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quadrimestrale di informazione della cooperativa trentina di acquisti alberghi e ristoranti

La cittĂ di Trento entra nei grandi circuiti turistici


Supportiamo i coltivatori NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE CON UNA PIÙ EFFICIENTE TRACCIABILITÀ DELLA FILIERA PRODUTTIVA.


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EDITORIALE GESTOR EWS  [ 1 ]

Sommario 04 Intervista a Roberto Failoni Turismo: settore strategico dell’economia trentina 08 Intervista a Maurizio Rossini Qualità Trentino, una garanzia di affidabilità

È la fiducia del socio l’anima del nostro lavoro Confermato il notevole vantaggio dei nostri listini concordati

12 Intervista a Elda Verones La città di Trento entra nei grandi circuiti turistici 16 Il personaggio Le nuove frontiere dell’ospitalità: l’albergo diffuso sul territorio 22 Focus Neuroscienze, la nuova frontiera dell’attività commerciale 30

Rubrica assicurativa

Accordo GBSAPRI-GESTOR

32 Il prodotto Il “broccolo di Torbole” è servito 36 La ricetta Agnello in crosta di nocciole con broccolo di santa massenza e arancia candita

Anno VI – N. 1 aprile 2019 Quadrimestrale della Cooperativa GESTOR via Kufstein, 23 - 38121 Trento (TN) Tel. 0461 826506 – Fax 0461 976068 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Franco Delliguanti Registrazione n. 1358 – 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Realizzazione e stampa: Saturnia - Trento In copertina: Shutterstock - Di Rawpixel.com

GIANNI PANGRAZZI Direttore

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ari Soci, anche nell’anno appena concluso Gestor si è dimostrata un punto di riferimento importante per il settore, aiutando gli imprenditori trentini a migliorare il proprio fatturato risparmiando sensibilmente sui prezzi di acquisto delle forniture. Ma non solo: in un contesto ancora caratterizzato dall’incertezza e dalla volatilità dei consumi, la cooperativa è riuscita a consolidare la propria reputazione tra gli stessi fornitori, con una significativa ricaduta a beneficio degli associati. Da un approfondito studio effettuato sulla base delle fatturazioni dello scorso anno, si è infatti confermato il considerevole vantaggio dei nostri listini, che permettono una riduzione media del 13% dei prezzi concordati privatamente, con un beneficio condiviso sia a favore dei ristoratori, titolari di bar e albergatori, sia per la cooperativa, il cui scopo rimane quello mutualistico. La competitività della nostra organizzazione, tuttavia, è data dalla fiducia che il socio ripone in noi. Ciò obbliga una maggiore responsabilità da parte nostra al fine di rappresentare davvero l’opzione più conveniente sul mercato.

Per questa ragione, ricordiamo sempre come sia di grandissima importanza attenersi al regolamento di acquisto, in modo tale da consentirci di ottenere e proporre il miglior prezzo tra i grossisti presenti sul mercato. Il socio, come è risaputo, dispone di scontistica immediata e di un ritorno anche sulla fatturazione, in base al volume degli acquisti effettuati. Tuttavia, ciò di cui spesso si dimentica è che il ritorno economico per un ordine completato con Gestor si riflette anche sul medio periodo, mentre l’abitudine all’impiego dei nostri listini permette di ottimizzare gli ordini e di avere benefici economici. La cooperativa permette ai propri associati di disporre di listini chiari, con prezzi trasparenti e definiti, senza maggiorazioni oppure variazioni dettate dal mercato. Oltre allo sconto reale sul bene, che viene effettuato anche per piccoli ordini e per strutture con un basso potere di acquisto e di contrattazione, vi sono anche i premi diretti previsti a scaglioni, in base all’ammontare complessivo dell’ordine. In complesso, quindi, vi sono due parametri di remunerazione - o, per meglio dire, di retrocessione - a favore dei nostri soci. La cooperativa, inoltre permette un costante monitoraggio dei prezzi, in modo tale da avere sempre a disposizione uno storico degli acquisti effettuati, e la certezza del rispetto degli accordi stipulati. Non mancano, in ultimo, anche i vantaggi concreti per i nostri fornitori, i quali dispongono di garanzie di pagamento e salvaguardia del proprio fatturato, ma anche di stabilità dei flussi finanziari, semplificazione fiscale e stabilità retributiva per i propri agenti. Nella speranza di una sempre migliore collaborazione a beneficio di tutti, intendo porgere a tutti i soci un cordiale augurio per una Pasqua felice.


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Sono i soci il nostro vero patrimonio

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DANILO MORESCO Presidente Gestor

uando 21 anni fa, assieme ad un ristretto gruppo di imprenditori, si lanciò l’idea di unire le forze per presentarsi compatti sul mercato delle forniture, nessuno immaginava l’importanza che avrebbe rivestito Gestor nel settore alberghiero, della ristorazione e della stessa economia provinciale. Oggi, al contrario, siamo diventati un punto di riferimento importante non solo per i nostri soci, che attraverso i nostri servizi hanno potuto realizzare notevoli economie, ma anche per gli altri operatori del comparto che, grazie alla nostra cooperativa, possono operare su un mercato dai prezzi più contenuti. Un punto di riferimen-

to che sta allargando sempre più la propria area di influenza: continue richieste di adesione provengono da aziende di fuori provincia. Proprio in questi giorni stiamo concludendo una forte operazione con l’ingresso di 40 nuovi soci della Val d’Aosta che sono rimasti affascinati dal nostro progetto. Ci auguriamo quindi di aggiungere, nei prossimi anni, molte altre aziende extra provinciali, poiché molte richieste provengono anche da Veneto e Lombardia. Ciò conferma l'efficacia della strategia portata avanti nel corso degli ultimi anni e ci dà conforto nel proseguire il cammino intrapreso. Il nostro vero patrimonio è infatti costituito dai nostri soci: oggi abbiamo


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 3 ]

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superato le 410 unità con aziende di grande livello che portano ricchezza e nuovo slancio. Il numero più alto della nostra storia con un trend in continuo aumento, sia per la qualità dei servizi, sia perché in Gestor gli operatori riconoscono tre fattori fondamentali: serietà, efficienza e risparmio. La forza della cooperativa è oggi indiscussa: siamo una grande famiglia che si prende cura dei propri soci e dei collaboratori, dato che essa si fonda ancora sui principi ispiratori della sua fondazione, con vantaggi significativi per tutti. Non solo consente ai soci notevoli risparmi economici, ma è anche garanzia di qualità e di forza contrattuale nei confronti dei fornitori ai quali è sempre garantito il pagamento. Una ulteriore dimostrazione della serietà con la quale opera Gestor, è il continuo aumento del numero dei fornitori che chiede di far parte delle aziende con cui intendiamo operare. La nostra scelta come CDA è quella di proseguire sulla strada della cre-

scita poiché siamo convinti che nel panorama del futuro sviluppo economico e sociale del Trentino ci sia un punto fermo, da cui non si può prescindere, ovvero il turismo. Questa attività si avvale di due preziosissime peculiarità: la qualità dell’ambiente e la professionalità dei propri operatori che hanno fatto della tradizione familiare e dell’accoglienza, una grande industria pulita. Da qui l’esigenza di far sentire forte la nostra presenza, implementando le visite dei nostri collaboratori, perché vogliamo che i nostri soci si sentano

sempre più protagonisti e che conoscano tutta le parti che la cooperativa mette a disposizione. La sfida che ci attende è quella di saper coniugare in modo vivo e creativo la tradizione con l’innovazione, la dimensione locale con le aree economiche extra-regionali con l’obiettivo di garantire occupazione ed una gestione razionale delle risorse. Una scommessa che Gestor sta dimostrando di affrontare con decisione, anche sulla scorta di un passato di cui andare, a buon diritto, orgogliosi.


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Turismo: settore strategico dell’economia trentina Un settore che rappresenta l’11% del Pil provinciale

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ROBERTO FAILONI Assessore all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo

alle escursioni in quota fino alla vacanza relax sui tanti laghi incastonati nel paesaggio alpino, negli ultimi anni il Trentino è diventato una meta privilegiata da parte di vacanzieri provenienti da tutto il Mondo, riuscendo a ritagliarsi un importante collocamento nel mercato grazie a campagne mirate e ad un patrimonio ambientale di grande pregio. Al pari degli arrivi, un significativo salto in avanti è stato fatto sull’offerta ricettiva e in quella di svago, in tema di appuntamenti e manifestazioni e sul fronte culturale.

Non mancano tuttavia le criticità, in particolare connesse alla presenza di territori meno interessati dal fenomeno oppure ai lunghi periodi di stallo o di parziale assenza di visitatori tra una stagione e l’altra, alle carenze di infrastrutture dedicate o in merito alla distribuzione dei flussi. Per comprendere le prospettive di sviluppo future del settore, ma anche per avere un quadro complessivo della situazione attuale, ci siamo rivolti a Roberto Failoni, da qualche mese alla guida dell’Assessorato al turismo della Provincia di Trento.


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Assessore, negli ultimi anni il comparto turistico locale è cresciuto significativamente, diventando una voce importante del Pil provinciale. Quale futuro immagina per il settore? Il turismo è un settore strategico dell’economia trentina anche perché è un potente traino, grazie al suo considerevole indotto, sia diretto che indiretto. La stima del contributo del turismo al PIL provinciale si può quantificare in circa l’11%. A tale apporto, già comprensivo del contributo diretto, indiretto e indotto del turismo, andrebbe tuttavia aggiunto il contributo del turismo non pernottante come, per esempio l’escursionismo, nonché la ricaduta locale degli investimenti nel settore. E se guardiamo anche i tradizionali numeri del turismo, come arrivi e presenze, consistenza delle strutture ricettive e occupati del settore, risulta ancora più evidente la rilevanza di questo comparto. L’offerta ricettiva è costituita da 1.487 alberghi per un totale di oltre 90mila posti letto a cui si devono aggiungere i 1.780 esercizi extra-alberghieri, che si traducono in quasi ulteriori 78mila posti letto costituiti da campeggi, B&B, agriturismi, rifugi e case e appartamenti per vacanze gestiti in forma imprenditoriale, nonché l’universo degli alloggi privati dati in affitto da privati e le seconde case. Il movimento turistico negli esercizi ricettivi rileva oltre 4 milioni di arrivi e un numero di pernottamenti pari a quasi 18 milioni, con una crescita praticamente costante nel corso degli anni, garantendo occupazione a circa 25mila lavoratori. Proprio perché il turismo è forse tra tutti il settore maggiormente integrato con gli altri settori economici, la logica da adottare nei prossimi cinque anni nell’approcciarsi ad esso è una logica di economia territoriale, capace di superare il concetto storico di turismo come settore e di approdare ad una logica intersettoriale di turismo come fattore di forte trasversalità e aggregatore di filiera, che tocca tutti i diversi elementi quali ambiente, agricoltura, cultura, servizi, commercio, mobilità e viabilità, produzioni. Per lungo tempo il territorio trentino ha sofferto il confronto con il vicino Alto Adige, sia in termini di offerta, sia per quanto riguarda la conservazione paesaggistica. Le cose sono cambiate oppure si percepisce ancora una certa difficoltà

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INTERVISTA GESTOR EWS [ 5 ]

nella promozione territoriale rispetto ai vicini bolzanini? La competizione con gli amici del vicino Alto Adige è sempre stato uno stimolo a migliorare la nostra proposta turistica e il nostro livello qualitativo. Le modalità di elaborazione dei territori degli ultimi decenni nelle due province sono state sicuramente caratterizzate da elementi che le hanno accomunate ed elementi che le hanno differenziate come, per esempio, gli sviluppi urbanistici per le seconde case. È certo che questi elementi del passato hanno caratterizzato e stanno caratterizzando le proposte turistiche. Su questi aspetti stiamo, fraternamente, giocando una bellissima partita dove il turismo è una piattaforma di

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confronto tra le due realtà sia nella sua dimensione globale, per quel che riguarda il rapporto con il mercato, sia per la sua dimensione locale, per quel che riguarda la produzione e l’erogazione dei servizi. Investire in servizi, in autenticità, in dotazioni e vocazioni, equivale a rafforzare il vantaggio competitivo e a presentarsi al mercato in maniera vincente. Obiettivo principe di legislatura è dunque la valorizzazione del territorio trentino, consolidandone la vocazione turistica e il posizionamento preservando la qualità del territorio, base di ogni progetto di sviluppo turistico ed economico montano. In tal senso, la sfida principale che deve affrontare un territorio maturo e affermato dal punto di vista turistico come è il Trentino è quella di focalizzare l’attenzione non solo sull’attrazione bensì sulla gestione del successo. Al contempo, la valorizzazione del territorio ci sarà utile per essere ancor più competitivi su un mercato più globalizzato, incrementando in modo stabile i benefici economici di imprese, professioni ed addetti del turismo, e di altri settori ad esso strettamente collegati. Una delle principali criticità del settore trentino riguarda la stagionalizzazione dell’offerta, con picchi di arrivi nei mesi estivi e invernali e scarsa presenza durante gli altri periodi dell’anno. Come si sta muovendo l’assessorato per risolvere il problema? I dati, ormai sempre più stabili e costanti nel tempo, ci stanno raccontando già ora di un Trentino che vede la sua offerta turistica ampliarsi ben oltre le classiche due stagioni. Se da un lato l’estate e l’inverno la fanno da padrone per quanto riguarda la dimensione dei flussi turistici, le altre due stagioni – perché così ormai le dobbiamo chiamare anche in ambito turistico - stanno restituendo delle bellissime soddisfazioni con dimensioni di flussi qualitativamente di eccellenza che pongono ancora più in risalto le qualità del nostro territorio e dei prodotti che sappiamo offrire, attraverso un legame con le peculiarità dell’ambiente e della natura, piuttosto che quelle della tradizione o dell’agricoltura, per completarsi con l’ormai affermatissima offerta culturale e in ambito fieristico e degli eventi. Il territorio trentino offre scenari diversi e occasioni di svago differenti. Nondimeno si percepisce ancora un forte squilibrio negli arrivi, con zone decisamente più gettonate di altre. Si prevedono dei provvedimenti per migliorare lo sviluppo turistico delle valli meno conosciute? Una ricetta magica non esiste. Ciò che sicuramente potrà aiutare una più diffusa affermazione dell’offerta turistica del Trentino passa attraverso lo sviluppo della sostenibilità e della qualità del territorio e della sua offerta. L’importante sarà poter far crescere un modus operandi in cui tutti i trentini si sentano ambasciatori del territorio che vivono e contribuiscano a farlo sentire unico e importante al turista. Un ambito che può favorire uno sviluppo dei territori deriva dalla gestione della mobilità turistica come prodotto ed esperienza, incentivando la mobilità alternativa attraverso l’utilizzo di impianti, trasporti pubblici, e-bike. La mobilità rappresenta infatti una delle sfide chiave dei prossimi anni, in quanto è collegata direttamente all’esperienza del turista, ai prodotti di riferimento (quali sci,

trekking, vela) ed ad una filosofa di sostenibilità ritenuta fondamentale dalla maggioranza degli stakeholder e dei turisti. Tale dimensione ha dunque un rapporto sempre più stretto con la redditività, e va quindi fortemente presidiato il sopraccitato aspetto turistico della mobilità (mobilità come esperienza), che va tuttavia di pari passo con gli altri due aspetti legati ad essa, quello urbanistico (per una maggiore vivibilità dei territori) e quello naturale, in rapporto con il Patrimonio Unesco. Altro elemento deriva dalla valorizzazione dei professionisti, che contribuiscono in maniera rilevante alla qualità della nostra offerta e alla conoscenza del patrimonio culturale provinciale. L’opportunità di assecondare l’esigenza emersa sul territorio di avvalersi della professionalità di nuove guide turistiche abilitate è sicuramente uno degli aspetti che in questa legislatura affronteremo. I territori poi definiti meno turistici saranno accompagnati a sviluppare e valorizzare le rispettive peculiarità. Magari di nicchia ma uniche, come per esempio quelle termali con un sostegno ad accrescerne il loro potenziale turistico. Ultimamente si parla molto di turismo lento e rispettoso dell’ambiente naturale. Si può considerare una valida alternativa - dal punto di vista della tenuta del reddito per il settore - a quello di massa? Più che di alternativa si deve parlare di complementarietà. Specialmente laddove il cosiddetto turismo lento, riagganciandomi alla domanda precedente, può essere l’elemento di sviluppo turistico di zone meno note al grande pubblico e che si caratterizzano per caratteristiche peculiari qualità ambientali, culturali, sportive o altro. Il turismo lento rappresenta anche quella valida modalità su cui costruire la destagionalizzazione: puntando ad una offerta di prodotto turistico di alta qualità, impatto e unicità. Un turismo che permetta quindi di cogliere e godere appieno delle bellezze e della capacità di accoglienza del nostro territorio. Certo, per fare questo dovremo ancor più impegnarci per far sì che il nostro territorio si presenti sempre più come sistema in cui il turismo, come detto prima, risulti essere il naturale aggregatore di filiera.


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Qualità Trentino, una garanzia di affidabilità Un marchio per valorizzare l’intera filiera agroalimentare provinciale

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MAURIZIO ROSSINI Amministratore unico di Trentino Marketing

a meno di una decina di anni, parte della produzione territoriale di qualità riporta su confezioni e imballaggi un piccolo simbolo, che, oltre a riportare il nome della provincia, si contraddistingue per i colori ed il design, chiaramente ispirato alle caratteristiche paesaggistiche del territorio locale. Si tratta del marchio Qualità Trentino (QT), un contrassegno che intende certificare non solo la provenienza e l’origine del prodotto, ma anche le tecniche di lavorazione di alimenti che rispettano alti standard e la tracciabilità. Frutto di un lungo percorso di stu-

dio, che ha portato all’elaborazione di un complesso disciplinare, il marchio è stato oggetto, negli ultimi mesi, di una campagna pubblicitaria mirata, finalizzata a diffonderne la conoscenza tra la popolazione locale e nazionale. Per comprendere l’importanza dello strumento qualitativo, ci siamo rivolti all’amministratore unico di Trentino Marketing Maurizio Rossini. Entriamo subito nel vivo della questione: perché un marchio Qualità Trentino? Il marchio QT è stato istituito nel 2010 con un duplice obiettivo: ga-


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INTERVISTA GESTOR EWS [ 9 ]

rantire da un lato il consumatore finale rispetto alla elevata (e certificata) qualità delle produzioni territoriali e contestualmente dare ulteriore forza al progetto di marketing territoriale del Trentino, valorizzando l'intera filiera agroalimentare provinciale attraverso la promozione di un brand in grado di evocare il territorio e di trasmettere genuinità e distintività nel vivere e nel produrre. È un marchio di qualità con indicazione di origine di proprietà della Provincia Autonoma di Trento. Come nasce l’idea di promuovere i prodotti del territorio attraverso un marchio unico e quali vantaggi comporta? Il marchio ha principalmente il compito di comunicare e identificare la qualità dei prodotti agroalimentari territoriali secondo criteri oggettivi e selettivi e di specificare l’origine degli stessi collegando gli alti standard qualitativi derivanti dai disciplinari di produzione. Il consumatore viene quindi facilitato nell'indirizzagestor marzo abb.pdf

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08/03/19

re la propria scelta verso la qualità che solo un brand apprezzato e riconosciuto può trasmettere. Si tratta quindi di un importante elemento distintivo per le produzioni trentine, oltre che un nuovo strumento operativo per una efficace promozione territoriale legata al comparto agroalimentare volta alla valorizzazione delle tecniche che mirano alla sostenibilità. Il marchio di qualità, riprendendo i colori verdi, azzurri e bianchi del logo del Trentino, sottolinea un'unità di intenti intersettoriale e diventa un ambasciatore dell’intero sistema "Trentino” fatto di persone, aziende, comunità locali, patrimoni territoriali ed ambientali, tradizioni e storia. Quali sono i criteri necessari per usufruire del marchio, quali soggetti possono richiedere l’adesione e in che modo? La Giunta provinciale ha approvato il regolamento di concessione che definisce: la predisposizione di disciplinari di prodotto, le con-

dizioni generali per la concessione dell’uso del marchio e le modalità di richiesta dell’uso, di impiego e di vigilanza del marchio, nonché le eventuali sanzioni. I soggetti che intendono utilizzare il marchio collettivo devono innanzitutto essere in possesso del Certificato di conformità, rilasciato dall’Organismo di controllo, attestante la corrispondenza alle norme contenute nel relativo disciplinare di produzione; inoltre devono essere in possesso del relativo Piano dei Controlli. I disciplinari garantiscono il forte legame territoriale di queste pro-

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a fette, crema di asparago bianco, asparago bianco in agrodolce e per finire la Birra artigianale. Sono invece in fase di valutazione i disciplinari per ulteriori prodotti.

duzioni dal momento che gli stessi definiscono la zona in cui sono prodotte. Si tratta di criteri e norme in genere più rigorosi e specifici di quelli adottati dalla legislazione comunitaria e nazionale. È importante sapere che ogni fase del processo produttivo viene monitorato e ogni soggetto coinvolto nel processo viene iscritto in appositi elenchi segnalando anche le quantità prodotte, garantendo quindi la tracciabilità e la rintracciabilità del prodotto. La conformità ai requisiti di qualità viene verificata da organismi di controllo indipendenti ed accreditati. Attualmente quali prodotti sono compresi nel marchio? Abbiamo i diversi prodotti lattiero

caseari a cominciare dal latte fresco pastorizzato Alta Qualità, il latte Fieno intero pastorizzato, il burro Fieno e poi i formaggi trentini del Consorzio Concast con tutte le tipologie. C’è la frutta con le varietà di mela Red Delicious, Golden Delicious Renetta. Dopo i prodotti lattiero caseari il settore più ricco di prodotti è quello delle carni e dei salumi con Carne salada, Speck, Luganega trentina, Pancetta affumicata, Mortandela affumicata. Ci sono poi le trote e i salmerini IGP, gli ortaggi freschi (asparago, sedano rapa, carota, cavolo cappuccio) e quelli trasformati, ovvero crauti, sedano rapa

Quali sviluppi futuri si attendono per l’iniziativa? Il bilancio dei primi tre anni, dal 2016 al 2018, ci dice che la vendita delle confezioni a marchio QT è cresciuta del 13,46%, con quasi 38 milioni di confezioni vendute nel 2018. Un risultato al quale ha sicuramente contribuito l’alleanza stretta con la Grande Distribuzione Organizzata in particolare i Gruppi Poli-Orvea, Dao Conad e Coop – Sait. Tra le nuove partnership vi è la collaborazione con l’Università di Trento che ha permesso di istituire un Laboratorio MQT e MaST che coinvolge gli studenti della Laurea Magistrale in Management della Sostenibilità e del Turismo (MaST) del Dipartimento di Economia e Management. Il lavoro di valorizzazione delle produzioni locali di qualità è in una fase di forte sviluppo, va implementata la sinergia tra i diversi comparti in particolare puntando anche al canale Ho.Re.Ca. Inoltre, va ricordato che in Trentino il comparto agricolo ha un’enorme valenza sia per il ruolo che riveste nella tutela e difesa del territorio e dell’ambiente, che nei confronti del comparto turistico, per il quale il “prodotto cibo e vino” è un particolare elemento distintivo ed attrattivo. Oggi il brand Trentino evoca una serie di valori positivi in termine di ambiente, paesaggio, naturalità, genuinità, qualità della vita e benessere. Sono tutti valori che si trasferiscono in gran parte al settore agricolo e la volontà di questa amministrazione è quella di valorizzare al meglio le diverse eccellenze presenti.


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La città di Trento entra nei grandi circuiti turistici Lo scorso anno ben oltre un milione di presenze

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ELDA VERONES Direttrice dell’APT Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi

ero e proprio gioiello delle Alpi, Trento è una città rimasta esclusa dai grandi percorsi turistici dell’Italia settentrionale per molto tempo, ed è stata riscoperta solamente nel corso degli ultimi vent’anni, grazie ad un accurato percorso di valorizzazione dell’offerta culturale e artistica, e ad una maggiore attenzione delle persone nei confronti dei piccoli centri urbani intrisi di storia. Dai primi anni Duemila, quando non si contavano che pochi visitatori, la città ha visto infatti crescere a di-

smisura il numero di presenze, arrivando a superare di gran lunga il milione nel 2018. A sostenere questo boom di arrivi è stato il migliore posizionamento sul mercato, ma anche l’organizzazione di festival e manifestazioni che vivacizzano il centro storico durante l’inverno e la bella stagione, la creazione di percorsi di carattere storico culturale per far conoscere l’antica città medioevale, le rovine di epoca romana e le bellezze paesaggistiche dei sobborghi. A completamento dell’offerta, di-


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 13 ]

© M. Pilati

versi musei che, dall’archeologia alla scienza, hanno permesso l’ingresso di Trento nel novero delle piccole città d’arte italiane. «Trento ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, dimostrandosi un centro particolarmente attrattivo per chi ama la vita all’aria aperta e le attività in montagna senza tuttavia privarsi della possibilità di apprezzare gli aspetti culturali di un territorio unico, a cavallo tra la cultura italiana e quella mitteleuropea. Soprattutto le famiglie, ma anche i giovani e gli

sportivi, hanno trovato nella nostra città una meta di pregio, dove la vacanza attiva si coniuga con tutti i piaceri tipici di una villeggiatura rilassante ma mai noiosa, innovativa ed emozionante, ricca di possibilità e di occasioni», ha detto la direttrice dell’Azienda di promozione turistica di Trento, del Monte Bondone e della Valle dei Laghi Elda Verones. Attrazione per eccellenza, il Castello del Buonconsiglio è visitato di anno in anno da centinaia di migliaia di


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[ 14 ] GESTOR EWS INTERVISTA

persone, che si spingono fino ai suoi bastioni dal centro storico per ammirare gli interni affrescati dal Romanino, ma anche per apprezzare l’unicità delle pitture dedicate al ciclo dei mesi all’interno di Torre dell’Aquila, rara testimonianza di arte gotica italiana, e per l’incantevole loggia rinascimentale, dalla quale è possibile ammirare il panorama dell’intera città dall’alto. A partire dall’estate del 2013, un’altra struttura ha primeggiato per attrattività all’interno dei confini cittadini. Si tratta del nuovo Museo della scienza di Trento, meglio noto come Muse, un edificio in acciaio e vetro dalla complessa silhouette frastagliata, che richiama volutamente lo slancio delle torri dolomitiche. Progettato da Renzo Piano, l’esposizione, in larga parte caratterizzata da istallazioni interattive, con ampi spazi dedicati alle nuove tecnologie, è un luogo privilegiato dalle famiglie. Nei primi 5 anni di attività, lo spazio è stato visitato da oltre 3milioni di persone. Prima di procedere alla visita degli spazi museali, visitatori e turisti di ogni angolo del Mondo raggiungono Piazza del Duomo, salotto per eccellenza della popolazione trentina, da cui è possibile ammirare, incorniciata dalle montagne, l’imponente cattedrale di San Vigilio, realizzata in stile romanico tra il XIII e il XIV secolo, il Palazzo Pretorio e la fontana del Nettuno, in stile barocco. Dalla piazza è poi possibile imboccare via Belenzani, con le facciate degli edifici affrescate per volere del principe vescovo Bernardo Clesio e raggiungere via Manci, caratterizzata dai palazzi nobiliari quattrocenteschi. In tema di eventi, la città offre invece una fitta agenda

di appuntamenti durante tutto il corso dell’anno, con festival dedicati ad argomenti specifici - tra cui il Festival della Montagna e quello dell’Economia, frequentati da esponenti ed esperti di rilievo nazionale ed internazionale, oltre a quello autunnale dedicato all’attività fisica, patrocinato dalla Gazzetta dello sport - ma anche manifestazioni del folclore locale, ad iniziare dalle Feste Vigiliane per arrivare ai frequentatissimi Mercatini di Natale. «Il lavoro fatto per arrivare a questo punto - ha inteso precisare Verones, ideatrice e promotrice di diversi eventi di grande richiamo nella città - è stato significativo, con una qualificazione del territorio, il coordinamento dei diversi attori che operano nel settore ed una promozione mirata, che ha permesso di estendere la promozione anche ai Paesi esteri, favorendo un turismo non solo nazionale, ma anche Europeo, in-primis, ed internazionale». La città permette inoltre di raggiungere in poco tempo buona parte delle vette alpine del Trentino, ad iniziare da quella che si affaccia direttamente sulla città, ovvero il Monte Bondone. Comprensorio sciistico invernale, ma anche riserva naturale e alpeggio per alcuni storici allevatori locali. L’escursione sulla montagna, in particolare durante la stagione estiva, può iniziare direttamente dal centro città, mediante la storica funivia che collega Trento al paese di Sardagna, da cui si gode di un’incantevole vista panoramica sul centro urbano e da cui è possibile raggiungere la vetta mediante i pullman del servizio di trasporto locale.


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Le nuove frontiere dell’ospitalità: l’albergo diffuso sul territorio La felice iniziativa del “Pineta Hotels” dei fratelli Sicher

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on un albergo ma un intero villaggio, appositamente studiato non tanto per ospitare le persone, quanto per offrire loro un periodo di risposo impareggiabile, immersi in un contesto naturale unico e forniti di ogni confort. Si tratta dei Pineta Hotels, una struttura diffusa realizzata a partire dagli anni Settanta in Val di Non sulle pendici occidentali del gruppo montuoso della Mendola, a breve distanza dai suggestivi laghetti di Tavon e dallo sperone di roccia sul quale sorge, da

oltre mille anni, il Santuario di San Romedio, sopra l’abitato di Sanzeno. La struttura alberghiera appartiene ai fratelli Sicher, che ne hanno promosso la nascita dopo aver trascorso lunghi periodi in contesti internazionali, continuando ad aggiornarne gli interni e ad ampliarne le dimensioni, fino a renderla un punto di riferimento sia per la comunità della zona, sia per i tantissimi turisti che di anno in anno la raggiungono da ogni angolo d’Italia e d’Europa. Dotato di centro benessere all’avanguardia e inserito nel verde, il


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IL PERSONAGGIO GESTOR EWS  [ 17 ]

villaggio vive principalmente grazie al passaparola, considerata la fama di “luogo ideale per staccare dal trantran quotidiano” guadagnata in tanti anni di attività per merito della dedizione e della professionalità dei titolari Bruno, Livio e Mario. «L’attività nasce su iniziativa di nostro padre Guido, poi scomparso giovanissimo, e di nostra madre Elsa, che, negli anni Cinquanta affittavano il loro appartamento ai primi villeggianti», ricorda Mario. «Erano tempi di grande povertà e per arrotondare nei mesi estivi si viveva in soffitta, lasciando l’intera abitazione a servizio di quelli che, ai tempi, chiamavano “i signori”, ovvero cittadini benestanti che potevano permettersi qualche settimana di ferie durante i mesi più caldi dell’anno. Da questa prima semplice attività si è poi pensato di iniziare ad ampliare i servizi offerti, permettendo ad esempio di pranzare o cenare in casa, e acquistando nuove stanze per ospitare un maggiore numero di persone. In questi primi anni, lo sforzo più grande lo ha sostenuto certamente nostra madre». La formazione professionale dei tre figli avviene principalmente all’estero. Bruno ci racconta di essere finito prima nelle Americhe, per poi imbarcarsi sui transatlantici e sulle prime navi da crociera degli anni Sessanta, spostandosi e viaggiando in continuazione. «Nel 1972 - racconta - avviene la prima apertura di quello che sarà il villaggio attuale, con un albergo completo anche di ristorazione. La struttura resta immutata fino ai primi anni Novanta, quando vengono aggiunti i due Garnì e si crea il primo nucleo del villaggio residenziale attuale, incentrato sull’idea dell’ospitalità diffusa. In quegli anni avviene il primo ammodernamento, seguito da quello più radicale operato un decennio più tardi, quando venne aggiunto il centro benessere, una proposta al tempo all’avanguardia che si rivelò in seguito una scelta strategica particolarmente azzeccata. Ora stiamo mettendo in atto trasformazioni, ispirate agli stili minimali scandinavi, al fine di proporre un luogo di vacanza aggiornato e sempre confortevole». In occasione della prima espansione, i fratelli Sicher sono stati tra i soci più attivi della cooperativa Gestor, spo-


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sando subito il progetto che garantiva una semplificazione lavorativa e un’occasione di incontro tra gli albergatori del territorio trentino. «Gestor - chiosa Bruno, dimostrando ancora oggi un grande attaccamento nei confronti di questa realtà - è prima di tutto un luogo di incontro tra persone, tra amici che condividono uno stesso mestiere ed un eguale percorso di vita. Affrontare in modo comune problemi e questioni che ci toccano da vicino, trovare delle voci amiche che condividono preoccupazioni e criticità è una cosa impagabile». I tre fratelli sono anche stati i promotori di diverse attività realizzate a livello di valle per stringere i rapporti tra gli albergatori della zona, estendendo la platea degli imprenditori attivi all’interno della cooperativa. «Per noi Gestor deve essere anzitutto un modo per far incontrare gli albergatori. Poi viene anche l’aspetto connesso alla semplificazione della burocrazia, alla contrattazione del miglior prezzo, a tutte le procedure legate agli acquisti ed agli effettivi vantaggi che ne conseguono. Prima di ogni altra cosa però viene il lato umano, la possibilità di aiutarci reciprocamente, escludendo comportamenti di concorrenza nocivi per tutti», commenta Bruno. Attualmente, il villaggio formato da diverse strutture alberghiere, che complessivamente contano quasi un centinaio di posti letto, si trova in una fase di

trasformazione, dettata dal passaggio della gestione dai padri ai rispettivi figli Nicola, Andrea e Mattia, che a partire da quest’anno prenderanno le redini dell’azienda. «Il nostro punto di forza - ha concluso Sicher - è la particolare

attenzione nei confronti dei nostri ospiti: da noi possono sentirsi come se fossero a casa. Un principio che si è rivelato vincente, e che intendiamo portare avanti anche nel futuro con la nuova generazione di albergatori».


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Cocktail con la grappa, l’ultima tendenza dell’aperitivo all’italiana Marco Botto (bar Pasi): «Distillato unico per qualità e pregio, un valore aggiunto per mix di alto livello».

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conosciuti al grande pubblico per tantissimi anni, presenti unicamente in una stretta cerchia di locali nazionali frequentati principalmente da intenditori, i cocktail a base di grappa sono una specialità tutta italiana che sta prendendo sempre più piede. Grazie alla riscoperta di alcune produzioni nostrane, alla qualità di alcuni distillati (talvolta di gran lunga superiori rispetto a quelli commer-

cializzati a livello internazionale) ed alla diffusione di bevande a basso tasso alcolico tra i giovani, la mistura caratterizzata dal gusto inconfondibile dell’acquavite di vinaccia è infatti una delle nuove mode, con baristi esperti che si sfidano a colpi di nuove creazioni. Fino a pochissimo tempo fa, trovare dei mix con la grappa era rarissimo. A inizio Novecento, quando vengono


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GESTOR AR

creati alcuni dei cocktail più conosciuti, oggi inseriti all’interno della lista dell’International Bartenders Associations-IBA (Associazione internazionale dei baristi con sede nel Regno Unito), quelli a base del distillato italiano scarseggiavano. Nel 1936, se ne contano solamente 5 su oltre mille misture differenti ormai diffuse a livello mondiale. Le cose sembrano tuttavia sul punto di cambiare. «La grappa - spiega al riguardo Marco Botto, del bar Pasi di Trento, bar master specializzatosi nel campo a Milano presso la prestigiosa Campari Academy - è un prodotto di altissima qualità, riconosciuto a livello mondiale come uno dei distillati italiani di pregio. Tuttavia, a causa del gusto marcato e delle peculiarità uniche del prodotto, le miscele a base di grappa sono poche, e, di queste, nessuna è presente all’interno del catalogo IBA. Nondimeno, con una certa esperienza ed un’attenzione particolare alle specialità nostrane, è possibile elaborare cocktail unici». La storia della grappa, che a differenza del senso comune prende il nome dal termine dialettale per definire il raspo d’uva, si perde nel tempo. Le misture, invece, sono tutte abbastanza recenti, in quanto solo da poco si è riusciti ad equilibrare i sapori e gli aromi. Una delle principali difficoltà nell’impiego della grappa - comune anche alle produzioni maggiormente pregiate di tutti i superalcolici presenti sul mercato è rappresentata dall’aroma particolarmente forte del prodotto puro, che poco si presta ad essere mescolato con altri ingredienti, salvo il caffè. Vi sono tuttavia delle eccezioni, in particolare nell’impiego della grappa per esaltare il sapore ed il profumo della frutta. «La grappa - continua Botto - si presta molto bene alla valorizzazione delle note fruttate. Ovviamente le mescole non si possono improvvisare, ed è spesso necessaria un’ottima conoscenza del sapore e del retrogusto proprio di ciascun prodotto utilizzato. Per mio conto, credo che un buon cocktail debba basarsi su prodotti di eccellenza, e non condivido la pratica diffusa di impiegare distillati di scarsa qualità per mascherare il sapore alcolico delle bevande. Piuttosto, credo che il cliente debba conoscere ogni aspetto di quanto bevuto, imparando poco a poco ad apprezzare i diversi sapori». Da tempo, il bar Pasi dispone nel proprio menù di un cocktail pensato e realizzato interamente da Botto, attraverso il sapiente mix di sapori tra loro molto differenti. Parliamo del “Negroni in collina”, realizzato attraverso una miscela attenta di bitter Campari, un connubio di Vermut inventato direttamente dal barman (e denominato “Pasi” in onore della piazza su cui si affaccia l’omonimo esercizio), un infuso amaro di frutti di bosco e la grappa Camilla di Marzadro, il tutto corredato con un “twist” di limone, ovvero di una spruzzata degli oli essenziali contenuti nella scorza.

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Neuroscienze, la nuova frontiera dell’attività commerciale Il marketing più efficace con l’indagine scientifica in tutto il Mondo

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GIULIANO TRENTI Fondatore e Presidente di Neurexplore

icordate il vostro ultimo acquisto? Pensate di aver agito in maniera totalmente razionale in quel preciso momento, oppure ritenete che le informazioni riportate sulla confezione vi abbiano influenzato? E sapete dire quanto sia stata decisiva la comunicazione all’interno del punto vendita? Una decina di anni fa, nel 2007, Giuliano Trenti, già docente del Dipartimento di economia dell’Università degli Studi di

Trento, decide di intraprendere un percorso di ricerca e sviluppo nell’ambito delle neuro-scienze e delle scienze comportamentali applicate al settore commerciale. L’obiettivo è quello di potenziare le conoscenze di ambito in modo scientifico, rendendo quanto più certa possibile ogni tipo di attività ed investimento nel campo della pubblicità. La concretizzazione dell’intuizione arriva pochi anni più tardi, con la costituzione di Neu-


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FOCUS GESTOR EWS  [ 23 ]

rexplore, la prima azienda in Trentino ad occuparsi di una disciplina nuova, nota come neuro-marketing. La realtà imprenditoriale è ancora oggi riconosciuta tra le poche realtà in Italia ad impiegare la scienza nelle operazioni di marketing e comunicazione. Trenti, come viene rilevato il comportamento delle persone e come possiamo anticiparne le reazioni? La procedura nelle neuroscienze si base su principi differenti dal passato: non più attraverso sondaggi e focus-group, e nemmeno mediante la consultazione di esperti o l’analisi delle tendenze del momento. Alla base della disciplina, vi è la convinzione che le scelte si basino sulla conoscenza del nostro cervello e di come le diverse aree di questo si attivino in base allo stimolo. Di conseguenza, l’impiego di strumenti scientifici e altamente tecnologici ci permette di capire in che modo reagisce una persona di fronte ad un prodotto. Uno degli strumenti di maggior utilizzo è l’Eye-tracker, impiegato per rilevare il movimento oculare da parte dei soggetti nell’atto di osservare una confezione, un prodotto, una comunicazione o altro. Del resto, è ampiamente risaputo che un solo termine o immagine azzeccata può determinare il successo o il fallimento di un prodotto sul mercato. In che modo si interviene quindi per comprendere il successo o meno di un prodotto? Si parte effettuando prima un test con le apposite strumentazioni, su un campione di persone. In tal modo è possibile capire la scelta dell’immagine più idonea a rappresentare le stanze del nostro hotel, ad esempio, oppure decidere quante e quali attività promuovere sul nostro sito internet. In una delle ultime ricerche realizzate da Neurexplore, abbiamo indagato la capacità del materiale fotografico di camere di hotel, al fine di aumentare il desiderio di acquisto dei potenziali clienti. La ricerca è servita ad evidenziare i diversi aspetti che influenzano la decisione dell’utenza, ed i risultati sono stati sorprendenti: pochi elementi che si ritenevano essere in grado di au-

mentare il desiderio, erano in realtà penalizzanti nell’influenzare l’acquisto, o viceversa. Lo studio permette di avere dunque una certa sicurezza sulle sensazioni e sulle emozioni suscitate nel cliente o nell’eventuale compratore? In genere sì. È oggi possibile conoscere l’impatto emotivo inconscio di un consumatore ed influenzare, in misura variabile, l’effetto generato da un prodotto. Allo scopo si utilizza uno strumento noto come Gsr (acronimo per Galvanic skin response), che permette di misurare quanto il consumatore andrà ad emozionarsi osservando un dato oggetto (oppure un video, un’immagine, un portale web). La strumentazione è utile a testare ogni tipo di stimolo, confezioni, réclame o altri tipi di messaggi commerciali, ma era sorta l’esigenza di elaborare un metodo innovativo che anticipasse il comportamento del consumatore di fronte allo stimolo stesso, andando a prevedere i desideri del nostro interlocutore, attraverso una specifica analisi definita “Brain method”. Tutto è ancora in divenire, e il team di Neurexplore si occupa di sviluppare sempre nuove conoscenze applicabili alla realtà aziendali per potenziare le loro operazioni di marketing e comunicazione. Ad oggi abbiamo avuto modo di lavorare per grandi aziende, tra cui Unicredit, Grandi Navi Veloci, Credito Valtellinese, Mezzacorona, Cavit, Melinda, L’Erboristica, Delta Informatica, Risto3, Mak Costruzioni ed il portale Sudtirol.com.


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Catering: non solo ristorazione ma anche qualità e cultura Le prelibatezze del ristorante comodamente dove vuoi tu

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uova frontiera nella ristorazione collettiva, sta prendendo sempre più piede il servizio a domicilio di pasti e bevande, detto convenzionalmente catering. Il termina inglese - derivato da to cater, letteralmente approvvigionare, organizzare un servizio - indica in pratica un’attività di somministrazione di cibo in un luogo diverso da quello in cui viene prodotto (come ristoranti, rosticcerie o pasticcerie) rivolto ad una collettività. In effetti, nel caso dell’allestimento di banchetti in occasione di cerimonie di gala o di

rappresentanza, meeting aziendali ed eventi in generale, sarebbe più corretto usare il termine banqueting. Tuttavia, nel linguaggio comune il termine catering rappresenta oggi la soluzione ideale per chi vuole allestire pranzi, banchetti e rinfreschi in luoghi esterni rivolgendosi ad un ampio numero di persone interessate ad usufruire dello stesso servizio. Quello del catering, così come oggi inteso ed organizzato, è un fenomeno abbastanza recente, ma che trae origine da esperienze e abitudini ben radicate nel tempo. Sin a pochi


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decenni fa non c’era riunione, inaugurazione o cerimonia che non finisse con un rinfresco, mentre in tempi remoti i banchetti, per esigenze di spazio e di rappresentanza , venivano spesso allestiti all’esterno in location suggestive e prestigiose. Nel campo, la letteratura, anche la più antica, è ricca di esempi. Tra i motivi che inducono enti, organizzazioni, società, fondazioni o semplicemente privati ad usufruire di tale servizio c’è l’esigenza di poter disporre di un servizio efficiente e di qualità (curato da professionisti) senza ricorrere a quei luoghi deputati per tradizione alla ristorazione. Con vantaggi significativi sia per gli organizzatori, sia per i fruitori finali. Ne riportiamo tre, i più ricorrenti. 1) Risparmio di tempo. Capita sempre più frequentemente di vedere nel programma di convegni, congressi o convention l’organizzazione, fra una sessione e l’altra dei lavori, di momenti di ristorazione, siano essi pranzo o semplicemente coffee-break, fornite da ditte esterne specializzate. Ciò è dovuto anche all’esigenza di non disperdere i congressisti sul territorio, alla ricerca di un luogo di ristorazione con notevole perdita di tempo. 2) Valorizzazione del patrimonio ambientale ed architettonico. È questa la ragione che spinge molti clienti a voler coniugare la bellezza ambientale (saloni di antiche dimore, castelli, ville o giardini) con una ristorazione varia e di qualità. Basti pensare alla moda, ormai alquanto diffusa, di celebrare feste, anniversari e matrimoni, in luoghi che evocano antichi fasti. 3) Rappresentanza. Sono molteplici le occasioni legate alla richiesta a domicilio di questa prestazione: ricorrenze familiari, iniziative promozionali o eventi culturali. Con un unico denominatore comune l’eccellenza del prodotto proposto. È anche un modo per accrescere il prestigio e l’immagine del cliente. In questo caso, non si tratta solo di intrattenere gli ospiti con ottimi piatti durante un pranzo o una cena, ma di creare tutta l’atmosfera di un incontro. Oggi il servizio di catering è offerto non solo dalle grandi aziende specializzate, ma anche da numerosi ristoranti rinomati il cui semplice nome è sinonimo di qualità, efficienza e affidabilità. In Trentino sono molti gli esercizi che offrono questo servizio che va: dalla preparazione del cibo al suo trasporto, dall’allestimento delle sale al servizio ai tavoli, dalla individuazione della location alla proposta del menù. Vi sono inoltre alcune società di eventi che hanno come obiettivo il coordinamento di tutti i servizi attinenti a una manifestazione, fra questi anche l’individuazione del servizio di ristorazione.

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AMORE PER TERRITORIO ED ECOLOGIA IN UN SEMPLICE TOVAGLIOLO

Fiberpack® è un materiale che si ottiene dal recupero delle fibre di cellulosa presenti nei cartoni per bevande. Cellulosa, polietilene e allumini o, che costituiscono i componenti di questi contenitori, sono interamente recuperabili grazie a un processo pulito ed esclusivo che tutela l’ambiente. È l’evoluzione della carta, anzi, la rivoluzione: una conquista a favore della natura che garantisce a tutti i consumatori il massimo della qualità.

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SI RINGRAZIANO LE APT DEL TRENTINO CHE HANNO ADERITO AL PROGETTO


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[ 26 ]  GESTOR EWS RUBRICA LEGALE

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Crisi aziendale, la tempestività tutela dal rischio di insolvenza Pubblicato il Codice di merito, nuove disposizioni per fronteggiare le situazioni di difficoltà

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GIACOMO BERNARDI Avvocato

l 14 febbraio 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Codice della crisi e dell’insolvenza, il decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14. Tra i vari istituti introdotti o rimodulati dal codice, uno spazio rilevante va ascritto alle procedure di allerta e composizione assistita della crisi. Il principio ispiratore dell’allerta, che recepisce le istanze maturate in ambito comunitario, è che tanto più tempestivamente venga intercettata la crisi aziendale, quan-

to maggiori sono le possibilità di prevenire lo stato d’insolvenza dell’impresa. La fase dell’allerta, sovraintesa e gestita dall’Organismo di composizione della crisi (Ocri), ha quale obiettivo di fondo quello di favorire forme di mediazione e componimento fra debitore e creditori in relazione alle situazioni di difficoltà economico-finanziarie dell’imprenditore. Per quanto il nuovo codice della crisi si ponga nel solco della vecchia legge fallimentare sotto il profilo


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RUBRICA LEGALE GESTOR EWS [ 27 ]

della centralità del rapporto obbligatorio (debitore-creditori), appare tuttavia evidente un’accresciuta tutela dei valori d’impresa e della continuità aziendale, a condizione, peraltro, che l’impresa presenti concrete prospettive di ripresa o sopravvivenza, dovendo altrimenti essere privilegiata l’alternativa ipotesi liquidatoria. Lo sforzo richiesto all’imprenditore, ma anche, più in generale, all’intero sistema, è quello di passare, secondo una ragionevole progressività, dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione. Nella prospettiva dell’imprenditore, lo strumento imprescindibile è il piano d’impresa, idoneo a monitorare in continuum l’andamento aziendale rispetto agli obiettivi, alle strategie, alle risorse, ai risultati programmati. Ove ciò non accada – qualora dunque l’allerta si dimostrasse non funzionale alla prevenzione dell’insolvenza, – dovremmo probabilmente assistere ad un ulteriore e progressivo aumento delle procedure di liquidazione giudiziale (il vecchio, ma ammodernato,

fallimento, termine peraltro espunto dalla riforma). Appare infatti difficile che un’azienda che non abbia raggiunto con i propri creditori alcun utile componimento nei sei mesi previsti dall’articolo 19 (al comma 1), in una fase stragiudiziale, possa trovare un più utile accordo con gli stessi creditori in un successivo procedimento giurisdizionale. Merita inoltre porre l’attenzione sulle nuove previsione delle misure di protezione del patrimonio dell’imprenditore. La fase iniziale dell’allerta è connotata da requisiti di riservatezza, quanto meno in principio di procedura, poiché poi i principali creditori ne saranno necessariamente informati. In questa prospettiva, le misure protettive mirano a neutralizzare le iniziative di quei creditori dell’imprenditore che non siano disposti a concedere allo stesso margini di manovra per regolare la propria situazione di crisi aziendale in ambito stragiudiziale. Le nuove misure protettive presentano rispetto all’attuale disciplina concorsuale rilevanti differenze sia

in termini di effetti (sono concesse dal giudice su istanza di parte), sia in termini di sistematicità (si rendono applicabili in un quadro di unitarietà). Una rilevante novità introdotta dal nuovo codice attiene al procedimento unitario per la regolazione giurisdizionale delle situazioni di crisi e d’insolvenza del debitore (senza che a ciò sia di ostacolo la presenza di più domande). Il tribunale procederà a trattare in via prioritaria la domanda che sia diretta a regolare la crisi o l’insolvenza con strumenti diversi dalla liquidazione, a condizione che nel piano sia espressamente indicata la convenienza per i creditori e che la domanda non sia manifestamente inammissibile ovvero infondata (art. 7, comma 2 della predetta legge). L’art. 54, rubricato “Misure cautelari e protettive”, dispone, al primo comma, che nel corso del procedimento per l’apertura della liquidazione giudiziale, delle procedure di concordato preventivo ed omologazione degli accordi di ristrutturazione, il tribunale, su istanza di parte, può

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[ 28 ]  GESTOR EWS RUBRICA LEGALE

emettere i provvedimenti cautelari che appaiano più idonei ad assicurare in via provvisoria gli effetti della sentenza che dichiari aperta la liquidazione giudiziale, ovvero che omologhi il concordato o l’accordo di ristrutturazione. Il Codice della crisi, riconducendo i singoli ricorsi per l’accesso alle procedure concorsuali all’interno di un unitario schema processuale, estende la possibilità di concessione delle misure cautelari anche al concordato preventivo ed all’accordo di ristrutturazione. Qualora il debitore ne abbia fatto richiesta nella domanda ex art. 40, D.Lgs. n. 14/2019, dalla data di pubblicazione al registro imprese della medesima domanda, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, a pena di nullità, iniziare né proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore. Le misure protettive possono essere richieste dall’imprenditore, in via anticipata rispetto alla fase del ricorso per l’accesso alla regolazione della crisi e dell’insolvenza, anche durante la fase delle trattative con i propri creditori volte al perfezionamento di un accordo di ristrutturazione dei debiti, prima dell’eventuale deposito della domanda di omologazione

dell’accordo. In questo caso, il debitore deve allegare alla domanda la documentazione ex art. 57, nonché l’attestazione di un professionista indipendente circa la pendenza di trattative aventi ad oggetto almeno il sessanta per cento dei crediti e la idoneità della proposta, se accettata, ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori “estranei” all’accordo. Le misure protettive conservano efficacia anche qualora il debitore – prima che sia decorso il termine fissato dal giudice per il deposito dell’accordo di ristrutturazione ex art. 44, comma 1, lett. a) – depositi la domanda di ammissione al concordato preventivo. Qualora il debitore abbia proceduto alla pubblicazione della domanda presso il registro imprese, il giudice, entro trenta giorni da tale data, assunta ogni informazione, decide, con decreto, sulle misure, confermandole, fissandone la durata, ovvero revocandole (come specificato dall’articolo 55). Un’ultima annotazione è la seguente: tutte le misure protettive previste nell’ambito del procedimento per la regolazione della crisi e dell’insolvenza – come peraltro quelle previste nella fase stragiudiziale dell’allerta – sono concesse dall’autorità giudizia-

ria, esclusivamente, su istanza di parte. Ne consegue che in caso di avvio o pendenza di procedure esecutive individuali nei confronti dell’imprenditore, ovvero di iniziative da parte dei terzi volte ad acquisire titoli di prelazione, la mancata richiesta, concessione o la revoca delle misure protettive, farà sì che le azioni proseguano nel corso del procedimento per la regolazione della crisi e dell’insolvenza (vedasi sul punto, Lorenzo Gambi, ne “Il Fallimentarista”).



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[ 30 ]  GESTOR EWS RUBRICA ASSICURATIVA

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Accordo GBSAPRI-GESTOR Una convenzione che funziona

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NICOLA GIULIANI Amministratore GBSAPRI

ono oltre 100 le polizze stipulate dai soci Gestor alle condizioni vantaggiose garantite dall’accordo con il broker assicurativo GBSAPRI che offre coperture studiate ad hoc per le esigenze degli albergatori. Ne parla Nicola Giuliani, Amministratore di GBSAPRI che ha seguito passo dopo passo la stipula della convenzione. Offrire agli associati i vantaggi di una copertura completa e su misura a un prezzo inferiore a quello di mercato. Questo l’obiettivo che, 5 anni fa, ha spinto Gestor a stringere un accordo con un broker assicurativo. Il partner scelto, dopo un’accurata selezione, è stato GBSAPRI SpA, società che opera in questo mercato dal 1951 e si po-

siziona tra le prime realtà italiane del settore. Per capire come stanno rispondendo gli associati a questa proposta e conoscere meglio i vantaggi della convenzione, abbiamo incontrato Nicola Giuliani. “La nostra proposta ha avuto un riscontro molto positivo da parte degli associati Gestor. Sono infatti in molti ad aver già approfittato dei vantaggi della convenzione: al momento abbiamo emesso oltre 100 polizze a copertura delle attività o dei titolari. Un successo dovuto al nostro approccio consulenziale e alla grande esperienza nel settore alberghiero che ci permettono di studiare pacchetti ritagliati sulle specifiche esigenze dei soci


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RUBRICA ASSICURATIVA GESTOR EWS  [ 31 ]

Gestor a condizioni estremamente vantaggiose che riusciamo ad offrire grazie alla nostra rete di compagnie partner ”.

Ci racconta qualcosa in più sull’azienda? GBSAPRI è un broker nazionale con quasi 70 anni di esperienza, che assicura aziende alberghiere da 30 a 10.500 posti letto su tutto il territorio italiano e che, per ottenere la polizza più adatta alla copertura di ogni singolo rischio, può contare su una rete di oltre 100 partner del mercato assi_esec. pagina Gestor-GBSAPRI 23x16,5.pdf

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Quanto conta l’esperienza nel settore del brokeraggio assicurativo? “Molto, perché non si tratta solo di offrire le polizze a un prezzo minore rispetto al resto del mercato, ma soprattutto di garantire coperture adeguate ai rischi particolari a cui sono esposti sempre di più gli albergatori. Un aspetto centrale, come purtroppo hanno dimostrato a breve distanza di tempo l’alluvione in Val di Fassa e la devastazione che le eccezionali condizioni metereologiche hanno portato nelle zone tra Veneto e Trentino.

curativo. Una capacità di interlocuzione con le Compagnie di elevato profilo che ha permesso ai soci Gestor 12/03/19

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di aver accesso anche a coperture contro i danni da Terremoti, Alluvioni, Inondazioni ed Allagamenti”.


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[ 32 ]  GESTOR EWS IL PRODOTTO

Il “broccolo di Torbole” è servito. Una prelibatezza rara diventata presidio slow-food.

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Pochi sanno che esiste una località in Trentino in cui si raccolgono i broccoli in pieno inverno, dove da secoli un microclima unico al mondo permette una coltivazione non intensiva che rende l’ortaggio tra i più pregiati e saporiti al mondo. Stiamo parlando del broccolo di Torbole, chiamato dai coltivatori della zona anche “figlio del vento” in riferimento alla brezza costante che, mitigando le rigide temperature della stagione fredda sulle Alpi, ne permette la crescita. Presidio slow-food, ma anche og-

getto di studi scientifici per le numerose proprietà benefiche che lo contraddistinguono, l’ortaggio è protagonista di un progetto di salvaguardia specifico, in considerazione della produzione limita e della ristrettezza dell’area in cui cresce, compresa tra le sponde del fiume Sarca, in località Linfano, fino all’abitato di Torbole sul Garda. Ad oggi, sono infatti pochi i coltivatori che si occupano della sua produzione, portando avanti una tradizione che spesso viene tramandata a livello famigliare e immettendone sul merca-


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to una quantità estremamente limitata, pari a circa 100mila esemplari all’anno. Dal punto di vista botanico, il broccolo di Torbole, la cui denominazione scientifica corrisponde a Brassica oleracea Botrytis, fa parte della complessa famiglia dei cavoli-broccoli, ma costituisce un ecotipo a sé stante, in considerazione della mancanza di alcune caratteristiche tipiche dell’ortaggio comune e dalla presenza di particolarità proprie, ad iniziare dal sapore particolarmente delicato. La peculiarità è dettata dalla presenza dell’Ora da Sud e del Pelèr, che invece soffia da Nord-Est, due venti, combinati, permettono di alzare di pochi gradi centigradi la temperatura della zona, consentendo di evitare la formazione della brina in orario notturno, assicurando una crescita della specie vegetale nei mesi dalle temperature più rigide. La raccolta, infatti, avviene tra novembre e fine febbraio. Tantissime le proprietà organolettiche che contraddistinguono il broccolo, che, secondo gli ultimi studi effettuati dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e

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IL PRODOTTO GESTOR EWS [ 33 ]

dall’Università di Trento, è quattro volte più salutare di quello normale, per la presenza di composti specifici, detti glucosinolati, in misura nettamente superiore a quella dei cugini tipici di altre regioni italiane. Fonte di proteine, carboidrati, vitamine e minerali (tra i quali soprattutto potassio, fosforo e calcio), l’ortaggio è noto per l’azione antiossidante e antitumorale. Grazie al sapore delicato e per la rinomata dolcezza, l’utilizzo in cucina è dei più vari, e si presta bene per

accompagnare i piatti della tradizione locale, in particolare quelli a base di carni, come lesso o carne salada, oppure di pesce di lago, rivelandosi comunque adatto anche ad abbinamenti con specialità di mare. Ottimo anche come condimento per i primi, in particolari modo per la pasta, è apprezzato perché, a differenza di altre varietà, in cottura non produce odori sgradevoli, mentre dalle foglie si ricavano zuppe oppure gnocchi.


L'agenda DI PRIMAVERA

Una sintesi degli eventi più significativi su un territorio in piena rinascita

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on l’arrivo della bella stagione si intensificano gli appuntamenti, le feste e le iniziative di grande richiamo in Trentino, con alcune manifestazioni ormai entrate a pieno titolo nell’agenda primaverile ed altre che si propongono per la prima volta al

grande pubblico. Come inaugurato nello scorso numero di dicembre, prosegue la collaborazione tra la rivista “GestorNews” e la Federazione delle pro loco del Trentino, per mostrare, la vivacità della comunità locale, valorizzando alcuni degli eventi di maggiore

interesse culturale. L’intento è quello di consentire a trentini e turisti di conoscere alcune delle manifestazioni più rappresentative del periodo, promuovendo la riscoperta di valli, borghi e passeggiate al di fuori dei percorsi più battuti.

PASSEGGIATA GASTRONOMICA A REVÒ

Un’escursione attorno ad un piccolo e incantevole paese della Val di Non, assaporando i prodotti tipici dell’enogastronomia locale e visitando alcune delle più significative dimore storiche della zona. L’evento, organizzato dalla Pro loco di zona, ha luogo tra il 6 ed il 7 aprile.

QUATTRO VILLE IN FIORE

Una corsa podistica tra castelli, piccoli borghi nel verde e tra i meli fioriti della Val di Non. Tra gli appuntamenti più amati per le bellezze paesaggistiche, i colori ed i profumi della valle. La gara, nel pieno della fioritura dei meli, si tiene il 28 aprile 2019, a partire dalle 9.30. Per info: www.quattrovilleinfiore.it.

FESTA PATRONALE DELL’ASPARAGO BIANCO

Manifestazione di origine antica, permette di scoprire un ortaggio di grande pregio e le sue numerose declinazioni culinarie. Oltre all’offerta gastronomica, l’evento della Pro loco di Zambana offre anche spettacoli e intrattenimenti per adulti e bambini, nonché mostre fotografiche e concerti. Dal 26 aprile al 1° maggio, a Zambana.

UNA GIORNATA A DRENA

Finalizzata a far scoprire un borgo unico, inserito in un territorio di pregio e caratterizzato da un suggestivo centro storico, l’evento è proposto dalla Pro Loco di Drena, che offre anche l’opportunità di scoprire prodotti tipici della zona, l’antico castello ed il castagneto secolare a margine dell’abitato. L’appuntamento è fissato per il 27 aprile a Drena.

TUTTI #FUORI

Nuovo arrivo all’interno del panorama delle feste trentine, l’iniziativa si propone di far conoscere le realtà che operano a livello provinciale per promuovere il territorio trentino. Oltre 20 Pro loco si dividono un solo parco, a Pergine Valsugana, unendo sapori, tradizioni e spettacoli. Il 25 e 26 maggio.

BONDONE DAY

Diffusa ormai in tutta Europa, la giornata ecologica assume in questa iniziativa una valenza particolare, in cui la cura dell’ambiente si coniuga ad una riscoperta della montagna cittadina e di un panorama mozzafiato. L’intervento dei volontari, si completa con un pranzo in compagnia con le attività riservate ai più piccoli. Il 26 maggio 2019, sul Monte Bondone.


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L'AGENDA GESTOR EWS [ 35 ]

DEGUSTANDO L’OLTRESOMMO

Viaggio enogastronomico, della lunghezza di 10 chilometri, che attraversa le piccole frazioni collocate lungo il Sentiero dell’acqua, tra antichi mulini, segherie e boschi incontaminati. Durante il percorso, assaporando il meglio della cucina locale, sarà possibile anche ascoltare vecchie fiabe e eventi realmente accaduti nella zona. Il 14 luglio dall’abitato di Nosellari.

NAF’N FESTA

Cucina ed intrattenimento sono i punti forti di questo evento che coinvolge tutto il paese di Nave San Rocco: tra le specialità che sarà possibile degustare durante le tre giorni di festa vi sono il tortel di patate, gli strauben e le rane fritte, antica specialità del paese. La festa si terrà tra il 14 ed il 16 giugno 2019.

LA REGOLA GRANDA DE FAEDO

Rievocazione storica della “Charta di Regola”, documento risalente all’anno Mille in vigore in Tentino fino all’epoca napoleonica, con degustazioni di specialità della zona negli affascinanti avvolti senza tempo del centro medioevale. Il 20 e 21 luglio a Faedo.

STRAVINO STRAVINARIO

Meeting enologico a base di musica, prelibatezze culinarie e, soprattutto, degustazioni di vino nell’antico borgo rurale di Stravino. Non mancheranno poi esposizioni tematiche e approfondimenti culturali di vario genere. A Stravino, tra il 26 ed il 28 luglio.

A LUME DI CANDELA

Tipica cena sotto le stelle, in un’atmosfera fiabesca. L’evento, caratterizzato da un’unica tavolata che attraversa tutto il paese, rappresenta la conclusione di una giornata di giochi, spettacoli e musica, oltre a laboratori per bambini e percorsi culturali. A Fiavé, il 20 luglio.

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[ 36 ]  GESTOR EWS LA RICETTA

Ingredienti per 4 persone: • 800 g carrè d’agnello disossato Condire l’agnello con sale e olio extra vergine, rosolare con burro e timo, stendere un leggero strato di crosta sulla carne, finire in forno a 190° per 4 minuti circa MATTIA PIFFER Chef dello Scrigno del Duomo

Procedimento: Crosta di nocciole

• 175 g pane raffermo • 60 g cioccolato70% • 20 g burro • 10 g pasta nocciole Prima passare tutti gli ingredienti

Agnello in crosta di nocciole con broccolo di santa massenza e arancia candita

Broccolo di santa massenza Togliere le foglie esterne, tagliarlo in 4 tocchi, cuocere per 4 minuti in acqua salata

© Fototonina

La ricetta

Arancia candita • 2 arance • 100 g succo d’arancia • 100 g zucchero Con l’aiuto di un pelapatate sbucciare l’agrume e tagliare la scorza a bastoncini sottili




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