G ABIANO E DINTORNI Autorizzazione n° 5304 del 3-9-99 del Tribunale di Torino - Direttore Responsabile Enzo GINO - Sede: Fraz. Cantavenna di Gabiano via S. Carpoforo 97 – Editore: Associazione Piemonte Futuro - P. Iva 02321660066. Per informazioni e pubblicità tel. 335-7782879; fax +391782223696 Maggio 2011 www.gabianoedintorni.net ; e-mail: posta@gabianoedintorni.net
e c’è chi raccoglie le fotografie di un tempo… di Enzo Gino Se visitate uno dei tanti mercati dell’antiquariato vi capistoria, specialmente se a ciascuno di quei chiaro-scuri terà di vedere vecchie foto di volti sconosciuti, dai colori sapete abbinare qualcosa: un nome, una data, una storia, sbiaditi o del tipico color seppia indice dell’ossidazione un luogo. Frammenti del passato, frammenti di noi che subita negli anni dai sali d’argento che costituivano l’eda quel passato discendiamo. Certo quando Mario Vellamulsione delle carte fotografiche di un tempo, prima che no classe 1942 e Carlo Odisio classe 1929 di Zoalengo di personal computer e stampanti digitali si sostituissero Gabiano, un paio d’anni fa, si sono messi a chiedere le alle vecchie, affascinanti, romantiche, intriganti, camere foto del passato, ad amici e conoscenti non si facevano oscure. Classica la riflessione che viene alla mente: “bei certo di queste storie. Per loro era il piacere di ricordare, tempi” dove ogni foto era realizzata curando ogni partidi rivedere tempi e persone spesso scomparse, un piacere colare, ogni dettaglio, dalla scelta della pellicola: chi si legato all’istinto, al “rimembrare” ossia ridare membra, ricorda gli Asa e i Din indici della sensibilità della pelliridare cioè corpo ai fantasmi che ognuno conserva gelocola, poi lo scatto, diaframma, tempi, luce, profondità di samente nella propria memoria, attraverso una immagine campo, messa a non potendo fare fuoco per non parlaaltrimenti. E’ una re poi della stampa. emozione che ciaCamere oscure, scuno guardando ingranditori, acidi e volti e luoghi noti altri strumenti tutti persi nel passato da regolare in base può provare ma è alle caratteristiche anche altro. In queldi ogni fotogramma. le foto c’è un terriAltri tempi. Quando torio, e mille storie guardate le foto di che possono parlarci allora c’è tutto un di ciò da cui discengrande lavoro, codiamo che ci dicono noscenza, tempo come eravamo e chi dietro ciascuna di eravamo. Grazie a esse, simboleggiate Mario e Carlo nelle da quelle persone , feste e nelle sagre in esse raffigurate possiamo vedere la che vedrete quasi raccolta di quelle, sempre in posa. ormai centinaia, di Non c’era la memofotografie su cui Mondine e braccianti nelle Risaie - 1927 ria elettronica che molti cercano la converte tutto nei “numerini” delle foto digitali sempre persona conosciuta o magari non conosciuta ma parente, uguali a loro stessi anche fra mille anni, ed in grado in amica, compaesana di questo o quell’altro. Per questo ogni momento di moltiplicarsi per mille immagini tutte crediamo che i nostri amici, forse senza saperlo, hanno uguali fra loro come perfetti cloni. Le foto di un tempo dato il via ad una iniziativa importante e ci auguriamo sono “analogiche” direbbero oggi, se le perdi è per semche in ogni paese, in ogni contrada qualcuno faccia come pre, non esiste un file da cui ristamparla. Certo puoi fare loro, diventi una sorta di archeologo della memoria, alla la copia, ma di originale ce n’è uno e basta, la “mamma” ricerca del nostro passato. Siamo certi che in futuro, che l’aveva originata: la pellicola, è probabilmente morta guardando una loro vecchia foto un po’ rovinata ma salda tanto tempo, e quella foto è unica esattamente come le vata dall’oblio, molti li ringrazieranno, senza averli mai persone, come la vita, come gli attimi di tempo che riporconosciuti. Crediamo anche che i comuni o altre associatano e che non torneranno mai più. Quelle foto sono più zioni che hanno a cuore il proprio territorio, la sua storia che navicelle spaziali, sono navicelle temporali che arried i suoi abitanti dovrebbero farsi carico di raccogliere e vano dal passato. Quando le vedete guardatele con attenconservare questi “cimeli” dnans ch’a fassa neuit, ossia zione, maneggiate con cura, rispettatele, non disperdeteprima che il buio della dimenticanza spenga tutto. L’invile, perché sono testimoni di frammenti di storia, la nostra to per coloro che vivono a Gabiano e dintorni è quello di