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Gabiano e dintorni

Il mensile dal Nost MunfrĂ

G&d

Maggio 2013 Pozzengo di Mombello - foto di Enzo Gino


Iniziative e proposte per il Nost Munfrà Mentre continua la raccolta delle adesioni alla iniziativa di promozione del territorio attraverso l’introduzione dei Munfrin (stiamo contattando sindaci e assessori competenti dei comuni dal Nost Munfrà) segnaliamo agli amministratori attraverso le pagine di questo giornale una proposta che potrebbe avere interessanti risvolti per il territorio. Oltre al turismo ed all’agricoltura le nostre colline sono ricche di… boschi. Purtroppo negli ultimi decenni spesso la coltivazione delle vigne è stata abbandonata ed i boschi si sono allargati coprendo buona parte dei pendii ed anche spesso delle nostre valli. Raccontiamo in queste poche righe l’interessante iniziativa della provincia di Torino che, partita da un iniziale progetto finanziato dalla Comunità Europea (Interreg) e conclusosi nel 2011 denominato Bois Lab (vedi su internet) ora prosegue con un certo successo. Si tratta della creazione di un modello di sviluppo “a Km 0” che punta a valorizzare le risorse forestali locali non solo dal punto di vista della gestione sostenibile ma anche dal punto di vista dell’origine territoriale. In pratica la provincia di Torino ha promosso la certificazione di una filiera del legno locale che a partire dai boschi del torinese organizzati in consorzi fra i titolari pubblici o anche privati, ha sostanzialmente sviluppato la produzione di legno, la sua trasformazione sino alla vendita e realizzazione di manufatti, sfruttando quindi una ricchezza spesso trascurata e abbandonata, di cui i territori sono ricchi. Così sono nate e cresciute aG&d - Gabiano e dintorni ziende, posti di lavoro e ricAutorizzazione n° 5304 del 3-9-99 del Tribunale di chezza locale recuperando allo Torino; Direttore Responsabile Enzo GINO stesso tempo il territorio grazie alla cura ed a una vera e propria “coltivazione” dei boschi. Queste politiche sono da semSede: via S. Carpoforo 97 - Fraz. Cantavenna 15020 pre patrimonio di molti stati Gabiano Stampato presso A4 di Chivasso (TO) specialmente nel nord Europa, Associazione Piemonte Futuro: P. Iva 02321660066; chi non conosce la multinazioDistribuzione gratuita;

... le aziende e le attività che intendono aderire al circuito dei

Munfrin

possono trovare la documentazione sul nostro sito e mettersi in contatto con la redazione... ...per le iniziative estive Ghigiot Tv è disponibile a partecipare realizzando filmati da mettere in rete o mandare anche in diretta web (segnale internet permettendo)... ...sfruttiamo una ricchezza che abbiamo: i boschi

Per informazioni e pubblicità; cell. 335-7782879; 2 e-mail: posta@gabianoedintorni.net

nale Ikea che sul patrimonio boschivo svedese e scandinavo, ma soprattutto sulla sua intelligente gestione e sfruttamento, ha creato un impero. E’ fin troppo facile quindi immaginare quanto anche da noi potrebbe esser fatto con un po’ di buona volontà. Torino non è Helsinki e con i dovuti adeguamenti organizzativi e amministrativi, facendo tesoro delle esperienze riuscite in questi anni presso le Comunità montane e la stessa provincia di Torino, esperienze che certamente mettono a disposizione, crediamo sarebbe possibile anche da noi sviluppare una filiera del legno. Partendo dai proprietari terrieri, siano essi soggetti pubblici o privati spesso titolari di terreni incolti e abbandonati a sé stessi, si può sviluppare un processo di coltivazione trasformazione e, perché no, di produzione di manufatti in legno siano essi pellet, legna da ardere o più nobili come da costruzione travi, serramenti, mobili e casette in legno. La terra non ci manca e nemmeno i boschi… Chi fosse interessato può contattare la redazione di G&d che volentieri fornirà i contatti istituzionali per gli approfondimenti e che si riserva comunque di tornare su questi argomenti. Per le Pro-loco e associazioni che organizzano le tradizionali feste e ricorrenze che accompagnano il periodo estivo e autunnale sappiano che G&d attraverso la propria tv streaming Ghigiot Tv può realizzare filmati e (segnale internet permettendo) può trasmetterle in diretta sul web. Infine ricordiamo che G&d è sempre disponibile a raccogliere la collaborazione di altri amici che intendono spendere un po' del loro tempo libero nelle iniziative di promozione del nostro territorio oltre ad imparare tante cose nuove sugli strumenti di comunicazione.


Intervista al sindaco di Odalengo Piccolo

...è inutile dire Casale capitale del Monferrato quando poi se chiedi agli uffici del turismo dov’è Odalengo Piccolo non si ha neanche idea se è in provincia di Alessandria...

...vedo il sopravvento del ruolo delle Pro-loco; laddove non c’è più comune deve esserci una pro-loco o altra simile associazione di volontariato forte...

Questo mese per i nostri lettori abbiamo intervistato la giovane sindaco di Odalengo Piccolo, Carola Triveri. Questo Comune è una delle tante realtà con le caratteristiche tipiche del nostro Monferrato: pochi abitanti in decrescita ma con tanta voglia di fare, ampio territorio, un ambiente incontaminato ed una storia ricca di tradizioni e cultura. Proseguendo idealmente l’intervista del mese scorso col sindaco di Gabiano in cui si parlava della necessità di aggregare le piccole realtà locali abbiamo chiesto al sindaco il suo pensiero in merito. “Odalengo ha fatto parte della Co-

munità collinare Valcerrina sin dalla nascita, grosso modo dieci anni fa, perché c’era un vincolo provinciale, per cui, essendo provincia di Alessandria, non si poteva pensare a forme di aggregazione con la provincia di Asti. Geograficamente, però, il comune appartiene al versante astigiano anche per una questione di viabilità, basta fare la strada che dalla Valcerrina porta a Odalengo Piccolo per capire la difficoltà, specialmente d’inverno in cui pendenze, curve e tornanti rendono sostanzialmente improponibile il percorso. Il pulmino scolastico poi, è impensabile che la percorra, per cui la vita della comunità si rivolge verso Moncalvo. Oggi con l’incertezza sul futuro delle Province che stanno vivendo un momento di transizione e cambiamento, è venuta l’occasione di aggregarsi con Moncalvo e comuni limitrofi. L’uscita dalla Comunità collinare della Valcerrina non è quindi dovuta a problemi di natura politica o di rapporti con gli altri Comuni, ma realmente dovuta ad una esigenza geografica. Non l’abbiamo sentita nostra la Valcerrina, e questo non vuole essere una critica alle precedenti amministrazioni che avevano fatto quella scelta, infatti erano

Carola Triveri

state obbligate dalle norme ad andare di là. Sostanzialmente son cambiati i tempi e oggi i rapporti con Moncalvo sono buoni, con un’ottima intesa e collaborazione. In questo momento non si è costituita una vera e propria unione ma si è entrati nella convenzione. Moncalvo ovviamente per le sue dimensioni, è il Comune capofila, ed i comuni limitrofi sono Penango, Grazzano Badoglio, Castelletto e Odalengo Piccolo. Insieme sono state avviate diverse attività richieste dallo Stato, con diversi servizi in comune come trasporto scolastico che risulta facile unificare perché da sempre gestiti insieme. Si stanno anche accomunando i dipendenti dei vari municipi, sono state già fatte diverse riunioni; una segretaria comunale che è già su tre dei cinque comuni, e prossimamente dirigerà anche le strutture del quarto (resta per ora fuori Castelletto Merli) e questo è un aspetto fondamentale se si pensa che fino a qualche anno fa i segretari comunali erano intoccabili pur essendo elementi essenziali dell’organizzazione, specie nei piccoli paesi dove i sindaci di campagna hanno poca dimestichezza con leggi, regolamenti, norme, quindi con un'unica regia che gestisce i diversi comuni diventa tutto più semplice. I dipendenti pubblici stanno facendo anche loro la loro parte, vivono in questa realtà e sono coscienti

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che i tempi sono cambiati ed a parità di condizioni economiche sapranno adeguare le loro attività lavorative al nuovo contesto, se necessario operando anche in altre sedi. Il destino di Odalengo Piccolo è quello di una associazione con Moncalvo, pur mantenendo un proprio bilancio e una propria municipalità. Nel giro di qualche anno quando entreranno a regime tutti i servizi si farà l’esame, per valutare se ci saremo trovati bene, ed a quel punto si potrà procedere, magari formando una sorta di municipalità con più comuni, alla francese, e nulla di più. Oggi i comuni stanno morendo sotto una burocrazia spaventosa. Un esempio, il Comune ha l’obbligo di mandare i bilanci alla Corte dei Conti periodicamente, dal 2007 o 2008 è in vigore un sistema telematico: con mail, posta certificata, password, ecc., vengono mandati al ministero con tutte le sicurezze del caso; la settimana scorsa ci hanno chiamato richiedendo il cartaceo. Nonostante l’archivio on-line stiamo ancora con la carta che viene rosicchiata dai topi, e così altro pacco di documenti spedito per posta raccomandata, quindi costi e tempo sottratti ad altre attività perché gli impiegati sono sempre gli stessi e fanno una cosa o fanno l’altra. Se non ci si schioda da questo sistema qua non si andrà da

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nessuna parte; da queste cose si respira un Paese vecchio, fermo...” Passiamo dal locale al generale, chiediamo al sindaco Triveri come vede le prospettive del “nostro” Monferrato?

“La vera e unica risorsa del Monferrato ce l’ha data la natura, vorrei vedere il territorio valorizzato a livello turistico, come già avviene dai nostri vicini di casa nell’astigiano e nell’albese, rendendo il turismo e l’ambiente la nostra grande “industria”, è inutile starci inventare cose diverse, abbiamo questo, valorizziamo questo!. Purtroppo siamo indietro anni luce, Casale non ci aiuta, è inutile dire Casale capitale del Monferrato quando poi se chiede agli uffici del turismo dov’è Odalengo Piccolo non si ha neanche idea se è in provincia di Alessandria. Casale dovrebbe essere un po’ il traino, ma gli stessi uffici turismo e cultura non hanno idea delle potenzialità del territorio. Se non siamo riusciti trasmettere neanche a Casale quello che hanno vicino a casa, immaginiamo a Milano o all’estero o in estremo oriente… E questa situazione danneggia anche Casale specialmente con le tristi vicende sull’amianto che rischiano di prevalere in termini di immagine sulle bellezze del territorio.” Quali specularità può vantare il territorio di Odalengo Piccolo? Fra le attività locali che hanno

avuto un certo successo il sindaco ci parla dei “Pum d'na vira”:

“Partita dalla iniziativa di una persona che ha beneficiato in tempi passati di una pensione in relativa giovane età e che ha aperto una piccola azienda: Melamagio, con lo scopo di recuperare le piante antiche e gli innesti di mele, allargandosi poi con un vivaio e con l'altra frutta e quindi non solo specifica per le mele “di una volta” che restano comunque la sua priorità. Un' attività con una sua clientela e un suo mercato che consente anche di dare lavoro a qualche ragazzo specie nelle stagioni di potatura, raccolta. Come questa attività ce ne potrebbero essere altre mille: orti, boschi… la natura offre molte possibilità. Così come la ricettività, che comunque deve esser legata ad altre opportunità ludiche praticabili nel territorio, anche cose piccole come percorsi ciclabili, trekking come ad esempio la Superga - Crea che passa da Odalengo Piccolo. Sono tutte cose che devono esser valorizzate dal pubblicitario, non dal singolo sindaco che manda l’email su Facebook. Ci deve esser una struttura (che non è Mondo) che si prende in carico il Monferrato e ne faccia un pacchetto turistico, una struttura non finalizzato al lucro ma per portare lavoro, per creare col turismo la cultura e l’ambiente, maggiori risorse per vivere e se c’è lavoro le contrade non si spopolano. Odalengo oggi ha due ristoranti, il Serra e il Tuais e due case vacanze, una a Pessine e una a Case Dorato, poi c’è l’azienda agricola di Cavinato già strutturata con molti vigneti anche fuori dal territorio comunale, e qualche produttore locale oltre al citato Melamangio. Il comune invece quest’anno purtroppo è fermo alla ordi-


naria amministrazione sperando non capiti qualcosa di straordinario e imprevisto che renda tutto ancor più difficile. Per ora è anche senza bilancio, finché non capiamo cosa fare del’IMU, cosa fare della Tares, finché non ci danno delle direttive, risulta inutile anche metter giù dei numeri.” Chiediamo qualche valutazione sulla sua esperienza da sindaco: “Per quanto mi riguarda questo è il

quarto anno da sindaco e l’anno venturo concluderò il mio primo mandato. Vedrò se ricandidarmi perché gli impegni amministrativi sottraggono non poco spazio alla famiglia che è una mia priorità. Ma al di là delle questioni personali fare il sindaco è molto impegnativo. Quando siamo entrati in comune nel 2009 c’era un consiglio formato più o meno da persone nuove, fresche, portatrici di molta energia e di molto entusiasmo, ci siamo imbattuti in anni che credo siano i più brutti nella storia delle repubblica e ci siamo dovuti scontrare con una realtà difficile e dura. Nonostante ciò sono state fatte molte cose e il comune è in attivo, e molto in ordine, con una serie di attività importanti che vanno e che funzionano come l’Osservatorio astronomico e la Fiera del tartufo anche se a fatica perche siamo un comune con neanche 300 residenti inclusi anziani e bambini. Ciononostante all’inizio ho vissuto un po’ male l’aggregazione dei comuni con bilancio unico perché venendo da un Comune particolarmente virtuoso molto attento alle spese e per questo in attivo e sano, vedevo nel resto un pericolo, migliorare per noi è praticamente impossibile quindi il destino era quello di peggiorare trascinati dai problemi degli altri. Dopo un periodo di confronto e valutazione oggi vedo l’unione con Moncalvo come cosa positiva ed è forse l’unico modo per salvare quei pochi servizi che si riescono ancora a dare queste zone periferiche. Ciò detto visto che è venuto a mancare il ruolo centrale che aveva il comune, vedo il sopravvento del ruolo

delle Pro-loco, laddove non c’è più comune deve esserci una proloco o altra simile associazione di volontariato forte. Questo perché saranno loro che dovranno mandare avanti sempre più cultura, tradizioni, eventi sociali e pubblici. Quest' anno avremo un nuovo direttivo visto che il precedente è scaduto, sarà composto da giovani, alcuni dei quali anche in Comune, mi auguro che si rimbocchino le maniche perché, se sapranno svolgere il loro mandato bene, potranno aver un ruolo sociale di primo piano, anche facendosi carico di parte consistente delle funzioni oggi gestite dal piccolo Comune che spesso, per motivi burocratici, lo stesso non può gestire, diversamente invece dall’associazione. Un’ultima riflessione sulla opportunità di concentrare gli eventi sulle peculiarità del Comune, diversamente dalla Fiera del tartufo dove Moncalvo e Murisengo la fanno sostanzialmente da padroni, sarebbe il caso di concentrarsi sull’Osservatorio astronomico o sui “Pum d'na vira” attività presenti solo a Odalengo piccolo ed uniche fra le nostre colline.” Sin qui più ombre che luci nel difficile “mestiere” di sindaco

ma c’è tuttavia un aspetto che fa pendere la bilancia verso l’ottimismo: “Per fortuna c’è que-

st’ambiente, il verde delle nostre colline, il profumo dei fiori, questo splendido cielo, che ti fanno pensare al paradiso e che riescono ancora a prevalere su tutte le difficoltà che ci sono, e tutto sommato va bene così... “ Infine un invito dal sindaco a G&d: “Il 13 ottobre per la festa del

tartufo e di Odalengo piccolo, siete invitati a partecipare per promuovere iniziative o il giornale…” Da parte nostra vedremo di essere presenti con qualche proposta come ad esempio la mostra sul Tamburello che, ci dice il sindaco Triveri, vede il suo comune come uno dei primi che in passato ha praticato questo attività sportiva e poi chissà che ci sia anche qualche altra iniziativa … Per ora la ringraziamo per la disponibilità.

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La leggenda di Aleramo Il 28 gennaio dell'814 ad Acquisgrana muore Carlo Magno imperatore di gran parte dell'Europa...

Il suo impero viene diviso in tre stati: Italia, Francia e Germania in lotta fra loro per l'egemonia sul continente...

Ottone Primo di Sassonia mira alla conquista dell'Italia per costituire il Primo Reich...

In Italia c'è il papa che incorona gli imperatori e poi si accede al Mediterraneo, per questo deve essere nostra...

Anche i Franchi vogliono l'Italia e proprio in questo periodo che il padre di Aleramo: Guglielmo, scende in Italia dalla Borgogna con il suo esercito, per sostenere uno dei pretendenti alla corona d’Italia... enostro all d'Italia .. re un re ssoni. o ave dobbiam cere contro i Sa n vi er p ato

Guglielmo portò con sé la moglie incinta del primo figlio... io llegrinagg ire in pe rt pa to i... i dovu non avre queste condizion in a m o R a

... ma a Roma non arriverà mai, perchè l’atteso erede, come se volesse da subito legare il suo destino a queste terre, nasce a Sezzadio nella contea di Acqui tra le mura della Abazia di Santa Giustina Fedele alleato di Ugo d’Arles che nel 933 verrà coronato re d’Italia, Aleramo sarà ricambiato dal Re con il titolo di Conte, e l’assegnazione delle su prime terre nel Vercellese e nell’alessandrino. incolte e quelle terre presso il Po con le di lu re de pa ve e ell se la dovrà un po' di qu d, o su a am ù ler pi A colline ediamo ad netrabili sulle ...ma sì conc ei boschi impe qu n co ate e disabit i Saraceni ... scorribande de

Nel nome di di Aleram Dio io ti battezzo co o... l nome

Aleramo crescerà rimanendo legato a queste terre facendosi amare per la sua lealtà e per il suo coraggio.

Aleramo lavorò duramente: organizzò la resistenza contro i Saraceni e trasformerà le colline e pianure in vigneti e rigogliosi campi coltivati... ...cacciamo i banditi Saraceni venuti a saccheggiare le nostre terre...

...puliamo i boschi, bonifichiamo e coltiviamo la nostra terra... ...trasformiamo queste colline inospitali nel nostro paradiso!

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Ma una nuova minaccia incombe su Aleramo, è rappresentata dell’imperatore Ottone Primo di Sassonia che scende in Italia col suo esercito per combattere contro Berengario il padre di Gerberga.

Più avanti negli anni Aleramo vedovo e padre di due figli che combattono la suo fianco, si innamora e sposa la giovane principessa Gerberga figlia del nuove re d’Italia Berengario Secondo.

o Impero! acro Roman S l de e rt ve far pa L'Italia de

ho deciso di chiedere la tua mano a tuo padre...

Tutto sembra perduto: Berengario è sconfitto e viene trasportato in Germania come prigioniero assieme a tutta la sua famiglia compresa l'amata Gerberga. Addio Aleramo non ci vedremo mai più...

Ma Aleramo non si scoraggia e dando prova di tutte le sue capacità politiche e diplomatiche inizia una lunga trattativa che lo porta alla liberazione della moglie Gerberga e ad ottenere dall’Imperatore e da sua moglie Adelaide di Borgogna il diploma con cui gli vengono assegnate nuove splendide terre che vanno dalla pianura Padana fino alla costa ligure. incere i fatto a conv Ma come ha l'imperatore?

Le concessioni dell'imperatore sono un territorio vastissimo a forma di falce che costituisce una importante via di collegamento e di commercio dal Mediterraneo alla pianura Padana, ma...

eratore, in e dell'imp li og e ho m te fluen 'Arles ch delaide, in il figlio di Ugo d A na u rt osato Per fo e aveva sp prime nozz o fedelmente... rvit sempre se

c'è una condizione: saranno sue solo quelle terre di cui Aleramo riuscirà a stabilire i confini cavalcando ininterrottamente per tre giorni e tre notti...

Ma Aleramo non è solo cocciuto, conosce quelle terre che ha governato per anni e che ha difeso dagli invasori, e conosce i suoi abitanti, e i suoi abitanti conoscono lui e lo aiutano in tutti i modi, perché sanno che se tornerà a governare quelle terre tornerà la pace e l'abbondanza per tutti...

clopp

ete...

clopp ete...

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clopp et

e...

clopp ete

... è impossibile per chiunque coprire 400 km in tre giorni e tre notti a cavallo fra quelle colline... così farò contenta mia moglie Adelaide e mi toglierà dalle scatole quel cocciuto di Aleramo...

... percorre strade, sentieri e scorciatoie che pochi conoscono, il primo e il secondo giorno Aleramo cavalca ininterrottamente dal fiume Orba al Po sino al mare. Ma alla fine del secondo giorno il cavallo muore, ma non si perde d'animo: ne monta un altro e riprende la corsa contro il tempo, ma sembra che la sfortuna si voglia accanire contro di lui...

...

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accidenti ha perso un ferro... che fare?

Aleramo con un mattone, nel nostro dialetto: Mun, riesce a ferrare, frà, il cavallo e a completare il perimetro dei confini delle sue terre. Da questa epica impresa compiuta anche grazie a un mattone e a un ferro di cavallo nasce il nome di Mun frà: Monferrato.

... ohh, ma va che bel mun! ades at sistem mi...

pat in.

..

Il cavallo perde un ferro e non c'è un maniscalco nelle vicinanze; chiunque si sarebbe arreso, ma non Aleramo...

.. n. u t pa .. tic.

toc... ... forza bello mio che ti aspetta ancora un bel po' di strada

Aleramo riuscirà così nella sua impresa, diventerà il Marchese del Monferrato, fondatore della casata degli Aleramici e riuscirà a fare del Monferrato uno dei più influenti stati d'Europa...

Dopo tutte queste invasioni barbariche bisogna ricostruire il tessuto sociale di queste terre e di questo popolo, l'unico modo è costruire nuovi luoghi di aggregazione dove si insegnano i mestieri: come coltivare la terra, costruire gli strumenti di lavoro, allevare il bestiame; le arti: come scrivere e dipingere e la fede che ci ha aiutato a sconfiggere i barbari Saraceni... I frati Benedettini con la loro regola "ora et labora" sono le persone giuste...

Secondo il suo desiderio Aleramo sarebbe stato sepolto a Grazzano nella chiesa delle prima abazia da lui fondata. Ma come la sua nascita anche la morte di Aleramo avvenuta nel 991, rimane avvolta nel mistero. In realtà nessuno sa quando e come si sia conclusa la sua vita.

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Aleramo e i suoi figli, fonderanno diverse abazie benedettine, ed è proprio in una di queste che Aleramo parlerà ai propri figli, Anselmo e Oddone, del suo testamento e della divisione in parti uguali che intende fare del grande marchesato del Monferrato che rimarrà comunque unito per ben otto secoli.


Possiamo fare un parallelo fra l’Europa dei nostri giorni e il Sacro Romano Impero all’epoca di Aleramo, in entrambe i casi c’è una visione politica illuminata di questo grande territorio, come dimostra di possederla il Nostro Aleramo già 1000 anni fa a dimostrazione di quanto la sua opera sia importante. E se vi capita di vedere strane ombre nei corridoi di qualche castello o fra le nebbie o i boschi delle campagne monferrine, non spaventatevi è solo il suo spirito che continua a percorrere le nostre terre...

Un nome tra storia e leggenda

La Stampa 16 giugno 1994

Al di là delle leggende sono più probabili altre derivazioni del nome di Monferrato: ne citiamo alcune. “Mons ferax” dal latino monte ferace, ovvero ubertoso, oppure “Mons fera” monte delle fiere, forse perché abitato da animali feroci, “Mons farrus” o farratus cioè monte dove si coltiva il farro, una granaglia che avrebbe avuto ampia diffusione nella zona. Un'ipotesi recentissima parla infine di derivazione da "monte della farà", intendendo per "farà" un'aggregazione di epoca longobarda, una sorta di carovana o comunque di ampia associazione in marcia fatta di uomini armati e non, donne, schiavi. Più semplicemente il Ruggiero scrive di estensione del termine da

un piccolo borgo Monferrato sulla collina torinese. E dopo anni di scavi segreti, finalmente nel 1992, in un bricco fra Chieri e l'Eremo di Torino, gli archeologi della Soprintendenza torinese ritengono di aver individuato l'antico insediamento del castello che diede nome al Monferrato... E dopo Aleramo... Morto Aleramo verso il 991 e poco dopo anche il fratello Guglielmo, gli succedono i figli Anselmo e Oddone I; il primo dà origine ai marchesi di Savona che si allargheranno anche nel Piemonte meridionale ed a Saluzzo in particolare, il secondo è capostipite dei marchesi di Monferrato e gli succederanno Oddone II e Guglielmo. Si fanno ricordare per una

donazione di Ranieri, nel 1123, in favore dei monaci cistercensi che danno così vita, poco distante da Trino, al Monastero e Principato sovrano di S. Maria di Lucedio (ammirato anzitutto per la bellissima torre campanaria ottagonale) comprendente le grange di Lucedio, Lachelle, Darola, Colombara, Castell'Apertole. Le grange sono grandi tenute agricole, costruite per eliminare le umilianti prestazioni di servitù ed al loro posto far lavorare i poderi da fratelli laici o conversi, sotto la guida di un monaco esperto. E' poi verosimile che da analoga donazione prenda maggior corpo, nel 1167, il monastero di S. Maria di Rocca delle Donne, sotto Camino.

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I Torcetti Damiano Gasparetto

...dolci poveri a base di pasta di pane leggermente zuccherata e posti a cottura sulla bocca del forno a legna in cui le famiglie cuocevano in comunione il pane, per controllarne la temperatura

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Ciao a tutti, oramai da qualche tempo sono solito parlarvi di cucina tipica attraverso queste pagine cercando di scovare quei prodotti talvolta dimenticati che sono alle basi della nostra cultura culinaria. Nel fare ciò molte volte sono solito come si suol dire cercare l’ago e non vedere la trave; ecco il motivo che questa volta mi porta a parlarvi dei torcetti. Certamente tutti li conoscete e li avrete assaggiati, ma quanti di voi sono consapevoli di aver assaggiato un autentico pezzo di storia? Dovete infatti sapere che i torcetti, conosciuti più anticamente come torchietti per via della loro forma attorcigliata erano ben noti già dal 1700 e vennero descritti per la prima volta nel libro “ Confetturiere Piemontese “ edito nel 1790. Successivamente sono poi presenti nel “Trattato di Cucina Moderna” del 1854 in cui Giovanni Vialardi, vice chef dei Re Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II ne cita 3 ricette. Una di queste è pressoché simile a quella utilizzata ai giorni nostri dalla quale si differenzia prevalentemente per l’utilizzo di lievito madre al posto di quello di birra. Il torcetto, annoverato tra le P.A.T. del Piemonte è presente come prodotto tipico su di un territorio molto vasto che va dalle valli di Lanzo al Canavese e poi sino al Biellesse e nasce, secondo Sandro Doglio autore del "Dizionario di gastronomia del Piemonte" che ha condotto una attenta ricerca bibliografica, a Lanzo. Ovunque siano nati è però certo che vedono la luce dolci poveri di origine povera a base di pasta di pane leggermente zuccherata e posti a cottura sulla bocca del forno a legna in cui le famiglie cuocevano in comunione il pane per controllarne la temperatura. Una volta cotti la temperatura interna era ottimale per il pane, i torcetti venivano

donati ai bambini e la cottura del pane poteva cominciare. Successivamente questo brandello di pasta di pane cominciò ad essere elaborato ed arricchito e diventò un vero e proprio dolce posto sulle tavole alla fine del pasto, fino a diventare il classico biscotto che tutti conosciamo. INGREDIENTI: Farina 450 gr Burro a cubetti 210 gr Zucchero 160 gr Lievito di birra 5 gr Sale PROCEDIMENTO: Disciogliere il lievito con un poco di acqua tiepida quindi versarlo al centro della farina setacciata e disposta a fontana sulla spianatoia, aggiungete anche un pizzico di sale, 2 cucchiai di zucchero e circa 260 cc di acqua ed impastate il tutto sino ad ottenere un composto omogeneo e sodo. Ponete a lievitare in luogo fresco ed asciutto fino a che non sarà raddoppiato di volume. A questo punto unite il burro a cubetti precedentemente ammorbidito, impastate e lasciate lievitare nuovamente. Reimpastate dunque per la terza volta e lavorate la pasta con le mani formando dei vermicelli di circa un cm di diametro e lunghi circa dieci. Passateli nello zucchero rimasto ed unite le due estremità schiacciandole assieme e dandogli così la classica forma a goccia. Disponete i torcetti su di una teglia rivestita con carta oleata ed infornateli a 200°c per circa 15 minuti. I torcetti così ottenuti sono ottimi a fine pasto accompagnati con del vino bianco dolce o con il caffè ed anche come spuntino pomeridiano, Nel salutarvi vi ricordo che questa ed altre ricette sono presenti sul mio blog www.cuoco-adomicilio.com e che per domande e chiarimenti potete scrivermi all’indirizzo damgas86@gmail.com, sarò felice di rispondervi!


Sabato 25 Maggio duemila13 Ore 20,00 • CENA della FESTA …TUTTI A TAVOLA! Nel giorno che precede la Festa, sapienti cucinieri prepareranno i piatti della tradizione per gustare le eccellenze del territorio, dove i protagonisti principali saranno l’eccellenza dei Salumi monferrini, i Tajarin, le Carni, i Pois dolcissimi legumi delle nostre terre e naturalmente un buon bicchiere di vino. (è gradita la prenotazione preferibilmente entro ven. 24/05) Ore 21,30 • Spettacolo Musicale “VOCINSIEME” con la straordinaria partecipazione delle POKER SINGERS e i cori delle scuole - direzione del prof. ENRICO PESCE; VOCINSIEME significa anche solidarietà! Di fatto, nel corso della serata ricorderemo un amico, Mario Sassone e con parte del ricavato sosterremo il “Progetto Sarah” aiutando in modo concreto i bambini africani del Madagascar. Domenica 26 Maggio duemila13 Ore 10,00 • Passeggiata naturalistica “Caccia ai tesori del Monferrato” nell’ambito di Camminare il Monferrato in collaborazione con il Circolo ANCOL di Vallegioliti, il CAI di Casale M.to e il Parco di Crea - e la partecipazione straordinaria di: “Asintrekking” con la possibilità per i bambini di salire in groppa agli asinelli lungo il sentiero e i Cavalli del Circolo Ippico “Pom Granin” - dalle ore 10,00 alle 17,00 apertura iscrizioni e ritiro cassettine per prendere parte al Concorso Pois d’Oro Ore 10,30 • Santa Messa ben augurale per la stagione agricola e consegna degli attestati di merito “TRADIZIONE”; interverrà la corale di Gabiano M.to “la Fiaccola” Ore 12,00 • Disnè ‘n campagna - PRANZO all’aria aperta, con musica, golosità e… (pane e salame, agnolotti al ragù, grigliata mista di carne piemontese con pois-piselli, dolce, acqua e buon vino) (menù non a costo fisso ma con scelta) - dalle ore 14,00 alle 16,00 ritiro e iscrizioni alla “Gara di Torte” per tutte le appassionate e gli appassionati di dolci; le torte verranno assaggiate da una giuria che dopo un’attenta valutazione premierà le tre migliori partecipanti. Alle 16,30 al termine della gara, abbuf-

fata e merenda per tutti… dalle Ore 14,00 per tutto il pomeriggio • “la Bottega dell’Agricoltura” con degustazioni e vendita di tipicità monferrine e rose; • “Passione Danza” con la partecipazione di: Piccola scuola di Solonghello e Arabesque di Casale M.to; e ancora… intrattenimenti e giochi per i bambini; passeggiate sugli Asinelli, laboratori, musica, animazione e... • “PALIO dei CAMPANILI” • Torneo di giochi Tradizionali

un Invito per tutti a prender parte ai giochi che rievocano divertimenti popolari curiosi, allegri e colorati; con un’animazione coinvolgente per tutti con musica, sorprese e tanta vitalità! Ore 18,00 • Assegnazione premi “Pois d’Oro” e “Palio dei Campanili” Ore 20,00 • CENA della FESTA per chiudere con gusto e assaporare tipicità, tradizione e territorio. (è gradita la prenotazione) Ore 21,15 • intrattenimento musicale con “l’Orchestra di LUIGI GALLIA” INFO: 3453350871 • 3469761908 • 3483602925 • 0142947186 - assceraunavolta@libero.it - 3383444924 • 3492843963 Comune di Villamiroglio: 0142 947101 - comune.villamiroglio@libero.it Regione Piemonte - Provincia di Alessandria - Collinare Valcerrina - Comune di Villamiroglio - Fondazione CRAL Fondazione CRT

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- Iniziative e proposte per il Nost Munfrà - Intervista al sindaco di Odalengo Piccolo - La leggenda di Aleramo - I torcetti - Festa a Vill...

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