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quadrimestrale di informazione della cooperativa trentina di acquisti alberghi e ristoranti

Alpeggi trentini:luoghi di tradizione e innovazione, nel rispetto dell’ambiente


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EDITORIALE GESTOR EWS  [ 1 ]

Sommario 04 Intervista a Roberto Failoni Destinazioni urbanistiche nuove per valorizzare le malghe trentine

   

Gestor, un punto di riferimento nell’universo degli acquisti

06 Intervista a Giulia Zanotelli Alpeggi trentini, un patrimonio da tutelare 08 Intervista a Maurizio Rossini Le malghe del Trentino, un valore da difendere 14 Intervista a Luciano Rizzi Un’offerta turistica buona per tutte le stagioni 20

Il personaggio

Federico Angeli: albergatore sin dalla culla

22 Focus Brutta immagine, quanto mi costi? 25 Rubrica assicurativa Cyber-risk: una minaccia concreta per gli albergatori 30

Il prodotto

Formaggio di malga, il sapore della natura

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La ricetta

Filetto di trota lacustre Trota Oro, purea di patate viola, terra di porcini, miele di Tarassaco e crescione di torrente

Anno VI – N. 2 agosto 2019 Quadrimestrale della Cooperativa GESTOR via Kufstein, 23 - 38121 Trento (TN) Tel. 0461 826506 – Fax 0461 976068 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Franco Delliguanti Registrazione n. 1358 – 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Realizzazione e stampa: Saturnia - Trento In copertina: Shutterstock - Di gab90

GIANNI PANGRAZZI Direttore

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ari Soci, da oltre vent’anni Gestor rappresenta un punto di riferimento importante per tanti esercenti trentini, offrendo loro l’opportunità di migliorare sensibilmente l’organizzazione della propria attività. Rispetto al passato, quando il primo gruppo di soci ha posto le basi di questa realtà, in un contesto commerciale completamente differente da quello odierno, la cooperativa è cresciuta progressivamente e in linea con le nuove esigenze degli associati, assumendo funzioni differenti da quelle iniziali senza perdere di vista l’obiettivo originario, ovvero quello di garantire un servizio adeguato e altamente professionale ad albergatori, ristoratori e gestori di pubblici esercizi. Ad oggi, riscontriamo una forte polarizzazione del mercato dei grossisti, con un ruolo sempre più invasivo assunto dai cosiddetti big-player del commercio online, le multinazionali che, attraverso il consolidamento della posizione mediante la semplificazione delle procedure di acquisto, sono diventate le principali fonti di approvvigionamento, nonché fonti di orientamento per quanto concerne i prezzi e l’offerta in generale. Attraverso una lettura semplificata ma esauriente dello stato dell’arte, possiamo dire che il mercato

internazionale (e con lui anche quello italiano) si sta muovendo su due ambiti distinti: da una parte vi è la disintermediazione tipica dei grandi fornitori commerciali, che giocano sulla semplificazione dell’acquisto per ritagliarsi settori sempre più grandi; dall’altra, al contrario, si posizionano i gruppi di acquisto, enti spesso senza fini di lucro che si propongono di migliorare la posizione dei propri affiliati facendo quello che in ambito sociologico si suole definire come massa critica, ovvero una soglia di acquisti comuni tali da permettere l’accesso a sconti e servizi irraggiungibili per il singolo. In questo senso, Gestor, fra le rare esperienze del genere a livello nazionale, si inserisce nel settore dei gruppi di acquisto, assicurandosi tuttavia una serie di prestazioni inedite, assumendosi quello che comunemente viene considerato il rischio aziendale, ovvero la possibilità di posticipare il pagamento in relazione alla liquidità disponibile. La cooperativa, consolidata e specializzata nel tempo, garantisce vantaggi alle grandi come alle piccole imprese, con opportunità e convenienze dirette, assieme alla possibilità di affacciarsi sul mercato con un certo peso. Ma non solo. Ai nostri soci garantiamo gli strumenti adeguati per tenere sotto controllo le realtà imprenditoriali, offrendo statistiche sui consumi e sugli acquisti effettuati, con la possibilità di comprendere (attraverso una fatturazione unica mensile ed un archivio dei movimenti puntuale) ambito per ambito i consumi, gli sprechi e le potenzialità delle propria azienda. Anche per i fornitori, la nostra cooperativa offre la garanzia di una salvaguardia dei fatturati, ammortizzando i rischi di liquidità dei compratori ed eliminando i problemi connessi ai picchi negativi della stagionalità. Insomma, nonostante gli anni trascorsi, Gestor rimane un caposaldo in un periodo di forte instabilità commerciale.


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Resoconto Assembla ordinaria dei soci Gestor

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unedì 15 luglio 2019, si è svolta a Trento, presso la splendida Villa Madruzzo, l’Assemblea Ordinaria dei Soci Gestor. L’Assemblea prevedeva la nomina di quattro Consiglieri in scadenza di mandato. Sono stati rinominati i seguenti Consiglieri: Alberto Bertolini, Hotel Luise (Riva del Garda); Ivano Dossi, Locanda D&D Maso Sasso (Nogaredo); Nicola Molignoni, Ristorante Il Giardino (Cles) e Sandro Sartori, Sartori’s Hotel (Lavis). Il Consiglio di Amministrazione 2019 si vede così composto:

Danilo Moresco – Presidente, Ristorante da Pino (S. Michele all’Adige); Walter Botto - Vice Presidente, Bar Pasi (Trento); Sandro Sartori, Sartori’s Hotel (Lavis); Alberto Bertolini, Hotel Luise (Riva del Garda); Domenico Albasini, Hotel Alpholiday (Dimaro); Matteo Bettega, Ristorante Caminetto (Transacqua); Nicola Peter Cemin, Hotel Cant del Gal (Tonadico); Giambattista Chiocchetti, Hotel La Serenella (Moena); Sebastian Dantone, Hotel Albolina (Alba di Canazei); Ivano Dossi, Locanda D&D Maso Sasso (Nogaredo); Alberto Menardi, Hotel Menardi (Cortina d’Ampezzo); Nicola Molignoni, Ristorante Il Giar-


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dino (Cles); Fausto Mottes, Hotel Paganella (Fai della Paganella); Giorgio Venco, Ristorante San Colombano (Rovereto). Il 2018 si è chiuso con 37.549.832,00 euro di fatturato e con oltre 258.000 euro di premi diretti ridistribuiti ai soci. Il Presidente Danilo Moresco, in occasione dell’incontro, ha riferito come l’obiettivo per i prossimi anni sia quello di rafforzare ed intensificare il rapporto tra i Soci e la Cooperativa. Nel 2019 sono già cominciate le “visite socio”, appuntamenti personalizzati attraverso cui potenziare la sinergia e la collaborazione tra Soci e Cooperativa affinché tutte le novità, le promozioni, le opportunità che Gestor propone possano essere raccolte e sfruttate e, allo stesso tempo, affinché tutte le osservazioni, i consigli, le richieste possano essere trasmesse e recepite dagli uffici. L’invito che il Presidente ha rivolto a tutti i Soci è stato quello di considerare questi incontri una vera e propria opportunità per ristabilire il contatto con Gestor e per poter condividere e approfittare delle strategie azienda-

li. Le “consulenze sul territorio”, che saranno potenziate e pianificate per i mesi a venire, non devono essere considerate un’intromissione nella privacy, tutt’altro! Le visite che nei primi mesi dell’anno sono state effettuate hanno messo in luce che esiste ancora una notevole fetta di acquisti fatturati direttamente ai soci senza passare dai sistemi della Cooperativa. L’effetto che questo procura è dannoso su più fronti: per il Socio, che non beneficia dei prezzi previsti dal contratto e dei relativi premi di fine anno; per la Cooperativa alla quale sfugge un fatturato utile a raggiungere gli obiettivi contrattuali e, soprattutto, alla quale viene tolta credibilità e forza agli occhi dei fornitori. Il socio che sceglie di fatturare fuori da Gestor sta consape-

volmente danneggiando sé stesso e tutti quanti i suoi colleghi. Il Direttore Gianni Pangrazzi ha riferito che ogni singolo caso di fatturazione diretta analizzato e verificato ha dimostrato che la fatturazione attraverso la Cooperativa è la più conveniente sul mercato. Il Presidente Moresco ha concluso la riunione ringraziando tutti i collaboratori di Gestor ed il Direttore Gianni Pangrazzi che, in un anno certamente faticoso e complicato, ha saputo garantire continuità alla grandezza che Gestor aveva creato negli ultimi vent’anni ma che ha altresì regalato una nuova visione d’insieme ed un’inestimabile professionalità alle azioni che Gestor ha intrapreso per assicurarsi un nuovo ventennio di successi.


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© Shutterstock - Di Davide Rigon

Assessore Failoni: destinazioni urbanistiche nuove per valorizzare le malghe trentine Strutture in quota e alpeggi centrali per la preservazione degli equilibri naturali e nel sistema di promozione territoriale

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ROBERTO FAILONI Assessore all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo

n un territorio montano qual è il Trentino, le malghe e gli alpeggi rappresentano una risorsa importante, non solo in termini di conservazione dell’ambiente e del paesaggio a favore della salvaguardia di equilibri ambientali, ma anche per concorrere agli equilibri sociali ed economici di presidio del territorio. E la loro integrazione all’interno del sistema di promozione porta a un reciproco beneficio, che diventa, da un lato, condizione essenziale per garantire

filiere vitali, economicamente e ambientalmente sostenibili, e dall’altro, importante elemento di valorizzazione e offerta delle produzioni trentine, capace di rafforzare nell’immaginario collettivo il riconoscimento dell’identità e della qualità territoriale, valorizzando il Trentino anche in termini di attrattività. La strada in tal senso è già stata intrapresa, e la stiamo consolidando. Tutti gli interventi che saranno realizzati nei prossimi anni saranno orientati a valorizzare i numerosi


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© Shutterstock - Di Anastasia Petrova

© Shutterstock - Di Rattiya Thongdumhyu

prodotti agroalimentari trentini – dai formaggi di malga agli prodotti tradizionali – attraverso un incremento della loro distribuzione non solo sul mercato ma anche nelle strutture di alloggio e ristorazione che possono svolgere un ruolo di ambasciatori delle nostre produzioni. E in tal senso, uno dei principali strumenti che abbiamo a disposizione è il Marchio Qualità Trentino (MQT), unitamente agli altri marchi, quali Dop, Doc, Igp, prodotti tradizionali, montagna, ecc. Ma la valorizzazione dei prodotti locali a filiera corta, anche attraverso il riconoscimento di uno specifico valore aggiunto nell’ambito del Marchio Qualità Trentino, non è l’unica via. Sarebbe importante infatti favorire l’utilizzo delle malghe ad uso turistico, con servizi di ristorazione o ricettività. Per fare ciò - considerato che le malghe sono solitamente collocate all’interno del Pup (Piano urbanistico provinciale) e dei vari Prg (Piano regolatore generale), in aree con destinazione urbanistica agricola e silvo-pastorale - è necessario superare gli attuali vincoli esistenti, che sono essenzialmente di tipo urbanistico, e valorizzare le malghe attraverso tipologie imprenditoriali non solo del settore agricolo ma anche del settore turistico. In tali aree, attualmente, l’unica modalità di proporre sul mercato un’offerta in chiave turistica è legata all’esercizio rurale, tipologia di impresa ricettiva prevista dalla legge provinciale sulla ricettività turistica proprio per rispondere ad opportunità di valorizzazione di immobili

tipici della tradizionale economia agro-silvo-pastorale. Solo occasionalmente tuttavia, rappresenta oggi la soluzione, quantunque i pochi casi autorizzati ad oggi in Trentino rappresentino delle buone pratiche

e degli esempi di successo. È dunque necessario definire per le malghe delle destinazioni urbanistiche idonee a consentire una loro valorizzazione sotto il profilo turistico, per proseguire il percorso intrapreso.


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© Shutterstock - Di frantic0

Alpeggi trentini, un patrimonio da tutelare Zanotelli: malghe luoghi di tradizione e innovazione, nel rispetto ambientale e animale

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GIULIA ZANOTELLI Assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca

l nostro territorio vede affiancati a vallate, terrazzamenti e laghi, gli splendidi alpeggi curati con fatica ma passione dagli allevatori. Un biglietto da visita di particolare pregio che, assieme alle attività economiche e agricole presenti in alta quota, richiama tradizioni, storia e cultura della Provincia autonoma di Trento". Lo sostiene l’assessore provinciale alle politiche agricole e alle foreste Giulia Zanotelli, da noi sentita sull’argomento per capire il futuro delle strutture alpine, il loro ruolo nell’ambito dell’economia locale e l’importanza

in termini di ambientali. «Ricordiamo che le malghe utilizzate sono circa 300 - ha aggiunto Zanotelli - con una superficie a pascolo di quasi 100.000 ettari. Di queste, circa 160 monticano vacche da latte, mentre le rimanenti sono pascolate da animali non produttivi. L’alpeggio degli animali da latte, soprattutto bovini ma anche ovini e caprini, garantisce un tipo di allevamento in piena armonia con la natura, grazie al quale si ottiene una produzione di latte e derivati con caratteristiche qualitative distintive. Ogni realtà produttiva è caratterizzata da una propria iden-


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© Fotolia

tità che si esprime nei sapori e nei profumi dei propri prodotti. Si tratta di aspetti organolettici e sensoriali che variano in relazione alla provenienza (altitudine, tipologia di terreno, vegetazione pascoliva), alle competenze del casaro, alla flora microbica locale. Tale biodiversità agroalimentare rappresenta una risorsa economica importante per le realtà locali, perché il consumatore associa il formaggio di malga all’idea di un prodotto artigianale capace di distinguersi per una ricchezza di aromi che non si ritrova in un prodotto ottenuto con procedure standardizzate». Uno degli aspetti più rilevanti portati in risalto dall’esponente di Giunta, riguarda proprio la produzione lattiero-casearia che, come sottolinea Zanotelli, «ha origini antiche e nel tempo si è evoluta generando prodotti dalle caratteristiche diverse da valle a valle». Il tutto, secondo le parole dell’assessore, avviene poi attraverso un filo conduttore che passa per «l’attenzione al benessere degli animali, il rispetto dell’ambiente e della stagionalità, la conservazione di alcune tecniche di produzione

e stagionatura tradizionali, ma con attenzione costante all’innovazione tecnologica». «La stretta connessione tra tutela del paesaggio, benessere animale, sapiente lavoro degli allevatori prima e del casaro poi - conclude Zanotelli - trova una particolare ricaduta anche per il comparto turistico, attraverso il quale possono essere pro-

mossi prodotti di eccellenza della tradizione trentina. Ricerca, formazione, cura del paesaggio, attenzione alla sostenibilità ambientale e alla promozione turistica di questi luoghi e prodotti possono certamente contribuire a sviluppare e a valorizzare ulteriormente anche il comparto zootecnico, portando alla creazione di produzioni distintive».

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© Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A. - Foto di Daniele Lira

Le malghe del Trentino, un valore da difendere Non solo latte e formaggio, ma anche natura e turismo

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MAURIZIO ROSSINI Amministratore unico di Trentino Marketing

n tempo l’alpeggio delle bestie avveniva nei cosiddetti “Bait da mont”, dove tutta la famiglia si trasferiva nel periodo estivo assieme agli animali. Qui avveniva anche lo sfalcio (rigorosamente effettuato manualmente) dei prati circostanti, l’allestimento dei covoni e poi il trasporto del fieno a valle per l’inverno, mentre il latte veniva conferito al “casel” di zona. Si trattava di una vita semplice e faticosa ed il

prodotto derivato dall’alpeggio bastava, talvolta con difficoltà, alle necessità familiari. Oggi i vecchi “bait” (oppure “baiti”, a seconda del dialetto locale) hanno perso la loro funzione originaria, e sono stati spesso trasformati in moderne dimore estive o in accoglienti residenze turistiche. Con l’affermarsi del sistema cooperativistico, poi, anche le malghe si sono moltiplicate, ed hanno assunto una funzione fondamentale nell’econo-


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ne fa una meta particolarmente gradita alle famiglie e a quanti voglio trascorrere una vacanza all’aria aperta e gustare prodotti genuini. Ma non è solo la produzione di un buon latte e dei suoi derivati che fa delle malghe del Trentino un punto di eccellenza dell’offerta gastronomica e turistica. Esse rappresentano infatti meta di passaggio o di ritrovo dei molti escursionisti che, soprattutto d’estate, popolano i nostri monti. L’arrivo ad una casera, il gustare i prodotti in essa creati e lavorati, il godere di un paesaggio incontaminato, il gustare dei profumi dei prati e della montagna, l’assaporare gli spazi sconfinati ed i silenzi dell’alta quota, rappresenta sempre un traguardo per chi è alla ricerca di un ambiente genuino. Come precisa Rossini, «gli alpeggi sono una testimonianza di quanto viva sia la nostra agricoltura di montagna, elemento fondamentale dell’identità e della proposta turistica del Trentino». Di conseguenza, oltre a rappresentare una risorsa economica di grande rilevo, le malghe costituiscono anche una meta turistica di non secondaria importanza, tanto da rientrare nell’offerta di molte agenzie specializzate. Vi è anche una funzione ambientale importantissima, in quanto si parla di strutture che svolgono il ruolo di sentinelle del paesaggio. Attraverso la cura del manto erboso, l’impedire la riforestazione spontanea, il presidio di tutte le risorse naturali della zona, la malga esercita un ruolo ambientale imprescindibile, anche nel corso dei mesi non interessati alla monticazione. Non sono dunque poche le malghe abitate anche nella stagione invernale. Assieme all’attività produttiva, all’unicità dei suoi prodotti e alle potenzialità turistiche, la malga costituisce quindi un valore peculiare legato alla conservazione degli aspet-

© Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A. - Foto di Daniele Lira

mia territoriale, divenendo sempre più luogo di produzione e di commercio, punto di arrivo per un turismo lento ed interessato alle tradizioni alpine, nodo fondamentale di salvaguardia paesaggistica e dell’ambiente montano. Per Maurizio Rossini, amministratore unico di Trentino Marketing, «le tradizioni ed i riti legati al mondo dell’alpeggio sono un racconto tra i più autentici del nostro territorio. Proprio per questo abbiamo pensato di farlo vivere in prima persona ai nostri ospiti grazie ad alcune manifestazioni seguite e attese, come ad esempio “Albe in malga” e “Latte in festa”, due occasioni preziose per apprezzare anche la genuinità dei prodotti delle nostre strutture». In genere gli animali vengono portati all’alpeggio all’inizio dell’estate e vi rimangono sino alla fine di settembre quanto vengono riportate a valle per l’inverno. In molte zone questo ritorno “desmontegata” rappresenta una vera e propria festa che coinvolge tutti gli abitanti. La struttura può variare: accanto alla stalla, ai locali della mungitura, ai laboratori dove avviene la lavorazione del latte, agli alloggi ove vivono gli addetti alla malga. In molti casi, si è provveduto a ristrutturare il vecchio edificio con la creazione di nuovi spazi per la ristorazione e l’aggiunta di qualche posto letto. In effetti, con il tempo è mutata anche la funzione e l’aspetto delle strutture, che, pur conservando la loro tipicità, possono essere considerate in molti casi dei veri e propri laboratori all’avanguardia, sia sotto il profilo della strumentazione, sia dell’igiene. Il dato comune a tutte le malghe è comunque la posizione: in genere compresa fra gli 800 ed i duemila metri di altitudine, in zone soleggiate e circondate da ampi spazi erbosi ove gli animali possono pascolare liberamente. Non di rado sono poste vicino a rivi e ruscelli e facilmente accessibili facilmente anche con l’automobile. Questo


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© Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A. - Foto di Daniele Lira

ti ambientali e naturali della montagna, ma anche ai suoi valori culturali e alle tradizioni locali. I pascoli di alta montagna costituiscono anche l’habitat naturale per la crescita di svariati tipi di erbe e di piante rare, fra queste le cosiddette “officinali”, nonché il punto di approdo per la fauna alpina. Ad oggi, le malghe in attività sul territorio trentino sono circa trecento, dislocate in diverse parti del territorio. Le più grandi, oltre a fornire prodotti lavorati per caseifici e gastronomie specializzate, si occupano anche di ristorazione ed accoglienza a vario titolo. Nel corso degli ultimi anni, nell’ambito di una nuova attenzione nei confronti dell’autenticità dei territori montani, queste strutture sono divenute meta per un turismo particolare, interessato alle bellezze paesaggistiche come alle consuetudini della vita agricola sulle Alpi, in aperta contrapposizione con la frenesia e la conduzione dei principali centri urbani. Ecco una breve lista delle principali strutture presenti sul nostro territorio, suddivise per territorio. VALLE DI FIEMME Malga Sass (Valfloriana); PRIMIERO Malga Canali, Malga Juribello; BASSA VALSUGANA E TESINO Malga Cagnon di sopra, Malga Cagnon di sotto, Malga Casabolenga, Malga Casabolenghetta, Malga Casapinello, Malga Caserina, Malga Cavallara e Maranghe, Malga Cenon di sopra, Malga Colo, Malga Montalon, Malga Scura, Malga Setteselle, Malga Trenga, Malga Val Coperta di sotto, Malga Valfontane, Malga Valsolero di sotto, Malga Valtrighetta;

ALTA VALSUGANA: Malga Basson di sotto, Malga Biscotto, Malga Cambrocoi, Malga Cima verde, Malga Fratte, Malga Marcai di sopra, Malga Montagna granda, Malga Pletzn-Perg, Malga Stramaiolo; VALLE DELL’ADIGE Malga Albi, Malga Brigolina, Malga Spora, Malga Tovre, Malga Vernera; VALLE DI NON Malga Bordolona, Malga Clesera, Malga Cloz, Malga Lavazzè, Malga Preghena di sotto, Malga Tassulla, Malga Tuena; VALLE DI SOLE Malga alta di Pellizzano, Malga Cercen, Malga Cespedè e Paludè, Malga Cortinga, Malga Folgarida di Dimaro, Malga Fratte, Malga Mondent, Malga Mondrifà, Malga Monte Sole, Malga Senage Bolentina, Malga Stabiasolo, Malga Strino, Malga Valcomasine, Malga Valpiana, Malga Villar; VALLI GIUDICARIE Malga Avalina, Malga Baite, Malga Bondolo e Valaverta, Malga Capre, Malga Cengledino e Londranega, Malga Cleabà, Malga Clef e Clevet, Malga d’Arnò, Malga Movlina, Malga Nova, Malga Pura, Malga Romanterra, Malga Serolo, Malga Stabolone e Rolla, Malga Vacil, Malga Val di Fumo e Nudole, Malga Zeledria; ALTO GARDA E LEDRO Malga Bezzecca, Malga Misone; VALLAGARINA Malga Monticello e Zochi, Malga Mortigola, Malga Prà Alpesina; VALLE DI FASSA Malga Boer, Malga Contrin, Malga Mezzaselva, Malga Pozza, Malga Vael.


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© Marco Simonini

Fra natura e benessere, nel paradiso di GioVe L’Azienda Agricola Biologica di piante officinali

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utto è nato da quel baitel abbandonato in fondo al campo che mia suocera ci aveva lasciato». Così, Luca Pojer, titolare dell’Azienda Agricola Biologica di piante officinali “GioVe”, ricorda l’avvio di un’attività, oggi consolidata, conosciuta e molto stimata, specializzata nella coltivazione e nella trasformazione delle piante officinali, aromatiche e dei piccoli frutti, inclusa la raccolta delle specie spontanee. «L’idea di dedicarmi alla coltivazione della piante officinali – continua Pojer - è nata nel 2006 mentre stavo ristrutturan-

do (di professione facevo il falegname) quell’antico manufatto relegato in fondo al campo e circondato da un vasto spazio, incontaminato dove il sole e il clima di montagna permettono alle nostre piante di crescere sane e rigogliose». Un’intuizione, quella del titolare, che ha preso corpo sorretta da un grande entusiasmo e da una ferma volontà di non lasciare nulla al caso, per essere all’altezza di un ambizioso progetto, che oggi fa dell’azienda un fiore all’occhiello della valle. «Mi sono messo a studiare – spiega Pojer, - ho fatto diversi corsi di


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trascorrere un pomeriggio diverso a contatto con la natura. L’azienda si trova infatti sul sentiero dei “vecchi mestieri”, che dalla piazza di Grumes porta alla Segheria veneziana. Da qui si scende verso la “Fucina del fabbro” e, proseguendo lungo il sentiero, si oltrepassa il Mulino Nones, un ponte in legno e si prosegue lungo il sentiero per circa 5 minuti. «Mi piace intrattenermi con i visitatori, spiegare loro come funziona l’attività, illustrare le proprietà delle piante, la loro lavorazione, ma anche del territorio, degli usi e delle tradizioni. Per chi volesse c’è poi la possibilità di acquistare qualche prodotto direttamente in azienda», conclude il titolare.

© Marco Simonini

nali in estratti da destinare all’uso erboristico, farmaceutico e cosmetico-biologico. Il prodotto di punta è sicuramente quello destinato alla cosmesi naturale e certificata, «anche perché – ci confida Pojer – noi abbiamo puntato sin da subito su questo settore». Non mancano, ad ogni modo, gli sciroppi, le tisane, i sali aromatici ed i liquori officinali che, grazie a recenti accordi con una nota distilleria, stanno riscontrando un certo successo. L’azienda offre inoltre la possibilità di constatare sul campo i sistemi di coltivazione rigorosamente biologici e di conoscere la varietà delle piante a tutti coloro che volessero

© Marco Simonini

specializzazione e numerosi esami abilitativi, sino a conseguire i titoli di studi richiesti per una professione altamente specializzata. Poi, ho cercato di differenziare la produzione: oltre alla coltivazione delle erbe officinali più comuni (menta, melissa, calendula, fiordaliso, monarda, salvia, timo, lemongrass, lavanda e camomilla), ho puntato in particolare su due specie allora pressoché sconosciute in Trentino, quali l’olivella spinosa e l’aronia melano carpa, rispettivamente originarie della Romania e della Polonia. Si tratta di due piante di alto valore tonificante: l’olivella è ricchissima di vitamina C, mentre l’aronia di vitamina K con elevati poteri antiossidanti. Entrambe sono usate sia in cosmesi, sia come sciroppi». Tutte le coltivazioni (per conservare la biodiversità si utilizzano piccole superfici di terreno per ogni specie) sono situate nel Comune di Grumes, in Alta Valle di Cembra, e tutte le produzioni sono rigorosamente biologiche. Il lavoro sul campo richiede una costante ricerca, uno sforzo continuo verso l’innovazione, allo scopo di rendere la produzione sempre più ricca e adatta a rispondere alle esigenze del mercato in linea con le ultime scoperte scientifiche in fatto di benefici. La raccolta delle piante viene praticata a mano e negli orari adeguati per preservare il tempo balsamico delle piante. Questo delicato procedimento, che richiede un impegno straordinario, avviene con la massima cura e con l’aiuto dei familiari: la moglie e le figlie Giorgia e Veronica, dalla cui unione delle prime sillabe dei nomi - “GioVe” - deriva l’intitolazione dell’azienda. Il prodotto appena raccolto viene immediatamente essiccato per evitare la perdita dei principi attivi. Le erbe così lavorate, infatti, quando vengono reidratate, rigonfiano e tendono a riprendere il turgore della pianta fresca creando così le condizioni ottimali per un efficace processo di estrazione. Quindi il prodotto viene portato in laboratorio (ogni lavorazione avviene con il supporto di un erborista miscelatore) come l’“Agripharma”, di Padova un’azienda che opera dagli anni Ottanta nel settore della trasformazione delle piante offici-


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© Shutterstock - Di bikemp

Un’offerta turistica buona per tutte le stagioni Per il Presidente delle APT Luciano Rizzi è un obiettivo strategico

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LUCIANO RIZZI Presidente dell’APT della Val di Sole e Coordinatore delle APT Provinciali

on quasi 12,1 milioni di presenze nel solo 2018 (dati Ispat), il turismo si conferma la prima industria del Trentino, favorita da un ambiente fortemente attrattivo, da un alto livello delle strutture ricettive e da una buona qualità dei servizi. L’industria dell’ospitalità si conferma la giusta strada da perseguire per il rilancio sociale ed economico delle nostre valli dove, nel corso di questi ultimi decenni, si è saputo ben coniugare la risorsa ambientale, con l’offerta culturale (86 musei, quasi 200 castelli, un’ottantina di fortificazioni della Grande Guerra e una decina di Eco-musei) ed una organizzazione mirata del territorio.

Basti pensare agli oltre ottocento chilometri di piste da sci, ai 229 impianti di risalita, ai 1.165 sentieri (incluse vie ferrate e percorsi attrezzati), ai 431 chilometri di piste ciclabili ed alle strade del vino e dei sapori. Non solo sci dunque anche se la stagione invernale costituisce il fiore all’occhiello del turismo trentino - ma anche sport, eventi culturali, buona cucina, laghi, malghe, rifugi. Una serie di fattori, questi, che hanno concorso nel rendere il Trentino una meta turistica da vivere nelle quattro stagioni, grazie anche all’intraprendenza di albergatori e ristoratori che, hanno saputo creare nuovi stimoli e nuove formule per rendere


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 15 ]

Presidente, in che modo la montagna può offrire qualcosa di più rispetto al passato? C’è spazio per lavorare sulle proposte destinate alle giovani generazioni, soprattutto sotto il profilo sportivo, culturale, ricreativo e nella diversificazione dell’offerta, puntando sul prolungamento della stagione sino a settembre legandola ad iniziative locali e sulla eno-gastronomia. Per me sarebbe

© Shutterstock - Di Dzmitrock

più attraente l’offerta turistica. Quello di potenziare l’offerta turistica nell’arco di tutto l’anno, ad ogni modo, è uno degli obiettivi a cui tiene molto il Presidente dell’Apt (Azienda di promozione turistica) della Valle di Sole e coordinatore di tutte le Apt provinciali Luciano Rizzi, anche sulla scorta della felice esperienza maturata in questi anni. «Sono convinto - chiosa - che si possono incrementare le presenze anche nei mesi estivi e autunnali, puntando sulle aziende di montagna che già vedono una buona presenza di turisti italiani, mentre è piuttosto bassa quella degli stranieri. Oggi il turismo estivo non è più legato ai vecchi schemi che vedevano come mete attrattive solo il mare o la discoteca e la montagna era considerata un po’ come la meta degli anziani in cerca di pace».

una grossa soddisfazione portare l’estate allo stesso livello della stagione invernale. Una stagione invernale che però quest’anno ha registrato un piccolo calo rispetto allo scorso anno. La stagione sciistica non è andata male, anzi ritengo si possa essere soddisfatti. Certo c’è stato un leggero decremento in tutte le Apt (0,5/1%). Occorre ricordare che siamo partiti dai numeri molto alti dello scorso anno. Ci sono anche qui spazi per migliorare? Certo. Attenzione però, migliorare non vuol dire solo aumentare le presenze: bisogna anche alzare la redditività dell’albergo e quindi lavorare sulla qualità dei servizi e sul territorio. Quali sono i maggiori problemi che ha riscontrato nella sua attività di coordinatore delle Apt? Ho riscontrato una disomogeneità fra un’azienda e l’altra. Quello di rendere più compatto l’intero sistema è uno degli obiettivi da perseguire. C’è sul tappeto, poi, un vecchio problema che si trascina da anni, e che riguarda l’anomalia di essere strutture private gestite all’interno di un sistema pubblico. Un equiv-

oco dal quale bisogna uscire, perché noi ci consideriamo privati, con ragioni sociali sono private, ma la Provincia ci considera alla stregua di strutture pubbliche. Come si esce da questa situazione? Perché si possa fare chiarezza a mio avviso vanno soddisfatte tre condizioni: anzitutto che si dia piena attuazione alla legge provinciale 231 (disciplina dell’impresa). La seconda condizione è che il personale diventi privato. Attualmente le Apt lavorano con personale “prestato” dalla Provincia. Si tratta cioè di personale pubblico, in capo alla Provincia, retribuito regolarmente dalla pubblica amministrazione. La terza condizione, infine, è quella di avere dalla Provincia un mandato affinché i proventi derivanti dalla tassa di soggiorno siano a disposizione delle Apt per interventi destinati a tutti, e non a singole iniziative. Come può incidere in sede locale la scelta di fare in Italia le Olimpiadi invernali del 2026? Certo sarà una opportunità per consolidare l’immagine del logo Trentino attraverso le comunità coinvolte nella nostra provincia. Bisogna tuttavia considerare come le Olimpiadi nominalmente si riferiscano a Milano-Cortina e quindi con impatto relativo sul nostro territorio.


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Messaggistica istantanea, la nuova frontiera dell’accoglienza In fase di sviluppo un “bot” per i soci di Gestor, con funzioni per albergatori e ristoratori

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opo il successo della posta elettronica personalizzata, arriva un nuovo strumento a servizio dell’impresa, meno invasivo, adatto a garantire una buona visibilità alla propria offerta alberghiera o di ristorazione e pensato appositamente per creare un rapporto meno impersonale con l’utente finale. Si tratta dei cosiddetti “Chat-bot”, degli strumenti di messaggistica diretta in grado di rispondere adeguatamente alle nuove sfide del settore dell’ospitalità, non solo per la velocità della comunica-

zione, ma anche per la puntualità delle risposte ad eventuali domande e alle esigenze espresse dalla clientela, riducendo significativamente il rischio delle temute recensioni negative sui portali online. Secondo le statistiche, la messaggistica istantanea (ovvero le “chat”) hanno attualmente un grande impatto sull’esperienza di un ospite, e sono attualmente diffuse in quasi tutte le principali strutture ricettive del Paese. A renderle più adeguate rispetto ad altri strumenti è soprattutto la familiarità che la gente ormai ha con


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 17 ]

questo sistema di scambio di informazioni, utilizzato da più di 2,1 miliardi di persone in tutto il Mondo, un numero destinato a crescere ulteriormente. Ad oggi, il 98 per cento delle persone legge messaggi istantanei rispetto alle e-mail, ferme al 22%. Gestor, da sempre attenta all’innovazione nel settore, ha da qualche tempo attuato una proficua collaborazione con la società Hi-Logic di Trento, una delle poche specializzata nella programmazione di “Chat-bot” a livello locale. L’obiettivo, come ci spiega il portavoce e ideatore dell’azienda Maurizio Bezzi, è quello di garantire ai propri soci una marcia in più sul mercato nazionale ed internazionale. «Le piattaforme che stiamo sviluppando - ci spiega Bezzi - si chiamano Bms, acronimo di “Bot management system”. Di fatto offrono un servizio completamente nuovo, incentrato su un nuovo modo di comunicare che non necessita l’istallazione di applicazioni specifiche, ma permette di usufruire di software comuni (in particolare Telegram e Messenger, mentre non vi è ancora un’equivalente su Whatsapp) per un modello di trasmissione di messaggi nuovo, parzialmente automatico, attraverso l’impiego di un’intelligenza artificiale, in parte stabilito dal gestore. I vantaggi di questa nuova tecnologia informativa sono molteplici, ad iniziare dal fatto che il funzionamento è praticamente tutto in “cloud”». Per la cooperativa Gestor, il team di hi-Tech sta sviluppando una versione apposita, pensata per

semplificare l’attività alberghiera o di ristorazione, per garantire adeguata informazione alle persone interessate e la possibilità di tenersi aggiornate in tempo reale su eventi, promozioni o appuntamenti d’interesse pubblico e non. «Per Gestor abbiamo pensato ad un “bot” su quattro livelli, di cui abbiamo già pronti i primi due, più significativi, mentre sono in fase di implementazione i due rimanenti. Il primo livello prevede la possibilità di inviare notifiche attraverso una postazione d’ufficio (detta “back-end”) alla propria clientela, mediante un “form” che prevede titolo, testo, fotografie e allegati, link utili o altre informazioni. Il gestore potrà in tal modo arrivare direttamente ai clienti interessati, tenendo d’occhio anche statistiche di lettura e numero di utenti raggiunti. Il secondo ambito, invece, è stato denominato “Quest and answer”, e prevede una risposta automatica alle domande più frequenti attraverso un’intelligenza artificiale, che analizza il contenuto della domanda mediante processo semantico e compone una risposta personalizzata, anche in lingue differenti dall’italiano. In questo caso, il gestore potrà controllare direttamente oppure intervenire in caso di richiesta insolita». La “chat-bot” sarà pronta entro la fine dell’anno, una volta completate le ultime due funzioni, relative rispettivamente al colloquio diretto con il gestore (detta “End-off”) e alla possibilità di somministrare agli utenti dei questionari per indagini di mercato oppure richieste legate al gradimento dei servizi offerti.


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© Rivabar

Rivabar, un posto raffinato dove bere con gusto Longdrink: con Veronesi la perfezione è di casa

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LEONARDO VERONESI Supereroe

è un locale a Riva del Garda, a pochi passi dal centro, del tutto particolare che ha fatto della ricerca e dell’arte della mixologia di alta qualità un punto di riferimento per appassionati di cocktail in tutte le sue versioni. Il “Rivabar” di Leonardo Veronesi non è un bar qualsiasi: ma un luogo dove si respira aria di perfezione e di creatività, tanto da meritare il certificato di eccellenza di trip Advisor, ma soprattutto gode di una vasta clientela di affezionati che si affidano alle esperte mani dei cinque barman.

«La nostra è una clientela ormai consolidata – ci conferma – che ci ha scelto per via dell’alta qualità dei prodotti che impieghiamo, selezionati attraverso una elevatissima ricerca delle materie prime. Non è una clientela propriamente giovane (in genere dai 25 anni in su), ma ormai fidelizzata». Nulla a che fare quindi con gli happy hour che stanno spopolando un po’ dovunque. Qui non si mangia - «se uno vuole mangiare va al ristorante», afferma Veronesi - ma si effettuano degustazioni di prodotti genuini, sapi-


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GESTOR AR 

entemente miscelati. Non c’è neanche la macchina per il caffè. I Cocktail invece, sono proposti nelle loro varianti: dai “Long drink” (a basso contenuto alcolico) ai “Short drink” (con maggior contenuto di alcol), per arrivare ai “Medium drink”, preparati in base alle richieste dei clienti e tutti miscelati con succhi e frutta lavorata direttamente in casa. Il bar dispone di un laboratorio con macchinari d’avanguardia (estrattori, abbattitori, macchine per il sottovuoto), per lavorare i prodotti freschi, assieme ad una vastissima collezione di bottiglie (si contano oltre 450 bottiglie diverse fra Gin, Rum, cognac, tequila, whisky, grappe). Da cosa è nata questa passione? Il primo approccio al mondo della ristorazione risale a 30 anni fa, quando presi in gestione un ristorante. Poi mi sono appassionato all’arte dei distillati e dei miscelati e ho fatto molte esperienze all’estero: Spagna, Inghilterra, Scozia, Germania. Rientrato in Italia ho potuto esercitare questa mia passione in discoteche e locali notturni. Poi dal 1993 al 1999 ho preso in gestione il Pub all’Oca. C’è da dire che essendomi appassionato a questo lavoro ho cercato di affinare sempre più la mia preparazione attraverso lo studio, corsi di specializzazione, ricerca e molti viaggi all’estero per vedere e studiare i migliori locali. Nel 2009, infine, ho aperto “Rivabar”. Qual è la stagione di punta? Per noi la stagione alta è l’autunno-inverno, con punte che variano a seconda delle serate. In estate la maggior frequenza la registriamo la sera, nelle altre stagioni nel pomeriggio all’ora dell’aperitivo. E qual è il drink più famoso? Il “Fai-da-te”. È il cliente che lo sceglie in base alle sue preferenze. Noi facciamo alcune domande standard per capire i suoi gusti (aspro, dolce, amaro, piccante o speziato, oppure se è allergico a qualche prodotto), quindi prepariamo il cocktail che è sempre garantito. Cioè se non gli piace lo cambiamo senza farglielo pagare. Lavorate anche con i turisti? Si, ma la maggior parte dei nostri clienti sono del posto. Si tratta di affezionati che hanno apprezzato la qualità della nostra offerta. Con i turisti ci affidiamo per lo più all’agenzia locale con la quale si lavora bene. Il Rivabar non è però solo cocktail e musica (venerdì e sabato si organizzano feste e djset dedicati agli appassionati di mixology e alla musica da discoteca su vinile) o un posto per un raffinato aperitivo; Offre la possibilità a chi lo volesse di apprendere l’arte di miscelare gli spiriti con i “Masterclass” da noi promossi. I corsi si tengono da settembre ad aprile, sono a numero chiuso, alcuni sono gratis, altri a pagamento. Per avere un’informazione più completa sui seminari ci si può iscrivere alla newsletter accedendo al sito (www. rivabar.it). Ma non è tutto, l’attività di ricerca e di studio di Leonardo non si ferma al locale, ma coinvolge anche istituzioni e associazioni. Tiene corsi di formazione presso la scuola alberghiera, presso associazioni specializzate in questo campo, per la Confcommercio, viene spesso chiamato a convegni ed eventi e collabora con varie aziende come la Distilleria Marzadro per la promozione della grappa trentina attraverso l’arte di miscelazione.

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[ 20 ]  GESTOR EWS IL PERSONAGGIO  

©Foto di Steve Gatto

Federico Angeli: albergatore sin dalla culla Una vita dedicata a fare dell’accoglienza turistica un’eccellenza

è

una vita dedicata interamente all’attività dell’accoglienza, quella di Federico Angeli, noto albergatore di Madonna di Campiglio. «Sono nato in albergo», ci dice con una punta di orgoglio, ricordando che proprio nell’albergo del nonno Sisinio si erano conosciuti papà Carlo e la mamma Lucia ed ancor oggi, nonostante il crescente successo delle strutture da lui create «dedico tutto il mio

tempo ,dalle 7 del mattino alle 23 di sera, alla conduzione diretta di tutta l’attività». Quella della famiglia Angeli è una storia che viene da lontano. Nel 1960 il nonno Sisinio Angeli arrivò a Campiglio in qualità di elettricista (era nota la sua passione per la collezione di radio d’epoca, che più tardi espose in una sorta di museo nell’albergo “Europa”). Nel 1969 acquistò un’officina, il cosiddetto “Ga-


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IL PERSONAGGIO GESTOR EWS  [ 21 ]

rage Angeli”, con annesso distributore di benzina: il primo e unico distributore a Campiglio. Più tardi il garage fu trasformato in motel, da cui ebbe inizio ufficialmente l’attività alberghiera della famiglia, prima in sordina, dedicata ai pochi turisti di passaggio e poi sempre più rilevante ed apprezzata. È stato però il padre, Carlo, a dare il vero impulso all’impresa: «Un uomo straordinario - ricorda il titolare - pieno di vitalità e risorse. Un personaggio incredibile, molto cordiale, sempre disponibile ed affabile capace di intrattenere con spontaneità ed intelligenza gli ospiti». Oggi rientrano nella gestione della famiglia (Federico, la sorella e la mamma) molte proprietà: lo “Chalet degli Angeli”, vero e proprio fiore all’occhiello nell’ospitalità trentina, l’hotel “Europa” (vecchio albergo di famiglia, acquisito dopo aver liquidato tutte le altre quote), il rifugio “Malghette”, l’hotel “Genzianella” e, ultimo arrivato, lo “Ski center” (un rifugio e casa per i maestri di sci).

Quello che ci vorrebbe è insomma una mentalità più snella da parte dell’ente pubblico. Si dovrebbe considerare di più che quella dell’albergatore è una vita ricca di soddisfazioni, ma anche di sacrifici. In questo senso, come giudica il ruolo della Cooperativa Gestor in supporto alla vostra attività quotidiana? Decisamente positivo. Si tratta di una cooperativa che funziona, e che permette di agevolare e semplificare il nostro lavoro. Sfortunatamente non sempre si riesce a prendere parte alle iniziative sociali, ma la società è una certezza per chi svolge la nostra professione.

Qual è il tipo di clientela che frequenta le vostre strutture? Lo chalet ha un target medio alto, perché è molto bello, funzionale, affacciato direttamente sulle piste da sci. Insomma, una vera e propria chicca, molto richiesta. Hotel “Europa” è invece un tre stelle di medio livello, ma comunque molto apprezzato, mentre “Le Malghette” è il tipico posto aperto a tutti, senza distinzione di condizione sociale. La ragione è semplice: è un posto fantastico che non si può fare a meno di apprezzare ed amare. Posti bellissimi, dunque, ma alcuni non sono aperti tutto l’anno. Come si può allungare la stagione turistica? Sarebbe auspicabile, ma per prolungare la stagione turistica ci deve essere una mentalità che in Trentino non abbiamo. Quello che lamentano spesso gli albergatori sono la troppa burocrazia, i troppi intoppi nelle procedure, i troppi vincoli, i tempi dilatati degli uffici che frenano l’iniziativa privata e fanno lievitare i costi. Come possiamo pensare di allungare la stagione turistica se non ci sono i servizi richiesti dai turisti? Per esempio, fare piste di mountan-bike, sistemare i sentieri e farne di nuovi, evitare di porre vincoli troppo severi anche nei confronti degli ospiti, ecc.

Hotel Europa

Chalet Angeli

Lago delle Malghette

©Foto di Steve Gatto

E quello meno piacevole? Nel 2016 quando si sviluppò un incendio alla struttura, allora piena di turisti. Per fortuna non ci furono danni alle persone, ma le fiamme consumarono il tetto. È triste vedere il lavoro di una vita che se ne va in fumo. Comunque, non ci perdemmo d’animo, e in 24 ore riuscimmo a sistemare l’intera struttura. Gli stessi clienti, con nostra grande meraviglia, hanno insistito per volere ritornare subito. È stato un gesto bellissimo e significativo.

©Foto di Enrico Villa

In questa lunga attività qual è il ricordo più piacevole? Certamente l’acquisto dello chalet: prima eravamo in affitto. Nella mia giovinezza non navigavamo nell’oro ed arrivare ad acquisire un albergo rifugio è stata professionalmente una grande soddisfazione.


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[ 22 ]  GESTOR EWS FOCUS  

Brutta immagine, quanto mi costi? Uno studio sul marketing aziendale mostra i risultati di una buona comunicazione

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GIULIANO TRENTI Fondatore e Presidente di Neurexplore

vete mai riflettuto sull’impatto che l’immagine giusta potrebbe avere sulla vostra struttura ricettiva? Quanto può incidere una buona selezione fotografica sulla prenotazione di un hotel e sulla disponibilità a pagare per lo stesso? Ma soprattutto quanto può costare la scelta sbagliata? Secondo un approfondimento specifico promosso dalla società Neurexplore, sbagliare la propria comunicazione, divulgare immagini sbagliate o poco rappresentative della propria realtà può costare fino a 30 euro a pernottamento.

Analizzando il comportamento e le risposte neurofisiologiche di alcune persone durante la visualizzazione di una serie di foto di hotel, si è infatti osservato che la scelta del consumatore è spesso influenzata dalle immagini che rappresentano luoghi e servizi messi a disposizione dalla struttura. Per comprendere realmente quanto costi e quanto incida sulla scelta di determinate immagini e sulla disponibilità a pagare del nostro futuro cliente, Neurexplore ha condotto un test di neuromarketing su diverse camere di Hotel in Trentino. L’obiet-


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FOCUS GESTOR EWS  [ 23 ]

tivo ultimo della ricerca era quello di aumentare il rendimento delle attività di comunicazione, sfatando contestualmente le opinioni comuni e permettendo ad albergatori ed imprenditori del settore di avere delle indicazioni di comprovata efficacia circa l’importanza degli elementi più o meno funzionali da inserire all’interno di una foto. La ricerca, atta ad indagare gli aspetti che rendono una camera di hotel capace di veicolare una propensione alla scelta così come una disponibilità a pagare elevata, è stata condotta attraverso un esperimento comportamentale (attraverso una tecnologia di tracciamento dello sguardo, “eye-tracker”) e neuro-fisiologico (mediante elettroencefalogramma e “Galvanic skin response”) su diverse foto di strutture alberghiere trentine. Nello specifico, l’indagine ha permesso di evidenziare quali elementi all’interno di una foto portano ad un’attivazione maggiore del sistema nervoso periferico e del sistema nervoso centrale. Inoltre, attraverso il tracciamento dello

sguardo è stato possibile rilevare, per ogni foto testata, i movimenti oculari e i punti di maggiore interesse all’interno delle immagini. Questo ha reso possibile individuare gli elementi attentivi di ogni foto, la posizione ottimale degli elementi maggiormente rilevanti, gli obiettivi principali dei consumatori, oltre che le informazioni ricercate per la scelta di un hotel. Gli esiti della ricerca sono degni di nota. Premessa l’importanza della divulgazione di fotografie esteticamente piacevoli e ben realizzate (pertinenti e con una buona definizione), è emerso che altri aspetti giocano un ruolo chiave nelle decisioni finali dei consumatori. Nella lista degli aspetti influenzanti troviamo ad esempio: il letto fatto o disfatto, la presenza o meno di persone, la presenza di accessori sul letto (asciugamani, accappatoi), i colori degli ambienti (caldi o freddi), il design moderno oppure classico della stanza, l’angolazione di ripresa (dall’alto o dal basso), l’ordine degli oggetti. Ad esempio, seppur la scel-

ta di inserire figure umane all’interno delle fotografie aumenti il livello di attenzione e memorizzazione, nel caso della scelta di una camera per coppie è preferibile non inserire soggetti, mettendo piuttosto in evidenza l’ordine e la pulizia. In generale, per l’albergatore risulta utile scattare una volta chiaro il proprio target di riferimento. Una comunicazione efficace si raggiunge quindi grazie al lavoro sinergico di diversi professionisti: albergatore, ricercatore e fotografo al fine di sviluppare una versione di foto scientificamente efficace, capace di rispondere ad aspettative della clientela e di dimostrarsi coerente rispetto ai principi di efficacia del neuromarketing.

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RUBRICA ASSICURATIVA GESTOR EWS  [ 25 ]  

Cyber-risk: una minaccia concreta per gli albergatori Dal maggio 2018, nuove procedure su protezione dei dati personali e sanzioni amministrative

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NICOLA GIULIANI Amministratore GBSAPRI

a tecnologia ha trasformato le nostre vite e le nostre abitudini, migliorando l’operatività di tutte le realtà produttive, ma al contempo ci espone a nuovi pericoli come gli attacchi informatici che, se non adeguatamente previsti, possono causare danni ingenti in termini di perdita dei dati, reputazione, fermo attività. In Italia, i danni da “cyber-crime” nel 2017 ammontano a circa 10 miliardi di euro e secondo l’Aiba (Associa-

zione italiana broker assicurativi) il 50 per cento delle piccole e medie aziende sono state colpite da un attacco informatico per un costo medio di 35mila euro. Il settore delle strutture ricettive è uno dei principali obiettivi della criminalità a causa della vastissima quantità di informazioni che si possono acquisire. Garantire la sicurezza dei clienti di un hotel come dei fornitori deve, quindi, essere una priorità di ogni albergatore.


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[ 26 ]  GESTOR EWS RUBRICA ASSICURATIVA  

che, tra l’altro, impone ad un’azienda di comunicare ai propri clienti, entro 72 ore, ogni violazione di dati che comporti un rischio per i diritti e la libertà individuali.

Uno dei fatti più eclatanti dell’ultimo anno, alla ribalta delle cronache lo scorso dicembre, è quello occorso alla catena “Starwood”, del gruppo Marriott, che ha subito un attacco hacker che ha permesso ai criminali di trafugare i dati personali di circa 300 milioni di clienti in tutto il mondo. Generalità, indirizzo di casa, indirizzo e-mail, numero di telefono, numero del conto corrente e persino di carta credito, sono solo una parte dell’impressionante mole di informazioni sottratte a un sistema il cui livello di sicurezza era ritenuto adeguato. In realtà, qualsiasi struttura, anche

quella a conduzione familiare, se non adeguatamente protetta a livello digitale, può essere vittima di criminali e può avere non pochi problemi per il ripristino delle normali attività di prenotazione e gestione. Vanno messe in conto anche possibili richieste di risarcimento da parte dei clienti interessati, come anche sanzioni amministrative o penali da parte del Garante della protezione dei dati personali. Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore in tutta Europa il regolamento n. 679/2016 (Gdpr - General data protection regulation) sulla protezione dei dati personali

Come difendersi in questo scenario? Fra le forme di prevenzione e contenimento del rischio cibernetico, oltre all’adozione delle contromisure necessarie per difendere preventivamente l’infrastruttura informatica presente in albergo (computer, rete wi-fi, server), vi è la copertura assicurativa. Assicurare la propria struttura anche contro il “cyber-risk” permette di proteggerla da imprevisti che possono comprometterne la reputazione, i risultati o la stessa sopravvivenza. Oggi esistono prodotti assicurativi specifici che coprono i danni subiti e quelli provocati a terzi (clienti e fornitori) per la violazione o la perdita di dati sensibili, ma anche per i disservizi subiti nel caso in cui, ad esempio, salti il sistema di prenotazione oppure vengano manomessi i software per la gestione amministrativa e contabile della struttura.

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L'agenda D EG LI A PPUNTA MENTI IN T R E N TINO

Tra l’estate e l’autunno, eventi e manifestazioni in tutto il territorio

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on il volgere al termine dell’estate il Trentino torna ad animarsi con feste, sagre e appuntamenti della tradizione locale. In questo periodo, tra il mese di settembre e quello di novembre,

il territorio ospita alcuni degli eventi di maggiore richiamo dell’anno, ispirati alle consuetudini agricole delle popolazioni di montagna. Insomma, tra feste del raccolto e rievocazioni storiche, spettacoli musi-

cali e rassegne artistiche, le opportunità per assaporare i prodotti e le eccellenze locali, nonché per conoscere il folclore e le usanze delle diverse valli, non mancheranno.

SETTEMBRE

FESTA DELL’UVA. Organizzata dalla Pro Loco di Giovo, la più antica festa dedicata all’uva del Trentino compie quest’anno 62 anni. L’evento prevede un fine settimana ricco di appuntamenti: sfilata di carri allegorici addobbati a tema, percorsi di degustazione e specialità gastronomiche trentine; ma anche gare sportive, spettacoli e musica. Giovo, dal 20 al 22 settembre.

OTTOBRE

ANTICHE TERRE. La Pro loco di Nave San Rocco e la Pro loco di Zambana organizzano la seconda edizione di un festival gastronomico-culturale alla scoperta dei mestieri e dei sapori di un tempo. Un viaggio di gusto tra piatti della tradizione trentina, passeggiate nella natura, mostre fotografiche e divertimento. Zambana Vecchia, il 5 e il 6 ottobre. GANZEGA D’AUTUNNO. Torna ad ottobre l’evento che rievoca le tradizioni dell’Ottocento e del Novecento, con proposte enogastronomiche, spettacoli e mostre. La manifestazione, organizzata dalla Pro loco Mori-Val di Gresta, anima le vie e le corti del centro storico. Mori, il 5 e il 6 ottobre. FESTA DELLA ZUCCA. All’interno del parco “Ai tre castagni”, le zucche diventeranno l’ingrediente base di gustose ricette, nonché le protagoniste di originali mostre. Una festa colorata, organizzata dalla Pro loco del paese, con laboratori per i più piccoli e, novità di quest’anno, il villaggio del miele e delle castagne. Pergine Valsugana, dall’11 al 13 ottobre.


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RUBRICA LEGALE GESTOR EWS  [ 29 ]  

POMARIA. La regina della Valle di Non e della Valle di Sole, la mela, è la protagonista della grande festa del raccolto. Un’occasione per scoprire tradizioni e sapori locali, immersi nel suggestivo profumo dell’autunno che avvolge le valli. Rumo, il 13 e il 14 ottobre. FESTA DELLA PATATA. Una festa per rendere onore alle “Montagnine”, le vere patate di montagna coltivate nel Lomaso e nel Bleggio, conservate al naturale senza il supporto di trattamenti antigermoglianti. Molti gli appuntamenti da non perdere: show cooking, visite alla casa della patata, AgriArt, serata musicale e laboratori per bimbi. Campo Lomaso, dal 25 al 27 ottobre. FORMAI DAL MONT. Per celebrare una delle tradizioni della Val di Non, ovvero l’alpeggio, la Pro loco di Tassullo organizza una sfida tra malghe, per incoronare il re dei formaggi. L’evento si svolge a Castel Valer, a Tassullo, il 26 e il 27 ottobre.

NOVEMBRE

SAGRA DELLA CIUIGA. Per gli amanti della buona tavola, un evento da non perdere organizzato dalla Pro loco di San Lorenzo in Banale e annoverato tra le 21 “Sagre di Qualità” dell’Unpli. Durante la festa si valorizzano le tradizioni di uno dei borghi più belli d’Italia, con rassegne musicali e teatrali per le vie del paese. San Lorenzo in Banale, dal 1 al 3 novembre.

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[ 30 ]  GESTOR EWS IL PRODOTTO  

© Shutterstock - Di Natalia Van Doninck

Formaggio di malga, il sapore della natura Un prodotto che soddisfa il gusto e che suscita emozioni

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l formaggio è sicuramente uno dei più antichi alimenti dell’umanità: ha rappresentato per millenni il cibo semplice e genuino alla portata di tutti; una vera e propria risorsa alimentare a disposizione di poveri e di ricchi, indice di prosperità ma anche di frugalità e di sobrietà, come si trova spesso riscontro nella letteratura antica e moderna. Dalla Bibbia all’Odissea, dagli autori latini sino al Medioevo (quando, grazie ai monaci, da pecorino il formaggio divenne prevalentemente vaccino), il prodotto si affermò come alimento largamente diffuso, tanto da entrare stabilmente nell’alimentazione quotidiana.

Oggi il formaggio trova larga diffusione in tutte le diete e in quasi tutte le ricette, grazie anche ad una promozione mirata che ha fatto conoscere la qualità del prodotto italiano in tutto il mondo. La particolarità e la bontà del formaggio nostrano non è del resto una novità, e la prima réclame la possiamo addirittura far risalire al Boccaccio che, nel Decamerone, recita: “ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli, e cuocergli in brodo di capponi […]”. Ogni regione italiana vanta una propria produzione, caratterizzata in

molti casi dal toponimo di provenienza (stracchino di Milano, Gorgonzola, Asiago. ecc.) In questo senso, il Trentino non è da meno, con prodotti di alta qualità e dal gusto inconfondibile. Sono soprattutto i formaggi di malga a meglio rappresentare la tipicità del prodotto. Le caratteristiche della produzione locale dipendono infatti dal latte da cui deriva, dalla specie e dall’alimentazione dell’animale, nonché dall’habitat dei prati e dei pascoli, dalla lavorazione e dal clima. Il formaggio di malga presenta generalmente una pasta di colore giallo in varie gradazioni, mentre il suo odore e sapore sono determinati


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IL PRODOTTO GESTOR EWS  [ 31 ]

dalla composizione delle erbe dei pascoli e dalla flora microbica in essi esistenti. Oltre all’alimentazione, particolarmente importante è lo stato fisico dell’animale che generalmente all’alpeggio sviluppa una maggiore muscolatura ed un migliore stato di salute. Per questo i formaggi di malga sono considerati i più gustosi, poiché portano con sé tutti i benefici del latte, in particolare il contenuto di proteine di qualità elevata e di minerali alleati della salute. In genere i formaggi di alpeggio vengono prodotti nel corso dell’estate, in molti casi, però, ne è consentita la produzione anche in inverno, quando le vacche sono ricoverate in stalla e vengono alimentate con il foraggio. Le caratteristiche del prodotto finale tuttavia cambiano. Sono circa 160 le maghe nelle quali oggi si produce latte vaccino, metà delle quali trasformano il latte sul posto, mentre quello prodotto nelle altre, viene lavorato nei caseifici cooperativi di fondovalle. Ciascuna malga produce un suo formaggio caratteristico, in genere “il nostrano” dalle caratteristiche specifiche e irripeti-

ERRATA CORRIGE NUMERO APRILE 2019 Vogliamo precisare che nell’articolo “Il “broccolo di Torbole” è servito” l’immagine era errata. Riportiamo qui di seguito l’immagine corretta. bili di una determinata zona. Il procedimento è più o meno lo stesso: lavorazione della cagliata, riposo in fascere, spurgo, salatura in salamoia, quindi stagionatura. Ciò che cambia sono i sapori, legati all’identità di ogni territorio, che conferisce al latte aromi e profumi differenti. Negli ultimi anni è stato introdotto il marchio, “Sapori di malga”, nel quale

sono state codificate in un disciplinare le tecniche tradizionali e tuttora utilizzate per trasformare il latte. Il disciplinare prevede, ovviamente, rigorosi controlli a tutela del consumatore, e dà disposizioni anche sulla fase della stagionatura, estremamente importante per l’affinamento del formaggio (che deve durare almeno 9 mesi e avvenire in locali tradizionali).


La carne Bio ALLEVAMENTO BIO La scelta di produrre carni biologiche significa abbracciare uno stile di vita sostenibile, sia dal punto di vista ambientale sia salutare; si tratta non solo di prodotti dal sapore autentico, ma anche di alta qualità nutrizionale. In un allevamento a regime biologico, l’alimentazione dell’animale è basata su mangimi privi di additivi chimici e sull’assenza di terapie e medicinali antibiotici; il nutrimento principale consiste mais, fieno ed erba medica. Il benessere animale è uno dei fattori principali che caratterizza questi allevamenti; vengono infatti rispettati i fabbisogni nutrizionali degli animali nei vari stadi fisiologici. In generale, la produzione biologica è una modalità di gestione dell’azienda agricola e di allevamento, caratterizzato dalla tutela e salvaguardia delle risorse naturali, un elevato livello di biodiversità, parametri rigorosi in merito al benessere animale ed in ultimo una produzione conforme alle esigenze di consumatori che prediligono prodotti ottenuti in maniera naturale.

FROLLATURA Dopo la macellazione, la carne deve essere sottoposta ad un processo di maturazione, conosciuto come processo di FROLLATURA, durante il quale avvengono una serie di processi biochimici e la carne viene intenerita, acquisendo in modo tale un sapore invitante; la durata della frollatura non è sempre uguale, ma varia a seconda della temperatura di conservazione, del tipo di animale, taglio, età, razza, stato di ingrassamento… Fra i metodi innovativi di frollatura delle carni, cattura sempre più attenzione il DRY AGED. Si tratta di metodo di frollatura a secco, che prevede un lungo periodo di refrigerazione ad umidità e ventilazione controllata; in questo modo le carni vengono asciugate superficialmente. Al termine di questo periodo la carne si presenta tenera, succulenta e con un aroma unico. E’ senza dubbio un processo molto delicato, che deve garantire al consumatore standard di qualità e sicurezza elevati.


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© Shutterstock - Di Vector Fun

GESTOR EWS 

Felsenkeller Bier di Birra FORST: la birra speciale naturalmente torbida

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a cura di Enterprise srl - Distributore bevande Forst per le aree di competenza

a “Felsenkeller Bier” è la specialità birraria naturalmente torbida di Birra FORST, non filtrata, dal sapore pieno e corposo e dal retrogusto morbido. Il particolare nome “Felsenkeller” (cantina nella roccia) deriva dall’antica cantina dove nel 19esimo secolo venivano conservati i grandi blocchi di ghiaccio che servivano per raffreddare il mosto di birra. Fedele alla sua tradizione di produttore di birre speciali, Birra FORST produce la “Felsenkeller Bier” utilizzando materie prime di ottima qualità; la fermentazione avviene in maniera fredda “classica” e dopo non meno di sei settimane, la birra lascia lo stabilimento. Questa birra speciale presenta un sapore pieno e corposo, accompagnato da un morbido retrogusto che soddisfa i palati più

esigenti e che ben si accompagna ai piatti della gastronomia tradizionale alle rivisitazioni più ricercate degli stessi. Dal 2016 la “Felsenkeller Bier” viene distribuita in tutt’Italia in fusto in punti vendita selezionati e presso i ristoranti birrerie FORSTERBRÄU. Insieme al lancio della nuova specialità birraria non poteva mancare il bicchiere ideale per poterla assaporare appieno nei suoi aromi, e così come accade per le altre specialità birrarie di Birra FORST è stato creato un nuovo bicchiere per esaltare le caratteristiche della “Felsenkeller Bier”: un calice in vetro cristallino con una coppa a base molto ampia e squadrata, ristretta verso l’alto per concentrare l’aroma e per favorire la persistenza dell’abbondante schiuma compatta.


La birra speciale naturalmente torbida di Birra FORST.

Custodita per anni tra le rocce, adesso è finalmente sulla bocca di tutti.

forstbeer BirraForstBier

www.forst.it www.beviresponsabile.it


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[ 36 ]  GESTOR EWS LA RICETTA  

Ingredienti per 4 persone:

NICOLA VIAN Chef

La ricetta

Filetto di trota lacustre Trota Oro, purea di patate viola, terra di porcini, miele di Tarassaco e crescione di torrente

4 filetti di trota lacustre da 170/180gr

300gr di patate viola

brodo vegetale

30gr di funghi porcini secchi

30gr di pane grattuggiato

20gr di miele di tarassaco

sale, pepe e olio EVO del Garda

qualche fogliolina di crescione di torrente

Procedimento Lavare accuratamente le patate e metterle a cuocere in acqua salata per circa 45 minuti, nel frattempo pulire i filetti di trota, condirli con olio, sale e pepe, metterli in una busta sottovuoto da cottura e cuocerli in forno a vapore a 45° per 90 minuti. Scolare le patate, pelarle e frullarle poco poco con un po’ di brodo caldo, aggiustare di sale e tenere in caldo. Frullare i porcini secchi, aggiungere il pane grattuggiato, tostare velocemente in padella, aggiustare di sale. Diluire il miele con 10gr di acqua calda. Quando il pesce è cotto, impiattare il tutto mettendo prima la terra di porcini poi il filetto di trota, la purea di patate viola, il miele e decorare con qualche foglia di crescione di torrente.


La tv in hotel è un servizio fondamentale per chi ha bambini come me, se non c’è devo attrezzarmi, meglio ancora se c’è Sky che so cosa guardare

©Getty Images

Preferisco avere la tv più completa piuttosto che portarmi qualcosa in giro sullo smartphone

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“Sky in camera, un must!” Parola di cliente.

Avendo Sky a casa da anni è talmente un’abitudine che ritrovarmelo in vacanza non può che farmi piacere

Mio figlio la prima cosa di cui si preoccupa è che ci sia il wi-fi in camera e Sky per vedere le partite

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GestorNews Agosto 2019  

Quadrimestrale della Cooperativa che valorizza il territorio.

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