Brindisini la mia gente

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BRINDISINI LA MIA GENTE

INDICE Al cinema Banco di Napoli Birreria Ricchiuto Bombardamenti Cantine Che fare con la nostra costa Chiostro San Benedetto Ciccio ti li passatiempi Collegio navale e Teatro dei misteri Complessi beat Anni ‘60 Culiermu Desiré a mare Ferdinando Cocciolo Fontane di Piazza Cairoli Fotografi I Gran caffé Il Calvario Il cinesino che muoveva la testa

Il Monumento La Chiazza La fontanella dei giardinetti La torre dell´orologio La vendemmia che fu Largo Angioli e lu Napulitanu Marimisti e Fontanelle Palestra Boxieri Piazza del popolo Piazza Dionisi Piccolo Bar e dintorni Presidio e dintorni Santa Pulinara Sciabiche Spiditu Pennetta e la Pallacanestro Trapuranella e Capurussu Via Cittadella Via Maestra Via Paolo Sarpi


BRINDISINI LA MIA GENTE Cosimo Guercia Fondatore del Gruppo Giancarlo Cafiero

Amministratore del Gruppo

Raffaele Mauro Amministratore del Gruppo

Giovanni Membola

Amministratore del Gruppo

Gianfranco Perri

Editore del Gruppo

BRINDISI – Giugno 2011


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BRINDISINI LA MIA GENTE

Questo Gruppo l'ho voluto creare per tutti i Brindisini con l´obiettivo di far capire, attraverso le foto e i relativi commenti, com’é e come era la vita a Brindisi, e farla cosí conoscere alle nuove generazioni. Il Gruppo é aperto a tutti, e possono essere caricate foto di Brindisi, foto personali, foto di scolaresche, cartolline d'epoca e tutto quant'altro si riferisca a Brindisi ed ai suoi cittadini, in modo da raccontare in particolare la vita brindisina negli anni passati. Mi auguro che questa pagina sia utile a tutti e che tutto il materiale inserito non venga disperso, per poi farne una raccolta unica ed utile a tutti. Un grazie a tutti coloro che vorranno prendere parte a questo Gruppo. Con il loro aiuto si potrá dar vita ad una bella pagina. Ancora grazie, Cosimo Guercia


BRINDISINI LA MIA GENTE

fotografie e commenti

é un libro straordinario, figlio della passione e dell'amore sconfinato dei brindisini vicini e lontani, ma sopratutto i lontani per i quali la nostalgia si fa struggente.

Quando la vita ci porta lontano dalla nostra Brindisi ci accorgiamo di quanto ci manca... A chi resta il compito, duro ma non impossibile di custodire quello spirito e di difendere la storia e la cultura di una città millenaria. Grazie a tutti, stasera in quel tempietto di San Giovanni al Sepolcro, con il cuore eravate accanto a noi, e credetemi, …si sentiva! Raffaele Mauro Tempietto di San Giovanni al sepolcro di Brindisi, 30 Giugno 2011


L´entusiasmo con il quale accettai di aderire al gruppo Brindisini la mia gente, in quello stesso giorno in cui Cosimo Guercia lo fondó e mi invitó a partecipare assieme ad una manciata di suoi amici, doveva prestissimo rivelarsi assolutamente giustificato ed in qualche modo anche premonitore dello straordinario successo che da lí a pochissimo avrebbe raggiunto il Gruppo.

En non mi sto solo riferendo al pur grande successo numerico, abbiamo quasi raggiunto i mille aderenti in un batter d´occhio, ma sopratutto allo straordinario successo di contenuti ed all´interesse, entusiasmo direi, genuino e spontaneo con cui la maggior parte degli amici partecipa attivamente alla vita ‐24 ore su 24 ore‐ del gruppo. Poi un bel giorno, scambiando informalmente impressioni e riflessioni tra Cosimo e noi altri cuatto da lui onorati come amministratori del gruppo, Raffaele Mauro, Giovanni Membola, Giancarlo Cafiero e, dall´altra parte dell´oceano, io Gianfranco Perri, rifletto:

“... tra i tanti meriti di questo bellissimo gruppo bisogna annoverare e risaltare lo straordinario valore sentimentale aneddotico ed anche storico che rivestono la maggior parte dei commenti che accompagnano entusiasticamente e puntigliosamente molte delle foto pubblicate... e sarebbe quindi assolutamente un gran peccato che gli stessi si possano un giorno perdere!...” Ed ecco allora sorgere l´idea di raccogliere ed ordinare tutti i nostri piú significativi postes con i rispettivi commenti. Farne una raccolta inizialmente gigitale, poi magari stampata, ed allestendo quindi una specie di mostra o esposizione e poi, e perché no?..., farne anche un progetto editoriale. L´idea fu quella di poter raccogliere e valorizzare una documentazione che ritenevamo, e riteniamo, unica, bella, interessante ed utile, specialmente ai piu giovani, e a chiunque voglia conoscere tanti aspetti della nostra cittá che rischiano di rimanere sconosciuti ai piú ed essere poi dimenticati. Naturalmente il compito si prospettava ormai enorme, grazie al volume veramente grande di materiale che in quei pochissimi mesi di vita aveva raccolto il nostro gruppo. Ebbene, la sfida é sempre lo stimolo migliore, e cosí ho voluto raccogliere quella sfida ed immergermi nel compito di impostare, iniziare e portare avanti l´inizaitiva, forte anche, e direi sopratutto, dell´appoggio incondizionale immediatamente ricevuto da tutti e quattro gli amici d´avventura. E fu cosí che Cosimo annunció l´iniziativa alla prima riunione física del gruppo: “ Con il nostro Gruppo non vogliamo limitarci a creare una pur bella ed interessante colezione di fotografie, della Brindisi di ieri e di quella di oggi, ma aspiriamo a molto di piú. Ed uno dei risultati bellissimi che stiamo raggiungendo, anche molto aldisopra delle aspirazioni iniziali, é proprio costituito dall’intensitá e densitá dei numerosi entusiasti e spontanei commenti che le foto pubblicate stanno stimolando tra tutti noi brindisini. Sono proprio i commenti alle foto quello che di veramente unico e valoroso sta caratterizzando questo nostro bel gruppo e la maggior parte di quei commenti, aldilá dell´aspetto aneddotico, contengono le piú intime emozioni di noi brindisini e costituiscono una autentica immagine di vita vissuta e raccontata da noi brindisni: un patrimonio“. Gianfranco Perri ­ Editore 30 Giugno 2011


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VENERDÌ 1 LUGLIO 2011

Icomponenti del gruppo nato sul web si ritrovano per un incontro di conoscenza e programmazione

LaBrigata dei Brindisini riaccende il Tempietto Ottant’anni dopo Camassa,a San Giovanni al Sepolcro cenacolo di brindisinità

E

ccoci qua, con le sedie disposte in circolo. Doveva essere proprio così 80 anni fa, esattamente di giovedì, tutti intorno a don Pasqualino Camassa e al letterato di turno, a parlare di Brindisi e di brindisinità. Il tempietto di San Giovanni al Sepolcro era più buio e polveroso, un po’ museo, un po’ chiesa sconsacrata, le luci basse delle candele e i partecipanti che ostentavano orgogliosamente il bottoncino colorato della “Brigata brindisina amatori storia e arte” fuso nelle iperattive fabbrichette che in quel periodo stampavano chincaglierie ben più lugubri dettate dai gerarchi fascisti. Quello stesso bottoncino che ostenta stasera, invidiato da tutti, Giancarlo Cafiero, inventore dello storico negozietto “La Valigia delle Indie”, depositario di mille gadget originali e imbattibile declamatore di poesie dialettali. La brigata di “Brindisini la mia gente”, nata quasi per caso su una pagina web e poi autoalimentatasi a suon di foto e ricordi tanto da diventare un fenomeno unico, quasi da studiare, si ritrova in quello che fu un misterioso emblema dei Cavalieri Templari. Oltre cinquanta convenuti, alcuni da luoghi lontani e ameni nei quali vivono con orgoglio e nostalgia la loro brindisinità, altri ordinari utenti di una città che sta cambiando e che non vogliono far dimentica-

Da sinistra Gianfranco Perri, Gianmarco Di Napoli, Raffaele Mauro e Cosimo Guercia (Foto Gianni Di Campi)

re. Accanto all’ingresso, vicino al libro delle firme, i flash sono tutti per l’ospite d’onore della serata, il pupazzo del “cinesino” che per un quarto di secolo ha oscillato la testa nella vetrina del negozietto greco “Athene”, in un angolo di corso Garibaldi. Il movimento del capo è meno deciso, complici gli acciacchi dell’età, ma quello sguardo magnetico e l’eleganza sono

esattamente gli stessi. Ta l m e n t e irraggiungibile era un tempo che oggi nessuno si azzarda a sfiorarlo, complice anche l’attenta sorveglianza della

Unmomentodell’incontro nel suggestivo tempietto

Giovanna Barutis,la proprietaria dello storico cinesino con la testa oscillante

signora Giovanna Barutis che lo ha ricenuto in eredità dalla madre e che non lo ha mai ceduto, nonostante insistenti e allettanti proposte. Dallo sparuto gruppo del primo incontro la Brigata si allarga e il fondatore Cosimo Guercia tiene un’emozionata presentazione cui fa eco Raffaele Mauro che ha vinto la personale scommessa con chi scrive. Era sicuro che sarebbero stati più di cinquanta a varcare la soglia del tempietto e così è stato. Gianfranco Perri, appena sbarcato da Caracas, presenta il libro in cui ha raccolto pagine e foto tratte dalla pagina di Facebook (ma ne parliamo in un altro articolo).

Poi l’elenco degli obiettivi da raggiungere e delle campagne da alimentare. Mauro sollecita la creazione di un fondo per l’adozione di un monumento dimenticato. E suggerisce la grotta dell’Eremita, dislocata su un isolotto minore delle Pedagne. Anche chi scrive ha una proposta per integrare l’operazione di recupero: bene le foto, con integrazione dei commenti e ricordi, ma Facebook è uno strumento afono, nel quale non c’è voce. E invece stiamo perdendo l’abitudine di parlare il vero dialetto brindisino, un tempo bollato come la lingua degli analfabeti e sempre più messo da parte sino a essere dimenticato e “imbastardito” . Il dialetto brindisino, questa la proposta, deve diventare la lingua ufficiale della Brigata, per fare in modo che i più anziani possano trasmetterne vocaboli e cadenze prima che essi vadano persi per sempre. La Brigata ha un’altra forza, la presenza nelle sue fila dei ragazzi del Gruppo Archeo. Sono loro che forniscono spessore storico al gruppo e in questo caso illustrano con semplicità e chiarezza le meraviglie d e l Te m p i e t t o , piccolo gioiello che andrebbe valorizzato. Un miscuglio di stili e sovrapposizioni, con la domus romana che scorreva sotto e i cui mosaici sono visibili da una specie di finestrone rotondo che si trova al centro del tempio e che ha preso il posto della fonte battesimale la quale, udite udite, altro non era che la Fontana de Torres oggi si trova al centro di piazza Vittoria. Nel giardinetto esterno che circonda l’originario ingresso, laterale al prospetto principale, c’è un frammento della Torre dell’Orologio, monumento alla memoria del patrimonio che abbiamo distrutto. I versi declamati da Giancarlo Cafiero, che ha ripreso un’antica poesia dialettale scritta proprio all’interno di quel tempietto, sono una sorta di cartolina finale. Saluti da Brindisi. Gianmarco Di Napoli


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VENERDÌ 1 LUGLIO 2011

Ha raccolto in un libro il meglio delle foto e dei commenti della pagina «Brindisini la mia gente»

Il progettista di tunnel arrivato da CARACAS Nella Brigata anche Gianfranco Perri,brindisino divenuto grande inVenezuela di PAOLA BARI BRINDISI – Ha progettato la maggior parte delle gallerie e metropolitane del Venezuela, insegna nell’università di Caracas in Venezuela, la sua consulenza è preziosa per molti ingegneri sudamericani ma la sua più grande invenzione, senza nulla togliere alle altre, è quella che ha progettato e realizzato a maggio scorso: un libro che racchiude foto e commenti di facebook del gruppo a cui appartiene “Brindisini la mia gente”. Autore di tutto questo è il 60enne Gianfranco Perri, brindisino e sudamericano allo stesso tempo. Ieri, in occasione dell’incontro al tempietto di San Giovanni al Sepolcro, con la maggior parte dei membri del gruppo virtuale ha presentato il suo nuovo progetto: un libro di 260 pagine che racconta quello che in pochi mesi è accaduto su una bacheca virtuale nata quasi per caso con lo scopo di raccontare quelle che sono state le abitudini dei brindisini nel corso degli anni e trasmetterle, anche solo per conoscenza, alle nuove generazioni. Per non farle morire. Gianfranco Perri ha fatto molto di più: foto e relativi commenti li ha stampati e racchiusi in un libro bloccandoli, quindi, per sempre. Perri ha lasciato la sua città natale all’età di 18 anni dopo aver conseguito il diploma di perito industriale. Progettare è sempre stato il suo più grande sogno. Si è trasferito a Torino dove ha studiato al politecnico laureandosi cinque anni dopo come ingegnere minerario. Ha iniziato a lavorare come assistente universitario. Nel 1975 ha conosciuto sua moglie che da Caracas in Venezuela era giunta a Torino per un master universitario. I due si sono innamorati quasi subito ma come accade in quasi tutte le belle storie d’amore, lui è partito dopo soli tre mesi per l’Ecuador, in Africa, per insegnare nel politecnico di Guayquill nell’ambito del Servizio Civile. L’amore tra la venezuelana e il brindisino non è finito, i due sono convolati a nozze meno di un anno dopo. Gianfranco Perri ha proprio seguito il suo cuore rinunciando all’insegnamento nel politecnico di Torino, dove era stato chiamato alla fine del Servizio Civile. Si

Gianfranco Perri,a sinistra Perri con la sua famiglia

è trasferito a Caracas (la capitale del Venezuela) proprio nel periodo in cui stava nascendo la metropolitana e ha fatto parte del team di progettisti. Da allora ha avuto solo un’escalation di successi arrivando a progettare numerose gallerie del Sud America. Da sua moglie ha avuto tre figli: Juan Francisco 35 anni che oggi vive a San Francisco in California, Andreina che oggi ne compie 32 e vive a Miami negli Stati Uniti e Robert 29 che ha messo dimora a Madrid in Spagna. Perri la sua Brindisi non l’ha mai dimenticata. Ci è tornato almeno tre volte l’anno conciliando impegni di lavoro e di svago. “Diciamo che le scuse me le sono create. Non potevo vivere senza vedere la mia terra, i miei famigliari e i miei amici per diversi mesi. Ci sono tornato tutte le volte che ne ho avuto la possibi-

lità”. Poi nella sua vita è entrato il gruppo “Brindisini la mia gente” invitato dal fondatore brindisino Raffaele Mauro. Per mesi e mesi Perri e altri ottocento utenti hanno condiviso foto d’epoca e scambiato battute. In poco tempo le tradizioni brindisine sono state riportate tutte alla luce. “Qualcuno ha proposto di stampare tutte le foto che stavamo pubblicando ma non ci ho visto nulla di nuovo in questo così ho pensato che potevo si stampare, ma corredare ogni immagine con i commenti che sono stati scritti sotto”. In due mesi l’idea si è materializzata. Il libro si chiama esattamente come il gruppo virtuale, ha una copertina rigida di colore blu e viene continuamente aggiornato. “Chi lo vuole può ciccare su www.lulu.com, inserire il nome nella ricerca e scegliere le opzioni di stampa. Ci sono diversi prezzi, per tutte le tasche”.

Gianfranco Perri che presenta il suo progetto

Un membro del gruppo che sfoglia il libro



BRINDISINI LA MIA GENTE

INDICE Al cinema Banco di Napoli Birreria Ricchiuto Bombardamenti Cantine Che fare con la nostra costa Chiostro San Benedetto Ciccio ti li passatiempi Collegio navale e Teatro dei misteri Complessi beat Anni ‘60 Culiermu Desiré a mare Ferdinando Cocciolo Fontane di Piazza Cairoli Fotografi I Gran caffé Il Calvario Il cinesino che muoveva la testa

Il Monumento La Chiazza La fontanella dei giardinetti La torre dell´orologio La vendemmia che fu Largo Angioli e lu Napulitanu Marimisti e Fontanelle Palestra Boxieri Piazza del popolo Piazza Dionisi Piccolo Bar e dintorni Presidio e dintorni Santa Pulinara Sciabiche Spiditu Pennetta e la Pallacanestro Trapuranella e Capurussu Via Cittadella Via Maestra Via Paolo Sarpi


BRINDISINI LA MIA GENTE

Al Cinema

Giovanni Membola Il cinema Eden in Piazza Cairoli dal 1925 Giovanni Membola Il cinema "Eden" che nel 1936 fu denominato "Impero", per disposizione del regime fascista.


Gianfranco Perri Il cinema Impero in Piazza Cairoli, rimase aperto fino al 1966: 30 anni esatti della nostra esperienza di brindisini. Giancarlo Cafiero Prima della guerra si chiamava Eden, poi siccome un generale inglese si chiamave appunto Eden, per ordine del fascio si chiamó Impero, quello che Mussolini voleva conquistare. Il signor Grassi, proprietario, poi chiamó il vecchio PolI ‐appunto‐ Eden, in ricordo. Cosimo Guercia Da ragazzo ho visto tutti i films dei tempi di Roma, da Ercole, a Maciste, mi accompagnava mio padre e mi raccomandava a Don Mimi' figlio del propietario. Gianfranco Perri Cosimo, mi sa che un pò di volte siamo stati conteporaneamente a vederli quei films all`Impero! Anche perchè a quel tempo li si poteva vedere due o tre volte di seguito senza dover uscire dalla sala. E così quando pioveva o faceva freddo era l`occasione per trascorrervi tutto il pomerigio fino alla sera. Cosimo Guercia In effetti io me lo vedevo due volte, si andava dall'apertura quando andavano tutti ragazzi. .

Cosimo Prudentino Il distributore di benzina di Piazza Cairoli Roberto Guadalupi Si vede il vecchio cinema Impero alle spalle del distribuitore: la costruzione chiara sulla destra della foto. Annarita Spagnolo Sapete che mio zio era quello che vendeva i biglietti? Cosimo Guercia Era quel signore con gli occhiali un po' robusto, che ha continuato a stare alla cassa anche al Nuovo Impero?


Annarita Spagnolo No, mio zio si chiamava Domenico Guadalupi, era un signore molto alto, ma non aveva gli occhiali. Quello che è stato anche al Nuovo Impero era la maschera del vecchio Impero e si chiamava Vituccio. Pino Spina Quel cinema era un pidocchietto, ci facevano i films di Ercole e Maciste, dall'altra parte della piazza c'era l'Arena Italia. Roberto Guadalupi Giusto! L'Arena Italia e, più giù, l'Arena Adriatica! Pino Spina Si, ...grande l'Arena Adriatica. Cosimo Guercia Ai miei tempi chiamavano pidocchietto al Poli. Gianfranco Perri Peró il Cinema Impero ha fatto partre di tutti noi Brindisini, dal 1936 al 1966. Lí hanno anche fatto Via col vento, Giulietta e Romeo, La donna che visse due volte, ...e tanti altri. Pino, adesso posto una foto un pó piú bella dell´Impero.

Gianfranco Perri Il Cinema Impero nel suo periodo glorioso con il film Romeo e Giulietta Pino Spina Incredibile!! Roberto Guadalupi Eccezionale! Pino Spina Gianfranco, purtroppo quando ci sono andato io, meglio mi portavano, non era piú un granchè di cinema.


Gianfranco Perri Hai ragione, era poi decaduto, ma ha avuto i suoi anni di gloria. Comunque i film di Sansone, Maciste, Ercole e quant´altri, per noi ragazzioni di 6 o 7 anni erano il massimo dell´avventura. E a quel tempo si entrava e si usciva dal cinema senza orari specifici e noi ci trascorrevamo i pomerigi domenicali invernali dalle 2 alle 8 vedendo i film 2 o 3 volte. Enrico Sierra Il cinema Impero di Grassi e' un ricordo che mi porta all'infanzia. Fritta da Romanelli o cinema Impero? Difficile scelta, perche i soldini erano pochi. Stella Montanaro Qui ho visto "In ginocchio da te" e fumavo orrende sigarette alla menta " Pack". Roberto Guadalupi Allora esistevano veramente le Pack? Io pensavo fossero frutto soltanto di qualche mio incubo onirico! Antonia Ostuni Pure io ho visto li ¨In ginocchio da te¨, ...avevo vent´anni! Antonia Dell'Aglio Figurati se non l'ho visto io! Adoravo e adoro ancora Morandi e Stella ne sa qualcosa. Stella Montanaro Ahahahahah!!!!!!!!!!!! Roberto Guadalupi E´giusto: Non era un granchè!... Ma quello passava Brindisi: il vecchio Impero, il Mazari, l'Astra e il Poli! Non c'era molto da scegliere! Gianfranco Perri Anche il Di Giulio, dove tutti vedemmo ¨I dieci comandamenti¨. Raffaele Mauro Con Olga, la mitica cassiera del Di Giulio.

Imbriani Ugo Cinema Di Giulio Cosimo Guercia Questo locale adesso e' del comune e sta andando in rovina. Potrebbe essere messo a disposizione della comunitá! Imbriani Ugo Infatti! Roberto Guadalupi Sacrosanto! mi era semplicemente sfuggito. Il Di Giulio con la bigliettaia bionda della quale si vedeva appena la faccia.


Stella Montanaro Io ¨Iieci Comandamenti ¨li ho visti in un cinema all'aperto nei pressi della stazione ferroviaria, però non ne ricordo il nome. Roberto Guadalupi Troppo facile: Arena Italia! Raffaele Mauro Sbagliato Roberto! ...10 flessioni. Il cinema all'aperto che ricorda Stella vicino alla stazione era il Lucciola: dopolavoro ferroviario. D'estate capitava che sul più bello sentivi il fischio del treno che entrava in stazione. Antonia Dell'Aglio Ha ragione Raffaele, l'Arena Italia era dove ora c´è la Banca Apulia a Piazza Cairoli. E l´Adriatica, giù a corso Garibaldi, dove ora c'è un garage.

Gianfranco Perri Cinema del Dopolavoro ferroviario ­ 1936 Alessandra Miceli Bellissima foto... Cosimo Guercia Dopo la guerra, questo cinema del dopolavoro ferroviario si chiamava Eden. Raffaele Mauro Cinema Lucciola! Cosimo Guercia Raffae´ hai ragione, non mi ricordavo. Gianfranco Perri Raffaele, complimenti. Invidiabile memoria. Però adesso mi sorge un dubbio (la mia memoria non è invece da invidiare): Lucciola era il nome del cinema prima dell`Eden o l`Eden lì non c´è mai stato?


Cosimo Prudentino Cinema Mazari inaugurato in Piazza del Popolo l´11 Maggio 1914

Giovanni Membola Per chi vuole conoscere di piú sulla la storia dei cinema e dei teatri a Brindisi nel '900: http://www.brindisiweb.it/storia/teatri_900.asp Cosimo Guercia Ed all´uscita dal cinema tutti da Romanelli per la fritta! Raffaele Mauro Ragazzi il cinema Mazari! Prima al cinema e poi la mitica fritta di Romanelli. Li ho visto Psyco, il mio primo Hichtcock. Ernani Nani E fuori dal cinema c'èrano i vecchietti con il carrettino delle caramelle. Raffaele Mauro Ma quali caramelle Erná, ...lupini e menduli, lu nonnu di Pino Argesi prima, e lu tani ti li gemelli doppu, quiddu iertu, siccu siccu. Gianfranco Perri Si chiamava Francioso, il figlio veniva alle elementari con me, alle scuole San Lorenzo.


Imbriani Ugo Cinema Mazari in Piazza del Popolo

Cosimo Prudentino L´Arena Italia in Piazza Cairoli Raffaele Mauro Si intravede lo schermo dell'Arena Italia, era praticamente dipinto sul muro. Cosimo Guercia Raffaele, in effetti si nota benissimo lo schermo dell'Arena Italia.


Linda Forleo Potete mettere un segno e dire cos'è? Annarita Spagnolo Linda cara, a destra della foto, oltre le palme, ci sono dei palazzi e al di là si vede un quadrato bianco: era lo schermo del cinema all'aperto Arena Italia. Lì vicino all'angolo tu hai avuto il negozio. Noi due eravamo abituè dell'arena Adriatica. Ti ricordi il palchetto? Giuseppe Creti Se non sbaglio affianco c´era una tipografia. Cosimo Guercia Si, oggi quella tipografia si chiama Editrice Brindisina, e si trova sul ponte che va al rione Bozzano. Giuseppe Creti Grazie Cosimo! Antonia Ostuni Mia nonna abitava dietro a cinema. Io ero ragazzina e mi ricordoche andavo sul terrazzo e mi guardavo il cinema gratis... Bei ricordi! Roberto Guadalupi Alla prima vetrina all'angolo, aprirono un negozio in cui si vendevano i primi oggetti in moplen, quelli della pubblicità di Gino Bramieri in televisione, la plastica prodotta alla Montecatini! Raffaele Mauro E De Candia, il papà di Francesco, anche i primi televisori. Cosimo Guercia De Candia aveva il negozio in via Afredo Cappellini, poco prima di uscire a Piaza Cairoli. Abitava in Via Cavour 27 e venne a Brindisi con Ficco il quale aprí anche lui un negozio, di eletricita' e successivamente di elettrodomestici, attualmente ci sono i figli. Erano baresi entrambi. Brindisi, come si sa, e' amante dei forestieri, come dice il detto. Roberto Guadalupi Visto che lo avete nominato: qualcuno ha idea di che fine ha fatto Francesco De Candia? Grazie! Raffaele Mauro Vivo e vegeto, è a Brindisi Roberto, gli porgerò i tuoi saluti. Tra l'altro è nel gruppo e lo trovi anche in Fb. Roberto Guadalupi Proverò a rintracciarlo. Chisá se si ricorda di me! Michele Toscano Scusate, ma la foto non é dell´angolo Arena Italia. Alla vetrina dell'angolo c´era il parucchiere di mia madre! Anna, rilevato poi dal parrucchiere Mario! L angolo Arena Italia e' dove c'e' adesso la Banca Mediterranea, mentre in quest'angolo ora c'e' l´ MPS! E all'angolo la pizzeria al metro! Maccheroni! Cosimo Guercia In effeti non e' langolo dell´Arena Italia quando e stata postata la foto ero titubante. La via che si vede e' Via Alfredo Cappellini, e chiarissimo. L'amico Cosimo involontariamente ha scritto Arena Italia. Michele Toscano Grazie Cosimo, tutto potete dire ma a Piazza Cairoli, io ci sono nato nel 1965 e so tutto!!!! Cosimo Guercia Non c'e' di ché, ma Cosimo Prudentino si e' confuso senz´altro. Lui non si puo sbagliare, e' un bravo profesionista. Io sono nato dove adeso c'e' il Banco MPS, che confina all'angolo di via Cavour. Io abitavo propio li, c'era um portone e il palazzo era tutt´uno e difatti dal terrazzo mi affacciavo su piazza Cairoli sono sono andato via di lá nel 1959. Michele Toscano Dalla parte che affaciava a Piazza Cairoli, c'era Isidoro che noleggiava le auto e di fianco abitava la signora nini'! In quel palazzo, da piccolo io ed altri amici giocavamo alla guerra, poi un giorno ci trovarono davvero delle armi e da allora non ci siamo piu' andati! Cosimo Guercia Sai dove si trovano i figli di Isidoro? E' tanti anni che non li ho piu' rivisti. Mi sbaglio o tua sorella aveva la scuola di ballo di fronte all'impero? Michele Toscano I fratelli Isidoro li vedo in giro, Pino e' sempre al rione Bozzano! Ma quelli del ballo sono andati in quel locale negli anni 90, io ti parlavo degli anni dal 61 al 85.


Imbriani Ugo Arena Adriatica

Cosimo Prudentino Via Sacramento Roberto Guadalupi Via Sacramento? Piuttosto direi, meglio: Piazzetta Rubini (di fronte a casa mia) ed Arena Adriatica (si intravede l'insegna) in fondo! Cosimo Guercia La casa in fondo alla via era di una nipote di mia madre, non so se é ancora degli eredi di lei.


BRINDISINI LA MIA GENTE

Banco di Napoli

Maurizio De Virgiliis Piazza Vittoria e, a destra, Corso Garibaldi ­ Anni 60 Maurizio De Virgiliis Qui ci lavorava mio padre e quando uscivo da scuola andavo da lui per tornare insieme a casa. Ricordo che nella sala c'erano degli enormi arazzi sui muri e che nella tromba della scala che portava ai piani superiori c'era il busto del fondatore. Raffaele Mauro Maurizio, credo che il preside Lisi lo abbia recuperato. Maurizio De Virgiliis No, il busto adesso si trova nella nuova sede, al primo piano. Raffaele Mauro Scusa Maurì, ma con la velocità con la quale state postando ero rimasto alla scuola, ... mi ero perso la banca ahhahhahhhha! Angelo Di Presa Io abitavo a 150‐200 metri dal Banco di Napoli! Giuseppe Creti Quanto era bello quel palazzo! Cosimo Guercia Io abitavo sulla farmacia Doria in via Pozzo Traiano, avevo i balconi che affacciavano sul corso, quindi proprio di fronte al Banco di Napoli. Angelo Di Presa Io quasi affianco alla Chiesa di Santa Lucia. Sulla farmacia mi ricordo che abitava la famiglia Mazzotta, e che sotto avevano l'omonimo Bar!


Cosimo Guercia Abitava e abita la famiglia Rubino, del matematico brindisino al quale é intitolata la piazzetta al corso. Inoltre vi abitavano le famiglie Grassi del cinema Impero, fratelli e sorelle. Giuseppe Creti Cosimo, di fronte a casa tua c´era una tipografia e poi ad angolo c´era un barbiere, mio zio. Cosimo Guercia Si, si, era il mio barbiere poi si e' spostato andando in via Annuziata. La tipografia é tanto Enrico Sierra Quante volte passavamo vicino al Banco di Napoli, mattina, sera e, ...quando facevamo lu strusciu: suli, cu l'amici, e cu la zita. Giusy Tommasi Scusate ma questo e il Banco di Napoli? Ma quando era cosí? Cosimo Guercia Giusy si. Giusy Tommasi Ma a che anno risale? Che bello! Cosimo Guercia La foto sara' anni 60, a giudicare dagli alberi, che sono abbastanza piccoli. Noto anche un'auto Bianchiana, in effetti e' primi anni 60. Giusy Tommasi Infatti, ...e piazza Vittoria mi sembra immensa, ora si e rimpicciolita. Gianfranco Perri Dunque: l´attuale sede del Banco di Napoli e´stata inaugurata il 31 Luglio 1972, mentre l´anteriore sede, quella della foto, era stata inaugurata il 22 Novembre del 1931, inaugurata dal Re.

Marco Martinese Inaugurazione del Banco di Napoli il 22 Novembre 1931


Stella Montanaro Andava a prelevare? Annarita Spagnolo Brindisi nel 1931 era molto più signorile e meno paesana che nel 2011. Giancarlo Cafiero Non era il 1931, in quell´anno é venuto a brindisi il signor Benito Mussolini il quale non tanto andava d´accordo con il Re Savoia e non gradiva incontrarlo! Marco Martinese Questo non lo metto in dubbio, ma che vuol dire? Giancarlo Cafiero Il Banco di Napoli si inauguró nel 1933. Raffaele Mauro Giancá, ma quelle due fotografie l'ha fatti tui? Giovanni Membola No, il 4 novembre del 1933 si inauguró il Monumento, come da foto.

Giovanni Membola Il Re assiste alla sfilata per l´inaugurazione del Monumento nel 1933 Giancarlo Cafiero Questa è l´inagurazione del Banco di Napoli. Il Re fece due inagurazioni il 4 novembre del 1933, questa del Banco di Napoli e quella del Monumento. Giovanni Membola No Giancà, è il pomeriggio dell'inaugurazione del Monumento al Marinaio: ...dopo la colazione a bordo del piroscafo del Lloyd Triestino “Helouan”, i reali presero posto sul palco eretto di fronte a piazza Vittoria e alle ore 15 in punto iniziò la grande parata che vide ben 8000 tra militari e rappresentanti di associazioni sfilare davanti al sovrano... Giancarlo Cafiero Membola, ribadisco: questa foto è dell´inaugurazione del Banco di Napoli, il palco per l´inaugurazione del Monumento era situato sul piazzale del Monumento. Era sempre il 4 novembre del 1933. Gianfranco Perri 2 a 1: Palla a Giovanni! Giovanni Membola Ribadisco i giornali dell'epoca, consultati e fotocopiati con attenta ricerca, riportano che l'inaugurazione del Banco di Napoli avvenne nella prima parte della mattina del 22 novembre del 1931, quindi alle ore 11 il sovrano si recò a inaugurare il Monumento ai Caduti di Edgardo Simone, che era posto in piazza Dionisi (quello che oggi è in piazza SantaTeresa). Il palco reale fu collocato proprio sul lungomare:


... Il 4 novembre del 1933 invece, fu inaugurao il Monumento al Marinaio, con le celebrazioni nel piazzale inferiore. Nel pomeriggio, "...dopo il pranzo sulla nave “Helouan”, il re prese posto sul palco eretto di fronte a piazza Vittoria e alle ore 15 in punto iniziò la grande parata che vide ben 8000 tra militari e rappresentanti di associazioni sfilare davanti al sovrano. Alle 16.30 il re ripartì dalla stazione centrale non prima di ricevere un cestino di vimini raffigurante una nave, colmo di garofani, lavorato e donato dagli orfani di guerra. I festeggiamenti continuarono in serata con musiche di orchestre e di bande militari...". Le fonti sono Il Giornale di Brindisi e L'Indipendente, che riportano anche le foto degli eventi. Passo e chiudo. E per approfondire: http://www.brindisiweb.it/storia/inaugurazione_monumenti_re.asp Cosimo Guercia In quel portone che nella foto della sfilata si vede in Via Pozzo traiano, abitavo io. Il portone é sempre quello. Si nota la Cartoleria Carlucci e, dove c´era il Ferramenta, adesso c´é l´agenzia. Ernani Nani La cartoleria era di Lisco, non di Carlucci. Raffaele Mauro In quella ferramenta, avevano dei coltellini spettacolari. Cosimo Guercia Rafe' lo sai ce la ferramenta non c'e l'ho impressa nella memoria, la ricordo vagamente.

Gianfranco Perri Il Banco di Napoli ¨definitivamente¨ inaugurato il 22 Novembre 1931 Giuseppe Creti Bellissima! Andrea Viola Ad angolo con Piazza Vittoria per caso? Gianfranco Perri Esattamente! Pino Spina Tutti i bambini salivano per quelle scale, giravano dietro alle colonne e saltvano giù per terra. Annarita Spagnolo Bellissimo il palazzo dell'ex Banco di Napoli, ...sui gradini sedevano i ragazzi di sinistra e i primi capelloni, i contestatori locali. i genitori ci raccomandavano di non sedere mai e poi mai su quei gradini, come se ci fosse stato il diavolo.


Giuseppe Salvia Ma perchè fu abbattuto? Gianfranco Perri La ragione fu che l´edificio non era piú funzionale ai nuovi servizi bancari, anche se l´edifico aveva solo 40 anni! Peccato aveva un´architettura molto bella ed ormai apparteneva alla nostra memoria. Giuseppe Salvia Certo che era molto più bello di quello che c'è oggi! Cosimo Guercia A Brindisi no so purtati bi li belli cosi, li distruggunu, sono apatici, vedete quei pochi palazzi storici che sono rimasti in quale condizioni si trovano!

Arcangelo Taliento Il muro del Banco di Napoli ­ 1959 Arcangelo Taliento Appoggiati al muro del Banco Napoli, punto di ritrovo per vecchi amici: Addò 'ndivitimu stasera?...allu bbancu di napuli! Ernani Nani Il secondo da destra (?) è Bruno Cavalera, alias ¨brunu ti li favi¨ Silvio Melpignano Arca' quiddu ca stai terzu eti Pietru? Cosimo Guercia Arca' mitti li nomi! Sono dovuto andare sulla tua pagina per riconoscerti. Saluti da noi tutti. Silvio Melpignano Il primo a sinistra e' Arcangelo Taliento. Arcangelo Taliento Uhè, Silvio, ...vedo che hai occhio! Mò ti li ticu tutti li nomi: da sinistra, Iu, Angelo daccico, Canatuta Pietru, Roberto Montrone, Luciano Marolo, Bruno Cavalera e Marcello Sardella.... Cosimo, saluti a tutti anche da parte di Annamaria. Silvio Melpignano Arca' noni, canatuma Angelo D'accico!


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Birreria Ricchiuto

Imbriani Ugo Sulla sinistra la pizzeria della signora Marisa Gianfranco Perri Siamo in Via San Lorenzo. Ma allora si tratta della famosa pizzeria Ricchiuto? Raffaele Mauro E certo!!! Con la mitica Marisa e Rino. Imbriani Ugo Esattamente! Giuseppe Summa Certo, il giovedì ed il venerdì servono ancora la famosa trippa alla triestina e li brascioli cu lu sucu ahahahhah!

Raffaele Mauro E li panini con li curnali, li volantini, li bracioli, le pizze fantastiche. Giusè, io in quel posto ci sono praticamente vissuto, mi ricordo ancora il padre don Salvatore sotto la porta con le bretelle, e Rino, Marisa, Fortunato, Tina, Rosanna, ...eravamo pure vicini di cabina a Sant'Apollinare. Gianfranco Perri Le mie primissime ¨pizza e birra¨ con gli amici, appena indossati i pantaloni lunghi! Cosimo Guercia La scritta di Via Cesare Battisti. Raffaele Mauro All'angolo il laboratorio fotografico di Nino Zippo. Di fronte la vetrina del vecchio negozio di scarpe di Ciccio Stefanelli. Ma chi si ricorda cosa c'era prima di quella vetrina? Gianfranco Perri Una vendita di granite, o giú di li! Ed al primo piano la sede del Partito Socialdemocratico di Giuseppe Saragat.


Raffaele Mauro Gelati.....e ti ricordi le caramelle di zucchero, stendevano sul marmo la pasta e poi le tagliavano a quadretti.? Una goduria! Erano due signorine anziane. Gianfranco Perri Si, si, le ricordo, e come erano buone! Angelo Di Presa Gina, prima che si spostasse al chiosco? Comunque una gelateria! Raffaele Mauro No no, il chiosco di Gina c'era già, erano due vecchine. Gianfrà io in via San Lorenzo ci ho abitato dall'età di cinque anni, e vissuto fino a...., lasciamo perdere ahhahhaha! Patrizia Vantaggiato Peccato che la libreria Paolina si sia trasferita in un altro rione. Antonio Miglietta La strada è leggermente in discesa, per questo si diceva "scindimu allu corsu". Ernani Nani Raffaele, ma Fortunato che fine ha fatto? se non sbaglio era andato in inghilterra. Raffaele Mauro No Erna´, è in Svezia ormai da moltissimi anni. Giuseppe Summa Ora vi pubblico la foto di Marisa.

Giuseppe Summa Marisa con i suoi insuperabili volantini......facitivi li uecchi! Raffaele Mauro Marisaaaaaaaaaaaaaaaa. Na´ birra rossa Marì! Giuseppe Summa Stasera nienti birra, ci vuei....... na pallina di risu! Raffaele Mauro Giusé.... pigghitila tui la pallina....... Giuseppe Summa Mannaggia! E´ catuta a nterra, aiutami a cercarla....ahahahhah! Cosimo Guercia Non l'avrei conosciuta Marisa! Giuseppe Creti Vagnú lu cchiú bellu rigali ca ma pututu fari stasera cu vesciu Marisa. Bravo Giuseppe! Bella!


Giuseppe Summa Quanto prima vi faro' vedere anche Rino. Raffaele Mauro Giusé, non sta bene Rino. Giuseppe Summa Non si era rimesso? Raffaele Mauro Insomma! Giuseppe Creti Quantu mi dispiaci. Vagnú, un´favori. Datinci un´baciu a Marisa da parte mia, ed un saluto, e ditegli che é da parte di Giuseppi, lu figghiu ti cumpá Toto. Grazie a tutti voi! Giuseppe Summa Sarai servito. Giuseppe Creti Grazie. Pino o Giuseppe? Elda Fontana Signora Marisa, anche se non ti conosco mi piaci un mare! Vorrei averti come mia Zietta preferita! Un sincero bacio. Emanuela Quaranta Se volete posso riferire io, dato che ci lavoro da 10 anni e ora forse sta chiudendo. Gianfranco Perri Per riferire su Brindisi ed i brindisini non hai bisogno di una richiesta e tanto meno di un permesso, quindi fai pure! Annarita Spagnolo Marisa è la mia amica da sempre, quanti risati insiemi, ma da quando Rino non sta bene non è più lei. Allora Emanuela dille che la abbraccia Annarita che con i figli "battivamo i piedini alla 'garbatezza"...che lo è.

Giuseppe Summa ... Oppure...... na bella spina a do Ricchiutu! Cosimo Guercia Bravo Giuseppe! Angelo Catalano Prima la fritta da Romanelli e poi un boccale di birra da Ricchiuto......e vai!!!!!!!! Giuseppe Summa Vedo che hai imparato la lezione ahahahhahah. Ernani Nani Un pezzo della nostra storia, io portavo la ¨ncartata¨ della mortadella da mettere nel calzone, a mio padre piaceva solo così.


Maurizio De Virgiliis Chiude un altro locale che ha fatto storia a Brindisi

Marina Barracchia Non ci voglio credere, ...i miei adorati volantini e la rustica!! Marco Martinese Noooooooooooooooo, cavolo! ...Detto come và detto, ...'ndamu strafucatu di rrobba! Remo Simoniello Senza detto o non detto: Romanelli era famosa, pì la pizzella a cinquanta liri e Ricchiuto, pì la pizza rrostu a cientu liri. Forse parlo di un tempo remoto! Domenico Guarini É il simbolo di una città che sta morendo. Remo Simoniello Senza dimenticare la Cantina ti Pinu Maciste alla Via Lata... purpetti e brascioli ti cavaddu! Giulia Cesaria Che peccato! ...Un pezzo di storia che se ne va. Lucia Tramonte Da piccolissima, da Ricchiuto mi veniva servito pane, bullo e billa. Cosimo Guercia Li sfilatini eruno formidabile,e poi nna bella birra alla spina. Stella Montanaro Ma perchè? ...così improvvisamente? E' un dolore grande! ...E poi Marisa, Rino, le chiaccherate ironiche, sarcastiche e intelligenti su questa città che ormai è un residuo di quella che era una volta. In realtà erano un baluardo della brindisinità, mi ripeto ma per me questa notizia è stata dolorosa. Là dentro ci lascio ricordi affettivi per me importanti: la figura di mio padre, le serate con gli amici, la tappa obbligata con le mie figlie ogniqualvolta tornavano da Bologna, i panini inimitabili per le cene del sabato sera quando non si aveva voglia di andare fuori, e poi i panpizza! Margherita Falco Un vero peccato, perchè tutto deve cambiare? Finire?


Remo Simoniello E come posso dimenticare la famosa "pizza arrostu " a lire 100. Mi piange il cuore, un altro pezzo di Brindisi che muore! Giovanni JayRoots Conte Io purtroppo l'ho scoperta solo pochi anni fa e anche se quando un mio amico mi ha portato la prima esclamazione è stata: "vincè ma ddo ma purtatu?", lì ho mangiato la pizza più buona di Brindisi. mi dispiace davvero tanto. Ma per quale motivo chiudono? Maria Gabriella Maramao Peccato, è sempre un dolore assistere alle chiusure delle " saracinesche" storiche. Chiusura per quale motivo? Crisi? Calo fisiologico o cosa? Gianfranco Perri Credo che purtroppo questa chiusura sia una diretta conseguenza delle delicate condizioni di salute di Rino. Uomo Brindisi Purtroppo sembra che ci siano seri problemi di salute dietro la chiusura!!! Marco Martinese Raggiunti limiti di età, mi sa che gli acciacchi non permettono più di continuare. Remo Simoniello Ho letto sul giornale, causa età, ...non sò altro. Purtroppo nessun Ente interviene per salvare un pezzo di storia brindisina... Anche a rilevarlo e darlo in gestione, mantenedone il nome, Ricchiuto fu la prima pizzeria a Brindisi, famoso per la sua pizza e per la birra nera. Nel '49 aprì Romanelli. Franco Profico Io con Rino mi vedo spessissimo, ma sinceramente non lo sapevo. Appena lo incontro, voglio sapere come stanno le cose. Rino, circa un anno fa, è stato molto male, ma poi nel corso dell'autunno e dell'inverno, si è molto ripreso. Annarita Spagnolo Ho parlato con Marisa, i motivi sono vari, non unico quello della salute di Rino, la stanchezza di portare avanti un'attività così grossa, il locale da ristrutturare, la crisi che ormai dilaga ovunque, tanti anni di attività sulle spalle purtroppo si fanno sentire.

Roberto Guadalupi Mi permetto aggiungere: date un'occhiata al numero di telefono!


Brindisi Bicicletta Birreia Ricchiuto (?) – Anni ´50 Raffaele Mauro Si, è la pizzeria Ricchiuto, allora il forno era sulla sinistra, quello è stato il primo pizzaiolo.

Brindisi Bicicletta Bravo Raffaele, ti ricordi abbastanza bene. Raffaele Mauro Si, il pizzaiolo, adesso ho un amnesia, non mi ricodo il nome, ma lo incontro quasi ogni giorno abita in via Lata. Quante pizze mi ha fatto ahhahhahhahha! Giancarlo Cafiero Amici vi comunico, con sommo dispiacere, che la Pizzeria Ricchiuto a Brindisi in Via san Lorenzo, ha chiuso definitivamente. Un gran dolore al cuore! Cosimo Guercia Come mai é stata chiuso l'attivita' ? Peccato! Raffaele Mauro Menaaaaaaaaaaaa! Giuseppe Summa Mi spiace che Ricchiuto abbia chiuso. La pizzeria Gino's si trovava in via Pergola dove ora c'è la pasticceria di Gianni Milani, e comunque la bambina non è Marisa, non poteva esserlo per motivi personali. Annarita Spagnolo Con la chiusura della Birreria Ricchiuto si chiude una pagina di Brindisi che fu, ritrovo di sportivi, di professionisti, di brindisini che tra un volantino e una birra alla spina commentavano la vita della nostra città. A Marisa e a Rino, amici carissimi, un grosso abbraccio alla "Saluti bedda".


“A Ricchiuto” di Aqvila Blv Da stradecchia stretta e longa, ntitulata a San Lorenzu, ntra sti giurni mi sta pari tristi e scura, ci nci pensu. ...Pi tant’anni hamu tinutu nu locali assai speciali, ca ci stava a n’atra vanda sapi c’era ddivintari. Ci tinivi quarche spilu, o na botta di pitittu, a do Ricchiutu sce spicciavi, “Birreria” nci stava scrittu. Stava Rinu sempri tisu, annanti e andretu allu banconi, cu lu baffu spittinatu, ca critava allu vagnoni. Quandu poi nc’era Marisa, ca facia lu principali, a dà intra era na risa, frati e soru, iattu e cani! Però, sangu di cainu, quandu anchivi lu bicchieri, sacciu iu comu scindia lu volantinu, ce piaceri! E la “rustica”? E la trippa? E li panini a tutti l’ori? E li panpizza e li bracioli? Ce ricuerdi, ce sapori! Quantu genti hannu trasutu intra du postu nfumicatu, quant’amici, quant’amori, quanta tiempu spinsiratu! Ieri sera hagghiu passatu, già sapia ca si nde sciutu, ma vulia liggia arretu “Birreria a do Ricchiutu”! Patrizia Vantaggiato Questa poesia è pubblicata su www.brundisium.net Non sapevo come fare e l'ho copiata, da leggere per tutti e complimenti ad Aqvila Blv. Cosimo Mimmo Guercia Patrizia sulla pagina a destra, sotto aggingi amici, trovi il pulsante crea documento. Se la metti li é piú facile aberla sempre a portata di mano per leggerla da parte di tutti. Gianfranco Perri Grazie patrizia, é in effetti molto bella. Cosimo Mimmo Guercia E' un'altro di negozio piu antico di brindisi l'abbiamo perso, era un punto d'incontro per i brindisini. Raffaele Mauro Il mondo si evolve una volta c'erano la cantina di Schurzedda e Pino Maciste, tante vecchie "bandere" che popolavano la nostra città. È un pezzo di brindisinità che scompare, ma nulla potrà soppiantarla nella nostra memoria. Le battute di Rino, i saluti affettuosi di Marisa i mitici volantini. Sono praticamente nato e vissuto in via San Lorenzo, per molti anni i ritmi della mia vita sono stati scanditi dal rumore della serranda di Ricchiuto che si abbassava e dai discorsi degli ultimi avventori sotto le mie finestre, ....e poco dopo l'incessante sciamare delle Ape che facevano la spola con piazza mercato, le contrattazioni delle cassette della frutta... Ora è tutto silenzio, ...un brutto silenzio, un silenzio di morte per il nostro centro storico. Annarita Spagnolo Nessuno mai potrà sostituire iu fratelli e le sorelle Ricchiuto, la loro brindisinità e spontaneità hanno creato il mito della loro birreria anche tra gente che si è trovata per caso ad entrare nel locale per una pizza ed una birra ed ha portato via un ricordo semplicemente unici.


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Bombardamenti a Brindisi

Giovanni Membola Via Cittadella, e al fondo Via Santa Aloy, all´alba del´8 novembre 1941

Cosimo Guercia Le abitazioni bombardate Roberto Guadalupi Bombardamenti della guerra? Gianfranco Perri Durante tutto il 1941 Brindisi subì numerosi e tremendi bombardamenti, in particolare nel mese di novembre quando dal 7 al 21 le incursioni furono praticamente continue.


Cosimo Guercia Palazzo della Gioventú Italiana del Littorio su Corso Umberto I°

Palazzo Virgilio, prima Majestic, prima Jolly, e ...prima dei bombardamenti, GIL


Annarita Spagnolo Mia madre era in viaggio di nozze, e dovette tornare in tutta fretta per paura che la sua nuova casa fosse stata bombardata. Gianfranco Perri Il più potente e distruttivo degli attacchi aerei subiti a Brindisi fu quello della notte tra il 7 e l'8 novembre 1941. L'incursione iniziò a mezzanotte circa e durò poco più di 5 ore, un attacco condotto da una formazione di bimotori inglesi provenienti da Malta con l'obiettivo di smantellare le fortificazioni del porto e la base navale del Castello Svevo. Tutta l'area di via Cittadella nel centro storico della città fu rasa al suolo e ci furono decine di vittime e centinaia di feriti. Annarita Spagnolo Alla fine di via Castello c'è un largo che si chiama Della Volta, dov'è ancora possibile notare una parte di muro bombardato, per anni è rimasto puntellato con dei grossi pali di legno. Gianfranco Perri Mia madre quella notte stava a casa di sua nonna, in Via Santa Aloy angolo Via Lucio Scarano, e la bomba cadde in piena casa. Mia madre solo un minuto prima aveva fatto uscire i nonni per andare a casa sua, in Via Rodi. Erano ancora sul marciapiedi di fronte alla casa quando la bomba la colpí in pieno e la fece crollare completamente.

Giovanni Membola ...Quella notte, le bombe caddero anche in Via Indipendenza (foto), nei pressi della chiesa dell'Annunziata, in via Santabarbara, in via Lauro e nella zona di via Santa Aloy. Annarita Spagnolo Ma questa che via è? Si nota una chiesa a sinistra, dopo le prime case. Gianfranco Perri Annarita, credo sia Via Indipendenza e la chiesa é quella di San Nicola, di rito ortodosso. Enrico Sierra Vi ricordate il forno verso Porta Lecce, dove morirono i proprietari che per avere rifugio si chiusero dentro proprio nel forno dove cuocevano il pane, li padelli cu liccozzi, ecc., ecc.?


Gianfranco Perri Enrico, adesso posto la foto dell´episodio al quale ti riferisci. Si trattava della Famiglia Martinelli.

Giovanni Membola ...In quella triste notte, tra il 7 e l 8 Novembre del 41, destò forti emozioni lo sterminio della famiglia Martinelli, sette persone rimaste sotto le macerie nell´abitazione di via Porta Lecce. Dopo quella terribile notte, circa l'80% della popolazione si trasferì per paura nei più tranquilli paesi della provincia, Mesagne ed altri. Gianfranco Perri In quella stessa notte, tra il 7 e l´8 Novembre 1941, fu colpito anche il palazzo della Gioventù del Littorio, sull'attuale area del Albergo Majestic, prima Albergo Jolly, vicino la stazione ferroviaria. Roberto Guadalupi Gianfranco, mi permetto dirlo solo per aggiornarti e giammai per correggerti: l'albergo, dopo una lunga ristrutturazione, si chiama "Palazzo Virgilio"! Gianfranco Perri Roberto, grazie e non c´é di che scusarsi, anzi é proprio uno degli obiettivi del gruppo quello di scambiarci esperienze. Del resto io vivo a 8000 chilometri da Brindisi da piú di 30 anni e, anche se ci torno spesso, non riesco ad essere certo aggiornato su tutto. Quindi, di nuovo grazie. Gianni Tanzarella Queste foto ci fa capire la grande pazzia di quei tempi. Gianfranco Perri Anche se sembra che purtroppo non abbiamo imparato granché! Credo proprio che il panorama attuale nelle cittá libiche non deve essere poi cosí diverso da quello della foto della nostra Via Cittadella di 70 anni fa! Domenico Guarini La pazzia di quei tempi? Gianni vedi che a pochi chilometri da qui i caccia bombardieri italiani stanno bombardando "il cattivo" e poi non facciamo niente per aiutare quelli che cercano di scappare da quell'inferno! Gianni Tanzarella Non facciamo niente? Bombardiamo chi uccide senza pietà la propria gente, ma di che stiamo parlando? Hai ragione Gianfranco, il mondo ha imparato davvero poco dalle due guerre, ma credo che la gente è stanca di dittature e di sopprusi, ecco che in quei paesi scoppiano le guerriglie che poi più o meno degenerano. Enrico Sierra Bravo Gianni sono con te!


Non fu risparmiata neanche la Cattedrale


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Le Cantine

Imbriani Ugo Via San Benedetto con a destra l´angolo di Via Alfredo De Sanctis Annarita Spagnolo Io ho abitato in Via Madonna della neve per tantissimi anni, fra il 1958 e il 1974, in un portoncino bassissimo quasi arrivando su Via San Benedetto. Dividevo la scala con un mio carissimo compagno di giochi, Bernardo Scarano ora medico in ospedale Perrino. E a proposito di botteghe strane, poi non vi dico quando andavo a comprare il vino alla cantina di "Vocca", scendevo gli scalini e in questo odore di vino e fumo mi avvicinavo sommessa al lungo banco dove Vittorio "Vocca", non so il cognome, mi travasava direttamente dalla botte il vino nel mio bottiglione. Ragazzi che esperienze! La cantina era proprio sulla destra di questa foto, subito all´inizio di Via San Benedetto, appena girato l´angolo, praticamente di fronte a Via Santabarbara.


Antonio Fox E´vero, un grande venditore della zona era Vittorio. Quante bottiglie di vino ho comprato in quella cantina che emanava un odore misto fumo‐vino. Ed a proposito di vino, chi si ricorda dell'altra cantina che si trovava all'angolo della strada che tuttora, va da San Paolo a via Santabarbara (non ricordo il nome) il cui proprietario aveva il soprannome "7 pinzieri", già molto anziano all'epoca? Quando andavo a comprare il vino, spesso la bottiglia stranamente, a casa non arrivava piena. Cosimo Guercia Antonio ¨7 pinzieri¨ aveva i vigneti e il vino era di produzione propia. Patrizia Vantaggiato All'incrocio tra via Santabarbara e via San Benedetto c'era appunto la cantina di ¨Vocca¨, Vittorio Pinto, questo il suo cognome. Si scendevano i gradini. Ricordo che vendeva oltre il vino anche i gelati. Attualmente i figli hanno realizzato lí un grande locale per feste o riunione di associazioni. Antonio Fox Non credo che siano i figli. Probabilmente saranno i nipoti, visto che i figli dovrebbero avere giá un'età molto avanzata. Patrizia Vantaggiato Sono i figli: Doretto e l'altro non ricordo il nome, lavorano presso la STP entrambi. Oggi ho chiesto notizie: i figli del signor Vittorio della cantina sono due e si chiamano Doretto ed Antonio. Sono quasi 10 anni che è morto il signor Vittorio, longevo nella sua vita e circondato dall'affetto dei figli. Cosimo Guercia A proposito dei commenti sulle cantine di Brindisi, queste due foto sono ad hoc!

Giuseppe Summa Evviva il vino buono! Gianfranco Perri Belle foto, Giuseppe! Proprio a proposito, come dice Cosimo! Abbiamo il nome del simpatico personaggio? Giuseppe Summa Dovrebbe chiamarsi Rodolfo.


Giancarlo Cafiero Alé.... Menza Banda... Vai cumpà !!!


Gianni Tanzarella Menza Banda, sempri mbriacu a stuezzi! Remo Simoniello Grande Giancà, ...Veramenti quandu mbivia era normali, raggiunava a modu sua, ma raggiunava. Lu fiaccu era quandu scia all'urmu! Cosimo Guercia Peró a Brindisi di cantine ce ne sono state molte. Al centro in via Saponea c'era la cantina di Savina. Piu avanti c'era un´altra cantina prima di girara per via Benedetto Marzolla, Uecchi di Sampaolo era il soprannome del propietario a causa ti li uecchi pisciati. E per poi in via Bari c'e ancora la cantina di Cietta, attualmente gestita da una persona anziana che la ereditó da suo padre del quale non ricordo il cognome. Silvio Melpignano Alcune cantine peró ve li siete dimenticate, in via Lenio Flacco, abbasciu alla marina, c'era Navi, poi stava Checca che negli ultimi anni si mise a friggere pure il pesce, in via Sciabiche c'era una che apriva soltanto un paio di mesi l'anno perche' finiva il proprio vino ed era soltantu neru e si chiamava Peppu lu poppitu! Alla cantina ti Navi, cliente fisso era Rutu Rutu, barcaiolo per il villaggio pescatori, che quasi ogni viaggio si faceva un bicchiere di neru. Pino Spina Un'altra cantina era in via Pergola. Imbriani Ugo Negli anni ’50 e ’60 a Brindisi i locali in cui veniva venduto il vino al dettaglio, venivano chiamate “cantine”. Nel centro, tra San Benedetto e Santa Aloy, ve n’erano due molto conosciute ed apprezzate, gestite da due signori i cui soprannomi erano “Vocca” e “Setti Pinsieri”. Quella del signor Vocca era la più vicina alla mia abitazione e lì mi recavo quasi ogni giorno per comprare il vino. Per accedere al locale, assai vecchio e fatiscente, bisognava scendere alcuni gradini, il soffitto a volte a crociera era diventato nero come il vino, perché non era mai stato tinteggiato dalla seconda guerra. In fondo al locale una porta finestra dava in un cortile poco usato, infestato da erbacce e pieno di vecchie botti e tinozze di legno in cui trovavano rifugio le lucertole, i topi e gli scarafaggi. Il signor Vittorio detto Vocca camminava come se fosse affetto dalla “putarica” ossia i piedi piatti, ma il motivo era che durante la guerra venne fatto prigioniero e deportato in Germania, dove, a causa del freddo intenso, gli si erano congelate le dita dei piedi. Quando andavo a comprare il vino, mi portavo una bottiglia di vetro scuro, sempre la stessa e alle volte con il residuo del giorno precedente, e per lo più acquistavo il bianco o il rosato, in quanto il rosso era un po’ pesante e soprattutto per il fatto che se cadeva qualche goccia sulla tovaglia lasciava una macchia tale che non c’erano detersivi (a quel tempo la miticina o la saponina) che riuscissero a toglierla. Due grosse lampade appese al soffitto e collegate con del filo elettrico a treccia, illuminavano l’ambiente. La sera, intorno a dei luridi tavoli, si riunivano li “mbriachi”, come noi li chiamavamo, ossia i bevitori di vino che, prima di recarsi da Vocca, passavano dal casotto di “Giovanninu ti li stuezzi” in piazza mercato o da qualche altra salsamenteria per comprare qualcosa da mangiare (la ‘ncartata) e che legasse con il vino. Alle volte gli preparavano qualcosa le mogli, in genere “purpetti o brascioli”. Loro si che bevevano il rosso! Si giocavano i bicchieri con le carte napoletane, a “passatella” o a “patrunu e sotta”. Il Vocca, appena si rendeva conto che il vino incominciava a fare effetto, lo allungava con l’acqua, sicuro che nessuno dei suoi avventori se ne sarebbe accorto. Non sempre la serata finiva in modo tranquillo, anzi, il più delle volte i fumi dell’alcool li rendeva litigiosi e volavano spintoni e alle volte anche botte da orbi. I più comunque, anche se barcollanti, riuscivano a trovare la strada di casa, mentre per chi si riduceva “mbriacu a piezzi”, l’unica possibilità per tornare a casa era un carretto che il cantiniere usava per spostare piccole botti all’interno del locale. Gli amici, quelli un po’ più sobri, caricavano l’ubriaco, che nel frattempo si era addormentato, sul carretto e lo portavano a domicilio e, come un sacco postale lo scaricavano davanti alla porta della sua abitazione, dopo aver bussato tornavano alla cantina per restituire il carretto al Vocca. La moglie e i figli uscivano, prendevano il loro congiunto e lo trascinavano in casa e, tutto vestito, lo buttavano sul letto dove vi restava diverse ore finché non smaltiva la sbornia. La cantina di Vocca possedeva anche una ghiacciaia, in verità altro non era che un grosso vascone in lamiera dove, in estate, vi metteva, insieme ad un blocco di ghiaccio, alcune bottiglie di birra e vino che così poteva servire ben fresche ai suoi clienti. Noi ragazzi andavamo a trovare il Vocca, perché ci regalava le “ramicche” ossia i tappi di rame a corona delle bottiglie di birra e bibite varie, con cui noi giocavamo scambiandocele come fossero figurine di giocatori, e valorizzandole a seconda della loro rarità. Vicino alla chiesa di San Paolo c’era l’altra cantina che ho menzionato prima ossia quella gestita da “Setti Pinzieri”. Io la conoscevo poco, perché era un po’ lontana da casa mia e lì mi recavo solo per chiedere qualche “ramicchia”. Lui era un uomo ormai avanti con gli anni, aveva i capelli bianchi e un bel paio di baffi, bianchi anch’essi e rivoltati all’in su. Questa cantina era più pulita, le pareti erano piastrellate, i tavolini per quattro persone sempre puliti, molto ordinata e pavimentata a mosaico. Non ricordo altro, anche perché , essendo “Setti Pinzieri” un po’ avanti con gli anni fu chiusa dopo breve tempo. Estratto dal libro: Brindisi racconta di Antonio Piazzolla & Ugo Imbriani.


Raffaele Mauro Lu Pici Raffaele Mauro Questo signore era detto Pici, al secolo Laufuenti Rocco, che al tempo del reverendo De Marco, il quale gli dedicò la poesia ¨Lu Brindisi ti lu Pici¨, era famoso per le sue colossali sbornie. ...Uh! quantu sinti beddu vinu mia! ...Quandu va passi tu ntra stu cori! Cosimo Guercia ...Mieru, mieru, fatti qua beru quantu di vesciu tanta ndi mbevu! Raffaele Mauro Uh! quantu sinti beddu vinu mia! Andrea Viola Congratulazioni, bellissima poesia davvero!


Summa Peterson Stefania The Brindisi wine festival ­ August 1967 Foto di Bob Haines Carlo Rogoli La festa dell'uva. Summa Peterson Stefania Quiddi si che erano i giorni! Cosimo Guercia Grazie Stefania per le tue bellissime foto, mi stavo caricado le tue foto, non sapedo che ti eri iscritta alla pagina. Giuseppe Summa Bella festa, ma divenuta pericolosa per motivi d'ordine pubblico. Fu' abolita, ...mbriacate e risse a caratizza. E gli americani, non me ne vogliano, diventavano molto arroganti sotto l'effetto di lu mieru. Summa Peterson Stefania Ahahha, ...Pino attenzione con gli americani! Lo sai che mio marito e' americano! Cosimo Guercia Stefania sono d'accordo con te, Pino ha fatto un commento non appropiato. Secondo me erano anche i brindissini ad approfittare del vino! Annarita Spagnolo Questa era la famosa festa dell'uva e del vino organizzata dall'allora presidente dell'ente del turismo, dott. Rolandi, con spettacoli molto belli di musica e balletti da tutta Europa.


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Che fare con la nostra costa...

Maurizio De Virgiliis Cosa ci fareste su questo suolo se diventasse proprietá comunale? Raffaele Mauro Non solo su quel suolo Maurì, ma su tutto l'isolotto fino al canalone. E comunque non facciamo sempre gli stessi errori: ci vuole un progetto unico che comprenda anche il porticciolo, l´area ex Estoril, la spiaggia della marina , babylandia e, naturalmente, il forte. Altrimenti si fanno sempre le stesse minchiate senza arte ne parte. Un uso intelligente di tutta quell´area, con una viabilità di collegamento con l'aereoporto, l'ex piscina di Materdomini, la batteria. Ma ti rendi conto da queste poche righe di quanti tesori ci sono concentrati in quell'area? Michele Toscano Abbiamo tanti tesori, ma senza un buon tesoriere non valgono nulla! Indiciamo una ricerca in tutta Europa di qualcunop in grado di far rinascere e gestire tali ricchezze, visto che noi brindisini non siamo in grado! Giovanni JayRoots Conte Io in tutta l'area che citava Raffaele farei un parco naturale dove far passare i brindisini e i turisti con pullman ecologici e magari dei traghetti, un vasta area di verde e pace, magari nel mezzo ci piazzerei qualcosa tipo un centro relax per tutta la famiglia, insomma tutto nel rispetto della natura che diventa sempre meno accessibile a Brindisi. Raffaele Mauro Michele, se mi consenti, è proprio l'attesa messianica di un leader che è sbagliata, oggi è possibile partecipare da cittadini, con le associazioni e con i gruppi, alle decisioni che riguardano la nostra città. E´ questo abuso della delega dei cittadini ad amministrare che ci ha portato in queste condizioni. Senza la partecipazione dei cittadini, vera propositiva e se vogliamo anche conflittuale, non c'è democrazia, e senza democrazia si muore. Stefano Albanese Raffaele, hai perfettamente ragione, riappropriamoci del nostro territorio, la delega in bianco a nessuno, i cittadini siano protagonisti! Andrea Viola Scusate, la zona ho capito dov'è, ma non ho capito di preciso qual'è il suolo. Stefano Albanese Ma questa e' la colmata dove vorrebbero fare il rigassificatore ovvero a Capo Bianco, o sbaglio? Mi correggo, mi pare che sia vicino il castello Alfonsino, nei pressi della diga. Raffaele Mauro No, questo è affianco al vecchio faro di Punta Ris, fra il vecchio faro e la diga vecchia, poi proseguendo si arriva al canalone che costeggia forte a mare. Stefano Albanese E' ancora demanio militare quindi! Andrea Viola Non credo siano i progetti a mancare: convegni, studi e proposte si susseguono continuamente (ed è bene che sia così!) ma non posso non notare che i risultati applicativi tardano ad arrivare. Ad esempio, ho un articolo relativo ad un workshop presentato all'inizio di quest'anno, secondo me uno dei più interessanti mai realizzati. Si tratta di iniziative lodevoli, ma se non si dà concreta applicazionei ai risultati di questi studi, questi rischiano di restare progetti chiusi nel cassetto. Dopo tutto il lavoro che é stato fatto per realizzarli!


Stefano Albanese Andrea di quali progetti parli? Commissionati da chi ? Illustrane qualcuno. Raffaele Mauro Non ci sono pregetti per quella zona, a parte le cazzate del vecchio presidente dell'autorità portuale e che comunque riguardavano solo la viabilità. Andrea, se leggi con meno superficialità ti rendi conto che il dicorso è molto più complesso, si tratta di pianificare un intervento che valorizzi tutta l'area e comunque dia indicazioni. Andrea Viola Raffaele, non c'entra la superficialità, almeno da parte mia, credo. Nel commento non mi riferivo a quella zona. Io parlavo di progetti per la città in generale e mi era venuto in mente un workshop realizzato da Sealine Lab e che è stato presentato a gennaio di quest'anno. Me lo ricordo bene in quanto conteneva delle proposte molto interessanti per diverse aree della città ed è stato sviluppato da un team di studenti e professionisti di diverse università italiane. Ma al momento restano solo idee. Raffaele Mauro Superfialità nella lettura Andrea, e comunque riguardo al workshop ti ho risposto sul post medesimo. Andrea Viola Nella lettura dicevo, nessuna superficialità infatti. Intendevo parlare proprio di altro io. E tornando alla proposta del nostro amico: se domani l'area passasse al comune, in assenza di un progetto globale valido, cosa fareste? Sono completamente ignorante in materia e sono qui per imparare: istruitemi con i vostri consigli! Raffaele Mauro Quella di Maurizio era solo una provocazione. Sa bene lui, come la maggior parte di noi, che è impossibile che quella parte da sola ricada sotto la tutela del comune. Ecco perchè bisogna prevedere nel PUG, che cosa s'intende fare per quelle aree. La legge prevede, infatti, che nell'atto di preparazione e prima della sua approvazione, singoli cittadini, associazioni professionali e di categorie, insomma la società civile, possano porre osservazioni al piano e discuterle con le amministrazioni. Un grande strumento d partecipazione e condivisione delle scelte che sarebbe opportuno non far cadere, come solito, nel nulla. Michele Toscano Raffaele hai perfettamente ragione, ma forse tu non conosci me! Mi sono proposto molte volte affiancando in campagne elettorali, amici e politici eletti con massimo dei voti. Poi, non cambia nulla, uno solo non basta, e le idee sono tante. Poi ci sono i politici, diciamo fissi, che i 700 voti li hanno sicuro, visti i parenti sistemati in punti strategici, e questi votano il loro uomo che giustamente li ha sistemati, d'altronde tu che faresti? E questi politici non li smuovi, ma danno tanto fastidio! Adesso ci vorrebbero tutti nomi nuovi, non politici di professione e di massimo 40 50 anni. Devono essere nomi mai candidati prima e non i soliti disoccupati in cerca di occupazione! E questi sono solo pochi punti, se vogliamo davvero migliorare o cambiare la nostra cittá. A me sembra impossibile tutto questo, ma io sono uno che dice ¨mai dire mai, armiamoci e facciamo¨! Tutti! In due non bastiamo e penso che nemmeno i 700 scritti a questo guppo basterebbero. Raffaele Mauro Ne sono convinto Michele, però oggi grazie a questi nuovi strumenti di comunicazione è più facile comunicare, mettere idee in circolazione, discutere, approfondire, e chissá se tanta gente che oggi non va a votare (perchè tanto sono tutti ...uguali) o che vota sperando nella sistemazione di un figlio, un amico, un parente, non torni a partecipare e a cercare di riappropiarsi della propria esistenza e del futuro di figli e nipoti. Sono d'accordo con te, mai arrendersi e mai dire mai! Michele Toscano Io comunico con chi e' stato eletto anche con questi mezzi! Non mi arrendo! Cosimo Guercia Il PUG purtroppo non tutti i cittadini lo conoscono, e' uno strumento interessante per i cittadini, ma se non ci sono associazioni culturali che s'interessano della citta'e se non c´é una aggregazione folta di cittadini a queste associazioni in modo che si facciano sentire, ...allora le decisioni andranno sempre da una sola parte. Quindi ci vuole piu' cosapevolezza dei cittadini in modo che si sentano partecipi e si appriopino di ció che spetta loroi. Raffaele Mauro Oggi il PUG è uno strumento moderno, la legislazione europea e quella regionale impongono la consultazione e la partecipazione di cittadini ed associazioni, se poi vogliamo fare i rivoluzionari del click e del mi piace o non mi piace, questa è un altra storia. Andrea Viola Ogni quanto si prepara il PUG? Quando potrebbe essere allora la prima occasione utile per intervenire direttamente? Raffaele Mauro Il PUG è in fase di realizzazione, ci siamo. Lunedi un gruppo di architetti si riunisce presso l'Associazione sviluppo e lavoro per approfondirne alcuni temi.


Andrea Viola Bene, allora ci si potrebbe organizzare per tempo? Nel senso di consultarci e presentare anche le nostre proposte? Mi chiedevo, solo così a livello di proposta, se agli amici del gruppo facesse piacere raccogliere un pó di idee ed approfittare di questa occasione. Raffaele Mauro Certo!

Alberto Discanno Ho fatto un sogno! Alberto Discanno Ho fatto un sogno: il mio professore di matematica era un cane parlante a sei zampe e mi ripeteva una proporzione: Porto Marghera sta a Venezia come Brindisi sta a Lecce (PM:VE=BR:LE). Nel sonno ero sveglio e poi quando mi sono svegliato per davvero, ho incominciato a dormire ad occhi aperti. Remo Simoniello Albè, mangia chiù liggeru la sera. Tui ti nchiumbi e quandu ti cuerchi viti cosi strambi. Cesare Mevoli Mi sapi tanta ca si mangia li pipi spritti, e nnò li digiresci pigghiti n'alcaselz, Albè! Per i profani di brindisinità, l'alcaselz è l'abbreviativo indigeno di alka seltzer. Remo Simoniello Uè, cè mi sapi tanta ca è megghiu lu bicarbunatu, armenu Albertu scombra. Alberto Discanno Appunto come dicevo. I vostri commenti sono esaustivi, contengono già la risposta. Cosa aggiungere? Ma si, un bel sorriso, sponsorizzato ENI. Anna Maria Zuccaro Si, ...mi trasferisco a Lecce. Franco Profico La storia ed il progresso richiedono qualcosa in più dei NO preconcetti. Raffaele Mauro Franco si può essere contrari o favorevoli, però il NO a quell'impianto rigassificatore non è preconcetto, ma è stato sviluppato e presentato in tante occasioni, tutto si può dire tranne che è preconcetto. Stefano Albanese Quell'impianto sarebbe l'ennesiva devastazione del territorio e l'interdizione perpetua ad altri usi del nostro bel porto! E aggiungo che in caso di incidente, cosa molto probabile, salterebbe per aria l'intera citta' di Brindisi con mina innescante l'adiacente zona industriale.


Giorgio Sciarra Quando si parla di preconcetti bisogna elencarli e motivarli. E' molto più probabile che i preconcetti siano da tutt'altra parte (SI a tutti i costi) e per motivi molto, ma molto, diversi. Franco Profico SI a tutti i costi, no. Ma sono anni che ci sono solo NO, a tutti costi. Ed il più delle volte, scaturiscono da motivazioni che sono dettate dalla politica e non dall'economia. Contro il rigassificatore, se ne sono sentite di tutti i colori, non tutte veritiere. Un territorio che langue, dovrebbe riflettere di più, e solo dopo propendere per il SI o per il NO. Spesso si ha l'impressione che prima si decida per il SI o per il NO, e poi si trovino le pezze d'appoggio a sostegno della decisione presa. Giorgio Sciarra Sbagli! Gianfranco Perri Ognuno puó pensarla a proprio modo, é un diritto di tutti il libero pensiero e la libera espressione dello stesso. Almeno cosí lo crediamo in questo gruppo, né del resto si puó pensare che questo possa essere un mezzo per convincere ad ogni costo gli altri delle proprie opinioni. Franco Profico Rigassificatori nel mondo ce ne sono una infinità, non mi pare che sia mai successo niente. Chissà perchè dovrebbe capitare qualcosa a Brindisi. E questi non sono NO preconcetti? Ammazza! Stefano Albanese Profico, a me pare che tu sia di parte, ovvero abbia degli interessi particolari in merito. Giuseppe Summa E´ vero, ci sono una infinità di rigassificatori nel mondo, ma nn a ridosso della città e comunque resta il fatto che Brindisi per quanto riguarda l'energia ha gia dato ed ancora ne paghiamo le conseguenze. Franco Profico Sinceramente, dire di non volere il rigassificatore perchè potrebbe esplodere quando non cìè una casistica di esplosioni di rigassificatori, questo è di parte. Quindi non sono io quello di parte. Per me ci sono NO preconcetti. Antonio Fox A prescindere dalle considerazioni che ognuno è libero di fare, mi sorge un piccolo, grande dubbio in merito. E cioè, tutti stiamo a condannare in questo gruppo, lo scempio e le ferite che sono state inferte negli anni a questa città, con la distruzione di pezzi di storia del nostro patrimonio artistico e paesaggistico. Immaginando come sarebbe stata l'economia di questa città, se non ci fosse stata l'industrializzazione. Questa industrializzazione, non dimentichiamolo, che ha distrutto a partire da S.ant´Apollinare e per diversi chilometri, una costa tra le più belle del Salento. Ora assistiamo alle lotte fratricide a proposito del rigasificatore, per il quale la città e le varie province di Brindisi e di Lecce sono scese in piazza per affermare il loro NO. Quelli che sono stati sempre consenzienti a farlo (i sindacati per intenderci) lo stanno facendo per un piatto di lenticchie. Perchè di questo si tratta, di una cinquantina di tessere in più a scapito, ancora una volta, della perdita di centinaia di metri costa e di mare. Giuseppe Summa Anche lo zuccherificio avrebbe portato solo benessere, assunzioni ed inquinamento zero. Bene, anzi male perchè il direttore di stabilimento è stato denunciato perché si riversavano nel terreno, e non solo nel loro ma anche in quelli confinanti, acque inquinate. Giorgio Sciarra Le ragioni che hanno motivato la contrarietà al rigassificatore sono molteplici. Ora non sto ad elencarle ma dovrebbero essere ben note essendo state diffusamente e più volte illustrate. Se a qualcuno fa piacere, o è convinto, dire che sono preconcette, è ovviamente libero di farlo. Ma vorrei far notare una piccola cosa, sia pur diversa ma che può indicare che non si può ragionare con la casistica: ricordate l'impianto P2T era considerato sicurissimo, e invece! E tutti i ragionamenti sulle centrali nucleari, sono tutte sicure prima che succeda qualcosa, e poi dire, come hanno detto in un incontro promosso dalla Lng, che in Giappone tutti rigassificatori hanno retto benissimo, è una affermazione che però non dice se, per esempio sono stati interessati dal maremoto. Credo, dal successo di questo gruppo, che si ha una certa "nostalgia" della Brindisi di una volta e la voglia di una Brindisi diversa. Lavoriamo tutti in quella direzione e probabilmente avremo una città migliore. Poi ognuno è libero di pensarla come meglio crede. Cosimo Guercia Ma benedetto iddio, ma stu rigassificatori deve essere messo per forza in un punto strategico del porto? Perche' la lng non ha previsto una piattaforma in mezzo al mare anziche' sulla terra ferma? Antonio Fox Caro Cosimo, Brindisi è terra di conquista, per cui chiunque viene da fuori si sente in diritto di fare e pretendere di fare quello che gli pare. In questa città finchè non cambia questa mentalità, ai voglia a dire e sbraitare! Cosimo Guercia Caro Antonio sono d'accordo con te, se la gente non prende coscienza ci troveremo sempre che faranno cio' che vogliono, senza nessun controllo della cittadinanza.


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... e con La Conca

Carlo Natali La Conca Carlo Natali La famosissima conca d'oro! I miei figli non vedono l'ora di farsi il bagno li' dopo piu' di 3 anni che non scendiamo in Italia, a presto allora! Ciao!!! Giancarlo Cafiero Caro Carlo, ti cominico che è assolutamente vietato fare el bagno alla Conca e paraggi. Ordinanza sindacale, ...purtroppo. Gianfranco Perri Quindi, ... Niente Conca quest´estate? Uomo Brindisi Ma l'ordinanza non riguarda solo le falesie? Carlo Natali Gianca' non mi dire che e' vero porca miseria. Io ci sono praticamente cresciuto alla Conca e onostamente, anche se ho portato i miei figli a tante spiagge bellissime, loro sognano sempre di farsi il bagno alla conca. Spero tanto che sia uno scherzo!


Cosimo Guercia Il Sindaco di Brindisi Domenico Mennitti ha emesso una ordinanza temporanea riguardante la fruibilità della costa del territorio comunale di Brindisi. Sulla base di quanto stabilito dall'Autorità di Bacino in relazione alle aree di “diversa pericolosità geomorfologica nel territorio comunale di Brindisi sulla fascia costiera" e preso atto della potenziale esistenza di pericoli per la sicurezza e l'incolumità dei cittadini, con l'ordinanza si fa divieto, fino al prossimo 31 maggio 2011, di balneazione, di accesso e di stazionamento per uomini e mezzi sull'arenile della fascia costiera libera nelle località “Conca della Sciaia" (adiacente al lido Sole), dall'ex Lido Poste (non compreso nel divieto) fino ad Apani e nell'area di “Canale Foggia di Rau", in località Cerano. Tali aree, in ogni caso, sono già indicate con apposita segnaletica. E' stato stabilito, inoltre, che i titolari delle concessioni demaniali dovranno recarsi presso l'Ufficio tecnico comunale – Settore Urbanistica, per verificare la compatibilità dell'esercizio di attività nelle aree in concessione con la classificazione provvisoria operata dall'Autorità di Bacino. Si precisa, in ogni caso, che l'Amministrazione Comunale sta effettuando tutte le azioni necessarie per trovare soluzioni, anche attraverso sopralluoghi congiunti, perché venga modificata la classificazione delle aree perimetrale dall'AdB. Stefano Albanese Quest'anno i brindisini andranno tutti in piscina (che ovviamente sara' pagata da questa amministrazione) grazie a questa amministrazione che governa da quasi 10 anni e non e' stata capace di mettere in sicurezza il litorale a nord della citta'! Arcangelo Taliento Noi cresciuti abbasciu alla marina, prendevamo la barca per il casale (senza mai pagare perchè vogavamo noi facendo riposare il barcaiolo amico) e poi a piedi sino alla conca, piccolo paradiso incontaminato. Unico inconveniente li spini di li rizzi sott'alli carcagni! Giusy Tommasi Compriamoci le piscine gonfiabili. Siiiiiii che bello!

Maurizio De Virgiliis La Conca a Pasquetta Gianni Tanzarella Rrobba di bronchiti asmatica, aahahahha! Cosimo Guercia Manca picca! Annarita Spagnolo Negli anni 70 l'acqua della Conca era limpida e trasparente come non mai. Furbi quelli che si sono fatti la privatissima "Spiaggia del sole". Ma gli scogli se li sono comprati?


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Chiostro di San Benedetto

Chiostro delle Benedettine all´iterno della Chiesa di San Benedetto Raffaele Mauro Quante picozze da don Antonio Fella, a noi ragazzini che facevamo casino durante la funzione. Gianfranco Perri Raffaé, mi sa che allora dobbiamo averne fatta piú di qualcuna assieme, perché io le picozze di Don Antonio me le ricordo, ...e bene! Raffaele Mauro Ehhehe, immagino di si, ...Pensa che andai a trovarlo per farmi sposare da lui. Gianfranco Perri Io invece lo andai a trovare nel 1976 per chiedergli il cerificato di battesimo. Allora lui mi chiese ¨cé ta spusari?¨...Ed io gli dissi di no, ma che dovevo solo fare da padrino ad un battesimo in Ecuador dove stavo facendo il servizio civile. Era una bugia, mi dovevo proprio sposare, ma era ancora un segreto per i miei e quindi, per evitare che lo commentasse con mia madre, gli dissi la bugia, senza pensarlo due volte! Raffaele Mauro Ahhahahhha! Antonia Ostuni HàHàHà, questa bugia era bellissima, ...bravo! Annarita Spagnolo Quanti giochi nel chiostro di San Benedetto dopo il catechismo, e mi ricordo che Don Antonio ci faceva vendere i ritagli delle ostie, di cui noi bambini eravamo ghiotti. Io l'ho frequentato fino a poco tempo prima che morisse, aveva avuto tanti dispiaceri, tra gli altri quello di essere spostato dalla parrocchia per motivi di salute, ...e poi grossi dispiaceri familiari.


Gianfranco Perri Io ho fatto la prima comunione nel 1959 ed intorno a quegli anni frequentavo abbastanza la parrocchia, il chiostro, il catechismo, e quant´altro. Raffaele Mauro Si io qualche anno dopo, comunque l' epoca era quella.

Gianfranco Perri La mia prima comunione, con mia sorella Silvana e poi tanti cugini ­1959 Stella Montanaro Misteri di Fb, avevo postato un commento sui ricordi della mia infanzia che ruotavano sulla chiesa di San Benedetto ed ...ops, come per magia è scomparso!!! bohhhhhhhhh...misteri feisbukkiani. Raffaele Mauro Beh! E riposta no? I nostri aneddoti di ragazzini nella nostra città, sono bellissimi, i ricordi, le sensaziioni i profumi della nostra gioventù! Stella Montanaro Nooooooooo Raffaè, era troppo lungo...e poi, le emozioni che senti quando scrivi una prima volta, non hanno la stessa spontaneità e quindi non riesci a trasmetterle piú agli altri. Gianfranco Perri Stella, e' successo anche a me. Pazienza, pero' dai, ...ripostalo, per stavolta!

Stella Montanaro Se dovessi parlare in toto dei miei ricordi e delle emozioni legati alla Chiesa di San Benedetto, non basterebbe un post, ...sono gli anni della mia infanzia, ...e non solo... Raffaele Mauro Quanti sicutati di don Antonio, s'asava la tonica e zumpava comu a nu cardiddu, e quandu ti uantava 'na picozza an capu no ti la llivava nisciunu, ahahhahhahhha! Gianfranco Perri Le celebri picozze di Don´Antonio. Quante me ne ha date! Antonia Ostuni Gian... eri un monello. HèHèHè!


Massimo Zaccaria ...E, caro Raffaele, quelle partite di basket, che riuscivamo a farle con canestri in ferro inconsciamente attaccati a quelle pareti antiche e preziose, ...in qualche foto del chiostro si notano. Le partite a stoppa con Don Antonio ¨di cinculiri a provata¨. Il calciobalilla montato all inverso con il portiere sulla mano destra non l ho mai capito, ...e poi due persone importanti per la mia crescita: il povero professor Lorenzo Picoco e il professor Abele Carruezzo, li ringrazio. Stella Montanaro Sono nata e cresciuta in Via San Benedetto, e ci sono ritornata a vivere negli anni della maturità... ho ancora vivo il ricordo delle novene, le mattine che precedevano la festa dell'Immacolata in cui io e mia sorella andavamo in chiesa per incollare le stelline alla coroncina della Madonna (erano le sei e mezza del mattino). Ricordo ancora il freddo e i polpacci viola, poi tornavamo a casa e nostra madre ci faceva la "suppa" con il latte bollente e il pane raffermo... e poi a scuola. E poi il catechismo, le palme dipinte con l'argento, la "messa scigghiata del Venerdì Santo". I film a puntate durante la Settimana Santa (nel salone della parrocchia Sant´Anna), i veglioncini di carnevale, la busta delle ostie a 5 lire, la messa della domenica alle 9,30, il suono delle campane che inondava le strade limitrofe, ...il senso della festa... Gianfranco Perri Stella, grazie, molto belli e nitidi i tuoi ricordi. E grazie anche a Massimo. Io ricordo il sapore dei ritagli delle ostie e le estenuanti prove per le funzioni della Settimana Santa e poi, ...le raccomandazioni di Don Antonio prima, ed i rimproveri dopo, per il "casino" della mezzanotte di resurrezione che preparavamo e poi facevamo noi ragazzi dalla sacrestia. Ernani Nani Li formaggini di cioccolata, sempre dopo la messa naturalmente, no vi li ricurdati? Comu si incazzava Don Antonio, quandu pirdia a carti. Annarita Spagnolo E le domeniche con i film proiettati a Sant'Anna? Le catechiste che ci sorvegliavano. Io ricordo anche gli esami per passare la classe di catechismo da piccolissima a Beniamina, e ho ancora il diploma che consegnava Don Antonio alla fine dell'esame. Bellissimo. Stella, ti ricordi quando facevamo le ostie?

Nikos Desillas Il chiostro di San Benebetto in fiore


Raffaele Mauro Che bella fotografia! Non mi ricordavo delle piante nel chiostro, anzi non le ho mai viste Cosimo Guercia E non vedo il pozzo! Gianfranco Perri Ma é veramente bella e interessante, neanch´io lo ricordavo con questo aspetto. Il pozzo deve essere nascosto dalla vegetazione. Stella Montanaro Io me lo ricordo! Don Antonio Fella diventava severissimo se qualcuno raccoglieva le rose! Gianfranco Perri Stella, ma allora sei piú ¨vecchia¨ di me e di Raffaele! O forse eri solo una bambina piú sensibile di noi maschiacci! Raffaele Mauro Tra le chiese degli Angeli e di San Benedetto molti di noi hanno passato la propria infanzia. Giancarlo Cafiero Rafé! Ma pi tei li chiesi so tabú, ...atru che ...io ricordo, ...Vitilu ví! Davide Savina Io sono nato qui. Andrea Ecclesie Il bellissimo chiostro di San Benedetto, ...non sembra neanche di essere a Brindisi. Lungo il porticato sono ancora visibili gli scavi romani compiuti negli anni '80. Inoltre al suo interno potrete ammirare, oltre la bellissima chiesa, un presepe del 600 e una statua della Madonna del 500 che si trovano nella stanza retrostante la navata della Chiesa. Gianfranco Perri Tutto vero! Franco Profico Don Antonio Fella lo ricordo bene anch´io, e per due ragioni diverse: 1° perchè la Giovane Italia che io frequentavo era in Via San Banedetto e quindi lo si incontrava spesso e 2° nel 1972 mi sono sposato ed ho abitato per circa due anni in Via San Benedetto 25, e quindi, Don Antonio Fella è stato il mio parroco. Maurizio De Virgiliis Presento due foto a confronto dell´interno della Chiesa di San Benedetto, una anteriore all´attuale sistemazione ed una attuale. Cosimo Guercia Bellissima, con tante differenze! E' una delle piu' belle chiese di Brindisi. Domenico Guarini Sembrano completamente diverse... Franco Profico Sono diverse le inquadrature, ma non c'è dubbio che sia una chiesa bellissima. Elda Fontana Ma gli altari barocchi, che si dice non ci siano più, sono ora al museo archeologico? Silvio Melpignano Era o no più bella prima? Gianfranco Perri Questa é la mia chiesa. Ho le foto del matrimonio di mia madre nel 1946, con ancora gli altari barocchi sulle pareti laterali. Dalle foto sembrano molto belli, non so quando e perché siano stati rimossi. Forse per riportare la chiesa al suo stato originale, immagino. Parlando di Don Augusto Pizzigallo avevo postato una foto del matrimonio dei miei in chiesa, dove si puó vedere uno degli altari barocchi laterali. Antonio Mingolla Gli altari lungo le mura perimetrali sono stati rimossi per riportare la chiesa come era in origine. Rientrava nelle abitudini dei restauri fatti nei primi del 1900, cioè smontare tutto ciò che fu fatto nel periodo barocco per riportare l'edifico allo stile medievale, anche il soffitto dipinto e le paraste della chiesa di San Paolo furono smontati come anche gli altari barocchi di Santa Maria del Casale, che fine hanno fatto tutti questi elementi non lo so, comunqe in certi casi fecero bene perchè scoprirono affreschi antichi ed interessanti. Gianfranco Perri Stella una volta mi ha detto che é la chiesa piú bella di Brindisi, forse é vero, comunque é bellissima, come il suo chiostro.


Maurizio De Virgiliis Chiesa di San Benedetto: come era, come é


Cosimo Prudentino Don Antonio Fella, il parroco di San Benedetto Ernani Nani Quanti picozzi! Franco Profico Don Antonio Fella che benedice un ufficio. E' per caso quello dell'on. Sasso ? Annarita Spagnolo Caro Don Antonio sacerdote e uomo di grande carisma. Giovanna Tramonte Però le picozze le dava davvero! Gianfranco Perri Accidenti se le dava! E come! Se no, chiedete conferma a Raffaele! Raffaele Mauro Azzo... se le dava, ricordo che quando gli andai a chiedere di celebrare il mio matrimonio mi disse: allora le picozze hanno sirvutu ahhahha, indimenticabile! Arcangelo Taliento Allora li picozzi sciunu di mota! Alla scola mia 'nc'era Don Ettore (San Paolo) professore di Religione ca quandu sciucaumu alla guerra navali appena sintia per es:" tre C" arrivava e dopu nna bella picozza rispundia "Affondato"! Prima che andassi in pensione mi venne a trovare in albergo e parlando del più e del meno gli ricordai "quantu picozzi 'nd'ha tatu no? E lui: ma t'hannu fattu bbeni no? Ci no dirittori ieri divintatu? Comunque ricordo don Antonio con affetto perchè è stato lui a celebrare il mio matrimonio ed il battesimo dei miei primi due figli, e li picozzi non l'hammu vuti, forse siamo stati bravi! Uomo Brindisi Li picozzi ti don Antoniu? E poi dicia: ta ggià mparà e taggià a perdiri! Giovanna Tramonte Don Ettore Biasi, è stato anche mio insegnante alla ragioneria. La caratteristica che ricordo erano le liquirizie, che mangiava in gran quantità. Quando parlava "purtroppo" piccoli rivoli di saliva scura ne ornavano la bocca. Ernani Nani Noi alle medie avevamo Don Antonio Scazzi, ca li m... sua, tirava certi pizzichi, ti ricuerdi Rafè? Raffaele Mauro Ahha è vero, li pizzichi...


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Giancarlo Cafiero Ciccio ti li passatiempi

Giancarlo Cafiero Chi é questo signore...?


Gianfranco Perri Giancá, mi sa che anche questa volta,... tu sei il solo ad avere la risposta!

Giusy Carruezzo Chi è? Giancarlo, non farci stare sulle spine. Buona giornata. Giancarlo Cafiero E´Ciccio ti li passatiempi! Gianfranco Perri Ma allora vi diró di piú: il suo cognome era Francioso. Non lo avevo riconosciuto perché me lo ricordavo piú giovane ma con gli ochiali da vista spessissimi, quando era all´entrata del cinema Di Giulio. Rino Pisani No Gianfranco, erano due venditori diversi di spassatiempi. Questo in particolare era piú anziano del Francioso, se ricordo bene! E se non ricordo male... Ciccio era giu' ai giardinetti! Poi l'estate quando il Di Giulio chiudeva, erano ambi alle due entrate dei giardini. Gianfranco Perri Non saprei, certo per il Francioso posso garantire, perché suo figlio della mia stessa etá era con me nelle elementari San Lorenzo. Io me lo ricordo finché il Di Giulio é rimasto aperto ed allora aveva certo un aspetto molto piu giovane che la foto, peró non so se é poi invecchiato. Intorno agli anni 60 aveva i capelli neri tutti all´indietro e, caracteristica abbastanza peculiare, ci vedeva molto poco. Infatti nonostante gli occhiali da vista, avvicinava moltissimo i soldi agli occhi per contarli! Peró direi che la fisionomia del volto mi coincide abbastanza, etá a parte! Cosimo Guercia Il nome non me lo ricordo, ma questo Ciccio, si metteva a vendere i passatiemi al teatro Verdi. Abitava via De Vacchedano con la nuora. Conosco i nipoti, uno si chama Quintino e l'altro Vito e tutt'ora abitano nella stessa via. Non é quel signore di cui parla Gianfranco, che si metteva vicinio al Di Giulio o ai giardinetti e che ha due figli gemelli ed abitava all'inizio di via Lauro sulla sinistra imboccando la strada verso Piazza Angeli e che portava gli occhiali con le lenti spesse. Questo venditore di passatempi ha incominciato a vendere molto tempo dopo dopo che é morto il signore della foto. Giancarlo Cafiero Il personaggio della foto si chiamava Giacomo Cohen (1889‐1973) nato in Turchia. Gianfranco Perri Adesso é chiarito il dubbio: Francioso era definitivamente un altro signore che vendeva li spassatiempi generalmente alle porte del Di Giulio, deve essere nato intorno al 1910 o 15 e abitava in via Lauro, con uno dei figli nato nel 1950. Invece la foto é di Giacomo Cohen ¨Ciccio ti li spassatiempi¨ che vendeva alla bancarella dei Giardinetti della Stazione Marittima. Michele Toscano Dovrebbe essere il nonno di una mia amica, devo chiederle! Lory Cohen E´ mio nonno ed effettivamente era turco, esattamente di Costantinopoli ora Istambul. Avete altre foto? Come lo conoscete? Cosimo Guercia Noi tutti brindisini lo conoscevamo. Gianfranco Perri Si effettivamente era un personaggio assolutamente identificato con la nostra cittá. La foto comunque l´ha postata l´amico Giancarlo Cafiero, la nostra memoria fotografica brindisina. Lui certamente potrebbe dare altri dettagli.


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Il Collegio navale e... il Teatro dei misteri

Gianfranco Perri Il Collegio Navale di Brindisi. Inaugurato da Mussolini il 28 Ottobre 1937

Nikola Poli E ditemi voi, ...questo capolavoro di edificio che una volta era il fiore all'occhiello di Brindisi che fine farà? La stessa fine di tutti gli altri? Enrico Sierra Questi delitti non pagano mai. E' uno dei ricordi del mio passato, della mia gioventu'. Ha ospitsato i cari amici giuliani, non dimenticando Antonio Varisco generale dei carabinieri morto per la patria. E' un ricordo anche di svaghi, partite di calcio, di basket. E poi, ...come la torre dell'orologio, il parco delle rimebranze, ...: il vento dell'incapacita' e dell'indifferenza li ha spazzati via. Noi che viviamo fuori e ricordiamo sempre quegli anni passati, quando sentiamo parlare di questi delitti soffriamo, e tanto anche. Perché amiamo Brindisi come voi altri che vivete a Brindisi.


Cosimo Guercia Enrico hai tutte le tue ragioni, ma con questa pagina sei sempre presente a Brindisi. Roberto Guadalupi Nikó, perchè dici "che fine farà"? Pensiamo alla "fine che ha fatto"! Gianni Tanzarella Secondo me ormai non è più recuperabile, tra la non curanza delle istituzioni e il vandalismo di certi Brindisini, è stato deturpato in modo irreparabile, un'altro pezzo di storia che scompare. Mario Carlucci Questo come tanti altri! Nel cortile interno, dove una volta c'era l'albero maestro, io metterei la statua del nostro sindaco. Roberto Guadalupi Un unico filo lega insieme il Collegio Navale all'Estoril! Acquistati con i soldi del Comune e lasciati a marcire ancora di più nell'incuria! Poi qualche consigliere o assessore ha da ridire sulla costruzione di un palazzetto dello sport adeguato alle necessità della città! Raffaele Mauro Roberto, nessun acquisto da parte del Comune, il collegio è proprietà regionale. Ora é stato affidato al Comune ed alla Provincia per 99 anni, la Provincia ha ceduto il suo diritto al Comune in cambio di alcuni terreni al Paradiso dove costruirà scuole. Per quanto attiene alla possibile destinazione di Tommaseo ed Estoril (per il quale è stato pagato solo il diritto demaniale), bisogna andare al PUG, dove tutti cittadini ed associazioni sono coinvolti e possono dire la loro. Certo non partecipando e non dicendo cosa vogliamo da questa città, daremo sempre ragione ai "soliti noti". Gianni Tanzarella Sono d´accordissimo con te Roberto, ma meglio lasciar perdere, sarebbe troppo lungo il discorso. Cosimo Guercia E pensare che e stato ideato da un gran architetto. Il Comune, credo di aver letto tempo fa, voleva fare un polo universitario, ma come tutte le cose non se ne parlato piu'. Appropiamoci della nostra cittá. Nikola Poli Amici miei, la struttura se pur cadente esiste ancora, c'è da sperare in un restauro almeno, se rimarrà un rudere come l'Estoril 64 allora ¨Addio Sogni di Gloria¨. Anche il cantante Sergio Endrigo ha frequentato questo collegio, e per quanto mi riguarda nel suo salone di rappresentanza, quante serate ho svolto con il mio gruppo musicale i Liceu, .ricordo ancora i cadetti della scuola con la loro bella divisa all'ingresso vicino alle due ancore (una trovasi alla Lega Navale). Ora, ogni volta che passo vicino mi viene lo sconforto, o altro! Giuseppe Laforgia In quel collegio ci ho ballato con le feste organizzate dagli studenti del mio istituto per geometri (ricordo Patti Pravo e Wess) e ci ho giocato a calcio con i ragazzi della Brindisi Sport, in tornei di ogni genere, è un peccato la fine che ha fatto. Annarita Spagnolo Mi ricordo il bellissimo planetario, orgoglio del collegio, visitato da tutte le classi degli istituti superiori che studiavano Geografia astronomica. Raffaele Mauro Annarì il plantetario bellissimo c'è ancora all'istituto Nautico, grazie ad Abele Carruezzo ed alla sua passione. Fanno anche corsi di astronomia per il pubblico. Annarita Spagnolo Meno male, era un peccato perdere un simile gioiello. Gianfranco Perri Nikó, quel libro la cui copertina hai pubblicato sará ancora reperibile che tu sappia? Grazie. Nikola Poli Mah! Non lo so, non è cosa di mò, avevo conservato questa foto per mio ricordo personale, ho anche insegnato in quell'Istitto prima di trasferirci dove siamo adesso, forse l'avrò presa in qualche angolo dell´archivio, e chi si ricorda, bella però no? L'ho messa apposta! Gianfranco Perri Grazie Nikó, proveró a vedere se ne estite ancora qualche copia da qualche parte. Signorile Cosimo Per colpa della politica tutte le cose belle del Sud emigrano al Nord. E questo è uno dei tanti che da Brindisi è andato a Livorno. Franco Profico Cosimo Signorile, ascola, non serve scaricare la responsabilità delle cose che non vanno, sulla politica. Chi permise che diventasse la base operativa del contrabando ? A Brindisi lo sapevamo tutti che il "Nautico" era diventata la base operativa del contrabbando. Forse in questo la politica di quel tempo sbagliò: non solo ad averlo permesso, ma forse anche ad averlo tacitamente autorizzato. Nikola Poli Comunque parliamo di adesso, ormai ne sono passate di acque sotto i ponti, spero soltanto che lo possano utilizzare almeno come Museo del Mare, visto che abbiamo tutte le carte in regola fin dai tempi dei Fenici, Romani, la I Crociata, ecc. ecc. Questo è un mio pensiero, sarà utopia, ma alla fine che cosa posso dire ancora: ai posteri l'ardua sentenza!


Giancarlo Cafiero Non dimenticate che affianco esiste ancora un anfiteatro romano sepolto sotto la terra che andrebbe resuscitato! Cosimo Guercia Gianá, peró e' ancora da verificare se se il teatro e' romano. Nikola Poli Sì Cosimo, è romano. Su delle foto fatte dall'aereo negli anni 40' si nota benissimo! Già Federico II utilizzò quei massi per il suo Castello e qualche pietra sono convinto che si trova in qualche villa patronale! E vi dirò di piú: alcuni miei amici che hanno comprato delle case in via Lata hanno dovuto sospendere i lavori per ritrovamento di reperti romani per intervento dei beni culturali, infatti tutte le ville patrizie erano lì nel punto più alto di Brundisium. Di fatto, via De Flagilla e soprattutto via Amena (affianco al bar Ausonia) erano scoli di acqua che andava a finire a mare, ¨mena l'acqua & altre cose¨. E poi, erchè la casa di Virgilio non la potrebbero aprire al pubblico invece di tenersela stretta stretta con tanto di menefreghismo verso il prossimo? Sono disgustato di tutto questo. Ma dove vivo? Dove sono nato? Chi sono i miei concittadini? Da quale pianeta vengono? Ah dimenticavo l'ennesima strxxxxta, la chiusura dei soli due Corsi che abbiamo! Cosimo Guercia Niko'a Brindisi dove scavi scavi trovi reperti, la maggior parte dei ritrovamenti non si sanno, vedi per esempio in via Torpisana dove stanno facendo il sottopasso, e se non sbaglio il quella zona ci dovrebbe essere delle terme romane. Nikola Poli Cosimì Se trovo quella foto dove si vede benissimo l'anfiteatro poi la metto qui, sicuramente ovrei averla da qualche parte. Cosimo Guercia D'accordo Niko', peró ho messo un link con delle foto dove si evidenzia il teatro, lo hai visto? Nikola Poli Ah lo hai già fatto tu ? OK benissimo! Meno male va! Ma la foto che ho io forse ti manca, fammela trovare e poi la metto sul post, dammi il tempo di trovarla, ciao! COoimo Guercia Va bene Niko', cosí avremo un documento in piu' da far conoscere.

Nikola Poli Sulla sinistra in basso si può notare la calotta dell'anfiteatro romano Nikola Poli Al centro del piazzale si nota il pennone dell'albero della nave tipo Americo Vespucci dove gli allievi facevano esercitazioni marinaresche. Adesso é tutto una rovina.


Fabio Riccardi Ecco la solita storia, ci voleva un bel restauro! Nikola Poli Ma certo, però prima ci vorrebbe un pò di cultura iniettata a questi emeriti ciarlatani da 4 soldi! Fabio Riccardi Però tenere un anfiteatro in quel modo, mi sembra esagerato! Che ricchezza nascosta per la città. Nikola Poli Sono tante le cose nascoste che dovrebbero essere valorizzate, ma in questa città si pensa ad altro, addirittura si pensa anche a come far sparire tutte le navi dal porto, chiudono gli unici due Corsi della città per creare i parcheggi. Comunque questo è un mio sfogo personale e per quanto mi riguarda denoto soltanto squallore! Fabio Riccardi Sul sito http://www.brindisiweb.it/storia/collegio_navale.asp ci sono cose interessanti e tante bellissime foto.

Nikola Poli Anfiteatro romano sotterrato adiacente al Collegio Navale Nikola Poli Questo è l'Anfiteatro dietro al Collegio Nicoló Tommaseo con un ingrandimento della foto che ne evidenzia le caratteristiche romane! E i beni culturali cosa fanno in merito? Paola Crescenzo Pazzesco! Nikola Poli Ma sai Paola quante rappresentazioni teatrali tipo tragedie che i Romani ne andavano pazzi si sarebbero potute organizzare? Abbiamo ed "avevamo" tanti posti belli, comunque sono fiducioso nel buon senso dei futuri amministratori. Sperando che siano giovani e con un bagaglio di cultura appresso! buona giornata Paola! Paola Crescenzo Quel posto è un gioiello della città, ma da decenni è martoriato, speriamo bene! Cosimo Guercia Nikó, sul link che ho inserito ci trovi anche un articolo del G.A.B. su questo problema. Peró non si muove nulla, dovrebbero essere i beni culturali giustamente come scrivi a interessarsi, ma finche' dipendiamo da Bari non si muovera' mai niente. Con il rifacimento di piazza Vittoria sono uscite degli importanti reperti archeologici e' li hanno fatti coprire cosi' come in altri posti della citta'. Lucy Brandi Non sapevo dell'esistenza di questo anfiteatro.


Cosimo Guercia Carissima Lucy, abbiamo tante bellezze a Brindisi, ma aime' sono sconosciute alla maggior parte dei brindisini. Nikola Poli E´vero, non ti devi meravigliare Lucy, è sempre la solita musica purtroppo! Ciao anche a te, Nik! Lucy Brandi Recuperiamo tommaseo e anfiteatro. Nikola Poli Se fossi sindaco lo avrei già fatto, ...se fossi foco avrei già bruciato il lato B degli amministratori! (Nicola Cecco Angiolieri). Gianfranco Perri Come ha giá ripétutamente scritto Cosimo, vi invito ad aprire la Pagina Fb che si chiama ¨Il teatro dei misteri¨ e vi incontrerete tanti elementi certamente interessanti su questo tema. Inizio a trascrivervi una buona introduzione al tema pubblicata dal G.A.B.. Gruppo Archeo Brindisi Addossato ad una cavità naturale prospiciente lo specchio d’acqua è presente una struttura che in molti hanno identificato come un teatro romano, mentre altri pensano si tratti di un imitazione da far risalire al ventennio fascista. Il gruppo archeologico ha effettuato alcune ricerche raccogliendo testimonianze contrastanti e pertanto, non potendo affermare con certezza l’esistenza ne tanto meno negarla, ci limitiamo a riportare qui di seguito una serie di dati raccolti che presumibilmente lasciano propendere per la prima ipotesi. A prescindere che se si tratti di teatro romano o di “teatro fascista” o che sia un'altra tipologia di manufatto una cosa è certa: E’ dovere morale di chi di competenza effettuare dei saggi ufficiali al fine di verificare di cosa si tratti. Anche se si dovesse trattare di un teatro o altra opera anche se recente comunque risulterebbe proficuo per il bene della citta’ metterla in luce. Alcune testimonianze scritte dicono che prima della costruzione del Collegio Navale , vi era una villa in stile eclettico risalente alla fine dell’’800 di proprietà della famiglia Dionisi. Nelle foto aeree dell’epoca, si nota che dove sorge il teatro c’è un richiamo della sua forma a semicerchio. In un documento che parla dello scavo da effettuare per la costruzione del Collegio, si puó leggere: ¨Qualunque oggetto si rinvenisse in occasione dei lavori e che avesse valore storico, archeologico, artistico ed altro qualsiasi, rimarrà di proprietà dell’ OPN. S. Oltre all’adempimento degli obblighi derivanti dalla legge speciale sulle antichità, l’impresa appaltatrice sarà tenuta, appena avvenuto il rinvenimento, a darne partecipazione per lettera raccomandata alla Sovrintendenza delle Belle Arti.¨ Ma come noto purtroppo molti documenti riguardanti la costruzione del collegio andarono persi durante il secondo conflitto mondiale. Questo comunque mette in evidenza che l’area era gia identificata di interesse archeologico. Nel libro ”Il Collegio Navale Niccolò Tommaseo 1934‐1977 dalla progettazione al disuso”, pubblicato nel 1994 dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Brindisi, alla sua pag. 19 si parla dell’ampliamento del Collegio da parte dello stesso G. Minnucci e si fa un accenno riguardo al teatro dicendo: "In generale, la sistemazione esterna è riveduta giacchè l’introduzione del nuovo braccio a pettine con a termine la palestra, fa traslare verso l’interno (lungomare) l’intero campo sportivo, il cui spazio è metaforicamente bloccato tra la rimessa per le imbarcazioni sulla banchina ed un teatro all’aperto". Da queste parole si evince che sia la rimessa delle barche (non piú esistente) che il teatro, non furono progettate dall’Architetto G. Minnucci. Nel libro "Il quartiere Cappuccini di Brindisi" il professor M. Catanzaro riporta scritto: "Un teatro esisteva in Brindisi in prossimità del quartiere Casale. Esso, adiacente il Collegio Navale Tommaseo, sul costone digradante il detto Collegio e l'attuale Via Vespucci, si poteva ammirare fino alla metà degli anni '30 di questo secolo. Poi inspiegabilmente, fu ricoperto da terrone e su di esso furono piantati degli alberi. Resta dubbia l'epoca dell'edificazione di quest'opera, comunque la fattura e la struttura, come si può rilevare dalle fotografie, avevano le caratteristiche degli antichi teatri romani. Molto probabilmente doveva far parte di una antica villa già diruta agli inizi del XIX secolo. In essa dimorò per qualche tempo, come ci racconta lo stesso autore, il viaggiatore francese Antonie L. Castellan. E'quanto strano che nessuno degli storiografi locali ci abbia mai parlato di questo antico teatro. La stessa sorte toccò all'Anfiteatro posto nel rione cappuccini a 200 passi da Porta Mesagne." Alcune testimonianze verbali dicono che chi ha potuto vedere questo teatro prima che fosse coperto da terra lo ricorda come un rudere composto da gradoni in pietra e mai utilizzato dai collegiali per le rappresentazioni teatrali, anche perché lo stesso collegio aveva al suo interno un teatro.


Il Collegio Nicoló Tommaseo in una foito degli anni 50 ­ www.brindisiweb.com Cosimo Guercia E' molto interessante quanto riportato dal Gruppo Archeo Brindisi, e sono d'accordo che chi e' di competenza intervenga, cosi' come lo avete citato. Marcello Gaballo La segnalazione è molto importante. E via con un'altra battaglia! Antonio Mingolla L'ho già detto in precedenza in un altro tag, questo teatro ha una panoramica stupenda (porto e Castello Svevo) non avrebbe bisogno di scenografia, peccato che è stato coperto, sarebbe qualcosa di unico nel suo genere. Immaginate cosa sarebbe la rappresentazione dell'Aida o di altri spettacoli teatrali, soprattutto d'estate! Stefano Albanese Sarebbe una grande cosa che venisse alla luce e valorizzato, tuttavia va recuperata tutta la zona circostante compreso lo stesso Colleggio Navale Tommaseo. Giacomo Carito L'antica villa era quella della famiglia Dionisi, demolita per dar luogo al Collegio Navale. Il teatro imita quelli romani, ma non è romano. Era a vista quando operava Camassa che pure dava la caccia a ogni sasso che potesse sia pur lontamente sembrasse romano. Danny Fossil Hunter Vitale Concordo, si potrebbe recuperare a prescindere! Effettivamente al Camassa non sarebbe sfuggita una struttura romana cosi' importante, magari potrebbe essere anche una struttura appartenente alla vecchia villa! Antonio Mingolla Tempo fa lessi dei documenti riguardo la descrizione completa di come era fatta la villa Dionisi, era riportato ogni singolo elemento che la componeva c'era scritto tutto, addirittura anche come erano fatte le porte e gli infissi della villa (materiale usato, decorazione, ecc.), quanti alberi c'erano, che materiale di costruzione usarono, ecc., ma del teatro o di qualsiasi struttura a forma semicircolare non c'era traccia. Danny Fossil Hunter Vitale Se la descrizione che ha letto Antonio dice che non appartiene alla villa, il Minnucci dice che l'ha trovato di intralcio e quindi non dovrebbe essere neanche facsista. Camassa non lo ha nominato, quindi non dovrebbe essere romano, che ci resta? Antonio Mingolla Ahhahahaha fra poco sarà oggetto di discussione su Misteri, prossimamente su Italia 1. Stefano Albanese Magari, fosse un testimonianza degli alieni si creerebbe un interesse incredibile da parte di tutti. Marcello Gaballo Giusto Stefano! Farebbe più notizia un alieno di un reperto archeologico di 2000 anni fa. Il fatto è che siamo tutti proiettati al futuro!


Mario Carlucci Io a riguardo vorrei sentire l'avvocato Marcello Cafiero che tanti anni fa aprì una lunga discussione sempre su questo famoso anfiteatro. Ma è mai possibile che non andiamo mai in fondo alle cose? Poi qualcuno mi ha detto, non so se risponde a verità, che su quell' anfiteatro ci sono molti reperti trovati a a San Pietro degli Schiavoni. Se è vero perchè si trovano in quel posto? Alberto Chiavarini Visto la distanza dal cetro cittadino e quindi fuori le mura e la sproporzione per l' importanza che Brindisi aveva in quel periodo, io escluderei il periodo romano. Giancarlo Cafiero Mi permetto ricordare che i Romani costruivano dei piccoli anfiteatri nei pressi del mare, per studiare eventuali strategie navali, non essendo molto bravi nella guerra navale. Meglio se potevano osservare dallalto, e il sito del piccolo anfiteatro si presta molto a questa bisogna. Comunque, non sto affermando che è Rromano, si dovrebbe fare un sondaggio. Marco Martinese E' appunto per questi motivi che nella rubrica "Gocce" parlai solo del teatro nei pressi di "Porta Napoli" (l'unico documentato e raccontato) anche se, incuriositi ed affascinati all'idea, da ragazzi facemmo dei sopralluoghi anche al Casale. Giuseppe Tafuri Non ricordo se lo avete già fatto notare in altri post, ma si nota in altre foto che sui gradoni c'è della vegetazione, anche nelle immagini che ritraggono il collegio appena costruito. Sembra quindi che questo ''teatro'' sia stato ritrovato, ripulito e poi risotterrato. Già negli anni '50 pare che non si vedesse più. Antonio Mingolla Io sapevo che venne sotterrato già prima che scoppiasse la guerra.

Antonio Mingolla Prima della costruzione del Collegio Navale ­ il cerchio rosso é il sito del teatro Pierluigi De Castro C'è da tenere presente che la cavea del teatro non fu toccata per la costruzione della strada, ma riempita di terra per formare uno slargo quanto la parte laterale del Collegio, e poi piantarci eucalipti e piante basse. Se confrontate la pianta di Danny con un poco di fantasia vi accirgete che è propio plausibile la sua origine. Pino Spina Bene, un'altra discussione interessante, arricchita da un velo di suspence, ma guardando le fotografie la cosa che maggiormente mi fa riflettere e anche vergognare è come sia stato possibile lasciare andare in malora una struttura come il Collegio navale. Cosimo Guercia Caro Pino sono d'accordo con te, era la mentalita' dei vecchi amministratori che tutto cio' che era vecchio si doveva abbatterlo.


Gianfranco Perri Ancor peggio: tutto ciò fatto dal precedente regime, bisognava cancellarlo, in beffa alla storia ed alle incancellabili radici dei nostri padri! Pino Spina Non so praticamente nulla sulla funzionalità, sulla validità dell'insegnamento, sul tipo di formazione dispensata dal Collegio navale. Nel 1973 era ancora sede dell'Istituto Nautico, che era frequentato ed era in condizioni diciamo "malandate". L'abbandono e il degrado, che incominciano non molti anni dopo, credo che sia dovuto non tanto alla noncuranza di tutto quello che fa la storia di una comunità, ma piuttosto perchè il manufatto non si prestava ad un ritorno economico immediato, non si poteva avere un finaziamento su cui fare la cresta, e quindi non poteva importare a nessuno, nessuno di coloro che nella nostra città hanno fatto e disfatto. A fronte di tanta pochezza se il Collegio fosse stato abbandonato perchè simbolo del passato regime fascista, almeno ce ne potremmo fare una ragione, invece le motivazioni sono, a mio parere, per nulla ideologiche e molto pragmatiche. Anna Maria Zuccaro No, scusatemi, ma abbiamo un anfiteatro nel Tommaseo? Non ci posso credere! Ma dov´é esattamente? E´ accessibile? E´di epoca romana? La storia di questo teatro è misteriosa e mi sta affascinando. Possibile che non abbiamo qualche ultra 90enne a brindisi che abbia qualche ricordo in proposito, visto che il libro del professor Catanzaro dice che si poteva 'ammirare' fino alla metà degli anni '30? Giuseppe Summa Ricordo che negli anni settanta ho visto parte dell'anfiteatro: dal terreno fuoriuscivano particolari del manufatto. Antonio Mingolla Anna Maria non è un anfiteatro, ma un teatro, l'anfiteatro sarebbe tutto circolare come il colosseo. Bagnulo Mino Ma non sarebbe bello se lo riportassero alla luce? La Fenice Si, ma per farci cosa? Meglio che resti dov´è fin quando non verranno tempi migliori in cui valorizzarlo. Anna Maria Zuccaro E´ un dovere riportarlo alla luce, sono sbalordita! Perchè non si è mai saputo niente? Eppure non è cosa da poco. Dove posso vedere materiale che lo riguarda? Danny Fossil Hunter Vitale Non ti preoccupare La Fenice (ma quale e' il tuo nome?), se continuiamo di questo passo ne passano anche 20 di anni. Comunque pur rispettando il tuo punto di vista, io la penso diversamente e ritengo che il manufatto debba essere messo alla luce. Tony Bianco Spero solo che chi di dovere faccia un gesto d'amore, rimetterlo alla luce del sole! Elvis Politi Non sempre tutto ciò che è "sotto" deve essere portato in luce. L'anfiteatro di Lecce ne è una prova dato che è visibile solo un quarto. Credo che la cosa più importante ora da fare è portar su la storia dell'edificio. Antonio Mingolla La Fenice sono d'accordo con te quando dici che il teatro potrebbe cadere in stato di abbandono, ma quando si parla di riportarlo alla luce è giusto per studiare è fare un saggio per capire l'epoca e se esiste ancora, poi il resto si vedrà. Stefano Albanese Comunque La Fenice, poche chiacchere noi vogliamo che nostra storia venga conosciuta e i nostri monumenti vengano trovati, valorizzati e tutelati. Avevo gia' postato questo che ho appena scritto e qualche manina forse si e' divertita a togliere il commento. Antonio Mingolla Sarà che sto teatro è strano, ...ma tanto strano, che genera spettri che cancellano i commenti. Non è che è un teatro fantasma ahahahahahahha! Stefano Albanese Puo' essere, sara' che forse e' una magia extraterrestre? Mario Carlucci Lo chiameremo il teatro dei misteri, perchè ogni tanto se ne parla e dopo un po va a finire nel dimenticatoio. Chi non ricorda la famosa discussione fatta dall'avvocato Marcello Cafiero e riportata sui locali quotidiani, si parlò per un mese e poi tutto finí, speriamo che anche adesso non cali ancora una volta il sipario. Danny Fossil Hunter Vitale A questo punto per evitare che la discussione muoia con il post, proporrei di creare un gruppo di discussione nel quale confrontarci, esprimere le proprie ipotesi e raccogliere informazioni. Stefano Albanese Danny suggerirei una pagina, visto che molti di noi hanno gia' raggiunto il limite massimo di adesione ai vari gruppi.


Nel rettangolo i resti di una stuttura che sembrerebbe la scena del teatro Danny Fossil Hunter Vitale E' perfettamente in linea, e poi le dimensioni sono in proporzione. Antonio Mingolla Eh! Compà Danny, da na vita che sto riflettendo quel tratto. Chi sa se non è veramente la scena! Ci sono delle parti posteriori alla scena che hanno pianta quadrata dette basiliche, così mi sembrano, ma potrei anche sbagliarmi. Danny Fossil Hunter Vitale Si è naturale le nostre rimangono ipotesi. Comunqye un altro fattore da prendere in considerazione è l'orientamento del teatro rispetto al sole. Antonio Mingolla Si esatto Danny non è da sottovalutare, potrebbe essere che il teatro non fu posizionato li a caso, se fosse romano e ripeto (sempre se di teatro romano si tratta) l'avrebbero posizionato in un modo tale che la luce colpisse in modo ottimale la scena durante le ore della giornata. Danny Fossil Hunter Vitale Quindi, se non vado errato, si trova nella posizione idonea. Antonio Mingolla Credo proprio di si. Cosimo Guercia L'anfiteatro è un edificio pubblico dell'antichità classica (associato particolarmente all'antica Roma) usato per i giochi gladiatori e per le venationes. A prescindere dalla funzione, la differenza esteriore tra un anfiteatro e un teatro romano è che l'anfiteatro è di forma ellittica mentre il teatro è semicircolare e dotato di una scena sul lato piatto. Giuseppe Tafuri Comunque nella parte antistante mi dissero che tempo fa c'erano anche delle colonne in acqua. Danny Fossil Hunter Vitale Si Giuseppe, ne ho sentito parlare anche io, se non ricordo male c'è anche una litografia. Danny Fossil Hunter Vitale Alcune colonne romane si trovano nella parte superiore, vicino la forestale , ma molto probabilmente furono fatte trasportare li da un architetto del passato che sparse i ruderi romani per tutta brindisi! Magari erano proprio quelle che si trovavano in mare,.visto che le colonne peresntano dei fori . Giuseppe Tafuri Si le ho viste, trattasi di colonne rudentate (che presentano delle scanalature riempite fino a un terzo di altezza dalla base con una modanatura a bastoncino), datarle mi è difficile, potrebbero anche essere repubblicane. Pierluigi De Castro Tenete anche presente che si facevano delle battaglie navali come sport e per addestramento dei militi, per cui lo specchio di mare subito dopo il palcoscenico era l'ideale per quegli spettacoli. Giuseppe Tafuri Si solitamente però costruivano dei bacini appositi, erano chiamate navalia proelia , ma essi sono conosciuti con l’equivalente termine greco naumachia, che venne ad indicare al tempo stesso lo spettacolo ed il sito costruito allo scopo. Danny Fossil Hunter Vitale Infatti pensate che il Colosseo veniva riempito di acqua, con non pochi sprechi di energie e di risorse, mentre qui a Brindisi le battaglie si potevano rappresentare nel porto senza alcuno sforzo godendo di uno scenario unico, naturalmente sempre se di teatro romano si tratta!


BRINDISINI LA MIA GENTE

Complessi beat Anni ‘60

Giancarlo Fortunato La terrazza della Sciaia a mare ­ 1959 Giancarlo Fortunato Che bei ricordi! Andare alla Sciaia a mare con la motobarca e la sera, godersi la terrazza, bar e dancing.

Michele Toscano Ma questa era la Sciaia nel 1959? Decisamenet i brindisisni di allora erano piú capaci di noi che viviamo nel 2011! Gianfranco Perri Bellissima foto, e tanti ricordi: da bambino alle feste degli sposalizzi di zii e cugini e poi, nella seconda meetá degli anni 60, le serate e nottate danzanti. Giancarlo Cafiero In questa terrazza ho conosciuto Mimmo Modugno, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Peppino di Capri, Leo di Sanfelice, I Delirium, Don Marino Barreto, Sandro Luconi e Asternovas, Emilio Campassi, I Canaris, Evy la cantrante della Belle Epoque, il maetsro Carito e la sua tromba, ecc., ecc. Michele Toscano Invece io adesso a Brindisi ho conosciuto Equitalia, L´Inail, e non ho trovato lavoro! Tempi che cambiano! Annarita Spagnolo Ma alla Sciaia si andava con la motobarca? Mai saputo! Raffaele Mauro Concordo, mai esistito un servizio di motobarca per la Sciaia o per Materdomini, solo la gloriosa N°5. Gian Luigi Consales Si andava con la fiat 600 imprestata da papà. Raffaele Mauro ...O peggio ancora con il futgone di un amico, salvo a scoprire una volta arrivati che normalmente trasportava formaggi e quindi una volta scesi dal furgone il profumo, ...non era certo quello di colonia. Giancarlo Cafiero Gianluí, ..o con la macchina di Ninni Simone. Cu lu furgoni solo tu putivi viniri Rafé, ...tatatrata! Raffaele Mauro Veramenti cu Angelu cappasti tu no iu ahhahhahhh, avevo steso un velo pietoso per rispetto a te ahhahhaha, ...tattarattatà!


Antonio Fox Giancarlo Fortunato, veramente grande. Io ho fatto il pranzo nuziale li dentro e non vi racconto le esibizioni musicali, anche insieme all'amico Gianfranco. Giancarlo non so se hai capito chi sono, ma posso dirti che molte volte ti sei trovato alle mie esibizioni come fotografo, per cui credo che tu avrai altre foto di altri locali che oggi non ci sono più e che potresti pubblicare. Giancarlo Fortunato Visto che Antonio Fox mi ha ricordato le famose esibizioni musicali del passato, ai tempi memorabili della Sciaia a mare, ...ricordiamo allora alcuni musicisti brindisini!

Lucia Tramonte Questi ragazzi suonavano anche ai Salesiani. Riconosco alla tastiera Pino Greco, al sax mio cognato Gino Dentamaro, la voce è Tonino Monopoli. Ernani Nani Con Pino Greco quante partite ai salesiani e sotto casa in via Cicerone, e con noi giocava anche il grande Tonino La Palma. Di Pino non ho notizie da moltissimi anni, mentre Antonio Monopoli vive a Milano e con lui ho trascorso la mia infanzia in via Santa Margherita. Il batterista mi sembra Mimino Marrazza, anche lui frequentatore dei Salesiani. Lucia Tramonte Pino Greco vive a Torino. Il chitarrista con gli occhiali è Pino Stefanizzi. Giovanna Tramonte Ha ragione Ernani, il batterista è Marrazza, suonavano anche ai Salesiani. Antonio Fox Giovanna e Lucia Tramonte, gradirei sapere se siete parenti di un altro grande batterista, Aldo Tramonte, con il quale abbiamo condiviso delle serate per vari locali. Non ho più sue notizie da moltissimi anni. Grazie. Giovanna Tramonte Si, Aldo Tramonte è cugino di nostro padre. Anche Rino Tramonte è un altro musicista brindisino che vive o viveva in Francia, fratello di Aldo.


Cosimo Prudentino I Delfini complesso musicale Anni ‘60 Cosimo Prudentino In questa foto: Gino Croce (batteria), Giacinto Modesto (tromba), Enzo Ray (pianista cantante), Lillino Prete (Basso), Mimmo Giampietro (chitarra). Gianfranco Perri Bravi, me li ricordo bene. Bella foto. Antonio Fox Certo li ricordo anch'io. Se non ricordo male erano di Mesagne. Gianfranco Perri Non son sicuro che fossero di Mesagne, io mi ricordo che i Messeri erano di Mesagne. Antonio Fox Si, i Messeri erano mesagnesi, ma mi sembra pure i Delfini. Ma non sono certo. Gianfranco Perri Con i Messeri, alla batteria suonó anche Rino Graziuso, il venditore di strumenti musicali. Cosimo Prudentino I Delfini erano di Brindisi, uno dei primi complessi Anni ‘60 Raffaele Mauro Se vi sente Mimmo Giampietro vi secuta cu na mazza. Giancarlo Cafiero Erano tutti di Brindisi, Lillino Prete purtroppo non cè piú.


Antonio Fox A proposito di complessi musicali, vi presento la mia mitica formazione dei " I Jolly" nel mai dimenticato locale Desirè, di Uccio Dell'Aglio, nei pressi della stazione, fine via Indipendenza.

Antonio Fox con I Jolly al Desiré ­ Primi Anni ‘60

Raffaele Mauro Ohoh, un imberbe Pino Selicato. Giuseppe Creti Se non sbaglio il locale era in un semi interrato? Raffaele Mauro Giuseppe, non sbagli. E´ stato uno dei posti magici per la mia generazione. Sopratutto nel periodo in cui si chiamava Golden cage. Giuseppe Creti Eh! Raffaé, me lo posso immaginare! Gianfranco Perri Oltre ad Antonio Fox riconosco a destra il bravo bassista Franco Gorgoni che abitava in via Rodi. Giusto? E gli altri tre nomi Antó? Raffaele Mauro Il secondo da destra é il pianista Pino Selicato. Antonio Fox Allora cominciando da sinistra: Il mitico chitarrista Sergio Liuti, Vittorio, mi sfugge il cognome alla Batteria, il sottoscritto, Pino Selicato al Piano e Franco Gorgoni il maestro del basso. Rino Carlucci Mitici musicisti. Ciao Antó. Gianfranco Perri Bella foto, bravo Antonio! Grande complesso quello dei Jolly, ero un loro grandissimo ammiratore. Avevano un repertorio favoloso. Antonio Fox Caro Raffaele, niente a vedere con il Desirè! Quando è diventato Golden Cage, é cominciata la sua decadenza.


Raffaele Mauro Si, ma all'epoca del Desirè ero troppo piccolo per frequentarlo, ahhaha! Mi icordo ancora di Brenda e di tutte le ragazze, una la reincontrai sposatissma con un grande imprenditore in quel di Napoli, ....una magia! Giuseppe Selicato Bella gente: bei tempi cè tiempi! Raffaele Mauro Cittu cani neru, ahhahhahhha! Signorile Cosimo Si ma li conigliette addò stannu? Raffaele Mauro Sono successive... Antonio Fox Cosimo e Raffaele, state calmi. Le conigliette c'erano e se Pino vuole qualcuna la può pubblicare. Rivolgetevi a lui. Raffaele Mauro Anto' avevo visto che si era iscritto Pino e family non volevo scoperchiare gli altarini caspiscimi. Signorile Cosimo Allora mi ricordo bene delle conigliette con la luce soffusa che evidenziava solo il colore bianco. Raffaé dopo tanti anni cosa vuoi che possa accadere. Male che ti debba andare rimani castrato. Mario Carlucci Bisogna dare atto che Uccio dell'Aglio è stato un grande imprenditore brindisino e ricordo che in tutti i suoi locali si mangiava veramente bene. Non ultimo le Terme di Torre Canne.

Giuseppe Selicato La formazione dei Jolly al completo nel Circolo Ufficiali Marina ­ 1966 Nikola Poli Fantastici Pino!!! un abbraccio! Gianfranco Perri Bella foto Pino, bei tempi e bellissimo complesso! Ilaria Selicato Mio padre, ...tvb!


I Marines alla Taverna del boscaiolo dell´ Hotel del Levante a Torre Canne ­ Gennaio 1967 Gianfranco Perri I Marines ‐ 1967 con Antonio Fox, Gianfranco perri e Sergio Serse, tutti e tre del Gruppo Brindisini la mia gente. Gli altri due, i cari Luigi Sciarra e Enzo Macchi, purtroppo, ... non ci sono piú. Remo Simoniello Siete fantastici! Gianfranco Perri Siamo alla Taverna del Boscaiolo dell´Hotel del Levante di Torre Canne. Antonio Fox Mi riconosci, Remo? Gianfranco Perri Facile, il ¨Grande¨cantante del ¨complesso¨ hahaha! Remo Simoniello Come no, sei il secondo a sinistra. Li capiddi erunu neri tandu! Ma li capiddi addò ti là nfilati.. cu ti li faci cussì bianchi? tà fatta ma cintrifuga? Gianfranco Perri Remo, conta bene, hahaha! Remo Simoniello Il secondo partendo da sinistra. Du chiaviconi sè scurdatu ca mi truvava a Brindisi e tinia na serata a Bozzano, mi chiamò e mi duvetti scannari pì chiù ti n'ora, però quella sera la gente si divertì un mondo. Gianfranco Perri Ma é quello al centro, con il microfono che sta cantando, sará quindi il terzo a sinistra o se vuoi il terzo a destra hahaha! Remo Simoniello Hai ragione Gianfrá, m'era ncapunitu cu dicu secondu, infatti ti stà dicia, ...Mò si mangia lu microfunu! Ora ho aperto la foto, ...la vicchiaia è una carogna, non vedevo e non contavo il primo a sinistra. Gianfranco Perri Il primo a sinistra con il basso, sono io. Remo Simoniello Gianfrà, ...bbascia la recchia ca t'aggià deri na cosa, ...Siete forti...


Roberto Guadalupi Non te ne vergognare Fox: Quale sei? T'ho riconosciuto! Antonio Fox Benvenuto Roberto, quella era una serata che facevamo da spalla al mitico Achille Togliani, che poi accompagnammo nella sua esibizione. Purtroppo segnò un ricordo indimenticabile quella serata, perchè quel giorno si ammazzo Luigi Tenco.

Cosimo Guercia Mi fa piacere questo incontro tra vecchi amici, e con questa pagina anche se virtualmente mi sembra che stiate tutti assieme, a Brindisi, o tutti da Gianfranco, giusto per fare un esempio. Gianfranco Perri Cosimo, grazie per il tuo commento e sopratutto ¨grazie infinite¨ per questo bel regalo che hai fatto a tutti noi fondando questo favoloso gruppo! Mario Carlucci Conserverò questa foto a memoria del caro Luigi Sciarra, mio collega ed amico. Luigi ti penso sempre! Gianfranco Perri Mario, allora te ne posto un´altra dove si vede meglio il caro Luigi.

¨ I Marines¨ di Luigi, Enzo, Gianfranco, Antonio e Sergio, al Cral Marina ­ Dicembre 1966


Gianfranco Perri Questa foto é per Mario Carlucci, a ricordo del caro amico Luigi Sciarra. ... ¨Con I Marines, avevamo esordito, Luigi, Enzo, Sergio ed io che suonavo il contrabasso, alla Sciaia a mare dei fratelli Aldo Lilli e Antonio Malcarne nel Carnevale del 1966, mentre per il Carnevale del 1967 eravamo già in trasferta a Torre Canne, nella Taverna del boscaiolo dell’Hotel del Levante. Carnevale in quell’anno cadde a cavallo tra gennaio e febbraio, e contemporaneamente a quel triste festival di Sanremo segnato dal suicidio di Luigi Tenco. In quelle serate danzanti l’ospite d’onore che accompagnavamo con i nostri strumenti musicali era Achille Togliani, sì cantava ancora, e ricordo che fu lui, molto colpito ed a notte avanzata, a darci la notizia di Tenco. Poi, fino alla mia partenza per il Politecnico di Torino nell’ottobre 1969, suonammo ancora, ... alla Sciaia a mare, al Desirè, all’Estoril, a Torre Canne, a Campomarino, ... Però, e peccato!, non facemmo in tempo a cantare “L’isola di Wigth”, la splendida cover di “Wight is Wight” del francese Michel Delpech, incisa in 45 giri dai Dik Dik proprio nel 1970. La musica è molto bella e il testo italiano, di Claudio Daiano, un inno a quella nostra gioventù dei mitici anni 60: ¨Sai cos’è l’isola di Wight, è per noi l’isola di chi ha negli occhi il blu della gioventù, di chi canta hippy hippy hippyyy...¨... Da: L’ISOLA DI WIGHT AGOSTO 1970: IO C’ERO di Gianfranco Perri Mario Carlucci Grazie Gianfranco! Giuseppe Creti Se non sbaglio questa foto é stata scattata al Circolo della Marina Militare di fronte alla Difesa? Gianfranco Perri Si questa foto é scattata al Cral della Marina: angolo Via Cittadella con Viale dei Mille. Pino Spina Miiiiii, con le chitarre Eko! Antonio Fox Bravo Gianfranco, vedo che a me non mi hai menzionato. Ti informo inoltre, che il sottoscritto, L'Isola di Wigth l'ha eseguita in tante occasioni dopo che tu partisti per Torino, formammo un'altro gruppo"I Vams" con Michele Sfarra, il sottoscritto, Vito Fischietto, Salvatore Cocciolo, il mitico Chico alla batteria, e Sergio. Sergio Serse Gianfrá credo che date da te riportate siano inesatte, se ricordo bene il ns esordio avvenne il carnevale del 1965 alla Sciaia a mare, l'estate facemmo la stagione a Campo di mare, alla conchiglia il carnevale del 66 con Antonio facemmo il carnevale al Cral Marina e il 67 a Torre Canne facemmo il carnevale e la stagione estiva. Credo! Gianfranco Perri Caro Antonio, nell´esordio alla Sciaia a mare tu effettivamente non c´eri ancora e per questo non sei citato in occasione dell´esordio, in onore alla veritá storica, hahaha! Invece sei a pieno titolo citato nella didascalia della foto. Ha ragione Sergio, l´esordio avvenne nel Carnevale 1965 e non nel 1966. Sarebbe bello poter avere anche una foto de ¨I Wams¨, magari cantando l´Isola di Wight! Antonio Fox Si Gianfrá, a quei tempi se tu ben ricordi ero con i famosi Jolly, poi me ne andai e venni con i Marines. Di foto di quei tempi ne devo avere diverse, purtroppo devo avere il tempo di rintracciarle, specie quelle con i Jolly. Franco Profico Gianfranco, non sapevo che avevi un passato da gruppettaro. Allora ti sarà capitato di conoscere Enzo Antonazzo, Nicola De Vincenti, Armando Danese, Domenico Giampietro, Vito Mastrorosa? Gianfranco Perri Si, Franco ed era un passato in buona parte parallelo a quando ci ferquentavamo, dal 1965 al 1969! Si, conosco quasi tutti i gruppettari che mi citi, anche se devo osservare che a qual tempo non eravamo ¨gruppi¨, ma ¨complessi¨! Pino Spina Si, complessi, poi complessi beat, l'espressione "gruppo" è molto più recente. Antonio Fox Di quanti sono citati da Franco, Armando Danese, che purtroppo è venuto a mancare di recente, era un mio amico. Sergio Serse Franco, dei nomi che hai citato ho conosciuto il compianto Armando Danese mio amico, oltre ad Enzo Antonazzo con il quale ci si incontra insieme ad altri amici, Tonino Magno e Giuseppe Casarano, e ci si diverte a suonare pezzi degli anni 60, e non solo. Qualche anno fa ho avuto occasione di conoscere anche Nicola De Vincenti. Domenico Faraselli Corretto Io, Enzo Macchi e Leo Sebastiano (Tiano per gli amici), siamo stati grandi amici, anche perchè abbiamo frequentato le scuole media in sieme. Gianfranco Perri Non ho notizie di Tiano, dei famosi Adriatici. Mentre di Enzo Macchi ho avuto una pessima notizia, ma non ne ho conferma. Tu che mi dici?


Domenico Faraselli Corretto Enzo, purtroppo, manca da molti anni e me lo disse proprio Tiano che, nel frattempo, aveva aperto un negozio di alimentari a Santa Chiara. Sei, sette anni fà, è venuto a mancare anche Tiano, per una grave malattia. Gianfranco Perri Accidenti, ...ed io che speravo di essermi confuso sulla sorte del caro Enzo, ed invece devo anche sapere del povero Tiano. Loro due erano stati molto amici, e ricordo che Enzo aveva sofferto molto la separazione dagli Adriatici. Domenico Faraselli Corretto Conosco tutti i trascorsi perchè ci frequentavamo. Cosimino Marra, Pino Facecchia, Pino Ponzetta, io, Tiano e Enzo eravamo un gruppo affiatato e ci siamo frequentati anche dopo le medie. Io a 17 anni sono andato via da Brindisi (ora ne ho 64) per lavoro e quando tornavo, molto spesso ci trovavamo. L'ultima volta è stata una cena a casa di Tiano, quando aveva il negozio di alimentari vicino al Duomo. In seguito ho rivisto Tiano fino a 8 o 9 anni fà, finchè ho saputo che, purtroppo, ci aveva lasciati anche Tiano. E' stato un brutto colpo! Ernani Nani Si, ricordo che Tiano aveva il negozio in via Duomo, dove abitano gli Attolico e gli Stefanelli. Antonio Fox Apprendo da voi che anche Tiano non c'è più, non lo sapevo. e mai l'avrei immaginato, perchè di tanto in tanto lo vedevo nel suo negozio a S. Chiara. Mi dispiace. Nikola Poli Questi musicisti, nonchè ¨grandi Amici¨, rimarranno sempre nei nostri cuori. Ero proprio all'oscuro di queste nefaste notizie. Festival di Ariccia (condotto da Teddy Reno e Rita Pavone) ‐ correva l´anno 1970 ‐ Medaglia di Bronzo al 3° classificato: un mio brano "Oggi è festa" del gruppo (The Broads) con Rita Fiume al canto, Sergio Frascaro al basso, Salvatore Cico alle tastiere, Nicola Poli alla chitarra e Giovanni Carriere alla batteria, che non è più tra noi ed a cui dedico questa medaglia!

Ernani Nani Anch´ io voglio dedicare un pensiero al nostro caro Giovanni, quante ne abbiamo fatte insieme! Ciao Giovanni, sei sempre nei nostri pensieri. Adriana Tramonte Ciao Nikola! Sei un grande! Nikola Poli Carissima Adriana, che piacere trovarti un abbraccione Nik! Cosimo Guercia Nikola sei una dei nostri concittadini che fa onore alla nostra cittá. Buona domenica! Nikola Poli Troppo buono Cosimì. Di cuore, grazie! Roberto Guadalupi Avete visto la foto dei Marines su Senzacolonne di oggi? Ogni giorno pubblicano una foto scaricata dall'archivio di questo gruppo, oggi è toccato a questa foto! Nikola Poli Mitici !!! Gianfranco Perri Nikó, perché non ci posti qualche bella foto d´epoca dei tuoi gruppi? Grazie. Nikola Poli Gianfrà, se vai a vedere le mie foto qualcuna l'ho messa. Gianfranco Perri Nikó, ci vado subito. Grazie!


Nikola Poli I Moderni ­ 1965 Nikola Poli "I Moderni" da sinistra: Rino Fusco, Giulio Barcone, Tonino Magno e Nicola Poli. Gianfranco Perri Li conosco tutti. Tutti bravi. Bella foto, grazie Nikola. Nikola Poli Piacere mio Gianfrà, ...grazie a te! Antonio Fox Bravi, ho avuto modo di suonare con Tonino Fusco e Tonino Magno. Ernani Nani Che tempi! Giovanna Tramonte Noto la cura nell'abbigliamento Nikola Poli La divisa a quei tempi era di rigore,almeno nel nostro gruppo musicale,e sulla pedana eravamo sul serio dei figurini. Grazie Giovanna! Gianfranco Perri Ma sopratutto ,... ¨le pose!¨, ...da artisti veri! Nikola Poli Ahahaha è vero...era di moda esporsi in quel modo e ognuno con il suo strumento (era molto importante)! Annarita Spagnolo Quel Tonino Magno fu protagonista di un volo con la bicicletta alla discesa delle Sciabbiche? Nikola Poli Brava Annarita e su questo fatto tutti noi del complesso abbiamo sempre scherzato con Tonino di questa caduta. Ahahahah!


Nikola Poli I Moderni ­ 1966

Nikola Poli Questa è un'altra formazione dei Moderni, da sin: Nicola Poli,Rino Fusco,Tonino Fusco e Tonino Magno. La foto è sulla Motonave Ardimentoso! Antonio Fox Bravi, ho avuto modo di suonare con Tonino Fusco e Tonino Magno. Annarita Spagnolo Quel Tonino Magno fu protagonista di un volo con la bicicletta alla discesa delle sciabbiche o Santa Teresa? Nikola Poli Brava Annarita e su questo fatto tutti noi del complesso abbiamo sempre scherzato con Tonino di questa caduta. Ahahahah!


Giovanna Tramonte Temi e i New Cricket ­1970 Giovanna Tramonte Questo è il gruppo di ¨Temi and the new cricket¨. E la cantante in erba sono io. Franco Vitale Io mi ricordo di qualche anno prima, quando a brindisi suonavano I Nevada, I Casanova, ecc. Giovanna Tramonte Io ricordo anche i Casanova. Erano giovanissimi e i loro cavalli di battaglia erano i brani dei New Trolls. Credo di ricordare che erano un paio di fratelli e alcuni amici, abitavano e provavano al Paradiso. Ho cantato con loro in qualche festival locale, ma non ricordo i nomi dei componenti. Franco Vitale Si, provavano a casa di Sammarco al rione Paradiso, con loro suonavano Marco Sciarra Ernestino, adesso non mi torna in mente il suo cognome, ecc. Giuseppe Summa Ernesto abitava in piazza M. A. Cavalerio (sobbra a San Diunisiu). Spero di sbagliarmi, ma è venuto a mancare. Il suo cognome: Centonze? Massimo Zaccaria Si, alla chitarra Ernesto Centonze venuto a mancare molti anni fa, alla batteria Marco Sciarra. Gianfranco Perri Marco Sciarra deve essere il fratello piú piccolo del batterista dei Marines, il caro Luigi. Marco era un fenomeno da bambino: quando provavamo nella cantina sotto casa di Luigi in Via Montenegro, Marco che avrá avuto un 6 anni ed era molto timido, da solo e di nascosto provava la batteria e un bel giorno, ...scoprimmo che aveva imparato da solo, con un ritmo straordinario, un vero talento! Giovanna Tramonte Mi rendo conto che a Brindisi si è sempre respirata molta musica. Con diverse modalità e diversi livelli di successo ci siamo espressi e continuiamo a farlo in molti. Efisio Panzano Gianfranco, confermo tutto. Marco è un bravissimo batterista, anche se, per motivi di lavoro famiglia e per l'altra sua grande passione, il calcio di cui è allenatore, aveva un po' mollato. Abbiamo suonato insieme per molti anni, in passato, divertendoci moltissimo; ora so che è ritornato a suonare con una cover band degli "Incognito". Gianfranco Perri Grazie Efisio, son contento di sapere di Marco. Se tu dovessi incontrarlo, ti prego di parlargli di me, e di salutarmelo. Lo ricordo con molto affetto.


Raffaele Mauro Gianfrà, ieri sera Efisio s'è mmurtalato come al solito. Grande serata al tempietto San Giovanni. Gianfranco Perri Peccato non esserci potuto essere. Spero ci sará qualche altra occasione per me! Daniela Ribezzi Io vi conosco a tutti. Ero piccola, ma cantavo a Brindisi. Ho cantato con parecchi complessi, io e mia sorella Maria. Ho cantato per tanti anni coi Casanova, i Nevada e altri complessi. Che bello rivedervi dopo tantissimi anni! Ciao! Gianfranco Perri Daniela, che bello sentire le tue emozioni. Perché non ci fai vedere qualche ua foto mentre canti con qualcuno di quei complessi brindisini? Daniela Ribezzi Ciao Gianfranco, appena trovo come metterla lo faró, non ho lo scanner. Volevo dirti che credo di conoscere anche te, a quei tempi io cantavo con tanti complessi, mi accompagnavano mio padre e mio fratello Tonino. Cantai anche al Casale, vi ricordate Modestino che organizzava i festival canori a Brindisi, e anche Enzo Marra che prendeva i complessi e faceva le feste cantate. Bei tempi davvero! Dopo tantissimi anni vi ritrovo, sono advvero contenta. Ciao, baci. Mino Errico Ciao Giovanna, se ricordo bene il batterista era Angelo, alle sue spalle si vede Temy ed all'estrema destra Pino Iacobbi, non ricordo chi era l'altro chitarrista. Ricordo anche che avevano inciso un 45 giri. Se non mi sbaglio il gruppo provava in casa di Temy al rione Paradiso in Piazza Tommaseo, e solitamente sotto la finestra si fermava sempra qualcuno a sentirli. Nikola Poli E del presentatore della foto, Tani Roma, non ne parlate? un amicone e grande personaggio. E´ stato un presentatore eccellente e simpatico nonchè grande amico di Francavilla Fontana! Mino Errico Ciao Efisio, noi siamo stati compagni di scuola al liceo scientifico "Monticelli", aiutami a ricordare, ma Tani Roma (ovvero Gaetano Roma) non era il segretario del liceo? Efisio Panzano Ciao Mino, non ricordo con certezza, ma credo che effettivamente il cognome del segretario fosse proprio Roma. Roberto Guadalupi Tani Roma ha continuato la sua carriera "artistica" ricoprendo anche il ruolo di Direttore artistico, o qualcosa del genere, credo a Tele Radio Brindisi Centrale! Fedele Zurlo Tani Roma è stato ultimamente assessore provinciale, l'altro componente dei Casanova era Patrizio Margherito. Per l'amico Gianfranco Perri: Marco Sciarra è su Fb.

Giovanna Tramonte Canta Giovanna ­ 1972 Giovanna Tramonte Questo invece è un gruppo di anzianotti che suonava ai Salesiani, ricordo solo il nome completo di uno dei chitarristi, Elio Lopez, alla tastiera Nicola, ma non ricordo il cognome. Anno 1972. Il termine anzianotti è solo in relazione alla mia "allora" giovane età.


Ernani Nani Elio è un mio cugino, ma anche con lui non mi vedo da tanti anni. Giovanna Tramonte Purtroppo credo sia morto, qualche anno fa. Pino Spina Anzianotti si, ma per l'epoca quelli erano strumenti professionali, il basso è un Fender, la chitarra non saprei, ma dalla foggia direi che è uno strumento importato, le tastiere Farfisa le facevano in Italia, ma dalle dimensioni direi che non è un "organetto". Brindisi Bicicletta Alla tastiera effettivamente é Nicola ed il suop cognome era Martinese, mentre il suo sopranome era Nicola Misciu Pati, abitava al Perrino. Nicola Mesciu Pati è stato un vero maestro della fisarmonica, insieme al compianto Mimino Blasi, maestro e direttore del gruppo folk ¨Lu scattusu¨. Poi con il passare degli anni depositò la fisarmonica per suonare con la tastiera Farfisa, ma ogni tanto riprendeva anche la fisarmonica. Alla sua morte, avvenuta nel 2007, fu sepolto con una piccola fisarmonica.

Nikola Poli I Liceum ­ 1972 Nikola Poli "I Liceum" in concert, from Left: Nicola Poli (chitarra,voce e armonica) Fulvio Forleo (batteria‐voce) Aldo Rizzo (cantante) e Sergio Frascaro (basso‐ voce). Tati Fenu Che belli i tuoi ricordi! ♥ Nikola Poli Sono ricordi indelebili infatti, ...grazie! Gianfranco Perri Bella foto. Nikó, spero mi permetti di taggarla al gruppo Brindisini la mia gente, son sicuro che fará piacere a tutti gli amici del gruppo vederla. Raffaele Mauro Quello nfamacchione di Frascarooooooooooooooooo! Nikola Poli Gianfrá, thanks!


Lucia Tramonte L ´Estoril ’64 ­ Oggi

Lucia Tramonte Quel che resta del mitico Estoril simbolo della "dolce vita" brindisina. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più e soprattutto perchè quello spazio è ridotto così. Andrea Viola Credo che l'interesse di molti di noi per questa area a nord di Brindisi, nella quale rientrano anche le macerie del mitico Estoril, sia forte e condivisa. Il nuovo PUG è in fase di realizzazione e prima che venga approvato definitivamente potremmo fare in modo che le nostre proposte concrete, e la richiesta di un progetto globale per l'area nel quale inserirle, possano diventare parte integrante di questo strumento di pianificazione così importante. Sono convinto che molti di noi hanno delle idee. Visto che io non ho la minima idea di come si possa fare, ma vorrei che si facesse, chiedo ai più esperti in materia in che modo ci si possa organizzare: io penso che si potrebbero prima raccogliere tutte le proposte, e siccome sarebbero sicuramente tantissime e diverse tra loro, potremmo procedere ad una discussione delle stesse per ragionare sulla selezione di quelle più pertinenti; si potrebbe elaborare poi un documento di richiesta dove inserire la lista di queste proposte, firmato da ognuno di noi. Non so se sia corretto. Gian Luigi Consales Quel che ci vuole é un buon recupero urbanistico edilizio e soprattutto evitare ciò che i tecnici del comune hanno purtoppo fatto per i giardinetti della marina (quello in piazza Vittorio Emanuele II): di un giardino ne hanno fatto una ignobile aiuola! Raffaele Mauro E chi meglio di te caro Gianluigi può dare indicazioni, indicare una strada affinche tutta l'area che va dal castello alfonsino all'ex babylandia, ei nuovi quatieri sorti a ridosso della vecchia spiaggia di Marimisti, possano essere inglobati in un PUG, all'interno del quale possa vedere la luce anche il piano della costa? Gian Luigi Consales Il PUG diversamente dal prg è un processo di analisi del territorio molto complesso. E' costitiuto da una parte strutturale (costruzione del quadro delle conoscenze e formazione del quadro interpretativo delle stesse) ed una parte programmatica. La prima parte tende all'affermazione delle invarianti strutturali del territorio, sia sotto l'aspetto storico, culturale, della stratificazione degli insediamenti e dell'uso anche di parti del territorio. Dovremmo chiedere a chi ha la responsaabilità della redazione del PUG (e anche noi dovremmo essere parte attiva e concretamente propositiva, visto che le occasioni non mancheranno quando alla fine di questo mese verrà presentato il Documento Programmatico Preliminare) di voler considerare invarianti strutturali (quindi soggette alla massima tutela) le nostre memorie storiche: la Sciaia a mare, la spiaggia di Sant'Apollinare, etc.


Raffaele Mauro Sei prezioso come sempre amico mio, e come tutto ciò che è di grande qualità più passa il tempo e più ti fai apprezzare. Lucia Tramonte Sono contenta che la mia foto abbia suscitato commenti così qualificati.In tutta quella zona (Marimisti, la conca, la diga...) che è stata ed è così "popolare" nel senso migliore del termine. Io vedrei delle realizzazioni di tipo ricreativo destinate alla gente di Brindisi e non qualcosa di pseudo‐culturale o di troppo raffinato che diventa appannaggio di pochi. Una naturale restituzione dei luoghi alla loro originale semplicità, per quanto è possibile. Andrea Viola Leggo ora gli utilissimi chiarimenti che Gian Luigi Consales ha pubblicato per noi, e per i quali lo ringrazio! Alla luce di tutto ciò, allora perchè non formulare le nostre proposte, in modo che giungano in concomitanza con l'uscita del Documento Programmatico Preliminare?

Nikola Poli Ed ecco l'Estoril 64' Antonio Fox Estoril, ...quanti ricordi dei giorni belli della Brindisi turistica che contava. Era uno dei pochissimi night della puglia. Veniva frequantato dalla Lecce "bene". Quante serate con i famosi "Jolly" col sottoscritto come cantante solista, con le "entreneuse" che servivano ai tavoli mezze spogliate. Era sempre pieno. Poi vi fu la decadenza, e a ciò contribuì molto la malavita con i suoi nomi storici, non dimentichiamocelo. Sergio Serse Mitico night degli anni 60 freguentato da avventori anche di fuori provincia.Ricordo le serate in cui suonavo prima con i Marines e poi con i Vams. La sua decadenza ebbe inizio con i primi anni 70, per poi essere completamente abbandonato. Mario Carlucci Antonio e Sergio, se avete fotografie del famosissimo Estoril fatemi la cortesia di pubblicarle. Gianfranco Perri Caro Mario, anch´io sarei ansioso di vedere qualche foto dell´Estoril, nei suoi tempi d´oro. Anchío con mio cugino Sergio e con Antonio suonavo nei Marines, nella seconda metá degli anni 60, ma putroppo non mi ritrovo nessuna nostra foto suonando all´Estoril. Antonio Fox Mario purtroppo a quei tempi non c'erano le macchine di oggi è molto difficile averne. Raffaele Mauro Chiederò ad Aldo Malcarne, forse loro ne hanno qualcuna. Gianfranco Perri Raffaé, se vedi Aldo mandagli i miei saluti. Forse si ricorderá, digli di Gianfranco, il piú piccolo del complesso I Marines, che lui sponsorizzó, facendoci debuttare alla Sciaia a Mare nel Carnevale del 1965.


Giancarlo Cafiero Pascalino all´Estoril Club 64'

Nikola Poli Ma é Brutus! Giancarlo Cafiero Si, un cameriere dell´Estoril, recentemente scomparso, ma era megghiu ti ¨Li Brutos¨! Nikola Poli Lo riocordo, un personaggio, ...ma lavoratore integerrimo, ...servizievole al massimo con i clienti, ...ma bruttu comu na coccia, ...ahahah!


BRINDISINI LA MIA GENTE

Giancarlo Cafiero Culiermu

Giancarlo Cafiero Giusto per non dimenticare: é con rispetto e commozione che vi presento CULIERMU


Angelo Catalano Gianca', sbaglio o mi assomiglia a Gugliermo che stava sempre con Papa Pizzigallu? Giuseppe Summa Iddu eti,ciao Angelo,una buona giornata. Da notare i gradi di tenente . Mario Carlucci Durante le processioni con papa Pizzicallo di solito portava sempre la croce e mormorava sempre: papa Pizzicà ci no mi pai lassu la croci 'nterra. Cosimo Guercia Si! Guliermo é stato un personaggio per i brindisini. Angelo Catalano Mario, é vero portava la croce ai funerali so' anche che ad un certo punto se papa Pizzicallu non lo pagava, li bestemmiava i morti lasciava la croce e andava via, un personaggio di Brindisi. Ernani Nani Mitico Guglielmo, una colonna dei nostri ricordi giovanili. Comu li difriscava iddu li poveri defunti, no lu facia nisciunu. Gianfranco Perri Giancarlo, grazie. Sei un grande ed un grande custode della memoria di molti di noi brindisini. Guglielmu é stato un personaggio folclorico ed anche amato della nostra Brindisi, a cavallo tra gli anni 50, 60 e 70. Oltre che essere un assiduo assistente di Papa Pizzicallu, lo fu anche durante tanti anni del parroco di San Benedetto, Don Antonio Fella. Michele Toscano Una volta alla stazione stava aiutando un pulmann forestiero a fare retromarcia, e lui da dietro dava indicazioni, vieni vieni vieni, patapum il pulman schiacció una macchina da dietro, e Gugliemo disse all'autista, vieni tui moi no lu pulmann, vieni a viti ce fessanmabata a kite... a cumbinatu! Io ero ragazzino, ma me lo ricordo benissimo, ...che ridere era un personaggio come nn se ne vedono piu'! Ernani Nani Guglielmo, una volta al semaforo di via ponte ferroviario, per andare in centro, disse a mia madre "vai signò vai", ed era rosso, per poco non le fa fare un incidente. Gianfranco Perri Durante un certo periodo aveva preso l´abitudine di assistere alle nostre prove musicali (I Marines‐1965) e voleva aiutare reggendoci lo spartito. Una volta lo vedemmo tutto concentrato intento a leggere con lo sguardo lo spartito che mi reggeva, perfettamente capovolto. Vedendo le nostre facce divertite, ebbe un´esitazione. Nel suo peró, aveva capito che qualcosa non andava e ci rimase cosí male che ci colpí, e tutti facemmo finta di distrarci per non mantenerlo in imbarazzo. Pover´uomo! Raffaele Mauro Con tutto il rispetto per gli altri personaggi della memoria recente brindisina, ...credo che l'accoppiata Culiermu ‐ Papa Agustu, sia assolutamente unica, ...tali e tanti gli aneddoti e le storie che ci si potrebbe pubblicare un libro. Per quanto riguarda Papa Augusto credo che noi tutti brindisini dobbiamo essergli perennemente grati per l'opera di recupero del nostro cimitero. Lucia Tramonte Un altro personaggio legato alla memoria di Papa Pizzigallo era Filumena Pea Pea . Don Augusto l'aveva sottratta ad una vita di violenze e di stenti e l'aveva affidata ad una mia prozia che la teneva in casa come domestica (in via Barletta) sempre sotto la sorveglianza burbera e al tempo stesso attenta di Papa Pizzigallo. C'è qualcuno che la ricorda? Raffaele Mauro Si una sorta di Tina Pica, un caratteraccio burbero, quando arrivava Guglielmo erano litigate pazzesche ahahhha. Cosimo Guercia Io la ricordo benissimo la madavano a fare la spesa alla salumeria di via Benedetto Marzolla ed attualmente non mi ricordo il nome del propietario. Lucia Tramonte La salumeria "Attolico". Ernani Nani Filumena non faceva la spesa da Attolico, secondo me c'era un altro negozio, più vicino a casa di Papa Augustu, forse via Barletta, ma adesso non mi sovviene il nome. Michele Toscano Peccato che ora in giro si vede solo gente incazzata e non si puo' piu' scherzare come un tempo!!! Per esempio vi ricordate il funerale a carnevale? Giancarlo Cafiero Michelantonio, hai perfettamente ragione, stanno ammazzando lo spirito brindisino, che era unico in Italia. Ricordo tanti amici leccesi che venivano a trovarci perche si divertivano ...Io ho avuto la fortuna di conoscere questa Brindisi, e sono molto dispiaciuto anche della scomparsa di questi personaggi. Michele Toscano Non dirmelo sto male al sol pensiero, quando ero ragazzo abitavo a piazza Cairoli, e li bastava uscire di casa e ti divertivi solo a stare tra la gente!!!! Ora sono tutti incazzati corrono corrono e rincorrono, per poi finire tutti sotto le ciamfe di Equitalia, e da li aspettare solo di morire. Non se ne esce piú!


BRINDISINI LA MIA GENTE

Desiré a mare

Pino Spina Veranda del "Desiré a mare" ­ 1979 Pino Spina Aggiungo questa foto così come cortesemente richiesto dal signor Guercia, vedo però che le altre foto contenute sono un tantino più vecchie, ...spero di fare cosa comunque gradita. Gianluca Saponaro E adesso ci sono gli uffici dell'Autorità Portuale! Simone Galluzzo Questa foto è bellissima! P.S.: Te la copio! Gianfranco Perri Prof. Hercules, io una richiesta avrei da fargliela, e magari anche un consiglio per un segnale di un buon inizio: Restituire ai brindisini lo spazio, adesso adibito ad ufficio del Capo dell´Autoritá Portuaria, che per tanti anni é stato un luogo di uso pubblico di ritrovo e che é ancora nella memoria di tutti i brindisini i quali non hanno mai perdonato che gli sia stato abusivamente scippato! Spero che qualcuno vicino al prof. Hercules gli faccia giungere questa richiesta del popolo brindisino! Cosimo Guercia Certo era un bel locale dove si facevano tante cose, era come un punto di riferimento per i brindisini. Gianfranco Perri Ho una foto dell´interno. La pubblicheró.


Gianfranco Perri Il Desiré a mare, dall´interno con la veduta sul porto e Monumento Cosimo Guercia Ristorante il Gabbiano. Quando Brindisi era turistica! Gianfranco Perri Cosimo, credo che questo sia il Desre' a mare sulla Stazione marittima nel locale attualmente adibito a ufficio privato del capo del Porto di Brindisi. Ci sarebbe da sperare che il nuovo Capo lo voglia restituire a noi brimdisini! Cosimo Guercia Gianfranco sono d'accordo conte e' il Desiré con la speranza che ritorni come scrivi a i cittadini. Angelo Di Presa Confermo che si tratta del Desirè a mare, io ho fatto il pranzo di nozze! E concordo che va restituito alla cittadinanza! Luciana Laguercia Che bella sorpresa questa foto,io mi sono sposata lí, quanti anni che son passati!!!!!!!!!!!!!!! Mimmo, Il padrone era amico di mio e tuo padre, quel giorno ci ha fatto mangiare benissimo, credo che si chiamava Dell'Aglio. Cosimo Guercia Ciao Luciana dici bene era Dell'Aglio. Saluti! Sandro Marsella Si godeva un panorama stupendo... Francis Will Ma come mai non esiste più questo posto meraviglioso? Cosimo Guercia Il posto esiste ma e' la sede del commissario del porto, prima nell´interno c'era questo ristorante con questa bellissima veduta gestita da un privato e serviva anche come approdo per i turisti perché il complesso in effetti e' la Stazione marittima di Brindisi. Francis Will O mio dioooo! E per che cavolo di motivo, ...io vorrei cenare una sera in un posto del genere con quella vista!


Sandro Toffi Nel Desirè... io ci ho fatto una barca di soldi con le feste di Ciccio Riccio tra l'83 e l'89. Lo gestivano i Lafuenti... Andrebbe ripristinato. E magari dato a me... Gianfranco Perri In principio l´aspirazione é che lo restituiscano ai brindisini, ai quali appartiene, non perché qualcuno ci faccia una barca di soldi, ma perché qualche impresario con buon gusto e lungimiranza investa e ne faccia un luogo piacevole ed accogliente per poi trarne un giusto guadagno. Sandro Toffi Beh io scherzavo, ...avevo 20‐25 anni. E la barca di soldi a cui mi riferivo erano qualche centomila lire a capodanno e carnevale. Che per un ragazzino erano una barca di soldi... Gianfranco Perri Scusami Sandro. Lo avevo intuito che la tua era solo una espressione leggera. Ti prego di non considerare il mio commento una critica, ma ho voluto anticiparmi a qualche interpretazione fuori luogo che ne sarebbe potuta venir fuori. Grazie comunque per il chiarimento, ed auguri! Sandro Toffi Figurati, ...auguri anche a te!

Nikos Desillas Panoramica dalla Terrazza del Desiré a mare della Stazione Marittima Cosimo Guercia Lungo mare con in primo piano il Desiré. Franca Cunsolo Questa foto e' bellissima, molti ricordi di infanzia. Giuseppe Salvia L'uso di parcheggiare le auto "ad minchiam" pare sia sempre esistito a Brindisi. Gianfranco Perri Bellissima foto, ed anche con il Desiré a mare che commenta Cosimo. Grazie Nikos.


Gianfranco Perri Il Giro d´Italia in Vespa passa da Brindisi ­ Primi Anni 60 Maria Smi Straordinaria questa foto. Cosimo Guercia Molto bella. Bellissima la stazione marittima con gli ombrelloni. Gianfranco Perri Da notare che siamo durante le feste di San Teodoro, si intravedono le decorazioni. Annarita Spagnolo Belli i vigili con la divisa estiva. Gianna Santoro Bellissima questa foto! Gianfranco Perri Si, anche a me piace moltissimo. Me la regaló un mio amico torinese del Politecnico: aveva partecipato suo padre, che é uno dei vespisti ritratti nella foto. Gianna Santoro Addirittura, ...da Torino, ...e allora è ancor piu' bella!! Franca Cunsolo Molto bella, i ricordi dei vecchi tempi. Gianfranco Perri Si, tempi che oltre a vecchi erano anche belli. Avete notato la veranda della Stazione mariittima che ci hanno vergognosamente scippato, a tutti noi brindisini? Gianna Santoro Uffa! Gianfranco, mi vengono i nervi. Gianfranco Perri Adesso é il balcone dell´ufficio privato del capo dell´autoritá portuaria! Dovremo organizzarci per fare una petizione al nuovo capo dell´autoritá del porto, che sará nominato prossimamente, per chiedergli la restituzione di questo spazio ai cittadini. Sembra che il comune abbia proposto il greco Hercules, mentre la provincia ha proposto di riconfermare l´attuale Giurgola, ma alla fine chi decide é il ministro delle infrastrutture. Raffaele Mauro In mancanza di un accordo fra gli enti decide il ministro, ...che è quello che ha proposto Hercules, ...ma a nessuno è dato ancora sapere che idea hanno comune, provincia e cittá sulo sviluppo del porto di Brindisi, nel frattempo la cosidetta società civile tace, ...come sempre, tranne a lamentarsi nei bar che tutto va male.


Giancarlo Cafiero Ferdinando Cocciolo

BRINDISINI LA MIA GENTE


Giancarlo Cafiero Chi si ricorda di Ferdinando Cocciolo, cameriere e cabarettista? Lucia Tramonte Anche da prima della guerra mio padre lo conosceva benissimo e mi raccontava che si esibiva al Caffè Fiamma con grande successo. E' morto quasi centenario ma non ha mai smesso di indossare quel suo cappello a falde piatte. Giovanna Tramonte Anche io ne ho un ricordo, anche se vago, e appunto la sua paglietta è il simbolo che mi è impresso nella mente. Giuseppe Summa Buongiorno Giancarlo, si tratta del cameriere che lavoro' presso la latteria Angelini prima della definitiva chiusura? Se è lui ricordo che da buoni figli di bonamamma gli prendevamo uno dei tavolini, posizionandolo sulla strada e poi quando veniva per protestare gli ordinavamo un cynar, facendo la parodia ad una pubblicità in uso in quel periodo. Alberto Discanno Giancarlo, il tuo contributo è notevole! Sei depositario sincero di "tanta cosi di Brindisi ca' t'amma fari nu museo vivo!". Scusa, non resistivo nel ringraziarti. Ti abbraccio. Cosimo Guercia Alberto!! Ci voli, Giancarlu ndi essi di robba ca no canuscimu! Stefano Albanese E' il nonno del mio caro amico Ferdinando che appunto si chiama proprio come il nonno. Lucia Tramonte I due Salvatore Cocciolo che sono nel gruppo sono suoi nipoti: a loro la parola! Stefano Albanese Ho aggiunto Ferdinando, per gli amici Nando il nipote e mio amico. Se volesse darci un testimonianza sarebbe molto gradita. Maurizio Cretì Credo lavorasse anche all'Ausonia. Giuseppe Summa Vero! Per tanti anni ha lavorato all'Ausonia, ma anche all'Angelini se non sbaglio. Cosimo Guercia Ha lavorato al Bar Fiamma e dopo la sua chiusura ha lavorato in diversi altra posti. Franco Vitale Io lo conoscevo molto bene, gli preparavo i servizi da portare ai tavolini al Bar Ausonia, con lui ho lavorato tre anni ed era uno spasso. Salvatore Cocciolo Un ringraziamento sincero e di cuore a Cafiero per questo ricordo ed oggetto che personalmente non conoscevo. Giancarlo Cafiero Salvatore, non mi devi ringraziare, perchè le persone brave e oneste, e simpatiche, non si devono dimenticare. Gianfranco Perri Salvatore, grazie per il tuo commento. Se avessi una qualche foto di tuo zio, ci farebbe piacere poterla vedere in questa pagina. Brindisi Bicicletta Cari amici, dopo una nottata per cercare quello che avevo fotografato nei mesi di gennaio e febbraio del 1974 in occasione della presentazione alle Autorità ed alla cittadinanza, nei locali del teatrino della Chiesa della Pietà, del "Gruppo Folk Lu Scattusu¨ e la ¨Brindisi in bicicletta¨, sono riuscito a scovare le foto e subito mi presto a pubblicarle ed in particolare modo le presento a Giancarlo Cafiero, mio carissimo amico.


Brindisi Bicicletta Gianfranco Pierri; Salvatore Cocciolo; Franco Vitale; Giuseppe Summa Brindisi Bicicletta Io e l'amico Mimino Blasi eravamo degli ottimi amici di "Nando", così veniva chiamato da chi lo conoscveva. Giancarlo Cafiero Grazie Ferdinando, uno splendido ricordo, compreso ¨Lu Scattusu¨. Gianfranco Perri Grazie Brindisi Bicicletta.


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Fontane di Piazza Cairoli

Imbriani Ugo Piazza Cairoli i primi del ‘900 senza fontana e con il Teatro Verdi appena apero ­ 1901 Imbriani Ugo Piazza Cairoli è sorta negli anni successivi al 1880 ed inizialmente non disponeva di una fontana, la prima vasca fu inserita al centro della piazza nel 1921, poi fu sostituita da quella attuale nel 1937.

La prima delle fontane di Piazza Cairoli ­ 1921


Piazza Cairoli con la sua fontana in questa foto del 1923 Giovanni Membola Al centro la fontana delle rane. Giancarlo Cafiero E delle tartarughe Giová!!! Cosimo Guercia La fontana delle rane o delle tartarughe? Gianfranco Perri Peró in questa fontana peró le rane e le tartarughe ancora non ci sono proprio. Bisogna aspettare la edizione seguente:

Nikos Desillas La fontana di Piazza Cairoli giá riformata in questa foto del 1931


Alba Intiglietta La fontana di Piazza Cairoli in primo piano e poi il teatro Verdi Giuseppe Creti Alba, forse conosci l´anno della foto? Alba Intiglietta Non conosco l'anno ma mi piace vedere il vecchio teatro che a mio umile parere era davvero bello!!! Ne ho altre che pubblicheró. Gianfranco Perri Questa foto é del 1934. Giuseppe Creti Grazie Gianfrá! Cosimo Prudentino Quanti e quali erano gli animali che contornavano la fontana? Gianfranco Perri I quattro fasci si appoggiano ognuno sulla testa di una specie di puma. Ma non ricordo che il puma fosse un animale icona del fascismo, quindi magari mi sto sbagliando. Cosimo Prudentino No, gli animali ai quali mi riferisco erano ai bordi della fontana, ...uno si puo' vedere a destra nella foto. L'altro vicino a quel signore che legge il giornale. Gianfranco Perri Ma e' una rana, una volgare rana. E gli altri tre animali erano sempre rane? Simpatico! Cosimo Prudentino L'altro una tartaruga... a sinistra. Gianfranco Perri E gli altri due animali? Si sa che fine hanno fatto tutte queste statue? Annarita Spagnolo In Piazza Cairoli i villani facevano i contratti sulle vendemmie, assoldavano i lavoratori a giornata. Ancora oggi d'estate qualche contadino nostalgico siede sulle panchine. Giovanni Membola Anche d'inverno cara Annarita, ci sono sempre, anche se pochi e... nostalgici!


Giancarlo Fortunato ...a do li vagnuni si faciunu lu bagnu! ­ 1969

Michele Toscano Magari uno di quelli sono io! Facevo sempre il bagno ¨a controra¨ si dicia!!! Gianfranco Perri Bellissima foto. Giancarlo sapresti darci la data approssimata? Giancarlo Fortunato 1969 mentre ero impegnato ad un servizio matrimoniale al Circolo Cittadino. Gianfranco Perri Grazie, Giancá! Cosimo Guercia Bellissimi ricordi. Annarita Spagnolo Doveva fare un gran caldo se i ragazzi approfittavano della fontana. Sono belli perchè sono in mutande. Giovanni Membola Bella,... davvero unica! Michele Toscano Ho un dubbio, chiedo scusa, ma l'UPIM nel 1989 esisteva? A me mi sa che e' degli anni 70! Raffaele Mauro Esisteva Michele, mi sa che ha chiuso nel 94 se non nel 96. Più o meno insieme all'apertura dell'Auchan di Mesagne. Gianfranco Perri Raffaé, credo ci sia un pó di confusione! Credo che Michele si é sbagliato e voleva dire ¨1969¨, che é l´anno indicato da Giancarlo, autore delle foto. Michele si meravigliava quindi che per quell´anno 1969, l´UPIM ci fosse giá. Questo é il suo dubbio! Raffaele Mauro Si, nel 69 c'era. Michele Toscano Grazie Raffaele, sempre preparato e preciso!


By night


Imbriani Ugo La fontana delle ancore in Piazza Cairoli in una foto attuale Imbriani Ugo Sembra che la ripulita stia durando questa volta...Speriamo! Andrea Viola Ho notato, sembra proprio un bel lavoro. Raffaele Mauro Le altre volte da incompetenti avevano usato agenti chimici che avevano corroso i marmi. Gianni Tanzarella Certamente la pulizia è importante, ma hanno levato tutto, fiori piantine, tutto. Ora sembra solo un monumento senza calore, ma è solo un mio pensiero. Andrea Viola Anche questo e' vero. Andrea Ecclesie Nessuno ha una foto della fontana delle rane precedente alla fontana delle Ancore? Carla Rubini Se non ricordo male è giá stata pubblicata. Andrea Ecclesie Nooo...me la sono persa! ...Povero me!!


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Fotografi

Giancarlo Aggiano In Piazza Vittoria ­ 1955 Giancarlo Aggiano Ricordo ancora vagamente questo scatto. La domanda è: ricordate il fotografo che era sempre appostato con cavalluccio a dondolo e bicicletta per attirare l'attenzione dei bambini per la foto? Vi ricordate come si chiama o chiamava?


Remo Simoniello Muraglia. Brindisi Bicicletta Secondo me non era Armando Muraglia, ma bensí Al Di Campi. Giuseppe Summa Ricordo Muraglia, ma anche Di Campi. Successivamente un altro fotografo, forse figlio di Di Campi? Ricordo che quest'ultimo aveva lo studio a corso Roma. Giancarlo Cafiero Si, era Di Campi, stava in vico Scalese, dietro il Central Bar. Il figlio adesso ha una pagina su Senzacolonne che si chiama"Di Campi in Città". Raffaele Mauro A volte c'erano entrambi in piazza, sia Muraglia che Di Campi, poi si aggiunse anche Eugenio che collaborava con Nino Zippo, vi ricordate d Eugenio? Brindisi Bicicletta E chi non conosce, o conosceva, Eugenio! Giancarlo Aggiano Si, Eugenio me lo ricordo perfettamente, anche perchè era un personaggio. In ogni modo non credo si tratti di Di Campi, in quanto lo ricordo bene, ed io ero un po più grandicello. Brindisi Bicicletta Se non mi sbaglio quel fotografo che si metteva in Piazza Vittoria ed aveva lo studio su Corsa Roma si chiamava Peragine. Giuseppe Summa Grande Eugenio, ha immortalato tutte le commesse della Standa e dell'Upim. Giancarlo Aggiano Vero Giuseppe, Eugenio era famoso per questo. Giuseppe Summa Non ricordo se si chiama o chiamava Peragine, ricordo che aveva tanti figli e se non mi sbaglio vendevano anche scarpe. Giancarlo Aggiano Ricordo che il fotografo aveva degli occhiali molto spessi ed era molto simpatico, con la sua macchina fotografica appesa sempre al collo. Rita Fornaro Buongiorno a tutti e tutte. Siccome la foto postata risale al 1955, credo che il fotografo fosse Gualtiero Gualtieri, a quei tempi era molto conosciuto ed aveva il laboratorio a Santa Teresa. Ricordo inoltre, che si andava sempre lì per le foto. Tutte le famiglie, di abitudine, si rivolgevano a lui. Personalmente. faccio parte di "quelle" che, una volta ogni 6 mesi, mio padre mi portava per gli scatti fotografici. Giuseppe Summa Scusami Rita, ma Gualtieri non stava in via Carmine? Era forse un suo parente quello di Santa Teresa? Rita Fornaro Giuseppe, ero molto piccola, ma ricordo che con mio padre andavo da lui per le foto ed era a Santa Teresa, se poi fosse un parente, ...sinceramente non lo so. Gianfranco Perri Il fotografo Gualtieri stava in via Carmine, lo conoscevo molto bene perché era amico di mio padre. Gli portavamo a sviluppare le foto delle vacanze in Sila, e lui restava affascinato da quei boschi. Comunque Gualtiero Gualtieri, mio amico, é il figlio del fotografo ed é il cognato del sindaco Mimmo Mennitti, mentre non so se il padre si chiamasse di nome anche Gualtiero. Giuseppe Summa Giusto! Gualtieri stava in via Carmine, accanto al Barese. Era il papa' dell'avvocato Gualtiero Gualtieri e suocero dell'attuale sindaco Mennitti, era un artigiano‐artista ,professionale e meticoloso, ed era aiutato dalla figlia Marilena. Quasi tutti i militari si recavano al suo studio per le foto ricordo da inviare ai famigliari. Brindisi Bicicletta Il maestro Gualtieri, é certamente un personaggio brindisino da ricordare. E´ stato il primo fotografo a Brindisi a produrre foto a colori ancor prima che venissero messe in commercio le pellicole colorate, utilizzando con arte e maestria il suo pennarello ad acqua per cambiare le foto in bianco e nero in foto a colori. Signorile Cosimo Non sono sicuro, ma credo che il fotografo in oggetto si chiamasse Imperatrice.


Ernani Nani Il fotografo si chiamava Imperatrice, e vendeva le scarpe alla chiazza, uno dei figli si chiama Aldo ed anche lui faceva il fotografo. Per quanto riguarda Gualtieri, era in via Carmine affianco allu Baresi, e non ricordo che ci fosse un fotografo a Santa Teresa. Lucia Tramonte Concordo con Imperatrice, Peragine era il fotografo che veniva nelle scuole a fare le foto‐ ricordo, e se non sbaglio faceva il postino. Raffaele Mauro Ahahha, atu assutu tutti li nomi ti li fotografi di tandu, ahahah, manca sulu Cosimino Prutintinu. Giuseppe Summa Vabbe', non esagerare. Cosimo Prudentino è giovane vivo e vegeto, e produttivo pure, commercialmente parlando. Cosimo è stato allievo di signor Nino che lavorava da Savarese accanto al Bar Sica. Raffaele Mauro Uhè Pí, maggiu vistu ieri, e quandu iu era piccinnu, Cosimu sè fattu tutti li complianni e li cresimi, e poi lu sce mmittia a ncroci a ddo Saveresi con le view masters.

Brindisi Bicicletta Foto eseguita nel 1959 nello Studio Gualtieri in Via Carmine al N° 41 Brindisi Bicicletta La fotografia è una passione che mi è nata sin da quanto avevo 15 anni, quando trovandomi in Corso Garibaldi e soffermando l’attenzione sulla vetrina di esposizione del fotografo De Bernardi vidi in bella mostra numerose macchine fotografiche, e fui subito attratto da una macchina LAICA 36 mm.della Woinglader, che ancora oggi conservo gelosamente. Di tale passione debbo ringraziare il mio maestro Gualtieri, che si avvaleva della collaborazione della sua figliola Marilena. Lo studio fotografico in Via Carmine 41, rappresentava un punto di riferimento per la città e per tutti i marinai ed avieri che allora erano tantissimi nella nostra città. Nello studio di Gualtieri oltre alla figlia vi lavora anche Vito Piazzola. Gianfranco Perri Questo commento é molto apprezzabile, anche per la sua spontaneitá che traspare tutta. Potresti per cortesia commentare brevemente sui personaggi ritratti e, magari, sulla data approssimata dello scatto? Grazie.


Brindisi Bicicletta Da sinistra verso destra: Mario Cartechini, Il sottoscritto, Adriano Liuti e Francesco Bungaro. Se non vado errato, la foto è stata eseguita nel mese di gennaio‐febbraio del 1959. Gianfranco Perri Tante grazie! Anch´io ho una bella foto dallo studio Gualtieri. La posteró. Vito La Corte Da ragazzo con qualche anno in meno di voi non conosco il Maestro Gualtieri ma ho conosciuto Vito Piazzolla e non a caso è stato tra i migliori fotografi della città! Comunque se il maestro Gualtieri sviluppava foto a colori prima ancora delle pellicole stesse, non ci sono parole, un grande! Brindisi Bicicletta Vito Piazzolla è stato uno dei migliori fotografi della città, si può dire che io e lui siamo usciti dalla scuola dall'ottimo maestro Gualtieri, quante sere sino a tardi chiusi nella camera per sviluppura le lastre e stampare le foto, ogni... sera era sempre una emozione vedere che dalla carta bianca uscivano le immagini. Poi penso che Vito ha fatto il suo esordio come fotografo al mio matrimonio parliamo dell'anno 1961. Franco Profico Quello più basso è forse Adriano Liuti? Ernani Nani Ma si, non è cambiato molto Adriano, vero? Il fratello Sergio mi ha cresimato.

Gianfranco Perri Foto eseguita nel 1949 in Studio a Brindisi Gianfranco Perri Altra bellissima foto del 1949 dallo studio, ...e bellissimi i protagonisti del ritratto: mia madre Albina, mio padre Settimio e mia sorella Silvana. Brindisi Bicicletta Queste sono le vere foto da studio, che ormai negli attuali studi fotografici sono spariti.Il bravo Gualtieri prima di stampare una lastra, anche la sua figliola mettevano tutta la lora bravura per il ritocco e la buona riuscita della foto.


Antonio Fox Gianfrà, grazie, con questa foto mi hai dato il modo di ricordare il viso di tuo padre che avevo smarrito. Ma una foto con te? Gianfranco Perri Antò, grazie per ricordare mio padre. Cercheró qulache foto di lui in divisa con me, e la pubblico. Antonio Fox Gianfrà. Me lo ricordo benissimo tuo padre quando ritornava dall'aereoporto in divisa di maresciallo: non mi ricordo bene, ma aveva una moto? Gianfranco Perri Si Antonio, l`ha avuta per solamente poco tempo che io ricordi, poi comprò la ´prinz´, una perfetta saponetta, ahhaha! Azzurro cielo. Lui era un fanatico delle macchine tedesche! Franco Profico La prinz l'ho avuta anche io; color banana ovverogiallo shampagne. Patrizia Bonatesta Buongiorno cugino, questa foto è talmente bella che, ...commuove. Un abbraccio. Giovanna Tramonte Bellissima foto. Buona domenica a tutti da Ancona. Stella Montanaro Maria Alba è identica a tua madre! Che bella donna! Bellissima coppia! Annarita Spagnolo Il viso di tua madre è bellissimo, come quello di tua sorella che io ricordo solo da ragazza, perchè poi, quando non ho più frequentato casa Calò, non l'ho più vista. Buona domenica. Gianna Santoro Gianfranco, è una foto stupenda, tua madre è incantevole! Patrizia Vantaggiato La magia delle foto, emozioni e ricordi a non finire, immagini stupende che evidenziano la bellezza e lo spessore culturale di una famiglia serena e felice, complimenti! Gianfranco Perri Grazie Patrizia e care amiche tutte, per i vostri gentili commenti.

Gianfranco Perri Mia sorella Sivana in altre due bellissime foto da Studio


Il Tosello di San Teodoro 1903 Annarita Spagnolo 1958

Giovanna Tramonte 1962 Giancarlo Aggiano 1965


Annarita Spagnolo Noi che negli anni 50 posavamo impettiti davanti al Tosello. Nella foto mio fratello ed io Linda Forleo Ma che bella foto! Annarita Spagnolo Linda sai che il 29 aprile, dopo ben 30 anni ho rivisto Francesco e Tilde? Ci siamo riconosciuti a prima botta. Che emozione! Lucia Tramonte Noi che facevamo la foto sotto il cavallo di San Teodoro. Ho fatto una piccola ricerca "tosello" è una parola usata solo nel brindisino e nel tarantino, deriva dallo spagnolo "dosel" che vuol dire appunto baldacchino. Cosimo Guercia Gianca' ti ricordi dove stava il tosello quell'anno 1965? Era al solito posto? Giancarlo Aggiano Cosimo, non so cosa intendi per "solito posto". Qui siamo alla fine di Corso Umberto e Corso Garibaldi di fronte c'è il Banco di Napoli. Cosimo Guercia Gianca' intedevo appunto sul marciapiete dove confluiscono i due corsi! Annarita Spagnolo Il Tosello è sempre stato lì. Che gare per fare la fatidica foto!

Brindisi Bicicletta Fotografie senza nome e senza data, ...ma che parlano da sole!


Il Gran Caffé Fiamma ...

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Gianfranco Perri Il mitico Gran Caffé Fiamma aperto nel 1925 in Corso Umberto I°

Giuseppe Creti Azz!!! Che belle ste foto!


Gianfranco Perri Il banco del Gran Caffé Fiamma Franco Profico In questo ha lavorato mio padre. Poi dal 48' ha lavorato alla Latteria Angelini: faceva i migliori gelati di Brindisi. Gianfranco Perri Quelli con la panna erano unici in tutt´Italia. Ricordo le lunghe code alla domenica per i gelati in cono con la panna. Chissá allora quanti coni alla panna mi ha dato tuo padre. Un bel ricordo, grazie. Gianna Santoro Confermo....quanti gelati.......La panna piu' buona in assoluto! :‐))))) Ernani Nani Cannaruta!!!!!!!!!!!!!!!!!, effettivamente era squisita. Maria Teresa M da quanti anni esiste il Fiamma? Gianluca Saponaro Non esiste più....adesso ci sono negozi d'abbigliamento. Maria Teresa Azz...


Gianfranco Perri Sale interne del Gran Caffé Fiamma


Alessandra Miceli Che tempi pero'...solo e sempre uomini...ma le donne dov'erano nascoste.....? Antonia Ostuni In casa ààààààà non ci era permesso uscire !!!!!!!!!!!! Gianfranco Perri Peró non proprio tutte! Alessandra Miceli ah!ah!ah!ah! lo so, lo so, scherzavo infatti... e' solo che a guardare quelle foto e confrontarle con la vita di oggi....mi lascia molto perplessa. Alessandra Miceli Ma si, solo in poche potevano permettersi di uscire da sole ...ma poi...i commenti....che lasciavano dietro!!!!!!

Gianfranco Perri Auto signora e tavolini anni 30 al Gran Caffé Fiamma sul marciapiede del Corso Antonia Ostuni Molto bella questa, Gianfranco....... Francis Will Ma perchè non si ritorna a mettere per strada sedie e tavolini? Gianfranco Perri Mi pare che qualcuno in estate ci provi ancora, purtroppo peró quello che mi pare manchi sono gli avventori, e l´atmosfera spensierata ma elegante di altri tempi. Peró, .. non si sa mai, magari si potrebbe tornare a quelle atmosfere! Cosimo Guercia Francis dipende dal Comune non da' facilmente i permassi e se li da e' per pochi mesi. Raffaele Mauro non è vero Cosimo, il Comune i permessi li da, ci sono solo alcuni gestori che non intendono pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico. Gianfranco Perri Qualcuno mi puó confermare se era di fronte al Verdi in Corso Umberto I° Gianluca Saponaro Si, si... Belinda Silvestro Finalmente ho capito dove era il bar Fiamma, grazie.


Il Caffé Guarino in Corso Garibaldi di fronte a piazza Vittoria

Il Caffé pasticceria Limongelli in Corso Garibaldi


... e il Gran Caffé Torino

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Il Gran Caffé Torino in Corso Garibaldi ­ 1918

Il Gran Caffé Torino in Corso Garibaldi ­ 1919


Il Gran Caffé Torino in Corso Garibaldi ­ 1934 Raffaele Mauro Il Gran Caffè Torino... il più elegante della città, la sera c'era l'orchestrina sul marciapiede. Enrico Sierra E a Carnevale i signori seduti ai tavolini quando passavano le maschere buttavano li cunfetti? Dirimpetto c'era Anelli e lu barbieri Pedio. Bella la mia Brindisi! Domenico Guarini A che altezza (attuale) era posizionato il Gran Caffé Torino? Gianfranco Perri Angolo con Via Rubini. Giuseppe Laforgia Di fronte all´Amerikan Bar, dove c'è il negozio di scarpe di Manfreda. Roberto Guadalupi Bella, bellissima foto, ma per me è un colpo basso, visto che il Gran Caffè Torino me lo ricordo! Mi sono trovato! Si trovava dove oggi ci sono i negozi di Manfreda, la profumeria Morelli, quasi all'angolo con via Rubini, di fronte all'attuale Amerikan Bar!

Il Gran Caffé Caprez in Corso Garibaldi sotto l´Albergo Orientale ­ 1920


Cosimo Prudentino Il Gran Caffé Torino in Corso Garibaldi, a sinistra nella foto Cosimo Guercia Si vedono bene l´ Albergo Orientale e il negozio di Anelli, il primo negozio grande a Brindisi. Al primo piano abitava Anelli. e una delle due bancarelle che vendavano cartoline, con la chiusura di anelli apri un negozio che attualmente e' gestito dagli eredi. Brindisi Bicicletta E´ stato il primo supermercato a Rindisi. Annarita Spagnolo E' vero che Anelli, del negozio di fronte, era lupu sunaru? Ci dicevano questa cosa quando eravamo bambini e noi eravamo terrorizzati. Raffaele Mauro Mena Annarì, c'erano li lupi sunari e li lauri, i lupi mannari sono sempre esistiti nelle fantasie popolari, coe i lauri che servivano a giustificare improvvise ricchezze. Annarita Spagnolo Ma lu lupu sunaru, o licantropia, è una vera malattia e ne era affetto il vecchio, quello alto e grosso. Raffaele Mauro Ahahha, poverino quante maldicenze solo perchè era un pó scorbutico. Cosimo Guercia Allora perche portava questa nominata? Angelo Di Presa Perchè era pelosissimo, me lo ricordo molto bene! Lucia Tramonte Dopo i Magazzini Anelli c'era quella che fu la prima sede della Standa a Brindisi. Cosimo Prudentino Notare anche l'insegna verticale a sinistra "Ferrania" la pellicola fotografica Italiana, ormai assene dal mercato da oltre 30 anni. Raffaele Mauro Quello è il negozio di Ninio De Bernardi. Gianfranco Perri E si, ma anche il Gran Caffé Torino mi sa que son piú di 40 anni che omai non c´é piú! Imbriani Ugo La macchina a sinistra e' una Consul? Raffaele Mauro Si, si una Ford Consul. Mario Carlucci Io erò un abituè del glorioso Caffè Torino.


Gianfranco Perri Due miei zii, Vincezo Aprile e Menotti De Leonardis, erano anche loro abitué del Gran Caffé Torino. Non mancavano quasi nessuna sera, tempo permettendo, di sedersi al tavolino sul marciapiedi. Ho una loro foto simpatica, la posto.

Gianfranco Perri Albero Durante e Menotti De Leonardis al tavolino del Gran Caffé Torino ­ 1960 circa Roberto Guadalupi Nessuno ha foto del Bar Sica? altro punto storico di Brindisi! autentico Bar dello Sport locale! Mario Carlucci Oltre il Bar Sica, c'è da ricordare il Caffè degli Uccelli, sotto i portici dell'ex Ediificio dell'INA assicurazioni, la pasticceria Marzotto, in Via Pozzo Traiano e tanti altri locali famosi..... Cosimo Guercia Mario se hai le foto per favore aggiungili io ricordo quello sotto i portico dell´Inacasa, ma ero ragazzino. Roberto Guadalupi Tutto sacrosanto, ma toglimi una curiosità: la pasticceria di via Pozzo Traiano (che ricordo!) come si chiamava? Sei sicuro che fosse "Marzotto" o qualcosa del genere? Raffaele Mauro Roberto si chiamava Mazzotta. Stella Montanaro Mario, la pasticceria era del signor Aldo Mazzotta. Lo so perchè era un mio lontano parente.


Giancarlo Cafiero A gentile richiesta,.... il Bar SICA Gianfranco Perri Grazie Giancá. A che data risale piú o meno questa foto? Giancarlo Cafiero Esattamente 1966. Angelo Di Presa Quella sovrastante era la casa di Beppe Patrono!! Nicola Poli La Sica... si giocavano anche le schedine del totocalcio, ...e poi di fronte a prendere lo yogurt da Angelini nei vasetti di vetro. Ernani Nani Quante cronache in diretta radiofonica di partite del brindisi calcio e della libertas! Sky, mediaset premium, ecc. Ci li canuscia tandu! Mino Piliego Quanti ricordi...... e il gelato alla panna da Angelini! Nicola Poli Giancà,... ti ricordi quando ti nascondesti dietro quel portone a sinistra per comparire all'improvviso al cospetto di Ubaldo Lay, grande attore mesagnese conosciutissimo per i suoi film polizieschi sotto il nome di Tenente Sheridan! Gianfranco Perri E giá, il famoso compaesano con il suo immancabile impermeabile bianco panna. Bello! Grazie Nicola Per ricordarcelo! Giuseppe Creti Bravo Giancarlo! Sbaglio, o é Corso Umberto I° afianco all´attuale Banca Commerciale? Raffaele Mauro Bravo Giancarlo! Giusé non sbagli, adesso però la ex Sica è stata inglobata nella banca che era ancora in costruzione all'epoca della foto, al suo posto c'erano il negozio di Carlomagno elettricità e Tagliente calzature. Giuseppe Creti Grazie Raffaé!


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Il Calvario tra via Carmine e via Santa Margherita

Il Calvario nei pressi di Via Carmine: ieri ed oggi


Alessandra Miceli Mamma mia, ...incredibile! Gianfranco Perri Un angolo di Brindisi certamente suggestivo ed assolutamente presente nella memoria di moltissimi di noi, che da bambini ci incantavamo, anche un po' suggestiinati ed impauriti di fronte alla figura del cristo morto e della madonna che lo compiangeva, nella sera dei sepolcri e della settimana santa piu' in generale. Poi durante tutto il resto dell' anno le statue sparivano dalla vista, anche se la loro presenza la si poteva indovinare dentro la minuta cupola che le custodiva e che ha continuato a custodirle durante tantissimi anni. Un angolo della nostra storia. Cosimo Guercia Il Convento di Santa Maria delle Grazie esiste ancora ed è proprio affianco al Calvario su via Santa Margherita. C'è un cancello e all'interno si può vedere il chiostro con gli archi ogivali, restaurato da poco, molto bello. Il primo documento che conosco sulla presenza del convento è del 1333. E' stato di proprietà del Comune, ma poi fu trasformato in civili abitazioni. Non tutti i brindisini sanno di questo luogo. Antonio Mingolla Il muro che si vede sulla destra, sono i resti del convento di Santa Maria delle Grazie, all'interno ci sono ancora gli archi ogivali, ma purtroppo oggi è privato. Su questo muro è stato tolto l'intonaco di recente e si notano delle figure incise sulla pietra come un cervo e dei pesci nel mare. Cosimo Guercia Antonio, grazie per questi interessanti dettagli. Antonio Mingolla Di nulla Cosimo, è un piacere. Maria Teresa Non mi ricordo dove si trova Porta Mesagne. Gianluca Saponaro E´quella alla fine di via Appia. Maria Teresa Grazie Gianluca......ora ricordo! Mario Carlucci Antonio, del convento forse pure gli archi hanno tolto, perchè io ho fatto una foto dal cancello in cerca degli archi ma non l'ho trovati, almeno dall'esterno. Quando hai un po di tempo dovresti fare un inventario, con le relative ubicazioni, delle chiese che non ci sono più.


Antonio Mingolla Un inventario delle varie chiese e conventi di Brindisi? Operazione ardua, ma bella! Antonio Mingolla Mario, Gli archi a sesto acuto esistono ancora, all'interno del cortile. Con i restauri fatti di recente ,in questa civile abitazione non hanno demolito nulla perchè è intervenuta la sovrintendenza.

Giovanni Membola Ex convento di Santa Maria delle Grazie nei pressi del Calvario ­ 2011 Giovanni Membola Questo é quel che rimane dell´ex convento dopo la recente ristrutturazione Gianfranco Perri Pero' mi pare che perlomeno lo abbiano ristrutturato in tempo, prima che andasse completamente perduto. Giovanni Membola Si, a me sembra un buon lavoro, almeno si riesce a vedere parte dell'antico chiostro. Pino Spina Tanto, tanto tempo fa, sono entrato in quel cortile per fare delle foto, ma ci abitavano delle persone ed andai via subito, comunque con tutta la calce che c'era sui muri non si vedeva ciò che si vede adesso, grazie per la pubblicazione. Giuseppe Summa Grazioso, peccato per quella saracinesca, piu' carino un portone in legno no? Gianfranco Perri Bhe! Non chiediamo troppo alla vita. Un po' per volta e' meglio di niente. Lucia Tramonte La saracinesca, le cassette e i fili, la verandina, il balconcino, l'aria condizionata il montacarichi, ...troppo. Giuseppe Summa Brava Lucia! E a propósito, ...mi meraviglio come nel nostro gruppo nessuno abbia notato lo scempio compiuto nel restaurare il palazzotto ubicato nella piazzetta in via colonne, hanno demolito una antica scala esterna fatta di pietra che conduceva al primo piano. Ma questo é un altro discorso.


Gianluca Saponaro Dietro al Calvario, dove c'è adesso il pub Gruit, era invece il Monastero degli Agostiniani collegato sempre a Santa Maria delle Grazie. Poi, sempre vicino a porta Mesagne, nel 1526 fu costruita la chiesa di San Rocco, in uso ai carmelitani, di cui non rimane più nulla se non la statua di San Rocco conservata nel cortile del palazzo del Seminario. Di fronte al Calvario invece sorgeva la Chiesa della Madonna del Carmine. Ho saputo da Luca Di Giulio, che finalmente la sovrintendenza ha approvato il progetto di restauro del Calvario e del palazzo Gioia (ex Monastero degli Agostiniani), quindi presto sarà ristrutturato.

Imbriani Ugo Via Santa Margherita Gianfranco Perri Bella, grazie Ugo. Siamo all´angolo del Calvario e lo stabile appartiene o appartenne al convento di Santa Maria delle Grazie. Sulla sinistra, vicino dove c`è una porta ad arco, era l`officina del blicichettaro mestru Marino. Ernani Nani Dove è parcheggiata la Ford, stava la craunara. Remo Simoniello Gianfranco non vorrei sbagliare, ma l'officina di "mestru Marinu " credo che si trovasse dove c'è la saracinesca grigia... ricordo che lui era zoppo ed aveva un figlio che si chiamava Lorenzo ed abitava al palazzo che si trova in via Madonna della neve e che fa angolo con via Cittadella. La bicicletta ti femmina la ffittava a 50 liri menz'ora. Una domanda sempre a Gianfranco... toglimi una curiosità, tuo padre era maresciallo dell'Areonautica? Gianfranco Perri Remo, grazie per il tuo commento e per precisazione e non ho difficoltá a credere che tu abbia ragione sulla corretta ubicazione dell´officina di Mestru Marino, del quale abbiamo anche parlato a lungo su un post precedente, dove c´é la foto del palazzo di Via Cittadella dove appunto lui abitava. Comunque, credo di ricordare che quella di mestru Marino era una porticina, mentre dove c´é la saracinesca sembra piú grande. Temo che abbiamo ristrutturato un pó e abbianmo spostato o rifatto qualche porta, comunque siamo lí, in questo posto. Si, mio padre Settimio Perri era maresciallo dell´aereonautica. Abitava in via Castello angolo via Cittadella. Se cerchi il post di Via Castello o quello del Presidio, troverai altri commenti in proposito.


Uomo Brindisi Sono d'accordo sull'ubicazione dell'officina di mestru Marinu. La craunara invece si trovava un po' più avanti della Ford, sempre sullo stesso lato. Iu, ti piccinnu, ccattava lu craoni e la craunella e poi mi viniunu li rosuli! Remo Simoniello Gianfrà, tuo padre abitava in via Madonna della Neve, hai presente dove c'è l'edicola della Madonna? Al portoncino quasi di fronte... forse non ricorderai quella casa... ma io si... In tutti modi ieri beddu quandu ieri piccinnu... Gianfranco Perri Caro Remo, questa volta peró ti sei proprio sbagliato, e del resto era un pó avventurato aver voluto correggermi l´indrizzo della casa di mio padre, cioé della mia. Quella casa, in Via Castello 3, mio padre l´ha costruita, il primo piano proprio quando io nacqui ed il secondo piano una decina di anni dopo, e lí lui ci ha poi vissuto sempre. Molto dopo, e solo un paio di anni fa quando mia madre si é purtroppo ammalata, mia madre si é dovuta trasferie a casa di mia sorella al Casale. In alcuni post precedenti, con altri amici che hanno abitato vicino casa mia, abbiamo commentato a lungo dei nostri ricordi da ragazzi, tra quelle strade. Comunque é un portone e non un portoncino e poi, ...in Via Madonna della neve adesso non ricordo l´edicola. Creu ca ta cunfundutu propria (questo é brindisino ti li ualani), hahaha! L´unica cosa che hai azzeccato, é che ero proprio ¨beddu quandu era piccinnu¨, ...hahaha!!! Remo Simoniello Gianfrà la nicchia si chiama edicola (italica lingua) no parlu ti giurnali. Hai ragione sulla casa, in via Madonna della Neve abitava De Finis, non sò se te lo ricordi, era sottufficiale A.M. pure lui. In quanto ai tuoi me li ricordo benissimo, non voglio ancora sbaglare, c'era un tabacchino nei pressi? E´ passato un secolo, concedimi il beneficio del ricordo. Mio padre era collega di tuo padre, infatti per questo ti chiesi conferma se tuo padre era sottufficiale dell'Areonatica: no è ca sò nu macu ca mi nventu li cosi! Signorile Cosimo Remo, ha ragione Gianfranco, dove abitava lui abitava anche Calò Giovanni quello dello stabilimento vinicolo e noi da ragazzi eravamo sempre a giocare sul piazzale di largo della Volta a scundicova, a libera fratelli, a salta cavallina, ecc. Spero che Gianfranco si ricordi di me , di Marcello Marinelli, Tonino De Tommaso, Franco Brigida che purtroppo morì i schicciato dal traino degli Allegretti di fronte agli archi di via Cittadella. Per via Santa Margherita invece, dove c'è la serranda e il portoncino che è stato tutto ricostruito qualche anno addietro, c'era mestru Marinu, la lavanderia di Francu ca si spustau dopu in via Carmine vicinu alla Farmacia, e ancora di fianco prima dell'arco che portava all'interno di una serie di case c'era nu portoncino addò abitava Settembrini ca tinia 9 fili. Gianfranco Perri Cosimo, ricoro il triste episodio di Franco Brigida, per tutti noi ragazzi amici suoi che giocavamo intorno ai quei traini con le botti della vendemmia, fu un trauma fortissimo. Io rimasi senza uscire di casa alla sera, per parecchi giorni. Fu un vero peccato. Gli altri nomi degli altri amici, purttroppo non li ricordo con chiarezza, ma i loro volti, mi appaiono, anche se un pó offuscati dal tempo. Remo Simoniello Ricordo che Franco morì mentre gioca va a " mpica travini", il fratello più grande si chiamava Amleto (zucculoni ) e la sorella Lina, il padre era falegname, mentre la mamma Brigida nella stessa casa di via Madonna della Neve, proprio di fronte a Largo Volta, gestiva una piccola merceria. Antonio Fox Franco era più piccolo di Amleto, il fratello, e quel giorno dell'incidente fu schiacciato dal traino dove si era appeso. Non ebbi il coraggio di avvicinarmi e lo guardai da lontano in una pozza di sangue. Come dimenticare. Con lui si giocava a "bidde", cercando di capovolgerle con il l'aria che usciva dal colpo della mano e Franco era molto abile e in questo gioco ci fregava sempre. Per la precisione abitava in via Madonna della neve proprio all'altezza di Largo della Volta. Remo Simoniello M'essi nfucata n'anca a mari, forse voi non lo ricordate, ma proprio all'altezza del Presidio vicino al tabacchino, abitava un ragazzo che fu morso da un cane idrofobo e morì dopo 15 giorni d'agonia, siamo agli inizi degli a nni '50. Signorile Cosimo Ma c'è ti criti ca sontu vecchiu comu a tei? Remo Simoniello Muertu, è parlatu lu nunnu ti prima Pilu, mò telefunu a Laura e chiedu cunferma. Facendu nu cuntu, tà spusatu lu 70 o 71, quindi 41 anni fa e no rispondiri. Lucia mè data cunferma, vicchiardu! Cosimì, non te l'ho mai chiesto, ti conosco da una vita, ma tu sei parente di Rino Capuino, Michele e Bruno? Erroneamnte scrissi Fonzetti, in realtà si chiamavano Signorile, il padre vendeva vopi, girava ncu na mattra ttaccata tretu la bicicletta.


Signorile Cosimo Puè puru telefonari, ma la risposta eti, ¨viti ca moi sta mpenna¨. Pi Rinu, Micheli e Brunu, si sontu cuguni e zu Tori prima tinia la bicicletta poi si modernizzau cu lu paperinu Benelli. Gianfranco Perri Remo Cosimo e Antonio, é veramente un piacere immenso, sentirvi commentare, di luoghi e fatti della mia infanzia, alcuni assopiti in qualche angolo della mia memoria ed ora, grazie a voi, tornati d´improvviso al presente, come in un bel film. Ricordo, il tabacchino, di fronte al Presidio, é rimastio lí per tanti anni con il suo serio gestore, sempre dietro al banco e con el grembiule nero. Da bambino andavo a comprare due nazionali a mio padre che, avendo pacchetti interi di sigarette in casa, non li apriva nel tentativo di riuscire a smettere di fumare. Poi ricordo anche l´episodio del ragazzo morso dal cane rabbioso, e poi tutti i giochi su Largo della Volta, con certamente anche voi due. E poi la carissima framiglia Caló, praticamenete come fossero miei zii e cugini, ed il carissimo Enzo, che purtroppo a vent´anni morí in un terribile incidente stradale il giorno di ferragosto! Remo, come si dice... non é mai troppo tardi: oggi ho imparato che edicola vuol dire anche ¨nicchia¨, grazie! Antonio Fox Gianfrà, il tabacchino che dici tu è quello dove mandavamo Remo a prendere le sigarette da fumare a sbafo. Ernani Nani Io anche ricordo bene il tabaccaio, sempre serio, metteva quasi soggezione.

Andrea Ecclesie Il Calvario tra Via santa Margherita e Via Carmine Gianfranco Perri Interessante prospettiva, dal Calvario. Corretto? Imbriani Ugo Si, siamo saliti sulla casa in restauro, fingendoci interessati all' acquisto. Annarita Spagnolo Di fronte a voi nella foto, il palazzo delle sorelle Mele, quello con le persiane abbassate.


Signorile Cosimo Ernani, tu eri l'unico di vicino casa che avevi il televisore e aspettavamo le cinque del pomeriggio per vedere i programmi Rintintin, Lessie, Corri Gimmi e Il piccolo indiano Pau uau con quelle ciabatte più grandi di lui. Ernani Nani Ciao Cosimo, dalla foto non ti riconoscevo, ma ho capito chi sei collegando il tuo lavoro di vigile del fuoco. Come stai? Effettivamente siamo stati tra i primi in quella strada ad avere la TV, e ricordo appunto che venivate alle 17,30 orario di inizio della tv dei ragazzi. Mi ha fatto piacere ritrovarti. Signorile Cosimo Grazie, anche per me è un piacere. Ricordo ancora tua madre e tuo padre, due persone squisite. Ernani Nani Papà purtroppo non c'è più, la mamma l'ho vista quando sono stato giù per le palme, tiracchia. Signorile Cosimo Ma adesso la mamma avrà circa 90 anni o sbaglio? Comunque mi fa veramente piacere sapere che è ancora tra di noi. E tu dove ti trovi? Ernani Nani Papà è morto nel 2000 a 81 anni, la mamma ad ottobre (ci voli Dio) ne compie 85. Io sono a bologna da 12 anni, lavoro sempre nel campo della frutta. Remo Simoniello Parlati Parlati, manca sulu Giovanni teni la destra. Scommettu ca no vi lu ricurdati. Ernani Nani Ndamu parlatu abbastanza inveci. Signorile Cosimo Giuvanni pareti‐pareti (Mardetta), la mamma tinia na rivendita di latti scindendu versu la marina, dopu la Galbani. Remo Simoniello Lampu, ...cicatu aggiù divintatu? Signorile Cosimo Infatti non ti vedevo da molti anni su Brindisi, il lavoro si può svolgere ovunque l'importante è essere in salute. Remo Simoniello Scusi signor Coco, per il campusantu? Signorile Cosimo La prima strada a sinistra dopu lu passaggiu a livellu ti Porta Lecci. Remo Simoniello Ma mbravo signor Coco, ho capisciuto tutto, ma no vegno dal turigghioni, comu fazzu cu giru a manca? Signorile Cosimo Viti ca no ti puè sbagliari ti qualsiasi vanda pigghi. Poi ci no ti raccapiezzi basta cu siecuti l'arvuli ti li chiuppi. Remo Simoniello Ci si fiaccu osci, ...matonna mia e c'è cosa. Mbè ti lassu. Scusa Ernani per la divagazione, ma ogni volta che incontro quel Sbinturato, mi squaccuaracchio, .. ciaooooo, il lavoro mi attendeee! Signorile Cosimo Hei cristinani moi vi salutu ca mi sta sentu tuttu protirica, osci aggiu fattu lu frabbicatori alla campagna mia e portu na catarva ti cimentu sobbra, totta corpa ti la cucchiara malitetta a edda ca no ndrizza mai lu pareti. Signorile Cosimo Ciao Ernani e Remu, alla prossima. Antonio Fox Gianfranco, il forno di via Margherita te lo ricordi? Quante tajedde abbiamo portato, e quante patate dolci portate a cuocere. Gianfranco Perri Si, Antó, ricordo benissimo quel forno, e li taieddi con le patate zuccarine! Che buone che erano, calde,calde!


Gianfranco Perri Via Carmine, tanti anni fa, prima ...molto prima della seconda guerra Enrico Sierra Non la ricordo cosi'. Sono passati tanti anni, quasi una vita! Gianfranco Perri Bravo Enrico. Vedi che non sei poi cosí vecchio! E poi con il tuo spirito, altro che vecchiaia! Raffaele Mauro E´ molto sfocata, ma ho dei grossi dubbi che possa essere via Carmine, la sede stradale mi sembra molto larga, in via Carmine quel calesse ci starebbe molto stretto fra le mura dei palazzi. Eppoi, il fondo non è quello di pietra lavica‐ Potrebbe essere via Cappuccini. Gianfranco Perri Devo provare a controllare la mia fonte. Comunque é una foto molto indietro nel tempo. Forse la chiave potrebbe essere quello che sembra un campanile che si intravede sul fondo dal lato destro. Se lo si identifica, allora la prospettiva della foto potrebbe aiutare a decifrarla meglio. Raffaele Mauro Si Gianfrà ma la carreggiata, rispetto all'età delle case di via Carmine, è molto ampia. E se fosse la parte iniziale dopo la porta Napoli si dovrebbe intravedere il Calvario sulla sinistra. Cosimo Guercia Si scorge ul campanile, sará la Chiesa degli Angeli! Raffaele Mauro Si, ma è troppo sfocata, potrebbe essere anche un´altra città. Gianfranco Perri Effettivamente, la prospettiva e la forma del campanile sarebbero compatibili con la Chiesa degli Angeli. Giancarlo Cafiero E´ via Carmine agli inizi del 900. Sotto gli alberi vi è il Calvario. Las foto è scattata da sopra Porta Mesagne, il fotografo si è arrampicato con una scala. Ciao Rafé, tatartata!!! Raffaele Mauro E tu sta mantinivi la scala? Tattarattatà!!! Gianfranco Perri 100 Raffaele ‐ 1 Resto del mondo! Ma per lo meno non e' stato cappotto! Comunque solamente Giancarlo puo' competere, a volte, e nessun altro. Bravissimi Raffaele e Giancarlo, grazie a nome di tutto il gruppo.


Imbriani Ugo Inizio di via Carmine ­ 2002

Enrico Sierra Cosi' é come me me la rcicordo io, ...anche se senza macchine era piu' vera e piu' bella. Gianfranco Perri E chi ricorda il chioschetto di Nunnu Pietru? Quello sulla destra nella foto, adesso adibito a nicchia con un quadro della Madonna! In estate vendeva le granite di ghiaccio con i rosoli coloratissimi! Giuseppe Creti Bravo Gianfrá, io mi ricordo di un signore che lo chiamavano Oreste ti li rascati ti granita. Ernani Nani Granite e mentine da Pietru, e più avanti il negozio di Todisco, lu bazar ti Pescifrittu, bisnonni della Flavia Pennetta, e l'edicola di Poddi. Gianfranco Perri Ernani, bravo. Da nunnu Pietru si compravano anche delle bustine con fotogrammi dei film famosi e naturalmente il monoculare per vederli in controluce! Che meraviglia, e come ci divertivamo con cosi' poco! Altro che playstations, ...eppure eravamo contenti e spensierati! Ernani Nani Giustissimo! Gianfranco Perri Renato Poddi era amico mio, quando eravamo ancora molto piccoli, un giorno in cui sostituiva il padre alla cassa, di proposito mi diede un resto abbondante. Fu molto conento, e lo fui molto anch'io quando vidi il suo sorriso, nel momento in cui tornai subito indietro per dirgli dell' errore e restituirgli il di piu'. Credo che da quel giorno fummo un po' piu' amici


Elettrodomestici Todisco e Bar Mauro in Via Carmine ­ 1967

Cosimo Guercia Ecco gli Elettrodomestici Todisco. Non capisco tutta quella gente cosa fa vicino al Bar. Pino Spina Il Brindisi calcio doveva disputare una partita con il Chieti, una partita per la promozione, ma non ricordo in che serie. Cosimo Guercia Grazie Pino. Raffaele Mauro Cosimo quello era il mitico Bar Mauro, era la vigilia della partita con il Chieti che vincemmo per uno a zero, fondamentale per andare in serie C, ma in serie C ci andammo l'anno successivo con una squadra che demolì tutti i record del campionato. Ernani Nani Contro il Chieti abbiamo giocato quando eravamo in Serie D e poi siamo stati promossi alla C. Una prima volta ci penalizzarono per illecito sportivo, la buonanima di Franco Fanuzzi tentò di comprare la partita con il Maglie, ma dopo riuscimmo ad andare in C. Se ricordo bene contro il Chieti segnò Pierdiluca su punizione. Pino Spina Grazie signor Nani, non posso conoscere o ricordare bene questi risvolti ma, ...ci siamo fatti conoscere sempre, a quanto pare! Roberto Guadalupi No, no. La partita è Brindisi‐Chieti del 16 aprile 1967. Effettivamente era una sorta di spareggio per la promozione in Serie C. Vinse il Brindisi per 1‐0 (Pierdiluca su punizione), il Brindisi fu promosso in serie C, ma poi penalizzato di 15 punti per un presunto illecito (successivamente si è scoperto che l'illecito era stato operato proprio dai teatini). L'anno successivo stracciò il campionato!


Imbriani Ugo Via Carmine angolo via Giordano Bruno ­ 2011

Alessandra Miceli In quelle due serrande chiuse sotto il cartellone di Luigi Bagnato c´era il negozio di mio padre, ...per piú di quarant´anni. Che tristezza, avrei voluto vederlo da dentro, almeno per l´ultima volta prima che venisse completamente abbattuto. Cosimo Guercia Se mi ricordo era una salumeria? Alessandra Miceli No Cosimo, miopadre aveva un negozio di articoli per prima infanzia, ...credo sia stato il primo dopo la guerra, era conosciuto da tutti, ...venivano perfino da fuori Brindisi. C'é qualcuno di voi che ha delle foto della famosa spiaggia di Marimisti? Giuseppe Laforgia Noi, ...figli del personale civile dell'arsenale della difesa! Le chiederò a mia madre, che in quella spiaggia ha partorito tutti e 4 i figli. Gianfranco Perri Alessandra, abbiamo giá pubblicato varie foto su Marimisti, con anche una lunga chiacchierata sullo stato attuale di quella spiaggia e della adiacente delle Fontanelle. Cercala, non é da molti giorni che l´abbiamo commentate. Cosimo Guercia Alessandra, mi ricordo benissimo del negozio di tuo padre. Antonia Dell'Aglio Il negozio di Miceli era veramente famoso e aveva belle cose per la prima infanzia. La salumeria Mino il salumino, si è spostata più avanti, sempre in Via Carmine. Ernani Nani Aproposito di salumeria, ma la bella salumeria di Lanzillotta, ve la ricordate? Antonia Dell'Aglio Come no, sembrava una boutique, quante cose di qualitá! Mario Mione Il mitico ragionier Lanzillotta, vero salumiere! Da quella bottega sono usciti bravissimi salumieri: Bufalo, il grande Teodoro papá del Salumino, Savino Ninno allora ragazzo di bottega e oggi bravo salumiere. Era il negozio dove si incontrava li meglio della societa brindisinam, ...per poi che dire pure della Pizzeria Ricchiuto, buonissime pizze e statrosferici involtini, obbligatoriamente di carne di cavallo!


Palazzo Cafaro in Via Carmine 29 Palazzo Ripa in Via Carmine 19 Davide Savina Palazzo Ripa (già Palazzo Cafaro) in Via Carmine. Raffaele Mauro Davide, Palazzo Ripa è quello della secoda foto, mentre quello della prima è Palazzo Cafaro, sono praticamente accanto. Gianni Tanzarella In questa via ci sarò passato migliaia di volte, ma non ci si fa caso ai palazzi antichi e non, vedendoli qua assumono un'altro aspetto. Intanto si deve fare mente locale per individuare la zona, poi si guardano i particolari bellissimi ai quali la fretta della vita non ci ha fatto dare il giusto peso e interesse. Cosimo Guercia Gianni abbiamo tanti di quei bellissimi palazzi che purtroppo non ci facciamo caso, o forse perché neanche lo sappiamo. Se mi capita mettero' qualche altra foto. Massimo Zaccaria Immobili abitati fino al 1966 circa. E le bellissime fotografie di questi due antichi palazzi della nostra amata Brindisi sono possibili anche grazie all´installazione dei paletti che escludono il parcheggio selvaggio, incidenti e smog. Noi e i turisti finalmente possiamo ammirarli! Cosimo Guercia Massimo, sono d'accoro con te. Chiedo, chi sono gli attuali propietari e quando saranno ristrutturati questi bellissimi palazzi? Massimo Zaccaria Per quello che io posso sapere, il primo è di proprietà dei Piazzo, l´altro all´angolo con quel vicolo stretto che termina con degli scalini su Via Manara, appartiene alla famiglia Morelli. Per la ristrutturazione, ritengo che debba esserci l´obbligo della conservazione del prospetto. Cosimo Guercia Bhe! certo che il prospetto deve essere conservato, mi riferivo alla ristrutturaziuone di infissi e quant´altro. Pino Spina Cosimo, Di Palazzo Ripa in via Carmine ne parlammo tempo fa e credo che Gianluca Saponaro ci disse di un progetto di ristrutturazione per farne uffici e convenimmo che sarebbe senz'altro meglio che vederlo nelle offensive condizioni in cui versa. Cosimo Guercia Grazie Pino per avermelo ricordato.


BRINDISINI LA MIA GENTE

Filibertro Ungaro Il Cinesino che muoveva la testa

Vi ricordate il cinesino che muoveva la testa in un negozio del corso e che da bambini ci affascinava tanto?

Annarita Spagnolo Si io me lo ricordo, era esposto nel negozio di un greco, una volta a Brindisi di quei negozi ce n'erano diversi.Filiberto io mi ricordo di te, son venuta a ballare a casa tua, tuo padre era maestro vero? Filiberto Ungaro Si esatto, bentrovata. Annarita Spagnolo Tu ti ricordi di me? Ero molto diversa, naturalmente, tanti chili e anni in meno. Alba Intiglietta Io me lo ricordo! Ero piccola e mi spaventava, ahhahhah. Cosimo Guercia E' chi é che non se lo ricorda, il negozio stava andando giu' alla marina sulla destra. Giusy Tommasi Si, lo ricordo e la paura era tanta. Mamma mia! Salvatore Leo Miticooooo!!! Raffaele Mauro Grandioso, bravo Filiberto, sapevo che ti sarebbe piaciuto il gruppo. Annarì sempri ballandu scivi, ahhahhahhahhha! Gianfranco Perri Annarita non credo si sia persa una sola festa da ballo della Brindisi degli anni 60. Brava. Raffaele Mauro Lo so, lo so... Gianfranco Perri Filibero, postare questa foto é stata un´idea bellissima. É come se avessi postato un monumento storico brindisino. Bravo, grazie!


Raffaele Mauro Gianfrà, Filberto è un grandissimo! Enrico Sierra E da piccoli facevamo il segno con le dita indice medio strofinando il naso prche' voleva salutarlo non educatamente? Forse non tutti se lo ricordano. Annarita Spagnolo Rafé, lu ballu mi piaci ancora. Raffaele Mauro Sei un mito amica mia, ahhahhahhha! Raffaele Mauro Pure a me però, ahhahahhahhha! Alessandra Miceli A me faceva tanta paura......! Antonia Ostuni Me lo ricordo e come ! Mi affascainava!!! Pino Spina Ringrazio ii signor Filiberto per questa foto, condivido con gli altri le sensazioni provate da piccoli. Gli empori dei commercianti greci, un pezzo di storia davvero. Sarebbe bello sapere se questo manufatto di porcellana dal capo semovente esista ancora. Lory Cohen Io me lo ricordo e mi incantavo a guardarlo. Stella Montanaro Scusami filiberto, visto che non posso condividere, rubo l'immagine e la pubblico sul mio profilo. Grazie per il bel tuffo nel passato! Raffaele Mauro Si esiste, è sempre proprietà del signor Sotiris, propietario dell'emporio. Arlecchino Carcerato Che visione! Mi incantavo, muoveva la testa con ritmo pacato e costante, indifferente a tutto, con quel sorriso magico, simbolo del tempo. Lo riguardo con gli occhi di ora, è un oggetto carico di energia e mistero, non può non incantare, è magico. Filiberto, dove hai trovato la foto? Ma tu ... non eri a Bologna.Che ricordo mi muove ora il tuo nome? Giuseppe Ligi Era ipnotico! Antonio Fox Indimenticabile! Sembra che con quel movimento della testa che dicesse: "na fatia, na". Giovanni Marino Esatto Raffaele, il commerciante che tutt'ora vive a Brindisi è Sotiris Arvanitis, è in pensione ormai ed il cinese in questione, che a molti bambini incuteva terrore, lo custodisce ancora lui nella propria abitazione. Lo acquistò molti e molti anni fa e ne modificò il meccanismo che ne permette ancora oggi quel movimento che a tutti noi rimane indelebile nella nostra mente. Qualora qualcuno fosse interessato all'acquisto, vi dico che è incedibile! Ci ho provato io, senza esito. Giovanna Tramonte Ho sentito dire che il commerciante lo acquistò da un greco che lo aveva comprato in cina e che non avendo il denaro per tornare in Grecia lo barattò x un biglietto del "vapore". Raffaele Mauro Non lo so sinceramnete..però posso chiedere a Sotiri. Gianfranco Perri Speriamo che sia vero, e comunque crediamolo cosi aggiungiamo un tocco in piu' di romanticismo e di favola al nostro cinesino. Raffaele Mauro Il cinesino che ha fatto "babbare generazioni di brindisini, giovedì non è voluto mancare all'appuntamento con Brindisini la mia gente, sara quindi con noi " Il cinesino". Gianfranco Perri Raffaele sei bravissimo. Complimenti per l'ospite di eccezione che hai invitato. Sara' un'attrazione irresistibile. Quindi il successo dell'incontro e' assicurato! Raffaele Mauro Grazie, ma dobbiamo ringraziare innanzitutto l'amico fraterno Sotiri Arvanitis che ci ha fatto il grande onore di concedercelo, a sugello di un antica e splendida amicizia. Stefano Albanese Quindi e' ancora perfettamente funzionante! Ilaria Selicato Il cinesinooo ! Che ricordi meravigliosi. Rimanevo estasiata a guardarlo. Gianfranco Perri Basterá andare all´incontro di giovedí prossimo e,... per incanto tornerá anche l´estasi! Haha! Ilaria Selicato Magari potessi ... sono un pochino lontana e impegni lavorativi nn mi consentono di essere dei "vostri" ... ma vi penserò! Filiberto Ungaro Che bello! Mi sarebbe piaciuto tanto vederlo di nuovo.Sarò idealmente con voi : Fategli una foto e pubblicatela .


Lucia Tramonte Quando i negozi di Brindisi parlavano greco Gianfranco Perri Per lo meno a Brindisi questi negozi ci hanno lasciato una vivace colonia greca che ci arricchisce culturalmente. Luigi Iaia Questo era il caffe' Rodos (Rodi). Io da piccolo lavoravo la' all'eta' di 10 anni il propretario era il signor Giovanni ed era greco. Il cameriere era Pino Monteforte e il banconista era un ragazzo di Carovigno. Mamma mia che ricordo bello. Gia' da piccolo ti facevono lavorare e dovevi andare pure a scuola. Stavamo meglio quando stavamo peggio, ora si sono persi persi tutti i valori, in primis l'educazione: ora tutto é dovuto.


BRINDISINI LA MIA GENTE

Il Monumento al marinaio d´Italia

Cosimo Guercia Il Monumento, parte integrale della storia di Brindisi

Gianfranco Perri Il Monumento fu inaugurato dal Re Vittorio Emanuele III° il 4 Novembre 1933. Marco Martinese Precisamente i festeggiamenti durarono tre giorni, 4 ‐5 ‐6 Novembre, e videro anche la partecipazione di Mussolini, delle massime autorità del partito fascista e anche di importanti personaggi locali, tra cui Achille Starace e il Generale Console Luigi Martinese (zio Gino). Voluto a Brindisi proprio dal Duce, il monumento volle riconoscere i grandi meriti della città di Brindisi durante la Grande Guerra. Gianfranco Perri Marco, sono stato molto amico di Giampiero Martinese, mio coetaneo. Immagino sia un tuo parente. Sai dov´é? Marco Martinese Certamente...è il più piccolo (si fa per dire) degli 11 fratelli e sorelle, tra cui mio padre, indi per cui, mio zio diretto.E´ qui a Brindisi,ci siamo visti la settimana scorsa. Gianfranco Perri Allora Marco, la prossima volta che lo incontri mandagli i miei saluti con un forte abbraccio. E magari invitalo ad iscriversi al nostro gruppo. Grazie. Marco Martinese Non sò se "frequenta" assiduamente internet e Fb, ma te lo saluterò senz'altro. Raffaele Mauro Gianfrà a Giampiero piace l'odere della carta stampata. Gianfranco Perri Effettivamente, ricordo come da giovanotto avesse l´anima ¨gentile¨, tanto che faceva anche un pó di tenerezza, quando io ero fin da allora un pó troppo ¨pragmatico¨. Annarita Spagnolo Sapevate che per l'inaugurazione fu costruito un ponte che dal lungomare Regina Margherita portava direttamente al Casale? Mia mamma lo raccontava come fosse stato un prodigio.


Gianfranco Perri Un ponte di zattere, ecco la foto! Franco Profico Ai marinai che nel giorno dell´inaugurazione erano di servizio, fu distribuito un medaglione in bronzo riproducente il profilo del Duce. Sul lato posteriore c´é una scritta piccolissima si riesce solo a leggere: "sono fiero di voi". Cosimo Guercia Franco, per caso hai abitato via De Ripa? Franco Profico Si, dal 56' fino al 72', anno in cui mi sono sposato. Ci siamo conosciuti in passato? Cosimo Guercia Abitavo via Cavour, penso fino al 59, e sono anche un parente di Smiles. Franco Profico Vito abitava in via Trani, vicino alla Chiesa della Pietà, il fratello e la madre abitavano in una piazzetta che si trovava tra via San Dionisi e via Pozzo Traiano. Cosimo Guercia Esattamente, perció ti vedevo spesso con Vito, ormai sono passati tanti anni, ti ticordavo tanto magro ed ho tirato a indovinare, mi ha hetto piacere incontrarti anche se virtualmente. Ah, se vai nelle foto c'é quache foto di Vito, Morandino e anche, all'epoca ragazzo, di Mennitti. Franco Profico Con Mimmo ci siamo conosciuti nel partito quando ancora avevamo i pantaloncini corti, ora non si usano più. Cosimo Guercia Purtroppo ormai gli mettono i pantaloni lunghi appena nati.


Alberto Cafiero Lo sapevate che la struttura è in cemento armato?


Franco Profico No, sinceramente non lo sapevo. Gianfranco Perri Questa foto e' molto interessante. Da ingegnere l'avevo immaginato che ci fosse una struttura in cemento armato. Se ci fate caso in effetti, dipendendo dalla luce e dall'umidita', sulle due facciate laterali del monumento si possono intravedere alle volte le trame dello scheletro di calcestruzzo egregiamente illustrate da questa bella foto storica del nostro bello ed originalissimo monumento brindisino al marinaio d' Italia. Gianni Tanzarella Se dovessero costruirlo ora lo farebbero d'acciaio, mi piace di più. Gianfranco Perri L´acciaio regge molto meno l´etá vicino al mare. Per questo il calcestruzzo continua ancora ad essere preferentemente utilizzato nelle strutture prossime al mare. Cosimo Guercia Con il mare durerebbe ben poco. Gianfra' sta foto la publicai sul'atra pagina, no te la stai ricordando? Gianfranco Perri Si si Cosimo, adesso che me lo dici lo ricordo. Sapevo di aver visto recentemente questa foto, ma non riuscivo a ricordare con precisione dove. Grazie per avermelo ricordato. Gianni Tanzarella Con un buon ciclo di sabbioverniciatura sarebbe eterno, comunque. Forse perchè a me piace l'acciaio. Cosimo Guercia La manutenzione sarebbe non indiferente e con la salsedine, anche con la sabbiatura il processo di corrosione non si fermerebbe. Angelo Andriani Alla costruzione del Monumento ci hanno lavorato anche mio nonno, Luigi Maggio, e i suoi fratelli. Andrea Ecclesie Fu costruito nel 1933, anche con il denaro raccolto dalle presentazioni musicali del tenore Tito Schipa e naturalmente con i soldi dei contribuenti brindisini. Alba Intiglietta Ho alcune foto dell'inaugazione. Cosimo Guercia Alba, mettile e vediamo se sono ugule alle mie. Gianfranco Perri L´architettura della cripta che é nella base del Monumento é molto originale e rappresenta, in forma e volume, la chiglia capovolta di una nave. Annarita Spagnolo Sarà anche particolare, ma mi mette un'angoscia terribile e uno dei miei brutti sogni si svolge lì. Angelo Di Presa Ogni prima domenica di mese alle 11 del mattino in questa Cripta viene celebrata la Santa Messa alla quale possono partecipare tutti. Gianfranco Perri Angelo, utile informazione, grazie. Antonia Ostuni Non l´ho mai vista... é grave per una brindisina. Mi rendo conto di quante bellezze che fanno storia abbiamo a Brindisi. Gianfranco Perri Nella cripta si conserva la campana della Benedetto Brin, la nave affondó nel porto di Brindisi nella prima guerra mondiale, nel 1915. Cosimo Guercia La Benedetto Brin fu costruita nei cantieri di Castellammare di Stabbia (NA), é scritto sulla campana conservata nella cripta. Gianfranco Perri Finalmente sembra che non si sia trattato di un sabotaggio, ma di uno sfortunatissimo incidente. É confermato?


Giancarlo Cafiero Io resto per il sabotaggio, vi erano molti traditori prezzolati nella prima guerra. Dopo, in Svizzera , fu trovato un appartamento con il tariffario per i vari affondamenti: per la Benetto Brin furono pagate 500.000 lire. Gianfranco Perri Interessante Giancá. Grazie per questi dettagli. Cosimo Guercia Interessante Gianca'. Andrea Ecclesie Anche io resto per il sabotaggio.

Maurizio De Virgiliis Progetto del Monumento Maurizio De Virgiliis Questo é il progetto, e il mare sarebbe dovuto arrivare quasi sotto il monumento, poi per questioni di staticità fu modificata la banchina per farla com´é adesso ed al posto delle due statue furono messi i cannoni della Benedetto Brin come le due ancore che sono sul lato di via Duca degli Abruzzi. Gianfranco Perri Le due ancore sono della Benedetto Brin, peró i due cannoni appartevano a navi austriache affondate nella prima guerra mondiale. Quello della foto é il modellino del progetto con cui partí la costruzione. Poi si modificó in corso d´opera: i due cannoni sostituirono le statue ed il mare, che doveva entrare avvicinandosi alla base del monumento, fu allontanato per timore a che potesse produrre soccavazioni pericolose alla stabilitá del monumento stesso.


Michele Toscano Sapevate che lo spunto fu stato preso da un monumento in Germania?

Michele Toscano Il memoriale navale a Laboe fu costruito tra il 1927‐1936. Di circa 85 m di altezza, si trova sulla riva orientale del fiordo di Kiel. Maurizio De Virgiliis Precursori del copia‐incolla! Pino Spina Molto, molto interessante, ma è una ipotesi o ne abbiamo qualche riferimento concreto che vada oltre alla datazione, anteriore al nostro monumento, del manufatto della foto? Cristiano Cervino Mah!... A me sembra più semplicemente che si rifanno entrambi al timone delle imbarcazioni. Michele Toscano Da alcuni elementi storici, il primo a volere un monumento ai caduti del mare sembra che fu la Germania, poi Mussolini copió l'idea facendola sua a Brindisi. Dalle date di costruzione sembra che stavano facendo a gara a chi completasse prima il monumento. Vi furono molti progetti prima di quello esecutivo finale! Il bello è vedere come i due monumenti sono disposti su google maps agli esremi dell'europa! Pino Spina Non so se sia il caso di riesumare una gara di tanto tempo fa. Non fosse altro per lo spirito di quei tempi, si potrebbe pensare ad uno scambio di informazioni sulle fonti storiche e, perchè no, ad un gemellaggio. In ogni caso ringrazio Michele Toscano per queste notizie, non pensavo esistesse un altro monumento al marinaio di simile foggia. Cosimo Guercia Sono d'accordo con te Pino. Comunque, neanche io ne ero a conoscenza. Michele Toscano Grazie Pino! lo sai che anche io avevo pensato ad un gemellaggio, sarebbe molto bello!


Gianfranco Perri L´anno dell´inaugurazione del Monumento di Brindisi fu l´anno stesso in cui Hitler prese il potere e quindi si puó escludere che Mussolini avesse voluto imitare una Germania non ancora nazista e del resto, in quegli anni era Hitler sulla scia di Mussolini e non viceversa. Non é comunque da escludere che ci sia stata una certa ispirazione da parte dell´architetto italiano che magari aveva avuto occasione di conoscere il progetto tedesco, anche se il monumento italiano fu progettato quando quello tedesco non era stato ancora ultimato. Comunque non sembra ci siano riscontri oggettivi di tale ispirazione. Gianni Tanzarella Grazie Gianfranco, sapere che avevamo copiato dai nazisti mi dava fastidio e non poco. Marco Martinese Gianni, può anche dar fastidio,ma il nostro interesse è puramente storico... non è neppure il caso di specificarlo credo... In ogni caso è verissimo ciò che dice Gianfranco...Hitler vinse le elezioni nel 1933, il presidente era Hindenburg e tale elezione pose fine alla cosiddetta Repubblica di Weimar. Gianni Tanzarella Il mio non voleva essere assolutamente un appunto a nessuno e neanche politico, ma solo puro clientelismo. Se poi a lei sig. Martinese ha dato fastidio, chiedo scusa a prescindere, ma credo che non era il caso di puntualizzare. Marco Martinese No,no...assolutamente, anzi scusa tu, ma non voleva neanche il mio essere un appunto, ci mancherebbe altro. Siamo qui per discutere di un argomento trasversale che ci unisce tutti indistintamente, ovvero l'amore per questa terra. E lo scambiare notizie, foto, immagini inedite o sconosciute ai più e nozioni in generale credo che arricchisca tutti. Lo scopo principale dello scrivere e pubblicare qui credo sia questo. Io cerco sempre di apprendere ciò che non sò, quindi di arricchirmi e crescere come persona, sempre nel rispetto di tutti. Cosimo Guercia Grazie Marco, sono d'accordo con te. Gianfranco Perri E´ assolutamente stimolante sapere che tutti in questo bel gruppo abbiamo chiare le prioritá e gli ineteressi, e sopratutto che il vero punto di unione, aldilá di altre possibilli coincidenze, sia la passione per la storia e le tradizioni di questa nostra Brindisi. Grazie quindi a tutti coloro che intervengono entusiasti con i propri interventi. Bravi. Gianni Tanzarella Ho già chiesto scusa per qualcosa che non credo di aver sbagliato, posso solo cancellare il mio commento, ma so leggere bene tra le righe e non voglio fare nessuna polemica, vuol dire che in futuro mi limiterò a commentare con un solo "bellissima"! Gianfranco Perri No Gianni, il tuo commento non é da cancellare, tra amici non siamo certo cosí fiscali. Cosimo Guercia Gianni, non é il caso che tu te la prenda, siamo tra amici e spero che non ci siano screzi. Dobbiamom essere un gruppo unito. Se stiamo su questa pagina é per passare un pó di tempo insieme. Marco Martinese Rischiamo di scivolare in una polemica sterile...ci siamo capiti e spiegati tutti. Tranquilli, non è successo assolutamente nulla. Gianni cè t'aggia diri...vediamoci che ti offro un caffè al centro...più di questo, ...non sò cos'altro aggiungere. Devo lasciarvi ora, ...alla prossima. Gianni Tanzarella Cosimo, in questo gruppo ci sto benissimo e mi piace il clima di amicizia che c'è, non me la prendo mai ed evito qualsiasi polemica, non è da me. Mi spiace quando urto la suscettibilità di qualcuno, ma se l'ho fatto richiedo scusa, ma sicuramente non ci ho messo malizia. Antonia Ostuni Ciao a tuttiiiiii, facimindi na risata. Il nostro gruppo e stupendo buon pomeriggioooooooo! Cosimo Guercia Gianni é tutto risolto, Marco si e' scusato, e ti ha invitato a prendere un caffe' insieme da buoni amici, come vedi c'e' una vera amicizia tra tutti noi. Michele Toscano Si, ma poi lo organizziamo un gemellaggio?


Pino Spina Francamente non saprei se l'architetto italiano sia stato influenzato dal costruendo monumento tedesco, il nostro monumento è un timone, anche se l'intera struttura può far pensare ad un'aquila, l'aquila imperiale. Bisognerebbe trovare qualcosa di scritto. Gianfranco Perri Purtroppo i due architetti, l´italiano Luigi Brunati ed il tedesco Gustav August Munzer non ci sono piú da qualche decennio. Chissá se c´é mai stata nel passato qualche controversia in merito! Se un eventuale plagio ci fosse stato credo proprio che sarebbe venuto fuori, o quanto meno sarebbe emersa una qualche velata denuncia o polemica, specialmente considerando il non grandissimo ¨affetto¨ che i teutonici ci riservano con una certa frequenza, specialmente tutte le volte in cui gli soffiamo un qualche capionato mondiale!!! Marco Martinese Ottimo direi, i fatti sono fatti. Se il monumento tedesco è terminato nel '36 ed il nostro è stato inaugurato nel '33 non dovrebbero esserci dubbi. Però è lecito pensare che, essendo iniziata la costruzione di quello tedesco nel '27, una qualche ispirazione ci potrebbe esser stata, ed in ogni caso posson sempre esistere le coincidenze. Raffaele Mauro Quanto è brutto guardare le cose sempre e comunque dal piccolo buco della serratura di casa nostra. Gli anni della repubblica di Weimar al di là delle considerazioni politiche che in questo luogo non avrebbero alcun senso, ha rappresentato in tutta Europa una crescita artista e culturale senza precedenti, dall'architettura, con la nascita della Bauhaus (Gropius), alle arti figurative con Klimt‐ Klee ecc, alla nascita della meccanica quantistica (Max Born). E' di tutta evidenza che quella culltura ha influenzato tutta l'Europa di quegli anni, ivi compreso il nostro monumento e probabilmente anche quello tedesco. Ogni tanto provate a volare alto, serve a crescere, volando alto si aprono gli orizzonti e le cose assumono prospettive diverse. Pino Spina Si, non si possono escludere le influenze culturali, come è singolare che un monumento venga eretto in Brindisi mentre, di simile foggia,ve ne era un altro ancora in costruzione in Germania. Il punto rimane che in assenza di un qualche documento è difficile pronunciarsi. Per esempio uno studioso potrebbe sapere se in quel periodo, l'architettura tedesca abbia influenzato altre costruzioni in italia. Marco Martinese Giusto, per cui potremmo dire che siccome uno è innocente fino a quando non è provato il contrario, allora teniamoci il beneficio del dubbio riguardo l'originalità dell'opera no? Ahahah! Pino Spina Marco, daccordo, ma le probablità che ci fossero dei contatti tra i progettisti non è da escludere. La stessa idea realizzata in modo diverso. Ho anche trovato che qualcuno ne aveva già parlato: http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=20725 Raffaele Mauro Ci fu un concorso di idee per la progettazione e tantissimi i progetti presentati, immagino che nell'archivio di stato si trovino anche le copie dei progetti dell'epoca, sembra chiaro che non c'è alcun plagio. E´ sempre la mania di noi brindisini di autoflagellarci, in questo siamo unici. Gianfranco Perri Pino, sei stato bravissimo a trovare il commento del tenente Alagi sulla somiglianza dei due monumenti, peccato che quel commento non ne raccolse altri e restó apparentemente isolato. Caro Raffaele, purtroppo quello dell´autoflagellazione mi sembra che non sia una prerogativa solo brindisina, ma direi che sia un pó lo sport nazionale italiano. Ma fino a quando? Raffaele Mauro Diciamo che a Brindisi allugna con buona fortuna, ...è anche vero che l'erba del vicino è sempre più bella, ma in questo sport noi siamo campioni mondiali di Tafazzismo (quello che si dava bottigliate sui testicoli). Gianfranco Perri Ho ritrovato i disegni delle 5 proposte arrivate in testa su un totale di 92 presentate al concorso bandito sul Monumento di Brindisi, a riprova, se ancora ce ne fosse bisogno, della libera partecipazione di idee indipendenti, per il nostro monumento. Adesso pubblico i disegni, molto interessanti.


Gianfranco Perri Le 5 proposte prime su 92 per il concorso sul Monumento di Brindisi

Raffaele Mauro L'influenza di quegli anni nelle progettazioni è evidente.poi basta fare riferimento a Latina al padiglione dell'Eur neorazionalismo italiano. Marco Martinese Ma portano (stranamente) la data 1932 (se ho letto bene), quindi un pò prima del 1933 e dopo il 1931, ...mhà! Gianfranco Perri Infatti il Monumento fu costruito nel tempo record di circa un solo anno. Enrico Sierra Desidero dire anche la mia sul Monumento. Io amo il Monumento cosi' com´é. E' Brindisi e mi ricorda sempre Brindisi. Amo il Monumento cosi' senza sapere di chi e' stata l'idea ed il progetto. Lo amo da quasi da 83 anni, cosi' come amo le Colonne, che poi sono una e mezzo, perché anch´esse mi ricordano Brindisi da 83 anni. E non cambio il mio amore e penso che anche per voi tutti e' la stessa cosa. Scusatemi, ciao. Gianfranco Perri Questa é la cosa piú importante per tutti noi brindisini. Cosimo Guercia Bravo Enrico, hai tutto il mio appoggio.


Andrea Ecclesie La jatta sittata

Ucciu Lu Vasciu Questa no la sapia, eppuru sontu cristianu ti crianzi antichi, ti dispiaci ci mi la segnu? Gianni Tanzarella Mai sentita. Giusy Tommasi E´la prima volta che sento questo termine. Ucciu Lu Vasciu Menu mali ca non era sulu iu ca mi stà sintia bruttu. Alba Intiglietta Mai saputo...simpatico nomignolo! Cosimo Guercia Nemmeno io sapevo stu nomignolo. Annarita Spagnolo Prima volta in assoluto che sento questa definizione del Monumento. Aveva ragione mia nonna che diceva sempre: Fatti vecchia e no muriri ca ti spicci t'imparari. Giusy Tommasi Sicuro che si riferisce al Monumento? Ha piu' la forma di un gabbiano ca' di nu ¨jattu sittatu¨. Andrea Ecclesie Visto dall'alto ha la forma dell'aquila imperiale, poichè è monumento fascista. Si chiama la ¨jatta sittata¨ perchè il monumento ha la forma di un gatto seduto, anche se per gli architetti la forma é quella di un timone di nave. La forma di questo monumento fu ispirata da un monumento già esistente, che si trova a Colonia, in Germania. Secondo la mia opinione comunque, il nostro monumento è molto piu' bello di quello tedesco. Nella chiesetta sottostante vi sono i nomi di tutti i marinai italiani morti durante la prima guerra mondiale, il numero delle navi commerciali e militari affondate, , le ampolle contenenti le acque degli oceani dove sono affondate le navi militari e la campana della nave Benedetto Brin, affondata nel porto di Brindisi per l´esplosione della santabarbara dovuta ad un sabotaggio.


Andrea Ecclesie Sopra l'altare della cripta, vi è una stella a cinque punte iscritta in un cerchio. Il pentacolo ha la sua origine nel simbolo del pianeta Venere, antica stella dei naviganti. Venere ogni otto anni, sulla sua ellittica, traccia un pentacolo perfetto. Le antiche popolazioni scelsero il pentacolo come simbolo di perfezione e gli associarono: Spirito, Acqua, Terra, Fuoco e Aria. Difatti al Casale si festeggia l'Ave Maris Stella che proviene dal latino e vuol dire Salve stella del mare. Gianfranco Perri Andrea, in non avevo mai sentito parlare di ¨jatta sittata¨ e comunque, non e' mai troppo tardi. Poi, a proposito del monumento tedesco, lo abbiamo a lungo e dettagliatamente commentato sul post di qualche giorno fa. Andrea Ecclesie Il termine di ¨jatta sittata¨ è un termine che viene probabilmente dalle Sciabbiche. Difatti è un nomignolo dato dai nostri nonni. Io personalmente l'ho trovato su alcuni testi che raccontano della storia del monumento, nell´archivio di stato e nella biblioteca De Leo. Gianfranco Perri Interessante osservare, di nuovo, una certa distinzione tra la Brindisi contadina e la Brindisi Sciabbicota: due culture compenetrate ma al contempo distinte. Andrea Ecclesie Terra e mare sono le nostre origini e comunque sarei felice di accompagnarvi in qualche tour guidato attraverso la città. Sono e faccio la guida di Brindisi da cinque anni ormai, e non c'è soddisfazione piu' grande per me che accompagnare la mia gente in giro. La meraviglia della nostra città è riscoprirla nella sua storia millenaria e nelle leggende dei suoi vicoli. Nello studiare la storia di Brindisi molte volte mi sono chiesto perchè il brindisino non conoscesse o non volesse ricordare qualcosa della sua città benchè l'amasse, come ogni cittadino possa amare la sua città. Questo è solo un pensiero che vi espongo in via ipotetica: dato che la città per secoli è stata preda di saccheggio, depredamenti, distruzioni e anche di epidemie causate dalla chiusura del porto interno (dal Principe di Taranto Orsini de Balzo), per non far entrare navi nemiche nel porto, la popolazione ha in seguito dimenticato e abbandonato la storia e anche se stessa. Solo al giorno d'oggi, o almeno da trent'anni a questa parte, vi è un continuo lavoro di alcuni eruditi nello scavare nella propria storia e riportare così in auge l'antica Brentesion‐Brunda‐Brandizzo‐Brindisi. Cosimo Guercia Grazie Andrea, scriivi in bacheca questa tua idea cosi' la leggono tutti. Grazie per la tua cortese attenzione. Andrea Ecclesie Grazie a voi signor Guercia, ho portato in giro tanta gente, ma quando il gruppo è di Brindisini, è tutta un'altra cosa! Cosimo Guercia Andrea dammi del tu, mica per niente siamo amici. E la nostra pagina e' una famiglia, ti ringrazio per la tua cortesia e spero che il gruppo ne prenda atto.

Nave Benesetto Brin


Imbriani Ugo Due classici brindisini, Il Monumento ed i rimorchiatori FB

Lucia Tramonte E' un po' bruttino, ma noi brindisini non potremmo farne a meno: ogni scarafone è bello a mamma soia! Lu Monumentu Fucaliri ti casa ...Ci a bbasciu alla marina Mpizzatu a mmienzu a mmienzu, pi ci è ssutu a piscari, to passi ti va' faci, iertu si pavoneggia. Tanta prusupupea sempri lu viti nanti, pi ci la vita strusci puru ca no ti piaci. ci sapi a ddo la ppoggia! ntra l’ondi ti lu mari, Nasu ti Purcinella Timoni ti na navi, lassatu a pponta a mari, tomba ti marinari, luglio 2007 ricorda ddi vint’anni eroi senza vuleri, Lucia Giovanna Tramonte quant’ annu statu amari. ca non d' amà scurdari! Gianni Tanzarella Non è bruttino. Dipende dalla prospettiva che lo guardi, comunque hai ragione, noi Brindisini non potremmo farne a meno, come Milano anche noi abbiamo la madonnina, ma la nostra è megghiu! Giancarlo Cafiero Lucia è un timone, con grande significato, ...siamo la poppa d´Italia.... Gianfranco Perri Il nostro Monumento é molto bello, un´opera emblematica ed un perfetto riflesso architettonico della sua epoca, un periodo importante della storia recente della nostra cittá. Lucia Tramonte Se non proprio bruttino, concedetemi almeno sovradimensionato rispetto al contesto, come lo è anche, secondo me, il nuovo Teatro Verdi. Giovanni JayRoots Conte Il monumento a me piace, è imponente èepoi mentre fuori ha la forma di un timone, se ricordo bene sotto nell'interno ha la forma di una stiva. Non saprei vedere Brindisi senza. E per quanto riguarda il teatro, a parte che non mi fa impazzire esteticamente, ma secondo me tra qualche anno se non fanno qualcosa si 'ndi cadi a piezzi! Gianfranco Perri Si, il tetto della Cripta é una chiglia al rovescio, e poi visto dall´alto l´assieme rappresenta un´aquila. Definitivamente una buona opera architettonica!


Pino Spina Il cugino tedesco ‐ http://www.deutscher‐marinebund.de/geschichte_me.htm

Gianfranco Perri Bella foto. Quella nave é la Costa Classica ed io ho fatto quella crociera in Adosto 2006, dal porto tedesco di Kiel finoa San Petersburgo. Con la crociera si passa di fronte a quel Monumento, cugino del nostro. Pino Spina Non lo potevo immaginare, dalle foto del paesaggio si ha l'impressione che tutta la zona sia di una bellezza "maestosa", non so quanto fruibile, perchè credo che il bagno lì se lo fanno con la muta! Gianfranco Perri Si, il paesaggio é molto bello, e ...direi selvaggio, con il mare color piombo, anche ad agosto, ed é facile da immaginare come sará in inverno. Quando vidi quella sagoma, rimasi molto perplesso, ...non sapevo di quel gemellaggio, e solo dopo mi documentai. Purtroppo non era previsto nessun approdo e quindi non potetti visitare il luogo da vicino, ...peccato perché dalla nave si distingueva solo, anche se abbastanza chiaramente, la maestuosa e molto suggestiva sagoma.


La Chiazza ti Brindisi

BRINDISINI LA MIA GENTE

La Piazza del Mercato di Brindisi costruita nel 1907 Cosimo Guercia La storica "chiazza" di Brindisi Gianfranco Perri Cosimo, grazie per aver ri‐postato questo bell'album sulla "chiazza" di Brindisi, fotografie alle quali sono molto affezionato. Annarita Spagnolo Complimenti le foto sono stupende, bravo Gianfranco ci fai rivivere momenti stupendi di un passato che io faccio diventare presente ogni volta che torno nella mia città. Ricordo che da ragazzina fui mandata da mia madre alla chiazza per comrare delle uova e appena arrivata in quel frastuono di urla sentii dire" A na lira, a na lira" L'emozione mi fece capire" Annarita Annarita " e tornai a casa senza uova, ma stupita che tutti mi conoscessero.

Nicola Poli Bellissime !! Belle foto...complimenti Gianfrà !! Gianfranco Perri Grazie , Annarita e Nicola. Son contento vi siano piaciute


Piazza del Mercato ­ 1912

Piazza del Mercato ­ 1919


Piazza del Mercato ­ 1928 Stella Montanaro ho sentito che vogliono eliminare " La chiazza!"

Gianfranco Perri Io non l´ho ancora sentito e spero proprio che non sia vero. Magari si dovrebhbe rivalorizzarla ed adattare ai nuovi tempi e nuove esigenze! Stella Montanaro Nuovi tempi e nuove esigenze.... ma che termini sono?? come si riempiono di significato in una classe politica e in società che rasenta o meglio ancora sguazza nell'ignoranza???? Gianfranco Perri Non essere troppo pessimista, e poi non bisogna demordere. Credo ci sia ancora spazio per far sentire la voce dei brindisini. Stella Montanaro Ma tu Brindisi la vivi oltreoceano! Gianfrà è duro ammettere che è una città che muore!....Non ci sono possibiltà nè per i giovani, nè per i vecchi! Quando arriv,i tu la vivi con gli occhi dell'affetto, ma per vivere noi mandiamo i nostri figli lontano. Quelli rimasti parlano, ma non hanno voce! Gianfranco Perri Stella, comprendo con tristezza le tue considerazioni, peró forse proprio grazie a questa mia lontananza riesco anche a non impregnarmi totalmente del ahimé spesso giustificato pessimismo che attualmente pervade molti dei brindisini che a Brindisi ci vivono tutti i giorni. Sono peró convinto che non bisogna arrendersi né rinunciare alla speranza, ci sono stati momenti anche oggettivamente peggiori e non é poi detto che non possa ancora un avolta invertirsi il ciclo. Io da parte mia, oltre al grandissimo affetto posso offrire tutta la mia solidarietá e, ... magari, anche qualcos´altro se dovesse esserci il modo e l´occasione.


Piazza del Mercato ­ 1931 Stella Montanaro Che bella! ho la nostalgia della semplicità.

Piazza del Mercato ­ 2011


Piazza del Mercato ­ Anni ´50 o primi Anni ´60 Cosimo Guercia La signora affianco al signore col cappello la conosco si chiamma Anna e' la nipote di quel signore che vendeva li passtiempi sotto il verdi. Belinda Silvestro Il nostro gruppo di rinascita vorrebbe risvegliare le coscienze dei brindisini ad essere attivi e partecipi alle scelte politiche della nostra città. Anche con il Comititato 13 febbraio "se non ora quando" ci stiamo muovendo in questa direzione ovviamente affiancando il "NO al Cabone" ed a tutti i gruppi di Brindisi sensibili ai grandi problemi della nostra città. Belinda Silvestro Isignori in foto sono i mei nonni ed io mi chiamo come lei. Gianfranco Perri Belinda, seguo nel possibile il vostro gruppo di rinascita e nje apprezzo moltissimo gli obiettivi e le attivitá. Continuate, Bravi! Claudia Lisi Grazie Belinda. E' una foto che suscita molti sentimenti contrastanti. io vivo a brindisi da 12 anni e questa è ormai la mia città, nel bene e nel male, e anche se il cuore mi fa condividere le ragioni di Gianfranco, come posso dare torto a Stella? però, nonostante tutto, bisogna seguire le voci del cuore per far si che anche la ragione veda qualcos'altro. Cosimo Guercia Belinda conoscevo bene tua nonna in quanto abitavo sulla farmacia Doria eravamo clienti ma non riudcico a ricordarni il nome e se leggi il commento che ho fatto soprea dove ho conoscita un'altra signora e' preobaile che ti ricordi anche tu Belinda Silvestro Quella signora non la conosco anche perchè la foto risale probabilmente prima della mia nascita . qnd ero piccola stavo sempre a casa della nonna in via Armengol e non andavano più in piazza.


Gianfranco Perri Piazza del Mercato ­ 1968 Gianfranco Perri Propongo tre fotografie che scattai alla chiazza nel 1968, e che sviluppai io stesso quando mi ero appassionato di fotografia frequentando il Centro serviuzi Culturali in Via Santa Lucia. Stella Montanaro Mi ricordo che alla fine della pesatura, il venditore aggiungeva un'arancia, una mela, tre pomodori.... in più e diceva :" nà signò, quisti sontu pi lu buon pesu!" Annarita Spagnolo A quai addó stau moi, a Verona, an capu ti lu tannu lu buenu pisu! Giuseppe Creti Quant´é bella la piazza! Gaetano Lovecchio Si chiama La chiazza!


Gianfranco Perri Piazza del Mercato ­ 1968

Giovanni Membola Bellissima! Cosimo Guercia Bellissima. Potremmo capire chi sono questi due signori? Annarita Spagnolo Stupenda! Stella Montanaro I volti dei "nostri vecchi" Il Tuturanese La Chiazza Bellissima complimenti !!! Stella Montanaro La faccio vedere a mia madre.... ha novant'anni, vediamo se ci dà qualche spunto. Gianfranco Perri Mia madre, quando le vide dopo parecchi anni, naturalmente riconobbe con nome tutti i volti di quelle mie foto del 1968. Stella Montanaro Ci proverò anch'io, magari in un momento di maggiore attività.


Gianfranco Perri Piazza del Mercato ­ 1968

Palazzo della Piazza del Mercato ­ 2010


Maurizio De Virgilis Piazza Mercato ai giorni nostri ­ 2011­ Sempre meno banchi di frutta Gianfranco Perri Grazie, con queste due foto completo, un pó tristemente, la mia colezione. Cosimo Guercia Che desolazione!! dove e' andada a finire la gente quando questa piazza pullulava di gente!!, era un serbatoio di notizie dove tutti si incontravano non solo per la spesa ma era l'accassione d'incontra quache amico/a che casomai nonvedevi da tempo. Giovanni Membola Che desolazione... un vero peccato. Magari si riuscisse a valorizzare anche queste coperture particolari in stile liberty. Roberto Guadalupi Hanno smantellato una città senza che nessuno si lamentasse! Potevano lasciare i "cessi" pubblici? Imbriani Ugo E´ nella logica di chi ci ha governato e di chi ci governa! Antonia Dell'Aglio Sono rimaste solo poche bancarelle ma io continuo ad andare lì. E non mi dite di andare a Sant'Angelo! Io no mi trovu propriu! Roberto Guadalupi Signora Dell'Aglio, mi permetto esortarla a non abbandonare la "chiazza", ma di cercare di convincere le sue amiche e conoscenti a tornare a frequentarla! Ma che fine hanno fatto tutte le massaie del centro? La spesa dove la vanno a fare? Tutte nei centri commerciali? Annarita Spagnolo Mio padre è stato un fedelissimo della piazza, anche quando non ce la faceva più a camminare voleva che lo accompagnassimo perchè alla "chiazza nc'è na scelta mancu li cani...."


Franco Profico Gli anziani del centro che prima frequentavano la chiazza, ora per evidenti motivi di età o non ci sono più o gli acciacchi li costringono a casa. I giovani, purtroppo, hanno abbandonato il centro e vivono nei rioni. Gianni Tanzarella Ci sono stato stamattina, per curiosità, ormai è un deserto, pochissime bancarelle non molto fornite, la piazza del pesce è uno squallore assurdo, prima era piena zeppa, ci sono tre posti dove in uno vendono solo cozze. Rosa Fraioli Povera la mia citta'.....i miei ricordi di bambina sono stati demoliti...non la riconosco piú!

10 Maggio 2011 Andrea Viola Quel che è stato è stato, purtroppo. Ma pensiamo a cosa si potrebbe fare per rilanciare anche questa parte della città: qualcuno ha qualche idea? Vi lascio qualche idea personale. Ad esempio, un’idea che però non è certo nuova, sarebbe quella di scegliere Piazza Mercato come unico luogo dedicato alle sagre gastronomiche, invece di Piazza Vittoria come a volte accade: ma cosa c’entra poi? Non che non sia altrettanto bella, anzi tutt’altro! Ma non vi pare che questa scelta sia, almeno nel caso delle sagre, a volte un pò fuori contesto? Quale altro luogo se non la Piazza Mercato, luogo d’incontro tra i prodotti e anche i piatti e i vini tipici della nostra tradizione e quel pubblico che si sta dimostrando ovunque sempre più sensibile ai prodotti naturali e alle ormai riconosciute proprietà della dieta mediterranea. Almeno in via di principio, è lì che dalle campagne, dalla terra, i prodotti devono arrivare per essere venduti. Ma prima di tutto devono essere conosciuti e apprezzati. E proprio per questo penso poi che i protagonisti dell’iniziativa, magari serale, debbano essere assolutamente gli stessi commercianti della piazza (e nessun altro) che la mattina stessa ci hanno venduto i prodotti. In sintesi, questa è la mia idea: di mattina piazza per il mercato, e di sera piazza per un salutare “percorso gastronomico” tutto da scoprire e aperto a tutti. E poi un’idea del genere, sulla base delle stesse considerazioni, mi viene per i prodotti ittici le cui sagre dedicate potrebbero invece trovare spazio nelle vicinanze di Piazza Lenio Flacco (come un tempo…), o forse più suggestivamente nei pressi delle Sciabbiche… ma questa è un'altra storia...Purtroppo molti é nei centri commerciali, dove trovano posto per la macchina, ma prima di tutto trovano tante iniziative attrattive.Bisogna proporre qualcosa di diverso e di qualità, e la gente viene. Anche se non è proprio la vocazione giusta di Piazza Mercato, si potrebbe pensare anche a piccoli spettacoli di contorno, per movimentare un pò e richiamare gente al centro, tipo spettacoli per bambini, o di cabaret, sfilate, mostre, mercatini antiquariato‐usato. Eventi all'aperto di questo genere in aggiunta a quello principale delle sagre son cose cose si fanno spesso, e a quanto pare funzionano.


Giuseppe Summa La mia idea, che mia non è ma l´ho notata in altre realtà europee, é quella di portare i centri commerciali in centro città, solo così il centro tornerebbe a rivivere, e mi sembra d'averlo gia´ detto. La stazione marittima si presterebbe benissimo allo scopo avendo pure un grande parcheggio ed essendo molto vicina alla stazione ferroviaria che occorrerebbe collegare trasformando la strada ferrata in disuso in pedonale o ciclabile. E poi, anche l'università andrebbe spostata in centro, ne guadagnerebbero tutte le attività commerciali. Gianfranco Perri Le idee, come quelle di Andrea e come quelle di Giuseppe sono ottime idee, bravi ad averle formulate, peró anche se le idee sono importantissime, sono poi fondamentali le forme, i mezzi, le strategie, e sopratutto le volontá, per portarle avanti e realizzarle. Raffaele Mauro A che servono i negozi le bancarelle, i bar i ristoranti nel centro delle città? no non servono solo a far cassa. Per quello basta un centro commerciale, uno dei tanti che punteggiano le uscite autostradali. I negozi cittadini, o meglio «le... botteghe», così come i bar, le osterie e i ristoranti sono più di un registratore di cassa, sono parti vitali di un essere vivo e pulsante: la città. Solo chi non ha capito cosa è una città, come e perché è nata e perché sopravvive, può pensare ai negozi come meri luoghi di commercio o avamposti del consumismo moderno. Le botteghe cittadine sono una delle realtà più antiche del nostro Paese, uno dei fenomeni attraverso i quali si è manifestata in maniera più evidente l’imprenditorialità diffusa della nostra gente, e attorno ai quali brulicava la vita di paese e quella socialità che tutto il mondo ci invidiava. Le città sono equilibri delicati, sono luoghi di economia, ma anche di socialità e cultura, e queste tre anime, economica, culturale e sociale si sostengono reciprocamente. Non si va in un’osteria in centro solo per sfamarsi, ma perché prima si può fare un aperitivo nel corso e dopo una passeggiata in piazza.E raramente si va in centro solo per vedere un monumento o comprare un oggetto, ma perché sappiamo che mentre siamo lì possiamo incontrare persone che conosciamo, fare due chiacchiere, e allora sì, anche comprare il pane, il caffè, o giocare la schedina. E mentre passeggiamo in centro magari vediamo i cartelloni del teatro o del cinema e ci viene pure un’idea per la serata. Questo è il ruolo e l’essenza delle città. Luoghi vivi fatti per vivere. E in quest’ottica ogni piccolo elemento ha una sua funzione che non è meramente economica o sociale, ma un po’ tutto assieme. Nel suo capolavoro The Death and Life of Great American Cities l’urbanista Jane Jacobs fece un’accurata descrizione di come i marciapiedi, per esempio, siano uno strumento fondamentale per la struttura sociale della città, luoghi in cui le persone si fermano a parlare, e in cui i bambini possono giocare. E così come i marciapiedi è importante il ruolo delle finestre, dei portoni, delle vetrine. Perché porte, finestre e vetrine aperte danno aria, vita e luce alla città e sono il miglior antidoto contro l’abbandono, il degrado, la delinquenza. Chi vede la città come un mero agglomerato di funzioni distaccate e distaccabili o addirittura contrapposte ‐ il lavoro da una parte, il consumo dall’altra, la socialità in un’altra ancora ‐ non solo non ha capito cos’è una città, ma la condannerà alla morte certa. Così come è già accaduto a molte città straniere e purtroppo anche da noi. La città ha bisogno di essere viva, libera e spontanea, e per farlo ha bisogno di elementi diversi e complementari: arte, musica e commercio, tradizione e modernità, italiani e stranieri. E la politica dovrebbe aiutarla a trovare soluzioni innovative per far convivere spontaneità ed esigenze di tutti. Invece la politica cosa fa, scopiazza alla meno peggio idee di vecchie isole pedonali, agevola l'apertura di centri commerciali con spreco enorme di territorio agricolo e desertifica i centri storici. Gianfranco Perri Raffaé ho letto questo commento e l´ho anche copiato per rileggermelo, tanto mi é sebrato chiaro e lucido. Veramente condivisibile. Raffaele Mauro Grazie Gianfranco......che dire di più! Cosimo Guercia Raffae' ho riflettuto molto su quanto hai commentato, e sono pienamente d'accordo. Andrea Viola Complimenti, sono d´accordo al 100%: penso a quanti dovrebbero leggere questo commento prima di mettersi al lavoro... No comment, che é meglio. Gianna Santoro Che commento! ... Complimenti Raffaele!! Mi è piaciuto moltissimo, sto imparando tanto! Grazie per la chiarezza e la passione che si sente nelle parole......è contagiosa ! I miei occhi hanno meno miopia.... Raffaele Mauro Grazie Gianna, sono anni che diciamo queste cose, ci sono giorni che mi sento come l'asino che raglia alla luna.


Mario Carlucci Piazza del Mercato fotografata questa mattina del 1° Giugno 2011 Gianfranco Perri Spero proprio che si tratti di una iniziativa ben concepita e ben realizzata. Grazie per le foto Mario. Cosimo Guercia Molto belli quei filari di vigna, rappresentano la nostra tradizione contadina. Sembra che dopo saranno tolti, sono stati messi per la festa del festival del Negramaro. Franco Profico Si, probabilmente è una decorazione per la fiera del festival del Negroamaro. Andrea Viola Bellissima idea, finalmente! Spero ne abbiano tutti cura, anche dopo. Franca Cunsolo Veramente Bella questa decorazione. Lucia Tramonte L'effetto è gradevole. Mi chiedo: questi alberi sono solo appoggiati, quale destinazione avranno dopo la manifestazione? Spero che vadano ad abbellire qualche aiuola di periferia o il cortile di una scuola e non la villa di qualcuno. Vigilate gente, vigilate. Gianni Tanzarella Tutto bellissimo, ma le viti quanto resteranno così, secondo me non sono piante per abbellire una città, ma tanto tutto sparirà la settimana prossima, scusate il mio pessimismo, ma è ciò che penso. Siamo maestri nel buttare i soldi nel cestino. Raffaele Mauro Ma no Gianni, è solo un allestimento momentaneo fatto da quelli del vivaio per pubblicità. E´ ovvio che dopo il festival i luoghi torneanno all'aspetto "normale", ci sono dei progetti per quella piazza e per tutto il centro storico. Gianfranco Perri Raffae' meno male che ci sei tu a mettere ordine ed a chiarire le situazioni, perche' se ci lasciamo coinvolgere da certi nostri commentaristi. Grazie Raffaé.


Mario Carlucci Decorazioni per il Festival Negroamaro wine ­ Giugno 2011 Andrea Ecclesie Il Negramaro Festival, finalmente, è quel genere di festa che io proporrei di continuo per tutta la durata dell'estate a Brindisi, non solo di vino ovviamente, ma di altro anche. Se penso a 7 o 8 anni fa, quando non si faceva un tubo a parte, a onor del vero, del mitico concerto Blues di cui purtroppo non molti Brindisini apprezzavano la musica di questi maestri provenienti direttamente da New Orleans. Luca Vitali Ormai sono due anni che si tiene il Negramaro wine festival. Quest'anno la manifestazione è stata sicuramente più bella dello scorso, per cui speriamo che continui così di anno in anno. Raffaele Mauro Negramaro Wine Festival visto da Maurizio Pesari, un passo importante per il rilancio della nostra città, quando ci si muove con intelligenza i risultati si vedono, certo si deve e si può migliorare ma questa volta ci siamo, l'inizio è promettente. Antonio Fox Permettetemi di dare la mia opinione che, contrariamente a quanti sono entusiasti della cosa, personalmente non la condivido. Mi chiedo se quella meravigliosa piazza in stile liberty, sia la location più adatta a piantare degli alberi di ulivo. Penso che lo stile della piazza non abbia niente in comune con gli alberi di ulivo, che certamente starebbero meglio in qualche altro angolo della città. Per me è l'ennesima dimostrazione di come non sia abbia la cultura e la salvaguardia dei monumenti di questa città. Mi auguro solamente che sia stato fatto solo per la festa del Negroamaro, ma temo che non sia cosi. Giancarlo Cafiero Sono d´accordo con Fox. E questo oltre al furto di denaro pubblico. Gianni Tanzarella Daccordissimo con te Fox, è la prima cosa che ho pensato appena vista la foto, possibile che a Brindisi abbiamo così poche idee e che facciamo qualcosa solo in occasione di qualche strano evento?


Domenico Faraselli Corretto Quanti giudizi, e tutti negativi! Ma le proposte alternative? Siamo tutti bravi a stroncare le idee altrui, ma noi ne abbiamo? Gianni Tanzarella Certo Domenico che ne abbiamo, cominciamo a non spendere soldi per cose futili e investiamoli per mettere un a posto la nostra bella città che ne ha bisogno e cmq. non siamo noi che dobbiamo avere le idee, ma a chi abbiamo dato mandato, che hanno anche la possibilità di metterle in pratica. Domenico Faraselli Corretto Da quanto ho letto prima, sembra che l'allestimento sia l'opera sponsorizzata da un vivaio locale. Sono lontano da Brindisi da oltre 40 anni e non posso certo dare giudizi sugli amministratori locali. Non conosco la situazione patrimoliale del Comune ma, credo che un simile allestimento non costi molto, anche perchè, finita la manifestazione il vivaio riprenderà indietro le piante. Si fà sempre cosi. E per ultimo, credo che le viti e gli ulivi siano un pò il simbolo della nostra terra, quindi un concreto richiamo alle origini. P.S. mi permetto di dissentire sulla tua ultima affermazione. I nostri rappresentanti dovrebbero realizzare le nostre idee, le nostre aspettative. Giancarlo Cafiero Faraselli, 40 anni, ...no parlare allora ca no sai. Raffaele Mauro Certo che scorrendo commenti e vecchie foto si impara molto del carattere dei propri concittadini, vale più di una campagna d'ascolto. Ho visto postare su questo gruppo vecchie foto della festa dell'uva di felice memoria, e tutti che la rimpiangevanoe quindi probabilmente, se non ci dovessero più essere nuove edizioni del Negramaro wine festival, e dell'olio pugliese, tra qualche hanno tutti le rimpiangeranno. Secondo me è stata un ottima operazione di marketing, un magnifico spot per la città che ieri era affollata come non mai, e fnalmente dopo anni quelle magnifiche tettoie liberty non erano ingombrate dalle cassette (vuote) dei commercianti che da anni lasciano sulle loro bancarelle (?). L'ambientazione con gli ulivi era dovuta al fatto che in quell'area erano stati sistemati gli espositori dell'olio. Nulla che possa far gridare allo scandalo, un normale allestimento fieristico che è stato apprezzato dalle migliaia di visitatori che fino a notte hanno finalmente invaso le vie della città. Certo tutto è perfettibile, migliorabile, le critiche necessarie, ma quando è possibile con tutti i difetti possibili, intravedere un cambio di tendenza una buona idea bisogna anche sottolinearlo, altrimenti siamo allo snobismo fino a se stesso. Domenico Faraselli Corretto Complimenti Raffaele! E' ora che qualcuno suoni la sveglia. Ben vengano le iniziative, se servono a scrollare lo spesso strato di apatia e di fatalismo, tipici della nostra gente. Sarebbe ora che le autorità locali dedicassero più tempo e più denaro alla promozione di Brindisi, almeno in Italia. Prodotti della terra, clima, storia e bellezze ambientali e naturali, sono qualità che abbiamo la fortuna di possedere ma che o non sappiamo sfruttare o che facciamo sfruttare a chi di Brindisi non importa nulla. E' vero che non abito più a Brindisi da oltre 40 anni, ma è pur vero che il mio interesse per la mia terra mi porta ad essere sempre affamato di notizie locali. Abito lontano ma è come se abitassi sempre in Via Lombardia! E poi, a Brindisi vegnu tutti l'anni. Tegnu parienti e amici ca mi tenunu nformatu ti tuttu e penzu ca pozzu parlari, pirceni comu s'è ridotta Brindisi, li causi ca l'hannu tirrupata cussini e li cristiani ca tenunu la cuscienza mbucata, li canuscimu bbueni, puru a milli chilomitri luntanu. Raffaele Mauro Spero che qualche amico che era presenteieri sera pubblichi le foto, così anche chi non c'era esi potrà rendere conto di quanto poco basti per rendere una città appettibile e fruibile e di quanto è bella la nostra Brindisi. Mario Carlucci Purtroppo per impegni familiari ieri non ho potuto assistere alla manifestazione, però oggi ho visto il filmato alle TV locali ed ho visto veramente una grande pèartecipazione di pubblico e questo mi ha fatto molto piacere. Antonio Fox Miei "cari amici vicini e lontani" (per citare una famosa frase di un noto personaggio), devo dissentire da quanto state disquisendo, per una ragione molto semplice che mi fa capire che non avete afferrato il senso del mio intervento. E cioè, nessuno sta criticando l'iniziativa riguardante la manifestazione del "Negroamaro wine festival", che mi trova pienamente d'accordo. Tra l'altro ieri sera, con altri amici di questo gruppo, abbiamo avuto il piacere di conoscerci, e seguire insieme l'esibizione di Efisio & co. Il vero motivo del dibattere è se gli alberi di ulivo a qualcuno verrà in mente di lasciarli lì o meno. Su questo era stata impostata la discussione e nient'altro. E tutti, quindi hanno il diritto di esprimere la propria opinione senza se e senza ma. Raffaele Mauro Sul fatto che questo luogo sia assolutamente privo di censure di qualsivoglia natura ci potete giurare. Tutti gli interventi ci portano comunque ad un arricchimento, grazie a tutti per la passione che ci mettete.


Gianmarco Di Napoli L´arco della Piazza del Mercato in Vía Ferrante Fornari Gianmarco Di Napoli Una mattina ci si alza e si scopre che sotto l’arco della Piazza non ci sono più i manifesti da morto. Da quando esiste l’affissione funebre come ufficializzazione delle dipartite – e quindi da quasi un secolo – quell’arco rappresenta un passaggio obbligato: per i vivi i quali apprendono solo in quel modo delle scomparse, e per i morti, ché prima o poi tutti si passa di là. Ebbene, in questa città squinternata che cerca disperatamente di recuperare tradizioni, finisce che in modo sprovveduto si pensa di poter cancellare quelle esistenti, subordinandole a interessi privati con la collaudata tecnica del silenzio‐assenso. Ma noi non intendiamo né tacere né assentire. Chiunque decide di aprire bottega sotto l’arco sa bene che quello è una specie di santuario della brindisinità e dunque ben vengano i lavori di ristrutturazione (a proposito hanno finalmente scollato anche il faccione di Saccomanno all’anniversario della sua ultima dipartita elettorale) ma nessuno pensi di poter cancellare quest’angolo di storia locale. I manifesti non sono lugubri, ma un tributo dovuto alla Brindisi che ogni giorno scompare. E che ha il diritto di essere ricordata là, sotto l’arco della Piazza, da un secolo la nostra “livella”. Anziani e giovani, nobili o poveracci: tutti i brindisini prima o poi vi passano. E ognuno di noi, fra cent’anni, ha il suo posto prenotato. A Brindisi, se non passi sotto l’arco, o non sei morto o non sei mai stato vivo (da Senzacolonne di oggi, martedí 14 giugno 2011). Raffaele Mauro Rivogliamo la nostra "livella". Bravo Gianmarco, puntualissimo come sempre, non si possono cancellare usi e costumi secolari sull'altare di una presunta modernizzazione. Giuseppe Laforgia Bene Gianmarco, rivogliamo il nostro giornale all'aperto. Lucia Tramonte Mi permetto di inserire una mia poesia ad hoc!


LI MANIFESTI TI MUERTU Sott’all’arcu ti la chiazza, ...neri, neri, ‘nfilirati, manifesti e necrologi pueti vètiri ‘mbiscati. Quando passu mi li uardu (no sia mai ‘nci stai lu mia) leggu e pisu ogne parola cu no’ sia lu canuscia. Mo’, facendo st’eserciziu, m’aggiu fatta n’opinioni: Lu muriri non esisti, eti sulu n' impressioni! N’ceti quiddu ca “decede” cu freddezza carculata, n’ci sta’ quiddu ca “scompare” sia gnuttutu ti la strata. ‘Ncerti “venunu a mancari all’affettu ti li cari”; no ti torna cchiù lu cuntu ti parienti e famigliari.

Nu cristianu, nanti casa, non nc’è muertu ma “s’è spentu”, comu sia ca è na candela sott’a a n’affutu ti vientu. Tiru propria nu suspiru, e mi sentu sullivatu ci “munitu ti cunfortu” la buonanima è spiratu. Li defunti cchiù devoti, sontu cchiù raccomandati: tritti “vulunu allu cielu” cu li scarpi e ...‘ncravattati. Ca viviu cristianamenti scrivi bellu chiar'e tundu, ci no temi lu giutizzio ne' ti Diu ne' ti lu mundu La pigghiamu alla luntana, sciam’anturn’alli paroli, ma la morti si’ndi fotti, non di teni an’ piettu cori!

Lucia Tramonte ­ Marzo 2009 Raffaele Mauro Grazie Lucia... bellissima. Annarita Spagnolo Molto bella. Brava Lucia. La morte è proprio come la descrivi tu, ...senza cori. Maurizio Cretì Brava, bellissima. Efisio Panzano Brava Lucia, bella davvero! Annarita Spagnolo Mio figlio Gianmarco, anni 5, passando sotto l'arco con me, non sapendo della nostra bella tradizione mi chiese: "Mamma, cosa c'è stata, una strage?" Imbriani Ugo Due amici vecchietti, Giovanni e Luigi, ogni giorno passando sotto l'arco si fermavano e, leggendo i manifesti, li commentavano uno ad uno. Un giorno Luigi venne a mancare e Giovanni, passando come al solito sotto l'arco, vide il manifesto dell'amico ed esclamò: "Luigi, proprio oggi che ti hanno messo il manifesto non sei venuto!" Gianni Tanzarella La poesia la trovo bellissima davvero, si fa leggere con molta scorrevolezza, bravissima Lucia, la nostra poetessa. Giuseppe Laforgia Complimenti per la poesia a Lucia Tramonte. Molto significativa ed esplicativa di come i brindisini, ci tengono a quell'arco, che è stato l'informatore anonimo degli scomparsi del giorno prima. Luca Di Giulio Ben detto! ...Non avrei saputo osservare meglio. Io son giovane ma proprio questa mattina un mio commento fatto con il mio socio Mirko, piu' o meno recitava quel senso. La tradizione vuole che ci sian luoghi ,


angoli della nostra cittá, che assumono dei sensi che talvolta si cerca o di ignorare oppure di non essere colti per la loro importanza. Stamane qualcuno esclamava come se fosse uno sconcio: ''Non si poteva davvero assistere a quell'ignobile abuso di quelle pareti coperti da tanti manifesti che altro non facevano che rendere piu' triste la zona deturpando quell'angolo di cosí frequentata popolazione'' . Non oso scrivere ció che ho pensato e detto chiaramente nella giusta forma, vista la mia educazione e sensibilitá e rispetto di fronte alle convinzioni altrui. Io reputo che quanto si stia facendo per la nostra Brindisi in troppi campi, non renda giustizia ne' alla storia della nostra citta' , ne' tantomeno alla sua cultura, considerando le sue tradizioni, i suoi usi e soprattutto le sue potenzialitá. Il tempo sta triturando tutto tutto, ...e sotto le parole ''civiltá e progresso'' ci si sta troppo spesso dimenticando di troppe cose. Ernani Nani Mio zio si arrabbiava con me perchè gli dicevo sempre che era morto qualcuno, e lui mi rispondeva : adesso che lo so, non posso non andare al funerale, perchè non ti sei fatto i ...funerali tuoi? Luca Di Giulio Brindisi cambia e io, piú passa il tempo, e sempre piu' non la riconosco! Forse passeró di moda pure io con la stessa velocitá dei miei buoni propositi, ...dei miei sogni, ...delle mie speranze. Propositi , sogni e speranze mai egoistici, ma solo visti e vissuti e sperati per il bene della mia cittá. Cosimo Guercia Una tradizione secolare spazzata via come tante altre, adesso la gente che si reca in piazza non saprá chi dei nostri concittadini é trapassato. La gente non andrá certo in giro per la cittá per capire se quanche amico é passato all'aldilá. Sarebbe bene che ritornasse tutto come prima, casomai con appositi portamanifesti piu' moderni. Annarita Spagnolo Uè Ernani, il vizio del morto è anche tuo allora. Ah, ah, ah! Gianmarco Di Napoli Domani pubblico la poesia di Lucia sul giornale, oggi c'era quella di Ennio Masiello, sempre sull'Arco ti la chiazza. Annarita Spagnolo Bravo Gianmarco, manda una copia a me che a Verona non posso averla. Gianmarco Di Napoli OK Raffaele Mauro Beh, ritengo di poter dire senza tema di essere smentito che dobbiamo alla attenzione ed alla passione del direttore Di Napoli, una parte del successo di questa pagina. Grazie a nome di tutti direttore. Gianmarco Di Napoli Grazie a te, ma penso che siamo tutti accomunati dall'amore per la nostra città e ognuno lo capitalizza a seconda degli strumenti che ha a sua disposizione. Mino Errico Ma nelle altre nazioni esistono i manifesti "da morto"? Annarita Spagnolo In Francia esistono, almeno nella parte sud, in Provenza, ma sono molto piccoli e li mettono alle porte delle chiese. Dove abito io a Verona, ne mettono pochi in giro, si usa di più pubblicare il necrologio sul giornale. Pensa che il giornale di Verona L'Arena, si può leggere tutto on line dopo le ore 15, tranne le pagine del necrologio, perchè hanno notato che la gente si iscriveva per leggere solo quelle e non le pubblicano più. Salvatore Cocciolo No! Si usano i giornali locali, con foto e indicazioni per le onoranze. Ernani Nani In Emilia non ne mettono tantissimi, ma in giro se ne vedono. Lucia Tramonte Ho trovato la mia poesia su Senzacolonne ringrazio tutti e in particolare Gianmarco Di Napoli. Annarita Spagnolo Meritavi un riconoscimento. Spero di ricevere il giornale per poterti leggere dal vivo. Giuseppe Summa Grazie Gianmarco, sempre pronto a dar voce a chi ti chiede di rendere pubbliche le proprie opinioni.


Giuseppe Summa ...mancu ci lu cori mi lu dicia...

Giuseppe Summa Hanno eliminato queste bacheche che tutti guardavamo con curiosita' o dispiacere. Serunu pututu tiniri li mani a postu, ...li m........... loru, po' dici ca unu s'incazza. Raccogliamo le firme per farle ritornare al loro posto? Angelo Catalano Giusé, ti ricordi? Facemmo anche un commento. Giuseppe Summa Infatti, purtroppo anche le piccole cose, nonostante siano utili, vengono soppresse in nome dell'estetica. Propongo di disertare le attivitá commerciali promotrici di codesto sfratto. Roberto Guadalupi Sono d'accordo con Summa: si potrebbero boicottare i locali che stanno aprendo e che hanno chiesto la rimozione di quelle bacheche, ma sappiamo pure che il brindisino ha la memoria corta: fra una settimana si è già dimenticato che in quel punto... Giuseppe Summa Mi rivolgo all'amico Gianmarco Di Napoli, aiutaci a farle tornare al loro posto (le bacheche). Non chiediamo miracoli. Annarita Spagnolo E' vero che è un pezzo di tradizione che se ne va, ma mettetevi nei panni di chi deve lavorare e vuole offrire un'adeguata entrata ai suoi ospiti. A volte la voce del cuore prevale su quella della ragione, ma di questi tempi... Giuseppe Summa Sara', ma non condivido, potevano scegliere un altro luogo per le loro attivita' (sapevano benissimo prima di iniziare che dovevano convivere con le bacheche) e se per assurdo di fronte al cimitero aprono una discoteca o un camping? Sfrattiamo i nostri cari dal cimitero?


BRINDISINI LA MIA GENTE

Gianfranco Perri La fontanella dei giardinetti ... che non c´é piú

Gianfranco Perri La fontanella dei ¨Giardinetti¨ della stazione marittima Gianfranco Perri Quante volte abbiamo fatto le veci di quel bambino o di quel papá o nonno? Adesso non c´é piú la fontanella con la sua palma di datteri ormai abbattuta! Mario Carlucci Gianfrá, la foto stá al rovescio. Girala! Gianfranco Perri Questa foto la scattai nel 1968 quando frequentavo il ¨Centro Servizi Culturali¨ in Piazza del Popolo (piú esattamente mi pare in Via Santa Lucia, al primo piano subito a fianco della Pizzeria Romanelli). Avevamo lí anche la camera oscura ed io stesso sviluppavo le foto che scattavo, quindi niente di piú facile che la foto sia rimasta specularmente invertita. Se tu stesso o qualche altro amico mi conferma tale inversione (io non riesco ad esserne sicuro), grazie all´attuale tecnologia la giro subito senza difficoltá. Pino Spina Non esiterei ad attribuire a questa immagine il valore di documento storico, non credo che ci sia un solo brindisino che, almeno fino a quando è esistita, non ricordi di essere stato sollevato da terra per bere a quella fontanina. Grazie, per la pubblicazione. Gianfranco Perri Pino grazie per il tuo appassionato commento, e condivido in pieno la tua riflessione circa l´universalitá dell´esperienza che quasi tutti noi brindisini (durante varie generazioni) abbiamo condiviso. Giancarlo Cafiero Bellissima!


Cosimo Guercia Bellissima foto. I miei figli ne parlano sempre di questa fontanina, li portavo sempre a giocare nel giardinetto. Peccato che l'hanno tolta era un ricordo dell'attuale generazione oltre della nostra. Ho abitato sino a quache anno fa sulla farmacia Doria. Ma era per caso il portoncino in Via Santa Lucia di rimpetto a Piazza del Popolo? Primo piano? Tiziana Cassiano Bellissima.....ho tante foto li' davanti, da bambina! Enrico Sierra Quante cose mancano a Brindisi: Il parco delle rimembranze, la torre dell'orologioo, la fontanina e quante ancora. Cesare Mevoli Quante bevute ho fatto a quella fontanina... una uguale si trova vicino alla stazione ferroviaria. Giusy Gatti Perlangeli E chi puó scordare la fontanella dei giardinetti... Ma quando l´hanno rimossa? Non é tanto... Gianfranco... Ricordo benissimo il CSC affianco a Romanelli... I primi collettivi femministi... (Beh proprio i primi primi, no). Gianfranco Perri Si certo. Il CSC si spostó lí da un appartamento moderno in via Cesare Battisti dove era stato per qualche anno. Io partecipai al trasloco e montai tutta la biblioteca e poi la camera oscura, etc.. Erano i tempi di Za e poi del compianto Mimmo Albano. Stella Montanaro Gianfranco, anch'io frequentavo il CSC...e ci ho anche lavorato. Ti ricordi per caso di Loris Rollo, Mariano Meo, Piero Scatigna ... Gigi Za ha lavorato agli esordi del Centro. Gianfranco Perri Stella, io il CSC l´ho frequentato da quando con Gigi Za era ancora in Via Cesare Battisti (un palazzo piú o meno di fronte alle scale della Piazza, quindi dopo il Palazzo delle Poste), deve essere stato intorno al 1967. Poi si spostó in Via Santa Lucia e ben ricordo Loris Rollo. Dopo Za c´era l´amico Mimmo Albano che nel settembre 1968 mi selezionó per partecipare (assieme a Santino Matulli, con il quale studiavo) ad un corso sulle ¨comunicazioni audiovisuali¨ durante quasi tutto un mese nel Castello di San Martino, a Priverno in provincia di Latina (favolosa ed indimenticata esperienza). Poi continuai a frequentare assiduamente il CSC fino alla mia partenza per il Politecnico di Torino nell´ottobre 1969. Piero Scatigna lo ricordo come nome, ma in questo momento non ne ho un ricordo chiaro. Ricordo invece che c´erano due o tre ragazze (sorelle, o cugine?), molto assidue delo CSC, credo adesso... che una di loro potresti essere ... tu. Una di loro credo si sposó con un professore dell´Istituto Giorgi ed andó ad abitare in Via Cristoforo Colombo, angolo Via Castello... Dimmi un pó, come va la mia memoria? Stella Montanaro No, non sono io una delle tre sorelle, non ricordo il cognome delle stesse, ma tu ricordi bene. Ida ha sposato Tonino Gioia che è professore di storia presso l'Università del Salento, Enrica sposò Mariano Meo (collaboratore di Mimmo Albano ed in seguito penso sia diventato respondabile del CSC), e poi Maria che credo non viva pùi a Brindisi, ma in provincia... Comunque con Ida ed Enrica ci incrociamo spesso. Al CSC io ci sono stata solo quando era in Via Santa Lucia. Santino l'ho rivisto un paio d'anni fà, mentre si esibiva con la moglie Tiziana su una pista da ballo. Io mi limitavo a guardare (sono fortemente handicappata in quel genere di esibizioni). Lui non è cambiato affattto, identica verve. Gianfranco Perri Grazie, io mi darei una sufficienza in memoria, ma ... considerando che non ho piú vissuto a Brindisi da quel lontano 1969 (a parte naturalmente le mie non rade visite), forse potrei anche meritare un 7+. Stella Montanaro molto di più direi! Mario Carlucci Stella, Maria vive a San Pancrazio ed è sposata con mio cugino professor Francone, attuale Sindaco di San Pancrazio. Gianna Santoro Indimenticabile la "nostra" fontanella, e l'invito ricorrente degli adulti era a non toccare il beccuccio nel bere. Così indimenticato è il sapore dei semi di zucca (spassatiempi)....."spacciati" da un ambulante, in un cono di carta fatto spesso con la schedina SISAL. Cosimo Guercia Hai ragione Gianna la fontanella ha lasciato ricordi tangibili.


Sandro Marsella La ricordate? Mina Lacorte Io la ricordo! Lina Bonatesta Me la ricordo! Francesco Andriani L´adoravo! Maurizio Stano Indimenticabile... Da ragazzino con ''mille lire'' compravo una fritta da Romanelli che mangiavo camminando per Corso Garibaldi e quando finivo di mangiare mi fermavo a questa fontana per dissetarmi... Bei tempi!! Angelo Catalano Con la fritta non ci passeggiavo, si consumava dentro se faceva freddo se no fuori, il costo ai miei tempi da ragazzo era di 50 lire. E a dire il vero qualche volta sono andato persino a cambiare le resistenze della friggitrice, tempi anche quelli! Cosimo Guercia Angelo! a fianco a Romanelli c'era la birreria alla spina, normalmente si mangiava la fritta e si gustava la fritta specialmente all'uscita del cinema Mazari. Angelo Catalano Esatto, a quei tempi, non in senso "bibblico" ricordo anche le code per il cinema Mazari, proiettavano film di Amedeo Nazzari e subito dopo la fritta, e vai. Giacomo Felice E chi se la scorda! Anche se non avevi sete dovevi fermarti per forza a bere... E quanti amici ho bagnato ahahahahah... Andava lasciata dov'era... Come al solito c'è chi non dà valore a certe piccole cose belle della nostra cittá. Marrazza Enzo Mi sono sempre chiesto il perché di quella grande cazzata di toglierla! Annamaria Spagnolo Quante bevute alla fontanella dei giardinetti... Era tappa obbligatoria quando tornando da Sant'Apollinare si scendeva dalla motobarca di Vicienzi e subito la fontanella ci attirava con la sua bell'acqua fresca... Quanti ricordi... Luca Di Giulio Bellissima ! ... he he he ... che bello era guardare i bimbi litigarsi con l'acqua che volevano rapire ... he he he. Splendida foto davvero ... Ucciu Lu Vasciu Quanti 'mbivuti maggiu fattu a sta funtana. Annamaria Camassa Quanti ricordi in quei giardinetti, tutta la mia infanzia. Centro di aggregazione per famiglie, nonni e nipoti, bei tempi! Chi ha cancellato i giardinetti? Gianfranco Perri Ciò che è stato cancellato è stata la fontanella. i giardinetti, per fortuna ancora no. Carmelina Liguori Quando c'era ancora la fontanella vicino la palma. Chissà che fine ha fatto! Raffaele Mauro Carmelì, non c'è più manco quella palma: era grandissima, un fusto enorme! Stefano Albanese La famosa fontana dell'albero alla stazione. Roberto Guadalupi Della stazione o dei giardinetti di giù alla marina? Raffaele Mauro No questa è quella dei giardinetti della marina, si nota la vasca della fontana. Gianfranco Perri Giusto, siamo naturalmente ai giardinetti della Stazione Marittima. Giancarlo Cafiero Gianfrá, non é più Stazione Marittima,...¨li muerti loro¨....!!!


L'Ausonia ormeggiata al porto ­ 1962 Raffaele Mauro Quando Brindisi era l'unico scalo italiano per il medio oriente, a parte Venezia. Giuseppe Creti Raffaé, e da unico scalo che eravamo siamo diventato l´ultimo. Con un porto naturale che abbiamo, ...quello che non hanno gli altri! Raffaele Mauro Il problema caro Giuseppe é che il mondo si evolve, l'attuale tecnologia consente di costruirsi i porti a chi ha idee ed energie e voglia di fare, purtroppo Brindisi paga lo scotto dell'assenza di una classe dirigente all'altezza del ruolo e dei compiti. Giuseppe Creti Bravo Raffaé, parole sante e giuste! Gianfranco Perri Quella nave Ausonia attraccava sempre di domenica e da bambino restavo ore a seguirne le manovre. Antonia Dell'Aglio La nave Ausonia,mi ricordo che io da bambina la visitai e mi sembrò di vivere un sogno. Enrico Sierra Nel 1962 vivevo a Roma e mi sono perso tante cose della mia Brindisi. Che peccato! Cosimo Guercia Bellissima si nota la fotanina vicino l'albero che adesso non c'é piú. Cesare Mevoli Quante bevute ho fatto a quella fontanina. Una uguale si trova nel piazzale della stazione ferroviaria. Cosimo Guercia C'e' ancora? Cesare Mevoli Credo di si. E´ (o era) uguale a quella in foto, ricavata accanto ad una palma. Gianfranco Perri Quella della stazione ferroviaria non me la ricordo. Se cè ancora bisogna stare attenti a non frala distruggere da qualche illuminato amministratore. Gianfranco Di Maria E a Brindisi di illuminati amministratori c'è ne sono in quantità, magari fasulli! Cesare Mevoli Tutto il mondo è paese. Mica dalle altre parti è tanto diverso!


La Torre dell´Orologio

BRINDISINI LA MIA GENTE


Maurizio De Virgiliis Ricordando la Torre ti lu tirlosci (Dirloggiu!) Remo Simoniello Maurì, ...pì precisioni "Dirloggiu". Stefano Albanese Che rabbia!


Giuseppe Summa Ha ragione Stefano, che rabbia! E sapere che l'hanno usata per farne la base (fondamenta) di una villa al casale, fa ancora piu' male. Gianfranco Perri Sperando solamente che i responsabili di un´azione cosí imperdonabile quanto assurda, si stiano ancora rivoltando nella loro tomba, senza trovare pace! Silvio Melpignano Magari! Gianfranco Perri Antonio Di Giulio é stato sindaco nel 1956 e Poto Manglio é stato sindaco dal 1956 al 1959, gli anni dell´abbattimento della settecentesca Torre dell´orologio e del decreto di morte del Teatro Verdi. Signorile Cosimo Se la memoria non mi tradisce, la prima pietra per la costruzione della sede INPS fu posata dal presidente della Repubblica Gronchi nel 1954‐55 con coseguente abbattimento della torre. Iu dicu: l'essi vinuta na paralisi du giurnu a iddu e a tutti quiddi ca li stavunu ti costi!

Foto di ció che non c´é piú ­ 1956 Gianfranco Perri Questa foto l´avevo in bianconero. Cosí colorata é molto simpatica. Chi sará l´autore? Alessandra Miceli Ma dov'e'? Gianfranco Perri La parte destra della foto é Piazza Vittoria, mentre la parte a simistra é Piazza Sedile. Naturalmente nessuno degli edifici é ancora in piedi. Sulla destra in fondo si riconosce l´edificio del Banco di Napoli inaugurato nel 1931 e poi nel 1972 sostituito dall´attuale. Tutto il resto , includendo la Torre dell´orologio, é oggi occupato dell´edificio Sede INPS. Quella parte di Piazza Sedile che si vede nella foto, adesso si chiama Piazza Matteotti. Pino Spina Non avevo mai visto questa foto. Oggi possiamo immaginarlo ristrutturato, mi fa riflettere però, mi da un senso di grande povertà.


Raffaele Mauro La torre dell'orologio faceva angolo con via Rubini, l'ansia della modernità di quegli anni ci regalò quell'orrendo palazzo dell'INPS, distruggendo un simbolo della nostra città, lo stesso cupio dissolvi che ci privò del teatro Verdi, che fece annegare nel cemento la basilica romana che insisteva sotto l'attuale palazzo delle case popolari e sotto l'altro palazzo che si trova di fronte, lasciando in piede solo quel malinconico arco che fa bella mostra di se di fronte al nuovo teatro Verdi. Cosimo Guercia Rafe' si sta rivotunu tra la tomba pi quiddi ca l´annu fattu. Cosimo Prudentino Io sono l'autore della foto, allora ero apprendista fotografo presso lo studio fotografico Savarese. Una anoramica realizzata con due immagini e poi montata, in mancanza di ottiche grandangolari. La foto originale e' bianco e nero, poi colorata da me ultimamente con il compiuter. Faceva parte di una serie di rilievi fotografici per studiare il punto dove costruire il palazzo dell'INPS. Il resto della serie, forse, giace negli archivi dell'INPS. La stessa foto fu modificata, qualche tempo fá, con un cielo nuvoloso per un calendario. Cosimo Guercia Bellissima foto Cosimo! Rimani sempre un grande professionista, grazie, se ne hai ancora di foto, aggiungile. Gianfranco Perri Cosimo P. grazie della particolareggiata descrizione del procedimento seguito per la foto, molto interessante, ed il risultato é un´ottima visione della vecchia situazione urbana di questo importante e storico settore della nostra cittá. Cosimo Prudentino Grazie Cosimo del complimento. Se trovo nei miei archivi qualcosa di intessate, la pubblichero' certamente. Cosimo Guercia Va bene Cosimo, ti ringrazio. Gianfranco Perri Cosimo P. potresti gentilmente indicarci l´anno della foto? Cosimo Guercia Secondo me la foto é del 1950, o giú di lí, perché io la ricordo cosí la zona in quegli anni. Cosimo Prudentino Il periodo della realizzazione della foto era fra il 56 e il 57. Per la posa della prima pietra del palazzo dell'INPS intervenne il Presidente della Repulica di allora, Giovanni Gronchi. Cosimo Guercia Cosimo quindi non ho azzeccato la data, avevo ricostruito la data in base alla mia etá. Gianfranco Perri Grazie Cosimo P. Deve essere stato il 1956, visto che in quel´anno fu poi abbattuta la Torre. Cosimo Prudentino La torre si diceva che doveva essere spostata e che avrebbero catalocato i pezzi per rimontarla da qualche altra parte, ma poi avranno perso qualche pezzo! Gianfranco Perri Balle, ...purtroppo! Sandro Toffi Fantastica...! Giuseppe Summa La torre dell'orologio pare che si trovi al Casale, in via U. Maddalena. Io ci credo, me lo ha confidato il proprietario della villa costruita utilizzando le macerie della torre. Le macerie della torre furono usate per farci (come si usava una volta) il basamento per una nuova costruzione sita al casale, in via U. Maddalena. La villa in questione è in vendita e sicuramente prima o poi sarà demolita, sarebbe interessante farlo con accortezza per verificare ed eventualmente recuperarne dei pezzi. Signorile Cosimo Questa notizia mi è nuova. Gianfranco Perri É molto interessante quanto afferma Giuseppe. Giuseppe, potresti farci una foto della villa? Cosí un pó tutti la possiamo identificare e quindi essere pronti a comunicarne l´eventuale demolizione. Grazie.


Brindisi Bicicletta L´abbattimento della torre dell´orologio ­ 1956 Cosimo Guercia Eliminazione della Torre dell´orologio. Che sbaglio! E´stato un errore imperdonabile degli amministratori di quell´epoca. Andrea Ecclesie No, è stata proprio una grandissima ca***ta, e gli errori si pagano, ...vorrei dirlo a quegli aministratori! Gianfranco Perri 1956: il sindaco si chiamava Antonio Di Giulio e nello stesso anno seguí Maglio Poto. Enrico Sierra Ecco il nostro orologio. Ma si púó sapere che fine ha fatto o dove é andato a finire? Brindisi Bicicletta Caro Enrico, se tu vai su Brindisi in bicicletta, sempre su Facebook, vedi le foto dell'agonia della Torre dell'orologio, mentre le campane che suonavano ogni quarto di ora attualmente si trovano e sono funzionanti sulla chiesa del Cimiterio di Brindisi: almeno quelle si sono salvate. Ciao Enrico e buona giornata, Romeo.


Cosimo Guercia Senzacolonne di Sabato 11 giugno 2011 Annarita Spagnolo Sarebbe veramente una beffa. Il tutto penso sia stato fatto con il benestare della municipalità o per lo meno di chi si occupava di beni ambientali a quell'epoca. La villa di chi è? Io ho un nome nel cassetto dei ricordi, ma non mi pronuncio, per paura di sgridassate. Gianfranco Perri Non c´é nessun segreto in questa faccenda. Questo tema é stato giá commentato sul nostro gruppo, e non da molto tempo. Potete cercarlo facilmente. L´amico Giuseppe Summa, scrisse in quell´occasione: ¨La torre dell'orologio pare che si trovi al Casale, in via U. Maddalena. Io ci credo, me lo ha confidato il proprietario della villa costruita utilizzando le macerie della torre. Le macerie della torre furono usate per farci (come si usava una volta) il basamento per una nuova costruzione sita al casale, in via U. Maddalena. La villa in questione è in vendita e sicuramente prima o poi sarà demolita, sarebbe interessante farlo con accortezza per verificare ed eventualmente recuperarne dei pezzi¨. Cosimo Guercia Gianfranco, e' esttamente come hai commentato, non ho potuto mettere l'articolo completo in quanto ho lo scanner che non mi va. Sulla prima pagina e' dedicato un articolo sulla torre dell'orologio di Piazza Sedile. La villa in vendita e' chiarissima sulla foto.


Cosimo Prudentino Prima pietra della Montecatini ­ Anni ´50 Lucia Tramonte Nella foto il Presidente Antonio Segni accanto a Giulio Caiati. Franco Profico Dietro a Caiati c´é il presidente della Provincia Palma. Ernani Nani Dietro Segni potrebbe essere Barretta? Brindisi Bicicletta Dietro a Segni è Barretta ed il Dott. De Giorgi. Sulla sinistra vicino all'Arcivescovo Margiotta il Sindaco di Brindisi Manlio Poto. Gianfranco Perri Manlio Poto credo era sindaco quando fu abbattuta la torre dell'orologio. E cosí oltre a un nome abbiamo anche un volto. Brindisi Bicicletta No caro amico Gianfranco, i barbassorri della città ne decretarono la demolizione nel 1956 e se non vado errato allora sindaco della città di Brindisi era Lazzaro. Manlio Poto divenne Sindaco nel 1958 o 1959. Gianfranco Perri Caro amico Remo, sono innocente dell´eventuale errore, ma é bene chiarire: qualche mese fa un nostro amico, non ricordo adesso il nome, ha pubblicato su questa pagina Fb, l´elenco completo di tutti i sindaci di Brindisi, e da quell´elenco risulta che il sindaco nel periodo 1956‐1959 era proprio il Sr. Manlio Poto (il N° 313). Adesso riposto quell´elenco. Se c´é da rettificare siamo qui per questo, ma dobbiamo controllare. Comunque grazie per l´osservazione e magari per aver permesso di scoprire un errore nell´elenco pubblicato.


Raffaele Mauro Lazzaro non era sindaco quando fu abbattuta la torre, e comunque l'unico che lottó strenuamente, purtroppo senza costrutto, fu l'allora consigliere comunale Beppe Patrono, una delle menti migliori che la nostra città abbia espresso. Purtroppo la cultura di quei tempi vedeva alcune cose con occhi diversi dai nostri. Fu sicuramente una decisione sgiagurata, ma pochissimi furono quelli che si opposero. Gianfranco Perri Indipendentemente dalla giusta indicazione del fatto che ¨pochissimi si opposero¨, la responsabilitá storica é giusto che ricada sugli ammonistratori che quella scellerata decisione presero. Per questo é bene sapere il nome del sindaco (lui si che avrebbe avuto l´obbligo ed il potere di opporsi alla decisione), sia egli stato Manglio Poto o altrra persona. Raffaele Mauro Su questo sono d'accordissimo Gianfrá, stesso dicasi per l'abbattimento del teatro Verdi, e della distruzione del Parco della rimembranza per costruirci il palazzo degli uffici finanziari. Diciamo che in nome di una certa modenizzazione, chiamiamola così, fu una stagione di scempi. E comunque, la prima pietra che stanno ponendo in questa fioto è l'inizio di un'altro scempio che continua ai giorni nostri. Straordinario esempio di intervento coloniale. Cosimo Prudentino Dall´elenco dei sindaci risulterebbe che nel 1956 era sindaco Antonio Di Giulio, radiologo. Raffaele Mauro Confermo, stesso autore dell'abbattimento del Verdi. Cosimo Prudentino E' vero.

Gianfranco Perri Cosimo, ma sto benedetto elenco é quello pubblicato ed ha evidentemente un errore perché riusulta Manglio Poto dal 1956 bal 1959 e Di Giulio dal 1956 al 1956. O c´é un errore, o qualcosa non quadra. Qualcuno dovrebbe fare una ricerca e chiarirci il dubbio.


Cosimo Prudentino OK. Chiederó a chi ha compilato quell´elenco dei sindacio: Aldo Indini. Raffaele Mauro No, nessun errore. Di Giulio fu sindaco per pochi mesi, ma sufficienti, poi avrebero potuto anche fermarsi ma non lo fecero, andava bene così a tutti, la legislazione era diversa allora, i poteri dei sindaci erano limitati. Cosimo, chiedi ad Aldo se secondo lui potrebbe essere possibile recuparare la copia degli interventi fatti in consiglio comunale in quella occasione, ci dovrebbero essere le trascrizioni stenografiche. Gianfranco Perri Il dubbio sorgeva proprio dal fatto che Di Giulio apparentemente é stato sindaco per meno di un anno, pochi mesi durante ilo 1956, e se poi quei pochi mesi sono quelli che coincidono con l´abbattimento del Verdi e della Torre, allora sarebbe anche legittimo sospettare che qualcosa non sia andato liscio: o Di Giulio é stato complice per fare ¨il lavoro sporco¨, o Di Giulio é andato via in dissentimento da quel lavoro sporco. Agli atti dovrebbero comunque esserci le ragioni (per lo meno quelle ufficiali) di tale coincidenza. Certo é comunque, per la cronaca e per la storia, che il Dott. Antonio Di Giulio era sindaco di Brindisi i giorni in cui si consumarono la demolizione della Torre dell'orologio e del Teatro Verdi. Raffaele Mauro Si Gianfrà, però quelle erano procedure complesse e lunghe, a quei tempi poi lunghissime. Forse è stato l'esecutore materiale di un progetto che veniva da lontano. Sarebbe interessante ricostruire la storia con l'aiuto dei documenti e giornali d'epoca. Io qualche sospetto c'è l'ho sempre avuto, ma al momento taccio per carità di patria.

Brindisi Bicicletta L´abbattimento della torre dell´orologio ­ 1956

Gianfranco Perri Bravo Raffaé, condivido la tua posizione prudente, anche perché non é corretto macchiare di responsabilitá chi magari la responsabilitá non ce l´ha avuta tutta. Peró, visto che il tema lo abbiamo messo noi sul tappeto e visto che i protagonisti diretti sono forse tutti passati a miglior vita, potremmo impegnarci a fare una ricerca trasparente e consegnare, a noi stessi innanzitutto, e all´intera cittá poi, se non tutta la veritá vera, per lo meno la cronaca vera. Sarebbe giá un passo avanti. Cosimo Prudentino Ho telefonato a Indini e mi ha confermato che il sindaco era Di Giulio e che il Consiglio comunale fu unanime su quella decisione.


Brindisi Bicicletta L´abbattimento della torre dell´orologio ­ 1956 Gianfranco Perri Ed il consigliere Beppe Patrono, votó a favore anche lui?

Raffaele Mauro Assolutamente no. Fui onorato dell'amicizia di Beppe fino ai suoi ultimi giorni, quello della torre dell'orologio fu uno dei suoi tanti crucci. Da lì comincio il suo allontanamento dai partiti. Ha rappresentato per moltissimi anni la coscienza critica della nostra città. Gianfranco due persone che amavano profondamente questa città, riconosco come miei maestri, uno era Beppe, l'altro il grande Raffaele Fischietto, coltissmi preparati, ma mai presuntuosi. Gianfranco Perri Ne ero convinto anch'io e per questo la mia domanda retorica, proprio sperando che Raffaele ribadisse la posizione di Beppe con tutta l'enfasi del caso, visto che si era parlato di unanimitá. Raffaele Mauro Comunque, grazie a Cosimo Prudentino sappiamo che la delibera di demolizione della torre è del 13 febbraio 1956 e che Di Giulio fu eletto il 3 marzo del 1956. Lazzaro finisce il mandato nel 1955, vuoi vedere che c'era un commissario prefettizio? Lazzaro fu un grande sindaco, mi ricordo da ragazzino per gli "anziani" rappresentava una vera e propria leggenda. Cosimo Prudentino Lazzaro mori' quando era ancora sindaco. Ai funerali partecipo' tutta la Cittá e quel giorno pioveva, ...mai vista tanta gente a un funerale. E' propabille che Di Giulio lo sostitui' fino all'elezione ufficiale. Allora il sindaco lo eleggeva il consiglio comunale. Gianfranco Perri Forse ci stiamo avvicinando alla realtá, ma ancora non ci siamo giunti completamente: ‐Il Sindaco Francesco Lazzaro morí verso fine 1955 mentre era in carica ‐La delibera di demolizione della torre é del 13 febbraio 1956 ‐Antonio Di Giulio fu eletto sindaco il 3 marzo 1956 restando in carica solo pochi mesi, essendo poi succeduto da Manglio Poto nello stesso anno 1956. Mancherebbe proprio sapere chi era il sindaco, o supplente, o commissario, tra la morte di Lazzaro e la nomina ufficiale di Di Giulio, e proprio in questo breve periodo ci fu la delibera di demolizione della torre dell´orologio! Cosimo Prudentino Caro Gianfranco, allora il sindaco veniva eletto subito non si aspettavano l'elezioni. Gianfranco Perri Caro Cosimo, ricordo bene come funzionava a quei tempi l´amministrazione politica del Comune, e di fatto il metodo é durato fino a non moltissimo tempo fa, fino a quando appunto si stabilí l´ elezione diretta di sindaci e governatori. Peró, ci resta quindi da chiarire chi fu sindaco tra la data della morte di Lazzaro (1955) e la nomina di Di Giulio (3 marzo 1956). E´ importante questo chiarimento perché in questo corto lasso di tempo ci fu la delibera di abbattimento della torre (13 febbraio 1956).


Targa commemorativa della Torre dell´orologio apposta sull´edificio che la rimpiazzó


BRINDISINI LA MIA GENTE

La vendemmia che fu

Costruttori brindisini di botti per il vino www.brindisiweb.com

Cosimo Guercia Forse e' la fabrica di botti di Di Giulio (?) Pino Spina Gentile Gianfranco, una cosa che non capivo da piccolo era il perchè nei comuni limitrofi i brindisini fossero definiti "artieri", detto in senso dispregiativo, come di gente che non conosce la terra. Ti ringrazio per aver pubblicato questa interessantissima fotografia. Gianfranco Perri Da ¨Brindisiweb¨: ¨A Brindisi sorsero le fabbriche di botti per l'invio oltremare del vino, lontane eredi di quelle fornaci (Apani, Giancola, Marmorelle) che ai tempi dei Romani producevano le ànfore con le quali i nostri vini e oli venivano esportati in tutto il Mediterraneo¨. Gianfranco Perri Pino, ho inserito anche una nuova foto della Fabbrica di Botti Cafiero. Giancarlo Cafiero Grazie Gianfranco.


Cosimo Prudentino Fabbrica di botti della famiglia Prudentino ­ 1934


Gianfranco Perri Fabbrica di Botti Cafiero

Pino Spina Che bel documento, grazie per pubblicarlo Gianfranco, mi piacerebbe saperne di più...per esempio, da dove prendevano il legname? Gianfranco Perri Pino, francamente non saprei con certezza, pero' ti posso raccontare che mio padre, che era calabrese, stuzzicando i suoi cognati brindisini, suoleva commentare loro che il vino di Brindisi era buono solamente perche' invecchiato nelle botti dell' ottimo legno della Sila calabra. Poi io so che in Sila ci sono boschi interi di alberi di castagno! Cosimo Guercia Un tempo il bottame era affidato a un artigianato altamente specializzato. Oggi viene perlopiù realizzato in serie con grandi macchine industriali.Il legno utilizzato soprattutto per le botti di invecchiamento é la quercia, inparo o farnia, peró talvolta si usano anche il castagno, robiale e qualche specie d'acero.

Giovanni Membola Vincenzo 'Nzino Membola


Gianfranco Perri Anch´io avevo uno zio che si chiamava ¨Nzino Aprile¨ ed anche lui vendemiava. Cosimo Guercia Mi ricordo che alla discesa delle chianchiaredde (la strada che porta dai pompieri dove c'e' la rotonda per il Paradiso) si azzoppavano parecchi cavalli perche' scivolavano, ed era pronto a intervenire Peppo La Rizza che se li comprava avendo la macelleria di carne di cavallo: al cavallo quando gli si spezza una gamba non gli si salda piú!

Gianfranco Perri Famiglia Aprile ­ 1935 circa Lina Bonatesta Che belle tutte queste foto! Anche la mamma ha quella del nonno. Cosimo Guercia Bellissima, cose che non si vedono piu. La nuova generazione non le conosce. Gianfranco Perri Foto molto bella e molto rappresentativa della nostra Brindisi contadina. Era una tradizione in tempo di vendemmia che tutta la famiglia allargata andasse qualche giorno in campagna ad assistere la vendemmia del vigneto di un familiare.


Lory Cohen La terza della prima fila è Olimpio Addolorata, mia madre ­ 1957

Giovanni Membola Famiglia Baldassarre


Gianfranco Perri Pasqualino Serse e ¨Mariana¨ ­ 1977 Lina Bonatesta Mi piace molto anche questa foto. Mariana che vendemmia!


BRINDISINI LA MIA GENTE

Largo Angioli ...

Imbriani Ugo Largo Angioli ­ 2011

Gianni Tanzarella Visto in foto sembra più grande. Annarita Spagnolo Questo palazzo un tempo abitato da buone famiglie era bellissimo. Ora è ridotto così perchè i due eredi non si accordano. Negli anni 50 dove ora sono parcheggiate le auto c'era il Bar Ida, il cui proprietario era un vigile urbano, ed alla porta affianco c´era il famoso Mauro che vendeva dagli ami, ai quaderni, alla liquerizia, ecc., ecc. Antonia Dell'Aglio Quando avete fatto questa foto? Mi sembra che c'è la mia macchina parcheggiata. La mattina è un'impresa trovare parcheggio.......e quante multe! Ste PhEn Mauro lo ricordo anch'io, ...ero piccolo e compravo ami e pesetti per andare a pescare con mio padre. Raffaele Mauro Annarita, Mauro stava sull'altro lato, di fronte alla scuola più precisamente di fronte all'edicola, il Bar stava dall'altra parte di fronte all'attuale supermercato, sull'angolo c'era una bancarella di frutta e verdura che vendeva le guggiole, ...te le ricordi?


Angelo Catalano Raffae', li si fermavano i camion della Marina e dell'Aeronautica, quando facevano la spesa al mercato. Gianfranco Perri Ma comunque mi pare che finalmente sia stato ristrutturato, perlomeno la facciata. Mi pare di averlo notato nell´album fotogrtafico pubblicato dell´amico Mario Carlucci sul restauro della Chiesa degli Angeli. Raffaele Mauro Questa della foto è la parte posteriore del palazzo, che non è stata ristrutturata. Gianfranco Perri Peccato! Antonio Fox Concordo con Annarita, il Bar era di proprietà del maresciallo dei vigili che si chiamava Mastrorosa. Lo ricordo bene perché essendo un collega, mio padre ci andav spesso, ed io con lui. Oggi è un palazzo indecoroso. Roberto Guadalupi Mi sa che state facendo un po' di confusione. Il Bar Ida non era su questo lato del palazzo, ma girando sulla sinistra. C'er il Bar, una salumeria, e all'angolo il negozio di Napoletano, che rimasto fino a poco tempo fa: vendeva in effetti, ami per la pesca, quaderni (quelli neri con il bordo rosso! chi dice di averli usati confessa, praticamente, la propria età!), le maschere di carnevale di cartone, tappi di sughero. Dentro il negozioo, in un angolo c'era un omino che aggiustava gli orologi. Un autentico bazar! Ma non vi ricordate che all'altro angolo, sempre su via Ferrante Fornari, di fronte alla scuola, c'era un altro negozio che vendeva, praticamente le stesse cose? Se non sbaglio erano due fratelli Napoletano che, nel corso degli anni, si erano divisi! Antonio Fox Hai ragione Roberto, avevo sbagliato prospettiva. Si, i due Napoletano erano due fratelli agli angoli opposti, ma in merito al bar confermo quanto detto prima e aggiungo, per quanto attiene alla foto, che la porta sulla destra era il locale del padre dei "Liuti". Gaetano Lovecchio E nel portone affiaco c'era lu scarparu. Stella Montanaro Il bar era affianco alla salumeria di Vittorio, quasi difronte all'odierno supermercato. Raffaele Mauro Esatto, come dicevo io. Stella Montanaro Si, lo so per certo perchè mio padre andava a riscuotere gli affitti di quei locali per conto della famiglia Spunta. Lucia Tramonte Quando non c'erano ancora i grandi magazzini, lì era l'unico posto dove si potevano acquistare i pupi del presepe. Roberto Guadalupi E´giusto Lucia! I "pupi" o qui o dalla Greca, il negozietto di giocattoli e quant'altro sul corso, nel tratto le vie Giordano Bruno e Cristoforo Colombo che poi si trasferì in via Giordano Bruno! Raffaele Mauro Ma sopratutto fantastiche cartoline, che erano d'epoca già allora che noi eravamo proprio ragazzini, credo che Luca Di Giulio sia riuscito a recuperarne una gran parte, un piccolo tesoro, visto con gli occhi di oggi, all'epoca la prendevamo un po in giro, ma per lei erano recenti poverina ahhahhahha appena una ventina d'anni all'epoca. Ernani Nani Raffaè, ti ricordi Lucia, quella che aveva il negozio di giocattoli in piazza? vendeva giocattoli, marionette e pupi siciliani. In quel posto dopo aprirono il Bar Greco. Raffaele Mauro Ernà, largo Iacopo Pipino, angolo via Giacomelli, ops Pisanelli. Donato Mancino Il palazzo in prospettiva alle spalle, quello dei "grandi magazzini", da solo, ha sfregiato l'intera piazza Angeli, come gli altri in via Marco Pacuvio o quello in piazza Anime, o quelli sui corsi, ecc., ecc. La cosa assurda è che gli autori di tali scempi, che siano palazzinarii o politici dell'epoca, vengano ancora oggi ricordati a Brindisi come dei gran benefattori.


Gianfranco Perri Piazza Angeli con la Chiesa degli Angeli ... com`era senza quel palazzo Roberto Guadalupi Lu Napolitano, ...il salumiere Vittori,o prima si trasferì di fronte, all'angolo, dove adesso c'è il supermercato e poi in via San Benedetto, ... e nel Bar Ida c´ero mentre annunciavano alla radio la morte di Arturo Toscanini! Vagnu': altro che sedute dallo psicanalista, seguendo i ricordi di ciascuno mi fate venire a galla episodi e situazioni che non ricordavo più! Giuseppe Summa E chi ricorda la pizzeria Amleto o Ambletu in via San Lorenzo? Raffaele Mauro Ambletu Fiera, la prima focacceria, mi ricordo sempre una confusione incredibile in quel posto. Giuseppe Summa Mo ti lu mangivi nnu stuezzu di focaccia cautu cautu! Roberto Guadalupi Amleto Fiera in via San Lorenzo, che era anche il fornitore delle focaccine al bar di Santa Apollinare, e c'era anche un altro Fiera, il suo locale molto più piccolo, era appena girato l'angolo di via Carmine! Giuseppe Summa Se non sbaglio, sempre Amleto era o il figlio, dopo aver chiuso il locale di via San Lorenzo. La focaccia era buona, la pizza un po' meno, era il ripiego a Ricchiuto quando l'attesa era lunga. Roberto Guadalupi In effetti Amleto era un "focacciaio" (si può dire?), la sua focaccia era veramente favolosa! Quello in via Carmine era il fratello, alla fine chiuse il locale e gestì quella locanda nella traversa di via San Lorenzo (in questo momento non ricordo il nome) che porta alla Chiazza. Giuseppe Summa Ah, ...dove c´era l´Hotel Venezia! ...Tutto dire, ahahhahahahh! Gianfranco Perri Giuseppe, di, di pure, hahahaha! Giuseppe Summa Stendiamo un velo pietoso....


BRINDISINI LA MIA GENTE

... e Lu Napulitanu

Gianfranco Perri Mi avete fatto girare un pó la testa. Io questo palazzo lo vedevo quasi sempre dalla facciata opposta, quella di fronte alla scuola San Lorenzo, dove ho fatto le elementari e quindi, ricordo benissimo i due negozi sulla Via Ferrante Fornari, li chiamavamo ¨lu napulitanu vecchiu¨ e ¨lu napulitanu giovini¨, confermando quindi a questo proposito quanto affermato da Roberto, ...e mi ricordo anche molto bene l´omino che, in un angolo interno al negozio, aggiustava gli orologi. A proposito! ...Ho comprato lí, anche i cuaderni con la copertina nera ed i bordi rossi, purtroppo!

Gianfranco Perri I due negozi ¨Napolitano¨ di fronte alle scuole Uomo Brindisi I due Napolitano non erano parenti, mi pare: quelli del negozio posto all'angolo di fronte alla scuola San Lorenzo facevano di cognome Napolitano, mentre il signore che aveva il negozio all'angolo di fronte all'edicola (tra l'altro é deceduto da poco tempo ed il figlio ha chiuso tutto) aveva un altro cognome ed aveva "la ngiura", il soprannome, di ¨Napoletano¨, solo per il suo modo di parlare. Valeria De Robertis Heyyy, ...state parlando di mio nonno! Mi presento: sono la nipote del signor Mauro "Lu Napulitanu"! Avevo già intenzione d pubblicare qui qualche foto del negozio, ma mi avete anticipato!


Gianni Tanzarella Ciao Valeria, tutti abbiamo comprato qualcosa dal Napulitanu, io compravo i denti per la fioscina, lui vendeva le cose più impensabili. Valeria De Robertis E´vero Gianni, è proprio così, ancora ora chiedono a mio padre i salvadanai in terracotta. Pino Spina Gentile Signora Valeria, quel negozio è un ricordo per tutti, penso farebbe cosa grata a pubblicare qualche immagine. Gianni Tanzarella Si, si, pubblica se puoi anche la foto di tuo nonno. Angelo Catalano Valeria, oltre i salvadanai, quanti di quei "curri" ho comprato da suo nonno! Ernani Nani Oltre a tuo padre, aveva un altro figlio, se non sbaglio, gran brava persona, sempre gentile. Valeria De Robertis Signor Ernani, mio padre aveva un fratello che però è venuto a mancare alla tenera età di dodici anni. Gianni Tanzarella L'altro negozio famoso era Mita, un po più avanti. Roberto Guadalupi Mita vendeva biciclette? Accanto c'era un fruttivendolo? Annarita Spagnolo Il fruttivendolo si chiamava Armando e d'estate vendeva delle deliziose granite che noi chiamavamo "grattate". Il vigile Mastrarosa con la moglie Ida e i figli abitavano in via Armengol e poi andarono alla commenda. Il Bar Ida per noi era un'istituzione. Ernani Nani Si, Mita vendeva biciclette ed affianco c'era il negozio di Tortorella, cognato con il titolare dell'altro negozio di frutta di via Carmine, di fronte alla merceria Mulino. Annarita Spagnolo Valeria, tu sei la figlia del figlio di Mauro Napolitano. Abiti in via San Benedetto, o per lo meno i tuoi abitano li? Valeria De Robertis Si Annarita, abito proprio lì! Grazie Gianfranco, ...in effetti alcune cose che mi ha raccontato oggi mio padre non le sapevo! Son contenta anch'io di far parte di questo bel gruppo, ...un gruppo molto attivo e interessante! Si, devo scannerizzare le foto, ...datemi qualche giorno e le pubblicherò! Annarita Spagnolo Valeria, io mi ricordo di tuo zio morto giovane, lo vedevo quando entravo da Mauro e con 20 lire mi compravo un quaderno e 10 lire di liquerizie, a forma di pesciolini, se avevo soldi in più, magari 15 lire, mi permettevo anche un formaggino di cioccolata che dividevo con la mia amica del cuore Stefania Panzuti, ...che tempi ragazzi! Valeria De Robertis Siii Annarita! e poi c'era anche il gelato d zucchero e le collane, sempre d zucchero, con le "perle" che erano tutte colorate, te le ricordi? Cosimo Guercia Li chamavamo li mintini Annari'! I miei genitori abitavano a Largo Angeli, li conoscevamo bene, quanti chiumbi e cranfarieddi ho comprato da ragazzo, pescavo sulla zattera del circolo nautico che stava alle sciabbiche, l'aqua era cristallina e cu lu crafarieddu quando vedevi in pesce bastava fare uno strappo, ed era fatta. Valeria De Robertis I proprietari dei due negozi in via Ferrante Fornari erano fratelli, è vero! Ho chiesto a mio padre che a tal propostito mi ha spiegato tutto per bene: prima aprì il negozio di mio nonno, che in principio fu del mio bisnonno, padre di mia nonna. Poi aprì l'altro che però ebbe vita molto più breve, loro erano parenti del mio bisnonno e i negozi erano simili ma furono gestiti diversamente! Il cognome dei fratelli era "Napolitano" ma ci fu un errore all'anagrafe e così il negozio di mio nonno prese il nome di "Napoletano", mentre l'altro rimase "Napolitano". Un pò ingarbugliata la cosa! Mio nonno veniva definito napoletano anche pel il suo modo di parlare, perchè non aveva certo un accento brindisino. In realtà lui era di Molfetta e non di Napoli, ma tutti sentendo un accento "strano" e conoscendo il cognome facevano l'errore di definirlo napoletano, anche di fatto. Gianfranco Perri Valeria sei stata bravissima, grazie. Il tuo racconto é veramente interessante e ci lascia intendere da vicino anche quelle teorie sull´influenza popolare sui racconti, sulla storia, e persino sui cognomi e sulle parentele, spiegandoci come in tante occasioni, le involontarie tergiversazioni popolari abbiano potuto influire sulla realtá, quindi storia, finalmente tramandata. Son contento che cosí anche tu abbia scoperto tanti bei dettagli sulla tua amiglia che, magari senza questa occasione ti saresti finalmente perso per sempre. Adesso peró ci devi compensare, con qualche foto di tuo nonno, o del negozio, o qualsiesi altro che ci possa ancora far rivivere i tempi di quando ragazzi, ...tanti anni fa. Grazie!


Cosimo Guercia Si Valeria! Sono d'accordo anche io con quanto ha detto Gianfranco, facci assaporare quei bellissimi tempi. Valeria De Robertis Con piacere, ...ma già vi anticipo che sono poche! Cosimo Guercia Grazie Valeria.

Nonno Mauro e papà Nicola in mezzo agli "scigghi" che riempivano ogni angolo del negozio Gianfranco Perri Valeria, brava! Questo si che vuol dir ¨mantenere una promessa¨. Bellissime tutte le foto, veramente storiche. Stimolano in noi tanti ricordi e con anche una buona dose di affetto verso ¨Lu Napulitanu¨. Grazie. Valeria De Robertis Una promessa è una promessa. Grazie a voi per l'affetto sincero che dimostrate. Maria Smi Non conosco questo negozio dove si trova, grazie. Giuseppe Summa Purtroppo ha chiuso, si trovava in via Ferrante Fornari di fronte alle scuole elementari femminile o San Lorenzo. Giuseppe Creti Che peccato! Un altro pezzo di storia di Brindisi che ha chiuso. Valeria De Robertis Maria questo negozio è esistito fino ad un anno e mezzo fa, si trovava di fronte alla Chiesa degli Angeli in centro. aveva circa 100 anni di vita, si poteva trovare di tutto! Maria Smi Ti ringrazio per la risposta, ma io giuro che non conoscevo questo negozio, forse mio marito se lo ricorda chiederò a lui. Forse io non lo mai conosciuto questo negozio perchè non ho mai abitato al centro. Annarita Spagnolo In quel cassone a sinistra di chi guarda c'erano tutte le leccornie che attiravan o noi bambini, dalle giuggiole alle liquirizie dure, formaggini di cioccolata, fragole di zucchero, rotelle di liquerizie, lecca lecca e quanto di più nocivo ai nostri denti si può immaginare. Ma noi mangiavamo di tutto.


Valeria De Robertis Nonno Mauro e..la trappola per topi! Giuseppe Summa Madoooooo! Quanti chiumbi e granfarieddi acciu cattatu. E no vi dicu li furuni! Annarita Spagnolo Dalla vite alla portaerei Mauro tinia tuttu. Per noi bambini della San Lorenzo era una tappa quasi obbligatoria all'uscita da scuola, compravamo di tutto, quaderni con la copertina nera, quaderni con le regioni d'Italia,con copertina colorata, quaderni con copertina di carta con stampati gli animali e dietro le notizie dell'animale rappresentato, penne a "sfera" prime bic, matite, gomme o scassalettere come diceva qualcuno, colla con il pennello marca Everest. Cosa ti serve? Dimmi e te lo racconto! Valeria, saluta tuo padre da parte mia, sono la sorella più piccola di Gustavo, digli così. Spero che si ricordi di me, non lo vedo da una vita. Valeria De Robertis Siii., l'ho appena detto! ricambia i saluti! Gianfranco Perri Prima di entrare a scuola, si faceva la spoletta tra ¨Lu Napulitanu¨ per i ¨doveri¨ (penne, pennini, quaderni, inchiostro, ecc.) e il giornalaio di fronte per i ¨piaceri¨ (giornalini, e sopratutto le bidde del campionato di calcio). Antonio Corsa Prima di entrare alla scuola San Lorenzo, la mia tappa era da Mauro per comprare le giuggiole alla menta e le niculizie, naturalmente fuse. Gianni Tanzarella Ricordo che compravo "li tienti pi li fosccini" erano zincati, credo che solo lui li vendesse. La tagghiola pi li surgi, trovavi di tutto e quante maschere di cartone, io prediligevo quella dell'indiano, ...altri tempi. Y lu furoni, ormai non se ne trovano più.


Luca Di Giulio Le foto sono tutte di una bellezza infinita, ... per come sono state SCATTATE , per cio' che fanno vedere e per cio' che suscitano in noi! Mi vien un po' di tristezza nel vedere una persona scomparsa a me molto familiare. Andavo a comprare di tutto ed era estremamente economico, dalle miccette ai curri, dalle palette agli ami da pesca , dalle figurine al salvadanai in creta, dai soldatini e indiani in plastica a tutte le caramelle , diverse per forma , colore e dimensione, ...e poi mortaletti e fiscaluri che prendevo per la festa di San Ghiatoru, ...che volavano e voleranno in alto fin in cielo dove riposa tutto l'anno e che sveglierò con il loro scoppio ai primi di settembre di ogni anno per ricordargli che non puo' perdersi lo spettacolo di una citta' festosa e ricca di quella storia che ci rende orgogliosi di essere brindisini. Proprio quella storia dove anche lui ne rappresenta una piccola ma importante parte! W Brindisi, citta' che molti che la governano e la amministrano dovrebbero dimostrare di amare forse un pò di più! Valeria De Robertis Hey Lucaaaa, ...grazie per le bellissime parole! Sempre poetico e sensibile. Annarita Spagnolo Che bello, hai ricordato lu curru di legno colorato con il chiodo. Ricordiamo i nostri giocattoli? Pistole di cartoncino colorato, ..Che fiume di ricordi! Luca Di Giulio ... Fusci fusci Manuele, ... he he he, ... quanti lo conoscono ? ...La stacchia, ...La cariola, ... Roberto Guadalupi Ciao Valeria, finalmente ho capito chi sei! Con papà tuo non siamo stati compagni di scuola, ma forse in un doposcuola, forse dalla signorina Pecere che abitava in Piazza Concordia e faceva lezione in una camera sopra. Raffaele Mauro Si me li ricordo, ...due persone veramente squisite! Io mi ricordo che c'era anche un bellissimo quadretto sullo scaffale, con due commercianti, uno che vendeva a credito, povero e spunto e l'altro ricco e satollo, ...quanti icordi in quel negozio che ho frequentato fino a pochissimi anni fa.

Raffaele Mauro Ahahahha! Si, grazie era proprio questo. Valeria ti prego un grande saluto a tuo padre. Valeria De Robertis Signor Raffaele, mio padre ricambia i saluti! Ha detto che vi siete incontrati di recente. Gianfranco Perri Bellissimo, ...e indimenticabile!


Valeria De Robertis Nonno Mauro e papà Nicola Annarita Spagnolo ¨Mauro dammi nu quaderno di 30 lire e 5 pesciolini di liquerizia!¨... E delle trappole per topi, le tagghiole ne vogliamo parlare? Giuseppe Summa Se vuoi possiamo anche ricordare la pompa pi lu flit Maria Smi Queste cose almeno, me le ricordo pure io! Annarita Spagnolo E' vero, il flit! E le maschere di cartoncino? Quelle costavano ben 10 lire, E La lenza per pescare, e gli ami, e i ceri per i morti. Quando serviva una cosa le mamme dicevano "Forzi la teni Mauru Napuliatanu!" Cosimo Guercia Instancabili lavoratori. Brava Valeria, ci hai fatto rivivere un pezzo della nostra storia di brindisini e hai fatto in modo che i brindisini non si dimenticassero dei tuoi nonni. Non c'era un centimetro di spazio nel negozio ma sapevano benissimo dove mattere le mani. Adriana Tramonte Indimenticabile lu Napulitanu! Ricordo di esserci entrata una sola volta. Cercavo delle barbe e baffi per una commedia, ma non essendo carnevale risultavano introvabili. Lui tirò fuori chissà da dove una scatola colma di barbe parrucche baffi di ogni foggia. In quel negozietto si respirava un'aria magica. Arcangelo Taliento Lu bellu era ca ti capavi nnà ticina di ami, nnù picca di chiumbi e quarche metru di lenza e spindivi picca. Era tutto a vista, sotto il piano di vetro scorrevole del bancone.


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... e la scuola Mulé in Via Armengol

Raffaele Mauro Via Armengol e la mitica scuola Mulè, con il giardino e l'albero di giuggioleee! La signorina Clara, e la signorina Rosetta che poi sposò Pasquale Guadalupi che aveva il negozio in via San Lorenzo. Annarita Spagnolo Ti dò la notizia che la Signorina Clara, mia maestra, è morta pochi mesi fa, mentre la signora Rosetta e tutti i Mulè sono morti da tempo. Ma tutti quando mi incontravano mi riconoscevano subito e mi facevano tante feste. Annarita Spagnolo Via Armengol è il toponimo che si riferisce ad una seicentesca famiglia brindisina di origine spagnola di cui si hanno scarse notizie. Un Pasquale Armengol, medico, fu sindaco di Brindisi nel 1754 e morì in carica. Chi ricorda il profumo dei fiori d'arancio di Via Armengol? Angelo Catalano Iooooooooooooooooo non lo dimentico mai ,cosa c'era un giardino? Ancora oggi quando sento quel profumo, lo abbino a via Amendol. Annarita Spagnolo Era l'albero del giardino dei Mulè dove c'era una scuola materna. Quando mi sono sposata ho voluto il mazzolino con i fiori che avessero lo stesso profumo, proprio perchè ricordavo il profumo della mia infanzia che sapeva di cose belle, pulite e ricche di gioia. Raffaele Mauro Quel profumo ha accompagnato gran parte delle mia vita, ho fatto le materne e poi fino alla seconda dalle Mulé, con la signorina Clara, dovevo aspettare i fratellini, eppoi per andare a santa Teresa era d'obbligo passare di la, quanti bei ricordi, posterò la foto di quelle classi, ci sono tanti amici . Annarita Spagnolo Io ho la foto seduta al banco con il quaderno aperto. Appena imparo a far andare la stampante metterò anch'io la foto Raffaele Mauro Io ne una tutti insieme nel giardino è bellissima, devo solo recuperarla sarà nelle mie cos ancora a casa di mia madre Patrizia Vantaggiato Purtroppo da qualche mese la Signorina Clara non c'è più. Incontrarla al corso, sempre impeccabile ccompagnata dalla sorella era una gioia immensa, ricordava tutto dell'infanzia dei suoi piccolini. Stella Montanaro Anch'io ho frequentato l'asilo alle Mulè, ricordo il giardino, le " cesciule" date per premio, la signorina Clara, che è stata la mia maestra, il saloncino con il pianoforte, le feste di Natale con il fidanzato della signorina Rosetta che si travestiva da Babbo Natale, la paura del ciclone (non ricordo quale anno fosse) ci riunirono tutti nel saloncino. Una canzone che cantavamo tutti e c'era di mezzo un nome che era " petronilla", Raffaele Mauro Il fidanzato della sigorina Rosetta si chiamava Pasquale Guadalupi, aveva il negozio di abbigliamento in via San Lorenzo di fronte a Ricchiuto. Annarita Spagnolo Era il fratello della signorina Rosetta, che si vestiva da Babbo Natale, io ero terrorizzata. Giuseppe Summa A proposito della scuola Mule' che ho frequentato,vorrei ricordare anche il sig.Ludovico autista del pulmino che ogni mattina faceva il giro della città per portare a scuola gli alunni. Quanti ricordi e quanta pazienza aveva il signor Ludovico aiutato nel compito dall'assistente, una ragaza che abitava nei pressi della scuola. Vorrei ricordare anche la Signora Giovine, tanto preparata ma altrettanto severa, senza dimenticare la bella insegnante (non ricordo il nome), zia di un mio ex compagno di classe, Travaglini. Raffaele Mauro Pino, il primo pulmino era una 600 multipla te la ricordi , si accedeva dal vano frontale. Giuseppe Summa Certo che la ricordo, come ricordo il famoso secchio, ahahahhaha, in dotazione e le fermate alle fontane per riempirlo e pulire dove i ragazzi deboli di stomaco avevano sporcato .Bhe' per il momento bando ai ricordi, devo sbrigarmi, il futuro mi attende, ahahhahahah!


Annarita Spagnolo Asilo Mulé Primavera 1957 Annarita Spagnolo Eccomi nell'asilo Mule' pronta per la prima elementare. Da notare l'orologio di Plastica al polso comprato sicuramente da Mauro lu Napulitanu. Nella mia scuola materna dove sono andati quasi tutti quelli della mia età che abitavano nella zona del centro. Arcangelo Taliento E con il tavolo indipendente, rispettando il proverbio "chi fa da sè fà per tre". Si sa che quando il banco è biposto uno copia quello che scrive l'altro, compromettendo il voto. Bella foto, d'epoca! Linda Forleo Mi sembrava un balcone. Annarita Spagnolo In effetti é il balcone della scuola materna.


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Marimisti e Fontanelle

Alberto Discanno Mi sapreste dire cosa è accaduto alla spiaggia sottufficiali con i pini ed il pontile in pietra vicino a Marimisti e ai Cantieri Danese? Perchè non si può più accedere? Perchè quell'orribile cancello? Perchè l'ultimo sguardo meraviglioso da quel tratto di costa ci è stato precluso? Cosa hanno intenzione di farne? E no', basta? Nemmeno le briciole od il vago profumo di un ricordo meritiamo più? Dal corridoio militare tra il Casale e la Sciaia... un piccolissimo, unico, tratto di costa accessibile al nostro mare, con la vista mozzafiato di Forte a mare..... Che dolore mammamia, non ho più parole nemmeno per sopportare quello che c'è intorno. Come ad i cani simile, ad i cani di questa città, rimango steso a terra e senza più parole. Nemmeno la fontanella all'angolo ci hanno lasciato. Per favore qualcuno può andarci a fare delle foto prima che sia impossibile? Si può accedere da una breccia nel muro, "abusivamente".Oramai ogni tratto di costa sembra o è abusivo. Non posso venire a Brindisi in questi giorni. Gianfranco Perri Alberto, se ti stai referendo alla spiaggia dei sottufficiali della marina e dell´aereonautica, si tratta della spiaggia Fontanelle. Se é quella, ho alcune foto dei suoi tempi dorati, ed anche della situazione attuale, molto deprimente naturalmente. Antonio Fox Quella spiaggia dei sottufficiali si chiamava Marimisti. Dico si chiamava perchè, come tante altre zone di Brindisi, non esiste più grazie alla speculazione edilizia ed all'inquinamento. Gianfranco credo sia quella che dici tu, ma io ricordo che era della marina. Gianfranco Perri Caro Antonio, posso dirti io come stavano le cose: la spiaggia che era dei sottufficiali della marina e della aereonautica, come mio padre, si chiamava Fontanelle ed io l´ho frequentata dalla mia nascita, abbastanza prossima alla data della sua apertura, fino alla mia partenza per l´universitá (1969). Poi é ancora rimasta aperta quer un pó di anni, credo fino alla metá dei 70. Non é la stessa spiaggia Marimisti, la quale invece era affianco ed era la spiaggia dei familiari delle maestranze civili della marina. Ho delle foto dei bei tempi delle Fontanelle e di come adesso é ridotta, assolutamente irriconoscibile.

Gianfranco Perri Per orientare gli amici che non hanno conosciuto queste due spiagge brindisine


Alberto Discanno Grazie Gianfranco, credo sia proprio quella che dici tu. Ma perchè chiudere l'accesso (murato!) ad uno scorcio residuo di panorama? Perchè quella pineta non è più accessibile? E tutto questo in pochissimo tempo, con la rapidità dei ladri. Il degrado lo conosciamo bene, ma la vista, la vista del mare, che proprio a Brindisi (città di acqua?) è negata. Andrea Viola Alberto, nel posto che tu dici io ci sono andato proprio una settimana fa, passando proprio per quell'orribile cancello. Per pura curiosità, perchè ho sempre sentito parlare dai miei genitori e dai miei nonni di una spiaggia che si chiamava Marimisti, come un posto un tempo bellissimo e molto frequentato dai brindisini. Così ho voluto sapere esattamente dove si trovasse. Ho scattato diverse foto e le ho pubblicate. Oggi è tutt'altra cosa, ma aspettiamo le vostre proposte, qualsiesi, cosí le annotiamo. Io qualcuna l'ho fatta.

Andrea Viola Com´é adesso quella che fu la famosa spiaggia Marimisti ­ 2011

Cosimio Guercia Il vaporetto per la spiaggia di Marimisti


Andrea Viola Il pontile di Marimisti ­ 2011 Giuseppe Salvia Il pontile di Marimisti. Quante volte mi sono tuffato da li da piccolo!!! Andrea Viola La zona è difficilmente accessibile, anche per questo un relitto, a sinistra nella foto e quasi per intero nell´altra foto, riposa da decenni sulla spiaggia lontano da sguardi indiscreti...quasi nessuno sa che è li...Invece lo devono sapere tutti, è vergognoso! Lucia Acquaviva Io vivo a pordenone ormai da molti anni e vi assicuro che a volte mi manca anche quella! Andrea Viola Con tutta la simpatia di questo mondo, cara Lucia...anche io vivo a Torino: ma sono ben altre le navi che mancano di più a noi: quelle vere! Raffaele Mauro André è una vecchia chiatta. Angelo Catalano Rafe', essendo Andrea nu torinese comu a mei, non si ricorda chiui c'e' sontu li chiatte. Questa dove si trova? Affianco a li marimisti o a le Fontanelle? Andrea Viola Mi spiace contraddirti Angelo, ma torinese io...propia pi nienti! La rete che si vede è ancora l'originale che separava Maremisti (oltre la rete) dalla spiaggia adiacente.


Gianni Tanzarella Ci vorrebbe poco per demolirla, magari lo fanno gratis per recuperare i materiali e venderli, ma tante cose brindisine vengono dimenticate o si fa finta di non vedere. Andrea Viola Scusate l'imprecisione: non mi veniva il nome esatto dell'imbarcazione, per cui ho detto velocemente "nave". Ma non è questo l'importante credo! Perchè non proporre qualcosa per togliere questo relitto invece? Cosimo Guercia cati piru ca ti mangio

Giancarlo Cafiero La bella spiaggia Marimisti ­ Intorno agli anni 60 e 70 Cosimo Guercia La famosa spiggia tili marimisti. Grazie Gianca'. Hai fatto felice chi l´ha richiesta. Giuseppe Salvia Grazie mille! Certo che pensare che era proprio dentro le acque "pulite" del porto...... Giancarlo Cafiero Prego Giuseppe, ma sei figlio di Gianfranco? Giuseppe Salvia Si, Giancarlo. Gianfranco era mio padre. Gianfranco Perri Bellissima spiaggia, ¨quasi¨ quanto la adiacente delle Fontanelle. Stella Montanaro Che regalo!!!!!!! Grazie!!!!!! Alessandra Miceli Grazie Gianfranco, non potevi fare una sorpresa piu' bella per me perche' e' stata la mia spiaggia dell'infanzia che ricordo con tanta nostalgia ed ho immortalato il suo ricordo con la canzone dei Pooh "Tanta voglia di lei " che sentivo sempre dal famoso jbox.

Gianfranco Perri Grazie Alessandra, la bella sorpresa la dobbiamo all´amico Giancarlo Cafiero, la nostra miniera di ¨memoria¨. Comunque sono molto contento della tua, con molti di noi condivisa, gioia. Francesco Vitale Spiaggia da "derby" con la adiacente Fontanelle.


Mimino Santoro Com´é adesso quella che fu la spiaggia Fontanelle ­ 2008 Cosimo Guercia Ormai le costruzioni hanno invaso tutto. ¨Brindisi cittá d´acqua¨ ed il progetto dei nostri politici é costruire lungo le coste. Pino Spina Cosimo,....devo dire che a questa non ci sarei mai arrivato!! Andrea Viola Bè! comunque in quella zona un pò di margine c'è ancora. Prima del cantiere (?) c'è una zona incolta piuttosto vasta e non ci sono costruzioni...almeno per ora! Magari bisogna pensare a proporre qualcosa...a cominciare dal rimuovere quello schifoso relitto sulla spiaggia e poi a seguire... Alberto Discanno Quale sarà l'ultima risorsa dei "costruttori" brindisini? Quando non ci saranno soldi per acquistare nuove case e affitti "incredibili" da pagare? Un bel sano e salutare bombardamento per la ricostruzione! Tranquilli non c'è limite al peggio! Il dolore ha pieghe infinite!! Impossibili da contare... Gianfranco Perri Alberto, dai! facciamo uno sforzo ancora: un mínimo di ottimismo!


Andrea Viola Spiaggia Fontanelle. Molo ed in fondo, il pontile. La spiaggia era a destra, mentre sulla sinistra della foto il percorso che facevamo, via scogli, per andare a Marimisti.

Andrea Viola Spiaggia Fontanellle. Il molo fatto di blochi di roccia per raggiungere il pontile. Sulla destra la spiaggia. Al fondo sulla destra gli angars dell´aereoporto.


Mimino Santoro Com´é adesso quella che fu la spiaggia Fontanelle ­ 2008 Gianna Santoro Ma qui dove siamo? Non riesco proprio ad orientarmi! Giuseppe Pino Micaletto in questa zona c'era il bar e l'alloggio dei marinai Gianna Santoro ...e le docce......

Gianfranco Perri ... e quindi anche la cucina. Come si chiamava il cuoco? D´Adamo era quello che poi aveva sostituito il cuoco storico. Ricordo bene D´Adamo perché suo figlio veniva a scuola con me ed ebbe un gravisssimo incidente automobilistico che gli sfiguró il volto. Ma il cuoco storico, come si chiamava? Francesco Vitale Il cuoco era Michele Testini, con icapelli bianchi. Accetto scomesse. E aveva la lambretta bianca e rossa. Me lo ricordo come fosse ieri.C'erano anche le sorelle Verdura Gabriella e Mirella, arrivavano con i genitori nel primo pomerigio con la Innocenti grigia¨amavo¨ Mirella, avevo massimo 10 anni. Gianfranco Perri Credo proprio tu abbia ragione, era Michele, vestito di bianco e con sempre un fazzoletto bianco al collo. Francesco Vitale esatto bravo, ricordo adesso anche io il fazzoletto. Gianfranco Perri Ed io ricordo i suoi costanti battibecchi con il Maresciallo Altomare che era permanentemente insoddisfatto della qualitá e quantitá del ¨rancio¨ ha, ha, che scene! Francesco Vitale Altomare prima e Pappalepore dopo, capo gamella. Poi alle Fontanelle c´era ¨il mezzo¨, lo portavano Gorgoni e Trono, Gorgoni abitava nellop stesso portone di Gianna e Piero Serra. Gianfranco Perri Francesco, ma tu sei il figlio della sigora Vitale? Francesco Vitale Esattamente si...........la Signora Vitale era mia madre ma io di te non mi ricordo, evidentemente eri "piú grande", forse ti ricorderai le mie sorelle e mio fratello. Gianfranco Perri Incredibile e grande personalitá quella di tua madre, che naturalmente ricordo benissimo, in quanto molto amica della mia. Ricordo anche tuo padre. Io sono il figlio del maresciallo Perri e sono il fratello di Silvana, un pó piú grande di me e quindi credo quasi tua coetanea, che immagino ricorderai. Scusami, ho cercato la tua data di nascita, e vedo che sei un bambino!!! Quindi credo proprio di averti scambiato con tuo fratello maggiore, che ricordo bene. Io ho 10 anni piú di te.


Francesco Vitale Per quello ti dicevo che sicuramente ricorderai le mie sorelle Rina e Lucia e mio fratello Enzo......lo trovi su Fb: Enzo Vitale fra i miei amici. Gianfranco Perri Addirittura ora ricordo vagamente quando tua madre era incinta di te, e faceva un pó scalpore perché, per quei tempi, era giá un pó attempata. Quando vedi tuo fratello Enzo e le tue sorelle, parla loro di me e di mia sorella Silvana, vedrai come si ricordano! É stato comunque un piacere per me ricordare. Gazie. Francesco Vitale Ciao Gianfranco sará fatto, ma come ti dicevo fra i miei amici di Fb trovi mio fratello Enzo.

Mimino Santoro, a destra, e compagni ­ 1964 Gianfranco Perri, e sorella ­ 1958

Gianna Santoro Quante cose che avete ricordatooooooooo.....non valeeeee..!! E Capo Palumbo... Giannoccolo.... Schirone.... Cassanelli.... Doria..... Magno... Berardi... Cardone... Pierro... Marullo... Lonati... Stefanizzi....Iannucci, e.... Gianfranco Perri Hai ragione Gianna, era una gran bella comunitá, quasi una famiglia, ... estiva perlomeno. Con tante altre bravissime persone i cui nomi a momenti ci sfuggono. Gianna Santoro Sìììììì.......è vero, io ero felice, si iniziava ad andare a giugno e si smetteva ad ottobre con la Fiera del Levante... Gianfranco Perri Ha! grazie per averci prestato la tua bacheca. Se posso provo a traslare i commenti sulla pagina del Gruppo. Posso? Gianna Santoro Certamente... Domenico Potenza Il degrado attuale della spiaggia non è bello da vedere ma,........è bellissimo rcordare. Gianna Santoro ...e ancora.....Altomare.....Lanzalone..... Perrone..... Di Rienzo.....Zeni..... Feltrinelli..... Trotti....Melpignano.....Potenza.....Cocciolo....Genova........Russo..... Cosimo Guercia Mi e' sembrato di rivivere quei ricordi come spettatore vicino a voi. Belli! Gianfranco Perri Cosimo, ogni volta che mi capita un episodio come questo, e per fortuna succede spesso, mi viene poi la voglia di ringraziarti di nuovo per la tua bellissima iniziativa di creare sto Gruppo.


Andrea Viola L´arco del pontile, da attraversare per andare dalle Fontanelle a Marimisti


Gianna Santoro Alla spiaggia Fontanelle ­ circa 1965

Gianfranco Perri Gianna, riconosco Doretto (sempre piú nero di te e di me sommati) e tuo fratello. Anche il ragazzo che é dietro te, ma non ricordo in questo momento il suo nome. Poi l´altra ragazza é tua sorella Cristina? E poi, ... riconosco benissimo anche il pontile! Gianna Santoro Sììììì....è il muretto che portava al nostro adorato pontile, è l'ora della merenda, io sto mangiando un panino col pomodoro, dietro di me c'è Michele Verdura, la ragazza è Gabriella ......la sorella di Piero, Giulio e Marcella Serra. La spiaggia piu' bella del mondo!!! Gianfranco Perri Le Fontanelle! Quei panini col pomodoro o in alternativa la frisella col pomodoro a quell´ora prima di prendere la motobarca per tornare a casa, li mangiavamo, anzi divoravamo con l´appetito di ore di mare e sole. Claudio Di Rienzo Oltre ai panini e alle frise, i tuffi da quel pontile e i pesci che pescavamo, non te li ricordi? E le vongole che le mamme "pescavano" con i piedi stando in piedi, non te le ricordi? Ah! quanti bei ricordi, forse stiamo invecchiando? Gianna Santoro In quella spiaggia abbiamo trascorso delle giornate d'estate meravigliose, i tuffi da quel pontile ....ehmm...erano la mia specialità, e poi prendere i "vermi" per pescare i "cuggioni"....il retino per i gamberi....i granchi .....i pesci con la farina ...i giochi dietro alla rotonda......le more nel vialetto... Per non parlare dei piatti di pasta cucinata dalle mamme alle 7 di mattina .......ma era così buonaaaaaaaaa.......Ah quanti bei ricordi, forse stiamo invecchiando? Antonella Genova Giannaaaaaaaaa!!!!!! Le Fontanelle!!!!!!!!Mi fai commuovere! Come si chiamava Doretto di cognome? Riconosco te, Mimino, Doretto.....io e Laura eravamo poco poco più piccole. E le focaccine del baretto? e le gazzose? Gli anni più belli della nostra vita...grazie. Un bacio.


Gianna Santoro Antonellinaaaaaaa...tesoro, anche tu hai dei ricordi bellisimi a Fontanelle...mamma mia, le focaccineeeeeeee...erano di un sapore... quando finivano al bar, andavamo alla spiaggia di Marimisti....dove c'era di tutto.....Ahhhhh...dimenticavo... Doretto Giannoccolo, era Rocky Roberts e io Lola Falana..... ahah! Gianfranco Perri Buone le gassose, ...peró il massimo erano le aranciate, peró quelle San Pellegrino con la ¨ramicchia con la stella¨. Credo costassero fino a 50 lire ognuna contro le 20 lire delle gassose e delle altre aranciate di minor lusso!! Claudio Di Rienzo Gianna, riguardo i tuffi, che dici "erano la tua specialità" vacci piano, perchè anche io, con trenta chili di meno ci sapevo fare. Salvatore Giannoccolo Mi inserisco anch'io, nei ricordi,dopo che mi ha beccato Gianna! Riconosco ovviamente tutti (tranne quello alla mia destra), con cui siamo cresciuti, negli anni più belli e spensierati. E mi fa un immenso piacere ritrovarvi! Gianfranco Perri: mi ricordo di uno che a quel tempo suonava il basso, ma non ricordo se è lui. Non mi ricordo se mi ritrovo ancora foto di quel periodo; spero che con questo sistema potremmo condividere quei momenti. Un saluto affettuoso. Gianfranco Perri Doretto, si sono propio io, quello del ¨basso¨. É un piacere sentire di te. Ricordo molto bene anche tuo fratello e la tua mamma. Certo che con sto nome ¨Salvatore¨ a noi tutti saresti passato inosservato! Annarita Spagnolo Io riconosco un mio compagno delle magistrali è l'ultimo in piedi a sinistra dello schermo, credo Gianni Sergio, che fine ha fatto? Angelo Catalano Sergio Gianni è mio cognato. Sta bene, è sposato con una sua compagna di scuola e hanno una bellissima figlia che studia a Piacenza. Attualmente abita a Bozzano (Brindisi). E' stato bello vedere quella foto. Annarita Spagnolo La compagna di Sergio sono io e vorrei sapere chi è la sua compagna di scuola attuale moglie. Salutalo da parte mia. Gianna Santoro Ahhhh! Non mi ricordo però qual è il nome......Gianni o Sergio? Annarita Spagnolo Gianni, Sergio è il cognome Angelo Catalano Il nome anagrafico e' Giacomo Sergio, ha sposato Bianca Antonica non so se era amica di classe o di scuola, e' un'assistente sociale per tossici. E´ prossimo alla pensione, mi sono sentito poco fa' mandandomi gli auguri di compleanno. Mi ha riferito di salutarvi, sia alla signora Gianna Santoro e sia alla "peperoncina" Annarita Spagnolo. Annarita Spagnolo Bianca era la sorella della supplente professoressa di italiano, non la compagna di scuola, me la ricordo benissimo, ma non era in classe con noi. Saluta Giacomo da parte mia, sicuramente mi ricorderà, perchè come hai detto, ero peperina... Stella Montanaro E pensare che ci divideva un muretto! io ero alla spiaggia dei proletari... stavo a Marimiisti!!!!!!!! Gianfranco Perri Stella, era bella anche Marimisti. Ci andavo via mare dagli scogli, perché lí avevo piú di un amico. Andavo anche a fare le gare di nuoto, che erano molto ben organizzate a Marimisti. Stella Montanaro Eh si! bei tempi, belle persone.. quanti sogni... i pescatori che arrivano con le barche a vendere le ailicette,il pontile e i pali delle cozze, la rotonda e le serate di ferragosto, " il mezzo" che ti riportava a casa, il tesserino per l'accesso alla spiaggia, il notaio Greco che veniva ad allenarsi, la musica sulla spiaggia a tutto volume con "Luglio, col bene che ti voglio, vedrai... ya ya yai!! luglio mi ha fatto una promessa"... e poi Virgilio con le focaccine, la gassosa e i ghiaccioli Lola, o al massimo quelli Eldorado. Gianna Santoro Stellaaaa......ai Marimisti, ti ricordi che c'era il padre di Fiorello (ha la pescheria in Via Appia)....lo chiamavano 'Nzino Cicora ? Stella Montanaro Eh come no? Me lo ricordo si, loro avevano la casa sul retro della spiaggia su qulla strada polverosa che poi ci portava alla spiaggia dei VIP (spiaggia dei sott'ufficiali). Mi ricordo che Fiorelo si operò di ernia insieme a mia sorella e noi all'ospedale Di summa portavamo i gelati anche a lui!... Peccato che ora lui non si ricordi di me!


Gianna Santoro Sehhh....ma che spiaggia dei Vip, mica era degli Ufficiali, e non compravo l'aranciata Sanpellegrino......prendevo un bicchiere di Spuma a 20 lire.... Stella Montanaro Lo sai che ho scoperto De Andrè a casa tua????????... e poi i pomeriggi a casa di Sara Lanciano,,,, le prime sigarette, io ero la più ardita fumavo le Pak (orride sigarette alla menta) ....ma tu ti ricordi?... e poi quando passeggiavamo al corso che tutti ti chiamavano "Lola Falana?" Gianna Santoro Ahahahahahahah.......ce t'ha ricurdata......Tu eri piu' vippona....col fisico che avevi ti potevi permettere di indossare gli "hot pants"....ahahahah.... Era a casa di Marilena Lanciano, che abitava in Capitaneria, è mia cognata lo sai no? Stella Montanaro A noi di Marimisti la tua spiaggia ce la facevano passare come un posto di ricchi , non adatto a figli di operai!... Eper il gusto del proibito noi venivamo a spiare, in realtà era uno schifo di spiaggia, e le alghe me le ricordo ancora. Un milione di volte più bella Marimisti, bella sabbia, bellissima veduta con Forte a Mare di fronte, belle cabine, bella rotonda, e perchè no, anche belle ragazze! Scherzo ovviamente, ...e chi poteva competere con te! Gianna Santoro Naaaaaaa......veramente? Infatti io venivo da voi, con la scusa delle focaccine, e mi stavo a babbare....c'era piú "ammoina" ......e la mamma si arrabbiava sempre perchè come al solito tardavo ......... Annarita Spagnolo Certo che questa foto ha scatenato ricordi e riconoscimenti ca putimu sciri a Chi l'ha visto... E, visto che l'alzaimer avanza piano, credo di aver capito che anche la ragazza in ginocchio veniva alle magistrali, si chiamava Serra? Giusto? Gianna Santoro Annarita, i neuroni funzionano .........è Gabriella Serra !! Francesco Vitale Bellisima foto, Giannoccolo addominali tartarugati.....ma quello a destra e' Giulio Serra ? pescavamo li cuggiuni e li sparatieddi........ Giuseppe Pino Micaletto Bellissima foto.... un'emozione! Gianna sei grande!

Gianfranco Perri & Company ­ 1958


BRINDISINI LA MIA GENTE

Palestra Boxieri

Giancarlo Cafiero Piazza Santa Teresa ­1950 Giancarlo Cafiero La Palestra ti li Boxieri di piazza Santa Teresa. Io vado a tutte le riunioni di Boxe Iaia. Gianfranco Perri Giancá, ma questa foto di piazza Santa Teresa é bellissima. Di che anno sará! Antonia Ostuni Che bellaaaaaaaaaaa Gianfranco Perri Antonia, tu te la ricordi quando era cosí questa piazza? Gianni Tanzarella Meno male che lo avete scritto, altrimenti non avrei saputo dire che posto è, anzi faccio ancora fatica ad individuare che è piazza Santa Teresa. Stefano Albanese Bella foto sarebb,e bello saepre il nome dell'autore dello scatto. Sergio Serse Io non la ricordo come nella foto, certo è che era una meraviglia. Angelo Catalano Nel palazzo a destra della Palestra abitava mia moglie. Giancarlo Cafiero La foto é del 1950. L´allenatore tinia lu razzu muzzu, forse per la guerra. Raffaele Mauro Lu chiamaunu manu di taula, ...alla sicurduna ti scassciava lu nasu, cussì ti llivavi lu pinsieru. Remo Simoniello Era mestru Cosimu. Raffaele Mauro Dell'Atti? Remo Simoniello Mestru Cosimuuuu. Dell'Atti venni dopu ti iddu.


Raffaele Mauro In effetti li dell'Atti erunu piccini com'ernu a fari cu ti spaccunu lu nasu? Luigi Iaia Era mestru Cosimo, calabrese. Raffaele Mauro Grazie Luviggi! Luigi Iaia Comunque Giancá, e' bellissima sta' foto, ...allora se venerdi vieni alla manifestazione, portami una copia se vuoi. La portiamo sul ring e la mettiamo in grande in palestra. Poi, dopo la palestra divintau la falegnameria di mestru Manucciu, quiddu ca' lu figghiu si chiamava Bartolo. Ci ti riquerdi purtau la prima mini moto a brindisi, e lu prima cani alano ca si chiamava Rebon. Raffaele Mauro E la Morgan azzurra ed il primo taxi inglese, grande Bartolo! Luigi Iaia Ahahaha, ...poi tinia li 2 cani buldog , Maja e Red, e nui sciucavamu a palloni e loro di sicutavunu, ahahahah! Ce' belli ricordi. Minu mali ca atu nvintatu stu situ, almeno ndi ricurdamu quanderumu piccinni, atru moi li fili mia quandu ci li conto sti cosi mancu ci cretunu. Quantera bello, puru ca di mururivunu di fame. Signorile Cosimo Ti piccinnu stava sobbra a Santa Tiresa pi sciucari a palloni finu a quandu lu quisturino no ndi cacciava la sera, inveci quandu apria la palestra mestru Cosimu (sobbranuminatu Manu muzza) si mittia vicinu all'ingressu e spittava tutti l'attleti, ricordu la palestra cumposta ti quattru specchi sobbra alli toi lati e lu ring a centru tretu. Giuseppe Creti Gianfra' bella foto, bravo! Gianfranco Perri Gianfrá sono io, ed é vero che sono bravo, ...peró chi ha postato la foto é l´amico Giancá! hahaha! Giuseppe Creti Gianfra' hai ragione. Errare humano est. Bravo Gianca' Arcangelo Taliento Indubbiamente era una bellissima piazza, ricca di verde, ma non si potevano fare partite di calcio. Poi 'ndi la ggiustara, e quindi finalmente potevamo giocare grandi partite. Però non avevamo fatto i conti con Gianni e Pinotto, le due guardie municipali che ci rubavano il pallone. Ernani Nani Bartolo apriu a corso roma la boutique playboy, vi ricurdati? Giuseppe Summa Certo! Successivamente i locali furono adibiti a parrucchiere per signora (Angelo?). Ora Bartolo vive in una casa di campagna molto bella, se completa la ristrutturazione, a metà strada tra Brindisi e San Vito dei Normanni ed è sempre un brillante compagnone. Antonio Corsa Sono tornato indietro di 40 anni, abitavo nei pressi di piazza Santa Teresa, a Largo san Paolo. Quanti giochi su quella piazza, a pallone, a saltacavallina, all'ombrello e, sopraqttutto a scundicova! Gianfranco Perri E chi non si ricorda delle ¨gnande¨ degli alberi di piazza Santa Teresa? Erano bellissime e facevamo un sacco di giochi, per esempio le trottole, tagliandone un aparte e infilando poi uno stecchino per dare l´impulso. Hahaha, ci accontentavamo proprio di poco!


Luigi Iaia Franco Pinto Raffaele Mauro Sbaglio, o in primo piano c'è il mitico "maestro" Dell'Atti? Luigi Iaia Si, eti mestru Gigi Dell´Atti, con Franco Pinto. Raffaele Mauro Me lo ricordo, come mi ricordo i combattimenti all'arena Italia, con i Tarì, mio zio grande appassionato mi portava sempre. Luigi Iaia Moi aggiá viteri ci trovu li fotografii di Franco Zurlo. Raffaele Mauro Luigi, una grande tradizione brindisina, che grazie al tuo coraggio e dedizione torna a far parlare di se, bravo complimenti! Luigi Iaia Ti ringrazio Raffaé, ma é grazie a mio figlio che stiamo facendo rinascere uno sport che a Brindisi si era perso, una tradizione con la che li brindisini davunu filo da torciri a tutt´Italia, ...senza preseunzione, grazie alla Boxe Iaia. Raffaele Mauro Orgogliosamente brindisino, sono con voi! Luigi Iaia E io mi ricordo ca era essere qualche anno chiú di mei, no sacciu ci era cuginuta Rafele quiddu ca murio, feci qualche combattimento ed eravamo divintati amici. Raffaele Mauro Si purtroppo non c'è più era mio cugino più piccolo di me di qualche anno. Luigi Iaia E si, mi ricordo comu a nu viento quant´era bravu, comu vagnoni puru. Ci a di tiempiu, ...bhe li Mauru erano n´istituzione, iddu era umili comu a nui, ...bravo Raffaele. Raffaele Mauro Grazie, ma fattu rrizzicari li carni! Luigi Iaia Parlamu sempri, ...senza offesa pi niscunu sport, ...sempri di palloni, di pallacanestro e nui, pi nu sport cosí nobili ...facimu tanto per Brindisi.


Nikola Poli Il grande campione brindisino Franco Zurlo Nikola Poli Una persona modesta e simpatica. Un personaggio fantastico ! Gianfranco Perri Nella seconda fotyografia Franco Zurlo impegnato nel match che gli valse il titolo europeo nel 1969. Luigi Iaia Franco sta' sempre nella nostra palestra. Nikola come' che ti trovi queste foto? Nikola Poli Embè secondo te? Basta andare su internet, ciao Luigi Luigi Iaia No, siccome noi l'avevamo in palestrame poi facemmo i lavori e' gli operai la rovinarono era l'originale. Senti il sito quale'? Nikola Poli Vai su Google immagini e digita il nome ce ne sono diverse di belle foto. Comunque questa prendila da questo post che ho messo, la ingrandisci e rifai il bel poster, e salutami Franco!


Luigi Iaia Il maestro Carmine Iaia, Franco Zurlo e il maestro Maurizio Martina

Luigi Iaia Nella foto il maestro Carmine Iaia, il glorioso Franco Zurlo che ha portato il nome di Brindisi in tutto il mondo e il maestro Maurizio Martina. E da non dimenticare il nome dell'icona del pugilato brindisino, Stella d´oro Nicola Carella, del quale al piú presto metteró qualche foto. Enrico Sierra Franco Zurlo, sul quale brindisiweb ha postato un mio pezzo e che Giovanni Membola puo' inviarvi, é parente di Zurlo, il presidente del gruppo miusicale "lu scattusu". Luigi Iaia Si, Fedele Zurlo, é il cugino di Franco. Luigi Iaia E ricordiamo anche la manifestazione di pugilato organizzata dalla Boxe Iaia. Venerdi 27 maggio 2011 al Palazumbo in rione Centro, scuola Salvemini, con ingresso gratuito e con con la presentazione del pugile Iaia Armando che, a soli 18 anni, rappresenterá Brindisi al Guanto d´oro d´Italia. Gianfranco Perri Compliemti ad Armando Iaia, e tanti auguri per il Guanto d´oro... E venerdí tutti al Palazumbo, scuola Salvemini in Via Castello.


Alberto Cafiero Il grande pugile e atleta brindisino degli anni ´ 30 Francesco Summa Francesco Suma Un pluridecorato campione brindisino ingiustamente ignorato: attrezzista, vogatore,velocista, marciatore, ciclista, pesista e pugile negli anni ´30. Cosimo Guercia E' stato veramente ingnorato dalla sua gente con questa foto lo faccimo conoscere e lo ricordiamo almeno nella nostra pagina. Gianfranco Perri Purtroppo e' ancora un caso di errato senso di "antiregime": cancellare tutto cio' che e' in qualche modo appartenuto al ventennio, cercando un volersi redimere delle proprie colpe, e gia' come se si potesse dare un colpo di spugna al proprio passato, semplicemente canellando ogni memoria storica.


BRINDISINI LA MIA GENTE

Piazza del popolo

Nikos Desillas By night

Cosimo Guercia Ave, Cesare Agusto! Annarita Spagnolo Guardate che bello il vecchio palazzo del Banco di Napoli, Sui gradini negli anni 70 sedevano i contestatori locali, i genitori ci raccomandavano di non sedere mai e poi mai su quei gradini, come se ci fosse stato il diavolo. Giuseppe Creti E chi si ricorda il benzinaio su quella piazzetta dietro alla statua? Raffaele Mauro Dai Giusè, stava lí fino all'altro giorno, era della Esso. Giuseppe Creti Grazie Raffaé, allora non me ne sono accorto visto che ormai son ben 6 anni che manco da Brindisi. Raffaele Mauro L'latro giorno per modo di dire, ...ahahh! Saranno almeno una ventina d'anni. Giuseppe Creti Raffaé, metti pure qualche manno in piú, visto che giá dal 1989 non c´era ahahahah! Pietro Mingolla Altro che ¨Esso¨! In Piazza del popolo il bisnonno Antonio nel 1919, era il primo benzinaio di Brinisi.


Pietro Mingolla Piazza del popolo con ¨Lampo benzina superiore¨ ­ 1919


Piazza del popolo dall´alto ­ Anni ‘60

Giuseppe Creti Bellissima questra fotografia, grazie. Angela Zurlo Ma è piazza vittoria per caso? Gianfranco Perri Si tratta di Piazza del Popolo, con anche il mitico cinema Mazari. Cosimo Guercia a quel palazzo ad angolo mi ricordo che c´era un barbiere. Giuseppe Creti Si, sul lato destro della foto c´dera un barbiere ed era mio zio. Gianfranco Perri Il barbiere lo ricordo benissimo, perlomeno uno di loro. Aveva gli occhiali ed il coccopelato. Mio padre era cliente ed io ci andavo perché mi regalava i calendari profumatissimi al borotalco, quelle con le foto osé! Giuseppe Creti Si mio zio aveava gli occhiali, ma aveva anche tanti capelli e tutti tirati indietro con la brillantina "Linetti". Gianfranco Perri Peró nel salone c´era piú di un barbiere ed io ricordo quello con gli occhiali da vista spessi e il coccopelato, peró la memoria puó tradire alle volte.


Piazza del popolo ­ Anni ‘50 Roberto Guadalupi Da notare il mezzo busto di Garibaldi (che fine avrà fatto?) al posto di Cesare Augusto! Annarita Spagnolo Si vede che l'eroe dei due mondi a qualcuno piaceva meno... Quali ragioni avranno spinto i nostri amministratori a cambiare statua?

Cosimo Prudentino Piazza del popolo nel 1956


Cosimo Prudentino Piazza del popolo é sulla destra Gianfranco Perri Bella la ¨Giardinetta¨! Giuseppe Creti E quanto era bella Brindisi a quei tempi! Antonio Fox Gianfranco, direi che della giardinetta, era più bello e spazioso questo angolo rispetto a quello attuale. A proposito mi ricordo che l'ora dello scatto della foto: erano 10 e 55 Gianfranco Perri Secondo me erano le 12 meno 5! Antonio Fox Noni Gianfrà, uarda beni! Gianfranco Perri Deve essre il fuso orario, ma da qui sembrano le 12 meno 5. Hai visto che di Giardinette ce ne sono 3 nella foto, nnon me ne ero accorto prima: bellissime! Cosimo Guercia Sono esattamente le 12 meno 5 dice bene Ginfranco Antonio Fox Allora ho ingrandito la foto, mi sa che l'ora giusta è la tua. Mi sono confuso con l'ora legale.... Cosimo Guercia La dovevi ingrandire prima Anto', ormai il caso e' risolto ahahaha! Antonio Fox E' colpa dell'età. Gianni Tanzarella Che bello, topoline giardinette, si vede la calma di quei tempi. Cosimo Guercia Era tutta un'altra cosa . Marta Prudentino Bellissima, sembrava essere uscita da un film! Mi sarebbe piaciuto conoscerla così.


Raffaele Mauro Quella era una città viva, piena di interessi e di speranze, ...adesso purtroppo un mortorio. Marta Prudentino E noi giovani lo sappiamo bene! Raffaele Mauro lo so, ...e non immagini la rabbia di chi come me vi sta consegnando questa indecenza. Maurizio De Virgiliis E l'autobus di Moretti non l'avete visto? Raffaele Mauro Si vecchi macchi,m ...bellissimi! Gianni Tanzarella Quelle erano le corriere di Moretti! Roberto Guadalupi Quanto era bella la vecchia sede del Banco di Napoli! Ernani Nani La corriera di Moretti ci portava a fiume grande, e spesso ci toccava scendere e continuare a piedi, perchè si rompeva. Stella Montanaro Ma le corriere Moretti, non effettuavano servizio extraurbano? Ernani Nani Sinceramente non ricordo, ma in città erano le sue, il deposito era al Casale dopo il campo sportivo, se non sbaglio in quel posto adesso ha aperto un superpercato Gianni Brigida. Cosimo Guercia Le corriere di Moretti cessarono quando il comune di Brindisi mise i suoi pulman. Stella Montanaro Vale a dire in quali anni? Cosimo Guercia Credo intorno al 1960, peró di preciso non ricordo, o forse anche qualche anno prima.

Cesare Augusto Imperatore – ristruturato in piazza del popolo nel 2010


BRINDISINI LA MIA GENTE

Piazza Dionisi

Simione Galluzzo Palazzo Dionisi nella piazza omonima

Giuseppe Ligi Dov è? Cosimo Guercia Palazzo Dionisi, affianco al Bar Betty Giuseppe Ligi Uhmm ... Mi vien da dire che era meglio prima. Giuseppe Summa Certamente! Prima probabilmente alla politica si pagavano cambiali meno one onrose. Considerate che l'attuale situazione è costata moltissimo alla cittadinanza, esproprio all'EPT. proprietaria del vecchio manufatto del chiosco di informazion... turistiche, demolizione, trasporto e smaltimento dello stesso chiosco, rifacimento della piazzetta con messa a dimora del verde, nuovo impianto idrico ed elettrico ect., etc. Il tutto ad uso e consumo di un privato che probabilmente paga una fesseria per la concessione dello spazio pubblico. E a noi cittadini pagatori tocca chiedere permesso per farci strada sul marciapiedi. Andrea Ecclesie Difatti quella è una piazza pubblica. Anche se Mussolini avesse lasciato il monumento dei caduti in Piazza Dionisi ,dove principalmente si trovava, anzichè trasportarlo poi in Piazza Santa Teresa, questo privato avrebbe sicuramente trovato il modo di mettere i tavolini anche sul monumento. Giuseppe Summa La mia osservazione non voleva essere una critica gratuita. Senza nulla togliere alle capacità imprenditoriali del proprietario, al posto dei nostri amministratori in cambio dell'uso di parte della piazza, gli avrei chiesto il costo per il rifacimento della stessa. Gli affari si fanno in due e mai a spese del cittadino contribuente.


Andrea Ecclesie Dalle ultime righe del tuo commento, una sorta di critica, anche a fronte di un adeguato pagamento, c'era. Comunque non è questo il punto, il punto è che quí, o si gioca a "futti cumpagni" o non si gioca proprio. Io penso che se si vuole rilanciare un minimo di turismo, dato che la città si presta a campare soprattutto di questo, tutta via Regina Margherita dovrebbe essere trasformata in una sorta di viale di bar, barretti e ristorantini, ...ma non solo per alcuni "privilegiati". Ciò darebbe anche una facciata nuova alla città, soprattutto per chi si ferma con il proprio Yacht. Ci dovrebbe essere un sistema governativo favorevole, questa è la mia critica fondamentalmente. Anche perchè il turismo porta lavoro e i ragazzi di Brindisi hanno sacrosanto bisogno e diritto di lavorare nella propria città. Cosimo Guercia Purtroppo il comune non é riuscto a fare togliere i tavolini perché il concessionario era in regola, in quanto l'autorizzazione gliela dette il sindaco Antonino. Non so poi come andó a finre la storia, l´ho seguita solo fino a un certo punto. Giuseppe Summa Scusami Cosimo, npn volermene, non dico di far togliere i tavolini, ma ridimensionare l'espansionismo attuale a spese del cittadino. Non trovo giusto che si debba fare impresa con le tasche del cittadino. Una parte della piazza per i tavolini puó starmi anche bene, e comunque il signor Gaetano deve pagare il giusto. Cosimo Guercia Giuseppe, forse non mi sono espresso bene: sono d'accordo con te, ho riportato quello che sapevo, di fatto ho commentato "che non so la storia come e' andata a fiire", si intende tra il comune e il Bar Betty. Giuseppe Summa Capito! Ma la mia era giusto una precisazione, non ho nulla contro il Bar Betty, ma si è creata una situazione a dir poco anomala, come se un qualsiasi imprenditore chiedesse in uso Palazzo Nervegna per farci un albergo, senza pagare un giusto canone.

Palazzo Dionisi nella piazza omonima


Raffaele Mauro Il proprietario del Bar Betty paga un fitto estremamente oneroso per l'occupazione della piazza, e per questo i vostri commenti mi paiono francamente eccessivi. Senza le attività commerciali quel lungomare sarebbe rimasto una landa deserta, così come è stato per anni. Il commercio porta vita nella città, certo ci vogliono controlli e buon gusto, ma non mi pare che nel caso del Betty si sia ecceduto. Andrea, quando molti di quegli imprenditori tra cui Gaetano del Betty, che tu chiami a sproposito "privilegiati", hanno avuto il "coraggio" di aprire attività sul lungomare, su quel viale c´era il deserto, e tutti quelli che ci avevano provato prima avevano preso sonore bastonate, perchè, caro Andrea, il privato quando sbaglia paga di tasca sua, non ha un paracadute sociale, altro che "privilegiati". Diverso è dare, attraverso incubatori di impresa e attraverso piani commerciali, la possibilità a chi a voglia di intraprendere di farlo al meglio. Diversamente si rischia solo di impoverire le famiglie di origine, come è successo purtroppo negli anni ai tanti che si sono affacciati nel mondo del commercio e dopo poco sono stati costretti a rovinose chiusure. Giuseppe Summa Caro Raffaele, le tue sono giuste osservazioni, ma non posso condividere un esproprio. Una costosa ristrutturazione a spese del contribuente, motivata al decoro ed alla pubblica utilità per poi essere affidata ad un privato anche se meritovole e, ...diciamo intrapendente! In altre realtà avrebbero fatto un accordo di programma, tipo: ristrutturi la piazza a tue spese e l'avrai in uso per tot anni! Raffaele Mauro Giusè non credo che quell'ingombrante e assolutamente fuori contesto, secondo me, manufatto che conteneva l'ex EPT sia stato eliminato per fare un favore a Gaetano. Poi, in tutte le piazza d'Italia da Piazza San Marco a Venezia a Roma a Torino ecc. ecc. ci sono bar e tavolini, ...e nessuno se ne scandalizza. Non conoscendo poi i termini della questione esprroprio ed altro, mi limito a fare delle osservazioni dettate dalla mia conoscenza dei fatti. Giuseppe Summa Non ci siamo capiti, non mi piace che si sia monopolizzata la piazza che di piazza non ha piu' nulla: è diventata una dependance del bar. Vorrà dire che chiederó in uso tutta piazza Santa Teresa per farne una grande balera, ...e mi fermo. Raffaele Mauro Mi piace il liscio ahhahhahhha! Giuseppe Summa Attenzioni ku nnó sciuli, ...tu la sai longa, ma l'atri no sso' fessa, e Brindisi eti nu buscicchiu e si sannu pili e pilacchi! Raffaele Mauro No Giusè ti sbagli, nemmeno io amo le esagerazioni, ma non le amo in tutti i sensi, non ho l'impressine che si faccia a figli e figliastri. Penso però che le cose possano essere gestite sicuramente meglio di come viene fatto finora, ma non mi va di gettare il bambino insieme all'acqua sporca. Penso per esempio che la capitaneria di porto, il genio civile e la caserma della finanza, che oggi occupano buona parte del lungomare, potrebbero tranquillamente trovare spazio altrove, consentendo alla città di trovare nuovi slanci. Giuseppe Summa Mbeh, mo ti sta' giusti, ...ma parliamo di cose diverse. Parliamo di errori e di situazioni del passato che incidono sul presente e forse anche nel futuro prossimo. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Se poi parliamo di favole, in quella piazzetta ci vedo ancora il gatto e la volpe. Andrea Ecclesie Raffaè sinceramente parlà sempre delle stesse cose uno alla fine si noia. Avete ragione tutti. Basta, io mi ndi vau ti Brindisi. Gianfranco Perri Dai André, no tindi sciri!!! Andrea Ecclesie Gianfrà, vegno da tei! Sicuramente in Venezuela si sta megghiu! Vengo a lavorare da te, passami stu piccone, e scavamo sti gallerie! Comunque la colpa è di Cosimo, ...che mette queste foto compromettenti, hahahah... Sta scherzo Cosimo! Cosimo Guercia Certo André, ma sono utili queste discussioni. Raffaele Mauro Io non penso di avere la verità in tasca Andrea. Conosco storie ed eventi di questa città per averla vissuta profondamente, nel campo commerciale ho cultura e competenza che vanno al di la delle


considerazioni da bar. Pensavo fosse utile metterle a disposizioni di tutti, ma visto che sei così suscettibile, eviterò di commentare tuoi post. Ognuno ha le verità che si merita! Gianfranco Perri E non continuate a discutere,... se nó propongo di rimettere in questo posto il ¨glorioso¨ ENAL!

Giancarlo Cafiero Dov´era?

Giovanni Membola Piazza E. Dionisi, ...abbasciu alla marina. Dietro, a destra, si vede il palazzo dell'ex sindaco. Silvio Melpignano Dove adesso si trovano i tavolini della gelateria. Sulla sinistra c´é il palazzo della dogana. E' stato dopo, anche sede dell'ente provinciale del turismo ‐ EPT. Cosimo Guercia Si, il palazzo della finanza a sinistra. Gianfranco Perri Bella foto Giancá. Una foto storica anche questa. Poi questa struttura era stata sostituita con una piú piccola e piú leggera con pareti in vetro, un ufficio dell´EPT, ente provinciale per il turismo, prima che fosse poi definitivamente anche eliminato l´ente provinciale per il turismo da questo posto. Gianfranco Perri A proposito della recente chiacchierata su Piazza Dionisi e Bar Betty, possiamo comunque rallegrarci che qualche amministratore abbia deciso di eliminare questo ¨catafalco¨ dalla piazza, ed anche in fondo quello dell´EPT che lo sostituí, anche se era píú discreto e,...meno funebre di questo! Mario Carlucci Ha ragione Gianfranco, ragazzi cosa sono queste discussioni sterili che non portano da nessuna parte. Raffaele Mauro Sono sintomatiche invece Mario, sintomatiche di un certo tipo di opinione pubblica, sempre molto manichea ed effimera, perchè poi nessuno mai da seguito a nulla.


Mario Carlucci Questo succede quando ognuno di noi vuole rimanere formo con le proprie idee, però bisogna ascoltare anche quelle degli altri.... Raffaele Mauro E´ solo da un confronto sereno e senza pregiudizi che questo può avvenire, ma siamo disabituati a discutere, tanto è vero che tu stesso hai parlato di discussioni sterili. Mario Carlucci Si hai pienamente ragione. Giuseppe Summa Oltre ad esprimere la mia opinione, immodestamente ho voluto dare un'informazione, chi condivide recepisca, diversamente rispetto l'opinione altrui, sempre se prospettata in buona fede. Punto e basta. Gianfranco Perri Giusé! il punto va benissimo, ma il basta, non tanto, anche se immagino si riferisca al tuo intervento su questo tema. Ma lo dico solo per evitare malintesi. Giuseppe Summa Certamente, dicevo per quanto mi riguarda. Gianfranco Perri Grazie, Giuseppe. Credo che la conversazione sia stata veramente interessante. Si sono dette molte veritá, e credo tutte in buona fede. I punti di vista, come naturale e giusto che sia, non sempre sono gli stessi, ma i contributi sono stati, a mio avviso, tutti notevoli e sopratutto utili per chi li abbia voluti leggere, trovandovi certamente notevoli elementi di opinione utili a maturare una propria idea sulle questioni sollevate. Raffaele Mauro Gianfrà no ti fa fottiri, ca quiddu eti nù zuccoloni, ...mo ti lu mangiiiii! Giuseppe Summa Appunto! Gianfranco Perri Ho capito, rimettiamoci il Monumento ai caduti, e che Simone si rivolti nella tomba! Peró spicciatila! Raffaele Mauro Calma Gianfranco, con Pino scherziamo e ci vogliamo bene.

Gianfranco Perri Piazza Dionisi con il Monumento ai Caduti


BRINDISINI LA MIA GENTE

Piccolo Bar e dintorni

Cosimo Prudentino Il Piccolo Bar Cosimo Guercia Il piccolo Bar dove erano cosi' buoni i gelati e i frappé, e si scorge il chioschetto di Gina. Raffaele Mauro Il Piccolo Bar è nascosto dall’edicola, all’epoca di Alfredo Rospi era nell’angolo affianco al negozio di Piliego, e sul corso Umberto c’erano ancora i lecci che di li a poco sarebbero stati eliminati. Michele Toscano Scusate cosa sono “i lecci”? Gianfranco Perri Ma saranno alberi no? Angelo Di Presa Una varietà di quercie, quegli alberi che adesso sono su Viale Gran Bretagna e Viale Europa al Rione Bozzano! Antonia Dell’Aglio Il negozio di Albina Piliego! Lo ricordo con gioia: la mia mamma mi comprava lì i vestiti, ma era uno elegante per l’estate e uno per l’inverno. Non come ora che non ci basta l’armadio quattro stagioni! Annarita Spagnolo L’insegna del Piccolo bar e, subito nella piazzetta, il famoso chiosco di Gina. Raffaele Mauro Il chiosco di Gina dei gelati e delle limonate é sulla Piazzetta Fornaro, affianco al Piccolo bar della famiglia Longo, che faceva un orzata ed un latte di mandorla unici. Ada Quartulli L’edicola c’è sempre stata? E che Fiat! Annarita Spagnolo Altro negozio storico era quello del cav. Nocera. Mia madre mi comprò un cappottino che vista la mia crescita a rallentatore è durato un sacco di anni, poi ti li ccattaunu a criscenza.


Adriana Tramonte Quanti gelati di Gina abbiamo mangiato!!! Il mio papà tutte le mattine comprava il giornale e poi caffè al piccolo bar. L'edicola c'è ancora e lui continua a prendere lì il giornale. Giuseppe Summa Anch'io ho avuto vestiti comprati da Nocera. C'era poco da scegliere, per il confezionato: Nocera, Mauro,colella o Frigione, oppure negozi di tessuti da portare alla sarta. Ricordo ancora il negozio di tessuti di Abramo, tutto dire ahahahhahaahh!

Cosimo Prudentino Primo Semaforo a Brindisi: Incrocio Corso Umberto con Via Conseva Marco Martinese Primi anni ‘60 se ricordo bene? Giusto? Gianfranco Perri Forse anche fine ‘50. Angelo Di Presa Primi anni 60, poi fu collocata la rotatoria sulla quale saliva il vigile a dirigere il traffico e in occasione della Befana i cittadini lasciavano i regali. Ricordo bene? Gianfranco Perri Penso si tratti della fine degli anni ‘50 solamente perché Cosimo, autore della foto, commenta si tratti del primo semaforo a Brindisi, peró magari la foto non coincide temporalmente con la posa del semaforo! Cosimo Prudentino Non mi ricordo la data della foto, il primo semaforo e’ sicuro. Raffaele Mauro Si intravede anche il chioschetto di carburanti Agip del signor Di Todaro in via Cesare Battisti, con una bellissima multipla vicino, ...la multipla un’auto incredibilmente innovativa per quegli anni. La foto dovrebbe essere del 64, perchè mi ricordo di quel furgone Fiat, che era della mia famiglia, parcheggiato all’angolo di Corso Umberto. Gianfranco Perri Allora diciamo che il semaforo é il primo che fu collocato a Brindisi, un pó di anni (spero!) prima di questa bella foto. Cosimo Guercia A destra, ad angolo, la vecchia farmacia Fornaro, dal nome della piazzetta, una delle prime farmacie di Brindisi. Dove si vede l’insegna “Motta” ci abitavo io lí sono cresciuti i miei figli. Grazie Cosimo.


Nikos Desillas Corso Umberto I° incrocio Via Conserva e Via San Lorenzo Cosimo Guercia Bellissima, siammo all'inizio di Piazza Vittoria, inoltre si nota il getto dell'acqua della fontana di Piazza Cairoli. In realta rispetto a oggi mi sembra piu' alto! Gianfranco Perr i Cosimo, mi sa che quel getto cosí alto é un ritocco nella foto. Quella a destra é Via San Lorenzo e quella a sinistra Via Conserva. Cosimo Guercia Si, in effetti é via San Lorenzo. Non so se ti ricordi a quell'angolo c'era un chiosco con una vecchietta che faceva limonate con il citrato. Gianfranco Perri Me lo ricordo bene, e poi ti ricordi sulla piazzetta subito prima, dove si vedono gli alberi nella foto, c´era la bancarella di quel signore che con voce metallica vendeva: ¨Cartolineee, ...quante belle cartolineeee¨. Raffaele Mauro E nel periodo di Natale, avendo i mortaretti nascosti, dopo ¨cartoline¨...... ¨bombe bombe¨ ahhahhahha. Alle sue spalle la stazione di servizio Agip. Non era un chioschetto quello in via San Lorenzo, bensí una sorta di enorme finestra. Dove c'era la vetrina di Champion e prima ancora di Stefanelli, c'erano due signorine che vendevano gelati e facevano le caramelle al miele, straordinarie, stendendo la pasta sul marmo del bancone e poi tagliandola a quadratini. Gianfranco Perri Il Piccolo Bar era meta obbligata, quando la domenica uscivamo dalla messa agli Angeli, con mio padre, mia madre e mia sorella. Il gelato appena fatto di nocciola e cioccolato era un rito. Raffaele Mauro Il vero rito del Piccolo Bar era il frappè, ...una cosa straordinaria, allo cherry con le ciliege, ...ancora adesso mi sembra di sentirne il profumo. L'altro profumo intenso oltre quello delle sigarette degli avventori era quello dell'anice, del caffè corretto, l'ho ritrovato anni fa andando in Grecia, in alcuni posti c'era la stessa atmosfera e gli stessi profumi, incredibile! Giuseppe Creti Raffaele, lo sai che l´anice greco si chiama Ouzo? Raffaele Mauro Certo Giusè, mi sono preso certe mbriacate do ouzo! Giuseppe Creti Ma come lo hai bevuto? Con l´acqua? Con il ghiaccio? Oppure, ...cosí? Raffaele Mauro Giusè è vero che è vero, ...acqua e ghiaccio, ma acqua poco ahhahhahahhahahha!


Giuseppe Creti Eh! ora capisco Raffaele bello, perché ti sei ubbriacato, ...perché se non é diluito, eh sí che ti fai le mbriacate! Raffaele Mauro Giusè, era diluito, ma tu conosci le atmosfere che si creano in Grecia e con i greci, mai come in quelle occasioni vale una faccia una razza, e le quantità sono davvero inimmaginabili e l'allegria tanta. Durante un giro di regate che partiva da Corfù fino a Zante, passando per i vari circoli ho fatto una delle mie più belle esperienze di mare e di vita, vivendo da greco tra i greci, indimenticabile! Giuseppe Creti Bravo Raffae', mi fa piacere questo. Raffaele Mauro Si nota sulla destra della foto in basso, un piccolo tabellone giallo, che apparteneva al piccolo distributore Agip che si trovava in via Cesare battisti Gianfranco Perri E poi c´é un campionario bellissimo di automobili, dalla 500 alla 600 alla 1100 e altre Raffaele Mauro la mitica Giulietta,...rossa! Antonio Mingolla Stupenda questa foto, si vede ancora il teatro Verdi. Gianfranco Perri Quindi la foto é della fine degli anni 50. Raffaele Mauro E dalle, ...il Verdi è stato abbattuto nei primi anni 60, nel 1958 ne hanno deliberato l'abbattimento. Gianfranco Perri Scusami Raffaé, hai ragione, ...ero distratto. Infatti ad Ottobre 1961 incominciai a frequentare la prima media lí negli edifici della Virgilio che fanno angolo su Piazza Cairoli, e c´erano ancora le macerie del Verdi sul suolo. Poi l´anno segu...ente cominció la costruzione dell´edificio e ricordo benissimo l´infissione dei pali battuti che per giorni e settimane intere faceva tremare i nostri banchi di scuola. Ma a quei tempi, non c´era tanto rispetto per l´ambiente, e sopratutto per le persone comuni come scolari o semplici abitanti del circondario. Angelo Rospi Quanti ricordi, ...questo è l’incrocio dove di solito organizzavano la Befana dei Vigili urbani, e la latteria Angelini regalava ogni anno ai vigili un vitellino. Davvero favoloso.

Ninni Guadalupi La Befana dei Vigili urbani


BRINDISINI LA MIA GENTE

Presidio e dintorni

Cesare Mevoli Che palazzo è?

Cosimo Guercia Il nome adesso non mi sovviene, ma dove c´é il palazzo attualmente c'é una scuola. Quando c'era questo palazzo era il comando difesa e dopo la guerra vi andó ad abitare tanta gente priva di casa, peró lo ricordo privo di giardino e con la strada attuale. Poi negli anni tra fine 60 e primi 70 fu demolito. Cesare Mevoli Ah, il Presidio... ma non riesco a capire l'angolatura dalla quale è stata scattata, forse dalle mura. Cosimo Guercia Ah, e' vero, il Presidio, non mi veniva a mente. E la via come si chiama? Forse quella via che si vede e' via Castello? In effetti io mi ricordo che nel Presidio c'era un grande spazio, penso parte del giardino che si vede in foto. Cesare Mevoli Chi ci aiuta? Giovanni Membola E´ il comando marina, all'interno, l'attuale arsenale del castello. Cosimo Guercia Confronta l'altra foto, quella che fa vedere via Castello dove si vede un tratto del'ex Presidio e poi fammi sapere. Cesare Mevoli Impossibile, ci sono gli orti, è esterna al comando marina, quello è il vecchio Presidio, ora c'è la scuola di via dei Mille e le palestre... non capisco l'angolatura, ma credo che sia stata scattata dal torrione che fà angolo prima di via provinciale per San Vito. Cosimo Guercia Ma esiste ancora questa struttura del comando marina? Giovanni Membola In effetti ora lì c'è la scuola Salvemini, la strada a destra è via dei Mille, in un'altra foto con un'angolatura più a "destra" si vede anche il castello... la metto online così magari si può capire meglio. Cosimo Guercia Giá, quindi inizialmente forse non mi sbagliavo!


Gianfranco Perri La strada é Viale dei Mille, mentre Via Castello, che non si vede, é parallela a Viale dei Mille sulla sinistra della foto, subito dopo i capannoni che sono il retro della caserma che ancora esiste su Via Castello, da Via Rodi a Via Cittadella. Questi capannoni della caserma, all´angolo tra Via Castello e Via Cittadella, continuano girando ad angolo retto su via Cittadella, fino a Viale dei Mille, peró non sono visibili nella foto. Ai tempi del Presidio (cioé dopo la guerra), degli orti della foto solo la piccola porzione piú attaccata al palazzo apparteneva al Presidio, mentre buona parte del resto era incorporato alla caserma. Era una caserma di cavalleria, con soldati e cavalli. Me li ricordo bene i cavalli, perché sono nato e vissuto in Via Castello 3, all´angolo con Via Cittadella proprio di fronte alla caserma. Se la mia interpretazione é corretta, la foto dovrebbe essere stata scattata dall´alto di una delle palazzine ancora esistenti all´interno della Difesa, all´altezza dell´inizio di Viale dei Mille. Adesso posto una foto aerea da Google, per chiarire meglio la situazione.

Gianfranco Perri Foto aerea ­ circa 1970 Cosimo Guercia Grazie del commento sono d'accordo con quanto da lei ha scritto, e la rinfgrazio per la sua descrizione cosi' chiara. P.S. Forse conosceva mio cugino, abitava in via Cittadella, Piero Iaia. Gianfranco Perri Non ricordo bene tuo cugino, ma ricordo che mia madre aveva un´amica che si chiamava Anna Iaia. Se per te va bene possiamo darci del tu. Cosimo Guercia Grazie per il tu. La madre di mio cugino cioé mia zia, si chamava Elena, sorella diretta di mio padre, mentre lo zio si chiamava Iaia e aveva due sorelle il cui il nome non ricordo, ma so che il marito di una delle due sorelle era barbiere aveva il salone vicino alla questura.


Giovanni Membola Ammiragliato e Palazzina Ammiragliato Gianfranco Perri Si, quello grande é l´edificio dell´Ammiragliato, dopo la guerra adibito ad abitazioni temporali per i senzatetto e finalmente abbattuto alla fine degli anni 60 per dar posto alle scuole Salvemini. Nella palazzina dell´Ammiragliato, alloggió il Re Vittorio Emnanuele III° durante il periodo del suo soggiorno a Brindisi dopo l´8 settembre 1943: Brindisi Capitale D´Italia. Cosimo Guercia Lu Prisidiu pullulava di gente che non aveva la casa, o che non voleva pagare l'affitto, era un passaparola, come usciva una famiglia ne entrava un'altra e la maggior parte ebbe la casa popolare. Giuseppe Laforgia Ci sono scuole e palestra oggi? Gianfranco Perri Come é scritto sopra, ci sono le scuole Salvemini. Lucia Tramonte Credo che si chiamasse Caserma Ederle. Raffaele Mauro No, la caserma Ederle è quella dell'esercito che è ancora affianco alla scuola Salvemini. Gianfranco Perri Effettivamente, la caserma da su Via Castello, tra Via Rodi e Via Cittadella, adesso posto un fotomontaggio per farla vedere, é sulla sinistra della foto.

Gianfranco Perri Fotomontaggio delle due foto postate separatamente ­ circa 1930


Simone Galluzzo Questa foto é invece completa! Gianfranco Perri Grazie, bella, non credevo esistesse questa foto, mi sarei risparmiato il fotomontaggio.

Antonio Fox Chi riconosce questa foto del 1919? Gianmarco Di Napoli Il Presidio (?) fotografato dal Castello. Gianfranco Perri Esatto, e senza dubbi.


Nikos Desillas La Difesa ­ 1925 Cosimo Guercia Adesso Via Castello. Gianfranco Perri No, Via Castello é quella sull´angolo destro della foto dove c´é la cassetta delle poste. La strada invece indicata come Via Indipendenza é oggi Via Cristoforo Colombo e prosegue dopo quel cancello con l´attuale Viale della Libertá fino all´attuale entrata alla Marina Militare. Sulla destra si intravede l´edifico dell´Ammiragliato, il Presidio degli sfollati nel dopoguerra. Cesare Mevoli Siamo dove sono le mura e il bastione "affettato" per allargare la strada? Gianfranco Perri Si, Cesare, proprio li, dove è rimasta solo parte de "La Torretta", come la chiamavamo noi da bambini: ci salivamo sulla terrazza entrando da una porticina, ancora a quel tempo aperta, che portava alle scale interne. Nella foto é giusto dietro la casetta della guardia. Cosimo Guercia Lí dentro era il rifugio di Trapuranella e famiglia, erano dei mendicanti. Chi si li ricorda? Linda Forleo Assolutamente una sorpresa... A che anno si riferisce? Gianfranco Perri Trapuranella me la ricordo molto bene, poveretta, mi pare venisse dalla provincia perchè parlava un dialetto mezzo barese poi, c' era in contemporaneo anche 'Capurussu' con i suoi barattoli di latta dove metteva il cibo che gli regalavano e che non faceva altro che bestemmiare ogni volta che noi bambini lo appellavamo col suo soprannome, poveretto anche lui. Due immagini per noi adesso un pò romantiche, ma che erano il riflesso delle carenze sociali della nostra Brindisi del dopoguerra. Altri tempi che, per certi aspetti bisogna anche riconoscere, e per fortuna, migliorati. Diciamo che io li ricordo ancora circolare fino a quando avevo almeno 5 o 6 anni o qualcuno in piu', quindi fino al 1955 o 1957, o poco piu'. Devo anche avere una foto, sia di Trapuranella che di Capurussu. Provo a cercarle per postarle. Annarita Spagnolo Capurussu me lo ricordo bene, ci faceva una paura terribile e quando lo vedevamo correvamo a nasconderci. Raffaele Mauro Beh! dipersonaggi nella Brindisi di quegli anni c'erano tanti, da Guglielmo sul quale c'è un anedottica infinita a Menza Banda, Yo‐Yo, Giovanni la destra, al mitico Giardino che vendeva i "moretti" su di un triciclo a forma di gondola, fino a quel signore che credo fosse di Tuturano che suonava la fisarmonica sulla motobarca San Antonio, in servizio per le spiagge, e che quando suonava faceva della boccacce che scatenavano l'ilarità dei presenti.


Gianfranco Perri Guglielmo lo ricordo benissimo, io ero della parrocchia San Benetto, portava la croce ai funerali, e poi raccontava le barzellette e diceva le parolcce in chiesa, anche in presenza di don Antonio Fella, famoso parroco. Raffaele Mauro Ma il suo grande amico e compagno di giochi era don Augusto Pizzigallo, animatore di tante belle burle. Veramente una persona straordinaria don Augusto! Giuseppe Creti Don Pizzigallo era mio vicino di casa, un personaggio, ed era anche una buona forchetta. Antonia Dell'Aglio Anche mio vicino, io abitavo in Via Barletta e ricordo la sua perpetua Filumena (Pea Pea) che si arrabbiava quando le dicevamo di fidanzarsi con Guglielmo. Giuseppe Creti Ed io abitavo in via Trieste. Ah, ecco io non ricordavo il nome della perpetua. Gianfranco Perri Papa Pizzigallo ha celebrato il matrimonio di mia madre e mio padre nel settembre del 1947 nella chiesa di San Benedetto. E su di lui ho sempre sentito racconti e aneddoti. Io ricordo le sue omelie al cimitero il giorno dei morti.

Gianfranco Perri Don Pizzigallo celebra il matrimonio di Alba Aprile e Settimio Perri ­ San Benedetto ­1947­ Annarita Spagnolo Ma era anche cappellano militare dell'aereonautica e celebrava anche lì, purtroppo, tanti funerali. Di lui si diceva che prima di essere sacerdote era stato in prigione per aver sparato una donna, non è un aneddoto, ma fatto di verità. Gianfranco Perri Infatti mio padre era dell'aereonautica militare e volle appunto farsi sposare dal suo cappellano. Ricordo quell'anno in cui scoppió la centrale elettrica del cimitero il giorno prima dei morti e ci furono delle vittime, lui nell'omelia ricordó che da cappellano dell'aereonautica aveva piú volte raccolto i pezzettini di aviatoti abbattuti, ma quelle vittime civili dell' esplosione al cimitero lo avavano rattristato ancor piu'. Deve essere successo intorno al 1960. Cosimo Guercia Con lo scoppio dellla cabina eletrica al cimitero l'unica a morire fu una mia cugina di 12 anni presa in pieno dall´ololio bollente. Ci furono diversi feriti gravi ed l problema fu che proprio dove c'era la cabina elettrica si pagavano le bollette per le lampade dei morti e la gente era in coda per pagare, mia cugina che era piccolina se ne andó in prima fila e fu presa in pieno. Gianfranco Perri Cosimo ricordo che fu una vera tragedia. Peccato!


Imbriani Ugo Via Castello ­ 1923 Gianfranco Perri Si osserva in primo piano a destra la Caserma Ederle, le cui edificazioni sono in parte ancora lí anche se, completamente e da ormai molti anni, abbandonate. Mentre sul fondo destro della foto si osserva l´edificio dell´Ammiragliato, poi Presidio degli sfollati di guerra, quindi abbattuto tra la fine degli anni 60 e gli inizi degli anni 70, e finalmente sostituito dalle Scuole Salvemini. La Caserma in origine occupava per intero tutto l´isolato, perfettamente rettangolare e delimitato dalle quattro strade: Via Castello, Via Cittadella, Viale dei Mille e Viale della Libertá, che in effetti non esisteva ancora ed era una strada interna alla Marina Militare. Io sono nato e vissuto di fronte alla caserma, all´angolo di Via Castello con Via Cittadella, appena un pó piú in avanti rispetto alla foto, in Via Castello N°3. Sandro Toffi Io ho abitato al N°6 di Via Castello (che sarebbe la stessa casa di due piani che si vede in primo piano a destra) dal 74 all´82. Mio padre comandava il deposito dell'esercito che sorgeva tutt´intorno alla casa, tra l'altro con giardini meravigliosi. Ora tutto cade completamente, ed é in abbandono, ma ancora esistente. Ne verrebbe fuori un parco meraviglioso con solo lavori di giardinaggio. L'ultima finestra della casa in alto a destra era camera mia. Sullo sfondo il Presidio militare poi abbatutto, ho le foto della demolizione, ma non sul pc. Gianfranco Perri Io di fatto in Via Castello 3 ci ho vissuto fino a compire 18 anni, fino all´ottobre del 1969, poi sono andato a studiare al Politecnico di Torino e a casa ci tornavo per pochi giorni o settimane ogni volta, peró e fino a un paio di anni fa, con assoluta costanza, fino a quando ha continuato a viverci mia madre. Magari ci conosciamo di vista, anzi, quasi certamente. Gianfranco Perri La Caserma, era una caserma di cavalleria, ed ai tempi della mia infanzia oltre ai soldati c´erano ancora i cavalli, poi negli anni divenne un deposito di armi. Me li ricordo bene i cavalli, i soldati ogni mattina li facevano uscire dalle stalle e li portavano a bere nel cortile, e poi li facevano passeggiare un pó. Antonio Fox Gianfrà, forse tu non lo sai ma siamo stati vicini di casa, anche se per pochi anni. Io sono nato in via Cittadella e sono stato li fino ai 10 anni. Poi sono andato ad abitare alla commenda, per la precisione in via Germanico 6. Gianfranco Perri Caro Antonio, e' stata proprio una sorpresa sapere che siamo nati a poche decine di metri uno dall'altro! Pero' tu moltissimi anni prima, hahaha! Forse solo per questo non ci siamo frequentati, a quell'eta' anche pochi anni fanno tanta differenza!


BRINDISINI LA MIA GENTE

Santa Pulinara ...

Cosimo Prudentino La spiaggia, ...che fu... dei brindisini Maria Smi Stupenda foto! Cosimo Guercia Bellisima! Una bella inquadratura della spiaggia con il Monumento. Andrea Viola Questa foto è un'opera d'arte! Gianni Tanzarella Questa foto è stata scattata dalla villa Monticelli, che io conosco benissimo. Andrea Viola Ma dove si trova la villa Monticelli, se esiste ancora?

Raffaele Mauro Esiste solo il rudere e la vegetazione intorno é scomparsa, purtroppo si trova al limite della zona industriale e portuale. Oggi é tutta un´altra storia! Andrea Viola Come al solito, ...peccato! Però non riesco proprio ad inquadrare dov'è: più o meno vicino cosa c'è oggi, su quale strada è? Raffaele Mauro E´sulla collinetta fra punta delle Terrare e la vecchia spiaggia di Sant' Apollinare, nei pressi della Basell. Cosimo Guercia Rafe' ticimu sobra allu lido La pineta. Raffaele Mauro Si Cosimo, ma ho paura che Andrea, che mi pare molto giovane, non sappia nulla della Pineta. Dovremmo cercare di fare un´impaginazione che permetta di costruire dei capisaldi della memoria, proprio per consentire a tutti di costruire un immaginario percorso fra antico e moderno.


Andrea Viola In effeti non lo so, ma comunque, grazie a entrambi! Credo di aver capito dov'è ed ahimè, è proprio vero, ...tutta un'altra storia! Anche a volerla ristrutturare il contesto non sarebbe comunque più lo stesso di prima. Sarebbe una struttura con una vista eccezionale! Raffaele Mauro Beh insomma, bisogna capire che città si vuole costruire per il futuro, qualche secolo fa quelle colline hanno visto Cesare assediare Pompeo, loro non ci sono più e le colline si. Andrea Viola Eh, ho capito cosa vuoi dire, ma quanto sarebbe bello se tutto intorno il contesto cambiasse e tutto tornasse come prima, e come in fondo era giusto che fosse! Hai ragione, sarebbe il caso che ci si interrogasse su questo, perchè sono delle zone che hanno delle grandi potenzialità e valenze culturali troppo a lungo ignorate. Ma perchè non lo si capisce? Raffaele Mauro Perchè, caro Andrea, gli interessi economici in ballo sono rilevanti, e quindi dovendo andare a mettere in discussione rendite di posizione molto rilevanti, capisci bene che è impossibile dar vita ad un progetto diverso e condiviso. Andrea Viola Lo so, purtroppo è sempre la solita triste storia.

Imriani Ugo La spiaggia di Sant´Apollinare in una foto del 1938 ­ brindisiweb.com Annarita Spagnolo Una bella foto, molto lontana nel tempo, di una bella spiaggia che il petrolchimico ci ha portato via. Nessun'altra ha raggiunto negli anni il suo fascino. Per fortuna molti di noi da bambini sono cresciuti sulla sua bella sabbia dorata e si sono bagnati nelle sue splendide acque. Cosimo Guercia Con gli amici si andava a nuoto alla spiaggia Maremisti, ci riposavamo alla boa che c'era in mezzo, tra Maremisti e Santa Apollinare. Vi ricordate della boa? Raffaele Mauro La prima e anche la seconda, che era diversa dalla prima, aveva una sorta di pedana circolare a pelo d'acqua per cui, per riposarsi, era l'ideale. Annarita Spagnolo La boa era la seconda tappa di chi imparava a nuotare, la prima era il trampolino, poi quando eravamo più esperti, via alla boa.


Nikos Desillas L´approdo delle barche per Sant´Apollinare Gianfranco Perri Bella! Pino Spina Che bella questa fotografia! Annarita Spagnolo Ecco le belle vele del nostro porto. Fra i barcaroli che ci sia Vicienzi? Cosimo Guercia Vicienzi dicia ¨saliate saliate¨. Secondo me quello che si vede dietro é il vaporetto, cosi' si chamava, di Vincenzo. Raffaele Mauro Quelle sono le barche che d'estate facevano la spola con molte delle spiagge del porto interno, Sant´ Apollinare, la Pineta, Fiume piccolo. Se non ricordo male, l'ultima stagione di Sant´Apollinare fu nel 1963, quando fu chiusa. Cosimo Guercia Raffaele, secondo me le spiagge sono state chiuse quache anno dopo, perche' ho ancora impresso il 1964 quando andavo con la bici in spiaggia, all´uscita dalla scuola, perche' i miei andavano prima. Annarita Spagnolo Sant'Apollinare è stata chiusa nel 1970, nel 1963 funzionava ancora, eccome! Giuseppe Salvia Ma ufficialmente in che anno fu chiusa Sant´Apollinare? Roberto Guadalupi Io sono stato uno degli ultimi ad andare via da Sant'Apollinare, per via dei mezzi di trasporto. Siamo andati sicuramente fino all'estate del 1967 e forse anche del 1968, ma i bagni erano veramente pochi per via dell'acqua sporca. Ma sapessi che partite a pallone! Con Aldo Mastrobisio che prendeva in braccio le signore che si erano sistemate nel bel mezzo del campo e le spostava.


Imbriani Ugo Santa "Pulinara" ­ 1950 Gianni Tanzarella Semplicemente stupenda Cosimo Guercia Bellisima suggestiva. Quanto ci manca! Grazie Ugo. Franca Cunsolo Spettacolare! Giuseppe Salvia Da questa angolazione non avevo mai visto nessuna foto. Davvero molto bella. Domenico Guarini Quando vedo queste foto penso a quanto é stato scippato alla mia generazione ed a quelle delle mie figle! Che siano maledetti per sempre! Gianni Tanzarella Domenico, non solo questa spiaggia, ma anche Fiume piccolo e Fiume grande, e altre. Enrico Sierra Bella foto e tristi e nostalgici ricordi, ma sempre vivi. Quando ci sono i giorni no nella vita, io oltre a ricordare il passato seduto sugli scalini delle colonne, in modo virtuale vivendo lontano, ricordo anche i giorni allegri e spensierari giovanili sulla spiaggia. Facciamo tutti insieme un tuffo nel passato? Dai via...... Cosimo Guercia E' troppo bella.Tempi che furomo Michele Toscano "Tempi che furomo"! Evidentemente chi governava allora era piu' in gamba di quelli di oggi! A proposito, chi erano i sindaci di quell'epoca? Raffaele Mauro Che c'entrano i sindaci, quello fu un investimento della famiglia Mastrobisio. Prima di Sant'Apollinare, c'erano le palafitte di Lido Gaudioso, forse Lido risorgimento e lido La pineta, poi Fiume piccolo e Fiume grande. L'attuale zona delle spiagge non era nemmeno servita da strade, erano viottoli di campagna. Cosimo Guercia In effetti tante volte mi recavo alla spiaggia con la bici e prima di arrivare mi fermavo agli alberi di fichi che c'erano lungo i viottoli. Michele Toscano Si, ma ho ragione io! I brindisini di allora erano piu' intraprendenti, ora simu na massa di c... coraggiosi!


Nikos Desillas Il pontile di Sant´Apollinare Annarita Spagnolo Quando a Sant'Apollinare si arrivava con motobarca o barca a vela si doveva attraversare il pontile dove, dalla cabina che vedete spuntava l'addetto alla punzonatura dei tesserini. Se non l'avevi ti toccava pagare l'entrata o buttarti in acqua prima di arrivare al baracchino. Chissà quanti di noi l'hanno fatto. Io molte volte, perchè pur avendo la cabina, i tesserini non erano mai sufficienti per tutti gli amici che ospitavamo. Mario Carlucci Noi ci buttavano in acqua subito dopo il faro. Raffaele Mauro La mitica e cerbera signora Mastrobisio, molti amici che ospitavo nella cabina erano costretti a gettarsi in acqua dopo gli scogli e raggiungere a nuoto la riva. Linda Forleo Mi piaceva andarci con la barca, c'è la foto di quel barcaiolo magro coi capelli ricci rossi che andava in giro in bicicletta? Silvio Melpignano Questa motobarca che si sta ormeggiando si chiamava San Antonio. Annarita Spagnolo E sopra c'era l'uomo con la fisarmonica che suonava e poi girava col piattino e Vicienzi, padrone della motobarca, diceva a tutti "saliate, saliate ca partimu"! Roberto Guadalupi C'ero anch´io! Annarita Spagnolo Che andavi a Sant'Apollinare? O che suonavi sulla motobarca? Ah ah ah,...scherzavo! Antonia Ostuni Sant´Apollinare! Quati bei ricordi, quanti anni son passati, ...era la mia spiaggia, abitavo alla Montecatini vecchia. Adesso il mare lo vedo solo in cartolina, ...che tristezza!


Cosimo Prudentino La rotonda sul mare di Sant´Apollinare ­ brindisiweb.com Franco Profico La rotonda di Sant´Apollinare, quanti ricordi!!! Mario Carlucci Quanti ricordi!!! Cosimo Guercia Moltissimi ricordi!!! Cosimo Guercia In fondo si nota il lido La Pineta, era una bella spiaggia e sopra, dove c'e' la "casa dei fantasmi", c'era una pineta che i bagnanti utilizzavano per una pennichella pomeridiana. Con il gruppo archeologico brindisino ci eravamo prodicati per il recupero. Annarita Spagnolo Che bella la pedana che ci risparmiava di ustionarci i piedi sulla bellissima sabbia sempre pulita. Vi ricordate di quelli che si facevano i bagni di sabbia? Filiberto Ungaro Che bei ricordi di un'infanzia spensierata e di un'italietta scomparsa. Francis Will Avrei voluto tanto godere la mia città, ...Perchè dico io perchèèè? Roberto Guadalupi Quanti ricordi proprio da questa foto. Quel signore in borghese sulla passerella è sicuramente mio padre, in quel gruppo di ragazzi in basso ci sono sicuramente anche io: quella era la mia zona ed ero un appassionato del gioco dei tamburelli! Cosimo Guercia Io ho imparato a fumare con gli amici su quel terrazzo della rotonda.


Cosimo Guercia Sant´Apollinare ­ brindisiweb.com Annarita Spagnolo Questa era la parte cosi detta signorile, mentre per il popolino c'era l'altra zona che confinava con la Pineta, e poi subito dopo c'era Fiume piccolo, spiaggia poco ambita e per gente più umile. Che tempi,... le classi sociali anche al mare!!! Cosimo Guercia In lontananza si notano i capannoni della SACA e si vedevano gli aerei idrovolanti nel mare quando li collaudavano dopo la revisione. Antonia Ostuni Mi sembra di tornare indietro col tempo vedendo queste foto. Annarita Spagnolo Una volta ci fu una terribile tromba d'aria e scappammo tutti via dalla spiaggia percorrendo appunto la strada che sbuca poi al Cimitero. Una paura terribile era mattina e sembrava notte. Michele Toscano Che anno era Annarita? Chissa se qui ci sono altri che erano lí quel giorno! Annarita Spagnolo Io ero una bambina di circa dieci anni, quindi credo il 1962. Michele Toscano Chissa se un bambino di allora ricorda questo particolare! Bhe noi l'abbiamo detto aspettiamo! Cosimo Guercia Quell'anno la tromba d'aria sdradico' anche gli alberi dei giardinetti. Gianfranco Perri E anche quelli del Parco della Rimembranza, che da allora non si riprese piú.


Gianni Tanzarella Ho provato ad immaginare come poteva apparire a suo tempo Mario Carlucci Bravo, era proprio così! Cosimo Guercia Questa si che e' piu' moderna! Grazie Gianni, e' bellissima. Antonia Ostuni Gianni è stupenda...era la mia spiaggiaaaaaaa, abitavo li alla montecatini, bei ricordiiiiiiiiiii. Cosimo Guercia E' veramente una bella cartolina, ci mancava. Gianni Tanzarella Per me è più facile immaginarla, ho fatto il bagnino per un anno, avevo 14 anni. Roberto Guadalupi Gianni io, che ho scritto sulla carta d'identità "Nato a: Sant'Apollinare", ti posso dire anche un'altra cosa: Se guardi bene lungo i muri delle gabine si vedono delle fasce orizzontali più scure, ebbene quelle fasce erano color celeste‐azzurro. Servivano, da un anno all'altro, a vedere quanto eravamo cresciuti in altezza! Cosimo Guercia Si nota anche il pontile del Lido Pineta con sopra, dietro, la villa Monticelli. Enrico Sierra E andando avanti si andava, passeggiando sugli scogli, a Materdomini dove poi fu edificata, se non sbaglio, la Montecatini. Oppure ho fatto un po' si confusione? Cosimo Guercia Enrico, credo proprio che hai fatto confusione: Materdomini é dalla sponda opposta, di fronte alla spiaggia della Sciaia. Silvio Melpignano La Montecatini esisteva già sulla destra della foto, e ci inquinava l'aria col suo fumo giallo, specialmente quando c'era vento di levante.


Alberto Cafiero La spiaggia nel 1928 (sopra) e nel 1931 (sotto) ­ brindisiweb.com

Raffaele Mauro Ecco, questo è quello che si chiamó Lido Gaudioso. Cosimo Guercia Ma sempre nella zona di Sant´Apollinare. Raffaele Mauro Si, ma Sant'Apollinare si chiamerà molto più tardi. Quando fu costruita, la spiaggia di Sant´Apoliinare incluse finanche parte di quello che era Lido Piccolo, lasciando fuori solo La Pineta. Giancarlo Cafiero Lido Piccolo era solo l´ultima di ben 4 spiagge che furone tutte sostituite dalla spiaggia Sant´Appolinare: Lido Piccolo, Lido Risorgimento, Lido Gaudioso e Lido Cafiero. Stella Montanaro Mia madre, che ha 89 anni, mi racconta ancora della spiaggia della signora Cafiero. Gianfranco Perri Bravo Giancá! Insisto che dobbiamo aumentarti lo stipendio del Gruppo!


Alberto Cafiero Lido Piccolo Stella Montanaro Incredibilmente bella! Raffaele Mauro Si, in perfetto stile liberty. Gianni Tanzarella E´ la prima volta che vedo e che so dell'esistenza di questo lido, bellissima foto. Pino Spina Neanche io posso ricordare questa struttura, grazie per la pubblicazione. Stefano Albanese Ma dove era esattamente? E' la spiaggia che veniva chiamata Fiume piccolo? Gianfranco Perri No, io di Fiume Piccolo ho visto una foto diversa, asesso la posto. Cosimo Guercia Chi sa a quale anno risale la foto? Questo Lido Piccolo stava alla fine di Sant´Apollinare, verso il lido La Pineta, ed é nato dopo al suo posto? Pino Spina Cosimo, il posto è esattamente quello, primla della villetta, ma quando era lí? Per quanto ci stia provando, non me lo ricordo questo lido. Cosimo Guercia Dal 1952 che cominciai a frequentare Sant´Apollinare, ero ragazzino e non ricordo questo Lido Piccolo, eppure di tanto in tanto andavo a trovare un mio amico al lido La Pineta. Raffaele Mauro Cosimo, la foto sarà decisamente precedente al 1952, forse del periodo di Lido Gaudioso, quindi prima della seconda guerra mondiale. Raffaele Mauro Lido Piccolo sorgeva nella parte finale di quella che poi sarebbe diventata Sant'Apollinare. E poi c´era La Pineta che invece era posta su palafitte, decisamente più alte di quella nella foto ed era più spostata sotto gli alberi. Quando costruirono Sant'Apollinare, Lido Piccolo scomparve, e rimase La Pineta divisa da Sant'Apollinare con un reticolo di filo spinato che entrava in acqua per qualche metro. Avrò bucato un paio di canotti su quel reticolo! Ahhahhahhahhha.


Alberto Cafiero Lido La Pineta Alberto Cafiero E poi c´era il lido La Pineta, che era giusto sotto la villa Monticelli e non aveva spiaggia, come non ne aveva una parte Lido Piccolo. Cosimo Guercia La Pineta rispetto a Sant´Apollinare aveva un dislivello, era piu' alta, ed infatti per scendere a mare e fare il bagno, nel lido La Pineta c'e'rano da fare dei gradini. Gianfranco Perri Quindi Lido Gattuso, Lido Piccolo e Lido La Pineta, erano tutti sulla stessa spiaggia, quella che poi divenne la spiaggia di Sant´Apollinare, assorbendo Lido Gattuso e Lido Piccolo e lasciando fuori Lido La Pineta, che pertanto coesití con Sant´Apollinare. Mentre Fiume piccolo é un´altra cosa? Antonia Ostuni Io ricordo bene della spiaggia Fiume piccolo che era attaccata al lido La Pineta e al lido di Sant´Apollinare. Avevo 17 anni, nel 1962, e una rete separava Fiume piccolo da quelle spiagge private che erano a pagamento. Pino Spina vorrei cortesemente chiedere al signor Cafiero se il lido di questa foto poteva esistere ancora tra il 1960 e il 1962. Cosimo Guercia No, per quello che ricordo io, a quell´epoca solo c'era lido La Pineta. Raffaele Mauro No nel 1962 c'era giá Sant'Apollinare e poi La Pineta che era sotto gli alberi ed era più alta. Antonia Ostuni Prima degli anni 60 La Pineta c'era, io abitavo lí, ci andavo sempre e facevamo le passeggiate a piedi con le amiche. Che bello ricordare quei tempi, grazie a voi li sto rivivendo. Gianfranco Perri Adesso posto una foto panoramica tratta da Google, che fa vedere meglio lerelazioni spaziali di cui si sta parlando. Raffaele Mauro OK, Gianfrá!


Pino Spina E c'era anche Fiume grande, ma non so se fosse una spiaggia. Alla fine di di Sant'Apollinare, verso La Pineta, c'era una rete invalicabile, almeno per me che avevo 5 o 6 anni, ricordo però che tra la fine di Sant'Apollinare e la punta della Pineta, dove attraccava la motobarca, c'era un qualcosa di altro, ma è un ricordo troppo vago. Raffaele Mauro Fiume grande era fuori dal porto quasi attaccata al molo foraneo che delimitava allora l'ingresso del porto di Brindisi, dall'altro lato il molo del castello Alfonsino.

Gianfranco Perri Fiume piccolo ­ 1928 Giancarlo Cafiero Questa foto é stata tratta dal libro Parliamo di Brindisi in Cartolina, del compianto dottor Giuseppe Candilera. Giuseppe Creti Bella questa Gianfrá! Gianni Tanzarella Bellissima! Pino Spina Si, ...bella davvero! Antonia Ostuni Mamma mia, quanti anni sono passati! Gianfranco Perri Allora questo ¨Fiume piccolo¨ che relazione spaziale ha con Sant´Apollinare e La Pineta? Raffaele Mauro Sta dopo La Pineta, subito dopo la collinetta. Quel fiume piccolino oggi fa parte degli scarichi ,credo della basell o della vecchia centrale di costa Morena. E´ tutto ingabbiato nel cemento e ci sono delle grate a protezione. Gianfranco Perri Perfetto, adesso é chiaro anche a me. Grazie Raffaé.


Imbriani Ugo Come eravamo ...primi anni ‘60 Imbriani Ugo Siamo sulla spiaggia di Santapollinare, la signora al centro era mia suocera, Olga Santoro. Gianna Santoro Bellissima foto! Cosimo Guercia Ugo bellissima foto, ricordo dei bei tempi di Santa´ Apollinnare amata da tutti i brindisini. Vincenzo Errico Il caro Dario Boccuni in ginocchio. Raffaele Mauro Vincenzo, noi "pratticavamo" l'altro lato! Giuseppe Summa Che bella gioventú! Vincenzo Errico Raffaé, noi praticavamo tutta la spiaggia, e anche "La Pineta", ahahah! Raffaele Mauro Con qualche puntatina a Fpiccolo o Marimisti con il gommone, ahhahhahhahha! Lucia Tramonte Più che di costumi ,si trattava di tailleur! Alessandra Miceli Beati voi come eravate felici e spensierati, anche se non avevate cosi' tanto come oggi... Ma che fine hanno fatto i nostri sorrisi? Cosimo Guercia Alessandra, in quei tempi ci bastava poco per essere felici, l'evoluzione e il progresso fanno brutti scherzi. Annarita Spagnolo Qualche signorina indossa il costume con la gonnellina, ma qualcuna "osè" ha il costume olimpionico. Ragazze, ...che sfacciate!


Gianfranco Perri Sant´Apollinare – Agosto 1949 Gianfranco Perri Sant´Apollinare Agosto 1949. Mia madre Albina con mia sorella Silvana e le due mie zie Evelina e Ermine, con il fidanzato Antonio Bonatesta, poi sposo e carissimo zio mio. Gianna Santoro Bellissima foto! Le ragazze sono da copertina e tua madre è splendida, sembra proprio Silvana. Lina Bonatesta Grazie Gianfranco, come erano tutte bellissime le nostre mamme e zia Evelina. E babbo da giovane! Quanto mi manca! Mi sono emozionata a rivedere questa foto. Un abbraccio. Gianfranco Perri Grazie Gianna, hai ragione: mia madre era bellissima, e Silvana, ...quasi come la mamma! Pino Spina Bellissima questa immagine! Giuseppe Creti Gianfrá, c'era un Bonatesta amico di mio fratello, se non sbaglio il suo nome e' Franco o Mario. Gianfranco Perri Giusé, devono essere altri Bonatesta, forse cugini. Mio zio Antonio aveva solo un fratello maggiore, il professore Italo, e poi tre sorelle, Tetta, Fulvia e Anna. Enrico Sierra Gianfrá, ma i Bonatesta abitavano in Via Marco Pacuvio ? Gianfranco Perri Si Enrico, sono i Bonatesta di via Marco Pacuvio, lí ci vive ancora Anna Bonatesta, la sorella piu' piccola di mio zio Antonio. Enrico Sierra Io sono nato proprio nella casa di fronte a quella dei Bonatesta, nella casa che se non sbaglio era di Ragione vicino alla canina. I Bonatesta forse avranno sentito parlare della mia famiglia. Io ero amico di un Bonatesta ma non ricordo il nome. In ogni modo ricordo tutto con simpatia. Se qualcuno ha una foto della via e del portone , cioe' della casa, mi farebbe un piacere grande se volesse pubblicarla. Grazie infinite e soprattutto grazie per avere risvegliato in me i ricordi di un passato lontano. Lina Bonatesta Chiederó a mia zia Anna se si ricorda di lei. Faró una foto della casa dove lei ha abitato la prossima volta che andrò da mia zia a Brindisi. Il suo amico potrebbe essere stato mio padre Antonio o mio zio Italo. Purtroppo non ci sono più. Mi fa piacere sapere che lei conserva un piacevole ricordo dei miei familiari. Remo Simoniello Gianfrá, tua sorella ti assomiglia moltissimo, è identica alla tua foto. Gianfranco Perri Si, é vero, poi peró per sua fortuna non gli é cresciuta la barba, ne gli son caduti i capelli, haha!


Enrico Sierra I miei carissimi genitori a Sant´Apollinare ­ Agosto 1927

Alberto Discanno Mia madre Eleonora e mia sorella Marcella a Sant´Apollinare ­ 1950 e 1956


Alberto Discanno La mia sorellina. Adesso ha un marito greco e vive lì e, per certi aspetti Cosimo, il tempo sembra ancora quello della foto. Alberto Discanno Mia madre, per vicissitudine, non era più ritornata a Sant´ Apollinare a partire dal 1970. Qualche anno fa ho insistito per riportarla nei posti più "belli" della sua vita, ...Che errore! Fra le lacrime ha negato che quel posto fosse Sant'Apollinare. Poi al ritorno mi ha detto, interrompendo un lungo silenzio innaturale: Alberto, beati quelli che non hanno storia. Non so cosa abbia voluto dirmi ma mi è sembrato giusto ricordarlo. Cosimo Guercia Alberto! Un bel racconto, mi ha ifatto emozinare. Purtroppo si ama la cittá dove si nasce e non c'e' ne una piu' bella! Alberto Discanno Si è così Cosimo!

Nikola Poli Sul bagnasciuga di Sant'Apollinare mia madre Dina,mio padre Giovanni,mia sorella Maria Teresa e giù in basso, ...l'ultimo arrivato Nicola !!


Gianfranco Perri Bella foto, con tanta allegria e spesieratezza! Gabriella Apruzzi Che bella foto! tu sempre in movimento, ...e ricciolino. Cosimo Guercia Niko' e'una bellissima foto. Nikola Poli Confermo Cosimì per l'appunto ho piacere a metterla su questo bel sito! A quei tempi a Brindisi si respirava un'altra aria, bei ricordi davvero! Cosimo Guercia Nicola mi fa piacere che ti sei accostato a questo sito. E` meraviglioso vedere tutte queste bellissime foto di tutti i nostri amici e le bellissime foto di Brindisi che non c'e' piu'. Nikola Poli Questo sito mi è sempre piaciuto e ho piacere sia a vederlo e anche a partecipare con qualche mio ricordo affettuoso consapevole al 100 % di essere gradito ai miei cari amici. Elda Fontana Bellissima foto del primissimo dopoguerra, quando gli uomini, circondati da moglie e figlie sarte in casa, potevano sfoggiare calzoni "a zampa di elefante" (rischiavano di inciamparci dentro alle feste di paese), mentre la bella ragazza veste un costume costituito da pantaloncini comodi e camiciola cascante e succinta per i tempi. I "zampa d'elefante" sono durati per poco. almeno al Nord, per tornare poi in voga nel 1970‐71 per leragazze. La Signora e Nicola vestono classicissimo: abiti che dureranno per almeno 20 anni. Nikola Poli Belle osservazioni Elda. Bhè mio padre all'epoca era ufficiale della Marina Mercantile e devo dire dalle vedute un pò avanzate, ricordo che i miei primi giocattoli venivano sempre da fuori, dall'America, dall'India, i primi giubbotti di pelle dal Canada, ecc. ecc. La mamma, di Arezzo, ha sempre indossato del classico, mentre mia sorella Maria Teresa già a 18 tornava a casa con la fascia di Miss vinta al Circolo Cittadino. Ste cose le ricordo benissimo come se fosse ieri, le cose belle rimangono nella mente in eterno credo, ed è meglio così dopotutto! Comunque grazie!

Brindisi Bicicletta La spiaggia di Santa Apollinare Anni 20, con le palafitte. e il bagno era permesso solamente alle donne che entravano nelle cabine e dalle cabine vi era una scaletta che si scendeva a mare per fare il bagno. In fondo si vede la Villa Schirmut.


Annarita Spagnolo Sant´Apollinare – Estate 1954 Annarita Spagnolo Io sulla sdraio, mia sorella a sinistra,mio fratello a destra, dietro mia sorella, mio cugino Gino Zurlo, a destra mio cugino Pino Spagnolo, in piedi mia cugina Antonia Guadalupi. Sullo sfondo Villa Schirmut e la spiaggia della pineta. Che tempi, tantissimo affetto per la più piccola della famiglia, gioia del vivere con poco,bastavano mare, sole, e soprattutto il grande amore tra parenti, zii e tutti i miei meravigliosi cugini. Cosimo Guercia Molto bella con lo sfondo Villa Skirmut. Brindisi Bicicletta Foto bellissima.

Sant´Apollinare Cosimo Prudentino 1946 Nikola Poli 1959


BRINDISINI LA MIA GENTE

... e la Villa Skirmut

La villa Skirmut, ...nell´attualitá ­ 2010 Antonia Ostuni Cosimo, mi dici dov´é questo posto? Grazie e buona serata. Cosimo Guercia Lido della pineta con la cosidetta ¨villa ti li spiriti¨. Antonia Ostuni Grazie, ...bellissima foto. Gianfranco Perri É in fondo alla spiaggia Santa Apllinare, ormai purtroppo ridotta a rudere. Raffaele Mauro Beh! Insomma, rudere lo è da tantissimi anni. Già negli anni 60 era abbandonata e disabitata. Cosimo Guercia Ancora nell´interno ci sono dei bellissimi pavimenti e degli affreschi sui muri, si deve assolutamente recuperare. Maria Smi Non ho mai capito se é vero che in quel rudere ci sono davvero gli spriti, come avevo sentito dire qualche anno fa. Cosimo Guercia Spiriti non ce ne sono mai stati. Il proprietario la notte faceva feste, o si accomodava con qualche donna, e facevano runore!!! Raffaele Mauro Eheh, gli spiriti servivano a tener lontani i curiosi, ahhahhahha! Maria Smi Grazie Cosimo. Pino Spina A proposito, non so se fosse un pesce d'aprile, visto che è stato pubblicato il primo di questo mese, ma devo aver letto che stanno sbancando Sant'Apollinare perchè un associazione nudista norvegese l'avrebbe acquistata. Ora, di matti in giro ce ne sono, ma fare una spiaggia nudista all'interno di un porto industriale, ....mi piacerebbe saperne qualcosa. Raffaele Mauro Pino era un pesce d'aprile.


Pino Spina Grazie Raffaele. Pino Spina Gentile Maria, gli spiriti ci possono essere solo se si crede alla loro eventuale esistenza, ma un qualcosa di particolare c'era: La villa, chiamata "casa dei fantasmi", era uno di quei posti che da ragazzi si raggiungeva in motorino e dove si poteva amoreggiare. Potevi guardarti in gior per tutto il tempo che volevi, quindi assicurarti non ci fosse nessuno, ...ma appena ti rilassavi ecco che appariva un guardone e se provavi ad avvicinarti lui si muoveva...e non lo trovavi. Anche se non ho mai pensato fosse un fantasma, ho preferito non incontrarlo più. Marco Martinese Per la precisione si tratta comunque di Villa Skirmut. Cosimo Guercia Si, Grazie. Marco Martinese Di nulla, ...è un piacere. Gianni Tanzarella Ma questa non è Villa Monticelli? Francis Will A quando un recupero di quel che resta della villa e della zona circostante?

Cosimo Guercia Quando la villa Skirmut era abitata, ed in buona forma! ­ 1922 Andrea Viola Chissà perchè questo nome "Schirmouth"? Gianfranco Perri É´ la deformazione del nome della villa, cioé del proprietario della stessa che evidentemente alle origini era anche proprietario della spiaggia adiacente alla villa. Il nome corretto é Skirmut, un ricco uomo d´affari di origine turke, stabilitosi a Brindsi. Gianfranco Perri Alcune cartoline, come certamente questa, erano stampate in Inghilterra e non é raro trovare deformazioni o anche errori nelle leggende. Gianni Tanzarella Comunque sia, questa cartolina deve essere vecchissima, visto che la spiaggia, ¨Lido La Pineta¨, lí ancora non esiste.


Raffaele Mauro Infatti, del resto queste ville erano residenze di campagna dei ricchi signori dell'epoca. Credo che non esistesse nemmeno il concetto di lido in quegli anni. Annarita Spagnolo Dove c'è il bagnante con le mutande bianche negli anni 60 c'era un bel muretto e noi ragazzini entravamo da li per pescare con i barattoli e la farina, perchè in quella parte di mare c'erano degli scogli bassi. Mio fratello pescava le "verdicule". Cos'erano, anemoni di mare? Mario Carlucci E' vero Annarita! Vecchi ricordi!!!! Annarita Spagnolo Sullo sfondo si vede quella bellissima villa che noi ingenuamente chiamavamo "casa dei fantasmi". Esiste ancora, l'ho vista due anni fa uscendo dal porto con una nave che mi portava a Zante. E´ mal messa, peccato. Chissà se esistono eredi e come mai la lasciano andare così in malora. Linda Forleo Grazie per questo gruppo "stupendo". E´ bellissima anche la storia della casa degli spiriti io e mia cugina Annarita eravamo affascinate ma anche terrorizzate, la ricordo di colore rosa e ora che la vedo ridotta così mi chiedo, perchè non la si può salvare dalla rovina? Andrea Viola Grazie Gianfranco, ma dové esattamente questa costruzione? Cosimo Guercia Andrea, sto postando la prima foto che mi son trovato, solo per farti capire dov´é ubicata la villa Monticelli, anche se si vede solo in lontananza.

Cosimo Guercia Una strana foto dell´inizio novecento Cosimo Guercia Andrea, capisci ora dove si trova? Andrea Viola Si, si, più o meno si, ...proprio per questo mi rendo conto di quanto sia difficile, quasi impossibile, che possa tornare oggi come prima, ...Pero' mai dire mai! Gianna Santoro Quindi Villa Skirmut e la Villa Monticelli sono la stessa cosa? Cosimo Guercia Si, Si, perché in tempi diversi é stata di proprietá delle due famiglie. Gianni Tanzarella Non sapevo che in passato villa Monticelli si chiamava Skirmut, eppure ci ho abitato per due anni da ragazzino. Gianfranco Perri Da notare che in questa foto i bagnanti sono i carcerati del Penale!


Laura Lauretta Santoro Ma gli uomini hanno tutti la stessa faccia? Gianfranco Perri Si, faccia ti ngalirati! Gianni Tanzarella Scusate, ma quasi tutti sono nudi? Gianfranco Perri Gianni, come scritto sopra, si tratta dei carcerati del bagno penale ed in periodo non balneare.A loro non davano in dotazione il costume da bagno. Ha,ha,ha! Pino Spina Un altro documento eccezionale, grazie Cosimo, si potrebbe sapere la data di questa immagine? il "bagno penale", e proprio di bagno si tratta, doveva essere all'interno del Castello Svevo? Gianfranco Perri Il bagno penale funzionó nel Castello Svevo fino al 1910 data in cui il castello fu consegnato alla Marina Militare. É da presumenre che questa foto risalga a un periodo in cui i carcerati erano nel castello, quindi anteriormente al 1910. Pino Spina E´ proprio strana Gianfranco questa immagine, è una cartolina postale, una cartolina di uomini nudi nel 1910 o prima, ...è vero che c'erano le cartoline delle donnine in posa, ma non avevo ancora veduto nulla del genere. Gianfranco Perri Pino, ottima ed acuta la tua riflessione. Varrebbe la pena investigare e magari vien fuori qualcosa di interessante. Speriamo che qualcuno degli amici di questa pagina ci dia una qualche idea. Cosimo Guercia Per quello che mi risulta il bagno penale e' quello che si scorge alla M.M ed e' visibile da via Provinciale per San Vito. Non posso documentare la datazione della foto. Secondo me e' la spiaggia Santa Apollinare quando le cabine erano a mó di palafitte, all'epoca il bagno non era promiscuo, in quanto in una zona facevano il bagno le donne in un'altra gli uomini. Non c'e altra spiegazione secono il mio giudizio. Gianfranco Perri Cosimo, quello che ci sembra strano é che si sia pubblicata una ¨cartolina postale¨ con uomini nudi. É strano per l´epoca no? Ed é anche un pó strano che ci fosse una spiaggia di nudisti a Brindisi per quell´epoca. Per questo si tratta dei carcerati del bagno penale che erno stati portati lí magari per qualche lavoro forzato i periodo non balneare. Lo strsano é comunque l esistenza di una ¨catolina postale¨ Cosimo Guercia Si, e' strano per l'epoca Gianfra' , pero' la cartolina e' stata publicata ed e' visibile l'autografo di chi l´ha inviata. Forse oggi ci sembrera' strana la cartolina, ma aspettimo che qualcuno ci dica.

Raffaele Mauro La famiglia Skirmut sulla spiaggia – brindisiweb.com


Giuseppe Creti Bellissima sta foto Raffae'. Bravo! Gianfranco Perri Grassottello l´amico turco! Raffaele Mauro Dobbiamo ringraziare Giovanni Membola e brindisiweb.com Giuseppe Creti Grazie a Giovanni Membola & grazie a brindisiweb.com Cosimo Guercia Buongiorno Giuse´, sta durmivi ancora? Giuseppe Creti Co' avi ca stau svegliu io, ti stamatina alle 07:30 Gianni Tanzarella Possibile che i pantaloni si portavano a livello ascellare? Buon pomerigio! Gianfranco Perri Magari l´altezza della cintura dei pantaloni era proporzionale alle dimensioni del portafoglio di chi l´indossava!!! Annarita Spagnolo E direttamente proporzionale al girovita che qui mi pare....tipo mappamondo. Gianni Tanzarella Gianfranco, se fosse così, Capurussu doveva girare nudo ihihihihih.

Andrea Viola La villa Skirmut fotografata ieri Andrea Viola Sono andato a vedere quello che resta oggi dell'antica villa Skirmut‐Monticelli, e dell'adiacente spiaggia di Sant'Apollinare. E dire che su viale Regina Margherita ci sono passato migliaia di volte senza notarla, ...ora che ho visitato questa villa, non posso fare a meno di notarne la presenza anche in lontananza. E´ cosi evidente!


Gianfranco Perri Le spiagge di Brindisi ­ 2011 Gianfranco Perri E questa immagine é per chiudere in tristezza!Antonia Ostuni Davvero, ...che tristezza! Giancarlo Cafiero Incredibile la follia umana!!! Valerio Gatti Maledetta ignoranza!!! Antonio Fox Memore del fatto che avevo visto in questo gruppo una foto recente molto bella, che riprendeva dall'alto tutta l'area di una S. Apollinare dove tutto sembrava rimesso in ordine, colto da curiosità son voluto andare a vedere di persona. Non vi dico la delusione che ho provato nel vedere l'aumento del degrado persistente. Qualcuno su questo gruppo aveva ventilato l'idea di andare a fare la "mellonata". Forse sono parecchi anni che non visita il posto, altrimenti non si sarebbe fatto passare per la testa una simile iniziativa. Una situazione di degrado tale che l'unica cosa che si possa fare è stare quanto più lontano possibile. Non posso dare torto a quei brindisini che sul muro di cinta hanno snocciolato con scritte il loro sdegno contro certi signori che hanno fatto e continuano a fare il bello e il cattivo tempo in questa martoriata città. Non è possibile che tanti punti belli ed interessanti di questa città (Monumento al marinaio, Piazzale Sant´ Apollinare, ecc.) siano diventati punti inaccessibili ai cittadini, con la conseguenza che stanno diventando ricettacoli di rifiuti. Smettiamola di limitarci a glorificare il passato con le sue bellezze perdute e restare impassibili di fronte a ciò che ancora avviene in questa vilipesa città. E' ora di mettere da parte la riconosciuta "pigrizia" dei brindisini e darsi da fare fattivamente per creare nuove coscienze ed una nuova classe politica. Mi riservo di pubblicare qualche foto fatta purtroppo col telefonino per far vedere lo sdegno di quei ragazzi che hanno sfogato la loro rabbia con invettive sul muro. Pino Spina Bravo!! Gabriella Apruzzi concordo!!


Cosimo Guercia Grazie Antonio dell´informazione. Raffaele Mauro Nessuno è così folle o poco avveduto da parlare a vanvera, almeno non in questo gruppo, certo ci sono tanti che girano con le verità in tasca, che sono bravissimi fare i rivoluzionari del click/ mi piace/non mi piace. Poi c'è chi mette semp...re e comunque la faccia e pazientemente cerca di proporre di fare anzichè lamentarsi continuamente che gli altri non fanno nulla: Abbiamo proposto di uscire per un attimo dal virtuale di confrontarci di tirare fuori idee, progetti. Sono venuti quelli che potevano, altri erano lontani o impegnati ma ci hanno comunque dato il loro sostegno, altri hanno glissato, poco interessati o disattenti, ma va bene lo stesso. Abbiamo fatto una proposta per dare un segnale di una volontà di riappropiarci della città, partendo da un luogo simbolo della recente brindisinità la spiaggia di sant'Apollinare o quel che ne resta. Ovvio che conosciamo lo stato di degrado in cui versa ma la scommessa non ci spaventa, con l'aiuto di tanti amici dimostreremo come la passione e la volontà di cobattere il degrado possono cambiare l'inerzia di una città, ance con un piccolo simbolo la rotonda e la mellonata di sant'Apollinare.Mostra altro Antonio Fox Il mio intervento non voleva il plauso per quanto da me affermato, ma al contrario esprimere la rabbia, contro l'incuria e l'inefficienza dei nostri indegni rappresentanti ed inoltre, smuovere le coscienze e provocare un dibattito costruttivo sui problemi che ho sollevato. Raffaele Mauro Infatti nessun plauso, sono stanco di lamentazioni ci vuole la cultura del fare. Cosimo Guercia E' giusto per combattere il degrado ci vuole la volonta' di tutti e' Brindisi ne ha tanto bisogno. Il commento di Raffaele va ne verso giusto‐ Gianni Tanzarella Sarebbe bello se i volenterosi del gruppo ci armassimo di sacchetti rastrelli e guanti etc. e dare una pulitina alla spiaggia di Sant´Apollinare, come fanno in tante parti d'Italia, lo so che sto dicendo un'eresia e che verrebbero quattro gatti, ma a volte da un'eresia potrebbe venir fuori una bella iniziativa, chi lo sa? Raffaele Mauro Faremo qualcosa di un po più radicale Gianni, il segnale deve essere forte e chiaro, sono certo che ci riusciremo con l'aiuto e il sostegno di quanti credono che una rinascita è possibile Gianni Tanzarella Certo Raffaele, ma con quella iniziativa speravo di far vergognare i nostri amministratori (cosa assai difficile) e far capire che i Brindisini non restano a guardare che il degrado si porti via posti cosi belli e pieni di ricordi di quando i Brindisini erano attenti alla loro città. Raffaele Mauro Credo sia più importante andare un po più in la della protesta in fondo gli amministratori che ci sono li li hano votati i brindisini, al massimo dovrebbero vergognarsi loro, il punto invece è passare dalla protesta alla proposta, alzare un po´ il tiro ed essere propositivi, questa invece è una città dove tutto scivola addosso, tutto scorre e tutto si dimentica facilmente, nell'indifferenza generale è stata costruita una centrale a biomasse travestita da zuccheificio a 350 metri da corso Garibaldi. E´ sufficnte Giovà? Gianni Tanzarella Conosco bene queste problematiche e certo non sono tipo di protestatore, ho sempre agito, naturalmente nel limite del mio possibile, non sono d´accordo che i brindisini si devono vergognare per aver avuto fiducia. Non amo vedere Brindisi come terra di conquista di altri.


Andrea Viola Aprile 2011 Andrea Viola Sono sicuro che molti di noi avranno capito dove sono andato a fare questa foto. Pino Spina Alla fine del muro dell´ex Lepetit, Costa Morena, c'è un bivio: Da una parte si va a Sant'Apollinare, dall'altra si va su una piccola banchina portuale. Forse sei potuto accedere da lì. Conosco molto bene quella zona, facevo il fattorino e prima della costruzione di Costa Morena, sempre da quel bivio, partiva una strada di terra battuta che portava in cima fino al cancello della Centrale Nord. Andrea Viola Ci sei andato abbastanza vicino, bravo Pino. Silvio Melpignano Sant'Apollinare, ...sempre cosí pulita!!! Andrea Viola A proposito di rifiuti, ho trovato di tutto, da un triste reperto storico, anni 60‐70, a pezzi di cemento che non ho proprio capito cosa potessero essere, erano sulla spiaggia, distanti dalla villa Raffaele Mauro Il cemento che conteneva le barre delle rete di protezione fra Sant'Apollinare e la spiaggia La Pineta, si estendeva per circa una decina di metri nell'acqua. Andrea Viola Grazie. Poi più avanti ho scoperto che nel cemento ci sono ancora piantati i paletti che sorreggevano il pontile, incredibile che dopo tutto questo tempo siano ancora lì!


Raffaele Mauro No, la parte finale della spiaggia per proteggere l'arenile dalla risacca, aveva un piccolo muretto alto una quarantina di centimetri che partiva dalla fontanina e arrivava fino alla pineta. Cosimo Guercia Molto monnezza sulla battigia. Andrea Viola Eppure non ci vorrebbe niente a toglierla!! Raffaele Mauro Si, ma molta arriva dal mare quasi giornalmente, molta di quella monnezza viene gettata dalle banchine di viale Regina Margherita e del Casale Cosimo Guercia Maggiormente dalle navi. Raffaele Mauro Non più Cosimo, lo fanno in mare aperto in porto li spaccano in due. Oggi con il controlli della capitanerie non è più possibile scaricare alcunchè da parte delle navi all'interno dei porti, molte fogne che una volta finivano in mare, ma oggi non ci sono più. Andrea Viola Meno male! Eppure ogni tanto qualcuno ci prova, meglio non abbassare la guardia!! Silvio Melpignano Ma vicino alla Capitaneria di Porto c'e' ancora chi ieri ha scaricato del liquame bianco, che stanno ora analizzando.

Andrea Viola Aprile 2011 Andrea Viola L'acqua è ancora cristallina! Raffaele Mauro Cristallina mi pare una parola grossa, però, ...con tutta la simpatia di questo mondo. Andrea Viola E l´ultima foto, che segue, da dove l´ho scattata? Su tutte mi piace tantissimo per il modo in cui si scorge la sagoma del Monumento, ...è una vista impagabile! Raffaele Mauro Dalla villa Skirmunt! Andrea Viola E dire che io, per ovvie ragioni di sicurezza, non ero salito prima fino a sopra la villa: da lì si vede in pieno...Bellissimo! Raffaele Mauro L'inquadratura é bellissima anche dal faro verde di forte a mare, dalla punta del molo, è più o meno la stessa senzazione mozzafiato che si prova entrando dal mare.


Andrea Viola Aprile 2011


BRINDISINI LA MIA GENTE

Sciabiche...

Imbriani Ugo Vista del lungomare e rione Sciabiche ­ Fine 800

Cosimo Guercia Bella questa foto! Non la conoscevo. Gianni Tanzarella Si proprio bella, da notare a sinistra il pozzo, ma che acqua poteva esserci? Acqua "saza". Giuseppe Ligi A che anni risale questa foto? E´ molto vecchia come immagine. Sulla destra si intravede il campanile del duomo, ma l'altra che chiesa è? Carla Rubini L'altra chiesa è Santa Teresa Raffaele Mauro La prospettiva la sposta più dietro ma è inconfondibile. Arcangelo Taliento Cosimo, proprio in "Strada Sciabiche" sono nati i miei nonni, bisnonni e trisavoli, arrivando al 1800. Su ¨Brindisi Nuova Guida¨ di Giacomo Carito, Edizioni Prima, risulta esserci stato anche un palazzo denominato "Palazzo Taliento". Cosimo Guercia Grazie Arcangelo per l'informazione. Sai se sul libro é riportato dove si trovasse il palazzo? Arcangelo Taliento Si trovava proprio al rione Sciabiche. Pensa che i miei antenati, nonno, bisnonno e trisavolo, risultano essere nati in "Strada Sciabiche", tutti marinari. Oggi capisco perchè sono tanto affezionato a quel rione, ...questione di sangue! In ogni caso, in via Montenegro ho trascorso i miei migliori anni, circa 18. Gianfranco Perri E´veramente molto bella. Tra l´altro il primo piano é ben diverso, molto curato e sgombro, da quello che possiamo vedere in altre foto che hanno praticamente la stessa inquadratura. Sarebbe interessante sapere la data di questa foto, approssimata naturalmente. É comunque una foto molto antica, fine 800 o primi 900, credo. Sembra infatti che le costruzioni sulla riva non siano quelle degli edifici che giá compaiono nelle foto dei primi anni del 900 e he persistono ad oggi. Cerco qualcuna di quelle foto a cui mi sto riferendo e la posto.


Gianni Tanzarella Spiaggia di Ponente, ...con un pó di colore!

Gianfranco Perri Questa bella foto é del 1905. Originalmente la cartolina era denominata ¨Spiaggia di Ponente¨. Si notano sulla destra gli edifici in fila che tutt´oggi, fino a largo Sciabiche, ci sono ancora lungo la strada che si affacia sul mare e che si chiama via Tahon Revel e che parte dal portone della Marina Militare, che si trova prima della foto. Raffaele Mauro Praticamente il primo piano corrisponde a dove ora c'è il molo dei rimorchiatori. Questa parte del porto è rimasta identica, la parte abbattuta riguardava la parte della strada che porta al mauseleo e la piazzetta che si è creata accanto. Gianfranco Perri Le case domolite sono quelle che si intravedono piú in fondo alla foto, subito dopo la fila continua di edifici a due piani abbastanza uniformi come architettura e che oggi sono ancora lí fino a Largo Sciabiche dove da dietro arriva via Lucio Scarano. Le demolizioni si effettuaron in due grandi fasi: la prima agli inizi degli ani ´30 per dar posto alla larga scalinata cop la fontana imperiale; la seconda alla fine degli anni ´50, fino alla via Pompeo Azzolino, estendendo il piazzale Lenio Flacco e conformando l´inizio della via Camassa. Annarita Spagnolo Le vecchie Sciabiche con le barche dei pescatori ormeggiate, ...molto bella. Antonia Dell'Aglio Mia suocera raccontava che lí facevano i bagni e anche le gare e che arrivavano a nuoto dove ora c'è il Villaggio pescatori. Annarita Spagnolo Mio padre raccontava che si buttavano dove ora si prendono le motobarche e nuotavano fino alla banchina del Casale. Ci 'ndi minamu moi 'ndi veni l'epatite C.


Salvatore Cocciolo Vista sulle Sciabiche dei primi anni del ‘900

Cosimo Guercia In questa foto si puó visualizzare ció che erano le Sciabiche. Raffaele Mauro Stazione delle torpediniere, all'incirca all'altezza dell'attuale attracco della motobarca per il Casale. Gianfranco Perri Raffaé, l´attracco della motobarca é di fronte a Via Montenegro e qui in primo piano siamo sull´attracco dei rimorchiatori Barretta. Raffaele Mauro Si, dove ci sono quelle cabine di legno, ma io mi riferivo al posto dopo le torpediniere. Arcangelo Taliento Nel 1863 la "Strada Sciabiche" (così chiamata, come risulta da un certificato di nascita rilasciatomi dall'Archivio di Stato) iniziava subito dopo il caseggiato in primo piano a destra e terminava a dieci metri circa dalla Via Pompeo Azzolino; tra le due vie una fontana dissetava l'intero rione. Negli primi anni '30 furono abbattute parte delle case per realizzare la grande scalinata e la fontana monumentale; a fine anni '50 furono abbattute le ultime case cancellando, difinitivamente, la Via Sciabiche che inizialmente si chiamava "Strada Sciabiche". Questa notizia sarà gradita a tutti coloro che non hanno conosciuto la Via Sciabiche per questione di età e noi abbiamo il dovere di trasmettere loro la nostra conoscenza. Gianfranco Perri Arcangelo, grazie per i dettagli. Per completare i chiarimenti ci manca ancora da scoprire il nome della viuzza dove ancora c´é l´arco e che é molto piú stretta e parallela alla via Pompeo Azzolino. Quella viuzza della foto con i bambini, é un vico, ma aveva un nome?


Cosimo Guercia Via Pompeo Azzolino alle Sciabiche Cosimo Guercia Queste case furono quasi tutte demolite nel 1959, adesso é tutto diverso.


Gianni Tanzarella Caspita eppure sono di Brindisi, ma questa via non l´ho mai vista! Raffaele Giove Via Pompeo Azolino, allle Sciabbiche abitava Cuchecchia, e altri famosi sciabbicoti. Arcangelo Taliento Questa è via Pompeo Azzolini ed esiste ancora senza le case que stavano prima dell'arco. Cosimo, la finestra mia era di fronte a quello affacciato, o quella affacciata, non distinguo bene. Cosimo Guercia Arcá, abitavi propio al centro storico delle delle Sciabbiche, come ho notato dai tuoi commenti sai tutto e tutti della zona. Arcangelo Taliento Eh già! Pensa che quando decidevo di farmi una nuotata incominciavo a correre da Via Montenegro e, tale era la rincorsa, che non puoi immaginare dove arrivavo con il tuffo, quindi, Casale e ritorno. Luigi Iaia Arcangelo, scusa ma fino a quando sei stato in via Pompeo Azzollini, perché io sono nato lá. Per caso sinti lu nipote di Maria Lucia? Pirceni a quella via abitava Cuchecchia di zu' Pippinu, Ntunietta di li Beddi, nunna Maria, Maria la bionda, Cunzilia di Ginccu, Ntunietta la Spazzini, Furtunata e Peppu Sciarra. Poi sopra allu palazzo abitavunu l'atri, e abbasciu a dó era lu Gabbiano, stava la putea di salsamenteria. Arcangelo Taliento Maria Lucia, che ti faceva tenerezza, era cugina a mio padre e in vecchiaia viveva, se ben ricordo, sola vicino a Maria la bionda, sorella di Mimmo, che quando faceva le cozze alla banchina spariva dentro alle condotte lasciando vedere solo i piedi; però riempiva lu tilaru! Te li ricordi li tilari? Quelle cassette che servivano per contenere i pesci (oggi sono in polistirolo). Lo spettacolo era quando venivanu puliti cullu scupittinu alla scaledda. Quantu pisci si 'nvicinaunu pi tanta mangianza: vopi, cefuli, sparatieddi, cuggiuni, vavosi, spicaluri, fruttacchi, casciulicchi, sicciteddi, e nui pronti a piscari a menz'acqua! Ce tiempi! Ma addai no abitava puru Pizzuttinu? Vicinu alla scalinata ca stai ancora? Cosimo Prudentino Di quali annu sta parlati? Io abitavo in via Pompeo Azzolino e uscivo da via Montenegro 47, oggi e' un altro numero. Maria Lucia abitava sotta a Ndulirata la rossa. Poi c'era Filumena ca quandu ccuminzava a parlari non la spicciava chiui, cu lu fighiu Pippino che quando ti salutava con la mano destra evidenziava il dito medio. Arcangelo Taliento Ah ah ah! E Cocu che assisteva sembrando guardasse il cielo, donde il suo soprannome di Uardastelli! Luigi Iaia Alla scalinata ca tu dici stai ancora, abitavo io. E quandu chiuvia mama mittia lu rinali. Sotta abitava Maria Lucia, e di costi abitava Vicenzina. E poi mama si pigghiau casa di fronti ca abitava nunna Maria Prudentino, e feceru mezza casa nui e menza casa loro, ca rispundia in via Montenegro. Arcangelo Taliento Luigi ma di cce annu stà parli? Ca iu sciucava 'ntra casa di Romeu. No sta parli di Cosiminu Prudentinu? Luigi Iaia Nonnu Cosimo Prudentino, lu maritu di nunna maria. Poi chiú abasciu abitava Ginu di Cunzilia , e addai e' rimastu ancora lu figghiu Antonio. Poi venni a abitari lu conti Mantovanelli. Io sta parlu ca io sontu di lu 58. Di costi poi abitava Furtunata di Ginccu Coppola ca tenunu la casa ancora addai. Sopra a lu palazzu poi abitava Cocu Cirvillera, Lina l'infermiera, Fischietto e Tonino Sciarra. Alla funtana poi abitava Peppu Sciarra, e poi ti ticu l'atri Arca'. Arcangelo Taliento Lu nanni mia, papà di mia nonna materna, navigante veterano, ritiratosi dall'imbarco sulla pilotina ormeggiatori, si comprò una barca per vivere ancora di mare: non c'era la pensione a quei tempi. Noto come Cosumu di Punenti, abitava in Via Montenegro con finestra su detta via ed anche su Via Pompeo Azzolino. Visse 90 anni sino al 1939. Lì sono cresciuto io sino a 18 anni. Arcangelo Taliento Quando soffia il maestrale i pescatori colgono l'occasione per riposarsi, ...lavorando! Non c'è nulla di meglio che ti possa distrarre quanto una bella chiacchierata con i pescatori. Damiano abitava tretu allu furnu abbasciu alla marina, nelle case abbattute nel 1959.


Carla Rubini ... Sciabiche... Luigi Iaia Quai eti di costi a via Pompeo Azzollini a lu largu a dó stava Sciarra cu lu pesci frittu. Aquai aggiu natu io, e da cristiana ca stai di fronti eti Maria la bionda, la mugghieri di Etturi Altavilla. Io abitavo a do si veti la scala di fronti. E di costi, a do stai da cristiana ca eti Maria, abitava lu conti Mantovanelli. Inveci du magazzinu ca si veti era di Peppu Sciarra, ca vindia lu baccalai. Cosimo Guercia Bravo Luigi, bella la descrizione che hai fatto del luogo e delle persone che hai descritto. Luigi Iaia Ce' belli ricordi, ogni tanto, quandu passu di dai vulia cu turnava andretu, puru ca mi muriva di fami pero' era troppu bello. Quandu chiuvia mama mittia li buatti sotta, si noi ndi chiuvia ancapu. Ce' sannu li vagnuni di moi, ca no sontu mai cuntienti!


Remo Simoniello Ormai il brindisino viene parlato, purtroppo, solo con neologismi. Mi tocca cu fazzu nu picca ti scola sciabbicota e ricominciare a parlare come "nannascima". Antonio Fox Remo, non ti scordare che io sono più sciabbicoto di te. E sai perchè vero? Remo Simoniello Chiù ti mei no lu sacciu. Nonnuma abitava a via Scaranu e nannascima a via Zara, ...e no mi fa parlari sciabbicotu ca no mi capisci. Armenu sai c'è significa "nannascima"? Antonio Fox No, stavo per chiedertelo. Comunque Re' se proprio vogliamo distinguere, via Scarano non è certo la zona delle Sciabbiche dove abitavano i miei nonni di parte di madre, quella zona che fu abbattuta affianco alla scalinata di Lenio Flacco. Remo Simoniello Ma c'è ti stà nvienti osci, da via Scarano fino a via Santa Chiara è tutta zona Sciabiche. Antonio Fox Si, ma il cuore delle Sciabiche dov'era? Remo Simoniello Era tuttu nu cori vuè Ntò. Quiddi ti sobbra li chiamavunu "quiddi ti nzusu", e poi ccuminzava "Tarantufulu" alias San Pietro "ti li Skauni". La zona ti nonnuta era Vico Dorotea, e vicinu la scalinata abitava puru Setti giacchetti. Antonio Fox Precisamente in quella viuzza che attraversava tutto il rione pescatori. Come vorrei trovare una foto. Arcangelo Taliento Antonio, vedi di trovare una vecchia pianta di Brindisi che ci sia la "Strada Sciabiche" che sicuramente iniziava da sotto le Sciabiche attuali e terminava dove c'è ancora la via Pompeo Azzolini. Devi sapere che una ricerca presso l'archivio di stato, sono arrivato sino al 1800, mi ha reso noto che i miei avi erano nati e domiciliati in Strada Sciabiche. Ecco perchè sono sempre stato attratto da quel rione. Antonio Fox Purtroppo, non sono riuscito a trovare nessuna foto della strada in questione, che cominciava da dove oggi c'è la pescheria. Se ben ricordate, in quel punto iniziava una salita di terra battuta che immetteva in quella stradina che Remo dice chiamarsi, Vico Dorotea che divideva, la zona bassa da quella alta e finiva dove una volta c'era una fontana. Ad una cinquantina di metri dalla via Dorotea abitavano i miei nonni. Il soprannome di mio nonno era "lu rapinu". Arcangelo Taliento Antonio quello che tu dici riguarda l'ultimo tratto rimasto della via Sciabiche che iniziava dove c'è Via Pompeo Azzolini e terminava dopo Iaccato. La strada in terrabattuta in salita non è altro che l'interruzione momentanea dell'abbattimento delle vecchie case iniziato diversi anni prima per la realizzazione della grande scalinata e relativa fontana monumentale.

Raffaele Mauro Sciabbiche viene dal nome della rete da pesca che si metteva ad asciugare sul piazzale, la rete era di origine araba, ¨sciabbach¨, da cui il nome Sciabbiche.


Remo Simoniello La risposta su "nannascima": era la bisnonna! Vuoi un esempio di come si è passati ai neologismi? Skuma ti mari, non esiste nella lingua brindisina, si chiamava " lliiami o alliami" e fu proprio Setti Giacchetti che coniò questa parola: una sera dopo aver pescato, siamo a metà anni 50, si mise cu la mattra a vendere la lliami e per richiamare la gente incominciò ad urlari "Viva eti, questa eti la vera skuma ti mari", e così da quella sera nacque questo neologismo. Gianni Tanzarella Questa "lliami" l'ho giá sentita riferita sempre alla "skuma ti mari", ma solo i vecchi pescatori lo sanno. E certu ca lu sai puru tui, ca ci si vecchiuuuuuuuuuuuuuuu, ahahahahahaha! Remo Simoniello Appena scendu ti mettu la capu "intra all'acqua ti na strasciola"! Gianni Tanzarella Aqhaqhahahahahaha, ti l'ha circata ahahaha! Che vordì "strasciola"? Remo Simoniello Ma no sai c'è t'eti "la strasciola"? Stà viti? Quando pioveva, li roti ti lu travinu lasciavano un solco che si riempiva d'acqua piovana: il solco era la strasciola! Gianni Tanzarella Io ho sempre saputo "scarassatora ti travinu". Remo Simoniello Ma fammi lu piaceri uè Già, la scarassatora era quandu na porta era socchiusa, no mbrrugghiamu favi e fogghi! Antonio Fox Bravo Remo. Comunque non puoi pretendere che gli altri possano competere cu nu sciabbicotu como a tei. Hai mai pensato di fare un vocabolario delle parole brindisine? Io ne ho uno, ma comunque non credo sia completo, fatto dal compianto Raffaele Cucci. Remo Simoniello Antò dovresti saperlo, non te lo devo dire io, per quanto riguarda Raffaele Cucci, credo che abbia fatto una ricerca molto minuziosa e molto attendibile. Antonio Fox A proposito di "strasciola" l'ho consultato, ma il termine non c'è. Remo Simoniello Non ho il vocabolario di Raffaele, ma stai tranquillo quello è il significato, però mi sembra strano, consultalo meglio. Uarda ci stai l'aquilone. Frauta Luigi l'à và saperi, lu chiamaumu " la cartulara". Lucia Tramonte Cucci riporta cartulara = aquilone, ma anche pumeta. Remo, quella lasciata dai carretti si chiamava "cazzatora ti carrozza" o "cazzatora ti travìnu". Scarrassatora è lo spiraglio della porta. Il nostro dialetto è ricchissimo di sottigliezze! Remo Simoniello Cara Lucia, ogni ricercatore cerca di avvicinarsi sempre di più alla verità, specialmente facendo la ricerca sull'etimologia della parola, "cazzatora" viene inserita nel linguaggio dopo "strasciola", come ad esempio in successione, sulla pasta abbiamo: spirciatieddi, spizzatori ed infine pasta mbiskata, questo per i fagioli, mentre per i ceci avevamo: tria, pasta riccia, laina e spaghetti, e via di seguito. Fino alla metà dell'ottocento nelle nostre parole non esisteva la lettera "c" in sua vece vi era la "k": Kappieddu, Kaddu, etc. Per quanto riguarda "scarassatora", son famose le parole "lassa na scarassatora ca essunu li moschi". Anche da quello che mi dici su "cazzatora ti travinu" ti dico hai ragione, ma se torno ancora indietro, lu travinu si chiamava "travenuru" come pircocu si presentava come "pricuecu". In tutti modi mi complimento per il tuo scritto "la corriera", bello, conciso e diretto, senza fronzoli, bravissima! Lucia Tramonte Remo, rientrata a casa leggo con interesse quanto scrivi. Lo scambio aiuta la riflessione e la riflessione arricchisce tutti. Grazie per i complimenti. Raffaele Mauro Bella ed interessante analisi Remo, grazie. Gianfranco Perri Remo, sei una grande risorsa per noi brindisini. Dovremmo peró valorizzarti di piú ed usufruire veramente delle tue gradi conoscenze del nostro dialetto. Dovresti programmare una visita a Brindisi ed un incontro con il nostro gruppo, naturalmente nella misura in cui tu riuscissi ad inserirlo nei tuoi impegni!


Gianfranco Perri Questa é anche Via Pompeo Azzolino, o no? Chi saranno i bambini?


Gianfranco Perri Questo pezzetto di strada esiste ancora da viale Regina Margherita fino all´arco compreso, mentre quello che non c´é piú é il pezzo che segue dopo l´arco, per lo meno non esistono piú le case sulla destra dopo l´arco. Non so se questa possa essere la antica Strada Sciabbiche. Antonio Fox Sembra proprio questa la strada interna delle vecchie Sciabiche. Sarebbe bello sapere a che anno si riferisce la foto. Arcangelo Taliento No! Fino al 1959 la via Sciabiche si trovava a sinistra uscendo da Via Pompeo Azzolini, dopo una diecina di metri, e terminava dove c'è oggi la pescheria di Prudentino. In verità in passato arrivava anche oltre Iaccato ma molte case furono abbattute nei primi anni 30 per la realizzazione della grande scalinata e relativa fontana. Nella mia bacheca c'è una foto che riguarda le due vie. Gianfranco Perri Arcangelo, grazie per la tua chiara spiegazione. Quindi la via Sciabiche era piú o meno paralela al mare ed andava lungo tutta la base dell´attuale grande scalinata e piú o meno fino dove arriva adesso via Lucio Scarano. Purtroppo non posso entrare nella tua bacheca. Perché non pubblichi la foto di cui arli sul gruppo? Grazie. Comunque se questa viuzza della foto, che come ho scritto esiste ancora fino all'arco compreso, non e' via Sciabiche, allora come si chiama? Stella Montanaro Che bella! Una strada interna delle vecchie Sciabiche. Chiederò ad una mia alunna che ha la nonna e le zia che abitano ancora là. Comunque rubo la foto e la pubblico sul mio profilo. Antonietta de Domizio La mia mamma è nata in quelle viuzze dietro la fontanella che si trova nei pressi del vecchio ristorante Il gabbiano. Stella Montanaro Io avevo uno zio che si chiamava Euro ed aveva una salumeria, proprio lì dove c'era il ristorante "Il gabbiano". Enrico Sierra Io abitavo in via Manzoni e per andare alle Sciabiche facevo San Benedetto , rione Cittadella, via Lucio Scarano e poi le Sciabiche. Potete vedere il mio articolo del 2006 postato su brundisium.net titolatro "I re magi al villaggio pescatori", se quache amico riesce a pubblicarlo mi fa un grosso favore, e se ho sbagliato correggetemi. Ma via Lucio Scarano dove si trova esattamente? Imbriani Ugo Via Lucio Scarano è la strada parallela a via Paolo Tahon de Ravel, ha una forma ad S e unisce via Tahon a via Sant'Aloy. Annarita Spagnolo Via Lucio Scarano è la strada adestradi Sant'Aloy, andando nel sendo di marcia consentito che porta dritta alle sciabbiche. Enrico Sierra Secondo me, e posso anche sbagliare, Via Scarano e' quella via in discesa che porta alle Sciabiche con a sinistra le case a piano terra ed a destra una scaletta. Quelle sono le case delle Sciabiche che io ricordo, siamo circa nel periodo 46 e giu' di li. E poi giú c'era il circolo nautico e la grande scalinata che portava a piazza Santa Teresa. Potrtei anche avere fatto molta confusione, ed allora la colpa non e' mia ma della menmoria. Ahiai! Brindisi Bicicletta Caro Enrico non puoi sbagliare, se parliamo di Lucio Scarano è la via che porta alle Sciabiche. Gianfranco Perri Enrico, questa volta possiamo dare un 6 e mezzo o 7 alla tua risposta. Hahaha! Arcangelo Taliento Enrico ti mancano altre due scalinate: provenendo da Via Sant'Aloy trovi la Via Lucio Scarano e subito noti le ripide scale che ti portano all'ormeggio dei rimorchiatori; proseguendo la discesa trovi sulla sinistra altre due scalinate, l'ultima è quella che termina su via Zara. OK? Enrico Sierra Io ricordavo solo una scalinata, ma sono d'accordo con Gianfranco e con Arcangelo. Grazie. Ricordo che andavo atrovare il mio amico Nzino che di fronte a casa sua vedeva il villaggio pescatori e da lí sembrava lu preisepiu. Ed era cosí, era il suo presepio e forse lassú sta sorridendo e annuisce. Grazie veramente. Gianfranco Perri Ho finalmente trovato una foto che spero possa aiutare a capire la situazione del settore Sciabiche. La pubblico.


Gianfranco Perri Evoluzione del settore Sciabiche Arcangelo Taliento Silvio, questa foto è dedicata a te perchè nelle case abbattute nel 1959, a destra c'è casa tua, di la tintora e di Marco di zzà Checca. Poi a sinistra c'è via Sciabiche, la putea di lu Craunaru la casa di Rasckaporti e quedda di Strueppiu. Poi ci si addentrava in una specie di presepe dove si trovava (e c'è ancora) la scalinata che ti porta all'archivio di Stato e piazza Santa Teresa. Imbriani Ugo La via Pompeo Azzolino é quella con l´arco, e parzialmente esiste ancora, mentre l´altra è Vico Capoziello, ed ormai non esiste pipu, adesso c´é uno slargo. ...Spero di non sbagliarmi! Cosimo Prudentino Dice bene il sig. Imbriani. Io abitavo da bambino in via Pompeo Azzolino, e non Azzolini. Gianfranco Perri Cosimo, scusa se insisto, peró ci stai confermando che la viuzza dell´arco (foto con i bambini) si chiama Via Pompeo Azzolino, mentre quella parallela a seguire verso ponente e che di fatto giá non esiste si chiamava Vico Capozziello? Se cosí é allora a quale pezzo di via Pompeo Azzolino corrisponde l´altra foto? Quella che ha case a destra e a sinistra e che si é detto che alcune sono state abbattute? Era un pezzo dopo l´arco? O magari quella foto sí era di Vico Capozziello? Grazie in anticipo per volerci ancora chiarire meglio. Cosimo Prudentino Si, confermo. Esiste un plastico, presentato come presepe qualche anno fa' in piazza Vittoria che era l'esatta riproduzione di via Sciabbiche. Gianfranco Perri Interessante, sarebbe bello sapere chi lo ha conservato.

Gianfranco Perri Angolo tra Viale Regina Margherita e Via Pompeo Azzolino e Vico Capozziello


Gianfranco Perri Ugo, sull´attuale largo che é rimasto dopo gli abbattimenti piú recenti, quelli del 1959, c´é la targa stradale che dice Via Pompeo Azzolini: l´ho vista su Google Earth cosí come é riprodotta dalla foto. Mentre sul vicoletto dell´arco non si legge nulla e magari era Via Capozziello. Poi la targa frontale che c´é anche nella foto, si riferisce alla Piazza San Teodoro. Quindi, Cosimo, sembrerebbe che il nome corretto sia Azzolini. Cosimo Prudentino Nonostante quello che dice la targa sulla parete e quelo che dice Google Earth, dal libro Toponomastica Brindisina Il Centro Storico (1988) del professor Alberto Del Sordo, con il quale ho collaborato per le foto, si evince che il nome corretto é Azzolino e non Azzolini. Gianfranco Perri Interessante. Quindi é Azzolino e non Azzolini. A questo punto chi ha messo la targa stradale che ho fotografato, oltre a sbagliarsi con il nome, puó benissimo essersi sbagliato con la strada stessa. E´un vero peccato perché questi errori poi si trasmettono e si radicano. Per questo la toponomastica deve essere fatta con particolare seritá, dedicazione e supervisione. Grazie Cosimo. Cosimo Prudentino Le nuove targhe stradali oltre agli errori sono anche bruttine. Gianfranco Perri E purtroppo anche mal concepite: Il simbolo del municipio, occupa una grande porzione della targa, mentre i nomi sono scritti in carattere piccolissimo e quasi invisibile da un pó di distanza. Inoltre ho l´impressione che la qualitá fisica lasci molto a desiderare e temo che la durabilitá sia minima. Spero sbagliarmi su questo aspetto. Cosimo Prudentino Si, il simbolo del municipio e' di troppo visto che stiamo a Brindisi. Raffaele Mauro Sono di plastica, c'era un impegno a rimuoverle, ma sono ancora li, bruttissime scandalose direi. Gianfranco Perri Sullo stesso libro di Albertto Del Sordo si legge: Via Pompeo Azzolino é un budello cieco, un breve solco tra caseggiati fatiscenti, destinati prima o poi ad essere demoliti. Qundi una via cieca, cosí come cieca é la via Azzolino che ha la targa e cosí come cieca é la viuzza con l´arco, che non ha una targa, e pertanto ci resta ancora da delucidare quali delle due vie cieche é la Pompeo Azzolino. Simone Aretano Nella via su cui insiste l'arco la targa riporta "via Pompeo Azzolino" mentre nella "piazzetta" subito a destra, la scritta "via Pompeo Azzolini" che su google maps risulta ben evidente, è attualmente sbiadita lasciando intravedere piuttosto bene una precedente incisione che riporta il nome di "Vico Capozziello". Gianfranco Perri Bravissimo Simone, ti ringrazio. Con queste tue annotazioni chiarisci finalmente i dubbi. Possiamo quindi concludere che la via Pompeo Azzolino, o quel che rimane di essa, é la via su cui insiste l´arco, e del resto su ció convergono tutti i commenti degli amici sciabicoti. Poi invece il vico Capozziello era quello, ormai sparito quasi completamente, parallelo alla via Azzolino e del quale resta solo un pezzetto di quello che fu il suo lato sinistro, guardandolo da viale Regina Margherita. Annotiamo inoltre, l´errore doppio della targa apposta su quello che era appunto il vico Capozziello: primo errore aver scritto Azzolini invece di Azzolino, e secondo errore, ancor piú grave, aver sovrapposto tal nome incorretto sopra il nome Capozziello, che era evidentemente il nome originale e quindi il giusto del vico. Da notare finalmente que questi due ultimi errori sono stati purtroppo recepiti da Google earth, che li ha in qualche modo ancor piú formalizzati. Arcangelo Taliento Attenzione! La ricerca evidenzia sia Pompeo Azzolino che Pompeo Azzolini. Trattasi dello stesso personaggio. ...Cristina di Svezia, erede il Cardinale Decio Azzolini/o (1689) che lasciò i beni al nipote Pompeo Azzolino/i... Il marchese Pompeo Azzolino/i fu Capitano della guardia dell'Ecc.mo Sig.re Duca di Medinaceli e Capitano Generale del Regno di Napoli; sposò Giulia Ruffo. Ernani Nani Ha ragione Arcangelo, infatti da una ricerca fatta , risulta sia Pompeo Azzolini che Azzolino, medesimo personaggio! Gianfranco Perri Caro Ernani e caro Arcangelo, evidentemente esistono ambedue i nomi, sia Pompeo Azzolini che Pompeo Azzolino, quello che dovremmo capire é quale dei due é quello originale del nostro personaggio brindisino e poi anche capire quale dei due cognomi era originalmente stato assegnato a quella stradetta cieca delle Sciabiche con l´arco, della quale ne rimane ancora un pezzetto. Per il momento abiamo il documento del professor Del Sordo che dice Azzolino, vediamo di segnalare qualche documentare che dica Azzolini e verificare che se si riferisca allo stesso personaggio brindisino, condottiero del ´500. Comunque il nostro Pompeo Azzolino, non é il marchese nipote di Cristina di Svezia, il quale era marchigiano di Fermi e morí nel 1706. Il nostro personaggio invece era brindisino e visse nel 500, quindi molto prima.


Gianfranco Perri ...Pompeo Azzollino fu un valoroso condottiero brindisino vissuto nel XV secolo. Ferdinando D’Aragona, stimandolo molto per le sue virtù militari e per la fedeltà che dimostrava verso la casa regnante, gli aveva affidato il governo della città.... Fu un uomo che compì molte imprese tra le quali da ricordare quella del 1481 quando, insieme con i suoi uomini, liberò dai Turchi Otranto tenuta in loro potere. L´anno seguente sconfisse in battaglia aperta il comandante veneziano Giacomo Marcello facendolo desistere dall’occupare Brindisi. Ferdinando d’Aragona fu assai grato a Pompeo Azzolino della vittoria riportata contro i Turchi e volle per questo eternare la sua memoria con un’iscrizione che fece incidere sopra una tavola di marmo collocata sulla facciata della casa di Azzolino situata nel rione Sciabiche (della casa non resta che qualche avanzo di muro)... Estratto da ¨Le perle di Brindisi. Personaggi illustri brindisini¨, di Franca Perrone e Angela Giosa, 2008. Quindi, ...questo é il nostro Pompeo Azzolino! Arcangelo Taliento Cosimì è una bella presentazione del luogo a noi tanto caro! Quedda machina azzurra llevila ch'è megghiu e mittinci nnù picca di verdi cu quarche fiuru. Gianfranco Perri Arcangelo, mi continui a chiamare, Cosimí, ma mi chiamo Gianfranco, non fa niente, hahaha! Comunque vedró di migliorare il montaggio.

Cosimo Prudentino Completamento demolizione Sciabiche ­ 1959


Mario Carlucci Demolizione Palazzo Monticelli alle Sciabbiche ­ 1934 Raffaele Giove Un ricordo indelebile le nostre sciabbiche, la cantina del vino con il suo oste chiamato Navi. Che tempi, con cibo genuino e persone semplici! Le prime abitazioni a sinistra erano abitate da Raskaporte, subito dopo c'era il ristorante di Checca che faceva li brascioli ai tutti i portuali e la migliore frittura di scarpette. Mario Carlucci Secondo me la demolizione delle Sciabbiche è stato uno dei tanti scempi che i brindisini hanno subito, perdendo un pezzo della nostra storia. Raffaele Giove Affermazione giusta, siamo stati governati no da amministratori seri, ma da briganti. Silvio Melpignano Dove sta scritto "vino" era la cantina di Navi, era il soprannome del cantiniere che abitava sopra. Dove abitavo io e' alla sinistra della foto, fuori dalla fotografia, appena possibile metterò qualche foto.

Arcangelo Taliento Quelle sono probabilmente le case che furono abbattute per far posto alla grande scalinata e relativa fontana. Invece l'abitazione di Silvio e La Tintora rimasero ancora sino al 1959. Si possono vedere sulla cartolina del mio profilo. Annarita Spagnolo Silvio, sei il fratello di Annamaria? Se si io sono stata sua compagna di scuola alle medie, salutatala, vedrai si ricorderà di me. Cosimo Prudentino Silvio abitavi vicino alla Tintora? Silvio Melpignano Rispondo ad Annarita Spagnolo e Cosimo Prudentino: mia sorella si chiamava Matilde, purtroppo da due anni non c'e' più; abitavo sopra l'ufficio di Pietro Libardo, via Lenio Flacco N° 2. Annarita Spagnolo La mia compagna si chiamava Annamaria e la famiglia aveva un alimentari in via Lenio Flacco. Scambio di persona probabilmente, mi spiace averti rinnovato un dolore. Silvio Melpignano Il padre di Annamaria era cugino di mio padre.


Alba Intiglietta La riva delle Sciabiche

Antonia Ostuni Quante volte ho preso barche come queste! Abitavo alla Montecatini. Ricordi impressi nel cuore. Franco Profico Io ricordo un signore che abitava alla Montecatini (era un amante della bici e del ciclismo) e una sua figlia veniva da mia madre alla scuola di taglio. Si chiamavano Ostuni anche loro. Tuoi parenti? Raffaele Mauro Questo é lo scalo ex circolo nautico. Arcangelo Taliento Mò vi lu spiecu megghiu: quedda eti la scaledda ca stai vicinu a Iaccatu, ....OK? Signorile Cosimo Abbasciu alla scaledda pi circa vint'anni ncè stata la zattera di lu circulu nauticu addò si scindiunu li canoi e nui ti vagnuni ndi faciumu lu bagno e cugghiumu li vissichi ti vicinu alli bituni pi piscari li cuggiuni. Gianfranco Perri Ricordo bene la zattera. E ricordo che quando in estate giocavamo a pallone sullo spiazzo antistante, alla fine, sudati, ci sporgevamo dalla zattera per bere un sorso delll´acqua del mare, per cosí riporre i sali persi con il sudore. Era il... professore delle elemetari che ce lo suggeriva, e quindi,... lascio immaginare a tutti, quale fosse la qualitá dell´acqua del porto,... diciamo che non proprio la stessa di oggigiorno. Angelo Catalano Vi ricurdati la zattera? Io sini, pirceni na vota catiu a mare, sciucando a tirare li barchi cu li corde, e mi ni turnai a casa tuttu vagnatu, almeno poi aggiu mparatu a natari. Signorile Cosimo Angelo, ma t'ha scurdatu cu dici li mazzati ca pigghiasti ti la mamma. Angelo Catalano Bhe' mazzati noni, eru vagnoni, mi ndi turnai di sopra Santa Tersa passando intra a san Pietro cu la coda a mienzu all'anchi pi la virgogna fino a via Tarantafilo. Aho! So' esperienze pure quelle, ahahahah!


Mino Errico Panoramica del lungomare centrale Cosimo Guercia Bella cartolina, non la conoscevo. Arcangelo Taliento All´estrema destra della foto si vedono le case sparite nel 1959. Bella cartolina, mai vista prima. Di fronti alla motobarca si veti la scola marinara, osci APT. Gianfranco Perri Bella questa, e si vede bene la motobarca, forse una delle prime, con il motore fuoribordo. Silvio Melpignano Mi dispiace caro Gianfranco, quella motobarca aveva un motore entrobordo a testa calda, si chiamava Santa Maria. Arcangelo Taliento Silvio non può sbagliare! Sapi quantu voti l'è vistu rrivvàri e partìri queddu vapurettu (cussi lu chiamaunu li nonni nuestri). Silvio Melpignano Arca' lu stati io fatiava propria a quiddu vapuretto, lu sai ci era lu patrunou"Coco lu varchieri"! Arcangelo Taliento Lu sacciu. Comu si chiamava lu marinaru ca sta puru sobbr'alla fotografia mia di li recluti? Tu l'ha sàpiri! Gianfranco Perri Silvio grazie per la correzione. Ma dimmi che tu sappia ci sono stati prima vapuretti con il motore fuoribordo? Silvio Melpignano No Gianfra' perché i motori fuoribordo quando sono usciti erano piccoli e di conseguenza solo per piccole barche di pescatori. Le barche di pescatori con i motori entrobordo si contavano sulle punta di dita di una mano negli anni 1952‐56 e andavano a ...pescare "cu lu cuenzo", molto lontano a quei tempi. Figurati ca Muloni cu la 'changi' molto piu' grande della rete della 'lampara', andava sotto Fasano a pescare la notte di estate "A remi"! Arcangelo Taliento Silvio, per i pescatori erano veramente dolori: mari e liettu e stanchezza assai! Però erun'a purtari lu pani a casa. Luciscendu pruvvitendu si ticia, e si mintiunu alli rimi ca erunu puru pisanti. Lu puercu inveci scia a purpi no? Silvio Melpignano Arca' quiddu ca teni lu timoni a mano era Peppu lu Turcu, non brindisino, ma proprio turco. Arcangelo Taliento Io mi riferivo al nostro coetaneo che ttaccava la cima alla culonna (bitta, per i non sciabbicoti). Silvio Melpignano Arca' ogni motobarca tiniu lu sua. Gianfranco Perri Silvio e Arcangelo, grazie per tutti questi dettagli sulla brindisi marinara e sciabbicota. Per noi di razza contadina, molte cose che voi commentate, sono interessantissime e ci dicono tante cose nuove. Continuo ad essere affascinato da questa duplice personalita' brindisina: affacciaticsul mare e senza pero' dare le spalle alla madreterra. Originale e bellissima caratteristica!


Giuseppe Summa Di chi saranno i due perizoma?

Gianni Tanzarella Ahahahah, veramente sono tre, due bianchi e uno nero. Giuseppe Summa Noto che sei un attento osservatore di mutante, ahahhahahah! Gianni Tanzarella Si, ma solo di donna, ihihihihihih, comunque manco tu scherzi Giusè! Giuseppe Summa Ahahahahhahah! Franca Cunsolo No faciti iabbu ti li perizona mie sa? Gianfranco Perri Siamo alle Sciabiche vero? Giuseppe Summa Si Gianfranco, le Sciabbiche, ...ti piacunu li mutanti di la nonna? Da notare la carretta, una volta usata dai portabagagli portuali e della stazione. Gianni Tanzarella Comunque questa foto non è molto vecchia, guardate la moto, credo che non ha più di una diecina di anni. Giuseppe Summa Hai ragione, la foto è recentissima, ma un giorno sarà vecchia per i nostri figli o nipoti. E poi, ... addo' nc'è gustu non c'è pirdenza, ahahahahahah!


Corrado Minervini Un pomerigio in riva alle Sciabiche Gianfranco Perri Molto bella, bravo Corrado! Remo Simoniello Busciardu, quandu mueri vai allu nfiernu. Adriana Tramonte Bellissima foto, complimenti! Maria Smi Bellissima foto, complimenti al fotografo. Annarita Spagnolo Semplicemente stupenda, complimenti al fotografo, ma grazie allu Padreterno per questo spettacolo di luce sul mare. Prosperity Shipping Bellissima, ...complimenti! Corrado Minervini Grazie a tutti ragazzi!

Arcangelo Taliento Il profumo delle reti si propagava per tutto il rione. Quando le reti venivano raccolte noi, a quei tempi ragazzini, potevamo fare esercizi ginnici sui cavalletti (tipo parallele ecc.ecc.). Quale migliore palestra disponeva di tanti naturali attrezzi: parallele (i cavalletti), piscina più che olimpica (il mare), piattaforma per i tuffi (le prue dei motopescherecci e la banchina). Nostalgia canaglia, cantava Albano.


...e Via Lucio Scarano

BRINDISINI LA MIA GENTE

Cosimo Guercia Via Lata o Via Maestra? Luciana Laguercia Mi sembra Via Maestra. Giusy Tommasi Mio padre abitava in via Lata, aveva la salumeria... casa e putea! Cosimo Guercia La ho tra le mie foto catalogata come via Lata, ma per me é via Maestra, o altra via? A voi il compito di individuarla. Giusy, tu sai se é via Lata? Giuseppe Creti Giusy, dove aveva tuo papá la putea? Perché il abitavo a via Trieste, affianco alla scuola maschile Perasso. Quindi ho frquentato molto via Lata. Cosimo Guercia Giuseppe dove abitavi tu era un portone grande? Perché la´ abitava il mio professore della Perasso, si chamava Semeraro. Giuseppe Creti Si, era un portone grande Cosimo. Io abitavo al numero 15. Prima dicasa mia c´era un altro portone grande. Prima ancora c´era l´abitazione del colonnello Briamo e la figlia era sposata con l´avvocato Giuseppe Donativi. Cosimo Guercia Ho capito Giuse', quindi il professor Semeraro non lo ricordi.


Giuseppe Creti Cosimo, che io ricordo non c´era nessun professore Semeraro, ma dimmi, in che anno sei andato tu alle maschili? Raffaele Mauro Giusè quando è sciuto Cosimo si chiamavano Balilla, e passeggiavunu li dinosauri ahha! Giuseppe Creti Izza Raffae' tanto ma tantu tiempu fa é sciutu Cosimo alla scola ahahahaah! Scusa Cosimo, non me ne volere. Cosimo Guercia Giuse' io so grandi, alla scola Perasso a giu' sciutu nell'anno domini 1953. Giuseppe Creti Vabbé Cosimo si grandi. Ca io c´é sontu, piccinnu? Cosimo Guercia Va bene Giuse'. Tu tici ca no si piccinnu ma tanti cosi non tili ricuerdi! Ahahahahahah! Giuseppe Creti Cosimo bello, tieni presente che io non vivo a Brindisi da 20 anni e l´ultima mia visita a Brindisi é stata nel lontano 2005. Cosimo Guercia Giiuse' ho fatto una battuta per scherzare come vedi l'ho scritta in dialetto. Giuseppe Creti Cosimo, non ti preoccupare. Non é accaduto niente. Antonia Ostuni Siete simpaticissimi.... Giuseppe Creti Eh Tonia, ccé só forti. Come me non c´é nessuno, io so unico al mondo... Te la ricordi la canzone della Pavone? Tonia caffei paiatu. No sacciu addoni, comunque paiatu. Raffaele Mauro Moh no nti muntari la capu ca l'assist ti l'aggiu fatti iu, ahhahhahhha! Iacopina Mariolo Che bello spaccato di vita...via Lata! Il tempo passa.. vi invito a bere un buon caffè in Caffelata, di prossima apertura... un luogo dove presente e passato viaggiano all'unisono! Cosimo Guercia Grazie Iacopina per l'invito. Stella Montanaro Iacopina, tienici informati sulla data dell'apertura. Raffaele Mauro Con piacere, intanto un plauso per l'iniziativa.... Gianfranco Perri Bello, ci vengo appena arrivo di nuovo a Brindisi. Franco Profico A me sembra troppo stretta per poter essere via Lata, potrebbe invece essere una delle tante perpendicolari di via Lata. Gianfranco Perri Ma questa non era Via Lucio Scarano, quella che da Santa Aloy porta alle Sciabiche? Cosimo Guercia Io c'e' l´ho catalogata come via Lata e a me sembra invece via Maestra, ma puo essere anche Lucio Scarano. Prendiamo spunto dalla foto dove c'e' il calzolaio, vediamo se ci puo essere qualche similitudine con Via Maestra. Gianfranco Perri Il lastricato e la larghezza della strada sembrano uguali. Io conosco bene Via Scarano e meno Via Lata e non sapresi esserne certo. Cosimo Guercia Ho visionato l´altra foto, quella di via Maestra. Non so se e' la stessa inquadratura, ma la strada della foto di via Maestra fa curva a sinistra mentre questa la fa a destra. Gianfranco Perri Via Lucio Scarano guardandola in salita gira leggermente a destra come nella foto. Via Lata non saprei.


Cosimo Guercia Via Scarano ha una discesa abbastaza ripida, si dovrebbe notare. Gianfranco Perri É vero, peró potremmo essere giá abbastanza giú dove la discesa si affievolisce. Raffaele Mauro Non è via Lata, meno che mai via Maestra, però potrebbe essere la via che da via Lata porta verso via Foggia, la salita che porta verso via de Catanzaro. Cosimo Guercia Raffaele, visona la foto del calzolaio e l'atra: in sostanza le prime due e vedi se trovi quache indizio che ci possa far risalire alla foto che stiamo commentando. Adesso mi viene in mente che puo' essere via Montenegro, mi sembra di scorgere quacosa per la pesca guarda sulla destra della foto. Annamaria Camassa Buonasera a tutti, anche io credo non sia via Lata, non la riconosco, bellissime comunque tutte le foto! Cosimo Guercia Peró puo' essere una viuzza da quelle parti? Annamaria Camassa Si Cosimo, porebbe essere via Madonna della Scala o l'altra parallela vicina (?) Raffaele Mauro Cosimo, quella del calzolaio è via Maestra, questa è troppo ripida e non è via Montenegro. Salendo sulla sinistra via Montnegro fa una rientranza, può essere la parallella di via Lata, dalle parti di via Foggia. Cosimo Guercia Puó essere via Lucio Scarano, vedo come dei remi poggiati al muro. Gianfranco Perri Allora, ricominciamo il giro: da Lucio Scarano. Cosimo Guercia Gianfra' sono remi quelli appoggiati al muro? Gianfranco Perri Si hai proprio ragione, sembrano remi, il che avallerebbe che siamo in Via Lucio Scarano, che é come io la ho catalogata. Anche la curva a detrta in salita coincide e si vede anche l´intersezione di una strada sulla sinistra, prima della curva, che potrebbe essere la strada a scalinata che scende da San Paolo: Via Fontana Salsa. Cosimo Guercia La foto non ha molti anni, quindi mi domando se quella palazzina sulla sinistra in primo piano cosi vetusta, puo' essere quella che buttarono giú in quanto pericolante e affianco alla quale ci sino le scale che salgono a San Paolo? Faccio presente che lá poi non hanno piu' costruito. Raffaele Mauro Per via Lucio Scarano mancano le scale, sia a destra che a sinistra. Gianfranco Perri Si vede la luce dell´intersezione di una strada sulla sinistra prima della curva, che potrebbe essere la strada a scalinata che scende da San Paolo: Via Fontana Salsa,. Anche se le scale non si vedono e si vede solo la luce del sole da sinistra. Raffaele Mauro Secondo me è via De Baccaro! Cosimo Guercia Si, sulla foto non si notano le scale. Tieni presente che la scala piú corta che scende alle Sciabiche é spostata rispetto alla scala che scende da San Paolo: non sono di fronte. Gianfranco Perri Ma si, continuiamo a cercare indizi e vediamo se alla fine abbiamo la stessa fortuna avuta nel caso della via Maestra, sperando anche che qualche amico ci aiuti. Rimandiamola su! Cosimo Guercia ok Gianfra'! Gianfranco Perri Cosimo e Raffaele, sembra proprio che sia Via Lucio Scarano. Sono andato su Google Earth. Adesso posto la foto attuale con la stessa prospettiva approssimata.


Gianfranco Perri Via Lucio Scarano oggi, da Google! Raffaele Mauro Concordo, è proprio quella. Giuseppe Creti Bravo Gianfra'! Gianfranco Perri Il mio merito principale é stato quello di avere avuto la foto originale calogata in forma giusta, peró é stata simpatica la ricerca. Cosimo Guercia Raffaele, allora il mio commento sui remi appoggiati a destra subito dopo le scale per San Paolo concordava abbastanza. Raffaele Mauro Si, era perfetto. Beh si, tra l'altro i remi in via Lucio Scarano avevano un senso, erano a due passi dalle Sciabbiche. Cosimo Guercia Molto bene Gianfra' allora tutto risolto, posso scrivere sulla mia foto: Via Lucio Scarano! Gianfranco Perri Si, questa volta la ricerca ha valso la pena e ha dato i suoi frutti. Antonio Fox Si, la foto era certamente via Lucio Scarano. Quella strada da piccolo la facevo di continuo perchè da via Cittadella andavo alle Sciabiche a trovare i miei nonni che abitavano nella zona che fu abbattuta per fare la strada attuale. L'unico dubbio riguardava l'inizio del lato sinistro che nel 1950 non aveva le case, ma il muro attuale. Riguardo la ripidità, non sembrava spiccata perchè questa foto sarà almeno degli anni 30 e quindi la carreggiata al centro non aveva i famosi scalini che frenavano la discesa. Mino Cucinelli Cacchio! Quella foto c'è l´ho a casa, è Via Lucio Scarano alle Sciabbiche. La signora con il vassoio in mano è la nonna dia madre! Cosimo Guercia Mi fa piacere che e' visibile la nonna di tua madre. Dimmi ma questo e' il tratto prima della scalinata? Se hai altre foto li puoi aggiungere al blog, e' libero. Saluti! Mino Cucinelli Si è prima della scalinata. Ti dirò di più, in lontananza si intravede una ragazza che spazza il pavimento, a sestra della ragazza c'è la scalinata, pendio, ecc., ecc. Cosimo Guercia Molto gentile, grazie per l'informazione.


BRINDISINI LA MIA GENTE

Spiditu Pennetta e la Pallacanestro

Giancarlo Cafiero E´ con una leggera lacrima che vi ricordo, SPIDITU!


Giuseppe Salvia Chi era? Roberto Guadalupi Finalmente! Caro Salvia, ci vorrebbe un'enciclopedia per raccontare Spiditu Pennetta. Provo a riassumere. Ufficialmente era il custode della palestra Galiano, in realtà è stato uno dei padri della pallacanestro brindisina. Si inventava squadre, si inventava campionati, teneva la palestra aperta fino a tardi la sera per far sostenere gli allenamenti, faceva giocare gli stessi giocatori, magari anche con documenti pocoi attendibili, in piú capionati. Credimi: un grande dello Sport brindisino! Non mi ricordo a chi é intitolata oggi questa palestra, ma Spedito avrebbe meritato in pieno questo titolo. Gianfranco Perri Grazie Roberto, bella descrizione. Giuseppe Summa lo ricordo bene, quanti sicutati culla scopa, quando si andava a pattinare fuori orario o quandu mbarcaumu lu pareti pi pigghiari lu palloni ka ndera cadutu intra alla Gallianu. Ernani Nani Hai ragione, ricordo quando andavamo a fare educazione fisica nella palestra, come si incazzava ......., ma era una bravissima persona. Gabriella Apruzzi Tute blù con doppia riga bianca!...Io c'è l'ho conservata ancora... credo, e anche il gonnellino col canguro...per il pattinaggio...ora che lo ricordate..lo ricordo anche io...con sguardo vigile! La palestra era il suo regno...ci teneva che tutto fosse a posto! Annarita Spagnolo Era simpaticissimo e, escherzoso, ...sempre di battuta pronta. Giuseppe Salvia Bei ricordi! Mario Carlucci Chi ha frequentato la palestra Galliano lo ricorda benissimo.

Gianfranco Perri La Palestra Galiano ­ 1934

Gianfranco Perri La Palestra Galiano di Spiditu... Quanti momenti di salute, amicizia e spenzieratezza!!! .


Giuseppe Creti Bravo Gianfranco, bella fotografia. Quanti bei ricordi in quella palestra! Maria Teresa Wow!!! Vicino la casa dove sono nata. Com'era bello,....piú d'adesso. Cosimo Guercia Facevo allenamento con la Folgore del professor Oddo. Anna Maria Zuccaro Mio fratello era nella Folgore con il professor Oddo.

Raffaele Mauro Palestra Galiano, dov´é nato e cresciuto il basket di Brindisi, da sempre e per sempre Gianfranco Perri Bellissima foto, alla Galiano anch´io ho fatto i miei primissimi passi di basket, con la Ferrini di Gino Maiorana, prima del palazzetto appena aperto. Bella palestra e bellissimo ambiente. Raffaele Mauro Già allora c'erano oltre mille spettatori ad assistere alle partite, il basket Brindisi c'è l'ha nel sangue e non morirà mai! Patrizio Polmone E si giocava sotto la pioggia, quando il pallone palleggiando beccava la pozzanghera lo si perdeva quasi sempre. Giancarlo Cafiero E no si paiava.... Antonia Dell'Aglio Dedichiamo anche un ricordo a Gino Maiorano che ci ha lasciati nel luglio 2010. Che brava persona e che bella famiglia la sua, con Nietta e li suoi tre figli. Gianfranco Perri Gino é stato un grande sportivo ed un grande educatore, oltre ad essere stato un uomo di grandissima etica. Questo é come lo ricordo io, da quando mi accolse senza indugi e senza condizioni alla Ferrini nei primi anni ´60. Nella pagina ¨Brindisi Concittadini di cui andare fieri¨ di Giusy Gatti, é stato ricordato qulache mese fa. Antonia Dell'Aglio I miei figli hanno giocato con lui nella Limongelli e conservano ancora le lettere che dava loro con il regalo di Natale. Che bella persona non sapevo che era stato citato un mese fa. Bravi!!!


Raffaele Mauro Partita di pallacanestro alla Palestra Galiano ­ 1957 Raffaele Mauro Sotto la pioggia la gente assiepata ovunque addirittura issata sui cancelli, checchè ne dica qualche attuale dirigente, il basket anzi la pallacanestroa Brindisi non morirà mai. Qui siamo nel 1957 nella palestra Galiano c'erano più di mille persone. Posti in piedi, gli altri assiepati sulle terrazze vicine. Giancarlo Cafiero 1957, ma tu addò stavi? Raffaele Mauro Cafiero, iu sobbra all'astricu ti zu Angilu,e tui? Giuseppe Creti Raffaé, bellissima foto. Anna Maria Zuccaro Chi tirava? Raffaele Mauro Elio Pentassuglia, aveva un fisico bestiale in quegli anni. Anna Maria Zuccaro Bellissimo! Raffaele Mauro Vabbè Anna Maria ti regalo, ma anche agli altri amici, un medaglione di Elio giovanissimo. Anna Maria Zuccaro Grazie Raffaele. Raffaele Mauro Prego Anna Maria, ricordare un grande amico oltre che un Maestro come Elio è un emozione grande, come anchwe ricordare anche questa, la mitica palestra Galiano. Marco Martinese Anche questa la esposi alla mostra Raffaè. Come giustamente dici tu, io la trovo emblematica. La gente mi chiedeva mentre l'ammiravano a bocc'aperta. Giovanni Membola Bella, bella, bella, ...quando il basket era veramente sacrificio e passione! Patrizio Polmone Il campo non è lucido perchè avevano passato la vernice, ma quella è acqua! Cosimo Guercia Quando a Brindisi lo sport era una passione. Quanti allenamenti ho fatto in quella palestra con il professore Oddo, bonanima pace all'amima sua.


Raffaele Mauro Libertas – Brindisi Raffaele Mauro Ettorino Quarta, Tonino Mellone, Gianni Donativi, Lillo Primaverili, Aldo Vonghia, Pino del Prete, Enzo Giuri, Pino Giuri, Elio Pentassuglia, Vittorio Sangiorgio. Anna Maria Zuccaro Questi erano veri atleti! Patrizio Polmone Una tuta come questa mi fu regalata quando ero ragazzino. Era blu con la scritta bianca, ma il blu si era schiarito molto, forse un bucato molto energico gli aveva fatto perdere il colore. Giuseppe Creti Quanto era bella lña paletsra Galiano. Scusatemi, ma qualcuno sa darmi notizie di Lillo Primaverili? Cosimo Guercia Giuse, Primaverile e' morto qulche anno fa. Giuseppe Creti Grazie Cosimo, il suo papá era amico di mio padre e per quello ci conoscevamo. Raffaele Mauro Cosimo no, il caro Lillo è per fortuna vivo e vegeto, qualche anno fa morì il fratello Pupo e poco più di un mese fa la moglie di Pupo, Gemma. Rossana Marra Cavoloooooooooooooo la moglie di Pupo e' deceduta? Povera non lo sapevo. Giuseppe Creti Della serie ¨Sobbra la tigna la capu malata¨. Raffaele Mauro Già! Rossana Marra Vero! mi dispiace. Cosimo Guercia Raffaé, mi dispiace, ho fatto una gaf. Si, era il fratello! Raffaele Mauro Hai allungato la vita a Lillo. Sandro Toffi Sapi comu sta iastema mo lillo. Quando era mio allenatore ai minuti di raccoglimento bestemmiava 30 secondi e gli altri 30 tossiva. Comunque in questa foto ci sono tutti i miei maestri.


Raffaele Mauro Idem. Ernani Nani Raffaele, la moglie di pupo era sorella a Renato Poddi o sto confondendo? Raffaele Mauro No, non ti confondi. Roberto Guadalupi Vi siete accorti che manca un nome nella didascalia. Chie è l'atleta fra Lillo e Pino Giuri? Annarita Spagnolo Fra questi è morto moltissimi anni fa Gianni Donativi, in uno dei primissimi incidenti del sabato notte. Roberto Guadalupi La sera del 3 novembre 1962, il giorno dopo si disputò la prima partita ufficiale nel "nuovo" palazzetto di via Ruta al Casale! Raffaele Mauro Si Roberto, me ne sono accorto adesso, è Pino del Prete adesso lo taggo.

Raffaele Mauro Libertas Brindisi ­ primi Anni ´60

Giovanni Membola Lucio Montanile e Elio Pentassuglia, le colonne portanti dello sport brindisino. Raffaele Mauro Accosciati Caludio Calderari e Gianvito Monaco. Gianfranco Perri Il numero 13 della Libertas Brindisi, affianco a Pentassuglia, é mio cognato Cosimino Guadalupi, marito di mia sorella Silvana. Il carissimo Cosimino ci ha purtroppo prematuramente lasciato poco piú di un anno fa. Annarita Spagnolo Scusa Gianfranco, ma non sapevo che è morto il marito di tua sorella Silvana! Gianfranco Perri Si, purtroppo, il 25 Gennaio 2010.


Efisio Panzano Assi Brindisi ­ Allievi 1968

Efisio Panzano Un assiduo frequentatore di questo gruppo, Raffaele Mauro, si riconoscerà con piacere in questa vecchia foto di quando eravamo giovani e, sopratutto, magri, ahahahahah! Raffaele Mauro Grazie Efisio, sei un grande madò quanto eravamo piccolini, ahhahhahh! Efisio Panzano Il numero 5 si chiama Rotella, non Greco; non ricordo il nome però. Raffaele Mauro Neanch'io, mi sembravo Angiulone però. Efisio Panzano Raffaè, forse Angelo Greco era il n. 10? Non riesco a ricordare il suo nome; ricordo che era bravo e veniva forse dal vivaio dei Salesiani. Raffaele Mauro Mi sa che Rotella è il 10 e Greco il 5. Efisio Panzano No Raf, di Rotella sono sicuro. Raffaele Mauro E allora va bene così ahhahhahhh! Gianfranco Perri Bellissima. Nessuno di voi ha qualche foto della Ferrini di quegli anni tra il61 e il 64? Efisio Panzano In quegli anni non giocavo ancora.


Enrico Sierra Cerco una fotografia di giocatori di pallacanetsro della Libertas dove c´ero io, Nadovezza, Aiello, Scarimbolo e altri. Chi, cortesemente puó procurarmela? Raffaele Mauro Ciao Enrico, penso che il Nadovezza al quale ti riferisci sia il papà di Sergio, farò di tutto per trovarla. Cosimo Guercia Sergio Nadovezza e' un mio caro amico, oggi e' un medico cardiologo.

Pierluigi Sarli Questa era la squadra allievi della Libertas, la mitica Adria Pierluigi Sarli Foto con, in ordine: Elio Pentassuglia, Marco Lonero, Salvatore Di Giulio, Pino Lonati, Franco Petraroli, Tonino Cafarella, poi sotto: Metrangolo, Vitale, Bruno testa, Beppe Monaco, Piero Sarli. Questa squadra arrivó´ terza alle finali nazionali allievi a Livorno. Cosimo Guercia Bellissima foto, con il grande allenatore Elio Pentassuglia. Annarita Spagnolo Ben due morti fra questi personaggi ritratti, Pino Lonati e Elio Pentassuglia. Gianfranco Perri Annarita, su con il morale: Nove di loro sono vivi ed in buona salute! Annarita Spagnolo Ma certo era un aggiornamento, visto che ognuno di noi scrive approfondimenti. ...Su con la vita!


Gianfranco Perri Trapuranella e Capurussu (?)

BRINDISINI LA MIA GENTE

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Gianfranco Perri Chi riconosce questi due personaggi? H

Giuseppe Creti Gianfrá se non sbaglio il signore con la barba é Coco Lafungia. La signora di spalle non so.

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Gianfranco Perri Per l´uomo non saprei, peró la signora a me sembra Trapuranella.

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Ernani Nani Di spalle mi sembra proprio lei, la mitica Trapuranella, la sfottevamo ma avevamo anche paura....

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Gianfranco Perri Si, ha il bastone ed i tipici secchi di latta in cui metteva il cibo che gli si donava.

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Angela Zurlo Madò che bei ricordi avete !

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Ernani Nani Non credo che lui sia Capurussu, me lo ricordo diverso.

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Gianfranco Perri Effettivamente, Capurussu me lo ricordo senza capelli!

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Ernani Nani I capelli non ricordo bene, ma la barba enorme e bianca.

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Gianna Santoro Ernani, ma tu abitavi al centro?

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Ernani Nani Fino al 61 ho abitato in via Santa Margherita, mentre poi mi sono trasferito in via Cicerone, zona Salesiani, dove tuttora abita mia madre. H

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Gianni Tanzarella Secondo me sono Capurussu e Trapuranella.

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Cosimo Guercia Confermo che é Trapunanella. Andava sempre col secchio e si recava alla marina militare dove gli davano il cibo che metteva il quel secchio. Capurusso non lo ricordo cosií, mi sembra piu un'uomo che sta in una cantina.

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Gianni Tanzarella Anche io mi ricordo Capurussu un pó calvo con capelli bianchi, magari questo è Capurussu da giovane.

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Ernani Nani Per me lui non è Capurussu, a meno che io non lo abbia conosciuto un pò di tempo dopo che gli è stata scattata quella foto.

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Gianna Santoro Uffa....quante cose ti ricordi....io abitavo alla Commenda, e i miei ricordi sono solo quelli dei racconti dei miei genitori.

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Ernani Nani lo so dove abitavi, ma tu sei nata molto tempo dopo!

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Gianfranco Perri Gianna é giovane e bella, ma non é nata tanto tempo dopo. Io infatti me li ricordo benissimo Capurusso e Trapuranella, nonostante la mia ¨giovane¨ etá.

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Gianna Santoro Lo so ...lo so...........che sono una " giovane anziana"....ma per voi i che abitavate nella city, era piú facile avere incontri "ravvicinati"....... H

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Gianfranco Perri Ogni occasione per fare un complimento alla bellezza é sempre buona, e poi,... la bellezza non ha etá. Vero?

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Stella Montanaro La donna è Trapulanella. Dell'uomo ricordo vagamente un nome che assomigliava a "Lu Pici".

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Gianfranco Perri Confermato che Trapuranella praticava intorno alla difesa, dove abitavo io, specialmente all´ora di pranzo e sembra proprio sia la signora della foto, perlomeno io la ricordo esattamente cosí. Si diceva che fosse originaria di Monopoli, per via dell´accento non esattamenmte brindisino.

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Ernani Nani Di questo Lu Pici ricordo qualcosa per averne sentito parlare, ma mai conosciuto, mentre confermo che Trapuranella e Capurussu si la faciunu dalle parti di San Benedetto e dintorni.

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Cosimo Guercia Dormivano nel bastione della rimembranza.

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Gianni Tanzarella Capurussu stava sempre nei pressi di Porta Mesagne dove ci stava la baracca addossata al castello dove vendevano le granite e la frutta. H

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Ernani Nani da Oreste, altro personaggio brindisino di spicco.

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Gianni Tanzarella Bravissimoooooooooo si chiamava Oreste.

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Cosimo Guercia Trapunanella tia nu figghiu grandi nu picca abbonatu ca cugghia li muzzuni a Capurussu e staunu sempre a liticari e camminaunu tutte tre anziemi a menzatia. Pigghiavunu lu mangiari ti la difesa e si lu mangiavunu tra lu turriggioni a comu inizia la difesa, addai nci stai na porticina ca stava senza niuenti sempri aperta e ci passavi vititi ca sta murata cu tufi bianchi, ca cuantu eti l´accortezza, ca no annu misu mancu carpuru in modo ca cumpinzavalu culori... H

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Gianfranco Perri Grande Cosimo!!!

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Gianna Santoro Sembrava una poesia in vernacolo....

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Gianfranco Perri Si, si sé capita l´essenza: Peró ¨sciratu¨non é brindisinissimo, io avrei detto ¨scurdatu¨!

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Cosimo Guercia Gianfra' maggiu scurdatu quache cosa pi la pressa, l'essenziali ca latu capita. H

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Gianfranco Perri Cosimo, siamo a quota 35 Commenti. Credo sia il massimo in questo gruppo. Propongo di costituire il premio al post piú commentato del gruppo, e propongo dare il premio al ¨postatore¨!!!

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Cosimo Guercia O faciamo una classifica di chi ha commentato di piú.Che ne dici, vedi tu.

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Gianna Santoro ...e comunque, mi sono documentata, mia madre conferma "scirratu".......è giusto!

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Gianfranco Perri Deve essere sciabbicotu e marinaro, noi contadini dicevamo ¨scurdatu¨! H


Gianna Santoro Beh.....mo quante mosse.......antipatico!

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Cosimo Guercia Brindisi ha avuto due dialetti: uno contadino e uno sciabbicoto, difatti tanti paroli ti li sciabbichi li cittadini di lu centru di brindisi no li capivunu. H

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Gianfranco Perri Menomale che Cosimo é simpatico e non mi chiama antipatico, ma ¨gentilmente¨.. spiega! É da tanto che non sentivo ¨mo quante mosse¨. E´bellissima!!

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Gianna Santoro Ahahhhhah.......ma tu l'hai detto con un tono....ti ho sentito sa'?

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Gianfranco Perri Ma dai, era solo l´accento spagnolo!

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Gianna Santoro Está bien,.........bueno!

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Gianni Tanzarella Devo dire che ho imparato tante cose di Brindisi che mi erano sconosciute e poi queste foto stupende ci riportano un po della nostra infanzia. H

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Angelo Catalano Ho conosciuto Capurussu, non mi sembra lui. Sia Capurussu che la Trapuranella, con quei secchi andavano a prendersi il rancio sopra alla difesa (marina militare). Da ragazzo si sfotteva: "capurussu 7 piccinni ta mangiato sotta lu liettu¨, e lui ci tirava dietro i secchi. Erano quei giochi infantili, oggi me ne vergogno persino a scriverli.

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Gianfranco Perri É vero Angelo, peró il bello per cui lo si sfotteva era per sentire le sue imprecazioni diciamo... forbitissime!

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Gianfranco Perri Cosimo, siamo a quota 50: Ho vinto il premio!!!

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Angelo Catalano Capurussu pernottava in via Scalese dentro un sottoscala.

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Gianfranco Perri Si, aveva vari rifugi, poveretto. E alla fine dormiva dove ¨gli prendeva la notte¨.

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Angelo Catalano Scusate, si é scritto di questi due personaggi, ma chi si ricorda di "Angela piscia lacitu"?

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Ernani Nani Solo di nome, ma fisicamente non l'ho presente, di che anno parliamo?

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Angelo Catalano Sto parlando dal 45 al 55. Era molto magra e sempre ubriaca, per quello la chiamavano cosí.

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Gianfranco Perri Angelo, questa volta io passo, sono nato alla fine del 51.

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Angelo Catalano Gianfra' sono nato prima, ci sarebbero tante cose da raccontare,per esempio in questi periodi ci si organizzava per la festa della Santa Pasqua si andava a raccogliere i secchi della spzzatura per poi tirarli fuori, farne una montagnetta e a mezzogiorno con il suone delle campane tutti a battere su queste secchi a far baldoria, giochi innocenti,i secchi li rubavamo vicino le abitazioni. H

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Raffaele Mauro Gianfranco, Gianfranco sei un bel biricchino....Hai tirato un bel tranello a tutti gli amici, la foto di "Lu Pici" famoso bevitore brindisino risale all'800 circa ed è pubblicata nel "Lu sciabbicotu", libretto di poesie di papa Agostino Chmienti....libro splendido ormai introvabile, del quale vi regaleró piú di qualche poesia, una tra tutte ¨Tuluri ti panza¨. Trapuranella negli anni é stato il nome di tante disgraziate oltre la soglia dell´indigenza, costrette a vivere in tuguri, nell píndifferenza se non lo sberleffo di una comunitá.... cosa che icuramente non fa onore a ness uno.. H

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Gianfranco Perri Raffaele, l´idea non era quella di un tranello, ma ho solo risposto ad una richiesta di Ernani, presentando una foto con tutti i dubbi del caso, come del resto si legge dai primi commenti. Poi ne é nata una simpatica conversazione che ci ha divertito un pó senza tante pretese. Edé anche venuto fuori il nome di ¨lu Pici¨, una volta scartato Capurussu, quindi ci stavamo avvicinando. Peró con il tuo intervento, che in effetti ci mancava, abbiamo riordinato le idee. Grazie, ed opportuno come sempre. H

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Raffaele Mauro Hehehe, conoscendo il tuo spirito caro Gianfranco era incero se fosse voluto o meno, tu mi dici di no ed io ti credo, però lo scherzo non sarebbe stato male, ahhahhahahhahhahha. H

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Remo Simoniello Capurussu aveva i capelli e la barba bianchi lo trovarono morto per infarto sui bastioni del Castello (difesa) vedeva da un solo occhio e l'altro se ne andava per fatti suoi. Il bevitore della foto si chamava Lafuenti ,mentre confermo che la donna era Trapunarella. Per Gianna, ha ragione tua madre è "scirratu", ¨scurdatu¨, mi dispiace, è un neologismo. ¨Scirratu? lo dicevano sia gli "sciabbicoti che li ualani". Gianfranco Perri Otttimo complemento alla nostra lunga chiacchierata su queste foto. Grazie Remo!


BRINDISINI LA MIA GENTE

Via Cittadella

Antonio Fox (all´anagrafe Antonio Volpe) Gianfrà, sono nato in via Cittadella e sono stato li fino ai 10 anni. Poi, finite le elementari alla San Lorenzo, ci trasferimmo alla Commenda. Quanti ricordi di quella zona, potrei scrivere un libro. Gianfranco Perri Caro Antonio, e' proprio una sorpresa per me sapere che siamo nati a poche decine di metri uno dall'altro! Pero' tu moltissimi anni prima, hahaha! Forse solo per questo non ci siamo frequentati, a quell'eta' anche pochi anni fanno tanta differenza! Roberto Guadalupi Io avanzo la proposta di elevare la zona a monumeto nazionale o zona di interesse storico! Ha dato i natali a Tony Fox! Antonio Fox Robbè, non fare lo spiritoso, tu ancora non esistevi, ...per fortuna! Dimenticavo, Gianfrà non esagerare con "moltissimi anni prima", ...non si sa mai. Remo Simoniello Per Antonio Fox: ecco via Cittadella, il palazzo che si vede sullo sfondo non esisteva e lì era lu ¨scuffulatu¨. Il portoncino ed il balcone di fronte agli archi era casa mia e tu invece stavi in fondo a sinistra. Antonio Fox Gianfrà non so se lo sai, ma Remo abitava anche lui in via Cittadella, mi sembra nello stesso portone di Lillino Fischetto. Anche lui aveva il padre maresciallo dell'aereonautica.

Remo Simoniello Via Cittadella Gianfranco Perri Se ricordo bene, in una delle porte sulla destra abitava la nonna di Emilio Limongelli, mio compagno di scuola alle Medie Virgilio di Piazza Cairoli e della squadra di pallacanestro Ferrini del compianto Gino Maiorano. Poi la strada parallela, dall´altra parte dell´abitado della sinistra, attraversando gli archi, é Via Cittadella nuova.


Remo Simoniello Gianfrá, ti devo essere sincero, Emilio Limongelli non mi è un nuovo come nome, ma non riesco a catalogarlo nella memoria. Con sicurezza ti posso dire che entrando sulla destra abitavano Tonino Miceli e poi i fratelli Roccuccio, Roberto e Lilli D'errico, il loro padre morì molto giovane, se non ricordo male correva l'anno 1952. Gianfranco Perri Grazie Remo, effettivamente la nonna di Limongelli era la mamma della sua mamma, quindi con un altro cognome. Limongelli Emilio ed il fratello piú piccolo Amilcare, erano figli del Limongelli del negozio di articoli nautici giú alla marina, vicino al corso. Remo Simoniello Ecco, ricordavo ma non catalogavo bene Limongelli, hai perfettamente ragione, mi hai fatto ritornare alla memoria il negozio di Limongelli. Faccio anche presente che all'altezza della macchina parcheggiata, quel palazzo non esisteva e c'era uno spiazzo pieno di ruderi, quella era una zona bombardata. Proprio di fronte c'era l'ingresso all'abitazione di Antonio Fox che aveva due entrate, poi una fu chiusa da un muretto e l'ingresso principale divenne quello attuale. Stessa cosa fu sull´altro estremo, su via Madonna della neve, dove abitava mestru Marinu, chiuso l'ingresso di via Cittadella divenne principale quello in via Madonna dellla neve, e sotto quell'ingresso tinia la scanzedda ti scarparu mestru Ghiatoru.

Imbriani Ugo Via Cittadella nuova Gianfranco Perri Siamo sulla parallela a Via Cittadella, in Via Cittadella Nuova. In questo stabile abitavano alcuni dei miei compagni delle elementari San Lorenzo: Vito Pati, Antonio Lopez, e Tommaso, che aveva uno zio prete, che viveva in casa sua... Don Galletta! E ci viveva anche il famoso mestru Marino, quello con una forte discapacita', credo polio, che aggiustava le biciclette nel laboratorio in via Santa Margherita, un piccolo locale che penso appartenesse al convento adiacente al Calvario. Cosimo Guercia Non ho capito mai se questi stabili sono privati o sono di qulache ente. Qualcuno me lo puó chiarire? Grazie.


Antonio Fox Si Cosimo, sono privati. Te lo dico perchè in quel palazzo sulla destra dell´arco all'ultimo piano sono nato io. Sotto quegli archi passavo le mie giornate o meglio le mie serate a giocare. Come si può dimenticare la casa dove si nasce? Giuseppe Summa Grazie Gianfrá, per avermi ricordato mestru Marino, io ci portavo la mia bicicletta, l´attività fu poi rilevata dal figlio. Gianfranco Perri Giuseppe e' bello anche per me ricordare. Era un bravo maestro ed un brav'uomo. Noi ragazzini gli eravamo particolarmente affezionati in quanto nostro fornitore dei pezzetti di camera d'aria, implementi fondamentali per la fabbricazione delle fionde, in tutte le varie tipologie!

Gianfranco Perri Angolo tra Via Cittadella nuova e Via Madonna della neve Antonio Fox Questo é esattamente il palazzo dove abitava "mestru Marinu lu biciclettaru". Gianfrà, per la precisione, mestru Marinu abitava al'ultimo piano, sull´angolo di fronte a casa tua (tra via Castello e via Madonna della neve), al pian terreno abitava la famiglia Marinelli e di fronte ad essa, sempre nello stesso portone, don Galletta, primo piano a destra della foto. Dentro agli archi al primo piano, sulla sinistra abitava Antonio Lopez con la famiglia e di fronte a questi archi, la lamiglia Fischietto ed altri. Cosimo Guercia Durante la guerra furono bombardate le case in via Madonna della Neve, affianco a questo edificio dove adesso esiste una piazzetta (Largo della Volta) ed all'interno c'e' il palazo di Fischietto dove abitava mia zia, il cognome del marito era Iaia, e anche mio cugino era Iaia, si chiama Piero, che senz´altro penso conoscevate, visto che abitavate vicino. Gianfranco Perri Antonio, bravo per i dettagli, mi fa piacere vedere che, nonostante l´etá, conservi ancora una buona memnoria, hahaha! Ha ragione Cosimo, quando dice che furono anche abbattute le case dell´attuale Largo della Volta, immediatamente adiacente allo stesso edificio, e che si vede su un´altra foto appena postata da Ugo Imbriani. E anche le case su Santa Aloy furono abbattute: su quella quasi ad angolo con Via Lucio Scarano, quella notte c´era mia madre, era la casa dei suoi nonni e fu grazie alla sua paura ed insistenza, che uscirono di casa per andare a casa della sua mamma in Via Rodi, solamente un instante prima che una bomba centrasse i pieno la casa. Su www.brindisiweb.com c´é un interesante reportage con varie foto sui bombardamenti di quella notte.


Antonio Fox Grazie per la buona memoria hahaha (stavolta rido io). Quanto alle case su via Santa Aloy, concordo che l'abbattimento partí dall'inizio della Marina e arrivó fino a via Lucio Scarano. Mi ricordo, cosa che non puoi fare tu, sic!, la bella veduta del porto da via Santa Aloy, e quante ne abbiamo combinato tra quei ruderi. Remo Simoniello All'ultimo piano del caseggiato degli archi, abitavano Roccucciu, Roberto e Lilli. Al secondo piano abitava Tonino Miceli. Di fronte abitavano Pino ed Antonio Lopez, Tori, Rinu Capuinu, Micheli e Brunu Signorile. Sotto quegli archi si giocava alli quattru anguli. Quei palazzi furono costruiti prima della guerra. Li scuffulati dei bombardamenti stavano a Largo della Volta, poi di fronte a via Cittadella su via Santa Aloy stava lu prima scuffulatu, poi c'era il secondo e l'atro era a largo San Paolo. Dove abitava mestru Marinu, in via Madonna della neve angolo via Cittadella, abitavano anche Gino e Eugenio Borsetti.

Imbriani Ugo Via Madonna della neve e Largo della Volta Gianfranco Perri Interessante notare sul muro di Largo della Volta, quel quadro della madonna che doveva essere in una stanza da letto delle abitazioni che crollarono in seguito ai bombardamenti inglesi della notte tra il 7 e l ´8 novembre 1941 e che distrussero quasi integralmente la zona di Via Cittadella. Scusate, il quadro non é della madonna, ma é comunque un quadro religioso, un frate con barba, mi pare San Lorenzo, ma adesso non lo ricordo con precisione. Signorile Cosimo Abitavo di fronte dove abitava mestru Marinu lu biciclittaru, in via Madonna della neve dove c´era la nicchia di San Ghiatoru, ed affacciandomi dalla finestra parlavo con il figlio di mestru Marinu, Osvaldo con il quale siamo ancora amici. Gianfranco Perri Cosimo, grazie per aver ricordato la nicchia di San Ghiatoru. Immagino ci sia ancora, ormai son piú di un pó di anni che non ci son piú passato, da quando mia madre ha dovuto trasferirsi a casa di mia sorella al Casale. Cercheró di fare una foto alla prima occasione, non si sa mai... Remo Simoniello Osvaldo era il figlio minore, Lorenzo era il più grande e di fronte c'era la cantina di "Ghiatora". Signorile Cosimo Lorenzo non era il più grande perchè c'era prima il postino che non ricordo il nome . Lui fece il militare in marina con mio cugino Michele e dopo il militare restarono in Olanda un pò di anni e al rientro entrò nelle poste come portalettere. Comunque, l'unico rimasto in vita è Osvaldo.


Remo Simoniello Scusa, prima che mi dimentico, ...mia moglie vuol sapere di tua suocera, ...a dir poco me lo ha detto cento volte di chidertelo. Signorile Cosimo Si mamma Nina è un pò giù perchè l'altro giorno è morto il fratello ed è il secondo in tre mesi. Remo Simoniello Baciala da parte nostra, ...è sempre nei nostri cuori. Signorile Cosimo Sarà fatto, grazie. Un saluto anche a Lucia. Stefano Albanese Che bello quando brindisini lontani si ritrovano!

Gianfranco Perri Il quadro di san Lorenzo e la Vergine in Largo della Volta

Ernani Nani Lì, in quello stesso palazzo, ci abitava anche un mio compagno di scuola, Tommaso Pagano, il padre era un maresciallo dell'esercito, se non ricordo male. E adesso che ricordo, ci abitavano anche i Marinelli, mio padre ha cresimato uno dei figli di Ugo. Antonio Fox Esatto. I figli di Ugo: Gino, il più grande Marcello, e il terzo non ricordo. Ernani Nani Non ricordo quale, forse Gino, che faceva il pompiere, l'ho rivisto qualche mese addietro in uno dei miei ritorni a Brindisi. L'altro era nella polizia e purtroppo ha avuto dei grossi problemi. Angelo Di Presa L'ex vigile del fuoco si chiama Tonino e abita a Sant´Elia. Gianfranco Perri Bravo Ernani, Pagano era il cognome che mi sfuggiva del mio amico Tommaso, suo padre era maresciallo, peró della marina, e suo zio era Don Galetta e abita nella stessa casa, credo fosse fratello della mamma di Tommaso. Ernani Nani Gianfranco, ma sai qualcosa di Tommaso? Credo di non averlo più visto dai tempi della scuola. Gianfranco Perri No, non direttamente, purtroppo ne ho perso le tracce anch´io. Patrizia Vantaggiato Mi fa piacere ricordare Don Giuseppe Galetta, un sacerdore precursore del Concilio Vaticano ll. Ha guidato nel cammino di fede me e Massimo fino al nostro matrimonio. Ricordo le sue omelie durante le celebrazioni liturgiche, la fermezza nel mio carattere sono frutto dell'esempio di vita che quest'uomo ha lasciato in questo mondo terreno. Entrata nella Chiesa degli Angeli, appena restaurata, il primo pensiero è andato a Lui. Gianfranco Perri Patrizia, apprezzo molto il tuo commento su Don Galletta. Anch'io lo ricordo quale persona molto educata, colta e signorle. Grazie alla sua presenza alla chiesa degli Angeli ho poturo nella mia infanzia conoscerla bene, perche' mio padre mi ci portava alla messa della domenica, proprio per (lui) ascoltare le omelie di Don Galetta, durante gli anni della sua presenza. Patrizia Vantaggiato In Via Madonna della neve ricordo con affetto, a Lei devo molto, anche a signorina Dalmazio. Era la maestra del doposcuola e che maestra! Piccolina di statura ma ti forgiava nel carattere e nella preparazione scolastica. La sua casa aveva due porte d'ingresso che affacciavano su lati opposti. In via Madonna della neve aveva la porta delle visite di amicizia con le persiane verdi. L'altro lato della casa affacciava sulla


piazza, credo Piazza Santa Aloy, c'era una porticina piccolissina e da li entravamo per andare a fare i compiti. Verbi e tabelline a memoria, non uscivi se non dopo aver fatto tutti i compiti e aver imparato tutto per il giono dopo. Molti ragazzi e ragazze sono stati suoi alunni e credo che sia ancora nel cuore di molti di noi. Annarita Spagnolo Io ho abitato in Via Madonna della neve per tantissimi anni, fra il 1958 e il 1974, in un portoncino bassissimo quasi arrivando su Via San Benedetto. Dividevo la scala con un mio carissimo compagno di giochi, ora medico in ospedale perrino Bernardo Scarano. Antonio Fox Allora Annarita ricorderai benissimo la latteria che vendeva il latte lì. Vincenzo Di Serio Vero, di fronte al palazzo con la bandiera c'era la latteria, quante volte ho comprato il latte, fino a prima del 1958.

Gianfranco Perri L´edicola di san Teodoro e quella della Madonna della neve

Giuseppe Summa Altro ricordo: il carbonaio o lu craunaru che in un basso angusto e buio vendeva il carbone, l'alcol, l'insetticida, il famoso e cancerogeno DDT, e se non ricordo male, altri detersivi. Gianfranco Perri Lu Craunaru, me lo ricordo benissimo. Il posto era lucubre, e lo era anche lui, alto , magro, e sempre sporco di fuliggine come un minatore del carbone. Dopo che fu chiuso il negozio, perché ormai non si usavano i carboni per i bracieri ed altro. Il rudere rimase in piedi per molti altri anni, fino al momento in cui una ventina di anni fa fu iniziata la costruzione del nuovo stabile di abitazioni. Per molto tempo non veniva concesso il permesso di abbattere quel rudere, in quanto costruzione storica, certamenmte lo era, ma poi alla fine prevalse l´interesse per l´ammodernamento del luogo, e fu concesso il permesso alla costruzione del nuovo stabile, in veritá architettonicamente di abbastanza buona fattura. Annarita Spagnolo Io andavo sempre dallu craunaru a comprare la carbonella e un litro di varichina in bottiglia. Uscivo dall'antro più esterefatta che mai, pensavo che lu craunaru non vedesse mai la luce e che se fosse uscito ne sarebbe rimasto accecato. Gianfranco Perri Quindi come un pipistrello, hahaha! Hai proprio ragione! Annarita Spagnolo Che peccato non aver scritto le sensazioni provate in queste botteghe. Antonio Fox Fra i tanti citati Remo si è scordato di fare il nome dell'autore dello sfregio del vecchio e tanto amato Teatro Verdi. Tanto per non dimenticare. Voglio vedere se si ricorda chi è. Remo Simoniello Antò, quandu rrivvava tanuta in divisa ndì piagghiaumu paura, specialmenti quandu si sciucava a palloni, ndi vulia arristari a tutti. Non ti chiedo nulla di lui, considerando che sono passati secoli. Antonio Fox Si mio padre è deceduto una quindicina di anni fa. Anche mia madre non c'è più.


Remo Simoniello Mi hai messo in crisi, ...canaglia, ...ci era, Nasoni? E ti ricordi di Enzo Curatella? Abitava nel tuo portone, a casa aveva la donna di servizio e ci raccontava "ca li uardava li cosci "...Un'altra cosa Antò, ti ricordi di Zinna l'acquarulu? Antonio Fox Ti ho messo in crisi? Mi spiaci, ma era molto facile rispondere. Si tratta dell'ancor non commendatore Franco Fanuzzi, il geometra. Abitava affianco alla Galbani. I mei ricordi più belli sono che ogni pomeriggio gli fregavo la lambretta che aveva sotto casa e me ne andavo abbasciu alla marina. Poi quando ritornavo per rimetterla a posto, trovavo lui in mezzo alla strada che mi aspettava, tanto sapeva che ero io che gliela fregavo. Ma comunque la lasciavo sempre a due cento metri e me ne scappavo, piú o meno all'altezza della "putea" di Livio. A saperlo prima che sarebbe stato l'autore dell'abbattimento del tanto rimpianto teatro, non gliel'avrei fatta ritrovare. Antonio Fox Si Remo, l´acquarulu, ...come potrei dimenticarmi di quel bravissimo uomo. Allora nelle case non c'era l'acqua corrente e si prendeva l'acqua dalla fontana che stava dove oggi c'è il Cral Marina. Lui viveva guadagnandosi le mance portando a casa delle persone l'acqua. Io andavo a prendere l'acqua "cu lu mbili" e c'incontravamo alla fontana, io gli cantavo una canzone e lui tutto felice me lo portava a casa al terzo piano e non si prendeva una lira. Era buonissimo, pace all'anima sua. Remo Simoniello Antó, avevi ragione: "Italo" abitava in quella strettoia di Largo della Volta, dove abitavano anche i Capodieci, mentre al Largo della Volta alla "vitrina" abitava nunnu Peppu (lu sceriffu ) e nunna Maria ed erano i nonni di Pino ed Antonio Lopez. Antonio Fox E allora era a nunnu Peppu che doveva salutare il cavallo. Quanti personaggi tra via Cittadella e via Santa Aloy. A proposito Remo, ho visto il tuo sito, molto bello. Complimenti!

Remo Simoniello Tra Via Cittadella e Via Cittadella nuova Gianfranco Perri Bella foto, grazie Remo, peccato che ci siano le macchine! Mi piacerebbe sapere in che anno é stato costruito questo fabbricato con questa architettura poco comune.


Remo Simoniello Architettura fascista. Questo caseggiato fu costruito contemporaneamente al Monumento al Marinaio, quindi intorno ai primi anni ‘30. Antonio Fox Remo, penso forse qualche anno dopo e comunque la cosa che più sorprende é vedere che non è cambiato niente, é rimasto come allora. Si potrebbe dare una mossa e rimetterlo in sesto. Quella porticina sulla destra è uno dei ricoveri antiaerei ancora esistenti. Alessandra Miceli Tonino Miceli e' mio zio, fratello di mio padre e loro hanno vissuto in via Cittadella sempre e mio padre mi ha sempre raccontato di quando la meta' di quel fabbricato fu bombardato durante la guerra. Antonia Dell'Aglio Mio padre abitava in Via Sant'Aloy e da piccola io sentivo sempre parlare che dovevano darci in denaro un risarcimento per i danni di guerra che in effetti arrivarono dopo varie sollecitazioni di mio padre ai ministri di allora e anche a lettere sui giornali. Penso che nel 1956 fu liquidato ma non ricordo quanto perchè ero piccola. Gianfranco Perri In quanto alli ¨scuffulati¨ le cronache cittadine commentano: ... Vasti furono i danni agli edifici civili ed ai luoghi di... culto, ma quello che rimane ancora impresso nella memoria degli ultimi testimoni, è il più potente e distruttivo degli attacchi subiti, quello della notte tra il 7 e l'8 novembre 1941. L'incursione iniziò a mezzanotte circa e durò poco più di 5 ore, un attacco condotto da una formazione di bimotori inglesi provenienti da Malta con l'obiettivo di smantellare le fortificazioni del porto e la base navale del castello svevo. Tutta Via Cittadella nel centro storico della città fu rasa al suolo e ci furono decine di vittime e centinaia di feriti... Remo Simoniello Nemmeno Pearl Harbor subì 5 ore di bombardamenti. Le zone colpite furono Via De Sanctis e Largo della Volta, poi fra Via Cittadella e Via Sant'Aloj, e Via Scarano. Le macerie "ti li scuffulati" rimasero fino all'inizio degli anni '60 dove poi fu costruito il palazzo della Galbani. Il caseggiato della foto non fu colpito. A fianco di questi caseggiati c'erano i rifuggi antiaerei (credo tutt'ora esistenti). Nei bombardamenti, un aereo fu abbattuto dalla contraerea e fu recuperato da Barretta nel 1952, rimase per lungo tempo sulla banchina all'altezza di via Lenio Flacco. I Barretta, palombari, iniziarono la loro attività grazie a questo recupero. Lu scuffulatu, dopo la guerra, era il nostro campo d'azione, la sera andavano le coppie e nui li pigghiaumu a petri. E poi, erano comodi, in un secondo scendevamo giù da basso per fare il bagno alla spiaggetta dove tiravano a secco le barche ora tutta cementata.

Gianfranco Perri Via Cittadella 8 novembre 1941­ Edifici distrutti dai bombardamenti inglesi


Gianfranco Perri Remo, ho pubblicato una foto che ritratta i bombardamenti del 7‐8 Novembre 1941 nell´area di Via Cittadella. Vedi un pó se riesci ad orienarti e a commentarci la foto. Grazie. Remo Simoniello Gianfrá, guarda la foto di via Cittadella: dove c´é il palazzo alla fine della strada (ex Galbani) é il luogo di qesta fotodopo il bombardamento. Gli alberi che vedi sulla sinistra facevano parte della Difesa e la strada é quella che porta al Castello, prima quella strada era chiusa da un muro. Invece a destra, quel caseggiato che scende è via Scarano. Poi c´era un secondo "scuffulatu" che si trovava più a sinistra della foto e scendeva a ridosso dell'entrata carrabile della M.M. e dava quasi sulla spiaggetta dove tiravano a terra le barche. Quello stabile di fronte al centro della foto, fu abbattuto perchè molto pericoloso. Quindi si scendeva verso il basso dove c'era un grande terrazzo. Antonio deve ricordarselo perchè proprio all´inizio dello scuffulatu avava trovato riparo, nel dopo guerra, una famiglia: il figlio si chiamava Salvatore. Gianfranco Perri Remo, grazie, sei stato molto preciso nella spiegazione. Antonio Fox Caro Remo confermo tutto ciò che hai detto. A proposito di Salvatore, era mia intenzione lanciare su Fb un messaggio per cercare di rintracciarlo. Come saprai eravamo amici di giochi e per me fu un brutto colpo quando fu adottato da una famiglia americana, di cui l'unica notizia fu un paio d'anni dopo, relativa all'invio di una foto di Salvatore in america che fu mandata mio padre, il quale forse non sai contribui all'adottamento e poi non ho più avuto notizie fino ad oggi. Mi piacerebbe sapere se è ancora vivo ed eventualmente contattarlo, ma non so in quale parte degli Usa si trasferi. E' un ricordo a cui spesso penso. Ma chissà Fb è un grande mezzo, potrebbe fare il miracolo. Remo Simoniello Mi fa piacere che lo ricordi, ...quando entravo in quella casa tutta crollata mi sentivo molto a disagio, sono contento che fu adottato. ***** Remo Simoniello Per Gianfranco Perri: Grazie Gianfrà... mi hai fatto fare un tuffo nel passato con "Via Cittadella" veramente un bel lavoro. Se puoi sotituisci il cognome Fonsetti con Signorile (errore mio). Mi hai fatto vermente una graditissima sorpresa... grazie Gianfrà! Gianfranco Perri Grazie Remo. Mi occuperò di apportare le correzioni che hai indicato. Antonio Fox Purtroppo non è colpa tua. Sai è della vecchiaia, confondere i Signorile con Fonsetti...... Hai pure dimenticato che il papà dei Signorile, ogni anno durante la "Candilora" chiangia lu muertu pi li stradi (Quaremba?). Ah la memoria.. Remo Simoniello Moi stà dici ca sò vecchiu?... É parlatu lu piruddu, ...però na cosa l'aggià diri ca quandu jeri piccinnu, tinivi veramenti na facciodda bedda. Signorile Cosimo Ei lassatimi sciri ziuma Tori zenzula. Remo Simoniello Eccu nà, ...è rrivvatu Cocu lu nipoti... mò putimu puru fa festa. Signorile Cosimo Sini chiangia Quaremba ma pi vineri bona passava prima ti do Vocca. Antonio Fox Era un grande...... artista bevitore che tra i tanti personaggi citati qui è stato dimenticato, puru, ma non è colpa sua da Remo. Remo Simoniello muerti ti Vocca no mi lu ricurdari... ognè vota ca scè ccattava lu vinu mi squagghiava sotta, pirceni mi ticiunu ca si chiamava Vocca pirceni tinia tò Vocchi.. una annanzi e una ti tretu alla capu... propia cuginuta Micheli cu cuntava stì fissarii e iu comu a nu loccu mi li mbuccava. Mina Acquario ihihi, ...Scusate, ...ma cosè una commedia brindisina? Antonio Fox No, no è una verità. Signorile Cosimo É veru, cu la bicicletta e nu portapacchi tretu si caricava a cascetta ti vopi e si girava li campagni. Remo Simoniello Atru ca cummedia, ...questa eti Brindisi... Vi ricurdati qundu Tori vindia li vopi? ...Comu ucculava Vopiii vopiii frischiii. Lampu, aanziemi l'àmu tittu! Quiddu ca no mi scendi ca sobbra a sta pacina s'annu ricurdatu ti tutti li personaggi ti brindisi e ànnu lassatu fori " Zinna".


Antonio Fox Vue' Re, veramente la cosa ca mi ricordu eti lu funerali ti Quaremba ca facia ogni annu cu lu codazzu ti la gente ca chiangia anzieme a iddu. Signorile Cosimo Remo, da bicicletta sa quantu voti la nu recuperata e purtata ti casa pirceni si la scurdava vicinu alla cantina. Remo Simoniello Siee, ...na ti lu stà dici puru Cosiminu... è campata na famiglia cu lli vopi... Ma Zinna vi lu ricurdati? Antonio Fox Remo ti sbagli a proposito di Zinna se vai a rileggere "via Cittadella" il sottoscritto parla proprio di lui. Signorile Cosimo Iu era piccinnu e mi ricordu ca tuttu finia intra allu cortili ti allu prisitiu addo si ballava e si mbivia. Remo Simoniello ...infatti stasera mi l'aggià a leggiri tuttu... l'ho messo nei preferiti. Forzi vui no vi ricurdati la sera ti Sant'Antuenu... la focra al largo Volta. Signorile Cosimo Zinna cu li quartarieddi alla funtana ti via cittadella anchia e purtava l'acqua alli casi ti li cristiani chiù vicchiarieddi pi 10 liri. Antonio Fox Vai vai e poi viti. Non potrò mai dimenticare quel brav'uomo in particolarmente perchè mi voleva un gran bene e quando andavo a riempire l'acqua per casa (terzo piano) me la portava sempre lui. Remo Simoniello ...E ndè carisciata acqua... quanti ricordi... e poi eravamo na bella banda ti vagnuni... stava Eugeniu Borzetti sempri ucculava... muerti sua... tinia na voci ca ti stunava. Antonio Fox Remo, comu non mi pozzu ricurdari ti la focara, ho un particolare in proposito che non potrò mai dimenticare. Remo Simoniello Na vota, mama mi mandau cu cattu n'acu a dò Bricita e mi truvai cuinvoltu in piena uerra a Petri contra a San Binidittu... e c'era a fari? cagnu, tutti l'amici mia in battaglia e iu noni? Muerti mia mi rrivvau na petra propia sotta lu uecchiu destru.. Antò, frauta Luigi, cu Pinu Lopez mi purtara alla Farmacia favia... e lu dottori mi mittiu nu sparatrappu... poi mi purtara a casa... ficurdi, non c'era compassioni pì n'eroi... mama mi scannau ti mazzati. Antonio Fox Sieinti Remo ma si chiamavano Borzetti o Borsetti? a me sembra la seconda. Remo Simoniello Borsetti, ...mentri Ginu ca l'era cuginu si chiamava Marinelli e abitava allu prima pianu. Antonio Fox Va be', ma mo mi spieghi puru addo abitavunu. Viti ca lu ragazzu ti strata ero iu, no tui. Mina Acquario Queste sono le cose belle da leggere, ...ascoltare le amicizie i valori di una volta, ...sono veramente assorta nei vostri racconti. Antonio Fox Grazie Mina, ma stiamo facendo allegramente la nostra storia dell'infanzia, purtroppo perduta, questa era la nostra fanciullezza. Remo Simoniello Sini no? la nostra fanciullezza... tutti a fumari a panza vacanti e iu li buscava. Antonio Fox Cè vuei Remo erumu dei ragazzi di strada, mascalzoni... ed approfittavamo della tua bontà. Signorile Cosimo Tisgraziati, comè ca fumauvu piccinni, piccinni. Remo Simoniello Comu? Fattilu cuntari ti Ntoniu li mazzati ca m'è datu tanuma. Signorile Cosimo É fattu buenu cussini ti mparavi. Remo Simoniello Lu cagnu ca iu li buscava e loru fumavunu. Mina Acquario Avevo percepito ke si trattava di storia di vita vissuta. Signorile Cosimo Allora tu ieri lu scitivulu. Antonio Miglietta Ma comu cagnu eti? Iu aggiu abitatu sobbra alla Difesa ti lu 65 allu 72 e tinia nu saccu ti cumpagni in via Cittadella e Largo della Volta, qua ncera Corsa cà vinia cummèi alla scola e mò sta in Liguria eddeti nu bravu mieticu. Ma l´atri no li caonoscu! Signorile Cosimo Troppu tardu ha rivvatu.


Antonio Fox Infatti io sono andato via nel 56‐57 da via Cittadella. Antonio Miglietta Quando sono nato io ...1957, ma non lì. Signorile Cosimo Io quandu m'aggiu spusatu lu 74. Remo Simoniello Scia alu tabbachinu cu sta caterva ti pacci e dicia "ha detto mio padre un pachetto ti Aurora, ...segna, ...e tutti li giurni sta storia, poi ndi li sciumu sobbra allu scuffulatu e tutti a fumari... Nu giurnu tanuma tissi, ...ma quantu cazzu ti sicareti mi fumu? E quiddu ti lu tabbacchinu nci tissi ca era iu ca li pigghiava... "Dù nfamu"...no ti ticu... lu tirrimotu scuppiau du giurnu. Signorile Cosimo Ti pozzu cretiri! Remo Simoniello Critimi frati... sacciu iu la curescia. Antonio Miglietta Puezzi skattatari! Beh mò basta mi sta faciti perdiri tiempu e tegnu da fari, ...stativi bueni. Antonio Fox Beh ma si llè meritati, vistu ca lu cuntu era salatu. Remo Simoniello Ci ti zziccu ti staccu na recchia cu nu muezzicu... di sobbra puru. Signorile Cosimo Si,ma puru Remu paiau lu cuntu salatu cu lu tani. Remo Simoniello Lu sapi, lu sapi... mo sta faci lu nfamoni. Antonio Fox Si Remu, però non cia' cuntatu lu restu ti la storia. Remo Simoniello Giuro che scriverò un libro... atru ca via gluk... contillu tui. Signorile Cosimo Si, ¨I ragazzi ti lu scuffulatu¨. Remo Simoniello ...Ca noni? Signorile Cosimo Ca sini! Signorile Cosimo Noni l'onorevuli. Remo Simoniello Solo un titolo... "Via Cittadella". Antonio Fox Allora ca comu. Signorile Cosimo Ok , moi mi sta spostu, alla prossima, ciao Remo e Antonio. Remo Simoniello Sono passati tantissimi anni, ma è sempre nel cuore, ...eravamo una torma di ragazzi. Antonio Fox Anch'io vi saluto perchè devo andare. Saluti a tutti e alla proxssima puntata! Remo Simoniello Ciao, pure io chiudo, ...vi abbraccio. ***** Gianfranco Perri @ Remo, ho fatto le correzioni che mi hai indicato ed ho anche deciso di integrare il capitolo con l’ultima bella chiaccierata. E´stato un piacere leggere anche questa bella chiacchierata, ...peccato non aver potuto partecipare, ...sta scia a Milanu! Io sono nato alla fine del 51 sull´angolo di Via Castello con Via Cittacella nuova e Via Madonna della neve, e ci ho vissuto fino all´ottobre 1969, quando partii per il Politecnico di Torino. Poi ci son sempre tornato, per qualche giorno e piú di una voilta all´anno, fino a praticamente un tre anni fa, quando mia madre si é purtropo ammalata ed ha dovuto lasciare quella casa per trasferirsi al Casale a casa di mia sorella. Io sono¨abbastanza¨piú giovane di Remo Antonio e Cosimo, ma quell´atmosfera ho fatto ben in tempo a viverla tra quelle strade, e tra quei personaggi, ...ricordi indimenticati e che si risvegliano... Invito gli amici a leggersi anche il capitolo del nostro libro Brindisini la mia gente, dedicato a Via Castello e intitolato ¨Presidio e dintorni¨: www.gianfrancoperri.com/Documents/xPresidio%20e%20dintorni.pdf E´un perfeto complemento del capitolo ¨Via Cittadella¨. Gianfranco Perr L´ultima pagina del capitolo ¨Presidio e dintorni¨, é quella che riproduco di seguito, ...e come si puó leggere, l´ultimo mio intervento coincide con il primo intervento di questo capitolo dii ¨Via Cittadella¨. Simpatico, no?


BRINDISINI LA MIA GENTE

Via Maestra

Cosimo Guercia Foto icona del gruppo ¨Per non dimenticare come eravamo¨ precursore di ¨Brindisini la mia gente¨


Andrea Viola Dov' era? Cosimo Guercia Apri la foto Andrea! Andrea Viola Non riesco ad aprirla. Lo sfondo... sembra in discesa. Quindi non lontana dal porto... probabilmente. Gianluca Saponaro Alle Sciabbiche. Cosimo Guercia Secondo me é Via Maestra Gianluca Saponaro Si, si...l'ho letto da qualche parte.....mi sa che ce l'ho sta´ foto, anche... Cosimo Guercia Fai caso alla loggia che vedi in fondo a destra. Negli anni passati era il corso. Mina Lacorte Scusate ma via Maestra nn era una stradina dietro al comune o da quelle parti? Cosimo Guercia Esattamente, é la stradina che esce ai giardinetti! Ma stai a Brindisi? Perché non essendo amica non ho potuto vedere sulla tua pagina. Mina Lacorte Si, certo! Cosimo Guercia Ti pósso chiedere l´amicizia, se ti fa piacere? Mina Lacorte Fatto! Solo ora mi sono accorta che negli amici hai mio nipote Francesco. Raffaele Mauro Attuale via Filomeno Consiglio, la vecchia via Maestra. Andrea Viola Grazie, non immaginavo si chiamasse diversamente prima. Raffaele Mauro Originariamente la via Maestra (diciamo il corso di oggi) partiva da porta Napoli (detta porta Mesagne) fino al mare, vale a dire: via Carmine, Via Ferrante Fornari, via Filomeno Consiglio. I miei nonni la chiamavano ancora via Maestra. Andrea Viola Chissà... magari ha un'origine ancora più antica di quella che immaginiamo... il "via maestra" potrebbe legarsi a qualcosa legato all'epoca romana...e dietro Porta Napoli, oltre all'odierna ferrovia...c'è la via Appia...forse era la via che i romani percorrevano ogni giorno per arrivare al porto (?)... Questa cosa incuriosisce...bisognerebbe indagare. Sempre che la via Appia passase davvero da lì, peró.... Raffaele Mauro La via Maestra, come la via Lata, esiste in tutte le città romane, non dimenticare che l'attuale corso Garibaldi era un braccio di mare e che corso Umberto non esisteva. ¨The main street¨ si direbbe negli USA. Andrea Viola Quindi è probabile che fosse quella la strada che dovevano seguire... Non sono sicuro, comunque mi sembra di ricordare che sulla via Appia di oggi hanno anche trovato dei reperti, qualche anno fa, mentre lavoravano su una delle nuove palazzine, però magari sono voci fasulle, non lo so. Raffaele Mauro Non necessariamente Andrea, perchè le porte sono medioevali e le fortificazioni precedenti di origine messapica erano intorno all'attuale castello svevo. Noi tutto sommato conosciamo più le piante mediovali che non le romane. Gianfranco Perri Se la foto del calzolaio é in Via Maestra, attuale Via Filomeno Consiglio, dovrebbe essere nel punto della foto che pubbico, che ho estratto da Google! Purtroppo non ci sono tanti riscontri oggettivi e forse avremmo bisogno della memoria di qualche amico per essere sicuri propio al 100%. Raffaele Mauro Gianfra' , guarda la porticina sulla sinistra. Gianfranco Perri Si, si. Infatti é per questo che ho creato da Google earth proprio questa prospettiva, sembra proprio la stessa. Poi tutte le altre costruzioni sono invece recenti. Comunque magari qualche vecchietto dovrebbe ricordare se in quella porticina c´é mai stato un calzolaio. Giuseppe Creti Mio cugino Salvatore Guadalupi (odontotecnico) abitava sopra a quella porticina. Gianfranco Perri Giusé, allora devi consultarlo, anzi meglio, chiedergli di consultare i suoi genitori o i suoi nonni! Giuseppe Creti Lí, su quel balcone dove ci stanno i fiori. Peró l´entrata era dall´altra parte, lí dove stava una volta il vecchio negozio di Diego. Gianfra' purtroppo lui é piú grande di me e poi, son tanti anni che non lo vedo piú e non ho piú sue notizie.


Gianfranco Perri Possible stessa angolatura della foto di Via Maestra postata da Cosimo


Cosimo Guercia Lu scarparu ti la via Maestra Raffaele Mauro Cosimo sai dovè stata scattata questa foto, o chi rappresenta? Azz è troppo sfocata! Cosimo Guercia Vedi esembra lo stesso calzolaio della fotografia che avevo pubblicato prima. Il calzolaio non lo so chi sia, ma dovrebbe essere in via Maestra. Gianfranco Perri Si, il personaggio e l´ambiente sembrano gli stessi della foto della Via Maetsra. Questa foto é molto bella, peccato sia sfuocata. La potremmo intitolare ¨Lu scarparu ti la via Maestra¨!!! Sperando che qualche amico ci dia quanche notizia in merito. Raffaele Mauro Ma è diversa dalla prima. Alle spalle dei bambini quì sembra ci sia un muro, l'altra invece é nella via. Cosimo Guercia Non me lo so spiegare, a meno che ilcalzolaio non abbia cambiato posto per il sole. Andrea Viola Magari quei bambini ci sono ancora oggi...e ci potrebbero raccontare. Cosimo Guercia Non so a che anno risale la foto. Andrea Viola Difficile dirlo...forse negli anni 40‐50 non tutti si potevano permettere una foto...io credo più inizio anni '60, anche per come sono vestiti i bambini... Magari qualcuno di loro o qualche nipote si iscriverà, vedrà la foto e ci racconterà di più.... Cosimo Guercia Si, puó risalire a quegli anni. Qualcuno spero si ricordi del calzolaio e cosí si potrá risalire. Raffaele Mauro E´prima del 1940 sicuramente. Nella prima foto, stesso soggetto, é facile verificare l'abbigliamento dei passanti, in questa quello dei bimbi.


Carla Rubini Via Filomeno Consiglio Angelo Catalano Bellissima foto Carla, se non erro i gestori di questo ¨Generi alimentari¨ erano due anziani. Se il negozio é quello, lo ricordo perché quando ero ragazzo facevo il commesso alla famiglia Potí che aveva un negozio sul corso e abitava sopra Costanzo Ciano. Scendendo la scalinata ricordo che c´era questo negozio. Cosimo Guercia Angelo si, infatti e' la piazzetta che porta a via Guerrieri. Si nota l'angolo di via Maestra. Carla e' una bellissima foto sara' intorno al 1958, credo. Angelo Catalano Anche prima, parlo del 52 o 53. Raffaele Mauro No Angelo, quell'auto è degli anni 60. Angelo Catalano Raffaele si, si. Io in effetti non mi riferivo della foto, ma bensí al mio ricordo del negozio di generi elementari, Non abitavo in quella zona, ma spesso mi mandavano a comprare degli affettati, tutto qui il mio ricordo. Carla Rubini Purtroppo io non so l'anno della foto. Imbriani Ugo Cosimo, peró nella targa si legge Via Filomeno Consiglio. Cosimo Guercia Per i brindisini di un acerta etá é rimasta Viam Maestra. Angelo Catalano Difatti anch´io l´ho sempre chiamata la via Maestra, anche se in seguito, nella vita, mi sono imparentato con un pronipote di Filomeno Consiglio che vive a Bari.


Giancarlo Cafiero Carla, tu non puoi immaginare l´importanza di questa foto che... per tanti non fu solo il negozio di generi alimentari! .. I militari lo fanno capire ... a tutti gli amici del gruppo: vi ricordate Pupetta?... e Maria la brindisina...? Gianfranco Perri Giancá, volevi dire, ...per tutti i vecchietti del gruppo, ha,ha,ha! Cosimo Guercia Un poco piu avanti c'era un falegame. E invece andando piú sopra della salumeria, c´é l´ex ricovero, sotto le scale che portano a San Nicolicchio. Gianfranco Perri E scendendo sulla destra, un calzolaio. Giancarlo e Angelo, vi ricordate come si chiamava sto calzolaio? Giuseppe Summa La scalinata che porta in via San Nicolicchio si chiama Salita di Ripalta. Per tanti anni ho abitato in zona e ricordo bene a cosa si riferisce Giancarlo. Ricordo i signori che gestivano la salumeria, ma anche Lucrezia che gestiva l'altra salumeria, quella accanto all'ex consolato dei Paesi Bassi ed alla falegnameria. Cosimo Guercia Giuseppe, Gianfranco si riferiva a una foto da me pubblicata tempo fa, che mostrava un calzolaio in Via Maestra. Se cerchi tra le foto del gruppo la trovi e casomai ci potrai dire qualcosa. Cosimo Guercia Lucrezia stava prima di uscire sui giardinetti da via Maestra. Poi divenne una cantina gestita sempre da Lucrezia. Abitavo in Vico san Nicolicchio, al palazzo dell´ingegnere Assennato. Giuseppe Summa Esatto, ed io abitavo al palazzo di fronte, ....ed il mio amico Pino Romanelli accanto al palazzo di Assennato. Cosimo Guercia Bravo Giuseppe, io sono lo zio di Pino e abitavo proprio lá, quindi da ragazzo ti conoscevo senz´altro. Con Pino non ti senti piú? Lui vive a Roma. Giuseppe Summa L'ho incontrato sabato scorso. Da ragazzi siamo stati amici e la scorsa estate abbiamo fatto una rimpatriata. Sicuramente sarai fiero di lui, che ha raggiunto alti livelli nel mondo musicale. Cosimo Guercia Senz´altro Giusé! Come si fa a non esserne fieri! Gianfranco Perri Sono andato su Google, putroppo non sono a Brindisi e no son potuto andare sul posto, ed ho scoperto: Che quella porta é stata murata. Che la fontana non c´é piú, peró é stata recuperata e spostata lí vicino, subito ai piedi della scalinata, giusto di fronte all´attuale ristorante Pantacruele. Poi, il nostro famoso calzolaio della Via Maetsra, no era andando da lá giú a destra (nel mio commento mi ero sbagliato), ma era andando sú sulla sinistra, andando cioé verso il Municpio. Cosimo Guercia Quindi e' tutto risolto sul nostro calzolaio? Gianfranco Perri Si, abbastanza, peró ci continua a mancare il nome!

Giancarlo Cafiero Mestru Emilo... Cosimo , Grande foto vero? ...ricordo personale...???? Gianfranco Perri Mestru Emilio! Evviva, Evviva!!! Propongo una statua per Giancarlo! Gianfranco Perri Raffaele ha scritto: ¨di fronte Gianfranco, dove adesso c'è il palazzo di Romanazzi, c'era una vecchia locanda¨. Per un lapsus involonatrio Raffaele aveva inserito il commento in una foto che non c´entrava niente, ha,haha! Raffaele Mauro No, no Gianfrá. C'entrava si, quella locanda, con la foto! Gianfranco Perri Raffaé, io solo avevo voluto mandarti un assis... Comunque aspettiamo che Angelo ci confermi quale era il tipo di ¨affettati¨ che andava a comprare lí !!! Raffaele Mauro Salamini?


Raffaele Mauro Ecco qui i salamini dell'alimentari Ettore Petrolini: I Salamini ...ho comprato i salamini del dì nel quale io mi maritai... con mia moglie non feci questione mai.. qualche volta la porto pure sul tranvai... questa mattina i salam... Gianfranco Perri Azzeccatissima! Angelo Catalano Ahahahahahah! Gianfra', devi sapere che quando l'amico Cosimo ha scritto che vicino c'era un falegname, volevo fare una battuta: "... E quando trovavano chiuso, ... andavano dal falegname, a Carla Rubini Hahahaha! questa foto ha scatenato una discussione meravigliosa! Angelo Catalano Carla, chiedo scusa per quello che ho scritto ma, ...gli amici mi hanno provocato e l'amico Giuseppe Summa non e' intervenuto. Carla Rubini Hahaha! Angelo, non ti scusare, è una discussione molto divertente. Gianfranco Perri Carla, puoi proprio essere contenta. Stai entrando a pieno titolo nel concorso del post piú commentato del mese! Brava! Carla Rubini Grazie Gianfranco! ...e pensare che ero indecisa se pubblicare o no questa fotografia, che non mi sembrava di particolare interesse! Raffaele Mauro Carla questi sono dei ragazzacci... Carla Rubini Ho visto, ho visto...


Cosimo Guercia e Gianfranco Perri Saremo mica all´interno di quei Generi Alimentari? Gianfranco Perri Cosimo, immagino che postare questa foto ti sia venuto alla mente a proposito del post sulla via Maestra commentato da Giancarlo ieri ha,ha,ha! Andrea Ecclesie Eh già, ...son sempre le migliori quelle che se ne vanno! Gianfranco Perri Ma allora, se ho ben capito, ...siamo all´interno dei Generi Alimentari della Via Maestra dove Angelo comprava gli affettati, o no? Nel senso che non erano ¨affettati¨ quelli che andava a comprare! Gianni Tanzarella Il lupanare ihihihih cioè la tana delle lupe! Giancarlo Cafiero Bellissima foto, ....l´hai scattata tu Cosimo? Cosimo Guercia Gincarlo puttroppo non avevo leta' per amareeeeeeeeeeee... Raffaele Mauro Gianfranco, di fronte, dove adesso c'è il palazzo di Romanazzi, c'era una vecchia locanda. Giuseppe Summa Comunque siete in errore: la salueria era autentica, accanto vi era la locanda e subito dopo la casa di una squillo (usando un termine di questi tempi). Ero ragazzino quando abitavo in via San Nicolicchio e ricordo benissimo i movimenti che si creavano intorno all'attuale palazzo Romanazzi, che comunque è rimasto un palazzo della vergnogna, ...pero' per altre circostanze, ...meditate gente meditate, ahahahahhahahahahah! Gianfranco Perri E´bello scoprire come tutti gli amici di questo gruppo, ¨quando bambini¨ erano molto ma molto attenti ed informati nei dettagli piú intimi di tutto quanto accadeva nel circondario, specialmente di quanto accadeva alle povere signore e signorine ... che vivevano,... poverette, da soleeee! hahaha! Giuseppe Summa Non proprio sole ahahahhah, ricordo che spesso ospitavano amici ...oggi si dice gay (?) Una volta si usava altro termine... Ma i ricordi vanno a tutto l'habitat ed alla relativa fauna. Come dimenticare le due falegnamerie dove noi ragazzi andavamo ad elemosinare li spatacchi e li tavuli pi fari la carretta o lu monopattinu, ne la cantina di Lucrezia dove ci mandavano a comprare il vino o le bibite evitandoci d'andare all'altra cantina all'angolo (ora ristorante Penny, gia Acropolis) perche' locale malfamato. E chi non ricorda il bar Rodos ora diventato latrina per piccioni, ...vabbe', basta così...


Annarita Spagnolo Maria la brindisina giovane Gianni Tanzarella Maria la brindisina meno giovane Annarita Spagnolo Ecco come si presentava Maria la brindisina da giovane. Lavorava in via Filomeno Consiglio, in una misera casetta che divideva con un calzolaio che mascherava al dischetto la vera attività della casa. Nikola Poli Che bella donna davvero, ...non la conoscevo sta foto! Mario Carlucci Bene Gianni, per chi se la fosse dimenticata, ...

Lucia Tramonte Maria la Brindisina come è raffigurata nelle carte del Mercante in Fiera brindisino. Annarita Spagnolo Faccaimo ristampare le carte, le compriamo noi tutti del gruppo e i soldi li diamo in beneficenza, la prima opera dei "Brindisini la mia gente". Che ne pensate? Lucia Tramonte Annarita ho notato che hai la stoffa del public relation. Farle costa un po' ma insieme potremmo riuscirci anche con la finalità benefica che condivido. Io ho ancora gli acquerelli originali Gianfranco Perri Lucia, forza coraggio, si puó fare. Vieni a proporlo personalmente giovedí all´incontro del Gruppo. Nikola Poli Lucia, riproponile!


BRINDISINI LA MIA GENTE

Imbriani Ugo Via Paolo Sarpi

Gianfranco Perri Tra il Corso Umberto I° e Via Cesare Battisti, vero? Al fondo ¨La Chiazza¨


Raffaele Mauro Via Paolo Sarpi. Sulla destra la vecchia salumeria Bufalo e sull'altro lato la latteria Angelini. Gianfranco Perri Con le lunghissime code della domenica per il gelato con la paaannaaa! Raffaele Mauro Ragazzi, quant'era buona quella panna! Lucia Tramonte La signora che vendeva i gelati negli anni cinquanta si chiamava Nena; mia madre, invece ci ha lavorato durante gli anni della guerra ed era addetta alla vendita del latte. Annarita Spagnolo E di fronte non c'era il laboratorio di pasticceria? Mi pare Buscicchio o un altro cognome con la B...Ahi la capu! Raffaele Mauro Cin Cin Bar, oggi Bar Principe.

Giancarlo Cafiero CIN CIN BAR di Mimino Buscicchio


Gianfranco Perri Un altro ricordo fotografico da Giancarlo. Giancarlo Cafiero Grazie Gianfrà´, vedo che anche tu sei un po´ nottambulo, ciao! Gianfranco Perri Lo sono, ma non quanto te. Qui da me sono solo le 9 di sera. Ha, ha! Cosimo Guercia Lungo la strada, a destra c'era la mitica macelleria di carne di cavallo di Peppo La Rizza che si comprava i cavalli appena si azzoppavano. Lucia Tramonte ... la "bassa macelleria" ovvero la carne dei poveri. Gianfranco Perri Altro falso mito cittadino derivato dalla mancanza di conoscenza delle importanti bontá mediche della carne di cavallo, oggi giustamente rivalutata, anche sul piano della tradizione culinaria,... anche se, credo di aver capito, non certo per il nostro amico Cosimo, vero? Ha,ha! Patrizia Vantaggiato In fondo a destra, c'era un orologiaio. Gianfranco Perri E sull´angolo al fondo destro, anche un calzolaio. Ernani Nani Il calzolaio si chiamava Mancini, se non ricordo male, è morto parecchi anni addietro, mentre l'orologiaio Pino D'astore è morto una quindicina di giorni addietro, infatti ho notato i necrologi quando sono stato a brindisi la domenica delle Palme. Gianfranco Perri Ernani, il figlio del calzolaio Mancini ha studiato con me alle Medie Virgilio di Piazza Cairoli, ma non mi sovviene il nome. Tu lo conoscevi? Ne sai qualcosa? Ernani Nani Gianfranco , il nome del figlio di Mancini non mi sovviene, era nel corpo dei vigili urbani e credo che ci sia ancora. Luca Di Giulio ... al numero 8 ci sono io ... luce dei miei occhi ! Giuseppe Summa Forse ricordo male, l'orologiao D'astore prese il posto del calzolaio? Gianfranco Perri Credo proprio di si, perché un pó di anni fa cercai il calzolaio e non lo trovai piú. Raffaele Mauro Ha ragione Pino. D'astore quando chiusero il negozio su Corso Umberto si trasferì al posto di Mancini il calzolaio, affianco c'erano i locali del forno di Pizzolante, che aveva l'ingresso principale su via Cesare Battisti. Ernani Nani Vi siete dimenticati le macellerie di Coco e Ginu Larizza e Ucciu Leo. Roberto Guadalupi Per quanto mi possa ricordare son due locali diversi, ma chi più Luca Di Giulio può saperlo! Antonio Fox Gianfrà, vedi che Roberto è "n'incicloperia", non per niente è "nu guada lupI" terriero però eh? Annarita Spagnolo Scusate cosa devono fare dove era il cinema di Giulio, perchè ho visto che è in ristrutturazione. Luca Di Giulio All'ex cinema teatro Di Giulio stanno facendo semplici lavori di risistemazione del prospetto frontale e conseguente messa in sicurezza della pensilina. Roberto Guadalupi Caspita quanti ricordi in una sola foto, in pochi metri: la panna della latteria Angelini che rimane ancora la più buona che abbia mai mangiato, il cassiere Zeni (il padre del commercialista), Nena della latteria, l'orologiaio Pino D'Astore, il calzolaio Mancini, la pasticceria del Cin Cin Bar di Buscicchio, la salumeria di Bufalo! Non è rimasto niente!


Gianfranco Perri Caro Roberto, hai colto nel segno, bravo. Con il nostro Gruppo non vogliamo limitarci a creare una pur bella ed interessante colezione di fotografie, della Brindisi di ieri e di quella di oggi, ma aspiriamo a molto di piú. Ed uno dei risul...tati bellissimi che stiamo raggiungendo, anche molto aldisopra delle aspirazioni iniziali del nostro fondatore Cosimo Guercia, é proprio costituito dalla intensitá e densitá dei numerosi entusiasti e spontanei commenti che le foto pubblicate stanno stimolando tra tutti noi brindisini. Sono proprio i commenti alle foto quello che di unico e valoroso sta caratterizzando questo nostro meraviglioso gruppo e la maggior parte di quei commenti, aldilá dell ´aspetto aneddotico, contengono le piú intime emozioni di noi brindisini e costituiscono una autentica immagine di vita vissuta e raccontata da noi brindisni. Ho proposto al gruppo un progetto molto ambizioso di raccolta, classificazione e quindi diffusione di questo enorme patrimonio culturale, che non vogliamo che si perda e che vogliamo invece valorizzare. La mole di lavoro é enorme, ma con tempo e con volontá e collaborazione, credo si possa portare avanti. Gianfranco Perri Raffaé, se sei arrivato, dai uno sguardo al mio commento e dimmi cosa ne pensi. Raffaele Mauro Non c'è bisogno condivido ahhahahhha!! Si Gianfranco ovviamente scherzavo, l'ho letto e lo condivido. D'altronde era già contenuto nel bel messaggio che ci hai voluto inviare il giorno della riunione. Andiamo avanti è evidente ormai che non è ...più solo un emozione del ricordo o della memoria ma qualcosa di più.... una voglia irrefrenabile di riappropriarsi della città dei suoi luoghi simbolo, e di aiutare tutti a riscoprirla nella sua millenaria bellezza. Gianfranco Perri Grazie Raffaele, ero certo del tuo appoggio e di quello di Cosimo, ma mi é sembrata una buoa occasione per far circolare ancora l´idea che in qualche modo sto completando. Preparo un progetto un pó piú dettagliato e ve lo mando.

Via Cesare Battisti

Luca Di Giulio Al civico n. 8 si trovava il calzolaio ... all'interno del locale vi e' una zona dove i mattoni son danneggiati, era dietro il bancone dove spesso cadeva il martelletto di uso comune e con il tempo ha logorato due specifiche zone di mattoni ... Al civico n. 6 si trovava l'orologiaio ... Al civico n. 2 vi era la latteria Angelini ... Di fronte al civico n. 6 vi era la sala giochi della latteria Guadalupi da dove si accedeva sia dalla porta del civico 3 ‐ che era di fronte al civico n. 4 ‐ e sia dalla porta che dava su via Cesare Battisti angolo via Sarpi appunto. Oggi tutto e' cambiato in termine di ingressi ... su via Cesare Battisti dove oggi si trova il panificio si trovava un barbiere ... sostituito nel 85 da Giovanna la panettiera, oggi pane e fantasia.... di fianco a Filorizzo vi era Martinelli regali ‐ due numeri civici ‐ ... poi interflora ‐ fioraio e ... poi un negozio di abbigliamento per bambini ... un altro negozio di abbigliamento e lo storico Nino Zippo.


Raffaele Mauro Prima ancora al posto di Zippo c'era il negozio il paradiso delle signore. affianco, la boutique di mio padre, poi il negozio di scarpe di mio nonno materno, fino all'angolo dell'attuale Di Giulio. Luca Di Giulio All'ingresso del Di Giulio si metteva sulla sinistra sempre il banchetto che vendeva sbucciate in bustina trasparente di noccioline americane o bustine non sbucciate il genitore di Napolitano ... storico indelebile ricordo! Gianfranco Perri Luca, stai parlando del signore che vendeva spassatiempi ed altro che si chiamava di cognome Francioso? Luca Di Giulio Si, era Francioso, ma il posto lo ereditó, o comunque lo condivideva con il papá di Napolitano che si inventó quel modo di fare commercio. Fu il primo a occupare quella mattonella di vendita di frutta secca, sopra una tavola di legno arrangiata. Gianfranco Perri Grazie Luca, ne conoscevo il cognome perché alle scuole elementari San Lorenzo nella mia stessa classe studiava un suo figlio della mia etá, deve essere nato nel 1950. Roberto Guadalupi Mi permetto di apportare due piccole correzioni a quanto detto abbastanza giustamente da Di Giulio, ma a quanto si vede dal suo profilo, viaggia con 21 anni di ritardo rispetto a me (io del '50, lui del '71). La sala giochi della Latteria Angelini venne in un secondo momento, ai 'miei tempi' lì c'era il laboratorio con annessa rivendita del latte. Nonsi può ridurre al termine 'fioraio' il negozio di Anglani, storico fioraio brindisino. Per esempio, lì dentro si sono scritte, a quanto si diceva, parecchie importanti pagine della storia della destra brindisina (Manco, come tanti altri brindisini, ne era un abituale frequentatore!) e della Brindisi Sport! A proposito di rivenditori di frutta fresca e simili, sbaglio o c'era anche un certo Ciullo, specializzato, soprattutto, in "mendola fresca"? Ernani Nani Si Roberto, li menduli frischi di Ciullo erunu rinomate. Per quanto riguarda la pensilina del Di Giulio io la odiavo, ogni volta che arrivavano i camion per scaricare la frutta era una tragedia, rischiavano sempre di urtarla e rompere i teli dei camion, visto che le auto parcheggiate restringevano di molto la già stretta strada. E non dimentichiamo la casa del caffè, con la signorina (Tina?) sempre cordiale. Finalmente, condivido il fatto che il negozio di Uccio e Cosimo Anglani non fosse soltanto un semplice fioraio! Annarita Spagnolo Vi ricordate l'omino basso che lavoravo con Uccio e con il Rag. Cosimo Anglani? Portava i fiori a domicilio. Raffaele, solo tu mi puoi ricordare come si chiamava...Gismondo? Di fronte al Paradiso delle signore, sulla piazzetta di Gina dei gelati, c'era un negozio di costumi teatrali e abiti in maschera su misura, era di Caldarulo o mi sbaglio? Luca Di Giulio Giustissimo, Anglani ... storico! Il primo da cui sentii parlare di Interflora ... fiori da spedire ... una figura brindisina molto professionale da ricordare, era una persona rinomata giá ai tempi di quando ero piccolino. Di fianco c'era il Mokasol che dopo si spostó vicino il palazzo del notaio Errico e che ha chiuso un paio di anni fa poiché si é trasferito in via Ferrante Fornari dopo la cessione dell'azienda. E poi vi era Rino, figura snella e professionale, che vendeva abbigliamento dove miei mi compravano il famoso pigiama la * stellina ... he he he ... dal simbolo riconoscibilissimo. Quindi ad angolo, Nino Zippo, il mitico fotografo ! Dove oggi si trova il panificio di Deborah c'era Giovanna che vendeva sempre pane, e prima di lei il Barbiere. Di fianco, prima del cinema, vi era un negozio di borse piccolino, la signora Palumbo, produzione e vendita, poi vendita di pizzi e merletti ed infine vendita libri Mondadori ! Oggi e' sfitto! La mitica signora del Mokasol si chiama Tina ed ha ceduto l'attivitá 5 anni fa ed il nuovo proprietario si é trasferito in via Ferrante Fornari. Raffaele Mauro Il negozio alle spalle di Gina era Mimma Piliego in Caldaurulo, i costumi teatrali li faceva nel laboratorio di via Umberto Cappellini, era un artita straordinario. Si, l'omino di Uccio Anglani era Gismondo! Roberto Guadalupi Non per essere pignolo, ma Raffaele si è confuso visto che si chiama via Alfredo Cappellini, ma questo intervento è per attirare l'attenzione nuovamente sulla signora Tina del Mokasol. Chi si ricorda che per qualche anno fu eletta "commessa ideale" di Brindisi o qualcosa del genere?


Via Paolo Sarpi ­ dopo aver attraversato via Cesare Battisti verso la Chiazza Raffaele Mauro Azz. scusa Roberto, certo chissá perchè Umberto poi! Si fu commessa dell'anno quando la propietà del Mokasol era del Barone. Roberto Guadalupi Ieri pomeriggio mi è sembrato di capire che c'è stata una polemica che non ho voluto approfondire, invece voglio porre l'attenzione su quanto è successo e sta succedendo su questa foto, mi sembra l'aspetto più bello di "Brindisini la mia gente". Una foto in cui, in pratica, non si vede niente,che ad uno "straniero" non direbbe assolutamente nulla, ma ha scatenato già 47 commenti fra noi brindisini perchè sappiamo cosa c'è stato... dietro! Ha innescato mille ricordi: dal fioraio Anglani alla signora del Mokasol, dal calzolaio all'orologiaio, dalla latteria Angelini alla salumeria di Bufalo! Il panificio di Pizzolante, appena girato l'angolo, lo abbiamo ricordato? Buona domenica e buona festa della mamma, a chi le può portare un fiore e chi lo può portare solo al Cimitero! Gianfranco Perri Roberto, ottima la tua riflessione. Veramente ancora un a volta ci troviamo di fronte ad un esempio chiaro dell´essenza di questo nostro gruppo. Le foto, spesso bellissime, sono di fatto la cornice dei nostri commenti, che sono ció che di piúi originale bello e valoroso crea ogni giorno il Gruppo. Stiamo strrutturando un progetto di raccolta e classificazione,, affinché non vadano perduti. P.S. la polemica i ieri si é chiusa al 100% con ieri. Annarita Spagnolo Il bello del gruppo è che con frammenti di ricordi noi stiamo ricostruendo non tanto la storia politica della città, ma stiamo facendo rivivere personaggi che hanno fatto la nostra storia civica, figure di persone umili e non che hanno contribuito a rendere la nostra città unica nel cuore di ciascuno di noi. Grazie a tutti gli iscritti.



BRINDISI “filia solis” Nella parte più a nord del Salento è situata Brindisi, città antichissima crogiolo di culture e teatro di vicende entrate a buon diritto nei manuali della grande storia, città nobile e antica che secondo alcuni si dovrebbe chiamare Brunda. E' noto a tutti che questo nome significa testa di cervo, non in greco o latino, ma in lingua messapica, il porto di Brindisi ha infatti la forma di una testa di cervo, le cui corna abbracciano gran parte della città. Il porto è famosissimo in tutto il mondo e da ciò nacque il proverbio che sono tre i porti sicuri della terra: Luni, Averno e Brindisi (De situ Japigiae). La parte più interna del porto è cinta da torri e da una catena; quella più esterna la proteggono gli scogli da una parte e una barriera di isole dall'altra: sembra l'opera intelligente di una natura burlona, ma accorta. La costa, che dal monte Gargano fino a Otranto è quasi rettilinea ed incurvata in brevi tratti, nei pressi di Brindisi si spacca ed accoglie il mare, formando un golfo che si insinua nella terra con uno stretto delimitato, come già detto, dalle torri e dalla catena. Un tempo, questa stretta imboccatura era profondissima e poteva essere attraversata con navi di qualsiasi grandezza. Da questo stretto, il mare si riversa per un lungo tratto dentro la terraferma attraverso due fossati naturali che circonvallano la città; è sorprendente, sopratutto nel corno destro, la profondità del mare che in qualche punto, dicono, supera i venti passi. La città ha all'incirca la forma di una penisola, tra i due bracci di mare. Sul corno destro, ha una fortezza di straordinaria fattura, costruita con blocchi di pietra squadrata per volere di Federico II, e poi ha il castello Alfonsino, il Forte a mare dei brindisini. Brindisi è cresciuta sul più orientale porto d'Italia che ne ha determinato il destino. Le colonne terminali della via Appia, specchiandosi dall'alto della loro scalinata nelle acque del porto interno, vigilano su quella che la tradizione vuole come l'ultima dimora di Virgilio. E poi Brindisi cela tantissimi altri frammenti di storia, le cui testimonianze sono ancora leggibili nel tessuto urbano, attraverso itinerari che si devono percorrere per ammirare l'eleganza dei suoi numerosi palazzi, le maestose dimore dei Cavalieri Templari, la ricchezza del suo patrimonio chiesastico e da ultimo, per scoprire l'essenza autentica della città che il grande Federico II defini' "filia solis", esaltando la mediterranea solarità di questo straordinario avamposto verso l'Oriente.