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Rivista bimestrale - anno XVIII - Numero 4/2014 Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma

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La prima rivista italiana di geomatica e geografia intelligente

LIDAR All'in

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N°4 2014

E

INFRASTRUTTURE

URBANE

 MONITORAGGIO DINAMICO DI UN PARCO URBANO

 VOLUNTEERED GEOGRAPHIC INFORMATION

 SISTEMI INFORMATIVI GEOGRAFICI E GEOPOLITICA

 LA PRESENZA ITALIANA NELLA GEOMATICA INTERNAZIONALE


SOLUZIONI INTEGRATE GIS - TELERILEVAMENTO - FOTOGRAMMETRIA Nell’ambito delle strategie del gruppo Hexagon AB, la rete commerciale e i prodotti di ERDAS sono stati incorporati in Intergraph, estendendone l’offerta e la capacità di veicolare i prodotti sul mercato attraverso un referenziato canale di distribuzione, la società Planetek Italia. Il nuovo portafoglio di soluzioni è oggi perfettamente in grado di integrare GIS, Telerilevamento e Fotogrammetria, coprendo l’intero ciclo di vita del dato: Acquisizione, Elaborazione, Gestione e Distribuzione. La nuova offerta di Intergraph fornisce una soluzione globale “GeoSpatial” a 360°: la connessione nativa e l’integrazione di complesse elaborazioni ed analisi (vector, raster e video), permette di trarre il massimo vantaggio dalle molpeplici sorgenti dell’informazione geografica, realizzando così sistemi di “REAL TIME DYNAMIC GIS”.

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Geomatica e dissesto idrogeologico

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GEOmedia, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica. Da oltre 15 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati, in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre. In questo settore GEOmedia affronta temi culturali e tecnologici per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia, della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo. Direttore RENZO CARLUCCI direttore@rivistageomedia.it Comitato editoriale Fabrizio Bernardini, Luigi Colombo, Mattia Crespi, Luigi Di Prinzio, Michele Dussi, Michele Fasolo, Beniamino Murgante, Mauro Salvemini, Domenico Santarsiero, Donato Tufillaro Direttore Responsabile FULVIO BERNARDINI fbernardini@rivistageomedia.it Redazione redazione@rivistageomedia.it SANDRA LEONARDI sleonardi@rivistageomedia.it GIANLUCA PITITTO gpititto@rivistageomedia.it Marketing e Distribuzione ALFONSO QUAGLIONE marketing@rivistageomedia.it Diffusione e Amministrazione TATIANA IASILLO diffusione@rivistageomedia.it Progetto grafico e impaginazione DANIELE CARLUCCI dcarlucci@rivistageomedia.it MediaGEO soc. coop. Via Palestro, 95 00185 Roma Tel. 06.62279612 Fax. 06.62209510 info@rivistageomedia.it ISSN 1128-8132 Reg. Trib. di Roma N° 243/2003 del 14.05.03 Stampa: SPADAMEDIA srl VIA DEL LAVORO 31, 00043 CIAMPINO (ROMA) Editore: mediaGEO soc. coop. Condizioni di abbonamento La quota annuale di abbonamento alla rivista è di 45,00. Il prezzo di ciascun fascicolo compreso nell’abbonamento è di 9,00. Il prezzo di ciascun fascicolo arretrato è di 12,00. I prezzi indicati si intendono Iva inclusa. L’editore, al fine di garantire la continuità del servizio, in mancanza di esplicita revoca, da comunicarsi in forma scritta entro il trimestre seguente alla scadenza dell’abbonamento, si riserva di inviare il periodico anche per il periodo successivo. La disdetta non è comunque valida se l’abbonato non è in regola con i pagamenti. Il rifiuto o la restituzione dei fascicoli della Rivista non costituiscono disdetta dell’abbonamento a nessun effetto. I fascicoli non pervenuti possono essere richiesti dall’abbonato non oltre 20 giorni dopo la ricezione del numero successivo. Numero chiuso in redazione il 30 Ottobre 2014. Gli articoli firmati impegnano solo la responsabilità dell’autore. È vietata la riproduzione anche parziale del contenuto di questo numero della Rivista in qualsiasi forma e con qualsiasi procedimento elettronico o meccanico, ivi inclusi i sistemi di archiviazione e prelievo dati, senza il consenso scritto dell’editore. Rivista fondata da Domenico Santarsiero.

Chi può veramente dire e certificare quanto il dissesto idrogeologico sia “colpa” del territorio antropizzato dall’uomo o di un insolito cambio di clima - assolutamente non previsto poiché in tal caso si potrebbe parlare di disastro colposo per aver ignorato le più semplici regole della natura - è solo la geomatica. Vorrei ricordare che il significato del termine si allontana dalla classica automazione insita in tutte le parole che finiscono con –matica riferendosi bensì allo studio della forma e misura della superficie terrestre ivi compreso quello che vi è immediatamente sopra (atmosfera) e sotto (cavità). Ovviamente il tutto con sistemi oggi digitali e anche automatici. Per frenare il dissesto idrogeologico che avanza è necessario evitare di fare qualsiasi ulteriore passo azzardato, come quelli fatti in precedenza per cui si pensava che un condono avesse avuto liceità solo se si fosse cambiata o assestata la normativa. Prima di tutto è ora necessaria la conoscenza tecnica del territorio visto sotto il particolare aspetto del regime idrico. Per questo non è necessario fare particolari investimenti, basta sviluppare l’altimetria e raggiungere una coscienza capillare per far si che si abbiano due strumenti di intervento indispensabili: il primo è la carta del rischio degli insediamenti per verificare opere nuove o preesistenti, il secondo è la carta del danno emergente sul territorio. Individuando (come solo in urgenza avviene) le situazioni critiche ove si debba intervenire o ripristinando artificialmente il naturale deflusso per consentire la permanenza delle opere umane o lasciare che la natura si riappropri del territorio in maniera autonoma come sta ora succedendo e ridefinisca primordialmente margini e confini. Lo strumento di cui si ha bisogno in questo momento è il derivato di un notevole lavoro di digitalizzazione del terreno che è stato avviato molto tempo fa, la realizzazione cioè del più accurato modello digitale mai realizzato che consenta ad elaboratori di notevole potenza di effettuare tutti quei calcoli di cui abbiamo oggi conoscenza, atti a definire i parametri vitali dei bacini idrografici. “bacino idrogràfico in geografia fisica, area della superficie terrestre le cui acque meteoriche (provenienti dall'atmosfera) scolano, allo scoperto o nel sottosuolo, verso uno stesso solco di scarico, detto solco d'impluvio (fiume) o un determinato recipiente (lago, inghiottitoio) e in genere, più a valle, uno stesso mare. È delimitato da un'ideale linea spartiacque perimetrale e può essere provvisto di bacini minori dipendenti” (treccani.it) Esiste una formulazione matematica e una geometria topografica talmente avanzata che sembra impossibile oggi ancora ignorare quanta acqua confluirà in un bacino. Addirittura possiamo calcolare il tempo che una semplice goccia ci mette per andare dal punto più lontano del bacino idrografico alla sua foce naturale, il famoso tempo di corrivazione. Non solo, conoscendo questi tempi e i volumi disponibili possiamo assolutamente prevedere dove e come si manifesterà un’alluvione ed evitare di stanziare lì qualsiasi attività umana. E’ stato sottratto il territorio all’acqua utilizzando il suolo dei bacini di esondazione ignorando la permanenza inelaborata dei dati a disposizione che attendono di essere sviluppati in modelli. I due strumenti di intervento sono adeguati alla norma di prevenzione, considerando le conoscenze matematico-geometriche acquisite e le tecnologie consolidate. In molti luoghi sono state realizzate e se non sono applicate è solo perché sono ignorate (volutamente o incoscientemente). La geomatica e in particolare la topografia per la realizzazione dei modelli del terreno è la base di tutto ciò che dovrebbe dare la precedenza invece che alla finalità di censo alla salvaguardia compendiando la sovrapposizione delle competenze di legittimità territoriale.

Buona lettura, Renzo Carlucci

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SOMMARIO 4 - 2014 FOCUS

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Monitoraggio dinamico di un parco urbano con tecniche geomatiche e software per la manutenzione di Gino Dardanelli, Silvia Paliaga e Massimo Allegra

12 INCONTRO TRA I SISTEMI INFORMATIVI GEOGRAFICI E LA GEOPOLITICA: IL CASO DELLA CRIMEA

10 Una

soluzione all’avanguardia

per la gestione dell’illuminazione pubblica di Fulvio Bernardini

di Federico Foria e Mariassunta Cavaliere

REPORTS

20 IL FENOMENO VOLUNTEERED

di Cristina Capineri e Flavio Lupia

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GEOGRAPHIC INFORMATION

UN AFFACCIO SUL FUTURO DELLA GEOMATICA AL 20° INTERGEO a cura della Redazione

SPECIALE UAV

42 ALTIMETRI SATELLITARI PER UNA MIGLIORE DEFINIZIONE DELLA COASTAL ZONE di Renzo Carlucci

44 LA PRESENZA ITALIANA NELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI DI GEOMATICA di Attilio Selvini

24 Uno Sguardo Dall’alto Sul Territorio Costruito di Irene Aicardi, Filiberto Chiabrando, Andrea Lingua, Paolo Maschio e Francesca Noardo

27 Notizie dal mondo UAV a cura della Redazione

28 Catone HD4 il nuovo “drone natante” aerRobotix a cura della Redazione

Inserzionisti Aerrobotix CGT Codevintec Crisel Esri Flytop Geogrà Geomax Intergraph

18 34 11 32 52 35 48 31 2

Menci Microgeo Planetek Sinergis Sistemi Territoriali Smart3K SPAR Europe Teorema Trimble

19 30 4 49 43 33 51 50 41

ALTRE RUBRICHE In copertina una suggestiva immagine di rilievo Lidar realizzato con sistema RIEGL VMX-250 relativo ad una infrastruttura ferroviaria. I sistemi Lidar trasportati sono in grado di acquisire elevate quantità di punti tridimensionali anche da supporti in movimento.

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MERCATO

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GI IN EUROPE

48

SMART CITIES

50 AGENDA


FOCUS

Monitoraggio

dinamico di un parco

urbano con tecniche geomatiche e software per la manutenzione di Gino Dardanelli, Silvia Paliaga e Massimo Allegra

Questo lavoro si propone di realizzare uno strumento atto a supportare le attività di manutenzione e gestione del verde pubblico, attraverso la creazione di un applicativo, in particolare un

CMMS

(acronimo inglese di Computerized Maintenance Management System - "Sistema computerizzato della gestione della manutenzione").

L

e fasi del lavoro che hanno portato alla realizzazione di questo applicativo sono state numerose. Il primo passo è stato il rilievo del parco urbano Ninni Cassarà, oggetto di questa sperimentazione. Il rilievo è stato effettuato attraverso il sistema IP-S2 Topcon, uno strumento che permette di rilevare e georeferire grandi aree attraverso dati acquisiti con scanner laser e sistemi fotogrammetrici. In un secondo momento si è passati all’elaborazione dei dati, dove si è proceduto alla generazione dei panorami sferici, andando a costruire un sistema di rife-

Fig. 2 - Percorso effettuato dallo strumento IP-S2.

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Fig. 1 - Piattaforma MMS TOPCON.

rimento locale per ogni sfera, al fine di poter identificare ogni pixel, costituente la sfera, con una coppia di coordinate geografiche. In seguito si è proceduto con la progettazione e prototipazione del software; esso si compone di tre parti: la prima permette l’inserimento dei dati identificativi dell’operatore preposto dall’a-

zienda di manutenzione per effettuare l’ispezione del parco, inoltre è previsto un elemento dinamico che restituisca data e ora del rilievo rilevandolo direttamente della macchina in cui è installato; la seconda è costituita da un’ortofoto dell’intero parco, creata da immagini satellitari, dove si evidenzia la posizione di ogni immagine sferica. La terza parte del software è costituita da una schermata con un primo pannello che permette una rapida visualizzazione del panorama sferico relativo alla posizione dell’operatore, il quale può confrontare le caratteristiche che aveva il parco nel suo stato originario con quelle che presenta al momento dell’ispezione, un secondo pannello che presenta icone rappresentative della tipologia di elementi da sottoporre a manutenzione Il software oggetto di studio nasce con lo scopo di progettare, organizzare e gestire la manutenzione dei parchi urbani, cioè uno strumento a supporto dei tecnici, i quali, realizzando all’interno di esso un sistema informativo coerente con i fabbisogni espressi del servizio di manutenzione, potranno re-

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FOCUS alizzare i seguenti obiettivi: miglioramento nella prestazione impiantistica; riduzione dei costi propri di manutenzione; evoluzioni nella progettazione del sistema di manutenzione; perfezionamenti nell’efficienza/efficacia delle azioni manutentive; miglioramenti nella definizione e nella gestione dei piani di manutenzione, delle politiche di manutenzione preventiva delle attività diagnostiche ed infine miglioramenti nella gestione dei ricambi e nella definizione dei corretti livelli di scorta. LA STRUMENTAZIONE Lo studio svolto ha riguardato il rilevo del parco comunale attraverso un sistema di rilevamento dinamico della Topcon, l’IP-S2. Topcon IP-S2 (figura 1) è un sistema MMS integrato che permette di effettuare il rilievo lineare in movimento raggiungendo un alto grado di precisione. Si ottiene il posizionamento preciso dei veicoli ricorrendo a tre tecnologie: un ricevitore GNSS, (Global Navigation Satellite System), a doppia frequenza che stabilisce la posizione nello spazio, un sistema di misura inerziale, IMU (Inertial Measurement Unit), che fornisce l’assetto del veicolo e un collegamento al CAN (Controlled Area Network) bus del veicolo o a encoder esterni sulle ruote (informazioni sulla velocità delle ruote), che permette di ottenere informazioni dall’odometro. L’IMU di cui è dotato IP-S2, fornisce informazioni sull’accelerazione e sulla rotazione ad alta frequenza e, se combinato alle misurazioni GNSS di precisione, permette di calcolare le posizioni anche quando ci si avvicina ad ostacoli come edifici o alberi, o mentre si attraversa un tunnel o un cavalcavia, senza compromettere la precisione. Il sistema standard IP-S2 comprende tre scanner LiDAR ad alta risoluzione che coprono il percorso del veicolo sia a livello del terreno che scansionando le aree adiacenti fino a una distanza di 30 metri. È stato possibile aggiungere una fotocamera digitale ad alta risoluzione per fornire immagini sferiche a 360° a un ritmo di 15 fotogrammi al secondo. Gli input che provengono dai sensori vengono registrati ad un intervallo di 15 nanosecondi. I sensori presenti sono: 4Antenna GNSS; 4Telecamera digitale 360°; 4IMU; 4Laser scanner; 4Dati odometrici provenienti CAN Bus o encoder esterni.

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da

Fig. 3 - Panorama sferico.

Fig. 4 - Panorama sferico.

Fig. 5 - Panorama sferico.

IL RILIEVO DEL PARCO URBANO NINNI CASSARÀ In primo luogo, si è iniziato con l’andare a valutare tutti i possibili percorsi da poter effettuare all’interno del parco, andando a ricercare le traiettorie da seguire che permettevano un numero ridondante di passaggi dello strumento stesso e quindi una qualità migliore del dato rilevato. In seguito si è scelta la traiettoria in figura 2 che produceva un ottimo compromesso tra tempo impiegato e qualità del dato rilevato. Il sistema di mapping mobile della Topcon, IP-S2, è in grado di effettuare misurazioni GNSS e IMU. In base alle esigenze dell’utente e per ottenere dati addizionali, è possibile integrare un laser scanner o una fotocamera digitale in grado di scattare immagini sferiche a 360 gradi. Queste immagini hanno un ruolo determinante, nella interpretazione dei dati. Infatti esse conferiscono al mo-

dello rilevato, costituito dalla nuvola di punti, oltre il colore reale dei vari oggetti rilevati e un maggiore dettaglio. Nelle figure 3, 4 e 5 alcune delle immagini a 360° scattate dalla piattaforma. ELABORAZIONE DEI DATI Il processo di elaborazione dei dati comprende diverse fasi, che consistono in una fase di elaborazione dei dati grezzi, nella quale si possono distinguere il processamento, la sincronizzazione e la georeferenziazione dei punti rilevati, la creazione e calibrazione dei filmati, elaborazione dei panorami sferici e infine la progettazione dell’applicazione. Durante il rilievo in sito, il pos IV registra tutti i dati relativi a posizionamento e assetto del veicolo e i dati relativi alla stazione fissa GPS, su supporto flashcard. Quelli relativi al laser scanner e le immagini catturate dalle telecamere digitali sono registrati su hard disk.

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FOCUS Il processamento dei dati avviene tramite il software POSPAC LAND, di proprietà e distribuito dalla Applanix Corporation. La seconda fase è la sincronizzazione nella quale si associano i dati di assetto e di posizione del veicolo, fino ad ora elaborati, con i momenti in cui le immagini sono state catturate tramite le telecamere. Infine vi è la georeferenziazione. E’ la fase in cui i file ottenuti con l’output vengono associati con le immagini registrate dalle telecamere e con i dati laser. Il processo, chiamato SYNC EVENT, lavora in .batch e associa i file dell’output con le immagini. Il risultato è un file.pnt delle immagini georiferite e uno stesso file dei punti laser georiferiti. Il file .pnt è una tabella database e può già essere incluso in un sistema relazionale. Vengono poi creati i filmati; per farlo si utilizza il programma ARCGIS e alcuni suoi applicativi. I file ottenuti con l’output sono stati salvati in una cartella, che viene chiamata convenzionalmente PROCESS. Aprendo la cartella process con l’applicativo FILM MAKER, si crea automaticamente al suo interno un geodatabase, che contiene due tipi di dati: i punti della sequenza pos e i commenti che l’operatore ha immesso durante il rilievo (figura 6). Al fine di essere certi sull’affidabilità del dato rilevato, è stata effettuata una sovrapposizione cartografica tra il rilevo effettuato con il mezzo IP-S2 e un rilievo NRTK, effettuato in lavori precedenti . La sovrapposizione riguarda il percorso pedonale e ciclabile oltre a pali elettrici, cestini e panchine e la semina di punti che individua la traiettoria del mezzo durante il rilievo. Questo ci permette di affermare che la precisione del mezzo varia in un intorno di 4 cm, come ci si attendeva in fase di progettazione.

Fig. 6 - Particolare della sovrapposizione tra i due rilievi.

ELABORAZIONE DEI PANORAMI SFERICI In primo luogo, si è proceduto tramite il software Geoclean ad estrarre tutte le immagini sferiche in formato .jpg. Questo software permette l’elaborazione dei dati in Post processing, assicurando la perfetta integrazione delle misure IMU, GPS e degli odometri, fornendo una continua ed accurata posizione 3D del veicolo, i dati completi della traiettoria del veicolo e le immagini orientate, necessarie per incrementare i dettagli della mappatura. In secondo luogo con l’utilizzo di Spatial Factory è stato possibile andare a visionare e selezionare i dati rilevati dall’IP-S2. Attraverso questo software è possibile visionare su una mappa di fondo, in 3D o in una vista panoramica di immagini sovrapposte alla nuvola di punti, i dati raccolti nel rilievo (figura 7). Il software è progettato per rendere agevoli le operazioni di misura delle distanze, l’estrazione di attributi delle features e l’export nei formati shapefile o ASCII in vari sistemi di coordinate. Inoltre esso permette anche l’import di shapefile da geo database esistenti e l’importazione e l’esportazione di nuvole di punti nei formati CSV e LAS.

Fig. 7 - Posizione delle sferiche sovrapposta alla traiettoria effettuata dallo strumento.

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Per la costruzione del sistema di coordinate di ogni singola immagine, si è utilizzato il Software 3Ds Max dell’Autodesk. Esso ci ha permesso di realizzare una sfera, su cui sovrapporre l’immagine, avente raggio pari alla lunghezza focale, di 14 mm, della camera di presa. Si è imposto un sistema di riferimento avente origine nel centro della sfera, che ha permesso di effettuare il “Mapping”, ossia di trasformare le coordinate immagine (u,v) in 2 dimensioni presenti nell’immagine, in coordinate x,y,z appartenenti alla sfera. Questo ci ha permesso di poter individuare ogni elemento presente sull’immagine attraverso una coppia di coordinate in tre dimensioni, nello spazio, passando da un sistema di coordinate locale x,y,z ad un sistema di coordinate globale, λ, φ, h (latitudine , longitudine e quota - figura 8 e 9). Infine si è proceduto nell’inserire una camera al centro della sfera, in modo da avere un punto di vista realistico, ossia una visione a 360° degli elementi in essa contenuti. La telecamera virtuale è stata impostata con parametri di focali corrispondenti a quelli della camera sferica in dotazione (figura 10). IL SISTEMA DI MANUTENZIONE Per una gestione ottimale della manutenzione, risulta di elevata importanza la rilevazione dei seguenti dati: l’identificazione dell’operatore (nome, cognome, ed numero identificativo); le coordinate relative dell’elemento analizzato; la data del rilievo; la porzione dell’elemento da sottoporre a manutenzione (ad esempio ripristino di parte del manto erboso, oppure fessurazioni su una parte di un edificio); le eventuali note che l’operatore deve inserire. Per raccogliere questi dati in modo rapido ed esaustivo si è pensato allo sviluppo di un software che permetta oltre che raccogliere in modo intuitivo e rapido i dati sensibili al rilievo, di inviare, attraverso una connessione ad internet, i dati raccolti al centro di controllo in tempo reale.

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FOCUS

Fig. 9 - Sovrapposizione dell’immagine panoramica alla sfera.

Fig. 8 - Sfera su cui si dovrà sovrapporre l’immagine.

La seconda scheda permette di inserire i dati dell’operatore e il suo identificativo. Date le dimensioni del parco, questo è stato suddiviso in 8 settori, l’operatore può selezionare attraverso questa schermata il settore su cui deve operare, con scheda permette quindi di migliorare l’organizzazione delle operazioni di manutenzione e di coordinare in maniera più semplice ed efficace le varie squadre preposte (figura 11).

Selezionato il settore dove effettuare la rilevazione si accede alla terza ed ultima scheda (figura 12) che permette: di inserire o modificare i dati dell’operatore che sta effettuando il rilievo, nella barra superiore; di selezionare l’immagine sferica relativa alla posizione in cui si trova l’operatore, nel riquadro in alto a sinistra, e visualizzarla nella apposita finestra posta in basso a sinistra; di selezionare la categoria su cui effettuare

10 - Telecamera virtuale impostata con parametri di focale corrispondenti a quelli della camera sferica in dotazione.

Fig. 11 - Ortofoto del Parco Ninni Cassarà classificata in settori.

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l’intervento (viabilità, segnaletica, impianto di irrigazione, impianto illuminazione, edifici, alberi e arbusti, manti erbosi) attraverso un pannello posto al centro della scheda; di inserire la descrizione dello stato di fatto e del tipo di intervento da effettuare, nel riquadro in alto a destra; di salvare le informazioni inserite e inviarle al centro di controllo tramite i tasti “Save” e “Send” che si trovano in basso a destra. Secondo quanto progettato il principio di funzionamento dell’applicativo risulta facile ed intuitivo. L’operatore una volta giunto sul luogo di lavoro, avvia l’applicativo dal suo dispositivo portatile. Inserisce le sue credenziali, automaticamente viene generata la data del rilievo, la quale viene estratta dal clock di sistema, interno al dispositivo su cui è installato il software, l’operatore procede all’ispezione del settore assegnato, quindi selezionandolo visualizza tutte le sferiche in esso contenute e sceglie quella relativa alla sua posizione, per ogni immagine sferica infatti sono riportate le coordinate WGS84, che permettono una georeferenziazione globale. La sferica contiene lo stato originario delle varie componenti presenti nel settore, per cui immediatamente il soggetto può, ruotando la visuale nella stessa immagine selezionata, effettuare un confronto con lo stato di fatto e individuare eventuali irregolarità. Fatto ciò, procede selezionando dal pannello centrale la categoria cui appartiene l’elemento da sottoporre a manutenzione, automaticamente si attiva un marker di colore assegnato che autorizza all’operatore a contrassegnare sull’immagine l’elemento o la porzione di esso che presenta l’irregolarità. Dopo aver localizzato l’anomalia procede alla descrizione dello stato di fatto e del possibile intervento da effettuare per il ripristino. Inoltre l’operatore dall’immagine sferica riesce ad estrarre anche un dato metrico che da modo di quantificare le dimensioni dell’anomalia riscontrata.

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FOCUS

Fig. 12 - Scheda di manutenzione.

Una volta compilata la scheda, l’operatore procede dapprima, tramite l’utilizzo del tasto “Save” al salvataggio dei dati su una periferica di archiviazione di massa presente nel suo dispositivo, in seguito sfruttando una connessione ad internet, tramite il tasto “Send” il programma genera automaticamente una mail che sintetizza le informazioni raccolte e la invia al centro di controllo. CONCLUSIONI Il lavoro qui presentato ha portato all’elaborazione di un applicativo per la manutenzione dei parchi urbani a partire da immagini sferiche acquisite tramite tecnologia MMS. Gli obiettivi preposti erano basati sulla possibilità di confrontare in tempo reale le condizioni attuali di tutte le componenti del parco con quelle ottimali, di riscontrare eventuali anomalie, poterne stimare l’entità, ricavarne la posizione geografica, descriverne lo stato di fatto, comunicare all’organo di competenza le informazioni raccolte e suggerire eventuali modifiche da apportare. In conclusione si può affermare che il lavoro compiuto ha portato a centrare gli obiettivi preposti, infatti l’applicativo sviluppato risponde bene all’esigenze di chi si occupa di manutenzione, andando a semplificare notevolmente sia l’acquisizione dei dati, in quanto permette che la rilevazione venga svolta in modo molto semplice ed intuitivo ma soprattutto veloce, sia le operazioni di gestione dei dati rilevati, ad opera del centro di controllo, in quanto ottenendo i dati raccolti in tempo reale si possono effettuare analisi veloci e comunicare immediatamente, all’operatore incaricato, le modifiche da apportare. Purtroppo ad oggi il Parco Ninni Cassarà, oggetto di questa sperimentazione, è stato chiuso per la presenza di amianto, quindi il dispositivo è pronto ma inutilizzabile.

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RINGRAZIAMENTI Gli autori desiderano ringraziare l’Arch. Marco Carella per la fattiva collaborazione e soprattutto la Geotop s.r.l. di Ancona per avere messo a disposizione gratuitamente le attrezzature software ed hardware per i test.

BIBLIOGRAFIA • G. Dardanelli; M. Carella; (2013): “ Rilievo ed elaborazione di dati laser acquisiti con sistemi MMS in un parco urbano” Geomedia n. 3; 2013. • M. Cannella; (2013): “Valutazioni sull’impiego della fotogrammetria sferica nella costruzione di modelli digitali 3D: l’oratorio della chiesa di Santa Caterina a Zejtun (Malta)”, DISEGNARECON, ISSN 1828-5961. Ottobre 2013 • Arrighetti; (2012): “Tecnologie fotogrammetriche
e registrazione 3D della struttura materiale: dal rilievo alla gestione dei dati” Archeologia e Calcolatori 23, 283-296, anno 2012. • De Luca, Livio; (2011): “La Fotomodellazione architettonica. Rilievo, modellazione, rappresentazione di edifici a partire da fotografie”, Flaccovio Editore, Palermo. • Pagani, Alain, Gava, Christiano, Cui, Yan, Krolla, Bernd, Hengen, Jean-Marc, Stricker, Didier: (2011): “Dense 3D point cloud generation from multiple high-resolution spherical images”, in The 12th International Symposium on Virtual Reality, Archaeology and Cultural Heritage VAST. • R. Barzaghi, N. E. Cazzaniga; (2010): “Un database aziendale per la tracciabilità dell’aggiornamento dei sottoservizi”, Politecnico di Milano, Atti 14a Conferenza Nazionale ASITA - Brescia 9-12 novembre 2010. • G. Fangi; A. Schiavoni; (2009): “Una esperienza di Mobile Mapping con la fotogrammetria sferica”, Atti 13a Conferenza Nazionale ASITA – Bari 1-4 dicembre 2009. • H. Gontran, J. Skaloud, P. Y. Gillièron; (2003): “A Mobile Mapping System For Road Data Capture Via A Single Camera”, Swiss Fedral Institute of Technology, Geodetic Engineering Labortory, Switzerland; Proceedings of the Optical 3D Conference (2003). • B. Frischer, D. Favro, P. Liverani, S. De Blaauw, “Virtual Reality and Ancient Rome: The UCLA Cultural VR Lab's Santa Maria Maggiore Project” ArcheoPress, 155-162. Oxford 2000 PAROLE CHIAVE Geomatica; monitoraggio; CMMS; IP-S2 Topcon ABSTRACT The work presented here concerns the integration of a series of surveys conducted by the Department of Civil, Environmental and Materials Engineering of the Polytechnic School of the University of Palermo, as part of a campaign of studies begun in 2012 with the objective of investigating about the potential and the accuracy reached by MMS (Mobile Mapping System) within the urban park Ninni Cassarà of Palermo. The survey was designed in several phases: first was a NRTK (Network Real Time Kinematic) mode. The second phase of the investigation has focused on the dynamic survey of the park with MMS, which was followed by the phase of return that led to the analysis of internal paths and the driveway to the park and to the development of an application for management of the maintenance of the same by exploiting the spherical images. AUTORI Gino Dardanelli gino.dardanelli@unipa.it Silvia Paliaga silvia.paliaga@unipa.it Massimo Allegra Massimo.allegra@unipa.it DICAM UNIPA, Viale delle Scienze, edificio 8 - 90128 Palermo, Italia

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FOCUS

Incontro tra i Sistemi Informativi Geografici e la geopolitica: il caso della

Crimea

di Federico Foria e Mariassunta Cavaliere

La possibilità del binomio scientificoumanistico e l’uso della tecnologia al servizio della geopolitica.

GIS

L’analisi

del territorio e delle sue componenti, spiegando le ragioni che portano all’accadimento dei fatti più recenti e poter prevedere scenari futuri.

Fig. 1 – Scenario 3D dell’Ucraina.

I

l progresso esponenziale dell’ultimo secolo ha condotto ad una ricerca sempre più esasperata della specializzazione in ogni settore. Questo processo, invece di favorire l’interdisciplinarità e lo scambio di idee e tecnologia, ha portato, spesso, solo alla compartimentazione dei settori. Il presente lavoro si propone di mettere in luce il punto di incontro di due discipline: una di carattere umanistico, la geopolitica, e l’altra di natura più

scientifica, la cartografia. La geopolitica è una disciplina che analizza il rapporto esistente tra i fattori geografici e quelli politici. Si basa essenzialmente sul ragionamento ed è ritenuta fondamentale per comprendere gli scenari che caratterizzano il mondo che ci circonda. La cartografia, invece, può rappresentare lo strumento nelle mani di questa disciplina che oggi, nella sua estensione digitale, o “numerica”, acquisisce sempre maggiore autorevolezza.

Il presente lavoro presenterà il connubio scientifico-umanistico analizzando, a titolo di esempio, le motivazioni che hanno spinto la Crimea e il suo popolo a cambiare il colore della propria bandiera da ucraina a russa. Il lavoro sfrutta analisi compiute su semplici sistemi geografici creati ad hoc, conducendo il lettore in un viaggio che renderà chiaro e addirittura inevitabile i trascorsi storici più recenti. La crisi di Crimea dimostra solo, ancora una volta, la dinamicità dello scacchiere internazionale. Da qui l’esigenza, al giorno d’oggi, di maneggiare, seppur in maniera elementare, strumenti che permettano di visualizzare in maniera intuitiva le principali caratteristiche del territorio e delle sue componenti sia naturali che antropiche. Questa necessità incarna la definizione stessa di Sistema Informativo Geografico e ne estende il potenziale come strumento su cui basare e, successivamente, rappresentare gli scenari futuri. Per rafforzare la visione di una tecnologia aperta a tutta, il suddetto lavoro, si basa su database open source (liberamente scaricabili o fruibili dalla rete) e sull’ausilio di una demo del software di analisi cartografica ArcGIS di ESRI.

Fig. 2 – Inquadramento geomorfologico in scala 1:5.000.000 dell’asse Ucraina-Russia.

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FOCUS LA RUSSIA E L’UCRAINA: INQUADRAMENTO GEOPOLITICO In prima istanza viene effettuato un inquadramento geopolitico dell’area di interesse. Questo passaggio iniziale è di notevole importanza, in quanto rappresenta la base per una migliore comprensione degli interessi di varia natura che confluiscono in zone come la Crimea e l’Ucraina. In figura 1 è proposto l’inquadramento geomorfologico delle zone appena citate. Questa carta, certamente di impatto, serve ad immetterci nel canale di potenzialità rappresentato dalla cartografia digitale e dai sistemi informativi geografici. La Crimea è una regione che ha sempre mantenuto un ruolo abbastanza preminente a livello storico, tanto da essere oggetto di desiderio della Russia nonostante la sua relativa ‘lontananza’ territoriale (fig. 2). Infatti la penisola è separata dal territorio russo tramite lo stretto di Kerč, il quale connette il mar Nero col mar d’Azov. In fondo, per la Crimea, si tratta di una zona estesa per circa 26.100 km2 con una popolazione di poco più di 2 milioni di abitanti – di cui il 98% russi. La Russia, invece, è il più vasto stato al mondo, con una superficie di 17.098.242 km2, tocca i confini dell’Europa, dell’Asia e dista solo 90 km dal Nord America tramite lo stretto di Bering. Gli abitanti sono stimati nel 2009 circa 140 milioni. In figura 2 è stato evidenziato il confine geografico russo-ucraino. Le regioni della Russia al confine con l’Ucraina sono Bryansk, Kursk, Belgorod, Voronezh e Rostov. Le regioni dell’Ucraina al confine con la Russia sono Chernihiv, Sumy, Kharkiv, Luhans’k, Donets’k. Zaporizhzhia, Kherson e la Crimea vengono segnalate all’interno della carta per la loro importanza storica, infatti anche se non collegate alla Russa continentale affacciano sul Mar d’Azov. Krasnodar, invece, è riportata per la sua importanza strategica vista la vicinanza fisica alla penisola di Crimea. Per meglio comprendere il ruolo e le mosse della Russia nello scacchiere internazionale si è proceduto a determinare la cartografia di figura 3. Ciò è stato possibile aggiornando la tabella informativa (attribute table), associata al dato geografico (rappresentante i paesi del mondo), con le relazioni che Mosca coltiva con tutto il resto del globo. Ciò è possibile aggiungendo a tale tabella un nuovo campo e riempendolo con le informazioni di interesse. L’operazione, visita il sito www.rivistageomedia.it

Fig. 3 – La Russia nel mondo.

che potrebbe sembrare laboriosa, in realtà, è del tutto simile alla gestione di un normale foglio di calcolo. Le informazioni riassunte nella cartografia di figura 3 sono state dedotte a partire da diverse considerazioni: 1. L’Unione Eurasiatica che la Russia compone con i paesi limitrofi Bielorussia, Kazakistan, Kirghistan e Tagikistan. 2. I BRICS con l’associazione di grandi economie nazionali emergenti che oltre alla Russia, annovera Brasile, India, Cina e Sud Africa. 3. Il commercio con i paesi dell’America Latina, incentrato sull’importazione di alimenti (soprattutto carne) e sull’export di strumentazione tecnica anche in ambito militare. 4. L’Organizzazione di Shangai per la cooperazione, noto organismo intergovernativo istituzionalizzato nel 2001 e composto da Cina, Kazakistan, Kirghistan, Tagikistan e Uzbekistan oltre che dalla Russia, arrivando a coprire quasi tutta l’Asia continentale. 5. Le questioni territoriali irrisolte: con il Giappone e la disputa riguardante le Isole Curili e la questione della sovranità sulle zone dell’Artico, i cui fondali intersecano le piattaforme continentali di Stati Uniti, Russia, Canada, Norvegia e Danimarca. 6. Infine l’attenzione ricade sul legame storico-culturale con i paesi dell’est europeo, con la Finlandia che è stata terra russa dal 1809 al 1917 e con l’Alaska che è appartenuta ai russi fino al 1867. Ciò dimostra, da parte della Russia negli ultimi anni, una capacità di iniziativa ad ampio raggio e soprattutto con partner di ogni angolo del pianeta. Oggi non vince solo il più forte, ma soprattutto il più intraprendente, e il gioco-forza dei paesi BRICS e delle altre economie emergenti portato

avanti dalla Russia, potrà senz’altro fare la differenza nel panorama estero portando un cambiamento significativo nello scacchiere internazionale. LO SCENARIO INEVITABILE L’identità di un popolo non sempre corrisponde ai limiti territoriali di uno stato. La nazione vuole sempre che si verifichi la condizione di sovranità territoriale, dunque la nazione vuole lo stato ove il cittadino è riconosciuto come italiano, ucraino, russo o argentino. L’etnia, invece, non ha sempre bisogno di uno Stato per portare avanti le proprie peculiarità. Infatti appellarsi al principio di autodeterminazione dei popoli, implica una scelta di distacco dalle istituzioni di uno stato, per affermare un’identità diversa da quella che viene proposta dalla maggioranza della popolazione. Una comunità conscia delle proprie origini può arrivare a rivendicare anche una propria identità politica e a definire le proprie caratteristiche; come nel caso dei crimeani che hanno proposto tramite referendum il totale distacco dallo stato ucraino, attuando una secessione. Per quanto la comunità internazionale si ostini a non riconoscere lo status quo della Crimea, non si può surclassare la volontà del popolo. L’autodeterminazione dei popoli è di fondamentale importanza nel diritto internazionale ed è sancito abbondantemente anche nel diritto dell’Unione Europea. La frattura esistente tra Ucraina e Crimea (fig. 4) può essere dimostrata attraverso l’elaborazione dei dati relativi al censimento del 2001. Da qui si è potuta ricavare la percentuale di abitanti di etnia russa per ciascuna oblast. La frequenza relativa, infatti, è pari al rapporto fra numero di russi presenti sul suolo ucraino e la popolazione totale dell’Ucraina: % russi = n° russi/popolazione

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FOCUS Il passo successivo consiste nell’aggiornamento del dato cartografico di base (limiti amministrativi delle regioni dell’Ucraina) associando ad ogni regione la corrispondente frequenza relativa. Il procedimento è lo stesso svolto per la cartografia di figura 3. Questo passaggio è fondamentale per l’obiettivo predisposto, ovvero la creazione di una carta tematica. Le carte tematiche rappresentano la distribuzione geografica di uno o più fenomeni di interesse (e.g. uso suolo, densità della popolazione, etc.). I tematismi possono essere mostrati attraverso simboli, puntuali linee e poligoni (i.e. aree colorate), riportando sempre una legenda dei temi trattati. In questo caso si è impiegata una mappa coropletica, cioè una cartografia tematica in cui la visualizzazione di un attributo nello spazio avviene attraverso l’uso di scale cromatiche. Perciò in base alla frequenza relativa precedentemente determinata, si sono individuate le seguenti categorie: 4 0% - 14%: in maggioranza ucraini; 4 14.1% - 21%: maggioranza russo fona; 4 21.1% - 40.1%: rilevante presenza di popolazione russa; 4 40.1 % - 100 %: predominanza russa; L’osservazione della carta etno-linguistica dell’Ucraina (fig. 4) evidenzia che la lingua più parlata è il russo e che le zone contrassegnate da una prevalenza russofona sono situate nel sud e nell’est dell’Ucraina. Inoltre dalla carta si riscontra la presenza di ben quattro Ucraine all’interno dello

Fig. 5 – Zone commerciali/industriali dell’Ucraina, scala 1:4.000.000.

stesso stato: l’Ucraina cosmopolita dell’ovest, l’Ucraina ortodossa dell’est e altre due Ucraine che rappresentano una mescolanza fra i due filoni principali del paese, scegliendo la corsia preferenziale russa. Mentre l’Ucraina occidentale è storicamente legata all’Europa, le oblasti del Sud-Est per molti secoli hanno fatto parte dell’impero russo e restano sensibili al richiamo di Mosca. Dunque preservano il sentimento di appartenenza alla cultura russa, che potranno diventare un vero e proprio dato di fatto, ripercorrendo l’esperienza elettorale della Crimea. Si può dimostrare inoltre che nelle zone filorusse si concentra la maggior parte delle attività industriali dell’Ucraina. Per far ciò, si effettua un overlay della cartografia di figura 4, con i dati relativi ad un uso del suolo

Fig. 4 – Divisioni linguistiche ed etniche dell’Ucraina, scala 1:4.000.000.

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a scopi industriali/commerciali. La cartografia di uso suolo è stata prelevata dal database fornito dal progetto Global Land Cover 2000 (GLC 2000), realizzato da una fitta rete di partners di tutto il mondo e coordinati dal Joint Research Centre, Land Resource Management Unit della Commissione Europea. Le zone di interesse sono state estratte interrogando la cartografia, così che, restituisse le aree con un usosuolo a scopo: commerciale, industriale e militare. Tali zone sono state divise in raggruppamenti significativi tralasciando i dati con un’eccessiva dispersione spaziale. Le macroaree così individuate sono rispettivamente nelle regioni di Kiev, Kharkiv e Donets’k e due nella regione di Dnipropetrovs’k, tralasciando i dati con un’eccessiva dispersione spaziale (soprattutto nel settentrione del paese). Successivamente si è assegnato un peso a ciascuna delle zone in base alla loro estensione e si è determinato il baricentro (i.e. il valore medio della distribuzione delle aree nello spazio). In figura 5 si nota che tale punto ricade all’interno delle zona russofona, dimostrando un netto squilibrio delle attività del settore secondario/ terziario spostandosi dall’Ucraina alla Federazione Russa. Ciò è ulteriormente confermato dai lavori di Antonisich M. et all. Inoltre non è un caso che lo stesso baricentro, evidenziato nella figura 6, rientri nel territorio di Zaporizhzhya; centro di industrie automobilistiche, chimiche, del ferro, del carbone, dell’alluminio, ed, ultima ma non meno importante, la centrale nucleare più grande d’Europa situata sul fiume Dnepr. L’analisi porta a dimostrare che l’industrializzazione e lo sviluppo raggiunti dalla Crimea

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FOCUS

Fig. 6 – Dettagli della Crimea, scala 1:1.000.000.

raggiungono percentuali molto più elevate rispetto alle altre zone dell’Ucraina (i.e. basta analizzare la densità di attività commerciali/industriali nelle cartografie proposte). Inoltre si verifica una netta convergenza fra i picchi di composizione etnica russa e di attività economico-militari (fig. 5). Analizzando le cartografie prodotte, l’unica eccezione sembra essere rappresentata dalla regione di Donets’k, che mostra livelli di densità delle attività pari a quello dei crimeani (fig. 5). Bisogna però puntualizzare alcune differenze. L’oblast di Donets’k ha una densità di russi etnici in suolo ucraino più bassa rispetto alla Crimea, con un rapporto di circa due abitanti di origine russa per ogni autoctone. Della Crimea si può dire che la presenza di

cittadini ucraini è quasi un’eccezione visto che più del 90% dei crimeani sono di etnia russa. Un altro paragone è riferito all’attività economica delle due zone. Il Donets’k ha registrato una rapida crescita economica grazie a una serie di investimenti nel settore commerciale (grazie alle materie prime a disposizione) e sportivo. In particolare il rialzo della bilancia regionale rispetto al resto del paese si è avuto grazie all’attività nel settore calcistico. Infatti la squadra dello Shakhtar è arrivata a vincere anche la coppa UEFA e a costruire uno degli stadi più moderni d’Europa, il Donbas Arena, che ha comportato una vivacità nei flussi turistici e commerciali. Nonostante le malconce finanze di Simferopoli, la Crimea rimane una

zona con un’intensa attività industriale legata alla presenza di materie prime nel sottosuolo e alle città di Sebastopoli, rinomata zona commerciale e militare, e a Jalta e Feodosia importanti mete turistiche che attirano flussi umani. Il maggiore sviluppo raggiunto dalla Crimea è ben visibile aumentando il dettaglio della cartografia di figura 5 e operando una restituzione grafica per categoria di uso suolo (fig. 6). La maggiore vicinanza economica della Crimea alla Russia si evince analizzando la differenza, in termine di insediamenti umani e densità di attività commerciali/industriali, fra le regioni di confine dell’Ucraina e della Russia. La figura 7 mostra, infatti, come l’estensione spaziale delle attività antropiche sia nettamente superiore nelle regioni russe rispetto a quelle ucraine, e come la Crimea sia molto più vicina ai valori messi in luce dalla Russia che da quelli dell’Ucraina. L’incrocio tra il fattore etnico ed economico, messi in luce nel corso del presente lavoro, non fanno che sembrare inevitabile l’interesse della Crimea di ritornare alla Russia e rappresentano una spiegazione più che esaustiva delle motivazioni che hanno spinta all’unione con la Federazione Russa.

PAROLE CHIAVE GEOPOLITICA; CARTOGRAFIA; GIS; CRIMEA; RUSSIA; ABSTRACT The relationship between the Geographic Information Systems (GIS) and the geopolitics through the case study of the recent events in Crimea. The possibility of the scientific-humanistic pair and the usage of GIS technology at the service of the geopolitics. The analysis of the territory and his components, explaining the reasons of the most recent events and making future predictions. AUTORI Federico Foria foria.federico@gmail.com Dottore in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio Mariassunta Cavaliere mariassunta.cavaliere@gmail.com Dott.ssa in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali Fig. 7 – Attività antropiche nelle zone a confine tra Russia e Ucraina, scala 1:5.500.000.

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REPORTS

UNA SOLUZIONE ALL'AVANGUARDIA PER LA GESTIONE DELL'

ILLUMINAZIONE PUBBLICA di Fulvio Bernardini

L’articolo illustra un caso studio portato avanti dalla

Gemmlab con tecnologia Trimble MX2 per il

censimento della rete dell’illuminazione pubblica di molti comuni italiani e per una gestione più efficiente dei consumi di energia elettrica nell’ambito del programma

Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES). Fig. 1 - Lo scenario reale e la relativa nuvola di punti.

N

el 2008, nell’ambito di un programma internazionale volto a promuovere il progressivo distacco dei paesi industrializzati dalla dipendenza dai combustibili fossili, l’Unione Europea si è impegnata a ridurre del 20%, entro il 2020, le emissioni di CO2. Se si considera che l’80% dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 sono associati alle attività urbane, è naturale che le amministrazioni locali svolgano un ruolo decisivo nella mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Per supportare gli sforzi degli enti locali attivi nell’attuazione di politiche energetiche sostenibili, la Commissione europea ha istituito il Patto dei Sindaci, uno strumento operativo pensato proprio per tradurre l’impegno delle realtà locali in misure e progetti concreti: i firmatari del Patto s’impegnano a presentare dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) con indicate le azioni che essi intendono avviare. CONSUMO ENERGETICO RAZIONALE Verso la fine del 2011, una ESCO (Energy Service Company) composta da diversi membri del Patto dei Sindaci ha chiesto aiuto alla Gemmlab, una società con base in provincia di Padova, per mettere in pratica il proprio PAES – che prevedeva il censimento della rete dell’illuminazione pubblica di un gran numero di comuni italiani: la riorga16

nizzazione della rete si tradurrà, una volta terminato il progetto, in una gestione più efficiente dei consumi e nella riduzione dell’inquinamento luminoso. La Gemmlab è stata scelta per la sua grande esperienza nello sviluppo di soluzioni per il governo del territorio e nella costituzione di banche dati geospaziali accurate e per il suo metodo operativo, che prevede l’acquisizione di dati sul territorio tramite rilevazioni topografiche punto-punto. “In pratica, per me e il mio staff, la vera sfida consisteva nel riuscire ad acquisire questa enorme quantità di dati in un lasso di tempo relativamente breve”, racconta Giovanni Manta, proprietario della Gemmlab. “Inoltre il progetto ci avrebbe portati in città e paesi di diverse dimensioni in lungo e in largo la penisola.” Un lavoro non da poco. Accettata la sfida, Manta ha predisposto uno studio preliminare al fine di mettere in campo la migliore strategia, determinare i tempi operativi e valutare le caratteristiche del territorio oggetto del rilievo. Quando all’inizio del 2012 sono cominciate le operazioni di censimento, la Gemmlab ha allocato 4 dei suoi 25 dispositivi portatili Trimble Juno® 3D. Le squadre di 4 operatori scendevano sul campo introducendo manualmente i singoli punti luce, assegnando loro coordinate GPS o inserendoli direttamente in cartografia quando il segnale satellitare non era ottimale.

“Il lavoro procedeva bene, seppur non velocemente,” ricorda Manta. “Stavo però cercando altri modi per velocizzare il processo, ridurre i costi e migliorare la precisione dei dati raccolti e quindi dei risultati. Inoltre, per motivi di sicurezza, puntavo a ridurre il numero di operatori in strada.” UNA NUOVA SFIDA Nel luglio del 2013, nel tentativo di migliorare le operazioni di rilievo ed avviare un’iniziativa commerciale, la Gemmlab e l’azienda partner Crisel hanno acquisito il Trimble MX2, un sistema di imaging spaziale che combina scansioni laser ad alta risoluzione e posizionamento dinamico permettendo l’acquisizione di nuvole di punti georeferenziate. All’inizio del 2014 la Gemmlab ha rilasciato il proprio sistema di rilievo cinematico: un veicolo attrezzato con il Trimble MX2® che, in combinazione con una video camera LadyBug a 360° ed il sistema inerziale GNSS Trimble AP20 permette di sincronizzare i dati acquisiti con il percorso. Questa integrazione tecnologica permette oggi alla Gemmlab di bypassare quasi interamente il rilievo manuale dei punti luce. Operativa da aprile 2014, la soluzione ha apportato degli incredibili benefici e ha permesso di svolgere il rilievo direttamente lungo le strade dei territori comunali. Quando i due operatori (non più quattro) si trovano in presenza di GEOmedia n°4-2014


REPORTS aree non percorribili, il rilievo viene svolto alla vecchia maniera, ovvero manualmente. In generale, comunque, i rilievi si svolgono a bordo del mezzo. Grazie alla maneggevolezza e alle dimensioni ridotte del mezzo, il team di lavoro può anche accedere all’interno dei centri storici dei paesi (di fattura medievale o anche più antichi) che, utilizzando altri mezzi, sarebbero stati altrimenti inaccessibili. Le attività dei due operatori sono così suddivise: il primo guida il veicolo e detta i tempi del rilievo grazie ad un’applicazione appositamente realizzata da Gemmlab; il secondo si occupa dell’acquisizione dei dati, controlla la strumentazione e il corretto funzionamento del processo. Durante la fase di acquisizione il Trimble MX2® acquisisce le nuvole di punti a 360° dello scenario circostante. Contemporaneamente, la video camera acquisisce le immagini digitali ad alta risoluzione della scena, fornendo dati aggiuntivi utili in fase di analisi. Le informazioni così ottenute vengono immagazzinate e pre-elaborate da un computer portatile situato all’interno del mezzo. In ufficio, lo staff della Gemmlab usa il software Trimble POSPac® per migliorare l’accuratezza GPS della traiettoria del veicolo sfruttando i dati RINEX della rete GNSS regionale. Le informazioni vengono convertite in dati pronti per l’estrazione delle feature e poi elaborate tramite il Trimble Trident Imaging Hub, che permette di tradurre spazialmente e classificare in maniera semi-automatica i punti luce, partendo dalle immagini digitali e dalle nuvole di punti. Il team di esperti GIS della Gemmlab ottiene così dati in formato shapefile con feature 3D pronti per essere unificati in un unico geodatabase. La componente spaziale del geodatabase è utile per localizzare e accedere ogni singolo punto luce e i relativi attributi (indirizzo, larghezza della strada, distanza tra i pali della luce, altezza dei pali, ecc.), che rappresentano un supporto alle decisioni fondamentale una volta inseriti in ambiente CAD e GIS. Secondo Manta, il vantaggio principale di questo approccio risiede nelle funzionalità avanzate di elaborazione della suite POSPac® che permette di giungere alla fase di estrazione più velocemente. La precisione in fase di restituzione – circa 8 cm – è ampiamente all’interno dei limiti imposti dal committente.

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Fig. 2 - Il Geolander di Gemmlab nella sua interezza: il sistema di imaging spaziale Trimble MX2, la video camera LadyBug a 360° ed il sistema inerziale GNSS Trimble AP20.

RISULTATI AL DI SOPRA DELLE ASPETTATIVE L’introduzione del rilievo cinematico basato su laser scanner, immagini digitali e GPS, così come la possibilità di restituire le informazioni in ambito GIS e CAD rappresentano uno straordinario esempio di integrazione tra tecnologie. Giovanni Manta è riuscito a trovare la chiave di volta per un lavoro che all’inizio ha posto delle difficoltà che sembravano insormontabili. L’approccio integrato favorisce un flusso di lavoro continuo senza dover ricorrere ad inserimenti manuali, mettendo allo stesso tempo a disposizione tutta una serie di opportunità in termini di utilizzo dei dati acquisiti sul campo. Ad esempio, è possibile sfruttare il database come livello stradale o rappresentare graficamente il terreno e le sue features.

I risultati della nuova impostazione operativa sono evidenti: durante la prima fase – che si è svolta nel biennio 2012-2013 per 14 mesi di lavoro effettivo – le squadre sul campo hanno rilevato manualmente 36.233 punti luce in 33 comuni. L’impiego della soluzione integrata ha raddoppiato la produttività giornaliera. All’inizio del 2014 il nuovo approccio ha coinvolto 5 comuni: in circa 35 giorni di lavoro tra aprile e giugno, gli operatori hanno coperto circa 100 km al giorno, raccogliendo 7.441 punti e circa 575 Gb di dati. Il lavoro svolto rappresenta un incremento del 20% rispetto alle stime di 5.980 punti luce fatte dai comuni stessi. Oltre ad aver apportato una maggiore precisione, la soluzione permette di verificare retroattivamente i dati ed aumentare la sicurezza degli operatori sul campo.

Fig. 3 - Il lavoro in ufficio: si verifica la posizione dei punti luce con l'ausilio delle immagini digitali a 360°.

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REPORTS

Fig. 4 - Caratteristiche del singolo punto luce.

Giovanni Manta e il suo team prevedono di rilevare in soli 7 mesi lo stesso numero di punti che in precedenza hanno richiesto quasi un anno di lavoro. Nel biennio 2012-2013, quando il rilievo veniva fatto manualmente da palmare, la Gemmlab ha individuato 36.233 punti luce in 33 comuni. Grazie ai vantaggi apportati dalla nuova strumentazione integrata, che

si traducono nel raddoppio della produttività giornaliera (circa 110km percorsi al giorno), in una maggiore precisione, nella possibilità di verificare retroattivamente i dati e in una maggiore sicurezza, si prevede il rilievo di 32.000 punti luci suddivisi in 25 comuni entro novembre 2014: in poco più di sette mesi quasi la stessa quantità di punti rilevati nel precedente biennio.

Gemmlab tiene il suo veicolo supertecnologico sempre al lavoro lungo le strade dei paesi italiani. “Il mezzo attira l’attenzione della gente,” dice Manta. “I passanti si fermano spesso per parlare con gli operatori domandando di cosa si tratti. Alcuni comuni hanno addirittura preso in considerazione la possibilità di sfruttare il sistema per delle specifiche attività di marketing sul territorio.” Grazie a una combinazione tra pianificazione strategica e vision tecnologica, Giovanni Manta ha trovato il modo di risparmiare tempo ed allo stesso tempo ridurre i costi, guadagnando in termini di precisione e sicurezza. Il censimento fornirà alle istituzioni dati utili per l’implementazione a livello locale di politiche energetiche sostenibili orientate al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020.

PAROLE CHIAVE Horizon 2020; PAES; GemmLab; TrimbleMX2; BIBLIOGRAFIA The article describes a case study carried out by GemmLab technology Trimble MX2 for the census of the network of public lighting of many Italian municipalities, for a more efficient management of electricity consumption as part of the Action Plans for 'Sustainable Energy (PAES). AUTORE Fulvio Bernardini f.bernardini@rivistageomedia.it

Fig. 5 -Il sistema integrato Geolander risulta particolarmente adatto a svolgere rilievi nel contesto urbano dei piccoli centri medievali italiani.

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Rilievi batimetrici automatizzati Fotogrammetria delle sponde Acquisizione dati e immagini

Mappatura parametri ambientali Attività di ricerca

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REPORTS

IL FENOMENO VOLUNTEERED GEOGRAPHIC INFORMATION di Cristina Capineri e Flavio Lupia

Il fenomeno Voluntereed Geographic Information (VGI) rappresenta una nuova sorgente di informazioni che offre agli scienziati di varie discipline una inesplorata opportunità per la realizzazione di ricerche su una ampia varietà di temi a diverse scale spaziali e temporali.

Nell’articolo si riportano alcune

informazioni sulle due azioni di networking scientifico europeo recentemente attivate per studiare potenzialità e limiti della

VGI.

Fig.1 – Realtà aumentata.

IL FENOMENO E LE POTENZIALITÀ Lo scenario di interazione degli utenti con Internet è mutato radicalmente con l’avvento del Web 2.0, termine coniato da Tim O’Reilly nel 2004 (O’Reilly, 2009, s.d.), in concomitanza del quale gli utenti, la maggior parte dei quali è inesperta e non professionista, hanno cominciato ad essere non più semplici consumatori di informazioni ma creatori e revisori, volontari o involontari, di contenuti e di informazioni. Esempi rilevanti sono l’ormai noto progetto Wikipedia (www.wikipedia.org), così come le piattaforme per la condivisione di immagini e video Flickr (www.flickr. com) e YouTube (www.youtube.com), che hanno visto incrementare notevolmente il volume dei contribuenti di informazioni e contenuti. Parallelamente le informazioni generate dagli utenti si sono arricchite anche della componente geografica attraverso l’esplicitazione delle coordinate di latitudine e longitudine grazie alla rapida diffusione di dispositivi dotati di ricevitori GPS (es. smartphone, macchine fotografiche). Questo fenomeno, che consiste quindi nella produzione volontaria di informazioni corredate della componente posizionale, è stato recentemente etichettato con diversi termini, ma quello sicuramente più diffuso è Volunteered Geographic Information o VGI (Goodchild, 2007). Le informazioni geografiche prodotte sono generalmente convogliate attraverso varie piattaforme su Internet, possono essere distribuite gratuitamente ad altri utenti e la componen20

te geografica può essere prodotta involontariamente attraverso l’utilizzo di dispositivi equipaggiati con sensori GPS o attivamente utilizzando immagini aeree digitalizzate, come quelle dei vari sistemi di webmapping oggi disponibili online (Google Earth, Google Maps, Microsoft Bing Maps, ecc.). La diffusione di questa tipologia di informazioni è stata accompagnata dalla nascita di una serie di piattaforme e progetti che hanno dimostrato, in diversi campi applicativi, come sia possibile sfruttare la risorsa offerta dalla VGI. Le applicazioni emerse sono differenti spaziando dai sistemi di supporto alle decisioni spaziali, alla pianificazione partecipativa, fino alla realizzazione dei progetti di citizen science. Implementazioni di successo riguardano anche le applicazioni in campo umanitario (es. Ushahidi (www.ushahidi.com) e HOT (hot.openstreetmap.org)) e non mancano esperienze in ambito della gestione urbana, della stima dei danni alluvionali, di piani di evacuazione in caso di incendio ed in molti altri casi di gestione del rischio antropico e naturale. Il successo dell’utilizzo del VGI in tutti questi contesti applicativi è sicuramente legato all’approccio open del processo di raccolta dati e, non da ultimo, al fatto che tale tipologia di dati è economica e molte volte l’unica fonte informativa spaziale, in particolar modo in tutte quelle aree del pianeta dove l’informazione geografica è trattata come una questione di sicurezza nazionale (Goodchild, 2007). Il fenomeno VGI ha guadagnato progressivamente credibilità nei media

e nel mondo accademico, dove numerosi progetti sono stati avviati per analizzarne vantaggi e svantaggi, tra questi i più diffusi sono incentrati sull’analisi del famoso OpenStreetMap (www.openstreetmap.org), iniziativa finalizzata alla mappatura del globo ed alla diffusione open-source dei relativi dati cartografici. Questo ed altri progetti di mappatura volontaria hanno evidenziato come i dati prodotti con questa modalità possono trovare applicazioni in campo cartografico anche se la loro produzione risulta altamente variabile e non coordinata a livello globale. Non mancano esempi in cui emerge la potenzialità della VGI come alternativa o supporto per la validazione di mappe prodotte da organismi ufficiali o per la realizzazione di versioni aggiornate a costo zero. Sperimentazioni nella validazione cartografica sono state realizzate in diversi progetti tramite strumenti web per la valutazione delle mappe utilizzando come dati di riferimento quelli generati da progetti volontari per la raccolta e la pubblicazione di dati geografici (ad esempio raccolte georeferenziate di fotografie). In definitiva, lo scenario attuale evidenzia il fiorire di diverse iniziative che creano servizi ed applicazioni sfruttando in modo ottimale l’informazione geografica volontaria anche se, data la natura dell’informazione prodotta, non occorre sottovalutarne i limiti. Infatti, nella fase di riutilizzo di tali informazioni sia nel campo della ricerca che delle istituzioni, occorre valutare attentamente quali siano le GEOmedia n°4-2014


REPORTS caratteristiche delle informazioni prodotte in termini di qualità e credibilità dei produttori al fine di sfruttarle in modo corretto e mirato nei diversi ambiti applicativi. La nascita della VGI ha dato l’avvio ad una vera e propria comunità di ricerca che al fine di sviluppare e mettere a sfrutto esperienze e professionalità emerse in luoghi e in contesti diversi ha sentito l’esigenza di creare delle reti di ricerca intorno a questo tema. Di seguito si descrivono due azioni europee di networking scientifico avviate nel 2012 nell’ambito del programma COST (European Cooperation in Science and Technology). Le iniziative hanno entrambe l’obiettivo di individuare le caratteristiche ed i limiti della grande mole di informazioni geografiche prodotte in modo volontario.

Fig. 2 - Volontari che sperimentano l’app per Iphone iNaturalist utilizzata per raccogliere dati ed informazioni a supporto delle attività di ricerca sul tema dell’adattamento degli ecosistemi al cambiamento climatico. ( http://blogs.kqed.org/climatewatch/2011/01/29/citizen-sciencethe-iphone-app/; http://sciencemadefun.net/blog/april-e-news-rise-of-the-citizen-scientistsscience-needs-you/).

LE AZIONI EUROPEE DI NETWORKING SCIENTIFICO Le iniziative qui di seguito descritte sono state sviluppate nell’ambito delle attività del COST (European Cooperation in Science and technology) che mira proprio a creare attività di networking intorno a tematiche innovative e di rilevanza internazionale (www.cost.eu).

comunità scientifica. L’azione si prefigge principalmente di approfondire il tema della raccolta e dell’analisi del dato VGI in quanto le applicazioni che la generano spesso non sono progettate specificamente per la produzione di dati o per scopi analitici. Le attività sono organizzate in tre gruppi di lavoro qui di seguito brevemente descritti.

COST Action IC 1203 Information Crowdsourcing: software and methodologies for harnessing geographic information from the crowd (ENERGIC - WWW.VGIBOX.EU). Il sapere geografico del secondo millennio è profondamente influenzato dalle opportunità offerte dall’era dell’informazione la quale, oltre ad essere caratterizzata da innovazioni elettroniche ed informatiche, si fonda su una vera e propria rivoluzione culturale contraddistinta dalla diffusione, sempre più ampia, della rete Internet, dalla nascita di comunità virtuali e di consensi condivisi a scala globale. Una rivoluzione che ha inciso sulla gestione della conoscenza non solo cambiando le modalità e la tempistica della sua diffusione/condivisione ma trasformandone le stesse modalità di produzione. In questo contesto la COST Action IC1203 si pone come obiettivo di creare una comunità di ricerca intorno ai metodi di raccolta e di validazione dei dati VGI, alla integrazione con dati tradizionali, alla semantica, al significato socio-culturale di questa informazione in particolare in relazione alla partecipazione volontaria o meno e alla privacy, alla creazione di database e di esperienze da utilizzare in modo open dalla

Data mining, semantics and VGI use con l’obiettivo di sviluppare software di data mining e metodologie che possono sfruttare una vasta gamma di fonti VGI (crowdmapping, fotografie, social media, ecc.) per essere applicate in una varietà di settori (ambiente, gestione delle crisi, la pubblicità, il turismo, ecc).

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Spatial data Quality and infrastructures che indaga la definizione dei criteri di

valutazione della qualità (posizionamento, ontologia) e l’integrazione con le SDI (Spatial Data Infrastructure). Societal and human aspects of VGI che si prefigge di creare un repository open e aggiornabile di analisi VGI e di strumenti di integrazione oltre a casi di studio. I tre gruppi di lavoro contestualmente cercheranno di leggere il dato VGI in contesti locali e culturali diversi. COST Action TD1202: Mapping and the citizen sensor La produzione di cartografia in modo accurato e tempestivo in un contesto globale caratterizzato da una elevata velocità di cambiamento rappresenta una sfida scientifica e tecnica non trascurabile. La diffusione dei metodi di lettura ed analisi del territorio mediante il telerilevamento ha avuto uno svilup-

Fig. 3 - Mappatura delle infrastrutture pedonali delle aree intorno alle strutture scolastiche realizzata da volontari mediante l’utilizzo di smartphone. (Fonte: http://www.kristinashouse. com/wp-content/uploads/2012/12/geo2.jpg) g. 3

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REPORTS po repentino accompagnato da un incremento del volume di produzione e da una contrazione progressiva dei costi, tuttavia la raccolta di dati a terra costituisce la componente più difficoltosa dell’intero processo di realizzazione di prodotti cartografici. Un cambiamento dello scenario si sta delineando con l’ascesa di fenomeni come il crowdsourcing, crowdmapping, volunteered geographic information e citizen sensors che, anche se caratterizzati da aspetti distintivi, hanno una matrice comune costituita dalla produzione di informazioni in modo volontario. Il fenomeno ha visto una forte espansione anche grazie alla diffusione di dispositivi a basso costo equipaggiati di sensori di localizzazione e di servizi relativi. L’azione COST TD1202 nasce con l’obiettivo di analizzare le potenzialità dei dati prodotti dai citizen sensors per la realizzazione di cartografie accurate, non trascurandone alcune limitazioni come la variabilità della qualità e la distribuzione spaziale di-

somogenea. L’obiettivo è anche quello di definire possibili protocolli standard per la raccolta volontaria delle informazioni geografiche, proporre metodi di valutazione della qualità senza in alcun modo vincolare il processo di produzione volontaria dei dati. L’arco temporale delle attività è di quattro anni con termine nel 2016. L’azione, che dura quattro anni con termine nel 2016, è organizzata intorno alle attività di quattro gruppi di lavoro di seguito descritti.

ca dei singoli individui che di gruppo organizzato. Il fine è quello di comprenderne quali siano i meccanismi e le motivazioni che spingono i volontari in questa attività e di come si possano essere indirizzate per soddisfare i bisogni specifici della cartografia.

Acquiring and managing VGI è focalizzato sull’analisi del processo di acquisizione e gestione delle VGI, con particolare riguardo alla natura delle sorgenti VGI, al livello di expertise dei volontari, ai meccanismi di distribuzione dei dati, alla disponibilità di metadati ed alla presenza di controlli di qualità.

Map validation activities valuta l’applicabilità dei dati VGI per la stima dell’accuratezza dei prodotti cartografici.

Understanding and influencing contributors studia le motivazioni di base che animano il fenomeno VGI, sia nell’otti-

COST - COOPERAZIONE EUROPEA NEL SETTORE DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA L'iniziativa COST (European Cooperation in Science and Technology) è un programma di cooperazione nel settore della ricerca scientifica e tecnologica, che prevede il coordinamento a livello europeo delle attività di ricerca finanziate a livello nazionale. Fondato nel 1971, attualmente il programma prevede circa 200 azioni e il coinvolgimento di 30.000 scienziati dei Paesi Membri e di oltre 46 istituzioni di Paesi Terzi e di ONG. Il Programma si basa su azioni in cui ogni Paese COST può partecipare ad un'azione attraverso la firma di un Memorandum of Understanding (MoU), che rappresenta la base legale dell'azione stessa. Ciascuna azione prevede la sottoscrizione del MoU da parte di almeno 5 Paesi COST. Le Azioni sono una rete di progetti di ricerca nazionali, in campi di interesse dei Paesi sottoscrittori ed hanno una durata media di quattro anni. Grazie ad un approccio flessibile di tipo bottom-up, le Azioni COST possono riguardare diversi settori scientifici e tecnologici. Sono 35 gli Stati Membri COST: Austria, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, Turchia e Regno Unito; a questi si aggiunge anche Israele considerato come Stato Cooperante. Gli Stati Membri non-COST sono: Albania, Montenegro, Algeria, Egitto, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldavia, Russia e Ucraina. COST ha inoltre sottoscritto reciprocal agreements con: Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Argentina. Alcune definizioni Citizen science - termine utilizzato per indicare diverse tipologie di progetti con scopi ed obiettivi anche abbastanza diversi, e con differenti approcci che prevedono il contributo di volontari. Il termine è anche utilizzato per indicare la conoscenza locale delle caratteristiche ambientali, la conoscenza sviluppata attraverso l'esperienza e la raccolta di dati scientifici di ampi gruppi di volontari online. La raccolta dei dati può avvenire sfruttando le potenzialità dei nuovi dispositivi mobili (smartphone) e di nuove applicazioni, da qui anche la diffusione del termine citizen sensors. Oggi, alcuni ricercatori sostengono che il fenomeno ha le potenzialità per poter coinvolgere estensivamente il pubblico nello sviluppo e nella definizione di strategie per la risoluzione di problemi reali. Crowdsourcing – Termine coniato da J.Howe nel 2006 che combina i due termini “crowd” e “sourcing” ovvero una attività partecipativa effettuata online dove l’utente (internauta, istituzione, ONG, impresa) propone ad un gruppo di persone volontarie lo svolgimento di un compito di raccolta di informazioni (Howe, 2008). Volunteered Geographic Information – un tipo speciale di contenuto generato dagli utenti sul Web in quanto dotato di riferimenti spaziale (Goodchild 2007)

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Map production analizza le necessità della comunità cartografica, valuta la sensitività e la tolleranza dei diversi metodi cartografici ai differenti tipi di errori ed incertezze del VGI.

BIBLIOGRAFIA Goodchild, M. F. (2007). Citizens as sensors: the world of volunteered geography. GeoJournal, 69(4), 211–221. doi:10.1007/s10708-007-9111-y Howe, J. (2008). Crowdsourcing: Why the Power of the Crowd Is Driving the Future of Business (1° ed.). New York, NY, USA: Crown Publishing Group. O’Reilly, T. (2009). What is Web 2.0. O’Reilly Media, Inc. O’Reilly, T. (s.d.). What Is Web 2.0 Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software. http://www.oreillynet.com/pub/a/ oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20. html, accessed 4 May 2009. Recuperato 31 marzo 2014, da http://www.oreillynet.com/pub/a/ oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20. html Science Communication Unit, University of the West of England, Bristol (2013). Science for Environment Policy Indepth Report: Environmental Citizen Science. Report produced for the European Commission DG Environment, December 2013. Available at: http://ec.europa. eu/science-environment-policy http://www.cost.eu/about_cost PAROLE CHIAVE VGI; CROWDSOURCING; CITIZEN SCIENCE BIBLIOGRAFIA The contribution addresses the phenomenon of Voluntereed Geographic Information explaining these new and burgeoning sources of information offers multidisciplinary scientists an unprecedented opportunity to conduct research on a variety of topics at multiple spatial and temporal scales. In particular the contribution refers to two COST Actions which have been recently activated on the subject which are particularly relevant for the growing of the European scientific community. AUTORI Cristina Capineri Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e Cognitive Università degli Studi di Siena Polo Mattioli - Via Mattioli, 10 Siena Flavio Lupia INEA - Istituto Nazionale di Economia Agraria, Via Nomentana 41 00161 Roma lupia@inea.it

GEOmedia n°4-2014


C E LE P S la geIoA m U ati ca

r pe

AV

Supplemento a GEOmedia numero 4 2014 - Direzione, Redazione, Marketing e Stampa da mediaGEO soc.coop www.mediageo.it info@mediageo.it - Roma 2014

IN S ST AC ERT CA O BI LE

UNA NUOVA REALTA' TRA FOTOGRAMMETRIA E TOPOGRAFIA

NUOVI

DRONI NATANTI Vedere il

aerRobotix

territorio

Catone HD4

dall'alto


SPECIALE UAV

UNO SGUARDO DALL’ALTO SUL TERRITORIO COSTRUITO di Irene Aicardi, Filiberto Chiabrando, Andrea Lingua, Paolo Maschio e Francesca Noardo

L’acquisizione di immagini digitali mediante velivoli a pilotaggio remoto (droni) per il rilevamento del territorio e dell’edificato è una procedura ormai affermata al,

(Chiabrando et

2013 – Gerke 2012) che, potenzialmente

permette di documentare,

in modo rapido, completo

ed economico, il paesaggio

urbano e rurale da un punto di vista non usuale né convenzionale.

Fig. 1 - Ortofoto e DSM otteuti con MicMac.

L’

efficienza di questa tecnologia viene ulteriormente accresciuta grazie all’utilizzo combinato di algoritmi di image processing (SemiGlobal Matching, SIFT, Structure-fromMotion, …) che permettono di estrarre in modo quasi automatico informazioni metriche tridimensionali (nuvole di punti e modelli tridimensionali) con precisioni/accuratezze controllate utili per generare prodotti cartografici finali quali modelli altimetrici (Dense Digital Surface Model, DDSM) e ortofoto ordinarie e di precisione, ma anche solide mediante la fusione con il DDSM (Chiabrando et al, 2013b). Per assicurare l’efficacia di questi strumenti e metodi sono state svolte numerose verifiche operative in un contesto rurale mediante i droni disponibili presso il laboratorio di Fotogrammetria, Geomatica e GIS del Politecnico di Torino e i numerosi software commerciali e freeware che negli ultimi anni si sono diffusi

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e affermati tra gli operatori. A titolo esemplificativo, in questo contributo verranno descritti i risultati svolti su un caso studio in un contesto costruito (anche se completamente disabitato), acquisito prima dell’entrata in vigore degli attuali regolamenti nazionali. IL CASO STUDIO: IL BORGO DI LERI CAVOUR Leri Cavour (oggi frazione del comune di Trino, in Piemonte), fa parte dello storico “sistema delle Grange” che ha caratterizzato lo sviluppo agricolo, economico e sociale del territorio vercellese gestito dai monaci cistercensi a partire dal XII secolo. Le grange sono strutture edilizie costruite secondo particolari schemi compositivi e strutturali, che venivano utilizzate per la gestione agricola; in particolare quelle cistercensi vanno a definire anche una particolare struttura organizzativa dipendente dall’abbazia per la coltivazione, la bonifica e il dis-

sodamento delle terre, andando a formare una rete fortemente connotante il territorio. A partire dal XIV secolo il sistema entra in crisi e il borgo cambia la proprietà fino ad arrivare, nella prima metà del XIX secolo, alla famiglia Benso di Cavour, che proseguì l’attività di sperimentazione agraria nella tenuta. Il complesso subisce successive modifiche e stratificazioni in seguito alle evoluzioni funzionali nel corso del tempo, acquisendo anche alcune architetture di pregio, come la chiesa attuale, progettata da Francesco Gallo nella prima metà del XVIII secolo. Nel 1985 il sito fu acquistato dall’ENEL per la costruzione di una centrale nucleare, che venne abbandonata in seguito all’incidente avvenuto a Chernobyl l’anno successivo e all’esito del conseguente referendum italiano sul nucleare. Da allora in poi comincia uno stato di abbandono del complesso e l’instaurarsi nel territorio di metodi di col-

tura intensiva che portano nel sito problemi di inquinamento e conservazione dei manufatti. Negli ultimi anni, anche in seguito all’acquisizione del borgo da parte del comune di Trino, gli enti preposti alla tutela stanno elaborando soluzioni e piani di recupero e rifunzionalizzazione per l’area. Per l’elaborazione di questi progetti, è indispensabile la conoscenza a grandissima scala (1:500) dello stato di fatto del sito che può essere ottenuta in buona parte mediante rilevamento aereo. Viste le limitate risorse a disposizione, risulta obbligata la scelta del mezzo non convenzionale (drone) e di tecniche quasi automatiche di elaborazione del dato acquisito. ANALISI FOTOGRAMMETRICHE DEL BORGO DI LERI CAVOUR Il rilievo è stato effettuato su tutto il complesso della cascina e suddiviso in 3 voli: il primo ha interessato principalmente il braccio

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SPECIALE UAV est, dove è situata l’abitazione di Cavour, il secondo ha sorvolato il braccio centrale e il terzo ha ripreso il braccio ovest. E’ stato realizzato un blocco fotogrammetrico a quadrupla copertura stereoscopica (80% di ricoprimento longitudinale e 60 % di ricoprimento trasversale) con strisciate trasversali ad una altezza relativa media di 50 m. Le acquisizioni fotogrammetriche sono state realizzate mediante un HexaKopter distribuito in kit da MikroKopter, assemblato e personalizzato da Restart, in grado di seguire in completa autonomia il volo previsto (ad eccezione delle fasi di decollo e di atterraggio a gestione manuale), stabilendo la velocità del moto e l’orientamento del mezzo (compass). Il percorso è stato pianificato mediante il software Mikrokopter Tool che consente la definizione dei waypoint e dei vari parametri di volo. Le immagini digitali sono state acquisite mediante una camera digitale Sony Nex5 (14 Mpixels, sensore formato DX, focale 16 mm) collegata con l’elettronica del drone stesso per la gestione automatizzata dello scatto. In questo caso è stata impostata un intervallo tra due scatti successivi pari a circa 0.5 secondi. Il sistema camera/ottica è stato calibrato mediante una apposito poligono presso il Laboratorio di Fotogrammetria, Geomatica e

GIS con il software iWitness, collimando numerosi punti ben distribuiti su una serie di immagini di uno stesso poligono, scattate da posizioni e con angolazioni diverse (D’Amelio et al.2014 – Fraser et al, 2004). Il rilievo fotogrammetrico è stato completato mediante il posizionamento e la successiva misurazione nel sistema cartografico nazionale (UTM-ETRF2000) di una quarantina di marker piani disposti uniformemente sul terreno a una distanza di 15-20 m circa l’uno dall’altro. Le coordinate sono state rilevate con stazione totale e prisma montato su palina stazionando su vertici noti della rete di inquadramento precedentemente rilevata attraverso tecnica GNSS e compensata attraverso il software LGO (Leica Geo Office). Il calcolo delle coordinate dei marker è stato invece svolto in Starnet, software che consente anche la stima delle precisioni ottenute (centimetriche). Prima di procedere con la triangolazione fotogrammetrica è stato necessario selezionare manualmente solo un numero sufficiente di fotogrammi atto a garantire l’intero ricoprimento dell’area interessata per garantire la sovrapposizione longitudinale e trasversale tra i vari fotogrammi delle singole strisciate prevista in fase progettuale. Visto che alcuni software di mo-

Fig. 3 - Ricostruzione tridimensionale del complesso di Leri Cavour.

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dellazione fotogrammetrica richiedono come parametri iniziali i centri di presa, stimati anche in modo approssimato, è stata svolta una prima triangolazione di riferimento tramite il software Leica Photogrammetric Suite (LPS) di Leica Geosystems che ha permesso di determinare i parametri di orientamento esterno delle immagini. Per poter testare e valutare approcci di tipo diverso nella generazione di DEM e ortofoto, la triangolazione del blocco fotogrammetrico è stata svolta attraverso 2 software diversi (Pierre Grussenmeyer et al, 2008): MICMAC e Pix4Dmapper. MICMAC MICMAC (Multi-images Correspondances, Méthodes Automatiques de Corrélation) è un software open-source sviluppato dall’IGN (Institut National de l’information Géographique et Forestière, Paris) che utilizza un approccio multi-risoluzione e multi-immagine. L’approccio multi-risoluzione (Pierrot-Deseilligny et al, 2006) consente di generare una piramide d’immagini partendo da risoluzioni più basse e aumentando il livello di accuratezza di ogni step successivo per migliorare la qualità del matching, affrontato in modo denso mediante l’algoritmo principale semi-global matching.

Fig. 2 - Restituzione dei tetti sovrapposta all'ortofoto.

L’utilizzo di molte immagini contemporaneamente permette di raggiungere soluzioni più robuste e metricamente rigorose. Dopo aver selezionato le immagini da orientare e una “master image” centrale, che il software utilizzerà come immagine di partenza, è possibile scegliere tra diversi tipi di orientamento (relativo, con Ground Control Points, con coordinate GPS dei centri di presa) per risolvere il bundle block adjustment. Questa procedura permette anche di stimare una correzione ai parametri di orientamento interno e di distorsione della camera utilizzata. In entrambi i casi ciò che si ottiene dal dense matching è un modello tridimensionale che mostra la posizione dei centri di presa delle immagini e i bordi delle immagini orientate da cui è possibile generare una nuvola di punti densa 3D e l’ortofoto attraverso la “depth map computing”. L’utilizzo di questo software, che richiede un addestramento specifico, avviene mediante riga di comando per accedere alle configurazioni più efficaci ed elaborazioni batch senza l’intervento dell’operatore. E’ completamente gratuito, ma le attuali versioni più affidabili sono compatibili solo con sistemi operativi Mac e Linux. PIX4DMAPPER Pix4Dmapper- è un software sviluppato da Pix4d per l’elaborazione di immagini aeree, facilmente utilizzabile anche da persone non specializzate grazie all’automazione quasi totale del processo fotogrammetrico. In questo caso, come dati di input per la triangolazione e generazione finale di ortofoto e DEM sono richieste le posizioni dei centri di presa, anche appros-

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SPECIALE UAV simati, per l’inizializzazione del calcolo, mentre il software è in grado di determinare automaticamente il modello di camera utilizzata (un’ampia libreria di camere commerciali) e quindi di individuare i parametri di orientamento interno approssimati da raffinare in fase di Bundle Block Adjustment. Per avviare l’elaborazione è stato sufficiente l’impostazione del sistema di coordinate e l’inserimento delle coordinate dei centri di presa delle immagini che vengono visualizzati dal software su una mappa satellitare. Per una maggiore precisione dei risultati, sono poi state fornite le posizioni dei Ground Control Points e inserita una “maschera” sull’area limitata da elaborare. Da segnalare la generazione al termine dell’elaborazione di un Quality report di facile lettura e interpretazione per verificare la qualità dei risultati. Pix4Dmapper non richiede l’uso di un hardware potente perché con l’opzione “Cloud” i calcoli possono essere delegati via internet al server dell’azienda produttrice (opzione ovviamente a pagamento). L’utilizzo di questo strumento può essere effettuato senza grandi investimenti mediante il servizio web che, con costo limitato, permette di effettuare il trattamento dei dati del singolo caso studio. I RISULTATI OTTENUTI Entrambi i software hanno permesso di giungere alla produzione in modo quasi automatico di un modello altimetrico tridimensionale denso, una ortofoto ordinaria e una ortofoto di preci-

sione (solo MICMAC) che sono stati riportati in Figura 1. I risultati ottenuti sono stati verificati secondo le metodologie consigliate nel documento “Ortoimmagini e modelli altimetrici a grande scala – Linee Guida” edito da CISIS (Brovelli M. et al, 2012) sfruttando come check point i 20 marker fotografici non utilizzati come punti d’appoggio e 20 punti rilevati mediante stazione totale sugli spigoli dei tetti. La verifica della georeferenziazione è stata svolta mediante ICP (Iterative Closest Points) tra i modelli densi derivati automaticamente e i 40 vertici di controllo. I risultati sono riassunti in tabella 1 da cui si si può notare che: 4secondo le norme CISIS, le ortofoto prodotte (di precisione per MICMAC, ordinaria per Pix4mapper) hanno precisioni sufficienti per la scala nominale 1:500 e risoluzione ottimale (espressa mediante il Ground Sample Distance, GSD). Gli scarti planimetrici espressi mediante il parametro CE95 e calcolati rispetto ai valori reali rilevati con stazione totale possono essere considerati coerenti con scale di rappresentazione urbana (1:200, tolleranza 8 cm) con la limitazione dei punti al suolo per Pix4Dmapper; 4i modelli altimetrici densi (DDSM) non denunciano errori sistematici apprezzabili né errori di georeferenziazione significativi. In funzione della risoluzione ottenuta (passo) e dell’accuratezza espressa per la componente altimetrica in forma di LE95, è possibile af-

BIBLIOGRAFIA Chiabrando F., Lingua A., Piras M., 2013: Direct photogrammetry using UAV: tests and first results. In: UAV-g2013, Rostock, 4–6 September 2013, pp. 81-86. Chiabrando F., Costamagna E., Spanò A., 2013: La correlazione di immagini per la generazione di modelli 3D per il patrimonio costruito - Passive optical sensors and related image-matching methods for 3D modelling. In: TERRITORIO ITALIA, vol. 01-13 n. 1, pp. 53-67. D’Amelio S., Lo Brutto M., 2014: Valutazione delle procedure di calibrazione di camere digitali non metriche per il rilievo di beni architettonici. Fraser C.S., Hanley H.B., 2004: Developments in close-range photogrammetry for 3d modelling: the iWitness example. In International Archives of Photogrammetry, Remote Sensing and Spatial Information Sciences Gerke M., 2012: UAV-Photogrammetry from an enduser’s perspective. Workshop at KIT, Germany, Sept. 2012: “Challenges and opportunities of new unmanned airborne systems UAS”. Pierrot-Deseilligny, M. e Paparoditis, N.A 2006: Multiresolution and Optimization- Based Image Matching Approach: an Application to Surface Reconstruction from SPOT5-HRS Stereo Imagery. In: MATIS Laboratory, Institut Geographique National. Pierre Grussenmeyer, O. Al Khalil., 2008: A comparison of photogrammetry software packages for the documentation of buildings. PAROLE CHIAVE Fotogrammetria; UAV; software accuracy; image processing ABSTRACT In the last decades, the people and the societies are becoming more vulnerThe use of UAV for the aerial acquisition of digital images and the processing of them through image processing software (photogrammetry, SIFT, Structure-

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Tab. 1 - Alcuni parametri di qualità dei risultati ottenuti.

fermare che i DDSM prodotti possono essere sicuramente di livello 9, anche se hanno potenzialità evidenti verso scale più grandi (1:200). Le elaborazioni svolte sono poi state utilizzate come base per l’estrazione di altre informazioni e prodotti. Utilizzando infatti l’ortofoto e le informazioni altimetriche è stato possibile generare una pianta dei tetti che in Figura 2 è rappresentata in sovrapposizione all’ortofoto stessa. In ultimo, partendo dalla nuvola di punti è stato possibile effettuare una ricostruzione 3D del complesso di Leri Cavour, come riportato in Figura 3: CONCLUSIONI I risultati ottenuti con il software freeware MicMac o con il software commerciale Pix4Dmapper sono del tutto confrontabili. I vantaggi dell’una o dell’altra soluzione sono evidenziati dalla lettura del contributo. La loro applicazione ha permesso di verificare l’efficacia dell’approccio combinato tra imma-

gine acquisite mediante UAV e tecniche automatiche di fotogrammetria e image processing per l’estrazione rapida completa ed economicamente sostenibile di informazioni metriche in ambiti urbani e rurali. Come appare ovvio agli utenti della prima ora di mezzi aerei non convenzionali, come gli autori del presente contributo, occorre sottolineare che le potenzialità di questa tecnologia innovativa potranno trovare nell’immediato futuro sicuri impedimenti e ostacoli, a causa delle numerose limitazioni applicative definite nella recente normativa. RINGRAZIAMENTI Gli autori intendono ringraziare l'arch. Mauro Debernardi e gli allievi che, nello svolgimento delle loro tesi di laurea, hanno contribuito ad approfondire i temi trattati e le analisi svolte. In particolare un ringraziamento va rivolto a Elton Balla, Chiara Danna, Marco Odello, Daniele Moia e Paolo Raineri.

from-motion,…) is now widespread and lead to automating the survey process. These instruments and methods allows a fast, complete and cheap way to collect urban and rural landscape from an unusual and unconventional point of view using 3D information. In this paper, the authors describe the operative possibilities of these techniques in a practical application using two different software tools (commercial and open source) verifying the completeness/accuracy of acquired information. A typical uninhabited rural village (Leri Cavour, Vercelli) which has to be re-promoted, has been used as test site. AUTORI Irene Aicardi irene.aicardi@polito.it Filiberto Chiabrando filiberto.chiabrando@polito.it Andrea Lingua andrea.lingua@polito.it Paolo Maschio paolo.maschio@polito.it Francesca Noardo francesca.noardo@polito.it Politecnico di Torino Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) Laboratorio di Fotogrammetria, Geomatica e GIS Corso Duca degli Abruzzi, 24, 10129 Torino

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NOTIZIE DAL MONDO UAV

DRONITALY 2014

Grande successo per la prima edizione di Dronitaly (24-25 ottobre, Centro Congressi NH Milanofiori), la prima manifestazione dedicata alla filiera professionale dei droni civili e alle applicazioni che stanno profondamente cambiando il mondo del lavoro. La manifestazione si è svolta a Torino il 24 e 25 ottobre 2014 ed è stata articolata in un'area espositiva, convegni e workshop. Molto seguite le sessioni principali sono servite a delineare lo stato dell'arte da un punto di vista normativo e regolamentare. Nei due giorni di manifestazione sono stati registrati 2.300 visitatori i quali, oltre a voler conoscere da vicino i prodotti e le soluzioni dagli espositori, hanno fatto registrare il tutto esaurito ai 23 convegni e workshop in programma (1.400 i partecipanti ai soli convegni). Significativa anche la presenza di stampa e media specializzati e non (80 accrediti), a testimonianza di un vivo interesse per il fenomeno droni. Nell’ampia area espositiva, 50 aziende hanno presentato al pubblico numerose novità. Non solo gli ultimi modelli di droni e gli innovativi sensori e i software per la lettura dei dati, ma anche i servizi degli operatori specializzati che mettono a disposizione soluzioni tecnologicamente avanzate per il telerilevamento, la fotogrammetria, le videoriprese e tutte le operazioni che possono essere realizzate con i SAPR. Senza dimenticare le scuole di volo per l’addestramento alla guida dei velivoli unmanned e le assicurazioni. Era quindi presente tutta la filiera, con grande soddisfazione delle aziende espositrici che hanno potuto incontrare un pubblico di professionisti (ingegneri, agronomi, architetti, geologi, geometri, tecnici e altri) realmente interessati a capire le

possibilità di impiego dei droni e a come utilizzarli nella propria attività lavorativa. Nella figura 2 il grafico degli espositori presenti per settore merceologico e provenienza. Particolarmente seguito il convegno inaugurale di venerdì 24 ottobre 'Aviazione a controllo remoto: normative e sviluppi', durante il quale è stata fatta chiarezza sull'attuazione del Regolamento ENAC per il volo dei droni a 6 mesi dalla sua emissione e alla luce degli ultimi aggiornamenti. Durante la sessione di apertura si sono alternati nell'ordine gli interventi dell'ing. Carmine Cifaldi (ENAC), l'avv. Giovanni Torre (ENAV), il dr. Cosimo Comella (Garante Privacy) e Luca Tagliagambe (Polizia di Stato). Sono stati verificati anche alcuni effetti che la piena integrazione dei SAPR nello spazio aereo 'non segregato' avrà sui sistemi aeroportuali. Inoltre, è stato delineato l’attuale quadro normativo rendendo anche conto delle iniziative EU, mentre sono state approfondite le tematiche della sicurezza con la Polizia di Stato. Nel suo intervento, Carmine Cifaldi, Direzione Regolazione Navigabilità ENAC, ha commentato lo stato di attuazione del Regolamento: "Dopo un inizio un po' delicato le cose vanno meglio. Il numero di domande di accreditamento è aumentato moltissimo e cresce esponenzialmente: noi crediamo che il settore stia uscendo dall'illegalità. Certo, resta ancora da lavorare: il Regolamento può e deve essere migliorato, anche con il contributo diretto di chi vuole affrontare un tema complesso come questo, ma con gli aggiornamenti delle linee guida la comprensione da parte degli addetti ai lavori è aumentata sensibilmente. Inoltre, sono in forte aumento le domande anche da parte dei costruttori: in questo modo il mercato potrà

Fig. 1 - UAV esposti al Dronitaly.

stabilizzarsi e questo porterà a prodotti di sempre maggiore qualità, liberando investimenti per la ricerca. Il settore deve trovare una sua dimensione anche nei numeri e quindi l'obiettivo comune è sviluppare un'industria forte in prospettiva: il Regolamento serve a questo scopo". Giovanni Torre, Responsabile della Funzione Organizzazioni Nazionali del Trasporto Aereo ENAV ha invece richiamato l'attenzione sul fatto che "la mancanza di norme armonizzate a livello europeo e tecnologie convalidate costituisce il principale ostacolo all'apertura del mercato dei sistemi SAPR e alla loro integrazione nello spazio aereo europeo non segregato. Il settore sollecita rapidi passi in avanti verso la creazione di un quadro normativo di sostegno mediante una combinazione di atti normativi nuovi e parzialmente già esistenti a livello europeo, che affrontino tutte le questioni rilevanti, ivi compreso l’inserimento dei requisiti di sicurezza, di protezione e tutela della vita privata e dei dati". Secondo Luca Tagliagambe, Sostituto Commissario della Polizia di Stato, "c'è un evidente problema che riguarda le sanzioni, che risultano sproporzionate: in merito stiamo lavorando con ENAC per renderle più idonee. In attesa di passi avanti ricordiamo a tutti che la Polizia è in ogni

Fig. 1 – Grafico degli espositori presenti per settore merceologico e provenienza.

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caso obbligata a intervenire in caso di violazione del Regolamento. Inoltre è importante che gli operatori rispettino l'obbligo della 'comunicazione di attività' alla Polizia di Stato, perché non è possibile volare senza". Infine, Cosimo Comella, Direttore Dipartimento di informatica e tecnologie del Garante per la protezione dei dati personali, nel suo intervento ha evidenziato che "in tema di dati personali raccolti con videoriprese di droni bisogna porre attenzione all'uso ulteriore che se ne può fare. Questo richiede grande attenzione e correttezza da parte degli operatori. Per quanto attiene al quadro normativo, invece, l'autorità italiana sta lavorando con quella europea in tema di privacy, e ha invitato le singole DPA nazionali a collaborare con le CCA del proprio Paese, com'è avvenuto in Italia tra Garante Privacy e ENAC". Grazie al supporto di oltre cinquanta tra docenti universitari ed esperti del settore, i 23 appuntamenti in calendario hanno approfondito le tematiche legate all'utilizzo dei SAPR (Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto, nome tecnico dei droni) nel mondo del lavoro: da come i velivoli unmanned stanno rivoluzionando le professioni di ingegnere, geometra e architetto alla nuova 'agricoltura di precisione'; dalla salvaguardia e la tutela del territorio alle nuove forme di assicurazione per i droni; dai temi della sicurezza e della privacy all'utilizzo dei SAPR per il cinema e i videomaker fino all’utilizzo della stampa 3D per la prototipazione rapida di parti di droni. Una kermesse completa che ha mostrato una forte capacità di aggregare il settore a livello professionale e di diventarne l’appuntamento di riferimento. La maggioranza degli espositori ha infatti manifestato l’intenzione di partecipare alla prossima edizione, a cui gli organizzatori stanno già lavorando. (Fonte: Dronitaly) 27


SPECIALE UAV

CATONE HD4 IL NUOVO “DRONE NATANTE” DI aerRobotix a cura della Redazione

La ditta torinese

aerRobotix presenta il nuovo

“Drone natante”

CatOne HD4. La soluzione

unmanned per il rilievo batimetrico si distingue per semplicità d’impiego, facile trasportabilità e per l’efficienza operativa.

D

i natanti autonomi robotizzati avevamo già parlato su GEOmedia nel 2012 (N. 3) a proposito di CatOne, il robot navigante proposto dalla ditta torinese aerRobotix, presentato a Bologna in occasione di Euregeo . Fra le molteplici applicazioni di questa soluzione “unmanned” il rilievo batimetrico è senza dubbio tra le più affermate. Il sistema si è infatti dimostrato efficace ed apprezzato dagli utenti, in Italia ed all’estero, per il ridotto impegno richiesto all’operatore, per la facile trasportabilità anche in zone impervie, per l’efficienza operativa e, globalmente, per la riduzione dei costi. In più di un caso l’ originale modulo propulsivo basato su ventole aeree si è dimostrato vincente consentendo al natante di navigare indisturbato su bassissimi fondali e/o in presenza di sporcizia, vegetazione affiorante e di detriti galleggianti, situazioni frequenti nelle zone di sbarramento degli impianti idroelettrici e nelle cave sotto falda. A due anni da quel primo incontro abbiamo chiesto ad aerRobotix un aggiornamento. Ne è emersa evidente la vitalità di questa azienda che 28

Fig. 1 - La configurazione base della versione CatOne HD4. Si nota la presenza di due coppie di motori e relative eliche aeree controrotanti.

continua a migliorare e personalizzare il prodotto con varianti alternative e kit opzionali. La versione avanzata di CatOne è denominata HD4 (Heavy Duty Four), in grado di trasportare strumentazioni anche di 50 kg, per esempio una suite completa per le batimetrie con ecoscandaglio multibeam. Fra i maggiori vantaggi di un sistema unmanned è la possibilità di compiere missioni ininterrotte anche di lungo termine. L’ affidabilità è quindi un requisito irrinunciabile. Per questa ragione gli unici organi meccanici presenti su CatOne, i motori elettrici con elica aerea, sono stati duplicati consentendo di ripartire la spinta fra quattro elementi anziché fra due. Nel caso improbabile di malfunzionamento di un motore è possibile continuare a svolgere il lavoro

Fig. 2 - Uno dei prototipi di CatOne in navigazione su un bacino idroelettrico in presenza di uno spesso strato di detriti portati a valle dall’ immissario.

GEOmedia n°4-2014


SPECIALE UAV iniziato spegnendo il gemello opposto e scaricando la potenza propulsiva sulla coppia rimasta efficiente per completare, grazie alla ridondanza, la campagna di rilievo. Tra i nuovi sviluppi dell’azienda è presente un originale kit che permette di attivare e gestire automaticamente due motori elettrici fuoribordo retrattili. Una volta raggiunta una zona di fondale sufficiente e in assenza di ostacoli l’operatore può comandare l’estrazione dei due motori garantendo una spinta adeguata anche in presenza di forte vento o corrente sostenuta. Un recente interessante kit opzionale riguarda la robotizzazione di un verricello automatico, progettata e realizzata da aerRobotix, intesa a favorire una maggiore penetrazione dei natanti CatOne nel settore del rilievo ambientale, per il quale le caratteristiche di ecocompatibilità di questi natanti risultano particolarmente vantaggiose. Il dispositivo, connesso al sistema di controllo della missione, permette di calare in acqua, in punti definiti e a profondità programmate, sonde multi-parametriche o altri apparati campionatori utili ad effettuare mappature dell’ambiente subacqueo, sempre in completa autonomia.

Fig. 3 - La più recente innovazione di aerRobotix è rappresentata dalla sperimentazione dell’ impiego simultaneo del drone marino CatOne, impegnato nel rilievo batimetrico, con quello di un drone multicottero «imbarcato», adibito al rilievo fotogrammetrico delle zone costiere dei bacini. In tal modo si assicura la continuità della mappatura sopra e sotto il pelo dell’ acqua.

RIFERIMENTO AZIENDA Studi, progetti e servizi di ingegneria Strada salga 38C, 10072 Caselle (TO) tel. 0039 3389258046 info@aerrobotix.com www.aerrobotix.com PAROLE CHIAVE Droni; rilievo batimetrico; gio; CatOne HD4

monitorag-

ABSTRACT The Turin-based company aerRobotix presents the new "Drone boat" Catone HD4. The solution for the unmanned bathymetric is distinguished by simplicity of use, easy portability and for operational efficiency.

Fig. 4 - La sinergia fra il natante robotizzato CatOne e il multicottero di Fotovolante.

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be different

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• Autonomia di volo: 30 minuti

• Payload da 300 gr ad oltre 6 kg

• Quota di volo rilievi: 70 mt

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• Velocità: 40/70 km/h • Resistenza al vento: fino a 30 km/h

• Autostabilizzazione e posizionamento gps

• Condizioni ambientali operative: -10 °C/+ 45°C

• Radiocomando con video real-time • Elevata stabilità ed estrema maneggevolezza • GPS differenziale a bordo, come opzione upgradabile in futuro

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Flytop svela due importanti novità a Dronitaly Il 25 ottobre si è concluso Dronitaly, l'evento professionale dedicato alla filiera dei droni civili. L'evento, articolato in conferenze e della componente fieristica si è svolto a Milano il 24 e il 25 ottobre scorsi ed ha attirato l'attenzione di un folto pubblico e dei media. Un successo grazie alla presenza di tutti i principali player del mercato degli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) sotto i 25kg. Curiosi, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e delle università hanno affollato i corridoi dell'NH Forum e le sessioni dedicate ai principali scenari applicativi degli APR, ovvero il territorio, l'agricoltura e i beni culturali, con un occhio sempre rivolto alla normativa. Gabriele Santiccioli, presidente di FlyTop, è stato invitato come relatore per la sessione "L’impiego dei droni nella professione di geometra". Davanti ad una platea di professionisti del territorio ha illustrato i vantaggi operativi dell'impiego degli APR nell'ambito del rilievo del territorio e della fotogrammetria. FlyTop ha presso la linea APR al completo ottenendo grande interesse del pubblico che ha affollato lo stand per conoscere da vicino le novità. I velivoli che compongono la flotta di FlyTop sono specificatamente pensati per soddisfare le esigenze dei professionisti: proprio questa categoria di utenti si è dimostrata particolarmente interessata alle funzionalità dei singoli mezzi e agli sviluppi tecnologici futuri. Dronitaly è stata anche l'occasione per FlyTop per introdurre sul mercato due importanti novità, nello specifico un nuovo velivolo e una partnership tecnologica che si tradurrà a breve in un nuovo APR. L'annuncio è stato fatto da Gabriele Santiccioli durante il workshop aziendale dedicato. FlyGeo24Mpx FlyGeo24Mpx rappresenta l'evoluzione del FlyGeo16Mpx. Ideato per soddisfare le esigenze dei professionisti del territorio, possiede delle caratteristiche uniche in termini di capacità per il rilievo fotogrammetrico. La fotocamera Sony A6000 a 24Mpx assicura un'altissima definizione a terra, il che garantisce sulla tipologia di risultati che i professionisti del territorio avranno a disposizione. FlyGeo24Mpx ha le stesse dimensioni del suo predecessore, pur essendo leggermente più pesante (2.6kg). Le fasi di decollo ed atterraggio possono essere svolte in maniera manuale, assistita o automatica con in più la possibilità di affidarsi alla catapulta di lancio dedicata e al paracadute d'emergenza (discesa al suolo a 2m/s). FlyGeo24Mpx non prevede più di un operatore e l'assemblaggio avviene direttamente sul campo - fase che richiede meno di due minuti. La pianificazione della missione avviene con l'ausilio di un tablet a colori da 9 pollici. Il mezzo è stato progettato, prodotto e assemblato in Italia da FlyTop, che si occupa anche di fornire la necessaria assistenza pre e post vendita. Fly360 Dronitaly è stato lo scenario ideale per introdurre la partnership tecnologica con Virtualmind, accordo che rappresenta un importante passo per FlyTop in termini di offerta e apertura verso nuovi mercati. Questa unione d'intenti ha portato allo sviluppo del nuovo multirotore Fly360. Fly360 sfrutta le medesime caratteristiche tecniche del FlyNovex evolvendo però la componente sensoristica del mezzo. Il nuovo APR di FlyTop è in grado di acquisire video a 360° sugli assi X e Y. E' possibile sfruttare le immagini per creare video navigabili, anche in tempo reale. Un sistema innovativo, un nuovo modo di interpretare le riprese ed i contenuti video fino a renderli interattivi, con risoluzioni mai viste e qualità broadcast. Una delle possibile applicazioni di questa integrazione tecnologica è nell'ambito della sicurezza: un APR sospeso in aria potrà comunicare (anche via wi-fi) ad una centrale di controllo inviando il video a 360° della scena sottostante. I tecnici potranno navigare all'interno del video e valutare in tempo reale la situazione. (Fonte: Flytop) 31


MERCATO DROMEP: droni per individuare e monitorare discariche abusive ad alto rischio per i cittadini Il 31 ottobre è stato presentato ufficialmente il progetto DROMEP "Drones for monitoring and Environmental Protection" sul controllo e la gestione dei rischi ambientali attraverso l’utilizzo di droni, sviluppato all'interno di uno dei Living Labs promossi dalla Regione Puglia. Il progetto prevede la definizione e la sperimentazione prototipale delle tecnologie e delle metodologie operative smart necessarie ad individuare e monitorare, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, e soprattutto in modo sistematico le discariche abusive e gli abbandoni incontrollati di rifiuti, ponendo attenzione all’eventuale presenza di sostanze nocive, dannose o pericolose, in particolar modo l’amianto in matrice friabile, con attenzione alla minimizzazione dei costi per una sostenibilità delle operazioni. Tale obiettivo vuol essere perseguito mediante la realizzazione di una piattaforma informatizzata interoperabile di acquisizione, gestione e condivisione integrata di dati territoriali ed ambientali di diversa origine, e finalizzata alle attività di individuazione e rilevazione dei siti interessati dalla presenza di qualsiasi tipo di rifiuto, soprattutto quelli maggiormente pericolosi, anche con riferimento alla eventuale presenza di MCA (Materiali Contenenti Amianto), siano esse discariche autorizzate od abusive ai fini di una loro più approfondita caratterizzazione con l’utilizzo di sensori di vario tipo per l’acquisizione dei dati. In questo ambito, il progetto si propone tra l’altro di mettere a punto metodologie ottimizzate di rilevamento mediante droni muniti di sensori digitali (ottici, iperspettrali, termici, etc.) e sensori di “terra”, al fine di consentire un monitoraggio sistematico e ripetuto ai fini della valutazione della qualità ambientale dei nostri territori e della possibile presenza di rischi concreti per i cittadini. Tali informazioni acquisite, restituite in forma rielaborata, potranno rappresentare anche un ottimo strumento per gli Amministratori e Decisori ai fini della valutazione di azioni a carattere ambientale che gli Enti competenti possano mettere in campo ai fini di una programmazione sostenibile. Il progetto DROMEP è stato portato avanti dal partenariato costituito dalla rete di imprese composta da: SIT Servizi di Informazione Territoriale Srl, EULOGIC Srl, Studio R.B.A., Laboratorio di ricerca CNR-IRSA supportati dalla collaborazione dell’Area Vasta Tarantina e dai Comuni di Taranto, Statte e Capurso, in qualità di Utenti Finali. Altre info sul sito www.dromep.it (Fonte: SIT Puglia s.r.l.)

DataFromSky è un nuovo sistema per effettuare analisi avanzate del traffico con i droni DataFromSky è la nuova soluzione specifica per ottenere, attraverso la tecnica del computer vision, dati ed informazioni da video e fotografie aeree. Grazie allo sviluppo di specifici algoritmi di calcolo, DataFromSky può analizzare il traffico stradale da una nuova prospettiva. Analisi delle code, traiettorie veicolari, incidenti, parcheggi, tempi di percorrenza, densità veicolari e molti alti dati saranno alla portata con un solo semplice strumento e grazie agli algoritmi sviluppati dalla società RCE systems. DataFromSky è anche in grado di elaborare cartografia dettagliata a supporto della progettazione e pianificazione del territorio. Grazie al suo team di ricerca è in grado di sviluppare algoritmi specifici per l’analisi video di riprese aeree catturate con l’ausilio di sistemi a pilotaggio remoto. DataFromSky è uno strumento avanzato sviluppato per rilevare ed analizzare i flussi di traffico di una rete stradale. Il software è in grado di elaborare velocemente e con un dettaglio mai visto anche intersezioni e reti intere di traffico. In aggiunta, può essere utilizzato facilmente in molte altre applicazioni. A differenza di tutti gli altri sistemi di rilievi di traffico e di analisi dei comportamenti degli utenti stradali, DataFromSky è l’unico sistema che necessita di un semplice video e della descrizione della scena. Il video può essere catturato con un drone o da un semplice videocamera. Gli algoritmi permettono di riconoscere veicoli piccoli (fino a 16x16 pixel) e di coprire grandi aree con un solo dispositivo (più di 3.600 mq). Durante la ripresa non è necessario che il dispositivo di rilievo sia stabile al 100%; uno speciale algoritmo di stabilizzazione ad elevata qualità è parte integrante di DataFromSky. Grazie al suo team di ricerca è in grado di sviluppare algoritmi specifici per l’analisi video di riprese aeree catturate con l’ausilio di sistemi a pilotaggio remoto. (Fonte: DataFromSky)

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MERCATO I sensori Leica Viva GNSS sono pronti per gli aggiornamenti futuri Gli utenti GNSS che cercano un investimento sicuro in grado di acquisire senza problemi gli aggiornamenti futuri, trovano nella serie Leica Viva GNSS Unlimited la soluzione ideale. Un ricevitore o una SmartAntenna della serie unlimited di Leica sono a prova di futuro e possono essere aggiornati per ottenere sempre le massime prestazioni. I sensori Leica Viva GNSS supportano ora, in modo completo, il Sistema satellitare cinese BeiDou. Può essere fornito il posizionamento di precisione sia attraverso i satelliti BeiDou che Glonass. La serie Unlimited include inoltre una scheda GNSS, aggiornabile in futuro, con più di 500 canali, che sarà in grado di soddisfare le esigenze future degli utenti. Le interruzioni della comunicazione cinematica fino a 10 minuti possono essere "coperte" con la funzionalità SmartLink, che è in grado di aumentare la disponibilità del posizionamento centimetrico nelle aree in cui le comunicazioni RTK sono poco stabili. I sensori GNSS Leica Viva sono prodotti secondo i più alti standard di qualità, per fornire agli utenti strumenti flessibili ed altamente affidabili. La serie Leica Viva GNSS Unlimited può essere facilmente aggiornata con tutti i segnali GNSS. La parola chiave è modernizzazione, che fornisce agli utenti la piena fiducia nel loro investimento. La serie Leica Viva GNSS Unlimited integra il concetto "a prova di futuro" grazie ad una scheda GNSS aggiornabile fino a 500 canali. Per garantire in modo assoluto il concetto "a prova di futuro", cambi di schede GNSS sono inevitabili perchè, per ogni modifica nel segnale GNSS è necessario un nuovo circuito GNSS ASIC (Application Specific Integrated Circuit). La tecnologia collaudata Leica SmartTrack di Leica Geosystems garantisce un accurato tracciamento del segnale, mentre la tecnologia unica SmartCheck valuta e verifica ogni misura RTK per assicurare il risultato più affidabile possibile. Entrambe le tecnologie sono state estese per il pieno supporto dei satelliti BeiDou. BeiDou ha raggiunto la completa operatività nel 2012 e attualmente è dotato di 14 satelliti. La serie Leica Viva GNSS Unlimited supporta inoltre il posizionamento di precisione anche solo attraverso i satelliti BeiDou o solo Glonass, per poter entrare in conformità con determinati regolamenti governativi. Infine, la serie Leica Viva GNSS Unlimited offre ora SmartLink, un serivizio di correzione fornito tramite i satelliti, per un posizionamento centimetrico ininterrotto anche nelle aree in cui la comunicazione RTK non è stabile. Tutti i prodotti Leica Viva GNSS rispettano le più dure specifiche ambientali, raggiungendo anche lo standard industriale IP68. Questo assicura prestazioni perfette anche negli ambienti di lavoro più estremi. Sono possibili applicazioni classiche di rilievo sul campo, ma anche in cantiere, in alta quota, in zone desertiche o con forte umidità. Applicazioni in ambienti estremamente caldi (65°C) o estremamente fressi (-30°C). Precisione di primo ordine e attenzione per i dettagli fanno dei prodotti Leica Viva GNSS un equipaggiamento su cui si può fare sempre affidamento durante tutto il ciclo di vita del prodotto. Leica Viva offre una vasta gamma di prodotti GNSS e TPS che fanno parte di infinite soluzioni. Le soluzioni Leica Viva sono caratterizzate dalla precisione Svizzera che viene combinata con la più alta precisione e versatilità, all'interno di un flusso di lavoro ottimizzato e semplice. Tra queste soluzioni troviamo Active Customer Care (ACC), un'organizzazione professionale in grado di fornire supporto di alto livello, formazione professionale e numerosi servizi. Unendo il servizio innovativo di supporto online direttamente sul campo, grazie a Leica Active Assist, e un trasferimento dati istantaneo tra campo e ufficio (e viceversa), grazie a Leica Exchange, Leica Viva porta alla massima produttività. (Fonte: Leica)

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MERCATO Droni e realtà virtuale per studiare i terremoti, un nuovo metodo dalla Bicocca Un gruppo di ricercatori italiani e inglesi coordinato da Alessandro Tibaldi, professore associato di geologia strutturale nel Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra dell’Università di Milano-Bicocca, ha testato con successo in una zona dell’Islanda colpita in passato da forti terremoti un nuovo metodo per lo studio del rischio sismico. Il metodo comprende riprese aeree di altissimo dettaglio con velivoli automatici (droni) e una rappresentazione dei dati con tecniche di realtà virtuale. In questo modo è possibile studiare con una precisione prima inimmaginabile le strutture geologiche in grado di produrre futuri terremoti. Come funziona il rilievo col drone Si programma a terra un velivolo automatico dotato di un sistema GPS di navigazione satellitare e di strumenti di ripresa ad alta risoluzione a diversa lunghezza d’onda (fotocamere “standard” e fotocamere termiche per gli infrarossi). Il drone quindi opera un sorvolo a bassa quota dell’area di interesse. Le riprese permettono di ricostruire con un dettaglio dell’ordine dei centimetri la topografia delle aree più significative di un territorio e le strutture geologiche che le caratterizzano, fonti di potenziali futuri terremoti. L’estensione delle aree riprese dal drone in Islanda è stata di qualche chilometro quadrato all’interno di un’area di studio totale di circa 30 km2. Le immagini riprese vengono poi unite in un fotomosaico tramite appositi software e restituite creando un modello tridimensionale del terreno, entro il quale i ricercatori si possono muovere in modo virtuale studiando e seguendo le fratture e le faglie create dai terremoti più recenti. Nella foto in alto è possibile vedere fessure e faglie relative a eventi sismici preistorici nei pressi della città di Husavik nel nord dell'Islanda. La larghezza dell'area inquadrata è di circa 150 m. Il metodo coniuga un altissimo dettaglio con una visione sinottica dall’alto, raggiungendo così la più alta precisione possibile nella mappatura delle strutture a rischio sismico, fondamentale per una migliore comprensione di questi fenomeni. Inoltre il drone può riprendere anche le pareti rocciose verticali, dove i rilievi da satellite sono impossibili. «Per comprendere a fondo il rischio sismico di un territorio – spiega Alessandro Tibaldi - è necessario ricostruire gli eventi che lo hanno interessato in un passato preistorico e storico, con lo scopo di poter riconoscere le specifiche aree che potrebbero venire colpite in futuro e per dimensionare la grandezza dei terremoti attesi. I droni sono oltretutto a basso costo, mentre ricerche analoghe su aerei o elicotteri comportano spese da dieci a cinquanta volte maggiori. Questo metodo perciò potrebbe essere particolarmente indicato nei Paesi in via di sviluppo, dove a una grande pressione demografica in aree soggette a rischi geologici si accompagna una permanente difficoltà nel reperire finanziamenti per studi di prevenzione». Le ricerche proseguiranno nella primavera del 2015 sull’isola di Santorini in Grecia, dove il metodo verrà testato in territori soggetti ad altri rischi geologici quali frane e vulcani. «In Islanda le riprese hanno compreso un territorio abbastanza pianeggiante – continua Tibaldi – in Grecia invece ci troveremo in presenza di pareti rocciose verticali alte centinaia di metri e spesso instabili; dovremo quindi programmare il drone per rilevare ad alto dettaglio non una topografia in orizzontale ma a sviluppo verticale. Si apriranno certamente nuovi orizzonti di indagine in località finora difficili o impossibili a studiarsi». (Fonte: Università di Milano Bicocca)

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MERCATO GeoCloud: condividere i dati dei rilievi in tempo reale GeoCloud è il primo sistema cloud che permette in tempo reale di condividere dati, espressamente pensato per la topografia. GeoCloud è infatti un sistema di memorizzazione e condivisione in tempo reale di dati tra più dispositivi connessi in rete. Si può accedere a GeoCloud tramite Mercurio,Meridiana ed un browser internet, anche da smartphone. Backup in tempo reale Usando GeoCloud si ha a disposizione un sistema di backup in tempo reale. Ogni punto acquisito viene immediatamente salvato nel proprio spazio web, senza bisogno di dover salvare, inviare o sincronizzare il file. Interoperabilità fra i vostri dispositivi, GeoCloud permette di: • Coordinare più dispositivi in campagna; • Controllare da ufficio il lavoro effettuato in campagna; • Inviare dall'ufficio direttive agli operatori in campagna; • Visualizzare l'ultima posizione di un operatore; • Comunicare tramite chat. Flessibilità e semplicità GeoCloud non ha bisogno di un collegamento Internet permanente ed effettua tutte le sue operazioni in maniera trasparente, lasciando la possibilità di concentrarsi sul proprio lavoro. Sicurezza e velocità GeoCloud trasmette i dati in maniera intelligente, senza ripetere le informazioni ridondanti e inviando solo quelle necessarie, raggiungendo in questo modo notevoli velocità. La sicurezza e la privacy dei vostri dati è garantita dall'utilizzo delle più moderne tecniche di crittografia. Guarda il video della presentazione qui sotto. GeoCloud è prodotto da GeoPro e distribuito da Topcon Italia.

Smart Glasses e Mercurio Android: per fare un salto nel futuro del rilievo Mercurio è un software per l'acquisizione, il picchettamento e la gestione dei dati di campagna. In campo da oltre 10 anni con migliaia di installazioni, non ha mai smesso di progredire. L'ultima evoluzione riguarda la possibilità di usare dispositivi all'avanguardia come gli occhiali con tecnologia "Head-up display", gli unici che consentono la vera realtà aumentata. Questa tecnologia consente non solo di mostrare informazioni aggiuntive, ma soprattutto di disegnare entità sovrapposte al terreno, esattamente dove si trovano. Il tutto si rivela particolarmente utile nelle operazioni di picchettamento, in quanto consente di individuare velocemente il punto cercato. Inoltre Mercurio, grazie ai sensori presenti nei nuovi dispositivi, mostra in un'unica videata la messa in bolla dell'asta, in contemporanea con la posizione del punto misurato. Infine, Mercurio ha sempre consentito una facile condivisione dei dati con il software da ufficio Meridiana. Adesso questa condivisione è istantanea con la tecnologia GeoCloud. (Fonte: Topcon Italia)

(Fonte: Topcon Italia)

Tutte le novità di ArcGIS Online e l'Open Data in un webinar Le novità su ArcGIS Online, lo strumento in grado di rispondere a tutte le esigenze per la creazione e la personalizzazione di un sito dedicato alla pubblicazione di geodati, in un webinar di Esri Italia, che si terrà il 16 dicembre alle ore 11. ArcGIS Online permette di entrare nel mondo del Web GIS in modo semplice e intuitivo: dai nuovi Web Template per creare applicazioni web alla possibilità di creare dei veri portali per la diffusione degli Open Data geografici. Durante il webinar mostreremo come creare un sito dedicato agli Open Data in ArcGIS Online e l'ultima novità delle applicazioni di ArcGIS: il Web App Builder, che permette di costruire facilmente applicazioni web personalizzate in base alle nostre esigenze. (Fonte: Esri)

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MERCATO La Piattaforma ArcGIS: un’unica soluzione per portare l’innovazione nel tuo lavoro La Piattaforma ArcGIS di Esri consente di creare, integrare e condividere mappe, applicazioni e dati, di coordinare il lavoro delle persone all’interno di un’organizzazione portando l’innovazione tecnologica nella propria attività e migliorando notevolmente i processi decisionali. La Piattaforma ArcGIS è la soluzione scelta da amministrazioni locali, gruppi industriali, organizzazioni non governative e dalle principali aziende di tutto il mondo. La Piattaforma ArcGIS è accessibile ovunque, da ogni tipo di dispositivo, in qualsiasi momento. La tecnologia è a disposizione dei professionisti del GIS, per creare mappe o applicazioni specifiche per le esigenze della propria azienda, ma anche di un pubblico più vasto che vuole utilizzare le mappe e le applicazioni per definire azioni e strategie sulla base di informazioni più accurate e aggiornate. È possibile creare i propri dati, in un sistema che garantisce la sicurezza, così come avere accesso a una ricchissima collezione di contenuti di dati, applicazioni e mappe realizzate da Esri e dalla sua comunità di utenti. La Piattaforma rende possibile condividere facilmente le informazioni all’interno o all’esterno dell’organizzazione; inoltre si integra perfettamente con altre infrastrutture presenti nei sistemi aziendali, attraverso Esri Maps for Office, Esri Maps for SAP BusinessObjects, Esri Maps for IBM Cognos, Esri Maps for Dynamics CRM, Esri Maps for MicroStrategy e Esri Maps for SharePoint. La Piattaforma ArcGIS porta l’innovazione nella tua organizzazione! Scopri di più su ArcGIS all’indirizzo: http://www.esriitalia.it/arcgis/panoramica.html

u-blox lancia un’unità di posizionamento per sensori 3D indoor e outdoor Il nuovo modulo u-blox NEO-M8L Automotive Dead Reckoning (ADR) integra sensori di movimento, di direzione e di elevazione avendo all’interno sia un giroscopio che un accelerometro, per raggiungere alte prestazioni di posizionamento sia in interno che in esterno per applicazioni su veicoli stradali e per navigazione di alta precisione. Oltre ad accedere ai dati del giroscopio e dell’accelerometro del modulo integrato, sono presenti sistemi di ricostruzione in grado di fornire la posizione di un incidente per facilitare le analisi delle assicurazioni anche se si verifica una collisione in un tunnel. I veicoli rubati possono essere posizionati immediatamente tramite il monitoraggio continuo dei dati del sensore e la memorizzazione della posizione nella memoria non volatile. "Dispositivi per le assicurazioni basati sull'utilizzo, recupero di veicoli rubati, pedaggi stradali, gestione delle flotte, servizi di emergenza e la navigazione stradale in genere dipendono dal posizionamento affidabile e ininterrotto comprese le gallerie, i canyon urbani, le autostrade impilate e i parcheggi sotterranei”, dichiara la casa costruttrice. Il modulo compatto ha dimensioni 12,2 x 16,0 x 2,5 mm, è a basso costo ed è in grado di tenere traccia di tutti i satelliti GNSS visibili, tra cui GPS, GLONASS, Beidou, QZSS e tutti i sistemi SBAS (il Galileo europeo sarà supportato in una futura versione del firmware). La ricezione simultanea di due sistemi GNSS è possibile. Il modulo NEO-M8L può emettere una posizione fino a 20 volte al secondo.

(Fonte: Esri)

(Fonte NEO-M8L)

Il progetto AVIATOR ad EXPO 2015 La Regione Toscana premia i 10 progetti innovativi atti a dimostrare la qualità, la genuinità e l’ecosostenibilità dei prodotti toscani, nell'ambito di Expo 2015, concorso di idee e pratiche: "Nutrire il pianeta, Energia per la vita". La cerimonia si è svolta il 28 ottobre 2014 alle 17 a Firenze (Auditorium Al Duomo). Tra le proposte selezionate, che si sono aggiudicate un premio di 5mila euro e che saranno presentate dalla Regione Toscana durante le varie manifestazioni in programma a Expo Milano 2015, figura AVIATOR (Autonomous VehIcles in AgriculTuRe), progetto multidisciplinare sviluppato dall'’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell'lnformazione e della Percezione (TeCIP – Laboratorio Retis) e dall’Istituto di Scienze della Vita (Land Lab) della Scuola Superiore Sant'Anna. AVIATOR, classificato secondo su un totale di 189 progetti partecipanti al bando regionale, propone l’utilizzo di una flotta coordinata di droni per un monitoraggio efficace e puntuale delle superfici agricole grazie all’impiego sia di telecamere ad alta risoluzione e di sensori specializzati che di algoritmi per valutare automaticamente le condizioni di sviluppo delle colture e l’insorgenza di eventuali fisiopatie o fitopatie, come ad esempio attacchi parassitari e/o carenze nutrizionali. La diagnosi precoce, infatti, oltre ad assumere un ruolo determinante per il successo commerciale di alcune produzioni tipiche della Toscana (vite, ulivo e frumento), rappresenta un evidente vantaggio in termini di sostenibilità economica e ambientale, in quanto solleva l’agricoltore dalla periodica verifica delle condizioni colturali e rende sempre più tempestivi gli interventi da effettuare. I partecipanti al progetto AVIATOR sono: Giorgio Buttazzo, Mauro Mauro Marinoni, Carmelo Di Franco, Alessandra Melani (Laboratorio Retis), Enrico Bonari, Vittoria Giannini, Tiziana Sabbatini (Land Lab), Nicola Silvestri (Università di Pisa).

SierraSoft presenta SierraSoft Roads, un progetto innovativo per un prodotto d'avanguardia per la progettazione stradale Lo scorso 30 settembre SierraSoft, azienda storica specializzata nello sviluppo e nella fornitura di prodotti per il mercato della topografia, dell'ingegneria civile e delle costruzioni, ha presentato in anteprima SierraSoft Roads, il nuovo software per la progettazione stradale. SierraSoft Roads è frutto di un investimento lungo tre anni che ha impegnato la divisione ricerca e sviluppo di SierraSoft ed ha portato ad una serie di risultati oltre alla realizzazione del nuovo software. Per lo sviluppo di SierraSoft Roads è stata infatti realizzata la nuova piattaforma M3 framework, flessibile e stabile su cui realizzare prodotti e servizi, ed una nuova interfaccia utente che semplifica in maniera esponenziale il lavoro dei progettisti e degli addetti ai lavori. Il nuovo software andrà ad affiancare SierraSoft ProSt, la soluzione già largamente utilizzata da chi si occupa di progettazione stradale, idraulica e ferroviaria; SierraSoft Roads è rivolto esclusivamente alla progettazione di strade e rappresenta una svolta decisiva rispetto al passato. Questa scelta è stata fatta da SierraSoft per non accettare compromessi e poter raggiungere l'obiettivo di ottenere il massimo in termini di semplicità di utilizzo, prestazioni ed design funzionale. SierraSoft Roads rivoluziona in maniera sostanziale la progettazione rendendo più potenti ed al tempo stesso fruibili l'ambiente di lavoro, il CAD, il tracciamento degli assi, l’inserimento di profili e sezioni, la progettazione di intersezioni. Alcune caratteristiche tecniche di SierraSoft Roads: l’interfaccia utente è completamente nuova, elegante ed ergonomica con un’area grafica aumentata. É possibile organizzare lo spazio di lavoro, secondo le proprie esigenze, utilizzando più finestre, più pagine e più monitor. Il motore grafico è 7 X più veloce rispetto a SierraSoft ProSt. Si possono gestire grandi quantità di dati: centinaia di assi, migliaia di sezioni, milioni di triangoli. Il tracciamento degli assi diventa ancora più facile e tutto viene visualizzato e verificato in tempo reale in base alla normativa. La sezione realtime 3D è stata portata in planimetria così ogni modifica può essere verificata immediatamente, non c'è attesa tra la modifica e il risultato. La generazione del progetto è più facile e 10 X più veloce rispetto a SierraSoft ProSt. La normativa è aperta ed editabile, testata per essere utilizzata ovunque nel mondo. Sono gestite più lingue e più unità di misura. La gestione dei caratteri unicode permette l’uso di tutti i sistemi di scrittura attualmente utilizzati tra cui giapponese, cinese, hindi, arabo, ecc. Il software sarà disponibile in commercio, sia per il mercato italiano che per quello internazionale, a primavera 2015.

Fonte: (Istituto TeCIP)

(Fonte: SierraSoft)

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GEOmedia n°4-2014


MERCATO Touchdown del lander Philae di Rosetta Alle 10:03 del 12 novembre 2014, la sonda Rosetta ha raggiunto la distanza sufficiente dalla cometa 67/P Churyumov Gerasimenko a consentire il rilascio del lander denominato Philae, che ha iniziato la sua 'discesa' e ha raggiunto la superficie del corpo celeste per le 16 e 30 circa. L’Agenzia Spaziale Italiana ha celebrato lo storico momento con un evento presso la propria sede che ha avuto inizio alle 15.30 e che è stato trasmesso in diretta streaming su AsiTV. All’evento hanno partecipato i vertici dell’ASI (il Presidente Roberto Battiston si è collegato con noi dalla sede dell'European Space Agency di Darmstadt), esperti dell’Unità Esplorazione dell’Universo dell’ASI, rappresentanti dell’ESA e della comunità scientifica. Agli interventi degli esperti sono state alternate dirette live da Darmstadt e filmati. Alle 17:03, dell'ora italiana, il centro di controllo ESA-ESOC di Darmstadt ha reso noto che il lander Philae – rilasciato appunto dalla sonda sette ore prima - è atterrato sul nucleo della nostra cometa, segnando un primato senza precedenti nella storia dell’esplorazione spaziale. All’annuncio, dato in diretta dal responsabile delle operazioni di volo Andrea Accomazzo in collegamento video con noi, la lunga attesa si è liberata in un esplosione di gioia. Una gioia che si è fatta desiderare, a causa della distanza tra noi e la cometa pari a 510 milioni di km circa (e cioè più di 3 volte della distanza media tra il Sole e la Terra). E infatti nonostante la telemetria viaggi alla velocità della luce (300.000 km/s), ci sono voluti 28 minuti e 30 sec circa, per confermare che il lander avesse arpionato la cometa con successo toccando la superficie. L'eccitazione di Andrea al momento della conferma del successo era incredibile e nonostante avesse affermato di non essere riuscito a dormire durante la notte, in quei minuti era implacabile. Vedere un giovane cosi preparato e deciso sul suo lavoro, non solo dev'essere un esempio per tutti noi, ma anche una motivazione e uno slancio in più per continuare a credere nella tecnologia e nello sviluppo. Un'altro italiano molto importante e veramente soddisfatto della missione era ovviamente il Presidente della nostra Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston. Infatti, durante l'evento, ci ha mostrato il suo calice di spumante per trasmetterci e farci capire bene l'aria che ti tirava al centro ESOC-ESA. “Un piccolo balzo per un robot, ma un grande salto in avanti per tutta l’umanità” ha commentato a caldo, richiamando alla memoria la celebre affermazione di Neil Armstrong quando il 20 luglio del 1969 mise piede sulla Luna. “Come nel passato, come ai tempi di Newton o Galileo - ha aggiunto Battiston - questo grande passo l’ha fatto l’Europa, la vecchia Europa. E il nostro paese ha dato un contributo straordinario”. Il contributo dato, non è stato di certo solo a livello finanziario, ma anche a livello tecnico. Dei 21 strumenti a bordo su Rosetta e il lander Philae, ben quattro sono sotto la responsabilità italiana: VIRTIS, GIADA, WAC e il quarto a bordo del lander è il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni (Sd2), ed il sottosistema dei pannelli solari. Ultimamente, si sente spesso parlare male dell'Italia come paese, ma noi valutassimo fino in fondo i nostri risultati, non è sempre cosi, anzi ci troviamo molto volte fra i primati mondiali. Un ricordo e un tributo speciale alla quale tutte le nazioni che hanno collaborato alla missione (20 nazioni) si sono unite, è sicuramente per uno dei ricercatori più convinti del successo di questa missione, scomparsa prematuramente 3 anni fà: Angioletta Coradini. Il successo di oggi è solo l'inizio” come ha sottolineato anche Battiston, rivolgendo il pensiero alla nuova sfida europea della missione Exomars. ''L'avventura scientifica sta per cominciare'' e Philae continuerà a lavorare. ''Dopodichè, quando Rosetta comincerà ad avvicinarsi al Sole, il lander non sarà più in grado di funzionare e continuerà ad attraversare il Sistema Solare ancorato alla sua cometa''. Fin da ora, però, la missione è un successo. Un successo per tutti coloro che hanno un sogno e che guardano al futuro.

Report da Smart Mobility World 2014, un successo annunciato Oltre 3.500 operatori professionali accreditati, 100 tra sponsor, espositori e partner, 140 relatori e 21 convegni. Sono questi i numeri del successo della seconda edizione di Smart Mobility World, organizzata da ClickutilityTeam, GL events Italia-Lingotto Fiere e Innovability, con il supporto della Camera di commercio di Torino che si è svolto presso il Centro Congressi Lingotto di Torino dal 12 al 14 novembre. Rispetto all’edizione 2013 si è registrato un incremento dei visitatori del 20%; questo successo tra gli operatori professionali ha definitivamente completato e consolidato Smart Mobility World come l’evento principe dedicato a tutta la filiera della mobilità intelligente. Particolarmente apprezzati, poi, i test drive su auto green – oltre 700– organizzati sul percorso predisposto all'esterno dello spazio espositivo. Smart Mobility World ha ospitato inoltre "One 2 One Meetings". L'evento di networking ha registrato iscritti per 650 incontri volti a favorire business correlati all'industria automotive e ICT. Un dato significativo che rimarca un know how riconosciuto all'evento nell’ambito dell’automotive e dell’innovazione. Nello specifico i tre eventi dedicati al networking hanno generato: "International Tosm & Smart Mobility Business Meetings" 230 incontri B2B internazionali tra 64 imprese piemontesi e italiane e le 23 aziende e municipalità internazionali provenienti da: Azerbaijan, Brasile, Cina, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Germania, Giappone, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Turchia e USA. "Smart Mobility Match – EEN Brokerage Event", 196 incontri tra 77 operatori rappresentanti i di 19 Paesi: Serbia, Turchia, Algeria, Egitto, Germania, Spagna, Portogallo, Svezia, Giordania, Repubblica Ceca. "TOSM – Torino Software & System Meeting", oltre 90 incontri tra 30 aziende seller e 10 aziende buyer tra cui: ABB, ACI Global, Repower Italia, Autostradale e Duferco Energia. Tra i numerosi appuntamenti che hanno animato la seconda giornata si segnala la sessione City Logistics: come sviluppare i processi, i servizi e le applicazioni per la City Logistics del futuro, presentando l'evoluzione del progetto progetto URBe-LOG che coinvolge le città di Torino, Genova e Milano e che diventerà operativo nei primi mesi del 2015. I diversi intervenuti hanno evidenziato l'esigenza di avere una piattaforma unica di interoperabilità basata su sistemi e tecnologie adattabili alle diverse esigenze. L'Assessore ai Trasporti e politiche per l’area metropolitana del Comune di Torino, Claudio Lubatti, ha inviato un tweet a Presidente del Consiglio Renzi invitandolo a mettere al centro dell'agenda politica il tema della mobilità e della logistica. Altro focus è stato dedicato all’approfondimento della Sharing Mobility che rappresenta una vera rivoluzione nella mobilità delle persone e anche delle aziende. In particolare è stata evidenziata la forte potenzialità delle start-up che si affiancano ai big player e rappresentano una importante opportunità per presidiare questa nuova filiera economica. Infine, nel convegno dedicato ai Big Data, Elio Catania Presidente di Confindustria Digitale ha illustrato il piano di sviluppo della digitalizzazione del Paese presentato al Governo basato su 7 punti. L'Assessore all'innovazione della Città di Torino Enzo Lavolta ha evidenziato l'approccio di coordinamento integrato adottato per lo sviluppo dei servizi dedicati alla trasformazione della città in Smart City. Designed in Green, con la presenza di oltre 100 professionisti dell'automotive design, si conferma come unico evento italiano che affronta il tema della progettazione in modo integrato tra gli aspetti di stile, di ingegneria e materiali costruttivi. L'evento si è chiuso con il workshop su componenti sostenibili per l'automobile a cui hanno partecipato gli studenti del corso di "Transportation Design" dello IAAD di Torino. L'evento ha ospitato anche la premiazione del "Designed in Green contest" la gara di talenti internazionale dedicata alla progettazione di un veicolo sostenibile per il 2025; vinta dal tedesco Dominic Simon Mayer con il progetto "My pet". È già confermata la terza edizione di Smart Mobility World che si terrà a Torino presso il Centro Congressi Lingotto dal 23 al 25 settembre 2015.

(Fonte: Redazionale)

(Fonte: Smart Mobility World)

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REPORTS

UN AFFACCIO SUL FUTURO DELLA GEOMATICA AL 20° INTERGEO a cura della Redazione

Quest'anno il numero dei partecipanti ha superato ogni aspettativa, oltrepassando la cifra di 20.000 persone provenienti da più di anno in

100 paesi, con un totale di 516 aziende appartenenti a 30 paesi diversi, che si incontrano ogni

INTERGEO,

la fiera leader mondiale per la geodesia, la geoinformazione e la gestione del territorio.

L

e sale allestite per INTERGEO 2014 erano 5 per gli espositori (situate tutte al primo piano ed adiacenti), suddivise in stand e scomparti, in base ai rapporti di collaborazione, di vicinanza tra le aziende e anche in funzione della quantità di capitale investito nell’evento . Oltre agli stand, per le aziende interessate è stata dedicata una zona di volo per gli UAV (Unmanned Aerial Vehicles) nel Summer Garden della fiera (situato a Nord dell'entrata principale), nella quale sono state fatte dimostrazioni di volo dei prodotti ai clienti interessati ad orari prestabiliti. Alla stampa è stata riservata la hall 6 come zona di ritrovo e di appoggio e la Kongress Conference, la sala più grande, allestita per le conferenze pubbliche di maggiore importanza. Grazie a questa disposizione agevolata le agenzie e le testate giornalistiche hanno avuto modo di incontrarsi e di scambiare informazioni per tutta la durata dell’evento. ANCHE GEOMEDIA TRA I MEDIA PARTNER DI INTERGEO Molti i media partners che hanno sponsorizzato questa edizione di INTERGEO, tra le più importanti ricordiamo GEOinformatics, Apogeo, GIM interna-

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tional, Geomatics World con Platinum e Gold partner, mentre GEOmedia con una collaborazione Silver Partner ha partecipato all'evento con uno spazio (dedicato per le riviste) nella South Entrance e uno all'interno del press center dove è stata accolta insieme alle altre testate. GEOmedia da tempo ha avviato relazioni per promuovere la Geomatica italiana all’interno del mercato Europeo. Le azioni effettuate hanno visto un importante consolidamento del contatto con le redazioni di oltre 20 testate giornalistiche divulgative sia europee che mondiali, con le quali si intrattengono rapporti per l'interscambio reciproco dell'informazione di settore. Ovviamente i Media si pongono come scopo principale di divulgare e diffondere sia gli aspetti negativi che positivi, che si possano verificare durante l’uso di nuove strumentazioni tecnologiche, attraverso i report degli utenti. Ad esempio per gli UAV stiamo dando uno spazio adeguato di confronto ove mostrare, non solo la validità di un prodotto da un punto di vista qualitativo, ma anche di capire realmente quali costi si debbano sostenere per avere prodotti migliori.

Fig. 1 – I media partner di INTERGEO.

LE AZIENDE ESPOSITRICI Anche quest’anno hanno partecipato molte aziende italiane come: Menci Software, E-geos, Aeronike, Gexcel, Euromed-Fly-Network, Helica Srl, IDS Ingengeria dei Sistemi Spa, Metrica Spa , Scan&Go, SierraSoft, Siteco Informatica.

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REPORTS Altre aziende con la quale collaboriamo anche all’estero sono la Zoller&Frohlich, FARO, Topcon, MAvinci, Geomax, Riegls, Hexagon Group, Esri e Leyca GeoSystems. GEOmedia da 10 anni a questa parte diffonde l’innovazione tecnologica sia a livello nazionale che europeo e si pone come tramite tra azienda ed operatore, verificando la validità di una determinata strumentazione, fornendo informazioni utili ai professionisti che orbitano nella Geomatica. Da sempre cerchiamo di creare un movimento di diffusione dell’innovazione tecnologica applicata, non solo a livello nazionale, ma anche mondiale e in particolare europeo. Questo movimento si sta trasformando in un vero e proprio tramite tra azienda ed operatore, che ne permetterà all’utilizzatore di verificare la validità di un prodotto prima dell’acquisto. GEOMATICA E NUOVE TECNOLOGIE E’ stato ricordato da Olaf Freier(Gestore della GmbH), ai presenti in sala stampa, che Intergeo è iniziato con 180 espositori a Dortmund nel 1995, e da allora si è ampliato ad oltre 500 espositori. Rispetto alla edizione del 1995, Intergeo ora ha un focus molto più internazionale. Per illustrare il volto mutevole del mondo della geomatica, si sottolinea che 55 espositori di quest'anno sono aziende UAV. Le strumentazioni utilizzate dagli operatori e dai professionisti sul campo sono molteplici e aumentano di numero e di qualità col passare degli anni. E’ ormai ben nota infatti l’esplosione che hanno avuto i sistemi Unmanned sul mercato non solo per uso militare, com’era stato fino a poco tempo fa, ma anche per uso civile. Le applicazioni di questa nuova tecnologia sono svariate, e nonostante stiano riscuotendo un successo inarrestabile in tutto il mondo e non solo nel campo della Geomatica, i problemi che si possono riscontrare durante l’utilizzo degli UAV non sono di certo da sottovaluare. Le dimostrazioni di volo degli UAV svolte nella Flight Zone hanno dato modo di verificare ai professionisti cosa può offrire questo mercato nei vari settori di applicazione. Protagonista fra i droni è stato sicuramento il RiCOPTER della Riegl, equipaggiato con il sensore Lidar laser scanner Vux-1 che ha segnato una tappa importante nella storia del costruttore Lidar austriaco. Presentato appunto, dal fondatore e CEO dell’azienda il Dr. Johannes Riegl, ci ha dato la possibilità di vedere una dimostrazione pratica della qualità del suo nuovo prodotto pari ad un valore di 250.000€. circa. visita il sito www.rivistageomedia.it

Fig. 2 - UAV in volo nella Flight Zone.

Un buon segno per il futuro del settore della geomatica è dovuta dalla presenza affollata delle nuove generazioni, tanto che Karl Friedrich Thöne, ha sottolineato che non aveva mai visto così tanti visitatori giovani e internazionali partecipare ad Intergeo. IL PUNTO DI VISTA DELLE AZIENDE Anche da Esri (e in particolare Jürgen Schomakers, direttore di Esri Deutschland) Intergeo è stata descritta come direzione di un punto di svolta, osservandola come una piattaforma per l'informazione e l'interazione, che avrà un enorme futuro nei prossimi cinque anni. Trimble (Erik Arvesen) ha ricordato come, nel 1995, il RTK è stata la tecnologia state-of-the-art che ha aiutato l'industria ad avanzare in modo significativo. Al giorno d'oggi con stazioni totali, GNSS, dispositivi mobili e tutto il resto collegato insieme, l’interconnettività è diventata la chiave per andare avanti con applicazioni che si estendono su

molte industrie, e che presentano nuove interessanti opportunità per un'ulteriore espansione. Anche Jürgen Dold di Leica Geosystems ha spiegato che aveva familiarità con il predecessore di Intergeo, Geodätentag, da quando era studente. Allora il mercato di misura è stato l'obiettivo primario e rimane così oggi, anche se molto più in forma di applicazioni GNSS integrati. Per chiudere il discorso inerente alle aziende possiamo sicuramente affermare che i giudizi dei più grandi espositori da noi conosciuti e con la quale collaboriamo sono stati decisamente positivi e ci auguriamo lo siano anche negli anni a venire. OPEN DATA Un interessante punto di vista sugli Open Data è stato fornito durante la conferenza dell'Organizzazione Europea, ombrello per l'informazione geografica (EUROGI), che vede le problematiche inerenti le informazioni geografiche sotto tutti i loro aspetti,

Fig. 3 - Uno degli operatori di volo alle prese con un SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto).

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REPORTS dichiarando, che dovrebbero diventare una componente completamente integrata della società europea. Si è parlato, e in particolare lo ha affermato anche Bruce McCormick di EUROGI, di una tendenza verso dati sempre più aperti, ma non è stato escluso, però, quanto questo comporti possibili rischi, causati per esempio dalle minacce terroristiche. Il menzionamento dello sviluppo in materia di tecnologie open data per migliorare l'approvvigionamento idrico, che allo stesso tempo pone nuovi rischi, è stato uno degli argomenti più discussi in assoluto. Facendo riferimento alla sede per l'evento di quest'anno si è sottolineato che Berlino, come sede del governo federale, è stata volutamente scelta per ospitare la 20° edizione di Intergeo, in quanto il settore della geomatica sia strettamente intrecciato con la politica. E’ stato indicato il fatto che nel vedere ulteriori sviluppi in open data, aziende come Microsoft, Google, Facebook, Apple possono essere considerate organizzazioni che stimolano la creazione di applicazioni GIS utili. Sul tema dei dati aperti, Leica Geosystems (Jürgen Dold) pur dichiarandosi completamente parte attiva faceva notare che d'altra parte c'è anche un crescente bisogno di applicazioni come soluzioni che ren-

Fig. 4 Droni esposti ad INTERGEO.

dano l'intero processo il più semplice possibile. Trimble (Erik Arvesen) ha concordato, dicendo che è necessario avere la possibilità per un mercato dei dati accessibile a tutti, ma che la domanda di soluzioni fortemente intelligenti è anche in rapido aumento. PROSPETTIVE FUTURE Per quanto riguarda il futuro del settore della geomatica, è stato osservato un consolidamento, delle aziende del settore e all'interno delle varie discipline.

La tendenza è verso il soddisfacimento dei bisogni dei geometri e dei loro clienti, fornendo soluzioni pronte “tutto-in-uno” che rivelino loro l'azione da intraprendere e quali decisioni da affrontare. La localizzazione globale è essenziale: ciò che funziona in Belgio non significa necessariamente che possa lavorare in Brasile. In un mondo in cui le applicazioni UAV stanno diventando sempre più importanti, non si aspetta (Arvesen) una lenta morte di apparecchiature di rilevamento tradizionali. Dopotutto oggi coesistono computer portatili e iPad l’uno accanto all'altro, a titolo di esempio, in quanto non sono tecnologie concorrenti. E’ necessario lasciare le scelte dei clienti e l'industria deve modernizzare il suo software ad essere più 'app-like'. La speranza principale (come ha affermato Olaf Freier) è che Intergeo continuerà a svilupparsi come una piattaforma di dialogo, contribuendo a tradurre le tecnologie in applicazioni e fornendo nuove risposte al complesso settore della geomatica.

ABSTRACT The UAV’s is controlled either autonomously by onboard computers or by the remote control of a pilot on the ground or in another vehicle. The typical launch and recovery method of an unmanned aircraft is by the function of an automatic system or an external operator on the ground. PAROLE CHIAVE Geomatica; UAV; INTERGEO;

Fig. 5 Visitatore alle prese con strumentazione Leica.

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AUTORI Edoardo Carlucci e.carlucci@mediageo.it

GEOmedia n°4-2014


REPORTS

MASSIMA VELOCITÀ. PRECISIONE SENZA CONFRONTI. ANCHE CON UNA LEGGERA INCLINAZIONE Compensazione completa dell’inclinazione con la tecnologia Trimble SurePoint Semplificate la vostra metodologia di lavoro di rilievo con la tecnologia Trimble® SurePoint™ integrata, che compensa automaticamente fino a 15° di inclinazione della palina, con una tracciabilità della misurazione del 100%. Rilevate con rapidità punti che prima erano inaccessibili. Questo è solo uno dei vantaggi del nuovo Trimble R10, scopritene di più: www.trimble.com/survey/TrimbleR10

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REPORTS

ALTIMETRI SATELLITARI PER UNA MIGLIORE DEFINIZIONE DELLA

COASTAL ZONE

di Renzo Carlucci

Coastal Altimetry è un settore di ricerca emergente che affronta i temi della altimetria delle zone costali con una nuova comunità scientifica che ultimamente ha realizzato alcuni workshop dedicati.

N

egli ultimi anni la ricerca sulla misura dell’altimetria costiera, si è avvalsa dell’integrazione di funzionalità dei satelliti per le misure di quota, con le misure degli agenti atmosferici come la velocità del vento e l’altezza dell’onda. Allo stesso tempo, le maggiori agenzie spaziali hanno riconosciuto l’importanza dell’altimetria costiera e stanno sostenendo la ricerca in questo settore denominato Coastal Altimetry attraverso progetti dedicati. Una nuova comunità scientifica, molto interdisciplinare, ha dato vita negli ultimi anni a cinque workshop internazionali e ha prodotto un libro sull’argomento, il Coastal Altimetry, edito da Springer 2011, oltre a un Community White Paper in occasione della conferenza OceanObs09. Nel Workshop sulla Coastal Altimetry tenutosi a Boulder in Colorado il 7-8 ottobre 2013, sono state presentate diverse applicazioni che beneficiano di questi dati, come ad esempio, l’uso dell’altimetria a sostegno della ricerca sulle tempeste e relativa modellazione. Nel prossimo futuro si dovrebbero avere miglioramenti sostanziali con la prospettiva di una copertura operativa altimetrica SAR di tutto l’oceano da parte dei satelliti Sentinel - 3A e - 3B, realizzati dall’ESA, previsti per il lancio nel 2015. L'ultimo Workshop sulla Coastal Altimetry si è tenuto in Germania, il 23-24 ottobre 2014.

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IL SAR PER LE APPLICAZIONI DI ALTIMETRIA COSTIERA L’uso del Radar ad Apertura Sintetica ( SAR ) per l’altimetria sta rapidamente diventando il modo più efficace per misurare le variazioni in quota su piccola scala di ghiaccio, terra e specchi d’acqua, così come pure lo spessore del ghiaccio marino. L’altimetro di nuova generazione, lanciato a bordo del satellite CryoSat - 2, invia impulsi radar al secondo 10 volte maggiori rispetto alla generazione precedente e sfrutta il movimento della navicella per ottenere un aumento di 20 volte nella risoluzione lungo la traiettoria e un duplice miglioramento nella sua precisione. L’altimetria SAR sopra gli oceani ha ormai raggiunto un’elevata maturità grazie ad un ampio ricorso della misura oceanografica di CryoSat - 2 , che va oltre l’obiettivo della missione primaria di misure criosferiche (vedi https:// earth.esa.int/web/ospite/missioni/esaoperativo-EO-missioni/CryoSat). I RECENTI WORKSHOP SULLA ALTIMETRIA COSTIERA Molti scienziati che lavorano su sviluppo e le applicazioni di altimetria radar satellitare nelle zone costiere si sono incontrati recentemente nei seminari dedicati alla Coastal Altimetry. Oltre a rivedere gli aspetti tecnici convenzionali dell’altimetria a impulso limitato, i workshop hanno avuto l’obiettivo di

esplorare le capacità costiere dell’altimetro SAR di CryoSat-2 e delle nuove e prossime missioni satellitari (compresi HY - 2 , SARAL / Altika , e Sentinel- 3) . Sono state mostrate anche altre diverse applicazioni di dati altimetrici costieri, da soli o in combinazione con altri dati e modelli. I risultati presentati ed i continui miglioramenti hanno confermato la modellazione con gli echi dei radar altimetrici (forme d’onda) e le correzioni necessarie (soprattutto per il ritardo nel percorso di vapor d’acqua) nella zona costiera. Altika, il nuovo altimetro radar in banda Ka (~ 35.8 gigahertz) a bordo della missione SARAL, con caratteristiche di forti rumori d’altezza d’onda ridotta e una risoluzione spaziale più fine rispetto alla banda Ku tradizionale (~ 13.5 giga- hertz ), promette una notevole raffinatezza per l’altimetria costiera se abbinato a migliori correzioni. L’aumento della sensibilità della banda Ka per la pioggia, che si temeva potesse causare un sotto-campionamento significativo delle regioni tropicali e influenzare negativamente le applicazioni per il clima di Altika, sembra essere molto meno problematica del previsto, soprattutto in virtù dell’eccellente prestazione radiometrica dello strumento. Dati altimetrici costieri revisionati sono ora disponibili da più fonti e progetti quali ad esempio, il Centro per gli Studi topografici dell’Oceano e Idro-

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REPORTS

sfera ( CTOH) , il prototipo Innovant de Système de Traitement pour les Applicazioni COTIERES et l’ Hydrologie (PISTACH ), il Prototipo per Altika per il Ghiaccio ( PEACHI ), la Altimetria Costiera dell’Agenzia spaziale europea (ESA COASTALT). Appare rilevante la possibilità di uso di questi dati per l’uso di altimetria a sostegno della ricerca e modellazione delle tempeste come il citato esempio sull’ondata di tempesta dall’uragano Sandy, catturata il 29 ottobre 2012 da parte dell’altimetro cinese HY - 2, fornendo un profilo del livello dell’acqua sollevata a causa della tempesta. ( J. Lillibridge et al. , Hurricane Sandy Storm Surge Measured by Satellite Altimetry, Oceanography , 26 ( 2 ) , 8-9 , http:// dx.doi.org/10.5670/ oceanog.2013.18, 2013) , che è di grande valore potenziale per modellisti . I continui miglioramenti nella disciplina incoraggiano gli scienziati a incorpora-

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re i dati altimetrici costieri nei loro studi. Contemporaneamente le applicazioni come quelle della dinamica costiera e lo studio sul livello del mare costiero, stanno maturando. Il futuro dell’altimetria costiera sembra ancora più roseo, nella prospettiva di una copertura operativa altimetrica SAR di tutto l’oceano da Sentinel-3A e Sentinel-3B, realizzati dall’ESA, che si attiveranno il prossimo anno. La comunità della Altimetria Costiera ha tenuto l'ultimo workshop a Costanza, in Germania, e ha visto la partecipazione di 80 scienziati in rappresentanza di 19 paesi, nel mese di Ottobre 2014. Sono stati presentati sessanta relazioni in totale (con 166 autori): 29 poster sono stati esposti e 26 presentazioni orali fornite in 7 sessioni dedicate, oltre a una keynote di R. Keith Raney. Tutti i PDF degli interventi saranno presto on-line sulla pagina web del Workshop (segui su www.coastal.ru)

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Coastal Altimetry Vignudelli, S., Kostianoy, A.G., Cipollini, P., Benveniste, J. (Eds.) 2011, XII, 566p. 216 illus., 186 illus. in color. http://link.springer.com/book/10.1007% 2F978-3-642-12796-0 (a pagamento) The Role of Altimetry in Coastal Observing Systems http://www.oceanobs09.net/blog/?p=408 (Open Access) ABSTRACT Coastal Altimetry is an emerging research area that tackles the issues of elevation measurement in coastline areas discussed in a relatively new scientific community that has realized recently many workshops. PAROLE CHIAVE coastal altimetry; altimetria

delle coste; sar;

sentinel

AUTORI Renzo Carlucci r.carlucci@mediageo.it Direttore Editoriale mediaGEO soc. coop.

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REPORTS

LA

PRESENZA ITALIANA NELLE

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI DI GEOMATICA di Attilio Selvini

L'autore si interroga sul ruolo degli Italiani nelle Organizzazioni Internazionali di

Geomatica ed esprime il proprio rammarico nei confronti dell'attuale situazione dei

giovani apparentemente inesistenti sulla scena internazionale, richiamando alla memoria ricordi ed emozioni di un celebre passato che oramai sta svanendo.

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uando entrai, timido e col batticuore, nello storico Istituto di Geodesia e Topografia del Politecnico di Milano, anno accademico 1961/62, accolto come assistente volontario dal direttore, professor Luigi Solaini, gli ordinari di topografia in Italia erano solo tre: oltre a Solaini, vi erano Silvio Ballarin a Pisa e Paolo Dore a Bologna. Proprio allora era scomparso il quarto, Giovanni Boaga che era alla “Sapienza”. A Trieste vi era Antonio Marussi, ma sulla cattedra di geodesia. I loro nomi erano noti in tutto il mondo, le loro pubblicazioni comparivano su tutte le riviste internazionali del settore. Parecchi invece erano gli assistenti ordinari e gli “aiuti”, oggi scomparsi, e molti gli assistenti volontari che tenevano le esercitazioni. Nel 2014, fra associati e ordinari i professori di ruolo del gruppo ICAR 06 (denominazione più volte cambiata da allora, tanto per dar lavoro ai troppi burocrati!) sono una settantina; i ricercatori di ruolo (che hanno sostituito gli assistenti, sempre per dar lavoro ai burocrati, mentre nell’universo mondo e soprattutto in Europa gli assistenti mantengono ancora il loro onorato nome) sono invece molti, molti di meno: appena trentatré. Le altre cattedre, nel 1961 erano coperte da una dozzina di incaricati, in gran parte provvisti della libera docenza. Oggi vi è una valanga di “professori a contratto”, figura anomala, perché essi dovrebbero, secondo il decreto istitutivo (DPR n°382 dell’11 luglio 1980), essere scelti fra professionisti aventi “… alta qualificazione scientifica o professionale … comprovata da

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pubblicazioni scientifiche o dalle posizioni ricoperte nella vita professionale economica ed amministrativa”. I docenti a contratto avrebbero dovuto durare in carica solo tre anni, non solo: i loro corsi, secondo il dettato istituzionale, dovevano essere di ausilio a quelli ordinari: invece … si veda a tal proposito in (1). Questa figura quindi è dilagata in tutti gli atenei del bel Paese, alla faccia del ricordato decreto, che aveva come intento quello di eliminare la piaga del precariato nelle università! Per essere precisi, nel 2013 gli ordinari erano trentadue, gli associati trentanove: non v’è chi non veda la disparità fra la situazione attuale e quella di mezzo secolo fa; allora gli assistenti in ruolo superavano di molto numericamente i professori ordinari e incaricati, oggi è il rovescio esatto. Tanto per fornire dati incontrovertibili, nel sopra citato Istituto milanese, accanto al solo professore ordinario (Solaini) vi erano gli assistenti di ruolo Cunietti, Inghilleri, Mazzon, Togliatti (tutti con la libera docenza e con incarichi di insegnamento) cui si aggiunsero in breve Tomelleri, Galetto, Monti, Sansò, Bezoari, Giussani … oltre a una dozzina di assistenti volontari per le esercitazioni e ai tecnici di laboratorio, efficienti, intelligenti, capaci di condurre operazioni di misura e rilevamento anche in ambito internazionale (Test di Vienna dell’OEEPE, triangolazioni aeree per la ISP). Tempo fa ho chiesto al responsabile dell’AUTEC, associazione raggruppante professori e ricercatori di topografia e cartografia, di fornirmi notizie sui colleghi che partecipano e tengo-

no relazioni ai vari seminari, simposi, “work-shop”, convegni e congressi delle nostre discipline che si svolgono, ormai numerosi assai più che nel passato, nell’intero mondo. Al momento ne era sprovvisto, e ne presi atto. Gli è che dalle riviste che leggo e dalle notizie che mi provengono da amici e colleghi anche stranieri, pare che la presenza italiana in quei consessi sia molto limitata, in parecchi casi addirittura assente. Mi scrive un caro amico, topografo di vaglia e per di più in grado di parlare correntemente le maggiori cinque lingue europee, letteralmente quanto segue: “Prima del Congresso seguendo Emilio Salgari mi sono diretto nel Sarawak a Kuching (isola del Borneo) dove ho visitato l’amico Vincent Ho che avevo conosciuto nel 2005 a Brunei Darussalam/Sultanato del Brunei. Ho visitato Kuching capitale del Sarawak sulle orme del raja bianco James Brook e di Sandokan. Poi il Congresso a Kuala Lumpur, le torri gemelle, la nuova capitale Putrajaya, la città di Melaka sono dei ricordi indelebili. Dall’Italia 4 erano i partecipanti, Enrico Rispoli e Maria Grazia Scorza del CNG, l’amico Alessandro Capra presidente SIFET ed il piccolo geometra Lun dall’Alto Adige. Dalla Nigeria i partecipanti erano 350, vedi come cambia il mondo?”. Il congresso di cui si parla è quello della FIG (il prossimo sarà a Sofia, Bulgaria). L’amico, Johan (Hans) Lun, del paesino di Naturno a due passi da Merano, partecipa da decenni a tutti i congressi del nostro piccolo mondo di topografi e cartografi, sempre a sue spese e senza alcuna sovvenzione. Mi dispiace che il Consiglio Nazionale dei Geometri ignori un tale personaggio, che possiede qualità culturali e professionali di primo ordine. La figura 1 è una delle molte immagini che l’amico e collega topografo (il secondo da sinistra) mi ha mandato. All’amico Hans, ho manifestato il parere di scrivere questo articolo, citando le sue capacità e la sua costanza nel partecipare (a proprie spese) a

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REPORTS molti convegni delle nostre discipline sparsi qua e là sulla Terra; mi ha così risposto, per metà in tedesco e per metà in italiano, come si usa fra noi: “Wenn Dir das schreiben guttut, lasse den Worten freien Lauf. Wenn Du zwei Worte über mich einfügen willst, habe ich nichts dagegen, nur gelobt werden, das möchte ich nicht. Siccome a me piace provocare, se fossi in Te scriverei …. dall’Italia solo quattro erano i partecipanti, tra i quali un contadinotto topografo sudtirolese.. Ovviamente cerco di fare bella figura all’Italia, ma difendo anche i colori dell’Alto Adige o Sudtirolo. Purtroppo i tempi per i topografi in Italia non sono dei migliori e lo stesso paese non se la passa bene …” Traduco le righe in tedesco: “Se ti va di scrivere, fai scorrere le parole in libertà. Se vuoi inserire due parole su di me, non ho nulla in contrario, solo che non vorrei essere lodato…”. Più chiaro di così! Ancora qualche parola di Hans: “Incontrare amici topografi da tutto il mondo è per me un elisir di vita. A Kuala Lumpur sono state elette due mie amiche. Chrissy Potsiu, greca, a presidente FIG, e Dionne Dumashie/ UK a Vicepresidente FIG. Prima di Dionne è stato eletto a vicepresidente FIG, l’amico Rudolf Staiger, tedesco.” La corrispondenza prosegue: “…. L’uomo è la misura di tutte le cose. La foto “in blu” è per me particolarmente importante. Siedo fra due topografi, a sinistra l’amico Habtemicael Weldegiorgis dell’ Asmara in Eritrea, a destra il fotografo, Seng Chan Rithy di Pnom Penh/Cambodia. Mi pare corretto ricordare qui che il geometra Lun venne invitato un anno fa dal professor Yu Chang Xing, già presidente dello ISM, Mining Surveyor, a tenere una relazione in inglese sul Catasto italiano in un campus universitario di ben 40.000 studenti, a Jiao Zuo, provincia di Henan, nella Repubblica Popolare Cinese. Prima di partire, volle usarmi la cortesia di farmi leggere il suo scritto: ineccepibile, chiaro, esaustivo! Hans ha partecipato al 60° anniversario della Facoltà di Geodesia dell’Università di Irkutz, in Siberia, su specifico invito del professor Anatoly Ochtin e ha tenuto una relazione in spagnolo al congresso latino – americano di Montevideo, in Uruguay. Il CNG, che pure ebbe nel passato come presidente l’altoatesino Morocutti (al tempo, ero al vertice della SIFET, e ne era segretario l’altro altoatesino geometra catastale Di Girolamo), ne ignora l’esistenza. visita il sito www.rivistageomedia.it

Fig. 1 - Il professore Attilio Selvini con i colleghi e amici al congresso FIG.

I ricordi di chi scrive queste pagine vanno ora ai tempi felici in cui la Società Internazionale di Fotogrammetria ebbe ben due presidenti italiani, prima Gino Cassinis e poi Luigi Solaini, oltre a diversi presidenti di commissione, da Cunietti (comm. III) a Inghilleri (comm. II) e Mussio (comm. I), mentre Giovanna Togliatti ne fu il tesoriere sino alla sua immatura scomparsa. E altrettanto vale per la OEEPE, l’organizzazione europea di studi fotogrammetrici sperimentali, che vide Riccardo Galetto presidente, Mariano Cunietti presidente della comm.B, Carlo Trombetti della comm. A, oltre a Luigi Mussio membro delle commissioni A e B. Rammentiamo la fondamentale Associazione Internazionale di Geodesia, di cui fu presidente in tempi recenti uno dei più noti geodeti del nostro tempo, Fernando Sansò, dopo che un altro illustre italiano, Antonio Marussi, la aveva presieduta dal 1967 al 1971.

Ancora un italiano di vaglia fu Carlo Morelli, presidente, in ambito IAG, della “International Gravity Commission” dal 1967 al 1983. Viene quindi la stessa FIG della quale fu segretario generale Odoardo Fantini dal 1964 al 1966, per poi divenire membro onorario del “Deutscher Verein für Vermessungwesen” (2). A proposito: il “Messaggero Veneto” in un articolo del 17 maggio del 2012, elogia Bruno Razza come “Primo italiano ai vertici della Federazione Internazionale dei Geometri…” dimenticando Fantini e obliando Cunietti che ne fu presidente della VI commissione! Oggi nell’associazione abbiamo solo come vicepresidente proprio questo “Mr Bruno Razza”, purtroppo assente nell’immagine scattata alla “FIG Working Week” in Nigeria nel 2013, come dice il rapporto ufficiale della Federazione nella didascalia che accompagna l’immagine qui avanti riprodotta.

Fig. 2 - La foto "in blu".

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REPORTS Nessun altro italiano è stato presente nei consigli direttivi della FIG dal 1999 al 2010. Circa la Società Internazionale di Fotogrammetria e Telerilevamento, per il quadriennio 2012 – 2016 ci salviamo “in corner” con la presidenza e la segreteria della commissione V, che si occupa della fotogrammetria dei vicini, affidate rispettivamente a Fabio Remondino e a Fabio Menna della “Fondazione Bruno Kessler”, ente sostenuto dalla provincia di Trento. Altri due italiani sono per fortuna presenti nella IUGG (International Union of Geodesy and Geophisic); si tratta della segretaria della commissione per la geofisica matematica, Claudia Pasquero, professore associato a Milano Bicocca, e del segretario della commissione per la sismica e la fisica terrestre Peter Suhadolc, professore associato nell’Università di Trieste. L’OEEPE, ora ridenominata “EURO SDR”, vede Fabio Crosilla come “primo delegato”, Alessandro Capra, presidente SIFET come delegato, e l’ingegner Roberto Piuzzo della INSIEL di Udine come osservatore: poco, per un paese come l’Italia! Qualche nostro connazionale lo troviamo nel CIPA – ICOMOS, di cui nei bei tempi fu presidente Mario Fondelli dell’università di Firenze; sono Fulvio Rinaudo del Politecnico di Torino, Gabriele Fangi dell’Università Politecnica delle Marche ed ancora Fabio Remondino come delegato. Mario Fondelli ne è membro onorario. La tradizionale “Photogrammetrische Woche” risalente al lontano 1914, sostenuta dal Politecnico di Monaco

e poi da quello di Stoccarda nonché dalla Fondazione Carl Zeiss, ora divenuta “Photogrammetric Week”, ha visto nella seconda metà del ventesimo secolo non solo molti partecipanti italiani, provenienti da tutto lo Stivale, dai veneziani dello IUAV ai milanesi, dai torinesi ai bolognesi, dai romani ai napoletani e ai palermitani, con la presenza costante di ufficiali e dirigenti dell’IGM, ma anche parecchi relatori invitati (in questa manifestazione le relazioni sono soltanto su invito). Nel 1977, su sollecitazione di chi scrive, allora alla Zeiss come dirigente del settore fotogrammetria della filiale italiana, vi fu il “pieno” dei nostri connazionali. Luigi Mussio del Politecnico di Milano riferì sulla triangolazione aerea della penisola Sorrentina; Eraldo Amadesi e Gilmo Vianello dell’Alma Mater bolognese sulle indagini fotogrammetriche per la stabilità dei versanti; Carlo Tripodi e Sergio Vetrella dell’Università partenopea sull’uso delle immagini multispettrali e in falso colore. Seguirono Bruno Marcolongo e Marco Mascellani dello IUAV sull’impiego delle immagini satellitari per l’identificazione delle centuriazioni romane nell’area veneta. Nel 1991 fu la volta di Mauro Castagnoli della CGR di Parma, che parlò del ruolo della fotogrammetria nei sistemi informativi geografici. Poi, più nulla, né relatori né partecipanti, questi ultimi ridotti, dal 2000 in poi, a uno o due per ognuna delle biennali manifestazioni. Non meno triste la situazione italiana relativa alla partecipazione nelle mostre tradizionalmente legate alle manifestazioni internazionali.

Non abbiamo più alcuna azienda produttrice di strumenti fotogrammetrici e topografici (3) per cui, da ormai un trentennio non si vede qualcosa di “nostro” all’estero. I successi di O.M.I. e di Galileo s.p.a., legati ai nomi di Umberto Nistri e di Ermenegildo Santoni, da Parigi a Washington, da Helsinki a Lisbona sono ormai solo un ricordo di noi “vecchi”. I “giovani”, dove sono?

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 1) Daniele Vitale Note sulla scuola di architettura civile, sul Politecnico d Milano, sull’università. Relazione del febbraio-aprile 2014, Milano. 2) Attilio Selvini Appunti per una storia della topografia in Italia nel secolo XX. Maggioli editore, Rimini, 2013. 3) Attilio Selvini C’era una volta l’industria Ottico-Meccanica italiana. Rivista del Dipartimento del Territorio, Roma, n° 3/2009. ABSTRACT The author wonders about the role of Italian in International Organizations of Geomatics and expresses its regrets regarding the current situation of young people apparently do not existing on the international scene, recalling memories and emotions of a famous past that now is fading. PAROLE CHIAVE Geomatica Italiana; organizzazioni Internazionali; giovani

Consiglio attuale e in arrivo: Da sinistra il Vice Presidente 2010-2018 Rudolf Staiger, presidente 2011-14 Teo CheeHai, presidente 2015-18 Chryssy Potsiou, Vice Presidente 2015-18 Diane Dumashie e Vice Presidente 2012-16 Cheng Pengfei. Vice Presidente Bruno Razza non era purtroppo presente.

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AUTORI Attilio Selvini attilio.selvini@polimi.it Politecnico di Milano

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REPORTS GI IN EUROPE di Mauro Salvemini

LE RACCOMANDAZIONI SERVONO? MORAL SUASION SULLA GEO-LOCALIZZAZIONE PER SERVIZI AI CITTADINI

L

e raccomandazioni servono? Una domanda troppo banale da fare in Italia. Chi non sarebbe d'accordo? Cosa succede se a farle non è “un potente”, ma un gruppo di persone e se il destinatario della raccomandazione è uno o più enti pubblici? Forse assolutamente niente sino a quando qualcuno si accorge che le raccomandazioni potrebbero risolvere qualcosa, portare consenso e creare opportunità di business, in parole povere sino a quando non si vede e si tocca con mano che le raccomandazioni producono soldi! Nella cultura anglosassone le raccomandazioni sono un'altra cosa: vengono ufficialmente richieste, fatte da persone che ci mettono la faccia e tenute in conto non solo per garantire il destinatario della raccomandazione, ma anche per aumentare la credibilità e l'autorevolezza del raccomandante. Se indirizzate da /ad amministrazioni ed enti costituiscono così quello che si definisce come “moral suasion” . Con modestia, ma con determinazione AMFM GIS Italia ha inteso esercitare la sua funzione di entità non governativa elaborando nell'anno in corso nove raccomandazioni circa LA GEO-LOCALIZZAZIONE COME ELEMENTO UNIFICANTE DELLE AZIONI E DELLE INFORMAZIONI PER I SERVIZI AI CITTADINI. Il processo è stato lungo: siamo partiti da alcune considerazioni individuate in una white-paper condivisa con tutti gli esperti che hanno voluto partecipare, esterni ed interni all'associazione. Abbiamo così prodotto delle prime raccomandazioni che sono state sottoposte all'attenzione di testimoni istituzionali privilegiati quali ISTAT , AgID, ANCI, EC, CISIS-CPSG e di una serie di associazioni del settore. Le note, i commenti e le critiche sono state presentate, discusse e recepite durante un workshop internazionale ed una conferenza nazionale http://www.amfm.it/ attivita/conferenze-amfm/conf2014.html. Ulteriormente tali raccomandazioni sono state presentate e discusse durante la conferenza ASITA nello scorso ottobre. Di seguito le raccomandazioni così come sono pubblicate sul sito http://www.amfm.it/ images/pdf/140925_Conferenza_2014/raccomandazioni_post_conf.pdf : 1. La Pubblica Amministrazione nell'ambito delle attività di e-government ed alfine di assicurare gli obiettivi dello sviluppo digitale (cfr. Digital Agenda ed H2020) deve mettere in grado di produrre e trasformare dati e informazioni geo-localizzati per realizzare prodotti e servizi finali per i cittadini e/o facilmente riutilizzabili da soggetti produttivi, assicurando la interoperabilità dei suddetti dati, prodotti e servizi . 2. Considerato che i dati geo-localizzati vengono raccolti e prodotti da autorità pubbli-

visita il sito www.rivistageomedia.it

che, soggetti privati, da organizzazioni non governative e dai cittadini, la loro distribuzione è opportuno che avvenga senza preclusione nei confronti della fonte. I dati geo-localizzati devono essere distribuiti, conformemente alla normativa vigente con particolare riferimento a quella Europea ( cfr. INSPIRE) , assicurando la protezione della privacy della persona, la tutela del copyright e dichiarando la responsabilità di chi li produce e distribuisce. 3. Per la produzione e la gestione dei dati geo-localizzati si devono seguire gli standard riconosciuti dei dati geografici e della pubblica amministrazione per quanto riguarda e-government. L'implementazione di tali standard , la diffusione del loro uso è una priorità in quanto condizione necessaria (ma non sufficiente) perché le opportunità e i valori economici impliciti nei dati e nell'informazione geo-localizzata possano essere colti dagli attori della digital economy. 4. Per assicurare il miglior utilizzo della geolocalizzazione e massimizzarne il valore dei dati geo-localizzati è necessario prevedere adeguati programmi di istruzione e di formazione in primo luogo nella pubblica amministrazione. Alle comunità di sviluppatori di software, alle imprese del settore, a coloro i quali accrescono il valore dei dati di geo-localizzazione si devono offrire opportunità di sviluppo in particolare guardando al settore delle start-up e all'occupazione giovanile. 5. La utilizzazione dei dati geo-localizzati richiede strumenti legislativi agili e cogenti che tengano in conto l'evoluzione sociale ed economica, i progressi tecnologici e lo sviluppo della pubblica amministrazione. E' necessario prevedere, in Italia oltre ai dispositivi legislativi e normativi già in essere sui dati geografici e quelli dell'e-government, efficaci e vincolanti linee guida che permettano di gestire i dati geo-localizzati e di realizzare servizi per i cittadini basati su di essi basati. 6. I servizi basati sui dati geo-localizzati devono essere quanto più possibile di semplice ed efficace utilizzazione da parte dei cittadini assicurando le vigenti norme sulla privacy. Per garantire la utilizzazione dei dati geo-localizzati nei servizi a tutte le categorie di cittadini, la Pubblica Amministrazione realizza interfacce semplici, agevoli da usare anche su dispositivi portatili ( smart phone, tablet, etc.). 7. I dati geo-localizzati, in quanto fondamentali per assicurare la buona qualità della vita, devono essere distribuiti gratis pro-

teggendone la proprietà di origine ovvero essere assoggettati a trasparenti e controllati processi di licenza onerosa alfine di proteggere il consumatore ed il produttore dei dati e dei servizi. Il processo di aumento del valore dei dati iniziali deve essere monitorato e regolato. 8. Tra i vari dati geo-localizzati sono fondamentali quelli delle coordinate geografiche dei numeri civici degli edifici nelle aree urbane e nelle località produttive . Essi rappresentano un patrimonio fondamentale per il funzionamento della Pubblica Amministrazione, per l'erogazione dei servizi ai cittadini e per lo sviluppo delle attività produttive ed innovative. Deve quindi essere garantita, nella necessità di definire un processo di avvicinamento alla geo localizzazione puntuale degli indirizzi, la diffusione gratuita dei numeri civici geo referenziati in formati anche elaborabili o acquisibili con sistemi machine to machine. L’accrescimento di questo indispensabile patrimonio potrebbe avvenire anche attraverso il coinvolgimento di privati cittadini, imprese, associazioni ecc. e attraverso l’uso dei moderni strumenti di comunicazione mobile (smartphone, tablet, ecc.). 9. Tra i vari dati geo-localizzati sono fondamentali i toponimi alla scala di maggiore dettaglio possibile. Anche i numeri civici dovranno essere diffusi completi dei toponimi (strada, località ecc.) in cui questi ricadono descritti in modo opportunamente standardizzato.Al fine di rendere il territorio ed i servizi ai cittadini su di esso localizzati utilizzabili da tutti superando barriere di conoscenza e di lingua. Che cosa accadrà a seguito di tali raccomandazioni? AMFM continuerà a lavorarci ed a diffonderle. “Quelli che possono fare qualcosa”, ai quali le raccomandazioni sono dirette, reagiranno? Questo non è certo ma è auspicabile. Il settore della ICT cresce di importanza nell'agenda del governo ma se si tralascia quello della geo-localizzazione si continua a commettere un errore grossolano che ha già portato forti negatività alla nostra società. Il terzo settore, rappresentato in questo caso da AMFM GIS Italia, dovrebbe essere sentito sul punto.

AUTORE

Mauro Salvemini mauro.salvemini@uniroma1.it

RIFERIMENTI http:/www.amfm.it

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SMART CITIES

Smart cities or dumb cities? Si tratta davvero di Città Smart? Uno studio dell’European Samsung Lifestyle Research Lab ha elaborato un Samsung Technomic Index che evidenzia i consumi in tecnologie nelle varie nazioni europee. L’Italia, nonostante la profonda crisi economica, ha i consumi più alti in tecnologie in Europa. La spesa media degli Italiani è di circa 559 euro in prodotti hi-tech, praticamente il doppio dei francesi (223 euro) e inglesi (274 euro) e molto superiore a quella dei tedeschi (323 euro). In questo scenario dove le tecnologie sono sempre al primo posto della lista dei desideri diventa molto popolare per il decisore riempire le citta di gadget elettronici o appaltare applicazioni per tablet e smartphone, puntando spesso sull’aspetto prevalentemente ludico della tecnologia e solo lateralmente considerandone l’effettiva utilità o la risposta a un’esigenza concreta. Un po’ come accade per i bambini con i videogiochi, i decisori hanno concentrato l’attenzione sulle applicazioni mobili perdendo di vista la città nel suoi insieme, molto spesso lo stesso concetto di città. Molti termini sono stati adottati negli ultimi decenni per descrivere diversi approcci alla città. Małgorzata Hanzl (vedi in figura) definisce una sorta di classifica di questi termini in base alla popolarità in questo momento. Il termine smart è il più popolare in questo periodo ed è adottato in qualsiasi contesto riguardante la città. Si tratta di una sorta di prefisso telefonico da anteporre ad ogni termine o concetto già definito in letteratura. Viene molto di frequente adottato nel linguaggio comune ed in tutti i tipi di pubblicità, un po’ come nei disegni animati dei puffi abbiamo la “puf-foresta”, le “pufbacche” le “puf-fragole” ecc. (Murgante e Borruso, 2014). Allo stesso modo la partecipazione diventa smart partecipation, i trasporti diventano smart mobility e anche triangolo della sostenibilità diventa il triangolo smart. Gli stessi sei assi delle smart city, considerati in una prospettiva di integrazione, spesso descritti come una rivoluzione culturale, non sono altro che la prima lezione di pianificazione urbana. È del tutto evidente che la mobilità ha stretti rapporti con l'economia, le persone, la governance, l’ambiente e la qualità della vita. Ad esempio, Masdar City considerata uno dei simboli delle città intelligenti progettata da Foster and Partners, è certamente una città pensata in funzione di tutte le precauzioni in termini di risparmio energetico e riduzione delle emissioni. La domanda è: è sostenibile una sorta di città futuristica realizzata nel deserto? Non è da mettere in discussione la qualità e i dettagli del progetto, ma l'idea di base. Anche la Ski Dubai ha molte misure di risparmio energetico, ma non è sicuramente intelligente realizzare un impianto sciistico in uno dei posti più caldi del mondo.

Fig. 1 - I dieci commandamenti per la città (Hanzl, 2014 http://goo.gl/TTDaF6)

Nell'analizzare tecnologie applicate alla città è fondamentale distinguere se le innovazioni hanno rapporti con l'ambiente urbano o meno. La domanda principale da porsi è: sono queste tecnologie utili per la città o si tratta semplicemente di soluzioni alla ricerca di un problema? Il problema è che non è facile distinguere chiaramente questi due aspetti anche a causa della campagna di comunicazione organizzata dai produttori di dispositivi e da alcune comodità che diverse applicazioni producono. Secondo Alberto Brandolini “the amount of energy necessary to refute bullshit is an order of magnitude bigger than to produce it” (http://goo.gl/Z4TXbk). I principali sforzi nei prossimi anni devono essere concentrati nel distinguere ciò che è bullshit da ciò che è utile per la città.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Murgante B., Borruso G. (2014) “Smart City or Smurfs City” Lecture Notes in Computer Science vol. 8580, pp. 738–749. Springer International Publishing Switzerland DOI: 10.1007/978-3-319-09129-7_53 Murgante B. and Borruso G., (2014) “Smart Cities in a Smart World”, in Rassia S. and Pardalos P. (edited by), Future City Architecture for Optimal Living, Springer Verlag, Berlin, (Forthcoming) TechEconomy (2014), Samsung Techonomic Index: italiani primi in Ue per spese high tech, http://www.techeconomy.it/2014/07/21/samsung-technomicindex-italiani-primi-in-ue-per-spese-high-tech/ (21 / 07 / 2014; accesso 15 / 10 / 2014). Masdar City official website http://masdarcity.ae/en/ (accesso 15 / 10 / 2014). Foster and Partners http://www.fosterandpartners.com/projects/masdardevelopment/ (accesso 15 / 10 / 2014)

AUTORI

Beniamino Murgante, murgante@gmail.com Giuseppe Borruso, giuseppe.borruso@deams.units.it


AGENDA

2014-2015 19 Novembre 2014 GIS Day 2014 www.geoforall.it/akyd 20-21 Novembre 2014 Blue Economy and Geoinformation Services Bari www.geoforall.it/hddc

3-5 Dicembre 2014 10a Conferenza Internazionale gvSIG Valencia (Spagna) www.geoforall.it/99hp

14-16 Aprile 2015 Ocean Business 2015 Southampton (UK) www.geoforall.it/q9kc

27-28 Maggio 2015 The GEOSPATIAL Event Londra www.geoforall.it/hhac

4 Dicembre 2014 GeoDATA 2014 London Showcase London (UK) www.geoforall.it/q998

15-16 Aprile 2015 Conferenza Esri Italia Roma

9-11 Giugno 2015 World Geospatial Developers Conference China www.geoforall.it/hhfa

25 Novembre 2014 Benchmarking Energy Sustainability in Cities Torino www.geoforall.it/qa3f

8-10 Dicembre 2014 European LIDAR Mapping Forum Amsterdam www.geoforall.it/hhxx

26-28 Novembre 2014 NanotechItaly Venezia www.geoforall.it/hfu3

4-6 Febbraio 2015 The Unmanned Systems Expo The Hague (The Netherlands) www.geoforall.it/qwq4

26-28 Novembre 2014 Symposium on Service-oriented Mapping 2014 Vienna (Austria) www.geoforall.it/a3qd

25-27 Marzo 2015 Photogrammetric Image Analysis (PIA) High-Resolution Earth Imaging for Geospatial Information (HRIGI) Munich (Germany) www.geoforall.it/q99y

27 Novembre 2014 Conferenza Utenti Leica HDS Roma www.geoforall.it/q3rf

25-27 Marzo 2015 Photogrammetric Image Analysis Munich, Germany PIA15 www.geoforall.it/9p8a

20-25 Aprile 2015 Istanbul (Turkey) The World Cadastre Summit Congress and Exhibition www.geoforall.it/q9wa 28-30 Aprile 2015 GISTAM 2015 Barcellona (Spain) www.geoforall.it/ayu3 13-14 Maggio 2015 Technology for All www.technologyforall.it Roma

Technology for All 2015 Tecnologie per il territorio le smart city e i beni culturali

25-29 Maggio 2015 INSPIRE-GWF 2015 Call for Abstracts Lisbon (Portugal) www.geoforall.it/qapk

Roma 13-14 Maggio www.technologyforall.it

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Geomedia 4 2014  

La prima rivista italiana di geomatica e geografia intelligente

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