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y l i a D Martedì 19 luglio 2011

Anno 2 - Numero 8

GRAZIE ITALIA, GRAZIE GIFFONI

A

ccolti con un grande applauso, ieri, alcuni dei rappresentanti della Brigata Folgore hanno affrontato a Giffoni, forse, una delle missioni più appassionanti della loro vita: raccontare la loro esperienza ai giovani giurati, spiegandone ragioni e scopi. “Noi siamo semplicemente il braccio del governo, non prendiamo decisioni!”, così ha spiegato il capitano Furio Longo, rispondendo alle provocatorie domande dei giurati poco convinti che quella dell'esercito presente in Afghanistan sia realmente una missione di pace. Il capitano, però, generoso, ha descritto, nei minimi particolari, lo scopo della presenza dei militari in quei luoghi lontani, specificando che il loro è un semplice potere esecutivo. Più di un giurato ha evidenziato quanto la presenza di armi sia in contraddizione conla parola pace di cui si veste la loro missione ma il

capitano, con passione, ha risposto: “noi compiamo solo il nostro dovere per garantire un minimo di sogno a chi si trova in un Paese in cui non è possibile sognare. Per farlo dobbiamo necessariamente difenderci con le armi perché lì ci sono dei vigliacchi che cercano di contrastare la nostra missione mettendo per strada delle mine per farci saltare in aria”. Alla masterclass, poi, hanno fatto il loro ingresso il direttore Claudio Gubitosi e alcuni esponenti delle Istituzioni, tra cui il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, l'Assessore alla Cultura della Regione Campania, Caterina Miraglia e il Sottosegretario di Stato ai Beni e attività culturali, Riccardo Villari, per dare il via ad un'emozionante collegamento con la base militare di Herat col

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41a Edizione|12.21.LUGLIO.2011

CALDORO, GIURATI E MILITARI PARTE MIGLIORE DELL’ITALIA generale di Brigata Carmine Masiello. “Ciao Papi”, il saluto commovente di Alessandro, figlio del Generale Masiello, ha dato inizio al video-collegamento con la base militare. Il giovane giurato, emozionato, ha chiesto al padre di chiarire agli altri suoi coetanei presenti il senso della sua missione in Afghanistan. E così papà-Generale Masiello ha con vigore spiegato: “Il nostro scopo è quello di proteggere la popolazione locale collaborando con i soldati afgani perché è a loro che toccherà, un giorno, continuare a difendere la libertà e i diritti della loro terra”. “Jovanotti ieri ha detto ai giovani giurati che la gioventù è la parte migliore del Paese”, ha commentato il Presidente

Grazie per quello che fate per la mia terra Caldoro, “credo che questo messaggio possa essere esteso anche a voi soldati che siete in Afganistan per proteggere

popolazioni che non possono godere di una situazione di democrazia”. “Grazie per quello che fate per la mia terra!”, queste le parole toccanti di uno dei ragazzini afgani, presenti quest'anno al Festival come giurato, a cui hanno fatto eco quelle del Generale Masiello: “sentire l'Italia vicino è la molla che ci fa andare avanti nella nostra missione. Non ci sono cifre che possano ricompensare i pericoli che corriamo qui, né la nostalgia che sentiamo per le nostre famiglie lontane. Chi è soldato lo è per vocazione, perché crede n e l l a l i b e r t à, n e l l a democrazia e nella solidarietà”.

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CORTELLESI, VORREI ESSERE BARBRA STREISAND

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educe dal successo di Nessuno mi può giudicare, Paola Cortellesi è giunta al GFF con un vortice di battute. Complice certamente l'influsso positivo di Zelig: “Lavorare con il mattatore Claudio Bisio - ha esordito l'attrice - mi ha lasciato una carica ironica fortissima. Ripeterò l'avventura in tv l'anno prossimo, gli autori mi hanno chiesto di aggiungere un pizzico di varietà

Lavorare con Bisio mi ha lasciato una carica ironica fortissima all'italiana alla trasmissione. E' un'occasione unica che mi rende felice perché spettacoli come Fantastico erano un'eccellenza nel nostro paese , recuperarli non sarebbe male”. Dalla televisione al musical per sfruttare la sua incredibile vocazione canora, “ho una accesa passione per il cinema musicale, Funny girl è uno dei miei film preferiti”, la Cortellesi ha confessato al Giffoni Experience il suo sogno del cassetto: “Sarebbe bello diventare una nuova Barbra Streisand. E' un'idea… Per il

Per il futuro sogno un musical momento ho fatto un'apparizione in Tutti pazzi per amore, una fiction di cui andare fieri”. E per il grande schermo la Cortellesi ha annunciato che tornerà ancora sul set con Massimiliano Bruno “è in preparazione la sceneggiatura della sua prossima pellicola, sarò sicuramente coinvolta nel progetto

Finanziato da

ma parlarne adesso sarebbe prematuro”. Non ama le etichette e i generi, Paola, e lo ha ribadito chiaramente: “Per il futuro sogno di cimentarmi sempre con una vasta pluralità di ruoli, saltare dal tragico al comico è il mio obiettivo. Quando mi propongono di interpretare un personaggio, infatti, non guardo alle sue caratteristiche, ma punto sulla qualità e lo spessore della parte, tendo a valutare la storia”.


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FARNESI, SAUNDERS E TITTOCCHIA NON SMETTONO DI SOGNARE

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omenica era sul grande schermo della Sala Truffaut, ieri si è materializzato sul Red Carpet del Festival con il suo sguardo mediterraneo e il sorriso affascinante. A Giffoni Roberto Farnesi ha presentato Oggetti smarriti, film di Giorgio Molteni che ripercorre le avventure di un architetto di successo talmente egocentrico e

Farnesi, vorrei diventare presto papà concentrato sul binomio donne/automobili da dimenticare di avere una figlia. “La piccola sparirà – ha raccontato l'attore pisano – e Guido, il mio personaggio, si lancerà in un viaggio che gli permetterà di scoprire il suo di smarrimento”. Una commedia che sfiora Mentre la sua partner nel film Chiara Noschese aveva accompagnato la visione della pellicola di domenica, Farnesi al GFF è giunto con altre due sue compagne di lavoro, Emanuela Tittocchia e Katy Saunders.

con leggerezza i recenti paradossi della cronaca: padri che abbandonano i propri figli nelle auto, provocandone addirittura la morte. C'è un parallelo? “Non sono genitore ma spero di diventarlo in futuro. Ho 42 anni e aspetto la donna giusta. Ma credo sia impossibile dimenticare i propri figli, al massimo posso dire che è verosimile dimenticare di essere padri. In Oggetti smarriti interpreto un playboy, in parte mi ci rispecchio, ritengo sia una fortuna che ci sia ancora qualcuno in grado di apprezzare la bellezza femminile.

Saunders, mi piacerebbe girare ancora una favola per teenager Per il resto, io non amo particolarmente le macchine, adoro invece andare a cavallo tra le verdi distese della mia tenuta in Toscana”.

“Lavorare con Roberto nella fiction Non smettere di sognare – ha dichiarato la Saunders - è stata un'esperienza molto divertente. Per il futuro, invece, conto di andare all'estero a studiare per perfezionarmi

nella recitazione”. Per metà inglese, l'indimenticabile Babi ha parlato anche di Tre metri sopra il cielo “mi piacerebbe girare ancora una favola per teenager” e di George Clooney, con cui ha girato uno spot: “è così affabile, umile e alla mano. Assolutamente non fa il divo, su quel set ,diretto da Guy Ritchie, abbiamo riso continuamente, una situazione pazzesca!”.


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Ieri in concorso per le sezioni +6 e +10

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wark vive nel bosco delle streghe. È uno stregone di quasi 200 anni, un'età giovane considerati gli standard del mondo magico di streghe e stregoni. Un giorno, credendo di raccogliere un semplice uovo da mangiare a colazione, Kwark porta in casa un uovo di strega sul punto di schiudersi. Si ritrova così in casa una streghetta piena di vita, pervasa da curiosità e desiderio di apprendere. Fuchsia, questo il nome della strega, non accetta di rimanere confinata nel bosco, vuole e s p l o r a re i l m o n d o re a l e , conoscere gli umani, ma Kwark glielo impedisce poiché li ritiene cattivi e capaci di azioni atroci. Un giorno Fuchsia incontra Tommy, un ragazzino che rincorre una palla finita nel bosco delle streghe. Tra i due nasce una tenera amicizia, non approvata da Kwark. Nel

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ai campetti di calcio della Danimarca alle baraccopoli di Nairobi. In pochi giorni Simon, ragazzino di colore nato in Kenya ma cresciuto nel paese scandinavo, scoprirà la sua vera identità e le sue vere radici, quelle dalle quali nessuno può fuggire. Basterà un piccolo imprevisto, un pallone da calcio sequestrato da due ladruncoli, a dare il via al viaggio iniziatico di Simon dentro di sé e dentro il cuore del Continente Nero. Simon scoprirà una realtà sconosciuta e impensata fatta di storie di quotidiana sofferenza, verrà a contatto con le vite di quelli che avrebbero potuto essere i suoi compagni di giochi, i suoi amici del cuore, i suoi fratelli, ragazzi e ragazze a cui è toccato in sorte un destino diametralmente opposto al suo, vite segnate irrimediabilmente da un fato avverso. E capirà che le loro azioni, giuste

frattempo il sindaco della città ha concesso i permessi per abbattere il bosco e costruire un'autostrada… Non

quello delle streghe. Sono entrambi mondi imperfetti, ma questo non limita certo le possibilità di convivenza. Le diversità non sono debolezze, bensì raffinatezze, ricchezze, risorse che rendono speciale ogni singolo individuo. Rivolgersi a un pubblico di piccoli cercando di far trasparire un messaggio e di catturare la loro attenzione non è un obiettivo semplice: il re g i s t a l o r a g g i u n g e utilizzando un linguaggio narrativo e visivo semplice e lineare, intervallato da momenti musical che strizzano l'occhio a classici Disney come Mary Poppins e Pomi d'ottone e manici di scopa.

FUCHSIA THE MINI WITCH bisogna nascondere ciò che siamo, ma imparare a esserne fieri: Fuchsia the Mini Witch, di Johan Nijenhuis, riesce a generare questa morale , questo insegnamento, mettendo a confronto due mondi differenti, quello degli uomini e

o sbagliate che siano, sono motivate dalla fame e dalla povertà. Anche se la sua permanenza nel villaggio non sarà tutta rose e fiori, Simon tornerà a casa con quella dolce malattia che si chiama Mal d'Africa. Lost in Africa, primo lungometraggio della regista Vibeke Muasya, è un romanzo di formazione e al contempo un film di impegno civile e sociale. La narrazione gioca sui contrasti e sulle opposizioni per descrivere la desolante realtà del Terzo Mondo e lo scarto di ricchezza esistente tra Nord e Sud del globo terreste. L'autrice descrive con piglio documentaristico ma partecipe la gravosa situazione dei bambini orfani nelle bidonville africane e non ha paura di denunciare la corruzione di quelli che

dovrebbero essere i paladini della legge e della legalità in Paesi già di per sé difficili da amministrare. Tuttavia, il film lascia un messaggio di ottimismo e speranza. Un

LOST IN AFRICA invito all'amore globale e alla fratellanza, sentimenti capaci di abbattere ogni differenza sociale o di razza, valori dai quali non si può prescindere se si vogliono gettare le basi per costruire un mondo migliore.

Ristorante la divina commedia

Via S. Maria a Vico trav. Fortunato - Giffoni Valle Piana (SA) - Tel. 089866124


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Ieri in concorso per le sezioni +13 e +16

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na vocazione musicale precocemente dispersa e i fantasmi della memoria scandiscono gli eventi di Wunderkinder, di Marcus O. Rosenmüller. Coppia di talentuosi musicisti, gli adolescenti ebrei Larissa e Abrascha si esibiscono nei teatri dell'Unione Sovietica, persino alla presenza di Stalin, nell'anno di grazia 1941, mentre la guerra che devasta il resto dell'Europa sembra solo un'eco lontana per via del patto di non belligeranza tra sovietici e tedeschi. La strada dei prodigiosi concertisti incrocia quella della volenterosa Hanna, coetanea tedesca caparbiamente volitiva, che si impegna per apprendere dai due il segreto del loro talento. A mettere in pericolo il rapporto tra i ragazzi è l'ingresso sovietico nella seconda guerra mondiale , e la conseguente fuga della famiglia di Hanna in una isolata baita nei boschi (con un capovolgimento di scena, i tedeschi ora sono i nemici). L'instabile scenario è

destinato di nuovo a rovesciarsi con la successiva invasione tedesca dell'Ucraina e l'introduzione delle leggi razziali che fanno di Larissa e Abrascha, con le rispettive famiglie, dei clandestini in cerca di scampo. Dramma sul talento e sulla scoperta dell'amicizia, il film esplora le ferite fisiche e morali provocate dall'insensatezza della guerra, proponendo un parziale ribaltamento delle prospettive nella rappresentazione delle persecuzioni belliche: a vivere in clandestinità questa volta è una famiglia tedesca che tenta strenuamente di sottrarsi a quelli che un tempo venivano considerati degli amici. E se lo spettro della guerra, che aleggia fin dalle prime sequenze, viene esorcizzato dalla grazia salvifica delle esecuzioni musicali, efficacemente simbolica è la scena in cui un bombardamento, interrompendo un concerto all'aperto, distrugge tra le altre

alle sopraffazioni dei soldati invasori. È il preludio al sacrificio del giovane talento musicale della coppia di protagonisti, in qualche modo anticipato dalla domanda che il perplesso Abrascha sembra rivolgere direttamente allo spettatore: «Che cosa c'entra il socialismo con la musica e la vita?».

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una Vienna mai così cupa. Se gli ingressi serali in cella sono scanditi dall'inflessibile rito della perquisizione corporale, le provvisorie liberazioni all'alba potrebbero rappresentare per il protagonista una provvidenziale tregua dalla realtà, ma il destino sembra accanirsi visto che l'unica occupazione che capita al diciannovenne è quella di impiegato nel trasporto funerario. L'attonito Roman è così obbligato a svolgere alcune penose mansioni, dal trasporto dei corpi alla sterilizzazione delle casse di zinco. Il corso degli eventi sembra subire un'imprevista svolta quando il ragazzo si imbatte nel corpo di una donna che porta il suo stesso cognome: che sia la madre che non ha mai conosciuto? Da questo

interrogativo prende avvio un'indagine privata che si alterna alle macabre sedute di lavoro, descritte con una minuzia che fa pensare ai film di Krzysztof Kieslowski. Proprio lo sguardo livido, oggettivo e distaccato della regia rende vivido e credibile l'accoppiamento detentivofunerario proposto dalla trama. I maldestri pedinamenti, i feroci confronti tra Roman e la madre reietta, e alcune improvvise schiarite nel grigiore, come l'apparizione della giovane viaggiatrice, fanno di Breathing un raggelante dramma in cui le emozioni filtrano attraverso gli spiragli che l'inesorabile, controllatissima messa in scena concede allo spettatore. E il lancinante messaggio che sembra emergere è che la vita, se subita, può diventare la vera prigione.

'esperienza carceriera spesso non concede scampo, tanto più se il rigore della detenzione viene scontato nel corso della giovinezza. È nell'asfissiante scenario dell'espiazione detentiva che si muove il protagonista del

BREATHING film Breathing, di Karl Markovics, opera prima dal passo dolente che concentra il suo sguardo sull'assorto Roman, giovane condannato in cerca di un lavoro diurno in

cose un pianoforte. Con l'incalzare degli eventi, le vicissitudini dei personaggi, ora tenere ora drammatiche, si sovrappongono ai numeri musicali, raggiungendo il climax quando una mite istitutrice di musica, spinta da un moto di ribellione, impugna una pistola per reagire

WUNDERKINDER

Gioielleria Cafaro Corso Vittorio Emanuele 15 84095 - Giffoni Valle Piana (SA) Tel. 089868373


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Ieri in concorso per la sezione +18

un incontro fatale quello tra l'adolescente rosso malpelo Remy e lo psichiatra Patrick, anch'egli pel di carota. Il primo cova dentro di sé una repressa voglia di ribellione, il secondo è un nichilista che nella ribellione e negli ideali ha perso ogni fiducia. Entrambi si sentono nel posto sbagliato al momento sbagliato, la Francia del ventunesimo secolo non è la loro casa. A causa della fulva capigliatura si autopercepiscono c o m e d u e re i e t t i c h e n o n appartengono a nessun popolo, a nessun Paese e a nessun esercito. L'uno trova il senso di sé nell'altro, e così decidono di unire le loro solitudini e di intraprendere un viaggio alla ricerca del loro posto nel mondo. Un luogo che Remy identifica con l'Irlanda, la terra dove tutti hanno la chioma rossa. Quello che dovrebbe essere un viaggio alla ricerca della libertà e di un fantomatico paradiso terrestre si trasformerà in un percorso lento, folle e

È

inesorabile verso l'autodistruzione. Our Day Will Come, il primo lungometraggio di Romain Gavras, figlio del regista CostaGavras, è un apologo fantastico (ma non troppo) sulla stretta concatenazione tra

è un'efficace metafora di ciò che è diventato il razzismo oggi e di come la consapevolezza di appartenere a una minoranza può arrivare a influenzare il proprio modo di agire e a rappresentare un fardello da sopportare per tutta la vita. Il regista si diverte a creare situazioni surreali in cui Remy e Patrick si prendono gioco di tutto e di tutti, ma le loro vendette avranno l'effimero valore di una vittoria di Pirro. Alla fine, in questa società aggressiva e violenta non si salva nessuno, e distinguere chiaramente le vittime dai carnefici è un'impresa sempre più ardua. Un film singolare e politicamente scorretto che nelle prime battute presenta una cadenza da commedia che riecheggia “Il sorpasso” di Dino Risi, per assumere gradualmente i toni di una tragedia annunciata con un finale sospeso tra “La rabbia giovane” di Terrence Malick e “Thelma & Louise” di Ridley Scott.

OUR DAY WILL COME razzismo e violenza. I due protagonisti si sentono vittime esasperate dell'intolleranza e ad essa reagiscono replicando con la formula dell'“occhio per occhio, dente per dente”, perché ogni forma di estremismo violento crea inevitabilmente reazioni della stessa natura. La diversità data dal capello rosso


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20th CENTURY FOX, I PINGUINI DI JIM CARREY I

pennuti dell'Antartide nella terra della nocciola. Miracolo del cinema e del Giffoni Film Festival che ieri sera ha offerto ai suoi giurati un'altra irresistibile anteprima. Ancora una volta la 20th Century Fox ha portato i suoi simpatici amici a Giffoni, dopo l'irruente Sansone lo scorso anno. Questa volta si è trattato de I Pinguini di Mr Popper, ovvero la commedia interpretata da un'esilarante Jim Carrey in uscita nelle sale italiane il 12 agosto. La pellicola segue le vicende di Tommy, cresciuto lontano dal padre sempre in giro per il mondo e diventato Mister Popper, un imprenditore di grande successo. Sempre impegnato nel lavoro, non ha molto tempo per i due figli, che vivono con la sua ex moglie,Amanda; abita in un lussuoso appartamento a Park Avenue, ed è sulla buona strada per diventare socio dell'azienda per cui lavora. La sua vita scorre insomma abbastanza tranquilla, fino a quando gli arriva un curioso regalo dall'anziano padre. Nella grande scatola di legno proveniente

dall'Antartide Popper trova un pinguino “surgelato” e, mentre l'uomo crede di aver ricevuto un animaletto imbalsamato, la massa di ghiaccio si scioglie e prende vita un simpatico pennuto. Neanche il tempo di decidere di rispedire l'animale al mittente, se ne vede recapitare altri

cinque. Da quel momento, la sua vita cambia radicalmente. Dopo l'ansia e la normale titubanza, Mr Popper si lega sempre più ai vivaci esserini a due zampe, anche se non è facile per lui prendersi cura di questi animaletti che gliene combinano di tutti i colori. Il suo appartamento si trasforma in un parco giochi invernale, l'affare cui lavorava da tempo va a monte, e per poco non finisce in galera. Ma saranno gli stessi pinguini pasticcioni a fargli ritrovare la felicità e riscoprire i veri valori, come quello dell'amicizia o della famiglia, validi tanto per gli animali che per gli esseri umani

Calorosa l'accoglienza nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema per il film, adattamento per il grande schermo del romanzo omonimo per ragazzi del 1938 di Florence e Richard Atwater, A dirigerlo Mark Waters (Quel pazzo venerdì, Mean Girls, Se solo fosse vero, Spiderwick – Le Cronache, La rivolta delle ex). “Ricordo di aver detto a tutti quelli con cui ho parlato che per me c'era una sola persona in grado di interpretare il protagonista: Jim Carrey – si legge nelle dichiarazioni del regista - Per fortuna, Jim ha letto la sceneggiatura e si è subito entusiasmato. Per di più, anche lui è un grande appassionato di pinguini. Jim è molto più

che un maestro dell'invenzione comica, ha anche una rara sensibilità drammatica. Quando abbiamo lavorato sulle scene più emotive, ha avuto idee buone quanto quelle che gli vengono per le scene comiche”. Carla Gugino, Ophelia Lovinbond, Philip Baker Hall,“La Signora in Giallo” Angela Lansbury ed il geniale matematico della serie tv Numb3rs David Krumholtz. Chi ha perso la doppia proiezione al Giffoni Film Festival, possono prendere appuntamento con I Pinguini di Mr Popper dal 12 agosto. Il divertimento è assicurato.


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VILLARI, RIPARTIRE DALLE ECCELLENZE COME GIFFONI

Contro la polverizzazione dei contributi e dei finanziamenti a pioggia, bisognerebbe partire dalle realtà di eccellenza, che vanno sostenute e incentivate, perché rappresentano un volano di sviluppo e di crescita dei territori”. A dichiararlo Riccardo Villari, Sottosegretario ai Beni Culturali, intervenendo ieri al Festival. “Il GFF è una realtà unica, originale, di vera, esclusiva partecipazione dei ragazzi la presenza di tanti personaggi famosi dello spettacolo, della musica e della cultura lo testimonia. Pe r G i f f o n i p a r l a n o i n u m e r i , assolutamente straordinari, la capacità di coinvolgere migliaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo e lo spessore della proposta culturale”.


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GFF E TELEFONO AZZURRO CONTRO IL CYBERBULLISMO

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iffoni Film Festival e Telefono Azzurro lottano contro il Cyberbullismo, in continuità con il tema del 2011: il “link”. Il progetto è stato illustrato ieri dal presidente della celebre Onlus con il direttore Gubitosi alla platea i ragazzi di età compresa dai 10 ai 12 anni, la fascia più sensibile al problema, che compongono a Giffoni la giuria di Elements +10. “Le scuole italiane secondarie di primo e secondo grado – ha spiegato il professore Ernesto Caffo - hanno partecipato al contest “Zac”, un concorso di storie illustrate realizzate dagli studenti per invitarli a riflettere sull'uso corretto di internet e, soprattutto, per spingerli ad immaginare una reazione positiva alla prepotenza dei coetanei in versione virtuale”. L'abuso più diffuso? «La pubblicazione di foto che ritraggono i ragazzi in contesti mortificanti – ha risposto Caffo - il lavoro vincitore del contest racconta, infatti, la storia della vita

distrutta di un bambino a causa della divulgazione di scatti imbarazzanti su internet”. Agli Elements +10 è stato poi mostrato il video montaggio elaborato dal Telefono

Technical Partners

Azzurro de “La solita storia ma...” ovvero, come una storia iniziata male tra ragazzi possa trasformarsi in una duratura amicizia. Con questo lavoro gli alunni della classe II A della Scuola secondaria di I grado ”Nicholas Green” dell'Istituto Comprensivo di Argelato (BO) si sono aggiudicati il contest. “Noi non smettiamo mai di instaurare un dialogo produttivo con i nostri giovani - evidenzia il direttore Claudio Gubitosi. Qui valorizziamo il loro senso critico e creativo con un'attenzione privilegiata al sociale per dare voce alla vera gioventù, quella che ci piace raccontare e vivere da 41 anni”.


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GLI SPETTACOLI DEL FAMILY VILLAGE

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n family village all'insegna di tutte le arti sceniche e pensato soprattutto per i bambini più piccoli. Il Giardino degli Aranci è la location degli spettacoli collaterali del Giffoni Experience. Non solo cinema dunque nella decade festivaliera, ma anche teatro di prosa e di burattini, concerti ed opere musicali ispirate ai personaggi delle favole, per offrire un ricco programma di intrattenimento a tutta la famiglia. Già apprezzatissime le proposte dei primi giorni. La Compagnia Teatro Pirata ha divertito con “Bu Bu Settete – Fammi ridere che io non ho paura”; gli studenti del Conservatorio Musicale “G Martucci” di Salerno hanno incantato con il “Viaggio nel mondo di Walt Disney” . Una fusione di emozioni e spettacolo con la “Musica oltre le Differenze” nel concerto degli studenti della Scuola di Musica “Magnificat” di Gerusalemme e la “Night for Aura: il Sociale del Giffoni Experience”. Ancora un grande successo poi, domenica, per la “Serata Dixan per la Scuola” con lo spettacolo del Teatro dell'Osso “NRG TG che però si pronuncia

Energy TG” frutto del concorso Dixan per la Scuole e il concerto della madrina Cristina D'Avena. Ieri sera il pubblico family si è lasciato ancora conquistare dal Conservatorio Martucci e le musiche di Nino Rota nella favola “Lo scoiattolo in

gamba”. Mentre stasera la scena sarà tutta per “Pulcinella e Il Mistero del Castello” liberamente tratto da un canovaccio della Commedia dell'Arte, scritto e diretto da Virginio De Matteo per Teatro Eidos. Una farsa fresca, ricca di azioni sceniche, lazzi e battute, pensata appositamente per i ragazzi eternamente divertiti dagli scherzi e dalle burle di questo simpatico personaggio. Qui, Pulcinella arrivando per caso con il Capitano Villars, in un castello disabitato, si ritrova a combattere con dei fasulli spiriti: essi altro non sono che ladruncoli in cerca di bottino. Pulcinella, finto coraggioso, scopre la sua vera arte che è quella di fuggire appena sente odore di pericolo. Sarà il Capitano Villars a sgomberare il castello dagli “spiriti” e a

liberare la bella muta prigioniera dei malviventi. Applausi certi per gli interpreti Mimmo Soricelli, Martina Iorio, Virginio De Matteo, Raffaella Mirra che ne firma anche la scenografia. Il programma del Giardino degli Aranci proseguirà ancora domani con “Quelli che…si emozionano” a cura del Laboratorio Teatrale “La Gorandola” dell'Anfass Onlus di Salerno, per concludersi giovedì con “Pulcinella e Felice Sciosciammocca, custodi del territorio!”. I due protagonisti della commedia dell'arte dei burattini di Giò Ferraiolo diventano testimonial e promotori della sana e buona cucina campana, a difesa dei prodotti unici e tipici del proprio territorio. La rappresentazione rientra in G N A M F E S T, P r o g r a m m a d i Comunicazione ed Educazione Alimentare a cura della Regione Campania – Assessorato Agricoltura.


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I CONCERTI DEL CONSERVATORIO A

nche la musica del Conservatorio “G. Mar tucci” di Salerno accompagna la 41esima edizione del Giffoni Experience. L'Istituzione scolastica musicale che, per numeri di anni e popolazione scolastica, vanta buoni titoli di prestigio, se non di primato, ha allietato in questi giorni le serate di Gala al Convento di San Francesco e al Giardino degli Aranci con un programma molto vario di performance.

Dal sax al quartetto d'archi, dal concerto per pianoforte al duo d'arpa, passando per flauti ed oboi, il Conservatorio ha dato un ricco assaggio della grande qualità dei propri musicisti e studenti, protagonisti anche di due particolari spettacoli al Giardino degli Aranci, dove hanno proposto prima un “Viaggio nel mondo di Walt Disney” e poi, ieri sera, Lo scoiattolo in gamba”, favola lirica su libretto di Edoardo De Filippo con musiche di Nino Rota. Un'opera lirica in miniatura, con arie, duetti, concertati e cori, con protagonista un piccolo scoiattolo che, non potendo rosicchiare perché ha perso i denti decide così di darsi l'arduo compito di cucinare per il Re, pur non essendone capace, in cambio di una dentiera d'oro, che ha conquistato il pubblico del family village nel Giardino degli Aranci. A dirigerla il Maestro Massimiliano Carlini, la regia di Filippo Morace, interpreti Fabiana Cozzolino, Biagio Pizzuti, Luca Staffieri con l'Orchestra e Coro del Conservatorio salernitano. In Gruppo da Camera, quartetto di flauti e canto, i membri dell'Istituzione scolastica musicale accompagneranno anche le ultime tre serate di Gala del Festival.

I musicisti presenti a Giffoni Angela Caiazza, GaetanoTortora, Emanuelo Grieco, Maddalena Calabrese, Rosanna Calabrese, Maria Filomena Cilento, Mary Maglio, Valentina Mastrangelo, Raffaella Nunziante, Giacomo Mirra, Daniele D'Andria, Sergio Caggiano, Thomas Brian Rizzo, Gennaro Cardaropoli, Federica Tranzillo, Martina Jacò, Raffaella Cardaropoli, Catello Coppola, Maria Aiello, Carmine Luigi Amabile, Francesca Paola Criscuolo Aybar, Ermanno Ferrara, Rosa Pia Genovese, Angela Del Prete, Pasquale Ambrosio, Luigi Ranieri Gargano, Lorenzo De Donato, Costabile Franciulli, Vincenzo Santoriello, Elva Morretta, Francesco De Mattia, Franco Federico, Alessandra Montuori, Patrizia De Matteo, Mario Durante, Domenico Russo, Gabriella Iorio, Luigi Maresca, Lucia Branda, Valentina Palumbo, Elena Vallebona, Riccardo Zamuner, Vincenzo Loisi, Kristina Kulish, Giovanni Liguori, Antonio Amato, Francesco Di Domenico, Paolo Maria Silvestri, Alessandra Della Croce, Emma Rispoli, Biagio Pizzuti, Carla Esposito, Antonino De Rosa, Lucia Di Vece, Antonella Cariello, Ornella Sgroi,Vincenzo Tagliaferri, Claudi junior De Rosa, Federica D'Elia, Camilla D'Arco, Caterina Villari, Maria Filomena Cilento, Catello Coppola, Maria Aiello, Carmine Luigi Amabile, Francesca Paola Criscuolo Aybar, Ermanno Ferrara, Rosa Pia Genovese, Angela Del Prete, Raffaella Nunziante.


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MUKKO PALLINO, UNA VETRINA DEL GFF

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n Link tutto speciale quello tra il Giffoni Experience e Mukko Pallino. Il format, riconfermato per il secondo anno tra le vetrine ufficiali del festival con un'area speciale alla Cittadella, il Mukko Pallino Village, ha ricevuto ieri un'ulteriore attestazione di stima ed amicizia da parte del Festival. Al suo ideatore, Dario Nuzzo, Art Director della DD Enter, il direttore Claudio Gubitosi ha consegnato un premio al merito: un segno di ringraziamento del lavoro di qualità che viene svolto, e che dona un importante valore aggiunto in termini di comunicazione al festival, e di riconoscimento al merito di un ragazzo

che Gubitosi stesso ha definito “l'espressione del festival”.

Nell'Arena Sordi, alla presenza dei tanti piccoli Elements +6, Gubitosi ha ricordato

il passato di giurato al festival di Dario Nuzzo, sottolineando le capacità di un giovane che è cresciuto con un'idea e l'ha realizzata, diventando l'ideatore di un programma che ad ora “è visto in tutta Italia, è esportato in Europa e che il Moige vede e premia per la qualità e per come vi rispetta nel fare questo programma” . Evidente l'emozione di Dario Nuzzo nel ricevere il premio portato dai uno dei piccoli presenti in sala e tanta anche l'allegria dei bambini che ha accompagnato la cerimonia accanto all'immancabile Mukkotto e all'animazione di Mukko House.


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SOCCORSO AMICO AL SERVIZIO DI TUTTI

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n'oasi per le emergenze sanitarie, una squadra di medici e infermieri al servizio volontario degli ospiti del Festival. È il “Soccorso amico” accolto nella Cittadella del Cinema per fronteggiare le emergenze e garantire la copertura delle esigenze mediche degli ospiti e dei giurati del Giffoni Film Festival. Motociclette, un'ambulanza, un angolo colorato trasformato in un ambulatorio fornito di tutti gli strumenti di un vero pronto soccorso. “La nostra è un'associazione di volontari tra medici e infermieri nata nel 1973 con l'intento di offrire ai pazienti una valida e gratuita assistenza proposta direttamente sulla strada”, spiega Lina Marmo, responsabile del punto di ricezione sanitaria giffoniano. “Siamo un centinaio solo a Salerno, felici di essere presenti da quest'anno al GFF. Speriamo di stringere una collaborazione duratura perché i ragazzi in questi giorni ci hanno visto come un riferimento valido e si è creata da subito una sinergia efficace che ci auguriamo di conservare in futuro

anche per le prossime edizioni”. Dieci i medici dell'eccezionale team, diretto dal dottore Pippo Satriano, presenti in forma volontaria a Giffoni: Francesco D'Addino, Giuseppe De Nicola, Ugo Russomando, Giuseppe De Cataldis, Luisa Vitiello, Maytè Lao-Martinez, Francesca Sguazzo, Paola Marotta, Ferdinando Ferrara, Nicolino Fortunato”.

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L’INAIL PROMUOVE LA CULTURA DELLA SICUREZZA

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’INAIL – Direzione Regionale per la Campania, in collaborazione con la Sede INAIL di Salerno ha sottoscritto un Protocollo d’intesa con il Giffoni Film Festival per realizzare congiuntamente progetti rivolti ai giovani finalizzati alla promozione della cultura della sicurezza negli ambienti di vita, casa, lavoro. L’Istituto è presente alla 41esima edizione del Giffoni Film Festival, con uno spazio espositivo “dedicato”, all’intero del quale saranno realizzate una serie di attività tra cui spazi informativi e laboratori ludicodidattici dedicati ai ragazzi e alle famiglie. A partire dal mese di settembre, tutte le scuole primarie della Campania saranno invitate a partecipare al progetto “Safe School – A scuola di sicurezza” realizzato in collaborazione con il Giffoni Experience, che consiste nella realizzazione di

uno storyboard (soggetto) per uno spot sociale sulla sicurezza. Gli studenti, organizzati in gruppi di lavoro, utilizzando gli strumenti didattici ed editoriali messi loro a disposizione, dovranno elaborare una proposta creativa per uno spot sociale della durata di 30”. Gli elaborati saranno sottoposti al giudizio di una Commissione composta da esperti del Giffoni Experience e funzionari dell’INAIL. Tra tutti i lavori saranno selezionati i migliori dieci e, tra essi, i primi tre che vedranno realizzata la propria idea concretamente da una troupe del Giffoni Film Festival. Nel mese di Marzo 2012 il Giffoni Film Festival organizzerà, una giornata dedicata alla premiazione dei vincitori del concorso. Saranno ospitati i 10 finalisti, proiettati gli spot realizzati e i tre vincitori riceveranno il premio alla presenza degli organi istituzionali

dell’INAIL e del Giffoni Film Festival. “La partnership con il Giffoni – ha commentato Emidio Silenzi, Direttore Regionale INAIL Campania,“si inserisce in un più ampio progetto, che l’INAIL Campania già da diversi sta attuando in regione , di diffusione e promozione della cultura della prevenzione , nella convinzione che prima del rispetto delle regole è importante il cambio di mentalità delle nuove generazioni, da costruire prima dell’ingresso nel mondo del lavoro. Ecco perché ci rivolgiamo ai giovani, lavoratori e datori di lavoro di domani, coinvolgendo il mondo della cultura, della ricerca e della scuola”.


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PRESENTATO “UN SUPEREROE IN AFFIDO”

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l cortometraggio Un Supereoe in Affido nasce dalla collaborazione tra l'Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni (ICMA), prestigiosa Accademia cinematografica lombarda e istituzioni ed enti territoriali (in primis l'Amministrazione Comunale di Busto Arsizio e la Fondazione Cariplo) sul tema dell'Affido Familiare all'interno del Progetto “Una Famiglia per Crescere”. L'istituto dell'affido familiare consiste nell'accogliere un minore, per un periodo determinato di tempo, da parte di famiglie o persone singole, qualora il nucleo familiare d'origine dello stesso stia attraversando un momento di difficoltà

che non consenta ai genitori di occuparsi di lui adeguatamente. La Fondazione Cariplo cofinanzia Il Progetto “Una Famiglia Per Crescere” insieme all'Amministrazione Comunale di Busto Arsizio (ente capofila attraverso l'Assessorato alla Famiglia) ed a soggetti partner quali La Provincia Di Varese, il “CAM”, la cooperativa “Stripes”, la cooperativa “l'Abbraccio”. La realizzazione di un film breve di fiction che fosse anche veicolo di comunicazione su questo importante progetto, è stato ritenuto soluzione vincente, anche considerando che la lavorazione ha coinvolto oltre ad alcuni professionisti,

numerosi giovani studenti accademici dell'ICMA in ruoli tecnici e artistici. La presenza di un film come “Un Supereroe in Affido” al Giffoni Film Festival 2011, con una programmazione come evento speciale fuori concorso, sottolinea il successo di una iniziativa di grande importanza: comunicare in maniera efficace cosa sia l'Affido Familiare.


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Media Partner

I mille colori di Giffoni


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RAIZ, L’ANIMA MIGRANTE

Tra Parigi, Casablanca e il niente: c´è un nuovo Raiz per le strade del suono, un artista rinnovato e con le idee chiare sulla propria direzione musicale. Come la Mahavishnu Orchestra di un celebre disco degli anni Settanta ("Between nothingness and eternity") il cantante napoletano ha fatto la propria scelta di campo. "Ya!" è il manifesto di un corso rinnovato, il precipitato di una ibridazione totale, frutto di una contaminazione continua, espressione dell´Italia multietnica in cui siamo immersi. Le dieci tracce nascono dall´esigenza di Raiz di far incontrare due tipi di sensibilità musicale: quella legata agli esperimenti sulla musica mediterranea (messi a punto negli ultimi anni con la complicità dei Radicanto) e l'amore per l'elettronica e la dance music. Di qui la collaborazione con i Planet Funk: un matrimonio necessario e allo stesso tempo meditato, voluto; un incontro tra anime diverse al servizio di un progetto esistenziale oltre che artistico. Ai piedi della collina di Posillipo Gigi Canu, Sergio Della Monica e Sandro Sommella hanno prodotto un disco pieno di chitarre, oud ed elettronica, di emozioni e di desideri realizzati, cantato in inglese, ebraico, napoletano e italiano, utilizzati come punti cardinali, una bussola per orientarsi in uno scenario internazionale e allo stesso tempo locale. "Ya!" ha diversi piani di lettura, a cominciare dal significato del titolo, una abbreviazione dell'esortazione araboebraica "Yalla!" che in napoletano ha il medesimo suono e significato. Fonde tradizione e modernità, la dance contaminata dei Planet Funk e i suoni del Mediterraneo e del Medio Oriente, le radici partenopee e le fibrillazioni che attraversano l´attuale panorama europeo. "Full of love" non solo è il primo singolo

dell´album, ma è anche la fotografia di come si possa incrociare Giamaica e Oriente in un solo colpo, elogio della leggerezza e sinergia sonora. Raiz vi canta come una stella del pop senza dimenticare il proprio passato musicale. Degli Almamegretta e dell´epopea dei "Figli di Annibale" vi è qualche flebile traccia, ma il cantante oggi è altrove, a caccia di altre sensazioni. "´A Rosa" profuma di Sahara e di Gerusalemme, una moderna canzone mediterranea, cover di un motivo israeliano. "Domani, domani, domani" parla di tempo e di scelte ed è un altro incrocio tra le vie della melodia sixty oriented e una ritmica accattivante. Raiz esplora tutti gli itinerari possibili che la sua tavolozza musicale gli consente: "Ya!" mette insieme la club culture dei Planet Funk, il napoletano e la fascinazione araba; "One Blood" è la rilettura in bello stile dell´omonimo brano di Junior Reid. L´ascolto dell´album scorre come un passaggio da Occidente e Oriente e viceversa. "Yalda Sheli" e "Ki eshmera Shabbat" sono la storia di un soldato lontano dai suoi affetti e un canto tradizionale ebraico, testimonianza di un legame personale e profondo per uno dei luoghi più importanti e contraddittori del nostro presente. Tra le pieghe dell´anima scavano "Rinasco più in là" e "Pecché", struggenti melodie d´amore lanciate nel deserto della metropoli. Il finale ha il cuore antico di una poesia di Salvatore Palomba messa in note da Raiz: "Nu filo d´erba e `o mare" è il brano più inquietante della collezione,

parlato più che cantato su una base dub. E paradossalmente siamo di fronte a una promessa di speranza. Raiz canta la rinascita dalle cose semplici. Il suo "(Just like) Starting over" riparte da elementi

primari, un filo d´erba e il mare. Un ritorno alla terra, una sorta di ri-alfabetizzazione umana che parte dal riconoscimento della natura, dai sensi, dall´amore per il mondo che ci circonda. Come in "2001 Odissea nello Spazio" il viaggio di Raiz termina da dove è cominciato. Il cerchio si conclude e trova ragion d´essere alla radice delle cose. Un eterno ritorno post moderno.


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DAILY 2011 - Martedì 19 Luglio 2011  
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