocale.it Giorno della memoria 2017: al cinema il Viaggio di Fanny Giorno della memoria 2017: al cinema il Viaggio di Fanny La storia vera di un gruppo di bambini sfuggito alla furia nazista. La Shoah con gli occhi dei più piccoli. Un film per tutta la famiglia. In sala il 26 e 27 gennaio Magazine / Spettacoli / Cinema Lunedi 16 gennaio 2017 Giovedì 26 e venerdì 27 gennaio in occasione del Giorno della Memoria arriva al cinema in tutta Italia, Il viaggio di Fanny di Loila Doillon, vincitore del Generator +13 al Giffoni Film Festival 2016. Il film, basato su una storia vera racconta la storia di Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni che nel 1943, durante l'occupazione nazista della Francia, viene mandata insieme alle sorelline in una colonia in montagna, il castello di Chaumont. Nel rifugio, gestito da un'ebrea tedesca vivono altri bambini ebrei messi al riparo dalla furia della guerra e della persecuzione nazista. È attraverso gli occhi dei bambini che il film mostra cosa ha significato vivere in quegli anni, quando dominava la paura di perdere i propri cari. Ma anche la vita dei bambini stessi viene messa in pericolo: gli ebrei di Chaumont dovranno infatti fuggire per sottrarsi ai rastrellamenti sempre più intensi in quegli anni e scampare all'incubo dei campi di concentramento. Sarà Fanny a guidare il gruppo dei bambini fino in Svizzera, affrontando pericoli e peripezie per salvarsi. I bambini dovranno fare i conti con la fame, con il freddo, con l'odio dei nemici, ma incontreranno talvolta persone disposte a proteggerli anche a rischio della propria vita. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia. Il Viaggio di Fanny, presenta una differenza rispetto a molti film sull'Olocausto prodotte finora: i protagonisti sono tutti bambini, che vivono il momento più duro della storia del Novecento con grande forza e coraggio. Il film parla ai più giovani, facendo conoscere loro con sensibilità la triste pagina della Shoah. IL VIAGGIO DI FANNY, LE SALE DELLA LIGURIA CHIAVARIMignon GENOVAThe Space Cinema Genova LA SPEZIAIl Nuovo LERICIAstoria MONEGLIABurgo IL VIAGGIO DI FANNY, LE SALE A MILANO Anteo Spazio Cinema Ariosto Colosseo Gloria Multisala The Space Odeon Uci Cinemas Bicocca IL VIAGGIO DI FANNY, LE SALE A TORINO Romano The Space Cinema Torino UCI Cinemas Torino Lingotto Il Cinema Apollo ha chiuso per sempre, ora diventa un Apple Store Silverwood Lake: un fumetto che dà voce agli ultimi L'approdo di Shaun Tan, storie di migranti in tavole di fumetto.


17/01/2017 www.larena.it Il viaggio di Fanny, bambini in fuga dall'odio razziale Il viaggio di Fanny, bambini in fuga dall'odio razziale ha vinto l'ultimo Giffoni Film Festival Tutto Schermo Aumenta Diminuisci Stampa Invia Commenta Tweet @Seguici Riuscire a portare, a 13 anni, nel 1943, senza adulti, un gruppo di bambini ebrei come lei dalla Francia alla Svizzera, sfuggendo ai gendarmi e all'esercito tedesco. È la straordinaria impresa reale compiuta da Fanny Ben-Ami, oggi 86 enne, al centro de «Il viaggio di Fanny», il film delicato e intenso di Lola Doillon, vincitore dell'ultimo Giffoni Film Festival, che arriva in sala il 26 e 27 gennaio per la Giornata della Memoria. Raccontare la sua storia, prima in un libro per ragazzi, uscito nel 2011 e ora in un film, vuole essere «un messaggio contro l'antisemitismo e l'odio, un odio che oggi vediamo ritornare dappertutto», ha spiegato Fanny Ben-Ami, «Desidero che il mio messaggio venga compreso, affinchè alcune cose non si ripetano. Viviamo in un'epoca molto fragile, da ogni parte si levano voci che ricordano moltissimo quelle che si sentivano allora. Questo è molto pericoloso, anche per coloro che non sono ebrei. Perchè dopo gli ebrei, andranno in cerca di altri bersagli.


26/01/2017 www.gazzettadiparma.it «Il viaggio di Fanny» da una storia vera Il grido d'allarme, attualissimo anche ai giorni nostri, è di Fanny Ben-Ami, francese, 86 anni, scampata dai nazisti nel 1943, grazie ad una incredibile impresa di un gruppo di ragazzini al confine tra Francia e Svizzera. La regista Lola Doillon ne ha tratto un film, interpretato esclusivamente da bambini, che è risultato vincitore al Giffoni Film Festival 2016: , ha detto Doillon. A guidare i bambini nella fuga è Fanny, una ragazzina di 13 anni, protagonista de , nelle sale The Space Cinema italiane oggi e venerdì per il giorno della memoria. è stato importato e lanciato da Lucky Red. Questa la trama: la piccola Fanny, ebrea, viene portata in una colonia di montagna per evitare l'avanzata dei tedeschi. Ma deve subito fuggire, seguita da sorelline e compagne di scuola. Al pubblico viene offerta la shoah vista con gli occhi dei più piccini. Fanny ha voluto lanciare un messaggio contro l'antisemitismo e l'odio che oggi respiriamo ancora, proprio in Francia e in Europa. A Parma il film viene proposto venerdì: al The Space del Barilla Center alle 17.50 e alle 20.10, al Parma Campus alle 16.40, 19, 21.30.


24/01/2017 www.cittadellaspezia.com Ha vinto il Giffoni, arriva "Il viaggio di Fanny" Ha vinto il Giffoni, arriva "Il viaggio di Fanny" La Spezia - Quest'anno per la Giornata della Memoria uscirà ai cinema "Nuovo" ed "Astoria", il film "Il viaggio di Fanny", vincitore del Giffoni Film Festival. Il film racconta la storia vera della tredicenne Fanny Ben-Ami e delle sue sorelle, lasciate dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai dai rischi della guerra. Lì conoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, sono costrette alla fuga. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia. Perché vedere ed eventualmente portare al cinema i propri studenti o figli a vedere Il viaggio di Fanny? Perché è un viaggio emozionante ispirato a una storia vera che parla di amicizia e libertà. Perché è un racconto inedito sulla persecuzione razziale durante la seconda guerra mondiale. Perché i protagonisti sono bambini e il loro sguardo consentirà ai giovani spettatori una fruizione diretta ed empatica. Perché è ricco di insegnamenti morali come il rispetto della dignità e della libertà della persona, l'importanza della solidarietà e l'aiuto reciproco. Perché raramente si vedono film sull'argomento adatti anche per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Perché rappresenta, per questi e molti altri motivi, una rara occasione per dare anche ai più piccoli un immancabile appuntamento con la storia. Perché il cinema rappresenta un utile e valido strumento di aiuto alla didattica grazie al suo linguaggio diretto, coinvolgente ed efficace. Orari degli spettacoli: giovedì 26 e venerdì 27 alle 16, 17.30, 19, 21 al Nuovo, mentre all'Astoria giovedì 26 gli spettacoli si terranno alle 16, 17.30, 21 e venerdì 27 il mattineè delle 9.30, inoltre su prenotazione sono possibili proiezioni riservate alle scuole fino a fine febbraio.


23/01/2017 http://www.lanazione.it/empoli La Guerra con gli occhi dei bambini ne Il viaggio di Fanny La Guerra con gli occhi dei bambini ne Il viaggio di Fanny Due proiezioni in occasione della Giornata della Memoria Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2017 Una foto tratta dal film Una foto tratta dal film 2 min Certaldo, 23 gennaio 2017 - La Giornata della memoria arriva al Multisala Boccaccio con un evento speciale firmato Lucky Red. Premiato all'ultimo Festival del cinema per ragazzi di Giffoni, il film "Il viaggio di Fanny" di Lola Doillon sarà proiettato giovedì 26 e venerdì 27 gennaio: spettacolo unico alle 20, ingresso con una speciale riduzione per gli studenti accompagnati dai genitori (ingresso ridotto a 5,50 euro a biglietto). Il film, consigliato a studenti dagli otto anni in su, racconta la storia vera della tredicenne Fanny Ben-Ami e delle sue sorelle, lasciate dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai rischi della guerra. Lì conoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, sono costrette alla fuga. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Dovranno fare i conti con la fame, con il freddo, con l'odio dei nemici, ma incontreranno talvolta persone disposte a proteggerli anche a rischio della propria vita. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno a conservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia. Il film è un viaggio emozionante ispirato a una storia vera che parla di amicizia e libertà, un racconto inedito sulla persecuzione razziale durante la seconda guerra mondiale. Protagonisti sono i bambini e il loro sguardo consentirà ai giovani spettatori una fruizione diretta ed empatica, di un film ricco di insegnamenti morali come il rispetto della dignità e della libertà della persona, l'importanza della solidarietà e l'aiuto reciproco.


20/01/2017 http://www.ilgiorno.it Olocausto, il Nord Milano non dimentica Olocausto, il Nord Milano non dimentica Un caleidoscopio di eventi da domani alla Giornata della memoria del 27 gennaio di MARGHERITA ABIS Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2017 Un'immagine del film Il viaggio di Fanny Un'immagine del film Il viaggio di Fanny 4 min Nord Milano (Milano), 20 gennaio 2017 «Meditate che questo è stato», ammoniva Primo Levi. Se dimenticare è vietato, raccontare e coinvolgere i cittadini è doveroso. Proprio per questo, le amministrazioni comunali del Nord Milano hanno pensato a un caleidoscopio di eventi, per celebrare la Giornata della Memoria (27 gennaio). Si parte già questo weekend. A Sesto, domani alle 15 c'è la visita guidata al bunker Breda del Parco Nord (appuntamento che si ripete anche il 22, 27 e 28 gennaio). Domenica allo Spazio Mil di via Granelli (alle 17) si apre il sipario con uno spettacolo a tema: 'Il banco degli scherzi', a cura della Compagnia d'Arte di Milano. In scena la drammatica vicenda di Victor, un uomo che vive nella Parigi degli anni Quaranta e deve inaspettatamente fare i conti con le sue origini ebree, mentre vengono promulgate le prime leggi razziali. Il 25 gennaio alle 21, allo spazio contemporaneo Talamucci 'Parole e musica per il giorno della memoria': le letture delle poesie che hanno preso forma dalla penna e dai ricordi dei bambini ebrei, vittime della Shoah. Il 28 la manifestazione al Parco Nord al monumento del deportato, dalle 14.15. Fitta programmazione soprattutto il 27 gennaio. Al mattino, a SpazioArte, a partire dalle 9.30 c'è il convegno 'Storie dai lager: l'amicizia ponte per l'Europa'. Alle 21 il ritrovo è in Municipio, per parlare di due libri che raccontano la Sesto San Giovanni partigiana e resistenziale. Prima 'Il ragazzo della quinta’ di Marco Manuele Paolini, poi 'Vietato scrivere tra le righe' di Melania Villa. Alle 21 la proiezione del film 'Il viaggio di Fanny'. La pellicola francese, vincitrice del Giffoni Film Festival 2016, intreccia le vicende della giovane tredicenne Fanny e delle sue sorelle. Che negli anni dell'invasione nazista sono costrette a trasferirsi in un orfanotrofio ebreo e ad allontanarsi dai genitori. La proiezione de 'Il viaggio di Fanny' è anche a Paderno, al Metropolis 2.0. Giovedì 26 gennaio alle 18. E venerdì 27 si raddoppia, alle 21. Il 27 gennaio a Paderno in calendario appuntamenti già dal mattino. Il ritrovo è alle 9, al Parco della Memoria di via Sibelius (Calderara). Partecipano Anpi, gli alunni della scuola Allende e la banda musicale di santa Cecilia. A Cologno Monzese, la rassegna prende il via domani alle 17 in villa Casati, con la presentazione del libro 'Mai più lontani'. Invece mercoledì 25, alle 20.30, l'inaugurazione della mostra del pittore Ennio Bencini 'Per non dimenticare'. Appuntamento sempre in villa Casati. E ancora lì, il 27 gennaio, la commemorazione al Cippo dei deportati, dalle 11. Si parte domani anche a Cinisello, con un'esposizione di libri a tema al Pertini (che durerà fino al 5 febbraio). Il 27 nella scenografica sala degli Specchi di villa Ghirlanda si apre 'Riflessioni in musica'. A Cusano via alla kermesse organizzata dalla biblioteca 'Ricordare per non perdere il futuro'. Dal 26 gennaio al 10 febbraio.


26/01/2017 www.forlitoday.it Giornata della Memoria, al Liceo Scientifico e a Ragionaria una settimana di eventi L'Istituto Tecnico Economico "C. Matteucci" e il Liceo Scientifico " F. Paulucci di Calboli" - da settembre alla guida del dirigente scolastico, Susi Olivetti -, hanno promosso numerose iniziative fra il 26 gennaio al 16 febbraio in modo da dare vita ad una sorta di Settimana della Memoria. Giovedì, con le prime visite di classi del Liceo Scientifico, è stata inaugurata nell'Atrio di Ragioneria la mostra "Occhio ai preti. Chiesa e Fascismo nella Romagna Forilivese 1929-1931" a cura di Franco D'emilio e Paolo Poponessi. Enti promotorisono Archivio di Stato di Forlì-Cesena, Istituto Tecnico Economico " Carlo Matteucci" e Liceo Scientifico Statale Fulcieri Paulucci di Calboli. I curatori della mostra, che guideranno le visite di diverse classi di entrambi gli Istituti, sabato nell'Aula Multimediale del Liceo, animeranno anche due incontri, con cinque classi liceali, sul tema "Chiesa, fascismo e persecuzione ebraica nella Romagna forlivese" durante i quali, introdurranno gli studenti, a partire dai temi della mostra stessa, alla scoperta del ruolo svolto dai sacerdoti e dai cattolici romagnoli per la salvezza degli ebrei perseguitati. La Mostra, accessibile anche al pubblico esterno, negli orari di apertura della scuola, rimarrà esposta fino a venerdì 10 febbraio, Giorno del Ricordo. Sempre giovedì quattro classi del Liceo hanno partecipato nell'aula multimediale del loro Istituto, all'incontro con Gabriele Zelli, sindaco di Dovadola e noto ricercatore storico, sul tema"Quando i diritti umani erano negati. Forlì dopo la promulgazione delle leggi razziali: i luoghi della vergogna e quelli della solidarietà". Venerdì, Giorno della Memoria, mentre gli insegnanti di lettere e di religione dell'Istituto "C. Matteucci" proporranno un momento di riflessioni, in tutte le classi attraverso la visione di docufilm, film o la lettura di testi, o l'ascolto di testimonianze su tematiche come la shoah, i genocidi, la violazione dei diritti umani e le emergenze umanitarie, la classe 1° I del Liceo, accompagnata dalla professoressa Sintoni, partecipa alla cerimonia commemorativa al Monumento ai Caduti nei lager e nei campi di prigionia - Parco della Resistenza di viale Spazzoli con picchetto d'onore e intervento del sindaco Davide Drei. Nello stesso giorno, all'Aula Multimediale del "Fulcieri" e altre quattro classi assistono alla proiezione del docufilm"Wolny -Il Secondo Corpo d'Armata polacco nella liberazione d'Italia" con introduzione storica e dibattito condotti dallo stesso regista, A. Quadretti. Nel pomeriggio una nutrita rappresentanza di studenti del Liceo assisterà alla conferenza "L'eredità di Auschwitz. La Shoah, tragedia storica e usi politici", tenuta dal professor Georges Bensoussan presso il Campus universitario. Sabato a Ragioneria incontro sull'origine dei conflitti nell'area mediorientale, tenuto da Massimo Tesei, dell'Associazione Forlì Citta Aperta, rivolto a tutte le classi quinte. Lunedì una ventina di classi dello scientifico assiste, al cinema Astoria, alla proiezione del film "Il viaggio di Fanny" della regista Lola Doillon, vincitore del Giffoni Film Festival 2016. Giovedì 2 febbraio la classe 5C del Liceo e la 5 BAFM di Ragioneria, in rappresentanza delle rispettive scuole, partecipano nel salone comunale alla presentazione del catalogo della mostra "Stelle gialle. Ebrei della provincia forlivese nella notte fascista" a cura di Franco D'emilio e Paolo Poponessi. Interviene il Rabbino capo rav. Luciano Caro. Venerdì 3 febbraio M. Saccone presenta - in chiave multimediale - il saggio storico-letterario (di cui è autore) "Peter Pan è morto in guerra. La Grande


Guerra in letteratura" a quattro classi liceali, mentre il 7 e 9, al " Matteucci", per tutte le classi del biennio, è programmato lo spettacolo teatrale "Sogno e son desto!" di Michele Dotti. Conclude questa ampia gamma di proposte e iniziative, il ciclo di incontri (in data 13, 12, 16 febbraio), che coinvolge complessivamente 3 classi del Liceo e tutte le quinte dell'ITE, sul tema "Predappio. Antifascismo e Resistenza nella città del duce". Presentazione del professor Pasini, coautore del libro "La fòja de farfaraz (La foglia del Pioppo bianco). Predappio. Cronache di una comunità viva e solidale". Introduzione storica di Mario Proli. Completano le proposte rivolte agli studenti del "F.P di Calboli" la visione di filmati in classe e la partecipazione, il 17 febbraio, di una ventina di alunni del triennio all'incontro testimonianza, promosso dal Comune di Forlì, con Cesare Finzi che presenta il libro "Qualcuno si è salvato" con cui ricostruisce la propria vicenda familiare attraverso una attenta documentazione storica. Sono previste, inoltre, uscite all'ex Campo di Fossoli o nelle Foreste Casentinesi sul "Sentiero della libertà" e sulle tracce della linea gotica, nonché alcune visite al Museo Interreligioso di Bertinoro. Da ultimo va segnalato che la 4F del Liceo Scientifico e la 5 BAFM dell'Istituto Tecnico Economico inscrivono la loro partecipazione alle attività sopra illustrate nel percorso di studio e di approfondimento connesso con le tematiche relative ai valori del 25 aprile, promosso dal Comune di Forlì in collaborazione con l'Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Forlì -Cesena.


25/01/2017 www.gazzettadellaspezia.it Giorno della Memoria: le celebrazioni alla Spezia Giorno della Memoria: le celebrazioni alla Spezia In evidenza Fonte Redazione Gazzetta della Spezia dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email Commenta per primo! Vota questo articolo 1 2 3 4 5 (0 Voti) Di Francesco Truscia - Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria. Il programma degli eventi previsti alla Spezia, a partire dalle 9:00 fino alle 17:30. La giornata del 27 gennaio Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria in ricordo delle vittime dello sterminio perpetrato dai nazisti nei campi di concentramento. 72 anni fa, il 27 gennaio del 1945, l'Armata Rossa libera il campo di concentramento di Auschwitz. Aprendo quei cancelli è stata rivelata al mondo una terribile verità, nonostante esista ancora qualche negazionista (il mondo è bello perché vario, quasi sempre). La cerimonia alla Spezia si apre con la deposizione di corone, alle ore 9:00, presso il Sacrario della scuola media 2 Giugno. Dopo l'incontro con i ragazzi della scuola "Adriana Revere" (che si terrà alle 9:30), la celebrazione si sposterà al cinema "Nuovo" dove, dopo la consegna delle medaglie d'onore alle famiglie degli ex internati Antonio Chiesa e Luciano Peroni (ore 10:30) e la consegna delle borse di studio ANED ai vincitori del concorso "Franco Cetrelli" (ore 10:45), si terrà un consiglio comunale straordinario. A seguire verrà proiettato il film "Il viaggio di Fanny", vincitore al Giffoni Film Festival. Una storia vera quella di Fanny BenAmi che, a soli tredici anni, si trova costretta a fuggire dai rastrellamenti nazisti assieme ad altri coetanei. Lo spettatore potrà quindi rivivere, attraverso gli occhi di una bambina, un capitolo oscuro della storia del XX secolo. Alle 12:30 il coro dell'Istituto Comprensivo Silvio Pellico, composto da 150 ragazzi, si esibirà in 4 canti di origine ebraica in Piazza Verdi. La giornata si concluderà alle ore 17:30 presso il tunnel antiaereo di via del Prione, sotto la scalinata Quintino Sella, dove verrà inaugurata l'installazione artistica "Heimweh". L'installazione "Heimweh" Rifacendosi alla tecnica del patchwork i tre curatori dell'installazione, Andrea Luporini, Grazia Cantoni e Daniela Spaletra, hanno realizzato un percorso dentro al tunnel antiaereo per porre l'attenzione sul dramma delle persone che sono costrette a fuggire dalle proprie terre a causa della guerra. I curatori si sono serviti della coperta, oggetto comune a tutti noi, per far riflettere lo spettatore sulle sofferenze dei migranti. "Il tema dei migranti viene trattato in maniera monodirezionale, a partire dalla stampa. Ci dimentichiamo dell'empatia, non riusciamo ad immedesimarci in una situazione nella quale potremmo trovarci tutti noi. Durante questa installazione si esibiranno anche i Mitilanti che leggeranno dei brani tratti dall'Annuario Argo, poesia del nostro tempo. Heimweh è una parola tedesca che può essere tradotta come "nostalgia di casa". Siamo partiti dal concetto di coperta per raccontare il nostro punto di vista: la coperta rappresenta l'intimità, ci abbraccia e ci protegge, ma è anche il primo oggetto con il quale vengono a contatto i migranti che sbarcano sulle coste europee. Abbiamo ricostruito un altro tunnel che è stato avvolto da coperte, sperando che lo spettatore possa riflettere sulla condizione di queste persone costrette a fuggire dalle proprie case. Attraverso la collaborazione con la Onlus Hopeful Giving di Padova, le coperte verranno poi destinate a chi ne avrà più bisogno (Idomeni in Grecia, Belgrado o nelle zone del terremoto), senza porre nessun tipo di paletto ideologico. Ci sono state delle polemiche, qualcuno ha detto che il tema dei migranti non c'entra con il Giorno della


Memoria. Secondo me invece una giornata come questa deve essere l'occasione per parlare anche del presente, dobbiamo evitare che situazioni del genere possano riproporsi ai giorni nostri": queste le parole di Andrea Luporini, fotografo e uno dei curatori di "Heimweh".


24/01/2017 www.gazzettadellaspezia.it Il Viaggio di Fanny per La Giornata della Memoria Quest'anno per la Giornata della Memoria uscirà al cinema IL NUOVO LA SPEZIA E ASTORIA LERICI , Il viaggio di Fanny, vincitore del Giffoni Film Festival . Il film racconta la storia vera della tredicenne Fanny Ben-Ami e delle sue sorelle, lasciate dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai dai rischi della guerra. Lì conoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, sono costrette alla fuga. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, imparando ad essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia. Perché vedere ed eventualmente portare al cinema i propri studenti o figli a vedere Il viaggio di Fanny? Perché è un viaggio emozionante ispirato a una storia vera che parla di amicizia e libertà. Perché è un racconto inedito sulla persecuzione razziale durante la seconda guerra mondiale. Perché i protagonisti sono bambini e il loro sguardo consentirà ai giovani spettatori una fruizione diretta ed empatica. Perché è ricco di insegnamenti morali come il rispetto della dignità e della libertà della persona, l'importanza della solidarietà e l'aiuto reciproco. Perché raramente si vedono film sull'argomento adatti anche per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Perché rappresenta, per questi e molti altri motivi, una rara occasione per dare anche ai più piccoli un immancabile appuntamento con la storia. Perché il cinema rappresenta un utile e valido strumento di aiuto alla didattica grazie al suo linguaggio diretto, coinvolgente ed efficace. ORARI SPETTACOLI IL NUOVO: GIOVEDI 26 E VENERDI 27 GENNAIO ORE 16.00-17.30-19.00-21.00. ASTORIA LERICI GIOVEDI 26 GENNAIO ORE 16.00-17.30-21.00 VENERDI 27 GENNAIO ORE 9.30 MATTINEE', inoltre su prenotazione sono possibili proiezioni riservate alle scuole fino a fine febbraio.


20/01/2017 http://www.ilgiorno.it Olocausto, il Nord Milano non dimentica

«Meditate che questo è stato», ammoniva Primo Levi. Se dimenticare è vietato, raccontare e coinvolgere i cittadini è doveroso. Proprio per questo, le amministrazione comunali del Nord Milano hanno pensato a un caleidoscopio di eventi, per celebrare la Giornata della Memoria (27 gennaio). Si parte già questo weekend. A Sesto, domani alle 15 c'è la visita guidata al bunker Breda del Parco Nord (appuntamento che si ripete anche il 22, 27 e 28 gennaio). Domenica allo Spazio Mil di via Granelli (alle 17) si apre il sipario con uno spettacolo a tema: 'Il banco degli scherzi', a cura della Compagnia d'Arte di Milano. In scena la drammatica vicenda di Victor, un uomo che vive nella Parigi degli anni Quaranta e deve inaspettatamente fare i conti con le sue origini ebree, mentre vengono promulgate le prime leggi razziali. Il 25 gennaio alle 21, allo spazio contemporaneo Talamucci 'Parole e musica per il giorno della memoria': le letture delle poesie che hanno preso forma dalla penna e dai ricordi dei bambini ebrei, vittime della Shoah. Il 28 la manifestazione al Parco Nord al monumento del deportato, dalle 14.15. Fitta programmazione soprattutto il 27 gennaio. Al mattino, a SpazioArte, a partire dalle 9.30 c'è il convegno 'Storie dai lager: l'amicizia ponte per l'Europa'. Alle 21 il ritrovo è in Municipio, per parlare di due libri che raccontano la Sesto San Giovanni partigiana e resistenziale. Prima 'Il ragazzo delle quinta' di Marco Manuele Paolini, poi 'Vietato scrivere tra le righe' di Melania Villa. Alle 21 la proiezione del film 'Il viaggio di Fanny'. La pellicola francese, vincitrice del Giffoni Film Festival 2016, intreccia le vicende della giovane tredicenne Fanny e delle sue sorelle. Che negli anni dell'invasione nazista sono costrette a trasferirsi in un orfanotrofio ebreo e ad allontanarsi dai genitori. La proiezione de 'Il viaggio di Fanny' è anche a Paderno, al Metropolis 2.0. Giovedì 26 gennaio alle 18. E venerdì 27 si raddoppia, alle 21. Il 27 gennaio a Paderno in calendario appuntamenti già dal mattino. Il ritrovo è alle 9, al Parco della Memoria di via Sibelius (Calderara). Partecipano Anpi, gli alunni della scuola Allende e la banda musicale di santa Cecilia. A Cologno Monzese, la rassegna prende il via domani alle 17 in villa Casati, con la presentazione del libro 'Mai più lontani'. Invece mercoledì 25, alle 20.30, l'inaugurazione della mostra del pittore Ennio Bencini 'Per non dimenticare'. Appuntamento sempre in villa Casati. E ancora lì, il 27 gennaio, la commemorazione al Cippo dei deportati, dalle 11. Si parte domani anche a Cinisello, con un'esposizione di libri a tema al Pertini (che durerà fino al 5 febbraio). Il 27 nella scenografica sala degli Specchi di villa Ghirlanda si apre 'Riflessioni in musica'. A Cusano via alla kermesse organizzata dalla biblioteca 'Ricordare per non perdere il futuro'. Dal 26 gennaio al 10 febbraio.


17/01/2017 http://www.bresciaoggi.it Il viaggio di Fanny, bambini in fuga dall'odio razziale

Il viaggio di Fanny, bambini in fuga dall'odio razziale ha vinto l'ultimo Giffoni Film Festival Tutto Schermo Aumenta Diminuisci Stampa Invia Commenta Tweet @Seguici Riuscire a portare, a 13 anni, nel 1943, senza adulti, un gruppo di bambini ebrei come lei dalla Francia alla Svizzera, sfuggendo ai gendarmi e all'esercito tedesco. È la straordinaria impresa reale compiuta da Fanny Ben-Ami, oggi 86 enne, al centro de «Il viaggio di Fanny», il film delicato e intenso di Lola Doillon, vincitore dell'ultimo Giffoni Film Festival, che arriva in sala il 26 e 27 gennaio per la Giornata della Memoria. Raccontare la sua storia, prima in un libro per ragazzi, uscito nel 2011 e ora in un film, vuole essere «un messaggio contro l'antisemitismo e l'odio, un odio che oggi vediamo ritornare dappertutto», ha spiegato Fanny Ben-Ami, «Desidero che il mio messaggio venga compreso, affinchè alcune cose non si ripetano. Viviamo in un'epoca molto fragile, da ogni parte si levano voci che ricordano moltissimo quelle che si sentivano allora. Questo è molto pericoloso, anche per coloro che non sono ebrei.


16/01/2017 http://www.mymovies.it Il viaggio di Fanny, in fuga dall’odio

Riuscire a portare, a 13 anni, nel 1943, senza adulti, un gruppo di bambini ebrei come lei dalla Francia alla Svizzera, sfuggendo ai gendarmi e all'esercito tedesco. è la straordinaria impresa reale compiuta da Fanny Ben-Ami, oggi 86 enne, al centro de Il viaggio di Fanny, il film delicato e intenso di Lola Doillon, vincitore dell'ultimo Giffoni Film Festival, che arriva in sala il 26 e 27 gennaio con Lucky Red per la Giornata della Memoria. Raccontare la sua storia, prima in un libro per ragazzi, uscito nel 2011 e ora in un film, vuole essere ''un messaggio contro l'antisemitismo e l'odio, un odio che oggi vediamo ritornare dappertutto - ha spiegato Fanny Ben-Ami -. Desidero che il mio messaggio venga compreso, affinché alcune cose non si ripetano. Viviamo in un'epoca molto fragile, da ogni parte si levano voci che ricordano moltissimo quelle che si sentivano allora. Questo è molto pericoloso, anche per coloro che non sono ebrei. Perché dopo gli ebrei, andranno in cerca di altri bersagli".


26/01/2017 www.cinemamente.com Da La La Land a Split tutte le uscite di giovedì 26 gennaio

Da La La Land a Split tutte le uscite di giovedì 26 gennaio E' record storico di candidature per La La Land, entrato nella storia degli Academy Awards con ben 14 candidature agli Oscar, pari merito solo con All About Eva (Eva contro Eva) e Titanic. Della commedia musicale di Damien Chazelle con protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling, vi consigliamo di guardare il trailer e di leggere la nostra recensione in anteprima per voi. Proprio Lui? di John Hamburg con Bryan Cranston, James Franco, Megan Mullally non è riuscito a convincere pubblico e critica d'oltreoceano, come dimostra il tiepido rating di Rotten Tomatoes (appena il 40%). Why Him? è una commedia natalizia che tenta di replicare l'intesa vincente tra De Niro e Bryan Cranston in Ti Presento i Miei, senza tuttavia riuscirci. La vicenda è sempre quella della presentazione in famiglia dell'anima gemella ma qui, è proprio il caso di dirlo, non sarà un colpo di fulmine nemmeno tra il pubblico e il film. Qui il trailer. Giovedì 26 gennaio arriva in sala anche Split, l'ultimo film di M. Night Shyamalan, che secondo molti lo riporta ai livelli de Il sesto senso e Unbreakable, dopo il poco convincente The Visit. Fallen, diretto da Scott Hicks a partire dalla saga di best seller mondiali scritta dall'americana Lauren Kate,narra la vicenda di Lucinda "Luce" Price che durante la permanenza in un riformatorio per crimini che non ha commesso fa la conoscenza dei suoi angeli custodi. Il viaggio di Fanny, diretto da Lola Doillo, riesce nella difficile impresa di portare sul grande schermo un episodio ancora sconosciuto alla sala buia. Presentato al Giffoni Film Festival, nelle nostre sale il 26 e il 27 gennaio in occasione della giornata della memoria, la pellicola narra la vicenda di una piccola francese ebrea che nel 1943, durante l'occupazione tedesca, viene mandata insieme alle sorelline in una colonia in montagna,salvo poi cercare di passare in Svizzera per sopravvivere ai sempre più frequenti rastrellamenti. Les Ogres, opera seconda di Léa Fehner, che, mescolando autobiografia e finzione, narra la vicenda della compagnia Davaï Théâtre. Zero Days di Alex Gibney è un documentario sull'attacco informatico più noto e importante di sempre, quello del virus Stuxnet, creato da Usa e Israele ai danni dell'Iran. Presentato a Berlino, è stato ben accolto da pubblico e critica soprattutto grazie agli ultimi ottimi lavori del regista come documentarista d'inchiesta.Il regista era stato insignito del Premio Oscar con Taxi to the dark side, in cui esplora le torture e le pratiche degli interrogatori dell'esercito americano in Afghanistan, aveva indagato Louis Arstrong The Armstrong Lie, la Enron in The smartest guy in the room, l'affare Assange in We Steal Secrets e, recentemente, creato il documentario più completo e chiaro su Scientology e il suo fenomeno: Going clear.


23/01/2017 www.milanoweekend.it Il viaggio di Fanny. Il Giffoni Film Festival ricorda la Shoah - La nostra recensione

Il viaggio di Fanny. Il Giffoni Film Festival ricorda la Shoah - La nostra recensione 23 gennaio 2017 Nicoletta Manganotti Cinema-Cinema e Teatro «Volevo raccontare la storia di chi è costretto a crescere velocemente» Queste parole di Lola Doillon, regista di Il viaggio di Fanny, una storia vera. Pellicola ispirata alla biografia di Fanny Bel-Ami e vincitrice del Giffoni Film Festival 2016, arriverà nelle sale il 26 e 27 gennaio per la Giornata della Memoria (si può consultare l'elenco delle sale e prenotare il biglietto sul sito www.ilgiornodellamemoria.it). Il viaggio di Fanny - trama Francia 1943. Fanny è una dodicenne ebrea che insieme alle due sorelline Erika e Georgette sono state affidate dai genitori ad una colonia francese nel Nord Italia. La struttura fa parte di una rete di organizzazioni clandestine le quali, in quei tumultuosi anni, si occupava di mettere in salvo i bambini dalla guerra e dall'Olocausto. Ma una volta intensificati i rastrellamenti nazisti in territorio italiano, Fanny insieme alle sorelle e ad altri piccoli ospiti della colonia, è costretta alla fuga, con il coraggioso aiuto degli adulti, per raggiungere la neutrale Svizzera. Un viaggio fatto di momenti difficili, prove da affrontare, fatica, il cui valori portanti dell'amicizia e della solidarietà faranno la differenza fra la vita e la morte. Lasciati soli, un gruppo di bambini imparerà a comprendere il mondo, a capire di chi fidarsi in una lotta alla sopravvivenza fatta anche di momenti spensierati, di gioco, sullo sfondo di un atroce conflitto. Ed è proprio questo l'aspetto più interessante. Doillon riesce a comunicare una tragedia con la massima sensibilità, verso il suo giovanissimo pubblico, puntando più che sul realismo e sulla descrizione di fatti cruenti, sulla relazione di un gruppo di fanciulli, la separazione forzata, il passaggio dall'infanzia al periodo adolescenziale, adottandone anche il loro punto di vista. Il viaggio di Fanny non ha la pretesa di assurgere ad una pellicola simbolo, ma nella sua semplicità non perde di carica emotiva, portando il piccolo spettatore come quello adulto, con la dovuta delicatezza, a conoscere una parentesi storica ancora aperta per l'umanità. Un plauso ai giovanissimi e spontanei attori: Léonie Souchaud che dà vita ad una determinata Fanny, Fantine Harduin, la simpatica Juliane Lpoureau nel ruolo della piccola Georgette, Rayan Brodie l'introverso Victor e l'intenso Igor Van Dessel. Oggi, a Tel Aviv, la vera Fanny, ripensando alla sua avventura, si abbandona alla riflessione con queste parole: «Desidero che il mio messaggio venga compreso, affinché alcune cose non si ripetano. Da ogni parte si levano voci che ricordano moltissimo quelle che si sentivano allora. Questo è molto pericoloso, anche per coloro che non sono ebrei, andranno in cerca di altri bersagli. Ci riguarda tutti». Voto per noi: 7 Non perderti la newsletter più aggiornata sugli eventi a Milano e dintorni! Accetto la privacy policy di MW Non dirai più "Peccato, non lo sapevo!". Parola di Milano Weekend.


27/01/2017 www.agensir.it Il viaggio di Fanny: una rilettura educational del dramma della Shoah

Il viaggio di Fanny: una rilettura educational del dramma della Shoah 27 gennaio 2017 Massimo Giraldi (*) In occasione della Giornata della Memoria, esce al cinema "Il viaggio di Fanny" di Lola Doillon, vincitore di Generator +13 al Giffoni Film Festival. Ultima rilettura educational del dramma della Shoah, in grado di presentare l'orrore ai più piccoli senza cercare il facile trauma Les Visiteurs Uscirà nelle sale italiane il 26 e 27 gennaio 2017 "Il viaggio di Fanny" ("Le voyage de Fanny", 2016) della regista francese Lola Doillon, per la Giornata della Memoria, proclamata a livello internazionale il 27 gennaio dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005. Un'occasione per ricordare il dramma dell'Olocausto, tutte le vittime della violenza nazi-fascista, in tempi in cui si fatica a dare voce alla memoria dinanzi a una preoccupante 'distrazione' sociale. La tredicenne Fanny si scontra con la Shoah. Tratto da una storia vera, da libro autobiografico di Fanny Ben Ami, "Il viaggio di Fanny" è diventato un film - vincitore tra l'altro della sezione Generator +13 al Giffoni Film Festival nel 2016 - grazie all'interessamento della regista Lola Doillon e della produttrice Saga Blachard; la regista per entrare con rispetto nelle pieghe della vicenda di Fanny è volata a Tel Aviv per incontrare la donna, per conoscere meglio la sua storia e quella della famiglia. Il film. La tredicenne Fanny (Léonie Souchaud) vive con le sue sorelle in una delle colonie sul territorio francese per volontà dei genitori, al fine di tenerle lontane dai rischi della guerra. Lì, nell'ambiente montano a ridosso del confine svizzero, le ragazze conoscono altri giovani, con cui legano e trovano un immediato sodalizio. La guerra e le violenze naziste arrivano però ben presto anche in quei luoghi, pertanto la fuga diviene una scelta obbligata. La piccola Fanny assume pertanto su di sé la responsabilità del gruppo e prova a condurre tutti alla salvezza oltre il confine Svizzero. È girato 'ad altezza di bambino', come si dice in termine tecnico, il film "Il viaggio di Fanny", lavorando con attenzione alla psicologia dei piccoli, alla loro reazione davanti alla scoperta della crudeltà della guerra e della ferocia nazi-fascista, incapace di risparmiare persino gli innocenti. C'è sì la rappresentazione del male e del pericolo nel racconto, ma c'è anche lo spazio per la fiducia e la reazione, affidata proprio alla tredicenne protagonista, che è chiamata guidare gli altri ragazzi con coraggio e speranza. Grazie al modo di gestire l'emergenza da parte della bambina, il racconto trova così la piega della vicenda avventurosa. Soluzione narrativa che ricorda il film "La vita è bella" (1997) di Roberto Benigni, dove viene messo in scena il tentativo di un padre di nascondere al proprio figlio l'orrore del campo di concentramento inventandosi un gioco a premi, dove la posta in palio è la vincita di un carro armato. "Il viaggio di Fanny" ha una linea educational molto marcata, in grado di presentare l'orrore della Shoah ai più piccoli senza cercare il facile trauma, bensì tratteggiando una storia di salvezza, che si accende proprio grazie al coraggio della piccola Fanny, pronta a mettersi in gioco per gli altri e aiutare tutti a sognare un futuro di pace. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti. Quando il cinema tiene viva la memoria. 'Cinema è memoria. Il cinema sulla Shoah, in particolare, è diventato il paradigma stesso della memoria". È quanto sottolinea la studiosa Claudia Hassan


(Cfr. "I film studies", Carocci 2013) sulla rappresentazione della Shoah sul grande schermo, rimarcando il ruolo decisivo del cinema nel processo di elaborazione della tragedia e testimonianza della memoria. Tanti, infatti, sono i titoli che sono stati proposti sul tema, ricorrendo a modalità di racconto differenti, dalla linea tragica alla declinazione fiabesca: "Jona che visse nella balena" (1993) di Roberto Faenza (suo anche Anita B. del 2013), "Schindler's List" (1993) di Steven Spielberg, "La settima stanza" (Siódmy pokój, 1995) di Márta Mészáros, "La vita è bella" (1997), "Train de vie" (1999) di Radu Mihaileanu, "Il pianista" ("The Pianist", 2002) di Roman Polanski, "Il bambino con il pigiama a righe" ("The Boy in the Striped Pajamas", 2008) di Mark Herman, "La chiave di Sara" ("Elle s'appelait Sarah", 2010), "Hannah Arendt" (2012) di Margarethe Von Trotta, fino a "Woman in Gold" (2015) di Simon Curtis e "Il figlio di Saul" ("Saul fia", 2015) di László Nemes. Come ha ricordato papa Francesco nella sua prima visita alla Sinagoga di Roma, il 17 gennaio 2016: "La violenza dell'uomo sull'uomo è in contraddizione con ogni religione degna di questo nome, e in particolare con le tre grandi religioni monoteistiche. La vita è sacra, quale dono di Dio". (*) segretario Commissione nazionale valutazione film Cei.

Rassegna Stampa "Il viaggio di Fanny"  
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