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NE/TN0027/2008

Registrazione n. 1358 - 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento

quadrimestrale di informazione della cooperativa trentina di acquisti alberghi e ristoranti

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Quadrimestrale della Cooperativa Gestor via Maccani 181/A – Trento Tel. 0461 826506 – Fax 0461 429378 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Franco Delliguanti Registrazione n. 1358 – 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Stampa: Litografica Editrice Saturnia (tn)

Anno III – N. 1 MAGGIO 2012

sommario 02 Appuntamento

Giorgio Sembenotti: il mio primo anno da Presidente Gestor

04 Expo Riva Hotel

Sempre un grande successo

06 Intervista

Web alloggiati

08 Intervista

Il Bondone guarda al futuro

16 Il punto

Club di prodotto Trentino in moto

22 Il personaggio

Katia Weiss Hotel Gran Mugon: il posto ideale se cercate relax e familiarità

30 Focus

Lezioni di Vino

32 Angolo fiscale

L'IMU e le ultime modifiche

34 il prodotto

La Susina di Dro

◗H  appy Hour: una moda

importata dalla Gran Bretagna che piace anche ai trentini Italo Spisani: dai gioielli ai gelati

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GESTOR SI RAFFORZA NONOSTANTE LA CRISI

GUARDIAMO AL FUTURO CON FIDUCIA

editoriale

Nives Tisi

I

l duemiladodici è per Gestor l’anno del cambiamento. Un cambiamento non traumatico, ma naturale e in qualche modo, anche se può sembrare contraddittorio, all’insegna della continuità. La nostra cooperativa ha vissuto il passaggio di testimone tra il Presidente Moresco e il suo successore Sembenotti. Due persone serie e preparate, ma al tempo stesso, come è logico che sia, anche diverse, con due modi di operare differenti seppur positivi entrambi. Il percorso tracciato in questi anni da tutti noi soci, costruito con impegno e fiducia, proseguirà anche per gli anni a venire. Lo testimonia il fatto che lo stesso neo-presidente sia uno dei soci fondatori di Gestor. Come ogni anno, in questo periodo si stila il bilancio di quanto fatto finora, in vista anche dell’assemblea annuale che si svolgerà il sedici maggio a Folgaria. Nonostante il periodo di difficoltà che il mercato sta affrontando, Gestor ha continuato a crescere ponendo cura e attenzione ai costi di gestione e rafforzando lo spirito di appartenenza tra i soci, valorizzando questi atteggiamenti come un significativo antidoto alla crisi. E così anche il duemilaundici riporta un segno positivo davanti al nostro fatturato, che registra un incremento del 17,20%. La nostra realtà acquista sempre più credibilità e fiducia, come dimostrato dall’ingresso di 18 nuovi soci solo nei primi cinque mesi di quest’anno. Al contempo cresce anche la consorella Gestor-bar che abbiamo voluto mettere a disposizione dei pubblici esercizi. Ad un anno dalla sua nascita, aumentano i soci anche di questa nuova realtà. Quello di Gestor-bar è un progetto inserito in una strategia di crescita, che intende estendere i servizi di Gestor ad altre categorie che operano nel settore del turismo, penso ad esempio ai bed and breakfast o agli agriturismi. Sarà questo uno dei nostri obiettivi per i prossimi mesi e in questa direzione va letta anche la nostra scelta di organizzare l’assemblea dei soci a Folgaria: un territorio che ha investito molto per emergere come eccellenza del turismo trentino anche attraverso l’apertura e la riqualificazione di molti alberghi. Il nostro vuole essere un riconoscimento per questo impegno dimostrato. Vogliamo trascorrere una giornata, quella dell’assemblea, in quel clima di soddisfazione e attaccamento alla nostra cooperativa che si respira da sempre tra tutti noi.

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appuntamento

giorgio sembenotti:

IL MIO PRIMO ANNO DA PRESIDENTE GESTOR Eccoci qui dopo un anno dalla sua elezione: come potrebbe riassumere il suo primo anno da Presidente? È stato scuramente un anno ricco di sfide, ma anche di soddisfazioni, facilitato dal fatto che rivestivo in precedenza la carica di vice-presidente, ed inoltre conoscevo e frequentavo la cooperativa già dalla sua nascita, essendo uno dei soci fondatori. Ho ereditato sicuramente una realtà preziosa, oggi ambita da molti, alla quale ho cercato di dedicarmi con il massimo impegno e concretezza possibili.

C’è un messaggio che vuole rivolgere ai suoi soci? Il mio desiderio principale è che i soci comprendano appieno il vero valore e le ampie potenzialità della cooperazione, e che le vivano come momento di crescita individuale e di gruppo. Spero in una partecipazione numerosa all'assemblea che si terrà il prossimo 16 maggio a Folgaria, per poter condividere con i colleghi nuove idee e progetti per poter far crescere ulteriormente la cooperativa.

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PROGRAMMA DEI LAVORI Ore 16.30 – 18.00: ASSEMBLEA ORDINARIA Ordine del Giorno ■ Relazione del Presidente; ■ A  pprovazione Bilancio di esercizio 2011: relazione del Consiglio di Amministrazione, relazione del collegio sindacale e delibere conseguenti; ■ E  lezione delle cariche sociali e definizione dei compensi; ■ L  ettura ed Approvazione del Regolamento della Cooperativa. Ore 18.00: Aperitivo Ore 18.30: Saluto del Presidente ai soci, agli ospiti e ai fornitori seguirà Gestor in pillole e nuovo gioco a premi e Cena Sociale con animazione

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SEMPRE UN GRANDE SUCCESSO Ancora una volta Gestor ha registrato un ottimo successo con lo stand Piazza Gestor allestito in occasione dell'ultima edizione di Expo Riva Hotel

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ono stati oltre ventimila i visitatori che hanno partecipato alla 36esima edizione di Expo Riva Hotel, 20.138 secondo i dati di Riva del Garda Fierecongressi Spa, e cioè l'1.5% in più rispetto al 2011. Nonostante i venti di crisi, l’inevitabile scarsa affluenza degli operatori della montagna, occupati con gli arrivi legati alla stagione invernale, ed il momento di empasse che si trova a vivere il settore fieristico, la prestigiosa manifestazione di Riva del Garda sembra non risentire di alcun effetto negativo. Gli stessi ottimi risultati ed i bilanci positivi hanno caratterizzato l’ormai solido e rinomato STAND GESTOR. Rovesciando i pronostici di quelli che credevano che la sfavorevole posizione all’interno del Pa-

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diglione C avrebbe compromesso il suo successo, la formula di PIAZZA GESTOR ha dimostrato di saper attirare moltissimi tra soci, fornitori e operatori del settore. Oltre 80 associati si sono accreditati presso il desk di accoglienza Gestor per incontrarsi con amici e colleghi e per concludere affari con gli espositori dello Stand. Sono stati offerti circa 150 coperti ogni giorno presso il Ristorante di Gestor e più di 20 operatori del sistema ricettivo trentino hanno approfittato dell'occasione per avvicinarsi alla realtà della Cooperativa e per raccogliere quante più informazioni possibile; in questi mesi passati, già 5 di queste hanno scelto di associarsi. Nei 650 metri quadrati della Piazza Gestor hanno trovato spazio 26 aziende fornitrici qualificate, il welcome bar riservato agli ospiti dello stand ed il già citato ristorante. L'apprezzatissima area gastronomica ha servito, nei giorni di manifestazione, squisiti piatti preparati da quattro diverse strutture socie di Gestor: il Pineta Hotels di Tavon di Coredo, il Ristorante Agostini di Fai della Paganella, il Ristorante Alla Corte dei Toldi di Terzolas e l'Albergo Ristorante Due Camini di Miola di Pinè. L’organizzazione che opera dietro alle quinte per la realizzazione di un progetto di tali dimensioni è notevole. L'investimento in termini di tempo e di risorse umane è importante e, prima di ripartire, ogni anno, l'interrogativo sull'opportunità di rinnovare la presenza della Cooperativa in Fiera, fa capolino dalla porta della Direzione; ciononostante, i risultati che si riescono a raggiungere ogni volta e la partecipazione e la collaborazione dei soci e dei moltissimi fornitori rinvigoriscono l’entusiasmo per ogni nuova edizione.


intervista Giorgio IAcOBONE Questore di Trento

WEB ALLOGGIATI Sicurezza negli alberghi, snellimento burocratico e velocità negli interventi delle forze dell’ordine Il sistema “Web alloggiati” è stato creato alla fine del 2009 per la diffusione via telematica alla questura di Trento dei dati sugli arrivi dei clienti. In due anni sono stati 103 i controlli effettuati dalla polizia sui turisti registrati in strutture ricettive del Trentino. In seguito a questi controlli le persone arrestate sono state tre, quelle indagate nove. Gli altri 91 controlli hanno portato ad una serie di notifiche di reato anche di carattere amministrativo. Con l’inizio del 2012 è entrata in vigore la legge che obbliga le strutture ricettive ad inviare alle questure i dati sugli ospiti entro 24 ore dall’arrivo, utilizzando solo il sistema telematico. Sono circa 3.000 le aziende del Trentino che dovranno adempiere a questo obbligo. Ne parliamo con il Questore di Trento, Giorgio Iacobone.

Dottor Iacobone, ci spiega come funziona il sistema “Web alloggiati”? “Il servizio Web alloggiati determina che l’albergatore dal suo locale invii con un portale via internet tutti i nominativi con un accesso che va direttamente al Ced di Napoli, il Centro Elaborazione Dati, che li rielabora in tempo reale comunicando alle questure interessate se dal nominativo inserito, la persona ospite dell’albergo risulti avere dei precedenti o possa essere ritenuta pericolosa” Questa procedura è obbligatoria per l’albergatore? “È obbligatorio per quanto riguarda le schedine, fornire cioè i nominativi degli alloggiati. Le schedine prima dovevano essere consegnate a mano. In questo caso invece l’albergatore riesce facilmente a

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superare questo obbligo rimanendo nella sua struttura”. Altrimenti sono previste sanzioni? “Sì, perché il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che parla delle comunicazioni delle persone alloggiate, prevede che la notifica venga effettuata entro il termine delle ventiquattro ore successive all’arrivo dell’ospite. L’albergatore può adempiere questa comunicazione avvalendosi adesso dei mezzi informatici e telematici. Un obbligo previsto dalla Legge 214 del 22 dicembre del 2011 che ha modificato il Testo Unico dando questa ulteriore possibilità. In provincia di Trento i collegamenti sono aumentati recentemente e speriamo di raggiungere quelle percentuali vicine al cento per cento come accade già nel Comune di Trento, dove quasi tutti gli albergatori sono collegati con questo si-


stema. Complessivamente ad oggi, in tutta la Provincia di Trento sono collegati millecentosette alberghi ed esercizi ricettivi, che comprendono anche Bad and Breakfast e agriturismi. Un dato importante da sottolineare è che ogni mercoledì e giovedì alle ore 15, anche senza prenotarsi, gli albergatori possono venire in questura e ci sarà del personale incaricato che darà loro tutte le istruzioni e gli aggiornamenti per far funzionare il sistema nel miglior modo possibile. Per il nostro lavoro ci sono degli enormi vantaggi. Il controllo non viene più fatto manualmente ma è tutto automatico e in tempo reale”. Ci sono stati casi in cui siete riusciti ad intervenire in tempo? “Moltissimi, quasi sempre. Quindi chissà quanti reati sono stati evitati nel momento in cui siamo andati a controllare la persona ritenuta sospetta. In altre circostanze sono stati fatti degli arresti di persone ricercate. Sicuramente questo sistema dà una forza e una incisività alla sicurezza del cittadino. Pensi che recentemente abbiamo avuto anche il caso di un truffatore che molto spesso permaneva negli alberghi e poi andava via senza pagare. Abbiamo scoperto anche delle persone che commettevano dei reati e che sono state allontanate. Tutti gli albergatori possono facilmente colle-

garsi con questo sistema web alloggiati in modo molto semplice. Basta scaricare un modulo che si trova sul sito della Questura di Trento con il quale si comunica l’adesione al servizio. Bisogna poi allegare una copia della licenza o della Dia, la dichiarazione di inizio attività, un documento del titolare. Il tutto tramite internet ”. I risultati finora come sono stati? C’è una buona collaborazione tra forze dell’ordine e albergatori? “Nel momento in cui gli addetti del settore ricettivo adempiono a questo obbligo, per loro la faccenda si chiude lì, nel senso che poi diventa di nostra competenza. Chiaramente però avere degli ospiti in albergo che sono delle persone non pericolose è una sicurezza anche per l’albergatore”. Questo sistema al momento è attivo solo a livello nazionale o anche le questure europee sono in rete tra loro? “Per ora la collaborazione è attiva a livello nazionale. Vorrei fare una considerazione, e cioè che nel momento in cui turismo significa sicurezza, le forze dell’ordine sono ovunque ci sia il turista perché la sicurezza pubblica viene tutelata a trecentosessanta gradi. Quindi dove c’è il turista, ci siamo noi”.

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INTERVISTA

elda verones Direttrice dell'Apt Trento-Monte Bondone

IL BONDONE GUARDA AL FUTURO TANTI PROGETTI IN CANTIERE PER RILANCIARE IL TURISMO SULLA MONTAGNA DI TRENTO Fari puntati sul Monte Bondone, la “montagna dei trentini”, che nei prossimi mesi e anni sarà al centro di un progetto di rilancio importante per catalizzare sempre più turisti, a vantaggio non solo degli albergatori della zona, ma dell’intera città di Trento con la quale conserva un legame indissolubile e, come è stato dimostrato quest’anno, vincente. Si pensa alle Universiadi del 2013, ma non solo. Sono tante le idee in cantiere. Ne abbiamo parlato con Elda Verones, direttrice dell’Apt Trento – Monte Bondone. Possiamo fare un bilancio della stagione invernale appena trascorsa? La crisi si è sentita? Quella appena conclusa è stata una stagione non facile per tutte le località invernali. Alla crisi economica si sono aggiunte anche la scarsità di neve e condizioni atmosferiche avverse. Eravamo preparati a dati non entusiasmanti, ma devo riconoscere che la vicinanza del Monte Bondone alla città di Trento si è dimostrata ancora una volta il punto di forza del nostro ambito. I dati dimostrano come il nostro territorio stia nonostante tutto riuscendo a resistere alla crisi. Dicembre è stato un mese record per la città di Trento: il settore alberghiero ha registrato 17.308 arrivi (+7,65%) e 32.139 presenze (+0,52%). Rispetto al 2000 c’è stato un incremento addirittura del 76,86%. Ottimi anche i dati di alberghiero+extra-alberghiero: 20.634 arrivi (+7,28%) e 58.937 presenze (+3,10). Per quanto riguarda, invece, il Monte Bondone, dopo un avvio in salita a causa soprattutto della poca neve, i dati di febbraio evidenziano una buona ripresa: si è registrato un aumento dell’1,60% degli arrivi (6.160) e dell’8,17% delle presenze (34.785), grazie soprattutto agli stranieri.

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Credo che in questo momento di crisi sia necessario riuscire a proporre appuntamenti che ci differenzino dalle altre località. I numeri dimostrano che l’impegno della nostra APT, di Trento Funivie, degli operatori e degli attori del territorio sta andando nella direzione giusta: i grandi eventi proposti quest’anno ci hanno permesso di registrare dati positivi nonostante la crisi. Sono state diverse le iniziative organizzate nei mesi scorsi per richiamare turisti ma anche residenti perché scoprissero un volto rinnovato del Bondone. Penso ai giovedì per gli universitari, alle serate in pista e alle offerte sugli skipass. Hanno dato i risultati sperati queste idee? APT sta cercando di attirare sul Monte Bondone giovani e famiglie, grazie alle caratteristiche che rendono unica la montagna di Trento. L’appeal naturale viene esaltato dai numerosi appuntamenti di valenza internazionale che permettono ai ragazzi di essere protagonisti delle loro vacanze. Il successo degli appuntamenti più importanti ci conferma che stiamo andando nella direzione giusta, anche perché a usufruirne non sono solo i turisti, ma anche i trentini, segnale questo che indica la voglia di riscoprire e vivere la nostra montagna. Cito solo qualche esempio. La novità di questa stagione, Happy Snow, le discese in notturna che hanno accesso le luci della montagna ma soprattutto l’entusiasmo degli sciatori, ha fatto registrare oltre 4000 passaggi ai tornelli della seggiovia Montesel e una media di 500 skipass venduti (stagionali e plurigiornalieri includevano già la notturna). Molti gli ospiti d’eccezione che hanno sciato dopo il tramonto, tra questi il Presidente della Giunta Provinciale Lo-


renzo Dellai e il Vice Alberto Pacher. Un altro appuntamento che ha dato all’intero ambito molta visibilità, in questo caso a livello internazionale è il World Rookie Tour 2012 che prevede 10 eventi internazionali in tutto il pianeta e che quest’anno ha proposto il nuovo evento “solo halfpipe” sul Monte Bondone. Le attività extra in calendario (una  film premiere, una passeggiata notturna nel bosco a luce di lanterne, un contest di rail in notturna, una visita alla scoperta della storica città di Trento ed un party finale al tramonto presso il rifugio in quota “Cima Palon” con discesa notturna in neve fresca) hanno permesso di far conoscere ai giovani partecipanti la città e i suoi dintorni: ne sono stati entusiasti e sono certa che al loro ritorno a casa ne hanno parlato con amici e parenti. E il passaparola, si sa, è la pubblicità migliore. Successo anche per il Pro Shop Test 2012, che ha presentato ai negozianti le ultime novità del settore e che ha superato quota 80 brand presenti. Infine, cito il Campionato Italiano di Snowboard, altro appuntamento di valenza nazionale che ci ha garantito molta visibilità. Tutti questi eventi hanno coinvolto i giovani, il target di riferimento dello snowpark. Siamo certi che molti di coloro che sono arrivati sul Bondone per uno di questi appuntamenti, ci torneranno da turisti.

Il Bondone è stato citato anche in uno dei cinepanettoni usciti nelle sale a Natale e la battuta recitata nel film, che lo contrapponeva a Cortina, rischiava di fare una cattiva pubblicità alla “montagna di Trento”. Come avete reagito? E gli albergatori del posto? Il turismo ne ha risentito? La prima reazione, come è immaginabile, è stata di risentimento: come si possono paragonare due destinazioni tanto differenti tra loro per storia, target e proposte? Poi è subentrata la voglia di dimostrare che cosa è realmente il Monte Bondone e cosa può offrire. E paradossalmente quella che voleva essere una battuta denigratoria è diventata una grande pubblicità per noi. Basti pensare al successo di “Mi resto en Bondon” di Giacomo Gardumi che in meno di un mese ha registrato oltre 28.000 clic su Youtube. La canzone è stata adottata da APT ed è diventata l’inno di chi ama la montagna nella sua semplicità e naturalezza. Abbiamo sfruttato la battuta del cinepanettone anche per una campagna di webmarketing su Facebook, il social network più usato dai giovani, il nostro target di riferimento. Con lo slogan “Monte Bondone De Sica non sai cosa ti perdi! In Bondone si mangia bene e si scia alla grande…..” abbiamo collegato la

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Trentino Alto Adige : responsabile Sig. De Monte Giuliano 335.7170851 Agenti Alto Adige: Cicconi Sandro 335.7907484 - Dal Magro Luca 338.5679870 - Panetta Pasquale 338.9991903 Agente Trentino :Fedrigoni Dario 349.5377348 - Padovani Oscar 340.3309407 GestorNews | 1/2012 9 Agente Cortina d’Ampezzo : Paier Rolando 340.5210373


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Nel 2013 vi attende un evento importante. Parliamo delle Universiadi. Come vi state preparando per l’organizzazione della manifestazione che sarà sicuramente una vetrina d’eccellenza per il Bondone? Si tratta senza dubbio di una grande opportunità per il Trentino, per il Monte Bondone e per la città di Trento che ospiterà la cerimonia di apertura, le premiazioni e sarà la base organizzativa di Trentino 2013 26th Universiadi invernali. D’altronde Trento, città universitaria conosciuta in tutto il mondo per i suoi istituti di ricerca di eccellenza e per le sue facoltà che sempre rientrano tra le migliori a livello italiano, è la location ideale per questa manifestazione. La città ospiterà al Palaghiaccio il pattinaggio figura, mentre il Monte Bondone lo snowboard e il free style. La ricaduta di questo evento non si limiterà alla sua durata. Infatti, si tratta di un’occasione importantissima per la promozione di una skiarea che ospita uno snowpark tra i migliori dell’arco alpino e che ha come target proprio quei giovani che parteciperanno o assisteranno alle Universiadi. Un evento sportivo di tale portata potrà fare la differenza fin da subito e negli anni successivi grazie alla grande visibilità che sarà assicurata e che ci consentirà di internazionalizzare Trento e l’intero Trentino. Si parla del progetto di una funivia che collegherà la montagna alla città, che partirà dall’ex Sit e arriverà a Vaneze. Quanto è fattibile secondo lei e quali potrebbero essere i tempi di realizzazione? Da molti anni APT considera Trento e il Monte Bondone non come due destinazioni differenti, ma come le due facce della stessa medaglia. La città con la sua storia, i suoi monumenti, i suoi musei, i suoi eventi è complementare alla montagna con le sue opportunità sportive, la sua quiete, i suoi scorci incantevoli. Per questo non posso che essere a favore di una funivia che colleghi Trento a Vaneze perché significherebbe accorciare ulteriormente le distanze. Se le Amministrazioni provinciale e comunale decideranno di muoversi in questa direzione avranno il nostro pieno appoggio. La vicinanza a Trento è ciò che rende il Monte Bondone differente dall’altre località montane che offrono soltanto il prodotto neve. Poter proporre, invece, il prodotto sci unito alla cultura e alla storia è un di più su cui vale senza dubbio la pena investire. E a trarne vantaggio saranno sia la città sia la montagna.

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Guardiamo al futuro. Quali saranno i punti di forza sui quali punterete? Neve, natura e sport sono gli elementi chiave della proposta della montagna che trova, come detto prima, nella sua vicinanza a Trento un ulteriore punto di forza. Ed è su questi assi portanti che APT definirà le prossime strategie di promo-commer-


cializzazione. Il Monte Bondone sta conoscendo un nuovo sviluppo, anche grazie agli interventi del Patto Territoriale, all'impegno degli operatori e delle istituzioni. È una località adatta e ideale per le famiglie, ma anche ai giovani grazie allo Snowpark, un autentico gioiello, fra i più grandi e attrezzati dell’arco alpino, come testimonia l'half pipe (lungo 120 metri) che riesce ad attrarre, ogni anno, grandi eventi sportivi di snowboard e freestyle sia italiani che internazionali. Inoltre, è il primo Snowpark dell’arco alpino con percorsi attrezzati per

le giovani girls. Puntiamo a sfruttare al meglio le strutture e gli impianti esistenti organizzando eventi capaci di attirare famiglie e giovani, puntando non solo sullo sci alpino ma anche sullo sci nordico, grazie alle possibilità offerte dai 35 km di piste della Conca delle Viote. Crediamo che non serva rincorrere località e caroselli sciistici più grandi del nostro: dobbiamo puntare sulla nostra diversità e sulle nostre peculiarità. APT continuerà a lavorare per proporre eventi e appuntamenti di richiamo. Il resto lo ha fatto e lo continua a fare la natura.

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INTERVISTA

LA PAROLA AGLI ALBERGATORI DEL BONDONE Il rilancio della montagna grazie alla città di Trento

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he il Bondone abbia bisogno di nuove strategie di rilancio, sia dal punto di vista del marketing che di promozione turistica, ne sono convinti gli albergatori della zona. In primis, vice presidente Paolo Martinelli dell’Apt Trento Monte Bondone. “La stagione invernale appena trascorsa non è andata bene, ma questa è cosa nota, per tanti fattori: la poca neve e la crisi generale del mercato italiano soprattutto. Per quanto riguarda i progetti di rilancio, si è già capito che la montagna non può vivere solo di ospitalità alberghiera, ma ha bisogno anche della città, così come solamente il traffico generato da Trento per l’economia del Bondone non è sufficiente. C’è bisogno di entrambi i flussi e trovare la formula giusta in modo da riuscire ad essere propositivi e fare offerte mirate sia per l’uno che per l’altro. Il legame con la

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città è importantissimo ma non basta. Le funivie stesse hanno bisogno di lavoro dal lunedì al venerdì oltre che nei week end. L’idea di aprire la sera, con la possibilità di sciare in notturna è stata ben accolta dalla cittadinanza e proprio per questo l’anno prossimo sarà raddoppiata. Ma credo anche che il progetto di un impianto funiviario che colleghi Trento con il Bondone possa favorire ancora di più l’opportunità di rafforzare questo legame”. Questo inverno il Bondone è stato suo malgrado protagonista di un cinepanettone, dove con una battuta un po’ infelice è stato messo a paragone con Cortina. Voi operatori della zona come avete reagito? “Analizzando la questione si è capito fin dall’inizio che bisognava prenderla sotto


un’ottica positiva, nel senso che per prima cosa se si è parlato del Monte Bondone vuol dire che comunque è conosciuto. E il fatto di paragonarlo con Cortina, naturalmente, è stata una questione che è stata tirata fuori da qualcuno che voleva fare polemica. Con coscienza, bisogna dire che facendo questo paragone, si sa che si parla di due cose assolutamente differenti. Non siamo Cortina, ma non abbiamo nemmeno un’Olimpiade alle spalle,è un po’ come paragonare Rimini e Saint Tropez”. Come vi state preparando per le Universiadi del 2013? “Sono sicuramente una grande opportunità e spingeremo affinchè già da questo inverno possano essere agibili sia lo snowpark che le altre infrastrutture necessarie per la manifestazione. Bisogna approfittarne per portare altri eventi, sia prima che dopo quella data, per diventare l’eccellenza di questo particolare settore sportivo che riguarda il mondo della neve, legato allo snowboard, che già ci vede nelle

prime posizioni su tutto l’arco alpino. Tutto questo ci porta ad essere ancora più propositivi con un prodotto superiore a tanti altri, con nuove strutture e attrezzature che verranno allestite per l’occasione. In questo modo sicuramente avremo anche noi qualcosa da dire come Monte Bondone, come luogo dove c’è qualcosa di unico, e non come questa cenerentola dello sci, come in tanti ci considerano ora, bistrattata come abbiamo visto nel film. Quello che ci aspettiamo anche da questo evento, ma anche dal grande impianto di cui si parla, è che ci sia un ritorno anche di trentini, non solo come turisti che vengono in montagna come turisti, ma soprattutto come investitori che credono nella nostra montagna e che si impegnano in prima persona, anche finanziariamente, per rilanciare il suo sviluppo”. Alberto Barbieri, storico albergatore della zona, titolare dell’Hotel Montana, sottolinea anche l’importanza di riuscire a trovare una regia comune che consenta di convogliare le diverse idee di sviluppo che ogni operatore turistico del territorio ha per

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il Bondone. Ma andiamo con ordine, perché anche a lui abbiamo chiesto un bilancio della stagione invernale. “Non è andato bene, nel senso che in ordine di priorità la crisi economica e la neve non hanno aiutato. Le due cose messe insieme hanno portato a parer nostro un venti per cento in meno di flessione”.

dire che noi siamo una stazione sciistica ma dobbiamo definire cosa fare nel dettaglio. Dobbiamo decidere a chi rivolgiamo i nostri servizi, se ai bambini e quindi alle famiglie, organizzando percorsi, strutture e orari ad hoc, oppure se dedicarci agli scialpinisti, ai naturalisti. Su questo tipo di scelta bisogna essere determinati”.

Ci sono state comunque diverse iniziative che avete organizzato per portare turisti. Come sono andate? “Quelle molto bene, però c’è da distinguere una cosa: nonostante siano state molto apprezzate dagli ospiti alloggiati, come ad esempio i giovedì universiatari, queste sono azioni promozionali rivolte tutto a far riscoprire il Bondone alla città di Trento. Il turismo vive anche di questo ma non solo; vive di impianti un po’ più moderni, di una caratterizzazione del prodotto che non è ancora completata. Caratterizzazione vuol

E secondo lei su cosa occorre puntare, quali potrebbero essere le priorità? “La prima cosa è decidere cosa fare da grandi! La seconda è operare in maniera coerente tutti insieme, e non mi riferisco solo agli operatori. Spesso a questo proposito il Bondone è stato tacciato di non avere un coordinamento né coesione, ma questo non è vero. Io credo sia normale che all’interno di un sistema democratico uno possa esprimere un parere diverso e soprattutto in una fase difficile come quella che stiamo attraversando non è facile trovare un’unica strada perfettamente condivisa. E quindi tra tutti gli attori coinvolti, non ci sono solo gli operatori, ma c’è anche una fortissima componente pubblica. Sui prati, sulle piste, sui sentieri, sui boschi e sulle strade intervengono ben cinque entità che hanno tutte la stessa autorità: Comune, Forestale, Asuc, Circorscrizione e privati, per cui mettere d’accordo tutti non è così banale. A questi soggetti poi vanno aggiunti gli ambientalisti, i cacciatori... sembra che il Bondone sia diventato una palestra politica per testare il proprio potere o addirittura per strumentalizzare delle pressioni che si possono fare”. Questo sistema però, da come lei lo descrive, è paralizzante. “Io dico che il Bondone è forse fermo per forze uguali e contrarie, e non per mancanza di slancio o di idee. Questa è una situazione che prescinde dalle strategie turistiche per il rilancio della nostra montagna, ma che di fatto c’è”. La soluzione quale potrebbe essere secondo lei? “Purtroppo non ho la soluzione in tasca. Secondo me ci vuole un unico soggetto, un’autorità o un console per il Monte Bondone che abbia un potere super partes. Ma anche questa soluzione non sarebbe facile da attuare perché chi sente il territorio come proprio vedrebbe quest’autorità come un’ingerenza sugli enti locali. In effetti c’è stata un’esperienza del genere, mi riferisco al soggetto del Patto Territoriale del quale si è tanto sentito parlare che era un tecnico, termine di moda in questo

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periodo, però anche lui ha lavorato con le mani legate per compiacere più persone. Un Patto Territoriale che serva a sviluppare la località turistica deve essere circoscritto a Vaneze, Vason e Viote. Il Bondone ha un grande vantaggio: oltre ad essere bello, obiettivamente, perché è in cima ad una montagna e non in fondo ad una valle, ha un panorama solare, aperto, che si trova solo in alcune stazioni. Che poi manchino le infrastrutture, i servizi, le piste, gli impianti nuovi è vero, ma la gente che viene da noi e poi va via resta sempre soddisfatta. Un’altra cosa che potrebbe davvero fare la differenza, è anche l’estetica del paesaggio, la cura del prato e del bosco. Il Bondone è nato come montagna senza alberi, come testimoniano le foto degli anni trenta, c’erano solo prati. Questo non è stato più conservato. Nell’abbandono del territorio il bosco si è ripreso gran parte degli spazi e questo ne ha modificato le caratteristiche in maniera pesante. Adesso il bosco sta soffocando la neve e le piste. In questo caso bisognerebbe parlare molto chiaramente con gli ambientalisti perché

non si capisce più bene cosa sia la tutela ambientale. Ci vorrebbe anche un’attenzione particolare per i dettagli che dovrebbero essere più curati, una coerenza nell’utilizzo dei materiali e nelle forme costruttive, dalle case alle staccionate ai cartelli ai lampioni”. E del progetto di questa funivia che dovrebbe partire dall’ex Sit e arrivare a Vaneze, cosa ne pensa? “Penso che sia una cosa buona. L’unica remora che ho non è sulla funivia in sé ma sull’utilizzo strumentale che ne è stato fatto negli ultimi trent’anni, da quando cioè ne sentiamo parlare. Alla fine questo progetto è stato utilizzato come una chimera, per distogliere l’attenzione da istanze e da richieste molto più banali e anche più pressanti che arrivavano dagli operatori. Condiviamo l’idea, è una grande opportunità che non può non spostare l’attenzione su di noi, anche da parte di potenziali investitori, imprenditori e clienti. È innegabile che sia un grande vantaggio, basta che questa volta non resti tutto sulla carta”.


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ppassionati delle due ruote, centauri che amano l’ebbrezza di percorrere chilometri e curve immerse nella natura, assaporando un gusto di libertà indefinibile. Per i motociclisti, il Trentino è il territorio ideale dove trascorrere un periodo di vacanza sulle due ruote in tutta sicurezza, senza doversi preoccupare di bagagli, trovare strutture alberghiere ad hoc attrezzate per il ricovero e la manutenzione della propria moto, e molto altro ancora. Per loro esiste da anni il Club di Prodotto “Trentino in moto”. Ne abbiamo parlato con Demis Pinamonti, segretario dell’associazione. “Noi siamo un’associazione di hotel, bed&breakfast e campeggi. In generale utilizziamo la terminologia tedesca Unterkünfte oppure accomodations. La cosa che accomuna queste nostre strutture turistiche è il target del mototurista. La parola stessa fa capire l’unione tra turismo e motocicletta, target sul quale puntiamo in particolare per la stagione estiva e primaverile. Trentino in moto, è uno dei club di prodotto del Trentino più anziani per così dire, è un dominio che è stato registrato prima del 2003. Io me ne occupo dal 2010. Abbiamo un sito di riferimento che è www.trentinoinmoto.it sia in tedesco che in italiano che in inglese e recentemente abbiamo rinnovato la veste grafica. Qui è possibile scaricare il nostro disciplinare e vedere qual è lo standard di servizi cui una struttura deve attenersi per aderire al club”.

Quali sono questi standard? “Innanzitutto la possibilità del ricovero per le motociclette, quindi parcheggi ad hoc per mettere i mezzi al riparo dalle intemperie, un kit minimo di manutenzione per la moto, dal compressore all’occorrente per la pulizia. Che strumenti di promozione utilizzate per promuovervi? Per quanto riguarda la nostra promozione turistica forniamo del materiale informativo che riguarda la cartina ufficiale dei nostri itinerari in moto in Trentino. Siamo usciti quest’anno a marzo con la cartina nuova con la quale parteciperemo poi ad una decina di fiere, soprattutto internazionali e in Germania, che è il mercato che nel nostro settore la fa da padrone. Questa cartina è il nostro prodotto di riconoscimento, e la realizziamo ogni anno in collaborazione con una rivista specializzata tedesca, ogni anno una diversa, in modo da poterci avvalere della professionalità e della conoscenza del territorio di questi giornalisti che sono esperti motociclisti e che molto spesso conoscono il territorio molto meglio di noi che ci abitiamo”. Quali zone del territorio trentino sono coinvolte in questi itinerari? “Andiamo dalla Val di Fassa fino al Lago di Garda, quindi da nord a sud, e dalla Val di Sole fino ai Monti Lessini, davvero tutto il territorio. Come detto, abbiamo bed and


breakfast e hotel, e sono tutti posizionati lungo questi percorsi che sono rintracciabili sul sito con la possibilità di scaricarli anche in versione Gps”. Finora quante strutture hanno aderito? “Siamo una quarantina di hotel e tre ristoranti” E c’è la possibilità che altre strutture decideranno di aderire al club? “Assolutamente sì, basta rispettare il disciplinare. Viene fatta una visita alla struttura per verificare se i requisiti sono rispettati. C’è poi una quota da pagare, e si fa parte del club. Chiaramente i soci hanno interesse ad entrare nel club prima della pubblicazione della cartina. In ogni momento dell’anno comunque si può entrare a far parte del sito internet, ADV MEZZA HP.aile 1cose 08/03/12 che è PAGINA poi tra più 18.30 importanti per avere visibilità”.

Com’è la risposta dei turisti? È una scelta vincente? “Il discorso è complesso. C’è da tenere in considerazione una serie di parametri generali: la situazione economica europea e la crisi italiana in particolare sono fattori che influiscono. Di sicuro molti hotel ci contattano per poter entrare a far parte del nostro club perché l’idea del mototurista e soprattutto del gruppo di mototuristi e delle comitive è interessante. Sono diverse persone che visitano il territorio e che sono disposte ad investire soldi durante la loro vacanza, quindi questo è positivo per tutto l’indotto, non solo per gli hotel, perché si fermano nei ristoranti, nelle birrerie. Per il territorio c’è un ritorno non indifferente e questo ha portato ad un cambiamento di mentalità negli albergatori e negli imprenditori turistici, nel senso che dieci anni fa - questo lo dice spesso anche il nostro presidente – il mototurista era visto come uno che voleva spendere poco e pensava

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solo a fare rumore e a sgommare con la propria moto. Adesso invece, le comitive di appassionati delle due ruote sono formate da professionisti, medici, avvocati, che hanno la possibilità di spendere cifre anche consistenti”. Obiettivi futuri? “Il nostro investimento principale per il duemiladodici, oltre alla diffusione delle cartine e alla partecipazione alle Fiere, è puntare sul sito internet con tutta una serie di caratteristiche che sul sito precedente non c’erano: le coordinate Gps, la possibilità di booking on-line e l’opzione per i nostri utenti di visionare la disponibilità di camere di tutti i nostri soci. Gli itinerari in motocicletta saranno sempre più arricchiti con immagini, descrizioni, photogallery e video. Entro fine maggio pubblicheremo sul web il video ufficiale di Trentino in Moto che faremo girare il più possibile per farlo diventare virale”.

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benvenuto nuovi soci

In questi ultimi mesi, 18 prestigiose aziende hanno aderito alla Cooperativa. A tutti i nuovi associati diamo il nostro più caloroso benvenuto. BAR NAOMI - Salorno (BZ) caffe˜ piazza lodron - Trento GARNº CIRELLE - Alba di Canazei (TN) GELATERIA AL LAGO - Riva del Garda (TN) HOTEL BELLEVUE - San Lorenzo Malcesine (VR) HOTEL DA FRANCO E ADRIANA - Ledro (TN) HOTEL DE LA POSTE - Cortina d’Ampezzo (BL) HOTEL DE LA VILLE - Andalo (TN) HOTEL MAGGIORINA - Ledro (TN) HOTEL PANGRAZZI - Fucine di Ossana (TN) HOTEL PANORAMA - Riva del Garda (TN) PIZZERIA SCOIATTOLO - Folgaria (TN) ristorante al vecchio mulino - Vezzano (TN) RISTORANTE Paganella - Gardolo (TN) RISTORANTE AL REFOSSO - Conegliano (TV) RISTORANTE PIZZERIA CA~ ROSSA - Arco (TN) RISTORANTE SOSTERIA - Oderzo (TV) TRATTORIA AI TRE GAROFANI - Trento (TN)

BENVENUTO AL NUOVO REFERENTE COMMERCIALE GESTOR

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lessio Pinamonti, conosciuto nell’ambiente per le precedenti collaborazioni con Confesercenti e la società per i buoni pasto E-Lunch, è il nuovo referente commerciale Gestor operante sull’intero territorio provinciale. La sua professionalità è a diposizione dei soci per ogni esigenza, e di tutti coloro che desiderassero ricevere informazioni relative all'adesione alla Cooperativa. È possibile contattare il sig. Pinamonti all’indirizzo e-mail: sviluppo@gestor.it

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L’Azienda Pojer e Sandri nasce nel 1975 dall’incontro dei giovani Fiorentino Sandri e Mario Pojer. Il primo aveva appena ereditato circa due ettari di vigneto, il secondo si era di recente diplomato enologo alla scuola di enologia di San Michele all’Adige. Questo fortunato connubio prende vita grazie alla volontà comune di produrre vino di gran pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Valle di Cembra, precisamente

sulla collina di Faedo, culla fin dal 1975 di uno straordinario Palai Müller Thurgau. Fin dall’inizio alla Cantina si è sempre affiancata la Distilleria, che fu tra le prime a produrre in Trentino la grappa di monovitigno. In Val di Cembra, in località Valbona, a Maso Besleri, invece si è impostato un concetto più evoluto, staccandosi dal vino varietale per dar vita a 2 cuvèe, oltre ad aver realizzato, in uno dei 2 masi situati all’interno della proprietà, l’acetaia.

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il personaggio

Katia Weiss

HOTEL GRAN MUGON: IL POSTO IDEALE SE CERCATE

RELAX E FAMILIARITà

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ituato nel cuore della Val di Fassa, a Vigo, l'albergo Gran Mugon conserva nel nome la sua storia e il suo attaccamento alla tradizione e al territorio. Si tratta di una delle strutture alberghiere più longeve della zona, costruito nel 1974 dalla famiglia Weiss. Prende il nome da un piccolo gruppo di montagne chiamate Mugoni che fa parte del Gruppo del Catinaccio; la più alta si chiama proprio Gran Mugon. Uno spettacolo naturale che è possibile ammirare dall'albergo. Negli anni sono stati fatti lavori di ristrutturazioni e ammodernamento, prima nel '88 e poi nel 2008, per realizzare anche le suite, il centro benessere e il ristorante aperto al

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pubblico, fino a diventare oggi una struttura confortevole a 3 stelle, in grado di soddisfare le diverse esigenze della clientela. Punto di forza dell'albergo, è proprio la familiarità e l'accoglienza che viene riservata agli ospiti. “Per fortuna, nonostante la ristrutturazione, siamo riusciti a mantenere parecchi clienti affezionati – racconta Katia Weiss - perché non abbiamo realizzato tutte suite, anzi sono rimaste alcune camere standard che sono più accessibili economicamente. Pensi che ci sono dei clienti che vengono qui da sempre, da quando io avevo sei mesi, adesso ho trentasette anni e continuano a tornare da noi!”.


Recentemente è stato rinnovato anche il ristorante. “Fino al 2008 in cucina lavorava mio zio – spiega Katia – poi la gestione è passata a mio marito e così con la ristrutturazione abbiamo creato una sala che può ospitare massimo venti posti dove proponiamo una cucina molto particolare, creativa ma al tempo stesso molto legata al nostro territorio. Il ristorante si chiama 'L Chimpl, il nome è in ladino, devo dire che siamo molto contenti e che piano piano stanno arrivando anche delle belle soddisfazioni con i complimenti dei clienti ed anche con le valutazioni delle guide” Quali sono i piatti forti sui quali puntate? “Non abbiamo un nostro cavallo di battaglia, ma proponiamo una nostra selezione di assaggi, servita in un box in legno, con otto piccole porzioni. Cerchiamo di seguire la stagionalità dei prodotti e di utilizzare quelli a chilometro zero, proponendo piatti nel rispetto delle tradizioni trentine a cui apportiamo qualche variazione personale”. E non manca il centro wellness. “Esatto. Abbiamo una zona benessere rinnovata per i nostri clienti. Ci sono l'area relax con il caminetto, le docce emozionali, la sauna, il bagno turco e nel giardino abbiamo la vasca idromassaggio da otto persone”. Cos'è che secondo lei oggi non può mancare in un albergo? “Sicuramente il centro benessere. Chi non lo ha è tagliato fuori perché la gente lo vuole. I clienti desiderano dedicarsi a loro stessi, soprattutto in vacanza, anche se questa dura solo pochi giorni. Non è necessario che ci sia il centro estetico o quello per i massaggi, ma il resto non deve mancare”. Perché avete scelto di entrare a far parte di Gestor? Quali sono i vantaggi? “Quello che una cooperativa come Gestor offre è innanzitutto la praticità nella fatturazione. Arriva un'unica fattura al mese e questo ci semplifica parecchio il lavoro. Tra i vantaggi maggiori, anche la convenienza nei prezzi perché si riescono ad ottenere offerte a costi vantaggiosi”.

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UNA MODA IMPORTATA DALLA GRAN BRETAGNA CHE PIACE ANCHE AI TRENTINI

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priz, spumanti, vini rosè o frizzanti, Negroni, Mohjito...quello dell’aperitivo è diventato quasi un rituale irrinunciabile per chi vuole concedersi un momento di relax o una serata in compagnia. Una vera e propria moda che è stata importata dalla Gran Bretagna e che negli ultimi anni ha preso piede velocemente anche in Italia. Diventando anche, perché no, un segnale di come cambiano le tendenze e le abitudini principalmente dei giovani. Inizialmente infatti l’aperitivo era considerato un momento pre-cena per

consumatori medio adulti, una consumazione veloce dopo una giornata di lavoro prima di tornare a casa. Adesso invece, sempre più spesso sono i più giovani che celebrano questo appuntamento sostituendo l’aperitivo anche con il pasto serale, grazie ad una vasta gamma di sfiziose proposte gastronomiche che bar e locali offrono ai loro clienti. Oggi non c’è bar, caffè o locale che non organizzi aperitivi. Ecco dunque che l’happy hour, letteralmente “ora felice”, si trasforma in una serata a base di stuzzichini, pizzette, formag-

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INTERVISTA

I miei dodici anni da Presidente Gestor Danilo Moresco risponde a tutto campo

gi, primi piatti, rustici o etnici, accompagnati da vini e cocktail. Attraendo i clienti con offerte accattivanti ed economiche, i gestori dei locali dalle 18 fino anche alle 21 si garantiscono una importante fetta di clientela. Senza dimenticare che a volte l’aperitivo diventa occasione di incontri e dibattiti, con proposte a tema e divertenti: l’aperitivo delle lingue, quello letterario, quello scientifico, quello musicale e così via... Ma come sono cambiati nel tempo i gusti degli italiani che all’aperitivo non sanno resistere? Ne abbiamo parlato con Marco Botto (nella foto) del Bar Pasi di Trento. “Sicuramente gli aperitivi che vanno per la maggiore in questo periodo sono lo spriz, ma anche l’Ugo si sta diffondendo parecchio. Si tratta di una bevanda a base di prosecco, foglie di menta, sambuco e poi c’è chi mette la soda o la tonica. A seguire ci sono gli spumanti e i vini”. Come è cambiato l’approccio all’aperitivo da parte della clientela? “Certamente per quanto riguarda l’orario, questo si è allungato. Una volta terminava un po’ prima, adesso si va anche oltre le venti la sera. Quello che noi cerchiamo di fare è proporre un’offerta diversa, di qualità, promuovendo an-

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che un bere responsabile. Per questo abbiamo pensato a degli aperitivi della casa a bassa gradazione alcolica, fatti con frutta fresca. È un’iniziativa che proponiamo da un paio di anni, soprattutto il venerdì, e l’estate prepariamo un tavolo di quattro metri all’esterno del locale. Vi esponiamo i prodotti che usiamo per le diverse preparazioni, i succhi e le decorazioni con la frutta. In questo modo il cliente può vedere anche il modo in cui viene preparato l’aperitivo che ha ordinato e questa è una cosa che viene molto apprezzata”. Oltre al bere, non va sottovalutato però l’accompagnamento gastronomico. “Esatto. È molto importante abbinare sempre l’aperitivo con del finger food che va variato spesso poiché al cliente non piace mangiare sempre le stesse cose. Si cerca quindi di scegliere gli stuzzichini giusti per accompagnare quello che si beve”. Per organizzare un aperitivo impeccabile cos’altro non deve mancare? “È fondamentale avere un sottofondo musicale per creare un’atmosfera giusta. Noi le serate con la musica le facciamo solitamente una volta al mese, nel periodo estivo, proprio abbinate a queste proposte di aperitivi a base di frutta, alcolici e analcolici. E vengono sempre molto apprezzate dai nostri clienti”.


Italo Spisani DAI GIOIELLI AI GELATI: QUANDO LA PASSIONE È Più FORTE DI TUTTO

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arista per caso? Perchè no! Si potrebbe definire così Italo Spisani, titolare della Gelateria Al Lago di Riva del Garda. Gioielliere per 22 anni, stanco di trascorrere così tante ore chiuso nel suo negozio “a guardare il muro”, come lui stesso racconta, all’età di 42 anni decide di inseguire quella aspirazione che da sempre aveva dentro di sé ma che è stata a lungo nascosta. Fino a quando non gli capita l’occasione giusta, quella che gli permette di dare una svolta alla sua vita lavorativa: trova un locale disponibile, in uno dei posti più belli di Riva, e senza pensarci troppo, lo rileva e apre la sua gelateria. Investe nella sua formazione e preparazione, segue corsi ad hoc per imparare l’arte di fare il gelato artigianale, e insieme ad un altro gelataio giunto in Trentino da Bologna, realizza concretamente il suo sogno. Quando gli chiediamo il segreto per un buon gelato artigianale, non ha dubbi: “ È necessario usare solo ingredienti di qualità e nulla di artefatto”. Mentre i lavori per l’imminente apertura della gelateria vanno avanti, gli chiediamo perché ha deciso di entrare in Gestor-Bar. “Non sapevo che esistesse questo gruppo di acquisto. L’ho conosciuto grazie ad una persona che fa parte dei fondatori di Gestor, il signor Chiesa dell’hotel Piccolo Mondo. Ho capito che avrei avuto tutta una serie di comodità e di vantaggi se avessi aderito. È positivo il fatto che non debba contrattare io i prezzi con i fornitori ma lo fa la cooperativa al posto mio, ho fatturazioni uniche alla fine del mese, ho un’importante selezione di fornitori seri e questo mi semplifica molto il lavoro”.


RIPARARE o SOSTITUIRE? questo è il dilemma...

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uando si parla di impianti professionali di cucina e lavanderia per alberghi, ristoranti , bar, esercizi pubblici, vi sono delle regole fondamentali da seguire per garantirne l’efficienza e mantenerli in uno stato che sia buono e funzionale. Le apparecchiature che li compongono, solitamente durature nel tempo, sono soggette a precoce deterioramento se utilizzate senza le necessarie attenzioni, e ad obsolescenza a causa dell’avvento di nuove tecnologie, che le rendono superate. Sia che si decida di acquistare un nuovo bene strumentale o di sostituirne uno esistente oppure di ripararlo sarà fondamentale mirare all’obiettivo finale di una gestione virtuosa dei propri impianti. Il percorso sarà più articolato ed impegnativo, ma tenderà ad ottenere sicurezza operativa, continuità di prestazioni, ergonomia delle apparecchiature, pulizia nell’ ambiente di lavoro, ottimizzazione dei costi gestionali. Davanti alla scelta di sostituire o riparare un’apparecchiatura sarà bene dunque: 1. valutare il proprio livello di conoscenza e di aggiornamento sulle ultime tecniche a disposizione in materia di igiene, sicurezza, metodologie di produzione 2. considerare tutti gli aspetti che influiscono sul costo globale della stessa. Al valore di acquisto andranno infatti sommati anche i costi gestionali di tutti gli anni di utilizzo ma anche l’incidenza delle diverse fonti energetiche a disposizione per alimentarla. Sarà poi importante tener presente che certi apparecchi vetusti, pur riparabili, sono molti più “energivori” dei nuovi, che si ripagherebbero in breve tempo1. 3. controllare periodicamente lo stato di efficienza di tutto il proprio parco macchine e di conformità alle norme igienico sanitarie e di sicurezza utilizzando un proprio “piano di controllo programmato “ con uno o più interventi annuali. 4. prestare attenzione all’istruzione del proprio personale, per garantire efficienza nell’ uso, nella pulizia e nella manutenzione degli impianti, e diminuire così il rischio di infortunio. In buona sostanza, quindi, si tratta di acquisire un sistema operativo a tutto tondo, anche avvalendosi del supporto e della consulenza delle aziende produttrici o di tecnici specifici, in grado di dare serenità ed efficienza al proprio lavoro. A riguardo il recente marchio trentino “Ecoristorazione” pone particolare attenzione all’ impiego di macchinari virtuosi (oltre al rispetto di una severa procedura nella preparazione e distribuzione degli alimenti )

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Lezioni di vino è una nuova rubrica che proponiamo ai nostri lettori per far scoprire loro aspetti inesplorati e innovativi della cultura vitivinicola del territorio. Per i prossimi tre numeri, Gianpaolo Girardi di Proposta Vini ci accompagna in un viaggio immaginario attraverso la storia, gli odori, le fragranze e i colori della vasta gamma di vini che il nostro Paese offre. Nella prima rubrica, ripercorreremo la storia della coltivazione della vite, per conoscere più da vicino i paesaggi e i terreni da cui provengono i nostri vini. Nelle prossime invece, parleremo dei vitigni storici trentini e di quelli nuovi introdotti negli ultimi 50 anni.

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iviamo in un paese, l’Italia, che possiede il più straordinario patrimonio di opere d’arte al mondo, ma anche di sagre paesane, di tradizioni legate al carnevale o alle feste patronali, di ricette culinarie, di idiomi più o meno vernacolari e, come se non bastasse, il più vasto patrimonio di biodiversità in viticoltura fra tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Chi ha la possibilità (e la sensibilità) di ammirare luoghi da secoli coltivati a vite, come ad esempio le Cinqueterre, la Valtellina, la Costiera Amalfitana, la Costa Viola, ecc. viene colto da stupore e ammirazione: sono paesaggi praticamente identici a quelli medievali o rinascimentali, che si sono cioè conservati intatti nel tempo. Quella italiana non è solo viticoltura ma è anche viticultura. La nostra regione però, storicamente, fa parte dell’Italia da meno di cent’anni e la sua importante e variegata produzione vinicola era rivolta, fino alla prima Guerra Mondiale, ai territori a nord delle Alpi. Al tempo dell’Impero austroungarico il Tirolo italiano era, tra le zone vitivinicole della “Corona”, una delle più importanti e i suoi vini, con quelli altoatesini, erano apprezzati in virtù dell’ottimo rapporto qualità/prezzo. Due aspetti aumentarono ulteriormente la richiesta, già notevole, di vino trentino nei cinquant’anni che precedettero lo scoppio della Grande Guerra:

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■ la terribile fillossera che distrusse, circa 30 anni prima di quelli italiani, i vigneti d’oltralpe; ■ la  costruzione della ferrovia che annullò le distanze tra Trento e Vienna, Praga e Budapest. Un “fiume di vino” trentino raggiungeva così il Danubio scavalcando il Brennero. Le zone vinicole trentine al tempo di Cecco Beppe, elencate dall’Istituto agrario di San Michele, erano: la val d’Adige (con diverse sottozone) la val Lagarina (con diverse sottozone) la valle di Non la valle di Cembra la valle della Fersina la Valsugana il Vezzanese la valle del Sarca le valli minori, vale a dire, le Giudicarie, la val di Sole, la Vallarsa, la valle di Terragnolo, gli altipiani di Brentonico, Folgaria e la val d’Astico. Praticamente ovunque, sotto gli 800 mslm, si coltivava la vite. Va da sé che esistevano particolari e diversificate condizioni climatiche, vari livelli altimetrici, molteplici componenti geologiche dei terreni,


innumerevoli tradizioni locali o familiari nella coltivazione delle viti e nella vinificazione. Tutta questa diversità contribuì a far sì che i nostri avi selezionassero un gran numero di uve e che sperimentassero continuamente nuovi soluzioni e introducessero nuove varietà. Thomas Cammilleri, in una tesi di laurea intitolata “Vino e contrabbando in area trentina”, spiega come “la viticoltura in Trentino non fosse quasi mai praticata in pianura” poiché “i fiumi erano raramente contenuti da argini e le zone paludose erano frequenti” e inoltre gli spazi disponibili servivano “per il foraggio e la coltivazione delle graminacee”. Le viti caratterizzavano il paesaggio in alta collina e in montagna. Il Trentino conserva una inequivocabile traccia dei terrazzamenti, che erano presenti ovunque e che “... durante la bella stagione non sono nitidamente identificabili, ma d’inverno, con gli alberi spogli, sono visibilissimi chilometri e chilometri

di muri a secco, eretti nel corso di secoli da generazioni di ignoti e abili costruttori” (cit. Mario Zampedri, Il vino nella valle della Fersina, Publistampa, 2012, p. 6) In effetti i terrazzamenti in val di Cembra, Valsugana, Vallarsa, valle di Terragnolo e in ogni altra valle sui pendii esposti al sole, sono un monumento alla laboriosità umana, alla tenacia, alla capacità di adattamento che ha permesso ai nostri avi di poter vivere in luoghi che altrimenti sarebbero rimasti inospitali. È sorprendente constatare che in nessun depliant promozionale del Trentino si accenni a questi segni del passato così riconoscibili e di così forte impatto per la nostra memoria collettiva e “vendibili” anche come “offerta turistica”. In questi campi terrazzati, a volte fazzoletti di terra, costruiti e lavorati caparbiamente, chi ci ha preceduto ha trovato quel minimo indispensabile alla sopravvivenza e, nel caso della viticoltura, un reddito extra, importante per l’economia familiare.

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Angolo fiscale

di Claudio Della Pietra

L’

IMU

(imposta municipale unica) e le ultime modifiche La nuova imposta IMU, introdotta in via sperimentale dal 2012 dall’art. 13, DL n. 201/2011, Decreto c.d. “Salva Italia” è in continua evoluzione Le novità più rilevanti sono: a) il versamento della prima rata per il 2012 (50%) da effettuare applicando le aliquote di base e la detrazione prevista per l’abitazione principale. A dicembre 2012 sarà versato il saldo dell’imposta dovuta con conguaglio sulla prima rata; b) l’intenzione del Governo di proporre uno specifico emendamento in base al quale il versamento dell’imposta per il 2012 va effettuato in 3 rate secondo le seguenti scadenze: prima rata 16.6.2012, seconda rata 16.9.2012, saldo 16.12.2012. Al fine di individuare la base imponibile IMU sono stati corretti alcuni moltiplicatori: ■ per i terreni agricoli il moltiplicatore è ora pari a 130, ridotto a 110 per i coltivatori diretti e gli IAP iscritti nella previdenza agricola, e lo stesso va applicato all’ammontare del reddito dominicale rivalutato del 25%; ■ per i fabbricati, i moltiplicatori da applicare all’ammontare della rendita catastale rivalutata del 5%, ex art. 3, comma 48, Legge n. 662/96 sono i seguenti:

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Categoria catastale

Moltiplicatore

A/10 e D/5 A (esclusa A/10) C/2, C/6 e C/7 C/1 D (esclusa D/5) B, C/3, C/4 e C/5

80 160 55 60 (65 dal 2013) 140

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Per i terreni edificabili la base imponibile è individuata nel valore venale in comune commercio. Aliquote IMU Le aliquote IMU, ordinaria e ridotta, sono state confermate come di seguito riepilogato: • ■ ordinaria, nella misura dello 0,76% che i Comuni, potranno aumentare o diminuire dello 0,3%. La riduzione potrà essere disposta fino allo 0,4% per particolari situazioni; ■ ridotta nella misura: i) dello 0,4% per l’abitazione principale e relative pertinenze che i Comuni possono aumentare o diminuire dello 0,2%; ii) dello 0,2% per fabbricati rurali ad uso strumentale che i Comuni possono diminuire dello 0,1%.

ALIQUOTE DI IMPOSTA DELLA NUOVA IMU aliquota

ordinaria

ridotta

immobile

base

immobili diversi da quelli successivi immobili non produttivi di reddito fondiario (beni merce o immobili strumentali per natura o destinazione posseduti da soggetti IRES concessi in locazione costruiti da imprese e destinati alla vendita abitazione principale e relative pertinenze fabbricati rurali ad uso strumentale

variaz. comunali

+/- 3,0% 7,6%

+3,0% o -4,0%

4,0% 2,0%

-3,8% +/- 2,0% -1,0%

Detrazione abitazione principale Confermando la specifica detrazione IMU riconosciuta per l’abitazione principale e sue pertinenze di ammontare pari a € 200 è stata introdotta un’ ulteriore maggiorazione pari a € 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni che dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’abitazione principale. Tale ulteriore detrazione è prevista solo per il 2012 e 2013 e fino ad un massimo di € 400. Ogni Comune può decidere di aumentare la detrazione. Modalità di versamento È stato approvato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 12/4/2012 il nuovo modello F24 da utilizzare a partire dal 18/4/2012 con i seguenti codici tributo:

CODICE TRIBUTO

3912 3913 3914 3915 3916 3917 3918 3919 3923 3924

IMU

Abitazione principale Fabbricati rurali ad uso strumentale Terreni Terreni Aree fabbricabili Aree fabbricabili Altri fabbricabili Altri fabbricabili Interessi da accertamento Sanzioni da accertamento

DESTINATARIO

Comune Comune Comune Stato Comune Stato Comune Stato Comune Comune

Riferimenti normativi D.L. 1/2012 CONV. IN LEGGE N. 27/2012 (IN G.U. N. 53 DEL 24/03/2012); Provvedimenti Agenzia Entrate 12.4.2012 Risoluzione Agenzia Entrate 12.4.2012, n. 35/E www.agenziaentrate.gov.it (ricerca codici Comuni)

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il prodotto

LA SUSINA DI DRO da bruxelles il riconoscimento ufficiale per la dop

L

a conosciamo per il suo gusto dolce ma al tempo stesso acidulo, per le sue proprietà nutritive (è infatti ricca di potassio, fosforo, calcio, magnesio e ha un elevato contenuto vitaminico come beta-carotene e vitamina PP), per quel suo colore violaceo che la caratterizza. Adesso per la susina di Dro arriva direttamente da Bruxelles un prestigioso riconoscimento che la rende un’eccellenza agroalimentare italiana. La Commissione Europea infatti ha dato il via libera all'approvazione ufficiale per la DOP, Denominazione di Origine Protetta. La susina di Dro sarà iscritta quindi nel registro europeo che protegge i prodotti selezionati e “premiati” con questo riconoscimento da false indicazioni e contraffazioni. L’intera valle del Sarca è stata identificata come zona di produzione. Con la concessione della DOP, uno dei prodotti più caratteristici e conosciuti della frutticultura trentina entra nel paniere delle eccellenze alimentari europee, un campo in cui l’Italia è il Paese che vanta il maggior numero di riconoscimenti. La cultura della susina di Dro ha una lunga tradizione, che si è stabilita nel tempo nelle Valli del fiume Sarca. Un frutto che viene colto tra luglio e settembre e dal quale si ottengono gustosissime conserve e marmellate. Ma la susina di Dro è pregiata anche per il suo alto contentuto di polifenoli, che la rende interessante anche dal punto di vista farmacologico. I polifenoli infatti esercitano un’azione protettiva sui capillari sanguigni, favoriscono la secrezione dei succhi gastrici e agiscono come antidepressivi. Ma anche in cucina la susina di Dro riserva delle piacevoli sorprese, utilizzata per condire carni, insalate e per preparare saporiti dolci e confetture. Il Trentino Alto Adige sale, con la nuova Dop “Susina di Dro”, a quota 11 (8 Dop e tre Igp) e, con un 4,6% dei riconoscimenti totali per l’Italia, consolida l’11° posto tra le regioni italiane.

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La ricetta

le prugne di dro ripiene con spuma di trentingrana emulsionata con olio extravergine Uliva e noci del bleggio, in manto di lardo di caderzone

INGREDIENTI: ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■

Prugne secche di Dro n. 20 Formaggio cremoso gr. 60 Trentingrana grattuggiato gr. 40 Noci del Bleggio gr.25 Lardo di Caderzone n. 70 Rosmarino in fiore gr. 5 Olio extravergine Uliva "Agraria Riva del Garda" q.b. Muller Thurgau q.b. Sale e pepe di Macinino q.b.

ELETTROIMPIANTI S.R.L.


La ricetta

Stefano Goller Executive Chef

Procedimento: per prima cosa mescolare il formaggio morbido con il Trentingrana e l'olio Uliva, rimestare fino a rendere una crema spumosa, insaporire con del pepe di macinino, aggiungervi il rosmarino tritato finissimo cosi da farlo risaltare, per ultimo aggiungervi le noci del Bleggio tagliuzzate finemente. Mettere la spuma di Trentingrana in un sacco da pasticceria con bocchetta liscia, a questo punto riempire le prugne secche denocciolate in precedenza. Avvolgere le prugne nel lardo di Caderzone e posizionarle in una pirofilina aggiungendo una spruzzata di Muller Thurgau e infornare a 170 gradi per circa 7/8 minuti. A piacimento si possono decorare per far capire al nostro commensale di cosa sono ripiene, con uno spuntone di crema al Trentingrana, un pezzo di noce e un ramettino di rosmarino in fiore, metterci ad ognuno lo stecchino e servire nelle copettine prescelte. N.B. questa ricetta è un Fingher Food ideale per aperitivi.

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In occasione del rinnovo dei contratti per l’anno 2012, Gestor ha voluto realizzare per i propri soci un rinnovato Catalogo Fornitori. Il Catalogo, di facile consultazione, è stato suddiviso per macro-categorie: Food Beverage Arredo, forniture alberghiere, linee cortesia Lavanderie, pulizia e detergenza Servizi: sicurezza, spedizioni, consulenza, banche, promozione e marketing, cancelleria Automezzi, Energia Telefonia, sistemi operativi, domotica Edilizia: attrezzature e servizi Pensato come utile strumento di lavoro e di riferimento per gli acquisti di beni e servizi offerti dalla Cooperativa, siamo certi costituirà un valido aiuto nella scelta del fornitore che più si avvicina alle necessità dei soci.


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Gestor News - Aprile 2012