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DOMENICA 28 LUGLIO 2019 • ANNO 10 - NUMERO 10

Giffoni Opportunity

È già domani


Giffoni, è già l’edizione 50 Gubitosi: “Siamo un grande progetto culturale Inviteremo il presidente Mattarella”

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Si chiude l’era Experience, nasce Opportunity Per il 2020 si prevede il ritorno di Meryl Streep Saranno attivati i corsi di sceneggiatura e animazione Giffoni mi fa effetto la libertà che abbiamo di poter dire quello che pensiamo”. “Sono per la prima volta a Giffoni – ha detto Francesca Marra +13 – con quest’esperienza credo di poter cambiare il mondo perché sono cambiata io stessa, qui ho trovato la nuova versione della mia persona. Qui a Giffoni sono semplicemente Francesca e posso parlare. Una sensazione mai provata fino ad ora ed è bellissimo”. “Quest’anno – ha dichiarato la giurata Marta Apicella – è stata

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Siamo nei cinquant’anni di Giffoni. Lo ha annunciato il direttore Claudio Gubitosi nella tradizionale conferenza di chiusura che si è tenuta questo pomeriggio presso la Multimedia Valley. A precederlo le testimonianze autentiche ed intense di jurors e masterclassers. “Giffoni – ha dichiarato Giovanni Cioffi, masterclass Connect – è un posto che amo definire la piazza del mondo perché qui non conta da dove vieni, quale sia il tuo colore della pelle, che partito voti, qui fai parte di un’esperienza unica. Di

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fantastica la selezione dei film, davvero innovativa. Tutto questo fa di Giffoni qualcosa di essenziale. Direi che qui c’è il meraviglioso mondo di Giffoni che palpita per noi”. Le fa eco Giorgio Lo Mastro, giurato di Generator +13: “Molto spesso – ha detto – diamo per scontato questo festival, con tutte le opportunità che ci vengono date, ma non è così. Non conosco altro posto in cui questo è possibile. È un’esperienza straordinaria e questo ce lo dobbiamo ricordare sempre”.


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“Non finirò mai di ringraziare Gubitosi – ha dichiarato Rosaria Spinello della Connect – lui è l’esempio che dobbiamo seguire. Grazie per avermi dato la possibilità di cambiare me stessa e di aprirmi sia con la mente che con il cuore”. “Amo definire Giffoni una casa della fragilità – ha detto Nico Tripodi, masterclasser della Connect – Oggi non è facile essere fragili. Giffoni mi ha insegnato a mostrarmi fragile. Non so dove mi porterà questa cosa, ma sono certo che sarà un percorso giusto. Giffoni è un privilegio e può davvero cambiare il mondo. Se metabolizzerò questa esperienza, la potrò mettere al servizio di tutti voi. Giffoni mi ha insegnato che essere calpestati non è sempre una cosa brutta perché l’erba calpestata diventa un sentiero”. Carico delle emozioni trasmesse dai ragazzi l’intervento del direttore Claudio Gubitosi che ha proposto una serie di bilanci diversi dell’edizione che si chiude e di quella che si apre che sarà speciale perché è quella del cinquantennale. “In questi giorni – ha detto – ho compreso come ci sia sete di emozioni. Alla fine Giffoni fa una piccola parte di quello che nel mondo si deve fare, ma più di quello che abbiamo fatto non si può. D’altronde strafare nelle emozioni non serve a niente. So che ci sarà un’assenza di Giffoni, una mancanza, ma questo ci aiuterà a comprendere ancora di più il senso di Giffoni”. Prime pillole della prossima edizione. Si parte dal tema: “In questi anni ho pensato alla trilogia degli elementi – ha spiegato – con Acqua, Aria e Terra. L’anno scorso abbiamo avuto l’acqua, perché come Giffoni è limpida e tutti vogliono dissetarsi in un mondo che non sembra più essere capace di farlo; quest’anno abbiamo avuto l’aria fresca e pulita come fresca e pulita è l’aria di Giffoni. E poi il pianeta, la terra perché avete adottato Giffoni come vostro pianeta”. Parte così la lunga corsa del cinquantennale: “Oggi – ha illustrato

l’ideatore ed il direttore di Giffoni – dopo aver detto l’ultima parola che chiuderà questa edizione, saremo già nel nostro primo mezzo secolo. Giffoni è un progetto culturale italiano. Con Giffoni abbiamo messo la Campania al centro del mondo. Dobbiamo andare oltre e difendere quello che abbiamo. Siamo consapevoli che quello che abbiamo lo dobbiamo trasferire nel 28 Luglio 2019

mondo perché abbiamo come un obbligo, una responsabilità verso il mondo, per fare in modo che il pianeta possa generare altri Giffoni”. Il bilancio. Quello sociale: “Bellezza: questo – ha aggiunto – è il termine esatto di quello che provo ora. L’Italia si salverà se saprà ascoltare i ragazzi e se sapremo dare loro prospettive di vita. Un Paese vero, un Paese che


comunicatori, musica, street, tutti insieme ai cittadini di Giffoni e di tutta l’area, un senso di comunità che non si registra da nessuna parte. A Giffoni lavorano cento persone in maniera fissa, durante il festival ci sono 550 contratti di collaborazione, poi i 12mila cittadini di Giffoni cui si aggiungono quelli dell’area limitrofe per un totale di 125mila persone. Tutti impegnati per Giffoni”. Il bilancio umano: “Ho visto tanti genitori in giro in questi giorni – ha continuato Gubitosi – E li ho visti felici. È successo qualcosa di molto

ma anche difendere e proteggere perché i Giffoners sono milioni. Quali sono le parole che emergono sempre, parlando di Giffoni? Sono stupore, meraviglia e l’espressione ‘non immaginavo’. Speriamo che continuino ad esserci sempre stupore e meraviglia”. Ed ecco le prime novità sull’edizione 2020: “La prossima edizione – ha anticipato – si terrà dal 16 al 25 luglio del 2020 e sarà preceduta da quattro tappe in Italia: Sicilia, Calabria, Sardegna e Veneto con i tanti progetti che realizziamo con il Miur ed il Mibac. Presto incontrerò

è rivoluzionario, rivoluzioniamo il sistema culturale italiano e ognuno faccia di più per il proprio Giffoni. In maniera da essere plastic free in testa”. Poi i numeri dell’edizione che sta per chiudersi: “In questi giorni – ha detto – abbiamo avuto 350mila presenze e tutti hanno avuto modo di muoversi in totale libertà. Abbiamo fatto centinaia di incontri, i nostri social sono alle stelle, anzi sulla luna, ma c’è un senso di comunità, il senso di una comunità felice, una comunità fatta di produzione distribuzione, aziende partecipanti, talenti innovatori, istituzioni,

bello. C’è un’energia che non ho mai visto”. Poi il bilancio economico: “Giffoni merita e chiediamo molto di più – ha spiegato – perché investire su Giffoni fa bene al Pil e alla salute. Per ogni milione di euro di risorse pubbliche investite per Giffoni, restituiamo 2,8 milioni di euro alla comunità locale”. I bilanci si chiudono e si guarda avanti: “Abbiamo molti bilanci qui a Giffoni. Questa – ha detto il direttore – è stata una delle edizioni più difficili perché ho voluto che fosse il ponte tra i 49 ed i 50 anni. Ma so che Giffoni sta in buone mani, mani pulite, che lo faranno crescere

il presidente della Regione, De Luca, perché Giffoni è un orgoglio nazionale ma è anche un super orgoglio campano. Inviteremo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lo faremo a modo nostro, chiedendogli di ricevere una delegazione di ragazzi. E poi andrò a Bruxelles perché possa esserci il Commissario Europeo alla Cultura insieme al presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli”. Una parata di stelle? Gubitosi pensa a ritorni di grandissimo prestigio: “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di far tornare per il cinquantenario del

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ha una sua identità nazionale, deve difendere i propri giovani. Solo così potremo fermare la fuga verso l’estero delle nostre intelligenze. Qui a Giffoni le emozioni sono vere e sono pubbliche. Giffoni è rivoluzionario perché contribuisce a porre le basi per una società felice». E Giffoni è autentico, secondo Gubitosi, che lo ha voluto spiegare con una metafora di grande attualità: “Giffoni – ha affermato – è plastic free. È una espressione che voglio usare per quegli eventi di ‘plastica’che a volte si vedono in giro, quegli eventi invisibili, e se Giffoni

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Giffoni”. Ha concluso la conferenza l’intervento del Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni culturali con delega al cinema, Lucia Borgonzoni: “L’anno scorso – ha detto – sono stata letteralmente travolta dall’emozione e dall’energia di Giffoni. Qui i ragazzi non vengono usati come accade altrove. Qui i ragazzi hanno una loro centralità. Ritengo che il Mibac debba sostenere e aiutare il più possibile Giffoni. Per i cinquant’anni presentate un progetto speciale, lo sosterremo certamente. Perché i cinquant’anni saranno un modo per raccontare Giffoni ancora di più e ancora meglio, raccontare questo evento che nasce da un’idea geniale di un ragazzo che ha voluto cambiare tutto quello che aveva intorno e che oggi vuole dare questa possibilità ad altri giovani. Abbiamo in mente di fare qualcosa di costruttivo e di solido. E abbiamo pensato di avere qui alcuni indirizzi della Scuola Sperimentale di Cinema, in particolare sceneggiatura ed animazione. Ormai per questo progetto siamo nella fase di firma. Teniamoci in contatto, lo dico ai ragazzi, anche attraverso Giffoni, perché le idee migliori spesso vengono dalle persone che sono meno ascoltate e che qui hanno la possibilità di far sentire la propria voce”.

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Siamo, perciò, ad una fine ma, al tempo stesso, di fronte ad un inizio che si preannuncia esplosivo: “Stasera – ha concluso il direttore Gubitosi – salutiamo Expercience. Nel 2009 ha sostituito ‘Film Festival’ che mi stava stretto. Experience ha vissuto dieci anni meravigliosi. Lo saluteremo oggi alle 21.10 ed entreremo nel mondo di Giffoni Opportunity”. Emozionato il presidente di Giffoni Experience, Piero Rinaldi: “Ci sentiamo addosso una grande responsabilità perché i giovani dobbiamo accompagnarli e dare loro una opportunità. A nome di tutto il team ringrazio le istituzioni, tutti coloro che hanno testimoniato la loro vicinanza con la loro presenza. Grazie Claudio ed un in bocca al lupo per i 50 anni di

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Festival i grandi talenti che hanno segnato la storia di Giffoni, uno al giorno insieme a uno giovane. Penso a Meryl Streep e a Roberto Benigni. Vedremo di convincere Robert De Niro che è stato da noi nel 1983”. Ancora qualche novità: “Senza dubbio – ha continuato – avremo più giurati. Il minimo è averne 6500. E quindi dovremo avere una nuova sala temporanea. E dovremo mettere in campo nuove masterclass. Giffoni, poi, è la Multimedia Valley, è la Cittadella, ma è anche Giffoni Sei Casali o Montecorvino Rovella che hanno strutture bellissime da utilizzare in maniera da far crescere il territorio. Il progetto speciale che presenteremo al Mibac punterà sui cinquanta ambasciatori che abbiamo nominato quest’anno che potranno portare Giffoni in tutte le città italiane, un esempio di politica che parte dal basso. Come quasi mai accade”. Andare oltre l’evento e dare vita a prospettive occupazionali, Giffoni c’è: “Il progetto della Scuola Sperimentale di Cinema – ha aggiunto – con corsi di sceneggiatura ed animazione. L’obiettivo è di avere in due anni trecento giovani che lavorano qui a Giffoni. Partiremo da un racconto della nostra Regione, dalle Streghe di Benevento. È solo ai giovani che va il mio pensiero, alla possibilità di dare loro una prospettiva”.


Il direttore ai masterclassers: “Siete il corpo e il cuore di Giffoni” in cui starete tutti uniti”. E non poche proposte arrivano dai giffoners della Masterclass Connect, come “lavorare per obiettivi per realizzare qualcosa di concreto da presentare alla fine”, ma anche “avere più spazio di confronto tra di noi, concentrarci sugli incontri, rielaborarli perché il genio per noi si sostituisce con il lavoro in team”, chiedono i giffoners. Spazio, nell’incontro di saluto tra Gubitosi e le Masterclass, a progetti futuri e futuristici, ad ambizioni e speranze: “L’unica cosa che si deve sempre fare è non pensare a quello che si è già fatto”, afferma il direttore rispondendo alla domanda di un masterclasser. E immagina il Festival tra dieci anni: “Con Giffoni

“Giffoni non finisce, questa è solo una pausa”. E, tracciando un bilancio del Festival 2019, riserva un po’ di sorprese. “Mediterò molto sulle masterclass del 2019-2020. Nel senso– spiega il direttore - che è probabile che ci vedremo ancora per tre o quattro volte, prima che l’anno finisca, per continuare il nostro percorso”. E annuncia: “L’anno prossimo le masterclass saranno diverse”. L’obiettivo è “favorire le contaminazioni dei vari linguaggi, perché – sottolinea - non mi piace questa settorializzazione. Vorrei creare momenti

Opportunity mischiato a Experience credo che Giffoni diventerà uno dei luoghi da visitare, perché su Giffoni sarà fatta anche una serie” sorride, ripensando alla proposta lanciata al direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta. In attesa (e nella speranza) della serie tv, non manca la foto di gruppo sulle gradinate della Sala Galileo. L’istantanea dell’Experience che sta per trasformarsi in Opportunity. E dell’edizione del Giffoni Film Festival numero 49 che sta per cedere il passo all’edizione numero 50.

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“Tutte le masterclass sono parte del corpo e del cuore di Giffoni”. E sono pure nel cuore di Claudio Gubitosi come Claudio Gubitosi è nel cuore dei masterclassers. Che ci sono tutti – dalla Cult alla Connect, dalla Music alla Eco - e lo accolgono, al suo ingresso in Sala Galileo, con applausi e acclamazioni. Più che una masterclass, l’incontro tra il direttore di Giffoni Experience e i giffoners è un momento fatto di confronto e di proposte, di richieste e di progetti, di auspici e di promesse, di sorrisi, ringraziamenti e malinconia. E, soprattutto, di voglia di andare avanti e crescere insieme. “Non parlate di fine”, rassicura Gubitosi rivolgendosi ai masterclassers già nostalgici.

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LA SEMPLICITÀ DI UN’IDEA E I LIBRI SI TRASFORMANO PAGINA DOPO PAGINA TRA LE MANI DI CHI LI LEGGE...

Vieni a giocare con i libri di tullet a Giffoni Film Festival dal 19 al 27 luglio 2019


I lungometraggi che hanno vinto il #Giffoni2019: un viaggio tra coraggio, immaginazione e riscatto

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Storie che guardano al presente con sensibilità e profondità

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L’amore per il cinema nasce da piccoli. Nel buio della sala è facile lasciarsi incantare da storie, a volte lontane dalla nostra quotidianità e capaci di offrirci un punto di vista nuovo sul mondo, altre così intime ed emozionanti da farci scoprire qualcosa di nuovo anche su noi stessi. Un sentimento destinato a durare, che resta cucito addosso con gli anni, esattamente com’è successo ai 6200 jurors del Giffoni 2019. È la voglia di scoperta, confronto, dialogo, crescita e messa in discussione di ogni sicurezza acquisita a far ritrovare migliaia di ragazzi, ogni anno, per scegliere i film più profondi e capaci di lasciare un segno. Si chiude la 49esima edizione del Festival – dando appuntamento al 2020, anno del 50ennale – ma non si ferma la voglia di stare insieme e di premiare, dopo giorni intensi tra proiezioni e dibattiti, i sei lungometraggi vincitori del Gryphon Award 2019. Una selezione appassionata che ha messo a confronto oltre 100 opere in concorso, tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, scelti tra 4100 produzioni (provenienti da tutta Europa ma anche da Giappone, Corea del Sud, Iran, Canada e Stati Uniti) ricevute in preselezione. È il coraggio di ROCCA CHANGES THE WORLD di Katja Benrath (Germania, 2019), distribuzione internazionale Beta Cinema, ad aver stregato gli Elements +6. Rocca vive da sola in una grande casa: impavida e piena di curiosità, trova in Caspar un amico insolito che si rivelerà il prepotente della classe, ma la cosa più importante per la bambina è conquistare il cuore di sua nonna. Non hanno avuto dubbi sulla scelta del vincitore gli Elements + 10 la cui scelta è ricaduta su TEACHER di Siddharth Malhotra (India, 2018), distribuzione internazionale Yash Raj Films. Nell’opera incontriamo Naina Mathur, un’aspirante 28 Luglio 2019


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insegnante affetta dalla sindrome di Tourette. Dopo diversi colloqui e numerosi rifiuti, ottiene il lavoro dei suoi sogni come insegnante a tempo pieno in una delle scuole più esclusive della città. Tuttavia, comprende presto che all’interno della sua classe ci sono studenti che le daranno problemi. I Generator +13, invece, hanno incoronato BLINDED BY THE LIGHT by Gurinder Chadha (UK/Regno Unito). Una storia di coraggio, amore, speranza e famiglia, intrisa della capacità che ha la musica di sollevare lo spirito umano. La regista è nota al pubblico per Sognando Beckham. Il lungometraggio, nelle sale italiane a partire dal 29 agosto distribuito in Italia da Warner Bros. Pictures, racconta di Javed, un adolescente britannico di origine pakistana, che vive nella città di Luton, in Inghilterra, nel 1987. Nel tumultuoso clima razziale ed economico dell’epoca, Javed scrive poesie per sfuggire all’intolleranza della città natale e all’inflessibilità del padre tradizionalista ma, quando un compagno di classe lo introduce alla musica di Bruce Springsteen, il ragazzo trova nei potenti testi del cantautore dei parallelismi con la sua vita e comincia a trovare il coraggio di esprimersi con la sua voce. A prediligere GIANT LITTLE ONES di Keith Behrman (Canada, 2018), distribuzione internazionale Mongrel International, invece, sono stati i Generator +16. Franky Winter e Ballas Kohl sono amici fin dall’infanzia. Rappresentano l’élite del liceo: belli, star della squadra di nuoto e popolari con le ragazze, vivono una perfetta vita da adolescenti, fino alla memorabile festa del diciassettesimo compleanno di Franky, quando entrambi vengono coinvolti in un incidente che cambierà le loro vite per sempre. A metà tra immaginazione e realtà l’opera scelta dai Generator +18, THE PLACE OF NO WORDS di Mark Webber (USA, 2019), distribuzione internazionale Wide Awake Cinema. Protagonista è Bodhi Palmer e la sua famiglia. Al centro del film il modo in cui affrontiamo la morte e l’amore, le risate e il dolore, raccontato attraverso gli occhi di un padre e di suo figlio.Il vincitore per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è IN THE NAME OF YOUR DAUGHTER di Giselle Portenier (Canada/Tanzania/ Regno Unito, 2018), distribuzione internazionale DR TV. Rosie Makore è scappata dalla sua casa nel nord della Tanzania per salvarsi dall’infibulazione e dal matrimonio che i genitori hanno pianificato per lei. Ad aiutarla è Rhobi Samwelly, una delle donne più carismatiche d’Africa, che accoglie ragazze di ogni religione in una casa rifugio e gira per le campagne per combattere questa tradizione millenaria


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Generator +16 GIANT LITTLE ONES Canada 2018

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Gex Doc IN THE NAME OF YOUR DAUGHTER Regno Unito 2018

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I cortometraggi che hanno conquistato i giurati Un inno all’integrazione e alla bellezza della differenza

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I giurati della 49esima edizione del Giffoni Film Festival, attraverso i premi assegnati ai cortometraggi, hanno scelto un messaggio forte e chiaro: nessun confine geografico, nessun pregiudizio, nessuna differenza può limitare il confronto tra culture, realtà ed esistenze diverse. Il primo a essere premiato con il Gryphon Award è THE MOST MAGNIFICENT THING di Arna Selznick (Canada) per gli Elements +3, storia di una bambina determinata e caparbia che, nonostante la giovane età, è decisa a costruire, contro ogni pregiudizio, qualcosa di grandioso. Il film è tratto da un libro di Ashley Spires, edito in Italia da Erickson con il titolo La cosa più grandiosa. Il valore della diversità è, invece, il messaggio scelto dagliElements +6 con ZIBILLA di Isabelle Favez (Svizzera). Protagonista una zebra, diversa e discriminata in un paese di magnifici cavallini. Ma un’eccitante avventura, condivisa con i suoi compagni, e l’incontro con un leone selvaggio farà capire a tutti il vero valore della piccola Zibilla. È del regista italiano Salvatore Allocca THE SCHOOL TRIP, il cortometraggio scelto dagli Elements +10. Megalie, 14 anni, è figlia di genitori immigrati dal Senegal ma è nata e cresciuta in Italia. La ragazza ha un sogno: andare in gita a Parigi con i suoi compagni tra i quali Marco, il ragazzo che ama. A distruggere l’illusione c’è però la burocrazia. Per i Generator +18 il corto vincitore è SONG SPARROW di Farzaneh Omidvarnia (Danimarca). Persone di diverso colore, razza e cultura, vecchi e giovani, intraprendono viaggi alla ricerca di un luogo sicuro in cui vivere. Troppo spesso, come racconta il corto tratto da una storia vera accaduta in Austria nell’agosto 2015, questo percorso si trasforma in una discesa all’inferno.

Doppia premiazione per Parental Experience. La competizione internazionale ha visto la vittoria di SKIN di Guy Nattiv (USA), già premiato con l’Oscar ® come Miglior

vince BROTHER di Beppe Tufarulo. Quando sono costretti a separarsi, Ali, un bambino di 10 anni, e suo fratello Mohammed, 18 anni, sono già in viaggio da molto tempo. Tre

Cortometraggio lo scorso febbraio. Nel piccolo supermercato di una cittadina operaia, un uomo di colore sorride a un ragazzino bianco di 10 anni mentre sono in fila alla cassa. Questo innocuo episodio scatena una serie di drammatici eventi che avranno uno scioccante epilogo. Mentre per la competizione nazionale di Parental Experience

anni prima, una bomba ha distrutto la loro casa a Kabul e ucciso i loro genitori. Una scelta, dunque, che rivela, ancora una volta, la natura profonda del Giffoni: un luogo aperto ai pensieri, ai sogni e alle aspettative - multiformi e differenti - di giovani provenienti da tutto il mondo, insomma un posto che ogni giffoner può chiamare casa.

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Elements +3 THE MOST MAGNIFICENT THING Canada 2018

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ZIBILLA Svizzera 2019

Elements +10 THE SCHOOL TRIP Italia 2018

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Parental Experience INTERNATIONAL COMPETITION SKIN USA 2018

Parental Experience NATIONAL COMPETITION BROTHER Italia 2019 28 Luglio 2019


Quando entra in scena ha un solo obiettivo: conquistare tutti. Venere aria 15 49a edizione

Calia Italia è la tua comfort experience al Giffoni Film Festival 28 Luglio 2019La Valle, 75100 Matera MT caliaitalia.com I Contrada Serritello


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Filippo Nigro ai ragazzi: “L’odio nasce dall’ignoranza Ci vorrebbe un Giffoni anche per gli adulti”

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“I valori importanti si respirano in famiglia: spesso l’odio contagioso di questi tempi nasce, ahimè, dall’ignoranza. Forse sì, ci vorrebbe un Giffoni anche per gli adulti”: Filippo Nigro incontra masterclassers e jurors nella giornata conclusiva della 49esima edizione. Nessun tono apocalittico, né sfiduciato nei confronti del futuro che attende i ragazzi: “Essere giovani oggi è una figata! Non guardiamo solo al peggio e non demonizziamo le nuove tecnologie: tra cellulari e digitali, chi vuole esprimere la propria creatività ha mezzi straordinari per farlo”. Un modello senza dubbio per i Giffoners che possono spaziare con lui dal cinema al teatro, dalle serie tv ai videoclip. L’attenzione è rivolta soprattutto all’ultimo film di Ferzan Ozpetek, La Dea Fortuna, in uscita al cinema il 28 novembre 2019 distribuito da Warner Bros., che vede nel cast altri due ospiti di #Giffoni2019, Stefano Accorsi e Edoardo Leo, e nel quale interpreta un uomo in crisi con il compagno dopo l’arrivo di due figli. “ Famiglia è dove c’è amore e questo film lo ribadisce. Ho accettato il ruolo praticamente al buio, ancor prima di leggere il copione: di Ferzan mi fido. Dopo Le Fate Ignoranti e La Finestra di Fronte, tornare sul set con lui è stato un tuffo nel passato”. Tanti ruoli tutti diversi. Tra gli ultimi quello di Cinaglia in Suburra, di cui stanno per partire le riprese della terza stagione ma di cui non sa nulla. “L’unica cosa che so e che saranno 6 puntate e non 8. Chissà, potrei anche morire nella prima puntata...”. Un personaggio affascinante da interpretare, di quelli che preferisce: “L’ho temuto molto all’inizio, ma di lui mi piacciono le sfumature: è un uomo pavido e nello stesso tempo coraggioso, disgustoso per alcuni versi e affascinante per altri. Un cattivo non piatto, un uomo normale che si trasforma per non impazzire e non soccombere a quel che lo circonda, che poi è quello che fa ciascuno di noi tutti i giorni”. Come i ragazzi è appassionato di serialità: “Ho iniziato a vedere Game of Thrones quando è iniziata l’ultima stagione: l’ho recuperata in pochissimi giorni. Mi ha rapito. Se mi sarebbe piaciuto farla? Certo! Sai che figata cavalcare un drago!”, magari come quello protagonista dell’immagine di Giffoni 2019. Tra i suoi prossimi progetti c’è il teatro: “Nella stagione 2020-2021 sarò in sala con True West di Sam Shepard, un grande classico dell’autore americano che ha per protagonisti due fratelli. Chi sarà con me? Lo so, ma non lo dico: lui ha la sua serie, io inizio le riprese di Suburra 3... se dovesse succedere qualcosa, finirei per dare informazioni sbagliate”. Intanto, c’è tempo per approfondire il mestiere dell’attore con i Giffoners, che non hanno davvero voglia di lasciarlo andare. Nel pomeriggio, prima di ricevere l’EXPERIENCE AWARD, Filippo Nigro ha infatti incontrato i jurors, raccontandosi: “Alcuni personaggi li costruisci con senso di verosimiglianza rispetto a quella che è la storia.

Tenti di restare fedele all’approccio iniziale, all’idea che si è andata costruendo nella tua testa. Ma - ha aggiunto - l’attore non è mai contento, anche quello più convinto di sé. Non mi guardo mai al monitor, mi affido totalmente al regista. Ogni scena, ogni ciak ti lascia contento, ma mai totalmente soddisfatto. tutto può essere migliorabile, ancor di più nel nostro lavoro. a volte avere tanto tempo non è un valore aggiunto, perché si entra in una dinamica di tensione che depaupera il nostro talento della tensione fondamentale”. Come esempio di personaggio che gli è ‘rimasto addosso’, Nigro ha ricordato Negro, il poliziotto di Acab: “Quando interpreti un personaggio, cerchi di trovare dei punti in comune per rendere il personaggio vero. In quel caso mi è rimasto addosso, senza cadere nel cliché. Mentre giravo quel film. è stata l’unica volta in cui ero talmente tanto calato nella drammaticità del ruolo che ho finito, senza volerlo, con il portare dietro la logica del personaggio interpretato”. Quanto ai provini, “un provino è sempre un giudizio, ma oggi - ha concluso Nigro affronto un provino con la maturità di chi si sente sereno della propria persona e del proprio talento”.

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Il ritorno del Sottosegretario Borgonzoni a Giffoni: “Il governo ci sarà per il cinquantennale Qui esempio del Mezzogiorno che funziona” A Giffoni il ritorno di Lucia Borgonzoni, sottosegretario ai Beni Culturali con delega al settore cinematografico. Lo scorso anno, freschissima di nomina, l’onorevole Borgonzoni ha avuto modo di approcciarsi al mondo targato Giffoni. Oggi, a distanza di dodici mesi, le idee sono diventate progetti che si concretizzeranno in occasione del cinquantennale di questa intuizione che il direttore Claudio Gubitosi, in mezzo secolo appunto, ha fatto crescere fino a farla diventare la realtà più rilevante al mondo in fatto di cinematografia per ragazzi e più complessivamente di cultura per i giovani declinata nei campi della creatività e dell’innovazione. Ad accoglierla al suo arrivo, oltre al direttore, il presidente di Giffoni Experience, Piero Rinaldi, ed il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano. «Torno ad un anno di distanza – ha dichiarato il sottosegretario Borgonzoni al suo arrivo presso la Cittadella del Cinema – In questo tempo abbiamo stretto un rapporto molto saldo con Claudio Gubitosi che è una persona fantastica. Lavoriamo e pensiamo a come migliorare quest’esperienza che dovrebbe

della Scuola Sperimentale di Cinema. Inoltre, stiamo mettendo in campo un progetto con Maricà che è una città brasiliana perché, come già accade, Giffoni possa legarsi ad altre realtà. Il governo dovrebbe appoggiare queste iniziative in ogni modo, anche con la presenza. Perché non è solo questione di risorse. Noi ci crediamo veramente in questo evento, come di crede Gubitosi e come ci credono tutti i ragazzi che partecipano. Dico che tutti dovrebbero fare questa esperienza e fare un giro qui a Giffoni per vedere tutti questi ragazzi e sentire l’aria che si respira». L’Italia è terra di creatività. Lo è il Sud. Lo è Giffoni: «Sono dell’idea – ha continuato il Sottosegretario – che tutto quello che è legato all’audiovisivo, all’animazione e anche ai videogame, debba essere maggiormente valorizzata. Dietro realtà come quelle dei PJ Masks o di Kung Fu Panda ci sono intuizioni di ragazzi italiani. E sono in pochi a saperlo. Ci vuole bravura, certo, ci vogliono buone scuole che formino come si deve, ma ci vuole soprattutto creatività ed in questo l’Italia è assolutamente avanti».

essere esportata ovunque. Questo è l’esempio di un Sud che funziona grazie alle idee delle persone. Perché qui alla base c’è un’idea geniale che ha attecchito in un posto poco noto e che oggi è centrale, non solo per il cinema, ma anche dal punto di vista del flusso turistico. Oggi Giffoni è il fulcro di tante iniziative che sono legate alla creatività e che guardano ai giovani. Qui ai giovani viene dato spazio, non tanto per fare ma perché qui i ragazzi hanno assoluta centralità. In questo senso stiamo lavorando per fare qui una parte

Ci prepariamo al lungo e ricco percorso che poterà a celebrare i cinquant’anni di Giffoni: «Sono venuta qui oggi – ha detto Lucia Borgonzoni – proprio per partecipare al momento in cui si apriranno i lavori per il cinquantennale di Giffoni. L’idea della Scuola Sperimentale del Cinema può essere quel progetto strutturale con cui il governo sottolineerà il rilievo di Giffoni perché l’idea è di fare qualcosa che consenta di avere un respiro più ampio e di guardare avanti. Questo con Claudio Gubitosi devo dire è molto semplice».

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Il corto Gabriel del regista Enrico Pau chiude le Masterclass Cult della 49esima edizione realizzato da una piccola troupe di giovani sanamente folli e da un gruppo ristretto di giovani collaboratori americani e italiani”, ha aggiunto il cineasta, ormai alla sua terza presenza al Giffoni film Festival. “L’intera operazione è apparsa complessa e affascinante sin dal principio, visto che la stessa sceneggiatura nasce da una fascinazione personale per i temi del sacro e del profano che spesso hanno il tono della favola urbana e rurale. In linea di massima ho pensato

Nel mentre, la figura angelica umanizzata incappa in una figura anziana incapace di aiutarlo, ma la conclusione è nota all’intera umanità cristiana”, ha chiarito l’artista cagliaritano. Il corto di soli 11 minuti è stato immaginato come un vero atto d’amore nei confronti del cinema e della natura: “Il film è stato

a una sorta di prologo astratto che racconta una storia antica appartenente alla cultura comune”. Ammirato da pubblico e critica per il delicato omaggio alla cultura pittorica rinascimentale, il corto è prossimo a un tour che toccherà alcuni dei maggiori festival di cinema in Europa.

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Il regista Enrico Pau è stato l’ultimo ospite delle Masterclass Cult di quest’anno. Ospite del Giffoni Film Festival 2019 con il suo corto GABRIEL, l’opera del cineasta cagliaritano girata nel Vermont è stata oggetto di confronto e riflessione. “Al centro della vicenda c’è l’angelo Gabriel perso nel freddo, nel mezzo dei boschi pieni di neve e di bellezza. In lui una marea di dubbi e la necessità di trovare la strada che conduce alla casa di Maria.

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Università e green economy: l’Università Suor Orsola Benincasa a #Giffoni2019

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Economia aziendale e green economy, management e sostenibilità sono i due corsi di laurea dell’università Suor Orsola Benincasa, Unisob, attivati dal 2016 per trasformare le crisi in opportunità. “Unisob è una università non statale, con più di duemila iscritti ogni anno nella categoria media universitàspiega la professoressa Alessandra Storlazzi, ordinaria di economia e gestione delle imprese- ha una tradizione pedagogica, aperta a nuovi contesti innovativi, con un servizio di Job placement per individuare i contesti professionali più promettenti”. Il nuovo paradigma socio-culturale ha creato opportunità in termini di economia circolare e green economy. “Gli esempi sono tantispiega la docente- dai pannelli realizzati con materiali impossibili

da smaltire alla matita perpetua, fatta interamente con grafite riciclata. Sono importanti le idee che creano dallo scarto, perché quando produciamo qualcosa dobbiamo

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già pensare al suo fine vita”. Fondamentale diventa il contesto, la storia che accumula valore rispetto al prodotto. “L’esperienza del caseificio Vannullo, a Paestum, per esempio, è diventata un modello che mette in campo la produzione del latte di bufala aprendo la fattoria ai visitatori e creando un’esperienza. Il punto centrale è il territorio, che prende parte del valore dell’azione dell’impresa”. L’ateneo lavora in un ambito multidisciplinare e moderno, nel cuore di Napoli: “I luoghi influenzano le persone. Vale per la nostra comunità di studio, dove c’è una continua contaminazione di saperi”. Unisob è organizzato con il numero chiuso per tutti i corsi, con un lavoro di orientamento e stage pensato con le aziende. “Diamo valore alla consapevolezza dei ragazzi- spiega Paola Fiorentino dottoressa e tutor di Green Economy – partiamo dalle caratteristiche in loro possesso, la loro cooperazione, il lavoro in network. L’importanza della comunità”. Giffoni Experience e Unisob hanno firmato un protocollo d’intesa, a sugellare una importante fase di collaborazione.


Al di là del mare: un film per raccontare il sindaco pescatore Angelo Vassallo “Un territorio rivoltato completamente nel cuore del Cilento. Il mare e il borgo di Acciaroli. La dieta mediterranea nel mondo. La legalità. La difficoltà nell’avere a che fare con la politica. Questo era ed è Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ucciso da mani ignote”. Al di là del mare è la storia del sindaco

REDAZIONE Via Aldo Moro 84095 Giffoni Valle Piana (SA) tel. +39 089 80 23 001 fax +39 089 80 23 210 m.cesaro@giffoniff.it www.giffoniff.it RESPONSABILI DEL TRATTAMENTO DEI DATI (d. Lgs. 196/2003): Marco Cesaro, Pietro Rinaldi

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DIRETTORE RESPONSABILE Marco Cesaro

EDITORE Ente Autonomo Giffoni Experience

fu l’ordine di abbattimento per l’abuso edilizio nella casa paternaspiega Pagliari introducendo il video- per un bagno che sporgeva di mezzo metro”. Il documentario ha una sua musicalità, composta dal suono delle voci, dal silenzio dove si muovono i ricordi. Gli episodi. Le parole della sorella Giusi, del figlio, del fratello. Dei cittadini. “Ognuno di noi faceva parte di questo paese e aveva un compito”. “Tutti potevano chiamarlo a qualsiasi ora” “Le stelle, i riferimenti. Il mare. Questo dobbiamo seguire”. “I pescatori sanno cos’è la fatica. Sanno cosa vuol dire combattere. Escono e non sanno se ritornano. Ci sono il freddo, le difficoltà. Ma tu devi rimanere lì”. Il suo paese, il territorio, era il tempio da onorare. Da rimettere a posto, con un rispetto sacro. Naturale. Le reti risalgono tra le grida dei gabbiani. Cigolano le barche. “Forse era prima un pescatore e poi un sindaco”. I pescatori parlano, sottovoce che quasi non si sente, persi nel rumore di fondo del mare. Raccontano una storia che al contrario, non si perde”.

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GIFFONI NEWS Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 19751

pescatore, un film curato da Luca Pagliari, autore e giornalista, che ha chiuso la Masterclass Eco 2019. Vassallo, personaggio diventato simbolo ed esempio per una intera comunità, ucciso a settembre 2010, vive nei ricordi della sua gente. “Il primo provvedimento che realizzò con la sua amministrazione


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Mahmood spiega il successo (e i suoi pericoli) ai masterclassers non salvo neanche niente in cloud, se mi rubano mi rubano tutto il disco: amo il pericolo!”. Ha parole di grande stima per la scena milanese negando sia così povera, che siano lui e Coma_cose le rare eccezioni, “è solo che il successo non è ancora arrivato, ma sono in tanti a scrivere, se non sono ancora emersi succederà. Non bisogna fare di tutta la città un fascio!” dice ridendo. Si passa alla domanda sul Mahmood autore (quando scrive per gli altri si sente molto più libero di quando scrive per se stesso) e sull’Eurovision, che ha aperto la strada del mercato internazionale a lui ma anche a tanti altri artisti italiani. Ed è da una domanda dei masterclassers che nasce il vero scoop dell’incontro: alla ragazza che riprende il tema del metodo di scrittura, lui risponde che prima registrava una o due frasi di testo quando gli venivano in mente e poi le recuperava e ci faceva su il pezzo. Ultimamente invece ha scritto una melodia su un bit che gli avevano mandato; su quella ha messo un fake italian (“no, non sul fake english perché se lo uso poi non riesco a cambiare dopo”). Così il pezzo che sta per uscire racconta di come non sia l’abito a fare il monaco. E quando i ragazzi gli chiedono se ha paura di sparire lui risponde che è normale averne, rifare il picco di Soldi è impossibile, ma a lui basterebbe riuscire a fare musica tutta la vita e poter vivere di quello.

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“Te lo aspettavi? È questa la prima domanda che mi fanno tutti. No! Io parto sempre con aspettative basse e così se arriva qualcosa sono felice. E comunque gestire tutto questo non è facile, ci vuole tempo”. Mahmood non teme i giudizi dei ragazzi o di Andrea Laffranchi quando ammette che è davvero difficile capire, imparare a gestire quello che gli sta succedendo. Questo cambiamento non è sempre bellissimo, travolge te e le persone intorno a te, soprattutto le più care. Finisci per aver paura, per chiederti se davvero fosse questo quello che volevi. La settimana dopo Sanremo la gente citofonava continuamente a casa della mamma di Alessandro (Mahmood), se accendeva la tv vedeva sempre la sua faccia, una cosa che gli metteva una grande ansia addosso. Anche la famiglia, gli amici ora si fanno tantissimi problemi che prima non si ponevano: hanno paura di chiedere cose già chieste da altri, di stressare inutilmente; questo timore è chiaro nei loro occhi ed è inutile cercare di rassicurarli: anche loro hanno bisogno di tempo. “Insomma il prossimo pezzo anziché Soldi si chiamerà tempo” scherza sornione Laffranchi che riprende il filo del discorso con una domanda sul modo di lavorare; “Cambia il mezzo (di trasporto) ma non il metodo – risponde Alessandro - ora scrivo in aereo, prima scrivevo sull’autobus; registro tutto sul telefono,

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Marzi racconta la sua Roma e la crisi del cantautorato Una passeggiata su e giù per Roma, per i suoi quartieri, un locale di riferimento da cui sono uscite proposte musicali importanti: Andrea Laffranchi e Mattia Marzi di Rockol parlano del libro “Mamma Roma” di Marzi tra sorrisi e scherzi sul conflitto Roma-MIlano, tra tante curiosità musicali e non solo. “Un titolo importante, ti vai a scontrare subito con Magnani, Pasolini e Remo Remotti” provoca subito Andrea; “Sì ma anche con Coez, che nel suo concerto a Capannelle ha fatto

sud – come nella divisione un po’ troppo televisiva ma la necessità di raccontare è proprio un sentimento diffuso, dal centro (rappresentato nel libro da Galeppe) a San Basileo (raccontato da Ultimo). Una scena così ricca e fortunata artisticamente da essere diventata comunque un po’ tutta main stream, per quanto diversi possano essere i suoi rappresentanti: Carl Brave e Paradiso, se ci fossero ancora gli scaffali a generi nei negozi di dischi, non sarebbero neanche

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120.000 paganti...” non si lascia intimidire Mattia. Questa nuova generazione di cantautori romani nasce probabilmente dal fatto che Roma è una città in crisi in questo momento. Ormai, musicalmente parlando, è difficile che arrivi qualcosa da fuori Roma, ammette Andrea, comasco di stanza a Milano. “Sì, c’è la monnezza, i gabbiani, le buche…ma anche la rinascita del cinema e della scrittura oltre che della musica. Bisogna cercare la grande bellezza nel caos; Giulia Anania, per esempio, ha fatto un disco ambientato in una città ideale, che poi è Roma”. Nel libro di Marzi ogni cantautore rappresenta un quartiere, e quello di Giulia è l’Esquilino. Quindi non solo Roma nord e Roma

nello stesso posto. E ora - chiede Laffranchi - che succede, qual è adesso il fermento in Roma? “Il cantautorato sta morendo: Paradiso e Calcutta, Niccolò Contessa, Carl Brave hanno firmato tutti con major… Ultimo ha fatto 64.000 spettatori all’Olimpico: non proprio tipico indie… e Gazzelle ha scritto un libro di poesie pubblicato da Rizzoli…” risponde senza giri di parole Mattia. Però il quartiere romano a cui è più affezionato da un punto di vista musicale Mattia Marzi è Trastevere: le grandi voci di Roma sono nate tutte lì: Dalla aveva casa a Trastevere, Rugantino è di Trastevere, è il quartiere che riesce a esprimere sempre quella romanità ruspante.

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“Giffoni è come l’aria: imprescindibile”

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Antonio Grieco per la terza volta al Festival, la prima da giurato “Chiusa questa edizione resta un vuoto. E comincia l’attesa per la prossima”

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Giffoni è tante cose, tutte belle. Tutte intense. Giffoni è nell’aria, nei sorrisi, negli sguardi e nelle parole. Giffoni è un’esperienza, un’opportunità. È quel coraggio che non manca, è l’abbraccio di un amico. Giffoni è poesia, intensità e amore. Giffoni è tante cose, tutte vere e tutte piene. E a Giffoni i pensieri e le parole si muovono decisi, camminano sulle gambe degli uomini di domani. Corrano liberi, oltre qualsiasi pregiudizio: perché a Giffoni tutto è così come sembra. E raccontare Giffoni, il Festival di Giffoni, non è una cosa semplice. Farlo attraverso le parole dei giffoners, è la cosa più necessaria. In assoluto. Antonio Grieco viene dalla Calabria, ha le mani che tremano per l’emozione e due occhi color cielo puri e fragili. È la sua terza volta al Festival, la prima da giurato. È un fiume in piena, tra ricordi ed emozioni: Che cosa rappresenta per te il Festival di Giffoni? È un posto diverso da tutti gli altri, è un qualcosa che faccio fatica a raccontare. Come un Paese dei Balocchi, quel posto dove ci stai dieci giorni ma è come se ci passassi un anno. Come descriveresti questa 49esima edizione? Questo è stato un anno completamente diverso da quelli precedenti, per la prima volta l’ho vissuto nelle vesti di giurato. Prima di cominciare sapevo che sarebbe stata un’esperienza indimenticabile e sorprendente. Questa condivisione che si respira qui è qualcosa di pazzesco: qualche giorno fa ero in sala insieme a dei ragazzi macedoni e argentini e stavamo guardando un film, abbiamo sospirato nello stesso istante. Stavamo parlando restando zitti. Questa è la magia del Festival, la descrizione più bella che riesco a esprimere. Qual è stato il momento più bello? Quello che porterai sempre con te? Quando Alessandro Borghi è sceso dalla macchina ed è passato a un metro da me, non sono riuscito a tirare fuori neanche il telefono dalla tasca. Mi piace, prima come persona e poi come attore: la prima volta l’ho notato in Suburra, e i suoi occhi mi hanno parlato immediatamente. Mi parlavano di cose buone, belle e io ho bisogno di persone così pure. Grazie al Festival sono riuscito a consegnargli un biglietto: si è commosso ci siamo guardati e ho capito che non mi sbagliavo. Cosa c’era scritto in quel biglietto? Ciao Sandrone, come stai? Te lo chiedo perché a me interessa veramente. Perché vedi, non sono stati tanto gli occhi di Aureliano, la grinta di numero 8 o la passione velata di Andrea ad avermi colpito. A me ha colpito Alessandro, Alessandro che sorride ai giornalisti, che parla con i ragazzi e che abbraccia tutti. Alessandro che da Padrino a Venezia guarda in camera e dice “E adesso vediamo, tanto le cose più belle della mia vita sono successe quando non le ho pianificate”. Alessandro, che al giudice dice buongiorno sono Cucchi Stefano nato a Roma nel 1978, non solo davanti al giudice ma davanti a tutti, che grazie a te siamo tutti Stefano Cucchi. E poi quel premio, che mi ha fatto stare in ginocchio davanti alla televisione come un bambino che guarda il suo supereroe preferito, quel premio che hai dedicato agli essere umani e all’importanza

di essere considerati tali a prescindere da tutto. Se è vero che Lucky vuol dire Fortunata non ti cullare e continua ad essere combattivo, ma ti prego Alessandro, NON ESSERE CATTIVO. TE VOJO BENE. L’aria è stato l’elemento dominante in questa 49esima edizione: che cosa rappresenta per un ragazzo di 18 anni l’aria? Non voglio usare termini scientifici, non la intendo come quell’ossigeno che respiriamo. L’aria è riuscire a trovare un posto in cui respirare bene, è stare bene. In questi giorni l’aria mi è mancata, stavo così bene che respiravo profondamente. Respiravo ogni cosa, ogni momento. Giffoni è l’aria! Il prossimo anno, il Giffoni Film Festival compirà 50 anni: come te lo immagini? Non voglio immaginarlo, voglio viverlo e scoprirlo. Credo sarà un’esplosione, tanti mondi che si incontrano per la cinquantesima volta e si raccontano. Pensa le persone che vivono questa fortuna da cinquant’anni, io un po’ li invidio perché sono solamente tre anni che mi lascio avvolgere da tanta meraviglia. Qualche minuto fa si sono spente le luci dei riflettori, cosa rimane? Alla fine del Festival c’è un vuoto che ti porti dietro tutto l’anno. Ci pensi spesso a questa magia che si crea qui, e non vedi l’ora di colmarlo. Di riempirlo di un nuovo Festival, di una nuova edizione. Rimane l’attesa, che fa aumentare il desiderio e le emozioni. Cosa auguri a questo Festival? Che non finisca mai, questa è la cosa più grande che posso augurargli.

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La magia del video mapping Di sera la Multimedia Valley si trasforma in cinema all’aperto

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Proiezioni ispirate ad aria, acqua e terra e speciali sull’allunaggio e sul genio di Leonardo

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Una Multimedia Valley che vive, ogni giorno di più. Tra sorrisi e colori, storie ed emozioni, tra racconti e arte. E la Multimedia che parla e racconta, attraverso un video mapping suggestivo e speciale, è una magia che non conosce spazi e tempi. La 49esima edizione del Festival ha accarezzato con immagini e video la superficie della Multimedia che, dalle 21 a mezzanotte, ha preso vita per un viaggio di luci e atmosfere.

“Giffoni è aggregazione, amore e rispetto – ha raccontato Jacopo Gubitosi, strategic manager di Giffoni Experience –. In linea con Vivo Giffoni – Street Fest, il format gratuito creato per i nostri ospiti, per i bambini e le loro famiglie, abbiamo deciso di vestire la Multimedia Valley con abiti del passato, del presente e del futuro”. Una magia, tutta da guardare. Che si è trasformata in una delle immagini più intense della 49esima 28 Luglio 2019

edizione del Festival. Bambini e famiglie, seduti a osservare con il naso all’insù, uno spettacolo senza spazio e tempo. “Ci tenevamo in particolar modo a sensibilizzare il nostro pubblico sulla responsabilità ambientale – ha continuato Jacopo Gubitosi –. La trama del video mapping è ispirata ai tre temi della trilogia del Giffoni Experience: aria, acqua e terra. Abbiamo poi aggiunto due prodotti multimediali speciali per celebrare il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio e i cinquecento anni della morte di Leonardo Da Vinci. Sono contenuti inediti per Giffoni, unici nel loro genere, con voci narranti e richiamo alle nostre tematiche e filosofie lavorative”. Il progetto, fortemente voluto dal direttore Claudio Gubitosi, ha dato nuove luci e racconti a Giffoni per un girotondo di sensazioni. Quasi un abbraccio a tutti quelli che in questi anni hanno seguito l’evoluzione e la crescita del Festival, un modo per dire grazie a chi in questi anni lo ha sostenuto e coccolato. A chi lo ha immaginato, sospirato. Una carezza a tutti quelli che lo hanno vissuto, senza risparmiarsi. “È un piccolo gesto che ha stravolto la quotidianità del Giffoni Film Festival – ha aggiunto Jacopo Gubitosi –. Musica, laser, effetti speciali, abbracci, risate, baci, sorprese: tutto quello che è Giffoni, un necessario e meraviglioso punto d’incontro”. Che si prepara ad accogliere il suo cinquantesimo anno, tra la gente e per la sua gente. In una sorpresa di nuove opportunità, prospettive, sfumature ed emozioni.


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Alessandro Avagliano del Dream Team: “Next Generation è una visione”

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Specialista in marketing e strategie di vendita, con anni d’esperienza nel campo dell’innovazione e dei processi di trasformazione digitale: Alessandro Avagliano è il project manager del Dream Team edizione 2019. Ma non è il caso che lo ha portato a guidare i quattro gruppi di giovani Dreamers ospitati all’interno dell’Antica Ramiera in questi 9 giorni di festival. Alessandro è un altro veterano di Next Generation, avendo iniziato 4 anni fa, nel 2015, come tutor. Cosa è per te l’esperienza fatta con Giffoni Innovation Hub? Ho iniziato come tutor-mentor 4 anni fa. In questi 9 giorni ho visto conferma di quello che era stato progettato. Un’esperienza per mettere insieme talenti italiani ed esteri e creare un sistema operativo di apprendimento interno per permettere a tutti i team di mettere in pratica, anche sbagliando, le metodologie a loro trasferite e arrivare a un risultato che non è altro che un concept di idea per i brand partner. Sei al quarto anno di Next Generation. Cosa è per te Giffoni? La cosa che rende Giffoni e l’Hub speciali è la capacità di creare l’empatia col territorio in maniera unica. A differenza di grossi hub internazionali o italiani qui a Giffoni il modello è riunire in un piccolo paese di provincia eccellenze che vengono da grandi realtà nazionali ed internazionali. Si crea una ricchezza di contaminazione attraverso l’inclusione di ragazzi della provincia italiana a quelli delle città. Come hai affrontato l’impegno di project manager di questo Dream Team 2019? Quali sono stati i tuoi compiti? La responsabilità di un project manager è quella di condividere un sistema operativo, di apprendimento, che sia usato da tutti i tutor che a loro volta lo trasmettono ai singoli team. Il mio compito è quello di prevenire quelli che sono i rischi classici di un’esperienza come questa, in cui in 9 giorni c’è un’alta pressione dovuta ai media o agli ospiti annunciati all’ultimo minuto, che è una cosa quasi normale in eventi enormi come il festival. I ragazzi hanno sentito la pressione, la responsabilità di dover affrontare uno speech davanti a brand così importanti come Fondazione Ibm, Fondazione Telethon, Toyota e Kaspersky? La pressione c’è sempre. Portare i grandi brand qui, in un paese di provincia, non è un lavoro che fai in un anno ma in cinque. Adesso iniziamo a raccogliere i frutti, ma grazie al lavoro fatto prima. E quindi sai che devi stare

sempre allerta e garantire alla fine dei 9 giorni non solo un risultato soddisfacente per i ragazzi ma anche per i brand coinvolti, garantendo così il prosieguo dei progetti. Magari anche con altri nuovi brand. Sono i

ragazzi i primi a chiedercelo. Credono fermamente in quel che fanno e quindi vogliono vedere continuità in quel che fanno. Che aneddoto o ricordo hai di questa edizione? Mi hanno molto colpito gli indiani. Dedizione massima al lavoro sin dal primo giorno, chiarezza d’intenti, anche un po’ più dei nostri connazionali. La sera andavano a lavorare in albergo. È una dedizione totale verso il compito assegnato. Vengono qui per imparare e migliorarsi ma hanno una grande voglia di tornare in patria per fondare la propria startup. Parlando di stranieri, com’è andato il processo d’integrazione e amalgama tra i ragazzi? Non ho mai visto un litigio, una incomprensione, cosa che magari era successa tra italiani in passato. Ho visto i ragazzi stranieri protetti dai nostri ragazzi. Quando c’era il workshop in lingua italiana, il ragazzo italiano traduceva per i compagni in inglese ad esempio. C’è davvero la volontà d’inclusione che deriva dall’aria che si respira. Quella di un paese di provincia con la voglia di accogliere, che si affianca anche ad un attento processo di selezione dei curriculum effettuato mesi prima dove non si valutano però solo le capacità tecniche ma anche le personali inclinazioni, i desideri e quei piccoli dettagli della persona che però fanno la differenza. In conclusione, come vedi il Dream Team 2020? Vorrei qualcosa che racchiuda questi 5 anni e allo stesso tempo guardi avanti. Un punto di congiunzione con un passaggio di testimone tra un’esperienza nata con una visione e che oggi si è evoluta.

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Ecco i quattro progetti realizzati dai Dreamers

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Trentacinque under 30 impegnati al fianco di grandi brand

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Quattro progetti affidati a 35 giovani under 30, divisi in gruppi guidati da 4 tutor e supervisionati da un project manager. È il giorno della presentazione dei pitch dei progetti affidati ai giovani del Dream Team per la quinta edizione di Next Generation. La conclusione di un percorso durato 9 intensi giorni e che ha messo i talenti della Community selezionata da Giffoni Innovation Hub davanti le sfide lanciate dai quattro brand di Fondazione Ibm, Fondazione Telethon, Toyota e il progetto Generazione Giffoni per Giffoni Experience. I PROGETTI Gruppo Telethon. Il Teletheam ha ideato e realizzato un kit di giochi e uno storytelling ad hoc “Diana ha bisogno di TE!”. Si tratta della storia di una bambina che si ritrova a sperimentare temporaneamente sintomi tipici delle malattie genetiche. I giochi del kit intendono ricreare situazioni della vita quotidiana di Diana nelle quali vista, tatto, forza fisica e concentrazione vengono a mancare: l’unico modo per superare queste piccole sfide è la collaborazione degli amici. In questo modo, il Teletheam intende sensibilizzare sul tema delle malattie genetiche e invitare i bambini alla collaborazione per realizzare un solo obiettivo: “che tutto il mondo possa vivere giorni di felicità”. Gruppo IBM. Il Team IBM ha programmato una chatbot: Griffy 2.0, la versione digitale della mascotte del Giffoni Film Festival. La chatbot è stata istruita per rispondere alle domande (generiche e specifiche) di un utente del sito www.giffonifilmfestival.it alla ricerca di informazioni sulla manifestazione. In particolare, è stata pensata per i giurati delle categorie +13 e +16, dai 13 ai 17 anni. Le ragazze del team Ibm hanno lavorato suddivise in due gruppi: il primo si è dedicato alla ricerca delle domande più frequenti e delle risposte corrette; il secondo si è occupato di programmare la chatbot e inserire domande e risposte nella piattaforma Watson Ibm. La chatbot Griffy 2.0 verrà messa a disposizione per l’edizione 2020 di Giffoni Experience. Gruppo Toyota. Il gruppo Toyota ha lavorato per creare un’innovativa metodologia di educazione, formazione ed interazione chiamata LYMPH – Feel the Fuel of life. Il sistema si basa su di una piattaforma e-learning esperienziale e flessibile, progettata per i dipendenti Toyota e gli studenti. La piattaforma è implementata da una IA che renderà l’interazione più agevole tramite chatbot. Parte integrante del progetto è anche il G/\P contest, un evento che coinvolgerà le 19 scuole del programma T-TEP e i dipendenti Toyota: un open space, un palco, che darà al mondo il vero valore che studenti e dipendenti hanno imparato. In questo modo LYMPH darà la motivazione, le informazioni e gli strumenti per un futuro migliore.

Gruppo Generazione Giffoni. Il gruppo Generazione Giffoni ha lavorato per sviluppare un osservatorio sulle generazioni presenti a Giffoni (target 13-24 anni). Si è dapprima indagato sull’esperienza vissuta in sala dai giurati durante la proiezione dei film in concorso per catturarne sentimenti, stati d’animo e desideri. In seguito, si è fatto luce su cinque temi specifici: Save the Planet, Arte, Always Connected Life, Influencer e Moda, Rapporto col cibo. Per realizzare l’Osservatorio le metodologie applicate sono state: Gamified Conversational Chatbot (per la survey in sala), design thinking per la definizione delle preorità di indagine, interviste sul campo e interpretazioni simboliche associate a immagini e parole. Le parole emerse con maggiore forza in relazione ai tre personaggi fuori dagli stereotipi sono state: forza, coraggio, determinazione e fragilità che diventa consapevolezza del proprio sé.

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I TUTOR “Abbiamo avuto una doppia challenge – ha dichiarato Elena Galletti, tutor del team Generazione Giffoni – Abbiamo portato qui un osservatorio sulla Generazione Giffoni. Il 24 luglio, dopo soli 4 giorni di lavoro, abbiamo già prodotto degli output. Sono molto soddisfatta di quello che abbiamo scoperto. Il mio team deve essere orgoglioso dei risultati ottenuti, che lanceranno una sfida al mondo dei policy-maker, delle istituzioni e dei brand. Un applauso va a loro”. “Ero uno di voi – ha esordito Luca Del Mese, tutor del team Toyota, riferendosi ai ragazzi del Dream Team – Ho cercato di condividere con tutti i ragazzi il bagaglio di esperienze che ho maturato. La sfida è stata molto ambiziosa, lavorando in inglese, in un tavolo internazionale, con ragazzi provenienti dall’India e dalla Colombia. Il primo giorno avevo trasferito tre valori chiave: essere rispettosi, essere d’aiuto al prossimo ed essere proattivi. Penso che i ragazzi abbiano colto in pieno le mie parole e sono sicuro le porteranno nel loro futuro lavorativo e di vita soprattutto”. “Il mio team è diverso da tutti gli altri poiché è composto da sole ragazze –

ha invece sottolineato Ricky Celenta, il più giovane tra i tutor, alle prese con il progetto della Fondazione Ibm – La sfida lanciata da Fondazione Ibm e raccolta da Giffoni Innovation Hub e dalle Dreamers è proprio questa: superare quel gap con i ragazzi, che limita molte volte l’accesso, spesso anche mentale, alle discipline come ad esempio l’informatica. È stato un percorso stimolante, per me in primis, avendo nessuno di noi un background informatico. Quello che sono riuscite a realizzare le Dreamers è pazzesco. Ragazze, avvicinatevi all’informatica. L’informatica non solo è accessibile anche per voi ma ha proprio bisogno di voi”. “Questa è la mia quarta edizione e quando sei qui, sai che stai crescendo un pochino in più – ha concluso Valentino Magliaro, tutor del team della Fondazione Telethon – Sicuramente tornerò anche l’anno prossimo perché per me Giffoni oramai è casa. So cosa è il Dream Team, so cosa fanno e faranno nel mondo questi ragazzi, questi talenti. Tutte le persone coinvolte qui acquisiscono competenze di ascolto, di empatia, di relazione e la competenza nel fare le domande. Ai ragazzi dico: non smettete mai di fare domande”.

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Next Generation 2019 I numeri della quinta edizione session con 80 ore di formazione sulle competenze digitali e sui nuovi mercati del lavoro. Un totale di 30 partner tra aziende tecnologiche, istituzioni e media partner: Google, Telethon, Kaspersky Italia, Toyota Motors Italia, YouTube, AgiFactory, Apptripper, Blowhammer, Campania NewSteel, Centro Artigianato Digitale,

giorni di Next Generation, sono i tre founder di GIH Luca Tesauro, Orazio Maria Di Martino e Antonino Muro. “L’evoluzione del brand Giffoni, da Experience a Opportunity, parte con l’innovation Hub attraverso nuovi ambiziosi progetti di impatto sociale e culturale - spiega Tesauro, CEO di GIH- Un percorso possibile grazie alla

Team e 15 le Università coinvolte. Circa 2000 le presenze fatte registrare dai laboratori al Giffoni Village e 200 ospiti (tra investitori, venture capitals, istituti bancari, startup e partner) al Summit per lo sviluppo italiano che ha visto la partecipazione del vicepremier Luigi Di Maio. Generazione Giffoni e Blockchain gli argomenti affrontati durante le due round table: per Generazione Giffoni sono state somministrate 1500 interviste utili a mappare la cosiddetta Generazione Z con l’obiettivo di creare un osservatorio su gusti e trend dei giovani utilizzando la Community di Giffoni. E ancora: 9 i film proiettati per la sezione VR Experience, presente per la prima volta a Giffoni, 20 working

CoworkingSA, DeRev, Digital South, Ecommerce Hub, Fondazione Ibm, Fondazione Telethon, Goodwill, iOS - Developer Academy, Università degli Studi di Napoli Federico II, Joint Innovation Hub, Knowledge for Business, Labodif, Medaarch, Ninja.it, Palazzo Innovazione, Phlay!, Predixit, Italia Startup, Rome Business School, Seedble, Sellalab, SMAU, Spremute Digitali, StartUpItalia!, Startup Weekend Salerno, InTribe, LISA Lab, Università degli Studi di Salerno, Visualazer, Webnews, 0% | Company Communication Booster e 15 ospiti istituzionali tra cui il vicepremier Di Maio e la vicepresidente della Camera Mara Carfagna. A commentare i nove

costruzione di nuove partnership con enti, brand e big player del mondo tech. La Campania continua a dimostrare di essere un territorio molto attrattivo per i giovani talenti che scelgono Giffoni come Hub per formarsi sulle nuove competenze ed essere all’altezza delle sfide che richiede il mercato del lavoro. E’ in quest’ottica - evidenzia che abbiamo lanciato Giffoni for Kids, il programma di accelerazione per startup ad alto impatto sociale che ha l’obiettivo di supportare progetti che migliorino la vita dei bambini e dei ragazzi di tutto il mondo. La 50esima edizione è iniziata e noi siamo già pronti per creare nuove opportunità di lavoro per i giovani della nostra

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La quinta rassegna di Next Generation, organizzata da Giffoni Innovation Hub all’interno della 49esima edizione del Giffoni Film Festival ha visto protagonisti del Dream Team 35 ragazzi under 30, di cui 21 ragazze e 14 ragazzi provenienti da 6 Paesi diversi. Un totale di 30 workshop in 9 giorni, 10 i partner internazionali in visita al Dream

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regione e per continuare ad attrarre i talenti da ogni parte del mondo e fargli vivere la Giffoni Experience tutto l’anno rendendoli protagonisti, oltre che partecipi, dei molti progetti dall’alto valore culturale e dal grande impatto sociale”. “Questo è l’anno delle grandi soddisfazioni - dice Di Martino COO di Giffoni Innovation Hub - del consolidamento delle esperienze passate e della conferma che quando ad un’idea si aggiungono impegno, visione strategica e caparbietà la distanza verso gli obiettivi che

della sicurezza online, che come GIH punta ad ‘educare’ all’utilizzo sicuro e consapevole del web. Tirando le somme è chiaro che il bilancio di quest’anno sia più che positivo e ci porta ad essere ancora più ottimisti rispetto al futuro perché tutto ciò che comincia a Giffoni migliora il mondo”. “Anche quest’anno per la nostra quinta edizione - sostiene Muro - i ragazzi che hanno deciso di partecipare all’edizione di Next Generation lo hanno fatto per mettersi in gioco e dare sfogo alla loro creatività e al loro talento. Quella che vivono

alcuni coetanei. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i bambini ed i ragazzi sul tema della disabilità e delle malattie rare utilizzando contenuti smart e young-friendly. Toyota Italia ha lanciato la sfida per promuovere modelli di mobilità sostenibile attraverso contenuti digitali innovativi, smart e di forte impatto sui giovani. L’obiettivo è quello di realizzare materiale per sensibilizzare i millenials sui temi dell’Environmental Challenge 2050 lanciata da Toyota ad Ottobre 2015. Fondazione IBM Italia ha

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sembrano irraggiungibili si accorcia. Quando abbiamo iniziato eravamo certi che il lavoro duro avrebbe pagato, ma siamo andati oltre le aspettative e in questa quinta edizione siamo riusciti ad avere Google a Giffoni. Non un’azienda qualunque - sottolinea - ma il colosso del web che con Telefono Azzurro ed Altroconsumo ha promosso, qui da noi e con noi, ‘Vivi Internet al meglio’, un progetto che serve a diffondere tra i giovani, le famiglie e le scuole tutte le nozioni utili a diventare cittadini digitali consapevoli. E ancora, seguendo proprio il filone della consapevolezza abbiamo avuto qui Kaspersky, azienda leader nel settore

con Giffoni Innovation Hub gli under 30 del Dream Team è un’esperienza formativa unica che può trasformarsi in opportunità lavorativa e di vita. Non un traguardo, ma il punto di partenza che gli consentirà di esprimere le proprie potenzialità all’interno di contesti nazionali e internazionali di rilievo. Ancora una volta - chiosa - possiamo dirci soddisfatti”. Quattro i progetti affidati ai Dreamers. Fondazione Telethon ha chiesto ai ragazzi di utilizzare oggetti di uso quotidiano, strumenti a basso costo e tecnologie alternative per promuovere tra bambini e ragazzi la conoscenza delle patologie rare che colpiscono

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proposto al Dream Team di ideare contenuti innovativi a sostegno del progetto N.E.R.D - Non È Roba per Donne. L’obiettivo è avvicinare le ragazze dell scuole superiori al mondo del #coding e dimostrare che l’informatica è roba per donne. Infine i Dreamers si sono occupati della challenge di Generazione Giffoni con il compito di indagare i gusti, il mood e i sentimenti dei giffoners attraverso due survey. L’obiettivo è raccogliere dati originali e significativi che aiutino a comprendere il mondo dei millenials e dei giovanissimi della Z Generation utilizzando la community di Giffoni come un “osservatorio” privilegiato.


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Facce da Street! Arrivederci al 2020 Artisti di strada, performer, musica, suoni e colori non sono abbastanza: il vero protagonista di Vivo Giffoni Street Fest è il pubblico, che rende magica l’ARIA che si

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respira in città. Bambini e

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una parata itinerante che sembra non aver mai fine. Avete già voglia di tornare a Giffoni? Arrivederci all’anno prossimo, facce da Street!

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genitori giocano insieme in


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Corso Lombardia 36, 10099 San Mauro Torinese (TO) Tel. 011.2734567/8/9/0 r.a. Telefax 011.2735764


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Giffoni Daily 28 Luglio 2019  

Giffoni Daily 28 Luglio 2019