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IN COPERTINA ANNO 1966

- II torneo del Monferrato - Campo sportivo di Gabiano prima di una importante partita. Si riconoscono: Giuseppe Brusasca (Senatore originario di Cantavenna di Gabiano), Francesco Caligaris, Gian Franco Grillo, Romano Biglia, Luciano Galetto.


A mia moglie Maria Grazia e alle figlie Elena e Silvia

IL GIOCO DEL TAMBURELLO NELLA COMUNITÀ DI GABIANO

A cura di Mario Richetta


PRESENTAZIONE

“TAMBURELLO CHE PASSIONE” Quando si parla di “tambass“ si evoca una parte importante della storia recente della comunità di Gabiano a partire dal dopoguerra fino ai giorni nostri. E’ un filo di ricordi, di emozioni, di momenti indimenticabili, di persone e personaggi che al tambass sono legati in maniera indissolubile vuoi come giocatori, come tifosi, come dirigenti. “ Tambass “ o tamburello da tanti considerato il parente povero del più conosciuto pallone elastico che ha avuto la fortuna e il privilegio di annoverare grandi cantori primo fra tutti Cesare PAVESE di Santo Stefano Belbo che descrive nei suoi romanzi tra le gente della sua terra i grandi campioni, i comprimari, gli scommettitori. E ancora Beppe FENOGLIO, Giovanni ARPINO, Franco PICCINELLI che in hanno profuso decine e decine di pagine il loro amore verso questa disciplina decantandone i grandi campioni, le bellezze dei luoghi e dei paesaggi dove questi giganti si scontravano in epiche battaglie. Al tamburello tutto questo è mancato forse perché questo sport è espressione di un territorio, il Monferrato, i cui abitanti sono sempre in bilico tra passato e futuro facili allo slancio e all’euforia ma altrettanto pronti a mutare i loro interessi a differenza dei langaroli e dei liguri strenui difensori del loro patrimonio culturale e storico. Quando Mario RICHETTA incominciò ad accennarmi la sua idea di raccogliere del materiale fotografico per raccontare la storia del tamburello a Gabiano ha trovato il mio incondizionato appoggio. Primo perché aiuta a ricordare con le immagini la storia della nostra comunità e attraverso le immagini i suoi mutamenti nel tempo. Secondo perché parlando di tamburello ci ricorda uno sport che si pratica per passione, per difendere il blasone del proprio paese, della propria frazione senza corrispettivo economico in contrasto con il pensiero imperante della nostra società attuale in cui gli unici valori paiono essere il denaro e il profitto.Onore dunque assolutamente meritato a tutti i gabianesi e non che con la loro passione, la loro rabbia agonistica, la loro costanza hanno portato e difeso il nome di Gabiano negli sferisteri del Monferrato. La nostra comunità ha dato i natali a grandi campioni: Giulio ZANOTTO di Sessana vincitore della I edizione del toneo del Monferrato nel 1965 con il Cerrina-Gabiano, Angelo UVA di Varengo uno dei più grandi rimettitori di tutti i tempi esempio di classe e correttezza tipicamente inglesi in campo da cui il soprannome “ John “ vincitore di molti tornei del Monferrato e di due titoli italiani; Gianni GRILLO calciatore di livello prima, mezz’ovolo di rara precisione ed efficacia poi e tanti altri ancora che con la loro passione hanno mantenuto vivo questo sport nella nostra comunità. Un ringraziamento particolare va alla Regione Piemonte che in collaborazione con l’amministrazione comunale ha creduto e aiutato il bel lavoro di Mario RICHETTA grande appassionato di tamburello ma soprattutto innamorato di Gabiano e della sua gente Mario TRIBOCCO Sindaco di Gabiano


PREFAZIONE Il libro di Mario Richetta appartiene a quel genere di cose che nelle nostre case viene conservato con cura e passa da una generazione all’altra come strumento di memoria comune. Il suo lavoro ricostruisce una parte importante della vita dei nostri paesi, fissa immagini, ricordi privati e collettivi che il tempo stinge e per quelli della nostra generazione genera nostalgia per un’epoca che ci ha visti percorrere la parte più serena della nostra vita. Il tabass era appeso in cucina, pronto per l’uso, ed il mio in particolare ( il primo) era un “Capretto”, pesava qualche chilo e la pelle era spessa probabilmente un centimetro (doveva aver visto Repubblica e Partigiani), ma non danneggiava la qualità delle mie prestazioni, perché quasi sempre colpivo la pallina con il cerchio. Il tabass ha legato nel tifo per le proprie squadre le comunità, ha riempito i pomeriggi di tante domeniche di passione, di gioia per le vittorie o di amarezza per le sconfitte. Ci furono anni in cui il tamburello diventò per il Monferrato una sentimento totale, che fece nascere bravi giocatori, campioni e miti, tifosi che diventarono personaggi. Questo gioco, a cui tutti siamo legati, è come il fuoco che alla fine dell’inverno veniva acceso per bruciare i canneti, e che quando sembrava sul punto di morire, si riprendeva con la folata di vento che gli ridava grande energia. Così è stato in passato e così sarà in futuro: sono certo negli sferisteri torneranno campioni come il sessanese Giulio Zanotto, l’uomo delle “intre”, capace di vincere da solo contro tutti, e di fulminare l’avversario con battute di spirito rimaste nel linguaggio comune, quale quella che fotografava un giocatore in affanno “A l’ha i pè an tla nita”, o come il varenghese Angelo Uva, il maratoneta del tamburello, l’atleta che in una domenica di luglio di tanti anni fa, in un pomeriggio degno di essere cantato da Paolo Conte, inchiodo’ fino al cader delle tenebre sulla linea dei cento metri, il Codana del mitico campionissimo Marino Marzocchi “ Mara”. In questi anni il gioco del tamburello vive sospeso in uno spazio indefinito, come la nostra società rurale, che rimasta sostanzialmente immutata per tantissimi anni, vede ora le regole e le prospettive messe in discussione da forze estranee ed incontenibili. Se vogliamo dare una prospettiva ai valori in cui hanno vissuto generazioni di monferrini, dobbiamo salvaguardare i valori fondamentali che hanno costituito la base della civiltà contadina, e tra questi valori, grandissima importanza ha quella passione assolutamente unica che è il gioco del tamburello.

Domenico Priora Assessore della Provincia di Alessandria


PREFAZIONE Dopo un decennio sul finire del secolo scorso, in pratica gli anni ’90, in cui si assistette ad un declino generalizzato degli sport sferistici nella nostra zona e non solo, stiamo vivendo ora una rinascita paragonabile dal punto di vista agonistico, solo a quella avvenuta dopo il primo conflitto mondiale, periodo in cui però era più facile creare questi presupposti, in quanto la sosta fu forzata e non dovuta alla concorrenza, la quale invece già tagliò le gambe dopo il 2° conflitto mondiale. Un rinnovo generalizzato di quasi tutti i dirigenti, ha portato una ventata di entusiasmo e di crescita organizzativa, senza la quale oggi sarebbe impossibile affrontare qualsiasi situazione appena fuori dalla porta di casa, i tempi attuali, in cui la competitività si va affermando addirittura su scala mondiale, non è più possibile pensare di organizzare le cose per il semplice piacere ludico di vedere una bella partita nel fine settimana, ma ad essa va allineata tutta una rete di preparativi che la amplifichino, ovvero la portino sui mass media, fatti non solo più dai giornali, radio, Tv, ma in aggiunta anche da Internet, vera e propria TV e via d’informazione del futuro. Attorno ad essa poi bisogna ricordarsi che come ogni entità occorre renderla viva a se stante, quindi con struttura, almeno minima, dirigenziale, settori giovanile, diversificazione dei prodotti che coprano più facilmente i gusti più vari, insomma un’organizzazione, che se legge questo un dirigente aziendale, potrebbe obiettare che in sostanza è quello che fa una qualunque azienda che voglia stare sul mercato. Ebbene mi si chiederà:”Cosa c’entra tutto ciò con la prefazione di questo libro?” E’ dalla Comunicazione che dipende il tutto, essa è basilare filo conduttore di quella organizzazione moderna. Tamburello o cosa si possa aggiungere d’altro. Il libro di per se normalmente esce dal quotidiano, spazia nella mente e nel tempo, ma in questo caso per la comunità di Gabiano, primo esempio di consacrazione della sua storia sportiva, oggi può vedere in luce diversa, esso ha scritto delle pagine importanti a livello di Monferrato ed italiano; per il Tamburello, che fino a pochi anni fa ha goduto di rari libri a lui dedicati e solo ora si sta riprendendo, segno della svolta che ha intrapreso. Mario con una traccia incomparabile, ha saputo collegare inequivocabilmente la storia di Gabiano ai suoi giochi, che poi per lei, nobile capitale di alcuni paesi, detti frazione, rappresenta la dimostrazione che nella storia sportiva d’Italia essa è ben presente, nel “gioco degli italiani”, dall’Europa riconosciutoci, essa ha fatto la sua parte ed ancor più la sta facendo; ma da questo sforzo, che già dalle prime bozze posso sicuramente apprezzare, amerei vedere che l’intera comunità di Gabiano si ridesti, che tutti i paesi del suo comune rigiochino, perché chi può vantare questo passato deve aspirare ad un futuro d’autore e per esso ci vuole senso di responsabilità, se vogliamo che tra un secolo un altro Mario scriva una storia sportiva di Gabiano, che lo veda per quel futuro sempre proiettato nei nostri sport unica vera via per Gabiano per mettersi in evidenza in quella nazione globale che sarà l’Europa. Mauro Bellero Presidente Provinciale F. P.T. Tamburello


INTRODUZIONE Il gioco del tamburello è uno sport radicato nella storia della comunità di Gabiano sicuramente fin dal medioevo, che ha sempre coinvolto e coinvolge tutt’oggi i giocatori, i sostenitori e gli appassionati di questa bellissima disciplina sportiva. Gli anziani mi hanno parlato e mi parlano delle loro partite, delle loro memorabili sfide, con una passione, una partecipazione, una nostalgia che mi hanno colpito. Ho quindi pensato di raccogliere le fotografie che richiamano l’ambiente, i giocatori, gli spettatori di questa realtà del nostro paese per farne rivivere ricordi, emozioni e i sentimenti. Ho diviso il lavoro in quattro grandi parti: il tamburello a Gabiano negli statuti; il tamburello a Gabiano fino al 1965; il tamburello a Gabiano dal 1965 al 1970; il tamburello dal 1970 ad oggi per ogni decennio; l’alternanza tamburello-calcio a Gabiano; Il mio lavoro non ha alcuna pretesa storico-scientifica, e sicuramente è incompleto, ma è stato fatto perché mi ha consentito di formare una memoria visiva di un aspetto della comunità con coinvolgimento e piacere personale. E’ stato un modo per sentirmi, almeno nel ricordo, ancora giovane e rivivere i giorni felicissimi di quando adolescente, seguivo le vicende della squadra del tamburello di Gabiano: come giocatore ero un terzino quasi nullo – parole amichevoli del grande Giulio Zanotto –mentre sono sempre stato molto divertito e soddisfatto nel partecipare ai momenti di organizzazione e di svolgimento dell’attività. Chi sfoglierà questa raccolta potrà rivivere i suoi bei ricordi,così come lo è stato per me che ho provveduto con la collaborazione degli amici al recupero e alla sistemazione del materiale fotografico. Il tamburello a Gabiano era tutto improntato sulla partecipazione collettiva: bisognava segnare il campo, trovare le maglie, le palline, le squadre dei paesi avversari, l’arbitro e il segnapunti. Tutti facevano qualcosa per arrivare alla partita. Si giravano e si girano ancora oggi i bei paesi del nostro Monferrato e ci si sentiva immersi e partecipi della loro realtà locale diventandone parte attiva. Ricordo nel 1972 a Tonco, dopo una bella partita, ci offrirono pane e salame crudo e un barbera frizzantino di quello tenuto nell’infernot di cui mi pare di sentire ancora oggi il meraviglioso sapore e profumo. La raccolta delle foto ha quindi anche l’intendimento di far capire che le cose belle, anche se semplici, ma vere e fatte insieme, sono le più coinvolgenti e le più appaganti. Ringrazio il Sindaco dr Mario Tribocco e tutta l’amministrazione comunale, la Pro Loco con il Presidente Flavio Zacco, e gli amici, che mi hanno dato in prestito il materiale fotografico: Aldo Bruno, Gianni Grillo, Pier Carlo Gluttini, Giuseppe Gagliardone, Massimo Caligaris, Mauro Amerio, Claudio Bruno, Franco Curletti, Francesco Mussone, Vincenzo Cornaglia, Luigi Monti, Franco Sirotto, Mario Motta, Pietro e Flavio Lanfranco, Antonio Bragagnolo, Giovanni Monchietto, Angelo Vicario, Gino Ulla, Bossetto Paolo, don Luigi


Calvo, Angelo e Alberto Uva, Felice Cressano, Ubaldo Lanfranco. Dedico questo mio lavoro a tutti coloro che come dirigenti, giocatori, sostenitori e appassionati di questo sport, nei tempi e nei in modi i più diversi, hanno consentito il realizzarsi di significative esperienze sportive nella nostra comunità e tra questi il nostro Presidente Onorario Renzo Odisio. Né posso dimenticare coloro che negli anni 1965-1970 con entusiasmo, tenacia e sacrifici, anche economici non indifferenti, hanno consentito a questo sport di rinascere, portando la squadra alla serie A del campo libero: il più coinvolto e sempre presente Luciano Galetto, Dante Martinelli, Aldo Grillo, Francesco Caligaris, Pier Carlo Gluttini, Luciano Carro. Valter Cicolini, Aldo Bruno, Renzo Odisio, Gianfranco Grillo, Ernestino Pagliano, Nello Soliani. Una dedica particolare va ai giovani di oggi, che iniziano a praticare questo bellissimo sport, perché sappiano portare avanti una tradizione secolare dalla nostra comunità e trarne divertimento e soddisfazione così come lo è stato per i loro predecessori. Mario Richetta


I DOCUMENTI STORICI

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I GIOCHI NEGLI STATUTI DI GABIANO DEL 1422 Negli statuti del Comune sono elencati diversi tipi di gioco, molti di questi non più praticati né conosciuti. Non è indicato il termine “tamburello” né di “bracciale”, mentre sappiamo con certezza che entrambi i giochi erano molto diffusi a Gabiano. Nelle cose dimenticate delle soffitte il Presidente della Pro Loco Flavio Zacco ha rinvenuto un bracciale del 1700 molto ben conservato ed ora li riproduce nella sua scuola del legno “Mak Bosk”. Si tenga presente che i nostri statuti elencano ben otto tipi di gioco: taxillorum = il gioco dei dadi cartarum = i diversi tipi di gioco con le carte burrianorum = non più conosciuto picazoriorum = forse il gioco a pichet (chi buttava il soldo più vicìno al picchetto o al muro prendeva le giocate scalpetarum = non più conosciuto alium ludum = altri giochi scaccos nigros ed albos = la dama e gli scacchi tabulas = non più conosciuto repellando = forse un gioco con la balestra Emerge che in quei secoli il gioco impegnava moltissimo le persone di Gabiano, non solo, ma spesso il gioco degenerava in risse, con problemi per l’ordine pubblico (consulta art.21-22-23 degli statuti tradotti nel 1989 dal prof. Luigi Calvo), per cui erano vietate le scommesse su qualsiasi tipo di gioco, salvo alcuni, dove era consentita una piccola scommessa. Il gioco del tamburello e del bracciale erano entrambi molto praticati,(abbiamo ritrovato gli attrezzi); probabilmente nel 1420 il gioco del tamburello e del bracciale avevano un altro nome; forse uno tra quelli su menzionati (buriane, picazori, scalpete, tavola, repello). Può anche essere che negli statuti non abbiano pensato di regolamentare il tamburello e il bracciale in quanto non giochi d’azzardo e classificandoli quindi tra i tanti tipi di gioco allora praticati (alium ludum). Non era consentito ufficialmente per il bracciale e il tamburello alcuna scommessa. Sappiamo con certezza che fino ai primi decenni del 1900, le scommesse non ufficiali e regolamentate erano viceversa praticate, soprattutto si scommetteva su quale squadra vinceva il 15. Il sig. Remo Grillo, grande giocatore negli anni 1930-1950, mi ha raccontato che spesso le scommesse erano ufficiose e truccate, nel senso che, chi teneva il banco delle scommesse si era già accordato con un giocatore delle due squadre a scapito degli scommettitori. A seconda delle consistenza delle puntate chi teneva il banco spostava un ombrello chiuso in un certo modo: era l’ordine per il giocatore di fare fallo e perdere il 15 per far vincere chi teneva le scommesse. Come sempre, così come avviene anche oggi, chi organizza il gioco e tiene il banco alla lunga vince. Il gioco a bracciale era probabilmente praticato dalle classi sociali più abbienti “ia sgnuri dan tal rulin”, mentre il tamburello era praticato dalle classi sociali più povere. Costruire un bracciale richiedeva anche 40 ore di lavoro, mentre costruire una paletta in legno con l’impugnatura in cuoio, come probabilmente era fatto allora l’antenato dell’attuale tamburello, erano

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sufficienti alcune ore di lavoro. L’attuale attrezzo del gioco del tamburello deriva da un attrezzo che nel medioevo,ad esempio, a Venezia si chiamava “scanno ” ed era composto da una paletta di legno con una impugnatura laterale in cuoio (vedi figura in altra pagina). Qualcosa di molto simile alla mazza di baseball americana ma piatto.

Frontepagina degli Statuti del Comune di Gabiano tradotti nel 1989 da prof. Luigi Calvo

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GLI ARTICOLI DEGLI STATUTI DI GABIANO CHE PARLANO DEI GIOCHI COME REGOLAMENTATI NEL 1422

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IL PALLONE A BRACCIALE PIEMONTESE CENNI STORICI Come già detto, un bracciale del 1700 è stato ritrovato dal sig. Flavio Zacco tra le cose abbandonate nelle case di Gabiano. Il bracciale da cui prende il nome questa disciplina sportiva, nasce in Piemonte intorno al 1500. Trattasi di un cilindro in legno di noce o di pero svuotato all’interno e totalmente torchiato all’esterno da punzoni di forma piramidale, disposti su file, alternati l’uno all’altro. L’attrezzo copre interamente l’avambraccio lasciando scoperta la parte finale per l’impugnatura a barra della mano. Intorno al 1700 il bracciale cambia forma assumendo le dimensioni ridotte rispetto al precedente, più corto ma sufficiente a coprire il pugno e il polso, l’impugnatura diventa anatomica e scavata all’interno dell’attrezzo. La torchiatura esterna piramidale, viene ridotta a sei file di punte sfalsate. L’estremità che racchiude le dita della mano è formata da un coperchio bombato e fesso per consentire lo svuotamento durante la lavorazione e per permettere all’aria di circolare durante il gioco. La partita viene disputata da quattro giocatori per campo e prevede 18 giochi. Si gioca a “casse”. Il campo è spesso costituito da una piazza contornata da

ANNI 1910 - A Casale Monferrato in una sfida a bracciale Bevilacqua-Cocito. L’ing. Cocito di Torino è stato con Bruzzone di Genova, Conrotto di Cocconato, Caneva di Ovada, Toffoli di Verona, uno dei più grandi giocatori di bracciale e tamburello degli 1920-1940.

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muri o palazzi. Per Gabiano non mancavano certo gli spazi adeguati intorno al Castello. Il bracciale è senza dubbio l’antenato dell’odierno gioco chiamato “pallone elastico” ancora molto praticato in Piemonte specie nell’albese e cuneese. L’ultimo campionato di bracciale si disputa in Piemonte nel 1927 e vede l’Asti vincere dinnanzi all’Acqui Terme e al Torino.Dopo di che il gioco scompare o perché non si trovano più artigiani capaci di costruire l’attrezzo sportivo soprattutto perché per quei tempi, era costoso acquistarlo, pertanto venne assorbito dal gioco del pallone elastico e dal gioco del tamburello. Resta vivissimo il ricordo di questo gioco, tipicamente piemontese nella memoria degli anziani e qualche attrezzo rimane ancora abbandonato nelle soffitte delle case più signorili. Oggi è un ricercato oggetto da collezione, data la fattura elegante , molto elaborata e tipicamente medioevale. La scuola di scultura e restauro del legno “Mak Bosk” del Presidente della Pro-Lco sig. Flavio Zacco, come già detto, ha ripreso a costruire e restaurare questo antico oggetto sportivo. Il sig. Mauro Bellero di Casale, presidente della FIPT provinciale, ha organizzato il nuovo campionato italiano di questo sport medioevale.

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ALCUNE PERSONALITA’ STORICHE PIEMONTESI INTERESSATE AI GIOCHI DEL BRACCIALE, PALLA A PUGNO E TAMBURELLO

Giovanni Giolitti

Edmondo De Amicis

Luigi Einaudi

Pietro Badoglio

Beppe Fenoglio

Cesare Pavese - 10 -


I GIOCHI A BRACCIALE, PALLA A PUGNO E TAMBURELLO SPORT PIU’ PRATICATI IN ITALIA FINO AL 1900 Abbiamo ritrovato una rivista inglese dei primi del 1900 dove si parla appunto dell’importanza del gioco a bracciale in Italia. In Piemonte e anche a Gabiano si giocava a questo secolare sport che aveva nelle diverse località modi diversi di applicazione con riferimento alla palla e all’impugnatura.

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IL GIOCO DEL TAMBURELLO CENNI STORICI Il gioco del tamburello, della palla a pugno così come il gioco con il bracciale e altri storici che oggi si stanno riscoprendo (pantalera, paletta,palla elastica, minipelota), sono sport antichi le cui origini si perdono nella notte dei tempi confondendosi, in un rito ideale, con i giochi con la palla già in uso ai tempi dei greci e dei romani. Specialmente i romani erano anche grandi cultori dei giochi con la palla (“ludere pila”), e sicuramente avevano regolamentato lo svolgimento di questi giochi, ma mancano riferimenti storici precisi. Il primo scritto con informazioni dettagliate e precise sui giochi della palla è opera di Antonio Scaino, Prete e Parroco di un paese del Veneto, autore del “trattato del gioco della palla” stampato a Venezia nel 1555. Da lui sappiamo che i giochi con la palla si distinguevano a quei tempi: - secondo il tipo di palla: a vento cioè palla di cuoio riempita con aria a pressione soda cioè palla di cuoio riempita con altro materiale - secondo il modo di colpirla: a mano aperta, col pugno ricoperto da protezione con un attrezzo. L’attrezzo di gioco che più si avvicina all’attuale attrezzo del tamburello era nel Veneto, come già detto, chiamato “scanno”. Osservando le fotografie sottoriportate, era un attrezzo in legno sodo, normalmente frassino, perché legno leggero, con un manico in cuoio per l’impugnatura e un corpo trapezoidale che si allargava sul lato opposto dell’impugnatura. Anche nel gioco con lo scanno si usavano due tipi di “scanno”: uno solo per la battuta lungo 75 cm e largo solo 8 cm.; l’altro, per il gioco vero e proprio, lungo solo 51 cm ma più largo fino a 11 cm. La palla con cui si giocava era gonfiata ad aria, con cinque spicchi, quattro di pelle di capra e una di cuoio del peso di circa 220 grammi e 8.5 cm di diametro. Ovviamente i luoghi di gioco erano le piazze, le aie, i cortili, i prati che per lunghezza e spazio consentissero lo svolgimento del gioco. Probabilmente ogni paese adattava le regole del gioco alla struttura del campo. Due erano e sono rimaste le varianti principali: A) il gioco a campo libero dove la palla va colpita al volo o al primo rimbalzo e deve superare la linea mediana del campo ma non le linee laterali, né la linea di fondocampo. B) il gioco a muro, dove oltre alle regole simili del campo libero, è valido anche far rimbalzare la palla nel muro della piazza, ma poi la pallina deve comunque cadere nella metà del campo avversario,con regole diverse da paese a paese, per le palle che battono o si fermano sui balconi,portoni,

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finestre e luci del muro d’appoggio. Fino al 1900 esisteva la linea di fondocampo segnata solo per la battuta e valeva la “vola libera”: chi aveva più forza e superava tutti gli avversari e la linea di fondocampo si aggiudicava il 15. Anche qui c’erano le varianti da paese a paese. Ad esempio: chi superava tutti gli avversari e la linea di fondocampo, anziché aggiudicarsi il 15 riconquistava nuovamente la battuta. Riconquistare la battuta era comunque un vantaggio per la squadra: se il battitore era capace “a lè bun bati fali” aveva più probabilità di fare il 15. Oggi le dimensioni federali del gioco a campo libero sono lunghezza 80 metri e larghezza 20 metri mentre nel campo a muro sono consentite delle ragionevoli varianti a seconda della piazza dove si gioca. La linea mediana del campo è a 40 metri. Fino al 1900 esistevano anche due varianti principali: la linea mediana o cordino fisso a metàcampo e il gioco a cacce dove si spostava teoricamente la linea mediana o cordino del centro campo a seconda della caccia conquistata. La linea di fondocampo era segnata per la battuta ma poi si poteva superare con il tiro a vola libera o “intra”. Con il sistema delle cacce, ogni squadra aveva come primo obiettivo di gioco conquistare la caccia (conquistare con la caccia più spazio favorevole del terreno di gioco, cacciando, respingendo l’avversario in una zona ristretta del campo). Si segnava a lato del terreno di gioco il punto della caccia che era anche la nuova linea mediana del campo. Segnata la caccia si cambiava campo: chi aveva fatto una buona caccia avendo uno spazio di campo piccolo da difendere era avvantaggiato per il 15, l’opposto per la squadra avversaria che doveva difendere , se aveva fatto una cattiva caccia, gran parte del campo di gioco. Scopo dei giocatori era, pertanto, anche quello di respingere cacciare l’avversario più debole in una zona ristretta del campo, poi con il cambio campo ci si metteva in quella zona di campo più piccola e pertanto più facile da difendere, mentre l’avversario si trovava a difendere una zona più vasta del campo e pertanto era sfavorito nella conquista del 15. La sfide e il cuore della partite erano pertanto la forza,la potenza del tiro, cioè riuscire a conquistare più parte del campo avversario possibile, per poi far perdere all’avversario il 15 e il gioco. Il gioco con le cacce era un gioco più lento nello svolgimento rispetto all’attuale, e avveniva secondo questa scansione: battuta, conquista della caccia, cambio campo, nuova battuta e poi 15. Il punteggio era sempre 15-3040 e gioco. Oltre all’arbitro bisognava avere due segnalinee o segnacacce. Ora il gioco del tamburello ha sostanzialmente le regole del tennis , ma il campo è lungo 80 metri, largo 20 metri, con la linea mediana a 40 metri. Si cambia campo dopo 3 giochi. Si gioca in cinque per ogni squadra. Due giocatori a fondocampo chiamati “battitore” e “rimando”, un giocatore a centrocampo detto in Piemonte “mezzovolo”, nel Veneto “cavalletto”, due giocatori vicino alla linea mediana o cordino detti “terzini”. La partita si disputa sulla distanza dei 13 giochi per il campo a libero e dei 19 giochi per il campo a muro. Ogni gioco si ottiene dopo aver fatto quattro 15 (15-30-40 e poi gioco). Oggi i giocatori debbono possedere tante doti o talenti:

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la capacità di conoscere la palla e portarsi velocemente al posto giusto; la coordinazione gamba-braccio per colpire la palla in modo utile; la regolarità nel tiro: cioè tenere sempre o il più possibile la palla in campo: meglio se a fondocampo; la potenza nel tiro; la potenza va sempre unita alla capacità di saper tenere in campo la palla: un giocatore potentissimo ma falloso avvantaggia gli avversari; la resistenza nel gioco; la tenacia nel perseguire il 15; la capacità di saper coinvolgere nel gioco i compagni di squadra. Nei tempi passati bisognava avere tutte queste doti ma diventava poi prevalente la potenza nel tiro essendo il gioco a vola libera “ai val l’intra “. Per approfondimenti vedi il libro: - Storia del gioco del tamburello - di Filippo Piana anno 1995 – reperibile alla Federazione Italiana Palla tamburello di Mantova. Tel.0376-368246

Palla e Pompe

Tamburello o scanno

Bracciale

La copertina del trattato sui giochi a palla di Scaino. Anno 1555

Attrezzi di Gioco del 1500

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LA COSTRUZIONE DEI TAMBURELLI A GABIANO Dalla tradizione orale emerge che a Gabiano fino al 1970 vennero fabbricati tamburelli. Ogni figlio maschio, se poteva, si comprava un tamburello il prezzo era allora abbastanza elevato perché costruito artigianalmente con pelle di cavallo o di mucca; ora il prezzo è molto diminuito (10 €) perché si costruiscono industrialmente con materiali di plastica. A Gabiano, in Frazione Zoalengo, nella sua cascina di via Cavour 21 c’era un artigiano contadino che li costruiva per tutti, sia per i giocatori professionisti che per gli amatori, per grandi e piccoli. Ettore Capretto, nato a Zolalengo di Gabiano nel 1889, il “Vigin” o “Varenghin” per gli amici, era un fervido appassionato del gioco della palla tamburello e da questa passione, dopo la I^ guerra mondiale, nacque l’idea di costruire tamburelli. Si dedicava a questa attività soprattutto d’inverno, quando il lavoro nei campi subiva un calo, mentre d’estata conciava le pelli. Dopo diversi tentativi (era un autodidatta) riuscì a costruirsi i macchinari necessari per la sua produzione artigianale; si faceva anche aiutare dai suoi figli in alcuni lavori manuali, come ad esempio per la concia delle pelli o per le finiture. Il procedimento era abbastanza lungo e laborioso: occorreva procurarsi il materiale che consisteva in listelli di legno d’olmo e nel pellame di cavallo o di mucca; due listelli venivano piegati a caldo e lasciati stagionare 3-4 mesi, in seguito erano incollati in modo da formare il cerchio vero e proprio: si applicava poi la pelle già sgrassata e conciata dopo aver tolto il pelo. Con i suoi macchinari il Vigin tirava la pelle in modo da renderla elastica e contemporaneamente la più resistente possibile, scartando quelle parti che presentavano delle imperfezioni (cicatrici) che ne minavano la resistenza: La pelle veniva fissata manualmente al cerchio con circa 200 chiodini. Le parti della pelle dell’animale considerate pù idonee all’uso erano la pelle del collo del cavallo e la pelle del ventre della mucca. Si passava poi al lavoro di rifinitura: il legno veniva seppiato e verniciato; per coprire le teste dei chiodini si foderava il cerchio con un terzo listello bordato di ottone o anche con del materiale sintetico adesivo e colorato. In ultimo veniva fissata l’impugnatura sempre in cuoio con un piccolo listello di legno arrotondato nella parte interna del cerchio per favorirne l’impugnatura. Venivano costruiti tamburelli di tutte le misure, anche le cosiddette “bifette” o tabassine, un tamburello allungato e ovale dalla caratteristica forma a goccia che serviva solo per la battuta al battitore e immediatamente cambiato con il tamburello normale come avviene ancora oggi.

Ettore Capretto

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I LUOGHI DI GIOCO DEL TAMBURELLO A GABIANO E LA COSTRUZIONE DEL NUOVO CAMPO NEL 1965

Il gioco del tamburello, fino alla costruzione del campo sportivo di Case Menino avvenuta nel 1930, si praticava in ogni frazione, borgata, piazza o cortile. Le aie delle tipiche costruzioni rettilinee monferrine o le strade dei crinali delle frazioni e dei paesi si prestavano ad essere una alternativa molto valida al campo sportivo. Si giocava sulle piazze e sulle strade a Cantavenna, Mincengo, Zoalengo,Varengo, Sessana. A Gabiano capoluogo, ad esempio, si giocava molto nel viale degli attuali ippocastani, anche luogo dove si teneva al lunedì un importante mercato settimanale del bestiame, detto anche “suta la muraia”. A Varengo oltre che nella piazza anche nei prati “della valle dei Goti “la val dla gota”, dla valetta e dal pra grand, a Sant’aurelio nei prati pianeggianti vicini all’abitato e alla Chiesa. Negli ann 1920-1930 il Comune, con la collaborazione della comunità, costruì il campo sportivo di “Case Menino”, che nacque come campo di calcio, un gioco allora nuovo che stava diventando molto diffuso e popolare. A Gabiano il campo venne poi usato sia per il calcio che per il tamburello. Dal 1965 ritornò molto in auge il gioco del tamburello e si pensò di costruire uno sferisterio a regola d’arte con tanto di spalti e recinzioni., sotto la direzione del sig. Dante Martinelli e del dr Aldo Grillo, e con l’apporto di lavoro di tante persone di buona volontà. Nel 1986 con l’amministrazione comunale da me presieduta, sono stati costruiti gli attuali spogliatoi (impresa Mauro Cicolini) ed è stato rifatto il fondo del campo spostato verso il filare dei pioppi per avere più ombra, con la competenza tecnica e professionale dell’impresa di Rondano Damiano. Nel 2006 la Pro-Loco e il Comune hanno realizzato, sempre nel campo sportivo, un nuovissimo campo da minicalcio e tennis in erba sintetica – un vero gioiellino. E’ in progetto l’allargamento degli spogliatoi, e la manutenzione straordinaria del campo di tamburello che ha comunque un ottimo fondo; tant’è che le grandi squadre del Callianetto e del Montechiaro lo usano per gli allenamenti nel periodo invernale quando gli altri campi sono impraticabili.

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DR ALDO GRILLO Nato a Gabiano nel 1921, è stato per più di 40 anni veterinario condotto, Sindaco per 10 anni; sempre promotore e partecipe della vita sociale di Gabiano e della Val Cerrina. Ha vissuto la sua vita per il lavoro, la famiglia e soprattutto per la comunità di Gabiano che considerava la sua grande famiglia.

ANNO 1965 Il SIG. DANTE MARTINELLI, direttore Generale delle Aziende Agricole del Castello di Cabiano, molto appassionato di tamburello e legato alla realtà del paese, mentre sovrintende ai lavori di costruzione del nuovo campo di tamburello.

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ANNO 1965 – La gente di Gabiano, in spirito di amicizia e solidarietà, con la sapiente direzione del sig. Dante Martinelli, del sig. Giovanni Freschi e del geom Francesco Caligaris, lavora per la costruzione del nuovo campo di tamburello. Si tenga presente che la società Gabiano tamburello ha sempre partecipato dal 1965 ad oggi per tutti gli anni ai campionati piemontesi ed italiani organizzati dalla F.I.P.T- CONI di Mantova e del Monferrato con una o anche due squadre. • Nel 1965 - Albo d’oro - con la squadra Gabiano-Cerrina - Torneo del Monferrato. • Nel 2000 - Albo d’oro - Campionati italiani di serie D - Torneo Nazionale. Consulta il sito internet della federazione di Mantova: www.federtamburello.it alla voce manifestazioni - Albo d’oro.

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LE DUE SQUADRE DEL GABIANO SCRITTE NELL’ALBO D’ORO DELLA F.I.P.T. DI MANTOVA

ANNO 1965 – Il Gabiano-Cerrina vincitore del 1° torneo del Monferrato – da sinistra: Pasquale Pozzo (giocatore), dr Giovanni Bocchino, dr Aldo Grillo e dr Negro fondatore della Patelec di Cerrina (dirigenti), Giulio Zanotto, Angelo Capra, Giulio Ferraris e Ardingo Garreto (giocatori).

ANNO 2000 - Il Gabiano vincitore del Campionato italiano serie D - da sinistra: Paolo Carro, Renzo Odisio (Presidente), Alberto Uva, Claudio Bruno; accosciati: Mauro Amerio, Franco Luparia, Alberto Politto;

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LE SQUADRE E I GIOCATORI PRIMA DEL 1950

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Prima del 1950, come già detto, e fino al 1965 a Gabiano si giocava in ogni frazione o cantone o piazza: Cantavenna, Mincengo, Zoalengo, Gabiano campo sportivo, Sessana e Varengo. Ogni frazione aveva dei buoni giocatori e poteva fare una squadra.Infatti c’era la squadra di Cantavenna, la squadra di Varengo, la squadra di Sessana e la squadra di Gabiano capoluogo. Non era abitudine partecipare ai tornei federali (sicuramente mancavano l’organizazione societaria e i mezzi di trasporto). Ci si accordava di volta in volta come, quando e contro chi giocare. Si giocava sempre di domenica e anche nei pomeriggi infrasettimanali, ma soprattutto non mancavano le partite e le sfide della festa patronale. I derby tra le frazioni erano allora sentitissimi e coinvolgevano moltissimo i giovani locali. Il campanilismo era sfrenato e le rivalità tra frazioni nel d.n.a della nostra gente. Se ad esempio uno di Gabiano aveva la fidanzata (“la murusa”) a Sessana o Villamiroglio, per andarla a trovare si faceva solitamente accompagnare da un amico per non rischiare le botte o gli scherzi anche pesanti. Si racconta di un giovanotto che andò solo a casa della fidanzata, nella frazione vicina con il calesse preso in prestito. Si ritrovò al ritorno un pacchetto dono sul calesse: una merda depositata sul sedile. Le sfide tra frazioni erano pertanto molto sentite e coinvolgenti: si ricordano le epiche sfide come Varengo contro-Sessana, Gabiano contro Cantavenna e Gabiano contro Sessana. Come sempre, nessuno voleva perdere, così si regolamentava il gioco a seconda dei giocatori o del tipo di piazza. Durante la festa patronale di Cantavenna, ad esempio, si stabilì che chi faceva intra o vola-libera non vinceva il quindici ma aveva il diritto di nuova battuta. Così un giocatore della squadra di Cantavenna che stava perdendo, utilizzò le sue doti e il regolamento: si mise a respingere ad oltranza la palla oltre il fondocampo; venne buio e la partita terminò senza vincitori né vinti.

ANNO 1930-1940 – la squadra del Sessana di Gabiano - Da sinistra: Pierino Zanotto, GiulioZanotto (fratelli), Alfredo Zanotto, Enrico Attilio Zanotto

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GIULIO ZANOTTO “U Giulio” Nato a Sessana di Gabiano nel 1911 è stato uno dei più grandi rimandi piemontesi e italiani degli anni 1930-1950. Fece grande la squadra del Gabiano con Botto, Grillo, Curletti e Lanfranco. Una quadretta capace di affrontare alla pari la squadra della Fiat Torino di quegli anni composta da Giaccone, Vettorello, Daghero, Calderoni, militante nella 1^ categoria (serie A) di quegli anni. I più anziani ricordano ancora le epiche e molto combattute partite che si disputavano contro questa squadra nel campo sportivo di Gabiano, così come non hanno dimenticato le sfide sulle piazze delle rispettive frazioni. Zanotto, molto capace e appassionato, aveva molto migliorato le sue doti sportive giocando la pelota nello sferisterio di Genova durante il servizio militare. A Genova nel campo della “pelota” si giocava sempre a scomesse. Zanotto, molto astutamente faceva venire da Vallegiolitti il Botto detto “cin cit”; questi alla pelota, con la sua elasticità e destrezza non aveva rivali. Così Botto e Zanotto, tante volte avversari sulle piazze del paese natio, vivevano da nababbi a Genova. Zanotto era dotato di una straordinaria potenza nel tiro, di ottima coordinazione e di una tenacia senza pari. Si giocava a quei tempi a campo libero e a cacce, e dopo i primi giochi di approccio, dove per troppa grinta e tensione poteva commettere qualche fallo, diventava irresistibile e scatenato soprattutto se poteva entrate in corsa sulla palla. Memorabile una sfida individuale sul campo del Gabiano: Zanotto contro Botto (al cin cit); vinse Zanotto perché più potente nel tiro e avvantaggiato dalla vola libera, ma il Botto, come sempre, non accettò di perdere. Afferrò la coppa messa in palio dal Comune velocissimo salì sul suo sidecar, ma Zanotto e gli altri di Sessana lo acciuffarono altrettanto prontamente e quasi finiva a botte.

ANNO 1968 - Giulio Zanotto in una partita sul campo di Gabiano.

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Zanotto ha giocato fino agli anni 1970 come terzino del Gabiano in serie A e ha insegnato a tanti giovani di quegli anni il gioco del tamburello soprattutto a Giuseppe Gagliardone, a Gianni Grillo e ad Angelo Uva, i suoi allievi prediletti, che hanno fatto poi una brillante strada sportiva. Memorabili sono rimasti i suoi suggerimenti “battila a campanile a fondo campo” che lui abbreviava in dialetto “ata–ata” (alta alta). Così, quando gli avversari non ce la facevano più a rimandare, con un sorriso cinico diceva: “tii vegghi ian i pe’ tla nita”, come ha ricordato molto bene Domenico Priora, ma altre volte quando indietreggiavano usava anche frasi più forti: “tii vegghi i cagu an sla chena” ( li vedi cagano sulla catena -riferimento all’aratro dei buoi-, cioè non ce la fanno più a tirare forte e indietreggiano). Il gioco del tamburello era allora principalmente un gioco di forza e di potenza nel tiro.

ANNO 1965: Campioni del Monferrato - da sinistra: Giuseppe Zanotto, Giulio Zanotto, Angelo Capra, Giulio Ferraris, Ardingo Garreto.

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ETTORE CURLETTI “Al Curleti“ Nato a Gabiano nel 1901, é stato un terzino piccolino di statura ma scattante, elastico, astutissimo e preciso negli interventi. Quando colpiva la palla per gli avversari non c’era scampo: il 15 era assicurato. E’ stato un giocatore dotato di eccellenti qualità atletiche non solo nel tamburello ma anche nel calcio. Durante il servizio militare a Taranto era stato selezionato per la squadra militare di calcio, tra le migliaia di giovani dei centri addestramenti reclute. La società calcio del Taranto, militante in serie B nazionale, viste le eccellenti doti di ala destra dell’Ettore, lo fece fermare per tutto il periodo di leva in quella città. Gli proposero anche un lavoro in quella città , ma il richiamo del paese natio era troppo forte. Tra gli anni 1930-1960 a Gabiano giocava sempre sia nella squadra di calcio che nella squadra di tamburello; coloro che l’hanno visto giocare raccontano che era uno spettacolo vederlo. Negli anni 1970 seguiva come allenatore, con il suo amico di una vita Coppo Pietro, i giovani gabianesi che praticavano il tamburello in quegli anni. Taciturni entrambi ma anche molto decisi e poco accomodanti non impiegavano molto a ridimensionare coloro che parlavo troppo o come si dice oggi “andavano sopra le righe”

ANNO 1921 - Il primo accosciato a sinistra è Ettore Curletti nella squadra militare di Taranto. Serie B - nazionale

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I FRATELLI RICHETTA FRANCESCO RICHETTA “Al Cichin” Nato a Gabiano nel 1901, è stato un terzino scattante e attento alle “casse” e alle “intra”. Giocava prevalentemente al lunedì dopo il mercato nell’attuale viale degli ippocastani. Con Curletti Ettore costituivano una brillante coppia di terzini con rimando Coppo Pietro e il fratello Costantino battitore. Il Cichin oltrechè giocatore di tamburello è stato un valente suonatore di basso e di chitarra, ma era soprattutto conosciuto come “cichin al pescadur”. Ha trascorso la sua vita sul Po. Del fiume conosceva tutte le anse, i fondali, i mulinelli e le rapide “arvess”. Con la canna a mosca secca e il cucchiaino era insuperabile nella catture di temoli,trote, barbi e cavedani. Non ha mai insegnato il mestiere del pescatore a nessuno, neanche a me che ero un suo pronipote. Allora, chi scrive, di nascosto cercava di vedere dove andava a pescare e il metodo di pesca che usava. Così avevo successo anch’io nelle catture. Bonariamente e affettuosamente poi mi diceva: “ i miste tii mustu nen, venta rubaii: bravo!”

COSTANTINO RICHETTA “Al Tinu” Nato a Gabiano nel 1897 è stato un battitore e rimettitore “arcass” regolare, preciso e potente. Oltre a giocatore è stato un ottimo suonatore di violino nella banda musicale di Gabiano: Appassionato di caccia con i cani segugi diceva con orgoglio che in una stagione gli erano bastate 15 cartucce per catturare 13 lepri. Un uomo burbero, che sapeva e aveva il piacere di raccontare: così mi diceva che durante una festa patronale a Casalino di Mombello aveva assistito ad una sfida dei giocatori locali contro il grande Cocito che si era sposato in questo paese. I patti erano che la squadra del Casalino partiva in ogni gioco con il vantaggio di 30-0, ma non riuscirono ugualmente a vincere.

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PIETRO COPPO “Al Notu Dal Cup” Nato a Gabiano nel 1900, è stato un grande rimando con una potenza, eleganza e regolarità eccellenti. Di carattere cocciuto e tenace, nel gioco non era mai stanco e riusciva spesso a vincere gli avversari sfruttando la sua non comune resistenza alla fatica. Negli anni 1970 seguiva come allenatore, con il suo amico di una vita Ettore Curletti, i giovani gabianesi che praticavano il tamburello in quegli anni. Per loro, l’amicizia non era fatta di parole o di sms, ma un valore profondo, quasi sacro, custodito nel profondo dell’amino. Taciturni entrambi, ma anche molto decisi e poco accomodanti non impiegavano molto a ridimensionare coloro che parlavano troppo o come si dice

oggi “andavano sopra le righe”. Pietro Coppo era, tra l’altro, lo zio di Piero Coppo un grande giocatore di biliardo che ha sempre vissuto a Torino nelle sale da gioco con scommesse. Il nipote veniva spesso a Gabiano; con la sua stecca personale giocava al circolo Enal dopolavoro, presso l’attuale sede del Municipio e ha insegnato a tanti giovani gabianesi di allora le tecniche sopraffine del gioco. Leandro Richetta, mio zio e Giovanni Seggiaro ( il papà di Lilia Seggiaro moglie di Renzo Odisio) avevano imparato molto bene la tecnica del gioco e nella zona non avevano rivali.

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GIOVANNI BOTTO “Al Cin Cit” Nato a Vallegiolitti di Villamiroglio nel 1908, era un giocatore piccolino, ma dotato di una forza e una elasticità incredibili. Coraggioso, temerario e molto collerico riusciva a compiere prodezze sportive che lasciavano sbalorditi: era come si dice un giocatore genio e sregolatezza. Caricava Curletti, Grillo e Zanotto sul suo sidecar e li portava a giocare a Chivasso, Torino e nei paesi del Monferrato per le sfide delle feste patronali, così oltre alle partita, ne usciva anche la cena offerta da capifesta locali. Succedeva anche che, anziché il fritto misto, “la friccia”, ne uscisse una furiosa rissa e allora bisognava ripartire in fretta e furia dal paese. Botto dopo tre parole di discussione passava alle botte, dove era forse ancor più bravo che nel gioco. Così avvenne un anno a Mombello: la partita si trasformò in una furiosa rissa e al ritorno il Botto disse al Grillo: “sta vira io duvinu ciapà, ma no anche danu” (ne ho prese ma ne ho anche date). Insofferente ad ogni forma di obbligo e costrizione, viveva libero da ogni vincolo e obbligo. Il suo lavoro era giocare a soldi nel campo della pelota di Via Napione a Torino: voleva i soldi prima di giocare, se perdeva pagava il giorno dopo….. Negli anni di guerra viveva da semiclandestino preferibilmente tra Vallegiolitti e Torino. Il 25 luglio 1943 festeggiò la caduta del fascismo legando un busto di Mussolini al suo sidecar e scorrazzando per le vie del centro di Torino in festa. Nel 1944 era ricercato dalla milizia e dai carabinieri perchè oltre ad essere renitente, faceva mercato nero tra il Monferrato e le città di Asti, Vercelli e Torino. La milizia venne a Vallegiolitti, non riuscì ovviamente ad acciuffarlo, ma gli requisì il sidecar. Si dovette allora presentare alla milizia di Casale, e si fece raccomandare e accompagnare da un suo amico fascista di Isolengo di Camino. Si presentò dal generale Passerone che gli disse: “senta Botto gli restituiamo il sidecar se si iscrive nelle brigate nere e collabora con noi, per ora come staffetta, poi si vedrà”. Si può fidare signor Generale gli rispose il Botto. Il giorno successivo, doveva portare una lettera ad Asti: si fece fare il pieno di benzina e non lo rividero più. Si dice che Passerone abbia poi strigliato a dovere il camerata di Camino dicendo: “ma che gente ci mandi dalla tua zona!”. Era pertanto ricercato come disertore, disfattista e inaffidabile. Ad un posto di blocco, nei pressi di Chivasso, come sempre finse di fermarsi, poi ripartì di scatto sperando di farla franca ancora una volta. La milizia fece fuoco: colpito con tre proiettili alla schiena , riusci a fare ancora diversi chilometri fino quasi a Cavagnolo dove cadde esangue in un fosso all’età di 36 anni.

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REMO GRILLO “Al Remu” Nato a Gabiano nel 1923, è stato un grande giocatore di regolarità, potenza e astuzia eccellenti. Un mezzovolo che non sprecava mai una palla: capiva immediatamente le debolezze dell’avversario e la palla veniva sempre giocata su quel giocatore. Era come si dice un uomo squadra: parlava poco, ma era molto carismatico e incoraggiava sempre i compagni specie quando la partita diventava difficile. Era come giocatore l’espressione della tenacia e della forza monferrine. Fece grande la squadra del Gabiano con Botto, Zanotto, Curletti e Lanfranco. Una quadretta capace di affrontare alla pari la squadra della Fiat Torino di quegli anni composta da Giaccone, Vettorello, Daghero, Calderoni, militante nella 1^ categoria (serie A) di quegli anni. Ricordo come un sogno (avevo 6-7 anni), una partita di una domenica pomeriggio negli anni 1950. Mio padre mi disse: “anduma a vegghi cui ad Turin cuntra al Gabian”. Rivedo otto giocatori, con i pantaloni bianchi la maglia di diverso colore, sudati e rabbiosi nella partita e qualcuno giocava nel prato pure a piedi nudi. E poi c’era un uomo - si Chiamava Giuseppe Bellatore di Zoalengo - che a centrocampo urlava ad altissima voce dei numeri: “40 chi bat e 30 chi arcasu”. Rimasi molto intimorito, emozionato, ma anche affascinato da quello che facevano gli adulti, anche se non avevo capito ovviamente nulla di come fosse il gioco. Quando in questi anni seguo le partite del Gabiano rivivo quelle tensioni ed emozioni e mi sembra di essere ancora giovane.

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PIETRO LANFRANCO “Al Pietro Dla Posta” Nato a Sessana di Gabiano nel 1914 è stato un terzino eccellente, razionale, elegante e sempre coordinato nel colpire la palla. Fece grande la squadra del Gabiano con Botto, Zanotto, Curletti, e Grillo. Una quadretta capace di affrontare alla pari la squadra della Fiat Torino di quegli anni composta da Giaccone, Vettorello, Daghero, Calderoni militante nella 1^ categoria (serie A) di quegli anni. Valido e capace anche nel gioco del calcio quando negli anni 1930-40 giocava nella squadra locale. Mi ha detto: in bicicletta caricavo un compagno appiedato e passando (“al porti”), il traghetto sul Po, andavamo a fare la partita a Palazzolo Vercellese. Negli anni 1980-1990 ha sempre svolto attività di arbitro federale e ancora oggi si fa accompagnare dal figlio Flavio a vedere le partite del Gabiano.

PIETRO LANFRANCO arbitro negli anni 1975-1976 con la squadra del Mombello, Angelo Rossi Presidente, Vito De Luca , Giuseppe Cerutti, Giorgio Giorcelli. Accosciati: Giovanni Manino, Fausto Vernetti e Alfio Introvigne.

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PRIMO GAVIATI “Al Primo ad Minseng” Nato nel 1916 a Mincengo di Gabiano aveva il tamburello nel sangue.Abile battitore e rimando se c’era una partita non mancava mai sia a Mincengo, che a Zoalengo e a Cantavenna. L’ho conosciuto negli anni 1965-70 quando facevamo allenamento nel campo sportivo di Gabiano; arrivava sempre tra i primi con il suo sidecar e nel cassone aveva sempre i tamburelli, la Bifetta e le scarpe. Ci raccontava così le sue memorabili partite sulla piazza di Cantavenna, dove riusciva sfruttare al meglio le sue doti. Non molto potente nel tiro ma precisssimo e scaltro nella battuta, riusciva sempre a mettere in difficoltà l’avversario. Giocavano il quel periodo, anni 1930-1950, a Cantavenna di Gabiano anche altri validi giocatori compartecipi di tante sfide infrasettimanali, domenicali e della festa patronale contro le squadre delle frazioni vicine. Nel gioco si univa spesso e volentieri al gruppo anche il parroco del paese, don Corgnati Giuseppe, originario di Tonco, che al suo paese d’origine, prima del seminario, aveva praticato con passione questo sport.

Tamburello per la battuta Chiamato anche Tabassina o “Bifètta”

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GLI ULLA DI VARENGO 4 GENERAZIONI DI TAMBURELLLISTI Varengo di Gabiano è sempre stata una fucina di abilissimi giocatori. La Piazza e i prati “ dla valetta e dal pra grand” erano i luogi deputati delle sfide domenicali e infrasettimanali. Si ricordano gli Ulla, i Cresta , i Cassini, gli Uva, i Cornaglia, i Priora, gli Zanotto, i Bollo, i Mezzano. Tra questi non mancavano mai gli Ulla che hanno avuto quattro generazioni di appassionati di tamburello e gli Uva che, con Angelo e Alberto, sono stati un fiore all’occhiello del tamburello piemontese e nazionale.

LUIGI ULLA (Vigin)

Nato nel 1899, combattente e reduce della I^ guerra mondiale era un abilissimo giocatore degli anni 1920-1940 della piazza di Varengo e della comunità di Gabiano. Lo ricordo sempre presente alla festa del IV novembre a depositare la corona di alloro in memoria e onore ai suoi amici caduti nella guerra del 1915-1918. Nella foto è ripreso alla festa degli anziani per il compimento dei 90 anni insieme a Olearo Maria la mamma di Angelo e nonna di Alberto Uva. La signora Maria è stata la più longeva della comunità gabianese raggiungendo l’età di 103 anni.

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GINO ULLA - figlio di Luigi - Nato a Varengo di Gabiano nel 1926, era un battitore e un rimando di grande elasticità, eleganza, astuzia e potenza con un tiro utile superiore ai 100 metri. Giocava sempre anche lui nella piazza di Varengo, ma era ricercato dai paesi vicini per le eccellenti qualità sportive.Un incidente sul lavoro nel 1955 all’età di 28 anni non gli permise di continuare a percorrere la strada sportiva che tanto amava e lo appassionava. ANNI 1950 - Il nostro Gino è ripreso in una partita al mercato Pavia di Casale.

GINO ULLA nipote di Luigi Ulla - Nato nel 1955 - Giocatore e appassionato di tamburello, segue sempre in questi anni i figli e i giovani di Gabiano nella pratica sportiva dando un importante contributo alla diffusione di questo sport.

ANNI 1986 La squadra del Varengo di Gabiano. Da sinistra: Pier Angelo Riva, Gian Carlo Cornalia, Gino Ulla, Giuseppe Bonello, Enzo Priora.

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GABRIELE E GUGLIELMO ULLA – pronipoti di Luigi Ulla – Giocatori del Gabiano giovani anni 2000, continuano la tradizione dei loro avi. Guglielmo a 13 anni è già campione italiano indoor.

ANNO 2003 – IV MEMORIAL PAOLO ODISIO- Da sinistra: Alessandro Bossetto, Federico Zanotti , Mario Richetta; accosciati: Guglielmo Ulla, Luca Tabbia, Marco Bruno e Gabriele Ulla.

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GIOCATORI DI CANTAVENNA La piazza di Cantavenna ero lo sferisterio dove si giocava settimanalmente e dove si svolgevano le sfide con le altre frazioni del Paese. Si ricordano i Cornaglia , i Motta, i Sirotto, i Brusasca , i Rondano, i Coppo, i Pastore, i Caligaris, e tra questi anche il parroco don Giuseppe Corgnati.

GIUSEPPE CORNAGLIA, nato nel 1901 è stato il giocatore più rappresentativo del periodo. Tenace, elegante, risoluto e scaltro in quegli anni non aveva rivali. Vinse diversi premi e tra questi nel 1927 la bandiera che il Comune metteva in palio tra i giocatori di quel periodo.

MARIO MOTTA, nato nel 1918 è stato un terzino che competeva con il grande Curletti di Gabiano: scattante, pronto e indomito metteva nel gioco la forza e la tenacia degli Alpini di cui è ancora oggi uno dei soci della sezione di Gabiano.

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FRANCO SIROTTO, nato nel 1926 è stato un rimando eccezionale per eleganza, regolarità e coordinazione. Oltre che a Cantavenna giocava nella squadra della Fiat tamburello di Torino con i grandi Cagna e Mara al campo di Via Napione e poi al Ruffini. Uva Angelo lo ricorda come un rimando elegante e regolarissimo nelle sfide sulle piazze di Varengo, Gabiano e Cantavenna.

GIULIO CORNAGLIA, figlio di Giuseppe. Nato nel 1927, giocava nella Piazza di Cantavenna sotto la guida del padre, mettendo in evidenza la forza,la resistenza e la prestanza fisica tipiche della gente monferrina.

DON GIUSEPPE CORGNATI, Nato a Tonco (AT) nel 1922, venne nominato parroco di Cantavenna alla morte di don Torra negli anni 1950 e vi rimase fino al 1975. Sempre partecipe della vita della comunità amava unirsi ai giovani che trascorrevano i pomeriggi sulla piazza nel gioco del tamburello.

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GLI ANNI GLORIOSI DEL VILLAMIROGLIO E VALLEGIOLITTI (VILLA-VALLE) Nel 1968 e successivi il torneo del Monferrato, iniziato nel 1965, diventa serie A con due gironi piemontese e veneto. Molti erano i giocatori che praticavano il tamburello nella comunità di Villamiroglio,Vallegiolitti e anche Moncestino. Villamiroglio e Vallegiolitti si uniscono formando una squadra molto competitiva chiamata Villa-Valle che partecipa al campionato di serie A. Ai giocatori locali si uniscono giocatori esterni, si costruisce un campo sportivo a Vallegiolitti di dimensioni federali nella zona retrostante il Bar-Ristorante di Cisnetti Giovanni, a sinistra della Parrocchia. Si ricordano in quegli anni: i fratelli Scattolini, Ugolini, Pino Conrotto, Pasquale Pozzo, Angelo Vicario, Roberto Bonando, Renato e Roberto Brusa, Giacinto Balzola, Gianni Brusa (l’attuale Sindaco), Angelo Monchietto, Ugo Gavosto, Stelio Sirotto, Mauro Berzano e poi i più giovani Gianantonio Bonando, Italo Bertana, Dino Bertolè, Maurizio Gennaro, Paolo Monchietto e Mauro Gamarino. Arbitri: Piero Alemanno, Francesco Cassiraga, Francesco Gavosto; Albino Provini dirigente. Nel 1969 tutti sono desiderosi di giocare e si ritorna a due squadre una a Villamiroglio, l’altra a Vallegiolitti. Villamiroglio costruisce il suo campo sportivo e la passione del tamburello continua negli anni 1970 e 1980. Le foto di quegli anni dimostrano il fervore e l’entusiasmo per il tamburello.

Anno 1969 – La Squadra del Vallegiolitti – Da sinistra: Luigi Asti, Roberto Bonando, Guido Garoppo; Accosciati: Giacinto Balzola, Angelo Vicario.

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ANNO 1969 – L’inaugurazione del nuovo campo a Villamiroglio.

ANNO 1970 – La squadra del Villamiroglio- Da sinistra Giacinto Balzola, Roberto Bonando, Rodolfo Gennaro, Piero Alemanno (arbitro); Accosciati: Antonio Bragagnolo, Angelo Vicario, Guido Garoppo.

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I BONANDO DI VILLAMIROGLIO TRE GENERAZIONI DI TAMBURELLISTI Come per gli Ulla e gli Uva di Varengo, i Grillo di Gabiano, i Lanfranco e gli Zanotto di Sessana, i Cornaglia di Cantavenna, così per i Bonando di Villamiroglio il gioco del tamburello è un qualcosa anche di famiglia che si tramanda da padre in figlio, un qualcosa, nel DNA delle persone e della comunità. Per i Bonando abbiamo tre generazioni di tamburellisti: ROBERTO BONANDO. Nato nel 1928 ha giocato prima degli anni 1960 nelle contrade di Villamiroglio e poi nei campi sportivi come rimando di ottime qualità, regolare nel tiro, tenace nel gioco, sempre attento e coinvolto nel gioco della squadra. ANNO 1972 la squadra del Villamiroglio. Da sinistra: Francesco Bersano, Pasquale Pozzo, Roberto Bonando, Franco Cosseta, Bruno Einaudi, Francesco Alemanno. Accosciati: Angelo Vicario, Giacinto Balzola, Pietro Lanfranco (Arbitro). GIANANTONIO BONANDO (figlio di Roberto). Nato nel 1957 ha continuato la tradizione del padre giocando con passione interesse e buone capacità come rimando nelle diverse squadre locali facendo partecipare anche in giovanissima età il figlio Riccardo.

ANNO 1996 La squadra del Mombello Da sinistra: Enzo Galetti , Giovanni Marchisotti, Gianantonio Bonando, Gianni Donghia, Luigi Losina: Accosciati: Matteo Galetti, Riccardo Bonando, Pier Giovanni Losina, Gabriele Marchisotti.

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RICCARDO BONANDO (nipote di Roberto). Nato nel 1986, ha ricevuto dal nonno e dal padre la grande passione per questo sport e li ha superati di molto nei risultati. Da quest’anno, a soli 20 anni, gioca nel Montechiaro come rimando della serie A. E’ un rimando già conosciuto in Piemonte e anche nel Veneto. Tenace e indomito nel gioco, molto elegante e veloce nel colpire, correttissimo con i compagni: è un giocatore che tutti vorrebbero in squadra. Il padre e il nonno lo seguono costantemente in ogni partita condividendo con lui i brillanti risultati ottenuti. Si è già distinto da diversi anni, prima nelle squadre giovanili, poi nella serie B del Chiusano e partecipa da diversi anni al memorial Odisio di Gabiano dove ha contribuito a far vincere diverse volte il torneo.

ANNO 2006 – VII Memorial Paolo Odisio – Da sinistra in piedi: Giovanni Boltri (arbitro), Riccardo Bonando, Alessio Monzeglio, Claudio Bruno. Accosciati: Mauro Amerio, Umberto Mignani, Samuel Valle.

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LA RINASCITA DEL TAMBURELLO NEL MONFERRATO ANNI 1965-1975

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LE SQUADRE DEL GABIANO DAL 1965 AL 1971 Nel 1964 un gruppo di persone pensa di far rifiorire il gioco del tamburello nella Val Cerrina. A Murisengo il dr Oscar Bonasso con il cav. Armando Gerini organizzano per la festa patronale un triangolare tra le migliori squadre italiane di allora: consulenti tecnici erano stati i grandi Marino Marzocchi (Mara) e Pinot Ferrero di Cocconato: fu un successo di pubblico strepitoso. Nel 1965 il dr Oscar Bonasso, veterinario di Murisengo con il cav.Armando Gerini, politico locale, coinvolsero a Cerrina il medico condotto dr Giovanni Bocchino e a Gabiano il veterinario dr Aldo Grillo e il sig Dante Martinelli, direttore generale delle aziende del Marchese Negrotto Cattaneo Adorno di Genova, e organizzarono il primo torneo del Monferrato cui parteciparono 6 squadre. La grande novità di quegli anni è che al campanilismo secolare delle frazioni si sostituisce il campanilismo dei diversi paesi del Monferrato. Inoltre si comincia a pensare a questo gioco non più solo come un gioco di sfide domenicali tra paesi e frazioni, ma come torneo organizzato con una società e un calendario di incontri. Si recepisce il concetto di campionato, già praticato da decenni nelle principali città italiane, ma che non era mai riuscito a coinvolgere più di tanto le realtà locali. A Gabiano il dr Aldo Grillo e il sig. Dante Martinelli riuscirono a coinvolgere nel progetto tanti gabianesi e così, con entusiasmo, tenacia e sacrifici anche economici non indifferenti, questo sport rinasce nella nostra comunità. Nel 1965 il Gabiano si unisce con il Cerrina e si fonda una associazione sportiva Gabiano-Cerrina che imposta una squadra che sarà la vincitrice del torneo. Nel 1966 al torneo si iscrivono ben 13 squadre e il Gabiano partecipa così alla serie A girone Piemontese. Oltre a Grillo e Martinelli sono appassionati e coinvolti: Luciano Galetto, Francesco Caligaris, Pier Carlo Gluttini, Luciano Carro, Annibale Zavattaro , Renzo Odisio, Valter Cicolini , Aldo Bruno, Nello Soliani, Gian Franco Grillo, Ernestino Pagliano e tantissimi altri. La comunità è presa da una febbre tamburellistico-campanilistica senza pari. Le sfide domenicali tra Gabiano,Villa-Valle, Valle Cerrina, Cerrina, Murisengo, Castell’alfero sono argomento di discussione per tutta la settimana. Le fotografie del campo di quegli anni dimostrano la partecipazione e il coinvolgimento generale, compreso quello dei parroci, anche se formalmente avevano l’impegno di essere superpartes. Ogni paese cercava di fare la squadra più competitiva possibile e i giocatori validi erano ricercati e ben pagati, ma pochi erano i monferrini. Si fece così ricorso al serbatoio del Veneto dove si giocava di più e vi erano maggiori giocatori validi. In tutto il basso Monferrato e Astigiano c’è la grande rinascita di questo sport: serie A girone piemontese 14 squadre - serie B 22 squadre – serie C 48 squadre –. La Federazione Italiana prende atto di questa rinascita del tamburello nel Monferrato e inserisce la zona nel quadro nazionale di questo sport, ma le discussioni tra gioco a muro e gioco a campo libero sono infinite e non sopite ancora oggi.

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Il tamburello in Monferrato ha sostanzialmente due modi di esprimersi: con il gioco a muro e con il gioco a campo libero ma entrambi sono soprattutto espressione delle radici, della storia, della tradizione di ogni paese. Così in Monferrato negli anni 1965-1975 si gioca sia a campo libero che a muro a seconda del paese ospitante; in seguito la federazione cerca di escludere il muro e fare solo il campo libero. Le prime due squadre classificate di ogni girone A-B-C del Monferrato sfidano, nel campo libero, le prime classificate dei gironi del Veneto per l’assegnazione dei titoli italiani. I paesi che hanno una secolare tradizione nel gioco a muro accettano a malincuore questi cambiamenti e dopo il 1975 ritorneranno con il loro torneo a muro con la finalissima di agosto nello sferisterio di Vignale. Così oggi abbiamo: •Una FIPT unica – federazione italiana palla tamburello con sede a Mantova; •i tornei A-B-C-D a campo libero nelle diverse Regioni Italiane e poi, per le prime classificate di ogni Regione, ci sono le eliminatorie nazionali e l’assegnazione dei titoli italiani. •i Tornei a muro, gioco tipico del Monferrato e Astigiano, che assegnano i titoli A-B-C-D-E, secondo un loro calendario e regolamento. Il muro sta in questi anni fortemente riprendendosi, grazie anche alla grande capacità organizzativa del sig. Mauro Bellero. Nel 2006 hanno partecipato nei tornei a muro per i diversi gironi ben 62 squadre e altrettanti paesi. Per Gabiano, ad esempio, la tradizione è più per il campo libero. Si giocava nelle piazze e nelle vie delle diverse frazioni ma senza che ci fosse un luogo con un alto muro di appoggio. Abbiamo partecipato e partecipiamo anche ai tornei a muro con delle squadre giovanili della C - D e, negli anni 2001-2004, anche nella serie A, con dignitosi piazzamenti in classifica. • Una federazione internazionale di tamburello Consulta: • “TAMBURELLO ANNI 10 ” – Torneo del Monferrato – di Giovanni Bergese ed Enzo Coppo, anno 1974. • “IL MURO “ – 30 anni di storia del tamburello in Monferrato – di Gianfranco Mogliotti, anno 2005. • “CHIAMATEMI CEROT” – Uomini e Storie del Tamburello – di Aldo Marello, anno 1999.

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ANNO 1965-1966 – il campo sportivo di Gabiano, in una partita del torneo del neonato Torneo del Monferrato.

ANNO 1968 – Premiazione al Torneo del Monferrato, si riconoscono: Oscar Bonasso, Angelo Capra, Angelo Uva, Marino Marzocchi, Policante, Besso, Vittorio Mondani sindaco.

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ANNO 1966 – II Torneo del Monferrato – La febbre per il tamburello è altissima, si inventa il tototamburello per finanziarsi. Da lunedì a sabato si parla sempre di Tamburello e si organizzano i lavori agricoli in modo da essere liberi alla domenica pomeriggio e poter assistere alle partite. La società del Gabiano imposta la squadra più competitiva possibile, da sinistra: Mario Riva, Eraldo Prato, Angelo Uva, Giulio Zanotto, e accosciato Valerio Caneva (due grandi e gloriosi del tamburello italiano anni 1930-1950).

ANNO 1966 Il Gabiano contro il Murisengo, sponsorizzato da Pericle Lavazza, che sarà vincitore del II torneo del Monferrato. Gabiano aveva comunque vinto lo scontro diretto; era tanta l’euforia e la gioia collettiva per la vittoria che venne caricato e sparato a salve uno dei cannoni del 1600 del Castello. Pier Carlo Gluttini era addetto alla accensione della miccia. Tutti erano poco esperti nel caricamento e a Carlo non è ancora passata oggi la paura del botto. Il fusto, a seguito della carica, era stato divelto dal carrello sostenitore in legno. Da sinistra: Sergio Zuccotti, Ercole Quilico, Mario Riva, Giulio Zanotto, Pinot Ferrero, Giovanni Furri, Eraldo Prato, Giuseppe Parena, Angelo Uva, Valerio Caneva. .

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ANNO 1967 III° torneo del Monferrato – Il Gabiano continua con la stessa squadra del 1966 e con lo stesso entusiasmo. Da Sinistra: Valerio Caneva, Giulio Zanotto, Eraldo Prato, Angelo Uva, il comm. Armando Gerini, e accosciato Mario Riva. Sono a disposizione i giovani locali: Claudio Biglia, Giovanni Molacchino, Mario Seggiaro, Giuseppe Gagliardone, Gian Paolo Vicario, Gianni Grillo che allenandosi con impegno e continuità imparano l’esercizio di questo bellissimo sport. Il Gabiano si piazza nei primi posti; Vince il III torneo del Monferrato il Castell’Alfero.

ANNO 1968 IV° torneo del Monferrato – La società del Gabiano rinnova la squadra per contrastare il rafforzamento del Cerrina, del Murisengo, e del Castell’Alfero e di molte altre squadre, in tutto 18 paesi del Monferrato che si contendono il primato. Mancano giocatori di esperienza e di livello e allora ci si rivolge al potente serbatoio del Veneto. La società del Gabiano riesce a tesserare tre giovani del Veronese, di San Pietro in Cariano, che avevano militato in serie A e B del girone Nazionale da affiancare a Eraldo Prato e Valerio Caneva: Luigino Renzi, Enzo Gelio, e Giuseppe Paiola. Sono a disposizione nuovi giocatori giovani locali che cercano di emulare i campioni, ma che non possono giocare ovviamente agli stessi livelli. Ricordiamo: Aldo Bruno, Silvano Amerio, Gian Carlo Menino, Gian Franco Raimondi, Pier Franco Bruno, Renzo Mussone. Tra questi anche l’autore del libro, utilissimo a fare il raccattapalle. Vince il IV torneo del Monferrato il fortissimo Cerrina. Nella foto sopra il grande Valerio Caneva.

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ANNO 1969 – V° torneo del Monferrato – La società del Gabiano si schiera con: Giuseppe Righetti, Edoardo Renzi, Luigino Renzi (fratelli), accosciati Eraldo Prato e Gianni Grillo. I fratelli Renzi sono l’anima della nostra squadra: Edoardo il più anziano è il più tecnico ed esperto con una regolarità nel rimando eccezionali. Gigi, più giovane, elastico, tenace e con un tiro potente é uno dei migliori Mezzovolo del torneo. La sua azione è sempre accompagnata dall’acrobazia e non c’è palla, se è in giornata, a cui non possa arrivare.Il Gabiano ottiene un buon piazzamento, ma non riesce a contrastare la supremazia del Castell’Alfero che vincerà tutti i titoli del torneo del Monferrato e due titoli italiani del campionato di serie A nel 1970 e 1972. Il Murisengo è diverse volte tra i primi del torneo del Monferrato e riesce a vincere il campionato italiano serie A a scapito del Viarigi nel 1973.

ANNO 1969 Foto prima di inizio della partita contro il Castell’Alfero.

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ANNO 1970 – VI torneo del Monferrato – La società del Gabiano, indomita e desiderosa di rivincere il torneo come nel 1965, cerca di rafforzarsi. Renzo Odisio e Pier Carlo Gluttini avviano trattative con la squadra dei Salvi di Verona , che aveva vinto i campionati italiani nel 1967 e 1968 per tesserare il grande Salvatore Biasi da affiancare a Renzi. La trattativa non andò in porto, anche per l’opposizione di uno due fratelli di “Tore”, il più anziano Luigi . Questi era chiamato in gergo ”mutanda” per il vizio di sistemarsi i pantaloni pochi secondi prima del colpo di rimando. I Biasi dissero: “volemo continuar a venser a casa nostra”. La società del Gabiano, spinta e guidata dal sig Dante Martinelli, riesce a tesserare Angelo Cordioli il più potente battitore di tutti i tempi. Posso testimoniare di persona che prima di una partita, alcuni tifosi Gabianesi lo invitarono a provare la lunghezza della sua battuta: battè di potenza e la pallina (c’era allora la palla nera di 70 gr) arrivò ad una distanza di un campo e mezzo di gioco, cioè più di 150 mt.

Nella foto sopra Ruggero Fasoli, Edoardo Renzi, Angelo Cordioli, Renzi e Righetti.

Luigino

ANNO 1970 - Pier Carlo Gluttini mentre assiste alla battuta il più forte battitore di tutti i tempi: Angelo Cordioli

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ANNO 1971 – VII torneo del Monferrato – Per la società del Gabiano ci sono i primi segni di cedimento. Gli ingaggi dei giocatori continuavano a crescere, e il pubblico, che costituiva allora per la società una importante fonte di finanziamento, cominciava a calare. Il sig. Martinelli, gravemente ammalato, non può più seguire la squadra come negli anni precedenti. Viene allestita comunque ancora una buona squadra: Luigino Renzi, Giuseppe Righetti, Gianni Grillo, Gian Paolo Vicario, Mario Seggiaro e i giovani locali che hanno assorbito la passione per questo sport. Luigino Renzi, molto affezionato a Gabiano, accetta di fare il battitore e il rimando: è sempre potente e capace. E’ diventato l’idolo dei tifosi del Gabiano, non solo per la capacità di gioco, ma anche per la natura del suo carattere: taciturno, disponibile e gentilissimo fuori dal campo, in partita si trasformava diventando indomito, focoso e anche collerico, specie con gli arbitri o i segnalinee disattenti. Foto della squadra di quegli anni.

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GLI ANNI 1970-1980

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L’IMPORTANZA DELL’ESPERIENZA DEGLI ANNI 1965-1971 Tutto quello che abbiamo avuto e abbiamo ancora oggi del tamburello nella Val Cerrina lo si deve agli effetti positivi degli anni 1965-1971. La società del Gabiano, soprattutto per l’interesse riacceso in quegli anni ha contribuito a far emerge giocatori di livello nazionale come Angelo Uva, Giuseppe Gagliardone e Gianni Grillo. Questi tre giocatori sono sempre stati considerati gli allievi prediletti del grande Giulio Zanotto. Nel caso di Angelo Uva, l’allievo ha superato il maestro,vincendo con il Castell’Alfero due titoli italiani di serie A nel 1970 e 1972 e ben quattro titoli piemontesi del torneo del Monferrato. La società del Gabiano vince dagli anni 1980 diversi tornei delle Colline e del Monferrato e nel 2000 il Campionato italiano di serie D. Anche dal 2001 a oggi abbiamo fatto ottimi piazzamenti . La società del Gabiano partecipa ai pay off del torneo a muro di serie A , alle finali nazionali della serie C, e nel 2006 ci hanno apprezzato e stimato nel Veneto alle finali Italiane di serie D. E’ grazie alla esperienza di quegli anni, se da Villamiroglio un giovane: Bonando Riccardo, è potuto emergere in C, B e da quest’anno come rimando nel Montechiaro nella serie A Nazionale. E’ grazie all’esperienza di quegli anni se la società del Gabiano ha diversi giovani che sono più che delle promesse. Si è vinto nel 2005 il campionato provinciale juniores e pulcini e il memorial Paolo Odisio. Quest’anno Alessandro Bossetto di Varengo è stato convocato con gli otto giovani italiani juniores per disputare in Francia a Montpellier i campionati europei di tamburello vincendo alla grande la partita disputata. Guglielmo Ulla e Luca Zanotti a soli 13 anni sono già campioni italiani indoor. I giovani di Gabiano e della Val Cerrina debbono essere seguiti, incoraggiati, stimolati, insegnando loro umiltà, passione, tenacia e costanza. C’è una regola unica per praticare questo sport, non facile da imparare, e poi magari emergere: giocare, giocare, giocare; non importa se a Gabiano o in un altro paese del Monferrato. In ogni giocatore di Gabiano sarà sempre presente il suo campanile e il suo campo sportivo dove ha mosso i primi passi qualunque sia la squadra in cui gioca. Domenica 10 settembre 2006 abbiamo giocato contro il Nomesino di Trento la squadra di Manuel Beltrami, uno dei più forti giocatori del Caglianetto e d’Italia degli anni 2000. Mamuel ha aspettato i suoi amici all’uscita dell’autostrada per salutarli e fargli gli auguri per la partita contro il Gabiano. E’ la società di tamburello e la comunità che debbono attivarsi per formare delle buone squadre di giovani e meno giovani. A tamburello si può giocare fino a 50 anni come a tennis, sono sufficienti 4-5 persone disponibili e di buona volontà per fare delle ottime cose. Il gioco è la simulazione delle vicende della vita; serve ai giovani e ai meno giovani non solo a livello di sport ma anche per crescere culturalmente e socialmente, come già ci aveva insegnato quel grande pedagogista astigiano che fu San Giovanni Bosco.

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ANGELO UVA Nato a Varengo di Gabiano nel 1935 è stato il più grande rimando “arcass”, comunque uno fra i 3-4 più grandi rimandi italiani negli anni 1968- 1975. Tenace, potente, instancabile riusciva a giocare per 4-5 ore di seguito commettendo pochissimi falli. Misurato,riservato ma determinatissimo nel carattere, infondeva sicurezza tenacia e distensione ai compagni di gioco. La palla di Angelo era sempre in campo e per di più a fondocampo cioè a 90-100 metri e i problemi prima o poi erano degli avversari. I compagni e amici di squadra, come il grandissimo Cerot Aldo, potevano così entrare sulla palla e mettere in evidenza i loro grandi colpi di classe, come i fendenti dai trequarti di campo, che non lasciavano possibilità di scampo agli avversari. Tra gli amici del Castell’Alfero veniva chiamato con il nome “John”, forse collegandolo con il mitico John Wayne del cinema western per sottolinearne nella finta flemma e mitezza, la lealtà, la sicurezza, la forza e la tenacia tipiche dei monferrini. I giovani di Gabiano ripetono già le sue frasi famose. “Dei nen fort ,pruvè a tenla din, csi ai dei anche a iac al modo da pudei sbaglià” (non pensate al tiro forte, cercate di tenere la palla in campo cosi possono giocare anche gli altri e magari sbagliare loro). Il tamburello è un gioco dove bisogna anche essere cinici, saper aspettare e far fare agli altri gli errori di gioco. Felice Cressano, un suo ammiratore e tifoso da una vita ha detto: Angelo era quello che riusciva a far perdere gli avversari anche facendo diventare notte, come successe a Codana contro la potente squadra degli anni 1970 capeggiata dall’ insuperabile Marino Marzocchi detto Mara. Vinse il Castell’Alfero la squadra di Uva 19 a 17. Uva dopo gli inizi sulla piazza di Varengo, due anni nel Gabiano, un anno nel Cerrina, e nel Cremolino ha potuto emergere nel Castell’Alfero facendo la storia nazionale di quella grande società presieduta dal mitico appassionato e intenditore di tabass Sandro Vigna. Ha giocato dal 1966 al 1976 a livello competitivo e poi nel campo del suo amico Giuseppe Conrotto a Coccolato fino agli anni 2000. E’ stato il Castell’Alfero, pertanto, che ha valorizzato le sue doti e i suoi talenti, vincendo con lui 4 titoli piemontesi e 2 titoli italiani. Ho potuto constatare di persona che non c’è paese d’Italia dove si giochi a tamburello che non si ricordi Angelo Uva. Gioca da diversi anni nel Gabiano suo figlio Alberto, un giocatore validissimo, per certi aspetti sìmile nel gioco al papà, che sa dove mette la palla e che ci ha fatto vincere tante e tante volte, compresi i campionati italiani nel 2000. Nel 2006 siamo nelle finali italiane anche grazie alle capacità di Alberto. Quando andiamo nel Veneto parlo con i locali e di proposito lascio cadere la frase: gioca con noi il figlio di Angelo Uva. Lo ricordano bene tutti gli appassionati di questo sport e si legge sul loro viso una altissima considerazione per il nome, non disgiunta da una certa preoccupazione; infatti si intuisce che pensano: se il figlio è come papà per noi non resta che perdere. Penso che tra le centinaia di partite vinte da Uva quella che rimane e rimarrà sempre nel suo animo sia la finale per il titolo italiano di serie A del 1972 vinta contro la grandissima squadra del Salvi. I tre fratelli Tommasi

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erano il mito del tamburello italiano di quegli anni. Oggi Angelo ha appeso il tamburello al chiodo, ma non manca mai ad una partita a libero o a muro da grande appassionato di questo bellissimo sport.

ANGELO UVA Festeggia a casa Bossetto la vittoria al campionato di Solonghello con Severino Cassini e Paolo Bossetto.

ANNO 1968 – Festa Patronale, campo sportivo di Gabiano: si disputa una sfida tra i più grandi giocatori italianidi quel periodo. Da sinistra: I tre fratelli Biasi e vicino all’arbitro Salvatore Biasi (Tore): il giocatore più completo di tutti i tempi. A destra dopo l’arbitro Angelo Uva e Marino Marzocchi (Mara) un altro mito del tamburello Italiano.

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ANNO 1968 - Premiazione a Cerrina - Si riconoscono il dr Bocchino, Angelo Uva e tra i bambini secondo da destra è Alberto Uva.

ANNO 1970 - I campioni d’Italia di serie A del Castell’Alfero - Si riconoscono: Angelo Uva, Aldo Marello (Cerot), Mario Riva e Armando Pentore.

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Anno 1984 – La squadra del Varengo al torneo di Solonghello. Da sinistra Angelo Uva, Riccardo Della Valle, Mauro Amerio, Bruno Porrato, Aldo Marello.

ANNO 1983 – La squadra del Varengo di Paolo Bossetto. Da sinistra: Angelo Uva, Gino Ulla, Ercole Quilico, Paolo Bossetto, Sandro Vigna (uno dei più grandi conoscitori, competenti e appassionati del tamburello piemontese e italiano, presidente del famoso Castel’Alfero anni 1965-1975): Accosciati Claudio Falcon, Franco Rosso, Paolo Carro, Giuseppe Bonello

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GIUSEPPE GAGLIARDONE Nato a Gabiano nel 1937, inizia a giocare prima a calcio nella squadra del Gabiano sfruttando i suoi naturali talenti sportivi. Nel periodo del militare si distingue per la la grande velocità nei cento metri e viene impiegato nelle gare al centro sportivo militare. Negli anni 1965, sotto la guida del Giulio Zanotto, impara a giocare a tamburello, migliora di anno in anno, diventanto un ottimo rimando, veloce a portarsi sulla palla, elegante nel tiro, regolare nel gioco, e per nulla falloso. Nel 1967 lo chiama il Casale tamburello a fare il rimando, la squadra vince i campionati italiani di serie B con diritto di accesso alla serie A nazionale. Gioca negli anni 1970-1980 nel torneo gabianese la fiaccola ottenedo diverse vittorie; oggi segue come tecnico la squadra del Gabiano che si è qualificata per i campionati italiani di serie D.

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GIUSEPPE GAGLIARDONE in una partita sul campo di Gabiano dove si riconoscono tra gli spettatori il nonno dell’arch. Flavio Zacco: Pietro Zacco, dr Aldo Grillo, Ermenegildo Bruno e altri.


ANNO 1972: Campionati italiani di serie B a Casale al Mercato Pavia. Da sinistra in piedi: Due Dirigenti, Mario Sgarzella, Giuseppe Gagliardone, Renzo Artuffo, Costantino Mossano (Presidente); Angelo Capra, Franco Rissone; Accosciati: Dante Galetto, il ďŹ glio di Capra, un giocatore, Renato Rissone e Gustavo Oddone (Vicepresidente e papĂ del sindaco Mario Oddone).

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IL GABIANO GIOCA NELLA SERIE D E ORGANIZZA IL TORNEO LA FIACCOLA. Negli anni 1970-1980 i giovani gabianesi non vogliono rinunciare al gioco del Tamburello e come emerge dalle fotografie ogni anno partecipano al torneo organizzato dalla federazione. Inoltre il parroco don Aldo Quattropani, coinvolgendo il sottoscritto e i giovani di allora organizza un torneo nel mese di settembre chiamato “ Torneo la fiaccola” come il titolo del giornalino parrocchiale di quegli anni.

ANNO 1970: Gli effetti molto positivi della rinascita del tamburello del 1965. La squadra di giovani del Sessana di Gabiano, da sinistra: Flavio Lanfranco, Franco Bione, Enzo Priora Paolo Zanotto (il figlio del grande Giulio), Gianantonio Bonando, Alberto Zanotto e Fernando Zanotto.

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ANNO 1972 - Campionati Piemontesi serie D – Da sinistra Piero Bruno, Gian Paolo Vicario, Silvano Amerio (detto braccio). Accosciati: Pier Franco Bruno, Aldo Bruno.


ANNO 1972 – Torneo La Fiaccola – Da sinistra: Giuseppe Gagliardone, Gian Paolo Vicario Angelo Capra, Mario Scarzella, Bruno Pareto.

ANNO 1973 – Campionati Piemontesi di serie D – Da sinistra Francesco Biglia, Gian Paolo Vicario, Gian Franco Raimondi, Aldo Bruno, Silvano Amerio . .

ANNO 1973 – Troneo La fiaccola – Una squadra di Torino contro il Gabiano Da sinistra: Piero Bruno, Giuseppe Gagliardone, Bruno Pareto, Gian Paolo Vicario, Angelo Capra.

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GLI ANNI 1980-1990

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Sono gli anni dove si è consolidata a Gabiano e in tutti i paesi della Val Cerrina la passione per questo sport. Le nuove generazioni sull’esperienza e nel ricordo degli anni 1965-70, realizzano tornei e squadre dove poter trovare divertimento e soddisfazione. • Inizia a diffondersi il “Torneo delle Colline” promosso e sostenuto dal dal Sindaco di Villadeati e assessore provinciale Giuseppe Oddone; • Negli anni successivi Barioglio Marco, Sindaco di Solonghello e assessore provinciale, organizza nel paese un torneo estivo di alto livello. • A Gabiano si formano tre squadre: il Varengo di Paolo Bossetto, Il Sessana e il Gabiano di Luciano Galetto. Gli organizzatori del torneo delle colline pubblicano anche un periodico trimestrale “Il nuovo Fanfarino” che meriterebbe una ricerca e una riedizione apposita.

ANNO 1986 – Il nuovo fanfarino nella sua 6° edizione – Nella Foto i due giocatori del Gabiano Alberto Uva e Gianni Grillo vincitori del torneo nel 1985.

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ANNO 1986 la squadra del Gabiano da il periodico “il fanfarino”.

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ANNO 1986 La squadra del Sessana di Gabiano da il periodico “il fanfarino”.

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ANNO 1986 La squadra del Varengo di Gabiano da il periodico il fanfarino

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GLI ANNI D’ORO DEL VARENGO DI GABIANO DI PAOLO BOSSETTO Paolo Bossetto, titolare di un rinomato panificio e grande appassionato di tamburello vuole far diventare grande il Varengo. Costruisce una squadra competitiva che arriva a vincere i Campionati italiani di serie B. Nei mesi di settembre con l’assistenza tecnica di Angelo Uva patertecipa anche al grande torneo di Solonghello con squadre molto competitive che vincono diverse volte il torneo di Solonghello. Il torneo è una creatura dell’assessore provinciale e sindaco del paese Marco Barioglio.

ANNO 1985 – Paolo Bossetto , Presidente del Varengo organizza anche incontri dei politici di allora per cercare contributi e sponsorizzazioni. L’incontro della fotografia su riportata era stato anche sostenuto da un Gabianese: Angelo Franco, personaggio unico per bontà, umanità e solidarietà. Aveva lavorato per 25 anni alla Facoltà di Economia e Commercio di Torino, molto apprezzato e stimato da migliaia di studenti, professori e dirigenti e tra questi il dr Giovanni Goria di Asti, diventato Presidente del Consiglio dei Ministri. Nella foto si riconoscono da sinistra: Guido Antonelli, Giovanni Alario, Carla Mosagna, Paolo Ferraris, Angelo Franco, on. Giovanni Goria (Presidente del Consiglio dei Ministri), Mario Richetta, Aldo De Paul, Giuseppe Zanlungo, Accosciati: Paolo Bossetto , Giuseppe Coppo, on Gianni Rabino.

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ANNI 1983 – Da sinistra Paolo Bossetto e Paolo Zanotto con il ďŹ glio mentre osservano il valido rimando Massimo Bosco nel campionato di serie B del Varengo

Anno 1983 – I numerosi tifosi del Varengo prima di una importante partita

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ANNO 1985 – Angelo Uva, Marco Barioglio a altri a Casa Bossetto mentre festeggiano la vittoria al torneo di Solonghello.

ANNO 1985 – La squadra del Varengo vincitrice del torneo. Da sinistra: Aldo Marello, Mauro Amerio, Riccardo Della Valle, Bruno Porrato, Angelo Uva, Paolo Bossetto, Roberto Seggiaro (arbitro).

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ANNO 1985 – I tifosi del Varengo al Campo di Solonghello. Al centro: Maria Teresa Bossetto, Paolo Bossetto, e il sempre presente e grande “cerot” Aldo Marello.

Anno 1985 – I giovani di Varengo da sinistra in piedi: Franco Bizzotto, Enzo Priora, Pier Angelo Riva, Giuseppe Bonello, Domenico Priora, Pier Carlo Ulla, Cornaglia, Alberto Uva Franco Preti, Gian Carlo Bossetto, Lorenzo Zanotto, Gino Ulla, Gian Franco Balocco, Daniele Cornaglia.

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Anno 1989 – Varengo di Gabiano campione italiano di serie B: Giuseppe Bonello, Franco Rosso, Massimo Bosco, Roberto Bertone, Mauro Amerio.

ANNI 1987 – La squadra del Varengo da sinistra in piedi:Pier Carlo Ulla, Franco Rosso, Paolo Bossetto, Gino Ulla, Claudio Falcon, Alberto Uva, Enzo Priora, Antonino Tirone detto Maratona.

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ANNI 1980-1990 GABIANO SI FA ONORE NEL TORNEO DEL MONFERRATO E NEL TORNEO CHIAMATO “IL TAMBURELLITO”

Anno 1983 – Al Ristorante Il Castello si festeggia la chiusura di un’annata tamburellistica con la Pro Loco. Da sinistra Franco Grillo, Mario Richetta, Flavio Zacco,Gianni Grillo, Antonio Bragagnolo, Alessandra Carro e altri.

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ANNO 1984 Il Gabiano al torneo del tamburellito. Da sinistra in piedi. Paolo Carro, Roberto Giambelli, Luciano Galetto, Flavio Zacco, Gianni Grillo. Accosciati. Mauro Amerio, Alberto Uva, Antonio Bragagnolo, Massimo Caligaris.

ANNO 1984 – Si festeggia la vittoria. Da sinistra Marco Seggiaro, Francesco Mauro, Luciano Galetto, Gianni Grillo capitano con il sombrero, Roberto Giambelli, Roberto Seggiaro, Felice Cressano con il gagliardetto, Avelino Baggio. Accosciati: Mauro Amerio, Gian Franco Raimondi, Pier Franco Bruno, Antonio Bragagnolo, Massimo Caligaris e Alberto Uva.

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ANNO 1985 - Gabiano 1° classiďŹ cato al torneo delle colline. Da sinistra Roberto Giambelli, Alberto Uva, Franco Luparia, Piero Boltri, Luciano Galetto, Gianni Grillo, Antonio Bragagnolo, Massimo Caligaris, Mauro Amerio.

ANNO 1986 - La squadra vincitrice del VI memorial Giuseppe Oddone; da sinistra: Gianni Grillo, Ermite Redi, Accosciati: Marco Barioglio, Claudio Deandrea, Benito Rigo.

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ANNO 1987 - Gabiano 1° classificato al torneo delle colline. Da sinistra Mauro Amerio, Gianni Macario, Claudio Bruno, Angelo Uva, Bruno Pareto.

ANNO 1988 – Gabiano la squadra del torneo delle colline: Da sinistra Mario Cabiale, Massimo Caligaris, Flavio Zacco (direttore sportivo), Paolo Marca, Giuseppe Cabiale, Mauro Amerio, Massimo Frigatti, Fiore Canepa.

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ANNO 1986 – Torneo il tamburellito la forte squadra di Gabiano-Serra da sinistra: Felice Cressano, Felice Negro, Emilio Medesani, Carlo Caligaris, Filippo Olearo, Franco Luparia, Elio Prete.

ANNO 1986 – Le due squadre finaliste al torneo del tamburellito. Da sinistra: Felice Gressano, Emilio Medesani, Franco Luparia, Roberto Bertone, Benito Rigo, Antonio Bragagnolo, Alberto Uva, accosciati: Filippo Olearo, Elio Prete, Felice Negro, Angelo Uva.

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ANNO 1986 – I tifosi e la squadra festeggiano la vittoria. Da sinistra: Gian Carlo Menino, Filippo Olearo, Bruno Fianchetto, Ferruccio Olearo, Elio Prete, Luigina Alario, Emilio Medesani, Carlo Caligaris, moglie di Prete, Felice Cressano, Rita Olearo; accosciati: Pinuccia Alario, Felice Negro, Franco Luparia, Paolo Marca.

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ANNO 1990 – Gabiano festeggia la vittoria. Da sinistra Aldo De Paul, Ermanno Besso, Alberto Uva, Aldo Bruno, Mauro Amerio, Flavio Lanfranco, Claudio Bruno, Gianni Grillo.

ANNO 1990 – Gabiano festeggia la vittoria: Da sinistra: Aldo Bruno, Irma Mussone, Patrizia Danelon, Luciana Monferrino, la moglie di Aldo Bruno, Armando Gerini , Flavio Lanfranco, Mauro Amerio, Alberto Uva, Claudio Bruno, Gianni Grillo e Franco Luparia in corsa..

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GLI ANNI 1990-2000

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Non mancano gli entusiasmi dei decenni precedenti, ma nascono meno giovani, alcuni abbandonano la pratica attiva, rimane comunque una grande passione per questo bellissimo sport. La costruzione, negli anni 1985-1990, degli spogliatoi con docce, acqua calda, servizi e la risistemazione del fondo del campo sportivo di Gabiano, consentono di continuare nella pratica di questo sport. Il nocciolo duro della passione è rappresentato da Mauro Amerio, Franco Luparia, Claudio Bruno, Alberto Uva, Paolo Carro, Franco Bione. Le fotografie sottoriportate indicano la partecipazione popolare sempre ancora attiva e appassionata. Ogni anno il Gabiano si iscrive al campionato della Federazione Italiano Palla Tamburello della serie D ed è sempre la squadra da battere e che primeggia. Negli anni 1990 si cimentano anche alcuni giovanissimi di quegli anni: Cristian Bruno, Marco Garimanno, Andrea Spalla, Alessandro Villata, Fernando Zanotto, Alesssandro Gamarino. Si vincono in diversi anni le qualificazioni italiane ma non si riesce a vincere il campionato. Le squadre del Veneto e del Bergamasco sono più attrezzate. Nell’anno 2000, anche su consiglio di Mauro Bellero, si ingaggia un mezzo volo del Chiusano Alberto Politto e si riesce a scrivere il Gabiano nell’albo d’oro della F.I.P.T. quale società vincitrice del campionato italiano di serie D.

ANNO 1990 – La squadra del Gabiano. Da sinistra: Aldo Bruno (allenatore), Gianni Grillo, Flavio Lanfranco, Claudio Bruno, Massimo Caligaris, Mauro Amerio, Alberto Uva, Ermanno Besso.

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ANNO 1994 – La squadra del Gabiano. Da sinistra: Franco Bione, Franco Luparia, Paolo Carro, Mauro Amerio, Fiore Canepa.

ANNO 1995 La squadra del Gabiano. Da sinistra: Luigi Bertolè, Franco Luparia, Cristian Bruno, Fiore Canepa; accosciati: Luca Osta, Franco Bione, Mauro Amerio.

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Anno 1996 – La squadra del Gabiano. Da sinistra Fiore Canepa, Mauro Amerio, Franco Bione, accosciati: Claudio Ongaro, Franco Luparia, Paolo Carro.

ANNO 1997 – La squadra del Gabiano. Da sinistra Franco Bione, Paolo Carro; accosciati Franco Luparia, Mauro Amerio, Silvano Amerio.

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ANNO 1999 – La squadra del Gabiano. Da sinistra: Franco Luparia, Alberto Uva, Paolo Carro, accosciati: Mauro Amerio, Aldo Corrado, Claudio Bruno

ANNO 1999 – La foto di gruppo del Gabiano tamburello. Da sinistra: Mirella Calvo, Gina Calvo con marito, Laura Mussano, Luciana Monferrino, Irma Mussone, la famiglia Gamarino. Accosciati: Paolo Carro, Francesco Mauro, Franco Luparia, Claudio Bruno, Alberto Uva, Peter Mussano, Franco Seggiaro, Damiano Rondano, Ferruccio Fianchetto.

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ANNO 1999 - Le squadre alla ďŹ nalissima Gabiano-Carpeneto

Anno 1999 – La squadra del Gabiano. Da sinistra Alberto Uva, Carla Castagnone, Francesco Mauro, Paolo Carro, Claudio Bruno, accosciati: Franco Luparia, Silvano Amerio, Mauro Amerio.

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GLI ANNI 2000 A OGGI

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IL MEMORIAL PAOLO ODISIO Gli anni 2000-2007 sono storia di oggi, ma il tamburello continua a rimanere uno sport radicato nella comunità. La passione dei meno giovani come chi scrive, e anche dei giovani fanno ben sperare per la continuazione della nostra tradizione. Renzo Odisio non ha mai dimenticato il tamburello. Già nel lontano 1968 era stato incaricato dal sig Martinelli della trattativa per l’acquisto dei tre fratelli Biasi, per far diventare imbattibile il Gabiano, ma in tutti gli anni successivi è stato sempre presente e sempre pronto a dare l’appoggio morale ed economico richiestogli. Dagli anni 2000 sostiene le squadre gabianesi e il memorial Odisio intitolato a suo figlio Paolo. Renzo consiglia i giovani dicendo: ”Le palle come le occasioni della vita vanno prese al volo, se prese al salto può essere tardi”. Così quest’anno ha coniato uno slogan: “Facciamo buone squadre per far ritornare grande il Gabiano” . E’ stata allestita, anche con l’interessamento del Sindaco dr Mario Tribocco e dell’assessore Provinciale Domenico Priora, una squadra competitiva che partecipa ai campionati italiani di serie C. Non dimentichiamo i giovani che partecipano ai campionati italiani juniores e la serie C a muro, con lusinghieri risultati.

Gabiano - Cervinia. Nella foto da sinistra: Giorgio Zavattaro con la moglie Carla Everard, Lilia Seggiaro con il marito Renzo Odisio. Due famiglie di imprenditori alberghieri di Cervinia originari e molto legati a Gabiano, Sostenitori finanziari del tamburello e delle attività sociali gabianesi.

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ANNO 2000 – La squadra del Gabiano Campione ialiano di serie D nazionale. Nella foto da sinistra Mauro Amerio, Paolo Carro, Franco Luparia, Renzo Odisio, Alberto Uva, Alberto Politto, accosciati: Bruno Claudio e Mauro Bellero

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ANNO 2001 – IV Memorial Paolo Odisio i giovani tamburellisti memori del passato hanno organizzato una sfida Gabiano-Varengo da sinistra: Mauro Amerio, Alessandro Bossetto, Federico Zanotti, Renzo Odisio, Remo Grillo, Mauro Bellero, Luca Tabbia, Gabriele Ulla, Matteo Mussone, Marco Bruno, Gabriele Garrone, accosciati Alessandro La Rocca, Luca Liberatore, Guido Zanotto, Luca Zanotti, Fabio Tabbia e Fabrizio Riva.

ANNO 2003 – IV Memorial Paolo Odisio Gabiano Giovani da sinistra: Marco Bruno, Garrone Gabriele, Guglielmo Ulla, Gabriel Monzeglio, Fabio Tabbia.

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ANNO 2003 – La finale del IV Memorial Paolo Odisio. Da sinistra Claudio Bruno, Massimo Bosco, Giovanni Boltri, Samuel Valle, Cristian Valle accosciati Mauro Amerio, Alberto Politto, Silvio Massirio, Giorgio Uez, Cristian Mazzoni, Beppe Lucia

ANNO 2003 – La squadra del Gabiano del girone C nazionale. Da sinistra Massimo Bosco, Bruno Claudio, Mario Richetta, Mauro Amerio, Alberto Politto, Silvio Massirio.

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ANNO 2002 – i tifosi ai play- off di Grazzano Badoglio: Franco Seggiaro, Patrizia Danelon, Mario Merlo e Silvano Amerio

ANNO 2004 – Le tifose più appassionate:Luciana Monferrino e Patrizia Danelon

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Anno 2004 – Alcuni tifosi gabianesi durante la partita. Da sinistra Giovanni Richetta, Mario Merlo, Dario Venesia, Giuseppe Coppo, Franco Seggiaro, Ferruccio Fianchetto, nonno Gamarino, Luigi Zacco.

Anno 2005 - VI memorial Paolo Odisio - I giovani del Gabiano da sinistra: Federico Zanotti, Alessandro Bossetto, Matteo Mussone, Marco Bruno, Renzo Ongaro.

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ANNO 2006 – VII Memorial Paolo Odisio – Squadra mista Callianetto e Gabiano, da sinistra Emanuele Tirico, Alessandro Bossetto, Riccardo Dellavalle, Alberto Uva, Silvio Massirio, Manuel Beltrami.

ANNO 2006 – VII Memorial Paolo Odisio – Squadra mista Montechiaro e Gabiano da sinistra: Giovanni Boltri arbitro federale, Riccardo Bonando, Alessio Monzeglio, Claudio Bruno, Mauro Amerio, Umberto Mignani, Samuel Valle.

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Anno 2006-2007 – La squadra del Gabiano che militerà nella serie C campionati italiani FIPT alla presentazione. Da sinistra Mauro Amerio, Giuseppe Gagliardone, Alberto Politto, Emilio Medesani, Alberto Uva, Claudio Bruno; seduti: Renzo Odisio, Mario Richetta, Mario Tribocco, Domenico Priora.

ANNO 2006-2007 - Il capitano della squadra del Gabiano Emilio Medesani: un campione del tamburello italiano.

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L’ALTERNANZA TAMBURELLO-CALCIO NELLA COMUNITA’ DI GABIANO

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GLI ANNI 1920-1940 A Gabiano c’è sempre stata alternanza tra calcio e tamburello. Si inizia a giocare anche a calcio negli anni 1920 trascinati dalla popolarità che questo gioco andava assumendo in tutta Italia e anche a Casale, Vercelli e nei paesi della pianura vercellese. Gabiano era collegato attraverso il traghetto sul Po “al porti” con Fontanetto e Palazzolo, paesi facilmente raggiungibili con la bicicletta o a piedi. I giovani gabianesi di allora, vediamo nella foto sottostante Ettore Curletti, imparano durante il militare la pratica di questo sport e lo portano nel paese natio. Si sente così la necessita di costruire un campo di calcio o campo sportivo. Si sceglie la zona di Case Menino dove ancora oggi esiste il campo di minicalcio e tamburello. Il Comune, siamo nel periodo del fascismo - anni 1930 -, aiuta la popolazione e i giovani a spianare il terreno e a costruire anche un piccolo spogliatoio per promuovere le attività ludiche. Vi lavorarono per alcuni mesi anche quaranta persone per volta con picconi,badili, vanghe e pale servendosi dei carri con buoi e cavalli. Si giocherà così su questo terreno sia a calcio, lo sport nuovo che a tamburello. Il gioco delle radici della comunità. Non si gioca però più a bracciale, come nei secoli precedenti. La squadra del Gabiano di allora era abbastanza competitiva con le squadre del Palazzolo, Fontanetto, Lamporo e Crescentino. Si ricordano i giocatori: Danilo Finocchi, Erminio Raimondi, Leandro Richetta, Renato Garione, Ettore Curletti, Angelo Villata, Annibale Bicocca, Remo Grillo, Aldo Grillo, Franco Angelo, Eligio Cicolini, Violante Gamarino, Romolo Giolito, Pietro Lanfranco, Giovanni Alario. Il collegamento tra realtà paesane e grandi club era allora più stretto perchè le grandi società facevano promozione e ricercavano nuovi talenti. Tutti ricordano quando il grande centromediano della Juventus - Carlo Parola - venne sul campo del Gabiano regalò un pallone e si mise a giocare con i giovani locali.

ANNO 1922 - Taranto serie B calcio girone nazionale. Ettore Curletti è il primo a sinistra accosciato.

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GLI ANNI 1940-1960 I giovani si inseriscono e sostituiscono i più anziani nella pratica di questo sport con il sogno di poter giocare nella prima squadra del paese e poi, chissà, poter essere chiamati tra i giovani delle grandi società diventate famose sia a livello nazionale che internazionale. Ricordiamo in questo periodo: Giovanni Merlo, Renzo Odisio, Pierino Bressan, Giuseppe Gagliardone, Gian Paolo Vicario, Francesco Mussone, Giorgio Zavattaro, Pier Carlo Gluttini, Mario Seggiaro, Felice Cressano. Anche in questo periodo si ricordano le epiche sfide domenicali contro il Pozzengo con intervallo boxistico, il Lamporo e le altre realtà locali.

ANNO 1955-60 – Da sinistra: Giuseppe Gagliardone, Ettore Bressan, Mario Merlo, Ernestino Visca, Claudio Biglia, Gian Palo Vicario; accosciati: Pierino Bressan, Giovanni Merlo, Pier Carlo Gluttini, Vincenzo Giorcelli, Pier Luigi Richetta. Manca in questa foto Francesco Mussone un grande appassionato di sport: calcio ma soprattutto nuoto.

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Francesco Mussone, dopo il calcio, si è specializzato nel nuoto, diventando dal 1978 al 1992 il responsabile e l’istruttore della Piscina Comunale del Ronzone di Casale. E’ stato Aldo De Paul che gli ha tramesso questa passione sportiva: ogni domenica nei mesi estivi si allenavano nel nuoto attraversando più volte il Po. Nella foto primo a sinistra Francesco Mussone alle premiazioni con il Sindaco di Casale Mario Oddone.

ANNO 1960-61 davanti al Bar di Pagliano Ventina a Gabiano centro (al rulin) dopo la vincita di un torneo di calcio. Da sinistra: Angelo Merlo (di spalle), Mario Gagliardone, Guido Odisio, Aldo Bruno, Mario Richetta, Ettore Bressan (un po’coperto), Pierino Galetto, Renato Galetto e Gian Franco Raimondi.

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ANNO 1962-63, campo sportivo di Gabiano: si fa colletta per sostenere le spese di organizzazione e premiazione

ANNO 1962-63, Aldo Bruno (portiere), Piero Bicocca, Gian Franco Raimondi e Luigino Garoglio.

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ANNO 1960-1961 - da sinistra: Annibale Bicocca (allenatore), Mario Richetta, Ettore Bressan, Peter Mussano, Aldo Bruno, Giuseppe Gagliardone, Renato Galetto, Alesssandro Mussano, Piero Bicocca, Arnaldo Bussio, Gian Franco Raimondi e Giuseppe Cicolini.

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GLI ANNI 1960-1965 In questo periodo che si organizzano tornei a Gabiano e si partecipa a quelli estivi di Madonnina di Serralunga. Tra i giocatori c’è anche chi scrive. Nel 1963 il Gabiano calcio si iscrive anche ad un torneo del C.S. di dilettanti a cui partecipano: il Cavagnolo, Monteu da Po, Brandizzo, Lauriano e altri paesi. Piero Bicocca, Gian Franco Raimondi, e Gianni Grillo si iscrivono nei giovani del Casale e quando giocano con noi fanno la differenza. Siamo aiutati anche da un ragazzo di origini gabianesi che gioca nel Cenisia Torino: Giuseppe Boasso e da un ragazzo di Ozzano. I giocatori di questo periodo sono: Bruno Aldo, Mario Richetta, Luigino Garoglio, Renato Galetto, Giuseppe Cicolini, Pier Cicolini, Arnaldo Bussio, Ettore Bressan, Pier Franco Bruno, Mario Guazzotti, Luigi Biglia. Si gioca fino al 1965 a calcio, ma poi rinasce forte il desiderio del tamburello. Tutti cercano di imparare a giocare a tamburello, i più dotati come Giuseppe Gagliardone, Paolo Vicario, e Gianni Grillo diventano bravi anche in questo sport.

ANNO 1963 da sinistra: Piero Biglia; Aldo Bruno; Gian Paolo Vicario; Giuseppe Gagliardone, Pier Cicolini; Luigino Garoglio; Gian Franco Raimondi; Pierino Bressan; Mario Richetta; Franco Casarin; Piero Bicocca.

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PIERO BICOCCA Nato a Gabiano nel 1947 inizia a giocare nella squadra locale, ma non si converte al tamburello e continua a giocare a calcio nei giovani del Casale. Vince come ala destra del Casale il torneo Caligaris del 1967 e gioca anche due anni come attaccante della prima squadra in serie D. E’un’ala destra veloce, dotata di un ottima tecnica e di un eccellente dribbling, moltao determinato e tenace. Il servizio militare, i cambiamenti societari del Casale e soprattutto il lavoro - era stato assunto come messo-guardia nel Comune di Gabiano - non gli consentono più di partecipare agli allenamenti e ai ritiri; rinuncia così all’attività sportiva semi-professionale e a sfruttare le eccellenti doti di cui era provvisto.

ANNO 1966: PIERO BICOCCA, il 2° da destra accosciato nella foto ufficiale del Casale.

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GIANNI GRILLO Nato nel 1949, dà i primi calci al pallone nel campo sportivo di Gabiano. Viene poi scoperto a Casale dove frequenta le scuole medie e superiori. E’ la Junior Casale, presieduta dal dr Giancarlo Cerutti che ne valorizza le doti sportive ed umane. Gianni, taciturno, equilibrato ma molto determinato, tenace e con una eccellente visione di gioco, è capace di sfruttare al meglio i suoi naturali talenti, sia fisici che caratteriali e questo sia nel calcio che nel tamburello. Ha ragione l’amico Flavio Zacco: “se volevamo vincere qualcosa bisognava chiamare Gianni”. Nel calcio, da promessa del vivaio (nel 1961 è convocato a Coverciano nelle rappresentative giovanili), percorre la strada della I’ categoria, la serie Promozione, la serie D, la Serie C, e infine nel Savona e nel Bari in serie B. Legato a Gabiano e alla famiglia, mal sopportava il distacco dalle sue radici e perciò se c’era l’opportunita di giocare in una città vicino a casa accettava volentieri, anche a scapito di migliori prospettive in altre citta e società lontane da . Con Gianni i sogni sportivi di un giovane sono diventati realtà, come dimostrano le foto ricordo delle pagine seguenti. Gianni era un centroavanti – una torre – eccellente. Dotato di un tiro potentissimo, di una ottima tecnica e di un buon colpo di testa, era un costante problema per le difese avversarie. Ha segnato nei diversi anni di gioco, dalla Promozione alla B, più di 250 goal e vinto la classifica dei capocannonieri per alcuni anni. Il grande Silvio Piola, un suo osservatore ed estimatore, gli aveva detto: “calcisticamente non ti manca nulla, ma in questo settore per andare in serie A o rimanere in B bisogna avere anche molta fortuna”.

ANNO 1973-1974, campionato di C1 Junior-Casale: GIANNI GRILLO, Motta, Gilardino, Landini, Garella (poi portiere del Napoli), Trevisan. Accosciati: Polvar, Zanella, Catarci, e De Petrini.

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ANNO 1977-1978, amichevole Acqui-Torino. Il capitano dell’Acqui GIANNI GRILLO con il N.11, scambia il gagliardetto con Claudio Sala (il poeta del gol) vicini sono Castellini (portiere) Mozzini e altri.

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NEGLI ANNI 1970-1985 Negli anni 1976-1985 il campo di tamburello venne ritrasformato in campo di calcio e i giovani di quegli anni si cimentarono prevalentemente in questa disciplina trascurando il tamburello. Ricordiamo: Flavio Lanfranco, Claudio Bruno, Mauro Amerio, Piero Cressano, Marco Seggiaro, Roberto Seggiaro, Gian Carlo Menino, Sergio Zanotto, Luigi Mauro, Stefano Ostellino, Giorgio Monferrino, Giampaolo Richetta, Truffa Mario, un bravo portiere di Cantavenna. Ma appena qualche anno dopo, nel 1982, si ritorna al tamburello. Sindaco era il sottoscritto, e i giovani di allora mi chiesero di ripristinare il campo di tamburello che venne sistemato come è attualmente. A Gabiano nascevano meno giovani ed era sempre più difficile trovarne 11 per una partita di calcio e ancor più per partecipare ad un torneo. Inoltre Gabiano, per ragioni storiche, toponomastiche, campanilistiche, è sempre stato concepito più come unione di frazioni che come paese unito. Consultando il libro negli anni 1980-1990, c’erano tre squadre di tamburello: una a Varengo, una a Sessana e una a Gabiano. Nella nostra realtà paesana tutti vogliono giustamente essere protagonisti ed è difficile imparare ad accettare le regole del gruppo e della squadra. Non tutti hanno la costanza e la determinazione di iniziare e accettare di essere riserva pur di essere sempre e comunque presenti.

ANNO 1983 – Il Gabiano tifosi Torino da sinistra: Franco Luparia, Roberto Seggiaro, Roberto Giambellli, Flavio Zacco. Accosciati: Giampaolo Richetta, Carmine Lepera, Giorgio Monferrino, Claudio Bruno

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ANNO 1983 – IL Gabiano tifosi Juventus, da sinistra: Irmo Seggiaro, Paolo Visca, Stefano Ostellino, Massimo Frigatti, Massimo Caligaris, Giuseppe Tasso. Accosciati: Danilo Garimanno, Luigi Mauro, Gian Franco Raimondi, Silvano Garimanno, Mauro Amerio.

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CONCLUSIONE Nel 2006-2007 la Pro-Loco, aiutata dal Comune, ha lodevolmente pensato di ripristinare un campo da minicalcio e un gioco tennis in erba sintetica, un vero gioiellino, che può coesistere con il campo da tamburello. Sta ora ai giovani dedicarsi ad una attività sportiva e non perdere tanto tempo davanti alla televisione, ai videogiochi, ai telefonini e a tanti altri divertimenti che la nostra società propone, sovente con soli fini di profitto. La nostra speranza è di vedere dei giovani che sappiano organizzarsi, gestirsi nel gioco e crescere così socialmente, culturalmente e umanamente. Sarebbe anche necessaria una migliore organizzazione societaria degli adulti di buona volontà che avessero passione e tempo di seguire i giovani nella loro crescita umana e sportiva. A Gabiano abbiamo sempre avuto delle ottime individualità ma è mancata e manca ancora oggi una buona organizzazione societaria. Non serve a nulla dire: bisognerebbe fare così e cosà, ma impegnarsi e fare concretamente qualcosa accettando le regole del gruppo. In Economia aziendale si dice: saper utilizzare e sfruttare le sinergie. Uno solo, anche se bravissimo, non combina nulla; lo stesso principio vale quando si è divisi. Bisogna saper ricreare il piacere di stare insieme e fare gruppo. Tutti coloro di Gabiano che in qualche modo hanno praticato il campo sportivo hanno e avranno sempre dei bei ricordi. Le persone fotografate in queste pagine dicono: coraggio giovani, andate avanti e troverete tante soddisfazioni. Il gioco è la simulazione delle vicende della vita: dolori e amarezze per le sconfitte ma gioia e felicità per le vittorie. Mi piace pertanto concludere questo mio lavoro con le vittorie del Gabiano: il momento più bello, ma non il solo, di ogni tipo di gioco.

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LE VITTORIE DEL GABIANO

Anno 1965 - I ° Classificato torneo del Monferrato serie A piemontese; giocatori: Giulio Zanotto, Ardingo Garreto, Giulio Ferraris, Pasquale Pozzo, Angelo Capra. Anno 1972 - I ° Classificato torneo la fiaccola Gabiano; giocatori: Giuseppe Gagliardone, Gian Paolo Vicario, Angelo Capra, Mario Scarsella, Bruno Pareto. Anno 1973 - I° Classificato torneo la fiaccola Gabiano; giocatori: Franco Biglia, Gian Paolo Vicario, Gian Franco Raimondi, Aldo Bruno, Silvano Amerio. Anno 1984 - I° Classificato Varengo di Gabiano, torneo piemontese di Solonghello; giocatori: Angelo Uva, Riccardo Della Valle, Mauro Amerio, Bruno Porrato, Aldo Cerot. Anno 1984 - I° Classificato Torneo Tamburellito Gabiano; giocatori: Paolo Carro, Roberto Giambelli, Gianni Grillo, Mauro Amerio, Antonio Bragagnolo, Massimo Caligaris. Anno 1985 - I Classificato Torneo delle colline; giocatori: Roberto Giambelli, Alberto Uva, Franco Luparia, Gianni Grillo, Antonio Bragagnolo, Massimo Caligaris, Mauro Amerio Anno 1986 - I° Classificato Torneo di Solonghello; giocatori: Aldo Marcazan, Luigi Tommasi, Gianni Grillo, Claudio Bruno, Alberto Uva. Anno 1987 - I° Classificato Torneo delle colline; giocatori: Gianni Macario, Mauro Amerio, Claudio Bruno, Angelo Uva, Bruno Pareto. Anno 1988 - I° Classificato Torneo Tamburellito - Gabiano - Serra; Giocatori: Felice Negro, Emilio Medesani, Filippo Olearo, Franco Luparia, Elio Prete. Anno 1989 - I° Classificato, Varengo di Gabiano, campionati italiani regionali serie B, giocatori: Giuseppe Bonello, Franco Rosso, Massimo Bosco, Roberto Bertone, Mauro Amerio. Anno 1990 - I° Classificato torneo delle Colline; giocatori: Ermanno Besso, Alberto Uva, Mauro Amerio, Gianni Grillo, Flavio Lanfranco, Massimo Caligaris. Anno 1996 - I° Classificato ai Provinciali del campionato italiano serie D; giocatori: Franco Luparia, Alberto Uva, Mauro Amerio, Franco Bione, Fiore Canepa, Paolo Carro. Anno 1998 - I° Classificato ai campionati provinciali serie D; giocatori: Alberto Uva, Paolo Carro, Mauro Amerio, Claudio Bruno, Franco Luparia, Franco Bione. Anno 1999 - I° Classificato ai campionati provinciali di serie D, giocatori; Franco Luparia, Alberto Uva, Paolo Carro, Amerio Mauro, Corrado, Claudio Bruno, Alessandro Gamarino.

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Anno 2000 - I° Classificato CAMPIONI ITALIANI DI SERIE D, giocatori: Paolo Carro, Alberto Uva, Alberto Politto, Mauro Amerio, Claudio Bruno, Franco Luparia. Anno 2001 - I° Classificato Campionati Provinciali Serie C giocatori: Silvio Massirio, Massimo Bosco, Alberto Uva, Claudio Bruno, Mauro Amerio. Anno 2001 - I° Classificato Varengo di Gabiano campionati del Monferrato: tamburello 1 contro 1. Anno 2002 - I° Classificato Memorial Paolo Odisio, giocatori, Alberto Uva, Riccardo Bonando, Giorgo Guasso, Mauro Amerio e Claudio Bruno; Anno 2002 - I° Classificato sia Varengo che Gabiano a Minitamburello, tamburello libero, tamburello 3 contro 3. Anno 2003 - I° Classificati:Tam One Wall - Ulla Guglielmo (Varengo di Gabiano)

Tiro Mobile al bersaglio con tamburello - Ulla Guglielmo

(Varengo di Gabiano)

Tamburello 3 contro 3 - Gabiano. Anno 2004 - I° Classificati Campionati del Monferrato: - Tam One Wall, serie A – Alberto Uva (Varengo) “ “ serie B - Alessandro Bossetto (Varengo) “ “ giovani, - Guglielmo Ulla. - Tamburello a muro, under 11 – Giovani di Varengo. - Tamburello 3 contro 3, serie D, Squadra Varengo. - Tamburello 1 contro 1 - 3° categoria - Alessandro Bossetto. Anno 2005 - I° Classificati, Memorial Paolo Odisio, giocatori: Alberto Uva, Riccardo Bonando , Samuel Valle , Mauro Amerio, Claudio Bruno. Anno 2005 - I° Classificati Campionati del Monferrato: - Minitamburello, serie E, Varengo di Gabiano. - Tame On Wall , serie C - Marco Bruno. - “ “ , serie D - Renzo Ongaro. - Tamburello 3 contro 3 - Varengo di Gabiano Anno 2006 - I° Classificati VII° Memorial Paolo Odisio, giocatori: Riccardo Bonando, Alessio Monzeglio, Claudio Bruno, Mauro Amerio, Umberto Mignani, Samuel Valle. Anno 2006 - I° Classificati Campionati del Monferrato: - Tame One Wall, serie A - Alessandro Bossetto; “ “ serie B - Guglielmo Ulla “ “ serie C - Matteo Mussone - Minipelota giovani: - Guglielmo Ulla e Fabrizio Riva. Anno 2006 - I° Classificati Campionati Provinciali Serie D; giocatori: Sergio Remondino, Claudio Bruno, Matteo Mussone, Alberto Uva, Mauro Amerio, Renzo Ongaro.

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BIBLIOGRAFIA - TAMBURELLO ANNI 10 Torneo del Monferrato, di Giovanni Bergese ed Enzo Coppo, Edizioni Stip Torino, Anno 1974. - 100 DI PALLONE ELASTICO Storia del gioco del pallone e degli sport sferistici, di Luigi Mussi, Remo Giannuzi e Augusto Manzo, Edizioni Paoline Torino, Anno 1980. - IL NUOVO FANFARINO Torneo delle Colline del Basso Monferrato, Promosso da “La Vita Casalese” Edizioni Diffusioni Grafiche Spa - Villanova (AL), Anno 1986. - STORIA DEL GIOCO DEL TAMBURELLO di Filippo Piana, Accademia Urbense 1995. - CHIAMATEMI CEROT Uomini e Storie del Tamburello, di Aldo Marello, Paolo Monticone, Emanuela Doano, Edizioni Grafica Chierese Arignano (TO), Anno 1999 - CALLIANETTO SOGNO TRICOLORE di Gianfranco Mogliotti, Edizioni Neos Rivoli (TO), Anno 2002. - IL MURO 30 Anni di Storia del Tamburello in Monferrato, di Gianfranco Mogliotti Edizioni Neos Rivoli (TO), Anno 2005. - SUL SITO INTERNET: voce tamburello WWW.FEDERTAMBURELLO.IT

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INDICE -

Presentazione del Sindaco Prefazione del dr Domenico Priora Prefazione del delegato FIPT Mauro Bellero Introduzione dell’autore

I DOCUMENTI STORICI I giochi negli statuti di Gabiano Il Pallone a bracciale piemontese: cenni storici Alcune personalita’ storiche piemontesi interessate ai giochi del bracciale, palla a pugno e tamburello I giochi a bracciale, a pugno e tamburello fino al 1900 Il gioco del tamburello: cenni storici La costruzione dei tamburelli a Gabiano I luoghi di gioco del tamburello a Gabiano La costruzione del nuovo campo sportivo nel 1930-1965 Le squadre scritte nell’albo d’oro della Federaz. di Mantova

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LE SQUADRE E I GIOCATORI PRIMA DEL 1950 A GABIANO Il grande Giulio Zanotto e la squadra del Sessana di Gabiano Curletti Ettore; I fratelli Richetta Coppo Pietro Botto Giovanni “al cin cit” Grillo Remo Lanfranco Pietro Gaviati Primo Gli Ulla di Varengo 4 generazioni di giocatori di tamburello I giocatori di Cantavenna Gli anni gloriosi di Villamiroglio e Vallegiolitti 1965-1975 I Bonando di Villamiroglio 3 generazioni di giocatori di tamburello

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LA RINASCITA DEL TAMBURELLO NEL BASSO MONFERATO ANNI 1965-1975 Le squadre del Gabiano dal 1965 al 1971

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GLI ANNI 1970-1980 L’importanza dell’esperienza degli anni 1965-1971 Il rimando nazionale di Varengo: Angelo Uva Il rimando di Gabiano: Giuseppe Gagliardone Il Gabiano nella serie D e nel torneo la Fiaccola

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GLI ANNI 1980-1990 Il gioco del tamburello come dal periodico “ Il fanfarino” Gli anni d’oro del Varengo di Paolo Bossetto Il Gabiano nel torneo del Monferrato e del “tamburellito”

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GLI ANNI 1990-2000 Il Gabiano sempre nei primi posti del torneo del Monferrato

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Pag.11 Pag.16 Pag.19 Pag.20 Pag.20 Pag.23

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GLI ANNI 2000 AD OGGI Il Memorial “Paolo Odisio” Il Gabiano nel 2000 vince i campionati italiani di serie D Il Gabiano sempre presente nei tornei nazionali di serie D, C, e A a muro I giovani: del tamburello Gabianese di domani La squadra del 2007 che giocherà nella serie C nazionale Il capitano della squadra Emilio Medesani

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L’ALTERNANZA TAMBURELLO-CALCIO NELLA COMUNITA’ DI GABIANO Gli anni 1920-1940 Gli anni 1940-1960 Gli anni 1960-1970 Bicocca Piero Gianni Grillo Gli anni 1970-1985

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CONCLUSIONE Le vittorie dei giocatori e del Gabiano tamburello Bibliografia

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Pag.99 Pag.104 Pag.104

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REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE PIEMONTE E DEL COMUNE DI GABIANO

TIPOGRAFIA ArtiGraямБche BRUZZI S.r.l. 2006 - CRESCENTINO (VC)

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Il gioco del Tamburello nella Comunità di Gabiano  

Storia, vicende, personaggi del Tamburello a Gabiano

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